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La vita e le opere:

Carlo Goldoni nasce a Venezia il 25 Febbraio 1707 e fin da bambino


manifesta una grandissima passione per il teatro alimentata dalla lettura di
alcune opere greche e latine. Dopo aver seguito il padre per motivi di lavoro a
Perugia e dopo 3 anni di studi nel 1723 si dedica agli studi di giurisprudenza
presso il collegio Ghislieri di Pavia anche se continua a preferire la letteratura
agli studi. Nel 1725 viene espulso dal collegio per via di alcuni
componimenti satirici, in questo momento il giovane Goldoni inizia un
periodo di pellegrinaggio lavorando nei teatri e componendo degli
intermezzi comici. Nel 1731 suo padre morì e Goldoni decise di riprendere
gli studi per poi laurearsi a Padova . Attorno a 1738 Goldoni iniziò a maturare
un progetto di riforma riguardante il teatro e le sue sfaccettature e inizierà a
comporre i primi testi di suo pugno. Molto importante fu il 1748 dove
Girolamo Medebach scoprì Goldoni e il suo talento infatti in quest’anno molto
importante il nostro autore decise di dedicarsi a tempo pieno alla letteratura e
al componimento di opere. Da qui in poi Goldoni iniziò a produrre opere di
fama mondiale con temi davvero originali e sorprendenti che
rivoluzionarono la società del tempo. I suoi ultimi anni di vita sono stati
in Francia dove si trasferì a seguito della messa in crisi del suo rapporto
con il pubblico veneziano e dove produsse le sue ultime opere e dove
ottenne gli ultimi successi per poi morire a Parigi il 6 Febbraio 1793 (in
una condizione quasi misera di vita).

La nuova commedia goldoniana


Goldoni dedica anima e corpo al rinnovamento del teatro con impegno che
non ha eguali nel Settecento; tutto parte ovviamente dal suo disegno
riformista su larga scala che deriva dalla sua esperienza teatrale. In
particolare per Goldoni non contava la sola teoria ma era necessario
la quotidianità del palcoscenico con la frequentazione degli attori e del
pubblico eterogeneo che assisteva alle opere. Il teatro era un luogo dove si
poteva godere di intrattenimento e socializzare tutto ad un prezzo
accessibile a tutti. Quindi Goldoni sa che per ottenere attenzione da
parte del suo pubblico deve scrivere dei testi avvincenti senza però
rinunciare a una moralizzazione dei costumi in particolare egli compie 5
grandi riforme che lo caratterizzeranno:
-1) realizzazioni di commedie interamente scritte (non più come i canovacci
lasciati incompleti e lasciati all’interpretazione degli attori)

Il passaggio alla scrittura distesa permise ai testi di guadagnare dignità


garantendo loro una durata appropriata e al tempo stesso restituisce
centralità al progetto dell’autore che si propone in questa nuova fase come
scrittore a tutti gli effetti.

-2) l’importante passaggio dalle maschere al carattere ovvero il passaggio


dallo stereotipo al vero personaggio.

Infatti un dei maggiori aspetti della riforma di Goldoni è appunto questo


cambiamento da maschere a carattere ovvero il passaggio da personaggi
stilizzati e immutabili(quindi prevedibili) a personaggi-persona verosimili
(imprevedibili come gli esseri umani). Goldoni sfruttò la sua città natale
Venezia per creare i primi personaggi derivanti da maschere grazie
anche alla varietà di soggetti che Venezia offriva. Un altro aspetto importante
fu la spartizione di questi nuovi soggetti in coppie antitetiche ovvero
in contrasto oppure con dei punti in comune,tale fenomeno si verificò
anche per quanto riguarda gli scenari che si alternavano nelle opere. Tutto ciò
si può definire come le basi del realismo tipico di Goldoni che riflette questa
varietà su carta.

-3) una concezione realistica e naturalistica della commedia unita a


valorizzare maggiormente l’opera teatrale.

In particolare Goldoni aveva la concezione che solo il Mondo e il Teatro


fossero gli unici strumenti di studio da parte di un autore. Più nello
specifico Goldoni vede nel Mondo (ovvero la società) una immensa fonte
naturale di ispirazione per la creazione di opere. Mentre il Teatro possiede
delle proprie leggi e linguaggio ben precisi che guardano al pubblico.

