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SPECIALE ACCESSORI: novità di stagione


Cultura: Quando gli uomini avevano le pinne
Tecnica: La Coppa America dei foil
Navigazione nello Stretto
Viaggi: Liguria, la Riviera dei Fiori
Focus: Oceanis Yacht 54
Poste Italiane S.p.A. Spediz. in abbon. postale – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27 02/2004 n. 46) art 1, comma 1, Aut. GIPA/C/RM/02/2012

LONG TEST
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LE PROVE IN MARE
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Comandi motore elettronici Jackplate Vernice nautica antiscivolo Spine, prese e Sistema antivegetativo
cavi da banchina ad ultrasuoni

Supporti radar, antenne e Cantinette vino Sistema antivegetativo Bussole


strumentazione

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36 in questo numero
IN COPERTINA
Italia Yachts 14,98.
Il Long Test a pagina 68.

36 - Accessori in cerca di barca


C’è il piacere di rendere la propria barca più comoda e funzionale, ma anche quello della
novità per la novità, cosa che di questi tempi vale come gradevole evasione. Perciò, se
non tutti possono cambiare barca, molti possono comunque arricchirla con qualche inte-

54
ressante accessorio.

54 - AC 75: la Coppa America dei foil


A detta degli esperti sono l’elemento che deciderà l’esito di questa America’s Cup. Certo,
ci sono l’abilità degli equipaggi e la tattica, le vele, la forma degli scafi. Ma tutto è meno
importante dei foil, le ali immerse che fanno volare gli AC 75. Vediamo allora come funzio-
nano e a che cosa servono.

64 - A vela nello Stretto di Messina


Correnti, gorghi, venti improvvisi e tanto traffico. Attraversare lo Stretto di Messina non
è una banalità. A vela richiede una perizia non comune e la disponibilità ad arrendersi e
aspettare.

68 - Long Test: una corsa di 500 miglia

94
Oltre 500 miglia a bordo di Italia Yachts 14,98. Quasi 60 ore da Bari a Salerno per testare
le qualità tecniche e abitative dell’ultima nata del cantiere di Ostellato. Scoprendo una
barca molto veloce e reattiva.

94 - Quando gli uomini avevano le pinne


Fra i più interessanti step che hanno caratterizzato l’evoluzione della vita, il passaggio dal
mare alla terraferma fu forse il più importante. Anche se a guardar bene si tratta di un
processo non ancora concluso.

102 - La Riviera dei Fiori


Ultimo lembo occidentale della Liguria, la Riviera dei Fiori si estende per 25 miglia da
Capo Mimosa, nel comune di Cervo, al confine con la Francia, in prossimità di Ventimiglia.
La caratterizzano lunghe spiagge, moderni porti turistici, famose cittadine e affascinanti
borghi medievali tra boscose colline e un mare azzurro ricco di vita frequentato da bale-
nottere, capodogli e delfini.

102 Le nostre prove:


Sessa Marine F68 Gullwing
Cayman Yachs S520
78
Focus:
Oceanis Yacht 54
Sommario
N° 706 - ANNO LX - FEBBRAIO 2021

• Riparazione e vendita
invertitori marini e ricambi
• Vendita giunti elastici
• Assistenza e fornitura sistemi mensile internazionale di navigazione
di comando ZF marine electronic
• Revisione trasmissioni
da superficie e idrogetti ATTUALITÀ
Editoriale - Quei video che fanno rabbrividire (Corradino Corbò)------------------------------- 9

SPECIALE ACCESSORI
Novità di stagione - Accessori in cerca di barca (Stefano Navarrini) ----------------------------36

DIDATTICA E TECNICA
La Coppa America dei foil - AC 75 (Andrea Mancini)------------------------------------------------54
Tecnica - A vela nello Stretto (Nico Caponetto) -------------------------------------------------------64

LONG TEST
Italia Yachts IY 14.98 - Una corsa di 500 miglia (Nico Caponetto) ------------------------------68

IMPRESSIONI DI NAVIGAZIONE
Sessa Marine - F68 Gullwing (Giorgio Baldizzone) ---------------------------------------------------- 78
Cayman Yachts - S520 (Nico Caponetto) ---------------------------------------------------------------84

FOCUS
Oceanis Yacht 54 (Nico Caponetto) ----------------------------------------------------------------------90

STORIA E CULTURA
Dal mare alla terraferma - Quando gli uomini avevano le pinne (Stefano Navarrini) ----94

VIAGGI
Liguria, Costa Occidentale - La Riviera dei Fiori (Patrizia Magi) ----------------------------------102

RUBRICHE
Mare Nostrum----------------------------------------------------------------------------------------------------- 10
Le novità--------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 14
• Manutenzioni esperte e sicure
• Rapidità e vasta scelta di ricambi Project & Design -------------------------------------------------------------------------------------------------- 34
• Riparazioni garantite Giri di bussola----------------------------------------------------------------------------------------------------- 110
• Consulenze tecniche su sistemi propulsivi Biblioteca di bordo (a cura di Bianca Gropallo)------------------------------------------------------- 114
La cambusa (a cura di Elena Casillo)---------------------------------------------------------------------- 116
Navigando tra le norme ---------------------------------------------------------------------------------------- 118
Avvocato in barca (a cura dell’Avv. Andrea Petragnani Ciancarelli)---------------------------- 120
Sport------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ 122
L’usato ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------124
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COLLABORATORI
Giorgio Baldizzone - Lamberto Ballerini - Andrea Enrico Maria De Simone (Padova), 335 8301616,
Bergamini - Massimo Bernardo - Valerio Barbieri Roberto De Simone (Padova), 335 273676
- Carlo Bazzani - Paolo Bembo - Antonio Bignami nauticaveneto@gmail.com
- Crisitina Camerani - Lorenzo Capucci - Danilo
Cedrone - Silvio Dell’Accio - Eleonora de Sabata
- Riccardo Fanelli - Rosalba Giugni - Bianca Vincenzo Morreale (Palermo), tel. 091 6819344,
Gropallo - Serena Laudisa - Danny Lo - Vittorio 348 5106384, morrealepromo@alice.it
Lombardi - Andrea Mancini - Fabiano Maresca
- Angelo Masia - Carlo Nicolini - Giovanni
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Ciancarelli - Carlo Piccinelli - Dag Pike - Filippo Balsamo (MI), tel. 02 660301 fax 02 66030360 - Distributore
Repetto - Corrado Ricci - Roberto Rinaldi - esclusivo per l’estero: SO.DI.P. SpA, via Bettola, 18 - 20092
Ettore Romagnoli - Matilde Saba - Germano Cinisello Balsamo (MI), tel. 02 66030400, fax 02 66030269 -
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EDITORIALE

QUEI VIDEO CHE FANNO RABBRIVIDIRE


Se ben sfruttata, la disponibilità di video amatoriali sul- non si sa se ferite, sono certamente in condizioni di do-
le varie piattaforme del web ha un’utilità che va ben ol- ver essere soccorse nel più breve tempo possibile. Un ele-
tre il soddisfacimento di qualche semplice curiosità. Mol- gante taxi della laguna passa a poche decine di metri e…
ti di questi “filmati”, per esempio, sono altamente istrutti- va. Il suo conducente sembra guardare con curiosità ver-
vi, insegnando procedimenti e trucchi in modo assai più so la scena del naufragio ma prosegue la sua corsa sen-
semplice e intuitivo di quanto possano fare le parole di un za il minimo tentennamento. E, quando la gente che assi-
manuale. Altri, dall’aria apparentemente comica, permet- ste incredula alla scena lo richiama animatamente, que-
tono di riflettere su come tanta gente in vena di bravate sti risponde con ampi gesti dal significato inequivocabile.
metta in pericolo la propria incolumità e, spesso, anche Un’inchiesta è in corso.
quella del suo prossimo. Altri ancora mettono in mostra Ebbene, chi ha vissuto in prima persona l’esperienza di ri-
gli aspetti peggiori dell’animo umano, sollevando urticanti cevere un “mayday” – nel mio caso personale, alle 5.32
interrogativi circa l’ampia variabilità del concetto di civil- del 22 marzo 1996, in mezzo all’Atlantico – conosce be-
tà. Di questi ultimi ne porto a esempio soltanto due, che ne quella stretta allo stomaco, quella strana sensazione
mi sono rimasti particolarmente impressi. che ogni cosa si congeli di fronte all’unico irrefrenabile
Il primo riguarda il violento respingimento di migranti pro- istinto di scattare per portare soccorso. Non a qualcuno
venienti da Bodrum da parte di una pattuglia della mari- in particolare: non all’esponente di un’etnia, di un credo
na greca, al largo dell’isola di Kos, nel vicino Dodecane- religioso, di una parte politica. Molto più semplicemente
so. Dopo alcune azioni di disturbo a colpi di pistola spa- a una vita. A un cuore che in quel momento pulsa all’im-
rati in aria, si nota una motovedetta che incrocia ad alta pazzata, sicuramente più del proprio, che pure non scher-
velocità e a brevissima distanza dal gommone semisgon- za. Tanto è vero che questo misterioso sentimento può ri-
fio con l’evidente intento di creare, con le sue alte onde di volgersi persino a chi umano non è. Ricordo che, qualche
scia, una situazione di grave pericolo per le persone. Da tempo fa, su YouTube, circolava un video nel quale un vi-
questa stessa unità un militare esplode due colpi di fucile gile del fuoco di Massa Carrara, dopo aver salvato un gat-
che finiscono a pochi metri dai migranti e, dopo il succes- tino finito incastrato per ore in una fogna, scoppiava in un
sivo abbordaggio, un suo collega li colpisce violentemen- pianto liberatorio. Ecco, proprio di questo sto parlando.
te e ripetutamente con un lungo mezzo marinaio brandi- Senza enfasi e senza esaltazione. Una differenza abissa-
to a mo’ di lancia. le rispetto a quei militari dell’episodio di Kos o a quel tas-
Il secondo, risalente a poco più di un mese fa, inquadra sista di Venezia, che sono gli unici veri mezzi marinai di
uno scafo da diporto in procinto di affondare nelle acque quelle vergognose vicende.
prospicenti San Marco, a Venezia. Due persone in acqua, Corradino Corbò

9
MARE NOSTRUM

S.O.S. PATELLA
Specie a rischio
Grazie al progetto comunitario ReLife, per la prima volta è stata riguardato la zona A dell’area marina protetta di Portofino: dotate di
riprodotta in Italia la patella ferrosa, mollusco gasteropode a un microchip per il monitoraggio, le patelle sono state posizionate
rischio estinzione nel Mediterraneo. su piastrelle di granito ancorate alla roccia, in modo da permettere
Insieme alla pinna nobilis, condivide il triste primato di essere lo spostamento nel loro habitat naturale. Sul fronte riproduttivo,
considerata l’invertebrato marino più minacciato del Mediterraneo. presso il laboratorio CNR-IBF di Camogli, i ricercatori hanno creato
Ma diversamente dalla grande nacchera di mare, decimata da un impianto in cui, dopo una fase di acclimatazione degli esemplari
un patogeno, la patella ferrosa, o ferruginosa (Patella ferruginea) importati dalla Sardegna, sono riusciti a indurre naturalmente
è vittima della mano dell’uomo. Endemica nel settore centro– esemplari maschi e femmine a rilasciare i gameti in vasca, dove è
occidentale del bacino mediterraneo, è oggi considerata a rischio avvenuta la fecondazione e si sono sviluppate le formazioni larvali,
di estinzione, in quanto scomparsa dalla maggior parte dei litorali mutate fino ad assumere le sembianze degli adulti già nei piccoli
continentali sud-europei e nord-africani dove un tempo abbondava. esemplari che hanno aderito alle rocce. A decretare il successo
Tuttavia ci sono speranze di sopravvivenza. Dopo un primo definitivo dell’iniziativa e la sua implementazione ad ampio raggio
esperimento condotto in Spagna nel 2012, sta avendo successo sarà il loro tasso di sopravvivenza.
un inedito progetto italiano di riproduzione controllata in laboratorio La patella ferrosa, dalla conchiglia conica il cui diametro può
condotto in Liguria, grazie al quale potrà essere possibile salvare la raggiungere i 10 centimetri, ha bordo dentellato e costolature radiali.
specie da una fine annunciata. Si tratta del progetto comunitario
ReLife “Re-establishment of the ribbed limpet in Ligurian MPAs,
by restocking and controlled reproduction”, cofinanziato dal
programma Life dell’Unione Europea, con la collaborazione delle
aree marine protette di Portofino (soggetto capofila), Bergeggi e
Tavolara – Punta Coda Cavallo, Parco Nazionale delle Cinque
Terre, Acquario di Genova, AlgoWatt e il Dipartimento di Scienze
della Terra, dell’Ambiente e della Vita (Distav) dell’Università di
Genova. Avviato nel 2016 con la partecipazione dell’esperto
biologo spagnolo Javier Guallart, il piano è iniziato col prelievo di
alcuni esemplari dall’isola sarda del Molarotto,
vicino a Tavolara, con il duplice scopo di
reintrodurli nelle aree marine protette
liguri e nella stessa Tavolara, oltre
a sviluppare la riproduzione in
laboratorio, definendo protocolli
per replicare le procedure in altre
zone. La prima reintroduzione ha
MARE NOSTRUM

Fa parte di un un genere al quale appartengono 16 specie, diffuse tra


l’oceano Atlantico e il Mediterraneo, compreso il mar Nero. Tutelata da
norme internazionali (è inserita nell’allegato II del Protocollo SPA/BIO
della Convenzione di Barcellona, nell’allegato II della Convenzione
di Berna e nell’allegato IV della Direttiva Habitat), oggi sopravvive in
alcuni tratti costieri di Toscana, Corsica, Sardegna, Sicilia, Tunisia e del
mare di Alboran, tra Spagna e Marocco, in particolare in alcuni isolotti
poco frequentati. La si trova principalmente nei tratti costieri bagnati
dall’escursione di marea - costituendo un tassello importante di questo
habitat - spesso coperta da alghe (di cui si nutre) e incrostazioni. È
un mollusco gasteropode ermafrodita: nasce maschio e dopo circa tre
anni diventa femmina, riproducendosi una volta l’anno, soprattutto in
autunno. Il prelievo massiccio da parte dell’uomo, sia come alimento
sia come esca naturale per i pescatori o esemplare per i collezionisti
di conchiglie, è stato la causa principale del suo declino. Essendo
apparsa sulla Terra circa 20 milioni di anni fa, nel Miocene Inferiore,
è entrata da subito nella dieta della specie umana, quando questa ne
ha scoperto la bontà. Ne sono testimonianza i numerosi gusci trovati
in grotte non distanti dal mare, insieme ad altri resti animali, negli
accumuli degli strati tirrenici dal Paleolitico al Neolitico nell’interno
del bacino mediterraneo occidentale. Se allora si poteva trattare di un
consumo sostenibile, col passare del tempo - e in particolare negli
ultimi decenni - non lo è più stato. Per queste ragioni, diviene
fondamentale l’opera di comunicazione e sensibilizzazione
indotta dal progetto ReLife e dalla “citizen science”, non solo per
identificare la specie e lasciarla dove risiede, ma anche
per monitorarne la diffusione sfruttando il
web. Chi la scopre, anche casualmente,
può segnalarlo ai responsabili del
progetto, collegandosi al sito re-
lifeproject.eu o utilizzando i suoi
canali social.
Simone Repetto
Marina di Chiavari – Calata Ovest è il
posto ideale dove attraccare per goder-
si lo spettacolo del Golfo del Tigullio, il
suggestivo tratto di costa affacciato sul
Mar Ligure, situato a Levante del Gol-
fo di Genova. Delimitata dalla Punta
di Portofino a Nord-Ovest e da Punta
Manara a Sud-Est, Chiavari vanta una
posizione strategica: si trova a due
passi dalle rinomate località turistiche
di Santa Margherita, Sestri Levante,
Camogli e Portofino, ma, anche Geno-
va e le Cinque Terre, sono raggiungibili
con poche miglia di navigazione.
Un marchio, uno standard. Il Mari-
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2
LE NOVITÀ

AZIMUT 53 FLY
Evoluzione della specie

14
Il processo di rinnovamento che Azimut ha messo in atto negli Mancini, al quale si devono tutti gli ultimi modelli presentati
ultimi anni segna un ulteriore passo in avanti con la presen- delle collezioni Flybridge ed S, l’Azimut 53 non rivoluziona gli
tazione del nuovo Azimut 53, flybridge di medie dimensioni stilemi del cantiere ma li evolve attraverso nuove soluzioni che
progettato per le lunghe crociere in famiglia. Frutto della col- ne migliorano abitabilità e comfort. Sul ponte principale, per
laborazione tra il cantiere di Avigliana e il designer Alberto esempio, Mancini e l’Ufficio Stile Azimut sono riusciti nell’in-

15
LE NOVITÀ

tento di aumentare lo spazio interno e la percezione dello stes- Sul fly il layout propone la seconda timoneria e un’area dinette
so grazie al senso di ariosità offerto dalle grandi finestrature con tavolo modulare.
prive di montanti. Il layout si sviluppa quasi totalmente su un La motorizzazione è affidata a una coppia di Volvo Penta IPS
unico livello, con un solo gradino di 25 centimetri a separare 950 da 725 HP, capaci di spingere l’Azimut 53 fino ai 31 nodi
la cucina di poppa, posta anche al servizio del pozzetto dove di velocità massima e a 27 costanti a regime di crociera.
c’è un’area multifunzione ideale come dining, e la zona living Per ulteriori informazioni: Azimut Yachts; Via M. L. King 9/11m
adiacente alla timoneria. 10051 Avigliana (TO); tel. 011 93161; www.azimutyachts.com
Sottocoperta lo spazio è abbondante e prevede una suite arma-
toriale a centro barca, completa di spazi storage superiori alla
media, una lobby centrale dove è possibile installare una lava- Scheda tecnica
sciuga, una cabina a letti gemelli e una VIP prodiera molto ampia Lunghezza f.t.: m 16,78 – Larghezza: m 4,95 – Disloca-
grazie al disegno della prua, in parte verticale. mento a pieno carico: kg 28.900 – Riserva carburante:
Per quanto riguarda gli esterni, anche in questo caso i progettisti 2.400 litri – Riserva acqua: 590 litri – Motorizzazione:
si sono concentrati sulla comodità, realizzando ambienti modu- 2x725 HP Volvo Penta IPS 950 D11 – Velocità massima
lari come il living del pozzetto con il divano a “L” che si allunga e dichiarata: 31 nodi – Velocità di crociera dichiarata: 27
aumenta di profondità, la porta ricavata nello specchio di poppa nodi – Cabine: 3+1 – Posti letto: 6+1 – Toilette: 2+1
per raggiungere facilmente un altro spazio storage o, eventual- – Materiale di costruzione: GRP – Exterior Design: Alber-
mente, la cabina marinaio, e una cuscineria di prua dalle di- to Mancini Yacht Design – Interior Design: Ufficio Stile
mensioni superiori alla media. Ad aumentare il comfort di questo Azimut Yachts – Design carena: Azimut-Benetti R&D –
ponte ci pensa una lunga lista degli optional, che comprende Categoria CE: B.
anche un mobile bar con ice maker e abbattitore.
16
LE NOVITÀ

GLADIATOR 631
NEXT BY CANADOS
Un gladio affilato
Cresce la gamma Gladiator del cantiere laziale Canados, che si
appresta a varare la prima unità del nuovo Gladiator 631 Next, la
cui consegna è prevista per il mese di aprile.
Si tratta di una barca concepita per le alte prestazioni, proget-
tata infatti insieme all’architetto navale Simone Cesati, esper-
to in costruzione composita hi-tech e produttore di modelli da
competizione. Per la realizzazione di questo progetto i tecnici
si sono focalizzati nel raggiungere determinati obiettivi: velo-
cità massima di 50 nodi con motori convenzionali; velocità di
crociera di almeno 35 nodi con consumi del 30% inferiori ai
modelli di pari categoria; maneggevolezza in tutte le condizioni;
layout conviviali anche all’esterno.
I risultati sono stati raggiunti attraverso l’impiego di materiali di
costruzione hi-tech come il Kevlar e la fibra di carbonio lavorati
con la tecnica dell’infusione sottovuoto, mentre per la mobilia sono
stati utilizzati pannelli a nido d’ape, soluzioni che hanno permes-
so di contenere il peso sotto le 18,5 tonnellate, favorendo così
18
LE NOVITÀ

motorizzazioni da 900 HP in linea d’asse o la tripla motorizzazione


Nanni-Scania N16 con la quale il Gladiator dovrebbe raggiungere i
70 nodi di velocità massima.
Per quanto riguarda la convivialità dei layout, i designer han-
no sviluppato un ponte esterno equipaggiato per garantire il
massimo della vivibilità. L’accesso a bordo è garantito da una
passerella multifunzione Opacmare che funge anche da scaletta
da bagno; dalla plancetta si raggiunge il pozzetto composto da
un grande prendisole che incorpora anche il garage per il tender
da 2.85 metri, e da una zona pranzo protetta dall’hard top in
fibra di carbonio con mobile cucina completo di due frigoriferi,
ice-maker, lavandino e BBQ. Il tavolo elettrico consente di con-
vertire la zona pranzo in un grande cuscino ombreggiato. La
plancia di comando center console è abbinata a tre sedute er-
gonomiche dal quale gestire un pannello di 1,80 metri con due
schermi Garmin Crystal integrati. Il parabrezza è stato studiato
in galleria del vento per garantire riparo agli ospiti nonostante
si tratti a tutti gli effetti di una barca open. I due comodi passa-
vanti conducono a un ulteriore prendisole con dinette. I tessuti
sono Sunbrella e Alcantara Exo.
All’interno troviamo un salone centrale, una suite armatoriale a tut-
to baglio verso poppa e una cabina VIP a prua. Il design è classico
con accenti sportivi, come gli inserti in fibra di carbonio, materiale
impiegato anche per i lavandini, la scala d’accesso, il tavolo, i ru-
prestazioni e consumi. Non potendo garantire il raggiungimento binetti, le maniglie e le doghe del letto, mentre i rivestimenti delle
dei requisiti prestazionali prefissati, i tecnici hanno optato per le sedute sono in pelle Poltrona Frau.
trasmissioni di superficie JDM Special, trimmabili e con i timoni Per ulteriori informazioni: Cantieri di Ostia – Canados; Via dell’I-
posizionati a poppa, per la cui ottimizzazione è stata sviluppata droscalo 252, Ostia; www.canados.com – info@canados.com
una carena a tre gradini con pattini rovesciati per accentuare il
sollevamento della poppa e canalizzare più acqua verso le eliche.
Il vantaggio offerto da questa trasmissione si riscontra anche nella Scheda tecnica
maneggevolezza e nell’assenza di impianti idraulici in acqua, in Lunghezza f.t.: m 19,35 – Lunghezza scafo: m 19,19 – Lar-
quanto i pistoni dei trim sono montati all’interno della carena. La ghezza: m 4,73 – Dislocamento a vuoto: kg 18.500 – Di-
prima unità è equipaggiata con una coppia di Volvo Penta D13 slocamento a pieno carico: kg 22.000 – Riserva carburan-
da 1.000 HP, ma il cantiere offre anche la possibilità di scegliere te: litri 2.500 – Riserva acqua: litri 600 – Motorizzazione:
2x1.000 HP Volvo Penta D13 – Trasmissioni: 2xJDM 30
Special – Velocità massima dichiarata: 50 nodi – Velocità di
crociera dichiarata: 40 nodi – Velocità di crociera economi-
ca: 35 nodi – Autonomia: 460 miglia nautiche a 35 nodi.
LE NOVITÀ

RIO YACHTS
DAYTONA
In gita e in crociera
Scheda tecnica
Lunghezza f.t. m 10,50 - Lunghezza di omologazione m
9,73 - Larghezza m 3,50 - Immersione alle eliche m 0,87 -
Dislocamento a vuoto kg 5.700 - Portata persone 12 - Posti
letto 2+2 - Riserva combustibile 920 litri - Riserva acqua
130 litri - Categoria di progettazione CE B

Allo scorso salone di Genova è arrivato così fresco di cantiere che


ancora si poteva sentire l’odore della vetroresina appena sformata.
Eppure, in pochi giorni, il nuovo - anzi nuovissimo - Daytona della
Rio Yachts ha praticamente colmato la produzione prevista per
quest’anno, caricando di ulteriore energia positiva la ricorrenza dei
sessant’anni di attività per lo storico cantiere lombardo.
Elegante ed essenziale nel design e classificato come natante no-
nostante i suoi quasi 11 metri di lunghezza fuori tutto, è un walka-
round dall’impronta sportiva con spazi di coperta disegnati per vivere
il mare daytime, anche se i 2+2 posti letto ricavati nell’open-space
sottocoperta invitano a programmare non soltanto un week-end ma
anche una breve crociera. Decisamente accogliente e luminosa la
zona letto prodiera, con un comodo matrimoniale centrale affian-
cato da due lunghe finestrature a scafo; più adatto a due giovani
il cuccettone ricavato nel vano sotto-pozzetto che, grazie all’ampia
apertura sulla zona centrale, risulta comunque ben accessibile e per
nulla claustrofobico. Nel bel mezzo, sul lato dritto, la toilette è molto
ben attrezzata, disponendo pure di un pratico vano doccia.
In esterno, un bimini top protegge la plancia di guida e il piccolo
monoblocco cucina, creando una pratica separazione tra il prendi-
sole di prua, che copre tutta la tuga, e la dinette-solarium di poppa
che dispone pure di un utile tavolo a scomparsa. Nell’ambito delle
personalizzazioni, oggi più che mai di tendenza, lo scafo può es-
sere scelto in vari colori e, come vuole tradizione Rio, molta atten-
zione è stata posta nella cura delle rifiniture. Per la motorizzazione
sono stati scelti due Mercury Verado da 300 HP, che assicurano
tutta la grinta richiesta da una barca sportiva.
Per ulteriori informazioni: RIO YACHTS, Via Passerera 6/D,
24060 Chiuduno (BG), tel. 035 927301, fax 035 926605;
www.rioyachts.com
LE NOVITÀ

Trasferitosi in Spagna con il nome di Austin Parker International,


ma con sede produttiva nella struttura di Seven Stars Marina &

AUSTIN PARKER
Shipyard di Pisa, il cantiere ha intrapreso già dallo scorso anno
un processo di rinnovamento della gamma, che ora comprende
le linee walkaround Ibiza, lobster boat Mahòn e superyacht Fly.

MAHÒN 52
Il primo modello varato è stato il 44 Ibiza WA, di cui ne sono
state già consegnate tre unità nel 2020, mentre il nuovo anno
si apre con la vendita del primo Mahòn 52, lobster boat dise-
Tradizione contemporanea gnata dallo storico partner Fulvio De Simoni.
Il Mahòn 52 riprende lo stile classico degli Austin Parker ma
con un tocco di contemporaneità dato dai nuovi layout, in par-
ticolare quello del pozzetto che prevede un grande prendisole
con living annesso. Nuovi anche gli interni, soprattutto per
24
quel che riguarda le finiture, che prevedono un quadrato com-
posto da zona pranzo con mobile cucina contrapposto, il tutto
illuminato da una grande finestratura inserita nel tettuccio, Scheda tecnica
più plancia di governo, mentre scendendo al ponte inferiore Lunghezza f.t.: m 16,05 – Larghezza: m 4,90 – Disloca-
troviamo tre comode cabine, con l’armatoriale a prua con letto mento a secco: kg 22.000 – Dislocamento a pieno carico:
posto per diagonale e locale toilette privato e due ospiti a letti kg 25.000 – Riserva carburante: 2.500 litri – Riserva ac-
gemelli a centro barca servite da una unica toilette. qua: 600 litri – Portata persone: 12 – Categoria CE: A –
Nuova anche la motorizzazione, affidata su questo modello a Motorizzazione: 2x600 HP Volvo Penta IPS 800.
una coppia di Volvo Penta IPS 800 da 600 HP.
Per ulteriori informazioni: Austin Parker International – Main
Sales Office Italy; tel. 0185 699022, 335 6602444
www.austinparker.com – info@austinparker.com
i.sperico@austinparker.com
LE NOVITÀ

Scheda tecnica
Lunghezza f.t.: m 14,27 – Larghezza: m 4,43 – Peso: kg
14.740 – Riserva carburante: 1.300 litri – Riserva acqua:
330 litri – Motorizzazione: 2x480 HP Volvo Penta D6-
IPS650 – Velocità massima dichiarata: 35,5 nodi – Velo-
cità di crociera dichiarata: 25 nodi – Portata persone: 12
– Design: Christian Grande.

INVICTUS YACHT
Crescono le dimensioni in casa Invictus, che ha recentemente pre-
sentato la nuova ammiraglia TT460 di oltre 14 metri di lunghezza,
progettata in collaborazione con il designer Christian Grande e ca-

TT460
ratterizzata dalla raffinatezza delle sue forme e delle sue finiture.
Barca di livello premium, TT460 si distingue per il suo design

Daycruising con stile


ricercato e per la cura dei dettagli, realizzati attraverso materiali
pregiati e tinte selezionate. Nella vista di profilo spicca l’elegan-

26
te parabrezza che trova continuità nell’hardtop in fibra di carbo- conversione in cuscineria, e alla cui altezza troviamo le murate
nio, con i montanti che proseguono verso prua ad abbracciare la abbattibili che ne aumentano lo spazio vivibile. Proseguendo verso
grande cuscineria prendisole. Il layout della coperta prevede una poppa troviamo una ulteriore cuscineria dedicata agli amanti dei
impostazione di tipo walkaround, con un camminamento perime- bagni di sole e la plancetta poppiera che, su richiesta, può disporre
trale protetto dalle impavesate che permette di spostarsi a bordo in del movimento a immersione per agevolare l’accesso al mare degli
tutta sicurezza in qualsiasi condizione meteomarina. Il sagomato ospiti e del tender.
hardtop protegge la dinette, il cui tavolo modulare ne consente la Per quanto riguarda gli interni, il cantiere lascia ampia possibili-
Se ha gradito questa rivista e se la ha trovata altrove, significa che ci è stata rubata,
vanificando, così, il lavoro dei nostri uploader. La preghiamo di sostenerci venendo a scaricare
almeno volta al giorno dove è stato creata, cioè su:

www.eurekaddl.casa

Senza il suo aiuto, purtroppo, presto potrebbe non trovarla più: loro non avranno più nulla da
rubare, e lei più nulla da leggere. Troverà anche quotidiani, libri, audiolibri, fumetti, riviste
straniere, fumetti e riviste per adulti, tutto gratis, senza registrazioni e prima di tutti gli altri, nel
sito più fornito ed aggiornato d'Italia, quello da cui tutti gli altri siti rubano soltanto. Trova inoltre
tutte le novità musicali un giorno prima dell'uscita ufficiale in Italia, software, apps, giochi per tutte
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sempre online dalla prima all'ultima puntata.
Trova sempre il nuovo indirizzo sulla nostra pagina Facebook. Cerchi "eurekaddl" su Facebook,
oppure clicchi sull'immagine qui sotto.
Grazie da parte di tutto lo staff di eurekaddl.casa

N.B.: se il sito è stato oscurato per l'Italia, trovate sempre il nuovo indirizzo digitando eurekaddl.eu5.org nella
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perchè anche qualcuno di essi potrebbe essere chiuso, tutti avranno sempre il nuovo indirizzo sempre aggiornato
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In alternativa, pagina di Filecrypt con il nuovo indirizzo sempre aggiornato
LE NOVITÀ

tà di scelta all’armatore, che può optare tra soluzioni open space disposizione dei clienti una rete di artigiani specializzati e fornitori
con letto matrimoniale a poppa trasformabile e un’area lounge a altamente qualificati per la completa personalizzazione della barca.
prua, oppure in un layout più tradizionale con gli spazi suddivisi Per ulteriori informazioni: Invictus Yacht; Via Donnici 28, 88021
dalle paratie. Finiture, dettagli, materiali e colori sono ampiamente Borgia (CZ); tel. 096120388; www.invictusyacht.com –
personalizzabili attingendo al servizio Atelier Invictus che mette a info@invictusyacht.com
13•21 4 8 ° E d i z i o n e

FEBBRAIO
2021

NAPOLI
M O S T R A D ’ O L T R E M A R E

IN COLLABORAZIONE CON
LE NOVITÀ

SWAN SHADOW
Nautor’s Swan sbarca nel mondo del motore

Scheda tecnica
Lunghezza f.t.: m 13,20 – Lunghezza al galleggiamento: m 10,70 –
Larghezza: m 4,30 – Pescaggio: m 0,90 – Dislocamento: kg 4.550
– Motorizzazione: da 3x225 HP a 3x350 HP – Riserva carburante:
1.000 litri – Categoria CE: B
Uno dei cantieri iconici della vela, Nautor’s Swan, ha lanciato
un progetto che ha il sapore di una piccola rivoluzione rispetto
alla storia e alle tradizioni del marchio: l’avvio di una produ-
zione di barche a motore. Swan Shadow è il brand all’insegna
del quale ha preso forma il progetto di una barca che ha come
sua funzione principale quella di essere una sorta di barca
appoggio, uno scafo al servizio della “barca madre”. Un tender di
lusso per i grandi Swan a vela? Sia per le dimensioni, oltre 13 me-
tri di lunghezza per 4 metri e 30 di larghezza, sia per le prestazioni
dichiarate, oltre 50 nodi di velocità di punta con tre fuoribordo da
350 HP come massima motorizzazione, si colloca nella famiglia
dei grandi e potenti motoscafi, con una versatilità di utilizzo che
esclude il solo ambito del “servizio” allo yacht principale.
Sia il presidente della Nautor, Leonardo Ferragamo, sia il Ceo
del gruppo, Giovanni Pomati, hanno sottolineato come questo
nuovo modello “completi il ventaglio della linea di prodotti che
Nautor’s Swan offre ai propri armatori, attraverso il concetto di
yacht a motore polivalente in grado di soddisfare le esigenze
dei clienti di Nautor e di aprire un mercato più ampio”. “Fa- che custom, grazie alla quale possono essere inseriti elementi
cendo un’analisi dei concorrenti - ha detto Roy Capasso, capo come la piattaforma di poppa sommergibile per facilitare gli sport
progetto Swan Shadow - abbiamo capito che la maggior parte acquatici, o come l’installazione di montanti telescopici e pan-
dei prodotti attualmente sul mercato sono limitati a un solo uso nelli di vetro per creare una cabina chiusa sul ponte il cui design
specifico della barca. Swan Shadow è un motoscafo in grado di colloca lo Swan Shadow nella famiglia dei walk-around.
soddisfare tutte le esigenze degli armatori, con la possibilità di La posizione dei tre motori fuoribordo, da 225 a 350 HP, in-
scegliere tutti gli accessori che ne definiscono l’utilizzo”. cassati nella plancetta di poppa estende la superficie vivibile
Insomma, anche Nautor sembra voler sbarcare nel mondo del in coperta e la poppa aperta dà una sensazione di vicinanza
motore andando ben oltre la visione di un battello di servizio, all’acqua. Gli interni prevedono un piccolo disimpegno, una
così come ha fatto, con grande successo, un altro marchio che cabina di prua e una toilette, con un livello di rifiniture e de-
parla italiano, Cantiere del Pardo. sign in linea con la produzione di lusso della Nautor. Le prime
Il design che caratterizza il nuovo progetto, a firma di Jarkko cinque unità toccheranno l’acqua prima della prossima estate.
Jammsén, si ispira con decisione alle linee dominanti della pro- Per ulteriori informazioni www.nautorswan.com
duzione a vela, eleganti e sportive, e alla versatilità tipica di bar- Nico Caponetto
31
LE NOVITÀ

