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La Crisi Del 1929

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AMERICA

Anni ruggenti
Gli anni che vanno dal 1922 al 1928 sono chiamati in America gli anni ruggenti, in inglese Roaring
Twenties, grazie a diversi fattori: primo fra tutti l’uscita per lo più illesa dalla prima guerra mondiale,
sia dal punto di vista territoriale che civile.
In questo arco di tempo la produzione industriale aumentò del 64% e si registrò una crescita economica
senza pari dovuta principalmente all’applicazione capillare delle scoperte e innovazioni della seconda
rivoluzione industriale a tutti gli ambiti delle innovazioni (cellofan e gommapiuma vennero scoperti).
Si rileva un alto tasso di benessere tra la popolazione, ma se è vero che tante persone vivono di una
situazione economica più favorevole, anche per gli immigrati (migrazioni degli anni 40 [crisi patata]/70 e
post WW1), ci sono comunque ampie fasce della popolazione che vivono in condizioni di
semi-povertà.
Un americano su 5 possedeva un'automobile mentre in Europa la proporzione era molto diversa: solo
un europeo su 83; inoltre metà della popolazione aveva 1 ferro da stiro, circolavano anche moltissime
radio e il 15% aveva lavatrice, tostapane e ventilatore. Il 55% della famiglie era dotata di elettricità.
La produzione aumentava sempre di più, ma in uno stato di impostazione liberista c’era bisogno di
creare una società di consumatori, e per insinuare bisogni ed invogliare al consumo, presero piede le
nuove tecniche pubblicitarie via radio, manifesti e riviste. Anche l’avvento dei grandi magazzini che
vendevano prodotti a prezzi convenienti e davano la possibilità di ottenere un pagamento rateale,
permise alla popolazione di acquistare di più.
Il simbolo degli anni ruggenti è il Charleston, il quale, diffusosi grazie a Josephine Baker in arte la
Venere nera, rappresentava il divertimento e la voglia di non preoccuparsi, comune dopo la guerra, in
cui si era dovuto adottare un regime rigoroso e militare (anche se gli USA molto meno dell’Europa).
Questa voglia di dimenticare i sacrifici della guerra portò gli americani a riprendere le politiche
isolazioniste, evitando di entrare nuovamente a far parte delle questioni europee.
In questo clima politico prevalse la corrente di pensiero dei repubblicani, i quali vorrebbero tirarsi fuori
dalle questioni che non riguardavano direttamente gli Stati Uniti, facendo eccezione per gli interessi nel
Pacifico. Diretta conseguenza del clima isolazionista fu il rifiuto da parte del senato, sotto la
presidenza di Warren Harding, di ratificare il trattato di Versailles, seguito da quello di aderire alla
società delle nazioni, sviluppata da Wilson.
Il rapporto con gli immigrati non è propriamente pacifico a causa dei numerosi pregiudizi: essi erano
visti come anarchici, criminali (italiani) e alcolizzati (irlandesi). Anche gli immigrati di seconda o terza
generazione vedono i nuovi immigrati come un pericolo poiché accettano posti di lavoro a prezzi minori,
generando nella popolazione forte xenofobia, sostenuta sia dai lavoratori sia dalla classe benestante.
Nel 21 viene approvato un provvedimento che segna definitivamente l’inizio del periodo del
Proibizionismo, cioè il divieto di consumare e vendere alcool. Il proibizionismo provocò l’effetto
contrario a quello desiderato: aprì la strada al contrabbando e divenne un pasto succulento delle
gang. Tale aumento della criminalità portò all’abolizione della legge nel 1933.
Nel clima di discriminazione gli immigrati non erano gli unici oggetti dell’odio, ma anche i neri; sopratutto
al centro-nord in cui si contava il maggior numero di iscritti al Ku Klux Klan.

1
Crisi del 29
Il governo repubblicano di Hoover è a stampo liberista e decide di ridurre le imposte dirette (sul
reddito) e aumentare quelle indirette (IVA, ecc), causando però un aumento del costo della vita.
Parallelamente lo stato applicò dei tagli alla spesa pubblica e mantenendo bassi i tassi di interesse
favorì gli investimenti da parte delle industrie portandole a produrre di più cosicché l’economia potesse
girare meglio. Si verificò però l’esatto contrario: rafforzamento delle grandi aziende e alla nascita di
monopoli o oligopoli, che gravavano sui piccoli produttori.

