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Il Nuovo Testamento Commentato PDF

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Argomenti trattati

  • Profondità,
  • Riflessione teologica,
  • Riflessione antropologica,
  • Profeti,
  • Riflessione ecumenica,
  • Riflessione antropologica cris…,
  • Nuovo Testamento,
  • Riflessione etica cristiana,
  • Riflessione storica,
  • Conversione
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  • Riflessione antropologica,
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  • Nuovo Testamento,
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JOHN M.

KELLY LIBDADY

Donated by
The Redemptorists of
the Toronto Province
from the Library Collection of
Holy Redeemer College, Windsor

University of
St. Michael's College, Toronto
\\
HOLY PEDEEM£R%;f?ARy,
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Digitized by the Internet Archive
in 2009 with funding from
Ontario CounciI of University Libraries

Iittp://www.arcliive.org/details/ilnuovotestament01sale
LA SACRA BIBBIA
LA

SACRA BIBBIA
COMMENTATA
DAL

P. MARCO M. SALES 0. P.
Professore di Sacra Scrittura nel Collegio Angelico di Roma

Testo latino della Volgata e versione italiana

DI

Mons. ANTONIO MARTINI


RIVEDUTA E CORRETTA

TORINO
UBRERIA DEL SACRO CUORE TIPOGRAFIA PONTIFICIA
Cav. O. B. BERRUTI C«v. P. MARIETTI
Via Garibaldi, n. 18. Via liegnano, n. 88.
IL

NUOVO TESTAMENTO
COMMENTATO
DAL

P. MARCO M. SALES 0. P.
Professore di Sacra Scrittura nel Collegio Angelico di Roma

Testo latino della Volgata e versione italiana

DI

Mons. ANTONIO MARTINI


RIVEDUTA E CORRETTA

Volume I.

I quattro Evangeli - Oli Atti degli Apostoli

TORINO
LIBRERIA DEL SACRO CUORE ; TIPOGRAFIA PONTIFICIA
C«v. O. B. BERRUTI i
C«v. P. MARIETTI
Via Garibaldi, n. 18. I Via Learnano. n. fl^

HtLY REDEn^^IBMRY, WINDSOR


PROPRIETÀ LETTERARIA

Noi sottoscritti avendo letto La Sacra Bibbia commentata dal P. Marco Sales O. P.,
voi. I: I quattro Vangeli e gli Atti degli Apostoli, ecc., ne approviamo la stampa.

Roma, 13 luglio 1911.


Fr. Antonino Ricagno, O. P.
Fr. Leonardo Lehu, O. P.

Attentis approbationibus quce supra. Opus od quod referentur typis dari permit-
itnus.
0'. Hy/CINTHUS M. CORMIER, M. G. (). P.

Imprimatur.
Fr. Albertus Lepidi, O. P., S. P. Ap. Mag.

Imprimatur.
JosEPHUS Ceppetelli, PatT. Constant., Vicesgerenst

L'editore-proprietario G. B. Bsrruti si riserva tutti i diritti artistici e letteran


garantiti dalle vigenti leggi.
PREFAZIONE

In mezzo al tanto rifiorire degli studi bibblici è vivamente sentita da


tutti in Italia, ma in modo speciale dai laici di una certa cultura religiosa
e dagli alunni dei Seminarii, la mancanza di un piccolo commentario
manuale della Sacra Scrittura, il quale tenga conto dei più noti progressi
che si sono fatti in questo campo dell'umano sapere.
Quasi tutte le nazioni a noi vicine ne posseggono dei buoni, ma per
il loro prezzo troppo alto e per essere scritti in lingue non abbastanza
tra noi conosciute, essi non possono avere presso di noi quella diffu-
sione, che pure per loro valore meriterebbero.
il

Il commento pubblicato dall'Arcivescovo di Firenze Monsignor Martini,

del quale anche di recente si sono fatte varie edizioni, benché ottimo
per tempi in cui fu scritto, più non risponde allo stato attuale degli
i

studi bibblici, e per testimonianza di molti è assai difficile poter rimediare


a questo suo difetto con semplici ritocchi ed aggiunte.
Il desiderio pertanto di tornar utile a coloro che amano la Sacra
Scrittura enon hanno il mezzo di sfogliare grossi volumi, ci ha indotti
a intraprendere un Nuovo Commento di tutta la Bibbia, servendoci
all'uopo dei migliori lavori cattolici che su ciascun libro sacro sono
usciti, e attenendoci scrupolosamente alle dottrine tradizionali e alle norme
sancite dall'autorità della Chiesa.
Per riguardo alla versione del testo sacro abbiamo creduto conve-
niente adottare quella diMonsignor Martini, la quale, benché difettosa
suo complesso é buona, ed oltre all'essere
in molti punti, tuttavia nel
approvata dalla Chiesa, gode pure della maggior diffusione e della
maggior stima tra fedeli d'Italia. Ci siamo però permesso di fare alcuni
i

ritocchi, e di introdurvi alcune modificazioni affine di renderla più scor-


revole. Il lettore giudicherà se vi siamo riusciti.

L'opera non essendo destinata ai dotti e agli specialisti non abbonda


di citazioni di autori eterodossi, benché si sia cercato di indicare sempre
le principali opere cattoliche specialmente recenti.
Siccome i libri del Nuovo Testamento sono più conosciuti e più letti

così è parso opportuno cominciare da questi il commento.


Prima di terminare dichiariamo di sottomettere in tutto e per tutto
noi e l'opera nostra al giudizio e all'autorità della Chiesa Cattolica Madre
nostra, maestra infallibile di verità.

Roma, Collegio Angelico.


INDICE ANALITICO DELLE MATERIE

NUOVO TESTAMENTO
INTRODUZIONE. Principali codici latini del Nuovo Te-
stamento Pag. VI
Libri di cui si compone il Nuovo Te- Principali edizioni critiche del testo
stamento Pag. V greco del N. T vi
Divisione dei N. T.
libri del ... V Opere cattoliche di introduzione ai
Principali codici greci del N. T. . . V N. T VI

I VANGELI
signincazione della parola «< Van- La questione sinottica . . . Pag. ix
gelo » Pag. VII Varie ipotesi proposte dai moderni per
Titolo dei Vangeli vii
risolvere la questione sinottica x
Numero dei Vangeli vii
Origine e natura dei Vangeli . . . viil Soluzione più probabile xi
Principali commentarli cattolici stil Bibliografia . xii
Vangeli ix

VANGELO SECONDO SAN MATTEO


INTRODUZIONE. Capo IV. Digiuno e tentazione di
S.Matteo Pag.
Gesù Pag. 15
1

L'autore del primo Vangelo .... I


Sezione Seconda. — Ministero di Ga-
Lingua in cui fu scritto il primo Van- lilea, IV. 12 — XVIIII, 35.
gelo 2
Tempo e luogo in cui fu composto . , 3 $ I. Gesù dottore, IV, 12 —VII, 29.
Tempo in cui fu fatta la versione greca 3 Capo IV, 12 e ss. Gesù nella Galilea.
Scopo del primo Vangelo 3 — Vocazione dei primi Apostoli.
Divisione del primo Vangelo .... 4 — Predicazione di Gesù ... 16
Principali commenti cattolici sul Van-
Capo V. Discorso della montagna. —
gelo di S. JVlatteo 4
Le beatitudini. — Importanza del-
PARTE PRIMA. l'Apostolato. — La nuova legge
Vita nascosta di Gesù, I, i - II, 33.
complemento dell'antica . ... 18
Capo VI. Della retta intenzione nel-
Capo I. Genealogia di Gesù. — Sua l'elemosina, nella preghiera, nel
concezione e sua nascita . Pag. 5 digiuno. —
Distacco dai beni della
Capo II. Venuta dei Magi. — Fuga in terra 25
Egitto. — Strage degli innocenti. Capo VII. Non
giudicare il prossimo.
— Ritorno dall'Egitto .... 8 — La preghiera. —
Carità e rin-
negamento di se stessi. Fuga —
PARTE SECONDA. dei falsi dottori. — II vero sa-
Vita pubblica di Gesù, III, i - XXV, 46. piente 30

Sezione Prima. — Preparazione alla 5 II. Gesù taumaturgo. VIII, 1



vita pubblica, III, 1 — IV, 11. IX, 34.
Capo III. Predicazione di Giovanni Capo Vili. Il lebbroso mondato. Il —
Battista. — Battesimo di Gesù . 11 servo del Centurione. La suo- —
Indice Analitico delle Materie

cera di Pietro. —
Demoniaci gua- Capo XVIII. Il più grande nel regno
—Disposizioni per essere di- dei cieli. —
Contro lo scandalo.
riti,

scepoli di Gesù. La tempesta — — La pecorella smarrita. Cor- —


sedata. —
Gli indemoniati di rezione fraterna. Il perdono cri- —
Gerasa Pag. 33 stiano. —
Parabola dei servi debi-
tori Pag. 80
Capo IX, 1-34. Il paralitico risanato.
— Vocazione di S. Matteo. —
Questione sul digiuno. La figlia — Sezione Terza. - Ministero di Giu-
di Giairo e l'emorroissa. I due — dea. XIX, 11 - XXV, 46,
ciechi. — Il muto
Capo XIX, Gesù alla volta di Gerusa-
$ III. Gesù fondatore
regno, IX, 34 — XIII, 58.
del nuovo
lemme, — — Gesù
i fanciulli. —
Il divorzio.
Il giovane ricco. —e
Capo IX, 35-37. Gesù evangelizza la Ricompensa ai seguaci di Gesù . 84
Galilea 37
Capo XX. Parabola dei vignaiuoli. —
Capo X. Elezione dei dodici Apostoli. Terza profezia della passione. —
— Istruzioni loro date per la I figli di Zebedeo. I ciechi di —
missione di Galilea. Per la — Gerico 87
misssione nel mondo dopo la Pen-
Capo XXL Ingresso Gesù Geru-
tecoste, —
Istruzioni a tutti i pre-
salemme. — I
di
profanatori
in
scac-
dicatori 41
ciati dal tempio. —
Il fico male-

Capo XI. Gesù e i discepoli di S. Gio- detto. — La questione del Bat-


vanni, —
Elogio del Battista. — tista. — I due figli. — I cattivi
Eccellenza del regno dei cieli. — vignaiuoli 91
Incredulità dei Giudei. Rim- — Capo XXII. Le nozze
proveri alle città impenitenti. — — tributo a Cesare.
Il I Sad-
del figlio del re.

La redenzione 47 ducei e la risurrezione. Il più —
Capo XII. Le spighe di grano e il grande comandamento della legge.
sabato. — La mano secca. — — Il Messia figlio di Davide . . 96
Gesù e Beelzebub. — Il peccato Capo XXIII. Ipocrisia dei Farisei. —
contro lo Spirito Santo. Rim- — Colpe dei Farisei. Castigo di —
proveri ai Farisei, il segno di Gerusalemme 100
Giona. — Il demonio che ritorna.
— La famiglia di Gesù .... 52
Capo XXIV. Gesù predice
di Gerusalemme. —
la rovina

Capo XIII. Parabola del seminatore. — interrogano Gesù.


1

Esortazione —
discepoli

Il buon grano e la zizzania. Il — ai discepoli a non lasciarsi ingan-


granello di senapa. II lievito. — nare e a non temere. I segni —
— Spiegazione della parabola della precursori della rovina di Geru-
zizzania. —
Il tesoro nascosto; la
salemme. — La venuta di Gesù
perla ; la rete. —
Gesù a Nazaret . 57 e la fine del mondo. —
Incertezza
dell'ora giudizio e vigilanza.
del
S IV, Gesù educatore degli Apostoli, — Parabola del servo vigilante e
XIV, 2 — XVIII, 35. del servo negligente .... 105
Capo XXV, Parabola delle dieci ver-
Capo XIV. Martirio di S. Giovanni — Parabola dei —
Battista.— Prima moltiplicazione
gini. talenti.
110
dei pani. — Gesù
Il giudizio finale
cammina sulle
acque. — Ritorno in Galilea . . 64
Capo XV. I Farisei e le tradizioni. — PARTE TERZA.
La madre Cananea. — Ritomo in Vita dolorosa di Gesù, XVI, i -XXVII. 66.
Galilea e guarigione di molti in-
fermi. —
Seconda moltiplicazione Capo XXVI. La

cospirazione del Si-

dei pani 68 nedrio. La cena
di Betania.

— Gesù venduto. Preparazione —


Capo XVI. Il segno di Giona.
— Confessione
Il
dell'ultima cena. Il traditore —
lievito dei Farisei.
— Profezia della pas- svelato. —
Istituzione dell'Euca-
di S. Pietro.
— ristia. —
Gesù predice l'abban-
sione, Abnegazione cristiana 72 dono dei discepoli. Gesù nel- —
Capo XVII. La trasfigurazione, — Il l'Orto di Getsemani. Tradi- —
giovane epilettico. — Nuova pro- mento e cattura di Gesù. Gesù —
fezia della passione. — Il tributo davanti al Sinedrio. — Triplice
al tempio 76 negazione di Pietro 114
Indice Analitico delle Materie XI

Capo XXVII. Consiglio del Sinedrio. Le pie donne di Galilea. —


-- Disperazione di Giuda. Gesù — Gesù nel sepolcro .... Pag. 123
davanti a Pilato. — Gesù e Ba- PARTE QUARTA.
rabba. — La moglie di Pilato. — Vita gloriosa di Gesù. XXVIII, 1-20.
Gesù condannato. — Gesù deriso.
Capo XXVIII. Risurrezione di Gesù.
-- La via dolorosa. — Crocifis- — Le guardie subornate.
Mis- —
sione. — Agonia e morte di Gesù. sione degli Apostoli Idi

VANGELO SECONDO SAN MARCO


INTRODUZIONE. cazione dei pani. — Gesù cam-
Marco Pag.
mina sulle acque. — Altri pro-
S. 135 digi Pag. 157
L'autore del secondo Vangelo ... 135
Capo VII. I Farisei e le tradizioni. —
destinatarii del secondo Vangelo 137
I

Lingua in cui fu scritto il secondo Van-


. .

La madre Cananea. — Un sordo-


gelo 137 muto guarito 162
Tempo in cui fu scritto il secondo Van- Capo Vili. Seconda moltiplicazione
gelo 137 dei pani. — II segno dal cielo.

Lo scopo del secondo Vangelo ... 138 II lievito dei Farisei. — Il cieco
Divisione del secondo Vangelo . . . 139 di Betsaida. —
Confessione di
Principali commentarli cattolici . . 139 Pietro. —
Profezia della passione.
— Del seguire Gesù 165
INTRODUZIONE del VANGELO, I, 1-20. Capo IX. La
trasfigurazione. L'epi- —
Capo Predicazione di Giovanni Bat- lettico guarito. Nuova profezia—
I.


Battesimo e tentazione di della passione. Umiltà. Zelo— —
tista.
Gesù. —
Principio della predi- senza gelosia. - La carità. —
cazione di Gesù e vocazione dei Contro lo scandalo 168
primi Apostoli 141
PARTE SECONDA.
PARTE PRIMA. Ministero pubblico di Gesù
Ministero pubblico di Gesù nella Giudea. X, I - XIII. 37.
in Galilea. I, 21 • IX. 49. Capo Gesù nella Perca.
X. I Farisei —
Capo 21. Gesù libera un indemo-
e divorzio.
II —
Gesù e i fanciulli.
I,

niato a Cafarnao. —
La suocera di
— II giovane ricco e la perfe-
Pietro e altri infermi guariti. — zione. —
Ricompense ai seguaci
II lebbroso mondato
dei consigli evangelici. — Altra


143
profezia della passione. — I figli
Capo IL II paralitico guarito.
zione di Levi il pubblicano.
Voca-
— di Zebedeo. — L'umiltà. — Il

cieco di Gerico 172


Del digiuno cristiano. Le spi- —
ghe di grano e il sabato .... 145
Capo XI. Ingresso trionfale

di Gesù
Capo 111. L'uomo colla mano secca. — in
detto.
Gerusalemme.
profanatori
Il fico
scacciati
male-
dal
Le turbe attorno a Gesù, varii
tempio.
I


La fiducia in Dio. —
prodigi. — Elezione degli Apo-
La questione del Battista .
stoli. — —
Gesù e Beelzebub. I
Capo XII. I cattivi vignaiuoli. Il —
. . 176

parenti di Gesù 148



Capo IV. Parabola del seminatore. —
tributo a Cesare. I Sadducei

La luce messianica. — Parabola


e la risurrezione. II primo co- —
del seme che cresce. — Parabola
mandamento. — Il Messia figlio

— di Davide. Ipocrisia —
degli
del granello di senapa.
pesta sedata
Tem- Scribi. —
L'obolo della vedova rs
150
— Capo XIII. Domanda dei discepoli in-
Capo V. L'indemoniato di Cerasa. tomo alla fine del mondo. Cala- —
La figlia di Giairo e l'emorroissa 154 mità e persecuzioni che dovranno
Capo VI. Gesù —
a Nazaret. Missione sostenere i discepoli. La rovina —
degli —
Apostoli. Morte di San di Gerusalemme. Segni pre- —
Giovanni Battista. — Ritomo cursori della fine del mondo. —
degli Apostoli. — Prima moltipli- . Esortazione alla vigilanza . . . 182
XII Indice Analitico delle Materie

PARTE TERZA. Capo XV. Gesù davanti a Pilato. —


morte Gesù, Gesù posposto a Barabba. —
La passione e la di
Gesù condannato e deriso. La —
XIV, I - XV, 47- via dolorosa. —
La crocifissione.
Capo XIV. Cospirazione del Sinedrio. — Agonia e morte di Gesù. —

La cena di Betania. Gesù — Gesù al sepolcro .... Pag. 194
venduto. —
Preparazione della
cena pasquale. —
Il traditore sve-
PARTE QUARTA.
lato. — Istituzione dell'Eucaristia.
Lo scandalo dei discepoli. — Gesù La gloria di Gesù, XVI, 1-20.
Getsemani. — Tradi-
nell'orto
mento
di
Giuda. — Gesù balìa in Capo XVI. Risurrezione di Gesù. —
di
delle turbe. — Gesù davanti al Apparizioni di Gesù risorto. —
Sinedrio. — Le negazioni di Missione degli Apostoli. — Ascen-
Pietro Pag. 186 sione di Gesù 198

VANGELO SECONDO SAN LUCA

INTRODUZIONE. PARTE SECONDA.


Pag. 203 Ministero dì Gesù in Galilea,
S. Luca
L'autore del terzo Vangelo .... 204 IV, 14 - IX, 50.
I Vangelo
destinatarii del terzo . . . 205
Capo IV, 14 e ss. Gesù in Galilea co-
Scopo del terzo Vangelo
Tempo in cui fu scritto il terzo Vangelo
206
206 mincia a predicare. Predica —
nella sinagoga di Nazaret. Osti- —
Fonti del terzo Vangelo
Divisione del Vangelo di S. Luca
207
207 lità degli abitanti di Nazaret. —
Principali commentarli cattolici sul
. .

Gesù Cafarnao.
a — Libera un
indemoniato. Risana — la suocera
Vangelo di S. Luca 208
di Pietro e varii altri malati. —
Gesù va a predicare nelle altre
PROLOGO. città Pag. 233
Capo I, 1-4. Dedica a Teofìlo ... 209 Capo V. La pesca miracolosa. — Il

lebbroso guarito. — Gesù nel de-

PARTE PRIMA. serto. — Il paralitico guarito. —


Vocazione di Levi. — Questione
Preparazione alia vita pubblica, sul digiuno 236
I, 5 - IV, 1-3. Capo VI. Le spighe di grano e il sa-
bato. —
La mano secca. Ele- —
Capo I, 4 e Genitori di Giovanni
ss.

I
zione degli Apostoli. Le turbe —
Battista. L'angelo Gabriele e i malati attorno a Gesù. Di- —
predice la nascita di Giovanni Bat-
— Annunziazione scorso della pianura. Le beati- —
tista. di Maria tudini e le minacele. Amore —
Santissima e incarnazione del dei nemici. —
La guida cieca. —
Verbo. —
Visita di Maria a Elìsa- La pagliuzza e la trave. L'al- —
betta, —
Nascita dì Giovanni Bat- bero e i frutti. —
Esortazione alla
tista 210 pratica degli insegnamenti dati da
Capo IL Nascita di Gesù. — Circon- Gesù 240
cisione e Dresentazione
— tempio.
al
— Gesù Capo VII. Il servo del centurione. —
Infanzia dì Gesù.
dottori
tra
Il figlio della vedova di Naim. —
i 219 Ambasciata di Giovanni Battista
Capo III. Missione e predicazione di a Gesù. — Elogio di Giovanni
Giovanni Battista. Il Battista — Battista. — Rimproveri alle turbe
rende testimonianza a Gesù. — incredule. — La peccatrice ai
Giovanni Battista imprigionato. — piedi di Gesù 245
Battesimo di Gesù. Genealogia — Capo Vili. Le donne che seguono
pie
di Gesù 227 Gesù. — Parabola del semina-
Capo IV, 1-13. Digiuno e tentazione tore.— La madre e i parenti di
di Gesù 232 Gesù. — Tempesta sedata -
Indice Analitico delle Materie XIII

L'indemoniato di Cerasa, La — e 11 ritorno del Figliuolo del-


figlia di Giairo e reraorroissa Pag. 251 l'uomo Pag. 295
Capo IX, 1-50, Apo- Missione degli Capo XVIII. Il giudice iniquo. Il —
stoli, istruzioni loro date, Opi- — Fariseo e il pubblicano. Gesù —
nione di Erode intomo a Gesù, — e ì fanciulli. —
Il giovane ricco e

Ritomo degli Apostoli, Prima — la perfezione. — Ricompensa ai


moltiplicazione dei pani. — Con- seguaci di Gesù. — Nuova pro-
fessione di Pietro e prima profezia fezia della passione. — Il cieco
della passione. Abnegazione — Gerico
di 299
cristiana. —
La trasfigurazione. Capo XIX, 1-27. Zaccheo pubbli-
— Un indemoniato guarito. — cano. — Parabola delle mine
il

. . 903
Seconda profezia della passione.
— Umiltà e tolleranza cristiana . 257 PARTE QUARTA.
Gesù in Gerusalemme, passione e morte,
PARTE TERZA. XIX, 28-XXIll. 56.
Ultimo viaggio di Gesù a Gerusalemme, Capo XIX, 28 e ss. Ingresso trionfale
IX, 51 - XIX, 27. di Gesù in Gemsalemme. - I

profanatori scacciati dal tempio . 305


Capo IX, 51e sa. Gesù respinto dal Capo XX. Questione sul battesimo di
Samaritani. — Come seguire Gesù 201 Giovanni. — I cattivi vignaiuoli,
Capo X.Missione dei 72 discepoli, la pietra angolare. — Il tributo a
loro ritorno, gioia di Gesù. — Cesare. — Sadducei e la risur-
I

Il buon Samaritano. - Marta e rezione. — Il Messia figlio e si-


Maria 263 tnore di Davide. —
Ipocrisia degli
Capo XI.Preghiera, perseveranza e cribi 307
confidenza. Il muto Indemo- — Capo XXI. L'obolo della vedova. —
niato, — La venuta
Beelzebub. Predizione della rovina del tempio.
del regno di Dio. — Lo spirito im- — Persectuioni che dovranno so-
mondo che ritoma. — Lode di stenere gli Apostoli sino alla fine
Maria SS. — segno Giona. Il di del mondo. —
Rovina di Gerusa-
Rimproveri Farisei ai . . . 268 lemme. —Segni precursori del-
Capo XII. lievito dei Farisei. — Non l'ultima venuta del Figliuolo del-
l'uomo. — Vigilanza
Il

temere uomini. — gli peccato Il


310
contro Spirito Santo. — L'ava-
lo Capo XXII. Cospirazione del Sinedrio
rizia e ricco malvagio. — Con-
il e patto di Giuda. — Preparazione
fidenza in Dio. Vigilanza. - — dell'ultima cena. — Istituzione
Gesù è venuto a portar fuoco e dell'Eucaristia. — traditore sve-
Il

divisione. I segni dei tempi — . 274 lato. — Ultimi avvisi. — Gesù


Capo XIII. Necessità della penitenza. prega per S. Retro. — Predice
— fico infruttifero. Guari- — le negazioni e dà avvisi. —altri
Getsemani. — Tradi-
Il

gione di una donna rattrappita. — Gesù al

Il granello di senapa e il lievito.


mento e cattura di Gesù. — Le
numero degli eletti. — Osti- negazioni di Pietro. — Gesù de-
riso. — Gesù davanti
Il

lità di Erode. — Rimprovero e Sinedrio 314al .

castigo di Gemsalemme .... 280 Capo XXIII. Gesù davanti a Pilato e


Capo XIV. L'idropico guarito di sa- a Erode. — Gesù e Barabba. —
bato. — Non cercare il primo Condanna di Gesù. — La via dolo-
posto. — Pratica della carità. — rosa. — Gesù Calvario, croci-
al

— fissione. — Agonia e morte di


Parabola del convito. Come
seguire Gesù 284 Gesù. — Sepoltura di Gesù .321 .

Capo XV. La pecorella smarrita. — La PARTE QUINTA.


dramma ritrovata. — Il flgliuol
prodigo 288 Risurrezione, apparizioni
Capo XVI. Il fattore infedele. —
Rim- e e«-*r>8Ìone di Gesù, XXIV, 1-5.7

proveri ai Farisei. — Matrimonio Capo XXIV. Risurrezione di Gesù. —


indissolubile. — Il ricco Epulone 291 I discepoli di Emmaus. Gesù —
Capo XVII. Lo scandalo. — La corre- appare agli Apostoli in Gerusa-
zione fraterna. — La forza della lemme. -- Ultime istruzioni agli
fede. — Il nostro dovere. — I Apostoli. —
Ascensione di Gesù
dieci lebbrosi. — Il regno di Dio al cielo 32tì
KIV Indice Analitico delle Materia

VANGELO DI SAN GIOVANNI

Capo VI. Moltiplicazione dei pani. —


INTRODUZIONE.
Gesù cammina sulle acque. —
La persona dell'autore ....
Pag. 333 Gesù ricercato dalle turbe. Il —
L'autore del quarto Vangelo .... 334 pane del cielo. Gesù è il pane —
Scopo del quarto Vangelo 336 della vita. —
La sua carne è un
Tempo in cui fu composto il quarto cibo, suo sangue una bevanda.
il

Vangelo 337 — Scandalo dei discepoli, perse-


Luogo in cui fu composto il quarto veranza degli Apostoli. Fede di —
Vangelo 337 Pietro Pflg. 370
I destinatarii del quarto
Vangelo . . 337 Capo VII. Gesù alla festa dei taber-
L'autorità storica del quarto Vangelo . 337 nacoli. — Indecisione della folla.
Divisione del quarto Vangelo . . . 338 — Gesù proclama sua missione la
Principali commentarli cattolici . . 338 divina. — Gesù rivela Spirito lo
Decreto della Commissione Bibblica Santo. — Diverse opinioni dei
riguardante» l'autore e l'autorità Giudei. — cerca arrestare
Si di
storie? crei quarto Vangelo . . . 339 Gesù. — Nicodemo difende Gesù
davanti al Sinedrio 378

PROLOGO. Capo Vili. L'adultera. — Gesù è la


luce del mondo. — Conseguenze
Incarnazione del Verbo, 1, i-i8.
dell'incredulità dei Giudei. Esal-
— tazione del Messia. — Discussione
Capo I, 1-18. Divinità del Verbo.
— coi Giudei. — Giudei sono l figli
Missione di Giovanni Battista. del demonio. — Gesù più antico
Incarnazione del Verbo .... 341
e più grande di Abramo . . . / 384
Capo IX. Guarigione del cieco nato.
PARTE PRIMA. — Meraviglia del popolo. — In-
chiesta e opposizione dei Farisei.
Gesù manifesta la sua divinità — Gesù manifesta cieco gua-
si al
nella sua vita pubblica, I, 19 - XII, 50. rito come Figlio Dio. — Rim- di
proveri ai Farisei 391
Capo I, 19 e ss. Due testimonianze

di
Capo X. buon Il — Gesù pastore. alla
festa della Dedicazione. — Gesù
Giovanni Battista. I primi

Padre. — Osti-
cinque discepoli di Gesù . . . 345
consostanziale al
Capo II. Le nozze di Cana. — Gesti litàdei Giudei. — Gesù si ritira
a Cafarnao e a Gerusalemme. — oltre il Giordano 395
venditori scacciati dal tempio. Lazzaro.
I
Capo XI. La risurrezione di
— Prima pasqua a Gerusalemme. — Sinedrio decreta la morte di
— Molti credono ma la loro fede Gesù.
Il
— Gesù si ritira a Efrem . 400
è imperfetta 349
Capo XII. La cena di Betania. — In-
Capo III. Gesù e Nicodemo. — Nuova gresso trionfale di Gesù in Geru-
testimonianza del Battista . . . 352 salemme. — Omaggio di alcuni
Capo IV. Gesù nella Samaria. — gentili. — Incredulità dei Giudei . 406
Colloquio colla Samaritana. —
Gesù spiega quale sia il suo cibo. PARTE SECONDA.
— La messe. —
Molti Samaritani La passione e la morte di Gesù,
credono in Luì. —
Ritorno in XIII, I - XIX, 42.
Galilea. — Gesù a Cafarnao gua-
risce il figlio di un ufficiale . . . 357 Capo XIII. Ultima cena e lavanda dei
Capo V. Gesù guarisce di sabato un piedi. — Predizione del tradi-
malato presso la piscina probatica. mento di Giuda. —
La glorifica-
— Opposizione e accuse dei Giu- zione di Gesù

e il nuovo coman-
dei.— Gesù proclama la sua ugua- damento. Gesù predice le

Padre. — negazioni di Pietro 412


glianza col Testimo-
nianza resa a Gesù da Giovanni Capo XIV. Gesù va a preparare il luogo
Battista, dai miracoli, e dalle pro- agli Apostoli nella casa del suo
fezie dell 'A. T 364 Padre. —
Potere di cui saranno
Indice Analitico delle Materie XV

rivestiti gli Apostoli, efficacia Capo XIX. Gesù condannato a morte.


della loro preghiera. — Promessa — Viaggio al Calvario. — Maria
dello Spirito Santo. — Gesù non Santissima e Giovanni piedi
discepoli. —
ai
lascia orfani i suoi della croce. Ultimi — istanti e
Lo compirà l'opera
Spirito Santo morte di Gesù. — Gesù al se-
cominciata da Gesù. Gesù lascia — polcro Pag. 436
la pace ai suoi discepoli . . Pag. 416
Capo XV. La vite e i tralci. — La
carità fraterna. — L'odio del PARTE TERZA.
mondo contro discepoli i . . . 420
Risurrezione e apparizione di Gesù,
Capo XVI. Le persecuzioni. - Pro-
messa dello Spirito Santo. — Ri- XX. I - XXI. 25.
tomo di Gesù. L'addio . . . 423
Capo XV IL Gesù prega per sé Capo XX. La Maddalena, Pietro e Gio-

per suoi Apostoli, per


stesso,
la sua
vanni al sepolcro. —
Apparizione
Maddalena. - Appa-
i

Chiesa 427
di Gesù alla
rizione agli Apostoli. — Incredu-
Capo XVIII. Gesù al Getsemani.
— lità e fede di Tommaso. — Epilogo 442
Tradimento e cattura. Gesù
davanti al Sinedrio. Negazioni — Capo XXI. Gesù appare presso
lago il

di Pietro —
Interrogatorio di di Tiberiade. — Primato conferito
Gesù. —
Nuove negazioni di t S. Pietro. — L'avvenire di Pie-
Pietro. ~
Gesù davanti a Pilato. tro e di Giovanni. — Conclusione
— Gesù posposto a Barabba . . 431 di tutto il Vangelo 446

ATTI DEGLI APOSTOLI

INTRODUZIONE. Capo V. Anania e Safflrt. - Prodigi


e conversioni. —
Gli Apostoli get-
II titolo . Pag. 451 tati In prigione e liberati da un
L'autore .451 angelo. —
Gli Apostoli arrestati
I destinatarii 452 un'altra volta sono condotti da-
Fine per cui furono scritti gli Atti . . 452 vanti al Sinedrio. Gamaliele —
l^'visione 453 interviene in loro favore. Gli —
Tempo furono composti
in cui ... 453 Apostoli battuti con verghe e poi
Fonti a cui S. Luca attinse le sue nar- rilasciati Pag. 478

Xuto'rhà^storica degli Atti


"
4M ^*~JLn
~ ^"
SineT/o ...
resto degli Atti ...
Principali commenti cattolici suga Atti
!
"

455
456
dav^nti'^! Sinedrio
S^*'«"° '*"^*""
Capo VII. Discorso S. Stefano da-
"'
di
483
483

Cronologia degli Atti 456 vanti Sinedrio. — Lapidazione


al

di S. Stefano 488
^APO Vili. Persecuzione contro la
Capo 1. Prologo. Ultime Istnizioni di Chiesa e dispersione dei fedeli. —
Gesù agli Apostoli. Ascensione — Il diacono Filippo in Samaria.
S.
di Gesù. — Ritomo degli Apostoli — Simone A\ago. S. Pietro e —
a Gerusalemme. Elezione di S. Giovanni in Samaria. Ri- —
Mattia 459 tomo a Gerusalemme. S. Fi- —
Capo IL La venuta dello Spirito Santo. lippo battezza un eunuco etiope . 494
— Discorso di S. Pietro. — Con- Capo IX. Conversione di S. Paolo. —
versione di 3000 persone. — Vita S. Paolo a Damasco. — S. Paolo
santa dei primi cristiani . . . 463 a Gerusalemme. Pietro vi- — S.
Capo III. S. Pietro guarisce uno stor- sita le Chiese, guarisce a Lidda
pio. - Discorso di S. Pietro . . 470 un paralitico e risuscita a loppe
Tabita 499
Capo IV. S. Pietro e S. Giovanni da-
vanti al Sinedrio. Risposta di — Capo X. Il centurione Cornelio manda
S. Pietro. 1 —
due Apostoli ri- a cercare S. Pietro. Visione di ~
messi in libertà. — Preghiera del S. Pietro. —
S. Pietro a Cesarea
fedeli. — Unione e fratellanza dei presso Cornelio. Interroga- —
fedeli 473 zione e discorso di S. Pietro. -
XVI Indice Analitico delle Materie

Lo Spirito Santo discende sopra zione del Vangelo. Tumulto —


Cornelio e battesimo loro
gli altri, contro S. Paolo provo jato dall'ore-
conferito Pag- 505 fice Demetrio Pag. 549
Capo XI. Pietro giustifica il suo
S. Capo XX. S. Paolo in Macedonia e in
modo di agire. —
Diffusione del Grecia. — A Troade risuscita un
Vangelo specialmente ad Antio- morto. — Da Troade a Mileto. —
chia. —
S. Barnaba e S. Paolo ad Addio di S. Paolo agli anziani di
Antiochia. —
Carestia e carità dei Efeso 555
primi cristiani 510
Capo XII. Martirio di S. Giacomo.
— Capo XXI. Da Mileto
sarea. —
a Tiro e a
Profezia dì Agabo. Ar-
Ce-
Prigionia e liberazione di San
Pietro. — Morte Erode Agrippa di 513
rivo a Gerusalemme. — Tumulto
dei Giudei e arresto di S. Paolo . 560
Capo XIII. Barnaba e
S. Paolo S. in
Antiochia. — Missione a Cipro. Capo XXII. Discorso di Paolo ai
S.
— mago Ellma e Proconsole
Il il
Giudei. Nuovo— tumulto. San —
Sergio Paolo. — Da Pafo ad An- Paolo si dichiara cittadino ro-
tiochia Pisidia. — Discorso
di di mano 565
Paolo nella Sinagoga. — Frutti
S. Capo XXIII. S. Paolo davanti al Si-
della predicazione di S. Paolo e nedrio. — Apparizione del Si-
di S. Barnaba 516 gnore. — Congiura dei Giudei
Capo XIV. S. Paolo e S. Barnaba a contro S. Paolo. —
Un nipote di
Iconio, a Listri, a Derbe. Ri- — S. Paolo svela la congiura. San —
torno ad Antiochia di Pisidia. — Paolo mandato a Cesarea . . . 568
Viaggio attraverso la Pisidia e la
Panfilia. —
Arrivo ad Antiochia
Capo XXIV.
Felice.
Paolo al tribunale di

S.
Discorso di S. Paolo.
di Siria 523
— Dilazione della sentenza. San —
Capo XV. Il Concilio di Gerusalemme Paolo con Felice e Drusilla 573
— Deliberazioni. Promulga- — . . .

zione delle deliberazioni prese. — Capo XXV. S. Paolo al tribunale di


Dissensione tra S. Paolo e S. Bar- Pesto si appella a Cesare. — San '

naba. —
S. Paolo visita le Chiese Paolo dinanzi a Pesto e al re
di Siria e di Cilicia 527 Agrippa 576
Capo XVI. Paolo a Listri prende
S. Capo XXVI. Discorso di S. Paolo da-
con sé Timoteo. —
Viaggio attra- vanti ad Agrippa. — Agrippa rico-
verso la Frigia, la Galazia, la Mi- nosce l'innocenza di S. Paolo . 580

.

sia, ecc Visione di S. Paolo


a Troade, — S. Paolo in Mace-
Capo XXVII. Partenza di S.

Paolo da
donia. — Conversione
Cesarea per Roma. Passa a
Lidia.
— La serva che aveva spirito
di
Sidone, a Mira, a Buoniporti. —
di Pitone — Paolo e
liberata. S.
lo
Tempesta. —
Naufragio a Malta . 583
Sila imprigionati. — Miracolosa Capo XXVIII. Buone accoglienze dei
liberazione 534 Maltesi. —
Il morso della vipera.

Capo XVII. Paolo a Tessalonica e


S.
— Miracoli operati da S. Paolo. —
a Berea. —
S. Paolo ad Atene. — Alla volta di Roma per Siracusa,
Discorso all'Areopago .... 539 Reggio, Pozzuoli e Tre Taverne.
— —
Corinto. —
Arrivo a Roma. Conferenze
Capo XVIII. S. Paolo a

Conversioni operate. — Accusato coi Giudei. Ministero di San
Paolo durante i due anni di pri-
al Proconsole Gallione viene libe-
rato. —
S. Paolo a Efeso e a Ge-
gionia 589
rusalemme e poi ad Antiochia. —
Da Antiochia va a visitare le Armonia dei quattro Vangeli . . . 594
Chiese della Galazia e della Fri- Cronologia della vita di Gesù 601
gia. —
Ministero di Apollo . . 546 Cronologia dei tempi degli Apostoli
. .

603
Capo XIX. Paolo a Efeso.
S. Esor- — Appendice I 605
cisti Giudei puniti. Propaga- — Appendice II 607

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Ik]^^^>^^>^^>^^]^^^>^^>^^>ffi^(
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IL NUOVO TESTAMENTO

INTRODUZIONE

Libri di cui si compone il Nuovo Te- Adv. Haer. i, 3 ; Teriull. De Praescript. 36 ;


stamento. —
I libri del Nuovo Testamento Coni. Marc, iv, 2; Clem. Alex, Strom.
sono ventisette r Vangelo secondo San
: vili, 3).
Matteo 2° Vangelo secondo San Marco
; ;
Considerato l'argomento dei diversi libri,
3° Vangelo secondo S. Luca; 4° Vangelo questi potrebbero venir divisi in tre classi :

secondo S. Giovanni 5** Atti degli Apostoli


; ;
Storici. Didattici e Profetici. Alla prima
6° Epistola di S. Paolo ai Romani ;
7° e 8" classe appartengono quattro Vangeli e gli
i

Due Epistole ai Corìnti; 9*> Epistola ai Ca- Atti degli Apostoli, che narrano la vita di
lati; 10" Epistola agli Efesini; 11° Epistola Gesù Cristo, la fondazione della Chiesa, e
ai Filippesi; 12" Epistola ai Colossesi; 13° le principali opere compiute dagli Apostoli,
e 14° Due Epistole ai Tessalonìcesi 15° ; e specialmente da S. Pietro e da S. Paolo,
16° Due Epistole a Timoteo; 17° Epistola a per la propagazione del nome cristiano.
Tito; 18° Epistola a Filemone; 19° Epistola Nella seconda classe son da noverarsi le
agli Ebrei; 20° Epistola di S. Ciacomo; quattordici lettere di S. Paolo e le sette
21° e 22^ Due Epistole di S. Pietro; 23«, Epistole cattoliche di S. Giacomo, S. Pietro,
24° e 25° Tre Epistole di S. Giovanni; S. Giovanni e S. Giuda, nelle quali vengono
26° Epistola di S. Ciuda 27° Apocalisse di
; trattati i punti più importanti del dogma e
' classe
Ciovanni. della morale cattolica. Alla terza
Tale è l'ordine in cui questi libri sono appartiene l'Apocalisse di S. Giovanni, che
disposti nelle Bibbie attuali. In antico però squarcia un lembo del velo misterioso che
gli Atti degli Apostoli venivano talvolta ricopre la fine dei tempi e mostra il pieno
posti dopo le Epistole (Can. 29, Conc. Car- trionfo del regno di Dio sul regno di Satana.
tag. ann. 419). e le Epistole erano diversa-
mente disposte tra loro (Can. Mar.). All'A- Principali codici greci del N. T. —
pocalisse viene d'ordinario sempre riservato I sono i seguenti
principali codici greci :

l'ultimo luogo. Il Vaticano (B) del iv secolo. Contiene


tutto N. T. eccetto una parte dell'epistola
il

Divisione dei libri del Nuovo Testa- agli Ebrei, le Epistole aTimoteo e a Tito e
mento. —
Antichissima nella Chiesa è la l'Apocalisse. Si conserva a Roma nella bi-
divisione del Nuovo Testamento in due blioteca Vaticana e fu pubblicato in fac-
parti : il Vangelo e V Apostolo o i Vangeli simile nel 1889.
e gli Apostoli (S. Ign. Ad Philad. 5; S. Irin. Il Sinaitico (Xj del iv secolo, scoperto
XVIII Il nuovo Testamento - Introduzione

da Tischendorf al monte Sinai nel 1859, e Volgata, novera VAmiatino (am) del vi o vili
conservato a Pietroburgo. Contiene tutto il secolo; il Fuldense (fuld) del
secolo; vi il

N. T. e fu pubblicato in facsimile nel 1862. Foroiuliense (for) del vi o vii secolo; il

L'Alessandrino (A) del v secolo, conser- Sangallense (san) del vi secolo, ecc.
vato fin dal 1628 a Londra nel Museo Bri-
tannico. Contiene quasi intero il N. T. e fu Principali edizioni critiche del testo
pubblicato in facsimile nel 1879. GRECO DEL N. T. — Le principali edizioni
Il Regio Codice rescritto di S. Efrem (C) critiche del N. T. da furono pubblicate
del v secolo. E' un palinsesto frammentario, Bengel Novum Testamentum
graece cum
il quale aveva servito per scrivervi le omilie apparata, ecc. Tubinga 1734; da Griesbach
di S. conserva alla biblioteca
Efrem. Si Novum Testamentum graece... Halle 1777;
nazionale di e contiene solo circa
Parigi, da Scholz (cattolico) Novum Testamentum
un terzo del N. T. Fu pubblicato da Tischen- graece, ecc. Lipsia 1830-1836; da Lachman
dorf nel 1863. Novum Testamentum Berlino graece, ecc.
Il Cantabrigense o Codice di Beza (D) del 1831, edizione greco-latina
1842-50; da
VI secolo. Contiene In greco e in latino i Tregelles The Greek New Testam., ecc.
Vangeli, gli Atti, e un frammento delle Londra 1857-1879; da Tischendorf Editio cri-
Epistole cattoliche. Fu dato da Beza nel tica maior e Editio critica minor 1858 e spe-

1581 all'università di Cambridge, e venne cialmente Editio 8 critica maior Lipsia 186^
pubblicato in facsimile nel 1898. 1872 da Westcott e Hort, The New Testa-
;

Claromontano (D ) greco-latino del vi


Il meni in the originai Greek. Cambridge 1881
secolo. Contiene le Epistole di S. Paolo. E' e successivamente varie edizioni; da Weiss
conservato a Parigi alla biblioteca nazionale. negli anni 1894-1899, ecc. Meritano speciale
Laudiano (E^) greco-latino del vi secolo.
Il menzione Nestle Nov. Testamentum graece
Contiene gli Atti e le Epistole cattoliche. ecc., varie edizioni Hetzenauer (cattolico)
;

E' conservato ad Oxford. Novum Testamentum graece et latine. In-


Basti semplicemente accennare i codici sbruk 1896-1898. Brandscheid (cattolico)
Basiliense (E, viii secolo), Boreelliano (F, Novum Testamentum graece et latine. Fri-
IX secolo), ecc. burgo in B., 3» edizione 1906-1907.
Tra le rovine di Oxyrhynchos in Egitto
furono scoperti varii frammenti del N. T., Opere cattoliche di introduzione ge-
che datano dal terzo secolo. Anche Feer nerale AL N. T. — Comely, Introductio
comprò parecchi manoscritti provenienti specialis in singulos libros N. T. Parigi Le-
dall'Egitto, uno dei quali (del iv-vi secolo) thielleux 1897, voi. i; Brassac, Manuel
contiene i quattro Vangeli e un altro (del Biblique N. T., voi. ili e iv, Parigi, Ro-
v secolo) contiene frammenti delle Epistole. ger, 1910; Jacquier, Histoires des livres du
N. T.. Parigi, Lecoffre, voi. iv, 1905-1909;
Principali codici latini. — I codici latini Belser, Einleitung in das N. T., Friburgo,
sidistinguono in due classi secondochè pre- 1901 ; Gigot, Compendio di Storia del N. T.,
sentano il testo dell'antica Itala, oppure il trad., Roma, 1910; Cellini, Propedeutica Bi-
testo dell'attuale Volgata. blica, voi.
et III, Ripatransone, 1908-
II

La prima classe comprende 38 codici, i 1909, Kaulen, Einleitung, ecc., Fri-


ecc.
principali dei quali sono il Vercellense (a) burgo in B., 4» ed. 1899 Schàfer Das N. T., ;

del IV secolo; il Veronense (b) del iv o v Friburgo in B., 1906, Revue Biblique inter-
secolo il Palatino (e) del v secolo Il Bo-
,
; nationale, Parigi, 1891 e segg. Vigouroux, ;

biense (k) del iv o v secolo; il Corbiense Dictionnaire de la Bible; Hagen, Lexicon Bi-
(ff) del IV secolo, ecc. blicum; Biblìsche Zeitschrift, 1903 e segg.
La seconda classe contenente i codici della Herder, Friburgo in B.

•^
M^M^-^
m- W-^^m^ '%' 'w w' w w" w" w" '^

I VANGELI

Significazione della parola Vangelo. Canone Muratorìano,


27, ecc.), nel in Cle-
— Vangelo eòayy^liov è una parola greca mente Alessandrino (Strom.. i, 21), in Ter-
formata da^ed;^^A^>. la quale secondo tulliano {Cont. Marc, iv, 2), ecc., vale a dire
l'etimologia significa buona nuova. Nell'an- nelle Chiese di Lione, diRoma, di Ales-
tica letteratura classica si usava per denotare sandria e di Africa. Sembra però probabile
il compenso dato a colui che portava uni che essi non appartengano agli scrittori sacri,
buona nuova, ma coli 'andar del tempo passò I quale non erano soliti di pam titoli ai

a significare la stessa buona nuova portata. loro libri. Fin dall'antichità furono intesi nel
Perciò i LXX usarono la parola Vangelo senso che servissero principalmente a desi-
per designare l'annunzio profetico dell'umana gnare gli autori che li avevano composti.
redenzione (/s. xl, 9; LXi, 1, ecc.). Qual più
buona nuova poteva infatti essere data agli Numero dei Vangeli. —
Quattro soli
uomini ? sono i Vangeli riconosciuti dalla Chiesa come
Gli scrittori del Nuovo Testamento non divinamente ispirati. Questa verità si trova
furono che l'eco dei LXX, quando si servi- già affermata dai più antichi Padri Origene
rono della stessa parola per designare o il {Euseb., H. E., vi, 25), Clemente Aless.
mistero della nostra riconciliazione con Dio {Strom., Ili, 13; Euseb., H. E.,vi, 14), Tef-
fatta Gesù Cristo, o le sue promesse
da tulliano (Cont. Marc, iv, 2, 5) dal Fram-
;

di vita etema, o il complesso della sua dot- mento Muratoriano e sopratutto da S. Irìneo,
trina quale veniva predicata dagli Apostoli. n quale scrive nei suoi libri {Adv. Haeres,
Siccome però fra gli scritti del Nuovo III, 11) che quattro soli, né più, né meno,

Testamento ve ne sono quattro, i quali in sono i Vangeli, come quattro sono i punti
modo esclusivo si occupano di Gesù Cristo cardinali, quattro le viriù morali, quattro i

e della fondazione del suo regno, il nome cherubini, ecc.


di Vangelo per eccellenza venne fin dal- Parecchi altri Vangeli furono scritti sia
l'antichità in special modo loro riservato. da eretici, e sia forse da cristiani animati
(Didache, vili, 2 : S. Ign. ad Philad, v, 1 : da una falsa pietà o da un falso zelo, ma la
S. last. Apol., 66; S. Irìn. Adv. Haer.. Chiesa non ha mai riconosciuto come ispi-
III. 8). rati se non i quattro, che ponano il nome
di Matteo, Marco, Luca e Giovanni.
Titoli dei Vangeli. I —
titoli secondo L'esplicita affermazione che di questa ve-
S. Matteo, secondo S. Marco, ecc., sono rità hanno fatto i Padri sopracitati viene

antichissimi e risalgono per lo meno al prin- ancora confermata dal fatto che S. Teofllo
cìpio del secondo secolo, poiché già si tro- Antiocheno (4- circa il 180) compose già una
vano in Sant'Irineo {Adv. Haer., i, 26, specie di commentario o di concordanza
XX I Vangeli

dei quattro Vangeli (Hìeron. De vir. ili., gli uomini, si servì della parola viva per co-
e. 25) e Taziano tra il 150-180 scrisse il municar loro i suoi insegnamenti. Egli non
suo Dìatessaron ossia una vita del Signore scrisse nulla e non comandò ai suoi Apostoli
ricavata dal testo dei quattro Vangeli. di scrivere ma
La Chiesa visse
di predicare.

Similmente è indubitato che assai prima perciò parecchi anni prima di possedere un
del 150 i quattro Vangeli erano conosciuti libro ispirato delN. T., e solo verso il fine
e ritenuti ispirati in quasi tutte le Chiese. del primo secolo ebbe il Canone completo.
Così infatti del Vangelo di S. Matteo si tro- Benché però Gesù Cristo non abbia scritto
vano traccie nell'epistola di San Clemente nulla e non abbia comandato di scrivere, tut-
Romano ai Corinti (xiii, 2; xlvi, 8; Matt. tavia non proibì agli Apostoli e ad loro
v, 7; VI, 14; xxvi, 24, ecc.), nell'Epistola discepoli di fissare per iscritto la sua vita
di Barnaba (iv, 4; v, 9; Matt. xxii, 14; e i suoi insegnamenti anzi nella sua prov- ;

IX, Didache
13), nella (i, 2; ili, 7; vili, 2; videnza dispose che, pur rimanendo la pre-
Matt. XXII, 37; v, 5; vii, 7-13, ecc.), tutte dicazione il mezzo ordinario per la diffu-
opere appartenenti primo secolo,
al fine del sione del Vangelo, vi concorresse anche
e nelle lettere di S. Ignazio (Ad Polio, ii, 2 ;
il libro scritto. A tal fine io Spirito Santo
Ad Ephes. xiv, 2 ; Matt. x, 16; xii, 33, ecc.) mosse gli autori ispirati del N. T. a racco-
e presso Papia (Euseb. H. E. in, 39) appar- gliere in diversi libri alcuni fatti e alcuni
tenenti al principio del secondo secolo. insegnamenti di Gesù Cristo, e questi libri
Vangelo di S. Marco, benché scritto a
II consegnati alla Chiesa divennero per noi
Roma, fu ben presto conosciuto in Oriente, assieme alla tradizione le fonti, nelle quali
se il Presbitero Giovanni dovette pigliarne si contiene la divina rivelazione.
le difese (Euseb. H. E. in, 39) sul fine Andrebbe però grandemente errato chi
del primo secolo. credesse di trovare nei singoli
Vangeli o in
Anche del Vangelo di S. Luca si hanno tutti assieme una storia completa di tutta la

traccie nell'Epistola di S. Clemente (xiii, 2; vita di Gesù. Nessun Evangelista intese di


XLVI, 8; Lue. VI, 38; xvii, 1-2, ecc.), nel- scrivere una biografia propriamente detta del
l'Epistola di Barnaba (v, 9; Lue. vi, 38), Salvatore, ricca di tutti i più minuti parti-
nella Didache (i, 3 ; xvi, 1 ; Lue. vi, 28-32 ;
colari ; ma ciascuno di essi mirò a uno scopo
XII, 35, ecc.), e nelle lettere di S. Ignazio speciale da raggiungere e a tal fine dei varii
(Ad Ephes. xiv, 2 Lue. vi, 44). ; fatti Gesù, che pure conosceva,
della vita di
Ninno dubita che il Vangelo di S. Gio- scelse quelli solo che più si confacevano
vanni fosse conosciutissimo da S. Ignazio al suo intento. Così dice espressamente San
(Ad Magnes. viii, 2; Ad Ephes. vii, 2; Giovanni, xxi, 25 « Vi sono ancora molte ;

Ad Philad. vii, 1, ecc. Giov. i, 1 viii, 29; ; ; altre cose fatte da Gesù, le quali se si
III, 8, ecc.) e dall'autore della Didache scrivessero a una a una, credo che il mondo
(IX, 4; Giov. XI, 51, 52), e di esso si trovano tutto non potrebbe contenere i libri che
pure traccie anche nell'Epistola di Barnaba sarebbero da scriversi » e al cap. xx, 30,
(V, 10; VI, 14; xii, 5; I Giov. IV, 2; Giov. 31 "Vi sono ancora molti altri segni fatti
:

I, 14; III, 14, ecc.), nel Pastore di Erma da Gesù in presenza dei suoi discepoli, che
(Sim. IX, 12, 2; Sim. ix, 12, 5; Sim. ix, 16, non sono registrati in questo libro. Questi
5; Giov. X, 9; ili, 18; III, 5, ecc.), e se- poi sono stati registrati, affinchè crediate
condo alcuni (Calmes, L'Evangile selon S. che Gesù é il Cristo Figliuolo di Dio, e
Jean, Paris, Lecoffre, 1904, p. 49) anche in affinchè credendo otteniate la vita eterna
S. Clemente Romano. nel nome di lui ».
Ora se si consideri quanto siano poche le Per lo stesso motivo non si deve già cre-
opere degli antichi Padri a noi pervenute, dere che Vangeli contengano tutta la dot-
i

il fatto di trovarvi in esse tante referenze trina e tutti gli insegnamenti di Gesù. Il
ai nostri soli quattro Vangeli, ha la più alta Salvatore stesso dice agli Apostoli prima
importanza e dimostra evidentemente come della sua passione Ho ancora da dirvi : ((

1 nostri quattro Vangeli ben presto godettero molte cose ma non ne siete capaci adesso.
:

della più larga diffusione e vennero subito Venuto però che sia quello Spirito di verità
riconosciuti come divinamente ispirati. vi insegnerà tutte le verità » (Giov. )ivi, 12,

13). Se adunque Gesù lasciò allo Spirito


Origine e natura dei Vangeli. Gesù — Santo, disceso visibilmente sugli Apostoli
Cristo, venuto nel mondo ad ammaestrare nella Pentecoste, di completare i suoi inse-
I Vangeli xx

gnamenti, è assurdo cercare nei Vangeli negare che la vita di Gesù offrisse un campc
mentre il Vangelo
tutta la dottrina cristiana, vastissimo di fatti e di discorsi (Giov. xxi,
stesso afferma che vi sono altre verità, che 25) ; eppure tutti e tre i Sinottici non hanno
non vennero manifestate agli Apostoli da narrato quasi altro che il ministero Galilaico
Gesù immediatamente, ma vennero loro del Salvatore, fermandosi per di più assai
comunicate dallo Spirito Santo nel giorno di spesso sugli stessi miracoli, sugli stessi di-
Pentecoste. scorsi e sulle stesse parabole. Ogni Evan-
gelista ha tuttavia certi episodii, certe circo-
Principali commentarii cattolici sui stanze, certe aggiunte che gli sono esclusiva-
Vangeli. — Oltreai Commentarii su tutta mente proprie, oppure non si trovano che
la S. Scrittura, tra i quali fra i più recenti inuno solo degli altri due Sinottici. Cosi San
vanno menzionati quelli compilati da Cal- Matteo su 1070 versetti ne ha 330 che gli
met, da Fillion, da Crampon, da AllioH, e sono proprii 330-370 comuni con Marco e
;

da Vigouroux nella sua Poliglotta, si possono Luca 170-180 col solo Marco, e 230-240 col
;

consultare con profìtto i commentarii di Eu- solo Luca. S. Marco di 667 versetti ne ha
timie Zigabeno, di Teofìlatto, di S. Beda, del 68 proprii 330-340 comuni con Matteo e
;

B. Alberto Magno, di S. Tommaso d'Aquino, Luca; 170-180 comuni col solo Matteo e
di Salmeron, di Maldonato, di Giansenio, circa 50 comuni col solo Luca. Similmente
dJ Gand, di Luca di Bruges e fra i più S. Luca di 1158 versetti ne ha proprii 541 ;

recenti quelli di Patrizi, di Schegg, di comuni con Matteo e Marco 330-340; col
Schanz, di Fillion, di Knabenbauer, di solo Matteo 230-240; col solo Marco
Curci, ecc. circa 50.
2? Riguardo all'ordine dei fatti. Anche nel-
La questione sinottica. — Una semplice l'ordine dei scorge tra i Sinottici una
fatti si

lettura dei quattro Vangeli basta a farvedere grande rassomiglianza e una grande diver-
come il Vangelo Giovanni abbia un
di S. genza. Tutti e treinfatti seguono la stessa
carattere tutto speciale, sia per I fatti che trama generale Predicazione del Battista,
:

narra, sia per il modo con cui li propone ; Battesimo di Gesù, digiuno, tentazione, mi-
mentre invece quelli di S. Matteo, di San nistero di Galilea, viaggio a Gerusalemme,
Marco, e di S. Luca hanno tra loro una soggiorno in qtiesta città nell'ultima setti-
grande affinità, sia nella narrazione, come mana, passione, morte e risurrezione. In
nella distribuzione dei diversi fatti. Per questa trama generale però ciascun Evange-
questo motivo si usò stampare i tre primi lista inserisce parecchi fatti e discorsi che
Vangeli in tre colonne l'una vicina all'altra, gli sono esclusivamente proprii, o non ha
affinchè si potesse d'un solo colpo d'occhio comuni che con uno solo dei Sinottici, e
rilevare punti di contatto, che hanno fra
i dispone talvolta diversamente il materiale
loro. Queste edizioni cosi disposte furono che ha comune cogli altri. Ciò che sorprende
dette Sìnopsi, e i tre Vangeli ordinati a ancora maggiormente è vedere come si ac-
colonne vennero chiamati Sinottici. cordano spesso tutti e tre assieme, oppure
Si osservi però, che se è vero che i tre due soli nel seguire uno stesso ordine nella
Sinottici hanno tra loro delle grandi rasso- narrazione di fatti, che non sono legati fra
miglianze, è anche vero che tra loro hanno loro da alcun nesso logico o cronologico.
pure delle grandi differenze, che danno a 3° Riguardo alla lingua e allo stile. Benché
ciascuno un carattere speciale e un'impronta Gesù e tutti i personaggi evangelici parlas-
tutta particolare. Studiare la ragione di que- sero in aramaico, e quindi tutti i discorsi
sto fatto, ossia cercare la causa delle grandi riferiti greco dagli Evangelisti non siano
in
rassomiglianze e delle grandi differenze dei che traduzioni, si scorge però tra loro una
tre primi Vangeli, ecco ciò che costituisce sì grande rassomiglianza letteraria che rag-

la questione sinottica. Prima però di esporre giunge talvolta l'identità delle parole, delle
i varil sistemi proposti per risolverla, è frasi, delle costruzioni grammaticali carat-
necessario rendersi conto delle rassomi- teristiche. Come esempi di coincidenze ver-
glianze e delle divergenze che le hanno dato bali si citano in modo speciale i passi se-
origine. guenti : Matt. IX, 4-7; Marc, il, 8-11 ; Lue.
Queste rassomiglianze e divergenze si pos- V, 22-24 ; Matt. vili, 1-4 ; Mar. i, 40-45 ; Lue.
sono considerare v, 12-16, ecc.
1° Riguardo ai fatti narrati. Non si può Si hanno nondimeno talvolta delle diver-
xxn I Vangeli

genze assai profonde là dove si crederebbe generali dei Sinottici ; ma da sola non basta
di trovare la maggior rassomiglianza, come a sciogliere la questione, poiché non si può
p. es., nell'Orazione Domenicale, nell'isti- concepire come la catechesi apostolica, la
tuzione dell'Eucaristia, nel titolo della quale dovette essere fissata in aramaico,
croce, ecc. abbia potuto dar origine ai numerosi paral-

Varie ipotesi proposte dai moderni per


lelismi e alle numerose identità verbali, che
risolvere la questione sinottica 1* ipo- — si incontrano nel testo greco dei tre primi
Vangeli. D'altra parte se la tradizione orale
tesi della tradizione orale. I sostenitori di
non riuscì a conservare l'identità verbale
questa ipotesi spiegano le rassomiglianze e
nella formola della consacrazione dell'Euca-
le divergenze dei Vangeli sinottici ricor-
ristia, nel titolo della croce, ecc. come ha
rendo alla tradizione orale ossia alla catechesi
potuto riuscire a conservarla in tanti fatti
apostolica. E' indubitato, dicono, che il Van-
accessorii e di secondariissima importanza?
gelo prima di essere scritto fu predicato,
2* Ipotesi della mutua dipendenza. La-
e la predicazione degli Apostoli dovette prin-
cipalmente aggirarsi sulla vita pubblica di
sciata da parte come insufficiente l'ipotesi
della tradizione orale, altri autori ricorsero
Gesù, sui suoi insegnamenti, sulla sua pas-
sione, morte e risurrezione
alla mutua dipendenza fra gli Evangelisti.
; ed è probabile
Essi supposero che primo Evangelista nello
il
che gli stessi Apostoli si siano accordati tra
intomo a
scrivere il suo libro abbia fatto uso della
loro che doveva formar l'og-
ciò
catechesi apostolica e di altre fonti scritte
getto della loro predicazione. La catechesi
oppure orali il secondo si sia servito come
così formata venne, a forza di essere ripetuta, ;

di fonte principale del Vangelo del primo


ad acquistare una speciale determinazione,
e vi abbia aggiunto fatti e circostanze dovute
e ad essere come stereotipata, specialmente
ad altre fonti; il terzo finalmente avrebbe
in ciò che si riferiva a certi discorsi e a certi
usufruito dei due primi Vangeli come di
atti del Signore, e perciò gli Evangelisti, 1
fonte principale e di qualche altra fonte
quali non fecero che trascrivere la catechesi
scritta orale. Così si potrebbero spiegare
apostolica devono necessariamente avere
le rassomiglianze verbali, e le divergenze
molte rassomiglianze e molti punti di contatto
tra loro.
che si incontrano nei Sinottici.
Per dar ragione delle divergenze che si Questa ipotesi viene proposta sotto sei
trovano nei Sinottici si fa osservare come forme diverse secondo la diversità delle sei
la catechesi apostolica, identica nelle sue combinazioni possibili dei tre nomi Mat- :

linee generali, dovette coli 'andar del teo, Marco e Luca. Due sole però meritane
tempo
subire alcune modificazioni a seconda dei di essere segnalate, cioè quella che segue
diversi uditori, l'ordine tradizionale dei Vangeli, Matteo,
a cui era indirizzata.
Così
p. es., certi fatti o certi discorsi del Signore
Marco e Luca, e pone che Matteo abbia
erano utili per i fedeli di Palestina, che vive- servito di fonte a Marco, e Marco e Matteo ,

vano in mezzo ai Giudei, ma non avevano abbiano servito di fonte a Luca. (E' soste-
tale utilità per i fedeli d'Antiochia o di nuta da Patrizi, Schanz, Keil, Belser, ecc.), e
Roma e similmente altri fatti, altri discorsi quella che ritiene per primo il Vangelo di
;

erano utili per ì fedeli d'Antiochia o di Marce e ammette la successione Marco,


Roma, e non erano tali per i fedeli di Pale- Matteo e Luca. Quest'ultima forma però ha
stina. Ora siccome S. Matteo ci dà la cate- subite parecchie trasformazioni, delle quali
si darà breve cenno nella spiegazione del-
chesi di Gerusalemme, S. Marco quella di
Roma e S. Luca quella di Antiochia, avviene l'ipotesi dei documenti.
necessariamente che i tre Evangelisti as-
sieme a rassomiglianze profonde debbano Critica. L'ipotesi della mutua dipendenza
pure avere non meno profonde divergenze. non basta da sola a risolvere la questione,
Tale è in breve l'ipotesi della tradizione poiché se spiega le rassomiglianze dei Sinot-
orale sostenuta da Schegg, Comely, Fillion, tici, non dà ragione però delle
divergenze
Le Camus, Knabenbauer, che vi si incontrano, dell'omissione di fatti
ecc., e tra i prote-
stanti da Godet, de Pressensé, Veit, importantissimi, quali, p. es., la storia del-
Thom-
son, ecc. l'infanzia in S. Marco, la venuta dei Magi
in Luca, l'episodio della Cananea nello
S.
Critica. La tradizione orale può benissimo stesso S. Luca, e non spiega perchè, mentire
Spiegare le divergenze e le rassomiglianze si hanno coincidenze verbali negli accesp'^rii
I Vangeli xxin

si abbiano invece divergenze assai notevoli minore importanza. Invece tutta l'antichità
nelle cose più importanti come p. es. nelle è muta sul loro conto, e niun documento
due genealogie di S. Matteo e di S. Luca. finora fu trovato che porti qualche indizio di
Queste stesse ragioni valgono contro coloro, esse. Similmente benché non ripugni che
i quali ammettono come fonte primitiva e gli Evangelisti si siano serviti di documenti

unica il aramaico di S. Matteo, da cui


testo nel comporre i loro libri, l'ipotesi docu-
sarebbe derivato prima il Vangelo di San mentaria però presa in senso esclusivo non
Marco, e poi dal Vangelo di Marco la ver- può sciogliere la questione sinottica, perchè
sione greca del testo aramaico di S. Matteo non tiene abbastanza conto di quanto indub-
e quindi da Marco e da Matteo greco (non biamente ci riferisce la storia intomo all'ori-
tutti però ammettono una dipendenza diretta gine e al tempo della composizione dei
tra Marco e Luca) il Vangelo di S. Luca. singoli Vangeli, come si vedrà in appresso.
3' Ipotesi dei documenti. Questa ipotesi
spiega le rassomiglianze e le divergenze fra Soluzione più probabile. — Nessuna
i Sinottici ricorrendo all'uso fatto dagli ipotesi, né quella della tradizione orale,
Evangelisti di documenti scritti preesistenti. né quella della mutua dipendenza, né quella
Essa ha subito alcune trasformazioni di cui dei documenti, presa da sola può bastare a
ecco le principali : sciogliere il problema sinottico; è neces-
A) Unico documento. Secondo l'ipotesi sario perciò ricorrere a una specie di eccle-
sostenuta da Eichom e ripresa con alcune tismo, ossia fondere insieme quanto di vero
modJflcaziotU da Resch, Marshall, Dalman, può esservi in ciascuna ipotesi. Si deve però
Abbot, ecc., la fonte comune, a cui attinseix) prima di tutto tenere ben conto della storia
i Sinottici, sarebbe un Vangelo primitivo e di quanto da essa sappiamo intomo all'ori-
scrìtto in aramaico e poi tradotto con modi- gine dei Vangeli.
ficazioni ed aggiunte in greco, e successi- Ora è cosa indubitata che S. Matteo fu
vamente ancora in varie guise trasformato. il primo a scrivere il Vangelo, e fu seguito

B) Più documenti. Schleicrmacher.Wrede, da S. Marco e ultimo venne S. Luca, ed è


G. Weiss, Loisy, ecc., tentarono di sciogliere pure certissimo che S. Matteo scrisse in
la questione sinottica ammettendo l'esi- Palestina per i palestinesi, mentre S. Marco
stenza di parecchi documenti frammentarii riferi la predicazione di S. Pietro, e San
sia aramaici che greci, dei quali si sarebbero Luca raccolse quella di S. Paolo.
serviti i tre Evangelisti Matteo, Marco e Ciò posto, noi crediamo che la catechesi
Luca. apostolica nelle sue tre forme palestinese,
C) Due soli documenti. E' questa l'ipotesi romana e antiochena debba avere la parte
più in voga oggi giorno presso i protestanti principale nella soluzione della questione
(Reuss, Holtzmann, lulicher, B. Weiss, sinottica. S. Matteo lasciò per iscritto nel
Stapfer, Hamak, pure seguita
ecc.) ed è suo Vangelo la catechesi di Palestina desti-
da qualche cattolico (BatifFol, Barnes, Gi- nata ai Giudei. Il testo greco non é che una
got, ecc.). Costoro suppongono che all'ori- versione dell'originale aramaico. S. Marco
gine esistessero due documenti, cioè un raccolse la catechesi di Pietro, la quale non
Proto-Marco greco contenente i principali era altro che la catechesi palestinese, adat-
fatti e discorsi del Signore, e una raccolta tata però dal Principe degli Apostoli alle
aramaica di discorsi (logia) del Signore comunità cristiane composte di gentili. San
scritta da S. Matteo, che potrebbe chiamarsi Luca riferi la predicazione di Paolo, la quale
Proto-Matteo. Da queste due fonti per di- non era altro che la catechesi di Palestina,
verse combinazioni screbbero poi derivati i ma adattata a comunità composte di Giudei
nostri tre Sinottici. e di pagani. Da questa triplice forma di
un'unica catechesi derivano le rassomi-
Critica. Contro
di queste ipotesi giusta- glianze generali dei Sinottici per quanto si
rrente osservare che l'esistenza di un
si fa riferisce ai fatti, all'ordine dei fatti, al modo
Vangelo primitivo o di un Proto-Marco e di narrarli, ecc., e si spiegano pure in gran
di un Proto-Matteo non solo non è provata, parte le divergenze che occorrono, special-
ma non è assolutamente verisimile, poiché mente se si tiene conto dell'indole dei singoli
dato che tali opere fossero realmente esistite, scrittori, del fine che volevano raggiungere,
avrebbero dovuto lasciare traccia della loro dei lettori a cui destinavano prossimamente
esistenza, come la lasciarono altre opere di i loro libri, ecc.
XXIV I Vangeli

La catechesi apostolica però da sola non sott 'occhio il testo aramaico di S. Matteo,
basta a sciogliere la questione. S. Luca in- e che il traduttore greco di S. Matteo abbia
fatti, benché nello scrivere il suo Vangelo conosciuto il testo greco di S. Marco, e che
siasi servito principalmente della predica- S. Luca si sia servito sia di S. Matteo e sia
zione di S. Paolo, tuttavia nel prologo dello di S. Marco.
stesso Vangelo lascia chiaramente compren-
dere di aver anche consultate altre fonti sia Bibliografia. — Calmes, La formazione
scritte, e sia in maggior numero orali, dalle dei Vangeli (Scienza e religione), Desclée,
quali egli ritrasse ciò che ha di proprio e 1905; Comely, Introductio specialis in sin-
non si trova negli altri Sinottici. Anche San gulos N. T. libros, Lethielleux, 2* ed. 1897 ;
Matteo e S. Marco hanno potuto consultare Jacquìer, Histoire des livres da N. T., t.ll,
altre fonti oltre la catechesi, ma intomo a Lecoffre 1905; Fillion, Introduction generale
ciò noi sappiamo nulla di positivamente aux Evangiles, Lethielleux, 1888; Bonac-
certo della storia. corsi, / tre primi Vangeli e la crìtica lette-
A spiegare poi le rassomiglianze e le coin- raria, Artigianelli,Monza, 1904; Polidori, /
cidenze verbali dei Sinottici nel testo greco, nostri quattro Vangeli, Roma, 1907 Brassac, ;

si deve ricorrere a una eerta mutua dipen- Manuel Biblique, Roger, ecc., 13* ed., 1910;
denza. Siccome però non si può determinare Revue Biblique, 1892, p. 520-559; 1895,
né l'autore né il tempo preciso della ver- p. 1-23;1896, p. 1-38; 1897, p. 83, 254,
sione greca di S. Matteo, rimane sempre Dlct. de la Bible di Vìgouroux, ecc., Camer-
incerto quale ordine sia da stabilirsi nella lynck et Coppielers, Evang. sec. Matth.,
mutua dipendenza degli Evangelisti tra loro. Marc, et Lue. Sinopsis, Bruges, Beyaert,
E' probabile che S. Marco abbia avuto 1908. ecc.
VANGELO SECONDO SAN MATTEO

INTRODUZIONE

S. Matteo. — Poche sono


le cose certe pure non si vuole ammettere che una per-
tramandateci Matteo. Il suo
Intorno a S. sona sola avesse due nomi, come la Scrit-
nome ricorre sotto due forme. Nei più anti- tura stessa ce ne fornisce molti esempi.
chi manoscritti >l B.D. si legge MaOdaioStto- Dal fatto che la sua conversione avvenne
vece nei più recenti C. E. K. L. è scritto -Var- a Cafarnao, città data all'industria e al com-
Oaio<;.La prima forma come più antica mercio, sembra si possa dedurre che quivi
sembra da preferirsi, e allora Matteo sarebbe esercitasse il suo uffìzio.
una parola ebraica (Esdr. x, 33, Nehem. xii, Null'altro di particolare sappiamo Intorno
19, I Paralip. ix, 15) che significherebbe alla sua vita. Per certo come tutti gli
dono di Dio. Era Aglio di un certo Alfeo, da Apostoli egli seguì da vicino Gesù negli
non confondersi però col padre di Giacomo ultimi anni della sua vita mortale, fu testi-
minore, ed aveva l'ufficio di pubblicano ossia monio di molti prodigi da Gesù operati,
di collettore delle imposte. La sua vocazione delle sue dispute col Farisei ; fu presente
all'Apostolato vien narrata dal primo Van- all'ultima cena, lo accompagnò all'orto degli
gelo al cap. IX, 9 e da S. Marco al cap. ii, Olivi, fu testimonio della sua risurrezione
14 e da S. Luca al cap. v, 27, colla sola e ricevette la missione di predicare il Van-
differenza che i due ultimi Evangelisti chia- gelo in tutto il mondo.
mano Levi Aeveig quegli che nel primo Tutto il resto che si narra Intorno alla sua
Vangelo vien detto Matteo. Non v'ha dubbio vita (eccettuato che egli sia autore del primo
però che i due nomi debbano convenire a Vangelo) è più o meno incerto. Clemente A.
una stessa persona, sia perchè nella narra- (Paedag. ii, 1) dice che per 15 anni predicò
zione del fatto i tre Vangelisti usano quasi Il Vangelo in Palestina e poi andò a predi-
le stesse parole, e sia per l'identità delle cir- carlo in altre contrade conducendo sempre
costanze, in cui si svolge l'avvenimento. Pre- una vita austerissima. Presso altri scrittori
cede in tutti la guarigione di un paralitico, ecclesiastici si dice che abbia predicato nel
segue un convito in casa del neoconvertito, Ponto, nell'Arabia, ecc.
8 poi nasce la questione del digiuno coi
Farisei, ecc. Si aggiunga ancora che mentre L'autore del primo Vangelo •
L'an-
S. Marco e S. Luca nella loro narrazione tichità èunanime nell 'attribuire a S. Matteo
lasciano capire che Levi fu chiamato all'A- la composizione del primo Vangelo. Il ve-
postolato, nei cataloghi degli Apostoli, che scovo di Gerapoli Papia, vissuto in intimo
essi forniscono, non v'è alcuno che porti il contatto coi discepoli degli Apostoli (Euseb.
nome di^Levi, ma occorre solo Matteo. Da H. E. Ili, 39), e discepolo egli stesso del-
ciò è lecito arguire che Levi fosse il nome l'Apostolo S. Giovanni (Irin. adv. Haeres,
primitivo del pubblicano, che dopo la sua V, 33, 4; Euseb. Cron. a. 2114), e non già
conversione venne chiamato Matteo; se di un Giovanni presbitero affatto ignoto agli

1 — Saera Bibbia, voi. I .


.

Vangelo secondo S. Matteo - Introduzione

antichicome per un pregiudizio vorrebbe ricevuto per tradizione che quattro soli sono
Eusebio (H. E. ni, 39^ scrisse tra il 125- ì Vangeli riconosciuti dalla Chiesa, e che
150 cinque libri che portavano per titolo per primo fu scritto il Vangelo di S. Matteo,
Aoyiav kvqiuk&v ègrjy^ois nei quali a il quale da pubblicano divenuto Apostolo lo

riguardo del Vangelo di S. Matteo si leg- pubblicò in lingua ebraica destinandolo agli
geva Matteo adunque scrìsse (var. raccolse)
:
Ebrei.
in lingua ebraica i detti (Xóyia) [del Si- La stessa verità vien affermata da Tertul-
gnore], ognuno poi li interpretò come meglio liano (Adv. Marc, iv, 2,5) « A noi inse-
:

potè (Euseb. H. E. iii, 39). Ora che Papia gnano la fede Giovanni e Matteo fra gli Apo-
con queste parole intendesse parlare dell'at- stoli e ce la confermano Luca e Marco tra gli
tuale Vangelo di S. Matteo, non può essere apostolici ». « La stessa autorità delle Chiese
dubbio per chi osservi come Eusebio, il apostoliche è ancora guarentigia degli altri
quale aveva sott 'occhio l'intera opera di Vangeli, che da esse e per esse abbiamo,
Papia, riferisce appunto le parole sopracitate voglio dire dei Vangeli di Giovanni e di
al testo greco di S. Matteo, quale si trovava Matteo, benché il Vangelo pubblicato da
ai suoi tempi, e si trova ancora oggigiorno. Marco venga detto di Pietro, di cui Marco
Ma se alcuno insistesse nel dire che logia fu interprete, e quello di Luca venga attri-
significa solamente detti, mentre nel Van- buito a S. Paolo ».
gelo attuale vi sono anche molti fatti, si Nel prologo « monarchiano » (e. a. 200)
dovrebbe far osservare come Papia stesso si legge Incomincia l'argomento del Van-
:

nel parlare di S. Marco, dopo aver affer- gelo secondo S. Matteo. Matteo di Giudea,
mato che questo Evangelista scrisse i detti come viene posto il primo, così scrisse per il
e i fatti del Signore non per ordine ma come primo il Vangelo nella Giudea, ecc. (Ed. P.
udivali predicare da S. Pietro, soggiunge Corssen, Leipzig, 1896). Ed Eusebio (H. E.
che l'Apostolo annunziava le varie cose ri- ni, 24) scrive Matteo, dopo aver predicato
:

guardanti il Signore a seconda del bisogno la fede ai Giudei, dovendo partire per annun-
degli uditori, senza avere per nulla intenzione ziare la buona novella ad altre genti, scrisse
dì dare una serie ordinata dei logia del Si- nella patria lingua il Vangelo lasciandolo a
gnore. In questo passo è chiaro che Papia coloro che abbandonava, affinchè supplisse
col nome di logia intende sia i detti in stretto alla mancanza della sua presenza.
senso, e sia i fatti. Anche nel titolo della sua Nell'affermazione dei Padri citati concor-
opera Papia dà alla parola logia il senso di dano pure Clemente A. (Euseb. H. E., vi,
detti e fatti, poiché egli non commentava 14) e (Strom. i, 21), S. Efrem (Evan^.
solo le parole di Gesù ma anche i mira- Concord, expositio, ed. Moesinger, Venezia,
coli, ecc. 1876, p. 285 e segg.), S. Gerolamo (Comm.
D'altra parte se veramente, come preten- sup. Matt. praef. ), S. Giovanni Crisostomo
dono alcuni moderni, Matteo non avesse (In Matt. Hom. i, 3), S. Agostino (De Cons.
fatto che una semplice raccolta di detti del Evang. I, 2; il, 66), ecc., e non si deve
Signore, come mai una tal opera, già così neppure omettere quanto riferisce Eusebio
diffusa ai tempi di Papia, avrebbe potuto (H. E., v, 10) intorno a una tradizione rela-
scomparire senza lasciar traccia di sé in tiva a S. Panteno.
tutta letteratura? Come mai potè
l'antica Da tutte queste testimonianze si fa mani-
essere ignorata da Irineo, Clemente A., festo come il protestante A. Jùlicher (Ein-
Origene, Tertulliano, Epifanio, Eusebio, leitung in das Neue Testament, Tùbingen,
Gerolamo, i quali conoscono pure parecchi 1906, pag. 259) potesse a tutta ragione con-
apocrifi falsamente attribuiti agli Apostoli? chiudere <( In
: nessun scritto ecclesiastico
'l'u 'altra antichissima testimonianza ci giunto fino a noi é mai stato rivocato in
viene data da S. Irineo (scrisse nella seconda dubbio che il primo Vangelo sia stato com-
metà del secolo) vescovo diLione e già posto dall'Apostolo S. Matteo.
discepolo di S. Policarpo di Smime, il quale

aveva avuto a maestro S. Giovanni Apo- Lingua


in cui fu scritto il primo Van-
stolo. Uomotenacissimo della tradizione gelo. —Le testimonianze addotte ci fanno
ecclesiastica, visse in intima relazione colle sapere non solo chi sia l'autore del primo
Chiese dell'Asia Minore e di Roma. Ora Vangelo ma anche la lingua in cui fu scritto.
nella sua opera Adversus Haereses, in, 1, Tutti infatti si accordano nel dire che Mat-
afferma Matteo fra gli Ebrei pubblicò nella
: teo scrisse il suo Vangelo nella lingua
loro stessa lingua la Scrittura del Vangelo, ebraica. Il testo primitivo ebraico dovette
mentre Pietro e Paolo fondavano ed evange- ben presto andar perduto, poiché niuno degli
lizzavano la Chiesa di Roma. In queste antichi ad eccezione di Papia e di Panteno
parole si ha un'autorità del più alto valore sembra averlo conosciuto. S. Gerolamo dice
storico per la presente questione. bensì (In Matt. xii, 13) di averne veduto
A S. Irineo fa eco Origene (185-254), il un esemplare Biblioteca di Cesarea,
nella
quale scrive (Euseb. H. E., v, 14) di aver ma è molto probabile —
così almeno pen-
Vangelo secondo S. Matteo - Introduzione

sano i migliori critici



che si trattasse del tori cristiani convertitisi dal Giudaismo.
così detto Vangelo degli Ebrei. L'esame intemo del primo Vangelo con-
domanda però se la lingua usata da
Si ferma i dati della storia, poiché noi troviamo
S. Matteo sia quella degli antichi profeti, che S. Matteo non si ferma come fanno
o non piuttosto il dialetto aramaico che era S. Marco e S. Luca a spiegare gli usi e I
allora in uso nella Palestina? Ci sembra più costumi giudaici, non dice p. es. che cosa
verosimile quest'ultima sentenza, non solo siano le abluzioni, il Corban, il Parasceve,

per l'autorità di S. Irineo, il quale dice che 1 giorni degli azzimi, ecc., ma invece insiste
Matteo scrisse il suo Vangelo nella loro sulle false interpretazioni della legge date da!
lingua cioè in quella che parlavano gli Ebrei, dottori Giudei, smaschera l'ipocrisia e I vizi
e per l'asserzione di Eusebio che afferma dei Farisei, e cerca di riferire quanto può
aver scritto nella lingua patria, ma sopra- interessare i Giudei e mettere loro in bella
tutto perchè non si riuscirebbe a capire vista il Salvatore. Ora tutto ciò dimostra che
come Matteo abbia potuto scegliere una egli destinava il suo libro a lettori, che per-
lingua, che il popolo più non comprendeva. fettamente conoscevano gli usi giudaici, e
Tale è pure la sentenza più comune fra i correvano ancora pericolo di essere fuor-
critici e gl'interpreti. viati e sedotti dai falsi dottori Giudei.

Tempo e luogo in cui fu composto. — Tempo in cui fu fatta la versione


Non è d'accordo nel determinare il tempo
si
preciso in cui fu composto il primo Vangelo,
GRECA. —
Benché non si possa determinare
con precisione l'anno, in cui fu fatta la ver^
benché tutte le antiche testimonianze siano sione greca del primo Vangelo, tuttavia è
unanimi nell 'affermare che S. Matteo fu il
certo che essa era già terminata verso il fine
primo a scrivere il Vangelo. Siccome però
del primo secolo, poiché parecchi scrittori
Eusebio (H. E. iii, 24)) e con lui S. Gio-
di quel tempo, che pure non sapevano l'ara-
vanni Crisostomo (In Matt. Hom. i, 3), e
maico, ne riportano parecchie citazioni in
S. Gerolamo (In Matt. prolog.), connettono
greco. Non sappiamo però né il nome del-
la composizione del primo Vangelo colla di-
l'autore, né il luogo dove essa abbia veduto
spersione degli Apostoli nel mondo avve-
la luce. Alcuni hanno pensato che ne sia
nuta circa l'anno 42. come riferisce lo stesso
autore lo stesso S. Matteo (Bengel, Fouard),
Eusebio (H. E. v, 18) e sostengono parecchi
altri invece credono che sia S. Giacomo
critici e storici, è molto probabile che la
vescovo di Gerusalemme.
composizione del primo Vangelo risalga più
Inoltre siccome Papia dice che II testo
o meno a questo tempo, e sia da collocarsi aramaico nelle Provincie greche dell'Asia
Intorno all'anno 42, come sostengono Patrizi,
Minore era interpretato come si poteva, è
Aberle, Belser, Flllion. Bacuez, Comely,
probabile che la versione greca sia stata fatta
Polidorl, Vigouroux, ecc.
in qualcuna di queste comunità cristiane,
Contro di questa opinione sta però l'affer-
che maggiormente ne sentivano il bisogno.
mazione di S. Irineo, il quale sembra dire
che Matteo scrisse il suo Vangelo mentre
Pietro e Paolo evangelizzavano e fondavano Scopo del primo Vangelo. — Un'attenta
la Chiesa di Roma, il che ci porterebbe lettura del primo Vangelo basta a far cono-
verso l'anno 60. Molti autori sia cattolici che scere per quale scopo esso sia stato scritto.
protestanti sostengono quindi quest'ultima L'Evangelista volle principalmente dimo-
data per la composizione del primo Vangelo. strare che Gesù è II vero Messia promesso
Siccome però l'affermazione di Irineo cosi ad Israele, il vero fondatore e legislatore
presa è in stridente contraddizione con del regno messianico, che si deve estendere
quanto asseriscono gli altri Padri e con a tutti i popoli, ma dal quale, unicamente per
quanto scrive lo stesso Eusebio, che pure loro colpa, vengono esclusi i Giudei. A tal
aveva sott 'occhio il testo di Irineo, è neces- fine più di ogni altro Evangelista S. Matteo
sario ccnchiudere, che o il testo di Irineo è si appella alle antiche profezie riguardanti
corrotto, come vorrebbe Belser (Einleitung il Messia, mostrandole pienamente avverate

in das N. T., Freiburg B. Herder, ^901, in Gesù Cristo; si ferma a parlare di ciò
p. 34), o si deve leggere diversamente come che si riferisce alla legislazione, alla orga-
vuole Comely (Introd. spec, voi. ni, p. 76), nizzazione, allo sviluppo, e ai capi del regno
oppure dato che il testo sia autentico, non messianico e insieme fa vedere come Gesù
è da far caso di un'affertrazione, che è con- abbia lasciato nulla di intentato per indurre
tr addetta dall'autorità di molti altri rappre- i Giudei alla fede, e come i Giudei, special-
^
sentanti dell'antichità. mente per parte dei loro capi, non abbiano
Dalle testimonianze addotte a provare che fatto altro che opporsi di continuo alla sua
S. Matteo è l'autore del primo Vangelo, azione sino a otteneme la morte e a cercare
si ricava eziandio che egli lo scrisse in di corrompere le stesse guardie mandate a
Palestina e lo destinò prossimamente a let- custodire II sepolcro. Nello stesso temjjo però
Vangelo secondo S. Matteo - Introduzione

S. Matteo mostra nei Magi le primizie dei (IX, 35-xiii, 58) e come educatore degli Apo-
che si convertono, celebra a più ri-
gentili stoli (xiv-xviii).
prese la fede dei gentili e termina col Nel ministero di Giudea (xix-xxv) si parla
comando dato da Gesù agli Apostoli di am- del viaggio di Gesù in Gerusalemme (xix-
maestrare tutte le genti. XX) e si fanno vedere le ultime fasi del suo
ministero nella città santa (xxi-xxiii) e si
Divisione del primo Vangelo. — Il Van- annunzia il castigo della città infedele e la
gelo di S. Matteo può dividersi in quattro fine del mondo (xxiv-xxv).
parti : La vita nascosta, i-ii la vita pubblica,
; La terza parte comprende la storia parti-
III, XXV; la vita dolorosa, xxvi, xxvii; la colareggiata della passione del Salvatore e
vita gloriosa, xxviii. nella quarta si parla della sua risurrezione
Nella prima parte l'Evangelista parla della e di alcune apparizioni ai discepoli.
genealogia di Gesù, della sua nascita vergi-
nale, dell'adorazione dei Magi, della fuga Principali commenti sul Vangelo di
in Egitto e del ritomo in Nazaret. S. Matteo. —Oltre le opere già citate a
La seconda parte può suddividersi in tre pag. IX si possono ancora consultare i com-
sezioni la preparazione alla vita pubblica;
: menti di Origene, di S. Giovanni Criso-
il ministero in Galilea; il ministero in stomo, di S. Gerolamo, di S. Agostino e fra
Giudea. i recenti Van Steenkiste, Evangelium secun-

Nella preparazione alla vita pubblica (lli- dum Matthaeum, Parigi, Lethielleux, 1880-
IV, 11) si parla della predicazione del Bat- 1882; Liagre, Comm. in libros historicos
tista, del Battesimo, del digiuno e della N. T., Toumai, 1883; Geulemans, Comm.
tentazione di Gesù. in Evang. sec. Matth., Malines, 1896; Rose,
Nel ministero di Galilea (iv, 12-xviii, 35) Evangile selon S. Mathieu. Parigi, 1906;
Gesù viene presentato come dottore e le- Van Onceval, In Matthaeum, Gand, 1900;
gislatore (IV, 12-vii, 29); come taumaturgo Niglutsch, Brevis commentarius in Evang.
(viii-ix, 34), come fondatore del nuovo regno S. Matthaei. 1909.
VANGELO DI GESÙ CRISTO
SECONDO SAN MATTEO

CAPO I.

Gerualògia dì Gesò, 1-17. — Sua concexwne e sua nascifa, rS't^.

*Liber generationis lesu Chrìsti filli David, 'Libro della generazione di Gesù Cristo,
flUi Abraham. figliuolo di David, figliuolo di Abramo.
'Abraham genuit Isaac. Isaac autem genult 'Abramo generò Isacco Isacco generò :

laoob. lacob autem genuit ludam, et fratret Giacobbe Giacobbe generò Giuda e suoi
: i

eius. *Iudas autem genuit Phares, et Zaram fratelli. 'Giuda generò da Tamar Fares e
de Thamar. Phares autem genuit Esron. Zara Fares generò Esron
: Esron generò :

Esron autem genuit Aram. *Aram autem Aram. *Aram generò Aminadab Aminadab :

genuit Aminadab. Aminadab autem genuit eenerò Naasson Naasson generò Salmon
: :

Naasson. Naasson autem genuit Salmon. ^Salmon generò Booz da Raab Booz ge- :

*Salmon autem genuit Booz de Rahab. Booz nerò Obed da Ruth Obed generò Jesse e : :

autem genuit Obed ex Ruth. Obed autem lesse generò David re.
genuit lesse. lesse autem geoait David
regem.

> Lue. 3, 31. *Gen. 21, 3; 25, 25: 29, 35. *Gen. 38. 29; I Par. 2. 4; Ruth. 4. 18; I Par. 2, 5.
* Nujn. 7, 12. Ruth. 4. 21.22; I Reg. 16. 1.

CAPO I.
terra » (Gen. XXII, 18), e il Messia doveva essere
l'erede di questa promessa, perchè la redenzione
1. La tavola genealogica di Geaù
Cristo, colla da lui operata si estende a tutti i popoli.
quale si apre il primo Vangelo, costituisce il vin- Giuda non era
2. Giada e l suoi fratelli. il
colo di unione tra il Vecchio e il Nuovo Teata-
primogenito di Giacobbe, ma viene qui nomi-
mento. Gli Ebrei davano grande importanza alle nato per il primo, perchè a lui fu promessa la
loro genealogie e le cuatodivano gelosamente :
digniti reale (Gen. XLIX, 10), e da lui doveva
cosi sappiamo p. es. che Elisabetta discendeva
nascere il Messia (Ebr. VII, 14). Vengono pure
da Aronne (Lue. I, 5), Anna da Aser (Lue. II, menzionati i auoi fratelli, che furono i capi-sti-
36), Paolo da Beniamino (Filipp. III. 5). Una piti delle 12 tribù d'Israele.
maggior cura dovevano avere per quella di Da-
vide, dalla stirpe del quale aspettavano il Messia 3. Tamar. Benché
nelle genealogie d'ordinario
Liberatore. non si conto delle donne, tuttavia in
tenesse
S. Matteo fin da principio chiama Gesù figliuolo quella di Gesù ne troviamo menzionate quattro;
di David t di Abramo, e così Io caratterizza su-
due ebree, (Tamar e Betsabea) e due pagane
bito come Messia. A Davide infatti era stato
il
(Raab e Ruth). Si osserva ancora che Tamar,
promesso un regno eterno (II Re VII, 14; Salm. Raab e Betsabea furono peccatrici. I SS. Padri
LXXXVIII, 30), e i profeti avevano chiamato il pensano che S. Manco abbia voluto ricordare
Messia: t germe di Davide» (Ger. XXXIII, 5), queste quattro donne per far subito compren-
e presso i Giudei Messia e Figlio di Davide dere che Gesù era venuto a salvar tutti, giusti e
erano diventati sinonimi (Mart. IX, 27; XII, 23 peccatori, ebrei e pagani.
ecc.). Ad Abramo poi Dio aveva promesso e Nel : 3-4. Esron - Saasson Tra Esron e Naasson
tuo seme saranno benedette tutte le nazioni della vi è lo spazio di circa 400 anni, che compren-
6 S. Matteo, I, 6-16

"David autem rex genuit Salomonem ex 'David re generò Salomone da quella, che
ea, quae fuit Uriae. 'Salomon autem genuit era stata (moglie) d'Uria. 'Salomone ge-
Roboam. Roboam autem genuit Abiam. A- nerò Roboamo Roboamo generò Abia
: :

bias autem genuit Asa. "Asa autem genuit Abia generò Asa. *Asa generò Giosafat :

losaphat. losaphat autem genuit loram. lo- Giosafat generò Joram Joram generò Ozia, :

ram autem genuit Oziam. "Ozias autem •Ozia generò Joatam Joatam generò A-
:

genuit Ioatham. Ioatham autem genuit A- chaz Achaz generò Ezechia '"Ezechia ge-
: :

cliaz. Achaz autem genuit Ezechiam. ^"Eze- nerò Manasse Manasse generò Amon
: A- :

chias autem genuit Manassen. Manasses au- mon generò Giosia. "Giosia generò Gieco-
tem genuit Amon. Amon autem genuit lo- nia e i suoi fratelli, al tempo della trasmi-
siam. "losias autem genuit lechoniam, et grazione in Babilonia.
fratres ejus in transmigratione Babylonis.
^^Et post transmigrationem Babylonis le- : "E dopo la trasmigrazione in Babilonia
chonias genuit Salathiel. Salathiel autem ge- Gieconia generò Salatiel Salatiel generò :

nuit Zorobabel. "Zorobabel autem genuit Zorobabel. ^'Zorobabel generò Abiud A- :

Abiud. Abiud autem genuit Eliacim. Eliacim biud generò Eliacim Eliacim generò Azor.
:

'*
autem genuit Azor. '*Azor autem genuit Sa- Azor generò Sadoc Sadoc generò Achim : :

doc. Sadoc autem genuit Achim. Achim Achim generò Eliud. **Eliud generò Elea-
autem genuit Eliud. "Eliud autem genuit zar Eleazar generò Matan
: Matan generò :

Eleazar. Eleazar autem genuit Mathan, Ma- Giacobbe. "Giacobbe generò Giuseppe spo-
than autem genuit Jacob. "lacob autem ge- so di Maria, dalla quale nacque Gesù chia-
nuit loseph virum Marìae, de qua natus est mato il Cristo.
lesus, qui vocatur Christus.

• II Reg. 12, 24. ^ IH Reg. 11, 43; 14, 31; 15, 8 » li Par. 26,23; 27, 9; 28, 27. " II Par. 32,
33; 33, 20, 25. •» II Par. 36, 1, 2.

dono la dimora degli Ebrei nell'Egitto (Gen. nel 585 a. C. Gli Ebrei rimasero schiavi circa
XLVI, 12 ss.; Num. I, 7; Att. VII, 6). Siccome 70 anni, cioè fino al 536 a. C.
per tutto questo tempo non s! hanno che tre 12. Salatiel generò Zorobabel. Secondo i Para-
generazioni, si deve dire che siano stati omessi lipomeni (lib. I, III, 19) Zorobabel sarebbe figlio
volontariamente genealogia di Gesù alcuni
nella di Padaia e nipote di Salatiel. Per spiegare questa
nomi intermedi! Questo stesso fatto si è pure divergenza si ricorre o a un errore di copista
verificato tra Salmon e Davide (v. 5), dove per
nei Paralipomeni, oppure alla legge del levirato.
uno spazio di più di 350 anni non si hanno che
quattro generazioni. 13. dieci nomi seguenti non si tro-
Abiud. I

vano più nei del V. T. ; ma dovettero essere


libri
6. Moglie di Uria è Betsabea. tratti dai pubblici archivi. La famiglia di Davide
era decaduta dalla sua grandezza e viveva po-
8. Tra loram e Ozia vengono omessi i re Ocho-
vera e oscura.
zia, Gioas e Amasia. Si pensa generalmente che
S. Matteo di proposito abbia fatto questa omis- 16. Giuseppe
sposo di Maria. L'Evangelista
sione per avere il numero di 14 genertzioni dandoci genealogia di S. Giuseppe si conforma
la
prima della schiavitù di Babilonia. all'uso ebraico di non tener conto delie donne
Gli Orientali omettono facilmente alcuni nomi nelle tavole genealogiche ; ma nello stesso tempo
nelle loro genealogie, sia per aiutare la memoria però ci dà ancora la genealogia di Gesù, poiché
con sìtnmetrie, sia perchè il loro scopo non è è indubitato che Maria SS. discendeva pure da
tanto di far conoscere tutti i singoli ascendenti, Davide, come si deduce espressamente dalle pa-
quanto piuttosto di far notare la discendenza da role di S. Paolo (Rom. I, 3 e Ebr. VII, 14) e
certi illustri e famosi personaggi. dalle testimonianze degli antichi Padri (TertuU.
S. Matteo omise questi tre re a preferenza di De car. Cristi 22). Maria non aveva fratelli, e
altri, perchè essi furono empi, e discendevano come tale doveva sposarsi a un suo parente, il
da Atalia figlia dell'empio Achab e moglie di quale con essa avesse l'eredità secondo la legge.
loram. Dio per mezzo di Elia aveva maledetta Giuseppe come padre legale di Gesù diede al
tutta la posterità di Achab (III Re XXI, 21) e Salvatore il carattere legale di discendente di
sta scritto«che Dio fa vendetta dell'iniquità dei Davide.
padri sopra i figli fino alla terza e quarta ge- Maria in ebraico Miryam, probabilmente signi-
nerazione » (Esod. XX, 5). fica ( Signora » o « Bella ».
Dalla quale nacque Gesù. Gesù fu concepito
11. Giosia generò Gieconia e i suoi fratelli ecc.
nel seno di Maria SS. per opera esclusiva dello
Anche tra Giosia e Gieconia si omette il re
Spirito Santo, e perciò l'Evangelista non dice che
Ioachim. Gieconia infatti era figlio di Ioachim fi-
Giuseppe abbia generato Gesù. Giuseppe non
glio di Giosia. Quest'omissione si deve al
fatto fu padre naturale di Gesù ma solo padre le- :
che Ioachim era stato fatto re non dal popolo, gale, in quanto cioè fu vero e legittimo sposo
ma da Nechao Faraone di Egitto. di Maria.
Gieconia inoltre non ebbe fratelli propriamente Il manoscritto siriaco Lewis-sinaitico ha la se-
detti ; quindi le parole e i suoi fratelli, deno-
:
guente variante « Giuseppe, u cui era fidanzata
tano 1 SUOI parenti o zii, alcuni dei quali infatti
Maria la Vergine, generò Gesù ». Questa variante
regnarono.
però è un errore evidente perchè in contraddi-
La deportazione degli Ebrei in Babilonia co- zione coi v. 18-20.
mmcio ad effettuarsi nel 606 ed ebbe termine Chiamato il Cristo. Cristo, (eb. Mashtah, donde
S. Matteo, I, 17-23

"Omnes ìtaque generationes ab Abraham ''Da Abramo dunque


sino a David sono
usque ad David, generationes quatuordecim : in quattordici generazioni : da David
tutto
et a David usque ad transmigrationem Ba- sino alla trasmigrazione in Babilonia quat-
bylonis, generationes quatuordecim et a : tordici generazioni e dalla trasmigrazione
:

transmigratione Babylonis usque ad Chri- in Babilonia sino a Cristo quattordici ge-


stum, generationes quatuordecim. nerazioni.
"Christi autem generatio sic era! Cura : **La nascita di Gesù Cristo avvenne poi
esset desponsata mater eius Maria loseph, in questo modo. Essendo stata la madre di
antequam convenirent, inventa est in utero lui Maria sposata a Giuseppe, si scoperse
habens de Spiritu sancto. 'Moseph autem vir gravida di Spirito santo prima che stessero
eius cum esset iustus, et nollet eam tradu- insieme. ''Or Giuseppe marito di lei, es-
cere : voluit occulte dimittere eam. sendo giusto e non volendo esporla airinfa-
mia, prese consiglio di segretamente riman-
darla.
'"Haec autem eo cogitante, ecce Angelus '"Ora mentre egli stava in questo pen-
Domini apparuit in somnis ei, dicens Jo- : siero, ecco un Angelo del Signore gli ap-
seph fili David, noli timere accipere Mariam parve in sogno, dicendo Giuseppe, figliuo- :

coniugem tuam quod enim in ea natum


: lo di David, non temere di prendere Maria
est,de Spiritu sancto est. *'Pariet autem in tua consorte imperocché ciò che in
:

fllium et vocabis nomen eius lesum


: ipse : essa è stato concepito è dallo Spirito santo.
enim salvum faciet popuium suum a pec- *'Ella partorirà un figliuolo, cui porrai nome
catis eorum. GESÙ' : perchè egli libererà il suo popolo
dai loro peccati.
*'Hoc autum totum factum est, ut adim- •'Tutto questo segui aflUnchè si adem-
pleretur quod dictum est a Domino per Pro- pisse quanto era stato detto dal Signore per
phetam dicentem "Ecce virgo in utero: mezzo del Profeta che dice "Ecco la Ver- :

'»Luc. l. 27. »« Lue. 1. 31; Act. 4, 12. «» U. 7, 14.

Messia), In antico •< ungevano


signìflca Unto. accettare -in ispoM una donna nelle condizioni
i re e i dai tempi di Daniele il
sacerdoti, e di Maria ma d'altra parte, non potendo fonda-
;

nome Messia venne attribuito al Re e al Sacer- tamente dubitare della fedeltà di lei, non voleva
dote per eccellenza annunziato dai profeti e esporla al disonore di darle un pubblico libello
aspettato da tuno Israele. di ripudio, o di trascinarla davanti ai tribunali,
dai quali sarebbe atata condannata alla lapida-
17. Per avere il numero di 14 generazioni fa
zione. Egli perciò pensava al modo di disfarsi
d'uopo contare due volte Gieconia, una coi re
di Giuda prima della trasmigrazione in Babi- segreumente di lei.
lonia, l'altra cogli umili discendenti di Davide 20. Ecco an annelo. Spesso nell'A. T. Dio ave-
dopo la trasmigrazione. va per mezzo degli angeli e manife- dei sogni
Il 14 poi i un multiplo di 7, numero sacro stata agli aua volontà (Gen. XX, 3;
uomini la
presso gli Ebrei. XXVIII, L'angelo chiama Giuseppe
12 ecc.).
S. Matteo ha diviso la storia di Israele in tre figlio di Davide, perchè in forza del suo matri-
periodi di generazioni ciascuno; quello dei
14 monio con Maria egli doveva dare il carattere
Patriarchi, quello dei Re, e quello dei Sacer- legale alla discendenza Davidica di Gesù. GII
doti. In ogni periodo si ebbe una promessa so- dice di prendere Maria in consorte, vale a dire
lenne del Messia, nel primo ad Abramo; nel se- di celebrare solennemente le nozze con lei e
condo a Davide nel terzo a Zorobabel per mezzo
: introdurla nella propria casa, e l'assicura che il
di Aggeo e Zaccaria. Col Messia Gesù comincia mistero compitosi è opera dello Spirito Santo.
un nuovo ordine di cose. 21. Gesà (dall'ebraico lehoshua abbreviato ia
18. Era uso presso gli Ebrei che la novella leshua) significa lahve; è salvezza. Gesù fu Dio
sposa continuasse ad abitare presso i suo! pa- Salvatore, perchè si fece uomo per redimerci
renti, e solo più tardi si celebrasse la festa 4alla schiavitù di Satana. L'Evangelists indica
nuziale e venisse introdotta con pompa nella casa subito il carattere dell'opera messianica di Gesù.
dello sposo. Egli non è venuto a liberare il suo popolo dalla
Mentre dimorava ancora nella casa patema, servitù dei Romani, come falsamente pensavano
lo sposo poteva liberamente trattare con essa, i Giudei dovesse fare il Messia ma è venuto ;

e per sciogliere il vincolo che li univa era ne- per distruggere il peccato e fondare un regno
cessario un libello di ripudio. non politico e temporale, ma spirituale ed eterno.
Tale era la condizione di Maria SS. Sposata 22. S. Matteo, scrivendo per i Giudeo-cristiani,
a Giuseppe non era ancora stata introdotta so- insiste nel suo Vangelo a far
vedere compiute
lennemente nella casa di lui, quando fu mani- in Gesù C le profezie dell'A.
T. riguardanti il
festa la sua gravidanza, la quale era però opera Messia. Così ora dimostra che la Concezione
dello Spirito Santo. Niuno si meravigliava, es- soprannaturale di Gesù era già stata annunziata
sendo ella sposata, chi rimaneva sorpreso del dal profeta Isaia.
fatto era Giuseppe.
La profezia di Isaia (VII, 14) viene ripor-
23.
19. Gìaseppe... essendo giusto... vale a dire tata secondo i LXX con qualche leggiera dif-
zelante dell'osservanza della legge, non poteva ferenza. Maria è la Vergine ( *H xapeévoe; ebr.
8 S. Matteo, I, 24 — II, 1

habebit, et pariet fllium : et vocabunt no- gine concepirà, e partorirà un figliuolo e :

men eius Emmanuel, quod est interpreta- lo chiameranno per nome Emmanuele che :

tum Nobiscum Deus. interpretato significa : Dio con noi.


**Exurgens autem Joseph a somno, fecit ''Risvegliatosi adunque Giuseppe dal
sicut praecepit ei angelus Domini, et accepit sonno, fece come gli aveva ordinato l'An-
coniugem suam. "Et non cognoscebat eam gelo del Signore, e prese con sé la sua
donec peperit fllium suum primogenitura et : consorte. ^*Ed egli non la conobbe, fino a
vocavit nomen eius lesum. quando partorì il suo figliuolo primogenito :

e lo chiamò per nome Gesù.

CAPO II.

Venuta dei Magi, 1-12. Fuga in Egitto, 13-15 — > Strage degli innocenti, TÓ-ig.

Ritorno dall'Egitto, 20-23.

^Cum ergo natus esset Jesus in Bethle- 'Essendo adunque nato Gesù in Betlemme
hem Juda in diebus Herodis regis, ecce di Giuda, regnando il re Erode, ecco che
Magi ab oriente venerunt Jerosolymam, dei Magi arrivarono dall'Oriente a Gerusa-

1 Lue. 2, 7.

hàalma) predetta il suo figlio Gesù è l'Emma-


; CAPO II.
nuele o Dio con noi, cioè Dio incarnato e fatto
uomo. 1. Betlemme
(casa del pane), anticamente detta
Quasi tutti i cattolici e molti protestanti (p. es. Efrata (fertile), era una piccola città appartenente
Delitzsch, Weiss, Zahn, ecc.) riconoscono nelle alla tribù di Giuda, situata a Sud di Gerusalem-
parole di Isaia un passo direttamente messianico. me, a circa due ore di marcia da questa città.
Il profeta annunzia un segno straordinario ad Viene detta di Giuda o come si ha nel testo greco
Achaz : La Vergine concepirà, e partorirà un di Giudea, per distinguerla da un villaggio dello
figlio. Ora non vi sarebbe nulla di prodigioso, stesso nome appartenente alla tribù di Zàbulon.
se la Vergine avesse dato alla luce il figlio per- Al tempo del re Erode ecc. Erode il grande,
dendo la sua verginità. Perciò è da rigettarsi Idumeo di origine, era figlio di Antipatro, che
l'opinione di quei pochi, che vorrebbero appli- sotto il pontificato di Ircano II (47 a. C.) fu da
care le parole del profeta alla moglie dello stesso Giulio Cesare nominato procuratore della Giudea.
Isaia o a qualsiasi altra donna fuori di Maria SS., A forza di intrighi. Erode ottenne dal Senato
tanto più che i caratteri dell'Emmanuele (Isaia Romano il titolo di re, e regnò dal 714 fino alla
VIII-IX-XI) non possono convenire ad alcun uo- primavera del 750 di Roma, in cui morì. Uomo
mo ma solo a Gesù Cristo.
; crudele e sanguinario non ebbe il titolo di Grande
La prese in consorte vale a dire la intro-
24.
che per la sontuosità dei lavori pubblici eseguiti,
dusse nella sua casa, celebrando con lei solen- quali p. es. il restauro del tempio di Gerusa-
nemente le nozze. Il fatto ebbe luogo dopo che lemme.
Maria era tornata dalla visita a Elisabetta. E' un errore evidente di Dionigi il piccolo,
l'aver fatto nascere il Signore nel 754 di Roma
25. L'Evangelista insiste nuovamente sulla con-
e l'avere cominciato da quest'anno l'era volgare.
cezione e nascita verginale di Gesù. Egli perciò
Ecco dei magi... I magi presso i Persiani, i
fa osservare che
niun rapporto coniugale inter-
venne Medi e Caldei costituivano una casta di sacer-
i
Giuseppe e Maria prima del parto.
tra
Che doti, che si occupavano di occultismo, di~istro-
Maria SS. sia rimasta vergine anche
poi
dopo il parto, è una verità che si ha dalla tra- logia, e di medicina, e spesso erano I consiglieri
dizione dei Padri (Ignazio, Ad Ephes. XIX; ad dei re. (Erod. I, 132; Senof. Cir. Vili, 3, 6;
Trall. IX; Giustino, Dial. 85; Apol. Gerem. XXXIX, 3; Dan. I, 20; II, 2, 48 ecc.).
31, 46; Ire-
neo, Cont. haeres. 1. I, e. X, 1 ecc.) e dalla Più tardi il nome di magi si generalizzò, e venne
autorità della Chiesa. L'Evangelista non dato a tutti i sacerdoti persiani e a tutti quei
scrive
la vita di Maria, ma quella di Gesù;
quindi gli saggi che studiavano scienze occulte. In quest'ul-
basta affermare esplicitamente la nascita sopran- timo senso viene usato da S. Matteo.
naturale del Salvatore. Quanti siano stati i Magi venuti a Betlemme, è
Primogenito presso gli Ebrei si diceva il pri- cosa incerta. La tradizione popolare ne vuole tre,
mo nato, anche se unico. Ciò avveniva, perchè e questo numero si trova in Origene (in Gen.
e ^^^tvvMl"^^" '^^ riscattare
il primo nato Hom. XIV, 3), in S. Massimo
(Hom. XVII, de
(Esod XXXIV, 19-20; Num.XVIII, 15). S. Mat- Epiph. in S. Leone (Serm.
teo chiama
1), XXX', ecc.) e in
Gesù primogenito, per far compren- alcuni antichimonumenti ma altri antichi scrit-
;
dere che al Figlio di Maria competevano tori ne numerano chi
tutti 2, chi 4, chi 6 e chi
1 diritti Davide. di
fino 12. I loro nomi di Bithisarea, Melchior,
Si osservi però che e
i codici Vaticano e Sinai- Gathaspa si trovano per la prima volta in un
tico e pociii altri omettono questa parola
^ : pri-
'^ manoscritto della Biblioteca di Parigi (VII o VIII
mogenito,
secolo), mentre quelli di Melchior, Gaspar e
S. Matteo, II, 2-9

'Dicentes : Ubi est qui natus est rex ludaeo- lemme, 'dicendo Dov'è il nato Re def
:

nim? vidimus enim stellam eius in oriente, Giudei? imperocché abbiamo veduto la sua
et venimus adorare eum. stella nell'Oriente, e siamo venuti per ado-
rarlo.

*Audiens autem Herodes rex, turbatus 'Sentite tali cose, il re Erode si turbò, e
est, et omnis lerosolyma cum ilio. 'Et con- con lui tutta Gerusalemme. *E adunati tutti
gregans omnes principes sacerdotum, et i principi dei sacerdoti e gli Scribi del po-
Scrìbas populi, sciscitabatur ab eis ubi polo, domandò loro dove fosse per nascere
Christus nasceretur. *At illi dixerunt ei : il Cristo. *Essi gli risposero : In Betlemme
In Bethlehem ludae Sic enim scriptum est : di Giuda : perchè così fu scritto dal pro-
per Prophetam 'Et tu Bethlehem terra : feta : 'E tu Betlemme, terra di Giuda, non
luda, nequaquam minima es in principìbus sei la minima tra i capi di Giuda poiché :

luda ex te enim exiet dux, qui regat po-


: da te uscirà il condottiero, che reggerà Is-
pulum meum Israel. 'Tunc Herodes clam raele mio popolo. 'Allora Erode, chiamati
vocatis Magis diligenter didicit ab eis tem- segretamente a sé i Magi, minutamente s'in-
pus stellae, quae apparuit eis *Et mittens : formò da essi, in qual tempo fosse loro com-
ìllos in Bethlehem, dixit Ite, et interrogate : parsa la stella. *E mandandoli a Betlemme
diligenter de puero et cum inveneritis. re- : disse Andate, e fate diligente ricerca del
:

Dunciate mihi, ut et ego veniens adorem fanciullo : e quando l'abbiate trovato, fate-
eum. melo sapere, affinché anch'io vada ad ado-
rarlo.
•Qui cum audissent regem, abierunt. et 'Quelli, udite le parole del re, si parti-
ecce stella, quam viderant in oriente, ante- rono : ed ecco la stella veduta da essi in

• Micb. 5, 2 ; Jmo. 7. 42.

Balthassar si hanno per la prima volta nelle l'ipotesidi Keplero, che nella atella dei Magi
opere dubbie del V. Beda. volle vedere una congiunzione dei pianeti Giove,
Un'applicazione troppo rigoroaa delle parole Saturno e Marte avvenuta nel 747-748 di Roma,
del salmo (LXXI. IO) e di Isaia (XLIX. 1 e e accompagnata dall'apparizione di una cometa.
»eR.) ha attribuito ai Magi la regia dignità, e Ci aembra però più probabile, che questa stella
tale infatti è la tradizione popolare ma l'Evan- ; aia atata una meteora luminosa molto vicina alla
gelista non II chiama re, né Erode li tratu come terra, perchè al v. 9, è detto che ai fermò aopra
tali, né gli antichi Padri danno loro questo titolo. il luogo dove era il fanciullo. Come avrebbe po-
Dall'Oritnt*. Questo nome può designare aia tuto indicare una caaa determinata, se avease
l'Arabia, sia la Persia e la Caldea. Rimane per tenuto il corso delle sitre stelle?
conseguenza incerto quale fosse la patria dei L'Evangelista non dice che la stella li abbia
Magi, benché il loro nome e il modo, con cui guidati nel viaggio a Geruaalemme; ma che ap-
vengono dipinti negli antichi monumenti, ren- parve loro in Oriente, ed essi vennero alla ca-
dano probabile che essi fossero originarli della pitale della Giudea. I maestri giudei dovevano
Persia. loro far conoscere il luogo preciso dove Gesù
Arrivarono a Gerusslemme probsbilmente un era nato; ma esaendoei invece mostrati incuranti,
snno circs dopo
nascita di Gesù, polche Erode
Is
e non avendoli voluto accompagnare a Betlem-
infatti uccidere
fece bsmbini dsll'etl di due
i
me, apparve loro nuovamente la stella e li guidò
snni in giù, e prims del massscro degli inno- al Messis.
centi dovette aver luogo Is Presentszione si tem-
pio, il viaggio a Nazaret e il ritorno della Sacra 3. Il rt Erode $1 turbò temendo di venir sbal-
Famiglia a Betlemme. zato dal trono. A parte del suo timore ersno pure
tutti i suoi sderenti.
2. Dovt è il nato Rt, ecc. Il popolo Ebreo
diaperso su tutta la terra aveva portato dovun- 4. Prìncipi del Sacerdoti sono i capi delle 24
que tradotti in greco i suoi libri sscri colle loro famiglie sacerdotali. Scribi o dottori della legge
profezie, e colla ferma spersnza che dalla Giudea venivano detti coloro, che studiavano la legge
dovesse sorgere un re a impadronirsi del mondo. di Mosè e le sue pratiche applicazioni ai casi
Negli ultimi tempi era vivissima questa aspetta- della vita. I principi dei Sacerdoti, i principali
zione, come si pud vedere p. es. nel libro di Scribi e i capi del popolo formavano il Sinedrio
Enoch e nei Sslmi di Salomone. Roma stessa ne che adunavasi per trattare le più importanti que-
fu commossa (Tacit. Hist. V, 13. Svet. Vesp. 4). stioni.
E' probabile pertanto che i Magi abbiano avuto
6. I-a citazione, benché fedele quanto al sens»,
contezza di questa aspettazione e alla vista di
;
non è letterale, e si scosta leggermente sia dai
un astro fino allora sconosciuto (qualche meteora
luminosa molto vicina alla terra), illuminati da
LXX che dal testo msssoretico. Secondo mas- i

soreti, il profeta Michea scrive E tu. Betlem- :


Dìo, abbiano conosciuto che era nato colui che
Balaam (Num. XXIV, 17) aveva predetto dovere
me Efrata, sei ben piccola tra villaggi di mille i

abitanti di Giuda, pure da te mi uscirà il Duce


spuntare come una stella.
in Israele.
Abbiamo veduto la sua stella... E' difficile de-
terminare la natura di questa stella, se cioè fosse 7. Chiamati segretamente. Erode teme che si
un vero astro, oppure una meteora luminosa abusi contro di lui della nsscita del re dei Giudei,
creata per la circostanza, simile alla colonna di e avendo già formato perfidi disegni, cercs di
fuoco che guidava gli Ebrei nel deserto. E' nota dissimulsrli e non destar sospetti.
S. Matteo, II, 10-19
10

cedebat eos, usquedum veniens staret su- Oriente andava loro innanzi, finché, arri-
" Videntes autem stel- vata sopra il luogo ove stava il bambino,
pra, ubi erat puer.
valde. "Et si fermò. ^'Veduta la stella si riempirono di
lati! gavisi sunt gaudio magno
intrantes domum, invenerunt puerum cum sopragrande allegrezza, "ed entrati nella
Maria matre eius, et procidentes adorave- casa trovarono il bambino con Maria sua
runt eum; et apertis thesauris suis obtule- madre e prostratisi l'adorarono
: e aperti :

i loro tesori gli offerirono doni, oro, incenso


runt ei munera, aurum, thus, et myrrham.
"Et responso accepto in somnis ne redirent e mirra. "Ed avvertiti in sogno di non ri-

ad Herodem, per aliam viam reversi sunt passar da Erode, per altra strada se ne ri-

in regionem suam. tornarono al loro paese.


"Qui cum recessissent, ecce angelus Do- "Partiti che furono, ecco l'Angelo del
mini apparuit in somnis loseph, dicens : Signore apparve in sogno a Giuseppe, e gli
Surge, et accipe puerum, et matrem eius, disse Levati, prendi il bambino e sua
:

et fuge in Aegyptum, et esto ibi usque madre, e fuggi in Egitto, e fermati là, finché
dum dicam tibi. Futurum est enim ut io ti avvisi perchè Erode cercherà del bam-
:

Herodes quaerat puerum ad perdendum bino per farlo morire. "Ed egli, svegliatosi,
eum. ^*Qui consurgens accepit puerum et prese di notte tempo il bambino e la madre,
matrem eius nocte, et secessit in Aegyptum : e si ritirò in Egitto, "e ivi stette sino alla
"Et erat ibi usque ad obitum Herodis ut : morte d'Erode affinchè si adempisse quanto
:

adimpleretur quod dictum est a Domino per era stato detto dal Signore pel Profeta che
Prophetam dicentem : Ex Aegypto vocavi dice Dall'Egitto ho richiamato il mio
:

fllium meum. Figliuolo.


^•Tunc Herodes videns quoniam illusus "Allora Erode vedendosi burlato dai Ma-
esset a Magis, iratus est valde, et mittens gi s'adirò fortemente, e mandò ad uccidere
occidit omnes pueros, qui erant in Bethle- tutti i fanciulli che erano in Betlemme e in
hem, et in omnibus fìnibus eius a bimatu tutto il territorio circostante, dall'età di due
et infra secundum tempus, quod exquisie- anni in giù, secondo il tempo che aveva ri-
rat a Magis. "Tunc adimpletum est quod levato dai Magi. "Allora si adempì quanto
dictum est per leremiam prophetam dicen- fu predetto dal profeta Geremia, che dice :

tem "Vox in Rama audita est ploratus,


: "Una voce si è udita in Rama, grandi
et ululatus multus; Rachel plorans filios pianti e ululati Rachele piangente i suoi
:

6U0S, et noluit consolari, quia non sunt. figli, né volle ammettere consolazione, per-

chè essi non sono più.


^•Defuncto aut^m Herode, ecce angelus " Morto Erode, ecco l'Angelo del Signore

Ps. 71, 10. "Os. 11, 1. " Jer. 31, 15.

La Sacra Famiglia quan-


11. Entrati nella casa. sraele liberato da Dio dalla servitù di Egitto;
do arrivarono i Magi aveva già abbandonata la ma nel senso spirituale si intendono di Gesù
grotta, dove Gesù era nato. I Magi adorarono Cristo.
(«pooExwYUffov) Gesù, vale a dire, si prostra- 16. Questo modo
agire di Erode é con-
di
rono 4 terra, come usano gli Orientali, e lo rico- forme ai crudeli e perversi
suoi istinti basti ;

nobbero come loro Re e loro Salvatore. In O- dire, che egli fece uccidere la sua moglie e tre
riénte niuno si presenta davanti al re senza of- dei suoi figli e un suo fratello ; e per semplici
frire doni; Magi offrirono a Gesù le cose mi-
i
sospetti dannava a morte i suoi migliori amici.
gliori dell'Oriente, l'oro come a Re, l'incenso (Gius. F. Ant. Giud. XVIII, 15). Se si considera
come a Dio, e la mirra come a uomo mortale. che Betlemme è una piccola città e il suo terri-
Nei Magi si ha la primizia dei gentili che si torio ristretto, si comprenderà che il numero
convertono a Gesù, e i SS. Padri hanno ravvi- degli innocenti uccisi non dev'essere molto gran-
sato nell'oro, la fede, o lo splendore delle buone
de. Knab. dà come massimo il numero di 20,
opere; nell'incenso la pietà, o la preghiera; nella Vig. il 30.
mirra la castità, o la mortificazione.
18. La citazione é
libera, ed é fatta sul testo
Erode non poteva a lungo ignorare né la
13.
ebraico. Rama
trovasi a due ore al Nord di Ge-
partenza dei Magi, né la casa dove erano en-
rusalemme nella tribù di Beniamino, al confine
trati perciò appena partiti Magi, subito la
: i
con quella di Efraim. In Rama furono raccolti i
Sacra Famiglia dovette mettersi in viaggio per
prigionieri Giudei, che Nabucodònosor, dopo la
l'Egitto.
distruzione di Gerusalemme, condusse a Babi-
L'Egitto non è molto distante dalla Palestina,
lonia. Il profeta per dipingere a vivi colori la
e le strade che vi conducevano, essendo percorse
desolazione del popolo, immagina che Rachele,
da molte carovane, erano sicure. La Sacra Fa-
madre di Beniamino sorga dalla sua tomba vi-
miglia poteva inoltre facilmente trovare da vi-
cino a Betlemme e venga a piangere sulla sven-
vere in mezzo alle fiorenti colonie, che i Giudei
tura toccata ai suoi figli, riempiendo l'aria dei suoi
vi possedevano.
lamenti. Ora il dolore di Rachele era una figura
15. Il profeta citato é Osea (XI, l) e la cita- del dolore delle madri Betìemite. Un'altra volta
7Ìone è '«tta sul testo Queste parole
ebraico. Rachele piange .ìtulla sorte dei suoi figli.
tn senso letterale oi intendono del popolo d'I- 1&. fvode morì di una mone ignominiosa nel
S. Matteo, II, 20 — III, 2 11

Domini apparuit in somnìs loseph in Ae- apparve in sogno a Giuseppe Egitto, '"e in
gypto, ^''Dicens Surge, et accipe puerum,
: gli disse : Svegliati, prendi fanciullo e la il

et matrem eius, et vade in terram Israel : madre di lui, e va nella terra d'Israele poi- :

defuncti sunt enim, qui quaerebant animam ché sono morti coloro che cercavano la vita
pueri. "Qui consurgens, accepit puerum, del bambino. *'Ed egli levatosi prese il bam-
et matrem eius, et venit in terram Israel. bino e la madre, e andò nella terra d'Israele.
**Audiens autem quod Archelaus regnarci •*Ma avendo sentito che Archelao re-
in ludaea prò Herode patre suo, timuit ilio gnava nella Giudea in luogo di Erode suo
ire et admonitus in somnis, secessit in
: padre, temè di andare colà e avvertito in :

partes Galilaeae. '*Et veniens habitavit in sogno si ritirò in Galilea '*dove giunto, ;

civitate, quae vocatur Nazareth ut adimple- : abitò nella città chiamata Nazaret affinchè :

retur quod dictum est per Prophetas Quo- : si adempisse quello che era stato predetto
niam Nazaraeus vocabitur. dai profeti Egli sari chiamato Nazareo.
:

CAPO III.

Predicazione di Giovanni Battista, i-ii. — Battesimo di Gesù, fj-ij.

diebus autem illis venit Ioannes Ba-


'In Mn quei giorni venne Giovanni, il Bat-
ptista praedicans in deserto ludaeae, *Et tista, a predicare nel deserto della Giudea,
dicens Pocnitentiam agite
: appropinqua- : •dicendo : Fate penitenza : perchè il regno

« Mtrc. I, 4; Lue. 3, 3.

mese di Aprile del T.SO di Rotnt. airetà di 70 24; X. 47 ecc.; Lue. IV, 34; XVIII, 37 ecc.;
anni (Gius. P. Ant. Giud. XVII, 6. 5). La Sacra GioT. XVIII. 5. 7; Atti II. 22; III. 6; IV. 10
Famiglia ritornò in Palestina aubito dopo la ecc.) perciò l'Evangeliata volendo rendere ono-
:

morte di Erode non dovette quindi fermarai In


;
rato questo nome, mostra come esso foaae gii
Egitto che per breve tempo. atato dato dai profeti al Measia. Benché infatti
la profezia citata non ai ritrovi letteralmente nel-
Archelao era Aglio di Erode e di Mathace.
22.
l'A. T.. tuttavia Isaia (XI. 1) aveva chiamato il
Chiamato dal padre a succedergli nel regno di
Giudea, non volle prendere il titolo di re ma ;
Meaaia Stitr, germoglio, virgulto; Geremik
(XXIII, 5; XXX, 15), Zaccaria (III, 8; VI, 12)
prima si recò da Augusto per esserne autoriz-
l'avevano detto Zemah, germe. Fu pertanto un
zato. Tornò da Roma in qualità di etnarca, e
tratto apeciale della Provvidenza che Gesù an-
tovernò per nove anni (750-759) la Giudea, la dasse ad abitare in Nazaret, che signiAca appunto
amaria e l'Idumca. Fu uomo così crudele, che
germoglio, virgulto, flore, ecc.
Augusto dovette destituirlo ed esigliarlo a Vienna
nelle Gallie (Gius. F. Ant. Giud. XVII. 1, 3; 11.
2 ecc.). La crudeltà di Archelao poteva essere CAPO III.
pericolosa per il Bambino Gesù ; quindi l'angelo
1. In quel tempo... E' una formola indetermi-
nata, che aigniAca semplicemente mentre Gesù :

era a Nazaret. L'indicazione precisa del tempo


in cui Giovanni cominciò a predicare, ai ha in
S. Luca (III, 1 e seg.). Giovanni poi vien chia-
mato il Battista, perchè dava il battesimo di pe-
nhenza (Giua. P. Ant. Giud. XVIII. 5, 2). Sulla
sua nascita ecc.. V. S. Lue. 1, 5-80.
Deserto della Giadea viene chiamata una vasta
zona di terra (25 x 100 Km.) pressoché disabi-
Flg. I. — Moneta di Erode Archelao. tata e incolta, che si estende all'Est di Gerusa-
lemme, lungo il Mar Morto.
2. II tema generale della predicazione del Bat-
ordina a Giuseppe di ritirarsi nella Galilea, la tista era la necessità della penitenza, come pre-
quale era governata da Antipa, altro Aglio di parazione alla prossima venuta del regno dei
Erode, uomo di carattere indolente e pacìAco. cieli.
23. Nazaret è una piccola cittì della bassa Ga- Fate penitenza (u«r«voeTte). Queste parole in-
lilea, situata in regione amenissima ad ovest dicano un'intima trasformazione dell'anima, che
del lago di Tiberiade, sui conAni della tribij di importa un vero cambiamento di vita.
Zàbulon. Trovasi a circa tre giorni di marcia da Il regno dei cieli. Questa espressione è pro-
Gerusalemme. Non è mai ricordata nell'A. T. e pria di S. Matteo. Gli altri due Sinottici e S.
tanto essa che i suoi abitanti erano oggetto di Giovanni hanno in suo luogo. Regno di Dio.
disprezzo presso i Giudei (Giov. I. 46). Eppure (In S. Matt. solo 4 volte). Le due espressioni
Gesù soleva essere chiamato Nazareno (Mar. I. però quanto al senso si equivalgono, e designano
S. Matteo, III, 3-7
12

enim regnum caelorum. 'Hic est enim, dei cieli è vicino. 'Questi infatti è l'uomo,
vit
qui dictus est per Isaiam prophetam dicen- di cui parlò Isaia profeta, che disse Voce :

Vox clamantis in deserto Parate di colui che grida nel deserto Preparate la
tem :
:
:

viam Domini : rectas facite semitas eius. via del Signore raddrizzate i suoi sentieri.
:

*Ipse autem Ioannes habebat vestimen- *Ora lo stesso Giovanni aveva una veste
tum de pilis camelorum, et zonam pelli- di peli di cammello e una cintola di cuoio
ceam circa lumbos suos esca autem ejus : ai fianchi : e suo cibo erano locuste e miele
erat locustae, et mei silvestre. selvatico.

*Tunc exibat ad eum lerosolyma, et om- "Allora andava a lui Gerusalemme, e tutta
nis ludaea, et omnis regio circa lordanem ;
la Giudea, e tutto il paese d'intorno al Gior-
•Et baptizabantur ab eo in lordane, confl- dano, "ed erano battezzati da lui nel Gior-
tentes peccata sua. 'Videns autem multos dano, confessando i loro peccati. ^Ma avendo
Pharisaeorum, et Sadducaeorum venientes egli veduto molti Farisei e Sadducei, che
ad baptismum suum, dixit eis Progenies : venivano al suo battesimo, disse loro :

» Is. 40, 3; Marc. 1, 3; Lue. 3, 4. * Marc. I, 5. » Lue. 3, 7.

il regno che il Messia doveva fondare, come già Miele selvatico è quello prodotto dalle api sel-
avevano annunziato gli antichi profeti (Is. XLII, vatiche nei crepacci delle roccie, o degli alberi.
1; XLIX, 8; Ger. Ili, 13-17; XXIII, 2-8; Ez. Esso abbonda nei deserti di Giuda.
XI, 16-20; XXXIV, 12-21; XXXVI, 22-38; Os. Stavano allora per compiersi le 70 settimane
II, 12-24; Am. IX, 1-15; Mich. II, 12-13; III, di Daniele, e la speranza messianica veniva mag-
12 e seg. ; Sof. Ili, 8-20, ecc.). giormente ridestata nel cuore del popolo dalla
Questo regno, che, secondo Daniele, (II, 44; fama che era sorto un nuovo profeta, dopo che
VII, 13-14) l'Antico dei giorni susciterà e darà con Malachia la profezia era cessata. Tutto que-
al Figliuolo dell'uomo, affinchè tutti i popoli gli sto servi a destare una grande commozione, che
servano e gli obbediscano, non è altro che la dalla capitale si estese a tutta la Palestina e
Chiesa, quale giustamente può chiamarsi, re-
la
gno dei cieli, o regno di Dio, o regno di Gesù
Cristo (Efes. V, 5; Coloss. I, 13; II Tim. IV, 1 ;

Apoc. XII, 10). Celeste infatti è la sua origine,


la sua autorità, la sua gerarchia, la sua legge, la
sua dottrina da Dio è stata fondata sulla terra, e
;

da Dio ha ricevuto i sacramenti, coi quali san-


tifica le anime, e a Dio ordina tutti i suoi membri.
Giovanni annunzia prossima la fondazione di
questo regno. E' probabile però, che la parola
regno dei cieli servisse a quei tempi presso il
popolo a designare quella grande mutazione po- Flg. a. — La cavalletta.
litica di cose, che i Giudei falsamente crede-
vano dovesse operare il Messia. Così si spieghe-
rebbe assai bene, come la predicazione di Gio- trasse a Giovanni turbe innumerevoli (Gius. P.
vanni abbia potuto scuotere i Giudei e destare
Ant. Giud. XVIII, 5).
in loro tanto entusiasmo. Si osservi però, che il
Battista facendo della penitenza dei peccati, la 6. Erano battezzati ecc.. Giovanni battezzava
condizione essenziale per aver parte al nuovo i Giudei immergendoli nell'acqua. Questo rito
Regno, lasciava manifestamente intendere, che il simbolico era ordinato a eccitare gli uomini alla
Regno del Messia non era, né politico, né tem- penitenza.
porale, ma spirituale, in quanto aveva per fine La confessione dei peccati richiesta faceva loro
principale la salute e la santificazione delle anime. comprendere che erano peccatori, e la totale im-
3. Voce di colui che grida... La citazione è mersione nell'acqua significava la necessità di una
fatta sui LXX. Isaia (XL, 3-5) descrive il ritorno purificazione, che giungesse fino al più intimo
degli Ebrei dalla schiavitù di Babilonia, sotto la dell'anima.
condotta di lahve liberatore. Un araldo annun- Questo battesimo era superiore alle varie ablu-
zia questo ritorno e deve tracciare vie diritte e zioni, che usavano i Giudei per mondarsi dalle
piane attraverso al deserto, che separa la Pale- impurità legali (Lev. XIV, 8; XV, 5, 6, 22;
stina da Babilonia. Ora la liberazione degli Ebrei XVI, 24, ecc.) ma era inferiore d' molto al Bat-
;

era una figura della liberazione degli uomini dalla tesimo di Gesù, perchè non causava la remissio-
schiavitù del demonio fatta da Gesù Cristo. ne dei peccati ma solo la significava e la pro-
,

Giovanni è l'araldo che annunzia Gesù, e deve metteva a coloro che vi si accostavano animati
rendere diritti i cuori degli uomini, converten-' da vera contrizione.
doli a Dio per mezzo della penitenza.
7. Avendo veduto molti Farisei e Sadducei... 1
4. Giovanni aveva una veste ecc. Era questo il Farisei e i Sadducei costituivano i due più im-
vestito e il cibo dei poveri e dei profeti (II Re I, portanti partiti politico-religiosi dei Giudei. La
8; Zacc. XIII, 4; Ebr. XI, 37). Le grosse lo- loro origine ascende al tempo in cui l'Ellenismo
custe d'Oriente sono ancora mangiate oggidì, cercò di infiltrarsi nel popolo d'Israele (I Mac. I,
cotte nell'acqua, o disseccate al forno, o al sole. 12-16; II Mac. IV, 7-9). I Farisei (ebr. Phera-
[ re di Assiria ne esigevano come tributo dai po- shim. Separati) erano gli osservatori scrupolosi
poli loro soggetti. della legge di Mosè e di una moltitudine di tra-
S. Matteo, HI, 8-12 (3

vJperarum, quis demonstravit vobis fugere Razza di vipere, chi vi ha insegnato a


a ventura ira? "Facile ergo fructum dignum fuggire dall'ira futura? 'Fate adunque frutti
poenitentiae. 'Et ne velitis dicere intra vos : degni di penitenza 'e non vogliate dire ;

Patrem habemus Abraham, dico enim vo- dentro di voi Abbiamo Abramo per padre
: :

bis quoniam potens est Deus de lapidibua imperocché vi dico che Dio può da queste
istis suscitare fllios Abrahae. "lam enim pietre suscitare figliuoli ad Abramo. '"Poi-
securis ad radicem arborum posita est. chè la scure sta già alla radice degli alberi.
Omnis ergo arbor, quae non facit fructum Ogni albero adunque, che non fa buon
bonum, excidetur, et in ignem minetur. frutto, sarà tagliato e gettato nel fuoco.
"Ego quidem baptizo vos in aqua in poeni- "Quanto a me io vi battezzo con acqua per
tentiam qui autem post me venturus est,
: la penitenza ma quegli che verrà dopo di
:

fortior me est, cuius non sum dignus cal- me, è più potente di me ni io son degno di :

ceamenta portare ipse vos baptizabit in


: portargli i sandali egli vi battezzerà in Spi-
:

Spiriti! sancto, et igni. '*Cuius ventilabrum rito santo e fuoco. Egli ha il ventilabro
in manu sua : et permundabit aream suam : nella sua mano e purgherà interamente la
:

et congregabit triticum suum in horreum, sua aia, e raccoglierà il suo frumento nel
paleas autem comburet igni inextinguibili. granaio ma brucierà le paglie con fuoco
:

inestinguibile.

" Marc. 1, 8; Lue. 3. 16; Jom. t. 36; Act. 1, 5.

dizioni avute dagli antichi. Propendevano al fa- bero che non fa buon frutto, sari tagliato e get-
taliamo, ammettevano la riaurrezìone futura, l'im- tato fuoco, cosi eaai verranno condannati al
nel
mortaliti dell'anima, l'eaiatenza di apiriti ecc. Al fuoco eterno, se non daranno frutti di penitenza
tempi di G. C. però la loro religione era diven- e di buone opere.
tata un puro formalismo esteriore tuttavia gra- ;
11. lo vi battezzo con acqua... Il Battista rende
zie alla santità che affettavano, allo studio che pubblica testimonianza a Geaù mostrando la sua
ponevano nell'apprendere e insegnare la legge, inferioriti rispetto a Lui. Egli dice Non cre- :

godevano di molta autoriti su! popolo, tanto pid diate che io aia colui, che deve esercitare il giu-
che per principio erano contrarli alla dominazione dizio contro i perversi ; poiché il mio battesimo
romana. diapone bensì al pentimento e alla detestazione
Opposti ai Pariael erano Sadducei (eb. Zadda- i
dei peccati; ma non ne conferisce il perdono e
klm : Giusti, o discendenti di Sadoc). Questi la remissione. Colui che viene dopo di me (il
ammcttevsno la sola legge scritta, eacluae tutte greco ha il presente lpX6^evo^ invece del fu-
le tradizioni, e negavano la risurrezione e l'eai-
turo v«ntnrtis) è tanto più grande di me. che io non
atenza degli apiriti. Erano pochi di numero: ma son degno di portargli i sandali. Portsre in mano
per compenso ricchi e potenti, poiché, diventati i sandali dietro al padrone, legarli o slegarli al
favoreggiatori dei Romani, ne ricevevano le ca-
piede di lui. era ufficio degli ìnfimi schiavi, sia
riche più onorifiche, gli impieghi più lucrosi. La presso gli Ebrei, come presso i Romani e i
nobilti, I ricchi, sacerdoti erano membri di
i
Greci.
questa setta. Egli vi battezzerà In Spirito santo e fuoco... Il
Giovanni chiama i Farisei ed i Sadducei razza :
Battesimo di Gesù dari lo Spirito Santo, cioè la
di vlptrt, cioè figli perversi di genitori empii,
grazia, la quale come fuoco consumeri I peccati,
(la. LIX, 5) e, aiccome essi credevano di es- illumineri mente, inflam-
purificheri l'anima, la
sere accetti a Dio e non aver quindi bisogno di amore il cuore. Le parole del
meri di santo
penitenza, perchè figli di Abramo; loro doman-
Battiata non devono però restringersi al solo
da :chi vi ha insegnato ecc. e voleva dire :
Battesimo di Gesù ms esse indicano in gene-
;

niuno ha potuto insegnarvi, che voi afuggirete rale quella larga effusione dei doni dello Spirito
all'ira ventura, cioè alla collera dh'ina nel giu-
Santo, annunziata gii dai profeti (la. XLIII, 3;
dizio, che Dio fari degli empi.
Ezech. XI, 19; XXXVI, 26 ecc.; GioeL II, 28;
Fate fratti ecc. Se non vogliono essere get-
8. Zacc. XII, IO) come frutto della venuta del Mes
tati nel fuoco, come alberi infruttuosi, facciano aia (Conf. Atti I. 5; X, 44-48; XI, 15-16). Di
opere che mostrino la loro sincera conversione. questa effusione, si ebbe una manifestazione so-
9. Abbiamo Abramo per padre... Per essere lenne nel giorno di Pentecoste, quando lo Spi-
salvi, non
basta discendere da Abramo ; ma è rito Santo sotto forma di fuoco, scese sopra gli
d'uopo imitare la sua fede, la sua obbedienza e Apostoli.
le altre sue virtù (Rom. IV. Il e scg. IX. 6 e
;
12. Egli ha II ventilabro nella sua mano... Con
seg.). Se voi non vi curate di ciò. sarete esclusi un'immagine tolta dall'agricoltura. Giovanni per
dal regno dei cieli ; ma non per questo verri iscuotere più fortemente gli snimi, presenta il
meno la promessa
da Dio al grande Pa-
fatta Messia in atto di esercitare il supremo giudizio.
triarca, perchè colla sua onnipotenza Dio pud L^ sus aia è il mondo frumento da tutto, il

creargli dei discendenti da queste pietre del de- raccogliersi nel granaio, cioè sono co- nel cielo,
serto, e a più ragione può fare dei pagani gli loro che abbracciarono e praticarono la sua dot-
eredi della fede e delle promesse a lui fatte. trina la paglia da bruciarsi invece con fuoco ine-
;

10. La scare sta già alla radice... La collera stinguibile nell'inferno, sono gli increduli e i
divina è prossima a scoppiare ; se non si conver- peccatori (Conf. Matt. XXV, 46; Mar. IX, 43,
tiranno, la loro sorte diverri irreparabile. L'al- 48; Is. LXVI, 24). (V. flg. 3 a pag. 14).
14 S. Matteo, III, 13-17

"Tunc venit lesus a Galilaea in lordanem "Allora arrivò Gesù dalla Galilea al Gior
ad loannem, ut baptizaretur ab eo. "loan- dano da Giovanni per essere da lui battez-
nes autem prohibebat eum, dicens Ego : zato. "Ma Giovanni se gli opponeva, di-
a te debeo baptizari, et tu venis ad me? cendo Jo ho bisogno d'essere battezzato
:

"Respondens autem Jesus, dixit ei Sine : da te e tu vieni a me? ^*Ma Gesù gli ri
:

modo sic enim decet nos implere omnem


: spose dicendo Lascia fare per ora
: poiché :

justitiam. Tunc dimìsit eum. ^*Baptizatus così conviene a noi di adempire ogni giusti*
autem Jesus, confestim ascendit de aqua, zia. Allora gli condiscese. ^'Gesù, battez-
et ecce aperti sunt ei coeli : et vidit spiri- zato, uscì tosto dall'acqua : ed ecco gli s'
tum Dei descendentem sicut columbam, et aprirono i cieli e vide lo : Spirito di Die
venientem super se. "Et ecce vox de coelìs scendere quasi colomba, e venir sopra di
dicens Hic est fllius meus dilectus, in quo
: lui.''Ed ecco una voce dal cielo che disse :

milii complacui. Questi è il mio Figlio, il diletto, nel quale


io mi sono compiaciuto.

" Marc. 1, 9. " Lue. 3, 22. " Lue. 9, 35; II Petr. 1, 17.

13. Allora... Dopo che Giovanni, colla sua pa- anche Giovanni fu testimone di questi fatti so-
rola aveva preparato il popolo eccitando in tutti prannaturali (Giov. I, 34), ed è pure assai co-
l'aspettazione del Messia, Gesù da Nazaret venne mune la sentenza, che tiene, esserne stato spet-
tatore anche il popolo, che, al dire di S. Luca,
(III, 21) trovavasi presente (Knab.). Ricevendo
il Battesimo Gesù si offrì vittima dei peccati de-
gli uomini, e perciò subito si manifestano gli ef-
fetti che produrrà la sua redenzione. I cieli chiusi
Flg. 3. dopo il peccato di Adamo si aprono, e scende lo
Egrziana che vaglia Spirito Santo sotto forma di colomba, simbolo di
il grano. pace e di riconciliazione.
Non è da credere che prima del Battesimo lo
Spirito Santo non risiedesse in Gesù C. ma a ;

quella guisa che non fu costituito Figlio di Dio


dalla voce del Padre, ma solo manifestato come
tale agli uomini; cosi la discesa dello Spirito
Santo in lui, non gli conferì alcuna cosa che
al Giordano. Il Battista non l'aveva ancora ve- prima già non avesse ma lo fece solo cono-
;

duto; ma tosto al suo presentarsi, lo riconobbe scere pubblicamente agli uomini come Messia e
per rivelazione divina. Figlio di Dio.
14. Giovanni opponeva... Conoscendo la
gli si 17.Questi è il mio Figlio, il diletto... Queste pa-
santità di Gesù Cristo, egli non credeva si con- role vanno prese nello stretto senso di una figlia-
venisse a lui il suo battesimo di penitenza, de- zione naturale, per la quale Gesù è vero Figlio
stinato ai peccatori. Giovanni confessando di aver di Dio, uguale e consostanziale al Padre. Gli
bisogno di essere battezzato da Gesù, afferma articoli infatti che nel greco (6 wìói; uou ò d^asin-
un'altra volta la superiorità di lui, e nello stesso ró(; ) precedono Figlio e Diletto, indicano chia-
tempo dà a vedere che Egli è veramente colui ramente che il Padre non parla di un suo figlio
che dovrà battezzare in Spirito Santo. adottivo qualunque; ma del suo Figlio unico,
naturale ed eterno.
15. Lascia fare per ora... Gesù non biasima la
_

ritrosia di Giovanni a battezzarlo


Che Messia dovesse essere Figlio di Dio,
il
; ma gli dice :
già era predetto nei salmi (11, 7: CIX, 3) e l'An-
lascia per ora ch'io riceva il tuo battesimo; non
gelo l'aveva annunziato a Maria SS. (Lue. I, 35).
è ancora venuto il momento di far palese ìu mia
Nel quale mi sono compiaciuto... Il Padre si
divinità. Conviene a me e a te adempiere ogni
giustizia, cioè fare tutto quel che p' ce a Dio.
compiace nel Figlio, perchè il Figlio è imma-
gine perfetta di Dio, e della sua bontà.
Dio volle che Gesù ricevesse il Bati simo di
Tutti i Padri hanno osservato al Battesimo di
Giovanni, per lo stesso motivo per cui volle
che si sottomettesse alla legge di Mosè. Col s 'o Gesù una manifestazione della SS. Trinità nel
esempio Gesù doveva eccitare gli altri a ricevere Padre che parla, nel Figlio a cui si rende testi-
il Battesimo di Giovanni,
monianza, nello Spirito Santo disceso sotto for-
che era figura dì quello ia di colomba. Essendo poi il Battesimo di
che Egli avrebbe istituito, e col contatto della
sua carne immacolata voleva santificare l'acqua, Gesù firura del Battesimo cristiano, era conve-
che doveva divenire strumento per la santifica- niente K? vedesse al Giordano in modo sensibile,
zione delle anime. Si può ancora aggiungere, ciò che questo sacramento opera nelle anime,
che cioè coire C'ir la grazia, apra le porte del cielo,
Gesù avendo preso sopra di sé nostri peccati, i

era conveniente che apparisse come e renda figli adottivi di Dio, e nello stesso tempo
peccatore, ragione voleva "he fosse pure indicata la parte
ricevendo il Battesimo di Giovanni.
che vi prendono . tre Persone della SS. Trinità,
16 Gli si aprirono Non ma
i cieli... solo Gesù, in nome delle quali viene conferito.
S. Matteo, IV, i-« 15

CAPO IV

Digiuno e tmtazioyu di Gesù, i-ii. — Ritorno in Galilea, ii-rj. Vocazione d^


primi quattro Apostoli, 18-22. — Predicazione di Gesù. 23-25.

*Tunc lesus auctus est in desertum a Spl- 'Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel
ritu, ut tentaretur a diabolo. 'Et cum ie- deserto per essere tentato dal diavolo. 'E
iunasset quadraginta diebus, et quadraginta avendo digiunato quaranta giorni e quaranta
noctibus, postea esuriit. *Et accedens ten- notti, finalmente gli venne fame. 'E acco-
tator dixit ei Si fllius Dei es, die ut lapi-
: statoglisi il tentatore disse Se tu sei fi- :

des panes flant. *Qui respondens dixit


isti : gliuolo di Dio, di' che queste pietre diven-
Scriptum est Non in solo pane vivi! ho-
: tino pani. *Ma egli rispose e disse Sta :

mo, sed in omni verbo, quod procedi! de scrìtto pane vive l'uomo, ma di
: Non di solo
ore Dei. ogni parola che procede dalla bocca di Dio.
*Tunc assumpsit eum diabolus in san- 'Allora il diavolo lo trasportò nella città
ctam civitatem, et statuii eum super pinna- santa, e lo pose sul pinnacolo del tempio,
culum templi. 'Et dixit ei Si fllius Dei es, : •e gli disse Se tu sei figliuolo di Dio, get-
:

mitte te deorsum. Scriptum est enim Quia : tati giù : poiché sta scrìtto : Che ha com-

> Marc. 1, 12; Lue. 4, I. Deut. 8, S-, •*«. 4. 4. • Pi. 90, 11.

minciare la predicazione del Vangelo volle pre-


CAPO IV.
mettere questo lungo digiuno, durante il quale
1. Gli interpreti fanno questione su quanto di fu assorto in altissims contemplazione. Passati
esterno vi sia stato nelle tentazioni di Gesù. però i 40 giorni, la natura riprese i suoi diritti,
S. Cipriano (Ser. de |e}un. et tent. Ch.), seguito ed Egli senti uos fame violenta.
da qualche teologo ed esegets, pensava cbe il de- 3. Aecostatogliti U tentatore. Il tentatore è
monio si fosse presentato a Gesù non in forma Satana, che msnifests in forma visibile. Egli
si
visibile e oggettiva, ma solo in una sua visione sveva udito voce del Padre, e la predicazione
la
immaginaria, per modo che solo in immaginazione di Giovanni che affermavano essere Gesù Messia
Gesù sarebtie stato trasportalo sul tempio, e poi e Piglio di Dio, e nel rigoroso digiuno di 40
sul monte dal demonio. La sentenzs contraria però, giorni sveva veduto qualche cosa più che umano;
a cui noi aderiamo, t più comune tra i cattolici. ma d'altra parte vedendolo ora aoffrire la fame
Come mai infatti, si domanda Maldonato, gli an- violenta, dubita se versmente Egli sia il
Blu
geli avrebbero potuto portare Gesù nelle loro iessia e il Figlio di Dio. e per accertarsi lo
mani acciò non inciampasse col suo piede nella eccits a provare la sus divinità e Is sus mis-
pietra, se solo in immaginazione fosse stato sione eoo prodigi straordinari. Come gii aveva
istigato dal demonio
precipitarsi dal tempio?
a tentato Eva di golositl, così ora lenta Gesù.
Si osservi inoltre che queste tentazioni prove-
4. Gesù risponde sppellandosi alla Scrittura.
nivano dall'esterno, cioè da suggestioni diaboli-
Nel passo citsto (Deut. Vili. .ì) Mosè dice al
che, e non dall'interno, perchi in Gesù non vi
popolo (Dio) e ti afflisse colla penuria, e ti die
:

erano passioni sregolate. E' pure certo che Gesù,


per cibo la manna non conosciuta da te, né dal
né si compiacque del male, né vi acconsenti, ma
tuoi padri per farti vedere, come non di solo
anche durante gli assalti del demonio conservò ;

pane vive l'uomo: ma di ogni parola che proceda


sempre la piena padronanza ai sé stesso.
dalla bocca di Dio >. Il senso di queste parole
Allora G<sà /u condotto ecc. Subito dopo rice-
si é :La conservazione della vita dell'uomo non
vuto il Battciiimo, Gesù dallo Spinto Santo ven-
dipende dal pane, ma dalla volontà di Dio, che
ne condotto dalla valle del Giordano nell'inter-
può conservarla, fornendo colla sua parola crea-
no del deserto. Il luogo dove Egli sostenne gli
trice un nutrimento miracoloso.
assalti del demonio, viene indicato dalla tradi-
Il demonio ha tentato Gesù di mettere a ser-
zione in quella regione montuosa e selvaggia che
vigio dei suoi personali interessi la potenza di
si stende ad Ovest di Gerico, dove sorge un'orri-
cui é rivestito; ma Gesù gli risponde, che può
da montagna alta 473 m., che anche oggi si
aver piena Hducia in Dio, il quale non mancherà di
chiama della Quarantena.
provvederlo.
Per essere tentato... Tentare significa far prova
e quindi anche indurre, sollecitare. Dio tenta ta- 5. Allora lo trasportò. (II greco ha il presente
lora, cioè fa prova il demonio tenta inducendo
;
xapaXa^^d>et). Ls città santa è Gerusalemme,
al' male. Gesù volle essere tentato dal demonio cosi chiamata, perchè centro del culto giudaico
per meritarci la grazia di vincere il tentatore, in- (Isai XLVIII, 2). Pinnacolo del tempio veniva
segnarci che dobbiamo combatterlo colle armi detta la parte più alta di quest'ediflzio. Può essere
del digiuno e della preghiera, ed eccitare in noi si trstti qui della più alta cima del portico reale,
la fiducia nella sua misericordia (Ebr. IV, 15 ; che alzavasi nella parte Sud del tempio, su di
e II, 18). una rupe scoscess.
2. Come Mosè aveva digiunato 40 giorni pri- 6. Gettati giù. Gesù aveva mostrato una gran
ma di ricevere la legge, così Gesù prima di co- confidenza in Dio. ora il demonio vorrebbe in-
16 S. Matteo, IV, 7-14

angelis suis mandavit de te, et in manibus messa ai suoi Angeli la cura di te, ed essi

tollent te, ne forte offendas ad lapidem pe- ti porteranno sulle mani, affinchè non in-
dem tuum. ^Ait illì lesus Rursum scri- : ciampi col tuo piede nella pietra. 'Gesù gli
ptum est Non tentabis Dominum Deum
;
disse : Sta anche scritto : Non tenterai il

tuum. Signore Dio tuo.


*Iterum assumpsit eum diabolus in mon- *Di nuovo il diavolo lo trasportò sopra un
tem excelsum valde : et ostendit ei omnia monte molto elevato e gli fece vedere tutti
:

regna mundi, gloriam eorum. 'Et dicit ei


et : i regni del mondo e la loro magnificenza :

Haec omnia tibi dabo, si cadens adoraveris *E gli disse Tutto questo ti darò se pro-
:

me. ^°Tunc dicit ei lesus Vade Satana : : strato mi adorerai. '"Allora Gesù gli disse :

Scriptum est enim Dominum Deum tuum


: Vattene, Satana perchè sta scritto
: Adora :

adorabis, et illi soli servies. "Tunc reliquit il Signore Dio tuo, e servi lui solo. "Allora

eum diabolus et ecce angeli accesserunt,


:
il diavolo lo lasciò ed ecco se gli accosta-
:

et ministrabant ei. rono gli Angeli e lo servivano.


"Cum autem audisset lesus quod loan- '^Gesù poi avendo sentito come Giovanni
nes traditus esset, secessit in Galilaeam : era stato messo in prigione, si ritirò nella
"Et, relieta civitate Nazareth, venit, et ha- Galilea : "e lasciata la città di Nazaret,
bitavit in Caphamaum maritima in fìnibus andò ad abitare ''n Cafarnao marittima, ai
Zàbulon, et Nephthalim **Ut adimplere-
: confini di Zàbulon e di Neftali **affln- :

tur quod dictum est per Isaiam prophetam : chè si adempisse quello che era stato detto

^ Deut. 6, 16. 1» Deut. 6, 13. " Marc. 1, 14; Lue. 4, 14; Joan. 4, 43.

durlo ad ostentare questa confidenza, ponendosi gini di questi regni ecc. e per rendere più verisi-
volontariamente in un pericolo, colla certezza di mile questa rappresentazione, l'ha trasportato su
esserne salvato con un miracolo. Lo invita per- di un alto monte.
ciò a compiere un prodigio strepitoso, che non Fu questa una tentazione di avarizia. Gesù ha
avrebbe mancato di scuotere i Giudei, i quali così superato quei tre generi di tentazioni che
lo avrebbero riconosciuto Messia. Il demonio trascinano maggiormente gli uomini al male, la
si appoggia all'autorità della Scrittura travolgen- gola, la superbia e l'avarizia. Tutte queste ten-
done il senso. E' una tentazione di orgoglio e di tazioni avevano per iscopo di mettere Gesù in
vanità. opposizione col Padre, inducendolo a compiere la
7. Non tenterai... Gesù risponde,
sua missione di Messia collo sbalordire gli uo-
dando la
mini mediante prodigi e miracoli straordinarii ;
vera interpretazione della Scrittura. Dio ha cura
dei giusti che trovansi nei pericoli a motivo del-
mentre era volontà di Dio, che Egli per mezzo
dell'umiltà, dei patimenti e della morte compiesse
l'adempimento dei propri! doveri ma non di ;
la redenzione degli uomini. Gesù rigettando le
quelli che vi si espongono temerariamente per
suggestioni diaboliche veniva con ciò a mettersi
far prova della bontà di Lui.
in opposizione coU'ideale messianico dei Giudei,
8. Lo trasportò sopra un monte molto elevato... i quali si aspettavano un regno politico e ter-
E' impossibile determinare quale sia stato que- reno, che li avesse liberati dalla servitù di Roma,
sto monte. Al Messia erano promessi ì regni e loro avesse assoggettati tutti i popoli ; e faceva
della terra (Salm. II, 8; LXXl, 8-11 ecc.); ma comprendere che il suo regno non era di questo
Egli doveva conquistarli a prezzo di umiliazioni mondo, e che egli veniva a liberare gli uomini
e dipatimenti (Isai. XLIX, 4; L, 4-10, ecc.). II dalla schiavitù del peccato.
demonio suggerisce a Gesù un mezzo più facile,
11. Vinto il Demonio,
si accostarono a lui al-
venire cioè a un compromesso col male; si of-
cuni angeli elo servivano forse portandogli quel
fre in tal caso a metterlo subito in possesso dei
nutrimento di cui abbisognava.
regni del mondo, che a lui, come a principe di
questo mondo, appartengono. Egli sperava forse 12. Giovanni era stato messo in prigione da E-
che Gesù gli avrebbe detto prostrati tu, e
:
rode Antipa. V. Lue. Ili, 19,20. Il motivo verri
«dorami, che io sono Dio; ma Gesù risponden- indicato al capo XIV, 3-4. Tra i fatti narrati da
dogli Vattene, Satana, ecc. da una parte gli
:
Matteo ai vv. 1 1 e f2 è corso un certo inter-
mostra che l'ha perfettamente conosciuto, e dal- vallo di tempo, durante il quale vanno posti gli
l'altra lo delude nella sua aspettazione, non la- avvenimenti narrati da Giov. I, 19 - IV, 54. 11
sciandogli capire con certezza se Egli sia Fi- viaggio in Galilea qui menzionato da Matteo è
glio di Dio. quello che Giov. comincia a narrare al cap. IV,
Coloro che negano il carattere oggettivo e reale 1-3. Gesù pertanto dalla Giudea, dove gli si
della tentazione, si appoggiano principalmente su tendevano insidie dai Farisei, si ritirò nella Ga-
questo versetto, e dicono che non esiste affatto lilea come in luogo più sicuro.
un monte, da cui si possano vedere tutti i regni Cafarnao. Benché non sia menzionata nel-
13.
della terra. Si risponde però che S. Luca (IV, 5) l'A. T. era però una città assai importante ai
dicendo, che Satana mostrò a Gesù in un attimo tempi di Gesù C. Situata sulla riva occidentale
tutti i regni della terra, lascia chiaramente com- del lago di Genezaret, era un centro importante
prendere esservi stato in questo fenomeno « qual- di commercio e possedeva un ufficio di dogana
che cosa di magico» (Fili.). Il demonio non ha e una guarnigione romana. La si identifica sia con
potuto certamente turbare la fantasia e i sensi Teli Hum., sia con Khan Minye, distanti un'ora
interni di Gesù; ma ha potuto far apparire ester- di cammino l'uno dall'altro. Cafarnao vien detta
•uniente davanti agli occhi del Salvatore imma- marittima, perchè situata sulla spiaggia del lago.
S. Matteo, IV, 15-22 17

'"Terra Zàbulon, et terra Nephthalim, via da Isaia profeta "Terra di Zàbulon e terra:

maris trans lordanem, Galilaea gentium, di strada al mare di là dal Gior-


Neftaii,
"Populus, qui sedebat in tenebris, vidit dano, Galilea dei Gentili **il popolo che :

lucem magnam et sedentibus in regione : camminava nelle tenebre ha veduto una


umbrae mortis, lux orta est eis. gran luce e la luce si è levata per coloin
:

che giacevano nella regione e nella oscuriti


della morte.
^'Exinde coepit lesus praedicare, et di- li in poi cominciò Gesù a predicare
*'Da
cere Poenitentiam agite
: appropinquavi! : e a dire Fate penitenza
: imperocché il :

enim regnum caelorum. regno dei cieli è vicino.


^*Ambulans autem lesus iuxta mare Ga- "E camminando Gesù lungo il mare di
lilaeae, vidit duos fratres, Simonem, qui vo- Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato
catur Petrus, et Andream fratrem eius, mit- Pietro, e Andrea suo fratello, che getta-
tentes rete in mare, (erant enim piscatores). vano in mare la rete (perchè erano pesca-
**Et ait illis Venite post me, et faciam
: tori) "e disse loro Venite dietro a me,
: :

vos fieri piscatores hominum. *'At illi con- e vi farò pescatori d'uomini. '"Ed essi su-
tinuo relictis rctibus, secuti sunt eum. bito, abbandonate le reti, lo seguirono.
"Et procedens inde, vidit alios duos fra- *'E di li andando innanzi vide due altri
tres, lacobum Zebedaei, et Ioannem fratrem fratelli, Giacomo figlio di Zebedeo e Gio-
ejus in navi cum Zebedaeo patre eorum. re- vanni suo fratello, in una barca insieme con
flcienies retia sua
vocavit cos. **llli
: et Zebedeo loro padre che rassettavano le loro
auiem statim relictis retibus et patre. secuti reti : e li chiamò. "Ed essi subito, abban-
sunt eum. donate le reti e il padre, lo seguirono.

U. 9, 1. " Marc. 1. 15. >• Marc. 1, 16; Lue. 5. 2.

15. Anche
quc«co si ha l'adempimento di
in Nord o da Sud, vengono agitate da violenti bu-
una profezia. passo di Isaia (IX, 1-2) è citato
Il fere, benché di breve durata.
sul testo ebraico, omettendo qualche parola. Il Vide due fratelli... Non è la prima volta che
profeta annunzia alle Provincie del Nord della Geaù li vedeva ma altre volte ai era già tratte-
;

Palestina, devastate dalle invasioni assire, il fu- nuto con loro. Simone, Andrea. Giacomo e Gio-
turo Liberatore. Ttrra di Zàbulon ecc. cioè po- vanni erano alati discepoli del Battista, e dal
polo di Zàbulon e di Neftaii, ttrada al mart, il loro maeatro avevano appreso che Gesù era I)
greco òòov 9aXaa<Ti^^ significa verso il mare (di :
llMoia, e già ai erano dati a aeguirlo, benché
Genezaret) e determina la posizione geografica dei non ancora in modo deflniiivo (GIov. I, 35 e
due popoli. Le parole : di là dal (liordano, devono
essere prese isolatamente per significare il ter-
ritorio situsto sulla riva orientale del Giordano,
cioè la Gesù passò alcun tempo della
Perca, dove
sus pubblica.
vita
Galilea d*i gentili si chiama la parte superiore
della Galilea confinante colla Siria e colla Feni-
cia. Que«io nome era dovuto al fatto che io
essa vi erano molti gentili.
16. Il popolo delle quattro regioni mentovate
era circondato da tenebre fittissime come quelle
del soggiorno dei morti, allorché vide «puntare
la luce, cioè il Messia.
17. Spiega quale sia la luce apportata dal
Messia. Gesù comincia la sua predicazione come
il Battista, esortando alla penitenza, perchè è .4 Poscatora dal lago di Tiberiade
vicino il regno di Dio, e con ciò dimostra che che getta la rata.
l'unica via per far parte di questo regno è la
mutazione dei costumi, e si oppone recisamente seg.). Simone chiamato Pietro. Questo nome gì!
alla falsa aspettazione giudaica di un regno ter- era stato dato da Gesù la prima volta che lo
reno. vide (Giov. I, 43).
18. Per fondare e propagare il suo regno. Gesù 19. Venite dietro a me.
I discepoli dei Rabbi
si alcuni sempiici Galilei.
sssocia stavano sempre loro maestri. Gesù in-
uniti ai
Mare di Galilea o di Tiberiade è detto il lago vita i due fratelli a seguirlo come maestro, e co»
di Genezaret, uno dei più bei laghi del mondo un giuoco orientale di parole sulla loro profes
per la ricchezza di vegetazione e l'amenità del sione snteriore, promette di chiamarli a gettare
sito. Ha una forma ovale, con una lunghezza di le loro reti nel mare immenso dell'umanità per
circa 21 Km. e una larghezza massims di 12 conquistare gli uomini alla salute.
Km. e una profondità varia da 48 a 250 m. Tro- 21. Giacomo... di Zebedeo, per distinguerlo da
vasi a circa 200 m. sotto il livello del Mediter- Giacomo il Minore figlio di Alfeo (X, 3). Si os-
raneo. Il lago abbonda di pesci, e le sue acque servi la prontezza con cui questi primi discepoli
ordinariamen.e calme, quando soffiano i venti da obbedirono alla voce di Gesù.

i — Sacfu liibbia, vul. 1.


18 S. Matteo, IV, 23 — V, 1

''E attorno per tutta la Ga-


Gesù andava
"Et circuibat lesus totam Galilaeam, do-
insegnando nelle loro sinagoghe, e
oens in synagogis eorum, et praedicans e-
lilea,
predicando il Vangelo del regno, e sanando
vangelium regni et sanans omnem languo-
:

i languori e le malattie del popolo. ^*E


rem, et omnem infìrmitatem in populo. **Et
tutti
obtu- sparse la fama di lui per tutta la Siria
abiit opinio eius in totam Syriam, et
si :

lerunt ei omnes male habentes, variis lan- e gli presentarono tutti quelli che erano in-
guoribus, et tormentis comprehensos, et qui disposti e afflitti da diversi mali e dolori, e
gli indemoniati, e i lunatici e i paralitici e
daemonia habebant, et lunaticos, et paraly- :

"Et secutae sunt eum li risanò. **E lo seguì una gran turba dalla
ticos, et curavit eos :

turbae multae de Galilaea, et Decapoli, et Galilea, dalla Decapoli, da Gerusalemme,


de lerosolymls, et de ludaea, et de trans dalla Giudea e dal paese di là dal Giordano.
lordanem.

CAPO V.

Discorso della montagna. Le beatitudini, 1-12. Importanza — dell' Apostolato, 13-16,



La Ntcova Legge complemento dell' Antica, 17-48.

^Videns autem lesus turbas, ascendit in 'Gesiì vista quella turba salì sopra un
montem, et cum sedisset, accesserunt ad monte : ed essendosi posto a sedere, si ac-

" Marc. 3, 7; Lue. 6, 17.

23. L'Evangelista riassume in poche parole la indemoniato (Matt. IX, 32; Mar. VII, 32). S,
missione di Gesù in Galilea, presentandolo come Matteo in questo stesso v. 24 distingue netta-
Dottore che predica e insegna, e come Tauma- mente gli indemoniati dai paralitici e dagli epi-
turgo che opera prodigi. lettici. Questi ultimi vengono chiamati lunatici, per-
Sinagoghe erano edifizi per lo più di forma chè si credeva che gli accessi del loro male fos-
rettangolare, dove si riunivano i Giudei nei sero in relazione colle fasi lunari.
giorni di sabato e delle altre feste per pregare e E' bensì vero che nell'A. T. non si parla di
leggere i libri sacri. Col permesso del capo del- possessioni diaboliche, se si eccettua forse il
l'assemblea, ognuno dei presenti poteva prendere caso di Saulle ma gli scrittori sacri parlano
;

la parola. Gesù trovavasi perciò in condiziooi spesso del demonio e fanno abbastanza capire la
favorevoli per proporre la sua dottrina. sua potenza e il suo desiderio di nuocere agli
L'origine delle sinagoghe va cercata nei tempi uomini. Vedi p. es. i libri di Giobbe e di Tobia.
posteriori all'esiglio, e ne erano state edificate E' pure vero che le possessioni diaboliche sem-
non solo in ogni città e villaggio della Palestina ; brano essere state più numerose al tempo del
ma dovunque si trovava un certo numero di Signore e degli Apostoli ; ma giova considerare
Ebrei (V. Vigouroux. Le N. T. et les décoavertes che era anche quello il tempo, in cui era mag-
arch. p. 145 e seg.). giore la corruzione umana, e in cui più viva fer-
veva la lotta tra il bene e il male. La Palestina
24. Siria è la Provincia romana di questo no-
doveva essere il principale teatro delle infesta-
me, nella quale, specialmente a Damasco e ad
zioni diaboliche, perchè là il demonio faceva gli
Antiochia, vi erano molti Giudei.
ultimi sforzi per mantenere il suo impero, e
Indemoniati si chiamano coloro, che sono pos-
seduti dal demonio. Lo spirito maligno, per-
Gesù fondava il suo regno opposto al regno di
Satana.
mettendolo Iddio, si impossessa talvolta del cor-
(V. Vigouroux, Les Livres saints et la critìqut
po dell'uomo, e se ne serve come di uno stru-
rationaliste. Tom. V pag. 377, 5 edit.).
mento, muovendolo a suo piacere e facendolo
25. Decapoli era una confederazione di varie
spesso soffrire orrendamente. La possessione città poste quasi tutte al di là del Giordano, Il
porta con sé una sovraeccitazione e uno sconcerto
principale delle quali era Scitopoli, e le altre
profondo nel sistema nervoso e in tutto l'organi-
smo del corpo umano, e vi produce di frequente Gadara, Filadelfia, Fella, Dìon, Canath ecc.
infermità, quali la perdita della vista (Matt. XII,
Paese al di là del Giordano è la Perea. Da
tutte le parti quindi si accorreva a Gesù.
22), il mutismo (Matt. IX, 32), la pazzia furiosa
(Matt. XI, 8), l'epilessia (Matt. IX, 16-26). Queste
malattie però scompaiono subito, appena il de-
monio sia stato cacciato.
CAPO V.

