Geopolitica COMPLETA
Geopolitica COMPLETA
La geopolitica è il tentativo di dimostrare e di cercare di capire come essa influenza storia e politica
e quindi non è mai neutrale.
La geopolitica non è una scienza, è una cosa strana, non c’è una definizione precisa, la migliore
delle definizioni di geopolitica dice che non esiste una definizione per geopolitica.
Predittiva guarda al passato per capire il presente ,a vuole dare uno sguardo sul futuro
differenza da altri approcci infatti essa funziona per fare degli scenari i geopolitologi
immaginano futuri.
La geopolitica ha una base storica, guarda il presente e vuole immaginare i futuri possibili.
Essa non è neutrale perché ha nei suoi interessi quello internazionale e nazionale.
La geopolitica nasce verso la fine dell’ottocento, periodo particolare per la storia europea
IMPERIALISMO breve ma molto importante per la storia europea.
Condiziona fortemente le dinamiche internazionali che ci porteranno alla prima guerra mondiale e
rende possibile far nascere la prima visione della geopolitica classica.
Quando c’è il congresso di Berlino nel 1884/1885 il mondo esplode nell’imperialismo tutta
l’Africa è stata presa le potenze coloniali occupano tutto lo spazio.
L’impero britannico nel 1900 aveva il controllo di un terzo delle terre emerse.
Mondo come spazio finito visione claustrofobica del mondo non puoi più espanderti, perché
tutti gli spazi appartengono alle grandi potenze darwinismo sociale delle relazioni
internazionali lotta per la sopravivenza esiste l’anarchia e ti devi difendere con la forza.
La geopolitica presuppone:
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Approccio realista
Idea che il mondo sia un posto anarchico
La politica estera conti abbia un primato.
Visione hobbesiana il mutamento dei confini territoriali è un indicatore dei mutati rapporti di
forza.
La geopolitica classica nasce così visione hobbesiana, visione anarchica, approccio realista e
grande visione della storia per fare prescrizioni e predizioni.
La visione geopolitica delle relazioni internazionali e la percezione del globo terrestre come unico
campo di azione.
La geopolitica implica un pensare il mondo per linee globali e studiare l apolitica internazionale nel
suo insieme planetario e complessivo.
Studia gli effetti della politica sulla geografia. Nasce in Germania con l’0unificazione dello
stato tedesco perché Berlino aveva l’esigenza di spiegare ai tedeschi che erano stati divisi in
staterelli e che adesso erano una cosa comune. La geografia politica rappresenta e offre delle
giustificazioni teoretiche allo stato moderno nazionale.
Guarda gli effetti della politica sulla geografia, storia cristallizzata guarda al passato e al
presente.
GEOPOLITICA studia gli effetti della geografia sulla politica. Parte dal passato per guardare il
futuro è storia in fieri, da fare. Non è una scienza perché NON E’ MAI neutrale: è una
rappresentazione delle relazioni internazionali del “sistema mondo” in funzione di interessi specifici
(interesse nazionale o internazionale).
Fare geopolitica è anche raccontare/rappresentare gli interessi di paesi europei in luoghi in crisi
lontani.
PRIMATO DELLA POLITICA ESTERA securitization approach: guardare tutto quello che
avviene attraverso una lente della sicurezza esterna.
Interessi NON ideologia la geopolitica guarda agli interessi non all’ideologia.
Attenzione allo spazio grande rete che si basa su schemi astratti. La geopolitica guarda lo spazio
con peculiarità dando importanza al muoversi nello spazio che da fisico territoriale diventa
multidimensionale. La virtualizzazione dello spazio (finanza, cyber, cultura, informazione).
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STRATEGIC TAKE AWAYS portare qualcosa di strategico punti essenziali, fondamentali
e strategici e che si portano a casa da qualcosa che abbiamo fatto.
KEY WORDS:
1. Non neutrale
2. Predittiva
3. Prescrittiva
4. Narrazioni racconta storie
5. Interessi fondamentale contesto storico
6. Contesto storico
7. Approccio
KJELLEN politologo svedese, norvegese che alla fine dell’ottocento dà la prima definizione di
geopolitica. “è la scienza dello stato come organismo geografico nel modo in cui esso si esprime
nello spazio”
COHEN lo studio dell’influenza dei fattori geografici sulla politica estera degli Stati.
YVES LACOSTE Viene considerata geopolitica quella situazione nella quale due o più attori
politici si contendono un territorio. In questo contendere, le popolazioni che abitano il territorio
conteso, o che sono rappresentate dagli attori che se lo contendono, devono essere coinvolte in
questo conflitto attraverso l'uso degli strumenti di comunicazione di massa.
CARLO JEAN la geopolitica è una particolare analisi della politica, condotta in riferimento ai
condizionamenti su di essa esercitati da fattori geografici: intendendo come tali non solo e non tanto
quelli propriamente fisici, come la morfologia dello spazio o il clima, quanto l'insieme delle
relazioni di interdipendenza esistenti fra le entità politiche territorialmente definite e le loro
componenti
Le definizioni limitano il campo della geopolitica al solo piano delle relazioni tra Stati diminuendo
l’importanza dello studio dei rapporti di forza nell’ambito di territori di ben più modesta
dimensione, per esempio che si trovano anche all’interno dello stesso Stato o fra attori non statuali.
Regola base della geopolitica Lacoste sottolinea che quando ci si appresta ad un’analisi
geopolitica non bisogna fidarsi delle spiegazioni troppo semplicistiche, né di quelle basate su un
solo fattore poiché le situazioni politiche solo caratterizzate da un alto livello di complessità.
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Alla complessità del mondo di oggi bisogna rispondere con il coraggio di essere complessi.
1. Classica
2. Fascista
3. Democratica
4. Critica accusa tutta la geopolitica di essere aggressiva, imperialista e di fare “profezie
che si auto avverano”).
Quando tu fai una narrazione, tu fai un’azione in cui immagini una situazione.
La principale differenza fra la geopolitica classica (800-945) e quella contemporanea, che torna con
Lacoste negli anni 70, è nel metodo in cui si traduce il sapere geopolitico, non il contenuto teorico o
esplicativo nella comprensione del mondo.
La trasformazione del metodo concerne il modo di concepire lo spazio e il rapporto fra politica e
geografia.
Per i primi il mondo era uno spazio geografico chiuso, quasi claustrofobico per i classici.
Sono autori che non usano quasi mai il termine “geopolitica”, ma sono importanti perché creano le
teorie BINARIE e guardano al mondo come sistema mondo.
Teorie BINARIE sono teorie perché si basano su una costruzione binaria, opposizione terra-
mare e sono teorie che ricercano l’elemento geostorico per la dominazione globale.
La geopolitica classica anticipa la storia del ventesimo secolo, che è stato soprattutto guerra
mondiale e guerra fredda, è stata una contesa per la dominazione globale.
1. Heartland (mackinder)
2. Seapower (mahan e corbett)
3. Rimland (spykam)
4. La scuola tedesca e Geopolitik
È uno dei primi due autori della scuola tedesca che vedremo infatti, è il primo rappresentante
della scuola tedesca di geopolitica.
Il suo pensiero deriva all’interno del dibattito sul posto della Germania nel mondo.
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Ratzel sostiene che la Germania sia una nazione nata in ritardo, è chiusa all’interno dai nemici,
svantaggiata geograficamente perché è chiusa e ha un accesso al mare limitato, ma è una nazione
della scienza porta avanti scienza e progresso.
Stato organismo visione organicistica dello stato organismo vivente legato al suolo.
Ogni stato ha un collegamento con il suolo, per resistere esso deve radicarsi e svilupparsi nello
spazio.
Importanza dello spazio vitale bisogno di ogni organismo e popolo di avere un suo spazio dove
poter vivere, crescere e prosperare la Germania ne aveva bisogno in quanto nata in ritardo e
soffocata da altre nazioni e imperi.
ALFRED MAHAN ammiraglio statunitense e siamo nel periodo della seconda metà
dell’ottocento.
Teorizza la superiorità degli oceani come via di comunicazione “chi domina gli oceani domina il
mondo”.
È uno dei più grandi geopolitologi classici e il suo pensiero geopolitico è un pensiero non esplicito.
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Il suo pensiero è un pensiero che va estratto dalle sue opere, pagine mischiate alla teoria del
comando, su come si governa una nave, ecc.
Era un periodo particolare Mahan fa parte dell’ente militare e quindi è collegato agli ambienti
politici e ha l’ambizione di influenzare e convivere gli ambienti politici di Washington all’epoca
in quell’epoca gli stati uniti erano incerti su cosa fare: se starsene in disparte o giocare al balance of
power con gli europei.
Mahan è convinto che l’unica scelta possibile per gli Stati Uniti sia quella di diventare una
superpotenza che gioca all’interno del sistema mondo NO ISOLAZIONISMO.
Per farlo serve assolutamente una grande flotta militare che molti politici non volevano ci
vuole un sacco di tempo per costruirla e costa un sacco.
Da qui la tendenza di evitare un impegno finanziario per le casse del nuovo stato federale
statunitense.
Profonda prospettiva storica parte sempre dalla storia e cerca di arrivare alla comprensione
dell’oggi e immaginare domani.
Fa un grande sforzo per capire quali sono gli insegnamenti storici e per vedere se dalla lettura della
storia cosa otteniamo comprendere quale sia l’elemento geostorico che permette di ottenere
la dominazione globale lui pensa di averlo trovato nel mare.
La sua idea parte dall’analisi della storia e analizza due grandi potenze:
1. La Gran Bretagna
2. La Francia
Qual è il problema? Dal punto di vista storico queste due nazioni hanno scelto due strade diverse:
“double standard” la gran Bretagna essendo un isola punta tutto sulla forza marittima e per
essere più sicura, gli inglesi prevedevano che la loro flotta dovesse essere più potente della prima e
della terza flotta più potente.
Leggendo la storia, è che la Gran Bretagna prende una strada molto netta, definitiva della scelta
netta verso il mare SEA POWER forza militare della flotta.
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Quello che è importante è avere la supremazia navale affinché la tua marina sia in grado di garantire
libertà commerciale e vincita delle battaglie navali.
1. Flotta corsara veloce, agile, manovriere, che colpisce il nemico e scappa (i pirati).
2. Flotta pesante da alto mare che intercetta il nemico e lo distrugge quella preferibile
per tali scopi.
L’insistenza sulla flotta pesante che va a cercare il nemico ha anche un altro difetto insito nella
visione di Mahan visione molto aggressiva.
Le rotte marittime sono fondamentali per la crescita di un paese, per il commercio, i punti di
appoggio, i punti strategici.
È vero che il mare è unico, ma ci sono dei punti di appoggio che sono fondamentali.
CHOKE POINTS “punti di strozzatura” punti marittimi in cui devi passare e sei forzato.
Le grandi navi sono navi enormi che non giri come una barca a vela, per girare hanno bisogno di
miglia marittime e per muoversi anche.
I Choke Points sono punti vulnerabili di importanza strategica e commerciale es. seconda guerra
mondiale italiani sconfitti perché gli inglesi controllavano poche parti del mediterraneo, ma
erano i tre choke points.
Importanza del mare e del controllo dei punti geografici mari e terre, i canali e i stretti, hanno
un’importanza solo in relazione ad altri punti e solo in relazione alla proiezione di potere, non lo
sono per sempre.
Significa che nessun punto d’appoggio, elemento terrestre, nessun passaggio marittimo ha
un’importanza geografica per sempre, ma ha sempre una funzione relativa ai tempi.
Noi dobbiamo guardare il mondo attraverso delle mappe concettuali i posti cambiano con il
mutare degli assetti del potere e della tecnologia.
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Mahan capisce che il mondo sta entrando in una fase sistemica in cui abbiamo tensioni a livello di
sistema mondo.
L’idea di Mahan non apparteneva solo a lui è un’idea vecchia antica Grecia (Temistocle) e
UK deel 1616 (Ralegh).
Mahan la dà come associata ad una lettura della storia lettura fra la storia della competizione
navale fra Gran Bretagna e Francia nel 600.
La lezione storica OCCORE UNA SCELTA DECISA PER IL MARE perché c’è un’idea
forte: vuole convincere il congresso a investire su una flotta.
Mahan voleva un’alleanza con gli inglesi per avere una grande potenza per poter dominare gli
oceani.
1. Il ruolo della geografia nella proiezione del potere all’interno del sistema mondo e
internazionale posizione geografica.
Non solo per l’accesso alle vie marittime, ma anche per il tipo di costa che uno ha: avere
accesso ai mari aperti, possibilità di costruire porti, ecc.
2. Produttività naturale, le risorse e il clima condizioni importanti per sviluppare una
potenza navale
3. Dimensione del territorio non è un fattore naturale
4. Numero popolazione
5. Carattere nazionale
6. La natura del governo nel voler includersi nelle istituzioni nazionali.
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L’ammiraglio convince Guglielmo II che la Germania deve costruirsi una grandissima flotta
solo una flotta grande in altomare come quella inglese può spezzare/togliere le catene alla
espansione anche marittima tedesca TIRPITZ ARTEFICE DELLA WELTPOLITIK.
La Germania spende soldi enormi per costruire una grande flotta che nella prima guerra
mondiale non verrà praticamente usata.
All’influenza di Mahan in qualche modo continua l’idea che i mari e gli oceani siano luogo
di circolazione ma anche sfruttamento risorse e vantaggio geostrategico.
Gli USA nella seconda guerra mondiale e nella guerra fredda elemento fondamentale è
avere il predominio nei mari.
Quando nel 2001 dopo gli attentati di Washington e New York si invade l’Afghanistan.
Qual è l’arma, il corpo militare statunitense che porta avanti la maggior parte dei
bombardamenti? La marina capacità di proiezione del potere nel territorio del nemico
fortissima.
Mahan cerca lo scontro, una marina capace di abbattere in una grande battaglia il nemico.
In sintesi è:
a. Più strategico militare
b. Più tecnico
c. Più a che fare con le flotte e il comando navale
2. Potere marittimo concetto più sfumato e geopolitico. Ha a che fare non solo con le
flotte, con la parte militare, è un potere che tiene conto degli aspetti territoriali, diplomatici,
economici, capacità di avere punti commerciali lungo le rotte marittime.
La prima guerra mondiale è una guerra in cui chi vince non ha vinto per le battaglie sul mare, ma
sulla terra le grandi battaglie, la guerra di trincea, massacri sui fronti.
le battaglie sul mare furono poche e la prima guerra mondiale mostra i limiti della capacità di
penetrazione terrestre della marina, soprattutto:
a. Sbarco in Iraq da parte delle armi inglese, e fa fatica. Tentativo voluto da Churchill.
Al sea power serve la forza e nel primo conflitto mondiale manca la penetrazione che è data
dall’arma area che ci sarà più avanti passaggio corazzate portaerei.
L’idea di Mahan è in parte riabilitata durante la seconda guerra mondiale guerra fra giappone e
americani nel pacifico la riconquista da parte deò generale McArthur della parte di Asia
conquistata dal Giappone in pochi mesi sarà con l’uso aero navale.
L’idea di Mahan viene ripresa da uno studioso meno conosciuto SIR JULIAN CORBETT il
suo pensiero è caratterizzato dalla ripresa e dalla rimordinazzione del pensiero di Mahan.
I giapponesi attaccando pearl harbor affondano soprattutto le corazzate facendo fuori i vecchi
rottami.
Corbett è uno studioso e pubblica un libro nel 1911 “principi di strategia marittima” libro molto
importante in cui si gettano le basi per una visione molto più moderna del sea power.
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La cina è dannatamente neocorbettiana PUNTA SUL POTERE MARITTIMO.
Il potere marittimo per sua natura è meno aggressivo di quello terrestre non devi conquistare
territori, ma quello che conta quando passi lungo la rotta di navigazione è che tu non venga fermato
da nemico.
Quando la terra viene controllata sempre in quanto si deve, sul mare è importante che passi.
La strategia del mare rispetto a quella della terra è diversa il potere terrestre punta al dominio,
al controllo del territorio; il potere marittimo punta alla libertà di navigazione il sea power
è molto meno aggressivo rispetto al potere terrestre.
Il potere marittimo, contando sulla libertà di navigazione, non ha l’istinto del dominio, ha l’istinto
della superiorità navale ma è meno violento di quello terrestro.
Il sea power, per Corbett, amplifica la strategia di pace se vuoi vince con il sea power devi
puntare alla strategia di pace vere superiorità tramite alleanze, punti di controllo, porti, choke
points.
Avere una strategia di pace che prima del conflitto di permette di avere una capacità di
concentrazione e di dispersione.
Rispetto all’esercito, il sea power ha più mobilità le flotte marittime possono essere dislocate nei
vari punti e poi concentrarsi quando c’è necessità.
È fondamentale per lui avere l’abilità della disposizione intorno ai pivot, perni strategici.
Corbett ha una visoone molto meno aggressiva rispetto a Mahan e ha l’idea che la strategia
marittima non sia vincente è fondamentale ma va correlata a quella generale.
Non si può pensare solo in termini di sea power, ma in modo di forze integrate potere
marittimo combinato con quello terrestre TEORIA BINARIA matura in cui terra e mare
devono combinarsi.
Le forze del sea power hanno una prevalenza per le vie di comunicazione, le abilità di dispersione e
la minor aggressività, bisogna puntare ad una strategia di pace ma non deve essere realizzata
pensando solo alla strategia marittima ma deve essere correlata a quella generale.
il sea power per avere la vittoria sul territorio, deve avere la capacità di integrarsi con le altre forze
la Francia fallisce perché butta il peso sulla terra e non sul mare: la Gran Bretagna può buttare
tutto sul mare perché è un’isola.
La grande modernità del pensiero di Corbett il potere marittimo è meno aggressivo, è una
componente della strategia globale ma non ha bisogno del controllo del territorio, l’apprendimento
della strategia di pace e l’importanza delle forze integrate.
Corbett morì giovane e non vide lo sviluppo, ma già la Gran Bretagna e anche gli USA, già alla fine
della prima guerra mondiale iniziano a costruire a porta aerei.
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Sono i primi a capire che l’aereo dà quella profondità e permette la profondità di penetrazione che
fino ad ora mancava.
Mahan ha dato una lezione che gli americani usano molto ancora oggi una flotta può spezzare il
nemico.
Corbett non era un pacifista ma era favorevole al blocco navale alla Germania, bisogna affamarla
con il blocco navale egli usa tutti gli strumenti, non solo quello navale.
La guerra fredda gli Stati Uniti proteggono l’Europa occidentale contro la minaccia sovietica
mantenendo il predominio sul mare.
La Cina è neocorbettiana la Cina perché sta portando avanti delle strategie che sono la collana di
perla, l’ammazza assassino, ecc, che sono strategie importanti in quanto la Cina è il paese
geopoliticamente più interessante oggi.
Gli Stati Uniti credono che la strategia di pace debba essere accompagnato dall’idea di superiorità.
Puoi avere tutte le strategie militari, ma se non hai la superiorità marittima non ha il potere.
1. Dispersione
2. Concentrazione: capacità di dislocazione strategica (attorno a perni strategici)
3. Perni
4. Choke points
5. Aumento punti di rifornimento e porti
Preparare queste basi (choke points) e occuparle militarmente e politicamente fa parte della
strategia.
HALFORD MACKINDER
Ha a che fare con il potere terrestre è l’autore che inventa il concetto di heartland.
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Tutti questi autori inglesi sono in qualche modo rappresentanti di una riflessione del mondo
anglosassone, sul riposizionamento del mondo all’interno del sistema internazionale.
Mackinder capisce che il mondo va verso alla rottura del balance of power e va verso la coesione
globale.
Mackinder è stato definito un personaggio esperto di tante cose: zoologo, studioso di storia
militare, studia disciplina scientifiche ma si interessa a questione storiche e politiche; divenne un
parlamentare dal lato dei conservatori.
Nel 1919 diventa alto commissario presso le armate bianche influenza molto il suo pensiero
questo.
Mackinder punta a capire se ci sia un centro geografico (pivot) che possa essere considerato il
motore della storia.
Per farlo esso muta con il mutamento dei rapporti di potere, i quali mutano quando vi è il
mutamento tecnologico.
Le sue opere:
Quello che porta alla teoria oggi conosciuta come “heartland” che lui all’inizio chiama come “perno
geografico” tutte le sue opere sono una rivelazione, aggiornamento e aggiustamento della sua
teoria della heartland.
Le aggiorna perché capire che con il mutamento politico le teorie devono evolversi e aggiustarsi.
