IL Classicismo Musicale
Il Classicismo musicale è una corrente artistica che si colloca nella seconda metà
del ‘700, ed ha caratteristiche che riflettono un grande cambiamento rispetto alla
grandiosità, alla spettacolarità e alla ricchezza di ornamenti, tipici della musica
Barocca.
Come accade nelle arti figurative, per le quali gli artisti si ispirano “classici”
dell’antichità come modelli per un’arte che evidenzi l’armonia delle forme, anche
nella musica gli artisti tendono ad organizzare in modo più razionale le loro
composizioni, creando brani che evidenzino l’equilibrio e la simmetria.
Esemplare a questo proposito è la “forma sonata”: un vero e proprio “schema” di
composizione che si afferma in questo periodo. Questo “modello” è utilizzato dai
compositori per rendere i brani più “equilibrati” nelle loro varie parti.
Come accade sempre nella storia dell’uomo ove il contesto artistico non è mai
slegato dal contesto culturale, anche in questo caso la tendenza alla
“razionalizzazione” dell’arte è senz’altro figlia del pensiero” illuminato” che ha
pervaso tutto il ‘700.
I tre musicisti più rappresentativi del periodo sono: Franz Joseph Haydn,
Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig Van Beethoven.
L’Opera nel Classicismo
Nel periodo barocco il pubblico era abituato ad apprezzare in modo particolare i
grandi cantanti, vere stelle dell’opera (come lo sono oggi gli attori del cinema).
I compositori erano costretti ad assecondare i loro “capricci”, inserendo nelle opere
brani per esaltare la loro bravura, con il risultato di far perdere il filo della vicenda.
Anche nel teatro musicale di questo periodo nasce perciò l’esigenza di maggior
equilibrio e semplicità: la musica diventa più aderente al testo (il libretto) e c’è la
tendenza a dar più importanza all’orchestra e al coro, a discapito del ruolo
predominante dei cantanti.
Se l’azione riformatrice viene iniziata dal musicista tedesco Christoph Willibald
Gluck, è soprattutto con Mozart che l’opera di questo periodo tocca i vertici della
1
perfezione: l’orchestra e il coro hanno un ruolo più importante (i recitativi ad
esempio vengono accompagnati da tutta l’orchestra), ed inoltre, non solo la musica
è più aderente al testo, ma “descrive” i personaggi che appaiono ben caratterizzati
nella loro complessa psicologia; la musica ne sottolinea tutte le sfumature del
carattere e gli stati d’animo.
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
Il più grande “genio” della musica di tutti i tempi, è stato molto attivo (quel tanto che
la sua breve vita gli ha permesso) sia nella composizione di opere che nella musica
strumentale.
Mozart è stato un bambino prodigio: all’età di cinque anni inizia a comporre piccoli
pezzi; a sei è già in grado di esibirsi in pubblico; a otto è un virtuoso del
clavicembalo, del violino e scrive la sua prima sinfonia.
Per l’educazione musicale del piccolo Mozart è fondamentale il ruolo del padre
Leopold, musicista anch’egli, che, accortosi sin da subito dello straordinario talento
del figlio, si dedica completamente a questo bambino prodigio trasmettendogli tutto
il suo “sapere” musicale e accompagnando Il piccolo Mozart ad esibirsi davanti a re,
regine e principi, in tutte principali città europee.
Così facendo il piccolo Mozart viene a contatto con tutti gli stili musicali dell’epoca,
accrescendo ulteriormente la sua maturazione artistica.
A Salisburgo, nella sua città natale, Mozart rimane per un po’ di tempo al servizio
dell’arcivescovo, ma quest’ultimo consente raramente a Mozart di intraprendere dei
viaggi ed inoltre non sopporta il carattere irriverente del giovane musicista.
D’altra parte a Mozart sta molto stretto il ruolo di musicista di corte, che a quel
tempo garantiva sostegno economico, ma non lasciava l’adeguata libertà
(significava essere letteralmente “servo”, “di proprietà”; significava comporre,
suonare musica come e quando lo diceva il padrone).
Il giovane Mozart decide perciò di rinunciare alla sicurezza dell’impiego di corte per
intraprendere la carriera di musicista libero professionista, e si trasferisce nell’allora
città della musica: Vienna.
Nella capitale austriaca Mozart si guadagna da vivere come musicista
indipendente, non più al servizio di un padrone, ma scrivendo musica su
commissione.
2
I primi anni a Vienna sono felici e fruttuosi: Mozart è l’idolo del pubblico viennese.