Negli ultimi tempi alcuni negarono la realtà Questo discorso compreso tra un
magnifico
delle possessioni diaboliche, facendo degli inde- esordio (V, 1-2) e una perorazione (VII, 28-29)
moniati tanti malati ordinari!, le infermità dei contiene un perfetto riassunto di tutta la mo-
quali dall'ignoranza dei tempi venivano attribuite rale cristiana, ed è uno dei più belli pronun-
al demonio. Ciò non può essere in alcun modo. ziati dal Salvatore. Gesù dichiara dapprima la
Gli Evangelisti sanno assai bene distinguere le natura spirituale del suo regno e le disposizioni
possessioni diaboliche dalle malattie ordinarie che si richiedono per avervi parte (V, 3-12);
(Matt. IV, 24; Mar. I, 32-34; Lue. VI, 17-18) indi tratta dell'importanza dell'ufficio dei suoi
né ogni muto, o cieco, o epilettico per loro è un discepoli nel mondo (V, 13-16) e poi descrive i
:
S. Matteo, V, 2-6 19

eum discipuli *Et aperìens os suum


eius. costarono a lui i suoi discepoli. Ed egli,
docebat eos, dicens 'Beati pauperes spi-
: 'aperta la sua bocca, li ammaestrava dicen-
ritu :quoniam Ipsorum est regnum caelo- do 'Beati i poveri di spirito
: perchè di :

rum. *Beati mites quoniam ipsi posside-


: questi è il regno de' cieli. *Beati i man-
bunt terram. 'Beati, qui lugent quoniam : sueti perchè possederanno la terra. 'Beati
:

ipsi consolabuntur. * Beati, qui esurìunt, et coloro che piangono perchè saranno conso-
:

» Lue. 6, 20. P«. 36, II. • Is. 61, 2.

rcpporti in cui Egli si trovt colla leggp di Mosi. auo acnso usuale, per coloro cioè che soao privi
Non è venuto per abolirla ; ma per compierla e di ricchezze vi si sggiunge di spirito per dino-
:

perfezionarla (V, 17-48). Passa in seguito a tare, che non é la povertà per sé atessa che sia
parlare di ciò che t necessario per osservare la accetta a Dio; ma la povertà che importa un
iegKc come si conviene, vale a dire, della retta distacco del cuore dalle cose del mondo ed è ef-
intenzione (VI, 1-18); del distacco dalle cose del fetto della grazia dello Spirito S. Povtri di spi-
mondo (VI, 19-34); della sempliciti di cuore rito sono pertanto non solo quelli che, seguendo il

(VII, 1-6). Per ottenere queste cose è necessaria consiglio del Salvatore (XIX, 21) volontariamente
la preghiera (VII, 7-11). A compimento della si spogliano di tutto per seguirlo; ma ancora
sua dottrina Gesù inculca ancora di fare agli altri quei poveri effettivi, che aopportano con pazienza
ciò che si desidera venga fatto a noi, di rinne- la loro povertà, e tutti coloro che hanno il cuore
gare sé stessi, e di tenersi lontano dai falsi distsccsto dalle ricchezze e dal fasto, e non pon-
dottori (VII, 12-23); e poscia riepiloga il discorso
fono la loro felicità nell'ammucchiare tesori (V.
proclamando felice chi avrà praticato la dottrina uc. VI. 24; I Tim. VI. 9). Alcuni Padri nei po-
insegnata, e infelice chi l'avrà disprezzata (VII, vtri di spirito ravvisano gli umili di cuore, mentre
24-27). parecchi moderni (Grimm. Rose, Schanz, Schegg.
Come si vede, questo discorso costituisce un ecc.) vogliono vedervi deaignati coloro che ai ri-
tutto organico e ben disposto. Se però esso sis conoscono spiritualmente poveri, cioè bisognosi
ststo pronunziato dal Signore in una soU voits, di siuto divino, e desiderano di impossessarsi
oppure sia dovuto all'Evangeliata, che lo abbia della giustizis di Dio. Il senso ds noi prims
formato riunendo varii discorsi detti in diverse esposto é però più comune tra i Padri, e ci
circostanze, è questione, sulla quale fli esegeti aembra più diretto, mentre invece questi ultimi
non convengono ancora. sono indiretti e conseguenti. Gesù distrugge cosi
Sembra più probabile la sentenza di coloro l'idea giudaica di un regno messianico fondato
(Knab., Fili., Schanz ecc.), i quali ritengono che sulla potenza terrena, e mostra come il disprezzo
Il Signore stesso, dopo aver scorsa la Galilea e delle ricchezze aia la prima condizione per aver
radunati primi diacepoli, abbia voluto dare
i
parte al regno dei cieli.
come un riassunto della aua dottrina, tanto più I poveri di spirito vi hsono uno specisle di-
che un discorso analogo, se pur non identico s ritto, non solo nells vita futura, ma anche nella
questo, è riferito da S. Luca (VI. 20 e seg.). Le presente.
ragioni che si portano in contrario non hanno gran
4. Beati l maruaeti. Nella maggior parte dei
peso; poiché se é vero che talvolu S. Matteo
manoscritti greci e delle antiche versioni, questa
raggruppa fatti e detti piuttosto secondo l'or-
beatitudine invece di essere la seconda, é la ter-
dine logico che cronologico, non si può però pro-
za, e tale sembra fosse il posto che primitivs-
vare che faccia sempre così ; e se é pure vero
roente occupava.
che parecchi degli insegnamenti contenuti in
Mansueti sono coloro, che nelle afflizioni della
questo discorso, vengono da S. Marco e da S. Lu-
vita e nelle ingiurie che ricevono, non si lasciano
ca riferiti in altre circostanze, giova però ricor-
dominare dall'ira, ma con pazienza e umiltà si
dare che il Signore dovette spesso ripetere i suoi
sottomettono alle disposizioni dells Divins Prov-
insegnamenti, essendosi cambiati gli uditori, co-
videnzs, e perdonano volentieri, vincendo la vio-
me ci attcsta lo stesso S. Matteo. (V, 29 e XVIII, lenza del tristi colla dolcezza. Possederanno la
9; V, 32 e XIX, 9; VI, 14 e XVIII, 35 ecc.).
terra (secondo il greco avranno in erediti la
1. Sali sopra on monta. Il greco ha l'articolo terra). Questa promessa è tolta dal Salmo XXXVI,
determinativo, sopra it monte. Secondo una tra- 11 ove significa che I mansueti godranno della
dizione abbastanza antica il monte delle Beati- felicità preparata da Dio ai suoi eletti, felicità
tudini sarebbe il Korun-HatHn che si alza a 346 m. simboleggiata nella tranquilla possessione della
sul livello del Mediterraneo, a circa 8 Km. a terra promessa cioè della Palestina.
Nord-Ovest di Tiberiade. Sembra però che ai Ora siccome la terra promessa agli Israeliti
tempi di S. Gerolamo tale tradizione non esi- era una figura del regno messianico, la frase pos-
stesse ancora, poiché, dopo aver rigettato l'opi- sedere la terra sulla bocca di Gesù ha il senso
nione di coloro che cercavano il monte delle dì aver parte al regno messianico.
Beatitudini nell'OIiveto, egli dichiara di ritenere
5. Coloro che piangono (seconda beatitudine
che fosse il Tabor, o un qualsiasi altro monte
nel greco). E' un'espressione generale che dinota
della Galilea.
tutti coloro che sono afflitti e piangono, sia pei
Come Mosè era salito sul Sinai per dare la
i proprii peccati, sia per le tentazioni e i perì
legge popolo ebreo, così Gesù, nuovo legisla-
al
coli a cui si trovano esposti, sia per il desiderio
tore, sale sopra del monte per promulsare i suoi
che hanno del cielo. A costoro Gesù promette la
precetti a tutti gli uomini.
consolazione del regno messianico, che sarà loro
3. Beati i poveri di spirito. Il mondo chiama data non solo neli'altrr vita, quando Dio asciu-
beati coloro che abbondano di ricchezze. Gesù gherà le loro lagrime (Apoc. VII, 17), ma anche
invece per far comprendere l'opposizione che vi quaggiù. Il Messia viene nella Scrittura presen-
è tra il suo regno e il mondo, proclama beati i tato come il grande consolatore (Isa. LXI, 2;
poveri. La parola poveri dev'essere presa nel Lue. Il, 25; IV, 16, ecc.).
20 S. Matteo, V, 7-13

sitiunt iustitiam quoniam ipsi saturabun- : lati, "Beati quelli che hanno fame e sete
tur. 'Beati misericordes quoniam ipsi mi- : della perchè saranno satoHatl.
giustizia :

sericordiam consequentur. *Beati mundo 'Beati i misericordiosi perchè troveranno :

corde quoniam ipsi Deum videbunt. 'Beati


: misericordia. *Beati i puri di cuore perchè :

pacifici : Dei vocabuntur.


quoniam fliii vedranno Dio. 'Beati i pacifici perchè sa- :

"Beati, qui persecutionem patiuntur pro- ranno chiamati figli di Dio. "Beati quei che
pter iustitiam quoniam ipsorum est regnum
: soffrono persecuzione per amore della giu-
caelorum. "Beati estis cum maledixerint stizia perchè di essi è il regno de' cieli.
:

vobis, et persecuti vos fuerint, et dixerint "Beati siete voi, quando vi malediranno e
omne malum adversum vos mentientes, pro- vi perseguiteranno, e mentendo diranno di
pterme "Gaudete, : et exultate, quoniam voi ogni male per causa mia. ^^Rallegratevi,
merces vestra copiosa est in caelis, sic enim ed esultate perchè grande è la vostra ri-
:

persecuti sunt prophetas, qui fuerunt ante compensa ne' cieli poiché così hanno per- :

vos. seguitato i profeti che sono stati prima di


voi.

"Vos estis sai terrae. Quod si sai eva- "Voi siete il sale della terra. Che se il
nuerit, in quo salietur? ad nihilum valet ul- sale diventa scipito, con che si salerà egli?


• Ps. 23, 4. 10 I Petr. 2, 20; 3, 14; 4, 14. Marc. 9, 49; Lue. 14, 34.

6. Quelli che hanno fame e sete della giustizia. puri di cuore, il titolo di figli di Dio per i paci-
Fame e sete significano un vivissimo desiderio : fici,ed è nuovamente un regno per i perseguitati.
giustizia è la perfezione morale o santità, che con- L'albero del regno di Dio ha le sue radici
siste nella conformità della volontà dell'uomo al nella povertà di spirito, ed ha per compagna la
volere di Dio. Hanno fame e sete di questa giu- mansuetudine, cresce per mezzo delle lacrime
stizia coloro che bramano ardentemente di vivere versate sulle miserie della vita presente, e per la
secondo la legge di Dio. I loro desideri! saranno sete della giustizia ; la misericordia, la purità
appagati. di cuore e l'amore della pace ne sono i fiori e i
Misericordiosi sono coloro, che compati-
7. / frutti esso prende infine novello vigore quando
;

scono altrui miserie, sia spirituali che cor-


alle viene agitato dalla tempesta della persecuzione e
porali, e si studiano di sollevare, aiutare, con- della sofferenza >. Crampon.
solare gli afflitti e miserabili. Dio userà loro
i 11. Beati siete voi. Gesù applica in modo spe-
misericordia, facendoli partecipi della salute ciale ai suoi discepoli la dottrina precedente.
messianica. Non devono già credere che
il regno di Dio non
8.Puri di cuore. E' una frase biblica (Salm. abbia a incontrare opposizione per parte degli
XXIV, 4) che significa non solo i cuori casti, ma uomini; che anzi essi stessi, come propagatori di
in generale i cuori non contaminati dal peccato. questo regno, dovranno aspettarsi ogni sorta dì
Al contrario dei Farisei che ricercavano solo una persecuzione. Gesù li anima a soffrire tutto con
mondezza esterna (Mar. VII, 3 e seg.), Gesù gioia, perchè ogni loro sofferenza sarà abbondan-
vuole la mondezza interna del cuore, che viene temente compensata nel cielo e perchè vengono ;

considerato come il centro della vita morale del- così ad essere pari a quei grandi uomini da tutti
l'uomo. Vedranno Dio. Questa promessa si adem- onorati e stimati, che furono profeti. Queste i

pirà perfettamente nell'altra vita colla visione parole del Salvatore, benché dette principalmente
beatifica ma anche quaggiù l'anima, che è lon-
;
ai discepoli, si possono però estendere a ogni
tana dal peccato, è più aita a conoscere Dio e a cristiano.
ricevere le sue comunicazioni. 13. Per animare i suoi discepoli a soffrire con
9. / pacifici, (ot 8Ìpj\vojtoto{) sono coloro, che gioia. Gesù comprendere l'importanza della
fa loro
non solo amano la pace del loro cuore, ma si loro dignità della loro missione. Essi sono il
e
adoperano in tutte le maniere affinchè la stessa «ale non solo della Palestina, ma di tutta la terra
pace regni fra Dio e gli uomini, e fra gli uomini
tra loro. Costoro saranno chiamati figli di Dio,
perchè il Signore è il Dio della pace (li Cor.
XIII, 11).
10. Quei che soffrono persecuzioni. In tutti i
tempi i giusti
dovettero subire persecuzioni dai
tristi; così
avverrà pure nel regno messianico Lampada
in terra. Gesù però proclama beati, non già indi-
sopra un candelier*.
stintamente tutti coloro che soffrono persecuzio-
ni, ma solo quelli che le soffrono a motivo della
giustizia cioè del bene morale, o più univcsal-
mente del regno messianico. A questi vien pro-
messa la stessa ricompensa che ai poveri di spi-
rito.
Come vede a tutte le beatitudini è promesso
si Il sale dà sapore e preserva dalla corruzione ed :

in premioregno dei cieli, ma sotto un aspetto


il
essi colle loro opere e colla loro dottrina devono
diverso. E' un regno per i poveri, una terra d'in- rendere grati a Dio gli uomini guasti e corrotti,
finito valore per i mansueti, una consolazione
e preservare i buoni dalla corruzione. Ma come
per coloro che piangono, un convito per gli af- il sale, se perde la sua virtù, non è più utile •
fa luati e gli assetati, una visione di Dio nulla cosi se essi disprezzano la dottrina di Gesù,
per ì ;
S. Matteo, V, 14-21 21

tra, nisi ut mittatur foras. et conculcetur Non è più buono a nulla, se non ad esser
ab hominibus. '*Vos estis lux mundi. Non gettato via e calpestato dalla gente. "Voi
potest civitas abscondi supra montem po- siete la luce del mondo. Non può essere na-
sila. '"Ncque accendunt lucemam, et po- scosta una città situata sopra un monte ; '*nè
nunt eum sub modio, sed super candela- accendono la lucerna e la mettono sotto II
brum ut luceat omnibus, qui in domo sunt. moggio, ma sopra il candeliere, affinchè fac-
"Sic luceat lux vestra coram hominibus : cia lume a tutta la gente di casa. "Così ri-
ut videant opera vestra bona, et gloriflcent splenda la vostra luce dinanzi agli uomini,
patrem vestrum, qui in caelis est. affinchè veggano le vostre buone opere e
gloriflchino il vostro Padre, che è ne' cieli.
"Nolite putare quoniam veni solvere le- "Non vi date a credere che io sia venuto
gem, aut prophetas non veni solvere, sed : per sciogliere la legge o I profeti non son :

adimplere. "Amen quippe dico vobis, do- venuto per sciogliere, ma per adempire.
nec transeat caeium et terra, iota unum, "Che in verità vi dico, finché non peri-
aut unus apex non praeteribit a lege, donec sca il cielo e la terra, non perirà un jota
omnia fiant. "Qui ergo solverit unum de un apice solo della legge fino a tanto che
mandatis istis minimis, et docuerit sic ho- tutto sia adempito. "Chiunque pertanto
mines, minimus vocabitur in regno caelo- violerà uno di questi comandamenti minimi
rum qui autem
: fecerìt et docuerit, hic e cosi insegnerà agli uomini, sarà chiamato
magnus vocabitur in regno caelorum. minimo nel regno del cieli ma colui che :

avrà operato e insegnato, questi sarà tenuto


grande nel regno de' cieli.
"Dico enim vobis, quia nisi abundaverit "Vi dico Invero che se la vostra giustizia
justitia vestra plus quam Scribarum, et non sarà più abbondante di quella degli
Pharisaeorum, non Intrabitis in regnum Scribi e Farisei, non entrerete nel regno de'
caelorum. cieli.

"Audistis quia dictum est antiquis Non : *' Udiste che fu detto agli antichi Non :

occides qui autem occiderìt. reus erìt iu-


: ammazzare e chiunque avrà ammazzato,
:

>•Marc. 4. 21 Lue. 8, 16; 11. 33.


;
>• I Petr. 2. 12. «• Lue. 16, 17. >• J«c. 2, 10. «• Lue. Il, 39.
>i Exod. 20, 13; Deut. V. 17.

più non potranno compiere la loro missione, non le prescrizioni della legge e adempiè quanto era
essendovi altro mezzo per procurare la aalute de- •tato di lui profetizzato; ma nello stesso tempo
(li uomini, e saranno perciò cacciati dal retoo perfezionò la legge, sbarazzandola da tutte le in-
dei cieli. terpretazioni umane, che la rendevano insoppor-
14. Sono ancora la luce del mondo, che è rav- tabile, e aggiungendovi nuovi precetti e dando
Tolto nelle tenebre del peccato e dell'ignoranza. la grazia per osservarli.
Essi devono illuminarlo coi loro esempi e colla 18. Finché non perisca il citlo t la Urrà. E' uo
loro dottrina. Con due altre similitudini mostra proverbio che significa mai. :

che non possono sottrarsi a questo dovere che Non passtrà cioè non rimarrà inadempiuta la
loro incombe. Sono stati collocati in posti emi- più piccola parte della legge.
nenti nel regno di Dio, e perciò la loro virtù
Il iota o meglio yod è la più piccola lettera
dev'essere visibile a tutti, come lo è una città
dell'alfabeto ebraico nella scrittura quadrata :
edificata sul monte.
l'apict (lett.corno) è un piccolo tratto, che si
15. Moggio era una misura
capaciti per il di poneva sopra alcune lettere ebraiche per distin-
grano ecc. e conteneva circa otto litri e mezzo. guerle una dall'altra. Anche questo è un modo
Gesù non vuole che i discepoli nascondano i ta- di dire proverbiale per designare una piccola
lenti ricevuti ma che li traffichino. parte.
16. Non
basta insegnar bene; la buona dot-
19. Colui adunque che colla tua condotta e coi
trina dev'essere accompagnata dalle buone ope-
suoi insegnamenti violerà uno di questi piccoli
re, affinchè gli uomini anche increduli, vedendo
punti delia legge, avrà l'ultimo posto nel regno
una vita virtuosa, siano costretti a rendere gloria
dei cieli mentre il primo posto è riservato a
;
a Dio.
Gesù e la lboob. —
Gli Israeliti credevano di
colui che li osserva e insegna a osservarli.

salvarsi osservando la legge di Mosè ma Gesù, : 20. L'entrata nel regno di Dio dipende dall'os-
dopo aver professato il suo rispetto per la legge, servanza della legge. Ora gli Scribi a quei tempi
dichiara apertamente che non basta osservarla insegnavano la legge, Farisei esteriormente l'os-
i

come gli Scribi e i Farisei, e con sei esempi fa servavano con ogni scrupolosità. Si poteva quin-
vedere come egli compia e perfezioni la legge. di credere bastasse osservarla come essi. Gesù
Qualcuno poteva credere che Gesù, inaugu-
17. protesta contro questa conclusione. La giastixia
rando un nuovo regno, volesse abrogare l'antica cioè la santità dei cristiani dev'essere più per-
legge, egli perciò dichiara subito che non è ve- fetta e perciò se gli Scribi e i Farisei sono
;

nuto per disciogUere cioè abolire la legge e i mossi a osservare la legge da orgoglio e da va-
profeti (La legge e i profeti comprendono tutto nità, i cristiani devono esservi spinti dal vero
i! V. Testamento), ma per adempire, ossia osser- amore di Dio e del prossimo.
varli e condurli a perfezione. 21. L'Omicidio. Primo esempio In cui si mostra
Gesù infatti nella sua vita si sottomise a tutte come Gesù perfezioni la legge. Udiste, ecc.
22 S. Matteo, V, 22-28

quia omnis, sarà condannato in giudizio. **Ma io vi


dicjc- ^'^Ego autem dico vobis :
qui irascitur fratri suo, reus erit iudicio. dico chie ciiiunque si adirerà contro del suo
reus fratello, sarà condannato in giudizio. E chi
Qui autem dixerit fratri suo, raca :

erit concilio. Qui autem dixerit, fatue reus :


avrà detto al suo fratello raca, sarà con- :

erit geliennae ignis. "Si ergo offers munus dannato nel Sinedrio. E chi gli avrà detto :

stolto, sarà condannato al fuoco della ge-


tuum ad altare, et ibi recordatus fueris quia
frater tuus habet aliquid adversum te "Re- :
henna. ^'Se dunque tu stai per fare l'of-
linque ibi munus tuum ante altare, et vade ferta all'altare, e ivi ti viene alla memoria
prius reconciliari fratri tuo et tunc veniens :
che il tuo fratello ha qualche cosa contro dì
offei^s munus tuum. "Esto consentiens ad- te, "''posa lì la tua offerta davanti all'altare,

versario tuo cito dum es in via cum eo : e va a riconciliarti prima col tuo fratello :

ne forte tradat te adversarius indici, et iudex e poi ritorna a fare la tua offerta. ""Accor-
tradat te ministro et in carcerem mittaris.
: dati presto col tuo avversario, mentre sei
**Amen dico tibi, non exies inde, donec con lui per istrada affinchè per disgrazia il
:

reddas novissimum qu?.drantem. tuo avversario non ti ponga in mano del giu-
dice e il giudice in mano del ministro
: e :

tu venga cacciato in prigione. *"Ti dico in


verità non uscirai di lì prima dì aver pa-
:

gato sino all'ultimo quadrante.


*^Audistis quia dictum est antiquis Non : '^Udiste che fu detto agli antichi Non :

moechaberis. **Ego autem dico vobis quia : fare adulterio. '*Ma io vi dico che chiun-
omnis, qui viderit mulierem ad concupiscen- que guarda una donna per desiderarla, ha
dum eam, iam moechatus est eam in corde già commesso in cuor suo adulterio con

2« Lue. 12, 58. *' Exod. 20, 14.

Gli Ebrei radunavansi ogni sabato nelle sinagoghe alta importanza pratica. Se infatti nel regno di
per sentire la lettura della legge. Sarà condan- Dio l'ira e le ingiurie vengono sì severamente
nato in giudizio. Queste parole non si trovano punite, si deve perciò procurare di vivere in
tali e quali nel Pentateuco, ma vi sono in modo pace col prossimo e quando fosse intervenuta
;

equivalente (Esod. XXI, 12; Lev. XXIV, 17). qualche o^esa, è duopo trattare subito la ricon-
Giudizio chiamavasi il tribunale composto di 23 ciliazione. Dio ama tanto questa riconciliazione,
giudici che risiedeva in ogni città e giudicava inap- che la preferisce al sacrifizio, e vuole che si in-
pellabilmente le piccole cause mentre per le più
;

gravi davasi appello al Sinedrio. La collera nel


regno di Dio è biasimevole tanto quanto i delitti
punibili dal giudizio.
22. Ma io vi dico. Gesù parla come Piglio di
Dio, e perciò benché l'antica legge fosse data
da Dio, Egli di sua autorità vi aggiunge nuovi
precetti, e la modiHca, e se essa contemplava
solo l'atto esterno, Egli contempla ancora l'atto
interno, e proibisce non solo l'omicidio, ma an-
che l'ira, che ne è la sorgente, e ogni sorta di
ingiurie e di insulti. C!^^
Chi avrà detto raca, cioè testa vuota, imbecille,
sarà condannato nel Sinedrio. Il Sinedrio era il su- Fig. 6.— Altare degli olocausti.
premo tribunale della nazione giudaica. Risiedeva
in Gerusalemme ed era composto di 70 membri
più un presidente. Giudicava sulle cause più im- terrompa l'atto più augusto della religione affine
di ottenerla.
portanti, quali l'idolatria di una tribù, il delitto
del Sommo Sacerdote, ecc. e infliggeva le pene L'altare di cui si parla, è quello degli olocausti
più infamanti, quali p. es. la lapidazione. 1 mem- che si trovava nel cortile dei sacerdoti davanti al
bri del Sinedrio venivano eletti fra i capi delle tempio propriamente detto.
famiglie sacerdotali, fra gli scribi e i capi del 25-26. Con un altro esempio tratto dagli usi
popolo. giudiziarii in materia di debiti. Gesù mostra la
Stolto ebraico equivale a empio, scellerato,
in convenienza che vi è nel riconciliarsi subito col
maledetto da Dio (Salm. XIII, 1). prossimo offeso, prima di presentarsi al tribu-
Geenna (ebr. Ghe Hinnom o Ghe Ben Hinnom, nale di Dio.
Valle di Hinnom o del figlio di Hinnom) chia- Accordati cioè rendi soddisfazione al tuo av-
mavasi una stretta valle posta al Sud di Geru- versario mentre fai strada con lui per andare
salemme, dove gli Ebrei idolatri bruciarono vit- dal giudice affinchè....
time umane in sacrifizio ai falsi Dei (IV Re // ministro è il pubblico esecutore della giu-
XXIII, 10), e dove negli ultimi tempi si racco- stizia. Quadrante o quarta parte di un asse, è una
glievano tutte le immondizie della città per es- piccola moneta romana del valore di poco meno
servi incenerite. Siccome vi ardeva di continuo il di due centesimi.
fuoco, il nome digeenna del fuoco divenne sino- 27-28. Adulterio e concupiscenza. 1 Farisei
nimo del fuoco dell'inferno. colle loro restringevano la
tradizioni proibizione
23-24. Gesù deduce una conseguenza della più del sesto comandamento della legge al solo atto
S. Matteo, V, 29-35 23

suo. **Qtiod SI oculus tuus dexter scanda- essa. '*Che se


tuo occhio destro ti scan-
il
liiat te, erue eum, et proiice abs te expe- : dalizza, cavalo,
e gettalo via da te poi- :

dit enim tibi ut pereat unum membronim ché è meglio per te, che perisca uno dei
tuorum, quam totum corpus tuum mittatur tuoi membri, che essere buttato tutto il tuo
in gehennam. *'Et si dextra manus tua corpo nell'inferno. "E se la tua mano de-
scandalizat te,abscide eam, et proiice abs stra ti scandalizza, troncala, e gettala lungi
te expedit
: enim tibi ut pereat unum mem- da te poiché è meglio per te che perisca
:

brorum tuorum, quam totum corpus tuum uno de' tuoi membri, che andare tutto il tuo
eat in gehennam. corpo nell'inferno.
"Dictum est autem Quicumque diml- : "Fu pur detto Chiunque rimanda la
:

serìt uxorem suam det ei libeilum repudii. Dropria moglie, le dia il libello del ripudio.
•*Ego autem dico vobis Quia omnis, qui : ••Ma io vi dico Che chiunque rimanda la
:

dimiserìt uxonem suam, excepta fomicatJo- sua moglie, eccetto per ragion di fornica-
nis causa, facit eam moechari : et qui di- zione, la fa divenire adultera e chi sposa :

missam duxerit, adulterai. la donna ripudiata, commette adulterio.


'Mterum audistis quia dictum est antiquis : "Similmente udiste che fu detto agli an-
Non periurabis reddes autem Domino iu-
: tichi Non violare il giuramento ma rendi
: :

ramcnta tua. **Ego autem dico vobis, non al Signore quanto hai giurato. *'Ma io
iurare omnino, neque per caelum, quia vi dico di non giurare in modo alcuno; né
thronus Dei est : "Neque per terram, quia pel cielo, perchè è il trono di Dio, "né

«• Marc. 9. 46; Inf. 18. 9. »» Deut. 24. 1; Isf. 19, 7. »» M»rc. 10, II; Lue. 16, 18; I Cor. 7, 10.
•' Exod. 20. 7; Lev. 19, 12; Oeut. 5. 11; Jac. .S. 12.

esterno, dimenticando cosi il X comandamento. zione :Chi spos* la donna ripudiata (per qua-
che proibisce anche gli atti interni. Gesù dichiara lunque motivo sis stata ripudiata) commette adul-
apertamente che non solo l'atto <;8terno, ma an> terio. D'altronde non ai può ammettere che Gesù
che lo sguardo e il desiderio malvagio è colpe- permetts all'adultera di rimaritarsi e non all'in-
vole. Egli tronca cosi la radice atessa del nule. noceote, perché ciò costituirebbe un premio e
Il X comandamento dice : Non desidererai Im do»- un eccitamento all'adulterio.
mi d'altri: Gesù dice in modo più universa. Tale è pure la dottrina di S. Paolo, il quale
Chiunque guarda una donna ptr dtsldtrarla, qus- non aolo insegns (I Cor. VII, 40; Rom. VII,
lunquc sia la sua condizione, è gii reo di adul- 1, 2) che il vincolo coniugale dura fino alla mor-
terio. Anche qui Gesù perfeziona la legge. te; ma dice espressamente (I Cor. VII, 10 e 11)
29-30. Le parole di Gesù vanno prese in senso essere precetto del Signore, che la moglie non
figurato. L'occhio dèstro, la mano destra aignifl- si sepsri dal marito: e ove se ne fosse separata,

cano le cose più care e più necessarie che pos- resti senza rimaritarsi, oppure si riconcilii col
siamo avere, alle quali è però necessario di ri- suo marito. Come ai vede l'Apostolo non sm-
nunziare, quando esse ci fossero occasione pros- mette alcuna eccezione, la donna separata per qual-
sima di peccato. Vi è quindi un dovere di sotto- siasi motivo dal marito, non può in alcuna guisa,

mettersi a qualsiasi privazione, a qualsiasi sacri- finché questi vive, contrarre un altro matrimonio.
fizio, per quanto doloroso posss essere, piuttosto
Ora siccome nella Nuova legge mariti e mogli
che esporsi a pericolo prossimo di commettere il hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri (I Cor.
peccato, poiché la vita eterna è Ule bene che VII, 3, 4, 11), ciò che nel suo discorso Gesù
merita di essere acquiststo a qualsissi prezzo. dice del marito per rispetto slla moglie, vale
anche per la moglie rispetto al marito di modo ;

31-32. Il divorzio. Fu pur di^ttu. La citarionc che non sis lecito né sll'uno né sll'altra di in-
non è letterale ma alquanto compendiata (Deut. frangere il vincolo coniugale. (Matt. XIX, 9; Mar.
XXIV, 1). Libello del ripudio era un piccolo X, 11; Lue. XVI. 18).
scrìtto, in cui si attestava che la donna era
libera e poteva rimariursi. Ls legge sntics, sunte
33. Il cib'itAMENTO. Son violare il giuramento..
Quests cilszione non é letterale, ma é compen-
la durezza di cuore dei Giudei, aveva permesso
diata su diversi testi (Esod. XX, 7 Lev. XIX,
divorzio, ma richiedeva la formaliti del li-
;
il
12; Deut. V. 11 e XXIII. 21). Rendi al Signore...
bello, affinchè l'uomo usasse di una certa rifles-
cioè sdempi quanto hai promesso con giursmento.
sione prima di ripudiare la moglie.
34. Non giurare in modo alcuno. E' una proi-
32. Ma io vi dico... Gesù colla sua autoriti bizione generale del giuramento fatto senza giu-
anche su questo punto modifica l'antica legge, sto motivo. Tra membri del regno messianico
i

abolendo ogni permesso di divorzio. Chiunque ri- deve regnare tale sinceriti e tale fiducia degli
pudia la propria moglie, la fa adulterare, ossia è uni negli altri, che si possa credere sulla sem-
causa dell'adulterio che essa commette, poichi plice loro parola. .V^ per il cielo ecc. Gesù vieta
l'ha autorizzata col libello a rimaritarsi. Ora si ai suoi seguaci alcuni giuramenti speciali, o me-
osservi, che se la donna ripudiata dal marito è glio alcune formole di giuramento allora in uso.
esposta a pericolo di adulterio, ciò lascia evidente- I Farisei e gli Scribi insegnavano che quando
mente supporre che il primo vincolo non è sciolto, per giurare si usavano formole, in cui non si invo-
ma essa benché ripudiata, è sempre legittima mo- cava espressamente Dio, non si contraeva alcuna
glie del primo marito. Solo nel caso in cui la donna obbligazione, e si poteva non mantenere la parola
fosse gii diventata adultera, l'uomo ripudiandola data.Gesù respinge questa falsa dottrina, e fa ve-
non commetterebbe colpa ; anche allora però il dere che anche quando si giura per il cielo, per
primo vincolo non rimane perché Gesù
sci»; o, la terra ecc. si chiama Dio io testimonio, e si
pronunzia assolutamente e senza alcuna ecce- giura per lui.
24 S. Matteo, V, 36-42

scabellum est pedum ejus : neque per lero per terra, perchè è sgabello del suoi
la
solymam, quia civitas est magni regia : piedi né per Gerusalemme, perchè è la
:

"Neque per caput tuum iuraveris, quia non città del gran re ^'nè giurerai per la tua
:

potes unum capillum album facere, aut testa, perchè tu non puoi far bianco o nero
nigrum. *'Sit antera sermo vester, Est, est : uno de' tuoi capelli. "Ma sia il vostro par-
Non, non quod autera bis abundantius
: lare sì sì
: no no perchè il di più vien
; :

est, a malo est. da cosa mala.


"Audistis quia dlctum est Oculum prò : "Udiste che fu detto : Occhio per oc-
oculo, et dentem prò dente. '*Ego autem di- chio, e dente per dente. "Ma io vi dico
co vobis, non resistere malo sed si quis te ; di resistere al male, ma a chi ti per-
non
percusserit in dexteram maxillam tuam, cuote nella guancia destra, presentagli an-
praebe illi et alteram "Et ei, qui vult te-
: che l'altra : ^'E a colui che vuol muo-
cum contendere, et tunicam tuam
iudicio verti lite e toglierti la tua tonaca, cedigli
tollere, dimitte ei et pallium. *'Et quicum- anche mantello
il **E se uno ti sforzerà a
:

que te angariaverit mille passus, vade cum cor>ere per un miglio, va con esso per al-
ìlio et alia duo. **Qui petit a te, da ei et : tre due miglia. '*^Dà a chiunque ti chiede :

volenti mutuari a te, ne avertaris. e non rivolger la faccia da chi vuol chiederti
in prestito qualche cosa.

3' Jac. 5, 12. »« Exod. 21, 24; Lev. 24, 20; Deut. 19, 21. «» Lue. 6, 29. " I Cor. 6, 7.
" Deut. 15, 8.

36. Né giurerai per la tua testa ecc. Vieta il Ebrei non usavano d'ordinario che questi due
giuramento esecratorio, per cui uno impreca a se pezzi di vestiario.
stesso del male, se non dice la verità. Anche qui
si invoca Dio, perchè l'uomo è in tutto soggetto
s Dio, ed ha sì poco dominio sul suo capo, che
non è capace di far bianco un capello nero.
37. Sia il vostro parlare... semplice affermazio-
ne o negazione. Il di più viene da cosa mala
cioè dalla diffidenza degli uni e dalla malafede
degli altri. Gesù non dice che il giuramento sia
male, poiché può in determinate circostanze es- Rg. 7.
sere un bene, ma che è originato da cosa mala,
Arabo vestito della tonaca
perchè la necessità di giurare proviene dalla
e del mantello.
debolezza e dalla incostanza dell'uomo.
Alcuni per cosa mala, intendono il demonio.
Non sembra probabile questa interpretazione, poi-
ché anche Dio e gli Apostoli hanno fatti giura-
menti, 1 quali non si può dire provenissero dal
demonio, mentre si può asserire con tutta ve-
ritàche furono originati dalla debolezza e dalla
diffidenza dell'uomo.
38. La legge del tallione. Occhio per oc-
chio... Era questa la norma dell'antico codice 41. La
carità induce a fare anche old a cui
pe-
nale, secondo il quale giudici pronunziavano le
i non sisarebbe tenuti. Il senso di questo v. è Se :
sentenze (Esod. XXI, 24; Lev. XXIV, 20; Deut. alcuno ti costringe a portare un peso, o a fargli
XIX, 21). I dottori giudei l'avevano allargata a- da guida per un viaggio di mille passi, non solo
prendo la via a vendette private. Gesù perfe- arrenditi, ma presta il doppio di quel che ti è
ziona la legge inculcando il perdono.
domandato. Il greco à-^yaptvexy {lai. angariare)
39. Non resistere al male, cioè non rendete deriva dal persiano, ove significa in senso pro-
male a chi vi fa del male. Gesù vuole che suoi i
prio, inviare come messaggero reale, e in senso
discepoli sopportino le ingiurie senza lasciarsi derivato, costringere; poiché il messaggero reale
dominare dall'ira
e dal desiderio di vendetta, ed per eseguire il suo mandato poteva farsi aiutare
abbiano lo spirito di dolcezza e di longanimità. da chiunque, e servirsi di quanto gli abbisognava,
A chi ti percuote... E' un consiglio non un pre- anche senza il consenso del padrone.
cetto. Gesù inculca la pazienza nei mali
tratta-
menti, e vieta ogni privata vendetta. 42. La carità è generosa, non sa rifiutar nulla
a chi domanda.
40. Per conservare la carità è necessario
essere Si osservi che gli insegnamenti contenuti nei
pronti a far sacrifizio dei beni materiali.
vv. 39-42 riguardano le relazioni dei fedeli tra
Tonaca era un'ampia veste o camicia di lino di loro, senza alcun pregiudizio della pubblica
di lana che portavasi sulla pelle.
autorità. Essi hanno forza di precetto in quanto
Mantello o pallio consisteva in un quadrato
di proibiscono la vendetta privata e comandano la
stoffa, nel quale in varie maniere si
avvolgeva il pazienza, ma sono solo consigli per riguardo al
corpo. Serviva anche come coperta da notte
e sopportare le ingiurie con tale mansuetudine da
perciò la legge (Esod. XXII, 26) prescriveva,
non cercare neppure la punizione dei colpevoli
che prima del tramonto del sole venisse resti-
nei modi voluti dalla legge. Gesù inoltre non
tuito a colui che l'avesse dato in
pegno. Gli vieta la legittima difesa
S. Matteo, V, 43 — VI, 2 25

''AudistJs quia dictum est : Diliges pro- "Udiste che fu detto Amera! il pros- :

zimum tuum, et odio habebis inimicum simo tuo, e odierai il tuo nemico. **Ma
tuum. "Ego autem dico vobis Diligite ini- : io vi dico Amate 1 vostri nemici fate del
: :

micos vestros, benefacite bis, qui oderunt bene a coloro che vi odiano e pregate per :

vos et orate prò persequentibus, et calum-


: coloro che vi perseguitano e vi calunniano,
niantibus vos **Ut sitis fili! patris vestri,
: **afflnchè siate figli del Padre vostro che è
qui in caelis est : qui solem suum orìri facit nei cieli, il quale fa levare il suo sole so-
super bonos, et malos : et pluit super iustos pra i buoni e sopra i cattivi e manda la :

et iniustos. **Si enim diligitis eos, qui vos di- pioggia pei giusti e per gl'iniqui. **Poi-
ligunt quam mercedem habebitis? nonne et chè se amate coloro che vi amano, che pre-
publicani hoc faciunt? *'Et si salutaveritis mio avrete voi? non fanno forse altrettanto
fratres vestros tantum quid amplius facitis? anche i pubblicani? *'E se saluterete solo
nonne et ethnici hoc faciunt? "Estote ergo i vostri fratelli, cosa fate di speciale? non
vos perfecti, sicut et pater vester caelestis fanno forse altrettanto i gentili ? **Siate dun-
perfectus est. que voi perfetti, come è perfetto il Padre
vostro che è ne' cieli.

CAPO VI.

Continua il discarso della montagna. Della retta intaninone ne It elemosina, nella


preghiera, nel digiuno, l'I 8, — Distacco dai beni delta terra, I9'34.

^Attendite ive iustitiam vestram faciatis 'Badate di non fare le vostre buone opere
coram hominibus. ut videamini ab eis alio- : allapresenza degli uomini col fine di essere
quin mercedem non habebitis apud patrem veduti da loro altrimenti non ne sarete
:

vestrum, qui in caelis est. rimunerati dal Padre che è nei cieli.
'Cum ergo facis eleemosynam, noli tubi 'Quando dunque fai limosina, non suonar
canere ante te, sicut hypocrìtae faciunt in la tromba avanti a te come fanno gripocrìti

«* Uv. 19. 18. ** Lue. 6. 27; Rom. 12. 20; Lue. 23. 34; Act. 7. 59.

43. L'amori dei nemiu. Amtr^ prossimo palutorì nelle varie terre soggette a Rome. A
tao. Questa parte del precetto è tolta dal Levi- motivo dei loro soprusi e delle loro vessazioni
tico XIX, 18, ed è un comandamento di Dio; l'ai' erano detestati da tutti e specialmente dai Giu-
tra parte oditrai il tuo ritmico non trovasi nella dei, quali conaideravaoli come manutengoli del
i

Bibbia, ma è una falsa conclusione dedotta dai governo straniero.


dottori giudei, i quali consideravano come loro 48. I cristiani non devono imitare né i pub-
prossimo solo quelli che appartenevano al po- blicani,né i pagsni, ma la regola della loro per-
polo eletto; e tutti gli stranieri ritenevano come fezione è Dio. Siate perciò perfetti nella cariti
nemici. Era proverbiale anche presso i pagani come Dio. che ama amici e nemici.
l'odio dei Giudei contro lo straniero. Tacito,
Hist. V, 8 li chiama Advtrsus omnés alios ho-
:
CAPO VI.
stilt genas.
Nel capo precedente contro le false dottrine
1.
44. Gesù comanda l'amore del nemici : amate,
dei Farisei, Gesù ha mostrato come debba essere
e vuole che l'amore si dimostri colle opere : fatt
interpretata la legge; ora passa a dire come debba
del béìit, se non si può beneficarli con opere
essere osservata.
temporali si usi verso dì loro la benefi«:en7a spi-
Nemica di ogni opera buona è la vana gloria;
rituale prtgatt. Prima di
: fat» del bene, il greco
:
perciò Egli dapprima di un avviso generale, affine
aggiunge benedite quei che vi maledicono. Il
:
di mettere in guardia i suoi discepoli coatro di
precetto di Gesù è diffìcile a osservarsi, perciò
essa. Badate di Non condanna il buon
non fare.
egli propone alcuni motivi che devono agevolarne
la pratica.
esempio, mabene per ottenere la sti-
il fare il

ma degli uomini. Chi fa opere buone per ostenu-


Affinchè siate figli... Affinchè essendo si-
45. zione, non di nulla a Dio, e perciò nulla da Dio
mili, per quanto è possibile a Dio, siate suoi potri ricevere.
figli. figlio deve imitare il padre suo. Ora Dio
11
2. L'Elemosina. Suonare
la tromba, vale cer-
è cosi pieno di bontà che non esclude alcuno dal l'attenzione degli altri. Gli ipo-
anirare
care di
suo amore, ma tutti ricolma dei suoi benefìzi,
criti sono i Farisei, ì quali volevano far credere
perciò gli uomini che amano e beneficano, danno
che cercavano la gloria di Dio, mentre invece
a vedere di essere figli di Dio.
cercavano proprio onore. Selle sinagoghe e
il

46-47. Un che deve indurre i cri-


altro motivo, nelle piazze. Al Sabato nelle sinagoghe si racco-
stiani a essere generosi verso loro nemici, si è i glievano elemosine, e i Farisei le facevano con
che essi sono seguaci di una legge, che li pone di grande ostentazione e divenivano poi commedian-
gran lunga sopra i pubblicani e pagani. Pabbli- i ti, quando praticavano quest'opera di misericordia

cani erano funzionarli o piccoli esattori incaricati nelle vie e nelle piazze, tanto era l'orgoglio da
di riscuotere le imposte a nome dei grandi ap- cui erano dominati.
26 S. Matteo, VI, 3-9

synagogìs, et in vicis. ut honoriflcentur ab nelle sinagoghe e' nelle piazze, per essere
homìnibus : Amen dico vobis, receperunt onorati dagli uomini vi dico in verità, che
:

mercedem suam. 'Te autem faciente elee- costoro hanno ricevuto la loro mercede.
mosynam, nesciat sinistra tua quid faoiat *Ma quando tu fai limosina, non sappia
dextera tua *Ut sit eleemosyna tua in ab-
:
la tua sinistra quel che fa la tua destra,

scondito, et pater tuus, qui videt in abscon- dimodoché la tua limosina sia segreta e :

dito, reddet libi. il Padre tuo che vede nel segreto, te ne


darà la ricompensa.
*Et cum Gratis, non eritis sicut hypocritae, *E quando pregate, non fate come gl'ipo-
qui amant in syriagogis, et in angulis platea- criti, i quali amano di stare a pregare nelle
rum stantes orare, ut videantur ab homìni- sinagoghe e agli angoli delle piazze, affine
bus amen dico vobis, receperunt merce-
:
di essere osservati dagli uomini in verità :

dem suam. "Tu autem cum oraveris, intra vi dico hanno ricevuto la loro ricompensa.
:

in cubiculum tuum, et clauso ostio, ora pa- 'Ma tu quando fai orazione, entra nella tua
trem tuum in abscondito et pater tuus qui : camera, e chiusa la porta, prega in segreto
videt in abscondito, reddet tibi. 'Orantes au- il tuo Padre e il Padre tuo, che vede
:

tem, nolite multum loqui, sicut ethnici : nel segreto, te ne renderà la ricompensa.
putant enim quod in multiloquio suo exau- ^Non vogliate nelle vostre orazioni usar
diantur. *Nolite ergo assimilari eis, scit molte parole, come i pagani perchè essi :

enim pater vester, quid opus sit vobis, an- pensano d'essere esauditi mediante il molto
tequam petatis eum. parlare.*Non siate adunque com'essi poi- :

ché il vostro Padre sa, prima che gliele


domandiate, di quali cose abbiate bisogno.
"Sic ergo vos orabitis : Pater noster, qui "Mei dunque pregate così Padre nostro,
:

es in caelis : sanotiflcetur nomen tuum. che sei ne' cieli, sia santificato il nome tuo.

• Lue. 11, 2.

3-4. Non sappia la tua sinistra. E' un modo di e di rinnovare più volte le stesse domande : ma
dire iperbolico, che significa : Se fosse possibile, condanna coloro, che fanno consistere la pre-
dovresti tu stesso ignorare l'opera tua. La mer- ghiera nella ripetizione meccanica di certe for-
cede deve attendersi unicamente da Dio. mole in un dato ordine ecc. come facevano i
5. La preghiera. Non fate come gli ipocriti. pagani, ì quali avendo tanti Dei e Dee da invo-
I Farisei avevano determinate ore dei giorno per care credevano di doverli nominare tutti. Si hanno
fare orazione, e dovunque si fossero trovati, si esempi di tali preghiere pagane nelle iscrizioni
voltavano verso Gerusalemme pregavano. religiose assire e egizie ; e sono pure menzionate
e Era
nel libro III dei Re XVIII, 23 le preghiere dei
sacerdoti di Baal, e negli Atti XIX, 34 quelle
degli adoratori di Diana.
8. I pagani pregavano a lungo nella persuasione
che Dio non conoscesse le loro necessità, se essi
non glie le avessero manifestate. Non così devono
pregare cristiani. Dio non ha bisogno delle no-
i

stre preghiere per conoscere le nostre necessità :


Fig. 8.
ma vuole che lo preghiamo, acciò conosciamo la
Egiziano che prega nostra miseria e il nostro nulla, e per mezzo
in piedi. dell'umiltà siamo disposti a ricevere con maggior
vantaggio suoi doni.
i

9. Pregate così. Gesù non proibisce di pregare


diversamente, ma in opposizione alle preghiere
interminabili dei pagani, dà una formola di pre-
ghiera, che Tertulliano chiamò i compendio di
tutto il Vangelo », nella quale insegna che cosa
si debba domandare a Dio, e quale fiducia sia da
aversi nella sua bontà.
però loro cura di trovarsi in questi dati momenti La preghiera di Gesù consta di un'invocazione
nelle piazze o nei crocicchi delle vie, per essere e di sette petizioni, delle quali le prime quattro
veduti a pregare. D'ordinario gli Ebrei pregavano riguardano Dio, e le altre riguardano noi stessi.
stando in piedi, talvolta però si inginocchiavano Padre nostro. Nell'Antico T. Dio veniva bensì
pure. talvolta presentato come Padre ma non era co-
:

Entra nella tua stanza. Gesù non proibisce


6.
mandato agli uomini di invocarlo con tal nome.
la preghiera pubblica; ma l'ostentazione e la va-
Era riservato al Nuovo Testamento il dischiudere
il mistero della Paternità di Dio e l'ispirare nei
nità di volet comparire uomini di orazione.
nostri cuori sentimenti di fìgliuolanza, col mani-
7. Usar molte parole {^a.zxoXoywr) vuol dire festarci la suprema prova dell'amore di Dio,
balbettare, ripetere macchinalmente le stesse co- cioè l'Incarnazione, la Passione e la Morte di
se. La preghiera è sopratutto un'elevazione della Gesù Cristo. Dio è Padre nostro, perchè nel suo
mente a Dio, e Gesiì non vieta di pregare a lungo amore ci ha adottati in figli, facendoci partecipi
S. Matteo, VI, 10-15 27

"Adveniat regnum tuum. Fiat voluntas tua, "Venga il tuo pegno : sia fatta la tua vo-
sicut in caelo, et in terra. "Panem nostrum come nel cielo,
lontà, così in terra. "Dacci
supersubstantialem da nobis hodie. ''Et oggi i>ecessario nostro pane. "E rimettici
il

dimitte nobis debita nostra, sicut et nos i nostri debiti, come noi pure li rimettiamo
dimittimus debitoribus nostris. **Et ne nos ai nostri debitori. "E non ci indurre in ten-
inducas in tentationem. Sed libera nos a tazione. Ma liberaci dal male. Così sia.
malo. Amen.
'*Si dimiseritis hominibus peccata
enim •'Imperocché se voi perdonerete agli uo-
eorum dimittet et vobìs pater vesier cae-
: mini loro mancamenti il vostro Padre ce-
i :

lestis delieta vestra. "Si autem non dimise- leste vi perdonerà similmente i vostri pec-
ritis hominibus nec pater vestcr dimittet
: cati. **Ma se voi non perdonerete agli uo-
vobis peccata vestra. mini i loro mancamenti né meno il Padre :

celeste perdonerà a voi i vostri peccati.

»« Eccli. 28, 3-5; Inf. 18, 35; Marc. II, 25.

della divina natura. Lo chiamiamo Padre nostro come nel secondo l'aveva tradotto per quotidia-
per ricordarci che aiamo tutti membri di quella nam. S. Gerolamo però nella sua correzione del-
famiglia e di quel corpo, che ha Gesù per capo, l'Itala, lasciò quotidianum in S. Luca, e qui so-
e per richiamare alla mente che dobbiamo tutti stituì supersubstantialem, che indica il pane eu-
Interessarci gli uni per gli altri. caristico.
Cht sei nt' citli. Dio è dappertuno : la S. Scrit- Riguardo all'origine di questa parola Ixtovmov
tura però considera il cielo come il trono di Dio non ai accordano gli interpreti. Alcuni (Origene,
(Salm. Il, 4) e il luogo della manifestazione della S. Giov. Crisost. ecc.) la fanno derivare da
sua gloria. o4ota nel senso di aussistenza, e interpretano : il
Con questa invocazione Padrt nostro cht sti pane necessario alla nostra sussistenza. Questa
ni' cieli noi ci conciliamo la benevolenza di Dio opinione sembra la più probabile. Altri invece la
appellandoci alla sub bontl e alla sua potenza, derivano dal verbo tjicìvat, oppure da txtivai
ed eccitiamo noi stessi alla confidenza, poiché, e la interpretano per : il tempo che viene. Que-
dice S. Agostino, che cosa potrà negare Dio a ato tempo non potendo essere il domani, perchè
coloro cui ha concesso di essere suoi Agli? escluso iàìVoggi, dev'esser necessariamente il
Sia santificato il nome tuo. lì nome di Dio od resente ; e allora si ha questo senso dacci oggi :

linguaggio bibblico è Dio atesao inquanto ai rivela S nostro pane per il giorno che viene oggi, il che
e si manifesta a noi. Dio è santo, deve perciò meglio si esprime dicendo dacci oggi il nostro :

essere riconosciuto come tale, ed essere santifi- pane quotidiano. Molti fra moderni, tralasciando
i

cato cioè glorificato. Domandare che il nome di ogni ricerca etimologica, ricorrono all'idea ebrai-
Dio sia santificato equivale perciò a domandare ca, a cui Gesù si riferiva nel pronunziare queste
che Dio sia conosciuto, amato e lodato da tutti. parole, e apiegano il pane della nostra neces-
:

Questo i pure il fine che Dio Intende lo tutte le sità, cioè il pane neceaaario al quotidiano nostro
sue Bzioni. scstentamento.
10. Venga il tao regno. Regno di Dio è il re- Domandiamo il pane solo per oggi, perchè Ge-
gno soprannaturale della grazia, che avrà il auo sù vuole che tutti giorni riconosciamo la nostra
i

compimento nel cielo colla visione beatifica, e miseria e la nostra dipendenza da Dio.
si trova quaggiù concretizzatoChiesa. Da nella 12. Rimettici i nostri debiti. Dopo aver pen-
buoni figliuoli domandiamo che
questo regno sato alla vita del corpo, domandiamo ciò che ri-
metta sempre più profonde radici nel cuore de- guarda la vita dell'anima, cioè la remissione de!
gli uomini, e vengano superati gli ostacoli e vinte peccati. I peccati sono debiti che noi riusciremo
le difficoltà, che si frappongono alla sua dilata- mai e soddisfare colle nostre forze abbiamo per- ;

zione sopra di questa terra. ciò bisogno che ci vengano condonati. Come noi
Alcuni interpreti, seguendo Tertulliano, per il li rimettiamo, ecco un motivo atto a muovere il
regno di Dio invocato, intendono quello stato fe- cuore di Dio a perdonarci, e assieme la condi-
lice di cose che si svrà dopo la seconda venuta zione alla quale si potrà ottenere la remissione
di Gesù Cristo, quando i buoni saranno stati se- dei peccati. Sotto l'aspetto critico è da preferirsi
parati dai cattivi. la lezione come noi li abbiamo rimessi, che ritro-
:

Sia fatta la tua volontà, ecc. La volonti di vasi nei migliori mss. greci (Vat. Sin. ecc.).
Dio si compie perfettamente in cielo dagli an-
13. Si di essere custoditi e conser-
domanda
geli (Salm. VII, 2!; Ebr. I, 14), e no< doman-
diamo che comandi vati nella sopranaturale. Non ci indurre in
vita
i Dio siano con ugual per-
di
fezione eseguiti dagli uomini in terra. tentazione Tentazione è ogni cosa che ci espone
a pericolo di peccare. Domandiamo a Dio che
11. Dopo esserci occupati della gloria e degli
allontani da noi ogni incentivo al male, perchè
interessi di Dio, Gesù ci insegna a pensare alle
il nemico non avrebbe potere di tentare, se Dio
nostre necessità e prima a chiedere ciò che è
non glielo permettesse. S. Tommaso fa osser-
necessario per sostentare il nostro corpo, e poi
vare che non si domanda a Dio di non essere
ciò che è necessario alla nostra anima.
tentati, ma di non essere vinti dalla tentazione.
Dacci oggi il necessario nostro pane. Il pane è
Ma liberaci dal male. Questa petizione è gene-
rapimento più ordinario della nostra vita. Do-
rale. Noi domandiamo a Dio di essere liberati
mandiamo il pane nostro cioè destinato da Dio da ogni male sia fisico che morale. Alcuni Padri
a mantenere la nostra esistenza.
però, per. es. S. Giov. Cris., S. Greg. Niss. e
Necessario, che ci è necessario ogni giorno.
qualche moderno intendono per male il demonio.
La parola greca è:itoóoiov (corrispondente a ne-
cessario) trovasi usata solo in questo luogo e in 14-15. Gesù spiega la condizione posta al per-
S. Luca XI, 3. L'antica Itala sia nel primo passo dono dei peccati al v. 13, facendo vedere che Dio
28 S. Matteo, VI, 16-23

"Cum autem ieiunatis, nolite fieri sicut ^'Quando poi digiunate, non vogliate far
hypocritae tristes, exterminant enim facies i malmconici, come gl'ipocriti perocché :

suas, ut appareant hominibus ieiunantes. questi sfigurano proprio volto, affln di dar
il

Amen dico vobìs, quia receperunt mercedem a conoscere agli uomini che digiunano. In
suam. "Tu autem, cum ieiunas unge caput verità vi dico, che han ricevuta la loro
tuum, et faciem tuam lava, '^Ne videaris mercede. "Ma tu, quando digiuni, profu-
hominibus ieiunans, sed patri tuo, qui est mati la testa, e lavati la faccia ^'affinchè :

in abscondito et pater tuus, qui videt in


: il tuo digiuno sia noto non agli uomini, ma

abscondito, reddet tibi. al tuo Padre celeste, il quale sta nel se-
greto e il Padre tuo, il quale vede in se-
:

greto, te ne darà la ricompensa.


"Nolite thesaurizare vobis thesauros in "Non cercate di accumulare tesori sopra
terra ubi aerugo, et tinca demolitur, et
: la terra dove la ruggine e la tignuoia con-
:

ubi fures effodiunt, et furaptur, ''"Thesauri- sumano e dove i ladri dissotterrano e ru-
:

zate autem vobis thesauros in cacio ubi : bano ^"ma procurate di accumulare tesori
:

ncque aerugo, neque tinca demolitur, et ubi nel cielo dove la ruggine e la tignuola non
:

fures non effodiunt, nec furantur. ^'Ubi consumano : e dove i ladri non dissotter-
enim est thesaurus tuus, ibi est et cor tuum. rano né rubano. ^'Poiché dov'è il tuo te-
soro, ivi è il tuo cuore.
''^Lucerna corporis tui est oculus tuus. Si ^'Lucerna del tuo corpo é il tuo occhio.
oculus tuus fuerit simplex : totum corpus Se il tuo occhio é semplice, tutto il tuo
tuum lucidum erit. ^*Si autem oculus tuus corpo sarà illuminato. "'Ma se il tuo occhio

Lue. 12, 33; I Tim. 6, 19. " Luc. U, 34.

nulla più odia nell'uomo che il ricordo delle in- corrono pericoli per parte della ruggine, che si
;

giurie e la vendetta, e nulla più ama che il per- appiglia ai metalli; della tignuola, che consuma le
dono e la carità fraterna. vesti dei ladri, che sfondando le case tutto pos-
;

16. Il digiuno. Gesù vuole che nel fare le no- sono rubare. Non si devono pertanto cercare ì
stre opere buone cerchiamo di aver solo Dio per
testimonio ; e perciò dopo aver insegnato come
debba essere fatta l'elemosina, e come si debba
pregare, parla ora del modo con cui si deve di-
giunare.
Non vogliate fare... come gli ipocriti. L'Antica
legge comandava un solo digiuno nel dì dell'Espia-
zione (Lev. XVI, 29...); nei tempi più recenti ne
erano stati istituiti altri, e i Farisei solevano di-
giunare ogni Giovedì. Gesù approva il digiuno,
vuole solo che non si imitino i Farisei, i quali
nei giorni di digiuno rendevano quasi irricono-
scibile il loro volto sotto la cenere di cui l'asper-
gevano, affine di attirare gli sguardi degli uomini.
17. Profumati la testa. Allude all'uso di Pale-

Rg. IO. — Tignuola allo stato di larva e di farfalla.


Flg. 9.

Schiavo egiziano tesori della terra sì facili a perdersi ; ma quelli


che profuma la testa del cielo, che consistono nelle opere buone, il
al padrone. merito delle quali si accumula presso Dio, che
darà a suo tempo un premio eterno.
21. Dov'è il tuo tesoro. Altro motivo per cui si
deve vivere distaccati dalle cose del mondo. Il
cuore, cioè l'intelletto e la volontà, seguono il
tesoro, e se questo viene cercato nelle cose della
stina dove nei giorni di festa e di convito sole- terra, il cuore sarà come assorbito dalla terra ;

vasi ungere il capo (Lue. VII, 46). ma se viene cercato nel cielo, tutti i nostri af-
19. Distacco dai beni della terra. Dopo aver tenderanno al cielo, dove solo potranno essere
fetti
messo in guardia i suoi discepoli contro la vana pienamente appagati.
gloria. Gesù cerca di strappare dal loro cuore 22-23. L'occhio interiore. Gesù mostra come
l'avarizia e la troppa sollecitudine per le cose il cuore abbia la più grande importanza sia nel
della terra. bene che nel male. L'occhio è come la lucerna
Accumular tesori. Tesoro qui significa cosa pre- del corpo, perchè tutto lo rischiara. Se esso è
ziosa. Gli Orientali solevano accumulare oro, ar- semplice cioè sano, tutte le membra, che da lui
gento, pietre preziose, ricche vesti, tapnpti dai vengono rischiarate, agiscono convenientemente;
vivi colori, molli cuscini ecc. Tutte queste cose ma il contrario avviene se esso è malato. Se l'oc-
S. Matteo, VI, 24-28 29

fuerit totum corpus tuum tenebro-


nequam : è difettoso, tutto iltuo corpo sarà ottene-
sum ergo lumen, quod in te est, te-
erit. Si brato. Se adunque che è in te, di-
la luce,
nebrae sunt ipsae tenebrae quantae erunt?
: venta tenebrosa : quanto grandi saranno le
tenebre ?
** Nemo potest duobus dominis servire : "Nessuno può servire due padroni im- :

aut enim unum odio habebit, et alterum di- perocché o odierà l'uno e amerà l'altro o :

liget : aut unum sustinebit, et alterum con- sarà affezionato al primo e disprezzerà il se-
temnet. Non potestis Deo servire, et mara- condo. Non potete servire a Dio e a Mam-
monae. mone.
'* **Per questo vi dico non vi prendete af-
Ideo dico vobis ne soliciti sitis animae :

vestrae quid manducetis, ncque corpori fanno né di quello onde alimentare la vo-
vestro quid induamini. Nonne anima plus stra vita, né di quello onde vestire il vostro
est quam esca et corpus plus quam vesti-
: corpo. La vita non vale ella più deirall-
mentum. **Respicite volatilia caeli, quoniam mento, e il corpo più del vestito? '•Gettate
non serunt, ncque metunt, ncque congre- lo sguardo sopra gli uccelli dell'aria, i quali
gant in horrea et pater vestcr caelestis pa-
: non seminano, né mietono, né empiono
scli Illa. Nonne vos magis pluris estis illis? granai e il vostro Padre celeste li pasce.
:

*'Quis autem vestrum cogitans potest adil- Non siete voi assai da più di essi? "E chi
cere ad staturam suam cubitum unum? é di voi che con tutto il suo pensare possa
aggiungere alla sua statura un cubito?
"Et de vestimento quid soliciti estis? **E perché vi prendete pena pel vestito?

*« Lue. 16. 13. " Ps. 54, 23; Lue. 12, 22; PfaQ. 4. 6; 1 Tim. 6, 7; 1 Pttr. 5, 7.

chio adunque per qualsiasi motivo non manda al V. 25 era ststo trsdotto prendersi affanno
luce, le altre membra, che non hanno luce pro- e qui bs lo stesso senso : Chi di voi col'
pria, dovranno per necessiti trovarsi avvolte io l'affuuuTsi può aggiungere ecc. Atta sua statura.
più dense tenebre. Pscile è l'applicaziooc di que- II greco i\Xtxtu> può tradursi aia per statura, sia
sta similitudine. L'occhio dell'uomo è il cuore. per durata della vita. Quest'ultimo senso è da
Se il cuore è puro, cioè distsccato dalle cose dells preferirsi. Gesù vuol far comprendere che non
terra e anelante alle cose del cielo, tutta La viu osante tutte le sollecitudini e le cure, non si rie-
morale dell'uomo sari buona; ma al contrario se
il cuore respinge il lume della fede e aprezza la
grazia, e non aspira che alle cose della terra,
quanto non saranno cattive le aue opere, poiché
dal cuore escono i cattivi pensieri, i cattivi desi-
deri! XV, 19.
ecc.. v.

24. Stssuno può Servire da* padroni. Sviluppo


del pensiero precedente, che non si può nello
stesso tempo sccumular tesori in cielo e in terra.
Niuoo pud strvirt, cioè essere schisvo di due
padroni poiché per il fatto stesso che lo schia-
:

vo appartiene tutto a un padrone, non pud di-


sporre del suo tempo per servirne un altro. Se
fosse posto nel esso di dover ubbidire a due che
comandano cose contrarie, deve decidersi per
Flg. ti. — Qranalo p«r II frumento.
l'uno o per l'altro, e se vuol contentar uno, di- (Pittura egiziana).

sgusterà l'altro.
Son potete servire a Dio e a Mammone. Que- sce a prolungar la vita oltre quel termine fissato
st'ultims è una parola caldaica che significa ric- da Dio.
chezze. Fa notare S. Gerolamo, che Gesù non Cubito equivale a circa mezzo metro.
dice che l'sver ricchezze sis contrsrio al servizio
28. Gigli del campo sono quelli che crescono
di Dio, ma il servire cioè l'essere schiavo della
ricchezza.
25. Non affannarsi per il cibo, la bevanda
E IL VESTITO. Gesù vuolc lontani i suoi discepoli
dalla troppa sollecitudine per le cose anche più
necessarie.
Son vi prendete affanno. Non è vietato di Flg. la.
pensare e provvedere all'avvenire, ma Gesù proi- Filatrice (Vaso greco).
bisce quel troppo affanno che nasce da diffidenza
di Dio e dall'attacco smoderato alle cose della
terra. Egli fa osservare che Dio avendo dato il
più, cioè la vita e il corpo, non può rifiutare il
meno, cioè l'alimento e il vestito
26. Se Dio provvede agli uccelli, come non
provvedere all'uomo di cui è Padre?
spontaneamente senza le cure dell'uomo. Potreb-
27. Fa vedere rinutiliti della troppa sollecitu-
bero forse veni' identificali cogli anemoni di un
dine. Con tutto il sao pensare. Il greco )»eotuvòv
30 S. Matteo, VI, 29 — VII, 4

Considerate lilia agri quomodo crescunt : Pensate come crescono i gigli del campo .

non laborant, ncque nent. "Dico autem vo- essi non lavorano e non filano. *'Ora io vi
bis quoniam nec Salomon in omni gloria sua dico che né meno Salomone con tutta la sua
coopertus est sicut unum ex istis. ""Si autem splendidezza fu mai vestito come uno di

Se adunque in tal modo riveste
foenum agri, quod hodic est, et cras in cli- questi.
banum mittitur. Deus sic vestit quanto : Dio un'erba del campo, che oggi è, e do-
magis vos modicae fldei? "^Nolite ergo so- mani vien gettata nel forno quanto più voi, :

liciti esse, dicentes Quid manducabimus, : gente di poca fede? *^Non vogliate adunque
aut quid bibemus, aut quo operiemur? angustiarvi dicendo Cosa mangeremo, o:

**Haec enim omnia gentes inquirunt. Scit cosa berremo, o di che vestiremo? "Impe-
enim pater vester, quia bis omnibus indi- rocché tali cose ricercano i Gentili. Ora il
getis. '*Quaerite ergo primum regnum Dei, vostro Padre sa che di tutte queste «cose
et iustitiam ejus : et haec omnia adiicientur avete bisogno. ^'Cercate adunque in primo
vobis. '*Nolite ergo soliciti esse in crasti- luogo il regno di Dio e la sua giustizia e :

num. Crastinus enim dies solicitus erit sibi avrete di soprappiù tutte queste cose. '*Non
ipsi, sufficit dici malitia sua. vogliate dunque mettervi in pena pel do-
mani. Imperocché il domani avrà pensiero
per sé basta a ciascun giorno il suo af-
:

fanno.

CAPO VII.

Continua il discorso della montagna. Non giudicare il prossimo, i-6. — La pre-


ghiera, 7-1 1. — Carità, rinfiegatnento di sé stessi, 12-14. — Puga dai falsi
dottori. 15-23. — // vero sapiente, 24-27. — Conclusione, 28-29.

'Nolite indicare, ut non iudicemini "In : 'Non giudicate, siate giudi-


affinchè non
quo enim iudicio iudicaveritis, iudicabimini : cati. ^Imperocché secondogiudizio onde il

et in qua mensura mensi fueritis, remetie- voi giudicate, sarete giudicati e colla mi- :

tur vobis. 'Quid autem vides festucam in sura onde avrete misurato, sarà rimisurato
oculo fratris tui et trabem in oculo tuo non
: a voi. "E perchè osservi tu la pagliuzza nel-
vides? *Aut quomodo dicis fratri tuo Sine : l'occhio del tuo fratello, e non vedi la trave
eiiciam festucam de oculo tuo et ecce : che hai nell'occhio tuo? *Ovvero come dici

1 Lue. 6, 37; Rom. 2, 1. ^ Marc. 4, 24.

colore rosso come di porpora, che abbondano in che non si deve quindi essere troppo solleciti
Palestina. per il domani cioè per l'avvenire. A conferma
porta due altre ragioni Il domani avrà tempo a
29. Salomone superò tutti i re d'Israele nel :

lusso e nello splendore, eppure egli,, che faceva pensare a sé A ogni giorno basta il suo affanno
:

rimanere estasiata la regina di Saba, non fu cosi ed è cosa stolta rendere più grave l'affanno di
ben vestito. oggi aggiungendovi quello del domani. Anche qui
Gesù non vieta di pensare al futuro, ma proi-
30. Erba del campo sono i gigli, di cui ha par- bisce quella troppa preoccupazione, che impe-
lato. Vengono così chiamati per far notare il loro
disce di attendere alla propria santificazione
poco valore e la loro caducità. Se pertanto Dio
ha tanta cura di loro, quanta più ne avrà degli
uomini a cui diede il proprio Figlio? Li chiama CAPO VII.
di poca fede, perchè la troppa sollecitudine per le
Dopo aver animato
suoi discepoli alla fuga
i

cose terrene nasce da mancanza di fiducia nella


della vana gloria e del soverchio attacco alle cose
Provvidenza. di questo mondo, Gesù li esorta ora a tenersi
31. Tali cose ricercano i gentili, quali non i lontani da quel prurito di criticare e condannare
sanno che Dio è loro Padre e che conosce tutti tutte le azioni del prossimo, che formava una
i bisogni degli uomini. Qual padre può rifiutare delle caratteristiche dei Farisei.
il necessario ai suoi fìgli? 1-2. Non giudicate. Il giudizio proibito 6 quello
33. Cercate... il Dio. Gesù mostra
regno di che consiste nel pensar male del prossimo senza
dove i cristiani debbano porre tutte le loro sol- fondamento, nell' interpretare sinistramente le
lecitudini. Cerchino prima di tutto il regno di Dio, sue azioni, e nel condannarlo per spirito di odio
cioè i beni del cielo, e la sua giustizia, cioè quella o di invidia. Gesù vuole che non siamo giudici
santità di vita, di cui devono essere rivestiti i severi e perversi del prossimo, affine di meritare
membri di questo regno, e tutto il resto seguirà misericordia e perdono nel giudizio di Dio poi- ;

come accessorio il principale. Anche nel Pater ché quale sarà il giudizio che avremo pronunziato
prima si è detto : Venga il tuo regno ; e poi : del prossimo, tale sarà quello che Dio pronun-
Dacci oggi il nostro pane. zierà di noi.
34. Non per il domani. Dopo aver
vogliate... 3-4. Pagliuzza... trave. Con queste due meta-
mostrato la Provvidenza di Dio, Gesù conchiude fore si fa vedere la contraddizione di coloro, che
S. Matteo, VII, 5-13 31

trabs est oculo tuo? *Hypocrìta, elice


in ai tuo fratello Lascia ch'io ti cavi dall'oo-
:

prìmum trabem de oculo tuo, et tunc vi- chio il filo di paglia, n>entre hai una trave
debis eiiceie festucam de oculo fratrìs tui. nell'occhio tuo? 'Ipocrita, cavati prima la
•Nolite dare sanaum canibus ncque mit- : trave dall'occhio, e allora vedrai di levare il
tatis margaritas vestras ante porcos, ne forte Alo di paglia dall' occhio del tuo fratello.
conculcent eas pedibus suis, et conversi •Non vogliate dare le cose sante ai cani, e
dirUmpant vos. non buttale le vostre perle ai porci perchè :

non accada che le pestino coi loro piedi, e


si rivoltino a sbranarvi.

'Petite, et dabitur vobis quaerite, et : 'Chiedete, e otterrete cercate e tro- :

invenietis pulsate, et aperietur vobis. •Om-


: verete picchiate, e vi sarà aperto. 'Im-
:

Qis enim, qui petit, accipit et qui quaeiit, : perocché chiunque chiede, riceve e chi :

invenit et pulsanti aperìetur. *Aut quis est


: cerca, trova e a chi picchia, sarà aperto.
:

ex vobis homo, quem si petierit fllius suus •E chi mai è tra voi, che chiedendogli il
panem, numquid lapidem porriget ei "Aut : suo figliuolo del pane gli porgerà un sasso?
si piscem petierit, numquid serpentem por- "E se domanda un pesce, gli darà egli una
riget ei? *'Si ergo vos, cum sitis mali, no- serpe? "Se adunque voi, cattivi come siete,
stis bona data dare flliis vestrìs quanto : sapete dare buoni doni ai vostri figliuoli :

magis pater vester, qui in caelis est, dabit quanto più il Padre vostro, che è nei cieli,
bona petentibus se? '*Omnia ergo quae- concederà beni a coloro che glieli doman-
cumque vultis ut faciant vobis homines, et dano. "Fate dunque agli uomini tutto quello
vos facile illis. Haec est enim lex, et che volete che facciano a voj. Perocché in
Prophetae. qu2sio sta la Legge e i Profed.
"Intraie per angustam portam : quia lata '^Entrate per la porta stretta perché lar- :

porta, et spatiosa via est, quae ducit ad per- ga è la porta e spaziosa la via che conduce

' Inf. 21, 22; Marc. 11, 24; Lue. Il, 9; Joaii. 14. 13; Jac. 1. 6. • Lue 11, 11. "Tob. 4, 16;
Lue. 6, 31. »» Lue. 13, 24.

fingendosi animati dal desiderio del bene, cen- ghiera perseverante. Perciò ripete tre volte : chie-
surano i mancamenti del proasimo, e noa
piccoli dete, cercate, picchiate.
pensano per nulla a emendarsi dei propri] difetti, Chianqu» chltdt, rictvt. Lt preghiera in uo
8.
che sono gravissimi. modo o in un altro è sempre esaudita che se ;

6. Anche che può talvolta es-


nella correzione, non si riceve ciò che si domanda, si è perchè, o
sere necessaria, ci vuole prudenza affinchè noa ;
siamo indegni dì ricevere, o domandiamo cose
avvengano mali peggiori, e non si espongano l» nocive nostro benessere spirituale, o non pre-
al
cast santt cioè le verità evangeliche, sacramenti i ghiamo come si deve. Si noti però che Gesù non
ecc. profanazione. Vi sono infatti degli uo-
alla dice che otterremo subito ciò che domandiamo,
mini incapaci di apprezzare il valore di queste poiché come fa osservare S. Agostino, Dio tal-
cose, e il darle loro senza discernimento equi- volta non ci esaudisce cosi presto, affinchè fac-
varrebbe al gettar le perle ai cani e ai porci. ciamo maggior stima dei suoi doni, e chiedendoli
e cercandoli ci rendiamo capaci di riceverli.
9-11. Un padre terreno ascolta la preghiera del
figlio, e se non può dargli ciò che domanda, non
gli porgerà mai un sasso che è inutile, e molto
meno uns serpe che è nocivs. Se adunque gli
uomini che pur sono cattivi, perchè nati nel pec-
cato, sanno dar cose buone ai loro figli, quanto
Fìg. ti. più il Padre celeste, che è tutta bontà e tutto
amore, saprà concedere agli uomini quei beni che
Ostrica perlifera.
gli vengono domandati.

La regola dell'amore del prossimo. Fa-


12.
te... uomini ecc. Gesù conchiude con un
agli
precetto che riassume quanto la legge e i pro-
feti hanno detto riguardo alle mutue relazioni tra
gli uomini. Questo precetto si identifica coH'al-
tro Ama il tuo prossimo come te stesso. Hillcl
:

diceva Quod tìbi ipsi odiosum est, proximo ne


:

Questi anmiali credono che le perle siano qualche facias: nam haec est tota lex. Anche i pagani
cosa da mangiare, e vedendosi delusi, le calpe- conobbero questo grande principio. Ma Gesù solo
stano coi loro piedi, e poi si rivoltano contro ha potuto colla sua grazia dare la forza di
chi loro le ha gettate. adempirlo.
7. La preghiera. Da soli non potremmo pra- 13. La porta stretta. Entrate per la porta
ticare sublimi insegnamenti datici in questo di-
i stretta. Per entrare nel regno dei cieli è neces-
scorso, e Gesù c'insegna ora dove potremo tro- sario un gran cor<>'>gio per superare gli ostacoli
vare la forza, inculcandoci la necessità della pre- che vi si h'apooogono. La via e la poru che con
Ó2 S. Matteo, VII, 14-21

ditionem, et multi sunt qui intrant per eam, alla perdizione e molti sono quei ch'en-
:

"Quam angusta porta, et arcta via est, quae trano per essa. "Quanto angusta è la porta,
ducit ad vitam et pauci sunt, qui inveniunt
: e stretta la via, che conduce alla vita e :

eam ! quanto pochi son quei che la trovano !

"Attendite a falsis prophetis, qui ve- "Guardatevi dai falsi profeti, che ven-
niunt ad vos in vestimentis ovium, intrin- gono a voi vestiti da pecore ma al di dentro :

secus autem sunt lupi rapaces "A fructi- : sono lupi rapaci. "Li conoscerete dai loro
bus eorum cognoscetis eos. Numquid col- frutti. Si coglie forse uva dalle spine, o fi-
ligunt de spinis uvas, aut de tribulis ficus? chi dai triboli? "Così ogni buon albero
^^Sic omnis arbor bona fructus bonos facit : porta buoni frutti e ogni albero cattivo fa
:

mala autem arbor malos fructus facit. "Non frutti cattivi. "Non può un buon albero far
potest arbor bona malos fructus facere nc- : frutti cattivi : né un albero cattivo far frutti
que arbor mala bonos fructus facere "Om- : buoni. "Qualunque pianta, che non porti
nis arbor, quae non facit fructum bonum, buon frutto, si taglia e si getta nel fuoco.
excidetur, et in ignem mittetur. ""Igitur ex ^"Voi li riconoscerete adunque dai loro frutti.
fruGtibus eorum cognoscetis eos.
*^Non omnis, qui dicit mihi. Domine, Do- ''Non tutti quelli che mi dicono Signore, :

mine, intrabit in regnum caelonim sed qui : Signore, entreranno nel regno dei cieli ma :

facit voluntatera Patris mei, qui in caelis colui che fa la volontà del Padre mio, che

" Sup. 3, 10. " Inf. 25, 11 ; Lue. 6, 46.

ducono alla vita, sono strette, perchè la nostra rità e maestro della falsità. Si noti però che
il

natura, portata al male, solo con grande difficoltà l'alberonon può cambiar natura, mentre l'uomo
e a prezzo di gravi sacrifizi può acquistare quelle da buono può divenir malvagio e da malvagio
virtù che sono condizioni essenziali per aver parte divenir buono e d'altra parte l'uomo può fin-
;

al regno di Dio. La via della perdizione invece è gere e ingannare, benché, come già fu osservato,
larga, perche le passioni sregolate, le attrattive la finzione e l'inganno non possano durar a lungo,
del vizio, gli allettamenti e i cattivi esempi eser- perchè come dice Gesù (Lue. VI, 45) : La bocca
citano un'influenza nefasta sulla nostra anima, e parla dall'abbondanza del cuore.
trascinano molti sulla via del male. 19. Qualunque pianta, ecc. Questa terribile mi-
Quanto angusta è la porta e stretta la via.
14. naccia riguarda la sorte dei falsi profeti e di
Gesù disse Se vuoi entrare alla vita osserva i
: quelli che loro aderiscono. Saranno tagliati dal
comandamenti. L'osservanza dei comandamenti è regno di Dio e dati alle fiamme.
pertanto l'angusta porta e la stretta via che con- Non basta aderire
21. a Gesù esteriormente.
duce al regno dei cieli: ma pur troppo sono Non tutti quelli che mi dicono Signore... Non è
molti coloro che conculcano e disprezzano i co- motivo sufficiente per dire che sian veri profeti
mandamenti di Dio e si danno in braccio alle Tadoprare che fanno il nome di Dio e simil- :

loro passioni.
15. I FALSI PROFETI. Guardatevi dai falsi pro-
feti.Un altro ostacolo, che può impedire l'entrata
nel regno dei cieli, sono i falsi profeti. Con que-
sto nome, benché principalmente vengano desi-
gnati gli Scribi e i Farisei, tuttavia si indi-
cano pure in generale tutti coloro che con false
dottrine, con raggiri e inganni cercano di indurre
gli altri nell'errore (Atti XX, 29). Si presen-
tano vestiti da pecore, quasi appartenessero al-
l'ovile di Gesù Cristo, e fingono santità e usano
maniere insinuanti e piene di dolcezza, mi in
realtà sono lupi, che bramano trascinare le anime
al male.
16.
Li conoscerete. Il mezzo per conoscerli
tono loro frutti, cioè la vita che conducono, le
i

opere che fanno, e sopratutto gli effetti che pro-


ducono le loro dottrine. L'empietà e l'ipocrisia F\z- T4. — La scure alla radice degli alberi.
(Pittura egiziana I.
non possono rimanere a lungo senza manifestarsi.
Dio non lo permette. Come ogni albero produce
uno speciale frutto che fa conoscere la sua na-
mente per essere veri cristiani non basta aderire
tura, così gli insegnamenti erronei in materia di
esternamente a Gesù, ma è necessario praticare
religione e di morale non tardano a produrre ef-
la sua dottrina. In questo passo (21 - 23) Gesù
fetti disastrosi, che fanno conoscere il veleno che
chiama Dio mio Padre, afferma di dover esser
:
in essi si nasconde.
chiamato Signore, e presenta se stesso come
L'albero
18. buono e l'albero cattivo sono Giudice, che pronunzia la sentenza contro mal- i

principalmente la vera e la falsa dottrina, mt vagi, venendo così a manifestarsi come vero
possono ancora significare il maestro della ve- Figlio di Dio.
i. MATTEO, VII, 22 — Vili, 2 »
est, ipse intrabit m regnum caelorum. "Mul- è nei cieli, questi entrerà nel regno dei cieli.
ti dicent mihi in illa die Domine, Domine,
: "Molti mi diranno in quel giorno Signore, :

nonne in nomine tuo prophetavimus, et in Signore, non abbiam noi profetato nel nomt
nomine tuo daeraonia eiecimus, et in nomi- tuo, e non abbiam noi nel nome tuo cac-
ne tuo virtutes multas fecimus? "Et tunc ciato i demoni, e non abbiamo noi nel nomf
confitebor illis Quia numquam novi vos
: : tuo fatto molti miracoli? "E allora io pro-
discedite a me, qui operamini iniquitatem. testerò ad essi Non vi ho mai conosciuti
: :

ritiratevi da me, voi tutti operatori di ini-


quità.

"Omnisergo, qui audit verba mea haec, "Chi pertanto ascolta queste mie parole,
et facit ea, assimilabitur viro sapienti, qui e le mette in pratica, sarà paragonato all'uo-
aediflcavitdomum suam supra petram. "Et mo saggio, che fondò la sua casa sul sasso :

descendit pluvia, et venerunt flumina, et fla- **£ cadde la pioggia, e i flumi inondarono, e
verunt venti, et irruerunt in domum illam, soffiarono I venti, e imperversarono contro
et non cecidit fundata enim erat super pe-
: quella casa, ed ella non andò giù, perchi
tram. **Et omnis, qui audit verba mea haec, era fondata sul sasso. **Chl ascolta queste
et non facit ea, similis erit viro stulto, qui mie parole, e non le pratica, sarà simile al-
aediflcavit domum suam super arenam : "Et l'uomo stolto, che ediflcò la sua casa soprt
descendit pluvia, et venerunt flumina, et la sabbia. '^E cadde la pioggia, e inonda-
flaverunt venti, et irruerunt in domum Illam, rono i flumi, e soffiarono i venti, e impe^
et cecidit, et fuit mina illius magna. versarono contro quella casa, ed essa andi
giù, e fu grande la sua rovina.
**Et factum est cum consummasset le-
: "•Or avendo Gesù terminato questi di
sus verba haec, admirabantur turbae super scorsi, le turbe si stupivano della sua dot-
doctrina elus. ''Erat enim docens eos sicut trina, **perchè egli le istruiva, come avente
potestatem habens, et non sicut Scribae eo- autorità, e non come i loro Scribi e Farisei
rum, et Pharisaei.

CAPO Vili.

// lebbroso mondato, 1*4, — // servo del Centurione, S'ij. — La suocera di Pietro,


14-15 ' — Demoniaci guariti, 16-17. — Disposizioni per essere i8-2t, discepoli.
— La tempesta sedata, 23-27. — Gli indemoniati di Cerasa, 28-34.

'Cum autem descendisset de monte, se- 'Sceso ch'egli fu dal monte. Io seguirono
quutae sunt eum turbae multae 'Et ecce : molte turbe. *Quand'ecco un lebbroso ac-

" Act. 19, 13. " Ps. 6, 9; Inf. 25, 41; Lue. 13, 27. *« Lue. 6, 48: Rom. 2, 13; Jac 1, 22.
>• Marc. 1, 22; Lue. 4, 32. ' Mare. 1. 40; Lue. 5, 12.

22-23. In quél giorno, cioè all'universale giu- pur avendo la fede, e anche facendo miracoli, noi
dizio, molti e anche i falsi profeti, si appelle- praticano però colle opere la sua dottrina.
ranno, come a prova della loro fede in Gesù Cri- 28-29. L' Evangelista accenna all' impre«sion«
sto, ai miracoli fatti in nome di lui ; ma i mira- profonda causata nella folla dalle parole di Gesù
coli e le profezie non sono una prova, che colui e ne di il motivo. Gesù non insegnava come gli
che li fa sia in grazia di Dio, ma sono solo una Scribi e i Farisei, i quali non facevano altro ch«
conferma della verità della dottrina annunziata. interpretare la legge applicandola ai casi parti-
Gesù li caccieri da sé, perchè non hanno osser- colari della vita e perdendosi spesso in frivo-
vati i suoi comandamenti, e non sono stati suoi lezze ma parlava come legislatore investito di
:

veri discepoli. ogni autorità, modificava e perfezionava la legge


24-25. Conclttsiont general» d«l discorso. Gesù >SK*u°Sodovi nuovi precetti, e minacciando la
conchiude con una parabola che fa rilevare quanto morte eterna ai trasgressori.
importi mettere in pratica suoi insegnamenti. i

Fondò la sua casa sul sasso, cioè sopra un fon- CAPO Vili.
damento che non viene scosso dal soffiare dei 1. Dopo aver mostrato Gesù come Dottore e
venti e dall'imperversare delle pioggie. Le piog- Legislatore del regno di Dio (V-VII), l'Evange-
gie, i venti, i fiumi ecc. designano le varie spe- lista fa lui il Taumaturgo, a cui sono
vedere in
cie di tentazioni, a cui l'uomo può andare sog- soggette tutte forze della natura, e che è ve-
le
getto. nuto nel mondo per guarire tutte le nostre in-
26-27. Questa parabola era molto efficace per fermiti. A tal fine egli raggruppa nei due capi-
toli Vili e IX dieci miracoli, avvenuti • quant«
gli Ebrei di Palestina soliti a vedere spesso ro-
vinate le loro case dalle tempeste e dall'infuriare consta da S. Marco e da S. Luca in diverti tempi,
dei torrenti. e con ciò fa vedere che segue piuttosto un or-
Nella conclusione del suo discorso Gesù an- dine logico che cronologico.
nunzia una irreparabile rovina a tutti coloro, che 2. Un lebbroso. La lebbra è una malattia orri-

3 — Saera Bibbia, voi. I


34 S. Matteo, Vili, 3-9

leprosus veniens, adorabat eum, dicens : costatoglisilo adorava, dicendo Signoi^i. :

Domine, si vis, potes me mundare. 'Et se vuoi, puoi mondarmi. 'E Gesù stesa h
extendens Jesus manum, tetigit eum, di- mano lo toccò, dicendo : Lo voglio, sii mon-
cens Volo. Mundare. Et confestìm mun-
:
dato.E subito fu mondato dalla sua lebbra.
data est lepra eius. ''Et ait illi lesus Vide, : *E Gesù gli disse Guarda di non : dirlo i
nemini dixeris : sed vade, estende te sacer- nessuno : ma va, mostrati al sacerdote, e
doti, et offer munus, quód praecepit Moyses, offerisciil dono prescritto da Mosè in testi-

in testimonium iUis. monianza per essi.


"Cum autem introisset Caphamaum, ac- 'Ed entrato che fu in Cafarnao andò a
cessit ad eum Centuno, rogans eum, "Et di- trovarlo un Centurione, raccomandandoglisi,
cens Domine, puer meus iacet in domo
: e "dicendo Signore, il mio servo giace in
:

paralyticus, et male torquetur. ^Et ait illi casa malato di paralisia, ed è malamente
lesus Ego veniam, et curabo eum. "Et re-
: tormentato. ^E Gesù gli disse Io verrò, :

spondens Centuno ait Domine, non sum : e lo guarirò. *Ma il Centurione rispose e
dignus ut intres sub tectum meum sed : disse Signore, io non son degno che tu
:

tantum die verbo, et sanabìtur puer meus. entri sotto il mio tetto : ma di' solo una
•Nam et ego homo sum sub potestate coo- parola, e il mio servo sarà guarito. 'Per
stitutus, habens sub me milites et dico : che anch'io sono un uomo soggetto ad altri,
buie, Vade, et vadit et alii, Veni, et venit
: : e ho sotto di me dei soldati, e dico a uno :

Lev. 14, 2. * Lue. 7, 1. » Lue. 7, 6.

==4
bile causata dalla moltiplicazione di un bacillo era a temere ehe trovassero nei prodigi di Gesù,
speciale (Bacillus leprae) nei tessuti organici. Do- qualora fossero stati divulgati indebitamente, uo
po aver assalito la pelle, penetra a poco a poco pretesto per confermarsi maggiormente nella loro
nelle carni, e le corrode in modo che i poveri falsa idea. Nella proibizione di Gesù si può an-
ehe vedere un esempio di umiltà da imitare.
Offri il dono. La legge ordinava (Lev. XIV,
10, 21), ehe il lebbroso sanato, se era ricco of-
frisse due agnelli, una pecora, due tortore o due
colombi senza macchia, e una data quantità di
farina e di olio se invece era povero, bastava of-
;

frisse un agnello e due tortore o due colombi, e


una minor quantità di farina e di olio.
In testimonianza per essi. II fatto, che Gesù
aveva sanato il lebbroso, sarebbe stato per i Sa-
cerdoti una testimonianza o prova che Gesù era
il Messia inviato da Dio. I Padri nella lebbra hanno

veduto una figura del peccato, e nel comando é


presentarsi ai Sacerdoti, un'allusione al precetti
della confessione.

5. Centurione chiamavasi il comandante di 1(K


soldati. Il centurione, di cui qui si parla, era pra
F!g. 1$. — Lebbroso di Gerusalemme. babilmente al servizio di Erode Antipa, ehe al
lora governava la Galilea. Dal v. 10 consta eht'
(Fotografia).
egli non era giudeo, ma gentile. Dal fatto peri
che i capi dei Giudei si interessano per lui, (
malati rimangono sfigurati. Fu sempre riconosciuta che loro aveva fatta costruire una sinagoga (Lue.
come contagiosa, e l'antica legge aveva prese VII, 5), si può arguire ehe egli fosse un proselita
tutte le precauzioni per evitare al popolo il con-
7. Quanto fu grande la bontà e la condiscea
tatto coi lebbrosi (Lev, XIII e XIV).
denza di Gesù nel volergli concedere più di quel
Benché in antico fosse ordinariamente incu- che domandava.
rabile,pur tuttavia si davano delle forme benigne,
nelle quali la guarigione era possibile. In questi 8. Grandezza della fede e dell'umiltà di questo
casi però il lebbroso primo di poter essere riam- gentile Egli si riconosce peccatore e
e soldato.
messo nel
quindi indegno di ricevere Gesù in sua casa ; ma
consorzio degli altri, doveva presen- nello stesso tempo confessa che Gesù tutto pud
tarsi al Sacerdote, ai quale apparteneva giudicare
colla potenza della sua parola. Le parole del Cen-
se egli fosse veramente sanato.
turione vengono poste dalla Chiesa sulle labbrc
Lo adorava,cioè si prostrò a terra ai piedi di
dei fedeli, mentre stanno per ricevere la SS. Co-
Gesù, dicendo Se vuoi, puoi mondarmi. La leb-
:
munione.
bra costituiva un'immondezza legale, e l'essere
sanato da essa, esprimevasi presso i Giudei colla 9. Perchè anch'io sono un uomo soggetto aó
frase, venir mondato. altri. Con un argomento, tratto dalla sua condi-
zione stessa di centurione, prova che Gesù puf
4. Guarda di non dirlo, ecc. Gesù non vuole con una parola risanargli il servo. Se io, benchl
che sia pubblicato il prodigio, affine di evitare la
sia soggetto a Erode e anche al tribuno ecc.
commozione turbolenta del popolo. 1 Giudei era- tuttavia, perchè ho ai miei ordini parecchi soldati
no infatti pieni dell'idea di un Messia terreno, questi ubbidiscono ai miei comandi, quanto pii
che ^foisse i liberarli dal giogo di Roma, e vi dunque a te, Signore, le cose tutte ubb '.diranno 1
S. Matteo, Vili, 10-20 35

et servo meo, Fac hoc, et facit. "Audiens Va, ed egli va: e all'altro: Vieni, ed egli
autem Jesus miratus est, et sequentibus se viene e al mio servitore
: Fa la tal cosa, :

dixit Amen dico vobis, non inveni tantam


: ed ei la fa. "Gesù udite queste parole ne
fldem in Israel. '"Dico autem vobis, quod restò ammirato, e disse a coloro che lo se-
multi ab Oriente, et Occidente venient, et guivano In verità vi dico
: non ho trovato :

recumbent cum Abraham, et Isaac, et la- fede sì grande in Israello. "Vi dico però
cob in regno caelorum "Fili! autem regni : che molti verranno dall'Oriente o dall'Oc-
eiicientur tenebras exteriores
in ibi erit : cidente, e sederanno con Abramo e Isacco
fletus, et stridor dentium. "Et dixit lesus e Giacobbe nel regno dei cieli : '*Ma i fi-
Centurioni Vade, et slcut credidisti. fìat
: gliuoli del regno saranno gettati nelle tene-
tibi. Et sanatus est puer in illa bora. bre esteriori ivi sarà pianto e stridore di
:

denti. ''Allora Gesù disse al Centurione :

Va, e ti sia fatto conforme hai creduto. E


nello stesso momento il servo fu guarito.
'*Et cum venisset lesus in domum Petri, "Ed essendo andato Gesù a casa di Pie-
vidit socrum eius iacentem, et febricitan- tro, vide la suocera di lui giacente colla feb-
tem :
'*
Et tetigit manum eius, et dimisit bre : "E le toccò la mano, e la febbre se
eam febris, et surrexlt, et ministrabat eis. ne andò : ed ella si alzò e li serviva.
"Vespere autem facto, obtulerunt ei mul- "Venuta poi la sera gli presentarono molti
tos daemonia habentes et eiiciebat spiri- : indemoniati ed egli cacciava colla parola
:

tus verbo et omnes male habentes cura-


: gli spiriti e sanò tutti i malati. "Affinchè
:

vit "Ut adimpleretur quod dictum est per


: si adempisse quello che fu detto da Isaia
Isaiam prophetam, dicentem Ipse infirmi* : profeta, il quale dice Egli ha prese le no-
:

tates nostras accepit et aegrotationes no- : stre infermità e ha portato i nostri malori.
stras portavit. "Videns autem lesus turbas '•Vedendo poi Gesù una gran turba intomo
multas circum se, iussit ire trans fretum. a sé, diede ordine per passare all'altra
'•Et accedens unus scriba, ait ilU M«- : riva. ''E accostatosi uno Scriba, gli disse :

gister, sequar te, quocumque ieris. **Et Maestro, io ti terrò dietro dovunque andrai.
dicit ei lesus Vulpes foveas habent, et
: "E Gesù gli disse : Le volpi hanno le loro

»' Mtl. 1, 11. »• Marc. 1, 32. " I». 53, 4; I Petr. 2, 24. " Lue. 9. 58.

10. Restò ammirato. L'ammirazione potè tro- 15. IndemoniH V. n. IV, 24.
Gesù non
varai in in quanto Dio, ma in quanto
17.Egli ha prese le nostre infermità, ecc. La
uomo, e secondo la scienza, che i teologi chia-
citazione di Isaia LUI, 4, è fatta aul testo ebrai-
mano acquisita o sperimentale.
co. Il profeta annunzia che Gesù ha preso sopra
11-12. Questi due versetti sono propri] di S. di sé i dolori e le pene da noi meritate, e che
Matteo. Nella fede del Centurione ai ha un sag- noi avremmo dovuto soffrire ; e l'Evangelista
gio della fede dei gentili, e Gesù prende occa- nelle parole del profeta fa vedere il motivo per
sione per annunziare la vocazione dei pagani e la cui Gesù sanava tutte le infermità. Gesù ha preso
riprovazione dei Giudei. La feliciti dei giusti ad espiare le nostre colpe, chr aono la causa
viene paragonata nella Scrittura alle delizie di un delle nostre malattie, e perciò Egli può da esse
convito (Isaia XXV, 6-8; Salm. XXXV, 6), e Ge- liberarci. Le molteplici guarigioni, operate da Ge-
sù servendosi di questa stessa similitudine affer- sù su ogni genere di malati, m'astrano pertanto
ma che i gentili verranno dall'Oriente e dal- che Egli è colui che espia le jostre colpe e sod-
l'Occidente, cioè da tutte le parti del mondo, e disfa a Dio per i nostri pece iti.
si porranno a mensa, cioè saranno partecipi della 18. Gesù non volendo
suscitare entusiasmi ter-
stessa feliciti coi Santi più celebri dell'A. Testa- reni cuore delle turbe, comanda di passare
nel
mento; mentre { figli del regno, vale a dire, i alla sponda sinistra del lago d! Genezaret.
Giudei, che sono nati membri del popolo di Dio, 19. Ti terrò dietro dovunq te, ecc. vale a dire:
e che perciò avrebbero avuto uno speciale diritto mi farò tuo discepolo. Alcuni Padri (Crisost., Gi-
al regno dei verranno gettati nelle tenebre
cieli,
rol., Bed. ecc.) pensano che questo Scriba fosse
esteriori. I conviti presso gli Ebrei si tenevano
mosso a rivolgere a Gesù la domanda di essere
alla sera dentro sale molto illuminate, perciò il
ammesso tra i discepoli, dal desiderio di avere
convito messianico viene simboleggiato come svol-
ricchezze. Vedendo che Gesù godeva dei favore
gentesi in mezzo alla più viva luce. Coloro che
del popolo, sperava che avrebbe avuto grandi
ne sono esclusi, vengono quindi a trovarsi nelle
doni e domandava di esserti partecipe.
tenebre esteriori, che circondano la sala del cot>-
vito. Essere esclusi dal convito messianico equi-
20. Le volyi hanno le loro tane. Gesù risponde
vale a essere mandati all'inferno. Il pianto, lo all'intenzione dello Scriba : Come vuoi tu se-
stridore dì denti signiflcano le varie pene e la guirmi per aver ricchezze, mentre non ho da ri-
disperazione da cui saranno afflitti i dannati. posare il capo, cioè sono privo delle cose anche
più necessarie, di cui noa difettano neppure gli
14. Pietro era nativo di Bethsaida (Giov. I, 45), animali?
ma aveva una casa a Cafarnao, tenuta forse a // Figliuolo dell'uomo. Per la prima volta Gesù
pigione, oppure appartenente alla sua stessa suo- si di questo titolo, che per 78 volte Egli applica
cera, la quale era a letto colpiu da gran febbre. a sé nei quattro Vangeli, e che non gli vien date
Gesù appena entrato la risanò. da altri. Per conoscere quale sia il senso di que-
.

36 S. Matteo, Vili, 21-29

volucres caeli nidos fliius autem hominis: tane e gli uccelli dell'aria i loro nidi : ma il

non habet ubi caput reclinet. '^Alius autem figliuolo dell'uomo non ha dove posare la
de discipulis eius ait illi Domine, per- : testa. '^E un altro dei suoi discepoli gli dis-
raitte me primum ire, et sepelire patrem se Signore, dammi prima licenza di andare
:

meum. '^lesus autem ait illi Sequere me, : a seppellire mio padre. '^Ma Gesù gli disse :

et dimitte mortuos sepelire mortuos suos. Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano
i loro morti.
**Et ascendente eo in naviculam, secuti ^^Ed essendo montato sulla barca, lo se-
sunt eum discipuli eius : ^^Et ecce motus guirono 1 suoi discepoli '*Quand'ecco si :

magnus factus est in mari ita ut navicula sollevò nel mare gran tempesta talmente :

operiretur fluctibus, ipsevero dormiebat. '*Et che la barca era coperta dall'onde ed egli :

accesserunt ad eum discipuli eius, et susci- dormiva. **E accostatisi a lui i suoi disce-
taverunt eum, dicentes Domine, salva nos, : poli, lo svegliarono dicendogli Signore :

perimus. ^*Et dicit eis lesus : quid timidi salvaci ci perdiamo. **E Gesù disse loro
: :

estis, modicae fìdei? Tunc surgens, impera- Perchè temete, o uomini di poca fede? Al-
vit ventis, et mari, et facta est tranquillitss lora rizzatosi, comandò ai venti e al mare,
magna. '''Porro homines mirati sunt, dicen- e si fé' gran bonaccia. '^Onde la gente ne
tes Qualis est hic, quia venti, et mare obe-
: restò ammirata, e dicevano Chi è costui, :

diunt ei ? al quale obbediscono i venti e il mare?

**Et eum venisset trans fretum in regio- **


Essendo poi sbarcato al di là del lago
nem Gerasenorum, occurrerunt ei duo lia- nel paese de' Geraseni, gli vennero incon-
bentes daemonia, de monumentis exeuntes, tro due indemoniati che uscivano dalle se-
saevi nimis, ita ut nemo posset transire per polture, ed erano tanto furiosi che nes-
viam illam. *'Et ecce clamaverunt, dicen- suno poteva passare per quella strada. "E si
tes Quid nobis, et tibi, lesu fili Dei ?
: misero tosto a gridare Che abbiam noi a
:

" Marc. 4, 36 ; Lue. 8, 22. " Marc. 5, 1 ; Lue. 8, 26.

st'espressione fa d'uopo consultare il cap. XXVI, 27. La gente ne restò ammirata. Assieme alla
64 ; e Giov. V, 27 dove Gesù nel darsi questo
; barca in cui stava Gesù, ve n'erano pure altre,
titolo si riferisce a Dan. VII, 13. Ora il profeta come ricavasi da Marco IV, 40. Sia I discepoli
Daniele coU'espressione Figliuolo dell'uomo, in-
: che tutti gli altri rimasero meravigliati della po-
dica chiaramente il Messia. Perciò Gesù col pren- tenza di Gesù, tanto più che niun profeta aveva
dere questo nome faceva vedere a quelli che co- mai operato simile prodigio, e che il Salvatore
noscevano gli scritti del profeta che Egli era il non aveva usato preghiera alcuna, ma aveva
Messia promesso. semplicemente imposto ai venti di cessare, e su-
21. Seppellire mio padre. Presso gli Ebrei la bito era stato obbedito.
sepoltura si faceva nello stesso giorno della mor- 28.Nel paese dei Geraseni. I manoscritti greci
te, e seppellire il proprio padre morto era per i non accordano sul nome della località, in cui
si
figli uno strettissimo dovere. Il discepolo do- sbarcò Gesù. Alcuni infatti la chiamano paese
manda una breve dilazione per compiere un'o- roSapnvóiv , altri repTeonvfflv , e altri repoen\v&v
pera santa. Quest'ultima lezione che è pure quella della Voi--
22. Lascia che i morti ecc. E' un giuoco di pa- gata e della versione Sahidica è forse la più
role all'ebraica, che vuol dire : Lascia che co- probabile.
loro che sono morti spiritualmente, e cercano le Qui infatti non pud evidentemente trattarsi di
cose mortali e passeggiere, abbiano cura dei Gadara (oggi Um-Keis) allora capitale della Pe-
morti in senso proprio tu cerca le cose eterne,
;
rca, situata a circa dieci chilometri a S. E. del
e vieni dietro a me. Dio è padrone supremo, e lago; né di Geresa (oggi Dierasch) città della De-
i doveri che abbiamo verso di lui sono superiori capoli, perchè posta a circa 60 Km. a S. E. del
a quelli che abbiamo verso il padre e la madre, lago e neppure di Gergesa, città della quale non
;

e quindi sono da preferirsi in caso di conflitto. si ha traccia se non in Origene ma tutto induce a ;

David Smith anche nelle parole « Lasciami an- credere che la località menzionata debba cercarsi
dare a seppellire mio padre » vorrebbe veder* sulla riva orientale del lago di fronte a Cafarnao,
un proverbio = Concedimi una breve dilazione. in quel luogo dove sorgono alcune rovine chia-
Gesù risponde : Lascia che i morti spiritual- mate dai Beduini Kersa o Gersa (Rev. Bibl. 1895
mente, seppelliscano i loro morti, cioè ricorrano p. 512-522, ecc.).
a simili scappatoie (Rev. Bib. 1903, p. 142). Gli vennero incontro due indemoniati. S. Marco
24. S. Matteo non segue l'ordine cronologico V, 1-20; e S. Luca Vili, 26 colpiti dal fatto
degli avvenimenti. La tempesta, di cui parla qui straordinario che uno di questi indemoniati aveva
l'Evangelista, avvenne nelle circostanze accennate una legione di demonii, parlano solo di questo,
da Marco IV, 35 e da Luca VIII, 22. passando sotto silenzio l'altro, di cui parla qui
Una gran tempesta. Il lago di Genezaret a mo- Matteo. Gli indemoniati abitavano fuori della città
tivo della sua situazione va soggetto a violenti nelle caverne larghe e spaziose scavate nei monti,
tempeste causate dall'imperversare di forti venti le quali servivano pure di sepolcro.

che sollevano le acque. I discepoli, benché av- 29. La presenza di Gesù sconcerta i demonii :
vezzi alle furie del lago, sono presi da trepida- essi perciò domandano che cosa abbiano a fare
zione, e quasi disperano di salvarsi, perciò ri- con lui, perchè Egli debba occuparsi di loro.
corrono a Gesù. Fino al giorno del giudizio Dio lascia che i de-
S. Matteo, Vili. 30 — IX, 2 37

Venisti huc ante tempus torquere nos? fare con te, o Gesù figliuolo di Dio? Sei tu
"Erat autem non longe ab illis grex multo- venuto qui avanti tempo per tormentarci?
rum porcorum pascens. *'Daemones autem *'Ed era non lungi da essi un gregge di
rogabant eum, dicentes Si eiicis nos bine, : molti porci che pascolava. *'0r demoni lo i

mitte nos in gregem porcorum. *'Et ait il- pregavano, dicendo Se ci cacci di qui, man-
:

lis Ite. At ìlli exeuntes abierunt in porcos,


: daci in quel gregge di porci. **Ed egli disse
et ecce impetu abiit totus grex per praeceps loro Andate. E quelli essendo usciti, en-
:

in mare et raortui sunt in aquis. **Pasto-


: trarono ne' porci, e immediatamente tutto
res autem fugerunt et venientes in civita-
: W gregge con grand 'impeto si precipitò nel
tem, nunciaverunt omnia, et de eis, qui dae- mare e perì nell'acqua. **E i pastori fug-
:

monia habuerant. '*Et ecce tota civitas exiit girono, e andati in città raccontarono tut-
obviam lesu et viso eo rogabant, ut tran-
: te queste cose, e il fatto di quelli che erano
siret a Bnibus eorum. stati posseduti dai demoni. **E subito tutta
la città uscì incontro a Gesù e, vedutolo, :

lo pregarono di ritirarsi dal loro territorio.

CAPO IX.

// paralitico risanato. — Vocazùme di S. Matteo, 9-/J. — Questione


i-8. sul
digiuno, 14-17. — La emorroissa, i8'26. — / due
figlia di Giairo e l' ciechi,

27-31. — // muto, 32-34. — Gesù, evangelizza la Galilea, 35-37-

'Et naviculam transfretavit,


ascendens in 'E montato in una piccola barca ripassò
et venit in civitatemsuam. 'Et ecce offere- il lago, e andò nella sua città. 'Quand'ecco
bant ei paralyticum iacentem in lecto. Et vi- gli presentarono un paralitico giacente nel
dens lesus fidem illorum, dixit paralytico : letto. E veduta la loro fede. Gesù disse al

•• M«rc. 5. II : Lue. 8, 32. ** Mmrc. 5, 17; Loc. 8, 37. * Marc. 2, 3; Lue. 5, 18.

monii possano sncora tentare gli uomini e go- 32. PrcMO Kersa vi è un monte quasi a picco
dano di una certa liberti, e questo è una specie •ul lago, e da esso i porci si precipitarono nel-
di alleggerimento alle loro pene. Ma dopo il giu- l'acqua, non potendo più resistere all'agitazione
dizio Dio li confinerà nell'inferno, e regnerà solo prodotta in essi dall'invasione diabolica.
net mondo. Allora cresceranno le pene dei de- In questo fano ai ha un argomento fortissimo
monii perchè non potranno più nuocere agli uo- contro coloro, che negano la realti delle posses-
mini. I demonii chiamano Gesù : Figlio di Dio, sioni diaboliche e vorrebbero ridurle a fenomeni
dando così a vedere che lo riconoscono come nervosi. Come è possibile infatti che una malattia
loro Signore. dall'uomo tutto a un tratto passi nelle bestie?
30. Un grtggt di porci. I porci erano animali Si osservi inoltre che Dio è padrone di tutto,
impuri presso i Giudei è perciò probabile che;
e come nei segreti della sua sapienza e della sua
giustizia permette talvolta che la peste uccida
gran qu'ntità di animali, cosi ha potuto permet-
tere, senza violare alcun diritto di proprietà, l'uc-
cisione di tanti porci per parte del demonio.
Qualora i padroni di essi fossero ststi Giudei,
come pensano alcuni, essi avrebbero trasgredito
la leg^e allevando animali immondi, e la permia-
•ione lasciata da Gesù al demonio, si potrebbe
considerare come un giusto castigo.
34. Gli abitanti di Kersa respingono la grazia
loro offerta da Gesù per timore di danni tempo-
rali, che loro potevano avvenire.

Fig. i6. — Mandra di porci. CAPO IX.


(Pittura egiziana).
1. Nella sua città, cioè a Cafarnao, come di-
cono espressamente S. Mar. II, 1 ; e
S. Luca
essi appartenessero a qualche gentile che viveva V, 18. Questa città viene chiamata di Gesù per-
frammischiato agli Ebrei della Decapoli. chè egli dopo il cominciamento del suo pub
31. in quel gregge. Non potendo far
Maniaci blico ministero vi faceva ordinaria dimora.
male uomini, domandano di recar danno alle
agli 2. E veduta la loro fede. Quanto sia stata
eose loro; e così da una parte fanno vedere grande la loro fede si può vedere dai particolari
l'odio che nutrono contro di noi, dall'altra rico- da S. Marco
riferiti II, 1-12, e da S. Luca V,
noscono la potenza di Gesiì. 17-26. Alla presenza di Gesù, il paralitico si ri-
38 S. Matteo, IX, 3-12

paralitico ti son perdo-


Figliuolo, confida
Conflde fili, remittuntur tibi peccata tua. 'Et : :

Subito alcuni Scribi dis-


*
ecce quidam de Scribis dixerunt intra se : nati i tuoi peccati.
Cositui bestemmia. *E
Hic blasphemat. *Et cum vidisset lesus co- sero dentro di sé :

gitationes eorum, dixit Ut quid cogitatis : avendo Gesù veduti 1 loro pensieri, disse :
mala in cordibus vestris? "Quid est facilius Perchè pensate voi male in cuor vostro?
dicere Dimittuntur tibi peccata tua an di-
:
: *Che cosa è più facile dire : Ti sono perdo-
cere Surge, et ambula? *Ut autem sciatis,
:
nati i tuoi peccati o dire Sorgi, e cam-
; :

quia filius hominis habet potestatem in terra mina? *0r affinchè sappiate che il Figliuolo
dimittendi peccata, tunc ait paralytico Sur- : dell'uomo ha la potestà sopra la terra di ri-
ge, tolle lectum tuum, et vade in domum mettere i peccati Sorgi, disse allora al
:

tuam. ^Et surrexit, et abiit in domum suam. paralitico, piglia il tuo letto e vattene a casa
'Videntes autem turbae timuerunt, et glori- tua. "Ed egli si rizzò, e se n'andò a casa
flcaverunt Deum, qui dedit potestatem talem sua. *Ciò vedendo le turbe si intimorirono,
hominibus. e glorificarono Dio che diede agli uomini
tanta potestà,

•Et, cum transiret inde Jesus, vidit homi- 'E partitosi Gesù di là, vide un uomo che
nem sedentem in telonio, Matthaeum no- sedeva al banco delle gabelle, per nome
mine. Et ait illi : Sequere me. Et surgens, Matteo. E gli disse Seguimi. E quegli al-
:

secutus est eum. zatosi lo seguitò.

"Et factum est, discumbente eo in domo, "Ed essendo egli a tavola nella casa, ecco
ecce multi publicani, et peccatores venien- che venuti molti pubblicani e peccatori si
tes discumbebant cumlesu, et discipulis misero a tavola con Gesù e coi suoi disce-
eius. ^'Et videntes Pharisaei, dicebant di- poli. "Il che vedendo i Farisei, dicevano
scipulis ejus : Quare cum publicanis, et ai suoi discepoli Perchè il vostro Maestro
:

peccatoribus manducat Magister vester? mangia coi pubblicani e coi peccatori? ^^Ma
"At Jesus audiens, ait : Non est opus va- Gesù udito ciò, disse loro Non hanno bi- :

lentibus medicus, sed male habentibus. sogno del medico i sani, ma gli ammalati.

• Marc. 2, 14 ; Lue. 5, 27.

cordò dei suoi peccati, che erano stati la causa prorompe in Iodi a Dio davanti al miracolo, men-
del suo male, e ne concepì dolore ; Gesù, che
e tre Scribi e i Farisei si racchiudono in un
gli
leggeva nel cuore di lui, gli disse : Ti sono per- calcolato silenzio.
donati i tuoi peccati, e cosi lo risanò prima dalle 9. Gesù é cosi buono verso dei peccatori, che
malattie dell'anima e poi da quella del corpo. non solo rimette loro i peccati, ma li chiama a es-

3. Costui bestemmia, cioè si attribuisce un'au- sere suoi discepoli, non ostante le recriminazioni
torità che compete a Dio solo (Esod. XXXIV, 7; dei Farisei. Cf. Mar. II, 13-22; Lue. V, 27-39.
Isai. XLIII, 25). Gli altri Sinottici hanno Chi : Partitosi di là, cioè dalla casa, dove aveva
può rimettere i peccati fuorché Dio solo? guarito il paralitico, vide un uomo, che stava
4. Veduti i loro pensieri. Gesù fa vedere che seduto al banco delle gabelle intento a riscuotere
conosce i loro pensieri, il che è proprio di Dio, i Per nome Matteo. Gli altri due Evan-
tributi.
e li rimprovera Perchè pensate male ? Voi dot-
:
gelisti lo chiamano Levi. Non v'ha dubbio però
tori della legge, dovreste prima esaminare e ac- che presso tre Sinottici i due nomi designino
i

certarvi se le cose siano come voi pensate. la stessa persona, la quale esercita la stessa pro-
fessione di pubblicano, e la cui vocazione av-
5. L'uomo non può fare né l'una cosa, né l'al-
viene nelle identiche circostanze, cioè dopo il
tra : Dio invece tutto può fare. Se perciò Gesù
miracolo del paralitico e prima della questione
di propria autorità ridesta le forze fisiche para-
del digiuno. Presso gli Ebrei molte persone por-
lizzate dell'uomo. Egli é Dio, e come tale potrà
anche rimettere tavano due nomi.
i peccati.
Essendo Egli a tavola nella casa di Matteo,
10.
6. // dell'uomo (vedi Vili, 20) so-
figliuolo
il quale aveva voluto ringraziarlo offrendogli un
pra la Scribi credevano che il potere
terra. Gli
gran convito, e invitandovi buon numero dei suoi
di rimettere i peccati appartenesse a Dio solo, e
amici (V. Marc, e Lue. loc. cit.).
si esercitasse nel cielo. Gesù col fatto dimostra
che anch'Egli, stando in terra, ha questa pote- 11. Dicevano ai suoi discepoli. I Farisei avreb-
stà. Si osservi la speciale forza che hanno i tre bero avuto orrore di assidersi a mensa coi pub-
imperativi sorgi, piglia il tuo letto e blicani, e quindi fanno le meraviglie, e si mo-
: vattene, e
l'efficacia immediata-
della parola di Gesù, che strano scandalizzati del modo di agire di Gesù.
mente produce suo effetto.
il
Non osando interrogare lui direttamente, inter-
rogano i suoi discepoli.
8. L'Evangelista accenna all'impressione pro-
dotta dal miracolo. Il popolo, come avviene sem- 12. Non hanno bisogno del medico i tanf. Il
pre nei fatti straordinarii, rimane intimorito al medico deve trovarsi presso gli ammalati, e Gesù
vedere un uomo che rimette i peccati. Gesù ap- essendo venuto per curare le infermità Q<«1 pec-
pariva loro come un semplice uomo, o tutt'al più cato, deve trovarsi tra peccatori. i

come un profeta ; essi non avevano perciò intesa 13. Andate e imparate. Modo di du-e con cui
la forza del miracolo da lui fatto per provare la ! rabbini richiamavano l'attenzione.
sua divinità. Tuttavia è da notare che il popolo Voglio misericordia ecc. Le parole sono di
S. Matteo, IX, 13-18 39

"Euntes autern dlscite quid est : Misericor- "Andate ora e imparate quel che sia Io :

diam volo, et non sacriflcium. Non enim voglio misericordia e non sacrifizio perchè :

veni vocare iustos, sed peccatores. non son venuto a chiamare i giusti, ma 1
peccatori.
'*Tunc accesserunt ad eum discipuli loan- '^Allora si accostarono a lui i discepoli di
nis dicentes : Quare nos, et Pharisaei ieiu- Giovanni e gli dissero Per qual motivo noi :

namus frequenter : discipuli autem tui non e i Farisei digiuniamo frequentemente, e 1


ieiunant? '*Et ait illis lesu» Numquid pos- : tuoi discepoli non digiunano? **E Gesù dis-
sunt filii sponsi lugere, quamdiu cum illis se loro : Possono forse i compagni dello
est sponsus? Venient autem dies cum aufe- sposo essere in lutto fiifchè lo sposo è con
retur ab eis sponsus et tunc ieiunabunt. : essi? Ma verrà il tempo che sarà loro tolto
"Nemo autem immittit commissuram panni lo sposo, e allora digiuneranno. "Nessu-
rudis in vestimentum vetus toUit enim ple- : no attacca un pezzo di panno nuovo a un
nitudìnem eius a vestimento et peior scis- : vestito usato poiché quella giunta porta
:

sura flt. "Neque mittunt vinum novum in via qualche cosa al vestito, e lo strappo si
utres veteres, alioquin rumpuntur utres, et fa peggiore. "Né mettono il vino nuovo In
vinum effunditur, et utres pereunt. Sed vi- otri vecchi altrimenti si rompono gli otri
:

num novum in utres novos mittunt et am- : e si versa il vino, e gli otri vanno a male :
bo conservantur. ma si mette 11 vino nuovo in otri nuovi, e
l'uno e gii altri si conservano.
"Haec ilio loquenie ad eos, ecce prìnceps "Mentre egli diceva loro queste cose,
unus accessit, et adorabat eum, dicens : Do- ecco uno dei principali gli si accostò e io

«* Os. 6, 6; Inf. 12. »» I Tim. 1.15. " Marc. 2. 18; Lue. 5, 33. '• Marc. 5. 22: Lue. 8. 41.

Osea VI, 6, e sifniflcano ehe Dio preferisce la appartengono già a un nuovo ordine di cose,
bontà e la condiscendenza verso del prossimo al cioè al regno del Vangelo, il quale non può es-
sacrifizio, cioè al culto esterno scompagnato sere circoscritto nelle formalità dell'antica legge,
dalla cariti, quale era quello dei Parise! or((^Uosi che era legge di schiavitù fatta per un solo po-
e superbi. Con questa risposta Gesit fa loro ve- polo, e molto meno può accordarsi coi pre^iu
dere, che non ostante il loro zelo per la legge,
essi non la conoscono e trasgrediscono uno dei
precetti principali. .Non son vtnoto a chlamart
i giusti. Se Farisei conoscessero la legge, sa-
i

prebbero che il Messia deve venire per riconci-


liare i peccatori con Dio e per chiamarli a salute.
Il motivo dell'Incarnazione del Piglio di Dio fu
di salvare i peccatori. Otre pieno.
14. Si accostarono i discepoli di Giovanni. Que-
sti erano un po' invidiosi della fama di Gesù, e
spalleggiati dai Farisei, muovono la questione del
digiuno (V. Mar. Il, 18; e Giov. Ili, 26). E' pro-
babile che il pranzo dato da S. Matteo abbia
avuto luogo in Lunedi o Giovedì, giorni in cui
i Farisei solevano digiunare; in tal caso si com- dizi e colle prescrizioni dei Farisei. Se un abito
prenderebbe meglio r arrogante domanda che logoro si rappezza con panno nuovo (cioè non
muovono a Gesù, quasi volessero dire Come : ancora lavorato) questo panno quando venga a
essere ciò, se non perchè noi siamo santi e essere bagnato si restringe, e finisce perfstrap-
fuò pare maggiormente l'abito. Gli antichi solevano
tuoi discepoli non lo sono?
15. Compagnidello sposo (greco v\o\ xwrv}i%^ conservare il vino in otri di pelle di capra, di
vo; lett. figli della camera nuziale). Davasi que- camello o di asino. Vino nuovo è il mosto, che
sto nome a coloro, che andavano a prendere la
deve ancora fermentare ; ora è chiaro che se il
fidanzata pre.<iso i suoi parenti, e la conducevano
mosto viene messo in otri vecchi, fermentando
il fa crepare, e si perdono sia gli otri, che il vino.
in casa dello sposo, prendendo poi parte a tutte
le feste che si celebravano. I Dottori della legge 18.
I due fatti dell'emorroissa e della figlia
volevano che per tutta la settimana delle nozze di Giairo da S. Marco V, 21-43 e da S. Luca
si facesse gran festa, e non si digiunasse nep- Vili, 40-56, vengono narrati dopo quello dei de-
pure il giorno dell'Espiazione, se fosse espilato moniaci di Cerasa.
in questo tempo. Ora Gesù è lo sposo, egli è Uno dei principali, cioè un caoo della sina-
venuto nel mondo per unire a sé col vìncolo della goga detto Giairo, come hanno S. Marco e S.
fede e dell'amore le anime tutte ; finché pertanto Luca.
egli è visibilmente in mezzo
suoi discepoli, co- ai La mia (aveva appena 12 annO è morta.
figlia
me potrebbero questi praticare il digiuno che e Nel momentocui Giairo fece la domanda a
in
segno di tristezza? Gesù non abolisce il digiuno: Gesù, la figlia era solo moribonda, essa però
anche i suoi discepoli digiuneranno, quando verrà morì prima che vi giungesse Gesù. S. Matteo
loro tolto lo sposo, cioè dopo la sua passione e per amore di brevità tralascia tutti i particolari,
morte. che si hanno in S. Marco e S. Luca, e dà solo
16-17. Con due similitudini Gesù mostra che i le linee generali del fatto.
suoi discepoli non devono per ora digiunare. Essi Ma vieni. Non ha la fede del Centurione; ma
40 S. Matteo, IX, 19-30

mine. Alia mea modo defuncta est : sed adorava, dicendo Signore, or ora la mia
:

veni, impone manum tuam super eam, et figliuola è morta ma vieni, imponi la tua
:

vivet. "Et surgens lesus, sequebatur eum, mano sopra di essa, e vivrà. "E Gesù al-
et discipuli eius. zatosi gli andò dietro coi suoi discepoli.

^"Et ecce mulier, quae sanguinis fluxum ""Quand'ecco una donna, la quale da do-
patiebatur duodecim annis, accessit retro, dici anni pativa una perdita di sangue, gli
et tetigit flmbriam vestimenti eius, *^Dice- si accostò per di dietro, e toccò il lembo

bat enim intra se : Si tetigero tantum vesti- della sua veste "^perchè diceva dentro di
:

mentum eius salva ero. ''^At lesus con-


: sé : Solo che io tocchi la sua veste, sarò
versus, et videns eam, dixit Conflde Alia, : guarita. '''Ma Gesù rivoltosi, e miratala, le
èdes tua te salvam fecit. Et salva facta est disse : Sta di buon animo, o figlia, la tua

mulier ex Illa hora. fede ti ha salvata. E da quel punto la donna


fu liberata.
''Et cum venisset lesus in domum princi- ''Ed essendo Gesù arrivato alla casa di
pis, et vidisset tibicìnes et turbam tumul- quel principale, e avendo veduto i suona-
tuantem, dicebat : ^*Recedite non est enim
: tori e una turba di gente che faceva
mortua puella, sed dormii. Et deridebant molto strepito, dice '*Ritiratevi, perchè
:

eum. **Et cum eiecta esset turba, intravit : la fanciulla non è morta, ma dorme. Ed essi
et tenuit manum eius. Et surrexit puella. si burlavano di lui. ''Quando poi fu messa
*'Et exiit fama haec in universam terram fuori la gente, egli entrò e la prese per
illam. mano. E la fanciulla si alzò. '*E se ne di-
vulgò la fama per tutto quel paese.
'^Ettranseunte inde lesu, secuti sunt "E quindi partendo Gesù, due ciechi lo
eum duo cacci, clamantes, et dicentes Mi- : seguitarono gridando e dicendo Figliuolo :

sererò nostri, fili David. '*Cum autem ve- di David, abbi pietà dì noi. '*Quando poi
nisset domum, accesserunt ad eum cacci. egli fu arrivato a casa, i ciechi se gli pre-
Et dicit eis lesus Creditis quia hoc pos-
: sentarono. E Gesù disse loro Credete voi :

sum lacere vobis? Dicunt ei Utique, Do- : che io vi possa far questo? Gli dicono Sì, :

mine. **Tunc tetigit oculos eorum, dicens : Signore. "Allora toccò loro gli occhi, di-
Secundum fldem vestram fiat vobis. '"Et cendo Sìa fatto a voi secondo la vostra
:

aperti sunt oculi eorum : et comminatus fede. '"E si aprirono ì loro occhi E Gesù 11 :

est illis lesus, dicens Videte ne quis sciat.


: minacciò dicendo Badate che nessuno lo
:

Marc. 5, 25; Lue. 8, 43.

crede però che basti 11 tocco delle sue mani per I due ciechi avevano sentito parlare di Gesù e
risuscitare la figlia morta. dei suoi miracoli, e pieni di fede esclamano : Pi-
20. Questa malattia produceva un'immondezza glio di Davide, abbi pietà di noi. Figlio di David
legale (Lev. XV, 25), e perciò l'emorroissa non
osa presentarsi davanti a Gesù ; ma spera di
guarire senza essere vista da alcuno.
Lembo della sua veste, meglio la frangia. Con
questo nome vien designato uno dei quattro an-
goli del mantello terminati da frangie di lana
bianca, che gli Ebrei dovevano portare. Le fran-
gia ricordavano loro i comandamenti di Dio (Num. Flg. i8.
XV, 38; Deuter. XXII, 12).
21-22. Aveva una fede vivissima, se credeva
Scena di dolore
presso un cadavere.
dì essere sanata col semplice tocco della veste
di Gesù. Il Salvatore mostrando di conoscere (Pittura egiziana).
l'interno di lei, la volle premiare col risanarla
istantaneamente.
23. L'uso d'Oriente voleva che attorno al morto
si chiamassero suonatori di flauto e donne e fan-
ciulle, che mandassero gridi e lamenti e can-
tassero canti funebri. La turba che faceva stre-
pito era formata dai parenti, dagli amici ecc.
24. La fanciulla non è morta in quel modo che
la turba^ credeva. Ma dorme. La morte è un per eccellenza era il Messia. Cf. XII, 24; XXII,
«onno più meno lungo, dal quale saremo destati 42. I ciechi lo riconoscevano quindi come tale.
alla futura risurrezione. 28. Arrivato a casa. Questa casa è quella dì
25. La prese per mano, come suol farsi quan- Pietro a Cafarnao. Gesù prima di sanarli vuole
do si vuole svegliare una persona che dorme. da essi un atto di fede, e solo dopo che l'hanno
Gesù mostra dì essere il padrone della vita e posto, li esaudisce.
della morte. 30. Badate che nessuno lo sappia. Vedi n.
27. Questo fatto è narrato dal solo S. Matteo. Vili, 4.
S. Matteo, IX, 31 — X, 2 41

"Illi autem exeuntes, diffamaverunt teum in sappia. ''Ma quegli andati via sparsero 1«
tota terra illa. fama per tutto quel paese.
di lui
"Egressis autem illis, ecce obtulerunt ei "Partiti questi, gli presentarono un muto
hominem mutum, daemonium habentem. indemoniato. "E cacciato il demonio, il
"Et eiecto daemonio, locutus est mutus, et muto parlò, e ne restarono meravigliate le
miratae sunt turbae, dicentes Numquam :
turbe, le quali dicevano Non mai si è v^ :

apparuit sic in Israel. **Pharisaei autem duta cosa tale in Israele. "Ma i Farisei di-
dicebant In principe daemoniorum eiicit
:
cevano Egli caccia
: demoni per mezzo i

daemones. del principe dei demoni.

**Et circuibat lesus omnes civitates et ca- **E Gesù andava girando per tutte le città
stella,docens in synagogis eorum, et prae- e castelli, insegnando nelle loro sinagoghe,
dicans evangelium regni, et curans omnem e predicando il Vangelo del regno, e sa-
languorem, et omnem inflrmitatem. **Videns nando tutti i languori e tutte le malattie.
autem turbas, misertus est eis : quia erant **E vedendo quelle turbe n'ebbe compas-
vexati, et iacentes sicut oves non habentes sione perchè erano travagliate e disperse
:

pastorem. "Tunc dicit discipulis suis : Mes- come pecore senza pastore. "Allora disse ai
sis quidem multa, operarii autem pauci. suoi discepoli La messe è veramente co-
:

••Rogate ergo Dominum messis, ut mittat piosa, ma gli operai sono pochi. "Pregate
operarios in messem suam. adunque il padrone della messe, che mandi
operai alla sua messe.

CAPO X.

Elezione dei 12 Apostoli, 1-4. —


Istruzioni loro date per la missione di Galilea,
S-15. —
Istruzioni per la missione nel mondo dopo la Pentecoste, 16-23. —
Istruzioni a tutti i predicatori, 24-42.

'Etconvocatis duodecim discipulis suis, *E chiamati a sé i dodici suoi discepoli


dedit potestatem spirituum immundo-
illis diede loro potestà sopra gli spiriti impuri,
rum, ut eiicerent eos, et curarent omnem affinchè li scacciassero, e curassero tutti i
languorem, et omnem inflrmitatem. 'Duode- languori e tutte le malattie. 'Or i nomi dei

»» Inf. 12, 22; Lue. 11, 14. " Marc. 6. 6. " Lue. 10, 2. » Marc. 3, 13; Lue. 6. 13; 9, 1.

Essi non poterono trattenere il loro entu-


31. prive della cura del pastore; giacché i loro capi,
siasmo di riconoscenza, e trasgredirono il co- cioè gli Scribi e i Farisei non danno loro una
mando di Gesù, pensando forse che la proibi- dottrina sana, ma colla calunnia e colle male arti
zione loro fatta, provenisse solo dall'umilti del cercano di allontanarle dal Vangelo.
Salvatore; e d'aitra parte il fatto che ora vede-
37. Le turbe sono una messe copiosa, che va
vano, mentre prima erano ciechi, non poteva ri-
a male, perchè non vi sono operai che la raccol-
manere nascosto.
gano. Pochi erano coloro che cercassero vera-
32. Un muto indemoniato. Costui era muto non mente il bene spirituale del popolo d'Israele.
per difetto organico, ma perchè invasato dal de-
38. Pregate. Eccita i discepoli a interessarsi
monio.
per la salute spirituale delle turbe. La prima cosa
33. Le turbe rimangono meravigliate per la però che debbono fare è pregare ; poiché i buoni
moltitudine dei prodigi, e per la rapiditi e il pastori sono un dono del padrone della messe,
modo con cui vengono operati. cioè di Dio Padre (V. Giov. XV, 1).
34. Vivo contrasto tra
la turba e Farisei. Que- 1

stinon potendo negare il fatto, cercano una spie-


gazione maligna, che serva f far perdere la stima
CAPO X.
a Gesù e a mostrarlo come un perverso, che Chiamati a sé i dodici. S. Matteo non parla
1.
abbia relazioni col demonio. V. n. XII, 22. della vocazione degli Apostoli, ma la suppone
35. Predicando... e sanando. Vengono designate (Mar. Ili, 14; Lue. VI, 13). Questi sono dodici,
le due parti del ministero di Gesù. Egli illumina come dodici erano figli dì Giacobbe, dai quali
i

la mente e infiamma il cuore, e nello stesso nacque il popolo ebreo. Gesù dà loro grandi po-
tempo guarisce le infermiti del corpo. teri, che siano come le loro credenziali in mezzo

36. Gesù ha per compagni i suoi Apostoli, af- al mondo, acciò possano coi miracoli confermare

finchè anch'essi siano testimoni della miseria mo- la loro predicazione.


rale del popolo. 11 popolo di Dio viene spesso Apostoli, cioè inviati, ambasciatori. Gesù
2.
pai'agonato a un gregge (Isaia LXIII, 11; Ezech. diede questo nome a dodici uomini scelti fra i
XXXIV, 4, 11, 23); attualmente la sua condi- suoi discepoli, (Lue. VI, 12-13), ai quali confidò
zione è ben triste. Le turbe sono travagliate la missione di diffondere la Chiesa e predicare
icncuXuévot (lett. spogliate) dal potere civile e prò- il Vangelo in tutto il mondo.
tirate ipt^^évoi cioè senza forze come pecore Il catalogo degli Apostoli, oltreché da S. Mat-
42 S. Matteo, X, 3-5

cim autem Apostolorum nomina sunt haec. dodici. Apostoli sono questi. Il primo Si-
Primus Simon, qui dicitur Petrus, et An-
:
mone, chiamato Pietro, e Andrea suo fra-
dreas frater ejus. 'lacobus Zebedaei, et lo- tello, 'Giacomo figliuolo di Zebedeo e Gio-
annes frater ejus, Philippus, et Bartholo- vanni suo fratello, Filippo e Bartolomeo,
maeus, Thomas, et Matthaeus publicanus. Tommaso e Matteo il pubblicano, Giacomo
lacobus Alphaei, et Thaddaeus. *Simon Ca- di Alfeo e Taddeo, ^Simone Cananeo e Giu-
nanaeus, et ludas Iscariotes, qui et tradidit da Iscariote, il quale anche lo tradì. ^Questi
eum. *Hos duodecim misit lesus praeci- : dodici Gesù mandò, ordinando loro e di-
piens eis, dicens : In viam gentium ne abie- cendo Non andrete tra i Gentili, e non en-
:

teo viene pure riferito da S. Mar. Ili, 16; da cano. Aveva pure il nome di Levi ed era figlio
S. Lue. VI, 14; e dagli Atti I, 13; e sempre si di Alfeo (Mar. II, 14; Lue. V, 27-29).
dà a Pietro il posto di onore, e vien nominato Giacomo di Alfeo, detto anche il Minore. (Il
per ultimo Giuda il traditore. Gli Apostoli in padre suo chiama vasi Alfeo o Cleofa o Klopa,
tutti i catalogi vengono divisi in tre gruppi di forme diverse di uno stesso nome). Era parente
quattro ciascuno. Ogni gruppo consta sempre de- del Signore, e occupò un posto importantissimo
gli stessi nomi benché non sempre nello stesso nella Chiesa primitiva, essendo stato il primo ve-
ordine : 1 * Pietro, Andrea, Giacomo Maggiore e scovo di Gerusalemme. E' pure autore dell'Epi-
Giovanni; 2° Filippo, Bartolomeo, Tommaso e stola, che porta il suo nome (Mar. XV, 40 Atti ;

Matteo; 3* Giacomo Minore, Simone, Taddeo e IX, 27; XII, 17; XV, 13 ess. XXI, 18 ecc.). ;

Giuda. Taddeo. Vcrii manoscritti greci hanno AePiiaìo?


Il primo. .. Pietro. Vien detto primo, non per- Lebbeo. Il nome primitivo di questo Apostolo
chè sia stato chiamato il primo all'Apostolato, era Giuda, come lo chiamano gli altri Evange-
quest'onore compete a Andrea (Giov. I, 40), ma listi. Probabilmente i sopranomi di Taddeo o
perchè era capo, o, come si esprime S. Giovanni Lebbeo gli vennero dati per distinguerlo da Giuda
Crisost., corifeo del collegio apostolico. Nei Van- il traditore. Era fratello di Giacomo il Minore,
geli e negli Atti trovasi il più ,ampio commento e quindi anche parente di Gesù (Lue. VI, 16 ;

di queste parole (Matt. XVI, 16 e ss.; XVII, Atti I, 13).


I, 6, 24; XIX, 27; Mar. I, 16; Vili, 29-32, ecc.; 4. Simone Cananeo. Così chiamato non perchè
Lue. Vili, 45; IX, 32; XXII, 31-32; Giov. I. fosse originario di Cana, perchè apparteneva ma
42; XX, 2; XXI, 15; Atti I, 15; II, 14; V, 3; al partito mostravano un
degli Zeloti, i quali
Vili, 14; X, 5; XV, 17 ecc.). Andrea, nome greco, grande ardore per l'osservanza della legge e ne
come pure Filippo. Pietro e Andrea erano origi- punivano le trasgressioni. S. Luca infatti (VI, 16)
narli di Betsaida. lo chiama Zelote. Il nome. Cananeo Kovavoioc de-

3. Giacomo, detto il Maggiore, Zebedeo.


figlio di riva dall'ebraico q&nà, che significa ardere di zelo.
Assieme a Pietro e al suo Giovanni
fratello Giuda Iscariote cioè di Carioth, villaggio ap-
esercitava del pescatore.
l'arte Chiamato fra i
partenente alla tribù di Giuda (Gios. XV, 25).
primi all'apostolato, fu uno dei prediletti dal Si- Tradì il suo Maestro, e finì per appendersi a un
gnore, e dopo aver predicato il Vangelo in Giu- laccio (Matt. XXVI, 14-16, 25. 47-50; XXVII,
dea e in Samaria, fu ucciso a Gerusalemme du- 3-8; Mar. XIV, 10-11, 20-21, 43-45; Lue. XXII,
rante le feste Pasquali dell'anno 44 per ordine 3-6; Giov. VI, 71-72; XIII, 2, 21-30; XVIII, 2-5;
di Erode Agrippa. Fu il primo degli Apostoli a Atti I, 15-20, ecc.).
confermare col sangue la fede (Matt. XVII, 1; Questo magnifico discorso agli Apostoli, pud
5.
Mar. I, 20; III, 17; V, 37; X, 35; Lue. VI, 14; dividersi in tre parti. La prima 5 b-15 benché,
IX, 28, 54; Atti I, 13). se si guarda al suo spirito, possa applicarsi a
Giovanni suo fratello. Fu il discepolo predi- tutti tempi tuttavia in sé stessa è prossimamente
i ;

letto del Salvatore, lo scrittore del IV Vangelo, destinata ai soli Apostoli in ordine alla loro attuale
di tre Epistole e dell'Apocalisse. Venne chiamato missione in Galilea. La seconda 16-23 si riferisce
all'apostolato assieme ad Andrea, e ultimo degli alla missione, che gli Apostoli dovranno compiere
Apostoli, morì in Efeso sul finire del primo se- nel mondo dopo aver ricevuto lo Spirito Santo.
colo (Matt. IV, 21; XVII, 1; XXVI, 37; Mar. I, La terza 24-42 conviene a tutti i predicatori del
19-29; III, 17; V, 37; IX, 1; X, 35; XIII, 3; Vangelo che verranno dopo gli Apostoli.
XIV, 33; Lue. V, 10; Vili, 51; IX, 28, 49, Non andrete tra i gentili. A quella guisa che
54; XXII, 8; Giov. I, 37; XIII, 23; XVIII, 15; Gesù esercitò la sua missione quasi esclusiva-
XIX, 26; XX, 2; XXI, 7, 20; Atti I, 13; III, mente fra gli Ebrei, così vuole che I suoi Apo-
1-11; IV, 13, 19; Vili, 14). stoli, per qualche tempo almeno predichino il
Filippo, nacque a Bethsaida, e fu uno dei primi Vangelo solo nelle città ebree. Gli Ebrei erano
chiamati all'apostolato (Giov. I, 43; VI, 5-7; il popolo eletto da Dio a custode delle sue pro-
XII, 20-22; XIV, 8). messe, ed essi attraverso ai secoli in mezzo al-
Bartolomeo. In ebraico Bar • Tolmai figlio di l'idolatria generale avevano conservata l'idea del
Tolmai. Probabilmente è da identificarsi con Na- vero Dio e la speranza certa del futuro Libera-
tanaele condotto a Gesù da Filippo, a cui è as- tore era in conseguenza più che giusto, che ad
;

sociato in tutti i cataloghi degli Apostoli (Giov. essi per i primi venisse offerta la salute messianica
I, 45 e ss.; XXII, 2). Era nativo di Cana in e solo dopo che essi l'avessero rigettata, venissero
Galilea. chiamati i pagani per essere innestati sul vecchio
Tommaso. In ebraico Teóm gemello in greco ; tronco di Israele. D'altra parte Gesù non voleva
Atbuiux. E' rimasta proverbiale la sua incredu- al principio del suo ministero suscitare rivalità,
lità alla risurrezione di Gesù (Giov. XIV, 15; che non avrebbero tardato a nascere tra pagani e
XX, 24-29). Giudei. A suo tempo però cadranno tutte le bar-
Matteo è il nostro Evangelista, la cu! conver- riere, e i pagani ugualmente che i Giudei saranno
sione fu narrata al cap. IX, 9. Egli non tace, ammessi ai benefizi del Vangelo (Rom. I, 16 e ss.).
ma umilmente confessa la sua qualità di pubbli- Samaritani chiamavansi gli abitanti della Sa-
S. Matteo, X, 6-14 ^
ritis, et !n civJtates Samaritanorum ne intra- trerete nelle città del Samaritani "Ma an- :

veritis : *Sed potius ite ad oves, quae perìe- date piuttosto alle pecorelle perdute della
runt domus Israel. casa d'Israele.
'Euntes autem praedicate, dicentes Quia : 'E andando annunziate e dite : Il regno
appropinquavi! regnum caelorum. Mnfirmos dei cieli è vicino. 'Rendete la sanità ai ma-
curate, mortuos suscitate, leprosos mundate, lati, risuscitate i morti : mondate i lebbrosi,
daemones eiicite gratis accepistis, gratis
: cacciate i demoni : date gratuitamente quello
date. 'Nolite possidere aurum, ncque argen- che gratuitamente avete ricevuto. 'Non vo-
tum neque pecuniam in zonis vestris ''Non : gliateavere né oro, né argento, né denaro
peram in via, neque duas tunicas, neque nelle vostre cinture ; **né bisaccia pel viag-
calceamenta, neque virgam dignus enim est : né due vesti, né scarpe, né bastone
gio, ;

operarìus cibo suo. poiché merita l'operaio II suo sostentamento.


*'In quamcumque autem civitatem, aut "E in qualunque città o castello entre-
castellum intraverìtis, interrogate, quis in ea rete, informatevi, chi in essa sia degno e :

dignus sit et ibi manete donec exeatis.


: fermatevi presso di lui, sino a che ve n'an-
'^Intrantes autem in domum, salutate eam, diate. '*An 'entrar poi neila casa, salutatela
dicentes : Pax buie domui. ''Et si quidem con dire Pace sia a questa casa. '*E se
:

fueritdomus illa digna, veniet pax vestra quella casa ne sarà degna, verrà sopra di
super eam si autem non fuerit digna, pax
: lei la vostra pace se poi non é degna, la
:

vestra revertetur ad vos. '* Et quicumque vostra pace tornerà a voi. '*E se alcuno non
non receperit vos, neque audierit sermones vi riceve, né ascolta le vostre parole u- :

vestros exeuntes foras de domo, vel civi-


: scendo fuori da quella casa, o da quella
tate, excutite pulverem de pedibus vestris. città, scuotete la polvere dal vostri piedi.

• Act. 13. 4G. • Mire. 6. 8; Lue. 9, 3 et 10. 4.

maria. Erano i discendeoti di varii popoli colà bastone. Quest'sppsrente contraddizione si spiega
trasporuti, dopo distrutto il regno di Israele, al o nel senso soprsscceonato, dicendo cioè che Mat-
tempo delle invasioni assire e frammischiatisi poi teo parla di caizsttire di ricambio, e di bastone
gli Israeliti. Adoravano lo stesso Dio dei Giudei, da ricco; mentre invece Msrco parIs di ssndali
ma avevano uno speciale tempio sul monte Gari- e di bastone da povero, oppure ritenendo che
zim, e perciò come scimatici venivano odiati e di- gli Evangelisti più che Is parola materiale di
sprezzati dai Giudei (4 Re XVII, 24; Giov. IV, Gesù, sbbisno voluto riportarci il senso di esss,
20; Lue. IX, 52; X. 53 ecc.). quale si aveva dalla tradizione e dalla predica-
8. Rendett la sanità. A conferma della loro pre- zione degli Apostoli. Ors per il senso i due Evsn-
dicazione di loro il potere dei miracoli, acciò me- gelisti si accordano perfettamente poiché aia ;

diante i benefìzi temporali possano conciliarsi gli l'uno che l'altro vogliono insegnare che Gesù co-
animi degli uomini e provare assieme la diviniti mandò agli Apostoli di non portar con loro che
della loro missione. il puro necessario lasciando ogni superfluità
Date gratuitamente. Non devono i ministri di {Knab., Fili., Cramp. ecc) perchè se sH'operaio
;

Dio approfittarsi dei doni dello Spirito Santo per è dovuta la mercede, ad essi come s operai di
arricchirsi. Non sono essi padroni di questi doni, Dio, sari provveduto il sostentamento.
e perciò non devono farne oggetto di commercio. 11. Entrando in una città sconosciuta non de-
L'Apostolo deve evitare anche l'ombra dell'ava- vono ricevere ospitalità ds chiunque, ma cercare
rizia e cercare unicamente la gloria di Dio. una persona onesta; acciò la dignità e l'efflcacia
9. Son vogliate avere. II greco della predicazione non venga compromesss dslls
significa piut-
tosto Non vogliate acquistare, cioi csttiva fama di colui che li ospita.
: ricevere nulla
da coloro si quali predicate. Gli Orientali so- 12. Pace sia a questa casa. Queste psrole msn-
gliono portare le loro monete nella cintura op- csno nel testo greco. Si trovsno però espresse
pure in una borsa appesa alla stessa cintura. equivalentemente nella parola salutatela, poiché
:

10. Bisaccia pel viaggio in cui riponevansi le


il saluto usuale presso Giudei era appunto que-
i

provvigioni e portavasi a tracollo sto augurio di pace (Gen. XLIII, 23; Giud.
né due vesti ;
XIX, 20 ecc.).
13. Se abitanti di essa sono smanti della
gli
pace, dei beni messianici, questi verranno
cioè
loro dati ; ma se essi resistono alla grazia, la pace
invocata tornerà a voi, cioè non avrà PefTctto
Fig. 19.
che avrebbe dovuto produrre e rimarrà a vostra
Operaio colla borsa disposizione per darla ad altri. Gesù mette in
a tracollo. guardia gli Apostoli dalla sfiducia che potrebbe
nascere ne! loro cuore al vedere talvolta la ste-
rilità della loro missione.

14. Scuotete la polvere. I Rabbini comandavano


ai Giudei di scuotere dai polvere,
loro piedi la
quando dalle città pagane venivano
Palestina. in
una indosso e l'altra di cambio; né calzature di Con questa azione simbolica gli Apostoli vengono a
ricambio. Presso S. Marco però (VI, 8-9) il Si- dichiarare che la casa o la città è impura, e non
gnore permette ai suoi Apostoli sandali e il i si vuol più avere alcuna cosa di comune con
44 S. Matteo, X, 15-23

"Amen dico vobis : Tolerabilius erit terrae "In verità vi dico : Sarà meno punita ne!
Sodomorum, et Gomorrhaeorum in die iu- dì del giudizio Sodoma e Gomorra che quel-
dicii, quam illi civitati. la città.

"Ecce ego mitto vossicut oves in medio "Ecco io vimando come pecore in mezzo
luporum. Estote ergo prudentes sicut ser- ai lupi. Siate adunque prudenti come ser-
pentes, et simplices sicut columbae. "Ca- penti, e sempiici come colombe. "Guarda-
vete autem ab hominibus. Tradent enim vos tevi però dagli uomini perchè vi faran :

in conciliis, et in synagogis suis flagellabunt comparire nelle loro adunanze, e vi fruste-


vos : "Et ad praesides, et ad reges duce- ranno nelle loro sinagoghe "e sarete con- :

mini propter me in testimonium illis, et dotti per causa mia dinanzi ai presidi e ai re,
gentibus. "Cum
autem tradent vos, nolite come testimoni contr'essi e contro le na-
cogitare quomodo, aut quid loquamini da- : zioni. "Ma quando sarete posti nelle loro
bitur enim vobis in illa bora, quid loqua- mani, non vi mettete in pena del che o del
mini. '"Non enim vos estis qui loquimini, come abbiate a parlare perchè vi sarà :

sed Spiritus Patris vestri, qui loquitur in vo- dato in quel punto quello che abbiate da
bis. dire. '"Perocché non siete voi che parlate :

ma lo Spirito del Padre vostro è quegli che


parla in voi.
"^Tradet autem frater fratrem in mor- ''Or il fratello darà il fratello alla morte,
tem, et pater filium et insurgent fllii in pa-
: e ilpadre (darà) il figlio : e si leveran su i

rentes, et morte eos afflcient *^Et eritis : figliuoli contro i genitori, e li metteranno
odio omnibus propter nomen meum qui : a morte ; ''e sarete in odio a tutti per causa
autem perseveraverit usque in flnem, hic del nome mio ma chi persevererà fino alla
:

salvus erit. ''Cum autem persequentur vos fine, si salverà. '^Ma quando vi perseguite-
in civitate ista, fugite in aliam. Amen dico ranno in questa città, fuggite a un'altra. In
vobis, non consummabitis civitates Israel, non finirete le città d'Israele,
verità vi dico,
dooec veniat Filius hominis. prima che venga il Figliuolo dell'uomo.

i« Lue. 10, 3. 1» Lue. 12, 11.

essa, e sopra di essa si rigetta tutta la respon- alcuna scasa davanti al tribunale di Dio, e cono-
sabilità della sua condotta. sceranno che anche a loro Dio ha fatto annun-
15. Il castigo riservato alla città, che rifiuta ziare la sua dottrina.
l'evangelizzazione degli Apostoli, sarà più grave 19-20. Non vi mettete in pena. Non state in
di quello di Sodoma e di Gomorra perchè essa ; ansietà pensando al modo di difendervi Voi trat- :

è pijì colpevole, avendo sentita la predicazione tate la causa di Dio e lo Spirito del Padre cioè
;

e veduti miracoli, che non sentirono e non vi- lo Spirito Santo, che è pure Spirito del Piglio,
dero le due infelici città distrutte da Dio a causa parlerà in voi.
dei loro peccati (Gen. XLX, 24). 21-22. Anche i vincoli più stretti della natura
16. Cominciala parte del discorso che si ri- e del sangue saranno spezzati lo stesso amore ;

ferisce predicazione degli Apostoli in tutto


alla naturale si convertirà in odio, e allora qual mera-
il mondo. Essi si troveranno esposti a mille pe- viglia che si resti odiati da tutti? Ma per avere
ricoli, come pecore in mezzo a lupi devono ; la ricompensa è necessario essere costanti fino
quindi usare ogni circospezione affine di non com- alla morte nella confessione della fede. Le storie
promettere la loro predicazione, e essere pru- dei martiri mostrano pienamente avverate le pa-
denti come il serpente, che vien riguardato come role di Gesù.
simbolo della prudenza. La prudenza però neces-
23. Fuggite a un'altra. Dovendo fondare in terra
saria per sfuggire alle insidie e scampare ai pe-
il regno di Dio, non espongano inutilmente la
ricoli, dev'essere congiunta colla sempHcità sim-
loro vita quindi se scoppia in un luogo la per
;
boleggiata nella colomba, se no è astuzia.
secuzione, non la temano; ma dopo fondatavi una
La semplicità che devono avere gli Apostoli è
Chiesa, vadano altrove a fondarne altre. Così fe-
quella di non dare ai malvagi motivo dì nuocere
cero gli Apostoli (Atti Vili, 4; XIII, 51 ecc.).
e di non vendicarsi delle ingiurie.
Prima che venga il Figliuolo dell'uomo. Due
17. Adunanze, in greco ouvébpta , significano i principali interpretazioni si possono dare di que-
tribunali locali delle città e del villaggi. V. note ste parole. Secondo gli uni qui si tratterebbe del-
V, 21. Frusteranno nelle loro sinagoghe. Il capo l'ultima venuta del Figliuolo dell'uomo per il
della sinagoga poteva infliggere la pena della fla- finale Giudizio, e allora il senso delle parole di
gellazione consistente in 39 colpi ; ma il condan- Gesù sarebbe questo : Voi non finirete di evan-
nare alla flagellazione a morte apparteneva ai soli gelizzare le città d'Israele, cioè non solo la Pa-
giudici supremi. lestina, ma tutte le città dove trovansi Israeliti,
re. Verranno trascinati anche da-
18. Presidi... (e quindi tutti gli Ebrei dispersi fra i gentili), pri-
vanti tribunali dei gentili presieduti dai Pre-
ti ma che venga il finale giudizio. Gesù annunzie-
sidi, cioè dai governatori romani, proconsoli, pro- rebbe quindi ciò, che si ha chiaramente in S.
pretori, procuratori, e dai re. Allora sia i Giudei Paolo (Rom. XI, 25), che cioè gli Israeliti dispersi
che i pagani saranno testimoni della fede e della non si convertiranno in massa al Vangelo se non
costanza degli Apostoli, e sentiranno annunziarsi dopo che la moltitudine dei pagani sarà conver-
le verità del Vangelo in modo che non avranno tita e perciò la loro evangelizzazione durerà fino
:
S. Matteo, X, 24-33 45

"Non est discipulus super magistrum, ncc '*Non vi ha discepolo da più del maestro,
servus super dominum suum. **Sufflcit di- né servo da più del suo padrone. '* Basti al
scipulo, ut sit sicut magister efus et servo, : discepolo di essere come il maestro e al :

sicut dominus eius. Sì Patrem familias Beel- servo di essere come il padrone. Se hanno
zebub vocaverunt quanto magis domesti-
: chiamato Beelzebub il padrone di casa,
cos eius? **Ne ergo timueritis eos Nihil : quanto più i suoi domestici? "Non abbiate
enim est opertum, quod non revelabitur et : dunque paura di loro. Poiché nulla vi é di
occultum, quod non scietur. *'Quod dico vo- nascosto che non debba essere rivelato, e
bis in tenebris, dicite in lumine et quod : niente d'occulto che non s'abbia a sapere.
in aure auditis, praedicate super tecta. "'Dite in pieno giorno quello che io vi dico
all'oscuro e predicate sui tetti quel che vi
:

é stato detto in un orecchio.


**Et nolite timere eos, qui occidunt cor- "E non temete coloro che uccidono il
pus, animam autem non possunt occidere : corpo, e non possono uccider l'anima ma :

sed potius timete eum, qui potest et ani- temete piuttosto colui che può mandar in
mam, et corpus perdere in gehennam. perdizione e anima e corpo all' inferno.
"Nonne duo passeres asse vaeneunt et : **Non é egli vero che due passerotti si ven-
unus ex non cadet super terram sine
iliis dono un asse? eppure un solo di questi non
patre vestro? "Vestri autem capilli capitis cascherà per terra senza del Padre vostro?
omnes numerati sunt. *'Nolite ergo timere : '"Ora Ano i capelli del vostro capo sono
muitis passeribus meliores estis vos. ''Om- tutti contati. *'Non temete adunque voi :

nis ergo, qui confltebitur me coram homi- sorpassate di pregio un gran numero di pas-
nibus, confltebor et ego eum coram Patre serotti. '"Chiunque pertanto mi confesserà
meo, qui in caelis est ''Qui autem nega- : dinanzi agli uomini, anch'io lo confesserò
verit me coram hominibus, negabo et ego dinanzi al Padre mio, ch'é nei cieli "E :

eum coram Patre meo, qui in caelis est. chiunque mi rinnegherà dinanzi agli uomini,
lo rinnegherò anche io dinanzi al Padre mio,
che è ne' cieli.

>« Lue. 6, 40; Joao. 13. 16 et 15. 2t. *• Marc. 4, 22; Lue. 8, 17 et 12. 2 >• II Reg. 14, 11:
Act. 27, 35. "MàTC. 8. 38; Lue. 9, 26 et 12. 8; il Tim. 2. 12.

•1 giudizio.Seguono questa interpretazione S. !• in Accaron dai Filiatei (IV Re I). Nel greco in-
lario. Origene, Beda, Silveira, Maldonato, Ala- vece di Beelzebub si legge Beehebal, che significa
:

pide, Schanz, Knabenbauer, Rose, ecc. Signore dell'abitazione (cioè dell'inferno), oppure
Altri invece fanno osservare che nel linguaggio Dio del letamaio.
bibblico ogni manirestazione della sovrana giusti-
26. Sulla vi i di nascosto ecc. Baal non de-
zia di Gesù Cristo vien chiamata vanuta dtl Fi-
vono temere per la loro causa, poiché la verità
gliuolo dell'uomo. Ora se vi ha fatto nella storia,
della dottrina di Gesù non tarderi a farsi strada,
in siasi sovranamente manifestata la giusti-
cui
e allora sarà conosciuta da tutti la loro virtù, e
zia di Gesù, è senza dubbio la distruzione di Ge- da tutti sari detestata l'Ingiustizia dei loro per-
rusalemme e della nazione giudaica, avvenuu un secutori.
40 anni dopo questo discorso, cioè nel 70. Gesù
annunzierebbe quindi, secondo questa interpre- 27. Predicate sui tetti ecc. Il Vangelo ch'Io
tazione, che prima che abbiano evangelizzato la annunzio in un piccolo angolo della Palestina, e
Palestina, sarà fatta giustizia degli Ebrei ribelli quasi privatamente, voi dovete predicarlo in tutto
al Vangelo e persecutori. E' questa la sentenza di il mondo e quanto vi dico ora in un orecchio,
;

Calmet, Reischl, Fillion, Vigouroux, Mansel., cioè in modo confidenziale, voi ditelo sopra l
Crampon, ecc. alla quale noi pure aderiamo, per- tetti cioè in pubblico, affinchè possa essere udito

chè ci sembra fare un po' di violenza al testo da tutti. I tetti delle case di Oriente sono fatti
interpretando le città d'israelt, per tutti gli Ebrei a terrazzo, e aopra di esai ai può passeggiare e
del mondo, come sostiene la prima opinione. anche parlare comodamente a quelli che stanno
Giova ancora accennare alla sentenza di alcuni nelle vie.
commentatori, i quali per la venuta del Figliuolo 28. Col timore dei giudizi di Dio allontanino da
dell'uomo intendono la risurrezione di Gesù Cri- sé ogni timore degli uomini. I tormenti umani
sto. sono passeggeri, possono al più uccidere il cor-
24. Qui comincia la parte delle istruzioni di- po; ma le pene che Dio infliggerà a coloro che
retta a tutti i predicatori del Vangelo. Se il loro vengono meno al loro ministero, sono eterne, e
Maestro Gesù fu odiato e perseguitato, essi non dopo la finale risurrezione si estenderanno all'a-
potranno attendersi che odio e persecuzione tut- ;
nima e al corpo. Geenna. V. n. V, 29.
tavia è pure una consolazione grande essere si- 29-31. Asse. Era una piccola moneta romana
mili a Gesù e aver parte alla sua sorte. che valeva circa 7 centesimi. (V. fig. 20 a pag. 46).
25. Beelzebub. I Farisei davano questo nome Gli Apostoli debbono confidare nella provvi-
a Satana principe dei demonii, e dicevano che denza di Dio, il quale, se pensa fino all'uccello
Gesù cacciava gli spiriti maligni in virtù di lui di si poco valore, se conosce fino il numero dei
(Matt. Mar. Ili, 22; Lue. XI, 15). Se-
XII, 24; capelli del nostro capo, non mancherà di aver
condo sua etimologia Beelzebub significa
la Dio :
somma cura di loro e di custodirli.
delle mosche, e usavasi a denotare un Baal o 32. Chiunque mi confesserà ecc. Chiunque colle
Dio-sole adorato come preservatore dalle mosche. parole e colle opere renderà testimonianza di me
46 S. Matteo, X, 34-41

'*Nolite arbitrari quia pacem venerim mit- ^*Non pensate che io sia venuto a metter
tere in terram non veni pacem mittere,
: pace sopra la terra. Non son venuto a met-
sed gladium. "Veni enim separare liomi- ter pace, ma guerra. '^Perocché sono ve-
nem ad versus patrem suum, et filiam ad- nuto a dividere il figlio dal padre, e la figlia
versus matrem suam, et nurum adversus dalla madre, e la nuora dalla suocera ''*E :

socrum suam : '*Et inimici hominis, dome- nemici dell'uomo i propri domestici. '^Chi
stici eius. *^Qui amat patrem, aut matrem ama suo padre o sua madre più di me, non è
plus quam me, non est me dignus : et qui degno di me e chi ama il figlio o la figlia
:

amat fllium, aut filiam super me, non est più di me, non è degno di me. '*£ chi non
me dignus. '*Et qui non accipit crucem prende la sua croce e mi segue, non è de-
suam, et sequitur me, non est me dignus. gno di me. "Chi tien conto della sua vita,
"Qui invenit animam suam, perdet illam : la perderà e chi avrà perduto la vita per
:

et qui perdiderit animam suam propter me, amor mio, la troverà.


inveniet eam.
'"Qui recipìt vos, me recipit : et qui me *°Chi riceve voi, riceve me : e chi riceve
recipit, recipit eum qui me misit. **Qui re- me, riceve colui che mi ha mandato. *'Chi

»* Lue. 12, 51. 36 Mich. 7, 6. «^ Lue. 14, 26. »« Inf. 16, 24; Marc. 8, 34; Lue. 14, 27.
" Lue. 9, 24; 17, 33; Joan. 12, 25. «» Lue. 10, 16; Joan, 13, 20.

e della mia dottrina davanti agli uomini, io k> lippo ai piedi del monte Ermoa (Matt. XVI, 24;
confesserò, eioè lo riconoscerò come mio disce- Mar. Vili, 34; Lue. IX, 23), dove i suoi disce-

Flg. ao.

Asse romano.

Solo non solo davanti agli uomini, ma davanti a poli avevano sotto gli occhi lunghe file di operai
lio, e avrà quindi parte alla mia eredità. intenti ogni giorno a far scendere dai monti e a
portare grossi tronchi di alberi per imbarcarli sul
34. Non venuto a metter pace. Gesù è il
principe della pace, ma per stabilire il suo regno
Giordano o sul lago. Egli perciò si sarebbe ser-
vito di una metafora tolta da mestiere sì duro e
egli deve distruggere il regno di Satana e delle
faticoso per far comprendere che ehi voleva es-
umane passioni. A tal fine è necessaria la spada
sere suo discepolo doveva essere pronto a sotto-
ossia la guerra. D'altra parte la sua dottrina es-
stare ogni giorno ai maggiori sacrifizi (V. Rev,
sendo opposta al mondo, solleva odii e contraddi-
Bib. 1903 p. 473). Checché ne sia di questa
zioni, in modo che il mondo stesso, e proporzio-
natamente ogni città e ogni famiglia, viene a tro- nuova spiegazione, è certo che le parole di Gesù
varsi come diviso in due parti ; alcuni credono,
hanno acquistato per noi un significato molto
più determinato, per il fatto che Egli portò real-
altri rimangono increduli, e in questa divisione si
ha un motivo di discordia e di guerra ; talché sarà mente sulle sue spalle la croce. Noi siamo per-
spesso necessario rinunziare agli affetti più cari, suasi che nel pronunziarle Gesù pensava al sa-
crifizio
della croce.
ai vincoli più naturali, per rimaner fedeli a Gesù
Cristo. 39. Chi tien conto ecc. In noi vi
ha una doppia
38. Chi non prende la sua croce. Gesù allude vita ; l'una, che potremmo chiamare materiale e
manifestamente all'uso comune nell' impero ro- temporale, e l'altra spirituale e eterna. Gesù vuol
mano che obbligava i condannati a portare sulle dire Colui che per conservare la sua vita tem-
:

loro spalle lo strumento del loro supplizio. Egli porale rinnega me e la mia dottrina, perde la
vuol dire, che per essere suol discepoli è neces- vita eterna ma colui che, posto nell'alternativa
;

sario rassegnarsi volentieri a sopportare qualsiasi di rinunziare a me o alla sua vita temporale, af-
tormento, fosse pure la morte più ignominiosa. fronta coraggioso la morte, troverà la vita eterna.
In queste parole del Salvatore, quasi tutti gli in- 40. Poco sopra aveva parlato dei castighi ri-
terpreti veggono una lontana allusione al genere servati a coloro che non avessero voluto ricevere
di morte che Egli avrebbe subito. gli Apostoli, ora accenna ai premii che attendono
Palmer in Expository Times (gennaio 1902) ha coloro che li ricettano.
dato una nuova spiegazione di questa frase portar Chi riceve voi riceve me. Dimostra con queste
la croce. Egli fa osservare che la parola otaupòi; parole la dignità degli Apostoli ed eccita tutti i
tradotta qui per croce, ha il senso più generale fedeli a favorirli. Ambasciatori di Gesù C. l'o-
di tronco d'albero; e quindi più che uno stru- nore che ad essi vien tributato, ridonda su Colui
mento di supplizio, potrebbe designare qualsiasi che li ha mandati.
pezzo di legno gregio. Ora Gesù pronunziò que- 41. Chi riceve un profeta. Chi soccorre, assi-
ste parole in Galilea, e presso Cesarea di Fi- ste un profeta come tale, cioè un uomo che parla
S. Matteo, X, 42 — XI, 6 47

cipit prophetam in nomine prophetae, mer- riceve un profeta, riceverà la mercede del
cedem prophetae accipiet et qui recipit : profeta e chi riceverà un giusto a titolo
:

iustum in nomine iusti, mercedem iusti ac- di giusto, avrà la mercede del giusto. **E
cipiet. **Et quicumque potum dederit uni ex chiunque avrà dato da bere un solo bicchiere
minimis istis calicem aquae frìgidae tantum d'acqua fresca a uno di questi più piccoli,
in nomine amen
discipuli : dico vobis, non solo a titolo ii discepolo in verità io vi :

perdet mercedem suam. dico, non perderà la sua ricompensa.

CAPO XI.

Gfsù e i discepoli di Giovanni Battista, i-ó. — Elogio del Battista, 7-10. — Eccel-
lenza del regno dei cieli, 11-15. — Incredulità dei Giudei, 16^19. — Rimpro-
veri alle città impenitenti, 20-24. — La redefizione, 23-30.

'Et factum est, cum consummasset lesus, 'E Gesù, avendo finito di dare questi in-
praecipiens duodecim discipulis suis, tran- segnamenti a' suoi dodici discepoli, parti
siit inde ut doceret, et praedicaret in civi- da quel luogo per andar a insegnare e pre-
tatibus eorum. dicare nelle loro città.
Moannes autem cum audisset in vinculis *Ma avendo Giovanni tidito nella prigione
opera Christi, duos de discipulis
mittens le opere di Cristo, mandò due de' suoi di-
suis. *Ait illi Tu es, qui venturus es, an
: scepoli 'a dirgli Sei tu quegli che deve
:

alium expectamus? *Et respondens lesus venire, ovvero si ha da aspettare un altro?


ait illis Euntes renunciate Ioanni quae
: *E Gesù rispose loro Andate, e riferite a
:

audistis, et vidistis. Claudi *Caeci vident, Giovanni quel che avete udito e veduto. *I
ambulant, leprosi mundantur, surdi aiH ciechi veggono, gli zoppi camminano, i leb-
diunt, mortui resurgunt. pauperes evangeli- brosi sono mondati, i sordi odono, i morti
zantur *Et beatus est, qui non fuerìt scan-
: risorgono, si annunzia ai poveri il Vangelo :
dalizatus in me. *Ed è beato chi non prenderà in me motivo
di scandalo.

*» ftUrc. 9. 40. » Lue. 7, 18. • ta. 35, 5 et 61, 1.

a nome di Dìo, riceverà la stessa mercede del Beato con un segno sopranaturale (Giov. I, 33-34),
profeta. Similmente chi riceve un giusto come ma perchè voleva indurre i suoi discepoli, che
giusto avrà la stessa mercede del giusto. Da que- nutrivano un po' d'invidia verso il Salvatore (IX,
ste parole si lascia comprendere che nel regno 14; Giov. Ili, 28), a convincersi e a riconoscere
messianico vi sarà diversità di dignità e di merito. che Egli era veramente il Messia.
Si potrebbe dare anche quest'altra spiegazione.
42. Non solo il dar ricetto, ma qualsiasi ser-
vizio prestato agli Apostoli come tali, avTà la sua La missione di Giovanni fu di indurre gli uomini
a riconoscere Gesù per Messia. Ora siccome
mercede. Questi piccoli sono gli Apostoli, che
aveva vicini, cosi chiamati perchè oscuri per na-
stando in carcere non poteva più compiere que-
sta missione colla predicazione, volle per mezzo
scita e per censo. Un bicchier» d'acqua fresca,
dei suoi discepoli offrire a Gesù un'occasione di
per l'Oriente, dove i calori sono eccessivi, rap-
presenta non già un'inezia, ma un servizio im- dire chiaramente al popolo che Egli era il Messia.
portante reso al viaggiatore. 4-5. Andate. Gesù si appella alle sue opere,
le quali dimostrano chi Egli sia (Giov. V, 26).
CAPO XI. / ciechi veggono, ecc. Sono queste le opere, che il
Messia doveva compiere secondo il detto di Isaia
1. Selle loro città. Nelle città della Galilea, XXXV, 5 e ss. / morti risorgono. Immediata-
donde erano tutti o quasi tutti gli Apostoli. mente prima di quest'ambasciata Gesù aveva ri-
Nella prigione. La prigione in cui era rac-
2. suscitato il figlio della vedova di Naim (Lue. VII,
chiuso S. Giovanni B., trovavasi a Macheronte II e ss.). Si annunzia ai poveri il Vangelo. Anche
(oggi Makaur) all'Est del Mar Morto nella Pe- questo è uno dei caratteri del Messia, come è
rca (V. n. IV, 12; XIV, 1 e ss.). I prigionieri chiaro da Isaia LXI, 1. eli Signore mi unse e
potevano facilmente parlare coi loro amici quindi ; mi mandò ad evangelizzare ai poveri >.
Giovanni per mezzo dei suoi discepoli potè co-
6. Beato chi ecc. Questo è forse un tacito rim-
noscere le opere cioè i miracoli e i prodigi di quali si erano
provero ai discepoli di Giovanni, i
Gesù. scandalizzati di lui per averlo visto mangiare e
Quegli che deve venire. Il greco
3. ha ò ipXò^it- conversare coi peccatori. Ci sembra però che le
ro^ colui che viene. Con questa appellazione parole di Gesù abbiano un significato più gene-
I Giudei designavano il Messia. rale, e vogliano dire Beato colui, la fede del
:

Giovanni mandò quest'ambasciata, non perchè quale non rimane scossa dalla mia umiltà e po-
gli fosse sopravvenuto un dubbio intorno alla vertà, e specialmente dalla futura mia passione
nessianità di Gesù, della quale era stato certi- e m(»le.
48 S. Matteo, XI, 7-11

'Illis autem abeuntibus, coepit lesus eli- ^Quando poi quelli furono partiti, comin-
cere ad turbas de Ioanne Quid existis in : ciò Gesù a parlare di Giovanni alle turbe :

desertum videre? arundinem vento agita- Cosa siete voi andati a vedere nel deserto?
tara? *Sed quid existis videre? hominem Una canna sbattuta dal vento? *Ma pure,
mollibus vestitura? Ecce qui raollibus ve- che siete voi andati a vedere? Un uomo
stiuntur, in doraibus regura sunt. 'Sed quid vestito delicatamente? Ecco che coloro che
existis videre? prophetara? Etiara dico vo- vestono delicatamente stanno nei palazzi dei
bis, et plus quam prophetara. "Hic est re. *Ma pure cosa siete andati a vedere?
enira, de quo scriptum est Ecce ego raitto : Un profeta? Sì, vi dico io, anche più che
angeiura raeum ante faciem tuara, qui prae- profeta. "Poiché questi è colui, del quale
parabit viam tuara ante te. "Araen dico vo- sta scritto Ecco che io spedisco innanzi
:

bis, non surrexit inter natos mulierura ma- a te il mio Angelo, il quale preparerà la
ior Ioanne Baptista qui autera minor est in
: te. "In verità vi dico
tua strada davanti a :

regno caelorura, major est ilio. Tra i donna non venne al mondo chi
nati di
sia più grande di Giovanni Battista ma :

quegli che è minore nel regno de' cieli è


maggiore di lui.