All’epoca era il posto più importante perché era una delle società più famose in quanto era uno dei
motori che raccontavano agli inglesi l’impero britannico e degli altri territori.
Nella sua opera “il perno geografico della storia”, Mackinder sostenne che esistesse un perno
geografico della storia attorno alla quale ruota, si muovono gli avvenimenti.
C’è una casualità nella storia che mette in relazione una dialettica tra potenza marittima e terrestre
momenti in cui prevale il potere terrestre, momenti in cui prevale il potere marittimo.
È un rapporto dialettico.
Nel 1919 pubblicò “ideali democratici e la realtà” lotta per il controllo dell’Heartland.
Infine, nel 1943 “the round world and the winning of peace” Midland ocean.
Esiste una casualità geografica nella storia la geografia ha un ruolo, influenza nella storia.
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L’AREA – PERNO “la regione politica mondiale non è proprio quella vasta area dell’Eurasia,
inaccessibile alle navi ma percorsa nell’antichità da nomadi a cavallo, che oggi sta per essere
ricoperta da una fitta rete ferrovie? In questo luogo, vi sono state e vi sono tuttora le condizioni per
una mobilità della potenza militare ed economica di vasta portata e tuttavia, di carattere limitato.
Su scala mondiale occupa la posizione strategica centrale posseduta dalla Germania in Europa,
potendo attaccare ad essere attaccata su tutti i fronti, salvo a nord. […] è improbabile che
un’eventuale rivoluzione sociale possa alternarne i rapporti essenziali con i grandi vincoli
geografici della sua esistenza.”
È un’area inaccessibile alle navi, che può attaccare tutti ed è simili a quella della Germania in
Europa.
Questo che stava succedendo nella sua epoca poteva tramutare la sua epoca dando vita all’epoca
post-colombiana la ferrovia dà potere terrestre alla heartland.
Per secoli aveva il predominio la mezzaluna esterna epoca pre-colombiana e il sea power.
I cambiamenti portano a un mutamento affinché quest’area qui (il pivot) diventi di nuovo
importante.
L’importanza della tecnologia e di controllare certe aree enfasi sul controllo delle aree
strategiche che accentuano l’importanza e permettono un ulteriore espansione.
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Mackinder legge la storia per periodo lunghi.
Il mondo è per 9/12 occupato dall’acqua che è rappresentata da un unico grande oceano con nomi
diversi ma geopoliticamente è tutto collegato per secoli ha avuto il controllo il potere marittimo
con la colonizzazione, esplorazioni e espansioni.
Il mondo è tutto occupato ora, è finito fondamentale in questo mondo diventa occupare la
posizione centrale il vantaggio lo ha lui.
Posizione centrale quella che lui chiama WORLD ISLAND Asia, Europa e Africa.
Chi controlla lo heartland controlla la world Island, chi controlla la world Island controlla tutto
potenza centrale fondamentale.
Cosa fa chi sta nello heartland? Tende a premere verso la mezzaluna interna il potere che occupa
qua spinge sempre, perché o rimane bloccato, marginalizzato al centro da tutte le altre potenze o la
tendenza è spingere.
Spinta di occupare, compattare e condizionare la mezzaluna interna che a sua volta controlla la
world Island.
Chi sta al centro? Se non vuole essere marginalizzato deve provare a compattare lo spazio e creare
un blocco continentale.
Il sea power deve mantenere contatti con la mezzaluna interna per non rendere lo heartland più
potente.
Nel 1919 scrive “ideali democratici e la realtà” alla conferenza di pace, Wilson e gli ideali
democratici è un testo non neutro, dice all’occidente di svegliarsi e di non credere agli ideali
democratici in quanto non sono realtà, questa è fatta dalla forza.
Durante questo libro c’era l’Unione Sovietica, contro la quale lui era fortemente oppositore.
Lui a questo punto allarga il pivot e lo fa diventare quasi tutta l’Unione Sovietica, soprattutto verso
l’Europa e lo chiama HEARTLAND (prima aveva le sembianze dell’impero zarista).
(1929) EUROPA POST FINE PRIMA GUERRA MONDIALE la cintura del diavolo che
cosa ha fatto la Francia, il Regno Unito? Hanno creato una serie di piccoli deboli stati europei
CORDONE SANITARIO, STATI CUSCINETTO deve far sì che lo heartland sia chiuso e che
la mezzaluna interna sia rotta, frammentata.
La risposta dello sea power al pericolo della compattazione dello spazio è la frammentazione.
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Lo heartland non è un concetto solo geografico, disegnarlo sulla mappa è difficile è un concetto
GEOSTORICO concettualizzazione della sedimentazione del potere concetto che si può
prendere e utilizzare anche a livello regionale o guardare.
1. Heartland attivo
2. Due passivi uno è al centro dell’Africa; l’altro al centro degli Stati Uniti perché
non sono attivi?
AMERICANO ha già fatto, è già compattato ha già preso territori, non hanno altre
alternative sono già un continente.
AFRICANO per essere attivo occorre la potenza, unità politica e le risorse economiche,
tecnologiche e queste mancano all’Africano in quanto era dominata e spezzettata fra gli
imperi coloniali europei.
Heartland potenziale non sempre attivo.
RAPPORTO MARE – TERRA interiorizza l’idea che le due cose non siano in competizione;
che la potenza marittima sia indispensabile e inseparabile da quella terrestre.
Fattori geografici che fanno spingere un paese verso una cosa ma lui rifiuta il determinismo
non sei obbligato.
Le potenze, le democrazie, paesi liberali sono cattivi giocatori politici perché hanno orizzonti
temporali limitati.
A livello di visione geopolitica, hanno una visione geopolitica molto più corta.
Lui legge la prima guerra mondiale come una rivolta dei popoli slavi contro i popoli tedeschi una
rivolta che ha portato la fine agli imperi tedeschi ma anche zarista.
La Germania va vista come uno stabilmente importante che non può essere umiliata.
Nel 19 rafforza la capacità di uno stato di organizzare le proprie risorse se non puoi sei in
difficoltà.
Anche la sconfitta della Russia e la rivolta sovietica rafforza il fatto che la Russia sia diventata una
potenza globale che sta nel Pacifico, ma anche in Europa e che punta anche qua.
Chi ha il sea power deve impedire la compattazione, quindi creazione di una serie di stati, la cintura
del diavolo, che la scuola tedesca chiama così frammentano lo spazio europeo.
Nel 43 lo heartland diventa TUTTA l’unione sovietica è sopravvissuta perché era troppo grande,
il clima e le strade.
Nel 41 l’URSS prende 3/5 della sua popolazione, territori più ricchi e si ritira per migliaia di km,
ma non crolla.
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La seconda guerra mondiale ribadisce che chi ha lo heartland ha delle zone non raggiungibili e
sicure.
Era chiaro che la Germania stesse perdendo e a questo punto non c’era più nulla che potesse
riequilibrare l’URSS.
Lo heartland è una cosa concettuale e geostorica concetti storici dello heartland che non
coincidono con quelli geografici.
Storia recente:
1. Germania fallita
2. URSS heartland rischia di mangiarsi la Germania per la prima volta la fortezza
Europea avrà i mezzi per diventare una minaccia globale se l’URSS conquista la
Germania ha un strapotere, rischia di lasciar da parte completamente il sea power.
L’unico modo per reagire da parte del sea power a questo è l’oceano della terra di mezzo
MIDDLE OCEAN le potenze sea power e soprattutto gli USA devono offrire garanzie
politiche, economiche e militari ai pesi alleati della mezzaluna interna se non lo fanno lo
heartland mangia tutto.
Middle ocean questo potere che entra in alleanza e difende, anticipa la NATO fatta nel 49 in tutta
fretta dopo lo scoppio della guerra fredda dagli USA in lettura ideologica per bloccare e contenere il
comunismo.
Se heartland spinge e conquista non c’è più niente che possa arrestarlo, ma l’unica cosa che offre
garanzie politiche militari e economiche sono:
1. Piano Marshall
2. Nato
RIASSUMENDO:
Le potenze del sea power hanno l’interesse di mantenere delle alleanze e un piede sulle world
Island.
Il sea power deve cercare di mantenere frammentata la world Island unico modo per poterci
entrare.
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Rimland serie di alleanze politiche militari PATTI DI CONTENIMENTO.
Serie di alleanza militari che gli USA sono stati costretti a fare in quanto erano sottopressione
dall’espansione URSS.
Alleanza fra le potenze sea power UK e USA PER FARE UN MIDDLE OCEAN
riequilibrarsi per il controllo heartland.
SPYKMAN
È un olandese, professore di scienza politica prima della seconda guerra mondiale e durante, muore
giovane
Non ha una formulazione geopolitica unitaria il suo pensiero geopolitico è molto importante
si pensa abbia influenzato gli anglosassoni.
La geografia per Spykman non determina niente, ma nonostante questo ha una forte influenza.
Spykman odia la scuola tedesca e si scaglierà in maniera fortissima contro tutta la rivista di
geopolitica e accuserà la scuola tedesca di essere iperaggressiva, di essere deterministi, di coprire
l’aggressività del terzo Reich.
Per arrivare al perché lui sostenga che Mackinder abbia sbagliato e abbia creato un interpretazione
geopolitica giusta ma conclusioni sbagliate esiste un perdurare delle caratteristiche geopolitiche,
la geografia muta ma lentamente non esistono posizioni geografiche che mantengono lo stesso
vantaggio, ma questi sono sempre in mutamento e questo mutamento è molto lento.
La prospettiva dinamica di geostoria, bisogna capire che siccome la geografia muta molto
lentamente all’interno del mutamento storico, c’è un certo mantenimento degli interessi che
derivano dalla geografia in politica estera la geografia ti influenza sul lungo periodo.
Alcuni fattori cruciali della politica estera che ne danno la potenza, quali sono?
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Questi elementi sono fondamentali e sono comparabili solo se si mettono a confronto paesi che
hanno lo stesso livello tecnologico e politico.
L’importanza della geografia muta con il cambiare della storia, ma è un mutamento estremamente
lento.
Quello che cambia sono le vie e i mezzi di comunicazione se hai la navigazione oceanica avrai
punti geografici di una certa importanza.
La location ha un’importanza che muta ma non è tanto che muta dal punto di vista solamente
geografico, ma quello che muta il significato di una posizione geografica lo capiamo solo
considerando l’area specifica, muta molto lentamente e va sempre considerata in relazione al
sistema geografico di cui fa parte e al sistema di riferimento storico capire su quale periodo
storico stai lavorando.
Cosa rifletta questa espressione? Riflette gli equilibri di forza tra gli stati in quel periodo.
Hanno tutti aspetti positivi e inconvenienti geopolitici i messi peggio sono interclusi che non
hanno frontiere.
Semi insulari capacità di essere sia sea power che potenze terrestri.
Gli stati interclusi hanno una spinta naturale verso gli sbocchi sul mare mirano di prendersi un
pezzettino di sbocco sul mare.
A tutti gli stati tranne gli insulari, la frontiera ideale non è la più ampia ma è la frontiera che
garantisce il massimo della profittabilità politica massimizzare il sistema politico, economico e
militare.
Preannuncia iper estensione ti allarghi troppo e collassi perché non reggi militarmente e
economicamente.
Fa anche una riflessione importante sul ruolo degli Stati Uniti la geopolitica non è mai neutrale
lui con il suo pensiero va contro la corrente isolazionista e contro gli idealisti lui era nato
come idealista gli Stati Uniti devono smetterla di pensare di essere isolazionisti e che a loro
convenga ciò e rifiutare l’idealismo democratico.
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Eccezionalismo morale statunitense stato diverso e migliore delle altre potenze non devono
agire come le altre potenze spykman va contro questa cosa non esiste alcune eccezionalismo
morale degli Stati Uniti, non sono diversi dagli altri e non devono agire diversamente dagli altri
devono essere una grande potenza, esercito forte e politica estera attiva che non sta rintanata a
livello di continente americano o basta o neutrali o disarmati, devono puntare a agire da grande
potenza.
Noi siamo isolati lontani da tutti i singoli scenari strategici, non abbiamo bisogno di interferire con
loro per spykman FALSO devono agire da potenza globale devono agire in tutti.
Spykman riprende Mackinder c’è uno heartland che mantiene, un anello interno che chiama
Rimland, individua delle isole e continenti esterne e poi dice che esiste un nuovo mondo
transoceanico in questo riprende Mackinder, unico oceano, esiste uno world Island, lo heartland,
rimland, esiste un nuovo mondo transoceanico che è la potenza di sea power per eccellenza.
Per spykman era sbagliato perché in realtà il rimland non solo è importante ma è il perno della
storia, non è la parte debole, marginale e passiva ma è un attore attivo perché se pensiamo alla storia
umana, le grandi civiltà, le grandi guerre e avvenimento avvengono lungo il rimland.
La storia viene creta soprattutto lungo il rimland PERNO DELLA STORIA visione contraria
a quella di Mackinder.
Spykman non elimina o modifica la visione geopolitica del sistema internazionale che aveva
Mackinder, detiene quella visione con lo heartland, il rimland, modifica un po’ il sea power ma il
concetto è quello.
Oltre a ragionare sulla geografia e il suo ruolo, attaccare la scuola tedesca, a ragionare sulla
tipologia delle frontiere, ma per Spykman uno dei punti centrali è come vedere il rimland.
Il Rimland prima era un attore passivo, per Spykman questa visione è sbagliata perché per
Mackinder l’elemento fondamentale è la tendenza dello heartland a rafforzarsi e espandersi.
Per spykman la storia è stata fatta dal Rimland esso è importante per le risorse (soprattutto sulla
fascia costiera), ha uno doppio fronte, questione di sicurezza è l’unico che può minacciare
entrambi direttamente.
PLURALITA’ DEL RIMLAND elemento centrale esistono vari tipi di Rimland nonostante
geopoliticamente ne disegniamo solo uno.
c’è il Rimland:
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Europeo
Medio orientale
Dell’area sino – indiana
Per spykman è difficile unificare tutto perché sono Rimland con caratteristiche diverse senza fattori
aggreganti.
Gli Stati Uniti, secondo Soykman, non devono essere isolazionisti ma devono entrare nelle
dinamiche e rimanere in connessione con il Rimland.
Soprattutto, è interessante vedere un articolo che esce postumo nel ’44 di Spykman LA
GEOGRAFIA DELLA PACE è il titolo più o meno come quello di Mackinder in questo
artricolo fa il punto su alcune cose: ribadisce la estrema diversità e pluralità del Rimland e non
esiste una semplice dicotomia mare – terra rifiuta posizione mare – terra realtà più complessa.
Siccome il Rimland è il territorio su cui si svolge lo scontro per la supremazia mondiale, allora cosa
ne discende? Che il Rimland sarà lo spazio vitale e centrale della politica estera americana quando
dopo la fine della seconda guerra mondiale, dopo la sconfitta della Germania.
E siccome lo spazio vitale è dinamico, cosa deve fare una potenza come USA? Deve garantire,
entrare in collegamento, deve confrontarsi con l’URSS, per bloccarla e confrontarsi deve portare
aiuto al Rimland dice con altre parole le stesse cose che dice Mackinder gli Stati Uniti devono
portare aiuto soprattutto al Rimland europeo lui capisce che alla fine della seconda guerra
mondiale gli Stati Uniti devono creare la NATO.
La conclusione ragiona sulla proiezione del potere sullo spazio terrestre NON E’
IDEOLOGICA visione simile a quella di Mackinder pur arrivando da posizioni profondamente
diverse.
Cosa suggerisce Mackinder nel ’43? Midland ocean anticipa l’idea della NATO alleanza che
dà garanzia.
Spykman offre una lettura scientifica, accademica e riflessione universitaria, per proteggere e
garantire, avere una giustificazione agli interessi politici e economici statunitensi.
Lui cosa propone? Una politica imperiale basata su principi liberali da parte del nuovo mondo, delle
potenze sea power. Mantenere l’egemonia nella propria religione geopolitica e la formazione di
un’egemonia euroasiatica.
Non esiste una frontiera naturale, esiste una frontiera ideale che è quella che garantisce la massima
profittabilità frontiera che mette a sistema la tua capacità di difesa, di controllare il territorio, di
sfruttarne le risorse, di godere di punti di appoggio e di zone geografiche strategiche.
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Patti di contenimento alleanze che vanno dal canada, europa e turchia del nato, medio oriente,
l’asia nel sud est, alleanza con filippine e giappone per contenere l’URSS.
HAUSHOFER
Nacque nel 1869 e morì nel 1946. Fu un generale e un politologo la sua vita e la sua figura
hanno caratterizzato e sembrano rispecchiare la vita, la scuola geopolitica tedesca e anche la storia
tedesca.
Nel 1908/1910 sta in Giappone come addetto militare tedesco in Giappone esperienza molto
importante si avvicina all’esoterismo orientale, allo studio delle lingue: studia testi indù e
buddisti acquisendo una grande capacità linguistica diventano uno studioso di misticismo orientale.
Era affascinato da un’idea che influenza molto anche il regime nazista lui riprende alcune
vecchie tradizioni e leggende e ricerca la prima tribù ariana che si dava per estinta che doveva
vivere nel cuore dell’Asia.
LA GEOPOLITICA DI HAUSHOFER
La germania nata in ritardo, svantaggiata geograficamente, soffocata da nemici, non può combattere
su due fronti, non doveva farlo.
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Terza riflessione la germania non sa leggere geopoliticamente il conflitto e lo dimostra nel 1871
la germania ha vinto la guerra. Ma la germania, cosa sbaglia? Non sfrutta la vittoria per punire la
Francia e eliminare il nemico, ma le fa pagare e le toglie dei territori errore che i francesi non
hanno fatto nel 18, dopo aver vinto la guerra senza merito, hanno vinto e hanno schiacciato la
germania privandole l’esercito e dividendo lo stato in due.
Ci fa dire che la geopolitica ha una funzione educativa, deve educare, non solo insegnare agli
studenti, la necessità di educare la classe dirigente. La geopolitica deve parlare, convincere e
educare il potere bon è neutrale, ma predittiva e descrittiva.
Andare oltre la geografia politica di ratzel non è sufficiente bisogna andare e studiare la
geopolitica.
la geopolitica studia i legami che vincolano gli eventi politici alla terra.
La geografia fornisce alla geopolitica la cornice entro cui deve svolgersi ogni azione politica, se
essa vorrà essere coronata con successo duraturo.
La geopolitica è l’indicatore della vita dello stato deve insegnare ai politica a pensare
globalmente.
Haushofer è il primo a parlare in termini storici del concetto di geopolitica. Tutti i geopolitologi
classici non usano mai il termine “geopolitica”, Haushofer invece porta il termine “geopolitica” ad
una diffusione assurda.
La germania ha questa necessità, siccome è svantaggiata, aggredita, mutilata, capisce gli errori del
passato e acquisisce una visione planetaria dei rapporti fra potenze.
La Germania ottiene, guarda finalmente in mood geopolitico alla realtà del sistema internazionale
ed è destinata di morire, anche se non è capace di ridurre lo svantaggio territoriale.
Qui Haushofer dà una grande un pubblicità ad un termine già usato che diventerà un termine
indicibile “lebensraum” la visione di Haushofer era appassionata, totalizzante, totalizza lo
spazio di riflessione geopolitica molto di più di quanto faccia quella anglosassone.
1. Ratzel teoria organica dello stato idea che esiste una relazione organica fra
popolazione e suolo e idea di spazio
2. Mackinder necessità di avere uno spazio vitale. Le frontiere tedesche devono essere
collegate. Esiste un’idea di popolo tedesco che sul territorio deve avere una sua relazione.
Visione continentali sta – importanza di avere un forte blocco euroasiatico.
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3. Mahan importanza del sea power da chi la prendiamo? Dai Giapponesi, perché la
germania non ce l’ha.
Un’altra sua ossessione europa dopo la grande guerra mondiale la cintura del diavolo serie
di stati deboli e frammentati che rubano lo spazio alla Germania, è la frammentazione dell’isola
mondo di parte europea per dominare il continente. La cintura del diavolo è vista come nemico che
uccide la Germania,
le minoranze tedesche devono ritrovare una loro unità siccome c’è la cintura del diavolo e una
frammentazione deve trovare un accordo con lo heartland e allearsi con una potenza sea power.
La sua idea è quella che bisogna creare un blocco continentale che bilanci la potenza del sea power.
Per Haushofer che aveva ragione è che ha creato un blocco continentale invincibile lui sarà
contro alla guerra.
Lui voleva un blocco continentale con lo heartland la germani doveva tutelarsi le spalle con i
popoli slavi impedendoli di entrare nella germania, ma non voleva condizionare la germania, perché
il nemico mortale era la francia e le potenze del sea power.