Negli Stati Uniti la crescita economica degli anni Venti fu sostenuta da un formidabile sviluppo del
mercato borsistico. A partire dal 1927 era aumentato sempre più il numero dei cittadini che avevano
deciso di investire in borsa i propri risparmi: sempre più persone si arricchivano attraverso l'acquisto
di azioni societarie molto redditizie; alla guida di questa crescita apparentemente inarrestabile del
mercato finanziario c’era la Borsa di New York. La prassi era quella di comprare azioni in attesa di un
rialzo del loro prezzo. Il meccanismo funzionava dal momento che, essendo moltissimi gli azionisti che
volevano comprare, si trovava sempre qualcuno a cui vendere a un prezzo maggiore rispetto a quello
iniziale. Addirittura, per consentire a tutti di comprare azioni, erano stati organizzati metodi di
finanziamento che permettevano di acquistare i titoli senza pagarne il prezzo per intero (il pagamento
sarebbe avvenuto in un secondo momento, una volta venduto il titolo a un prezzo più elevato). Fu così
che si diffuse tra gli statunitensi una vera e propria febbre speculativa.
Nel corso degli anni Venti, malgrado la crescita economica, erano emersi alcuni segnali di crisi che si
sarebbero amplificati violentemente negli anni successivi. Anzitutto era emersa una crisi di
sovrapproduzione: il sistema fordista, che aveva preso piede negli Stati Uniti e in tutto il mondo
industrializzato, prevedeva un mercato in costante espansione, in cui le merci, prodotte su larga scala e
a basso prezzo, potessero trovare un ampio numero di acquirenti. Negli Stati Uniti della seconda metà
degli anni Venti, invece, i potenziali compratori non erano aumentati, anche per effetto delle politiche
non redistributive dei repubblicani, che impedivano a una parte della popolazione di emanciparsi dalla
propria condizione di povertà e di potersi permettere l'acquisto di beni non indispensabili.
Inoltre anche il bacino di vendite rappresentato dai mercati europei si era ridotto per effetto della
graduale ripresa dell'economia del Vecchio Continente dopo la crisi postbellica.
Gli stessi problemi del settore industriale attanagliavano quello agricolo, dove la sovrapproduzione di
alcuni prodotti aveva causato un crollo dei prezzi, riducendo il profitto degli agricoltori.
Di conseguenza la domanda, anche da parte degli operai, diminuì, poiché i loro salari non
aumentavano parallelamente ai prezzi. I liberisti infatti non erano aperti ad una contrattazione con i
sindacati, perciò, mentre i prezzi aumentavano esponenzialmente, i salari rimanevano gli stessi.
Inoltre la lentezza nel ricambio dei beni di consumo aggravò la situazione, diminuendo ancora di più la
domanda.
Tutti questi segnali si manifestarono sotto forma di una crisi senza precedenti verso la fine degli anni
Venti. In seguito ad un'intensificazione della vendita di pacchetti azionari si innescò una reazione a
catena: il timore di nuovi cali spinse gli investitori a liberarsi delle proprie azioni a ogni costo, e i venditori
trovarono solo acquirenti disposti a comprarle a prezzi bassissimi.
Il risultato di queste vendite al ribasso fu il crollo del valore dei titoli azionari alla Borsa di New
York, avvenuto il 24 ottobre del 1929. Nel cosiddetto "giovedi nero" si verificò una vera e propria
corsa alle vendite. Seguirono giornate di panico, in cui gli investitori cercarono di cedere le proprie
azioni a qualsiasi prezzo. La svalutazione delle azioni causata dalle vendite massicce provocò la
distruzione repentina di interi patrimoni.

