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Università Politecnica delle Marche

Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Architettura

Strutture in Acciaio
Il materiale e i prodotti in acciaio

Laurea Triennale in Ingegneria Civile e Ambientale


Laurea Triennale in Ingegneria Edile
a.a. 2017-2018
Dr. Ing. Leonardo Leoni
MATERIALE
La lega
ACCIAIO: particolari leghe ferro-carbonio caratterizzate da ben definite quantità percentuali
delle componenti. In particolare, le leghe ferro carbonio si distinguono, sulla base del
quantitativo di carbonio (C), in

• GHISE se il tenore di carbonio (ossia il quantitativo percentuale in peso di carbonio nella


lega) è superiore all’1.7% (in letteratura si trova a volte indicato il limite 2%);
• ACCIAI, quando il tenore di carbonio è inferiore. A loro volta gli acciai vengono distinti in

(%C < 1.7%)


- Durissimi: %C > 0.75%
%C
- Duri: 0.50 %< %C < 0.75%
- Semiduri: 0.25% < %C < 0.50%
- Dolci: 0.15% < %C < 0.25%
(*)
- Extra dolci: %C < 0.15%

(*) ACCIAI DA CARPENTERIA o ACCIAI DA COSTRUZIONE (uso strutturale): hanno


tenore di carbonio tra 0.1% e 0.3%
Il carbonio eleva le caratteristiche di resistenza ma riduce la duttilità e la saldabilità
del materiale e per questo motivo gli acciai da carpenteria devono essere caratterizzati
da un basso tenore di carbonio.
MATERIALE
La lega
Oltre a ferro e carbonio, negli acciai da costruzione si hanno anche modesti quantitativi
di altri elementi, alcuni già presenti nella materia prima e non eliminati completamente nel
processo di produzione, altri appositamente aggiunti per conferire determinate
caratteristiche fisico-meccaniche.

Elementi già presenti e non eliminati


• Fosforo e zolfo (accrescono la fragilità e diminuiscono la saldabilità)
• Azoto, ossigeno e idrogeno (aumentano la fragilità)

Elementi appositamente aggiunti


• Manganese e silicio (servono ad ottenere acciai saldabili ad alta resistenza)
• Cromo (aumenta la resistenza alla corrosione - acciaio inox)
• Nichel (aumenta la resistenza e diminuisce la deformabilità)

ACCIAI AD ALTA RESISTENZA: alla lega si aggiungono elementi come il manganese ed il


silicio per elevare le caratteristiche di resistenza
ACCIAO INOX: ottenuto aggiungendo una percentuale elevata di cromo che diminuisce la
sensibilità alla corrosione
MATERIALE
Prove di caratterizzazione
Sono essenziali per definire le caratteristiche meccaniche del materiale.

ANALISI CHIMICA

PROVA DI TRAZIONE

PROVA DI COMPRESSIONE GLOBALE

PROVA D’URTO

Per ogni tipo di prova di laboratorio esistono indicazioni normative nazionali o


internazionali, emanate rispettivamente dall’UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) e
dal CEN (Comitato Europeo di Normazione), ovvero dall’ISO (International Organization for
Standardization) che forniscono i dettagli sulle caratteristiche dei provini,
sull’esecuzione della prova, sulle attrezzature richieste e sulla presentazione dei
risultati.
MATERIALE
Analisi chimica
Permette la determinazione delle percentuali di carbonio e di impurezze presenti nella lega
ferro-carbonaio (alcuni elementi presenti nella lega, pur non pregiudicando le prestazioni
del materiale in termini di resistenza, possono giocare un ruolo importante sul
comportamento del materiale nei confronti della saldabilità o della duttilità).

Le normative di settore (UNI EN 10025) riportano, a seconda del particolare tipo di acciaio,
specifiche tabelle nelle quali sono definiti i valori massimi ammessi di carbonio C,
silicio Si, fosforo P, zolfo S, e azoto N, ovvero gli intervalli entro i quali sono ammesse le
percentuali di altri elementi (tipicamente il manganese Mn, il cromo Cr e il rame Cu).

L’analisi chimica può essere effettuata sulla colata o sul prodotto ed i limiti prescritti sono
in generale diversi.

La prova è importante per determinare la saldabilità del materialeche viene collegata


direttamente al valore di carbonio equivalente (CEV), basato sui risultati dell’analisi chimica di
colata e definito come
V: tenore di Vanadio
Mn Cr  Mo  V Ni  Cu
CEV  C    Mo: tenore di molibdeno
6 5 15 Ni: tenore di Nichel

CEV diminuisce  saldabilità aumenta


La normativa fornisce dei valori limite precisi al riguardo
MATERIALE
Prova di trazione
La prova di trazione monoassiale (UNI EN ISO 6892-1) consente di determinare le
caratteristiche meccaniche del materiale. Più in particolare si può determinare:

• Tensione limite di snervamento Rel = fy;


• Tensione di rottura Rm = ft;
• Allungamento percentuale a rottura Agt;
• Relazione completa -.

Viene applicata al provino una forza assiale F di intensità crescente con velocità di carico
prefissata, registrando l’allungamento  in un tratto centrale delimitato da due segni posti a
distanza L0
F  Ld  L0 Rm
   % Agt  Ag  %
Anom L0 L0 E

F F

Anom Area nominale sezione trasversale


 Variazione distanza iniziale tra i riferimenti

Ld Distanza tra i riferimenti durante la prova,


per i diversi livelli di carico
MATERIALE
Prova di trazione - legge costitutiva
Legame costitutivo - simmetrico a trazione e compressione. Si individua:

Fase elastica: tratto lineare fino al fy (tensione di Per acciai con un tenore di
F carbonio fino allo 0.25%
snervamento), cui corrisponde y (deformazione a 
Anom
snervamento). La pendenza individua il modulo di
E
Young (E), compreso tra 190000 e 210000 MPa.
Rm
Fase plastica: caratterizzata da pendenza
estremamente ridotta o addirittura nulla che termina
con una deformazione compresa tra 6 e 16 volte
quella di snervamento y.
Fase incrudente: pendenza sensibilmente inferiore
a quella del tratto lineare fino alla rottura del provino 
 Ag Agt
in corrispondenza di Rm, cui corrisponde la
deformazione Agt, compresa tra 160 e 200 volte la
deformazione a snervamento y. Il modulo elastico fy
incrudente assume un valore compreso tra 4000 e
6000 MPa.

Usualmente il legame viene schematizzato con tratti


lineari e nei calcoli progettuali si utilizza il modello y 
elasto-plastico perfetto.
Bernuzzi – Progetto e verifica delle strutture in acciaio
MATERIALE
Prova di trazione - legge costitutiva
Dipende dalla
velocità di prova In corrispondenza dello snervamento la curva è caratterizzata
da un tratto ondulato con andamento medio orizzontale.
Gli acciai con basso tenore di carbonio sono caratterizzati da
due valori della tensione di snervamento:
- ReH (superiore) raggiunto il quale le deformazioni
fy = ReL
aumentano con riduzione della tensione nominale e
- ReL (inferiore), raggiunto il quale le deformazioni aumentano
senza riduzioni della tensione.

