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Le lenze per la trotalago

Con i sistemi di pesca a striscio, a fondo e a galleggiante


di Fausto Buccella

Volete sapere cosa mi spinge a scrivere quest’articolo? Le molte e-mail ricevute nelle
quali mi si chiede di spiegare le lenze e il modo di adoperarle.
La ripetitività delle risposte mi ha fatto sorgere il sospetto che forse è il caso di scrivere
qualcosa sull’argomento da mettere nella biblioteca di Pescare On Line. Non perché mi
sia rotto le scatole di rispondere alle mail anzi, ma più che altro per dare al pescatore la
possibilità di pormi delle domande più specifiche in modo che io possa fornirgli
altrettante risposte specifiche senza passare attraverso la storia e la preistoria della lenza.
Nella pesca, che fa la differenza, è la sfumatura. Come posso io parlare delle varie
sfumature della lenza se non so se il mio interlocutore ne conosce i presupposti?
Lo scopo di queste pagine, è di illustrare le lenze fondamentali della pesca alla trota in
laghetto limitatamente ai sistemi di pesca che usano le esche naturali quali lo striscio, il
galleggiante e il piombo a fondo. Delle altre lenze, quelle speciali, ne parlerò più avanti.

LE LENZE PER LO STRISCIO


Le lenze per lo striscio sono, nel complesso, davvero facili da costruire. Poche le cose
che servono: un “piombo” (piombino, bombarda …), un gommino salvando, una girella
tripla, un terminale con amo e nient’altro.
Ovviamente serve anche la capacità di costruire i nodi che sono tre: quello alla girella,
quello all’amo e quello per lo shock-leader.

Nodo Shock Leader Nodo all’amo con baffetto


Nodo alla girella
ferma esca.

Per tutti e tre vi proporrò, in disegno, le fasi costruttive. Non chiedetemi però, di
descriverle, mi ci vorrebbero tutte le pagine di questo sito con il risultato di annodare le
dita di chi provasse a leggerle.

Il segno della matita è di sicuro più eloquente. Gli unici consigli


che posso dare con i nodi sono: 1) non stancarsi mai di provare; 2)
utilizzare fili, ami e anelli sovradimensionati.
Anche per la costruzione delle lenze vi rimando ai disegni,
all’interno dei quali userò le parole soltanto per descrivere le
differenze tecniche che in acqua, influenzeranno il comportamento
Lenze per lo striscio
dell’esca. Mi riferisco in particolare alla sottigliezza dei fili, alla lunghezza dei terminali,
alle dimensioni dell’amo e alle circostanze in cui queste variabili sono da prendere in
considerazione.

LE LENZE PER IL GALLEGGIANTE


Anche per queste lenze vale lo stesso discorso fatto per quelle da striscio. L’unica cosa
che di esse devo spiegare è il diverso comportamento in acqua.
Tre le piombature indicate nel disegno: torpille, pallini raggruppati e pallini aperti.
Tra quella con la torpille ed i pallini raggruppati non c’è quasi differenza di
comportamento. Entrambe entrano in pesca velocemente e tengono la profondità anche
dietro sollecitazione. Richiedono però un pesce che abbia voglia di mangiare o
comunque, poco “furbo”. La ragione per cui a volte si preferisce una piombatura di
pallini raggruppati alla torpille, è data solo ed esclusivamente dal fatto che la si può
aprire e chiudere a piacimento.

La lenza di pallini aperti invece, è normalmente abbinata a


galleggianti leggeri (1-2 grammi). Essa serve nella pesca a galla o
in profondità su trote diffidenti. Nella pesca a galla, per tenere
l’esca più in superficie durante il recupero tremarellato; nella
pesca in profondità invece, per addolcire i movimenti a saliscendi
dell’esca.
Lenze per galleggianti
La quarta lenza in disegno riguarda il “Pippo”. Il pippo è un
galleggiantone scorrevole utilizzato in estate sui grandi laghi del nord Italia. Con esso si
pescano le trote che stazionano molto lontane da riva ed in profondità (8 – 15 metri). Le
sue portate variano dai 10 ai 30 grammi e la piombatura è costituita da un solo piombo a
pera.
E’ normalmente utilizzato con terminali molto lunghi (oltre il metro) per dar modo
all’esca di “svolazzare” in acqua. Nel boccone, infatti, c’è quasi sempre una componente
galleggiante come la pastella, lo zuccherino od il polistirolo.

LA LENZA PER IL PIOMBO A FONDO


E’ la classica lenza della pesca a fondo che tutti conoscono ma, con una particolarità: ha
il terminale lunghissimo, dai 3 ai 5 metri. Per questa ragione, nella trotalago, è detta
anche: lenza per la pesca a bandiera.

Poche le cose che servono alla sua costruzione: un


piombo a pera di circa 20 grammi, un gommino
salvando, una grossa girella ed un terminale con
amo. Nient’altro. Nel disegno la sequenza
costruttiva.
E’ la lenza più utilizzata dai pescatori non garisti
Lenza per piombo a fondo o “Bandiera”
nella pesca in profondità estiva sui grandi laghi del
Nord Italia. Deve il suo successo alla semplicità della lenza e al fatto che da’ un sacco di
pesce.
La ragione per cui il terminale è così lungo è strettamente connessa alla profondità di
stazionamento dei pesci che in estate è appunto, a tre-cinque metri dal fondo.
Per tenere l’esca sollevata dal fondo, il solito trucco: zuccherino, pastella o polistirolo
assieme all’esca naturale (camole – vermi).