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lacostruzione alpina

“ Grigioni, Trln, (CH), quoia 1060 m circa


Cina di legno costruita nel 1566 perdue famiglie.
L'abitazionea destra nella fotoè costruita con la
tecnica del Blockbau.. L'abitazionea sinistra inve-
ceè stuta intonacatae dipinta nel 1738. Oggi l'edi-
f op uapcondominjo per cinque famiglie, ma la fi-
7 prodotte dalla cultura locale, sia da porre
3¥caicbe castrcttive in relazione con il modo dicostruire. Il
“tipo edilizio’" ha più significato in pianu-
Innumerevoli volumi sono stati pubbli- ra, dove la cmtruzionea muri portanti na-
cati negli ultìmi decenni sulle costnizioni sce dal1'accostamento di volumi semplici.
alpine: pocki que\ti che esamiziano le tec- In montagna invece la complessità del-
niche costrutüvee ne mettono inrisalto le l'ambiente fa prevalere l'aspetto tecnolo-
relazioni con l'architettura dell'edificio. gico.E nell'uso delle tecniche la creativi-
In Italia solo Mario Gerrghini in 'To- M dei progel?jsti ha la sua espressione piú
struire in montagna” del 1956' examina variae più alta. Le innumerevoli soluzio-
l'intero territorio alpino, anzi si occupa ni presenti nel territorio alpino non con-
della montagna in gcnerale,e él suo inte- sentono classificazioni schematiche: at-
jesse si rivoige piñ the alco alie tecnichetraverso l'analisi dì ediCci significativi
contemporanec. Uno dei pin ínteressanti nelle varie zone delle Alpi farò in modo di
intervenüú di Edoardo Gellner, architetto, sottoporre al lettore un buon numero di
austriaco di cultura italiana, di grande casi che permettano di comprendere ed
esperienza professionale,e rigiiarda le an-apprezzare la molteplicità di soluzionie la
tiche tecniche costruttive dell'aiupeiiano perizia con cui sono state realizzate. La
e delle Dolomiti venete'. Ciellner apprn- scelin non è stata fatta con i criteri di una
fondisce l'aignmento con spieJ;azioni e selezione scientifica capace di rappresen-
disegni esaurientie dettagliati. Anclie in tare in modo embtematìco tuttii casi pos-
Savoia, in Svizzera e nei pansi di lingua sibili. la sceltaè quasi casuale, determina-
tedesca ci sono pubblicazioni Ehe affron- ta dalla disponibilità di edifici ancorn suf-
tano in mc¥Jo approfondito, benchd solo ficientemente integrio adeguatamente do-
descrinivo analítico, 1’argomento delle cumentau. Inoltre non è stato possibile in-
zone diloro competenza. ln generale però dividuare elementi sufficientia definire in
i libri che riguardano l’intero aicn alpino mado sistemaùco un iter evolutiYo delle
si limitano ad una illustrazione formale tecniche costruttive: esporrb soloì casi in
dell'architettura, in riferimento ai tipi, cui dati attendibili sono stati ottenuti da
senza individuare il complessoe anicoIa- ricerche specifiche sviluppate da altri ri-
to rapporto che 1’architettura storica ha cercatorio da me.
con 1¢ tccnicbs costruttivc. Ritengo che Le considerazioni che seguono si riferi-
l'architcttura Stella casa alpina pié che con
scono ad edifici costruiti prima degli funi
ipotetiche ‘tipologie", espressione sche- EJnquanta del secolo scorso. Dopo lase-
matica di esigenze funzionali distributive conda guerra mondiale si diffondono nel-
7/2