Errore haushofer considera pochissimo gli USA concentrandosi sulla world Island.
Principi comuni che uniscono un popolo e lo legano al territorio dalle pan-idee escono fuori i
pan-sistemi (danno la consistenza geografica alle pan idee, sono la rappresentazione geografica
della frontiera ideale [distiningue un pan sistema da un altro] del popolo), e dopo pan-regioni.
Ogni pan-idea deve avere un suo spazio geografico-politoco, ma nessuna deve travalicare gli spazi.
Esiste una pan idea indiana e dovrà esserci un pan insieme indiano, e così via.
Lui sostiene che il mondo non sarà più il mondo guidato caratterizzato da singoli stati geografici di
grandezza esigua, il mondo sarà guidato da realtà più grandi.
I pan sistemi rappresentano le pan idee sulla terra, scrivono, identificano nello spazio geografico
le pan idee frontiere ideali che distinguono una pan idea da un’altra.
Il mondo è destinato a essere gestito non dai singoli stati, dai singoli pan sistemi, ma il mondo va
verso raggruppamenti più ampi dove poche realtà faranno da perno il mondo va verso le pan
regioni.
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La pan regione ingloba persone che hanno anche idee diverse è una regione dominata da
qualcuna ma in cui coesistono i vari pan esistenti.
Questa regione euro africana, se dovesse essere dominata dal pan sistema, che ha una frontiera
ideale che non è necessariamente quella reale, ma ogni pan regione ha un pan sistema che non
ammazza gli altri, che non deve negare.
Questa rappresentazione geopolitica classica basata sui meridiani che sui paralleli perché è una
rappresentazione geografica verticale.
La scuola tedesca oppone una visione verticale basata sui meridiani ad una orizzontale sui paralleli.
Haushofer ha un trauma dalla sconfitta della prima guerra mondiale in quanto non si è saputo
gestire la guerra e non si sapeva come funzionasse il sistema internazionale.
Tutte queste pan idee che creano pan sistemi e che danno vita a pan regioni.
Intuisce quello che diventa uno dei problemi della politica internazionale oggi: declino della
dimensione nazionale.
Lo stato nazionale che stava in piedi da solo e stava tramontando e lui reagisce immaginando un
mondo che sia autosufficiente.
Vede un mondo dominato da potenze coloniali, che isolano la Germania, soffocano la Germania.
La Gran Bretagna e la Francia sono costruite in modo orizzontale, corrono sul Rimland e sono due
grandi potenze coloniali.
Lui oppone la visione delle pan regioni il mondo sarà dominato da grandi insieme che devono
avere una coerenza questa coerenza gli imperi coloniali non la hanno.
Gli imperi coloniali vanno contro la realtà delle pan idee sono principi comuni che uniscono il
territorio.
Gli imperi coloniali spaccano i pan insieme, una contraddizione geografica e non sono coerenti.
Ad Haushofer interessava che ogni struttura statuale fosse collegata ad una pan idea, ma la sua
visione democratica immagina gli africani inseriti nella pan regione africana non è democratico
ma vuole mettere ordine tra le pan idee e i loro spazi.
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Indebolire gli imperi coloniali per rendere più deboli i nemici della Germania e permetterle di
risorgere per diventare il pan sistema, che collega tutti i popoli tedeschi, che domina la pan regione.
Futuro in cui stati grandi organizzano uno spazio per combattere i nemici naturali della Germania
che corrono sui paralleli.
Bisogna fare un grande blocco euroasiatico dove il popolo tedesco doveva avere un’alleanza con lo
heartland (blocco slavo) e con il sea power ( non con quello britannico in quanto una minaccia per
lo stato tedesco, schiaccia la Germania; il sea power che è utile è quello dell’altra parte del blocco
euroasiatico e così questo blocco sarà completo l’asse immaginario è quello verticale, Giappone,
la Russia, l’euro africa e l’America).
Pan america
Pan euro africa
Pan Russia anche i popoli slavi
Giappone che ingloba cina e india
Il modello di Haushofer è un modello alternativo al modello capitalista che verrà introdotto dagli
Stati Uniti.
Haushofer ha in mente un mondo dove le pan regioni sono autosufficienti, un mondo verticale,
chiuso e con meno spazio offre una grande giustificazione alla volontà di potenza tedesca e alla
volontà di revanscismo della Germania.
Il nemico mortale della Germania non è l’URSS e a loro non fregano il loro ideale politico
l’importante è che siano in alleanza motivato dal compattamento dello spazio e della piattaforma
euroasiatica.
Il nemico che va distrutto e che fa paura alla Germania è la Francia in uno spazio così angusto
non possono esistere due potenze così simili.
Mentre qui, i popoli latini possono coesistere se non oltrepassano i confini ci deve essere
un’alleanza per dominare la pan regione euro africana, per opporsi alla Gran Bretagna e agli Stati
Uniti.
La cintura del diavolo va distrutta la Polonia viene spartita (est data all’Urss e ovest ai tedeschi),
inglobavano la parte destra ai tedeschi e il restante alla pan regione slava.
La cintura del diavolo va distrutta perché la Germania deve sconfiggere ciò che la soffoca e si mette
in alleanza con la piattaforma euroasiatica e con i popoli latini.
La Gran Bretagna è nemica della Germania perché vuole indebolire la Germania, come attaccarla
quindi? Distruggendo le colonie, l’impero coloniale va contro i legami popolo-territorio, quindi
deve essere distrutto si indebolisce anche il nemico distruggendolo.
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La Germania del ’39, hanno preso l’Austria che non può esser separata in quanto è comunque
tedesca, la Cecoslovacchia è un cuneo al cuore della Germania, era fondamentale riprendersi questo
spazio per riconnettere lo spazio tedesco.
Questa idea di geopolitica in qualche modo ce l’ha ancora la Germania di oggi non è una potenza
aggressiva e militare securitization la germania lo rifiuta questo concetto.
La Germania cosa fa dentro l’UE? È possessiva nel controllare lo spazio europeo dal punto di vista
delle regole, delle norme, del vantaggio commercial e soprattutto l’ossessione di regolare lo spazio.
L’UE è molto influenzata dalla Germania e a differenza di altri grandi attori, manca una visione
all’Europa geopolitica globale non ragioniamo a livello globale politicamente, non abbiamo
nemmeno un esercito comune.
Noi non sappiamo immaginare una visione geopolitica mondiale e sistemica comune.
Noi come UE non abbiamo il coraggio di guardare al mondo in modo geopolitico influsso
dell’influenza tedesca che ha una visione regionale e ferma.
L’URSS vuole la dominazione globale; la Germania ha una visione regionale, normativa e limitata.
Cosa succede con Haushofer che è arrestato prima dai tedeschi e poi dagli americani, il suo suicidio
segna la fine della geopolitica.
1. La geopolitica diventa una parolaccia, viene definita una scienza nazista quando non è vero,
ma questo la rende comunque infrequentabile.
Stalin è molto convincente nell’eliminare il concetto di geopolitica, lo vieta espressamente
l’uso di quella parola.
Il termine sparisce in Europa e URSS e rimane in America.
2. Tecnologico cosa succede alla fine della guerra mondiale? La bomba atomica e i missili
balistici (è il missile intercontinentale, che parte dal Wisconsin e colpisce la Siberia,
Damasco o la Cina missile stratosferico che entra nella stratosfera e entra nell’atmosfera)
annullano la percezione delle distanze e riducono il valore del territorio sembra che
con l’arrivo di queste tecnologie le ipotesi geopolitiche basate sulla configurazione e la
disposizione delle terre e dei mari saranno giunti alla fine.
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Missile balistico annulla le distanze e la bomba atomica anche annullano il valore
strategico del territorio.
3. La guerra fredda nasce in base alla contrapposizione dicotomica basata sull’ideologia.
Nella guerra fredda la lettura di tutto quello che avviene è ideologica.
Diventa tutto un gioco a somma zero uno vince e uno perde, non può esserci uno stesso
risultato.
Due blocchi: USA e URSS ciò che uno vince equivale esattamente a quello che l’altro
perde e non c’è uno spazio per negoziare.
Per vincere devi segnare di più.
Tutto viene letto come una sfida, per cui ogni avvenimento mondiale veniva letto come un
gioco a somma zero.
Tutto è letto attraverso l’ideologia la geopolitica e l’ideologia sono personaggi che non si
frequentano, non si guardano e sono irrilevanti.
Mentre il contesto della guerra fredda è interamente basato sull’ideologia.
E quindi un ragionamento ideologico è molto lontano da quello geopolitico.
Si impone la visione delle “relazioni internazionali”.
Qual è una delle ossessioni della teoria delle relazioni internazionale? Ossessione di un sistema
internazionale.
La scuola realista immagina un sistema dove gli attori sono uguali e entità astratte lontane dal
pensiero geopolitico.
Guarda ad un sistema astratto dove tutti gli attori sono astratti uguali e la contraddizione della
geopolitica è che essa guarda il particolare.
Concetto del “identità etnica, nazionale e del rapporto con il territorio e del Mythomoteur” .
Mythomoteur Cuore dell’etniticità, identità, motore micro simbolico, ti fa dire “io sono così e ho
queste caratteristiche”.
Noi abbiamo identità multiple e ci rifugiamo in quelle che sentiamo che ci appartengono di più.
Noi tutti ci identifichiamo attorno ad un principio etnico, non per forza statuale, ma tutti abbiamo
un’identità.
Ma tutti si identificano.
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Quello che è fondamentale è che i gruppi sociali, etnici, generalmente si sono voluti definire in base
alle loro caratteristiche.
L’identità per unificare deve avere un qualcuno di diverso e per questo è fondamentale.
L’identità ha bisogno per includere di escludere, di avere un altro che tu guardi e non ti
ritrovi.
Sono principi dell’identità immaginati e nella nostra testa fortemente manipolabili, non per forza
veri ma narrati come credibili, sono sempre basati sull’opposizione.
la cintura del diavolo secondo la scuola tedesca è pensata per soffocare la Germania, le toglie lo
spazio e la opprimeva.
La rivendicazione avviene soprattutto con le minoranze es. black lives matter, movimenti della
political affirmatation (usa per togliere i resti di razzismo contro gli afro americani).
Con il collasso dell’ideologia noi abbiamo avuto un ritorno molto forte del ruolo delle identità.
L’identità sono sempre multiple e quello che a noi interessa a livello geopolitico sono le identità che
attivano la tua mobilitazione.
Da qui il concetto di “boundary approach” dell’identità noi pensiamo che ci siano dei caratteri
fissi (biologici, territori, ecc), ma sono caratteristiche immaginate vengono appunto chiamare
“boundary” e servono a distinguerci dagli altri gruppi.
In realtà con il progredire degli studi si è capito che non esistono razze umane.
Se non c’è un principio genetico, noi sappiamo che la differenza è una differenza percepita,
differenza fra i gruppi che è attitudinale, culturale.
L’identità è percepita, tutti i codici di comportamento, linguaggio e differenza fisiche, sono tutti
fattori secondari.
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Ma quello che conta sono i singoli, gli indicatori.
Ci sono delle differenze evidenti che noi inseriamo nei nostri “boundary”.
L’identità è una cosa percepita in base a certi meccanismo che sono immaginari, basati sui
“boundary mechanism” che ti distinguono dall’altro.
Cosa si dice dei immigrati? Portano malattie, stuprano, rubano, tolgono il lavoro agli italiani, ma
soprattutto si dice che sono diversi da noi.
Il boundary non è basato su qualcosa di concreto infatti, i boundary mechanism di attivano con
molta facilità in quanto sono percepiti più facilmente.
Questi criteri vengono traslati, a volte sono personali (hanno a che fare con l’individuo), ma ci sono
dei boundary mechanism che sono collettivi, interiorizzati.
L’Europa sembra artificiale, venuta male nonostante tutti i vantaggi che ha portato, è una struttura
che non ha anima, il Mythomoteur.
Gli sefarditi sono gli ebrei che vivevano nel mediterraneo nel mondo musulmano perché l’islam,
fino a tempi recenti, ha protetto questa popolazione.
Gli aschenaziti (alti, biondi, occhi azzurri) e i sefarditi (sono l’opposto esteticamente) vedremo la
componente genetica differenziata, in quanto il patrimonio genetico si è mischiato tantissimo.
Mythomoteur è un calderone con dentro miti, valori, simboli, vittorie, sconfitte, cibi e forgiano
un identità che è difficile da fare, ma che una volta stabilita è molto resistente, cambia molto
lentamente nei secoli.
C’è un ruolo fondamentale degli intellettuali, delle elite sociali come fattore di trasmissione
dell’identità.
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Il discorso delle elite sociali è fondamentali, in quanto in mancanza di un elite capace di elaborare
un discorso, una narrazione e una narrativa che venga diffusa e consolidata, formalizzata e
interiorizzata, non possiamo avere il mythomoteur.
Una volta che l’abbiamo, queste frontiere immaginate e intangibili, che non sono fisiche, a
percepite, sono capaci di resistere attraverso i secoli.
La storia è sempre una narrazione, è la percezione, come ti vendono la storia che è importante, non i
fatti storici reali (accadono e svaniscono) ciò che è importante con il mythomoteur è il racconto
che ne fai.
Pensiamo al fatto che noi studiamo il risorgimento per un intero anno scolastico, quando è stato un
piccolo pezzo della storia globale.
Spesso ciò che viene raccontato di questo periodo storico è falso: Cavour che vuole l’Italia?
Sbagliato! Oggi, le lettere di Cavour sono censurate egli scrive ancora prima che si unisca
l’Italia, scrive chiedendo di smetterla con l’unione dell’Italia, in quanto egli NON ci credeva.
Ma cosa voleva? Un allargamento dei territori che gli interessavano (lombardo-veneto e toscana).
Nella seconda guerra di indipendenza, gli italiani e tutti i volontari, che combattono contro gli
austriaci ma in realtà alcuni studiosi hanno scoperto da diverse carte che erano numerosi gli
italiani che mollavano la battaglia per potersi schierare con gli austriaci che viceversa.
Non importa la storia reale, ma la PERCEZIONE e importa come le elite intellettuali e sociali
trasmettono la narrazione.
ONU organizzazione nazioni unite ERRORE: chi siede all’onu? Gli stati, non le nazioni.
Gli stati mandano i loro rappresentanti dovrebbe essere chiamata organizzazione degli stati uniti.
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Identità vista dal ruolo geopolitico.
Non è importante avere dei dati oggettivi (noi siamo italiani perché condividiamo tutti la stessa
lingua, per esempio).
Crescita delle nazioni, la crescita degli stati moderni lo stato moderno che ha creato
infrastrutture, modernizzazione, i cittadini, l’istruzione di massa diventa così stato nazionale.
Mythomoteur effetti devastanti in stati creati dal colonialismo o dove la popolazione è divisa non
accettano la creazione di concetto di stato nazionale.
Quando una comunità diventa una nazione? Quando passa da una subordinazione politica passiva
ad un’asserzione politica attiva.
Una patria non necessariamente controllata, ma anche immaginata e rivendicata Kosovo come
madre patria combattere per la sua indipendenza dalla Serbia.
Se crei una comunità, leghi cittadini al territorio facendoli diventare patriottici, con diritti e doveri
devono difendere le sacre frontiere.
Idea dello stato nazionale viene esportata dal colonialismo all’imperialismo troveremo stati con
popolazioni che non vogliono stare assieme maggioranza che schiaccia la minoranza, o questa
che vuole una indipendenza; popoli che sono divisi da una frontiera alla fine della guerra fredda
c’è stata una frammentazione europea di tantissimi stati.
Stato e nazione sono cose diverse gli esperti si dividono in filoni, è un dibattito teoretico
importante:
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o Processi di lungo periodo le comunità che hanno delle boundaries, mythomoteur, c’è
una continuità di lungo periodo, collegamento passato, presente e futuro.
o Identità etnica associata a “caratteri fissi” (lingua, territorio, caratteristiche biologiche). In
realtà etano/ethnie/etnia fanno riferimento ad attributi culturali che possono variare
nel tempo
o I processi di formazione delle nazioni sono molto diversi fra di loro, ma c’è in tutte
centralità del peso popolare del corpus etno – simbolico questo deve esistere per potersi
riconoscere in esso si condividono memorie, simboli, idee, caratteristiche proprie.
o Gruppi sociali si definiscono non tanto in base alla loro caratteristiche, ma per esclusione
attraverso il confronto con “altri”.
o Non sono linguaggio, set di norme etc a delineare ethnic e boundaries di per sé, ma
interiorizzazione corpus etno – simbolico. Boundaries non assolute.
Per dare continuità, rafforzare il mythomoteur e dargli la capacità di superare il tempo, deve avere i
fondamenti:
CATEGORIE ETNICHE:
NAZIONE:
o Unione economica
o Set di diritti-doveri comuni ai membri dovere di difendere la nazione, di pagare le tasse;
diritto di votare, di essere eletti, di portare il nome della tua nazione.
più la tua cultura è capace di assorbire, più riesce a gestire meglio il cambiamento.
LEZIONE 16/11/2020
Negli stati uniti abbiamo un pensiero geopolitico, prospettiva che rimane e durante la guerra fredda
e ha molto a che fare con la deterrenza.
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Dottrina Truman fa una contrapposizione ideologica il mondo deve scegliere libertà VS
totalitarismo.
Nasce anche il machiavellismo, nascono le prime teorie realiste delle relazioni internazionali.
Il machiavellismo vede la geografia solo come una scacchiera, un fattore di potenze. L’analisi va
fatta sull’individuare i rapporti di forza dei vari pezzi della scacchiera con un’attenzione alla teoria.
I circoli – politici militari pensatori che mantengono un pensiero geopolitico durante la guerra
fredda:
a. Burnham
b. Cohen
c. Grey
d. Zoppo
e. Collins
L’unione sovietica ha una spinta principale verso l’Europa costruzione della NATO.
Vari patti per creare un panciere che impedisse all’URSS di uscire fuori.
BURNHAM
Ex comunista trotzkista e da esso migra verso la destra repubblica e diventa un estremista di destra.
Burnham è un fortissimo critico della dottrina del containment nel 1941, prima dell’attacco
tedesco dell’URSS, lui immagina e scrive un libro che è profetico LA RIVOLUZIONE
MANAGERIALE un titolo che già dice molto: capisce che il capitalismo si sta trasformando, il
nuovo capitalismo sarà sempre più dominato dai grandi manager, saranno loro a contare molto
anticipa una delle caratteristiche del capitalismo.
La fine del periodo coloniale, la distruzione dell’’ordine coloniale porterà alla crescita di macro stati
simile alla visione di’ Haushoffer.
La dimensione nazionale non basta più, ci sarà una dimensione macro nazionale, dove gli stati
creeranno delle grandi strutture, influenzeranno il mondo (USA, Germania e Giappone).
Dopo la seconda guerra mondiale diventa un critico del containment perché non basta, è pensato
come un tentativo di bloccare e arginare l’unione sovietica che si espande ideologicamente non
basta perché l’URSS è più di un’ideologia aggressiva è un impero geopolitico ideologizzato.
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URSS è più pericolosa perché nasconde la sua volontà di potenza dietro ad un ideologia che fa
saltare in aria i paesi in nome della libertà e dei popoli.
*Cerchi concentrici: al centro c’è l’URSS e intorno ci sono cerchi concentrici che la muovono
teoria utile per capire l’URSS.
Primo cerchio assorbimento regioni finniche, stati baltici, prussia orientale, polonia
orientale, ucraina carpatica, moldavia, mongolia, isole meridionali Sakhalin, curili zone occupate
dai nemici durante la seconda guerra mondiale lo heartland che si espande e che vuole
controllare coperto dall’ideologia dell’URSS.
Terzo cerchio influenza orientatrice america latina, stati minori europa occidentale, francia,
italia, cina centrale e meridionale.
Ci si immaginava molto che l’unico modo per sconfiggere la fortezza America era l’infiltrazione e
la demoralizzazione.
Quando sei comunista sembri un essere umano, ma sei stato programmato con te l’unica politica
possibile è quella di eliminarti.
Il comunismo si voleva infiltrare dentro l’America e bisogna evitare ogni possibile infiltrazione.
Il semplice containment alla politica dell’URSS non serve non può bloccare l’influenza e
l’infiltrazione è una strategia rigida contro la mobilità.
Bisogna abbandonarlo a vantaggio del ROLL-BACK una strategia di contro azione non
basta contenere l’URSS, ma bisogna penetrare lo spazio sovietico, lo spazio dello heartland.