Tensione calcolata con l’area


effettiva del provino Fino a fy la contrazione trasversale del provino (effetto Poisson) è
modesta (Aeff = Anom). Per carichi superiori la contrazione
trasversale è importante ma per praticità la tensione viene
valutata con riferimento ad Anom.
La fase incrudente termina quando la deformazione del provino si
localizza in una zona limitata (strizione); segue infine un tratto
discendente.

Bernuzzi – Progetto e verifica delle strutture in acciaio


MATERIALE
Prova di trazione - legge costitutiva
Nel caso in cui la prova non venga eseguita con registrazioni in continuo, la tensione di
snervamento viene valutata dall’indicatore della macchina di prova; la tensione di rottura è
valutata sulla base del massimo carico applicato mentre la deformazione a rottura, o
allungamento percentuale a rottura viene valutata con la

 Lu  L0
  %
L0 L0

Lu: distanza tra i riferimenti ottenuta accostando le parti staccate del provino in modo da
renderle combacianti.

Il legame costitutivo dipende anche dalla


temperatura di prova, generalmente compresa tra i
20 e 25 °C. Al crescere della temperatura
diminuiscono le caratteristiche prestazionali con
sensibile riduzione del modulo di elasticità, della
tensione di snervamento e di quella di rottura.

A partire dai 200 °C il fenomeno dello snervamento


tende a scomparire e l’andamento della curva
diventa monotono.
Bernuzzi – Progetto e verifica delle strutture in acciaio
MATERIALE
Prova di compressione globale

Viene effettuata su tronchi di profilati sufficientemente corti, in modo da non essere


influenzata da fenomeni di instabilità locale. Questa prova, diffusa in passato soprattutto
negli Stati Uniti, è di notevole interesse in quanto consente la valutazione di un legame
tensione-deformazione riferito all’intera sezione trasversale, ossia con riferimento alla
presenza di tensioni residue e alla non omogenea distribuzione delle caratteristiche
meccaniche.

Bernuzzi – Progetto e verifica delle strutture in acciaio


MATERIALE
Prova d’urto
Serve a valutare la tenacità dell’acciaio, ossia la sua attitudine a resistere agli urti, ed in
particolare a non manifestare un comportamento fragile.

Il parametro associato alla tenacità è la resilienza, determinata mediante il pendolo di


Charpy. La prova è eseguita secondo le norme UNI EN ISO 377 e UNI EN 10045-1.

Il provino è costituito da una barretta a sezione rettangolare con intaglio di forma unificata
nella parte centrale. L’urto viene prodotto da un martello, sospeso ad un asse posto sulla
verticale della provetta, che viene fatto cadere da un’altezza h. Urtando il provino, il martello lo
rompe e risale dalla parte opposta di un’altezza h’ < h. La differenza tra queste due altezze è
proporzionale all’energia dissipata Ep nel provino

E p  G h  h RESILIENZA

Più il materiale è tenace, più è piccola l’altezza di risalita.


La prova è eseguita a diverse temperature (0°C, -20°C,-
40°C) per testare l’infragilimento prodotto dovuto alle
basse temperature.
La resilienza è legata anche alla saldabilità; adeguati
valori di resilienza garantiscono la saldabilità dell’acciaio
anche a basse temperature.
MATERIALE
Classificazione degli acciai
NTC 2018
MATERIALE
Classificazione degli acciai

I dettagli relativi alla designazione dell’acciaio sono trattati nelle UNI EN 10027
«Sistemi di designazioni degli acciai». Si utilizzano delle sigle in cui il primo simbolo
della sigla è sempre una lettera che definisce l’impiego dell’acciaio:
B per gli acciai per conglomerato cementizio armato;
D per gli acciai da prodotti piani per fornitura a freddo;
E acciai per costruzioni meccaniche;
H acciai ad alta resistenza;
UNI EN 10025
S acciai per impieghi strutturali; UNI EN 10210
Y acciai per conglomerato cementizio armato precompresso. UNI EN 10219-1

Con riferimento agli acciai per uso strutturale (S) le seconde tre cifre della sigla
forniscono indicazione numerica del carico unitario di snervamento minimo.
MATERIALE
Classificazione degli acciai
Il termine successivo della sigla dettaglia la condizione tecnica di fornitura.
UNI EN 10025: Acciai per prodotti piani e lunghi laminati a caldo
La norma suddivide questa classe di acciai in:

- Acciai strutturali non legati (semplicemente laminato “as rolled”) (UNI EN 10025-2) AR
- Acciai strutturali saldabili a grana fine normalizzati laminati (UNI EN 10025-3) N e NL
- Acciai strutturali saldabili a grana fine laminati termo-meccanicamente (UNI EN 10025-4) M e ML

- Acciai con resistenza migliorata alla corrosione atmosferica (UNI EN 10025-5) W

- Acciai strutturali per prodotti piani ad alto limite di snervamento (UNI EN 10025-6) Q e QL e QL1

UNI EN 10210: Acciai per profilati cavi formati a caldo H Sigla identificativa acciai per profili cavi

Questa classe di prodotti è ottenuta per formatura a caldo di elementi in acciaio laminato a caldo
non legato o a grano fine normalizzati

UNI EN 10219 : Acciai laminati a caldo e formati a freddo H Sigla identificativa acciai per profili cavi

Questa classe di prodotti si ottiene per formatura a freddo di elementi prodotti per laminazione a caldo
MATERIALE
Classificazione degli acciai
Acciaio semplicemente laminato “As rolled” AR
Gli acciai semplicemente laminati sono ottenuti senza l’utilizzo di particolari processi di raffreddamento
durante la laminazione e/o particolari trattamenti termici.

Acciaio normalizzato N e NL
Questi acciai sono ottenuti da un processo di laminazione in cui la deformazione finale è effettuata in un
determinato campo di temperatura in grado di sviluppare uno stato del materiale equivalente a quello
ottenuto dopo un trattamento di normalizzazione (elevata resistenza e duttilità e omogeneità)

Acciaio termomeccanico M e ML
Tali acciai sono ottenuti da un processo di laminazione in cui la deformazione finale è effettuata in un
determinato campo di temperatura (inferiore a quello della normalizzazione) in grado di sviluppare uno
stato del materiale con elevate proprietà meccaniche (elevata resistenza e duttilità).