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CamScanner"
le Alpi materialic modi dicostruire estra- elementi romaninella cultura nfpinn, ef-
nei che sconvolgono lacontinui\à di uno fctti drll'adaitamento deglì autoctonìe
ii rormalee tecnologico niil]ena- non dì colonizzazione...'
rio. Esaminerò pìù aYaflti le problemati- Architenura di pieira che, in certe tone.
che, poste giù negli imni Izenfo. con I’in- come peresempio in Ossola (1)e in alcu-
coduzionc nel territorio slpino dei primi ne valli del Sopraceneri (CH), caratterizza
tentativi di queIìo che allora si definita ar- tutto l'edificio: murature, balconi, menso
chitetturaiftoderna. -arò un accenno an- le, gradini, scale, coperture ma anche spal-
che she problem2tiche dell’architettura le, voltini, davanzalie soglie di portee fi-
cortieitiyoranea. ncstre: il legno comparea volte solo nel
Sulle Alpi tutte le costruzioni sono di limpano del tettoo nella sporgenza della
Ieynoe pictra con piantaa base quadrata gronda (ill. 7/3). In altre invece, come nel-
a rettangolaree tettoa duc falde: le ecce- le valli occitane (éap. 20), nella val d’Ao-
zioni, nelle costruzioni non precarie, sono sta(I) (ill. 28f 1 e 29f 1), nelle valli del ber-
più rare di quanto possa apparire ad un gamascoe delbresciano (I), nella Valtelli-
primo momento.A contatto con i1 terreno na (I),e in molte valli del Trentino, della
c'è uno zoccolo di pietra, rna il resto del- Carnia (I) {cap. 58)c del Friuli (1), in zone
l'edificio può essere costruito in tutte le particolari de1l’Ossola (ill. 7/2)‘ il legno
combinazioni possibili trai due materiali. integra la struttura di pietra: loggiati, bal-
Tutto legno, compreso la suutiura del iet- coni, scale. A Gressoney (I),v ìle Walser:
toe la copertura. Tutta pietra, escluso la ci sono edifici ron Ìl legno ds una panee
struttum del tetto ma compresa la coper- lapietre da1l'a1tra (ill. 7/41 rome nciGri-
tura. Sole varianti liiriiiate ad alcune zone: gioni (pag. 50). Nella Tarentaise (fi)e nel-
la copertura di paglia’e quella di cotton. la Haute Savoie (F) (cap. 24 e ill. 25f3},
Oppure casi intermedi: pietra sottoe le- come inalcune valli delle Dolomiti Vene•
.puo sopra; pietra su un latoe legno sul- te (I)e del Trentino (I).e nci Prigioni
l'altro: pietra davantie legno dìctro, con tCH) (ill. 7f5) lo base della cosimzioneè
tutte le combinazioni di tetto. Con l'e- di picua ma il leynaa volte prende il sn-
scluxiunc delle vuIJi in cui dal Xll secolo yravventoe caratterizza I’aspetto esterno
si sunu insediate popolazioni Wulser,e in dell'edificio. Nel Vallcxe (C'H) e ne! Kan-
7one di passa;ggio e che hanno subito 1’ in- loft Uri (CH), nel Vcntrlbcrg (A) e nella
l)uenz.a tedesca, l‘archiietturu sul versantc Carinzia (A), l'edificioé costniilo, almeno
sud delle Alpiè in genere di origine latina nei ierripi pin antichi, con una struttura
quasi interamente di legno (cap. 42. ill.
47/I, ill. 4g/2, cap. 49), anche sc mnìte u-
no rivestite con intonaco e dipinte (ìll. abbandonato con lo sviluppoe la concen-
43f4). Le cose dell'alta Valsesia (I) sono di trazione degli edifici, che accresceva il
legno con la stalla di pietm (ill. 31/1). Le pericolo di diffusione degti incendi'.
cosiddette Gotthaidhaus, nelle zone infor- La prevalenza di legnoo piekaè solo
no al San Gottardo, sono di legno con so- uno degli elementi significativi della co-
lo la cucina di pietra. Nell’Ampezzano (1) struzione alpina. L'aspetto più interessante
la pietra calcareaè usata per costruite la è coso‘kiito dalla incredibile varietà di solu-
pane abitata della casa, mentre stallas fie- zioni che lacombinazione diquesÌi due ma-
nile sono di legno tpag. 86 e ill. 54f 1). renali rende possibile. Praticamente ogni
delle zone ladinee dopo il XVI .secnlo an- valle, nelle centinaia che costituiscono un
che nell’Oberbayem(D), nel Ytrolo (1e Aì territorio di oltre $0.00I chilometri qua-
e inalcune Valli dellaSvizzera (in panico- dmti, ha soluzioni differenti. Una varietà tu-
lare nel Vallesee nei Gngìoni) 1’influenzn le da non permanere una classificazione o
italiana inducea soluzioni (ill. 7/5 e 7/6) una semplificazione, se non naturalmente
che pemiettono di intonacate la parte abi- per aspetti limitati. Nel commento alle illu-
tata della casa per poterla decoratee di- strazioniverranno individuate simililudinie
piogerea colori vivaci: in quesìi casi stal differenze in questo straordinario immenso
lae fienile, sul retmp sulfianco, sono di patrimonio di ideee soluzioni.
legnoa vista: l'abitazioneè in pietrao più
frequentemente in legno intonacato. Più
1 Maria Gerepfiini. “Costruire in montngna”. Ed.
recente. dal XIX secolo. il rivestimento delMiiiene. Milano. l95ó.
con piccole scaglie di legno (ill. 7f7), fre- 2 Eduardo Gelìtiei. “Architettura anonima ampex-
quente nel Vorariberg. zana”, Franco Muzzio& C Editore. Padova 1981:
11 motivo delìa scelta del materiale. pie- E-doardo C›ellner. “Architetttlfa Rurule nelle dolo-
mitJ vmcic”, Edizioni Doìomìii. Canina, 1988.
trao iegno, non è la sola disponibilità.
3 Per lo più dimore tcmpurante i» zone prealpine. 7/6
Studi dettagliati estesia turto l'arco alpi- Zone prc’«lpince fonclu\allca quota non e1evata. °
no* hanno dimostrato rhe quasi ovunque, Paul Gu chunnct, “Atena¢ ci›‘iIixzaziunc delle
almeno in origine. dove ambeduei mate- Alpi”. /aca Book. Milano. tgS6.
6 Nel pt•rrcmn JuII‘OssoÌa a\lit ¥’n1)c Gama alrravef-
riali erano disponibili, la scelta era dovu-
fin Cm•'eU. Avea, Goitto, r•vemc la vol Binn le
toa ragioni culturali. lu tempi successivi cons passano gradualmente da4Ja piCjYu a1 legno.
inalcune zone. come peresempio nell'al- 7 Vedi jx•re mr' : Gi«c0mcJ Doglio c Gerardo
to Savoia, il ridursi delle disponibilità in- Unia, “Abitare ic Alpi”. EJiziuni I' ierc, Cu-
neo. 1980.
duce le amminisirazioni localia vietare
Per esempio nella fraziorlD 8aIt Michele in val
l'uso del legno per le coperiureo per l'in- Formaxza dupu un incendio le case st no suiie ri-
tera costruZione. Altrove il legnoè stato costruite in pietra (ill. 32ft 1,

7fl

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CamScanner-
IN 6ãSa di pietra
8

