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SHAFTESBURY Anthony Ashley Cooper, terzo conte (il primo era lamico di Locke) di Shaftesbury 1671- 1713, mor

a Napoli; stato da poco riedito il suo saggio Sensus communis, Saggio sulla libert di spirito e di umorismo , G. Bruni Roccia ed, Bulzoni, Roma 2006, in cui possibile vedere come la rivalutazione del sentimento e del gusto tipica della discussione inglese del periodo articoli piacevolmente e lievemente il parlare del conoscere, cercando alternative al modello scientifico. Perch se il mondo storico comprende se stesso attraverso studi e ricerche, che per giunta non giungono mai allultima parola ma si riaprono allinterpretazione, sia che si parli di questioni di storia dellarte, politico sociale, antropologiche: eppure, ogni uomo giunge ad affermazioni che gli consentono di orientarsi nel mondo ed agire in modo conveniente. Vuol dire che non sempre e solo la ragione scientifica della natura e delle scienze umane luomo frequenta, ma anche una ragione che si chiama ingegno, agudeza, wit, larguzia in tutte le sue forme, che fonda nel senso comune e nel gusto: un sapere fatto di abiti ed esperienze, la vera guida nella vita. Anche questo sapere umano pu essere con profitto analizzato ed incrementato con una corretta educazione. La simpatia per la filosofia libertina dovuta alla scelta dellironia, del tono leggero della conversazione, dovuto al poco amore per lentusiasmo, che porta eccessi incontrollati - ma pregia egualmente lemozione. La morale dimostra la coincidenza tra la virt e linteresse personale, chi sa scegliere la via dellequilibrio consegue la conciliazione tra interesse privato e collettivo quindi, la morale autonoma dalla religione, anche se amare Dio giusto privilegio dellarmonia. Lambiente in cui si forma la filosofia di Shaftesbury quello del platonismo inglese, non cartesiano ma fiducioso nella ragione, in cerca di una teologia razionale, del deismo. Il platonismo inglese una tendenza comune a filosofi e teologi, tutti tolleranti nella pratica, ma non nella teoria (puritani). E.Herbert di Cherbury (1583-1648) gi muove verso la religione universale, che unisca nellistinto comune ad uomini e animali il segno della sapienza divina, su cui fonda la ragione innata e la religione. R. Cudworth afferma linnatismo contro Hobbes, a salvaguardia dei principi morali, la societ possibile perch lidea di giustizia di tutti ((1617-1688 combatte lateismo per la religione filosofica. Dio non crea per miracoli ma con la natura plastica, che ne rispetta la razionalit nella materia: perci c chi la divinizza, ma in essa non coscienza, quindi razionalit che si pone come un terzo tra materia ed estensione e si realizza neoplatonicamente per gradi. Lo spirito supera con la coscienza la vita, grazie alle idee innate. Ripensa la prova ontologica dividendola in due gradi: a) quel ch' non contraddittorio possibile b) l'essere necessario se possibile lo perch altrimenti non sarebbe. La legge morale eterna o legata ad altre azioni (imperativo categorico e ipotetico). Lessere libero determinato dalla regione (contro il determinismo di Hobbes e la pena scelta di Cartesio).). E. More d una concezione dello spazio che viene ripresa da Newton ((1614-1687 Lo spazio non divisibile che apparentemente, ogni sua parte un tutto: immateriale, attributo divino cos evita il panteismo di Spinoza che identifica spazio e materia). B.Whithcote (1609-1683, la ragione la candela del signore, che illumina larmonia di ragione e fede) J.Smith, (1618- 1652 la divinit nella vita, limmortalit dellanima) Culverwell (161551) Hutcheson (1694-1747 accentua l'ottimismo e lo fonda nel senso morale, uno dei sensi nell'uomo, pu sbagliare e seguire false opinioni ma la ragione lo raddrizza; la morale coincide col bene sociale (cos Beccaria e Benthan). Dio si rivela nell'armonia di tutto. Mandeville (1670-1733 pessimista: i progressi umani si fondano sul male, che soddisfa i bisogni, non sulla virt, una moda, non somma armonia. Una visione realistica che mostra come la lotta per l'esistenza sia spesso vinta dai vizi privati che divengono pubbliche virt, anche la religione pi alta nasce in realt dalla superstizione)