Acciai con resistenza migliorata alla corrosione W


Tali acciai sono ottenuti con l’aggiunta di elementi di lega al fine di aumentarne la resistenza alla
corrosione atmosferica creando uno strato autoprotettivo di ossido sul metallo base. Tali elementi sono:
Fosforo (P) Rame (Cu) Cromo (Cr) Nichel (Ni) Molibdeno (Mo)

Acciai ad alto limite di snervamento Q e QL e QL1


Questi acciai sono ottenuti mediante l’utilizzo di processi aggiuntivi alla laminazione quali: la tempra ed il
rinvenimento. Il rinvenimento in particolare elimina le tensioni interne dando luogo ad un metallo con
elevata resistenza meccanica e notevole duttilità.
MATERIALE
Classificazione degli acciai
Le indicazioni relative alla resilienza sono rappresentate in funzione del tipo di acciaio da
una sigla.

ES:

S 355 J 2 M S 355 J 2 W P
M = laminazione TermoMeccanica P = presenza di fosforo

2 = temperatura di prova -20°C W = weathering

J = energia min.27J

S 355 NL H
sigla identificativa degli
355 = snervamento minimo in MPa acciai per profili cavi

S = acciai da costruzione
NL = acciaio normalizzato
MATERIALE
Requisiti – Composizione chimica
UNI EN 10025-2: Acciaio semplicemente laminato AR
Composizione chimica in siviera
Percentuale massima di C per il prodotto nominale
Designazione Max %Si Max %Mn Max %P Max %S Max %N Max %Cu
Metodo di de- Spessore [mm]
Alfa- ossidazione
Numerica ≤16 >16 ≤40 >40
numerica
S235JR 1.0038 FN 0,17 0,17 0,20 - 1,40 0,035 0,035 0,012 0,55
S235J0 1.0114 FN 0,17 0,17 0,17 - 1,40 0,030 0,030 0,012 0,55
S235J2 1.0117 FF 0,17 0,17 0,17 - 1,40 0,025 0,025 - 0,55
S275JR 1.0044 FN 0,21 0,21 0,22 - 1,50 0,035 0,035 0,012 0,55
S275J0 1.0143 FN 0,18 0,18 0,18 - 1,50 0,030 0,030 0,012 0,55
S275J2 1.0145 FF 0,18 0,18 0,18 - 1,50 0,025 0,025 - 0,55
S355JR 1.0045 FN 0,24 0,24 0,24 0,55 1,60 0,035 0,035 0,012 0,55
S355L0 1.0553 FN 0,20 0,20 0,22 0,55 1,60 0,030 0,030 0,012 0,55
S355J2 1.0577 FF 0,20 0,20 0,22 0,55 1,60 0,025 0,025 - 0,55
S355K2 1.0596 FF 0,20 0,20 0,22 0,55 1,60 0,025 0,025 - 0,55
S450J0 1.059 FF 0,20 0,20 0,22 0,55 1,70 0,020 0,020 0,025 0,55

Composizione chimica del prodotto finale


Metodo di Max % di C per il prodotto
Designazione Max %Si Max %Mn Max %P Max %S Max %N Max %Cu
de- nominale - Spessore [mm]
Alfa- ossidazion
Numerica ≤16 >16 ≤40 >40
numerica e
S235JR 1.0038 FN 0,19 0,19 0,23 - 1,50 0,045 0,045 0,014 0,60
S235J0 1.0114 FN 0,19 0,19 0,19 - 1,50 0,040 0,040 0,014 0,60
S235J2 1.0117 FF 0,19 0,19 0,19 - 1,50 0,035 0,035 - 0,60
S275JR 1.0044 FN 0,24 0,24 0,25 - 1,60 0,045 0,045 0,014 0,60
S275J0 1.0143 FN 0,21 0,21 0,21 - 1,60 0,040 0,040 0,014 0,60
S275J2 1.0145 FF 0,21 0,21 0,21 - 1,60 0,035 0,035 - 0,60
S355JR 1.0045 FN 0,27 0,27 0,27 0,60 1,70 0,045 0,045 0,014 0,60
S355L0 1.0553 FN 0,23 0,23 0,24 0,60 1,70 0,040 0,040 0,014 0,60
S355J2 1.0577 FF 0,23 0,23 0,24 0,60 1,70 0,035 0,035 - 0,60
S355K2 1.0596 FF 0,23 0,23 0,24 0,60 1,70 0,035 0,035 - 0,60
S450J0 1.059 FF 0,23 0,23 0,24 0,60 1,80 0,040 0,040 0,027 0,60
MATERIALE

N Requisiti – Composizione chimica


UNI EN 10025-3: Acciaio normalizzato
Designazione Analisi chimica della composizione in siviera
Alfa-
Numerica C% max Si% max Mn% max P% max S% max Nb% max V% max
numerica
S275N 1.0490 0,18 0,40 0,50-1,50 0,03 0,025 0,05 0,05
S275NL 1.0491 0,16 0,40 0,50-1,50 0,025 0,020 0,05 0,05
S355N 1.0545 0,20 0,50 0,90-1,65 0,03 0,025 0,05 0,12
S355NL 1.0546 0,18 0,50 0,90-1,65 0,025 0,020 0,05 0,12
S420N 1.8902 0,20 0,60 1,00-1,70 0,03 0,025 0,05 0,20
S420NL 1.8912 0,20 0,60 1,00-1,70 0,025 0,020 0,05 0,20
S460N 1.8901 0,20 0,60 1,00-1,70 0,03 0,025 0,05 0,20
S460NL 1.8903 0,20 0,60 1,00-1,70 0,025 0,020 0,05 0,20

Designazione Analisi chimica della composizione del prodotto finale


Alfa-
Numerica
numerica C% max Si% max Mn% max P% max S% max Nb% max V% max
S275N 1.0490 0,20 0,45 0,45-1,60 0,035 0,030 0,06 0,07
S275NL 1.0491 0,20 0,45 0,45-1,60 0,030 0,025 0,06 0,07
S355N 1.0545 0,18 0,55 0,85-1,75 0,035 0,030 0,06 0,14
S355NL 1.0546 0,18 0,55 0,85-1,75 0,030 0,025 0,06 0,14
S420N 1.8902 0,22 0,65 0,95-1,80 0,035 0,030 0,06 0,22
S420NL 1.8912 0,22 0,65 0,95-1,80 0,030 0,025 0,06 0,22
S460N 1.8901 0,22 0,65 0,95-1,80 0,035 0,030 0,06 0,22
S460NL 1.8903 0,22 0,65 0,95-1,80 0,030 0,025 0,06 0,22

Non ci sono differenze sostanziali con acciaio semplicemente laminato


MATERIALE
Requisiti – Composizione chimica
UNI EN 10025-4: Acciaio termomeccanico M e ML
Designazione Analisi chimica della composizione in siviera
Alfa-
Numerica
numerica C% max Si% max Mn% max P% max S% max Nb% max V% max
S275M 1.8818 0,13 0,50 1,50 0,030 0,025 0,05 0,0'8
S275ML 1.8819 0,13 0,50 1,50 0,025 0,020 0,05 0,08
S355M 1.8823 0,14 0,50 1,60 0,030 0,025 0,05 0,10
S355ML 1.8834 0,14 0,50 1,60 0,025 0,020 0,05 0,10
S420M 1.8825 0,16 0,50 1,70 0,030 0,025 0,05 0,12
S420ML 1.8836 0,16 0,50 1,70 0,025 0,020 0,05 0,12
S460M 1.8827 0,16 0,60 1,70 0,030 0,025 0,05 0,12
S460ML 1.8838 0,16 0,60 1,70 0,025 0,020 0,05 0,12

