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RELAZIONE LIBRO

Scheda del libro


• Nome del libro: La Locandiera

• Il mio nome: Angela Galasso

• La data: 26/03/2021

•Secondo me l'immagine che più


rappresenta "La Locandiera" è "Bicchiere
di Vino" di Jan Vermeer. Il quadro,
infatti, mi ha rimandato quasi subito ad
uno degli episodi centrali della commedia
di Goldoni, in particolare alla scena IV del
"Bicchiere di vino" (ca. 1659-1660) di Jan Vermeer secondo atto, dove Mirandolina, la
protagonista del racconto, pranza con il
Cavaliere di Ripafratta, uomo misogino e
maschilista. La donna, scaltra e senza
pudore, cerca di far innamorare il Cavaliere riempiendolo di complimenti. Proprio come nel quadro,
Mirandolina entra nella camera dell'uomo e grazie alle sue parole, riesce a farsi addirittura servire
da quest'ultimo, che le riempie il bicchiere di vino "con dolcezza" (pagina 162) dicendole che è la
prima donna con cui "ha avuto la sofferenza di trattar con piacere" (pagina 152).
• Titolo: La Locandiera

• Autore: Carlo Goldoni

• Illustratore: Francesca Leoneschi, Emilio Ignozza, Lorenzo Gianni

• Narrativa: Commedia

• Aspettative: Prima di leggere il libro ho avuto la possibilità di approfondire il pensiero di


Goldoni, quindi mi aspettavo di trovare un testo che criticasse la nobiltà e allo stesso tempo fosse
scorrevole, ordinato, divertente ma non volgare. La commedia
ha soddisfatto le mie aspettative ed è stato molto piacevole Copertina del libro, Alexander Roslin, La
leggere questa storia, a mio parere, grazie alla Locandiera, dama con il velo (1768), Stoccolma
riusciamo a comprendere pienamente la definizione di "Libro
del Teatro". Goldoni riesce a suscitare le risa del lettore e allo
stesso tempo critica in maniera velata la società, come per esempio
quando vengono presi in giro il Conte d'Albafiorita, il quale "non
apprezza quel che vale, ma quello che si può spendere" (pagina 99)
e il Marchese di Forlipopoli, particolarmente avaro.
• Commento sul titolo/copertina: Il titolo fin da subito mi ha
incuriosito molto, infatti, non riuscivo a spiegarmi come Goldoni
potesse rendere interessante o suscitare meraviglia nel pubblico
(nel mio caso lettrice) attraverso una commedia incentrata su di
una Locandiera, per cui lo sviluppo della storia in parte è stata una
scoperta per me, nonché una conferma della maestria di Goldoni.
Ho apprezzato anche la copertina del libro, perché trovo il soggetto
del quadro ("La dama con il velo", Alexander Roslin) molto simile
a Mirandolina, donna dalle gote rosse e lo sguardo furbo.
L'ambientazione
• All'inizio, quando vengono presentati tutti i personaggi, ci viene detto che la scena si sviluppa a
Firenze, nella locanda di Mirandolina, la protagonista del racconto. Tutte le vicende avvengono
all'interno della sua locanda (ereditata dal padre defunto), che non viene descritta minuziosamente.
La Locandiera, infatti, è una commedia teatrale, che si concentra sugli avvenimenti (che si
susseguono velocemente), e non presta particolare attenzione per l'ambientazione. Prima di ogni
scena, però, sappiamo sempre quali sono i personaggi che agiscono e in quale stanza avviene
l'episodio raccontato, come accennato prima trattandosi di un luogo chiuso, i protagonisti non si
spostano molto. La storia inizia con lo scambio di battute nella "Sala di locanda" tra il Conte
d'Albafiorita e il Marchese di Forlipopoli, per poi spostarsi nella "Camera del Cavaliere di
Ripafratta" (dove Mirandolina si avvicina e fa innamorare l'uomo). Dejanira e Ortensia (due
comiche che si fingono delle dame) vengono accolte in un' "Altra camera di locanda", mentre la
"scena dello stirare" (chiamata così da Goldoni a pagina 92), dove troviamo la protagonista che
prende in giro il Cavaliere, avviene nella "Camera di Mirandolina". La conclusione della storia si
sviluppa, invece, in una "Camera a tre porte". L'immagine che più rappresenta l'ambientazione è,
secondo me, "Au Bistro" di
Jean Béraud, ho scelto questo
quadro perché quando l'ho visto
per la prima volta ho subito
pensato ad una scena della
"Locandiera". Durante questa