SOLARIS 60

32
di prua. Inoltre, per le due postazioni del timoniere, sono state
previste due sedute abbattibili e completamente asciutte in quanto
rialzate rispetto al passavanti. La coperta ha accolto soluzioni
progettuali tipiche dei superyacht, come le draglie abbassate
nella zona di poppa che si rialzano in corrispondenza dei due
gradini che conducono sui passavanti. Il tutto inserito in un
design che richiama le linee caratteristiche della produzione
Solaris, con la tuga che sembra essere appena accennata e
che, raccordandosi in modo molto armonico con pozzetto, de-
grada prima dell’albero.
Gli interni riflettono l’eleganza delle linee esterne. Tre cabine,
in 18 metri di barca, possono contare su volumi eccezionali.
Le due di poppa, gemelle, godono di una luminosità eccellen-
te, grazie alle finestrature che si affacciano in pozzetto. Quella
dell’armatore è a prua e può essere arredata con un letto a
murata o centrale. Inoltre è prevista la cabina del marinaio
all’estrema prua, separata da quella dell’armatore mediante
due paratie ai fini della massima privacy.
Dal punto di vista costruttivo, tutta la barca è realizzata in sandwi-
ch composito, con i madieri e i longheroni realizzati in opera e sen-
Un Mini-Maxi con le caratteristiche di un racer e il comfort di un za controstampo, con le paratie principali in composito fazzolettate
grande cruiser. Questo il traguardo che Solaris Yachts si è dato nel sia allo scafo sia alla coperta. www.solarisyachts.com
progettare il nuovo 60 piedi. Nico Caponetto
Il conto alla rovescia è iniziato. Il prossimo 18 febbraio, seppure
solo in versione web in attesa di una presentazione dal vivo in pri- Scheda tecnica
mavera, il nuovo Solaris 60 sarà mostrato alla stampa internazio- Lunghezza f.t: m 18,31 - Lunghezza al gall: m 17,40 - Larghez-
nale. Disegnato da Javier Soto Acebal, con la collaborazione dello za: m 5,28 - Pescaggio: m 3,20 (2,80 optional – lifting keel m.
studio Roseo per gli interni, è un 18 metri che concentra soprat- 3,5 – 2,5) - Dislocamento: kg 25.800 - Zavorra: kg 7.900 - Ran-
tutto in coperta i principali elementi di novità. Come, per esempio, da: mq 101 - Genoa 106%: mq 100 - Motorizzazione: - Volvo
la collocazione delle due ruote del timone in una posizione tale da Penta 75HP (optional 110 – 150 HP) - Trasmissione: V-drive -
consentire una totale visuale esterna allo sprayhood e sulle vele Carburante: 450 litri - Acqua: 650 litri - Categoria CE: A

33
PROJECT & DESIGN
a cura di Andrea Mancini

BAVARIA VIDA 33
La prima volta con i fuoribordo
La motorizzazione fuoribordo si sta facendo strada anche su
imbarcazioni cabinate di discrete dimensioni come questo
Bavaria Vida 33, 11 metri di scafo che rappresentano la
prima volta di Bavaria con questa propulsione. Tale scel-
ta, maturata a fronte della sempre maggiore affidabilità e
compattezza dei motori fuoribordo, permette di avere una
grande versatilità nelle possibilità di motorizzazione e, so- piattaforma balneare perimetrale disponibile anche in ver-
prattutto, permette di liberare davvero tanto spazio sottoco- sione sommergibile che, sebbene abbia un certo costo, of-
perta, aumentando sensibilmente l’abitabilità della barca. Il fre sicuramente una maggiore comodità di accesso al mare,
risultato è quello di un daycruiser estremamente abitabile soprattutto in caso di bagnanti non particolarmente atletici.
che vuole essere un inno al divertimento sul mare e... alla La motorizzazione base è costituita da due motori fuoribor-
vita, come appunto suggerisce il nome scelto, Vida. do Mercury da 150 HP. Per chi vuole più spinta si passa
Bavaria prevede di costruirlo in due versioni: una standard, ai V6 da 200 HP, oppure, a un livello ancora maggiore, ci
aperta, e una con hard top, entrambe caratterizzate da un sono due V8 da 250 o da 300 HP. Il tutto gestito attraverso
design sportivo ed elegante, con finestrature incassate nello due display da 9” che forniscono anche un’intera panorami-
scafo. Anche i layout proposti saranno duplici, con il ponte ca dei dati di navigazione e di tutti i sistemi di bordo.
prodiero caratterizzato da un grande prendisole oppure da Il progetto di Bavaria Vida 33, presentato la scorsa estate,
una zona living con tavolo regolabile per la conversione in è già in avanzato stato di sviluppo con due prototipi in fase
solarium. In pozzetto, al riparo o meno dell’hard top, tro- di ultimazione per i test in acqua, così da avere le prime
viamo una zona pranzo con seduta a “L”, tavolo e mobile barche pronte già nella primavera di questo 2021.
cucina, più un secondo sofà lineare fronte marcia, il tutto Per maggiori informazioni: www.bavariayachts.com
configurabile in zona prendisole grazie alla modularità del-
le sedute. Grazie ai fuoribordo (e quindi all’assenza della Caratteristiche tecniche
sala macchine) sottocoperta lo spazio aumenta considere- Lunghezza f.t.: 11.08 m – Lunghezza scafo: 9.93 m - Larghezza:
volmente permettendo una doppia cuccetta oltre al bagno. 3.43 m – Immersione: 0.61/0.94 m - Motorizzazione FB: 2
Questo rende il Bavaria Vida 33 non solo un dinamico day Mercury da 150 HP a 300 HP – Categoria di progettazione: B
cruiser, ma anche una barca ideale per il fine settimana. (con 8 persone) oppure C (con 10 persone).
Tornando in coperta, i due motori sono circondati da una
34
Concessionario Concessionaria
ufficiale Yamaha nord est Invictus

Via Parini, 3 Ponte san Nicolò (PD - Tel. 049 8961442 Via Murazze,38 I A
Fb: Maresport team srl S,S. Romea,309
instagram: maresportteam Porto Viro (RO)

35
NOVITÀ DI STAGIONE
ssendo la nautica uno dei
settori tutto sommato meno
penalizzati dall’attuale situa-
p

Accessori in zione, viene il sospetto che


ggli italiani, in attesa di santi
e poeti, si stiano improvvi-
samente riscoprendo un popolo di na-

cerca di barca vigatori. Del resto quale ambiente più


del mare si presenta sano per il fisico
e per la mente, quale potrebbe offrirci
al meglio il senso di quella libertà oggi
fortemente frustrata, e chi ha avuto

di Stefano Navarrini

C’è il piacere di rendere la propria barca più comoda


e funzionale, ma anche quello della novità per la novità,
cosa che di questi tempi vale come gradevole evasione.
Perciò, se non tutti possono cambiare barca, molti possono
comunque arricchirla con qualche interessante accessorio.

36
Il piacere della stabilità uso spot temporaneo. Il Seakeeper è
Simile a una mano divina, uno stabiliz- inoltre efficace anche in navigazio-
zatore è in grado di calmare le acque, ne, migliorando l’assetto dell’imbar-
o per essere più corretti, di calma- cazione in caso di mare formato.
re il movimento della barca anche Anche Quick, azienda squisita-
quando le acque non sono pro- mente italiana, ha creduto nello
prio calme: una magia apprezza- sviluppo degli stabilizzatori gi-
ta sia dal grande motoryacht alla roscopici per piccole imbarca-
fonda sia dal piccolo fisherman zioni e il suo MC² Quick Gyro
che, ancorato o in deriva, atten- X2 è stato adottato su molti cen-
de per ore che la canna prenda ter console e day cruiser di piccola
vita. L’attuale tendenza di questo stazza. Con un peso di 131kg e le
specifico settore ha infatti scoperto che
anche la nautica di piccole, o meglio Sopra, stabilizzatore Seakeeper; sotto a sinistra, stabilizzatore E Track 370;
medie, dimensioni è facilmente sedot- a destra stabilizzatore Quick Gyro
ta dalla possibilità di addomesticare il
moto ondoso e, anche se il costo di
questi accessori non è proprio una
sciocchezza, importanti produttori si
sono orientati ad ampliare la gamma
in questo senso. Il che non toglie che
gli stabilizzatori, nelle loro varie versio-
ni, restino un prodotto dedicato preva-
lentemente ai grandi yacht.
Perfettamente inserita nella tendenza
di cui sopra, la Seakeeper, una delle
maggiori aziende del settore, ha re-
centemente varato il suo Seakeeper
1, cucciolo della gamma, uno stabi-

modo di navigare la scorsa estate se ne zionalità, la comodità di vita a bordo, e in cui non è mai stato facile orientarsi
sarà reso facilmente conto: di barche in perché no anche l’estetica. Un discorso ma che, soprattutto negli scorsi mesi,
mare ce n’erano veramente tante. Cer- che ci porta inesorabilmente verso quel a causa della cancellazione dei più im-
to ogni previsione sulla prossima estate mondo degli accessori il cui fascino è portanti saloni internazionali, è risultato
sarebbe al momento impropria, però difficilmente resistibile, un mare in cui ben poco accessibile agli appassionati.
al momento opportuna farsi trovare è facile perdersi, ma in cui navigare è Per questo motivo abbiamo svolto una
impreparati sarebbe poco intelligente. piacevole e divertente scoprendo spes- ricerca a 360 gradi sulle principali no-
Questo per dire che nell’attesa che le so insospettati oggetti utili e altrettanto vità - e non solo - comunque proposte
cose migliorino possiamo pensare alla spesso oggetti apparentemente inutili dai produttori per la stagione che sta
barca, alla nostra barca, per fare le do- ma di cui improvvisamente (è l’arte per aprirsi, ottenendo una panoramica
vute manutenzioni, ma anche per pro- del marketing) avvertiamo un’insoppri- utile per scoprire come fare un regalo
vare a migliorarne l’efficienza, la fun- mibile esigenza. Un mare sconfinato alla nostra passione.

lizzatore giroscopico dedicato a bar- ficienza che garantisce di annullare dimensioni particolarmente compat-
che comprese fra i 7 e i 9 metri. Peso il 95% del rollio. Il suo minimo con- te (42cmx42cmx47cm), il piccolo di
contenuto (165 kg) e ridotte dimen- sumo energetico è particolarmente casa Quick lavora a 12V e non ne-
sioni, oltre al funzionamento a 12V, apprezzato da chi ne deve fare un cessita di grande spazio per l’instal-
consentono a questo stabilizzatore di uso continuo e prolungato, come ad lazione, del resto rapida e facilissi-
trovare posto anche sui piccoli center esempio i pescatori sportivi, ma la ma, tanto da poter essere fatta senza
console, dove può essere installato sua rapidità d’azione è apprezzata neanche mettere la barca in secco.
con la massima facilità e con un’ef- anche da chi ne deve invece fare un Capace di ridurre del 95% i poco

Speciale Accessori 37
graditi effetti del rollio, può essere di-
rettamente installato dal cantiere co-
struttore o essere montato successi-
vamente in un’operazione di refitting
e, una volta a bordo, può essere facil-
mente controllato tramite un panello
remoto montato in plancia.
Nel passare a barche di maggior im-
pegno dimensionale, cambia anche
la tipologia dello stabilizzatore che,
come nel caso del nuovo attuatore
elettrico eTrac realizzato da ABT-Trac Stabilizzatori Waveless serie Stab di varie taglie
e distribuito da SAIM Marine agisce
mediante pinne ed è basato su un samente interessanti. La compattez- suggerire di cambiarle o incrementar-
esclusivo sistema di trasmissione za del sistema e la grande efficienza ne la potenza complessiva.
della potenza particolarmente robu- di queste pinne abbinata a consumi Se, come detto la batteria, è il cuore
sto, in cui il moto rotativo è trasmesso energetici limitati, nonché la loro no- energetico di tutte le barche, incluse
da un motore elettrico anziché da un tevole silenziosità, derivano dall’e- quelle a vela, proprio come un cuore
attuatore idraulico. Numerosi i van- sperienza e dalla tecnologia applicate purtroppo non è eterna e ha bisogno
taggi, come ad esempio la facilità di dall’azienda su modelli di maggiori di- di qualche cura. Il Battery Regene-
installazione, ma soprattutto notevoli mensioni, assicurando in ogni caso la rator della UBS nasce appositamen-
le prestazioni sia in navigazione sia massima riduzione dei movimenti di te per questo, ovvero per dare ai vari
alla fonda. La pinna ha infatti il ca- beccheggio e rollio sia in navigazione centri di manutenzione, cantieri o
ratteristico design con winglet, che è sia alla fonda. La gamma è articolata rimessaggi che siano, uno strumen-
in grado di generare il 20% in più di in 4 modelli suddivisi per dimensioni to in grado di verificare lo stato delle
forza anti-rollio e il 10% in meno di applicative, partendo come detto dai batterie, rinfrescarle o rigenerarle se
resistenza fluidodinamica rispetto ai 12 per arrivare ai 40 metri di lun- necessario, recuperandone le caratte-
concorrenti. L’orientamento della pin- ghezza scafo, e si è già assicurata ristiche originali, ma anche per equa-
na e la sua interazione con il siste- 43 accordi di fornitura con cantieri lizzare e bilanciare le batterie nuove
ma-barca sono controllati attraverso di caratura internazionale. Da nota- prima dell’installazione. Da notare
200 parametri che, in funzione della re che queste pinne possono essere che l’apparecchio è portatile e può
velocità dell’imbarcazione, dello stato montate anche in retrofit su barche quindi essere utilizzato direttamente
del mare e del tipo di stabilizzazione già naviganti in soli tre giorni. Per sull’imbarcazione raccogliendo i dati
richiesto, vengono elaborati per otte- imbarcazioni plananti fino a 35 metri che saranno poi inseriti in un com-
nere le massime prestazioni possibili. CMC ha invece recentemente presen-
Grazie ai sensori collegati a una cen- tato una nuova gamma denominata
tralina digitale, il sistema controlla Stabilis Electra HS60, caratterizza-
continuamente e con una frequenza ta da un profilo ottimizzato per alte
molto elevata l’azione della pinna per prestazioni e con peso e dimensioni
ridurre al massimo il moto di rollio. particolarmente contenute.
Il tutto è poi gestibile attraverso un
pannello di controllo touch-screen Un magazzino di energia
che permette di interagire con il si- Per quanto spesso trascurata, fino ad
stema e avere tutte le indicazioni utili ignorarne non solo le caratteristiche
al suo utilizzo. I modelli e-Trac 300 relative al suo ruolo ma anche le più
e 370 sono rispettivamente adatti a elementari esigenze di manutenzione,
imbarcazioni da 100’ a 120’ e da la batteria è in realtà il cuore pulsan-
120’ a 140’, mentre per barche da te di ogni barca, ovvero la fonte di
95’ a 100’ è disponibile il modello quell’energia necessaria per mettere in
più piccolo e-TRAC 250. moto il motore, in primis, e per utiliz-
Dedicata a barche dai 12 metri in zare tutte le utenze di bordo a seguire.
su, la gamma Waveless della CMC, Se nella normalità le batterie vengono
azienda di vertice nel campo delle fornite di serie all’acquisto della barca,
pinne stabilizzatrici, presenta una ciò non toglie che mutate esigenze o
tecnologia con caratteristiche deci- scelte tipologiche personali possono UBS Battery Regenerator

38
re, un peso inferiore del 70%, e non relativa spina di nuova generazione
necessitano di alcuna manutenzione. per portare a bordo la corrente elet-
Mantenere le batterie in salute, ov- trica dalle colonnine della banchina.
vero costantemente a un buon livel- Con una superficie di contatto dei poli
lo di carica, è in ogni caso il giusto di presa e spina maggiore di circa 20
passaporto per assicurare loro lunga volte rispetto ai sistemi tradiziona-
vita. Forte di un eccellente rapporto li, SmartPlug riduce la possibilità di
qualità/prezzo, il nuovo Mass Com- surriscaldamento dei contatti, talvolta
bi 12 della Mastervolt è un potente causa di incendi a bordo, e si rive-
caricabatterie/inverter (da cui il nome la pertanto un prodotto da scegliere
UBS Zenit ZLI0
Combi) compatto, leggero e silenzioso. senza indugi fra le proprie dotazioni.
La funzione caricabatterie a 3 stadi Disponibili nelle versione a 16/32/50
puter per la successiva elaborazione, consente una ricarica più veloce, Amp., in acciaio inossidabile o in re-
mentre eventuali operazioni d’inter- aumenta la durata dell’accumulatore sina plastica , e nei colori grigio, nero
vento possono essere eseguite auto- e può caricare contemporaneamente e bianco, le prese SmartPlug sono
maticamente in loco anche nel corso due diversi banchi. Inoltre, l’elevata dotate di guarnizioni resistenti alle
di più giorni dato che il rigeneratore capacità di picco garantisce il fun- intemperie che prevengono la corro-
lavora in automatico. zionamento di utenze che richiedo- sione dei contatti e di un blocco di
UBS, da anni presente al vertice nella no spunti elevati, mentre la funzione sicurezza che aggancia la presa in
distribuzione e trattamento di prodotti Power Assist impedisce l’intervento maniera stabile alla parte posteriore
esclusivi nell’ambito delle batterie, ha dell’interruttore di rete nel caso si sia del connettore. La spina dispone di
fra i suoi prodotti di punta anche una connessi a una linea di terra debole o tre lunghezze di cavo (12,5/15,0/25
nuova serie di batterie al litio, tecno- a un piccolo generatore. Altra interes- metri) per soddisfare le varie neces-
logia sempre più legata al futuro per sante caratteristica del Mass Combi, sità, è dotata di due levette laterali
i suoi numerosi vantaggi. La nuova di cui esiste anche una versione a 24 in acciaio inossidabile a molla che
serie delle Zenith Lithium consen- V, è quella di permettere l’espansione la fanno aderire automaticamente
te di mettere le batterie in parallelo, di un impianto solare connessione-re- alla presa e di due led blu sulla parte
dispone di connettori per display e te, grazie all’accumulo di energia nel- superiore della presa che indicano la
CAN BUS, e con i caricabatterie ido- le batterie. Così si riesce ad utilizzare presenza di tensione.
nei consente la ricarica in meno di la maggior parte dell’energia genera-
un’ora. Rispetto alle batterie al piom- ta e gli utenti sono meno dipendenti Elettronica regina
bo, vale la pena ricordarlo, le Zenith dalla rete elettrica. Il meraviglioso e affascinante mondo
Lithium hanno un numero di cicli di Ma a proposito di energia elettrica, dell’elettronica ha ormai da anni con-
carica-scarica notevolmente superio- poiché si dice spesso che sono i det- quistato anche il mare e ogni giorno
vengono proposti nuovi gadget per
rendere la vita a bordo più facile, sem-
plice, e sicura. È un settore, quello
dell’elettronica applicata alla nautica,

Saim Smart Plug

tagli che contano, SAIM ha pensato


bene di curare un particolare ap-
parentemente minimo ma in realtà
fondamentale per la vita di bordo.
Perché una volta all’ormeggio, sen-
za corrente a bordo non è una gran
vita, ed è quindi importante che tutte
le componenti dell’impianto elettrico
funzionino alla perfezione. Ecco allo-
Mastervolt Mass Combi 12 ra SmartPlug, un sistema di presa e Ray Marine Yacht Sense

Speciale Accessori 39
che investe ogni tipologia di barca e di però sempre dato la massima pri-
prodotto e, anche se è nella strumenti- orità proprio agli ecoscandagli.
stica di navigazione che assume le ca- L’azienda americana ha da poco
ratteristiche di maggior prestigio, non lanciato una serie di multifun-
mancano gadget che possono tornare zione d’alta gamma in grado di
utili in molte circostanze. Fra questi è offrire prestazioni decisamente
di gran tendenza la possibilità di mo- notevoli. I nuovi APEX sono di-
nitorare le varie funzioni della barca sponibili in tre modelli da 13”,
da un’unica postazione. 16” e 19” che, disponendo del
Lo testimonia, ad esempio, il recente full-HD (1920x1080 pixel), of-
Furuno TZ9F
lancio mondiale di YachtSense, un frono una precisione di alto livello riu-
nuovo sistema di controllo digitale scendo ad individuare il dettaglio più
realizzato da Raymarine, che può al di sopra della media. Inoltre, col- nascosto. L’interfaccia Cross Touch
essere collegato a quasi tutti i dispo- legando allo strumento una bussola TM di APEX è spinta da un potente
sitivi dell’imbarcazione. Dal controllo satellitare, è possibile compensa- processore dual core che provvede a
del generatore al livello delle luci nel re moto ondoso, rollio e beccheggio un controllo fulmineo e intuitivo, sia
living, dalle pompe di sentina a tutte dell’imbarcazione per una miglior let- dei parametri di controllo del sonar
le informazioni relative al funziona- tura dei dati eco. Quanto ai dati eco è sia delle viste customizzabili, tramite
mento dei motori, dalla regolazione importante ricordare che il modulo da Touch Screen o con i tasti dedicati.
dell’aria condizionata ai livelli di car-
burante e via dicendo: tutto può es- KD Apex 2
sere convogliato e visibile mediante
un’interfaccia touchscreen persona-
lizzabile e accessibile da qualunque
display Axiom Marine di bordo.
Entrando nel campo della strumen-
tistica di navigazione vera e propria,
racchiusa in display sempre più sofi-
sticati ma anche più intuitivi, un’in-

1kW integrato offre tutta la Di particolare interesse la disponi-


potenza necessaria per son- bilità di un doppio canale sonar in
dare anche le alte profondi- grado di gestire due diversi trasdutto-
tà. Naturalmente il nuovo ri, il che tradotto, vuol dire avere un
cucciolo della gamma TZT3 canale a supporto delle più avanzate
può gestire anche una car- tecnologie Humminbird come il Dual
Raymarine YachtSense tografia elettronica (C-Map Spectrum 2D e il Mega Down Ima-
o Navionics) e può essere ging+, e un secondo canale per il
teressante novità viene da uno dei collegato a un radar, necessariamen- supporto di trasduttori CHIRP fino
grandi player del settore. Furuno ha te Furuno. Il prezzo ( Euro 3.048,78 a 2 kW. Numerose sono le opzioni
infatti ampliato la gamma della serie Iva inclusa) è in linea con l’alta qua- per la navigazione e la connettività
Navnet TZTouch 3, particolarmente lità del prodotto. che, grazie anche al GPS integrato,
apprezzata per le sue specifiche ca- Un multifunzione - lo dice la parola consentono all’utilizzatore di perso-
ratteristiche, con il nuovo TFTZ9F. stessa - è un apparecchio in grado di nalizzare il display in base alle pro-
Impostato per la massima facilità di lavorare su più fronti e quindi di sod- prie necessità. Oltre alla cartografia
utilizzo, il nuovo multifunzione Furu- disfare diverse esigenze, ma per gli ap- Humminbird, gli APEX possono infat-
no integra GPS e modulo TruEcho passionati di pesca la funzione prima- ti utilizzare cartografia Navionics con
CHIRP, ha un Wi-Fi integrato e, gra- ria è sempre quella dell’ecoscandaglio. Autochart Live ma, oltre ad altre nu-
zie a un nuovo processore Quad-core In questo caso entra in gioco la Hum- merose e utili funzioni, dispongono di
e alla tecnologia TimeZero, offre una minbird, che da oltre quarant’anni, pur porte NMEA per ricevere tutti i dati
velocità e una scorrevolezza dei dati avendo ampliato la propria gamma, ha di navigazione, inclusi i dati motore

40
e il livello carburante, mentre la di- circa 50 metri. L’altissima definizione consente di scandagliare il fondale
sponibilità di Bluetooth e Wi-Fi apre delle immagini consente un perfetto di fronte all’imbarcazione. Pratiche e
molte possibilità, fra cui la gestione controllo di tutto quello che avviene del tutto intuitive la lettura del display
del OneBoatNetworkTM che fornisce sotto la barca, consentendo perfino di e l’accesso alle varie funzioni, con
l’integrazione esclusiva ed il control- osservare l’attacco del pesce all’esca semplici menu e layout personalizza-
lo dei motori MinnKota con i-Pilot e la sua abboccata. bili con schermo ripartito, attraverso
LinkTM, dei sistemi di ancoraggio di L’ActiveTarget nasce in realtà per l’ac- cui è anche possibile monitorare le
superfice Talon e Raptor e degli affon- qua dolce e, in particolar modo, per varie funzioni della barca. Infine è
datori elettrici Cannon Optimum. essere applicato sul gambo dei mo- anche possibile effettuare il mirroring
Anche in un mondo specializzato tori elettrici da prua, ma nello stesso del display con dispositivi iOS o An-
come quello dell’elettronica può esi- modo può essere utilizzato in mare, droid per poter gestire lo strumento
stere una più approfondita settoria- dove i motori da prua sono ormai di- da qualunque punto dell’imbarcazio-
lizzazione. Alla Navico, ad esempio, ventati un must, con risultati più che ne. I prezzi vanno dai 2.499 Euro per
hanno pensato bene di suddividere soddisfacenti. Completo di modulo il 9” Row Basemap ai 5.699 Euro del
la propria produzione in tre brand a black box e trasduttore viene venduto 12” + Radar Halo20+ Iva esclusa.
interesse privilegiato, per cui mentre al prezzo di 1.655 Euro. Se nella maggior parte dei casi l’e-
Simrad si dedica prevalentemente al Simrad, il prestigioso marchio norve- lettronica viaggia indifferentemente
diporto e B&G al mondo della vela, gese da anni parte della multibrand sia a vela sia a motore, in altri vie-
Lowrance è rimasto legato alla pesca Navico, ha invece lanciato ne esclusivamente progettata e rea-
lizzata per una determinata tipologia
di barca. B&G il marchio che Navico
dedica al mondo della vela, è un ti-
pico esempio di progettualità mirata,
come dimostra la nuova serie dei di-
splay Nemesis. Dedicata al mondo
delle regate, ma altrettanto utile per
il semplice diporto, la nuova stru-
mentazione offre ai velisti la possi-
bilità di visualizzare i dati di navi-
gazione prescelti quando e come

Lowrance Elite FS 7 B&G Nemesis 12 Landscape

in tutte le sue forme. E da Lowran- recentemente un nuovo multifun-


ce arriva come interessante novità zione, il NSSevo3S, che arriva sul
un multifunzione che va a inserirsi mercato con tre modelli da 9”, 12”
come top di gamma nella linea Elite e 16”. Tutti i modelli sono dotati di
Fishing System, ovvero i fishfinder/ GPS integrato, ecoscandaglio ad alte
chartplotter di fascia media. prestazioni, supporto radar, e integra-
Disponibile nei modelli da 7” (1.000 zione con una vasta gamma di siste-
Euro) e 9” (1.200 Euro), i nuovi MFD mi autopilota Simrad. La tecnologia
possono montare un trasduttore Acti- IPS SolarMax applicata sul display Simrad NSS Evo
veTarget, la cui innovativa tecnologia consente inoltre una lettura nitida in
consente di osservare in tempo reale ogni condizione di illuminazione, con vogliono, indipendentemente dalle
il movimento dei pesci, potendo così angoli di visione molto ampi e mas- condizioni esterne, fornendo un col-
ottimizzare l’azione di pesca. L’Acti- sima leggibilità anche indossando legamento intuitivo tra la loro rete di
veTarget offre tre modalità di visualiz- occhiali polarizzati. Di alto livello le strumenti e il mondo reale. I display,
zazione che ne rendono molto avan- prestazioni della funzione ecoscanda- realizzati nei formati da 9” e 12” e
zata l’azione. La modalità “Forward” glio, in quanto dotato di un trasdut- posizionabili indifferentemente in
scansiona il fondale davanti all’im- tore CHIRP con potenza da 1 kW e orizzontale o in verticale, sono carat-
barcazione, quella “Down” elabora la doppio canale. Il modulo eco dispone terizzati da uno schermo touchscreen
porzione di fondale sottostante, men- anche di funzione Active Imaging per IPS Solarmax HD particolarmente lu-
tre in modalità “Scout” si può ave- ottenere immagini ad altissima riso- minoso e soprattutto visibile anche
re una vista frontale con un maggior luzione del fondale e di eventuali pre- con occhiali polarizzati da qualsiasi
angolo di scansione con un range di de, mentre la funzione ForwardScan angolazione, peraltro con caratteri di

Speciale Accessori 41
grandi dimensioni che facilitano la cifiche per la navigazione a vela; dare tecnologia di base da poter utilizzare
lettura anche da lontano favorendo informazioni sulle maree; attivare la in mille forme e scopi diversi, un po’
un eventuale montaggio a base d’al- funzione MOB (Man OverBoard) e come da un blocco di marmo si pos-
bero. Per i dati si può scegliere fra molto altro ancora. Supporta inoltre sono ricavare meravigliose statue o
una serie di dashboard preimpostate la cartografia BlueChart g3, che inte- anonimi pavimenti. Per cui poca me-
e un’ampia possibilità di personaliz- gra i contenuti Garmin con il meglio raviglia che frugando nel mondo degli
zazione facilmente selezionabile con dei dati Navionics e, associato a uno accessori possano venir fuori gadget
un sistema drag&drop. I dati, fra l’al- dei comunicatori satellitari Garmin curiosi ma decisamente interessanti
tro, possono essere visualizzati con della serie inReach, dà la certezza di come il Troll Master. Questa sorta di
un’ampia gamma cromatica e posso- essere sempre rintracciabili, in qua- telecomando interesserà soprattutto i
no essere controllati anche attraver- lunque punto del mondo. pescatori appassionati di traina, ma
so un Apple Watch. I prezzi partono Se non bastasse, ricordiamo che non solo, perché l’esigenza di mon-
da 3.021 Euro + Iva. A proposito di nella vita di tutti i giorni, grazie alla tare un piccolo fuoribordo di rispetto
orologi, quando l’esigenza è quella funzione Smart Notification, il Qua- è sentita come motivo di sicurezza da
di avere tutta una serie di funzioni tix 6 può ricevere e-mail, messaggi molti diportisti. Poi magari si pone il
a tiro di mano, o meglio in questo di testo e avvisi direttamente sul qua- problema di come governarlo, dato
caso di polso, si può ricorrere a un drante, consente inoltre di effettuare che a mano è decisamente scomo-
orologio un po’ sui generis, nel senso pagamenti contactless tramite Gar- do e montare una barra di accoppia-
che certamente vi mostra l’ora, ma min Pay, ascoltare musica attraverso mento può non essere una soluzione
questa è la meno interessante delle cuffie Bluetooth e praticare attività ideale per non mettere sotto sforzo
sue funzioni. In altre parole è come con il supporto del più completo mo- eccessivo la timoneria idraulica. Il
portare al polso una centrale dati con nitoraggio del proprio stato di forma Troll Master, un gadget progettato

Sopra, Garmin Solar Quatix 6, a destra Troll Master Pro e Troll Master Pro Remote

la stessa leggerezza e compattezza di fisica e con funzioni


un normale orologio da polso, o poco dedicate a sport e fi-
più. Il nuovo Quatix 6 della Garmin tness, arrivando a mi-
è infatti uno smartwatch multisport surare anche il livello di
dotato di GPS ad alta sensibilità, saturazione di ossigeno nel e realizzato da CMP Group, risolve
barometro, altimetro e bussola a 3 sangue. L’ultima versione del Quatix questi problemi, soprattutto nella sua
assi, che fornisce un’incredibile serie 6, denominata non a caso Solar, è in versione “Pro 3+”: in pratica un tele-
di funzioni dedicate al mondo della grado di ricaricare le proprie batterie comando da appendere al collo per
nautica, e non solo. Con un inchino anche attraverso la luce solare governare in tutte le sue funzioni il
alla moderna tecnologia, vediamo - In vendita in versione standard o fuoribordo ausiliario (e quindi anche
solo per limitarci all’aspetto specifica- Titanium, quest’ultima distinguibile impostare la rotta) da qualsiasi pun-
mente nautico - che il Quatix 6 è in per la lente in vetro zaffiro antigraffio to della barca,mediante una sempli-
grado di: fornire velocità, profondità e per il cinturino QuickFit, il Quatix ce pulsantiera. Il Troll Master Pro
e temperatura; gestire l’autopilota; 6 costa rispettivamente 699 e 999 3+ lavora infatti in wireless ed è di
salvare waypoint sul chartplotter; co- Euro. Per la versione Solar di Euro oc- semplicissima messa in uso.
mandare l’impianto di intrattenimen- corre invece spenderne 1.149. Nel crescente interesse per la domoti-
to Fusion; accedere alle funzioni spe- L’elettronica in altre parole è solo una ca di bordo va invece visto l’On Deck

42
della Garmin, un gadget che, attra- serie GPSMAP 722/922/1222 Plus liane e dalla rete della Quick Spa a
verso l’applicazione gratuita Active e la serie di maxi-display GPSMAP livello mondiale. Quest’ultima, infatti,
Captain, permette di controllare da 8400). Costa 899 Euro Iva inclusa e in qualità di leader internazionale nel
remoto, con uno smartphone o un nella confezione vengono forniti una settore degli accessori nautici e dei
tablet, fino a 5 utenze diverse, al fine serie di sensori e… anche tre mesi sistemi tecnologici di bordo, produce
di conoscere la tensione della batte- gratuiti di canone. Per funzionare, la gamma in esclusiva per SAIM Ma-
ria, lo stato della sentina o del frigori- infatti, l’OnDeck necessita di un ab- rine. Tutti i modelli sono costruiti con
fero, rilevare il livello carburante, veri- bonamento che può essere annuale componenti ad alta resistenza che
ficare l’alimentazione dalla banchina (14,99 Euro al mese) o per singolo garantiscono a vita la perfetta tenuta
e via dicendo, purché queste siano mese (19,99 Euro) a seconda delle dell’olio del piede in bronzo, progetta-
dotate di sensori basati sullo stan- esigenze dell’utente. to con un profilo idrodinamico capa-
dard NMEA 2000. Fra queste utenze ce di ridurre al minimo le turbolenze,
è compreso anche il controllo del mo- L’ormeggio facile massimizzare l’efficienza e ridurre la
vimento autonomo e non autorizzato Vita sempre più facile per il diportista, rumorosità. Le eliche, realizzate in
anche per quelle manovre di ormeggio
che fanno venire il mal di pancia ai
principianti ma che spesso creano dif-
ficoltà anche ai più esperti: sotto raffi-
ca e, magari, con una barca povera di
chiglia ma generosa di sovrastruttu-
re, manovrare in spazi ristretti non è
affatto facile. In questi frangenti non
è che le eliche di prua, talvolta coa-

Garmin On Deck Black Box

diuvate da quelle di poppa, risolvano


tutti i problemi, ma di certo aiutano.
SAIM Marine, divisione nautica del
gruppo SAIM, uno dei maggiori player
nel campo della componentistica del
diporto nautico, entra nel settore con
una gamma di nuovi prodotti che
comprende eliche di manovra elettri-
della barca, come dire…il furto o la che DC, AC, DC-AC brushless, idrau-
rottura degli ormeggi, una funzione liche, con installazione a tunnel o QS Seamaster
consentita da un sensore di sicu- retraibili, da 40 a 1100 Kg di spinta,
rezza collegato al GPS, che dispone on/off o proporzionali e con comandi materiale composito oppure in lega
di un’antenna ad alta sensibilità per analogici o digitali. Nelle loro nume- NiBrAl a 4 e a 5 pale, sono progettate
segnalare lo spostamento dell’imbar- rose tipologie le eliche di manovra QS per garantire la massima efficienza.
cazione oltre un’area predefinita e Seamaster coprono tutte le possibili Un sistema di controllo dotato di un
personalizzabile. Dunque, l’OnDeck esigenze del settore e possono vanta- microprocessore interviene preventi-
è in pratica un modulo blackbox col- re una copertura post-vendita capilla- vamente in caso di surriscaldamento
legato in Wi-Fi, compatibile con le ul- re grazie alla rete di oltre 90 Service del motore, senza interrompere im-
time generazioni di MFD Garmin (la Dealer Saim distribuiti sulle coste ita- provvisamente l’uso del thruster, per