Designazione Analisi chimica del prodotto finito


Alfa-
Numerica
numerica C% max Si% max Mn% max P% max S% max Nb% max V% max
S275M 1.8818 0,15 0,55 1,60 0,035 0,030 0,06 0,10
S275ML 1.8819 0,15 0,55 1,60 0,030 0,025 0,06 0,10
S355M 1.8823 0,16 0,55 1,70 0,035 0,030 0,06 0,12
S355ML 1.8834 0,16 0,55 1,70 0,030 0,025 0,06 0,12
S420M 1.8825 0,18 0,55 1,80 0,035 0,030 0,06 0,14
S420ML 1.8836 0,18 0,55 1,80 0,030 0,025 0,06 0,14
S460M 1.8827 0,18 0,65 1,90 0,035 0,030 0,06 0,14

Elevate proprietà meccaniche con basse percentuali di carbonio (elevata duttilità e saldabilità)
MATERIALE
Requisiti – ReH e Rm
UNI EN 10025-2: Acciaio semplicemente laminato AR

Minima tensione di senrvamento ReH [Mpa]


Designazione
Spessore nominale [mm]

Tensione di Alfa-
Numerica ≤16 >16 ≤40 >40 ≤63 >63 ≤80 >80 ≤100 >100 ≤150 >150 ≤200 >200 ≤250 >250 ≤400
snervamento ReH numerica
S235JR 1.0038 235 225 215 215 215 195 185 175 -
S235J0 1.0114 235 225 215 215 215 195 185 175 -
S235J2 1.0117 235 225 215 215 215 195 185 175 165
S275JR 1.0044 275 265 255 245 235 225 215 205 -
S275J0 1.0143 275 265 255 245 235 225 215 205 -
S275J2 1.0145 275 265 255 245 235 225 215 205 195
S355JR 1.0045 355 345 335 325 315 295 285 275 -
S355L0 1.0553 355 345 335 325 315 295 285 275 -
S355J2 1.0577 355 345 335 325 315 295 285 275 265
S355K2 1.0596 355 345 335 325 315 295 285 275 265
S450J0 1.059 450 430 410 390 380 380 - - -

Tensione di rottura Rm [Mpa]


Designazione
Spessore nominale [mm]
Tensione di
Alfa-
rottura Rm Numerica ≤3 >3 ≤100 >100 ≤150 >150 ≤250 >250 ≤400
numerica
S235JR 1.0038 360-510 360-510 350-500 340-490 -
S235J0 1.0114 360-510 360-511 350-501 340-491 -
S235J2 1.0117 360-510 360-512 350-502 340-492 330-480
S275JR 1.0044 430-580 410-560 400-540 380-540 -
S275J0 1.0143 430-580 410-560 400-540 380-540 -
S275J2 1.0145 430-580 410-560 400-540 380-540 380-540
S355JR 1.0045 510-680 470-630 450-600 450-600 -
S355J0 1.0553 510-680 470-630 450-600 450-600 -
S355J2 1.0577 510-680 470-630 450-600 450-600 450-600
S355K2 1.0596 510-680 470-630 450-600 450-600 450-600
S450J0 1.059 - 550-720 530-700 - -
MATERIALE
Requisiti – Allungamento a carico massimo
UNI EN 10025-2: Acciaio semplicemente laminato AR

Per l’acciaio S450 non è richiesta duttilità

(T)
Direzione di laminazione (L)

(L)
(L) Longitudinale – parallelo alla direzione di
laminazione
(T) Trasversale – ortogonale alla direzione di
laminazione
MATERIALI
Requisiti – Resilienza
UNI EN 10025-2: Acciaio semplicemente laminato AR

Energia minima (J)


Designazione Temperatura °C
Spessore nominale [mm]

Alfa-
Numerica ≤150 >150 ≤250 >250 ≤400
numerica
S235JR 1.0038 20 27 27 -
S235J0 1.0114 0 27 27 -
S235J2 1.0117 -20 27 27 27
S275JR 1.0044 20 27 27 -
S275J0 1.0143 0 27 27 -
S275J2 1.0145 -20 27 27 27
S355JR 1.0045 20 27 27 -
S355L0 1.0553 0 27 27 -
S355J2 1.0577 -20 27 27 27
S355K2 1.0596 -20 40 33 33
S450J0 1.059 0 27 - -
MATERIALE

UNI EN 10025-3: Acciaio normalizzato N Requisiti – ReH e Rm

Tensione di snervamento ReH


Minima tensione di senrvamento ReH [Mpa]
Designazione
Spessore nominale [mm]
Alfa-
Numerica ≤16 >16 ≤40 >40 ≤63 >63 ≤80 >80 ≤100 >100 ≤150 >150 ≤200 >200 ≤250
numerica
S275N 1.0490 275 265 255 245 235 225 215 205
S275NL 1.0491 275 265 255 245 235 225 215 205
S355N 1.0545 355 345 335 325 315 295 285 275
S355NL 1.0546 355 345 335 325 315 295 285 275
S420N 1.8902 420 400 390 370 360 340 330 320
S420NL 1.8912 420 400 390 370 360 340 330 320
S460N 1.8901 460 440 430 410 400 380 370 -
S460NL 1.8903 460 440 430 410 400 380 370 -

Tensione di rottura Rm
Tensione di rottura Rm [Mpa]
Designazione
Spessore nominale [mm]
acciai ad alta resistenza anche
Alfa-
numerica
Numerica ≤100 >100 ≤150 >150 ≤250 per elevati spessori
S275N 1.0490 370-510 350-480 350-480
S275NL 1.0491 370-510 350-480 350-480
S355N 1.0545 470-630 450-600 450-600
S355NL 1.0546 470-630 450-600 450-600
S420N 1.8902 500-650 500-650 500-650
S420NL 1.8912 500-650 500-650 500-650
S460N 1.8901 540-720 530-710 -
S460NL 1.8903 540-720 530-710 -
MATERIALE
Requisiti – Allungamento a carico massimo
UNI EN 10025-3: Acciaio normalizzato N

Allungamento minimo percentuale dopo la rottura [%]