^ Lue. 7, 24. 10 Mal. 3, 1 ; Marc. 1, 2; Lue. 7, 27.

7. Quelli che udirono l'ambasciata di Giovanni, uomo leggiero e incostante nelle sue idee. Tale
ignorando il motivo che l'aveva indotto a man- non fu certamente Giovanni.
darla, avrebbero potuto credere che egli dopo 8. Un uomo
vestito delicatamente. Vi siete forse
aver solennemente resa testimonianza a Gesù recati aldeserto per vedere un uomo effeminato
indicandolo come Messia, fosse ora agitato dal e molle? No certamente. Gli effeminati fa d'uopo
dubbio e Gesù mostra come questo sospetto non
; cercarli presso le corti dei re. Gesù fa l'elogio
risponda a verità, e celebra la costanza e l'auste- dell'austerità di Giovanni.
rità del Precursore, e nello stesso tempo riprende
9. Un
profeta. Gli Ebrei erano appunto an-
le turbe, che dopo essere accorse a udire la sua
dati al deserto perchè ritenevano Giovanni come
predicazione, non prestarono fede alla sua testi-
un profeta. Gesù afferma che non solo è profeta,
monianza.
ma più ancora di profeta, perchè egli fu prean-
Una canna, ecc. Sulle rive del Giordano sono nunziato da Malachia, ili, 1. La citazione è li-
bera e si avvicina più all'ebraico che al greco,
lahve annunzia al Messia che manderà un an-
gelo (messaggero) a preparargli la strada. Que-
sto messaggero non solo predisse Gesù come gli
antichi profeti, ma lo mostrò a dito ai suoi con-
temporanei; egli è perciò più grande di tutti i
profeti.
11. Tra l E' un ebraismo che
nati di donna...
denota gli uomini
generale (Giob. XIV, 1).
in
Non. venne al mondo, il greco ha non fu suscitato
:

(da Dio). Giovanni viene qui riguardato come


l'ultimo e il più illustre rappresentante dell'An-
tica Legge. Gesù proclama che fra tutti gli an-
tichi uomini suscitati da Dio, cioè investiti di
una speciale missione, Giovanni è il più grande ;
perchè mentre agli altri fu affidato di prefigurare
'j
Fig. ai. e preannunziare il Redentore futuro, a lui fu ri-
servato di mostrarlo presente. Come si vede, in
Canne delle rive
queste parole non si riguarda alla santità perso-
dal Giordano.
nale di Giovanni, ma alla grandezza della mis-
sione da lui esercitata e alla sua dignità di Pre-
cursore.
Ma nel nuovo ordine di cose inaugurato da
Gesù Cristo, il più piccolo per dignità e per uf-
ficio è più grande di Giovanni, tanta è l'eccel-
lenza e la superiorità della Nuova Legge sul-
l'Antica. Per mezzo di Gesù infatti noi siamo
diventati figli di Dio, e siamo stati elevati a onore
sì grande da venir nutriti colle carni e col sangue
dello stesso Dio.
Le parole di Gesù hanno quindi un senso ge-
nerale e sono ordinate a far risaltare la superio-
rità del suo regno sull'antico ordine di cose.
Alcuni Padri e parecchi esegeti applicano a Ge-
*. * ife^'^ sù Cristo stesso le parole quegli che è minore
:
«irj^ «!i/s

nel regno dei cieli, e spiegano così Gesù Cristo


:

benché sia minore di età, e abbia cominciato il


aumerosi i canneti. La parola canna però qui è suo ministero dopo Giovanni, tuttavia è più gran-
presa in senso figurato, in quanto cioè signiflca un de di lui. Fa però osservare Maldonato, che se
S. Matteo, XI, 12-19 4fl

**A dlebus autem Ioannis Baptistae usque "Or tempo di Giovanni Battista insin
dal
Ounc, regnum caelorum vim patitur, et vio- adesso regno dei cieli si acquista colla
il

lenti rapiunt iliud. "Omnes enim prophe- forza, ed è preda di coloro che usano vio-
tae, et lex usque ad loannem prophetave- lenza. "Imperocché tutti i profeti e la legge
runt '*Et si vultis recipere, ipse est Elias,
: hanno profetato fino a Giovanni. '*E se voi
qui venturus est. "Qui habet aures audien- volete accettarlo, egli è quell'Elia che deve
di, audiat. venire. "Chi ha orecchio da intendere, in-
tenda.
'•Cui autem similem aestimabo generatio- "Ma a che cosa dirò io che sia simile
nem istam? Similis est pueris sedentibus questa generazione? E' simile a que* ra-
in foro qui clamantes coaequalibus, *'Di-
: gazzi che stanno a sedere sulla piazza, e al-
cunt Cecinimus vobis, et non saltastis
: : zano la voce verso de' loro compagni, '^e
lanientavimus, et non planxistis. "Venit dicono Abbiamo suonato, e voi non avete
:

enim Ioannes neque manducans, neque bi- ballato abbiamo cantato canzoni lugubri, e
:

bens, et dicunt Daemonium habet. "Ve- : non avete dato segni di dolore. "E' venuto
nit fllius hominis manducans, et bibens, infatti Giovanni, che non mangiava né be-
et dicunt Ecce homo vorax, et pota-
: veva, e dicono Egli é indemoniato. "E'
:

' Mal. 4. 5.

Gesù avesse voluto parlare di se stesso svrebbe 15. Modo di dire proverbiale, che serve a
detto più chiaramente che era più grande di lui, richiamar l'attenzione su quanto ai è detto.
come ha fatto al capo XII, 41, 42: «Ecco qui 16-19. L'eotuaiasmo desuto dalla predicazione
uno che è da più di Giona * a Ecco qui uno cbs è di Giovanni fu di breve durata, poiché il popolo
da più di Salomone >. trascinalo dalle insinuazioni e dalle false dottrine
12. Dal ttmpo di Giovanni. Dal punto in cui
Giovanni cominciò la sua predicazione il regno
dei cieli si acquista colla fona (greco ^xà(,ixa\,
è pr$so d'assalto), perchè i Giudei scossi dalle
parole del Battista si precipiuvano in folla a ri-
cevere il Battesimo di penitenza anelando a di-
venir cittadini del nuovo regno, il quale perciò
divtnnt preda di coloro eh» usano violènza. Que-
st'ultime parole esprimono molto bene il movi-
mento suscitato in tutto il popolo dalla predica-
zione di Giovanni.
Alcuni interpreti preodono il verbo ^tà^ctat
nel senso csttivo di opprimtr» colla fona. Le Flg. t*. — Egiziani eh* danzane.
psrole di Gesù svrebbero sllors questo signifi- (Pittura egiziana).
cato Dai giorni di Giovanni il regno dei cieli è
:

oppresso dalla forza, vale a dire è oggetto di per-


secuzioni, di insidie e di calunnie per parte degli degli Scribi e dei Farisei, si rifiutò assolutamente
Scribi e dei Farisei, quali colla violenza lo ra-
i
di riconoscere Gesù Cristo come Messia. Di fron-
piscono s coloro che vorrebbero entrarvi. Ciò te a si grande ostinazione Gesù si domanda a chi
sarebbe conforme, a quanto si dice al capo XXIII, debba paragonare qutsta generazione, vale a dire
15 « Guai a voi. Scribi e Farisei ipocriti
: perchè : i suoi contemporanei Ebrei, e risponde con una
chiudete in faccia agli uomini il regno dei cieli :
similitudine tratta dai giuochi dei ragazzi, che
imperocché né voi vi entrate, né permettete che vogliono imitare ciò che han visto farsi nelle
v'entrino quelli che stanno per entrarvi ». II primo nozze e nei funerali. I ragazzi son divisi in due
senso però risponde meglio al contesto. Crupp'! sii ui' stando a sedere suonano il flauto,
(cosi hatesto greco) come usavasi alle nozze,
il
13. Il motivo, per cui il regno dei cieli è di-
altri a danzare ; ma questi si ri-
e invitano gli
venuto oggetto di tsoti sforzi e desiderii per psrte fiutano allora i primi intonano canti lugubri, co-
:

dei Giudei, si è perchè la legge e i profeti, cioè


me usavasi nei funerali, e invitano gli altri a
tutto l'Antico Testamento fino a Giovanni lo han-
piangere; ma per niun motivo questi vogliono
no solo annunziato futuro, mentre il Battista lo arrendersi ai loro desiderii.
mostrò presente Due spiegazioni furono proposte di questa pa-
14. Giudei poggiati su iVlalacbia IV, 5, crede-
I rabola. Secondo gli uni il gruppo dei ragazzi se-
vano che la venuta del Messia dovesse essere duti rappresenterebbe i Giudei, i quali, da Gio-
preceduta da quella di Elia. Benché il profeta vanni che conduceva vita austera e penitente,
parli propriamente della seconda venuta di Gesù volevano meno digiuni e meno austerità, e da
Cristo, la sua profezia però si è in qualche modo Gesù, che conduceva vita ordinaria, volevano più
verificata anche alla prima venuta, nella persona digiuni e più austerità, e lo chiamavano mangia-
di Giovanni, che fu mandato nello spirito e nella tore e bevone e perché sia Giovanni che Gesù
:

virtù di Elia a preparare la via al Messia (Lue. non accondiscesero alle loro arbitrarie esigenze,
I, 17). Gesù dicendo se volete accettarlo, ecc.
: essi li condannarono entrambi, e non prestarono
lascia chiaramente comprendere che Giovanni non fede alle loro parole.
è Elia in senso proprio, ma solo In senso figurato, Secondo altri il gruppo di ragazzi seduti rap-
ossia in quanto è il suo precursore attuale, come presenterebbe invece Gesù e Giovanni, i qual»
Elia lo sarà allorché verri a giudicare il mondo. non osunte tutti i loro sforzi, né per la «W dsl*

4 — Saera Bibbia rol. 1.


50 S. Matteo, XI, 20-25

tor vini, publicanorum, et peccatorum a- venuto il Figliuolo dell'uomo, che mangia


micus. Et justiflcata est sapientia a flliis e beve, e dicono Ecco un mangiatore e un
:

suis. bevone, amico de' pubblicani e dei pecca-


tori e fu giustificata la sapienza dai suoi
:

figliuoli.

^''Tunc coepit exprobrare civitatibus, in ''"Allora cominciò a rinfacciare alle


egli
quibus factae sunt plurimae virtutes eius, città, nelle quali erano stati fatti da luì molti
quia non egissent poenitentiam. '''Vae tibi miracoli, che non avessero fatta penitenza.
Gorozain, vae tibi Bethsaida quia, si in : ^^Guai a te, o Gorozain guai a te, o Beth-
:

Tyro, et Sidone factae essent virtutes, quae saida perchè se in Tiro e Sidone fossero
:

factae sunt in vobis, olim in cilicio, et ci- stati fatti quei miracoli, che presso di voi
nere poenitentiam egissent. *'Verumtamen sono stati compiuti, già da gran tempo a-
dico vobis Tyro, et Sidoni remissius erit
: vrebber fatto penitenza nella cenere e nel
in die iudicii,quam vobis. ^'Et tu Caphar- cilicio. ''^Per questo vi dico Tiro e Sidone
:

naum, numquid usque in caelum exaltabe- saranno men rigorosamente di voi trattate
ris ? usque in infemum descendes quia, : nel dì del giudizio. ^'E tu, Gafarnao, ti al-
si in Sodomis factae fuissent virtutes, quae zerai tu fino al cielo? Tu sarai depressa fino
factae sunt in te, forte mansissent usque in all'inferno perchè se in Sodoma fossero
:

hanc diem. **Verumtamen dico vobis, quia stati fatti i miracoli che sono stati compiuti
terrae Sodomorum remissius erit in die iu- presso di te, Sodoma forse sussisterebbe
dicii, quam tibi. ancor oggi. ^*Perciò vi dico che la terra di
Sodoma sarà men rigorosamente di te trat-
tata nel dì del giudizio.
"In ilio tempore respondens lesus dixit : -'Allora Gesù prese a dire Io ti ringrazio,
:

Confiteor tibi. Pater, Domine caeli et ter- o Padre, Signore del cielo e della terra, per-

" Lue. 10, 13.

l'austerità e della penitenza, né per l'esempio di saq) era un abito di tela grossolana fatto a modo
una vitapiù ordinaria, riuscirono a scuotere ef- di sacco, che indossavasi nei giorni di lutto (II Re
ficacemente l'animo dei Giudei, i quali nel di- XIII, 19, ecc.). Solevano pure gli Orientali in se-
verso genere di vita condotto da Gesù e da Gio- gno di mestizia sedersi a terra e cospargersi il
vanni cercarono pretesti per non ascoltare le loro capo di cenere (Gerem. VI, 23; Gion. Ili, 6).
parole. Quest'ultima spiegazione risponde meglio 22. Al giudizio finale sarà più tollerabile la
a quanto dice Gesù nei vv. 18 e 19. condizione degli abitanti di Tiro e di Sidone che
E fu giustificata la sapienza dai suoi figliuoli. di quelli di Corozain e di Bethsaida, perchè
Non ostante però i falsi apprezzamenti dei Giudei, hanno disprezzate minori grazie e minori lumi.
la sapienza, cioè Ja disposizione divina, che
23. E tu Cafarnao. Cf. IV, 13. Più forte è la
ha voluto che il Regno messianico in diversa
riprensione contro di questa città, la quale aven-
maniera venisse inaugurato da Giovanni e da
Gesù, fu giustificata, vale a dire riconosciuta
do ricevuti maggiori benefizi, non ne fece alcun
caso e viene perciò paragonata a Sodoma (Gen.
:
ottima e ammirata dai suoi figli. Pigli della sa-
XIII, 13; XVIll, 20), città peccatrice per eccel-
pienza è un ebraismo, che significa sapienti. Tra
lenza. Il cielo e l'inferno sono i due estremi.
questi vanno annoverati senza dubbio i discepoli
Cafarnao, dimentica della predicazione e dei mi-
di Gesù e tutti coloto che credono in lui. V. Lue.
racoli di Gesù, non pensa che ad acquistare mag-
VII, 29, 30.
giori ricchezze e maggior gloria, perciò non solo
20. Questo rimprovero alle tre città, da S. Lu- non avrà quel che cerca, ma sarà precipitata nel-
ca X, 13-16, vien riferito alquanto più tardi, cioè l'inferno vale a dire sarà condannata all'obblio e
verso il fine del ministero Galilaico, subito dopo alla ignominia. L". pc:ole di Gesù si sono pie-
la missione dei 72 discepoli. Tutto induce a cre- namente avverate. L'antica Cafarnao è ridotta
dere che l'ordine di S. Luca sia il cronologico, a un mucchio di rovine.
se pure non si ammette con S. Agostino che
25. Questa sublime orazione di Gesù viene da
Gesù lo abbia ripetuto due volte in diverse cir-
S. Luca riferita al momento in cui ritornano i
costanze.
discepoli mandati a predicare (X, 21). L'indica-
21. Corozain, piccola città, della quale non si zione di S. Matteo in quel tempo, è molto inde-
:

trova menzione nell'Antico Testamento, e che terminata. Gesù ringrazia il Padre suo perchè
viene identificata colle rovine dette ancor oggi ha permesso che stessero nascosti ai prudenti e
Keraze a circa 3 chilometri al Nord di Cafarnao. ai sapienti del mondo, cioè ai Farisei e agli Scribi,
Bethsaida (casa della pesca), piccola città della superbi e orgogliosi, i secreti della dottrina evan-
Galilea posta sulla riva occidentale del lago di gelica, vale a dire i misteri dell'Incarnazione e
Genezaret poco lungi da Cafarnao. Era la patria Redenzione, e fossero invece manifestati ai fan-
di Pietro, di Andrea e di Filippo. ciulli e specialmente agli Apostoli e ai discepoli,
Tiro e Sidone. Due città che l'una dopo l'altra che vengono chiamati fanciulli per la loro sem-
furono capitali della Fenicia. Situate entrambe sul plicità e per la facilità con cui lasciavansi gui-
Mediterraneo erano fiorentissime per il loro com- dare e ammaestrare da Gesù, senza presumere
mercio, e andavano pure celebri per la mollezza di se stessi. I grandi e i sapienti del mondo hanno
e la corruzione dei loro abitnnti. rigettato il Vangelo, i piccoli e gli umili lo hanno
Nella cenere e nel cilicio. Il cilicio (ebraico accolto, perciò la sapienza mondana non è suf-
S. Matteo, XI, 26-30 51

ree, quia abscondist! haec a sapientibus, che hai tenute occulte queste cose ai saggi
etprudentibus, et revelasti ea parvulis. 'Mta e prudenti, e le hai rivelate ai pargoli.
Pater quoniam sic fuit placitum ante te.
: **Così è, Padre, perchè così piacque a te.
"Omnia mlhl tradita sunt a Patre meo. Et ''Tutte quante le cose sono state date a me
nemo novit Filium, nisi Pater neque Pa- : dal Padre mio e nessuno conosce il Fi-
:

trem quis novit, nisi Filius, et cui voluerit gliuolo, fuori del Padre e nessuno conosce
:

flllus re velare. il Padre, fuori del Figliuolo e fuori di colui,


cui II Figliuolo avrà voluto farlo conoscere.
••Venite ad me omnes, qui laboratis, et "Venite da me tutti voi, che siete affati-
onerati estis, et ego reflciam vos. "ToUite "Prendete
cati e aggravati, e io vi ristorerò.
iugum meum super vos, et discite a me, sopra di voi mio giogo, e imparate da me
il

quia mitis sum, et humilis corde et ìnvd- : che sono mansueto e umile dì cuore e tro- :

requiem animabus vestris. "Iugum ©-


nietis verete riposo all'anime vostre. '"Poiché
nim meum suave est, et onus meum leve. soave è il mio giogo, e leggiero il mio carico.

2' Joan. 6, 46; 7, 28; 8, 19; 10. 15. ^ Joan. 5, 3.

6ciente a conoscere i segreti di Dio, e Gesù ne giogo aigniflca riconoscere, accettare l'autorità e
ringrazia Q Padre suo. la dottrina dì un maestro. Gesù parla quindi
26. Così è. Queste parole significano SI, o :
manifestamente delta sua dottrina. Imparati da
Padre, ti ringrazio, perchè ai è adempiuto quanto
piacque alla tua volontà.
27. Tattt quanti U cost sono stai» t m* ómU
dal Padri. Gesù come Dio riceve per etema ge-
nerazione dal Padre la natura divina con tutte le
sue perfezioni, ed è a lui perfenamente uguale ;
ma anche come uomo Egli ha ricevuto dal Padre
ogni potere (Matt. XXVIII, 18; Giov. Ili, 35;
XIII, 3, ecc.) per atabilire in terra il regno dei
cieli ed eseguire i disegni di Dio per la aalute
degli uomini.
Ntssano conosci perfettamente il Figlio ae non
ti Padre ma a sus volta il Padre non è cono-
;
Hg. s]. — Giogo (PalestlDa modama).
sciuto perfettamente che dal Figlio. Tra il Pa-
dre e il Figlio vi ha pertanto una perfetta ugua-
glianza. Il Figlio può comunicare a chi vuole la ma vale a dire : fatevi miei discepoli : Chi sono
cognizione che ha del Padre, perchè egli è il mansuito a umili di cuon. Si propongono ti- i

Mediatore unico per cui noi possiamo andare al toliche Gesù ha per essere maestro. Egli non è
Padre. Si osservi che in queato versetto si attri- duro e severo, ma pieno di dolcezza e di bontà,
buisce al Figlio quella rivelazione che al v. 25 che non si manifestano solo a fior di labbra, ma
era stata attribuita al Padre, col che si fa mani- sono profondamente radicate nel cuore.
festa la perfetta unità di volontà e di consiglio Vi ha un'opinione, la quale nelle parole chi :

tra il Padre e il Figlio, e la perfetta uguaglianza sono mansuito i umili di cuori, vorrebbe vedere
tra loro, in modo che come Padre ha fatta la
il le virtù che si devono imparare da Gesù Cristo
sua rivelazione a chi volle, cosi pure il Piglio può cioè la mansuetudine e l'umiltà di cuore. Ma que-
fare la sua a chi vuole. at'opinione, come fa ben osservare Fillion. h. l.
Questi versetti sono cosi sublimi che si di- è oggidì pressoché abbandonata, rendendo essa
rebbero del IV Vangelo, se non si sapesse certo troppo ristretto il pensiero di Gesù, e rispon-
che appartengono a S. Matteo. dendo meno bene al contesto.
28. Viniti da mi. Gesù desidera avere dei 30. Soavi è il mio giogo, ecc. Sono ebraismi,
discepoli degni di ricevere le sue rivelazioni, e che significano, come gli insegnamenti e pre- i

perciò invita ad accostarsi tutti coloro che sono cetti di Gesù siano comodi e leggieri. Difatti sono
affaticati e aggravati sia dal peso delle proprie comandi di un Padre, che ama grandemente suoi i

colpe, sia dalle prove e dalle afflizioni della vita, figli, e che loro dà la grazia per osservarli. Se
sia in modo speciale dalle prescrizioni imposte qualche cosa v'ha di difficile per la nostra cor-
dagli Scribi e dai Farisei, e in generale tutti quei rotta natura, nulla però, fa osservare S. Agostino,
che riconoscono la propria miseria. Egli promette è grave alla carità. D'altra parte se si conside-
di ristorarli per .he nei suoi insegnamenti e nella
:
rano le innumerevoli prescrizioni e tradizioni di
sua grazia troveranno rimedio a tutti i loro mali, cui erano carichi i Giudei, e le severissime pene
e assieme la pace e la tranquillità (V. Isaia temporali fulminate contro i trasgressori dell'an-
LXl, 1-3). tica legge, e la maggior difficoltà che avevano di
29. Prindeti sopra di voi il mio giogo. Il giogo rimettersi in grazia di Dio quando erano caduti
è un'immagine rabbinica che esprime la direzio- nella colpa, si vedrà allora come la legge di
ne, la disciplina, ecc. (Apocalisse di Baruch. Gesù Cristo possa veramente essere chiamati
XLl, 2), e la frase: prindiri sopra di sé il giogo soave.
52 S. Matteo, XII, 1-6

CAPO XII

Le spighe di grano e il Sabato, 1-9. —


La mano secca, 10-14. Dolcezza e umiltà —
di Gesii, 15-21. —
Gesti e Beelzebuò, 22-30. —
// peccato contro lo Spirito
Santo, 3^-37' —
Rimproveri ai Farisei; il segno di Giona, 38-42. // detnonio —
che ritoma, 43-45, — La famiglia di Gesù,, 46-50.

Mn ilio tempore abiit lesus per sata sab- Mn quel tempo Gesù passava di sabato
bato : disclpuli autem eius esurientes coe- pei seminati; e i suoi discepoli, avendo fa-
perunt veliere spicas, et manducare. ''Phari- me, si misero a cogliere delle spighe e a
saei autem videntes, dixerunt ei Ecce di- : mangiarle. ^ Visto ciò i Farisei gli dissero :

ecipuli tu! faciunt quod non licet facere sab- Guarda i tuoi discepoli fanno ciò che non è
batis. 'At ille dixit eis Non legistis quid
: lecito fare in giorno di sabato. 'Ma egli disse
fecerit David, quando esuriit, et qui cum eo loro : Non avete voi letto quello che fece
erant : *Quomodo intravit in domum Dei, David, trovandosi preso dalla fame egli e
et panes propositionis comedit, quos non li- quei ch'erano con lui? *Come egli entrò
cebat ei edere, neque bis, qui cum eo erant, nella casa di Dio, e mangiò i pani della pro-
nisi solis sacerdotibus ? *Aut non legistis posizione, dei quali non era lecito a lui, né
in lege quia sabbatis sacerdotes in tempio a quei che erano con lui, di cibarsi, ma ai
sabbatum violant, et sine crimine sunt ? "Di- soli sacerdoti? 'Non avete voi Ietto nella
co autem vobis, quia tempio maior est hic. legge che nei giorni di sabato i sacerdoti
'Si autem sciretis quid est : Misericordiam nel tempio rompono il sabato e sono senza
volo, et non sacriflcium : numquam con- colpa? *0r io vi dico che v'ha qui uno più

» Marc. 2, 23; Lue.

Sup. 9, 13.
6, 1. « I Reg. 21, 6. « Num. 28, 9. M Reg. 15, 22; Eccl. 4, 17; Os. 6, 6;

cioè nel Tabernacolo che allora trovavasi a Nob,


e mangiò i pani della proposizione. Così chiama-
CAPO XII.
vansi dodici pani, perchè ponevansi sei da una
1. capo l'Evangelista raggruppa cin-
In questo parte e sei dall'altra sopra una tavola d'oro da-
que che mostrano quanto giustamente i mi-
fatti,
vanti al Tabernacolo, come perpetuo omaggio
steri del regno di Dio siano stati nascosti ai sa-
pienti cioè ai Farisei amotivo della continua op-
posizione che facevano a Gesù. I fatti sono i se-
guenti : Spighe colte in Sabato, 1-8; guarigione
della mano arida, 9-13; Gesù minacciato di morte,
14-21; guarigione dell'indemoniato, 22-37; do-
Fig. a4.
manda di un segno dal cielo, 38-45 (V. Mar. II,
23-28; Lue. VI, 1-5). In essi appare chiaramente Pani di offerta
quanto il peso della legge di Gesù sia più leg- sopra una tavola.
giero che le tradizioni e lo spirito gretto dei
(Pittura egiziana).
Farisei.
Di sahaio. La legge del riposo del Sabato era
già severa in sé stessa non permetteva neppure
;

ad accendere il fuoco (Esod. XXXIV, 21);


es., di
ma i Farisei l'avevano resa intollerabile colle loro
tradizioni, vietando persino di fare o sciogliere
un nodo, di condire con sale le vivande ecc. e
prendevano quindi spesso da essa occasione per
opporsi a Gesù Cristo. Nel caso nostro la legge delle dodici tribù d'Israele. Dovevano venir rin-
vietava di mietere in Sabato (Esod. XX, 10), ed novati ogni Sabato ed essere mangiati dai Sacer-
essi avevano aggiunto che in tal giorno non era doti in luogo sacro. Se dunque il Sacerdote Achi-
neppur lecito
cogliere spighe, e perciò avendo melech non rimproverò Davide, poiché la fame
veduti discepoli che ne coglievano, subito li ac-
i lo scusava, perchè mai i Farisei osano accusare
cusano di trasgredire la legge. i discepoli di Gesù, che stretti dalla fame col-
Si osservi che la legge (Deut. XXIII, 25) per- gono spighe?
metteva espressamente a chi passava per il cam- 5. Nei giorni di sabato i sacerdoti, ecc. La legge
po e aveva fame di poter cogliere spighe da del riposo sabatico non si applica al tempio, dove
mangiare. i sacerdoti uccidevano le vittime, le scorticavano,
3-4. Gesù giustifica l'operato dei suoi discepoli le ponevano sopra bracieri ardenti, ecc.
facendo vedere coU'esempio di Davide, che la 6. V'ha gai uno più grande del tempio. Gesù
loro condotta non è contraria alla Scrittura. Da- parla manifestamente di sé stesso, e proclama la
vide e i suoi compagni fecero ancora di più sua divinità e messianità. Egli è il padrone del
(I Re. XXI 1 e ss.). Egli enìTÒ nella casa di Dio, tempio, i suoi discepoli pertanto compiono uo
S. Matteo, XII, 8-19 53

demnassetis innocentes 'Domintis enim est: grande del tempio. 'Che se voi sapeste cosa
Blius hominis etiam sabbati. vuol Amo la misericordia e non il
dire :

sacrifizio non avreste mai condannato de-


:

gli innocenti. 'Imperocché il Figliuolo del-


l'uomo è padrone anche del sabato.
•Et cum inde transisset, venit in synago- *Ed essendo partito di là, andò alla loro
gam eorum. '"Et ecce homo manum habens sinagoga. "Ed ecco un uomo che aveva
aridam, et interrogabant euro, dicentes Si : una mano arida, e l'interrogarono dicendo:
licet sabbatis curare? ut accusarent eum. E' egli lecito render la sanità in giorno di sa-
"Ipse autem dixit illis Quis erit ex vobis
: bato? "Ma egli rispose
affine di accusarlo.
homo, qui habeat ovem unam, et si ceciderit loro Chi sarà tra voi che avendo una pe-
:

haec sabbatis in foveam, nonne tenebit, et cora, se questa venga a cadere in giorno di
levabit eam? "Quanto magis melior est sabato nella fossa, non la pigli, e la cavi
homo ove? Itaque licet sabbatis benefacere. •uori? "Ma un uomo quanto è da piti d'una
'*Tunc ait homini : Extende manum tuam. pecora? E' adunaue lecito far benefizi in
Et extendit, et restituta est sanitati sìcut giorno di sabato. "Allora disse a quell'uo-
aitera. mo Stendi la tua mano. Ed egli la stese,
:

e fu resa sana come l'altra.


"Exeuntes autem Pharìsaei, consiiium fa- '*Ma I Farisei usciti di 11, tennero con-
ciebant adversuseum, quomodo perderent siglio contro di lui sul modo di levarlo dal
eum. "lesus autem sciens recessit inde et : mondo. "Ma Gesù sapendolo si ritirò di
secati sunt etim multi, et curavii eos omnes : lì e lo seguitarono molti, a' quali tutti re-
:

'•Et praecepit eis ne manìfestum eum face- stituì la salute. "E


ornando loro severa-
rent. "Ut adimpleretur quod dictum est per mente che non lo manifestassero. "Affinchè
Isaiara prophetam, dicentem **Ecce puer : si adempisse quanto era stato detto dal pro-
meus, quem elegi, dilectus meus, in quo feta Isaia, che dice "Ecco il mio servo :

bene complacuit animae meae. Ponam spi- eletto da me, il mio diletto, nel quale si è
ritum meum super eum, et iudicium genti- molto compiaciuta l'anima mia. Porrò so-
bus nunciabit. **Non contender, ncque cla- pra di lui il mio spirito, ed egli annunzierà
mabit, ncque audiet aliquis in piateis vo- la giustizia alle nazioni. "Non litigherà, né

'• Mtrc. 3, 1; Lue. 6, 6. »» Deut. 22. 4. »• U. 42. I.

ministero più nobile e più santo di quello che i Il Deut. XXII, 4, permetteva di aiutare
11-12.
sacerdoti coinpiono nel tempio, poiché il tempio a dalla fossa l'animale, che vi fosse ca-
trarsi
non è che la casa di Dio, mentre in Gesù Cristo, duto. Gesù trae da ciò un argomento ad homi-
secondo l'espressione di S. Paolo (Coloss. II, 9), nem: Se è lecito di Sabato far del bene a una
abita corporalmente la divinità. bestia, qtunto più sarà lecito beneficare un
7. .4mo la mistricordia « non ti sacrifizio. Il uomo?
passo è di Osea VI, 6, e fu già citato una volta 13. Gesù toglie loro ogni pretesto. Essi non
(V. cap. IX, 13). Da esso si deduce che è miglior potevano dire che il parlare fosse lavorare per- ;

cosa far un'opera di misericordia sfamando un ciò con una sola parola rende a quel disgraziato
uomo, che il fare un sacrifizio. Se Farisei co- i il libero uso della mano, e con questo miracolo
noscessero Io spirito della Scrittura, non avreb- fa ancora vedere come Egli sia veramente il Pa-
bero mai osato di accusare discepoli di Gesù,
i drone del Sabato.
perchè stretti dalla fame avevano colto spighe. 14. Quanto più Gesù si è mostrato misericor-
8. // figliuolo dell'uomo è padrone. Vedi cap. dioso verso degli uomini, tanto maggiore è l'odio
Vili, 20. Gesù aggiunge un'ultima e gravissima che Farisei hanno concepito contro di lui. Co-
i

ragione che dovrebbe far tacere i Farisei. Egli minciano quindi a tranare della sua morte, e
è il Padrone del Sabato,a lui quindi si appar- Gesù conoscendo i loro disegni, per non ina-
tiene l'interpretare, e se fosse il caso, anche sprirli maggiormente, non essendo ancora giunta
abolire la legge del Sabato. Col suo consenso i la sua ora, si ritira presso il Iago di Tiberiade
discepoli hanno colto le spighe : chi avrà il di- (Mar. Ili, 7).
ritto di rimproverarli? 16. Son lo manifestassero per non eccitare l'o-
Si osservi che Sabato è il giorno del Signore,
il dio dei Farisei.
e perciò se Gesù si proclama Padrone del Sa- 17-19. Nella condotu di Gesù piena di dol-
bato in modo da poterne disporre a piacimento, cezza e di mansuetudine l'Evangelista mostrs ve-
dichiara con ciò stesso di essere Dio. rificata una profezia di Isaia (XLII, 1-4). La cita-
10. Un uomo che aveva una mano arida cioè zione è fedele quanto al senso, ms non è lette-
colpita da Farisei cominciano a inter-
paralisi.
I rale, e si scosta ugualmente sia dal testo greco
rogare Gesù se sia lecito curarlo. Stando alle loro che dall'ebraico. Il Profeta introduce Dio che
tradizioni non era lecito in Sabato usare di una parla e descrive il carattere di Gesù Cristo. Ecco
cura medica, se non nel caso in cui vi fosse peri- il mio servo ecc. Gesù ha presa la forma di
colo di vita (perchè, dicevano, curare è lavorare). servo, e tuttavia è il benamato di Dio, ripieno
Insegnavano perciò che non si poteva mettere a del suo spirito. (Per il compimento di questa
posto una gamba rotta, e neppure versar acqua parte della profezia V. cap. Ili, 17-18) Egli deve
fresca sopra un membro lussato. annunziare alle nazioni, dot ai pagani ciò che è
54 S. Matteo, XII, 20-28

cem ejus : '"Arundinem quassatam non con- griderà, né sarà udita da alcuno nelle piazze
fringet, et linum fumigans non extinguet, la voce di lui : ""egli non romperà la canna
donec ad victoriam iudicium
eiiciat : *^Et in fessa e non ammorzerà il lucignolo che fu-
nomine eius Gentes sperabunt. ma, finché non conduca a vittoria la giusti-
zia "e nel nome di lui spereranno le genti.
:

''^Tunc oblatus est ei daemonium habens, '^Allora gli fu presentato un indemoniato,


caecus, et mutus, et curavit eum ita ut lo- cieco e muto, e lo sanò in guisa che par-
queretur, et videret. ^*Et stupebant omnes lava e vedeva. *'E tutte le turbe restavano
turbae, et dicebant : Numquid hic est fllius stupefatte, e dicevano E' forse costui il :

autem audientes dixe-


David? "^Pharisaei figliuolo di David? ^*Ma i Farisei udito que-
runt Hic non eiicit daemones nisi in Beel-
: sto dissero Costui non caccia i demoni se
:

zebub principe daemoniorum. non per opera di Beelzebub, principe dei de-
moni.
autem sciens cogitationes eorum,
**Iesus "Gesù però conosciuti i lor pensieri
dixit eis Omne regnum divisum contra se,
: disse loro : Qualunque regno diviso in con-
desolabitur et omnis civitas, vel domus di-
: trari sarà devastato
partiti e qualunque :

visa contra se, non stabit. ^*Et si satanas città o famiglia divisa in contrari partiti non
satanam eiicit, adversus
divisus est se : sussisterà. ^*Ma se Satana discaccia Satana,
quomodo ergo stabit regnum eius?
^'Et si egli è in discordia con se medesimo come :

ego in Beelzebub eiicio daemones, fliii vo- dunque sussisterà il suo regno? "E se io
stri in quo eiiciunt? Ideo ipsi judices vestri caccio i demoni per opera di Beelzebub, per
erunt. **Si autem ego in spiritu Dei eiicio opera di chi li cacciano i vostri figliuoli ? Per
daemones, igitur pervenit in vos regnum questo essi saran vostri giudici. **Che se

" Sup. 9, 34; Marc. 3, 22; Lue. 11, 15. " l^c. 11, 17.

giusto, Vangelo.
vale a dire la vera religione, il 25-26. Gesù fa vedere la falsità dell'accusa,
Non provocherà conflitti, non cercherà
plauso il che gli si muove dai Farisei. Se egli avesse da
del pubblico, non litigherà ; ma sarà pieno di Satana la potestà di cacciare i demonii, allora bi-
mansuetudine e di bontà, lontano da ogni ostenta-
zione e da ogni orgoglio.
20. Non romperà la canna fessa ecc. La canna
fessa, il lucignolo che fuma indicano le varie
Fig. 35.
classi di afflitti e di peccatori, verso dei quali Gesù
si mostra pieno di misericordia aiutandoli in Talismano fenicio con Beel-
tutte le maniere ed eccitandoli a sperare remis- zebub dio delle mosche.
sione e perdono, fino a tanto che colla sua bontà
e condiscendenza faccia sì che la giustizia, cioè
il Vangelo, trionfi in ogni luogo e Dio regni dap-
pertutto.

21. Nel nome di lui spereranno le genti. Que- sognerebbe dire che Satana cooperi alla distru-
ste ultime parole sono riportate secondo i LXX. zione del suo regno, e si metta in opposizione
Nel testo ebraico invece si legge : Le isole (cioè con se stesso cacciandosi dai suoi dominii, il che
i popoli pagani che abitano le isole e le spiagge è un assurdo.
del Mediterraneo) spereranno nella sua legge. Il
senso è lo stesso ; poiché tanto in un testo come 27. I vostri figliuoli ecc. Questa espressione è
nell'altro si annunzia che al pieno trionfo del un ebraismo, che significa i vostri discepoli. Pres-

Vangelo è necessaria la conversione dei pagani, so i Giudei vi erano esorcisti, che talvolta caccia-
e che la salute operata da Gesù si estende a tutti vano i demonii invocando il nome di Dio (V.
quanti i popoli. Mar. IX, 37; Atti XIX, 13; e Giuseppe Flavio.
Ant. VIII, 2, 5; e G. G. VII, 6, 3 ecc.). Gesù do-
22. Cieco e muto in seguito alla possessione
manda : Se io caccio i demonii in virtù di Satana,
diabolica. Gesù fa tre miracoli in uno : caccia il
i vostri discepoli, o Farisei, in virtù di chi lì
demonio, ridona la vista e rida la loquela. Al-
cacciano? E se nei vostri discepoli riconoscete la
trettanto si opera ogni giorno nella conversione
potenza di Dio, perchè vi rifiutate di riconoscerla
dei credenti, viene cacciato il demonio, si riceve
in me? Essi quindi saranno i vostri giudici, ren-
il lume della fede, e le labbra già mute prorom- dendo a tutti manifesta l'ingiusta parzialità che
pono allora nella lode di Dio.
usate a mio riguardo.
23. Figliuolo di Davide equivale a Messia. Lo
28. Spirito di Dio è la virtù, la potenza di Dio.
strepitoso miracolo operato da Gesù eccita l'en-
tusiasmo della
Gesù deduce una conseguenza della più alta im-
e strappa loro questo grido
folla
portanza. Se adunque io caccio demonii per i
di fede. Ma i Farisei cercano subito di soffocarlo,
virtù Dio, è certo che il regno del demonio
di
e non potendo negare il fatto, vogliono far cre-
va in dissoluzione e rovina, e che è sopravve-
dere che Gesù abbia dal principe dei demonii la
nuto il regno di Dio. Basta leggere i Vangeli per
potestà di liberare gli ossessi.
vedere quale potere esercitasse Gesù sopra i de-
24. Beelzebub. Il greco ha ^EeX!;epoùX, come al monii e come questi tremassero alla sua pre-
cap. X, 25 (Vedi fig. 25). senza, e lo pregassero di non tormentarli.
S. Matteo, XII, 29-35 5S

Dei. "Aut quomodo potest quisquam intra- per lo spirito di Dio Io caccio i demoni, è
re in domum vasa eius dlripere,
fortis, et dunque giunto a voi il regno di Dio. "O
Disi prius alligaverit fortem? Et tunc do- come può uno entrare in casa d'un forte,
mum illius diripiet. '"Qui non est mecum, e rubargli le sue spoglie, se prima non lega
contra me est et qui non congregat me-
: il forte? e allora gli saccheggerà la casa.
cum, spargit. '"Chi non è con me è contro di me e :

chi non raccoglie con me, disperde.


*Mdeo dico vobis Omne peccatum, et : "Per questo vi dico che qualunque peccato
blasphemia remittetur hominibus, spiritus e qualunque bestemmia sarà perdonata agli
autem blasphemia non remittetur. ''Et qui- uomini : ma la bestemmia contro lo Spirito
cumque dixerit verbum contra fllium homi- non sarà perdonata. *'E a chi avrà spariate
nis, remittetur ei qui autem di3*erit contra
: contro Figliuolo dell'uomo, sarà perdona-
il

Spiritum sanctum, non remittetur ei ncque to : ma


a chi avrà spariato contro lo Spirito
in lioc saeculo, ncque in futuro. **Aut facite santo, non sarà perdonato né in questo se-
arborem bonam, et fructum eius bonum : colo, né nel futuro. '^O date per buono l'al-
aut facite arborem fructum eiusmalam, et bero e per buono il suo frutto o date per
:

malum siquidem ex fructu arbor agnosci-


: cattivo l'albero e per cattivo il suo frutto :

tur. **Progenies viperarum, quomodo pote- perché dal frutto si riconosce la pianta.
stis bona loqui, cum sitis mali? ex abun- "Razza di vipere, come potete parlar bene,
dantia enim cordis os loquitur. *^Bonus ho- voi che siete cattivi? Perocché dalla pienez-
mo de bono thesauro proferì bona et malus : za del cuore paria la bocca. **L'uomo dab-
homo de malo thesauro proferì mala. ''Dico bene da un buon tesoro cava fuora del bene :

»« Mire. 3. 28, 29; Lue, 12, 10. »« Lue. 6. 45.

29. Chi vuol entrare in una casa per taccheg- ed ha una intrinseca malizia opposta al perdono
giarla deve prima ridurre all'impotenTa il Forte Colui infatti che attribuisce e al diavolo le opere
che la custodisce. Il Forte nel caso nostro è Sa- della bontà e della grazia di Dio, egli in certo
tana, la sua casa è il regno che tiene quaggiù, modo fa di Dio un demonio, come dice S. Ata-
le spoglie sono gli uomini divenuti suoi schiavi. nasio, e di più prende a combattere contro
Ora Gesù entra liberamente nel regno di lui, e quella stessa bontà, di cui è dono la conversione
gli strappa di mano la preda col cacciarlo dagli del cuore e la penitenza > (Martini).
ossessi, il che indica chiaramente che il Forte,
32. Chi avrà sparlato contro il Figliuolo del-
cioè Satana è già incatenato, e al suo regno si è
l'uomo. Peccare contro il Figliuolo dell'uomo è
gii sostituito il regno di Dio.
scandalizzarsi della sua umiltà e della sua de-
Da queste parole di Gesù apparisce chiaramente bolezza, stimarlo inferiore a quel che Egli sia.
che il regno di Dio non è solamente escatologico, Tale peccato può avere una certa scusa nell'igno-
come vorrebbe Loisy ; ma oltre alla fase escatolo- ranza della nostra mente, e quindi sarà perdo-
gica o Anale dopo il giudizio, è d'uopo ammet-
nato. Cosi Gesù pregò sulla croce per suoi
ì

tere una fase iniziale che si compie in terra e


nemici. Padre perdona loro perchè non sanno
che ebbe cominciamento col pubblico ministero
quel che fanno. Questa scusa però non si ri-
si
di Gesù e continuerà a dilatarsi Ano alla fine trova nelpeccato contro lo Spirito Santo, che
del mondo. viene per conseguenza dichiarato immeritevole di
30. Chi non è con me. Dopo aver affermata la perdono.
sua Messianiti e la fondazione gii compiuta del S'è in questo secolo, né nel futuro. Vi sono
suo regno, Gesù conchiude con una sentenza adunque dei peccati che non rimessi quaggiù in
sull'attitudine che si deve prendere a suo ri- terra (in questo secolo), si rimettono poi nell'altra
guardo. Non si può rimanere indifferenti. Chi vita, il che dimostra la esistenza del Purgatorio,
non lavora con Gesù alla propagazione del suo come han notato i Padri Agostino, Gregorio,
regno, si oppone a lui, e cerca di distruggerne Beda, ecc.
l'opera. Con queste parole Gesù eccita le turbe Ve ne sono però altri, che non rimessi in terra,
ad abbandonare i Farisei e a stringersi attorno non si rimettono neppure nell'altra vita, il che
alla sua persona. dimostra l'eternità delle pene dell'inferno.
31. Per questo vi dico, ecc. Badino però le 33. Con queste parole Gesù fa vedere come sia
turbe a non imitare Farisei nel disprezzare le
i
contrario allo stesso buon senso il modo di agire
opere di Dio, e nell'attribuirle alla virtù del de- dei Farisei, i quali pur riconoscendo come buone
monio, perchè se ogni peccato viene rimesso, non le opere da lui fatte, dicevano però che egli era
è così della bestemmia contro lo Spirito Santo. malvagio e in rapporto con Satana.
La bestemmia contro lo Spirito Santo è quella L'albero rappresenta Gesù, il frutto sono i mi-
di coloro, che non solo chiudono gli occhi davanti racoli e specialmente le espulsioni dei demonii.
alle opere di Dio, ma
respingono ostinata-
le
Se adunque queste sono buone, come potrà essere
mente, attribuendole demonio, volendo così
al
cattivo l'albero che le produce? e come potrà
identificare lo Spirito Santo collo spirito maligno. esso venir condannato?
Tale era il peccato dei Farisei.
34. Razza di vipere V. n. Ili, 7. Come potete
Non sarà perdonata, vale a dire difficilmente di
parlar bene, ecc. Essendo voi pieni di iniquità,
essa otterrà il perdono ; non perchè la potenza
si
di Dio sia limitata, o la Chiesa non abbia potere
com'è possibile che parliate bene di me e delle
mie opere?
di rimetterla ; (E' dogma di fede che la Chiesa
può rimettere tutti i peccati senza alcuna ecce- 35. Tesoro in origine significa ripostiglio, e qui
lione; ma perchè Questo peccato è inescusabile ha questo senso.
56 S. Matteo, XII, 36-44

autem vobis quonìam omne yerbum otio- e il cattivo uomo da cattivo tesoro cava fuori
sura,quod loculi fuerint homines, reddent del male. '*0r io vi dico che di qualunque
rationem de eo in die judicii. ^''Ex verbis parola oziosa che avranno detto gli uomini,
enim tuis iustificaberis, et ex verbis tuis renderanno conto nel dì del giudizio. '^Im-
condemnaberis. perocché dalle tue parole sarai giustificato,
e dalle tue parole sarai condannato.
**Tunc responderunt ei quidam de Scribis '^Allora gli replicarono alcuni Scribi e ^
et Pharisaeis, dìcentes Magister, volumus
: Farisei dicendo Maestro, desideriamo di
:

a te signum videre. *'Qui respondens ait il- vedere qualche tuo miracolo. ''Ma egli ri-
lis :Generatio mala, et adultera signum spose loro Questa generazione cattiva e
:

quaerit et signum non dabitur ei, nisi si-


: adultera va cercando un prodigio e nessun :

gnum lonae prophetae. ^'Sicut enim fuit lo- prodigio le sarà conceduto, fuori quello di
nas in ventre ceti tribus diebus, et tribus Giona profeta. ^''Perocché siccome Giona
noctibus; sic erit Filius hominis in corde stette per tre giorni e per tre notti nel ventre
terrae tribus diebus, et tribus noctibus. del cetaceo così starà il Figliuolo dell'uomo
:

*^Viri Ninivitae surgent in iudicio cum gene- per tre giorni e tre notti nel seno della
ratione ista, et condemnabunt eam quia : terra. *'Gli uomini di Ninive insorgeranno
poenitentiam egerunt in praedicatione lonae. nel giudizio contro questa generazione, e la
Et ecce plusquam lonas hic. **Regina Austri condanneranno perchè essi fecero peniten-
:

surget in judicio cum generatione ista, et za alla predicazione di Giona. Ed ecco qui
condemnabit eam quia venit a finibus ter-
: uno che è da piii di Giona. *'La regina del
rae audire sapientiam Salomonis, et ecce Mezzodì insorgerà nel giudizio contro que-
plusquam Salomon hic. sta generazione, e la condannerà perchè :

venne dall'estremità della terra a udire la


sapienza di Salomone. Ed ecco qui uno che
è da più di Salomone.
*'Cum autem immundus spiritus exierit ^'Quando lo spirito impuro è uscito da
ab homine, ambulat per loca arida, quae- un uomo, se ne va per luoghi aridi, cer-
rens requiem, et non invenit. **Tunc dicit : cando riposo e non lo trova. **Allora dice :

»» Inf. Cor. 41 Jon. 3, 5. 42 III Reg. 10, Par.


16,4; Lue. 11, 29; I 1, 22; Jon. 2, 1. 1 ; Il

9, 1. " Lue. 11, 24.

Parola oziosa è quella che non ha aleuna


36. i quali nella risurrezione di lui avranno la prova
utilità,né per chi la dice, né per ehi l'ascolta. più convincente, che Egli era Dio e il Messia
Se adunque si renderà conto anche di questa Redentore.
parola, quale conto severissimo non si esigerà I Giudei compresero bene le parole di Gesù,
delle ijestemmie dei Farisei? e al tempo della Passione se ne ricordarono
37. Se la parola manifesta la bontà o la malizia (Matt. XXVII, 63) e ottennero che il sepolcro
del cuore, e delle parole dovrà pure rendersi venisse custodito da guardie.
strettissimo conto, è chiaro che anche le sole Tre giorni e tre notti. La frase giorno e notte
parole basteranno a far sì che l'uomo sia o di- presso gli Ebrei usavasi per designare il giorno
chiarato giusto, o condannato come ingiusto. civile di 24 ore sia che fosse completo o in-
38. Maestro, ecc. Benché in apparenza doman- completo. Gesù Cristo essendo stato sepolto la
dino un miracolo, in realtà tendono un'insidia a sera di Venerdì e non essendo risuscitato che la
Gesù. I miracoli operati non sono ancora per loro Domenica mattina, rimase quindi, secondo il modo
sufficienti a provare che Gesù é il Messia, essi di contare degli Ebrei, tre giorni e tre notti nel
perciò vogliono un miracolo straordinario che sepolcro.
colpisca i loro sensi, un segno dal cielo (Lue. Gli uomini di Ninive saranno gli accusatori che
XI, 16), cioè che avvenga nel cielo, quale sarebbe faranno condannare gli Ebrei contemporanei di
il fermarsi del sole, lo scoppio di una folgore, Gesù, giacché essi, benché pagani, credettero a
un carro di fuoco come quello di Elia, ecc. Ma Giona straniero, che predicava la rovina della
Gesù non fa i suoi miracoli per appagare la curio- loro città, senza che egli facesse miracoli ; mentre
sità degli uomini e destare in loro una sterile invece gli Ebrei non vogliono prestar fede a Gesù
meraviglia, ma per venire in soccorso alle loro che non è solo un profeta come Giona, ma è
miserie e indurli, mediante i benefizi temporali, Figlio di Dio, che annunzia un nuovo regno e fa
alla fede nella sua missione. continui miracoli per confermare la sua dottrina.
39. Generazione... adultera. Queste parole sono 42. La Regina del Mezzodì, cioè di Saba, pro-
rivolte agli Ebrei contemporanei di Gesù Cristo. vincia dell'Arabia felice al Sud della Giudea, in-
Vengono così chiamati, perchè empi e infedeli al- traprese un lungo viaggio per udire la sapienza,
l'alleanza contratta con Dio. Il segno richiesto di Salomone, che era un uomo mortale (III Re
non sarà loro dato, ma nell'avvenire vien loro X, 1 e ss. ; II Par. IX, 1 e ss.); mentre gli
promesso un segno più portentoso ancora, cioè Ebrei, rigettano la sapienza di Colui che è più di
quello del profeta Giona (Gion. II, 1 e ss.). Salomone, perchè Figlio di Dio. La regina di

40. Come Giona, uscito vivo dopo tre giorni Saba pertanto risorgerà anch'essa a testimoniare
dal fondo dell'abisso, fu un segno miracoloso e contro gli Ebrei nel giorno del giudizio.
vivente per i Niniviti, così Gesù, risuscitato dopo 43-45. I Farisei avevano preso motivo di ca-
tre giorni da morte, sarà un segno per i Giudei. lunniare Gesù Cristo dal fatto ch'Egli aveva cac-
S. Matteo, XII, 45 — XIII, 2 57

Revertar In domum meam, unde exivi. Et Ritornerò nella mia casa, dalla quale sono
veniens invenit eam vacantetn, scopis mun- uscito. E giuntovi, la trova vuota e spazzata
datam, et ornatam. **Tunc vadit, et assumit e ornata. **Allora va, e prende seco altri
septem alìos spiritus secum nequiores se, sette spiriti peggiori di lui, e vi entrano ad
et intrantes habitant ibi et flunt novissima : abitarla : e l'ultimo stato di quest'uomo di-
hominis illius peiora prioribus. Sic erit et venta peggiore del primo. Così succederà
generationi buie pessimae. anche a questa generazione perversa.
**Adhuc eo loquente ad turbas, ecce ma- **Mentre egli continuava a parlare alle
ter eius, et fratres stabant foris, quaerentes turbe, ecco che la madre e i fratelli di lui
loqui *'Dixit autem ei quidam
ei. Ecce : si trattenevano fuori desiderando di par-
mater et fratres tui foris stani quae-
tua, largli. *'E uno gli disse Tua madre e i
:

rentes te. **At ipse respondens dicentl sibi, tuoi fratelli sono fuori, e cercano di te.
ait Quae est mater mea, et qui sunt fra-
:
*'A'ia egli rispose a chi parlava Chi è mia :

tres mei? **Et extendens manum in disci- madre, e chi sono i miei fratelli? **E stesa
pulos suos, dixit Ecce mater mea, et fra-
: la mano verso dei suoi discepoli disse : :

tres mei. **Quicumque enim fecerit volun- Ecco mia madre e i miei fratelli. *''Impe-
tatem Patris mei, qui in caelis est ipse : rocchè chi fa la volontà del Padre mio che
meus frater, et soror, et mater est. è ne' cieli, quegli è mio fratello e sorella e
madre.

CAPO XIII.

Parabola del seminatore, i'i3. — // btum grano e la zizzania, 24'30. — // granello


di senapa, Ji'JJ. — // lievito, 33^35. — Spiegazione della parabola della zizzania,
36-43. — // tesoro nascosto : la perla, la rete, 44-52. — Gesti va a Nazaret, 53-58.
Mn ilio die exiens lesus de domo, sede- Mn quel giorno poi Gesù uscito di casa
bat secus mare. 'Et congregatae sunt ad stava a sedere alla riva del mare. 'E si ra-

* Il Petr. 2. 20. «• M«rc. 3, 31 ; Lue. 8, I». • Marc. 4, 1 : Lue. 8. 4.

ciato uo demonio da un ossesso (vv. 22-24) e 46. / fratelli di lui. Presso gli Ebrei chiamavansi
Gesù relazione a questo fatto, mostra quale
in fratellianche i cugini e i parenti più lontani.
sorte sia riservata agli Ebrei, che non crederanno Gesù non aveva fratelli propriamente detti poiché
alla sua parola anche dopo che loro avrà dato il Maria SS. fu sempre Vergine. V. n. XIII. 55.
segno di Giona, cio^ la sua risurrezione. Essi ca- Di fuori della casa dove Gesù trovavasi allora
dranno sempre più in potere d:l demonio. circondato da una turba che lu pigiava (Mar.
Con una breve parabola Gesù presenta il de- III. 20).
monio come un uomo, che costretto a viva forza 48-50. Gesù nella sua risposta insegna che gli
ad abbandonare la sus casa, erra ramingo io luo- interessi di Dio e della salute delle anime sono
ghi deserti cercando una nuova abitazione, e non da preferirsi all'ossequio dovuto ai parenti. Egli
trovandola fa ritorno alla casa, da cui fu cac- stavi ammaestrando le turbe, e non era conve-
ciato, e vedendola vuota, cioè non custodita e niente che venisse distratto da ministero si frut-
non difess, e per di più ornata e spazzata, vale tuoso per dar ascolto ai parenti. Nello stesso
a dire, convenientissima al suo line, chiama in tempo Gesù fa comprendere che per lui ha mag-
aiuto suoi compagni e tenta un supremo
sette gior valore la parentela spirituale consistente nel
sforzo per impadronirsene. Se egli riesce nel far la volontà di Dio, che la parentela materiale
suo intento, colui che era prima in possesso di fondata sui vincoli del sangue.
un solo demonio, diventerà in possesso di molti, Essendo Egli venuto al mondo per far la vo-
e cosi il suo ultimo stato sarà peggiore del primo. lontà di Dio, riguarda come suoi parenti spiri-
In generale vuol dire che un convertito, il quale tuali quelli, che la stessa volontà divina com-
si perverte di nuovo, suole diventar peggiore di piono e osservano.
prima. Gesù non rinnega quindi la sua madre Maria
Così succederà anche a questa generazione. Il SS., né manca di riguardo verso di lei, giacché
demonio cominciò a venir cacciato dal popolo la considera solo nelle sue relazioni naturali verso
Ebreo per mezzo della legge, data da Dio, e dei di lui. D'altra parte essendo Ella stata la crea-
profeti, da lui pure inviati ma il suo giogo fu :
tura che più perfettamente ha compiuto la vo-
scosso in modo terribile dalla predicazione del lontà di Dio, ne viene di conseguenza che ancor
Battista e dal ministero di Gesù e degli Apostoli. essa sia colei che più intimamente di tutti é
Pur troppo però gli Ebrei si mostrarono infedeli unita in modo spirituale a Gesù.
alla grazia di Dio. e acciecati dai loro pregiudizi,
non ostante che avessero ricevuto il battesimo di CAPO XIII.
penitenza da Giovanni, si rifiutarono di ricono-
scere Gesù come Messia e caddero perciò nuova- 1. uscito dalla casa dove aveva ammae-
Gesù
mente sotto il dominio di Satatta, ostinati più strate le turbe, stava a sedere sulla riva del
che mai nella loro perfidia. La distruzione di mare di Tiberiade.
Gerusalemme e la loro dispersione nel mondo 2. Entrato in una barca, per non essere op-
furono primi effetti
i del nuovo dominio, che presso dalle turbe e per poter meglio far da tutti
Satana acquistò sopra di loro. sentire le sue parole (Mar. Ili, 9; Lue. V, 3).
58 S.Matteo, XIII, 3-11

eum turbae ut in naviculam


multae, ita dunò intorno a luì gran turba di popolol
ascendens sederet omnis turba stabat
: et talmente ch'entrato in una barca vi si pose
in littore. 'Et locutus est eis multa in para- a sedere e tutta la turba restò sul lido. 'E
:

bolis, dicens Ecce exiit qui seminat, semi-


: parlò ad essi di molte cose per via di para-
nare. *Et dum seminat, quaedam ceciderunt bole, dicendo Ecco il seminatore andò per
:

secus viam, et venerunt volucres coeli, et seminare. "E mentre egli spargeva il seme,
comederunt 'Alia autem ceciderunt in
ea. ne cadde parte lungo la strada e soprag- :

petrosa, ubi non habebant terram multam : giunsero gli uccelli dell'aria, e lo mangia-
et continuo exorta sunt, quia non habebant rono. *Parte cadde in luoghi sassosi, ove
altitudinem terrae. *Sole autem orto aestua- non aveva molta terra e subito spuntò :

verunt et quia non habebant radicem, a-


: fuori, perchè non aveva profondità di ter-
ruerunt. ^Alia autem ceciderunt in spinas : reno. Ma levatosi il sole lo abbruciò e :

et creverunt spinae, et suffocaverunt ea. per non avere radice inaridì. ^Un'altra parte
*Alia autem ceciderunt in terram bonam et : cadde tra le spine e crebbero le spine, e lo
:

dabant fructum, aliud centesimum, aliud se- soffocarono. *Un 'altra finalmente cadde so-
xagesimum, aliud trigesimum. 'Qui habet pra buona terra, e fruttificò dove cento :

aures audiendi, audiat. per uno, dove sessanta, e dove trenta. 'Chi
ha orecchie da intendere, intenda.
"Et accedentes discipulidixerunt ei : *°E accostatisi i suoi discepoli gli dissero :

Quare in parabolis loqueris eis? "Qui re- Per qual motivo parli tu ad essi per via di
spondens, alt illis : Quia vobis datum est parabole? "Ed ei rispose e disse loro Per- :

nosse mysteria regni caelorum : illis autem chè a voi è concesso d'intendere i misteri

Per via di parabole. Parabola deriva dal


3. Palestina e della Galilea in particolare, dove il

greco wopopàXX«y, paragonare ed è la tradu- terreno è fertilissimo.


zione dell'ebraico mashal che significa compa- 9. Chi ha orecchio, ecc. E' un modo di dire
razione, similitudine e anche proverbio, enigma, che serve a richiamare l'attenzione.
ecc. Nel Vangelo si dà ordinariamente il nome Per qual motivo, ecc. discepoli si mera-
10. I
di parabole ad alcune brevi narrazioni allegori- Gesù abbia cambiato metodo
vigliano che di in-
che, tratte dalla vita quotidiana, o da ciò che di segnamento, poiché mentre prima i suoi discorsi
continuo si ha sotto gli occhi, che nascondono erano semplici e senza figure, ora egli ammae-
una verità religiosa o morale. Sono pure chiamate stra per via di parabole, le quali hanno sempre
parabole alcune brevi comparazioni e proverbi,
un po' di oscurità.
che racchiudono alte verità, e richiedono tutta
l'attenzione per essere capite (Matt. XV, 15; 11. Questo passo del Vangelo, comparato ai
te

XXIV, 32; Mar. Ili, 23; VII, 17 ecc.). Anche versetti corrispondenti in S. Marco (IV, 10 12)
nell'Antico Testamento si hanno bellissimi esempi e in S. Luca (Vili, 9-10) è uno dei più difficili.
di parabole (II Re XII, .1-4; Isaia V, 1-7, ecc.) Sembra che Gesù dica di parlare apposta in ma-
ed erano pure molto usate dai Rabbini nei loro niera da non farsi capire dai più e di servirsi di
insegnamenti, come apparisce chiaro nel Talmud. parabole, affinchè le turbe non possano conver-
tirsi. D'altra parte è certo che le parabole evan-
Gesù però è il maestro sovrano delle parabole ;

niuno ha saputo imprimervi maggior grazia e geliche sono il miglior mezzo per far intendere
naturalezza e vi ha racchiuso più sublimi inse- e ritenere a tutti le verità divine, e l'insegna-
gnamenti (Vedi Rev. Bibl. 1892, p. 42^52; 1904, mento del Salvatore era diretto al bene di tutti,
p. 109. Fonck, Die Parabeln des Herrn. 2 ed. come la sua vita e la sua morte. Dobbiamo dun-
que credere che egli cercava di convertir tutti
p. 3-18, Brassac. M. B. p. 463). S. Matteo
ne riferisce sette in questo capitolo. Le due pri- colla sua parola. Usava perciò le parabole, dalle
me, cioè quella del seminatore e della zizzania, quali può trar profitto chiunque è ben disposto.
sono ordinate a far conoscere gli ostacoli interni Non era ben disposta la folla che seguiva Gesù,
ed esterni che il regno di Dio trova alla sua di- perchè essa voleva un regno terreno di beni ma-
latazione nel mondo; la terza e la quarta, cioè teriali, e perciò non sapeva persuadersi che il
quelle del granello di senapa e del lievito, ne sospirato regno messianico dovesse consistere
mostrano l'efficacia e la forza di espansione la nella giustizia e nella carità, come indicavano
;

quinta e la sesta, cioè quelle del tesoro ritrovato le parabole. E cosi per colpa loro l'insegnamento

e della perla, ne spiegano la preziosità l'ultima, di Gesù tornava a rovina di molti. Peggio sa-
;

cioè quella della rete, fa vedere quale ne sarà rebbe stato, se Gesù fin dal principio avesse detto
il risultato finale. apertamente che i suoi seguaci non avevano da
però che per la verità dell'allegoria o
Si noti sperare che vantaggi spirituali. Parecchi, anche
parabola basta che il figurato quadri colla figura di quelli i quali pur alla fine si convertirono, lo
per una parte, e non è necessario vi sia una cor- avrebbero subito abbandonato e avrebbero im-
rispondenza adeguata. Alcune circostanze della pedito altri di seguirlo.
parabola vi stanno per semplice ornato, e chi pre- Agli Apostoli invece, che avevano migliori di-
tendesse di trovare l'applicazione di tutte cadreb- sposizioni. Gesù poteva dire le cose più chiara-
be in stiracchiature puerili. mente senza che se ne scandalizzassero ». Il
Santo Vangelo ecc.. Pia Società di S. Gerolamo
4. Lungo la strada, che fiancheggiava il campo.
ecc.
Spine, sono piante spinose come p. es.
7. Gli insegnamenti che Gesù dà per mezzo di
cardi, che crescono rapidamente nei paesi caldi queste parabole, non riguardano i precetti a tutti
come la Palestina. necessarii, questi vennero spiegati chiaramente
8. Cento per uno, ecc. Questa proporzione non nei capi V, VI, VII, ecc. ma hanno per oggetto
;

è per nulla esagerata per alcune regioni della i misteri del regno di Dio, vale a dire, ciò che
S. Matteo, XIII, 12-21 59

non datum. "Qui enim habet. dabitur


est dei regno dei cieli ma ad essi ciò non è
:

ei, abundabit
et qui autem non habet, et
: stato concesso. "Perocché a chi ha sarà
quod habet auferetur ab eo. "Ideo in para- dato e sarà nell'abbondanza, ma a chi non
bolìs loquor eis quia videntes non vident,
: ha sarà tolto anche quello che ha. "Per
et audientes non audiunt, neque intelligunt. questo parlo loro per via di parabole, perchè
'*Et adimpletur in eis prophetia Isaiae di- vedendo non vedono, e udendo non odono,
centis Audltu audietis, et non intelligetis
: : né intendono. **E si adempie in essi la pro-
et videntes videbitis, et non videbitis. '*In- fezia d'Isaia, che dice Udirete colle vostre
:

c- assatum est enim cor populi huius, et au- orecchie, e non intenderete e mirerete col
:

riìus graviter audierunt, et oculos suos vostri occhi e non vedrete. '*Poichè questo
cliuserunt nequando videant oculìs, et au-
:
popolo ha un cuor insensibile, ed é duro
ribus audiant, et corde intellìgant, et con- d'orecchie, ed ha chiusi gli occhi affin-
:

vcrtantur, et sanem eos. '* Vestri autem bea- ché a sorte non veggano cogli occhi, né o-
ti oculi quia vident, et aures vestrae quia dano colle orecchie, né comprendano col
audiunt. ''Amen quippe dico vobis, quia cuore né si convertano, e io li risani. "Ma
multi prophetae, et iusti cupierunt videre beati sono i vostri occhi che vedono, e i vo-
quae videtis, et non viderunt et audire : stri orecchi che odono. "Poiché vi dico in
quae auditis, et non audierunt. verità, che molti giusti desiderarono di ve-
dere quello che voi vedete, e non Io videro, e
di udire quello che udite e non l'udirono.

'*Vos ergo audite parabolam seminantis. "Sentite pertanto voi la parabola del se-
'•Qmnis, qui audit verbum regni, et non in- minatore. "Chiunque ascolta la parola del
telligit, venit malus, et rapit quod semina- regno, e non vi pone mente, viene il mali-
tum est in corde ejus hic est qui secus : gno, e toglie quel che era stato seminato nel
viam seminatus est. *°Qui autem super pe- cuore di lui questi é quegli che ha ricevuto
:

trosa seminatus est, hic est, qui verbum la semenza lungo la strada. "'Quegli che ri-
audit, et continuo cum gaudio accipit illud : ceve la semenza in mezzo alle pietre, é co-
*'Non habet autem in se radìcem, sed est lui che ascolta la parola, e subito la riceve
temporalis. Facta autem tribulatione et per- con gaudio *'ma non ha in sé radice, ed è
:

«» Inf. 25, 29. Is. 6. 9; Marc. 4. 12; Lue. 8. IO: Joan. 12. 40: Aet. 28. 26; Roin. 11. 8.
Lue. 10, 24.

riguarda la natura, la fondazione, la propagazione duto Dell'indifferenza col rifiutarsi di udire gli
del Vangelo nel mondo. insegnamenti di Gesù e di vedere la conseguenza
Le parabole ottengono un doppio rìaultato; per che doveva dedursi dai miracoli che Egli faceva.
i discepoli servono a eceitare la loro curioaiti e Verri perciò abbandonato a sé stesso.
a rendere loro più facilmente intelligibili grandi i La citazione di Isaia i fatta aui LXX. Nel testo
insegnamenti ehe racchiudono, per le turbe in- ebraico Dio comanda al profeta di dire al popolo :

vece, che non vogliono riconoscere in Geaù il Ascoltate, e non vogliate capire: e vedete, e non
Messia, servono a sottrarre questi stessi inse- vogliate intenderla. Accieca il cuore di questo po-
gnamenti alla profanazione. polo, e istupidisci le sue orecchie, e chiudi a lui
12. A chi ha sarà dato, ecc. Proverbio ben noto. gli occhi, affinchè non avvenga che coi suoi occhi
Il ricco acquista facilmente nuove ricchezze, egli vegga, e oda coi suoi orecchi, e col cuore
mentre il povero pure facilmente perde il poco comprenda e convertasi, ed io lo sani. Viene
che ha. Cosi avviene pure ora. Chi è docile ai quindi imposto a Isaia di riprendere e minacciare
divini insegnamenti riceve da Dio maggiori lumi il popolo, ancorché per le minacele e le ripren-
e maggiore grazia, e nelle parabole trova una sioni il popolo si ostini maggiormente nella sua
dottrina più perfetta intorno al regno di Dio ; ribellione a Dio.
mentre ehi è malvagio, viene fin a perdere il 16-17. Ben diversa da quella delle turbe é la
gusto della predicazione evangelica e ehi di- ;
condizione dei discepoli, ai quali vengono svelati
sprezza la grazia, sarà da Dio abbandonato. i misteri del regno di Dio. Essi sono più felici
13. Gesù usa le parabole a motivo dell'incre- degli antichi profeti e degli antichi giusti, vale a
dulità dei Giudei, i quali vedendo i miracoli da lui dire degli uomini più illustri dell'Antico Testa-
fatti, non volevano vedere in essi la prova che mento.
Egli era il Messia, e udendo la sua testimonianza
e quella del Battista, si rifiutavano di credere 19. La parola del regno è la predicazione del
alla loro parola. Giustamente pertanto non ven- Vangelo rappresentata nel seme. Gesù Cristo è
gono loro svelati in modo chiaro i misteri del il seminatore. (Vedi Mar. IV. 13-20).
regno di Dio. Son vi pone mente a motivo delle perverse di-
sposizioni del suo cuore.
14. £ si adempit in essi, eee. Perciò si avvera
// maligno è il demonio.
nuovamente nei Giudei ciò ehe era avvenuto al
tempo di Isaia. Come allora così adesso, chiudono 21. Non ha in sé radice, ecc. Non basta comin-
i loro occhi per non vedere, si turano le orecchie ciar bene, ma é inoltre necessario essere perse-
per non udire, e impediscono alla verità di giun- verante, e così non basta ascoltare la predicazione
gere alla loro mente e al loro cuore. del Vangelo, ma si devono imprimere profonda-
15. Ha un cuore crasso ecc. Il cuore del po- mente nel cuore le verità ascoltate in modo da
polo è diventato insensibile, è duro d'orecchio, e essere pronti a tutto soffrire, fosse pure la morte,
ha chiosi gli occhi, cioè per propria colpa è ca- piuttosto che rinnegarle o violarle.
60 S. Matteo, XIII, 22-30

secutione propter verbum, contìnuo scanda- di corta durata e venuta la tribolazione e


:

lizatur. "Qui autem seminatus est in spinis, la persecuzione a causa della parola, tosto
hic est, qui verbum audit, et sollicitudo sae- si scandalizza. *'Colui che riceve la se-
culi istius, et fallacia divitiarum suffocat mente tra le spine, è quegli che ascolta la
verbum, et sine fructu efflcitur. "Qui vero parola : ma la sollecitudine del secolo pre-
in terram bonam seminatus est, hic est qui sente e la illusione delle ricchezze soffo-
audit verbum, fructum af-
et intelligit, et cano la parola, onde si rende infruttuosa.
fert, et facit aliud quidem centesimum, a- "Ma quegli che riceve la semente in un
iiud autem sexagesimum, aliud vero trige- buon terreno, è colui che ascolta la pa-
simum. rola, e vi pone mente, e porta frutto, e
rende questo il cento, quello il sessanta, e
quell'altro il trenta per uno.
**Aliam parabolam proposuit illis, dicens : **Propose loro un'altra parabola, dicendo :
Simile factum est regnum caelorum homini, Il regno de' cieli è simile ad un uomo, il
qui seminavit bonum semen in agro suo. quale seminò nel suo campo buon seme.
**Cum autem dorrairent homines, venit ini- '''Ma nel tempo che gli uomini dormivano, i!
micus eius, et superseminavit zizania in nemico di lui andò e seminò della zizzania
medio tritici, et abiit. "Cum autem crevis- in mezzo al grano, e partì. "•Cresciuta poi
set herba, et fructum fecisset, tunc appa- l'erba, e venuta a frutto, allora comparve
ruerunt et zizania. ^^Accedentes autem servi anche la zizzania. *'E i servi del padre di
patrisfamilias, dixerunt ei Domine, nonne : famiglia accostatisi gli dissero : Signore,
bonum semen seminasti in agro tuo? Unde non hai seminato buon seme nel tuo
tu
ergo habet zizania ? **Et ait illis Inimi- :
campo? Donde adunque è venuta la zizza-
cus homo hoc fecit. Servi autem dixerunt nia? **Ed egli rispose loro: Qualche uomo
ei Vis, imus, et colligimus ea? "Et ait
: :
nemico ha fatto questo. E i servi gli disse-
Non ne forte coUigentes zizania, eradicetis
; ro Vuoi tu che andiamo a coglierla? ^"Ed
:

simul cum eis et triticum. ^"Sinite utraque egli rispose No, che forse cogliendo la ziz-
:

crescere usque ad messem, et in tempore zania non istrappiate con essa anco il grano.
messis dicam messoribus : Colligite primum '"Lasciate che l'uno e l'altro crescano sino
zizania, et alligate ea in fasciculos ad combu- alla e al tempo della messe dirò ai
messe ;

rendum triticum autem congregate


;
in hor- mietitori strappate in primo luogo la ziz-
:

reum meum. zania, e legatela in fastelli per bruciarla; il


grano poi radunatelo nel mio granaio.

2< Marc. 4, 26.

22. La sollecitudine del secolo presente è il chiunque la può riconoscere. I suoi grani sono

troppo attacco alle cose del mondo, ai suoi pia- neri, e frammischiati in quantità notevole ai
ceri e alle sue comodità, in conseguenza del quale
l'uomo poco cura e apprezza le cose divine.
23. E rende questo il cento, ecc. Come nella
parabola è stata menzionata una triplice qualità
di terreno sterile e infecondo, così ora se ne
mostra una triplice varietà che porta frutto. Nel
regno di Dio vi sono diversi gradi di virtiì e di
perfezione, di merito e di gloria. Non tutti rice-
vono la stessa grazia, non tutti hanno le stesse
disposizioni e operano ugualmente è ovvio quin- :

di che non tutti portino lo stesso frutto. Fle. atf.


Questa diversità di frutto se ritrovasi in cia-
Spigo di zizzania
scuno degli eletti, si ha pure in ciascuno degli
stati che sono nella Chiesa. Quindi S. Agostino
o loglio.

attribuisce ai martiri il cento, ai vergini il ses-


santa, e a quelli che vivono santamente nel ma-
trimonio il trenta. S. Gerolamo invece dà il cento
ai vergini, il sessanta al vedovi e ai continenti, il
trenta a quelli che vivono santamente nel matri-
monio. Altri Padri distribuiscono diversamente i

varii frutti.

24. Il regno dei cieli è simile, ecc. Vale a dire :

avviene nel regno dei cieli, quello che succedette


a un uomo che seminò, ecc.
Zizzania o loglio, lolium temulentum, è una grani di frumento, rendono il pane nocivo alla

pianta annuale della famìglia delle graminacee, salute.


molto comune nella Palestina. Nel primo periodo 30. La spiegazione dì questa parabola viene
della sua crescenza è difficile distinguerla dal data da Gesù stesso al v. 37.
Krano, ma quando comincia a mettere lo spigo. Il regno dei cieli è la Chiesa, nella quale Dio
S. Matteo, XIII, 31-35 61

**Aliam parabolani proposuìt eis, dlcens : "Proposeloro un'altra parabola dicendo :

Simile est regnum caelorum grano sinapis, E simile il regno de' cieli a un grano di se-
quod accipiens homo seminavi! in agro suo : napa, che un uomo prese e seminò nel suo
**Quod minimum quidem est omnibus se- campo : '*La quale è bensì la più minuta di
minibus cum autem creverit, maius est
: tutte le semenze : ma cresciuta che sia. ò
omnibus oleribus, et fit arbor, ita ut volu- maggiore di tutti gli erbaggi e diventa un al-
cres caeli veni«nt, et habitent in ramis eius. bero dimodoché gli uccelli dell'aria vanno
:

a riposare sopra suoi rami. i

"Aliam parabolam locutus est eis. Simile "Un'altra parabola disse loro E simile :

est regnum caelorum fermento quod acce- il regno de' cieli a un pezzo di lievito, ctii

ptum mulier abscondit in farinae satis tri- una donna rimescola con tre stala di farina,
bus, donec fermentatum est totum. fintanto che tutta sia fermentata.
"Haec omnia locutus est lesus in para- "Tutte queste cose Gesù disse alle turbe
bolis ad turbas et sine parabolis
: non lo- per via di parabole né mai parlava loro :

quebatur eis ''Ut impleretur quod


: dictum senza parabole '^affinché si adempisse
:

erat per Prophetam dicentem : Aperiam in quello che era stato detto dal Profeta Apri- :

parabolis os meum, eructabo abscondita a rò la mia bocca in parabole manifesterò :

constitufione mundi. cose che sono state nascoste dalla fonda-


zione del mondo.

*' M«rc. 4, 31; Lue. 13, 19. •» Lue. 13, 21. »» Ps. 77. 2.

tollera la mescolanza dei buoni e dei cattivi, per- lui applicata. Egli nato nell'oscurità di una ca-
chè negli arcani disegni della sua sapienza e panna, come l'ultimo dei figliuoli degli uomini,
della sua potenza sa fare in modo che gli empi ha trasformato il mondo colla sua dottrina, ed è
stessi cooperino alla gloria del auo regno. L» riuscito a balzare dal trono tutti i falsi Dei e •
piena distinzione e separazione dei malvagi dal farai amare e adorare da tutti i popoli.
buoni si avrà solo nell'altra vita, e sarà fatu nel 33. Un pezzo di lievito, ecc. Come un pezzo
giorno del giudizio. di lievito fa fermentare tutta la massa di farina,
31. Senapa (Sinapis nigra). E' una pianta an- eoli» quale viene imputato, e le comunica il suo
nuale, con numerosi rami e larghe foglie, che
appartiene alla famiglia delle crocifere. Cresce
abbondantemente nella Palestina, dove anche allo

Re»»'
La Mnapa.

Rg. 38. — Persona che impasta.


(Sutuetu egiziana).

sapore; cosi il benché agli occhi del


Vangelo,
mondo sembri piccola cosa, penetra però nel più
intimo del cuore degli uomini operando in essi
una completa trasformazione e producendo gli
effetti più sorprendenti.
Tre staia. Il satum gr. autov equivale al seah
stato selvatico raggiunge l'altezza di tre o quattro ebraico. Era una misura di capacità corrispon-
metri, in modo che gli uccelli possono veramente dente a circa 13 litri. Tre sati sono quindi circa
nidificare tra i suoi rami. 39 litri.
Fintanto ch0 tutta sia fermentata. Il regno di
32. Più minuta di tatte le semenze. E' un'iper
bole usata comunemente dai rabbini del tempo.
Dio è destinato a tutti gli uomini senza alcuna
Così avverrà pure del regno dei cieli : Quasi eccezione.
sconosciuto e disprezzato da principio, in breve 34. .Ve parlava loro senza parabole. Queste pa-
si estenderà a tutta la terra, e le diverse nazioni role devono restringersi al tempo indicato al v. 13.
del mondo correranno a gettarsi tra le sue braccia 35. Affinchè si adempisse, ecc. Anche coU'in-
per avere pace e riposo. segnare per mezzo di parabole Gesù compie una
Siccome col nome di regno dei cieli si com- profezia. Il profeta menzionato è l'autore del sal-
prende anche il capo e re di questo regno, che mo LXXVII ossia Asaf. La citazione è fatu sul
è Gesù Cristo, la parabola può anche essere a testo ebraico, ma non è letterale.
,

62 S. Matteo, XIII, 36-48

**Tunc, dimìssis turbis, venit in domum : "Allora Gesù, licenziato il popolo, se ne


et accesserunt ad eum discipuli eius, dicen- tornò a casa e accostatisi i suoi discepoli,
:

tes Edissere nobis parabolani zizaniorum


:
dissero Spiegaci la parabola della zizzania
:

agri. *'Qui respondens ait illis Qui semi- : nel campo. *'Ed egli rispose e disse loro :

nai bonum semen, est Filius hominis. ^*A- Quegli che semina buon seme, è il Figliuolo
ger autem est mundus. Bonum vero semen, dell'uomo. **I1 campo è il mondo il buon
:

hi sunt fllii regni. Zizania autem fìlii sunt seme sono i figliuoli del regno la zizzania
:

nequam. ''Inimicus autem qui seminavit ea, poi sono i figliuoli del maligno. "Il nemico,
est diabolus. Messis vero, consummatio sae- che l'ha seminata, è il diavolo la messe
:

culi est.Messores autem angeli sunt. *"Sicut è la fine del mondo i: mietitori sono gli
ergo colliguntur zizania, et igni comburun- Angeli. ^'Siccome adunque si raccoglie la
tur sic erit in consummatione
: saeculi. zizzania, e si abbrucia così succederà alla
:

*^Mittet Filius hominis angelos suos, et col- fine del secolo. *41 Figliuolo dell'uomo
ligent de regno eius omnia scandala, et eos, manderà i suoi Angeli e torranno via dal
:

qui faciunt iniquitatem : *^Et mittent eos suo regno tutti gli scandali e tutti coloro
in caminum ignis. Ibi erit fletus et stridor che esercitano l'iniquità. *^E li getteranno
dentium. **Tunc insti fulgebunt sicut sol nella fornace di fuoco. Ivi sarà pianto e stri-
in regno Patris eorum. Qui habet aures au- dore di denti. '"Allora splenderanno i giusti
diendi, audìat. come il sole nel regno del loro Padre. Chi
ha orecchie da intendere, intenda.
**Simile est regnum caelorum thesauro **Di più il regno dei cieli è simile a un
abscondito in agro quem qui invenit homo,
: tesoro nascosto in un campo il qual tesoro
:

abscondit, et prae gaudio illius vadit, et ven- un uomo avendo trovato, lo nasconde, e
dit universa quae habet, et emit agrum il- tutto allegro perciò va, e vende quanto ha,
lum. e compra quel campo.
*'Iterum simile est regnum caelorum ho- **E' ancora simile il regno de' cieli a un
mini negotiatori, quaerenti bonas margari- mercante, che cerca buone perle, **e trova-
tas. ^'Inventa autem una pretiosa margarita, tane una di gran pregio, va, e vende quanto
abiit, et vendidit omnia quae habuit, et emit ha, e la compra.
eam.
*'Iterum simile est regnum caelorum *^E' ancora simile il regno de' cieli a una
sagenae missae in mare et ex omni genere rete gettata in mare, che raccoglie ogni sorta
piscium congreganti. **Quam, cum impleta di pesci. **La quale, allorché fu piena, (i
esset, educentes, et secus littus sedentes, pescatori) tiratala fuori, e postisi a sedere
elegerunt bonos in vasa, malos autem foras sul lido, scelsero, e riposero i buoni nei

»• Marc. 4, 34. »» Apoc. 14, 15. « Sap. 3, 7; Dan. 12, 3.

36. Tornò a casa a quella casa cioè, dalla quale essere ricercata con grande studio, così il regno
era uscito per ammaestrare le turbe sulle rive messianico talvolta viene come per caso presen-
del lago. S. Marco nota espressamente che Gesù tato agli uomini senza che questi l'abbiano cer-
in privato spiegava agli Apostoli le parabole. S. cato, mentre talvolta si deve faticare per giungere
Matteo ci offre un saggio di queste spiegazioni a conoscerlo e a impossessarsene.
private. Lo nasconde, affine di non essere obbligato a
38. Il campo è il mondo. Gesù afferma l'uni- dividerlo col proprietario del campo. Il campo,
versalità del suo regno. in cui si trova la dottrina Evangelica, è la Chiesa.
Figliuoli del regno, ebraismo, che indica i cit- 45. In questa parabola si mostra come l'uomo
tadini del regno messianico. Gesù è colui che colla debba fare quanto può per parte sua affine di
sua dottrina rende gli uomini figli di Dio. impossessarsi del regno dei cieli.
41. Tutti gli scandali. Si nomina l'effetto per
47. E' ancor simile... a una rete. Questa para-
la causa, gli scandali, per coloro che operano
bola racchiude lo stesso insegnamento che quella
gli scandali e seducono i popoli.
della zizzania. Il mare rappresenta il mondo. La
42-43. Si descrive il vivo contrasto tra la sorte predicazione del Vangelo gettata nel mondo rac-
finale riservata ai buoni e ai cattivi. < L'inter- coglie buoni e cattivi in gran copia, ma alla fine
vento di Dio come giudice non avrà luogo che dei secoli si tirerà la rete e allora si farà la se-
alla fine dei secoli. Una lunga prospettiva resta parazione dei buoni dai malvagi. Da ciò si deduce
quindi aperta alla Chiesa nel tempo e nello spa- manifestamente che non tutti quelli che han tro-
zio. E' Gesù stesso che l'annunzia ». Da ciò si vato il tesoro o la perla preziosa sanno poi cu-
vede come sia falso quanto diceva Loisy, che cioè stodirla : non tutti conservano la grazia ricevuta
Gesù fosse persuaso che il mondo dovesse finire nel battesimo, e quindi nella Chiesa i buoni sono
con lui. frammisti ai cattivi sino alla fine del mondo.
un tesoro ecc. Con questa e colla
44. E' simile a Il lago di Genezaret è ricchissimo di pesci. Ve

seguente parabola si mostra il sommo pregio del ne sono alcuni squisiti, ma se ne trovano pure
regno di Dio e come debba ricercarsi a costo di poco pregio che i pescatori li get-
di quelli di sì
qualsiasi sacrifizio. Il tesoro si trova senza aver tano nuovamente nell'acqua, quando li hanno pr^si
fatto alcun sforzo, mentre la perla preziosa deve nelle loro reti.
S. Matteo. XIII. 49-55 63

miserunt. *'Slc erit In consummatione sae- vasi, e buttarono via i cattivi. **Così suc-
culi exibunt angeli, et separabunt malos
: cederà nella consumazione dei secoli ver- :

de medio iustorum. "Et raittent eos in ca- ranno gli Angeli, e separeranno i cattivi di
minum ignis ibi erit fletus, et strider den-
: mezzo a' giusti, '"e li getteranno nella for-
tuim. ** Intellexistis haec omnia? Dicunt nace di fuoco. Ivi sarà pianto e stridore di
ei :Etiam. "Ait iilis Ideo omnis scriba
: denti. "Avete voi inteso tutte queste cose?
doctus in regno caelorum, similis est homini Si, Signore risposero essi. *'Ed egli disse
:

patrifamilias, qui profert de thesauro suo no- loro Per questo ogni Scriba istruito pel re-
:

va et velerà. gno de' cieli è simile a un padre di fami-


glia, il quale cava fuori dal suo tesoro roba
nuova e usata.

"Et f.:;tum est, cum consummasset le- "'Terminate che ebbe Gesù queste para-
sus parabolas istas, transiit inde. **Et ve- bole, parti di là. **E andatosene alla sua
niens in patriam suam, docebat eos in syna- patria, insegnava nelle loro sinagoghe di- :

gogis eorum, ita ut mirarentur, et dicerent : modoché restavano stupefatti, e dicevano :

Unde buie, sapientia haec, et virtutes? Onde mai ha costui tale sapienza e miracoli ?
**Nonne hic est fabri fllius? Nonne mater •*Non è egli figliuolo del legnaiuolo? Sua
eius dicitur Maria, et fratres eius, lacobus, madre non si chiama Maria? i suoi fratelli

» M«rc. 6, 1 ; Lue. 4, 16. •• Joan. 6, 42.

52. Ogni Scriba, ecc. Ogni dottore o maestro sorella della Madre di Gesù. Da ciò apparisce
regolarmente istruito nelle cose che appartengono ciiiaro che Giacomo e Giuseppe hanno una ma-
1 regno dei cicli, rassomiglia a un padre che dal dre diversa da quella di Gesù. Ora si osservi che
tesoro, cioè dalia dispensa, dove ha riposto tutto l'antichità non ha conosciuto, oltre il figlio di Ze-
ciò che è necessario alla famiglia, cava fuori bedeo, di cui qui non è questione, altro perso-
frutti vecchi o nuovi a seconda dei diversi gusti naggio che si chiamasse Giscomo se non il fra-
e delle diverse necessiti. Cosi il nuovo Dottore tello del Signore, che fu vescovo di Gerusalemme
saprà distribuire alle anime la divina parola ed è l'autore di un'Epistola. Questo Giacomo
tratta dal Vecchio o dal Nuovo Testamento a ae- pertanto i figlio di Cleofa o Alfeo (Cleofa e Alfeo
conda dei loro bisogni e delle diverse circostsnze. Bono due trascrizioni di uno stesso nome Malfai)
e di Maria aorella della Madre di Gesù. Egli per-
Andatostne alla sua patria, cioè a Nazaret,
54.
tanto è un semplice cugino di Gesù, come lo sono
dove aveva passata la sua infanzia, e dove dimo-
pure suoi fratelli Giuseppe e Giuda (Giuda
I
ravano suoi parenti. E' probabile che questo
i

viaggio di Gesù a Nazaret sis diverso da quello


Ep. I, 1) e Simone (il cui padre secondo Egi-
sippo era Cleofa).
narrato da S. Luca, (IV, 16 e ss.) come svve-
Duto in principio del pubblico ministero. Se essi vengono tuttavia chiamati fratelli di
Nelle sinagoghe. Il testo greco ha 11 singolare
Gesù, si è perchè la lingua ebraica, poverissima
di vocaboli esprimenti i varii gradi di parentela,
nella sinagoga.
Onde mai ha costui, ecc. Dalla meraviglia dei non ha un termine corrispondente a cugini, e
Nazaretani si può dedurre che Gcsiì durante la
quando deve parlare di questi è costretta a ser-
virsi dells parola fratelli, la quale ha un signifi-
sua infanzia e la sua adolescenza non abbia fatto
cato molto ampio ed è usata per designare qual-
alcuna cosa di straordinario, che potesse far so-
siasi parente (Gen. XIII, 8; XIV, 14, 16; XIX,
spettare che Egli era Dio.
12, 15; Num. XVI, 10).
55. Figliuolo del legnaiuolo. Il greco téxtoro<; La versione greca del LXX ha tradotto mecca-
può significare sia un falegname che un fabbro nicamente la parola ebraica ach per ttòeA9Ò(; e fra-
ferraio. S. Ilario crede che S. Giuseppe eserci- tello » senza cercare di sostituirvi il termine gre-
tasse quest'ultimo mestiere. S. Giustino però e co che meglio esprime il grado della parentela,
con lui la tradizione pensano che fosse falegname. e gli scrittori del N. T., specialmente gli Evan-
Siccome Nazaretani non parlano di Giuseppe,
i gelisti, benché sbbiano scritto in greco, hanno
è probabile perciò che egli fosse gii morto al però penssto in ebraico o aramaico, e il loro
tempo pubblico ministero di Gesù.
del greco spessissimo non è che aramaico vestito
/ suof fratelli... le sue sorelle. In varii passi alla greca.
del N. Testamento si parla di fratelli di Gesù Quanto si è detto relativamente a fratello, de-
(Matt. XII, 46; XIII, 55; Mar. Ili, 31; VI, 3; vesi pure spplìcare a sorella, il che rende asssi
Lue. Vili, 19; Giov. II, 12; VII, 3; Atti I, 14; difficile determinare quale grado di parentela vi
I Cor. IX, 5; Galat. I, 19). Ora siccome è verità fosse tra la Madre di Gesù e la madre di Gia-
di fede insegnata dalla Chiesa e dalla tradizione como e degli altri fratelli.
dei Padri che Maria SS. fu sempre vergine, non Alcuni pensano che due madri fossero vera-
le
solo prima, ma anche dopo la nascita di Gesù mente sorelle. Non sembrs però probabile tale
(V. nota cap. I, v. 25), ne segue evidentemente opinione, poiché tutto fa supporre che Maria SS.
che questi fratelli di Gesù chiamati Giacomo, fosse figlia unica e unica erede, e per questo
Giuseppe, Giuda e Simone non possono essere abbia dovuto prendere uno sposo nella sua pa-
figli di Maria SS. rentela. E' quindi da preferirsi la sentenza di co-
Questa verità si deduce pure dal Vangelo. S. loro che dicono essere state le due madri semplici
Matteo infatti (XXVII, 56) novera tra le donne cognate, e loro sposi, Giuseppe e Cleofa es-
i

che assistettero alla Passione di Gesù, una certa sere stati invece fratelli (Egisip. Euseb. H. E.
Maria madre di Giacomo (detto da Marco XV, 40 Ili, 11; Epif. Haeres. LXXVIII, 7).
il Minore) e di Giuseppe, la quale viene da S. E' da rigettarsi assolutamente l'affermazione di
Giovanni (XIX, £5) chiamata moglie di Cleofa e alcuni Padri, che Giacomo e i suoi fratelli fossero
84 S. Matteo, XIII, 56 — XIV, 3

et loseph, et Simon, et ludas? **Et sorores non si chiamano Giacomo, Giuseppe, Simo-
eius nonne omnes apud nos sunt? Unde ne e Giuda? *^E non sono tra noi tutte le
ergo huic omnia ista? "'Et scandalizabantur sue sorelle? Donde dunque son venute a
in eo. Jesus autem dixit eis Non est pro- : costui tutte queste cose? *'E restavano
pheta sine honore nisi in patria sua, et in scandalizzati di lui. Ma Gesù disse loro :

domo sua. **Et non fecit ibi virtutes multas, Non è senza onore un profeta, fuorché nella
propter incredulitatem illorum. sua patria e in casa propria. '"'E non fece
quivi molti miracoli a motivo della loro in-
credulità.

CAPO XIV.

Martirio di Giovanni Battista, 1-12. —


Prima moltiplicazione dei pani, 13-21. —
Gesti sulle acque, 22-33. Ritorno in Galilea, 34-36. —
tempore audivit Herodes tetrarcha
^In ilio ^In quel tempo Erode, il tetrarca, sentì
famam lesu *Et ait pueris suis : Hic est
: parlare delle cose di Gesù "E disse ai suoi
:

Ioannes Baptista ipse surrexit a mortuis,


; cortigiani Questi è Giovanni il Battista
: :

et ideo virtutes operantur in eo. 'Herodes egli è risuscitato, e per questo opera in lui
enim tenuit Ioannem, et alligavit eum : et la virtù dei miracoli. 'In vero Erode, fatto

1 Marc. 6, 14; Lue. 9, 7. ^ ^arc. 6, 17; Lue. 3, 19.

S. Giuseppe, da lui avuti in un precedente


figli di (V. n. H, 1 e 22) e di Malthace. Nella divisione
matrimonio. La verginità dello Sposo di Maria SS., del regno paterno a lui era toccata la Galilea e
benché non definita dalla Chiesa, è però oggidì la Perea, che egli governò come tetrarca. Fu un
ammessa comunemente da tutti i cattolici. Valga principe indolente e dissoluto, superstizioso e
ancora, a conferma di quanto si è detto, il fatto adulatore di Tiberio, in onore del quale fece edi-
che Maria SS. in nessun luogo è presentata come ficare la città di Tiberiade sul lago di Genezaret.
Madre di Giacomo e degli altri suoi fratelli, ma Dapprima tolse in moglie la figlia di Areta re
solo e sempre come Madre di Gesù, e che Gesù dei Nabatei, ma in seguito la ripudiò per sposare
morente sulla croce non raccomanda ad alcuno di Erodiade sua nipote e moglie del suo fratello
essi Maria SS. (il che sarebbe inconcepibile se Filippo.
fossero suoi veri fratelli), ma dicendo alla sua
stati S. Giovanni Battista avendogli rimproverato
Madre ó «io? oou ecco il tuo figlio, e non ecco
'tóe l'incestuoso adulterio, fu messo a morte a isti-
an tuo figlio, manifesta chiaramente che Essa non gazione della stessa Erodiade.
aveva altri figli. V. Vigouroux. Les Livres Saints Ebbe guerra col re Areta ma sì vide tagliato
;

et la Critique Rationaliste. Tom. V, pag. 397. a pezzi l'esercito. Fu a Gerusalemme al tempo


Edit. V. Paris 1902 e Dictionnaire, sotto le voci della Passione, e fece trattare Gesù come pazzo
Frère e Marie 5 Brassac M. B. I p. 277 ; Cornely.
;
(Lue. XXIII, 7-12) dai suoi soldati. Recatosi in
Introd. in U. T. Libros Sacros voi. Ili, p, 392. seguito a Roma affine di ottenere il titolo di re,
57. Restavano scandalizzati di lui. Conoscendo per gli intrighi di Agrippa fu esiliato da Caligola
le sue umili origini avevano a male che Egli si dapprima a Lione nelle Gallie e poi in Spagna,
mostrasse più grande di loro e li ammaestrasse, dove morì.
e invece di ammirare in lui i doni di Dio, ne trae- Sentì parlare delle cosa di Gesù. Abitando E-
vano motivo per screditare la sua dottrina e i rode di preferenza nella Perea, ed essendo ac-
suoi miracoli, e si rifiutavano di credere alla sua ciccato dalla passione per Erodiade, non fa me-
parola. raviglia che solo tardi abbia sentito risuonare la
Non è senza onore, ecc. Vecchio proverbio, che fama dei prodigi operati da Gesù Cristo.
significa essere ben difficile che i meriti e le
2. Egli è risuscitato da morte. Atterrito e agi-
prerogative di un profeta siano riconosciuti e ap-
tato dal crudele rimorso di aver fatto uccidere il
prezzati nella sua patria, cioè dai suoi concitta-
Battista, all'udire le meraviglie operate da Gesù,
dini, e in casa propria cioè dai proprii parenti.
pensa che la sua vittima sia risuscitata, e goda
58. Non
fece quivi molti miracoli. Ne fece però perciò di un potere superiore a quello di cui
qualcuno, modo che anche quei di Nazaret fu-
in godeva in terra.
rono testimoni dei suoi prodigi (Mar. VI, 5).
A motivo della loro incredulità. Per operare 3. In prigione. La prigione dove fu rinchiuso
miracoli Gesù esigeva la fede. I Nazaretani non Giovanni si trovava a Macheronte (Gius. Flav.
vollero credere, e perciò si resero indegni dei Ant. Giud. XVIII, 5, 2) in Perea all'Est del Mar
benefizi di Dio, il quale non largisce i suoi fa- Morto.
vori a chi non li vuole. Macheronte era una fortezza che si ergeva so-
pra un monte assai alto (764 m. sul Med. e 1150
CAPO XIV. m. sul Mar Morto), circondato tutt'all'intorno da
valli profonde. Ai suoi piedi sorgeva una città,
I. Erode tetrarca, detto anche Antipa. Era fra- che Erode il Grande, dopo avervi fatto edificare
tello di Archelao, e figlio di Erode il Grande per sé un sontuoso palazzo, circondò di altissime
S. Matteo, XIV, 4-13 68

posuit In carcerem propter Herodladem uxo- prendere e legare Giovanni, l'aveva posto
rem fratris sui. *Dlcebat enim illi Ioannes : in prigione a causa di Erodiade moglie di
Non licet tibi habere eam. *Et volens illum suo fratello. *Perchè Giovanni gli diceva :

occidere, timuit populum quia sicut pro- : Non ti è permesso dì tenere costei. 'E vo-
phetatn eum habebant. lendo farlo morire, ebbe paura del popolo :

perchè lo tenevano per un profeta.


*Die autem natalis Herodis saltavit Alia •Ma nel giorno natalizio di Erode, la fi-
Herodiadis in medio, et placuit Herodi. 'lin- gliuola di Erodiade ballò in mezzo, e piac-
de cum iuramento pollicitus est ei dare que a Erode. 'Onde promise con giuramento
quodcumque postulasset ab eo. *At Illa prae- di darle qualunque cosa gli avesse doman-
monita a matre sua, Da mihi, inquit, hic dato. 'Ed ella prevenuta dalla madre Dam- :

in disco caput Ioannis Baptistae. 'Et contri- mi qui, gli disse, in un bacile la testa di Gio-
status est rex propter iuramentum autem,
: vanni Battista. 'Si rattristò il re ma a cau- :

et eos, qui pariter recumbebant, iussit dari. sa del giuramento e dei convitati comandò
"Misitque et decollavit Ioannem in carcere. che le fosse data. "E mandò a decapitare
"Et allatum est caput eius in disco, et da- Giovanni nella prigione. "E fu portata in
tum est puellae, et attulit matri suae. "Et un bacile la testa di lui, e data alla fan-
accedentes discipuli eius, tulerunt corpus ciulla, e questa la presentò a sua madre.
eius, et sepelierunt illud : et venientes nun- '*E andarono i discepoli di lui a prendere il
ciaverunt lesu. suo corpo, e lo seppellirono e si portarono :

a dame la nuova a G«sù.

"Quod cumaudisset lesus, secessit inde "Udito ciò Gesù, se ne andò in barca ad
in navicula, in locum desertum seorsum : un luogo appartato e deserto il che sapu- :

et cum audissent turbae, secutae sunt eum tosi dalle turbe gli tennero dietro a piedi

• Inf. 21. 26. i> Mtrc. 6, 31; Lue. 9, 10; Joan. 6. I.

e solide mura. La fortezza era stata costrutta da Ballò in mezzo, vale a dire in mezzo della sala
Alessandro Aglio di Ircano I. del coavito fece una di quelle danze, accompa-
A causa di Erodiade. Erodiade era figlia di
Aristobulo (figlio di Erode il Grande e di Ma-
riamme l'Asmonca) e di Berenice, era perciò ni-
pote dello stesso Erode Antipa.
Moglie di sao
fratello. Il testo greco aggiunge il
nome Filippo, e l'aggiunta va ritenuta come auten-
tica. Questo Erode Filippo (distinto dal letrarcs
Filippo altro figlio di Erode v. Lue. Ili, 1 e sa.)
Rg. 99.
era di Erode il Grande e di Mariamroe
figlio
(non l'Asmonea) e quindi fratello per parte di Danzatrice.
padre di Erode Antipa. Fu diseredato dal padre, (Pittura greca).
e perciò non ebbe parte alcuna nella divisione del
regno, ma visse come semplice privato. Aveva
tolto in moglie la suo nipote Erodiade, dalla quale
ebbe una figlia detta Salomè.
Erode Antipa suo fratello nel recarsi a Roma si
fermò presso di lui, e ne sedusse la moglie
Erodiade, ambiziosa e avida di maggiori ricchezze
e di più grandi onori, e al suo ritomo la prese
con sé nel suo regno. gnate da gesti e movimenti lascivi e inverecondi,
Son permesso di cui dilettavasi lo scostumato Erode.
4. ti è tenere costei. Anche
di
prescindendo dall' adulterio, la legge di Mosi 7. Pieno di vino e acciecato dalla passione fa
(Lev. XVIII, 16, 20) proibiva di sposare la mo- un giuramento da pazzo.
glie del proprio fratello, ancorché fosse divor- 8. Prevenuta, ecc., S. Marco VI, 24, dice espres-
ziata. samente che andò prima a consigliarsi colla ma-
Volendo farlo morire. Erode temeva Gìo-
5. dre Erodiade. Dammi qui. Non gli lascia neppure
Tanni, e perchè lo sapeva uomo giusto e santo il tempo di riflettere a ciò che sta per conce-
(v. Mar. VI, 19, 20), e più ancora perchè il dere. In un bacile, uno di quei piaftì in cui ai
popolo era tutto per lui, e lo venerava come servivano le vivande.
profeta. Egli perciò resistette parecchio tempo 9. Erode in fondo amava Giovanni ; ma la sua
alle sollecitazioni di Erodiade, che ne chiedeva tristezza fu forse causata dal timore di qualche
ìa morte. tumulto del popolo.
6. La figliuola di Erodiade, cioè Salomè, figlia 10. a decapitare, ecc.. Da ciò si argui-
Mandò
di Erode Filippo legittimo sposo di Erodiade. sce che convito dovette aver luogo a Mache-
il

Andò sposa dapprima a Filippo tetrarca della Tra- ronte, dove Giovanni stava rinchiuso in carcere.
conitide, e poi in seconde nozze a Aristobulo re 13. Gesù si trovava allora nei dintorni dì Ca-
fìi Calcide. farnao. Il luogo appartato e deserto dove andd.

5 — Sacra lìibbia, voi. I.


66 S. Matteo, XIV, 14-25

pedestres de civitatibus. "Et exiens vidit dalle città. "E nell 'uscire (dì barca) vide
turbam multam, et misertus est eis, et una gran turba, e si mosse a compassione
curavit languidos eorum, "Vespere autem di essa, e guarì i loro malati. ^*Ma facen-
facto, accesserunt ad eum discipuli eius, di- dosi sera, si accostarono a lui i suoi disce-
centes Desertus est locus, et bora iam
: poli, e gli dissero II luogo è deserto,
: e
praeteriit dimitte turbas, ut euntes in ca-
: l'ora è già trascorsa licenzia il popolo, af-
:

^* lesus autem di- finchè vada per i villaggi a comprarsi da


stella, emant sibi escas.
xit eis Non habent necesse ire date illis
: : mangiare. "Ma Gesù disse loro Non han- :

vos manducare. ^^Responderunt ei Non : no bisogno di andarsene date voi ad essi :

habemus hic nisi quinque panes, et duos da mangiare. ^^Gli risposero Non abbiamo :

pisces. ^*Qui ait eis Afferte mihi illos bue.


: qui se non cinque pani e due pesci. ^*Ed
**Et cum iussisset turbam discumbere su- egli disse loro Datemeli qua. ^'E avendo
:

per foenum, acceptis quinque panibus, et ordinato alle turbe di mettersi a sedere sul-
duobus piscibus, aspiciens in caelum bene- l'erba, presi i cinque pani e i due pesci,
dixit, et fregit, et dedlt discipulis panes, di- alzati gli occhi al cielo, benedisse, e spezzò,
scipuli autem turbis. ^"Et manducaverunt e dette ai discepoli i pani, e i discepoli alle
omnes, et saturati sunt. Et tulerunt reli- turbe. ^"E tutti mangiarono, e si saziarono :

quias, duodecim cophinos fragmentorum ple- e raccolsero dodici ceste piene di frammenti
nos. ^'Manducantium autem fuit numerus, avanzati. ^'Or quelli che avevano mangiato
quinque millia virortmi, exceptis mulieribus, erano in numero di cinquemila uomini, sen-
et parvulis. za le donne e i ragazzi.
^^Et statim compulit Jesus discipulos a- ^^E immediatamente Gesù obbligò i suoi
scendere in naviculam, et praecedere eum discepoli a montare in barca e a precederlo
trans fretum, donec dimitteret turbas. ^'Et all'altra riva, mentre licenziava le turbe.
dimissa turba, ascendit in montem solus *'E licenziate le turbe, salì solo sopra un
orare. Vespere autem facto solus erat ibi. monte per fare orazione. E venuta la sera
'*Navicula autem in medio mari iactabatur egli era solo in quel luogo. '^Frattanto la
fluctibus erat enim contrarius ventus.
: barca era in mezzo al mare sbattuta dai flut-
''Quarta autem vigilia noctis, venit ad eoa ti: poiché il vento era contrario. ^'Ma alla

" Joan. 6, 9. 22 Marc. 6, 45. ^^ Joan. 6, 15.

è probabilmente da cercarsi sulla riva orientale scepoli si è, perchè (Giov. VI, 15) le turbe me-
del lago di Genezaret presso Bethsaida-Giulia, ravigliate del prodigio, si lasciarono trasportare
che apparteneva alla tetrarchia di Filippo. Con-
tinuando a stare nella Galilea, Gesù poteva te-
mere qualche persecuzione da parte di Erode
Antìpa, e siccome non era ancora venuta la sua
ora, perciò si allontanò. Ma le turbe a piedi ac- Fig. 30.
corsero prima di lui al luogo dove Egli doveva Sporta.
sbarcare, e lo aspettarono ansiosamente (Mar.
VI, 33).
15. Facendosi sera. I Giudei distinguevano due
sere, la prima dalle ore tre alle sei dopo il dalla falsa idea che avevano del Messia, e vol-
mezzogiorno, e la seconda comprendeva il tra- lero far re Gesù Cristo e condurlo trionfalmente
monto del sole. a Gerusalemme. Siccome gli Apostoli erano an-
16. Date da mangiare. Gesù disse queste
voi... cora alquanto imbevuti delle false idee giudai-
parole ai suoi discepoli per provare la loro fede, che, v'era a temere che essi non si fossero pre-
e perchè si ricordassero della dignità a cui era- stati colla loro cooperazione ad attuare l'insano
no stati elevati, e della potestà di cui erano ri- disegno dei Giudei. Si può anche dire che Gesù
vestiti (X, 8; V. Mar. VI, 13; Lue. IX, 6). voleva insegnar loro a fuggire la vana gloria.
17. Non abbiamo, ecc. Fu l'Apostolo S. Andrea 23. Sali... sopra un monte... Il greco ha l'ar-
che disse queste parole (V. Giov. VI, 6-9). S. ticolo determinativo il monte. Alle cose di mag-
Matteo omette parecchie circostanze che sono ri- gior importanza Gesù suole premettere la pre-
ferite dagli altri tre Evangelisti (Mar. VI, 30-44; ghiera (Lue. VI, 12; IX, 18 ecc.); così ora pri-
Lue. IX, 10-17; Giov. VI, 1-13). ma di far il sublime discorso sulP Eucaristia
19. Benedisse. II padre di famiglia prima di di- (Giov. VI, 35 e ss.) passa alcun tempo nella
stribuire il cibo soleva rtire questa preghiera : preghiera.
Sii benedetto, Signore nostro Dio, re del mondo, Venuta la sera, cioè la seconda sera, che co-
che hai prodotto il pane dalla terra. (V. Knab. minciava al tramonto (V. n. 15).
h. 1.). Colla benedizione di Gesù il pane si mol- 24. In mare, ecc. In mezzo al lago di
mezzo al
tiplicò. Genezaret. I discepoli navigavano verso Cafar-
20. Dodici ceste. I Giudei nel fare viaggi sole- nao o più propriamente verso Betsaida (Mar. VI,
vano portare una piccola cesta, in cui riponevano 45; Giov. VI, 17). Il cod. Vaticano e parecchi
quanto era loro necessario. Ciò spiega come si altri hanno questa aggiunta La nave intanto si :

potessero trovar ceste nel deserto (V. fig. 30). era allontanata molti stadii da terra, ecc.
22. Obbligò ì suoi discepoli, ecc. Il motivo, per 25. Alla quarta vigilia. Gli Ebrei anticamente
cui Gesù agisce in tal modo verso dei suoi di- dividevano la notte in tre vigilie di quattro ore
S. Matteo, XIV, 26-36 61

ambulans super mare. "Et videntes eum Gesù andò verso


quarta vigilia della notte
super mare ambulantem, turbati sunt, di- di loro camminando sul mare. "E disce- i

centes Quia phantasma est. Et prae timo-


:
poli, vedutolo camminare sopra il mare, si
re clamaverunt. ''Statimque lesus locutus turbarono, e dicevano E' un fantasma. E
:

est eis, dicens : Habete fiduciam : ego sum, per la paura alzarono strida. *'Ma subito
oolite timere. Gesù parlò loro, e disse : Fate cuore son :

io, non temete.


**Respondens autem Petrus dixit : Domi- "Pietro gli rispose Signore, se sei tu,
:

De, si tu ad te venire super


es, iube me coraandarai di venire da te sulle acque. "Ed
aquas. "At ipse ait Veni. Et descendens : egli disse Vieni. E Pietro sceso di barca
:

Petrus de navicula, ambulabat super aquam cararainava sopra le acque per andar da
ut veniret ad lesum. '"Videns vero ventura Gesù. '"Ma vedendo che il vento era ga-
validura, timuit et cum coepisset mergi,
: gliardo, si impaurì e principiando a som-
:

clamavit, dicens Domine, salvum me fac.


: mergersi, gridò dicendo Signore, salvami.
:

•'Et continuo lesus extendens manum, ap- *'Gesù stesa tosto la mano lo prese, e gli
prehendit eum, et ait illi Modicae fldei. : disse O di poca fede, perchè hai dubitato?
:

quare dubitasti? '*Et cum ascendissent in *'E montati nella barca, il vento si quietò.
naviculam, cessavit ventus. **Qui autem in **Ma quelli che erano nella barca se gli
navicula erant, venerunt, et adoraverunt appressarono, e l'adorarono, dicendo Tu :

eum, dicentes Vere filius Dei es.


: sei veramente Figlio di Dio.
•*Et cum transfretassent, venerunt in ter- '*E traghettandoil lago, andarono nella
ram Genesar. **Et cum cognovissent eum terra di Genesar. **E avendolo la gente di
viri loci illius, miserunt in universam regio- quel luogo riconosciuto, raandarono per tut-
nera illara, et obtulerunt ei omnes male ha- to il paese all'intorno, e gli presentarono
bentes **Et rogabant eum ut vel flmbriam
: tutti raalati
i **e gli dimandarono in grazia
:

vestiraenti eìus tangerent. Et quicumque te- di poter toccare solaraente il lembo della
tlgerunt, salvi facti sunt. sua veste. E tutti coloro che toccarono, fu-
rono risanati.

** M«rc. 6, 53.

ciascuna, ma dopo Pompeo adottarono l'uso ro- 34. Genesar. Il testo greco ha Genezaret. Chia-
mano dividendola in quattro di tre ore ciascuna. mavasi terra di Genezaret una fertilissima pia-
La prima cominciava verso le sei di sera e la nura della lunghezza di 30 stadi! e della lar-
quarta verso le tre del mattino. Le quattro parti ghezza di 20 che si estende sulla riva occidentale
della notte venivano dette vigilie, perchè di tre del lago (Gius. Guer. Giud. Ili, 10, 8).
in tre ore si mutavano le guardie per il servizio 35. // lembo. Secondo la legge gli Ebrei dove-
di vigilanza notturna. vano portare frange ai quattro angoli del loro
26. Vedutolo senza però subito riconoscerlo, ri- mantello (Num. XV, 38; Deut. XXII, 12). Se da
mangono esterrefatti davanti al miracolo inusitato,
e credono che sia un fantasma.
28. Se sei tu, comandami, ecc. La domanda di
Pietro è perfettamente conforme al suo carat-
tere ardente e inconsiderato. E' un atto di gran-
dissima fede, poiché egli è persuaso che Gesù
colla sua onnipotenza possa compiere il prodi-
gio, dubita solo se ciò che vede non sia un fan-
tasma.
Fìg. jx.
Gesù per provare la sua fede accoglie
29-30.
la sua domanda ma Pietro appena ebbe cammi-
: Vestimento collo franKi*-
nato sulle acque, sentito soffiare impetuoso il (Giudei contemporanei).
vento, venne meno alla fede e fu preso dalla
paura. Il pericolo in cui si trova, serve però a
ravvivare nuovamente la sua fede, poiché subito
ricorre a Gesù per aiuto.
33. Figlio di Dio. I commentatori cattolici non
si accordano sul senso di queste parole. Alcuni
dicono che esse equivalgono semplicemente a
Messia altri invece sostengono che qui si parla
;

non di sola figliazione adottiva, ma di figliazione


naturale. Quest'ultima sentenza è da preferirsi.
E' certo infatti che più volte Gesù già aveva una parte é da ammirarsi la fede delle turbe,
chiaramente parlato della sua diviniti sia alle però é da compiangersi la loro cecità,
dall'altra
turbe che ai discepoli ; ed è quindi verisimile che le induce a seguire Gesù Cristo non per
che i discepoli, alla vista dei prodigi inauditi com- desiderio di praticare i suoi insegnamenti, ma
piuti da Gesù sul lago, abbiano riconosciuta e per avere benefizi temporali.
confessata la sua divinità.
68 S. Matteo. XV, 1-10

CAPO XV.

/ Farisei e le tradizioni, 1-20. — La madre Cananea, 21-28. Ritomo in —


Galilea, gicarigione di molti infermi, 29-31. —
Seconda moltiplicazione dei
pani, 32-39.

^Tunc accesserunt ad eum ab lerosolymis ^Allora se gli accostarono Scribi e Fa-


Scrìbae et Pharisaei, dicentes ^Quare di- : risei di Gerusalemme, e
gli dissero 'Per :

scipuli tui transgrediuntur tradìtionem senio- qual motivo i tuoi drscepoli trasgrediscono
rum? non enim lavant manus suas eum pa- le tradizioni de' seniori? che non si lavano
nem manducant. 'Ipse autem respondens ait le mani quando mangiano il pane. 'Ma egli
illis : Quare et vos transgredimini manda- rispose loro E voi ancora perchè trasgre-
:

tum Dei propter traditionem vestram? Nam dite il comando di Dio in grazia della vostra
E>eus dixit *Honora patrem, et matrem, et
: : tradizione? Dio infatti ha detto *Onora il :

Qui maledixerit patri ve! matri, morte mo- ,


padre e la madre, e Chi maledirà il padre
:

riatur. "Vos autera dicitis Quicumque di- : oda madre, sia punito »di morte. *Ma voi al-
xerit patri, ve! matri, Munus quodcumque tri dite Chiunque dirà al padre o alla ma-
:

est ex me, tibi proderit 'Et non honorifl- : dre Qualsiasi offerta che è fatta da me,
:

cabit patrem suum, aut matrem suam et : gioverà a te 'non è pili tenuto ad onorare
:

irritum fecistis mandatum Dei propter tradi- il padre suo o la madre sua e avete colla :

tionem vestram. ^Hypocritae, bene prophe- vostra tradizione annullato il comandamento


tavit de vobis Isaias, dicens ^Populus hic : ottimamente profetò di voi
di Dio. ^Ipocriti,
labiis me
honorat cor autem eorum longe : Isaia, 'Questo popolo m'onora col-
dicendo :

est a me. 'Sine causa autem colunt me, le labbra ma il loro cuore è lungi da me.
:

docentes doctrinas, et mandata hominum. *E invano mi onorano insegnando dottrine


^"Et convocatis ad se turbis, dixit eis Au- : e comandamenti d'uomini. "E chiamate a

' Marc. 7, 1. 2 Marc. 7, 5. * Ex. 20, 12; Deut. 5, 16; Eph. 6, 2; Ex. 21, 17; Lev. 20,
Prov. 20, 20. « Is. 29, 23; Marc. 7, 6.

mentre fingono di scandalizzarsi per l'omissione


CAPO XV. di una prescrizione umana di niuna importanza,
2. Le tradizioni dei seniori. Si dava questo nome
non si fanno però scrupolo alcuno di violare i
a un complesso di minute prescrizioni inventate più importanti comandamenti di Dio.
dagli Scribi per spiegare e completare la legge. 5-6. Parte dell'onore che i figli devono rendere
Si faceva passare Mosè come loro autore, e scru- ai loro genitori è di assisterli e di aiutarli nelle
polosamente si tramandavano di padre in figlio. Si loro necessità. I Farisei avevano però trovato un
era giunti al punto che queste tradizioni gode- mezzo di sottrarsi a quest'obbligo di natura. Ba-
vano più credito della stessa legge, e degli stessi stava che il figlio offrisse a Dio per sé e per i
profeti. genitori quella somma, o quella cosa, di cui essi
Non si lavano le mani, ecc. Una di queste pre- abbisognavano, perchè non fosse più tenuto a
scrizioni era quella, che proibiva di mangiare il nulla verso di loro. Né essi potevano dolersi,
pane (ebraismo che significa prender cibo) senza perchè avevano avuto parte al merito dell'offerta.
Questa prescrizione come si vede distruggeva il
comandamento di Dio.
greco va tradotto così
Il Chiunque dirà al pa-
:

Fig. 32. dre o alla madre Sia offerta di sacrifizio (qorban)


:

Bacinella e brocca. ciò che otterresti da me, non è più tenuto, ecc.

(Bassorilievo orientale).
(Qorban lett. dono, offerta era il tesoro sacro del
tempio). I Giudei quando volevano consecrare
qualche cosa a Dio dicevano Sta qorban, e dal-
:

l'istante in cui era stata pronunziata la magica


parola, la cosa diventava sacra, e nessuno, fosse
prima essersi lavate le mani. Basata sul Levitico pure stato il padre in estrema necessità, poteva
Xy, un gravame insopportabile,
11, era divenuta più vantare alcun diritto sopra di essa. Era un
poiché si diceva « Colui che mangia pane sen-
: mezzo molto comodo per sottrarsi alle più gravi
z'essersi prima lavate le mani è colpevole come obbligazioni.
se avesse fornicato ». Colui che dopo mangiato
7. Ipocriti perchè mentre fingono di essere gli
non si lava le mani è come se uccidesse un
osservatori zelanti delle minime prescrizioni della
uomo (V. Knab. h. 1.).
legge, in realtà ne trasgrediscono i più gravi pre-
3 Gesù risponde loro facendo osservare, che cetti.
S. Matteo, XV, 11-22 M
dite, et fntelHgile. "Non quod intrat in os, se turbe, disse loro
le Udite e intendete. :

coinquinat hominem : sed quod procedit ex "Non quello che entra per la bocca imbratta
ore, hoc coinquinat hominem. l'uomo ma quello che esce dalla bocca,
:

questo è che rende immondo l'uomo.


"Tunc accedentes discipuH eius, dixerunt "Allora accostatisi i discepoli, gli disse-
ei Scis quia Pharisaei audito verbo hoc,
:
ro Sai tu che
: Farisei, udito questo di-
i

scandalizati sunt? "At ille respondens ait : scorso, se ne sono scandalizzati? "Ma egli
Omnis plantatio, quam non plantavit Pater rispose Qualunque pianta non piantata dal
:

n>eus caelestis, eradicabitur. **Sinite illos : mio Padre celeste sarà sradicata. '*Non bar
caeci sunt, et duces caecorum, caecus au- date a loro sono ciechi e guide di ciechi
: :

tem si caeco ducatum praestet, ambo in e se un cieco ne guida un altro, cadono am»
foveam caduta. bedue nella fossa.
"Respondens auiem Petrus dixit ei : E- "Pietro allora prese la parola, e disse :
dissere nobis parabolam istam. ''At ille di- Spiegaci questa parabola. "Ma egli replicò :

xit Adhuc et vos sine intellectu


: estis? Siete tuttora anche voi senza intelletto?
"Non intelligitis quia omne quod in os in- "Non comprendete voi che tutto ciò che en-
trat, in ventrem vadit, et in secessum emit- tra per la hKOCca, passa nel ventre, e di lì nel
titur? **Quae autem procedunt de ore, de secesso? "Ma quel che esce dalla bocca,
corde exeunt, et ea coinquinant hominem : viene dal cuore, e questo imbratta l'uomo :

'•De corde enim exeunt cogitatìones malae, "imperocché dal cuore partono i mali pen-
homicidia, adulteria, fomicationes, furta, sieri, gli omicidi!, gli adulteri!, le fornica-
falsa testimonia, blasphemiae. ^"'Haec sunt, zioni, i furti,i falsi testimoni, le maldi-
quae coinquinant hominem. Non lotis autem cenze. "Queste sono le cose che imbrattano
manibus manducare, non coinquinat homi- l'uomo ma il mangiare senza lavarsi le
:

nem. mani non imbratta l'uomo.


"Et egressus inde lesus secessit in par- "E partitosi di là Gesù si ritirò dalle parti
tes Tyri, et Sidonis. *^Et ecce mulier Cha- di Tiro e di Sidone. "Quand'ecco una donna

Jo«n. 15, 2. > Lue. 6. 39. " AUrc. 7, 17. »« Mire. 7, 24.

11.Son qaello che tntra, ecc. La sentenza di zione, e come tali verranno abbandonati alla
Gesù è generale. Nessun cibo per sé stesso con- loro sorte. Chiudono volontariamente gli occhi
tamina l'uomo; e quindi il mangiare una cosa (sono tÀtchi) alla verità, e colle loro false dot-
piuttosto che un'altra, il mangiare colle mani trine, e coll'autorità di cui godono, rendono ciechi
lavate o da lavare, sono cose per sé stesse in- anche gli altri, e li trascinano con loro alle
differenti sotto il rapporto morale. Si noti però, rovina.
che benché il cibarsi di una cosa piuttosto che 15. Spiegaci quttta parabola, ecc. Anche agli
di un'altra non sia male in sé stesso, può però Apostoli la sentenza di Gesù v. 1 1 era parsa au-
essere male a motivo di una proibizione del le- dace sembrava che Egli non avesse tenuto
:

gittimo superiore. In questo caso contamma l'uo- conto dei precetti di Mosé riguardo alla diversità
mo per la disubbidienza che si commette. Così dei cibi, perciò S. Pietro a nome di tutti gliene
fu contaminata Eva dall'aver mangiato il flutto domanda umilmente spiegazione.
vietato. Con queste parole Gesù non abroga 19. Dal cuore partono, ecc. Il cuore presso
quindi i varii precetti di Mosè riguardanti '.a di-
gli Ebrei signiflcsva l'animo
cioè l'intelletto e
versità dei cibi ma lascia intendere chiara-
;
la volontà. Dal cuore come da
fonte e radice
mente che potranno essere abrogati col muursi
provengono i cattivi pensieri, i cattivi desiderii
delle circostanze.
che si manifestano poi nelle cattive opere. Gesù
Gesù stesso v. 18 e 19 spiega la seconda
al
porta esempi tratti dal 5, 6, 7, 8 comandamento.
parte della sua
sentenza ma quello che esce :

ecc. In generale
vuol dire che la radice della 21. Partitosi... si ritirò... Tiro e Sidone. Gesù
bontà e della malizia morale dell'uomo fa d'uopo per non urtare maggiormente i Farisei, e per
cercarla nel suo interno, cioè nel cuore. sottrarsi alle loro persecuzioni, si allontanò dalla
pianura di Genezaret dove sì trovava, e si ri-
12. Allora accostatisi... ecc. Gesù era gii en- tirò dalle parti di Tiro e dì Sidone (V. n.XI,21)
trato in una casa quando i discepoli si accosta-
cioè nella Fenicia. Vedendo respinta la sua dot-
rono a lui (Mar. VII, 17). Consci della potenza
trina dai Giudei, Gesù si ritira in un paese pa-
dei e temendo
Farisei, forse di averne a soffri-
gano (Mar. VII, 24), non già per predicare, ma
re, i discepoli manifestano a Ge.sù l'impres-
per aprire le porte del Vangelo ai pagani.
sione profonda che le sue parole hanno prodotto
nell'animo di quelli. Sono rimasti scandalizzati, 22. Una donna Cananea. Gli abitanti di Tiro
e di Sidone chiamati Fenici erano Cananei. Que-
o pieni di ira, quasi che Gesù avesse impu-
sta donna probabilmente aveva sentito parlare
gnato qualche precetto essenziale della legge.
dei miracoli operati da Gesù, e sapeva come le
13. Qualunque pianta, ecc. Gesù parla dei turbe lo chiamassero t Figlio dì Davide > ; perciò
Farisei e delle loro dottrine. La pianta inutile appena le fu annunziato trovarsi Gesù in quelle
e nociva, come i Farisei, sarà sradicata e gettata parti, corse da lui, e nella grandezza del suo
nel fuoco.
amore materno, che le fa riguardare come pro-
14. Non badate a loro. Vuol dire: non vi faccia prìi ì mali della sua figlia, lo scongiura ad avere
pena che si irritino e si scandalìzzino di ciò pietà del suo dolore, chiamandolo Signore e Fi-
che io dico ; sono indegni di ogni commisera- glio di Davide.
70 S. Matteo, XV, 23-30

nanaea a flnibus illis egressa clamavit, di- Cananea uscita da quei contorni alzò la voce
cens ei Miserere mei Domine, fili David
:
: dicendogli Abbi pietà di me. Signore, fi-
:

Alia mea male a daemonio vexatur. "Qui gliuolo di David la mia figliuola è mala-
:

non respondit ei verbum. Et accedentes di- mente tormentata dal demonio. "Ma egli
scipuli eius rogabant eum dicentes Dimìtte : non le rispose parola. E accostatisi i disce-
eam, quia clamat post nos. ^"Ipse autem re- poli lo pregavano dicendogli sbrigala che : :

spondens, ait Non sum missus nisi ad o-


: ci grida dietro. ^^Ma egli rispose, e disse :

ves, quae perierunt domus Israel. ""At Illa Non sono stato mandato se non alle pecore
venit, et adoravit eum, dicens Domine, : perdute della casa d'Israello. **Ma quella se
adiuva me. ^"Qui respondens ait Non est : gli appressò, e lo adorò dicendo Ajutami, :

bonum sumere panem filiorum, et mittere Signore. **Ed egli le rispose Non è ben :

canibus. '^At illa dixit Etiam Domine : : fatto prendere il pane de' figliuoli e get-
nam et catelli edunt de micis, quae cadunt tarlo ai cani. *^Ella però disse Benissimo, :

de mensa dominorum suorum. ^*Tunc re- Signore ma anche i cagnolini mangiano le


:

spondens lesus, ait illi O mulier, magna : bricciole che cadono dalla tavola de' loro
est fldes tua fiat tibi sicut vis. Et sanata
: padroni. "Allora Gesii le rispose, e disse :

est Alia eius ex illa bora. O donna, grande è la tua fede ti sia fatto :

come desideri. E da quel punto fu risanata


la sua figliuola.

"'Et eum transisset inde lesus, venit se- '"E partito di là Gesù, andò verso il mare
cus Mare Galilaeae et ascendens in mon-
: di Galilea e salito sopra un monte stava
:

tem, sedebat ibi. '"Et accesserunt ad eum quivi a sedere. '"E se gli accostò una gran
turbae multae, habentes secum mutos, cae- turba di popolo, che conduceva seco muti,
cos, claudos, debiles, et alios multos et : ciechi, e zoppi, e stroppiati, e molti altri
proiecerunt eos ad pedes eius, et curavit (malati) e li gettarono a' suoi piedi, e li
:

" Sup. 10, 6; Joan. 10, 3. »" Is. 35, 5.

23. Gesù per provare la fede di questa Cana- preghiera. E' vero soggiunge, i cagnolini non
nea si mostra dapprima come indifferente alla mangiano il pane riservato ai figli, ma anche
sua preghiera. Continuando però la donna a in- per loro vi è qualche cosa ; vi sono cioè le bric-
vocare pietà ad alta voce, i discepoli se l'ebbero
un po' a male, perchè sapevano che Gesù si
era colà ritirato per nascondersi (Mar. VII, 24),
e non avrebbero voluto che venisse manifestato
dalle grida della Cananea pregano perciò ancor
;

essi Gesù che la faccia tacere concedendole


quanto desidera.
24. Gesù è venuto per salvare tutti. Egli però
non era stato mandato a evangelizzare diretta-
mente pagani, ma gli Ebrei di Palestina. S.
ì

Paolo chiama perciò Gesù ministro della circon-


cisione (Rom. XV, 8). Ai pagani il Vangelo sa-
rebbe stato annunziato dagli Apostoli, quando
gli Ebrei se ne sarebbero mostrati indegni colla Fig. 33. •- Cagnolino sotto la tavola.
loro incredulità.

25. La Cananea perseverò nella preghiera, e ciole, che cadono dalla tavola dei loro padroni.
andò fin nella casa dove Gesù si era ritirato Essa conosce la sua miseria, e questa cogni-
(Mar. VII, 25). zione accresce in lei l'umiltà e la speranza di es-
sere esaudita, e difatti Gesù le concede quanto
26. Non è ben fatto, ecc. I Giudei solevano
chiamare sé stessi figli di Dio, perchè costitui- desidera.
vano il popolo eletto che aveva conservato la 28. Grande è la tua fede. La grandezza dì que-
vera religione nel mondo, e a cui Dio aveva affi- sta fede appariva dal fervore dell'orazione, dalla
date le sue promesse. 1 pagani invece venivano fiducia d'impetrare, dalla perseveranza dopo tan-
chiamati cani per la loro idolatria e la loro pro- te ripulse, dalla somma e ammirabile umiltà
fonda corruzione morale. Gesù nella sua rispo- (Martini).
sta vuol dire, che non era conveniente rendere 29. Andò verso il mare di Galilea. Dalla Fe-
per ora partecipi i pagani di quei benefizi, che nicia dove si trovava. Gesù si portò con un lun-
dovevano essere riservati agli Ebrei. Le sue go giro sulla riva orientale del lago di Gene-
parole possono sembrare un po' dure; ma si zaret nella Decapoli (V. n. IV, 25) Mar. VII, 31.
osservi che erano allora nell'uso comune come
30. L'Evangelista riassume in poche parole
una specie di proverbio.
Nel greco^' invece di cani si legge xwopi'ot^
una gran quantità di miracoli fatti da Gesù, tra
i quali va compreso quello del sordomuto nar-
cagnolini.
rato da S. Marco VII, 32 e ss L'affollarsi delle
27. Benissimo. La donna non si perde di co- turbe attorno a Gesù mostra quanta fosse la con-
raggio, ma dalla stessa risposta di Gesù toglie fidenza che avevano nella sua potenza e nella
nuovo motivo per rendere più pressante la sua sua bontà.
S. Matteo, XV, 31-39 71

eos : "Ita ut turbae mirarentur, videntes guarì *' talmente che le


: turbe restavano
mutos loqueotes, claudos ambulantes, cae- ammirate, vedendo come i muti parlavano,
cos videntes : et magniflcabant Deum Israel. e camminavano gli zoppi, e i ciechi vede-
vano e ne davano gloria al Dio d'Israele.
:

'Mesus autem, convocatis dlscipulis'suis, "Ma Gesùchiamati i suoi discepoli, disse


dixit Misereor turbae, quia triduo iam per-
: loro : Ho
di questo popolo, perchè
pietà
severant mecum, et non habent quod man- sono già tre giorni che non si distaccano
ducent et dimittere eos ieiunos nolo, ne
: da me, e non hanno niente da mangiare e :

deficiant dicunt ei discipuli


in via. *'Et : non voglio rimandarli digiuni, perchè non
linde ergo nobis in deserto panes tantos, ut isvengano per istrada. *'E gli dissero 1 di-
saturemus turbam tantam? **Et ait illis le- scepoli Ma donde caverem noi in un de-
:

sus Quot habetis panes? At illi dixerunt


: : serto tanto pane da saziare turba sì grande?
Septem, et paucos pisciculos. "E Gesù disse loro Quanti pani avete voi ? :

ed essi risposero : Sette, e alcuni pochi pe-


sciolini.

'^Et praecepit turbae, ut discumberent su- '^Ed egli ordinò alla turba che sedesse
per terram. Et accipiens septem panes, et
* per terra. "E presi i sette pani ed i pesci,
pisces, et gratias agens, fregit, et dedit di- e rese le grazie, li spezzò, e li diede ai
scipulis suis, et discipuli dederunt populo. suoi discepoli e i discepoli li diedero al
:

*'Et comederunt omnes, et saturati sunt. Et popolo. *'E tutti mangiarono, e si saziarono :

quod superfuit de fragmentis, tulerunt se- e raccolsero dei pezzi avanzati sette sporte
ptem sportas plenas. "Erant autem qui man- piene. "Or quelli che avevano mangiato
ducaverunt, quatuor millia hominum, extra erano quattro mila persone, senza ragazzi i

parvulos et mulieres. **Et, dimissa turba, e le donne. **E licenziate le turbe entrò in
ascendit in naviculam, et venit in flnes Ma- una barca, e andò nei contomi di Magedan.
gedan.

»» Mmrc. 8. l.

31. Vari! codici greci hanno: { mali parlavano, Le due moltiplicazioni dei pani, benché in qual-
gli infirmi divtnlvano sani ecc. Quest'aggiunta che punto ai rassomiglino, hanno però delle dif-
trovasi in Tisch. Nestle manca però oel Sin. ferenze notevoli :
1' qui la turba comprende
e in altri codici e in Hort. 4000 uomini, al cap. XIV invece ne compren-
.)2. Gesù si trovava poche leghe al sud di deva 5000 2* qui ai hanno sette pani e pochi
;

Bethsaida Giulia, dove era avvenuta la prima pesciolini, là invece cinque pani e due pesci ;

3* qui avanzano sette sporte dì pezzi, li invece


moltiplicazione dei pani, e alla vista delle turbe
venute da lontano, che per tre giorni l'avevano ne avanzano 12 cestelli. Gesù stesso inoltre
seguito, ed ora soffrivano la fame, si senti pro- (Matt. XVI, 9-10; Mar. Vili, 19-20) parla di due
fondamente commosso e prese Egli stesso l'ini- moltiplicazioni dei pani, e mentre la prima è ri-
ferita da tutti e quattro gli Evangelisti (Matt.
ziativa del miracolo.
XIV, 15 e ss.; Mar. VI, 30 e ss. Lue. IX, ;
33.discepoli ancora deboli nella loro fede,
I
10 e ss.; Giov. VI, 1 e ss.); la seconda vien
sembrano essersi dimenticati del prodigio com-
narrata dai soli Matteo (XVI, 32 e ss.) e Marco
piuto da Gesù alcuni giorni prima, e gli doman-
(Vili, 10 e MS.).
dano perciò come faranno a trovar pane in un
deserto. 39. Entrò in ana barca per sottrarsi come di
un solito all'entusiasmo della folla.
37. Sette sport». La sporta ( okx>o«< ) è
Magedan. Il testo greco ordinario ha MarbaXd
Magdala ; cosi pure la Pescito, la versione ar-
mena e l'etiopica. I migliori codici greci però
come il Vaticano, il Sinaitico, quello di Beza
tee. Tisch. Nestle hanno invece Magadan, e que-
sta lezione è criticamente preferibile. Molti esi-
geti si accordano nel riconoscere in Magadan
una forma corrotta di Magdal o Magdalan, oggi
el-Medydel sulla riva occidentale del lago di Ti-
beriade, all'estremiti meridionale del piano di
Genezaret, a circa un'ora e un quarto al Nord
di Tiberiade.
Siccome però S. Marco (Vili, 10) dice che
Fig. 3*. - Panieri. Gesù andò dalle parti di Dalmanutha, altri esi-
getì identificano questo luogo con el-Delhamieh
(Oriente moderno)
posto sulla riva orientale del lago, e cercano Ma-
gedan a circa sette chilometri al Sud di el-
po' più grande della cesta menzionata nell'altra Delhamieh nella localiti detu Màad. V. Rev. BibL
moltiplicazione XIV, 20. 1897, p. 97.
12 S. Matteo, XVI, 1-12

CAPO XVI.

// se^?to dì Giona, 1-4. — // lievito dei Farisei, 5-12. — Confessione di S. Pietro,


rj-20. — Profezia della Passione, 21-23. — Abnegazione cristiana, 24-28.

*Et accesserunt ad eum Pharisaei, et Sad- ^Andarono a trovarlo i Farisei e i Saddu-


ducaei tentantes et rogaverunt eum ut si-
: cei per tentarlo e lo pregarono di far loro
:

gnum de caelo ostenderet eis. ^At ille re- vedere qualche prodigio dal cielo. ^Ma egli
spondens, ait illis Facto vespere dicitis
: : rispose loro, e disse Alla sera voi dite : :

Serenura rubicundum est enim caelum.


erit, Farà bel tempo, perchè il cielo rosseggia.
'Et mane Hodie tempestas, rutilat enim
: 'E alla mattina Oggi farà temporale, per-
:

triste caelum. *Faciem ergo caeli diiudicare chè il cielo scuro rosseggia. *Voi sapete
nostis signa autem temporum non potestis
: dunque distinguere l'aspetto del cielo e :

scire? Generatio mala et adultera signum non siete da tanto di distinguere i segni dei
quaerit et signum non dabitur ei, nisi si-
:
tempi? Generazione perversa e adultera
gnum lonae prophetae. Et relictis illis, abiit. ella chiede un prodigio né altro prodigio le :

sarà accordato che quello di Giona profeta.


E lasciati costoro, si partì.
'Et eum
venissent discipuli eius trans *Ora i suoi discepoli arrivati al di là del
fretum sunt panes accipere. "Qui dixit
obliti lago si erano scordati di prender del pane.
illis Intuemini, et cavete a fermento Pha-
: *E disse loro Gesiì Tenete aperti gli occhi,
:

risaeorum, et Sadducaeorum. ^At illi cogi- e guardatevi dal lievito dei Farisei e Sad-
tabant intra se dicentes Quia panes non : ducei. ^Ma essi stavan pensosi dentro di sé
accepimus. *Sciens autem lesus, dixit : e dicevano Non abbiam preso del pane.
:

Quid cogitatis intra vos modicae fldei, quia *I1 che conoscendo Gesii, disse Perchè :

panes non habetis? "Nondum intelligitis, state pensosi dentro di voi, a motivo che
aeque recordamini quinque panum in quin- non avete pane? 'Non riflettete ancora, né
que millia hominum, et quot cophinos sum- vi ricordate dei cinque pani per i cinque
psistis? ^"Neque septem panum in quatuor mila uomini, e quante ceste ne raccoglieste?
millia hominum, et quot sportas sumpsistis? "Né dei sette pani per i quattromila uomini,
"Quare non intelligitis, quia non de pane e quante sporte ne raccoglieste? ^'Come
dixi vobis Cavete a fermento Pharisaeo-
: non comprendete che non per riguardo al
rum, Sadducaeorum? ^^Tunc intellexerunt
et pane vi ho detto : Guardatevi dal fermento
quia non dixerit cavendum a fermento pa- dei Farisei e de' Sadducei? '^Allora inte-

» Marc. 8, 11. » Lue. 12, 54. • Sup. 12, 39; Jon. 2, 1. Marc, 8, 15; Lue. 12, 1. » Sup. 14,
i">
17; Joan. 6, 9. Sup. 15, 34.

6. Lievito. Gesù stesso al v. 12 spiega la me-


CAPO XVI. tafora che usa.
1. I Farisei e i Sadducei costituivano due sette Stavano pensosi. Avendo sentito parlare del
7.
opposte e nemiche, le quali però erano unite nel- lievito, si ricordarono di non aver preso con sé
l'odio contro Gesù (V. n. Ili, 7). Sul prodigio dal del pane, e quindi stavano pensosi, o meglio,
cielo e sul segno di Giona v. 4 vedi cap. XII, come potrebbe tradursi il greco, si bisticciavano
38 e ss. tra loro buttandosi l'un l'altro la colpa della di-
2-4. J Segni dei tempi? Sanno bene distingue- menticanza.
re i segni volgari del bello e del brutto tempo, 8. Perchè state pensosi? Negli Apostoli vi era
ma per loro colpa sono incapaci di giudicare un doppio motivo di riprensione. Esse avevano
i segni dei tempi, vale a dire le circostanze che interpretate in senso materiale le parole di Gesù,
precedono e accompagnano i grandi avvenimenti e mostravano assieme quanto fosse debole la loro
storici, e nel caso presente non sanno cono- fede, temendo di dover soffrire la fame, proprio
scere segni dei tempi messianici, come il com-
i
quando poco prima erano per due volte sfati testi-
pimento delle profezie di Giacobbe e di Da- monii della prodigiosa moltiplicazione dei pani.
niele, l'apparizione del Precursore, i miracoli, la
dottrina e le attestazioni di Gesù stesso ecc.
12. Presso
Lievito. Giudei il lievito veniva
i

riguardato come una cosa impura, che esercita


I versetti 2-4 fino alle parole Generazione per-
un'influenza cattiva era perciò divenuto sim-
versa ecc. mancano nei due più antichi codici ;

bolo di ogni forza malvagia che in modo latente


Vaticano e Sinaitico e nella versione Sir-Curet.
trascini male. Tale era la dottrina dei Farisei
al
5. / discepoli arrivati al di là del lago. Non si e dei Sadducei cercava d'infiltrarsi dappertutto
:

può determinare con precisione il luogo del loro e minacciava di trascinare tutti alla rovina. Gesù
approdo, essendo incerto dove sorgesse Maee- raccomanda quindi ai suoi discepoli di tenersi
dan V. cap. XV, 38. lontani dall'ipocrisia e dall'ostentazione « in gè-
S. Matteo, XVI, 13-18 73

num, sed a doctrina Pharisaeorum, et Sad- sero come non avesse


detto di guardarsi dal
ducaeorum. lievito del pane, ma dalla dottrina de' Fa-
risei e de' Sadducei.

in partes Caesareae
"Venit autem lesus "Gesii poi essendo andato dalle pani di
Philipp! interrogabat discipulos suos,
: et Cesarea di Filippo, interrogò i suoi disce-
dicens Quem dicunt homines esse Filium
: poli, dicendo Chi dicono gli uomini che
:

homìnis? '*At ìlli dixerunt Ali! Ioannem : sia il Figliuolo dell'uomo? **Ed essi rispo-
Baptistam, alii autem Eliam, alii vero lere- sero Altri dicono, che è Giovanni Battista,
:

miam, aut unum ex prophetis. **Dicìt illis altri Elia, altri Geremia, o alcuno de' pro-
lesus Vos autem quem me esse dicitis?
: feti. "E Gesiì disse loro. E voi, chi dite
"Respondens Simon Petrus dixit Tu es : ch'io mi sia? ''Rispose Simone Pietro, e
Christus, Filius Dei vivi. ''Respondens au- disse : Tu se' il Cristo, il figliuolo di Dio
tem lesus, dixit ei Beatus es Simon Bar
: vivo. "E Gesù rispose, e gli disse Beato :

Iona quia caro et sanguis non revelavit


: sei tu, Simone Bar Jona : perchè non la
tibi, sed Pater meus, qui in caelis est. "Et carne e il sangue te Io ha rivelato, ma il
ego dico tibi, quia tu es Petrus, et super Padre mio che è ne' cieli. **E io dico a te.

" Mire. 8, 27. »* Mire. 8, 28; Lue. 9, 19. >• Joan. 6. 70. •• Jofn. 1. 42.

nerale dai peccati e dagli insetnameoti dei Fa- Figlio unico di Dio. cioè della seconda persona
risei e dei Sadducei (V. 1 Cor. V, 6 e sa. ; Gal. della SS. Trinità. D'altra parte Pietro, oppo-
V, 9 e ss.). nendo Gesù a Giovanni Battista, ad Elia, a
13. Cesarea dì Filippo. Sorge al piedi del- Geremia, quali furono figli di Dio adottivi, la-
i

l'Hermon nella Gaulonitide presso una delle aor- scia chiaramente vedere che non intende parlare
genti del Giordano. In antico si chiamava Paneas di una figliazione adottiva ma di una figliazione
(da cui l'attuale Banias) dal Dio Pan, che vi go- naturale. E ciò è reso ancora più manifesto dalla
deva uno speciale culto. Riedificata dal te- risposta di Gesù, il quale non avrebbe avuto
trarca Filippo, figlio di Erode il Grande e fra- alcun motivo di chiamar Pietro beato e di attri-
tello di Erode Antipa, ebbe il nome di Cesarea in buire la sua confessione a una speciale rivela-
onore di Tiberio Cesare. Venne poi chiamata zione del Padre (v. Matt. XI, 25 ess.), se Pie-
Cesarea di Filippo per distinguerla dall'altra Ce- tro l'avesse semplicemente confessato figlio adot-
sarea che sorge sul Mediterraneo al Sud del tivo di Dio, poiché la carne e il sangue, cioè
Carmelo. quanto naturalmente sapeva, bastavano a mani-
Chi dicono gli uomini. Gesù domanda che cosa festarglielo.
pensino di lui non gii gli Scribi e Farisei, i
Tale è l'esigesi tradizionale del Padri va per- :

ma gli uomini del popolo. Sul titolo Figliuolo ciò rigettata l'opinione di alcuni moderni (Rose,
dell'uomo, V. n. Vili. 20. Etudes sur les Evangiles... p. 195; Bonaccorsi,

14. £' Giovanni Battista risascitato. Cosi pen-


Harnak e Loisy, ecc.) quali nelle parole di
i

sava Erode (Matt. XIV. 2). Altri pensavano che Pietro non vorrebbero vedere che la confessione
della messianità di Gesù. Vedi Cellini, Il valore
sia Elia. Si credeva infatti volgarmente poggian-
del titolo Figlio di Dio... p. 165 e ss.
dosi su Malachia IV, 5 che Elia dovesse venire
a preparare la strada al Messia, V. Man. XI, 14. Beato sei tu, Simone Bar-Iona. Gesù si ral-
17.
Altri Geremia. Questo profeta aveva nascosto legra con
Pietro della sua confessione chiaman-
(II Maccab. II, I-I2) il tabernacolo, l'arca e l'al- dolo Beato, cioè benedetto da Dio, perchè fatto
ure degli incensi da questo fatto potè nascere
; degno di una grande rivelazione. Per dare poi
l'opinione popolare che egli sarebbe risorto ai maggior risalto al suo pensiero chiama Pietro col
tempi messianici per indicare dove stavano na- suo nome personale, Simone e col patronimico
scoste le cose sacre. in aramaico, Bar-Iona cioè figlio di Giona o Gio-
Il popolo dominato dalla falsa idea che il vanni (Giov. I, 42 e XXI, 15), (Giona è una
Messia dovesse essere un grande conquistatore forma abbreviata di /o/ui/Mn-Giovanni), e poi
politico, non voleva riconoscere Gesìi Cristo per accenna distintamente al motivo per cui l'ha
Messia ma vedendo i miracoli che faceva, pen-
;
detto beato. La confessione, colla quale egli ha
sava che fosse solo un precursore del Messia, uno mostrato di avere penetrato più a fondo di ogni
cioè di quei personaggi straordinarii, che dovevano altro nel mistero della personalità di Gesù Cri-
preparare l'umanità alla sua venuta. sto, non proviene dalle forze dell'umana natura,
15. Voi per opposizione a gli uomini. Voi che ma è dovuta a una rivelazione soprannaturale
siete miei discepoli, e avete assistito ai miei
i del Padre, perchè « nessuno conosce il Figliuolo
miracoli, e a cui furono riservati i più sublimi fuori del Padre » (Matt. XI, 27). La carne e il
insegnamenti, chi dite ch'io mi sia? sangue presso gli Ebrei designavano gli elementi
16. Tu sei il Cristo, il figliuolo di Dio. Pietro dell'umana natura, e dai rabbini quest'espressione
pieno di zelo e di amore risponde: Tu sei il Cri- era usata per indicare la debolezza dell'uomo in
sto (ò XpttfTò^) cioè il Messia promesso e aspet- opposizione alla potenza infinita di Dio.
tato, e^sei inoltre il Figlio di Dio vivo (ò tnò<; 18. Tu sei Pietro, ecc. A sua volta Gesù fa a
tow Oeov toù ?Smo^). Con questa risposta Pietro riguardo di Pietro una confessione di capitale
riconosce e confessa non solo la messia nità importanza per l'organizzazione del regno mes-
di Gesù, ma anche la sua divinità. L'articolo sianico fondato.
infatti che nel testo greco precede la parola Per comprendere tutta la forza delle sue pa-
Figlio ò •rò{; mostra ad evidenza che non si role,fa d'uopo notare, che nell'aramaico usato
tratta di un figlio adottivo qualunque, ma del da Gesù, non v'ha differenza di genere tra il no-
74 S. Matteo, XVI, 19

hanc petram aediflcabo Ecclesiam meam, et che tu sei Pietro, e sopra questa pietra edi-
portae inferi non praevalebunt adversus ficherò la mia Chiesa, e le porte dell'in-
eam. "Et tibi dabo claves regni caelorum. ferno non prevarranno contro di lei. "E a
Et quodcumque ligaveris super terram, erit te darò le chiavi del regno de' cieli e qua- :

ligatum et in caelis et quodcumque solve-


: lunque cosa avrai legata sopra la terra, sarà
ris super terram, erit solutum et in caelis. legata anche nei cieli e qualunque cosa :

1» Is. 22, 22; Joan. 20, 23.

me proprio Pietro e il nome comune pietra, ma date a Pietro. Le chiavi sono simbolo della su-
l'uno e l'altroesprimono colla parola Kefas,
si prema potestà e autorità (Apoc. I, 18; Ili, 7).
che significa rupe, macigno ecc. Dice pertanto A Pietro viene quindi promesso un potere illi-
Gesù al suo Apostolo Tu sei Pietro cioè ma-
:
mitato; egli potrà aprire e chiudere a suo pia-
cigno (questo nome gli era stato promesso fin cere niuno entrerà nel regno dei cieli se non
:

dalle prime volte che egli aveva visto Gesù, venga introdotto da Pietro.
Giov. I, 43), e sopra di questo macigno che sei Qualunque cosa avrai legata sopra la terra,
tu, come sopra un fondamento io edificherò la ecc. Le parole sciogliere e legare presso i rab-
mia Chiesa (no« xi\\ èxxXnoiov la Chiesa che è bini e i dottori Giudei contemporanei di Gesù
mia proprietà e ini appartiene). Cristo, avevano il senso di permettere, dichiarar
La parola Chiesa fra gli Evangelisti è usata lecito, e di proibire, dichiarare illecito. Così p.
dal solo Matteo, una volta qui e l'altra al capo es. Hillel scioglieva, cioè permetteva ciò che
XVIIII, 17. Presso i LXX nell'A. Testamento ha Schammai legava, cioè dichiarava illecito. Dice
il senso di assemblea, adunanza degli Ebrei in- adunque Gesù a Pietro Tutto ciò che tu co-
:

quanto popolo di Dio. Gesù diede questo nome manderai o proibirai in terra sarà comandato o
alla società di coloro che formano il vero popolo proibito in cielo. Con queste parole viene pro-
di Dio, cioè a coloro che fanno parte del suo messo a Pietro il diritto e l'autorità di gover-
regno e credono in lui. nare la Chiesa, e la più ampia potestà legislativa
Ciò posto la metafora usata da Gesù è facile e giudiziaria, non che il potere di infiiggere pene
ad essere compresa. Egli è l'architetto la Chiesa ;
ecc., la facoltà di rimettere o ritenere i peccati
è l'edifizio da innalzarsi, Pietro ne sarà il fon anche più gravi, un vero primato insomma di
damento solido e inconcusso che darà fermezza giurisdizione universale.
e consistenza a tutto l'edifizio (V. Matt. VII, 24). Dopo la sua risurrezione Gesù conferì a Pie-
Gesù promette quindi immediatamente e diretta- tro la potestà che qui gli aveva promessa (Giov.
mente a Pietro un primato non solo di onore X, XI, 15 e ss.), e Pietro la trasmise ai suoi le-
ma ancora di giurisdizione su tutta quanta la gittimi successori, che sono i Romani Pontefici.
Chiesa. Pietro sarà il capo e il pastore di tutti Parecchi critici protestanti come Resch, Weiss,
i fedeli, il vicario del Principe dei pastori. Non Reville, Harnak ecc. riguardano questi testi re-
è la fede, ma la persona di Pietro che sarà fon- lativi a Pietro e alla Chiesa come interpolazioni
damento della Chiesa, e Questa esigesi è la sola posteriori. Ad essi fece eco Loisy scrivendo (Au-
legittima, gli stessi protestanti debbono ricono- tour d'un petit Livre p. 177. Paris. Picard) che
scerlo ». questi testi ritraggono la condizione della Chiesa
Le porte dell'inferno, ecc. E' un'altra espres- Romana alla fine del primo secolo. La loro au-
sione metaforica. Le porte nella Sacra Scrittura tenticità è però garantita dal fatto che nessun
(Gen. XXI, 17; XXIV, 60 ecc.) indicano sovente codice, nessuna versione presenta alcuna va-
luoghi fortificati e presso gli Orientali in gene-
; riante sui versetti 18 e 19, (ad eccezione del
i^le significano la suprema potestà di una città Colbertinus [XI sec] : ligaveritis, solveritis) e
o di un regno. (Questa ultima significazione vie- che essi si trovano citati da Origene (Euseb. H.
ne dall'uso di rendere giustizia alle porte della E. VI, 25 ecc.), da Tertulliano (Praescript 22
città, onde anche oggi diciamo la Sublime Porta ecc.), da Eusebio (Dem. Evang. Vili, 3), e dal
per denotare l'impero turco). Diatessaron di Taziano ecc.
L'inferno o scheol era il soggiorno dei morti, D'altra parte l'idea espressa in questi ver-
immaginato come una prigione munita di solidis- setti non è punto isolata in S. Matteo, ma ha
sime porte (Isaia XXXVIII, 10). Qui significa il punti di contatto con varii altri passi sia del Van-
luogo dove sono confinati i reprobi. Le porte gelo stesso di S. Matteo sia degli altri Evangelisti
dell'Inferno significano quindi le potestà diabo-
(Matt. IV, 19; Lue. XXII, 32; Giov. I, 42; XXI.
liche. Alla Chiesa fondata sopra un macigno, le
16 ecc.). Infattf S. Pietro è nominato il primo
potestà infernali muoveranno pertanto continua Vangeli danno il catalogo degli
ogni qualvolta i
guerra ; contro di essa faranno sorgere persecu-
Apostoli per il primo prende la parola nel Ce-
;
zioni violente ecc., ma non riusciranno a ripor-
nacolo aduna e presiede il Concilio di Gerusa-
;
tare vittoria. Da questa promessa si può dedurre
lemme apre la porta del Vangelo ai gentili ecc.
;
l'infallibilità della Chiesa e del suo Capo il Ro-
Basta leggere il libro degli Atti per vedere
mano Pontefice.
che fin da principio Pietro si manifesta come
19. A te io darò le chiavi, ecc. La Chiesa fu la pietra e il fondamento su cui poggia tutta la
Chiesa. E' poi facile comprendere che S. Marco
sorvoli sulla promessa fatta a Pietro. Egli nel suo
Vangelo riportò la catechesi del suo maestro, ed è
ovvio il pensare che Pietro nella sua predicazione
non toccasse ciò che tornava a sua suprema gloria.
F'e- 35- — Chiave orientala. Il silenzio di S. Luca sopra la stessa promessa

viene abbondantemente compensato dalle altre


da Gesù paragonata a una casa fondata sopra parole di Gesù riferite dal solo terzo Vangelo
un macigno, le chiavi di questa casa verranno XXII, 32. «Io ho pregato per te (Pietro) affinchè
.

S. Matteo, XVI, 20-26 75

"Tunc praecepit discipulis suis ut nemini avrai sciolta sopra la terra, sarà sciolta an-
dicerent quia ipse esset lesus Christus. che ne' cieli. "Allora ordinò a' suoi disce-
poli che non dicessero a nessuno ch'egli era
Gesù il Cristo.
"Exindecoepit lesus estendere discipu- Da indi in poi Gesù cominciò a indicare
**

lis quia oporteret euro ire lerosoly-


suis, a' suoi discepoli come bisognava che egli
mam, et multa pati a senioribus, et Scribis, andasse a Gerusalemme, e ivi soffrisse mol-
et principibus sacerdotum, et cecidi, et ter- te cose dai seniori e dagli Scribi e dai prìn-
tia die resurgere. cipi dei sacerdoti, e fosse ucciso, e risusci-
tasse il terzo giorno.
**Et assumens eum Petrus, coepit incre- *'E Pietro, presolo in disparte, cominciò
pare illum, dicens Absit a te, Domine: : a riprenderlo dicendo Non sia mai vero,
:

non erit tibi hoc. '*Qui conversus, dixit Pe- o Signore non avverrà a te simil cosa.
:

tro Vade post me Satana, scandalum es


: **Egli, rivoltosi a Pietro, gli disse Ritirati :

mlhi quia non sapis ea quae Dei sunt, sed


: da me. Satana tu mi sei di scandalo
: per- :

ea quae homìnum. chè non hai la sapienza di Dio, ma quella


degli uomini.
"Tunc lesus dixit discipulis suis Si quis : '* Allora Gesù disse ai suoi discepoli :

vult post me venire, abneget semetipsura, Chi vuol venire dietro a me, rinneghi se
et tollat crucem suam, et sequatur me. "Qui stesso, e tolga la sua croce, e mi segua.
enim voluerit anìmam suam salvam facere, **Imperocchè chi vorrà salvare l'anima suai
perdei eam qui autem perdiderit animam
; la perderà e chi perderà l'anima sua per
:

suam propter me, inveniet eam. **Quid e- amor mio, la troverà. **Che giova infatti al-
nim prodest homini, si mundum universum l'uomo guadagnare tutto il mondo, se poi
lucretur, animae vero suae detrimentum pa- perde l'anima? o che darà l'uomo in cam-

-» Marc. 8, 33. »« Sup. IO, 38; Lue. 9. 23 et 14, ZI. " Lue. 17, 33; Jo«n. 12. 25.

la tua fede non venga meno: e tu, una volt* rav- 23. Ritirati da me. Satana ecc. Con questa
veduto conferma i tuoi fratelli • forte riprensione Gesù respinge i suggerimenti
Del resto sia Marco ehe Luea parlano in ter- di Pietro. Dio mi ha comsndato di morire per la
mini chiari della preminenza di Pietro tu gli salute degli uomini, e tu vorresti ch'io mi met-
altri Apostoli (Mar. I, 36; III, 16; V, 37 ecc.; tessi in opposizione colla volontà di Dio. Tu sei
Lue. V, 3. 10 ecc.). Sauna, cioè un tentatore, un malvagio consigliere,
20. Che non dicessero ecc. I Giudei si erano tu mi sei di scandalo, perchè cerchi di disto-
persuasi che il Messia dovesse essere un grande gliermi dall'ubbidlre ai voleri di Dio. I tuoi sug-
conquistatore politico, v'era quindi a temere che gerimenti non vengono dall'alto, ma sono ef-
il popolo trascendesse a sommosse violente, se fetto della carne e del sangue, cioè provengono
loro si fosse detto che Gesù era il Messia. dalle corte vedute dell'umana natura abbando-
nata a se stessa.
Bisognava che Egli andasse ecc. perch'i
21.
Dio aveva comandato di operare la salute del
gli
24.Chi vuol venire dietro a me ecc. Non solo
mondo per mezzo della morte e cosi profeti ; i
io devo soffrire ma chiunque vuol divenire mio
;

avevano annunziato dover avvenire. A Gerusa- discepolo, deve rinnegare se stesso cioè rinun-
ziare alle cose e agli affetti più cari, e spogliarsi
lemme nel centro della teocrazia giudaica. Egli
doveva essere rigettato e ucciso dai seniori cioè dell'uomo vecchio e rivestirsi del nuovo secondo
la frase dell'Apostolo, e togUtr* la croce ecc. V.
dai capi del popolo rappresentanti l'autorità ci-
vile dagli Scribi rappresentanti la scienza ; e dai n. Matt. X, 38.
;

principi dei sacerdoti rappresentanti l'autoriti 25. Chi vorrà salvare l'anima sua ecc. La pa-
religiosa. Da ciò si vede come Gesù prevedesse rola anima in ebraico si usa spesso nel senso
fin nelle più minute circostanze la sua morte, e di vita, e qui ha appunto questo significato. Gesù
come questa non sia per nulla stata una sorpresa domanda ai suoi seguaci il sacrifizio della stessa
per lui, come vorrebbero certi razionalisti, ai quali vita. Chi vorrà conservare la vita temporale ri-
si associò il Loisy, ma al contrario, spontanea- nunziando alla fede e alla dottrina di Gesù, per-
mente e con piena cognizione di causa Egli siasi derà la vita eterna ma invece colui che piut-
:

dato in maao dei suoi nemici. tosto di rinunziare a Gesù, si lascia uccidere, e
Da questo momento l'idea della morte domina perde cosi la vita, in realtà acquista la viu
nelle narrazioni sinottiche. Si può dire che a par- eterna.
tire dalla confessione di Cesarea gli scrittori sacri 26. Che giova infatti all'uomo ecc. Dà il mo-
hanno voluto dimostrare che Gesù Cristo è andato tivo per cui è necessario di essere pronti a tutto
volontariamente al supplizio della croce. soffrire piuttosto ehe abbandonare la fede. Di
22. Son sia mai ecc. Non ostante la confes- qual utilità sarà per l'uomo nel giorno del giu-
sione fatta, Pietro era ben lungi dall'avere idee dizio, l'aver pur guadagnato tutto il mondo, se
precise sull' opera che doveva compiere Gesù avesse poi perduta la vita immortale della glo-
Cristo. Egli non sa conciliare la diviniti di lui ria? Che cosa potrà egli dare al giudice su-
colla morte, non vede l'utilità e la necessità delle premo, per riavere la vita beata perduta? Non
sofferenze e perciò vorrebbe che Gesù neppure vi ha prezzo, non vi ha cosa che basti a tanto.
parlasse di queste cose. La rovina è irreparabile.
76 S. Matteo, XVI, 27 — XVII, 2

tlatur? Aut quam dabit homo commutatio- bio dell'anima sua? "Imperocché il Figliuo-
nem prò anima sua? "Filius enim hominis lo dell'uomo verrà nella gloria del Padre
venturus est in gloria Patria sui cum ange- suo coi suoi Angeli e allora renderà a cia-
:

lis suis et tunc reddet unicuique secun-


:
scheduno secondo il suo operato. "In ve-
dum opera eius. ^*Amen dico vobis, sunt rità vi dico Tra coloro che son qui pre-
:

quidam de hic stantibus, qui non gustabunt senti, vi son di quelli che non morranno,
mortem, donec videant Filium hominis ve- prima che veggano il Figliuol dell'uomo ve-
nientem in regno suo. nire nel suo regno.

CAPO XVII.

La trasfigurazione, 1-13. — // giovane epilettico, 14-21, — Nttova profezia della


Passione, 22-23. — ^^ tributo al tempio, 24-27.

'Et post dies sex assumit lesus Petrum, dopo Gesù prese con sé Pie-
'Sei giorni
et lacobum, et Ioannem fratrem eius, et du- tro eGiacomo e Giovanni suo fratello, e li
cit illos in montem excelsum seorsum "Et : menò in disparte sopra un alto monte *E :

2^ Act. 17, 31 ; Rom. 2, 6. Marc. 8, 39 ; Lue. 9, 27. ^ Marc. 9, 1 Lue. 9, 28.


;

27. Il Figliuolo dell'uomo verrà nella gloria, della potenza sovrana del Messia quale giudice
ecc. In questo versetto si parla chiaramente del- del mondo. L'ultimo atto si avrà alla fine dei
l'ultima venuta di Gesù Cristo per giudicare i tempi. Ora nell'Antico Testamento ogni manife-
vivi e i morti. Egli verrà nella gloria del Padre stazione di Dio come giudice è chiamata venuta
suo, cioè nella gloria della divinità e allora ; di Dio (Isau III, 14; XXX, 27; LXVI, 15, 18;
renderà a ciascuno secondo il suo operato, cioè Abac. Ili, 3 ecc.); e perciò siccome nella rovina
ai buoni concederà il premio loro promesso ; ai di Gerusalemme, della quale furono testimonii
cattivi invece darà il giusto castigo. parecchi Apostoli, si ebbe uno speciale intervento,
28. Tra coloro che sono qui presenti ecc. La benché invisibile, di Gesù Cristo giudice, a ra-
venuta del Figliuolo dell'uomo della quale si gione quest'intervento fu chiamato venuta del
parla in questo versetto fu diversamente intesa Figliuolo dell'uomo.
dagli interpreti. Alcuni Padri pensarono che Gesù Questa spiegazione è seguita da Calmet,
in queste parole alludesse alla gloria della sua Schegg, Pòlzl, Schanz, Fillioo, Mansel, Knaben-
trasfigurazione avvenuta sei giorni dopo. Contro bauer, Crampon, ecc.
di questa opinione si fa giustamente osservare
che le parole di Gesù « vi sono di quelli che non CAPO XVII.
morranno prima che veggano il Figliuolo del-
l'uomo venire nel suo regno » indicano uno spa- 1. Sei giorni dopo la confessione di Pietro,
zio di tempo abbastanza lungo, e non possono Gesù prese con sé i tre discepoli prediletti
applicarsi ai soli sei giorni che trascorsero tra il (XXVI, 37; Mar. V, 37; XIV, 33; Lue. Vili,
momento in cui furono pronunziate e la trasfigu- 51 ecc.) e li menò sopra un alto monte. S. Lu-
razione. ca IX, 28 dice che Gesù salì il monte per pre-
Inoltre nesso tra il v. 28 e il v. 27 si
dal gare, e soggiungendo poi IX, 37, che non di
deduce che venuta predetta di Gesù dev'es-
la
scese se non il giorno seguente, lascia dedurre
sere quella di un giudice, (Anche S. Matteo Vili, che la trasfigurazione abbia avuto luogo durante
la notte. Così sarebbe facile spiegare come i di
39 parla della venuta del regno con maestà cioè
con potenza sovrana) il che non si avverò per scepoli siano stati sorpresi dal sonno mentre
nulla nella trasfigurazione. Gesù pregava. (Lue. IX, 32), Knab. Secondo una
Alcuni altri esigeti emisero l'idea che Gesù antica tradizione, riferita da S. Cirillo di Geru-
parlasse della sua Chiesa e volesse dire Fra :
salemme e da S. Gerolamo, il monte della tras-
quelliche sono qui presenti alcuni non morranno figurazione sarebbe il Tabor, che sorge a dieci
prima di aver veduto la Chiesa, che è il mio re- chilometri a S. E. di Nazaret e si alza in forma
gno, così consolidata e forte da poter resistere conica a 780 metri sopra il lago di Tiberiade,
a tutte le forze e le persecuzioni del mondo. a 562 m. sopra il Mediterraneo e a 400 sopra la
Così spiegano S. Gregorio M., S. Beda, Gian- pianura di Esdrelon. Dalla sua cima lo sguardo
senio ecc. e fra moderni* Vigouroux, ecc.
i
spazia su tutta la Galilea, e si estende fino al-
A questa sentenza si può opporre che il nesso l'Antilibano e al Mediterraneo. Dista 70 chilometri
tra il versetto 28 e il 27 esige che si parli della in linea retta da Cesarea di Filippo, e a percor-
venuta di Gesù come giudice. rere questo spazio sono più che sufficienti i sei
Sembra quindi da preferirsi la sentenza che giorni menzionati dall'Evangelista.
nella venuta di Gesù annunziata in questo v. 28 Parecchi moderni invece vogliono che il monte
vede predetta la rovina di Gerusalemme, nella della trasfigurazione debba ricercarsi presso Ce-
quale si manifestò in modo terribile l'ira vendi- sarea di Filippo su qualcuna delle vette del-
catrice di Gesù contro il popolo Deicida. l'Hermon (m. 2860).
Questo grande avvenimento, a cui corrispose 2. Fu... trasfigurato (netenopvóSti) . Egli apparve
una maggiore dilatazione della Chiesa nel mon- come trasformato, e questa trasformazione fu
do, può essere considerato come il primo atto sensibile all'occhio. L'Evangelista la descrive io
S. Matteo, XVII, 3-11 77

transflguratus est ante eos. Et resplenduit fu dinanzi ad essi trasfigurato. E il suo volto
facies eius sicut sol vestimenta autem eius
: era luminoso come il sole e le sue vesti
:

facta sunt alba sicut nix. *Et ecce apparue- bianche come la neve. 'E a un tratto ap-
runt illis Moyses et Elias cum eo loquentes. parvero ad essi Mosè ed Elia, i quali discor-
•Respondens autem Petrus, dixit ad le- revano con lui. *E Pietro prendendo la pa-
sum Domine, bonum est nos hic esse si
: : rola disse a Gesù Signore, buona cosa è
:

vis, faciamus hic trìa tabemacula, tibi unum, per noi lo star qui se a te piace, facciamo
:

Moisi unum, et Eliae unum. *Adhuc eo lo- qui tre tende, una per te, una per Mosè, e
quente ecce nubes lucida obumbravit eoe. una per Elia. 'Prima che egli finisse di dire,
Et ecce vox de nube, dicens Hic est Filius : ecco che una nuvola risplendente li avvolse.
meus dilectus, in quo mihi bene complacui : Ed ecco dalla nuvola una voce, che disse :

ipsum audite. 'Et audientes discipulì ceci- Questi è il mio Figliuolo diletto, nel quale
derunt in faciem suam, et timuerunt valde. io mi sono compiaciuto ascoltatelo. 'Udito
:

^Et accessit lesus, et tetigit eos dixitque : ciò, i discepoli caddero bocconi per terra,
eis Surgite, et nolite timere. 'Levantes
: ed ebbero gran timore. ^Ma Gesù si acco-
autem oculos suos, neminem videnint, nisi stò ad essi, e li toccò, e disse loro Alzatevi,
:

solum lesum. e non temete. *E alzando gli occhi non vi-


dero nessuno, eccetto il solo Gesù.
•Et descendentibus illls de monte, prae- *E nel calare dal monte Gesù ordinò loro
cepit eis Jesus, dicens Nemini dixeritis : dicendo Non dite a nessuno quel che avete
:

visionem, donec Filius hominis a mortuis veduto, prima che il Figliuolo dell'uomo sia
resurgat. "Et interrogaverunt eum discipuU, risuscitato da morte. '"E i discepoli lo inter-
dicentes Quid ergo Scribae dicunt quod
: rogarono dicendo Perchè dunque dicono gli
:

Eliam oporteat primum venire? "At ille Scribi, che prima deve venire Elia? "Ed

Sup. 3, 17; II Petr. 1, 17. >• Marc. 9, 10. Mal. 4, 5.

