IL SECONDO PERIODO
INTERMEDIO
(1773 a.C.-1550 a.C. circa)
A cura di
Lorenzo Gusmeroli
1.1 Il collasso del Medio Regno
Le radici del Secondo Periodo Intermedio si trovano nella XII dinastia (1985 a.C.-1773
a.C. circa1), un’epoca di grande fioritura culturale e architettonica. A partire dal regno di
Amenemhat II2, terzo sovrano della dinastia, i legami con il Vicino Oriente si
intensificarono notevolmente, come dimostrato dai ritrovamenti del tesoro del tempio di
Tod3 e dei gioielli delle principesse Itit e Khnumit 4 con motivi asiatici5. Queste relazioni
amichevoli favorirono massicce migrazioni di popolazioni provenienti in particolare
dalla terra di Canaan nel Delta del Nilo, dove alcune di queste iniziarono a rivendicare
l’indipendenza verso la fine del periodo6.
Tuttavia, ciò si verificò in concomitanza con un problema nella successione
dinastica: il quasi cinquantenario regno di Amenemhat III, sesto sovrano della XII
dinastia, rese impossibile la presenza di un erede giovane alla sua morte. Poco prima
della fine del suo regno, quindi, il sovrano nominò coreggente e successore designato
Amenemhat IV, che però salì al trono in età avanzata 7. Vi sono diverse teorie
sull’identità di quest’ultimo: secondo alcuni studiosi egli sarebbe nipote di Amenemhat
III8, mentre secondo altri figlio di Hetepi, una sposa secondaria di quest’ultimo
sovrano9. Durante i suoi nove anni di regno, Amenemhat IV proseguì la politica dei suoi
predecessori, intrattenendo rapporti con il Vicino Oriente. Ma ciò non fece altro che
agevolare l’infiltrazione di popolazioni asiatiche nel settentrione del Paese 10.
Amenemhat IV non lasciò un’impronta significativa nella storia dell’Egitto, forse a
causa della mancanza di carisma oppure per la sua età11.
Alla sua morte, il sovrano non fu succeduto da nessuno dei suoi figli, bensì da
Sobekneferu, figlia di Amenemhat III e forse sorella di Amenemhat IV 12. Fu una delle
1
Shaw 2004: 483.
2
Per il periodo di regno dei singoli sovrani della XII dinastia, vedi Tabella 1 (????????????????).
3
Località posta a circa venti chilometri a sud di Tebe (vedi Figura 1).
4
Verosimilmente figlie di Amenemhat II (cfr. Grajetzki 2006: 45).
5
Piacentini 2023: 138-139; Amenta 2005.
6
Sebbene sembri che la popolazione cananea abbia proclamato la propria sovranità solamente durante il
regno di Sobekneferu, l’ultima sovrana della XII dinastia, vi sono indicazioni che potrebbero suggerire
che si fosse già resa autonoma sotto Amenemhat IV, predecessore di Sobekneferu. (cfr. Ryholt 1997: 293-
294).
7
Murnane 1977: 13-20; Grajetzki 2006: 61-62.
8
Callender 2004: 158.
9
L’ultima ipotesi menzionata è quella più diffusa. (cfr. Grajetzki 2006: 58).
10
Piacentini 2023: 152.
11
Wilkinson 2012: 179.
12
Gillam 2001: 301.
poche donne a governare in Egitto13 nonché la prima ad adottare la titolatura reale al
femminile, contraddistinguendosi così da qualsiasi altra regnante femminile
precedente14. La salita al trono di Sobekneferu non può essere attribuita al suo status
reale, poiché il padre aveva precedentemente designato Amenemhat IV come suo
successore, il quale a sua volta aveva chiari eredi 15. È plausibile dunque ipotizzare,
come sostenuto dall’egittologo Kim Ryholt, che Sobekneferu abbia usurpato il trono
agli eredi di Amenemhat IV, forse motivata dalla delusione per l’adozione del fratello
come coreggente16. Il conflitto era inevitabile e la regina, dal canto suo, mise in risalto il
suo legame di discendenza con Amenemhat III, ignorando di fatto il regno di
Amenemhat IV17. Per questa ragione focalizzò tutte le sue energie nei progetti di
costruzione ad Hawara, il luogo dove suo padre aveva eretto la sua seconda piramide 18.