Nel medioevo. nelle zone dì in£iuenZa


latina, le famiglie originarie' eostniivano
cose di pietraa vista', con muria secco di
pietrn lavorate (ill. 8f1)o con la malta di
calce posta in medo da sigillate le fessure
senza clie sì veda dall'esterno (ill. 8/2)e
slesa invece sulla superficie ìotenia per ra-
gioni igienichee dì luminosità. Frequente-
mente la malta dell'intonaco nei locali in-
ternie nei contorni delle finestreè mesco-
tata con polvere di marmo, che di un pre-
gevole effeiio di Incertezza. Sugli spigoli
dell'edificio grandi blocchi lavorati in un
lnodo caratteristico. che lasciaa volte nel
centro una sporgenza arrotondata, una spe-
cie di bugnato. Questo dettaglio ha valore
simbolico: l’edificio appartiene ad una fa-
miglia di proprietari originari titolari dei
diritti di uso delle risorse del territorio’.
I voltini delle porte, spesso affiancate (Os-
sola. Ticino. Valtellina). sono costituiti da
una grossa pietra pentagonaìca retianyo-
laze {portali megalitici) che nella zona al-
pina risalgono per lo più ai secolì dal VII
a] IX, e quelli delle finestre da un pezzo
unicoa plù pezzi 1avorati con la formea
punta (ill 8/5 e 8/h). Le spalle delle porte
sono mstituite da grandi pietre aliemate in
orizzontalee ih verticale per garantire una
migliore connessione del portale con il
muro’.f can\onaIi con bugnato uno spes-
so residui di a0fichiSsime cche rana', co-

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CamScanner-
struzioni a piantx quasi quadrata senza l’attività dell'uomo, ma appartengaa buon
porta 1 p i ano terreno (lucille d isperisa), diriiio alle espressioni pin alte della sua
con una scale retrattile al primo piano (cu- sloria’. l'arte popolare continuava a pro-
cina)e scalette interne peri piani succes- porre ... una concezione Ji artista chr la
sivi (camere da Ietto). Il lavoro di costru- cx/ruro romantica ha profondamente mo-
zione dei muri veniva fatto sotto la guida dificalo,sortituendola nella iradi;;jone ri-
di esperti mostri iiii‹cafori che lavoravano nascimeniule ed illuminislica con t'imma-
in quasí tutto l'occidente europeo.A volte gine dell'artista-gcnio, che riassume in sé
il mastm si occupava solo di cantonaii e le problematiche di una intera epoca...
portali, lasciandon maestrniize mcno qun- Nel medioevo invece l'artista, dall’Ante-
lificate, spesso lo stesso prOprietario della lumi alpiu mMrsto degli scalpellini, sen •
casa, il completamenio delle murature con tiva in se il ruolo di riruinenfo detta crea-
pietra piñ o meno regolari. Questi edifici, zionee non di creaton• di [Link] al servi-
dal volume schematico nella loro podero- zio di Dio e della comunitàe non vicever-
sa struttura, sono similia piccoli castellie sa...‘
probabiJmente erario integruti da altre co- Con 1’iinpoverimento dell'economia
struzioni precarie. L.a funcione protettiva alpina, dal XV e soprattutto dn1 XVII se-
non era di tipo militare, anche se in molie colo in avanti, la tecnica costnittiva si
occasioni poteva contñbuire alla sicurezza semplifica. E come spesso accade nelle
delJe personee dei prodolii agricoli, ma ri- vicende umane cominciòa coriedare le
spondeva soprattutto ad una necessitl di pietre dei portali di date ben incise pro-
stiliditá, di durata. Una societá equilibrata, prio aila fine deI1'erfi dell'aro, sull’orlo di
solida come lepietre squadrate dei suoi una lenta decadenza che annienterà seroli
muri, sicura di quello che facevae voleva di viìa. annullandone perfino il ricordo.
fare, costruiva per un futuro interminabi- Le dare sugli edifici sono, tranne rare ac-
le. AÍ ccinrryrlri di qoello citeé etc te piu cezioni, suCcessive al XVI secolo (ill. 8/7
volie teori co, quesii elemenlí architetto- e 8/8) perché solo allora ebbe un incre-
iiici e le relotive fobbriche unir yossono mento rilevante la capacità di leggeree di
ap,yartenere a queIIa cheé stata definlta scrivere*. Restanoi grandi cantonali, non
“cultura” o “civihó caitiadina ”,n 4, tnn- pin lavoratie senza il bugnato, ma il mu-
insumo, ad esetnpi di arcliiteciiira cosid- ro viene costruito con pietre più piccole,
deiia “sponianea “•. Santino Langé appro- irregolari, e sovrapposte con apparente
fondisce questo aspetto di grnnde interes- casualità. In realtà la posaè fatta in medo
se, indispensabile per capire come l'archi- damantenere orizzontale la distribuzione
tetlra alpine non sia un roMoprodot/o del- dei carichi. Per ottenere questo risultato