Designazione
Lo=5,65So, Spessore nominale [mm]
Alfa-
Numerica ≤16 16 ≤40 40 ≤63 63 ≤80 80 ≤200 200 ≤250
numerica
S275N 1.0490 24 24 24 23 23 23
S275NL 1.0491 24 24 24 23 23 23
S355N 1.0545 22 22 22 21 21 21
S355NL 1.0546 22 22 22 21 21 21
S420N 1.8902 19 19 19 18 18 18
S420NL 1.8912 19 19 19 18 18 18
S460N 1.8901 17 17 17 17 17 -
S460NL 1.8903 17 17 17 17 17 -

acciai ad alta resistenza ed elevata duttilità

Designazione Valore minimo dell'energia di impatto alle temperature di prova °C

Alfa-
Numerica +20 0 -10 -20 -30 -40 -50
numerica
S275N 1.0490
S355N 1.0545
55 47 43 40 - - -
S420N 1.8902
S460N 1.8901
S275NL 1.0491
S355NL 1.0546
63 55 51 47 40 31 27
S420NL 1.8912
S460NL 1.8903

L indica gli acciai con valori minimi di resilienza specificati sino a -50°C
MATERIALE

UNI EN 10025-4: Acciaio termomeccanico Requisiti – ReH e Rm e allungamenti


Minima tensione di senrvamento ReH [Mpa]
Tensione di snervamento ReH Designazione
Spessore nominale [mm]
Alfa-
Numerica ≤16 >16 ≤40 >40 ≤63 >63 ≤80 >80 ≤100 >100 ≤120
numerica
S275M 1.8818
275 265 255 245 245 240
S275ML 1.8819
S355M 1.8823
355 345 335 325 325 320
S355ML 1.8834
S420M 1.8825
420 400 390 380 370 365
S420ML 1.8836
S460M 1.8827
460 440 430 410 400 385 Spessori
S460ML 1.8838

Tensione di rottura Rm [Mpa] fino 120mm


Designazione
Spessore nominale [mm]
Tensione di rottura Rm Alfa-
Numerica ≤40 >40 ≤63 >63 ≤80 >80 ≤100 >100 ≤120
numerica
S275M 1.8818
370-530 360-520 350-510 350-510 350-510
S275ML 1.8819
S355M 1.8823
470-630 450-610 440-600 440-600 430-590
S355ML 1.8834
S420M 1.8825
520-680 500-660 480-640 470-630 460-620
S420ML 1.8836
S460M 1.8827
540-720 530-710 510-690 500-680 490-660
S460ML 1.8838
L indica gli acciai con valori minimi di resilienza specificati sino a -50°C
Designazione Allungamento minimo percentuale dopo la
Allungamento a carico massimo Alfa-
rottura [%]
Numerica Lo=5,65So, Spessore nominale [mm]
numerica
S275M 1.8818
S275ML 1.8819 24 acciai ad alta
S355M 1.8823
S355ML 1.8834 22 resistenza ed
S420M 1.8825 elevata
S420ML 1.8836 19
S460M 1.8827 duttilità
S460ML 1.8838 17
MATERIALE
Proprietà nominali per il progetto
MATERIALE
Proprietà nominali per il progetto
MATERIALE
Classificazione degli acciai
Acciai per laminati a caldo con sezione aperta – EN10025

(Fe 360)
(Fe 430)
(Fe 510)

ftk
fyk fyk
elasto-plastico incrudente elasto-plastico ideale
y u y
La tensione di snervamento minima diminuisce con lo spessore nominale dell’elemento; infatti all’aumentare dello spessore
aumentano anche le disomogeneità e le imperfezioni dovute alle tensioni residue
MATERIALE
Proprietà nominali per il progetto
MATERIALE
Classificazione degli acciai
Acciai per profili chiusi senza saldatura laminati a caldo – EN10210

Acciai per profili chiusi saldati laminati a caldo – EN10219


MATERIALE
Protezione

Preparazione (a mano, decapaggio, sabbiatura)


Zincatura (a caldo, a freddo)
Verniciatura (diverse mani di vernice protettiva)
PRODOTTI IN ACCIAIO
Processi di lavorazione

L’acciaio è ottenuto dalla riconversione della ghisa o da processi siderurgici fondendo


rottami e minerali di ferro.

Da questi processi si ottengono i lingotti che poi sono sottoposti a cicli di lavorazione
meccanica a caldo o a freddo e vengono trasformati nei prodotti finiti (lamiere, piatti,
barre, profilati, bulloni).

Fino agli anni 70 i lingotti di acciaio avevano dimensioni standard, oggi possono avere
dimensioni e forma diverse, più prossime a quelle dei prodotti finiti, con il vantaggio di limitare
il numero di lavorazioni successive. I prodotti possono essere ottenuti in diversi modi,
sostanzialmente riconducibili a due diverse tecniche:

•PROCESSO DI FORMAZIONE PER COMPRESSIONE O TRAZIONE;


Laminazione a caldo
Laminazione a freddo (poco usata per acciai strutturali)

•PROCESSO DI FORMAZIONE PER FLESSIONE E TAGLIO


Piegatura a freddo.
PRODOTTI IN ACCIAIO
Processi di lavorazione

Processo

Laminati •Laminazione a caldo


piani e coils Lamiere (t>3mm) Lamierini (t3 mm) •Laminazione a freddo

• Laminazione a caldo
Profilati • Trafilatura (*)
laminati a
• Lavorazione a freddo
caldo
con saldatura (*)
Prodotti HE IPE UPN OHS (*)
siderurgici
industrializzati
Profilati per • Laminazione a caldo
composizione con saldatura (*)
saldata
Alveolate
IFB SFB

• Piegatura a freddo
- Profilatura
Profili
formati a - Pressopiegatura
freddo - Stampaggio
Lamiere grecate
Profili a Z o C
PRODOTTI IN ACCIAIO
Laminazione
Con la tecnologia della laminazione, sia a caldo che a freddo, si ottiene la maggior parte dei
prodotti (detti appunto laminati) comunemente impiegati nelle costruzioni.
Nella laminazione a caldo i lingotti sono riscaldati ad una temperatura necessaria a rendere
il materiale plastico (1200 °C) e fatti passare attraverso una serie di rulli contrapposti e
ruotanti in senso inverso. Questa prima fase della lavorazione è detta laminazione primaria
e porta alla formazione di prodotti semi-lavorati che prendono il nome di slebi, bramme,
blumi o billette a seconda dalla forma che è che funzione del prodotto finito che
genereranno.
Treno di laminazione
ES: le billette hanno una forma di parallelepipedo allungato
(lunghe fino a 15 m) e sono usate, nel processo di
laminazione secondaria per ottenere profilati a doppio T.

