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IV CAPITOLO

RENATO ALTERIO

CARI GENITORI

Creta

DESTINAZIONE CRETA 1941 - 1943

IV CAPITOLO FAUSTO A VILLA DEL NEVOSO ( Ilirska Bistrica ) 6 AGOSTO 1942 Dopo cinque mesi di sosta oziosa nel centro di mobilitazione di Bari Fausto ed il suo battaglione lasciarono quella citt il giorno 4 di agosto del 1942 e, dopo due giorni di viaggio, precisamente il giorno 6 di agosto 1942 giunsero in treno in una localit in provincia di Fiume chiamata Villa del Nevoso a causa della sua vicinanza al monte Nevoso. Per problemi di ricettivit il plotone al quale Fausto apparteneva lo fecero separare dal battaglione e lo fecero alloggiare nella localit di Carie, frazione di Villa del Nevoso, in una delle caserme allora in uso alla Guardia di Frontiera. Tali localit che allora erano considerate italiane oggi invece appartengono alla Slovenia con i rispettivi nomi di Harije ( Carie ) e Ilirska Bistrica o Bisterpa.

IV CAPITOLO Villa del Nevoso 18/Agosto 1942

IV CAPITOLO Fausto, che puntualmente riferiva alla famiglia quanto accadeva intorno a lui, non perse tempo neanche questa volta e due giorni dopo quello dell'arrivo a Carie, ossia il 18 di agosto 1942, scrisse una cartolina alla famiglia informandola sugli sviluppi della sua ultima migrazione. Intanto per, mentre lui era a Carie, il suo battaglione che era il XVI0 battaglione mobilitato, il 17 di agosto 1942 era stato aggregato al 23o CORPO D'ARMATA. Da notare che nella cartolina prestampata vi era scritto:Per la patria si rinunzia al superfluo! Nessuna meraviglia perch quelli, per chi non lo sapesse, erano i tempi del: Credere, Obbedire, Combattere.

LA PARTENZA DA CARIE
21 Settembre 1942 Durante il soggiorno a Carie, durato una ventina di giorni, Fausto fece l'altalena fra la piccola Carie e Villa

IV CAPITOLO del Nevoso dove andava ogni tanto, si fa per dire, a fare shopping, sino a quando, il giorno 21 di settembre dell'anno 1942 alle ore 17, il suo plotone fu fatto sloggiare anche da Carie e fu trasferito a Villa del Nevoso. L, nella stazione ferroviaria, il plotone prese posto su di una tradotta con la quale alle ore 2 della mattina seguente part diretto ad Aurisina, localit in provincia di Trieste, dove si ricongiunse al resto del battaglione. Il perch lo spiega bene Fausto nella seguente lettera inviata ai suoi genitori: Carissimi Genitori Vengo con la presente per darvi mie nuove notizie Stiamo a prepararci per la partenza e forse partiremo oggi stesso; dobbiamo raggiungere il nostro Battaglione che si trova nei pressi di Gorizia; da dove partiremo per raggiungere la nostra destinazione che credo sia a Creta. Non sappiamo se andiamo per via mare o per via terra; se andiamo per via mare forse andremo anche a Bari e

IV CAPITOLO non mancher a farvi un telegramma magari per la strada cos possiamo incontrarci a Pescara e salutarci. Io mi trovo benissimo come spero sia anche di voi tutti in famiglia. Oggi la festa del Corpo, la festa del protettore del Corpo che S Matteo. Per la cronaca apprendiamo che il giorno 21 di settembre ricorreva, e forse ancora ricorre, la festa di S. Matteo protettore del Corpo delle Guardie di Finanza.

ADDIO ITALIA
22 settembre 1942 Il giorno 22 del mese di settembre, ossia il giorno dopo a quello in cui aveva festeggiato S. Matteo, il battaglione delle nostre Guardie di Finanza al completo, sicuro ormai della protezione dello stesso S. Matteo, prese posto sulla tradotta e lasci Aurisina. Addio Italia nostra! Si va a Creta! E gi, perch fu proprio da Aurisina che il battaglione mobilitato inizi l'ultimo suo lungo viaggio, purtroppo di sola andata. Attraversata la

IV CAPITOLO Iugoslavia e la Grecia e dopo una sosta nella localit greca del Pireo, a bordo di un traghetto, riusc a raggiungere l'isola di Creta. Questa volta per, a differenza di quanto era accaduto all'inizio del viaggio da Trieste a Bari, Fausto da Aurisina fece in tempo ad inviare la seguente cartolina postale ai suoi genitori nella quale, in modo conciso ma con efficacia e chiarezza, spieg loro che lui ed il suo battaglione erano ormai in viaggio per la fatidica isola di Creta: Cari genitori: Mi trovo in viaggio; invio questa cartolina per mandarvi tanti e cari bacioni ...allora sarete in attesa di un mio nuovo scritto dove vi mander il mio nuovo indirizzo...mi farete sapere anche se avete ricevuto il vaglia di 200 e se il fratello Aldo andato a Roma che spero di sNon ho altro, ricordatevi sempre di me nelle vostre quotidiane preghiere e abbracciandovi caramente invio tanti forti bacioni aff.mo figlio Fausto.