Jae tratti : il volto di Gesù divenne splendido 10 ecc.); non v'ha quindi alcun dubbio che la
come il sole, le sue vesti bianche come la neve. voce uscita dalla nuvola aia la voce di Dio.
(Il testo greco ha : comt la lue*). L'anima di Gesù vuole confermare nella fede suoi di- i

Gesù unita personalmente al Verbo godeva della scepoli turbati dall'annunzio della sua passione.
visione beatifica, di cui è effetto connaturale la Perciò fa loro vedere che la morte sua, discussa
glorificazione del corpo. Per compiere l'opera con Mosè legislatore ed Elia profeta, è voluta da
della nostra Redenzione secondo i disegni di Dio, Dio e fa parte del disegno voluto da Dio per re-
Gesù quaggiù in terra impedì che la gloria della dimere il mondo. La voce del Padre, che al prin-
sua anima ridondasse nel corpo : ma al momen- cipio della vita pubblica di Gesù, cioè al Batte-
to della trasfigurazione permise che alcun! raggi simo, l'aveva proclamato suo Piglio dileno, si fa
di gloria della sua anima beata si trasfondessero nuovamente sentire sul monte, e ripete che quel
nel suo corpo. Gesù, il quale ha annunziato la sua passione e
3. Mosè ed Elia. Sono i due personaggi più la sua morte, è sempre il Figlio diletto, che ha

importanti dell'Antico Testamento. Il primo rap- l'approvazione e il comando del Padre di ver-
presentava la legge, il secondo i profeti. Colla sare il suo sangue per gli uomini.
loro presenza essi rendono testimonianza a Gesù, Questi i il mio Figliuolo ecc. vedi cap. Ili, 17.
e mostrano che Egli è il fine a cui era ordinata Ascoltatelo. Con queste parole il Padre presenta
sia la legge che i profeti. Mosè legislatore at- Gesù come il Legislatore della nuova alleanza
testa che Gesù non ha violato e non viola la (Deut. XVIII, 15), e intima a tutti di credergli
legge come dicevano Giudei. Elia, zelatore della
i
e'di obbedirgli, anche quando parla della sua pas-
gloria di Dio e operatore di prodigi, attesta che sione e della sua morte.
Gesù non è reo di bestemmia quando attribuisce 9. Son dite a nessuno ecc. Il motivo di que-
a se stesso la gloria di Dio e dimostra che non ; sta proibizione è quello stesso accennato alla
fa i miracoli in virtù del demonio. nota sul cap. XVI. 20. Dopo la risurrezione di
Discorrevano con lai. Il soggetto del loro di- Gesù S. Pietro parlò della trasfigurazione nella
scorso vien riferito da S. Luca IX, 31. Essi sua prima Epistola al cap. I, 17.
parlavano della dipartita di Gesù dal mondo per 10. Perchè dunque dicono gli Scribi, ecc. Il
mezzo della sua passione da compiersi in Geru- profeta Malachia aveva scritto cap. IV, 5. e Ecco
salemme. che io manderò a voi il profeta Elia, prima che
4. Buona cosa è per noi ecc. Gli Apostoli, alla venga il giorno grande e tremendo del Signore ».
presenza di Gesù trasfigurato, dovettero provare Fondandosi su queste parole gli Scribi insegna-
una dolcezza e una gioia ineffabile, e Pietro vano che prima del Messia doveva venire Elia a
sempre ardente e pieno di buone intenzioni, de- preparargli la strada.
siderando prolungare i momenti di felicità
di Ora questo profeta non aveva fatto che una
provata, propone di far tre tende o capanne con breve apparizione sul monte, e tosto era scom-
rami e frasche, per Gesù e per i due altri per- parso. Come dunque i dottori Giudei potevano
sonaggi apparsi. Egli però, come nota S. Marco insegnare che egli doveva preparare la strada al
tX, 5, non sapeva quel che si dicesse. Messia? Ecco la questione che i discepoli pro-
Una nuvola ecc. La nuvola risplendente è
5. pongono a Gesù.
il segno della presenza di Dio (Esod. XVI, 10; 11. Certo che prima è per venire Elia, ecc
XIX. 9-16; XXIV. 15; XXXIII. 9 ecc. Ili Re Vili. Gesù non l'insegnamento degli Scribi, ma
rigetta
78 S. Matteo, XVII, 12-19

respondens, Elias quidem venturus


ait eis : egli rispose loro Certo che prima è per ve-
:

omnia. '^Dico autem vobis,


est, et restituet nire Elia, e riordinerà tutte le cose. ^*Ma
quia Elias iam venit, et non cognoverunt io vi dico che Elia è già venuto, e non lo
eum, sed fecerunt in eo quaecumque vo- hanno riconosciuto ma hanno fatto a lui:

luerunt. Sic et Filius hominis passurus est tutto quello che han voluto. E nella stessa
ab eis. "Tunc intellexerunt discipuli, quia maniera sarà da essi trattato il Figliuolo del-
de Ioanne Baptista dixisset eis. l'uomo. ''Allora i discepoli compresero che
aveva loro parlato di Giovanni Battista.

"Et cum venisset ad turbam, accessit ad "Ed essendo giunto dov'erano le tur-
egli
eum homo genibus provolutus ante eum, be, se gli accostò un uomo, e si gettò in gi-
dicens Domine, miserere Alio meo, quia
: nocchio davanti a lui, dicendo Signore, :

lunaticus est, et male patitur nam saepe : abbi pietà di mio figlio, perchè è lunatico,
cadit in ignem, et crebro in aquam. "Et ob- e soffre molto imperocché spesso cade nel
:

tuli eum non potuerunt


discipulis tuis, et fuoco e spesso nell'acqua. '*E io l'ho pre-
curare eum. ^^Respondens autem lesus, ait : sentato ai tuoi discepoli, e non hanno po-
O generatio incredula, et perversa, quous- tuto sanarlo. "Ma Gesù rispose, e disse :

que ero vobiscum? usquequo patiar vos? O generazione incredula e perversa, sino a
Afferte huc illum ad me. ^'Et increpavit quando starò con voi? sino a quando vi
illum lesus, et exiit ab eo daemonium, et sopporterò? Menatelo qui da me. '^E Gesù
curatus est puer ex illa bora. sgridò il demonio, e questo uscì dal fanciul-
lo, il quale da quel momento fu risanato.

"Tunc accesserunt discipuli ad lesum se- "Allora i discepoli presero in disparte


creto, et dixerunt Quare nos non potui-
: Gesù, e gli dissero Per qual motivo non :

mus elicere illum ? "Dixit illis lesus Pro- : abbiamo noi potuto scacciarlo? "Rispose

Sup. U, 14 et 14, 10. "Marc. 9, 16; Lue. 9, 38. >» Lue. 17, 6.

lo spiega e lo rende più completo per ciò che dere che Gesù compie un prodigio da essi inu-
riguarda la sua venuta come Messia. Egli distin- tilmente tentato.
gue due venute di Elia, l'una personale, che si 16. O generazione perversa ecc. Gesù riprende
compirà alla fine dei tempi, e sarà preparazione energicamente la mancanza di fede sia da parte
alla venuta di Gesù Cristo giudice dei vivi e del popolo, che da parte dei discepoli. S. Marco
dei morti. In essa Elia riordinerà tutte le cose, IX, 13 e ss. dice che al miracolo erano presenti
facendo sì che i Giudei, ostinati nella loro ri- fra la turba parecchi Scribi, che prima avevano
bellione a Gesù Cristo, si convertano e abbrac- disputato coi discepoli. Ora siccome discepoli i

cino il Cristianesimo (Rom. XI, 25 e ss.). Di non erano riusciti a sanare il malato, è ovvio
questa venuta di Elia parlava il profeta Mala- arguire che gli Scribi abbiano approfittato del
chia al cap. IV, 5. loro insuccesso per calunniare Gesù Cristo da-
V'è però un'altra venuta figurativa di Elia, vanti al popolo, il quale sempre mobile e inco-
della quale parla pure Malachia al cap. III, 1, stante si lasciò t^scinare dalle loro calunnie a
e questa si è già compita in Giovanni Battista, pensare e dir male di lui. Gesù li chiama perciò
il quale collo spirito e la virtù di Elia cercò di generazione incredula e perversa, cioè incorreg-
preparare i Giudei a riconoscere il Messia in gibili, perchè non ostante i tanti miracoli da
Gesù Cristo. lui operati, non prestano ancora fede alle sue
parole, e non lo vogliono ancora riconoscere per
12. Non
lo hanno riconosciuto ecc. ved. cap.
XI, 16 e ss. Ma hanno fatto a lui tutto quello
Messìa.
che han voluto ved. cap. XI, 18. Gesù allude 18. Per qual motivo ecc. Gesù aveva dato
ancora all'incarcerazione e al martirio del Batti- agli Apostoli la potestà di scacciare i demoni!
sta. Nella stessa maniera ecc. accenna alla sua (Matt. X, 8), e questi già altre volte si erano
passione e morte. mostrati loro ubbidienti (Mar. VI, 12-13) si ;

comprende quindi perchè gli Apostoli facciano


14.Lunatico cioè affetto da epilessia, i cui ac- ora questa domanda a Gesù. Temevano forse
cessi avevano una qualche corrispondenza colle di aver perduta la potestà loro donata.
fasi lunari. Questa malattìa nel caso presente era
19. A motivo della vostra incredulità ecc Pa-
causata da una possessione diabolica ed era con-
recchi codici .greci, tra i quali il Sin. e il Vat.
giunta col mutismo (Mar. IX, 16).
(Nestle ecc.) hanno la variante: a motivo della
Quale contrasto tra ciò che avvenne sul monte,
vostra poca fede (óXiYontoriov). Gli Apostoli non
dove l'umana natura fu glorificata in Gesù Cristo,
avevano perduta la fede, ma alla vista degli orri-
e ciò che avviene ai piedi dello stesso monte,
bili strazi che il demonio faceva subire alla sua
dove l'umana natura in quel figlio disgraziato
vittima, ebbero qualche momento di esitazione
viene orrendamente straziata dal demonio! Nelle
e di diffidenza, o per Io meno non ebbero quella
due scene è ben ritratta l'indole e la natura dei
fede piena, che da loro si sarebbe aspettata, at-
due regni, di quello di Dio, e di quello del
tesi i miracoli veduti e la famigliarità colla quale
demonio.
erano trattati da Gesù. Questa era stata la causa
15.Non han potuto sanarlo. I nove discepoli, del loro insuccesso. Gesù passa in seguito a
che non erano stati testimoni! della trasfigura- celebrare la potenza della fede. Sulla compara-
lione, vengono confermati nella fede al ve- zione granello di senapa, ved. Matt. XIII, 32
S. Matteo, XVII, 20-26 79

pter Incredulitatem vestram. Amen quippe loro Gesù A motivo della vostra incredu-
:

dico vobis, si habueritis fldem, sicut gra- lità.Imperocché in verità vi dico Se avrete :

num sinapis, dicetis monti huic Transi : fede, quanto un granello di senapa, potrete
hinc illuc, et transibit, et nihil impossibile dire a questo monte Passa da questo a
:

erit vobis. "Hoc autem genus non eìicitur quel luogo, e passerà, e nessuna cosa sarà
Disi per orationem, et ìeiunium. a voi impossìbile. "Ma questa sorta (di de-
moni) non si scaccia se non mediante l'o-
razione e il digiuno.
"Conversantibus autem eis in Galilaea, *'E mentre si trattenevano nella Galilea,
dixit illis lesus Filius hominis tradendus
: Gesii disse loro Il Figliuolo dell'uomo ha
:

est in manus hominum "Et occident eum, : da essere dato nelle mani degli uomini. "E
et tertia die resurget. Et contristati sunt lo uccideranno, e risorgerà il terzo giorno.
vehementer. Ed essi restarono afflitti sommamente.
"Et cum venissent Caphamaum, accesse- "Ed essendo andati in Cafarnao, si acco-
runt, qui didrachma accipiebant, ad Petrum, starono a Pietro quelli che riscuotevano le
et dixerunt ei Magister vester non solvit
: due dramme, e gli dissero Il vostro mae- :

didrachma ? '*Ait Etiam, Et cum intrasset


: stro non paga egli le due dramme? '*Ed
in domura, praevenit eum lesus, dicens : egli rispose Certo che sì. Ed entrato ch'e-
:

Quid tibi videtur Simon? Reges terrae a glifu in casa. Gesù lo prevenne, e gli disse :

quibus accipiunt tributum vel censum? a Che te ne pare, o Simone? Da chi ricevono
filiis suis, an ab alienis? "Et ille dixit Ab : il tributo o il censo i re della terra? da'
alienis. Dixit illi lesus Ergo liberi sunt : propri figliuoli, o dagli estranei? '*Daglì
fllii. ''Ut autem non scandalizemus eos, va- estranei, rispose Pietro. E Gesù soggiunse-
de ad mare, et mitte hamum et eum pi- : gli : Dunque
i figliuoli ne sono esenti. ''Con

scem, qui primus ascenderit, tolle et a- : tutto ciò per non recare ad essi scandalo,
perto ore eius, invenies staterem : Ulum va al mare, e getta l'amo e prendi il pri-
:

sumens, da eis prò me et te. mo pesce che verrà su e apertagli la bocca,


:

vi troverai uno statere piglialo, e paga per


:

me e per te.

*> inf. 20, 18; Marc. 9, 30; Lue. 9, 44.

Questo monte cioè quello della trasfiguraiio- 87 centesimi). Questa tassa veniva riscossada
ne. Tutta la frase : Se avrete fede quanto un speciali collettori ai 15 dei mese di Adar, Feb-
granello... passerà, t un modo di dire prover- braio-Marzo.
biale che significa un minimo di fede sincera
: Vespasiano fece più tardi riscuotere quest'im-
può operare i più grandi prodigi e superare i posta per il Campidoglio.

maggiori ostacoli, conforme a ciò che si legge I collettori, non osando forse rivolgersi diretta-
in S. Paolo 1 Cor. I, 25. mente a Gesù, vanno da Pietro, che sapevano
20. Qaesta sorta (di demonio ecc. Vi ha una essere il primo dei suoi discepoli, e gli doman-
categoria di demonii, per scacciare i quali è ne- dano se il suo Maestro non paga le due dramme
cessaria oltre la fede anche la preghiera e il annue per il tempio.
digiuno. < 11 demonio è entrato nel mondo per 24. Entrato ecc. Entrato Pietro nella casa dove
l'orgoglio e la sensualità il digiuno trionfa della
:
era Gesù, questi lo previene facendogli vedere
sensualità ; la preghiera dell'orgoglio. Queste due che conosceva il discorso da lui avuto coi col-
pratiche, le quali rendono la fede piiì viva e più lettori.
stretta l'unione con Dio, sono necessarie sopra-
II tributo è l'imposu indiretta, che si riscuoteva
tuttO'-quando si ha da vincere certi demonii più sulle mercanzie : il censo invece è l'imposta di-
potenti, certe tentazioni più forti >. Crampon.
retta, che gravava sulle persone, sui campi ecc.
Vedi Toh. XII, 8; Dan. IX, 3).
Tutto questo versetto manca nei testi greci 25. Dagli estranei cioè da quelli che non ap-
Sin. Vat. CNestle) ; si ritrova però in quasi partengono alla famiglia del re. In Oriente i
tutti gli altri codici greci e in quasi tutte le ver- figli dei re andavano esenti da ogni tassa.
sioni. Dunque i figliuoli sono esenti. Dunque, con-
22. Restarono afflitti sommamente. In questa chiude Gesù, io che sono Figlio di Dio, sono
un progresso nella fede, poiché
afflizione vi è già esente dall'imposta, che Dio esige per il suo
culto. Questa risposta suppone chiaramente che
niuno dei discepoli e neppure S. Pietro osa più
muovere alcuna difficoltà. S. Marco però fa no- Gesù sia Figlio naturale di Dio.
tare (IX, 31) che essi (i discepoli) non capivano 26. Per non recare ad essi scandalo. Benché
nulla e non si fidavano di interrogarlo.
:
non sia tenuto, tuttavia acciò non si pensi male
23. Le due dramme. Ogni Israelita maschio, di me, quasi che io disprezzi il tempio, mi sot-
dall'età di 20 anni doveva pagare ogni anno tometterò all'imposta. Gesù però facendo un mi-
mezzo siclo per il servizio del tempio (Esod. racolo per aver il denaro necessario, mostra che
XXX, 11-16; IV Re XII, 4; II Paralip. XXIV. in realtà non era tenuto a pagare.
16). Il mezzo siclo equivaleva a circa L. 1,75 Uno statere era una moneta greca equivalente
e veniva rappresentato in moneta greca dal di- a quattro dramme, del valore di circa L. 3,50
dramma o due dramme. (La dramma valeva circa (V. fig. 36 a pag. 8«).
«0 S. Matteo, XVIII, 1-6

CAPO XVIII.

// pili grande nel regno dei cieli, 1-5. — Contro lo scandalo, 6-10. — La pecorella
smarrita, 11-14. — Correzione fraterna, 15-17. — Il perdono cristiano, 18-22.
— Parabola dei servi debitori, 2J-35.

^In illa bora accesserunt discipuli ad le- ^Nel tempo stesso si appressarono a Gesù
sum, dicentes Quis putas, maior est in
: i discepoli, e gli dissero : Chi è mai il più
regno caelorum? ^Et advocans Jesus parvu- grande nel regno de' cieli? *E Gesù chia-
lum, statuit eum in medio eofum. *Et dixit : mato a sé un fanciullo, lo pose in mezzo ad
Amen dico vobis, nisi conversi fueritis, et essi, 'e disse : In verità vi dico, che, se non
effìciamini sicut parvuli, non intrabitis in vi convertirete e non diventerete come fan-
regnum caelorum. ''Quicumque ergo humi- non entrerete nel regno de' cieli.
ciulli,
parvulus
liaverit se sicut iste, hic est maior 'Chiunque pertanto si farà piccolo, come
in regno caelorum. questo fanciullo, quegli sarà il più grande
nel regno de' cieli.
"Et qui susceperit unum parvulum talem *E chiunque accoglierà nel nome mio un
in nomine meo, me suscipit. *Qui autem fanciullo come questo, accoglie me stesso.
scandalizaverit unum de pusillis istis, qui in ^Chi poi scandalizzerà alcuni di questi
me credunt, expedit ei ut suspendatur mola piccolini, che credono in me, sarebbe me-

1 Marc. 9, 33; Lue. 9, 46. =" Inf. 19, 14. ••»


I Cor. 14, 20. * Marc. 9, 41; Lue. 17, 2.

Per me e per te. « E cosa degna di considera- si deve principalmente imitare l'umiltà. Per es-
aione il vedere che Cristo agguaglia Pietro a se sere membro del regno dei cieli, che è la Chiesa,

Fig. 36.

Tetradramma
o statere.

medesimo, facendolo come padre di famiglia pa- è necessaria l'umiltà, che porti a credere fer-
gare insieme seco il tributo» (Martini). mamente misteri superiori alla nostra ragione e
a stare obbediente e sottomesso a tutte le au-
torità legittime. Colui che è più umile, è il più
CAPO XVIII.
grande davanti a Dio.
Chi è mai il pia grande, ecc. Nell'andare a
1. 5. Chi accoglierà ecc. Dall'aver detto che è
Cafarnao (Mar. IX, 32) gli Apostoli, quali si i necessario essere simili ai fanciulli nell'ordine
pensavano che Gesù dovesse prossimamente i- morale. Gesù piglia occasione per dire dei ri-
naugurare il suo regno, avevano disputato tra guardi sommi che loro sono dovuti. Accogliere
loro su chi sarebbe stato il più grande nel nuovo significa prestar qualsiasi cura. Gesù ritiene co-
regno. Entrati in casa, Gesù fece loro vedere che me fatto a se stesso qualsiasi benefìzio, che per
aveva conosciuto la disputa avvenuta, e diede suo amore si faccia ai fanciulli.
loro una sublime lezione di umiltà.
Chi poi scandalizzerà ecc. Scandalizzare si-
6.
3. Se non vi convertirete ecc. Se voi non la- gnifica essere occasione di rovina morale al pros-
sciate da parte questi sentimenti di superbia e simo. La gravità di questo peccato vien dimo-
di ambizione, e non diventerete come fanciulli, strata dal genere di morte che si merita (vedi
che sono semplici, umili, senza invidia, senza Matt. V, 22).
pretensioni, e contenti del loro stato, non solo Una macina da asino. Gli antichi molini erano
non sarete i più grandi nel regno dei cieli, ma formati da due
pietre sovrapposte, delle quali
ne sarete esclusi affatto. Gesù con queste pa- l'inferiore era immobile, mentre la superiore ve-
role inculca nuovamente, che per avere parte al niva fatta girare sulla prima o a forza di brac-
suo regno è condizione indispensabile la santità cia, se si trattava di piccoli molini, o per mezzo
interiore. di un asino, se trattavasi invece di molini più
4. Chiunque si farà piccolo ecc. Nel fanciullo pesanti.
S. Matteo. XVIII, 7-13 81

asinaria in collo eius, et demergatur in pro- glio per lui che gli fosse appesa al collo una
fundum maris. macina da asino, e fosse sommerso nel pro-
fondo del mare.
^Vae mundo a scandalis. Necesse est enim 'Guai al mondo per causa degli scandali.
ut veniant scandala : venimtamen vae ho- Imperocché è cosa necessaria che vi siano
mini illi, per quem scandalum venit. *Si degli scandali ma guai all'uomo, per colpa
:

autem manus tua, vel pes tuus scandalizat del quale viene lo scandalo. *Che se la tua
te abscide eum, et proiice abs te
: bonum : mano, oìl tuo piede ti è dì scandalo, troncali,
tibi est ad vitam ingredi debilem vel clau- e gettali via da te : è meglio per te giungere
dum, quam duas manus, vel duos pedes ha- alla vitacon un piede o con una mano di
bentem mitti ignem aetemum. *Et si
in meno, che con tutte due le mani e con tutti
oculus tuus scandalizat te, erue eum, et due i piedi esser gettato nel fuoco etemo.
proiice abs te bonum tibi est eum uno
: *E se l'occhio tuo ti è di scandalo, cavatelo,
oculo in vitam intrare, quam duos oculos e gettalo via da te : è meglio per te entrar
habentem mitti in gehennam ignis. "Videte nella vita con un sol occhio, che con due
ne contemnatis unum ex bis pusillis : dico occhi esser gettato nel fuoco dell'inferno.
enim vobis, quia angeli eorum in caelis sem- '"Guardatevi dal disprezzare alcuni di questi
per vident faciem patrìs mei, qui in caelis piccoli vi dico invero che i loro Angeli ne'
:

est. cieli vedono perpetuamente il volto del Padre


mio, che è nei cieli.
"Venit enim Filius hominis salvare "Imperocché il Figliuolo dell'uomo è ve-
quod perierat. "Quid vobis videtur? si fue- nuto a che si era perduto.
salvare quel
rint alicui centum oves, et erraverit una "Che ve ne pare? Se un uomo ha cento
ex eis nonne relinquit nonagintanovem in
: pecore, e una di queste si smarrisce, non
montibus, et vadit quaerere eam, quae er- abbandona egli le altre novantanove su per
ravit? "Et si contigerit ut inveniat eam : i monti e va in cerca di quella che si è
amen dico vobis, quia gaudet super eam ma- smarrita? "E se gli venga fatto di ritro-
gis quam super nonagintanovem, quae non varla in verità vi dico, che si rallegra più
:

• Sup. 5, 30; Marc. 9, 42. »• P«. M, 8. »» Loc. 19, IO. " Lue. 15, 4

7. Guai al mondo ecc. Un grido di dolore e di ti. // dell'uomo ecc. Con un altro
Figliuolo
compassione esce dal cuore di Gesù alla vista argomento prova rispetto che deve aversi per
il

delle rovine e delle vittime che fa lo scandalo. i fanciulli. Non


solo Dio ha affidata agli angeli
Data la corruzione attuale dell'umana natura, è U loro ctutodia, ma ha mandato nel mondo il
moralmente impossibile che manchino gli scan- •uo stesso Figlio, affinchè colla sua passione e
dali, e Dio li permette affine di provare la fe- morte salvasse gli uomini. Ora coloro che di-
deltà dei buoni ma guai a colui ecc. Gli Apo-
;
sprezzano o scandalizzano i fanciulli, cercano per
stoli e tutti i superiori devono essere severis- quanto sta in loro di distruggere l'opera di Gesù
simi contro gli scandali. Cristo, allontanando da lui coloro, che per la
loro inesperienza hanno maggiormente bisogno
8-9. Vedi Matt. V, 29-30. Gesù vuol dire che di essere soccorsi e salvati.
dobbiamo fare qualsiasi sacrifizio per evitare II Quando si considerino le condizioni misera-
peccato. Non è mai che a questo fine sìa ne- bili in cui si trovavano i fanciulli, specialmente
cessario troncar la mano ecc. perchè il peccato se figli di schiavi, presso i pagani, si vedrà
consiste nella volontà, che è libera di acconsen- tutta la sublimità della dottrina e degli insegna-
tire o non acconsentire al male ma spesso è ; menti di Gesù Cristo.
necessario di separarsi da certe creature o pri- Questo versetto 11 manca nei codici greci
varsi di certe soddisfazioni, che ci possono es- Vai. e Sin. e nelle versioni sahidica e boarica,
sere care come l'occhio ecc. si trova però in tutti gli altri codici e nelle al-
La vita eterna. Inferno, geenna. Vedi n. V, 22. tre versioni. L'autorità dei due codici non è
Guardatevi ecc. Gesù fa vedere agli Apo-
10. sufficiente per rigettarlo come un'interpolazione
stoli quanto grande debba essere la cura, che tratta da Luca XIX, 10.
si devono prendere dei fanciulli. Dio li stima 12. Quesu della pecorella smarrita
parabola
tanto, e li tiene si cari che ha affidata la loro viene da S. Luca narrata in altra circostanza
custodia agli spiriti più sublimi della sua corte. (Lue. XV, 4 e ss.). Gesù mostra in essa quanto
Vedono... il volto del Padre mio ecc. Nell'An- gli stia a cuore la salute spirituale anche di un
tico T. i servi più intimi e più famigliari dei solo fanciullo, e per conseguenza quanto si
re vengono chiamati coloro che veggono la fac- debbano adoperare coloro, che amano veramente
cia del re (III Re X, 8; IV Re XXV, 19; Gerem. Dio, per salvarne anche un solo.
LII, 25; Est. I, 14). 13. Più si rallegra di questa ecc. E' un fatto di
La dottrina degli angeli custodi si trova già quotidiana esperienza, che nel ritrovare un og-
accennata nel A. T. (Salm. XC, 11; XXX, 8; Tob. getto smarrito e a lungo cercato, si prova al
V, 4, 15 ecc.) ed era comunemente ammessa primo momento una maggiore contentezza, che
dai Giudei al tempo di Gesù Cristo. (Vedi an- non si abbia nella possessione abituale di un'al-
che Lue. XVI, 22; Atti XII, 7 e 15). tra cosa anche di maggior vslore.

« — Saera Bibbia, voi. l.


82 S. Matteo, XVIII, 14-21

erraverunt. "Sic non est voluntas ante Pa- di questa, che delle novantanove che non
trem vestrum, qui in caelis est, ut pereat si erano smarrite. "Così non è volere del
unus de pusillis istis. Padre vostro, che è ne' cieli, che perisca
un solo di questi piccoli.

"Si autem peccaverit in te frater tuus, "Che tuo fratello abbia commesso
se il

vade, et corripe eum


inter te, et ipsum so- mancamento contro di te, va, e correggilo
lum. Si te audierit, lucratus eris fratrem tra te e lui solo. Se egli ti ascolta hai guada-
tuum. ^*Si autem te non audierit, . adtiibe gnato il tuo fratello. "Se poi non ti ascolta,
tecum adhuc unum, vel duos, ut in ore duo- prendi ancora teco una o due persone,
rum, ve! trium testium stet omne verbum. affinchè per bocca di due o tre testimoni si
^^Quod si non audierit eos die ecclesiae. : stabilisca tutto l'affare. "Che se non farà
Si autem ecclesiam non audierit sit tibi si- : caso di essi, fallo sapere alla Chiesa. E se
cut ethnicus, et publicanus. non ascolta nemmeno la Chiesa, abbilo
come il gentile e il pubblicano.
**Amen dico vobis, quaecumque alliga- "In verità vi dico : Tutto quello che leghe-
veritissuper terram, erunt ligata et in cae- anche nel cielo
rete sulla terra, sarà legato :

lo et quaecumque solveritis super terram,


: e tutto quello che scioglierete sulla terra
erunt soluta et in caelo. sarà sciolto anche nel cielo.
"Iterum dico vobis, quia si duo ex vobis "Vi dico ancora che se due di voi si ac-
consenserint super terram, de omni re corderanno sopra la terra a domandare qual-
quamcumque petierint, flet illis a patre meo, sisia cosa, sarà loro concessa dal Padre
qui in caelis est. '"Ubi enim sunt duo, vel mio, che è ne' cieli. *" Poiché dove sono
tres congregati in nomine meo, ibi sum in due tre persone congregate nel nome mio,
medio eorum. quivi son io in mezzo di esse.
*^Tunc accedens Petrus ad eum, dixit : '^Allora, accostatosi a lui Pietro, disse :

Domine quoties peccabit in me frater meus. Signore, fino a quante volte peccando il mio

"Lev. 19, 17; Eccli. 19, 13; Lue. 17, 3;jac. 5, 19. »« Deut. 19, 15; joan. 8, 17; II Cor.
13, l;Hebr. 10, 28. '' I Cor. 5, 11; II Thess. 3. 14. "Joan. 20, 23. «^Lue. 17, 4.

Padre vostro. Alcuni eodici greci hanno :


14. tronchi ogni relazione con lui, e lo si riguardi
Padre mio. Si osservi in generale che quanto come uno scomunicato, alieno affatto dalla so-
fu detto dei fanciulli, può ancora applicarsi a cietà dei fedeli. Da ciò si deduce l'autorità che
tutti coloro che si trovano nelle stesse loro ha la Chiesa di infliggere scomuniche ecc.
condizioni. Tutto quello che legherete. Con queste pa-
18.
Questa ultima parte del capitolo è propria
15. role Gesù dichiara chi siano coloro che devono
di S. Matteo. Gesù dopo aver parlato della pronunziare la separazione di un membro dalla
gravità dello scandalo passa a dire del modo comunità cristiana e giudicare della sua riam-
con cui si deve correggere colui che ha peccato. missione. Sono gli Apostoli, ai quali viene esteso
Fratello è colui che fa professione della stessa quel potere già concesso a Pietro (vedi Matt.
fede, ed è membro della stessa comunità. Se XVI, 19), senza però che si venga a detrarre
adunque egli cade in peccato, vi è l'obbligo, nulla al primato concesso al Principe degli Apo-
osservate le debite circostanze di tempo, di luogo stoli.

e di persona, di correggerlo privatamente e far- Dio dal cielo ratiflcherà le sentenze pronun-
gli male fatto. Se egli riconosce il suo
vedere il
ziate dai capi della Chiesa.
torto e se ne pente, hai guadagnato alla vita 19. Non solamente Dio ratifica le sentenze
eterna il tuo fratello che altrimenti sarebbe perito. della sua Chiesa, ma ancora ascolta le preghiere
In parecchi codici greci tra i quali nel Sin. e rivoltegli dai fedeli uniti in un medesimo spi-
nel Vatic. (Nestle ecc.) e in parecchi latini della rito; e qualsiasi cosa utile all'eterna salute gli
Volgata mancano le parole contro di te, onde sarà domandata, Egli la concederà.
Knab. le dice non genuine. 20. Dove sono due o tre... congregate nel mio
Ad ogni modo il precetto della correzione fra- nome. Gesù promette di trovarsi presente, per
terna sì estende a ogni sorta di peccati, sia cioè raccogliere le preghiere e offrirle al Padre, do-
a quelli contro Dio e sia a quelli contro il vunque siano due o tre congregati fra nome suo,
prossimo. cioè in adunanze, dove si cerchi il suo onore e la
16. Se non ti ascolta ecc. Pud avvenire che il sua gloria, e dove si preghi in conformità della
colpevole non faccia alcun caso della corre- SUB intenzione. Gesù adunque non può in alcun
zione, si chiamino allora due o tre membri della tempo non essere presente alla sua Chiesa per
comunità cristiana per dare maggior autorità assisterla, per dirigerla, e per confortarla.
alle proprie parole e per osservare ciò che la 21. modo di correg-
Avendo Gesù insegnato
il
legge prescrive (Deut. XIX, 15). gere il peccatore, passa a mostrare come debba
17. Fallo sapere alla Chiesa ecc. Se egli di- essere accolto quando si penta.
sprezza anche questa seconda correzione, si deve Quante volte ecc. I rabbini insegnavano che
denunziare alla Chiesa cioè ai pastori e capi della si doveva solo perdonare tre volte, e Pietro si cre-
comunità cristiana : che se rifiutasse di sottomet- deva forse di far molto il generoso proponendo
tersi, lo si riguardi come un gentile, cioè si di perdonare sette volte.
S. Matteo, XVIII, 22-34 83

et dimittara ei? usque septies? ''Dicit illi fratello contro di me, gli perdonerò io? fino
lesus : Non
dico tibi usque septies sed a sette volte ? *'Gesù gli rispose Non ti :

usque septuagies septies. dico fino a sette volte, ma fino a settanta


volte sette.
"Ideo assimilatum est regnum caelorum "Per questo il regno de' cieli si assomi-
hominl regi, qui voluit rationem ponere cum glia ad un re, il quale volle fare i conti coi
servis suis. "Et cum coepisset rationem po- suoi servi. '*E avendo principiato a far 1
nere, obiatus est ei unus, qui debebat ei de- conti, gli fu presentato uno che gli era de-
cem millia talenta. **Cum autem non ha- bitore di dieci mila talenti. *'E non avendo
beret unde redderet, iussit eum dominus costui modo di pagare, comandò il padrone
eius venundari, et uxorem eius, et fllios, et che fosse venduto lui, e sua moglie, e 1
omnia, quae habebat, et reddi. '•Procidens figliuoli, e quanto aveva, e si saldasse il
autem servus ille, orabat eum, dicens Pa- : debito. **Ma il servo prostrato lo supplicava
tientiam habe in me, et omnia reddam tibi. con dire Abbi meco pazienza, e ti soddi-
:

"Misertus autem dominus servi illius. di- sfarò interamenle. ''Mosso il padrone a pietà
misit eum, et debitum dimisit ei. di quel servo, lo liberò condonandogli il
debito.
'•Egressus autem servus ille invenit unum **Ma partito di II il servo, trovò uno de'
de conservis suis, qui debebat ei centum suoi conservi, che gli doveva cento denari :

denarios et tenens suffocabat eum, dicens


: : e presolo per la gola, lo strozzava dicendo :

Redde quod debes. "Et procidens conser- Pagami quello che devi. ''E il cooservo
vus eius, rogabat eum, dicens Patientiara : prostrato a' suoi piedi Io supplicava, di-
habe in me, et omnia reddam tibi. **Ille cendo : Abbi meco pazienza, e ti soddisfarò
autem noluit sed abiit, et misit eum in
: interamente. '"Ma quegli non volle e andò :

carcerem, donec redderet debitum. *'Viden- a farlo mettere in prigione, fino a tanto che
tes autem conservi eius quae flebant. con' l'avesse soddisfatto. "Ora avendo gli altri
sunt valde
tristati et venerunt, et narra-
: conser\'i veduto tal fatto, grandemente se
verunt domino suo omnia, quae facta fue* ne attristarono e andarono, e riferirono al
:

rant. padrone tutto quel che era avvenuto.


**Tunc, vocavit illum dominus suus et : "Allora il padrone lo chiamò a sé, e gli
alt illi Serve nequam. omne debitum dimi-
: disse Servo iniquo, io ti ho condonato tutto
:

si tibi, quoniam rogasti me "Nonne ergo : quel debito, perchè mi ti sei raccomandato :

oportuit et te mìsereri conservi tui. sicut ef •*Non dovevi adunque anche tu aver pietà
ego tui misertus sum? •*Et iratus dominus d'un tuo conservo, come io ho avuto pietà
eius tradidit eum tortorìbus quoadusque red- di te? " E sdegnato il padrone Io diede In

22. Settanta voltt S0tte, cioè un numero in- gliee i figli (Esod. XXII. 2; Uv. XXV, 39 e
definito di volte. La cariti cristiana deve esaere 47; IV Re IV, 1).
sempre pronta a perdonare le ingiurie. 28. Cento denari. Il denaro era una moneta
23. Con questa parabola (che è propria di S. d'argento latina, che valeva dieci assi ossia lire

Matteo), Gesù fa vedere che non è troppo quello


che Egli esige. Dio perdona agli uomini infinite
ingiurie contro di lui commesse. Egli ha perciò
il diritto di comandare agli uomini di perdonare
le piccole ingiurie dagli altri ricevute.

24. Ditcl mila taltntl. Il ulento attico di ar-


gento equivaleva a sei mila dramme, e dieci mila
talenti equivalgono a circa 55 milioni di lire. Il
talento ebraico valeva quasi il doppio. Siccome
ai tempi del Signore la moneta usuale in Pale-
stina era la greca, è probabile che nella para-
bola si parli del talento greco.
Rg. 37. — Denaro di Augusto.
In Oriente anche i governatori delle più vaste
Provincie si chiamavano servi del re si può ;

quindi supporre che questo debitore fosse un 0,78. Cento denari equivalgono quindi a poco
grande funzionario dello stato p. es. un satrapo, meno di 80 lire, somma veramente minima a
il quale a forza di soprusi fosse riuscito a fro- paragone dei 55 milioni.
dare il pubblico tesoro di una tale somma. Il
33. Son dovevi adunque ecc. Io che sono re,
debito di questo servo rappresenta il debito no-
ho condonato a te suddito 55 milioni, e tu servo
stro con Dio.
non dovevi forse condonare a un tuo compagno
25. Comandò che fosse venduto ecc. Le anti- di servizio 80 lire?
che leggi d'Oriente permettevano al creditore di Con questa domanda il Re fa vedere l'inuma-
rendere o far schiavo il debitore insolvibile, di nità del servo e la giustizia della sentenza cot>
confiscarne tutte le sostanze, non esclusa la mo- tro di lui pronunziata.
84 S. Matteo, XVIII, 35 — XIX, 6

deret universum debitum. *^Sic et Pater mano dei carnefici, fino a tanto che avesse
meus caelestis faciet vobis, si non remise- pagato tutto il debito. ''Nella stessa guisa
ritis unusquisque fratri suo de cordibus ve- farà con voi il mio Padre celeste, se di
stris. cuore non perdonerete vciascimo al proprio
fratello.

CAPO XIX.

Gèsii in viaggio verso Gertisalemme, 1-2. — // divorzio, 2-12. — Gesii e i fan-


ciulli, 13-15. — Il giovajie ricco, 16-26. — Ricompensa ai seguaci di Gesti, 27-jo

^Et factum est, cum consummasset lesus ^Ora, finiti questi ragionamenti, Gesù si
sermones istos, migravit a Galilaea, et venit partì dalla Galilea,e andò verso i confini
in flnes ludaeae trans lordanem. ^Et secu- della Giudea di là dal Giordano. '^E lo se-
tae sunt eum turbae multae, et curavit eos guirono molte turbe, e quivi rese loro la
ibi. sanità.
'Et accesserunt ad eum Pharisaei tentan- 'E andarono a trovarlo i Farisei per ten-
tes eum, et dicentes Si licet homini di-
: tarlo, e gli dissero E' egli lecito all'uomo
:

mittere uxorem suam, quacumque ex cau- ripudiare per qualunque motivo la propria
sa? *Qui respondens, ait eis Non legistis, : moglie ? *Egli rispose, e disse loro Non :

quia qui fecit hominem ab initio, masculum avete voi letto come colui che da principio
et feminam fecit eos ? et dixit *Propter hoc : creò l'uomo, li creò maschio e femmina? e
dimittet homo patrem, et matrem, et adhae- disse "Per questo lascerà l'uomo il padre
:

rebit uxori suae, et erunt duo in carne una. e la madre, e sì unirà colla sua moglie, e i
•Itaque iam non sunt duo, sed una caro. due saranno una sola carne. "Non sono
Quod ergo Deus coniunxit, homo non se- adunque più due, ma una sola carne. Non
paret. divida pertanto l'uomo quel che Dio ha
congiunto.

1 Marc. 10, 1. » Marc. 10, 2. * Gen. 1, 27. » Gen. 2, 24 ; I Cor. 6, 16; Eph. 5, 31.

35. Nella stessa guisa ecc. « Non ritratterà rà un libello di ripudio, e Io porrà in mano a lei,
Dio come (quel padrone) il perdono che abbia e la manderà via di sua casa >. Ora questo testo
una volta conceduto, ma la ingratitudine di un veniva diversamente interpretato ai tempi del Si-
uomo, il quale dopo che Dio tante volte ha usata gnore. La scuola di Hillel insegnava che il :
misericordia con lui, non vuol usarla verso il qualche cosa di turpe della legge, era sinonimo
fratello, che l'ha offeso, lo fa reo davanti a Dio, di qualsiasi difetto sia fisico che morale, e per-
come se il primo debito non gli fosse stato ri- ciò permetteva al marito di rimandar la moglie per
messo » (Martini). qualsiasi motivo. (In questo senso i Farisei muo-
Se vuole ottenere il perdono dei peccati da
si vono la questione a Gesù). La scuola di Scham-
Dio, è necessario perdonare al prossimo. mai più rigorosa non permetteva il divorzio se
non nei casi in cui la moglie fosse venuta meno
alla fedeltà coniugale. Il popolo in generale se-
CAPO XIX,
guiva la interpretazione di Hillel.
1. Partì dalla Galilea ecc. Gesù abbandona de- Siccome Gesù si trovava nella Perea, che era
finitivamente la Galilea e intrapprende l' ultimo soggetta a Erode Antipa, divorziato dalla sua legit-
viaggio a Gerusalemme (Lue. XVII, 11). Invece tima moglie, e adultero, può essere che ì Fa-
però di pigliare la via più breve attraversando risei abbiano mossa a Gesù questa questione per
la Samaria, Egli fa un lungo giro nella Perea al poterlo mettere in cattiva vista presso Erode.
di là del Giordano. I Galilei preferivano spesso 4. Gesù sfugge alle loro insidie richiamandosi
tale via per non esporsi a pericoli per parte dei all'origine del matrimonio. Dio ha creato l'uomo,
Samaritani, da cui erano odiati. cioè i due sessi ; ma ha creato una persona sola
2. Quivi rendette ecc. cioè in Perca. di ciascun sesso, mostrando con ciò che i due
sessi erano fatti l'uno per l'altro ed erano desti-
3. tentarlo ecc. Se Gesù avesse permesso
Per
nati a formare un'intima società di uno solo con
il divorzio, avrebbero detto che Egli si contrad-
una soia.
diceva, perchè altre volte l'aveva negato (Matt.
V, 31-32), se poi l'avesse rigettato, speravano di 5. Per questo... l'uomo ecc. Queste parole
metterlo in opposizione con Mosè, che lo per- (Gen. Il, 24) furono dette da Adamo ispirato;
metteva, e renderlo così odioso al popolo e a- era perciò Dio stesso che parlava. Il vincolo^,jpa-
vere materia per condannarlo. trimoniale è così stretto, che per esso si spez-
E' lecito... per qualunque motivo, ecc. Nel Deu- zano anche i legami più sacri.
teronomio XXIV, 1 si legge : o Se un uomo 6. Non sono... più due. L'unione è così in-
prende moglie e la tiene con sé, ma ella non è tima, che non sono più due, ma una sola carn*.
amata da lui per qualche cosa di turpe scrive- Il vincolo perciò è indissolubile
S. Matteo, XIX, 7-14 85

'Dicunt illl Quid ergo Moyses mandavit


: 'Ma dunque dissero essi, Mosè
perchè
dare libellum repudii, et dimittere? 'Ait ordinò dare il libello del ripudio, e sepa-
di
ìllis Quoniam Moyses ad duritiam cordis
: rarsi? "Disse loro A motivo della durezza
:

vestii permisit vobis dimittere uxores ve- del vostro cuore permise a voi Mosè di ri-
stras ab initio autetn non fuit sic.
: pudiare le vostre mogli per altro da prin- :

cipio non fu cosi.


*Dico autem vobis, quia quicumque dim>- •Io però vi dico che chiunque rimanderà
serit uxorem suam, nisi ob fornicationem, la propria moglie, fuori che per causa di
et aliam duxerit, moechatur; et qui dìmis- fornicazione, e ne piglierà un'altra, com-
sam duxerit, moechatur. mette adulterio e chiunque sposerà la ripu-
:

diata commette adulterio.


"Dicunt ei discipuli eius Si ita est causa : "Dissero a lui i discepoli Se tale è la :

hominis cum uxore, non expedit nubere. condizione dell'uomo riguardo alla moglie,
"Qui Non omnes capiunt ver-
dixit illis : non toma conto di ammogliarsi. "Ed egli
bum sed quibus datum est. "Sunt
istud, disse loro Non tutti capiscono questa pa-
:

enim eunuchi, qui de matrìs utero sic nati rola, ma solo quelli ai quali è conceduto.
sunt et sunt eunuchi, qui facti sunt ab
: "Imperocché vi sono degli eunuchi che so-
hominibus et sunt eunuchi, qui seipsos
: no usciti tali dal seno della madre e vi :

castraverunt, propter regnum caelorum. Qui sono degli eunuchi che tali sono stati fatti
potest capere, capiat. dagli uomini e ve ne sono di quelli che
:

si sono fatti eunuchi da loro stessi per amo-


re del regno de' cieli. Chi può capire ca-
pisca.
**Tunc oblati sunt ei parvuH, ut manus eis "Allora gli furono presentati dei fanciulli
Imponeret, et oraret. Discipuli autem incre- affinchè imponesse loro le mani e pregasse.
pabant eos. '*Iesus vero ait eis Sinite par- : Ma i discepoli li sgridavano. **E Gesù disse
' Dcut. 24, 1. • Sup. 5, 32; Marc. IO, II; Lue. 18, 18; I Cor. 7, 10. '» Mire. IO, 13; Lue. 18, 15.
» Sup. 18, 3.

7-8. I Farisei compresero bene che Gesù ••- Altri vorrebl>ero vedere in esso una concessione
vs proclamata l'indissolubiliti del matrimonio temporanea fatta agli Ebrei, i quali volevano far
senza alcuna eccezione, e perciò gli fanno osser- divorzio per ogni piccola causa ; altri invece vor-
vare che Mosè aveva permesso il libello di ri- rebbero che il termine iio(m{a. fornicazione im-
pudio (vedi Matt. V, 31-32). Gesù risponde che pudicizia, fosse usato presso gli Ebrei per in-
la permissione di Mosè fu una concessione alia dicare le unioni incestuose proibite dalla legge
durezza del loro cuore, fu data cioè per sottrar- (Lev. XVIII; Atti XV, 29; 1 Cor. V, 1). e quindi
re la moglie alla crudeltà del marito; ma essa le parole di Gesù: fuori' che per causa di forni-
non ha abolito la legge promulgate al principio cazione equivarrebbero a dire fuori che per :

del mondo. causa di incesto. Perciò l'indissolubilità del ma-


9. Come Legislatore della nuova legge Gesù trimonio proclamata da Gesù non si estende che
abolisce ogni permissione data da Mosè. Le pa- ai matrimonii legittimi, e non già a quelli con-
5ole fuori cht per causa di fornicazione non in- tratti con un impedimento legale.
licano già un'eccezione alla legge generale del- 10. L'esclamazione dei discepoli conferma che
t'indissolubilità, (poiché Gesù ha già deno che il matrimonio è indissolubile.
Dio non aveva concesso da principio alcun di- 11. Questa parola, cioè che è cosa buona pra-
vorzio, e che la permissione di Mosè era una ticare il celibato, superiore in dignità e perfezione
concessione alla durezza del cuore, ed ha pure a) matrimonio.
lascisto espire che Egli vuol ricondurre il ma-
12. Si sono fatti eunuchi da loro stessi ecc.
trimonio alla sua primitiva istituzione), ma in-
Il discorso di Gesù è figurato, e vuol dire : Vi
dicano semplicemente che la fornicazione è uno
sono di quelli che per servire Dio e la giustizia
di quei casi, in cui il marito può separarsi legit-
con maggior libertà e meritare l'eterna beatitu-
timamente dalla moglie, rimanendo però inalte-
dine, spontaneamente rinunziano a tutti i piaceri
rato il vincolo da ambe le parti.
del senso, e si astengono dal matrimonio abbrac-
r'Che questo sia veramente il pensiero di Gesù
ciando la continenza come uno ststo più per-
si deduce dal fatto che la sentenza, con cui si
XXIV can.
fetto (Conc. Trid. sess. 10).
chiude il verselo, è generale chiunque sposerà
:
Chi può capire capisca. Una tale virtù però
la (per qualsiasi motivo sis stata ripu-
ripudiata
non è di tutti, ella è un dono di Dio chi per- :
diata) commette adulterio, il che suppone che
tanto di essa è capace la abbracci.
il primo vincolo non sia spezzato. Vedi la nou
Matt. cap. V, 32. Gli furono presentati dei fanciulli ecc. Le
13.
Nei passi paralleli di Marco X, 11, e di Luca turbe avevano veduto che col tocco delle sue
XVI, 18, la formola è assoluta senza alcuna ec- mani Gesù sanava i malati, cacciava i demonii
cezione, cosi pure in S. Paolo (I Cor. VII, ecc., desideravano perciò che Egli toccasse i loro
fanciulli, affinchè fosse da essi tenuto lontano
10 e ss.).
Siccome il testo di S. Matteo offre molte va- ogni male.
rianti nei diversi codici, alcuni autori rigettano Di questi tali è il regno dei cieli. Di que-
14.
l'inciso, inori per causa di fornicazione, come sti che a me vengono presentati e ri-
fanciulli,
una glossa dovuta a qualche scrìFa imperito. cevono la mia benedizione. Gesù però dicendo :
86 S. Matteo, XIX, 15-26

vulos, et nolite eos prohibere ad me veni- loro : Lasciate in pace i fanciulli, e non vo-
re talium est enim regnum caelorum. "Et
:
gliale impedirli di venire a me : imperocché
cum imposuisset eis manus, abiit inde. di questi tali è il regno de' cieli. "E avendo
imposto ad essi le mani, si partì da quel
luogo.
" Et ecce unus accedens, ait illi : Magi- ^'Allora si accostò a lui un tale, e gli
8ler bone, quid boni faciam ut habeam vi- disse Maestro buono, che farò io di bene
:

tara aeteraara ? ^'Qui dixit ei Quid me : per ottenere la vita eterna? ^^Gesù gli
interrogas de bono? Unus est bonus, Deus. rispose Perchè m'interroghi intomo al be-
:

Si autem vis ad vitam ingredi, serva man- ne? Uno solo è buono, Iddio. Che se brami
data. "Dicit illi Quae ? Jesus autem dixit
: : di arrivare alla vita, osserva i comanda-
Non homicidium facies Non adulterabis : : menti. "E quali? domandò egli. E Gesù
Non facies furtum Non falsum testimo- : disse Non ammazzare, non commettere a-
:

nium dices ^'Honora patrem tuum, et ma-


: dulterio non rubare non dire il falso te-
: :

trem tuam, et diliges proximum tuum sicut stimonio "Onora il padre e la madre e
: :

teipsum. ^"Dicit illi adolescens Omnia : ama il prossimo tuo come te stesso. ^'GU
haec custodivi a iuventute mea, quid disse il giovine Ho osservato tutto questo
:

adhuc mihi deest? ^'Ait illi lesus Si vis : dalla mia giovinezza che mi manca anco- :

perJectus esse, vade, vende quae habes, ra? *'Gesù gli disse: Se vuoi esser per-
et da pauperibus, et habebis thesaurum in fetto, va, vendi ciò che hai, e dallo ai po-
caelo et veni, sequere me. *^Cum audisset
: veri, e avrai un tesoro nel cielo e vieni, :

aulem adolescens verbum, abiit tristis : e seguimi. *^Udite ilgiovane queste parole,
erat enim habens multas possessiones. se ne andò afflitto : perchè aveva molte pos-
sessioni.

''lesus autem dixit discipulis suis Amen : *'E Gesù


disse ai suoi discepoli : In ve-
dico vobis, quia dives difficile intrabit in rità vi dico che difficilmente un ricco entre-
regnum caelorum. ^*Et iterum dico vobis : rà nel regno de' cieli. "^E di bel nuovo vi
Facilius est camelum per foramen acus tran- dico che è più facile per un cammello il
sire, quam divitem intrare in regnum cae- passare per la cruna di un ago, che per un
lorum. ^^Auditis autem bis, discipuli mira- ricco l'entrare nel regno de' cieli. '"'Udito
bantur valde, dicentec Quis ergo poterit : ciò-i discepoli ne restarono molto ammirati,
salvus esse? **Aspiciens autem lesus, dixit dicendo : Chi potrà adunque salvarsi ? **Ma

16 Marc. 10, 17; Lue. 18, 18 " Exod. 20, 13.

di questi tali,vuole indicare che Egli non intende perfezione superióre alla perfezione ordinaria,
solo parlare di coloro che sono fanciulli per età ; che consiste nella osservanza dei comandamenti,
ma ancora degli adulti, che sono simili ai faa- ed è assolutamente indispensabile per ottenere
ciuUi nella semplicità e nei candore, e nell'in-
; la vita eterna.
nocenza dei costumi. Da questo luogo si con- Va vendi ecc. E' lo stesso ordine che fu dato
ferma la pratica della Chiesa di battezzare i bam- a Pietro e Andrea, a Giacomo e Giovanni ma ;

bini. questo giovane, avendo il cuore attaccato alle ric-


16. Un un giovane assai ricco, v. 20
tale cioè chezze, non si sentì il coraggio di seguire il con-
e 22 (Mar. X, 17-31 ; Lue. XVIII, 18-30). siglio di Gesù.
Maestro buono. Gli Scribi e i Farisei solevano 23. Difficilmente un ricco entrerà ecc. Non per-
darsi a vicenda titoli onorifici come questo. chè le ricchezze in se stesse siano cattive, ma
Che farò di bene ? quale opera buona devo perchè coloro che le posseggono, corrono peri-
fare? I più antichi codici greci, Vat., Sin. ecc. colo di attaccarvi troppo il cuore.
omettono, buono, e leggono solo : Maestro. 24. E' pia facile per un camello ecc. E' un'e-
17. Uno
solo è buono ecc. Gesù risponde che spressione iperbolica e proverbiale presso gli
la è inutile. Uno solo è il bene som-
domanda Ebrei, che l'usavano per dinotare una cosa molto
mo Dio, e a lui fa d'uopo tenere continuamente
:

rivolti gli sguardi, e se si vuole conseguire la


vita eterna, è necessario di fare la sua volontà
manifestata nel Decalogo.
18. Quali? Il giovane non ignorava certamente Flg. 38.
il Decalogo, ma al sentir Gesù parlare di co-
mandamenti, si erano presentati alla sua mente Camello carico.
i 613 precetti che gli Scribi avevano estratti dalla
legge di Mosè ; domanda perciò a Gesù quali sia-
no quelli che gli assicurino più degli altri l'en-
trata nel regno dei cieli.
20. Che mi manca ancora ? Agitato dal desi-
derio di una vita più perfetta, sente che gli Una comparazione simile si legge pure
difficile.

manca ancora qualche cosa, e si aspetta che Gesù nel Talmud e nel Corano : E' più facile per un
dia qualche nuovo precetto. elefante passare per la cruna di un ago, ecc.

21. Se vuoi essere perfetto ecc. E' questo un 26. Quello che è impossibile alle forze della
consiglio, che eJeva chi lo pratica a un grado di natura umana abbandonata a sé stessa, non è
S. Matteo, XIX, 27 — XX, 4 87

nils : Apud honiines hoc impossibile est : Gesù guardatili, disse loro : Presso gli uo-
apud Deum autem omnia possibilia sunt. mini questo è impossibile ; ma presso Dio
tutto è possibile.
*'Tunc respondens Petrus, dixit el Ec- : "Allora Pietro prese la parola, e gli disse :

ce nos reliquìmus omnia, et secuti sumus Ecco noi abbiamo abbandonate tutte le cose,
te : quid ergo erit nobis? "'lesus autem di- e ti abbiam seguitato che sarà dunque di
:

xit illis Amen dico vobis, quod vos, qui


: noi? "E Gesù disse loro In verità vi dico :

eecuti estis me, in regeneratione cum sede- che voi, che mi avete seguito, nella rigene-
rit fllius hominis in sede maiestatis suae, razione allorché il Figliuolo dell'uomo se-
sedebitis et vos super sedes duodecim, iudi- derà sul trono della sua maestà, sederete
cantes duodecim tribus Israel. "Et omnis, anche voi sopra dodici troni, e giudicherete
qui reliquerit domum, vel fratres, aut soro- le dodici tribù d'Israele. **E chiunque avrà
res, aut patrem, aut matrem, aut uxorem abbandonato la casa, o i fratelli, o le sorelle,
aut filios, aut agros propter nomen meum, o il padre, o la madre, o la moglie, o i fi-
centuplum accipiet, et vitam aetemam pos- gliuoli, o i poderi per amor del mio nome,
sidebit.'"Multi autem erunt primi novissi- riceverà il centuplo, e possederà la vita
mi, et i>ovissimI primi. etema. *'E molti primi saranno ultimi, e
molti ultimi (saranno) primi.

CAPO XX.

Parabola dei vignaiuoli, l'ió. — Terza profezia della Passione, ij'ig. — / figli
di Zebedeo. 20-28. — / ciechi di Gerico, 29-34.

'Simile est regnum caelorum homini pa- 'E' simile il regno dei cieli a un padre di
primo mane conducere
trifamilias, qui exiit famiglia, il quale andò di gran mattino a
operarios in vineam suam. *Conventione au- fissare lavoratori per la sua vigna. *E aven-
tem facta cum operariis ex denario diurno, do convenuto coi lavoratori a un denaro per
misit eos in vineam suam. 'Et egressus giorno, li mandò alla sua vigna. 'E uscito
circa horam tertiam, vidit alios stantes in fuori circa all'ora terza, ne vide altri che se
foro otiosos. *Et dixit illis : Ite et vos in ne stavano per la piazza senza far nulla *E :

*• Inf. 20, 16; Marc. 10, 31; Lue. 13, 30.

più tale ae ai consideri in rapporto all'efficacia cariti, compensate le cose terrene alle quali
delia grazia di Dio. Colla grazia sua Dio pud hanno rinunziato per seguire Gesù. Ciò si avvera
salvare i ricchi dal contagio delle ricchezze e in modo speciale dei Religiosi.
farne i cooperatori della sua Provvidenza. 30. Molti primi saranno aitimi ecc. Per otte-
27. Ecco che noi abbiamo ecc. Mentre disce- ì nere la ricompensa promessa, non basta aver sem-
poli erano rimasti sconcertati dalle parole di plicemente abbandonato tutto ed essersi dato a
Gesù, Pietro a nome di tutti prende a dire : Noi seguire Gesù, ma è necessario perseverare sino
abbiamo fatto ciò che quel giovane non si senti alla morte. Gesù mette quindi in guardia i suoi
il coraggio di fare, abbiamo rinunziato a tutto e Apostoli contro l'accidia e il torpore. Essi non
ti abbiamo seguitato, che sari dunque dì noi? devono insuperbirsi o rimanere neghittosi, perchè
28. Nella rigenerazione cioè nella rinnovazione furono chiamati i primi nel regno di Dio, ed
delle cose che avverrà alla fine del mondo, (Issi. hanno avuto i primi posti, poiché molti, che nella
LXV, 17; II Piet. IH, 13; Apoc. XXI, 1; Rom. vita presente sembrano primi, nell'altra vita sa-
Vili, 19 e ss. ecc.) quando il Figliuolo dell'uo- ranno ultimi, e molti che sembrano essere ultimi
mo sederà per giudicare tutti gli uomini, sede- saranno primi.
rete anche voi in qualità di assessori e giudiche- CAPO XX.
rete le dodici tribù d'Israele, cioè tutti gli uo-
mini. Gli Apostoli sono stati compagni di Gesù 1. Questa parabola è propriadi S. Matteo, e

nel fondare e propagare il regno dei cieli, essi fu detta per spiegare l'ultima sentenza del capo
gli saranno perciò ancora compagni nel giudizio precedente.
che Egli farà del mondo. E' simile il regno, ecc., cioè avviene nel regno
dei cieli come se un padre di famiglia ecc.
29. Riceverà il centuplo, ecc. Anche tutti co-
loro, che imitando gli Apostoli avranno abbando-
2. Un denaro valeva circa L. 0,78. Era questo
salario ordinario dei lavoratori.
nato qualche cosa per amore di Gesù Cristo, ri- il

ceveranno un doppio premio, il centuplo nella 3. terza corrisponde a circa le 9 del mat-
Ora
vita presente, e la felicità eterna nella futura tino. Gli Ebrei conuvano 12 ore dallo spuntar
(Mar. X, 30; Lue. XVIII, 30). del sole al tramonto, le quali erano più lunghe
Riceveranno il centuplo in questa vita sia con di estate e più corte d'inverno. Gli operai erano
beni temporali, perchè troveranno fra coloro ai soliti di radunarsi sulla piazza aspettando ve-
quali sono uniti coi vincoli della fede e della nisse qualcuno a ricercarli.
88 S. Matteo, XX, 5-16

vineam meam, et quod iustum fuerit dabo disse loro : Andate anche voi nella mia vi-
vobis. *Illi autem abierunt. Iterum autem gna, e vi darò quel che sarà giusto. *E quelli
exiit circa sextam, et nonam horam et fecit : andarono. Uscì di bel nuovo circa l'ora sesta
similiter. *Circa undeciniam vero exiit, et e la nona, e fece l'istesso. ®Circa l'undecima
invenit alios stantes, et dicit illis : Quid hic poi uscì, e ne trovò altri che stavano sfac-
statis tota die otiosi ? ^Dicunt ei : Quia ne- cendati, e disse loro Perchè state qui tutto
:

tno nos conduxit. Dicit illis : Ite et vos in il giorno in ozio ? ^Quelli risposero Perchè
:

vineam mam. nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse


loro : Andate anche voi nella mia vigna.
"Cum sero autem factum esset, dicit do- *Venuta la sera, il padrone della vigna
minus vineae procuratori suo Voca opera- : disse al suo fattore : Chiama i lavoratori, e
rios, et redde illis mercedem incipiens a no- paga ad essi la mercede, cominciando dagli
vissimis usque ad primos. *Cum venissent ultimi fino ai primi. 'Venuti adunque quelli
ergo qui circa undecimam horam venerant, che erano andati circa l'undecima ora, rice-
acceperunt singulos denarios. vettero un denaro per ciascune.
^"Venientes autem et primi, arbitrati sunt "Venuti poi anchei primi si pensarono
quod plus essent accepturi acceperunt au-
: di ricevere di più ma ebbero anch'essi un
:

tem et ipsi singulos denarios. ^^Et accipien- denaro per uno. "E ricevutolo mormoravano
tes murmurabant adversus patremfamilias. contro il padre di famiglia, ^^dicendo :

"Dicentes Hi novissimi una bora fece-


: Questi ultimi hanno lavorato un'ora, e li hai
runt, et pares illos nobis fecisti, qui porta- uguagliati a noi che abbiamo portato il peso
vimus pondus diei, et aestus. della giornata e del caldo.
"At ille respondens uni eorum, dixit : "Ma egli rispose a uno di loro, e disse :

Amlce, non facio tibi iniuriam nonne ex : Amico, io non ti fo ingiustizia non hai tu
:

denario convenisti mecum? ^*Tolle quod convenuto meco a un denaro? ^*Piglia il


tuum est, et vade volo autem et buie no-
: tuo, e vattene io voglio dare anche a que-
:

vissimo dare sicut et tibi. ^*Aut non licet st'ultimo quanto a te. "Non posso dunque
mihi quod volo, lacere? an oculus tuus ne- far quel che mi piace? o è cattivo il tuo
quam est, quia ego bonus sum? ^*Sic erunt occhio, perch'io son buono? "Così saranno

" Sup. 19, 30; Marc. 10, 31; Lue. 13, 30.

5. Circa l'ora sesta cioè verso mezzogiorno : dre di famiglia, che prende r lavoratori, ossia
ora nona cioè verso le ore 3 pomeridiane. gli uomini e li manda a lavorare nella sua vigna,
6. L'undecima ora equivale a un'ora prima del cioè nella sua Chiesa o più in generale nell'os-
tramonto cioè verso le 5 pom. servanza dei suoi comandamenti. Le varie ore
della giornata significano le varie età della vita,
9-11. Il padre di famiglia non aveva con que-
nelle quali Dio chiama gli uomini al suo ser-
sti ultimi pattuito alcuna mercede, perciò i pri-
vizio, cioè la puerizia, l'adolescenza, la gio-
mi, al vedere che li trattava con sì gran bontà,
ventù, la virilità e la vecchiaia. La sera è la
mentre avevano lavorato per sì poco tempo, si
fine del mondo ossia il giudizio universale. Il
aspettavano che loro fosse corrisposto qualche
fattore è Gesù Cristo il denaro rappresenta la
cosa di piiì di ciò che era stato pattuito ma ;
;

vita eterna. La condotta generosa del padre di


vedendosi delusi nelle loro speranze, mormorano
famiglia verso i lavoratori dell'undecima ora mo-
del padre di famiglia.
stra che niuno deve disperare della propria sa-
15. E' cattivo
il tuo occhio ecc. Nella S. Scrit- lute, poiché in ogni tempo può convertirsi a Dio
tura e nelle lingue orientali l'occhio malvagio è colla certezza di essere da lui accolto. L'avere
immagine dell'avarizia e della gelosia, e desi- poi dato a tutti la stessa mercede, fa vedere co-
gna spesso un uomo avaro e invidioso. Gesiì me Dio nella distribuzione del premio non ha
vuol dire : Vedi tu forse di mal occhio che io riguardo all'essere stato l'uno chiamato prima e
sia buono? l'altro più tardi, né all'avere lavorato l'uno per
16. Così saranno ultimi i primi, ecc. Questa breve e l' altro per lungo tempo, ma unica-
sentenza è la conclusione e la spiegazione di mente alla quantità della grazia di cui ciascuna
tutta la parabola. Quelli che furono chiamati i anima è rivestita. Dio poi è padrone della sua
primi vennero equiparati agli ultimi, non ostante grazia, e la distribuisce a chi vuole e come vuole :

che avessero portato il peso della giornata e del e al convertito dell'ultima ora può darne tanta
caldo; e quelli che furono chiamati gli ultimi da equipararlo nel merito a colui che fin dal
vennero equiparati ai primi, non ostante che aves- mattino della vita si è dato al suo servizio.
sero lavorato un'ora sola. Coi primi fu osservata Niuno pertanto ha motivo di gloriarsi e di pre-
la giustizia :essi ebbero quanto loro era stato ferirsi agli altri per avere più lungo tempo ser-
promesso. Cogli ultimi il padre di famiglia volle vito al Signore, oppure per avere fatto o sofferto
far pompa della sua bontà e della sua miseri- maggiori cose per lui ;
giacché può essere che
cordia dando loro la stessa mercede che ai primi. colui che si crede nulla aver fatto per il Signore,
La parabola, che in generale contiene una giu- in realtà abbia una grazia e quindi un merito
stificazione della provvidenza di Dio nella distri- uguale se non superiore davanti a Dio
buzione dei suoi doni, fu diversamente interpre- Alcuni Padri e parecchi esigeti, applicarono
tata da! Padri. questa parabola anche ai Gentili, i quali benché
Secondo l'opinione più probabile Dio è il pa- chiamati a entrare nella Chiesa all'ultima orf
S. Matteo, XX, 17-23

novissimi primi, et primi novissimi ; multi ultimi i primi, e primi gli ultimi imperoc- :

enim sunt vocati, pauci vero electi. ché molti sono chiamati, ma pochi eletti.
"Et ascendens lesus lerosolymam, as- "E andandosene Gesù a Gerusalemme,
sumpsit duodecim discipulos secreto, et ait presi in disparte i dodici discepoli, disse lo-
illis. "Ecce ascendimus lerosolymam, et ro "Ecco che andiamo a Gerusalemme,
:

fllius hominis tradetur principibus sacerdo- e il Figliuolo dell'uomo sarà dato nelle mani
tum, et Scribis, et condemnabunt eum mor- de' principi de' sacerdoti, e degli Scribi, e
te. "Et tradent eum Gentibus ad ìlluden- lo condanneranno a morte "e lo daranno :

dum, et flagellandum, et crucifigendum, et in balìa de' Gentili per essere schernito, e


tertia die resurget. flagellato, e crocifisso, e risorgerà il terzo
giorno.
**Tunc accessit ad eum mater flliorum *" Allora si accostò a lui la madre de' fi-
Zebedaei eum fìliis suis, adorans et petens gliuoli di Zebedeo co' suoi figliuoli, adoran-
aliquid ab eo. *'Quì dixit ei Quid vis? : dolo e domandandogli qualche cosa. *'Ed
Ait illi Die ut sedeant hi duo fllii mei,
: egli le disse Che vuoi tu ? Quella gli
:

unus ad dexteram tuam, et unus ad sini- rispose : Ordina che seggano questi due miei
stram in regno tuo. "Respondens autem figliuoli, uno alla destra, l'altro alla tua si-
lesus, dixit Nescitìs quid petatis. Potestis
: nistra nel tuo regno. rispose e dis- "Gesù
bibere calicem quem ego bibiturus sum? se : Non
sapete quello che domandate. Po-
Dicunt ei : Possumus. **Ait illis : Calicem tete voi bere il calice che berò io? Gli ri-
quidem meum bibetis : sedere autem ad sposero Possiamo. '*Disse loro Si, berete
: :

" Marc. 10. 32; Lue. 18, 31. <• Marc. 10. 35.

dopo Ebrei,
gli tuttavia furono uguagliati a della croce, e mostra assieme come la morte non
questi nella felicità eterna, e li superarono per sia stata una cosa per lui inaspettata, ma en-
numero e per santità. Da altri esìgeti la para- trasse nei disegni di Dio per la salute del mondo.
boia viene cosi spiegata : U
popolo Ebreo fu Volontariamente Egli si di in mano dei suoi
chiamato per il primo al "servizio di Dio, ma nemici. S. Luca (XVIII, 34) fa però notare che
tuttavia sarà l'ultimo a ricevere il denaro cioè gli Apostoli non capirono le parole di Gesù.
a entrare nella Chiesa; poiché prima vi entrerà 20. La madrt del figli di Zebedeo. Il suo nome
la pienezza delle genti (Rom. IX, 14 e is.). Dio era Salome (Matt. XXVII, 56); t suoi due flgU
non commette alcuna ingiustizia spandendo le
sue grazie sui gentili, benché questi per lunghi
secoli abbiano vissuto lontani da lui. V. Crampon.
Giova inoltre ricordare che nelle parabole non
bisogna cercar sempre una corrispondenza per-
fetta tra l'allegoria e la verità, poiché molti
elementi nella parabola entrano semplicemente
come ornato. Cosi p. es. nella parabola del pa-
dre di famiglia, le mormorazioni degli operai Fig- 39- — Prostrazione davanti ad un superior*
della prima ora, ecc. sono ornamenti, che non
hanno una corrispondenza nella realtà ; poiché i sono Giacomo Maggiore e Giovanni Evangelista.
Santi non mormoreranno mai di Dio, né mai cri- Essa prega Gesù s nome dei figli, ed é per
ticheranno il suo modo di agire. questo che S. Marco X, 35 pone la preghiera della
Molti sono chiamati, ecc. Queste parole man- madre sulla bocca dei figli, e Gesù risponde diret-
cano nei più antichi codici Vai. Sin. ecc. (S esile), tamente ai figli.

si ritrovano però in quelli di Efrem., di Beza 21. Ordina che seggano, ecc. I figli avevano
ecc. Esse formano la conclusione di un'altra pa- udito che Gesù aveva detto a Pietro che si sa-
rabola (XXII, 14), dove sono in relazione col con- rebbero assisi su dodici troni a giudicare Israele,
testo, mentre qui appaiono staccate e non sem- ora Gesù aveva pur detta prossima la sua risur-
brano aver che fare colla parabola precedente. rezione, ed essi immaginandosi che fra poco do-
Vedi // Santo Vangelo, ecc. Ad ogni modo si può vesse inaugurarsi con potenza e maestà il regno
vedere in esse il motivo per cui i primi son di- messianico temporale, mossi da ambizione, fanno
ventati gli ultimi e gli ultimi son diventati i domandare dalla loro madre di essere I primi
primi. Dio chiama molti con grazie ordinarie, i ministri nel nuovo regno.
quali, per loro colpa non corrispondendovi piena- 22. Non sapete quello, ecc. Essi non intende-
mente, rimangono perciò gli ultimi; mentre ne vano ancora che il regno di Gesù era spirituale,
chiama o elegge pochi a grazie straordinarie e né conoscevano ancora la via da seguire per otte-
questi corrispondendovi pienamente, diventano i nere i primi posti in questo regno.
primi. Nei chiamati perciò si manifesta la giu- Potete voi bere il calice ecc. Nei conviti orien-
stizia di Dio; negli eletti invece appare in modo tali, il capo di casa solevH far bere alla sua tazza
speciale la potenza della grazia. gli ospiti principali. Gesù domanda ai discepoli
18-19. Gesù aveva già annunziata la sua morte ambiziosi, se potranno bere al suo calice? Il ca-
dopo la confessione di Cesarea (XVI, 21), e poi lice di Gesù é simbolo della sua passione e

nuovamente dopo la sua trasfigurazione (XVII, morte. Avranno adunque essi la forza di soffrire
12), ora avvicinandosi a Gerusalemme ripete con e di morire per lui, come Egli soffrirà e morirà
maggior chiarezza la predizione arricchendola di per gii uomini?
tutti i particolari. Gesù prepara cosi i suoi disce- 23. Essi rispondono di sì, e Gesù dichiara loro
poli a mirare senza scandalizzarsi l' ignominia che cosi avverrà. Difatti, Giacomo Maggiore fu
90 S. Matteo, XX, 24-30

dexteram meam vel sinistram, non est meum li calice mio : ma sedere alla mia destra o
dare vobis, sed quibus paratum est a Patre alla sinistra, non tocca a me il conceder-
roeo. velo, maper quelli,
(sarà) ai quali è stato
preparato dal Padre mio,
'*Et audientes decem, indignati sunt de '*Udito ciò i dieci, si adirarono co' due
duobus fratribus. ^'lesus autem vocavit eos fratelli. **Ma Gesù chiamatili a sé, disse
ad se, et ait Scitis quia principes gentium
: loro : Voi sapete che i principi delle nazioni
dominantur eorum et qui majores sunt,
: la fan da padroni sopra di esse, e i grandi
potestatem exercent in eos. ^*Non ita erit le governano con autorità. ^"Non così sarà
inter vos sed quicumque voluerit inter vos
: di voi ma chiunque vorrà tra voi esser
:

maìor fieri, sit vester minister *'Et qui : più grande, sia vostro ministro "'E chi tra :

voluerit inter vos primus esse, erit vester voi vorrà essere il primo, sarà vostro ser-
servus. '*Sicut filius hominis non venit mi- vo ^*Siccome il Figliuolo dell'uomo non è
:

nistrari, sed ministrare, et dare animam venuto per essere servito, ma per servire e
suam, redemptionem prò multis. dare la sua vita in redenzione per molti.
illis ab lericho, secuta
*'Et egredientibus *'E nell 'uscir che facevano di Gerico,
est eum
turba multa, '"Et ecce duo cacci andò dietro a lui una gran turba di popolo :

sedentes secus viam, audierunt, quia Jesus '"Quand'ecco due ciechi, i quali stavano a
transiret et clamaverunt, dicentes
: Domi- : sedere lungo la strada, avendo udito dire

2* Marc. 10, 41. " Lue. 22, 25. " Phil. 2, 7. 2» Marc. 10. 4G; Lue. 18, 35.

ilprimo Apostolo che morì martire (Atti XII, 2); Per molti. La morte di Gesù è sufficiente a ri-
Giovanni fu imprigionato (Atti IV, 3-21 V, 8), ; scattare tutti gli uomini, ma di fatto non riscatta
flagellato (V, 40), esiliato (Apoc. I, 9) e fu che molti ; perchè gran parte di essi non vogliono
messo nell'olio bollente (Acta. loh. CXVI-CXXII). essere riscattati e si oppongono a Gesù Cristo
Non me
ecc. Benché Gesù abbia loro
tocca a rigettando la sua fede e i suoi insegnamenti.
promesso di farli partecipi della sua passione, 29. Gerico. E' un'antica città, che sorge nella
non promette però di dar loro i primi posti. parte inferiore della valle del Giordano sulle rive
Come ha già dimostrato nella parabola prece- del Nàhr el-Kelt, a circa 28 chilometri da Geru-
dente, il premio è proporzionato non alla durata salemme e a poco più di 1 1 dal Giordano. Fu in-
del lavoro o alle fatiche sopportate, ma alla gra- grandita e abbellita da Erode il grande.
zia, che è dono gratuito di Dio. Chi avrà più Una gran turba composta probabilmente di per-
grazia, avrà il primo posto. sone, che si recavano a Gerusalemme per la so-
Gesù parla qui come uomo mandato dal Pa- lennità della Pasqua.
dre a compiere l'opera della redenzione degli
uomini. Come uomo Egli non è che l'esecutore
30. Dueciechi ecc. S. Marco X, 46 e S. Luca
XVIII, 35, parlano di un solo cieco, e S. Luca
della volontà del Padre, e quindi a lui non si ap-
inoltre pone questo miracolo come fatto da Gesù
partiene il distribuire i posti nel regno dì Dio;
mentre entrava in Gerico.
ma ciò è riservato al Padre, il quale nei suoi Varie vie furono tentate per concordare assie-
eterni decreti, lì ha assegnati a chi meglio cre-
deva.
me i tre Evangelisti. Alcuni esigeti dissero, che
ComeDio Gesù Cristo è uguale al Padre, e
Gesù guarì due ciechi l'uno all'entrare in Ge-
rico, l'altro all'uscire da questa città, e che S.
tutto che è del Padre è anche suo (Giov.
ciò
Matteo dei due fatti fece una sola narrazione.
XVII, 10), ed Egli può dire « Io dispongo a :
Cornely. Introd. Ili p. 295.
favor vostro del regno, come il Padre ne ha di-
Si fa però osservare che i particolari delle di-
sposto a favor mio > (Lue. XXII, 29).
verse narrazioni sono così simili, che è assai im-
Si noti che nel greco manca il pronome a voi.
probabile si tratti di due fatti distinti. Sembra
Gesù afferma semplicemente che a luì non tocca
perciò da preferirsi la spiegazione degli altri esi-
dare i primi posti.
geti. I ciechi sanati furono veramente due, come
24. 7 diecialtri Apostoli si adirarono, perchè
narra S. Matteo ma S. Marco e S. Luca par-
;
ciascuno avrebbe voluto per sé il primo posto.
lano solo di Bartimeo, come di quello che do-
25-27. Gesù fece vedere come la loro ambizione veva essere ben noto ai primi cristiani, e la cui
contrasti colla natura del suo regno. Ministri guarigione aveva fatto maggior rumore.
principali di questo regno, essi non devono eser- Per conciliare poi S. Marco e S. Luca riguardo
citare l'autorità con superbia e ambizione, come al tempo e al luogo in cui avvenne il miracolo,
fanno i signori del mondo, ma con umiltà, con sì può supporre, che Bartimeo abbia iiwocato
dolcezza, con abnegazione, pensando che il loro l'aiuto di Gesù mentre Egli entrava in Gerico,
ministero li costituisce servi di tutti. Per q.iesto ma Gesù per provare la sua fede non l'abbia
il Papa chiama se stesso Servo dei servi 4i Dio.
guarito che il giorno dopo, mentre usciva dalla
Alla grandezza del mondo. Gesù oppone la gran- città. Questa opinione sembra più probabile. Non
dezza cristiana, che consiste nell'umìliarsi e sa- è però disprezzabile l'opinione di altri, i quali
crificarsi per tutti. nelle parole dei tre Evangelisti, nell'uscire da
Gesù propone il suo stesso esempio. Egli
28. Gerico, nell' avvicinarsi o entrare a Gerico vor-
è venuto nel mondo per dare la sua vita in rebbero vedere espressioni equivalenti a questa :
prezzo di riscatto (Xvtpov). A questo scopo ha nei pressi di Gerico. In questo caso è chiaro
diretto tutti i suoi pensieri, i suoi aiTetti, i suoi che i tre Evangelisti si accorderebbero perfet-
insegnamenti, i suoi miracoli. Il fine espiatorio tamente.
della morte di Gesù viene qui chiaramente in- Figliuolo di Davide. E* questo un titolo equi
dicato. valente a Messia.
S. Matteo, XX, 31 — XXI. 7 91

ne, mlserere nostri, fili David. "Turba au- che passava Gesù, alzaron la voce, dicen-
tem increpabat eos ut tacerent. At illi magis do Signore, figliuolo di David, abbi pie-
:

clamabant, dicentes : Domine, miserere no- tà di noi. *'Ma il popolo li sgridava che
stri, fili David. "Et stetit lesus. et vocavit stessero cheti. Essi però più forte grida-
eos, Quid vultis ut faciam vobis?
et ait : vano, dicendo Signore, figliuolo di David,
:

"Dicunt illi Domine, ut aperiantur oculi


: abbi pietà di noi. "E Gesù si fermò e li
nostri. **Misertus autem eorum lesus, teti- chiame, e disse loro Che volete ch'io vi
:

git oculos eorum. Et confestim viderunt, et faccia? "'Signore, risposer essi, che si »-
secuti sunt eum. prano gli occhi nostri. '*E Gesù mosso i
compassione di essi, toccò i loro occhi e :

subito videro e Io seguitarono.

CAPO XXI.

ingresso di Gesù in Gerusalemme, i-ii. I profanatori scacciati dal tempio, 12-17. —



// fico maledetto, 18-22. La questione del Rattista, 23-27, —
/ due figli, —
28-32. —
/ cattivi vignaiuoli, 33-46.
'Et cum appropinquassent lerosolymis, et 'E avvicinandosi a Gerusalemme, arrivati
venissent Bethphage ad Montem Oliveti : che furono a Betfage al monte Oliveto, al-
tunc lesus misit duos discipulos, 'Dicens lora Gesù mandò due discepoli, 'dicendo
eis Ite in castellum, quod contra vos est,
: loro Andate nel castello, che vi sta dirim-
:

et statim invenietis asinam alligatam, et pul- petto, e subito troverete legata un'asina e
lum cum ea solvite, et adducile mihi *Et
: : con essa un poledro scioglietela, e condu-
:

si quìs vobis aliquid dixerit, dicite quia Do- cetela a me 'E se alcuno vi dirà qualche
:

minus his opus habet et confestim dimit- : cosa, dite che il Signore ne ha bisogno e :

tet *Hoc autem totum factum est, ut


eos. subito ve li rimetterà. *0r tutto questo se-
adimpkretur quod dictum est per Prophe- guì, affinchè si adempisse quanto era stato
tam diceniem *Dicite flliae Sion Ecce rex
: : detto dal Profeta che disse ''Dite alla fi-
:

tuus venit mansuetus, sedens super


tibi asi- gliuola di Sion Ecco che il tuo re viene a
:

nam, et puilum filium subiugalis. te mansueto, cavalcando un'asina, ed uà


asinelio, puledro di un'asina da giogo.
•Euntes autem discipuli, fecerunt sicut *I discepoli andarono ,e fecero come ave-
praecepit illis lesus. 'Et adduxerunt asinam va lor comandato Gesù. ^E menarono l'asina
et puilum : et imposuerunt super eos vesti- e l'asinelio, e misero sopra di essi le loro

Marc. ti. I ; Lue. 19, 29. * Is. 62. 11 ; Zach. 9, 9; Joan. 12, 15.

CAPO XXI. La citazione non è letterale, ed è fatta parte tal


testo ebraico, parte sui LXX.
Betfage, (casa dei fichi) era un piccolo vil-
1.
Figliuola di Sion è la città di Gerusalemme
5.
laggio poco lungi da Befania, situato sul declivio
edificata in parte sul Sion, monte che si alza
orientale del monte Oliveto, a circa mezz'ora da
nella parte Sud-Ovest della città.
Gerusalemme.
Ecco il tuo re promesso e aspettato da si gran
Oliveto, è un monte che sorge a circa un chi-
tempo, se ne viene a te, non gii circondtao di
lometro all'Est di Gerusalemme, da cui è sepa-
armi e di armati, ma pieno di mansuetudine e
rato dalla valle di Giosafat e dal torrente Ce-
dì umilti. Non cavalca un focoso destriero, sim-
dron. Raggiunge l'altezza di 830 metri sul Me-
bolo di battaglia, ma un umile e pacifico giu-
diterraneo e di 1222 sul Mar Morto. Era a quei
mento. La cavalcatura del Messia doveva far
tempi tutto pianuto a olivi, palme e fichi.
comprendere ai Giudei che erano false le loro
2. Nel castello che vi sta dirimpetto cioè in speranze messianiche di un grande regno terreno
Betfage. e politico, e che dovevano adoperarsi a conqui-
Dite ecc. Questo fatto prova che nulla era
3. stare un primato religioso e morale sugli altri
nascosto a Gesù, e che Egli possedeva tanta popoli.
potenza e autori^ da volgere a suo piacere i Un'asina « un asinelio. La cavalcatura del Mes-
cuori degli uomini. Si osservi, che mentre finora sia fu propriamente un asinelio, come si legge
Gesù aveva sempre proibito ai suoi discepoli di in Zaccaria (testo ebraico e greco) e negli altri
manifestarlo come Messia, adesso invece vuole tre Evangelisti. Solo S. Matteo parla dell'asi-
farsi conoscere come tale in Gerusalemme, ed nelio e dell'asina. Quest'ultima dovette essere
Egli stesso si prepara e dispone il trionfo, e condotta assieme unicamente per rendere più do-
lascia che liberamente si sfoghi l'entusiasmo delle cile l'asinelio, il quale non era ancora stato ca-
turbe, e accetta le acclamazioni messianiche della valcato da alcuno (Mar. XI, 2). L'animale da
folla e dei discepoli. offrirsi a Dio non doveva né essere stato caval-
4. In questo trionfo di Gesù vi è l'avveramento cato, né aver portato giogo (Num. XIX, 2).
di una profezia. Il profeta citato è Zaccaria IX, 7. Misero sopra di essi le loro vestimenta dai
9; le prime parole però sono di Isaia LXII, 11. i loro mantelli rettangolari, e lo fecero montar
n S. Matteo, XXI, 8-12

menta sua, et eum desuper sedere fecerunt. vestimenta, e lo fecero montar sopra. 'E
"Plurima autem turba straverunt vestimen- moltissimi delle turbe distesero le loro vesti
ta sua in via alii autem caedebant ramos
: per la strada altri poi tagliavano rami da-
:

de arboribus, et stemebant in via 'Turbae : gli alberi, e li gettavano per la strada 'E :

autem, quae praecedebant, et quae seque- le turbe che precedevano, e quelle che gli
bantur, clamabant, dicentes Hosanna Alio : andavano dietro, gridavano dicendo Osan- :

David benedictus, qui venit in nomine Do-


: na al Figliuolo di David Benedetto colui :

mini hosanna in altissimis. '"Et cum io-


: che viene nel nome del Signore Osanna nel :

trasset lerosolymam, commota est universa più alto de' cieli. '"Ed entrato ch'ei fu in
civitas, dicens Quis est hic? "Populi au-
: Gerusalemme, si levò tutta la città a ru-
tem dicebant Hic est lesus propheta a Na-
: more, domandando Chi è costui? "I po-
:

zareth Galilaeae, poli però dicevano Egli è Gesù, il profeta


:

da Nazaret nella Galilea.


'''Et intravit lesus in templum Dei, et eii- "Ed entrò Gesù nel tempio di Dio, e
ciebat omnes vendentes, et ementes in tem- scacciò tutti quelli che compravano e ven-

» Ps, 117, 26; Marc. 11, 10; Lue. 19, 38. J" Marc. 11, 15; Lue. 19, 45; Joan. 2, 14.

sopra. Nel greco invece si legge e si sedette : di benedire il Messia figlio di Davide. Osanna
sopra di essi (vestimenti). I discepoli stesero i nel più alto dei cieli vale a dire, che il nostro
loro mantelli sul dorso dell'asina e dell'asinelio, grido sia ratificato nel più alto dei cieli, cioè
perchè non sapevano quale dei due Gesù volesse da Dio.
cavalcare. In Oriente l'asino ha una forma niù L'acclamazione della folla è il v. 26 del salmo
bella, ed è anche più grosso che non presso di CXVII. Questo salmo veniva recitato durante la
noi. In antico era la cavalcatura dei grandi per- cena pasquale, e da tutti gli si dava un senso
sonaggi (Gen. XXII, 3; Esod. IV, 20; Num. messianico.
XXII, 21; Giud. X, 4 ecc.). 10. La commozione
nella capitale fu grandis-
Nei due animali i Padri hanno ravvisato i due sima. Gerusalemme allora piena di pelle-
era
popoli, l'Ebreo e il Gentile, ad ambedue i quali grini stranieri Pasqua, molti dei
venuti
la per
Gesù offrì la salute e fece predicare il Vangelo quali non avevano ancora
forse sentito parlare
dai suoi Apostoli. di Gesù, e quindi domandavano chi mai Egli fosse.
Distendere le vesti per la strada si usava
8. 11. Il popolo riconosce Gesù come il Profeta
quando si voleva onorare un grande personaggio per eccellenza (ó 3tpo<pnti\<;), quegli cioè che Mo-
(IV Re IX, 12-13); tagliare poi rami dagli al- sè aveva predetto e che essi avrebbero dovuto
beri e gettarli sulla strada era cosa usuale nelle ascoltare.
grandi solennità (1 Macab. XIII, 51 II Macab. ;
12. Nel tempio. Questo fatto secondo S. Marco
X, 7). (XI, 12 e ss.) avvenne il giorno dopo l'ingresso
9. Le turbe che precedevano sono quelle che trionfale.
erano venute incontro da Gerusalemme. Il tempio (Upòv) era un complesso di vari!

Flg. 40. — Piano del Tempio di Gerusalemme.

Osanna, cioè Dio ti Viva ecc. E' un grido


salvi. fabbricati e cortili consecrati a Dio. Dal tempio
di gioia e di trionfo, con cui si pregava Dio così inteso fa d'uopo distinguere il santuario o
S. Matteo, XXI, 13-19 93

pio, et mensas numulariorum, et cathedras devano nel tempio e rovesciò le tavole de' :

vendentium columbas evertit "Et dicit eis : : banchieri e seggi di coloro che vendevano
i

Scriptum est Domus mea, domus orationis


: colombe "e disse loro : Sta scritto L»
: :

vocabitur vos autem fecistis illam spelun-


: casa mia sarà chiamata casa di orazione ma :

cam latronum. '*Et accesserunt ad cura voi l'avete fatta spelonca di ladri. '*£ si
caeci, et Claudi in tempio : et sanavit eos. accostarono a lui nel tempio ciechi e zoppi,
e li risanò.
"Videntes autem princìpes sacerdotum, "Ma avendo i principi de' sacerdoti e gli
et Scribae mirabilia, quae fecit, et pueros Scribi vedute le maraviglie da lui operate,
clamantes in tempio, et dicentes Hosanna : e i fanciulli che gridavano nel tempio : O-
61io David indignati sunt. "Et dixenint ei
: : sanna al figliuolo di David, arsero di sde-
Audis quid isti dicunt? lesus autem dixit gno "E gli dissero Senti tu quel che di-
: :

eis :Utique, nimiquam legistis Quia ex : cono costoro ? Ma Gesù disse loro Si cer- :

ore infantium, et lactentium perfecisti lau- tamente. Non avete mai letto Dalla bocca :

dem? ''Et relictis illis, abiit foras extra de' fanciulli e dei bimbi di latte hai tratta
Civitatem in Bethaniam ibique mansit. : perfetta laude? "E lasciati coloro, se ne
andò fuori della città a Betania : e quivi
pernottò.
'*Mane autem revertens in Civitatem, e- "La mattina poi nel ritornare in città eb-
suriit. '*Et videns fici arborem unam secus be fame. '*E vedendo lungo la strada una
viam, venit ad eam : et nihil invenit in ea pianta di fico, si accostò ad essa e non vi :

nisi folla tantum, et ait illi : Numquam ex trovò altro che foglie, e le disse Non na- :

'» l8. 56. 7; Jer. 7. Il; Lue. 19, 46. '• Ps. 8, 3. >• Marc. 11, 13

tempio propriimeote detto (vaó^l, costituito dt dei grandi verso Gesù. Non potendo questi ul-
un Atrio, dal Santo (dove si trovavano l'altare timi impedire, né il trionfo di Gesù, ni le ac-
dei profumi, il candelliere a sette braccia e i clamazioni dei popoli, vorrebbero che Egli fa-
pani di proposizione) « dal Santo dtl Santi (dove cesse tacere i fanciulli.
il solo Sommo Sacerdote entrava una volta l'an- 16. Sì certamente ecc. Lungi dal biasimare,
no). Davanti al Santaario vi era un ampio cortile Gesù approva i fanciulli, e se n'appella alla
o terazzo, detto dei Sacerdoti, dove si ergeva l'al- Scrittura. La citazione è il v. 3 del salmo Vili
tare degli olocausti, sul quale si facevano i sa- LXX.
e viene fatta sui
crifizi. Attorno a questo cortile dei Sacerdoti,
17. Betania (casa di datteri) oggi el-Azariyeh e
ma di 15 scalini più basso se ne stendeva un altro
Lazarìeh è una piccola citti. situata presso la
chiamato degli Israeliti. Nella parte Est di que-
sommiti deirOliveto sul versante opposto a Ge-
st'ultimo si elevava di cinque scalini un altro
rusalemme, alla distanza di tre o quattro chilo-
cortile, riservato alle donne.
metri da questa citti. A Betania dimoravano
Una balaustrata separava i7 cortile degli Israe-
Lazaro, Marta e Maria, coi quali Gesù aveva
liti da un altro vasto cortile detto dei Gentili.
intime relazioni di amicizia. Durante parecchi
In quest'ultimo potevano anche entrare pagani. i
giorni Egli andò a passar la notte a Betania, e
Esso era chiuso a Levante dal portico di Salo-
al mattino tornò in citti.
mone e Sud
dal portico reale. Questi portici
a
erano formati da varii ordini di colonne mono- 18. La mattina dopo l'ingresso trionfale, cioè
litiche alte 12-13 metri. Sotto di essi vi era il Lunedi, mentre Gesù tornava a Gerusalemme.
una gran quantità di venditori d'incenso, di olio, 19. Il fico prima delle foglie mette fuori i

di sale, di vino, di colombe, di buoi, ecc. per i frutti; avendo quindi Gesù vedute le foglie, po-
sacrifizi, che i privati, specialmente nel tempo teva sperare di trovarvi qualche frutto se non
pasquale, solevano offrire a Dio. del tutto maturo, tale però da saziare la sua
Erano pure numerosi i banchieri, i quali con fame. In Palestina, e specialmente a Betania,
un aggio da usurai cambiavano le monete greche dove il clima è caldo assai, le piante di fico
o latine o straniere in moneta ebraica (p. es. hanno frutti quasi tutto l'anno. Inoltre si è so-
mezzo siclo d'argento Matt. XVII, 28). la sola liti lasciare sulle piante quei fichi che per il
che potesse venir offerta nel tempio a Dio. sopravvenire dell'inverno non giunsero a matu-
Da questo commercio fatto col consenso dei riti. Questi al primo muoversi della linfa nei
sacerdoti, oltre a un vociare incomposto e assor- primi calori, diventano molli e saporiti. In qua-
dante, nascevano spesso risse, dispute, frodi, che lunque ipotesi Gesù poteva sperare di trovare
profanavano la santità del luogo e scandalizza- di che sfamarsi.
vano i gentili venuti per pregare. In questa scena abbiamo una parabola in azione
Scacciò tutti ecc. Niuno osò opporsi a Gesij o meglio una di quelle azioni simboliche usate
Cristo, perchè tutti sentivansi colpevoli, e sulla dagli Orientali per manifestare qualche verità.
fronte di lui brillava un raggio della sua diviniti Un'azione analoga a questa si ha nel fanciullo
che li atterriva. condotto in mezzo ai discepoli e presentato loro
13. E' una libera citazione di Isaia (LVI, 7) e
come modello (Matt. IX, 35).
di Geremia (VII, 11).
La pianta di fico carica di foglie rappresenta
la nazione giudaica ricolma da Dio d'infiniti be-
mostrando con questi prodigi che
14. Li risanò nefizi, quale non portò alcun frutto, ma solo
la
Egli era veramente il Messia. foglie, cioè vane dispute intorne alla legge, falso
15-16. Vi ha un vivo contrasto tra l'entusia- zelo per le cerimonie e le tradizioni, un'ombra
smo e le acclamazioni del popolo, e l'invidia infine, un'apparenza di religione e di giustizia
94 S. Matteo, XXI, 20-31

te fructus nascatur in sempiternum. Et are- sca mai più da te frutto in etemo. E subito
facta continuo flculnea. ^'Et videntes
est il fico si seccò. "Avendo ciò veduto i disce-
discipuli, mirati sunt, dicentes Quomodo : poli ne restarono ammirati, e dicevano :

continuo aruit? ^'Respondens autem lesus, Come si è seccato in un attimo? **Ma Gesù
ait eis ; Amen dico vobis, si habueritis fl- rispose, e disse loro In verità vi dico, che :

dem, et non haesitaveritis, non solum de se avrete fede, e non vacillerete, non solo
flculnea facietis, sed et si monti buie dixe- come a questo fico ma quand'anche dicia- :

ritis, Tolle, et iacta te in mare, flet. **Et om- te questo monte


a Levati, e gettati in :

nia quaecumque petieritis in oratione cre- mare, sarà fatto. '^E qualunque cosa, do-
dentes, accipietis. manderete nell'orazione, credendo, la ot-
terrete.

*^Et cum venisset in templum, accesse- essendo andato al tempio, i principi


''"Ed
runt ad eum docentem, principes sacerdo- dei sacerdoti e gli anziani del popolo se
tum, et seniores populi, dicentes In qua : gli accostarono, mentre insegnava, e gli
potestate haec facis? Et quis tibi dedit hanc dissero Con qual autorità fai tu queste
:

potestatem ? ''*Respondens lesus dixit eis : cose? E chi ha dato a te tal podestà? "E
Interrogabo vos et ego unum sermonem : Gesù rispose Fo ancor io a voi una inter- :

quem si dixeritis mihi, et ego vobis dicam rogazione, alla quale se mi risponderete
in qua potestate haec facio. **Baptismus vi dirò io pure con quale autorità fo queste
Ioannis unde erat? e caelo, an ex homini- cose. ''11 battesimo di Giovanni donde era
bus ? At illi cogitabant inter se, dicentes : egli? dal cielo o dagli uomini? Ma essi
'"Si dixerimus, e caelo, dicet nobis Quare : andavan pensando dentro di sé, e dice-
ergo non credidistis illi? Si autem dixeri- vano '*Se diremo, dal cielo, egli dirà
: :

mus, ex hominibus, timemus turbam om- : Perchè dunque non gli avete creduto? Che
nes enira habebant Ioannem sicut prophe- se diremo, dagli uomini, abbiam paura del
tam. *^Et respondentes lesu, dixerunt Ne- : popolo imperocché tutti tenevano Giovan-
:

scimus. Ait ìUis et ipse Nec ego dico vo-


: ni per profeta. ^'Risposero pertanto a Gesù
bis in qua potestate haec facio. con dire : Non sappiamo. Ed egli pure disse
loro : Nemmen io dico a voi, con quale auto-
rità faccia tali cose.

'"Quid autem vobis videtur? Homo qui- "Ma che ne pare a voi? Un uomo aveva
dam habebat duos fllios, et accedens ad pri- due e accostatosi al primo gli dis-
figliuoli,
mum, dixit Fili, vade hodie, operare in
: se Figliuolo, va, lavora oggi nella mia vi-
:

vinca mea. "Ille autem respondens, ait : gna. *'Ed egli rispose Non voglio. Ma poi :

Nolo. Postea autem, poenitentia motus, ripentito vi andò. '"E accostatosi al secondo,
abiit. '"Accedens autem ad alterum, dixit gli disse lo stesso. E quegli rispose Si- :

similiter. At ille respondens, ait Eo, domi- : gnore, io vado, e non andò. ^ 'Quale dei due
ne, et non ivit. *^Quis ex duobus fecit vo- ha fatto la volontà del padre? Il primo, ri-
luntatem patris ? Dicunt ei Primus. Dicit: sposero essi. Gesù disse loro : In verità vi

*« Marc. 11, 20. Sup. 7, 7; AUrc. 11, 24; I Joan. 3, 22. " Marc. 11, 28; Lue. 20, 2.
a« Sup. 14, 5.

morale. La pianta di fico fu maledetta non per noscere come Dio, gli domandano con quale au-
se stessa, ma affinchè mostrasse ai discepoli la torità fosse diportato da padrone nel tempio;
si
sorte funesta riservata ai Giudei ipocriti e osti- e chi gli avesse dato il diritto di insegnare, ecc.
nati. La domanda è insidiosa. Se Gesù avesse risposto
che faceva tali cose perchè Figlio di Dio, lo
20. Avendo veduto ecc. S. Matteo non se-
ciò
avrebbero gridato reo di bestemmia ; se egli si
gue l'ordine degli avvenimenti. Fu
cronologico
fosse detto Messia, l'avrebbero denunziato come
solo al giorno dopo cioè al Martedì che i disce-
ribelle all'autorità romana ; se si fosse rifiutato
poli constatarono che la pianta era seccata (Mar.
di rispondere l'avrebbero tacciato di falso pro-
XI, 13). Essi non compresero allora la signifi-
feta davanti al popolo.
cazione dell'azione simbolica, ma ammirarono so-
lamente la potenza di Gesù, ed Egli conforman- 24. Gesù risponde facendo loro una domanda,
dosi ai loro pensieri risponde esaltando l'efficacia allaquale in qualunque modo rispondessero avreb-
della preghiera. bero mostrata la loro perversità e malafede.
21-22. Vedi note Matt. XVII, 19 e VII, 11. 26. Non creduto, mentre egli affer-
gli avete
mava che Messia e l'Agnello di Dio.
io era il
23. 7 principi dei Sacerdoti, cioè i capi delle
24 famiglie sacerdotali : gli anziani del popolo 29-30. Il codice Vat. ed altri codici greci hanno
cioè i membri del Sinedrio appartenenti al po- questi due versetti in ordine inverso, il 30 cioè
polo. S. Marco aggiunge che vi erano anche gli in luogo del 29, e il 29 in luogo del 30,
Scribi. Era quindi una vera rappresentanza del 31. L'uomo che aveva due figli è Dio. Il pri-
Sinedrio. V. n Matt. V, 22. Non volendolo rico- mo figlio, che risponde di no al Padre, ma poi,
S. Matteo, XXI. 32-42 05

niis lesus Amen dico vobis, quia publicani,


: dico che i pubblicani e le meretrici andran-
et meretrices praecedent vos in regnura Dei. no avanti a voi al regno di Dio. "Imperoc-
"Venit enim ad vos Ioannes in via iustitiae, ché venne a voi Giovanni nella via della
et non credidistis ei, publicani autera, et giustizia, e voi non gli credeste ma i pub- :

meretrices credidenint ei vos autem vi- : blicani e le meretrici gli credettero e voi :

dentes nec poenitentiam habulstis postea, ciò vedendo nemmen di poi vi pentiste per
ut crederetis ei. credere a lui.

'*Aliam parabolam audite Homo erat : "Udite un'altra parabola. Bravi un padre
paterfamilias, qui plantavit vineam, et se- di famiglia, il quale piantò una vigna, e la
pem circumdedit ei, et fodit in ea torcular, cinse di siepe, e scavò e vi fece un frantoio,
et aediflcavit turrim, et locavit eara agrico- e fabbricò una torre, e la diede a lavorare a
et peregre profectus est. **Cum autem
lls, contadini, e se ne andò in lontano paese.
tempus fructuum appropinquasset, misit ser- **Venuta poi la stagione de' frutti, mandò i
vos suos ad agricolas, ut acciperent fructus suoi servi dai contadini per ricevere i frutti
eius. '^Et agricolae, apprehensis servis eius, di essa. "Ma i contadini, messe le mani
alium ceciderunt, alium occiderunt. alium addosso a' servi, altro ne bastonarono, altro
vero lapidaverunt. **Iterum misit alios ser- ne uccisero e altro ne lapidarono. **Mandò
vos plures prioribus, et fecerunt illis simi- di nuovo altri servi in maggior numero di
liter. "Novissime autem misit ad eos flliura prima, e li trattarono nello stesso modo.
suum, dicens Verebuntur fllium meum.
: ^'Finalmente mandò ad essi il suo figliuolo,
'•Agricolae autem videntes fllium, dixerunt dicendo Avranno rispetto a mio Aglio.
:

intra se Hic est heres. venite, occidamus


: "Ma i contadini, veduto il figliuolo, dissero
eum, et habebimus hereditatem eius. **Et tra di loro Questi è l'erede
: venite, am- :

apprehensum eum eiecerunt extra vineam, mazziamolo, e avremo la sua eredità. '*B
et occiderunt. "Cum
ergo venerit dominus presolo, lo cacciarono fuori della vigna, e
vineae, quid faciet agrìcolis illis? *'Aiunt l'uccisero. '"Quando adunque tornerà il pa-
UH Malos male perdet et vineam suam
: : drone della vigna, che farà di que' conta-
locabit aliis agrìcolis, qui reddant ei fructum dini? *'Essi risposero: Farà perire i mal-
temporibus suis. vagi e rimetterà la sua vigna ad altri conta-
:

dini, i quali gliene renderanno il frutto a'


suoi tempi.
**Dicit illis lesus : Numquam legistis in **Dice loro Gesù : Non avete mai letto
Scripturis : Lapidem, quem reprobaverunt nelle Scritture : La pietra che fu rigettata

" U. 5, 1 : Jer. 2, 21 ; Marc. 12. 1 Lue. 20.


; 9. »• Inf. 2'>. 3 et 27. I ; Joan. 11. 53. « Ps. 117,
22; Act. 4, Il ; Rom. 9, 33; Petr. 2, 7.
1

pentitosi, va a lavorare, significa t peccatori e 41. La loro risposta troppo franca lascia sup>
le peccatrici, i quali fecero penitenza alla pre- porre, che essi avessero pensato che contadini i

dicazione di Giovanni. Il figlio invece che, dopo della parabola rappresentassero i Romani, e i
aver detto di andare a lavorare, non vi andò, servi fossero i Pontefici, e i Dottori ecc. I Giu-
rappresenta Sacerdoti, i Farisei, i grandi de
i
dei stessi riconoscono quindi colla loro risposta.
popolo, quali ascoltarono bensì la predicazione
i

del Battista e ne ricevettero forse il Battesimo,


cu non fecero penitenza, né ascoltarono voce k
di Giovanni che li inviava a Gesù.
Andranno avanti a voi. Il greco ha il presente,
vanno. Il regno di Dio è gii fondato.
33. Nella parabola precedente ha mostrato l'o-
stinazione dei Giudei nella loro ribellione a Dio,
nella seguente fa vedere i castighi che li atten-
dono per la morte data al Messia.
Un padre di famiglia ecc. Dio è questo padre;
la vigna è il popolo eletto (Isai. V, 7) la siep» ;

la torre, il frantoio (locale per depositarvi le uve


e pigiarle) indicano la varia protezione e i mol-
teplici benefizi, di cui Dio aveva colmato Israele.
1 contadini sono i Sacerdoti e i Dottori della
legge, che avrebbero dovuto aver cura del popolo
(v. flg. 41).
34. / sQoi servi cioè i profeti mandati ad esor-
Fig. 41. — Pressoio antico (Pittura egiziana).

lare il popolo alla penitenza.


che Dio agi con giustizia quando chiamò i Gen-
35. Così furono infatti trattati Isaia, Geremia, tili a godere di quella grazia, che essi avevano
Zaccaria ecc. respinu.
37. Il suo flgUaolo è Gesù Cristo, che fu dal 42. I Sacerdoti e Dottori sono gli architetti
Giudei crocifisso fuori di Gerusalemme. che dovevano edificare la casa di Dio. Essi riget-
96 S. Matteo, XXI, 43 — XXn, 5

aediflcantes, hic factus est in caput anguli? da coloro che fabbricano, è divenuta capo
A Domino factum est istud, et est mirabile dell'angolo? Dal Signore è stata fatta tal
in oculis nostris ; *^Ideo dico vobis, quia cosa, ed è mirabile negli occhi nostri :

auferetur a vobis regnum Dei, et dabitur *^Per questo vi dico che sarà tolto a voi il
genti facientì fructus eius. ''^Et qui cecide- regno di Dio, e sarà dato a un popolo che
rit super lapidem istum confringetur : super ne produca i frutti. **E chi cadrà sopra que-
quem vero ceciderit, conteret eum. sta pietra, si fracasserà e quegli, su cui :

essa cadrà, sarà stritolato.


**Et cum audissent principes sacerdotum, **E avendo i principi de' sacerdoti e i
et Pliarisaei parabolas eius, cognoverunt Farisei udite le sue parabole, compresero
quod de ipsis diceret. **Et quaerentes eum che parlava di *'E cercando di met-
loro.
tenere, timuerunt turbas quoniam sicut tergli le mani addosso, ebber paura del
prophetam eum habebant, popolo : perchè Io teneva per profeta.

CAPO XXII.

Le Twzze del figlio del re, 1-15. — // tributo a Cesare, 16-22. — / Sadducei e la
risurrezione, 23-33. — // più, grande comandamento della legge, 34-40. — //
Messia figlio di Davide, 41-46.

^Et respondens lesus, dixit iterum in pa- *E Gesù ricominciò a parlar con essi per
rabolis eis, dicens : ^Simile factum est re- via di parabole, dicendo *I1 regno de' cieli :

gnum caelorum homini regi, qui fecit nu- è simile a un re, il quale fece le nozze del
ptias Alio suo. *Et misit servos suos vocare suo figliuolo. 'E mandò i suoi servi a chia-
invitatos nuptias, et nolebant venire.
ad mare gl'invitati alle nozze, e non volevano
*Iterum misit alios servos, dicens Dicite : andare. *Mandò di nuovo altri servi dicen-
invitatis Ecce prandium meum paravi, tau-
: do Dite agl'invitati : il mio desinare è già
:

ri mei, et altilia occisa sunt, et omnia pa- in ordine, si sono ammazzati i miei tori e
rata venite ad nuptias.
: gli animali grassi, e tutto è pronto venite :

alle nozze.
*Illi autem neglexerunt et abierunt alius
: "Ma quelli non se ne curarono, e se ne
in villam suam, alius vero ad negotiationem andarono chi alla sua villa, chi al suo ne-

1 Lue. 14, 16; Apoc. 19, 9.

tarono Gesù Cristo scomunicandolo e


facendolo CAPO xxn.
morire. Ma sorgere un nuovo edi-
Dio ha fatto
Questa parabola propria di S. Matteo è si-
2.
fizio, la sua Chiesa, della quale ha costituito Ge-
mile a quella di S. Luca XIV, 16-24, ma ne diffe-
sù Cristo pietra angolare, che tutta la sorregge risce nei particolari.
e la sostiene (Salm. CXVII, 22; Atti IV, 11; E' simile ecc. Avviene nel regno dei cieli come
Rom. IX, 33; 1 Piet. II, 7). Sarà cosa meravi- quando un re fa le nozze del suo figlio, cioè im-
gliosa e stupenda, vedere il nuovo regno di Gesù bandisce il convito nuziale. Il re è Dio padre ;
sostituirsi all'antica Teocrazia, e Gesù essere il figlio è Gesù Cristo, la cui unione colla Chiesa
amato e adorato da tutti. viene paragonata a uno sposalizio (Efes. V, 23
e ss.).
43. Vi dico che ecc. Gesù annunzia ai suol
nemici il castigo loro riservato. Il regno di Dio
3. Mandò suoi servi, ecc. In Oriente dopo
i

il primo invitofatto dal padrone, si usava man-


sarà loro tolto; essi perderanno tutti i che
diritti
dare dei servi a prendere gli invitati, e a far
loro come popolo
competevano privilegiato da
loro corteggio fino alla sala del convito.
Dio, verranno sostituiti dai gentili, i quali
e Dio ha chiamato i Giudei a entrare nella sua
meglio di loro corrisponderanno alla grazia di- Chiesa, e loro ha rinnovato l'invito per mezzo
vina e daranno frutti di vita eterna. dei profeti, del Battista e di Gesù stesso, ma
inutilmente.
44. Chi cadrà sopra questa pietra ecc. Non
5olo saranno esclusi dal regno di Dio, ma oppo- 4. ,4/fri servi ecc. Sono gli Apostoli, i quali
nendosi a Gesù Cristo pietra angolare del nuovo dopo l'ascensione Gesù, non solo invitarono
di
gli Ebrei a entrare nella Chiesa, ma loro annun-
edilizio, andranno in pezzi e saranno stritolati
;

ziarono che tutto era preparato, immolato l'a-


dal peso delle divine vendette, se sopra di essi
gnello, istituiti i Sacramenti, comunicati i doni
verrà a cadere la pietra angolare.
dello Spirito Santo.
46. Avrebbero voluto arrestarlo subito ; ma te- 5. Se n'andarono ecc. Gli invitati in maggio-
mevano di eccitare a tumulto il popolo a lui ranza preferirono i loro terreni interessi al con-
dele. vito preparato.
S. Matteo, XXII, 6-18 97

tm •Reliqui vero tenuerunt servos eius,


: gozio 'Altri poi presero I servi di lui, li
:

it contumeliìs affectos occiderunt. 'Rex au- trattarono ignominiosamente, e li uccisero.


tem cum audisset, iratus est : et missis 'Udito ciò, il re si sdegnò e mandate le :

exercitibus suis, perdìdit homicidas illos, et sue milizie sterminò quegli omicidi, e dette
vitatem illorum succendit. alle fiamme la loro città.

*Tunc ait servis suis Nuptiae quidem : Le nozze sono


•Allora disse ai suoi servi :

paratae sunt, sed qui invitati erant, non all'ordine, ma


che erano stati invitati
quelli
fuerunt digni. Mte ergo ad exitus viarum, non furono degni. 'Andate dunque ai capi
et quoscumque inveneritis, vocale ad nu- delle e
quanti incontrerete, chia-
strade,
ptias. '"Et egressi servi eius in vias, con- mate tutti alle nozze.
'"E andati i servi di
gregaverunt omnes, quos invenerunt. malos lui per le strade, radunarono quanti tro-
et bonos et impletae sunt nuptiae discum-
: varono e buoni e cattivi e la sala del ban- :

bentiura. chetto fu piena di convitati.


"Intravit autem rex ut videret discum- "Ma entrato il re per vedere i convitati,
bentes, et vidit ibi hominem non vestitura vi osser\'ò un uomo che non era in abito da
veste nuptiali. ''Et ait illi Amice, quomo- : nozze. "E gli disse Amico, come sei tu :

do huc intrasti non habens vestem nuptia- entrato qua, non avendo la veste nuziale?
lem? At ille obmutuit. "Tunc dixit rex mi- Ma quegli ammutolì. ''Allora il re disse ai
nistris : et pedibus eius.
Ligatis manibus, suoi ministri Legatelo mani e piedi, e get-
:

mittite eum
tenebras exteriores
in ibi erit : tatelo nelle tenebre esteriori : ivi sarà pian-
fletus, et stridor dentium '*Multi enim sunt to e stridore di denti. '*Poichè molti sono ì

vocati, pauci vero electi. chiamati, e pochi gli eletti.

'*Tunc abeuntes Pharisaei, consilium '^Allora i Farisei ritiratisi tennero consi-


inierunt ut caperent eum in sermone. '*Et glio per coglierio in parole. '*E mandano da
mittunt ei discipulos suos cum Herodianis lui i discepoli con degli Erodiani, i
loro
dicen»es .Magister, scimus quia verax es,
: quali dissero Maestro, noi sappiamo che
:

et viam Dei in ventate doces. et non est tu sei verace, e insegni la via di Dio secondo
tibi non enim respicis per-
cura de aliquo : verità, senza badare a chicchessia impe- :

sonam hominum "Die ergo nobis quid


: rocché non guardi in faccia gli uomini.
tibi videtur, licei censum dare Caesari. an "Spiegaci adunque il tuo parere. E' lecito o
non? "Cognita autem lesus nequitia eo- no pagare il tributo a Cesare? "AU Gesù
rum, ait: Quid me tentatis hypocritae? conoscendo la loro malizia, disse Ipocriti, :

»» Sup. 8, 12; 13. 42; Inf. 25. 30. M«rc. 12. 13; Lue. 20, 20.

6. Uccìstro. I Giudei mossero infatti persecu- presentassero al convito. Altri pensano che ogni
zioni violente, delle quali furono vittime gli A- invitato dovesse per l'occasione provvedersi di
postoli e i discepoli di Gesù Cristo. un abito nuovo.
7. Mandati ì$ sai mllizì* ecc. Terribile ven- 13. Tenebri esteriori, vedi note Matt. Vili,
detta di Dio. Le milizie di Dio sono le armate 11-12.
romane, le quali sotto la condotta di Tito fecero 14. Motti sono i chiamati ecc. E' la conclusioae
un orribile macello dei Giudei e distrussero il della parabola. Tutti furono chiamati, sia Giu- i

'oro regno per sempre facendo un mucchio di ro- dei che i Pagani, pochi però hanno accettato
ine di Gerusalemme e del tempio. l'invito, e di questi furono ammessi alle nozze
8. Allora disse ecc. Avendo gli Ebrei ostinata- solo quelli che avevano la veste nuziale.
mente rigettato l'invito loro fatto, si sono mo- 16. Mandano da lui i loro discipoli ecc. I Fa-
stratiindegni di ogni misericordia allora ; Dio risei non osavano forse presentarsi essi stesai
ordinò agli Apostoli di portare il Vangelo alle
a Gesù, mandano perciò a lui quei giovani che
genti (AttiXIII. 46: Rom. XI, II).
sotto la loro direzione imparavano la Scrittura
Quanti trovarono, buoni e cattivi ecc. I
10. Sacra.
servi non dovevano fare alcuna distinzione ; ba- Erodiani costituivano il partito politico di E-
stava loro che gli invitati accettassero l'invito. rode, ed erano favorevoli alla dominazione ro-
Dio vuole che il Vangelo sia predicato a tutti, mana. I Farisei li odiavano profondamente non ;

e che niuno sia escluso dalla via della salute. ricusano però di trattare con loro quando si cerca
11. La parabola riguarda anche i gentili. Per di ordire congiure contro Gesù.
essere ammesso
alle nozze eterne dell'Agnello in
17. E' egli lecito ecc. La questione proposta
cielo, non
basta aver appartenuto alla Chi''sa. era scabrosa assai. Se Gesù rispondeva che non
ma è necessario indossare la veste nuziale della era lecito pagare il tributo, gli Erodiani pre-
grazia santificante. Nella Chiesa quaggiù cat- i
senti l'avrebbero denunziato all'autorità romana
tivi sono frammischiati ai buoni, prima però che
come un sobillatore e ribelle. Se egli invece a-
abbia luogo il convito nuziale. Dio separerà gli vesse risposto che si doveva pagare, Farisei i

unì dagli altri. l'avrebbero denunziato al popolo come favoreg-


12. Ammutolì non avendo alcuna scusa da por- giatore del governo romano. Gli Ebrei erano ge-
ure. I re d'Oriente solevano inviare agli invitati losi della loro indipendenza nazionale, e conside-
un abito splendente, affinchè vestiti di esso si ravano come un cooperare all'oppressione ro-

7 — dacra Hibbia, vul. 1.


98 S. Matteo, XXII, 19-31

"Ostendite mihi numisma census. At illi perchè mi tentate? ^'Mostratemi la moneta


obtulerunt ei denarium. ^"Et ah illis Jesus : del tributo. Ed essi gli presentarono un de-
Cuius est imago haec, et superscriptio ? naro. ^"E Gesii disse loro Di chi è questa :

*^Dicunt ei : Caesaris. Tunc ait illis Red- : immagine e questa iscrizione? ^^Gli rispo-
dite ergo quae sunt Caesaris, Caesari et : sero Di Cesare. Allora disse loro
: Ren- :

quae sunt Dei, Deo. ^^Et audientes mirali dete dunque a Cesare quel che è di Cesare :
sunt, et relieto eo abierunt. e a Dio quel che è di Dio. ^*Ciò udito re-
starono stupefatti, e lasciatolo se ne anda-
rono.
^^In ilio die accesserunt ad eum Saddu- ^'In quel giorno andarono a trovarlo i
caei, qui dicunt non esse resurrectionem : Sadducei, i quali negano la risurrezione, e
et interrogaverunt eum. **Dicentes Magi- : lo interrogarono, '^dicendo : Maestro, Mosè
ster, Moyses dixit Si quis mortuus fuerit
: ha detto Se uno muore non avendo figliuo-
:

non habens filium, ut ducat frater eius uxo- li, il suo fratello sposi la moglie di lui, e dia

rem illius, et suscitet semen fratri suo. discendenza al fratello. ''^Ora vi erano fra
^'Erant autem apud nos septem fratres et : noi sette fratelli e il primo ammogliatosi
:

primus, uxore ducta, defunctus est et non : venne a morte e non avendo prole lasciò
:

habens semen, reliquit uxorem suam fratri la sua moglie al fratello. ^*Lo stesso fu del
suo. ^*Similiter secundus, et tertius usque secondo e del terzo fino al settimo, ^final-
ad septimum. ^'Novissime autem omnium mente ultima di tutti morì anche la donna.
et mulier defuncta est. '*In resurrectione **Alla risurrezione adunque di chi dei sette
ergo cuius erit de septem uxor? omnes e- sarà moglie? poiché la hanno avuta tutti.
nim habuerunt eam.
**Respondens autem lesus ait illis Er- : ^^Ma Gesù rispose loro Voi siete in er- :

ratis nescientes Scrìpturas, neque virtutem rore, non intendendo le Scritture, né il


Dei. ^'In resurrectione enim neque nubent, potere di Dio. ^"Imperocché alla risurre-
neque nubentur sed erunt sicut angeli Dei
: zione, né gli uomini prenderanno moglie, né
in caelo. '^De resurrectione autem mortuo- le donne marito ma saranno come gli An-
:

rum non legistis quod dictum est a Deo di- geli di Dio nel cielo. ' 'Riguardo poi alla

21 Rom. 13, 7. 23 Act. 23, 8. «4 Ogut. 25, 5; Marc. 12, 19; Lue. 20, 28.

niana il pagare il tributo, e non vi si arrende- risponde, che dal momento che la moneta di
vano che per forza. Cesare circola presso di loro, essi sono soggett'
a Cesare, e devono prestargli quel che egli do
manda. Nello stesso tempo fa osservare che
l'obbedienza a Cesare non dev'essere di ostacolo
alla sottomissione a Dio.

23. In quel giorno... in cui aveva avuto luogo


la precedente discussione. Sadducei, V. n. Matt.

Fìg. 42. Ili, 7. Tutti ì varii partiti, in cui era diviso il


popolo giudaico, sono uniti nell'opposizione con-
Busto di Tiberio. tro Gesù Cristo. I Sadducei vorrebbero porre
(Statua antica). Gesù nell'imbarazzo, proponendogli da scioglie-
re una questione sotto forma di un caso dì co-
scienza da loro immaginato, ma fatto per gettare
il ridicolo sulla futura risurrezione.

24.Mosè ha detto ecc. V. Deut. XXV, 5-6...


dia discendenza al fratello. Al primo figlio nato
si doveva dare il nome del marito defunto.
Cesare si chiamava l'inf^eratore romano, che 29. Non intendendo le Scritture, le quali inse-
allora era Tiberio. gnano apertamente il dogma della futura risur-
Moneta del rezione, ne il potere di Dio, il quale nell'infinità
19. trìbuto era il denaro d'argento
(1. 0,78). Il tributo si pagava con moneta ro- della sua potenza può richiamare i morti a vita
mana. Ogni giudeo doveva pagare tutti gli anni e dar loro un'esistenza incorruttibile, in modo
questa somma al tesoro romano. che più non vi siano né nascite, né morti e nep-
pure matrimonii.
20. Quest'immagine ecc. Sul denaro d'argento
presentato a Gesù vi era probabilmente l'effigie 30. Saranno come gli Angeli. Dopo la risurre-
.

di Tiberio e l'iscrizione Augustus Tib. Caesar.


: zione gli uomini saranno trasformati dalla potenza
21. Rendete a Cesare ecc. Il fatto che presso di Dio; i loro corpi non saranno più soggetti alle
i Giudei aveva corso la moneta romana, era an- condizioni attuali, ma parteciperanno delle qua-
che per i rabbini un segno evidente che essi erano lità degli spiriti (I Cor. XV, 44 e ss.), in modo

soggetti ai romani. Se pertanto godevano dei che per conservarli non sarà più necessaria la
vantaggi del governo romano, era giusto che generazione. Essi saranno immortali come gli
concorressero nelle pubbliche spese. Perciò Gesù Angeli.
S. Matteo, XXII, 32-44 99

cente vobìs : "Ego sum Deus Abraham, et risurrezione dei morti, non avete voi letto
Deus Isaac, et Deus iacob? Non est Deus quello che Dio espresse, dicendo a voi :

mortuorum, sed viventìum. **El audientes "Io sono il Dio d 'Abramo, il Dio d'Isacco,
turbae, mirabantur in doctrina eius. il Dìo di Giacobbe? Egli non è il Dio dei
morti, ma dei vivi. "Udito ciò le turbe, am-
miravano le sua dottrina.
'*Pharisaei autem audientes quod silen- '*Ma Farisei avendo saputo come egli
i

tium imposuisset Sadducaeis, convenerunt aveva chiuso la bocca ai Sadducei, si uni-


in unum interrogavit eum unus ex
: ''Et rono insieme ''e uno di essi, dottore della
:

eis legis doctor tentans eum : "Magister, legge, lo interrogò per tentarlo "Maestro, :

quod est mandatum magnum in Lege? ''Ait qual è il gran comandamento della legge?
illi lesus Dillges Dominum Deum tuum
: ^'Gesù gli disse Amerai il Signore Dio
:

ex toto corde tuo, et in tota anima tua, et tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l'anima
in tota mente tua. *'Hoc est maximum, et tua e con tutto il tuo spirito. "Questo è il
primum mandatum. **Secundum autem si- massimo e primo comandamento. "Il se-
mile est huic Diliges proximum tuum.
: si- condo poi è simile a questo Amerai il :

cut teipsum. '"In bis duobus mandatis uni- prossimo tuo come te stesso. *°Da questi
versa iex pendet, et prophetae. due comandamenti pende tutta quanta la
legge e i profeti.
*'Congregatis autem Pharisaeis, interro- *'Ed essendo radunati insieme i Farisei,
gavit eos lesus, *'dicens Quid vobis vi- : Gesù domandò loro, *'dicendo
vi pare : Che
detur de Christo? cuius fllius est? Dicunt del Cristo: di chi è figliuolo? Gli rispo-
ei David. *'Ait illis
: Quomodo ergo Da- : sero Di David. *'Egli disse loro
: Come :

vid in spiritu vocat eum Dominum, dicens : adunque David in ispirilo lo chiama Signore,
**Dixit Dominus Domino meo sede a dex- : dicendo *M1 Signore ha detto al mio Si-
:

«» Ex. 3, 6. »» Marc. 12, 28; Lue. 10, 25. »» Deut. 6, 5. »» Lev. 19, 18; Marc. 12, 31.
" Lue. 20, 41. ** P». 109, I.

32. Se Dio nel rivelarsi a Mosè, si chiama tre espressioni ainonime si vuol significare, che
Dio di Abramo, di Isacco ecc., ciò dimostra che Dio deve essere amato sopra tutte le cose, in modo
questi patriarchi sono ancora vivi davanti a lui, e che a lui siano indirizzati tutti i pensieri della
che sono quindi immortali. Se Egli ha promesso mente, tutti gli affetti del cuore e tutte le ope-
di colmare di benefizi Abramo, Isacco ecc. in e- razioni. La misura di amar Dio è amarlo senza
terno, è necessario che essi esistano. Dio non misura. Il precetto è tratto dal Deut. VI, 4-5.
colma di benefizi coloro che non sono, né Egli 38. Questo è il massimo ecc. Nel greco si
è il Dio dei morti. legge : grande e il primo comandamento
i7 sia
Dall'immortalità dell'anima Gesù prova la ri- per dignità, sia perchè comprende tutti gli altri.
surrezione futura. I due dogmi erano connessi
nella dottrina degli Ebrei. L'anima dovrà un gior- non uguale però. I due pre-
39. E' simile ecc.,
eetti dell'amore di Dio e dell'amore del prossimo
no riunirsi al corpo per averlo compagno nel
premio o nella pena, come Io ebbe nel merito o sono inseparabili. Questo precetto si trova nel
nel demerito. Vedi nota Mar. XII, 26. Lev. XIX. 18.
Gesù cita il libro di Mosè, perchè i Sadducei 40. Pende tutta la legge, ecc. Tutti i precetti e
non ammettevano gli altri libri sacri. le ordinazioni della legge e dei Profeti cioè del-
34. Si unirono assieme ecc. I Farisei avendo l'Antico Testamento, dipendono dall'amore di Dio
saputo che Gesù aveva chiuso la bocca ai Sad- e del prossimo e sono compresi in esso.
ducei in modo che non fu loro possibile rispon- 42. Che vi pare ecc. Per chiudere la bocca ai
dere, si consultarono assieme cercando qualche Farisei Gesù propone loro una domanda, dalla
nuovo cavillo per prenderlo in parola. quale si fa manifesto che la loro scienza intorno

35. Lo interrogò per tentarlo. La sua intenzio- al Messia è molto imperfetta.

ne non doveva essere buona da principio, ma in Di David. La risposta era facile, perchè tutti
seguito fu mutata in modo da meritare lode da sapevano che il Messia doveva discendere dalla
Gesù (Mar. XII, 32, 33). famiglia di Davide (Salm. LXXXVIII, 3-4; CXXXI,
11; Issi. XI, 1; Gerem. XXIII, 5).
36. Quìi è il gran comandamento ecc. I rab-
bini Giudei dividevano 1 613 comandamenti della 43. Come dunque ecc. Gesù domanda : Come
legge (248 precetti e 365 proibizionO in due mai può essere assieme Figlio e Signore di Da-
classi gravi e leggieri. Non si accordavano però
:
vide? Con queste parole Egli richiama l'atten-
fra loro nel determinare quali appartenessero al- zione dei Farisei, e lascia loro intravedere una
l'una classe e quali all'altra, e meno ancora nel doppia natura nel Messia, per la quale nello stes-
fissare le condizioni perchè un precetto potesse so tempo è figlio di Davide e Figlio di Dio. Se-
dirsi grave. Laonde vi era chi diceva più grande condo l'umana natura egli è stato generato nel
il precetto del Sabato, perchè più antico ; chi di- tempo, ed è figlio di Davide ma secondo la ;

ceva più grande la circoncisione ecc. La domanda natura divina è generato nell'eternità ed è Si-
fattaa Gesù si prestava quindi a mille cavilli, e gnore di Davide (Rom. I, 4, 5).
mirava a trascinarlo nelle dispute che divide- 44. Il Signore ecc. E' il principio del salmo CIX
vano le varie scuole. citato secondo i LXX. Signore {lahve) ha detto
Il
37. Amerai il Signore Dìo tuo ecc. Con queste al mio Signore (al Messia Re e Sacerdote) sied' ;
100 S. Matteo, XXIf, 45 — XXIII, 6

tris meis, donec ponam inimicos tuos sca- gnore Siedi : alla mia destra, sino a tanto
bellum pedum tuorum? "Si ergo David vo- che io metta i tuoi nemici per isgabello ai
cat eum Dominum, quomodo fliìus eius est? tuoi piedi? "Se dunque David lo chiama
"Et nemo poterai ei respondere verbura : Signore, com'è egli suo figliuolo? **E nes-
aeque ausus fuit quisquam ex illa die eum suno poteva replicargli parola né vi fu :

amplius interrogare. chi ardisse da quei dì in poi d'interrogarlo.

CAPO XXIII.

fpoci-isia e orgoglio dei Farisei, r-rz Colpe dei Farisei, 13-36. Castigo di
Gerusalemme, 37-39-

'lune lesus locutus est ad turbas, et ad ^Allora Gesù


parlò alle turbe e ai suoi
discipulos suos, dicens : Super cathedram discepoli, Sulla cattedra di Mosè
dicendo :

Moysls sederunt Scribae, et Pharisaei. 'Om- si assisero gli Scribi e i Farisei. ^Tutto
nia ergo quaecumque dixerint vobis serva- quello pertanto che vi diranno, osservatelo
le, et facite : secundum opera vero eorum e fatelo ma non vogliate far quel che essi
:

nolièe facere dicunt enim, et non faciunt.


: fanno perchè dicono e non fanno. *Accu-
:

*Alligant enim onera gravia, et importabi- mulano infatti pesi gravi e importabili, e H
lla, etimponunt in humeros hominum di- : pongono sulle spalle degli uomini, ma per
gito autem suo nolunt ea movere. *Omnia loro non vogliono muoverli col loro dito.
vero opera sua faciunt ut videantur ab ho- 'Fanno poi tutte le loro opere per essere
minibus dilatant enim phylacteria sua, et
: osservati dagli uomini perciò portano più :

magniflcant fimbrias. 'Amant autem primos ampie le filatierie, e più lunghe le frangie
recubitus in coenis, et primas cathedras in (della veste). 'E amano i primi posti nei

- H Èsdr. 8, 4. ' Lue. M, 46; Act.- 15, 10. * Deut. 6, 8 et 22, 12; Num. 15, 38. • Marc. 12,
39; Lue. U, 43 et 20. 46.

«Ila mia destra (sii partecipe del mio potere e sità dei Farisei, i quali facevano consistere la
delta mia gloria) Ano a tanto ch'io metta ecc. santità in un formalismo tutto esteriore.
Solo alla fine del mondo tutti nemici saranno i 2. Si assisero ecc. Assidersi sulla cattedra di
alcuno è un'espressione rabbinica, che significa
succedere ad alcuno nell'insegnamento. Gli Scri-
bi e Farisei, che erano i membri più influenti
i

del Sinedrio, sono i successori di Mosè nello


spiegare e interpretare la legge.
Tutto quello che vi diranno ecc. Come rap-
3.
Fig. 4J. presentanti dell'autorità religiosa della nazione, le
Prigionieri fatti ser- loro decisioni, per ciò che riguarda il culto di
Dio, i sacrifizi ecc., hanno forza di legge, e de-
vire da scabello.
vono essere osservate. Ma l'autorità, che muove
ad osservare loro insegnamenti, non deve muo-
i

vere a imitare la loro vita non conforme alla loro


dottrina.
4. Accumulano pesi graviecc. Si allude alla
innumerevole quantità prescrizioni fatte dagli
di
interamente assoggettati a Gesù Cristo, e al- Scribi e dai Farisei, i quali mentre si mostra-
lora Egli continuerà a regnare col Padre suo. vano rigorosi nell'esigerne l'osservanza dagli al-
?er sgabello ai tuoi piedi. Gli antichi vincitori tri, erano poi indulgentissimi verso di loro me-
solevano far servire i vinti da sgabello ai loro desimi.
piedi nel salire o scendere da cavallo ecc. quindi ;
5. Fanno tutte le loro opere per essere veduti
la frase mettere i nemici per isgabello significa L'ostentazione era la caratteristica dei Fari-
ecc.
sottometterli pienamente. sei. Le ftlaiterìe (ebr. thefillìm gr. 9«Xoxrnpia)
46. Nessuno poteva replicargli parola. I Fa- si chiamavano alcune striscie di pergamena sulle
risei aspettavano un Messia temporale, un re quali gli Ebrei, interpretando letteralmente alcune
terreno, e quando videro Gesù colie Scritture parole del Deuterenomio VI, 8 e dell'Esodo XHl,
mostrar loro che erano in inganno, non seppero 9, avevano scritte quattro sezioni della legge.
»he rispondere. Esod. XIII, 1-10; XIII, 11-16; Deut. VI, 4-9;
XI, 13-21. Queste striscie di pergamena veni-
CAPO XXIII. vano poi ripiegate in apposite custodie, che pei
mezzo di nastri si legavano sulla fronte e al
l. Allora ecc. cioè nello stesso giorno, in cui braccio sinistro in certi giorni e in certe ore,
erano avvenute le dispute del capo precedente. specialmente poi quando si pregava (V. fig. 44
Gesù tenne questo magnifico discorso alle turbe a pag. 101).
oer tenerle lontane dall'imitazione della perver- Frange, V. Matt. IX, 20.
S. Matteo, XXIII, 7-15 lOt

synagogis, 'Et salutationes in foro, et vo- banchetti, e i primi seggi nelle sinagoghe,
cari ab hominibus Rabbi. 'Vos autem oolite e i saluti nel foro, ed essere chiamati Mae-
vocari Rabbi, unus est enim Magister ve- stri. *Ma voi non vogliate essere chiamati
ster, omnes autem vos fratres estis. *Et Maestri perchè uno solo è il vostro Mae-
:

patrera nolite vocare vobis super lerram : stro, e voi siete tutti fratelli. 'Né vogliate
uaus est enim Pater vester, qui in caelis chiamare alcuno sulla terra vostro padre :

est. ''Nec vocemini magistri quia Magi- : imperocché il solo Padre vostro è quegli
ster vester unus est, Christus. "Qui maior che sta ne' cieli. '"Né siate chiamati mae-
est vestrum, erit minister vester. "Qui at>- stri, perchè
l'unico vostro Maestro è il
tem se exaltaverìt, humiliabitur : et qui se Cristo. ''Chi sarà maggiore tra voi, sarà
humiliaverit, exaltabitur. vostro servo. '*E chi si esalterà, sarà umi-
liato e chi si umilierà, sarà esaltato.
:

"Vae autem vobis Scribae, et Pharisaei '*Ma guai a voi. Scribi e Farisei ipocriti :

hypocritae : quia claudistis regnutn caelo- perchè chiudete in faccia agli uomini il re-
rum ante homines, vos enim non intratis, gno de' cieli imperocché né voi vi entrate,
:

oec introeuntes sinitis intrare. **Vae vobis né permettete che v'entrino quelli che stan-
Scribae, et Piiarisaei hypocritae : quia co- no per entrarvi. **Guai a voi. Scribi e Fari-
medltis domos viduarum, orationes longae sei ipocriti perché divorate le case delle
:

orantes propter hoc amplius accipietis fu-


: vedove col pretesto di lunghe orazioni per :

dicium '*Vae vobis Scribae, et Pharisaei questo sarete giudicati più severamente.
hypocritae quia circuitis mare, et aridam,
: '^Guai a voi. Scribi e Farisei ipocriti : per-
ut faciatis unum proselytum : et cum fuerit chè scorrete e mare e terra per fare un pro-
factus, facitis eum flllum gehennae duplo selito e fatto che sia, lo rendete figliuolo
:

quam vos. deirinfemo il doppio di voi.

• J«c. 3, 1. » M«l. I, 6. >» Lue. 14. 11 et 18. M. ' Mtrc. 12, 40; Lue. 20, 47.

7. £ I saluti ntl foro, ecc. Gesù non biasimi 13. Chiudete in faccia agli uomini ecc. Con
l'onore che si rende ai ministri della religione; queste parole Gesù mostra quanto fosse nefasta

Flg.

Fi lattari* psr la testa <a si-

nistra) • per il braccio (a


destra .

ma biasima coloro che ambiscono vanamente l'influenza, che i Farisei esercitavano sul popolo.
quest'onore. Coiie loro calunnie e colle loro bestemmie e colle
&. Ma voi non vogliate ecc. Gesù detesta l'am- false idee che avevano sparso dì un Messia con-
bbiuone dei Farisei, e raccomanda ai suoi disce- quistatore terreno e liberatore dal giogo rom<i:o.
poli la più grande umiltà. Non condanna i titoli avevano allontanato il popolo da Gesù Cripto,
in se stessi, ma l'ostentazione e la vaniti di chi impedendolo cosi di entrare nel regno di Dio.
Il cerca. 14. Col pretesto di lunghe orazioni. Fingendo
pietà e zelo per la religione, i Farisei induce-
9. Sé vogliate... vostro padre ecc. dottoriI
vano le vedove a far loro dei ricchi doni, che
giudei si facevano chiamare padri dai loro disce-
poli. Gesù non vuole che
essi poi volgevano a proprio vantaggio. Sarann</
suoi ambiscano que-
i

sti titoli, benché nella Chiesa da lui fondata vi


perciò giudicati più severamente, perchè mag-
siano e pastori e dottori. gior pena merita colui che fa il male sotto il
velo della pietà.
10. Maestri
ecc. greco itaOnrnto» guide, con- Questo versetto manca nei migliori codici greci
dottieri. Unoil condottiero, una è la guida di
è e latini (grec. Sin. Vat. Cant. ecc., lat. Amiat.
tutti i Gesù Cristo, del quale tutti gli
fedeli.
Fuld.) e in parecchie versioni, (Viene pure omes-
altri pastori non sono che luogotenenti.
so da Tisch. W. H. Nestle ecc.). (In altri codici
Sarà vostro ser\'o. Si terrà in cuor suo per
11. greci e latini si trova inserito immediatamente
servo di tutti, riguardando la sua dignità non prima del v. 13). A molti, anche fra i cattolici, il
;ome un onore, ma come un peso e un mini- versetto sembra una ripetizione di Mar. XII, 40
itero. inserita qui da qualche copista.
12. Chi si umilierà, ecc. La vera via per giungere 15. Per fare an proselito cioè un convertite
«Ila gloria è la pratica dell'umìità. dal pagaresimo a! giudaismo. 1 Farisei «ffett»-
102 S. Matteo, XXIII, 16-23

"Vae vobis duces caeci, qui dicitis Qui- : "Guai a voi, ciechi condottieri I quali :

cumque iuraverit per templum, nihil est : dite : Che uno


abbia giurato per il tempio,
qui airtem iuraverit in auro templi, debet. non è niente ma se avrà giurato per l'oro
:

^
"Stulti, Quid enim maius est,
et caeci : del tempio, resta obbligato. ^Stolti e cie-
aurum, an templum, quod sanctiflcat au- chi Infatti che cosa è da più, l'oro, o il
:

rum? ^*Et quicumque iuraverit in altari, tempio che santifica l'oro? "E che uno ab-
nihil est quicumque autem iuraverit in do-
: bia giurato per l'altare, non è niente ma :

no, quod est super illud, debet. ^'CaecI : chi avrà giurato per l'offerta che è sopra di
Quid enim maius est, donum, an altare, esso, resta obbligato. "Ciechi infatti che :

quod sanctiflcat donum? *"Qui ergo iurat in cosa è da pili, l'offerta, o l'altare che santi-
altari, iurat in eo, et in omnibus, quae su- fica l'offerta? "Chi dunque giura per l'al-
per illud sunt. *^Et quicumque iuraverit in tare, giura e per esso e per tutte le cose
tempio, iurat in ilio, et in eo, qui habitat in che vi sono sopra : '*e chiunque giura per
ipso *''Et qui iurat in caelo, iurat in throno
: il tempio, giura e per esso e per colui che

Dei, et in eo, qui sedet super eum. lo abita **e chi giura per il cielo, giura
:

per il trono di Dio e per colui che siede so-


pra di esso.
'^^Vae vobis Scribae, et Pharisaei hypocri- *'Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti :

tae : qui decimatis mentham, et anethum, che pagate la decima della menta e dell'a-
et cyminum, et reliquistìs quae graviora neto e del cimino, e avete trascurato il più
sunt legis, iudicium, et misericordiam, et essenziale della legge, la giustizia e la mi-

" Lue. 11, 42.

vano uno zelo straordinario per far proseliti. vasì e gli d'oro del tempio. Credevano
utensili
Questi venivano distinti in due classi proseliti : forse che giuramenti fatti per le creature non
i

della porta e proseliti della giustizia. I primi era- obbligassero se non quando queste creature ave-
no tenuti solo ad osservare i precetti di Noè vano un rapporto immediato con Dio, perchè già
(fuga della bestemmia, dell'idolatria, dell'omici- a lui offerte. Così poteva sembrar loro che il
dio, del furto, dell'incesto, del mangiare il san- tempio in cui si trovavano molte cose non ap-
gue ecc.) ; i secondi invece ricevevano la cir- partenenti immediatamente a Dio, fosse meno
concisione, e si impegnavano di osservare tutta santo dell'oro a Dio offerto.
la legge di Mosè. 17. Gesiì risponde al contrario. L'oro del tem-
Lo rendete figliuolo dell'inferno ecc., ebraismo pio non ha uno speciale valore, se non perchè
che significa degno dell'inferno, V. Matt. V, 22. è destinato al tempio consacrato a Dio. Simil-
Colle vostre false tradizioni e coi vostri cattivi mente una vittima non ha uno speciale valore,
esempi voi siete causa che questi proseliti o ri- se non perchè destinata ad essere immolata sul-
tornino all'idolatria, o se perseverano nel giu- l'altare consecrato a Dio.
daismo, diventino peggiori e piii ostinati di voi. 23. Gesù inveisce contro la falsa religiotìe dei
16. Gesù deplora la cecità morale dei Farisei, Farisei. La legge ordinava di pagar le decime
i quali, come guide cieche, ingannano il popolo. del seme della terra (frumento) e dei frutti degli
Essi dicevano che il giuramento fatto per il tem- alberi (Lev. XWH,
30; Deut. XIV, 22). I Ft-

Rg. s- — Aneto. Fig. 46. — Cimino.

pio non era niente, cioè non si era tenuti ad os- risei per ostentare osservanza scrupolosa della
servarlo, mentre invece obbligava quello fatto legge pagavano la decima anche delle erbe piO
per loro del tempio, cioè per il tesoro, o per 5 minute. La menta è una pianta odorifera molto
S. Matteo, XXIII, 24-34 103

fldem, haec oportuit facere, et illa non omit- serìcordia e la fede. Queste cose era d'uopo
tere. '^Duces cacci, excolantes culicera, ca- fare, e quelle non omettere. ^^Condottieri
melum autem glutientes. "Vae vobis Scri- ciechi, che scolate il moscherino e ingoiate
bae, et Pharisaei hypocritae, quia munda- il cammello. '*Guai a voi. Scribi e Farisei
tis quod de foris est calicis, et paropsidis : ipocriti perchè lavate il di fuori del bic-
:

intus autem pieni estis rapina, et immundi- chiere e del piatto al di dentro poi siete
:

tia. ''Pliarisaee caece, raunda prius quod pieni di rapina e d'immondezza. ••Fariseo
intus est calicis, et paropsidis, ut Rat id, cieco, lava prima il di dentro del calice e
quod deforis est, mundum. del piatto, onde anche il di fuori diventi
mondo.
"Vae
vobis Scribae, et Pharisaei hypocri- "Guai a voi. Scribi e Farisei ipocriti :

tae : quia similes estis sepulchris dealbatis, perchè siete simili a sepolcri imbiancati, che
quae aforis parent hominibus speciosa, in- al di fuori appariscono belli alla gente, ma
tus vero piena sunt ossibus mortuorum, et dentro son pieni di ossa di morti e d'ogni
omn! spurcitia. "Sic et vos aforis quidem sporcizia. *'Così anche voi al di fuori com-
paretis hominibus justi intus : autem pieni parite giusti alla gente ma dentro siete :

estis hypocrisi, et iniquitate. pieni d'ipocrisia e d'iniquità.


et Pharisaei hypo-
'•Vae vobis Scribae, **Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti :

critae, sepulchra propheta-


qui aediflcatis che fabbricate sepolcri ai profeti, e abbel-
rum, et omatis monumenta iustorum. **Et lite monumenti dei giusti. *°E dite
i Se :

dicitis Si fuissemus in diebus patrum no-


: fossimostati a tempo dei nostri padri, non
strorum, non essemus socii eorum in san- saremmo stati complici con essi del sangue
guine prophetarum. *'Itaque testimonio estis dei profeti. *'Così provate contro di voi
vobismetipsis, quia fìlii estis eorum, qui medesimi che siete figliuoli di coloro che
prophetas occiderunt. **Et vos implete men- uccisero I profeti. "Colmate pur voi la mi-
suram patrum vestrorum. *'Serpentes geni- sura dei padri vostri. ^'Serpenti, razza di
mina viperarum quomodo fugietis a judicio vipere, come scamperete dalla condanna del-
gehenaae ? l'inferno?
"Ideo ecce ego mitto ad vos prophetas, **Per questo ecco io mando a voi pro-
et sapientes, et scribas, et ex illis occidetis, feti e sapienti e Scribi, e di questi ne ucci-

» Sup. 3, 7.

comune in Palestina. Ridotta in polvere, dopo co sì ha dxpouTÌa^ intemperanza, cioè un desiderio


averla fatta seccare al sole, si spargeva nelle si- insaziabile di arricchire.
nagoghe e nelle case per profumarle. L'aneto è 26.Lava prima il di dentro. Fa che il tuo cibo
pure una pianta odorifera dei semi della quale e latua bevanda non siano più frutto di ingiu-
gli Ebrei si servivano come di condimento. Il ci- stizia oppure togli prima l'immondezza dal tuo
: :

mino è anch'esso una pianta odorìfera, il cui cuore e nulla dì esteriore potrà macchiarti.
frutto si usava per dar sapore aromatico al vino 27. Sepolcri imbiancati. Ogni anno all'avvici-
e ai cibi. narsi della Pasqua gli Ebrei imbiancavano eoa
giustizia ecc. La giustizia rende al prossimo
La calce tutti ì sepolcri per renderli più visibili, e
ciò che gli è dovuto ; la misericordia comprende impedire che alcuno, toccandoli inavvertente-
tutti i doveri della carità ; la fede significa qui la mente, contraesse un'immondezza legale (Num.
fedeltà sia verso Dio che verso il prossimo. XVI, 19) (V. fig. 48 a pag. 104).
24. Scolate moscherìno ecc.
il Farisei erano 1
29. Fabbricate sepolcri ecc. Fabbricate nuovi
soliti di liquidi che bevevano per ti-
filtrare i
sepolcri ai profeti, e restaurate quelli che per
more di inghiottire casualmente qualche anima- antichità sono rovinati. Affettavano quindi ì Fa-
letto impuro (p. es. moscherini), e così rimanere risei uno zelo apparente per onorare ì martìri ;

ma in realtà essi approvavano coloro che li ave-


vano uccisi. Ancor oggi nei dintorni di Gerusa-
lemme si vedono monumenti eretti ai profeti e
ai grandi dell'A. T.
31. Provate... che siete figliuoli ecc., perchè
avete la stessa indole e li imitate e mentre essi ;

hanno perseguitato gli antichi profeti, voi non


Fig. 47. — Filtro per il vino. avete ascoltato Giovanni Battista e avete osteg-
giato di continuo la mia missione.
legalmente immondi. Il camelo era pure un ani- 32. Colmate pure voi la misura ecc. Conducete
male immondo (Lev. XI, 4). Hanno scrupolo di a termine, come si conviene a figli ed eredi, l'o-
non osservare le più piccole cose, e poi colla pera dei padri vostri. Essi hanno uccisi i pro-
massima tranquillità violano i piiì grandi precetti, feti voi ucciderete il Figlio di Dio in mezzo ti
;

temono l'immondezza legale, ma non hanno al- tormenti più atroci : soffocherete nel sangue la
cun orrore per il peccato. voce dei suoi Apostoli.
25. Al di dentro siete pieni ecc. Il greco legge 33. Serpenti, razza di vipere ecc., vedi Matt.
così al di dentro sono pieni (il bicchiere e il
:
Ili, 7.

piatto) di rapina, cioè di cibi e bevande frutto 34. Per questo ecc. Gesù annunzia ciò che Egli
di furti e di frodi. Invece di immondezza nel gre- farà e ciò che essi faranno. Egli manderà Apo-
104 S. Matteo, XXIII, 35-39

et crucifigetis, et ex eis flagellabitìs in syna- derete, ne crocifiggerete e ne flagellerete


gcgis vestris, et persequemini de civitate nelle vostre sinagoghe, e li perseguiterete
in civitatem **Ut veniat super vos omnis
: di città in città '^Onde cada su voi tutto
:

Banguis iustus, qui effusus est super terram, il sangue giusto sparso sopra la terra, dal
a sanguine Abel insti usque ad sanguinem sangue di al sangue di Zac-
Abele sino
Zachariae, fìlli Barachiae, quem occidistis caria Bàrachia, che voi ucci-
figliuolo di
Inter templum et altare. ^*Amen dico vobis, deste tra il tempio e l'altare. ^*In verità
venient haec omnia super generationem vi dico che tutto questo verrà sopra questa
istam. generazione.
^Merusalem, lerusalem, quae occidis pro- ^'Gerusalemme, Gerusalemme, che ucci-
phetas, et lapidas eos, qui ad te missi sunt, di i profeti e lapidi coloro che sono man-
quoties volui congregare filios tuos, quemad- dati a te, quante volte ho voluto radunare i
modum gallina congregat pullos suos sub tuoi figli, come
raduna i suoi pul-
la gallina
alas, et noluisti? '*Ecce relinquetur vobis cini sotto le ali,e non hai voluto? '*Ecco
domus vestra deserta. ^"Dico enim vobis, che vi sarà lasciata deserta la vostra casa.
non me videbitis amodo, donec dicatis Be- : ^'Imperocché vi dico Non mi vedrete da :

nedictus, qui venit in nomine Domini. ora in poi, sino a tanto che diciate Bene- :

detto colui che viene nel nome del Signore.

Gen. 4, 8; Hebr. 11, 4; II Par. 24, 22. »^ Lue. 13, 34.

istoliper convertirli, ma essi non solo non li tare degli Par. XXIV, 20). Se qui
olocausti (Il
ascolteranno, ma li uccideranno rendendosi così viene chiamato Bàrachia, $ì è perchè, o il
figlio di
colpevoli di un nuovo misfatto. padre suo aveva due nomi come si usava sovente
35. Onde cada sopra di voi ecc. Col far mo- presso gli Ebrei, oppure ciò è dovuto a un anti-
rire Gesù Cristo e suoi Apostoli gli Ebrei di
i chissimo sbaglio di qualche copista, il quale nel
quel tempo commisero un delitto superiore di trascrivere il testo confuse questo Zaccaria col pro-

Fig. 48.

Tombe scavate nella pietra


a Gerusalemnne.
(Valle del Cedron).

gran quello commesso dai loro padri


lunga a feta Zaccaria, che era veramente figlio di Bà-
Dell'uccidere profeti, e perciò il castigo da loro
i rachia.
meritato sarà così grande, come se avessero da (Nel Vangelo dei Nazarei S. Gerolamo aveva
rendere conto di tutto il sangue giusto versato letto figlio di loiada, e il codice Sinaitico manca
da Abele fìno a Zaccaria. di questa frase).
Si osservi inoltre che tutta la nazione giudaica 37. Quante volte ho voluto. Quante volte ho
viene qui considerata come un solo corpo morale, cercato di far entrare nel mio regno i tuoi figli
responsabile di tutti i misfatti commessi nel corso per proteggerli e difenderli dai nemici, come la
dei secoli; perciò sulla generazione che ha posto gallina sotto le sue ali difende suoi pulcini da- i

il colmo all'empietà, Dio prenderà terribile ven gli uccelli di rapina ma fu hai respinta la mia
;

detta di tutti i peccati commessi. grazia. Nel greco invece di non hai voluto, si :

Dal sangue... Abele... Zaccaria ecc. Gli Ebrei legge e voi non avete voluto.
:

non sono discendenti di Caino, ma ne sono dive-


38. Ecco che vi sarà lasciata deserta ecc. Pre-
nuti figli imitando e sorpassando la sua crudeltà.
dice chiaramente la rovina della città di Gerusa-
La morte di Abele vien narrata nel primo libro
lemme, e in senso spirituale l'abbandono del po-
della Scrittura (Gen. IV, 8), quella di Zaccaria
polo giudaico per parte di Dìo.
nei Paralipomeni (li, XXIV, 22), che erano l'ul-
timo libro presso gli Ebrei di Palestina. Si ri- 39. vedrete da ora in poi ecc. Gesù
Non mi
tiene comunemente che qui si parli del Pontefice ha terminato suo pubblico ministero, e il po-
il

Zaccaria, figlio di loiada, il quale fu lapidato per polo non avendo voluto ascoltare le sue parole,
ordine dz] re Gioas tra il Santo dei Santi e l'al- rimarrà ostinato nel suo acciecamento. (Rom. XI,
S. Matteo, XXIV. 1-5 105

CAPO XXIV.

Gesù predice la rovina di GenisaUmme, 1-2. / discepoli interrogayto Gesit, j, —



Gesù esorla i discepoli a non lasciarsi ingannare e a non temere, 4-14. —
/ segni precursori della rovina di Gerusalemme, 15-21. La venuta di Gesù —
e la fine del mondo, 22-35. — Incertezza dell'ora del giudizio e vigilanza, 36-44,
— Parabola del servo vigilante e del servo negligente, 45-50.

'Et egressus lesus de tempio, ibat. Et ac- 'E uscito Gesìi dal tempio se n'andava.
cesserunt discipuli eius, ut ostenderent ei E se gli appressarono i suoi discepoli per
aediflcationes templi. ^Ipse autem respon- fargli osservare le fabbriche del tempio.
dens dixit illis Videtis haec omnia? Amen
: *Ma egli prese a dir loro Vedete .tutte que- :

dico vobis, non relinquetur hic lapis super ste cose? In verità vi dico non resterà qui
lapidem, qui non destruatur. pietra sopra pietra senza essere scompa-
ginata.
'Sedente autem eo super Montem oliveti. 'Ed essendo a sedere sul monte Olivete,
accesserunt ad eum discipuli secreto, dicen- gli si accostarono
discepoli in disparte, e
i

tes Die nobis, quando haec enint ? et quod


: gli Di' a noi, quando succederai!
dissero :

signum adventus tui, et consummationis queste cose? e quale il segno della tua ve-
saeculi? *Et respondens lesus, dixit cis : nuta e della fine del mondo? *E Gesù ri-
Videte ne quis vos seducat. *Multi enim spose e disse loro Badate che alcuno non
:

venient in nomine meo, dicentes Ego sum : vi seduca. 'Perchè molti verranno nel nome

> Mire. 13. I; Lue. 21. 5. » Lue. 19, 44. « Eph. 5. 6; Col. 2. 18.

8). Gesù •! ritirerà presto di loro, ed esci non 2. Son resterà pietra ecc. La profezia di Gesft
lo vedranno più sino al giorno, in cui converten- fu pienamente avverata, sìa nella presa di Geru-
dosi in massa al Cristianesimo, lo riconosceranno salemme per parte di Tito, sia negli insani ten-
e saluteranno vero Messia e vero Figlio di Dio. tativi di Giuliano Apostata.

FiR. 49.

Egiziani trainanti
un enorma blocco.

CIA non avverri che alla fine dei tempi (Rom. 3. / discepoli. S. Marco XIII, 3 dice che fu-
XI, 25». rono Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea.
Se queste parole di Gesù si volessero restrin- Quando saccederanno queste cose ecc. Nella
gere ai Giudei di quel tempo, sari verissimo che mente dei discepoli la rovina del tempio, e la
anch'essi non vedranno più Gesù, come fino venuta di Gesù Cristo Giudice, e l'inaugura-
allora l'avevano veduto, insegnare, beneficare, zione del suo regno glorioso erano tre avveni-
prendersi cura di loro sino al momento in cui lo menti che dovevano succedersi immediatamente
riconosceranno come .Messia, e faranno penitenza. l'uno all'altro. Immaginando ancora il regno mes-
sianico come un regno terreno, ambivano di es-
serne primi ministri, quindi domandano eoo
CAPO XXIV.
ansietà
i

quando avverranno tutte queste cose.


1. Gesù verso sera, abbandonato definitivamen-
4.Badate che alcuno ecc. Gesù prima di ri-
te il tempio, se n'andava Betania.alla volta di
spondere alla loro domenda, li esorta a non la-
Per fargli osserx'cre le fabbriche ecc. 1 disce- sciarsi ingannare da alcuno, a non credere che
poli fanno osservare a Gesù le grandiose costru-
subito abbiano a cominciare per loro giorni di
zioni, alle quali aveva atteso per molti anni Erode
felicità terrena come si immaginavano, che anzi
il Grande, profondendovi immense ricchezze. Il incontreranno difl^coltà, ostacoli e persecuzioni
tempio di Gerusalemme, chiamato da Tacito d'ogni maniera. Essi però dovranno rimanere fe-
(Hist. V, 8) opera d'immensa ricchezza, veniva
deli e perseverare sino alla fine. Nei versetti
considerato come una delle meraviglie dell'anti- 4-14 si ha un breve cenno della vita travagliata
chità. Rivestito di candidissimo marmo di Paro,
della Chiesa attraverso ai secoli.
dava l'illusione a chi lo vedeva da lontano, che
il monte su cui sorgeva fosse ricoperto dì neve, 5. Molti verranno nel nome mio ecc. Molti abu-
mentre il tetto di lamine d'oro splendente scin- seranno del mio nome facendosi chiamare Mes-
tillava ai raggi del sole in modo da abbagliare sia, e trascineranno molti nella seduzione, ecci-
la vista (Giusep., Guer. Giud., V, 5, 6). tando tumulti e ribellioni.
t06 S. Matteo, XXIV, 6-15

Christus : et multos seducent. ^Audìturi mio, dicendo Io sono il Cristo : e sedur-


:

enim estis praelia, et opiniones praeliorum. ranno molta gente. ''Poiché sentirete par-
Videte ne turbemini, oportet enim haec fieri, lare di guerre e di rumori di guerre. Badate
sed nondum est finis. 'Consurget enim gens di non turbarvi che bisogna queste cose
:

in gentem, et regnum in regnum, et erunt succedano ma non è ancora la fine. 'Im-


:

pestilentiae, et fames, et terraemotus per perocché si solleverà popolo contro po-


loca. *Haec autem omnia initia sunt dolorum. polo, regno contro regno e vi saran pesti- :

lenze e carestie e terremoti in questa e in


quella parte. *Ma tutte queste cose sono
principio dei dolori.
•lune tradent vos in tribulationem, et vi getteranno nella tribolazione
'Allora
occident vos et eritis odio omnibus genti-
: e faranno morire
vi e sarete odiati da:

bus propter nomen meum. ^"Et tunc scan- tutte le nazioni per causa del nome mio.
dalizabuntur multi, et invicem tradent, et "E allora molti patiranno scandalo, e l'uno
odio habebunt invicem. "Et multi pseudo- tradirà l'altro, e si odieranno l'un l'altro.
prophetae surgent, et seducent multos. ^*Et "E usciranno fuori molti falsi profeti, e se-
quoniam '
abundavit iniquitas, refrigescet durranno molti. ^^E per il sovrabbondare
charitas multorum. "Qui autem
persevera- dell'iniquità, si raffredderà la carità in molti.
verit finem, hic salvus erit. "Et
usque in " Ma chi persevererà sino al fine, questi
praedicabitur hoc Evangelium regni in uni- sarà salvo. "E sarà predicato questo Van-
verso orbe, in testimonium omnibus genti- gelo del regno per tutta la terra, per testi-
bus et tunc veniet consummatio.
: monianza a tutte le nazioni e allora verrà :

la fine.

"Cum ergo videritis abominationem de- "Quando adunque vedrete l'abbominazio-


solationis, quae dieta est a Daniele prophe- ne della desolazione predetta dal profeta Da-

» Sup. 10, 17; Lue. 21, 12; Joan. 15, 20 et 16, 2 ^^ Marc. 13, 14; Lue. 21, 20; Dan. 9, 27.

Tra questi seduttori vanno annoverati Theoda la carità verso Dio anche in molti di coloro che
(Atti V, 36), Simon Mago
e molti altri ricordati hanno ancora conservato la fede.
da Giuseppe Flavio. la distruzione di Ge-
Dopo 13. Chi persevererà sino al fineecc. Chi fino
rusalemme vi fu Barcocheba, che si spacciò co- allamorte sarà perseverante nella fedeltà a Dio,
me Messia, e alla fine dei tempi vi sarà l'Anti- non lasciandosi smuovere né dalla persecuzione,
cristo. né dalla falsa dottrina, né dai cattivi esempi,
guerre vicine e di rumori
6. Sentirete parlare di sarà salvo.
di guerre lontane. Data la malizia e la perversità 14. £ sarà predicato questo Vangelo ecc. Tutti
degli uomini, le guerre bisogna che succedano in gli sforzi dell'umana potenza non potranno però
tutti i tempi, e benché prima della distruzione impedire che il Vangelo sia predicato in tutto il
di Gerusalemme esse siano cresciute di numero, mondo, in modo che tutte le nazioni sappiano
e altrettanto debba avverarsi alla fine del mondo, che Gesù è l'unico Messia Salvatore.
non sono però un segno della prossima fine. E allora verrà la fine. Solo dopo che il Van-
7-8. Anche le calamità qui annunziate sono gelo sarà predicato in tutto il mondo, e non già
comuni a tutti i tempi, e benché l'accumulazione prima di questo fatto, verrà la fine. Gesù non
di tanti mali possa già sembrare una gran cosa, dice neppure, che subito dopo la predicazione
in realtà però è ben poco a paragone della cala- del Vangelo in tutto il mondo, verrà la fine ma ;

mità, che dovranno precedere la venuta del afferma semplicemente che non verrà prima. Da
Messia. ciò si fa manifesto che Gesù non credeva così
vicina la fine del mondo, come vorrebbe Loisy.
Allora vi getteranno ecc. Mentre si avvere-
9.
ranno le cose predette nei vv. 6-7, sarete per- 15. Quando adunque ecc. Dal v. 15 al 21. Gesù
seguitati a morte e odiati da tutti i popoli. Lo risponde direttamente alla domanda dei suoi di-
sguardo di Gesù si estende a tutta la storia della scepoli, quando cioè avverrà la fine di Gerusa-
Chiesa attraverso ai secoli. Ai primi discepoli lemme.
uccisi verranno sostituiti altri, che alla loro vol- L'abbominazione della desolazione, cioè una de-
ta saranno 'odiati da tutti i popoli, perchè il solazione abbominevole, posta nel luogo santo,
Vangelo, predicato prima in tutto il mondo, susci- vale a dire nel tempio oppure in Gerusalemme.
terà dovunque opposizione. Questa abbominazione è stata predetta dal pro-
feta Daniele IX, 27. Non si accordano però gli
10. Molti patiranno scandalo ecc. A motivo
interpreti nel determinare in che cosa essa con-
della persecuzione rinnegheranno la fede, e di-
sista. Alcuni vorrebbero vedervi un idolo oppure
verranno i traditori e i denunziatori dei loro
fratelli.
una statua di qualche imperatore romano eretta
nel tempio; altri considerando che S. Luca XXl,
11. Molti falsi profeti ecc. Alla persecuzione 20 dice Quando vedrete Gerusalemme circon-
:

violenta si aggiungerà un altro male ancora peg- data di esercito, allora sappiate che la sua deso-
giore, cioè la falsa dottrina sparsa dagli eretici, lazione è vicina, pensano che la desolazione pre-
angeli di Satana trasfigurati in angeli di luce. Del detta debba cercarsi nell'esercito romano asse-
male causato dagli eretici sono piene le Epistole diante la città. Altri invece e con più ragione
di S. Paolo e degli altri Apostoli. sostengono che debba ricercarsi nelle stragi e
12. // sovrabbondare dell'iniquità, causata dalla negli eccidi! commessi nel recinto del tempio
persecuzione e dall'eresia, farà divenir languida dagli Zeloti. Questi si impossessarono colle armi
S. Matteo, XXIV, 16-24 107

ta, stantem in loco sancto, qui legit, intel- niele, posta nel luogo santo (chi legge, com-
ligat '"Tunc qui in ludaea sunt, fugiant
: prenda) : che si trovano nella
'"allora coloro
ad raontes ''Et qui in recto, non descen-
:
Giudea, fuggano ai monti ''e chi si trova :

dat toUere aliquid de domo sua "Et qui : sopra al solaio, non discenda per prendere
in agro, non revertatur tollere tunicam qualche cosa di casa sua '"e chi sta al :

suam. **Vae autem praegnantlbus, et nu- campo, non ritomi a pigliar la sua veste.
trientibus in illis diebus. -"Orate autem ut '*Ma guai alle donne gravide, o che avranno
non fuga vestra in hieme, vel sabbato.
fiat bambini al petto in quei giorni. '"Pregate che
**Erit enim tunc tribulatio magna, qualis non abbiate a fuggire d'inverno, o in giorno
non fuit ab initio mundi usque modo, neque di sabato "poiché allora sarà grande la
:

flet. '^Et nisi breviati fuissent dies illi, non tribolazione, quale non fu da principio del
fieret salva omnia caro sed propter electos :
mondo sino a quest'oggi, né mai sarà. "E
breviabuntur dies illi. se non fossero accorciati quei giorni, non
sarebbe salvo nessuno che è carne, ma se-
ranno accorciati quei giorni in grazia degli
eletti.

"Tunc quis vobis dixerit


si Ecce hic : "Allora se alcuno vi dirà Ecco qui, :

est Christus, aut illic nolite credere, **Sur-: o ecco là il Cristo non date retta. "Perchè
:

" Act. I, 12. " Marc. 13, 21; Lue. 17, 23.

del tempio, e per tre anni e mezzo vi commisero 20. Non abbiat» a fuggirt d'inverno quando i
le più orrende scelleraggini facendo perire pìQ giorni più corti, le strade più difficili, e l'incle-
menza della stagione, rendono più malagevole la
fuga.
O
in giorno di Sabato. I Giudei credevano pec-
cato nei giorni di Sabato far più di duemila passi
e portare qualche cosa con sé. S. Matteo scrive
per Giudeo-Cristiani,
i quali osservavano ancora
i

alla lettera il riposo del Sabato.