Schema del processo di produzione


PRODOTTI IN ACCIAIO
Laminazione
La laminazione migliora le caratteristiche del prodotto poiché le forze di compressione
esercitate dai rulli ed il progressivo assottigliamento della sezione favoriscono
l’eliminazione di gas e cavità e garantiscono un miglioramento dell’omogeneità del
materiale e delle sue caratteristiche di resistenza.
I prodotti dei processi di laminazione possono essere: prodotti lunghi e prodotti piani. I
prodotti lunghi hanno una lunghezza prevalente rispetto alle dimensioni trasversali; i prodotti
piani hanno uno sviluppo bidimensionale prevalente rispetto allo spessore

prodotti piani (lamiere) prodotti lunghi (profilati laminati a caldo)

La laminazione a freddo avviene a temperatura ambiente ed è frequentemente utilizzata


per ottenere resistenze elevate a scapito della riduzione della duttilità. Quando la
laminazione a freddo richiede deformazioni eccessive il metallo può crettare (cioè
screpolarsi) prima di raggiungere la forma e le dimensioni volute; in questo caso sono
necessari opportuni trattamenti meccanici e termici per migliorarne le prestazioni.
PRODOTTI IN ACCIAIO
Profili laminati a sezione aperta

IPE – travi a I ad ali parallele


Dimensioni (h - mm) Massa (kg/m)
da: a: da: a:
IPE 80 80 IPE 750 750 5,0 196,0
IPN – travi a I ad ali inclinate
Dimensioni (h - mm) Massa (kg/m)
da: a: da: a:
IPN 80 80 IPN 600 600 5,9 199

HE – travi a H ad ali larghe


Dimensioni (h - mm) Massa (kg/m)
da: a: da: a:
HE 100 100 HE 1000 1000 12,2 584
HL – travi ad ali extra-larghe
Dimensioni (h - mm) Massa (kg/m)
da: a: da: a:
HL 920 920 HL 1100 1100 342 499
HD – colonne ad ali larghe
Dimensioni (h - mm) Massa (kg/m)
da: a: da: a:
HD 260 260 HD 400 400 54,1 1086
HP – colonne portanti ad ali larghe
Dimensioni (h - mm) Massa (kg/m)
da: a: da: a:
HP 200 200 HP 400 400 42,5 231
PRODOTTI IN ACCIAIO
Profili laminati a sezione aperta

UPE – travi a U ad ali parallele


Dimensioni (h – mm) Massa (kg/m)
da: a: da: a:
UPE 80 80 UPE 400 400 7,90 72,2
UPN – travi a U ad ali inclinate
Dimensioni (h - mm) Massa (kg/m)
da: a: da: a:
UPN 80 80 UPN 400 400 8,65 71,8
U – travi a U ad ali inclinate
Dimensioni (h - mm) Massa (kg/m)
da: a: da: a:
U 40 x 20 40 U 65 x 42 65 2,87 7,09
L – angolari a lati uguali
Dimensioni (h - mm) Massa (kg/m)
da: a: da: a:
L 20 x 20 x 3 20 L 250 x 250 x 35 250 0,9 128
L – angolari a lati disuguali
Dimensioni (h - mm) Massa (kg/m)
da: a: da: a:
L 120 x 80 x 8 120 L 200 x 100 x 14 200 12,2 31,6

Questo tipo di profili sono spesso utilizzati in modo accoppiato, ovvero con due profili accostati. Nel
caso di profili a L si possono formare sezioni composte accostando anche 4 profili.
PRODOTTI IN ACCIAIO
Profili a sezione chiusa
Profili cavi a sezione circolare Formati a caldo
Spessore (mm) Dimensioni (D - mm) Massa (kg/m) (senza saldatura)
da: a: da: a: da: a:
2,3 25 21 1219 1,1 736 HFCHS
Profili cavi a sezione quadrata
Spessore (mm) Dimensioni (b - mm) Massa (kg/m)
da: a: da: a: da: a: Formati a freddo
2 20 20 400 1,1 235 (con saldatura)
Profili cavi a sezione rettangolare
Spessore (mm) Dimensioni (b x h - mm) Massa (kg/m)
CFCHS
da: a: da: a: da: a:
2,5 20 25 x 50 300 x 500 2,7 20
PRODOTTI IN ACCIAIO
Profili saldati
Alcuni profili comunemente usati:
dati tecnici e tolleranze
PRODOTTI IN ACCIAIO
Profili saldati
Le travi alveolari sono prodotti realizzati tramite ossitaglio di un profilo di base laminato a
caldo, (IPE, HL) e successiva saldatura delle parti ottenute a seguito del taglio stesso.

Travi alveolari a fori circolari


Dimensioni (h – mm) profilo di base Altezza (mm)
da: a: da: a:
IPE 200 200 IPE 750 750 300 1300
HE 260 260 HE 1000 1000 400 1700
HL 920 920 HL 1100 1100 1400 1840
Travi alveolari a fori esagonali
Dimensioni (h – mm) profilo di base Altezza (mm)
da: a: da: a:
IPE 200 200 IPE 750 750 300 1155
HE 260 260 HE 1000 1000 375 1580
HL 920 920 HL 1100 1100 1390 1680
Travi alveolari a fori ottagonali
Dimensioni (h – mm) profilo di base Altezza (mm)
da: a: da: a:
IPE 200 200 IPE 750 750 400 1540
HE 260 260 HE 1000 1000 500 2100
HL 920 920 HL 1100 1100 1850 2230
PRODOTTI IN ACCIAIO
t t = spessore del piatto
Piatti e larghi piatti
L L = larghezza del piatto

Larghezza Spessore t [mm]


L
[mm] 5 6 7 8 10 12 14 15 16 18 20 25 30 35 40
40 1,5 1,8 2,2 2,5 3,1 3,7 4,4 4,7 - - - - - - -
50 1,9 2,3 2,7 3,1 3,9 4,7 5,5 5,8 - - - - - - -
60 2,3 2,8 3,3 3,7 4,7 5,6 6,5 7,1 - - - - - - -
Piatti

70 2,7 3,3 3,8 4,4 5,5 6,5 7,6 8,2 - - - - - - -


80 3,1 3,7 4,4 5,1 6,2 7,5 8,7 9,4 - - - - - - -
90 3,5 4,2 4,9 5,6 7,0 8,4 9,8 10,6 - - - - - - -
100 3,9 4,7 5,5 6,2 7,8 9,4 10,9 11,7 12,5 14,1 15,7 19,6 - - -
110 - - - 6,9 8,6 10,3 12,1 12,9 13,8 15,5 17,2 21,5 - - -
120 - - - 7,5 9,4 11,3 13,1 14,1 15,1 16,9 18,8 23,5 - - -
130 - - - 8,1 10,2 12,2 14,2 15,3 16,3 18,3 20,4 25,5 - - -
140 - - - 8,7 10,9 13,1 15,3 16,4 17,5 19,7 21,9 27,4 - - -
150 - - - 9,4 11,7 14,1 16,4 17,6 18,8 21,2 23,5 29,4 - - -
Larghi piatti

160 - - - 10,0 12,5 15,1 17,5 18,8 20,1 22,6 25,1 31,4 - - -
180 - - - 11,3 14,1 16,9 19,7 21,2 22,6 25,4 28,2 35,3 - - -
200 - - - 12,5 15,7 18,8 21,9 23,5 25,1 28,2 31,4 39,2 47,1 55,0 62,8
220 - - - - 17,2 20,7 - 25,9 - - 34,5 43,1 51,8 60,4 69,1
250 - - - - 19,6 23,5 - 29,4 - - 39,2 49,1 58,9 68,7 78,5
300 - - - - 23,5 28,2 - 35,3 - - 47,1 58,8 70,7 82,4 94,2
350 - - - - 27,4 32,9 - 41,2 - - 54,9 68,6 82,4 96,2 109,9
400 - - - - 31,4 37,6 - 47,1 - - 62,8 78,5 94,2 109,9 125,6
PRODOTTI IN ACCIAIO
Travi saldate (profili non commerciali)
Piatti e larghi piatti: travi composte saldate

Le travi composte saldate sono realizzate mediante saldatura di


lamiere e larghi piatti aventi spessori solitamente maggiori di 12 mm.