È stata una teoria ad un certo punto diffusa, ma mai stata applicata allo stesso Truman e altri la
trovavano troppo pericolosa minacciava e provocava un possibile conflitto.
Ci sarà un solo presidente, Reagan, che usa il roll – back arriva dopo Carter la forza
dell’URSS era apparente e la debolezza USA anche.
’79 invasione dell’Afghanistan, gli euromissili schierati in Europa contro l’Europa Occidentale
quel momento sale Reagan, che è attorniato da molti consiglieri e analisti escono proprio dal
pensiero geopolitico statunitense credono nella dottrina del roll – back bisogna sfidare
l’URSS penetrandola in modo attivo lanciano la nuova guerra fredda giocata sul riarmo, uso
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della tecnologia, investimenti enormi delle strutture militari URSS non ha possibilità di poter
rispondere per l’URSS è una fase di sclerotizzazione del proprio apparato politico e di declino.
Teoria del roll back contro il contenimento quest’ultimo non serve per proteggersi da un impero
geopolitico e ideologico che si muove attraverso i cerchi concentrici.
L’URSS si era già presa l’Europa dell’Est, spingono nei Balcani e premono sulla Turchia
(sottoposta da pressioni politiche e militari che non può sopportare da sola).
Cede la Turchia cade la Grecia cade anche l’Italia perdita del Mediterraneo disordine in
tutta Europa.
Patti di contenimento cintura che deve contenere l’URSS bisognava contenere l’Unione
Sovietica e impedire che arrivasse ai mari caldi.
COHEN
Professore di relazioni internazionali, post classico autore che combina micro e macro analisi.
Sostiene che la geopolitica sia lo studio della relazione esistente fra la politica internazionale di
potenza e le corrispondenti caratteristiche della geografia studia le relazioni fra la politica
internazionale e l’influenza.
“the geography of International relations” nel 2014 e nel 1963 “geography and politcs in a world
divided”.
La cosa importante post classico, micro e macro, molto importante per lui l’analisi della
prospettiva geografica insiste sulla soggettività della rappresentazione geografica
rappresentazione geopolitica fortemente soggettiva se analizzata geopoliticamente la regione non
è una realtà geografica oggettiva ma solo un dispositivo analitico per dividere le aree del globo
secondo criteri arbitrari le regioni non sono definite per sempre ma uno strumento di analisi per
spiegare e illustrare, fare una rappresentazione geopolitica.
LEZIONE 20/11/2020
La medicina per curare l’unione sovietica, poteva essere dato che era il roll back.
SAUL COHEN
È un autore post classico va oltre i classici ma non li rinnega ma cerchi di armonizzare la visione
contemporanea.
Punto forte:
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1. Geopolitica fondamentale per comprendere la relazione che esiste tra la politica
internazionale e le corrispondenti caratteristiche geografiche
2. È importante la prospettiva geografica ogni rappresentazione geopolitica è soggettiva
quando io faccio una rappresentazione geopolitica creo una narrazione e do attenzione alla
geografia guardando alla regione geopolitica dispositivo analitico per dividere il mondo
secondo criteri arbitrali.
Sottolinea il concetto di rappresentazione geopolitica soggettiva.
Quando c’è la fine della guerra fredda c’è una trasformazione delle percezione del mediterraneo,
che implica un cambiamento dei confini della regione.
Uno dei punti cruciali di Cohen che bisogna sapere per fare una riflessione analitica: la percezione
delle regioni non è mai data, è un criterio arbitrario, così come lo sono le mappe.
Le rappresentazioni geografiche sono un qualcosa che dentro di sé sono portatrici di valore e di una
profonda narrativa geopolitica l’essere occidentali anche se stai più ad oriente, ti dà un valore.
Questo non vale per sempre, è legato ad una visione del mondo e al particolare periodo di tempo.
Sarà fondamentale capire la regione e capire che sia un dispositivo analitico utilizzato per dare un
interpretazione.
Le rappresentazioni sono legate in parte alla storia di un determinato territorio gioco dell’identità
etnica, mythomoteur.
Sicuramente ci sono legami storici e culturali, ma c’è anche una narrativa individuale soggettiva e
politiche internazionali.
L’impero ottomano: alla fine del 1800 era chiamato il “grande malato d’Europa” significa che
sei considerato uno delle potenze europeo, la più debole.
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L’impero ottomano faceva parte del gioco delle potenze europee e oggi la Turchia è tutto tranne che
debole, ma oggi viene considerata parte del medio oriente e non dell’Europa.
Lo heartland è ricerca della unità strategica dello spazio attraverso controllo, ferrovie e strade.
Tutto questo crea due grandi sfere che sono chiamate “sfere geostrategiche”: la sfera dello heartland
creca l’unita strategica dello spazio e nella guerra fredda corrisponde all’URSS; il sea power è
legato alle vie di comunicazione marittime per favore i commerci transoceanici.
Ci sono due grandi sfere geostrategiche che al loro interno sono sfere con grandi divisioni interni,
che hanno profonde differenze, sfere che hanno differenze economiche, culturali, etniche, ci sono
grandi differenze.
Ma queste differenze sono in qualche modo segnalate e organizzate dall’altro elemento che
introduce ogni sfera contiene al suo interno delle regioni geopolitiche insiemi geopolitici più
piccoli.
Come sono i rapporti fra queste due grandi sfere? I rapporti fra queste due grandi sfere, le tensioni,
vengono scaricate lungo le linea di faglia (shutter belts).
Le linee di frattura corrono lungo le divisioni fra la sfera continentale euro asiatica e quella
marittima trade dependent.
Dove si può scaricare un conflitto quando ci sono tante tensioni? Sono i posti dove voi potete
andare allo scontro.
Le regioni sono un dispositivo analitico e variano a secondo del variare dei rapporti di forza.
1. Medio oriente
2. Africa sud sariana
3. Sud est asiatico
La spinta dell’urss verso l’america latina non ha avuto successo, solo in parte Cuba.
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3 fasi della guerra fredda individuate da Cohen:
1. 1946-1956 in cui c’è uno stallo giocato dalla deterrenza nucleare, si passa da un’alleanza
a una reciproca ostilità, ma c’è uno stallo.
2. 1957 – 1979 fase espansiva sovietica molto forte: fattori ideologici e tecnologici
consentono alla sfera euro asiatica continentale una fase espansiva che si muove tutto lungo
le linee di frattura in cui però vi sono delle debolezze sovietiche ancora nascoste
3. 1979-1991 quando subentra Reagan con il roll back; reazione della sfera marittima
provoca una arretramento veloce della sfera euroasiatica da provocare il collasso della sfera
geografica e geostrategica sovietica.
LEZIONE 23/11/2020
COLIN GRAY
Docente universitario e consigliere politico. Egli fa parte della corrente di destra anti sovietica.
Fa parte del comitato sul pericolo presente e imminente, grande sostenitore di una politica più
aggressiva degli USA contro l’URSS.
È un geopolitilogo ma ha una visione fortemente influenzata dalla propria ostilità contro l’URSS.
Nel 1977 “Geopolitica dell’era nucleare” dove gli USA appaiono molto deboli in quanto
appena usciti da una crisi economica e sconfitta in Vietnam; mentre l’URSS appare più forte di
quanto sia.
Gray vede l’URSS come una minaccia espansiva e dato che la minaccia espansiva e tende alla
sopraffazione, l’URSS non può essere trattenuta con il dialogo ma deve essere combattuta tramite la
potenza alla forza, minaccia espansiva dell’aggressività sovietica va risposto con la forza e NON
con la collaborazione.
Anni ’70 cosa succedeva fra le due super potenze? Gli accordi SALT periodo distensione e
accordi sul tentativo di avvisare un accordo per stategic, arms, limitation, talk limitare le armi
strategiche.
Grey molto guidato dal proprio pregiudizio ideologico anti sovietico ha una visione fortemente
negativa dell’URSS e la sua ricetta è quella di una contromisura che fosse basata sulla potenza.
Grey è famoso anche per la legge ferrea della banalità Grey dice: “l’atomo e il missile hanno
annullato le distanza”.
Grey dice che la realtà geopolitica esiste ugualmente solo in una veste nuova il blocco sovietico
e il blocco statunitense condividono e riprendono la tradizionale lotta tra terra e mare, heartland e
sea power.
Bisogna evitare che lo heartland si prende il sea power l’URSS punta all’espansione e l’unico
modo è fare un blocco totale dell’espansionismo tedesco e bisogna reagire con la logica della
potenza.
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Dice che le formule fantasiose, i grandi ideali, sono solo belle idee e la realtà è diversa in quanto
basata su una legge ferrea, immutabile e indistruttibile ed è banale la relazione internazionale e la
storia del mondo si basa sul realismo, politiche di potenza, meccanismo geopolitici.
Negli anni ’70 perché si voleva collaborare con i sovietici ma Grey voleva dire che l’URSS è una
potenza aggressiva che riprende l’aggressività dello heartland.
Gli Stati Uniti devono impedire questo, che l’Unione Sovietica sembra avanzato, e sono più forti di
quanto sembrino e bisogna combattere con la potenza le relazioni internazionali sono regolate da
una ferrea legge della banalità è inutile immaginare che esse siano condizionate e decise dalle
preghiere, si basano su elementi che sono sempre gli stessi: potenza, politica di potenza, realismo e
geopolitica.
Grey ha l’obiettivo di convincere, influenzare l’opinione pubblica e i decisori politici dicendo loro
di non illudersi e di non abbassare lo scudo, l’unico modo per battere chi è aggressivo è essere
aggressivo e potente.
1. È falso che l’URSS possa evolvere come paese non aggressivo (perché è una potenza
offensiva che spinge per espandersi) In realtà i meccanismo geopolitici la porteranno ad
essere aggressiva due anni dopo invasione dell’Afghanistan e schieramento degli SS20
contro l’Europa (missili a medio raggio esclusi dal SALT missili a teatro).
2. È falso che i negoziati per il disarmo disinneschino le tensioni il negoziato fa il contrario:
la limitazione delle armi strategiche a vantaggio di Mosca la renderanno più aggressiva.
3. Non è vero che il tempo stia dalle parti dell’Occidente rischia di stare dalla parte
sovietica.
4. Non è vero che la guerra non serva agli interessi dell’URSS (essa serve agli interessi
sovietici) l’URSS fa il gradasso diciamo, però non è che poi vanno veramente a fare la
guerra la guerra serve soprattutto se noi facciamo limitation talks.
Se tu limiti il progresso a livello di armi nucleari e si percepiva che gli USA avessero un vantaggio,
riduci l’importanza armi nucleari e aumenti importanza armi convenzionali noi eravamo
svantaggiati.
Se noi non siamo pronti e aggressivi, l’URSS può pensare di avere una guerra anche limitata solo
sul piano convenzionale e lì la guerra serve agli interessi sovietici.
Grey dice che l’URSS può avere un interesse nella guerra, convenzionata o limitata nuclearmente.
Non è vero che all’URSS non interessa la guerra non abbassate la guarda, non fate accordi e
investite pesantemente MESSAGGIO CHE VUOLE FAR ARRIVARE GREY.
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In questo quadro, la geopolitica mantiene un suolo ruolo, fa sfondata dagli eccessi della scuola
tedesca e della geopolitica classica.
Perché ha un suo ruolo? Perché rimangono meccanismo terra – mare coperti dalla competizione
ideologica, ma che è anche una competizione geopolitica.
La geopolitica serve in quanto bisogna fare una rielaborazione dei suoi classici che ci permettono di
capire le relazioni fra geografia e relazioni internazionali con essa noi possiamo arrivare a
un’analisi di macro livello su quali siano i meccanismo innati nel sistema internazionale da
questo cosa possiamo attuare? Possiamo arrivare ad avere delle indicazioni operative per elaborare
una nuova grande strategia generale.
Geopolitica è importante per macro livello, analisi generale, fa capire gli scontri di potere e ottiene
indicazioni operative utili per una grande strategia.
I classici a cui si rifà sono: Mahan, Spykman e Mackinder sono quelli che danno indicazioni.
DETERRENZA
Nel caso del mondo nucleare è una strategia per cui un governo minaccia una rappresaglia,
ritorsione immensa in caso di attacco. Una rappresaglia così sproporzionata da rendere, causare
danni così estesi che annullano ogni possibile vantaggio.
Deterrente ogni mezzo, anche non materiale, di cui un paese, una parte politica, un gruppo può
valersi per dissuadere i propri avversari dal tentare mosse, imprese, azioni non gradite o dannose.
La deterrenza è una strategia NON per vincere la guerra ma per non farla scoppiare.
La minaccia dell’uso della forza per impedire che l’avversario usi per primo la forza.
LEZIONE 27/11/2020
Abbiamo una deterrenza come minaccia della punizione e una che nega la possibilità dell’attacco.
Obiettivi:
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1. Countervalue targets contro gli obiettivi che hanno un valore, contro i valori materiali
(città, impianti industriali, ecc…)
2. Counterforce targets contro le strutture militari.
La deterrenza si basa:
Impedire l’attacco perché si dispone di una forza reattiva, di punire l’aggressore in maniera
sproporzionata che impedisce l’attacco.
La deterrenza che porta ad impedire una guerra ha fatto scivolare il mondo verso una corsa agli
armamenti.
’50 massive retaliation: ideata da Dulles, segretario di stato di Eisenhower. Risposta massiccia
sproporzionata rispetto alla forza dell’attacco. Per reagire alle preponderante superiorità
convenzionale URSS e basata sulla superiorità nucleare USA. Quando Urss recupera il gap
’60 MAD, mutual assured destruction, basata sulla capacità di second strike e danni insostenibili
all’aggressore.
First strike attacco diretto con una potenza che per prima usa le armi nucleari.
Second strike reazione a un attacco nucleare in cui tu reagisci con un attacco nucleare risposta
alla retaliation.
Qual è il difetto di questa dottrina? è molto brutale, si basava sul fatto che il mondo sarebbe
stato completamente distrutto in caso di guerra.
Quando le cose migliorano e c’è un po’ di coesistenza, si inizia a parlare di risposta flessibile e di
guerra nucleare limitata.
’80 strategic defense iniziative, lo scudo stellare che avrebbe dovuto proteggere l’America ma
mai realizzato
Numero di testate, ordigni atomici nucleari che costruiscono negli anni USA e URSS: USA anni ’70
/ ‘80 30.000; URSS arriva a 40.000 anche se in ritardo perché la deterrenza ha come principio
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cardine che sia credibile tu devi infliggere danni sproporzionati e che non vi sia alcuni
vantaggio per mantenere l’equilibrio nucleare le due superpotenze devono avere lo stesso
numero di armi atomiche?
Bisogna avere un numero sufficiente di bombe per colpire tutti gli obiettivi strategici del nemico.
Chi mi dice che il missile non fallisca o il nemico intercetti il bombardiere? Io devo avere due/tre
missili/bombe per ogni punto strategico devo raddoppiare, triplicare il numero di testate e di
vettori fa già iniziare a correre la corsa agli armamenti.
Un’altra riflessione è che il nemico può attaccare per primo e può attaccare i siti dei missili balistici
se mi attacca per primo io rischio di aver spazzato via il 50% della mia forza di deterrenza.
Se c’è rischio che il nemico mi attacchi per primo io devo raddoppiare le mie bombe.
Innovazione tecnologica i bombardiere sono molto vulnerabili e con l’invenzione del missile
balistico, che escono e rientrano nell’atmosfera, per lungo tempo non possono essere intercettati.
Missili multi testata un solo vettore, missile balistico, porta 2,3,4,5 o 10 testate nucleari URSS
arriverà a miniaturizzare le bomba atomiche che porteranno 28 testate nucleari.
L’ultima grande innovazione che genererà confusione nei sovietici, qual è? È ABM missile anti
missile è un innovazione che non ha mai quasi funzionato contro i missili balistici ma gli
americani ci credevano molto e anche i sovietici li costruirono, ma erano più per dire che
funzionanti.
L’ABM ha minacciato la deterrenza perché se hai un nemico che non è in grado di attaccarti o
può avere l’80% dei missili intercettati, loro possono decidere di attaccare per primi anche perché se
i sovietici rispondono attaccando i loro missili potrebbero essere intercettati.
I sovietici fanno la saturazione dello spazio io non lancio uno o due missili contro la tua città, ma
ne lancio 20 non puoi intercettarli tutti.
Si cerca di fare SALT I e SALT II si limitano il numero dei vettori lanciati dai sottomarini e
anche la tecnologia perché con le sue innovazioni era pericolosa.
Tu rischi di mettere a rischio la deterrenza con la tecnologia rischi che qualcuno acquisisca un
vantaggio tale da mettere a rischio la deterrenza.
La proliferazioni delle armi nucleari ha causato diversi incidenti che hanno avuto conseguenze serie
esigenza di ridurre e limitare l’esplosione.
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Strategy by denial quella che rende più difficile il raggiungimento dell’obiettivo, rendendolo
quasi impossibile da raggiungere si può fare con l’innovazione tecnologica.
La deterrenza ha di fatto impedito non solo la guerra e lo scoppio di una guerra convenzionale.
L’URSS puntava di più sulla guerra convenzionale; US ritenevano più forti il loro arsenale
nucleare.
L’Unione Sovietica ha sempre adottato del second strike la loro dottrina strategica impediva di
usare per primi le armi nucleari.
Megli gli USA hanno sempre mantenuto nella loro dottrina strategica il first strike.
Se rinunci ad attaccare per primo apri la strada a tenere un conflitto solo convenzionale.
Il second strike è più aggressiva perché punta a mantenere a livello convenzionale la guerra e può
essere combattuta.
Una deterrenza va considerata in termini militari (ha successo quando impedisci all’avversario di
minacciare azioni militari) e in termini politici.
Uno dei perni della deterrenza è la credibilità deve assicurare il first strike, secondo strike e
rispondere alle nuove innovazioni cosa ha prodotto? Aumento spropositato delle testate nucleari
che potevano essere sempre più potenti.
La deterrenza spinge il possibile aggressore a non attaccare scoraggia ogni tipo di guerra senza
concedergli troppo a livello diplomatico/politico.
Con il periodo della distensione si va all’accordo SALT I che limita ICBMs (vettori) [ne ha di più
l’URSS] 1972.
Nel ’72 riduzione. Gli USA mantengono più bombardieri e sottomarini, ma riduzione ICBM.
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Cosa viene fatto per gli altri?
TRATTATO DI NON PROLIFERAZIONE uno dei cardini dei trattati internazionali della
guerra fredda in quanto venne firmato da quasi tutti i paesi.
Cercava di limitare la proliferazione delle armi nucleari tutti quelli che hanno firmato non hanno
fatto la bomba atomica.
A non firmare furono: Israele, India, Pakistan, corea del nord, sud africa ha raggiunto stato di
potenze nucleare ma è anche l’unico paese che ha rinunciato alla bomba atomica è l’unico paese
che non punta ad avere un ordigno atomico per difendersi da amici esterni, quanto per l’apertheid
segregazione dei neri e delle varie popolazioni africane era una sorta di assicurazione interna
quando il sud africa diventa una democrazia rinuncia alla bomba atomica.
Ci sono periodi in cui la tecnologia è equivalente e periodi in cui gioca un peso molto forte.
A livello militare ci sono stati periodi in cui la tecnologia era più o meno equivalente, periodi in cui
la tecnologia, l’invenzione e l’aggiornamento giocano un ruolo fondamentale Achei e alle
invenzioni di armi di ferro contro quelle di bronzo; invenzione della staffa prima il cavallo era
utile per muoversi velocemente ma senza staffa poteva scontrarsi con l’avversario rimanendo giù
la staffa aumenta la capacità della cavalleria a fare combattimenti corpo a corpo; uso artiglieria;
armi atomiche.
Questo ruolo provoca dei cambiamenti che vanno visti. Sono chiamati “RMA” evoluzione
affari militari costruzione di mezzi e sistemi d’arma rivoluzionari grazie a impiego di
tecnologie nuove + adozione di strutture ordinative e dottrine operative nuove che ottimizzano lo
sfruttamento di queste tecnologie, determinando capacità operative e strategiche
qualitativamente diverse tendenzialmente fenomeno rivoluzionario e discontinuo rompe
l’andamento normale della strategia e obbliga il proprio avversario a ripensare alle proprie strategie,
tecniche.
Es. carro armato, drone (“armi” senza uomini, senza qualcuno da poter ferire).
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un fenomeno tendenzialmente evolutivo – incrementale io incorporo sistemi di capacità più
avanzate dentro la struttura. (punta della piramide).