2
La situazione colpì in modo particolare la media borghesia e gli agricoltori. Molti di loro, che avevano
richiesto prestiti per ingrandire le loro aziende, non riuscirono più a pagare i debiti contratti con le
banche e dovettero svendere per pochi soldi negozi e fattorie.
;

Anche il sistema bancario fu duramente colpito: molti istituti di credito, specie quelli di piccole
dimensioni, si trovarono in condizione di dover dichiarare bancarotta quando i loro correntisti ritirarono
simultaneamente i loro depositi e i debitori divennero insolventi. Fu allora quasi impossibile ottenere
dagli istituti bancari scampati al fallimento quei prestiti che sino ad allora erano stati concessi con
estrema facilità. Milioni di persone, cadute in miseria e senza lavoro, furono costrette a vivere grazie
all'assistenza pubblica o si trovarono ridotte all'accattonaggio.

Il crollo della Borsa di New York ebbe effetti su scala mondiale e provocò una grave crisi economica,
conosciuta come Grande depressione. Le economie europee infatti persero in breve tempo sia gli
investimenti provenienti da oltreoceano sia la possibilità di piazzare i propri prodotti sul mercato
statunitense.
Gli effetti negativi della crisi del 1929 si fecero sentire per parecchi anni. A uscirne per primi furono
quei paesi in cui il governo seppe intervenire in maniera risoluta in campo economico, dirigendo
l'azione del capitalismo e adottando un programma di lavori pubblici capace di produrre
occupazione e stimolare la ripresa. Ciò avvenne ad esempio in inghilterra, grazie alla svalutazione
della sterlina, e nella Germania di Hitler, che tuttavia ottenne questo risultato con metodi dittatoriali e
senza rispettare quei diritti fondamentali dei lavoratori previsti invece in un regime democratico. In Italia
la crisi del 29 segnò la fine del periodo liberista.

Hoover, puntando a ottenere il pareggio in bilancio, ridusse la spesa pubblica e introdusse nuove
tasse: queste misure non solo non diedero i risultati sperati, ma ebbero l'effetto di comprimere la
domanda interna, deprimendo ulteriormente l'economia, portando la disoccupazione a crescere
ancora di più fino a toccare un quarto della popolazione attiva.
Hoover iniziò a perdere consensi, non solo a causa del fallimento delle misure protezionistiche, ma
anche perché era accusato di fare gli interessi delle lobby. Alle elezioni del Novembre del 32 a
Hoover si oppose il democratico Roosevelt.
I principi che guidano la campagna elettorale di Roosevelt sono:
-​ politica meno supina agli interessi dei grandi finanzieri imprenditori;
-​ maggiore attenzione ai bisogni della gente comune;
-​ invito agli americani a mobilitarsi avere coraggio e investire.

Egli è simbolo della ripresa, del coraggio e della fiducia, perché a 40 anni è stato affetto da
poliomielite agli arti inferiori e recuperò quasi totalmente l’uso delle gambe.
Inizialmente convoca il Brain trust cioè un consorzio di cervelli, un'equipe con specialisti e
scienziati con l’obiettivo di trovare un modo per far riprendere l’economia: propongono di rilanciare
le aziende diminuendo i licenziamenti e aumentando gli investimenti, aumentando così i consumi dei
cittadini.
;

Il risultato di queste discussioni fu il New Deal: col quale si abbandona la fase liberista e lo stato
interviene nell’economia cercando di innalzare il reddito pro capite riprendendo la teoria keynesiana
(tassazione progressiva e diretta per finanziare interventi pubblici con dei provvedimenti che avrebbero
aiutato i lavoratori; abbassare i tassi di interesse e aumentare i lavori pubblici). Questo programma era
diviso in provvedimenti:

3
Indiretti:
-​ Riforma sistema creditizio, svaluta la moneta rinunciando alla parità con l’oro facilitando il
mercato estero e l’europa diventa lo sfogo per la sovrapproduzione americana;
-​ Agricultural Adjustment Act che prevede premi a chi limita la produzione;
-​ National Industrial Recovery Act decreto che impone alle aziende un codice di disciplina
produttiva, secondo il quale gli imprenditori dovevano:
1.​ Limitare la produzione;
2.​ Porre freno alla caduta dei prezzi;
3.​ Rinunciare al lavoro infantile o nero;
4.​ Accettare i minimi salariali;
5.​ Adottare un orario di lavoro comune.
-​ Riforma fiscale, che introduce anche la tassazione progressiva;
-​ Promulgazione del Wagner Act che sancisce:
1.​ Il diritto di organizzazione sindacale;
2.​ Il diritti di sciopero;
3.​ Il principio della contrattazione collettiva (tutto in accordo tra imprenditore e
rappresentanti).