antologia Sensus communis, Saggio sulla libert di spirito e di umorismo , G. Bruni Roccia ed, Bulzoni, Roma 2006 Se con la parola senso intendiamo lopinione e il giudizio, e con la parola comune la generalit o una parte considerevole del genere umano, sar arduo scoprire dove risiede loggetto del senso comune. Infatti, ci che appare sensato ad una parte dellumanit, appare insensato a unaltra. E se la maggioranza dovesse determinare il senso comune, questo muterebbe tanto spesso quanto sono mutevoli gli uomini. Ci che oggi conforme al senso comune, sar lopposto domani o di l a poco (p. 93). La grande variet dei costumi disorientante e per definizione estesa e variabile. Com possibile basare su di essa una visione di conoscenza? Un sapere arguto si lascia guidare dal senso morale per distinguere i comportamenti inclini allincivilimento o alla barbarie, agendo con senso di equilibrio e comprendendo con lumorismo lincoerenza, servendosi di un sorriso per dissentire senza offendere. Il riso giova e porta a sdrammatizzare, dispone al dialogo; si deve sempre ricordare che la virt non subisce un danno cos grave dallessere apertamente contestata, quanto piuttosto dallessere tradita (p. 119), non sono le parole che inducono comportamenti virtuosi ma un ragionare adeguato, altrimenti si ottengono solo virt mercenarie, occorre far meditare sulla stimabilit della virt e non esitare al discorso. La virt non pu consistere nel ritorno alla natura, perch del tutto naturale anche la socialit: come lintelletto umano possa giungere a complicare talmente la questione, tanto da far apparire il governo civile e la societ una sorta di invenzione e di artificio, non lo capisco. A mio parere, questo impulso e questa tendenza ad associarsi si manifesta in modo cos naturale e veemente nella maggior parte degli uomini, da potersi senzaltro affermare che proprio la violenza di questa passione sia stata allorigine di tanti disordini allintorno del consorzio umano (p. 137). La virt non esente dalla ricerca della felicit, altrimenti si dovrebbe chiedere alla gente di non amare se stessi: Ma chi ama se stesso e soddisfa le proprie esigenze nel modo pi corretto e pi autentico il culmine della saggezza; senza dubbio, occorre essere egoisti nel modo giusto. E apprezzare la vita, per quanto in essa vi di buono, egualmente frutto di un retto discernimento un uomo non mai cos radicalmente se stesso, se non per il suo temperamento e per la qualit delle sue passioni e dei suoi affetti. Se egli perde quanto vi di nobile e stimabile in tali sentimenti, estraniato da se stesso come se smarrisse la memoria o le facolt intellettuali (p. 151). Senza ledere se stesso, luomo riesce a vivere in modo soddisfacente e sociale, se si sa armonizzare con gli altri, e ci accade sovente nel parlare in modo conveniente, ed un compito impegnativo quello di imparare a moderare e regolare lo spirito che la natura ci ha dato come lenitivo contro il vizio, e come specifico rimedio contro la superstizione e lumore malinconico. Vi una grande differenza tra il cercare di far scaturire una risata da ogni cosa, e il cercare in ogni cosa ci che giustamente risibile (p. 161). Occorre agire con ingegno, saper trovare il modo in cui unazione o una parola che si dice trova rispondenza in un quadro e vi si ambienta. Il metodo quello dellarte: Un pittore, se ha talento, si rende contro del rapporto tra la verit e lunit del disegno; e sa di riuscire innaturale se segue la natura troppo da vicino, copiando fedelmente al vita. La sua arte infatti non gli consente di riprodurre nellopera tutta la natura, ma soltanto una parte di essa. Daltronde unopera, per possedere bellezza e verit, devessere un tutto in s conchiuso, autonomo, e al tempo stesso quanto pi ampio e comprensivo possibile. Ne consegue che i particolari devono conformarsi al disegno generale,e gli aspetti secondari devono essere subordinati al motivo dominante, in modo da produrre una certa facilit visiva: una visione semplice, chiara e unitaria, che apparirebbe interrotta e turbata dallespressione di un qualunque elemento singolare a se stante (p. 181). Nel disegno generale,

