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Francesco Biagi

8 febbraio 2023

Pancafit metodo Raggi


Primo seminario 4/5 febbraio 2023

“L’uomo, pur non soffrire, fa di tutto: si torce, si ette, si piega, riduce la sua mobilità”.
(L. Bousquet)

L’esame posturale si fa a piedi uniti per ridurre le possibilità di compensare. Ha lo scopo


di “osservare” il corpo del paziente il quale, per non soffrire, ha compensato e nascosto il
dolore. Serve per avere la conferma di quanto raccontato durante la raccolta dati, ma dato
che il paziente dimentica mentre il corpo ricorda bene, serve anche per scoprire nuovi dati
“dimenticati” dal paziente.
Si parte dal basso nell’osservazione e si controllano l’appoggio dei piedi, le ginocchia,
eventuali shift del bacino, le asimmetrie della colonna e la posizione di spalle e collo.
Si chiede al paziente come sente l’appoggio (test Bilancia) e si chiedono eventuali fastidi
o discomfort presenti nella stazione eretta.
Si chiede quindi una essone del busto in avanti e si osservano le zone dove le spinose
non sono visibili, se le mani toccano terra, se le ginocchia sfuggono in recurvatum o in intra/
extrarotazione, se la testa è libera di rimanere a ciondoloni; questo test ci permette di capire
l’angolo di lavoro iniziale di Panca t. In generale si tende a partire con 1 buco lato testa e 3
buchi lato gambe.

Ai ni del riequilibro posturale la prima a dover essere trattata è la catena posteriore.


La seconda è la catena diaframmatica.
La terza è la catena linguale.
Le catene crociate vengono trattate sempre e in automatico.
L’ultima è la catena trasversa.

PANCAFIT METODO RAGGI 1


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Tutte le catene muscolari si allacciano a livello del diaframma e in esso il centro frenico
rappresenta il luogo dove tutte le catene sono in interconnessione.

Le leggi posturali sono:


1. Non dolore - perché il dolore sottrae energia, vitalità, lucidità, altera le funzioni, il
sistema endocrino, metabolico, emozionale e psichico…
2. Bisogni - soddisfare i bisogni primari quali mangiare, riposare, stare al caldo,
portare avanti la specie…
3. Economia - risparmiare energia signi ca stancarsi meno, poter fare più cose più a
lungo.

Le parti retratte tendono a scaricare responsabilità di movimento sulle parti ancora


mobili. Se concludiamo il trattamento senza arrivare a tensione 0, in breve tempo vedremo
ricrearsi lo stesso pattern disfunzionale.

Regole di base

Se un paziente si siede su Panca t e già sente tirare senza ancora essere messo in
postura dobbiamo aprire gli angoli di lavoro.
Per lavorare su Panca t il paziente deve seguire 3 semplici regole:
A. Inspira dal naso ed emette un espirazione di sollievo con la bocca aperta.
B. Non deve coinvolgere il petto nell’inspirazione.
C. Deve portare in auto-allungamento la nuca dopo 1/3 dell’espirazione.

Non esagerare nell’allungamento altrimenti il sistema va in protezione:


1. Non lavorare mai con il paziente che riferisce dolore (aprire subito la panca),
2. Livello di tensione massimo percepito 4/5,
3. Ogni volta che correggo un compenso devo domandare: “dove sei andato in crisi?”
4. Quando emergono tensioni in un area del corpo devo chiedere:
• Queste tensioni ti ricordano qualcosa?
• Ti ricordi traumi in quella zona?
• Ti viene in mente qualche pensiero nuovo?
Il sistema limbico è intimamente correlato al sistema tonico-posturale.

PANCAFIT METODO RAGGI 2


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Si tende a tenere il lato dorso più in basso del lato gambe, se il paziente ha dolore
abbasso di 1 scatto il lato gambe, se ha ancora dolore abbasso di 2 scatti, se non passa abbasso
di 1 il lato dorso, se arrivo ad avere la panca a 0 lato dorso e 0 lato gambe posso chiedere di
pagare le ginocchia, se anche ciò non dovesse essere suf ciente posso mettere il paziente in
decubito laterale e chiedergli semplicemente di respirare nche il dolore non scompare del
tutto e in seguito posso ripercorrere a ritroso il percorso di chiusura di Panca t.
“Hai il coraggio di proseguire?”
Durante la seduta posso andare avanti e indietro con gli angoli di Panca t af nché il
paziente percepisca sempre una tensione che non sale oltre 4/5.
Più chiudo Panca t e più tensione viene scaricata sui dischi intervertebrali perché i
paravertebrali si tendono e si apre l’angolo posteriore.
In caso di sospetta ernia parto subito da 1 scatto lato testa e 1 scatto lato gambe.

Si devono usare parole come “Rilassa, lascia andare, molla”


Se per togliere pressione all’espirazione diminuisce la sonorità posso lasciare che il
paziente si adatti al nuovo modo più libero di respirare e poi reintegrare il suono.

Nei primi 3 giorni dopo la seduta possono emergere vecchi problemi, vissuti emozionali,
dolori passati.
I dolori vecchi che si manifestano possiamo lavorarci ntanto che la percezione della
tensione è inferiore a 5. Se il dolore per cui il paziente è venuto viene evocato devo chiedere
se è identico e quindi è dolore o è una tensione. In caso di dolore apro gli angoli o allento la
pressione delle mani altrimenti, se inferiore a 5, mantengo.

