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INCONTRO 1 - Zampieri

Concetto di geopolitica  4 accezioni

1. Geopolitica = politica internazionale, disciplina che spiega le relazioni di potere*


2. Geopolitica = risultato dei condizionamenti che la geografia fisica ha sulla politica internazionale*
3. Geopolitica = uso strategico di mezzi militari e risorse economiche (uso diretto di mezzi o di proxy?)
4. Geopolitica = com’è organizzato l’ordine internazionale (alleati, poteri ecc.)
 Sono tutte definizioni parzialmente corrette.

Definiamo la geopolitica partendo da alcune sue caratteristiche:

 Imprescindibilità della geografia  la storia di ogni paese è fortemente influenzata dalla sua
geografia. Prospettive geopolitiche diverse sono determinate da diverse prospettive geografiche
(vedi classica rappresentazione falsificata del globo – con l’Europa al centro che determina il
sistema euro-centrico).
Es. sotto: come l’Australia vede il mondo.

Nel 21° secolo la parte più importante del nostro mondo sarebbe l’oceano pacifico, sul quale affacciano
Stati Uniti e Cina, entrambi potenziali future egemonie. Se oggi interrogassimo i minstri del governo Biden
direbbe che la più grande aspirazioni di Pechino a impadronirsi del mar cinese orientale e meridionale. Per
questo, a detta loro, sarebbe necessario che l’occidente guidato dagli USA cinturasse la Cina impedendone
l’allargamento. Xi Ji Ping, invece, farebbe riferimento all’aggressività americana e alla volontà degli USA e
dei suoi alleati di tenere la Cina lontana dai suoi mari.

Sintesi: noi siamo soliti rappresentare il mondo come caratterizzato da “finzioni giuridiche”, ossia gli stati
che esistono su una massa di terre emerse. Tuttavia, le relazioni internazionali non tengono conto solo dei
rapporti tra stati, ma anche le relazioni economiche tra gli stessi.
Come funzionano le connessioni? Il 99% del totale delle comunicazioni globale viaggia attraverso cavi in
fibra ottica che attraversano territori e soprattutto mari.

Oggi: 3 grandi blocchi di terre emerse:

1. Canada, Nord-America e Sud America


2. Europa, Africa, Asia e Australia
3. Antartide (l’unico non abitato dall’essere umano)

I Mari (blocchi tellurici) sono quindi quelli che consentono le connessioni tra i tre blocchi.

I mari interni sono poi quelli che consentono le comunicazioni all’interno dei singoli blocchi (es. Mar
Mediterraneo che unisce ben 3 continenti). Quando parliamo di Mediterraneo dobbiamo estendere la
nostra attenzione anche al Mar Rosso e Mar Nero; il Mediterraneo è a volte definito Medio-Oceano, perché
mette in contatto l’oceano Atlantico a quello Indiano.

Il Mar Cinese Orientale sarebbe invece il contraltare asiatico di ciò che l’Italia sarebbe nel Mediterraneo.

L’idea dei 4 Mediterranei della storia


(latino, meso-americano, giapponese, australasico)

L’idea nasce nel 1936 e fatta oggetto del fascismo; alla fine della 2nda guerra mondiale il termine
geopolitica viene bandito, per poi tornare negli anni 80 del 1900. Diventerà popolare alla fine degli anni 90.

Già negli anni 30, come detto, si pensava che questi mari fossero dei medi-oceani, perché mettevano in
contatto non solo gli stati che su di loro si affacciavano, ma anche i grandi oceani. Inoltre, tutti questi
mediterranei possono essere divisi in due grandi bacini, grazie ad una penisola o un’isola. I grandi flussi di
traffico hanno come grandi punti strategici i principali stretti (chock-point) globali: il Mediterraneo, senza la
libertà di circolazione nello stretto di Gibilterra e Suez sarebbe solo un grande lago. Il Mediterraneo
rappresenta solo l’1% del totale dell’acqua salata dell’intero globo, ma attraverso esso passa il 26% dei
trasporti marittimi mondiali. È la cerniera dei movimenti strategici e geopolitici di tre continenti e, da solo,
rappresenta il 16% delle connessioni internet di tutto il mondo.

Mari cinesi

Attraverso lo stretto di Malacca (piccolissimo, pochi kilometri) passa il 60% dei traffici mondiali, quindi se lì
avvenisse una guerra o se questo venisse bloccato avremmo gravissime conseguenze economiche a livello
globale.

Influenza della storia sulla geopolitica

Esempio di come la storia controlli e influenzi le decisioni politiche degli stati: Putin giustifica da tempo
l’invasione dell’Ucraina in virtù dei legami storici che esistono tra i due paesi. Il vagito dell’identità russa si è
avuto proprio a Kiev, dove facciamo risalire la storia russa nel Medioevo. Putin continua a rifarsi alla storia
per giustificare le sue aggressioni e tutti i libri scolastici russi raccontano che la Russia non ha mai invaso
nulla, ma è sempre stata attaccata. È un utilizzo strumentale della storia per fare politica.