21. Tribolazlont, qualt non fa dal principio.
Giuseppe (Guer. Giud. 1. V
descrive e 1. VI)
gli dell'assedio di Gerusalemme, dicen-
orrori
doli superiori a ogni immaginazione, e afferma
che niuna città, dacché mondo é mondo, ha mai
sofferto si gravi calamità. I Roman! crocifigge-
vano quanti Giudei incontravano, e durante l'as-
sedio ne uccisero un milione e cento mila, e
novantasette mila ne fecero prigionieri. La città
era allora piena di pellegrini venuti per la Pa-
squa, i quali vollero essere assediati e morire
sotto le macerie della loro capitale. La distru-
zione di Gerusalemme era però una figura di ciò
— che avverrà alla fine del mondo, e perciò Gesù
Flg. so. Insegne roman*.
Cristo, passando come i profeti da' tipo all'an-
(B«ssorillevo dell'Arco di Costantino). titipo, mentre descrive i mali che stanno per piom-
bare sopra Gerusalemme, parla in modo spe-
ciale di ciò che si compirà alla fine del mondo,
di 8.500 uomini (Gius. FI. Guer. Giud. VI, 3).
quando il furore dell'Anticristo susciterà una
Quando il tempio veniva cosi profanato, vi era tribolazione si grande, quale mai si vide dal prin-
ancora tutto il tempo per fuggire dalla città, cipio del mondo. Egli si apre cosi la strada a
mentre questo non vi era più quando ^esercito rispondere alla seconda e terza domanda degli
romano aveva posto l'assedio. Apostoli quale sarà il segno della tua venuta e
:

Chi legge comprenda. Queste parole possono della fine del mondo? Questi due avvenimenti si
essere sia una glossa dell'Evangelista, sia un
susseguono immediatamente l'uno all'altro e per-
richiamo di Gesù stesso per far considerare at-
ciò con un'unica risposu 21-35 soddisfa alle
tentamente l'oracolo di Daniele, stante l'immi-
due interrogazioni.
nenza della catastrofe annunziata.
22. Se non fossero accorciati quei giorni, ecc.
16. Fuggono
ai monti. I Cristiani di Gerusa-
La violenza della persecuzione dell'Anticristo con-
lemme ricordandosi delle parole di Gesù, prima
tro la Chiesa sarà si grande, che niun mortale
che le armate di Tito ponessero l'assedio, ab- (nessuno che ' carne, ebraismo) potrebbe so-
bandonarono la città e si rifugiarono a Fella, pravvivere, oppure potrebbe conservare la fede.
nelle montagne di Galaad al di là del Giordano. Ma in grazia degli eletti, cioè dei giusti il nu-
17. Chi si troverà sopra al solaio ecc. Non di- mero dei giorni si tristi verrà diminuito.
scenda nell'interno della casa a prendere le cose 23-24. Allora se alcuno vi dirà ecc. In mezzo
preziose che per avventura possedesse, ma si a tanta tribolazione si spargeranno false notizie
precipiti dalla scala esterna, che dal terrazzo dà di prossima liberazione, sorgeranno falsi pro-
a terra, e senza perder tempo fugga immanti- feti e falsi Cristi, i quali coll'aiuto del demonio
nente. faranno falsi miracoli sarà perciò necessaria
;

19. esse non potranno


Perchè fuggire con somma oculatezza per non rimanere ingannati. (II
quella celerità che sarà necessaria lessai. II, 9-10).
108 S. Matteo, XXIV, 25-35

gent enim pseudochristi, et pseudoprophe- usciranno fuori falsi cristi e falsi profeti, e
' tae et dabunt signa magna, et prodigia, ita
: faranno miracoli grandi e prodigi, da fare
ut in errorem inducantur (si fieri potest) che siano ingannati (se è possibile) gli stessi
etiam electi. **Ecce praedixi vobis. ^^Si er- eletti. ^'Ecco io ve l'ho predetto. ^'Se adun-
go dixerint vobis, Ecce in deserto est, no- que vi diranno Ecco che egli è nel de-
:

lite exire ecce in penetralibus, nolite cre-


: serto, non vogliate muovervi eccolo in fon- :

dere. ^'Sicut enim fulgur exit ab Oriente, do della casa, non date retta. '^Infatti sic-
et paret usque in Occidentem ita erit et : come il lampo parte dall'Oriente, e si fa
adventus Filii hominis. ^^Ubicumque fuerit vedere sino all'Occidente così la venuta :

corpus, illic congregabuntur et aquilae. del Figliuolo dell'uomo. ^"Dovunque sarà il


corpo, quivi si raduneranno le aquile.
"Statim autem post tribulationem dierum '^'Immediatamente poi dopo la tribolazione
illorum sol obscurabitur, et luna non dabit di quei giorni si oscurerà il sole, e la luna
lumen suum, et stellae cadent de caelo, et non darà più la sua luce, e cadranno dal cielo
virtutes caelorum commovebuntur '"Et : le stelle, e le potestà dei cieli saranno som^
tunc parebit signum Filii hominis in caelo : mosse. '"Allora il segno del Figliuolo del-
et tunc plangent omnes tribus terrae et : l'uomo comparirà nel cielo e allora pian- :

videbunt Filium hominis venientem in nu- geranno tutte le tribù della terra, e vedranno
bibus caeli cum virtute multa, et maiestate. il Figlìuol dell'uomo scendere sulle nubi del

*^Et mittet angelos suos cum tuba, et voce cielo con potestà e maestà grande. "E man-
magna et congregabunt electos eius a qua-
: derà suoi Angeli con tromba e voce so-
i

tuor ventis, a summis caelorum usque ad nora, e raduneranno i suoi eletti dai quattro

terminos eorara. venti, da un'estremità dei cieli all'altra.


*^Ab arbore autem fici discite parabolam : '^Dalla pianta del fico imparate questa si-
cum iam ramus eius tener fuerit, et folla militudine. Quando il ramo di essa intene-
nata, scitis quia prope est aestas : ''Ita et risce e spuntano le foglie, voi sapete che la
vos cum videritis haec omnia, scitote quia state è vicina "così ancora, quando vedrete
:

prope est in ianuis. '*Amen dico vobis, quìa tutte queste cose, sappiate ch'egli è alle
non praeteribit generatio haec, donec omnia porte. '*In verità vi dico, non passerà que-
haec flant. ''Caelum, et terra transibunt, sta generazione che non siano adempite tutte
verba autem mea non praeteribunt. queste cose. '*I1 cielo e la terra passeranno :

ma le mie parole non passeranno.

2« Lue. 17, 37. 29 is. 13, 10; Ez. 32, 7; Joel. 2, 10 et 3, 15; Marc. 13,24; Lue. 21, 25.
Apoc. 1, 7. 3> I Cor. 15, 52; I Thess. 4, 15. •^ Marc. 13, 31.

Ecco egli è nel deserto ecc. Gesù si riferisce


26. mantengono l'equilibrio tra i corpi celesti, sa-
al 23. Se vi si dirà : il Messia conduce una
V. ranno scosse profondamente (II Pet. Ili, 12 e ss.)
vita nel deserto come il Battista, non credete. 30. // segno del Figliuolo dell'uomo. La croce
Similmente se vi diranno : Egli conduce una che fu lo strumento della redenzione.
vita ordinaria, come quella degli altri uomini, Piangeranno tutte le tribù ecc. Alla vista dì
non prestate fede. segni così terribili annunzianti il prossimo giu-
Siccome il lampo. Gesiì dà il motivo perchè
27. dizio si batteranno il petto e gli empi, per aver
non deve credere a chi dice essere il Messia
si oltraggiato Gesù Cristo, e i giusti, per l'incer-
nel deserto o nella casa. Come il lampo in un tezza, cui si trovano, della loro salute.
in

attimo spande la sua luce ed è visibile dapper- // Figliuolo dell'uomo scendere sulle nubi. Ve-

tutto, così il Figliuolo dell'uomo si farà vedere dranno Gesù Cristo scendere dal cielo come
in un istante a tutti gli uomini, senza che sia giudice supremo di tutti gli uomini (Dan. VII,
necessario andarlo a cercare in qualsiasi luogo. 13; I Tess. IV, 15; I! Tess. I, 7, 10 ecc.).
Si accenna alla venuta gloriosa di Gesìi. 31. Manderà i affinchè al suono
suoi angeli
della tromba radunino dai quattro venti
gli eletti
28. sarà il corpo ecc. Dovunque vi ha
Dovunque
cioè dai quattro punti cardinali, da un'estremità
un cadavere quivi accorrono le aquile (o me-
all'altra dei cieli, ossia dall'Oriente all'Occidente.
glio gli avvoltoi). E* un proverbio che sulla bocca
Il Vangelo dovrà quindi essere prima predicato
di Gesù significa come le aquile sentono l'odore
:

in tutto il mondo.
dei cadaveri e volano a pascersene, così gli eletti
da tutte le parti della terra accorreranno attorno 32. Imparate questa similitudine. Imparate la

a Gesù. dottrina contenuta in questa similitudine.


Queste parole potrebbero ancora ricevere un'al- 33. Egli è alle porte. Quando vedrete verifi-
tra interpretazione. Come le aquile raggiungono carsi tutte queste cose, vale a dire i segni pre-
i cadaveri dovunque si trovino ; così la giustizia cursori sia della rovina di Gerusalemme, sia del
di Dio raggiungerà tutti gli uomini in qualsiasi giudizio universale, sappiate che allora sarà pros-
parte del mondo. sima e la distruzione della città e la venuta del
29. Dopo la tribolazione di quei giorni susci- Figliuolo dell'uomo.
tata dall'Anticristo, si oscurerà ilsole ecc., si avrà 34. Non passerà questa generazione ecc. Il po-
cioè una perturbazione violenta nel sistema stel- polo giudaico non sarà distrutto, prima che siano
lare ; le votestà dei cieli, vale a dire, le forze che compite tutte queste cose relative sia alla distru-
S. Matteo, XXIV, 36-46 109

'*De die autem illa, et bora nemo scit, *'Quai>to poi a quel giorno e a quell'ora
ncque angeli caelorum, nisi solus Pater. nessuno lo sa, nemmeno gli Angeli del cielo,
*'Sicut autem in diebus Noe, ita erit et ad- eccetto il solo Padre. *'E come (fu) a' tempi
ventus Filii hominis. di Noè così sarà ancora la venuta del Fi-
:

gliuolo dell'uomo.
"Sicut enim erant in diebus ante diluvium '•Poiché siccome nei giorni avanti al di-
comedentes et bibentes, nubentes et nuptui luvio gli uomini se ne stavano mangiando
tradentes, usque ad eum diem, quo intravit e bevendo, sposando e dando a manto le
Noe in arcam. -"Et non cognoverunt donec donne sino a quel giorno che Noè entrò nel-
venit diluvium, et tulit omnes : ita erit et l'arca **e non si dettero pensiero fintanto
:

adventus Filii hominis. *"Tunc duo emnt che venne il diluvio, e uccise tutti cosi :

in agro unus assumetur, et unus relinque-


: sarà alla venuta del Figliuolo dell'uomo.
*• Allora due
tur. *'Duae molentes in mola una assu- : si troveranno in un campo :

metur, et una relinquetur. uno sarà preso, e l'altro abbandonato. *'Due


donne saranno a macinare al mulino : una
sarà presa, e l'altra abbandonata.
**Vigilate ergo, quia nescitis qua hora '-Vegliate adunque, perchè non sapete a
Dominus vester venturus sit. **niud autem che ora sia per venire il Signor vostro. /'Sap-
scitote, quoniam si sciret paterfamilias qua piate però che se il padre di famiglia sapes-
hora fur venturus esset, vigilaret utique, et se a che ora sia per venire il ladro, veglie-
non sineret perfodi domum suam. **Ideo et rebbe certamente, e non lascerebbe che fosse
vos estote parati quia qua nescitis hora
: sforzata la sua casa. **Per questo anche voi
Filius hominis venturus est. state preparati, perchè il Figliuolo dell'uo-
mo verrà in quell'ora che non pensate.
**Quis, putas, est fldelis servus, et pru- *'Chi è mai quel servo fedele e prudente
dens, quem constituit dominus suus super preposto dal padrone sopra la sua servitù, per
famillam suam ut det illis cibum in tem- distribuirle il vitto ai suoi tempi? **Beato
pore? "Beatus ille servus, quem cum ve- quel servo, cui il padrone, venendo, troverà

»' Gen. 7, 7; Lue. 17, 26. «* AUrc. 13, 33; Lue. 12, 39. ** Apoc. 16, 15.

7Ìone di Gerusaicmme, sia al giudizio. Gesù pre- gerci a essere dì continuo vigilanti, a fuggire Q
dice aOunque che la nazione giudaica non ces- vizio e praticare la virtù.
serà di esìstere fino alla sua ultima venuta. La
parola t*^^^ generazione, ha spesso nella Scrit-
tura il senso di gente, stirpe, famiglia (Num.
X, 30; XIII. 28; Lev. XX. 18; Salm. XLIV, 19
ecc.) e secondo questo significato fu qui usata
da Gesii.
36. Eccetto il solo Padre. Con queste parole
non si esclude gii che il Figlio e lo Spirito Santo
conoscano il giorno del giudìzio, essendo essi
uguali al Padre ma si vuole solo far osservare
;

he tal giorno è ignoto a tutte le creature. Vedi


Marco XIll, 32 note.
Benché adunque vi siano segni precursori, tut-
ravia niuno può sapere quando sari la venuta
del Figliuolo dell'uomo.
37-39. La venuta di Gesù sari improvvisa. Co- Fig. 51. — Dono* tir* intenta • macinare.
me contemporanei di Noè, benché avvertiti del
i

castigo che loro sovrastava, tuttavia non se la


43. // padre di famiglia ecc. Con questa e colla
diedero per inteso, ma continuarono nelle loro
seguente parabola Gesù mostra la necessiti delia
occupazioni ordinarie come se nulla fosse così ;
\igilanza. Il padre avrebbe vegliato di continuo,
gli uomini, benché vedano i segni precursori del-
se avesse saputo l'ora in cui era per venire il
l'ultima collera divina, non penseranno a pre-
ladro, e non avrebbe permesso che fosse forzata
pararsi al giudizio, e saranno colti all'improvviso,
la sua casa. I discepoli pertanto che sanno che
quando meno se l'aspetteranno.
Gesù verrà cenaniente. ma non conoscono l'or»
40. Uno sarà preso dagli angeli che radunano della venuta, siano vigilanti.
gli eletti, sarà abbandonato alla sua sorte.
l'altro
45. Ilservo fedele e prudente ecc. Il discorso
41. Macinare al molino. Nell'antico Oriente era é diretto qui in modo speciale agli Apostoli e ai
ufficiodelle donne far muovere a braccia il pic- loro successori nei governo deila Chiesa. Essi
colo mulino della famiglia per macinare il grano sono stati costituiti dispensatori dei misteri di
necessario (V. fjg. 51). Dio, devono quindi adempiere fedelmente il loro
42. Vegliate adunque ecc. Gesù deduce la conse- dovere, per tema che il Signore da un momento
guenza pratica. L'ignoranza nella quale siamo in- all'altro non venga a chiedere ragione del loro
torno al momento della sua venuta, deve spin- onerato.
no S. Matteo, XXIV, 47 — XXV, 5

neritdominus eius, invenerit sic facientem ;


diportarsi così. *'In verità vi dico che gH
*'Amen dico vobis, quoniam super omnia affiderà il governo di tutti i suoi beni. **Ma
« bona sua constituet eum. **Si autem dixe- se quel servo cattivo dirà in cuor suo : Il
rit malus servus ille in corde suo Moram : mio padrone tarda a venire **e comincerà :

facit dominus meus venire *'Et coeperit : a battere i suoi conservi, e a mangiare e
percutere conservos suos, manducet autem, bere con gli ubbriaconi *'verrà il padrone
:

et bibat cum ebriosis '"Veniet dominus : di questo servo nel dì che egli non se l'a-
servi ìllius in die, qua non sperai, et bora, spetta, e nell'ora ch'egli non sa : *^e lo di-
qua ignorat "Et dividet eum, partemque
: viderà, e gli darà luogo tra gl'ipocriti : ivi
eius ponet cum hypocritis : illic erit fletus, sarà pianto e stridore di denti.
et strider dentium.

CAPO XXV.
Parabola delle dieci vergmi, 1-13. — Parabola dei talenti, 14-30. — // giudizio
fittale 31-46.

erit regnum caelorum de-


^Tunc simile ^Allora sarà simile il regno de' cieli a
cem virginibus quae accipientes lampades dieci vergini, le quali avendo prese le loro
suas exierunt obviam sponso, et sponsae. lampade, andarono incontro allo sposo e alla
^Quinque autem ex eis erant fatuae, et sposa. ^Ma cinque di esse erano stolte, e
quinque prudentes 'Sed quinque fatuae, : cinque prudenti. 'Or le cinque stolte, prese
acceptis lampadibus, non sumpserunt oleum le lampade, non portarono seco dell'olio :

secum ^Prudentes vero acceperunt oleum


: *le prudenti poi insieme colle lampade pre-
in vasis suis cum lampadibus. *Moram au- sero dell'olio ne' vasi loro. *E tardando lo
tem faciente sponso, dormitaverunt omnes sposo, assonnarono tutte, e si addormenta-

" Sup. 13, 42; Inf. 25, 30.

47. Gli affiderà il governo ecc. Il premio che gnava la sposa dalla casa dei suoi parenti a
gli verrà accordato sarà di essere fattogrande quella dello sposo. Si aspettava d'ordinario la
nel cielo. sera tardi, e allora lo sposo coi suoi amici si
recava a casa della sposa, che circondata dalle
48-50. Descrive la sorte che toccherà al servo
negligente, il quale dissipa le sostanze del pa-
sue amiche (le dieci vergini della parabola) lo
aspettava in ricco abbigliamento con un velo e
drone illudendosi che sia lontano il suo ritorno.
una corona sul capo. Al chiarore delle lampade
51. £
dividerà. Gli antichi padroni avevano
Zo portate dagli amici dello sposo e dalle amiche
il morte sui loro servi, ed era
diritto di vita e di
della sposa, in mezzo a suoni e canti di allegria,
frequentissimo il caso in cui facevano giustizia la sposa veniva solennemente condotta alla casa
sommaria di quelli che erano stati trovati infe- dello sposo. Quivi giunti, ed enfiati tutti coloro
deli. Il greco &iXotonT|oe»i dividerà in due, allude che avevano preso parte al corteo, si chiudevano
appunto al supplizio che certi padroni infligge- le porte, e si dava principio a un sontuoso con-
vano ai servi infedeli facendoli tagliare in due. vito.
Gii darà luogo tra gli ipocriti. Queste parole Allora sarà simile ecc. Quando Gesù starà per
si riferiscono non più al servo, ma a coloro che venire a giudicare, avverrà nella Chiesa come
nel servo sono rappresentati. I pastori dei po- avvenne a dieci vergini cioè a dieci giovani desti-
poli, che sotto il manto d'un uffizio santo cerca- nate ad accompagnare la sposa alla casa dello
rono proprii interessi e non quelli della Chiesa,
i
sposo. Il numero di dieci vergini rappresenta
sono ipocriti, e avranno perciò il castigo degli l'universalità dei cristiani ; le lampade significano
ipocriti: pianto e stridore di denti cioè la dan- la fede.
nazione eterna. Andarono incontro allo sposo e alla sposa. Nel
Se incerto è il giorno e il momento del giudi- greco mancano le parole alla sposa. Lo sposo è
zio universale, è pure incerto il giorno e il mo- Gesù Cristo, che viene a celebrare le nozze colla
mento della morte, a cui segue il giudizio parti- Chiesa (II Cor. XI, 2; Apoc. XIX, 7 ecc.).
colare, che fìssa irrevocabilmente la sorte degli
uomini nell'eternità. Perciò l'esortazione alla vi-
3. Non portarono seco dell'olio. Le antiche
lampade erano piccoli vasi di creta, nei quali era
gilanza non
deve solo riferirsi all'ultimo giudi-
necessario rinnovare spesso l'olio durante una
zio, ma
eziandio alla morte. E' necessario di stare
lunga veglia. Le vergini prudenti, in previsione
sempre preparati, perchè ad ogni momento si
di un ritardo dello sposo, oltre all'aver ben for-
può essere sorpresi dalla morte. nite le loro lampade, portarono ancora con loro
un vaso di olio, mentre le stolte non se ne cu-
CAPO XXV. rarono. L'olio rappresenta la carità e le opere
1. Questa parabola,
propria di S. iWatteo, è buone che devono sempre accompagnare la fede.
trattadagli usi seguiti dagli Ebrei nella celebra- 5. Tardando lo sposo. Il tempo di questo ri-
zione delle nozze. La cerimonia principale del tardo è quello, che è concesso a ciascuno per far
matrimonio consisteva nel corteo, che accompa- penitenza e meritarsi la vita eterna.
S. Matteo, XXV, 6-15 MI

et dotmierunt. •Media autem nocte clamor rono. 'E a mezza notte si levò un grido :

factus est Ecce sponsus venit, exite ob-


: Ecco lo sposo viene, andategli incontro. 'Al-
viam ei. ^Tunc surrexerunt omnes virgines lora si alzarono tutte quelle vergini, e mi-
illae, et ornaverunt lampades suas. 'Fatuae sero in ordine le loro lampade. *Ma le stolte
autem sapientibus dixerunt Date nobis de : dissero alle prudenti Dateci del vostro olio, :

eleo vestro quia lampades nostrae extin-


: perchè le nostre lampade si spengono. 'Ri-
guuntur. •Responderunt prudentes, dicen- sposero le prudenti, e dissero : Perchè non
tes : Ne forte non sufflciat nobis, et vobis, ne manchi a voi e a noi, andate piuttosto da
ite potius ad vendentes,
et emite vobis. chi ne vende, e compratevene. "Ma men-
"Dum autem emere, venit sponsus et
irent tre andavano a comprarne, arrivò lo sposo :

quae paratae erant, intraverunt cum eo ad e quelle che erano preparate, entrarono con
nuptias, et clausa est ianua. "Novissime lui allenozze, e fu chiusa la porta. "All'ul*
vero veniunt et reliquae virgines, dicentes : timo vennero anche le altre vergini, dicen-
Domine, Domine, aperi nobis. "At ille re- do Signore, Signore, aprici. '^Ma egli ri-
:

spondens, ait : Amen dico vobis, nescio vos. spose, e disse : In verità vi dico, non vi co-
'^Vigilate itaque, quia nescitis diem, nc- nosco : ''vegliate adunque, perchè non sa-
que horam. pete il giorno né Torà.
'*Sicut enim homo peregre proflciscens, '*Poichè (la cosa è) come quando un uo-
vocavit servos suos, et tradidit illis bona mo partendo per lontano paese, chiamò i
sua. ''Et uni dedit quinque talenta, aliì au- suoi servi, e mise le sue sostanze nelle loro
tem duo, alii vero unum, unicuique secun- mani. '^E diede all'uno cinque talenti, e al-
dum propriam virtuiem, et profectus est sta- l'altro due, e uno ad un altro, a ognuno in

" M«rc. 13, 33. «« Lue. 19. 12.

Assonnarono tuttt t si addormtntarono, cioè, 11. Signore, Signore ecc. Viva espressione di
•piegi Maldonato, non pensarono più sili pros- dolore tardivo e oramai inutile.
sima venuta dello sposo, il quale però arrivò 12. Son so chi siate. Non vi riconosco per
quando meno se l'aspettavano. mie, non vedendo in voi l'immagine di Gesù
Itvò un grido: Ecco. Quando meno si
6. Si Cristo.
sspetterà, si udiri il suono della tromba dell'an-
13. Vegliate adunque ecc. L'incertezza del mo-
gelo che chiamerà tutti al giudizio.
mento, in cui verri Gesù Cristo per il giudizio,
7. Misero in ordine U loro lampade affinchè deve essere uno stimolo s star sempre preparati
mandassero più viva luce. per mezzo della fede e della carità. Come gii fu
8-9. Dateci del vostro olio ecc. Si accorsero osservato, l'esortazione alla vigilanza a motivo
allora di aver dimenticato l'olio, ma troppo tardi. della venuta gloriosa di Gesù, si deve estendere
eziandio alla sua venuta per il giudizio particolare,
il momento del quale è pure incerto.

14. Questa parabola dei talenti benché sia si-


mile in molti punti a quella dellemine narrata
da S. Luca XIX, 12-26, non é però identica. La
Flg. 5». prima fu detta da Gesù ai soli discepoli sul
Ago par il lucignolo monte Oliveto, e in essa si parla solo di tre
dell* lanrtpada. servi, ai quali vengono dati cinque, due e un
talento : la seconda invece fu detta da Gesù a
Gerico, mentre era a tavola con Zaccheo, e in
essa si tratta dt dieci servi, ai quali il padrone di
una mina ciascuno; anche il guadagno ottenuto
dai singoli servi delle due parabole é diverso,
Questi due versetti sono di solo ornamento alla come pure sono diverse parecchie particolariti ;
parabola, poiché nel giorno del giudizio gli empii laonde si deve ritenere che le due parabole sono
non domanderanno certamente agli eletti l'olio indipendenti l'una dall'altra.
delle opere buone. (La cosa è) come quando ecc. E' necessaria la
In quel giudizio la stessa buona coscienza dif- vigilanza, poiché alla venuta del Figliuolo del-
fiderà di se stessa, il che viene espresso, secondo l'uomo, sarà come quando un uomo partendo ecc.
S. Agostino, nelle parole perchè non ne manchi
: Quest'uomo è Gesù Cristo, il quale dopo fondata
a noi e a voi. la Chiesa, istituiti i Sacramenti, dati i suoi inse-
Audate piuttosto ecc. Amara ironia : allora non gnamenti, sali al cielo. I servi, nelle cui mani
sarà più tempo di andar a comprare : ma ognuno il padrone mise le sue sostanze, sono i cristiani,
avrà premio o castigo secondo le opere fatte, e ai quali Gesù affidò i suoi doni.
non potrà invocare l'aiuto degli altri. 15. Cinque talenti ecc. Il talento attico d'ar-
10. Fa chiusa la porta. Le vergini stoHe arri- gento valeva 5,280 lire ; il talento ebarico valeva
varono, quando il corteo che aveva accompagnato invece 8,500 lire. II talento ebraico di oro va-
la sposa alla casa dello sposo era già entrato leva 131,850 lire.
nella sala del convito, e già erano state chiuse I talenti dati ai servi rappresentano i varii
le porte. Il convito nuziale significa la gloria del doni dati da Gesù Cristo ai suoi fedeli.
cielo, che viene appunto chiamata convito nuziale In proporzione della sua capacità, ossia delle
dell'Agnello (Apoc. XIX, 9), e sarà data solo a sue forze. Nel conferire i suoi doni Dio suole
coloro che avranno avuto fede e carità. prescegliere coloro, i quali mediante la grazia gii
112 S. Matteo, XXV, 16-30

dm. ^'Abiit autem qui qufnque talenta acce- proporzione della sua capacità, e immedia-
perat, et operatus est in eis, et lucratus est tamente si partì. "Andò adunque quegli che
alla quinque. ^'Sìmiliter et qui duo accepe- aveva ricevuto cinque talenti, e li trafficò, e
rat, lucratus est alia duo. "Qui autem unum ne guadagnò altri cinque. *^Parimente colui
acceperat, abiens fodit in terram, et abscon- che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò
dit pecuniam domini sui. altri due. "Ma colui che ne aveva ricevuto
un solo, andò e fece una buca nella terra,
e nascose il denaro del suo padrone.
^•Post multum vero temporis venit domi- "Dopo lungo spazio di tempo ritornò il
nus servorum illorum, et posuit rationem padrone di que' servi, e li chiamò ai conti.
cum eis. '" Et accedens qui quinque talenta "E venuto colui che aveva ricevuto cinque
acceperat, obtulit alia quinque talenta, di- talenti, gliene presentò altri cinque, dicen-
cens Domine, quinque talenta tradidisti
: do Signore, tu mi hai dato cinque talenti^
:

mihi, ecce alia quinque superlucratus sum. eccone cinque di più che ho guadagnati.
**Ait illi dominus eius Euge serve bone, : *^Gli rispose il padrone Bene, servo buono :

et fidelis, quia super pauca fuisti fìdelis, e fedele, perchè nel poco sei stato fedele,
super multa te constituam, intra in gaudium ti farò padrone del molto entra nel gaudio :

domini tui. ** Accessit autem et qui duo ta- del tuo signore. ^^Si presentò poi anche
lenta acceperat, et ait Domine, duo talenta : l'altro che aveva ricevuto due talenti, e dis-
tradidisti mihi, ecce alia duo lucratus sum se Signore, tu mi desti due talenti, ecco
:

^'Ait illi dominus eius Euge serve bone, : che io ne ho guadagnati due altri. ^'Gli disse
et fidelis, quia super pauca fuisti fidelis, su- il padrone Bene, servo buono e fedele,
:

per multa te constituam, intra in gaudium perchè sei stato fedele nel poco, ti farò pa-
domini tui. drone del molto entra nel gaudio del tuo :

signore.
'*Accedens autem et qui unum talentum ^^Presentatosi poi anche colui che aveva
acceperat, Domine, scio quia homo
ait : ricevuto un solo talento, disse Signore, so :

durus es, metis ubi non seminasti, et con- che sei uomo austero, che mieti dove non
gregas ubi non sparsisti **Et timens abii, : hai seminato, e raccogli dove non hai sparso
et abscondi talentum tuum in terra ecce : nulla ^*e per timore andai a nascondere il
:

habes quod tuum est. ""Respondens autem tuo talento sotto terra eccoti il tuo. ''Ma :

dominus eius, dixit ei Serve male, et pi- : il padrone rispose, e gli disse Servo mal- :

ger, sciebas quia meto ubi non semino, et vagio e infingardo, tu sapevi che io mieto
congrego ubi non sparsi ^^Oportuit ergo : dove non ho seminato, e raccolgo dove non
te committere pecuniam meam numulariis, ho sparso ^'dovevi dunque dare il mio
:

et veniens ego recepissem utique quod denaro ai banchieri, e al mio ritomo avrei
meum est cum usura. ^*Tollite itaque ab eo ritirato mio con
l'interesse. ^''Toglietegli
il

talentum, et date ei, qui habet decem talen- adunque talento che ha, e datelo a colui
il

ta. ^'Omni enim habenti dabitur, et abun- che ha dieci talenti. ^'Imperocché a chi ha,
dabit ei autem, qui non habet, et quod vi-
: sarà dato, e si troverà nell'abbondanza : ma
detur habere, auferetur ab eo. '"Et inutilem a chi non ha, sarà tolto anche quello che

" Sup. 13, 12; Marc. 4, 25; Lue. 8, 18 et 19, 26.

da lui ricevuta, sono disposti a fare buon uso di Presentatosi poi ecc. Egli ha coscienza dì
24.
essi. doni di Dio vengono distribuiti
I inegual- non aver fatto il suo dovere, e per scusarsi co-
mente tra gli uomini. mincia a insultare il suo padrone dicendolo au-
stero, quasi voglia arricchirsi a spese degli al-
16-18. Questi versetti descrivono la condotta ecc.
tri,
dei servi. I due primi guadagnano il cento per
cento, l'ultimo, pigro e indolente, invece di far
27. Dovevi adunque
ecc. Il padrone ritorce con-

fruttare il denaro a tal fine ricevuto, si contenta


tro il scusa addotta, e gli fa vedere
servo la

di nasconderlo in luogo sicuro.


quanto sia stata colpevole la sua negligenza. Do-
veva almeno portare il denaro ai banchieri, pres-
19. Dopo lungo spazio di tempo concesso ai so quali avrebbe fruttato anche senza che egli
i

servi affinchè trafficassero col denaro ricevuto, se n'occupasse. Con questa figura si vuol signi-
tornò il padrone. ficare che è necessario usar ogni industria per
20-23. I due primi si presentano lieti a ren- far fruttare i doni ricevuti, e che l'omissione del

dere ragione dei talenti loro affidati, e meritano bene da farsi e la negligenza nel farlo saranno
così le felicitazioni del loro padrone e un grande punite.
premio. A ognuno di essi vien detto Entra nel : 29. A chi ha sarà dato. A chi tiene i doni di Dio
gaudio cioè sii partecipe della stessa felicità del nel debito conto e li fa fruttare, ne saranno dati
tuo signore. Questa felicità è sì grande, che non altri mentre a chi non li traffica tutto verrà tolto.
;

può entrare nell'uomo, ma è piuttosto l'uomo che Colui che perde il cielo, perderà assieme tutti

deve entrare in es'^a. i beni temporali.
S. Matteo, XXV, 31-41 tld

eervum eiicite in tenebras exteriores : illic sembra avere. "E il servo inutile gettatelo
erit fletus, et strider dentium, nelle tenebre esteriori ivi sarà pianto e
:

stridore di denti.
**Cum autem venerit Filius hominis in •'Quando poi verrà il Figliuolo dell'uomo
maiestate sua, et omnes angeli cum eo, tunc nella sua maestà, e con lui tutti gli Angeli,
sedebit super sedem maiestatis suae "Et : allora sederà sopra il trono della sua mae-
congregabuntur ante eum omnes gentes, et stà : raduneranno dinanzi a lui tutte
''e si
separabit eos ab invicem, sicut pastor se- le nazioni, ed egli separerà gli uni dagli al-
gregat oves ab hoedis "Et statuet oves : tri, come il pastore separa le pecore dai ca-

quidem a dextris suis, hoedos autem a sini- pretti "E metterà le pecorelle alla sua de-
:

stris. '^Tunc dicet Rex bis, qui a dextris stra, e i capretti alla sinistra. ''Allora il
eius erunt Venite benedicti Patris mei,
: Re dirà a quelli che saranno alla sua destra :

possidete paratum vobis regnum a constitu- Venite, benedetti dal Padre mio, prendete
tione mundi. **Esurivi enim, et dedistis mi- possesso del regno preparato a voi fin dalla
hi manducare sitivi, et dedistis mìhi bi-
: fondazione del mondo ''perchè ebbi fame, :

bere : hospes eram, et coilegistis me : ''Nu- e mi deste da mangiare ebbi sete, e mi :

dus, et cooperuistis me inflrmus, et visi- : deste da bere fui pellegrino, e mi ricetta-


:

tastis me in carcere eram. et venistis ad


: ste **ignudo, e mi rivestiste
: ammalato, :

me. e mi visitaste carcerato, e veniste da me.


:

"Tunc respondebunt ei itisti, dlcentes : '^Allora gli risponderanno i giusti Si- :

Domine, quando te vidimus esurientem, et gnore, quando mai ti abbiamo veduto affa-
pavimus te sitientem, et dedimus tibi po-
: mato, e ti abbiamo dato da mangiare asse- :

tum? **Quando autem te vidimus hospitem, tato, e ti demmo da bere? "Quando ti ab-
et coilegimus te : aut nudum, et coope- biamo veduto pellegrino, e ti abbiamo ri-
ruimus te? **Aut quando te vidimus Inflr- cettato ignudo, e ti abbiam rivestito ? "Ov-
:

mum, aut in carcere, et venimus ad te? vero quando ti abbiam veduto ammalato o
••Et respondens Rex, dicet lllis Amen di- : carcerato, e venimmo a visitarti? *°E 11
co vobis, quamdiu fecistis uni ex bis fra- re risponderà, e dirà loro : In verità vi dico :

trìbus meis minimis, mihi fecistis. Ogni volta che avete fatto qualche cosa per
uno dei più piccoli di questi miei fratelli,
l'avete fatta a me.
*'Tunc dicet et bis, qui a sinistrìs erunt : •'Allora dirà anche a coloro che saranno
Discedite a me, maledicti in ignem aeter- alla sinistra Via da me, maledetti, al fuoco
:

num, qui paratus est diabolo, et angelis etemo, che fu preparato pel diavolo e pei

»» Is. 58, 7: Ez. 18, 7, 16. »• EccU. 7. 39. «» P«. 6, 9; Sup. 7, 23; Lue. 13, 27.

30. Il castigo riservato al serro inutQe «tri sole a Hlvare, ma perchè la loro presenza sup-
l'inferno V. n. Matt. Vili, 12. pone ordinariamente l'amore di Dio, e non è
31. Dopo
aver esortato alla vigilanza e a traf- possibile l'amore di Dio senza di esse; e d'altra
ficare doni ricevuti. Gesù descrive l'ultimo atto
i
parte nessuna cosa fu maggiormente raccoman-
del giudizio.
// Figliuolo dell'uomo, cioè Gesù dau da Gesù ai suoi discepoli, quanto la carità
come uomo verri con massima gloria, circondato del prossimo.
dagli angeli (li Tess. I, 7), e sederà come giu- 37-39. Risponderanno i giusti. Pieni di umiltà,
dice supreme. i riguarderanno come piccole le opere com-
giusti
32-33. Separerà gli uni dagli altri. Durante la piute, e meravigliati per la grandezza del premio
vita presente i buoni sono frammischiati ai cat- ottenuto, faranno al Signore queste domande.
tivi, ma allora Gesù colla stessa facilità, con cui
40. Uno
dei pia piccoli di questi miei fratelli.
un pastore separa le pecore dai capretti, sepa- Gesù suoi fratelli anche i più piccoli
chiama
rerà gli uni dagli altri. I buoni, rappresentati suoi servi, cioè i cristiani, che il mondo stima
nelle pecore che hanno ascoltata la voce di Gesù,
più vili e abbietti.
passeranno alla destra i cattivi invece, sterili :

di opere buone, figurati nei capretti, saranno 41. Via da me ecc. Terribile è la sentenza con-
posti alla sinistra. tro i cattivi. Essi avranno una doppia pena : sa-
ranno allontanati da Dio, che solo poteva ren-
34. Venite benedetti dal Padrt n^. La salvezza
derli felici {pena del danno), e verranno confi-
dei giusti è una benedizione cioè un benefizio
nati nel fuoco eterno (pena del senso), che tor-
di Dio, quale da tutta l'eternità
li ha eletti, e
il
menterà non solo l'anima, ma anche il corpo.
nel tempo ha santificati. li
Questo fuoco, benché di natura diversa dal no-
Prendete possesso del regno come di un'eredità
stro, è però vero fuoco corporeo, come pensano
che vi appartiene quali figli di Dio. comunemente Padri e Teologi.
i i
Fin dalla fondazione cioè fin dalla creazione
Fa preparato ecc. La caduta del demonio e dei
del mondo. suoi angeli essendo stata anteriore a quella del-
35. Ebbi fame,
e ecc. Gesù motiva mi deste l'uomo, si può dire che l'inferno destinato a punire
la sentenza pronunziata. Egli rammenta solo le il peccato, fu primamente creato per castigare il
opere di misericordia, non perchè bastino da demonio e gli angeli suoi seguaci.

8 — Saera Bibbia, voi. I.


114 S. Matteo, XXV, 42 — XXVI, 4

eius. ^^Esurivi enim, et non dedistis mihi suoi angeli **poichè ebbi fame, e non mi
:

manducare sitivi, et non dedistis milii po-


: deste da mangiare ebbi sete e non mi de-
:

tum *'Hospes eram, et non collegistis me


: : ste da bere ^^Era pellegrino, e non mi
:

nudus, et non cooperuistis me infirmus, : ricettaste ignudo, e non mi rivestiste


: am- :

et in carcere, et non visitastis me. malato e carcerato, e non mi visitaste.


**Tunc respondebunt ei et ipsi, dicen- **Allora gli risponderanno anche questi :

tes :Domine, quando te vidimus esurien- Signore, quando mai ti abbiamo veduto affa-
tem, aut sitientem, aut liospitem, aut nu- mato, sitibondo, o pellegrino, o ignudo,
dum aut inflrmum, aut in carcere, et non ammalato, o carcerato, e non ti abbiamo
ministravimus tibi ? **Tunc respondebit illis, assistito? **Allora risponderà loro con dire :

dicens Amen dico vobis Quamdiu non


: : In verità vi dico ogni volta che non avete
:

fecistis uni de minoribus iiis, nec mihi fe- fatto ciò per uno di questi piccoli, non lo
cistis. **Et ibunt lii in supplicium aeter- avete fatto nemmeno a me. **E andranno
num iusti autem in vitam aeteraam.
; questi all'eterno supplizio i giusti poi alla :

vita eterna.

CAPO XXVI.
La cospirazione del Sinedrio, 1-5. —
La cena di Betania, 6-13. Gesù venduto, —
14-16. —
Preparazione dell'ultima cena, ly-ig. // traditore svelato, 20-25. —
— Istituzione dell' Eucarestia, .?6-2(f. —
Gesù predice l'abbandono dei discepoli,
30-35' —
Gesù nell'Orto di Getsemani, 36-46. Tradimento e cattura di —
Gesù, 47-56. — Gesù davanti al Sinedrio, 57-^8. — Triplice negazio7ie di
Pietro, 69-75.

*Et factum est cum consummasset le- : ^Ed avendo Gesù terminato tutti questi
8us sermones hos omnes, dixit discìpulis discorsi, disse ai suoi discepoli : *Voi sa-
suis ^Scitis quia post biduum Pascha fìet,
: pete che di qui a due giorni sarà la Pasqua,
et Filius hominis tradetur ut cruciflgatur. e il Figliuolo dell'uomo sarà consegnato per
'Tunc congregati sunt principes sacerdo- essere crocifisso.
tum, et seniores populi in atrium principis 'Allora si adunarono i principi de' sacer-
sacerdotum, qui dicebatur Caiphas *Et : doti e gli anziani del popolo nell'atrio del
consilium fecerunt ut lesum dolo tenerent, principe dei sacerdoti, che si chiamava

" Dan. 12, 2; Joan. 5, 29. « Marc. 14. 1 ; Lue. 22, 1.

42-45. manifesta a tutti la sua


Affinchè sia le case degli Ebrei segnate col sangue dell'agnello,
giustizia sua sentenza. Gli empi
Gesù motiva la figura del sangue di Gesù Cristo.
acciecati dalla superbia non vorrebbero ricono- Sarà consegnato ecc. Da queste parole si de-
scere il male fatto, e cercano di giustificarsi; ma duce chiaramente che Gesù conosceva in ante-
inutilmente perchè subito vengono da Gesù ri-
;
cedenza quel che doveva soffrire, e che la morte
dotti al silenzio. non fu una sorpresa per lui, ma bensì una cos«
voluta e liberamente accettata.
46. E andranno ecc. La doppia sentenza non
3. I principi dei sacerdoti, cioè i capi delle 24
tarda a venir eseguita. Essa è inappellabile, e la
famiglie sacerdotali, gli anziani ossia i capi del
sorte dei buoni e dei cattivi resta immobilmente
popolo. S. Marco (XIV, 1) e S. Luca (XXII, 2)
fissata per tutta l'eternità, i premii e le pene
vi aggiungono ancora gli Scribi. Si hanno quindi
non avranno più fine.
tutti coloro che compongono il Sinedrio. Si ra-
dunano non già nella sala ordinaria, ma nell'atrio
CAPO XXVL del palazzo, poiché la loro adunanza era segreta,
trattandosi di ordire una congiura a danno di
2. Sapete che di qui a due giorni ecc. Si dava
Gesù Cristo.
principio alla solennità della Pasqua la sera del Caifa. Il suo vero nome era Giuseppe (Gius.
14 di Nisan (verso i primi di Aprile) colla cena, Ant. XVIII, 2, 2 e 4, 3), Caifa non era che un
nella quale si mangiava l'agnello prescritto. Il 14
sopranome.
di Nisan cadeva quest'anno in Giovedì, e quindi
Aveva avuto il Sommo Pontificato dal Procu-
le parole qui riferite dall'Evangelista furono dette
ratore romano Valerio Grato, e lo conservò per
la sera di Martedì.
17 anni, finché fu deposto dal Proconsole Vitellio
La Pasqua (ebr. Pesah passaggio). Questa fe- nell'anno 36 dell'era volgare.
sta, la maggiore che avessero gli Ebrei, fu isti- Tennero consiglio ecc. Avevano già stabilito
4.
tuita in memoria della liberazione del popolo dalla di morire Gesù, si consultano solo intorno
far
servitù di Egitto, quando l'angelo sterminatore al modo di mandare ad effetto il loro divisamente.
dei primogeniti egiziani, oltrepassò senza fermarsi Vedi nota Mar. XIV, 1.
S. Matteo, XXVI, 5-13 115

et occiderent. 'Dlcebant autem : Non in die Caifa *e tenner consiglio, affine di cattu-
:

lesto, ne forte tumultus fieret in populo. rare per via d'inganno Gesù, e ucciderlo.
*Ma dicevano Non in giorno di festa, per-
:

chè non succeda qualche tumulto tra il

popolo.
•Cum autem Bethania in
lesus esset in •Ed essendo Gesù a BetaniaNn casa di
domo Simonis ad eum
leprosi, 'accessit Simone il lebbroso, 'si appressò a lui una
mulier habens alabastnim unguenti pretio- donna con un vaso di alabastro di prezioso
si, et effudit super caput ipsius recumben- unguento, e lo sparse sul capo di lui, ch'era
tis. 'Videntes autem discipuli, indignati sunt a mensa. 'Veduto ciò i discepoli si sdegna-
dicentes Ut quid perditio haec? 'Potiiit
: rono e dissero A che fine tanta profusione?
:

enim istud venundari multo, et dari paupe- •Poiché poteva quest'unguento vendersi a
ribus. caro prezzo, e darsi ai poveri.
"Sciens autem Jesus, ait illis Quid mo- : "Ma avendo Gesù inteso ciò disse loro :

lesti estis buie mulieri? opus enim bonum Perchè inquietate voi questa donna? Ella
operata est in me; "Nam semper pauperes ha veramente fatto una buona opera verso
habetis vobiscum me autem non semper
: di me. "Perchè avete sempre con voi dei
habetis. '^Mittens enim haec unguentum poveri ma quanto a me non mi avete per
:

hoc in corpus meum ad sepeliendum me


: sempre. ''Imperocché quando ella ha spar-
fecit. "Amen dico vobis, ubicumque prae- so quest'unguento sopra il mio corpo, l'ha
dicatum fuerit hoc evangeliura in toto mun- fatto come per seppellirmi. "In verità vi
do, dicetur et quod haec fecit in memoriam dico che dovunque sarà predicato questo
eius. Vangelo per tutto il mondo, si narrerà an-
cora in sua ricordanza quel che ella ha fatto.

' Marc. 14, 3; Jotn. 11, 2 et 12. 3.

5. Non in giorno di ftsta, cioi non nelle feste era nardo come si ha da S. Marco e da S. Gio-
di Pasqua, che duravano otto giorni, poiché la vanni e valeva trecento denari (più di 230 lire).
gran moltitudine di popolo che accorreva da tutte Vedi nota Mar. XIV. 3.
le parti a Gerusalemme, faceva temere che la Lo sparse sai capo. Quando si voleva onorare
morte di Gesù potesse far nascere qualche tu- in modo speciale i convitati, si usava versare pro-
multo, specialmente da parte dei Galilei suoi fumi sul loro capo o sulla loro bsrba. Maria
compaesani, e da parte di tutti coloro che lo ri- onorò in modo straordinario Gesù, sia per la
tenevano come Messia. Il tradimento di Giuda li preziosità dell'unguento, e sia perchè non glielo
rese più audaci, e contro la loro stessa delibera- versò solo sul capo, ma anche sui piedi ecc.
zione fecero arrestare e condannare Gesù du- come si ha da S. Giovanni.
rante le feste pasquali.
8. S» l'ebbero a male. Non tutti i discepoli
6. Essendo Gesù a Befania ecc. Su Betania biasimarono l'atto di Maria, ma solo alcuni e
V. Matt. XXI, 17. L'unzione qui narrata da S. più particolarmente Giuda, il quale come dice
Matteo è da identificarsi con quella narrata da S. Giovanni (XII, 6), era ladro, e quindi consi-
S. Giovanni XII, 1 e ss. che ebbe luogo il Sa- derava come una prodigaiitii inutile e dannosa
bato prima dell'ingresso trionfale di Gesù In Ge- l'avere versato tanto unguento cosi prezioso.
rusalemme. S. Matteo e S. Marco la inseriscono
dopo il Consiglio tenuto per catturare Gesù, per- 10. Perchè inquietate ecc. Gesù piglia le di-
chè da essa prese occasione Giuda per vendere fese dì Maria, lodando l'opera da lei compiuta.
il suo Maestro ai membri del Sinedrio. Colla sua unzione essa ha pubblicamente con-
Simone il lebbroso, così chiamato per sopran- fessato che Gesù era degno dei più grandi onori.
nome, dacché aveva avuto la lebbra. 11. Avete sempre con voi ecc. Non vi man-
7. Una donna. Maria la sorella di Lazaro e di cherà mai occasione di beneficare i poveri, ma
Marta (Giov. XII, 3). ben presto non vi sarà più dato di testimoniare
Un vaso di alabastro. Gli antichi solevano a me in questa vita mortale il vostro amore. L'e-
lemosina è un dovere ;ma l'aniore verso Gesù
vero Dio è un obbligo più grande ancora.
12. L'ha fatto come per seppellirmi. Il rim-
provero mosso a Maria, veniva a colpire anche
Gesù, che non aveva fatto opposizione all'opera
pietosa di lei e perciò Egli spiega ora il motivo,
;

per cui permise che ella versasse il suo unguento.


Colla sua unzione essa ha resi in antecedenza
Alabiistro fenicio
solenni onori funebri al mio corpo, il che non le
in terra cotta.
sarà concesso di fare né il giorno della mia
crocifissione, né la mattina della Domenica, quan-
do si recherà al sepolcro.
13 Ben lungi dall'essere un'inutile profusione,
l'unzione compiuta da Maria è un'opera di si
^r alta pietà, che sarà lodata per tutti i secoli, do-
conservare i profumi in vasetti di alabastro vunque verrà predicata la buona novella del re-
(Plin. Hist. Nat. Ili, 3). L'unguento contenuto gno messianico.
116 S. Matteo, XXVI, 14-17

"Tunc abiit unus de duodecim, qui dice- "Allora uno dei dodici che si chiamava
batur ludas Iscariotes, ad princlpes sacer- Giuda Iscariote, se n'andò a trovare i prin-
dotum "Et ait illis Quid vultis mihi da-
: : cipi dei sacerdoti : "E disse loro : Che vo-
re, et ego vobis eum tradam? At illi consti- lete darmi, e io ve lo darò nelle mani? Ed
tuerunt ei triginta argenteos. "Et exinde essi gli assegnarono trenta denari d'argento.
quaerebat opportunitatem ut eum traderet. ^*E d'allora in poi cercava l'opportunità di
tradirlo,
^Trima autem die Azymorum accesse- ^^Or il primo giorno degli azzimi si acco-
runt discipuli ad lesum, dicentes : Ubi vis starono a Gesù i discepoli, e gli dissero :

14 Marc. 10; Lue. 22, 4. i^ Marc.


14, 14, 12; Lue. 22, 7.

Allora ecc. Non subito dopo la cena, ma


14. sera. Né costituisce una difficoltà seria il fatto
lasciati passare alcuni giorni. Giuda si presentò che i Giudei non vogliono entrare nel pretorio
ai principi dei Sacerdoti a fare la sua proHerta, perchè hanno da e mangiare la Pasqua > (Giov.
vedi V. 5. Vedi nota Mar. XIV, 10. XVIIi, 28), poiché le parole mangiare la Pasqua,
:

non si riferiscono solo all'agnello pasquale, ma


15. Gli assegnarono (Sarnoov) trenta denari,
possono estendersi a tutte le vittime che si immo-
cioè trenta slcli d'argento, ossia circa lire 105,
lavano durante la solennità di Pasqua (Deut. XVI,
valendo il sielo L. 3,50. Era questo il prezzo di 2; II Parai. XXX, 22, 24; XXV, 8, 9). Similmente
uno schiavo (Esod. XXI, 32) e a questo stesso ;
se S. Giovanni chiama il giorno della morte Pa-
prezzo Giuseppe era stato venduto dai suoi fra- rasceve della Pasqua napaoxeun rou nàaXa e il Sa-
telli agli Ismaeliti (Gen. XXVII, 9).
bato successivo grande quel giorno di Sabato («TÓ^n
17. // prìmo giorno degli Azzimi. Vale a dire il r\i[fiépa... xov aa^&àxov (XIX, 14 e 31), si è unica-
Giovedì 14 di Nisan, quando alla sera comin- mente perchè coincidevano colle feste di Pasqua,
ciavano i sette giorni della solennità pasquale, senza che dalle sue parole si possa eonehiudere
durante i quali dovevasi mangiare pane azzimo che il 15 di Nisan sia caduto in Sabato.
ossia senza lievito. Nella stessa sera del 14 si 2* Opinione che pone la cena di Gesù nella
mangiava pure l'agnello pasquale. sera tra il 13 e 14 Nisan.
I quattro Evangelisti si accordano perfettamen- Molti esigeti trovano un po' forzate o anche
te nel fissare la cena di Gesù al Giovedì sera affatto insufficienti le spiegazioni date dai soste-
(Matt. XXVI, 20; Mar. XIV, 17; Lue. XXII, 14; nitori della prima opinione alle parole di S. Gio-
Giov. XIII, 1) la morte al Venerdì (Matt. XXVII,
; vanni (XVllI, 28; XIX, 14, 31; XIII, 1), e ag-
62; Mar. XV, 42; Lue. XXIII, 54; Giov. XIX, giungono ancora che tutto lo strepito giudiziario
42) e la risurrezione nel giorno dopo il Sabato descritto dai quattro Evangelisti, e il fatto che
(Matt. XXVIII, 1; Mar. XVI, 2; Lue. XXIV, 1; nella sera della crocifissione Giuseppe comprò
Giov. XXI, 1) ma vi sono difficoltà a concor-
; una sindone, e le pie donne prepararono aromi
darli assieme per riguardo ai giorni del mese, nei ecc., suppongono evidentemente che Gesù non
quali ebbero luogo i tre avvenimenti. Mentre sia morto il dì solenne di Pasqua, in cui era
infatti i tre Sinottici pongono la cena il primo prescritto un riposo in tutto uguale a quello del
giorno degli azzimi cioè il 14 di Nisan, e la morte Sabato, fuorché nella preparazione del cibo.
il giorno solenne di Pasqua cioè il 15 Nisan; Gio- Per queste ragioni ammettono che Gesù abbia
vanni invece sembra porre la cena il 13 Nisan celebrata la cena 24 ore prima dei Giudei, cioè
(XIII, 1) e la morte il 14, poiché i Giudei non la sera del 13 Nisan, e sia morto il 14, proprio
vogliono entrare nel pretorio di Pilato avendo nell'ora in cui doveva cominciare l'immolazione
ancora da mangiare la pasqua (XVI II, 28), e il degli agnelli pasquali.
Sabato dopo la morte di Gestì vien chiamato : E bensì vero che secondo i Sinottici Gesù ce-
grande quel giorno di Sabato (XIX) 31), mentre lebrò la Pasqua il primo giorno degli azzimi, in
il giorno della morte vien detto Parasceve o
: cui si doveva immolare l'agnello, ma fa d'uopo
preparazione della Pasqua. osservare che si chiamava primo giorno degli az-
Eselusa a priori ogni vera eontradizione tra gli zimi non solo la sera dal 14 al 15 ma tutto il
Evangelisti, poiché non è possibile, pure pre- giorno 14 Nisan a cominciare dalla sera prece-
scindendo dall' ispirazione, che S. Matteo, S. dente cioè dal 13 al 14. Le parole dei Sinottici
Marco, discepolo di S. Pietro, e S. Giovanni ab- possono quindi interpretarsi in quest'ultimo sen-
biano ignorato il giorno preciso della morte di so, in modo che Gesù alla sera che cominciava
Gesù, e siano caduti in errore in cosa di tanta il primo giorno degli azzimi, cioè da} 13 al 14
importanza, tornerà utile conoscere le varie opi- Nisan abbia celebrato la sua Pasqua coi suoi di-
nioni sul modo di concordare assieme ì dati re- scepoli, anticipandola così di 24 ore mentre i ;

lativi alla passione forniti dai quattro Vangeli. Giudei la celebrarono la sera seguente dal 14
r Opinione che pone l'ultima cena di Gesù al 15.
nella sera tra il 14 e il 15 Nisan. Nella sua cena Gesù osservò tutte le cerimonie
I sostenitori di questa opinione fondandosi sui legali, eccetto che invece dell'agnello, diede a
testi chiari dei Sinottici (Matt. XXVI, 17; Mar. mangiare il suo corpo e a bere il suo sangue
XIV, 12; Lue. XXII, 7, 1 e 15) ritengono come istituendo così la Pasqua cristiana.
3* Opinione secondo la quale la Cena Pa-
indubitato che Gesù celebrò la vera Pasqua le-
gale assieme ai Giudei la sera del 14 Nisan, e squale poteva celebrarsi sia il 13 che il 14 Nisan.
morì nel giorno solenne di Pasqua cioè il 15 Le affermazioni dei Sinottici e di S. Giovanni
Nisan. E bensì vero che il IV Vangelo dà l'ultima sembrano ad alcuni interpreti così categoriche da
cena come avvenuta prima della festa di Pasqua essere impossibile ridurle a significare la stessa
(XIII, 1), ma giova osservare che S. Giovanni cosa. Preferiscono quindi ammettere che la Cena
conta i giorni all'uso greco e romano facendoli Pasquale potesse celebrarsi sia la sera del 13,
cominciare alla mezzanotte, mentre i Sinottici li come la sera del 14 Nisan, e che Gesù l'abbia
contano all'uso siudaico facendoli cominciare alla celebrata il 13, e i Giudei invece il 14.
S. Matteo, XXVI, 18-20 117

paremus tibi comedere Pascha? "At lesus Dove vuoi che ti prepariamo per mangiare
dixit : Ite in civitatem ad quemdam, et di- laPasqua? "Gesù rispose Andate in città :

cite ei : Magìster dicit : Tempus meum pro- da un tale, e ditegli il Maestro dice:La :

pe est, apud te facio Pascha cum discipulis mia ora è vicina : casa
io fo la Pasqua in
meis. "Et fecerunt discipuli sicut constituit tua coi miei discepoli. "E i discepoli fecero
illis lesus, et paraverunt Pascha. conforme aveva loro ordinato Gesù, e prepa-
rarono la Pasqua.
'•Vespere autem facto, discumbebat, cum "E fattosi sera, era a tavola coi dodici

" Marc. 14, 17; Lue. 22, U.

Pensano infatti che venuti a Geru-


ai forestieri due Sinottici, dà loro tali indizi da essere facile
aalemme fosse lecito anticipare di un giorno la il ritrovarlo. In tutto questo Gesù manifesta la
Pasqua, per l'impossibilità in cui si era di im- sua sapienza e l'assoluto potere, con cui dispo-
molare nello spazio delle tre ore del Nisan M neva tutte le cose. Egli non volle dire il nome
i 250 mila agnelli che si richiedevano per i pel- di colui, presso il quale intendeva fare la Pa-
legrini. Gesù come Galileo seguì quest'uso. squa, affinchè Giuda ignorasse il luogo preciso
4* Opinione secondo quale la Cena Pa-
la dove Egli voleva radunare i suoi discepoli e isti-
squale poteva celebrarsi sia il 14 che il 15 Sisan. tuire l'Eucaristia.
Anche i seguaci di questa opinione rinunziano Maestro ecc. Da questa parola sì può arguire
Il
a far dire ai Sinottici e a S. Giovanni la stessa che fosse un discepolo di Gesù.
cosa, e sciolgono la difficolti ricorrendo alle tra- La mia ora cioè l'ora della mia passione e
dizioni farisaiche relative al riposo del Sabato. morte.
Una delle cerimonie prescritte per la sera della Coi miei discepoli. Alla Cena Pasquale dove-
Pasqua nel giorno 15 Nisan, era di uscire fuori vano intervenire tante persone quante se ne ri-
di Gerusalemme e mietere una certa quantità di chiedevano per potere mangiare tutto l'agnello
grano da offrirsi come primizia a Dio. Ora quan- (Esod. XII, 4, 43). I rabbini ne avevano fissato
do il 15 Nisan cadeva in Venerdì, come avvenne il numero a non meno di IO e non più di 20.
nell'anno della morte del Signore, questa ceri-
monia avrebbe dovuto compiersi quando era già 19. / discepoli Pietro e Giovanni (Lue. XXII, 8).
cominciato il Sabato, e i Farisei, che si scanda- 20. Fattosi sera vale a dire dopo le sei pome-
lizzavano al vedere i discepoli di Gesù affamati ridiane. Era a tavola. In antico gli Ebrei man-
fregare alcune spighe, come avrebbero permesso giavano la Pasqua stando in piedi con un ba-
che si mietesse e si venisse cosi a violare il riposo stone in mano come viaggiatori ma negli ultimi ;

del Sabato? tempi solevano adagiarsi sopra alcuni divani, co-


Era quindi invalso l'uso di trasportare la Pa- me facevano per gli altri conviti ordinarli.
squa dal 15 al 16 Nisan quando essa cadeva in Il Talmud descrive minutamente le varie ceri-
Venerdì. Gesù pertanto avrebbe osservato pie-
monie della Cena Pasquale, ed è probabile che
namente la .leg!;e celebrando la cena pasquale Gesù le abbia tutte osservate. Gioverà pertanto
la sera del 14 Nisan come narrano Sinottici. I i
conoscerne almeno le principali.
Giudei invece seguendo i Farisei la trasportarono
La sera del 14 Nisan si immolava l'agnello,
alla sera del 15. S. Giovanni si riferirebbe a
e lo si faceva arrostire nel forno in modo da
questo uso. Affine a quest'ultima opinione è pure
Knabenbauer. non rompere alcuna delle sue ossa. Verso notte
la soluzione del
i convitati si adunavano in una sala preparata,
Egli con Chwolson osserva che l'agnello pa-
e il capo di famiglia cominciava a prendere una
squale doveva secondo la legge venir ucciso,
gran coppa di vino temperato con acqua, e di-
offerto e arrostito per essere mangiato tra la sera
ceva Sia benedetto il Signore che ha creato il
:
che terminava il 14 e la sera che cominciava il
frutto della vite, e dopo averne gustato egli per
15 Nisan. Ora se il 14 Nisan cadeva in Venerdì,
il primo, lo porgeva un dopo l'altro a tutti i
era impossibile che almeno il far arrostire l'a-
convitati. Veniva in seguito portata una bacinella
gnello non venisse a coincidere col Sabato, nel
d'acqua e un asciugatoio, affinchè tutti si lavas-
quale non era permesso accendere il fuoco. In
sero le mani. Terminate le abluzioni rituali, si
questo caso si soleva trasportare l'immolazione
faceva appressare ai convitati, distesi sui divani,
dell'agnello al Giovedì precedente, e da ciò nac-
la tavola con tutte le vivande preparate, cioè
que un doppio uso; poiché mentre gli uni man-
l'agnello, il pane azzimo (ricordo del pane che
giavano l'agnello il giorno stesso, in cui era stato
gli Ebrei non avevano potuto far fermentare nella
immolato, altri invece aspettavano la sera del Ve-
loro fuga dall'Egitto), una tazza di aceto o di
nerdì. Così Gesù seguendo i primi avrebbe ce-
acqua salata (ricordo delle lagrime versate), e
lebrato la sua Cena la sera del Giovedì 13 Nisan;
Analmente una specie di pappa, chiamata Cha-
mentre i Giudei la celebrarono il 14 Venerdì.
Toseth, del color di mattone formata di frutta
Queste due ultime sentenze ci sembrano le
eotta nel vino (ricordo dei mattoni fabbricati in
più probabili, come quelle che sciolgono tutte le
Egitto) e alcune erbe amare come crescione, lat-
difficoltà e senza alcun sforzo conciliano tra loro
tughe ecc.
I Sinottici e S. Giovanni. Vedi Vigouroux, Dictio-
naire art. Cene. Knabenbauer. Com. in Matt. Il capo di famiglia diceva allora Benedetto il :

Voi. II. Cornely. Int. Spec. voi. Ili ecc. Signore che ha creato ì fratti della terra, e preso
un po' di erba amara e intintala nel Charoseth
17. Dove vuoi... mangiare la Pasqua, cioè l'a- continuava Noi mangiamo di queste erbe amare,
:

gnello Pasquale (Esod. XII, 3-20). Doveva man- perchè gli Egiziani hanno riempito di amarezza f
giarsi a Gerusalemme, ma gli Apostoli sapevano nostri padri. Tutti dovevano quindi mangiare del-
che in quella città si tendevano insidie a Gesù, l'erba amara almeno come un'oliva. Dopo ciò lo
domandano perciò dove voglia mangiarlo. stesso capo spiegava il significato simbolico della
18. Da un Gesù non nomina esplicita-
tale. Cena e dei cibi preparati, e poscia intonava la
mente costui, mt come è manifesto dagli altri prima parte delVHallel (Salmi CXIl-CXIII), e ciò
118 S.Matteo, XXVI, 21-27

daodecim discipuHs suis. "'Et edentibus il- suoi discepoli. "'E mentre mangiavano, dis-
lis, dixit : Amen
dico vobis, quia unus ve- se In verità vi dico che uno di voi mi tra-
:

strum me traditurus est. "Et contristati val- dirà. ''"Ed essi afflitti grandemente comin-
de coeperunt singuli dicere Numquid ego : ciarono a dire a uno a uno Son forse io, :

sum Domine ? *^At ipse respondens, alt : Signore ? *'Ed egli rispose, e disse Colui :

Qui intingit mecum manum in paropside, che mette la mano nel piatto con me, questi
hic me tradet. "^Filius quidem hominis va- mi tradirà. "E quanto al Figliuolo dell'uomo
dit,sicut scriptum est de ilio vae autem : egli sene va, conforme di lui sta scritto :

homini illi, per quem Filius hominis tra- ma guai a quell'uomo per cui il Figliuolo
detur bonum erat ei, si natus non fuisset
: dell'uomo sarà tradito era bene per lui :

homo ille. **Respondens autem ludas, qui che non fosse mai nato quell'uomo. **Ma
tradidit eum, dixit : Numquid ego sum Rab- Giuda, il quale lo tradiva, rispose e disse :

bi ? Ait illi : Tu dixisti, Son forse io, o Maestro ? Gli disse Tu :

l'hai detto.
*'Coenantibus autem lesus eis, accepit "*E mentre quelli cenavano, Gesù prese
panem, et benedixit, ac fregit, deditque di- ilpane, e lo benedisse, e lo spezzò, e lo
scipulis suis, et ait : Accipite, et comedite : diede ai suoi discepoli, e disse Prendete, :

hoc est corpus meum. "^Et accipiens cali- e mangiate questo è il mio corpo. ''E pre-
:

si Joan. 13, 21. " Ps. 40, 10, " 1 Cor. 11, 24.

finito, beveva da tutti una seconda coppa, e


si 26. Mentre cenavano ecc. E difficile determi-
nuovamente si lavavano le mani. nare a quale punto della Cena Pasquale Gesù
Allora cominciava la Cena propriamente detta. abbia istituita l'Eucaristia, ma riferendoci a S.
Il capo benediceva un pane azzimo, e fattolo in Luca XXII, 20 e a I Cor. XI, 25 possiamo te-
pezzi, ne prendeva una piccola parte, e avvoltala nere come probabile che ciò sia avvenuto verso
nelle erbe amare e intintala nel Charoseth, la il fine, cioè dopo che si era mangiato l'agnello, e
mangiava. Fatto altrettanto per l'agnello, egli lo mentre tutti erano ancora adagiati attorno alla
distribuiva ai convitati assieme a pane azzimo in- tavola.
tinto nel Charoseth. Porgeva in fine una terza Prese il pane ecc. Prese un pane azzimo largo
coppa di vino, detta coppa di benedizione, e e sottile (come una nostra schiacciata), e prepa-
quando tutti avevano bevuto si intonava la se- ratolo colla sua benedizione ad essere consecrato,
conda parte delVHallel (Salmi CXIV-CXVII) e si lo spezzò, e dopo averne mangiato Egli stesso,
vuotava ancora una quarta e talvolta anche una lo distribuì ai suoi discepoli comandando loro
quinta coppa e tutto era finito. di mangiarlo.
22. Son forse io ? L'annunzio del tradimento Questo è il mio corpo, vale a dire questo :

porta con sé un'agitazione profonda nel cuore


.
cibo, che vi presento, è il mio corpo, e simil-
degli Apostoli. Ognuno diffida di sé stesso, e mente V. 28 questa bevanda, che io vi presento,
:

benché abborra sì grande misfatto, pur tuttavia è il mio sangue. Mirabile semplicità La parola 1

temendo di essere vittima di un orribile passione, di Dio è onnipotente essa opera quel che signi-
;

domanda con ansietà a Gesù Son forse io? :


fica,e nell'istante medesimo in cui Gesù pronunziò
mano nel piatto, ecc. In
queste parole, si operò la transostanzazione della
23. Colui che mette la
sostanza del pane e del vino nella sostanza del
Oriente non si conoscevano i cucchiai e le for-
chette, ma ognuno dei convitati prendeva colle corpo e del sangue di Gesù Cristo. La Chiesa ha
mani dal piatto comune quanto gli era neces- sempre intese le parole di Gesù in senso reale,
e l'interpretazione della Chiesa è la sola possibile.
sario.
Gesù designa probabilmente il piatto dove era Gesù non disse infatti questo è una figura del
:

mio corpo, e neppure qui vi è il mio corpo, ov-


contenuto il Charoseth. Il traditore è dunque uno :

dei famigliari di Gesù, uno di quelli che siedono


vero con questo vi è il mio corpo ma affermò
:
;

con lui a mensa. Quale malvagità! semplicemente questo è il mio corpo (S. Lue»
:

XXII, 18 aggiunge il quale sarà dato per voi)


Nella sua risposta Gesù allude chiaramente al : :

Salmo LIV, 14, o uomo, che eri meco un'anima questo è il mio sangue... il quale sarà sparso ecc.
sola, che insieme con me mangiavi le dolci vi-
Ora Gesù diede alla morte il suo corpo reale,
vande ecc., ma non designa il traditore che in sparse realmente e non solo in figura il suo san-
generale.
gue, donde segue che alle sue parole è necessario
dare un senso reale. D'altra parte niun Evange-
24. E quanto al Figliuolo ecc. Con queste pa- lista come neppure S. Paolo fa la minima allu-
role Gesù fa vedere che la morte non gli giun- sione al senso metaforico, ma tutti ripetono sen-
geva inaspettata, e non era dovuta al tradimento za alcuna mitigazione o restrizione le parole di
di Giuda, ma faceva parte del disegno di Dio Gesù, il che difficilmente avrebbe potuto acca-
per la salute del mondo, e come tale era già dere, se il loro senso non fosse stato reale. Né
stata annunziata dai profeti. Giuda però, che non deve recar meraviglia che le parole di Gesù non
ostante gli avvertimenti di Gesù ha voluto farsi
abbiano sorpreso i discepoli, poiché questi già
strumento di essa, si è reso colpevole di tale erano stati preparati alla grande rivelazione fin
misfatto, che per lui sarebbe stato meglio non da quando a Cafarnao il Divin Maestro aveva
essere nato. promesso di dar loro a mangiare la sua carne e
25. Son forse io ? L'impudenza di Giuda è al a bere il suo sangue (Giov. VI. 45 e ss.).
colmo : ma Gesù gli risponde con somma man-
suetudine Tu l'hai detto, espressione che equi-
:
27. Presoil calice ecc. Il vino usato nei con*

vale a dire si sei tu. Le parole di Gesù dovet-


:
viti pasquali era il rosso, e si soleva temperarlo
tero essere dette sì piano, che gli altri non le con acqua. Rendette le grazie a Dio e lo be-
sentirono. nedisse.
S. Matteo, XXVI, 28-37 119

cem gratias egit : et dedit illis, dicens : Bi- so il calice, rese le grazie, e lo diede loro,
bite ex hoc omnes. "Hic est enim sanguis dicendo Bevete di questo tutti. "Impe-
:

meus novi prò multis ef-


testamenti, qui rocché questo è il sangue mio del nuovo
fundetur in remissionem peccatorum. **Di- testamento, il quale sarà sparso per molti
co autem vobis non bibam aniodo de hoc
: per la remissione dei peccati. **0r io vi
genimine usque in diem illum, cum
vitis dico che non berò d'ora in poi di questo
illud bibam vobiscum novum in regno Pa- frutto della vite sino a quel giorno che io
trìs mei. Io berò di nuovo con voi nel regno del Padre
mio.
Et hymno dicto, exierunt In Montem oli- '"E cantato l'inno andarono al monte Oli-
veti. *'Tunc dicit illis lesus Omnes vos : veto. "Allora disse loro Gesù Tutti voi :

scandalum patieminl in me, in ista nocte. patirete scandalo per me in questa notte.
Scriptum est enim Percutiam pastorem, et
: Poiché sta scritto Percuoterò il pastore, e
:

dispergentur oves gregis. "Postquam au- saran disperse pecorelle del gregge. "M«
le
tem resurrexero, praecedam vos in Gali- risuscitato ch'io sia. vi andrò avanti nella
laeam. **Respondens autem Petrus, ait ilH : Galilea. ''Ma Pietro gli rispose, e disse :

Et si omnes scandalizati fuerint in te, ego Quand'anche tutti patissero scandalo per te,
numquam scandalizabor. **Ait illi Jesus : non sarà mai ch'io sia scandalizzato. "Gesù
Amen dico tibi, quia in hac nocte antequam gli disse In verità ti dico che questa notte
:

gallus cantet, ter me negabis. "Ait illi Pfr- prima che il gallo canti mi rinnegherai tre
trus Etiamsi oportuerit me mori tecum,
: volte. "Pietro gli disse Quand'anche do- :

non te negabo. Similiter et omnes discipuli vessi morir teco, non ti negherò. E nello
dixerunt. stesso modo parlarono anche tutti i discepoli.
"Tunc venit lesus cum illis in villara, "Allora Gesù andò con essi in un luogo
quae dicitur Gethsemani, et dixit discipulis chiamato Getsemani, e disse ai suoi disce-
suis Sedete hic donec vadam illuc. et o-
: poli Trattenetevi qui, mentre io vado là,
:

rem. "Et assumpto Petro, et duobus flliis e faccio orazione. "E presi con sé Pietro e 1

*> Marc. 14. 27; Joan. Iti, 32; Zach. 13. 7. " Marc. M. 2S et 16. 7. ** Marc. 14, 30; Joao. 13.
*'•
Marc. 14, 31 Lue. 22, 33.
;

Il sangue mio ecc. Come l'antica alleanza


28. XIII, 7 Percuoterò il Pastore, cioè il Messia, e
:

traDio e il popolo d'Israele fu sigillau col san- saranno disperse le pecorelle del gregge, cioè gli
gue (Esod. XXIV, 8), così la nuova alleanza, Apostoli. La citazione è fatta sul testo ebraico,
che Dio deve contrarre coH'utnaniti (Gerem. ma non è letterale.
XXXI, 33), viene ancor essa sigillata col sangue ;
32. andrò avanti, ecc. Gesù dice agli Apo-
VI
ma non più col sangue di arimali, ma con quello stoli una parola di consolazione, promettendo loro
di Gesù Cristo (Ebr. Vili, 8; IX, 15-20). che nella Galilea tratterà di nuovo famigliarmente
Sarà sparso. Nel greco abbiamo II participio
con essi, come pastore col suo gregge. Con que-
presente ènXtmróiieroY è sparso. L'espressione :
sta promessa Gesù non si toglie la facoltà di
spargere il sangue, significa offrire un sacri- :
poter loro manifestarsi anche nella Giudea, qua-
fizio a Dio. Il sangue di Gesù, anzi Gesù stesso,
lora dopo la risurrezione essi non fossero ancora
si offre in sacrifizio a Dio per la redenzione degli
tornati nella Galilea, come Infatti avvenne.
uomini, e sborsa a Dio in vece nostra il prezzo
del nostro riscatto. Il carattere espiatorio della 33. Pietro gli rispose, ecc. Le parole di Pietro
morte di Gesù e la sua azione redentrice sono erano sincere; egli però confidava troppo sulle
chiaramente indicati in queste sue parole. sue forze.
Per molti. Il sangue di Gesù è sufficiente alla 34. Prima eh» il gallo canti ecc. cioè piima del
redenzione di tutti, ma non sari efficace che per gallicinio che è verso le ore 3 antimeridiane. Gì'
molti, giacchi sono numerosi quelli che lo cal- antichi distinguevano tre canti del gallo : il pri-
pestano e lo profanano. mo dopo mezzanotte ; il secondo verso le tre ; il
29. Non J>«rd più ecc. Queste parole non si terzo sul far del giorno. Qui si parla del se-
riferiscono al calice consecrato, ma con esse condo come consta da S. Marco XIV, 30.
Gesù annunzia solamente che non berrà più vino Getsemani
36. (ebr. Strettolo d'olio) era un
con loro su questa terra essendo ornai prossi-
;
campo a piantagioni di olivi, situato all'Est di
ma la sua morte. Affinchè però non si rattristino, Gerusalemme ai piedi delI'Oliveto lungo il tor-
accenna al convito che egli celebrerà con loro nel
rente Cedron. Apparteneva forse a qualche amico
regno di suo Padre, dove saranno inebriati dal-
o discepolo di Gesù, perchè Egli era solito a
l'abbondanza e saranno abbeverati al torrente di
recarvisi coi suoi discepoli. D'altronde i pelle-
delizie (Salm. XXXV, 9). Vedi anche Apoc. XXI,
grini venuti a Gerusalemme per le Feste, pote-
5; Lue. XII. 37; XXII, 30 ecc.
vano pernottare nei campi vicini. Gesù lascia da
30. Cantato l'Inno cioè VHallel (I salmi CXIV- soli i suoi discepoli, i quali già soliti a vederlo
CXVII). Oliveto V. Matt. XX, 1. ritirarsi per fare orazione, non faranno alcuna nie-

31. Tutti voi patirete scandalo ecc. Vedendomi ra viglia.


in mano dei miei nemici, verrà meno il vostro co- 37. Presi con sé ecc. Gesù prende con sé i tre
raggio e la vostra fede. Ma in questo si av\'era Apostoli, che furono testimoni della sua trasfigu-
jna profezia. Dio ha detto per bocca di Zaccaria razione, affine di essere da loro confortato. Alloo-
120 S. Matteo, XXVI, 38-48

Zebedaei, coepit contristari et moestus es- due figliuoli di Zebedeo, cominciò a rattri-
se. ^*Tunc ait illis Tristis est anima mea
: starsi e a cadere in mestizia. ^*Allora disse
usque ad mortem sustinete hic, et vigilate
: loro L'anima mia è afflitta fino alla
: morte :

mecum. restate qui, e vegliate con me.


'*Et progressus pusillum, procidit in fa- ''E avanzatosi alcun poco, si prostrò per
ciem suam, orans, et dicens : Pater mi, si terra pregando, e dicendo :Padre mio, se è
possibile est, transeat a me calix iste, ve- possibile, passi da me questo calice per :

rumtamen non sicut ego volo, sed sicut tu. altro non voglio io, ma come vuoi tu.
come
'"Et venit ad discipulos suos, et invenit eos '"E andò dai suoi discepoli, e li trovò addor-
dormientes, et dicit Petro Sic non potui- : mentati, e disse a Pietro : Così adunque
stis una bora vigilare mecum? '^Vigilate, non avete potuto vegliare un'ora con me?
et orate ut non intretis in tentationem. Spi- '^Vegliate e pregate, affinchè non entriate
ritus quidem promptus est, caro autem in- nella tentazione lo spirito veramente è
:

firma. ''^Iterum secundo abiit, et oravit, di- pronto, ma la carne è debole. *^E se n'andò
cens Pater mi, si non potest hic calix tran-
: di nuovo per la seconda volta, e pregò di-
sire nisi bibam illum, fiat voluntas tua. '''Et cendo Padre mio, se non può questo ca-
:

venit iterum, et invenit eos dormientes : lice passare senzachè lo beva, sia fatta la
erant enim oculi eorum
gravati. **Et reli- tua volontà. *'E tornato di nuovo li trovò
ctis illis, iterum abiit, et oravit tertio, eum- addormentati infatti gli occhi loro erano
:

dem sermonem dicens. **Tunc venit ad di- aggravati. '"'Allora andò dai suoi discepoli,
scipulos suos, et dicit illis Dormite iam, : e disse loro Su via, dormite e riposatevi
: :

et requiescite ecce appropinquavit bora, et


: ecco è vicina l'ora e il Figliuolo dell'uomo
Filius bominis tradetur in manus peccato- sarà dato nelle mani dei peccatori. **Alza-
rum. **Surgite, eamus : ecce appropinqua- tevi, andiamo ecco che si avvicina colui
:

vit qui me tradet. che mi tradirà.


*^Adbuc eo loquente, ecce ludas unus de ••'Mentre ancora parlava ecco arrivò Giuda
duodecim venit, et cum eo turba multa cum uno dei dodici, e con esso gran turba con
gladiis et fustibus, missi a principibus sa- spade e bastoni, mandata dai principi dei
cerdotura, et senioribus populi. '"Qui au- sacerdoti e dagli anziani del popolo. **E co-

*^ Marc. 14, 43; Lue. 22, 47; Joan. 18, 3.

Unatosi però alquanto da essi, cominciò a sen- natura considerata nella sua parte corruttibile, che
tirsi pieno di tristezza. è la carne, è tale che spesso rende vani i desi-
Spesso aveva parlato della sua morte come di deri! più ardenti e le più buone risoluzioni.
cosa necessaria per la salute del mondo aveva :
42.Padre mio se non può ecc. Gesù ha vinto
desiderato il momento di morire ma ora che la ;
tutte le ripugnanze della sua natura al patire. Egli
morte gli sovrasta imminente. Egli ne prova tutte
è pienamente rassegnato al divino volere per- :
le ripugnanze e le angoscie.
ciò non domanda più che sia allontanato da lui
38. L'anima mia ecc. La tristezza, di cui è il calice della passione ma che si compia il vo-
:

inondata la sua anima, è sì grande che baste- lere di Dio. Anche dalla preghiera dì Gesù è
rebbe a dargli la morte. Egli sente il bisogno di manifesto che egli era certo di dover morire, t
conforto e di compatimento, e perciò domanda che volontariamente si diede in mano dei suoi
ai suoi Apostoli che non lo abbandonino, ma ve- nemici, mentre avrebbe avuto tutto l'agio di fug-
glino con lui. gire, se l'avesse voluto.
39. Se è possibile ecc. Gesiì conosce essere
45. Su via, dormite. In queste parole vi è una
volere del Padre che Egli muoia per la salute del
ironia dolorosa. Gesù non ha trovato alcun con-
mondo, ma l'orrore che prova per la morte igno-
forto presso i suoi Apostoli. Essi hanno dormito,
miniosa che sta per soffrire è tanto, che la sua
mentre egli agonizzava a morte, essi dormono,
umana natura vorrebbe esserne dispensata. Ciò mentre sovrasta loro il più grande pericolo. Sen-
non ostante però, la volontà ragionevole di Gesù
tendo però il Divin Maestro avvicinarsi il tradi-
si sottomette intieramente alla volontà di Dio, e
tore, li sveglia acciò siano consci di quanto sta
accetta di bere il calice fino all'ultima goccia, cioè
per accadere.
di patire e soffrire quanto Dio ha stabilito.
40. Andò dai suoi discepoli per avere conforto, 47. Giuda conosceva il luogo dove Gesù era
solito a ritirarsi coi suoi discepoli egli quindi si
e rivolse la parola a Pietro come a quegli, che ;

poco prima aveva fatto tante promesse. presentò al Getsemani seguito da una gran turba,
composta di servi dei sacerdoti e di guardiani
41.Vegliate e pregate ecc. Nella preghiera
del tempio mandati dal Sinedrio per arrestare Gesù.
Gesù aveva vinte le ripugnanze della sua natura
Nel timore di incontrar resistenza per parte dei
al patire, e vedendo ora i suoi discepoli esposti
Galilei, la turba era accompagnata da un distac-
a molti pericoli, comincia ad esortarli a vegliare
camento di soldati romani ottenuti dal Governa-
per non essere sorpresi all'impensata, e a pre-
tore, che a quei giorni si era recato a Gerusalem-
gare per ottenere da Dio la forza necessaria per
me per le Feste.
non cadere nella tentazione, e poi ne dà la ra-
gione. Il loro spirito, cioè la loro anima è piena 48. Quegli che io bacerò ecc. Per evitare qual-
di ardore e di buona volontà, ma non c'è troppo siasi equivoco e non ingannarsi sulla persona da
da fidarsi di essa, perchè la debolezza dell'umana arrestare, Giuda aveva loro dato per segno il ba-
S. Matteo, XXVI, 49-58 121

tem dedit illis signum, dicens


tradidit eum, : lui che lo tradì aveva dato loro il segnale, di-
Quemcumque osculatus fuero, ipse est, te- cendo Quegli ch'io bacerò è lui pigliatelo.
: :

nete eum. *'Et confestim accedens ad le- **E subitamente accostatosi a Gesii disse :

sum, dixit Ave Rabbi. Et osculatus est


: Dio ti salvi, o Maestro. E lo baciò. "E Gesù
eum. "Dixitque illi lesus Amice, ad quid : gli disse: Amico, a che fine sei venuto?
venisti? Tunc accesserunt, et manus inie- Allora si fecero avanti, e misero le mani
cerunt in lesum, et tenuerunt eum. addosso a Gesù, e lo tennero stretto.
"Et ecce unus ex bis, qui erant eum lesu, "Ed ecco uno di quelli che erano con
extendes manum, exemit gladium suum, et Gesù, stesa la mano, tirò fuori la spada, e
percutiens servum principis sacerdotum am- ferì un servo del principe dei sacerdoti,
putavit auriculam eius. *^Tunc ait illi le- mozzandogli un'orecchia. **Allora Gesù gli
sus Converte gladium tuum in locum
:
disse Rimetti la tua spada al suo luogo
: :

suum omnes enim, qui acceperint gladium,


: perchè tutti quelli che daran di mano alla
gladio peribunt. **An putas, quia non pos- spada, di spada periranno. *^Pensi tu forse
sum rogare patrem meum, et exhibebit mihi che io non possa pregare il Padre mio, e
modo plusquam duodecim legiones angelo- mi porrà dinanzi adesso più di dodici le-
rum? **Quomodo ergo implebuntur Scriptu- gioni d'Angeli? **Come adunque si adempi-
rae, quia sic oportet Aeri? ranno le Scritture, a tenor delle quali deve
esser così?
"In bora dixit lesus turbis
illa : Tam- **In punto disse Gesù alle turbe
quel :

quam ad latronem existis eum gladiis et fu- Come per un assassino, siete venuti
si fa
stibus comprehendere me : quotidie apud armati di spada e bastoni per pigliarmi :

vos sedebam docens in tempio, et non me ogni giorno io stava tra voi sedendo nel
tenuistis. **Hoc autem totum factum est, ut tempio a insegnare, né mi avete preso. **E
adimplerentur Scripturae prophetarum, Tunc tutto questo è avvenuto affinchè si adempis-
discipuli omnes, relieto eo, fugerunt. sero le Scritture dei profeti. Allora tutti i
discepoli, abbandonatolo, se ne fuggirono.
"'At illi tenentes lesum, duxerunt ad Cai- *'Ma quelli afferrato Gesù lo condussero
pham principem sacerdotum, ubi Scribae et da Caifa principe dei sacerdoti, dove si era-
seniores convenerant. **Peirus autem se- no adunati gli Scribi e gli anziani. "E Pietro

'^ Gen. 6; Apoc. 13, 10. »* U. 53. 10. »• Thren. 20: M«rc. 14, 50. »* Lue. 22,
9, 4. 54; Join.
18, 24.

ciò, col quale in Oriente i discepoli solevano sa- 53. Pensi tu forse ecc. Se volessi difendermi
lutare i loro maestri. da questa turba, anche senza l'aiuto dei dodici
Apostoli, potrei avere a mia disposizione dodici
49. E lo baciò xaTe9tXi\acv lo baciò con insi- legioni di angeli. Ls legione romana contava 6
stenza, ripetutamente, acciò niuno rimanesse in- mila uomini.
certo.
54. Si adempiranno ecc. Nelle Scritture è pre-
50. Amico ktaìpa compagno. Le parole è^' 5 detta la morte violenta del Messia (Salm. XXI :
xdpei furono diversamente interpretate. Secondo Isai. LUI ; Dan. IX, 26 ecc.), e tutto deve adem-
gli uni, più che un'interrogazione sarebbero una pirsi.
esclamazione: Ecco, a che sei ta venato! Altri 55. Come si fa per un assassino ecc. Gesù alza
invece pensano che si tratti di una vera interro- la voce contro il modo con cui lo si tratta, facen-
gazione A che fine, con quale intenzione sei
:
dolo arrestare di notte, da gente armata quasi
tu venato ? oppure, supplendo qualche parola :
fosse un assassino, mentre Egli in pubblico aveva
Forsechè non conosco io per qaal fine sei tu ve- insegnato nel tempio senza che alcuno avesse
nuto ? o anche Fa pure quello per cui sei ve-
:
osato mettergli le mani addosso.
nuto. Blass alla parola kxaxpe sostituisce il verbo
atpe e spiega così prendi ciò per cui sei venato.
:
56. Tuffi i discepoli abbandonarono Gesù, com
piendosi cosi quanto Egli aveva predetto v. 31.
Qualunque interpretazione si segua, è sempre ma-
Pietro continuò poi a seguire Gesù da lonuno
nifesto che Gesù fa conoscere a Giuda che Egli
(Matt. XXVI, 58), mentre Giovanni lo segui più
aveva piena notizia del tradimento da lui com-
da vicino (Giov. XVIII, 15).
piuto.
57. Da Caifa. Gesù fu condotto prima da Anna,
51. Uno di quelli ecc. Pietro (Giov. XVI li, suocero di Caifa (Giov. XVIII, 13), il quale dopo
10) trasportato da un subitaneo fervore, si slan- un'inchiesta sommaria, lo inviò a Caifa suo ge-
cia per difendere il suo Maestro, e ferisce Malco nero, capo ufficiale del Sinedrio.
servo del principe dei sacerdoti. Nella casa di Caifa posta verisimilmente sulla
52. Tatti quelli che daran ecc. E' un modo di sommità dell'attuale Sion si radunarono tutti ì

dire proverbiale, che significa : chi dì propria


membri del Sinedrio, cioè i principi dei sacerdoti
autorità, per private vendette, ricorre alla spada,
(Mar. XIV, 53) gli Scribi e gli anziani.
merita dì morire di spada. Gesù richiama alla 58. Pietro dopo il primo scompiglio del Getse-
mente di Pietro questo proverbio, non per rim- mani, fattosi coraggio, si mise a seguir Gesù ds
proverarlo, ma per fargli comprendere che, stante lontano, ed entrò fin nell'atrio, cioè nell'interno
Il numero dei nemici, è inutile ogni tentativo di del cortile del sommo Sacerdote per vedere quale
resistenza e di difesa. sentenza sarebbe stata pronunziata contro Gesù
122 S. Matteo, XXVI, 59-67

quebatur eum a longe, usque in atrium prin- lo seguiva alla lontana, fino ali atrio del
cipis sacerdotum. Et ingressus intro, sede- principe dei sacerdoti. Ed entrato dentro
bat cum ministris, ut videret flnem. stava a sedere coi ministri per vedere la
fine.

**Principes autem sacerdotum, et omne *'I principi dei sacerdoti e tutto il con-
concilium, quaerebant falsum testimonium cercavano false testimonianze contro
siglio
contra lesum, ut eum morti traderent ^''Et : Gesù per farlo morire *"£ non le trova- :

non invenerunt, cum multi falsi testes ac- vano, essendosi presentati molti falsi testi-

cessissent. Novissime autem venerunt duo moni. Ma vennero due testimoni


alla fine
falsi testes. *'Et dixerunt Hic dixit Pos- : : falsi, *^e dissero Costui ha detto Posso
: :

sum destruere templum Dei, et post triduum distruggere il tempio di Dio, e rifabbricarlo
reaediflcare illud. **Et surgens princeps sa- in tre giorni. *^E alzatosi il principe dei sa-
cerdotum, ait illi Nihil respondes ad ea,
: cerdoti, gli disse Non rispondi nulla a quel
:

quae isti adversum te testificantur? *'Iesus che questi depongono contro di te? ''Ma
autem tacebat. Et princeps sacerdotum ait Gesù taceva. E il principe dei sacerdoti gli
illi : Adiuro per Deum vivum, ut dicas
te disse Ti scongiuro pel Dio vivo, che ci dica
:

nobis si tu es Christus fìlius Dei. se tu sei il Cristo, il figliuolo di Dio.


^*Dicit illi Jesus Tu dixisti verumtamen
: : "*Gesù gli rispose Tu l'hai detto anzi : :

dico vobis, amodo videbitis fìlium hominis vi dico che vedrete di poi il Figliuolo del-
sedentem a dextris virtutis Dei, et venien- l'uomo sedere alla destra della virtù di Dio,
tem in nubibus caeli. ""Tunc princeps sacer- e venire sulle nubi del cielo. '"Allora il
dotum scidit vestimenta sua, dioens Bla- : principe dei sacerdoti stracciò le sue vesti
sphemavit quid adhuc egemus testibus?
: dicendo Ha bestemmiato che bisogno ab-
: :

ecce nunc audistis blasphemiam "'Quid: biamo più di testimoni? Ecco avete ora sen-
vobis videtur? At illi respondentes dixe- tito la bestemmia *^che ve ne pare? Quelli
:

runt : Reus est mortis. risposero E' reo di morte.


:

''Tunc exspuerunt in faciem eius, et co- '^Allora gli sputarono in faccia e lo per-
laphis eum ceciderunt, alii autem palmas in cossero coi pugni e altri gli diedero degli :

•1 Joan. 2, 19. ** Sup. 16, 27; Rom. 14, 10; I Thess. 4, 16. «' Is. 50, 6; Marc. 14, 65.

59. Cercavano false testimonianze ecc. Era pevano troppo bene che Gesù aveva affermato di
già stabilito che Gesiì doveva morire (Giov. XI, essere Figlio naturale di Dio, e non potevano in-
50; XVIII 53), si cercava solo di dare un'appa- gannarsi sul senso delle sue parole.
renza di legalità alla condanna. 64. Tu l'hai detto, cioè sì, io sono il Messù
Non
trovavano ecc. Affine di poter con- e Figlio di Dìo. Con giuramento solenne davanti
il
60. le
al più alto consesso della nazione. Gesù afìferma
dannare un uomo la legge (Deut. XIX, 14, 15) ri-
la sua divinità, rivendica a sé tutti t diritti e la
chiedeva almeno due testimonii che, separata-
mente interrogati, fossero pienamente d'accordo potestà del Padre, e la qualità suprema di giu-
dice di tutta l'umanità.
nelle loro testimonianze.
Fra poco, Egli dice, vedrete il Figliuolo dell'uo-
61. Costui ha detto ecc. Nei primordi del suo mo sedere alla destra della virtù di Dio (Salm.
pubblico ministero Gesù aveva detto una frase CIX, 1), cioè regnare con Dio e far manifesta la
consimile, ma non identica t Disfate questo tem-
: sua potenza divina lo vedrete venire sulle nubi
;

pio, e io in tre giorni lo rimetterò in piedi ». La del cielo (Dan. VII, 13), vale a dire come giudice
deposizione dei due testimonii non era quindi supremo. Fra poco conosceranno che Egli è Dio,
esatta quanto alla lettera, e meno ancora quanto quando saranno stati testimoni! della sua risur-
al senso, poiché Gesù aveva parlato non del tem- rezione, della Pentecoste ecc. e a suo tempo, ma
pio materiale ma del tempio che era il suo corpo. specialmente alla fine del mondo, lo vedranno
L'accusa però era grave venendo la bestemmia
; venire come giudice supremo.
contro il tempio punita colla morte. Ma nelle pa-
65. Stracciò le sue vesti ecc. Caifa comprese la
role di Gesù non v'era ombra di bestemmia,
portata delle parole di Gesù, e in segno di or-
poiché promettendo egli di edificare un nuovo
rore per la presunta bestemmia straccia da 7 «
tempio, non veniva per nulla a disprezzare il
8 ce.itimetri le sue vesti, come solevano fare gli
culto di Dio.
Ebrei per mostrare il loro dolore. Da presidente
63. ri scongiuro ecc. Caifa non trovando suffi- del trilsunale, egli si fa accusatore, e pronunzia
ciente l'accusa dei due testimonii, e non avendo una sentenza senza aver sentito alcun testimonio
potuto ottenere alcuna risposta da Gesù, gli fa a discolp_ dell'accusato, senza concedere all'ac-
una nuova domanda sulla qualità di Messia e di cusato il tempo per preparare la sua difesa.
Piglio di Dio, che Egli aveva tante volte a sé ri-
66. E' reo di morte. La sentenza è pronunziata.
vendicata, costringendolo a rispondere con un
Gesù deve morire perché ha bestemmiato.
giuramento. Ti scongiuro, cioè ti faccio giurare
per Dio vivo, che ci dica se tu sei il Messia, 67. i4/lora gli sputarono ecc. Secondo S. Marco
e il Figlio di Dio. Queste ultime parole « Figlio XIV, 65 ; tra coloro che così maltrattarono Gesù
di Dio » non sono sinonime di Messia, ma vanno vi erano alcuni membri del Sinedrio, i quali
intese nel loro stretto e proprio senso di figlio oltre all'essere stati accusatori e giudici vollero
naturale di Dio. Caifa e ì membri del Sinedrio sa- ancora essere esecutori della sentenza.
S. Matteo, XXVI, 68 — XXVII, 1 123

laciem eius dederunt, •'dicentes : Prophe- schiaffi, "dicendo Cristo,


: profetizzaci, chi
tizanobis Christe, quis est qui te percussit? è che ti ha percosso?
••Petrus vero sedebat foris in atrio : et ••Pietro poi sedeva fuori nell'atrio: e si
accessit ad eum una ancilla, dicens Et tu : accostò a lui una serva, e gli disse Anche :

cum lesu Galilaeo eras. "At ille negavit tu eri con Gesù Galileo. egli negò di- "Ma
coram omnibus, dicens Nescio quid dicis. : nanzi a tutti, dicendo Non so quel che tu :

^'Exeunte autem ilio ianuam, vidit eum alia dica. "E uscito dalla porta, lo vide un'altra
ancilla, et ait his, qui erant ibi : Et hic erat serva, e disse ai circostanti Anche costui :

cum lesu Nazareno. "Et iterum negavit era con Gesù Nazareno. "Ed egli negò di
cum iuramento Quia non novi hominem.
: bel nuovo con giuramento Non conosco :

"Et post puslllum accesserunt qui stabant, quest'uomo. "E di lì a poco i circostanti
et dixerunt Petro Vere et tu ex illis es
: : si appressarono a Pietro Veramente anche :

nam loquela tua manifestum te facit.


et tu sei uno di quelli poiché il tuo linguaggio
:

^*Tunc coepit detestari, et iurare quia non ti dà a conoscere. "Allora cominciò a man-

novisset hominem. Et continuo gallus can- darsi delle imprecazioni, e a spergiurare


tavit. "Et recordatus est Petrus verbi lesu, che non aveva conosciuto tal uomo. E tosto
quod dixerat Prìus quam gallus cantet, ter
: il gallo cantò. "E Pietro si ricordò della
me negabis Et egressus foras, flevit a-
: parola dettagli da Gesù Prima che canti :

mare. il gallo mi negherai tre volte. E uscito fuori,

pianse amaramente.

CAPO XXVII.

Consiglio del Disperazione di Giuda. 3-10,


Sinedrio, 1-2. —
Gesti davanti a —
Pilato, 11-14. — La moglie di Pilato, 19.
Gesti e Barabba, is-rS. Gesù — —
posposto a Barabba e condannato, 20'i6. Gesii deriso, 27-3 r. La via — —
dolorosa, 32-34. — Crocifissione di Gesù, 35-44. — Agonia e morte di Gesù,
45-54' — Le pie donne di Galilea, 55-56. — Gesù al sepolcro, 57-66,

'Mane autem facto, consilium inienint 'Fattosi giorno, tennero consiglio tutti i
omnes principes sacerdotum, et seniores po- principi dei sacerdoti e gli anziani, del po-

•• Lue. 22. 55; jo«D. 18, 17.

68. Profttìziaci ecc. Prima che gli fossero ri- più sicuro nel cortile, si ritira nel vestibolo
volte queste domande ingiuriose, gli erano stati presso la porta d'entrata, ma anche qui viene
bendati gli occhi (Mar. XIV, 65; Lue. XXll. 64). riconosciuto.
69. PUtro ecc. Mentre nella sala del palazzo 72. Segò di bel naovo ecc. Alla negazione ag-
Gesù veniva giudicato, Pietro sfavasene di fuori giunge lo spergiuro. Gesù non è più il Maestro,
nel cortile interno scaldandosi cogli altri servi e ma solo : quest'uomo.
valletti attorno a un gran braciere (Mar. XIV, 6, pronunzia-
73. // tuo linguaggio ecc. I Galilei
7; Lue. XXII, 56), quando la portinaia, che l'a- vano male, e spesso sopprimevano le gutturali, e
veva fatto entrare (Giov. XVIII, 17), affermò in confondevano una consonante coll'altra p. es. lì
presenza di tutti che egli era discepolo di Gesù. b coir/ ecc. ; era quindi facile conoscerli al loro
70. Ma negò. Pietro, dopo tante promesse
egli parlare. Tra la seconda e la terza negazione vi
fatte a Gesù, si lascia prendere dal timore, e era suto l'intervallo di quasi un'ora (Lue. XXII, 59).
dopo avere detto alla serva di non conoscerlo 74. Cominciò a mandarsi delle imprecazioni se
non diceva il vero, e a giurare a più riprese di
non conoscere quell'uomo. Mentre però maggior-
mente spergiurava. Gesù ebbe misericordia di
lui : il galìo cantò.
75. Si ricordò ecc. Mentre il gallo canuva Ge-
sù, che dalla sala del Sinedrio veniva condotto
Fig. S4.
nell'atrio per essere derìso, diede uno sguardo
Cortile di compassione a Pietro (Lue. XXII, 64, 65), e
di una casa questi subito conobbe il suo fallo, e uscito im-
di Pomp«L mediatamente da quel cortfle, si pose a pian-
gere a calde lagrime.
Mi negherai tre volle. In tre occasioni diverse
Pietro negò il suo Maestro, ed ogni volta non
si contentò di una sola negazione, ma la ripetè
parecchie volte. Questo spiega le piccole di-
(Lue. XXII, 57; Giov. XVIII, 17), afferma da- vergenze che si notano tra i quattro Evangelisti.
vanti a tutti i servi non solo di non conoscere
Gesù, ma di neppur sapere di che si tratti. CAPO XXVII.
71. Uscito dalU porta ecc. È^cXdóvx» bi e'k; xi>r Tennero consiglio ecc. Gli Ebrei non pote-
1.
•«Xdva uscito sulla porta. Pietro non sentendosi vano pronunziare sentenza di morte nella notte.
124 S. Matteo, XXVII, 2-9

puli adversus lesum, ut eum morti trade- polo contro Gesù per farlo morire. 'E legato
rent. ^Et vinctum adduxerunt eum, et tra- lo condussero, e lo misero nelle mani di
diderunt Pomio Pilato praesidi. Ponzio Pilato preside.
'Tunc videns ludas, qui eum tradidit, 'Allora Giuda che l'aveva tradito, vedendo
quod damnatus esset poenitentia ductus, : come Gesù era stato condannato, mosso da
retulit argenteos principibus sacer-
triginta pentimento, riportò i trenta denari ai prin-
dotum, senioribus
et *Dicens Peccavi, ; : cipi dei sacerdoti e agli anziani, Micendo :
tradens sanguinem iustum. At illi dixerunt : Ho peccato, avendo tradito il sangue inno-
Quid ad nos? tu videris. "Et proiectis ar- cente. Ma quelli dissero Che importa a :

genteis in tempio, recessit et abiens la- : noi ? Pensaci tu. *Ed egli gettate le monete
queo se suspendit. di argento nel tempio, si ritirò e andò, e :

si appiccò a un capestro.

•Principes autem sacerdotum, acceptis "Ma i principi de' sacerdoti, raccolte le


argenteis, dixerunt Non licet eos mittere : monete d'argento, dissero Non è lecito di :

in corbonam quia pretium sanguinis est.


: metterle nel tesoro perchè sono prezzo di
:

^Consilio autem inìto, emerunt ex illis a- sangue. ^E fatta consulta, comperarono con
grum flguli, in sepulturam peregrinorum. esse il campo del vasajo per seppellirvi i
*Propter hoc vocatus est ager ille, Hacel- forestieri. *Per la qual cosa quel campo fu
dama, hoc est, ager sanguinis, usque in chiamato Aceldama, cioè il campo del san-
hodieraum diem. 'Tunc impletum est quod gue, fino al dì d'oggi. 'Allora si adempì

2 Marc. 15, 1 ; Lue. 23, 1 ; Joan. 18, 28. Act. 1, 18. * Act. I, 19. 8 Zach. 11, 12.

quindi per salvare le apparenze di legalità, il Si- 6. Non è lecito ecc. Era proibito ai Giudei di
nedrio si radunò nuovamente in casa dì Caifa o^rire al tempio denaro di cattivo acquisto (Deut.
al mattino di Venerdì (Lue. XXII, 66-71), affine XXIII, 18) quindi i sacerdoti non vogliono rice-
;

di ratificare quanto era stato deliberato nella vere nel tesoro del tempio le monete abbando-
notte e concertarsi sui motivi da addurre a Pi- nate da Giuda, venendo così a confessare l'in-
lato per ottenere la conferma della loro sen- giustizia della trama ordita contro Gesù.
tenza.
7. 7/ campo del vasaio. Davasi questo nome a
2. Ponzio Pilato. In molti codici greci Sin. un campo appartenente a un vasaio, il quale dopo
Vat. ecc. manca il nome Ponzio,
Nestle ecc.
però si trova nei codici Aless. Efrem-Res. ecc.
Pilato fu il quinto procuratore romano della
Giudea, e tenne questo ufficio dal 26 al 36 del-
l'eravolgare. Dimorava ordinariamente a Cesa-
rea Palestina, ma durante le feste, quando
di
per l'agglomerarsi di tanti Ebrei in Gerusalem-
me vi era pericolo di sedizioni e tumulti, an-
dava ad abitare in questa città scortato da buon
numero di soldati.
I tribunali giudei non potevano far eseguire
condanne di morte, se prima non erano appro-
ng. 55. — Siclo giudaico.
vate dal rappresentante dell'autorità romana.
Vedi nota Marco XV, 1.
Preside i(ytit6y\. Il vero nome del suo ufficio averne estratto l'argilla, Io aveva messo in ven-
era titixpo-noq procuratore. dita. Era situato al Sud di Gerusalemme sul ver-
sante meridionale della valle Ben-Hinnon.
3. Vedendo come... era stato condannato ecc. I forestieri, cioè gli Ebrei che da ogni parte
Giuda vedendo Gesù condannato dal Sinedrio, e accorrevano a Gerusalemme specialmente durante
sapendo che Pilato avrebbe confermata la sentenza le feste.
già pronunziata, conobbe l'enormità del suo pec-
8. Aceldama. Questa parola (dall'aramaico haqel
cato la sua anima fu straziata dal rimorso del
;
campo e dama sangue) manca nel greco.
male fatto, ma il suo pentimento non fu un atto
sincero di dolore, bensì uno sfogo di disperazione. 9. Geremia. Alcuni codici hanno, Zaccaria, ed al-
tri hanno semplicemente per il profeta; ma la
4. Ho
peccato ecc. Giuda riconosce e confessa lezione Geremìa è antichissima e ha in suo favore
il suo delitto, e proclama l'innocenza di Gesù ; i migliori codici.
ma i sacerdoti dopo essersi serviti di lui ai loro
La citazione di S. Matteo non è letterale, e
fini, lo deridono e lo disprezzano. appartiene in parte a Zaccaria XI, 13, 14 e in
5. Gettate le monete ecc. Colla disperazione parte a Geremia XXXII, 6-7. Siccome però Ge-
nell'anima Giuda penetra nel santuario eì<; tòv remia era più conosciuto, l'Evangelista pone tutta
vaòv, dove non era lecito di entrare che ai sa- la profezia sotto il suo nome. Zaccaria destinato
cerdoti, e gettate loro in faccia le monete ricevute, a essere pastore d'Israele, non riuscendo a vin-
va ad appiccarsi, come aveva fatto il traditore cere l'ostinazione del popolo, rinunzia all'opera
Achitòfel (II Re XVII, 23), Vedi negli Atti I, 18 sua e domanda che gli venga corrisposto il dovuto
alcune particolarità sulla sua morte (V. fig. 55). salario per il lavoro prestato. Non avendo ottenuto
S. Matteo, XXVII, 10-19 125

dictum est per leremiam prophetam, dicen- quello che fu predetto per Geremia profeta,
tem Et acceperunt triginta argenteos pre-
:
che dice E presero
: trenta danari d'ar-
i

tium appretiati, quem appretiaverunt a flliis gento, prezzo di colui il quale comperarono
Israel; '"Et dederunt eos in agnini flguli, a prezzo dai figliuoli d'Israele "e li hanno :

sicut constituit mihi Dominus. impiegati nel campo del vasaio, come ha
prescritto a me il Signore.

^'lesus autem
stetlt ante praesidem, et In- "E Gesù fu presentato dinanzi al preside,
terrogavit eum
praeses, dicens Tu es Rex: e preside Io interrogò, dicendogli
il Sei tu :

ludaeorura ? Dlcit illi lesus Tu dicis. "Et


: il re dei Giudei ? Gesii gli disse Tu lo :

cum accusaretur a principibus sacerdotum, dici. "E venendo accusato dai principi de'
et senioribus, nihil respondit. "Tunc dicit sacerdoti e dagli anziani, non rispose nulla.
illi Pilatus Non audis quanta adversum te
: "Allora Pilato gli disse Non odi tu di :

dicunt testimonia? '*Et non respondit ei ad quante cose ti accusano? **E non gli rispose
uUum verbum, ita ut miraretur praeses ve- ad alcuna parola talmente che ne restò il
:

hementer. preside altamente maravigliato.

''Per diem autem soleranem consueverat "Ora era solito il preside di liberare nel
praeses populo dimittere unum vinctum, dì solenne quel prigione che più fosse loro
quem voluissent. "Habebat autem tunc vin- piaciuto. "E aveva allora un prigione fa-
ctum insignem, qui dicebatur Barabbas. moso chiamato Barabba. "Essendo essi a-
"Congregatis ergo illis, dixit Pilatus Quem : dunque adunati, Pilato disse Chi volete :

vultis dimittam vobis Barabbam, an le-


: che vi ponga in libertà? Barabba, o Gesù
sum, qui dicitur Christus? "Sciebat enim chiamato il Cristo? "Sapeva infatti che l'a-
quod per invidiam tradidissent eum. vevano consegnato per invidia.
"Sedente autem ilio prò tribunali, misit "E mentre egli sedeva a tribunale, sua
ad eum uxor eius, dicens Nihil tibi, et iu-
: moglie mandò a dirgli Non ti impacciare
:

i> Marc. 15, 2; Lue. 23. 3; Jmo. 18, 33..

che trenta pezzi d'argento, sdegnato li getta nel Era


15. solito... ecc. Durante le feste di Pasqua
tempio, donde vengono tolti come cosa impura e (xatd bk topn)v) era solito ecc. Questo costume,
portati nel campo del vasaio, quale pegno d'im-
più che un privilegio concesso dai Romani agli
minente vendetta divina. A Geremia, mentre il Ebrei, era una cerimonia introdottasi ab antico,
popolo stava per essere trasportato in schiavitù, destinata a commemorare la liberazione del po-
Dio comandò di comprare un campo, quale segno polo dalla schiavitù di Egitto.
della prossima dispersione del popolo, e della mi-
sericordia che a suo tempo gli avrebbe usata. Il 16. Aveva allora ecc. Nel greco si legge: Ave-
Pastore figurato da Zaccaria è Gesù Cristo, la vano allora (ilpreside e i soldati) un prigione fa-
cui opera dal Sinedrio fu valutata trenta denari. moso per i delitti compiuti, chiamato Barabba
Dio sdegnato fé' restituire al Sinedrio la somma {Bar, figlio, abba, padre, quindi, figlio del padre o
sborsata, e questa venne impiegata nel comprare del maestro). Alcuni codici gli aggiungono il no-
il campo del vasaio, segno della prossima vendetta me : Gesà, chiamandolo Gesù Barabba.
che Dio farà d'Israele, e della misericordia che
Essendosi essi adanati, ecc. Pilato visto
17.
gli userà alla fine dei tempi (Rom. XI, 25-31).
che Gesù era stato riconosciuto innocente da E-
11. Fu presentato al preside. Appena spuntava rode, per sottrarre se stesso al timore dei capi,
si appella al popolo accalcatosi attorno al Pretorio,
giorno, Gesù fu condotto da Pilato, poiché i
tribunali romani trattavano le cause criminali di sperando che il popolo sarebbe stato favorevole
buon mattino (Sene. De Ira II, 1). Di una que- a Gesù. Propone perciò alla turba la scelta tra
stione religiosa fatta una questione politica, Giu- i
Gesù e Barabba. Era una nuova dedizione che
dei accusavano Gesù di ribellione all'autorità ro- Pilato faceva di sé stesso alle passioni popolari,
mana, dicendo che aveva voluto farsi re. Alla do- tanto più colpevole inquanto sapeva che il Sine-
manda del preside: Sei tu il re dei Giudei? Ge- drio era mosso da pura invid'a a domandare la
sù risponde tu lo dici, cioè io lo sono ma spiega
: ;
morte di Gesù.
tosto la natura del suo regno (Giov. XVIII, 34-38), 19. La saa moglie. Secondo
gli apocrifi del IV
e il preside non trova in lui motivo di condanna secolo chiamava Claudia Procula, ed era una
si
(Lue. XXIII, 4). proselita del Giudaismo (Rev. Bibl. 1896 pag.
594-596). Benché la legge romana proibisse ai ma-
12-14. Riuscita vana la prima accusa, i nemici
gistrati di condurre con loro le mogli nelle Pro-
di Gesù ne cercano altre (Lue. XXIII, S), e ben-
vincie da amministrare, tuttavia a cominciare da
ché E^li non si difenda, Pilato si convince che Augusto era prevalso l'uso contrario, non ostante
non è colpevole, ma innocente, e si meraviglia che sotto Tiiierio si fosse fatto qualche sforzo
del suo silenzio. Invece però di proteggerlo, co- per ridar vigore all'antica legge (Tacit. Annal. III,
me era suo dovere, egli si lascia intimorire dal 33 e 34).
popolo, e comincia a cedere, mandando Gesù a La moglie di Pilato ha conosciuto l'innocenza
Erode (Lue. XXIII, 6). di Gesù, e manda ad avvertire il marito che si
126 S. Matteo, XXVII, 20-27

sto illi, multa enim passa sum hodie per delle cose di quel giusto : imperocché sono
visum propter eum. stata quest'oggi in sogno molto conturbata
a causa di lui.

'"Principes autem sacerdotum et senio- ^"Ma principi de' sacerdoti e gli anziani
i

res persuaserunt populis ut peterent Barab- persuasero il popolo a chieder Barabba, e


bam, lesum vero perderent. ^^Respondens far perire Gesiì. ^^E prendendo la parola
autem praeses, ait illis Quem vultis vobìs
: il preside, disse loro : Quale dei due volete

de duobus dimitti ? At ìlli dixerunt Barab- : che io vi metta in libertà? Ma quelli dis-
bam. ^^Dicit illis Pilatus Quid igitur fa-
: sero Barabba. "''Disse loro Pilato
: Che :

ciam de lesu, qui dicitur Christus? ^^Di- farò io dunque di Gesii chiamato il Cristo?
cunt omnes : Cruciflgatur. Ait illis praeses : ^'Dissero tutti Sia crocifisso. Disse loro
:

Quid enim mali fecit? At illi magis clama- il preside Ma che ha egli fatto di male ?
:

bant, dicentes : Cruciflgatur. Quelli però vieppiù gridavano, dicendo Sia :

crocifisso,

^*Videns autem Pilatus quia nihil profl- "^Vedendo Pilato che nulla giovava, anzi
ceret, sed magis tumultus fleret : accepta si faceva maggiore il tumulto, presa dell'ac-
aqua, lavit manus coram populo, dicens : qua, si lavò le mani dinanzi al popolo, di-
Innocens ego sum a sanguine iusti huius : cendo : Io sono innocente del sangue di
vos videritis. ^*Et respondens unìversus po- questo giusto pensateci voi. ^^E rispose tut-
:

pulus, dixit Sanguis eius super nos, et su-


: to quanto il popolo, e disse Il sangue di :

per fllios nostros. **Tunc dimisit illis Ba- lui su di noi e sui nostri figliuoli. **Allora
rabbam : lesum autem flagellatum tradidit rilasciò loro Barabba e fatto flagellare Ge- :

eis ut crucifigeretur. sù, lo rimise ad essi perchè fosse crociflsso.


*'Tunc milites praesidis suscipientes le- ^^Allora i soldati del preside, condotto
sum in praetorium, congregaverunt ad eum Gesù nel pretorio, radunarono intorno a lui

20 Marc. 15, 11; Lue. 23, 18; Joan. 18, 40. Marc. 15, 16; Ps. 21, 17.

guardi dal condannarlo. E' abbastanza comune la scendenti tutta la responsabilità del Deicidio. Po-
sentenza che ritiene come prodotto da Dio il so- polo sventurato! non passeranno quarant'anni che
gno, di cui essa parla. Dio volle servirsi anche la sua capitale sarà distrutta, e i pochi scam-

di questo mezzo per far risaltare l'Innocenza di pati alla morte verranno dispersi su tutta la su-
Gesù. perficie della terra.

20. prìncipi ecc. Avendo conosciute le titu-


7 26. Fatto flagellare ecc. La flagellazione era un
banze di Pilato, eccitarono la folla a domandare suplizio così atroce e orribile, che la vittimi
la morte di Gesù e la liberazione di Barabba, fa- spesso vi perdeva la vita. Il paziente, spogliato
cendo così vedere che sui capi della nazione giu- delle sue vesti, veniva legato a una colonna in
daica pesa in massima parte la responsabilità della modo che il dorso fosse ben curvo e la pelle tesa :

morte di Gesù. poi i littori o i soldati cominciavano a percuoterlo


con verghe e con flagelli, le cui funicelle di cuoio
22. Che farò io ecc. Pilato all'udire la domanda
erano terminate da ossicini, o da pallottoline di
della folla vide sconcertati tutti i suoi disegni, e
piombo. Sotto i colpi feroci le carni cadevano
non sapendo dove rivolgersi, commette l'impru-
a brandelli ; e il sangue scorreva a bagnare la
denza somma di interrogare direttamente il po-
terra.
polo sulla sorte di Gesù.
Gesù venne pubblicamente davanti al
flagellato
23. Sia crociflsso. Non domandano solo che sia pretorio con lui furono adoperati
dai soldati, e
fatto morire, ma per lui vogliono il supplizio più flagelli. adoperavano le verghe e Pi-
(Solo i littori
infame e più crudele, che i Romani solevano inflig- lato come semplice procuratore non poteva aver-
gere agli schiavi oppure ai grandi malfattori. ne al suo servizio). Presso i Romani la flagella-
Che ha egli fatto ? Pilato fa un ultimo tentativo zione soleva precedere la crocifissione. Pilato però
per salvare Gesù proclamando altamente la sua nel comandare che Gesù fosse flagellato, inten-
innocenza. Per qual motivo dovrà egli condan- deva di saziare gli istinti sanguinarli del popolo e
narlo? Ma gli istinti feroci e il fanatismo della muoverlo poi a pietà, e così salvare Gesù dalla
folla non vogliono ragioni, e domandano la cro- crocifissione. Non vi ha ragione dì credere che
cifissione. dopo pronunziata la sentenza di morte, abbi»
24. Si lavò le mani. Nel Deut. XXI, 6 è pre- avuto luogo una seconda flagellazione.
scritto di lavarsi le mani per attestare che non Lo rìmise ad essi. In molti codici mancano le
si è preso parte all'uccisione di un uomo trovato parole ad essi, e giustamente, perché Gesù non
:

morto. Pilato addotta questa cerimonia giudaica fu rimesso ai Giudei per essere flagellato e cro-
per proclamare di non voler aver parte all'ucci- cifisso, ma ai soldati.
sione di Gesù. Con questo atto però egli fa una 27. Condotto Gesù nel pretorio. La flagellazione
nuova dedizione di sé stesso al fanatismo del po- aveva avuto luogo in pubblico davanti al palazzo
polo. Se Gesù è giusto, perchè mai il giudice che del governatore, detto pretorio. I soldati quando
deve far trionfare la giustizia lo abbandona in furono sazi di percuotere Gesù, lo condussero
mano dei suoi nemici? nell'interno del ]r alazzo e chiamarono attorno a
25. // sangue di lui ecc. Mentre Pilato aveva lui tutta la coorte che contava da 500 a 600 uo-
detto di non voler pigliar parte all'uccisione di mini, e sfogarono contro di lui tutto l'odio che
Gesù, il popolo rivendica per sé e per i suoi di- portavano ai Giudei.
S. Matteo, XXVII, 28-35 127

unltersara cohortem ''Et exuentes eum,


: tutta la coorte "E spogliatolo, gH misero
:

chlamydem coccineam circumdedenint ei. addosso una clamide di color di cocco "E :

**Et plectentes coronam de spinis, posuerunt intrecciata una corona di spine, gliela po-
super caput eius, et arundinem in dextera sero in testa, e una canna nella mano di-
eius. Et genu flexo ante eum, illudebant ei, ritta. E piegando il ginocchio dinanzi a lui,

dicentes Ave rex ludaeorum. *"Et expuen-


:
lo schernivano, dicendo Dio ti salvi, re
:

tes in eum, acceperunt arundinem, et per- dei Giudei. *°È sputandogli addosso, pren-
cutlebant caput eius. "Et postquam illuse- devan la canna, e lo battevano nella testa.
runt ei, exuerunt eum chlambyde, et indue- "E dopo averlo schernito, lo spogliarono
runt eum vestimentis eius, et duxerunt eum della clamide, e lo rivestirono delle sue vesti,
ut crucifigerent. e lo menarono a crocifìggere.
•^Exeuntes autem invenerunt hominem *'E nell'uscire incontrarono un uomo di
Cyrenaeum, nomine Simonem hunc anga- : Cirene, chiamato Simone e lo costrìnsero
:

riaverunt ut tolleret cnicem eius. a portar la croce di lui.


"Et venerunt in locum, qui dicitur Gol- *'E arrivarono al luogo detto Golgota che :

gotha, quod est Calvariae locus. **Et dede- vuol dire luogo del cranio. '*E gli dettero
runt ei vìnum bibere eum felle mistum. Et a bere vino mescolato col Bele e assaggiato
:

eum gustasset, noluit bibere. che l'ebbe, non volle bere.


"Postquam autem cruciflxerunt eum, divi- "E dopo che l'ebber crocifisso, si spartlron

" Jo«D. 19, 2. " Marc. 15, 21; Lue. 23, 26. *' Marc. 15. 22; Lue. 23. 33; Joan. 19, 17. »» Marc.
15, 24; Lue. 23, 34; Joan. 19, 23;Ps. 21. 19,

£ spogliatolo ecc. Avendo saputo che Egli


28. tra .volta presentato al popolo (Giov. XIX, 5 e
ai era detto re, vollero beffarsi crudelmente di sa.) il quale reclamò con maggior insistenza la
lui, e spogliatolo delle aue vesti, gli misero ad- sua morte.
dosso a guisa di manto reale una clamide di color Lo spogliarono ecc. E' comune la sentenza che
non gli sia stata tolta la corona di spine, ma
l'abbia portata Hn sulla croce.
Lo menarono a crocifiggere. I condannati a mor-
te venivano condotti fuori della città a subire il
supplizio (Lev. XXIV, 14).
32. I condannati dovevano portare sulle loro
spalle la croce, e cosi dovette pur fare Gesù. Sic-
Flg. 56.
come però dopo tante sofferenze Egli era sfinito
di forze, i soldati temettero che venisse s soc-
Clamide da soldato. combere prima del tempo, e avendo trovato, men-
(Vaso dipinto). tre uscivano dalla città, un certo Simone di Ci-
rene, lo costrinsero a pigliar sulle sue spalle la
croce di Gesù e a portarla.
Cirene era la capitale della Libia (Africa). To-
lomeo Lago vi aveva trasportato una colonia di
Ebrei, e Simone oppure suo padre appartene-
va a questa colonia. Numerosi erano gli Ebrei,
da Cirene emigrati a Gerusalemme, dove avevano
una propria sinagoga.
acarUtto. La clamide era un pezzo di stoffa di lana 33. Golgota (ebr. Mecèm Gulgoleth, aram Gul-
fatto a guisa di mantello, che portavasi dai sol- goltà) era una piccola collina al N. O. di Gerusa-
dati legato con una fibbia sulla spalla destra in lemme a un centinaio di metri fuori delle mura.
modo da ricoprire tutta la parte sinistra del corpo Veniva cosi chiamata perchè a primo aspetto
sino al ginocchio e lasciar libero il braccio destro. rassomigliava a un cranio decalvato. Sotto Erode
29. £ una corona ecc. Sul capo del-
intrecciata Agrippa fu compresa nella nuova cinta di mura.
l'imperatore poneva una corona di alloro, e i
si 34. Vino mescolato con fiele. La vera lezione
soldati sul capo di Gesù intrecciarono una corona del greco è oìvoy vino non già ó^o? aceto, come
di spine. Gli interpreti non si accordano nel de- trovasi in alcuni codici.
terminare la specie delle spine adoperate. Alcuni Il nome greco XoX^^ tradotto per fiele, designa
vogliono che fosse il giunco marino, altri il pa- eziandio in senso traslato ogni bevanda amara, e
liurum aculentum, oppure la rhamnus nabeca ecc. qui ha appunto questo significato, poiché S. Mar-
La corona che si conserva a Notre-Dame di Pa- co XV, 23, dice che il vino offerto a Gesù era
rigi è formata da un fascio di giunchi (juncus mescolato con mirra. Al condannato si soleva dare
balticus) intrecciato con branchi di spine chia- a bere un misto di vino, di mirra e di incenso,
mate da Linneo, rhamnus spina Christi e dai mo- affinchè rimanesse come stordito, e sentisse meno
derni, Zizyphus spina Christi. il dolore. Gesù l'assaggiò per compiere la pro-
Una canna come scettro venne posta in mano fezia (Salm. LXIII, 22); ma non volle berlo, per
a Gesù, e poi i soldati cominciarono a rendergli morire colla piena coscienza di se stesso e per sof-
omaggi crudeli, imitando quegli ossequii che erano frire maggiormente.
soliti a prestare all'imperatore. 35. Dopo che l'ebbero crocifisso. Tre sorta di
31. Dopo averlo schernito ecc. Primi di essere croci usavano gli antichi, l'una in forma di X
condannato alla crocifissione. Gesù venne un'al- {crux decussata) l'altra in forma di T {crux coni'
128 S. Matteo, XXVII, 36-42

serunt vestimenta ejus, sortem mittentes : le sue vesti, tirando la sorte affinchè s) :

ut impleretur quod dictum est per Prophe- adempisse quello che fu detto dal Profeta,
tam dicentem Diviserunt sibi vestimenta
: che dice Si sono spartiti tra loro le mie
:

mea, super vestem meam miserunt sor-


et vestimenta, e hanno tirato a sorte la mia
tem. **Et sedentes servabant eum, ''Et im- veste, '*E stando a sedere gli facevan la
posuerunt super caput eius causam ipsius guardia. ''E posero scritto sopra la sua testa
scriptam HIC EST lESUS REX lUDAEO-
: il suo delitto : QUESTI E' GESÙ' IL RE
RUM. '*Tunc cruciflxi sunt cum eo duo la- DE' GIUDEI. "Allora furon crocifissi con
trones : unus a dextris, et unus a sinistris. lui due ladroni uno a destra e l'altro a
:

sinistra.
"'Praetereuntes autem blasphemabant "'E quelli che passavano lo bestemmia-
eum moventes capita sua, *''Et dicentes : vano crollando il capo, *''e dicendo O tu, :

Vah qui destruìs templum Dei, et in triduo che distruggi il tempio di Dio, e lo rifabbri-
illud reaediflcas salva temetipsum si fllius
: : chi in tre giorni salva te stesso : se sei
:

Dei es, descende de cruce. *^Similiter et Figliuolo di Dio, scendi dalla croce. *^Nella
principes sacerdotum illudentes cum Seri- stessa guisa anche 1 principi de' sacerdoti
bis, et senioribus dicebant ; *^Alios salvos facendosi beffe di lui con gli Scribi e gli an-
fecit, seipsum non potest salvum facere si : ziani, dicevano : *^Ha salvato altri, non può

*o Joan. 2, 19. *2 Sap. 18.


2,

missa), la terza di forma ordinaria t (crux im- Schanz. ecc. sta per il secondo. E certo però che
missa). Il fatto che sopra la testa di Gesù mo- a Gesù vennero confitte alla croce le mani e i
rente venne collocata la scritta Gesù Nazareno : piedi (Lue. XXIV, 39).
Si spartirono le sue vesti ecc. Secondo la legge
romana (Digest. XLVIII, 20, 6); le vesti del con-
dannato appartenevano ai carnefici, e perciò i
soldati si spartirono quelle di Gesù.
Affinchè si adempisse ecc. Tutta questa parte
del versetto manca nei migliori codici greci e in
molti latini, quali il Fuld. e il Sangall.
36. Gli facevan la guardia al modo militare,
affinchè niuno venisse a distaccarlo dalla croce.
37. Gli posero scrìtto... il suo delitto. Era co-
Fig. 57.
stumo dei Romani portare davanti al condannato,
Croce col cavalletto su oppure sospendere al suo collo una tavoletta, in
cui saliva il croci- cui stava scritto il nome del condannato e il de-
fisso. litto commesso. Così fatto anche per Gesù.
fu
La tavoletta appesa sulla sua testa era stata det-
tata da Pilato, e scritta in ebraico, greco e latino.
Da questa iscrizione appare chiaramente che 'u-

Flg. 58.
Tavoletta
per iscrizione.
ecc. mostra ad evidenza che la croce di Gesù era
(Bassorilievo
la immissa. Tale è pure la tradizione degli antichi
dell'Arco di Costantino).
Padri, Irineo, Giustino, Tertulliano, Eusebio ecc.
Le reliquie che si posseggono della croce mo-
strano che essa era fatta di legno di pino o di
qualche altra conifera.
Nel crocifiggere si usavano due modi. Talvolta
si stendeva la croce per terra, e dopo avervi le- nico motivo per cui Gesù venne condannato fu
gato o inchiodato il condannato, la si alzava e l'essersi dettoMessia o re dei Giudei.
si fissava al suolo, come consta dal martirio di 38. Due ladroni furono crocifissi con lui, quasi
S. Pionio. (Act. Sanct. Feb. p. 1' p. 42). Più che egli fosse pure un ladrone peggiore di essi.
spesso invece si fissava prima ben bene la croce Nell'apocrifo Vangelo di Nicodemo vengono chia-
al suolo, poi vi si faceva salire il condannato, il mati Dismas e Gestas.
quale veniva come a sedersi sopra un pìuolo o 39. Lo bestemmiavano aggiungendo ai dolori fi-
cavalletto sporgente dal tronco della croce, e in sici nuovi e più atroci dolori morali.
seguito con quattro chiodi si configgevano, oppure
41. 7 principi dei sacerdoti ecc. cioè i membri
con corde si legavano le mani e i piedi della vit-
del Sinedrio.
tima. Quale dei due modi sia stato usato per
Gesù è incerto. Ollivier (La Passion p. 335-345) e 42. Ha salvato gli altri. E' preziosa questa con-
Le Camus (Vita di Gesù voi. II p. 528 ecc.) pen- fessione dei nemici di Gesù costretti ad ammet-
sano che sia usato il primo modo ; mentre la tere che egli aveva fatto molti miracoli. Quando
maggior parte degli interpreti, con Filllon. Knab. anche però Gesù fosse disceso dalla croce, nOD
S. Matteo, XXVII, 43-51 12S

nx Israel est, descendat nunc de cruce, et salvare se stesso se è II re d'Israele, scenda


:

credimus ei : *'Confldit in Deo : liberei adesso dalla croce, e gli crederemo. *^Ha
nunc, si vult eum dixit enim
: Quia filius : confidato in Dio lo liberi adesso se gli vuol
Dei sum. **Idipsum autem et latrones, qui bene poiché egli ha detto
: Sono figliuolo :

cruciflxi erant cum eo, improperabant ei. di Dio. **E questo stesso gli rimproveravano
i ladroni che erano stati crocifissi con lui.
**A sexta autem bora tenebrae factae sunt **Ma dall'ora sesta furon tenebre per tutta
super universam terram usque ad horam la terra sino all'ora nona. *•£ intomo all'ora
nonam. *'Et circa horam nonam clamavit nona sclamò Gesii ad alta voce, dicendo :

lesus voce magna, dicens Eli, Eli, lamma


: Eli, Eli, lamma sabacthani? che vuol dire :

sabacthani ? hoc est Deus meus, Deus


: Dio mio. Dio mio, perchè mi hai abbando-
meus, ut quid dereliquisti me? *'Quidam nato? *^Ma alcuni de' circostanti, udito ciò,
autem illic stantes, et audientes, dicebant : dicevano Costui chiama Elia. *'£ tosto cor-
:

Eliam vocat iste. *'Et continuo currens u- rendo uno di essi, inzuppò una spugna nel-
nus ex eis acceptam spongiam implevit ace- l'aceto, e postala in cima di una canna, gli
to, et imposuit arundini, et dabat ei bibere. dava da bere. **Gli altri poi dicevano La- :

*'Ceteri vero dicebant Sine, videamus an


: scia vediamo se venga Elia a liberarlo.
:

veniat Elias liberans eum.


*'Iesus autem iterum clamans voce ma- "*Ma Gesù gettato di nuovo un alto grido,
gna, emisit spiritum. rendè lo spirito.

*'Et ecce velum templi scissum est in •'Ed ecco che II velo del tempio si squar-
duas partes a summo usque deorsum, et ciò in due parti da capo a fendo, e la terra

Ps. 21, 9. *• P». 21, 2. " II P«r. 3, 14.

gli avrebbero creduto, come non credettero al mi- sue pene si rivolge a Dio colle parole del sal-
racolo da lui operato, quando risuscitò Lazaro se- mista. suo lamento non è un grido di dispera-
Il

polto da quattro giorni. zione, ma lo sfogo naturale di una vittima, che


malgrado tutti suoi dolori é pienamente rasse-
i
43. Ha confidato in Dio ecc. La cecità del Giu-
gnala volontà di Dio. Come il salmista nel
alla
dei t tale, che proferendo queste parole tratte
dal salmo XXI, 9, non sì avvedono di compiere
salmo citato, dopo narrate le acerbità delle sue
pene, volge ferventi preghiere a Dio, e abbando-
una profezia, poiché in quel salmo si parla ap-
punto dei patimenti del Messia. nandosi in lui termina il suo salmo col canto della
liberazione e del trionfo cosi Gesù, dopo man-
:

44. / ladroni ecc. S. Matteo narrando somma- dato questo lamento per mostrare quanto fosse
riamente questo episodio, parla dei ladroni in grande il suo dolore, si rivolge con piena confi-
generale, e loro attribuisce rimproveri verso Gesù; denza e totale abbandono al Padre suo rimet-
ma S. Luca, che si ferma maggiormente su que- tendo nelle sue mani lo spirito (Lue. XXIII, 46).
sto particolare (XXIII, 41 e ss.), dice espressa-
47. Alcuni del circostanti, i quali forse non
mente, che il buon ladrone si raccomandava a
Gesù e rampognava il suo compagno. Potrebbe avevano capito, o finsero di non capire le pa-
role di Gesù e sapevano d'altronde che Elia do-
anch'essere che dapprincipio tutti e due i ladroni
veva avere speciali rapporti col Messia, pensa-
rimproverassero Gesù, e poi l'uno si sia pentito
rono che Egli avesse chiamato Elia in suo soc-
e l'altro no. I due ladroni rappresentano i due
corso.
popoli gentile e giudeo, il primo si converte a
Gesù e ottiene salute, mentre l'altro rimane osti- 48. Gesù disse di aver sete (Giov. XIX, 28), e
nato nella sua infedeltà. uno dei presenti mosso a compassione inzuppò
45. Dall'ora sesta ecc. Da mezzodì fino alle tre
una spugna nell'aceto (greco ó^o; ) o meglio nella
posca, miscuglio di aceto e di acqua, che costi-
furono tenebre, le quali non poterono essere pro-
tuiva la bevanda dei soldati, e con una canna, o
dotte da un eclisse naturale, poiché si era nel
meglio un ramo di issopo, gli diede da bere.
plenilunio, ma dovettero essere causate da un
intervento soprannaturale di Dio. Le parole per 49. Lascia ecc. Non dargli da bere finché ab-
tutta la secondo la maggior parte degli in-
terra biamo veduto se viene a liberarlo Elia.
terpreti devono restringersi alla Palestina. Sono 50. Gettato di nuovo un gran grido. Per far
apocrife le testimonianze in contrario di Dionigi conoscere che moriva nella pienezza delle sue for-
Areopagita. ze, e non per necessità, ma di propria elezione.
46. Eli, Eli ecc. Queste parole formano il prin- 51. Il velo del tempio ecc. Nel tempio vi erano
cipio del salmo XXI, 1, e sono citate le due prime due veli, l'uno davanti al Santo, e l'altro davanti
in ebraico e l'ultima (ebr. azabtani) in aramaico. al Santo dei Santi. Quest'ultimo fu quello che
S. Marco le riferisce tutte in aramaico. I dolori si squarciò alla morte di Gesù. In quest'avveni-
che Gesù soffriva erano atroci ; il demonio che mento tutti i Padri e gli interpreti videro figurata
dopo le tentazioni erasi ritirato per un certo l'efficacia della morte del Salvatore, per la quale
tempo (Lue. IV, 13) rinnovava più fieri i suoi il cielo, vero Santo dei Santi, che prima era
assalti (Lue. XXII, 53; Giov. XII, 31); e la sua chiuso agli uomini fu loro aperto, ed essi pos-
povera umanità, benché fosse sempre unita per- sono accostarsi liberamente a Dio. Alle figure è
sonalmente al Verbo e godesse della visione bea- succeduta la realtà l'antica legge col suo culto
:

tifica, era per un miracolo destituita di quanto rappresentato dal Santo dei Santi, è ornai abolita
avrebbe potuto lenire i dolori del corpo e i tra- per sempre, il tempio ha perduto la sua maestà
vagli dell'anima ; Egli perciò nell'eccesso delle un nuovo ordine di cose viene inaugurato.

9 — Sacra Bibbia, voi. I.


130 S. Matteo, XXVII, 52-60

terra mota et petrae scìssae sunt, "Et


est, tremò, e le pietre si spezzarono. '"E ! mo-
monumenta aperta sunt et multa corpora: numenti si aprirono e molti corpi dei Santi
:

sanctorum, qui dormierant, surrexerunt. che si erano addormentati, risuscitarono.


'*Et exeuntes de monumentis post resur- '"E usciti dei monumenti dopo la risurre-
rectionem eius, venerunt in sanctam civi- zione di lui, entrarono nella città santa, e
tatem, et apparuerunt multis. apparvero a molti.
**Centurio autem, et qui cum eo erant, '*Ma Centurione e quelli che con luì
il

custodientes lesum, viso terraemotu et his facevano guardia a Gesù, veduto il terre-
la
quae fiebant, timuerunt valde, dicentes : moto e le cose che accadevano, ebbero gran
Vere Filius Dei erat iste. timore, e dicevano Veramente costui era
:

Figliuolo di Dio.
""Erant autem ibi mulieres multae a lon- *"Eranvi pure in lontananza molte donne,
ge, quae secutae erant lesum a Galilaea, le quali avevano seguitato Gesù dalla Gali-
ministrantes ei '"Inter quas erat Maria
: lea, e lo avevano assistito **Tra le quali era
:

Magdalene, et Maria lacobi, et loseph ma- Maria Maddalena, e Maria madre di Giacomo
ter, et mater flliorum Zebedaei. e di Giuseppe, e la madre de' figliuoli dì
Zebedeo.
*'Cum autem sero factum esset, venit *'E fattosi sera, andò un uomo ricco di
quidam homo dives ab Arimathaea, nomine Arimatea, chiamato Giuseppe, che era an-
loseph, qui et ipse discipulus erat lesu. ch'esso discepolo di Gesù. "'Questi andò
**Hic accessit ad Pilatum, et petiit corpus a trovar Pilato, e gli chiese il corpo di Gesù.
lesu. Tunc Pilatus iussit reddi corpus. *'Et Allora Pilato ordinò che il corpo fosse re-
accepto corpore, loseph involvit illud in sin- stituito. **E Giuseppe, preso il corpo, lo in-
done munda. '"Et posuit illud in monumen- volse in una bianca sindone. ""E lo pose nel

" Marc. 15, 42; Lue. 23, 50; Joan. 19, 38.

Le pietrespezzarono. Si direbbe che tutta


si 56. Maria Maddalena vedi S. Lue. Vili, 2-3,
la natura siasi alla morte del suo Crea-
commossa Maria madre di Giacomo il minore e di Giusep-
tore. Di questo avvenimento si vedevano ancora pa (chiamati fratelli di Gesù) e moglie di Cleofa.
traccie sul Golgota al IV secolo (S. Cirillo Ger. Vedi Matt. XIII, 55. La madre dei figli di Ze-
Cat. XIII, 33) ed anche oggi (Ollivier, La Pas- bedeo chiamavasi Salome (Mar. XV, 40). Vi erano
sion. p. 365) tra la croce di Gesù e quella del pure presenti la Madre di Gesù, Maria SS., e
buon ladrone si può osservare una spaccatura l'Apostolo S. Giovanni (Giov. XIX, 25).
larga 25 centimetri, che taglia in modo trasversale 57. Fattosi sera, cioè dalle tre alle sei dopo il

le vene, di cui è ripiena la roccia. mezzodì andò da Pilato un uomo ricco, nobile
52-53. A dimostrare maggiormente l'efficacia decurione, cioè membro del Sinedrio (Mar. XV,
della morte di Gesù ecco aprirsi i monumenti e 43), buono e giusto (Lue. XXIII, 50) che aspet-
risuscitare i Santi. S. Matteo narrando i prodigi tava il regno di Dio, ed era discepolo di Gesù, ma
avvenuti alla morte del Salvatore, parla per anti- non compariva come tale per timore dei Giudei
cipazione della risurrezione dei Santi, la quale (Giov. XIX, 38. Era originario dì Arimatea, la
non avvenne in realtà se non dopo che era risorto quale viene da alcuni identificata con Ramathaim
Gesù Cristo primogenito dei morti (Coloss. I, 18), Sophim, patria di Samuele, situata non lungi da
Betel sulle montagne di Efraim (1 Re I, 1) men-
e difatti anche l'Evangelista attesta che solo dopo ;

tre S. Gerolamo e altri la identìflcano con Ram-


la risurrezione di lui entrarono nella città santa
ecc. ; e non è da supporre che siano stati tre leh attuale, che sorge nella pianura di Saron a tre
giorni ancora nel sepolcro se fossero risuscitati, chilometri al Sud di Lidda (Diospoli).
appena Gesù ebbe esalato l'ultimo resprio. 58. Chiese il corpo di Gesù. Presso i Romani
Siccome si parla di corpi di Santi risuscitati, i corpi dei giustiziati si lasciavano sui patiboli, fin-
e si dice che apparvero a molti, è chiaro che si ché fossero putrefatti o venissero divorati dalle
tratta di una vera risurrezione, nella quale però i fiere e dagli uccelli rapaci.La legge giudaica, più
corpi non erano più soggetti alle leggi della ma- mite, voleva (Deut. XXI, 23) che al cadavere del
teria, ma gloriosi e dotati di nuove proprietà. giustiziato si desse sepoltura in giornata. La leg-
Pensano alcuni con Teofilatto che i Santi risu- ge romana però (Ulpian. Digest. 48, 24, 1) con-
scitati siano poi nuovamente scesi nelle loro cedeva i corpi dei condannati ai loro parenti e
tombe ma è più comune la sentenza che ritiene
; amici per la sepoltura. Giuseppe, come discepolo
aver essi avuto parte al trionfo di Gesù Cristo di Gesù, si presentò quindi a Pilato a chiedergli
ascendendo con lui al cielo. il corpo del maestro, e Pilato accertatosi della
54. 71 centurione comandante la piccola squadra
morte (Mar. XV, 44), glielo donò.
di soldati che facevano la guardia, e gli stessi 59. Bianca sindone o lenzuolo di lino nuovo e
soldati al vedere come tutta la natura si fosse comprato quella stessa sera (Mar. XV, 46). Giu-
scossa alla morte di Gesù, compresero che si era seppe fu aiutato nell'opera pietosa da Nicodemo
commesso un grande delitto, e avendo sentito altro discepolo di Gesù (Giov. XIX, 39).
Gesù morente chiamare Dio suo padre, confessano 60. Lo pose nel suo monumento nuovo. 1 ricchi
apertamente che Egli è Figlio di Dio. In questa solevano farsi scavare i sepolcri nelle loro pro-
confessione della divinità di Gesù i Padri ravvi- prietà. Ora siccome Giuseppe possedeva un orto
sano i primi frutti della preghiera dt lui fatta vicino al Calvario, vi aveva fatto scavare nella
per i suoi crocifissori. roccia un sepolcro nuovo, e quivi venne deposto
S. Matteo, XXVII, 61 — XXVIII, 1 131

to suo novo, quod exciderat in petra. Et suo monumento nuovo, scavato da lui in
advolvit saxum magnum ad ostium monu- un masso e ribaltò una gran pietra sulla
:

menti, et abiit. ''Erat autem ibi Maria Mag- bocca del monumento, e si ritirò. "E sta-
dalene, et altera Maria, sedentes contra se- vano ivi Maria Maddalena e l'altra Maria a
pukhrum. sedere dirimpetto al sepolcro.
•'Altera autem
quae est post Para-
die, •'Ilgiorno seguente, che è quello dopo la
sceven, convenerunt principes sacerdotum, Parasceve, si radunarono i principi de' sa-
et Pharisaei ad Pilatum. "Dicentes Do- : cerdoti e i Farisei da Pilato, ''e gli dissero :

mine, recordati sumus, quia seductor ilte Signore, ci slam ricordati che quel seduttore,
dixlt adhuc vivens Post tres dies resur-
: quand'era ancor vìvo, disse Dopo tre giorni :

gam. **Iube ergo custodiri sepulchrum risusciterò. •*Ordina adunque che sia custo-
usque in diem tertium ne forte veniant
: dito il sepolcro fino al terzo giorno affinchè :

discipuli furentur eum, et dicant


eius, et non vadan forse suoi discepoli a rubarlo,
i

plebi Surrexit a mortuis


: et erit novissi-
: e dicano al popolo Egli è risuscitato da
:

mus error peior priore. •''Alt illis Pilatus : morte : e l'ultimo inganno sarebbe peg-
Habetis custodiam, ite, custodite sicut sci- giore del primo. •"Pilato disse loro Avete :

tis. "Illi autem abeuntes, munierunt sepul- la guardia andate, custodite come vi pare.
:

chrum, signantes lapidem, cum custodibus. •


••Ed essi andarono, e afforzarono il sepolcro
colle guardie, e misero alla pietra il sigillo.

CAPO XXVIII.

Risurrezione di Gesù, i-io, — Le guardie subornate, 11-15. — Missione degli


Apostoli, 16-19.

'Vespere autem sabbati, quae lucescit in 'Ma la sera del sabato, quando si schiariva
prima sabbati, venit Maria Magdalene, et già il primo giorno dopo il sabato, andò Ma-

> Mtrc. 16, 1; Jo«n. 20. I.

Gesù. Patta rotolare sull'apertura del sepolcro Gesù, e che Egli aveva detto di risuscitare il
una pietra rotonda e grande come macina da terzo giorno, temono che la loro vittoria si cambii
in disfatta e vanno da Pilato a domandare una
guardia per il sepolcro.
?L^T?^>V 65. Avete la guardia ecc. Pilato si mostra co-
me seccato della domanda, e risponde brusca-
mente. Voi avete bene una guardia, andate, cu-
stodite il morto come vi piace.
Alcuni vorrebbero tradurre il verbo IXets con
un imperativo, e in tal caso Pilato darebbe sem-
plicemente il suo consenso. La prima interpreu-
zione però corrisponde meglio al contesto. Pilato
aveva gii concesso i soldati il giorno precedente,
e d'altra parte nei giorni di festa vi erano sca-
glionati soldati in varie parti del tempio per re-
Fiff> S9-— Pietra rotolata e sigillata
all'apertura di un sepolct). primere ogni tumulto che potesse scoppiare, sì
servano adunque di essi, se temono di qualche
cosa presso il sepolcro di Gesù.
molino, tutto tornò ai silenzio, stando ornai per
66. Misero... il sigillo. Dopo aver constatato
cominciare il Sabato.
che il corpo di Gesù era ancora nel sepolcro,
61. Le pie donne stettero ad osservare, per ve- suggellarono la pie:ra, che ne chiudeva l'entrata,
dere dove ponevano Gesù, coll'intenzione di tor- con una corda alle due estremiti della quale in-
nare il giorno seguente per imbalsamarlo. ternate nella pietra si impresse il sigillo. Tutte
le cautele prese dai Giudei, servirono a rendere
62. // giorno seguente cioè il Sabato mattino.
incontrastabile il fatto della risurrezione.
Gesiì era morto il Venerdì, che dai Giudei veniva
chiamato Parasceve o Preparazione del Sabato,
perchè in esso si preparava quanto era neces- CAPO XXVIII.
sario per non dover poi trasgredire la legge del 1. La sera del sabato quando si schiariva già
riposo dei Sabato. il primo giorno dopo il sabato '04)è bl ao^^aroov, ti

63. Ci siamo ricordati ecc. Atterriti dagli avve- fan9a>axoùai] In questa frase dando alla parola ópè
.

nimenti della sera precedente, e avendo inoltre il senso usitatissimo di dopo, e sottintendendo
saputo che due fra i più nobili cittadini di Ge- con Eusebio &(Xf t^ vxo<paivovoi) xai 'ex\<faxrKov9t
rusalemme si erano incaricati della sepoltura di scompare ogni difficoltà d'interpretazione. S. Mat-
132 S. Matteo, XXVIII, 2-10

altera Maria videre sepulchrum. *Et ecce ria Maddalena e l'altra Maria a visitare II se-
terraemotus factus est magnus. Angelus e- polcro. ^Quand'ecco fu gran terremoto. Im-
nim Domini descendit de caelo ; et accedens perocché l'Angelo del Signore scese dal cie-
revolvit lapidem, et sedebat super eum : lo, e appressatosi, voltò sossopra la pietra,
^Erat autem aspectus eius sicut fulgur et : e sedeva sopra essa 'E l'aspetto di lui era
:

vestimentum eius sicut nix. *Prae timore come di folgore e la sua veste come neve.
:

autera eius exterriti sunt custodes, et facti ^E per la paura ch'ebber di lui, si sbigotti-
sunt velut mortui. rono le guardie, e rimasero come morte.
*Respondens autem angelus dixit mulieri- "Ma l'Angelo, presa la parola, disse alle
bus Nolite timere vos, scio enim, quod
: donne Non temete voi imperocché io so
: :

lesum, qui crucifixus est, quaeritis *Non : che cercate Gesti crocifisso *Egli non è :

est hic surrexit enim, sicut dixit


: venite, : qui che è risuscitato, conforme disse. Ve-
:

et videte locum, ubi positus erat Dominus. nite a vedere il luogo dove giaceva il Si-
^Et cito euntes, dicite discipulis eius quia gnore. ^E tosto andate a dire ai discepoli di
surrexit et ecce praecedit vos in Gali-
: lui, come egli è risuscitato da morte ed :

laeam ibi eum videbitis, ecce praedixi


: ecco vi va innanzi nella Galilea ivi lo ve- :

vobis. drete ecco che vi ho avvertite.


:

*Et exierunt cito de monumento eum ti- 'E quelle prestamente uscite dal sepolcro
more et gaudio magno, currentes nuntiare con timore e gaudio grande, corsero a dar la
discipulis eius. 'Et ecce Jesus occurrit illis, nuova ai discepoli. 'Quand'ecco Gesù si fé'
dicens Avete. Illae autem accesserunt, et
: loro incontro, e disse Dio vi salvi. Ed :

tenuerunt pedes eius, et adoraverunt eum. esse accostarono, e strinsero i suoi


gli si
^"Tunc ait illis lesus : Nolite timere ite, : piedi, e lo adorarono. ^"Allora Gesù disse

teo non vorrebbe dir altro che questo. Dopo mo, è il timore. L'angelo rassicura le pie donne;

il sabato, cioè nell'ora che cominciava ad albeg- a differenza dei nemici di Gesù esse non devono
giare il primo giorno dopo il sabato, (Knab. temere, egli sa che sono le sue amiche, e lo cer-
h. 1. Cellini. Ultimi capi, ecc. p. 120). Maria
; cano per rendergli gli ultimi onori. Gesù è risorto;
Maddalena e l'altra Maiala (moglie di Cleofa non è più nel sepolcro.
e madre di Giacomo e di Giuseppe Matt. XXVII,
56) accompagnate da Salome (Mar. XVI, 1) da
7. Ed ecco ecc. I discepoli di Gesù erano Ga-

Giovanna di Cusa (Lue. XXIV, 10) e da altre


lilei, e dopo l'ottava di Pasqua dovevano tor-
narsene in patria. L'angelo vuole che le donne
pie donne, presero aromi e andarono al sepolcro
annunziino ai discepoli, che Gesù nella Galilea
per imbalsamare Gesù. Essendo esse state ritirate
tratterà di nuovo famigliarmente con loro e lo
tutto il Sabato, non sapevano che fosse stata messa
vedranno. Egli allude manifestamente alle parole
la guardia al sepolcro.
dette da Gesù ai suoi discepoli nell'ultima cena.
2-4.
Questi avvenimenti ebbero luogo mentre Matt. XXVI, 22.
le pie donne andavano al sepolcro, ma prima che
8. Corsero a dare la nuova ecc. Le donne, piene
vi arrivassero. Gesù era risorto poco prima. Egli
di terrore per le cose vedute e di gaudio per la
uscì dal sepolcro senza romperne i sigilli, e al-
vittoria di Gesù sulla morte, fuggirono, e stante
lora discese l'angelo e smosse la pietra dalla
la grande emozione che provavano, non dissero
bocca del sepolcro, affinchè le pie donne e i di-
niente ad alcuno (Mar. XV, 8) solo più tardi :
scepoli potessero entrarvi e vedere coi proprii oc-
raccontarono ciò che avevano veduto e udito agli'
chi che Gesù era ^suscitato.
Apostoli, i quali però non credettero alle loro
Le guardie al sentire il terremoto, e alla vista
parole.
dell'angelo, piene di spavento rimasero come tra-
mortite, e poi si diedero a precipitosa fuga. 9. Quand'ecco Gesù si fé' loro incontro. Que-
L'angelo, che le donne videro assiso sopra la Gesù avvenne non già mentre le
st'apparizione di
pietra del sepolcro, è probabilmente diverso da donne tornavano dal sepolcro, ma qualche poco
quello che videro seduto a destra dentro il se- più tardi, poiché i discepoli di Emmaus, partiti
polcro (Mar. XVI, 5), se pure non si vuol dire, dopo mezzodì da Gerusalemme, sapevano solo
che lo stesso angelo, che prima era assiso al di della visione dell'angelo al sepolcro, ma non co-
fuori sulla pietra, sia poi entrato nell'interno del noscevano ancora alcuna apparizione di Gesù. E'
sepolcro. Ad ogni modo è certo che dentro al da notare che le donne a differenza degli Apo-
sepolcro le pie donne videro non uno, ma due stoli, alla vista di Gesù non rimangono dubbiose,
angeli, come narra S. Luca (XXIV, 4), e se S. ma subito lo riconoscono.
Matteo e S. Marco parlano di uno solo, si è per- Prima che a queste pie donne. Gesù si era già
chè uno solo di essi rivolse la parola alle pie manifestato a Maddalena, la quale accorsa nuo-
donne. vamente al sepolcro con Pietro e Giovanni, quan-
5. Disse alle donne ecc. Fra queste donne non
do i due Apostoli se ne tornarono in città, era ri-
vi era più Maddalena, la quale, nell'avvicinarsi al masta colà a piangere, meritandosi così di essere
sepolcro, avendo veduto ribaltata la pietra, cre- tosto consolata da Gesù.
dette a un furto e tornò immediatamente in città 10. Avvisate i miei fratelli. Espressione di im-
a darne la nuova a Pietro e Giovanni (Giov. XX, mensa tenerezza e bontà. Benché gli Apostoli lo
1-2), i quali corsero subito al sepolcro senza però abbiano abbandonato durante la sua Passione,
incontrarsi col gruppo delle altre pie donne. Gesù ha dimenticato la loro infedeltà e il suo ;

Non temete voi. In presenza del sopranaturale amore per loro è più intenso che mai. Prima li
il primo sentimento, che sorge nel cuore dell'uo- aveva detti suoi amici, ora li chiama fratelli.
S.Matteo, XXVIII, 11-18 133

nunciate fratribus meis ut eant in Galila- loro : Non temete : andate, avvisate i miei
eam, ibi me videbunt. fratelli, che vadano nella Galilea : ivi mi
vedranno.
"Quae cum abiissent, ecce quidam de "Partite che esse furono, alcune delle
custodibus venerunt in civitatem, et nun- guardie andarono in città, e riferirono ai prin-
tiaverunt principibus sacerdotum omnia, cipi dei sacerdoti tutto quello che era acca-
quae facta fuerant. '^Et congregati cum se- duto. "E questi radunatisi con gli anziani,
nioribus Consilio accepto, pecuniam copio- e fatta consulta, diedero buona somma di de-
sam dederunt militibus, "Dicentes Dicite : naro ai soldati, "Dicendo loro Dite I di- : :

quia discipuli eius nocte venerunt, et furati scepoli di lui sono venuti di notte tempo, e
sunt eum, nobis dormientibus. '*Et si hoc mentre noi dormivamo, lo hanno rubato. "E
auditum fuerit a praeside, nos suadebimus ove ciò venga a notizia del preside, noi lo
ei, et securos vos faciemus. '*At illi ac- placheremo, e vi libereremo d'ogni molestia.
cepta pecunia, fecerunt sicut erant edocti. Ed essi, preso il denaro, fecero come era
Et divulgatum est verbum istud apud lu- stato loro insegnato. E questa voce si è di-
daeos, usque in hodiemum diem. vulgata tra gli Ebrei sino al dì d'oggi.
"Undecim autem discipuli abierunt in "Ma gli undici discepoli andaron nella
Galìlaeam, in montem, ubi constituerat illis Galilea al monte assegnato loro da Gesù. "E
lesus. "Et videntes eum adoraverunt qui- : vedutolo lo adorarono alcuni però dubita-
:

dam autem dubitaverunt. rono.


"Et accedens lesus locutus est eis. di- "Ma Gesù accostatosi parlò loro dicendo :
cens Data est mihi omnia potestas in caelo.
: E' stata data a me tutta la potestà in cielo e

Cht vadano nalU GaUUa. Queste parole non vrebbero placato U preside, sia non denunzisndo
escludono che Gesù possa manifestarsi anche ilfano, e sia anche corrompendo con denaro lo
nella Giudea. Ma le apparizioni della Giudea stesso Pilato qualora fosse stato necessario.
narrate dagli altri Evangelisti, hanno un carattere I grandi funzionarli romani non erano alieni
privato, sono cioè destinate a pochi privilegiati, dal lasciarsi corrompere dal denaro (Atti XXIV,
ossia alle pie donne, agli Apostoli, a pochi di-
scepoli; nella Galilea invece Gestì si manifesteri 15. Si è divulgata ecc. La calunnia divulgata
a tutti suoi discepoli, converserà nuovamente
i
dai soldati, che i discepoli avessero rubsto il cor-
alla famigliare con loro, istruendoli di ciò che po di Gesù, correva ancora
Giudei al tempo tra i

appartiene al regno di Dio. in cui S. Matteo scriveva


suo Vangelo. il

D'altra parte lo stato di animo degli Apostoli


16. Al monte ecc. Non sappiamo quale sia que-
esigeva Giudea. Se essi
qualche apparizione in
sto monte. Alcuni pensarono al monte delle Bea-
infatti non prestarono fede
donne, che atte- alle
titadini, altri al Tabor, ma senza alcun fonda-
stavano la risurrezione di Gesù, come avrebbero mento.
potuto credere al loro comando di recarsi in Ga-
lilea? Gesù dovette ripetute volte manifestarsi 17. Vedutolo lo adorarono. Da alcuni questa
ai suoi Apostoli in Gerusalemme, affine di dissi- apparizione in Galilea viene identificata con quella
pare ogni dubbio dalla loro mente, prima che ub- avvenuta a più di 500 fratelli, della quale parla
bidissero alla sua parola. S. Paolo (1 Cor. XV. 16). Siccome però l'Evan-
gelista dichiara che essa fu fatta agli undici, sem-
11. Alcune delle guardie. I soldati del sepolcro, bra più probabile che questa apparizione sis di-
rimessisi alquanto dallo spavento, corsero in città versa da quella ricordata da S. Paolo.
dai Principi dei sacerdoti, dai quali erano stati Restarono dubbiosi. Dubitarono da principio se
pesti a far la guardia al sepolcro, e riferirono colui che era loro apparso fosse veramente Gesù;
quanto era avvenuto. e per questo si aggiunge che egli si accostò ad
essi e parlò. Cosi era pure avvenuto a Madda-
12. Radunatisi cogli anziani ecc. La testimo-
lena (Giov. XX, 14-15), e ai due discepoli di Em-
nianza dei soldati aveva un supremo valore. Non
si poteva assolutamente provare che avessero maus (Lue. XXIV, 13 e ss.), e a Pietro e Gio-
vanni sul lago di Tiberiade (Giov. XXI, 5-8).
mancato al loro dovere, e d'altra parte non ave-
vano alcun interesse a mentire. I capi del Sine- 18. E' stata data a me ecc. Gesù parla di quella
drio compresero, che non ostante tutte le loro potestà che gli compete come Redentore, che ha
precauzioni. Gesù era sfuggito dalle loro mani ri- trionfato della morte, e col suo sangue ha con-
sorgendo glorioso a vita novella, ma chiusero gli quistato tutti gli uomini. Tutti avendo ricomprati
occhi davanti alla luce, e inventarono la calunnia coi suoi patimenti. Egli ha il diritto di radunare
comprando con danari il silenzio dei soldati. tutti in un solo regno, e di fare tutti suoi sud-
diti. Dio aveva promesso al Messia (Salmo II,
sono venuti di notte tem-
13. / discepoli di lui
8) Ti darò per tua eredità le nazioni: e in tuo
:

po Pazza ragione se i soldati erano svegli


ecc.
dominio tutta la terra, e di lui aveva scritto Da-
!

ed hanno veduto i discepoli rubare il corpo di Dio gli diede potestà, glo-
niele (Salmo VII, 14) :

Gesù, perchè non li hanno impediti? Se poi essi tribù, e


ria e regno, e tatti i popoli, e tutte le
erano addormentati, come mai possono attesiaK La potestà di lai è
tutte le lingue, lo serviranno.
che sono venuti i discepoli a rubarlo?
una etema, che non scaderà mai, e il
potestà
14. Ove
ciò venga a notizia del preside ecc. regno di lai, regno che mai perirà. Questa stessa
Affinchè soldati non temano di attirarsi colla
i potestà viene significala da S. Paolo (Filìpp. II,
loro menzogna i castighi, che la legge fulminava 9) Gli diede un nome, che è sopra qualunque
:

contro le sentinelle che avessero mancato al loro nome, affinchè nel nome di Gesà si pieghi ogni
dovere, i Giudei li assicurano, che essi stessi a- ginocchio, nel cielo, nella terra e nell'inferno.
134 S. Matteo, XXVIII, 19-20

et in terra. *"Euntes ergo docete omnes in terra. ^'Andate adunque, istruite tutte le
gentes, baptizantes eos in nomine Patris, et genti, battezzandole nel nome del Padre,
Filii, et Spiritus sancti ""Docentes eos ser-
: del Figliuolo e dello Spirito santo : "'inse-
vare omnia quaecumque mandavi vobis et : gnando loro a osservare tutto quello che io
ecce ego vobiscum sum omnibus diebus vi ho comandato. Ed ecco io sono con voi
usque ad consummationem saeculi. per tutti i giorni sino alla consumazione dei
secoli.