Speciale Accessori 43
garantire comunque il suo utilizzo. già nel corso di quest’anno sarà offerto Anche la IMET, con alle spalle
La protezione anodica in alluminio dalla Boston Whaler come optional su trent’anni di esperienza e tecnologia
del gruppo è facilmente sostituibile, alcuni suoi modelli. sviluppata nel settore dei controlli a
mentre il giunto elastico parastrappi Sempre al fine di semplificare la vita distanza, radio e telecomandati, si
dal design esclusivo lo preserva da dei diportisti durante le fasi di ormeg- è ormai affermata nel mondo della
shock meccanici. gio, Yacht Controller produce una se- nautica con la serie dei radiocomandi
È stato appurato che il sogno segre- rie di telecomandi molto sofisticati, Wave Marine. Ampiamente perso-
to dei comandanti più pigri (e impru- grandi più o meno come uno smar- nalizzabili, consentono di soddisfare
denti) è quello di giocare una partita a tphone, che operando entro un rag- ogni esigenza. Perciò, tanto per fare
burraco mentre la barca si ormeggia gio di 50 metri facilitano non poco le qualche esempio, si va dai comandi
da sola. Se consideriamo che auto operazioni. Nelle sue varie versioni, del salpancora, della passerella, dei
driverless già circolano sulle strade, inclusa l’ultima denominata Neme- portelloni del garage e delle gruette,
seppure a livello sperimentale, forse sis, gli Yacht Controller riproducono alla gestione delle vele per i grandi
quel futuro non è poi così lontano. Nel a distanza tutte le funzioni delle ma- yacht fino alla funzione più interes-
frattempo c’è chi si da fare per avvici- nette in plancia, potendo aggiungere sante che è quella di governare la bar-
narsi alla meta. Per rendere più pra- alcune funzioni accessorie fra cui, ca in fase di ormeggio consentendo di
tico e privo di pericoli l’ormeggio, ad ad esempio, il controllo del verricel- intervenire sia sui motori sia sull’elica
esempio, Raymarine ha elaborato il lo dell’ancora e delle eliche di prua o di prua. Il Wave Marine si presenta
sistema DockSense, basato sulla con- di poppa. Utilizzabili su una fascia di quindi come stazione di controllo au-
sapevolezza dell’ambiente circostante imbarcazioni oscillante grosso modo siliaria (e mobile, dato che può es-
ottenuta attraverso l’utilizzo di teleca- dagli 8,5 ai 55 metri, possono essere sere utilizzato da qualunque punto

Da sinistra, Raymarine DockSense, Yacht Controller e Wave marine

mere con visione stereo, che rilevano messi in uso con la massima sempli- dell’imbarcazio-
gli ostacoli circostanti individuando cità in un paio d’ore. Pur presentan- ne). Dotabile di
eventuali pericoli. Due le versioni: do funzioni parzialmente analoghe a un pannello retroilluminato per ope-
Docksense Alert offre immagini a 360° quelle di un joystick (per altri versi rare anche di notte, è leggero, ergo-
dell’area che circonda l’imbarcazio- molto più complete), non lo sostitui- nomico, intuitivo e perfettamente im-
ne avvisando in caso di pericolosa scono ma, potendo essere utilizzati in permeabile.
prossimità durante la manovra; Dock- qualunque punto dell’imbarcazione, Anche nel campo dei comandi più
Sense Control utilizza invece gli stessi consentono al pilota quella mobilità tradizionali si assiste tuttavia a un
input e la propulsione di bordo per il di comando che in molti casi risulta cambiamento in atto. Il joystick sta
mantenimento della posizione in una determinante. Grazie alla sua versa- conquistando sempre più spazio
manovra di ormeggio perfettamente tilità, Nemesis - il modello tecnologi- come sistema di governo e la Emer-
controllata da un joystick. DockSense camente più avanzato - è in grado di son ne ha ottimizzato le funzioni nel
Control è stato già testato a lungo con connettersi con tutti i tipi di manette suo Aventix Marex 3D. Progettato
pod e motori fuoribordo e Raymarine elettroniche oggi presenti sul merca- per consentire il controllo dell’imbar-
sta ora lavorando per rendere il siste- to, avendo in memoria oltre il 90% cazione con una sola mano, sia essa
ma fruibile anche con i motori entro- dei software e le tarature analogiche. un piccolo cruiser o un megayacht, il
bordo. DockSense Alert ha invece già I prezzi oscillano dai 3.000 ai 9.000 sistema offre all’utente una precisio-
visto la sua prima installazione ufficia- Euro a seconda dei modelli e delle ne eccezionale per manovre sicure
le su un Montecarlo MCY 76, mentre funzioni richieste. e senza stress. Una serie di funzio-

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di modelli, fra i quali ciascuno può correnza, con un rapporto qualità/
scegliere quello più adatto. prezzo del tutto vantaggioso.
Distribuiti in Italia da oltre 25 anni Anche i generatori della Dynamica
da SAIM Marine, i generatori Koh- si presentano silenziosi e affidabili,
ler, sono tra i prodotti di punta del- oltre che compatti e quindi di ingom-
la grande casa statunitense fondata bro ridotto, con prestazioni elevate ed
nel 1873 da John Michael Kohler. In emissioni acustiche tra le più basse
grado di soddisfare un’ampia gamma della categoria grazie a un rivesti-
di esigenze, da quelle del naviglio mento insonorizzante a pannelli ri-
commerciale a quelle più tipicamen- movibili che limita la rumorosità ad
te diportistiche, si presentano oggi in appena 54dB (A) a 7 metri. Questo
una nuova gamma equipaggiata con il biglietto da visita dei quattro gene-
il rivoluzionario motore Kohler KDI e ratori della serie che, con potenze dai
con il controller DEC 3500, dispo-

Aventix Marex 3D

ni opzionali connesse al posiziona-


mento dinamico completano poi il
pacchetto. Mediante la funzione “3D
Hold”, per esempio, è possibile
mantenere in assoluto automatismo
l’imbarcazione ferma nel punto de-
siderato, in l’attesa che si liberi l’in-
gresso del porto oppure la banchina Kohler DEC 3500
del distributore di carburante.
Il Marex 3D funziona con motori di nibile in versione monofase e trifase
quasi tutte le marche, con trasmis- con potenze di 28 e 35 kW. L’unità
sioni a passo fisso e linee d’asse termica è costituita da un turbo e tur-
convenzionali, in combinazione con bo-intercooler common rail a 4 cilin-
i propulsori ON/OFF e proporzionali. dri, motore nativo EPA Tier III per uso
Che sia integrato in un nuovo proget- marino o EPA TIer IV final per uso in-
to o adattato a un’imbarcazione già dustriale senza l’uso di dispositivi di
esistente, risulta inoltre di facile e ra- trattamento dei gas di scarico. Grazie
pida installazione. al controller DEC 3500, che carat-
terizza gli altri modelli della gamma
Un rinforzo energetico Kohler, tramite l’opzione PGEN i nuo-
Se alla crescita quasi esponenziale vi gruppi elettrogeni possono esse-
degli accessori di bordo si contrap- re messi in parallelo sia con gruppi Dynamica Mini 40 E e 90 E
pone le sempre maggior richiesta di della stessa potenza sia con gruppi
energia, nasce il problema di come di potenze diverse fino a un totale di 3,2 ai 9,6 kW, soddisfano nel modo
produrla. Considerati i limiti di vol- 4. Inoltre, è possibile gestire i carichi migliore le esigenze della nautica me-
taggio e di quantità di energia da (programmando il load management) dio-piccola. Progettati e assemblati in
parte delle batterie (anche quando in modo che i generatori sospenda- Italia dalla SAIM, essi si basano su
collegate a un inverter), l’unica via no in maniera autonoma l’erogazione un gruppo motore Yanmar per i mo-
oggi percorribile per produrre elettri- a un’utenza di bordo (preimpostata) delli più piccoli (40E /60E da 3 e 5
cità AC a 220V è quella del generato- quando il picco di energia viene su- kW) o Kubota per quelli di maggior
re, facendo pace con rumore e fumi perato e la ristabiliscano in modo au- potenza (70E / 90E). Questi ultimi
di scarico che la moderna tecnologia tomatico una volta che il carico rientri due sono disponibili nelle versioni da
ha limitato al massimo. Forti di que- nella disponibilità di energia del ge- 50 e 60 Hz e sono raffreddati tramite
sti presupposti, questi dispositivi si neratore. In particolare, il modello da scambiatore di calore interno. I mo-
sono quindi conquistati un posto di 35kW è caratterizzato da dimensioni delli da 60Hz sono inoltre compatibili
primo piano nel mondo dell’accesso- (1354 x 661 x 778 mm) e peso (kg EPA Tier III per il mercato statuniten-
ristica nautica e oggi si presentano 637 con cabina) talmente contenuti se. Tutti i modelli, facilmente instal-
sul mercato con una vasta gamma da renderlo unico rispetto alla con- labili a bordo, sono dotati di doppio

Speciale Accessori 45
sistema antivibrante e sono progettati per quando gli spazi sullo specchio stessa sensoristica, facilitano la reci-
per funzionare correttamente fino ad di poppa sono ridotti. Notevole la ve- proca intercomunicazione.
un’inclinazione massima di 30°. L’al- locità di azione e la corsa della lama La gamma parte dal modello dotato di
ternatore sincrono a due poli senza (40 o 60mm al secondo, in base ai una lama di appena 35 cm (il mag-
spazzole con classe di isolamento modelli), che si traduce in grande giore misura 110 cm) che si adatta a
H è dotato di arresto automatico per portanza senza ritardo e decuplica- imbarcazioni di fascia media. Essen-
alta temperatura. Il tutto è coman- zione delle prestazioni di controllo do comunque modulari, questi dispo-
dato da un’unità di controllo ed è rispetto a un trim tab tradizionale. sitivi possono essere montati anche
perfettamente protetto dagli agenti Il sistema lavora normalmente in in numero multiplo per assecondare
atmosferici (IP54), con tasti di co- modo completamente automatico per il disegno dello specchio di poppa
mando soft-touch, display digitale e correggere i moto oscillatori, grazie e integrati in maniera sinergica con
connettore Mod-Bus 485 per il mo- alla presenza di un giroscopio 3D i vari sistemi CMC. Possono quindi
nitoraggio dalla plancia di comando e di un GPS integrati, ma è dotato essere gestiti attraverso un pannello
principale. anche di un sistema di controllo che grafico da 7” posizionato in plancia.
permette al pilota di gestire in moda- Naturalmente possono essere acqui-
Carena dritta, buon marinaio lità manuale l’assetto dell’imbarcazio- stati in stand-alone per chi possiede
Per navigare al meglio anche con ne in modo intuitivo e preciso grazie sistemi di bordo diversi da quelli della
mare formato serve sicuramente il a un funzionale display da 2,8” che CMC
manico del pilota ma, al di là dell’a- fornisce in modo continuativo infor- Leggermente diverso dai sistemi so-
vere anche una carena ben disegna- mazioni su velocità, angolo di bec- pra descritti, quello dei SeaStar Trim

Zipwake Serie E

ta, servono anche dei buoni correttori Waveless Trim


d’assetto, siano essi i classici flap o i
più moderni interceptor: due diverse cheggio e di rollio e la posizione degli
soluzioni mirate allo stesso risultato. interceptor. Da notare che il pannello
La nuova serie E di Zipwake è stata di controllo, completamente stagno e
progettata per attenuare in modo ef- quindi installabile anche su barche
ficace il rollio della barca in naviga- open, può essere collegato a un GPS
zione, correggere il beccheggio, mini- esterno e ad altre apparecchiature at-
mizzare la resistenza al moto ondoso, traverso una porta NMEA 2000.
compensare l’eccessiva inclinazione Ampliando la propria presenza nel
della barca durante le manovre di ac- settore, la CMC ha introdotto nella Sea Star Trim Tabs
costata e, in definitiva, consentire an- gamma Waveless alcuni nuovi cor-
che un certo risparmio di carburante. rettori d’assetto progettati per riassu-
Adatta a imbarcazioni plananti o se- mere ed esprimere al meglio tutte le
miplananti da 60’ a 100’, sfrutta l’e- caratteristiche di quanto già presente
sperienza tecnologica della serie S e sul mercato, a partire dalla qualità
comprende tre modelli a lame dritte, dei materiali e della meccanica cura- Tabs della Dometic Marine, società
di tre lunghezze diverse (600-800- ta nei minimi particolari. I Waveless svedese di portata internazionale
1000 mm), tre modelli ad arco con Trim sono particolarmente rapidi ed che spazia nei più svariati campi del
tre diversi raggi di curvatura (500- efficienti nell’azione, ma il loro vero tempo libero, lavorano sul trim del
600-800) per installazioni su tunnel punto di forza è l’integrazione con i fuoribordo. Vincitore del Top Product
e due interceptor “chine” (600 mm), vari sistemi CMC che, utilizzando la Awards 2020, il sistema rende il con-

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trollo di stabilità dell’imbarcazione ker, azienda italianissima nonostante Sea Recovery, distribuita in Italia da
semplice e intuitivo, unendo la qua- il nome, ha in catalogo la serie ZEN SAIM Marine, fanno della nuova li-
lità dei materiali alla facilità di con- che presenta spiccate caratteristiche nea Aqua Matic Dual Pass un pro-
trollo grazie a un display che mostra di semplicità, silenziosità e leggerez- dotto di notevole interesse. Unica
in tempo reale la situazione del trim za. A queste cui si aggiungono poi la infatti l’apparecchiatura, ma doppia
e l’assetto della barca. I SeaStar Trim notevole flessibilità di installazione la modalità di funzionamento. Alle
Tabs possono facilmente integrarsi e l’efficienza garantita dal sistema a caratteristiche di un dissalatore tra-
con i sistemi Optimus EPS e Optimus recupero di energia. Il nuovo top di dizionale per produrre acqua dolce
360: il primo è un attuatore elettrico gamma, caratterizzato da un ottimo dall’acqua di mare, il nuovo AQM-DP
che riduce lo sforzo sulla timoneria a rapporto prezzo/qualità, è lo ZEN abbina anche la capacità di produrre
tutte le velocità, il secondo è un joy- 150 che, capace come suggerisce acqua ultra purificata per la pulizia di
stick a tre assi dall’azione dolce e pro- la sigla di fornire 150 litri/ora con un scafi e coperte sia dall’acqua salata
gressiva che consente anche ai meno consumo di soli 600W, condivide le sia dagli erogatori idrici di banchina.
esperti di manovrare l’imbarcazione doti di compattezza comuni a tutta la Il tutto, come detto, prodotto da un
con la massima sicurezza. linea. Grazie alla sua struttura può unico sistema di dimensioni ridotte.
lavorare sia in orizzontale sia in ver- Quanto al peso (dai 187 ai 194 kg)
Meglio dolce che salata ticale, facilitando il posizionamento bisogna non impressionarsi, poiché
Perché un dissalatore? La prima ra- anche all’interno di un gavone o in parliamo di prodotti destinati a unità
gione è la più ovvia: per non avere un locale tecnico. Di uso facile e in- di lunghezza superiore ai 24 metri.
più obblighi di razionare l’acqua dei Non a caso, la linea si compone di
serbatoi o magari salvarsi dall’incre- tre modelli in grado di produrre ac-
sciosa dimenticanza di un rubinetto qua potabile da 6.814 a 12.870 litri
chiuso male. Poi, volendo, c’è una al giorno, a seconda del modello, e
ragione meno ovvia, che è quella che da 5.300 a 10.978 l/g di acqua ultra
i serbatoi e relative tubazioni - soprat- purificata dal mare o da qualunque
tutto quando la barca viene lasciata sorgente di banchina, per la pulizia
per qualche mese a secco, magari di scafi e coperte. Caratterizzati da
anche nella stagione calda - hanno una pompa ad alta pressione in tita-
poi bisogno di essere sanificati, pena nio, gli AQM-DP sono disponibili in
un’acqua puzzolente come una sol- versione monofase e trifase a 50 e a
fatara a causa del fouling. Con un Shenker ZEN 150 60 Hz, e sono dotati di uno schermo
dissalatore non solo l’approvvigiona- insonorizzante che riduce notevol-
mento idrico è relativamente infinito, mente il disturbo acustico.
ma soprattutto si ha sempre a dispo- Un pannello di controllo
sizione un’acqua di ottima qualità. touch-screen, predisposto
Per quanto i prezzi siano negli anni per l’invio di messaggi se
notevolmente calati, questo prezio- connesso a una rete dati,
so accessorio resta pur sempre un consente la gestione delle
discreto investimento, ma ai fini di funzioni.
una navigazione nel comfort ne vale Se in mare l’acqua dolce
assolutamente la pena. Montaggio e è preziosa, di quella salata ne
gestione sono estremamente sempli- abbiamo invece in abbondanza e in
ci, dimensioni e pesi a secondo del Aqua Matic Dual Pass certi casi è altrettanto preziosa, come
modello sono adatti anche a barche nel caso di tutte le linee d’acqua che
di dimensioni medio-piccole e, tra i tuitivo, non necessita di alcuna rego- alimentano i circuiti di raffreddamen-
tanti vantaggi, da non trascurare la lazione poiché, come per gli altri mo- to dei motori di bordo, qualunque
possibilità durante le vacanze di non delli, è dotato di taratura automatica essi siano. Però se l’acqua dolce a
dipendere dai rifornimenti presso ma- di pressione. Inoltre tutte le funzioni bordo è vita, quella salata la vita la
rine o stazioni di rifornimento. sono gestite a distanza mediante un contiene, e molto più di quella che
Le tecnologie sono varie, i produttori display elettronico touchscreen posi- immaginiamo anche se non si vede.
in campo a livello internazionale non zionabile in plancia o sottocoperta, Il gioco di parole ci porta a un proble-
mancano, ma che alcune delle eccel- che consente il controllo completo di ma: il progressivo intasamento delle
lenze del settore siano made in Italy tutte le funzioni. tubazioni dovuto a organismi organi-
non può che solleticare il nostro orgo- Fra i prodotti esteri le nuove tec- ci, come cirripedi e alghe varie, e alla
glio nazionale. Fra queste la Schen- nologie adottate dalla statunitense soluzione studiata dalla Electrosea

Speciale Accessori 47
per risolverlo. Grazie a una piccola cessorio non abbia alcuna influenza attenzione all’ambiente. Il Micro-Pla-
percentuale di cloro costantemente sulle prestazioni. E allora? stic Collector può essere installato
monitorata da una centralina di con- Allora ecco il Suzuki Micro-Plastic facilmente all’interno del sistema di
trollo e a un processo elettrochimico Collector che - lo dice la parola stes- raffreddamento, e non influisce sul-
che avviene all’interno della Clear- sa - è un dispositivo che consente di le prestazioni, poiché impiega solo
Cell, il Clearline System studiato filtrare e raccogliere le microplastiche l’acqua che è già stata utilizzata per
dall’azienda americana distribuita da presenti nell’acqua di mare, utilizzata raffreddare il motore. La Suzuki conta
Indemar previene infatti l’accumu- per il raffreddamento del motore, con- di introdurlo come optional sui propri
Clearline System sentendo poi di rimuo- fuoribordo a partire da quest’anno e
vere e pulire il filtro che successivamente di renderlo disponi-
le ha trattenute. Quasi bile come tecnologia standard per la
superfluo ricordare che propria gamma.
queste millimetriche Da parte sua la Yamaha ha inve-
particelle, residuo dei ce realizzato un interessante gadget
milioni di oggetti pla- elettronico. Definibile come un siste-
stici che utilizziamo ma di controllo dedicato ai motori di
quotidianamente, sono maggior potenza della casa giappo-
oggi uno dei più mi- nese, l’Helm Master EX consente,
nacciosi inquinanti. grazie alle sue numerose funzioni,
una migliore gestione dell’imbarca-
lo di sostanze incrostanti di origine zione. Progettato per essere montato
organica. Tradotto in termini pratici su motorizzazioni singole o multiple
parliamo di una manutenzione note- a partire dai 150 HP a manetta elet-
volmente ridotta in termini di tempo e tronica, grazie alla sua flessibilità
di spesa, a tutto vantaggio del piacere può integrare nuove funzioni in fasi
di vivere in barca. successive. Di base abbiamo un ele-
gante controller Drive-by-Wire 6X9
Motori (DBW), un Display Touchscreen a
C’è stato un tempo in cui, quan- colori CL5 facile da utilizzare, sofisti-
do un fuoribordo andava in avaria, cate funzioni per il pilota automatico,
bastava togliere la calandra e con un Sistema Sterzante Elettrico Digi-
un po’ di pratica meccanica, salvo tale (Digital Electric Steering, DES) e
danni strutturali, si sistemava la Suzuki Micro Plastic un incredibile joystick per il completo
faccenda. Oggi sotto la calandra di controllo dell’imbarcazione. Quest’ul-
un moderno fuoribordo si cela una timo in particolare può essere mon-
sorta di misteriosa centrale elettro- tato anche su motorizzazioni singo-
nica che, in caso di cattivo funzio- le migliorandone la manovrabilità,
namento, si può solo guardare con mentre un’altra particolare funzione
aria perplessa. Perché più che ripa- è data dalla possibilità di aggiungere
rare oggi si tende a sostituire: si fa un sistema sterzante elettrico digita-
prima e tutto sommato si risparmia, le (attualmente integrato solo nella
anche se è un compito da lasciare gamma dei fuoribordo XTO) in tutti
a chi ha la dovuta esperienza. Su i motori dotati di analogo sistema,
meccaniche così sofisticate ci sono sempre per motorizzazioni singole o
ben pochi accessori con cui gioca- multiple a partire dai 150 HP.
re, ma ai grandi brand di settore
non manca la fantasia. Per giunta Infotainment
se è in qualche modo pensabile che Yamaha Helm Master Per rallegrare la navigazione, ma
un motore estremamente compatto soprattutto per creare suggestive at-
come un fuoribordo possa avere i Questo piccolo accessorio, che ci au- mosfere quando la barca alla fon-
suoi accessori esterni per renderne guriamo tracci una nuova rotta per da diventa una magica piattaforma
più funzionale l’uso, difficile pensa- aiutare a rendere più sano il nostro sull’acqua, serve quel tocco in più
re che possa esistere un accessorio mare, nasce nell’ambito del Suzuki che oggi è diventato un must soprat-
da inserire sotto la calandra, e ancor Clean Ocean Project con cui la casa tutto per barche di una certa impor-
più difficile pensare che questo ac- giapponese dimostra da anni la sua tanza. L’entertainment è diventato

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infatti sempre più di tendenza nella tutte le Smart Tv dello yacht. L’app di protezione IP65. I prezzi variano
nostra nautica, che si tratti di sofisti- raccoglie infatti tutti i media e le infor- tra i 649 e i 949 Euro Iva inclusa
cati sistemi stereo in grado di domare mazioni disponibili a bordo, consen- a seconda delle misure ( 6.5”, 7.7”e
la potenza con la qualità del suono tendo ad armatore, ospiti ed equipag- 8.8”). La confezione comprende tutti
o di straordinarie illuminazioni che gio di averli sempre a portata di mano. gli accessori per un facile montaggio
fanno galleggiare la barca su una Grazie alla grafica intuitiva, è possibile e una versatile installazione a bordo.
piattaforma di luce cromaticamente per esempio scegliere una playlist su Come detto, inserire la musica in
regolabile, o altri intriganti gadget, una Smart Tv o su un iPad, control- una cornice luminosa che ne esalti
tutto concorre a incrementare la pia- lare le videocamere di bordo, regolare la seduzione è oggi una delle ten-
cevolezza del vivere a bordo. Certo, la domotica o navigare su internet in denze più seguite. Quick ha recen-
se poi aggiungiamo i vari terminali totale sicurezza. temente arricchito la sua gamma di
video e magari qualche altro giochino Se le emozioni offerte della musica luci subacquee con tre nuove serie
elettronico, il controllo della situazio- giusta nel momento giusto sono for- denominate Delta, THI, e Evolution,
ne può diventare un po’ complesso. se quelle a cui siamo più sensibili, tutte perfettamente compatibili con
Se questo è il problema, Videoworks ha in questo campo l’elevata tecnologia il Quick Nautical Network, dispositi-
trovato la soluzione con il suo nuovo dei sistemi audio di bordo si affian- vo di punta dell’azienda italiana che
Key Core Solution, che si basa pro- ca all’estetica delle soluzioni. Fusion,
prio sulla possibilità di avere l’unità brand di casa Garmin nel mondo
di controllo principale in un unico dell’alta fedeltà, ha inteso soddisfare

A sinistra, Videoworks Key Core Solution, sopra, Wake Tower Signature

spazio tecnico entrambe con la sua ultima novità, i


centralizzato, Wake Tower Speakers della serie Si-
eliminando gnature. Si tratta infatti di altoparlanti
così la neces- dalle elevate caratteristiche tecniche
sità di installa- ed estetiche (la nuova serie è dispo-
re unità locali nibile con una finitura Sports White o
più piccole nei Sports Chrome, per adattarsi perfet-
diversi am- tamente ad ogni imbarcazione) che
bienti della uniscono alle notevoli prestazioni au-
barca. In pra- dio un design moderno e accattivante
tica, un rack ma, soprattutto, una particolare illu-
con un’archi- minazione interna con effetti spetta-
tettura innova- colari. Unendo il bianco freddo e il Quick Evo 60 e Quick QNN
tiva che, oltre bianco caldo alla tradizionale serie di
a migliorare led rossi, verdi e blu è infatti possibile permette di integrare i vari sistemi di
l’efficienza dei sistemi audio-video creare una propria atmosfera perso- bordo. Le tre serie si differenziano
e IT, consente di ottimizzarne gli in- nalizzata. Il fattore estetico resta tut- per estetica e potenza, che va dai
gombri risparmiando fino al 40% di tavia comprimario di prestazioni che, 30W ai 120W e sono caratterizzate
spazio. Il sistema consente inoltre di grazie alla tecnologia composita a da un sensore di temperatura che
ottimizzare i consumi (-25%) rispet- cono ‘CURV’, forniscono una maggio- previene qualsiasi forma di danneg-
to a un sistema standard e di ridurre re definizione del suono e un audio di giamento causato da un accidentale
la quantità di cavi elettrici di oltre il elevata qualità. Dovendo lavorare in aumento della temperatura, evento
20%. La nuova architettura di im- un ambiente aggressivo come quello per altro quasi impensabile dato che
pianto del KeyCore Solution vede poi salino, è poi da sottolineare la qualità il corpo lampada realizzato in acciaio
l’utilizzo della app Videoworks MyIn- dei materiali. I Wake Tower Speakers inox AISI 316, oltre a non subire al-
fo3.0 per la gestione dei canali multi- soddisfano anche gli standard indu- cun effetto di corrosione, garantisce
mediali e di infotainment presenti in striali più ferrei, offrendo un grado una forte dissipazione di calore. Di de-

Speciale Accessori 49
sign lineare, sottile, e fluidodinamico, disponibili per un uso immediato, ma skipper e gli ospiti non sono in grado
le nuove luci subacquee della Quick anche, ad esempio, disporre di quei di recuperarlo, il sistema invia co-
sono di facile installazione e possono dispositivi MOB (Man Over Board) munque un messaggio di emergenza
essere gestite dal Quick Color Control che, grazie all’evoluzione dell’elettro- che comprende posizione, direzione,
per modificare le tonalità di luce e per- nica e della geolocalizzazione satelli- data e ora dell’evento.
sonalizzare le proprie atmosfere. tare, sono diventati economicamente Tutt’altro che secondaria anche la
molto accessibili. funzione antifurto, in quanto con lo
La sicurezza non è mai troppa Per rendere più gestibile il problema, stesso sistema 1st Mate avvisa dell’u-
La tendenza a sentirsi superuomini la Brunswick - leggi Mercury - ha rea- so non autorizzato dell’imbarcazione
e magari a sopravvalutare le proprie lizzato il Mercury 1st Mate, il cui uso e ne blocca i motori.
capacità, o quelle del proprio mezzo, non è legato unicamente ai motori del Nei casi più seri, quelli in cui più che
è un atteggiamento comune a molti brand americano, perché può funzio- di un recupero di uomo a mare in una
diportisti, ma è un vezzo che soprat- nare con tutti i maggiori marchi inter- calda giornata estiva di calma piatta
nazionali. Il suo nome potrebbe trattarsi di salvare la barca
completo, 1st Mate in rapida via d’allagamento durante

Epirb 1 Pro

Marine Safety and Se- una burrasca, ci si può rivolgere a


Mercury 1st Mate
curity System, ne lascia un dispositivo più impegnativo come
intuire l’utilizzo che va a l’EPIRB (Emergency Position Indica-
tutto in inverno può essere pericoloso. proteggere lo skipper in prima battuta ting Radio Beacons). Parliamo di un
Del resto si fa presto a dire sicurezza (a maggior ragione se solitario) ma, trasmettitore radio interfacciato con il
a bordo, perché in realtà il tema è ampliando la dotazione, anche quel- sistema satellitare COSPAS-SARSAT
ricco di tante di quelle variazioni che la dell’intero equipaggio (cani e gatti per operazioni di ricerca e soccorso,
sarebbe facile perdersi in un mare inclusi) in caso di caduta a mare. 1st dotazione obbligatoria per la naviga-
confuso e tempestoso. Esattamente Mate è in pratica un kit che compren- zione senza limiti e per le imbarca-
come quello in cui si potrebbe cadere de un hub ricevente da montare fisso zioni charter (oltre 12 miglia o 12
(sul serio in questo caso) per super- in barca e un device trasmittente da passeggeri).
ficialità, inesperienza, onnipotenza e portare al polso o indosso con funzio- Al di là degli obblighi l’EPIRB è co-
via dicendo, tenendo conto che, pure ni diverse. In caso di caduta a mare munque un valido accessorio di sicu-
se dovesse capitare in un mare per- il sistema consente l’immediato arre- rezza, spesso trascurato per questioni
fettamente calmo, l’evento resterebbe sto dei motori e lancia un segnale di di costo e di ingombro. Di notevole
comunque potenzialmente assai pe- emergenza a tutti i cellulari collegati interesse, quindi, il nuovo EPIRB
ricoloso e perciò da affrontare con la (fino a sette, sui quali è necessario 1 Pro della Safe Sea, distribuito da
dovuta preparazione. Che non vuol scaricare l’app relativa che guida poi Furuno Italia, che si presenta come il
dire solo indossare giubbotti di salva- al recupero) fornendo anche la geolo- più compatto della categoria e che si
taggio quando le condizioni lo richie- calizzazione dell’uomo in mare. attiva a rilascio automatico sgancian-
dono, o avere anulari sempre pronti e Da notare che se in mare è finito lo dosi dalla custodia ed emergendo in

50
superficie. Il dispositivo incorpora un matico prodotti da Glendinning Ma- ridotto (37 x 29 x 46,6 cm) e un peso
sofisticato ricevitore GPS a 66 canali rine e distribuito sul mercato italiano di 28 kg. Inoltre, a richiesta, è dispo-
che utilizza tre reti satellitari, tra cui il da Saim Marine. Premendo un inter- nibile un telecomando per il suo con-
nuovo MEOSAR. ruttore elettrico servoassistito alimen- trollo a distanza e un sensore di fine
Viene così trasmesso per 48 ore un tato a 12 o 24 V, il Cablemaster con- corsa che interrompe il movimento
segnale di soccorso sia via satellite sente di estendere o riavvolgere cavi una volta che il cavo è completamente
sui 406 MHz sia sulla frequenza di di alimentazione da banchina da 20 riavvolto sulla bobina.
121 MHz, che trasmette la posizione metri (a 3 conduttori) della portata Non tutte le barche possono disporre
e l’ID univoco dell’utente a un Centro di 63Ah, praticamente senza alcuno di una scala reale e di un tender per
di Coordinamento Soccorso mentre, sforzo muscolare. Il cavo scorre infatti scendere a terra, cosa che ha sempre
contemporaneamente, si attiva una con grande facilità grazie a un mec- reso la passerella un accessorio pre-
luce stroboscopica a led. canismo brevettato che lo disimpegna zioso pur essendo, soprattutto sulle
non appena il cavo viene tirato. Mon- barche più piccole, un ingombro poco
Comodità di coperta tato a pavimento, a paratia o a soffitto, gradito e spesso anche poco sicuro.
Rendere la vita di bordo più como- il Cablemaster ha un ingombro molto Da qui il notevole impegno dei costrut-
da è tori per prodotti sempre più funzionali.
u n Besenzoni, una delle più grandi azien-
de del settore, si è talmente impegnato
in questo settore da arrivare a battez-
zare la sua ultima novità…LaPasse-
rella! Un nome che la dice lunga sul
carattere ambizioso e rivoluzionario di
questo accessorio. Del resto non se
ne possono negare le qualità poiché
Lapasserella si presenta leggera, sicu-
ra, pratica, silenziosa, eco-friendly e
– aggiungiamo noi - anche semplice-
mente…bella. In omaggio all’attuale
tendenza green, il meccanismo unica-
mente elettrico che ne gestisce il mo-
vimento elimina l’utilizzo di materiali
inquinanti come olio e tubazioni, ma
al rispetto per l’ambiente contribuisce
anche il rivestimento della pedana
in PVC ecologico. Naturalmente si è
guardato anche al contenimento del
peso (che, grazie all’eliminazione del
Cable Master CRM63 Besenzoni LaPasserella sistema idraulico, risulta inferiore di

obiettivo sempre inseguito dagli ar- Seares Seadamp Plus


matori, soprattutto quelli di pelo or-
mai bianco, e se sui grandi yacht è
quasi sempre l’equipaggio ad occu-
parsi delle incombenze più gravose,
nelle barche più piccole è lo stesso
comandante ad assumersi certi com-
piti. Per esempio allestire il collega-
mento con la rete elettrica di ban-
china mediante quel cavo pesante e
ingombrante che peraltro riveste un
non secondario ruolo in fatto di sicu-
rezza. Una delle soluzioni più interes-
santi per risolvere il problema è rap-
presentata dal Cablemaster CRM63,
uno dei modelli di avvolgicavo auto-

Speciale Accessori 51
circa 30 kg rispetto a quello di una yacht fino a 17 t a 3.450 Euro per Le razze, a seconda dei modelli, ven-
passerella tradizionale di pari misura), yacht fino a 55t. gono realizzate in acciaio inox oppure
al miglior sfruttamento dello spazio Dopo aver inglobato nei nuovi standard in polipropilene ad elevato carico di
e al risparmio energetico. Tanto l’ali- le murate abbattibili, una nautica sem- rottura ed eccellente resistenza alle
mentazione a 12 Volt quanto quella a pre più transformer ha rivolto le sue at- temperature. In quest’ultimo caso l’e-
24 Volt, viene infatti controllata da un tenzioni alle plancette poppiere renden- stetica è particolarmente curata per via
sistema elettronico che impedisce sol- dole sempre più “vive” e multitasking. di una goffratura dello stampo che ha
lecitazioni eccessive. Tre inizialmente Con alle spalle la sua lunga esperienza reso possibile un ricercato “effetto car-
le versioni previste, fra 2 e 4,5 metri, nel settore, Opacmare ha dedicato la bonio”. Da notare che i nuovi volanti
per un accessorio che oltre una certa sua S.A.F.E., già vincitrice di un Euro- Riviera vengono progettati in Cad 3D
dimensione di barca è semplicemente pean Product Design Award, alle imbar- e totalmente realizzati all’interno dello
irrinunciabile. cazioni motorizzate fuoribordo, persino stabilimento ligure.
Sempre restando all’ormeggio, in linea quelle plurimotorizzate. Questa innova- Se per quanto bello il vostro volante, o
con la tendenza eco-friendly mirata tiva piattaforma hi-low, ovvero in grado timone che dir si voglia, dovesse però
alla protezione dell’ambiente marino, il di scendere e salire rispetto alla superfi- risultare un po’ duro da governare, forse
nuovo Seadamp Plus della Seares of- cie del mare grazie ad un meccanismo potrebbe servirvi un sistema di demolti-
fre una soluzione per produrre energia elettro-idraulico, può posizionarsi a tre plicazione dello sforzo come l’Optimus
che, paradossalmente, mette proprio diversi livelli. Oltre a quello standard può EPS della Dometic. Utilizzabile con
infatti scendere sotto il livello dell’acqua
per facilitare l’accesso al mare o il varo
di piccoli tender o moto d’acqua (note-
vole la superficie disponibile), consen-
tire una più facile manutenzione dei
motori e, nel contempo, migliorare la
stabilità dell’imbarcazione alla fon-
da. In posizione sopraelevata facilita
la discesa in banchina e consente il
lift dei motori.
Tutto quanto sopra crea per gli
amanti della nautica un coacervo
di emozioni al cui top c’è, inevitabil-
mente, quella di impugnare la ruota
del timone della propria imbarcazione
e vivere il piacere della guida. L’ab-
biamo chiamata ruota, termine nauti-
S.A.F.E. Opac Mare camente più appropriato, ma in molti
Riviera Volante VR00
casi, soprattutto sulle imbarcazioni più
il mare al suo servizio. Parliamo infatti sportive, si può parlare anche di volan- qualsiasi tipo di motorizzazione, singo-
di un ammortizzatore d’ormeggio che te, elemento sul quale molti armatori la, doppia, tripla o anche quadrupla,
sfrutta l’energia delle onde marine, sia- – spesso trasferendovi l’esperienza au- questo dispositivo interviene offrendo
no pure quelle appena accennate della tomobilistica - si dimostrano alquanto una navigazione stabile e precisa sia in
risacca, per produrre energia elettrica in esigenti. Riviera, da quarantacinque dislocamento sia in planata, essendo
grado di ricaricare le batterie di bordo. anni uno dei nomi storici nel campo in ogni caso regolabile a piacimento a
Il sistema è assolutamente silenzioso delle bussole nautiche, ha affrontato seconda della velocità. Rispetto ai tra-
e l’ammortizzatore, oltre che efficiente seriamente anche questo problema dizionali sistemi meccanici o idraulici
per il suo compito primario, cioè quello ampliando la sua gamma di accessori risulta particolarmente silenzioso, può
di assorbire gli strappi, possiede persi- di qualità anche a questo specifico set- essere installato con la massima facilità
no un bel design. Risultato, una ricari- tore. Robusti, ergonomici e molto ele- e, soprattutto, fa a meno di olio e tuba-
ca continua h24 visualizzata attraverso ganti, i volanti di Riviera si caratteriz- zioni risultando più ecologico. Nell’ottica
un led circolare di facile lettura. Nel zano per l’effetto pelle del “Megol”, un di un controllo totale dell’imbarcazione
pieno rispetto della mission di Seares, materiale soft-touch - dunque morbido è inoltre compatibile con i più diffusi
tutti i materiali con cui viene prodotto e gradevole al tatto - che viene utilizza- brand di autopiloti ed è stato progetta-
Seadamp Plus sono biodegradabili o to per la sovrastampata dell’impugna- to per essere abbinato al joystick della
ricliclabili, mentre il prezzo a seconda tura. Non mancano tuttavia modelli in stessa azienda svedese senza nessun
del modello varia da 2.249 Euro per mogano dal gradevole effetto vintage. particolare intervento. ◼

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del tempo
LA COPPA AMERICA DEI FOIL

di Andrea Mancini
AC 75
A detta degli esperti sono l’elemento che deciderà l’esito
di questa America’s Cup. Certo, ci sono l’abilità degli equipaggi
e la tattica, le vele, le forme degli scafi. Ma tutto sembra meno
importante dei foil, le ali immerse che fanno volare gli AC75.
Vediamo allora come funzionano e a cosa servono.