IV CAPITOLO La missiva termina con il solito immancabile ritornello delle preghiere quotidiane richiesta che la dice lunga sull'inconscio stato d'animo di Fausto combattuto fra l'interesse delle novit e la paura del futuro. Per, evidentemente, era la paura del futuro il sentimento pi forte. Dando uno sguardo alla cartolina che segue si nota che, prestampata, vi si legge la scritta:

VINCEREMO

IV CAPITOLO Quel VINCEREMO lo si poteva leggere in tutte le cartoline postali dell'epoca, essa era frutto di una capillare campagna propagandistica del regime fascista fatta con la scopo di illudere e tranquillizzare il popolo italiano. Vinceremo? Certo che si! Ed allora coraggio, per la patria si fa questo ed altro! Ma torniamo al viaggio. La tradotta lasci dunque Aurisina e la locomotiva sbuffando, ansimando e sferragliando, si port via quel carico di giovani il cui destino, era scritto, era quello di andare a morire a Creta e dintorni. Per, inconsapevoli dei pericoli ai quali stavano andando incontro, i nostri Finanzieri erano tranquilli o addirittura felici, non sapevano che quello era per loro l'ultimo viaggio prima di dare l'addio alla vita alle loro speranze ed al loro passato. In particolare, per Fausto fu un addio a: Predazzo, a Bari, ai genitori, ai fratellini, all'Italia. Vado a Creta aveva scritto ai suoi genitori! Come se lui ci stesse andando in villeggiatura! Non vado a morire per

IV CAPITOLO pregate per me! E, felice, con la mente rivolta al futuro, lasci Aurisina e l'Italia! Non le avrebbe riviste mai pi! Lasciata l'Italia il viaggio prosegu attraverso la Iugoslavia, terra straniera che per da poco era stata conquistata e sottomessa dalle armate dell'asse nazifascista Roma-Berlino insieme alla vicina Grecia. Per, le varie etnie della popolazione slava, seppur sconfitte, non avevano intenzione di piegare la testa ed avevano perci organizzata una lotta armata partigiana contro gli occupanti italo-fascisti. La loro resistenza si trasform in guerriglia e fu fonte di atrocit da parte di tutti compresi quegli stessi italiani brava gente che a loro volta si macchiarono di atroci delitti. La storia ci racconta che le truppe italiane in Iugoslavia si macchiarono di odiosi crimini di guerra nei riguardi delle popolazioni autoctone, i nazifascisti credevano di essere i padroni del mondo e non ebbero scrupoli. A fine guerra infatti gli slavi si vendicarono a modo loro massacrando

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IV CAPITOLO gli italiani delle Foibe e non solo. Tuttavia il lungo viaggio dei nostri Finanzieri non incontr ostacoli, fu solo disagiato cos come poteva essere un viaggio fatto per met in tradotta i cui vagoni erano simili a quelli di carri bestiame. Ci malgrado per i nostri ignari viaggiatori fu persino divertente, parola di Fausto! Alla fine il XVI0 battaglione, una volta attraversata la Iugoslavia senza problemi evidenti, attravers anche la Grecia e and ad attestarsi nella localit greca del Pireo dove si acquartier e dove rimase per qualche tempo in attesa del traghetto per Creta. CRONISTORIA DEL VIAGGIO
SOSTA BREVE A LUBIANA

A mano a mano che il viaggio andava avanti Fausto invi ai suoi genitori una serie di cartoline postali nelle quali ne descriveva i dettagli. Da quella corrispondenza

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IV CAPITOLO apprendiamo che la tradotta fece una prima sosta nella stazione di Lubiana e che l si fermarono per un tempo breve come un respiro. Tanto per bast a Fausto per scendere in stazione ed inviare al padre una seconda cartolina postale dopo la prima gi inviata da Aurisina. Vi si legge che: Sono in viaggio per raggiungere la nostra destinazione; andiamo per via terra. approfitto di questa breve sosta qui a Lubiana per mandarvi la presente Anche questa volta nella cartolina postale prestampata, vi si trovava la scritta Vinceremo. Ma era credibile quella scritta da parte di chi la leggeva? Chiss! Pochi ci credevano. Per Fausto ci credeva ciecamente, lui era di una ingenuit disarmante! Ma torniamo al viaggio e facciamoci una domanda. Poteva Fausto, pur se disorientato, intuire gi da allora la drammaticit dell'esito di quel viaggio? La risposta : certo che no! In

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IV CAPITOLO fondo non c'era nell'immediato nessun evidente segnale di pericolo intorno a lui, tutto sembrava tranquillo. Perci Fausto, per sua stessa ammissione, in una delle lettere alla famiglia scrisse che si era divertito molto durante quel viaggio, quello che andava vedendo era per lui un mondo sconosciuto, pieno di misteri, novit e promesse che lo incuriosiva e divertiva nello stesso tempo. E mentre la giostra girava a lui girava la testa per nella parte pi profonda del suo cervello, latenti ma preoccupanti, fermentavano i primi oscuri pensieri e, per la prima volta, la paura. Dice un proverbio: chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quello che lascia ma non sa quello che trova E che l'inconscio di Fausto fosse pervaso da un senso di disorientamento lo si intuisce dal fatto che negli ultimi tempi, in quasi tutte le lettere alla famiglia, si infittirono le esortazioni affinch i genitori pregassero per lui.