Trattamenti

Diaframma: mi posiziono di lato al paziente seduto comodo e appoggio una mano


centrale con le dita in proiezione del tendine centrale del diaframma, conto 25 respiri.
Battezzo poi 3 punti lungo l’arco costale e li lavoro ognuno per 25 respiri poi cambio lato.
Piede: allargo la cinghia in modo da avere i piedi in linea con le anche. Il paziente deve
ettere ed estendere la caviglia senza compensi durante i tempi di espirazione. Se presenta delle
dita a griffe faccio tenere un piccolo spessore sotto le dita mentre lavora in panca.

PANCAFIT METODO RAGGI 3


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Dorso: faccio afferrare le maniglie con le mani, sto attento che non si spezzi l’angolo
del polso e che non si aprano le dita. L’apertura delle spalle deve partire dai 30° di apertura
siologica secondo il piano scapolare. Come regola generale più chiudo le spalle e più lavoro
sui muscoli para-spinali e viceversa, mentre più allungo le braccia e più scendo con il lavoro
verso la zona lombare. Posso tenere bloccato il torace nelle persone che non riescono a non
coinvolgerlo quando usano le braccia su Panca t. In generale con un dorso rettilineizzato tendo
a chiudere i gomiti davanti al volto per lavorare sui paravertbrali.
Collo: faccio portare il collo del paziente in estensione poi chiedo di ruotare la testa
mantenendola in asse, il punto di riferimento di simmetria è la linea dello SCOM. Chiedo 15
respiri a dx poi 15 a sn e ripeto. In seguito faccio inclinare la testa e chiedo lo stesso ciclo di
respiri dx e sn facendo attenzione che il paziente non segua il collo con il torace.
Piede 4° Livello: tengo i piedi abbastanza separati legandoli comunque con la cintura
bloccagambe; faccio ettere plantarmente il piede del pz ntanto che riesce senza
compensare, a questo punto chiedo di addurre/abdurre evitando compensi e rotazioni per
poi guadagnare ancora in essione e continuare il lavoro. Altro esercizio utile è l’orologio:
chiedo al pz di portare il secondo dito in corrispondenza di ogni ora del quadrante
dell’orologio. Le 12 sono in essione plantare. Faccio eseguire 1 giro completo in senso orario
e 1 in senso antiorario.
Alluce valgo: Piedi uniti con la cintura blocca-gambe. Afferro l’alluce e decompenso in
ex/ext, rotazione e abd/add.
Palline: utilizzo le sfere nel centro del polpaccio, nelle cosce e a livello del piriforme (25
respiri per ogni posizione).
Mezza sfera: la posso utilizzare per decomprimere l’articolazione sacro-coccigea
posizionandola a livello di S2.
Star-Ball: posso utilizzarla su tutti i livelli da D1 a D12 a patto che sia tollerabile e non
ricrei il dolore per il quale il pz è venuto. Abbreviando posso posizionarle in corrispondenza
delle vertebre D1, D4, D8, D12.
Catena trasversa: non apro le braccia oltre i 45° per evitare la contrazione dei
muscoli delle scapole che renderebbe inef cace l’allungamento del dorso. Allungo le braccia
come per la decoattazione. Posso lavorare a palmi in basso con il medio sul prolungamento
del braccio o a palmi in alto. Posso inclinare o ruotare il collo mentre lavoro la catena
trasversa.

PANCAFIT METODO RAGGI 4


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Lombalgia acuta: paziente prono con la zona del dolore direttamente sopra alla
cerniera di panca t. Chiedo dei piccoli aggiustamenti al pz nche no trova una posizione
confortevole. Posso chiedere di salire e scendere di pochi mm rispetto alla cerniera, posso
abdurre una o entrambe le gambe del pz, posso alzare il lato gambe o il lato testa, posso
in ne posizionare un rotolo sotto alla pancia del pz. Se nessuno di questi movimenti reca
bene cio occorre inviare il pz dal medico di base. Posso provare a fare un lavoro miofasciale
da prono sulla zona lombare del pz.
Cicatrici: come posso sapere se una cicatrice è attiva? Posso fare dei test kinesiologici
usando un muscolo forte (gluteo, deltoide, pettorale, quadricipite). Tocco per 5 secondi con
l’indice la zona da testare e testo la forza per osservare use ci sono state delle perturbazioni.
Anche l’ombelico deve essere considerato una cicatrice, alcune cicatrici entrano in risonanza
e nché non tratto la madre le glie non
Catena linguale: scende no al pube e si continua poi negli adduttori e nisce negli
alluci. Nel suo percorso interseca la catena trasversa quindi se decompenso gli alluci mentre
lavoro la catena traversa e chiedo di tirare fuori la lingua, in alcuni pazienti potrebbe essere
molto dif coltoso.

Se il paziente ha un dolore che non si manifesta al momento della seduta ma è il motivo


del consulto, devo stare attento a non evocarlo durante la sessione di panca t. Distinguere tra
dolore e tensione.

PANCAFIT METODO RAGGI 5


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