18 Marc. 16, 15.

19. Istruite tutte le genti ecc. Nel greco si legge opera ma secondo il testo greco viene indicato
;

iia9r[xt\>aavB, fate discepole tutte le genti. Non che ricevendo il Battesimo si contrae una spe-
vi ha più alcuna restrizione al ministero degli ciale relazione colle tre persone della SS. Trinità
Apostoli (v. X, Sy, Israele non ha voluto ricono- restando interamente consecrato al loro servizio.
scere Gesù, e Gesù dà ai suoi Apostoli l'ordine Le tre persone della SS. Trinità non potrebbero
di predicare ai pagani il Vangelo. Egli adempie essere più chiaramente designate di quel che siano
così quanto avevano annunziato i profeti, quando in questo versetto.
dicevano che popoli avrebbero invocato il
tutti i
20. Insegnando ecc. &tbdaxovTe;. Con queste pa-
nome di Dio (Isaia II, 2; XI, 9; XLIV, 5; LX, role Gesù istituisce il magistero vivo della Chiesa,
3 ecc.). Per diventare membri del nuovo regno
per il quale i fedeli possano sapere con certezza
è condizione necessaria il ricevere il battesimo.
quali siano gli insegnamenti che Egli ha dati, e
La circoncisione è abolita; un nuovo rito sensi- assieme fa vedere che Egli non si contenta di una
bile è stato istituito ; ai comandamenti di Mosè
fede sterile scompagnata dalle opere, ma esige
sono sottentrati i comandamenti di Gesù. Il v. 19,
l'osservanza di tutti i suoi comandamenti.
quale si ha nella Volgata, si ritrova pure in tutti i
Sono con voi ecc. Gesù promette ai suoi Apo-
codici greci, in tutte le versioni, e in tutte le
stoli la sua assistenza, affinchè non ostante tutte
citazioni degli antichi Padri, e va considerato co-
le contrarietà possano compiere il ministero di
me fallito il tentativo fatto da Conybeare per mo- insegnare senza errore a tutte le genti tutto quello
strare che Eusebio aveva sott'occhio manoscritti
che Egli loro ha comandato. Gesù promettendo
in cui mancavano le parole Paim^^orcE; aurov^,
di essere cogli Apostoli sino alla fine del mondo,
e che la formola d'Eusebio era la primitiva. Vedi
è chiaro che promette ancora la sua assistenza
Jacquier (Hist. des Liv. du N. T. Tome II p. ai successori degli Apostoli. La Chiesa pertanto
498).
non verrà mai meno, e assistita da Gesù Cristo,
Nel nome ecc. eì^ xò óvo^a. In queste parole sarà sempre nella veritA, sulla quale è stata
non si ha solo la formola del battesimo, e non solo
fondata.
vi è accennata la virtù in forza della quale esso
VANGELO SECONDO SAN MARCO

INTRODUZIONE

S. Marco. — Marco è un nome latino, seconda missione, non ostante le Istanze di


che occorre otto volte- nel N. T., in tre delle Barnaba, non lo volle più assieme per com-
quali (xii, 12, 25; xv, 37) però è accompa- pagno {Atti, XI, 27-30 Xll, 25 xill, 4 e ss.
; ; ;

gnato dal nome ebraico Giovanni. critici I XV, 37-39).


sono ormai tutti d'accordo nel ritenere che Più tardi però si riconciliò con lui, e lo
si tratti sempre di una stessa persona che ebbe con sé a Roma nella sua prima prigio-
portava due nomi, poiché quanto è detto di nia {Coloss. IV, 10. Filem., i, 24), e durante
Giovanni Marco collima perfettamente con la seconda prigionia scrisse a Timoteo di
quanto si afferma di Marco e viceversa. condurre con sé a Roma anche Marco, affer-
Poche sono le cose certe che di lui sap- mando che gli era utile nel ministero (il
piamo. Dagli Atti (XII, 12) risulta che la Tim., IV, 11). Più strette ancora che con
madre di Giovanni Marco, chiamata Maria, Paolo sembrano essere state le relazioni di
possedeva una casa in Gerusalemme, che Marco col principe degli Apostoli poiché ;

era luogo di adunanza per i cristiani, e alla tutti gli antichi scrittori ce lo descrìvono
quaL si recò a bussare S. Pietro, quando come discepolo e interprete di Pietro (Irin.
fu nriracolosamente liberato dal carcere. La adv. Haeres., iii, 1), seguace di Pietro
famiglia di Marco doveva quindi avere spe- (Clem. A., Strom. ili, 13), interprete e udi-
ciali relazioiu con S. Pietro, ed è assai pro- tore di Pietro (Papia e Origene presso
babile che Marco sia stato battezzato dallo Easeb. H. E. Hi, 39 e vi, 14), e lo stesso
stesso principe degli Apostoli, da cui viene Pietro lo chiama suo figlio (i Pietr., v, 13), e
chiamato c< Secondo la
figlio » (i Pìct. v, 13). manda i saluti di lui ai fedeli del Ponto,
testimonianza riferita da Papia (Euseb. H. E. della Galazia, della Cappadocia, dell'Asia e
Ili, 39) e seguita da Eusebio e da S. Gero- nella Bitinia, i quali dovevano averlo cono-
lamo, Marco non sarebbe stato discepolo del sciuto non sappiamo in quali circostanze.
Signore molti commentatori però sono d'av-
; Eusebio (H. E., ii, 16), S. Gerolamo {De
viso che egli sia stato testimonio almeno di vir. ili. 12) ed altri antichi scrittori dicono
qualche episodio della passione, e lo iden- ancora che Marco ha predicato il Vangelo
tificano con quel giovane, che fuggì nudo nel basso Egitto, ed ha fondata la Chiesa di
dalle mani di birri mandati ad arrestare Alessandria, della quale fu il primo vescovo.
Gesti nell'orto di Getsemani (Marc, xrv, 51, Non possiamo però determinare né il
52). E' certo che egli accompagnò Paolo e tempo, né le circostanze, in cui abbia potuto
Barnaba nell'evangelizzazione dell'isola di aver luogo questo ministero di Marco in
Cipro e di una parte della Panfilia, ma Egitto.
fiunto a Perge, li abbandonò e ritornò a
Gerusalemme. Paolo rimase disgustato di L'autore del secondo Vangelo. Che —
questo suo modo di procedere, e nella sua S. Marco sia l'autore del secondo Vangelo è
136 Vangelo secondo S. Marco - Introduzione

una verità, sulla quale unanimemente si tro- delle Chiese di Africa con queste parole :

vano d'accordo gli scrittori più antichi e (Adv. Mar., iv, 5) <t // Vangelo pubblicata,
pochi eccettuati, anche i critici piii moderni da Marco si chiama Vangelo di Pietro, di cut:
(A. Hamack, Chronologie, ecc. i, p. 652). Marco fu l'interprete » La stessa afferma-
Il più antico scrittore, che parli di San zione ripete Origene (+ 254) (Euseb. H. E.,
Marco come dell'autore di un Vangelo, è VI, 25) « Imparai dalla tradizione... che il
:

Papia (80-163), uomo di mediocre ingegno, secondo Vangelo é quello di Marco, il quale
se si vuole, ma grande indagatore dell'anti- lo mise per iscritto come Pietro gliel'aveva
chità cristiana e uno fra i discepoli di esposto yì. Similmente Eusebio affé; ma che
S. Giovanni Evangelista. La testimonianza Marco scrisse il Vangelo, e fa sua la tradi-
di Papia ha tanto maggior valore inquantochè zione riferita da Clemente A. (H. E., in, 39
egli non parla a nome proprio ma riferisce e II, 15).
quanto diceva S. Giovanni. Ecco le parole Il monarchiano (Ed. Corssen,
prologo
di Papia (Euseb., H. E., in, 39) « Diceva : p. aggiunge
9) « Marco evangelista, per
:

adunque quel seniore (S. Giovanni) che il battesimo figlio di Dio e di Pietro e
Marco, divenuto interprete di Pietro, scrisse per la divina parola discepolo... convertitosi
con esattezza, benché non ordinatamente alla fede di Cristo, scrisse in Italia il
(secondo la cronologia), ma secondo che si Vangelo ». -
ricordava, le cose fatte e dette da Gesù. Tralasciamo per brevità altre numerose
Poiché egli non aveva né udito, né seguito testimonianze, che si potrebbero addurre;
il Signore, ma solo più tardi, come ho detto, quelle che abbiamo citato sono più che suf-
si diede a compagno di Pietro, il quale dava ficienti per farci conoscere chi sia veramente
i suoi insegnamenti a seconda delle circo- l'autore del secondo Vangelo. Tuttavia a con-
stanze, senza intenzione di tessere una serie ferma di questa verità non è da omettersi,
ordinata dei fatti e dei detti del Signore. come il carattere interno del Vangelo di
Perciò Marco non ha nessuna colpa, se S. Marco corrisponda perfettamente a quanto
scrisse alcune cose come gliele ricordava la la tradizione ci riferisce intomo alla sua
memoria, poiché egli ebbe solo cura di nulla origine.
omettere delle cose udite e di non errare E' infatti noto a come più di ogni
tutti,

nelle medesime
Eusebio dopo aver riferite
». altro Evangelista S. Marco si diffonda a par-
queste parole conchiude dicendo Tali cose : lare di S.Pietro in modo però da lasciare
narra Papia di Marco, dal che si vede come come nell'ombra quanto può tornare a gloria
tanto Eusebio quanto Papia intendessero del principe degli Apostoli, e narrare coi più
parlare del nostro secondo Vangelo, e non minuti particolari quanto vale ad umiliarlo.
già di un qualche altro scritto andato per- Così p. es., omette il camminare di Pietro
duto. nelle acque (Matt. xiv, 28-32), la promessa
La testimonianza di Papia non è però e il conferimento del primato (Matt. xvi,
isolata ; ma anche S. Irineo ( + circa il 200) 17-19; Giov. XXI, 15-19), il denaro trovato
dopo aver parlato del Vangelo di Matteo, nella bocca del pesce per pagare il tributo
continua dicendo (Adv. Haeres., ili, 1) : (Matt. XVII, 24-26), il mandato conferitogli
« Dopo la loro dipartita (morte dei due Apo- di confermare nella fede 1 fratelli (Lue. xxii, '

stoli Pietro e Paolo?) Marco discepolo e 31 e ss.), la prima e la seconda pesca mira-
interprete di Pietro, mise ancor egli per colosa (Lue. V, 1-11 Giov. xxi, 1-14), ecc.
;

scritto la predicazione di Pietro ». Invece narra con tutti i particolari la triplice


A eco Clemente Alessandrino
S. Irineo fa negazione (xiv, 66-42), riferisce per disteso
(+ quale riferisce questa tradizione,
212), il l'acerbo rimprovero fattogli dal Signore,
dichiarando di averla avuta da uno degli quando voleva distoglierlo dall 'assoggettarsi
antichi (forse S. Panteno) (Euseb., H. E., alla passione (viii, 33), fa notare che Pietro
VI, 24) « Diceva (un antico), che... il Van-
: non sapeva ciò che si dicesse quando pro-
gelo di Marco era stato scritto in questa pose a Gesù nella trasfigurazione di fare tre
occasione. Avendo Pietro predicato pubblica- tabernacoli (ix, 5), ecc. In questo modo di
mente in Roma la parola di Dio, e per im- operare di S. Marco tutti gli esegeti scorgono
pulso dello Spirito Santo avendo promulgato l'influenza di Pietro, il quale nella sua predi-
il Vangelo, molti fra i presenti pregarono San cazione doveva per modestia non parlare di
Marco, come colui che da tempo seguiva ciò che tornava a suo onore, e diffondersi
S. Pietro e teneva a mente i detti di lui, invece su ciò che per lui era oggetto di con-
che mettesse per iscritto quello che l'Apo- fusione e di umiliazione.
stoloaveva predicato. Così Marco compose Inoltre S. Marco è pieno di osservazioni
ilVangelo, dandolo a coloro che glielo ave- minute, le quali non possono provenire che
vano richiesto. La qual cosa saputasi da da un testimonio oculare, quale fu S. Pietro.
Pietro, questi né proibì l'opera, né eccitò Egli riferisce le più piccole circostanze dì
a farla ». tempo, di luogo e di persone. Gesù p. es.,
Tertulliano (nato e. 160) ci dà la tradizione si è alzato di buon mattino (i, 35) stavt ;
Vangelo secondo S. Marco - Introduzione 137

a poppa addormentato su un capezzale (iv, plicemente trascritte in greco come p. es.,


38) era seduto innanzi al Gazofìlacio (xii,
;
denaro (vi, 37), grabato (il, 11), censo (xii,
41), ecc.; il cieco di Gerico ha nome Bar- 14), pretorio (xv, 16), flagello (xv, 15), ecc.
timeo, getta via il suo mantello per correre Non deve omettere che Marco dicendo
si

a Gesù la turba si siede sull'erba


(X, 1, 50) ; che Simone di Cirene era padre di Ales-
verde a gruppi cento e di cinquanta (vi,
di sandro e Rufo (xv, 21), suppone evidente-
39, 40) ; Simone Cirineo era padre di Ales- mente che questi personaggi fossero noti
sandro e di Rufo (XV, 43), ecc. ai suoi lettori. Ora siccome S. Paolo nel-
Egli nota le impressioni che i miracoli di l'Epistola ai Romani (xvi, 13) saluta un
Gesù producono nelle turbe (i, 22, 27, 45; certo Rufo, che tutto fa credere originario
II, 12; III, 2, 10; vi, 2, ecc.), rileva i senti- di Palestina, è probabile che il figlio di
menti che agitano il cuore del Salvatore (ni, Simone, di cui parla S. Marco, sia identico
5; VI, 5; vili, 12; X, 14, 21, 23, ecc.), e i a Rufo, di cui fa menzione S. Paolo. Si ha
giudizi che altri fanno di lui (in, 21 iv, 31 ; ;
quindi in questo dato un nuovo argomento
Vili, suo Van-
17, ecc.), e nello scrivere il per dire che S. Marco scrisse il suo Vangelo
gelo segue la traccia dei discorsi di San per i Romani.
Pietro, quali ci vennero conservati negli
Lingua cui fu scritto il secondo
in
Atti degli Apostoli
tutto ciò
(i,

non può spiegarsi altrimenti se non


21 , x, 36, ecc.). Ora
Vangelo. —
Siccome S. Marco scrisse il
suo Vangelo per i Romani, alcuni col Ba-
ammettendo quanto ci riferisce la tradizione,
ronio immaginarono che egli si fosse servito
che cioè S. Marco discepolo di S. Pietro critici però sono
della lingua latina tutti ; i
sia veramente l'autore del secondo Vangelo.
d'accordo nel ritenere che S. Marco abbia

I destinatari del secondo Vangelo. — scritto in greco. La lingua greca era così
conosciuta dai fedeli Romani che Paolo
I SS. Padri e specialmente Clemente A.,
indirizzò loro la sua epistola in greco, e
di cui abbiamo sopra riferita la testimo-
tutti più antichi documenti della Chiesa
i
nianza, e S. Gerolamo (Prolog, in Matt.)
Romana sono pure in greco. Inoltre per il
affermano che il secondo Vangelo fu scritto
fatto stesso che tutti gli antichi scrittori
in Roma e destinato ai cristiani romani.
fanno osservare che S. Matteo scrisse in
Contro di questa tradizione non si può op-
ebraico, si lascia comprendere che questa fu
porre nulla di serio come riconosce lo stesso
una singolarità tra gli scrittori del N. T.,
Hamack {Alt. Litt. Chronologie, p. 653), ed i quali dovettero tutti servirsi di una stessa
essa viene pienamente confermata dall'esame
lingua, cioè del greco. D'altronde S. Gero-
intemo del libro.
lamo {Paef. in iv Evang. ad Dom.) e San
E' certo infatti che Marco non scrive per
Agostino (De consens. Evan. 1. i, e. 4)-
lettori Giudei, poiché egli non nomina mai
affermano esplicitamente che tutto il N. T.
la legge e solo due volte si appella alla
fu scrìtto in greco ad eccezione del Vangelo
Suppone che i suoi lettori
Scrittura dell 'A. T.
di S. Matteo.
non conoscano la Palestina, e perciò dà le
più minute informazioni geografiche e topo- Tempo in cui fu scritto il secondo
grafiche. Il Giordano, p. es., è un fiume Vangelo. — E assai difficile determinare
(I, 5), il monte uliveto sorge dirimpetto al con precisione l'anno, in cui Marco scrisse
tempio (xiii, 3), ecc., spiega i riti e gli il suo Vangelo, né gli autori si accordano
usi giudaici (VII, 3, 4), fa osservare che i tra loro. Tuttavia stando a quanto riferiscono
Farisei digiunano spesso (xiv, 12), che i gli antichi scrittori si può asserire con cer-
Sadducei non credono alla risurrezione dei tezza che S. Marco non scrisse il suo Van-
morti (II, 18), ecc., traduce le espressioni gelo dopo il 67 ossia dopo la morte di
aramaiche da lui citate (iii, 17; v, 42; vii, S. Pietro, poiché Clemente A.{Euseb. H. E.,
II VII, 34; x, 46; XIV, 34; XIV, 36), ecc.,
; 1. VI, 25), Eusebio (H. E., 1. il, 15 e iii, 39),

passa sotto silenzio i discorsi di Gesù sulle S. Gerolamo (De vir. ili. e. vili), ecc., afferà
relazioni tra l'antica e la nuova legge e le mano esplicitamente che Pietro approvò
polemiche coi Farisei omette quelle para- ; l'opera del suo discepolo. Di più siccome
bole che fondano sopra usi e costumi
si tutti gli antichi scrittori affermano che San
giudaici, e tace tutto ciò che potrebbe far Marco scrisse prima di S. Luca e dopo
credere a un maggior diritto degli Ebrei al S. Matteo, e S. Luca scrisse verso il 60-63,
regno di Dio. si deve conchiudere che la data per la com-
Per contrario parecchi indizi lasciano com- posizione del Vangelo di S. Marco va stabi-
prendere che Marco scriveva per lettori lita tra il 42, anno della dispersione degli
latini. Più frequenti infatti sono nel suo Van- .\postoli, e il 60.
gelo i latinismi, dei quali per di più non Le maggiori probabilità però sono per I

si dà alcuna spiegazione. Così p. es., valuta primi anni successivi al 42. Infatti per co-
inmoneta latina la moneta greca (xii, 42) e mune testimonianza degli antichi, S. Marco
non spiega le espressioni latine da lui sem- scrisse il suo Vangelo <( essendo interpreta
t38 Vangelo secondo S. Marco - Introduzione

di Pietro » « predicando Pietro pubblica- stesso principe degli Apostoli nel predicare
mente in Roma ecc Ora tutto ciò sembra
», ai Romani, ossia di provare che Gesù è vero
portarsi ai primi anni del ministero di Pietro Dio, padrone di tutto, morto per la nostra
tra i Romani, quando Marco rendeva vera- redenzione, a cui è necessario di obbedire
mente servizio di interprete al principe degli accettando la sua dottrina e praticando i suoi
Apostoli, e i Romani colpiti dalla novità e insegnamenti. S. Marco prova quest'assunto,
dalla sublimità delle cose udite, desidera- non già appellandosi alle profezie e alle
vano di possedere pe-r iscritto quanto Pietro Scritture come fa S. Matteo, ma raccon-
aveva predicato. Si può quindi ritenere come tando una serie di miracoli operati dal Si-
probabile che il secondo Vangelo sia stato gnore, Stabilisce dapprima la sua tesi colle
scritto verso il 42-44. Tale è la sentenza del parole Principio del Vangelo di Gesù Cri-
:

Patrizi, deirUbaldì, del Kaulen, del Belser, sto Figliuolo di Dio, e passa subito a pro-
del Felten, del Polidori, ecc . varla sorvolando sull'infanzia del Salvatore,
Altri però come Comely sostengono la della quale Pietro non era stato testimonio, e
data 52-62, altri, p. es., Jacquier, 64-67, accennando appena alla predicazione del Bat-
Brassac, 60-70, ecc. tista. la voce del Padre attesta
Al battesimo :

Contro la data da noi proposta sta però « Tu sei mio


Figliuolo diletto » (i, 10),
il

l'autorità di S. Irineo, il quale nel libro e Marco dopo toccato brevemente del digiuno
Adv. Haeres., ili, 1, dopo aver detto che di Gesù, narra a lungo la vocazione degli
Matteo scrisse il suo Vangelo mentre Pietro Apostoli testimonii di tutti i prodigi che
e Paolo fondavano ed evangelizzavano la egli sta per narrare.
Chiesa di Roma, soggiunge :« Dopo la loro Gesù comincia a esercitare il suo potere
dipartita Marco discepolo e interprete di sugli spiriti cattivi sanando gli indemoniati,
Pietro, anch'egli scrisse le cose predicate e gli spiriti proclamano che Egli è il Santo
da Pietro » venendo così ad affermare che di Dio, il Figliuolo di Dio (i, 24; in, 11;
Marco scrisse dopo la morte di Pietro. V, 7). Ma Egli impone loro silenzio, volendo
A questa difficoltà si possono dare parec- mostrare colle sue opere i rapporti che ha
chie risposte come già si è osservato nel- con Dio. Gesù compie numerosi prodigi
l'Introduzione a S. Matteo. Può essere che dando la sanità agli infermi, e rivendica per
il testo di Irineo sia corrotto, poiché Eusebio sé il diritto di Dio di rimettere peccati i

che pure lo cita nella sua storia, ritiene con (II, 10-12), e si proclama padrone del Sabato,
Clemente A. che Marco abbia scritto mentre provando coi miracoli la sua affermazione
Pietro era ancora vivo. Si potrebbe anche (II, 28; III, 5). Egli ha potere su tutte le

dare di tutto il passo di Irineo un'altra spie- forze della natura comanda ai venti (iv, 39),
;

gazione che pure conviene perfettamente al cammina sui flutti (vi, 48), risuscita morti i

contesto. Irineo dopo aver detto che gli (v, 37), i pani sì moltiplicano (vi, 39), muti i

Apostoli si dispersero sulla terra a predicare partano (vii, 32), i ciechi vedono (vili, 22).
il Vangelo, soggiunge che Matteo, mentre Egli conosce gli ìntimi sentimenti dì coloro
era ancora tra gli Ebrei, cioè dimorava an- che lo circondano (ii, 8; vili, 17; xii, 15),
cora in Palestina, scrisse il suo Vangelo, l'avvenire non è nascosto alla sua mente
laddove Pietro e Paolo non scrissero, ma (x, 39; XII, 27; xiii, 1-37), e il suo sguardo
predicarono a voce il Vangelo ai Romani. si porta sulla futura passione da lui voluta,
Dopo la dipartita ossia la dispersione degli e preparata (viii, 31; ix, 30; x, 33).
Apostoli nel mondo. Marco scrisse il suo Nella trasfigurazione sul monte la voce
Vangelo. Se si ammette questa interpreta- del Padre attesta nuovamente (( Questo è :

zione si avrebbe in S. Irineo piuttosto una il mìo Figliuolo diletto, ascoltatelo » (ix, 6)
conferma della data da noi stabilita per la e poco dopo Gesù afferma la sua intima
composizione del Vangelo di S. Marco. Se unione col Padre (ix, 36), e insiste sul
però si voglia ritenere come incorrotto il carattere espiatorio della sua passione e
testo di Irineo, e se ne voglia seguire l'in- morte (x, 45; xiv, 24).
terpretazione comune, allora si deve con- Tutti questi miracoli, tutte queste affer-
cludere che è sbagliata ila cronologia di mazioni provano evidentemente che Gesù
Irineo, il quale associa i due Apostoli alla era vero Figlio dì Dìo, e che volontariamente
fondazione della Chiesa di Roma, mentre si è dato in mano dei suoi nemici, onde a
Paolo non fu in questa città che verso il ragione il centurione spettatore dei prodigi
60, quando la comunità cristiana era già avvenuti alla sua crocifissione, conchiude :

rigogliosa e fiorente. (( Veramente quest'uomo era figlio di Dio n


(xiv, 39).
Lo SCOPO DEL SECONDO VANGELO. Nello— Anche conclusione del Vangelo I
nella
scrivere il suo Vangelo S. Marco volle ripro- miracoli tengono il primo posto come prova

durre la predicazione di Pietro, e quindi nella divinità di Gesù e della missione degli
lo scopo da lui voluto conseguire non può Apostoli.
essere altro che quello, a cui mirava lo Merita ancora di essere notato che
Vangelo secondo S, Marco - Introduzione 139

S. Marco per meglio garantire la verità delle Nella seconda parte (X, 1 ; XIII, 37) tratta
cose da lui narrate insiste nel far osservare del ministero pubblico nella Giudea.
come gli Apostoli, ben lungi dall'essere Nella terza parte (xiv-xv) tratta della pas-
troppo creduli, si mostrarono invece sempre sione e morte di Gesù .

tardi e lenti nella fede in Gesù Cristo (iv,


Nella quarta parte (xvi) tratta della risur-
40; VI, 52; Vili, 17, 33; XVI, 14). rezione, delle apparizioni, dell'ascensione di

Divisione del Vangelodi S. Marco. — Gesù e della missione degli Apostoli nel
mondo.
Il Vangelo di S. Marco può dividersi In
quattro parti, più una introduzione.
Principali commentarii cattolici. —
Neil' introduzione (i, 1-20) l'Evangelista Oltre i commenti generali su tutti quattro i
parla della predicazione del Battista, del bat- Vangeli sono da annoverarsi fra 1 più re-
tesimo e tentazione di Gesù, e della voca- centi Patrizi, In Marcum Commentariam,
zione dei primi discepoli. Roma, 1862; Ceulemans, Com. in Ev. sec.
Nella prima parte (i, 20 IX, 49) tratta del
; Marcum, Malines, 1899; Rose, Evangilt
ministero pubblico di Gesù in Galilea. selon S. Marc, Parigi, 1904.
VANGELO DI GESÙ CRISTO
SECONDO SAN MAECO

CAPO I.

Predicazione di Giovanni Battista, i-8. —


Battesimo e tentazione di Cesò. 9-13,

Principio della predicazione di Gesù e vocazione dei primi Apostoli, 14-20.

Gesti a Cafarnao libera un indemoniato, 21-28. —
La suocera di Pietro e
altri infermi guariti^ i9'39' —
/' lebbroso mondato, 40'4S.

•Initìum Evangelii lesu Christl. Filii Dei. 'Principio del Vangelo di Gesù Cristo
'Sicut scriptum est in Isaia propheta Ecce : figliuolo di Dio. 'Come sta scrìtto nel pro-
ego mitto angelum meum ante faciem tuam, feta Isaia : Ecco io spedisco innanzi a te

* M«i. 3, I.

niti di G. C. ; e dall'altra S. Marco, scrivendo


CAPO I.
per cristiani venuti dal paganesimo, non avrebbe
1. S. Marco, discepolo di S. Pietro, nello scri- potuto dare alle sue parole il senso di una
vere il suo Vangelo segui la traccia datane dal figliazione adottiva, se non accompagnandole da
suo maestro all'elezione di Mattia (Atti I, 21) : una spiegazione.
e Bisogna adunque, che di questi uomini, i quali Si osservi tuttavia che le parole Figlio di Dio,
sono stati uniti con noi per tutto quel tempo, benché manchino in qualche codice greco p. e.
in cui fé sua dimora tra noi il Signore Gesù, Sin., in alcuni Padri, in Hort, Tisch, Nestle,
cominciando dal battesimo di Giovanni sino al Weiss; si ritrovano però ntì Aless., nel Vat., nel
giorno, in cui a noi fu assunto, uno di questi Sin. (correz.) e in moltissimi altri codici, onde
sia costituito testimone con noi della risurre- conchiude Knab. : Lectio Filli D«i omnino reti-
zione di lui >. Egli omette perciò la storia del- nenda est.
l'infanzia di Gesù, e comincia col ministero di '2. Nel profeta Isaia. Alcuni codici greci hanno
S. Giovanni Battista. «popiirat^ nei profeti; ma
tv toì^ altri codici
Vangelo. Sul significato di questa parola vedi più importanti e le versioni e le citazioni dei
Introd. Gen. p. 2. Il senso del primo v. è que- Padri rendono preferibile la lezione della Vol-
sto : 7/ principio della Buona novella che ha gata. La lezione nei profeti deve considerarsi
per oggetto Gesù C. fu questo, come ecc. come una correzione fatta per sciogliere una dif-
Di Gesù Cristo Figliuolo di Dio. Con queste ficoltà. L'Evangelista infatti sotto il nome di Isaia
parole l'Evangelista fa conoscere le caratteristi- cita due profezie, una delle quali (v. 2) in realtà
che di Colui, che forma l'oggetto del suo Van- appartiene a Malachia (III, 1). Siccome però
gelo. Gesà è il nome personale del Salvatore, quest'ultima oltre all'essere più recente, é una
Cristo esprime la sua missione, Figlio di Dio spiegazione di quella di Isaia, S. Marco ha po-
esprime la sua intima natura. Queste ultime tuto benissimo attribuire il tutto al profeta pili
parole devono essere prese nello stretto senso antico cioè a Isaia.
di una figliazione naturale e divina ; poiché da Ecco io spedisco ecc. La citazione é fatta se-
una parte esse armonizzano con io scopo del condo il testo ebraico con qualche leggiera mo-
Vangelo di S. Marco, che è di provare la divi- dificazione. In Malachia lahve deve apparire nel
142 S. Marco, I, 3-15

qui praeparabit viam tuara ante te. 'Vox il mio Angelo, il quale preparerà la tua via
clamantis in deserto Parate viam Domini, : dinanzi a te. 'Voce d'uno che grida nel de-
rectas facite semitas eius. serto Preparate la via del Signore, rad-
:

drizzate i suoi sentieri.


*Fuit Ioannes in deserto baptizans, et prae- *Fu Giovanni nel deserto a battezzare e
dicans baptismum poenitentiae in remissio- predicare il battesimo della penitenza per la

nem peccatonim. *Et egrediebatur ad eum remissione dei peccati. *E tutto il paese
omnis ludaeae regio, et lerosolymitae uni- della Giudea e tutto il popolo di Gerusalem-
versi, et baptizabantur ab ilio in lordanis me andava a trovarlo, e confessando i lo-
flumine, confitentes peccata sua. 'Et erat ro peccati erano battezzati da lui nel fiume
Ioannes vestitus pilis cameli, et zona pelli- Giordano. "Ora Giovanni era vestito di pelo
cea circa lumbos eius et locustas, et mei : di cammello, e aveva ai fianchi una cintola
silvestre edebat. Et praedicabat dicens ^Ve- : di cuoio, e mangiava locuste e miele selva-
nit fortior me post me cuius non sum di- : tico. E predicava dicendo ^Viene dopo di :

gnus procumbens solvere corigiam calcea- me chi è più forte di me cui io non sono :

mentorum eius. *Ego baptizavi vos aqua, degno di sciogliere prostrato a terra la cor-
ille vero baptizabit vos Spiritu sancto. reggia dei calzari. 'Io vi ho battezzato con ac-
qua ma egli vi battezzerà in Spirito santo.
:

*Et factum est in diebus illis venit Jesus


: 'E accadde in quei giorni che Gestì ven-
a Nazareth Galilaeae et baptizatus est a : ne da Nazaret della Galilea, e fu battezzato
Ioanne in lordane. ^°Et statim ascendens de da Giovanni nel Giordano. "E subito nel-
aqua, vidit caelos apertos, et Spiritum tam- l 'uscire dall'acqua vide aprirsi i cieli, e
quam columbam descendentem, et manen- scendere lo Spirito quasi colomba e posarsi
tem in ipso. "Et vox facta est de caelis : sopra di lui "e una voce verne dal cielo
; :

Tu es Blius meus dilectus, in te compiacili. Tu sei il mio Figliuolo diletto, in te mi so-


no compiaciuto.
"Et statim Spiritus expulit eum in deser- "E immediatamente lo Spirito lo spinse
tum. "Et erat in deserto quadraginta diebùs, nel deserto. "E
stette nel deserto quaranta
et quadraginta noctibus et tentabatur a sa- : giorni e quaranta notti, ed era tentato da
tana eratque eum bestiis, et angeli mini-
: Satana e stava colle fiere, e gli Angeli lo
:

strabant illi. servivano.


"Postquam autem traditus est Ioannes, "Ma dopo che Giovanni fu messo in pri-
venit lesus in Galilaeam, praedicans evan- gione, Gesù andò
nella Galilea, predicando
gelium regni Dei, "Et dicens : Quoniam il Vangelo del regno di Dio, "e dicendo :

» Is.40, 3; Matth. 3, 3; Lue. 3, 4; Joan. 1, 23. » Matth. 3, 5. » Matth. 3, 4; Lev. 11, 22. ' Matth.
3, 11 Lue. 3, 16; Joan. 1, 27.
;
« Act. 1, 5 et 2, 4 et 11, 16 et 19, 4. Lue. 3, 22; Ioan. 1, 32. "
12 Matth. 4, 1; Lue. 4, 1. i« Matth.
4, 12; Lue. 4, 14; joan. 4, 43.

tempio profanato per purifiearlo; Egli perciò dice 13. S. Marco accenna alla dimora di Gesù nel
di mandare un angelo o messaggiero a preparargli deserto per 40 giorni, (40 notti manca nel greco)
la strada. S. Marco, avendo già detto che Gesìì e non indica la natura delle tentazioni sofferte.
è Figlio di Dio, pone le parole del profeta in Siccome jl greco invece dell'imperfetto era
bocca al Padre, il quale annunzia al Figlio di tentato ha il participio neipo^ó^ievo? , tentato,
aver spedito a preparargli le vie un suo mes- alcuni vollero dedurne che durante tutti i 40 gior-
saggiero cioè Giovanni Battista. ni Gesù sia stato tentato ; ma non è necessario
3. Sulla profezia di Isaia V. Matt. Ili, 3. ricorrere a tale interpretazione, potendosi le pa-
role di Marco intendere benissimo della tenta-
4. Fa Giovanni
nel deserto ecc., cioè in quella
parte del deserto confinante col Giordano. Batte- zione avvenuta alla fine dei 40 giorni. D'altra
parte è probabile, che il demonio non abbia
simo della penitenza per la remissione dei pec-
osato accostarsi a Gesù se non quando Io vide
cati. Il Battesimo di Giovanni era un segno di
penitenza, e benché non rimettesse per se stesso affamato e come abbandonato da Dio.
i peccati disponeva però a ottenerne da Dio la
E stava colle fiere. Queste parole servono a
far conoscere il carattere selvaggio del luogo
remissione. V. Matt. Ili, 11.
dove si ritirò Gesù.
9. S. Marco e S. Luca passano sotto silenzio
il dialogo tra Gesù e Giovanni, dal quale ri- 14. I descrivendo principalmente
tre Sinottici,
sulta chiaro che Gesù si accostò al battesimo, il ministero Galilaico di Gesù, passano sotto si-
non perchè fosse peccatore ma per darci un ;
lenzio parecchi fatti avvenuti in Giudea subito
esempio di umiltà (Matt. Ili, 14). dopo il Battesimo (Giov. II, 12; IV, 3), e co-
10. Con questa manifestazione dello Spirito S. minciano a narrare la vita pubblica del Salvatore
si dichiara che Gesù è il Messia, sul quale Isaia colla prigionia di S. Giovanni B.
(XI, LXI, aveva predetto, che Vangelo del regno di Dio cioè la buona novella
1 ; 1) si sarebbe
posato Io Spirito del Signore. riguardante il regno celeste che Gesù doveva
fondare. V. n. Matt. Ili, 1.
12. Lo Spirito Santo lo spinse. Espressione
energica, che esprim6 l'azione dello Spirito S. 15. E' compito il tempo. Colla predicazione d)
•ull'anima di Ge»ù. Gesù è cominciata Quell'era di salntn «mmo.
S. Marco, I, 16-27 143

impletum est tempus, et appropinquavit re- E' compito il tempo, e si avvicina il regno
gnum Dei : poenitemini, et credite Evan- di Dio : fate penitenza, e credete al Van-
gelio. gelo.
Mare Galilaeae, vi-
'•Et praeteriens secus **E passando lungo il mare di Galilea vide
dit Simonem, Andream fratrem eius, mit-
et Simone e Andrea suo fratello che gettavano
tentes retia in mare, (erant enim piscaio- in mare le reti; (poiché erano pescatori).
res), *'Et dixit eis lesus Venite post me, : "E disse loro Gesù Seguitemi, e vi farò :

et faciam vos fieri piscatores hominum. '*Et pescatori d'uomini. "E subito, abbandonate
protinus relictis retibus, secuti sunt eum. le reti, lo seguitarono.

'*Et progressus inde pusillum, vidit laco- "E andato un po' avanti, vide Giacomo
bura Zebedaei, et Ioannem fratrem eius, et figliuolo di Zebedeo, e Giovanni suo fra-
ipsos componentes retia in navi "Et sta- : tello, che erano anch'essi in barca rasset-
tim vocavit illos. Et relieto patre suo Zebe- tando le reti '"e subito li chiamò. Ed essi
:

daeo in navi cum mercenarìis, secuti sunt lasciato il loro padre Zebedeo nella barca
eum. coi garzoni, lo seguitarono.
*'Et ingrediuntur Caphamaura et statim : "Eandarono a Cafarnao ed egli entrato :

sabbatis ingressus in synagogam, docebat il sabato nella sinagoga, insegnava. ''E re-
eos. "Et stupebant super doctrina eius erat : stavano sfupefatti della sua dottrina per- :

enim docens eos, quasi potestatem habens, chè insegnava loro come uno che abbia au-
et non sicut Scrìbae. torità, e non come gli Scribi.

''Et erat in synagoga eorum homo in spi- **Ed era nella loro sinagoga un uomo
rito immundo exclamavit, **Dicens
: et : posseduto dallo spirito immondo, il quale
Quid nobis, et tibi lesu Nazarene venisti : esclamò, **dicendo Che abbiamo noi a fa- :

perdere nos? scio qui sis, Sanctus Dei. **Et re con te, o Gesù Nazareno? Sei tu venuto
comminatus est ei lesus, dicens Obmu- : a perderci ? Io so chi sei. Santo di Dio. **E
tesce, et exi de homine. ''Et discerpens Gesù lo sgridò, dicendo Taci, e partiti da :

eum spirìtus immundus, exclamans voce


et costui. **E lo spirito immondo, dopo averlo
magna exiit ab eo. "Et mirati sunt omnes, straziato, urlando forte uscì da lui. ''E tutti

»• Matth. 4, 18; Lue. 5, 2. »» M«nh. 4, 13; Lue. 4, 31. " Mitth. 7, 28; Lue. 4, 32. " Lue. 4, 33.

ziata e sospirata daiPadri e dai Profeti (Cf. Gi- chi è superiore a tutti i maestri; e la dottrina
lat. 4; Efes. I, 10).
IV, che insegna è cosi alta e divina da non poter
Fate penitenza e credete. Le due condizioni neppure paragonarsi cogli insegnamenti degli Scri-
essenziali per aver parte al regno dei cieli sono bi, che versavano tutti su minute prescrizioni e-
la detestazione del peccato e la fede. Da ciò si sferne, che rendevano insopportabile il peso della
comprende che il regno di Gesti non è politico legge.
e terreno, ma spirituale ed eterno. 23. Spirito Immondo o malvagio. Davaai que-
20. Coi garzoni. S. Marco nelle sue narrazioni sto nome al demonio per opposizione agli spi-
ama riferire queste piccole particolarità, che egli riti mondi e santi quali sono gli angeli. S. Marco
ebbe da Pietro, testimonio oculare, e che sono si ferma con speciale insistenza a notare l'im-
garanzia di verità. Se Zebedeo aveva garzoni, do- pero che Gesù esercitava sui demonii col cac-
veva essere di condizione abbastanza agiata. ciarli dagli ossessi. Sulle possessioni diaboliche

22. S. Marco nota l'impressione che sulla, folla V. n. Matt. IV, 24.
faceva la predicazione di Gesù, e ne accenna la Che abbiamo noi a far» con te? L'os-
24.
causa. Insegnava loro come uno che abbia au- sesso parla a nome del demonio, e domanda :

torità. Gli Scribi o dottori giudei non afferma- Che vi ha di comune tra noi e te? Che ti ab-
biamo fatto? Sei tu venuto a perderci, cioè sei tu
venuto a distruggere il nostro regno e ad ab-
battere la nostra potenza? Io so chi sei. Santo
di Dio. Nel greco 6 S.y\oc... il Santo di Dìo, cioè
non un santo qualunque, come erano p. es. i

profeti, ma il Santo per eccellenza, il Messia


mandato a salvare il mondo (Cf. Giov. X, 36 ;
Dan. IX, 24). Lo
malvagio proclamando
Spirito
la santità mostra il motivo della sua
di Gesù,
opposizione. Gesù come Santo è consecrato a
Dio; mentre il demonio da Dio è maledetto.
Rg. 6o. — Scribi egiziani. 25. Taci. Nel greco (ptncbOiin lett. abbi la mu-
(Pittura antica). seruola. Gesù rifiuta la testimonianza dei de-
monii. Egli si farà conoscere come Figlio di Dio
e come Messia per mezzo delle sue affermazioni
vano alcuna cosa senza appoggiarsi sull'autorità
e delle sue opere.
e sui detti dei loro maestri più antichi. Ogni
loro sentenza aveva la sua genealogia, che ascen- 27. Restarono ammirati e per la dottrina su-
deva sino a Mosè. Gesù invece fin dal principio blime che Gesù insegnava, e per il modo con
del suo ministero parla a nome proprio, come cui la proponeva, e finalmente per il potere che
144 S. Marco, I, 28-39

itaut conquirerent Inter se dicentes Quid- : restarono ammirati, talmente che si doman*
nam est hoc? quaenam doctrina haec nova? davano gli uni gli altri Che è mai ciò ? € :

quia in potestate etiam spiritibus immundis qual nuova dottrina è questa? poiché co-
imperat, et obedìunt ei. ^*Et processit ru- manda con autorità anche agli spìriti im-
mor eius statim in omnem regionem Gali- mondi, e lo ubbidiscono. '"E si divulgò su-
laeae. bito la fama di lui per tutto il paese dells
Galilea.

''Et protinus egredientes de synagoga, ve- *'E appena usciti dalla sinagoga andarono
nerunt in domum Simonis, et Andreae cum a casa di Simone e di Andrea con Giacomo
lacobo, et Ioanne. e Giovanni.

'"Decumbebat autem socrus Simonis fe- '"Ora la suocera di Simone era a letto
bricitans : et statim dicunt ei de illa, '^Et con febbre e a prima giunta gli parlano
:

accedens elevavit eam, apprehensa manu di lei. '^Ed egli, accostatosi ad essa, e
eius : et continuo dimisit eam febris, et mi- presala per mano, l'alzò e subito l'abban- :

nistrabat eis. donò la febbre, ed ella si mise a servirli.


'^Vespere autem facto cum occidisset sol, ''Fattosi sera e tramontato
il sole, gli con-

affeirebant ad eum omnes male habentes, ducevano davanti malati e gl'indemo-


tutti i

et daemonia habentes *'Et erat omnis ci- : niati ''e tutta la città si era affollata alla
:

vitas congregata ad ianuam. '*Et curavit porta. '*E curò molti afflitti da vari malori,
multos, qui vexabantur variis languoribus, e cacciò molti demoni, e non permetteva
et daemonia multa eiiciebat, et non sinebat loro di dire che lo conoscevano.
ea loqui, quoniam sciebant eum.
^*Et diluculo valde surgens, egressus abiit '*E alzatosi di gran mattino uscì fuori, e
in desertum locum, ibique orabat. '*Et pro- andò in un luogo solitario, e quivi stava in
secutus est eum Simon, et qui cum ilio orazione. '*Ma Simone e quelli che si tro-
erant. *'Et cura invenissent eura, dixerunt vavano con lui gli tennero dietro, ''e trova-
ei Quia omnes quaerunt te. '*Et ait illis
: : tolo, gli dissero Tutti ti cercano. '"Ed egli
:

Eamus in proximos vicos, et civitates, ut disse loro Andiamo per i villaggi e per le
:

et ibi praedicem ad hoc enim veni. *'Et


: vicine città, affinchè anche là io predichi;
erat praedicans in synagogis eorum, et in poiché a questo fine sono venuto. "E andava
omni Galilaea, et daemonia eiiciens. predicando nelle loro sinagoghe e per tutta
la Galilea, e scacciava i demoni.

29 Matth. 8, 14; Lue. 4, 38. »* Lue. 4, 41.

Egli esereitava sugli spiriti malvagi, eaceiandoli in qualche luogo deserto presso Cafarnao per far
senza ricorrere né agli seongiuri, né ai riti degli orazione. Gesù ricorre alla preghiera nei mo-
esorcismi. menti più importanti della sua vita, cioè al bat-
29. Andarono a casa di Simone ecc. Gesù
tesimo (Lue. Ili, 21), all'elezione dei dodici apo-
stoli (Lue. VI, 12), alla moltiplicazione dei pani
usava già una speciale preferenza a S. Pietro col
voler abitare nella casa di lui.
(Mar. VI, 41), prima della confessione di Pietro
(Lue. IX, 18), prima della trasfigurazione (Lue.
31. Si mise a servirli. pranzo, che dovevasi
Il
IX, 28), e al Getsemani (Matt. XXVI, 39). Col
mangiare al Sabato, si preparava fin dal Venerdì
suo esempio Egli ci insegna la necessità che ab-
sera, e quindi la suocera di Pietro appena gua- biamo di ricorrere a Dio per ottenere lumi e
rita, non ebbe da far altro che presentar ai suoi
conforti.
ospiti il desinare preparato fin dal giorno pre-
cedente. 36. E quelli che si trovavano con lui cioè ì
discepoli Andrea, Giacomo e Giovanni. Fin dal
32. Fattosi giorno, in cui Gesù
sera ecc. Il
principio della vita pubblica di Gesù viene sem-
aveva fatto il miracolo precedente, era di Sabato,
pre riservata a Pietro la parte più importante fra
in cui agli Ebrei era comandato il più assoluto
gli Apostoli.
riposo. Il Sabato però cominciava al Venerdì sera
e finiva il giorno seguente col tramonto del sole. 37. Tutti ti cercano. Gli Apostoli vorrebbero
Da questo punto potevano di nuovo intrapren- persuadere Gesù di fermarsi ancora a Cafarnao.
dersi le opere servili, quali il portare malati 38. Per i villaggi e le vicine città. Il greco ha
ecc. (Lev. XXIII, 32). una parola sola x(»uonóXeti;, pei paesi vicini. A
34. Non
permetteva ecc. Gesù non permetteva questo fine sono venuto. Gesù è venuto nel mon-
che demonii lo proclamassero Messìa, sia per-
i do per annunziare agli uomini la buona novella
ché voleva mostrare di essere tale colle sue ope- della loro redenzione (Lue. IV, 43; Giov. XVIII,
re, e sia principalmente perohè non voleva dare 37).
al popolo occasione di confermarsi nella falsa idea 39. Nelle sinagoghe. V. Matt. IV, 23. Nei
di un Messia politico e terreno. V. n. Matt. primi tempi la predicazione di Gesù si svolgeva
Vili, 4. nelle sinagoghe, ma in seguito per l'ostilità dei
35. Andò in an luogo solitario ecc. Gesù fugge Farisei e degli Scribi, Egli dovette predicare ora
la lode e l'ammirazione degli uomini, e si ritira nel deserto, ora sulle montagne, ecc.
S. Marco, I, 40 — II, 5 145

*"£ andò a trovarlo un lebbroso, racco-


**Et venit ad eum leprosus deprecans
eum et genu flexo dixit ei Si vis, potes
: : mandandosi a lui, e inginocchiatosi, gli dis-
me mundare, *Mesus autem misertus eius, se Se vuoi, puoi mondarmi. *'E Gesù
:

exiendit manuin suam et tangens eum, ait : mosso a compassione, stesa la mano, lo
illi
: Volo Mundare. "Et eum dixisset. sta-
:
toccò e gli disse Voglio Sii mondato. *'E: :

tim discessit ab eo lepra, et mundatus est. detto che egli ebbe, sparì da colui la lebbra,
e fu mondato.
*'E Gesù con severa minaccia lo mandò
''Et comminatus est ei, statimque eiecit via : Guardati dal dir nulla
**e gli disse :

illum **Et dicit ei


: Vide nemici dixeris
: : ad alcuno ma va, fatti vedere al principe
:

sed vade, ostende te principi sacerdotum, et dei sacerdoti, e offerisci per la tua purga-
offer prò emundatione tua, quae praecepit zione quello che ha ordinato Mosè in testi-
Moyses in testimonium illis. **At ille egres- monianza per essi. **Ma quegli andatosene,
sus coepit praedicare, et diffamare sermo- cominciò a vociferare e pubblicare il fatto :
nem, ita ut iam non posset manifeste in- talmente che non poteva più entrare scoper-
troire in civitatem, sed forìs in desertis locis tamente in città ma se ne stava fuori in :

esset, et conveniebant ad eum undique. luoghi solitari, e andavano a trovarlo da


tutte le parti.

CAPO n.

ti paralitico guarito, l'I». — Vocazùnu di Levi il pubblicano, IS-IJ. — Del digiuno


cristiano. 18-22. — Le spighe di grano e il Sabato, 23-28.

*Et iterum intravit Caphamaum post dies. 'E alcuni giorni dopo entrò nuovamente
"Et auditum est quod in domo esset, et con- in Cafarnao, 'e si riseppe ch'egli era nella
venerunt multi, ita ut non caperet ncque ad casa, e si radunò molta gente da non :

ianuam, et loquebatur eis verbum. 'Et ve- trovar posto nemmeno nello spazio davanti
nerunt ad eum ferentes paralyticum, qui a alla porta e predicava loro la parola. 'E
:

quatuor portabatur. *Et eum non possent vennero da lui alcuni, 1 quali conducevano
offerte eum illi prae turba, nudavemnt te- un paralitico portato da quattro. *E non po-
ctum ubi erat : et patefacientes submiserunt tendo presentarglielo per la folla, scoprirono
grabatum. in quo paralyiicus iacebat. *Cum il tetto dalla parte dov'egii stava : e fatta
autem vidìsset lesus fìdem illorum ait para- un'apertura, calarono il lettuccio, nel quale
lytico : Fili, dimittuntur tibi peccata tua. giaceva il paralitico. 'Gesù veduta la loro
fede, disse al paralitico : Figliuolo, ti son
rimessi i tuoi peccati.

*• M«tth. 8, 2; Lue. 5, 12. « Lev. 14, 2. » Mitth. 9, 2. » Lue. 5, 18.

40. Lehhroto. Sulla lebbra e su tuno questo voleva dar occasione al popolo di confermarsi
fatto 40-45 V. n. Matt. Vili, 1-4. 1 lebbrosi erano nell'aspettazione di un Messia polìtico, perciò ai
a quei tempi assai numerosi in Palestina. ritira in luoghi solitarii.

CAPO II.

Fij, 6i. Alcuni giorni


1. dopo, cioè di H a qualche
Egiziano che pr«sa tempo.
in ginocchio. 51 riseppe che Egli era nella casa di Pie-
2.
(Antica pittura). tro, e tosto la gente assai numerosa si accalcò
attorno e dentro la casa, ed Egli predicava loro
la parola, cioè la buona novella del regno di Dio.

4. Scoprirono il tetto ecc. In Oriente le case


44. Al principe dei Sacerdoti. Nel tcsto_ greco in generale sono basse, e loro tetti a terrazzo i

si legge semplicemente ai sacerdote «p icp«ì.


: sono formati di assi e di terra battuta. Per
e quest'ultima lezione va ritenuta come autentica, mezzo di una scala addossata al muro esterno
aia perchè ritrovasi nei passi paralleli di Matteo della casa si poteva dal cortile salirvi sopra. Sa-
Vili, 4 e di Luca V, 14, e sia perchè la legge liti adunque costoro sul tetto, praticarono una
(Lev. XIV, 2) non prescriveva di presentarsi al apertura, e con alcune corde calarono davanti a
sommo sacerdote, ma a un sacerdote qualunque Gesù il paralitico.
che fosse in funzione. 5. Veduta la loro fede ecc. Gesìì perdona al
45. Son poteva pia entrare ecc. Ge«ù non paralitico non solo per la sua fede, ma ancha

10 — Sacra Bibbia, voi. I


He S. Marco, II, 6-17

"Erant autem illic quidam de Scribis se- •Erano ivi a sedei»e alcuni Scribi, i quali
dentes, et cogitantes in cordibus suis 'Quid : andavano discorrendo in cuor loro 'Per- :

hic sic loquitur? blasphemat. Quis potest chè costui parla così? egli bestemmia. Chi
dimittere peccata, nìsi solus Deus? *Quo può perdonare i peccati, fuorché solo Dio?
statini cognito lesus spiritu suo quia sic •Ma Gesù avendo subito nel suo spirito co-
cogitarent intra se, dicit illis Quid ista co- : nosciuto che in tal modo discorrevano den-
gitatis in cordibus vestris? *Quid es faci- tro di sé, disse loro Per qual motivo pen- :

lius dicere paralytico : Dimittuntur tibi pec- sate queste cose nei vostri cuori? 'Che è
cata an dicere : Surge, tolle grabatum : più facile dire al paralitico Ti son rimessi :

tuum, et ambula? "Ut autem sciatis quia i tuoi peccati oppure dire Alzati, prendi
: :

Filius hominis habet potestatem in terra di- il tuo lettuccio e cammina? "Ora affinchè
mittendi peccata, (ait paralytico), "Tibi di- sappiate che il Figliuolo dell'uomo ha po-
co Surge, tolte grabatum tuum, et vade
: testà in terra di rimettere i peccati, (disse
in domum
tuam. "Et statim surrexit ille : al paralitico) "Dico a te Sorgi, prendi
: :

et, sublato grabato, abiit coram omnibus, ita il tuo lettuccio, e vattene a casa tua. "E
ut mirarentur omnes, et honoriflcarent subito colui si alzò e preso il suo lettuccio :

Deum, dicentes Quia numquam sic vidi- : a vista di tutti, se ne andò, talmente che
mus. tutti restarono stupefatti, e glorificarono Dio,
dicendo Non abbiamo mai visto cosa simile.
:

"Et egressus rursus ad mare om- est : "Edegli se ne andò di nuovo verso il
nisque turba veniebat ad eum, et docebat mare e tutto il popolo andava da lui, ed
:

eos. "Et cum praeteriret, vidit Levi Alphaei egli li istruiva. "E mentre passava vide
sedentem ad telonium, et ait ili! : Sequere Levi figliuolo di Alfeo seduto al banco, e
me. Et surgens secutus est eum. ^*Et fa- gli disse Seguimi. Ed egli alzatosi lo se-
:

ctum est, cum accumberet in domo illius, guitò. "Or avvenne che, essendo egli a ta-
multi publicani, et peccatores simul discum- vola nella casa di lui, molti pubblicani e
bebant cum lesu, et discipulis eius erant : peccatori erano a mensa con Gesù e con i
enim multi, qui et sequebantur eum. suoi discepoli che erano molti infatti che
;

lo seguivano.

^"Et Scribae, Pharisaei videntes quia et "Ora gli Scribi e i Farisei al vederlo man-
manducaret cum publicanis, et peccatoribus, giare con i pubblicani e i peccatori, dicevano
dicebant discipulis eius Quare cum publi- : a' suoi discepoli Per qual motivo il vostro :

canis, et peccatoribus manducat et bibit Ma- Maestro mangia e beve coi pubblicani e
gister vester? ^'Hoc audito lesus ait illis: peccatori? ^'11 che avendo udito Gesù, disse
Non necesse habent sani medico, sed qui loro Non hanno bisogno del medico i sani,
:

» ^* Matth. 9, 9; Lue. 5, 27. i' Tim.


Job. 14, 4; Is. 43, 25. 1 1, 15.

per quella di coloro che lo portavano. Ti sono Gesù a casa sua offrendogli un
pranzo, a cui
rimessi i peccati V. n. Matt. IX, 2. parteciparono molti pubblicani suoi amici. L'E-
vangelista fa notare che erano già molti i disce-
Bestemmia attribuendosi il potere di rimet-
7.
poli di Gesù.
tere peccati, che compete a Dio solo. I dotti
i

cominciano a mostrarsi ostili a Gesù e ai suoi in- 16. Per qual motivo... mangia e beve coi pub-
segnamenti. blicani e peccatori ? Gli imperatori roinani appal-
Gesù mostra tavano le imposte ad alcuni ricchi cittWBini (detti
8. Avendo Gesù conosciuto ecc.
in greco «Xflvoi e in latino pubblicani) ì quali
col fatto di essere Dio facendo vedere che co-
facevansi rappresentare
nelle provincie dai ri-
nosce i loro pensieri.
scuotitori. Ogni riscuotìtore
a sua volta aveva ai
10. Il Figliuolo V. n. Matt. Vili,
dell'uomo. suoi ordini alcuni funzionarli, scelti per lo più
20. Ha potestà in terra ecc. V. n. Matt. IX, 6. tra gli indigeni, i quali commettevano spesso
Prendi il tuo letto. 11 letto del paralitico
11. ogni sorta di ingiustizia per estorcere più di quel
doveva essere formato di corde e di un'intelaia- che dovevano. Questi funzionarii sono chiamati nel
tura di legno. Vangelo pubblicani. I Giudei li consideravano
come uomini dati a ogni sorta di vizi, e se erano
Restarono stupefatti. V. n. Matt. IX, 8.
12.
ebrei, li ritenevano ancora come manutengoli del
'Abbiamo mai visto simile cosa, che un uomo cioè
governo straniero, e perciò li odiavano tanto
come Figlio dell'uomo, rimettesse i peccati.
che pubblicano e peccatore erano divenuti due
13. Uscito dalla casa, dove aveva guarito il sinonimi. V. Matt. V, 46 e IX, 11 e ss.
paralitico. Gesù se n'andò verso il lago. In Cafarnao città di frontiera e di transito do-
14. Levi figliuolo dì Alfeo. Nel I Vangelo viene vevano essere numerosi pubblicani. i

chiamato Matteo. V. Matt. IX, 9. Seguimi cioè sii 17. Non sono venuto ecc. Gesù è il medico
mio discepolo. E' da ammirarsi la prontezza della spirituale, Egli è venuto per guarire i peccatori
ubbidienza di Levi, e l'efficacia della parola di dalle loro infermità, chiamandoli alla penitenza.
Gesù. Tutti hanno peccato e tutti abbisognano dell'o-
15. Essendo a tavola ecc. Lev! aveva invitato pera di Gesù.
S. Marco, II, 18-27 147

male habent : non enira veni vocare iustos, ma i malati : imperocché io non sono venuto
sed peccatores. a chiamare i giusti, ma i peccatori.

"Et erant discipuli Ioannis. et Pharisaei "I discepoli di Giovanni e i Farisei face-
ieiunantes et veniunt, dicunt illi
:
Quare : vano dei digiuni vanno dunque, e gli di-
:

discipuli Ioannis, et Pharisaeorum ieiunant, cono Per qual motivo


: discepoli di Gio- i

tui autem discipuli non ieiunant? "Et ait vanni e de' Farisei digiunano e i tuoi di- :

illis lesus Numquid possunt flliì nuptia-


: scepoli non digiunano? **E Gesù disse lo-
rum, quamdiu sponsus cum illis est. ieiu- ro Possono forse i compagni dello spose
nare? Quanto tempore habent secum spon- digiunare, mentre lo sposo è con essi ? Fin-
sum, non possunt ieiunare. '"Venient autem ché hanno con sé lo sposo, non possono di-
dies cum auferetur ab eis sponsus et tunc : giunare. **Ma tempo verrà che sarà loix)
ieiunabunt in illis diebus. "Nemo assumen- tolto lo sposo e allora per quel tempo di-
:

tum panni rudis assuit vestimento veteri : giuneranno. ''Nessuno cuce a un vestito
alioquin aufert supplementum novum a ve- vecchio un pezzo di panno nuovo altri- :

teri, et maior scissura flt. "Et nemo mittit menti la nuova giunta strappa del vecchio,
vinum novum in utres veteres alioquin di- : e lo sdrucio diventa maggiore. "E nessimo
rumpet vinura utres, et vinum effundetur, mette il vino nuovo in otri vecchi altri- :

et utres perìbunt sed vinum novum in u-: menti il vino rompe gli otri, e il vino si
tres novos mitti debet. versa, e gli otri vanno a male : ma il vino
nuovo va messo in otri nuovi.
"Et factum est itenim cum Dominus sab- "Successe ancora che camminando il Si-
batis ambularet per sata, et discipuli eius gnore in giorno di sabato pei seminati, i suoi
coeperunt progredì, et veliere spicas. **Pha- discepoli cominciavano a inoltrarsi, e co-
rìsaei autem dicebant ei Ecce, quid fa- : gliere delle spighe. '*E i Farisei gli dice-
ciunt sabbatis quod non licet? ''Et ait illis : vano Ecco, perchè fanno di sabato quello
:

Numquam legistis quid fecerìt David, quan- che non è lecito? "Ed egli disse loro:
do necessitatem habuit, et esurìit ipse, et Non avete mai letto quello che fece David,
qui cum eo erant? ''Quomodo introivit in trovandosi in necessità, e avendo fame egli
domum Dei sub Abiathar principe sacerdo- e i suoi compagni? ''Come entrò
nella casa
tum, et panes propositionis manducavit, quos di Dio, essendo sommo
sacerdote Abiathar,
non licebat manducare, nisi sacerdotibus, et e mangiò i pani della proposizione, dei quali
dedit eis, qui cum eo erant? ''Et dicebat non era lecito mangiare, se non ai soli sa-
eia Sabbatum propter hominem factum
: cerdoti, e ne dette a' suoi compagni? *'E

" Matth. 9, 15; Lue. 5, 35. " Mitth. 12, I; Lue. 6, 1. " 1 Reg. 21, 6. »• Lev. 24, 9.

18-22. Sulla questione del digiuno. V. Man. importante nel'regno di Davide, l'Evangelisu gli
IX, 14-18. Sui Farisei. V. Ma». IH, 7. dà subito il titolo di sommo sacerdote.
18. Facevano dei digiani. La legge non prescri-
veva che il digiuno nel giorno dell'espiazione;
ma i Farisei ne avevano aggiunti parecchi altri
per divozione.
19. Possono i compagni ecc. Digiunino pure
i discepoli di Giovanni
loro tolto il perchè fu
maestro; ma i compagni dello sposo, cioè i di-
scepoli di Gesù, non debbono digiunare, finché
hanno lo sposo Gesù in loro compagnia. Gii il
Battista aveva dato a Gesù il titolo di sposo
(Giov. Ili, 29).
20. Gesù allude alla morte violenta con cui
verrà tolto dal mondo.
22. Ma il vino nuovo va messo ecc. Questa fra-

se manca in alcuni codici greci, si ritrova però


in altri e nelle versioni.
Fìz. 6a. — Tavola dal pani di proposiziona.
(Arco di Tito).
23-28. Le spighe giorno di Sabato.
colte in
V Matt. XII, 1-8. Cogliere spighe. I discepoli
avendo fame coglievano spighe, e dopo averle Altri interpreti pensano però che si abbia qui
sgranellate, mangiavano.le uno sbaglio dovuto a qualche copista.
24. 1 Farisei non osando forse rivolgersi di- 27. Il Sabato è stato fatto ecc. Il Sabato cioè
rettamente a Gesù, riprendono suoi discepoli. i
il riposo sabatico non ha ragione di fine, ma di
26. Essendo... Abiathar ecc. Il fano qui men- mezzo. Esso fu istituito per l'uomo, affinchè po-
zionato avvenne propriamente sotto il pontifi- tesse avere i mezzi di santificarsi coll'esercizio
cato di Achimelech (I Re XXI, 1), padre di Abia- delle opere di pietà e di religione, e affinchè
thar Siccome però quest'ultimo aiutò il padre anche il corpo avesse il necessario riposo. L'uo-
nell'adempimento delle sue funzioni, e poi gli mo non deve dunque soffrire la fame per il Sa>
•uccedenc nel pontificato, ed ebbe una pane baio.
148 S. Marco, II, 28 — III, 11

est, et non homo propter sabbatum. ^*Ita- disse loro Il sabato è stato fatto per l'uo-
:

que Dominus est fìlius hominis, etiam sab- mo, e non l'uomo pel sabato. ^'Perciò il
bati Figliuolo dell'uomo è padrone anche del
sabato.

CAPO HI.

L'uomo colla mano secca, i-6. — Le turbe attorno a Gesù, varii prodigi, 7-12. —
Elezione degli Apostoli, 13-19. — Gesii e Beelzebub, 20-30. / parenti di —
Gesii, 3^-35-

^Et introivit iterum in synagogam : et erat ^E di nuovo entrò e vi nella sinagoga :

ibi homo habens manumaridam. ^Et obser- era un uomo che aveva una mano
secca.
vabant eum, si sabbatis curaret, ut accusa- ''E stavano a vedere se egli lo sanasse in
rent illum. 'Et ait homini habenti manum giorno di sabato, per accusarlo. 'Ed egli
aridam Surge in medium. *Et dicit eis
: : disse all'uomo che aveva la mano secca :

Licet sabbatis benefacere, an male ? animam Vieni qua in mezzo. *E dice loro E lecito :

salvam facere, an perdere? At illi tacebant. fare del bene del male in giorno di sabato ?
"Et circumspiciens eos cum ira, contristatus salvare togliere la vita? Ma quelli tace-
super caecitate cordis eorum, dicit homini : vano. *E girati gli occhi sopra di essi con
Exiende manum tuam. Et extendit, et resti- ira,deplorando la cecità dei loro cuori, disse
tuta est manus illi. *Exeuntes autera Phari- a colui Stendi la tua mano. Ed egli la
:

saei, statim cum Herodianis consìlium facie- stese, e gli fu restituita la mano. 'Ma i

bant adversus eum quomodo eum perderent. Farisei subito tennero consiglio
ritiratisi,
con gli Erodiani contro di lui intomo al modo
di farlo perire.
'lesus autem cum discipulis suis secessit ^E Gesù si appartò coi suoi discepoli ver-
ad mare et multa turba a Galilaea, et lu-
: so il mare e lo seguitò una gran turba di
:

daea secuta est eum, "Et ab lerosolymis, et popolo dalla Galilea e dalla Giudea, *e da
ab Idumaea, et trans lordanem et qui circa : Gerusalemme e dall' Idumea e dalle terre
Tyrum, et Sidonem, multitudo magna, au- di là dal Giordano
e quelli delle vicinanze:

dìentes, quae faciebat, venerunt ad eum. di Tiro e di Sidone, avendo udito le cose
'Et dixit discipulis suis ut navicula sibi de- che faceva, andarono da lui in gran folla.
serviret propter turbam, ne comprimerent *Ed egli disse ai suoi discepoli che stesse
eum.^^Multos enim sanabat, ita ut inruerent pronta per lui una barchetta, affinchè la gran
in eum ut illum tangerent quotquot habe- turba non lo opprimesse. '"Perchè rendeva
bant plagas. '^Et spiritus immundi, cum il- la sanità a molti onde tutti quelli che era-
:

lum videbant, procidebant ei et clamabant : no afflitti da qualche malore, gli si pigia-

1 Matth. 12, 9; Lue. 6, 6. « Matth. 12, 14.

28. Il Figliuolo dell'uomo ecc. Se il Sabato fu 5. Girati gli occhi con ira ecc. Gesù dava
istituito per il bene dell'uomo, il Figliuolo del- spesso di questi sguardi sulla folla. (Mar. Ili,
l'uomo, cioè il Messia mandato a salvare gli uo- 5, 34; V, 32; IX, 8; X, 23; XI, 11). Ciò che
mini, può di certo dispensare dall'obbligo di os- provoca l'ira ossia l'indignazione di Gesù, è
servarlo. l'insensibilità degli Scribi e dei Farisei, i quali
non vogliono riconoscere in lui il Messia. Stendi
CAPO III. ecc. V. Matt. XII, 13.
6. Erodiani. Ved. Matt. XXII, 16.
1. Di nuovo entrò nella sinagoga come era
7-8. Si appartò verso il mare, cioè il lago di
solito di fare ogni Sabato. Il miracolo qui narrato
avvenne in altro Sabato da quello, in cui ebbe Genezaret. Mentre i Farisei e gli Scribi comin-
luogo la questione narrata nel cap. preced. 23-28. ciano a trattare della morte di Gesù, le turbe
accorrono a lui da ogni parte della Palestina e
2. Stavano a vedere ì Farisei e gli Scribi se
da tutti i paesi circonvicini, cioè dall'ldumea (al
Gesù col sanarlo violasse il Sabato. V. A\att.
Sud della Palestina), dalle terre a! di là del Gior-
XII, 10 e ss.
dano (la Perca all'Est), e dalle vicinanze di Tiro
3. Vieni qua in mezzo. Gesù vuole che sia e di Sidone (al Nord). V. Matt. XI, 21.
veduto da tutti, acciò sia più evidente il prodigio. 9. Che stesse pronta ecc. Voleva aver pronta
4. Quelli tacevano non sapendo cosa rispon- una barca per ammaestrare con più agio le tur-
dere. be e per sottrar.si loro quando gli fosse piaciuto.
S. Marco, III, 12-25 149

dicentes : "Tu es Filius Dei, Et vehemen- vano addosso per toccarlo. '*E gli spiriti
ter comminabatur eis ne manifestarent illum. immondi, quando lo vedevano, gli si ingi-
nocchiavano e gridavano, dicendo "Tu sei :

il Figliuolo di Dio. E faceva loro gravi mi-


nacce, perchè non lo manifestassero.
"Et ascendens in montemvocavit ad se "E
salito sopra un monte, chiamò a sé
quos voluit rpse : et venerunt ad eum. '*Et quelliche volle e si accostarono a lui. "E
:

fecit essent duodecim cum ilio


ut et ut : scelse dodici, perchè stessero con lui e :

mitteret eos praedicare. '* Et dedit illis po- per mandarti a predicare. "E diede loro
testatem curandi infirmitates, et eiiciendi potestà di curare le malattie e di cacciare i
daemonia. '*Et imposuit Simoni nomen Pe- demoni. "Simone, cui pose il nome di Pie-
trus *'Et lacobum Zebedaei, et loannem
:
tro : ''e Giacomo figliuolo di Zebedeo e
fratrem lacobi, et imposuit eis nomina Boa- Giovanni fratello di Giacomo : ai quali pose
nerges, quod est, Filii tonitrui "Et An- : il nome di Boanerges, cioè, figliuoli del tuo-
dream, et Philippum, et Bartholomaeum, et no "e Andrea e Filippo e Bartolomeo e
:

Matthaeum, et Thomam, et lacobum Al- Matteo e Tommaso e Giacomo figliuolo di


phaei, et Thaddaeum, et Simonem Cana- Alfeo e Taddeo e Simone Cananeo, "e Giu-
naeum. "Et ludam Iscariotem, qui et tradl- da Iscarìote, che Io tradì.
dit illum.

"Et veniunt ad domum et convenìt ite- ; "E andarono


in casa, e si radunarono di
rum turba, ita ut non possent neque panem bel nuovo
turbe, dimodoché non pote-
le
manducare. *'Et cum audissent sui. exie- vano nemmeno prender cibo. *'E i suoi aven-
runt tenere eum : dicebant enim Quoniam : do saputo tali cose, andarono per pigliarlo :

in furorem versus est. perché dicevano Ha dato in pazzia.


:

"Et Scribae, qui ab lerosolymis descen- '*E gli Scribi, che erano venuti da Geru-
derant, dicebant Quoniam Beelzebub ha- : salemme, dicevano Egli ha Beelzebub, e
:

bet ,et quia in principe daemoniorum eiicit discaccia i demoni in virtù dtl principe dei
daemonia. **Et convocatis eis in parabolis demoni. "Ma egli chiamatili a sé. diceva
dicebat illis Quomodo potest satanas sata-
: loro in parabole Come può Satana scac-
:

nam eiicere? '*Et si regnum in se divida- ciare Satana? **E se un regno si divide in
tur,non potest regnum illud stare. **Et si contrari partiti, un tal regno non può sus-
domus super semetipsam dispertiatur, non sistere. "E se una casa é divisa in sé stes-

" M«tth. 10, 1 ; Lue. 6. 13. =- Matth. 9, 34.

11. Gli spiriti immondi cioè gli indemoniati, Andarono in casa ecc. Dopo l'elezione de-
20.
che a quei tempi erano assai numerosi (V. Le gli Apostoli Gesù tornò a Cafarnao nella casa
Camus. Vita di Gesù, voi. I p. 329 e is. Bre- di Pietro, e il concorso delle turbe fu sì grande
scia 1908) si prostravano davanti a lui e confes- che non poteva prender cibo. La frase mandu-
savano la sua divinità. care panem è un ebraismo che significa sempli-
12. Faceva loro gravi minaccit ecc. V. cap. cemente prender cibo.
1, 25. 21. suoi ecc. Nel greco ot xop'avrov. Con
/
13. Salito sopra un monte quello cioè delle queste parole possono essere indicati sia i pa-
beatitudini (V. Matt. V, 1 ; Lue. VI. 12), chiamò renti e sia i discepoli o gli amici di Gesù, e fra
gli interpreti vi è chi segue l'una e chi segue
a sé quelli che volle, come un re che sceglie i
suoi ministri, come un padrone che dispone delle l'altra interpretazione, benché l'opinione che vede

cose sue, e dopo aver passata una notte in pre- indicati i parenti di Gesù sia la più comune. Essi
ghiera (Lue. VI, 13), verso il mattino li costituì volevano impossessarsi di Gesù e condurlo al-
Apostoli. trove. Perciò andavano dicendo : Ha dato in
pazzia, non perchè credessero che fosse vera-
14-15. Perchè stessero con lui ecc. In queste mente così ma perchè spinti da un falso zelo
:

parole viene tracciata la missione degli Apostoli. speravano di poter in tal modo sottrarre più fa-
Essi dovranno accompagnare e seguire Gesù per cilmente sé stessi e lui, alle insidie degli Scribi
essere testimonii delle sue opere e dei suoi in- e dei Farisei.
segnamenti, e dovranno predicare a tutto il mon-
22. Egli ha Beelzebub cioè è posseduto da
do la Buona Novella. Affinchè possano confer-
Beelzebub (gr. BeeXJ:E3ovX) V. Matt. X, 25. Gli
mare la loro parola coi miracoli. Gesù di loro
Scribi mandati da Gerusalemme per spiare Gesù,
potestà di cacciare i demonii e curare le ma-
attie.
presero motivo per lanciare contro di lui quest'ac-
cusa dalla guarigione di un indemoniato (Man.
16-19. Sui singoli Apostoli V. Man. X, 1 e ss. XII, 22).
Boanerges. Questa particolarità è propria
17. 23. Diceva loro in parabole cioè con linguaggio
di S. Marco. Boanerges è una parola del dia- figurato. Gli Scribi non osservavano che Gesù,
letto galilaico corrispondente all'ebraico benère- combattendo contro Satana e cacciandolo dagli
gèz. Gesù diede questo nome ai due fratelli sia ossessi, mostravasi perciò stesso suo nemico, e
per la loro eloquenza, sia per il loro zelo ardente non era possibile che Satana volesse aiutare Ge-
ael seguirlo. sù a disnuggere il suo regno. V. Man. XII, 25
150 S. Marco, III, 26 — IV, 4

potest domus illa stare. '''Et si satanas con- sa, tal casa non può sussistere. "E se Sa-
surrexerit in semetipsum, dispertitus est, et tana si è rivoltato e si è messo in discordia
non poterit stare sed flnem habet. ^'Nemo contro sé stesso, non potrà sussistere ma :

potest vasa fortis ìngressus in domum diri- sta per finire. ^'Nessuno può entrare in
pew, nisi prius fortem alliget, et tunc do- casa del forte e rubar le sue spoglie, se
mum eius diripiet. prima non lega il forte; allora darà il sacco
alla casa di lui.

"Amen dico vobìs, quoniam omnia di- '*In verità vi dico che saranno rimessi ai
mittentur flliis hominum peccata, et blasphe- figliuoli degli uomini tutti i peccati, e qua-
miae, quibus blasphemaverint *'Qui autem
: lunque bestemmia che abbiano proferita :

blasphemaverit in Spiritum sanctum, non ^'Ma per chi avrà bestemmiato contro lo
habebit remissionem in aeteraum, sed reus Spirito santo, non vi sarà remissione in
erit aeterni delieti. '"Quoniam dicebant : etemo ma sarà reo dì delitto etemo. '"Poi-
:

Spiritum immundum habet. ché dicevano Egli ha lo spirito immondo.


:

'^Et veniunt mater eius et fratres et fo- : '*E venne la madre e i fratelli di lui, e
ris stantes miserunt ad eum vocantes eum. stando fuori mandarono a chiamarlo. ''E
•'Et sedebat circa eum turba et dicunt : sedeva intorno a lui molta gente, e gli disse-
ei Ecce mater tua, et fratres tui foris quae-
: ro Ecco che tua madre e i tuoi fratelli là
:

runt te. **Et respondens eis, ait Quae est : fuori, cercano di te. ''Ma egli rispose e
mater mea, et fratres mei? '*Et circumspi- disse loro Chi è mia madre, e chi i miei
:

ciens eos, qui in circuitu eius sedebant, ait :


fratelli? '*E girati gli occhi sopra coloro che
Ecce mater mea, et fratres mei. "*Qui enim gli sedevano attorno Ecco disse, mia ma-:

fecerit voluntatem Dei, hic frater meus, et dre e i miei fratelli. "Poiché chi fa la volontà
soror mea, et mater est. di Dio, è mio fratello, mia sorella e madre.

CAPO IV.

Parabola del semiftatore, 1-20. —


La luce messianica, 21-25. Parabola del seme, —
26-29. —
Parabola del granello di senapa, 30-34. Tempesta sedata, 35-40. —

^Et iterum coepit docere ad mare et con- : 'E cominciò di nuovo a insegnare vicino
gregata est ad eum turba multa, ita ut navim al mare radunò intorno a lui gran
: e si
ascendens sederei in mari, et omnis turba moltitudine di gente dimodoché montato :

circa mare super terram erat *Et docebat


: in una barca sedeva sul mare e tutta :

eos in parabolis multa, et dicebat illis in quanta la turba stava in terra lungo la ma-
doctrina sua 'Audite
: ecce exiit seminans
: rina. '^E insegnava loro molte cose per via
ad seminandum. *Et dum seminat, aliud ce- di parabole, e diceva loro secondo la sua

2» Matth, 12, 31; Lue. 12, 10; I Joan. 5, 16. " Matth. \2, 46; Lue. 8, 19. 1 Matth. 13, 1 ;

Lue. 8, 4.

27. Nessuno può entrare in casa del forte eec. la volontà di Dio. Egli è venuto nel mondo per
V. Matt. XII, 29. compiere il volere del Padre e procurare la sua
28-30. Sulla bestemmia contro lo Spirito S. gloria, e perciò tutti coloro che si danno con
V. Matt. XII, 31. Gli Scribi sono rei di questo impegno a fare la volontà di Dio, contraggono
un'affinità o parentela con lui ben più eccellente
peccato, poiché attribuiscono a Satana l'espul-
di quella fondata sulla carne. Da questa parentela
sione dei demoni!, che Gesù compie per virtìi
spirituale con Gesù non viene esclusa Maria SS. ;
dello Spirito S. Volontariamente chiudono gli
occhi alla luce, e convertono in motivo di osti- anzi essendo ella stata la creatura, che più perfet-
nazione nel male quei miracoli che Gesù com- tamente ha compiuto la volontà di Dio, è ancora
colei che ha più stretti vincoli spirituali con
pieva per loro salute. Nel v. 30 S. Marco spiega
appunto che la bestemmia contro lo Sp. S. con- Gesù Cristo.
sisteva nel dire che Gesù era posseduto dal de- CAPO IV.
monio.
31-35. Venne la madre Maria SS e i fratelli 1. Cominciò ecc. Gesù aveva già insegnato pa-
cioè i cugini di lui. V. Matt. XII, 46-50; XIII, 55. recchie volte lungo il mare di Galilea I, 16; II,
13; III, 7.
34. Ecco la madre mia eec. Gesù non rinnega
I legami del sangue ma insegna che sono più
;
2. Nella sua dottrina cioè nell'insegnamento di
nobili i legami che lo stringono a coloro che fanno quel giorno. Parabole V. Matt. XIII, 3.
S, Marco, IV, 5-15 151

cidit circa venerunt volucres caeli,


viam, et maniera d'insegnare 'Ponete mente Ecco
: :

et comederunt *Aliud vero cecidit su-


lllud. che il seminatore andò a seminare. *E men-
per petrosa, ubi non habuit lerram multara : tre seminava, parte (del seme) cadde lun-
et statirn exortum est, quoniam non habe- go la strada, e vennero gli uccelli dell'aria,
bat altitudinem terrae 'Et quando exortus : e lo mangiarono. 'Un'altra parte cascò in
est sol, exaestuavit et eo quod non habebat
: luogo sassoso, dove non trovò molta terra :

radicem, exaruit. ^Et aliud cecidit in spi- e subito nacque, perchè non aveva terreno
nas et ascenderunt spinae, et suffocave-
: profondo 'ma levatosi il sole, fu arso dal
:

runt ìllud, et fructum non dedit. 'Et aliud calore e perchè non aveva barbicato, sec-
:

cecidit in terram bonam et dabat fructum : cò. ^Un'altra parte cadde tra le spine e :

ascendentem, et crescentem, et afferebat cresciute le spine, lo soffocarono, e non


unum triginta, unum sexaginta, et unum recò frutto. 'Altro cadde in buon terreno :

centum. *Et dicebat : Qui habet aurea au- e diede frutto, che venne su rigoglioso e :

diendi, audiat. rese dove trenta per uno, dove sessanta, e


dove cento. *E diceva chi ha orecchie da :

intendere, intenda.
"Et cumesset singularis, interrogaverunt "Ma quando
fu solo, 1 dodici ch'erano
eum cum eo erant duodecim, para-
hi, qui con lui lointerrogarono sopra la parabola :

bolam. "Et dicebat eis Vobis datum est : "Ed egli diceva loro A voi è dato di In- :

nosse mysterium regni Dei illis autem, qui : tendere il mistero del regno di Dio ma per :

foris sunt, in paraboiis omnia flunt ''Ut vi- : quelli che sono fuori, tutto si fa per via di
dentes videant, et non videant et audientes : parabole "affinchè vedendo con gli oc-
:

audiant, et non intelligant nequando con- : chi non veggano e udendo colle orecchie
:

vertantur, et dimittantur eis peccata. non intendano perchè non si convertano,


:

e siano loro rimessi i peccati.


"Et ait illis: Nescitis parabolam hanc? "E disse loro Non intendete questa pa-
:

et quomodo omnes parabolas cognoscetis? rabola? e come intenderete tutte le para-


"Qui seminat, verbum seminai. '*Hi au- bole? "Il seminatore semina la parola.

" Is. 6, 9; Matth. 13, 14; Joan. 12. 40; Act. 28, 26; Rom. 11. 8.

3-9. Sulla parabola del aeijinatore V. Man. Apoatoli, ma rimarri nascosto ptr quelli eh» sono
XIII, 3-9. Questa parabola dimoatra come il Vaa- fuori cioè per le turbe in generale.
12. Affinchè vedendo ecc. Vi ha qui un'allu-
sione a un passo di Isaia (VI, 9-10) riferito da
Matt. XIII, 14. Da queste parole sembrerebbe
che Gesù abbia parlato con parabole per noa
essere inteso e perchè la gente non si coaver-
tisse. Ciò non può essere. Nella sua predicazione
Gesù mirava ad essere inteso dai suoi uditori,
e se dovette in un dato momento ricorrere alle
parabole si fu per le speciali condizioni degli
stessi suoi uditori. Questi infatti, acciecati come
erano dall'idea di un regno messianico politico e
terreno, avrebbero tosto abbandonato Gesù, anzi
ai sarebbero ribellati alle sue parole, se Egli aper-
Rg. 6}. — Si misura il grano «uii'aia. tamente e senza alcuna oscurità avesse detto che
(Pittura egixUnji). il regno messianico era spirituale e consisteva
principalmente nella pratica della virtù. Perciò
Egli ricorse alle parabole, nelle quali gli animi
gelo predicato rimane sterile, oppure porta frutti, ben disposti trovavano svelati i misteri del regno
a seconda delle disposizioni di chi lo ascolta. di Dio, che agli altri invece rimanevano nascosti.
8. Dove trenta ecc. Matteo XIII, 8 ha un or- Se adunque le turbe in generale non compre-
dine inverso 100, 60, 30. sero le parabole e non si convertirono, devono
10. Quando fu solo. Questa particolarità è incolpare sé stesse, cioè il loro soverchio attacco
propria di S. Marco. Solamente sul far della sera alle cose del mondo e ai loro pregiudizi e non
Gesù si trovò libero dalle turbe, ed era già tor- già gli insegnamenti di Gesù. Pertanto le parole
nato a casa, quando si accostarono a lui i disce- del testo affinchè vedendo ecc. perchè non ecc.
poli (Matt. Xlll, 36) e l'interrogarono sopra la non significano un'intenzione causale per parte
parabola, gli domandarono cioè che cosa signifi- di Gesù, ma esprimono semplicemente il fatto
casse. Oltre al significato della parabola i disce- che provenne dalle parabole, cioè l'acciecamento,
poli domandarono ancora a Gesù perchè avesse l'ostinazione di molti.
preso ad insegnare per vìa di parabole. Gesù 13. Non intendete ecc. Come capirete le altre
conincia a rispondere a quest'ultima domanda. parabole se non capite questa prima, che è come
11. // mistero del regno di Dio è la dottrina il fondamento e la chiave di tutte le altre?
che riguarda la fondazione e la diffusione ecc. 14. // seminatore è Gesù o i predicatori cri-
del regno messianico nel mondo per la salute de- stiani ;la parola seminata è il Vangelo annunziata
*li uomini. Questo mistero viene svelato agli agli uomini.
152 S. Marco, IV, 16-25

tem sunt, qui circa viam, ubi semìnatur ^^Ora quelli che ricevono la semenza lun-
verbum, et cum audierint, confestim venit go la strada, sono coloro, nei quali è se-
satanas, et aufert verbum, quod seminatum minata la parola ma udita che l'hanno,
:

est in cordibus eorum. ^*Et hi sunt simili- vien tosto Satana, e porta via la parola se-
ter, qui super petrosa seminantur qui cum : minata ne' loro cuori. "Similmente, quelli
audierrnt verbum, statim cum gaudio acci- che hanno ricevuto il seme in luoghi sas-
piunt illud ^'Et non habent radicem in se,
: sosi, sono coloro che, udita la parola, su-
sed temporales sunt deinde orta tribula- : bito l'abbracciano con allegrezza ^'e non :

tione et persecutione propter verbum, con- hanno in sé radice, ma sono di corta du-
festim scandalizantur. ^*Et alii sunt, qui in rata e venuta poi la tribolazione e la per-
:

spinis seminantur hi sunt, qui verbum au-


: secuzione a motivo della parola, restano su-
diunt, ^*Et aerumnae saeculi, et deceptio di- bito scandalizzati. "Quelli che ricevono il
vitiarum, et circa reliqua concupiscentiae seme tra le spine, sono coloro, i quali ascol-
introeuntes suffocant verbum, et sine fructu tano la parola : '''ma le sollecitudini del se-
efRcitur. ^"Et hi sunt, qui super terram bo- colo, e le ingannevoli ricchezze, e gli altri
nam seminati sunt, qui audiunt verbum, et disordinati affetti sopravvenendo soffocano
suscipiunt, et fructificant, unum triginta, u- la parola, ed essa rimane infruttuosa. '"Ma
num sexaginta, et unum centum. quelli che ricevono il seme in buon terreno,
sono coloro, i quali ascoltano la parola e
l'abbracciano, e portano frutto, chi il trenta,
chi il sessanta e chi il cento per uno.
^'Et dicebat illis : Numquid venit lucerna '*E diceva loro Forse viene fuori la lu-
:

ut sub modio ponatur, aut sub lecto? nonne cerna per esser messa sotto il moggio, o
ut super candelabrum ponatur? ^^Non est sotto il letto ? non vien essa per esser posta
enim aliquid absconditum, quod non mani- sul candelliere? ^*Poichè non è cosa nasco-
festetur nec factum est occultum, sed ut
: sta che non abbia a manifestarsi né che :

in palam veniat. ^* Si quis habet aures au- sia fatta per istare occulta, ma per uscire
diendi, audiat. alla luce. ^^Chi ha orecchie da intendere,
intenda.
'*Et Videte quid audiatis.
dicebat illis : ^*E loro Badate a quello che
diceva :

In qua mensura mensi fueritis, remetietur udite. Con


quella misura, colla quale avrete
vobis, et adiicietur vobis. "Qui enim habet, misurato, sarà rimisurato a voi e con giun-

1» I Tim. 6, 17. 21 Matth. 5, 15; Lue. 8, 16 et 11, 33. " Matth. 10, 26; Lue. 8, 17.
2* Matth. 7, 2; Lue. 6, 38. "Matth. 13, 12 et 25, 29; Lue. 8, 18 et 19, 26.

15. Quelli sono lungo la strada ecc. La strada /{ letto, di cui si parla, era un divano, sul quale
è figura degli uomini insensibili, indurati nel ma- si sdraiavano gli antichi quando mangiavano a
le, i quali ascoltano talvolta la parola di Dio ; tavola.
ma non la lasciano penetrare nel loro cuore, e 22. Non è cosa nascosta ecc. Le parabole di
Satana fa sì che ben presto la dimentichino. Gesù benché contengano molte oscurità per le
16-17. Luoghi sassosi cioè ricoperti da un sol
leggiero strato di terra, sono figura degli uomini
incostanti, i quali a tutta prima ascoltano con tra-
sporto la parola di Dio, ma non sono perseveranti
FiZ. 64.
nel bene, ed essa non può gettare profonde radici
nel loro cuore. Al momento della tentazione Moggio.
cadono.
18-19. Le spine rappresentano quelle anime,
che ascoltano la parola di Dio; ma sono piene
di tante preoccupazioni per gli interessi tempo- turbe mal disposte, dovranno però un giorno ri-
rali, che impediscono alla parola di portar il suo splendere della luce più viva, e per la predica-
frutto. zione dei discepoli essere manifestate a tutto il
20. Il buon terreno è figura delle anime ben mondo, di guisa che tutti conoscano i misteri del
disposte, le quali ascoltano la parola di Dio con regno di Dio.
un cuore docile e ubbidiente, e la fanno frutti- 23. Chi ha orecchie ecc. Proverbio col quale
ficare chi per cento ecc. V. Matt. XIII, 23. si invitano gli uditori a riflettere su quanto si
21. Forsechè ecc. Gesù aveva detto al v. 11 è detto.
che agli Apostoli era dato di intendere il mistero 24. Badate ecc. Prestate tutta la vostra atten-
del regno di Dio, ora li avverte che la luce loro zione a quello che io vi dico; poiché con qaeOù
comunicata non deve rimanere nascosta ; essi do- misura ecc. Con questo p.overbio Gesù vuol dire,
rranno far conoscere e predicare a tutto il mondo che quanto più i discepoli presteranno attenzione
gli insegnamenti loro affidati. Moggio V. Matt. alle sue parole, tanto maggiore sarà IMctelIigenza
V. 15 (V. fig. 64L dei misteri celesti che riceveranno.
S. Marco, IV. 26-36 153

dabitur illi et qui non habet, etiam quod


: ta."Poiché a colui che ha sarà dato ma a :

habet auferetur ab eo. "Et dicebat Sic est : chi non ha, sarà tolto anche quello che ha.
regnum Dei, quemadmodum si homo jaciat "Diceva ancora Il regno di Dio è come
:

sementem in terram, ^'Et dormiat. et exur- se uno getta il seme sopra la terra, "e
gat nocte et die, et semen germinet, et in- dorme e si alza notte e dì e il seme bar- :

crescat dum nescit ille. -'Ultro enìm terra bica e cresce, mentr'egli non sa. "Poiché
primura herbam, deinde splffam,
fructificat, la terra da sé stessa produce prima l'erba,
deinde plenum frumentum in spica. ^*Et cum poi la spiga, indi nella spiga il pieno fru-
produxerit fructus, statim mittit falcem, quo- mento. **E formato che sia il frutto, tosto
niam adest messis. vi si mette la falce, perchè é tempo della
messe.
"Et dicebat Cui assimilabimus regnum
: ^"E diceva ancora A qual cosa assomi- :

Dei? aut cui parabolae comparabimus illud? glieremo noi il regno di Dio? o con qual
''Sicut granum sinapis, quod cum semina- parabola lo figureremo? ''Egli è come un
tum fuerit in terra, minus est omnibus se- granello di senapa, il quale, quando si se-
minibus, quae sunt in terra : **Et cum se- mina in terra, è il minimo di tutti i semi
minatum fuerit, ascendit, et maius omni-
fìt che sono al mondo. '*Ma seminato che è,
bus olerìbus, et facit ramos magnos, ita ut si innalza e diventa maggiore di tutti i le-
possint sub umbra eius aves caeli habitare. gumi, e fa gran rami sicché gli uccelli :

"Et talibus multis parabolis loquebatur eis dell'aria all'ombra di lui possono albergare.
verbum, prout poterant audire '*Sine para- : '*E spiegava loro la parola con molte di
bola autem non loquebatur eis, seorsum au- queste parabole, secondo che potevano udi-
tem discipulis suis disserebat omnia. re **e non parlava loro, senza parabole :
:

ma a solo a solo tutto spiegava ai suoi di-


scepoli.
'^Et ait illis in illasero esset
die, cum '*E lo stesso giorno venuta la sera, disse
factum : Transeamus contra. **Et dimitten- loro : Passiamo all'altra riva. **E licenziato

" Matih. 13, 31; Lue. 13. 19. *• Mattb. 8, 23; Lue. 8, 22.

25. A
colai che ha ecc. Chi ascolta la parola che alcun ostacolo, alcuna persecuzione possa
di Dio e vi presta attenzione e la coltiva, avrà impedirla.
nuovi accrescimenti di intelligenza; chi invece 30-32. Sulla parabola del granello di senapa»
è indolente e pigro e la trascura, perderà anche V Matt. XIII, 31-32.
quel poco di intelligenza che ha, e cadrà in quel-
l'orribile cecità spirituale, per cui si diventa in-
33. Secondo che potevano adire ecc. A motivo
dell'opposizione dei Farisei e delle cattive dispo-
sensibile a tutto. V. Mat. XIII, 12.
sizioni delle turbe, che non erano disposte a udire
26-29. Questa parabola è propria di S. Marco chiaramente svelati i misteri del regno di Dio,
ed è come il complemento della precedente. Il Gesù ricorse alle parabole, le quali senza dubbio
seme gettato anche su buon terreno abbisogna non erano e una maniera d'insegnare la più con-
del tempo per fruttificare, e perciò gli Apostoli facente alla rozzezza delle turbe; mentre anche
gli Apostoli ebbero a domandarne la spiegazione,
ma erano adattate ai fini di Dio e alle disposi-
zioni della sua provvidenza, la quale voleva con
la oscurità di queste accendere il desiderio dei
buoni, i quali ne bramavano e domandavano l'in-
telligenza, e punire l'ostinazione dei cattivi e
dei negligenti, nei quali l'attaccamento alle cose
terrene estingueva ogni pensiero della vera loro
salute > Martini.
34. parlava loro senza parabole. Di rado
.\'on
Fig. 6;. Scena della mietitura. Gesù parlava alle turbe dei misteri del regno di
'
Pittura egiziana). Dio senza far uso di parabole. Giustamente per-
tanto fu condannata cresta proposizione Le :

parabole evangeliche furono redatte artificiosa-


non devono disanimarsi, quando non vedono frut-
mente dagli stessi Evani;elisti e dai cristiani della
tificare sensibilmente la parola da essi predicau.
seconda e della terza generazione, i quali cosi
Così pure non devono attr-buire a se stessi il
spiegarono la ragione del poco frutto della pre-
frutto della parola di Dio, poiché né colui che
dicazione di Cristo presso gli Ebrei. Lamen-
pianta, né colui che inaffla è qualche cosa; ma
tabili.
Dio è che di il crescere. I Cor. Ili, 7.
La parabola si applica pure a Gesù e alla 35. Lo stesso giorno. S. Marcoe S. Luca si
Chiesa. Gesù è il seminatore, che dopo aver get- accordano nel dire che la traversata del lago
tato il seme cioè fondato la Chiesa, sottrae agli avvenne lo stesso giorno, in cui Gesù aveva dette
uomini la sua presenza visibile salendo al cielo, le parabole. V. n. Matt. Vili, 23-27.
e di là ha da venire nuovamente per la messe, 36. Licenziato il popolo per sottrarsi all'entu-
cioè per il giudizio universale. Nel frattempo la siasmo della folla (Matt. Vili, 18), lo menarono
Chiesa da lui fondata, lentamente si, ma incessan- come stava cioè senza aver fatto alcun prepa-
temente va sviluppandosi e dilatandosi, senza rativo per la traversata.
154 S Marco, IV, 37 — V, 9

tes turbam, assumunt eum ita ut erat in na- il popolo, lo menarono, come stava, nella
vi : et aliae naves erant
'^Et facta cum ilio. barca e altre barche erano con lui. '^E si
:

est procella magna venti, et fluctus mitte- levò gran bufera, la quale gettava le onde
bat in navim, ita ut impleretur navis. '*Et nella barca dimodoché la barca si empiva.
:

erat ipse in puppi super cervical dormiens : '*Ed egli se ne stava a poppa addormentato
et excitant eum, et dicunt illi Magister, non : sopra un guanciale e lo svegliano, e gli :

ad te pertinet, quia perimus? ^'Et exurgens dicono Maestro, a te non importa che ci
:

comminatus est vento, et dixit mari Tace, : perdiamo? '^Ed egli alzatosi, sgridò il ven-
obmutesce. Et cessavit ventus et facta est ; to, e disse al mare Taci e chetati. E cessò :

tranquillitas magna. *"Et ait illis Quid ti- : il vento e si fece gran bonaccia. ^''Ed egli
:

midi estis? necdum habetis fldem? Et ti- disse loro Perchè temete ? non avete an-
:

muerunt timore magno, et dicebant ad alte- cor fede? Ed essi furono ripieni di grande
rutrum Quis, putas, est iste, quia et ventus
: timore, e dicevano l'uno all'altro Chi è :

et mare obediunt ei? mai costui, cui e il vento e il mare prestano


ubbidienza ?

CAPO V.

L'indemoniato di Cerasa, 1-20. — La figlia di Giairo e l'emorroissa, 21-43.

^Et venerunt trans fretum maris in regio- ^E tragittato il lago, giunsero nel paese
nem Gerasenorum. ^Et exeunti ei de navi, dei Geraseni. ^E smontato Gesù di barca,
statim occurrit de monumentis homo in spi- gli si fece subito incontro dai sepolcri un
ritu immundo, 'Qui domicilium habebat in uomo posseduto dallo spirito immondo, 'il

monumentis, et ncque catenis iam quisquam quale abitava entro le tombe, né vi era chi
poterat eum ligare *Quoniam saepe com- : omai potesse tenerlo legato né pur con ca-
pedibus et catenis vinctus,
dirupisset cate- tene ^perché essendo stato spesse vol-
:

nas, et compedes comminuìsset, et nemo te legato con catene e coi ferri ai piedi,
poterat eum domare. *Et semper die ac no- aveva spezzate le catene, e rotti i ferri, e
cte in monumentis, et in montibus erat, cla- nessuno poteva domarlo. *E stava sempre
mans, et concidens se lapidibus. dì e notte per le tombe e per le montagne,
gridando e lacerandosi con pietre.
'Videns autem lesum a longe, cucurrit, et ^Questi, veduto da lungi Gesù, corse, e
adoravit eum 'Et clamans voce magna di-
: lo adorò, 'ed esclamò ad alta voce, e disse :

xit Quid mihi, et tibi, lesu fili Dei altis-


: Che ho io da fare con te. Gesù Figliuolo
simi? adiuro te per Deum, ne me torqueas. di Dio altissimo? Ti scongiuro per Dio, che
'Dicebat enim illi Exi spiritus immunde ab : non mi tormenti. "Perché Gesù gli diceva :

homine. 'Et interrogabat eum Quod tibi : Esci, spirito immondo, da quest'uomo. *E

» Matth. 8, 28 ; Lue. 8, 26.

38. Se ne stava a poppa addormentato sopra S. Marco descrive minutamente la ferocia


3-5.
un guanciale. E' una particolarità dì S. Marco e forza straordinaria dell'indemoniato. Questi
la
riferire questi minimi dettagli. E' l'unica volta abitava entro le tombe, cioè entro le caverne
che il Vangelo parla del sonno di Gesù. delle montagne, che servivano di tombe.

40.Non avete ancora fede. Dopo tanti mira- 6. e lo adorò. Mentre nessuno sarebbe
Corse
coli che avete veduto, perchè temete di perire, stato capace di condurvelo, l'indemoniato mosso
mentre io mi trovo con voi? S. Marco nota l'im- senza dubbio da Dio, corse a Gesù e lo adorò
pressione, che il miracolo e le parole di Gesiì prostrandosi ai suoi piedi.
produssero nell'animo dei discepoli. La loro fede 7. Che ho da fare ecc. V.
n. Matt. Vili, 29.
io
però è ancora incerta, perciò si domandano l'uno Il demonio, sapendo di nulla poter ottenere per
all'altro Chi è mai costui?
:
i suoi meriti, prega e supplica Gesù per Dio di
non essere tormentato, vale a dire di non essere
cacciato dal corpo di quell'ossesso. Il demonio
CAPO V.
confessa che Gesù è vero Figlio di Dio, e gli
1. Nel paese dei Geraseni. V. n. Matt. Apostoli dalla bocca degli stessi indemoniati, ap-
Vili, 20. prendono chi sia colui, che aveva comandato al
vento e al mare.
2. Un uomo posseduto dal demonio. S Mat-
teo parla di due indemoniati, S. Marco i S. 9. Che nome è tuo ? ecc. Gesù fa questa
il

Luca parlano invece di uno solo, di quello cioè, domanda affinchè presenti, conosciuta la molti-
i

la cui liberazione fu piij strepitosa, e che domandò tudine dei demoni!, dei quali quel disgraziato era
di ses'iirc Gesù e farsi suo discepolo. la vittima, apprezzassero maggiormente il mira-
S. Marco, V, 10-21 155

Qomen est ? Et dicit e! : Legio mihi nomen gli dimandò: Che nome è il tuo? Ed egli
est, quia multi sumus. *°Et deprecabatur rispose Legione è il mio nome, perchè
:

eum multum, ne se expelleret extra regio- siamo molti. *°E lo pregava con molte pa-
oem. role, che non li scacciasse da quel paese.

"Erat autem ibi circa montem grex por- ''Era in quel luogo a pascere intomo al
corum magnus, pascens. ''Et deprecaban- monte una gfan mandra di porci. **E gli
tur eum spiritus, dicentes Mitte nos in por- : spiriti lo pregavano, dicendo Mandaci nei :

cos ut in eos introeamus. "Et concessit eis porci, sicché entriamo in essi. " E subito
statim lesus. Et exeuntes spiritus immundi Gesù lo permise loro. E usciti gli spiriti
introierunt in porcos et magno impetu
: immondi, entrarono nei porci e con furia :

grex praecipitatus est in mare ad duo millia, grande la mandra, ch'era di circa due mila,
et suffocati sunt in mari. si precipitò nel mare, e nel mare si annegò.

'*Qui autem pascebant eos, fugerunt, et '*!


mandriani allora fuggirono, e porta-
nunciaverunt in civitatem, et in agros. Et rono nuova in città e per la campagna.
la
egressi sunt videre quid esset factum '*Et : E la gente andò a vedere quel che fosse
veniunt ad lesum et vident illum, qui a
: accaduto '*e arrivati dov'era Gesù, videro
:

daemonio vexabatur, sedentem, vestitum, et colui che era tormentato dal Demonio, che
sanae mentis, et timuerunt. **Et nairave- stava a sedere, rivestito, e di mente sana,
runt illis, qui viderant, qualiter factum es- e si intimorirono. ''E quelli che avevano
set ei, qui daemonium habuerat, et de por- veduto, raccontarono loro quanto era acca-
cis. "Et rogare coeperunt eum ut discede- duto all'indemoniato, e sul fatto dei porci.
ret de fìnibus eorum. ''Ed essi cominciarono a pregarlo, che si
partisse dal loro territorio.

"Cumque ascenderet navim, coepit illum "E


mentre montava in barca, cominciò
deprecari, qui a daemonio vexatus fuerat, quegli che era stato vessato dal demonio, a
ut esset eum ilio, "Et non admisit eum, domandargli in grazia di starsene con lui.
sed ait illi Vade in domum tuam ad tuos,
: "E Gesù non l'accettò, ma gli disse Va a :

et annuncia illis quanta tibi Dominus fece- casa tua da' tuoi, e annunzia loro quanto
rit, et misertus sit tui.
*'
Et abiit, et coepit ha per te fatto il Signore, e come ha avuto
praedicare in Decapoli, quanta sibi (ecisset pietà di te. ^'Ed egli se n'andò, e cominciò
lesus et omnes mirabantur.
: a predicare per la Decapoli, quanto aveva
fatto per lui Gesù e tutti ne restavano
:

maravigliati.

*'Et eum transcendisset lesus in navi *'Ed essendo Gesù nuovamente passato
rursum trans fretum, convenit turba multa colla barca all'opposta riva, si radunò in-

colo, che Egli stiva per fare. Legione è U nùo non osando forse opporglisi direttamente, lo pre-
nome. La legione romana comprendeva dai 5 ai gano di partirsi dalle loro terre.
6 mila uomini, e il nome di legione usavasi per
18. Cominciò... a domandargli ecc. Quest'uomo
significare una gran moltitudine.
temendo di ricadere sotto la potesti del demonio,
£ Io pregava ecc. Il greco ha il plurale «
10. oppure volendo attestare la sua riconoscenza al
lo pregavano che non li cacciasse da quel paese, suo Benefattore, domandò a Gesù di poterlo se-
che era abitato in massima parte da pagani, ben- guire non in qualsiasi modo come facevano le
ché fra essi vi fossero pure dei Giudei, e Con turbe, ma come discepolo.
questa e colla domanda che fanno oe\ v. 12 con- 19. Son l'accettò, sia per
fargli vedere che an-
fessano chiaramente che nulla possono contro che da lontano poteva difenderlo, e sia perchè
gli uomini, se non quanto vien loro permesso da restando tra la sua gente, avrebbe potuto ecci-
Dio » Martini. tare in molti il desiderio di conoscere Colui che
l'aveva liberrto.
12. Mandaci nei porci ecc. V. Matt. Vili,
Annunzia a tutti. Mentre nella Galilea Gesiì
30-31.
proibisce di pubblicare i suoi miracoli, nella De-
15. Che se ne stava a sedere ecc. Si noti il capoli invece, dove non vi è pericolo di susci-
vivo contrasto fra la tranquillità e pace dell'in- tare false speranze e di provocare entusiasmi
demoniato liberato e la sua antica smania e fe- che spìngano alla ribellione, vuole che siano ma-
rocia V. 3-5. Il testo greco fa maggiormente ri- nifestati a tutti i prodigi compiuti.
saltare questo contrasto aggiungendo dopo le pa- 20. Decapoli. V. n. Matt. IV, 25. L'indemo-
role di mente sana: egli che aveva avuto la niato divenne così l'apostolo di Gesù in tutta U
legione. Decapoli.
17. Cominciarono a pregarlo ecc. Gli abitanti All'opposta riva cioè sulla spiaggia occi-
21.
riguardano Gesiì come un ospite
di quelle regioni dentale del lago presso Cafarnao. Appena si
dannoso, e temendo che oltre la perdita dei porci seppe del suo arrivo, subito la folla che Io aspet-
abbia loro a toccare qualche cosa di peggio, e tava si strinse attorno a lui.
156 S. Marco, V, 22-35

ad eum, et erat circa mare. '"Et venit qui- tomo a lui gran folla ed egli stava vicino :

dam de archisynagogis nomine lairus et : al mare. '^E andò a trovarlo uno de' capi
videns eum, procidit ad pedes ejus, *'Et de- della sinagoga, chiamato Giairo il quale, :

precabatur eum multum, dicens Quoniam : vistolo, si prostrò a' suoi piedi, ^^e lo pre-
Alia mea in extremis est, Veni, impone ma- gava istantemente, dicendo : La mia figliuo-
num super eam, ut salva sit, et vivat. **Et la è agli estremi vieni, e poni sopra di lei
:

abiit eum ilio, et sequebatur eum turba mul- la mano, affinchè sia salva, e viva. '""E Ge-
ta, et comprimebant eum. sii andò con lui, ed era seguitato da gran
folla di popolo, che lo premeva.
*'Et mulìer, quae erat in profluvio san- ^*E una donna, quale da dodici anni la
guinis annis duodecim, ^*Et fuerat multa pativa perdite di sangue, ^*e molto aveva
perpessa a compluribus medicis et ero- : sofferto da molti medici, e aveva speso tutto
gaverat omnia sua, nec quidquam profece- il suo senza prò, anzi era piuttosto peggio-
rat, sed magis deterius habebat ^'Cum au- : rata ^^avendo udito parlare di Gesù, andò
:

disset de lesu, venit in turba retro, et tetigit per di dietro nella calca, e toccò la sua ve-
vestimentum eius ^"Dìcebat enim : Quia : ste **chè diceva
: Purché io tocchi sola-
:

si vel vestimentum eius tetigero, salva ero. mente la veste di lui, sarò salva. ''E subito
''Et confestim siccatus est fons sanguinis la sorgente del sangue in lei stagnò e nel :

eius et sensit corpore quia sanata esset a


: suo corpo sentì di essere sana da quel male.
plaga.
'"Et statim lesus in semetipso cognoscens "Ma Gesù avendo subito conosciuto den-
virtutem, quae exierat de ilio, oonversus ad tro di sé la virtù che era uscita da lui, ri-
turbam, aiebat Quis tetigit vestimenta
: voltosi alla turba disse : Chi ha toccato le
mea? *^Et dicebant ei discipuli sui Vides : mie vesti? ''E i suoi discepoli gli dicevano :

turbam comprimentem te, et dicis : Quis Vedi come la turba ti preme, e domandi :

me tetigit? circumspiciebat videre


'''Et Chi mi ha toccato? " Ed egli guardava in-
eam, quae hoc fecerat. "Mulier vero timens torno per vedere colei che aveva fatto ciò.
et tremens, sciens quod factum esset in se, ^*Ma la donna timorosa e tremante, sapendo
venit et procidit ante eum, et dixit ei om- quello che era in lei avvenuto, andò a pro-
nem veritatem. ^Mlle autem dixit ei Pilla, : strarsi dinanzi a lui, e gli disse tutta la ve-
fldes tua te salvam fecit vade in pace, et : rità. "Ed
egli le disse Figlia, la tua fede :

esto sana a plaga tua. ti ha salvata : va in pace, e sii guarita dal


tuo male.
'*Adhuc eo loquente, veniunt ab archisy- "Mentre tuttora parlava, arrivò gente dal-

« Matth. 9, 18; Lue. 8, 41. 3* Lue. 7, 50 et 8, 48.

22. Uno
dei capi della sinagoga. Chiamavasi suo male senza che Egli se n'accorgesse. E' da
capo sinagoga o archisìnagogo colui che
della ammirare la grandezza della sua fede nella po-
dirigeva preghiere, le letture e tutto ciò che
le tenza di Gesù.
riguardava il culto divino nella sinagoga, e per 29. La sorgente del sangue stagnò, cioè imme-
di più esercitava ancora le funzioni di giudice
diatamente si sentì guarita, e mentre nelle gua-
nelle piccole controversie tra gli Ebrei. Davasi
rigioni ordinarie le forze non ritornano che dopo
però questo nome anche a coloro che formavano una convalescenza, questa donna invece, benché
il consiglio deli'archisinagogo propriamente detto. da dodici anni soffrisse di tal malattia,tutto ad
Vistolo si prostrò ai suoi piedi. Gesù non
un tratto sentì nel suo corpo di essere sana per-
cerca, ma però non rifiuta gli atti di venerazione
fettamente.
e di ossequio, che gli fanno coloro che a lui
8i presentano. Egli era Dio. 30. Chi ha toccato ecc. Gesù conobbe subito
la forza divina che aveva operato il miracolo, e
23. Poni sopra di lei la mano. Spesso Gesù rivolge alle turbe questa domanda per richiamare
guariva i malati coll'imporre loro le mani, e per-
la loro attenzione sulla grandezza della fede mo-
ciò Giairo lo prega di andare a imporle alla sua
strata dalla donna.
figlia per risanarla. V. n. Matt. IX, 18-30.
32. Guardava intorno non perchè ignorasse
25-26. Nel Talmud sono conservate parecchie
ricette per guarire la
chi lo aveva toccato, ma perchè il miracolo si
malattia da cui era afflitta
rendesse manifesto a tutti.
questa povera
donna. Oltre a parecchi esercizi
fisici assai penosi,
il malato doveva prendere pa- 33. Timorosa e tremante. Temeva che Gesù la
recchie medicine fatte con gomma di Alessan- rimproverasse del suo modo di agire, e perciò
dria, croco, allume, cimino e vino ecc. Da ciò si prostratasi davanti a lui come per chiedergli per-
capisce come l'Evangelista possa dire che aveva dono, gli narrò non solo ciò che era avvenuto,
sofferto da molti medici. ma anche la sua malattia, i medici ecc., e il
motivo che l'indusse a toccarlo di nascosto.
27. Andò per di dietro. La legge (Lev. XV,
19) considerava come immondo colui che era af- 34. Sii guarita. Gesù le conferma la sanità ot-
aver comu-
fetto da tal malattia, e niuno poteva tenuta attribuendola alla sua fede.
nicazione con esso. La donna non osava presen- 35. Perchè dai tu ecc. La fede di costoro era
tarsi a Gesù, ma sperava di essere liberata dal debole ; credevano che Gesù potesse bensì eua-
S. Marco, V, 36 — VI, 3 157

oagogo, dicentes Quia Alia tua mortua est . : la casa del capo della sinagoga, che gli dis-
quid ultra vexas Magistrum? **Iesus autem se La tua figlia è morta
: perchè dai tu :

audito verbo, quod dicebatur, ait archisy- altro incomodo al Maestro? *'Ma Gesù sen-
nagogo Noli timere
: tantummodo crede. : tito quel che dicevano, disse al capo della
'"Et non admisit quemquam se sequi, nisi sinagoga Non temere solamente abbi fe-
: :

Petrum, et lacobum, et Ioannem fratrem de. *'E non permise che nessuno lo segui-
lacobi. tasse, fuorché Pietro, e Giacomo, e Gio-
vanni fratello di Giacomo.
**Et veniunt in domum archisynagogì, et **E giunto alla casa del capo della sina-
videt tumuhum et flentes, et eiulantes mul- goga, vide tumulto e gente che piangeva e
timi. '*Et ingressus, ait illis Quid turbami- : ululava forte. "Ed entrato dentro dice loro :
ni, et ploratis? puella non est mortua, sed Perchè v'affannate, e piangete? la fanciulla
dormit. **'Et irridebant eum. Ipse vero eie- non è morta ma dorme. *'Ed: essi si bur-
ctis omnibus, assumit patrem, et matrem lavano di lui. Ma egli, fattili andar via tutti,
puellae, et qui secum erant, et ingreditur prende con sé padre e la madre della fan-
il

ubi puella erat iacens. *'Et tenens manum ciulla, e quelli che erano con lui. ed entra
puellae, ait illi Talitha, cumi, quod est
: dove era giacente la fanciulla. *'E presa la
interpretatum Puella (tibi dico) surge. **Et
: fanciulla per mano, le dice Talitha carni, :

confestim surrexit puella, et ambulabat : che vuol dire Fanciulla (te lo comando) al-
:

erat autem annorum duodecim et obstu- : zati. *'E immediatamente la fanciulla si al-
puerunt stupore magno. **Et praecepit illis zò, e camminava essa aveva dodici anni
: :

vehementer ut nemo id scìret : et dixit dar! e rimasero pieni di grandissimo stupore.


illi manducare. "E comandò loro strettamente, che nessuno
lo risapesse e disse che le fosse dato da
:

mangiare.

CAPO VI.

Cesti a Nazaret, i-ó. — Missione degli Apostoli. 7-13. — Morte di S. Giovanni


Battista, 14-29. — Ritorno degli Apostoli. 30-33. — Prima moltiplicazione
dei pani. 34-44. — Gesit cammina sulle acque. 45'5^' — Altri prodigi. S3-56.
'Et egressus inde, abiit in patriam suam : 'E quindi panitosi andò alla sua patria :

et sequebantur eum discipuli sui 'Et facto : e lo seguitavano i suoi discepoli 'E ve- :

sabbato coepit in synagoga docere : et multi nuto il sabato, cominciò a insegnare nella
audientes admirabantur in doctrìna eius, di- sinagoga e molti all'udirlo restavano am-
:

centes Unde huic haec omnia ? et quae


: mirati del suo sapere, e dicevano Donde :

est sapientia, quae data est illi : et virtutes ha cavato costui tutte queste cose? e che
tales, quae per manus eius efflciuntur? sapienza è quella che gli è stata conceduta?
'Nonne hìc est faber, fllius Mariae, frater e quali meraviglie sono per mano di lui
lacobi, et Joseph, et ludae. et Simonis? operate? 'Non è costui quel legnaiuolo,
nonne et sorores eius hic nobiscum sunt? figlio di Maria, fratello di Giacomo e di

^ Matth. 13, 54 ; Lue. 4, 16. * Joan. 6, 42.

rire gli ammalati, ma non già risuscitare i morti. la prima delle quali significa fanciulla e l'altra
Gesù però rassicura Giairo, e rianima la sua alzati.
fede. Comandò
43. loro ecc. Gesù comanda che non
37. Son permise ecc. Gesù volle testimoni! del manifestino il miracolo affine di non eccitare le
prodigio i soli tre Apostoli più intimi e i geni- false speranze nel popolo. V. l, 34; Matt. Vili, 8.
tori della fanciulla v. 40.

38. Vide del tumulto ecc. V. n. Matt. IX. 23.


CAPO VI.

Son Partitosi da Cafarnao, Gesù andò a Nazaret,


1.
39. morta ecc. Morto è colui che ha
è
detta sua patria, perchè colà aveva passata gran
terminato il suo pellegrinaggio su questa terra,
parte della sua vita, ed abitavano i suoi parenti.
la fanciulla quindi non è morta, perchè deve an-
V. n. Matt. XIII, 54.
cora vivere essa è solo addormentata.
:

3. Quel
legnaiuolo à téxtojv. Gesù esercitò
40. Quelli che erano con lai cioè i tre Apo- quindi stessa professione di S. Giuseppe.
la
stoli del V. 37.
Fratello equivale a cugino, e sorelle sono le
41. Talitha cumi. Sono due parole aramaiche, cugine. V. n. .Matt. XIII. 55.
158 S. Marco, VI, 4-16

Et scandalizabantur in ilio. '•Et dicebat illis Giuseppe e di Giuda e di Simone? e non


Jesus Quia non est propheta sine honore
: abbiamo qui tra di noi le E si
sue sorelle?
nisi in patria sua, et in domo sua, et in scandalizzavano di lui. *Ma Gesù diceva
cognatior>e sua. *Et non poterat ibi virtutem loro Niun profeta è senza onore, fuorché
:

ullam facere, nisi paucos infirmos impositis nella sua patria e in casa sua e tra i suoi
manibus curavit Et mirabatur propter in-
: parenti. *E non poteva far ivi alcun mira-
credulitatetn eoruin, et circuibat castella in colo, se non che guarì pochi malati, impo-
circuita docens. nendo loro le mani *E si maravigliava :

della loro incredulità, e girava pei castelli


d'intorno insegnando.
^Et vocavit duodecini et coei^t eos mit- : 'E chiamò a sé i dodici e cominciò a :

tere binos, et dabat illis potestatem spiri- mandarli a due a due, e dava loro potestà
tuum immundorum, "Et praecepit eis ne sopra gli spiriti immondi, *E ordinò loro
quid tollerent in via, nisi virgam tantum : di non prender nulla pel viaggio, eccetto il
non peram, non panem, ncque in zona aes, solo bastone; non bisaccia, non pane, non
'Sed calceatos sandaliis, et ne induerentur denaro nella cintura 'ma di calzarsi di :

duabus tunicis. '"Et dicebat eis Quocum- : sandali, e di non portare due tuniche; ^"E
que introieritis in domum, illic manete do- diceva loro In qualunque casa entriate,
:

nec exeatis inde "Et quicumque non rece-


: trattenetevi in essa, fino a tanto che non
perint vos, nec audierint vos, exeuntes inde, partiate di là "e dovunque non vorranno
:

excutite pulverem de pedibus vestris in te- ricevervi, né ascoltarvi, ritirandovi di là,


stimonium illis. '^Et exeuntes praedicabant scuotete polvere dei vostri piedi in testi-
la
ut poenitentiam agerent "Et daemonia : monianza per essi. ^^Ed essi andarono a
multa eiiciebant, et ungebant oleo multos predicare che facessero penitenza "e cac- :

aegros, et sanabant. ciavano molti demoni, e ungevano con olio


molti malati, e li risanavano.
'*Et audivit rex Herodes (manifestum "Venne ciò a notizia del re Erode (che
enim factum est nomen eius) et dicebat : si era sparsa la sua rinomanza) e diceva :

Quia Ioannes Baptista resurrexit a mortuis : Giovanni Battista è risuscitato da morte e :

et propterea virtutes operantur in ilio. "Alii in lui perciò si operano meraviglie. "Altri
autem dicebant Quia Elias est. Alii vero
: poi dicevano Egli è Elia. Altri dicevano
: :

dicebant Quia propheta est, quasi unus ex


: Egli è un profeta, come uno de' profeti.
prophetis. **Quo audito Herodes alt Quem : "Ma Erode, quando ne ebbe sentito parlare,
ego decollavi Ioannem, hic a mortuis re- disse : Questi è quel Giovanni, cui io ta-
surrexit. gliai la testa, egli è risuscitato da morte.

*Matth. 13, 57; Lue. 4, 24; Joan. 4, 44. ' Matth. 10, 1; Sup. 3, 14; Lue. 9, 1. • Act. 12, 8.
" Matth. 10, 14; Lue. 9, 5; Act. 13, 51 et 18, 6. " Jac. 5, 14. i* Matth. 14, 1-2; Lue. 9, 7.

5. t^n poteva fare eee. Non perchè gli man- 12. Che facessero penitenza. Era pure stato
casse l'autorità, ma perchè i Nazaretani erano in- questo l'oggetto della predicazione del Battista «
degni di ricevere benefizi, non volendo credere di Gesù I, 4, 15.
alla missione di Gesù.
13. Ungevano con
olio ecc. Gli Apostoli eser-
7. Cominciò a mandarli ecc. Per la prima volta citavano la potestà di curare le malattie, facendo
Gesù manda in missione
suoi Apostoli, e dà loro
i
delle unzioni con olio di oliva, che divenivano
la potestà di cacciare gli spiriti cattivi, affinchè
così simbolo o strumento di guarigione. Il Con-
possano coi miracoli accreditare la loro parola. cilio di Trento (sess. XIV, e. I) insegna che in
8-9. Ordinò loro ecc. Sulla piccola contraddi- questa unzione era figurato il Sacramento del-
zione che sembra esistere tra S. Matteo e S. l'Estrema Unzione.
Marco riguardo al bastone e ai sandali, V. Matt.
14. Erode vien chiamato re in largo senso,
X, 10. I sandali consistevano in una suola di
cuoio o di legno sulla quale poggiava il piede,
poiché in realtà era solo Tetrarca. V. n. Matt,
e che per mezzo di alcuni legacci veniva stretta
XIV, 1. La predicazione degli Apostoli richiama
la sua attenzione sulla persona di Gesù, e agitato
alla eamba.
dal rimorso di aver fatto uccidere il Battista,
GirApostoli nella loro missione non devono
portare con sé che crede che egli sia risuscitato da morte. I migliori
il puro necessario.
codici greci in vece di diceva hanno il plurale
10. Trattenetevi in essa ecc. Dovete evitare dicevano EXeYov ; in tal caso la riflessione Gio- :

ogni apparenza di incostanza, e di ricerca dei vanni Battista ecc. va attribuita non a Erode,
proprii comodi; quindi non andate girando di
ma al popolo.
casa in casa, ma trattenetevi in quella dove siete
entrati. 15. Elia che volgarmente credevasi dovesse ve-
nire a preparare la strada al Messia. V. n. Matt.
11. Scuotete la polvere dei vostri piedi ecc.
XVI, 14. E' un profeta come uno degli antichi
Quest'azione simbolica sarà un segno per gli abi-
profeti quale p. es. Geremia ecc.
tanti che voi li riguardate come pagani, e più
nulla di comune avete con loro, dacché hanno 16. Erode accetta ropinìoae che sia Giovami
rifiutata la vostra predicazione. V. n. Matt. X, 14. Battista risuscitato.
S. Marco, VI, 17-28 159

"Ipse enini Herodes misit, ac tenuit loan- " Erode infatti aveva mandato a pigliare
nem et carcere propter He-
vinxit eum in Giovanni, e lo tenne legato in prigione per
rodìadem uxorem Philipp! fratris sui, quia causa di Erodiade moglie di Filippo suo fra-
duxerat eam. *'Dicebat enim loannes He- tello, perchè egli se l'era presa per moglie.
rodi licet tibi habere uxorem fratris
: Non "Poiché Giovanni diceva ad Erode Non ti :

tui. Herodias auiem insidiabatur illi


'* et : è lecito ritenere la moglie di tuo fratello.
volebat Decidere eum, nec poterat. '"Hero- '*Ed Erodiade gli tendeva insidie e bramava :

des enim metuebat Ioannem, sciens eum di farlo morire ma non le riusciva, '"perchè
;

vìrum iustum et sanctum et custodiebat : Erode temeva Giovanni, sapendo che era
eum, et audito eo multa faciebat, et liben- uomo giusto e santo e lo difendeva, e a :

ter eum audiebat. persuasione di lui faceva molte cose, e Io


sentiva volentieri.
''Et dies opportunus accidisset. He-
eum "Ma venuto un giorno opportuno. Erode
rodes natalis sui coenam fecit principibus, fece una cena il suo dì natalizio ai grandi
et tribunis, et primis Galilaeae. '"Cumque della corte e ai tribuni e ai principali della
introisset filia ipsius Herodiadis, et saitasset, Galilea. "Ed essendo entrata la figliuola
et placuisset Herodi, simulque recumbenti- della stessa Erodiade a ballare, ed essendo
bus rex ait puellae
;
Pete a me quod vis,: piaciuta ad Erode e ai convitati, il re disse
et dabo tibi ''Et iuravit illi
: Quia quid- : alla fanciulla Chiedimi quello che vuoi, e
:

quid petierìs dabo tibi, licet dimidium regni te lo darò '*e le giurò
: Qualunque cosa :

mei. "Quae eum exisset, dixit mairi suae : mi chiederai, te la darò, benché sia la
Quid petam? At illa dixit: Caput Ioannis metà del mio regno. '*Ed ella uscita disse
Baptistae. '*Cumque introisset statim eum a sua madre Che dimanderò? E quella le
:

festinatione ad regem, petivit dieens Volo : disse :La testa di Giovanni Battista. '"E
ut protinus des mihi in disco caput Ioannis ritornata subito frettolosamente dal re, gli
Baptistae. **Et contristatus est rex propter : fece la domanda, dicendo Voglio che tu :

iusiurandum, propter simul discumben-


et mi dia subito la testa di Giovanni Battista.
tae noluit eam contristare *^Sed misso spi- : '•E si rattristò il re, ma per riguardo al giu-
culatore praecepit afferri caput eius in di- ramento e ai convitati, non volle disgu-
sco. Et decollavit eum in carcere. **Et at- starla "e spedi una guardia, e ordinò che
:

tulit caput eius in disco et dedit illud puel- : fosse portata la testa di lui in un bacile. E

»' Lue. 3, 19. »• Lev. 18. 16.

17-18. V. n. Matt. XIV, 3-4. convitati ritiri la parola, e perciò domanda che
sia subito esaudita la sua richiesta.
19.Erodiade ambiziosa e crudele voleva di*
sfarsi di Giovanni. E' quesu una particolarità di 26. Per riguardo al giuramento. Strana super-
S. Marco. stizione. Come se il giuramento fosse un vincolo

20. Erode, non ostante le istigazioni di Ero-


diade, Aveva grande stima di Giovanni, e lo di-
fendeva dalle insìdie che gli venivano tese, e
teneva gran conto dei suoi consigli.
A persuasione di lui faceva molte cose. Invece
della lezione xoX>à é,-toi'ei seguita dalla Volgata,
e da preferirsi la lezione di altri codici greci :
xoXXà ^«ópm = sentendo lui restava agitato o
pieno di ansietà per molte cose che aveva fatte.
Le agitazioni di coscienza facevano si che Erode
volentieri ascoltasse il Battista.

21. Ai grandi della corte cioi alle autoriti ci-


vili, e ai tribuni cioè alle autorità militari, e ai
principali della Galilea vale a dire ai più ricchi
e nobili abitanti.

22. La figliuola della stessa Erodiade ossia Sa-


lomè. V. Matt. XVI, 6. A quei tempi erano in
uso queste danze molli e procaci, quando si era
imbandito un convito. Erode, acciecato dal vino
e dalla passione, fa una promessa e un giura-
mento da insensato.
Re. 66. — SpicnlatOT o soldato dalla guardia.
24. La testa ecc. In queste parole si scorge (Colonna Traìana).
tutta la perfìdia e l'odio di Erodiade contro il
Battista.
che obblighi a commenere empietà e scellerag-
25. dia subito ecc. Teme che Erode non
Mi {ini! Erode per certo non si aspettava una tale
abbia a pentirsi della promessa, e dopo partiti i domanda. V. Matt. XIV, 8-10.
160 S. Marco, VI, 29-41

lae, et puella dedit matri suae. "Quo audito, lo decollò nella prigione, "e portò in un
discipuli eius venerunt, et tulerunt corpus bacile la testa di lui e la diede alla fan-
:

eius : et posuerunt illud in monumento. ciulla, e la fanciulla la diede alla madre


sua. ^*I1 che risaputosi dai suoi discepoli,
andarono a prendere il suo corpo e lo de- :

posero in un sepolcro.
^°Et convenientes Apostoli ad lesum, re- '"Tornati gli Apostoli da Gesù gli diedero
nunciaverunt eì omnia, quae egerant, et parte di tutto quello che avevan fatto e in-
docuerant. ^^Et ait illis Venite seorsum
: segnato. ^^Ed egli disse loro Venite in :

in desertum locura, et requiescite pusillum. disparte in luogo solitario, e riposatevi un


Erant enim qui veniebant et redibant multi : poco. Infatti erano molti quelli che anda-
et nec spatium manducandi habebant. *^Et vano e venivano e non avevano nem-
:

ascendentes in navìm, abierunt in desertum meno tempo di prender cibo. '*E montati
locum seorsum. '^Et viderunt eos abeuntes, in barca, se ne andarono in luogo appartato
et cognoverunt multi et pedestres de om-
: e deserto. ^'E furono veduti e osservati da
nibus civitatibus concurrerunt illuc, et prae- molti, mentre partivano e concorsero per :

venerunt eos. terra a quel luogo da tutte le città, e vi


giunsero prima di loro.
'*Et exienS vidit turbam multara lesus : '*E nello sbarcare Gesù vide la gran fol-
et misertus est super eos, quia erant sicut la e ne ebbe compassione, poiché erano
:

oves non habentes pastorem, et coepit illos come pecore senza pastore,e cominciò a in-
docere multa. **Et cum iam hora multa segnar loro molte cose. '*E facendosi tardi,
fieret, accesserunt discipuli eius, dicentes : gli si accostarono i discepoli a dirgli Que- :

Desertus est locus hic, et iam hora praete- sto luogo è deserto, e l'ora è già avanzata.
riit :^^Dimitte illos, ut euntes in proximas '^Licenzia questa gente, affinchè vadano nei
villas, et vicos, emant sibi cibos, quos man- vicini villaggi e castelli a comprarsi da man-
ducent '^Et respondens ait illis
: Date illis : giare. *'Ma egli rispose loro, e disse : Da-
vos manducare. Et dixerunt ei Euntes : tele voi da mangiare. Ed essi dissero An- :

emamus ducentis denariis panes, et dabimus dremo a comprare per dugento denari di
illis manducare. ^"Et dicit eis Quot panes : pane, e le daremo da mangiare? "Ed egli
habetis? ite, et videte. Et cum cognovis- rispose loro Quanti pani avete ? Andate a
:

sent, dicunt Quinque, et duos pisces. **Et


: vedere. E veduto che ebbero, gli dicono :

praecepit accumbere facerent omnes


illis ut Cinque, e due pesci. "E ordinò loro che
secundum contubernia super viride foenum. facessero sedere tutta quella gente distribuita
*''Et discubuerunt in partes per centenos, et in tante brigate su l'erba verde. *''E si mi-
quinquagenos. sero a sedere divisi in gruppi quale di cento
e quale di cinquanta uomini l'uno.
**Et acceptis quinque panibus, et duobus *'E presi i cinque pani e i due pesci, al-
piscibus, intuens in caelum, benedixit, et zati gliocchi al cielo, benedisse e spezzò i
fregit panes, et dedit discipulis suis, ut po- pani e li diede ai suoi discepoli, perchè li

so Lue. 31 Matth. 14, 13; Lue. ^4 Matth. 36 '« Lue. 9, 12.


9, 10. 9, 10; Joan. 6, 1. 9, et 14, 14.
»» Joan. 6, 10.

30. Ritornati gli Apostoli dalla missione a cui 35. Facendosi tardi. Era fra le tre e le sei
erano stati inviati v. 7 diedero eonto a Gesìi dei della sera. Matt. XIV, 15.
miraeoli fatti e della predicazione. V. n. Matt. 37. Datele voi ecc. Gesù pieno di bontà vuol
XIV, 13-21. provvedere alla turba non solo il cibo spirituale,
ma anche il materiale.
31. Riposatevi. Gesù è sollecito come ura ma-
Duecento denari ecc. li denaro valendo circa
dre per i suoi Apostoli. Stante l'affluenza del po-
78 centesimi, 200 denari equivalgono a lire 156,
polo, erano stanchi e non potevano neppure pi-
Da S. Giovanni (VI, 7) sappiamo che fu l'Apo-
gliar cibo, ed Egli li invita al riposo.
stolo S. Filippo a rivolgere a Gesù questa do-
32. In luogo appartato e deserto cioè presso manda.
Betsaida Giulia. V. Matt. XIV, 13. 39. Su l'erba verde. Questo miracolo avvenne
di primavera quando era vicina la Pasqua (Giov.
33. Concorsero a piedi a quel luogo cammi-
VI, 4).
nando lungo la spiaggia del lago e traversando
40. In brigate quale di cento ecc. Queste par-
il Giordano.
ticolarità così precise S. Marco le ebbe senzt
34. Erano come pecore senza pastore. V. Matt. dubbio dall'Apostolo S. Pietro, che era stato te-
IX, 34. I Farisei e gli Scribi che avrebbero dovuto stimonio oculare del prodigio.
ammaestrare il popolo nei precetti di Dio, non si Alzati gli occhi al cielo per invocare il Pa-
4!.
curavano che delle loro tradizioni, e il popolo dre suo, benedisse il pane, e colla sua benedizione
viveva lontano da Dio. Gesiì ne ha compas- lo moltiplicò. Fece altrettanto del pesce. V. Matt.
sione e prende ad istruirlo. XIV, 19.
S. Marco, VI, 42-56 101

oerent ante eos et duos jMsces divisit om-


: ponessero loro dinanzi : e divise tra tutti i
nibus. *'Et manducaverunt omnes, et satu- due pesci. **E tutti mangiarono e si satol-
rati sunt. "Et sustulerunt reliquias, frag- larono. **E de' pezzi avanzati raccolsero
mentorum duodecira cophinos plenos, et de dodici sporte piene, e così dei pesci. **Ora
piscibus. "Erant autera qui manducaverunt quelli che avevano mangiato erano cinque-
quinque millia virorum. mila uomini.
**Et statim coegit discipulos suos ascen- **E immediatamente costrìnse ì suoi di-
dere navim, ut praecederent eum trans fre- scepoli a montare in barca e precederlo di
tum ad Bethsaidam, dum ipse dimitteret là dal lago a Bethsaida, mentre egli licen-
populura. **Et cum dimisisset eos, abiit in ziava il popolo. *'E licenziato che lo ebbe,
montem orare. se ne andò sopra un monte a fare orazione.
*'Et cam sero esset, erat navìs in medio *'E fattosi sera, barca era in mezzo
la
mari, et ipse solus in terra. **Et videns eos al mare, ed **E vedendo
egli solo a terra.
laborantes in remigando, (erat enim ventus i discepoli affannati a remare (poiché ave-
contrarius eis) et circa quartam vigiliam vano il vento contrario) verso la quarta vi-
noctis venit ad eos ambulans supra mare ; gilia della notte andò verso di essi, cammi-
et volebat praeterire eos, **At illi ut vide- nando sopra le acque e voleva passar loro
:

runt eum ambulantem supra mare, putave- avanti. **Ala essi, vedutolo camminare so-
runt phantasma esse, et exclamaverunt. pra il mare, credettero che fosse un fanta-
"Omnes enim viderunt eum, et conturbati sma, e alzarono strida. *"'Chè tutti lo vi-
sunt. Et statim locutus est cum eis, et dixit dero e si spaventarono. E subito parlò loro,
eis Confidile, ego sum, nolite timere. *'Et
: e disse Abbiate fidanza, son io
: non te- :

ascendit ad iilos in navim et cessavit ventus. mete. "E montò da loro nella barca, e il
Et plus magis intra se stupebant *'Non : vento si quietò. E sempre più dentro di sé
enim intellexerunt de panibus erat enim : sì stupivano *'chè non avevano compreso

cor eorum obcaecatum. il fatto dei pani, perchè il cuor loro era
accecato.
**Et cum transfretassent, venerunt in ter- "^Passato il lago, giunsero al paese di
ram Genesareth, et applicuerunt. •*Cumque Genesareth, e quivi approdarono. '*E sbar-
egressi essent de navi, continuo cognove- cati che furono, subito la gente lo riconob-
runt eum **Et percurrentes universam re-
: be. '^E correndo per tutto il paese, comin-
gionem illam, coeperunt in grabatis eos, qui ciarono a menare malati su' loro lettic-
i

se male habebant, circumferre, ubi audie- cìuoli, dovunque udivano che egli fosse.
bant eum esse. **Et quocumque introibat. in **E dovunque giungeva, in borghi, o vil-
vicos, ve! in villas, aut civitates, in plateis laggi, città, posavano per le piazze gl'in-
ponebant inflrmos, et deprecabantur eum, fermi, e lo pregavano, di poter toccare al-
ut ve! fìmbriam vestimenti eius tangerent, meno l'orlo della sua veste e quanti lo :

et quotquot tangebant eum, salvi flebant. toccavano, erano salvi.

«• Matth. 14, 25. »» Matth. 14, 34.

45-47. Costrins» i suoi discepoli ecc. V. il mo- recomi a Cafarnao, dove tenne il discorso sol
tìvo in Man. XIV, 22-24. pane della vita (Giov. VI, 26).
54. Arrivati a terra gii Apostoli riconobbero
48. La quarta vigilia della notte equivaleva a
verso le tre del mattino. V. Matt. XIV, 25. Gesù, e la turba, appena seppe del loro arrivo,

Voleva passar loro davanti. Camminava cioè subito si accalcò anorno al Salvatore.
sulle acque, come se non volesse entrare in barca
che dopo esserne pregato.
49. Vedutolo ma senza subito riconoscerlo, cre-
dettero che fosse un fantasma.
52. Son avevano compreso ecc. Si accenna al
motivo dello stupore degli Apostoli. Se essi a-
vesserò compreso bene il miracolo della molti- Re. 6t.
plicazione dei pani, avrebbero capito subito che Le frangie sacr*
Gesij era padrone di tutta la natura, e poteva in presso I Persiani.
tonseguenza camminare anche sulle acque. Ma
(Bassoril. di Persepoll).
:1 loro cuore era acciecato, cioè non percepiva
son chiarezza le opere di Gesù, e il Salvatore
dovette dare questo nuovo segno della sua po-
tenza per vincere tutta la loro diffidenza e inco-
stanza.
53. Genezareth. V. Matt. XIV, 34. Avendo
avuto vento contrario non approdano a Bct-
il

saida, dove pure volevano andare da principio 56. L'orlo della sua veste meglio le frange detti
(v. 45), ma nella terra di Gennesar. Di qui Gesù sua veste. V. Man. XIV, 35 V. fìg. 67).

11 — Sacra Bibbia, voi. I


162 S. Marco, VII. 1-8

CAPO VII.

/ Farisei e le tradizioni, 1-2j. — La madre Cananea, 24-30. — Un sordomuto


guarito. 31-37-

^Et conveniunt ad eum Pharisaei, et qui- ^Poi si raccolgono da lui i Farisei, e al-
dam de Scribis, venientes ab lerosolymis. cuni degli Scribi venuti da Gerusalemme.
*Et cum vìdissent quosdam ex discipulis ^E aveqdo osservato alcuno dei suoi disce-
eius communibus manibus, id est non lotis, poli mangiare il pane con mani impure, cioè
manducare panes, vituperaverunt. ^Phari- senza essersele lavate, li biasimarono. 'Im-
saei enim, et omnes ludaei, nisi crebro la- perocché i Farisei e tutti i Giudei non man-
verint manus, non manducant, tenentes tra- giano senza lavarsi spesso le mani, attenen-
ditionem seniorum *Et a foro nisi bapti-
: dosi alla tradizione dei maggiori *e quan- :

zentur, non comedunt et alia multa sunt, : do tornano dal foro non mangiano, se prima
quae tradita sunt illis servare, baptismata non si sono lavati. E vi sono molte altre
calicum, et urceorum, et aeramentorum, et cose che è stato loro insegnato di osservare,
lectorum : *Et interrogabant eum Pharisaei, lavature di bicchieri, di orciuoli, di vasi di
et Scribae : Quarenon ambu- discipuli tui bronzo, e di letti. *Ora i Farisei e gli Scribi
lant iuxta traditionem seniorum, sed com- lo interrogavano Per qual motivo i tuoi
:

munibus manibus manducant panem? discepolinon camminano secondo la tradi-


zione degli antichi, e mangiano senza la-
varsi le mani?
*At ille respondens, dixit eis Bene pro- : ®Ma egli rispose, e disse loro : A ragione
phetavit Isaias de vobis hypocritis, sicut Isaia profetò di voi ipocriti, come sta scrit-
scriptum est Populus hic labiis me hono-
: to Questo popolo mi onora colle labbra,
:

rat, cor autem eorum longe est a me. 'In ma loro cuore è lungi da me. 'Inutilmente
il

vanum autem me colunt, docentes doctri- poi mi onorano, insegnando dottrine e co-
nas, et praecepta hominum. ^Relinquentes mandamenti di uomini. "Poiché trascurati
enim mandatum Dei, tenetis traditionem ho- i comandamenti di Dio, siete tenaci delle
minum, baptismata urceorum, et calicum; tradizioni degli uomini, delle lavature di or-
et alia similia his facitis multa. ciuoli e di bicchieri : e molte altre cose
fate simili a queste.

e
2 Matth. 15, 2. Is. 29, 13.

facilmente senz'accorgersi qualcuno che non fosse


CAPO VII.
legalmente mondo, era necessario per il Fariseo
2. Avendo osservato ecc. S. Marco accenna
fare un bagno ogni volta che tornava a casa.
l'occasione, da cui nacque tra Gesù e i Farisei la Per lo stesso motivo i Farisei non si contenta-
grande discussione relativa alle tradizioni. Vedi vano di purificare le loro persone, ma dovevano
per il commento Matt. XV, 1-20. pure lavare i vari! utensili, di cui si servivano,
Mani impare cioè non lavate. I Farisei prima come calici, anfore, vasi di bronzo, letti o di-
di ogni pasto si lavavano le mani. Matt. XV, 2. vani sui quali si stendevano per mangiare ecc.
S. Marco scrivendo per lettori, che non cono-
3. Senza spesso lavarsi ecc. Invece di spesso
scevano gli usi giudaici, ha dovuto dare tutte
xvKvà, che è la lezione seguita dalla Volgata, è
queste spiegazioni.
da preferirsi la lezione dei migliori codici greci
»«Y^5 col pugno. I Farisei si lavavano le mani fre- 5. Non camminano vale a dire non osservano
gando il pugno chiuso di una mano contro la le tradizioni degli antichi. Matt. XV, 2.
palma dell'altra.
6-7. A ragione Isaia ecc. Il passo è citato se-
4. Quando tornano dal foro ecc. Nelle piazze
LXX, ma la citazione non è letterale
condo i

{Isaia XXIX, 13). Il profeta rimprovera coloro


che facevano consistere la religione nel recitare
molte preghiere e nella pratica puramente ester-
na delle cerimonie, e poi non si curavano dei
precetti di Dio. Così fanno pure Farisei. Hanno i

scrupolo di tralasciare una delle cerimonie, che


da sé stessi si sono imposte, e poi non si cu-
rano affatto di trasgredire i più importanti pre-
cetti della legge di Dio.
Rg. 6S. — Antica coppa di argilla.
Delle lavature ecc. Queste parole con tutto
8.

bazzicava ogni sorta di gente, gentili ed Eb»ei, il seguito del versetto mancano in alcuni buoni
mondi e immondi, e siccome si poteva tocca»e manoscritti greci. V. Nestle ecc.
S. Marco, VII, 9-26 163

•Et dicebat illis Bene irritum facitis prae-


: •E diceva loro : Voi benissimo distruggete
ceptum Dei, ut traditionem vestram servetis. i comandamenti di Dio per osservare la
"Moyses enim dixit Honora patrem tuum, : vostra tradizione. "Mosè infatti disse :

et matrem tuam. Et Qui maledixerit patri, : Onora padre tuo e la madre tua. E chi
il

vel matri, morte moriatur. ''Vos autem di- maledirà il padre o la madre, sia punito di
citis : Si dixerit homo patri, aut matri, Cor- morte. "Ma voi dite Uno potrà dire al :

ban, (quod est donum) quodcumque ex me, padre o alla madre Qualunque offerta che
:

tibi profuerit '-Et ultra non dìmittitis eum


: io fo a Dio, gioverà a te "e non permet- :

quidquam facere patri suo, aut matri. *'Re- tete che egli faccia nulla per suo padre o
scindentes verbum Dei per traditionem ve- per sua madre, "violando la parola di Dio
ctram, quam tradidistis et similia huiusmo- : per la vostra tradizione inventata da voi e :

di multa facitis. fate molte cose simili a questa.


"Et advocans Iterum turbam, dicebat il- '*E chiamata nuovamente la turba, dice-
lis Audite me omnes, et intelligite. **Ni-
: va Ascoltatemi tutti, e imparate. "Nes-
:

hil extra hominem


est introiens in eum, suna cosa vi è esteriore alPuomc, la quale
quod possit eum coinquinare, sed quae de entrando in esso possa renderlo immondo :

homine procedunt, illa sunt, quae commu- ma quelle cose che procedono dall'uomo,
nicant hominem. "Si quis habet aures au- quelle sono che rendono impuro Tuomo.
diendi, audiat. "Et eum introisset in domum "Chi ha orecchie da intendere, intenda.
a turba, interrogabaot eum discipuli eius ''Ed entrato che fu nella casa, sciolto dalla
parabolani. turba, i discepoli lo interrogarono intomo
a quella parabola.
**Et ait illis Sic et vos inipru<ientes
: "Ed egli disse loro Anche voi adunque:

estis? Non intelligitis quia omne extrinsecus siete tanto ignoranti? Non intendete che
introiens in hominem non potest eum com- tutto quello che di fuori entra nelPuomo
municare "Quia non intrat in cor eius, sed
: non può renderlo impuro? "Perchè non
in ventrem vadit, et in secessum exit, pur- entra nel cuore di lui; ma passa nel ven-
gans omnes escas? '"Dicebat autem, quo- tre, donde va nella latrina, lo spurgo di
niam quae de homine exeunt, illa commu- tutti i cibi. '"Ma quello, diceva egli, che
nicant hominem. "Abintus enim de corde esce dall' uomo, rende immondo l'uomo.
hominum maiae cogitationes procedunt, a- "Poiché dal di dentro, dal cuore degli uo-
dulteria, fomicationes, homicidia, "Furia, mini procedono i cattivi pensieri, gli adul-
avaritiae, nequitiae, dolus, impudicitiae, terii, le fornicazioni, gli omicidii, "i furti,
oculus malus, blasphemia, superbia, stulti- le avarizie, le malvagità, le frodi, le impu-
tia. ''Omnia haec mala abintus procedunt, dicizie, l'invidia, le bestemmie, la superbia,
et communicant hominem. la stoltezza. "Tutti questi mali procedono
dal di dentro, e rendono impuro l'uomo.
'*Et inde surgens abiit in flnes Tyri et Si- '*Indi partitosi se ne andò ai confini di
donis : et ingressus domum, neminem vo- Tiro e Sidone : ed entrato in una casa, non
luit scire, et non potuit latere. **Mulier enim voleva che nessuno lo sapesse ma non :

statim ut audivit de eo, cuius Alia habebat potè star celato. "Perchè una donna, la cui
spiritum immundum, intravit, et procidit ad figliuola era posseduta dallo spirito immondo,
pedes eius. **Erat enim mulier gentilis, Sy- avendo sentito parlar di lui, andò a gettarsi
rophoenissa genere. Et rogabat eum ut dae- ai suoi piedi. "Essa era gentile, e Sirofenicia
monium eiiceret de Alia eius. di nazione. E lo supplicava che scacciasse il
demonio dalla sua figliuola.

»• Ex. 20, 12; Deut. 5, 16; Eph. 6, 2; Ex. 21, 17; Lev. 20, 9; Prov. 20. 20. »* Matth. 15, 10.
>» Gen. 6, 5. -* Matth. 15, 21.

9-12. V. Man. XV. 6-7. Le vostre tradizioni 24. Partitosi se ne andò ai confini di Tiro e di
vi portano a violare i comandamenti di Dio. Sidone ecc. V. n. Man. XV, 21 e XI, 21.
14. Chiamata nuovamente turba, che si era
la
Son voleva che nessuno lo sapesse, affinchè
allontanata alquanto al sopraggiungere dei Fa- forse non si credesse, che abbandonati i Giudei,
risei.
volesse predicare ai Gentili.
25. La cui figliuola, lì greco ha un diminutivo
15. N essana cosa vi è esteriore all'uomo ecc.
OvYixTptov fìgliuolina per indicare la tenera eti
V. Man. XV, 11.
delia fanciulla.
Intorno a qaella parabola cioè intorno a
17.
29. Sirofenicia. Gli abitanti di Tiro e di Si-
quella sentenza per loro oscura dena al v. 15.
done venivano chiamati Sirofenici, perchè uniti
V. Matt. XV, 19.
alla provìncia romana di Siria, e per distinguerli
18-20. V. n. Man. XV, 19. dai Fenici di Africa ossia Cartaginesi. Gli Ebrei
22. La stoltezza cioè Tempieti,per cui non li chiamavano Cananei, e difatti S. Matteo die*
•i sa più discernere il bene morati^ dal male. che questa donna era Cananea.
164 S. Marco, VII. 27-37

^'Quì dixit illi : Sine prius saturati fl- "Ma Gesù le disse : Lascia prima saziarsi
lios : non est enim bonum sumere panem i figliuoli : che non è ben fatto prendere il
flliorum, et mittere canibus. "At illa respon- pane dei figliuoli e gettarlo ai cani. **Ma
dit, et dixit illiUtique Domine, nam et ca-
: quella rispose, e gli disse Sì, o Signore : :

telli comedunt sub mensa de micis puero- che anche i cagnolini mangiano sotto la
rum. "Et ait illi Propter hunc sermonem : tavola i minuzzoli dei figliuoli. ^*Ed egli le
vade, exiit a filia tua. '"Et cum
daemonium disse Per questa parola va il demonio è
: :

abiisset domum suam, invenit puellam ja- uscito dalla tua figlia. '"Ed ella ritornata a
centem supra lectum, et daemonium exiisse. casa sua trovò la fanciulla che giaceva sul
letto, e che il demonio se n'era partito.
''Et iterum exiens de flnibus Tyri, venit •* Partitosi di nuovo dai confini di Tiro,
per Sidonem ad Mare Galilaeae Inter medios andò per Sidone verso il mare di Galilea,

flnes Decapoleos. '^Et adducunt ei surdum traversando il "E


territorio della Decapoli.
et mutum, et deprecabantur eum, ut im- gli fu presentato un uomo sordo e muto, e
ponat illi manum. ''Et apprehendens eum lo supplicarono a imporgli la mano. "Ed
de turba seorsum, misit digitos suos in auri- egli, trattolo in disparte dalla folla, gli mise
culas eius et expuens, :tetìgit linguam le dita nelle orecchie, e sputo toccò con lo
eius '*Et suspiciens in caeluim, ingemuit
: la sua lingua '*E alzati gli occhi verso il
:

et ait illi Ephpheta, quod est adaperire.


: cielo, sospirò, e gli disse effeta, che vuol :

'''Et statim apertae sunt aures eius, et so- dire, apriti. '*E immediatamente gli si apri-
lutum est vinculum linguae eius, et loque- rono le orecchie e si sciolse il nodo della
batur recte. sua lingua, e parlava distintamente.
'*Et praecepit illis ne cui dicerent. Quanto "Ed ordinò loro di non dir ciò a
egli
autem eis praecipiebat, tanto magis plus nessuno. Ma
per quanto loro lo coman-
praedicabant : "Et eo amplius admiraban- dasse, tanto più lo celebravano "E tanto :

tur. dicentes : Bene omnia fecit et surdos : più ne restavano ammirati, e dicevano Ha :

fecit audire, et mutos loqui. fatto bene tutte le cose ha fatto che odano :

i sordi e i muti favellino.

« Matth. 9, 32; Lue. 11, 14.

27-28. V. Matt. XV, 26-27. do : i muti pare che abbiano legata e secca la

Per questa parola colla quale mostri di lingua, perciò la tocca e l'asperge colla sa-
e
29.
liva. La Chiesa santa, guidata dallo Spirito Santo,
avere sì grande fede nella mia potenza, e sì
grande fiducia nella mia bontà, va ecc. apprese da questo fatto una parte delle ceri-
monie, delle quali si serve nel conferire il Bat-
30. Giaceva sul letto calma senza che piii fosse
tesimo, gli effetti del quale sopra le anime sono
agitata dalle convulsioni di prima.
molto simili a quelli che operò il Salvatore nel
31. Partitosi dì nuovo
Invece di tornare ecc. corpo di questo sordomuto. Nel dito di Cristo
in Palestina breve, Gesù fa un
per la via più è significato lo Spirito Santo nella saliva la di- ;

lungo giro. Dal territorio di Tiro dove si trovava, vina sapienza derivante da Cristo nei membri del
si spinse verso il Nord fino a Sidone, e poi ri- suo mistico corpo ». Martini.
piegando a Sud-Est traversò il Libano e l'Anti-
34. Alzati gli occhi verso il cielo per invocare
libano e si portò sulla riva orientale del lago di
l'aiuto del Padre suo, come faceva spesso prima
Genezaret nel territorio della Decapoli (V. n.
di operare miracoli, affine di insegnarci a ricor-
Matt. iV, 25).
rere a Dio in tutte le nostre necessità, sospirò
32. Un nomo
sordo e muto. Il testo greco sentendosi profondamente commosso alla vista
chiama noytXàXov che stentava a
quest'uomo delle miserie umane, e disse Effeta (dall'aramaico
parlare. Talvolta però la parola noTtXàXo(; dai etfattah imperativo « ithpael » del verbo fatah)
Settanta viene usata nel senso proprio di muto. cioè apriti ecc. S. Marco riferisce qui la precisa
33. Trattolo in disparte dalla folla per lo stesso parola usata da Gesù, come già aveva fatto al
motivo per cui al v. 36 gli proibisce di manife- V. 41 del cap. prec.
stare a chichessìa la grazia ricevuta. 35. L'efficacia della parola di Gesù è somma.
Gli mise le dita nelle orecchie ecc. Il sordo- Il povero sordomuto subito ode e parla distin-
muto non potendo capire le parole. Gesù ricorse tamente.
a queste azioni esterne per eccitare la fede e la
36. Ordinò loro ecc. Gesù non vuole che sia
confidenza in lui e così renderlo degno di rice-
pubblicato il miracolo affine di non eccitare vane
vere la grazia, che stava per fargli.
speranze terrene nelle folle e non dar occasione
In queste azioni di Gesù si mostra ancora
ai suoi nemici di maggiormente perseguitarlo.
quanta fosse la virtù del suo corpo unito perso-
Essi però non tennero conto della proibizione,
naimente alla divinità, il contatto del quale ba-
credendo forse che per sola umiltà Gesù avesse
stava a sanare qualsiasi infermità. « Gesù adatta
loro vietato di manifestare la grazia ricevuta.
in certo modo la sua onnipotenza alla maniera
di agire che è propria delle cause naturali. I 37. Ha fatto bene tutte le cose ecc. Questa
sordi pare che abbiano chiuse le orecchie ; e per- riflessione del popolo riassume mirabilmente tut-
ciò mette Egli le sue dita nell'orecchio del sor- ta la vita e le opere di Gesù Cristo.
S. Marco. Vili. 1-12 165

CAPO Vili.

Seconda moltiplicazione dei pani. i-io. — Il segno dal cielo, ir-ij. // lievito—
dei Farisei, 14-21. — // cieco di Betsaida, 22-26. — Confessione di Pietro,
27-jo. — Profezia della Passione, 31-33. — Del seguire Gesù, 34-39.

'In diebus illis iterum cum turba multa *Di que' giorni essendo di nuovo grande
esset, nec haberent quod manducarent : la né avendo da mangiare, chiamati
folla,
convocatis discipulis, ait illis 'Misereor : a sé i discepoli, disse loro 'Mi fa compas- :

super turbarli quia ecce iam triduo susti-


:
sione questo popolo perchè sono già tre :

nent me, nec habent quod manducent *Et : giorni che si trattiene con me, e non ha da
si dimisero eos ieiunos in domum suam, de- mangiare *e se li rimanderò alle loro
:

flcient in via quidam enim ex eis de longe


:
case digiuni, verran meno per istrada giac- :

venerunt. *Et responderunt ei discipuli sui : ché taluni di essi son venuti da lon-
Linde illos quis poterit hic saturare panibus tano. *E discepoli gli risposero
ì E come :

in solitudine ? *Et interrogavit eos Quot : potrà alcuno qui in una solitudine satollarli
panes habetis ? Qui dixerunt Septem. : di pane? *Ed egli domandò loro: Quanti
pani avete ? Risposero Sette. :

•Et praecepit turbae discumbere super ter- •E ordinò turbe che sedessero pex
alle
ram. Et accipiens septem panes, gratias terra. E presi i sette pani, rese le grazie,
agens fregit et dabat discipulis suis ut appo- li spezzò, e li diede a' suoi discepoli, perchè

nerent, et apposuerunt turbae. 'Et habebant li ponessero davanti alle turbe, come li po-

pisciculos paucos et ipsos benedixit. et ius-


: sero. 'E avevano ancora alcuni pochi pesclo*
sit apponi. *Et manducaverunt, et saturati lini e questi pur benedisse, e ordinò che
:

sunt, sustulerunt quod superaverat de


et fossero distribuiti. 'E mangiarono, e si satol-
fragmentis, septem sportas. *Erant autem larono e raccolsero degli avanzi, che rima-
:

qui manducaverant, quasi quatuor millia : sero, sette sporte. 'Or quelli che avevano
et dimisit eos. mangiato erano circa quattromila : e li

licenziò.

**Et statim ascendens navim cum disci- "Ed entrato immediatamente in barca
pulis suis, venit in partes Dalmanutha. "Et co' suoi discepoli, andò dalle parti di Dal-
exierunt Pharisaei, et coeperunt conquirere manutha. "E andarono da lui i Farisei, e
cum eo, quaerentes ab ilio signum de caelo, cominciarono a disputare, chiedendogli, per
tentantes eum. "Et ingemiscens spiritu ait : un segno dal cielo. '*Ed egli get-
tentarlo,
Quid generatio signum quaerit? Amen
ista tato cuore un sospiro, disse
dal Perchè :

dico vobis, si dabitur generationi isti signum. mai questa generazione chiede un segno?

> Matth. 15, 32. >> Mcnh. 16. 1; Lue. 11, 54.

d'accordo sulla situazione geografica di queste


CAPO VIM. due località, poiché vi ha chi le pone all'Est e
chi all'Ovest del lago di Tiberiade, e chi invece
1-10. Seconda
moltiplicazione dei pani. Vedi le cerca al Sud. Ci sembra probabile l'opinione
per il commento Matt. XV,
32-39. La narrazione che identifica Dalmanutha con El-Delhamieh al
di S. Marco benché un po'
più ricca di partico- Sud del lago e all'Est del Giordano. V. Rev.
lari, è simile in tutto a quella di S. Matteo.
Bibl. 1897 p. 93-99.
2. Mi compassione ecc. Quanto non è mai
fa codice di Beza invece di Dalmanutha ha
Il

sensibile il cuore di Gesù, quanto non si com- Magedan, ma questa lezione va riguardata come
muove profondamente davanti ai bisogni anche una correzione.
materiali delle turbe !
11. Chiedendogli un segno, per cui fosse ma-
6. Presi i sette pani. S. Matteo aggiunge : e nifesto che Egli era il Messia. V. n. Matt. XII,
i pesci. 38 e ss. e XVI, 1-4.
10. Dalmanutha. Questa localitì non è ricor- 12. Gettato dal cuore un sospiro. Gesù dal
data neppure in Giuseppe Fla-
nell'Antico T. e fondo del cuore deplora la cecità volontaria dei
vìq. S. Matteo chiama
il luogo dove andò Gesù Farisei, quali dopo aver chiusi gli occhi da-
i

Magedan o Magdala. Pensano perciò alcuni che vanti ai miracoli da lui fatti, osano domandargli
Magedan e Dalmanutha rappresentino un solo un prodigio a prova della sua Messianità. Son
villaggio chiamato Magedan - Dalmanutha. Altri sarà loro dato il segno domandato, ma Dio ne
invece sono di parere che si tratti di due vil- darà un altro : il segno di Giona profeta. V.
laggi distinti, benché vicini tra loro. Non si è Matt. XII. 39 e XVI. 4.
166 S. Marco, Vili, 13-26

^*Et dimittens eos, ascendit iterum navim, In verità vi dico, chenon sarà dato a questa
et abiit transf return. generazione segno. "E rimandatili, en-
tal
tro di nuovo in barca, e passò il lago.
^*Et obliti sunt panes sumere : et nisi '*E si scordarono di pigliare del pane e :

unum panem non habebant secum in navi. non avevano seco in barca se non un pane.
**Et praecipiebat eis, dicens Videte, et ca- : ^^Ed egli li istruiva, e diceva loro Guar-
:

vete a fermento Pharisaeorum, et fermento datevi e state lontani dal lievito dei Farisei,
Herodis. "Et cogitabant ad alterutrum, di- e dal lievito di Erode. "E discorrevano tra
centes Quia panes non habemus. ^^Quo co-
: loro, dicendo Non abbiamo pane. "La qual
:

gnito, ait illis lesus Quid cogitatis, quia


: cosa avendo conosciuta Gesù, disse loro :
panes non habetis? nondum cognoscitis nec Perchè vi inquietate del non aver pane? Non
intelligitis? adiiuc caecatum habetis cor ve- avete voi ancora conoscimento né intelletto ?
strum? "Oculos habentes non videtis? et Ed è accecato tuttora il vostro cuore?
aures habentes non auditis? Nec recorda- "Avete occhi, e non vedete, orecchie, e non
tnini, **Quando quinque panes fregi in quin- udite? Né avete memoria? "Allorché divisi
que minia quot cophinos fragmentorum
: cinque pani tra cinque mila uomini quanti :

plenos sustulistis ? Dicunt ei Duodecim. : canestri pieni di avanzi raccoglieste? Gli ri-
^"Quando et septem panes in quatuor millia : sposero Dodici. ^"E quando poi divisi sette
:

quot sportas fragmentorum tulistis? Et di- pani tra quattro mila quante sporte di a- :

cunt ei Septem. ^^Et dicebat eis Quomo-


: : vanzi raccoglieste? Risposero Sette. ^^E :

do nondum intelligitis? diceva loro Come non intendete ancora ?


:

^^Et veniunt Bethsaidam, et adducunt ei *^E giunsero a Betsaida, e gli fu presen-


caecum, et rogabunt eum ut illum tangeret. tato un cieco, e lo supplicavano che lo toc-
^'Et apprehensa manu cacci, eduxit eum ex- casse. *^E preso il cieco per mano, lo me-
tra vicum et expuens in oculos eius impo-
: nò fuori del borgo e avendogli sputato ne-
:

sitis manibus suis, interrogavit eum si quid gli occhi, e impostegli le mani gli domandò
videret. ^''Et aspiciens, ait Video homines : se vedeva nulla. ^^Ed egli alzati gli occhi,
velut arbores ambulantes. ^^Deinde iterum disse Veggo uomini camminare, simili ad
:

imposuit manus super oculos eius et coe- : alberi. *'Indi Gesii impose di nuovo le
pit videre, et restitutus est ita ut dare vide- mani sopra gli occhi di lui, e principiò a
ret omnia. ^*Et misit illum in domum suam, vedere e fu sanato in guisa che vedeva
:

dicens Vade in domum tuam et si in vi-


: : tutte le cose distintamente. *^E lo rimandò
cum introieris, nemini dixeris. a casa sua, e gli disse Vattene a casa :

tua e se entri nei borgo, non dir nulla a


:

nessuno.

1* Matth. 16, 5. " Sup. 6, 41; Joan. 6, 11.

15. Di Erode. S. Matteo XVI, 6 parla del lie- 24. Veggo uomini camminare ecc. Dalla rispo-
vito dei Sadducei è probabile però che Erode
; sta del cieco appare chiaramente ch'egli non do-
Antipa, principe voluttuoso e scostumato assai, veva essere tale di nascita, poiché altrimenti non
fosse circondato da Sadducei, i quali abborri- avrebbe potuto formarsi le idee di uomini e di
vano le tradizioni dei Farisei, ed erano invece alberi. La vista da principio è vaga e confusa :

ammiratori e imitatori dei costumi greci e pagani. vede figure alte come alberi, che si muovono, e
I discepoli devono quindi guardarsi dall'esem- arguisce che siano uomini.
pio e dalla perversità dei capi religiosi e politici 25. Gesù impose di nuovo ecc. E questa l'u-
della loro nazione. nica volta che il miracolo si compie per gradi.
16. Discorrevano ecc. V. Matt. XVI, 7.
Gesù non ha voluto sanare il cieco tutto ad un
tratto « sia per dimostrare come Egli è libero
21. Come non ancora? Dopo aver
intendete dispensatore dei suoi doni, sia perchè fece agire
veduto che per ben due volte ho moltiplicati i la potenza a proporzione della fede del malato,
pani per saziare la turba affamata, come mai vi la quale essendo piccola da principio, non ebbe
prendete tanto affanno per non aver preso con se non in parte la sanità cresciuta di poi, e per-
;

voi del pane? Credete forse che io non possa fezionata la fede, fu egli pure perfettamente sa-
provvedervi di quanto è necessario al vostro so- nato. Finalmente col sanarlo in tal guisa, veniva
stentamento? a fargli meglio conoscere il beneficio, onde ne
facesse maggiore stima, e gli fosse più grato.
22. Bethsaida, Probabilmente si tratta di
Lo stesso ordine e pei medesimi fini è sovente
Bethsaida-Giulia situata al N. E. del lago di tenuto da Dio nella guarigione delle malattie
Tiberiade presso la foce del Giordano nel lago. dell'anima ». Martini.
S. Marco è il solo Evangelista che narri questo Invece di : principiò a vedere, il testo greco
miracolo di Gesù Cristo.
ha : e lo fece guardare. Nel greco S. Marco usa
23. Lo menò fuori del borgo di Bethsaida, le varie sfumature del verbo vedere:

affine di evitare i vani entusiasmi della folla 26. Lo rimandò a casa sua affine di evitare
(V. cap. prec. 33, 36), e impostegli le mani ogni pubblicità del miracolo. Invece di Se entri :

sugli occhi, gli domandò per eccitare in lui la nel borgo, il greco ha Non entrare nel borgo.
:

fede, se vedeva nulla. I codici però presentano molte varianti.


S. Marco, Vili, 27-39 167

'^Et egressus est lesus, et discipuli eius, Gesù se n'andò co! suo! discepoli per
*'E
in castella Caesareae Philippi et in vìa in- : le castella di Cesarea di Filippo : e per
terrogabat discipulos suos, dicens eis Quem : istrada interrogava i suoi discepoli, dicendo
'
me dicunt esse homines? '*Qui responde- loro Chi dicono gli uomini che io sia ?
:

runt illi, dicentes Ioannem Baptistam, alii :


"Essi risposero Chi dice Giovanni Bat-
:

Eliam, alii vero quasi unum de prophetis. tista, chi Elia, chi qualcuno de' profeti.

"Tunc dicit illis Vos vero quem me esse :


"Allora disse loro E voi chi dite che io :

dicitis? Respondens Petrus ait ei Tu es : sia? Pietro rispose: Tu se' il Cristo.


gli

Christus. "Et comminatus est eis, ne cui "E proibì loro strettamente di parlarne con
dicerent de ilio. alcuno.
"Et coepit decere eos quoniam oportet *'E cominciò a spiegar loro, come do-
fllium hominis pati multa, et reprobari a se- veva il Figliuolo dell'uomo patir molto, ed
nioribus et a summis sacerdotibus, et Seri- essere riprovato dai seniori, e dai principi
bis, et occidi : et post tres dies resurgere. dei sacerdoti, e dagli Scribi, ed essere uc-
•*Et palam verbum loquebatur. Et appre- ciso e risuscitare tre giorni dopo. "E par-
:

hendens eum Petrus, coepit increpare eum. lava di questo fatto apertamente. E Pietro,
•*Qui conversus, et videns discipulos suos, presolo in disparte, cominciò a rampognar-
comminatus est Petro, dicens Vade retro : lo. ''Ma egli voltatosi, e mirando i suoi di-

me, satana, quoniam non sapis quae Dei scepoli, sgridò Pietro, dicendo Va lungi :

sunt, sed quae sunt hominum. da me, Satana : poiché non hai la sapienza
di Dio, ma degli uomini.

'*Et convocata turba eum discipulis suis, •*E chiamate a sé le turbe coi suoi disce-
dixit eis Si quis vult me sequi, deneget se-
:
poli, disse loro Se alcuno vuol tenere die-
:

metipsum et toliat crucem suam, et sequa-


: tro a me, rinneghi se stesso, e prenda la
tur me. **Qui enim voluerit animam suam sua croce, e mi segua. "Poiché chi vorrà
salvam facere, perdet eam qui autem per- :
salvare l'anima sua, la perderà e chi per- :

diderit animam suam propter me, et Evan- derà l'anima sua per me e pel Vangelo, la
gelium, salvam faciet eam. **Quid enim pro- salverà. "E che gioverà all'uomo l'acquisto
derithomini, si lucretur mundum totum : di tutto il mondo, ove perda l'anima sua?
et detrimentum animae suae faciat? '^Aut •'Oppure che darà l'uomo in cambio del-
quid dabit homo commutationis prò anima l'anima sua? *'Invero chi sì vergognerà di
sua? **Qui enim me confusus fuerit, et me e delle mie parole in questa generazione
verba mea in generatione ista adultera et adultera e peccatrice, sì vergognerà di lui il
peccatrice : et Filius hominis confundetur Figliuolo dell'uomo, quando verrà nella glo-
eum, eum venerit in gloria patris sui eum ria del Padre suo con gli Angeli santi.
angelis sanctis. "E diceva loro Vi dico
: in verità, che
**Et dicebat dico vobis, quia
illis : Amen vi sono alcuni degli quali astanti, i non gu-
sunt quidam de hic stantibus, qui non gu- steranno la morte, fino a tanto che veggano
stabunt mortem, donec videant regnum Dei venire il regno di Dio con maestà.
veniens in virtute.

*' Maith. 16, 13; Lue. 9. 18. »* Mitth. 10, 38 et 16, 24; Lue. 9, 23 et 14, 27. »» Lue. 17, 33:
Jotn. 12, 25. '• Mttth. 10. 33; Lue. 9, 26 et 12, 9. »• Mitth. 16, 28; Lue. 9, 27.

27-28. Ctsarta di Filippo ecc. V. note Matt. zione gli Apostoli predicheranno la sua diviniti,
XVI, 13-19. e annunzieranno al mondo le opere da lui com-
Voi chi dite ecc. I discepoli erano già stati
29. piute.
ammaestrati intorno al regno di Dio, alle leggi 31-33. V. n. Matt. XVI, 21, 22, 23.
della sua fondazione e del suo sviluppo; era con-
veniente che Gesìi li ammaestrasse eziandio in- 34-37. V. n. Matt. XVI, 24-26.
torno alla sua propria persona e facesse loro 38. Chi si me ecc. e Chi avrà
vergognerà di
conoscere chi>ramente chi Egli era. rossore di seguire me per le vie che io batto
29. Tu Cristo cioè il Messia. Presso S.
sei il dell'umiltà, dei patimenti e della croce, si me-
Matteo XVI, 16 risposta di Pietro è molto più
la rita che io mi vergogni di lui, quando nel mio
sviluppata pure riferita la grande pro-
e viene stato di grandezza e di gloria verrò a domandar
messa fatta da Gesù al principe degli Apostoli. conto agli uomini della mia legge, dei miei esem-
S. Marco omette parecchi fatti che avrebbero pi e di tutto quello che ho patito per essi >.
potuto essere di sommo onore per S. Pietro, Martini.
mostrando con ciò che nello scrivere il suo Van- Generazione adultera cioè
infedele a Dio, di
gelo ebbe in mira di riassumere la predicazione cui nazione giudaica veniva considerata come
la
dell'Apostolo, il quale nella sua umiltà taceva sposa. V. n. Matt. XII, 39.
tiò che avrebbegli potuto tornare di gloria. Veggano venir»
39. il regno di Dio ecc. V. a.
30. Proibì loro ecc. Solo dopo la sua risurre- Matt. XVI, 28,
168 S. Marco, IX, 1-11

CAPO IX.

La trasfigurazione, 1-12. — L'epilettico guarito, 13-29. — Ntiova profezia della


PassioTie, 30-31. — Umiltà, 32-36. — Zelo senza gelosia, 37-39. — La carità, 40.
— Coìitro lo scandalo, 41-49.

*Et post dies sex assumit lesus Petrum, ^Sei giorni dopo. Gesù prende con sé
et lacobum, et Ioannem et ducit illos in : Pietro e Giacomo e Giovanni, e li conduce
montem excelsum seorsum solos, et transfi- soli in disparte sopra un alto monte, e alla
guratus est coram ipsis. ^Et vestimenta eius loro presenza si trasfigurò. *E le sue vesti
facta sunt splendentia, et candida nimis ve- diventarono risplendenti e soprammodo can-
lut nix, qualia fullo non potest super ter- dide come la neve tal che nessim tintore
:

ram candida facere. *Et apparuit illis Elias della terra saprebbe farle così candide. 'E
cum Moyse et erant loquentes cum lesu.
: apparve Elia con Mosè i quali stavano a :

*Et respondens Petrus, ait lesu Rabbi, bo- : discorrere con Gesù. *E Pietro prese la
num est nos hic esse et faciamus tria ta- : parola e disse a Gesù Maestro, buona co-
:

bemacula, Tibi unum, et Moysi unum, et sa è per noi lo star qui facciamo tre tende :

Eliae unum. *Non enim sciebat quid dice- una per te, una per Mosè e una per Elia.
ret erant enim timore exterriti. *Et facta
: "Infatti non sapeva quel che si dicesse :
est nubes obumbrans eos et venit vox de : perchè erano sbigottiti per la paura. *E si
nube, dicens Hic est Filius meus carissi-
: levò una nuvola, la quale li ricoprì e dalla :

mus : audite illum. statim circumspi-


'Et nuvola uscì una voce che disse Questo è :

cientes neminem amplius viderunt, nisi le- il Figliuolo mio carissimo ascoltatelo. ^E :

sum tantum secum. a un guardando


tratto essi d'intorno, non
videro più nessuno con loro, fuori del solo
Gesù.
*Et descendentibus illis de monte, prae- *E nello scendere dal monte, egli ordinò
cepit illis ne cuiquam quae vidissent narra- loro di non palesare a nessuno le cose da
rent : nisi cum Filius hominis a mortuis re- essi vedute, se non quando il Figliuolo del-
surrexit. 'Et verbum continuerunt apud se : l'uomo fosse risuscitato da morte. "Ed essi
conquirentes quid esset : Cum a mortuis re- tennero la cosa in sé, investigando tra di
surrexerit. loro che volesse dire Quando sarà risu-
:

scitato da morte.
"Et interrogabant eum, dicentes Quid : "E gli dimandarono : Perchè adunque i
ergo dicunt Pharisaei et Scribae, quia Eliam Farisei e gli Scribi dicono che deve prima
oportet venire primum? "Qui respondens, venire Elia? "Ed egli rispose e disse loro :

Matth. 17, 1 ; Lue. 9, 28. » Matth. 17, 9. " Mal. 4, 5. " Is. 53, 3-4.

5. Erano sbigottiti. Nel greco 8>«poPoi erano


CAPO IX. fuori di sé per lo spavento.
1-12. Sei giorni dopo la confessione di S. Pie-
9. Tennero la cosa in sé ecc. S. Marco e S.
tro ecc. V. n. Matt. XVII, 1-13.
Luca notano che gli Apostoli obbedirono all'or-
2. Nessun tintore della terra ecc. E' questa una dine di Gesù.
particolarità di S. Marco. Investigando... quando sarà risuscitato da morte.
Nel greco si legge Si domandavano che cosa
:

volesse dire risuscitare da morte. Secondo l'i-


dea che Apostoli si erano formata del Messia,
gli
questi non avrebbe dovuto morire, ma inau-
gurare subito uri regno di gloria. Essi perciò
non compresero le parole di Gesù, e dispu-
tavano tra di loro sul senso di esse. Da questo
fatto si vede quanto tardassero gli insegnamenti
di Gesù a penetrare nella mente dei suoi disce-
poli.

10. Perchè dunque ecc. V. n. Matt. XVII, II.

11.Nel greco la frase: Come sta scritto del


Figliuolo dell'uomo ecc. è seguita da un punto
Fig;. 69. — Tintori antichi (Pittura di Pompei).
di interrogazione. Gesù nella sua risposta fa ve-
dere ai suoi discepoli che gli Scribi si ingannano
4. Maestro. S. Marco riferisce questa parola credendo, che Elia debba venire prima del Mes-
di S. Pietro nella forma ebraica Rabbi sia. Elia infatti venendo prima rimetterà in sesto
S. Marco, IX, 12-23 169

ait illis : Elias cum venerit primo, restituet Elia, venendo prima, rimetterà
in sesto tut-
omnia quo modo scriptum est in Filium
: et te le cose e come sta scritto del Figliuolo
:

hominis, ut multa patiatur et contemnatur. dell'uomo, avrà da soffrire molto e sarà


"Sed dico vobis quia et Elias venit (et fece- disprezzato. "Ma io vi dico che Elia è ve-
runt illiquaecumque voluerunt) sicut scri- nuto, (e hanno fatto a lui quel che è loro
ptum est de eo. piaciuto) conforme di lui fu scritto.
"Et veniens ad discipulos suos, vidit tur- "E arrivato dai suoi discepoli li vide
bam magnam circa eos, et Scribas conqui- attorniati da gran folla di popolo, e che
rentes cum illis. '*Et confestim omnis po- gli Scribi disputavano con essi, "E tutto il

pulus videns lesum, stupefactus est, et ex- popolo, subito che vide Gesù, restò stu-
paverunt, et accurrentes salutabant eum. pito e intimorito, e corsigli incontro lo sa-
"Et interrogavit eos Quid inter vos con- :
lutarono. "E
domandò loro : Che dispute
quiritis? avete tra voi ?
"Et respondens unus de turba, dixlt : "E uno della turba rispose e disse :
Magister, attuli fllium meum ad te, haben- Maestro, ti ho condotto il mio figliuolo che
tem spiritum mutum "Qui ubicumque eum : è posseduto da uno spirito muto "il quale :

apprehenderit, allidit illum, et spumat, et dovunque lo invade, lo getta per terra, ed


stridet dentibus, et arescit et dixi discipulis : egli getta schiuma e digrigna i denti e vien
tuis ut eiicerent illum, et non potuerunt. nieno e ho detto al tuoi discepoli di scac-
:

ciarlo, e non hanno potuto.