Tuttavia, i lavori vennero presto interrotti dalla morte della regina dopo circa quattro
anni di regno19.
Con il regno di Sobekneferu gli egittologi sono soliti far terminare la XII
dinastia e il Medio Regno20. La grande debolezza della fase finale di questo periodo non
fece altro che offrire alle genti cananee poste nel Delta la tanto desiderata opportunità di
rendersi indipendenti21. Purtroppo, le conseguenze furono a dir poco catastrofiche.
1.2 L’inizio del Secondo Periodo Intermedio: La XIII e la XIV
dinastia
La morte di Sobekneferu segna generalmente l’inizio del Secondo Periodo Intermedio 22
nonché il passaggio del potere alla XIII dinastia 23 (1773 a.C.-1650 a.C. circa24), una
13
Nella storiografia dell’antico Egitto emergono indizi dell’esistenza di altre regnanti femminili:
Meretneith (I dinastia), che sembra abbia regnato come reggente per suo figlio Den; Setibhor (V dinastia),
che potrebbe essere stata una regina regnante; Nitocris (VI dinastia), che viene generalmente ritenuta
regnante, anche se le prove a sostegno siano limitate (cfr. Cooney 2018: 30; Roth 2005: 12; Ryholt 2000:
92).
14
Cooney 2018: 12-14.
15
Dodson e Hilton 2004: 102-104.
16
Ryholt 1997: 294.
17
Wilkinson 2012: 179.
18
Amenemhat III eresse una piramide a Dahshur e una ad Hawara (cfr. Verner 2001: 427-428).
19
Callender 2004: 159.
20
Simpson 2001: 456.
21
Wilkinson 2012: 181.
22
Grimal 1992: 182.
23
Gillam 2001: 403; Simpson 2001: 456.
24
Shaw 2004: 483.
linea dinastica debole composta da circa cinquanta sovrani, il cui ordine risulta incerto
nonostante si conosca il fondatore: Sobekhotep I25, forse un figlio di Amenemhat IV26.
Diverse teorie sono state proposte riguardo all’ascesa al potere di questa dinastia: la più
accreditata ipotizza una sorta di successione a rotazione messa in atto dalle famiglie più
potenti del Paese dopo aver ottenuto l’indipendenza al termine della XII dinastia 27.
Questi sovrani riuscirono a mantenere una sorta di continuità con i predecessori del
Medio Regno, regnando su un Egitto unito 28 e mantenendo efficiente
l’amministrazione29. Inoltre, la capitale rimase Itj-Tawy 30, così come durante la XII
dinastia31, anche se venne progressivamente abbandonata in favore di Tebe 32. Per queste
ragioni, secondo alcuni studiosi il dominio della XIII dinastia deve essere inserito
all’interno del Medio Regno33.
Tuttavia, vi sono alcuni fattori negativi che inducono i restanti egittologi a
considerarla come parte del Secondo Periodo Intermedio 34. In particolare, proprio con
l’avvento di questa dinastia si osserva un significativo ridimensionamento del ruolo del
sovrano, il quale viene declassato a uno status meno influente rispetto al passato, con il
potere prevalentemente concentrato nell’alta amministrazione 35. Oltre a ciò, il controllo
delle frontiere, in particolare quella meridionale, venne notevolmente trascurato,
spingendo le comunità insediate nelle fortezze nubiane 36 a volgersi verso sud, alla
ricerca di un nuovo potenziale alleato, che venne trovato nel Regno di Kush. Nonostante
fosse nemico dichiarato dell’Egitto, il Re di Kush 37 disponeva di risorse auree sufficienti
25
Per il periodo di regno dei singoli sovrani della XIII dinastia, vedi Tabella 2 (????????????????).
26
Baker 2009; Ryholt 1997.
27
Wilkinson 2012: 184.
28
Kim Ryholt sostiene, invece, che alla morte di Sobekneferu, l’Egitto si sia diviso in due grandi sfere di
influenza, gestite rispettivamente dalla XIII e dalla XIV dinastia (cfr. Ryholt 1997: 75). Dal canto suo,
Thomas Schneider nega questa tesi, sostenendo che le prove a favore di tale ipotesi siano assai deboli (cfr.
Schneider 2006: 177).