-4) la stretta relazione tra riforma del teatro e riforma della società attraverso
una moralizzazione dei contenuti e insieme della figura dell’attore.

Punto molto importante perché apre le porte ad una teatralizzazione della


società dove il teatro viene visto come luogo di’incontro e di messa in
comune di progetti etnici. Infatti Goldoni vedeva in questo cambiamento
una visione moderatamente riformatrice della società dove si potessero
appianare le divergenze tra aristocrazia e ceti borghesi. Nella prima parte
delle sue opere i principali protagonisti infatti erano persone
appartenenti alla borghesie che venivano così messe in mostra per quelli
che erano i loro lati positivi quali onestà, laboriosità, la parsimonia e la
moderazione mentre l’aristocrazia veniva un po’derisa in quanto veniva
messa in cattiva luce. Ma nel momento in cui avvenne la crisi del mercante
Goldoni abbandonò tali soggetti. Egli decise di passare al mondo
popolare dove trovò di nuovi tutti quegli aspetti positivi; decise quindi di
narrare opere con protagonisti il popolo nonostante Goldoni non
potesse identificarsi completamente in quel tipo di società. L’autore
elogia tali aspetti e cerca di rinnovarli pur sapendo che non potrà mai
identificarsi in tali in quanto non gli appartengono.

Altro punto importante è il riconoscimento dell’attore come professione dove


non era più necessario solo la tecnica e il talento ma venivano
richieste anche la preparazione e le competenze dell’attore
professionista consapevole e colto. Pertanto il ruolo dell’attore assume
onorabilità, inoltre questa nuova figura di attore si basava su un concetto
molto importante ovvero la memorizzazione della parte ovvero la totale
conoscenza del testo e la capacità di interagire con l’autore per suggerire
cambi oppure adattamenti collaborando con egli alla massima perfezione.

-5) una visione del mondo ispirata a un conservatorismo moderato e


parzialmente progressista.

Ulteriori caratteristiche delle opere di Goldoni sono la figura della donna che
viene rielaborata assumendo valori quali autonomia,libertà e
rinnovamento. In particolare l’archetipo della servetta astuta dà origine a una
vivace galleria di figure femminili differenti che assumono diversi valori quali
potevano essere semplici madri di famiglia che facevano di tutto per aiutare i
propri figli oppure erano figure femminili consapevoli della loro astuzia e la
utilizzavano nei miglior modi come nel caso di Mirandolina nell’opera La
Locandiera.

Un elemento essenziale al realismo goldoniano si trova nella


competenza linguistica dell’autore stesso il quale utilizza diversi registri
linguistici passando dall’uso di un italiano dai toni medi e di uso comune fino
a un dialetto veneziano che denominava perfettamente le varietà sociale della
città in questione. Inoltre Goldoni essendo vissuto in Francia negli ultimi anni
di vita scrisse opere in francese per cui possedeva un ampio registro
linguistico da usare a suo piacimento. In questo modo egli era in grado di
riprodurre con recisione sia il linguaggio degli aristocratici(tipicamente fine e
aulico) sia quello del popolo(più aspro e duro).
La Locandiera
La locandiera è una delle opere più importanti di Goldoni nel quale viene
esaltata la figura femminile. Tutta la vicenda narrata si svolge in una sola
giornata a Firenze e tutta volge su un unico fatto (Mirandolina che vuole
sedurre il cavaliere) e per questo viene definita commedia semplice dove non
avvengono cambi di luogo.

Trama

Mirandolina ha ereditato dal padre la locanda che gestisce insieme all’aiuto


del suo promesso sposo Fabrizio; ma ella sa di essere molto seducente per cui
utilizza questa sua caratteristiche per sedurre i clienti per farli poi tornare
ovviamente senza mai concedersi. In particolare nell’opera ella verrà
corteggiata da due aristocratici: il marchese di Forlipopoli che risulterà essere
un nobile decaduto al quale è rimasto solo il titolo e il conte d’Albafiorita che
in realtà è un mercante che si era arricchito e che ha comprato il titolo. Ma
Mirandolina non si concederà a nessuno dei due continuando a sedurli come
a lasciare loro un continuo spiraglio di possibilità in questo modo i due
aristocratici non lasceranno molto presto la locanda tentando continuamente
di impressionare la locandiera. In tutto ciò compare la figura del cavaliere di
Ripafratta il quale risulta essere un persona che odia le donne e le disprezza.
In tale situazione Mirandolina si ripromette che avrebbe fatto innamorare il
cavaliere di se stessa e una volta giunta allo scopo però lo respinge ma ciò
porta a dei problemi con i tre aristocratici ma la locandiera riesce a farli
calmare per poi sposarsi Fabrizio.