QUALCHE ESEMPIO:
CIRO ZOPPO
Prof di scienze politiche all’Università di California, tenta una geopolitica della deterrenza
nucleare.
Sembra un contro senso: che senso ha parlare di importanza geografica, topografia e posizione degli
stati quando si può colpire in pochi minuti a migliaia di km di distanza?
La geopolitica muore perché considerata scienza nazista ma anche perché con l’innovazione
tecnologica se,brava non avesse senso.
Per Zoppo le nuove tecnologie belliche sembrano aver annullato tre fattori chiave della geopolitica:
1. Distanza
2. Topografia
3. Posizione degli stati
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Ha ancora senso parlare di influenza della geografia sugli affari politico – strategici?
La geopolitica per Zoppo non può essere utilizzata aggiornando le teorie classiche, ma a lui
interessa usare il fulcro del pensiero geopolitico.
Multidimensionalità fattore che aumenta la complessità del rapporto uomo - spazio – potenza.
Questo porta alla modifica del calcolo razionale dell’attore politico tempo spazio – relazione.
Quindi, per Ciro Zoppo bisogna fare attenzione a un elemento pericoloso: intervalli di tempi fra
innovazione tecnologica e l’aggiustamento strategico che può minare la razionalità della dottrina
della deterrenza.
Il dato geopolitico post classico è stato interiorizzato dai decisori del presente influenza le
decisioni dell’oggi.
L’attore politico deve fare un calcolo razionale oggi è più complicato perché c’è una smaccata
multidimensionalità e variano e sono ridotte il tempo per azionare una reazione.
Tutto questo calcolo razionale è influenzare dall’eredità del passato, dai nostri convincimenti e dalle
dottrine precedenti.
Quando subentra una rivoluzione degli affari militari, un’innovazione tecnologica adottata, esiste
sempre un intervallo di tempo, uno iato, un periodo in cui hai l’innovazione tecnologica ma non hai
ancora raggiunto l’aggiustamento strategico fatto pericoloso perché in questo intervallo di
tempo, in questa fase la dottrina della deterrenza rischia di essere minata.
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Nel senso che si è più vulnerabili appena hai un’innovazione non sai usarla, non hai una nuova
strategia legata a quella innovazione.
Anni ’80 l’invenzione del PC l’IBM ha perso quote di mercato enormi perché prima era
dominatrice assoluta ma pensavano alle grandi aziende.
Se tu di fronte ad un innovazione non modifichi la tua strategia rischi che il tuo avversario ti faccia
la guerra.
CIRO IL ZOPPO
Vuole tentare una geopolitica della deterrenza nucleare. A senso parlare di geopolitica quando gli
elementi fondanti, il legame tra relazioni internazionali, geografia e politica estera, sembra messo in
discussione dallo sviluppo tecnologico che caratterizza la guerra fredda.
Apparentemente le tecnologie belliche annullano tre fattori chiave della geopolitica che senso ha
parlare di influenza della geografia sugli affari politico – strategico? non punta a aggiornare le
teorie classiche ma a utilizzare il fulcro del pensiero geopolitico.
Anche nella geopolitica nucleare la geografia fornisce il campo per le interazioni fra campo e
tecnologie i rapporti fra geopolitica, geografia e politica sono DINAMICHE elementi MAI
fissi.
Cosa abbiamo? Abbiamo che con la tecnologia nucleare è mutato il significato politico della
geografia.
Oggi le relazioni fra proiezione politica, relazioni estere e politica di potenza da un lato e mutamenti
tecnologici dall’altro interagiscono con la geografia in modo complesso ridefinizione dello
spazio verso la multidimensionalità mare, terra, aria e spazio.
Diventa molto più difficile durante il periodo della geopolitica nucleare perché il modo
contemporaneo è caratterizzato da una sempre più veloce innovazione tecnologica
l’aggiustamento strategico non è mai immediato permanere conoscenza del passato c’è un
lasso di tempo: fattore critico rischia di minare il calcolo razionale.
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La strategia nucleare è una strategia per prevenire la vittoria non punta a vincere, ma è una
strategia che punta a fare deterrence scoraggiare l’attacco, a non far scoppiare la guerra.
1. Il sistema tende a mantenere la guerra convenzionale ci sono dei punti dove si può
scaricare (shutter bands), dove si può scaricare in modo convenzionale
2. Incidenza delle geopolitiche del passato si fa fatica ad abbondare i propri convincimenti
3. Siccome la deterrenza deve prevenire l’attacco dell’altro e deve essere credibile nel dare un
messaggio certo e sicuro al potenziale nemico, che la tua reazione avrebbe inflitto danni così
sproporzionati da rendere ogni attacco inutile e controproducente se hai un innovazione
tecnologica (missile anti missile rischia di mandare in soffitta la deterrenza di chi non ha
il missile anti missile) bisogna aggiustare strategicamente il proprio concetto, in modo
che la deterrenza rimanga credibile e vada ad impedire il conflitto nucleare o ad assicurare la
mutua distruzione.
Tutto questo messo in difficoltà dall’innovazione tecnologia, soprattutto quando essa muta la
relazione fra geografia e politica e l’aggiustamento strategico che segue dopo un po’ di tempo.
La razionalità del decisore politico muta perché una volta tu potevi riflettere sulle azioni o le
reazione delle mosse del nemico in tempi di mesi o anni.
Rende,d ava un tempo che oggi non c’è più con la tecnologia nucleare la razionalità del decisore
politico deve essere presa in MINUTI, non in settimane, mesi o anni.
Prima guerra mondiale l’arciduca assassinato nel 28 Giugno e la guerra mondiale scoppia un
mese dopo per permettere alla Germania di fare la campagna d’Agosto che doveva portare
vittoria immediata.
Questo ha dato un mese di tempo per prepararsi la riflessione su cosa deve essere la scelta ha
avuto un mese.
Contribuisce anche a rendere difficile parlare di una strategia nucleare la strategia serve
tradizionalmente a vincere una guerra, ora a prevenire.
Le decisioni vanno prese in pochi minuti hai la certezza di una maggiore (aria, terra, mare,
spazio) complessità ma il risultato finale probabilmente è la tua distruzione oltre quella del tuo
nemico.
La deterrenza spinge verso l’impossibilità della guerra nucleare affinché il decisore mantenga la
razionalità della guerra convenzionale meccanismo tipico di competizione fra gli stati dalla pace
di Vestfalia in poi.
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Se rimane la guerra convenzionale rimangono validi meccanismo della geopolitica del periodo pre
nucleare impedisce la guerra, la vittoria e rimane il meccanismo della guerra convenzionale
anche le teorie geopolitiche hanno un loro significato.
Ora gli USA continuano quello che volevano che facessero all’epoca come potenze sea power
impediscono il rompimento dello Rimland dallo Heartland.
È un dato che va in controtendenza rispetto alle idee, alla visione dei due blocchi che dominavano
era in realtà un sistema artificiale corrono un pericolo quei stati che hanno un aspetto così
egemonico, imperiale.
La guerra fredda era un sistema artificiale anche di breve durata la nuova tecnologia rendeva la
potenze egemonica scivolosa quando finisce la guerra fredda noi ci aspettavamo la fine della
guerra, un periodo di grande pace e aggregazione abbiamo avuto la disgregazione stati appena
liberi dal gioco sovietico si spaccano stesso URSS, la Jugoslavia, ecc.
Belgio rimasto per anni senza governo e spaccato in 3 tronconi: la deriva di frammentazione è
fortissima.
La Svizzera parte dalla differenza, dal mantenimento delle differenze per trovare un modello
aggregativo in Belgio hai uno stato che va verso la frammentazione.
La politica egemonica imperiale più difficile la puoi fare solo ricorrendo alla guerra
convenzionale, rispetto al passato più limitata.
Come le abbiamo etichettate le presenze degli stati italiani all’estero? Missioni di pace i nostri
soldati non vanno all’estero per conquistare e distruggere il nemico, ma per mantenere la pace
aiutare la popolazione.
Questo non è solo un cambio di nome, cambia radicalmente il concetto di guerra: nelle missioni di
pace sono addestrate per vincere la guerra, massimizzare i danni al nemico e minimizzare le nostre
perdite, per arrivare alla conclusione del conflitto il più velocemente possibile.
RANDALL COLLINS
E’ specializzato su Max Weber ed è specializzato nella sociologia del conflitto è molto attento
alla storia delle grandi potenze e ai meccanismo delle relazioni internazionali.
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Parti da un approccio micro per elaborare una sofisticata teoria storica sul potere territoriale
degli stati.
Nel 1981 scrive un articolo denso e concettoso “modern technology and geopolitics” interesse
bizzarro proprio quando la geopolitica era ritenuta obsoleta.
La base di partenza della sua riflessione: gran parte delle teorie della geopolitica ricavate dalle
storie degli stati agrari e proto industriali. In anni recenti sostenuto che le tecnologie moderne
hanno cambiato i principi della guerra e le relazioni geopolitiche fra gli stati.
Per confutare la teoria che le nuove scoperte tecnologiche avessero mandato in soffitta
definitivamente l’idea geopolitica e rispondere alla domanda elabora una interessante analisi che
punta sulla storia delle grandi potenze e crea una teoria su potere territoriale degli stati.
1. Una oltre la zona nucleo ( zona in cui hai il nucleo della tua, del tuo mythomoteur, il tuo
territorio, la tua popolazione e comunità. Oltre la zona nucleo porta a una disintegrazione
dello stato stesso) ti allontani troppo e perdi il controllo
2. Controllo dei territori lontani diventa difficile e costoso la zona nucleo tende a
disgregarsi perché
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3. Ideologie, culture e religioni che assicurano una unità è forte nelle zone nucleo ma debole
all’esterno. Più ti espandi, più la tua identità culturale si indebolisce a livello ideologico.
Tu hai forte una tua identità, più ti allarghi e più la tua identità si indebolisce.
Es. UE nasce come unione di stati che condividevano valori, ma allargandoci in fretta
abbiamo imbarcato stati, paesi e culture diverse da quelle dell’Europa Occidentale
Europa rischia alcuni stati (es. Polonia) non vogliono firmare il MES dove si
salvaguardano i diritti umani.
L’iper-estensione fa si che lo stato non funzioni più, collasso economico- militare e ideologico-
culturale.
Nei primi anni 90 la Russia rischiava la disgregazione ma la Russia lo ferma con la repressione.
ALGERIA fino al ’62 per i francesi era territorio francese d’oltremare era Francia, NON
colonia. Fanno il colpo di stato quello che per loro era Francia, ma gli algerini non si sentivano
francesi, per cultura soprattutto.
LEZIONE 11/12/2020
Capire se la geopolitica potesse anche servire, in qualche modo essere utile oggi nonostante che le
condizioni industriali e tecnologiche siano diverse.
Lui risponde con un’analisi che aiuta a capire tecnologia, potere e territorio.
1. Vantaggio territoriale
2. Vantaggio posizionale
3. Iperestensione: zona nucleo; territori esterni che sono esterni a livello geografico, ideologico
e culturale tutto questo crea una serie di problematiche crescenti: organizzative,
amministrative, economiche, militari ma che possono essere anche più culturali, identitarie.
Tutti questi elementi hanno un senso solo se non c’è un potere veramente egemonico. Se si crea un
impero mondiale egemonico i ragionamenti precedenti perdono senso, se hai un impero mondiale
non ti interessa il vantaggio posizionale, territoriale e se hai tutto il controllo allora non temi
l’iperestensione.
L’impero mondiale veramente egemonico sarebbe possibile solo con il superamento dello stato
nazionale, cosa che non sta avvenendo è inutile parlare di superpotenze che formano bloccano
mondiali che formano due grandi imperi. Questa realtà nel periodo della guerra fredda dove si
sosteneva che ci fossero due grandi imperi, ma per lui non lo erano: devi averlo solo con il
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superamento dello stato nazionale, ma questo non sta avvenendo. Lui coglie una realtà molto
evidente anche oggi. Dopo la seconda guerra mondiale e la nascita dell’ONU e creazione di blocchi
contrapposti hai una difficoltà maggiore a espandersi. Dopo la seconda guerra mondiale diventa
sempre più difficile espandersi: noi oggi abbiamo dogmi sui confini degli stati anche se possono
sembrare artificiali, ma è difficile che il sistema internazionali accetti il mutamento dei confini. È
più facile avere la tendenza al decentramento che all’accorpamento degli stati. Perché con la guerra
nucleare la posizione favorevole tende a scomparire e fai più fatica a fare quello che nella storia si è
fatto sempre: assorbire e rubare parte di territori dei vicini più deboli. Se è più difficile non vi è
superamento di stato nazionale e creazione di un impero mondiale egemonico.
Di fatto se noi guardiamo la storia capiamo che il bipolarismo è una condizione artificiale e
transitoria. Capisce che quello che sta avvenendo è solo una parentesi nella storia del mondo e che
esso tende invece al ritorno al multipolarismo. Anche perché il bipolarismo ha un aumento continuo
dei costi logistici che pone limiti, drena e esaurisce risorse, brucia il centro degli imperi. Il
bipolarismo è artificiale e il sistema naturalmente tende a tornare a un multipolarismo, perché vi
sono un aumento continuo delle spese logistiche per tenere l’impero.
Le periferie arricchivano il centro e ora con le nuove guerre e tecnologie c’è un aumento continuo
esponenziale delle spese e dei costi logistici.
La base NATO di Kandahar (Afghanistan) era la più grande base militare al mondo sforzo
logistico: miliardi di euro per tenere in piedi certe strutture.
Un ulteriore esempio è l’ambasciata americana in Baghdad: nei momenti più importanti vi erano
cinquemila diplomatici o amministrativi, quando tutto il corpo diplomatico italiano nel mondo ha
1800 persone.
Lo sforzo è immenso, tutto questo sforzo ha dei costi che sono quasi insostenibili.
1. Vantaggio territoriale
2. Posizionale
3. Equilibrio di potenza
4. Vuoto di potere
5. Iper-estensione
6. Imperialismo post-unificazione
7. Trasferimento di tecnologia militare
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post-unificazione che può essere per esempio URSS con diffusione del comunismo e marxismo,
ecc… tentativo di unificare la nuova struttura.
Il potere militare USA e URSS non blocca comunque la tendenza verso un ritorno al
multipolarismo: questo è un sistema artificiale e costoso. Avere un grande impero e meccanismo di
unificazione dopo la conquista/assorbimento/coinvolgimento politico hanno una serie di grandi
costi. Instabile periodo di potenza che può mutare in varie fasi. Tutto questo può portare all’iper-
estensione.
Loro avevano alla fine della seconda guerra mondiale un vantaggio territoriale ma un vantaggio
posizionale che non è a favore dell’URSS che si era espansa, occupato quello che poteva e era
entrata nell’iper-estensione.
Tutto questo ha portato a un rischio di iper estensione geopolitica dell’unione sovietica mettendola
in condizione di svantaggio e iper estensione militare, economica, culturale e ideologica a metà
anni ’80 evidente che l’URSS non ce la faceva più a livello militare, economicamente era in rovina
ma a livello politico/culturale era svantaggiata: il comunismo non aveva più nessuna spinta
propulsiva. Era diventato solo un sistema di oppressione dell’URSS e degli altri paesi.
Lui arriva alla conclusione che le due superpotenze sono impossibilitate a costruire un vero impero
mondiale.
Visto che non c’è un impero mondiale e una guerra combattuta nuclearmente, la geopolitica è
utilizzabile per analizzare le nuove forme di conflitto tecnologiche, come impattano sulle strategie.
Ma queste strategie cosa fanno? Sembrano favorire l’arma aerea e le comunicazioni marittime,
libere ormai da ogni condizionamento.
Tuttavia, la storia ci dimostra che gli imperi marittimi hanno successo solo se le potenze territoriali
sono disorganizzate e deboli.
Es. Gran Bretagna quando costruisce il potere navale contro la Spagna in decadenza.
Se le potenze terrestri sono forti gli attacchi da mare sono deboli: la guerra fredda era caratterizzata
anche dalla riproposizione del contrasto fra sea power rappresentato da USA e i suoi alleati e il
potere terrestre rappresentato dall’URSS il potere marittimo navale ha una grande forza di
movimento ma ha successo solo se le potenze terrestri sono disorganizzate. Dirà anzi che il potere
aereo è sopravvalutato: errore che faremo noi occidentali nel corso degli anni, soprattutto anni ’90
fino al nuovo secolo quando ci siamo illusi con il potere aereo potevi vincere e controllare guerre.
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Con il potere aereo puoi infliggere gravi danni al nemico, ma ha un limite grosse: non permette di
controllare il territorio.
Il sea power è più difensivo che offensivo, è bravo a bloccare gli attacchi del centro meno a
conquistarlo.
Tutto questo porta a dire che il bipolarismo è artificiale perché da un lato hai una potenza
sovraesposta e dall’altro un impero bravo a difendersi e meno ad attaccare.
È un equilibrio di potenza difficile da mantenere e costoso, stallo che brucia risorse, quindi il
mondo andrà verso la fine di questa artificialità e un multipolarismo dominato da potenze medio-
grandi.
A questo punto i principi fondamentali della geopolitica rimangono utili e non cadono perché quello
che viviamo adesso è un fenomeno artificiale e transitorio e che non potrà essere mantenuto perché
troppo costoso. I principi sono utili sia a livello micro per analizzare situazioni locali, sia a livello
macro per capire dinamiche e meccanismi di funzionamento di relazioni.
La geopolitica deve essere applicata per lungo periodo: chiavi di lettura che vanno applicate nel
medio-lungo periodo.
I principi della geopolitica valgono sempre. Lui partiva dalla idea che bisogna confutare quello che
dicevano tanti: essendo in un bipolarismo i principi geopolitici non valgono più.
La geopolitica ha meccanismi e principi di analisi sia micro che macro che valgono nel medio lungo
periodo, dandoci indicazioni di lunga durata.
Di lì a poco ciò che dice lui collassa il patto di Varsavia e l’URSS stessa.
Collins è uno dei primi che capisce come la visione dell’’epoca fosse fittizia.
I meccanismo interpretativi geopolitici mantenevano una loro evidenza, perché aldilà dello stallo e
paralisi e equilibrio nucleare, i meccanismo geopolitici continuavo.
LA DOTTRINA BREZNHEV: segretario generale dell’URSS dopo Kruschev regna per molti anni
e porta alla stagnazione dell’URSS. La sua dottrina si basava su una visione binaria: da una parte il
proletariato e sistemi basati sul marxismo e dall’altra tutti gli altri che sono il nemico. Il sistema
geopolitico era impegnato sulla possibilità di avere un solo modello di comunismo, una sola strada
verso il socialismo, che era quella impregnata sul modello dell’URSS unico modello politico
accettabile. Attorno come satelliti c’erano gli stati fratelli: repubbliche comuniste costruire
soprattutto in Europa dopo l’occupazione sovietica. Se c’è un solo modello significa che nessuno
può sviluppare un modello autonomo, chi tenta di farlo è un revisionista: devia dal modello,
minaccia le conquiste mondiali del comunismo e che deve essere combattuto.
C’è un solo modello di socialismo che deve essere adottato da tutti visione manichea del mondo.
Dentro questo schema manicheo bipolare dicotomico non c’è possibilità di una via autonoma. Chi
con essa minaccia deve essere minato ideologia dell’assistenza fraterna: i paesi fratelli, tutti i
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paesi satelliti, hanno il diritto di avere l’assistenza fraterna e il dovere di darlo. Cosa è l’assistenza
fraterna? L’invasione da parte dell’armata rossa per impedire ogni via autonoma.
L’armata rossa sarà sempre usata dal ’48 in poi come il martello che colpisce chiunque voglia
deviare dal percorso stabilito: strumento di repressione brutale.
Tutto questo viene tradotto con una lettura ideologizzata dottrina Breznhev.
SECONDO SEMESTRE
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22/2/2021
Perché torna? Un signore, Yves Lacoste (1929 -), geografo francese di ispirazione marxista, fa
ritornare la geopolitica con la rivista “Hérodote” à in italiano sarebbe “Limes”.
C’è una serie di questioni che non riescono ad essere più spiegate nei termini delle relazioni
internazionali o una prospettiva marxista sullo scontro fra classi e il problema economico.
In particolare c’è un evento non spiegato dall’ideologia à un conflitto fra due stati vicini: nel 78
Cambogia e Vietnam.
È evidente che la spiegazione solo economica e ideologica non tiene à questo apre le porte a una
serie di interpretazioni che vanno oltre l’economia e l’ideologia, facendo rientrare la geopolitica.