Diretti (progetti che mirano alla lotta contro la disoccupazione):


-​ Tennessee Valley, per produrre maggiore energia idroelettrica dal fiume tennessee;
-​ Work Progress Administration che impiega 8 milioni di persone per le infrastrutture.
Questo programma diede lavoro a 2,5 milioni di disoccupati e inoltre permette un minor costo
dell’energia elettrica rispetto all’Europa;
-​ Social Security Act cerca di creare un sistema pensionistico assistenziale e di protezione
sociale in caso di infortuni e malattia; finanziato dal tesoro.
Da questi provvedimenti vennero esclusi quelli per la condizione delle donne e dei neri.

Il carisma di Roosevelt attira l’elettorato, aveva saputo utilizzare molto bene i mezzi di
comunicazione, tra cui la radio, attirando una certa affezione nei suoi confronti. La sua politica fu
opposta dagli imprenditori che ricorsero alla corte suprema accusando i decreti di incostituzionalità. Di
tutta risposta Roosevelt si appellò al popolo sostenendo che i giudici fossero asserviti ai poteri forti,
facendoli sostituire e mantenendo il potere.

Negli anni 30 si crearono le basi per il Welfare State: i sindacati da oppositori del governo diventano utili
perché rappresentano grandi parti della popolazione e permettono di canalizzare il malcontento popolare
ed evitare rivolte e proteste. Sono anche strumenti di redistribuzione del reddito.

Almeno in parte, il New Deal sortì i risultati desiderati, facendo riprendere fiato all'economia:
l'emissione di una maggior quantità di moneta fece crescere l'inflazione, ma consentì anche una
rinnovata disponibilità di denaro liquido in circolazione. Seppure lentamente, la fase di depressione
economica cominciò a esaurirsi.

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La crisi del 29
Gli anni che vanno dal 1922 al 1928 sono chiamati in America gli anni ruggenti, in lingua
inglese Roaring Twenties, grazie a diversi fattori: prima fra tutte l’uscita per lo più illesa dalla
prima guerra mondiale, sia dal punto di vista territoriale che civile.
In questo arco di tempo la produzione industriale aumentò del 64% e si registrò una crescita
economica senza pari dovuta principalmente all’applicazione capillare delle scoperte e
innovazioni della seconda rivoluzione industriale a tutti gli ambiti delle innovazioni (cellofan e
gommapiuma vennero scoperti).
Si rileva un alto tasso di benessere tra la popolazione ma se è vero che tante persone vivono di
una situazione economica più favorevole, anche per gli immigrati (migrazioni degli anni 40(crisi
patata)/70 e post WW1), ci sono comunque ampie fasce della popolazione che vivono in
condizioni di semi-povertà.

Un americano su 5 possedeva un'automobile mentre in Europa la proporzione era molto


diversa, infatti solo un europeo su 83 era dotato di un autoveicolo, inoltre metà della
popolazione aveva 1 ferro da stiro, circolavano moltissime radio e il 15% aveva lavatrice,
tostapane e ventilatore. Il 55% della famiglie era dotata di elettricità.

La produzione aumentava sempre di più, ma in uno stato di impostazione liberista c’era bisogno
di creare una società di consumatori, e ad insinuare bisogni, invogliando al consumo, ci
pensavano le nuove tecniche pubblicitarie vennero diffuse tramite radio, manifesti e riviste, e
anche i grandi magazzini che vendevano prodotti a prezzi convenienti e la possibilità di ottenere
un pagamento rateale.

Il simbolo degli anni ruggenti è il Charleston, il quale, diffusosi grazie a Josephine Baker, in arte
la Venere nera, rappresentava il divertimento e la voglia di non preoccuparsi, comune dopo la
prima guerra mondiale, in cui si era dovuto adottare un regime rigoroso e militare.
Questa voglia di dimenticare i sacrifici della guerra portò gli americani a riprendere le politiche
isolazioniste, evitando di entrare nuovamente a far parte delle questioni europee.
In questo clima politico prevalse la corrente di pensiero dei repubblicani, i quali vorrebbero
tirarsi fuori dalle questioni che non riguardano direttamente gli Stati Uniti, facendo eccezione per
gli interessi nel Pacifico. Diretta conseguenza del clima isolazionista fu il rifiuto da parte del
senato, sotto la presidenza di Warren Harding, di ratificare il trattato di Versailles, seguito da
quello di aderire alla società delle nazioni, proposta da Wilson stesso.