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Scanned 'itl'
¡gg Cam5Canner"
x'anno evitan le pietre po*te Ins eriicale pane, come senascesse dallo stesso. L'e-
che piacciono tanto alli amanti del finto dificio di pietra nasce in modo naturale.
rus\icó auuaJe. Se te pietze sono irzrgola- quasì per germinazinne, ed1 aWmsiinante
rie non hanno due misiue prevalenti rul- vedere come muore. quando, abbandona-
la ter prcsentandpsi quasi come |artrc to da decenni, crolla il tetto, si dixfanoi
piazie,è necessario uno spessore del muro muri, toma lcntomente ad essere natur«
dialmeno °i0 cm e molta attenzione nella {ile. 8tlO j. di dice che la buona aichitettu-
posa, in particolare se si trattn di mmm ri rnè quella che lascia delle buone rovine.
secro. ciei senza molto. Dal XVlt secolo Certo non si potrai dire lo stesso delle
*'oltini. spsllee soglie si assottiglÌilRO iìl squallida caselle di blocchetti di calce-
punto che non sono inyrado di sostqnere struzzo che si costruiscono oggi.
il pgso del uiuro superiora.c üivienc ne- NegIi edifici semplici. sui muri che
cesswio sovrnpporre una trave di legno crescono per corsi orizzontalie paralleli si
‹im. ali ii. u»’aitm pietra (ili. gfi 2) o una posano direttamente le travi di legno dei
composizione di pietre messe inmodo da solai,e la costrizione [Link] omogenea
«aman un velaa iutio sesio (itl. 8f4)o fino al tetto. Negli edifici piis imporianii
ñbassata che trasferiscei carichi sui lati. l'eventuale interrato o seminterrato e
Lc caso dei s-irini cnminciano ad essúre spesso anche il piano terra nono rca1izzcti
int nacatee decomk condipinti. sccondo a botteo a crociera. Per costruire le vol te
«n gusto italiano che viene da Montano riel si crea una casserntura di legno, che lascia
tempoe nello spazio. Anche le zone tede- un .sequo riella ralce usatn per connettere
sche subÍscono l'influenza italiana e in e legare le pietre. Finoa questo punto la
Svizzem, inBavieme inAustria molte ca- costruzione non presente particolari com-
so di legno verranno intonacasee dipinte. plessitñ compositivee stnitturali. Lx co-
La costruzione di pietra successiva al struzione delI'edificio veniva realizzata
XVI sccolo non richiede, come quella di con l’assístenZa di mastri specialisti nella
legno. una cnmplessa prograinmazione. costruzione dei cantonalie dei portoli, ma
un progetto preliminare con lapredisposi- spesso la muriitura ordinaria era realizza-
zione degli elemenù dn comporre. Lese- ta dallo stesso proprietario. La tecnica co-
cazioneè pià .schematica. Si posano le strutliva della pietm romanlEa si esprime
pietre sulla pane consistente del terreno, in un linguaggio semplice, con geometrie
cioè togliendo la superfiéie dì coltivo, ma lineari: ìa qualità del suo contenuto si ba-
enza fondazioni (ill. 8f3), che non sono sa sui rnpporii volumetrici, sulla luce. sul-
oecessaúe. Tutto l'cdificio si appoggia, si la capacità del progettista di indurre sen-
potrebbe dire aderiscc al terreno,o ne fa sazioni sun mezzi lìmiiaii. Al contrario il
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CamScanner"
gotico stnitta la pìetra ìn maniera com- zone del territorio che non sottrnggono
plessa: perfino l'aichìteito americano fi. spazio alIn coltivazionee sono opportuna-
LI. Wright, fortemente critico su tutta l'ar- mente collocate in relazione a sorgenti
chitettura europea, rimase colpito da1l'au- d"acqua, cave, percorsi, esposizione al so-
dace inteliigenza strutturale dell'uso della le- La semplicità di alcune coscuzioni di
pietra nel goiico. La raffinatezza del in- pietm (ill- 8/11e 8/13) non deve trarre in
manico richiede sensibilità ma con grande inganno: non .si tratta di edifici poveri, ma
capacità tecnica. E questo purtroppo ha con funzioni limitate. L'attiviiit ruraic in
avuto rilcvanti conseguenze suII*educa- molte zone si
s viluppa in almeno due, fre-
zione al costruire:i progettisti delle zone quentemente treo quattro, ordini di edifi-
della pietra hanno perso il gusto di quel ci di proprietà di una famiglia: la casa di
complesso esercizio mentale di valutare, abitazione principale (inverno), la baitao
confrontare, coordinare. controllate miti le battea mezza montagna (primavera au-
gli elementi della [Link]. Hanno tunno)e la baita d'alpeggio (estate), que-
finito per scadere in un pressappochismo ste ultime dotate di uno o più locali per
ed una superficiaiità disarmanti: I’unica l'abitazione temporanea. L’utilizzo non è
attenzione è al conseguimento dei per- esclusivo delle stagioni indicate, perchf
rrieisi, cioèi progettisti si preoccupano so- spesso membri deila stessa famiglia svol-
lodi normee regolamenti,e i) progetto di- gevano ruoli diversi nella casaa valle, o
viene pura espressione burocratica. Non è nelle località di prima montagna (detta
un caso che nelle zone dove si costruisce nelle Alpi occidentali muando dallatino
con il legno l'esercizio alle complessità, ad mutandum, ad indicare ii mutamento
la capacità di risolvere, di approfondire, stagionale, la primavera;o addirittura de-
di non accontentarsi. ha indoxo ad una nominata rrztmois del lntino trasrrtutare).
pratica che €tnisco {›cr [Link] anche in mentre spesso gli alpeggi erano gestiti da
una maggiore attenzione all’inserimento professionisti pagati. Le aziende famiglia-
nel contesto storicoe paesistico ambienta- ri sono integratea volte anche da masse-
le. In veriià anche nelle costruzìoni di pie- rie in zone esposte at solee favorevoli al-
tra esisie un elemento di grands impegno la coltivazione della vite: fino alla straor-
tecnologico che, come vedremo successi- dinaria espansione della viabilità sette-
vamente, avrebbe potuto contribuire al ri- centesca l'economia autarchica delle co-
scatto delle professionaiità progettuali ed munità imponeva laproduzione locale del
esecutive: il tetto. vino. Anche l'edificio della masseriaè co-
L'architettura latina di pietra aggrega stituito da una semplice costruzione con
di solito gli edifici in nuclei. utilizzando alcuni locali d'abitaaione per l'epoca del-