"Qui respondens eis, dixit : O gencratio "Ma egli rispose loro, e disse
genera- : O
incredula, quamdiu apud vos ero? quamdiu zione infedele, sino a quando sarò con voi?
vos patiar? afferte illum ad me. "Et attule- sino a quando vi sopporterò? conducetelo
runt eum. Et cum vidisset eum. statim spi- a me. "E glielo menarono. E visto che l'eb-
ritus conturbavi! illum et elisus in terram, : be Gesù, subito lo spirito lo sconturbò e :

volutabatur spumans. "Et interrogavit pa- gettatosi per terra, si rivoltolava facendo la
trem eius Quantum temporis est ex quo ei
: spuma. "E Gesù dimandò al padre di lui :

hoc accidit At ille ait Ab infantia **Et


: : : Quanto tempo è che gli avviene tal cosa?
frequenter eum in ignem, et in aquas misit, E quegli disse : Sin dalla fanciullezza ; "e
ut eum perderet, sed si quid potes, adiuva sovente lo ha gettato nel fuoco e nell'ac-
nos, misertus nostri. qua per finirlo. Ma tu, se puoi qualche cosa,
soccorrici, avendo di noi pietà.
''lesus autem ait illi : Si potes credere, '*E Gesù
rispose Se puoi credere,
gli :

omnia possibilia sunt credenti. **Et conti- tutto è possibile per chi crede. '*E subito

»» Matth. 17. 12. " Lue. 9, 38.

tutte le cose vale a dire : Elia quando verri, scultoria. La possessione diabolica era accompa-
fari sì che tutto Israele si converta a Dio. Ora gnata da un'epilessia violenta, i cui accessi ven-
se Elia convertirà Israele, come sta scritto cioè gono qui descritti. V. Matt. XVII, 14.
come potrà avvenire che il Figliuolo dell'uomo 18. O generazione ecc. V. n. Matt. XVII, 16.
abbia da soffrire molto ed essere disprezzato dallo Questi rimproveri benché siano generali e com-
stesso popolo d'Israele? Elia in persona non pud prendano sia la turba che i discepoli, sono però
adunque venire prima del Messia. in modo speciale diretti contro gli Scribi.
12. Elia è venato ecc. V. n. Matt. XVII, 11. Quanto tempo
20. è, ecc. Con questa domanda
13. Arrivato dai suoi discepoli lasciati nove Gesù vuole eccitare la fede nel cuore di quel
ai gli Scribi che disputa-
piedi del monte, vide padre.
vano con essi. Benché i discepoli avessero rice-
21. Se paci qualche cosa ecc. La fede di que-
vuto la potestà dì cacciare ì demonìi (VI, 7, 13),
st'uomo è assai debole. Gesù però non la di-
non avevano potuto liberare l'indemoniato loro
sprezza, ma colla sua parola la rende più viva e
presentato. Gli Scribi ne presero motivo per
ardente.
beffarsi dì Gesù, e del potere da lui dato ai suoi
discepoli. Se puoi credere. In molti manoscritti greci
22.
Restò stupito e intimorito ecc. forse per-
14.
manca il credere. Gesù in questo caso direbbe al
chè sul volto di Gesù brillava ancora un raggio padre Quanto al
: e se puoi >, che tu mi hai
:

detto, sappi che tutto è possibile per chi crede.


della gloria della trasfigurazione, oppure più pro-
babilmente perchè lo vedevano arrivare proprio 23. Io credo ecc. Il padre conosciuto che dalla
al momento più opportuno per decidere la que- sua fede dipende la salute del fanciullo, fa uno
stione che si agitava. sforzo per emettere un atto di fede viva, ma
15. Nel greco la domanda è rivolta agli Scri- temendo che esso non sia sufficiente, prega Gesù
Perchè disputate con essi discepoli) ? di aiutarlo. Egli vuol dire credo che tu possa :
bi : (i
sanarmi il figlio, ma se vi ha qualche difetto
16. Da uno spirito muto, cioè da un demonio nella mia fede, supplisci tu colla tua bontà e
che lo rende muto. colla tua misericordia. La parola Signore manca
17. La descrizione di S. Marco è tragica e in molti codici greci.
170 S. Marco, IX, 24-36

nuo exclamans pater pueri, cum lacrymis il padre del fanciullo esclamò e disse pian-
aiebat ; Credo, Domine : adiuva incredulì- gendo Credo, Signore
: aiuta la mia in- :

tatem meam. credulità.


^*Et cum vlderet lesus concurrentem tur- ^"E Gesù vedendo che il popolo accorreva
barn, comminatus est spiritui immundo, di- in folla, sgridò lo spirito immondo, e gli
cens illì : Surde et mute spiritus, ego prae- disse : Spirito sordo e muto, io ti comando,
cipio tibi, exi ab eo et amplius ne introeas : esci da lui : e non rientrarci piii. ^'E get-
in eum. ^*Et exclamans, et multum discer- tato uno strido, e avendolo molto straziato,
pens eum, exiit ab eo, et factus est sicut uscì lo spirito da lui che rimase come morto :
mortuus, ita ut multi dicerent Quia mor- : talmente che molti dicevano E' morto. :

tuus est. ** lesus autem tenens manum eius, ^•^Ma Gesù presolo per mano lo sollevò, ed
elevavit eum, et surrexit. egli si alzò.
^^Et cum introisset in domum, discipuli ^^Ed entrato che fu Gesù nella casa, i
eius secreto interrogabant eum Quare nos :
discepoli lo interrogavano a parte Perchè :

non potuimus elicere eum ? ^*Et dixit illis :


non abbiamo noi potuto discacciarlo? ''^Ed
Hoc genus in nullo potasi exire, nisi in ora- egli disse loro Questa razza (di demoni) :

tione, et ieiunio. non può uscire per altro verso se non per
l'orazione e pel digiuno.
^'Et inde profecti praetergrediebantur Ga- ^'E partitisi da quel luogo, traversarono
lilaeam nec volebat quemquam scire. "Do-
:
la Galilea ed egli non voleva che nessuno
:

cebat autem discipulos suos, et dicebat il- lo sapesse. ^"Ma andava istruendo i suoi
lis : Quoniam fllius hominis tradetur in ma- discepoli, e diceva loro Il Figliuolo del- :

nus hominum, et occident eum, et occisus l'uomo sarà dato nelle mani degli uomini
tertia die resurget. *^At illi ignorabant ver- e lo metteranno a morte : e ucciso risusci-
bum et timebant interrogare eum.
: terà il terzo giorno. ^^Essi però non capi-
vano nulla : e temevano d'interrogarlo.
"^Et venerunt Capharnaum. Qui cum do- ^^E giunsero a Cafarnao. Ed entrati in
mi essent, interrogabat eos Quid in via : casa, domandò loro Di che cosa dìsputa- :

tractabatis? ''At illì tacebant, siquidem in vate tra voi per istrada? ''Essi però tace-
via inter se disputaverant, quis eorum ma- vano poiché per istrada avevano disputato
:

ior esset. ^*Et residens vocavit duodecim, insieme, chi fosse tra loro il maggiore. '*E
et ait illis Si quis vult primus esse, erit
: stando egli a sedere chiamò ì dodici, e
omnium novissimus, et omnium minister. disse loro Chi vuol essere il primo, sarà
:

'*Et accipìens puerum, statuit eum in me- l'ultimo dì tutti e il servitore di tutti. '*E
dio eorum quem cum complexus esset, ait
: preso un fanciullo, lo pose in mezzo ad
illis : '*Quisquìs unum ex huiusmodi pueris essi, e tenendolo tra le braccia, disse loro :

receperit in nomine meo, me recipit : et "Chi accoglie uno di tali fanciulli nel no-

30 Matth. 17, 21 ; Lue. 9, 22, 44. 33 Matth. 18, 1 ; Lue. 9, 46.

24. Vedendo che il popolo eec. Gesù non vuole passione, facendo loro vedere che in antece-
suscitare vani entusiasmi nel popolo, e perciò al denza sapeva quanto doveva avvenire, e che li-
vedere che le genti accorrono attorno a lui, su- beramente andava alla morte, e si portava perciò
bito risana l'indemoniato e poi si parte. Spirito a Gerusalemme.
sordo e muto, cioè spirito che produci sordità e
Non capivano
31. nulla. Non intendevano co-
mutismo, ti comando colla mia autorità ecc.
me mai Messia e il il Figlio di Dio dovesse mo-
25. Avendolo molto straziato ecc. Gesù per- rire ; non sapevano conciliare le predizioni del
mise quest'ultimo strazio, affinchè tutti compren- regno glorioso del Messia con una morte vio-
dessero quanto sia grande l'odio che il demonio lenta, e non osavano interrogare Gesù, temendo
nutre contro dell'uomo. forse di essere rimproverati, come era avvenuto
28. Per l'orazionedigiuno ecc. L'ora-
e pel a Pietro.
zione unisce l'anima a Dio e il digiuno, sotto- 32. Entrati nella casa di Pietro, che loro ser-
mettendo la carne allo spirito, rende l'uomo più viva di abituale dimora in Cafarnao.
disposto a ricevere i divini favori. V. Matt.
XVII, 19, 20 ove Gesù dà ancora come motivo 33. Chi fosse... il maggiore. Gesù aveva poco
dell'insuccesso degli Apostoli la loro poca fede. prima promesso a Pietro di farlo capo della sua
Nei cod. Vat. e Sin. manca la parola e pel di- Chiesa, e gli Apostoli, pensando che presto do-
giuno. vesse inaugurarsi il regno messianico, sentono
nascere nel loro cuore le ambizioni. V. n. Matt.
29. Partitisi dai piedi del monte della trasfi-
XVIII, 1.
gurazione *ape5iopewovto traversarono la Galilea
rapidamente, oppure di nascosto, battendo vie 34. Chi vuol essere
il primo nel regno dei
meno frequentate per non essere riconosciuti cieli, sia nella stima di sé stesso e nel
l'ultimo
dalla folla. servire prossimo. Gesù inculca l'umiltà come
al

30. Andava istruendo. Voleva essere solo coi


fondamento di ogni grandezza spirituale.
suoi discepoli per ammaestrarli intorco alla sua 35-36. V. Matt. XVIII. 5.
S. Marco, IX, 37-46 171

quicumque me susceperit, non me suscepit, me mio, accoglie me : e chiunque accoglie


sed eum, qui misit me. me, non accoglie me, ma colui che mi ha
mandato.
"Respondit illl Ioannes, dicens Magi- :
'^Giovanni prese a dirgli Maestro, ab-
:

ster, vidimus quemdam in nomine tuo eii- biamo veduto un tale che non viene con
centem daemonia, qui non sequitur nos. et noi, discacciare i demoni nel nome tuo, e
prohibuimus eum. "lesus autem ait Nolite :
glielo abbiamo proibito. '"Ma Gesù disse
prohibere eum, nemo est enim qui faciat loro : Non vogliate proibirglielo : perchè
virtutem in nomine meo, et possit cito male non v'è nessuno che faccia un miracolo nel
loqui de me. **Qui enim non est adversum nome mio e possa subito dir male di me.
vos, prò vobis est. *°Quisquis enim potum **Poichè chi non è contro di voi, è per
dederit vobis calicem aquae in nomine meo, voi. *•£ chi avrà dato a voi un bicchiere di
quia Christi estis amen dico vobis, non
:
acqua nel nome mio, perchè siete di Cristo :

perdet mercedem suam. in verità vi dico, non perderà la sua rìcom-


pecisa.

*'Et quisquis scandalizaverit unum ex his *'E chi scandalizzerà uno di questi par-
pusillis credentibus in me est ei
: bonum goletti che credono in me sarebbe me- :

magis si circumdaretur mola asinaria collo glio per lui che gli fosse legata al collo una
eius, et in mare mitteretur. **Et si scanda- macina da asino e fosse gettato nel mare.
lizaverit te manus tua, abscide illam bo- : **Che se la tua mano ti scandalizza, tron-
num est tibi debilem introire in vitam, quara cala è meglio per te giungere monco alla
:

duas manus habentem gehennam, in


ire in vita,che avendo due mani andar all'inferno
ignem inextinguibilem "Ubi vermis eorum
: in un fuoco inestinguibile *'dove il loro :

non moritur, et ignis non exstinguitur. verme non muore, e il fuoco non si smorza.
**Et si pes tuus te scandal izat, amputa fl- **E se il tuo piede ti scandalizza, tron-
lum bonum est tibi claudum introire in vi-
: calo è meglio per te il giungere zoppo
:

tam aetemam, quam duos pedes habentem alla vita etema, che avendo due piedi essere
mitti in gehennam ignis inextinguibilis : **U- gittato nell'inferno in un fuoco inestingui-
bi vermis eorum non moritur, et ignis non bile "dove il loro verme non muore, e
:

extinguitur. il fuoco non si smorza.


**Quod si oculus tuus scandalizat te, eli- **E se tuo occhio ti scandalizza, cava-
il

ce eum : bonum est tibi luscum introire in telo è meglio per te l'entrare losco nel
:

regnum Dei,quam duos oculos habentem regno di Dio, che avendo due occhi essere

»' Lue. 9. 49. »• I Cor. 12, 3. «• Mttth. 10, 42. <• Mttth. 18, 6; Lue. 17, 2. " Mttth. 5,
30 et 18, 8. ** Is. 66, 24.

37. Alle parole di Gesù : Chi accoglie... nel fatto in nome di Gesù avrà la sua ricompensa.
nome mio. Giovanni si ricorda di un fatto avve- Ora il cacciare i demonii non era una piccola
nuto durante la missione, di cui al cap. VI, 12-13, cosa, anzi era un grande benefizio che si faceva
e interrompe Gesù per narrarglielo. Abbiamo al prossimo e meritava perciò un grande premio.
veduto un tale, che scacciava i demonii coU'in- V. n. Matt. X, 42.
vocazione del tuo nome, e noi ripetutamente glie 41. Chi scandalizzerà ecc. Gesù ripiglia il di-
lo abbiamo proibito, perchè iion viene con noi, scorso interrotto al v. 36. V. n. Matt. XVIII, 6.
cioè non è uno che appartenga ai tuoi discepoli.
38. Son vogliate ecc. Gesù non dice che gli
Apostoli abbiano fatto male, poiché furono mossi
da zelo sincero, vuole però che questo zelo non
sia smoderato. Colui che fa miracoli invocando
il nome di Gesù, riconosce la potenza di questo
nome, e benché non sia uno dei discepoli, pro-
muove però l'onore di Gesù, e non potrà es-
sergli nemico.
39. Chi non è contro ecc. Non solo costui non
sarà vostro nemico, ma sarà vostro amico e fau-
Fi?- 7o. — Molino mosso da asini.

tore, poiché colui che non è contro di voi, è per (Bassorilievo antico).
voi. Fu detto infatti (Matt. XII, 30) che chi non
è con Gesù è contro Gesù, e per la ragione dei 42-46. V. n. Matt. V, 22, 29-30; XVIII, 8-9.
contrarli, fa d'uopo pur dire, che chi non è 45. Dove il loro verme ecc. Con queste pa-
contro Gesù, è per Gesù. Sia nell'una proposi- role tratte da Isaia LXVI, 24 si descrivono i
zione come nell'altra vien significato che non tormenti eterni dell'inferno. 11 verme che non
vi è mezzo, ma è necessario essere o amici o muore, designa i rimorsi e tutte le pene interne
nemici di Gesù. dei dannati ; il fuoco, che non si smorza, significa
40. un'altra ragione per dimostrare
Gesù dà tutte le pene esterne e specialmente il fuoco
che non avrebbero dovuto proibire a quel tale eterno. I due versi 43-45 mancano in buon nu-
di cacciare i demonii. Ogni più piccolo servizio mero di codici greci.
172 S. Marco, IX, 47 — X, 7

gehennam
mitti in ignis : *'Ubi vermis eo- gettato nel fuoco dell'inferno : **dove il loro
rum non moritur, non extinguitur. et ignis verme non muore, e il fuoco non si smorza.
**Omnis enim igne salietur, et omnis victi- **Chè sarà ognuno salato col fuoco, e ogni
ma sale salietur. **Bonum est sai quod si : vittima sarà salata col sale. *'Buona cosa è
sai insulsum fuerit in quo illud condietis ? : il sale ma se il sale diventa scipito, con che
:

Habete in vobis sai, et pacem habete in- lo condirete voi? Abbiate in voi sale, e ab-
ter vos. biate pace tra voi.

CAPO X.

Gesù nella Perca, i. — / Farisei e il divorzio, 2-12. — Gesù e i fanciulli, 13-16.


— // giovane ricco e la perfezione, 17-27. — Ricompensa ai seguaci dei
consigli evangelici, 28-31. — Altra profezia della Passione, 32-34. — I figli
di Zebedeo, 35-40. — L'umiltà, 41-45. — // cieco di Gerico, 46-52.

*Et inde exurgens venit in fìnes ludaeae ^E partitosi da quel luogo, andò nei con-
ultra lordanem : conveniunt iterum tur-
et fini della Giudea al di là dal Giordano e :

bae ad eum : et sicut consueverat, iterum si radunarono di nuovo intorno a lui le tur-
dpcebat illos. ^Et accedentes Pharisaei in- be : e di nuovo al suo solito le istruiva. 'E
terrogabant eum Si licet viro uxorem di- : accostatisi i Farisei, gli dimandavano per
mittere tentantes eum. *At ille respondens,
: tentarlo Se fosse lecito al marito di ripu-
:

dixit eis Quid vobis praecepit Moyses?


: diare la moglie. 'Ma egli rispose, e disse
*Qui dlxerunt Moyses permisit libellum
: loro Che cosa vi ha comandato Mosè ?
:

repudii scribere, et dlmittere. ^Ripigliarono essi Mosè ha permesso di :

scrivere il libello del ripudio, e rimandarla.


'Quibus respondens lesus, ait ; Ad duri- ''E Gesiì rispose, e disse : riguardo A
tiam cordis vestri scripsit vobis praeceptum della durezza del vostro cuore diede egli a
istud.*Ab initio autem creaturae, mascu- voi questo precetto. 'Ma al principio della
lum feminam fecit eos Deus. 'Propter
et creazione Dio li formò maschio e femmina.
hoc relinquet homo patrem suum, et ma- Ter questo abbandonerà l'uomo il padre

** Lev. 2, 13. '•9 Matth. 5, 13; Lue. 14, 34.


i
Matth. 19, * Deut. 24, Gen.
1. 1. « 1, 27.
» Gen. 2, 24; Matth. 19, 5; 1 Cor. 7, 10; Eph. 5, 31.

48. Sarà ognuno salato ecc. L'ultima parte del dici Sin. Vat. ritrovasi però nei codici Aless.
versetto si riferisce a quanto vien comaiidato Cani. ecc.
nel Levitico (II, 13), di condire cioè con sale 49. Buona cosa è il sale a condire i cibi, ma
ogni vittima che si volesse offrire a Dio. Il sale, se diventa scipito, come gli si potrà rendere il
simbolo dell'incorruzione, doveva significare la primo sapore? Il sale rappresenta qui la dottrina
perpetuità dell'alleanza tra Dio e Israele. di Gesù, che dà agli uomini il gusto delle cose di
Varie spiegazioni furono proposte di questo Dio, preserva giusti dalla corruzione, e rende
i

versetto. Secondo gli uni avrebbe questo senso :


i peccatori nuovamente grati a Dio. Gli Apostoli
Come ogni vittima vien condita con sale e così devono perciò porgere attento l'orecchio ai suoi
diventa simbolo di una perpetua alleanza, così insegnamenti, che hanno la virtù di conservare
ognuno, che vuole essere vittima gradevole a la pace. V. Matt. V,' 13.
Dio, e vuole stringere perpetua alleanza con lui,
deve essere salato, cioè purificato col fuoco della
tribolazione, della penitenza ecc. Solo a questa
CAPO X.
condizione potrà evitare il fuoco eterno. Secondo Al di là del Giordano. Gesù abbandona de-
1.
altri invece vorrebbe dire Il fuoco dell'inferno :
finitivamente la Galilea, e si avvia a Gerusalem-
sarà per dannati come un sale, che lungi dal
i
me per la passione. Partito da Cafarnao passò
consumarli, li conserverà, e ne farà come tante al di là del Giordano cioè nella Perea, e dopo
vittime perpetue della divina giustizia, a quella aver per lungo tratto costeggiato il fiume, lo at-
guisa che il sale fa di ogni vittima offerta a Dio, traversò nuovamente in faccia a Gerico ed entrò
un simbolo di una perpetua alleanza. Merita pure così nella Giudea.
di essere accennata quest'altra spiegazione, se-
condo la quale, delle due parti del versetto la
2-12. Per la spiegazione di questi versetti V.
prima si riferirebbe ai dannati, e la seconda agli Matt. XIX, 2-12.
eletti. Ogni dannato verrà salato col fuoco in 4. Mosè ha permesso che il marito potesse
modo da non essere consumato per tutta l'eter- separarsi dalla sua moglie, in questo caso però
nità mentre gli eletti come le vittime accette a
;
doveva darle uno scritto, in cui si dichiarava che
Dio verranno conditi col sale della grazia per es- essa era libera e poteva rimaritarsi Gesù abo- ;

sere fatti degni della gloria eterna. La frase : lisce ogni concessione di Mosè, e richiama B
Ogni vittima sarà ualaìa col sale manca nei co- matrimonio alla sua primitiva istituzione.
S. Marco, X, 8-23 173

trem, et adhaerebit ad uxorem suam *Et : e la madre, e starà unito a sua moglie 'E :

erunt duo in carne una. Itaque iam non i due saranno una sola carne. Per la qual
sunt duo, sed una caro. 'Quod ergo Deus cosa non son più due, ma una sola carne.
coniunxit, homo non separet. •Non divida pertanto l'uomo quel che Dio
ha congiunto.
"Et in domo iterum discipuli eius de eo- "E in casa di nuovo i suoi discepoli lo
dem interrogaverunt etun. "Et ait illis : Qui- interrogarono sopra la medesima cosa. "Ed
cumque dimiserit uxorem suam, et aliam egli disse loro Chiunque rimanderà la sua
:

duxerit, adulterium committit super eam. moglie, ne prenderà un'altra, commette


e
"Et si uxor dimiserit virum suum, et alii adulterio contro di essa. "E se la moglie
nupserit, moechatur. ripudia il marito, e ne sposa un altro, com-
mette adulterio.
"Et offerehantili! parvulos ut tangere! il- "E gli presentavano dei fanciullini, affin-
los. Discipuli autem comminabantur offe- chè li toccasse : ma i discepoli sgridavano
rentibus. '*Quos cum videret lesus, indigne coloro che glieli presentavano. "La qual
tulit, et ait illis Sinite parvulos venire ad
: cosa avendo veduto Gesù, ne fu altamente
me, et ne proliibueritis eos talium enim : disgustato, e disse loro Lasciate che i pic- :

est regnum Dei. "Amen dico vobis Quis- :


coli vengano da me, e non lo vietate loro :

quis non receperit regnum Dei velut par- che di questi tali è il regno di Dio. "In ve-
vulus, non intrabit in illud. "Et comple- rità vi dico, che chiunque non riceverà il
xans eos, et imponens manus super illos, regno di Dio come un fanciullo, non entrerà
benedicebat eos. in esso. "E stringendoseli al seno, e impo-
nendo loro le mani, li benediceva.
"Et cum egressus esset in viam, procur- "E nell 'uscir che faceva per istrada, cor-
rens quidam genu flexo ante eum, rogabat se da lui un tale, e inginocchiatosi gli do-
eum Magister bone, quid faciam ut vitam
: mandò ; Maestro buono, che farò per ac-
aeternam percipiam? "lesus autem dixit ei : quistare la vita etema? "Ma Gesù gli disse :

Quid me dicis bonum? Nemo bonus, nisi Perchè mi chiami buono? Nessuno è buono
unus Deus. "Praecepta nosti Ne adulte- : fuori di Dio solo. "Tu sai i comandamentt :
res. Ne occidas. Ne fureris. Ne falsum te- Non commettere adulterio, non ammazzare,
stimonium dixeris, Ne fraudem feceris, Ho- non rubare, non dire il falso testimonio,
nora patrem tuum et matrem. "At ille re- non far danno a nessuno, onora il padre e
spondens, ait illi Magister, haec omnia : la madre. "Ma quegli rispose, e gli disse :

observavi a iuventute mea. Maestro, tutte queste cose le ho osservate


sin dalla mia giovinezza.
*'Iesus autem intuitus eum, dilexit eum, "E Gesù miratolo, gli mostrò affetto, e
et dixit ei : Unum
vade, quae- tibi deest : gli disse : Una
cosa ti manca va, vendi :

cumque iiabes vende, et da pauperibus, et quanto hai, e dallo a' poveri, e avrai im
habebis thesaurum in caelo et veni, se- : tesoro nel cielo e vieni, e seguimi. ^''A :

quere me. *-Qui contristatus in verbo, abiit questa parola rattristatosi colui se ne andò
moerens erat enim habens multas posses-
: sconsolato perchè aveva molte possessioni.
:

siones. *'Et circumspìciens lesus, ait disci- "E Gesù, dato intomo uno sguardo, disse a'
pulis suis Quam difficile qui pecunias ha-
: suoi discepoli Quanto è difficile che i ricchi
:

bent, in regnum Dei introibunt! entrino nel regno di Dio.

• I Cor. 6, 16. 1^ Matth. 19, 16; Lue. 18, 18. >• Ex, 20, 13.

11. Contro di essa, cioè commette ingiuria con- di un fanciullo non avri parte alla felicità mes-
tro la prima moglie legittima. sianica.
12. Se moglie ecc. Presso i Giudei non era
la 17-31. V. n. Matt. XIX, 16-30.
permesso moglie di separarsi dal marito
alla ;
19. Non commettere
adulterio ecc. Questi pre-
presso e i romani invece era concesso
i greci
cetti sono tratti dall'Esodo XX, 12-17 e dal Deu-
tanto alla moglie quanto al marito di poter di-
terenomio V, 16-20; XXIV, 14.
vorziare. S. Matteo, scrivendo per g i Ebreo-
cristiani, non tenne conto delle parole di Gesiì Gli mostrò affetto. E' una particolarità di
21.
qui riferite da S. Marco, che scriveva per i cri- S. Marco. Gesù vide in questo giovane il germe
stiani convertiti dal paganesimo. della virtij, benché ancora assai debole, come si
vede dalla pena che prova alia proposta fattagli
13. Li toccasse imponendo toro le mani. V. di abbandonare ogni cosa per seguirlo. Quale
Matt. XIX, 13-14. differenza tra questo giovane e gli Apostoli, che
15. Chi non riceverà il regno di Dio cioc il alla parola di Gesù tutto abbandonarono '

Vangelo o la Chiesa come un fanciullo, va!e a Una sola cosa ti manca per essere perfetto. —
dire colla semplicità e il candore e l'innocenza Un tesoro. A questo giovane ricco e attaccato alU
174 S. Marco, X, 24-35

'*Discipuli autem obstupescebant in ver- ^*E i discepoli restavano stupefatti per


bis eius. At lesus rursus respondens ait il- le sue parole. Ma Gesù di nuovo disse lo-
lis : Filioli, quam diffìcile est, confidentes ro :Figliuolini, quanto è difficile che en-
in pecuniis, regnum Dei introire
in *'Fa-
I trino nel regno di Dio quei che confidano
cilius est, camelum per foramen acus tran- nelle ricchezze! ^^E' più facile a un cam-
sire, quam divitern intrare in regnum Dei. mello il passare per la cruna di un ago,
che a un ricco l'entrare nel regno di Dio.
''^Qui magis admirabantur, dicentes ad ^'Ed essi restavano sempre più stupefatti,
semetipsos Et quis potest salvus fieri ? ^'Et
:
e si dicevano l'un l'altro E chi può es- :

intuens illos lesus, ait Apud liomines im- : sere salvo? *'E Gesù miratili, disse loro:
possibile est, sed non apud Deum omnia : Per gli uomini questo è impossibile, ma
enim possibilia sunt apud Deum. non per Iddio poiché ogni cosa è possibile
:

a Dio.
^*Et coepit ei Petrus dicere Ecce nos :
^*E Pietro prese a dirgli Ecco che noi :

dimisimus omnia, et secuti sumus te. ^*Re- abbiamo lasciato tutto, e ti abbiamo segui-
spondens lesus, ait Amen dico vobis Ne-
: :
tato. "'Rispose Gesù, e disse In verità vi :

mo qui reliquerit domum, aut fratres,


est, dico che non vi ha alcuno, il quale abbia
:

aut sorores, aut patrem, aut matrem, aut abbandonato la casa, o i fratelli, o le so-
filios, aut agros propter me et propter Evan- relle, il padre, o la madre, o i figliuoli,

gelìum, ^"Quì non accipiat centies tantum, o le possessioni per me e pel Vangelo, '"che
nunc in tempore lioc : domos, et fratres et non riceva il centuplo, adesso in questo
sorores, et matres, et filios, et agros cum tempo, in case, e fratelli, e sorelle, e ma-
persecutionibus, et in saeculo futuro vitam dri, e figliuoli, e possessioni in mezzo alle
aeternam. '^Multi autem erunt primi no- persecuzioni, e nel secolo avvenire la vita
vissimi, et novissimi primi. eterna. ^^Ma molti di primi saranno ultimi,
e di ultimi primi.
''Erant autem in via ascendentes leroso- *"Ed erano in viaggio verso Gerusalem-
lymam praecedebat illos lesus, et stu-
: et me e Gesù li precedeva, e stupivano
: e :

pebant : et sequentes timebant. Et assumens lo seguivano timorosi. E presi a parte di


iterum duodecim, coepit illis dicere quae nuovo i dodici, cominciò a dir loro le cose
essent ei eventura. *^Quia ecce ascendimus che dovevano accadergli. "'Ecco che an-
lerosolymam, et Filius hominis tradetur diamo a Gerusalemme, e il Figliuolo del-
principibus sacerdotum, et Scribis, et se- l'uomo sarà dato nelle mani dei principi
nioribus, et damnabunt eum morte, et tra- de' sacerdoti, e degli Scribi, e dei seniori,
dent eum gentibus : '*Et illudent ei, et e lo condanneranno a morte, e lo consegne-
conspuent eum, et flagellabunt eum, et ranno a' Gentili '*e lo scherniranno, e
:

interflcient eum : et tertia die resurget. gli sputeranno addosso, e lo flagelleranno :


ed egli risusciterà il terzo giorno.
"Et accedimt ad eum lacobus, et loaniies '*E si accostarono a lui Giacomo e Gio-
fliii Zebedaei, dicentes : Magister, volumus, vanni figliuoli di Zebedeo, dicendo : Mae-

28 Matth. 19, 27; Lue. 18, 28. '^ Matth. 19, 30. " Lue. 18, 31. " Matth. 20, 20.

rìcehezza Gesù presenta il regno dei cieli come nata, ne trovano tante altre, e per una famiglia
un tesoro prezioso, affine di allettarlo a intra- lasciata, diventano membri di più numerosa fa-
prendere una vita di perfezione. Vieni e seguimi. miglia, in cui vengono ad avere molti padri e
Nel consiglio di seguire Gesù sono compresi i madri e fratelli ecc.
consigli di perfetta castità, di volontaria povertà, In mezzo alle persecuzioni. I seguaci di Gesù
e di intera obbedienza o rinnegamento della pro- avranno sempre da sostenere persecuzioni nel
pria volontà, quali vengono praticati dai Reli- mondo, ma le persecuzioni dei tristi non impe-
giosi. diranno a Dio di mantenere le sue promesse.
24. Confidano nelle ricchezze. Le ricchezze 32. Stupivano di vedere come Gesù si desse
non sono per sé stesse un ostacolo alla salute tanta fretta per arrivare a Gerusalemme, dove
eterna, potendosi benissimo possedere ricchezze i suoi nemici erano numerosi e potenti, e dove
e amare Dio sopra tutte le cose, ma diventano lo attendeva la passione e la morte.
tali quando l'uomo si fa schiavo di esse, e le Lo seguivano timorosi, presentendo i mali, a
cerca quasi fossero l'ultimo suo fine. cui andava incontro, e temendo per loro stessi
29. Alcuni manoscritti greci dopo le parole :
di essere pure trascinati nella persecuzione e
nella morte.
la madre aggiungono o la sua moglie.:

30. Adesso in questo tempo. La ricompensa


V. n. Matt. XX, 17-19.
33-34.
promessa a chi tutto abbandona per seguire Ge- Vogliamo ecc. Secondo S. Matteo sarebbe
35.
sù, non sarà data solo nell'altra vita, ma comin- propriamente la madre Salome che prega Gesù a
cierà anche nella presente, come apparisce chia- nome dei due figli. V. n. Matt. XX, 20-27. Quale
ro nei religiosi, i quali per una casa abbando- contrasto tra i pensieri di Gesù e quelli dei suol
S. Marco, X, 36-52 175

vogliamo che qualunque cosa doman-


ut quodcumque petierimus, facias nobis. At stro,

Quid vultis ut faciam vobis? deremo, tu a noi la conceda. **Ed egli disse
ille dixit eis :

Da nobis, ut unus ad dexte- loro Che bramate voi che io vi conceda?


:
»'Et dixerunt :

tuam se- *' Risposero Concedici che uno di noi seg-


rara tuam, et alius ad sinistram
:

ga alla tua destra, e l'altro alla tua sinistra


deamus in gloria tua.
nella tua gloria.

Nescitis quid pe- *'Ma Cesia disse loro Non sapete quello :
"lesus autem ait eis :

potestis bibere calicem, quem ego bi-


che domandate. Potete voi bere il calice ch'io
tatis :

aut baptismo, quo ego baptizor, bapti-


bevo o essere battezzati col battesimo
:
bo :

Possumus. lesus ond'io son battezzato? "E quelli replica-


zari? "At illi dixerunt ei :

autem ait eis : Calicem quidem, quem ego rono Si che possiamo. Ma Cesù disse loro
: :

bibo, bibetis et baptismo, quo ego bapti-


:
Voi berrete veramente il calice che io bevo,
zor, baptizabimini "Sedere autem ad de- :
e sarete battezzati col battesimo ond'io son
xteram meam, vel ad sinistram, non est battezzato "ma il sedere alla mia destra o
:

meum dare vobis, sed quibus paratura est. alla mia sinistra non ispetta a me di conce-
derlo a voi : ma a coloro pei quali è stato
preparato.

*'Et audientes decera, coeperunt indigna- *'E udito questo i dieci, si disgustarono
ri de lacobo, et Ioanne. "lesus autera vo- con Giacorao e Giovanni. **Ma Gesù chia-
cans eos, ait illis Scitis quia hi, qui yiden- : matili a sé, disse loro Voi sapete che quelli :

tur principari gentibus, dominantur eis et : che son tenuti per principi delle nazioni
principes eorum potestatem habent ipsonrai. esercitano dominio sopra di esse. *'Non
**Non ita est autem in vobis, sed quicura- così però sarà tra voi ma chi vorrà di- ;

que voluerit fieri maior erit vester rainister : ventar maggiore, sarà vostro ministro. **E
**Et quicumque voluerit in vobis primus chiunque di voi vorrà esser primo, sarà
esse, erit omnium servus. *''Nara et Filius servo di tutti. **Imperocchè anche il Fi-
hominis non venit ut ministraretur ei, sed gliuolo dell'uomo non è venuto per esser
ut ministraret, et daret animara suam redem- servito, ma per servire, e per dare la sua
ptionem prò multis. vita in redenzione di molti.

"Et veniuntlericho et proflciscente eo : "E arrivano a Gerico. E nel partir da


de lericho, et discipulis ejus, et plurima Gerico coi suoi discepoli e con gran molti-
multitudine, filius Timaei Bartimaeus cae- tudine di gente, Bartimeo cieco, figliuolo
cus, sedebat iuxta viam mendicans. *'Qui di Timeo, sedeva nella strada chiedendo la
cura audisset quia Jesus Nazarenus est, coe- limosina. *'I1 quale avendo sentito dire che
pit clamare, et dicere lesu, fili David, mi- : c'era Gesù Nazareno, cominciò a gridare,
serere mei. ^''Et comminabantur ei multi ut dicendo Gesù figliuolo di David, abbi pie-
:

tacerei. At ille multo magis clamabat : Fili tà di me. *'E molti lo sgridavano perchè
David raiserere mei. tacesse. Ma egli gridava più forte : Figliuolo
di David, abbi pietà di me.
**Et stans lesus praecepit illura vocari. **E Gesù sofferraatosi lo fece chiamare.
Et vocant caecum, dicentes ei Animae- : E chiamarono il cieco, dicendogli : Sta di
quior esto surge, vocat te. '"Qui proiecto
: buon animo : alzati, egli ti chiama. ''"E
vestiraento suo exiliens, venit ad eum. *'Et quegli, gettato via il suo mantello, saltò in
respondens lesus dixit illi Quid libi vis : piedi, e andò da Gesù. '^'E Gesù gli disse :
faciam ? Caecus autera dixit ei Rabbonì, : Che vuoi ch'io ti faccia? E il cieco gli
ut videam, '*Iesus autem ait illi Vade, ft- : disse Maestro, che io veda. **Gesù disse
:

des tuas te salvum feci». Et confestim vidìt, a lui Vattene, la tua fede ti ha salvato. E
:

et sequebatur eum in via. in quell'istante vide, e lo seguiva per via.

" Lue. 22, 25. *• M«tth. 20, 29; Lue. 18, 35.

discepoli! Gesù è assorbito dal sentimento della Timeo ». Questi sopranomi presso gli Ebrei era-
passione vicina, i discepoli non hanno che pen- no, nel linguaggio famigliare, più in uso che i
sieri di ambizione e di grandezza ! nomi proprii. S. Matteo parla di due ciechi,
37. Nella tua gloria cioè nel tuo regno glo- S. Marco e S. Luca di uno solo cioè di quello
rioso che fonderai come Messia. più celebre, la guarigione del quale suscitò mag-
gior rumore fra le turbe.
38. Essere battezzati ecc. Il battesimo come
il calice sono qui simbolo della passione e morte 47. Figliuolo di David. Era questo un titolo
di Gesù. equivalente a Messia.
39-45. V. n. Matt. XX, 23-27. 50. Gettato via il suo mantello ecc. Questa
46-52. V. n. Matt. XX, 29-30. S. Marco ci ha particolarità è riferita dal solo S. Marco.
conservato il nome di questo cieco. Bartimeo è 51. Rabbonì cioè Maestro mio. Era questo un
una parola araroaica che equivale a e figlio dì titolo più oaorifico del semplice Rabbi.
176 S. Marco, XI, 1-11

CAPO XI.

Ingresso trionfale di Gesti in Gerusalemme, i-ii, // fico maledetto, 12-14. "~ —


/ profanatori cacciati dal tempio, 15-19, La fiducia in Dio, 20-26. La — —
questione del Battista, 27-33.

'Et cum appropinquarent lerosolymae, et ^E avvicinandosi a Gerusalemme e a Be-


Bethaniae ad Montem olivarura, mittit duos tania presso al monte degli Olivi, mandò
ex discipulis suis, ^Et ait illis Ite in ca- : due dei suoi discepoli, ^e disse loro An- :

stellum, quod centra vos est, et statim in- date nel villaggio che vi sta dirimpetto, e
troeuntes illuc, invenietis pullum ligatum, al primo ingresso troverete legato un asi-
super quem nemo adhuc hominum sedit : nelio su cui non montò ancora alcuno scio- :

solvìte illuni, et adducite. ^Et si quis vobis glietelo, e menatelo a me. 'E se alcuno vi
dixerit : Quid facìtis? dicite, quia Domino dirà Che fate voi ? ditegli che il Signore
:

necessarius est : et continuo illum dimittet ne ha bisogno e subito lo manderà qua.


:

huc. "Et abeuntes invenerunt pullum liga *E andarono, e trovarono l'asinelio legato
tum ante ianuam foris in bivio et solvunt : alla porta fuori in un bivio e lo sciolsero. :

eum. 'Et quidam de illic stantibus dicebant *E alcuni dei circostanti dissero loro Che :

illis Quid facitis solventes pullum ? *Qui


: fate voi che sciogliete l'asinelio? "Ed essi
dixerunt eis sìcut praeceperat illis lesus, et risposero a quelli conforme aveva loro ordi-
dimiserunt eis. nato Gesù, e quelli lo lasciarono menar via.
^Et duxerunt pullum ad lesum et im- : ^E condussero a Gesù l'asinelio su cui :

poni:nt illi vestimenta sua, et sedit super misero le loro vesti, ed egli vi montò sopra.
eum. *Multi autem vestimenta sua strave- *E molti stendevano le loro vesti per la
runt in via alii autem frondes caedebant
: strada altri troncavano rami dagli alberi e
:

de arboribus, et stemebant in via. *Et qui li spargevano per la strada. 'E quelli che
praeibant, et qui sequebantur clamabant, di- andavano innanzi, e quei che venivano die-
centes Rosanna
: '"Benedictus, qui venit
: tro gridavano, dicendo Osanna '"Bene-: :

in nomine Domini benedictum quod venit


: detto colui che viene nel nome del Signore :

regnum patris nostri David Hosanna in ex- : benedetto il regno che viene dal padre nostro
celsis. "Et introivit lerosolymam in tem- David Osanna nel più alto dei cieli. ''Ed
:

plum : et circumspectis omnibus, cum iam entrò in Gerusalemme nel tempio e osser- :

1 Matth. 21, 1; Lue. 19, 29. 7 Joan. 12, Ps. 117, 26; Matth. 21, 9; Lue. 19, 38. ii
14. ' Matth.
21, 10.

difficoltà alla richiesta degli Apostoli. Si osservi


CAPO XI. come a Gesù venga dato il titolo di Signore, il
che dimostra quanto grande dovesse essere la_
1. A Betania ecc. Parecchi manoscritti greci sua rinomanza, e quanta stima nutrisse per lui'
hanno a Betfage e a Betania. Gerusalemme è
:
la popolazione di quei dintorni, che era stata
la meta del viaggio Betfage e Betania (V. n.
:
testimone della risurrezione di Lazaro.
Matt. XXI, 1, 18) due villaggi situati a poca di-
stanza l'uno dall'altro sul versante orientale del- In un bivio ecc. Quanto sono minuti i par-
4.
ticolarinarrati da S. Marco Egli senza dubbio
l'Olivete, indicano il luogo dove la folla co- !

minciò ad acclamare Gesù. Per il commento 1-10 li ha raccolti dalla bocca di S. Pietro, che fu
V. Matt. XXI, 1,11. uno dei due discepoli inviati da Gesù.
Gesù era partito probabilmente da Gerico il 7. L'asinelio è l'emblema della pace, mentre II
Venerdì prima della Passione, passò il Sabato cavallo significa la guerra. Il trionfo di Gesù è
a Betania presso Lazaro, e alla Domenica 10 pacifico.
Nisan fece il suo solenne ingresso a Gerusalem- 9. Quelli che andavano.... quei che venivano
me. Al 10 Nisan i Giudei dovevano scegliere ecc. La folla che accompagnava Gesù nel suo
l'agnello per la Pasqua. trionfo componevasi non solo di Galilei, che ave-
2. Nel villaggio che vi sta dirimpetto ecc. Que- vano seguito Gesù nel suo viaggio, ma ancora
sto villaggio è Betfage. S. Marco e S. Luca par- di molti altri pellegrini, che erano venuti a Ge-
lano del solo asinelio, S. Matteo invece fa men- rusalemme per la Pasqua.
zione dell'asinelio e dell'asina. Sulla cavalcatura Benedetto il regno che viene ecc. I Giudei
10.
del Messia non doveva essere ancora montato riconoscono Gesù come erede di Davide, e quindi
alcuno. Num. XIX, 2. come Messia ; ma credendo falsamente ch'egli do-
3. Sabito lo manderà qua. Secondo numerosi vesse essere un Messia politico, pensano che la
codici greci queste parole si riferirebbero al Sal- prima cosa a cui metterà mano, sarà il restaurare
vatore. Gesù rimanderà tosto l'asinelio al suo l'antico regno di Davide e lo scuotere il giogo
padrone dopo essersene servito per breve tempo. straniero.
Sembra però da preferirsi la sentenza che le ri- 11. Osservate intorno tutte le cose. Gesù entrò
ferisce al padrone dell'asinelio. Egli non farà in uno dei cortili del tempio per constatare coi
S. Marco, XI, 12-26 177

vespera esset hora, exiit in Bethaniam cum vate intomo tutte le cose, l'ora essendo già
duodecim. tarda, se n'andò a Betania coi dodici.

^^Et alla die cum exirent a Bethania esu- "E il dì seguente usciti che furono da
'*Cumque vldisset a longe ficum lia-
riit. Betania ebbe fame. "E veduto da lontano
bentem folla, venit si quid forte invenlret un fico che aveva delle foglie, andò a ve-
in ea et cum venisset ad eam, nihll in-
:
dere se a sorte vi trovasse qualche cosa e :

venlt praeter folla non enim erat tempus


: fattosi dappresso non trovò se non foglie :

flcorum. '* Et respondens dixit ei lam : che non era il tempo dei fichi. "E Gesù gli
non amplius in aetemum ex te fructum quis- disse Mai più in etemo non mangi alcuno
:

quara manducet. Et audiebant discipuli eius. delle tue frutta. E 1 discepoli l'udirono.
**Et lerosolymam. Et cum in-
veniUht "E arrivano a Gerusalemme. Ed essendo
troisset intemplum, coepit elicere vendentes egli entrato nel tempio, cominciò a discac-
et ementes in tempio et mensas numula- : ciarne quei che vendevano e compravano
riorura, et cathedras vendentlum columbas nel tempio e gettò per terra le tavole dei
:

evertit. "Et non sinebat ut quìsquam tran- banchieri e le seggiole dei venditori di co-
sferret vas per templum *'Et docebat, di- : lombe. "E non permetteva che nessuno
cens eis Nonne scriptum est Quia domus
: : trasportasse amesi pel tempio : "E li istrui-
mea, domus oratlonls vocabitur omnibus va, dicendo loro Non è egli scritto La: :

gentlbus? Vos autem feclstls eam


spelun- mia casa è casa di orazione per tutte le
cam latronum. "Quo audito, principes sa- genti? Ma voi l'avete fatta spelonca di la-
cerdotum, et Scrlbae quaerebant quomodo droni. "Il che risaputosi dai principi dei
eum perderent tlmebant enlm eum, quo-
: sacerdoti e dagli Scribi, cercavano il modo
niam universa turba admirabatur super do- di levario dal mondo che lo temevano, a :

ctrina eius. "Et cum vespera facta esset, motivo che tutto il popolo ammirava la sua
egrediebatur de civltate. dottrina. "E fattosi sera uscì dalla città.

"Et cum mane transirent, viderunt flctim "E la mattina nel passare videro il fico
aridam factam a radlcibus. "Et recordatus seccato fino alle radici. "E Pietro ricordatosi
Petrus, dixlt ei Rabbi, ecce ficus, cui ma-
: gli disse Maestro, guarda come il fico da te
:

ledixlsti, aruit *'Et respondens lesus alt maledetto si è seccato. **E Gesù rispose e
Ulis Habete fìdem Del. *'Amen dico vobis,
: disse loro Abbiate fede in Djo. '*In verità
:

quia qulcumque dixerit buie monti Tollere, : vi dico che chiunque dirà a questo monte :

et mittere in mare, et non haesitaverit in Levati e gettati in mare e non esiterà io :

corde suo, sed credlderit, quia quodcumque cuor suo, ma avrà fede che sia fatto quanto
dixerit, fìat, fìet ei. "Propterea dico vobis. ha detto, gli sarà fatto. "Per questo vi di-
omnia quaecumque orantes petitls, credile co : Qualunque cosa domandiate nell'ora-
quia accipietis, et evenient vobis. "Et cum zione, abbiate fede di conseguirla, e l'ot-
stabltis ad orandum, dimittite si quid habe- terrete. **E quando starete pregando, se
tis adversus aliquem ut et Pater vester qui
: avete qualche cosa contro di alcuno, per-
in caelis est, dimittat vobis peccata vestra. donategli affinchè il Padre vostro, che ò
:

**Quod si vos non dimiseritis nec Pater : nei cieli, perdoni anche esso a voi i vostri
vester, qui in caelis est, dimittet vobis pec- peccati. "Che se voi non perdonerete, nem-
cata vestra. meno il vostro Padre, che è nei cieli, per-
donerà a voi i vostri peccati.

>»Matth. 21, 19. >' Is. 56, 7; Jer. 7, 11. -' Matth. 21. 21. "Matth. 7, 7 et 21. 22.
" Matth. 6, 14 et 18, 35; Lue. 11, 9.

propri! occhi le profanazioni, cui era fatto se- parere arrogato un'autorità, che non gli compe-
gno ; stante però l'ora urda, rimise al domani n teva ; col suo modo
a^ire li aveva feriti nel
di
togliere ogni abuso, e quella sera tornò a Be- loro orgoglio di essere i difensori zelanti della
tania. A Gerusalemme aveva molti nemici e non santità del tempio, e benché avessero già de-
sarebbe stato prudenza il passarvi la notte. terminato di farlo morire, studiano però la ma-
12-14. V. n. Matt. XXI, 18-19. Il dì segaent* niera più adatta per non urtare i sentimenti del
cioè il Lunedì. popolo, che teneva Gesù come Messia.
14. Mai più
in etemo ecc. La ficaia carica di 19. Uscì dalla città per andare a pernottare a
foglie e senza frutti divenne agli occhi di Gesù Betania. Era già oscuro, e i discepoli non si accor-
un sìmbolo della nazione giudaica, in cui l'este- sero che il fico era seccato.
riorità delle osservanze legali non era accom-
pagnata da frutti di virtù e di santità. 20. Nel passare per ritornare a Gerusalemme
15-19. V. n. Matt. XXI, 12-17. 21. Pietro esprime i sentimenti che si agitano
16. Non
permetteva ecc Questa partìcolartti nel cuore di tutti gli Apostoli.
è riferita S. Marco.
dal solo 24. Qualunque cosa domanderete nell'orazione,
17. La citazione è di Isaia LVI, 7 completata cbe sia utile alla vostra eterna salute, l'otterrete.
però da una parola di Geremia VII, 22. V. n. Man. XVII, 19 e VII, 11.
18. Cercavano il modo ecc. Gesù si er< a lo* 25-26. V. n. Matt. VI. 14 e XVIII, 35.

12 — Saera Bibbia, ul I
178 S. Marco, XI, 27 — X, 1

*'Et veniunt rursus lerosolymam. Et cum '^E ritornarono di nuovo a Gerusalemme.


ambularet in tempio, accedunt ad eum sum- E mentre egli andava attorno pel tempio,
ml sacerdotes, et Scribae, et seniores ^*Et : gli si accostarono i sommi sacerdoti e gli
dicunt ei ; In qua potestate haec f acis ? et Scribi e i seniori ''*E gli dissero Con
: :

quis dedit tibi hanc potestatem ut ista fa- quale autorità fai tu queste cose? E chi H
cias? **Iesus autem respondens, ait illis : ha dato il potere di far cose tali? ^*Ma
interrogabo vos et ego imum verbum, et Gesù rispose e disse loro Domanderò an- :

respondete mihi et dicam vobis in qua


: ch'io a voi una cosa, e voi rispondetemi :

potestate haec faciam. '"Baptismus Ioannis, e io vi dirò con quale autorità faccia que-
de caelo erat, an ex hominibus? Respon- ste cose. *''I1 battesimo di Giovanni veniva
dete mihi. '*At illì cogitabant secum, di- dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi.
centes Si dixerimus
: De caelo, dicet : : '^Ma essi pensavano dentro di sé, e dice-
Quare ergo non credidistis ei ? '^Si dixe- vano Se diremo dal cielo, egli dirà
: Per- :

rimus : Ex hominibus, timemus populum, chè dunque non gli avete creduto? *^Se
omnes enim habebant Ioannem quia vere diremo dagli uomini, abbiamo paura del
propheta esset. *'Et respondentes dicunt le- popolo perchè tutti tenevano che Giovanni
:

su Nescimus. Et respondens lesus ait illis


: :
fosse veramente profeta. ^^E risposero a
Neque ego dico vobis in qua potestate haec Gesù Non sappiamo. E Gesù disse loro
: :

faciam. Nemmeno io dico a voi con quale autorità


faccia tali cose.

CAPO XII.

/ cattivi vignaitioli, 1-12.— // tributo a Cesare, 13-17. — / Sadducei e risur- la


— Il primo comandamento, 28-34. — ^^ Messia figlio di Davide,
rezione, 18-27.
35-37. — ipocrisia degli Scribi, 38-40. — L'obolo della vedova, 41-44.

coepit illis in parabolis loqui


^Et Vi- : *E cominciò a parlare ad essi per via di
neam pastinavit homo, et circumdedit se- parabole Un uomo piantò una vigna, e la
:

pem, et fodit lacum, et aediflcavit turrim, cinse di siepe, e vi fece un torchio e vi


et locavit eam agricolis, et peregre profe- fabbricò una torre, e l'affittò a contadini,

2* Lue. 20, 2. 1 Is. 5, 1 ; Jer. 2, 21 ; Matth. 21, 33; Lue. 20, 9.

27. Ritornarono di nuovo per


la terza volta a e determinano di toglierlo dal mondo. Non cer-
Gerusalemme, e 15. Mentre egli andava
v. 11 cano la verità, ma il loro interesse.
attorno pel tempio cioè passeggiava sotto i por-
ticati interni del tempio in compagnia dei suoi CAPO XII.
discepoli, si accostarono a lui alcuni membri del
Sinedrio, cioè i capi delle famiglie sacerdotali, Per via di parabole. Gesù dovette nuova-
1.
gli Scribi e i seniori o capi del popolo. S. Marco mente ricorrere a questo modo d'insegnare per
solo tra gli Evangelisti fa menzione dei seniori. lo stesso motivo per cui vi era ricorso nella Ga-

28. Con quale autorità fai tu queste cose cioè


lilea. V. n. IV, 33.
cacci i venditori dal tempio, insegni la tua dot- 1-11. Un uomo piantò una vigna ecc. Su que-
trina? In questa domanda viene tesa a Gesiì una sta parabola V. n. Matt. XXI, 33-44. Già il pro-
insidia affine di poterlo condannare. V. n. Matt. feta Isaia aveva raffigurato (V, 7) il popolo di
XXI, 23.
29-33. V. n. Matt. XXI, 24-26.
Perchè non gli avete creduto mentre egli
31.
ha che Gesù era il Messia e l'Agnello
testificato
di Dio, che toglieva i peccati del mondo.
Rg. 71.
32. Se diremo dagli uomini. La frase nel greco
è incompiuta se diremo dagli uomini... quasi per Torre di guardia
mostrare che avrebbero potuto compromettersi. in una vigna.
se ciò avessero affermato. L'Evangelista però dà (Moderna).
la ragione della loro titubanza temevano è<po- :

PoCvto il popolo.
33. Non sappiamo. In questa risposta si vede
nazione giudaica.
tutta la perversità dei capi della
La verità non ha per loro alcuna importan<.a ;
hanno riconosciuto che da Dio veniva la missio- Israele ad una vigna. Il padrone la cinge di siepe,
ne di Giovanni, ma tuttavia, furenti di odio con- vi costrurre un frantoio, vi edifica una torre
fa
tro Gesù, chiudono gli occhi di fronte alU luce, per far la guardia ai frutti maturi.
S. Marco, XII, 2-14 179

:tus est. *Et misit ad agricolas in tempore e partì per lontano paese. 'E mandò a suo
servom ut ab agricolis acciperet de fructu tempo dai contadini un suo servitore, per
vineae. 'Qui apprehensum eum cecìderunt, riscuotere la parte dei frutti della vigna.
et dimiserunt vacuum. *Et iterum misit ad *Ma quelli, presolo, lo batterono, e lo ri-
illos aliura servum et illum in capite vul- : mandarono colle mani vuote. *E di nuovo
neraverunt, et contumeliis affecerunt. "Et mandò ad essi un altro servo e questo :

rursum alium misit, et illum occiderunt et : pure ferirono nella testa, e trattarono ob-
plures alios quosdam caedentes, alios vero
:
brobriosamente. *E ne mandò di nuovo un
occidentes. 'Adliuc ergo unum habens fl- altro, e questo ammazzarono e di altri :

lium carissimum et illum misit ad eos no ;


molti alcuni batterono, altri uccisero. 'Non
vissimum, dicens Quia reverebuntur fl- :
restandogli adunque più se non un solo fi-
lium meum. 'Coloni autem dixerunt ad in- gliuolo diletto, mandò da ultimo anche que-
vicem : Hìc est heres : venite, occidamus sto da loro, dicendo Avranno rispetto pel :

eum : et nostra erit hereditas. 'Et apprehen- mio figliuolo. 'Ma i vignaiuoli dissero tra
dentes eum, occiderunt : et eiecerunt extra loro Questi è l'erede
: su via, ammazzia- :

vlnerm. molo, e sarà nostra l'eredità. *E presolo,


l'ammazzarono e lo gettarono fuori della
:

vigna.
•Quid ergo faciet Dominus vineae? Ve- 'Che farà adunque il padrone della vi-
niet, perdet colonos
et et dabil vineam : gna ? Verrà e sterminerà i fittaiuoli e darà :

alila. "* Nec scripturam hanc legistis La- : ad altri la vigna. "E non avete voi letto
pidem, quem reprobaverunt aediflcantes, hìc questa Scrittura La pietra rigettata da co-
:

factus est in caput anguli "A Domino fa- : loro che fabbricavano, quella stessa è di-
ctum est istud, et est mirabile in oculis no- ventata pietra fondamentale dell'angolo:
stris? "dal Signore è stata fatta tal cosa ed ella :

è mirabile negli occhi nostri?


"Et quaerebant eum tenere : et timue- "E tentavano di mettergli le mani addos-
nint turbam, cognoverunt enim quoniam ad so poiché intesero che questa parabola
:

eos parabolam hanc dixerìt. Et relieto eo l'aveva detta per loro ma ebbero paura delle :

abìerunt. turbe. E lasciatolo se n'andarono.


"Et mittunt ad eum quosdam ex Phari- "E mandarono da lui alcuni dei Farisei
saeis, Herodianis, ut eum caperent in
et e degli Erodiani, per coglierlo in parole.
verbo. "Qui venientes dicunt ei Magister, : "Venuti costoro gli dicono Maestro, noi :

scimus quia verax es, et non curas quem- sappiamo che sei verace, e non hai riguar-
quam nec enim vides in faciem hominum,
: do a chicchessia poiché non guardi in fac-
;

sed in ventate viam Dei doces, licet dari cia agli uomini, ma insegni la via di Dio

»• Ps. 117, 22; Is. 28, 16; Mmh. 21, 42; Act. 4, Il ; Rom. 9, 33; I Petr. 2. 7. " Mttth. 22,
15; Lue. 20, 20.

2-5. Secondo S. Marco


il padrone della vigna 10-11. I grandi del popolo hanno rigettato
invia per tre seguito un servo, e poi
volte di Gesù facendolo morire, ma colla morte e per
manda un gruppo di servi e infine manda il suo la morte di Gesù viene inaugurata una nuova
figlio. Secondo S. Matteo invece il padrone man- Teocrazia in luogo dell'antica. Gesù rigettato dai
da per due volte alcuni servi e infine il suo Giudei diviene la pietra angolare della Chiesa,
figlio ; secondo S. Luca manda prima tre servi, che è il vero regno di Dio, l'opera mirabile che
uno alia volta, e poi il figlio. I diversi servi, egli ha compiuto. V. Atti IV, li.
mandati a riscuotere il
frutto della vigna, sono 13-17. V. n. Matt. XXII, 15-22. Per potere ar-
i profeti mandati da Dio a richiamare il popolo restare Gesù era necessario qualche appiglio giu-
a penitenza. Essi vennero maltrattati e messi a ridico, e i Farisei, benché contrarii all'autorità
morte dai capi politici e religiosi della nazione. romana e perciò nemici degli Erodiani che la
favorivano, tuttavia si accordano con loro per
6. Un solo figliuolo diletto. Questo testo prova
disfarsidi Gesù.
chiaramente la divinità di Gesù Cristo. Tutti i
profeti anche i più grandi non furono che servi Cominciano
14. a lodare la sua sincerità e la
di Dio : Gesù si eleva molto al di sopra dì loro. fermezza del suo carattere, affine di allettarlo a
Egli è il figlio e l'erede del Padre, a lui compe- parlare con tutta franchezza, e poter così più fa-
tono gli stessi diritti che al Padre. cilmente farlo cadere nell'insidia che gli ten-
dono.
7. Sarà nostra l'eredità. Conserveremo cioè E' lecito pagare il tributo ? Dal momento che
l'autorità che abbiamo sul popolo. la Palestina venne annessa all'impero romano
8. Viene descritta la morte ignominiosa, a cui (6 A. C.) gli Ebrei furono assoggettati al paga-
I Giudei condannarono Gesù. mento del tributo. Essi però non si arresero mai
volentieri, e consideravano quest'atto come una
9. Sterminerà... darà ad altri ecc. Con queste umiliazione troppo profonda per il loro orgoglio.
parole si annunzia la distruzione di Gerusalem- Il lesto greco è leggermente diverso. E' lecito

me, e si predice che il regno di Dio verrà tolto pagare il tributo a Cesare o no? Lo pagheremo
ai Giudei e dato ai gentili. noi o non lo pagheremo ?
;80 S. Marco, XII, 15-26

tributum Caesari, an non dabimus? **Qui con verità è lecito pagare il tributo a Ce-
:

sciens versutiam ìllorum, ait illis Quid me : sare, non pagheremo? "Gesù conoscen-
tentatis? afferte mihi denarium ut videam, do la loro malizia, disse loro Perchè mi :

"At illi attulerunt ei. Et ait illis Cuius : tentate voi? Recatemi un denaro, perchè
est imago haec, et inscriptio ? Dicunt ei : lo vegga. ^®E glielo presentarono. Ed egli
Caesaris. ^'Respondens autem lesus dixit disse loro Di chi è questa impronta e que-
:

illis :Reddite igitur quae sunt Caesaris, sta iscrizione ? Risposero Di Cesare. "E :

Caesari et quae sunt Dei, Deo. Et mira-


: Gesù ripigliò, e disse loro Rendete adun- :

bantur super eo. que quel che è di Cesare a Cesare quel :

che è di Dio a Dio. E lo ammiravano.


"Et venerunt ad eum Sadducaei, qui di- "E andarono da
i Sadducei, i quali ne-
lui
cunt resurrectionem non esse et interro- : gano la e lo interrogarono con
risurrezione :

gabant eum dicentes "Magister, Moyses: dire ^'


: Maestro, ci ha ordinato Mosè che
nobis scripsit, ut si cuius frater mortuus se il fratello di uno venga a morire, lascian-
fuerit, dimiserit uxorem, et fllios non
et do la moglie senza figliuoli, il fratello sposi
reliquerit, accipiat frater eius uxorem ip- la moglie, e ravvivi la stirpe di suo fratello.
sius, et resuscitet semen fratri suo. ^"Septem *°0r vi erano sette fratelli e il primo si :

ergo fratres erant et primus accepit uxo-


: ammogliò, e morì senza lasciar figliuoli.
rem, et mortuus est non relieto semine. '^Et *^E il secondo ne prese la moglie, e morì :
secundus accepit eam, et mortuus est et : e non lasciò nemmen esso figliuoli. E si-
nec iste reliquit semen. Et tertius similiter. milmente il terzo. *^E nella stessa guisa
**£t acceperunt eam similiter septem et : sette l'ebbero per moglie : e non lasciarono
non reliquerunt semen. Novissima omnium figliuoli. Finalmente ultima di tutti morì
defuncta est et mulier. *^In resurrectione anche la donna. ""Nella risurrezione adun-
ergo eum resurrexerint, cuius de bis erit que, tornati che siano a vivere, di chi di
uxor? septem enim habuerunt eam uxo- questi sarà ella moglie ? Poiché sette l'hanno
rem. avuta per moglie.
**Et respondens lesus, ait illis Nonne : **Ma Gesù rispose loro, e disse : Non
ideo erratis, non scientes Scripturas, ncque siete voi in inganno per questo, perchè non
vìrtutem Dei? ^*Cum enim a mortuis resur- intendete le Scritture, né la potenza di Dio?
rexerint, ncque nubent, ncque nubentur, sed ^*Imperocchè risuscitati che siano dai mor-
sunt sicut angeli in caelis. ^® De mortuis ti, né si ammoglieranno, né si mariteranno ;

autem quod rcsurgant, non legistis in libro ma saranno quali Angeli in cielo. "Che

" Rom. 13, 7. i« Matth. 22, 23; Lue. 20, 27. " Deut. 25, 5. 2« Ex. 3, 6; Matth. 22, 32.

16. Di chi è questa impronta ecc. Si conser- nell'altra vita i giusti non muoiono più, e il nu-
vano ancora dei denari d'argento di Tiberio. Da mero degli eletti si compie per l'arrivo dalla ter-
una parte vi è l'immagine dell'imperatore col- ra di nuovi giusti, senza che vi sia bisogno di
l'iscrizione greca o latina Tiberio Cesare Impe-
: matrimonio. Dopo la risurrezione finale, compito
ratore, e dall'altra è raffigurata la sua moglie il numero corpi dei beati non sa-
degli eletti,
i

Giulia seduta in trono. ranno più soggetti leggi della materia, né


alle
più sentiranno glistimoli carnali, ma la loro
17. Rendete a Cesare ecc. Gesù dà una re-
vita spiritualizzata sarà come quella degli angeli
gola della più alta importanza pratica. Se è do-
vere ubbidire alle legittime autorità, l'obbedienza
di Dio. Con queste ultime parole Gesù respinge
uomini non deve mai impedire l'a- l'errore dei Sadducei che negavano l'esistenza
dovuta agli
degli spiriti.
dempimento dei doveri che si hanno verso Dio.
26. Nel libro di Mosè. Gesù cita il libro di
18-27. V. n. Matt. XXII, 23-33. Andarono da lai
Mosè, perchè i Sadducei non ammettevano l'au-
Io stesso giorno della disputa precedente.
torità degli altri libri ispirati, e negavano la spi-
19. Questa legge era stata istituita per impe- ritualità dell'anima e quindi anche la futura ri-
dire che si estinguessero le famiglie, e per tu- surrezione, perchè credevano non fossero state
telare i diritti allora concessi ai primogeniti. insegnate da Mosè.
25. Nella vita presente il matrimonio è desti- Io sono il Dio di Abramo ecc. Con queste pa-

Flg. 7».

Corteo nuzial*.
(Vaso greco).

nato a colmare i vuoti fatti dalla morte, e a com- relè Dio non esprime una relazione passata come
piere il numero degli eletti stabilito da Dio. Ora sarebbe se avesse detto Io sono stato il Dìo di
:
S. Marco, XII, 27-38 181

Moysi, super rubum quomodo dixerit ilH poi i morti risorgano, non avete voi letto
Deus, ìnquiens Ego sum Deus Abraham, : nel libro di Mosè, in qual modo Dio parlò
etDeus Isaac, et Deus lacob? *'Non est a lui nel roveto, dicendo : Io sono il Dio
Deus mortuorum, sed vivorum. Vos ergo di Abramo, e il Dio d'Isacco, e il Dio di
multum erratis. Giacobbe? *'Egli non è il Dio dei morti, ma
dei vivi. Voi siete adunque in grande errore.
accessit unus de Scribis, qui audierat
"Et "E si accostò uno degli Scribi, che aveva
illos conquirentes, et videns quoniam bene udite le interrogazioni di coloro, e vedendo
illis responderit, interrogavit eum quod es- che Gesù aveva loro risposto bene, gli do-
set primum omnium mandatum. "Jesus au- mandò quale fosse il primo di tutti i coman-
tem respondit ei Quia primum omnium : damenti. **E Gesù gli rispose Il primo di :

mandatum est Audi Israel, Dominus Deus


: tutti i comandamenti è Senti, Israele il
: :

tuus, Deus unus est "Et diliges Dominura : Signore Dio tuo è un Dio solo *°e ame- :

Deum tuum ex toto corde tuo, et ex tota rai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore,
anima tua, et ex tota mente tua, et ex tota e con tutta l'anima tua, e con tutto il tuo
virtute tua. Hoc est primum mandatum. spirito, e con tutto il tuo potere. Questo è
*'Secundum autem simile est illi : Diliges il primo comandamento. "Il secondo poi
proximum tuum tamquam teipsum. Maius è simile a questo Amerai il prossimo tuo
:

horum aliud mandatum non est. come stesso. Altro comandamento


te mag-
gior di questi non v'è.
*^Et ait illi Scriba Bene Magister, in ve- : **E lo Scriba gli rispose Maestro, hai :

ntate dixisti, quia unus est Deus, et non detto benissimo e con tutta verità che v'è
est alius praeter eum. "Et ut diligatur ex un solo Dio, e non ve n'è altro fuori di
toto corde, et ex toto intellectu, et ex tota lui. "Eche l'amarlo con tutto il cuore, con
anima, et ex tota fortitudine : et diligere tutta l'anima, e con tutte le forze, e l'a-
proximum tamquam seipsum, maius est om- mare il prossimo come se stesso, vai più
nibus hoiocautomatibus, et sacriflciis. •*Ie- di tutti gli olocausti e sacrifizi. **Vedendo
sus autem videns quod sapienter respondis- Gesù come egli aveva saggiamente risposto,
set, dixit illi Non es longe a regno Dei.
: gli disse : Non regno di Dio.
sei lungi dal
Et nemo iam audebat eum interrogare. E da indi in poi nessuno ardiva di interro-
garlo.
"Et respondens lesus dicebat. docens in "Eragionando Gesù e insegnando nel
tempio : Quomodo dicunt Scribae Christum tempio, diceva In che modo dicono gli
:

fllium esse David? "Ipse enim David dicit Scribi, che il Cristo è figliuolo di David?
in Spiritu sancto : Dixit Dominus Domino ••Che lo stesso David disse per Spirito
meo, sede a dextrìs meis, donec ponam ini- santo Il Signore ha detto al mio Signore
: :

»• Matth. 22. 35. =» Deut. »i. 4. »» Lev. 19, 18; Matth. 22, 39; Rom. 13, 9; Gal, 5, 14;
Jac. 2, 8. " Ps. 109, 1 ; Matth. 22, 44 ; Lue. 20. 42.

Abramo, ma esprime invece una relazione pre- 35-37. V. n. Matt. XXII, 42-46. Secondo S.
sente Io sono il Dio ecc. Fa d'uopo pertanto,
: Matteo domanda di Gesù è
la rivolta direnamente
se pur non si vuol dire che egli sia Dio dei ai Farisei. Gesù prende cosi l'offensiva e chiude
morti, che Abramo, Isacco e Giacobbe, i corpi la bocca ai suoi avversarii.
dei quali sono sepolti nella grotta di Macfela a 36. Disse per Spirito santo cioè per una spe-
Ebron, siano ancora vivi, e non siano state in- ciale ispirazione dello Spirito Santo. Il salmo
terrotte le relazioni che ebbero con Dio, unto
più che Dio si mostra pronto a mantenere le
promesse loro fatte. Affinchè però la loro vita
sia piena e perfetta, ripiglieranno un giorno il
loro corpo e risorgeranno.
28-34. V. n. Matt. XXII, 34-40). Si accostò ecc. Fìg. 7J.
Costui era stato mandato dai Farisei, e dopo es- Dario calpesta
sersi accostato a Gesù per tendergli un'insidia,
un nemico vinto.
rettificò poi la sua intenzione.
(Bassorilievo persiano).
32. Hai detto benissimo. Lo Scriba mostran-
dosi soddisfatto della risposta di Gesù, dà a ve-
lere che l'idea che egli si era fatto della giu-
stizia, concordava con quella di Gesù.

34. Non sei lungi ecc. E' questo un bell'elogio


per lo Scriba : egli era gii a metà cristiano, gli
mancava però ancora di riconoscere Gesù come CIX parla di un principe-sacerdote eterno che
Messia e Figlio di Dio per aver parte al regno 81 asside alla destra di lahve e a cui Davide
dei cieli. dona il tìtolo di Signore. Gesù domanda Come :

Sessano ardivainterrogarlo vedendo che tune mai può essere assieme Signore (di Davide) e
le questioni propostegli non servivano che a far Figlio di Davide? Il Messia come uomo è figlio
risplendere maggiormente la sua sapienza. di Davide, come Dio è Signore di Davide
182 S. Marco, XII, 37 - XIII, 1

micos tuos scabellum pedum tuorum. ^^Ip- Siedi alla mia destra, sino a tanto che io
se ergo David dicit eum Dominum, et unde abbia messi i tuoi nemici per isgabello ai
est fllius eius? Et multa turba eum libenter tuoi piedi. ^^Lo stesso David pertanto lo
audivìt. chiama Signore, come adunque è suo fi*
gliuolo? E la molta turba lo udiva con pia-
cere.
'*Et dicebat eis in doctrina sua Cavete : ''*E diceva loro nelle sue istruzioni :

a Scribis, qui volunt in stolis ambulare, et Guardatevi dagli Scribi, i quali ambiscono
salutari in foro, '^Et in primis cathedris se- di passeggiare in lunghe vesti, e di essere
dere in synagogis, et primos discubitus in salutati nelle piazze, **e di avere i primi
coenis *''Qui devorant domos viduarum sub
: seggi alle adunanze, e i primi posti nei con-
obtentu prolixae orationis hi accipient pro-
: viti *°i quali divorano le case delle ve-
:

lixius ìudicium. dove col pretesto di lunghe orazioni co- :

storo saranno più rigorosamente giudicati,


*^Et sedens lesus contra gazophylacium, *^E sedendo Gesti dirimpetto al gazofl-
aspicìebat quomodo turba iactaret aes in ga- lacio, osservava come il popolo vi gettava
zophylacium, et multi divites iactabant mul- del denaro, e molti ricchi ne gettavano in
ta. *^Cum venisset autem vidua una pauper, copia. *^Ed essendo poi venuta una povera
misit duo minuta, quod est quadrans. *'Et vedova, vi mise due spiccioli, che fanno
convocans discipulos suos, alt illis Amen : un quadrante. *'£ chiamati i suoi discepoli,
dico vobis, quoniam vidua haec pauper plus disse loro In verità vi dico che questa po-
:

omnibus misit, qui miserunt in gazophyla- vera vedova ha dato più di tutti quelli che
cium. **Omnes enim ex eo, quod abunda- hanno messo nel gazofllacio, **perchè tutti
bat illis, misenmt haec vero de penuria
: hanno dato di quel che loro sopravvanzava :

sua omnia quae habuit misit totum victum ma costei ha messo del suo necessario tutto
suimi. quel che aveva, tutto il suo sostentamento.

CAPO XIII.

Domanda dei discepoli intorno alla fine del mondo, 1-4. Calamità e persecu- —
zioni che dovranno sostenere i discepoli sino alla fine del mondo, 5-13 La . —
rovina di Gerusalemme, 14-19. Segni precursori — della fine del mondo,
20-31, —Esortazione alla vigilanza, 32-37.

*Et eum egrederetur de tempio, alt illi *E mentre egli usciva dal tempio, gli
unus ex discipulis suis Magister, aspice,
: disse uno dei suoi discepoli Maestro, :

s* Matth. 23, 5; Lue. 11, 43 et 20, 46. «^ Lue. 21, 1. ^ Matth. 24, 1.

37. Udiva con piacere vedendo la facilità, con tuiva il tesoro del tempio (Vedi Giusep. FI. Ant.
cui ribatteva le obbiezioni degli avversari!, e co- Giud. XIX, VI, 1 e Guer. Giud. V, 5, 2 ecc.).

me nessuno era capace di rispondere alle sue 42. Due spiccioli. Lo spicciolo o lepton era la
domande. più piccola moneta di bronzo, e valeva un poco
lungo discor- più di mezzo centesimo. Il quadrante valeva un
38-40. S. Marco riassume qui il

Farisèi riferito da po' meno di due centesimi.


so di Gesù Cristo contro i

Scribi specialmente
XXIII, 1-39. Gli 43. Chiamati i suoi discepoli per far loro am-
S. Matt.
quelli addetti ai Farisei, erano pieni di orgoglio,
mirare l'atto di questa povera vedova, disse Ha :

di egoismo, di ipocrisia, e la loro pietà tutta


dato ecc. II pregio delle buone opere dipende
esteriore non era spesso che un mezzo per far dalla carità con cui sono fatte. Così ne giudica
denari. Dio, che al cuore dell'uomo mira principalmente,
e cosi insegna ai suoi Apostoli di giudicarne. E
41.Sedendo, Gesù partitosi dal cortile dei non v'ha dubbio, che maggior affetto di libera-
gentili, dove erano avvenute le precedenti di- lità si è il dar poco del pochissimo che si ha,
scussioni, si portò nel cortile delle donne, e che il dar molto da una gran massa ». Martini-
quivi si sedette.
Gazofilacìoya'^o^vX&xtor . Nel cortile delle donne CAPO XIIL
erano disposte 13 casse di rame fatte a guisa di
tromba, destinate a ricevere il denaro gettatovi Quasi tutti esigeti
gli ammettono che in que-
dal popolo per l'uso del tempio (cioè per il legno sto discorso della rovina di Gerusa-
Gesù parli
per l'altare degli olocausti, per l'incenso ecc.). lemme e della fine del mondo, ma si è ben lungi
L'assieme di queste tredici casse (oppure secondo dall'essere d'accordo quando e! tratta dì deter-

altri, di una sola cassa a tredici aperture) costi- minare « se le predizioni che si riferiscono alli
S. Marco, XIII. 2-7 183

quales lapides, et quales structurae. 'Et re- guarda che pietre e che fabbriche. 'Ma
spondens lesus, ait UH Vides has omnes
: Gesù rispose, e disse : Vedi tu tutti
gli
magnas aediflcationes ? Non relinquetur la- questi grandi edifici? Non rimarrà pietra
pis super lapidem, qui non destruatur. sopra pietra che non sia scompaginata.
'Et cum sederei in Monte olivarum cen- 'E mentre sedeva sopra il monte degli
tra templum, interrogabant eum separatim Ulivi dirimpetto al tempio, Pietro e Gia-
Petrus, et lacobus, et Ioannes, et Andreas : como e Giovanni e Andrea gli domanda-
*Dic nobis, quando ista flent? et quod si- rono a parte ^Spiegaci, quando succede-
:

gnum erit, quando haec omnia incipient con- ranno queste cose? E qual segno vi sarà,
summari ? quando tutto questo sia per effettuarsi ?
*Et respondens lesus coepit dicere illis? *E Gesù rispondendo, cominciò a dir lo-
Videte ne quis vos seducat 'Multi enim
: ro Badate che alcuno non vi seduca 'im-
: :

venient in nomine meo dicentes, quia ego perocché molti verranno nel nome mio di-
sum et multos seducent. 'Cum audieritis
: cendo son io e sedurranno molti. 'Quan-
: :

autem bella, et opiniones bellorum, ne ti- do poi sentirete discorrere di guerre e di

' Lue. 19. 44 et 21, 6. Eph. 5. 6; 11 Thess. 2. 3.

rovina di Gerusalemme, e quelle concernenti la stare dall' interpretazione del Knabenbauer, la


fine del mondo siano ben distinte fra di loro : quale a parer nostro meglio di ogni altra scioglie
ovvero se Nostro Signore abbia avuto di mira a tutte le difficoltà. Dividiamo perciò il discorso di
un tempo questi due avvenimenti ed abbia par- Gesù in tre parti. Nella prima parte (5-13) si parla
lato simultaneamente di entrambi, sia che le sue delle calamità e delle persecuzioni di cui saranno
parole abbiano un doppio senso letterate, sia che vittime i discepoli di tutti i tempi sino alla fine
esse abbiano insieme un senso letterale e uno del mondo. Nella seconda parte (14-19) si tratta
spirituale. della rovina di Gerusalemme, e vengono dati av-
1* Secondo un certo numero di interpreti, le visi relativi a questa catastrofe. Ora siccome la
profezie relative a Gerusalemme e quelle con- rovina di Gerusalemme era una figura dell'ultimo
cernenti la fine del mondo invece di essere sepa- giudizio, nella ttrzt parte (20-31) si fanno cono-
rate e disposte per ordine una dopo l'altra, co- scere i segni che precederanno la fine del mondo
me si sarebbe indotti a credere, sono frammi- e la venuta del Giudice supremo. Il discorso si
schiate assieme, di guisa che certi tratti si appli- chiude con un'esortazione alla vigilanza (32-37).
cano ad entrambi i fatti, altri ad uno soltanto, Vedi Knab. Com. in Ev. sec. Mar. p. 336 e ss.
altri ad uno dei due principalmente, e seconda- Com. in Manh t. II p. 311 e ss.
riamente all'altro. Questi interpreti invocano a 1. Mentre egli usciva.Vedi per il commento il
k>r favore S. Gerolamo, e danno per ragione l'uso cap. XXIV di S. Matt. Il Martedì sera Gesù
dei profeti e la natura speciale dei lumi profetici. usciva per l'ultima volta dal tempio e per la
2* Secondo i più. Gesù Cristo avrebbe parlato monte Oliveto
via del si incamminava alla volta
separatamente e successivamente in senso lette- di Befania.
rale della rovina di Gerusalemme e della fine Che pietre. Alcune di queste pietre erano lun-
del mondo ; tanto che si possono distinguere le ghe 45 cubiti, alte 5 e larghe 6 (Gius. FI. G. G.
due parti del discorso. Gli Apostoli, dicono essi, V, Era proverbiale tra
5). rabbini il detto Chi i :

stando a S. Matteo, avevano chiesto al loro non ha visto il tempio, ha mai visto un bell'edi-
maestro due cose quando sarebbe distrutto il
:
fizio Horae... in Matth. XXIV, 1).
(Lighfoot
tempio e quali sarebbero i segni della sua ve-
3. Sedeva dirimpetto al tempio. Il tempio aveva
nuta. Il Salvatore comincia a rispondere alla
la sua facciata rivolta verso Est. Gesù giunto in
prima questione, indi alla seconda. Questa se- cima dell'Oliveto che sorge all'Est della città,
conda parte, relativa alla fine del mondo in S. voltatosi indietro aveva davanti ai suoi occhi il
Luca è brevissima, perchè quest'Evangelista, ri- tempio in tutta la sua magnificenza.
ferendo altrove la domanda degli Apostoli a que-
4. Spiegaci ecc. I discepoli domandano due
sto riguardo, vi pone pure tutto ciò che in pro-
posito disse Nostro Signore.
cose a Gesù 1* quando verranno queste cose
:

cioè la rovina e la desolazione del tempio 2*


3* Alcuni credono che nella domanda degli ;

Apostoli e nella risposta del divino Maestro deb- qual segno vi sarà quando tutto questo sia per
bansi distinguere tre cose la rovina di Geru-
:
effettuarsi, ossia quali saranno segni della fine i

salemme e del tempio, l'inaugurazione del regno del mondo e della tua venuta? In questo senso
infatti vien formulata la domanda dei discepoli
di Gesù sopra l'umanità dopo la rovina di Ge-
rusalemme, il coronamento e la piena espansione presso S. Matteo XXIV, 3. I due avvenimenti
di questo stesso regno alla fine del mondo >.
cioè la rovina di Gerusalemme e la fine del
Brassac M. B. Voi. Ili p. 439. mondo, dovevano succedersi immediatamente l'u-
Per quanto si riferisce alle varie spiegazioni no all'altro, secondo che pensavano gli ApostolL
proposte di questo discorso V. A. Cellini. Sag- 5-6. Badate ecc. Prima di rispondere alle do-
gio storico-critico di esigasi bìblica sulla inter- mande rivoltegli dai suoi discepoli. Gesù dà loro
pretazione del sermone escatologico. Firenze, Li- alcuni avvisi intorno alle difficoltà d'ogni ma-
brerìa editrice Fiorentina 1906. Il eh. autore ri- niera, che i suoi seguaci incontreranno nel mon-
getta tutte le varie sentenze proposte dagli esi- do durante tutti i tempi. Verranno molti che si
geti, e dà una nuova spiegazione, nella quale si spaccieranno come Messia e liberatori, e trasci-
elimina dal discorso di Gesù ogni accenno diretto neranno molti nei loro errori. Dicendo: sono io
e immediato al giudizio universale, e tutto si il Messia.
riduce all'eccidio di Gerusalemme. 7. Le guerre sono cose di tutti tempi, e per- i

Per parte nostra crediamo di non doverci sco- ciò non sooo indizio che sia prossima la fine.
184 S. Marco, XIII, 8-15

mueritis enim haec fieri sed non-


: oportet : rumori di guerre, non temete perchè è :

dum *Exsurget enim gens centra gen-


finis. necessario che queste cose succedano ma :

tem, et regnum super regnum, et erunt ter- non ancora (sarà) la fine. *Chè si solleverà
raemotus per loca, et fames. Initium dolo- popolo contro popolo, e regno contro regno,
rum haec. e vi saranno terremoti in più luoghi, e care-
stie. Cominciamento di dolori (son) queste
cose.
•Videte autem vosmetipsos. Tradent enim 'Voi però badate a voi stessi. Poiché vi
vos in conciliis, et in synagogis vapulabitis, rimetteranno ai Sinedrii, e sarete fiagellati
et ante praesides, et reges stabitis propter nelle sinagoghe, e sarete per causa mia
me, in testimonium illis. "Et in omnes gen- condotti davanti ai presidi e ai re in testimo-
tes primum oportet praedicari Evangelium. nianza per essi. "E fa d'uopo che prima sia
"Et cum duxerint vos tradentes, nolite prae- predicato il Vangelo presso tutte le nazioni.
cogitare quid loquamini sed quod datum ; "E allora quando vi meneranno a imprigio-
vobis fuerit in illa bora, id loquiraini, non narvi, non state a premeditare quel che ab-
enim vos estis loquentes, sed Spiritus san- biate a dire ma quello che in quel punto
:

ctus. ^^Tradet autem frater fratrem in mor- vi sarà dato, quello dite poiché non siete :

tem, et pater fllium et consurgent filii in


: voi che parlate, ma lo Spirito santo. *^E il
parentes, et morte afficient eos. ^'Et eritis fratello darà alla morte il fratello, e il padre
odio omnibus propter nomen meum. Qui an- il figliuolo ; e si ribelleranno i figliuoli contro
tera sustinuerit in flnem, hic salvus erit. i genitori, e li faranno morire. '^E sarete in
odio a tutti per causa del mio nome. Ma chi
sosterrà fino al fine, sarà salvo.
^*Cum autem videritis abominationem de- ^*Quando poi vedrete l'abbominazione po-
solationis stantem, ubi non debet, qui legit, sta dove non dovrebbe, chi legge, intenda,
intelligat : tunc qui in ludaea sunt, fugiant allora quelli che sono nella Giudea, fug-
in montes : ^®Et qui super tectum, ne de- gano sui monti "e chi (sarà) sopra il so-
:

scendat in domum, nec introeat ut tollat laio, non scenda in casa, né vi entri per pi-

li Matth. 10, 19; Lue. 12, 11 et 21, 14. i* Dan. 9, 27; Matth. 24, 15; Lue. 21, 20.

8. Cominciamento dei dolori. Propriamente dei 15-19. I mali che piomberanno sulla città sven-
dolori di parto. Con queste parole si indica che turata saranno cosi gravi e così repentini, ehe
le tribolazioni sono volute da Dio, affine di far
nascere un nuovo ordine di cose, cioè purificare
gli uomini e renderli degni della gloria del cielo.

9. I discepoli di Gesù oltre a questi mali co-


muni adovranno ancora sostenere perse-
tutti,
cuzioni violente per parte dei Giudei, che li tra-
scineranno davanti ai loro tribunali e li flagelle-
ranno a sangue nelle loro sinagoghe (Vedi esem-
pio in S. Paolo II Cor. XI, 24), e per parte dei
gentili, che li faranno comparire davanti ai loro
magistrati a rendere ragione della loro fede. Ma
la persecuzione stessa farà conoscere ai pagani
e ai Giudei Gesù Cristo, poiché i perseguitati
nel difendersi parleranno di lui, e della sua dot-
trina ecc.
10. Fa d'uopo ecc. Non si pensi che la perse-
cuzione possa rendere nulla la missione degli
Apostoli. Il Vangelo dovrà essere predicato in
tutto il mondo prima che venga la fine.
11. Non state a premeditare ecc. Non vi la-
sciate spaventare dal venir trascinati davanti ai
tribunali : non vi affannate di soverchio a pen-
sare ciò che avrete a rispondere, lo Spirito FIE' 74> — Case coi tetti a terrazzi.
Santo vi assisterà, e vi suggerirà quanto avrete (Moderna).
da dire.
12-13.seguaci di Gesù dovranno ancora so-
I
gli abitanti dovranno fuggire cosi rapidamente
stenere persecuzioni dei proprii parenti
le essi ;
da pigliar nulla con sé, e da contentarsi di poter
saranno in odio a tutti per la loro fede, ma colui salvare la vita.
che persevererà cioè sosterrà con pazienza e ras- La profezia di Gesù fu pienamente avverata.
segnazione tutte queste prove fino alla morte, Nell'anno 66-67 i Giudei si ribellarono all'au-
otterrà la salvezza. torità romana, che mandò contro di loro per do-
14. Dove non dovrebbe cioè nel tempio. V. n. marli Vespasiano. Proclamato questi imperatore
Man. XXIV, 15. (giugno 69) dopo che aveva sottomesso la G«-
S. Marco, XIII, 16-30 185

quid de domo sua "Et qui in agro erit, non


: gliare qualche cosa di casa sua : "e chi sarà
revertatur retro tollere vestimentum suum. nel campo, non tomi indietro a prendere la
'•Vae autem praegnantibus, et nutrientibus sua veste. *'Ma guai alle gravide e alle allat-
in illis diebus. tanti in que' giorni.
"Orate vero ut hieme non flant. "Erunt "Pregate però che non succedano (tali
enim dies illi tribulationes tales, quales non cose) d'inverno. "Che sarà in quei giorni
fuerunt ab initio creaturae, quam condidìt tribolazione qual mai non fu dal principio
Deus usque nunc, neque flent. ^"Et nisi bre- della creazione fatta da Dio fino adesso, né
viasset Domjnus dies, non fuisset salva om- mai sarà. "E se il Signore non avesse ab-
nis caro sed propter electos, quos elegit,
: breviati que' giorni, non si salverebbe nes-
breviavit dies. suno che è carne ma in grazia degli eletti :

prescelti da lui, li ha accorciati.


''Et tunc si quis vobis dixerìt Ecce hic :
*
se alcuno vi dirà
'Allora Ecco qui il :

est Christus, ecce illic, ne credideritis. Cristo, eccolo là non credete. '*Poichè sor-
:

"Exurgent enim pseudochristi, et pseudo- geranno falsi Cristi e falsi profeti, e faranno
prophetae, et dabunt signa, et portenta ad miracoli e prodigi da sedurre, se fosse pos-
seducendos, si fieri potest, etiam electos. sibile, anche gli eletti. '^State adunque
"Vos ergo videte : ecce praedixi vobis om- guardinghi ecco che io vi ho predetto tutto.
:

nia.
'*Sed in illis diebus post tribulationem il- "Ma in quei giorni dopo quella tribola-
lam sol contenebrabitur, et luna non dabit zione si oscurerà il sole, e la luna non darà
splendorem suum "Et stellae caeli erunt
: la sua luce : **e cadranno le stelle del cie-
decidentes, et virtutes, quae in caelis sunt, lo, e le potestà che sono nel cielo saranno
movebuntur. scommosse.
'*Et tunc videbunt fllium hominis venien- "E allora vedranno il Figliuolo dell'uomo
tem in nubibus cum virtute multa, et gloria. venire sopra le nuvole con potestà grande
"Et tunc mittet angelos suos, et congrega- e con gloria. *^E allora spedirà i suoi angeli
bit electos suos a quatuor ventis, a summo e radunerà i suoi eletti dal quattro venti,
terrae usque ad summum caeli. dall'estremità della terra fino all'estremità
del cielo.
**A fica autem discite parabolam. Cum '*Dal fico imparate la parabola. Quando
iam ramus eius tener fuerit, et nata fuerint i suoi rami sono già teneri e spuntate le
folia, cognoscitis quia in proximo sit ae- foglie, voi sapete che l'estate è vicina;
stas **Sic et vos cum videritis haec fieri,
: "cosi ancora quando voi vedrete accader
scitele quod in proximo sit in ostiis. "Amen queste cose, sappiate ch'egli ft vicino alle
dico vobis, quoniam non transibit generatio porte. "In verità vi dico Non passerà que- :

»> Matth. 24, 23; Lue. 17, 23 et 21, 8. »* U. 13, 10; Ez. 32, 7; Jocl. 2, 10. " Matth. 24, 31.

liiea e la Perea, gli successe il figlio Tito nella 23. VI ho predetto tutti i mali, tutti i pericoli,
direzione della guerra, il quale posto l'assedio a cui vi troverete esposti.
alla città, dopo circa sette mesi s< impossessò
24. 7/ sole si oscurerà. Gesù accenna alle grandi
di essa, e la rase al suolo,e diede il tempio alle perturbazioni fisiche, che avverranno nel sistema
fiamme. Durante l'assedio morirono secondo Giu- stellare, quali segni della sua prossima venuta.
seppe Flavio 1,100,000 Giudei.
25. Le stelle cadranno ecc. Si tratta forse di
19. Questo
versetto serve di passaggio alla meteoriti se pure non si vuol dare alla
; frase uo
terza parte discorso. 1 mali dell'assedio di
del senso metaforico in modo che si dica che ca-
Gerusalemme sono Rgura di mali ben più gravi, dranno dal cielo, perchè cesseranno di risplen-
che avverranno alla fine dei tempi per opera del- dere.
l'Anticristo, il quale susciterà la più feroce per- 26. Con potestà grande e gloria di Giudice su-
secuzione che si possa immaginare. premo vedranno venire quello stesso Gesù, che
20. In grazia degli eletti ecc. Queste parole prima era venuto nella debolezza e nell'umiltà, e
non si riferiscono più all'assedio di Gerusalem- che come reo gli uomini hanno fatto morire igno-
ne, poiché gli eletti cioè i cristiani, avvisati da miniosamente sulla croce.
Gesù di abbandonare la Giudea, già sono fuori 27. Dall'estremità ecc. Da un capo all'altro del
di pericolo e non hanno più a temere ma si : mondo.
riferiscono agli ultimi tempi. La persecuzione 28-29. Imparate la parabola cioè imparate que-
sarà così violenta che tutti rimarrebbero uccisi, sta similitudine. Come quando vedete il fico ri-
se Dio nella sua bontà, mosso a compassione coprirsi di foglie sapete che l'estate è vicina, cosi
dei suoi fedeli, non vi ponesse termine. Egli fari quando vedrete compirsi gli avvenimenti annun-
sì che la persecuzione abbia breve durata. ziati vv. 22-24, sappiate che il Figlio dell'uomo
21. Non credete, poiché quando Gesù appa- è vicino alle porte, cioè non è lontano, e la
rirà, a tutti sarà manifesta la sua apparizione. sua venuta per il giudizio finale è prossima.
V. Matt. XXIV, 27, e non sarà mestieri di an- 30. Non passerà questa generazione cioè il po-
darlo a cercare qui o là. polo giudaico. Gesù predice che il popolo di
186 S. Marco, XIII, 31 — XIV, 1

haec, donec omnia ista fiant. '^Caelum et sta generazione,prima che tutto questo sia
terra transibunt, verba autem mea non tran- avvenuto. 'Mi cielo e la terra passeranno :

sibunt. ma le mie parole non passeranno.


'"De die autem ilio, vel bora nemo scit, '"Quanto poi a quel giorno, o a quell'ora,
ncque angeli in coelo, neque Filius, nisi nessuno lo sa, né gli Angeli che sono nel
Pater. "Videte, vigilate, et orate : nescitis cielo, né il Figliuolo, ma il solo Padre.
enim quando tempus sit. '""Sicut homo, '^State attenti, vegliate, e pregate perchè :

qui peregre profectus reliquit domum suam, non sapete quando sarà il tempo. '*Così un
et dedit servis suis potestatem cuiusque uomo, partendo per lontano paese, abban-
operis, et ianitori praecepit ut vigilet. ^'Vi- donò la sua casa, e diede ai suoi servi po-
gilate ergo, (nescitis enim quando dominus testà di far tutto, e ordinò al portinaio di star
domus veniat sero, an media nocte, an
: vigilante. "Vegliate adunque perchè non sa-
galli cantu, an mane). '*Ne cum venerit pete quando venga il padrone di casa se a :

repente, inveniat vos dormientes. '^Quod sera, se a mezzanotte, se al canto del gallo,
autem vobis dico, omnibus dico Vigilate. : se la mattina, '^affinchè, venendo improvvi-
samente, non vi trovi addormentati. "Quello
poi che io dico a voi, lo dico a tutti :

Vegliate.

CAPO XIV.
Cospirazione del Sinedrio. 1-2. La cena di Betania, 3-9. —
Gesù, venduto, lo-ii. —
— Preparazione della cena pasquale, 12-17. traditore svelato, 18-21. —H —
Istituzione dell'Eucaristia, 22-26. Lo scandalo dei discepoli, 27-31.— Gesù —
nell'orto di Getsemani, 32-42. Tradimento di Giuda, 43-46. — Gesù in —
balta delle turbe, 47-52. — Gesù davanti al Sinedrio, 53-65. — Le negazioni
di Pietro, 66-72.

^Erat autem Pascha et Azyma post bi- ^Or di lì a due giorni era la Pasqua e gli
duum : et quaerebant summi sacerdotes et azzimi, e i principi dei sacerdoti e gli Scri-

»3 Matth. 24, 42. i


Matth. 26, 2; Lue. 22, 1

Israele, benché disperso e senza tempio e senza che oltrepassa la sfera della sua missione. V.
altare, sussisterà sino alla fine del mondo. Que- A. Cellini. Saggio storico-critico di esigesi bi-
sta stessa cosa viene insegnata da S. Paolo (Rom. blica sulla interpretazione del sermone escatolo-
XI, 25-26). gico. Appendice I p. 151 e ss. Firenze 1906.
31. // cielo e la terrapasseranno venendo so- 34. Così un uomo partendo. « Questi è Gesù
stituiti da nuovi nuova terra (II Pietr. Ili,
cieli e Cristo, il quale, compiuta l'opera ingiuntagli dal
13), ma le mie parole non passeranno, vale a Padre, a lui fece ritorno, e lasciò al governo della
dire si avvererà pienamente quanto ho annun- sua Chiesa gli Apostoli e i loro successori nel
ziato. ministero, ai quali anche più che ad ogni altro
32. Né il Figliuolo. Gesiì Cristo come Dio ha raccomandato di vegliare in ogni tempo, e di
possiede la stessa scienza del Padre e conosce non lasciarsi trovare addormentati nella tiepi-
certamente il giorno e l'ora del giudizio, ma an- dezza e nella trascuratezza degli obblighi di buon
che come uomo non può ignorarlo, poiché non pastore ». Martini.
è conveniente, stante l'unione ipostica, che la 35. Vegliate. Fa d'uopo sottintendere : Così io
sua scienza umana sia così imperfetta da essere comando a voi: vegliate ecc.
al buio intorno a un oggetto di tanta importanza, Se a sera ecc. Si accennano le quattro vigilie
e d'altra parte come uomo egli è Giudice e capo in cui si divideva la notte presso i romani. L'uso
supremo di tutto il creato, onde é necessario romano didividere così la notte era stato intro-
che tutto conosca. I libri di Loisy e di Schell, dotto anche presso i Giudei dopo Pompeo.
che ponevano in Gesù tale ignoranza, vennero
37. Lo dico a tutti cioè agli uomini di tutti
condannati; e la sentenza di S. Tommaso che i

esclude dalla mente di Gesù qualsiasi ignoranza


tempi. La vigilanza inculcata a tutti per l'incer-
tezza del giudizio finale è pure necessaria a tutti
riguardo al giorno del giudizio, é oramai comune
per l'incertezza del giorno del giudizio particolare.
fra i teologi. L'affermazione del Vangelo che
nega al Figlio la conoscenza del giorno del giu- La morte può sorprendere gli uomini quando
dizio dev'essere così spiegata Il Figliuolo non :
meno si pensano; è quindi necessario tenersi di

sa l'ora e il giorno del giudizio, inquantochè


continuo preparati.
nella sua qualità di Messia e di legato divino non
ha ricevuto la missione di manifestarli agli uo-
CAPO XIV.
mini; alla stessa guisa che l'ambasciatore di una 1. Di lì a due giorni ecc. Le cose di cui S.
gtato può dire senta menzogna che non sa quello Marco ha parlato nel cap. prec. avvennero il
S. Marco, XIV. 2-8 187

Scribae quomodo eum dolo tenerent, et oc- bi cercavano il modo di prenderlo per in-
ciderent. "Dicebant autem Non in die fe- : ganno, e ucciderlo. ^Ma dicevano Non il :

sto, ne forte tumultus fieret in populo. dì di festa, perchè il popolo non si levi a
tumulto.

•Et cum esset Bethaniae in domo Simo- *E trovandosi Gesii a Betania in casa di
nis leprosi, et recumberet venit mulier ha- : Simone il lebbroso, ed essendo a mensa,
bens alabastrum unguenti nardi spicati pre- venne una donna che aveva un alab;\stro
posi, et fracto alabastro, effudit super ca- d'unguento di nardospigo di gran pregio,
di
put eius. *Erant autem quidam indigno fe- e rotto l'alabastro glielo sparse su la »esta.
rentes intra semetipsos, et dicentes Ut quid : *E vi erano alcuni che ciò soffrivano di mal
perditio ista unguenti facta est? *Poterat cuore dentro di sé, e dicevano A che fine :

enim unguentum istud vaenundari plus quam si è fatto questo scialacquo di unguento?
trecentis denàriis, et dari pauperibus. Et fre- *Poichè poteva questo vendersi più di tre-
mebant in eam. cento denari e darsi ai poveri. E fremevano
contro di lei.
* Jesus autem dixit Sinite eam, quid illi
: •Ma Gesù disse Lasciatela stare
: per- :

molesti estis? Bonum opus operata est in chè la inquietate voi? Ella ha fatto una
me. 'Semper enim pauperes habetis vobis- buona opera verso di me. Toichè avete
scum et cum volueritis, potestis illis be-
: sempre con voi dei poveri, e potete far
nefacere me autem non semper habetis.
: loro del bene quando vi piacerà me poi :

•Quod habuit haec, fecit praevenit ungere : non avete sempre. 'Ella ha fatto quel che

* Matth. 26, 6; Joan. 12. I.

Martedì 12 Nisan. di li a due giorni cioè la sera 4. Dic0vano gii uni agii altri : Percliè si grande
del 14 Nisan cominciava la aolenniti della Pa- scialaquo? e rimproveravano la donna.
squa che durava sette giorni. Durante tutto que-
sto tempo si doveva mangiare pane azzimo cioè
non fermentato. V. n. Matt. XXVI. 1 e ss.
Le ultime discussioni avvenute nel tempio, le
invettive di Gesù contro i Farisei, avevano tal-
mente eccitato l'odio dei poteri dirigenti, che li
indussero a tenere un consiglio secreto in casa
di Caita. nel quale determinarono il modo di
ucciderlo. Caifa oltre a un palazzo sul monta
Sion, possedeva pure una villa sul monte del
Cattivo Consiglio al Sud di Gerusalemme. E'
Incerto dove abbia avuto luogo il consiglio men-
zionato.
2. // popolo non si Uvi a tnmalto. Giuseppe
(G. G. II, 14) calcola a tre milioni il numero
degli uomini presenti a Gerusalemme per le fe-
ste di Pasqua.
3. Trovandosi Gesù a Betania ecc. La cena
qui menzionata da S. Marco ebbe luogo il Sa-
bato sera prima dell'ingresso trionfale di Gesù
in Gerusalemme. V. Matt. XXVI. 6.
Sardo di spigo di gran pregio. Il nardo era ti
profumo più prezioso che si conoscesse a quei
tempi. Lo si estraeva da una pianta della fa-
miglia delle Valeriane, detta dal botanici Nardo- Fig. 75.
stachys latamansi, che si trova ancora nell'India, Pianta che produce li nardo.
nella Persia ecc.
Nel greco si legge vdpftoo *ujnxn<;. E' Incerta
la significazione di quest'ultima parola. Pensano 5. Trecento denari equivalgono a 234 lire, n
alcuni che significhi semplicemente paro, ge- : prezzo era considerevole per quel tempi, quando
nuino, ossia non adulterato, degno di fede. Al- il denaro L. 0,78 rappresentava la mercede gior-
tri invece credono che il greco xnmxiì; non sia naliera di un operaio.
che la trascrizione greca un po' sfigurata del
7. L'elemosina è un dovere, ma era pure do-
Ditino spicati, che significa di spigo. In questo
vere amare Gesù e testimoniargli esternamente
senso :nardo di spigo, significherebbe la miglior
il proprio amore. Nella collisione si deve dar la
(^ialiti di nardo, come era quella che si estraeva
preferenza a quello che non ammette dilazione,
non dalle radici o dalle foglie ma dallo spigo
della pianta.
come era nel caso l'attestato di stima a Gesù.
Rotto l'alabastro. I vasi nei quali si contene- 8. Ha anticipato ecc. Siccome non sarà dato a
vano I profumi erano fatti a collo lungo e stretto, questa donna di compiere su di me i doveri dei
•he si soleva rompere affinchè 11 liquido si span- suo amore, dopo la mia morte. Dio le ha concesso
desse più facilmente. di poterne anteclpare l'adempimento.
188 S. Marco, XIV, 9-16

corpus meum in sepulturara. 'Amen dico poteva ha anticipato a ungere il mio corpo
:

vobis Ubicumque praedicatum fuerit Evan-


: per la sepoltura. "In verità vi dico In qua- :

gelium istud in universo mundo, et quod lunque luogo sarà predicato questo Van-
fecit haec, narrabitur in memoriam eius. gelo pel mondo tutto, sarà ancor raccontato
in sua ricordanza quel che ella ha fatto.
^"Et ludas Iscariotes unus de duodecim ^°E Giuda Iscariote, uno dei dodici, andò
ablit ad summos sacerdotes, ut proderet eum dai principi dei sacerdoti per darlo nelle
illis. ^^Qui audientes gavisi sunt et promi- : loro mani. "E questi, uditolo, si rallegra-
serunt ei pecuniam se daturos. Et quaere- rono e promisero di dargli del denaro. E
:

bat quomodo illum opportune traderet. cercava occasione favorevole per tradirlo.
^^Et primo die Azymorum quando Pascha ^^E il primo giorno degli azzimi quando
immolabant, dicunt ei discipuli Quo vis : immolavano la Pasqua, gli dicono i disce-
eamus, et paremus tibi ut manduces Pa- poli Dove vuoi che andiamo ad apparec-
:

scha? "Et mittit duos ex discipulis suis, et chiarti per mangiar la Pasqua? "Ed egli
dicit eis : Ite in civitatem : et occurret vo- manda due dei suoi discepoli, e dice loro :

bis iiomo lagenam aquae baiulans, sequimi- Andate in città e incontrerete un uomo
:

ni eum ^*Et quocumque introierit, dicite


: portante una secchia d'acqua andategli :

domino domus, quia magister dicit Ubi est : dietro '*E in qualunque luogo entri, dite
:

refectio mea, ubi Pascha eum discipulis meis al padrone della casa Il maestro dice Do-
: :

manducem? vobis demonstrabit


^*Et ipse v'è la mia stanza per mangiar la Pasqua
coenaculum grande, stratum et illic parate : coi miei discepoli? ^'Ed egli vi farà ve-
nobis. ^^Et abierunt discipuli eius, et vene- dere un cenacolo grande, messo in ordine :

1" Matth. 26, 14. 12 Matth. 26, 17; Lue. 22, 7.

9. In sua ricordanza. I discepoli la rimprove- dà suoi discepoli, sono precise, ma assai mi-
ai
rarono, e Gesù le promette le lodi di tutto il steriose. Egli dovette ricorrere a questo mezzo
mondo. affinchè Giuda ignorasse fino all'ultimo moniento
10. Andò dai principi ecc. Giuda aveva già da il luogo dove avrebbe fatta la Cena e istituita
alcun tempo perduta la fede in Gesù Cristo l'Eucaristia. Per questo stesso motivo affidò a
(Giov. VI, 71-72), e non lo seguiva più che per Pietro e a Giovanni anziché a lui' l'incarico di
ambizioni umane, cioè per la speranza di una preparare la cena pasquale.
ricompensa terrena. Sentendo Gesù che predicava 14. La mia stanza, greco xaTdXu)id, la stanza
la povertà, il distacco dalle cose del mondo, il rin- destinata agli ospiti per celebrare la Pasqua.
negamento di sé stesso, e vedendo che il regno 15. Cenacolo grande. Chiamavasi cenacolo, gr.
messianico era ben lungi dall'essere quale se dvdYaiov, una camera situata al piano superiore
l'immaginava, egli pensava al suo avvenire, e delle case, destinata alle riunioni di famiglia per
rubava sulle elemosine che venivano fatte al Sal- la preghiera, per i conviti ecc. Serviva pure per
vatore. Giunto poi a Gerusalemme con Gesù,
dare alloggio agli ospiti, e a Gerusalemme la si
avendo veduto l'odio e il desiderio di vendetta
che animava capi religiosi e politici della na-
i

zione contro il suo Maestro, forse per tema di


non essere egli pure travolto nell'onda della per-
secuzione, e per ingraziarsi i capi, meditò ed
eseguì il tradimento.
Per darlo nelle loro mani. I Sacerdoti, avevano
timore del popolo se avessero arrestato Gesù in
pubblico. Giuda doveva indicar loro il tempo e
il luogo, in cui avrebbero potuto sorprendere il
Maestro senza che la folla se n'accorgesse. Quan-
do Gesù fosse stato in loro potere, coll'inter-
vento dell'autorità romana e dei soldati messi a
loro disposizione, avrebbero potuto prevenire op-
pure subito sedare qualsiasi tumulto di popolo.
11. Promisero. 11 denaro adunque non gli fu
consegnato subito, ma solo dopo compiuto il tra-
dimento.
12. // primo giorno degli azzimi. V. n. Matt.
XXVI, 12. Quando immolavano la Pasqua cioè
quando i Giudei erano soliti di immolare la Pa- Fig. 76. — Mobile egiziano antico in forma di casa
squa ossia l'agnello pasquale. L'agnello si por- a terrazzo e colla camera alta.
tava al tempio e quivi veniva scannato dai sa-
cerdoti e dai leviti, i quali dopo averne versato
concedeva facilmente, dopo averla parata con tap-
il sangue ai piedi dell'altare, lo restituivano agli
peti e cuscini per la mensa, ai pellegrini, che
coerenti, che nella stessa sera dovevano man-
numerosi accorrevano a ceJebrare la Pasqua.
giarlo.
Il Cenacolo dove Gesù istituì l'Eucaristia tro-
13. Due dei suoi discepoli cioè Pietro e Gio- vasi al Sud di Gerusalemme sul monte SIo«,
vanni (Luca XXII, 8). Le indicazioni, che Gesù fu7ri dell'attuale cinta della città.
S. Marco, XIV, 17-25 189

runt In clvftatem et invenerunt sicut dixe-


: e quivi apparecchiate per noi. 1 disce- "E
rat illis, et paraverunt Pascha. poli andarono, e giunti in città trovarono
conforme aveva loro detto, e prepararono la
Pasqua.
"Vespere autem facto, venit cum duode- "E fattasi sera, vi andò egli coi dodici.
cim. "Et discumbentibus eis, et manducan- "E mentre erano a mensa e mangiavano,
tibus, ait lesus : Amen dico vobis, quia disse Gesù In verità vi dico, che uno dì
:

unus ex vobis tradet me, qui manducat me- voi mi tradirà, quello che mangia con me.
cum. '*At illi coeperunt contristari. et dìce- "Ma essi cominciarono a rattristarsi e a
re ei singulatim : Numquid ego? **'Qui ait il- dirgli uno dopo l'altro : Son forse io? '"Ed
lis : Unus ex duodecim, qui intingit mecum egli disse loro : Uno dei dodici, il quale
manum in catino. ^'Et Filius quidem homi- intinge la mano nel piatto con me. *'E il
nis vadit sicut scriptum est de eo : vae au- Figliuolo dell'uomo se ne va come è stato
tem homini illi, per quem Filius hominis scritto di lui ma guai a quell'uomo per cui
:

tradetur. Bonum erat ei, si non esset natus il Figliuolo dell'uomo sarà tradito. Meglio
homo ille. era per un uomo tale il non esser mai nato.
^'Et manducantibus
accepit lesus illis, "Ementre quelli mangiavano. Gesù pre-
panem et benedicens fregit, et dedit eis,
: se del pane e benedettolo, lo spezzò, e Io
:

et ait Sumite, hoc est corpus meum. '*Et


: diede loro, e disse Prendete questo è
: :

accepto calice, gratias agens dedlt eis et : il mio corpo. *'E preso il calice, rese le
biberunt ex ilio omnes. "^Et ait illis Hic : grazie, lo diede ad essi e tutti ne bevettero.
:

est sanguis meus novi testamenti, qui prò E disse loro : Questo è il sangue mio del
multis effundetur. **Amen dico vobis, quia nuovo testamento, il quale sarà sparso per
iam non blbam de hoc genimine vitis usque molti. **In verità vi dico che non berrò più
in diem illum, cum illud bibam novum in di questo frutto della vite fino a quel giorno

>^ Matth. 26, 20; Lue. 22, 14. «* Jo«n. 13, 21. »' P8. 40, 10; Act. 1, 16. »' Matth. 26, 26;
I Cor. II. 24.

16. due discepoli partiti da Betaoia dove al


I ai suoi discepoli, fu un sangue sacrificato, e l'a-
trovava Gesù, andarono a Gerusaleiiune. e pre- zione con cui Egli lo consecrò ha tutti I carat-
pararono l'agnello, il pane azzimo, il vino, le teri di un vero aacrifizio. Ma siccome Gesù diede
erbe amare, il charoseth (V. n. Matt. XXVI, 20)
e poi tornarono a Befania.
17. La sera del Giovedì 14 Nisan, quando co-
tninciavano a comparire le stelle, cioè verso le
sette, i convitati entravano nella sala preparata, e
distesi su alcuni divani disposti attorno alla ta-
vola, appoggiando il braccio sinistro sopra un
guanciale, davano principio al banchetto pasquale.
IS. Affinchè la fede degli Apostoli non provi
una scossa troppo violenta nei prossimi avve-
nimenti, Egli smaschera il traditore, facendo ve-
dere che nulla gli è nascosto, e mostrando l'a-
cerbità del suo dolore nel vedersi tradito da uno
dei suoi più cari. (Salmi LIV, 12-15 e XL, 10).
19-21. V. n. Matt. XXVI, 22-25.
22.Questo è il mìo corpo. Gesù aveva pro-
messo che avrebbe dato a mangiare la sua carne n?. —
77. Gesù a cena col «uol discepoli.
e a bere il suo sangue, e, non ostante il mor-
morio dei Giudei e lo scisma avvenuto tra suoi i
(Antico mosaico).
stessi discepoli, non aveva ritrattata la parola
data, e non aveva mai detto che dovesse essere
interpretata in senso metaforico. V. n. Matt ai suoi Apostoli la potesti di ripetere Tatto da
lui compiuto, è manifesto che la S. Messa, in
XXVI, 26 e ss. (V. flg. 77).
cui si consacra il pane e il vino, bfi essa pure
23. Tuffi ne bevettero. Ciò viene detto per an-
tutti i caratteri dì un vero sacrifizio come ha
ticipazione. In realti non bevettero che dopo la
definito il Concilio di Trento.
consacrazione.
Dalle parole della consacrazione quali vengono
24. 7/ sangue del Nuovo Testamento ossìa riferite da Matteo e da Marco si fa inoltre ma-
della nuova alleanza, che Dio stabilisce coll'u- nifesto che la dottrina della morte redentrice di
manità. Vi è in queste parole un'allusione a Gesù e del suo carattere espiatorio per mezzo
quanto disse Mosè (Esod. XXIV, i). Questo è il del sangue versato, non è esclusivamente pro-
sangue dell'alleanza. Sarà sparso. Il greco ha il pria di S. Paolo, ma si ritrova chiaramente in-
presenle tó èxXuYvóuevo^ viene sparso. Ora le segnata nel Vangelo. A ragione perciò fu con-
parole spargere il sangue per molti cioè a van-
. dannata nel Dee. Lamentabili la prop. 33. La
taggio di molti indicano un'azione sacrificale, e dottrina della morte espiatoria di Cristo non è
perciò il sangue, che Gesù diede come bevanda evangelica, ma solo paolina.
190 S. Marco, XIV, 26-39

regno Dei. '^^Et hymno dicto exierunt in in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio. '•£
Montem olivarum. detto l'inno, andarono al monte degli Ulivi.
'^Et ait eis lesus : Omnes scandalizabi- '^Allora Gesù disse loro : Tutti patirete
mini in me in nocte ista quia scriptum est : : scandalo per me questa notte
in poiché :

Percutiam pastorem, et dispergentur oves. sta scritto : Percuoterò il pastore, e si di-


'*Sed postquam resurrexero, praecedam vos sperderanno le pecorelle. ^'Ma dopo che
in Galilaeam. ^'Petrus autem ait illi Et si : io sarò risuscitato, vi precederò nella Ga-
omnes scandalizati fuerint in te sed non : lilea. ^'Ma Pietro
gli disse Quand'anche :

ego. '"Et ait illi lesus Amen dico tibi, : tutti scandalizzassero, non io però. '"E
si
quia tu hodie in nocte hac, priusquam gal- Gesù gli disse In verità ti dico che tu
:

lus vocem bis dederit, ter me es negaturus. oggi, in questa notte, prima che il gallo ab-
'^At ille amplius loquebatur Et si oportue- ; bia cantato la seconda volta, mi negherai
rit me simul commori tibi, non te negabo : '^Ma egli soggiungeva anche più
tre volte. :

Similiter autem et omnes dicebant. Quand'anche mi bisogni morire con te, non
ti negherò. E il simile dicevano pur tutti.
veniunt in praedium,
'^Et cui nomen '^E arrivano in un luogo chiamato Getse-
Getlisemani. Et ait discipulis suis Sedete : mani ed egli dice ai suoi discepoli Fer-
: :

hic donec orem. "Et assumit Petrum, et matevi qui fintanto che io faccia orazione.
lacobum, et Ioannem secum : et coepit pa- "E prende con sé Pietro e Giacomo e Gio-
vere, et taedere."Et ait illis Tristis est : vanni : e cominciò ad atterrirsi e rattristarsi.
anima mea usque ad mortem sustinete hic, : '*E disse loro L'anima mia è afflitta sino
:

et vigilate. alla morte : trattenetevi qui, e vegliate.


'*Et cum processisset paululum, procidit '*E avanzatosi alquanto si prostrò per ter-
super terram et orabat ut si fieri posset,
: ra : e pregava che se era possibile si allon-
transiret ab eo bora "Et dixit Abba : : tanasse da lui quell'ora. '*E disse Abba, :

pater, omnia tibi possibilia sunt, transfer padre, tutto é possibile a te allontana da :

calicem hunc a me, sed non quod ego volo, me questo calice ma non quello che vo- :

sed quod tu. '''Et venit, et invenit eos dor- glio io, ma quel che vuoi tu. "E tornò da
mientes. Et ait Petro Simon, dormis ? non : loro, e li trovò addormentati. E disse a
potuisti una bora vigilare? ''Vigilate, et Pietro: Simone, tu dormi? Non hai po-
orate ut non intretis in tentationem. Spiri- tuto vegliare un'ora sola? "Vegliate e pre-
tus quidem promptus est, caro vero infir- gate per non cadere in tentazione. Lo spi-
ma. "Et iterum abiens oravit eumdem ser- rito é pronto, ma la carne è inferma. "E

2^ Joan. 16, 32; Zach. 13, 7. " Matth. 26, 36; Lue. 22, 40.

26. Andarono al monte degli Ulivi. Era già gliate. € L'anima è


la sede dei sentimenti e delle
notte quando Gesù in compagnia dei suoi Apo- emozioni, principio della vita sensitiva e affet-
il

stoli lasciò il Cenacolo, e traversato il torrente tiva. Quando l'angoscia la sorprende essa ha bi-
Cedron, si portò all'orto di Getsemani, che si sogno di solitudine e di simpatia. Così avviene
trova poco discosto. di Gesù egli si allontana e sarà solo davanti al
;

Patirete scandalo, vale a dire


27. : la vostra
suo Padre e al suo dovere. E quando avrà finito
la sua preghiera, verrà a cercare un po' di sim-
fede subirà una scossa violenta.
patia presso dei suoi discepoli, ai quali ha chie-
30. Abbia cantato volta. S. Marco
la seconda sto di vegliare ».
è più preciso degli Evangelisti nei partico-
altri
lari della negazione Gli altri si sono
di Pietro. 35. Si prostrò per terra mostrando così anche
contentati di riferire la sostanza delle parole di esternamente il rispetto che aveva per il suo
Gesù prima che il gallo canti, S. Marco invece
:
Padre, il fervore e l'umiltà della sua preghiera.
le riproduce nella loro precisione, prima che il
Abba, parola aramaica che significa padre.
36.
gallo abbia cantato per la seconda volta. Il calice, che Gesù prega venga da lui allontanato,
31. Quand'anche bisogni ecc. Pietro, fidandosi significa la passione e il supplizio della croce.
del fervore che lo anima, contrasta alle parole di Egli però non vuole opporsi alla volontà di Dio,
Gesù, e come è proprio dei cuori ardenti, af- ma si dichiara pronto a tutto quanto gli è im-
ferma che non solo non negherà il Maestro, ma posto.
è pronto a dar la vita per lui, qualora fosse ne-
cessario.
37. Simone dormi? Vi è un'ironia profonda
tu
in queste parole. Pietro poche ore prima aveva
32. Fermatevi qui. Gesù fece fermare i suol fatte le più grandi promesse v. 31, e poi all'atto
discepoli all'entrata dell'orto di Getsemani, e pre- pratico non fu capace di vegliare con Gesù.
si con sé i tre Apostoli più intimi si avanzò nel-
l'interno. 38. Lo spirito... e la carne sono due espres-
sioni ebraiche che significano la parte superiore
33. Atterrirsi èxeonPetoOoi xat
e rattristarsi.
e la parte inferiore dell'uomo morale. La vo-
dbnMovetv cominciò a provare spavento, angoscie. lontà è pronta a fare il bene, ma se non ha la
34. L'anima mia è afflitta ecc. Io sono così grazia di Dio sarà vittima delle passioni e de)
pieno di tristezza da morirne, restate qui e ve- peccato.
S. Marco, XIV. 40-49 191

monem, dicens. "Et reversus, denuo inve- andò nuovamente a pregare, ripetendo le
nit eos dormientes, (erant enim oculi eorum stesse parole. •"E tornato, trovò di nuo- li

gravati) et ignorabant quid responderent ei. vo addormentati, infatti i loro occhi erano
aggravati, e non sapevano cosa rispondergli.

"Etvenit tertio, et ait llHs : Dormite iam, *'E ritornò la terza volta, e disse loro :

et requiescite. Sufficit venit bora: ecce : Su via, dormite e riposatevi. Basta così :

Filius hominis tradetur in manus peccato- l'ora è venuta : ecco che


Figliuolo del- il

rum. "Surgite, eamus, ecce qui me tradet, l'uomo sarà dato nelle mani dei peccatori.
prope est. "Alzatevi, andiamo. Ecco che colui che mi
tradirà, è vicino.

"Et, adhuc eo loquente, venit ludas Isca- "E non aveva finito di dire, quand'ecco
riotesunus de duodecim, et cum eo turba Giuda Iscariote, uno
dei dodici, e con esso
multa cum gladiìs, et lignis, a summis sa- gran gente armata di spade e di bastoni,
cerdotibus, et Scribis, et senioribus. **De- spedita dai prìncipi dei sacerdoti e dagli
derat autem traditor eius signum eis, di- Scribi e dai seniori. **E il traditore aveva
cens Quemcumque osculatus fuero, ipse
: dato loro il segnale, dicendo Colui che io :

est, tenete eum, et ducite caute. "Et cum baderò, è desso prendetelo e conducetelo
:

venisset, statim accedens ad eum, ait Ave : con attenzione. **E venuto che fu, si ac-
Rabbi et osculatus est eum. "At illi ma-
: costò subito a Gesù, e gli disse Dio ti :

nus iniecerunt in eum, et tenuerunt eum. salvi. Maestro e lo baciò. **E quelli gli get-
:

tarono le mani addosso, e lo catturarono.


*'Unus autem quidam de circumstantibus *'E uno degli astanti mise mano alla spa-
educens gladium, percussit servum summi da, e ferì un servo del sommo sacerdote :

sacerdotis et amputavit
: illi auriculam. e gli mozzò un orecchio. **E Gestì prese
•'Et respondens lesus, ait illis : Tamquam la parola, e disse loro Quasi io fossi un
:

ad latronem existis cum gladiis, et lignis assassino siete venuti con spade e bastoni
comprehendere me? **Quotidie eram apud per pigliarmi? **Ogni giorno io stava tra
vos in tempio docens, et non me tenuistis. voi nel tempio insegnando, né mi pigliaste.
Sed ut impleantur Scripturae. Ma debbono adempiersi le Scrìtture.

«' Matth. 26, 47; Lue. 22, 47; Joan. 18, 3. »• Mitth. 26, 56.

40. / loro occhi erano aggravati dal sonno e ogni attenzione icciò non sfugga loro un'altra
non potevano stare aperti. Gli Apostoli mezzo volta.
addormentati non sapevano che cosa rispondere
45. Dio ti salvi. Secondo l'uso ebraico Giuda
a Gesù.
dovette dire Pace a te. Maestro. Quale ironia
:

41. Dormite Secondo alcuni esigeti


e riposate. crudele, augurare pace a Gesù, e dargli il segno
in queste parole farebbe d'uopo ravvisare non della pace mentre si compiva il tradimento!
già un'ironia sull'incostanza degli Apostoli (V.
nota Matt. XXVI, 45) ma un atto di condiscen- 47. Uno degli astanti cioè Pietro. Gli Apostoli
denza di Gesij, che permetterebbe loro di rin-
francare alquanto col sonno le loro forze.
Basta così. Non ho più bisogno del vostro con-
forto, avendo già per mezzo della preghiera ot-
tenuto conforto da Dio. Secondo altri invece :
Avete già dormito abbastanza, destatevi. Nell'o-
scurità della notte Gesù aveva veduto avvici-
narsi le fiaccole portate dai suoi nemici, e pieno
di coraggio sveglia i suoi Apostoli, acciò siano
Flg. 78.
spettatori degli avvenimenti.
Giuda uscito dal Cenacolo corse ad avver-
43.
Spade romane.
tire il Sinedrio, che era il momento opportuno
per catturare Gesù. Si mise egli stesso alla testa
della turba composta di valletti dei Sacerdoti e
di soldati e li condusse al Getsemani. I soldati
erano armati di spade, i valletti dei sacerdoti
portavano bastoni. Benché la luna splendesse alta
nei cieli, poiché si era nel plenilunio, la turba
aveva con sé lanterne, affinché fosse più facile
scoprire Gesù, qualora si fosse nascosto in qual-
che grotta, e riuscisse meno malagevole inse- avevano portato nell'orto due spade (Lue. XXII,
guirlo nelle sinuosità del terreno e fra le tombe 38).
in rovina, qualora avesse tentato la fuga. 48-49. Gesù muove questo rimprovero alla
44. Conducetelo con attenzione. Giuda sapeva turba, non solo per protestare contro il loro
:he Gesù era già altre volte sfuggito alle insidie modo di agire, ma acciò comprendessero che
dei suoi nemici, raccomanda perciò alla turba cosi facendo adempivano le Scritture.
192 S. Marco, XIV, 50-61

'"Tunc discipulì eius relinquentes eum, '"Allora i suoi discepoli abbanionatolo,


omnes fugerunt. '^Adolescens autem qui- tutti fuggirono. '^E un certo giovinetto se-
dam sequebatur eum amìctus sindone su- guiva Gesù coperto di una veste di lino
per nudo et tenuerunt eum, *'At ille re-
: sulla nuda carne, e lo pigliarono. **Ma egli
ìecta sindone, nudus profugit ab eis. lasciata andare la veste, scappò ignudo da
loro.

*^Et adduxerunt lesum ad summum sa- "Econdussero Gesù dal sommo sacer-
cerdotem : et convenerunt omnes sacerdo- dote e si adunarono tutti i sacerdoti e gli
:

tes et Scribae, et seniores. ®*Petrus autem Scribi e i seniori. **Pietro però lo seguitò
a longe secutus est eum usque intro in da lungi fin dentro al cortile del sommo sa-
atrium summi sacerdotis : et sedebat eum cerdote e sedeva al fuoco coi ministri, e
:

ministris ad ignem, et calefaciebat se. si scaldava.

'"Summi vero sacerdotes, et omne conci- "Ma i principi dei sacerdoti e tutto II
lium quaerebant adversus lesum testimo- consesso cercavano testimonianze contro
nium, ut eum morti traderent, nec invenie- Gesù per farlo morire, e non le trovavano.
bant. "Multi eiiim testimonium falsum dice- '•Poiché molti deponevano il falso contro
bant adversus eum et convenientia testi-
: di lui ma le loro deposizioni non concorda-
:

monia non "'Et quidam surgentes,


erant. vano. "E alzatisi alcuni attestavano il falso
falsum testimonium ferebant adversus eum contro di lui dicendo '*Noi l'abbiamo sen-
;

dicentes ®*Quoniam nos audivimus eum di-


: tito dire Io distruggerò questo tempio ma-
:

centem : Ego dissolvam templum hoc manu nufatto, e in tre giorni ne fabbricherò un
factum, et per triduum aliud non manu altro non manufatto. "Ma la loro testimo-
factum aediflcabo. "Et non erat conveniens nianza non era concorde.
testimonium illorum.
•"Et exurgens summus sacerdos in me- ""E alzatosi in mezzo il sommo sacer-
dium, interrogavit lesum, dicens Non re- : dote, interrogò Gesù, dicendo : Non rispon-
spondes quidquam ad ea, quae tibi obiiciun- di nulla alle cose che ti sono rinfacciate
tur ab bis? *Mlle autem tacebat, et nihil re- da costoro? '"Ma egli taceva, e non rispose
spondit. Rùrsum summus sacerdos interro- parola. Di nuovo lo interrogò il sommo sa-
gabat eum, et dixit ei Tu es Christus fìlius
: cerdote, e gli disse : Sei tu il Cristo, il Fi-

*» Matth. 26, 57; Lue. 22, 54; Joan. 18, 13. »» Matth. 26, 59. »• Joan. 2, 19.

51. Un certo giovinetto. Probabilmente questo 54. Si scaldava. In Palestina le notti anche in
giovinetto stava dormendo in qualche casa vi- Aprile sono assai fresche stante l'abbondante ru-
cina al Getsemani, e avendo sentito il rumore giada che vi cade. I valletti avevano quindi ac-
della turba accorsa per arrestare Gesù, balzò da ceso un braciere in mezzo al cortile.
letto, e copertosi di un pezzo di tela di lino o
55-59. Il Sinedrio cerca di dare una forma le-
di cotone, accorse per vedere che cosa succede-
gale di giudizio alla sentenza di morte contro
va. Gli sgherri lo credettero un discepolo di
Gesù ; ma benché si fossero presentati molti tè-
Gesù, e tentarono di arrestarlo, ma egli riuscì
stimonii contro di lui, nelle loro deposizioni noi)
a sfuggire dalle loro mani. Quest'incidente serve
vi era quell'accordo di almeno due testimonianze
a mostrare quanto fosse grande l'odio e il fu-
che era necessario secondo la legge (Deut. XIX,
rore dei nemici di Gesù, e quale pericolo avrebbe
15) per condannare a morte. L'ultima accusa,
corso chi avesse voluto seguirlo.
commentatori moderni sono pressoché una- che Gesù avesse sparlato del tempio era gravis-
I

nimi nel ravvisare in questo giovinetto lo stesso sima. Geremia fu dannato a morte per aver pro-
Evangelista S. Marco. Ciò spiegherebbe assai fetato la rovina del tempio (Gerem. XXVI, 6),
bene perchè S. Marco abbia riferito quest'epi- similmente quando si trattò di lapidare S. Ste-
sodio di nessuna importanza. fano, si fece credere che egli avesse parlato
contro il tempio (Atti VI, 13). Però i due testi-
53. Dal sommo sacerdote. Il sommo sacerdote
monii che si erano presentati ad accusare Gesù
era Giuseppe soprannominato Caifa. Aveva ot-
di aver bestemmiato contro il tempio, non si
tenuto il pontificato l'anno 18 dell'era volgare
accordavano nelle loro deposizioni, e quindi la
sotto il procuratore Valerio Grato, e lo tenne
loro testimonianza non aveva alcun valore.
fino all'anno 36 in cui fu deposto dal legato
della Siria Vitellio. Il capo del complotto ordito 60. Alzatosi in mezzo. Caifa pieno di rabbia
contro Gesù sembra sia stato Anna suocero di per non aver trovato motivo di condannare Gesù,
Caifa, e perciò Gesù prima che da Caifa fu dimentico della sua qualità di presidente del
condotto da Anna per un processo sommario. Sinedrio, lascia il suo seggio e si precipita nel
Anna e Caifa abitavano due ali opposte di uno mezzo della sala dove stava Gesù, e da giudice
stesso palazzo, in modo che Gesù, per essere tra- si fa accusatore, cerca di trascinare Gesù a di-
scinato dagli appartamenti dell'uno a quelli del- fendersi affine di poter cogliere dalla sua bocca
l'altro, dovette traversare il cortile. In questa qualche parola compromettente e condannarlo.
traversata, secondo alcuni, egli vide Pietro e gli
diede quello sguardo che lo convertì. 61. Egli taceva durante tutte le accuse. Il suo
Attorno al sommo sacerdote Caifa si trova- silenzio è la più bella prova della sua innocenza.
Tovio losto tutti i membri del Sinedrio.
S. Marco, XIV, 62-72 193

Dei benedìcti? ''lesus autem dixit illi Ego : gliuolo di Dio benedetto? Gesù gli "E
sum et videbitis Filium hominis sedentetn
: disse Io lo sono, e vedrete il Figliuolo del-
:

a dextris virtutis Dei, et venientem cum nu- l'uomo sedere alla destra della maestà di
bibus caeli. Dio, e venir sulle nubi del cielo.
•'Summus autem sacerdos scindens ve- •'E il sommo
sacerdote stracciatesi le ve-
stimenta sua, alt Quid adhuc desideramus
: sti, disse : Che
bisogno abbiamo più di te-
testes? •*Audistis blasphemiam quid vobis : stimoni ? ••Avete udito la bestemmia Che :

videtur? Qui omnes condemnaverunt eum ve ne pare? E tutti lo condannarono per


esse reum mortis. '^Et coeperunt quidam reo di morte. •*£ cominciarono alcuni a
conspuere eum, et velare faciem eius et co- sputargli addosso, e velargli la faccia, e dar-
laphìs eum caedere, et dìcere ei Prophe- : gli dei pugni dicendogli Profetizza : e I
: :

tiza? et ministri alapis eum caedebant. ministri Io schiaffeggiavano.


••Et cum esset Petrus in atrio deorsum, ••E trovandosi Pietro da basso nel cor-
venit una ex ancillis summi sacerdotis : tile, venne una delle serve del sommo sa-
•'Et cum vidìsset Petrum calefacientem se, cerdote :
•'€ veduto Pietro che si scaldava,
aspiciens illum, ait Et tu cum lesu Naza-
: e fissato in Itii lo sguardo, disse Anche
:

reno eras. •'At iile negavit, dicens Neque : tu ericon Gesù Nazareno. " Ma egli negò,
scio, neque novi quid dicas. Et exiit foras dicendo Né lo conosco, né so quello che
:

ante atrium, et gallus cantavit. •"Rursum tu dica. E uscì fuori davanti al cortile, e
autem cum vidisset illum anelila, coepit di- il gallo cantò. ''E di nuovo avendolo ve-
cere circumstantibus Quia hic ex illis est.
: duto una serva, cominciò a dire agli astan-
'"At ille iterum negavit. Et post pusillum ti :Costui é di quelli. egli negò di bel "Ma
rursus qui astabant, dicebant Petro Vere : nuovo. E di li a poco nuovamente gli astanti
ex illis es nam et Galilaeus es. "Ille au-
: dissero a Pietro Tu sei di quelli sicura-
:

tem coepit anathematizare, et iurare Quia : mente poiché sei anche Galileo. "Ma egli
:

nescio hominem istum, quem dicitis. ''Et cominciò a mandarsi delle imprecazioni e a
statim gallus iterum cantavit. Et recordatus giurare Non conosco quest'uomo, di cui
:

•* Matth. 24, 30 et 2tì. 64. *• Matth. 26, 69; Lue. 22, 56; Joan. 18. 17. •• Matth. 26. 71
" Lue. 22, 59; Joati. 18. 25. " M«tih. 26, 75; Jo«n. 13, 38

62. Io lo sono. Gesù afferma risolutamente di attorno al braciere. Una delle serve (la porti-
essere non solo il Messia, ma il vero Figlio di naia secondo S. Giov.) del Pontefice, si avvicinò
Dio. a lui e fissatolo bene disse Anche tu {insieme :

Egli non è solo un Messia uomo discendente a Giovanni) eri con Gesù. Pietro, per tema di
di Davide, ma è ancora Figlio di Dio uguale al essere anch'egU travolto nel processo, tanto più
Padre nella potenza e nella maestà. Fra poco gli che nell'orto aveva menato la spada, cominciò
stessi Giudei saranno costretti a riconoscerlo co- a negare di conoscere Gesù. Per evitare che gli
me tale, sua morte si commuoverà
quando alla venissero mosse altre domande di simil genere
tutta la natura, e quando lo sapranno risorto, e uscì fuori davanti al cortile, cioè si diresse verso
vedranno dilatarsi la sua Chiesa, e finalmente il vestibolo che dal cortile dava sulla strada, e
quando la loro città sarà atterrata dai Romani, e in questo suo momentaneo isolamento udì il
quando alla fine dei tempi egli comparirà Giu- primo canto del gallo. Era circa la mezzanotte
dice supremo dei vivi e dei morti. 69. Anche nel vestibolo vi fu chi riconobbe
64. La bestemmia pronunziata, secondo Caifa, Pietro, egli fu interrogato da parecchi tra cui la
da Gesù non consiste in questo che Egli si sia serva portinaia J\ lrot^i«xT^, die già prima gi*
dichiarato Messia, ma nel fatto che ha affermato aveva rivolta la stessa interrogazione, e nell'ar-
di essere Figlio di Dio (Giov. X, 22; XIX, 7) e dore della difesa si avvicinò nuovamente al fuoco,
si è attribuito la potenza e la gloria di Dio. e cominciò a giurare e spergiurare di non cono-
Lo condannarono per reo morte. La legge
di scere Gesù.
(Lev. XXIV, 15-16; Deut. XVIII, 20) puniva 70. Di fì a poco. L'attenzione di tutti era stata
colla morte i bestemmiatori e i falsi profeti. deviata per qualche tempo da Pietro, il quale
65. Spaiargli addosso. Una delle più atroci per non dare sospetto aveva continuato a fer-
ingiurie che in Oriente possa farsi a un uomo marsi attorno al braciere, e aveva cominciato a
è lo sputargli addosso. Gesù è fatto segno a discorrere con accento e dialetto prettamente
tanto obbrobrio da parte di alcuni membri del Galileo. Il suo modo di parlare attirò l'attenzio-
Sinedrio, i quali non contenti di oltraggiarlo così ne dei presenti, i quali trovarono in ciò una no-
vilmente, lo percuotono ancora, e poi lo abban- vella prova che egli doveva essere discepolo di
donano ai dileggi e ai maltrattamenti dei servi Gesù.
del sommo sacerdote. Si adempiva così la pro-
71. Pietro vedeodoei sooperto non Toole ar-
fezia di Isaia L, 6-7.
rendesi, che anzi rintiova suoi spergiuri, e sii

66-68. Pietro era fuggito quando gli sgherri manda le più grandi imprecazioni se non dice la
arrestarono Gesù al Getsemani, ma poi vergo- verità,quando afferma di non conoscere Gesù.
gnatosi della viltà mostrata, si diede a seguire 72. Per la seconda volta il gallo cantò. Erano
da loQtano il suo Maestro. Accompagnato da forse le tre del mattino. Gesù, mentre era ne!
Giovacni potè entrare nel cortile interno del cortile dileggiato e insultato dai valletti dei sa-
palazzo 4i Caifa, e andò a scaldarsi cogli altri cerdoti, die<ie uno sguardo di compassion* a Pie-

13 — Saera Bibbia, voi. I.


194 S, Marco, XV, 1-8

est Petrus verbi, quod dixerat ei lesus : parlate. "E


subito per la seconda volta il
Prius quam gallus cantet bis, ter me ne- gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola
gabis. Et coepit fiere. dettagli da Gesù Prima che il gallo canti
:

due volte, mi rinnegherai tre volte. E inco-


minciò a piangere.

CAPO XV.

Gesù davanti a Pilato, 1-5. — Gesù, posposto a Barabba, 6-14. — Gesù, condan^
nato e deriso, 15-19. —
La via dolorosa, 20-23. La crocifissione, — 24-32.
— Agonia e morte di Gesù, 33-41. —
Gesù al sepolcro, 42-47.

confestim mane consilium facientes


*Et la mattina i principi dei sacer-
'E subito
summi sacerdotes cum senioribus, et Seri- doti coi seniori e gli Scribi e tutto il Si-
bis, et universo concilio, vincientes lesum, nedrio, fatta insieme consulta, legato Gesù,
duxerunt, et tradiderunt Pilato? ''Et inter- lo condussero e lo consegnarono a Pilato.
rogavit eum Pilatus Tu es rex ludaeo-
: *E Pilato lo interrogò Tu sei il re dei Giu- :

rum ? At ille respondens, alt illi Tu dicis. : dei? E Gesù gli rispose Tu lo dici. :

'Et accusabant eum summi sacerdotes in 'E i principi dei sacerdoti lo accusavano
multis. *Pilatus autem rursum interrogavit di molte cose. ''E Pilato di nuovo lo inter-
eum, dicens Non respondes quidquam ?
: rogò, dicendo Non rispondi nulla ? Vedi
:

vide in quantis te accusant. *Iesus autem di quante cose ti accusano. "Ma Gesù non
amplius nihil respondit, ita ut miraretur Pi- rispose più nulla, dimodoché Pilato ne fa-
latus. ceva le maraviglie.
*Per diem autem festum solebat dimit- 'Or egli era solito di liberare nella festa
tere illis unum ex vinctis, quemcumque pe- uno dei carcerati, qualunque avessero do-
tissent. ^Erat autem qui dicebatur Barabbas, mandato. ^E ve n'era uno per nome Ba-
qui cum seditiosis erat vinctus, qui in sedl- rabba carcerato tra i sediziosi, il quale nella
tione fecerat homicidium. *Et cum ascen- sedizione aveva commesso omicidio. *E ra-

1 Matth. 27, 1; Lue. 22, 66; Joan. 18, 28. ^ Matth. 27, 12; Lue. 23, 2. « Joan 18, 33.

tro. Questo sguardo fu un raggio di luce, che e chiama questo stesso palazzo l'abitazione del
fece conoscere a Pietro l'abisso in cui era pre- procuratori èr oixta tóòv èjitTpònoov. (Leg. ad Ca-
cipitato, ed egli uscì tosto dal cortile e proruppe ium § 38 e 39). Quest'opinione ci sembra da
in pianto. preferirsi a quella che pone il palazzo di Pilato
Cominciò a piangere, greco ènt^oXcòv ExXate. nella fortezza Antonia all'angolo Nord-Ovest del
Questa parole furono diversamente interpretate, tempio.
poiché fa d'uopo sottintendere un qualche so- 2. Tu sei il re dei Giudei. Dall'interrogazione
stantivo dopo è]tt3aXdMr p. es. tòy voùv, e non di Pilato si fa manifesto che l'accusa portata
si è d'accordo nel determinare quale esso sia. contro Gesù era di ribellione all'autorità roma-
L'interpretazione più probabile è la seguente :
na. V. Matt. XXVI, 11.
n.
gettando la mente, ossia riflettendo alla negazione Tu lo cioè : sì, io sono re, ma non di
dici,
commessa, piangeva. un regno terreno. (Giov. XVIII, 34-38).
3. Lo accusavano di molte cose. Vedi queste

CAPO XV. accuse Lue. XXIII, 2-5. Se moltiplicavano le ac-


cuse, si era perchè le prime venivano riputate in-
membri sufficienti.
1. Subito ecc. del Sinedrio avevano
I

fretta di Gesù. Fatta insieme con-


disfarsi di 5. Non
rispose più nulla, ossia non aprì bocca
sulta, un nuovo processo sommario,
ossia fatto per rispondere
alle accuse dei Giudei. Pilato
narrato da S. Luca (XXU, 66-71), e pronunziata non Gesù sia colpevole, e lo man-
è convinto che
di nuovo sentenza di morte, legarono Gesù e lo da ad Erode. Lue. XXIII, 7.
condussero a Pilato. V. n. Matt. cap. XXVII, 11. 6-15. V, n. Matt. XXVII, 15-25.
Pilato abitava probabilmente nel palazzo di
Erode, che sorgeva nella parte Ovest della città Carcerato tra i sediziosi. Barabba apparte-
7.

di Gerusalemme presso le torri Mariamme, Ip- neva probabilmente al partito degli Zeloti. In
pico e Fasele. Giuseppe Flavio infatti (G. G. una delle frequenti ribellioni contro l'autorità ro-
II, 14 e 15) dice espressamente che il procura- mana egli aveva impugnate le armi e ucciso un
tore Floro si trovava nel palazzo di Erode al uomo, e perciò era stato rinchiuso in carcere.
momento di una sedizione, e Filone dice pure che 8. Radunatosi il popolo attorno al pretorio di
Pilato collocò i suoi scudi nel palazzo di Erode, Pilato cominciarono a reclamare un prigioniero.
S. Marco, XV, 9-21 195

disset turba, coepit rogare, sicut semper fa- dunatosi il popolo, cominciò a domandare
cìebat illis. *Pilatus autem respondit eis, quello che sempre loro concedeva. 'E Pi-
et dixit Vultis dimittam vobis regem lu-
: lato rispose loro e disse Volete voi che io :

daeorum? '"Sciebat enim guod per invi- vi disciolga il re de' Giudei? "Poiché sa-
diam tradidissent eum summi sacerdotes. peva che per invidia Io avevano consegnato
i sommi sacerdoti.
autem concitaverunt turbam,
^'Pontiflces "Ma i pontefici istigarono il popolo, per-
ut magis Barabbam dimitteret eis. "Pilatus chè liberasse loro piuttosto Barabba. "Ma
autem iterum respondens, ait illis Quid er- : Pilato rispose di nuovo, e disse loro Che :

go vultis faciam regi ludaeorum? "At illi volete voi dunque che io faccia del re dei
iterum clamaverunt Crucifige eum. **Pi-
: Giudei ? "Ma quelli gridarono di nuovo :

latus vero dicebat illis Quid enim mali fe-


: Crocifiggilo. *Tilato però diceva loro Che :

cit ? At illi magis clamabant Crucifige : male ha fatto? Ma quelli gridavano più for-
eum. '*Pilatus autem volens populo satìsfa- te Crocifiggilo. "E Pilato, volendo con-
:

cere, dimisit illis Barabbam, et tradidit le- tentare il popolo, disciolse loro Barabba, e
sum flagellis caesum, ut cruciflgeretur. fatto flagellare Gesù, lo abbandonò ad es-
sere crocifisso.
"Milites autem duxerunt eum in atrium '*E i soldati Io condussero nell'atrio dei
praetorii, et convocant totam cohortem, *'Et pretorio, e vi radunarono tutta la coorte.
induunt eum purpura, et imponunt ei ple- ''E lo vestono di porpora, e intrecciata una
ctentes spineam coronam. *'Et coeperunt sa- corona di spine, gliela cingono. *•£ comin-
lutare eum Ave rex ludaeorum. '*Et per-
: ciarono a salutarlo Evviva il re dei Giu-
:

cutiebant caput eius arundine et conspue- ; dei. '*E gli percuotevano la testa con una
bant eum, et ponentes genua, adorabant canna e gli sputavano addosso, e piegato
:

eum, *'Et postquam illuserunt ei, exuerunt il ginocchio Io adoravano. *°E dopo averlo
illum purpura, et induerunt eum vestimentis schernito, lo spogliarono della porpora, e
suis et educunt illum ut crucifigerent eum.
: io rivestirono delle sue vesti e Io menaron :

fuori per crocifiggerlo.


**Et angariaverunt praetereuntem quem- "E costrinsero un tale che passava di là,

»» Maiih. 27, 22; Lue. 23, U. '* Join. 18. 40. >• M«tth. 27. 27; Joan. 19, 2. »' Matth. 27, 32;
Lue. 23, 26.

9. /{ Tt dtì Giuiti cioè colui che voi chiamate 19. Gli percuotevano la testa con una canna,
re dei Giudei. con quella canna cioè che gli avevano posta in
10. Sapeva che per invidia ecc. Pilato cono-
mano come scettro (Matt. XXVIII, 29). Così fa-
scendo quanta influenza Gesù aveva esercitato
sul popolo, credette che i Sacerdoti fossero mossi
ad accusarlo per invidia, cioè perche vedevano
diminuita la loro influenza, e perciò si appella Flg. 79.
direttamente al popolo, sperando che il popolo
avrebbe reclamato la vita del suo profeta. Soldato che flagella.
15. Volendo contentare il popolo. Pilato si mo- (Denaro romano).
stra quale ce l'hanno descritto i contemporanei,
debole, irresoluto e crudele, pieno di scetticismo
e di timore di perdere la stima del legato di Si-
ria, da cui dipendeva immediatamente, e di sca-
pitare nella grazia di Cesare. Invece di far trion-
cevano, affinchè le spine penetrassero nel suo
fare la giustizia, si fa egli stesso complice del-
capo. Questa scena cosi vergognosa e barbara
l'iniquità, e soffocando la voce della coscienza, si
dovette durare per assai tempo i soldati erano :

lascia guidare dalla ragion di Stato. Il timore di


numerosi ognuno voleva sfogare contro Gesù
;

l'odio che nutriva contro i Giudei. Gesù però a


essere accusato a Cesare come troppo remissivo
tanti oltraggi non oppone che il silenzio e la
nel difendere l'autorità dell'impero, lo fa di-
ventare docile strumento degli istinti selvaggi della rassegnazione.
folla. 20. Lo menarono fuori per crocifìggerlo. LHn-
16-19. V. n. Matt. XXVII, 27-31. Dopo che carico dì crocifiggere Gesù venne affidato a quat-
Gesù era stato flagellato, e mentre si stava pre- tro soldati (Giov. XIX, 23) sotto il comando di
parando il supplizio della croce, i soldati lo con- un centurione a cavallo (Mar. XV, 44), che ve-
dussero nell'interno del palazzo, e cominciarono niva chiamato exactor mortis. D'ordinario il cor-
una scena di derisione la più barbara che si teo era preceduto da un araldo che annunziava
possa immaginare. il motivo della condanna, mentre il condannato
Di porpora, cioè gli misero addosso una portava sulle sue spalle la croce.
17.
clamide di colore rosso vivo. Padre di Alessandro e di Rufo. Solo S.
21.
18. aver vestito Gesù
Dopo come un re da Marco fa menzione di questa particolarità. Ales-
burla, continuano a beffarsi dì lui fingendo di sandro e Rufo dovevano essere due personaggi
rendergli onori reali noti ai Romani, per i quali S. Marco scrisse il
196 S. Marco, XV, 22-34

piam, Simonem Cyrenaeum venìentem de Simone di Cirene, padre di Alessandro e


villa, patrem Alexandri, et Rufl, ut tolleret di Rufo, che veniva di campagna, a pren-
crucem eius, pe'-ducunt illum in Gol-
'"'Et dere la croce di lui. "''E lo menarono al
gotha locum quod
est interpretatum Cal-
: luogo detto Golgotha che interpretato vuol :

variae locus. ^^Èt dabant ei bibere myrrha- dire luogo del Cranio. '''E gli davano da be-
tum vinum : et non accepit. re vino mescolato con mirra e non Io :

accettò.

**Et cruciflgentes eum, diviserunt vesti- ''^E crocifissolo, divisero le sue vesti, ti-
menta ejus, mittentes sortem super eis, rando a sorte quello che doveva averne cia-
quis quid tolleret. ^*Erat autem bora ter- scuno. *'Era l'ora terza, e lo crocifissero.
tia : et cruciflxerunt eum. **Et erat titulus "•E vi era l' iscrizione della sua accusa,
causae eius inscriptus REX lUDAEO- : dov'era scritto IL RE DEI GIUDEI. "E
:

RUM. *^Et eum eo crucìflgunt duos latro- con lui crocifissero due ladroni uno alla :

nes unum a dextris, et alium a sinistris


: sua destra e l'altro alla sinistra. '*E fu
eius. '''Et impleta est Scriptura, quae dicit : adempiuta la Scrittura, che dice E' stato :

Et eum iniquis reputatus est. noverato tra gli scellerati.


''"Et praetereuntes blasphemabant eum, '^'E che passavano, lo bestemmia-
quelli
moventes capita sua, et dicentes Vah qui : vano, scuotendo il capo, e dicendo Va, :

destruis templum Dei, et in tribus diebus tu che distruggi il tempio di Dio e in tre
reaedificas '"Salvum fac temetipsum de-
: giorni lo riedifichi '"Salva te stesso, scen-
:

scendens de cruce. '^Similiter et summi dendo di croce. '^Nello stesso modo an-
sacerdotes illudentes, ad alterutrum eum che i sommi sacerdoti e gli Scribi per
Scribis dicebant Alios salvos fecit, seipsum
: ischemo si dicevano l'un l'altro : Ha salvato
non potest salvum facere. gli altri, e non può salvare se stesso,
'*Christus rex Israel descendat nunc de Cristo re d'Israele scenda adesso
"Il
cruce, ut videamus, et credamus. Et qui dalla croce, affinchè vediamo e crediamo. E
eum eo cruciflxi erant, convitiabantur ei. quelli che erano con esso crocifissi lo svil-
laneggiavano.
"Et facta bora sexta, tenebrae factae sunt "E all'ora ottenebrò tutta la
sesta si
per totam terram usque in horam nonam. terra sino **E all'ora nona
all'ora nona.
'*Et bora nona exclamavit Jesus voce ma- Gestì con voce grande esclamò dicendo :
gna, dicens Eloi, Eloi, lamma sabacthani?
: Eloi, Eloi, lamma sabacthani? Che s'inter-
quod est interpretatum Deus meus. Deus : preta : Dio mio, Dio mio, perchè mi hai

" Matth. 27, 33; Lue. 23, 33; Joan. 19, 17. "
Matth. 27, 35; Lue. 23, 34; Joan. 19, 23. ^s jg.
53, 12. 2» Joan. 2, 19. s* Ps. 21, 2; Matth. 27, 46.

suo Vangelo. S. Paolo nella Lettera ai Romani quattro parti, che dalla prima delle tre ore di
(XVI, 13) saluta un certo Rufo. cui si componevano, venivano chiamate Prima, :

Veniva di campagna, 'osi' 'a^pofl tornava cioè Terza, Sesta, e Nona. La Prima cominciava collo
dal campo, dove si era recato a lavorare. I sol- spuntar del sole e durava fino alle nove la Terza ;

dati lo costrinsero a portar la croce di Gesù. cominciava alle nove e durava Ano a mezzogior-
23. Vino mescolato con mirra. V. n. Matt. no la Sesta da mezzogiorno durava Ano alle tre
; ;

XXVII, 34. Secondo il Talmud le nobili donne e la Nona dalle tre durava fino alle sei. Si po-
di Gerusalemme preparavano a loro spese questa teva quindi affermare indifferentemente che Gesù
bevanda per darla ai condannati, affinchè rima- era stato crocifìsso nell'ora terza vale a dire
nendo storditi sentissero meno il dolore. (Light- dalle nove a mezzogiorno come si ha in S. Mar-
foot Horae... in Matth. XXVII, 34). co, e che era stato presentato al popolo verso
l'ora sesta, cioè prima che cominciasse il mez-
Secondo S. Giovanni XIX,
25. Era l'ora terza.
zogiorno, come si legge in S. Giovanni.
14 condanna di Gesù sarebbe stata pronun-
la
ziata verso l'ora sesta. Varie soluzioni furono 26-27. V. n. Matt. XXVII, 37-38.
proposte per conciliare i due Evangilisti. Gli uni
sostengono che vi sia uno sbaglio nel testo di 28. Questo versetto è omesso dai più antichi
S. Giovanni, dovuto alla distrazione di un co- manoscritti greci, e sembra contrario al modo
pista, il quale avrebbe scritto circa l'ora sesta :
solito di procedere di S. Marco, il quale non
mentre doveva scrivere circa l'ora terza. Al-
:
suole riferire le profezie : perciò la più parte
cuni codici hanno infatti Tpixi\ e già Eusebio e dei commentatori lo considerano come un'inter-
Severo Antiocheno ricorsero a questa soluzione polazione. Il passo di Isaia LUI, 12, si trova
(Ved. Knab. h. 1.; Le Camus, Vita di G. C. però citato da S. Luca XXII, 37.
Voi. II p. 566). Contro di essa però sta l'auto- 29-37. V. n. Matt. XXVII, 39-50. Vah escla-
rità dei migliori codici antichi, delle versioni e
mazione ironica.
delle citazioni dei Padri; i quali tutti si accor-
dano nella lezione ora sesta. Perciò altri inter- 34. Eloi Eloi. S. Marco cita tutto il passo del
preti, lasciata da parte questa soluzione, osser- salmo XXI inaramaico, mentre S. Matteo aveva
vano che presso i Giudei il giorno dividevasi in riportate le due prime parole in ebraico Eli! Eli
S. Marco, XV, 35-47 197

meus, ut quid dereliquisti me? **Et qui- abbandonato? "E alcuni dei circostanti a-
dam de circumstantibus audientes, dice- vendolo udito, dicevano Ecco che chiama
:

bant Ecce Eliam vocat "Currens autem


: Elia. **E uno corse e, inzuppata una spugna
unus, et implens spongiam aceto, circum- nell'aceto e avvoltala intomo a una canna,
ponensque calamo, potum dabat ei, dicens : gli dava da bere dicendo Lasciate, stiamo
:

Sinite, videamus si veniat Elias ad depo- a vedere se venga Elia a distaccarlo.


nendum eum.
*
'Jesus autem emissa voce magna expl- *^Ma Gesù, mandata fuori una gran voce,
ravit. spirò.
**Et velum templi scissum est in duo, a **E velo del tempio si squarciò in due
il

summo usque deorsum. 'Videns autem parti dacapo a fondo. "E vedendo il cen-
centuno, qui ex adverso stabat, quia sic turione che stava dirimpetto, come così
clamans expirasset, ait : Vere tiic homo gridando era morto, disse Veramente :

Filius Dei erat. quest'uomo era Figliuolo di Dio.


'"Erant autem et mulieres de longe aspi- ^"E vi erano pure alcune donne che sta-
cientes inter quas erat Maria Magdalene,
: vano da lungi a vedere tra le quali era Ma-
:

et Maria lacobi minorìs, et loseph mater, ria Maddalena, e Maria, madre di Giacomo
et Salome '"Et cum esset in Galilaea. se-
: il minore e di Giuseppe, e Salome. **Le
quebantur eum, et ministrabant ei, et aliae quali lo seguivano anche quando egli era
multae. quae simul cum eo ascenderant le- nella Galilea, e lo servivano, e altre molte,
rosolymam. le quali insieme con lui erano venute a Ge-
rusalemme.
*'Et cum iam sere esset factum (quia *'E fattasi sera, perchè era la parasceve,
erat parasceve, quod est ante sabbatum), cioè il dì avanti al sabato, **andò Giuseppe

"Venit loseph ab Arimathaea nobilis decu- d'Arimatea, nobile decurione, che aspettava
rìo, qui et ipse erat expectans regnum Dei, egli pure il regno di Dio. e arditamente si
et audacter introivit ad Pilatum, et petiit presentò a Pilato, e chiese il corpo di Gesù.
corpus lesu. **Pilatus autem mirabatur si **Ma Pilato si maravigliava ch'ei fosse già
iam obiisset. Et accersito centurione, inter- morto. E chiamato il centurione, gli doman-
rogavit eum si iam mortuus esset. "Et cum dò se fosse già morto. **E informato che
cognovìsset a centurione, donavit corpus fu dai centurione, donò il corpo a Giuseppe.
loseph. "loseph autem mercatus sindonem, **E Giuseppe, comperata una sindone, e di-
et deponens eum involvit sindone, et po- staccatolo. Io involse nella sindone, e Io
suit eum in monumento, quod
excìsum erat mise in un sepolcro scavato nel masso, e
de petra, et advolvit lapidem ad ostium mo- ribaltò una pietra alla bocca del sepolcro.
numenti. *'Maria autem Magdalene, et Ma- *'E Maria Maddalena e Maria madre di
ria loseph aspiciebant ubi poneretur. Giuseppe stavano osservando dove fosse
collocato.

«• Manh. 27, 55. «» Lue. 8, 2. « Mitth. 27, 57; Lue. 23, 50; Jotn. Ì9, 38,

35. Alcani dei circostanti probabilmente sacer- 40. V. n. Matt. XXVII, 56.
doti e Scribi si burlano di Gesù, credendosi che 42-47. V. n. Matt. XXVII, 57-61. Fattasi sera.
Egli non possa aiutarsi da sé, e perciò invochi Col tramontare del sole cominciava il riposo sa-
Elia, che doveva essere il precursore del Messia, batico e non era più lecito staccare i corpi dalla
e mostri con ciò la sua impotenza. croce. Parasceve, «opooxcvn significa preparazio-
36. Lasciate ecc. S. Matteo pone queste pa- ne, e si dava questo nome dai Giudei ellenisti al
role sulla bocca dei circostanti. E' probabile però Venerdì, perchè in esso dovevasi preparare il
che tanto questi quanto colui, che diede da bere necessario per il Sabato.
a Gesù, abbiano dette le stesse parole. 43. Arditamente. Fece mostra di gran corag-
38. // velo che chiudeva U Santo dei Santi era gio, poiché recandosi in tali circostanze da Pi-
di lino variamente colorato, e sopra di esso erano lato a domandare il corpo di Gesù, veniva a
raffigurati alcuni cherubini. professarsi pubblicamente suo discepolo.
39. I crocifissi solevano morire esausti di for- 44. Si meravigliava. Generalmente i crocifissi
ze. Gesù invece avendo fortemandato un sì non morivano che dopo alcuni giorni. Pilato
grido diede a vedere che possedeva ancora tutta quindi si meraviglia che Gesù sia morto cosi
l'energia vitale. 11 centurione a tal vista lo ri- presto, ma dopo essersi accertato dal centurione
conobbe per vero Figlio di Dio. La tradizione che era veramente morto, concesse gratuitamente
di a questo centurione il nome di Longino. a Giuseppe il corpo di Gesù.
198 S. Marco, XVI, 1-5

CAPO XVI.

Risurrezione di Gesii, i-8. — Apparizioni, 9-14. — Missione degli Apostoli, is-ii.


— Ascensione di Gesti, ig-20.

^Et cum transisset sabbatum, Maria Mag- *E passato il sabato, Maria Maddalena, e
dalene, et Maria lacobi, et Salome emerunt Maria madre di Giacomo, e Salome com-
aromata ut venìentes ungerent lesum. ^Et prarono gli aromi per andar a imbalsamare
valde mane una sabbatorum, veniiint ad mo- Gesù. ^E di gran mattino il primo dì della
numentum, orto iara sole. *Et dicebant ad settimana arrivano al sepolcro, essendo già
invicem Quis revolvet nobis lapidem ab
: nato il sole. ^E dicevano tra loro Chi ci:

ostio monumenti? *Et respicientes viderunt leverà la pietra dalla bocca del monumento?
revolutum lapidem. Erat quippe magnus *Ma osservando videro che era stata rimos-
valde. sa la pietra, la quale era molto grossa.
'Et introeuntes in monumentum viderunt ^Ed entrate nel monumento videro un
iuvenem sedentem in dextris, coopertum giovane seduto dal lato destro, coperto di

1 Matth. 28, 1 ; Lue. 24, 1 ; Joan, 20, 1. " Matth. 28, 5; Lue. 24, 4; Joan. 20, 12.

CAPO XVL 4.Ala osservando. Il greco àvapXétt)aaot signi-


fica alzando gli occhi. Era molto grossa. Queste
1. Passato il Sabato, cioè nella sera del Sabato parole possono riferirsi alla prima parte di que-
dopo il tramonto del sole, quando era terminato sto versetto, e darebbero allora il perchè le
l'obbligo del riposo festivo, comprarono nuovi donne abbiano potuto veder da lontano la pietra
aromi aggiungendoli a quelli che già avevano ribaltata, oppure si riferiscono, e questo è più
preparati fin dal Venerdì sera prima che comin- probabile, al v. 3 e danno la ragione del perchè
ciasse il Sabato (Lue. XXIII, 56), affine di an- le donne si dicevano: Chi ci leverà la pietra?
dare a imbalsamare Gesù .
5. Ed entrate nel monumento ecc. Il sepolcro
2.Di gran mattino. Partirono di buon mattino; di Gesù a quanto riferisce S. Cirillo G. (Cat.
ma arrivarono al sepolcro mentre nasceva il sole. XIV, 9) era composto di una camera sepolcrale

Fig. 8o.

Sepolcro scavato nella roccia.

(Il greco àvoTetXavtoi; tow il^Xiov tradotto dalla propriamente detta, e di un ampio vestibolo in
Volgata orto iam sole, può tradursi anche per cui potevano stare parecchie persone. Le donne
oriente sole, e quest'ultima traduzione è da pre- entrate nel vestibolo videro un giovane cioè un
ferirsi alla prima). Si osservi che in Oriente il angelo, forse quello stesso che prima stava assiso
crepuscolo sia della sera che del mattino è molto sulla pietra fuori del monumento (V. n. Mat-
più breve che da noi. teo XXVIII, 2-4). Maria Maddalena non si tro-
3. Chi ci leverà la pietra ecc. Da queste poche vava più colle altre donne, essendo corsa in città
parole si deduce che le pie donne ignoravano a dar nuova a Pietro e Giovanni che avevano
che la tomba era stata sigillata, ed erano state rubato il Signore. (V. n. Matt. XXVIII, 5).
poste le guardie al sepolcro.
S. Marco. XVI. 6-13 199

stola candida, et obstupuerunt. 'Qui dicit veste bianca, e rimasero stupefatte. *Ma
illis Nolite expavescere
: lesum quaeritis : egli disse loro Non abbiate timore voi
: :

Nazarenum cruciflxum surrexit, non est : cercate Gesù Nazareno crocifisso egli è :

hic, ecce locus ubi posuerunt eum. ^Sed ite, risuscitato, non è qui ecco il luogo dove :

dicite discipulis eius, et Petro. quia praece- l'avevano deposto. 'Ma andate, dite a' suoi
dit vos in Galilaeam : ibi eum videbitis, discepoli e a Pietro Egli vi precede nella
:

sicut dixit vobis.*At illae exeuntes, fuge- Galilea : ivi lo vedrete, come egli vi ha
runt de monumento invaserat enim eas tre- : detto. 'Ed esse uscite dal sepolcro sì det-
mor et pavor et nemini quidquam dixe-
: tero a fuggire imperocché erano sopraf-
:

run timebant enim.


: fatte dalla paura e dal tremore e non dis- :

sero nulla a nessuno, perchè erano impau-


rite.

*Surgens autem mane, prima sabbati, ap- *Ma Gesù essendo risuscitato la mattina,
paruit primo Marìae Mudatene, de qua eie- il primo dì della settimana, apparve in pri-
cerat septem daemonia. "Illa vadens nun- ma a Maria Maddalena, dalla quale aveva
ciavit his, qui eum eo fuerant, lugentibus, cacciato sette demoni. "Ed ella andò ad
et flentibus. ''Et illi audientes quia viveret, annunziarlo a coloro ch'erano stati con esso
et visus esset ab ea, non crediderunt. lui, i quali erano afflitti, e piangevano. "Ed
essi avendo udito com'egli era vivo, ed ella
l'aveva veduto, non credettero.
"Post baec autem duobus ex his ambu- "Dopo di questo a due di loro si mostrò
lantibus ostensus est in alia effigie, euntibus per istrada sott 'altro aspetto, mentre anda-
in villam "Et illi euntes nunciaverunt ce-
: vano alla campagna : '*e questi andarono
teris nec illis crediderunt.
: a dame la nuova agli altri : i quali non cre-

dettero nemmeno a loro.

' Sup. 14, 28. • Jo«n. 20, 16. »» Lue. 24, 13.

7. Gesù risuscitato pensa subito ai suoi disce- tace. Maddalena era nuovamente accorsa al se-
poli. A Pietro viene inviato un annunzio spe- polcro coi due Apostoli Pietro e Giovanni, e
ciale non soio per assicurarlo che gli è stata per- tornati questi alla città, essa rimase colà a pian-
donata la negazione, ma perchè egli è il capo gere, e Gesù le apparve (Giov. XX, 11).
dei discepoli. DaUa quale aveva cacciato setta demonii, V.
Nella Galilea M lo vedrete.
parole Con queste Lue. Vili, 2.
non si esclude che Gesù possa farsi vedere an- 10-11. A coloro che erano stati con lui. Non
che nella Giudea, come difatti apparve ad alcuni solo quindi agli Apostoli, ma anche agli altri di-
in particolare e a tutti gli Apostoli assieme. Si scepoli, quali erano afflitti e piangevano per
i

osservi infatti che il messaggio delle donne non la morte del loro Maestro. Essi però non credet-
è diretto ai soli Apostoli, ma a tutti discepoli i
tero pensando che avesse sognato (Lue. XXIV,
che si trovavano a Gerusalemme. Essi devono 11).
tornare nella loro patria, e li lungi dalle ire e
12. Si mostrò per istrada sott'altro aspetto.
dalle persecuzioni dei Farisei e dei Sacerdoti,
ritroveranno Gesù, che ricostituirà il gregge di- Questa apparizione va identificata con tutta pro-
babilità con quella narrata da S. Luca XXIV, 13-
sperso e darà gli ultimi comandi. Nella Galilea
avvenne probabilmente quella grande apparizione, 32. due discepoli andavano a Emmaus, e
I

in cui Gesù fu veduto da più di cinquecento fra-


Gesù, che s! era manifestato a Maddalena come
telli (I Cor. XV, 6) V. n. Matt. XXVIII, 7, 11.
un ortolano (Giov. XX, 13), si manifestò loro
Come vi ha detto. XIV, 28. come un pellegrino accompagnandosi con essi per
il viaggio, tanto che per buon tratto non lo
8. Non dissero nulla a nessuno. S. Marco bon riconobbero.
è qui in contraddizione cogli altri Evangelisti,
13. Non credettero nemmeno a loro. Questa
poiché, come già fu osservato (Matt. XXVI II, 8),
affermazione di S. Marco non contradice a S.
le pie donne per qualche tempo dissero nulla ;
Luca, che narra come i due discepoli tornarono
ma poi quando allo spavento provato sottentrò in Gerusalemme a raccontare l'apparizione avuta
in loro la calma, narrarono ogni cosa agli Apo-
agli Apostoli e ai discepoli, i quali alla loro volta
stoli, che si trovavano in città. Pietro e Giovano'
affermavano che Gesù era realmente risorto ed
non erano presenti al racconto delle donne, poi-
era apparso anche a Simone. Infatti gli Apostoli
ché avvisati da Maddalena che era stato rubato
e i discepoli in quei primi giorni non avevano
D corpo di Gesù, corsero immediatamente al se- ancora un'idea chiara della nuova vita dì gloria.
polcro.
In cui il corpo di Gesù era risorto, e il vederlo
9. Apparve
in prima a Maria Maddalena. Fra comparire e poi disparire, il vederlo ora sotto un
le di Gesù risorto, destinate a con-
apparizioni aspetto ora sotto di un altro, faceva sì che il
fermare i fedeli nella fede, la prima per ordine dubbio e la fede si succedessero alternativamente
di tempo fu alla Maddalena. E' infatti senti- in loro. Così noi vediamo in S. Luca XXIV, 37
mento comune nella Chiesa che Gesù appena ri- che immediatamente dopo aver affermato che
sorto sia apparso, prima che a ogni altro, alla Gesù era risorto, essendosi Egli loro presentito
sua madre Maria SS., ma questa apparizione mentre erano tutti assieme uniti, si turbarono e
non era destinata alla pubblicità, e il Vangelo la spaventarono credendo di vedere uno spirito.
200 S. Marco, XVI, 14-20

" Novissime recumbentibus illis undecim ^*Ultimamente apparve agli undici, men-
apparuit exprobravi* incredulitatem eo-
: et tre erano a mensa e rinfacciò ad essi la
:

rum et duritiam cordis; quia iis, qui vide- loro incredulità e durezza di cuore, perchè
rant eum resurrexisse, non crediderunt. non avevano prestato fede a quelli che l'a-
^*Et dixit eis Euntes in mundum univer-
: vevano veduto risuscitato. ^*E disse loro :

sum praedicate Evangelium omni creatu- Andate per tutto il mondo, predicate il Van-
rae. ^*Qui crediderit, et baptizatus fuerit, gelo ad ogni creatura. "Chi crederà e sarà
salvus erit qui vero non crediderit, con-
: battezzato, sarà salvo chi poi non crederà,
:

demnabitur, ^'Signa autem eos, qui credide- sarà condannato. ^^E questi sono i miracoli
rint, liaec sequentur In nomine meo dae-
: che accompagneranno coloro che avran cre-
monia eiicient linguis loquentur novis :
: duto nel nome mio scacceranno i demoni,
:

^*Serpentes tollent; et si mortiferum quid parleranno lingue nuove ^"maneggeranno :

biberint, non eis nocebit super aegros ma- : serpenti, e se avran bevuto qualche cosa
nus imponent, et bene habebunt. di mortifero non farà loro male : imporran-
no le mani ai malati e guariranno.
^'Et Dominus quidem lesus postquam ^'E Signore Gestì, parlato che ebbe
il

locutus est eis, assumptus est in caelum, con fu assunto al cielo, e siede alla
essi,
et sedet a dextris Dei, ''"Illi autem profectì destra di Dio. ^'Ed essi andarono, e predi-

la i» Act. i» Lue. 24, 51.