In conclusione

Politica internazionale  non è sinonimo di politica estera (attuazione operativa delle scelte di uno stato
nei rapporti con gli altri stati) ma è il complesso delle azioni di uno stato nei rapporti con altri stati. Le
relazioni internazionali sono sempre caratterizzate dalla possibilità che si scateni una guerra tra stati, ma
perché? Il diritto internazionale ha sì lo scopo di mantenere pacifiche relazioni tra stati, ma esso ha valore
se gli stati ne vogliono riconoscerne il valore. Gli stati agiscono sempre e solo per i propri interessi nazionali.
Come misurare la potenza di uno stato?

Necessaria differenziazione tra: hard power (potenza di imporre agli altri quello che vogliamo grazie
all’esercizio della forza militare ed economica), soft power (convincere gli altri a seguirci e fare quello che
vogliamo noi – è capacità di influenzare ), smart power (combinare in maniera perfetta hard e soft power) e
sharp power (capacità di condizionamento surrettizio che alcune potenze internazionali avrebbero di
influenzare l’opinione pubblica di alcuni paesi grazie a strumenti subdoli e nuove tecnologie).

Interpretare la contemporaneità

1. Collegamento tra le crisi: qui sotto una rappresentazione dell’importanza per gli USA dei conflitti
attuali nel mondo: quello tra Russia e Ucraina è sicuramente in cima alla lista. Questa crisi è
collegata alla crisi localizzata nei mari della Cina (Mar Cinese Meridionale e Orientale), dove gli Stati
Uniti sono impegnati nel contenimento del paese. Altra crisi fondamentale: Israele-Palestina.
Questa cartina chiarisce perfettamente che oggi i rapporti tra stati non sono mai caratterizzati da
pace, ma da una competizione perenne e continua, che quando viene troppo esasperata diventa
una crisi e di seguito un conflitto.

Normalmente, gli stati rimangono al di sotto della soglia della violenza; nel momento di crisi, con la
negoziazione o con la deterrenza si può tornare indietro. Se negoziazione e deterrenza falliscono, si
arriva inevitabilmente al conflitto.
Tuttavia, nella fase che precede il ricorso alla violenza, la competizione può essere di vari tipi:
Oggi, i valori che l’Occidente pretende siano internazionali, sono messi in discussione da altri attori del
sistema: la Russia contesta l’attenzione dell’Occidente nei confronti delle differenze di genere e anche in
Occidente il principio di rappresentanza è sempre meno valevole, perché la popolazione votante è sempre
più ridotta e i governi sono eletti dalla minoranza della minoranza.

La competizione tra gli stati passa anche per le risorse energetiche e alimentari, così come per il primato
tecnologico. Quando ci saranno le rinnovabili, la competizione geopolitica non diminuirà, perché essa
diventerà una lotta alla conquista degli spazi nel quale situare le infrastrutture per la realizzazione
dell’energia.

Come evolverà il mondo che fino ad oggi ha visto il primato Statunitense?

Oltre ad essere sempre più ostacolati da Cina e Russia, gli USA hanno gravi problematiche interne. La
democrazia americana è malata al proprio interno, e lo dimostrano i numerosi movimenti nati dalla società
civile -black lives matter, cancel culture - i quali sono tutti un rifiuto della cultura americana.

Da che cosa si vede la rivolta contro l’Occidente? Cina e Russia rivendicano di avere una storia e una visione
del mondo diversa da quella occidentale. A vista loro, non è scritto da nessuna parte che i valori occidentali
siano quelli giusti, che il liberalismo e la democrazia siano la scelta giusta. I governi come quello Cinese
controllano la popolazione e la privano della libertà, ma crescono esponenzialmente dal punto di vista
economico.

Globalizzazione

Ciò che consentiva la globalizzazione economica si è spezzato a causa di un virus, che ha portato a chiudere
le frontiere, a ritardare i trasporti. Oggi la globalizzazione sta conoscendo numerosi fenomeni di re-shoring.

Per queste ragioni, stiamo andando incontro ad un nuovo tipo di globalizzazione, più regionalizzata e
sicuramente minore rispetto a quanto sia stata prioritaria negli ultimi 30 anni.

Competizione scientifico-tecnologica

Il futuro holds la certezza di nuove pandemie e crisi sempre in evoluzione (vedi crisi climatica), per cui
essere all’avanguardia nella produzione di medicinali, cure ecc. sarà sempre più una priorità per le grandi
potenze e anche in questo caso scatenerà ulteriore competizione.

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