Nel ’79 c’è la rivoluzione islamica e l’ascesa dell’islam politico à crisi che non si riescono a
spiegare con la vecchia contrapposizione est-ovest.
Questo ci posta a far si che la domino theory e la teoria del gioco somma zero ecc non bastano più.
Ritorno geopolitica à non più la geopolitica classica (che diceva di trovare l’elemento geostorico
che permette la dominazione globale), non più l’idra che vuole dominare il mondo à una nuova
geopolitica che vuole RACCONTARE il mondo.
Con una visione di nuove geopolitiche che guarda soprattutto agli aspetti locali, identitari e che
deve avere una funzione.
Con sempre il fine di guardare all’interesse nazionale o comunitario, correlato agli avvenimento che
accadono localmente.
Si parte dal micro per cercare poi di fare scenari, immaginazioni future, di raccontare e di
immaginare possibili evoluzioni futuri come i rischi e le opportunità che sono presenti in ogni
scenario di crisi.
Recupero di una dimensione politica della geografia, ma non della geografia politica à Di una
dimensione della rappresentazione politica della geografia, l’importanza crescente della narrazione
e rappresentazione.
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È anche uno sforzo di democratizzazione della geopolitica.
La geopolitica esce nello spazio pubblico diventando riviste, articoli di giornali e commenti e si
democratizza in questo senso, ma non vuole diventare democrazia.
Ogni attore fa la propria rappresentazione del territorio della posta in gioco ed è suo ruolo in
contrasto con gli altri attori.
Ognuno fa una rappresentazione e la rappresentazione del territorio trova la sua eccellenza nelle
nazioni.
Lacoste insiste nel dire che abbiamo sbagliato a guardare troppo al dato economico e ideologico, ma
bisogna tornare ad una rappresentazione della geopolitica che è una rappresentazione in cui racconti
gli avvenimenti complessi che avvengono in un dato territorio, racconti le diverse rappresentazioni
di questi avvenimenti in funzione di interessi specifici locali o internazionali.
Analisi multi scalare à matrice che mette a sistema i diversi ambiti geopolitici: locale,
interno/nazionale e quello internazionale.
La nuova geopolitica fa una rappresentazione degli avvenimenti complessi che avvengono in una
data area, che insistono su un determinato quadrante, fa una rappresentazione spesso in
contrapposizione con altre rappresentazioni, in funzione degli interessi in gioco.
Nella matrice che vediamo abbiamo i tre livelli (geopolitica esterna: ambiente internazionale;
geopolitica interna : nazionale; locale: locale) e vediamo come intervengono i diversi attori e le
diverse questioni.
Gli stati giocano sia un livello esterno ma anche grande attenzione al dato interno à NON LO
AVEVA LA GEOPOLITICA CLASSICA, sottostima la volontà delle nazioni.
La geopolitica classica non fa attenzione alla volontà delle opinioni pubbliche interne.
Non guarda solo alla sovranità, frontiere e proiezione del potere all’esterno, ma anche all’interno.
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Ritorno del religioso à offre narrazioni molto forti.
Medio oriente à ci sono nell’islam due grandi denominazioni: la denominazione sunnita e quella
sciita.
Sunniti e sciiti ci sono sempre stati e guardiamo ora la rappresentazione a fini geopolitici della
diversità religiosa à DIMENSIONE SETTARIA, POLARIZZAZIONE DELLE IDENTITA’ à
in Iraq una volta fino al 2003, disastrosa invasione anglo americana, 1/3 delle famiglie era miste
sunnite e sciite.
Il medio oriente c’è il grande scontro geopolitico fra repubblica Iraniana e Emirati e allora io
rappresento l’altro in una maniera settaria per giustificare e coprire le mie mosse.
Se noi vedessimo alla superficie c’è uno scontro fra sunniti e sciiti, ma l’analisi geopolitica fa in
profondità e vede gli interessi in gioco à è uno scontro fra paesi nemici che si nasconde e si
giustifica attraverso il settarismo, la demonizzazione dell’altro.
Con il buon Lacoste inizia ad esserci una ripresa della lettura geopolitica che avrà una grande
popolarità che segue la crisi del modello bipolare.
Entrano poi una serie di questioni che sono di soft security ma che sono sfide alla sicurezza, non
direttamente militare, e che la lettura bipolare ideologica o delle relazioni internazionali non riesce a
rappresentare/spiegare.
L’Europa alla fine della guerra fredda era un continente abituato a far emigrare i propri cittadini à
l’immigrazione era un fenomeno sconosciuto, soprattutto in Italia.
Quando nel 92 cade la dittatura in Albania e gli albanesi che guardavano la TV che immaginavano
che l’Italia fosse uno stato ricco saltano il mare adriatico e finiscono in migliaia in Puglia.
Per dire che nel sistema bipolare non c’era una lettura delle sfide e delle minacce che non fossero
inquadrate in una sistema di hard security.
La lettura che dice che finita la guerra fredda finisce la guerra à quello che succede è una
grandissima disgregazione à ex Jugoslavia à guerre civili.
Tutto questo spinge alla ripresa della geopolitica nell’analisi di una data regione che produce una
rappresentazione di quel dispositivo geografico (termine per intendere zone/aree) e delle dinamiche
in atto al suo interno. Una rappresentazione sempre fatta in funzione di interesse.
Tanto è vero che uno dei motivi per cui noi interveniamo è perché l’Europa non può star ferma e
sono una minaccia ai nostri interessi.
Una nuova geopolitica che inizia a moltiplicarsi: geopolitica, geoeconomica e geopolitica delle
risorse (competizione per il controllo delle principali risorse).
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La securitisation delle risorse à messa in sicurezza di quelle risorse.
Secondo lui con la fine della guerra fredda cosa ci sarebbe stata?
Lo scrive nel ’90, con la fine della guerra fredda lo scontro militare sarebbe progressivamente stato
marginalizzato, sarebbe rimasto fra gli stati più poveri, potenze medie in fase espansiva.
La sua idea era che la guerra sarebbe finita perché nuovo scontro, nuova rivalità sarebbe stata quella
economico – finanziaria – commerciale.
Lui scrive: “la logica della competizione geo-economica è quella della guerra, mentre la
grammatica (tattica) è quella dell’economia”.
La geo economia è come se fosse un conflitto che usa come mezzo l’economia, che non è solo il
vecchio mercantilismo, la vecchia competizione commerciale, ma qualcosa molto più sofisticato.
Così si modificano anche le alleanze à USA e Europa alleati militarmente contro il comunismo,
ma nella competizioni geo-economica sono potenziali competitors.
Inizia una grande ascesa che non è solo interna, poiché in Cina c’è una competizione fra i diversi
attori.
La contesa, il grande progetto infrastrutturale cinese per creare vie commerciali nella piattaforma
euro continentale asiatica à fortissima competizione con l’occidente.
Non è solo vendere un prodotto, controllare una risorsa e avere successo ma significa avere una
parte forte a livello geo-economico.
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Luttwak immagina un mondo in cui la guerra viene marginalizzata à SBAGLIATO.
Nel post bipolarismo c’è stato un aumento della competizione economica à da qui la branca della
geopolitica: GEOPOLITICA DELLE RISORSE.
Per l’Europa, continente fragile dal punto di vista delle risorse e materie prime, ha avviato una
politica (venti, venti, venti) per la riduzione dei costi dell’energia, liberalizzazione dell’energia,
spostamento verso energie rinnovabili e la messa in sicurezza delle risorse.
Immaginare un gasdotto che porta il gas dalla Russia all’Europa Occidentale à creare un gasdotto
che dà il gas all’Europa, non è solo una cosa tecnica, ma ha un aspetto geopolitico e geoeconomico
fondamentale.
Se il gasdotto bassa sull’Ucraina, allora essa ha un peso geopolitico rilevante à ogni volta che
Ucraina e Russia litigavano si chiudevano i rubinetti e finiva il gas.
Se decido di creare altre rotte per l’arrivo del gas è una COMPETIZIONE GEOPOLITICA.
Se tu scegli un paese per fargli passare il gasdotto gli dai un ruolo, gli dai dei soldi e paghi le
royalties, gli dai un peso specifico che puoi giocartelo con i paesi amici o nemici.
Quindi la scelta sulle risorse non è mai tecnica, è una competizione geoeconomica che riproduce la
competizione politico-militare.
L’acqua, aumento della popolazione, riscaldamento globale produce un incremento dello stress e
delle tensioni a livello di controllo e uso dell’acqua.
Tutto questo ci fa dire che allora anche l’acqua è una risorsa contendibile, è necessaria un’analisi
geopolitica e geoeconomica.
Anche se allo stesso tempo l’acqua offre potenzialità di collaborazione, che l’analisi geopolitica
mette in evidenza.
Anche la terra, il land grabbing à la Cina in Africa fa investimenti pazzeschi (accordi politici,
controllo risorse, energie, accordi politici, ecc…), essa si è prese metà dell’Africa e adesso punta
all’America Latina à competizione geopolitica e ha conseguenze fortissime sulla globalizzazione e
potere degli stati.
L’ex presidente Trump fra le varie cose che ha fatto è stato quello da antiglobalista di rompere e di
non firmare il più grande accordo di libero scambio fra Stati Uniti e paesi alleati del Pacifico.
L’anno scorso chi ha firmato l’accordo per la più vasta di area di libero scambio? La Cina à ha
firmato e offerto questo accordo che non è che piaceva molto ai paesi alleati degli Stati Uniti, in
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quanto lasciati a terra. Le potenzialità di questo accordo hanno al di là dei vantaggi/svantaggi, è che
se tu lasci libero uno spazio, esso viene geopoliticamente occupato à questi grandi accordi non
hanno mai una solo componente economica e finanziaria, ma anche politica e di crescente
integrazione.
Hegel diceva che i fatti sono la dura replica della storia alle idee.
SAMUEL HUNTIGTON
Pubblica un bel articolo su Foreign Affairs e da lì pubblica il libro nel 96 “The clash of civilization
and the remaking of world order”.
Individua una serie di grandi civiltà che immagina entrare in un alleanza fra di loro.
Punto debolissimo del libro: non fa altro che parlare di cultura e civiltà senza offrire una
spiegazione di cosa esse siano à le dà per autodefiniti perché servono al suo dirscorso.
Con Huntigton entra e giustamente si capisce l’importanza dell’identità, quello che lui non capisce
ma che si vede dall’analisi geopolitica, è che le civiltà non sono dei monoliti che si scontrano fra di
loro.
È uno scontro dentro le civiltà à ogni cultura ha delle profondissime tensioni interne più forti delle
tensioni esterne.
Mondo islamico à le tensioni interne sono fortissime e allora il dato unificante non è la religione
ma è un fattore che divide.
Una volta che elimini le ideologia hai il grande ritorno delle identità à essa ha un ruolo geopolitico
fortissimo.
LEZIONE 23/2/2021
Nel periodo della globalizzazione, le emozioni hanno giocato e giocano un ruolo forte, molto spesso
collegato alle identità e alla complessità del mondo in cui viviamo.
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Il mondo oggi è un mondo estremamente complesso, confuso, che genera spesso sentimenti di
apprensione e questo enfatizza il ruolo politico e geopolitico delle emozioni.
Questa speranza negli anni Novanta non si è concretizzata e ci è stato un fallimento legato al
successo dei regimi autocratici: Cina, ribalta della Russia come potenza regionale, Siria, Libia, ecc
tutto questo ha rappresentato una percezione di debolezza che ha generato sfiducia.
Un ruolo molto grande e sottostimato è che fino ad un certo periodo, inizio anni Novanta, i grandi
media occidentali avevano il monopolio delle informazioni, per cui quello che vedevamo era quello
che l’Occidente decideva che si vedesse.
Small media tutte le nuove forme di comunicazione immediate non filtrate, enfatizzano
narrazioni diverse e più immediate, che colpiscono e suscitano una reazione emozionale.
Le emozioni sono ovviamente accentuate nel rapporto noi-altri le identità giocano un ruolo
emozionale fortissimo.
LE META-EMOZIONI
Capire la dimensione emozionale. E il ruolo di archetipo giocato dalle emozioni primordiali: le
meta-emozioni: come nei colori vi sono i colori dominanti (primari).
Sono emozioni cicliche che possono cambiare lungo cicli lunghi o brevi e impattano sulla politica.
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Queste tre emozioni si possono identificare in tre continenti (non che tutti gli abitanti di quella zona
provino tutti quella sensazione, ma parliamo di meta-emozioni collettive, che interessano la
comunità):
L’idea forte di Cina e India è che il tempo sia dalla loro parte.
C’è una speranza religiosa e quella sociale. Oggi provale quella socio-economica con l’idea che “il
tempo è della nostra parte”.
La Cina trent’anni ha iniziato a contare molto di più rispetto a cent’anni fa. Oggi la Cina conta
molto di più di quanto contasse trent’anni. Speranza che essa fra trent’anni conterà molto di più.
La Cina era sessant’anni fa era economicamente inutile, negli anni settanta/ottanta c’è stata una
crescita economica, sociale e industriale oggi è la seconda/prima potenza mondiale e continuerà
ad essere/diventerà la prima potenza, superando gli USA.
Questi decenni hanno rappresentato la fine della grande frustrazione politica cinese e indiana
indiana esempio di colonialismo formale: gli inglesi avevano aspirato le ricchezze indiane, ma lei è
ritornata.
Uguale la Cina esportava sete, tessuti, materie prime, porcellana ed era poco interessata alle
merci occidentali colonialismo informale: fatta a pezzi con il colonialismo europeo.
L’idea che il tempo è della loro parte e idea della fine di frustrazione dà un senso di speranza
tu sei confidente, hai la fiducia che sarai più potente/ricco.
Ti dà l’idea che tu hai la stabilità e hai il tempo necessario per avere il tuo ritorno.
Cina belt road initiativ infrastruttura che vuole connettere tutta l’Europa Euro-asiatica.
Non ti fanno diventare aggressivo se tu hai la fiducia, se sei convinto che fra vent’anno sarai più
ricco e potente del passato.
L’india ha scelto un percorso diverso dalla Cina, sia per motivi religiosi-culturali, sia per un sistema
molto meno empatico rispetto a quello cinese, ma non per questo è meno forte, in quanto è cresciuta
e sta crescendo molto.
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La Cina ha invertito la crescita demografica, l’India invece ha ancora un problema demografico
davvero grave (società dicotomica e assai numerosa e povera).
L’India è l’unica democrazia asiatica, la più grande democrazia più popolosa al mondo fiduciosa
che conterà sempre di più.
L’Europa palesemente se pensiamo non ha la confidence che nel tempo è dalla parte europea
l’Europa dominava il mondo, aveva i più grandi imperi ma perde la centralità durante la seconda
guerra mondiale ma è il fulcro dello scontro bipolare, ma alla fine della guerra fredda riassume un
ruolo marginale.
Può essere anche l’origine di Hope ed è utile contro l’overconfidence. Non è pericolosa in sé: è
pericolo l’eccesso di paura.
Unione Europea senso di declino, paura nel definirsi, nel rafforzarsi, nell’allargarsi. Declino
demografico e politico. Paura economica, paura delle riforme e delle crisi del welfare state. Paura
dell’altro, dell’immigrato, di Eurabia (è una teoria geopolitica che si riferisce ad un ipotetico
scenario futuro in cui l’Europa si vedrebbe ad essere profondamente islamizzata).
Nell’Europa prevale un senso di estrema fiducia e umiliazione nei confronti del Medio Oriente
non fa niente per risolvere i disordine del Medio Oriente.
Stati Uniti cultura della fiducia e della confidence. Si viene dal secondo US. Ma ora paura che
l’Altro minacci l’USA, che la voglia distruggere. Dopo 9/11, paura degli attacchi. Minacce ovunque
e per la sicurezza rinuncia alle libertà individuali. Declino del sogno americano.
PATTO DI ABRAMO patto anti-iraniano bloccare un po’ anche la penetrazione cinese nel
vicino oriente, nel Mediterraneo.
La Russia è un caso palese di umiliazione passata, era una super potenza e ha preso la guerra fredda
in modo imbarazzante al punto di collassare e frantumarsi.
La Russia ha ritrovato un suo ruolo e centralità con una politica di sicurezza, regionale
estremamente aggressiva e giocata molto bene.
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Già Putin è evidente che il suo modello è in affanno proteste, crescita di crisi economica,
demografica, corruzione, isolamento diplomatico molto forte ha fatto scommesse tattiche
regionali che ha pagato moltissimo costi economici e diplomatici.
Il secolo dell’umiliazione, della frammentazione è stata un’umiliazione che i dirigenti cinesi hanno
capito in Cina, per esempio, non c’è un fuso orario LA DIVERSITA’ PRODUCE
DEBOLEZZA.
Qual è la buona umiliazione? Quella del Giappone riesce a resistere alla depredazione coloniale,
ma diventa potenza coloniale a sua volta.
COMPLESSO DEL SECONDO DELLA CLASSE umiliazione che ti dà lo stimolo, deve esserci
una competizione collaborativa.
Ma esiste un’altra umiliazione che ti spinge ad avere atteggiamenti nichilisti senso di dispossesso
l’altro è entrato nella tua vita e ti ha reso irrimediabilmente dipendente, violando la tua sfera
privata.
Quindi:
La storia degli ultimi secoli del Medio Oriente è una storia di umiliazione.
La mancanza di dignità c’è un senso di onore di dignità violata bisogna mettersi nell’ottica
musulmana in senso collettivo: nell’Islam esiste un età dell’oro che è l’età di Muhammad e dei
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Califfi Arasciduni (622 – 661 anno hijra è la scelta di Muhammad di andare da Mecca a
Medina).
Da lì l’Islam diventa un grandissimo impero e Baghdad diventa il centro di questo enorme impero.
Una lenta di sclerotizzazione e un impatto colonialista che umilia il mondo islamico, tutti i tentativi
di riforma che falliscono e non ridanno al Medio Oriente il suo ruolo centrale nella storia.
Nel 48 grande umiliazione e percezione di violenza dell’altro che entra in casa tua gli inglesi non
ne possono più dei palestinesi e degli ebrei, che autoproclamano lo stato di Israele, trovandosi in
contrato con i paesi Arabi guerra dei sei giorni dove gli eserciti arabi vengono umiliati: Israele
stava vincendo e ha sconfitto il mondo arabo.
L’Islam produceva scienza e i suoi stati erano super ricchi ma non si producevano brevetti.
I paesi più forti e più avanzati più o meno vanno in crisi molto forti.
Tutto questo cosa produce? Un fortissimo senso di umiliazione, un senso di complotto che va nel
mondo arabo.
Hanno perso la fiducia, un senso di umiliazione poiché tutte le battaglie hanno perduto, sono stati
disastrosi con dittatori corrotti e incapaci.
Il disastro, l’incapacità e non solo, parte degli stati arabi che ormai sono alleati di Israele contro
l’Iran.
Ha prodotto una radicalità di posizione e soprattutto è sfociato in una dottrina nichilista come quello
del terrorismo jihadista.
JIHAD sforzo contro le nostre debolezze, passioni e sforzo e impegno per la nostra fede.
Il jihad è sempre stato regolato nell’islam da precise regole di condotta: La dottrina classica per
difendere la fede prevede delle limitazioni: non puoi uccidere in nome della fede, non puoi uccidere
donne e bambini.
Jihad globale manifestazione di inferiorità islam sotto attacco da parte di tutti. Assalto
geopolitico e culturale all’islam, che deve reagire con ogni mezzo nel modo più nichilista possibile
attentatore suicida.
Sono meccanismo molto complicati: pensiamo ai musulmani di seconda e terza generazione che
spesso sono prede di umiliazione: Francia, paese più laico in Europa, hanno problemi con
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terrorismo jihadista e milioni di cittadini francesi di terza e quarta generazione musulmana che non
si riconoscono nella Francia.
È la meta emozione che ti paralizza di più in quanto non hai speranza, nulla dipende da te.
Perché essa dice tante cose dello straordinario mutamento in atto all’interno del sistema
internazionale spostamento di potere e diffusione straordinaria di esso e ha che fare con la
demografia.
Nel 1950 eravamo due miliardi e mezzo e gli europei erano quasi il 25&. Nel 2010 eravamo l’11%
e metà secolo saremo meno scomparsa demografica dell’europeo.
Fra il 30 e il 40% a fine secolo ci saranno abitanti d’Europa ma non europeo: non è legato ai valori.
ESEMPIO: livello economico se abbiamo un brand mondiale, negli ultimi due secoli a fare le
mode erano prima gli europei e poi gli occidentali.