Il rapporto con gli immigrati non è propriamente pacifico a causa dei numerosi pregiudizi: essi
erano visti come anarchici e criminali e alcolizzati. Anche gli immigrati di seconda o terza
generazione vedono i nuovi immigrati come un pericolo poiché accettano posti di lavoro a prezzi
minori, provocando un periodo di forte xenofobia, sostenuta sia dai lavoratori sia dalla classe
benestante.
Nel 21 viene approvato un provvedimento che apre il periodo del Proibizionismo, cioè il divieto
di consumare e vendere alcool. Il proibizionismo provocò l’effetto contrario a quello desiderato:
essendo illegale il consumo di alcol aprì la strada al contrabbando e divenne un pasto
succulento delle gang. Tale aumento della criminalità portò all’abolizione della legge nel 1933.

Nel clima di discriminazione gli unici oggetti dell’odio non erano solo gli immigrati, ma anche i
neri, sopratutto al centro-nord in cui si contava il maggio numero di iscritti al Ku Klux Klan.
6
Il governo repubblicano di Hoover ha stampo liberista e decide di ridurre le imposte dirette (sul
reddito) e aumentare quelle indirette (IVA, ecc) e ciò causò un aumento del costo della vita.
Parallelamente lo stato applicò dei tagli alla spesa pubblica e mantenendo basso il tasso di
interesse favorendo investimenti da parte delle industrie portandole a produrre di più cosicché
l’economia giri sempre di più. Al contrario del risultato desiderati, ciò portò al rafforzamento delle
grandi aziende e alla nascita di monopoli o oligopoli, gravando sui piccoli produttori.

Negli Stati Uniti la crescita economica degli anni Venti fu sostenuta da un formidabile sviluppo
del mercato borsistico. A partire dal 1927 era aumentato sempre più il numero dei cittadini che
avevano deciso di investire in borsa i propri risparmi: sempre più persone si arricchivano
attraverso l'acquisto di azioni societarie molto redditizie. la Borsa di New York era alla guida di
questa crescita apparentemente inarrestabile del mercato finanziario. La prassi era quella di
comprare azioni di borsa in attesa di un rialzo del loro prezzo. Il meccanismo funzionava dal
momento che, essendo moltissimi gli azionisti che volevano comprare, si trovava sempre
qualcuno a cui vendere a un prezzo maggiore rispetto a quello iniziale. Addirittura, per
consentire a tutti di comprare azioni, erano stati organizzati metodi di finanziamento che
permettevano di acquistare i titoli senza pagarne il prezzo per intero (il pagamento sarebbe
avvenuto in un secondo momento, una volta venduto il titolo a un prezzo più elevato).
Fu così che si diffuse tra gli statunitensi una vera e propria febbre speculativa.

Nel corso degli anni Venti, malgrado la crescita economica, erano emersi alcuni segnali di crisi
che si sarebbero amplificati con violenza negli anni successivi. Anzitutto era emersa una crisi di
sovrapproduzione: il sistema fordista, che aveva preso piede negli Stati Uniti e in tutto il mondo
industrializzato, prevedeva un mercato in costante espansione, in cui le merci, prodotte su larga
scala e a basso prezzo, potessero trovare un ampio numero di acquirenti. Negli Stati Uniti della
seconda metà degli anni Venti, invece, i potenziali compratori non erano aumentati, anche per
effetto delle politiche non redistributive dei repubblicani, che impedivano a una parte della
popolazione di emanciparsi dalla propria condizione di povertà e di potersi permettere l'acquisto
di beni non indispensabili.
Inoltre anche il bacino di vendite rappresentato dai mercati europei si era ridotto per effetto della
graduale ripresa dell'economia del Vecchio Continente dopo la crisi postbellica.
Gli stessi problemi del settore industriale attanagliavano quello agricolo, dove la
sovrapproduzione di alcuni prodotti aveva causato un crollo dei prezzi, riducendo il profitto degli
agricoltori.
Di conseguenza la domanda, anche da parte degli operai, diminuì, poiché i loro salari non
aumentavano allo stesso passo con i prezzi. I liberisti infatti non erano aperti ad una
contrattazione con i sindacati, perciò, mentre i prezzi aumentavano esponenzialmente, i salari
rimanevano gli stessi.
Inoltre lentezza nel ricambio dei beni di consumo aggravò la situazione, diminuendo ancora di
più la domanda. I