Questa tecnica permette di ottenere, mediante semplici operazioni di


saldatura, profili dalle forme e dimensioni altrimenti non ottenibili con la
normale laminazione a caldo.

L’impiego delle travi composte saldate nel mondo delle costruzioni ha


subito un notevole incremento negli ultimi anni soprattutto
nell’ingegneria dei ponti.
PRODOTTI IN ACCIAIO
Profilati sagomati a freddo
La piegatura a freddo consiste nel piegare
sottili lamiere fino ad ottenere sezioni trasversali
della forma voluta (spessori inferiori a 3mm).
prodotti lunghi (profilati sagomati a freddo)

Lavorazioni per
stampaggio di
elementi
sagomati a
freddo

I prodotti sagomati a freddo presentano tensioni residue


dovute alla piegatura molto elevate e presentano inoltre
problemi di imbozzamento e corrosione e vanno
pertanto calcolati con resistenze penalizzate.
PRODOTTI IN ACCIAIO
prodotti piani (lamiere sagomate a freddo) Profilati sagomati a freddo
Nelle strutture in acciaio le lamiere sagomate sono correntemente utilizzate per la
realizzazione di strutture portanti di piano, di copertura e dei tamponamenti
Spessore (mm) Massa (kg/m)

Si differenziano per il da: a: da: a:


trattamento 0,6 1 6 10
superficiale protettivo: Per pannelli sandwich
Spessore (mm) Massa (kg/m)
- Lamiere zincate, da: a: da: a:
0,6 1 6 10
- Lamiere zincate
Per pannelli sandwich

alluminate (Aluzinc) Spessore (mm) Massa (kg/m)


da: a: da: a:
- Lamiere 0,6 1,2 7 15
Per pannelli sandwich
preverniciate. Spessore (mm) Massa (kg/m)
da: a: da: a:
0,6 1,2 8 15
Per coperture deck
Spessore (mm) Massa (kg/m)
da: a: da: a:
0,6 1,5 8 20
Per coperture deck
PRODOTTI IN ACCIAIO
Pannelli precoibentati
Sono formati da due paramenti di lamiera grecata e materiale isolante (resine poliuretaniche o
fibre minerali) e sono prevalentemente impiegati per la realizzazione dell’involucro degli edifici.

Pannelli precoibentati per copertura


Dimensioni (mm)
Larghezza pannello 1000
Lunghezza pannello a richiesta
Spessore pannello max 170
Spessore lamiera 0,6 + 0,5

Dimensioni (mm)
Larghezza pannello 1000

Lunghezza pannello a richiesta


Spessore pannello max 170

Spessore lamiera 0,6 + 0,6


Pannello utilizzabile anche in posizione rovesciata
Dimensioni (mm)
Larghezza pannello 710
Lunghezza pannello a richiesta
Spessore pannello max 100
Spessore lamiera 0,8 + 0,8
PRODOTTI IN ACCIAIO
Accoppiamento dei prodotti (es: solaio a struttura mista)

Solai in struttura mista acciaio – calcestruzzo


Questo tipo di solaio, prevede un getto di completamento strutturale in cls su una lamiera
grecata; l’unione del calcestruzzo alla lamiera è assicurata da opportune lavorazioni
superficiali (bugnature) sulle costole delle nervature, o da particolari conformazioni della
sezione trasversale.
Orditura lamiera

a)

Orditura primaria

b)

Orditura secondaria

a) Connessione lamiera-cls per ingranamento meccanico mediante bugnature realizzate sulla superficie delle nervature

b) Connessione lamiera-cls mediante particolare conformazione della sezione trasversale della lamiera
PRODOTTI IN ACCIAIO
Accoppiamento dei prodotti (es: solaio a struttura mista)
La lamiera ha la funzione di cassero durante la costruzione e costituisce parte o tutta
l’armatura longitudinale dopo l’indurimento del calcestruzzo. Il getto in cls garantisce
rigidezza nel piano del solaio (evita la necessità di controventi di falda) ed evita problemi di
l’instabilità flesso-torsionale delle travi metalliche.

Il solaio misto è realizzato estendendo l’effetto di collaborazione strutturale alle travi di orditura
del solaio: prima di effettuare il getto, sulle travi vengono fissati mediante saldatura ad arco
dei pioli, che, attraversando la lamiera, rendono solidali le travi di acciaio del solaio ed il
sovrastante getto in calcestruzzo.
PRODOTTI IN ACCIAIO
Trattamenti termici
I prodotti in acciaio possono essere sottoposti a trattamenti termici per modificare la loro
struttura molecolare e variarne le caratteristiche meccaniche in relazione agli impieghi
cui sono destinati. I principali trattamenti termici sono:

RICOTTURA: si intende l’intero ciclo termico comprendente il riscaldamento, con completa trasformazione
della ferrite in austenite, la permanenza a tale temperatura ed il successivo lento raffreddamento. La
ricottura, eseguibile sui lingotti, semilavorati o prodotti finiti, accresce l’omogeneità del materiale di base. La
ricottura dei prodotti lavorati può aumentare la duttilità, ridotta dall’incrudimento a seguito dei processi di
lavorazione meccanica, ed eliminare stati di autotensione interna.
NORMALIZZAZIONE: consiste in un riscaldamento a 900/925 °C seguito da un raffreddamento molto lento;
questo processo annulla gli effetti di un qualsiasi precedente ciclo termico.
TEMPRA: lavorazione che, come la ricottura, prevede il riscaldamento ma anche un successivo brusco
raffreddamento. Il trattamento accresce la durezza del materiale anche se questo comporta una maggiore
fragilità.
RINVENIMENTO: consiste nel riscaldare un pezzo temprato a moderata temperatura per un tempo più o
meno lungo al fine di diminuirne la sensibilità alla rottura fragile.
CEMENTAZIONE: consiste nel riscaldare l’acciaio a contatto con sostanze solide, liquide o gassose in
grado di cedergli carbonio. È un trattamento superficiale applicato nei campi dell’ingegneria meccanica agli
acciai dolci per creare uno strato esterno maggiormente resistente all’usura.
TEMPRA + RINVENIMENTO = BONIFICA: migliora le caratteristiche di resistenza di acciai comuni al
carbonio senza alterare in modo fondamentale la duttilità del prodotto (i bulloni ad alta resistenza sono
soggetti a questo trattamento).
PRODOTTI IN ACCIAIO
Imperfezioni
Il comportamento delle strutture in acciaio (quindi la capacità portante dei singoli elementi)
dipende, a volte anche significativamente, dalla presenza di imperfezioni:
IMPERFEZIONI MECCANICHE;
IMPERFEZIONI GEOMETRICHE.