. Scanned with
CamScanner"
la•”cndcmmia. Altre fùnzion sono ss”o]te ri' ità rurali, rnx nella casa di pieUa, quale
in edifici specifici di proprieiù privata o, che siaIndestinazione, ta tecnica costrut-
più frequentemente,romunitxria come il d• z r»óxncntxImente la stesse, con ccli ›n parttime in “Archiv io [Link]".
fOmO. ig mulino. ]apresso pgy ]’uS.;j.g ne- difTer¢nze che si limitano sJi’sccuratezzft l989i Duilio Citi. GiovanniB uzzì e Osvaldo
gli àÌ{N° ÌàCdS€'fa per la produzione dcl eserutiie e ai dettngli.
forzrJagpio e alcune grandi stalle. Oyni
Mofiologia in. rdiati va e tiy‹›l‹weir rdi/riir e
edificio ha quindi fùnzionic caraiterisli- f'o rfii’c'fori nelle lalli mitnne. *'icirii rie11’Osso- Ese rnpi quahfìconti dì edilizianlfiina rielt ’a w@rì •
che specifichec t’ani›’ità rurale si s\iIup- la. yin¿i nel Sopraeeneri, n•¿cfieri nell'ampez- lodef/p ùimora rxr feinpirtra drll’[Link] r›c-
pa nclla loro gestione coordinxLa. La con- mano. nn/</,t or,gi,iuri in Yaliellina: godcvno rideninfc in “Le dimera aipinn". Auì del conve-
conmodalità diverse in ognì lungo di diritti nel- gnodiV:innna, 19P5.
scgu nza più interessanteè che do e le
la gestione delle propnefit ct›muni. Duilio Citie Osvaldo €ìabarino: opera cifata.
fUDZiOFli f\jFd]l Zion vengono st‘oìte in un Saniirio Lingd, ”L'ercdità rr›msiiira, la casa eu- Santino Langé: opera cituta.
edificio complesso contenente iJ fienile, Jz ropea in pietra“ Jaca Beok, Milano, 1959. 6 Rcr Paolo Viazzo. La sorie/ó ‹r/y¡rin e 5g tgjp
sialla. il forno, spazi per artix'iIà arùgiana- ff px›rf0fz...efeniznin iiitpori‹iufl,virzwi drffd c‹zio Ononclli, £r dfic°rnzi 'ii le/ fe n‹›: j‹ ine
rorxunìra, rhex isur mmm affaiida in yna me- @ueyros fieffe vof/i ffn/io›te.ì ri “1-' uomoe je@}-
lie I”abitazione. la casa principaleè solo pi". Yivalda Editori. Torino. 190?
zrirrin di enmficrr refiiro, Alcuni netns'oli studi
residenziale cd assume spesso. come già approfondimnoi ripponi u-a 1+ datazione deBIi 7 \'edi 'da sa rulafo a u'i’/tit›rcJ al |•i rJ:›” (cztp. zt .
ho avulo occasione di dirr’, l'aspetto di un edificie la formae dimensione in piantae la rfin• Vcd "‘Colìaùno. grafFtoe pittr::.” (cap. j8
piccolo palazzo (ill. 8f 12), accentuato da]-
ìa forma regolaree spesso delle decora-
zioni. Naturalmente nel tempo alcuni
semplici edifici rurali sono staù oasfor-
mati parzialmente in abitazioni: in questu
caso nell'edificio di pietraa vista x'engo-
no inseri\c fincslzr decorate dalla iisciaiu-
ra di maJLa con grarùgiia dì marmo detta
c‹rJ/arino'. Quando latrasfomiazionc ri-
guardo l'intem edificio veniva più fre-
quentemente usata la tecnica del graftiioo
della pittura. Anche senelle Alpi gli sche-
mi stilistici hanno forme particolari ed
epoche di sviluppoa volte ritardato rispet-
to al resto deII"Eur ad un occhio eser-
citato non sfuggono precisi cìemenù di
datazione. Viceversa abitazioni sono state
degradate ad edifici rurali. Non tutti gli
edifici hanno funzioni correlate con le at-
Le c•sa di kgno

Il Grrmoni, scrix'cva Tacito nelì socoIo


d.C , tronno dì›-izir sparsi lA z/‹»‘e li ok-

sro... lasCiane ili forno ad e yni cada libe-


ro syafio... e per dorso ronfro l‘incendio
e fra insipìenm ad edificore. Non usano
pieue sqaadraie...per fiufia hanna hii‹›nn
if /rgmzme. La casa isolata comprende it
fienile. la rtaIìa, ì forno. .pazi per arti•'iià
artigianali e 1’abitazione, t un edificio
complessa che richiede spazi adeguati '.
Lc tecniche costruttive con il lepno so-
no:a òfinde. travi sovrappostee intreccia-
te negli angoli:a riirir pnnroni. tmvl ver-
ticalie orizzontali con tavole di riempi-
mento: a crociera. dove il legno x'iene
sfrunato ncl modo piùcompIes,soc razio-
nale,e soluzioni miste che combinano nei
modi piùdiversi le cc precedenti.
La tecnicaa bfim;fe toa cervello, in te-
desco BforùJ'ou.) prevede la sovrapposi-
zione di tronchi tondio squadrnti con un **
incastro introcciato negli angoli (ill. 9JI,
9f2. 9/5). L‘edificio risulta condizionato
dal la liin,ghezza dei tronchi di abeteo lari-
ce a disposizione. Anche se si possono
adottare esptÓienti. come perescrripio il
rino scanalato sui due lati fiII. 9/3) come
neldettaglio, soluzione che si rifèa quel-
Ìa SUt2Ce5si V8a È Hjc travÌ.
I tronchi semplicemente appoggiati
uno sull'altro possono subire defO'rmagj0-