nel quadro compiuto ricostruito con ingegno, saper ragionare con arguzia significa trovare il proprio spazio ed godere di considerazione per la propria azione. difficile immaginare quale vantaggio tragga il lettore quando pu misurarsi cos con il suo autore, essendo questi disposto a scendere lealmente con lui sulla scienza e a sostituire il coturno tragico con un andamento pi semplice e naturale. Laffettazione nellatteggiamento e nel tono costituisce un potente orpello a sostegno dellimpostura; e tanti ragionamenti capziosi non reggerebbero, se non fossero avallati da un severo cipiglio. Secondo il detto di un antico saggio, il riso lunica prova della seriet, come la seriet lo del riso. Poich un argomento che non sopporta o scherzo sospetto, e una celia che non sopporta una seria verifica denota un falso genere di arguzia (p. 87). Come nel quadro, larmonia dellinsieme la chiave del successo, saper condividere il senso comune del gruppo sviluppa una sorta di senso estetico, che chiara in ogni conversazione, di cui chiarisce le regole che variano da volta a volta e soprattutto da ambiente ad ambiente. La conversazione per questa sua duttilit e capacit di consentire equilibri difficili in situazioni di parit dei parlanti (lunica regola fissa il turno, quindi la democrazia di base), infatti un genere dialogico molto studiato, specie dalla filosofia analitica di lingua inglese. Le regole della conversazione, e del senso comune, sono anomiche, non scritte, quanto ineluttabili, non consentono errore senza uscire dalla partecipazione. Per capirle occorre gusto raffinato e ben esercitato per la loro impossibile codifica in manuale, nonostante i tanti galatei: la guida sicura la ragione arguta, lingegno, che si esercita come arte. p. 79 Fu una conversazione davvero piacevole, forse anche perch fin cos allimprovviso, e in una tale confusione da non concludere praticamente nulla rispetto a quanto era stato esposto primaFurono smantellate, vero, tante sottili argomentazioni, e molti severi ragionamenti vennero ribaltati: ma ci avvenne senza alcuna offesa per le parti interessate, ed anzi favorendo il buon umore della compagnia, tanto da acuire il gusto per simili conversazioni. Ed io sono convinto che se la ragione stessa avesse dovuto giudicare del suo interesse, avrebbe ritenuto pi vantaggioso quel modo piano e familiare di discutere, rispetto al rigore con cui abitualmente si sostiene una particolare opinione. p. 87 difficile immaginare quale vantaggio tragga il lettore quando pu misurarsi cos con il suo autore, essendo questi disposto a scendere lealmente con lui sulla scienza e a sostituire il coturno tragico con un andamento pi semplice e naturale. Laffettazione nellatteggiamento e nel tono costituisce un potente orpello a sostegno dellimpostura; e tanti ragionamenti capziosi non reggerebbero, se non fossero avallati da un severo cipiglio. Secondo il detto di un antico saggio, il riso lunica prova della seriet, come la seriet lo del riso. Poich un argomento che non sopporta o scherzo sospetto, e una celia che non sopporta una seria verifica denota un falso genere di arguzia. p. 89 Temono, o fingono di temere, che la religione stessa possa essere messa a repentaglio da una simile franchezza di odi; e perci sono turbati al pensiero di come questa libert venga usata nelle conversazioni private o nelle sedi in cui vige unattenta sorveglianza, come se si trattasse di utilizzarla in pubblico o dinanzi a una solenne assemblea. Ma il caso, a mio parere, assai diverso. Infatti devi ricordare, amico mio, che sto scrivendo soltanto in difesa di quel tipo di libert che regna allinterno di un circolo, tra gentiluomini e amici che si conoscono perfettamente tra loro ci ch contrario alla buona educazione contrario anche alla libert coloro che amano lumanit rispettano e onorano le convenzioni su cui sono fondate le comunit degli uomini. p. 93 Se con la parola senso intendiamo lopinione e il giudizio, e con la parola comune la generalit o una parte considerevole del genere umano, sar arduo scoprire dove risiede loggetto del senso comune. Infatti, ci che appare sensato ad una parte dellumanit, appare insensato a unaltra. E se la maggioranza dovesse determinare il senso comune, questo