IMPERFEZIONI MECCANICHE
Si intendono le tensioni residue (o autotensioni) che costituiscono uno stato tensionale non
nullo ma auto equilibrato strettamente legato ai processi di produzione dell’elemento ed
associato a deformazioni plastiche non uniformi. Bernuzzi – Progetto e verifica delle strutture in acciaio

ES: elemento prismatico laminato a caldo (a).


(b) Dalla temperatura di fine laminazione (600 °C) le parti più esposte si raffreddano
prima di quelle interne. Le zone a temperatura più bassa tendono ad accorciarsi ma la
contrazione è impedita dalle zone centrali, più calde. Questo comporta trazioni che si
oppongono all’accorciamento delle zone perimetrali e compressioni che le equilibrano
nelle zone più interne.
(c) Le zone più calde soggette manifestano scorrimenti plastici (tensione di snervamento
bassa a causa delle elevate temperature) che riducono i valori delle tensioni residue.
(d) Il completo raffreddamento delle zone più esposte impedisce la contrazione di quelle
centrali. A raffreddamento avvenuto, le zone più esterne (raffreddate per prime) sono
soggette a tensioni di compressione, mentre la parte centrale più protetta è soggetta a
sforzi di trazione (d).
PRODOTTI IN ACCIAIO
Imperfezioni
IMPERFEZIONI MECCANICHE
Per un profilo a doppio T laminato a caldo l’andamento e l’entità delle tensioni residue
dipendono dalle caratteristiche geometriche della sezione (rapporto larghezza/spessore
delle componenti - ali ed anima).
Le tensioni residue penalizzano la capacità portante perché comportano una plasticizzazione
non omogenea della sezione (snervamento raggiunto non contemporaneamente).

Bernuzzi – Progetto e verifica


delle strutture in acciaio

Nel caso di laminazione a freddo, le fibre superficiali a contatto


con i rulli tendono ad allungarsi mentre la zona centrale rimane
indeformata. Nasce quindi uno stato tensionale auto equilibrato
(la parte centrale contrasta l’allungamento di quelle esterne).
Nel caso di profilati o di lamiere, una fonte di imperfezioni è
costituita dal processo di lavorazione a freddo (in corrispondenza
delle zone di piega che sviluppano deformazione plastica
PRODOTTI IN ACCIAIO
Imperfezioni
IMPERFEZIONI GEOMETRICHE
Si intendono le divergenze dai modelli teorici di analisi relativamente alla geometria
degli elementi o del sistema strutturale nel suo complesso.
IMPERFEZIONI DELLA SEZIONE TRASVERSALE;
IMPERFEZIONI DEL’ELEMENTO;
IMPERFEZIONI DEL SISTEMA STRUTTURALE.

IMPERFEZIONI DELLA SEZIONE TRASVERSALE

Riguardano la variazione delle dimensioni delle componenti della sezione rispetto a quelle
nominali e sono imputabili ai processi di lavorazione. Valori diversi di area, momenti di
inerzia e moduli di resistenza hanno influenza di conseguenza anche sulle grandezze
prestazionali (es: momento resistente). Nel caso di profili a doppio T sono fissate delle
tolleranze alle imperfezioni.

Bernuzzi – Progetto e verifica


delle strutture in acciaio
PRODOTTI IN ACCIAIO
Imperfezioni
IMPERFEZIONI GEOMETRICHE

IMPERFEZIONI GEOMETRICHE DELL’ELEMENTO

Tra queste quella longitudinale è sicuramente la più importante e consiste in una variazione
dell’asse dell’elemento rispetto alla sua condizione di rettilineità. Come conseguenza di queste
imperfezioni si possono avere sia un’eccentricità del carico alle estremità, sia una curvatura
iniziale dell’elemento che possono influire sulla sua capacità portante.
I valori di riferimento delle imperfezioni
locali sono forniti dalle NTC 2018 ed
EC3 in funzione del metodo di analisi
Bernuzzi – Progetto e verifica e della curva di stabilità adottata
delle strutture in acciaio
Le imperfezioni di centinatura possono
essere trascurate se sul sistema non
8e0 N Ed agiscono forze di notevole intensità.
q
L2 Nei telai a nodi mobili si trascurano se
N  0.25 N cr

Il difetto di curvatura iniziale viene messo in conto tramite un sistema di forze orizzontali
equivalenti. Definita la quatità e0 è possibile valutare un sistema di forze statiche
uniformemente distribuite di entità q che generano il massimo momento flettente dovuto
all’imperfezione (NEde0)
PRODOTTI IN ACCIAIO
Imperfezioni
IMPERFEZIONI GEOMETRICHE

IMPERFEZIONI DEL SISTEMA STRUTTURALE


Possono essere imputabili a cause differenti tra cui le variazioni delle lunghezze degli
elementi impiegati per realizzare il telaio, la non perfetta verticalità delle colonne ed
orizzontalità delle travi, la non coincidente quota di tutti i nodi trave-colonna.
Le imperfezioni globali vanno messe in conto nelle analisi globali dell’edificio eventualmente
considerando delle forze orizzontali addizionali calcolate in accordo alle normative ed
agenti sulle strutture prive di imperfezioni.

Per una asta imperfetta di


altezza h soggetta a forza N, il
momento aggiuntivo dovuto
all’imperfezione vale

M  N h  tg

Nell’ipotesi di spostamenti piccoli, l’effetto delle imperfezioni


può essere assimilato nei telai a quello di un’azione M N h  tg
F   N
orizzontale fittizia F agente in sommità della colonna. h h

L’EC3 e le NTC2018 forniscono indicazioni per la determinazione dell’angolo 


PRODOTTI IN ACCIAIO
Approfondimenti

Tecnica delle Costruzioni - Fondamenti delle costruzioni in acciaio (E.F. Radogna) – Ed.
Zanichelli: Capitoli 2, 3, 8

Strutture in acciaio (G. Ballio – F. M. Mazzolani) – Ed. HOEPLI: Capitolo 4

Progetto e verifica delle strutture in acciaio (C. Bernuzzi) – Ed. HOEPLI: Capitolo 1

Progettare costruzioni in acciaio (G. Ballio C. Bernuzzi) – Ed. HOEPLI: Capitolo 1