54
entre sfrecciano a 40 dell’innovazione tecnologica nel campo

M
nodi con un braccio in velico. D’altronde, proprio l’innovazione
acqua e l’altro sospeso tecnologica ha sempre fatto parte del-
fuori sembrano qua- la Coppa America, nata come sfida tra
si dei volatili preisto- il Nuovo e il Vecchio Continente per di-
rici, lo dicono in mol- mostrare chi sapesse costruire la barca
ti. Oppure delle barche con i trampo- a vela più veloce. Le barche con cui si
li. Ma, al di là del loro strano aspetto, i è disputata la competizione, infatti, so-
nuovi AC75 rappresentano il massimo no sempre state all’avanguardia della

Con un braccio in acqua e un altro sospeso fuori sembrano quasi


dei volatili preistorici, dei veri mostri primitivi.
Sotto, la classe America’s Cup 75 (AC75) confrontata con i catamarani volanti
delle precedenti edizioni della sfida.
di e Vmg (velocità di avanzamento ver-
Fig. 3 so la boa) di 27-28 nodi, praticamente
tre volte la velocità del vento reale, così
come ai lati di poppa dove si toccano i
50 nodi. Dopo aver visto gli AC75, gli
AC50 ad ala rigida sembrano già obso-
leti. Pensare poi che tutto questo avvie-
ne grazie a due piccole ali immerse sul
lato sottovento che, con una superficie
che non raggiunge i 2 metri quadra-
ti complessivi, fanno volare una bar-
ca di oltre 20 metri del peso di 7.500
kg, equipaggio compreso, è ancora più
stupefacente. Non a caso, a detta de-
gli esperti, proprio i foil sono l’elemen-
to che deciderà l’esito di questa Ameri-
ca’s Cup, combattuta dalle quattro bar-
che in gara: Te Rehutai (Emirates Team
New Zealand), Luna Rossa (Luna Ros-
sa Prada Pirelli), Patriot (American Ma-
gic) e Britannia (Ineo Team UK). Cer-
to, ci sono l’abilità degli equipaggi e la
All’estremità del foil arm (braccio) è posizionato un siluro con la zavorra, dal quale partono le due foil wing
tattica, le vele, la forma degli scafi. Ma
simmetriche (le ali). Nella figura in basso, le modalità di navigazione con i foil.
tutto sembra passare in secondo pia-
loro epoca tecnologica. Lo era la golet- dopo oltre 100 anni, nel 1987, permi- no rispetto alle ali immerse che fanno
ta America che strappò il trofeo agli in- sero di strappare la Coppa al dominio volare gli AC75. Vediamo allora come
glesi, innovativa tra i 18 yacht britanni- degli americani. Poi i 12 metri SI fu- funzionano e che cosa si deve fare fare
ci nella regata attorno all’isola di Wight rono anche loro rimpiazzati dalle varie per sfruttarle al meglio.
del 22 agosto 1851. Lo erano le strabi- versioni degli ACC, a loro volta sostitu-
lianti big boat dagli slanci enormi di fi- iti dai cat ad ala rigida e poi dai foil vo- I foil
ne XIX - inizio XX secolo. Lo erano gli luti da Russell Coutts e Larry Ellison. Per “foil” si intende in questo ca-
splendidi J Class del periodo tra le due È più che normale, quindi, che anche so un’ala che, grazie alla sua forma,
guerre. Così come i 12 metri stazza in- quella tecnologia sia adesso stata su- quando immersa in acqua è in grado
ternazionale che durarono per più edi- perata da questi fantastici AC75, mo- di produrre portanza (forza vertica-
zioni, inserendo di volta in volta inno- noscafi con i foil e con vele ad alta tec- le) al costo di una resistenza minima,
vazioni importanti. nologia ma di nuovo soft e ammaina- analogamente a quello che avviene
Come non ricordare, a proposito, le bili. Lascia senza fiato assistere a boli- per le ali che fanno volare gli aerei.
alette sulla chi lia di Australia II, che ne con velocità sull’acqua di 33-34 no- La differenza rispetto a queste ultime

Fig. 4

56
Fig. 5

All’interno dei parametri della box rule, i foil wing


possono assumere varie forme, sia in sezione sia
in pianta, come si può notare nella figura sche-
matizzata qui sopra. Si tratta di differenze evidenti
riscontrabili anche sui foil studiati e utilizzati dai
vari team. Ad esempio, per sfruttare al massimo le
possibilità offerte dal regolamento che prevede la
costruzione di non oltre 3 coppie di foil wing, i test
iniziali sono stati condotti con il foil wing di destra
diverso da quello di sinistra, in modo da verificare
più forme e configurazioni. Nella foto 5a si vedono
bene le differenze tra i due foil wing inizialmente te-
stati sulla barca neozelandese, uno completamente
piatto e l’altro con diedro sostenuto, fino ad arrivare
a forme ben più complesse come il foil wing a “V
spezzata” utilizzato per Britannia (fig. 5b) nelle ulti-
me configurazioni.

so tempo, qualcosa potenzialmente ap-


plicabile in larga scala anche a barche
sta nelle dimensioni: il foil è enorme- sto elemento (vedi box di approfondi- più “normali”. Uno dei principali obietti-
mente più piccolo di un’ala d’aeropla- mento sulla “portanza”). vi del team progettuale che ha sviluppa-
no poiché si trova a lavorare in un flu- Pur essendo presenti nel mondo nava- to e messo a punto la box rule è stato,
ido, l’acqua, che è circa 1.000 vol- le e nautico da decenni (basti pensare infatti, quello di sviluppare una tecnolo-
te più denso dell’aria. Di conseguen- agli aliscafi per il collegamento passeg- gia accessibile e sostenibile che potesse
za, la sua portanza, ovvero la spinta geri delle nostre isole), i foil si sono dif- essere trasferita ad altre classi di barche,
verso l’alto, è molto più concentrata. fusi in ogni campo della nautica soltanto a differenza dei catamarani AC50 delle
Risultato: con una piccola ala in ac- dopo il 2013, quando sono stati sdoga- passate edizioni.
qua si riesce a far volare in aria una nati dalla prima America’s Cup dei cata-
barca. Non a caso, più propriamente marani volanti. Ma a fronte delle innu- I foil degli AC75
si parla di hydrofoil, laddove il suffis- merevoli e varie applicazioni su diverse Gli AC75 sono dotati di due bracci ba-
so idro - indicante l’acqua - ci ricor- tipologie di barca, i foil degli AC75 sono sculanti, uno per ogni lato della barca,
da appunto l’utilizzo dei foil in que- qualcosa di mai visto prima e, allo stes- ai quali sono collegati in basso i due foil

57
principali, simmetrici e disposti a T (fig.
03). In gergo tecnico i due bracci ba-
sculanti sono chiamati “foil arm” (brac-
cio del foil), mentre le due coppie di foil
sono i “foil wing” (ala del foil). A questo
sistema si aggiunge il timone, anch’es-
so dotato di foil a T.
I foil possono assumere fondamental-
mente tre posizioni, a seconda della
modalità di navigazione (fig. 4).
Quando la barca entra o esce dal porto,
oppure quando è in banchina, i foil non
devono lavorare e, perciò, restano sotto
la carena in modo da non costituire pe-
ricolosi ingombri laterali fuori dalla sa-
goma della barca. In andatura portan-
te entrambi i foil wing sono sott’acqua
e, con l’aumentare della velocità, solle-
vano la barca. È una modalità di navi-
gazione più stabile ma più lenta. Nel-
la normale andatura durante la quale
la barca è completamente fuori dall’ac-
qua, solo il foil wing sottovento è im-
merso, mentre quello sopravvento è
alzato e fa da contrappeso assumen-
do una posizione orizzontale che la fa
Fig. 6 sembrare una strana ala … o il braccio
di un qualche strano volatile preistori-
co! Parliamo di circa 1.250 kg com-
Nel piccolo trapezio largo 4 metri e alto mezzo metro evidenziato nella figura sopra si gioca la partita della 36° plessivi, dovuti al peso della zavorra
America’s Cup. Secondo quanto prevede la box rule, le scelte dei vari team in termini di forma e angolazioni contenuta nel siluro tra i due foil wing
dei foil wing dovranno essere contenute all’interno di questo volume. Le restanti parti idrodinamiche legate al a cui si aggiunge il peso del foil arm,
“volo” sono infatti costituite da componenti uguali per tutti, alcuni addirittura prodotti da un unico fornitore circa 450 kg dovuti alle sue dimensio-
individuato dagli organizzatori.
ni e ai materiali utilizzati per sopportare
gli elevatissimi carichi (peso della bar-
ca e, soprattutto, le forze per il trasferi-
mento dell’energia propulsiva del ven-
to alla barca). Quest’ala può essere an-
che molto pericolosa nel caso di incro-
cio ravvicinato tra due barche. Non a
caso il regolamento impedisce alle due
barche di avvicinarsi a una distanza
per cui il foil sollevato possa diventa-
re una ghigliottina pronta a falciare l’e-
quipaggio avversario, tuttavia il rischio
rimane. Ma torniamo al foil wing in ac-
qua, quello sottovento, che non solo
produce tutta la portanza per far volare
la barca nelle condizioni di navigazione
“normale”, ma limita anche lo scarroc-
cio laterale come una normale deriva.
Per ottenere la giusta portanza e la giu-
Vista sottocoperta di un AC75 dove si trovano il sistema di movimentazione dei bracci completo dei sta forza resistente al naturale scarroc-
relativi sistemi di controllo idraulici, elettrici e elettronici. Anche questo sistema è per tutti lo stesso cio si agisce sulla forma della “wing”, il
(credit Ineos team UK). profilo dell’ala, ma anche sull’angola-

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Foto sopra a sinistra Britannia America’s Cup;
zione reciproca delle due wing, le ali, a destra, New York Yacht Club-American Magic. to in quest’ambito saranno, con molta
che possono essere allineate su una In basso a sinistra, Luna Rossa; probabilità, i fattori che determineran-
retta oppure angolate tra loro (l’estre- a destra Emirates Team New Zealand. no l’esito di questa edizione della Ame-
mità dell’ala è spostata indietro rispetto rica’s Cup. Proprio nello spirito origina-
alla radice). Inoltre, i foil sono progetta- tura, oltre ad essere uguali per tutti so- rio della competizione che, come dice-
ti con un angolo diedro non nullo, nel no prodotti da un unico fornitore indi- vamo all’inizio, è quello di costruire la
senso che i bracci della “T” non sono viduato dagli organizzatori. Una scelta barca a vela più veloce. Punto.
perpendicolari al gambo ma hanno un che, in particolare, ha riguardato il foil Senza entrare troppo in dettagli tecni-
angolo, il diedro appunto (fig. 5). La arm e il relativo sistema di movimen- ci, basti sapere che, ad esempio, se da
forma dei foil wing e la loro angolazione tazione idraulico-elettronico. È quindi una parte un foil wing grande, con tan-
sono tra le poche variabili su cui hanno evidente che quel piccolo trapezio, lar- ta superficie, facilita il decollo (che av-
potuto agire i team di progettazione nei go 4 metri e alto mezzo metro, eviden- viene prima), la stabilità del volo e le
limiti indicati nella figura 6. Altre scel- ziato nella figura 6, è il luogo dove si manovre, dall’altra è penalizzante al-
te, infatti, sono per regolamento ugua- gioca la partita decisiva. E le scelte che le alte velocità dove produce una mag-
li per tutti. Alcuni componenti, addirit- i vari team di progettazione hanno fat- giore resistenza idrodinamica che ral-

59
enta la barca. Alle alte velocità sareb-
e quindi preferibile un foil wing pic-
olo. Inoltre, sempre alle alte velocità,
iciamo pure al di sopra dei 40 nodi,
estremamente probabile la presen-
a di cavitazione sulla faccia superio-
e (dorso) del foil wing. Inevitabilmen-
e ciò condiziona la scelta del tipo di
rofilo. Scegliere un profilo più efficien-
e per queste condizioni significa però
ssere penalizzati alle basse velocità,
uando avviene “il decollo”, la delica-
issima fase di transizione tra la con-
izione dislocante e il volo. Così come
a scelta di un profilo più efficiente al-
e basse velocità risulta penalizzante al-
e alte. È quindi necessario trovare una
oluzione di compromesso. Oppure,
oncentrandoci sul diedro, non esisten-
o forma e angoli ottimi per ogni situa-
ione, la scelta dei progettisti è inevita-
ilmente finalizzata a trovare il maggio-
Schematizzazione delle linee di carena di Luna Rossa: se non fosse per le braccia basculanti, tutto sommato e bilanciamento possibile tra la mag-
risulterebbe un monoscafo abbastanza convenzionale. giore stabilità e la maggiore agilità de-
terminata dall’angolo di diedro. Parlia-
mo quindi di scelte che si dimostreran-
Fig. 10
no vincenti in certe condizioni di regata
e perdenti in altre, scelte che potranno
essere valutate solo a fine competizio-
ne. Certo, non va dimenticato che, alla
fine, c’è sempre la componente uma-
na che, nello specifico, gestisce l’ango-
lazione del foil wing immergendo più o
meno il foil arm, il braccio, oppure ge-
stisce il trim tab di cui ora parleremo.
Ma, come abbiamo visto, le caratteristi-
che intrinseche dei foil rimangono de-
terminanti.

L’equilibrio
Un’altra interessante novità presente
sugli AC75 è la possibilità di regolare la
forma del bordo di uscita dei foil wing
con dei piccoli flap posti all’estremità.
Proprio come succede con i deflettori
di un aereo, con i flap si può decide-
re di generare più o meno portanza su-
Oltre a sollevare la barca e farla volare, la portanza generata dal foil wing in acqua contrasta il mo-
gli hydrofoils abbassando o alzando il
mento sbandante causato dal vento che spinge sulle vele. Per massimizzare la coppia raddrizzante,
o “momento”, i due foil wing sono applicati in fondo alle lunghe foil arm, le braccia del volatile flap posto sul bordo di uscita del foil
preistorico, che vengono posizionate come due ali di uccello per distanziare al massimo (braccio di stesso che, in questo, caso diventa un
raddrizzamento) le due forze verticali di verso opposto, rappresentate dalla portanza del foil wing correttore di assetto o trim tab. Con un
sottovento e dal peso dell’intero foil zavorrato sopravvento. Rricordiamo che tra le due ali del foil c’è trim positivo si va ad arcuare il profi-
un siluro zavorrato che permette all’intera deriva di superare i 1.200 kg. lo complessivo, generando più portan-
A questa coppia raddrizzante si aggiunge una analoga coppia raddrizzante costituita dal peso della za. È quello che succede quando, per
barca ma avente un braccio minore. favorire il decollo di un aereoplano, i

60
flap delle ali vengono inclinati verso il rezione di avanzamento, voltare a de- il momento sbandante (o coppia sban-
basso. La stessa possibilità di regola- stra o a sinistra, in uno spazio tridimen- dante) dato dalla forza del vento sulle
zione dell’angolo di trim è presente an- sionale c’è la necessità di un secondo vele che tende a far ruotare lateralmen-
che per il timone, anch’esso di forma dispositivo che permetta di controllare te la barca, sbandandola, appunto. Su-
a “T”, che ha l’ulteriore compito di sta- la direzione di avanzamento anche sul gli AC75 tutto questo si fa in due mo-
bilizzare attivamente l’assetto longitudi- piano verticale, cioè andare su o giù. di, ma sempre sfruttando al massimo il
nale (l’angolo di beccheggio) con con- Una bella complicazione! Esattamente braccio di leva delle forze in gioco, ov-
tinui aggiustamenti del trim, sia positivi come accade sugli AC75 dove, oltre al vero le braccia del volatile preistorico: i
sia negativi. In questo modo è più faci- timone che permette di andare a de- foil arm (fig. 10). Come infatti ci ha in-
le (relativamente parlando) controllare stra o a sinistra, ci sono i trim tab dei segnato Archimede da Siracusa, più il
e regolare l’assetto della barca, in volo foil che permettono di gestire l’assetto braccio di leva è lungo, ovvero le due
e in acqua. Insomma, timonare diven- di volo, ovvero l’angolo di beccheggio. forze sono distanti tra loro, maggiore
ta un po’ come pilotare un aereo. Ma Ma non è finita qui. Immaginiamo sul- è l’effetto in termini di momento. Ecco
poichè suppongo che molti di noi non la nostra bicicletta tridimensionale di spiegato il motivo per il quale entram-

I numeri di un AC75

Lunghezza f.t.: 22,86 m


Lunghezza scafo: 20,70 m
Larghezza: 5 m
Dislocamento: 6.500 kg
(+ 1.000 kg equipaggio)
Zavorra mobile: 2.500 kg
Deriva foil: 5 m
(massima immersione)
Larghezza foil simmetrici: 4 m
Albero: 26,5 m
Sup. vel. totale: 340 mq

abbiano mai pilotato un aereo, per ave- avere anche una vela per andare più be le braccia - i foil arm - sono posizio-
re un’idea della difficoltà di far decolla- veloci. Se il vento ci arriva lateralmen- nate come due ali di uccello: proprio
re la barca e, soprattutto, di mantenere te, dovremo contrastare in qualche mo- per distanziare al massimo le due for-
un volo stabile in equilibrio su due so- do la forza che ci spinge di lato. Possia- ze verticali, di verso opposto, e produr-
li punti di appoggio costituiti da un pa- mo farlo spostando del peso dalla par- re il massimo momento raddrizzante.
io di metri quadrati complessivi di su- te opposta, sopravvento, analogamen- Parliamo della forza peso (diretta verso
perficie mentre si corre a 40 nodi, pos- te a quello che si fa su una piccola de- il basso) data dal foil wing sopravvento
siamo immaginare di pedalare su una riva sulla quale l’equipaggio si sporge (ricordiamo che tra le due ali del foil c’è
bicicletta volante che si muove in uno all’esterno della barca, dalla parte op- un siluro zavorrato che permette all’in-
spazio tridimensionale e non su una posta delle vele, per ottenere con il suo tero foil di superare i 1.200 kg). È lo
superfice bidimensionale come, inve- peso il momento raddrizzante necessa- stesso lavoro fatto dall’equipaggio del-
ce, avviene in realtà. Se su una super- rio, ovvero quella forza per una distan- la piccola deriva che si sposta soprav-
ficie bidimensionale in bicicletta basta za (per questo si chiama anche coppia vento. Ma parliamo, anche, della forza
il solo manubrio per controllare la di- di stabilità) che consente di bilanciare verso l’alto data dalla portanza svilup-

61
pata dal foil wing immerso. Ecco il mo-
tivo di queste strane braccia. Esse per-
mettono di spostare lateralmente il pun-
to di generazione della portanza così da
ottenere il duplice effetto di far volare la
barca e, al contempo, darle stabilità. Ri-
sparmiando peso in termini di zavorra
e permettendo il raggiungimento di ve-
locità elevatissime. È evidente, quindi,
che gestire tutte queste forze per ottene-
re un equilibrio dinamico, che cambia
istante per istante mentre la barca navi- Le due vele inferite ai due vertici della D della sezione dell’albero creano un flusso molto più pulito rispetto a quello
ga, è estremamente complesso e diffici- che si genera su un albero tradizionale, laddove il flusso incontra uno scalino tra albero e vela.
le. Proprio come la nostra immaginaria
bicicletta a vela che si muove nello spa- È quindi necessario adottare delle pre- facile. La parte più delicata consiste nel
zio tridimensionale. cauzioni, come partire con vele più la- coordinare perfettamente la variazione
scate e con il foil wing sopravento leg- di apertura dei foil con l’imbardata im-
Modalità di navigazione germente aperto, ma sempre immerso, posta dal timone. Ci sarà un momento,
Abbiamo già accennato alle varie mo- in modo da avere un trim negativo per infatti, in cui il foil wing sopravento do-
dalità di navigazione, soffermandoci poi creare deportanza e avere maggiore mo- vrà entrare in acqua e quello sottovento
a quella che potremmo definire a “regi- mento raddrizzante. In questo modo la uscirne. Se il primo scende troppo pre-
me”, ovvero durante il volo con il solo barca prende velocità gradualmente, li- sto, si rischia di aumentare il momento
foil sottovento in acqua. Ma non si na- mitando al massimo lo sbandamento. ribaltante (il foil wing lavora sul lato sba-
viga sempre a 40 nodi sospesi in aria. Non appena si accelera, le forze aero- gliato e la portanza aumenta il momen-
Così come ci sono le virate e le abbattu- dinamiche e idrodinamiche aumentano to ribaltante anziché diminuirlo) e si ri-
te, ovvero quelle manovre in cui la barca di molto, poiché variano con il quadra- schia la scuffia. Se fatto troppo tardi, il
cambia direzione rispetto al vento. Ve- to della velocità. La barca aumenta la foil wing rischia di non essere totalmen-
diamone quindi alcune di queste moda- sua velocità con la pressione sulle vele te immerso oppure non fa in tempo a
lità di navigazione. che la fanno sbandare mentre i due foil
Partiamo dalla barca ferma, quando i wing e la parte alta della randa, regola-
foil sono ripiegati sotto lo scafo nella loro ta in modo da creare deportanza, forni- La portanza
posizione di riposo, agendo come una scono momento raddrizzante. A un cer-
normale chiglia del peso complessivo to punto, la barca è sufficientemente ve- Immaginiamo di prendere un’ala
di appena 2,5-3 tonnellate. Parliamo di loce da in cominciare a sollevarsi ed en- e di tagliarne una fetta. Ottenia-
un peso davvero esiguo per una barca trare in planata. Questo è il momento mo il profilo, la parte essenziale
di 75 piedi così sovrainvelata. In queste più delicato, in cui l’equipaggio deve co- dell’ala che ne definisce ogni ca-
condizioni, se si cercasse di prendere ordinarsi alla perfezione fra l’apertura ul- ratteristica. Potremmo quasi di-
velocità cazzando le vele, la barca si ro- teriore dei foil e la regolazione delle vele. re il suo DNA. Come si vede in
vescerebbe molto facilmente a causa di La parte alta della randa viene inverti- figura, le differenze di velocità e
un momento raddrizzante insufficiente. ta e riportata nella sua forma tradiziona- quindi di pressione che si deter-
le, diventando estremamente potente e minano tra la faccia superiore e la
permettendo alla barca di sollevarsi del faccia inferiore del profilo, quan-
tutto. Il foil sopravvento, molto aperto, è do questo incontra un fluido con
a questo punto totalmente fuori dall’ac- un certo angolo di incidenza, ge-
qua ed esercita un momento raddriz- nerano una forza che può esse-
zante solo grazie al suo peso. re scomposta in due componenti:
Siamo così arrivati alla virata. Effettua- quella verticale e quella orizzon-
re un cambio di mure in planata senza tale. Quella verticale è la portan-
mettere la prua in acqua è tutt’altro che za (lift in inglese) mentre quella
orizzontale è la resistenza.
Nella foto si vede bene la doppia randa e la coperta Le due forze si esprimono mate-
piatta e pulita per ridurre al massimo le resistenze maticamente si così:
aerodinamiche. Per lo stesso motivo l’equipaggio portanza = 0.5 ρ CL A V2
lavora sempre nascosto nei due lunghi corridoi sca- resistenza = 0.5 ρ CD A V2
vati in coperta, in trincea.
generare portanza e si scuffia non appe- che solleva la barca in modo da massi- cendo di molto le turbolenze che l’albe-
na si cambia di mure. Quando ci si ap- mizzare il momento raddrizzante, men- ro produce su una normale randa a cen-
presta alla virata, il foil wing sopravven- tre l’altro andrà aperto più gradualmen- tro albero. Oppure, sempre rimanendo
to va portato appena sotto il pelo d’ac- te fino a farlo uscire completamente in tema di randa, la scelta di avere il bo-
qua e il trim regolato in modo da gene- dall’acqua. ma che sfiora la coperta al fine di limita-
rare deportanza così da fornire un mi- re al di totto di esso il passagggio dell’a-
nimo di momento raddrizzante. Il timo- Conclusioni ria dal lato in sovrapressione a quello in
niere, intanto, comincia la manovra e Forse a questo punto è più chiaro il mo- sottopressione, cioè sottovento, penaliz-
quando il foil wing entra in acqua è co- tivo per il quale gli esperti sostengono zando l’efficienza. Così come la scelta,
me tirare il freno a mano su uno slittino che proprio i foil sono l’elemento che de- fatta da tutti i team, di mettere l’equi-
soltanto da un lato. Si hanno due effetti: ciderà l’esito di questa America’s Cup, paggio in trincea, nascosto nei due lun-
da una parte il foil fa da perno in acqua il fattore per il quale le scelte fatte dal ghi corridoi scavati in coperta per ridurre
e ci aiuta a girare; dall’altra aggiunge re- team di progettazione saranno determi- la resistenza aerodinamica. Anche per
sistenza e fa da freno. E qualsiasi frena- nanti. Certo, non possono essere tra- ciò che riguarda le forme di carena (per
ta, in barca così come su una moto o in scurate le altre innovazioni introdotte, esempio, la carena ultrapiatta degli in-
auto, produce sempre una inclinazione le quali tuttavia appaiono meno deter- glesi e la lunga chiglia di Luna Rossa),
in avanti. La prua ha dunque tendenza minanti se non altro perché le possibi- per quanto evidenti e significative, sono
ad abbassarsi, con il rischio di una brut- lità di manovra dei vari team sono sta- sicuramente meno determinanti dei foil,
ta ingavonata. te oggettivamente più limitate e le scel- se non altro perché, durante la regata,
Questa tendenza può essere compensa- te effettuate sovrapponibili. Parliamo, ad in acqua ci stanno davvero poco. Cer-
ta quasi esclusivamente mediante il trim esempio, dell’albero a “D“ che può ruo- to, ancora una volta assisteremo a rega-
del timone, oppure eseguendo la mano- tare sul suo asse e della doppia randa, te giocate sui dettagli, sulla coordinazio-
vra abbastanza in fretta da perdere me- cioè delle due vele inferite ai due verti- ne e l’affiatamento degli equipaggi, sulla
no velocità possibile. Appena effettuata ci della D della sezione dell’albero che, loro conoscenza della barca in ogni con-
la virata, il foil wing che è entrato in ac- di fatto, vanno a formare una randa tri- dizione di vento e di mare. E non man-
qua per ultimo andrà rapidamente aper- dimensionale, ma non rigida, dove l’a- cheranno sicuramente i colpi di scena.
to sottovento per spostare lateralmente ria che investe l’albero scivola lungo cia- Ma sarà l’efficienza dei foil e la loro ge-
il punto di applicazione della portanza scuna vela seguendone il profilo, ridu- stione la vera chiave del successo. ◼

laddove ρ è la densità del fluido, A è mi (per esempio sugli alianti). È per lenti che al traverso: non solo per-
un’opportuna area di riferimento, V è questo motivo che si dice che la bo- ché il vento apparente è inferiore,
la velocità del fluido, e CL e CD sono, lina e il traverso sono andature “più ma anche perché il meccanismo di
rispettivamente, i coefficienti di por- efficienti” di quelle portanti, così co- generazione della portanza è decisa-
tanza e resistenza (lift e drag in in- me, con il vento in poppa, si va più mente meno efficiente.
glese). Osservando la formula e ri-
cordando che la densità dell’acqua è
circa 1.000 volte maggiore di quella
dell’aria, è intuitivo comprendere
perché le forze idrodinamiche gene-
rate su un foil immerso in acqua si-
ano quindi 1.000 volte superiori a
quelle di un analogo profilo che la-
vora in aria, a parità di tutto il resto.
È per questo motivo che le vele han-
no un’area enormemente maggiore
di quella di un foil o di una deriva.
Così come l’ala di un aereo.
Va infine ricordato che i profili alari,
idrodinamici o aerodinamici che sia-
no, sono progettati per avere il coeffi-
ciente di portanza decisamente mag-
giore di quello di resistenza, da 10 fi-
no a oltre 50 per gli utilizzi più estre-

63
el Mediterraneo ci sono
pochi luoghi, come lo
stretto di Messina, dove
una miscela di forti cor-
renti, venti anche improv-
TECNICA visi di caduta e un intenso
traffico di navi e traghetti, è capace di

A vela mettere alla prova marinai non alle pri-


me armi. Forse solo Gibilterra è parago-
nabile allo stretto fra Scilla e Cariddi, tra
la punta orientale della Sicilia e quella

nello Stretto
occidentale della Calabria. Con la diffe-
renza che è molto più largo, 7 miglia
nel punto più stretto contro le 2 scarse
fra Punta Pezzo, poco sopra Villa San
Giovanni, e Ganzirri a Nord di Messina.
di Nico Caponetto
Attraversarlo a vela, superando le mil-
le difficoltà che si possono sovrapporre
l’una all’altra, rappresenta una delle
Correnti, gorghi, venti improvvisi e tanto traffico. esperienze più significative sul piano
Attraversare lo stretto di Messina non è una banalità. tecnico che si possano affrontare nel
A vela richiede una perizia non comune Mare Nostrum. Ma pur rinunciando al
e la disponibilità ad arrendersi e aspettare. piacere di una traversata nel vento, al
fine di ridurre semsibilmente tempi e
difficoltà, il traffico intenso e le correnti
rendono questa navigazione comun-
que impegnativa.