La sua musica ha, infatti, la capacità di conciliare e far convivere semplicità e
complessità, essenzialità e raffinatezza. Le composizioni di Mozart, che si possono
considerare la sintesi di tutti gli stili dell’epoca, sanno parlare ad ogni singolo
ascoltatore, indipendentemente dalla sua preparazione culturale o estrazione
sociale.
Dopo pochi anni dall’arrivo a Vienna le cose però cambiano radicalmente: man
mano egli vede diminuire il suo successo e i suoi guadagni ne risentono,
aggiungiamo poi che Mozart è un pessimo amministratore dei propri affari e
un’incredibile sperperatore di denaro.
Le condizioni economiche del compositore diventano sempre più difficili, e questo,
parallelamente ad un aggravarsi delle sue condizioni di salute che sin dall’infanzia
non erano mai state ottimali.
Nel 1787 sopraggiunge l’inaspettata morte del padre, un lutto che segna
profondamente l’artista. Mozart inizia a manifestare una profonda crisi umana ed
esistenziale.
Mozart si spegne a Vienna il 5 dicembre 1791. Viene sepolto, nell’indifferenza
totale, in una fossa comune, senza nemmeno una croce per indicare un luogo in cui
piangere il più grande genio della musica.
Video 1: Wolfgang Amadeus Mozart, dall’opera “Le Nozze di Figaro”, aria “ Non
più andrai farfallone amoroso”
Quest’opera, scritta da Mozart nel 1785 in collaborazione con il librettista Lorenzo
Da Ponte (il librettista che collaborò con Mozart in tutte le opere in italiano), è
ambientata a Siviglia (Spagna) e narra dei due servi, Figaro e Susanna, che sono
prossimi alle nozze. Il loro padrone il conte d’Almaviva è segretamente innamorato
di Susanna e cerca di ostacolare il matrimonio con mille intrighi. Alla fine, dopo
molte peripezie e colpi di scena, i due giovani riusciranno finalmente a coronare il
loro sogno d’amore.
Il libretto dell’opera è tratto da una commedia famosa per il suo carattere irriverente
(i due servi reclamano i loro diritti), che non era affatto gradita all’aristocrazia.
Da Ponte faticò parecchio per farla accettare all’imperatore d’Austria.
3
Siamo alla fine del terzo atto, Figaro “canzona” (prende in giro) Cherubino che
passa il suo tempo ad innamorarsi di tutte le ragazze che incontra. Il conte per
“punire” questo suo atteggiamento ha deciso di mandarlo a fare il soldato.
Mozart evidenzia musicalmente il carattere scherzoso di Figaro con una melodia
dal carattere canzonatorio.
Video 2: Wolfgang Amadeus Mozart, dall’opera “Don Giovanni”, “Don
Giovanni, a cenar teco”
L’opera è ambientata a Siviglia (Spagna) e racconta del donnaiolo Don Giovanni
che uccide in duello il Commendatore, padre di una ragazza che aveva tentato di
sedurre.
Non contento del suo grigio operato Don Giovanni si reca al cimitero e
spavaldamente sbeffeggia la tomba del Commendatore invitandolo a cena.
Una sera il fantasma del Commendatore si presenta a cena e invita Don Giovanni a
pentirsi della sua vita da malfattore.
Don Giovanni non mostra paura nemmeno davanti a un fantasma e non si pente,
muore, così, inghiottito dalle fiamme.
Il Don Giovanni è un’opera scritta da Mozart subito dopo la morte del padre e gli
storici sono convinti che quest’opera abbia un carattere biografico:
Mozart avrebbe metaforicamente evocato il fantasma del padre (nell’opera, il
Commendatore) che lo invita a pentirsi, testimonianza questa, che dimostra come
la forte personalità del padre, anche dopo la morte, incidesse ancora in modo molto
forte sul figlio.
Nel brano Mozart descrive musicalmente il fantasma del Commendatore
attribuendogli una voce “spettrale”: un canto fatto di note lunghe e ferme, “fredde”
come la voce di uno spettro.
Video 3: Wolfgang Amadeus Mozart, da “Il Flauto Magico”, “Aria della Regina
della Notte”.
Il Flauto Magico viene rappresentato a Vienna nel 1971, pochi mesi prima della
morte del suo compositore.
L’opera, il cui libretto fu scritto in tedesco da un amico di Mozart, è ambientata in un
immaginario antico Egitto, dove personaggi fantastici sono protagonisti di
emozionanti avventure.
4
Il giovane Tamino viene incaricato dalla Regina della notte di trovare sua figlia
Pamina, rapita dal sacerdote Sarastro. Aiutato dal suo amico Papageno, il giovane
giunge al palazzo del Sacerdote, dove scopre che Sarastro è buono, mentre è la
Regina della notte il personaggio malvagio.