29
Callender 2004: 159.
30
Quirke 2001: 394.
31
La città fu istituita come nuova capitale da Amenemhat I, primo sovrano della XII dinastia (cfr. Arnold
1991).
32
La XIII dinastia si trasferì a Tebe molto probabilmente durante il regno di Merneferre Ay. Secondo
Daphna Ben-Tor, lo spostamento della capitale fu causato dall’invasione di popolazioni cananee nel Delta
orientale e nella regione di Menfi. (cfr. Ben-Tor 2010: 91).
33
Bourriau 2004: 178.
34
Ryholt 1997.
35
Grimal 1992: 183.
36
Durante il regno di Sesostri I (XII dinastia), ebbe inizio la costruzione di fortezze in Nubia, al fine di
garantire la sicurezza del confine meridionale del Paese. Questo sistema difensivo fu notevolmente
ampliato dal successore, Sesostri III, durante le sue quattro campagne militari in Nubia. Tale “catena”
difensiva resse fino all’avvento della XIII dinastia, quando il Regno di Kush riuscì a conquistarla (cfr.
Piacentini 2023; Lawrence 1965).
37
Il titolo di Re di Kush veniva attribuito dagli Egizi al sovrano il cui centro di potere era situato a
Kerma, a sud della Terza Cateratta (cfr. Bourriau 2004: 196).
per attirare l’attenzione delle comunità egizie incaricate della sorveglianza dei confini
meridionali che, vista la situazione di debolezza in cui versava l’Egitto, cambiarono
rapidamente schieramento in vista di possibili benefici38.
Lo sfaldamento dell’Egitto era ormai alle porte e il panorama politico si
stabilizza con un equilibrio tra due forze politiche coese: una seconda linea dinastica,
infatti, emerse nel nord del Paese e passò alla storia come la XIV dinastia (1720 a.C.-
1650 a.C. circa39). Kim Ryholt ipotizza che essa abbia avuto origine alla fine della XII
dinastia, durante o poco dopo il regno di Sobekneferu 40. Tuttavia, questa ipotesi incontra
l’opposizione di alcuni egittologi, tra cui Janine Bourriau, Daphna Ben-Tor e James e
Susan Allen, i quali argomentano che la XIV dinastia non potrebbe essersi sviluppata
prima della metà della XIII, quando l’Egitto iniziò a frammentarsi 41. In generale, non
esiste un accordo unanime sulla cronologia assoluta della XIV dinastia. Il sovrano
meglio documentato di quest’epoca è Nehesy42, un ufficiale militare al servizio di Itj-
Tawy43. Molto probabilmente egli assunse il comando delle fortezze del nord dell’Egitto
e pose la sua capitale nel Delta orientale, presso il sito di Hutwaret 44, meglio noto come
Avaris45. La presenza di un nuovo centro di potere a settentrione colpì duramente la XIII
dinastia, che in breve tempo rimase priva di collegamenti con il Vicino Oriente. La
situazione economica si rese ancora più critica probabilmente a causa di un periodo di
carestia e pestilenze46, evidenziato archeologicamente da sepolture affrettate 47. La
popolazione di Hutwaret venne decimata e un destino simile si presume dovette colpire
il resto dell’Egitto.
38
Van de Mieroop 2021: 110-111.
39
Ryholt 1997: 198-200; Shaw 2004: 484.
40
Secondo la sua teoria, la popolazione locale cananea, insediata nel Delta orientale, dichiarò la propria
indipendenza e respinse qualsiasi tentativo da parte della XIII dinastia di riconquistare il Delta (cfr.
Ryholt 1997).
41
Le prove provenienti dai livelli stratigrafici stabiliscono in maniera definitiva che questa dinastia fosse
contemporanea con la XIII dinastia solamente a partire dal 1720 a.C. circa (cfr. Ben-Tor, Allen S. e Allen
J. 1999; Bourriau 2004).
42
Per il periodo di regno dei singoli sovrani della XIV dinastia, vedi Tabella 3 (????????????????).
43
Baker 2009: 277; Bourriau 2004: 177.
44
Wilkinson 2012: 186.
45
Città Situata nella regione nord-orientale del Delta del Nilo (vedi Figura 1).
46
Bietak 1991: 38.
47
Piacentini 2023: 159.