64
di acque diverse, più leggere e meno
saline quelle tirreniche, più pesanti
e dense quelle ioniche, e di fondali
molto diversi. Quello tirrenico degra-
da lentamente, raggiungendo i 2.000
metri all’altezza dell’isola di Strombo-
li, mentre quello Ionico, in mezzo al
canale fra la Calabra e la Sicilia, pre-
cipita alla stessa quota già davanti a
Taormina, 25 miglia a Sud di Messi-
na. Quando il Tirreno è in bassa ma-
rea a Nord del canale, lo Ionio si trova
in fase di alta marea con la creazione
di un dislivello calcolato in circa 27
centimetri, a causa del quale ogni sei
ore le acque di un bacino si riversa-
no in quelle dell’altro. Quindi, quan-
Correnti e temibili gorghi montante, da Sud verso Nord, ossia do si ha la “montante”, da Sud verso
Non è necessario navigare nelle ac- dallo Ionio verso il Tirreno, inverte Nord, le acque più pesanti dello Ionio
que dello Stretto per fare la conoscen- il suo flusso e diventa discendente, sprofondano in quelle più leggere del
za con le sue forti correnti. Per molti da Nord verso Sud, con un’intensità Tirreno oltrepassando la cosiddetta
anni ho frequentato Torre Faro, il pa- tale da rendere difficilissimo nuotare “sella” fra Punta Pezzo e Ganzirri; con
esino che sorge proprio sulla punta in senso opposto e facilissimo essere la “discendente”, da Nord verso Sud,
siciliana dello Stretto. Ed è sufficien- trascinati alla velocità di diversi nodi quelle più leggere tirreniche scorrono
te fare il bagno sulla spiaggia della in una direzione o nell’altra. Da che su quelle più pesanti e dense dello
“Punta”, proprio sotto al pilone del cosa dipende questo strano movi- Ionio fino a riempire la parte centrale
versante siciliano, per rendersi conto mento di acque? dello Stretto. Un movimento perpetuo
della forza e della puntualità con le Dunque, come detto, lo Stretto costi- che, ogni sei ore appunto, inverte la
quali si presentano le correnti: ogni tuisce il punto di separazione fa il ba- sua direzione.
sei ore, immancabilmente, quella cino tirrenico e quello ionico. Si tratta A complicare l’esistenza dei mari-
Se ha gradito questa rivista e se la ha trovata altrove, significa che ci è stata rubata,
vanificando, così, il lavoro dei nostri uploader. La preghiamo di sostenerci venendo a scaricare
almeno volta al giorno dove è stato creata, cioè su:

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nai, ci sono i disturbi provocati dalla
corrente dominante. Possono essere Fig. 1
orizzontali, quando in particolari si-
tuazioni si ha un incontro fra le acque
dei due mari che prima di colmare
il bacino verso il quale sono dirette
scorrono le une contro le altre, crean-
do onde corte e ripide, oppure vertica-
li, dei veri e propri gorghi, detti garofali
o bastardi, che si creano dall’incontro
fra correnti opposte. Si formano spes-
so nei pressi di capo Peloro, sulla co-
sta Calabra, o sotto il porto di Mes-
sina, a Punta S. Ranieri. Molti anni
fa, con corrente discendente e vento è indispensabile sapere esattamente a di previsione: se sono ascendenti o
fresco che cadeva dalle alture sopra cosa si va incontro, ma anche a mo- montanti, la loro intensità e i periodi
Messina, davanti alla prua del nostro tore, soprattutto se si ha un ausiliario di stanca, ossia quelle manciate di
Sirocco 9,15 - un piccolo veliero dalle non molto potente: spingere la manetta minuti in cui la corrente è nulla o mi-
linee d’acqua molto classiche - ce ne a fondo contro una corrente di cinque nima a ridosso della sua inversione
siamo trovati davanti uno di una cin- nodi può risultare in qualche caso inu- di direzione. Con questo quadro si-
quantina di metri di diametro. Ci sia- tile ai fini dell’avanzamento. nottico a disposizione, non dobbiamo
mo entrati dentro in pieno e puntando Il sito www.correntidellostretto.it è fare altro che ricorrere alla nostra ma-
verso il centro del vortice, ne siamo un indispensabile strumento per estria di navigatori e, con bussola, log
stati sparati fuori con una accelerazio- pianificare la navigazione. Ha una e orologio alla mano, calcolare rotta e
ne sorprendente. parte grafica (fig.1), dove le frecce tempi. Ma non di sola corrente si vive
indicano la direzione della corren- nello Stretto. I venti giocano un ruolo
Correnti e venti: te mentre la loro intensità è visibile fondamentale, di alleati o nemici, e in
conoscere le previsioni cliccando sull’icona alla radice del linea di massima - lo affermiamo per
Per attraversare lo Stretto è importante vettore. Oppure si può optare per esperienza diretta - se sono freschi
conoscere l’orario, l’intensità e la dire- la tabella (fig.2), dove sono riporta- è tutto di guadagnato, soprattutto se
zione delle correnti. Non solo se lo si ti, con schermate riferite a zone di- andiamo incontro a qualche nodo di
vuole attraversare a vela, caso in cui verse e con colori diversi, tutti i dati corrente contraria.

Fig. 2
I venti dominanti hanno una loro sta- In assenza di vento, una navigazio- sando vicini al pilone che svetta visi-
gionalità. In inverno sono più frequenti ne a motore verso Nord può passare bilissimo sulla costa siciliana dove il
quelli da Nord, primo e quarto quadran- molto vicina alla costa calabrese, fa- fondale è alto fino a poche centinaia
te, in primavera prevalgono il ponente e cendo attenzione all’area di Capo Pel- di metri dalla costa, per poi dirigere
il libeccio mentre lo scirocco è piutto- laro, dove i fondali tendono a rialzarsi. a Sud verso il centro del canale per
sto trasversale alle diverse stagioni, ma Verso Sud ci si tiene vicini alle coste mantenere la corrente discendente
quando si instaura può continuare a siciliane, tenendo presente che dopo in poppa.
soffiare anche per due settimane, pre- l’imboccatura del porto di Messina, Quando l’ho attraversato la prima volta
ceduto da una fase che i messinesi più all’altezza di punta San Raineri, si può a vela, avevamo un bel vento da Nord,
anziani chiamano “calmeria di sciroc- trovare una corrente particolarmente sui 20 nodi, ma corrente montante.
co”. A complicare le cose, nel caso di intensa che, nel caso in cui sia mon- Seguendo il consiglio di un amico mes-
una navigazione a vela, ci sono i venti tante, può creare difficoltà. sinese abbiamo tenuto mure a sinistra
locali. Non tanto quello da Nord-Est, A vela, la condizione migliore è, puntando verso Villa San Giovanni da
che in definitiva è una brezza piuttosto ovviamente, quella di avere vento dove abbiamo poggiato e abbattuto su
regolare che si alza la mattina presto e e corrente a favore. Da Nord verso una corrente secondaria a favore per
cala la sera dopo un rinforzo pomeridia- lo Ionio, con corrente discendente e puntare di nuovo sulla Sicilia. Prove-
no, quanto quelli imprevedibili, anche venti settentrionali, si può stare ab- nendo dallo Ionio diretti a Nord, con
intensi: venti catabatici che scendono bastanza vicini a Capo Peloro, pas- venti meridionali e corrente montante,
dalle alture messinesi o dalle montagne è una passeggiata; ci si può tenere al
della Calabria, soprattutto quando le al- centro del canale facendo molta atten-
ture sono ricoperte di neve. zione al traffico.
E lo stesso vale nel caso in cui, con
lo stesso vento da Sud, ci sia corrente
scendente; in questo caso, in assen-
Fig. a za di vele di prua potenti, sarà pro-
babilmente necessario fare bordi al
lasco/traverso, tenendosi al centro del
canale evitando il gran lasco per ave-
re più pressione sulle vele. Oppure
si può scegliere di fare rotta verso la
costa siciliana, puntando verso Capo
Scaletta, a Sud di Tremestieri, dove
di solito, in queste condizioni, a circa
400 metri dalla costa, si trova una
corrente secondaria verso Nord. La
si può tenere fino oltre Messina, da
Fig. b dove si può puntare verso Villa San
Giovanni per poi abbattere e rifare un
L’area VTS bordo verso Capo Peloro.
Lo Stretto di Messina è interessato da un intenso traffico commerciale. Per la Con vento da Nord e corrente scenden-
sua regolamentazione è stata istituita un’area VTS (Vessel Traffic Service) che te, la situazione è complessa, fino a
ha una delimitazione a Nord e a Sud (fig.a) all’interno della quale vigono le re- essere proibitiva se il vento è leggero e
gole di navigazione per l’attraversamento. La navigazione da diporto non deve si ha poca pressione sulle vele per con-
sottostare a queste norme particolari (come ad esempio l’obbligo del pilota trastare la forza della corrente. In que-
a bordo), ma è bene conoscere le rotte seguite dalle navi commerciali e dai sto caso la massa d’acqua che scende
traghetti che fanno la spola fra le coste calabresi e quelle siciliane. Lo schema verso lo Ionio comanda, facendo ab-
di separazione del traffico adottato nell’area VTS di Messina (fig.b) prevede battere la prua della barca. In questo
che le navi dirette da Nord verso Sud tengano la dritta lungo la costa siciliana, caso non si ha scelta: o si rinuncia, e
quelle dirette da Sud verso Nord tengano la dritta lungo la costa calabrese. questo significa avere una buona pro-
Per i traghetti che navigano su rotte trasversali è prevista una separazione grammazione perché gli unici porti nel-
intorno a una sorta di rotatoria al centro del canale fra le due sponde. Il VTS lo stretto sono quelli di Reggio Calabria
di Messina può essere contattato sul canale 16 anche dal diporto in caso di e di Messina, difficilmente raggiungibili
necessità. Attenzione agli incroci con i traghetti, che hanno sempre la prece- da Sud in condizioni avverse, oppure si
denza: se non abbiamo avuto il buon senso di farlo prima, al suono di 4 fischi fa ricorso a tutti i cavalli che il motore
brevi ci si deve fermare perché stanno chiedendo acqua. può mettere a disposizione. ◼
LONGTest
Una corsa di 500 miglia

14.98
ITALIA YACHTS

di Nico Caponetto
IY

Oltre 500 miglia in quasi 60 Nel silenzio di un’alba in- celebra in una dimensione ovattata, così diversa da quella che
ore, da Bari a Salerno, vernale, Italia Yachts 14,98 caratterizza le partenze estive dai porti affollati.
per testare le qualità tecniche lascia l’ormeggio del marina Fra le quattro persone dell’equipaggio, si genera un lieve flusso
e abitative dell’ultima nata di Bari. Davanti alla prua ab- di informazioni quasi bisbigliate, spesso costituite da gesti e
del cantiere di Ostellato. biamo circa 500 miglia: una cenni. Maurizio Minucci, il comandante, dà i pochi ordini es-
Scoprendo una barca molto discesa lungo lo stivale, poi lo senziali: “Libera a poppa sottovento… pronti a prua… libera
veloce e reattiva. Ionio per attraversare il golfo poppa e prua…”. La barca si stacca dalla banchina lentamente
di Taranto e quello di Squilla- e scivola verso l’imboccatura del porto. Il nostro long test pren-
ce e infine, passato lo stretto di Messina, la risalita fino a Salerno. de ufficialmente il via con una previsione, per le prime ore, di
Come sempre accade, quando si salpa in inverno alle prime vento leggero da Nord o assente. Oltre il frangiflutti troviamo
luci del giorno, questa sorta di rito che è lo staccarsi da terra si un’onda lunga residua da Nord che, sommata a una corrente di
5

E=6
6,70
70 m
J = 5,48 m

MOTORE VELOCITÀ
giri/min nodi

I = 18,91 m
P = 18,59 m
Minimo 3,7 0

1000 4,3
1500 5,9
0
2000 7,7
2500 8,8
2800 max 9,4

PRESTAZIONI A MOTORE: Volvo Penta 60 HP 120

I dati sono stati rilevati da centraline


0
/ plotter di bordo; essi possono varia-
16
re in funzione della pulizia dell’opera 140
0
18
8
viva (carena, eliche, appendici), delle
caratteristiche delle eliche utilizzate, 20
160
60
170
0
dell’entità e della distribuzione del cari- 22

co imbarcato, della messa a punto e


dello stato dei motori. Prezzo base Euro 456.000 Iva esclusa

un nodo e mezzo e ai 2.400 giri del Volvo Penta da 60 Hp, con-


tribuisce a stabilizzare la velocità intorno ai 9 nodi. Il rollio che
il moto ondoso genera mette in luce una delle caratteristiche
salienti delle linee d’acqua disegnate da Maurizio Cossutti e
che vedremo riproporsi in altre condizioni di navigazione, ossia
la traduzione dell’aumento della lunghezza al galleggiamento
in velocità attraverso un’accelerazione repentina, immediata.
Diamo randa piena per stabilizzare il rollio e sfruttare, quando
possibile, un po’ di apparente, e l’IY14,98 fila con prua 110
gradi a una velocità che oscilla fra i 9 e i 10 nodi. Consumata
la colazione, è il momento di farsi una passeggiata sul ponte.

Vuoi vedere altre foto della barca in prova? Vai su: www.nautica.it/prove-di-navigazione-a-vela
L’equipaggio

Nico Caponetto Marco Maldari Maurizio Minucci Simone Gabriele

WP10 - 20 dicembre - ore 12,00


Poche miglia al Marina di Arechi
di Salerno

WP9

WP10

WP8 - 19 dicembre - 19,50


Lo Stretto fra Villa san Govanni
e Messina sembra un’unica
lingua di terra
WP8

WP7

WP7 - 19 dicembre - ore 17,30


Dopo capo Pellaro, l’Etna imbiancato sulla
sponda siciliana ci accoglie nello Stretto
WP2

WP1

WP1 - 18 dicembre - ore 6,30


Si parte dal marina di Bari

WP2 - 18 dicembre - ore 13,20


Primo pasto a bordo dell’equipaggio

WP3 - 18 dicembre ore - 16,30


Si rabbocca il serbatoio prima
che faccia notte

WP3

WP5

WP4 - 18 dicembre
WP9 - 20 dicembre - ore 01 ore 20,30
Poggiamo per portarci il mare Iniziamo l’attraversamento
al giardinetto e tenere la del golfo di Taranto
corrente di un nodo in poppa
WP5 - 19 dicembre - ore 6,45 WP4
Alba al traverso di Capo
Rizzuto

WP6

WP6 - 19 dicembre - ore 15,00


si doppia Capo Spartivento. Ancora poche
miglia per lo Stretto di Messina LongTest - IY 14.98 71
Scheda tecnica
Lunghezza f.t. m 15,47 Bompresso fisso Elica Flexfold tre pale abbattibili
Lunghezza scafo m 14,55 Sartiame discontinuo in tondino di Nitronic Capacità serbatoio carburante 325 litri
Lunghezza al galleggiamento m 13,10 Verricelli 4 winch del 60 self tailing a due velocità Capacità serbatoio acqua 510 litri
Larghezza massima m 4,33 Bozzelli Spinlock Portata omologata 12 persone
Rapporto lunghezza/larghezza 3,02 Stopper Spinlock con organizer a rulli Progetto: Maurizio Cossutti Yacht Design/Italia
Deriva standard m 2,50 Avvolgitori avvolgifiocco con tamburo sottocoperta Yachts Design Team
Dislocamento kg 9.980 Superficie randa mq 73 Costruttore: Italia Yachts – uffici: Modugno (Bari)
Tipo di armamento sloop Superficie fiocco mq 60 Cantiere: Ostellato (Ferrara) - tel. 0533 673907 -
Albero: in alluminio anodizzato Selden armato a 9/10 Superficie gennaker mq 208 www.italiayachts.it – info@italiayachts.it
con tre ordini di crocette Superficie spinnaker mq 200 Categoria di progettazione CE A
Boma in alluminio anodizzato Motorizzazione della prova Volvo Penta 60 HP
Vang rigido di tipo telescopico Tipo di trasmissione S-Drive

Ergonomia in coperta che con onda che la seconda notte ha raggiuto per alcune ore
Libertà di movimento ed efficacia nell’organizzazione delle ma- gli oltre 2,5 metri di altezza. In ogni caso, grazie alla presenza
novre. Queste due prime impressioni, che ricaviamo dedicando dei tientibene nella parte inziale della tuga e la prossimità delle
un po’ di tempo a osservare la coperta del 14,98, saranno con- sartie, i movimenti sono sempre stati assistiti da appigli solidi
fermate con il trascorrere delle ore. La prima riguarda l’estrema fin oltre l’albero. “My Father V”, questo il nome della barca,
pulizia del ponte. Tutte le manovre passano sotto traccia e gli appartiene alla serie Bellissima (Fuoriserie è la versione rega-
spostamenti da poppa a prua sono agevoli attraverso i passa- ta), quella più vocata alla crociera. E che l’armatore propenda
vanti lungo i quali nemmeno le diagonali basse costituiscono per lunghe navigazioni piuttosto che cimentarsi fra le boe, lo
un intralcio. Nel corso dei due giorni successivi di navigazione, si capisce anche dal bellissimo teak con cui è rivestito tutto il
abbiamo più volte raggiunto la prua – per armare la jack line, ponte. Ma in pozzetto, anche con l’assetto croceristico, non è
controllare le luci di via, verificare tensioni e regolazioni – an- difficile immaginare un equipaggio impegnato in una competi-

72
zione grazie al grande spazio in cui muoversi. I winch, due per
lato, con quelli più a poppa elettrici, sono collocati in posizione
molto prossima alle ruote, in modo tale che il timoniere stes-
so possa lavorare alla scotta della randa, organizzata con un
circuito alla tedesca, quindi sdoppiato sui due bordi, e sulla
regolazione della scotta della vela di prua. Lo abbiamo provato
e riprovato nel corso delle nostre 54 ore di navigazione: qual-
siasi manovra, dall’issata alle virate, soprattutto con il fiocco
autovirante, può essere effettuata senza nessuna difficoltà da
una sola persona.
Alle 9,45, dopo tre ore di navigazione, siamo al traverso di
Monopoli, 4 miglia al largo. La scelta della nostra posizione,
in queste condizioni meteo, è dettata soprattutto dal riuscire a
intercettare e mantenere in poppa la corrente da Nord di circa
un nodo e mezzo. Si prosegue con una leggera aria da NW, in-
sufficiente a consentirci una media che ci permetta di arrivare
a Salerno entro lunedì mattina, quando la barca avrà impegni

“istituzionali” (visite e shooting fotografico). Il motore continua


a fare il suo egregio lavoro e la vita a bordo si anima verso il pri-
mo pasto: tortellini conditi con un ragù che farà storcere il na-
so agli estimatori puri del famoso prodotto emiliano, che deve
essere rigorosamente servito in brodo. Alle 13,20, al traverso
di Brindisi, accostiamo per 138 gradi e ci mettiamo a tavola.

Vivere sotto coperta


Quando il tempo è buono - recita più o meno così un vecchio
adagio - siamo tutti mariani. Lo stesso si può dire sulla perce-
zione che si ha degli interni di una barca a vela. In condizio-
ni favorevoli, muoversi, dormire, lavarsi, cucinare è semplice.
In queste prime ore, quindi, l’impressione è quella di trovarsi
all’interno di una barca pensata per la crociera, in cui però l’or-
ganizzazione degli spazi non ha condizionato le linee d’acqua
ma esattamente il suo contrario. Quello che abbiamo visto da
fuori, ossia un’opera viva poco bagnata, il bordo libero basso,
la svasatura delle murate, gli slanci, soprattutto quelli di pop-
pa, molto decisi, spiegano la percezione che si ha dei volumi
interni a disposizione. Minori rispetto a un 50 piedi da crociera
pura? Forse, ma certamente coerenti con la scelta progettuale
fatta intorno all’idea di barca stabile e veloce.
Durante la preparazione del primo pasto, la cucina mostra tutti
i suoi pregi: spazio a volontà, piani di appoggio, buoni volumi
di stivaggio per cambusa e stoviglie. Lavorare ai fornelli, corret-
tamente disposti a murata, non presenta alcun impaccio grazie
alla possibilità di muoversi e trovare sempre un appoggio utile
Armiamo la jack line a disposizione per gli utensili. Quando alle 20,30 doppiamo

LongTest - IY 14.98 73
Capo S. Maria di Leuca, abbiamo alle spalle un pomeriggio chiudere il quadro strumenti dietro a uno sportello. In navi-
tranquillo, in cui le uniche incombenze per l’equipaggio sono gazione lo abbiamo tenuto sempre aperto, creando maggiore
state i turni di guardia e il rabbocco del serbatoio del carbu- ingombro e rischio di finirci contro con mare mosso. Siamo su
rante attinto dalla riserva di 240 litri stivata nel grande gavone una barca, insomma, e gli strumenti a vista sono un gran bel
di poppa. Con il buio, diventa evidente il calore e il senso di vedere. La profonda qualità degli interni, la loro ergonomia,
accoglienza che una sapiente disposizione delle fonti di luce la scopriremo però fra qualche ora, quando dopo lo Stretto, il
riesce a trasmettere agli ospiti. Anche le doghe inserite davanti mare diventerà molto più formato.
agli oblò fanno la loro parte, diffondendo una luce molto calda Il buio arriva presto ma la notte in mare inizia dopo cena, quando
ammorbidita dal legno chiaro. Ma non le assolviamo completa- prendono il via i turni di guardia. Siamo in quattro e optiamo per
mente: di giorno non ci sono piaciute, perché limitano la visio- una formula di tutto riposo: un’ora a testa, poco meno di una
ne verso l’esterno. Così come il passaggio fra l’albero passante vacanza. Il vento resta il grande assente e oltre alla rotta, che ci
e la seduta a ridosso della paratia di prua è troppo stretto. A porta a puntare dritti su Capo Rizzuto, cerchiamo di mantenere
causa di un tavolo da pranzo grande e comodo, ma anche forse sempre la corrente a poppa: magicamente un nodo, un nodo e
per una dimensione della cucina che si può leggermente ridur- due che non ci abbandona. Alle 5,20, con una pressione che con-
re in larghezza fra il blocco del lavello e frigorifero e la paratia tinua a oscillare intorno a 1028 hPa, senza dare segno di volerci
di poppa. E visto che il compito di Nautica è quello di trovare regalare un po’ di gradiente, doppiamo Capo Rizzuto, lasciandoci
il pelo nell’uovo, dobbiamo dire che non ci è piaciuta l’idea di alle spalle il golfo di Taranto, attraversato senza alcuna gloria.
Le previsioni della corrente per lo stretto di Messina

scafo di piegarsi sotto raffica senza partire all’orza in modo incon-


trollato. Siamo in vista di Capo Spartivento, abbastanza larghi da
concederci un bordo verso terra. Stringiamo, passando dai 7 nodi
con un vento da 160 gradi ai 9,8 con vento al traverso. Il controllo
al timone è eccellente, la barca trova il suo assetto e la regolazione
delle vele si traduce immediatamente in prestazioni. Torniamo al
lasco per non stringere troppo sotto costa e dover essere obbligati
ad abbattere per poter doppiare il Capo. Il vento si mantiene sui
18 nodi da 100 gradi e l’onda è stabile sui 2 metri. E qui inizia
un gioco esaltante: la barca si distende, accenna una leggera ac-
costata all’orza, il controllo al timone è immediato e semplice, la
Finalmente vela prua rimane alta, la superficie velica aumenta la sua esposizione
Veloce, stabile, equilibrata. Qualità indiscutibili di una carena che all’aria, la lunghezza al galleggiamento aumenta e Italia Yachts
finalmente, quando sale il vento, ci regala piaceri e soddisfazioni. 14,98 accelera. Rilevo gli incrementi repentini di velocità: da 7,2
Abbiamo dovuto però aspettare le 14 del secondo giorno, dopo a 9,3 in una manciata di secondi. Alle 16,20 doppiamo Saline
una lunga navigazione con randa e motore lungo le coste meridio- Ioniche, cattedrale nel deserto, grande porto ormai completamen-
nali della Calabria. Una certa instabilità locale ci regala qualche te ostruito da una solida lingua di sabbia. Il vento abbonaccia.
rinforzo sotto piccoli groppi fino a quando si instaura uno scirocco Diamo motore e alle 18 superiamo Punta Pellaro. Siamo nello
sui 18 nodi. Viaggiamo con randa piena e fiocco tenendo un lasco Stretto di Messina con una previsione di zero vento e una corrente
che ci permette una velocità fra i 7,5 nodi e gli 8. In circa mezz’o- contraria, fra Scilla e Torre Faro, di oltre 3 nodi per tutto l’arco
ra il vento ruota leggermente diventando un ESE rimanendo sui dell’attraversamento. “Stiamo calabresi”, raccomanda Maurizio,
18 – 20 nodi. La barca naviga senza alcuna incertezza e soprat- ovviamente intendendo la sua intenzione di stringere al massimo
tutto fa sentire i volumi a prua. Le sezioni fini che toccano l’acqua verso la costa Est, laddove la corrente contraria scende tra un
si ampliano verso l’alto, dando quella portanza che permette allo nodo e mezzo e i due.

LongTest - IY 14.98
Vivere sotto coperta 2 occhi i tientibene lungo la discesa, dai quali ci si può scostare per
“Quando il tempo è buono…” . Insomma il solito adagio. Ma quan- usare quello verticale dopo l’ingresso del bagno per poi utilizzare il
do le condizioni peggiorano ecco che saltano agli occhi differenze, bordo rialzato del tavolo. Gli spostamenti con mare formato sono
pregi e limiti. Quelle degli uomini e, nel nostro caso, quelle degli sicuri. Si può scegliere se dormire in quadrato, sulla sinistra o sulla
interni di IY 14,98. Dopo lo Stretto, passato rasente al muro cala- dritta, visto che entrambi i divani lo consentono, o nelle cabine. L’u-
brese, schivando qualche Caronte e navigando paralleli a qualche so delle due toilette è agevolato dalle dimensioni che, seppure non
mercantile, il tempo di cenare (maccheroni alle cime di rapa) ed risicate, definiscono ambienti alquanto raccolti, giusti per potersi
ecco che il mare da Sud-Est che ci aspettavamo comincia a farsi muove senza volare da una parete all’altra. Anche l’uso della cuci-
sempre più sentire man mano che ci allontaniamo dalla costa. Ini- na, seppure in uno spazio molto ampio, è agevole ma può essere
zialmente molto disordinato, con treni di onde che arrivano anche migliorato attrezzando una cinghia sotto i fornelli per sorreggersi
sul mascone, poi più stabile sui 2,5 metri di onda significativa con nelle rollate più forti.
qualche picco sopra i 3 dal traverso al giardinetto. Il vento non è Verso le 5 il mare si calma e il vento sparisce per tornare esatta-
forte. Alle 3 si dispone da grecale sui 10–12 nodi. Con un apparen- mente in faccia una volta entrati nel golfo di Salerno. Alle 6,50
te di 50 gradi riusciamo a tenere una velocità di 7–8 nodi. Il mare doppiamo al largo Capo Palinuro, facciamo sfilare Acciaroli e infi-
si fa sentire e sottocoperta tutto diventa diverso. Allora saltano agli ne, doppiata al largo Punta Licosa, puntiamo dritti sul marina di
Arechi. Alle 12,30, dopo 54 ore, con una media (sostenuta anche
dal motore ovviamente) superiore ai 9 nodi, mettiamo le cime a
terra per goderci un buon bicchiere di rosso, preludio all’ultimo
carico di carboidrati di questo long test.

La prova
CONDIZIONI - Vento: da assente a forza 5 - Mare: da 0 a 4 - Carichi
liquidi: acqua 30%; carburante in partenza 100% + 24 litri di riserva.
PRESTAZIONI A VELA - Velocità massima (randa + fiocco) con
vento reale di 18 nodi: nodi 9,8.
ANDATURE (randa + fiocco) - Bolina larga con vento reale di 18
nodi: 8,3 nodi - Traverso con vento reale di 18 nodi: 9,8 nodi - Lasco
con vento reale di 18 nodi: 7,2 nodi.
MISURAZIONI - Area pozzetto: mq 8,48 - Rilevazione massima
della tuga sulla coperta: m 0,31 - Altezza massima interna (zone
transitabili): m 1,97 - Altezza minima interna (zone transitabili):
m 1,83 - Larghezza minima passavanti: m 0,38 - Altezza sala
macchine: m 1,20.

Costruzione e allestimento
Materiali: scafo e coperta sono realizzati in sandwich con anime in
Pvc e tessuti impregnati con resina vinilestere. La parte centrale
dello scafo è laminata in pieno. Un ragno con rinforzi in carbonio
è realizzato fuori opera e fazzolettato allo scafo - Deriva: Pinna a
“T” con lama in acciaio scatolato e siluro in fusione di piombo con
3% di antimonio - Timone: la pala è laminata in vetro/carbonio con
anima in pvc su stampo femmina - Tipo di stratificazione: sottovuoto
a temperatura controllata fra i 16 e i 25 gradi.

76
Valutazioni sulla barca provata Ingresso in cabina: sicuro e comodo.
Allestimento della coperta: completo e ben organizzato. Articolazione interni: classica, con due cabine a poppa e l’armatoriale a prua.
Riduzione fiocco: con avvolgitore collocato sottocoperta. Accoglienti e funzionali.
Riduzione randa: due mani di terzaruoli con presa diretta. Tientibene: sufficienti e ben posizionati.
Trattamento antisdrucciolo: teak. Illuminazione naturale: buona.
Allestimento del pozzetto: completo con tutte le manovre rinviate agli Illuminazione artificiale: eccellente, con un effetto di calda accoglienza.
organizer a rullo. Ventilazione: buona.
Collocazione zattera autogonfiabile: gavone sotto il calpestio in pozzetto. Dinette: funzionale, ci si muove in sicurezza e agio. Unica pecca, l’accesso alla
Vani di carico: due grandi gavoni alle spalle del timoniere e una calavele di seduta del divano a fianco all’albero passante, molto stretta.
grandi dimensioni. Cabina armatoriale: buone le dimensioni e buoni i volumi di stivaggio.
Timoneria: doppia ruota con trasmissione a frenelli. Cabine ospiti: nella norma, con una discreta disponibilità di spazio per lo
Risposta timone: eccellente. stivaggio.
Stabilità di rotta: buona. Toilette: molto confortevole quella privata della cabina armatoriale; nella norma
Navigazione a motore: efficace. quella di poppa.
Comandi motore: posizione classica a fianco della ruota di dritta. Carteggio: tavolo di dimensioni ridotte ma presente, adatto a ospitare un
Rumorosità motore: nella norma. computer o un iPad.
Vibrazioni motore: assenti. Cucina: molto comoda e ben attrezzata, da sottolineare i piani d’appoggio e lo
Manovrabilità in porto: molto buona. spazio per cambusa e stoviglie.
Ergonomia e sicurezza in esterno: buone, con una corretta disposizione di Finitura: buona.
tientibene. Ergonomia e sicurezza sotto coperta: molto buone.

LongTest - IY 14.98 77
SESSA MARIN

F Gullwing
Testo di Giorgio Bal ne - Impressione di navigazione n. 1801

Prezzo base
Euro 1.825.000
Iva esclusa
Scheda tecnica
Lunghezza massima f.t. m 21,04 velocità di crociera 24 nodi; consumo a velocità di banchina automatico, dissalatore, parabordi
Lunghezza scafo m 19,24 crociera 250 l/h; autonomia 305 miglia automatici fendersystem, personalizzazione layout
Larghezza massima m 5,07 Capacità serbatoio carburante 3.200 litri interno ed esterno, tonneggi di poppa, verniciatura
Dislocamento a vuoto kg 32.000 Capacità serbatoio acqua 1.000 litri metallizzata premium, porte laterali “gullwing”,
Dislocamento a pieno carico kg 36.000 Altre motorizzazioni IPS 1050 (2x 800hp) passerella elettroidraulica a scomparsa, sistema
Portata omologata 14 persone Principali dotazioni standard: generatore 19 kW, domotica, luci sub, teak su ponte fly, doppio vhf,
Totale posti letto 6+2 sistema condizionamento 92k BTU, ponte di scaletta bagno carbonio.
Motorizzazione della prova Volvo Penta IPS 1200 coperta in teak massello, tender lift elettroidraulico, Categoria di progettazione CE A
Potenza 2 x 900 HP doppio GPS salone, GPS flybridge, sistema audio, Prezzo della barca provata (Iva esclusa): Euro
Tipo di trasmissione IPS interceptor automatici, layout tre cabine con cabina 2.600.000
Peso motori con invertitori 2 x 2300 kg marinaio, verricello, tender winch, portellone hangar Progetto Centrostiledesign
Rapporto dislocamento a vuoto dell’imbarcazione/ elettroidraulico. Costruttore: Sessa International Srl, via Cortenuova
potenza motori installati 17,77 kg/HP Principali optional: T-top in fibra di carbonio, elica 21, 24050 Cividate al Piano (BG), tel. 0363 946500;
Prestazioni dichiarate: velocità massima 30 nodi; di prua, stabilizzatore Seakeeper, avvolgicavo www.sessamarine.com

Vuoi vedere altre foto della barca in prova? Vai su: www.nautica.it/prove-di-navigazione-motore
La nuova ammiraglia Sessa Il cantiere bergamasco, nato nel
entra prepotentemente ’68 e affermatosi sempre più a
nel settore dei 21 metri. livello internazionale, cala l’asso
CONSUMO
Forte personalità, doti nella agguerrita partita di questo MOTORE VELOCITÀ AUTONOMIA
giri/min nodi
nautiche, linee eleganti segmento nautico: il nuovo F68 litri/ora litri/miglio
miglia

e dinamiche, luminosità “Gullwing” è pronto per imporsi


degli interni e abitabilità al sul mercato, distinguendosi per i 800 8,4 23 2,7 1169
1000 10,0 41 4,1 780
top: caratteristiche di un grandi spazi e per una linea mo- 1200 11,4 66 5,8 553
successo annunciato. derna ed elegante. 1400 12,8 102 8,0 402
L’ F68 sposa esigenze nautiche e 1600 15,4 143 9,3 345
1800 19,2 185 9,6 332
abitative in un design dove la luce è la protagonista indiscussa, 2000 22,7 236 10,4 308
dando vita a una vera e propria fusione tra barca e ambiente 2100 24,6 260 10,6 303
esterno. Basti pensare alla sovrastruttura composta da quattro 2200 26,1 286 11,0 292
2300 28,7 311 10,8 295
montanti che supportano visivamente il fly: il resto sono super-
2375 30,1 332 11,1 289
fici vetrate, esteticamente molto efficaci. Come pure ampie so-
no le vetrature integrate con lo scafo e valorizzate dal contrasto
con il suo colore metallizzato.
Questo modello è il primo frutto della collaborazione tra il can-
tiere e Centrostiledesign, la cui esperienza maturata anche nel
design industriale e automobilistico viene messa al servizio di
un progetto dalle linee sportive che si sposano con una grande
vivibilità, alquanto inusuale in rapporto alle misure.
Tra gli elementi distintivi troviamo senza dubbio le originali
aperture laterali ad ala di gabbiano che danno nome al modello
e che, oltre a consentire un comodo passaggio laterale, agevo-
lano l’ingresso di luce naturale. Inoltre, aprendo elettricamente
le porte vetrate laterali e la porta di ingresso, il salone si trasfor-
ma letteralmente in una veranda sul mare, creando un grande
open space tra pozzetto e salone. Le grandi vetrate panorami-
che consentono di navigare a contatto con il mare a 360° e il
posizionamento della cucina nel salone crea un ambiente live
a tutta luce, molto raffinato. Le possibilità di personalizzare
l’arredamento interno sono molteplici.
Linee filanti, luminosità, spazi interni, il tutto fa apparire l’im-
barcazione molto più grande dei suoi 21 metri.
Gli spazi sottocoperta sono connotati da grande vivibilità. Le

80
parte il cantiere è stato tra i primi ad adottare questo tipo di
trasmissione: con dieci anni di esperienza e otto modelli appo-
sitamente progettati, è uno dei più esperti in questa tecnologia,
che punta alle alte prestazioni, al comfort di navigazione, alla
manovrabilità e alla riduzione del 25% di consumi ed emissio-
ni. Grande soddisfazione al timone, specie dalla postazione del
fly che offre un senso di dominio assoluto sull’imbarcazione.

MOTORI: Volvo Penta IPS 1200


UNITÀ: 2, per complessivi 1800 HP
Dati rilevati con strumentazione di bordo multifunzione Raymarine e Volvo Penta;
variazioni possono occorrere in funzione della pulizia dell’opera viva, dell’entità
e della distribuzione del carico imbarcato, della messa a punto e dello stato dei
motori, delle condizioni meteomarine.

tre cabine rivelano un uso sapiente di legni e rivestimenti in un


design moderno che reinterpreta - ma non dimentica - lo spirito
nautico. Anche qui le ampie vetrate, panoramiche e integrate
con lo scafo, mettono gli interni a contatto con il mare.
Sul fly, uno dei più spaziosi della sua categoria e con un elegan-
te T-Top in carbonio che permette un’ampia copertura dell’a-
rea, sono posizionate zona prendisole, cucina, divano a “U”
con tavolo apribile e una imponente plancia di comando con
timoneria centrale, confortevole e completa, sostanziale dupli-
cazione di quella principale, posta nel salone sul lato dritto.
Un’ulteriore area social è costituita dalla vasta zona prendisole
di prua, convertibile in divani con tavolo e facilmente ombreg-
giabile con apposito tendalino. A poppa il prendisole, a sbalzo
sulla spaziosa plancetta, nasconde il garage, adiacente alla sa-
la macchine che conduce alla cabina dell’equipaggio.
In mare si apprezza la morbidezza sull’onda della carena a V
variabile, l’impercettibile passaggio dal dislocamento alla pla-
nata, la reattività del timone e la potenza dei due Volvo Pen-
ta IPS 1200 che permettono di raggiungere 30 nodi. D’altra

Sessa F 68 Gullwing 81
RILEVAZIONI - Velocità minima di planata (interceptor a zero): 13 nodi - Velocità
minima di planata (interceptor estesi): 12 nodi - Velocità massima: 30,1 nodi -
Velocità al 90% del numero di giri massimo: 24,6 nodi - Fattore di planata: 2,31
(elevato).
MISURAZIONI - Area pozzetto: mq 15 - Area flying-bridge: mq 23 - Altezza
massima interna (zone transitabili): m 2,05 - Altezza minima interna (zone
transitabili): m 1,95 - Altezza alla timoneria interna: m 1,95 - Altezza sala
macchine: m 1,90 (min m 1,40) - Larghezza minima passavanti: m 0,45 -
Garage: larghezza m 3,00; lunghezza m 3,50; altezza min/max m 0,90/1,20.