La figura di Mirandolina

Mirandolina all’interno dell’opera assume il ruolo di personaggio


autonomo sganciato dal rapporto binario tipico di Goldoni e viene posta
come figura desiderata da 4 uomini, inoltre ella rappresenta molti aspetti
quali sono l’evoluzione psicologica sociale e professionale della maschera
tradizionale della serva brillante dotata di intelligenza e di buon lessico infatti
è proprio con la figura di Mirandolina che la serva intelligente raggiunge
l’apice di un personaggio realisticamente caratterizzato.

La locandiera sa adattarsi all’interlocutore e piegarlo alla propria volontà


utilizzando le sue due armi migliori ovvero la finzione e la parola che risultano
essere più efficaci della bellezza. In questo modo la nostra locandiera si mette
al servizio degli aristocratici e allo stesso tempo sfruttandone i soldi e la
protezione.

Mirandolina è la perfetta incarnazione dello spirito borghese che esprime tutti


i suoi lati positivi, ma la sua psicologia è molto complessa in fatti ella pare
animata dall’opportunismo derivato dalla sua stessa logica borghese oltre che
ha possedere un pizzico di narcisismo che la porta a sedurre l’altro sesso per
dimostrarne la superiorità.

Nel mettere in mostra questi aspetti però Goldoni è bravo a non rompere
l’equilibrio etico-sociale infatti dopo aver fatto compiere il suo obiettivo a
Mirandolina l’autore cerca di fornirle l’opportunità di rimediare a tutto
sposando Fabrizio e rimettendo le cose a posto.

Si può inoltre notare come la locanda possa effettivamente rappresentare


un microcosmo nel quale le varie classi sociali vengono messe a
confronto;in tale ottica Goldoni vuole mettere in risalto l’inadeguatezza del
vecchio mondo rispetto a quello nuovo confrontando l’aristocrazia storica con
la nuova società del tempo.

Le Memorie
Le Memorie vengono composte da Goldoni nel 1787 e racchiudono quella
che è stata la vita stessa dell’autore. Possiamo suddividere le memorie in tre
grandi parti:

-nella prima parte Goldoni parla della sua vita e delinea le figure dei suoi
genitori, rievoca gli studi fatti, i primi tentativi teatrali, i viaggi, i soggiorni.
nelle varie città, il suo matrimonio. 

-Nella seconda parte, quasi interamente dedicata ai riassunti delle commedie,


è interessante seguire il formarsi, tra le opere secondarie, dei capolavori e
conoscere la vita dei comici italiani, alla cui storia questi capitoli recano un
prezioso contributo. 

-La terza e ultima parte è dedicata al soggiorno in Francia e il suo pregio sta
nella pittura della fastosa corte e dei suoi personaggi. Il Goldoni, vissuto a
Parigi sotto i regni di Luigi XV e Luigi XVI, e negli ultimi anni professore, a
Corte, di lingua italiana, ci lascia in queste memorie, dedicate a Luigi XVI,
una delle più vivaci rappresentazioni dell’epoca che precedette la Rivoluzione
Francese.
In queste Memorie la seconda parte è la più importante per la storia del
teatro; anche perchè la grande riforma operata dal Goldoni viene vissuta
attraverso le reazioni dei partigiani dell’una e  dell’altra tendenza. Se il
poeta avesse avuto altro temperamento, questa seconda parte sarebbe stata
tutta polemica; ma il Goldoni, pur provando amarezza o dolore, non ha mai
accenti aspri. Sembra che si studi di vedere solo il lato buono degli uomini, e il
meglio della vita. 

Le sue memorie ci offrono anche altri dettagli che ci permettono di ricostruire


la società del tempo infatti il componimento offre un panorama di tipo
sociale,culturale e storico.