1.3 L’arrivo degli Hyksos: la XV e la XVI dinastia
Colpito da implacabili epidemie, l’intero Basso Egitto si trovò alla mercé di temibili
aggressori di origine semitica, i quali, con la forza dei lori carri da guerra trainati da
cavalli, annientarono rapidamente la XIV dinastia: erano arrivati gli Hyksos. La loro
ascesa rappresentò un momento traumatico poiché, per la prima volta nella storia
Egizia, il Paese fu governato, direttamente o indirettamente, da un sovrano straniero che
parlava una lingua semitica e aveva usi e costumi asiatici 48. Il termine greco “Hyksos”,
derivato dall’egiziano “Hqȝw Ḫȝswt” (“Heqau Khasut”), significa “Capi delle Terre
Straniere”49 e riflette infatti il loro status di governanti non egizi50. Tuttavia, questa
designazione era impiegata in modo generico per riferirsi a tutti i sovrani provenienti
dalla Nubia o dalla Palestina51, rendendo così più complesso il compito di stabilire con
precisione l’origine di questa popolazione. I sei sovrani Hyksos, durante il loro periodo
di dominio passato alla storia come la XV dinastia (1650 a.C.-1550 a.C. circa 52),
introdussero un’organizzazione più sofisticata con nuove tecnologie militari, come il già
citato carro da guerra trainato da cavalli, che diedero loro un vantaggio significativo
nelle battaglie53. L’area sottoposta al controllo diretto degli Hyksos probabilmente si
limitava al Delta orientale con la loro capitale, Avaris, strategicamente posizionata al
crocevia del ramo Pelusiaco54 del Nilo55. La città, già assurta come centro di potere
durante la XIV dinastia, venne trasformata in un centro urbano caratterizzato da una
cultura influenzata dalle tradizioni asiatiche56.
I sovrani Hyksos57 avanzarono imperterriti verso il sud dell’Egitto, portando
morte e distruzione. La loro avanzata, sommata a quella del potente Regno di Kush da
sud, portò così al termine della XIII dinastia, lasciando nell’Alto Egitto un importante
vuoto di potere58. In questo frangente, i governanti locali 59, forse con stretti legami con
48
Wilkinson 2012: 187.
49
Ikram 2013: 92-93; Flammini 2015: 240.
50
Le evidenze indicano che gli Hyksos fossero probabilmente di discendenza amorrea, un popolo semita
nomade che abitava a ovest dell’Eufrate, oppure hurrita (cfr. Bietak 1991).
51
Mourad 2015: 10.
52
Shaw 2004: 484.
53
Piacentini 2023: 160.
54
Il ramo del Nilo noto come Pelusiaco, attualmente sepolto sotto le sabbie, trae il suo nome dalla città di
Pelusio (vedi Figura 1).
55
Ilin-Tomich 2016: 7.
56
Wilkinson 2012: 187.
57
Per il periodo di regno dei singoli sovrani della XV dinastia, vedi Tabella 4 (????????????????).
58
Török 2009: 104-105.
59
Per il periodo di regno dei singoli sovrani della XVI dinastia, vedi Tabella 5 (????????????????).
la dinastia ormai scomparsa, si assunsero il compito di restaurare l’ordine e diedero il
via alla XVI dinastia60 (1650 a.C.-1580 a.C. circa61). Quest’ultima era governata da
tebani che si comportarono inizialmente come vassalli nei confronti degli Hyksos 62 il
cui dominio era limitato alla sola Tebe 63. Furono però rapidamente sopraffatti dagli
Hyksos, che estesero la loro avanzata nell’Alto Egitto fino a mettere sotto assedio e a
conquistare la capitale Egizia.
Le circostanze che portarono alla riconquista egizia della capitale rimangono
ancora oggi oscure: i tebani potrebbero essersi avvalsi di negoziati diplomatici o di patti
temporanei, preparandosi così per la grande guerra di liberazione dell’Egitto 64. Secondo
Kim Ryholt, potrebbe essere emersa, contemporaneamente alla XVI, anche una dinastia
ad Abido, che esercitò il suo dominio su Abido e le regioni circostanti per circa un
ventennio65. Tuttavia, questa teoria non è universalmente accettata e suscita controversie
tra gli egittologi66.