Tamino e Pamina si innamorano e, dopo aver superato mille difficoltà, grazie ai
poteri del flauto magico finalmente possono sposarsi.
Nel brano che ascolteremo, la malvagia Regina della Notte si rivolge alla figlia
Pamina ordinandole di uccidere il saggio sacerdote Sarastro.
L’aria, uno dei brani più conosciuti ed amati dal pubblico di tutti i tempi, presenta
notevoli difficoltà esecutive ed è uno dei brani più temuti dalle cantanti soprano.
Mozart ha voluto, infatti, descrivere musicalmente il personaggio della Regina della
notte, sottolineando il fatto che si tratta di una strega: le ha attribuito una voce
incredibilmente “inumana”.
La Musica Strumentale
La musica da camera
Nella seconda metà del ‘700 l’Italia, che era stata per secoli la patria indiscussa
della musica, in seguito alla “perdita” dei migliori artisti che sfuggono alle restrizioni
della dominazione austriaca, cede il passo alle grandi capitali nordeuropee, ed in
particolare a Vienna che diventa la capitale della musica.
Nei palazzi settecenteschi la nobiltà si incontra per rafforzare i legami sociali e in
questo contesto la musica viene impiegata soprattutto con la funzione intrattenere
gli ospiti.
Il contorno musicale presso le stanze (o camere) frequentate dalla nobiltà è
fortemente richiesto, anche se spesso non è un esigenza culturale, ma di costume
(di moda).
Questa richiesta di musica da intrattenimento spinge I compositori a scrivere brani
per organici ridotti (pochi strumenti), sicuramente più gestibili economicamente e
logisticamente di un’intera orchestra; nella seconda metà del ‘700 si diffonde e si
sviluppa sensibilmente il genere della musica da camera.
Serenate, divertimenti, ma anche trii, quartetti, quintetti (ovviamente dal numero di
strumenti impiegati) sono le nuove tipologie di brani legati a questo genere, tra tutti,
quello che si afferma maggiormente è il quartetto d’archi.
5
Franz Joseph Haydn (1732-1809)
Nella sua lunga vita, Haydn, compone moltissima musica, ma è determinante il suo
contributo all’affermazione della musica strumentale, tanto da essere
soprannominato il “padre” della sinfonia (ne ha scritte 108); compone anche
numerosi quartetti per archi e sonate per pianoforte, contribuendo anch’egli, al pari
dei suoi illustri colleghi, all’affermazione della musica da camera.
Haydn non è stato solo un grande musicista, ma anche un ottimo insegnante: fra i
suoi allievi figurano anche Mozart e Beethoven.
Video 4: Franz Joseph Haydn, dal “Kaiser Quartett” 2° mov. “tema con
variazioni”.
Verso la fine del ‘700 l’Austria cercava di contrastare l’avanzata di Napoleone.
Haydyn che era a Vienna al servizio del principe Esterazy, decise di contribuire alla
causa austriaca componendo un inno che incitasse gli austriaci al patriottismo. Il
brano piacque molto all’imperatore d’Austria che decise di farne l’inno imperiale
austriaco.
Haydn utilizzo poi questa melodia per il “tema con variazioni” , il 2° movimento di un
quartetto che fu poi intitolato “Kaiser Quartett” (quartetto dell’Imperatore).
Le note di questa melodia hanno avuto nel tempo un così grande successo che
ancor’oggi sono quelle dell’inno nazionale tedesco.
Video 5: Wolfgang Amadeus Mozart, Piano Quartet in G minor, 3° mov,
Rondeau, K 478
Sempre nell’ambito della musica da camera ascoltiamo un quartetto con pianoforte,
violino, viola e violoncello.
Video 6 e 6bis : Wolfgang Amadeus Mozart, Eine Kleine Nachtmusik (Piccola
Serenata Notturna), 1°mov. Allegro.
Nel settecento, durante le feste, i ricevimenti e le cerimonie dell’aristocrazia erano
allietati dall’intrattenimento musicale di piccoli gruppi strumentali nell’ambito del
genere chiamato “musica da camera”.
L’intrattenimento musicale era affidato solitamente ad un organico che
quantitativamente andava dallo strumento solo (il pianoforte) al duo, trio quartetto
ecc., fino alla piccola orchestra appunto chiamata “da camera”.
La “Piccola Serenata Notturna” è sicuramente il più famoso tra tutti i brani scritti per
orchestra da camera.
6
Musica per orchestra
Il concerto e la sinfonia
Il concerto
Nato come evoluzione del concerto grosso barocco, il concerto solista è una
composizione, generalmente in tre movimenti, per uno strumento solista
accompagnato dall’orchestra.