Quando è crollato l’impero romano in Europa c’è stata altra gente ma il passaggio è stato
importante.
L’Europa avrà una marginalità più marcata e da questa ci sarà una trasformazione identitaria e
culturale.
A volte noi facciamo riferimenti culturali per noi ovvi ma per altri questi ti guardano a non dicono
nulla in quanto sono portatori di un’altra base culturale e ti porta a cambiare anche i riferimenti che
tu fai.
Nel 2015 eravamo poco più di 60 milioni in Italia e negli ultimi decenni abbiamo perso 5 milioni
ma sono arrivati gli stranieri, che costituiscono oggi il 10%.
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Gli italiani sono già in forte diminuzione.
Cosa significa? Significa che ha un impatto geopolitico forte, poiché le conseguenze sociali sono
enormi.
C’è una diminuzione anche degli immigrati che vogliono venire in Italia, aumentano invece quelli
che se ne vanno.
La piramide demografica che sembra un fungo: pochi nati e ci si allarga con la gente dai 40 ai 55
anni, e poi hai gli anziani via via che si riducono.
Quali sono le conseguenza del passare dalla piramide al fungo? La sostenibilità del WELFARE.
Il welfare diventa insostenibile oggi senza rapporto degli stranieri, pensioni e sanità non
sarebbero sostenibili.
Inoltre, in tutti i paesi in cui c’è una politica di aiuto serio alle famiglie, il tasso di natalità migliora.
Un paese vecchio è un paese che guarda a gestire al meglio il presente senza guardare al futuro
impatti economici, sociali, culturali fortissimi.
Ci sono eventi che effetto nell’immediato (guerra, cambiamento politico, colpo di stato) e altri
eventi che sono di sfondo (cambiamento climatico esempio) modificano lo scenario nazionale
ma su lungo periodo.
Israele ha occupato i territori occupati, incorporati vede un tasso di nascita dei Palestinesi che è
molto più alto.
Noi sappiamo che se Israele si prende i territori occupati, esso ha la scelta di rimanere una
democrazia e rimanere uno stato a maggioranza ebraica e quindi deve rinunciare ai territori occupati
o a parte di essi, o altrimenti la pressione demografica palestinese sarà tale da non essere una
maggioranza ebraica.
Oppure può esserci democrazia con il rischio di non essere più stato ebraico, e viceversa
dovranno per forza cacciare centinaia di migliaia di palestinesi.
In Egitto il tasso di crescita della popolazione è tale che fra qualche anno saranno 132 milioni e ha
pochissimi territori veramente coltivabili, 132 milioni di abitanti saranno sottoposti ad una
pressione spaventosa, ogni anno l’Egitto dovrà aumentare il numero di scuole, lavori e ospedali
oppure avrà una generazione che sarà esplosiva.
L’Egitto probabilmente attraverserà una fortissima crisi politica a causa di una forte spinta
demografica che produrrà una tensione che metterà a rischio la stabilità del regime.
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La politica del figlio unico ha provocato uno zoccolo inverso molto forte per cui fra 30 anni
i cinesi si troveranno uno squilibrio demografico enorme popolazione invecchiata che va
verso la pensione e una popolazione lavorativa molto più bassa
LE MIGRAZIONI
Fattore strutturale che dipende dall’assetto economico e politico e sociale. Ha un forte impatto su
chi siamo noi.
Fattori di “spinta”:
Differenze di reddito tra le diverse aree del pianeta, che portano singoli e nuclei familiari a
cercare condizioni di vita migliori nelle aree di maggiore benessere
Gli sconvolgimenti ambientali (desertificazioni, deforestazioni, alluvioni, siccità ecc), che a
volte determinano spostamenti di intere popolazioni
Le violenze e i conflitti (civili, militari, etnici, religiosi), che causano fughe di massa o di
singoli come richiedenti asilo
L’aumentato livello di formazione che, allargando gli orizzonti, induce molti a inserirsi in
contesti più promettenti
Fattori di “attrazione”:
Il fabbisogno di manodopera aggiuntiva dall’estero da parte del mercato del lavoro nei Paesi
a sviluppo avanzato (complice anche l’invecchiamento demografico interno), in particolare
per impieghi meno graditi agli autoctoni per il basso livello retributivo e l’elevata
pesantezza (mercato del lavoro duale)
L’attivazione di quote di ingresso annuali o di regolarizzazioni
Le collettività già insediate sul posto, che fungono da richiamo tramite le cosiddette “catene
migratorie”
L’azione delle ONG a favore dei migranti, come fatte rassicurante (riferimento per farsi
aiutare)
Si lega al discorso anche sulla geopolitica delle emozioni sappiamo che quando una popolazione
è anziana non guardi al futuro e non ci scommetti e tutto questo influisce sui comportamenti
geopolitici dei paesi e delle popolazioni.
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La demografia aiuta la geopolitica ha prospettive di durata molto forti è una scienza che si
muove lentamente.
Si potrà variare qualcosa ma gli effetti sono prevedibili nel lungo termine.
Libertà e sicurezza due fenomeni collegati: non può esserci sicurezza senza libertà sarebbe
dittatura.
Per secoli la sicurezza noi l’abbiamo intesa solo come la sicurezza dello stato, nazionale.
Mentre oggi noi parliamo di una sicurezza che è una Human Security.
Il discorso di sicurezza nazionale è quello che emerso dalla rivoluzione francese o dopo il sistema di
Vestfalia National security.
Si basava sull’assunto.
Era una sicurezza state center basata sulla sicurezza dello stato e la sicurezza era intesa in
sicurezza in senso basata sulla sicurezza militare.
Non si teneva conto della economia, dei fattori umani, gender modo semplicistico di guardare al
discorso di sicurezza nazionale.
Dalla sicurezza nazionale si è passati al concetto di International Security, quando c’è stata la crisi
del balance of power: si formano le alleanze.
Questa sicurezza internazionale ha a che fare con la deterrenza del nemico, impedire al nemico di
attaccare e implica che la sicurezza di uno stato è intimamente legata a quella di altri stati.
Perché ai turchi e agli italiani doveva importare qualcosa se l’Island veniva minacciata?
Questo discorso soggiaceva l’idea che vi fosse una unicità della minaccia, della risposta, solidarietà
nella minaccia e che la minaccia fosse una minaccia securitaria militare.
Un modello basato ancora sulla singola minaccia, singola risposta, si guardava all’ideologia.
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L’unica cosa rilevante erano la sicurezza degli stati, la dimensione militare degli stati.
Il concetto di guerra era la sconfitta del nemico: massimizzare le perdite del nemico e minimizzare
le nostre.
Le interferenza nelle domestic politics venivano usate solo se servivano allo scontro bipolare.
Nel sistema bipolare l’ONU non interferiva con gli affari interni, perché la sicurezza era basata sulla
sicurezza delle frontiere dello stato state center.
Nel corso degli anni Ottanta iniziano ad esserci una serie di percezione di nuovi rischi e minacce,
specialmente dal Sud del mondo.
’82 crolla il comunismo albanese e gli albanesi vengono in massa in Italia e si ritrovano
soprattutto in puglia e vennero chiusi nello Stadio perché non c’era l’idea che l’immigrazione
potesse essere un problema.
Non c’era alcuna percezione dei nuovi problemi di sicurezza, in quanto si era ancorati ai vecchi
modelli.
Inizia a farsi strada alla fine della guerra fredda l’intervento umanitario prima missione in
Somalia nel 1993 dura pochissimo poiché gli americani e italiani perdono soldati mollando.
Qui inizia ad esserci la sicurezza globale l’idea che era possibile immaginare un altro modello
di sicurezza che non fosse internazionale/nazionale e che non fosse solo hard security.
Ha a che fare con la comunità globale idea che potesse esserci un sistema che riducesse
l’anarchia del sistema internazionale. Venivano e si condividevano principi, ideali che risultavano
da modelli comuni di comportamento internazionale.
Già negli inizi degli anni 90 si capisce che la sicurezza è insoddisfacente e che c’è qualcosa di più,
bisogna andare oltre al concetto di state centered security, che lavorare per la sicurezza
internazionale significava essere qualcosa di più.
Questo concetto viene sviluppato dall’ex ministro delle finanze federale Mahbub del Pakistan nel
1994 da UNDP united development program.
Human develpment report dobbiamo passare ad una sicurezza che è people centered mettere
al centro la popolazione e se concepisci che la human security è universale e che le minacce sono
interdipendenti.
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La sicurezza è una sicurezza che ha a che fare con tutta la dimensione dell’essere umano:
economica
cibo
salute
ambientale
personale
comunità
politica
“human security is not a concern with weapons – it is a concern with human life and dignity”.
La sicurezza umana porta con sé sicurezza, diritti e sviluppo e connette questi concetto
interdisciplinare, multi settoriale e comprensivo.
Perché se tu sposti l’accento dalla Hard security alla soft security che mette a sistema sicurezza e
sviluppo, chi meglio della united nation develpment program può gestire sta fase? Quindi si basa sul
rafforzamento dell’UNDP.
La cooperazione internazionale ha meno a che fare con aiutare i bambini poveri ma di più con la
difesa dei nostri interessi strategici. Infatti la cooperazione fa parte del ministero degli affari esteri,
che difende gli interessi italiani all’estero è un modo per aiutare chi ha bisogno, ma è funzionale
all’interessi geopolitici, geoeconomici.
Nel ’94 UNDP tira fuori il concetto di human security non è un concetto che spacca
completamente.
Se ne parla un po’, c’è gente che ne sostiene lo sviluppo ma non succede niente fino al 1999
quando il governo giapponese crea un trasfound sulla human security (pagando).
2000 commissione sulla human security guidata da un giapponese Sadako Ogata e Amartya Sen
(economista premio nobel) per implementarla nella politica internazionale.
2003 human security now un importante rapporto che porta alla creazione di un Advisory
Board on Human Security (altri soldi giapponesi).
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2005 rapporto che dice che la sicurezza umana è libertà dalla paura e diritto di vivere con
dignità; risoluzione dell’assemblea che adotta il concetto e undici anni dopo viene adottato dalle
nazioni unite)
2010 report di Human Security da UN SG e prima discussione / dibattito sulla human security
Dopo il ’45 denuncia il militarismo, va sotto l’ombrello americano e durante la guerra fredda non ha
autonomia in politica estera ma indipendenza economica.
Finita la guerra fredda e il Giappone era la seconda guerra mondiale, iniziano ad esserci movimenti
umanitari e l’USA chiede di partecipare al Giappone a queste missioni, nonostante non volessero
l’opinione giapponese pubblica era contraria a mandare militari all’estero.
Il Giappone deve fare di più ma ha delle resistenze enormi il concetto di Human Security che
sposta l’attenzione al development è perfetto: finalmente la sicurezza non è hard security ecc ma
possono buttare il discorso sullo sviluppo.
Da un punto di vista degli analisti e degli studiosi c’è la scuola di Waltz e la scuola degli IR: la
considera una bella idea però non ha un rigore analitico.
Un altro, Barry Buzan, scuola olandese accettiamo il termine human security ma va usato in
modo ristretto poiché allargato troppo diventa inutile.
Per altri la human security è fondamentale per capire le crisi di oggi, del mondo post bipolare.
Inoltre c’è un nesso fra sicurezza, benessere individuale e sviluppo.
Il Canada diventa un altro paese che ci butta un sacco di soldi nonostante all’inizio fosse scettico
voleva fare una commissione internazionale basata sulla Responsability to Protect (R2P) nel
2000 fanno qualcosa sul diritto di intervento.
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Perché il Canada?
[FIVE EYES ONLY ad un certo momento gli americani si fidano solo degli anglosassoni:
canadesi, inglesi, americani, australiani, neo zelandesi (a volte per l’Australia metteva in mezzo
l’Olanda) ].
Il Canada ha una buona tradizione militare ma cosa non è? Non è stata una potenza coloniale (non
ha un passato di gente che non si fida), non è ingombrante, non è una superpotenza aggressiva e
rassicura gli americani.
Perché se per la R2P che cerca di trovare un accodamento per l’interferenza umanitaria ci
vogliono solo 5 anni? Cosa succedeva in quel periodo?
Nel ’98 abbiamo avuto l’attacco contro la Serbia per difendere il Kosovo.
9/11
Guerra in Iraq nel 2003 guerra che l’amministrazione Bush vuole a tutti i costi. Paese
ancora devastato.
La guerra in Iraq è stata una guerra voluta a tutti i costi dagli USA senza mandato ONU l’ONU
rischia di spaccarsi perché non voleva questo attacco contro Hussein.
2003 c’è l’invasione anglo americana dell’IRAQ e agli americani si uniscono solo gli inglesi, gli
australiani mandando un sottomarino, i governi conservatori in Europa e in Giappone traccheggiano
(noi Italiani e Spagnoli soprattutto).
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In quella fase lì il rischio era che si spaccasse ogni meccanismo globale di gestione della sicurezza.
Era fondamentale trovare un compromesso che lo può fare non la HS, ma il Canada con un
sistema che combini soft security e hard security.
R2P pilastro delle nazioni unite è il bisogno che spinge in questo caso.
Dà il via a tutto il concetto contemporaneo delle grandi missioni internazionali di pace: dove si fa
sicurezza militare, sviluppo si cerca di intervenire dove c’è bisogno, ma intervenire con un
percorso condiviso e collegiale, che coniughi sviluppo, libertà individuale e sicurezza dello stato.
Chi ha il compito di proteggere uno stato? Chi sono le figure che devono decidere come si difende
uno stato? Come comandare le forze che ci difendono?
Se pensate c’è un evidente conflitto di interesse: i vertici di uno stato sono quelli che devono
difendere la popolazione di uno stato, ma se pensiamo a Saddam Hussein in Iraq, chi era quello che
minacciava i diritti umani degli iraqeni? I vertici stessi contraddizione: legalmente è il vertice
riconosciuto, il capo riconosciuto, è quello che ha fatto più male alla popolazione.
Per i giuristi internazionale la risposta è pensarci, per tutti gli altri cosa è?
Anche se non c’è una convergenza sulle norme di diritto internazionale, esiste una opinio juris che
cerca di riconciliare questa dicotomia e conflitto di interesse.
In assenza di un sistema giuridico internazionale codificato si pensa che esista un diritto se non un
vero proprio dovere a intervenire e che questo ha principi e norme extralegali, cioè c’è un qualcosa
che vale di più delle norme.
Esistono principi extra giuridici che non sono tollerati e devi cercare di impedirli.
È un dovere per ogni stato difendere la sua popolazione ma anche la popolazione degli altri stati dai
crimini contro l’umanità e dai crimini di guerra.
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Monitoring possono esserci azioni precise
Recommendations se si vede che sono atti contro i diritti umani si fanno le
recommendations le nazioni uniti fanno raccomandazioni che possono essere anche
vincolanti per chi le riceve se prendono la forma di decisioni del consiglio di sicurezza, che
fa le risoluzioni: di norma è vincolante.
Sanctions se le raccomandazioni non vengono accettate, si fanno le sanzioni che di solito
sono progressive: possono essere brevi, prolungate, politiche contro gli esponenti del
regime, economiche, embarghi militari, ecc…
Actions se le sanzioni non sono sufficienti, si può spingere per azioni (non
necessariamente militari).
in pratica è un mezzo disastro qual è il punto debole del consiglio di sicurezza delle nazioni
unite? Il potere di veto dei membri permanenti, che spesso hanno pensieri contrastanti.
il consiglio di sicurezza è fatto da 15 membri e 5 sono membri permanenti: stati uniti, URSS, Cina,
Francia e Gran Bretagna.
Il diritto di veto è la negazione più evidente del fatto che il security counc è un organismo
vagamente credibile basta che un paese non voglia la discussione, mette il diritto di veto e non si
va da nessuna parte.
Perché Hassad, uno dei peggiori dittatori e criminale, non è mai stato condannato? Perché è molto
vicino alla Russia che mette il diritto di veto.
Un altro elemento che rende poco credibile è quando non importa niente a nessuno. Ci sono aree del
mondo in cui non interessa niente a nessuno il caso massimo 94/95 lo scoppio delle violenza in
Ruanda e Burundi.
C’è stato lo scoppio di una violenza etnica settaria spaventosa che ha preso tutti.
Ma, cosa ha fatto la comunità internazionale? Siamo intervenuti dopo e da tre anni si dice che in
Burundi si sta andando vicino ad un nuovo genocidio e la comunità internazionale fa pochissimo, in
quanto quella parte dell’Africa, geopoliticamente, è un buco nero e quindi non si interviene.
Questo dovere di intervenire che va fatto attraverso un sistema che funziona poco.
I fautori della R2P hanno cercato di vedere, di rivedere, di favorire l’azione della R2P attraverso
una serie di regole (2005) (ci sono tre pilastri):
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Da un lato si voleva rassicurare gli stati, dall’altro si cercava di attivare i governanti
degli stati ad attivarsi per evitare questi crimini.
2. La comunità internazionale nel senso più ampio ha la responsabilità di assistere gli stati
individuali a rispondere al primo pilastro gli stati devono proteggere la popolazione, se
non lo fanno gli altri stati devono agire in modo da favorire e aiutare gli altri stati (in UE fa
tantissimo il POL, cioè programmi di training per la polizia)
3. Se uno stato fallisce nel proteggere la popolazione, la comunità internazionale deve prendere
delle azioni collettive in modo decisivo e con tempismo, in accordo ai capitoli della carta
ONU che regolamentano gli interventi delle nazioni unite.
Lo deve fare con tempismo qual è il problema? Una delle critiche maggiori è che sia un metodo
lento.
Deve essere efficace ma in accordo con i capitoli delle nazioni unite non puoi fare dei crimini di
guerra: quando intervieni in guerra hai una serie di effetti.
Sul campo l’uso della violenza a volte sfugge di mano con degli effetti spaventosi poiché toglie la
credibilità a un sistema come quello della R2P che è scarsamente credibile fin dall’inizio perché
dipende dal security council, che è un organismo poco credibile perché dei 15 membri ce ne sono 5
che hanno il diritto di veto.
Quando inizia a ricostruire e stabilizzare non sai mai quando finisci, sono missioni lunghissime.
Essa è lunghissima perché deve agire e stabilizzare in 4 aree: security, reconciliation, justice,
development.
la R2P va a pestare i piedi alle agenzie come OLNG che fanno soprattutto cooperazione
internazionale si è creata una formula mista che si chiama sinig Siviglia and militar
cooperation i militari si sono trovati a fare azioni che avevano a che fare con la riconciliazione,
sviluppo e cooperazione.
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Tutto questo ibridizza lì intervento militare e anche l’intervento di sviluppo e crea una serie di
situazioni ibride in cui hai la componente civile, militare, interna, esterna, sicurezza, ecc…
In questo caso abbiamo missioni molto lunghe e invasive uno dei migliori funzionari ONU
aveva detto di usare il LIGHT FOOT PRINT: l’impronta del vostro scarpone deve essere leggera
per evitare interferenze molto forti.
Quando intervieni tendi a intervenire con le tue modalità scavalcando i governi nazionali.
Queste fasi hanno a che fare con la human security se fermi un conflitto devi stare lì con i
militare per evitare un altro scoppio e devi fare la pace positiva ricostruzione, giustizia ripartiva
(punire i responsabili).
La giustizia ripartiva ha un intervento particolare ma deve essere fatta in un contesto e deve essere
legata al discorso di sviluppo: molto spesso le violenze sono legate al sottosviluppo non c’è
sicurezza senza sviluppo.
L’intervento deve essere molto bilanciato ma anche leggero: non bisogna sostituirsi alle autorità
locali.
I PROBLEMI:
Difficile capire quando scoppia una violenza, un conflitto e quando sia un conflitto o un semplice
scontro.
Soprattutto con il prevenire finisci che fai per OVERLAPPING tra i meccanismi tradizionali di
aiuto e cooperazione e quelli di R2P.
È molto difficile capire il livello di violenza che scatena una vera responsability to react. Le
sanzioni che spesso non funzionano o funzionano in modo paradossale. Soprattutto le difficoltà di
attivare la procedura legale.
Nella responsability to rebuild tutto è molto vago e c’è un continuo OVERLAPPING tra le agenzie
internazionali, nazionali e attori locali.
È stato comunque un tentativo per dire che il sistema internazionale guarda quello che fai e non è
tollerato il massacro di civili e gli attacchi.
Perché noi parliamo di idro-politica e geopolitica dell’acqua? Negli ultimi decenni c’è stata una
crescente consapevolezza dell’importanza dell’acqua come fattore di instabilità e instabilità.