Costruzione e allestimento
Materiali (scafo, coperta, sovrastrutture): vetroresina - Tipo di stratificazione:
laminazione manuale - Geometria della carena: V variabile - Elementi di ventilazione:
pattini longitudinali - Piani mobili: interceptor automatici Volvo Penta - Stabilizzatori:
La prova Seakeeper giroscopico - Attrezzature di prua: verricello Project X4 2000w 24v con
CONDIZIONI - Vento: brezza leggera (1,6-3,3 m/sec) - Mare: poco mosso (onda campana - Attrezzature di poppa: 2x Capstan T1700 De Luxe 1500 W - Plancetta
0,10-0,50 m) - Carichi liquidi: 2/4 - Persone: 5 - Pulizia dell’opera viva: buona. poppiera: Tender lift Besenzoni PL850.

82
2
Valutazioni sulla barca provata Ergonomia della plancia: ottima quella del ponte principale, posta a dritta;
Allestimento tecnico della coperta: molto completo, confacente al tipo di unità, perfetta quella sul fly, centrale.
razionale e funzionale. Visuale dalla plancia: buona in tutte le direzioni quella del ponte principale; ottima
Allestimento del pozzetto: particolarmente ampio, comodo e accogliente, con quella del fly, tranne verso poppa.
divano centrale, prendisole e scale laterali di collegamento con la plancetta Flying-bridge: esemplare per la qualità e la completezza dell’allestimento, è uno
poppiera; spaziosa, elegante e confortevole l’area prodiera con grande dei più spaziosi della sua categoria.
prendisole. Articolazione degli interni: luminosi, razionali ed estremamente spaziosi.
Sistemazione zattera autogonfiabile: alloggiamento dedicato, protetto, pratico e Personalizzabili.
funzionale. Finitura: ottima anche nei punti più nascosti, di alta qualità e con materiali
Trattamento antisdrucciolo: teak a filarotti, elegante e sicuro. raffinati, personalizzabili.
Vani di carico: spaziosi e ben disposti. Cucina: spaziosa, ben organizzata e attrezzata; una seconda cucina con dotazioni
di base è posizionata sul fly.
Toilette: ottime per ergonomia, qualità dei sanitari e delle finiture; davvero ampia
e lussuosa quella armatoriale.
Locali equipaggio: razionali.
Sala macchine (ambiente): eccellente per dimensioni e comodità dell’accesso.
Sala macchine (allestimento tecnico): impiantistica di alto livello, sia per la qualità
dei vari dispositivi sia per l’ottima realizzazione e l’accessibilità dei vari elementi.
Rumorosità e vibrazioni: isolamento acustico ottimo e vibrazioni inavvertibili.
Risposta timone: pronta ed efficace.
Risposta correttori di assetto: rapida, progressiva ed efficace, garantita dagli
interceptor automatici.
Stabilità direzionale:
eccellente a tutte le velocità.
Raggio di accostata:
contenuto, con moderata
inclinazione.
Stabilità in accostata: ottima
a qualsiasi raggio e a tutte le
velocità.
Manovrabilità in acque
ristrette: ottima con il
joystick, che rende tutto
facile e intuitivo.

Sessa F 68 Gullwing 83
CAYMAN YACHTS

Cayman

S520
di Nico Caponetto - Impressione di navigazione n. 1802
Scheda tecnica
Lunghezza massima f.t. m 15,95 Potenza 2 x 480 HP Capacità serbatoio acqua 650 litri
Lunghezza scafo m 14,28 Tipo di trasmissione IPS Prezzo base con Volvo Penta D6-IPS 480HP
Larghezza massima m 4,40 Peso motori 2 x 920 kg Iva esclusa Euro 678.500
Immersione alle eliche m 1,30 Rapporto dislocamento a vuoto dell’imbarcazione/ Progetto Studio Ferragni Progetti
Dislocamento a vuoto Kg 18.000 potenza motori installati: 18,75 Costruttore Flag Marine Group – Cayman Yachts
Dislocamento a pieno carico Kg 21.795 Prestazioni dichiarate: velocità massima 30 nodi tel. 0586/764210 – www.caymanyachts.it
Portata omologat 12 persone Altre motorizzazioni: Volvo Penta D8-IPS 500 HP; info@caymanyachts.it
Totale posti letto 6 Caterpillar C8.7 650 HP Categoria di progettazione C B
Motorizzazione della prova Volvo Penta D6-Ips 650 Capacità serbatoio carburante 1.780 litri

Prezzo base Euro 678.500 Iva esclusa


con Volvo Penta D6-IPS 480HP

Vuoi vedere altre foto della barca in prova? Vai su: www.nautica.it/prove-di-navigazione-motore
Dal punto di vista del design, l’idea alla base della nuova barca di Versione sport del già noto Compito affidato anco-
Cayman Yachts, il Cayman S520, sembra inserita nello stesso 520, il nuovo modello ra allo Studio Ferragni
solco di quella che, un anno prima, aveva dato vita alla versione del cantiere di Rosignano Progetti che, oltre a fir-
fly-bridge dello stesso modello. Ossia mantenere dei chiari riferi- ripropone linee classiche con mare la versione fly del
menti stilistici alla tradizionale produzione del cantiere, accoglien- qualche interessante 520, ha collaborato
do elementi di innovazione, come ad esempio le finestrature che elemento di innovazione. anche alla progettazio-
avvolgono senza soluzione di continuità tutta la sovrastruttura. ne dell’ammiraglia del
cantiere, l’F920.
Quello che abbiamo provato in mare davanti a Rossignano è un
Hard Top dalle linee sportive che mantiene intatte le due carat-
teristiche principali della produzione Cayman: le qualità della
carena e la disponibilità di spazio a bordo. Le linee d’acqua
hanno mostrato notevoli qualità dal punto di vista dell’equi-
librio e della stabilità. Caratterizzata da un deadrise costante

MOTORI: Volvo Penta D6-Ips 650


I dati sono stati rilevati con GPS Garmin; essi possono variare in funzione della
pulizia dell’opera viva (carena, eliche, appendici), delle caratteristiche delle eli-
che utilizzate, dell’entità e della distribuzione del carico imbarcato, della messa
a punto e dello stato dei motori.

CONSUMO
MOTORE VELOCITÀ AUTONOMIA
giri/min nodi miglia
litri/ora litri/miglio

1000 6,5 7,6 1,3 1.522


1400 8,2 17,0 2,1 858
1800 10,0 34,0 3,4 523
2200 12,0 55,0 4,5 389
2600 15,0 82,0 5,6 325
2800 18,3 100,0 5,7 326
3000 20,0 118,0 6,1 302
3200 22,5 128,0 5,9 312
3400 25,0 151,0 6,1 295
3700 30,1 190,0 6,5 281
di 16 gradi, la carena monoedrica dell’S520 ha mantenuto in Tre cabine, di cui quella armatoriale a centro barca e a tutto
tutte le condizioni della prova un assetto controllato, senza mai baglio, costituiscono la zona notte. Spicca lo spazio e la versa-
scadere in derapate superiori alla norma. Spinta da due motori tilità della cabina ospiti a dritta che consente di traslare uno dei
Volvo Penta D6-Ips 650, la barca ha navigato con un ottimo due letti per ottenere un grande letto matrimoniale.
passaggio su un’onda lunga e senza battere sul bordo interno Sul ponte principale la cucina è stata collocata all’ingresso, in
nelle virate più strette. Piacevole e decisa la progressione con diretta comunicazione con il pozzetto e molto ben attrezzata
cui acquista velocità sotto la spinta delle manette, perdendo su entrambi i lati. Al centro, due divani creano una zona living
pochi nodi nelle ripetute accostate con cui abbiamo testato la molto accogliente che precede la plancia e la discesa nella zo-
stabilità dello scafo che non ha mai innescato oscillazioni late- na notte. La nota dominante in tutte le aree interne è l’elevata
rali non controllabili. Molto buona, grazie alla trasmissione Ips qualità dei materiali e delle rifiniture.
e all’uso del joystick, la manovrabilità in acque ristrette, con la
possibilità di ruotare di 360 gradi sul proprio asse. Molto in-
teressanti i consumi: abbiamo rilevato un impiego di 118 litri/
ora a una velocità di 19,4 nodi.
La coperta è concepita per avere due spazi all’aperto attrezzati
e separati. Quello di prua accoglie un prendisole e un divano,
che creano un ambiente accogliente nelle soste in rada per un
aperitivo o un momento di relax. A poppa troviamo il pozzetto,
che può essere attrezzato con molta flessibilità da parte del
cantiere a seconda delle esigenze dell’armatore. L’allestimento
base prevede un divano centrale a ridosso dello specchio di
poppa e un tavolo apribile per il pranzo. Il resto dello spa-
zio può essere organizzato con soluzioni diverse, fra le quali
spicca la possibilità di creare una seconda zona prendisole.
Su entrambi i lati del pozzetto sono stati creati due varchi per
l’accesso a una bella spiaggetta su cui affaccia l’ingresso alla
cabina marinaio di dimensioni e rifiniture piuttosto insolite per
yacht di queste dimensioni.

Cayman
S520 87
La prova
CONDIZIONI - Vento: forza 1 - Mare: 2 - Carichi liquidi: carburante 50%; acqua
50% - Persone: 3 - Pulizia dell’opera viva: buona.
RILEVAZIONI - Velocità minima di planata con interceptor a 0: 14 nodi - Velocità
minima di planata interceptor al 70% estesi: 13 nodi - Velocità massima: 30,1 nodi
- Velocità al 90% del numero di giri massimo: 24 nodi - Fattore di planata: 2,17
(normale).
MISURAZIONI - Area pozzetto: mq 8,60 - Altezza massima interna (zone
transitabili): m 2,10 - Altezza minima interna (zone transitabili): m 1,88 -
Larghezza minima passavanti: m 0,29 - Rilevazione tuga: m 1,84.

Costruzione e allestimento
Materiali: scafo e coperta in vetroresina rinforzata - Tipo di stratificazione: laminazione
manuale - Geometria della carena: monoedrica con deadrise costante di 16 gradi -
Elementi di ventilazione: pattini longitudinali - Piani mobili: interceptor elettronici -
Stabilizzatori: Seeakeeper (optional).

88
Valutazioni sulla barca provata
Allestimento tecnico della coperta: attrezzature di qualità ,ben organizzate
nella loro disposizione.
Allestimento del pozzetto: essenziale ma molto personalizzabile.
Sistemazione zattera autogonfiabile: gavone a poppa.
Trattamento antisdrucciolo: teak, molto efficace.
Vani di carico: sufficienti e ben distribuiti.
Ergonomia della plancia: molto buona.
Visuale dalla plancia: ottima grazie anche alle finestrature che circondano Risposta timone: molto buona, precisa e immediata.
la tuga. Risposta correttori di assetto: ottima, in modalità automatica la barca è sempre
Articolazione degli interni: ben congeniata sia sul ponte principale sia nella in assetto corretto.
zona notte. Di rilievo le dimensioni della cabina armatoriale. Stabilità direzionale: molto buona.
Finitura: molto buona. Raggio di accostata: eccellente in dislocamento, due lunghezze in assetto di
Cucina: interna molto attrezzata e in contatto diretto con il pozzetto. planata.
Toilette: spaziose, molto grande quella privata della cabina armatoriale. Stabilità in accostata: molto buona.
Rumorosità e vibrazioni: rumorosità nella norma, vibrazioni ridottissime. Manovrabilità in acque ristrette: buona.

Cayman
S520 89
FOCUS
OCEANIS
Y 54
Benete u
di Nico Caponetto
Foto Gilles Martin-Raget/
Nicholas Claris

Diciassette metri tutti


dedicati alla crociera.
È la versione Oceanis
del più sportivo First
53. Stessa carena,
con qualche modifica
alle appendici,
ma con la coperta
orientata all’easy
sailing e gli interni
dedicati al comfort.
Un po’ come accade nella logica industriale dell’automotive,
anche nella nautica dei grandi numeri si assiste alla replica in
versioni diverse di un modello che ha avuto successo. È il caso
del cantiere francese Beneteau che, dopo aver messo in acqua
il First 53, proponendo una barca molto sportiva come nella
tradizione della gamma, sull’onda del buon esito commerciale
ha rielaborato il progetto in una visione assolutamente crocieri-
stica. In comune, le due barche hanno le linee d’acqua, ma per
il resto appartengono a due mondi diversi e nemmeno paralleli.
Non tanto per quanto riguarda gli interni. Quelli che abbiamo
visto nel modello esposto al salone di Genova sono certamente
diversi da quelli del First 53, forse più luminosi, ma non rap-
presentano uno scarto sul piano qualitativo rispetto al modello
sportivo, in cui gli ambienti e gli arredi erano comunque com-
pleti e molto ben rifiniti, certamente anch’essi adatti a crociere
in altura. Certo, nel caso del Oceanis 54, alcuni particolari
inducono una più forte sensazione di “casa”, come la cucina
con pianta a “C” molto attrezzata, o il divanetto davanti al car-
teggio che si trasforma in una chaise longue, o il recesso dietro
al frigorifero verticale dove è stata installata la macchina per
il caffè. L’impostazione è classica, con la cabina armatoriale a
prua molto ampia e con toilette privata e due cabine gemelle a
poppa. La cucina è sulla murata di sinistra e il secondo bagno
sulla dritta. Anche lo stile è piuttosto classico, elegante, con un
buon livello di rifinitura e con il rovere sbiancato che contribu-
isce ad esaltare la luminosità interna.
In coperta troviamo invece gli elementi che segnano il profondo
stacco rispetto al First 53. A partire dal pozzetto. Il rollbar, cui
si raccordano lo sprayhood e un bimini fisso, creano una sorta
di veranda, un ambiente in più molto protetto, soprattutto se
in inverno si decide di chiudere con le cerniere i prolungamenti
laterali del bimini stesso. Alle spalle delle due ruote, sono stati
ricavati due piccoli divanetti da cui controllare comodamente
la navigazione che, grazie all’organizzazione molto semplice
delle manovre, può essere realizzata realmente in equipaggio
ridotto. Anche il resto del ponte ci parla di crociera, attraver-
FOCUS
Scheda tecnica
Lunghezza f.t. m 17,16
Lunghezza al galleggiamento m 15,98
Lunghezza scafo m 15,40
Larghezza massima m 5,00
Rapporto lunghezza/larghezza 3,08
Deriva standard m 2,50
Dislocamento kg 16.600
Zavorra kg 4.500
Tipo di armamento sloop
Alberoin alluminio con due ordini di crocette
Boma in alluminio
Vang rigido con paranco interno
Bompresso fisso
Sartiame spiroidale
Verricelli 2 winch sui paramare
Superficie randa mq 63
Superficie fiocco autovirante mq 51
Superficie Genoa 105% mq 70
Superficie gennaker mq 210
Superficie Code 0 mq 135
Motorizzazione 80 HP
Tipo di trasmissione S-Drive
Capacità serbatoio carburante 400 litri
Capacità serbatoio acqua 700 litri
Portata omologata 10 persone
Progetto Biscontini Yacht Design/Lorenzo
Argento
Costruttore Beneteau - Francia
www.beneteau.com
Importatore: elenco dei dealer italiani
disponibile sul sito del cantiere
Categoria di progettazione CE A
Prezzo base (Iva esclusa) 418.000 Euro

92
so particolari quali l’altezza
delle draglie che raggiunge
i 90 centimetri o il piano di
coperta che, a confronto di
quello del 53, è più basso
rispetto alla tuga per una
maggiore protezione durante
gli spostamenti verso prua
dove troviamo un utile winch
incassato.
Una barca all’insegna dell’e-
asy sailing, dicevamo, grazie
all’organizzazione delle ma-
novre e al fiocco autovirante,
ma anche in virtù di un pac-
chetto optional che Beneteau mette a disposizione per facilitare
molto la vita dell’armatore. A partire dalle manovre di ormeggio,
grazie al sistema Dock and Go, realizzato con un pod orientabile
che agisce in accordo con l’elica di prua, il tutto azionato con
un joystick, per finire al sistema Harken AST che consente una
regolazione automatica delle vele rispetto all’angolo al vento,
capace di intervenire sia per effettuare virate in automatico sia
per limitare lo sbandamento entro un angolo predefinito raggiun-
to il quale interviene per lascare randa e fiocco. Certo,
un’idea lontana dal piacere del manovrare,
ma c’è chi evidentemente questo
piacere non lo ricerca.

OCEANIS YACHT 54 93
DAL MARE ALLA TERRAFERMA

Quando gli Uomini


avevano di Stefano Navarrini

le Pinne
Fra i più interessanti passaggi che hanno caratterizzato l’evoluzione
della vita, quello dal mare alla terraferma fu forse il più importante.
Anche se, a guardar, bene si tratta di un processo non ancora concluso.
i fu un tempo in cui la vi- pochi dubbi, anche se a capirlo prima

C
ta acquatica decise di ve- delle più sofisticate scoperte dei nostri
dere come si stava sulla giorni fu già un famoso filosofo greco,
terraferma e ci fu un esse- Anassimandro di Mileto, allievo di Ta-
re vivente che tentò il pri- lete, che già nel V sec. a.C. affermò in
mo approccio adattando il senso quasi darwiniano che l’uomo de-
proprio organismo alle nuove leggi di riva dai pesci.
vita. Poi sono successe molte cose, la
vita sulle terre emerse si è sviluppata in In principio fu una cellula?
mille forme, qualcuno ha pensato che Il segreto di quell’”ultimo antenato uni-
dopo tutto in mare non si stava poi tan- versale comune”, ovvero quella cellula
to male ed è tornato sott’acqua, mentre che la scienza ha battezzato con l’acro-
qualcun’altro è rimasto indeciso sul da nimo LUCA (Last Universal Common
farsi e continua ancor oggi ad aggirarsi Ancestor) e che ci riporta a 3,6 miliardi
nei nostri oceani con il suo affascinan- di anni fa, fu un programma genetico
te status di fossile vivente. che consentiva di riprodurssi, cosa che
Ma quando e dove tutto è comincia- oggi ci riesce abbastanza facile, ma
to? Sul quando non si può essere pre- che in quel primo caso posse problemi
cisi più di tanto, considerando che l’o- giganteschi derivanti anchee da una di-
rologio del tempo scorre in questo ca- versa conformazione fisica. Senza en-
so lungo miliardi di anni; sul dove pos- trare nel complesso mondo della scien-
siamo invece essere un po’ più preci- za molecolare o di quella faamosa zup-
si, dato per certo, salvo imprevisti, che pa primordiale che creò il palcosceni-
si parla comunque di acqua. Che poi co adatto per la nascita della vita e che
fosse acqua salata o meno, parlando la scienza considera oggi più un insie-
di un brodo primordiale, difficile dir- me di pozzanghere che un vero e pro-
lo. Così come non è facile tracciare il prio oceano, limitiamoci a titolo di cro-
percorso evolutivo che ha portato da naca a ricordare che i primi organismi
quella prima cellula a George Clooney, fossili che evidenziano la capacità di
una lunga storia che diventa più chia- riprodursi sessualmente risaalgono a
ra (ma non poi tanto) nella sua ultima 1,25 miliardi di anni fa.
fase, dove, nel passaggio per altro da L’analisi del nostro processoo evoluti-
evoluti
molti contestato dalla scimmia all’uo- vo trova sulla sua via un primo
mo, siamo ancora alla ricerca dell’a- ostacolo nella diatriba fra cre-
nello di congiunzione. Fermo restando azionisti ed evoluzionisti, dove
d
che tutto sommato potremmo conside- nel primo caso ci si rivolgee alla
rare l’uomo una specie evoluta di scim- fede, nel secondo alla scienza. Nel
mia. In ogni caso sul fatto che la vita contesto di queste righe nooi più sem-
sia nata in acqua e dall’acqua ci sono plicemente ci rivolgeremo al a mare, es-

Neil Shubin con un modello


plastico del Tiktaalik.
In apertura, un ipotetico paesaggio del
Devoniano. In questa foto e di lato, l’equipe
di Neil Shubin al lavoro nell’isola di Ellesmere.
sendo questo il DNA della nostra pas- Il disegno a fianco offre una
sione e l’argomento che ci è più familia- chiara immagine dell’aspetto
re. E dato che non possiamo tenere un che poteva avere un Tiktaalik.
corso universitario pluriennale, stringe- Nelle foto sotto, il primo fossile
remo ancor più l’argomento su un pun- della specie recuperato da
Shubin e una ricostruzione
to cruciale della nostra storia, quel pas-
dell’ambiente in cui viveva.
saggio in cui la vita marina stanca di Il pesce alligatore (Atractosteus
vivere in un ambiente tutto somma- spatula) della foto in basso -
to un po’ monotono, decise di usci- una presenza comune nel Nord
re dall’acqua e vedere come si stava America - ci ricorda invece che
sulla terraferma. Un passaggio di non l’evoluzione non ha dimenticato
poco conto, che in primis doveva fare il Tiktaalik.
i conti con quella forza di gravità che
se in acqua, circa 800 volte più den-
sa dell’aria, poteva essere facilmente
vinta, sulla terraferma necessitava di
un passaggio critico ma fondamenta-
le. Perché se in acqua le pinne offriva-
no il massimo dell’efficienza propulsi-
va, sulla terraferma servivano a poco
o niente, così i vertebrati di allora do-
vettero inventarsi le gambe. E non fu
facile. Anche in questo caso il proces-
so evolutivo dovette trovare un anello
di congiunzione, ma stando a quanto
ci dice la scienza, qualcuno lo ha tro-
vato. Risale infatti a non molti anni fa,
per l’esattezza al 2004, l’eccezionale
scoperta di un fossile nell’Artico cana-
dese da parte di un’equipe di scien-
ziati che, sotto la guida di Neil Shubin
e Edward Daeschler, conduceva que-
sta ricerca da oltre dieci anni.
Non un fossile qualunque perché, do-
po averlo liberato dai sedimenti, quel-
lo strano essere del passato remoto ri-
velò di possedere qualcosa di molto
simile a un collo e a delle mani, pur
essendo di base un organismo acqua-
tico dotato di branchie, di squame… Evoluzione in corso lo stesso Shubin a cui non manca una
ma anche di polmoni e di una cassa Shubin, paleontologo nonché profes- certa verve ironica: “Il nostro sistema
toracica atta a proteggerli. sore di anatomia presso l’Università circolatorio è stato progettato per un co-
I fossili - vale la pena ricordarlo - so- di Chicago, ha studiato a lungo i resti stante movimento, ma abbiamo lo stile
no le pagine più importanti per leg- del Tiktaalik, scoprendo in primo luo- di vita delle patate”.
gere il libro della vita fin nelle sue più go che l’evoluzione della nostra specie Del resto se volessimo trovare lega-
profonde radici. A Shubin è comun- è ancora in atto, dato che presenta an- mi con le nostre più antiche radici ba-
que spettato il diritto di dare un nome cora non pochi problemi. Come Homo sterebbe guardarsi dentro. L’evoluzio-
scientifico alla sua creatura, battezza- erectus ci siamo infatti alzati su due so- ne è ancora in atto, dice Shubin, ep-
ta in lingua Inuit Tiktaalik roseae, e da le gambe, ma le nostre ginocchia fanno pure conserva gelosamente tracce del-
questa prima scoperta ad approfondi- ancora fatica a reggere il peso del cor- la sua storia esaltando la nostra fami-
re il discorso alla ricerca di altri indi- po, così come il sistema circolatorio di- liarità con un ambiente liquido. Che poi
zi che identificassero l’anello di con- segnato da madre natura per sostene- sia il brodo primordiale o il liquido am-
giunzione a testimonianza del pas- re il perenne movimento dei pesci non niotico, che comunque non è acqua di
saggio dal mare alle terre emerse, il sembra adatto al tipo di vita che oggi ci sorgente, poco conta: fatto sta che pas-
passo fu breve. contraddistingue. Anzi, tanto per citare siamo in apnea i primi nove mesi del-

96
nostra vita e che, fra la quinta e la
na settimana di permanenza nell’u-
, l’embrione sviluppa delle fessure
nchiali che nel prosieguo della cre-
ta tendono poi a regredire e a trasfor-
rsi in altre strutture fisiologicamente
oi più utili. In altre parole, nei primi
di di sviluppo, l’embrione di un es-
e umano e quello di un pesce sono
remamente simili. Ma dove ci por-
à questa evoluzione? E in quanto
po? Non è che ci verrà la tentazione
tornare in mare, dove dopo tutto la
azione potrebbe essere più tranquil-
accogliente? La comunità scientifi-
che aveva ritenuto che l’evoluzione
ana si fosse fermata 10.000 anni
giù di lì, si è dovuta ricredere. “Se
elocità con la quale stiamo evolven-
fosse sempre stata quella di oggi”,
ha affermato il prof. Henry Harpending
dell’Università dello Utah, “le differenze
genetiche con gli scimpanzè sarebbero
almeno 160 volte superiori a quelle re-
ali». E in effetti sembra che il 7% dei
geni umani si stia oggi evolvendo molto
rapidamente, ma resta da capire qua-
le direzione stia prendendo. È un fatto
incontestabile che l’ambiente, in senso
globale, sia oggi assai diverso da quello
anche solo di un secolo fa, ed è altret-
tanto incontestabile che stia evolvendo
in peggio, o almeno in qualcosa di ben
poco adatto alle nostre esigenze fisiolo-
giche. Magari seguendo l’evoluzione in
senso darwiniano, a forza di yoghurt e
merendine finiremo per perdere i den-
ti, nati per azzannare e masticare cibi
ben più solidi ma diventati poi inutili;
o forse i nostri piedi diventeranno simili
a ruote per facilitare il movimento nel-
le grandi città; o forse ancora, come ac-
cennato, torneremo a sviluppare bran-
chie e pinne per andare a far compa-
gnia ai delfini.

Uno strano antenato


Ma torniamo al nostro Tiktaalik e al-
le ricerche di Shubin, tese a dimostra-
re quante similitudini fisiologiche ci le-
ghino ancora al nostro passato di pe-
sci di cui conserviamo molte caratteri-
stiche anatomiche: i geni che control-
lano lo sviluppo dei nostri occhi e delle
orecchie, ad esempio, sono riscontrabi-

97
li con funzioni differenti anche nei pri-
mitivi pesci cartilaginei, mentre la strut-
tura delle nostre mani ricorda quella
delle pinne fossili e le nostre teste sono
organizzate come quelle di pesci pri-
vi di mascelle, da lungo tempo estinti.
Un lungo cammino perfettamente
scritto nel nostro DNA, che ci lega a un
pesce vissuto alla fine del Devoniano,
375 milioni di anni fa, che a un cer-
to punto decise di mettere il naso fuori
dall’acqua - per l’appunto Tiktaalik - e
di cui sono stati poi recuperati in ottimo
stato di conservazione diversi esempla-
ri. Il primo, quello che scosse gli scien-
ziati di tutto il mondo, fu scoperto da
Shubin nell’isola di Ellesmere, in Ca-
nada, a Nord del circolo polare artico,
un’area che alla fine del Devoniano era
parte del continente Laurentia, posizio-
nato all’equatore, e aveva un clima cal-
do e umido. Considerato un transitional
fossil, Tiktaalik era una creatura d’ac-
qua dolce che condivideva le caratteri-
stiche dei pesci e dei futuri anfibi: era
dotato di polmoni, per quanto primiti-
vi, di un collo mobile, di strutture os-
see simili alle nostre braccia, dita e pol-
so inclusi, di una cassa toracica e abi-
tava paludi e acquitrini. Come rilevato
dai primi esemplari recuperati, misura-
va fra 1,20 e 1,75 metri e ed era un
carnivoro a metà strada fra un pesce
e un coccodrillo, come dimostra la sua
inquietante dentatura.
Se guardiamo però alla sua struttu-
ra scheletrica, troviamo impressionan-
ti somiglianze con quella dell’attuale
Homo sapiens: le ossa delle due pinne
frontali sono simili a quelle delle nostre
spalle e delle braccia, inclusa una pri- cuno rimasto ancorato alle vecchie tra- che era ancora vivo e vegeto e nuotava
mitiva versione del nostro polso. Pinne dizioni genetiche e arrivato senza troppi felicemente nei nostri mari. Un po’ co-
che in realtà erano qualcosa di più, per- cambiamenti fino ai giorni nostri. me se ci ritrovassimo un Tyrannosau-
ché assecondavano il nuoto, ma erano rus rex a spasso nella pineta di Ostia.
anche in grado di sostenere l’animale Il fossile vivente Ritenuto estinto, come detto, da tempo
sulla terraferma, consentendogli un li- Se la storia del Tiktaalik ha indiscutibil- immemorabile, anche il celacanto mo-
mitato movimento, certo non parago- mente il suo fascino, cosa dire di quel stra un tentativo di trasformare le pro-
nabile alla destrezza che aveva in ma- crossopterigio più noto semplicemen- prie pinne in arti più adatti alla vita sul-
re. Al caro vecchio “Tikta” spetta quindi te come celacanto, altro pesce che mo- la terraferma. Qualcosa deve però esse-
il privilegio di aver dato inizio alla con- stra chiari segni di “gambizzazione” ma re andato storto, tanto che il celacanto
quista delle terre emerse, che ebbe poi rimasto poi indeciso sulla sua evoluzio- è rimasto quello che era, ovvero un abi-
luogo in tempi geologicamente brevi: ne? Viene considerato vivente già una tante - per quanto anomalo - dell’am-
tutti gli organismi che vivono oggi sulla decina di milioni di anni prima di Tikta- biente marino.
terraferma si svilupparono nei succes- alik e lo si riteneva estinto da almeno Come molte scoperte scientifiche, la
sivi 550 milioni di anni. Incluso qual- 60 milioni di anni, quando si scoprì sua storia è legata al caso e ci ripor-

98
ta a Majorie Courtenay-Latimer, curatri- e sprazzi d’argento sul corpo, qualco- Nella pagina a lato una straordinaria immagine
ce del piccolo East London Natural Hi- sa di mai visto prima”. Nessuna mera- subacquea del celacanto, e un’equipe di biologi che
story Museum della cittadina portuale viglia per tanta meraviglia, dato che la esamina un esemplare appena pescato.
di East London, in Sud Africa. Per ar- Courtnay si era ritrovata fra le mani un Il celacanto (Latimeria chalumnae) è un vero e
ricchire il suo piccolo museo, Marjorie essere proveniente dal più lontano pas- proprio fossile vivente la cui esistenza fu scoperta
quasi per caso da una giovane biologa sudafricana,
aveva stretto amicizia con numerosi pe- sato della Terra: un coelachantus.
Marjorie Courtneay Latimer, in questa foto accanto
scatori del luogo, che la chiamavano in La scoperta causò un vero shock nel ad un ritrovamento fossile.
caso di catture particolari. Quel 23 di- mondo scientifico e, naturalmente,
cembre del 1938, Marjorie era scesa al Marjorie ebbe il diritto di aggiunge-
molo per portare i suoi auguri agli ami- re il proprio nome alla denominazio-
ci di un peschereccio, il Nerine, ma ar- ne scientifica del celacanto, che diven-
rivò tardi e tutti i pescatori se ne erano ne così la Latimeria chalumnae Smith,
già andati a casa. Il capitano Hendrik dove “chalumna” ci riporta all’estuario
Goosen aveva però messo da parte per dell’omonimo fiume al largo del quale

lei, in un angolo del peschereccio, un fu catturato il pesce, mentre Smith è il Africa spinto dalle correnti provenienti
mucchio di razze, scorpenidi e squalet- biologo che studiò a lungo l’esempla- da Nord e in quella direzione iniziò ri-
ti vari nel caso potessero interessarla. re e si impegnò poi in modo quasi ma- cerche durate per 14 anni, finché lo ri-
In realtà in quel mucchio di pesci non niacale nella ricerca di altri celacanti. Il trovò nel 1952 sui fondali delle Como-
sembrava esserci niente di particolare, suo ragionamento era lineare: il cela- re dove i pescatori locali, che lo chia-
senonché, in mezzo a quel disordinato canto non era adatto a vivere sui fon- mavano “gombessa”, lo considerava-
ammasso di pesci non commerciabili, dali fangosi dai quali, alla profondità di no una preda occasionale ma non ra-
spuntava una strana pinna blu che in- 70 metri, era stato pescato dal Nerine. ra e comunque del tutto immangiabile:
curiosì la nostra biologa, la quale, libe- Le sue squame mostravano infatti anel- comprensibile dopo 60 milioni di anni!
rato il pesce restò senza parole. “Era il li di crescita che, oltre a determinarne Per chi fosse interessato a seguire l’af-
più bel pesce che avessi mai visto”, di- l’età in 22-25 anni, dimostravano un fascinante storia di questo primo cela-
chiarò in seguito (de gustibus potrem- alternarsi delle stagioni incompatibile canto, ricordo l’avvincente libro di Kei-
mo aggiungere noi), “era una strana con quell’ambiente e quelle profondi- th S.Thomson (La storia del celacan-
creatura lunga circa un metro e mez- tà. Smith era quindi certo si trattasse to) che ne traccia meticolosamente la
zo, con una livrea blu-viola iridescente di un pesce vagabondo arrivato in Sud vicenda. Smith aveva in realtà ragione

