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Lezione 2.12.

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CAROLINGI PARTE 3
Sono scarse le testimonianze riguardante la pittura o decorazioni musive
in età carolingia.

Abbazia di Saint Germain ad Auxerre (oxester si legge) (zona della


Borgogna) → Germain → primo grande vescovo di Auxerre : vescovo di
riferimento e non il primo a livello cronologico come S. Ambrogio a
Milano.
Prima metà del V sec → 418-448. Entrando nella chiesa abbaziale,
conserva intatta la CRIPTA DI EPOCA CAROLINGIA (eretta nel corso del 9
sec.) chiesa superiore → ricostruita.
PIANTA → due scale per accedere alla cripta dalla chiesa superiore. Cripta
è uno spazio composito, molto articolata. lo spazio termina con un
ambiente semicircolare, non sappiamo se nel 9 sec avesse già questa
conformazione, ma sappiamo che vi era un ambiente ampio in una
posizione privilegiata in asse con il luogo di deposizione di Germain. Forse
si tratta del luogo in cui il sovrano o il conte, partecipavano alle
celebrazioni che si svolgevano in cripta.
Conserva ancora la decorazione PITTORICA E IN STUCCO 841-858. In
particolare in due spazi : 2 CAPPELLE LATERALI a S. LORENZO E SANTO
STEFANO.

→ DECORAZIONE PITTORICA molto invasiva, occupa quasi tutta la


superifice perfino la scultura architettonica viene ricoperta dalla pittura.
CAPPELLA SI S. STEFANO → vengono raffigurate le storie di s. Stefano
CATTURA DI SANTO STEFANO che alcuni chiamato “Estasi” di S. Stefano
→ viene si raffigurata la cattura di Stefano, ma allo stesso tempo, se ci
soffermiamo sulla ppsizioni di stefano, ci accorgiamo che si tratta anche
di un estasi, è fisso, immobile, ieratico.

IL MARTIRIO DI S. STEFANO (Lapidazione) → costruzione molto


interessante abbiamo una concentrazione di immagini nella parte sinistra
nella lunetta di sinistra, e nella destra un vuoto sceniografico, vluto che si
conclude con la DEXTERA DEI. Stefano si rivolge priorio ad essa. Si denota
una volontà comunicativa, anziché rappresentavtiva,mimetica. Dal punto
di vista cromatico : entrambi gli affreschi, gioca su una monocromia o su
toni molto vicino tra loro : ocra gialla e ocra rossa. Dal punto di vista
iconografico e stilistico intento molto comunicativo. No mimesis.
Costruzione della figure → la linea costruisce le figure, effetto di una
figura piatta, tuttavia le rende diverse la GESTUALITA’ molto espressiva,
forte, evidente. Quella che dà vita alla scena, che imprime realismo alla
scena. GESTUALITA’ dona realismo, i movimenti delle figure danno vita
allo spazio. Le figure in sé sono mimetiche, piatte ma vi è uno SFORZO DI
AVVICINARSI ALLA REALTA’ TRAMITE I GESTI CHE SONO DINAMICI,
REALISTICI. Come se nelle pitture di s. Germain vi è una preponderanza
della figure umana sullo spazio. E’ la figure umana che dà un perché allo
spazio. Nella scena della Lapidazione, la città dove stefano sta fuggendo, è
realizzata con uno sforzo prospettico nella terza dimensione e anche
molto mimetica.

parte sud di Carlo → Italia Settentrionale. Molte testimonianze


architettoniche e pittoriche : oggi è l’ALTO ADIGE.
Mustair – Svizzera, Abbazia Benedettina dedicata a S. GIOVANNI →
l’edificio in epoca carolingia a navata unica, con coperture a capriate
lignea. Oggi, presenta l’aspetto del tardo-medioevo inserite colonne che
dividono lo spazio in 3 navate. Cambia la copertura : volte a crociera che
si riferiscono alla fase delle colonne. Conserva una decorazione pittorica
per qualità e quantità, in tutti gli spazi della chiesa : controfacciata, absidi.
ABSIDE SUD → storie di S. Stefano → sovrapposizione dei 2 strati
pittorici. Quando si ristruttura la chiesa dal punto di vista planimetrico, lo
si rifà anche per gli affreschi e si decide in età romanica, di ridipingere la
chiesa sugli affreschi esistenti : coprono con intonaco bianco gli affreschi
di 9 sec, e rifanno quelli in modo molto simile. SI FA SEMPRE IL
PALINSESTO, MA NELLO STRATO NUOVO SI RIPETE IL SOGGETTO CHE VI
ERA SOTTO IN ORIGINE. NO RESTAURO, non si interviene sulla pittura
stessa forse perché quelli originari si erano rovinati. Come facciamo a
conoscere gli affreschi di 9 sec? Gli affreschi della parte di età romanica,
gli studiosi si sono accorti che vi erano uno strato più antico. la pittura
romanica era ben conservata, mentre dove si vede lo strato sottostante
era caduta la pittura romanica, quindi si tratta di quella più antica di
epoca carolingia.
AFFRESCHI ORIGINARI → 9 sec. (epoca carolingia) AFFRESCHI SUPERIORI
→ età tardo-romanica.

edificio con 3 absidi già in età carolingia. Nelle tre absidi gli affreschi he si
vedono sono quelli dell’età tardo-romanica.
Traditio legis → catino absidale n
Busto di cristo → catino absidale storie di S. Stefano
Le pitture tardo-romanica ripetono i soggetti del 9 sec.
Fig. 13 PARETE SINISTRA (NORD) → unica parete che si è conservata
integra a livello di decorazione. sulla parte vi sono archi acuti, sono gli
archi di ricaduta delle volte tardo-medievale. Affida a 5 registri,
organizzati in riquadri → episodi biblici
ipotesi → 820-’40 : inerenti alla fasi storiche coeve che stanno accadendo
in quel periodo.