Tutti questi segnali si manifestarono sotto forma di una crisi senza precedenti verso la fine degli
anni Venti. In seguito ad un'intensificazione della vendita di pacchetti azionari si innescò una
reazione a catena: il timore di cali spinse altri investitori a liberarsi delle proprie azioni a ogni
costo, e i venditori trovarono solo acquirenti disposti a comprarle a prezzi bassissimi.

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Il risultato di queste vendite al ribasso fu il crollo del valore dei titoli azionari alla Borsa di New
York, avvenuto il 24 ottobre del 1929. Nel cosiddetto "giovedi nero" si verificò una vera e propria
corsa alle vendite. Seguirono giornate di panico, in cui gli investitori cercarono di cedere le
proprie azioni a qualsiasi prezzo.
La svalutazione delle azioni causata dalle vendite massicce provocò la distruzione repentina di
interi patrimoni. La situazione colpì in modo particolare la media borghesia e gli agricoltori.
Molti di loro, che avevano richiesto prestiti per ingrandire le loro aziende, non riuscirono più a
pagare i debiti contratti con le banche e dovettero svendere per pochi soldi negozi e fattorie.
Anche il sistema bancario fu duramente colpito: molti istituti di credito, specie quelli di piccole
dimensioni, si trovarono in condizione di dover dichiarare bancarotta quando i loro correntisti
ritirarono simultaneamente i loro depositi e i debitori divennero insolventi. Fu allora quasi
impossibile ottenere dagli istituti bancari scampati al fallimento quei prestiti che sino ad allora
erano stati concessi con estrema facilità. Milioni di persone, cadute in miseria e senza lavoro,
furono costrette a vivere grazie all'assistenza pubblica o si trovarono ridotte all'accattonaggio.

Il crollo della Borsa di New York ebbe effetti su scala mondiale e provocò una grave crisi
economica, conosciuta come Grande depressione. Le economie europee infatti persero in
breve tempo sia gli investimenti provenienti da oltreoceano sia la possibilità di piazzare i propri
prodotti sul mercato statunitense.
Gli effetti negativi della crisi del 1929 si fecero sentire per parecchi anni. A uscirne per primi
furono quei paesi in cui il governo seppe intervenire in maniera risoluta in campo economico,
dirigendo l'azione del capitalismo e adottando un programma di lavori pubblici capace di
produrre occupazione e stimolare la ripresa. Ciò avvenne ad esempio in inghilterra, grazie alla
svalutazione della sterlina, e nella Germania di Hitler, che tuttavia ottenne questo risultato con
metodi dittatoriali e senza rispettare quei diritti fondamentali dei lavoratori previsti invece in un
regime democratico. In Italia la crisi del 29 segnò la crisi segnó la la fine del periodo liberista.

Hoover, puntabdo ad esempio a ottenere il pareggio in bilancio, ridusse la spesa pubblica e


introdusse nuove tasse: queste misure non solo non diedero i risultati sperati, ma ebbero
l'effetto di comprimere la domanda interna, deprimendo ulteriormente l'economia, portando la
disoccupazione a crescere ancora di più fino a toccare un quarto della popolazione attiva.
Hoover inizio a perdere iniziò a reconsensi, solamente a causa della fallimentare politica
economica di stampo non soloa causa del fallimento delle protezionistico, ma anche per le
accusate lobbysmo.. Alle elezioni del Novembre del 32 a Hooversi oppose a Hoover da
quest’ultimo.
I principi che guidano la campagna elettorale di RooseveltR sono:
-​ L’adozione di una politica meno supina agli interessi dei grandi finanzieri imprenditori;;
-​ Una maggiorezionemaggiore attenzione ai bisogni della gente comune;;
-​ Un invitoo agali americani a mobilitarsi, avere coraggio e investire.
Egli stessoE è simbolo di coraggio e forza perché a 40 anni è stato affetto da poliomielite agli
arti inferiori e riuscì a recuperare quasi totalmente l’uso delle gambe.
Inizialmente Roosevelt convocò il Brain trust cioè un “consorzio di cervelli”, un equipe di
specialisti e scienziati con il compito di trovare una soluzione per far riprendere l’economia. Essi
proposero di rilanciare le aziende con meno licenziamenti e più investimenti, poiché un aumento
consumi dei cittadini non sarebbe stato possibile senza lavoro, linea molto pragmatica.