99
e, negli anni successivi, si scoprì che
quel ritrovamento non era poi una ra-
rità, mentre in epoca più recente è sta-
ta scoperta un’altra popolazione di ce-
lacanthus a Sulawesi, in Indonesia, og-
gi una delle più ricercate mete del turi-
smo subacqueo. E di certo nuotare con
un pesce che già nuotava allegramen-
te al tempo dei dinosauri è una bella
emozione, ma vale la pena di ricordare
che queste immersioni, che avvengo-
no normalmente oltre i cento metri di
profondità, sono riservate a subacquei
di provata esperienza nell’uso delle mi-
scele, e richiedono l’apporto di attrez-
zature adatte e di una qualificata as- portare. Meno chiaro è perché, uscen- simile a uno strano cane dotato di den-
sistenza. do dall’acqua, la vita non sia riuscita in ti triangolari come quelli di alcuni squa-
milioni di anni a trovare una forma este- li che ad un essere marino. Mammife-
Ritorno al futuro ticamente e funzionalmente decente, ri a parte, sempre considerando que-
In questa lunga storia che nel nome mentre tornando in acqua i mammiferi sto interscambio terra-mare, non man-
della vita unisce il mare alla terrafer- hanno assunto forme perfettamente in- ca poi chi, nell’indecisione, abbia scelto
ma, c’è anche chi ci ha ripensato. Per- tegrate all’ambiente e, per quanto pos- l’ambivalenza, come le tartarughe, retti-
ché dopo tutto la terra emersa non sem- sa contare, di notevole eleganza, dando li passati dalla terraferma all’acqua pur
bra essere piaciuta a tutti, tanto che al- origine ai cetacei. Viene quasi il dubbio mantenendo un piede a terra per de-
cuni mammiferi, dopo un soggiorno re- che in mare la vita sia più facile. L’anali- porre le uova (come fanno le tartarughe
putato insoddisfacente, hanno deciso di si scientifica fa in ogni caso risalire l’an- propriamente dette), mentre le testuggi-
tornare al mare, senza alcuna intenzio- tica origine dei cetacei ad antenati ter- ni, loro congiunte di primo grado, sono
ne di ripensarci, tanto da aver perfezio- restri apparentemente impensabili, va- rimaste a terra ma non hanno ancora
nato capacità fisiologiche assolutamen- le a dire gli artiodattili, alias stambec- capito bene come muoversi con un po’
te sorprendenti come quella di poter re- chi, capre, cervi, ma anche ippopotami di destrezza. Del resto l’evoluzione ha le
stare in apnea fino a più di un’ora (nel e cammelli. Strane parentele, ancor più sue leggi, è spesso lenta, ma mira sem-
caso dello Zifio quasi due) e di immer- sorprendenti se si considera la ricostru- pre nel giusto, per cui fra qualche milio-
gersi fino a 3.000 metri di profondità zione iconografica del Pakicetus, con- ne di anni non è detto che non vedre-
sfidando pressioni idrostatiche che nes- siderato il primo cetaceo mai apparso mo testuggini correre come gazzelle nel-
sun mammifero terrestre potrebbe sop- sulla Terra, una sorta di protobalena più le nostre pianure. ◼

DOLOMITI erano piuttosto un piccolo mare tropi- e nell’area prealpina. Una spettacolare
UN REEF SULLE MONTAGNE cale con tanto di reef annesso in cui si testimonianza del fenomeno si può ve-
aggiravano pesci, alghe e invertebra- dere nella Pesciara di Bolca e nell’atti-
Che la roccia possa aver conservato ti non molto diversi da quelli attuali. A guo Museo dei Fossili o meglio ancora
in un’immagine di morte una testimo- darcene straordinaria testimonianza nel Museo di Storia Naturale di Vero-
nianza di vita che ha attraversato mi- sono i giacimenti fossili creati dai depo- na la cui collezione di 9.400 esemplari
lioni di anni per arrivare fino a noi, è siti sedimentari accumulati fra le rocce merita sicuramente una visita.
una delle cose più affascinanti che ci
regala la paleontologia. E a tale pro-
posito, ci sia concesso un breve excur-
sus che ci riporta a una situazione a
noi geograficamente molto vicina, an-
che se oggi molto diversa dall’originale.
Poco meno di 300 milioni di anni fa,
cioè prima che i vari movimenti tellurici
ne stravolgessero la morfologia, le Do-
lomiti non si ergevano verso il cielo con
le loro spettacolari cime innevate, ma
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LIGURIA COSTA OCCIDENTALE

La Riviera
dei Fiori
Ultimo lembo occidentale della Liguria,
la Riviera dei Fiori si estende per 25 miglia
da Capo Mimosa, nel comune di Cervo,
al confine con la Francia, in prossimità di Ventimiglia.
La caratterizzano lunghe spiagge, moderni porti turistici,
famose cittadine e affascinanti borghi medievali
tra boscose colline e un mare azzurro ricco di vita,
frequentato da balenottere, capodogli e delfini.

di Patrizia Magi
103
onosciuta come la Rivie- la meta prediletta di nobili, artisti e in-

C
ra dei Fiori per la perenne tellettuali provenienti da tutta Europa
presenza di una flora va- che vi hanno fatto costruire splendide
ria e colorata, la costa del- ville con magnifici parchi. Come Villa
la provincia di Imperia, si- Hanbury, poggiata su un pendio a Ven-
tuata all’estremità occi- timiglia, nei cui giardini botanici – aperti
dentale della Riviera ligure di Ponente, al pubblico – Thomas Hanbury, filantro-
offre ai diportisti ottime marine, belle po di origine britannica, raccolse piante
spiagge, antichi borghi marinari ed ele- provenienti dagli angoli più sperduti del
ganti cittadine, oltre a un clima estre- globo; o come Villa Nobel, in stile more-
mamente mite che la rende fruibile tut- sco, a Sanremo – dove abitò per sei an-
to l’anno grazie alle Alpi Marittime che ni Alfred Nobel, scienziato svedese in-
la proteggono. Non a caso la Riviera ventore della dinamite e ideatore del ce-
dei Fiori è diventata alla fine del 1800 lebre premio –, che oggi ospita il Museo

a lui dedicato; o come, infine, la bizzar-


ra Villa Grock, a Oneglia, cinta da un fia-
besco giardino ornato da laghetti e pal-
me, dimora dello svizzero Adrien Wet-
tach, uno dei più grandi artisti circensi
della prima metà del Novecento, diven-
tata Museo del Clown.
Alle loro pendici brillano le acque az-
zurre del mar Ligure, cuore del Santua-
rio internazionale dei Mammiferi Ma-
rini, un’area marina protetta dove si
concentrano balene, stenelle, tursiopi,
grampi, zifi e globicefali, che si esten-
de per 87.000 chilometri quadrati tra

In alto, il suggestivo borgo di Cervo adagiato sulle pendici di una collina affacciata sul mare e cresciuto
intorno alla chiesa di San Giovanni Battista, conosciuta come “la chiesa dei corallini”.
Nella pagina accanto, in alto, il porticciolo di Diano Marina. Al centro e in basso, il borgo medievale di Porto
Maurizio arroccato su un promontorio del Parasio e il porto turistico di Imperia.
Nella pagina di apertura, la calda luce del tramonto illumina la baia di Sanremo.

104
Francia (Capo Escampobariou), Princi-
pato di Monaco, Toscana (Fosso Chia-
rone) e Sardegna settentrionale, com-
prendendo Corsica e arcipelago Tosca-
no. Un motivo in più per fare rotta ver-
so questa Riviera.

Da Capo Mimosa a Diano Marina


Arrivano fin quasi al mare le verdi colline
dominate da lunghi filari di uliveti che
disegnano il profilo della costa imperiese
a partire da Capo Mimosa, il promonto-
rio da cui inizia l’arcuato Golfo Dianese
che si allunga fino a Capo Berta.
Un tratto di mare ricco di vita con fon-
dali sabbiosi ricoperti di Posidonia ocea-
nica e zone rocciose ornate da fluttuan-
ti gorgonie gialle e rosse, rami di coral-
lo nero del Mediterraneo, delicate pin-
natule e appariscenti spugne Axinella
polypoides color zafferano. Vi si affaccia
lo sperone di roccia su cui è adagiato il
pittoresco borgo di Cervo, intrigo di car-
ruggi stretti tra case color pastello, che
dal litorale si inerpicano fino alla cima
dominata dalla Chiesa di San Giovanni
Battista (XVII e XVIII sec.), in stile baroc-
co, chiamata anche “dei Corallini” per
essere stata costruita grazie ai contributi
dei pescatori di corallo. La sua particola-
re facciata concava dona alla piazza an-
tistante un’acustica perfetta per lo svol-
gimento dell’annuale Festival internazio-
nale di musica da camera.
Seguono le vivaci cittadine di San Bar-

Liguria Riviera dei Fiori 105


tolomeo al Mare e di Diano Marina, en-
trambe con porticciolo turistico e lunghe
spiagge punteggiate di ombrelloni.

Imperia, una città con due anime


A meno di 3 miglia, oltrepassato il pro-
montorio di Capo Berta, c’è la città di
Imperia, nata nel 1923 dall’unione di
Oneglia e Porto Maurizio (più alcuni co-
muni minori) – un tempo agguerrite ri-
vali – situate a cavallo del Torrente Im-
pero. Oneglia occupa la piana alluviona-
le alla foce della sponda orientale a par-
tire dal centro storico ottocentesco po-
sto a due passi dalla banchina del por-
to – Calata Cuneo – dove sotto pittore-
schi portici sormontati dalle tipiche ca-
se liguri color pastello, pescherie e ri-
storanti tipici offrono succulente specia-
lità marinare. Come la celebre “piscia-
landrea” (Pizza d’Andrea), una focaccia
condita con pomodoro, acciughe, olive
taggiasche, cappero e aglio, che deve il Il famoso Casinò di Sanremo in stile liberty, inaugurato nel 1905.
nome all’ammiraglio Andrea Doria, na- In alto, iI litorale di Arma di Taggia dove si nota a sinistra la Torre dell’Arma del 1563,
to qui nel 1466, cui pare fosse partico- costruita a scopi difensivi per prevenire le incursioni piratesche.
larmente gradita. Proprio di fronte si sta- Nella pagina accanto, la città di Sanremo con il porto turistico Portosole.
glia il promontorio del Parasio su cui è

106
glia arroccato Porto Maurizio, groviglio giata la Città dei Fiori per antonomasia, e ricostruito nel 1630 in stile barocco.
di vicoli costellato di palazzi d’epoca, cresciuta tra mare azzurro e colline ter- Perla del litorale sanremese è la presti-
monumenti ed edifici religiosi come il razzate dove sono amorevolmente col- giosa marina di Portosole, ben posizio-
duomo di San Maurizio, del XVIII seco- tivate rose, garofani e molte altre spe- nata per fare shopping nella centralissi-
lo, neoclassico, – la chiesa più grande di cie di boccioli profumati e piante verdi ma Via Matteotti dove trovare gioiellerie
tutta la Liguria –, e le Logge del Conven- esportate in tutto il mondo. Una fama e boutique di lusso, ma anche per dedi-
to di Santa Chiara che offrono stupendi amplificata dal Casinò Municipale, am- carsi a escursioni nell’entroterra collina-
scorci panoramici. Merita una visita an- bientato in un maestoso edificio liberty re punteggiato di deliziosi borghi medie-
che il Museo Navale Internazionale di dei primi del Novecento e dall’annua- vali. Come Ceriana, costruito ad anelli
Imperia, che custodisce testimonianze le Festival della Canzone, che si svolge concentrici intorno alla collina e ridon-
delle tradizioni marinare liguri e nazio- nel Teatro Ariston, a breve distanza dal dante di architetture religiose, Apricale
nali dal XVIII al XX secolo, dalle collezio- centro storico medievale, La Pigna, la- noto per il castello della Lucertola, fon-
ni di strumenti di bordo e la modellisti- birinto di carruggi e scalinate che si ar- dato su uno sperone roccioso nel X se-
ca alla palombaristica e ai mezzi della ri- rampicano fino al Santuario della Ma- colo, e Dolceacqua dominato dal castel-
cerca archeologia sottomarina. donna della Costa, fondato nel XIV sec. lo dei Doria, cui si accede attraversan-
Movimentano le pendici del Parasio
Borgo della Foce, con un porticciolo e
spiaggette di ciottoli, e Borgo Ma-
rina, dotato di un trafficato
porto turistico accanto
alla famosa “spiag-
gia d’oro”, di sab-
bia finissima.

Da San Lorenzo
a Mare ad Arma di Taggia
Lungo la costa si avvicendano
i piccoli paesi rivieraschi di
San Lorenzo al Mare, con le sue
case color pastello e una accogliente
Marina, Santo Stefano a Mare –
un’infilata di antichi palazzi anticipata
dal moderno porto turistico di Mari-
na degli Aregai – e Arma di Taggia,
con lunghe spiagge e acque cristalline.
Quest’ultimo è una frazione dell’imper-
dibile borgo medievale di Taggia, situato
poco più in alto, famoso per il suo pon-
te in pietra a 16 archi, lungo 270 me-
tri, iniziato forse già al tempo dei Roma-
ni e poi gradualmente “allungato” per
seguire gli spostamenti del torrente Ar-
gentina, oggi ricoperto di giardini e orti.

Sanremo, la città dei fiori


Lasciato a dritta Capo dell’Arma si entra
nella baia di Sanremo lungo cui è ada-

Liguria Riviera dei Fiori 107


do un ponte a schiena d’asino sul cresciuta lungo la Via Augusta Julia, è
torrente Nervia che sfocia tra Bor- stata una importante città in epoca ro-
dighera e Ventimiglia, le due ulti- mana, come testimonia la zona archeo-
me città della Riviera dei Fiori. logica con le imponenti rovine del Teatro
e delle Terme (II-III sec. d.C.), non lonta-
Bordighera e Ventimiglia no dal delizioso centro storico medievale
Bordighera, a 6 miglia da Sanremo, ha – situato su un colle della riva di ponen-
un fascino tutto “british”, essendo sta- te – che, con i suoi carruggi, ruota intor-
ta trasformata a fine Ottocento in un im- no alla Cattedrale di Santa Maria Assun-
portante centro abitato dagli Inglesi che ta, uno dei più significativi esempi di ro-
si innamorarono del luogo. Il centro sto- manico in Liguria. Dabbasso stanno ul-
rico, però ha mantenuto il suo aspetto di timando il nuovo porto turistico Cala del
borgo fortificato medievale con mura di Forte, già in parte operativo, sovrastato
cinta e una fitta rete di piazzette e vicoli dal possente Forte dell’Annunziata che
in pendenza tra cui è piacevole perder- ospita il Museo Civico Archeologico “Gi-
si. Gradevole è anche passeggiare per il rolamo Rossi”. Dalla panoramica Piaz-
Lungomare Argentina (così chiamato in za d’Arme si apre una vista magnifica
onore di Evita Peròn, che lo inaugurò nel da Capo Sant’Ampelio alla ammaliante
In alto, a sinistra, Villa Hanbury a Ventimiglia;
luglio del 1947), visitare il Giardino Eso- spiaggetta dei Balzi Rossi – in prossimi- a destra, il centro storico di Ventimiglia,
tico Pallanca con 3.200 specie di piante tà del confine – composta da sassi levi- affacciato sulla foce del fiume Roya.
distribuite su uno scosceso pendio, e tuf- gati e tondeggianti sotto l’omonima fale- Sopra e nella pagina accanto, da sinistra,
farsi nelle limpide acque della baia dal- sia, alta cento metri, forata da grotte do- il borgo di Ceriana, fondato in epoca romana
lo “Scoglio alto” del roccioso e tormenta- ve sono stati scoperti numerosi reperti nel cuore della Valle Armea;
to Capo Sant’Ampelio forgiato dal vento di epoca paleolitica custoditi nel Museo il paesino di Apricale, nell’entroterra di Bordighera,
e dal mare, con a Nord-Est il porto tu- Preistorico dei Balzi Rossi. Una ulterio- stretto intorno alla piazza principale, chiamata
ristico comunale. Attraversata dal fiume re visita da non perdere prima di lascia- Torracca; il borgo medievale di Dolceacqua
Roja, Ventimiglia, l’antica Albintimilium re la Riviera. ◼ coronato dal Castello dei Doria.

108
NOTIZIE UTILI privata, ristorante gourmet “Le Camelie” con vista acqua e corrente eettrica per barche fino a 15 me-
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(Im), tel. 0184 500349; wwww.portosolesanre- miglia.it – VHF Canale 73). Nuovo porto turistico Ristoranti
mo.it – VHF canale 9). Prestigiosa marina che of- di proprietà di Monaco Ports, con aree a mare e Da Nicò - Trattoria del porto (Piazza Bresca 9/10,
fre 776 ormeggi con acqua ed energia elettrica per banchine già operativetive da ottobre 2020 per 178 (Im) tel.
Sanremo (Im), tel 0184 5019
501988). Antica tratto-
barche fino a 90 metri di lunghezza. Tra i servizi: yacht fino a 70 metri di lunghezza. Le strut- ria aperta nel 19335 a due passi dal
negozi, 2 ristoranti-bar (MoloAkka e Rollingstone), ture a terra (tra cui 35
3 esercizi com- Porto Vecchio che propone preva-
2 cantieri navali, officina meccanica, distributore merciali, cantiere naavale, 15.000 lentemente piatti
p a base di pe-
di carburante, agenzie nautiche e ship chandler. mq di passeggiate e giardini, sce preparato secondo la
Vicinissimo a Portosole c’è l’Hotel De Paris San- distributore di carbuuran- tradizione ligure e cala-

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ganti camere e suite fronte mare, ristorante e Spa. 7,9 miglia di distanza – che sarà effet- bati al “laphroaig”.
Marina degli Aregai (Via Gianni Cozzi 1, Santo tuato da un catamarano a motore in 15 minuti. Casa e Bottega
Stefano al Mare (Im), tel. 0184 4891; www.ma- Porto di Bordighera (Via Marinai d’Italia, Bordi- (Piazza Giuseppe Garibaldi 2, Dolceacqua (Im),
rinadegliaregai.it – VHF canale 9). Moderna in- ghera (Im), tel. 0184 266688 – VHF Canale 9). Si- tel. 320 3339444). Nella piazza centrale del bor-
frastruttura con 961 ormeggi per barche fino a 50 tuato a Nord-Est di Capo Sant’Ampelio e gestito go. In un ricercato caos di tavoli e sedie di mate-
metri di lunghezza. Tra i servizi: acqua ed elettri- dal comune, dispone di 250 ormeggi per barche fi- riali diversi, mobili rustici e suppellettili varie vie-
cità in banchina, zona commerciale con agenzie no a 18 metri di lunghezza. Tra i servizi: acqua e ne proposta un’ottima cucina ligure. Da provare: il
nautiche, negozi e boutique, cantiere con travel lift corrente elettrica, scalo d’alaggio, gru mobile da brandacujun (stoccafisso mantecato), tipico piat-
da 220 t, distributore di carburante, bar, ristoran- 25 t, Club nautico. to del ponente ligure.
ti (La Terrazza, Valdisogno degli Aregai) e varie at- Porto di Imperia (Via San Lazzaro 8, Porto Mau- Marco Polo (Passeggiata Cavallotti 2, Ventimiglia
tività sportive. Parte integrante del marina è l’Are- rizio, Imperia, tel. 0183 62679 – VHF Canale 9) (Im), tel. 0184 1952500). Storico ristorante sul-
gai Marina Hotel & Residence, 4 stelle con 28 sui- Grande porto turistico situato all’interno del bacino la spiaggia ambientato in una graziosa struttura
te fronte mare e 57 appartamenti, ristorante gour- di Porto Maurizio. Dispone di 1293 ormeggi per im- in legno con dehors. Il menù è centrato sul pesce
met, lounge bar, terrazza panoramica, spiaggia at- barcazioni fino a 90 metri di lunghezza. Tra i servi- fresco preparato secondo ricette vintage rivisitate.
trezzata e ampio giardino con area relax. zi: acqua e corrente elettrica, gru, scalo di alaggio, Tra le specialità: il Risotto al polpo e alle erbe del-
Marina di San Lorenzo (Via Aurelia 3, San Lo- travel lift, distributore di carburante, Yacht Club. la mia Nonna Maria.
renzo al Mare (Im), tel. 0183 9352; www.marina- Porto di Diano Marina (Lungomare Italia, Diano
disanlorenzo.it – VHF canale 9). Moderna marina Marina (Im), tel. 0183 753024). Porto municipa- Le foto dell’articolo sono dell’Agenzia Regio-
inaugurata nel 2008. Offre 365 ormeggi per barche le per piccole imbarcazioni. È situato in prossimi- nale “in Liguria”.
fino a 20 metri di lunghezza, un ampio ventaglio tà del centro cittadino e offre 250 ormeggi – di cui
di servizi di alta qualità, cantiere navale, agenzia 10 riservati al transito – per barche fino a 15 me- Info turistiche:
nautica, Yacht Club. All’interno del porto turistico è tri di lunghezza. Tra i servizi: acqua, alaggio e va- Agenzia Regionale per la promozione
situato l’Hotel Riviera dei Fiori (tel. 0183 745100; ro, riparazioni varie. turistica “in Liguria”
www.hotelrivieradeifiori.it), 4 stelle di charme ca- Porto di San Bartolomeo al Mare (Info c/o Co- Via D’Annunzio 2/78, Genova
ratterizzato da una singolare architettura a pago- mune, tel. 0183 4092225). Piccolo porticciolo tu- Tel. 010 530821; www.lamialiguria.it
da. Dispone di 39 camere affacciate sulla spiaggia ristico gestito dal comune. Offre 170 ormeggi con www.experienceliguria.it

Liguria Riviera dei Fiori 109


GIRI DI BUSSOLA

credit Christian Brecheis


IL 2021 DI TORQEEDO
Torqeedo Deep Blue on Tornado RIB

Deep Blue 50 SD Deep Blue 100kW-Twin Systemrendering 2020

110
Cruise Hybrid Systemrendering 2020

TorqLink Throttle

In occasione di una conferenza stampa digitale svoltasi lo scorso


19 novembre, Torqeedo ha presentato alla stampa le novità per la
stagione 2021 nell’ambito dell’elettromobilità acquatica.
Durante la diretta sono intervenuti gli amministratori delega-
ti dell’azienda tedesca, Ralf Plieninger e Michael Rummel, che
hanno mostrato agli intervenuti i due nuovi SailDrive Deep Blue
50 SD e Deep Blue 100 SD sviluppati in collaborazione con
ZF. Si tratta di due saildrive fissi da 50 e 100 kW progettati
per velocità fino a 30 nodi e perfettamente integrati nei sistemi
avanzati di propulsione e di gestione dell’energia di bordo Deep
Blue. Grazie all’energia idroelettrica accumulata in navigazione,
infatti, entrambi i piedi sono in grado di mantenere la carica delle
batterie ad alta capacità del sistema sviluppato con tecnologia
BMW, il quale, ricordiamo, può essere ulteriormente integrato
Cruise 10.0 R con pannelli solari e generatore eolico per una maggiore autosuf-
ficienza energetica.
111
GIRI DI BUSSOLA

Torqeedo ha annunciato anche un aggiornamento tecnico per i


fuoribordo elettrici Cruise 10.0 R e Cruise 10.0 FP, equivalenti a
unità da 5 a 20 HP, che saranno dotati del protocollo di comunica-
zione TorqLink finora utilizzato solo sulla gamma Deep Blue.
“TorqLink è una nuova interfaccia tra i componenti che rende sem-
plicissima la configurazione anche di un sistema di azionamento
elettrico o ibrido relativamente complesso. Lavorano tutti con lo
stesso sistema, forniscono informazioni sullo stesso display e fun-
zionano insieme in modo armonico”, ha detto Plieninger.
Per la serie Travel è stata dichiarato l’arrivo di una unità più pic-
cola, il Travel 603. Equivalente a un 2 HP tradizionale, questo
modello è indicato per gommoni e daysailer fino a una tonnellata
di peso, ha una batteria agli ioni di litio da 500 Wh rimovibile e
galleggiante e pesa solamente 15,5 chilogrammi. Travel 603 ha
avviamento con pulsante, computer di bordo integrato con tempi
di funzionamento e dati di autonomia calcolati tramite GPS, mar-
cia avanti e marcia indietro, porta USB per la ricarica di apparec-
chiatura elettronica ed è dotato di grado di protezione IP67.
Per ulteriori informazioni www.torqeedo.com Travel 603

credit Christian Brecheis


NE
AT PO
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IM

I
TE RT
Z N
EN RTA Il Centro Culturale Legale Nautico della L.N.I., oltre ai servizi di Consulenza Giuridica e Formativa,
NZ AN
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AT PO ha istituito il Servizio di Camera Arbitrale per il Diporto, dotata di specifica competenza per il settore
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IM
dello yachting, la cui sede centrale si trova presso la Presidenza Nazionale a Roma, ma che opera su
scala nazionale avvalendosi delle 26 sedi individuate nelle tre macroaree del paese.

La Camera Arbitrale specializzata nella Nautica da Diporto, grazie


alla capillare diffusione della Lega Navale Italiana, è presente su tutto
il territorio nazionale ed è a disposizione di diportisti ed operatori,
avvalendosi della specifica competenza di arbitri e periti provenienti
dalle più autorevoli associazioni di categoria per la risoluzione di ogni
problema legale relativo al diporto

Via Guidubaldo del Monte, 54 – 00197 – ROMA


Tel. +39.6.809159919 – e-mail: segreteria@lni-ccln.it
www.lni-ccln.it/camera-arbitrale
BIBLIOTECA DI BORDO
a cura di Bianca Gropallo

LA COSTRUZIONE DI UN SOGNO di Antonio Penati


Le rotte e gli incontri del cutter Lycia e del suo comandante
Edizioni Il Frangente, Verona – www.frangente.com – 448 pagine illustrate a colori - 45 euro
Dopo aver trascorso molti anni in Mediterraneo, navigando in lungo e in largo da Gibilterra a Istanbul assieme agli allievi
della sua scuola di vela, Antonio Penati ha sentito la necessità di affrontare ed esplorare altri mari, altri luoghi, altre genti.
È nato così il cutter in legno “Lycia”, “18 metri di comodità e sicurezza”, come lui stesso lo definisce che, con un
baglio massimo molto arretrato di 4,40 metri, un disegno moderno e molto performante, è stata costruito sul lago
d’Iseo con il metodo dello “strip planking” e del fasciame incrociato incollato con resine epossidiche West System.
Dopo quattro anni di durissimo lavoro, il suo sogno diventa realtà: un fatidico giorno molla gli ormeggi dal marina
di Monfalcone e, “stravolto dalla fatica ma felice”, vive una lunga avventura che lo ha portato a navigare per 11
anni in tutti gli oceani, passando dai grattacieli di New York fino alle palafitte della Papua. Questo è il suo racconto,
illustrato con numerose foto.

LA DONNA DEL FARO di Ragnar Jónasson


Marsilio Editori, Venezia – www.marsilioeditori.it - 256 pagine – 16 euro
L’autore, membro della Crime Writers’ Association britannica e co-fondatore di Iceland Noir, festival del giallo nordico, è l’autore
della serie Dark Iceland, un successo internazionale di cui “La donna del faro” è il quarto episodio.
È tuttavia un giallo che si può leggere indipendentemente dai tre precedenti e che si apprezza per la suspense e per l’atmosfera
dei paesaggi islandesi che l’autore dipinge magistralmente.
Una giovane donna, tornata a Kálfshamarsnes, la piccola lingua di terra sulla penisola di Skagi, nel Nord dell’Islanda, dove
ha trascorso parte della sua infanzia, viene trovata morta ai piedi di una scogliera. Una disgrazia? O forse è stato qualcuno a
spingerla nel vuoto? L’ispettore Ari Þór, affascinato e turbato dall’enigmatica figura della donna venuta dal Sud, scopre che Ásta
è morta nello stesso luogo dove, ventisei anni prima, avevano perso la vita in circostanze mai chiarite la madre e la sorella. Il
giovane poliziotto cerca di far luce sulla vicenda, sui segreti scomodi e le colpe taciute dagli abitanti della penisola.

MEMORANDUM DELLO SKIPPER di Miriam Lettori


Edizioni Il Frangente, Verona – www.frangente.com – 28 pagine plastificate formato A4,
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Arrivato alla sua quinta edizione, si conferma una pubblicazione utile e pratica per lo skipper, da tenere in barca,
che consente una rapida consultazione degli argomenti e delle nozioni più importanti per la navigazione, illustrati
in 27 schede a colori plastificate su materiale idrorepellente.
Sviluppa in maniera schematica e di lettura immediata i seguenti argomenti: controlli prima della partenza, do-
tazioni di sicurezza, la zattera, nodi, lettura della carta nautica, caratteristiche dei fari, aree marine protette,
precedenze e prevenzione degli abbordi, segnali diurni e segnali acustici, fanali regolamentari, nubi, meteorologia,
forza del vento e stato del mare, VHF - caratteristiche e procedure, consuetudini navali, sport acquatici e pesca
sportiva, motore Diesel, rilevamenti, la bussola e i tre Nord, deriva, scarroccio, codice internazionale dei segnali.
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6 7
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10
2 Area Portolano P2 - KIT P2A: da Marina di Massa all’Isola di Pianosa.

3 Area Portolano P2 - KIT P2B: dall’Isola di Montecristo a Capo Circeo.

4 Area Portolano P3 - KIT P3A: da Capo di Monte Russu a Punta sa Canna.

8 5 Area Portolano P3 - KIT P3B: da Capo Palmeri a Punta sa Calada Bianca.

6 Area Portolano P3 - KIT P3C: da Punta sa Calada Bianca a Cala Sarraina.

7 Area Portolano P4 - KIT P4: da Capo Circeo a Sapri.

8 Area Portolano P5 - KIT P5A: da Punta Mezzanotte allo Stretto di Messina al Fiume Tellaro.

9 Area Portolano P5 - KIT P5B: da Melito di Porto Salvo a Torre di Andrano.


9 11
10 Area Portolano P6 - KIT P6A: da Rometta Marea a Punta Molinazzo.

11 Area Portolano P6 - KIT P6B: da Torre Scibilliana a Marzamemi.

12 Area Portolano P7 - KIT P7: da Capo di S. Maria di Leuca a Senigallia.

13 Area Portolano P8 - KIT P8: da Marotta al conne italo-sloveno.

12 13

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a cura di Elena Casillo

Quando il pesce si tinge di giallo!


Una delle spezie che più facilmente si poi, tinge di colore
sposano con i piatti di pesce è il prezio- le salse in abbina-
sissimo zafferano (ricavato dallo stimma mento. In barca è
essiccato del fiore crocus sativus). di facile utilizzo,
La sua essenza delicata ma decisa reperibilità e con-
permette di donare sapore alla carne servazione e rende
di tantissimi pesci che sono consi- più raffinati piatti
derati meno saporiti. L’intenso giallo, semplici e veloci.

Risotto cappesante, olio evo, farina, sale, zafferano, mezza


cipolla, 1 lt di brodo di pesce.
asparagi e zafferano
Procedimento: in una pentola a bordi alti
Primo - 4 persone - media difficoltà soffriggere mezza cipolla tagliata sottilmen-
te in poco olio evo. Aggiungere il riso e farlo
Ingredienti: 380 g di riso per risotti, tostare. Aggiungere man mano che lo ri- Involtino di sogliola
con zucchine
12 cappesante, 1/2 kg di asparagi, chiede il brodo e a 10 minuti dalla fine del
tempo di cottura aggiungere le punte degli
asparagi tagliati e a 5 minuti lo zafferano e
continuare ad amalgamare aggiustando
su crema di zafferano
di sale e versarlo su ogni piatto. Secondo - 4 persone - media difficoltà
Nel frattempo, in una padella an-
tiaderente con poco olio Evo bol- Ingredienti: 8 filetti di sogliola senza
lente, mettere le cappesante in- pelle, 3 zucchine, 1 spicchio di aglio,
farinate e appena rosolate da un 1 fetta di pane, farina, olio Evo, 100 ml
lato, girarle dall’altro per ultimare panna da cucina, 50g di burro, brodo
la cottura e adagiarle 3 su ciascun vegetale, 1 bicchiere vino bianco, sale.
piatto e servire.
Procedimento: In una padella antia-
derente, far soffriggere metà aglio con
3 zucchine tagliate a piccoli dadini e
salare. Aggiungere poi la fetta di pane
sbriciolata e farla tostare. Tagliare l’ulti-
Lo Zafferano con la sua tradizione ma zucchina a strisce sottilissime con la
secolare…oggi anche in cambusa! mandolina.
di Shakti D’Intinosante Per la crema allo zafferano: in una pa-
della calda far sciogliere il burro e roso-
La produzione mondiale di zafferano per il 90% lare il mezzo spicchio d’aglio rimasto.
viene prodotto in Iran e il restante 10% in India, Aggiungere il vino e farlo evaporare. Fa-
Grecia, Marocco, Spagna e Italia. Per quanto la re sciogliere lo zafferano in un bicchiere
produzione in Italia sia piccola, rappresenta la circa di brodo vegetale caldo. Togliere
migliore, sia per i metodi di produzione che di zione in generazione. Il fiore viene raccolto, vengono l’aglio e aggiungere la panna, versare il
essiccazione, che sono particolarmente accurati separati gli stimmi dal fiore e poi vengono essiccati. brodo e mescolare fino a quando si crea
ed escludono ogni uso di prodotti chimici: dalla La Sardegna, con i suoi tre comuni Turri, San Gavi- una crema densa e cremosa.
coltura, all’essiccazione fino alla conservazione. no Monreale e Villanovafranca, rappresenta l’area Per i filetti di sogliola: prendere 2 filet-
Le imprese agricole impegnate nella produzione di di maggior produzione in Italia. Lo zafferano di Turri ti di sogliola e mettere il composto delle
zafferano sono circa 320 prevalentemente di pic- presenta delle caratteristiche uniche, rispetto agli al- zucchine e pane rosolati all’interno, for-
cole e medie dimensioni, spaziando dai 200 mq ai tri zafferani conosciuti, perché i suoi tre componenti mando un unico involtino che poi viene
5.000 mq con alcune eccezioni, come in provincia presenti normalmente nello zafferano, sono in quan- avvolto da una fetta di zucchina e fer-
di Cagliari con 10.000 mq nel Medio Campidano in tità superiore rispetto agli altri zafferani prodotti. Lo mato con uno stecchino. Adagiarli in un
provincia di Cagliari. Una delle più storiche pianta- Zafferano di Sardegna dop coltivato in agricoltura pentolino con poco olio, salare, e coprire
gioni di zafferano, dove vengono selezionati i migliori biologica viene essiccato a bassa temperatura e con il coperchio cucinandoli a fuoco me-
bulbi di zafferano (crocus sativus) si trova a Turri rimare fragrante nel tempo oltre ad essere purissi- dio/alto per 8 min. Infine in ogni piatto
dove viene coltivato lo Zafferano di Sardegna Dop. mo. È possibile trovarlo a Cagliari oppure chiedere versare un po’ di crema e adagiare al
Qui i bulbi vengono scelti e tramandati da genera- ulteriori informazioni a info@ilcerchionaturale.it centro ciascun involtino e servire.