Jean Béraud, "Au Bistro" (1883)

parte della commedia, il Marchese di


Forlipopoli entra nella stanza del Cavaliere
per fargli assaggiare del vino di Cipro e
viene preso in giro da Mirandolina (che
precedentemente stava bevendo del
Borgogna con il Cavaliere). Goldoni fa
dialogare i personaggi, per cui il tempo
della storia coincide col tempo del
racconto. Dall'inizio alla fine della
narrazione trascorre circa un giorno,
riusciamo a capirlo dal fatto che la
protagonista critica il comportamento del
Cavaliere in quanto i suoi sentimenti
mutano velocemente, "un uomo che
stamattina non poteva veder le donne, oggi
chiede amore e pietà? non gli abbado, non
può essere..." (pagina 193).
Jean Béraud, Absinthe (ca.
1908)
I personaggi
• La protagonista della storia è
Mirandolina, una giovane donna che ha ereditato la Locanda di suo padre, ormai defunto. La
ragazza attira molti uomini, a causa del suo "tratto nobile che incatena" (pagina 101), alla gentilezza
e il decoro, inoltre il Conte d'Albafiorita spiega al Cavaliere di Ripafratta che Mirandolina "è bella,
parla bene, veste con pulizia, è di ottimo gusto" (pagina 101). Durante la storia, Mirandolina
dimostra di essere molto scaltra, infatti, riesce a far innamorare un cavaliere che inizialmente la
odia, afferma addirittura di preferire un cane da caccia alla presenza della donna. La protagonista
del racconto è sicuramente una proiezione dei valori nei quali credeva Goldoni, in particolare quelli
della classe borghese, Mirandolina afferma, infatti, di "stimare infinitamente la sua libertà" (pagina
121), per questo motivo rifiuta tutte le avances che gli uomini le rivolgono. Non vuole sposarsi,
perché teme di "perdere scioccamente" (pagina 122) tutta la fortuna che ha. Nonostante queste sue
idee di libertà, alla fine del racconto, dopo che il Cavaliere abbandona Firenze, per sfuggire da tutti i
problemi (arrecati dalla sua condizione) decide di sposarsi con Fabrizio, il cameriere della locanda.
Ho apprezzato molto la caratterizzazione del personaggio di Mirandolina, una donna di "grande
spirito" (pagina 165), che grazie ad astuzia e ingegno riesce a vendicarsi dell'odio gratuito nei
confronti delle donne da parte del Cavaliere, "a scorno degli uomini presuntuosi, e ad onore del
nostro sesso" (pagina 180). Proprio per il suo carattere forte, ho voluto scegliere un quadro che
rappresentasse in qualche modo la sua indipendenza. In "Absinthe" di Jean Béraud, viene
raffigurata una donna che beve da sola dell'assenzio, l'aspetto che mi ha colpito di più, è il modo
sfacciato in cui poggia i suoi piedi sulla sedia, forse noncurante delle etichette imposte dalla società,
ma soprattutto imposte ad una donna, per questo mi ha rimandato immediatamente a Mirandolina.
Un altro personaggio importante all'interno della storia, è sicuramente il Cavaliere di Ripafratta, un
uomo misogino al quale bastano le accortezze della protagonista per far si che tutti i suoi ideali
crollino. In meno di un giorno, infatti, arriva ad implorare Mirandolina, non si limita a chiederle di
ricambiare il sentimento, le domanda Amore, compassione e pietà; assistiamo quindi ad una sorta di
climax alla rovescia, dove un cavaliere si ritrova a implorare clemenza. Tra i personaggi minori
ricordiamo Dajanira e Ortensia (due attrici che si fingono dame), il servo del Cavaliere, il Marchese
di Forlipopoli (innamorato di Mirandolina e caratterizzato da avarizia) e il Conte d'Albafiorita
anch'egli innamorato della protagonista e spesso preso in giro perché superficiale (sperpera denaro
molto facilmente). Cercando tra le varie immagini ho trovato un quadro di Edvard Munch, intitolato
"Autoritratto con una bottiglia di vino", che mi ha ricordato il Cavaliere e il suo Borgogna (soggetto
principale) e gli altri due spasimanti della donna, quindi mi sembrava interessante inserirlo.