Scanned with
CamScanner-
ni che danneggìano latenuto del [Link]
di chiusura. Nei dettagli sono illiistrate al-
cune soluzioni per migliorare la connes-
sione, spinotti, incastrio scanalatura. In
alcunì casi Si stringonoi tronchi tra due
robusti listelli verticali collegati con tra-
verse di legno (ill. 9/4 e 9/6). Listellio rif-
ti scanalati (come nella successiva solu-
zionea ritti e panconi) sono necessari per
delimitarei vani porta o finestra, dovei
tronchi non avrebbero un elemento di
contenimento til!. 9/4}. Le divisioni inter-
ne sono a bìindee in facciata si vedono le
teste dei divisori trasversali (i\1. 9/7). Ne-
gii edifici più msdci persigillate comple-
tamente lefessure tra le travi vengono in-
filati paglia, muschio, sterco di vacca. Nei
tienili la sovrapposizione può essere fatta
facendo in modo chetraun troncoe l'al-
rro ci sia lo spazio necessario a\l'aernzio-
ne o pin semplicemente si usano tronchi
non squadrati, che nell’ aecostamento
puntualee irregolare lasciano passare pitt
aria. La particolarità del sistemaa blinde
è che non è tecnicamente possibile am-
pliare una costruzione aggiungendo alle
cellule già eseguite altre cellule: Blockbau
un sistema bloccato. Nel Vallese. doveè
molto diffuso, le case si sviluppano in al-
tezza (ill. 4/4). La costruzione a blinde.
prima della realizzazione, veniva provata.
nelle soluzioni meno semplici e diffuse.
con modelfini in scala.

. Scanned with
CamScanner-
Iuz*oni aj›parcntementc sem{+imi. docc la
suunwa portan\ct cosuiuita da una ossa-

di conwox cnio coincide con le chiusure in


tavole e truxi dil•r•o. [Link] in oriz-
zontale o inx nrticnle in wanalature ›ui ra-

sistema di chiusure con un efficace con-


cmtJo termico. si pongono inopera sia ia-
a!< zzontaJi che verticali con un ricm-
pmcnloòmaenatc}rggorD(pagGz)con
funzione di coibente. hci fienili che è ne-
cessario lasciare arcati si adoua solo uno
strato di tavole. spesso lepperwienie di-
sinnziate. Raramente lasoluzionea ritiie
traviè utilizzata da solo in pence il siste-
ma è coordinato con le blinde negli ango-
lie addirittura con la successiva soIuzio-

!! ! dic** craciera fo8 inlelaiatu-


ra, &i‹nd›rrr£) la funzione portanteè affi-
data ad elementi x’crtica!ì che, perresiste-
re ai carichi di punta. sono legati in dia-
gonaleo infir cc (ilL 9flI e 9/ì 2). La cro-
ce consiste in genere in quattm asie incli-
nate di 26º rispcno al la colonna fil!. 9/1 o).
La strutturaù integrata da diagonali con
funzione di controxento posie in operaa
45º. LX crociera fatta in quCsto modoè
diffusa neI1'Ampezzanoe nella Vai Ptiste-
ria, dove tuttax ia esistono anche soluzioni
basate sullo stesso principio ma assai pia
complesse fin/ menbunduzrt) comr
quElle det Nord Tiratoc deMa Germania.
IX l3fnpolt3tnentoè cOhLitiJitO da £avOlOni Br
posti in opera in Pertica\ea in Ot“izzontale
all'interno delle colonne: la pressione del
fieno costipato spinge la tavole contro la
struttura. La soluzione ha il vantaggio, ri-
spettoa quellaa blinde, di una maggiore
leggerezza, con un notevole risparmio di
legname. Richiede tuttavia una maggiore
professionalità. In genere la realizzazione
era effettuata con una sorta di prefabbri-
cazione di tutta la struttura portante, pre-
disponendoa pìt: d'opera sul terreno in
piano gli elementi della costruzionee pro•
dandone il montaggio. Poi gli elementi
venivano contrassegnati da un numero ro-
manoe montati nello spazio.
La tecnicaa blindeè basata su una la-
vorazione del legno che non richiede
macchindfÌ SO lStiKflti. Le tfaVi, SOVfaQQo-
ste a volte senza squadrature, richiedono
incastri negli angoli da realizzare con una
accettao con una segaa mano. lnvecei si-
stemi che utilizzano tavole si diffondnno
solo dopo il XVI secolo con la genemle
adozione della sega idraulica', che sfrutta
la caduta dell'acqua dci torrenti,e rende
facile ed economico il taglio longitudina-
le dei tronchi.
La costrtizione in legno,a blinde,a rit-
tie panconi,a crociera,o in tutte le possi-
bili forme combinate, induce di per se
stessa al coordinamento delle dimensioni
e ad una programmazione preliminare
dell’esecuzione dell’edificio cioè al pro-
getto. Progeno come previsione dell‘esito
della costruzione. La costruzione in pietm