1.4 La liberazione dell’Egitto: la XVII dinastia
L’opera di liberazione dell’Egitto prese il via durante il regno di Rahotep 67, che a Tebe68
divenne sovrano e fondatore della XVII dinastia (1580 a.C.-1550 a.C. circa 69)70. Come
affermato da Kim Ryholt, il regno di questo sovrano avrebbe avuto inizio poco dopo il
declino della XVI dinastia, ovvero a seguito della conquista di Tebe da parte degli
Hyksos71. Questi ultimi si sarebbero poi ritirati verso Avaris dopo aver saccheggiato e
distrutto la città. Rahotep, dunque, intraprese un ampio programma di ricostruzione dei
60
Dodson e Hilton 2004: 116.
61
Shaw 2004: 484.
62
Coloro che considerano i sovrani della XVI dinastia come vassalli degli Hyksos li definiscono
occasionalmente come Piccoli Hyksos, stabilendo un confronto con i Grandi Hyksos, ossia i regnanti
della XV dinastia (cfr. Lalouette 1995).
63
Bourriau 2004: 191.
64
Dodson e Hilton 2004: 116.
65
Ryholt 1997: 163-166.
66
Ben-Tor, Allen S. e Allen J. 1999.
67
Per il periodo di regno dei singoli sovrani della XVII dinastia, vedi Tabella 6 (???????????????).
68
Alcuni studiosi avanzano teorie riguardo a possibili legami tra la XVII dinastia e i Nubiani, poiché
alcuni membri della dinastia mostravano somiglianze cranio-facciali con i Nubiani contemporanei.
Tuttavia, mancano prove definitive che Rahotep fosse di origine nubiana; quindi, la maggior parte degli
studiosi considera la XVII dinastia come una dinastia egizia nativa (cfr. Harris e Wente 1980; Redford
2006; Yurco 1989).
69
Shaw 2004: 484.
70
Gardiner 1997: 148; Baker 2009: 341.
71
Ryholt 1997: 309.
templi e dei centri danneggiati dagli Hyksos nell’Alto Egitto, riaffermando al contempo
le pratiche religiose tradizionali. Attraverso tali iniziative, egli intendeva chiaramente
ribadire la sua legittimità come sovrano d’Egitto 72. I successivi sovrani della XVII
dinastia proseguirono la politica di Rahotep ma continuarono ad incontrare difficoltà sia
interne che esterne, ritardando così lo scontro con gli Hyksos. Durante il regno di
Sobekemsaf II, sesto sovrano della dinastia, vennero intraprese spedizioni nelle miniere
di Gebel Zeit73 con lo scopo di potenziare le risorse belliche 74: Tebe era finalmente
pronta a confrontarsi con gli odiosi Hyksos.
Tuttavia, dalle lontane terre nubiane, si manifestò una massiccia offensiva
orchestrata dal Re di Kush, che dilagò verso nord depredando città, villaggi, templi e
tombe75. L’egittologo Toby Wilkinson ha commentato riguardo all’avanzata dei kushiti:
L’invasione degli eserciti di Kush fu spaventosa e traumatica ma impartì alla
XVII dinastia una lezione salutare: prima che l’Egitto potesse lanciare una
campagna militare per la riunificazione nazionale, doveva innanzitutto mettere
in sicurezza il proprio fianco meridionale.76
Il confronto tra Tebe e gli Hyksos, dunque, ebbe inizio solamente durante il regno del
penultimo sovrano della XVII dinastia: Seqenenra Taʿo II. Lo scontro è documentato
esclusivamente da fonti che sostengono la causa di Tebe, rendendo arduo il compito di
costruire una cronologia accurata77. Queste testimonianze dipingono il conflitto come
una lotta eroica per l’indipendenza nazionale, un’interpretazione precedentemente
accettata dagli studiosi ma ora considerata discutibile 78. Taʿo II dunque, dalla cittadella
fortificata di Deir el-Ballas, nei pressi di Copto, guidò personalmente la prima serie di
attacchi contro gli Hyksos di Apopi, mettendosi al comando del suo esercito 79. Tuttavia,
il destino che lo attendeva si dimostrò tutto fuorché benigno: durante la battaglia 80, il re
fu sbalzato dal suo carro da guerra e, privo di difese, il suo cranio fu brutalmente
72
Bourriau 2004: 205.