Nel concerto di questo periodo il solista si integra e dialoga maggiormente con gli
altri strumenti, mentre viene meno quell’alternanza a stacchi netti tipica del periodo
Barocco.
Lo strumento solista preferito dal pubblico è il pianoforte (Mozart ne ha scritti 27),
ma vengono composti concerti anche per altri strumenti.
Video 7 e 8 : Wolfgang Amadeus Mozart, Concerti per pianoforte n° 21(2°
mov., romanza) K 467 e n° 23, K 488.
A proposito dei suoi concerti per pianoforte, Mozart, in una lettera scrive al padre:
“Questi concerti sono una via di mezzo fra il troppo difficile e il troppo semplice: sono molto brillanti,
gradevoli e naturali senza cadere nella banalità. In certi punti solo gli intenditori possono ricavarne
diletto, ma faccio in modo che anche i non intenditori restino contenti, pur senza saperne il perché”.
È proprio questa una delle caratteristiche che rendono unica la musica mozartiana:
la capacità di conciliare e far convivere semplicità e complessità, essenzialità e
raffinatezza. Le composizioni di Mozart, che si possono considerare la sintesi di tutti
gli stili dell’epoca, sanno parlare ad ogni ascoltatore, indipendentemente dalla sua
preparazione culturale o estrazione sociale.
Esempi di concerti per altri strumenti:
Video 8, 9 e 10: Mozart, Horn Concerto Nr.3 K 447- I mov; Mozart, Clarinet
Concerto K 622- 1°mov; Haydn, Trumpet Concerto- 3° Mov.
La sinfonia
La tipologia di composizione che segna definitivamente il passaggio dall’epoca
barocca a quella classica è la sinfonia, un brano per orchestra, generalmente in
quattro movimenti, nel quale non emerge uno strumento solista come nel concerto,
ma si ha un’integrazione paritaria di tutti gli strumenti che dialogano tra loro.
7
Se nel periodo Barocco l’organico orchestrale era molto vario sia come numero che
per tipologia di strumenti, nel periodo Classico, con la sinfonia, i compositori hanno
già in mente una precisa formazione dell’orchestra mentre scrivono il brano.
Per ogni strumento e/o famiglia di strumenti, viene scritta una parte che ne mette in
risalto le caratteristiche.
Questo modo di comporre è definito stile sinfonico o sinfonismo, da un termine
greco che significa suonare insieme.
Nata inizialmente in Italia è a Vienna che la sinfonia raggiunge la perfezione con
l’opera di Haydn (ne ha scritte 108) , Mozart (41) e Beethoven (9).
Video 11: Mozart, Sinfonia N. 40 K. 550-1°mov
È questa la penultima sinfonia composta da Mozart ed eseguita con tutta probabilità
solo dopo la sua morte. In un periodo in cui è angosciato da problemi economici e
dal dolore per la recente scomparsa del padre, egli dà voce a questa atmosfera di
dolore e sconforto attraverso una delle pagine più dolci e malinconiche della storia
della musica.
Ludwig Van Beethoven (1770-1827)
Sin da ragazzo il giovane e timido Beethoven si fa conoscere a Bonn nella sua
cittadina natale per le sue ottime doti di pianista.
Nel 1792, all’età di 22 anni si trasferisce a Vienna, la città della musica, dove, oltre
all’attività di apprezzato concertista al pianoforte, inizia a distinguersi anche come
compositore e in breve tempo le sue composizioni raggiungono un grande livello di
vendite.
Beethoven è, infatti, uno dei primi artisti che riescono a vivere decorosamente e
liberamente dei profitti del proprio lavoro senza dover prestare servizio presso una
corte.
Questa condizione del musicista “libero professionista” è congeniale a Beethoven
(non lo era stata per Mozart) sicuramente per i suoi meriti musicali, ma è anche il
segno di un grande cambiamento socioculturale avvenuto in Europa a cavallo tra i
due secoli (dopo la Rivoluzione Francese e di seguito con Napoleone), grazie al
quale il musicista inizia ad essere molto stimato per il suo valore artistico e
culturale.
Purtroppo, alla fine del ‘700, proprio all’apice del successo, Beethoven inizia ad
accusare una diminuzione dell’udito che peggiorerà fino a trasformarsi in una
sordità quasi totale.
8
Il musicista ne rimane inizialmente segnato, ma, anche se deve abbandonare la
carriera di concertista, negli ultimi vent’anni della sua vita compone i brani più
importanti della sua carriera.
