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La Locandiera

risposte e domande sulla locandiera di carlo goldoni

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Carlo Goldoni

La locandiera, atto I
1)In che senso attraverso le prime scene emerge uno spaccato della società veneziana di metà
Settecento?
Sin dalle prime scene della commedia di Goldoni intitolata "La locandiera" emerge uno spaccato
della società veneziana di metà Settecento.
I personaggi incarnano una precisa classe sociale infatti il Marchese di Forlipopoli rappresenta la
nobiltà di spada che, pur possedendo un titolo importante, è decaduta e priva di mezzi economici, il
Conte d'Albafiorita personifica la nobiltà di toga, di cui facevano parte i borghesi che, arrichendosi,
avevano acquistato un titolo nobiliare nonostante ciò erano guardati con disprezzo dai ceti più elevati
e il misogino cavaliere di Ripafratta, caratterizzato da un eccessiva stima per la propria condizione
nobiliare, nemico delle donne, che non conosce e non vuole conoscere.
Mirandolina, proprietaria della locanda, invece incarna i nuovi ideali della borghesia, ella viene
aiutata nella gestione della sua proprietà da Fabrizio, un giovane cameriere, di origine contadina,
desideroso di modificare la propria classe sociale.
2)Spiega l'ironia con cui Fabrizio usa i titoli "eccellenza" e "illustrissimo" rivolgendosi al marchese e
al conte. (scena II)
Nella scena II compare un nuovo personaggio, il servitore Fabrizio, mal visto dal marchese di
Forlipopoli in quanto Mirandolina mostra interesse nei suoi confronti, egli infatti nella scena
precedente, ai righi 25-26, afferma: “A proposito di camerieri; vi è quel cameriere che ha nome
Fabrizio, mi piace poco. Parmi che la locandiera lo guardi assai di buon occchio”.
Il giovane cameriere si rivolge al marchese chiamandolo “Signore” (r.35), “Illustrissimo” (r.39-41) o
anche “Illustrissimo signore” (r.43-58), quest’ultimo però, essendo molto fiero del suo titolo
nobiliare, vuole essere chiamato “eccellenza” (titolo spettante ai nobili) non “signore” e nemmeno
“illustrissimo” (titolo spettante ai borghesi).
Quello del servitore non è un errore bensì una provocazione, infatti egli si pone volutamente in
conflitto con il marchese, suo rivale in amore, che aveva già mostrato la propria ostilità nei confronti
del cameriere poche righe prima mentre parlava con il conte.
In questa scena è evidente l’intento sarcastico di Fabrizio il quale si prende gioco del marchese, che
non gli aveva dato la mancia, chiamandolo con il titolo consono a un grado più basso del suo e
nell’assegnare al conte il titolo che spetterebbe al marchese.
3)Individua i punti in cui emerge la misoginia del cavaliere. (scena IV)
Nell’atto I il cavaliere di Ripafratta osserva, compiaciuto e distante, le schermaglie amorose tra il
conte e il marchese che corteggiano entrambi Mirandolina, senza sospettare di ciò che lo aspetta:
infatti l’atto si chiude con un breve monologo della locandiera, che decide di far innamorare di sé
quest’uomo che appare tanto ostile e sgarbato nei suoi confronti.
I punti in cui emerge la misoginia del cavaliere sono: "Una donna vi altera? Vi scompone? Una
donna? che cosa mi convien sentire! Una donna?" (rr. 88-89), e poi ancora "Non le ho mai amate,
non le ho mai stimate, e ho sempre creduto che sia la donna per l'uomo una infermità
insopportabile." (rr. 90-93). Ai righi 97-98 il cavaliere afferma: "Che mai può avere di stravagante
costei, che non sia comune all'altre donne?", sminuendo Mirandolina che invece viene esaltata dagli
altri due uomini come una donna unica, dotata di bellezza, eloquenza, decoro e buon gusto.
La misoginia del cavaliere emerge anche ai righi 110-111: "Donne? Alla larga tutte quante elle
sono", “Hanno fatto il diavolo per darmi moglie, né mai l’ho voluta” (r.113), ai righi 115-116
afferma: "quando considero che per avere figliuoli mi converrebbe soffrire una donna, mi passa
subito la volontà". Infine, al rigo 123 egli dice che stima quattro volte più un cane da caccia che la
locandiera.
4)Da quali elementi emerge l'astuzia di Mirandolina? (scena V)
Nella scena V il conte d’Albafiorita porge in dono a Mirandolina dei costosi orecchini di diamanti
che, inizialmente, non avrebbe voluto accettare ma poi si dice costretta a farlo “per non disgustare il
signor conte” e “tenersi amici gli avventori della sua locanda” (righe 147-148).
In queste righe emerge con chiarezza l’astuzia della locandiera, che accetta un regalo di gran valore,
ma si pone nella condizione di chi fa un favore, non di chi lo riceve; in questo modo appare sempre
in credito e non in debito.
Questa furbizia è sottolineata dal commento del cavaliere che osserva compiaciuto e distante la
scena, egli infatti esclama “Oh che forca!” (r.149) cioè “Che impertinente, che sfacciata”
dimostrando di aver colto e smascherato l’intento della fanciulla.
5-6) Da quali battute emerge la sua forza di carattere? Quale personalità di Mirandolina emerge da
questa scena? (scena IX)
Nella scena IX non è riportato nessun dialogo tra i personaggi della commedia bensì il monologo di
Mirandolina, dal quale emergono i tratti fondamentali della sua personalità.
La donna, protagonista della famosa commedia intitolata La locandiera, è affascinante, intelligente e
abile negli affari, che si lascia corteggiare dai clienti della sua locanda, senza però impegnarsi con
nessuno di essi.
I valori della locandiera sono essenzialmente due: la libertà, intesa come mancanza di qualsiasi tipo
di vincoli, e la vanità. Da qui discendono i suoi comportamenti: il rifiuto di chi la ama e il desiderio
di sottomettere a sé chi la respinge. Infatti ella al rigo 222, afferma che “Tutto il mio piacere consiste
in vedermi, servita, vagheggiata e al rigo 224 che "A maritarmi non ci penso nemmeno; non ho
bisogno di nessuno; vivo onestamente, e godo la mia libertà”.
Dunque da questi righi è possibile comprendere che Mirandolina non intende sposarsi, non è quello
il suo scopo ma vuole soltanto essere corteggiata e godere delle attenzioni che le riservano i suoi
spasimanti, si mostra quasi divertita nell’osservare i loro comportamenti e vedere fino a dove si
spingono per cercare di conquistare il suo cuore.
Soltanto il cavaliere di Ripafratta, che dichiara con orgoglio il suo disinteresse e la sua ostilità nei
confronti delle donne, sembra resistere al suo fascino, per cui Mirandolina decide di “usar tutta l’arte
per vincere, abbattere e conquassare quei cuori barbari e duri” cioè intende di far innamorare di sé
l’unico uomo che non mostra interesse nei suoi confronti.

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