65
dimensionali e quanÙLatj\’j. La costruzio-
ne in legno cosirinsca [Link]. ad
una rigorosa legica progettuale. abiiuaa
tcncr conto nella progettazione di molle
componenti, a ›'oìte di difTfriìe solurinnc
a anche conUadditoric. I"fonè un caso che
nelle zone dove si costruisce con il leyno
l’e,sercizio alla complessità, la czpaci t* di
risolvere, di approfondire. di non ac‹ion-
tpntarsi, ha indotto ad una pratica che fi-
nìsce per esprimersi anche in anerizione
all’inserimento nel coniesio storicoe pae-
sistico ambientale. Il legname era proget-
lato. lavoratoz rxnh'• da m‹mtùca-
penùcn Ehc si izasmertex‘ano ed hanno
perfezionato nel ccmpo conoscenza tccni-
che di grande complessità: le «[Link]
non erano basute soltanto. come spesso si
crebe. 8ulI"uso di giunù ad 'ncasi•. diffu-
si con forme •.ladro:e più che altro dal
XVIJI seco\o. ma spesso sulla semplice
sox'rijpposizìone degl elementi con limi-
tate lavorazioni degli appoggi. Un sistema
che lascia clasticitt atl‘edificio. ma richie-
de particolare perizia per rcnd«rlo resi-
stente alle lì•.rirn•" ' di carico. Le tec-
niche attuali. basate su cunnessinni con
piastre di metallo. ›'iti, chiodi, hanno mo-
daliLù dì funzionamento moJio diverso.e
la logica che go\’Cmava Jc »rTI' hr solu-
zioniè andata perduta '.
leJJe alce valli del VBllese. dei Grigio-
al. deJ Canton TicJno, nella regione dcl
Gotcardo. cd anche in altre zone ad
ovest fino al confine con le Alpi occiden-
tali francesie ad est fino al confine con le
Alpi orientali, si trova un tipo di costru-
zione detta Gotthardhaus, caratterizzata
dallacucina con i muri di pìetrae it sog-
giorno in legno. Le case del San Gottardo
sono destinate solo all’abitazionee l'atti-
vità mrale si svolge in un complesso d¡
edifici distintie a quote diverse. Nel XYI
secolo in Engadinae nella regione del San
Gotlardo la costruzione di legno, con
strutturaa pilastrie travi di legnoè rive-
stita di tavole di legno (pzrJinara). Dopo
un periodo di devastazioni bellichee per
difendersi meglio dagli incendi, ma anche
per la moda chedalrinascimento italiano
si diffonde nell'arco aipino. le case ven-
gono via viaricostruireo rivestite di pie-
trae decorate.
In Bavierae inTirolo inveKe la casaè
di solito costruita in pietrno in legno in-
tonacato ai piani bassi, mentre lastruttura
del sottotettoe il retro o il fianco destina-
tia firniìe e staJìa sono costruiti in 1ej;no
a vista con sistemi mistia rittie panconie
a crociera, con elaborate lavorazioni di
puntonì. tiruntie incastri. Per ìntonacarr il
lato esterno delle travi venivano infilati
chiodi di legnoa distanza di pochi centi-
metri (ill. 7/6 e 9f 14), in modo da creare
una superficie in grado di trattenere it pe-
»o dell’intonacoc di farlo aderire al legno,
che. dotato di una diversa mobilità, non è
il supporto più adatto. lì movimento in
’” com pondsnps deflincastro deHe m«

67
nelsistemaa blinde è tale che I’intonaco d yti edifici infcìaiaù di legno“. Daniela P›[Link]
resiste con maggior difficold e spesso
forma crepeo addirittura distacchi. \c prohlcmatiche alpine la logica delle tecniche
Dalla metà delXIX secolo. con l'inco-
duzione di elementi diconnessione metal- in modo soìo descrittivoe limitatamente ad al-
cune delle innvmcre\'oIi soturìoni esistenti sul
lici (chìodì. piastre. esiti), le tecmchec -
strettie del legno cambiano. La costru- 4 Dettn òo?fone/mmm, s'edi nota1 Mtl c0piiolo “Ar-
zione inu»'ole di piccole dimensioni con- e Rilettura contemporanea” (cap. 67).
nesse coni chiodi in 'eotaW da George \V. C'on le piasire mclallìtl›t si possono cnstruire
elementi dt connessionea cernierao a carrello.
Suono nonx iene adottata nelle zone alpi-
ma nun mi nsulta che siano siati uxuii in cnstru-
ne. h4olto usate intece le tecniche con zioni aJpioe recenti.
piastm: l'eliminazione degli incastri inta- Vedi in pariicoliarC ‘Casaa OubieR orig" {cap.
pliati rende più semplicee s'eloce l’esecu-
zione. La ron [Link] tuttaviaè rigida'e
annulla i vantaggi della elasticità della
struttura tradìZionaIe, abilmente sfrunata
dngli antichi costruttori per compensare
glieffetti delle s'ariazioni di carico (neve,

Più recente l'invenzione del leJ;no la-


mellare, materiale reso possibile dai col-
lanti che connettono listelli (lamelle1 di
legno. Ben diieroe le formee le dimen-
sioni realizzabili: portatec luci delle travi
introducono possibilità nuove, utilizzabili
anche per edifici di grnnde dimensionee
con furizìoni particolari, come impianti
sponivi,sale convegno, capannoni indu-
striali o commerciali.e molte ahre.

[ Lc aree di diffu5 iunc JcIJa dirriura in 1cync neI fa


rcyiun< alpinai taliana •ono1 xli
cat• su \1apia•tJ-
nz q pag. l ID di Giuseppe Barbieric Lticio
ainbi ‘Lo casa rurale in naIia" Leo OJscli£i
Edilcu-r. Wzrrrrz<. 1970.
2 ,Aojonio Pra2Lzri !Jaria Garufulu. “f•-uJflxiunc

Scanned 'iti'
¡gg Cam5Canner"
Cnperturo o *u-urrura del tcrto xono cor-
relate. cd oyni •ofi •innr dell*una implica
*cella *ull“ale Per chiarezza espositiva
d›sMnyno i due argomenti, pmponendo
mpliri schemi. chc saranno poi sximp-
pntie chiami ine*empi concreti.
Neil'arco alpino [Link] del tetlo.a
parte azcaicì sporadici casi di co;›crIurea
l'alta a finta l'alta di pìc ù in genere co-
stituita da una ói qucsIe *fnrinni:a no.\'i
ozfi nniali farcarecci). a cnrzeiiii (detta
anchea oiw//o. in quantoi correnti sono
•P 2£i• a cas'aIlo di una tm•’e di col-
mO)•â oojsriofc’ o f or'i rz•[Link]?,e a so-
luzioni mistc che combinario nei modi pau
diverti ic 'ice procedem.

diana xu murio piIasu1 partam dipieuao


di Jegno, o su capriatc, coroe nella ca\”oIa
allepata fill. lotl 1. L'elemento portànte
non può essere disutnziaio oirrc la massi-
ma IunyhEzza deJla trave: poiEhd la tra›'e
d leynoè ••nIìrr't la soloa FfP••ìr›nee il
retro des'e sopportare iJ cafico della coper-
tura (le,gnoa pieizaja cui \‘a sommano il
conico delìa nchec dcJ venlo, la distanza
libera non può ‹upemrri quattroa cinque
meizi. La pendenza dipende dal tipo di
manio dicopcnura.
I rorn Hi' sono due rrayi agyanciatea
ca alto sul cosmo de) tel\o (/Yzrzrge‹/zzc/,
ferro appesoj. In que stasoJuzionei Carichi