muterebbe tanto spesso quanto sono mutevoli gli uomini. Ci che oggi conforme al senso comune, sar lopposto domani o di l a poco. I costumi sono vari, il senso morale ne la guida, perch tutti i comportamenti sono soggetti a incivilimenti e barbarie; dire che parlare di natura ferina delluomo sempre un parlar daltri giova a far procedere con unarguzia garbata anche discorsi seri, come la virt non subisce un danno cos grave dallessere apertamente contestata, quanto piuttosto dallessere tradita p. 119 come accade quando si rende la virt cos mercenaria e hanno parlato tanto delle sue ricompense, che riuscirebbe difficile dire che cosa ci sia in essa,alla fin fine, che meriti veramente una ricompensa. In effetti, agire onestamente soltanto perch vi si indotti con promesse o con minacce non indicativo n di vera onest n di merito reale e se la virt non stimabile in s, non reputo degno di stima chi la segue per puro interesse pp. 119-121. Cos del ritorno alla natura: ma nella natura la societ : come lintelletto umano possa giungere a complicare talmente la questione, tanto da far apparire il governo civile e la societ una sorta di invenzione e di artificio, non lo capisco. A mio parere, questo impulso e questa tendenza ad associarsi si manifesta in modo cos naturale e veemente nella maggior parte degli uomini, da potersi senzaltro affermare che proprio la violenza di questa passione sia stata allorigine di tanti disordini allintorno del consorzio umano p. 137. La felicit va perseguita ma la questione non sarebbe chi ama o non ama se stesso? Ma chi ama se stesso e soddisfa le proprie esigenze nel modo pi corretto e pi autentico? il culmine della saggezza, senza dubbio, essere egoisti nel modo giusto. E apprezzare la vita, per quanto in essa vi di buono, egualmente frutto di un retto discernimento un uomo non mai cos radicalmente se stesso, se non per il suo temperamento e per la qualit delle sue passioni e dei suoi affetti. Se egli perde quanto vi di nobile e stimabile in tali sentimenti, estraniato da se stesso come se smarrisse la memoria o le facolt intellettuali p. 151. p. 161 un compito impegnativo quello di imparare a moderare e regolare lo spirito che la natura ci ha dato come lenitivo contro il vizio, e come specifico rimedio contro la superstizione e lumore malinconico. Vi una grande differenza tra il cercare di far scaturire una risata da ogni cosa, e il cercare in ogni cosa ci che giustamente risibile. Giacch nulla ridicolo ad eccezione di ci che deforme; e nulla pu sottrarsi allironia ad eccezione di ci che bello e onesto. E perci la cosa pi difficile al mondo negare luso di questarma alla perfetta onest. Che non pu mai dirigere la lama contro se stessa, ma la rivolge piuttosto contro tutto ci che le si oppone sfido il mondo intero a volgere in ridicolo lautentico coraggio o la generosit. p. 181 in conclusione, dunque , la bellezza pi naturale che esista al mondo lonest e la verit morale. Poich ogni bellezza verit. ..Un pittore, se ha talento, si rende contro del rapporto tra la verit e lunit del disegno; e sa di riuscire innaturale se segue la natura troppo da vicino, copiando fedelmente al vita. La sua arte infatti non gli consente di riprodurre nellopera tutta la natura, ma soltanto una parte di essa. Daltronde unopera, per possedere bellezza e verit, devessere un tutto in s conchiuso, autonomo, e al tempo stesso quanto pi ampio e comprensivo possibile. Ne consegue che i particolari devono conformarsi al disegno generale,e gli aspetti secondari devono essere subordinati al motivo dominante, in modo da produrre una certa facilit visiva: una visione semplice, chiara e unitaria, che apparirebbe interrotta e turbata dallespressione di un qualunque elemento singolare a se stante.