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C’è una percezione di una crescente scarsità di acqua e si dibatte se l’acqua sia un diritto o un
bisogno (pubblica o privata).
È fondamentale studiare i modi in cui gli attori gestiscono l’acqua come risorse.
Fa parte di tutta quella geopolitica delle risorse ma a che fare con la geopolitica dell’energia.
Ma il 97,5% di queste risorse idriche mondiali non sono immediatamente utilizzabili: hanno
concentrazioni saline molto elevate.
Solo il 2,5% delle riserve idriche è costituita da acqua dolce, ma solo l’1% è potabile.
Il 70% è composto dai ghiacciai delle montagne e dalle calotte polari e circa il 30% dell’acqua è
immagazzinata nel sottosuolo.
DATI QUANTITATIVI
1. Water security index sicurezza idrica c’è una grande ricchezza d’acqua da noi e in
Medio Oriente c’è una estrema scarsità d’acqua. Ogni ulteriore variazione di esponente
d’acqua può essere fonte di tensioni politiche.
se piove un sacco, com’è che c’è il rischio di disidratazione? Non ci sono sistemi adeguati.
La scarsità idrica è di due tipi:
A. Fisica regioni aride o semi-aride
B. Economica capacità di utilizzare l’acqua
All’inizio del 900 il prelievo idrico a livello mondiale era pari a circa 500 km cubi.
Nel 2009 era 4000 km cubi e entro il 2050 si prevede un aumento del 55% almeno a causa
dell’aumento della produzione industriale, elettrico, agricola.
A noi interessa capire che lo stress e la ricaduta geopolitica ce l’abbiamo solo sui bacini idrici
internazionali condivisi.
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Hai una ricaduta geopolitica a livello di bacini internazionali: condivisi da più stati.
I bacini idrografici condivisi sono importanti perché il 40% della popolazione mondiale dipende da
sistemi fluviali comuni a due o più paesi:
È stato il tentativo di avere un organizzazione che regolamentasse tutto ciò e permette una
discussione e una attribuzione di quote e un dialogo in caso di contestazioni di quote.
IDRO OTTIMISTI non esiste una scarsità idrica così evidente e non si arriverò mai allo
scontro armato SOLO per il controllo e la gestione delle risorse idriche. L’analisi storica non
fornisce prove significative che portino a sostenere che l’acqua sia stata alla base di conflitti
armati. Anche nel caso di conflitti tra paesi che condividevano risorse idriche, diritto di
accesso alle stesse è quasi sempre stata garantito, la diplomazia ha sempre svolto un ruolo
preventivo o risolutivo, individuando forme di cooperazione sia bilaterale che multilaterale.
Semmai, il problema riguarda l’ordine interno dei paesi sottoposti a stress idrico, ossia, di
come la sperequazione nell’accesso alle risorse idriche potrà generare instabilità politica-
sociale e degenerare in conflittualità armata.
IDRO PESSIMISTI esiste un problema di scarsità idrica, che diventerà sempre più un
fattore critico e che assumerà una valenza strategica nelle agende di politica estera dei vari
governi coinvolti. Ciò comporterà anche tentativi di utilizzare la forza per modificare lo
status quo o per contrastare le decisioni assunte da altri paesi. La necessità di controllare ed
utilizzare le risorse idriche potrebbero essere adottata, assieme ad altri fattori, per
ridisegnare i confini statuali così come definiti in epoca coloniale. Questo aspetto appare
non secondario soprattutto se si guarda alla regione mediorientale.
TIPOLOGIA DI CONFLITTI
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Controllo delle fonti idriche: quando il conflitto è per l’accesso alle risorse o fonti idriche
Utilizzo delle fonti idriche a scopi militari: quando le risorse idriche e il loro controllo sono
usate come armi di distruzione o di pressione
Utilizzo delle fonti idriche a scopi politici
Il terrorismo: quando le fonti idriche sono utilizzate come bersaglio da attori non statuali a
scopo di offesa o di ricatto
Utilizzo delle fonti idriche come obiettivo militare teso all’occupazione, diretta o indiretta,
del territorio prospiciente ovvero teso al controllo, diretto o indiretto, delle risorse idriche
Azioni militari tese a impedire la variazione della portata di un bacino idrografico condiviso
da parte di un paese (bombardamento dighe in costruzione)
La storia ci dimostra che è molto più facile quando c’è una tensione sull’acqua ad avere un accordo.
Gran parte delle dispute sulle risorse idriche riguardano più di due Stati e si concludono spesso con
l’adozione di forme di accordo e collaborazione.
ACQUA VIRTUALE
Cosa è?
È la quantità di volume d’acqua che viene consumata per produrre un dato bene sommando tutte le
fasi della catena di produzione.
È l’acqua che è contenuta in ogni prodotto e in tutte le sue fasi (produzione, assemblaggio, vendita e
distribuzione).
Per valutarlo in un paese occorre calcolare il consumo totale di risorse interne, sottrarre i flussi di
acqua virtuale che lasciano il paese attraverso le esportazioni e sommare i flussi di acqua virtuale
che entrano nel Paese attraverso le importazioni.
L’impronta idrica è un indicatore del consumo di acqua dolce che include sia l’uso diretto che
indiretto di acqua dolce.
L’impronta idrica di un singolo, una comunità o di un’azienda è definita come il volume totale di
acqua dolce utilizzata per produrre beni e servizi, misurata in termini di volumi d’acqua
consumati /evaporati o incorporati in un prodotto) e inquinati per unità di tempo.
Nella definizione dell’impronta idrica è data inoltre rilevanza alla localizzazione geografica dei
punti di captazione della risorsa.
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Quantificazione e localizzazione dell’impronta idrica di un prodotto o di un processo nel
periodo di riferimento
Valutazione della sostenibilità ambientale, sociale ed economica dell’impronta idrica
Individuare delle strategie di riduzione della stessa
Il concetto di acqua virtuale appare come uno degli approcci più innovativi per valutare i reali costi
ambientali e l’effettivo sfruttamento delle risorse idriche “nascosto” in ogni bene che viene
consumato.
Mira all’opinione pubblica, a ridurre gli sprechi, mira a cercare di razionalizzare il consumo
d’acqua.
Virtual water trade commercio di acqua virtuale che dovrebbe favorire l’attenzione all’acqua
come fonte di collaborazione e riduzione delle tensioni.
Noi classifichiamo il commercio internazionale in base soprattutto al valore degli scambi, alla
tipologia dei prodotti.
Ci sono queste modalità ma nessuno lavoro in base all’acqua virtuale contenuta nei prodotti.
Si potrebbe classificare il commercio in base a quanta acqua virtuale questi prodotti contengono e
permette di vedere i flussi di acqua virtuali che contiene.
Ci sono paesi che hanno una grande ricchezza d’acqua e che magari esportano pochissima acqua
virtuale e per loro non sarebbe un problema aumentare l’esportazione.
Ma se hai una scarsità di acqua reale e una forte esportazione di acqua virtuale c’è una
contraddizione se analizzi i flussi dei commerci attraverso il flusso di acqua importata e esportata
puoi intervenire e sposti l’accento a prodotti che abbiano un impronta idrica meno pesante. Io devo
cercare di esportare prodotti che hanno un’impronta virtuale leggera.
Il commercio internazionale non riesce a gestirlo a seconda dell’uso diverso delle risorse idriche
perché è legato al chi importa coscientemente lo fa solo perché non ha altri mezzi per evitare la
decadenza di cibo.
AFGHANISTAN
La maggior parte dei gruppi etnici che stanno in Afghanistan hanno legami oltre i confini (che sono
artificiali).
Lo hanno invaso tutti molto facilmente ed è impossibile da controllare sia per questioni geografiche
che militari.
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La tribù è un meccanismo : c’è un antenato mitico che ha una serie di discendenti.
Il lignaggio è questa cosa qua ramo che scende di diverse generazioni dentro la sua tribù. Esso è
basato sul sangue e fa si che tu possa essere spesso in competizione con tuo fratello ma che ti unisci
molto spesso.
STRATEGIE CINESE
Si la Cina è un tipico caso di potenza Rimland, che ha sempre avuto una forte vocazione
continentali sta, soprattutto con la rivoluzione comunica, creazione della Repubblica popolare
cinese, a lungo è stata una potenza che ha guardato soprattutto al continente e ha valorizzato la
potenze terrestre.
Tutto questo ha prodotto una scarsa presenza della Cina sui mari e grandi eserciti numericamente
ma molto deboli.
La Cina lo capisce quando farà la guerra in Vietnam, dopo lo scontro fra Cambogia e Vietnam, che
darà esiti molto deludenti per le forze militari cinesi, ne metterà in mostra l’arretratezza e mancanza
di sistemi d’arma moderne.
Le guerre fra Cambogia e Vietnam e poi fra Vietnam e Cina hanno prodotto il fallimento della
domino theory, il ritorno della geopolitica. Lacoste prende spunto da queste guerre che sono una
contraddizione dal punto di vista ideologico e si capisce che l’ideologia non spiega tutto.
Con quella guerra lì la Cina capì che non era quella la strada giusta.
- String of pearls
- Mazza dell’assassino (anti-access / area denial)
- The belt and road initiative
Sono tutte strategie diverse ma che cercando di ridare uno spazio e avvantaggiare geopoliticamente
la Cina e sono tutte strategie multilevel progressive e incrementali, che la Cina mette in atto
guardando al futuro nel medio - lungo termine e che sono strategie a più livelli progressive
incrementali guardavano a un futuro con calma senza fretta.
Questo si collega alla visione cinese che abbiamo visto nella geopolitics of emotion HOPE: la
speranza produce il tempo dalla loro parte. Il sentimento prodotto dalla speranza dava la fiducia, la
sicurezza.
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STRING OF PEARLS
Prima strategia combinata per “mettere in sicurezza” e ridurre la vulnerabilità cinese nell’oceano
Indiano.
Guardiamo come la grande parte dei commerci cinesi è via mare. Perché la Cina ha qualche
problema con il mare?
La vulnerabilità cinese è che importa molta della energia necessaria proprio da vie marittime. La
Cina ha una serie di griglie energetica ma non sono abbastanza.
Anni ’90 Cina in forte espansione con questa grande vulnerabilità che vuole raggiungere sia il
Medio Oriente che l’Africa.
Una grande proiezione che posto la Cina di fronte ad un quesito: come cercare di in qualche modo
proteggere, di gestire e mettere in sicurezza L’INDIAN OCEAN SEA LANES rotte marittime
molto obbligate: chockpoint dello Sri Lanka, Malacche, Hormuz, accesso al Mar Rosso prima di
Suez.
La collana di perle riprende, segue la strategia, le sea lanes è una strategia che punta a cercare
di ridurre la vulnerabilità: quando parte questa politica la Cina è ancora estremamente inferiore dal
punto di vista militare e marittimo rispetto agli USA, quindi è una strategia multilevel che usa la
leva economica, commerciale, usa il soft power per sostenere l’espansione della Cina verso paesi
rifornitori di risorse, per ampliare i mercati e ridurre la vulnerabilità.
Quindi qui abbiamo una serie di grandi flussi energetici in importazione, di prodotti in esportazione
cinesi, militarmente la Cina non può pensare di rinforzare un dispositivo militare.
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La Cina inizia una serie di accordi commerciali con i paesi in questa zona fino all’Africa, accordi
economici più vantaggiosi di quelli offerti dalle potenze occidentali. Una serie di programmi di
cooperazione che puntano a legare a se i paesi e i regimi di quei paesi.
L’India è un grande oppositore della Cina e quest’ultima cerca di incapsularla con alleanze tutte
attorno alla Cina e la string of pearls crea una rete di rapporti e legami con Sudan e tutti i paesi di
questa sponda per creare una rete di protezione multilevel : porti sicuri per i commerci e visitabili
dalla marina militare cinese.
La cooperazione serve per garantire i tuoi interessi strategici e la Cina lo ha fatto in modo efficiente.
È comunque una strategia onerosa economicamente e ha il limite che non solo è la lingua cinese è
uno strumento di soft power molto complicato, ma anche perché le comunità cinesi fanno fatica ad
integrarsi (soprattutto in queste zone).
È più facile quando hai overseas chinese ci sono comunità cinesi che vivono all’estero da
tantissimo tempo e hanno un ruolo importante di creare soft power in queste aree.
È stata molto importante per garantire l’espansione cinese, per permetterle di controllare attraverso
contratti a lungo termine risorse agricole e minerarie.
Ha creato una rete di alleanze politiche fondamentali: la Cina uscita dal periodo di Mao era
fortemente isolata, anche quando è iniziata la crescita cinese, la Cina aveva tutta una serie di aspetti
più negativi, una serie di elementi che giocano a suo sfavore.
Ha contribuito molto a ridurre questo isolamento creando una rete di contatti a livello dei paesi
afroasiatici e ora si è espanso in America centrale e latina.
Questa è una strategia che chiameremo di pace prima del conflitto lavori su queste cose.
Tentativo e comprensione che solo la string of pearls non poteva servire agli interessi cinesi, ma
serviva altro è prima la one road e one belt e poi diventata belt and road initiative.
Cosa è?
È un’iniziativa cinese per costruire infrastrutture, piattaforma euro-asiatica per rafforzare le vie
commerciali. Spesso viene definita come la nuova via della seta.
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Questa insistenza sull’importanza strategia della ferrovia lo diceva Mackinder. Ci riporta all’impero
mongolo da cui l’autore era partito.
Sarebbe il superamento dell’epoca colombiana la ferrovia ad alta velocità merci è una nuova
modernità, perché l’idea che può unire i mercati.
Si pone in un modo molto ambivalente da un lato c’è una certa rivalità del controllo dell’Asia
centrale; dall’altro lato la Russia ha sempre più bisogno della Cina poiché è molto indebolita dalle
sanzioni (potenza regionale sempre più legata alla Cina).
L’infrastruttura cinese può aiutare la Russia per avere un ruolo forte commerciale.
Se funziona, la connessione con i mercati europei diventa più veloce e si guadagna molto di più.
Se io ho una via terrestre che funziona, la via marittima e il sea power si riduce d’importanza. Io
non sono meno vulnerabile sulle strozzature.
Una motivazione della belt and road initiative è questa ridurre la vulnerabilità cinese.
Tre strategie:
Strategia politica l’idea che esalta il ruolo del partito perché il partito comunista che ha
perso tanta spinta propulsiva e ha una serie di contestazioni non ha una grande visione; la
belt and road initiative da dire che il partito ha ancora una capacità di immaginare e forgiare
il futuro della Cina esalta il ruolo del partito come promotore di storia. Tutto questo
risponde anche al fatto di avere una vision per il futuro
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Strategia economica qual è uno dei grossi problemi della Cina? la grande sovraccapacità
produttiva soprattutto nell’edilizia. In Cina c’è un debito interno dei singoli altissimo;
una borsa che oscilla tantissimo; un controllo governativo molto forte. Con questa iniziativa,
un progetto faraonico, le grandi aziende edilizie che producono, trovano una valvola di
sfogo. Fanno iniziative che sono anche finanziate dal governo. Strategia economica che dà
sfogo alla sovraccapacità economiche al governo cinese. La Cina finanzia questi paesi e con
quei soldi pagano le aziende edili per costruire infrastrutture. Spesso ti finanzia a credito, le
devi ridare i soldi. Il debito però è usata come una strategia, in quanto tiene legati questi
paesi alla Cina.
Strategia geopolitica si vuole mettere in sicurezza la coerenza del sea power, ma è
fondamentale avere un’alternativa che ne riduca la credibilità.
Per quello la Cina è molto interessata al mutamento climatico. Perché se questi mari qua, i mari del
nord, diventassero navigabili muoversi da qua è molto più facile per arrivare in Europa e in Canada
(ci sarebbero meno punti di strozzamento). Il mutamento climatico per Pechino rappresenta una
variabile interessate: ulteriore alternativa rispetto alla tradizionale via commerciale che sono più
lunghe, presidiate da potenze ostili e piene di chock point.
LA MAZZA DELL’ASSASSINO
È la tradizionale, è una politica di anti access e area denial da una tradizione cinese in cui dice
“bisogna essere pronti a colpire il nemico non appena entra in casa”.
Come questo fa per entrare in casa lo colpisci con la mazza impedendo l’accesso.
Essa parte dal concetto di una profonda inferiorità non solo numerica ma qualitativa e tecnologica
rispetto alla marina militare americana.
Cosa fa? la Cina sta investendo moltissimo a livello di marina. Il bilancio ufficiale cinese della
difese è più meno 1/3 di quello americano.
La Cina ha una politica Mahaniana vuole impedire l’accesso rendendo inospitali le near seas e
possibilmente allargare sempre più al middle seas per farne un’area in cui sia pericoloso per le
squadre navali statunitensi rivali.
La Cina sta investendo tanto sui missili antinave e inizia ad avere un vantaggio; sta testando missili
balistici (che entra nella stratosfera).
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La Cina cerca di guadagnare spazio (prendendo isolotti e creare basi militari) se tu riesci a fare
un anti- access e area denial su cosa punti? Punti su un altro fattore: tentare di consolidare lo spazio
Rimland euroasiatico sia con una strategia hard che di soft power.
Qual è l’obiettivo cinese? Scollare le potenze regionali dagli USA è meglio essere amici di una
potenza in ascesa.
Gli USA sono una potenza lontana, la Cina è una potenza vicina che ha la capacità di aggregarsi.
La scommessa cinese è quella di mischiare hard e soft security. Per questo è stata una strategia
prudente (eccezione a Taiwan).
La Cina vuole convincere le potenze regionali che è meglio avvicinarsi a Pechino ma oggi i risultati
non sono ottimali ostilità nei confronti della Cina.
Obama aveva realizzato un’area di libero scambio molto vasta (Filippine ecc.), che Trump ha
annullato. Chi ha preso lo spazio vuoto dopo alcune trattative? È stata a Cina che si è incuneata nel
vuoto americano.
Un altro obiettivo è di quello di mettere delle pressioni ai paesi vicini per far capire che tutto
sommato loro non devono essere così sicuri della protezione americana: pensiamo al Giappone che
ha notoriamente l’ombrello nucleare americano, Giappone ha forze di autodifesa molto deboli ma
aveva la protezione americana.
Il Giappone è anche il paese ha il ciclo completo del combustibile per le centrali nucleari. Con la su
tecnologia è in grado di farsi la b0omba nucleare, ma non lo fa perché ha firmato tutti i trattati
possibili per cui non sviluppa armi di distruzione di massa.
Riduzione degli impegni diretti senza ridurre la presenza bellica e ri-orientamento verso
l’Asia - Pacifico
Frammentazione dello spazio Asia - pacifico con la creazione di uno spazio di ostilità
anticinese. Washington non cerca di fare il containment, ma un rebalancing. Come?
Scommettendo sul fatto che ci siano moltissime potenze
Cercare di mantenere la superiorità del sea power e quella tecnologica
Molto spesso le democrazie hanno uno sguardo geopolitico un po’ corto rispetto a paesi autocratici
e lo stesso lo hanno fatto con la Cina se ne sono accorti un po’ tardi dei passi in avanti cinesi.
Chi ha fatto potente Pechino si pensa sia stato l’Occidente abbiamo permesso dando
finanziamenti e tecnologia a rendere Pechino così e bisogna agire con durezza e evitare gli stessi
errori.
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Bisogna fare uno scontro commerciale una spada a doppia lama.
Un’altra cosa che gli americano fanno è di creare un fronte di ostilità cinese.
Da parte cinese c’è l’ottimismo di essere una potenza in ascesa e sta cercando di recuperare il gap
tecnologico; dall’altro lato c’è la Cina ha grandi svantaggi geopolitici (la geografia l’ha chiusa
dentro anche peggio della Germania e per questo cerca l’alleanza con la Russia).
LETTURA A CONFRONTO:
IDEOLOGICA GEOPOLITICA
1. crescita cinese quale antagonista ostile per 1. spinta del rimland per consolidare spazio
USA e spinta egemonica repubblica popolare world/island
sul continente
2. convergenze potenze illiberali fra Russia e 2. alleanza heartland-rimland in funzione anti-
Cina sea power e sua marginalizzazione
3. pressione politico-militare su paesi alleati 3. vantaggio posizionale crea pressioni verso
USA paesi più deboli
4. duplicità politica estera regime di Pechino 4. strategia incrementale e progressiva per
e ideologia neo-terzo mondista mantenere equilibrio sistemico
5. risposta USA: garantire paesi vicini a Cina 5. sea power cerca penetrazione e
con alleanze frammentazione
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