Beethoven muore il 26 marzo 1827. Il suo funerale è grandioso (20000 persone…)
e dimostra l’eccezionale considerazione di cui il musicista godeva.
Beethoven è considerato un anticipatore della musica del Romanticismo, la
corrente artistico-letteraria che si affermerà verso la metà dell’800.
Pur mantenendo, per certi versi, gli schemi del periodo Classico la musica di
Beethoven ha già tutte le caratteristiche della musica romantica: contrasti tra piano
e forte molto evidenti e, soprattutto nelle sinfonie, utilizzo originale e suggestivo del
timbro degli strumenti nell’ambito di un organico di dimensioni maggiori rispetto al
passato.
Nella sua musica si avverte una tumultuosa energia e al contempo una delicata e
struggente dolcezza.
Video 12: Beethoven, dalla sonata n° 2 “Al Chiaro di Luna” 1° mov. Adagio
La sonata per pianoforte è un brano per pianoforte solo che era molto in voga ai
tempi di Beethoven, soprattutto per il grande e crescente successo che questo
strumento stava incontrando.
Beethoven inizia questa sonata con un movimento adagio anziché il consueto
allegro iniziale, per portare da subito l’ascoltatore nell’atmosfera che anche il titolo
del brano suggerisce: l’immagine della luna che si riflette sull’acqua, in un clima
sognante di calma e silenzio.
Video 13: Beethoven, dalla Sinfonia n. 3 “Eroica”, 1° mov.
La terza sinfonia è composta da Beethoven nel 1804 in omaggio a Napoleone e
intitolata inizialmente “Bonaparte”. Beethoven all’epoca, come molti altri intellettuali,
ha una grande ammirazione per Napoleone, che sembra incarnare gli ideali
illuministici e repubblicani. Ma quando Napoleone, nel 1804, si proclama
imperatore, Beethoven straccia la prima pagina della partitura, dicendo: “Anche lui
non è altro che un uomo comune! Ora diventerà un tiranno”
Video 14: Beethoven, dalla Sinfonia n. 5 “Del Destino”, 1° mov.
Le quattro note iniziali di questa sinfonia annunciano il celeberrimo inizio
drammatico, che è così spiegato da Beethoven stesso: “Così batte il destino alla
9
porta”. Beethoven non considera il destino come qualcosa di inevitabile da subire,
ma un’avversità contro cui combattere.
L’intera sinfonia rispecchia la sua concezione: ha un inizio drammatico e si
conclude con un luminoso trionfante finale.
Video 15: Beethoven, Sinfonia n° 6 “Pastorale”
La sinfonia n°6 celebra la grandezza della natura, vista come madre nella quale
l’uomo può trovare conforto.
Beethoven non vuole quindi solamente descrivere l’ambiente campestre (come
aveva fatto Vivaldi con le Quattro Stagioni), ma piuttosto far rivivere all’ascoltatore
le sensazioni che esso comunica.
Il compositore attribuisce a ogni movimento della sinfonia un titolo legato al mondo
della natura:
1° “Sensazioni piacevoli evocate all’arrivo in campagna”;
2°”Scena presso il ruscello”;
3° “Allegra riunione di contadini”;
4°”Temporale”;
5°”Canto di Pastori: Sentimenti di gioia e riconoscenza dopo la tempesta”.
Sugli appunti iniziali, nei quali lasciò qualche indicazione generica per l’ascolto
scrisse: “...vi sono espresse le sensazioni che suscita nell’uomo il piacere della
campagna e sono rappresentati alcuni sentimenti della vita dei campi”.
Video 16: Beethoven, Sinfonia n° 9, 4°mov “Inno alla Gioia”.
La sinfonia n° 9 ha una struttura del tutto nuova e originale: è la prima sinfonia che
prevede l’intervento di un coro (nel finale), ha una durata decisamente superiore
alle altre (un’ora e dieci minuti circa), e richiede un organico molto ricco e vario.
Fin dalla gioventù, ebbe il desiderio di musicare l’Inno alla Gioia del poeta tedesco
Friedrich Schiller, nel tentativo di completare con le note il significato profondo di
questa poesia, nel finale della 9° sinfonia, ha inserito, perciò, per la prima volta
nella storia, un coro che ne canta le parole.
Con la sua ultima sinfonia, composta nel 1824 (quando era quasi completamente
sordo), Beethoven ci ha voluto lasciare un messaggio di speranza: l’uomo,
superando le difficoltà della vita può conquistare la gioia, sentimento di cui tutti
possono godere e che ci rende tutti fratelli.
Per il messaggio di profonda umanità di cui è portatore l’Inno alla Gioia è stato
scelto come inno ufficiale d’Europa.
10
11