70
. Scanned with
CamScanner"
'°* verticali si scindonoe iigiscuno parzial-
mcntc lungo l'xsso della trave che quindi
nun funxìnna soloa [Link], mi anchea
trazione, in monio quindi conpeniatc alle-
gno. che nella direzione delle fibre offid
una resistenza migliore rispettoa quella
perpendicolare alle fibre. L'aggnncio sul
e colmoè ¢feTicaco,e Io eta supratcutto con
• --- ”° " “ “”‘ “ """‘ ""”’ le tecniche che si usavano nei [Link] paS-
• — sati: un chiodo di legno che altraversava
le due travi (ill. IO/2)o un chiodo di legno
che fada fermo sulla Uave orizzontale di
colmo. Affinché non si strappi I’aggancio
In pendenza del tettoa rorrenri di solilo
rion supeia, o. supera di poco,i 26 gradi.
In alcufii casi non ”c'è ncfurneno. l'aggan-
cio: sul oorrente si crea una tocca che, for—
mando un piano orizzontale, si app•sB •
sulla trave squadrntn di colmoe rimane
stabile per attrito, senza chiodi. Una pen-
° ’- denza così limitataè adatta come vedre-
mo alle scandole di legno ed alle pietre
sottili soltanto appoggiate. Pendenze leg-
germente diverse possono essere adoltate
con nltri tipi dì copertura. Agganciato con
chiodo di legnoo per attrito (cemicra) sul
colmoe libero di scorrere (carrello) sulla
tmve banchina, ìn corrispondenza del mu-
ro d'ambito dell'edificio, il corrente sog-
”"’ getto alla variazione di carico della neve
ed alle sollecitazioni termìcheè Iibero, e
questo riduce le deformazioni di Ressic•-
ne- La sporgenza della gronda sotto ìl pe-
so della neve che, in virtiì della limitata
pendenza, non scivola verso ìl basso, s‹
\›one in oquilihrio con l"àItro laio ed eri- ’“”
che questo contribuiscez ridurre le defor-
[Link] Cpn il sistemaa correndè possi-
bile coprite una superficie largz quasi il
dpppio della lunghezza mzssim2 di urti
trave,e cìò lo rende pariicolamiente adai-
to alle grandi case-tetto di origine tedesca
o snvoiarda. Il trapano fmntaìeè di solito
di 12 - 15 metri ma supera in qualche ca-
so anchei 20 metri. 11 colmo richiede pe- i
ió un sostegno continuo, irorr di cnlino, >•••• ”“" “ ""” ” ‘“'“‘
che deve essere supportata da un muro " “
portanteo da pilasri che costituiscono un
vincolo allo schema distributivo interno.
Per ridurre la flessione del corrente si può
introdurre una o più /rg •, cioè travi „t„ ii» ,{‘ ""‘ ""
orizzontali parallele al colmo ed alla bau- “”
china, utili sóprattutto nche zonc soggette
a grandi innevxmenti. La tcizera richiede
un mur• o pilastri di sostegno,e que4to
ostacola ancor più la distribuzione inter-
na. oppure una capriata. ,
Le mani reficof‹iri ottimizzano Io sfrut- '
tamento del legno [arendolo funzionare
prevalentementea compressionee a tra- ,
zìone. La forma [Link] di trave re- «“"'"1* "”“'
ticolareè quella della capriata custituìta
da due puntoni inclinati èd un timnte oriz-
zoniale (ill. 10/3). Il puntoneé ìnfilatq in
una tacca ne) tirante, che per ragioni di re-
sistenza non va realizzata tmppo in punta
(viene metratn dialmeno 30 cm). Perché
i puntoni non escano dalla sede della tac-
ca la pendenza delle falde deve essere su-
periore ai 35º (70a) circa. Il peso del tei-

72
to contribuisce alla tenuta. quindi la ca-
pri 3ll scfTlplicen On va b BIC COzj copcltU -
releggere come lescandolea !e tavole d1
legnu; può però Servire per irrigidire ter-
zere di letti con copertura di Ieyno, perchd
in questo caso iI cariCo corrisponde ad
una maggìor superficie di telto. L'inclina-
zione accentua la componente deicarichi
onentata ne1la [Link] del puntone, che
quindi più è inclinato meglio funzione.
Come vedremo questa nutrizione semplice
ma effic'aceè usata in zone dove lacoper-
turaè particolarmente pesante.
La trave reticolare permette di risolve-
re prob1ematiche molto complesse in par-
ticolare dove sono necessari 3mpi aggetti
frontalio laterali, come si vede nel dise-
gno assonometricoa pagina 25.
Il legname delle strutture dei teiti era
prpgeitato, lavorato e assemblato come
perlecostruzioni di legno dii mastri carl
pentieri che si trasmeitevano ed hanno
perfezionato nel tempo conoscenze tecni-
che di grande complessità.

t Frcquentrnitnte gli autori di testi che illustrano


le costruzioni alpine confondonoi correnti con i
puntone, altri considerano correntii listelli oriz-
zontali. Lu confusione nei termini non pemette
di*+ipire fz ref@ion4 che esiste tm scelte tecno—
lugi4he strutturali ed architettura. m unit i»«i
adottate in “Costruire sallc A\pi" Tiprerulono
quelle ^doti^tc da Edoardo Geltner tn “Arclùtet-
fura anonima ampczzana"e “Azchitotrurszuzóte
detlc do\omiti vcneut'“.
74

. Scanned with
CamScanner"

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