73
Situata nel Deserto Orientale, tra il fiume Nilo e il Mar Rosso, questa località è rinomata per le sue
ricche risorse minerarie. Tra queste, la galena risulta particolarmente importante (cfr. Bresciani 2005).
74
Wilkinson 2012: 194.
75
Piacentini 2023: 165.
76
Wilkinson 2012: 194-195.
77
Morenz L. e Popko 2010: 108-109.
78
Popko 2013: 1-2.
79
Piacentini 2023: 165.
80
Garry Shaw ha proposto una teoria alternativa sulla morte di Seqenenra Taʿo II, suggerendo che possa
essere stata causata dall’esecuzione per ordine di Apopi. Shaw, dopo aver esaminato varie ipotesi e prove,
ha concluso che la spiegazione più verosimile è stata un’uccisione cerimoniale da parte di un comandante
nemico, avvenuta dopo la sconfitta di Tebe sul campo di battaglia (cfr. Shaw 2009).
infranto dall’ascia di un guerriero Hyksos 81. Il corpo del sovrano fu repentinamente
riportato a Tebe, mentre le speranze del popolo egizio riposavano sul giovane Kamose,
il figlio di Taʿo II.
Kamose scelse di focalizzare le sue risorse contro il Regno di Kush, poiché gli
Egizi non potevano combattere efficacemente su entrambi i fronti 82. Egli avanzò verso
sud con l’obiettivo di stabilire una zona cuscinetto in Nubia e prevenire ulteriori
attacchi. Una volta arrivati a Buhen83, ripristinò le difese e istituì la carica di “Viceré di
Kush” per controllare le preesistenti fortezze egizie. Primo Viceré di Kush fu un
funzionario egizio di nome Teti84. Poco dopo, Kamose diresse il suo esercito verso nord
e avviò una campagna militare contro diverse città leali agli Hyksos. Le gesta di questa
impresa sono documentate su tre stele monumentali erette a Karnak, la prima delle quali
è nota come Tavoletta Carnarvon85 e contiene il celebre lamento di Kamose86:
A qual fine, io vorrei sapere, c’è questo mio potere, se un capo è in Avari
[Hutwaret] e un altro in Kusc [Kush], ed io siedo insieme con un asiatico e con
un nubiano, e ognuno ha il suo pezzo di questo Egitto? Chi divide la terra con
me, non gli passo accanto (?) tanto lontano quanto Menfi, e l’acqua d’Egitto.
[…] Ecco, egli tiene Ermopoli, e nessuno resta, essendo rovinato dalla servitù
dei Setiu [i Beduini asiatici]. Verrò alle prese con lui e gli sbranerò il corpo: il
mio desiderio è quello di liberare l’Egitto e di percuotere gli Asiatici. 87
Nelle stele, Kamose narra il suo assalto alla città di Nefrusi, dove il governatore,
sebbene egizio di nascita, era leale agli Hyksos. In aggiunta, racconta di come abbia
intercettato un messaggero di Apopi diretto verso il Regno di Kush per proporre una
spartizione dei territori Egizi, optando per risparmiarlo affinché trasmettesse al re
Hyksos un messaggio intimidatorio88. Nonostante la riuscita dell’assalto ad Avaris, la
prematura morte di Kamose privò l’Egitto della possibilità di porre fine definitivamente
alla guerra89.
81
Popko 2013: 4; Smith 2000.
82
Wilkinson 2012: 204.
83
Insediamento situato lungo il corso del Nilo, al di sotto della Seconda Cateratta (vedi Figura 1).
84
Ryholt 1997: 182-183.
85
Nel 1908, l’archeologo Howard Carter, con il sostegno finanziario di Lord Carnarvon, fece una
scoperta significativa nella Tomba Numero 9 della necropoli di Tebe: due tavole di legno coperte di
scrittura ieratica. Queste riportavano una copia di un testo epigrafico che narrava delle campagne militari
condotte appunto da Kamose contro gli Hyksos (cfr. Gardiner 1916).
86
Wilkinson 2012: 196-197.
87
Bresciani 1969: 247.
88
Popko 2013: 4.
89
Piacentini 2023: 166.
Bibliografia
Nessuna fonte nel documento corrente.