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IV CAPITOLO

25 SETTEMBRE 1942

BELGRADO

Lasciata Lubiana, il giorno 25 settembre 1942 la tradotta di Fausto arriv, sferragliando e sbuffando a modo suo, nella stazione di Belgrado e l, la locomotiva fin la sua corsa di andata e verosimilmente torn indietro. Ma, se era finita in quel modo la corsa di andata della tradotta, non era finita quella del XVI0 battaglione perch i nostri finanzieri, abbandonata la tradotta salirono questa volta su di un treno vero che, meraviglia, aveva persino un vagone adibito a cucina. Intanto, poich la sosta nella stazione di Belgrado fu pi lunga di quella di Lubiana Fausto ebbe tutto il tempo volle per gironzolare in stazione ed inviare ai suoi genitori la solita cartolina postale nella quale scrisse: Carissimi Genitori: scrivo la presente dalla stazione di Belgrado dove ci siamo fermati per un po di tempo. Durante il viaggio ho

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IV CAPITOLO conosciuto tante cose nuove e mi sono divertito un mondo. Col nostro . treno viene anche una carrozza fa cucina per farci il rancio durante il viaggio Non appena arriver nella mia destinazione vi scriver una lunga lettera. Non state in pensiero se trascorre qualche giorno senza che riceviate mie notizie

GERGALI
28 SETTEMBRE 1942

Il treno fece la fermata successiva a quella di Belgrado in una localit chiamata Gergali da dove Fausto, molto divertito, scrisse ai suoi genitori spiegando loro che: Carissimi Genitori Il viaggio continua benissimo; ho conosciuto e imparato tante cose nuove e mi diverto un mondo. Da villa del Nevoso fino a Belgrado ho viaggiato su di una

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IV CAPITOLO tradotta con carri merci, da Belgrado invece viaggiamo sulle carrozze e si sta magnificamente bene.... nella tradotta dove viaggio io cera anche un militare di Popoli il quale stato in licenza di un mese ed ora deve rientrare al Corpo Finalmente, dopo la sosta a Gergali ed un'altra a Scopi, citt della Serbia occupata dalla Bulgaria, arrivarono nel porto greco del Pireo.

LA SOSTA AL PIREO
1 OTTOBRE 1942

Nove giorni, tanto dur il viaggio di Fausto da Aurisina al Pireo. Infatti Fausto ed il suo battaglione arrivarono l la mattina del 1 ottobre 1942. Chi legge deve sapere che quella del Pireo era, come Fausto raccont, una bella cittadina ed era una delle basi dell'armata italiana in Grecia dove era di stanza un rilevante presidio militare a

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IV CAPITOLO custodia di capannoni che contenevano armi munizioni e derrate alimentari. L'intero battaglione vi si acquartier per molti giorni durante i quali collabor nel fare servizio di guardia a quei capannoni e cos esaur i suoi compiti probabilmente in attesa che fosse pronto l'imbarco per l'isola di Creta. Quella sosta fu tanto lunga e cos poca impegnativa dal punto di vista del servizio da permettere a Fausto, pensate un po', di recarsi come un qualsiasi turista senza pensieri a visitare la citt di Atene.

DAL PIREO
02 OTTOBRE 1942

Il giorno 02 di ottobre 1942, Fausto scrisse ai genitori raccontando che: Amatissimi Genitori Dopo nove giorni di viaggio, ieri mattina sono arrivato qui a Pireo una bella cittadina poco distante da

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IV CAPITOLO Atene Qui a Pireo ci tratterremo per qualche giorno, attendiamo limbarco per raggiungere la nostra destinazione a Creta. Il viaggio mi ha stancato un po, ma ora mi trovo benissimo Durante il viaggio vi ho scritto alcune cartoline Siamo partiti da Carie il giorno 21 m.d. alle ore 17, alle ore 2 la mattina del giorno seguente siamo partiti da Villa con la tradotta ed ad Aurisina in provincia di Trieste ci siamo incontrati con tutto il Battaglione. Da Belgrado dove ci siamo fermati per poche ore vi ho scritto unaltra cartolina, unaltra lho spedita da Scopi citt della Serbia occupata dalla Bulgaria Come vedete ho fatto un lungo viaggio; ho visto tante cose nuove e mi sono divertito un mondo Finanziere Cantalini Fausto 160 Batt. Mob. II0 Compagnia Posta Militare 121

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