2007-08 → oggetto di restauro e anche di un volume. La critica più


recente ha messo in discussione tale lettura di datazione (820-’40) dove
abbiamo la certezza che quell’artista, quel committente volesse far
riferimento dei problemi di Ludovico il Pio e perché a Mustain? Si tratta di
una chiara IPOTESI infondata, e fine a se stessa, perché non abbiamo fonti
o una certa documentazione. NON CERTA!!!!! Manifesto di quello che è
la storia della resurrezione. Dal punto di vista stilistico, gli studiosi hanno
notato che le pitture di 9 sec si erano abbastanza conservate nella navata
e hanno così staccato gli affreschi tardo-romanici, li hanno musealizzati e
visibili nel museo dell’Abbazia, ed hanno permesso una lettura unitaria di
tutti gli affreschi fi 9 sec. Scelta non fatta nelle absidi → affreschi tardo-
romanici.
NAVATA → affreschi di 9 sec.

→ E’ un negativo. Quando si è andati a staccare gli affreschi -intonaco


tardo-romanici, che si era incollato bene gli affreschi di 9 sec si è portato
via il 9 sec. Vediamo infatti una sorta di “negativo”. Cromia originale è
andata persa. Ciò che vediamo è la preparazione di base delle cromie :
bianco, rosso, verdaccio. Tutti gli affreschi hanno dei contesti e spazi
architettonici ben definiti : volte scorciate, pilastri e colonne messe in
prospettiva. Spazio definito e realistico. Le figure hanno movimenti
naturali, creano la profondità, disposte nella terza dimensione, le figure
stesse anche se scarnificate ci danno l’idea che fossero ben salde,
volumetriche. Verdaccio → rendere l’idea dell’incarnato naturale. Intento
cromatico : naturalistico. Parlare in chiave classicheggiante, RECUPERO
DEGLI STILEMI CLASSICI. La linea costruisce i panneggi, le figure. È una
linea che trova sostanza. Si nota ancora le lumeggiature (sul bianco)

MALLES ( Val Venosta) ITALIA si conserva attualmente una dedicazione a


S. Benedetto. Piccolo edificio ora musealizzato. Chiesa a una sola navata
e la parte terminale rettilinea e nello spessore di muro ricavate 3 nicchie
che fungono da abside centrale e da absidioli laterali. Gli studiosi hanno
rinvenuto molti materiali come diverse decorazioni in stucco : cornici in
stucco per quanto riguarda le nicchie. Continuità tra mondo longobardo
ed età carolingia. Frammenti anche di opus secitile ( pavimento
marmoreo) nella vetriola.

Le nicchie hanno conservato la decorazione originale. Cantrale : cristo


stante tra 2 angeli; quelle laterali ; 2 figure standi di Santi. Uno s. Gregorio
con iscrizione (sinistra) con abito pontificale, S. Gregorio I; l’altro forse S.
Stefano. Tale decorazione si situa anche nei grandi pilastri che separano le
tre nicchie, forse rappresentatano i due committenti dell’edificio, uno da
una parte e uno dall’altra. NON SAPPIAMO CHI FOSSERO.
figura dei committenti con nimbo quadrato di viventi → figura di laico
forse un militare con i calzari e la tunica che ha e anche perché ha la
spada che regge. Abito tipico degli uomini militari-soldati. Dall’altra parte
sicuramente è un religioso dato dall’abbigliamento e anche dalla tonsura
(capigliatura) che offre un prototipo della chiesa. Dal punto di vista
stilistico, sono attivi due mastri : mastro dei ritratti (figure dei donatori)
maestro della nicchie (interviene nelle 3 absidiole) → vicino alla linea di
tendenza di Mustair, figure costruite attraverso la linea la quale definisce i
panneggi. Diversi sono i ritratti dei due committenti → persona attenta
alla fisionomia, alle fattezze, alla volumetria del panneggio. La figura è
posta di tre quarti, movimento naturale. Uso sapiente del colore, non
steso in maniera piatta, uniforme ed omogena, ma con passaggi cromatici
di luce-ombra. Secondo filone → ripresa del classicismo (vasca
battesimale, vangeli dell’incoronazione )
Molti si sono chiesti da dove arriva al mondo carolingi? Già nel mondo
longobardo lo sguardo verso le instanze classicheggiante non si era del
tutto perso.

Lo notiamo anche in un altro codice importante, a Verona. Il filone


attendo ai movimenti, al realismo del gesto, alla costruzione
architettonica dello spazio, della prospettiva era già presente.
Ultime figure → Linguaggio stilizzato, che continua e viene preso
dall’eredità longobarda ( Altare di Rachtis) L’espressione artistica
carolingia sono varie ed articolate.