Trama
• I personaggi che ci vengono presentati per primi sono il Marchese di Forlipopoli e il Conte di
Albafiorita, i due discutono a causa di una donna, Mirandolina, la proprietaria della locanda, nonché
una giovane dal carattere forte. Durante la loro conversazione interviene il Cavaliere di Ripafratta,
quest'ultimo afferma di odiare le donne e sembra quindi essere l'unico uomo a non essersi invaghito
di Mirandolina. I due si incontrano e la donna capisce di non suscitare alcun turbamento nei
confronti del cavaliere, quindi decide di conquistarlo a tutti i costi. Da quel momento inizia a
riservargli attenzioni particolari, per esempio fornendogli biancheria in prima persona, pranzando
con lui nelle sue stanze, lusingandolo spesso. Spaventato dai suoi sentimenti, il Cavaliere di
Ripafratta decide di andare via
da Firenze, ma Mirandolina Edvard Munch, "Autoritratto con una bottiglia di vino" (1906)
finge di svenire, l'uomo capisce
di amare la protagonista e quindi
resta alla locanda. Quando arriva
a confessargli il suo amore, la giovane ragazza gli dice di non provare alcun sentimento per lui e il
cavaliere si ritrova ad essere umiliato. Il Marchese e il Conte capiscono che anche il Cavaliere di
Ripafratta si è innamorato della locandiera, ma quest'ultimo pur di non ammetterlo decide di battersi
contro gli altri due. A costo di evitare lo scontro, Mirandolina afferma che il cavaliere non prova
niente nei suoi confronti, e per provarlo decide di sposare Fabrizio (cameriere al quale il padre della
locandiera aveva affidato sua figlia). La commedia si conclude con la protagonista che consiglia al
pubblico di approfittare della rappresentazione per imparare a stare lontani dagli inganni e i
sotterfugi delle donne.
• All'interno del racconto si possono individuare, secondo me, tre momenti principali. Il primo è
sicuramente la scena successiva all'incontro tra Mirandolina e il Cavaliere, dopo che quest'ultimo
ha criticato la biancheria della locanda e ha dimostrato di odiare le donne, Mirandolina decide i
utilizzare tutto ciò che è in suo potere per far innamorare l'uomo, gli porta per esempio la biancheria
in prima persona e afferma di capire il suo disprezzo per il genere femminile, assecondandolo riesce
ad avvicinarsi a lui. Un'altra scena che ritengo molto importante è lo svenimento di Mirandolina; a
seguito di un loro incontro, il cavaliere inizia a "mutar natura" (pagina 152) e rendendosene conto
decide di allontanarsi dalla locanda, andando via prima del previsto. La donna, per evitare la
partenza dell'uomo, finge di svenire a causa del dispiacere provato, il Cavaliere, allora, cadendo nel
tranello di Mirandolina, non parte. Il terzo evento più importante è sicuramente la scena del ferro da
stiro, a seguito dello svenimento, l'uomo decide di confessare i suoi sentimenti, ma Mirandolina gli
fa capire, prendendolo in giro, che lei non ricambia il suo amore, a seguito di questa scena il
Cavaliere di Ripafratta decide di voler conquistare la donna con la forza. Alla fine, però, viene
fermato dal Conte e dal Marchese che gli impediscono di sfondare la porta; successivamente il
cavaliere decide di battersi contro i due ma viene fermato dalla notizia del matrimonio di
Mirandolina con Fabrizio, la locandiera decide quindi di sposarsi mettendo fine alle avances degli
uomini.
Conclusione
La Locandiera è stata la seconda commedia che ho avuto il piacere di leggere quest'anno, e posso
affermare con certezza di averla preferita alla Mandragola di Machiavelli. Ho trovato la storia più
interessante, ma in particolare ciò che mi è piaciuto di più è la caratterizzazione del personaggio di
Mirandolina. Mi ha colpito molto la furbizia della donna e, per quanto non condivida il suo
comportamento, ho apprezzato il fatto che si sia fatta valere contro il Cavaliere di Ripafratta. Un
altro aspetto molto interessate (accennato all'inizio nella scheda libro) è la critica alla società, che
non si limita soltanto alla misoginia del cavaliere, ma si estende anche allo sperperare dei soldi del
Conte (che rappresenta la nobiltà superficiale non apprezzata da Goldoni) e l'avarizia del Marchese
(il quale gode soltanto del suo titolo importante). Raccomanderei certamente la lettura dell'opera, e
in questo caso non mi limiterei a chi vuole approfondire la riforma teatrale di Carlo Goldoni, la
consiglierei anche a chi cerca una storia scorrevole e, come ho già detto, piacevole, quello che
definirei un classico che deve essere assolutamente letto.