116
RICETTA D’AUTORE – Chef Oreste Romagnolo (Ristorante “Oresteria” e “Orerock”a Ponza)

Tagliolini fiori Per il brodo: metà delle teste di gam-


di zucca, gamberi beri, una carota, una cipolla, una costa
di sedano.
e zafferano
Primo - 4 persone - media difficoltà Procedimento: pulire i gamberi toglien-
do il carapace e conservando le teste.
Ingredienti: 350 g. di tagliolini all’uovo, In una pentola mettere a bollire per un
20 gamberoni rossi, 24 fiori di zucca, 1 ora 10 teste di gamberi la cipolla ta-
spicchio di aglio, 1 bicchiere di vino bian- gliata in 4 pezzi, il sedano e la carota
co, 1 bustine di zafferano in ponvere, 1 bu- (con acqua fino alla copertura) così da
stina di pistilli di zafferano, 100 g di farina ottenere un brodo leggero.
00, una noce di burro, 50 g di parmigiano Su di una spianatoia impastare la fari-
reggiano, olio di semi, olio Evo, sale. na con le 4 uova preventivamente sbat-
Per i tagliolini: 4 uova, 400 g di farina tute ed il sale e impastare il composto
00, un pizzico di sale. fino a farlo diventare liscio.
Spianare l’impasto ottenuto sottilmente
con un mattarello, arrotolarlo a girella e
con un coltello tagliarlo a strisce sottili olio di semi, asciugarli e tenerli da par-
così da ottenere i tagliolini. te per guarnire. Dalla pentola del brodo
Pulire i fiori di zucca e tagliarne 20 ormai pronto togliere le teste dei gam-
a striscioline. In una padella mettere beri e le verdure e versarci i tagliolini
l’olio evo, l’aglio le striscioine di fiori, per farli bollire 2 o 3 minuti.
spremere le altre 10 teste di gambe- Scolare i tagliolini e saltarli nella padel-
ri così da far uscire il loro umus. Non la con i gameri ed i fiori, aggiungere il
appena inizia a sfriggere aggiungere il parmigiano, la noce di burro ed i pistilli
bicchiere di vino bianco secco, poi to- di zafferano facendoli ben amalgamare
gliere lo spicchio di aglio e aggiungere Servire sporzionando in 4 piatti deco-
i gamberi sgusciati, aggiungere lo zaf- rando con il fiore aperto fritto.
ferano in polvere e spegnere il fuoco. Si possono sostituire i tagliolini con
Aprire 4 fiori, infarinarli e friggerli in delle mezzemaniche o spaghetti

Procedimento: schiacciare la ricotta con


Gnocchetti giallo Ciambellone una forchetta. Incorporare con lo zuc-
zafferano e cozze allo zafferano chero le scorze grattugiate dell’arancio e
del limone, le uova, lo zafferano sciolto
Primo - 4 persone - facile Primo - 4 persone - media difficoltà in un bicchierino di succo d’arancia tie-
pido, la farina e il lievito. Amalgamare e
Ingredienti: 500 g di gnocchetti di pata- Ingredienti: 300 g di ricotta, 300 g di versare in uno stampo unto e infarina-
te, 1 kg di cozze, 1 spicchio d’aglio, pe- farina, 250 g di zucchero, 3 uova, la to. Spennellare un po’ di zafferano, sul
peroncino, due bustine di zafferano, sale. scorza grattugiata di un arancio, la scor- ciambellone, sciolto con succo d’aran-
za grattugiata di un limone, 1 busta di cia, e cospargere di zucchero semolato.
lievito in polvere, 1 pizzico di zafferano, Cuocere in forno caldo a 180 gradi per
zucchero semolato. 40 minuti e comunque finchè sopra non
si crea la crosticina.
Ricetta di di Maria Itria Paulis

trare il sugo e aggiunger-


ci lo zafferano mischian-
do velocemente.
In una pentola con abbondante ac-
Procedimento: pulire le cozze elimi- qua salata, versare gli gnocchetti fin-
nando la barbetta e con uno spazzolino chè non salgono tutti a galla.
le alghe attaccate. Scolarli e metterli in una ciotola. ver-
In una pentola far soffriggere l’aglio con sarci sopra il sugo delle cozze con lo
il peperoncino e poi versarci le cozze zafferano e infine aggiungerci le coz-
coprendole con un coperchio. Quando ze, lasciandone alcune con le valve
sono tutte aperte, metterle da parte, fil- per guarnizione.

Se avete qualche vostra ricetta che volete pubblicare in questa pagina della rivista Nautica,
mandatela (composta da titolo - ingredienti - esecuzione) a: casillo@nautica.it 117
NAVIGANDO TRA LE NORME
a cura dell’avv. Ettore Romagnoli

CODICE
In un mondo che corre e si trasforma incessantemente occorre
adeguarsi, per cui anche il Codice della nautica, come con-
cepito nel già lontano 2005, appare ormai come uno sbiadito

DELLA NAUTICA ricordo. Ad oggi, il testo che a suo tempo diede la sospira-
ta autonomia alla nostra materia dal diritto della navigazione
“classico” e che fu considerato innovativo se non ardito - e
come tale avversato da buona parte della dottrina - è già in
È arrivata la II riforma gran parte cambiato e superato. In tre lustri si sono successe
diverse modifiche di vario livello e importanza.
Alcune sono state legate al doveroso recepimento di direttive
118
europee (vedi il d. leg.vo 5/2016) a carattere eminente tec- disabili, completando l’opera attinente alle patenti per non
nico che hanno inciso su aspetti legati al sistema costruttivo vedenti. Si ha quindi la riforma della disciplina delle patenti
connesso con il “MARCHIO CE” e altre hanno un’impronta nautiche, con finalità di inclusione sociale delle persone diver-
decisamente italiana e si muovono nell’ambito dei consueti samente abili e degli anziani;
assestamenti sistematico/ commerciali connessi con la nauti-
ca nostrana. Il movimento riformistico sugli aspetti del codice
• si introduce la validità della licenza provvisoria anche per il
rilascio del ruolino di equipaggio e della licenza per l’apparato
che interessano più da vicino l’utenza e gli operatori del setto- ricetrasmittente di bordo;
re - e di riflesso lo sviluppo economico dello shipping - muo- • si ha una revisione della disciplina dei natanti;
ve dall’esigenza di adeguare l’offerta alle nuove istanze del
commercio relativo alle unità, alla formazione e allo sviluppo
• si modifica l’istituto dell’archivio telematico delle patenti
nautiche per fini di controllo, documentazione e prevenzione
del diporto commerciale che potrebbe rivelarsi quale volano dei reati, altri illeciti compiuti nel comando di unità da diporto
economico per molte delle nostre località turistiche balnea- anche ai fini della recidiva e per i sinistri marittimi;
ri. L’integrazione e l’ampliamento dello spettro di vari istituti sono
stati caldeggiati e richiesti dalle principali organizzazioni e dagli
• si prevede la possibilità di effettuare le visite mediche per il rila-
scio e rinnovo delle patenti direttamente presso le scuole nautiche;
operatori del settore, nel senso di assicurare un crescente livello di
qualità e professionalità di cui fruirà anche il singolo diportista e di
• si attua un’innovazione profonda e ampliativa dell’istituto
del noleggio introducendo la possibilità di plurimi noleggiatori
cui beneficerà in definitiva l’intero comparto del turismo nautico. per unità, del noleggio a cabina o di parte dell’unità alle con-
Le modifiche di forte rilievo si sono concentrate in modo emi- dizioni stabilite dal contratto;
nente negli ultimi tre anni per cui, dopo il penetrante restyling
del 2017 (di cui al d. leg.vo n. 229/17), assistiamo ora a un
• per il noleggio occasionale occorre il possesso della patente
da almeno tre anni;
altro - magari poco reclamizzato visto il particolare momento
che stiamo attraversando, ma di certo importante - “rimaneg-
• si introduce una nuova categoria di diporto commerciale
per l’esercizio di attività in forma itinerante di somministrazio-
giamento” ad opera del d. leg.vo 160/2020, “Correttivo” del ne di cibo e di bevande e di commercio al dettaglio. Il tutto
Codice della nautica in vigore dal 22 dicembre 2020. nel rispetto delle norme europee e previa l’emanazione di stru-
Entrando nel vivo, notiamo che il nostro decreto consta di ben menti normativi da parte delle regioni;
34 articoli che rimodulano il testo originario del codice e parti
già modificate negli interventi del 2016 e 2017: per tale mo-
• si implementa un’accurata e complessa revisione della di-
sciplina della figura professionale dell’istruttore di vela e delle
tivo sarà necessaria un’accurata lettura ricostruttiva dell’intera scuole nautiche e centri d’istruzione nautica con nuove san-
materia tramite un’opera di ricostruzione del testo per venire a zioni per l’esercizio abusivo dell’attività di scuola nautica;
capo dell’ormai complicato puzzle. Del resto, chi si interessa
dell’aspetto legale e amministrativo del diporto è ormai allenato,
• nell’ottica avviata nel 2017 di includere la portualità turisti-
ca nell’alveo del codice della nautica si prevede l’introduzione
perché nei 50 anni trascorsi dall’uscita della legge 50/71, capo- nei Piani regolatori dei porti mercantili di strutture demaniali
fila dell’attuale regolamentazione, può dire in piena serenità che da destinarsi al ricovero a secco di imbarcazioni e di natanti
il settore non ha mai conosciuto un periodo di acque tranquille. da diporto;si consente al cantiere costruttore di un’unità da
Lo spirito che impronta l’intervento è volto a favorire utenti e diporto invenduta di poterla immatricolare a proprio nome,
imprese del settore in una logica di competitività internaziona- per dare sbocco a un mercato a miglia zero come per le auto;
le della bandiera italiana, pesantemente attaccata dalle sirene • si prevede una disciplina per la navigazione di droni;
di ordinamenti oggettivamente più allettanti sotto vari profili,
compreso quello burocratico. Ciò posto, per contraltare ci sia
• si prevede l’istituzione dell’archivio nazionale dei prodotti
delle unità da diporto, al fine di contrastare l’immissione sul
consentito di osservare che il livello delle innovazioni messe mercato di prodotti fraudolenti e/o pericolosi che provochino
sul piatto in poco tempo è tale da creare una certa confusione incidenti o infortuni.
che non risparmia neppure i più esperti tra gli addetti ai lavori. Questo, in estrema sintesi, il complesso quadro delle novità
Per onestà appare opportuno non unirsi al coro di chi loda e introdotte. Ci riserviamo di illustrare gli approfondimenti per
basta, poiché di fatto la riforma del 2017 non è stata anco- argomenti in singoli articoli, in modo da rendere noto e dispo-
ra attuata percarenza delle norme applicative e già siamo di nibile il nuovo quadro normativo sul diporto.
fronte a un ulteriore cambiamento, per cui la “semplificazione” Sarà certo necessario procedere al più presto ai provvedimenti
appare esser più teorica che altro, almeno sino a quando non di attuazione, per i quali auspichiamo un’opportuna sensibilità
uscirà il nuovo regolamento di attuazione. al fine di poter rendere effettiva la riforma che altrimenti rischia
Ciò posto, pur conservando una autonomia critica, occorre dove- stagnazione e di essere superata prima della sua reale entrata
roso e utile procedere in modo costruttivo per informare l’utenza in vigore, visto che nel frattempo rimarranno in vigore le vecchie
sulle principali novità introdotte, riservandosi di trattare in singoli disposizioni col risultato di leggere un codice che poi è nei fatti
interventi esplicativi i vari argomenti della complessa riforma. inapplicabile con conseguente ed inevitabile confusione e scon-
In sintesi, senza pretesa esaustiva evidenziamo alcuni tratti tri tra legittime aspettative dell’utenza e realtà dei fatti .
salienti ed innovativi della riforma: Per finire, notiamo che su tutto regna la cosiddetta clausola
• son previste unità da diporto a controllo remoto e quindi
prive di personale a bordo adibito al comando;
di invarianza economica per cui dall’entrata in vigore della
riforma non devono derivare nuove spese a carico del bilancio
• si introduce la cosiddetta navigazione sociale a favore dei dello Stato né queste sono minimamente previste.
119
AVVOCATO IN BARCA
a cura di Andrea Petragnani Ciancarelli

IL CONTRATTO importi relativi a queste voci che non era possibile dettagliare prima.
In quella stessa data si potrà quindi confermare il criterio di appli-

DI REFITTING
cazione delle penali, l’importo delle stesse, nonché la data esatta a
partire dalla quale potranno essere richieste. Sempre a partire da
tale data avrà inizio il periodo relativo al computo dello stato di

DI UNO YACHT avanzamento dei lavori e, di conseguenza, avranno corso i relativi


progressivi pagamenti subordinati al parere positivo del suveyor
incaricato dall’armatore committente.
(quinta parte) In questo senso è giusto rilevare che, a differenza di un contrat-
to di costruzione, tecnicamente definibile fattispecie a formazione
progressiva determinabile, in questo caso il cantiere non è in grado
di poter stabilire tempi certi in quanto vi sono delle variabili, sopra
elencate, non sussistenti nel fenomeno contrattuale della nuova
costruzione. Nel prossimo numero continueremo ulteriormente l’a-
nalisi di questa interessante fattispecie contrattuale, dettagliando
nuovamente l’evoluzione del rapporto negoziale, ma anche con-
frontando questo caso specifico con la prassi internazionale alla
quale bisogna necessariamente fare sempre riferimento.

Riprendendo l’argomento già trattato nei numeri precedenti continu-


iamo ad analizzare l’attuale esperienza che lo Studio sta seguendo in
tema di contratto di refitting.
Come avevamo detto nel numero di gennaio, in questi primi giorni
dell’anno sono iniziate in cantiere le opere di demolizione ma anche
di smontaggio e stoccaggio delle attrezzature che necessariamente
devono essere sbarcate e custodite così come prevedono anche i
formulari internazionali. Nello specifico si è deciso, così come da
preventivo che costituisce parte integrante dell’accordo, di stabilire
una data essenziale ai fini negoziali, entro la quale saranno terminate
tutte le opere di demolizione e smontaggio. Questo termine concor-
dato sarà necessario al fine di poter confermare definitivamente da
parte del cantiere l’effettiva data di consegna della barca. Nel con-
tratto infatti si è stabilito che le voci di spesa relative a interventi che
necessitano di ulteriore attività - e che quindi non potevano essere
quantificate alla firma dell’accordo - dovranno essere dettagliate en-
tro un preciso termine che dovrà coincidere con la data ultima per
il completamento delle opere di demolizione e smontaggio. Nello
specifico vi sono dei punti dello scafo che non possono essere ben
ispezionati se non si procederà con lo smontaggio e sbarco dei serba-
toi di acqua e gasolio. Nello stesso tempo si dovrà procedere entro
la medesima data alla demolizione totale del ponte in teak al fine
di poter ispezionare le lamiere sottostanti e decidere quindi in quali
punti effettuarne la sostituzione. Altrettanto dovrà essere fatto in
sala macchine al fine di capire definitivamente se sarà necessario
o no procedere con lo sbarco dei motori, operazione che potrebbe
evidentemente incidere sul termine finale della consegna.
Analizzati tutti questi punti aleatori, per precisione non determinabili
in termine temporali e di conseguenza di spesa al momento della
stipula, entro questa data certa già stabilita si dovrà, come deciso
contrattualmente, confermare la data finale di consegna nonché gli
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NAUTICA SPORT
a cura di Bianca Gropallo

Coppa America 2020/2021

American Magic
in corsa
contro il tempo
122
Tutti abbiamo visto e rivisto le spettacolari immagini della scuf- le conseguenze non sono gravi, ma in quel caso siamo caduti
fia di “Patriot” del 17 gennaio: l’imbarcazione del team statu- sul fianco”. Bisogna dire che le condizioni del vento erano
nitense American Magic, che sull’ultimo lato di poppa aveva proprio al limite: secondo le regole, infatti, le barche possono
oltre 800 metri di vantag- regatare con un range di vento compreso tra i 6,5 e i 21 nodi.
gio su “Luna Rossa”, ha Così, con grande rammarico, il team statunitense American
Lo spettacolo non è finito. Si sbagliato totalmente la Magic non prenderà parte alle ultime quattro regate del round
preannuncia un intenso manovra. Nonostante che robin della Prada Cup (che erano previste a gennaio). Occor-
e avvincente mese di regate. il vice-timoniere, l’inglese rono infatti almeno una decina di giorni di lavoro per rifare il
Paul Goodison, avesse ri- telaio in carbonio e soprattutto sistemare l’impianto idraulico
petuto più volte “sarà una e riparare il software di bordo. Peccato.
manovra difficile, molto difficile, attenzione!....”, il timoniere Le riparazioni del carbonio vengono effettuate avvalendosi in
Dean Barker ha deciso di effettuare la virata quando la barca parte dell’operato dei cantieri locali per ricostruire i pannelli
procedeva a una velocità di oltre 40 nodi. Purtroppo, proprio rovinati, in parte con lo shore team che si occupa delle fini-
in quel momento è arrivata una forte raffica di vento tra i 20 ture. L’idraulica, una parte estremamente importante degli AC
e i 25 nodi che, unita al fatto che non è stata mollata la vo- 75, ha riportato danni minori mentre l’elettronica sembra la
lante sottovento, ha fatto letteralmente decollare la barca, poi parte più difficile da recuperare e, perciò, è quella che pre-
ricaduta in acqua con violenza. Per fortuna nessun membro occupa di più. American Magic ha portato dagli Stati Uniti
dell’equipaggio è rimasto ferito, ma lo scafo ha subito gravi tutti i “backup” necessari ma i tempi stringono. La barca deve
danni. Le immagini mostrano un foro largo almeno un metro, essere di nuovo alla partenza delle semifinali che si disputa-
causato probabilmente dalle batterie che, a causa del brusco no fra il secondo e il terzo classificato della Prada Cup e che
impatto, si sono staccate e hanno provocato lo sfondamento. iniziano venerdì 29 gennaio, al meglio delle 4 regate (fino al
Terry Hutchinson, lo skipper del team americano, ha spiega- 2 febbraio, se occorre). Dal 13 al 22 febbraio assisteremo (in
to la dinamica: “Patriot stava accelerando mentre eravamo in diretta su Rai 2 e SkySport) al grande spettacolo delle finali
cerca della nuova rotta ed eravamo a 47 nodi o qualcosa del della Prada Cup, al meglio delle 7 regate, dove vedremo gli
genere. Abbiamo faticato in quella manovra perché abbiamo AC75 fare di tutto per non cadere dai foil, l’errore che può
avuto una raffica più o meno nello stesso momento in cui sta- costare la regata.
vamo accelerando. Ci sono delle strutture trasversali e longitu- Il vincitore si aggiudicherà il Trofeo Prada, nonché il diritto di sfidare i
dinali dentro lo scafo. Quando la barca precipita sulla chiglia neozelandesi, attuali detentori della Coppa America.

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Beneteau Antares 2019 8,25 2,99 1 x 200 Honda 4 110000 2 1 584214
Bertram Yacht 28’ Moppie 1990 8,7 3,3 2 x 260 Mercruiser 2 Liguria 85000 1 1 586174
Classic Chiggiato 29 1971 8,85 2,65 1 x 10 Lombardini EB D 4 19000 4 1 584083
Custom Stralis 75 2004 8,9 2,84 1 x 165 VM EB D 5 35000 3 1 584177
Rodman Ventura 890 2018 8,9 2,98 2 x 200 Mercury FB B 4 95000 2 1 583997
Manò Marine 28.50 2008 8,95 3 1 x 260 Mercruiser EB B 8 53000 4 1 584019
Albemarle 305 Express Fisherman 2002 8,99 3,35 2 x 300 Caterpillar 4 Veneto 85000 4 1 584211
Calafuria 30’ Fly 2011 9 3,5 2 x 320 VM EB D 4 Veneto 105000 2 1 584029
Dalla Pietà DP 9 1979 9,04 2,91 2 x 130 Volvo Penta EB D 4 15000 2 1 584091
Mimì LIBECCIO 31 2009 9,4 3,5 2 x 360 Yanmar EB D 2 Costa Azzurra 98000 1 1 584061
Boston Whaler 320 Cuddy 2008 9,75 2,89 2 x 275 Mercury FB B 0 Toscana 120000 0 1 584148
Fairline 32 SEDAN 1976 9,8 3,5 2 x 175 Volvo Penta 4 33000 2 1 594190
Fiart Mare ASTER 31 1983 9,8 3,3 2 x 0 Volvo Penta 2 Friuli-Venezia Giulia 22000 1 1 590058
Boston Whaler 320 Outrage 2007 9,8 3,1 2 x 300 Suzuki FB B 0 Toscana 130000 0 1 584181
De Antonio Yachts D34 Open 2020 9,8 3,4 2 x 300 Mercury FB 2 Liguria 1 1 584110
Gobbi 315 SC 2001 9,85 3,3 2 x 200 Volvo Penta EFB D 2 Liguria 60000 1 1 594070
Formula Sr1 336 1993 9,95 2,56 2 x 350 Mercury 4 39000 2 1 583983
Cranchi 34 Zaffiro 2008 9,99 3,5 2 x 260 Volvo Penta 4 Friuli-Venezia Giulia 110000 2 1 594935
Sciallino Sciallino 33 cabinato 1986 10 3,27 2 x 175 Volvo Penta EB D 4 45000 2 1 600371
Vizianello Vz 34 1992 10,4 3,47 2 x 200 Volvo penta EB D 4 38000 2 1 584075
Menorquin 100 2003 10,45 4,7 2 x 200 Volvo penta EB D 2 Veneto 115000 2 1 583987
Menorquin 100 2003 10,45 4,7 2 x 200 Volvo penta EB D 2 Campania 85000 2 1 583954
Mainship 34 Express 2007 10,7 3,75 2 x 240 Yanmar EB D 2 Liguria 110000 1 1 584103
Tornado TORNADO ELEVEN 1998 11 3,9 2 x 231 Volvo Penta EB D 2 Liguria 88000 1 1 584042
Dehler 36 Cws 1989 11,2 3,5 1 x 27 Yanmar EB D 4 Venezia 35000 2 1 584136
Menorquin 110 2004 11,34 3,76 2 x 240 Yanmar EB D 2 120000 1 1 583940
Sealine 36 1994 11,37 3,86 2 x 230 volvo penta EFB 4 Sardegna 55000 2 1 583995
Menorquin 120 2001 11,45 3,9 2 x 240 Yanmar EB D 4 Liguria 120000 3 1 584095
Cantieri Estensi Goldstar 360 2005 11,5 3,8 2 x 375 Yanmar EB D 8 Sardegna 145000 4 1 584205
Posillipo-Rizzardi Martinica 42 1970 11,78 3,54 2 x 130 general motors EB D 8 35000 4 2 583972
Menorquin 120 1999 11,85 3,9 2 x 200 Volvo Penta EB D 4 Liguria 110000 2 1 584174
Menorquin 120 2004 11,85 3,9 2 x 240 yanmar EB D 4 Friuli-Venezia Giulia 135000 2 1 584007
Sabre 38 Hard Top 2007 11,9 4,15 2 x 420 Cummins EB D 4 Campania 320000 2 1 584151

137
BARCHE USATE - CHARTER
su www.barcheusate.nautica.it sono visibili le foto degli interni delle imbarcazioni

Cantiere Modello Anno Lung Larg Motorizzazione Letti Zona e Cabine Bagni Codice rif
Menorquin 120 2006 11,97 3,96 2 x 240 Yanmar EB D 4 155000 3 1 584138
Menorquin 120 2005 11,97 3,96 2 x 240 Yanmar EB D 4 Basilicata 130000 3 1 583952
Beneteau Flyer 12 2005 11,98 3,99 2 x 370 Volvo Penta IPS D 4 Sardegna 135000 2 2 586167
Raffaelli TYPHOON 1980 11,98 4,32 2 x 290 volvo penta EB D 8 35000 6 2 584070
Azimut 39 Fly 1999 11,99 4,04 2 x 325 Caterpillar EB D 4 Liguria 125000 3 2 584193
Eurobanker Trawler 40 1979 11,99 4,18 2 x 120 Ford 10 120000 6 1 584026
Cranchi 41 Endurance 2004 12 3,5 2 x 310 Volvo penta EB D 8 88000 6 1 584032
Salpa LAVER 38.5 2004 12,01 3,86 2 x 300 Volvo Penta EFB 6 Lazio 100000 3 1 597217
De Antonio Yachts D42 2020 12,1 3,99 3 x 350 Mercury FB B 2 Liguria 1 1 584112
Wellcraft Marine 360 COASTAL 2009 12,3 4,17 2 x 435 Volvo Penta EB D 2 Liguria 195000 1 1 584142
Sea Ray Boats 400 Express 1993 12,3 3,96 1 x 340 Mercruiser EB 4 Liguria 60000 3 1 583950
Comar Clanship 42 1987 12,6 4,15 2 x 325 Caterpillar EB D 6 Toscana 53000 3 2 584202
Grand Banks 41 Heritage Eu 2011 12,6 4,78 2 x 425 Cummins EB D 8 375000 4 1 583959
Princess Yachts V 42 2007 12,71 3,67 2 x 350 Volvo Penta EFB D 4 Francia 160000 2 1 584063
Riva Tropicana 1990 12,73 3,85 2 x 425 Cummins EB D 14 89000 7 1 584161
Solare 40 2007 12,8 4 2 x 370 Iveco EB D 8 Liguria 180000 4 1 584088
Camuffo 44 1987 13,15 4 2 x 380 Cat EB D 12 105000 6 2 583925
Jeanneau Prestige 440 S 2011 13,34 4,17 2 x 370 volvo penta 4 220000 2 2 584003
Mochi Craft Dolphin 44 2006 13,5 4,52 2 x 575 Volvo Penta EB D 4 Liguria 270000 2 2 584198
Camuffo 45 1996 13,63 4,33 1 x 435 CAT 6 165000 3 2 583992
Egemar 48 2009 13,95 4,2 2 x 480 Cummins EB D 4 Liguria 290000 2 2 583944
Ferretti 460 2003 14,15 4,24 2 x 480 VOLVO EB 8 Costa Azzurra 235000 4 2 584115
Custom Sciarrelli 47 1990 14,19 3,96 1 x 59 volvo penta 8 350000 5 2 584021
Grand Banks 46’ Classic 1992 14,35 4,5 2 x 375 Caterpillar 6 Costa Azzurra 220000 3 2 602431
Fairline TARGA 47 2009 14,35 4 2 x 575 Volvo Penta 4 Costa Azzurra 275000 2 1 586206
Camuffo 47 1985 14,5 4,2 2 x 460 cummins EB D 12 120000 6 2 583935
Menorquin 150 Ht 2001 14,75 5 2 x 365 Volvo Penta EB D 6 Liguria 190000 3 2 583930
Rizzardi Incredible 45 2007 14,8 4,4 2 x 700 Man EB D 4 Lazio 305000 2 2 584126
Beneteau Gran Turismo 46 2017 14,81 4,14 2 x 435 Volvo Penta EB D 0 495000 0 0 584101
Sturier 520 OC 2007 14,98 4,65 2 x 270 Caterpillar EB D 6 550000 3 2 584159
Menorquin 150 2001 15 5 2 x 370 Volvo Penta EB TD 6 190000 3 2 593770
Raffaelli COMPASS ROSE 2007 15,35 4,34 1 x 510 Caterpillar EB 7 230000 4 3 584045
Riviera Marine 42 Flybridge 2006 15,49 4,55 2 x 610 Cummins EB D 8 Veneto 300000 4 2 584145
Beneteau Gran Turismo 49 FLY 2014 15,73 4,27 2 x 435 Volvo Penta EB D 6 459000 3 2 584118
Mochi Craft 51 Dolphin 2004 15,85 4,9 2 x 800 MAN EB D 1 Liguria 280000 1 3 583932
Menorquin 160 Ht 2007 15,93 5 2 x 370 yanmar EB D 6 235000 3 2 583927
Menorquin 160 2004 15,95 5 2 x 370 volvo penta 6 Liguria 195000 5 2 583947
Menorquin 160 Ht 2010 15,95 5 2 x 380 Cummins EB D 6 Liguria 320000 3 2 583942
Azimut 50 2004 16 4,7 2 x 670 Caterpillar 6 Veneto 310000 3 2 584166

138
Cantiere Modello Anno Lung Larg Motorizzazione Letti Zona e Cabine Bagni Codice rif
Sunseeker Portofino 53 2004 16,21 4,6 2 x 715 Volvo EB D 6 6 2 584055
Innovazioni e Progetti Alena 52 C 2006 16,4 4,65 2 x 715 Volvo penta 6 250000 3 3 584191
Custom Bermudian Ketch 1946 16,4 4,35 1 x 280 volvo penta EB D 6 225000 3 2 583985
Camuffo C 52 1991 16,5 4,5 2 x 680 Man EB D 6 150000 3 3 584208
Camuffo 50 1996 16,5 4,8 2 x 680 MAN EB D 6 155000 3 2 584016
Cantieri Estensi Goldstar 540 2009 16,65 5 2 x 814 IVECO EB D 4 Lazio 448000 2 3 583956
Ferretti 165 1995 16,7 4,9 2 x 820 MAN EB D 6 Sicilia 170000 3 2 584050
Pershing 52 Ht 2002 16,7 4,7 2 x 800 Man EB D 8 Mar Tirreno 269000 4 1 584034
Sunseeker Predator 56 2000 16,8 4,59 2 x 800 man EB D 12 240000 6 2 584079
Baglietto Ischia 80 1981 16,96 4,63 2 x 715 Caterpillar EB D 6 Costa Azzurra 65000 3 3 584128
Rizzardi TECHNEMA 55 1996 17 4,74 2 x 820 Man EB D 7 Lazio 180000 4 3 597676
Azimut 55 E 2008 17 4,8 2 x 715 Caterpillar EB D 6 379000 3 3 584047
Sasga Yachts Menorquin 54 2018 17,4 5 2 x 440 Yanmar 7 730000 4 2 584189
Aicon 56 Fly 2005 17,47 4,8 2 x 811 Caterpillar EB D 6 299000 3 3 584097
Menorquin MENORQUIN 180 FLY 2005 17,5 5,5 2 x 675 Volvo Penta 8 Lazio 0 4 2 599155
Princess Yachts 56 fly 2000 17,53 4,76 2 x 610 Volvo Penta EB 6 Liguria 220000 3 2 588891
Pershing Pershing 56’ 2007 17,6 4,8 2 x 1360 Man EB 6 Lazio 590000 3 2 590597
Pershing Pershing 54’ 17,73 4,7 2 x 1200 Man 0 250000 0 0 598856
Camuffo 55 1993 17,9 4,75 2 x 800 MAN 8 210000 4 2 583966
Grand Banks 59 ALEUTIAN RP 2009 17,98 5,49 2 x 857 Caterpillar EB D 0 0 3 584163
Menorquin 180 2001 18,14 5,51 2 x 675 Volvo Penta EB D 6 Lazio 330000 3 2 584013
Uniesse Marine 57 Open 1998 18,7 4,98 2 x 800 MAN EB D 6 Liguria 330000 3 2 584184
Ferretti 620 2000 18,75 5,1 2 x 1050 man EB D 7 390000 4 3 584065
Camuffo 60 1990 19 4,95 2 x 820 MAN EB D 12 Campania 295000 6 4 584081
Azimut 62 Evo 2005 19,22 5,05 2 x 1015 Caterpillar EB 4 2 2 586563
Azimut 62 2005 19,22 5,05 2 x 1015 Caterpillar EB 6 495000 3 3 585866
Diano 20 1989 20,7 5,56 2 x 1100 Deutz EB D 8 Liguria 280000 4 1 583938
Sasga Yachts Menorquin 68’ 2020 21,24 5,8 1 x Volvo EB D 0 Liguria 0 3 583980
Palumbo Motor Yacht 1945 22,67 4,91 1 x 330 vm EB D 0 90000 0 0 584009
Dalla Pietà 72 2009 23,02 0 0 0 583921
Jaguar Jaguar 80 2011 23,98 5,8 2 x 1800 MTU EB D 10 Costa Azzurra 5 5 602510
Ferretti 80 2000 24,4 4,63 2 x 1400 MTU EB D 12 690000 12 0 584116
Ferretti Ferretti 80’ 2000 24,55 6 2 x 1400 MTU 0 Francia 690000 0 0 586216
Gianetti Star Navetta 85 3 Deck 2009 25,6 6,4 2 x 1015 Caterpillar EB 10 5 4 586225
Sunseeker 90 YACHT 2008 28,02 6,3 2 x 1800 Caterpillar EB D 8 Mar Tirreno 4 0 584036
Tugboat Hiztler 1957 32,09 8,02 1 x 1430 Alpha/Mann EB D 0 Liguria 800000 0 0 584200

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Una selezione di barche usate a vela per Pedetti Yachts.
Per foto: www.barcheusate.nautica.it e maggiori informazioni info:@pedettiyacht.com +39 340 9773090 - 0185 370164
Cantiere Modello Anno Lung Larg Motorizzazione Letti Zona e Cabine Bagni Codice rif
Beneteau FIRST 40 2011 13 3,9 1 x 40 Yanmar 6 Friuli-Venezia Giulia 3 1 601430
Salona S44 2018 13,5 4,19 1 x 54 6 Costa Azzurra 3 2 598671
Pinguin Daycat 32 - Jolie Rouge 2018 9,5 3 1 x 8 Torqueedo FB E 0 Liguria 56000 0 0 597875
Hallberg Rassy 352 1986 10,5 3,38 1 x 40 Volvo Penta 4 Friuli-Venezia Giulia 80000 2 1 594264
Jeanneau 42.1 1993 12,3 3,98 1 x 73 Yanmar EB D 8 Friuli-Venezia Giulia 65000 4 2 594064
Comar COMET GENESI 27 2010 8,37 2,8 1 x 8 Yamaha FB 2T 4 Friuli-Venezia Giulia 28000 2 1 593857
Beneteau Oceanis 473 14,15 4,31 1 x 78 Volvo Penta 6 Friuli-Venezia Giulia 90000 3 2 590668
Jeanneau SUN ODYSSEY 54 DS 2005 16,38 4,87 1 x 110 Yanmar 6 Lazio 3 2 590370
Acnam Ocean Racer 61 1974 17,5 4,61 1 x 115 Nanni EB 6 Costa Azzurra 3 0 586148
Custom Sciarrelli 1969 10,9 2,55 1 x 24 Volvo Penta 5 49000 4 1 584305
Custom Schooner Classic 2000 10,03 3,5 1 x 42 Vetus EB D 5 Veneto 50000 3 1 584301
Beneteau OCEANIS 50 2006 14,73 4,44 1 x 100 Yanmar EB D 6 3 2 584299
Custom Sciarrelli Passera 1990 7 2,28 1 x 12 Vire EB B 2 22000 2 0 584295
Custom Tahiti Ketch 1965 9,15 3,05 1 x 56 Volvo Penta EB D 5 42000 5 1 584293
Custom Requin 1958 9,6 1,9 1 x 0 Venezia 15000 0 0 584291
Custom Sciarrelli Passera Istriana 2016 6 2,07 1 x 10 Nanni 2 Venezia 35000 2 0 584289
Jongert 20T 1994 23,5 5,3 1 x Mercedes EB D 0 Liguria 0 2 584287
Beneteau 57 2003 17,2 4,98 1 x 150 yanmar EB D 7 4 4 584285
Pardo Grand Soleil 50 1994 15 4,28 1 x 75 Yanmar EB D 6 Liguria 3 2 584281
Amel SHARKI 1982 10,9 3,6 1 x 55 Volvo Penta EB D 4 2 1 584275
Jeanneau Sun Odyssey 39 Ds Performance 2009 11,86 3,88 1 x 40 Yanmar 4 2 1 584273
Morgan Yachts 36 1977 10,93 3,31 1 x 62 vetus 6 25000 4 2 584271
Jeanneau SUN ODYSSEY 39 1991 11,47 3,63 1 x 48 yanmar EB D 12 59000 6 2 584269
Hunter 410 2002 12,4 4,22 1 x 54 yanmar 12 87000 6 2 584267
One Design Buchanan 1966 11,65 2,86 1 x 28 volvo penta 5 Liguria 4 1 584265
Sangermani Yawl Marconi 1954 14,99 3,55 1 x 100 Perkins EB D 12 10 1 584263
Jeanneau 42 CC 1997 12,85 4,1 1 x 75 yanmar EB D 4 Veneto 2 2 584261
Solaris 59 1999 17,98 4,92 1 x 200 volvo penta EB D 6 Sicilia 3 3 584259
Beneteau 44.7 2005 13,35 4 1 x 55 volvo penta 6 98000 3 2 584257
Cheoy Lee Ketch Clipper 48 1979 16,75 3,96 1 x 80 Perkins EB D 6 Friuli-Venezia Giulia 98000 4 2 584255
Moody 46 2001 14,06 4,39 1 x 78 volvo penta EB D 7 Veneto 4 2 584253
Beneteau 50 1998 15 4,5 1 x 85 Perkins 8 95000 4 4 584251
X-Yachts IMX-40 2000 12,1 4,2 24 Marche 70000 13 1 584249
X-Yachts 402 1986 12,06 4,02 16 Venezia 48000 8 1 584248
X-Yachts IMX 38 1996 11,4 3,66 8 Friuli-Venezia Giulia 50000 8 1 584247
Alpa 38 Ketch 1978 11,4 3,3 1 x 60 Sole EB D 4 32000 2 2 584246
Viksund 27 1970 8,2 2,2 1 x 30 Vetus EB D 2 Liguria 13000 1 1 584195

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