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Il new deal è il risultato delle decisioni prese e discusse dal brain trust. Venne abbandonata la
fase liberista e lo stato iniziò ad interviene nell’economia cercando di innalzare il reddito pro
capite riprendendo la teoria keynesiana. (bisogni di un intervento nello stato: tassazione
progressiva e diretta per finanziare interventi pubblici con dei provvedimenti che avrebbero
aiutato i lavoratori, abbassare i tassi di interesse e lavori pubblici) .
Il new deal diviso in provvedimenti diretti e indiretti.
Quelli indiretti riguardano:
-​ Una Riforma sistema creditizio, basata su una svalutazione della moneta rinunciando
alla parità con l’oro facilitando il mercato estero in modo tale da far diventare l’europa
diventa sfogo per la sovrapproduzione americana;
-​ Agricultural Adjustment Act che da premi a chi limita la produzione;
-​ National Industrial recovery act, un decreto che impone alle aziende un codice di
disciplina produttiva: gli imprenditori devono:
1.​ Limitare la produzione;
2.​ Porre freno alla caduta dei prezzi;
3.​ Rinunciare al lavoro infantile o nero;
4.​ Accettare i minimi salariali;
5.​ Adottare un orario di lavoro comune.
-​ Una Riforma fiscale che introduce tra i vari punti la tassazione progressiva;
-​ La Promulgazione del Wagner Act che sancisce:
1.​ Il diritto di organizzazione sindacale;
2.​ Il diritti di sciopero;
3.​ Il principio della contrattazione collettiva (tutto in accordo tra imprenditore e
rappresentanti).
I provvedimenti
i provvedimenti miravano a contrastare ladiretti invece mirano lotta contro la disoccupazione:
-​ Tennessee valley che deve sfruttare l’energia del fiume tennessee;
-​ Work Progress Administration che impiega 8 milioni di persone per le infrastrutture.
Questo programma diede lavoro a 2,5 milioni di disoccupati e inoltre l’energia elettrica
costa meno che in europa;
-​ Social Security Act cerca di creare un sistema pensionistico assistenziale e protezione
sociale in caso di infortuni e malattia, finanziato dal tesoro e hazhhajahzjabsh salariati.

Da questi provvedimenti vennero esclusi quelli per la condizione delle donne e dei neri,.

Il carisma di Roosevelt attira l’elettorato, aveva saputo utilizzare molto bene i mezzi di
comunicazione, tra cui la radio, attirando una certa affezione nei suoi confronti. La sua politica
fu contrastataopposta dagli imprenditori, che non esitarono a ricoreresr alla corte suprema,
accusando i decreti di incostituzionalità. Di tutta risposta Roosevelt si appellvaò al popolo
sostenendo che i giudici fosserofossero asserviti ai poteri forti, facendoli, facendoli sostituire per
mantenerendo il potere.

Negli anni 30 si crearono le basi per il Welfare state: sindacati da oppositori diventano
importanti e perché rappresentano grandi parti della popolazione e vengono utilizzati per
canalizzare forme di malcontento popolare per evitare rivolte e proteste e inoltre sono strumenti
di redistribuzione del reddito.

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Almeno in parte, il New Deal sortì i risultati desiderati, facendo riprendere fiato all'economia:
l'emissione di una maggior quantità di moneta fece crescere l'inflazione, ma consentì anche una
rinnovata disponibilità di denaro liquido in circolazione. Seppure lentamente, la fase di
depressione economica cominciò a esaurirsi.

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