Act. 16, 18 et 2, 4 et 10, 46. 28, 5, 8.

14. Ultimamente. Il greco i<m&po\ deve tra- S. Marco non vuol già affermare che immediata-
dursi più tardi; poiché l'apparizione, di cui mente dopo aver dette queste parole Gesù sia
parla qui S. Marco, è quella stessa di cui par- salito al cielo, ma dice solo che prima di salire
lano S. Luca XXiV, 36-49 e S. Giovanni XX, al cielo diede ai suoi discepoli queste istruzioni.
19-25, come avvenuta nella sera del giorno della Siede alla destra di Dio come aveva predetto
risurrezione. XIV, 62. Egli ha cioè la stessa autorità, lo stesso
Agli undici. Col nome gli undici si designa potere, la stessa gloria con Dio, a cui è uguale
il collegio apostolico. Gli Apostoli presenti erano secondo la divinità, e a cui é più intimamente
solo dieci poiché mancava Tommaso. Giov. XX, unito d'ogni altra creatura secondo la sua uma-
24-29. Con ragione Gesù rinfaccia agli Apostoli nità.
la loro incredulità. Vedi v. 11 e 13. Si osservi
20. Ed essi andarono poco dopo la Pentecoste
però che l'incredulità degli Apostoli è una prova
e predicarono per ogni dove, cooperando il Si-
che essi non avevano per nulla trafugato il corpo
gnore il quale aveva promesso di essere con
di Gesù.
loro Uno alla consumazione dei secoli (v. Matt.
15-16. £L'Evangelista non determina il
disse. XXVIII, 20) per assisterli nella predicazione, e
tempo in cuidisse quéste cose, ma di tutte
Gesù per confermare coi miracoli la dottrina da loro
le istruzioni e i comandi da lui dati durante qua- annunziata.
ranta giorni, riassume i più importanti. La finale del Vangelo di S. Marco compren-
Gli Apostoli sono inviati non più solo agli dente i vv. 9-20 del cap. XVI, dà luogo a qual-
Ebrei, ma a tutto il mondo; il Vangelo deve es- che difficoltà, poiché mentre tutti i manoscritti
sere predicato a ogni creatura cioè a tutti gli sono d'accordo fino al v. 8 si diflerenziano poi
uomini. Per aver parte alla salute portata da assai a cominciare dal v. 9. I manoscritti pos-
Gesù due condizioni sono necessarie la fede :
sono ridursi a tre classi.
(Ebr. XI, 6; Giov. Ili, 18) e il battesimo. La 1* Quelli che hanno
una finale più breve,
fede però che salva é quella che crede ai co-
mandi, alle promesse, e alle minacele di Dio,
quali i LrK O terminano così
ecc. che Ed :

esse corsero a raccontare a coloro che stavano


ed è quindi accompagnata dalle opere. Il batte-
con Pietro tutto quello che loro era stato detto.
simo é anch'esso necessario alla salute, ma dalla
tradizione apostolica sappiamo che^ quando non
Dopo ciò apparve Gesù e ordinò agli Apostoli
di portare dall'Oriente all'Occidente la parola
si possa avere il battesimo di acqua, si può es-
santa e pura della salute.
sere salvi mediante il battesimo di sangue ossia 2' Manoscritti che terminano al v. 8 e non
il martirio, oppure mediante il battesimo di de-
hanno finale, quali N e qualche versione.
p e
siderio, ossia un atto di vera carità congiunto al
Secondo la testimonianza Eusebio (Quaest. ad
di
desiderio del Battesimo.
Mar. quaest. 1) e di S. Girolamo (ad Hebidiam
17-18. E questi sono ecc. Affinché i credenti ep, CXX) ai loro tempi erano numerosi i mano-
siano fermi nella fede e non si lascino smuovere scritti che non contenevano la finale.
né dalle persecuzioni, né dalle contrarietà. Gesù 3* Manoscritti che hanno la finale attuale. Sono
promette loro i miracoli più strepitosi della sua questi il maggior numero a cominciare dagli
potenza a favore della sua dottrina. Essi scacce- onciali A C E D G H
K ecc. fino ai minuscoli,
ranno i demonii (Atti Vili, 7; XVI, 18; XIX, agli evangeliarii, ai sinassarii greci e a quasi
U e 16); parleranno lingue nuove (Atti II, 4-11; tutte le versioni. Inoltre questa finale fu cono-
X, 46; XIX, 6); maneggeranno serpenti (Atti sciuta probabilmente da Erma e da Ippolito, e
XXVIII, 5)- Egli li difenderà dai nemici occulti, certamente da S. Giustino, da Taziano, da S.
che col veleno attentassero alla loro vita essi ;
Ireneo ecc.
avranno potestà di sanare i malati (Atti III, 1 Ora la prima classe di manoscritti va senz'al-
e ss. XXVIII, 8). Gli Atti degli Apostoli sono
;
tro eliminata, poiché i critici ammettono comu-
il più bel commento di questa promessa di Gesù.
nemente che essi siano dovuti a un copista, il
19. E il Signore parlato che ebbe con essi ecc. quale di proprio arbitrio ha voluto arrotondare
S. Marco, XVI, 14-20 20t

praedicaverunt ubique Domino cooperante, carono per ogni dove, cooperando il Signo-
et sermonem conflrmante, sequentibus si- re,il quale confermava la parola coi mira-
gnis. coli, dai quali era seguitata.

U finale del Vangelo «1 v. 8 i^o^ùrtó ràfi, che quando scriveva il Vangelo, avrebbe composta
•embravagli troppo brusca. l'attuale finale e aggiunula al suo Vangelo. (Da
Riguardo a quei della seconda classe è da no- ciò proverrebbero le differenze noute).
tare che due principali cioè il Vaticano e il
i Più comunemente però si ritiene che Marco
Sinaitico, benché non contengano la finale, hanno stesso fin da principio abbia pubblicato tutto as-
però uno spazio bianco, che sarebbe sufficiente sieme il Vangelo e la finale. Non è infatti pro-
perchè possa esservi trascritta, il che dicaostra babile che Marco abbia terminato il Vangelo con
che il calligrafo, o aveva sott'occhio un esem- una frase cosi brusca che lascia in sospeso
plare che la possedeva, o egli ha voluto far ì^o^oCtm yàp poiché avtvano paura. Di più il
vedere che vi era una lacuna nel testo che tra- cominciare il v. 9 dicendo : dvaard^ M essendo
scriveva. D'altra parte si possono assai bene dunque risuscitato senza mettervi Gesù è un al-
•piegare i dubbi di Eusebio ripetuti poi da S. tro indizio che la finale non è un'aggiunta poste-
Gerolamo, e si possono dare ragioni plausibili riore, ma è contemporanea al Vangelo. Non si
dell'omissione della finale negli altricodici, tanto devono pure esagerare le differenze stilistich*
più che si hanno testimonianze indubitate di Pa- tra la finale e il Vangelo, poiché se è vero che
dri più antichi di tutti i codici che possediamo. vi è qualche differenza di stile nella finale, è pure
Da ciò apparisce chiaro come i codici della terza vero che in essa si trovano tutte le caratteristi-
classe meritino tutta la nostra fiducia e giusta- che di S. Marco, quali l'insistere sul miracoli,
mente possiamo ritenere come ispirata la finale sul discacciare i demoni!, sull'incredulità degli
predetta. Apostoli ecc.
Riconosciuta la canonicità della finale, si do- Vedi su quesu questione, iacquier, Histoir»
manda però se essa sia dovuta a S. Marco op- des Uvrts da N. T. Tom. Il p. 500 e ss. Poli-
pure a qualche altro. Alcuni (Cellini. Gli ultimi dori, / nostri quattro Vangeli p. 180. Brasssc,
capi del Tetramorfo ecc. p. 502 ecc.) osservano Manuel Biblique, Tom. I p. 73. Cornely, Intro-
che vi è una diversa fraseologia nella finale e nel ductio IV p. 93. Rev. Bibl. 1902 p. 240. Vigou-
Vangelo, e che essa non sembra armonizzare col roux Dict. de la Bible. Marc. ecc. Knabenbauer
contesto, e conchiudono che debba attribuirsi a Commentarius in Ev. sec. Mar. p. 444.
qualche altro discepolo degli Apostoli p. es. ad A titolo di curiositi aggiungiamo che in un
Aristione a cui infatti viene ascrina da un codice manoscritto maiuscolo dei Vangeli (V o VI sec.)
armeno scoperto da Conybeare. Altri invece sup- scoperto di recente si è trovato tra il v. 14 e 15
pongono che il Vangelo di Marco quando fu pub- della finale di S. Marco, una domanda o meglio
blicato terminasse al v. 8 (da questa prima edizione una scusa della loro increduliti che gli Apostoli
proverrebbero codici privi della finale), ma poi
i adducono al Signore e una risposta di Gesù.
più tardi Marco stesso, quando si trovava io Vedi Rev. Bib. 1908 p. 450 e Iacquier Histoire
condizioni di spirito diverse da quelle in ctii ers des Uvres du N. T. Tome III p. 341.
VANGELO SECONDO SAN LUCA

INTRODUZIONE

S. Luca. —
S. Luca o Lucano, come si far loro vedere Gesù. Niuna di queste opi-
legge in alcuni codici latini, era originario nioni può essere accettata; giacché S. Luca
di Antiochia. Così infatti affermano concor- nel prologo al Vangelo (I, 2) distìngue chia-
demente Eusebio (H. E. IIL 4), S. Gerolamo ramente sé stesso da coloro « che fin da
(De vir. ili. 7), e i prologhi dei più antichi principio furono testimoni oculari e mi-
codici latini. nistri della parola » e il Frammento Mura
A differenza degli altri Evangelisti, Egli toriano (a cui aderiscono Eusebio e San
non sì convertì alla fede dal Giudaismo, ma Gerolamo) afferma esplicitamente che egli
dal paganesimo, come viene chiaramente in- non vide il Signore nella carne.
dicato dal modo con cui gli Atti degli Una maggior probabilità ha la sentenza di
Apostoli parlano della lingua dei Giudei coloro, i quali ritengono che S. Luca fosse
(L 19) e dal fatto che S. Paolo (Coloss. IV, uno di quei gentili che dopo la morte di
14) oppone S. Luca agli altri suoi compagni S. Stefano abbracciarono la fede ad Antio-
convertitisi dal Giudaismo. Benché di ori- chia (Atti XI, 20).
gine pagana S. Luca sì mostra così esatto Checché sia di tale questione é certo però
conoscitore degli usi e dei riti giudaici che che 9. Luca ebbe strettissime relaziont
alcuni vollero fare di luì un proselita giudeo. con S. Paolo. Allorché infatti l'Apostolo nel
Tale supposizione non è necessaria, perchè corso della sua seconda missione giunse a
la sua perfetta cognizione del rituale giu- Troade, si incontrò con S. Luca e presolo
daico può spiegarsi benissimo col lungo per compagno andò con luì sino a Filippi
contatto da lui avuto cogli Ebrei d'Antio- nella Macedonia (Atti, XVI, 10-12). Dopo
chia, e colla grande famigliarità avuta coIt aver fondato una Chiesa in questa città l'A-
l'Apostolo S. Paolo. postolo dovette subito allontanarsi e proba-
Riguardo al tempo della sua conversione bilmente lasciò a S. Luca la cura di orga-
si hanno opinioni più disparate, poiché
le nizzare la nuova cristianità. Quando poi
gli uni fanno di S. Luca uno dei 72 discepoli durante il corso della sua terza missione,
e più propriamente uno dei due discepoli dì S. Paolo passò da Filippi, S. Luca si unì
Emmaus, altri invece vogliono che egli nuovamente a lui, e lo nccompagnò in se-
fosse uno di quei pagani che domandarono guito a Gerusalemme e poi a Cesarea e
all'Apostolo S. Filippo (Giov. XH, 20) di analmente nel viaggio a Roma (Atti XX, 6
204 Vangelo secondo S. Luca - Introduzione

e ss.). Anche durante laprima cattività La prima ci viene fornita dal Frammento
romana dell 'Apostolo, S. Luca era assieme Muratoriano. Questo frammento, detto Mu-
con lui, poiché nell'Epistola ai Colossesi, ratoriano perchè trovato dal Muratori
S. Paolo dice « Vi saluta Luca medico
: (+ 1750), fu scritto nel 170 circa, e con-
carissimo », e nell'Epistola a Filemone (24) tiene un catalogo dei libri del N. Testa-
annovera S. Luca tra coloro che gli presta- mento quale era in uso nella Chiesa Ro-
rono maggior aiuto. Durante la sua se- mana. Ora, a proposito di S. Luca vi si leg-
conda cattività a Roma, Paolo ebbe nuova- ge : <( // terzo libro del Vangelo è quello se-
mente per compagno S. Luca. Infatti, nella condo S. Luca. Questi, medico, essendo
seconda Epistola a Timoteo (IV, 11) scrive : stato preso da Paolo dopo l'ascensione del
<( Ho con me il solo Luca », ed è molto pro- Signore come compagno di viaggio, scrisse
babile che l'Evangelista da fedele discepolo tuttoper ordine, a nome suo. Anch' egli però
e compagno dell'Apostolo sia stato con lui non vide il Signore in carne, e come potè
fino al momento in cui morì martire nella avere (le notizie) così cominciò a narrare
persecuzione di Nerone. dalla nascitg. di Giovanni. Benché alcune
Riguardo alla professione esercitata da parole di questo passo presentino alcune
S. Luca è cosa indubitata che egli era me- difficoltà d'interpretazione, non si può ne-
dico. S. Paolo infatti gli dà questo titolo gare però che abbiamo qui una testimo-
nell'Epìstola ai Colossesi (IV, 14). « Vi sa- nianza di prim 'ordine per l'autenticità del
luta Luca, medico carissimo », e la stessa III Vangelo.
cosa affermano sia il Frammento Murato- Non ha minor valore la testimonianza di
riano, sia Eusebio e sia S. Gerolamo, ecc. Sant'Irineo, il quale scrive (Adv. Haer, III,
I criterii interni confermano questo dato 1) Luca poi seguace di S. Paolo, mise per
:

della tradizione, poiché si osserva che San iscritto il Vangelo che questi predicava.
Luca nel Vangelo e negli Atti, quando parla Similmente Clemente A. (e. 150-c. 217)
di malattie, non usa già ì termini volgari, parlando del censimento di Cesare Augusto
ma preferisce i termini tecnici, quali si dice (Strom. I, 21) Che questo sia vero,
:

riscontrano nelle opere mediche contempo- ecco come sta scritto nel Vangelo di San
ranee e specialmente in Dioscoride. La tra- Luca: Nell'anno decimoquinto d'elPimpero
dizione popolare vuole che S. Luca sia stato dì Tiberio Cesare, ecc. A Clemente A.
anche pittore ed abbia dipinte parecchie fa eco Origene, il quale scrive (Euseb.
immagini di Maria SS. Il primo autore che H. E. VI, 25) Il terzo Vangelo è quello
:

parli di S. Luca come pittore, é un certo di Luca, commendato da Paolo e scritto


Teodoro (vi secolo), lettore della Chiesa di per i gentili. (Cf. Hom. I, in Lue).

Costantinopoli. Una tale tradizione è soste- La stessa affermazione troviamo in Ter-


nuta eziandio dall'autore della vita di San tulliano (Adv. Marc. IV, 5) Dico dunque :

Luca presso i Bollandisti, e, benché gli ar- che non solo presso le Chiese apostoliche,
gomenti addotti siano ben lungi dall'essere ma anche presso tutte le altre che sono in
dimostrativi, tuttavia non si può negar loro comunione con esse, è in vigore questo
un certo valore di probabilità, tanto più che Vangelo di Luca fin dal suo primo nascere,
non si può dimostrare falsa l'affermazione e ciò con tutta la forza sosteniamo: mentre
di Teodoro. Fa d'uopo però notare che molte il Vangelo di Marciane da molte Chiese non

di quelle immagini che vanno sotto il nome è affatto conosciuto.


di S. Luca, sono di tipo bizantino e non Anche nel prologo monarchiano, si legge :

ascendono oltre il tempo degli iconoclasti. Luca Siro, Antiocheno, medico


di nazione
Incerte e contradditorie sono le notizie e discepolo degli Apostoli, fu seguace di
che ci forniscono gli antichi intorno alla vita S. Paolo fino al suo martirio... Essendo poi
di S. Luca dopo il martirio di S. Paolo, e già stati scritti i Vangeli da Matteo... da
al genere di morte da lui incontrato. Ciò Marco... per ispirazione dello Spirito Santo
non ostante però, l'essere stato S. Luca scrisse questo Vangelo in Acaia, mostrando
discepolo e compagno di S. Paolo, l'aver in principio di essi che altri Vangeli erano
vissuto in intimo contatto coi discepoli im- stati scritti precedentemente (Ed. Corssen).
mediati di Gesù Cristo, sono per noi una A queste testimonianze se ne potrebbero
garanzìa sufficiente (anche prescindendo da aggiungere altre molte tratte da Eusebio
ogni ispirazione) della sua veracità nelle (H. E. IH, 25), da S. Giustino (Dial. cum
cose che intraprese a narrare, sia nel Van- Tripl., 103; Apol. I, 66, ecc.). dal Diates-
gelo, e sia negli Atti degli Apostoli. saron di Taziano, e dagli stessi eretici Mar-
cione e Valentino (Irìn. Adv. Haer. I, 27
S. Luca autore del Vangelo. IIILe — Tertull. Adv. Mar. IV, 2), e Celso (Orig.
;

più antiche testimonianze che abbiamo in- Cont. Cels. II, 32), nonché dalle antiche
torno all'autore del III Vangelo, risalgono versioni siriaca, copta, latina, ecc. e dalle
alla seconda metà del secondo secolo, e tutte citazioni dei Padri Apostolici S. Clemente
si accordano sul nome di S. Luca. R. (Ad Cor. XLVI), S. Policarpo (Ad Phì-
Vangelo secondo S. Luca - Introduzione 205

lipp. II), Sant'Ignazio (Ad Smir. Ili) e continuazione del primo, e per di più, sia
Pseudo Barnaba (XII, XIV, ecc.). Quanto nell'uno che nell'altro, si osserva identità
però abbiamo detto è più che sufficiente di stile, di lingua, di grammatica, di espres-
per mostrare come il terzo Vangelo fin dai sione, ecc. Ora, è fuori di dubbio che l'au-
primissimi tempi del cristianesimo venisse tore degli Atti degli Apostoli é S. Luca,
riconosciuto, non solo come avente autorità come verrà dimostrato in seguito. Si deve
divina, ma come opera dì S. Luca, disce- quindi conchiudere che S. Luca abbia pure
polo dell'Apostolo S. Paolo. scritto il terzo Vangelo.
L'esame intrinseco del III Vangelo con-
ferma pienamente i dati della tradizione. I destinatarii del terzo Vangelo. — A
Basta infatti leggere attentamente una pagina differenza degli altri Evangelisti, S. Luca
del terzo Vangelo per tosto riconoscere nel- pose in fronte all'opera sua il nome del
l'autore un uomo dotato di una vasta cul- destinatario. Questi è un certo Teofllo, nel
tura greca. La lingua da lui usata non solo quale alcuni vollero ravvisare un personag-
è più pura di quella degli altri scrittori del gio simbolico rappresentante di ogni fedele
N. T., ma rivela una formazione classica che ama Dio. Fra gli esigeti però è più
squisita, e una cognizione perfetta di tutte comune la sentenza che ritiene Teofilo come
le sfumature della sintassi e della gramma- un amico o discepolo di S. Luca, poiché
tica. Nello scrivere il Vangelo l'autore vuole il titolo di eccellentissimo che gli viene
seguire le leggi della storia, perciò risale dato, diflicilmente potrebbe essere attribuito
fino alle origini, e riannoda i fatti più im- a un personaggio simbolico. Del resto nulla
portanti alla storia profana, e all'opera sua sappiamo intomo a Teofllo, se non forse che
pKmette un prologo e una dedica che richia- egli doveva essere un cristiano convertitosi
mano il metodo seguito da Tucidide e da dal paganesimo.
Giuseppe. Tutto ciò dimostra che l'autore E' cosa certa però che S. Luca, pur dedi-
lei terzo Vangelo va cercato non già tra i cando l'opera sua a Teofllo, mirava a un
Giudaismo, ma fra
:ristiani convertitisi dal campo più vasto di lettori, e si indirizzava
Quelli venuti dalpaganesimo. A questa con- in modo speciale alle Chiese fondate dal-
clusione non si oppongono i numerosi ebra- l'Apostolo S. Paolo, e composte, in massima
ismi che si incontrano specialmente nelle parte, di cristiani convertitisi dal gentilismo.
crime pagine del Vangelo, poiché essi sono Basta infatti aprire il terzo Vangelo per su-
lovuti a una fonte aramaica riprodotta senza bito accorgersi che l'autore si volge a lettori
notevoli mutazioni da S. Luca. stranieri alla Palestina, alla storia e agli usi
Non va inoltre dimenticato che l'autore dei Giudei. Così p. es., egli si fa un dovere
del terzo Vangelo mostra evidentemente di dinotare che Nazaret e Cafarnao si trovano
essere un discepolo di San Paolo, poiché nella Galilea (I, 26; IV, 31), che Betlemme,
vi ha una si grande rassomiglianza di parole Arimatea si trovano nella Giudea (li, 4:
e di espressioni e di pensieri tra l'uno e XXIII, 51), che il paese dei Geraseni sta
l'altro, che alcuni antichi e qualche critico dirimpetto alla Galilea (Vili, 26), che Em-
moderno pretesero che Paolo stesso fosse maus dista da Gerusalemme sessanta stadii
l'autore del terzo Vangelo (V. Man. Bib., (XXIV, 13), che la festa degli Azzimi é cono-
ed. 1910, p. 99). E' questa una esagerazione sciuta sotto il nome di Pasqua (XXII, 1),
evidente, contraria a ogni tradizione, ma ecc. Così pure S. Luca non cita alcuna
serve a mostrare gli intimi rapporti che do- parola di Gesù in aramaico, anzi ai nomi
vettero esistere tra l'autore del terzo Van- aramaici o ebraici sostituisce i nomi corri-
gelo e l'Apostolo S. Paolo, rapporti che noi spondenti greci a Golgota, il luogo detto
:

troviamo pienamente verificati in S. Luca. Teschio, a Rabbi, Maestro, aWAmen, amen.


Si aggiunga ancora, come già fu osser- In verità, in verità, a Osanna, una perifrasi.
vato, che S. Luca era medico. Ora non si Non é da omettersi che S. Luca nel suo
può negare che esista una grande rasso- Vangelo cerca di evitare tutto ciò che in
Tiiglianza tra il prologo del terzo Vangelo e qualsiasi modo potrebbe urtare la suscetti-
quello dell'opera di Dioscoride : De materia bilità dei gentili. Così p. es., (VI, 33, 34)
medica, e per di più é pure indubitato che invece di opporre ai Figliuoli di Dio le na-
l'autore del terzo Vangelo usa i termini zioni i gentili come fa S. Matteo (V, 47),
tecnici dell'epoca per designare le varie egli oppone i peccatori, termine generale
malattie guarite dal Signore. che può applicarsi ugualmente sia ai Giudei
Un altro argomento a favore della tesi che ai pagani. Invece di scrivere come San
tradizionale si può dedurre dagli Atti degli Matteo (VI, 32), i gentili cercano queste
Apostoli. E' infatti ammesso da tutti che cose e (XXIV, 9) sarete odiati da tutte le
uno stesso autore abbia scritto sia il terzo nazioni, tempera le frasi (XII, 30) dietro a
Vangelo, e sia gli Atti degli Apostoli, poiché tali cose vanno gli uomini del mondo e
i due libri sono dedicati allo stesso perso- (XXI, 17) sarete in odio a tutti per il mìo
naggio, Teofllo, e il secondo si dà come la nome. Pone uno studio speciale nel parlar
206 Vangelo secondo S. Luca - Introduzione

bene dei magistrati dell 'impero,


evitando 27-32; VII, 37-50; XV, 1, 2, 11-32, ecc.);
di far ricadere sui colpa della
gentili la ai poveri (I, 53; II, 7, 24; IV, 18; VI,
8,
morte di Gesù (XXIII, 25), passa sotto si- 20, 21, ecc.); ai ricchi (XIX, 2; XXIII, 50).
lenzio l'episodio della Cananea (Matt. XV, Gesù è la salute che Dio ha preparato per
22) alla quale Gesù aveva risposto in modo tutti i popoli, è la luce che deve rischiarare
poco lusinghiero per i gentili, ecc. tutte le nazioni (II, 30-32) sulla sua culla;

Al contrario S. Luca raccoglie tutti i gli angeli cantano pace in terra non ai soli
fatti, tutti i detti di Gesù che valgono a Giudei, ma a tutti gli uomini di buona vo-
infondere coraggio ai gentili. Parla con lontà (II, 14) alla predicazione, di Gio-
;

compiacenza della salute promessa a Zac- vanni Battista si commuovono non solo i
cheo pubblicano (XIX, 1 e ss.), del Paradiso Giudei, ma anche i soldati gentili (III, 14)
promesso al buon ladrone (XXIII, 39 e ss.), e la prima volta che Gesù insegna nella
del generoso perdono accordato al flgliuol sinagoga tosto fa vedere la cura che Dio si
prodigo (XV, 11 e ss.) e alla donna pecca- è presa dei gentili (IV, 25 e ss.). JVlentre
trice (VII, 48), della preferenza data al Pub- S. Matteo nel tessere la genealogia di Gesù
blicano sul Fariseo (XVIII, 10 e ss.), al sale fino ad Abramo capo del popolo Giu-
Samaritano sul Levita e sul Sacerdote (X, daico, S. Luca invece rimonta fino ad
30 e ss.). Adamo (III, 23-38), quasi per mostrare che
Non si deve però credere che S. Luca ninno è straniero al Salvatore, e sul fine
escluda dal suo intento il giovare eziandio del suo Vangelo (XXIV, 47) conchiude che
ai Giudei convertiti anzi nei due primi : nel nome di Gesù si doveva annunziare la
capitoli e nel resto del libro egli fa rilevare remissione dei peccati a tutte le genti co-
i privilegi concessi ai Giudei (I, 16, 17, 27, minciando da Gerusalemme.
54, 55, 68, 69, 79; II, 4, 11, 25, 30, 31), Fu inoltre osservato che S. Luca ha rac-
ricorda la parola di Gesù (XVI, 17) che non colto tutti quei tratti della vita di Gesù,
cadrà un solo apice della legge, che l'essere che servono a mettere in evidenza la sua
figlio di Abramo
(XIX, 9) dona un certo bontà e la sua misericordia verso i pec-
diritto allanarra il pianto del Sal-
salute, catori (VII, 44-48; X, 30-37; XV, 8-10,
vatore sopra di Gerusalemme (XIX, 41), e 11-32; XVIII, 1-7; XIX, 1-10; XXIII, 34,
solo fra gli Evangelisti ricorda che Gesù, 39-43, ecc.), onde giustamente il terzo Van-
affidando ai suoi Apostoli la missione di gelo fu detto il Vangelo della misericordia.
predicare il Vangelo in tutto il mondo, co- A quella guisa pertanto che S. Matteo ha
mandò loro di cominciare da Gerusalemme voluto in modo speciale presentare Gesù
(XXIV, 47). Da tutto ciò si può dedurre che come il Messia aspettato, e S. Marco lo ha
S. Luca destinasse il suo Vangelo alle descritto come Figlio di Dio, a cui tutta la
Chiese fondate da S. Paolo nelle quali i natura ubbidisce, S. Luca lo ha presentato
gentili erano bensì in prevalenza ma non come il Salvatore di tutti, che per tutti è
mancavano pure i veri Giudei e i proseliti. pieno di bontà e di misericordia.

Scopo del Vangelo di S. Luca. — Lo Tempo in cui fu scritto il terzo Van-


stesso Evangelista nel prologo premesso gelo. — Riguardo al tempo in cui S. Luca
all'opera sua accenna allo scopo che si scrisse il suo Vangelo si nota ormai anche
propose nello scrivere. Egli ha voluto tra i protestanti un salutare ritorno alla data
esporre ordinatamente la vita, ì miracoli e tradizionale. Benché infatti molti di essi si
gli insegnamenti di Gesù a cominciare dalle rifiutino ancora di porre la composizione
sue origini fino sua Ascensione al cielo,
alla del terzo Vangelo prima del 70 d. C, tut-
affinchè, sia Teofilo che gli altri cristiani, tavia devono confessare che sono mossi a
riconoscessero la verità delle cose che erano ciò fare non da ragioni critiche, ma da pre-
state loro insegnate. concetti razionalisti. Essi suppongono come
Se però si esamina attentamente il terzo dimostrato che la profezia non è possibile,
Vangelo, non si tarderà a scoprire che oltre e poiché nel terzo Vangelo più che negli
a questo fine, che si potrebbe chiamare altri si parla chiaro della distruzione di
esterno, S. Luca mirava a uno scopo più alto Gerusalemme, conchiudono subito che esso
e interno, quale è quello di provare me- non ha potuto essere scritto prima di questo
diante la sua narrazione che Gesù Cristo è avvenimento.
il Salvatore di tutti gli uomini, siano essi Lasciando da parte questi pregiudizi, e
Ebrei o gentili. fondandosi su argomenti interni (in man-
Il regno dei cieli è aperto a tutti ai : canza di argomenti esterni) si può ritenere
Giudei (I, 32, 54, 68-79; II, 10, ecc.); al che il terzo Vangelo fu scritto prima del 63.
Samaritani (IX, 51-56; X, 30-37; XVII, 11- E' fuor dì dubbio infatti che S. Luca
19) ai gentili (II, 32
; III, 6, 38 IV, 25-27
; ; ;
scrisse il suo Vangelo prima degli Atti,
VII, 9; X, 1 XIII, 29; XXI, 24; XXIV, 47;
; poiché nel prologo a quest'ultimo libro dice
ai pubblicani e ai peccatori (III. 12, 13; V, esplicitamente di aver già composto una
Vangelo secondo S. Luca - Introduzione 207

narrazione (Vangelo) di tutto ciò che Gesù tinse senza dubbio come a fonte principale
aveva fatto e insegnato dal principio fino alla propria esperienza. Di S. Marco sap-
all'Ascensione. Ora il libro degli Atti fu piamo che ha tramandato la predi-
egli ci
terminato verso il fine del biennio della cazione di S. Pietro e che probabilmente
prima prigionia romana di S. Paolo, ossia ebbe sott 'occhio il testo aramalco di San
verso il 63 d. C, poiché mentre S. Luca Matteo. Per riguardo a S. Luca possiamo
aveva descritto coi più minuti particolari il avere dati più precisi e particolari.
viaggio dell'Apostolo a Roma, le accoglienze E prima di tutto è indubitato che la fonte
avute dai fedeli romani, i colloqui! coi Giu- principale da cui dipende S. Luca è la pre-
dei e l'assai dolce prigionia, nella quale gli dicazione di S. Paolo, il quale fu per rive-
era permesso di stare in una casa presa a lazione ammaestrato direttamente da Gesù
pigione con un solo soldato dì guardia, Cristo (I Cor. XI, 23; II Cor. Vili, 9; Gal.
tronca bruscamente tutto ad un tratto la I, 1 ; IV, 4, ecc.).
narrazione con queste parole Paolo dimorò
: Siccome poi nella storia dell'infanzia di
per due anni interi in una casa presa a Gesù, S. Luca narra parecchi misteri dei
pigione, e riceveva tutti coloro che anda- quali unica o quasi unica
testimone fu
vano da lui, predicando il regno di Dio, e Maria SS. e ben due volte
d'altra parte per
insegnando francamente e senza ostacoli le in questa parte del suo Vangelo ricorda che
cose spettanti al Signore Gesù Cristo. Non Maria SS. conservava tutte queste cose nel
si comprende perchè mai S. Luca non ac- suo cuore (Lue. II, 19, 51), giustamente si
cenni nel suo libro al processo svoltosi da- può concludere che la Madre di Dio sia stata
vanti all'autorità romana, alla liberazione la fonte principale immediata o mediata a
seguitane dell'Apostolo, al viaggio nella cui l'Evangelista attinse quanto ha narrato
Spagna, ecc. Questo fatto non si può spie- dell'infanzia del Salvatore. E' pure proba-
gare altrimenti se non ammettendo che San bile che S. Luca abbia interrogato qualche
Luca abbia scritto gli Atti durante la pri- parente o amico della famiglia del Precur-
gionia romana dell'Apostolo, e li abbia in- sore e da lui abbia avuto quanto si riferisce
terrotti senza più riprenderli non si sa per alla nascita di Giovanni Battista.
quale motivo, prima che avesse luogo il Luca
Altre fonti a cui potè attingere S.
processo e la conseguente liberazione, ossia furono Giacomo Apostolo, vescovo di
S.
verso il 63. Ciò posto, siccome il Vangelo Gerusalemme (Att. XXI, 17), Filippo Dia-
fu scritto prima degli Atti, è chiaro che la cono che abitava a Cesarea (Att. )Ó(I, 8-9),
sua composizione va posta prima del 63. S. Pietro che dimorò per qualche tempo ad
Inoltre se si tien conto che S. Luca scrisse Antiochia e in generale gli altri Apostoli e
il suo Vangelo come veniva predicato da discepoli che furono testimoni oculari di
Paolo e che prima di accingersi all'opera molti avvenimenti (Lue. I, 2). Oltre a
volle interrogare coloro che fin da prin- queste fonti orali, S. Luca potè ancora di-
cipio erano stati testimonii oculari e mi- sporre di alcuni scritti (Lue. I. 1) e tra
nistri della parola, si dovrà conchiudere che questi, dei Vangeli di S. Marco e di San
la composizione del terzo Vangelo deve risa- Matteo.
liK al tempo in cui S. Luca segui da vicino
S. Paolo ed era in grado di poter interro-
gare i testimonii oculari della vita di Gesù.
Vangelo di S. Luca.
Divisione del —
Óra tutto ciò ci porta verso l'anno 60, Il Vangelo di S. Luca può dividersi In cin-
quando l'Apostolo era prigioniero a Cesarea que parti, più un prologo.
e Luca era assieme con lui ed aveva tutte
Nel prologo (I, 1-4) vi ha la dedica a
le comodità di poter interrogare testimonii
Teofllo ed è accennato il fine che l'autore
e ricevere tutte le informazioni che desi- si è proposto nello scrivere.
derava. Si può adunque ritenere come pro- Nella prima parte (I, 5; IV, 13) si ha
babile che S. Luca abbia scritto il suo la preparazione alla vita pubblica, ossia la

Vangelo a Cesarea verso il 60 se pure non storia dell'infanzia, del battesimo e della
si preferisce con altri ammettere che l'abbia tentazione di Gesù.
bensì cominciato a Cesarea ma non l'abbia Nella seconda parte (IV, 14; IX, 50) si
terminato che a Roma negli anni 61-63. comprende il ministero di Gesù in Galilea.
Nella terza parte (IX, 51 XIX, 27) si ;

Fonti del terzo Vangelo. — E' molto descrive l'ultimo viaggio di Gesù dalla Ga-
agitata oggidì tra i critici la questione delle lilea a Gerusalemme.
fonti a cui gli Evangelisti attinsero le notizie Nella quarta parte (XIX, 28 XXIII, 56) si ;

che ci hanno tramandato. Nulla di certo su tratta della passione e morte di Gesù.
tal punto sappiamo intomo a S. Matteo. Nella quinta parte (XXIV, 1-53) è nar-
Egli però essendo stato discepolo imme- rata la risurrezione di Gesù e si parla di
diato e Apostolo di Gesù e per di più alcune sue apparizioni e della sua Ascen-
avendo presenziato a molti avvenimenti at- sione.
208 Vangelo secondo S. Luca - Introduzione

Principali commentarii cattolici. — ral. sur l'Evang. sei. S. Lue, Parigi 1904;
Oltre i commenti su tutti e quattro i Van- Rosé, Evangile selon S. Lue, Parigi 1904.
geli, sono da ricordarsi tra i più recenti : Si consultano pure con grande profitto le
Toleto, Com. in S. C. D. N. Evang. sec. opere di S. Cirillo A., Explanatio in Lu-
Lttcam, Roma
1600; Liagre, Com. in lib. cam; di Sant'Ambrogio, Expositio Evangeli!
ft/sf. N.Tournai 1889, t. 11 Ceulemans,
T., ; secundum Lucani; di S. Bonaventura,
Com. in Evang. sec. Mar. et sec. Lue. Commentarium in Evungelium S. Lue, eoe
Malines 1899; Girodon, Com. crii, et mo-
VANGELO DI GESÙ CRISTO
SECONDO SAN LUCA

CAPO 1.

Prologo, 1-4. — I genitori di Giovanni Battista, 5-7. — L'angelo Gabriele predice


la nascita di Giovanni Battista, 8-zs. — Annumiazioru di Maria SS. e incar-
nazione del Verbo, 26-38, Visita di — Maria a Elisabetta, 39-56. — Nascita
di Giovanni Battista, 57-80.

^Quoniam quidem multi conati sunt ordi- si sono sforzati di stendere


'Giacché molti
nare narrationem, quae in nobis completae il racconto delle cose avvenute tra noi :

sunt, rerum *Sicut tradiderunt nobis, qui ab


: 'come a noi riferirono quelli che fin da
initio ipsi viderunt, et ministri fuerunt ser- principio le videro, e furono ministri della
monis 'Visum est et mihi, assecuto omnia
: parola : *è parso anche a me, dopo aver dili-

essere tradotto aia : delle cose avvenute o com-


CAPO I. piatesi tra noi, e aia : delle cose pienamente
accertate tra noi cristiani.
San Luca comincia D auo Vangelo con un pro- 2. Come, ecc. Coloro, che intrapresero a scri-
logo 1-4 scrino in un greco classico ed elegante vere di Gesù, attinsero come a fonte alla testimo-
secondo tutte le regole della sintassi. nianza degli Apostoli e dei discepoli immediati de!
1. Molti. Questa parola indica i numerosi autori, Salvatore, i quali furono dapprima testimoni ocu-
che da principio misero per iscritto le cose
fin lari, e divennero in seguito ministri o banditori
dette e fatte da Gesù. Tra essi con tutta probabi- della parola ossia del Vangelo. Lm prima fonte
lità vanno annoverati S. Matteo e S. Marco, benché degli scritti evangelici è stata quindi la predica-
San Luca parli principalmente di quegli scritti più zione degli Apostoli. (Il greco napaòi'bovat viene
o meno estesi, e piCi o meno fedeli ed esatti (niuno sempre usato nel Nuovo Testamento per esprimere
dei quali sopravvisse alla diffusione dei quattro una dottrina o un comando dato a voce). Come è
Vangeli canonici, che soli vennero ammessi dalla chiaro, tutto questo versetto si riferisce alle pa-
Chiesa primitiva) compilati, forse con buona in- role : si sono sforzati di stendere, ecc., e non già
tenzione, dai primi fedeli, che udivano la predica- alle altre : delle cose avvenute tra noi.
zione degli Apostoli. Checché ne sia, è certo che Fin da principio del ministero pubblico di Gesù,
qui non si tratta dei Vangeli apocrifi di S. Pietro, cominciato colla predicazione e col battesimo di
di S. Giacomo, ecc., l'origine dei quali é poste- Giovanni. Mar. I, 1; Lue. Ili, 23; Att. I, 22
riore a S. Luca. X, 37.
Si sono sforzati. 11 greco £xeX£tpi\oav significa : 3. E' parso anche a me, ecc. Dopo aver accen-
misero mano, intrapresero, ecc. S. Luca non bia- nato l'occasione che l'indusse a scrivere, cioè
sima quindi i tentativi fatti da costoro, anzi vuole l'esempio degli altri, l'Evangelista fa vedere come
imitarli componendo anche egli, benché con altro egli si sia preparato a un tanto lavoro, affermando
fine e con altro metodo, una narrazione dei grandi di aver compiuto le più diligenti e accurate ricerche
fattiavvenuti. intorno all'argomento che voleva trattare. L'ispira-
Delle cose, cioè della redenzione del mondo ope- zione divina non esclude il lavoro personale del-
rata da Gesù Cristo mediante la sua vita, passione, l'autore.
morte, risurrezione e ascensione. Dall'origine. S. Luca spinse le sue ricerche non
Avvenute tra noi. Il greco nexXnpoipopitM^cDY pud solo sul ministero pubblico di Gesù, ma anche sulla

14 — Saera Bibbia, voL I.


.

210 S. Luca, I, 4-11

a principio diligenter. ex ordine tibi seri- gentemente investigato dall'origine il tutto,


bere, optime Theophile, *Ut cognoscas eo- di scriverne a te per ordine, eccellentissimo
rum verborum, de quibus erudi tus es, ve- Teofllo, ^affinchè tu riconosca la verità delle
ritatem. cose che ti furono insegnate.
"Fuit in diebus Herodis, regis ludaeae, *Eravi al tempo di Erode, re di Giudea,
sacerdos quidam nomine Zacharias de vice un sacerdote per nome Zaccaria, della classe
Abia, et uxor illius de filiabus Aaron, et di Abìa e la moglie di lui delle figliuole di
:

nomen eius Elisabetli. *Erant autem iusti Aronne, e si chiamava Elisabetta. *Ed erano
ambo ante Deum, incedentes in omnibus ambedue giusti dinanzi a Dio, camminando
mandatis, et justiflcationibus Domini sìne irreprensibili in tutti i comandamenti e le
querela, ^Et non erat illis fllius, eo quod es- leggi del Signore. 'E non avevano figliuolo
set Elisabeth sterilis, et ambo processissent per essere Elisabetta sterile, e tutti due di
in diebus suis. età avanzata.
^Factum est autem, cum sacerdotio fun- *0r avvenne che mentre faceva le funzioni
geretur in ordine suae ante Deum,
vicis di sacerdote dinanzi a Dio nell'ordine del
*Secundum consuetudinem sacerdotii, sorte suo turno, "secondo la consuetudine del sa-
exiit ut incensum poneret, ingressus in tem- cerdozio, gli toccò in sorte di entrare nel
plum Domini "Et omnis multitudo po-
: tempio del Signore a offerirvi l'incenso :

puli erat orans foris bora incensi. "Apparuit "e tutta la turba del popolo pregava di fuori
autem illi Angelus Domini, stans a dextris nell'ora dell'incenso. "E gli apparve L'An-

•I Par. 24, 10. "Ex. 30, 7; Lev. 16, 17.

sua vita privata, sulla sua concezione miraco- speranza d'averne, stante la sterilità di Elisabetta
losa, ecc., e fin sulla nascita dello stesso Battista. e l'età avanzata di entrambi. Essi erano afflitti,
Scrìverne a te per ordine (gr. xoGe^fjq). A perchè il non aver figli era cosa obbrobriosa in
quest'avverbio furono dati dagli interpreti due Israele (Ved. n. 25; Gen. XXX, 23; Lev. XX,
sensi : secondo gli uni significherebbe un ordine 20-21, ecc.).
cronologico, secondo altri invece un ordine logico. Dinanzi a Dio, cioè nel tempio di Gerusa-
8.
Quest'ultimo senso ci sembra più probabile. lemme, dove si manifestava in modo speciale la
Teofllo (amico di Dio). E' questo il nome d'un presenza di Dio.
gran personaggio cristiano, d'altronde sconosciuto,
9. Secondo la consuetudine, ecc. Per troncare
a cui S. Luca dedicò il suo Vangelo. Il titolo di
eccellentissimo (xpàtiate) soleva darsi ai grandi ogni questione che avrebbe potuto nascere tra i
ufficiali dello Stato, ma talvolta si usava pure verso
sacerdoti, ogni mattina per mezzo della sorte si
gli amici e i famigliari. E' da rigettarsi l'opinione
determinava quale funzione ciascuno dovesse eser-
citare. Entrare nel tempio del Signore, cioè nel
di coloro che sotto il nome di Teofllo vorrebbero
vedere un personaggio fittizio, cioè il cristiano in Santo dove si trovava l'altare dei profumi. L'of-
generale. V. Knab. Com. in Ev. Lue. p. 38. ferta dell'incenso si faceva nelle ore della pub-
blica preghiera, cioè alle nove del mattino e alle
4. Affinchè tu rìconosca, ecc. L'Evangelista ac-
tre di sera.
cenna allo scopo che ebbe nello scrivere il suo
Vangelo. Egli volle confermare Teofilo nella fede 10. Tutta la turba, ecc. I pii giudei solevano ac-
presentandogli una narrazione esatta e ordinata correre numerosi al tempio, specialmente di sabato,
dei principali fatti, sui quali la fede si appoggia. nelle ore, in cui il Sacerdote bruciava l'incenso.
come Mentre il Sacerdote compieva il suo uffizio nel
5.Erode V. n. Matt. II, 1. Giudea sta qui
Santo, essi si trattenevano in preghiera di fuori
sinonimo di Palestina.
cioè negli atrii o cortili degli Israeliti e delle
Dalla classe di Abia. Davide (I Par. XXIV, 1 e
donne.
ss.) nell'organizzare servizio refigioso del tempio
il

aveva diviso i sacerdoti in 24 classi, chiamando 11. L'angelo del Signore cioè Gabriele come
ciascuna col nome del suo capo. Ogni classe do-
veva per turno servire al tempio da un sabato
all'altro, offrendo l'incenso, immolando le vittime,
ecc. La classe d'Abia discendeva da Eleazaro e
occupava l'ottavo posto. Dopo l'esiglio non torna-
rono in Palestina che quattro famigfie sacerdotali
(Esdr. II, 36), le quali però vennero nuovamente
divise in 24 classi, a cui si diedero gli antichi Fig. 8i.
nomi. Zaccaria (Dio si ricorda) apparteneva alla Altare dei profumi.
classe di Abia.
Delle figlinole di Aronne. Elisabetta (Dio ha gla-
rato) era anch'essa di stirpe sacerdotale. I sacer-
doti potevano sposare donne di altre tribù (Lev.
XXI, 14), Zaccaria però non si era servito di tale
diritto.
6. Erano ambedue, ecc. Alla nobiltà dei natali
congiungevano lo splendore della virtù. Erano
giusti cioè santi, non solo davanti agli uomini
che possono ingannarsi, ma davanti a Dio. consta dal v. 19. Altare dell'incenso o dei pro-
7. Non avevano figliuolo e non avevano più fumi si chiamava un piccolo altare di leene di
S. Luca, I, 12-19 211

altaris Incensi."Et Zacharias turbatus est gelo del Signore, ritto alla destra dell'altare
videns, et timor irruit super eum. dell'incenso. "E Zaccaria al vederlo si
turbò, e il timore lo sovrapprese.

"Ait autem ad illum Angelus Ne ti- : "Ma l'Angelo gli disse Non temere, o :

tneas Zacharia, quoniam exaudita est de- Zaccaria, perchè è stata esaudita la tua ora-
precatio tua et uxor tua Elisabeth pariet
:
zione e la tua moglie Elisabetta ti partorirà
:

tibi fllium, et vocabis nomen eius Ioannem : un figliuolo, e gli porrai nome Giovanni :

"Et erit gaudium tibi, et exultatio, et multi '*e sarà a te di allegrezza e di giubilo e :

in nativitate eius gaudebunt "Erit enim :


molti si rallegreranno per la nascita di
magnus coram Domino et vinum, et sice- :
lui :"perchè egli sarà grande davanti al
ram non bibet, et Spiritu sancto replebitur Signore non berrà né vino, né sicera
: e :

adhuc ex utero matris suae '*Et multos :


sarà ripieno di Spirito Santo fin dall'utero
flUorum Israel convertet ad Dominun Deum di sua madre "e convertirà molti dei figli-
:

ipsorum ''Et ipse praecedet ante illum in


:
uoli d'Israele al Signore Dio loro ''ed egli :

spiritu, et virtute Eliae : ut convertat corda precederà davanti a lui con lo spirito e con
patrum in fllios, et incredulos ad pniden- la virtù di Elia per rivolgere i cuori dei
:

tiam iustorum, parare Domino plebem per- padri verso i loro figliuoli, e gli increduli
fectam. alla sapienza dei giusti, per preparare al
Signore un popolo perfetto.
"Et dixit Zacharias ad Angelum Unde : "E Zaccaria disse all'Angelo Come com- :

hoc sciam? ego enim sum senex. et uxor prenderò io tal cosa ? Perocché io sono vec-
mea processit in diebus suis. '*Et respon- chio, e mia moglie è avanzata in età. '*E
dens Angelus dixit ei Ego sum Gabriel, : l'Angelo gli rispose, e disse Io sono Ga- :

qui asto ante Deum et missus sum loqui : briele che sto nel cospetto di Dio e sono :

'^Mai. 4, 6; Matth. 9, 14.

cedro rivestito di lamioe d'oro, sul quale sibru- 17. Precederà davanti a lai, ossia sari precur-
ciavano incensi e profumi al Signore (Esod. sore del Messia Dio d'Israele; perciò avrà la for-
XXVII. 27). tezza e lo zelo di Elia, e come Elia si oppose stre-
nuamente ad Acheb, ai sacerdoti di Baal e agli
12. Si turbò come accade sempre all'uomo in
Israeliti apostati, così Giovanni si opporrà a Erode
presenza del soprannaturale (Dan. Vili, 17,
scostumato, al Farisei ipocriti, agli Israeliti indurati
27, ecc.).
nel male; e come l'antico profeta dovrà venire a
13. E' stata tsaudita la tua prgghUra. Non si preparare gli uomini per l'ultima venuta di Gesù
accordano gli interpreti nel determinare l'oggetto Cristo, così Giovanni dovrà prepararli alla prima
di questa preghiera. Pensano alcuni che Zaccaria venuta. Per rivolgere i cuori dei padri ecc. Con-
abbia domandato a Dio un figlio ma se cosi fosse ; vertendo a Gesù Cristo gli Ebrei, egli riconcilieri
realmente, come mai avrebbe potuto poi dubitare i padri coi figli, ossia fari sì che gli antichi pa-
della promessa dell'angelo? Sembra quindi più triarchi, irritati per l'incredulità e la scostumatezza
probabile che Zaccaria abbia pregato per la venuta dei loro figli, rivolgano nuovamente ad essi il
del Messia e la redenrione d'Israele. L'angelo gli loro affetto. Gli increduli ossia i disobbedienti, i
di un segno che è stato esaudito promettendogli ribelli, come si ha nel greco. I Giudei, ribelli alla
un Iglio, che sarà il Precursore promesso dai legge di Dio, per opera di Giovanni ai converti-
profeti, che dovrà preparare la via al Messia. ranno alla sapienza dei giusti, ossia avranno la
Giovanni (ebr. lohanan. lahve ha fatto grazia, disposizioni d'animo e i sentimenti che ebbero gli
oppure grazia di lahve). Questo nome esprime antichi loro padri giusti. Per preparare ecc. Gio-
bene la missione del Precursore. vanni dovrà preparare il popolo a ricevere Gesù,
15. Sarà grand» davanti al Signore. E' questo e ad approfittare dei suoi insegnamenti.
un ebraismo per significare che sarà veramente 18. Come comprenderò, cioè: A quale segno
grande. V. n. Matt. XI, 7. Son berrà vino né potrò conoscere che si avvererà la tua promessa?
sicera. Sicera si chiamava ogni liquore inebriante Stante le condizioni della sua età, Zaccaria dubita
ottenuto colla fermentazione del grano, dell'orzo, che possa realizzarsi la parola dell'angelo ma :

del miglio, dei datteri, ecc. la sua diffidenza è colpevole, perchè da quel che
Alcuni pii Giudei in segno di penitenza facevano era avvenuto a Sara e ad altre donne dell'A. T.
voto di astenersi da ogni bevanda inebriante, e doveva sapere che una tal cosa non era impossibile
di non tagliarsi capelli. Costoro venivano chiamati
i
a Dio.
Nazirim ossia separati o santificati. Giovanni sarà
19.Gabriele (l'uomo, il forte di Dio). L'angelo
un Nazir, e la sua santità sarà caratterizzata este-
dice Io parlo a nome di Dio e sono l'esecutore
:
riormente da una vita di penitenza.
della sua volontà ; la mia parola merita quindi ogni
Sarà ripieno, ecc. Prima ancora di nascere rice-
fede. Sto nel cospetto di Dio come un ministro che
verà un'abbondante effusione dello Spirito Santo,
sta davanti al suo re per corteggiarlo e per atten-
che lo santificherà e monderà dal peccato d'origine.
dere i suoi ordini. Sono stato mandato ecc. Di-
Come tutti gli antichi pro-
16. Convertirà, ecc. mostra che l'autore della promessa fattagli è Dio
feti eserciterà una grande influenza sul popolo stesso. L'angelo Gabriele era apparso parecchie
d'Israele, e farà sì che per mezzo della penitenza volte in forma umana a Daniele (Dan. VIII, 15
molti ritornino al loro Dio, cioè al Messia. e ss.; IX, 21).
212 S. Luca, I, 20-28

ad te, et haec tibi evangelizare. ""Et ecce stato mandato a parlarti e recarti questa
eris tacens, non poteris loquì usque in
et buona nuova. ^"Ed ecco che sarai muto, e
diem, quo haec flant, prò eo quod non cre- non potrai parlare sino al giorno che questo
didìsti verbis meis, quae implebuntur in succeda, perchè non hai creduto alle mie
tempore suo. parole, le quali si adempiranno a suo tempo.
'''Et erat plebs expectans Zachariam et : H popolo stava aspettando Zaccaria
'''E :

mirabantur quod tardaret ipse in tempio. e maravigliava ch'egli tardava nel tempio.
si
**Egressus autem non poterat loqui ad illos, *^Ma uscito, non poteva loro parlare : e
et cognoverunt quod visionem vidisset in compresero che aveva avuta una visione nel
tempio. Et ipse erat innuens illis, et per- tempio. Ed egli andava facendo loro dei
mansit mutus. cenni, e restò muto.
^'Et factum est, ut impleti sunt dies offl- "E avvenne che,
finiti i giorni del suo
cii eius, abiit in domum suam **Post hos : uffizio,se n'andò a casa sua '*e dopo quei
:

autem dies concepit Elisabeth uxor eius, et giorni Elisabetta sua moglie rimase incinta,
occultabat se mensibus quinque, dicens : e per cinque mesi si teneva nascosta di-
"*Quia sic fecit mihi Dominus in diebus, cendo **Così ha fatto con me il Signore,
:

quibus respexit auferre opprobrium meimi quando mi si è rivolto per togliere la mia
inter homines. ignominia tra gli uomini.
mense autem sexto, missus est An-
^*In ^*I1 sesto mese
poi fu mandato l'Angelo
gelus Gabriel a Deo in civitatem Galilaeae, Gabriele da Dio a una città della Galilea
cui nomen Nazareth, *^ad Virginem despon- chiamata Nazaret, *^ad una vergine sposata
satam viro, cui nomen erat loseph, de domo ad un uomo della casa di David, di nome
David, et nomen Virginis Maria. **Et in- Giuseppe, e la vergine si chiamava Maria.
gressus Angelus ad eam dixit Ave gratia : ^*Ed entrato l'Angelo da lei, disse Dio ti :

20. Sarai muto. Il greco aimn&v significa spesso ritoriidelle antiche tribù di Zàbulon, di Neftali e
sordo e muto; alcuni esigeti hanno quindi pen- di Aser. Nazaret. V. n. Matt. II, 23.
sato che Zaccaria sia diventato non solo muto ma 27. A una vergine sposata. Gesù volle nascere
anche sordo, e ciò sembra più conforme a quanto da una vergine per mostrare il suo amore alla
viene narrato al v. 62. Zaccaria aveva chiamato virtù della purità, ma volle che Maria fosse spo-
un segno e l'angelo glielo dà ; ma non quale se sata affine di non essere assieme con lei esposto
l'aspettava, bensì come si meritava la sua diffi- all'infamia, e affine di avere in Giuseppe un tutore
denza. Fino al giorno che questo succeda, cioè fino e un nutricatore. La maggior parte dei commen-
al giorno della circoncisione del fanciullo. tatori moderni pensano che al momento dell'annun-
21. Sfava aspettando ecc. Il Sacerdote mentre ziazione Maria SS. fosse solamente fidanzata a Giu-
bruciava l'incenso nel Santo, rimaneva invisibile al seppe a noi però sembra più probabile l'opinione
;

popolo finita però la funzione, usciva per dare la


; degli antichi che ritengono che Maria fosse già
benedizione su tutti gli astanti. Il ritardo di Zac- legata in matrimonio, poiché S. Giuseppe viene
caria nel Santo destava preoccupazioni nel popolo. (Matt. I, 19) già esplicitamente chiamato marito
22. Non
poteva parlare cioè non poteva pro- di lei.
nunziare benedizione usuale (Num. VI, 23).
la Della casa di Davide. Queste parole grammati-
Compresero che egli aveva avuto una visione, sia calmente possono riferirsi sia a Giuseppe che a
per la lunga dimora fatta nel Santo, sia per la Maria e non si può determinare a qual dei due
commozione che gli traspariva dal volto, e sia per si debbano applicare. E' certo però che sia Giu-

vederlo muto. Egli poi con cenni faceva capire che seppe (Lue. II, 4) che Maria (Rom. I, 3) discen-
era realmente avvenuto qualche cosa di sopra devano entrambi da Davide. Maria: sul nome di
naturale. Maria V. n. Matt. I, 16. Secondo l'uso del tempo,
al momento delle nozze la sposa non doveva avere
23. Finiti i giorni ecc. Ogni classe di sacerdoti
serviva al tempio per una settimana cioè da un meno di 12 anni e lo sposo non meno di 18.
sabato all'altro. Tornò a casa sua cioè alla città, 28. Entrato, ecc. Maria stava ritirata nell'interno
in cui era domiciliato. V. n. v. 39. della casa assorta in contemplazione. L'angelo le
24. Si teneva nascosta. Avendo ricevuto una apparve probabilmente in forma umana, poiché
grazia così straordinaria, Elisabetta si raccolse nel entra, parla, ecc. L'angelo la saluta : Dio ti salvi,
ritiro, sia per ringraziar Dio, sia per lasciare a lui
gr. Xaìpe rallegrati, aram. Salom lach. pace a
la cura di manifestarla agli uomini. te. Piena di grazia xeXopttcofiévTi cioè ricolma
di grazie e di favori divini. Prima ancora di essere
La mia ignominia cioè la sterilità, che veniva
25.
m.adre di Dio, Maria era già stata inalzata a un
considerata dagli Ebrei come una cosa obbrobriosa,
grado così eminente di santità da poter essere
quasi escludesse dalla benedizione data ad Abramo
chiamata per eccellenza piena di grazia. Commen-
(Gen. XXII, 17; XXX, 23).
tando queste parole i Padri esaltano la santità di
26. // sesto mese dal tempo che Elisabetta Maria SS. come superiore a quella di tutte le
aveva concepito. Gabriele (V. n. v. 19) fu sopra- creature, e la Chiesa ha definito che la Vergine
nominato l'angelo dell'Incarnazione perchè an- piena di grazia non fu tocca dalla colpa d'origine.
nunziò a Maria SS. la nascita di Gesù, a Zaccaria Il Signore è teco. Queste parole non sono un au-
la nascita del precursore, e a Daniele spiegò il gurio, ma una constatazione. Il Signore abita nel
tempo in cui avrebbe avuto luogo la redenzione cuore di Maria SS. in modo più perfetto che in
d'Israele. Galilea è la provincia più a Nord della ogni altra creatura, e la ricolma dei suoi favori.
Palestina propriamente detta, e comprendeva i ter- Benedetta tu, ecc. Superlativo ebraico che equivale
a. LUCA, 1, 29-35 213

piena Dominus
: tecum : Benedicta tu in salvi, piena di grazia il Signore è teco: :

mulieribus. Benedetta tu fra le donne.

**Quae cum audisset, turbata est in ser- "Le avendo essa udite, si turbò
quali cose
mone eius, et cogitabat qualis esset ista sa- alle sue
parole e andava pensando che
:

lutatio. *'Et ait Angelus ei : Ne timeas Ma- sorta di saluto fosse questo. "E l'Angelo ìt
ria, invenfSti enim gratiam apud Deum : disse Non temere. Maria poiché hai tro-
: :

•'Ecce concipies in utero, et paries fllium, vato grazia dinanzi a Dio ''ecco conce- :

et vocabis nomen eius lESUM. **Hic erit pirai e partorirai un figlio, e gli porrai
magnus, et Filius Altissimi vocabitur, et nome GESÙ'. '^Questi sarà grande, e sarà
dabit illi Dominus Deus sedem David pa- chiamato Figliuolo dell'Altissimo e il :

tris eius regnabit in domo Jacob in ae-


: et Signore Dio gli darà la sede di David suo
ternum, *'Et regni eius non erit finis. padre e regnerà sopra la casa di Giacobbe
:

in eterno, **e il suo regno non avrà fine.

autem Maria ad Angelum


'*Dixit Quo- : •*E Maria disse all'Angelo In qual modo :

modo istud, quoniam virum non co-


flet avverrà questo, mentre io non conosco
gnosco? **Et respondens Angelus dixit ei : uomo? "E l'Angelo le rispose, e disse Lo :

" Is. 7, 14; Inf. 2, 21. "Dan. 7, 14, 27; Mich. 4. 7.

benedetta tu da Dio più di tutte le altre donne. di Gesù Cristo durerà per sempre, s differenza del
Maria è ancora la benedetta da tutte le umane regni terreni, che hanno vita per breve tempo.
generazioni, che vanno a gara nel celebrare la Come si vede nelle parole dell'angelo si hs
sua gloria di Madre di Dio. Queste ultime parole :

Benedetta, ecc. mancano nei codici Vat. e Sin. ecc.


e in parecchie versioni si trovano però nei codici
;

Aless. Cant., ecc., nelle versioni latina, siriaca,


etiopica,ecc. e in molti Padri. Alcuni critici le
ritengono come una glossa dei copisti tratta dal
V. 42; le ragioni addotte non sono però con-
vincenti.

29. Avendo udite. Alcuni codici della Volgata


hanno Cum vidisset, avendo veduto. Maria nella Trono egiziano.
sua umiltà turba profondamente, non per la
si (Pittura antica).
vista dell'angelo, ma per l'elogio straordinario che
aveva udito di sé stessa (in sermone), e pensava
quale fosse il senso delle parole dell'angelo.

30. Hai trovata


grazia, ecc. Espressione ebraica
che significa Sei oggetto di una speciale predile-
:

zione di Dio. L'angelo conforta Maria assicurandola


del divino favore.

31. Ecco concepirai, ecc. Le parole dell'angelo


rievocano la profezia, con cui Isaia (VII, 14) an-
un riassunto di tutte le profezie riguardanti il

nunziava la nascita dell' Emmanuele da una Ver-


Messia.
gine, Gesù. V. n. Matt. I, 21. 34. In qual modo, ecc. Marta non dubita delle
32. Sarà grande. Grande assolutamente e non parole dell'angelo, non domanda, come Zaccaria,
solo grande davanti a Dio come Giovanni (v. 15). un segno, ma piena di ammirazione e di stupore
Sarà chiamato, ecc., vale a dire sari non solo per un annunzio così straordinario chiede umil-
Figlio dell'Altissimo consostanziale al Padre, ma mente come potranno effettuarsi tali promesse.
verrà riconosciuto come tale da tutti. Si noti che Non conosco uomo. E' questa un'espressione bi-
quello stesso Gesù chiamato sopra figlio della Ver- blica che significa : non uso del matrimonio. In
gine, viene ora chiamato figlio di Dio; con che queste parole di Maria SS. viene chiaramente indi-
si dimostra la doppia natura e l'unica persona cato il voto di perpetua verginità da lei fatto, e il
di Gesù Cristo. proposito di mantenerlo non ostante il matrimonio.
Il Signore Dio gli darà, ecc. Gesù è l'erede di Se essa infatti avesse voluto usare del matri-
Davide, secondo che avevano predetto profeti i
monio, non le avrebbe recato alcuna meraviglia, né
delMessia (Il Re VII, 13 e ss. Salm. LXXXVIII, le sarebbe apparso difficile l'annunzio di un figlio.
;

4 e ss.; CXXXI, 11 e ss. ; Issi. IX, 7 ecc.). Non 35. Lo Spirito Santo,... la virtù dell'Altissimo,
è erede nel senso che debba avere un regno tem- sono due espressioni che significano la stessa cosa.
porale come Davide, ed abbia a regnare solo sopra Ti adombrerà. Questa metafora è tolta dall'A. T.,
il popolo d'Israele, ma è tale perchè Davide e il nel quale Dio si manifestava spesso sotto forma
suo regno erano figura del Messia Gesù e del suo di una nube che ricopriva l'arca dell'alleanza
regno. (Esod. XI, 31 e ss.). Lo Spirito Santo adunque
La casa di Giacobbe sopra la quale regnerà il coprirà Maria colla sua ombra, e opera di lui sarà
Messia, non è solo la discendenza carnale di Gia- la concezione immacolata e divina del Cristo. E
cobbe, ma è tutta la Chiesa composta di Ebrei e per questo cioè a motivo di questa discesa dello
di Gentili riuniti assieme dalla stessa fede nel Spirito Santo sopra di te quello che nascerà da te,
Salvatore Gesù Cristo. Regnerà in eterno. Il regno Santo, lett. la cosa santa che nascerà da te sari
214 S. Luca, I, 36-45

Spiritus sanctus supervenlet In te, et vir- Spirito santo scenderà sopra di te, e la virtù
tus Altissimi obumbrabit tibi. Ideoque et dell'Altissimo ti adombrerà. E per questo
quod nascetur ex te Sanctum, vocabitur Fi- ancora quello che nascerà di te. Santo, sarà
lius Dei. *"Et ecce Elisabeth cognata tua, chiamato Figliuolo di Dio. ^*Ed ecco che Eli-
et ipsa concepit fllium in senectute sua : et sabetta tua parente ha concepito anch'essa
hic mensis sextus est illi, quae vocatur un figliuolo nella sua vecchiezza ed è nel :

sterilis ^'Quia non erit impossibile apud


: sesto mese quella che si diceva sterile :

Deum omne verbum. ^'poiché nulla è impossibile a Dio.


"Dixit autem Maria Ecce anelila Do-
: '*E Maria disse Ecco l'ancella del Si-
:

mini, fiat mihi secundum verbum tuum. gnore, si faccia di me secondo la tua parola.
Et discessit ab illa Angelus. E l'Angelo si partì da lei.
'^Exurgens autem Maria in diebus illis ^'E Maria in quei giorni stessi andò fret-
abiit in montana cum festinatione, in civì- tolosamente nella montagna a una città di
tatem luda : *°Et intravit in domum Zacha- Giuda. '"Ed entrò in casa di Zaccaria, e
riae, et salutavit Elisabeth. **Et factum est, salutò Elisabetta *'e avvenne che appena
:

ut audivit salutationem Mariae Elisabeth, Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino


exultavit infans in utero eius : et repleta balzò nel suo seno ed Elisabetta fu ripiena
:

est Spiritu sancto Elisabeth *^Et exclama- : di Spirito santo *^ed esclamò ad alta voce,
:

vit voce magna, et dixit Benedicta tu Inter


: e disse Benedetta tu tra le donne, e bene-
:

mulieres, et benedictus fructus ventris tui. detto il frutto del tuo ventre. "E donde a me
*^Et unde hoc mihi ut veniat mater Domini questo che la madre del mio Signore venga
mei ad me? **Ecce enim ut facta est vox da me? **Poichè ecco che appena il suono
salutationis tuae in auribus meis, exulravit del tuo saluto giunse alle mie orecchie,
in gaudio infans in utero meo. *'Et beata, balzò per giubilo nel mio seno il bambino :

quae credidisti, quoniam perfìoientur ea, ^'te beata che hai creduto perchè si adem- :

quae dieta sunt tibi a Domino. piranno le cose dette a te dal Signore.

realmente Piglio di Dio, e come tale verrà rico- con lei della grazia ricevuta dal Signore. Neil»
nosciuto (sarà chiamato). montagna ossia nella regione montagnosa al Sud
La parola Santo, con cui viene per antonomasia di Gerusalemme. A una città di Giuda. Un'an-
chiamato Gesù, mostra la sua incomparabile san- tica tradizione, che risale per lo meno al vi secolo,
tità. Benché le opere ad extra siano comuni a mostra questacittà in Ain-Karim a un'ora al Sud
tutte e tre le persone divine, tuttavia le opere di Gerusalemme. Alcuni esigeti hanno invece pen-
di amore si attribuiscono per appropriazione sato ad Hebron città sacerdotale, altri, leggendo
allo Spirito Santo, che è l'amore sostanziale del nel testo 'Ivxa invece di 'louòo identificarono
Padre e del Figlio. Per questo la conce/ione so- questa città, con Iuta o lata, o Iota a circa otto
pranaturale di Gesù viene dall'angelo attribuita chilometri al Sud di Hebron, ed altri finalmente
in modo speciale allo Spirito Santo. vogliono che questa città si chiamasse Giuda.
R. B. 1892, p. 107; 1895, p. 260, ecc.
36. Ed ecco Elisabetta, ecc. L'angelo premia
la fede di Maria dandole un segno, al quale potrà 41. Appena saluto. Il saluto di Maria fu
udì il

riconoscere come Dio possa mantenere la sua lo si servì il Verbo incarnato


strumento, di cui
promessa. Egli che ha reso fecondo il seno di per santificare il Battista. Fin d'allora Giovanni
una sterile, potrà pure rendere fecondo il seno fu secondo la promessa (v. 15) riempito di Spirito
di una vergine. Santo, e riconobbe, almeno per qualche istante,
Tua parente. E' impossibile determinare il grado U suo Redentore e ne provò grande gioia (v. 44).
di parentela tra Maria ed Elisabetta. Siccome però Anche Elisabetta elle parole di Maria fu ripiena
i sacerdoti e leviti potevano sposarsi con donne
i di Spirito Santo, e ricevette una comunicazione di
di qualsiasi altra tribù, è facile comprendere come lumi sopranaturali, per cui venne a conoscere la
Maria SS. benché della stirpe di Davide potesse dignità di Gesù e di Maria.
avere vincoli di sangue con Elisabetta, che discen- 42. Benedetta, ecc. Elisabetta comincia a ralle-
deva da Aronne. Alcuni amichi hanno pensato che grarsi con Maria, e servendosi di alcune parole
le loro madri fossero due sorelle. Si diceva sterile. dell'angelo, la proclama la più benedetta di tutte
La sterilità di Elisabetta era cosi nota, che essa le donne, e poi esalta la dignità del figlio, di cui
veniva chiamata la sterile. Maria è divenuta madre. Benedetto il frutto, ecc.
38. Rassicurata intorno alla sua verginità. Maria Gesù è benedetto assolutamente senza alcuna li-

colla più grande umiltà e la più profonda obbe- mitaziotieo restrizione. Egli è colui, nel quale
dienza si rimenc alla volontà di Dio, dicendo: avranno benedizione tutte le genti secondo la pro-
Ecco l'ancella (gr. bov\r\ schiava) del Signore. messa fatta ad Abramo (Gen. XXI!, 18).
Appena Maria pronunziò il suo fiat, il Verbo di 43. Donde a me questo, ecc. Dopo aver cele-
Dio incarnò nel seno di lei, ed essa divenne
si brata grandezza di Maria e del frutto del suo
la
Madre di Dio. Col subordinare la sua incarnazione seno, volge lo sguardo a se stessa e
Elisabetta
al consenso di Maria, Dio volle altamente onorare nella sua umiltà rimane piena di confusione e di
la Madre sua e farla corredentrice del genere meraviglia al vedere che la madre del suo Signore,
umano, affinchè colla sua umile fede ed obbedienza cioè del suo Dio, si è degnata di visitarla. Dalle
cancellasse l'incredulità e la disobbedienza di Eva. parole di Elisabetta appare chiaro che lo Spirito
39. Andò frettolosamente. In questo fatto si Santo le aveva rivelato il mistero compiutosi nel
manifesta l'umiltà e la carità di Maria SS., la seno di Maria.
quale benché già Madre di Dio, intraprende questo 45. Beata te, ecc. Nel greco e in alcuni codici
viaggio per visitare S. Elisabetta e congratularsi legge : Beata colei che ha creduto
latini si U
S. Luca, I, 46-53 215

**Et ah Maria : Magnificat anima mea **E Maria disse L'anima mia magnifica
:

Dominum *'Et exultavit spiritus meus in


: il Signore *^ed esulta il mio spirito in Dìo
:

Deo salutari meo. *'Quia respexit iiumilita- mio ^Terchè ha rivolto lo sguardo
salvatore.
tem ancillae suae ecce enim ex hoc bea-
: alla bassezza della sua serva ed ecco che :

tam me dicent omnes generationes. **Quia da questo punto mi chiameranno beata tutte
fecit mihi magna qui potens est et sanctum : le generazioni. **Perchè grandi cose ha fatto
nomen eius. ^''Et misericordia eius a pro- a me colui che è potente, e santo è il nome
genie in progenies timentibus eum. *'Fecit di lui. *°E la sua misericordia di genera-
potentiam in brachio suo dispersit super- : zione in generazione sopra coloro che lo
bos mente cordis sui. *'Deposuit potentes temono. "'Fece un prodigio col suo braccio :

de sede, et exaltavit liimiiles. "Esurientes disperse i superbi nel pensiero del loro
implevit bonis et dlvites dimisit inanes.
: cuore. "Ha deposto dal trono i potenti, e

•» Is. 51, 9; Ps. 32, 10.

cose che le furono predette, ecc. Elisabetta esalta sioni sinonlme. Nell'intimo del suo cuore Maria
la grandezza della fede di Maria alle parole del- loda e benedice Dio, e portandosi col pensiero
l'angelo. Perchè si adempiranno, ecc. Queste pa- al momento in cui i! Verbo discese nel suo seno,
role indicano l'oggetto della fede di Maria, e non afferma di essere stata compresa da una gioia
il motivo per cui viene detta beata (Knab.). Le melTabile, «sulta, ecc.
cose dette, cioè le promesse fatte dall'angelo ri- 48. Accenna al motivo della sua riconoscenza
guardo a Gesù Cristo, e come essa sarebbe dive- e della sua gioia. Dio dall'altezza del suo trono
nuta Vergine-Madre. volse uno sguardo di compiacenza alla bassezza
della sua serva, umile figlia del popolo, e sposa
46. E disse Maria. Tre manoscritti dell'antica
di un povero artigiano, e la sollevò alla dignità
versione latina (Vercellensis, Veronensis e Redi-
di Madre di Dio. (Qui non si parla dell'umiltà
gerianus), un manoscritto della versione latina
virtù, ma dell'umiltà che è sinonimo di bassezza
delle opere di San Irineo, una omilia di Niceta
di condizione). La gloria che mi proviene perciò
(IV sec.) e qualche manoscritto greco citato da
Origene hanno la variante E disse Elisabetta,
:
è si grande, che tutte le età mi chiameranno
mentre altri quattro manoscritti deirantica italù beata. Sopra
questo testo si fonda il culto
di

hanno semplicemente E disse. Harnak, Loisj,


:
che prestiamo a Maria, e la storia di tutti i tempi
ecc. (R. B. 1897, p. 282-288; 1898. p. 74-77)
mostra come la profezia della Vergine si sia piena-
vollero perciò attribuito a S. Elisabetta il Magni- mente avverata.
ficat. Questa sentenza non è criticamente sosteni- 49-50. La seconda strofa fa vedere come il mo-
bile, poiché contro di essa sta l'autorità di quasi tivo, per cui tutte le genti benediranno Maria,
tutti icodici greci, compresi i migliori, e la testi- è la manifestazione della potenza, della santità
monianza degli antichi Padri, compreso lo stesso e della misericordia di Dio nel mistero dell'incar-
Origene, e il testo delle antiche versioni, e del- nazione. Grandi cose sono le meraviglie della ma-
l'antica liturgia. Si ag.^iuoga ancora che le parole :
ternità divina.
E disse, con cui il Magnificat viene introdotto in Colui che i potente, ecc. L'incarnazione è il
tutti i codici, indicano un cambiamento di discorso, più grande miracolo ed i quindi in modo speciale
e perciò, siccome prima aveva parlato Elisabetta, opera della divina potenza. Essa inoltre è desti-
t necessario conchiudere che debba in seguito nata a distruggere il peccato che si oppone al-
parlare Maria SS. Parrebbe infatti ben strano l'infinita santità di Dio, ed è pure un effetto della
che sia rimasta muta, e non abbia ringraziato Dio bontà e della misericordia di Dio, il quale senza
colei che fu la più favorita e la più esaltata. Vi alcun nostro merito volle cosi redimerci dalla
ha inoltre un parallelismo manifesto tra ì vv. 42 schiavitù del demonio. La misericordia di Dio
e 48, 38 e 48. Elisabetta aveva proclamata Maria si estende agli uomini di tutte le generazioni tutti ;

e benedetta fra le donne i, e al v. 45 beata e Maria potranno partecipare dei benefizi della redenzione
dice di sé stessa, che tutte le età la chiameranno a condizione che temano, cioè rispettino e obbe-
beata. Maria aveva detto all'angelo : Ecco l'an- discano Dio. Salm. CX, 9; GII, 17.
cella, ecc. e nel Magnificat si legge : Dio ha volto 51-53. Nella tena strofa Maria fa vedere come
lo sguardo alla bassezza della sua serva. Giova in tutti i tempi Dio abbia avuto una special cura
ancora osservare che nel v. 55 vi è una chiara dei poveri e degli umili preferendoli ai ricchi e
allusione alle promesse messianiche fatte ai Pa- ai potenti.
triarchi, promesse che non si sono verificate in
51. Fece an prodìgio, ecc. Queste parole
Giovanni, ma solo in Gesù Cristo. si riferiscono ai numerosi prodigi fatti da Dio
U Magnificat in se stesso é il più sublime canto contro i nemici del suo popolo, ma riguardano
di gioia che sia mai uscito da labbro umano, degno
pure la vittoria strepitosa, che Gesù dovrà ripor-
al tuno della Madre di Dio. Benché sia pieno di tare del demonio e di tutte le potenze del secolo.
reminiscenze e di parole tratte dai salmi, dai Maria in una visione profetica vede come già com-
profeti e dal cantico di Anna, dovute senza dubbio piuto quello che si verificherà nel tempo avvenire.
alla profonda conoscenza che Maria aveva delle
Disperse, cioè ridusse al nulla i superbi con tutti
Scritture, tuttavia è una composizione originale, i disegni della loro mente e del loro cuore.
che si eleva al di sopra di tutti i canti dell'A. T.
52. / potenti, cioè i re e i principi, come ha
In esso si possono distinguere quattro strofe :
fatto ad esempio con Saul (1 Re. II, 7; Eccli. X,
I, 46-48; II, 49-50; III, 51-53; IV, 54-55.
17). Esaltati gli umili, cioè gli uomini di bassa
46-48. La prima strofa è un ringraziamento e condizione, come ne sono esempio Davide e Maria.
una lode a Dio che l'ha fatta Madre del Salvatore. 53. Ricolmati di beni sia spirituali che mate-
L'anima mia ti mio spirito sono due espres- riali i famelici (Snìm. CVI, 9).
216 S. Luca, I, 54-65

'*Suscepit Israel puerum suum, recordatus ha esaltato umili. "Ha ricolmati di beni
gli
misericordiae suae. **Sicut locutus est ad i e vuoti ha rimandato i ricchi.
famelici,
patres nostros, Abraham, et semini eius in **Accolse Israele suo servo, ricordandosi
saecula. della sua misericordia. '^Conforme parlò ai
padri nostri, ad Abramo e ai suoi discen-
denti per tutti i secoli.
"•Mansit autem Maria cum illa quasi men- **Maria poi si trattenne con lei circa tre
sibtis tribus et reversa est in d-omum
: mesi : e se ne tornò a casa sua.
suam.
'^Elisabeth autem impletum est tempus "E si compì per Elisabetta il tempo di
pariendi, et peperit filium. **Et audierunt partorire, e partorì un figliuolo. "'E i vicini
vicini, et cognati eius, quia magniflcavit e i parenti di lei udirono come il Signore
Dominus misericordiam suam cum illa, et aveva segnalato la sua misericordia verso
congratulabantur ei. di lei, e se ne congratulavano con essa.
"Et factum die octavo, venerunt
est in *'E avvenne che l'ottavo giorno andarono
circumcidere puerum, et vocabant eum no- a circoncidere il fanciullo, e lo chiamavano
mine patris sui Zachariam. '"Et respon- Zaccaria dal nome di suo padre. ""E la
dens mater eius, dixit Nequaquam, sed : madre di lui rispose, e disse Non già, :

vocabitur Ioannes. ''Et dixerunt ad illam : ma avrà nome Giovanni. ®^E le dissero :

Quia nemo est in cognatione tua, qui voce- Non v'ha alcuno della tua parentela che
tur hoc nomine. "^Innuebant autem patri porti tal nome. ®^E facevano cenno a suo
eius, quem vellet vocari eum.
*'Et postur padre come volesse che fosse chiamato.
lans pugillarem dioens
scripsit, Ioannes
: '^Ed egli, chiesta una tavoletta, scrisse
est nomen eius. Et mirati sunt universi. così Il suo nome è Giovanni. E tutti resta-
:

rono meravigliati.
**Apertum autem
illieo os eius, et
est **E in quel punto si aprì la sua bocca,
lingua loquebatur benedicens
eius,; et e sciolse la sua lingua, e parlava benedi-
si
Deum, **Et factus est timor super omnes cendo Dio. **E furono presi da timore tutti

"I Reg. 2, 5; Ps. 33, 11. " Gen. 17, 9 et 22, 16; Ps. 131, 11; Is. 41, 8. " Sup. 5, 13.

54-55. Nella quarta strofa si fa osservare che non poteva uscir di casa prima di 40 giorni. Nel
Dio, memore delle sue promesse, ha sempre giorno della circoncisione si soleva imporre il
avuti speciali riguardi al popolo d'Israele, a cui nome al fanciullo. Lo chiamavano, cioè erano sul
proverrà nuova gloria dal mistero dell'Incarna- punto di chiamarlo, Zaccaria. Dal nome di suo
zione. Accolse Israele, ecc. Nel greco : prese per padre. Presso gli Ebrei si usava dare ai figli il
mano. Per mezzo del mistero dell'Incarnazione Dio nome del padre o di qualche parente.
stese la mano in soccorso del popolo d'Israele suo 60. Avrà nome Giovanni. Elisabetta seppe da
servo, col quale aveva contratto una speciale al- Zaccaria l'ordine ricevuto dall'angelo nel tempio
leanza, ricordandosi così delle promesse di mise- (v. 13), si oppose perciò alla volontà dei parenti
ricordia verso Abramo e i suoi discendenti, che e degli amici.
aveva fatto per mezzo di tanti profeti (Gen. XII,
62. Facevano cenno. Da queste parole si pud
3; XXII, 18; XXVIII, 14; XLIX, 10, 18, ecc.)
dedurre probabilmente che Zaccaria fosse anche
Le parole ad Abramo e ai suoi discendenti per
:
sordo (v. n. v. 20).
tutti i secoli, sia nel greco che nel latino non
dipendono dal verbo : parlò, ma dalla frase ri- :
63. Chiesta una tavoletta di cedro spalmata di
cordandosi della sua misericordia. cera, scrisse con uno stilo di ferro o di avorio :

56. Si trattenne circa tre mesi, cioè fino alla


nascita del Battista. E' incerto però se essa sia
tornata a Nazaret prima o dopo questo avveni- Fig. 83.
mento ; tuttavia siccome l'Evangelista a partire dal Tavoletta e stile per scrivere.
V. 57 non fa più alcuna menzione di lei, è pro- (Pittura delle catacombe).
babile che abbia lasciato la casa di Zaccaria prima
che il Battista venisse alla luce. E' pure incerto
se S. Giuseppe abbia accompagnata Maria in casa
di Zaccaria, ma è più probabile che Maria fosse // suo nome è Giovanni, cioè, non sono io che
sola, poiché diversamente Giuseppe avrebbe cono- impongo, egli lo ha già avuto da Dio, e nes-
glielo
sciuto il mistero. suno può cambiarlo.
58. La sua misericordia col togliere da lei l'ob- 64. Si aprì la sua bocca, ecc. come l'angelo
brobrio della sterilità. gli aveva predetto v. 20. Zaccaria usò santamente
59. L'ottavo giorno dopo la nascita, come pre- della favella ricuperata cominciando a benedire e
scriveva la legge (Gen. XVII, 12; Lev. XII, 3), lodare Dio.
vennero a circoncidere il bambino. La cerimonia Furono presi da timore al vedere dapprima
65.
della circoncisione ebbe luogo nella stessa casa di che Elisabetta sterile aveva dato alla luce un
Zaccaria, poiché si trovò presente la stessa Elisa- figlio, a cui era stato imposto un nome in modo
betta, la quale secondo la legge (Lev. XII, 3-5), così straordinario, e poi al sentire Zaccaria, che
S. Luca, i, 66-72 217

vicinos eorum et super omnia montana


: i loro vicini e per tutta la montagna della
:

ludaeae divulgabantur omnia verba haec : Giudea divulgarono tutte queste cose
si :

••Et posuerunt omnes, qui audierant in ••e tutti quelli che le avevano udite, le pon-
corde suo, dicentes Quis, putas, puer iste
: deravano in cuor loro, dicendo Che bam- :

erit? Etenim manus Domini erat cum ilio. bino sarà mai questo? Poiché la mano del
Signore era con lui.
•'Et Zacharias pater eius repletus est Spi- •'E Zaccaria suo padre fu ripieno di Spi-
ritu sancto : et prophetavit, dicens ••Be- : rito santo e profetò dicendo: •'Benedetto
:

nedictus Dominus Deus Israel, quia visi- il Signore Dio d'Israele, perchè ha visitato

tavi!, et fecit redemptionem plebis suae : e redento il suo popolo "ed ha innalzato :

•'Et erexit nobis in domo


cornu salutis per noi un corno (segno) di salute nella casa
David pueri sui. '"Sicut locutus est per os di David suo servo. '"Conforme annunziò
sanctorum, qui a saeculo sunt, prophetarum per bocca dei santi profeti suoi, che sono
eius ''Salutem ex inimicis nostris, et de
: stati da antico ''liberazione dai nostri ne-
manu omnium, qui oderunt nos "Ad fa- : mici, e dalle mani di tutti coloro che ci
ciendam misericordiam cum patribus no- odiano "per fare misericordia coi padri
:

stris et memorari testamenti sui sancti.


: nostri e mostrarsi memore dell'alleanza
:

P». 73, 12. ••?•• 131, 17. "Jer. 23, 6 et 30, 10.

tutto ad un tratto aveva riacquistata la favella, e sione di Egitto e dal giogo di Babilonia, ma dalla
parlava benedicendo Dio. tirannia e dalla servitù del demonio e del peccato.
E' da notare che 2Laccaria si trasporta in ispirito
66. Ponderavano tn cuor loro, ebraismo che si-
a considerare la redenzione come già eseguita,
gniflca meditavano seriamente chi sarebbe stato
perchè era già nato il Precursore e lo stesso
Ìuel bambino circondato da segni cosi straordinari!. Cristo era già venuto al mondo.
.a mano del Signore indica una speciale prote-
zione di Dio. Con questa riflessione l'Evangelista 69. Ha Nel greco
innalzato. ha suscitato. Un :

spiega il motivo, per cui tutti coloro, che seppero corno Questa metafora orientale, spesso
di salute.

delle meraviglie operatesi alla nascita di Giovanni,


usata nella Bibbia (Deut. XXXIII. 17; Salm.
sentirono riempirsi di religioso timore. CXXXI, 17; Ezech. XXIX, 21, ecc.) e applicata
talvolta al Messia (1 Re, II, 10; Salm. CXXXII,
67. Ripieno di Spirito Santo, cioè divinamente 17, ecc.), serve ad esprimere la forza. Dio ha
ispirato. Profetò. 11 verbo profetare ha qui e al- dunque suscitato un Salvatore potente, cioè il
trove nella Bibbia il senso di parlare sotto l'in- Messia, nella discendenza di Davide. E' chiaro
flusso dell'ispirazione divina. Nel cantico di Zac- che questo Salvatore potente non può essere che
caria si contengono però anche vere profezie, il Figlio di Maria SS., il quale discendeva da Da-
ossia predizioni di avvenimenti futuri riguardanti vide, e a cui era stato promesso il trono dello
U Messia e il suo Precursore. stesso Davide.
68. Benedetto, ecc. Il Benedictas è un canto di 70-72. Seconda strofa. Fedeltà colla quale Dio
ringraziamento a Dio per aver mandato il Messia ha mantenuto le promesse fatte di mandare il
a redimere Israele. Pieno di espressioni e di remi- Messia a liberare Israele. Conforme annunziò, ecc.
niscenze bibliche, esso è modellato sui carmi Molti profeti annunziarono che il Messia sarebbe
degli antichi profeti, come il Mai^niflcat sul carme nato dalla stirpe di Davide (Is. IX, 5-6; XI, 1;
(H Aesa e sui salmi, ed ha un tono sacerdotale Gerem. XXIII, 5; Ezech. XXXIV, 23; Os. Ili, 3;
quale si conveniva a Zaccaria, discendente di Am. IX, 11, ecc.). I profeti vengono chiamati
Aronne, mentre il Magnificat ha un tono reale santi sia perchè in forza del loro ministero erano
come si addiceva a Maria figlia di Davide. in modo speciale consecrati a Dio, e sia perchè
Pud dividersi in due parti, nella prima delle erano divinamente ispirati. Da antico. Queste pa-
quali (vv. 68-75) Zaccaria ringrazia Dio di avere role indicano i tempi posteriori a Davide.
mandato il Messia a redimere Israele, e descrive 71. Liberazione, ecc. Queste parole sono una
brevemente i frutti della redenzione : nella seconda spiegazione del v. 69. Dio ha suscitato un Sal-
(76-79) tratta della missione che dovrà compiere vatore potente che ci libererà da tutti i nostri
il precursore. nemici e da tutti quelli che ci odiano, ossia da
La prima parte si compone di tre strofe (vv. 68- tutti coloro che ci perseguitano e si oppongono
69; 70-72; 73-75) e la seconda di due (76-77; alla propagazione del regno di Dio nel mondo e
78-79).
specialmente dalla tirannia del demonio, capo di
68-69. Prima strofa. Benedetto. Zaccaria, avendo tutti i perversi.
conosciuto per divina rivelazione che il Messia 72. Per fare misericordia, ecc. Dio, inviando il
era venuto nel mondo, prorompe in un inno di Messia, volle manifestare la sua
misericordia
ringraziamento servendosi delle parole di alcuni verso gli antichi patriarchi d'Israele, non solo
salmi (XL, 14; LXXI, 18; CV, 48). Ha visitato. compiendo nei figli le promesse loro fatte, ma
Nella Scrittura si dice che Dio visita gli uomini rendendo essi stessi partecipi dei benefizi della
quando interviene a manifestare verso di loro la redenzione, collo strappare le loro anime al limbo
sua misericordia (Gen. XXI, 1 ; L, 24 Esod. IV, ; e introdurle nella gloria. Dio volle pure mostrare
31, ecc.), oppure la sua giustizia (Esod. XX, che si ricordava dell'alleanza conchiusa con
15, ecc.). Qui è chiaro che si tratta di un inter- Abramo, Isacco e Giacobbe (Gen. XV, 18; XXII,
vento misericordioso di Dio. Redento, gr. m rf)t,>oi> 16-18) e delle sue condizioni. Nel testo latino in-
tia riscattato mediante il pagamento di un prezzo, vece ai memorari, la grammatica vorrebbe : ad
3 suo popolo, cioè Israele, non gii dall'oppres- memorandum come vi è: ad faciendam.
218 S. Luca, I, 73-80.

''lasìurandum, quod iuravit ad Abraham sua santa : "conforme al giuramento, col


patrem nostrum, daturum se nobis ^*Ut : quale giurò ad Abramo padre nostro di
ei
sine timore, de manu inimicorum nostro- concedere a noi '^^che liberi dalle mani
:

rum liberati, serviamus illi. ^*In sanctitate, dei nostri nemici, e scevri di timore ser-
et iustitia coram ipso, omnibus diebus no- viamo a lui "con santità e giustizia nel
strls. "Et tu puer, propheta Altissimi vo- cospetto di lui per tutti i nostri giorni.
caberis praeibis enim ante faciem Domini
: "E tu, bambino, sarai detto profeta del-
parare vias eius "Ad dandam scientiam
: l'Altissimo perchè precederai davanti alla
:

salutis plebi eius in remissionem peccato-


: faccia del Signore a preparare le sue vie :

rum eorum ^*Per viscera miisericordiae


: "Per dare al suo popolo la scienza della
Dei nostri in quibus visitavit nos, oriens
: salute per la remissione dei loro peccati,
ex alto : ^'Illuminare his, qui in tenebris, ^*per le viscere della misericordia del
et in umbra mortis sedent ad dirigendos : nostro Dio, per le quali ci ha visitato dal-
pedes nostros in viam pacis. l'alto l'Oriente, ^'per illuminare coloro
che giacciono nelle tenebre e nell'ombra
della morte per guidare i nostri passi nella
:

via della pace.


^'Puer autem orescebat, et confortaba- ^'E il bambiho cresceva e si fortificava
tur spiritu et erat in desertis usque in
: nello spirito e abitava pei deserti fino al
:

<iiem ostensionis suae ad Israel. tempo di darsi a conoscere a Israele.

"Gen. 22, 16; Jer. 31, 33; Hebr. 6, 13, 17. "Mal. 4, 5; Sup. 5, 17. ^«Zach. 3, 8 et 6, 12;
Mal. 4, 2.

73-75. Terza strofa. Fedeltà colla quale Dio Per le viscere della misericordia. Gli Ebrei
mantiene il suo giuramento. consideravano le viscere come la sede delle più
Nel contrarre la sua alleanza Dio aveva pro- profonde emozioni, quali la compassione, la te-
messo ad Abramo con giuramento (Gen. XXII, nerezza, ecc. Viscere della misericordia o viscere
16-18; XXVI, 3) di concedere a lui e ai suoi di- misericordiose indicano quindi una grande miseri-
scendenti che, liberi da tutti loro nemici potes-
i cordia. Queste parole si collegano colle precede.iti
sero senza timore servirlo con santità e giustizia e dimostrano come la remissione dei peccati e tutti
per tutti i giorni della loro vita. Questa promessa i beni apportatici da Gesù Cristo non sono stati
fu realizzata da Gesìi Cristo, il quale ci liberò dalla concessi se non per intima e tenerissima miseri-
tirannia del demonio, del peccato e delle passioni, cordia dì Dio, senza che noi vi avessimo alcun me-
in modo che serviamo a Dio non più nello spi- rito. Fu effetto di questa stessa misericordia se
rito dì timore proprio degli schiavi, ma nello venne a visitarci l'Oriente, ossia il sole nascente
spirito di amore, quale si conviene a figli adot- come si legge nel greco dvotoXTi' Queste ultime
tivi di Dio. parole indicano la venuta del Messia s luce del
Nel testo latino invece di « jusjurandam » ci vor- mondo» (Giov. I, 9 e ss.. Vili, 12; XII, 46). Già
rebbe secondo la grammatica « secundum /as/u- gli antichi profeti avevano annunziato la venuta
randum » oppure « jurisjurandi » se si fa dipen- del Messia sotto l'immagine dello spuntare d'un
dere da « memor ». astro, dell'aurora, del sole, ecc. V. Num. XXIV,
75. Con La santità importa
santità e giustìzia. 17; Is. IX, 1-2; XLII, 6; XLIX, 6; Zac. Ili, 6;
principalmente l'adempimento di tutti doveri i
VI, 12 Volg. Malach. IV, 2
;

verso Dio, e la giustizia l'adempimento di tutti i Dall'alto. Queste parole indicano l'origine ce-
doveri verso il prossimo. Nel cospetto di lui. La leste del Messia, e la sua preesistenza prima di
santità e la giustizia non devono essere tali solo venire in questo mondo.
davanti agli uomini, che possono ingannarsi e giu- 79. Per illuminare, ecc. Il Messia venne a visi-
dicano secondo le apparenze esterne ma devono ; tarci per illuminare coloro che giacevano avvolti
essere tali davanti al cospetto di Dio, che non nelle tenebre dell'ignoranza e del peccato. Nel-
s'inganna. l'ombra di morte, ossia in una oscurità profondis-
76-77. Quarta strofa. Missione del precursore. sima, quale era quella che gli Ebrei si pensavano
E tu. Zaccaria dopo aver parlato del Messia, si esistere nel soggiorno dei morti. Per guidare,
volge direttamente al fanciullo, e gli traccia la ecc. Dissipate le tenebre dalla luce del Messia,
sua missione conforme a quanto aveva detto l'an- si potrà senza tema d'inciampo camminare per la
gelo (v. 16-17). Sarai chiamato, cioè sarai real- via della giustizia, che conduce alla vera pace con
mente e verrai riconosciuto profeta dell'Altissimo, Dio e con gli uomini.
perchè come in Oriente si soleva preparare le vie Nel testo latino invece di « illuminare his » ci
davanti ai re, tu dovrai preparare e disporre i verrebbe secondo la grammatica : < ad illumi-
cuori degli uomini a ricevere il Messia. nandos hos ».
77. Per dare... la scienza, ecc. Accenna al modo 80. Cresceva sviluppandosi fisicamente, e si
con cui dovrà preparare la via. Egli farà cono- fortificava nello spirito, ossia si sviluppava moral-
•cere ai Giudei che la salute portata da Gesù mente crescendo nella grazia e nella santità. Abi-
Cristo non è una redenzione politica dalla servitù tava pei deserti, ecc. Riassume il genere di vita
dei romani, come molti falsamente pensavano, ma condotta da Giovanni fino all'inaugurazione del
è una redenzione morale dalla servitù del demonio suo ministero, e mostra che la sua fu una vita di
e del peccato. solitudine e di penitenza trascorsa nel deserto di
78-79. Quinta strofa. Nella redenzione si mani- Giuda all'Est di Gerusalemme e all'Ovest del Mar
festa la misericordia di Dio. A^.orto.
S. Luca, II, 1-2 219

CAPO II.

Nascita di Gesti, 1-20. — Circoncisione e Presentazione al tempio, 21-38. — Infanzia


di Gèsii, 39-40. — Gesù tra dottori, 41-52. i

'Factum est autem in dlebus illis, exiit *Di quel giorni uscì un editto di Cesare
edictutn a Caesare Augusto ut describere- Augusto, che si facesse il censo di tutto il
tur universus orbis. *Haec descriptio pri- mondo. ^Questo primo censo fu fatto da

di quest'altro censimento più generale terminato


CAPO II. in Roma nel 747, ma prolungatosi ancora per
qualche anno nelle Provincie.
1. Dì qaei giorni, ossia nel tempo che segui alla Giova inoltre ricordare che, benché Erode fosse
nascita del Battista, usci, fu promulgato un editto, solo alleato dei romani, tuttavia ai suoi Stati ve-
ecc. Cesare Augusto primo imperatore romano nivano applicate le leggi d'interesse generale per
nacque nel 62 a. C. da Caio Ottavio e da Atia l'impero, e i Giudei erano obbligati a prestar giu-
parente di Giulio Cesare. Adottato da quest'ultimo ramento di fedeltà a Cesare e a pagare il loro tri-
in Aglio, volle vendicarne la morte, e formò il buto. E' quindi naturalissimo che Augusto in tale
secondo triumvirato con Marcantonio e Lepido. circostanza abbia comandato a Erode di far il censo
Dopo la battaglia di Azio ricevette dal Senato il dei suoi Stati, e questi non potè rifiutarsi di
titolo di imperatore, e regnò dal 31 a. C. al 14 obbedire.
d. C. Che si facesse il censo. Questa operazione 2. Questo primo censo. L'Evangelista chiama
consisteva nel far iscrivere sui pubblici registri primo questo censo, perchè nel 759 di Roma
dello Stato il nome, l'età, la professione, la for- (6 d. C.) ne fu fatto un altro, che provocò una
tuna di tutti gli abitanti di una regione, ordina- grave rivolta in Galilea, e che è menzionato da
riamente afHne di stabilire l'imposta che ognuno S. Luca negli Atti V, 37 e da Giuseppe Ant.
doveva pagare. Di tatto il mondo, cioè di tutto Giud. XVIII, 1.
l'impero romano, che comprendeva la maggior Da Cirino preside della Siria. Cirino pronun-
parte del mondo allora conosciuta. ziato alla greca è Quirino alla latina. Publio Sul-
Benché di questo censo generale dell'impero, piiio Quirino è un personaggio assai noto (Taclt.
fatto nel tempo della nascita di G. C, non si Ann. II, 30, 4; III, 22, 1 e 23, 1; Svet. Tib.,
abbia altra testimonianza positiva fuori di quella 49, ecc.). Fu conaole nel 742, e poi senatore, e
dell'Evangelista (l'opera di Dione Cassio, che in seguito governatore di Siria. Secondo l'iscri-
aveva scritta una particolareggiata biografia di zione di Tivoli egli fu due volte proconsole di
Augusto, non ci rimane che sotto forma di estratti questa provincia. Proconsul Asiam Provinciam
per quanto riguarda questo tempo. Tacito non co- optinuit legattts pr. pr. Divi Augusti, iterum Sy-
mincia i suoi Annali che con Tiberio. Svetonio e riam et Phoenicem optinait. Gli studi di Mommsen
Giuseppe errano in varie cose e molte ne omet- (Res gestae Divi Augusti) e di Zumpt (De Syria
tono), non manca però un complesso di dati e romana provincia, 97-98), hanno dimostrato che
di fatti, che bastano a garantire l'esattezza delle egli tenne la prima volta il governo negli anni
informazioni di S. Luca. 750-753. cioè subito dopo la morte di Erode avve-
E prima di tutto è fuori di dubbio che Augusto nuu nella primavera del 750, e la seconda uegli
fece parecchi di questi censi, poiché nel suo testa- anni 759-765, in cui fece il secondo censo ricor-
mento, inciso sui muri di un tempio ad Ancira dato negli Atti e da Giuseppe.
nella Galazia, parla di tre censi dei cittadini ro- Durante il suo primo governo Quirino condusse
mani fatti negli anni 726, 746, 767 di Roma, e a termine il censo cominciato dai suoi predeces-
nel Breviarium imperii, scritto di suo pugno, erano sori Caio Sentio Saturnino e Quintilio Varo, e gli
descritti, a quanto riferisce Tacito {Annoi. I, 11), diede il suo nome. Cosi resta spiegato perchè
e il numero dei cittadini e degli alleati soggetti Tertulliano {Adv. Marc. IV, 7, 19) possa attribuire
alle armi, quello delle flotte, dei regni e delle prò questo censo a S. Saturnino, e rinviare per pro-
vincie, quello dei tributi e delle imposte ». Ora varlo ai pubblici archivi. Questa soluzione ci pare
è chiaro che tutto questo non sì potè ottenere se la migliore.
non mediante un'inchiesta e un censo non solo Alcuni esigeti pensano che Quirino sia stato
sulle terre dell'impero propriamente detto, ma dapprima inviato nella Siria con poteri straordi-
anche presso gli alleati, quali erano i Giudei. narii come associato a Varo per le operazioni del
Infine le ricerche di G. B. de Rossi {Piante icono- censo, e poi abbia tenuto l'inf^rfm del procon-
grafiche a prospettiche di Roma, Roma 1879, solato dopo Varo. Osservano infatti che S. Luca
p. 25), hanno stabilito che Augusto, oltre al censo non gli dà il titolo di Proconsole dvOwioto^ come
dei cittadini romani, aveva fatto tracciare piani to- ai governatori di Cipro (Ani XIII, 7) e di Acaia
pografici e carte di tutto l'impero romano. I grandi (Atti XVIII, 12) ma Io chiama semplicemente
;

lavori di misure che tal opera aveva richiesti, ^Yt^iÓY termine generale che esprime assai bene
erano pressoché ultimati nel 747 di Roma, vale la natura mal definita delle sue funzioni.
a dire verso il tempo della nascita di GesCi Cristo. Si noti ancora che nel greco vi é questa va-
Tutto ciò rende sempre più ammissibile il fatto, riante Questo primo censo fa fatto mentre Cirino
;

che verso questo tempo abbiano avuto termine le era preside della Siria. (V. Vigouroux, Le Souv.
altre operazioni accessorie delle misure e del censo Test, et les découv. archéologiqaes. Paris 1896,
degli abitanti anche nei regni vicini alle Provincie p. 89 e ss. Marucchi in Dict. Vig. Cyrinus. Rev.
romane, dei quali si preparava l'annessione all'im- Bibl. 1898, p. 313 Jacquier, Histoire des lìvre»
pero. Il censimento dei cittadini romani fatto da N. T. t. l, 6 ed. p. 3-9. Manuel B. t. Ili,
nel 746 non sarebbe suto altro che un episodio p. 281 e ss., ecc.).
220 S. Luca, II, 3-8

ma, facta est a praeside Syriae Cyrino : ^Et Cirino preside della Siria 'E andavano tutti
:

ibant omnes ut profìterentur singuli in suam a dare il nome ciascuno alla sua città. *E
civiitatem. *Ascendiiautem et loseph a Ga- andò anche Giuseppe da Nazaret, città della
lilaea de civitate Nazareth in ludaeam, in Galilea, alla città di David, chiamata Be-
civitatem David, quae vocatur Bethlehem : tlemme, nella Giudea, per essere egli della
eo quod esset de domo, et familia David, casa e famiglia di David, "a dare il nome
*Ut proflteretur cum Maria desponsata sibi insieme con Maria sposata a lui in consorte,
uxore praegnante. la quale era incinta.

'Factum est autem, cum essent ibi, im- ®E avvenne che, mentre quivi si trova-
pleti sunt dies ut pareret. ^Et peperit filium vano, giunse per lei il tempo di partorire. ^E
suum primogenitum, et pannis eum invol- partorì il suo Figliuolo primogenito, e lo
vit, et reclinavit eum in praesepio quia : fasciò e lo pose a giacere in una mangia-
non erat eis locus in diversorio. toia perchè non vi era luogo per essi nel-
:

l'albergo.
*Et pastores erant in regione eadem vigi- *E vi erano nella stessa regione dei pa-
lantes, et custodientes vigilìas noctis super stori che vegliavano e facevano di notte

* Mich, 5, 2 ; Matth. 2, 6.

3. Andavano tutti. Qui non si parla di tutti 1 che Erode morì nel marzo o nell'aprile del 750, si
sudditi dell'impero romano, ma dei soli Giudei re- deve concludere che Gesù non potè nascere dopo
sidenti in Palestina. Ciascuno alla sua città. A il 749. Si può quindi ritenere che l'anno della na-

quella città, da cui aveva avuto origine ciascuna scita di Gesù va collocato tra il 748-749 di Roma.
famiglia. In Palestina il censo non fu fatto all'uso Dionigi il piccolo, con evidente errore di calcolo
romano, che voleva che ognuno si facesse iscrivere fece cominciare l'èra volgare col 754 di Roma.
nel luogo del suo domicilio; ma all'uso giudaico Non è possibile determinare il giorno dell'anno
che obbligava tutti a farsi iscrivere nel luogo d'ori- in cui avvenne la nascita di Gesù. Il 25 dicembre
gine della famiglia. Questo modo di fare il censo è la data in cui si commemorava a Roma.
era comodissimo per gli Ebrei, presso i quali era
7.Primogenito. Presso gli Ebrei si chiama pri-
diligentemente osservata, non solo la distinzione
mogenito il primo nato anche se unico, come nel
delle tribù, ma anche delle famiglie.
caso presente.
4. Giuseppe come discendente di Davide do- Lo fasciò e lo pose a giacere. La tradizione dei
vette quindi recarsi da Nazaret (V. n. Matt. II, teologi, poggiata sull'autorità dei Padri, insegna
23) a Betlemme (V. n. Matt. II, 1), patria di Da- che il parto di Maria fu miracoloso e senza ch'essa
vide (I Re XVII, 12 e ss.). Da Nazaret a Be- soffrisse alcun dolore ; e ciò sembra venir insi-
tlemme vi sono circa 120 chilometri di strada. nuato dall'Evangelista, il quale fa osservare che
5. Insieme con Maria. I romani sottoponevano Maria stessa fasciò e pose a giacere il Bambino.
alla imposta personale anche le donne dai 12 In una mangiatoia. Cosi si legge anche nel
ai 60 anni (Ulpiano D. L., XV, de Censibus), ed greco év «pàtvi) Non avendo trovato altrove al-
:

è probabile che per questo motivo Maria SS. abbia loggio. Maria e Giuseppe si rifugiarono in una
dovuto accompagnare Giuseppe. Alcuni pensano stalla. Secondo S. Giustino, che viveva in Pale-
invece che essa vi sia andata perchè ereditiera stina verso la metà del secondo secolo {Dial. e.
senza fratelli, oppure semplicemente per non Tryph. 78) e Origene, che viveva verso la metà
essere separata da S. Giuseppe, mentre si tro- del secolo seguente (C. Cels. I, 51), questa stalla
vava alla vigilia di dare alla luce il Salvatore del era una grotta o spelonca, che serviva di rifugio
mondo. agli animali nelle notti fredde.
In consorte. Queste parole mancano nella piiì Non eravi luogo, ecc. Il censo aveva attirato a
parte dei codici greci, si trovano però negli altri Betlemme una folla enorme, e Giuseppe e Maria
e nelle versioni siriaca e etiopica. Dato però che non trovarono alloggio né presso gli amici, né al
non fossero autentiche, bisognerebbe tuttavia dare caravanserraglio. Il caravan serraglio o Kan (gr.
alla parola sposata il senso di maritata. xatàXuna Volg. diversorio) era un gran fabbricato
di forma quadrata, costrutto di rozze pietre so-
6. Giunse per lei il tempo di partorire. Non è
vrapposte le une alle altre, che racchiudeva un
possibile determinare con esattezza l'anno preciso
cortile,dove si raggruppavano le bestie, e una
della nascita di Gesù. Tuttavia possiamo ritenere
specie di chiostro sotto il quale erano disposte
che Egli non nacque prima del 747 di Roma, né
alcune camere per i viaggiatori. Questi edilìzi
dopo il 749. E' infatti indubitatq che alla nascita
erano spesso addossati ad alcune grotte che ser-
di Gesù ebbe luogo un censo generale dell'impero.
vivano di rifugio agli animali contro le intemperie.
Ora questo fatto non potè avvenire p^'ima del
746-747, perchè solo nel 746 l'impero godette 8. Che
vegliavano. Il greco àYpa«Xovvte<
pace e fu chiuso il tempio di Giano. Anzi il censo significa dimoravano all'aperto nei campi, e per
:

di Palestina non fu probabilmente eseguito che turno facevano la ronda attorno al gregge per
nell'anno 748. Gesù quindi non nacque prima del tener lontani le bestie selvaggie e i ladri. E' incerto
747-748. Sappiamo inoltre da S. Matteo che Gesù in quale stagione dell'anno sia nato Gesù, ma fosse
nacque sotto Erode il Grande, e che prima della pure ciò avvenuto nell'inverno (La Chiesa d'Occi-
morte di questo re ebbero luogo la venuta dei dente fin ab antico celebra la festa della Nati-
Magi, la strage degli Innocenti, la fuga della sacra vità il 25 dicembre, mentre la Chiesa d'Oriente la
Famiglia in Egitto, ecc., cose tutte che richiedono celebrava il 6 gennaio) la temperatura non è cosi
almeno qualche mese di tempo. rigida che gli armenti non possano dimorare al-
Siccome è ammesso comunemente dagli storici l'aperto.
S. Luca, II, 9-18 221

gregem suum. 'Et ecce angelus Domini ste- la guardia attorno al loro gregge. 'Quan-
tit iuxta illos, et claritas Del circumfulsìt d'ecco sopraggiunse vicino ad essi l'Angelo
illos, timuerunt timore magno. '"Et di-
et del Signore, e uno splendore divino li ab-
xit illisangelus Nolite timere ecce enim : : barbagliò e furono presi da gran timore.
evangelizo vobis gaudium magnum, quod "E l'Angelo disse loro Non temete poi- : :

erit omni populo ''Quia natus est vobis : ché eccomi a recarvi la nuova di una grande
hodie Salvator, qui est Christus Dominus, allegrezza, che avrà tutto il popolo "perchè :

in civitate David. "Et hoc vobis signum : è nato oggi a voi un Salvatore, che è il
Invenietis infantem pannis involutum, et Cristo Signore, nella città di David. "Ed
positum in praesepio. eccovene il segnale Troverete un bambino
:

avvolto in fasce, giacente in una mangiatoia.

"Et subito facta est cum angelo multi- "E subitamente si unì coli 'Angelo una
tudo militiae caelestis laudantium Deum, et schiera della milizia celeste, che lodava Dio,
dicentium '^Gloria in altissimis Deo. et
:
dicendo "Gloria a Dio nel più alto dei
:

in terra pax hominibus bonae voluntatis. cieli, e pace In terra agli uomini di buona
volontà.

"Et factum est, ut discesserunt ab eis "E dopo che gli Angeli si furono ritirati
Angeli in caelum : pastores loquebantur ad da essi verso il cielo, i pastori presero a
invicem Transeamus usque Bethlehem, et
:
dire tra loro : Andiamo sino a Betlemme a
videamus hoc verbum, quod factum est, vedere quello che è ivi accaduto, come il
quod Dominus ostendit nobis. "Et vene- Signore ci ha manifestato. "E andarono con
runt festinantes et invenerunt Mariam, et:
prestezza e trovarono Maria e Giuseppe e
:

loseph, et infantem positum in praesepio. il Bambino giacente nella mangiatoia. "E


^'Videntes autem cognoverunt de verbo, vedutolo, intesero quanto era stato detto
quod dictum erat illis de puero hoc. loro di quel Bambino.

"Et omnes. qui audierunt, mirati siuit : "E tutti quelli che ne sentirono parlare,
et de his, quae dieta erant a pastorìbus ad restarono maravigliati delle cose che erano

9. L'angelo del Signore. Secondo ilcuni h- creatura. Agli uomini poi l'Incarnazione procura
rcbbe Gabriele, l'angelo dell'lncarnizione. Uno la riconciliazione con Dio e la felicità eterna. Nel
splendore divino, segno delle apparizioni divine pia alto dei cieli, dove si suppone che abiti Iddio.
(Esod. XXIV, 17; III Re Vili, 11), li abbarbagliò Pace ossia la pace messianica che comprende la
e come avviene sempre in presenza di fenomeni riconciliazione con Dio e la somma di tutti i beni.
sopranatiira'.i, furono presi da gran timore. Di buona volontà. Il greco cv^omo^ che corri-
10. Tutto il popolo giudaico a cui voi appar- sponde a queste due parole, significa nella Scrit-
tura, favore, benevolenza, beneplacito divino, e
tenete.
quindi uomini di buona volontà sono coloro che
11. Salvatore, lì Messia era suto promesso più sono oggetto della divina benevolenza. Per l'In-
volte col nome di Salvatore (Isai. XIX, 20 ; Zac. carnazione gli uomini cessano di essere oggetto di
IX, 9). // Cristo cioè il Messia, Signore, cioè Re ira, e diventano invece oggetto dell'amore e della
divino d'Israele, che è nato in Betlemme, come benevolenza di Dio. Numerosi codici greci, alcuni
aveva predetto Michea V, 2 (V. n. Matt. II, 5-6). Padri e parecchie versioni orientali invece del
12. Il segnale. L'ang(tlo di loro un segno, sia genitivo eùòoxia^ hanno il nominativo evboxta e
per confermare la verità della sua parola, e sia perciò varii esiget! preferiscono dividere in tre
per dar loro il mezzo di riconoscere il Bambino, parti il canto : 1* Gloria a Dio, 2' pace in terra,
e Quanto è ammirabile il contrasto che Dio ha 3* buona volontà, ossia benevolenza divina agli
voluto che fosse tra le umiliazioni del Verbo fatto uomini.
uomo e i miracoli di grandezza tutta divina che La lezione evboxi'o^ però, oltre che nella Vol-
in mezzo alle stesse umiliazioni risplendono Nasce ! gata, si trova pure nei quattro migliori e più an-
Egli di madre povera, ma vergine nasce in una ; tichi codici greci, cioè nel Vaticano, nel Sinaitico,
stalla, è posto in una mangiatoia, ma tutto riempie neìV Alessandrino e in quello di Beza, in alcune
all'intorno di luce celeste ; è annunziato dall'an- versioni e citazioni antiche di Padri, e sembra vo-
gelo ai pastori ; ha al suo servizio la celeste luta dalla critica interna del testo, poiché i due
milizia, quale lo riconosce e lo
la predica per membri si corrispondono esattamente gloria = :

suo Dio e Signore ». Martini. pace; nel più alto dei cieli = in terra; a Dio =
agli uomini.
13. Milizia celeste. E' un'espressione ebraica,
che indica gli spiriti celesti che formano l'armata 15. Come il Signore ci ha manifestato per mezzo
pacifica di Dio. dei suoi angeli.
14. Gloria a Dio. Questo canto degli angeli, che 17. Intesero la verità delle cose dette loro dagli
forma una specie di distico dai termini che si angeli. Benché la Volgata abbia tradotto il verbo
corrispondono esattamente, racchiude tutti gli ef- greco è-p-ùptoov per cognoverunt = intesero, il
fetti che produce l'Incarnazione. Essa procura a contesto però esige che Io si traduca per fecero
Dio una gloria infinita, poiché ogni atto di obbe sapere, narrarono, come la stessa Volgata ha
dicnza, di amore, di umiltà, ecc. posto da Gesti tradotto al v. 15.
Cristo, avendo per la dignità della persona che lo I vv. 17 e 18 contengono la narrazione antici-
compie un valore infinito, rende a Dio un onore pata di quanto fecero i pastori al loro ritorno
più grande di quel che gli possa rendere qualsiasi dalla grotta, v 20.
222 S. Luca, II, 19-24

ipsos. "Maria autem conservabat omnia "Maria però


state riferite loro dai pastori.
verba haec, conferens in corde suo. ^°Et tutte queste cose riteneva,
paragonandole in
reversi sunt pastores glorificantes, et lau- cuor suo. ^"E i pastori se ne ritornarono,
dantes Deum in omnibus, quae audierant, glorificando e lodando Dio per tutto quello
et viderant sicut dictum est ad illos. che avevano udito e veduto, conforme era
stato loro detto.
''Et postquam consummati sunt dies octo ^'E compiti che furono gli otto giorni per
ut circumcideretur puer vocatum est no- : fare la circoncisione del Bambino, gli fu
raen eius lesus, quod vocatum est ab an- posto nome GESÙ', conforme era stato
gelo prius quam in utero conciperetur. nominato dall'Angelo prima di esser con-
cepito nel seno.
'^Et postquam impleti sunt dies purga- *^E venuto tempo della purificazione di
il

tionis eius secundum legem Moysi, tule- lei, secondolegge di Mosè, lo portarono
la
runt illum in lerusalem, ut sisterent eum a Gerusalemme, affine di presentarlo al
Domino, *'Sicut scriptum est in lege Do- Signore, ^^secondo che sta scritto nella legge
mini Quia omne masculinum adaperiens
: del Signore : Qualunque maschio primoge-
vulvam, sanctum Domino vocabitur. ^^Et nito sarà consacrato al Signore : ^*e per

2iGen. 17, 12; Lev. 12, 3; Matth. 1, 21; Sup. 1, 31. " Lev. 12, 6. " Exod. 13, 2.
"Lev. 12, 8.

19. Riteneva paragonandole, ecc. Maria para- era uso di imporre il nome al bambino nel giorno
gonava nel suo cuore quanto aveva veduto e quanto in cui veniva circonciso. Gesù. V. n. Matt. I, 21.
le narravano i pastori colle rivelazioni anteriori
22. Della purificazione di lei. Nel greco si
da lei avute dall'angelo, e adorava nel silenzio le legge della loro purificazione, e questa lezione
:

meraviglie operate da Dio, aspettando che venisse è criticamente preferibile, e si riferisce a tutta la
il tempo di tutto manifestare alla Chiesa. S. Luca
sacra Famiglia. Agli occhi degli uomini Maria com-
con questa riflessione su Maria SS. sembra che pariva immonda secondo la legge, e doveva perciò
abbia voluto indicare la sicurezza della fonte, a essere purificata ; Gesù doveva essere offerto al
cui egli ha attinto la narrazione dei fatti riguar- tempio e riscattato; Giuseppe come capo di fa-
danti l'infanzia del Salvatore.
miglia aveva il dovere di far eseguire queste ceri-
21. Per far la circoncisione. L'ottavo giorno monie.
dopo la bambino doveva essere circon-
nascita il
Secondo la legge (Lev. XII, 1-8), la donna che
ciso (Gen. XVII, 13). La circoncisione era il segno aveva dato alla luce un figlio restava immonda
sensibile dell'alleanza contratta da Dio col popolo per sette giorni, e l'ottavo giorno si circoncideva
il bambino, e poi per altri 33 giorni non poteva
d'Israele, e per mezzo di essa il bambino veniva
solennemente riconosciuto come figlio di Àbramo toccare nulla di sacro, né entrare nel tempio e ;

ed entrava a far parte del popolo eletto. Sotto- finalmente al 40° giorno doveva andare a Gerusa-
mettendosi alla legge della circoncisione Gesìì lemme nel tempio a chiedere la purificazione. Se
volle rendersi simile ai suoi fratelli (Ebr. II, 17), invece di un figlio avesse data alla luce una figlia,
redimere coloro che erano sotto la legge (Galat. restava immonda per 80 giorni.
IV, 5), umiliarsi profondamente ricevendo il segno Lo portarono a Gerusalemme, ecc. Se il figlio
del peccato (la circoncisione era ordinata eziandio nato era un primogenito doveva essere consacrato
a rimettere il peccato originale), e spargere le al Signore (v. 23), ossia separato da tutto ciò che
primizie del suo sangue. Non sappiamo né dove, è profano, e addetto unicamente al servizio del
né come abbia avuto luogo questa cerimonia. Signore, come sacerdote (Esodo, XIII, 2; Num.
Secondo alcuni Gesù sarebbe stato circonciso nella XVIII, 15-16). Più tardi però Dio affidò le fun-
stessa grotta della natività (è poco probabile però zioni di sacerdoti alla tribù di Levi ma per far ;

che dopo la visita dei pastori Giuseppe non avesse ricordare al popolo i diritti che Egli aveva sui
ancora trovato alcuna casa), o nella casa che gli primogeniti, ordinò che ognuno di essi gli venisse
serviva di abitazione, come avvenne del Precur- offerto nel tempio, e poi fosse riscattato al prezzo
sore. Secondo altri invece la cerimonia doveva di 5 sicli (circa 18 lire, valendo il siclo circa lire
aver luogo nella sinagoga. Ad ogni modo si ri- 3,50). (Num. Ili, 12; Vili, 16).
chiedeva la presenza di almeno dieci testimonio 24. Per fare l'offerta. L'Evangelista torna a
Si preparavano due sedie d'onore, l'una per il parlare di Maria SS. La legge (Lev. XII, 6, 8)
padrino del bambino, e l'altra per il profeta Elia, prescriveva alla donna di oHrire nel giorno della
:he l'opinione popolare credeva presente alla ce- sua purificazione un agnello di un anno in olo-
tiraonia. Uno speciale ministro secondo altri — causto e un colombo, oppure una tortora. Qualora
.1 padre stesso del fanciullo —
praticando il taglio però fosse stata povera, bastava offrisse due co-
diceva Sfa benedetto il Signore nostro Dio che
: lombi oppure due tortore. S. Luca ricorda solo
ci ha santificati coi suoi precetti e ci ha data la l'offerta dei poveri, che fu quella di Maria.
circoncisione. La S. Famiglia adunque si presentò al tempio,
Il padre del bambino, che doveva trovarsi pre- traversò l'atrio dei gentili e l'atrio delle donne,
sente, rispondeva : Che ci ha dato d'introdurre salì-i 15 scalini, e si presentò alla porta di Nicà-
il nostro bambino nell'alleanza del nostro padre nore, posta tra l'atrio delle donne e l'atrio degli
Abramo. Tutti gli astanti rispondevano colle pa- Israeliti. Là il sacerdote di settimana asperse
role del salmista Viva colui che hai scelto per
: Maria con sangue, e fece su di essa alcune pre-
figlio (V. M. B. B. p. 290). ghiere e poi ebbe luogo l'offerta dei due colombi
;

Siccome Dio nell'istituire la circoncisione aveva o delle due tortore e LI riscatto di Gesù. Si os
cambiato i' »ome, ad Abramo (Gen. XVII, 1-15), servi che Maria, avendo concepito e dato alla luce
S. Luca, II, 25-33 223

ut secundum quod dictura


darent hostiam fare l'offerta, conforme sta scritto nella
est in legeDomini, par turturum, aut duos legge del Signore, di un paio di tortore o
pullos columbarum. di due colombini.

**Et ecce homo erat in lerusalem, cui "Era allora in Gerusalemme un uomo
nomen Simeon, et homo iste iustus, et ti- chiamato Simeone
e quest'uomo (era)
:

moratus. expectans consolationem Israel, et giusto e timorato, che aspettava la consola-


Spìritus sanctus erat in eo. "Et responsum zione d'Israele ed era in lui lo Spirito
:

acceperat a Spiritu sancto, non visurum se santo. "E gli era stato rivelato dallo Spirita
mortem, nisi prius videret Christum Do- santo che non avrebbe veduto morte prima
mini. *^Et venit in spiritu in templum. Et di vedere il Cristo del Signore, '^E condotto
cum inducerent puerum lesum parentes dallo Spirito di Dio andò al tempio. E
eius, ut facerent secundum consuetudinem quando ì genitori v'introdussero il bam«
legis prò eo *'Et ipse accepit eum in
:
bino Gesù, per fare, rispetto a lui, il con-
ulnas suas, et benedixit Deum, et dixit : sueto secondo la legge, '*egli pure lo prese
tra le sue braccia, e benedisse Dio, e disse :

"Nunc servum tuum Domine,


dimittis '•Adesso lascia, o Signore, che se ne
secundum verbum tuum in pace "Quia : vada in pace il tuo servo, secondo la tua
viderunt oculi mei salutare tuum, *'Quod parola ^"perchè gli occhi miei hanno ve-
:

parasti ante faciem omnium populorum. duto la tua salute, "la quale hai preparata
"Lumen ad revelationem gentium, et glo- al cospetto di tutti i popoli ''luce a illu-
:

riam plebis tuae Israel. minare le nazioni, e gloria del popolo tuo
Israele.

"Et erat pater elus et mater miraotes **E il padre e la madre di Gesù resta-

Gesù in modo soprananirtle, era esente da ogni seconda (31-32) parla del benefizi che la venuta
immondezza legale, e quindi non obbligau alla r del Messia apporta a tutti gli uomini.
legge della purificazione ; e similmente Gesù, es- '
Lascia, ecc. Adesso che si è compiuta la pro>
sendo Aglio di Dio, non aveva bisogno di essere )
messa fattami, lascia, o meglio secondo il greco,
a Dio offerto, e dovendo riscanare il mondo, non congeda, affranca il tuo schiavo. L'uomo finché
aveva bisogno d'essere riscattato. Tuttavia sia vive quaggiù deve servire a Dio come a padrone
Gesù che Maria, vollero sottomenersi alla legge titntoxa, la morte rappresenta un congedo, un
per darci l'cscinpio della più grande umiltà e affrancamento. In pace, cioè lieto e contento. Si-
della più scrupolosa obbedienza. meone è lieto di morire, perchè I suol occhi hanno
25. Chiamato Simeone. Questo nome era assai veduto Is sslute messianics, ossis il Salvator*
comune presso gli Ebrei. Alcuni hanno voluto iden-
V. 30.
tificare questo personaggio col celebre rabbino Si- 31. La quale hai preparata,ecc. Dio ha fatto si
meone figlio di Hillel e padre di Gamaliel, ma la che il Messia potesse essere riconosciuto da tutti.
cosa è molto incerta. Non consta che Simeone rutti i popoli. Simeone annunzia chiaramente
fosse sacerdote. Timorato tvXa^r\^ coscienzioso che la salute messianica è destinata a tutti i popoli
nelle cose riguardanti la religione. La consolaziont senza distinzione né di razze, né di condizioni,
d'Israele. Gli Ebrei davano questo nome alla feli- come già avevano annunziato gli antichi profeti
cità messianica (Is. XL, 1; LIX, 13; LXI, 2), e (Is. II, 2 e ss. ; XI, 10, ecc.; Ez. XVI, 61; Am.
dai rabbini il Messia veniva chiamato il Consola- IX, 12; Mich. IV, 1 e ss., ecc.). Simeone si eleva
tore per eccellenza. al di sopra del falso giudaismo, che considerava
Era in lai (gr. sopra di lai) lo Spirito Santo che la salute messianica come destinata ai soli Ebrei.
lo santificava e ne illuminava la mente.
32. Luce, ecc. Il Messia destinato a salute di
26. Non avrebbe veduto morte. E' questa una tutti, sarà luce che dissiperà le tenebre dell'Igno-
espressione ebraica, che significa non sarebbe
:
ranza, nelle quali si trovano avvolti i pagani
morto. Il Cristo del Signore, cioè il Messia, che (Is. XXV, 7); e sarà ancora una gloria speciale
Dio avrebbe mandato nel mondo. per il popolo d'Israele, perchè la salute viene dai
27. Al tempio, cioè nell'atrio delle donne, dove Giudei (Giov. IV, 22), e ad essi per i primi è
aveva luogo la purificazione. / Genitori. Questa pa- stata offerta la grazia della redenzione, come a
rola va presa in largo senso per quanto si rife- coloro a cui erano state fatte le promesse (Rom. I,
risce a S. Giuseppe, come è manifesto da ciò 16; IX, 4-5; XI, 25, 26, ecc.). Gesù nacque se-
che l'Evangelista ha detto ai capi I, 35 e II, 5. condo la carne da Israele ; con Israele passò tutto
28. Lo prese, ecc. Illuminato dallo Spirito Santo il tempo della sua vita mortale ; in Israele operò
Simeone riconobbe che quel Bambino era il Mes- i miracoli e a lui per primo annunziò il regno di
sia. Dio gli aveva solo promesso di fargli vedere Dio.
il Messia, gli concede però non solo di vederlo, 33. 72 padre. Da quanto S. Luca ha detto pre-
ma di toccarlo e di abbracciarlo. cedentemente appare chiaro quale senso si debba
29. Adesso, ecc. t Per vivacità delle Intuizioni, dare a questa parola. Giuseppe non viene detto
il lirismo della frase, la concisione energica dello padre dì Gesù, se non perchè era sposo di Maria
stile, questo cantico, malgrado la sua brevità, ri- ed esercitava gli uffìzi di padre, e come tale era
chiama alla mente le più belle composizioni di creduto comunemente.
Davide* (M. B. B. p. 296 voi. 1). Può dividersi Restavano meravigliati al vedere come Simeone
in due strofe. Nella prima (29-30) Simeone canta avesse perfettamente conosciute la natura e la
la gioia da lui provata nel vedere il Messia : nella missione di Gesù Cristo.
224 S. Luca, II, 34-39

super his, quae dieebantur de ilio. '*Et be- vano maravigliati delle cose che di lui si
nedixlt illis Simeon, et dixit ad Mariam ma- dicevano. '*E Simeone li benedisse, e disse
trem eius Ecce positus est hic in ruinara,
: a Maria sua madre Ecco che questi è :

et in resurrectionem multorum in Israel : posto per ruina e per risurrezione di molti


et in signum cui contradicetur : "Et tuam in Israele, e per segno di contraddizione :

ipsius animam
pertransibit gladius, ut re- ^*E l'anima tua stessa sarà trapassata da
velentur ex multis cordibus cogitationes. una spada, affinchè restino disvelati i pen-
sieri di molti cuori.

"Eterat Anna prophetissa, Alia Phanuel '^Eravi anche una profetessa, Anna, fi-
de tribù Aser hiaec processerat in diebus
: gliuola di Fanuel, della tribù di Aser essa :

multis, et vixerat cum viro suo annis se- era molto avanzata in età, ed era vissuta
ptem ''
a virginitate sua. Et haec vidua col suo marito sette anni dalla sua vergi-
usque ad annos octoginta quatuor quae : nità. *'Ed (era rimasta) vedova fino agli ot-
non discebedat de tempio, ieiuniis, et obse- tantaquattro anni e non usciva dal tempio,
:

crationibus serviens nocte, ac die. '*Et servendo Dio notte e giorno con orazioni
haec, ipsa bora superveniens, confitebatur e digiuni. **E questa, sopraggiungendo in
Domino et loquebatur de ilio omnibus, qui
: quel tempo stesso, lodava anch'essa il Si-
expectabant redemptionem Israel. gnore e parlava di lui a tutti coloro che
:

aspettavano la redenzione d'Israele.


*'Et ut perfecerunt omnia secundum le- "E soddisfatto che ebbero a tutto quello
gem Domini, reversi sunt in Galilaeam in che ordinava la legge del Signore, se ne

»* Is. 8, 14 ; Rom. 9, 33 ; I Petr. 2, 7.

34. Li benedisse, cioè si rallegrò e congratulò nuta del Messia si sono manifestati gli occulti
con loro, chiamandoli beati. Disse a Maria sua pensieri degli uomini, si è veduta la malizia e la
Madre. Ammaestrato dallo Spirito Santo conobbe perversità dei capi d'Israele, l'ipocrisia dei Fa-
che solo Maria vera madre aveva legami di sangue risei, il volontario acciecamento del popolo, che
con Gesù, e quindi a lei sola e non a Giuseppe si aspettava dal Messia prosperità temporali e
rivolge la parola. grandezze terrene ma assieme si sono pure ma-
;

Nel suo cantico egli aveva celebrato i grandi nifestate le anime umili e docili, che amavano sin-
benefizi che il Messia avrebbe recato agli uomini, ceramente il loro Dio.
ora contempla l'opposizione che l'opera del Messia La persecuzione contro il Messia farà sì che
incontrerà in Israele. in tutti i tempi si distingueranno i veri dai falsi
E' posto per rovina e risurrezione di molti, ecc. amici di Dio.
Gesiì è quella pietra d'inciampo o di scandalo di 36. Una profetessa, a cui lo Spirito Santo aveva
cui parla Isaia (Vili, 14). Molti Israeliti non vol- fatto delle rivelazioni, chiamata Anna (grazia).
lero riconoscerlo come Messia, né prestar fede alla Della tribù di Aser. Questa indicazione genealogica
sua paroj^ e.p;;atjicare la sua dottrina, essi vennero conferma l'esistenza dei registri nelle famiglie
perciò a urtare In lui, cadendo nell'infedeltà, fab- ebraiche. Visse sette anni col suo marito dalla sua
bricandosi colle proprie mani l'eterna rovina verginità, cioè dal giorno in cui andò sposa. Col-
(Matt. XI, 6; XIII, 57; Giov. 111,^^19 ;, Rom, JX, locata in matrimonio all'età di 15 anni secondo
32; I Cor. I, 13, ecc.). Pietra d'incTàlripoTJer gli l'uso, a 22 era rimasta vedova, né volle più con-
uni. Gesù è principio di risurrezione per gli altri ; trarre nuove nozze.
è la pietra angolare, sulla quale coloro che cre-
37. Fino agli ottantaquattro anni. Anna avevA
dono in lui e mettono in pratica i suoi insegna-
menti, innalzano l'edifìzio della loro eterna salute.
dunque 84 anni al tempo della purificazione. Al-
cuni danno a queste parole il senso che Anna
Ciò che si dice degli Israeliti vale anche per
fosse vedova da 84 anni in tal caso essa avrebbe
;
i pagani. .%s^.vV
avuto almeno 106 anni, il che non pare probabile,
Per segno di contraddizione. Gesù è un bersa-
poiché a una tale età non si addice più servire
glio o segno collocato così in alto da essere vi-
nel tempio notte e giorno con orazioni e digiuni.
sibile a tutti, e l'umanità, a causa della sua dot-
trina, si dividerà in due campi opposti
Non usciva dal tempio. Espressione iperbolica per
uno per :
indicare che passava gran parte del giorno a pre-
lui, e l'altro contro di lui, e tra essi durerà con-
gare nel tempio. Può essere che abitasse in
tinua la lotta.
qualche luogo annesso e dipendente dal tempio.
La persecuzione contro Gesù cominciala da
Erode e continuata dai Farisei, ebbe il suo epilogo 38. Sopraggiungendo per impulso dello Spirito
tragico sul Calvario, e noi la vediamo ancora per- Santo, lodava anch'essa Dio con Simeone. Par-
lava di Finita la cerimonia, Anna amava par-
lui.
petuarsi attraverso ai secoli.
lare di Gesù Cristo a quanti aspettavano la reden-
35. E l'anima tua stessa. Se Gesù sarà perse- zione d'Israele, cioè il Messia. Nel testo greco
guitato dagli uomini, anche Maria sua madre dovrà si legge : la redenzione di Gerusalemme. Alcuni
soffrire acerbamente. La larga spada po(i<poto del codici greci hanno questa lezione : parlava di lui
dolore trapasserà non il suo corpo, ma la sua a quanti in Gerusalemme aspettavano la reden-
Bruma, quando essa vedrà il suo Gesù rigettato dai zione (d'Israele o di Gerusalemme).
Giudei e confìtto in croce come un malfattore. 39. Tornarono... a Nazaret. Siccome S. Giu-
Maria è associata ai patimenti di Gesù. seppe nel tornare dall'Egitto voleva fissare il suo
Affinchè restino, ecc. Simeone accenna al risul- domicilio a Betlemme (Matt. II 22) è probabile
tato finale di quanto ha detto dal v. 34. Colla ve- assai che, dopo la purificazione, la Sacra Famiglia
S. Luca, II, 40-45 225

civitatem suam Nazareth. *'Puer autem cre- tornarono nella Galilea alla loro città di
scebat, et confortabatur plenus sapientia : Nazaret. '"E il Bambino cresceva e si forti-
et gratia Dei erat in ilio. ficava pieno di sapienza e la grazia di :

Dio era in lui.

omnes annos
**Et ibant parentes eius per *'E i suoi genitori andavano ogni anno •
in lerusaJem, in die solemni Paschae. **Et Gerusalemme pel dì solenne di Pasqua. *'E
cum factus esset annorum duodecim, ascen- quando egli fu arrivato all'età di dodici anni,
dentibus illis lerosolymam secundum con- essendo essi andati a Gerusalemme secondo
suetudinem dici festi, **Consummatisque il solito di quella solennità,
"allorché pas-
diebus, cum redirent, remansit puer lesus sati quei giorni se ne ritornarono, il fan-
in lerusalem, et non cognoverunt parentes ciullo Gesù rimase in Gerusalemme e non :

•ius. **Existimantes autem illum esse in se ne accorsero i suoi genitori. **E pensan-
oomitatu, venerunt iter diei, et requirebant dosi che egli fosse nella comitiva cammina-
eum inter cognatos, et notos. **Et non inve- rono una giornata, e lo andavano cercando
nientes, regressi sunt in lerusalem, requi- tra parenti e conoscenti. **Nè avendolo
i

rentes eum. trovato, tornarono a Gerusalemme a ricer-


carlo.

«>Ex 23. 15 et 34. 18; Deut. 16. 1.

mBetlemme,dapprima
a
andata
dove
a Nazaret e poi sia tornata
alcun tempo più tardi avvenne
anno, ecc. U
legge (Esod. XXIII, 14-17; XXXIV,
23; Deut. XVI, 16, ecc.) prescrìveva a tutti gli
l'adorazione dei Magi seguita dalla fuga in Egitto. Israeliti maschi dimoranti in Palestina di recarsi
Si potrebbe però anche dire semplicemente che a Gerusalemme e presentarsi a Dio nel tempio
S. Luca ometieado questi due ultimi fatti, passa tre volte all'anno, cioè per la Pasqua, per la Pen-
subito a parlare del soggiorno definitivo delU tecoste, e per la festa dei Tabernacoli o delle
S. Famiglia in Nazaret, dove Gesù trascorse la Capanne. Le donne non erano tenute a questa
sua adolescenza. —
E' diffìcile sapere perchè San I^ES'» ^^ le piìk pie non mancavano almeno nella
Luca abbia omesso l'adorazione dei Magi e la solennità di Pasqua di recarsi ad adorare Dio nel
fuga in Egitto. Può essere, come pensano alcuni, suo tempio. Dalle parole dell'Evangelista si deduce
ohe la narrazione di questi fatti mancasse nei che Maria SS. era solita di accompagnare ogni
documenti di cui egli si servi nel comporre il suo anno S. Giuseppe a Gerusalemme per la Pasqua.
Vangelo ma ci sembra più probabile che si debba
; Da Nazaret a Gerusalemme vi è la distanza di 1 10
cercare la spiegazione di questa omissione, nel chilometri ossia 4-5 giornate di viaggio.
:ne voluto conseguire da S. Luca col narrare l'in-
fascia di Gesù. Egli volle infatti presentarci Gesù 42. All'età di dodici anni, il fanciullo ebreo
come sottomesso e ubbidiente alla legge secondo diveniva a figlio della legge > cioè obbligato ad
la dottrina di S. Paolo (Gal. IV, 5; Filipp. Il, 7
osservarne i precetti.

e ss.), e quindi lasciò da parte quanto non era 43. Passati quei giorni. La festa di Pasqua
atto a questo scopo. S. Matteo invece che nel- durava otto giorni (Esod. XII, 15-16; Lev. XXIII,
l'infanzia di Gesù voleva mostrare realizzate le 6-8, ecc.), molti pellegrini però tornavano ai loro
antiche profezie, omette fatti riportati da S. Luca,
i
paesi appena trascorsi i due primi giorni.
e narra la visita dei Magi e la fuga in Egitto fa- Rimase Gesà in Gerusalemme. E' probabile che
cendo vedere in questi avvenimenti realizzati f non fosse la prima volta che Gesù si recava a
detti dei profeti (Matt. II, 5, 15, 18).
Gerusalemme. Alcuni interpreti però la pensano
Tutti e due gli Evangelisti si accordano mira- diversamente. Non se ne accorsero. Giuseppe e
bilmente nell'affermare la concezione verginale di Maria conoscendo la prudenza e l'ubbidienza di
Gesù, la sua nascita in Betlemme, e la sua vita Gesù, avevano una grande fiducia in lui, e gli ac-
nascosta condotta a Nazaret.
cordavano la più ampia liberti.
40. Cresceva e si fortificava. Queste due pa-
role secondo i migliori interpreti si riferiscono allo 44. Sella comitiva. Gli abitanti di uno stesso
sviluppo fisico del corpo di Gesù. La lezione del villaggio o di più villaggi vicini si univano assieme
greco : e si fortificava nello spirito » che denote- per fare il viaggio di andata a Gerusalemme e di
rebbe un ritorno. Si formavano cosi delle carovane nume-
progresso dell'anima, manca in molti
codici, e dai critici è ritenuta come un'interpola- rose, ed era facile perdersi di vista fra tanta mol-
zione. Per riguardo all'anima Gesù era pieno di titudine di viaggiatori, che camminavano divisi in
sapienza, perchè possedeva in grado conveniente gruppi di uomini, di giovanetti e di donne, e non
alla sua dignità e quindi in modo più perfetto si riunivano che alla sera. Può essere che Gesù

degli angeli e dei santi, la scienza beata e la passasse da un gruppo all'altro, come era per-
scienza infusa, e possedeva inoltre una scienza messo alla sua età, e che Maria pensasse che
esperimentale o acquisita proporzionata alla sua fosse con Giuseppe e questi pensasse che fosse
età e all'acutezza delle sue facoltà natiu-ali. colla madre.
La grazia di Dio era in lui. L'anima umana di Camminarono una giornata. Alla sera quando si
Gesù Cristo era rivestita della pienezza della fece sosta, Giuseppe
e Maria si accorsero del-
grazia santificante, e possedeva conseguentemente l'assenza di óesù, e
si misero a cercarlo tra I

in sommo grado tutte le virtù infuse e acquisite, varii gruppi di parenti e conoscenti che formavano
tutti i doni dello Spirito Santo e tutte le grazie la carovana.
gratuite o gratis data*. 45. Tornarono la stessa sera o tutt'al più l'ia-
41. / saoi genitori. V. n. v. 27. Andavano ogni domani a Gerusalemme.

15 — Saera Bibbia, voi. I


226 S. Luca, II, 46-49

**Et factum est, post triduum invenerunt *^E avvenne che dopo tre giorni lo tro-
illuni in tempio sedentem in medio docto- varono nel tempio che sedeva in mezzo ai
rum, audientem illos, et interrogantem eos. dottori, e li ascoltava, e l'interrogava; *'e
*'Stupebant autem omnes, qui eum audie- tutti quei che l'udivano restavano attoniti
bant, super prudentia, et responsis eius. della sua sapienza e delle sue risposte.
**Et videntes admirati sunt. Et dixit mater **E vedutolo, ne
fecero le maraviglie.
eius ad illum Fili, quid fecisti nobis sic ?
: E la madre suadisse Figlio, perchè ci
gli :

ecce pater tuus, et ego dolentes quaereba- hai tu fatto questo? Ecco che tuo padre e
raus te. "Et ait ad illos Quid est quod
: io addolorati andavamo in cerca di te. '"Ed
me quaerebatis? nesciebatis quia in his, egli disse loro Perchè mi cercavate voi ?
:

quae patris mei sunt, oportet me esse? Non sapevate come debba occuparmi nelle

46. Dopo tre giorni, ossia il terzo giorno dopo Figlio, ecc. In queste parole vi è tutta l'espres-
U loro partenza da Gerusalemme, lo ritrovarono. sione di un cuore di madre profondamente addo-
Nel tempio èv i^ lepcp (V- n. Matt. XXI, 12), lorato. La spada predetta da Simeone già aveva
cioè non nel tempio propriamente detto, ma in cominciato a trapassare il cuore di Maria.
una delle sale o sinagoghe del tempio (forse in Ecco che tuo padre. Giuseppe viene chiamato

Fig. 84. — Piano del Tempio di Gerusalemme.

quella situata vicino all'atrio dei gentili), dove | padre di Gesù in largosenso, in quanto cioè egli
rabbini si riunivano specialmente nei giorni di appariva come taleagli occhi degli uomini, ed
festa per insegnare la legge. essendo sposo Maria esercitava verso Gesìi tutti
di
Sedeva in mezzo ai dottori non come uno di gli uffizi di padre. E' da notare come in tutto il

loro, ma come discepolo. Attorno ai rabbini che Vangelo dell'infanzia di Gesù, a Giuseppe non sia
insegnavano si formavano presto dei gruppi di riservata che una parte secondaria, mentre le
discepoli, 1 quali seduti per terra o su piccoli prime parti sono sempre attribuite a Maria SS.
scabelli ascoltavano le loro lezioni. Li ascoltava
49. Perchè mi cercavate, ecc. Gesù non ri-
come uii discepolo, e li interrogava proponendo prende Maria e Giuseppe della loro pia solleci-
loro varie questioni. tudine nel cercarlo ma giustifica il suo modo di
;
L'insegnamento rabbinico, che procedeva per agire, e dice, che sapendo essi come Egli era
domanda e risposta, favoriva assai le interroga- venuto al mondo per fare la volontà del Padre
zioni e le obbiezioni dei discepoli.
suo, avrebbero dovuto pensare che non per altro
47. Dellasua sapienza. Gesù destava le me- motivo aveva potuto abbandonarli, se non per fare
raviglie di tutti
; le sue risposte e le sue domande quanto il Padre gli aveva ingiunto.
non erano quelle di un giovane ordinario, e la- Nelle cose spettanti al mio Padre. Il greco -^v
sciavano intravvedere in lui qualche cosa di grande. Toì(; xov jiarpóc; ^ou può tradursi sia « nelle cose
48. Ne fecero le meraviglie, non già a motivo spettanti al mio Padre » e sia « nella casa di
della sapienza che dimostrava (Essi conoscevano mio Padre ». Secondo quest'ultima traduzione si
la sua divina origine), ma perchè mentre fino avrebbe questo senso Avendomi smarrito, dove-
:

allora Gesiì non si era manifestato in pubblico, vate subito cercarmi nel tempio, che è la casa di
ma aveva condotto una vita umile e sommessa, mio Padre e non altrove. La prima traduzione
ora tutto ad un tratto lo vedevano presentarsi in però è preferibile, ed oltre a essere quella della
mezzo ai dottori. Volgata, è ancora la più seguita dagli interpreti
S. Luca, II, 50 — III, 1 227

**Et ipsi non intellexerunt verbum, quod cose spettanti al Padre mio? "Ed essi non
locutus est ad eos. compresero quel ciie egli aveva loro detto.
descendit cum eis, et venit Naza-
"Et **E se n'andò con loro e fé' ritorno a Na-
reth : subditus illis. Et mater eius
et erat zaret, ed era ad essi soggetto. E la madre
conservabat omnia verba haec in corde suo. sua tutte queste cose conservava in cuor suo.
•*Et lesus proficiebat sapientia, et aetate, "E Gesù avanzava in sapienza, in età e
et gratia apud Deum et homines. in grazia presso a Dio e presso agli uomini.

CAPO III.

Missione e predicazione di Giovanni Battista, 1-14. // Battista rende testitno- —


nianza a Gesiì, 15-18. —
Giovanni Battista imprigionato, ig'2o. — Battesimo
di Gesii, 21-22. —
Genealogia di Gesù, 23-38.

'Anno autem quinto decimo imperii Ti- 'Ma l'anno quintodecimo dell'impero di
berii Caesaris, procurante Pontio Pilato lu- Tiberio Cesare, essendo procuratore della

(Vedi là tov eco» Matt. XVI, 23; Mar. Vili, primo momento della sua concezione ebbe bi
33; là to6 KwptoG 1 Cor. VII, 32, 34). scienza beata e la scienza infusa in tutta la loro
Al Padr» mio. AU'eUl, in cui negli altri giovi- pienezza e perfezione e in esse non fece alcun
netti si sveglia la coscienza di uomini. Gesù si progresso. Nella scienza acquisita invece Gesù
afferma solennemente Figlio di Dio. Egli non ri- progredì sempre in proporzione che i suoi sensi
conosce altro vero padre che Dio, ed ha un'unica divenivano più perfetti e ricevevano nuove im-
preoccupazione, un unico scopo da conseguire, pressioni.
fare cioè la volonti del Padre che lo ha mandato In età. Il greco i\X\yn<t Pud significare sia l'eti
(Giov. Vili, 29; IX, 4; XIV, 31). Queste prime che la statura. Questo secondo senso è più pro-
parole di Gesù, le sole che si siano conservate babile.
di lui fino ai 30 anni, racchiudono nella loro bre- In grazia. La grazia di Gesù progredì non se-
vità tutto il Vangelo, proclamando altamente la condo l'abito, che era perfetto e immutabile, ma
Agitazione divina di Gesù e la sua missione sulla secondo gli effetti, inquanto cioè col crescere del-
terra. l'eti Gesù faceva sempre opere più mirabili, che

50. Non compresero tutta l'estensione delle pa- erano sempre più grate a Dio e Io rendevano più
role di Gesù. Maria e Giuseppe conoscevano be-
accetto agli uomini.
nissimo che Gesù era Figlio di Dio e vero Messia,
ma non conoscevano ancora con quale ordine e CAPO III.
con quali mezzi egli doveva compiere la sua mis-
sione di salvare gli uomini. Dio non suole disve- 1 . Tiberio Cesare figlio di Livia Druailla e di Ti-
lare tutto ad un tratto suoi misteri ai suoi servi
i berio Claudio Nerone, nacque in Roma nel 42
anche più cari, e cosi A\aria e Giuseppe non com- a. C. Divenuta sua macere Livia moglie dell'im-
presero per ora la relazione, che vi era tra il peratore Augusto, egli fu da questo addottato in
fermarsi di Gesù nel tempio e la volonti di Dio. figlio, e nell'anno li d. C. (764-765 di Roma)
venne associato all'impero e preposto all'ammini-
51. Era ad essi soggetto vivendo da buon fi-
strazione delle Provincie. Morto Augusto ti 19
gliuolo docile e ubbidiente a Maria e a Giuseppe.
agosto del 767 di Roma, Tiberio governò da solo
Così dopo aver insegnato che la volonti di Dio
l'impero fino alla morte avvenuta nel 791.
deve preferirsi alla volonti dei genitori carnali,
L'anno quintodecimo dall'impero di Tiberio è
mostra ancora come loro sia dovuta la più umile
impossibile poterlo determinare con certezza,
ubbidienza in tutto ciò che non si oppone al vo-
poiché non sappiamo, se nel contar gli anni si
lere di Dio. £ la Madre, ecc. Il contrasto che vi
debba cominciare dal momento, in cui fu asso-
era tra la diviniti di Gesù e la sua vita umile e
ciato all'impero, oppure dalla morte di Augusto.
nascosta non sfuggiva a Maria SS., la quale
Nel primo caso l'anno quintodecimo corrisponde-
piena di ammirazione tutto considerava in cuor
rebbe al 779-780 di Roma (26-27 d. C), nel se-
suo. V. n. v. 19.
condo invece corrisponderebbe al 781-782 di Roma
52. Avaruava in sapienza. In Gesù Cristo oltre (28-29 d. C). Gli storici profani e le monete
la scienza divina, che gli compete come Dio, vi è d'.Antiochia contano gli anni dell'impero di Tiberio
pure la scienza umana che gli compete come dalla morte di Augusto; ma è probabile che San
uomo. E' chiaro che le parole dell'Evangelista si Luca li conti al modo degli Ebrei, i quali consi-
riferiscono alla scienza umana. Ma come gii fu deravano il 764-765 come il primo dell'impero di
osservato al v. 40 i teologi distinguono in Gesù Tiberio. Gesù Cristo essendo nato nel 748-749 di
Cristo una triplice scienza creata la scienza
: Roma aveva quindi nel 779-780 circa trent'anni
beata, per la quale l'anima di Gesù vede l'es- come dice S. Luca al v. 23.
senza di Dio e tutte le cose in essa ; la scienza Procuratore della Giudea Ponzio Pilato. Dopo
infusa, per la quale conosce tutte le cose me- la deposizione e l'esiglio di Archelao (V. n. Matt.
diante forme intelligibili ricevute immediatamente II, 22) la Giudea venne annessa alla provincia
da Dio ; la scienza acquisita o sperimentale, per romana di Siria, e fu governata da procuratori
la quale conosce le cose mediante forme intelli- dipendenti dal preside della Siria. Il primo pro-
gibili astratte dalle cose sensibili. Gesù fin dal curatore fu Coponio, il quinto Ponzio Pilato
228 S. Luca, III, 2-7

daeam, tetrarcha autem Galilaeae Herode, Giudea Ponzio Pilato, e tetrarca della Ga-
Philippe autem fratre eius tetrarcha Itureae, lilea Erode, e Filippo suo fratello tetrarca
et Trachonitidis regionis, et Lysania Abili- deiriturea e della Traconitide, e Lisania
nae tetrarcha, ''Sub principus sacerdotum tetrarca dell'Abilene, ^sotto i pontefici Anna
Anna et "Caipha factum est verbum Do- : e Caifa, il Signore parlò a Giovanni figliuole
mini super Ioannem, Zachariae fliium, in di Zaccaria, nel deserto :

deserto.
'Et venìt in omnem regionem lordanis, 'Ed egli andò per tutto il paese intorno al
praedicans baptismum penitentiae in re- Giordano, predicando il battesimo di peni-
missionem peccatorum, *sicut scriptum est tenza per la remissione dei peccati, *con-
in libro sermonum Isaiae prophetae Vox : forme sta scritto nel libro delle parole di
clamantis in deserto Parate viam Domini : : Isaia profeta Voce di uno che grida nel
:

rectas facite semitas eius "Omnis vallis : deserto Preparate la via del Signore
: rad- :

implebitur et omnis mons, et collis humi-


: drizzate suoi sentieri. 'Tutte le valli si
i

lìabitur et erunt prava in directa


: et aspera : riempiranno, e tutti i monti e le colline si
in vias planas 'Et videbit omnis caro sa-
: abbasseranno le vie tortuose si raddrizze-
:

lutare Dei. rano, e le malagevoli si appianeranno 'e :

vedranno tutti gli uomini la salute di Dio.


^Dicebat ergo ad turbas quae exibant ut ^Diceva adunque (Giovanni) alle turbe che
baptizarentur ab ipso : Genimina viperarum andavano per essere da lui battezzate Razza :

s Marc. 1,4. 23. Matth. 3, 7 et 23, 33.


» Act. 4, 6. Matth. 3, 1 ; * Is. 40, 3; Joan. 1, ^

(V. n. Matt. XXVII, 2), il quale governò la Giudea era situata tra il Libano e l' Ermon al Nord-Ovest
dal 26 fino al 36-37 d. C. di Damasco.
Tetrarca della Galilea Erode. Alla morte di i pontefici Anna,
2. Sotto ecc. Nel greco vi è
Erode il grande, il suo regno fu diviso in quattro il singolare Sotto II pontefice Anna e Caifa. Il
parti tetrarchie (Tetrarchia signiiica la quarta Pontefice presso gli Ebrei era uno solo, e a vita.
parte di un principato). La Giudea, la Samaria e Anna (chiamato da Giuseppe Flavio Anano) aveva
ridumea toccarono ad Archelao; la Galilea invece ottenuto il sommo pontificato dal preside della
e la Perea furono date a Erode Antipa (V. n. Siria Quirino nell'anno 7 d. C. ; ma ne fu deposto
Matt. XIV, quale regnò dall'anno 4 a. C.
1), il nell'anno 14 da Valerio Grato. Benché deposto
fino al 39-40 d. C. continuò tuttavia a godere tale autorità da essere
Filippo era figlio di Erode il grande e di Cleo- considerato come capo del Giudaismo. V. n.
patra di Gerusalemme, ed ebbe in eredità dal Giov. XVIII, 13.
padre Batanea, la Traconitide,
la l'Auranitide, Caifa. Giuseppe Caifa era genero di Anna, e
la Gaulonitide, la Panea, ecc. Sposò la sua nipote tenne il pontificato dall'anno 18 al 36 d. C. Caift
era quindi il Pontefice quando ebbe comincia-
mento la predicazione di Giovanni. V. n. Mar.
XIII, 53.
Parlò il Signore, ecc. Queste parole indicano
una speciale rivelazione colla quale Dio comandò
a Giovanni di cominciare il suo ministero. Nel
deserto di Giuda dove Giovanni aveva passata
gran parte della sua vita. V. n. Matt. Ili, 1.
3. Andò per tutto il paese, ecc. Giovanni per
comando di Dio lasciò il deserto, e andò lungo
Fig. 85. — Moneta del tetrarca Filippo. le rive del Giordano, dove poteva aver acqua in
abbondanza per il suo battesimo di penitenza.
Salome figlia di Erodiade (V. n. Matt. XIV, 6), V. n. Matt. Ili, 6, 11; Mar. I, 4.
edificò Cesarea Filippo ai piedi dell' Ermon,
di
4-5. Isaia. La citazione (XL, 4-5) è fatta sui
e Betsaida Giulia sulla spiaggia Nord del lago
settanta, ma non è letterale. V. n. Matt. III, 3.
di Tiberiade. Morì nel 34 d. C. dopo aver regnato
I monti da appianare, le valli da colmare, ecc.
37 anni. Fu l'unico principe tra i figli di Erode
designano i varii ostacoli morali, come la superbia,
che non abbia lasciato cattiva fama di sé. l'ingiustizia, ecc. che ritardano la venuta del regno
L'Iturea è una regione montagnosa situata al
di Dio nel cuore degli uomini. Giovanni è desti-
Nord-Est della Palestina e all'Ovest di Damasco.
nato a togliere questi ostacoli e a preparare cosi
La Traconitide si estende a Sud di Damasco fino gli uomini ad accogliere Gesù.
Bosra. R. B. 1898, p. 279.
Lisania. Di questo personaggio non ci fu tra- 6. Vedranno tutti gli uomini, ecc. Non solo ì

mandato che il nome. Egli però non è certamente Giudei ma tutti gli uomini vedranno, ossia cono-
quel Lisania principe di Calcide e figlio di Tolo- sceranno per la fede la salute di Dio, vale a dire
meo, che fu fatto uccidere da Cleopatra nel 35 il Salvatore che Dio ha mandato al mondo.
a. C. Una iscrizione trovata presso Abila mostra 7. Diceva alle turbe. S. Luca porta tre esempi
ad evidenza che ai tempi di Tiberio vi era un' del modo con cui Giovanni adempiva il suo mi-
tetrarca per nome Lisania. V. Vigouroux. Le nistero sia colle turbe 7-11, sia coi pubblicani
Nouveau Testament et les découvertes archéolo- 12-13, sia coi soldati 14. Razza di vipere. V. n.
giques, p. 134. Matt. Ili, 7. Presso S. Matteo questi rimproveri
Abilene, così denominata dalla capitale Abila, sono diretti ai Farisei e ai Sadducei. Siccome però
S. Luca, III, 8-16 229

quis ostendit vobfs fugere a ventura ira? di vipere, chi vi ha insegnato a fuggire l'ira
•Facile ergo fructus dignos poenitentiae, et che sovrasta? 'Fate adunque frutti degni
vi
ne coeperitis dicere Patrem habemus A- : di penitenza, e non vi mettete a dire Ab- :

braham. Dico enim vobis, quia potens est biamo Abramo per padre. Perocché vi dico
Deus de lapidibus istis suscitare filios Abra- che Dio può da queste pietre suscitar fi-
hae. 'lam enim securis ad radicem arbo- gliuoli di Abramo. 'Poiché già la scure è
rum posita est. Omnis ergo arbor non fa- posta alla radice degli alberi. Ogni albero
cìens fructum bonum, excidetur, et in ignem adunque, che non porta buon frutto, sarà
mittetur. tagliato e gettato nel fuoco.

"Et interrogabant eum turbae. dicentes : "E turbe lo interrogavano, dicendo :


le
Quid ergo faciemus? "Respondens autem Che abbiamo noi dunque a fare? "Ed egli
dicebat illis : Qui habet duas tunicas, det rispondeva loro Chi ha due tonache, ne :

non habenti : et qui habet escas, similiter dia a chi non ne ha e il simile faccia chi :

faciat. ha dei cibi. '*E andarono anche dei pub-


"Venerunt autem et publicani ut baptiza- blicani per essere battezzati, e gli dissero :

rentur, et Magister,
dixerunt ad illum :
AUestro, che abbiamo da fare? **Ed egli
quid faciemus? '^At ille dixit ad eos Ni- :
disse loro Non esigete più di quello che
:

vi è stato fissato.
hil amplius, quam quod constitutum est vo-
bis, faciatis.
"Interrogabant autem euro et milites. di- '*Lo Interrogavano ancora i soldati, di-
centes Quid faciemus et nos? Et ait illis
: : cendo Che abbiamo da fare anche noi ? Ed
:

Neminem concutiatis, neque calumniam fa- egli disse loro Non fate violenza ad al- :

ciatis : et contenti estote stipendiis vestris. cuno non calunniate e contentatevi della
:

vostra paga.
"Existimante autem populo. et cogitan- **Ma stando popolo in aspettazione, e il

tibus omnibus in cordibus suis de Ioanne, pensando tutti cuor loro se mai Giovanni
in
ne forte ipse esset Cliristus ''Respondit : fosse il Cristo '•Giovanni rispose, e disse
:

Ioannes, dicens omnibus Ego quidem aqua : a tutti Io invero vi battezzo con acqua
: :

baptizo vos veniet autem fortior me, cuius


: ma viene uno più possente di me, di cui io

"J«c. 2, 15; I Join. 3, 17. >*Mattb. 3. 11; Mire. 1, 8; Joan. 1, 26; Act. 1, 5 et 11, 16
et 19, 4.

le turbe erano schiave degli stessi pregiudizi del erano incaricati di aiutare i pubblicaci nella ri-
loro capi, quello che è detto contro degli uni vale scossione delle imposte.
pure contro le altre. Chi vi ha insegnato, ecc. Voi Son fate violenia ad alcuno per estorcere de-
non sfuggirete alla collera del giudice divino, se naro ; Non calunniate, cioè non fate false de-
non cambierete sentimenti e non muterete i vostri nunzie per ottenere denaro.
costumi.
15. Standoil popolo, ecc. A quei tempi era vi-
8. Abbiamo Abramo, ecc. V. n. Matt. Ili, 8-10. vissima nel popolo l'aspettazione del Messia, e
Da queste pietre, ecc. Vi ha un giuoco di parole la santiti di Giovanni e la sua predicazione ave-
tra abanim pietre e banim figliuoli. vano fatto nascere in molti il pensiero che egli
10. Che abbiamo, ecc. Quali opere di penitenza fosse il Messia la qual cosa porge a Giovanni
;

dobbiamo praticare per evitare la collera del occasione di rendere solenne testimonianza a
divìn giudice? Gesù.
11. Chi ha due tonache. V. n. Matt. V. 40. Gio- 16. Giovanni proclama la sua inferioritl per
vanni non prescrive alle turbe, né molti digiuni, riguardo a Gesù. V. n. Matt. Ili, 11-12.
né altre austerità, perchè queste cose non a tutti
possono convenire, ma le esorta a compiere opere
di cariti verso il prossimo. Nel rivestire gli ignudi,
e nel dar da mangiare a chi non ne ha, sono com-
prese tutte le opere di misericordia sia spirituali
che corporali.
12. Pubblicani erano gli agenti del fisco. V. n.
Matt. V, 46. I pubblicani chiamando Giovanni
Maestro, ai mostrano più riverenti verso di lui
che non le turbe, e danno a vedere che andavano
al battesimo mossi da vero pentimento dei propri!
peccati.
13. Son esigete, ecc. State negli stretti limiti
della giustizia, e non lasciatevi dominare dal desi-
derio di arricchire e dall'avarizia ; adempite fe-
delmente, una parola, il vostro dovere.
in
Fig. 86.
14. 7 soldati. Erano costoro Giudei al servizio
ieì Romani o di Erode Antipa. Probabilmente Schiavo chesciosiia I sandali al suo padrona.
230 S. Luca, III, 17-22

non sum dìgnus solvere corrigiam calcea- non son degno di sciogliere le corregge del
mentorum eius ipse vos baptizabit in Spi-
: suoi calzari egli vi battezzerà in Spirito
:

ritu sancto, et igni ^'Cuius ventilabrum


: santo e fuoco "egli avrà in mano il venti-
:

in manu eius, et purgabit aream suam, et labro, e pulirà la sua aja, e radunerà il fru-
Cìongregabit triticum in horreum suum, pa- mento nel suo granaio e brucerà la paglia :

leas autem comburet igni inextinguibili. in un fuoco inestinguibile. **E molte altre
"Multa quidam, et alia exhortans evangeli- cose ancora predicava al popolo istruendolo.
zabat populo. "Ma Erode
tetrarca, essendo stato ri-
il

^'Herodes autem tetrarcha cum corripe- preso da causa di Erodiade moglie di


lui a
retur ab ilio de Herodiade uxore fratris sui, suo fratello, e a motivo di tutti i mali che
et de omnibus malis, quae fecit Herodes, aveva fatti, ^"aggiunse a tutti anche questo,
^"Adiecit et hoc super omnia, et inclusit che rinserrò Giovanni in una prigione.
loannem in carcere.
* eàt autem cum baptizaretur om-
^Factum *^0r avvenne che nel battezzarsi tutto il
nis populus, et lesu baptizato, et orante, a- popolo essendo stato battezzato anche Gesù,
pertum est caelum ^^Ét descendìt Spiritus
: e stando egli in orazione, si spalancò il
sanctus corporali specie sicut columba in cielo "e discese lo Spirito santo sopra di
:

ipsum et vox de caelo facta est Tu es


: : lui in forma corporale come una colomba :

ftlius rtieus dilectus, in te complacui mihi. e dal cielo venne questa voce Tu se' il mio :

Figliuolo diletto in te mi sono compia-


:

ciuto.

i^Matth. 3, 12. i»Matth. 14, 4; Marc. 6, 17. "Matth. 3, 16; Marc. 1, 10; Joan. 1, 32.
" Matth. 3, 17 et 17, 5; Inf. 9, 35; Il Petr. 1, 17.

17. Avrà in mano il ventilabro, ecc. Il Messia I sostenitori di questa sentenza punteggiano coi^i

sarà il giudice supremo dei vivi e dèi morti. il testo greco di S. Luca : &v v'xóq, ùc, évo/ii'ijeto
18-20. S. Luca, lasciato da parte ogni ordine *Io<jTÌ9,Toù 'HXet veniva riguardato come figlio
cronologico, chiude subito la narrazione di quanto di Giuseppe, ma in realtà era figlio di Eli
si riferisce al ministero di Giovanni narrandone padre di Maria SS. (Eli, Eliachim, Joachim sono
la morte ordinata da Erode Antipa. V. n. Matt.
sinonimi). Le ragioni addotte a favore di questa
XIV, 1 e ss. Mar. VI, 17 e ss. interpretazione non sono da disprezzarsi. S. Luca
;

parla a lungo della concezione verginale di Gesù


21. Nel battezzarsi. Umiltà profondissima di
in modo da far evidente a tutti che Gesù è esclu-
Gesù! Egli senza peccato, anzi l'agnello di Dio sivamente figlio di Maria SS. ; e d'altra parte egli
che toglie i peccati, si presenta a Giovanni e
afferma pure che Gesù è vero figlio di Davide
chiede lo stesso battesimo, che si dava ai pub-
(I, 32; XVIII, 38). Ora la figliazione davidica di
blicani, ai soldati, ai peccatori. V. n. Matt. Ili, 15.
Gesù non poteva dimostrarsi altrimenti, se non
Si spalancò il cielo, ecc. V. n. Matt. Ili, 16.
stabilendo la figliazione davidica di Maria SS.,
Ciò che avvenne al battesimo di Gesù è una
poiché il sangue di Davide non fu trasmesso a
figura di ciò che avviene quando si amministra il
Gesù se non per mezzo di Maria SS. S. Luca
battesimo cristiano. Ai battezzati si apre il cielo,
quindi, che scriveva per i greci ed era greco egli
che prima era chiuso, e si dà loro lo Spirito Santo,
pure, si trovò nella necessità di tramandarci la
e sono ricevuti in figli adottivi di Dio e come tali
genealogia di Maria SS.
sono amati.
Contro di questa opinione sta però il fatto che
22. V. n. Matt. Ili, 17. essa è recente, e benché si trovi già accennata da
23. Era di circa irent'anni, ecc. Gesù nacque Sant'Ilario, tuttavia non fu sostenuta da alcun
nel 748-749 di Roma e Giovanni diede principio Padre, e il primo a difenderla fu Annio di Vi-
al suo ministero nel 779-780 (V. n. Ili, 1). Gesù terbo nel 1490. Né deve omettersi che essa sup-
aveva pertanto circa 30 anni quando ricevette il pone un'interpretazione un po' forzata del testo,
battesimo e cominciò il suo pubblico ministero. poiché nel greco l'articolo tou si riferisce al
Figliuolo come si credeva di Giuseppe, ecc. La nome precedente 'loanq) e sta in luogo di figlio,
genealogia qui riferita da S. Luca e quella rife- per modo che si ha questo senso essendo figlio :

rita da S. Matteo (I, 1) hanno gli stessi nomi da come si credeva di Giuseppe, il quale era figlio
Davide sino ad Abramo, ma da Gesù a Davide di Eli, ecc.
non hanno che due nomi comuni, Giuseppe e 2* La maggior parte degli interpreti sia antichi
Zorobabel. A sciogliere le difficoltà che nascono che moderni ritiene perciò che due Evangelisti i

da questa divergenza furono tenute due vie prin- riferiscano entrambi la genealogia di S. Giuseppe,
cipali dai varii esigeti : e per spiegare le divergenze ricorrono alla legge
r Pensano alcuni che S. Matteo ci abbia tra- del levirato (Deut. XXV, 5-10; Matt. XXII, 24
mandata la genealogia ufficiale di Gesù, ossia gli e ss.), la quale voleva che se un uomo fosse
antenati di S. Giuseppe e che S. Luca invece ci morto senza figli, il suo più prossimo parente ne
dia la genealogia reale, ossia gli antenati di Maria dovesse sposare la vedova, e il primo figlio che
Santissima. Secondo questa sentenza Gesù per fesse nato venisse considerato come figlio del
parte del suo padre putativo Giuseppe discen- defunto, a cui succedeva nei diritti e nell'eredità.
derebbe da Davide per la linea di Salomone, Se perciò Giuseppe secondo S. Matteo è figlio
mentre per parte della sua madre Maria discen- di lacob e secondo S. Luca invece è figlio di EH.
derebbe dallo stesso re per la linea secondaria di ciò proviene dal fatto che lacob ed Eli erano due
Natan. fratelli uterini.
S, Luca, III, 23-38 231

"Et ipse lesus erat incipiens quasi an- '•Ed esso Gesti, quando cominciò era di
norum triginta, ut putabatur, filius loseph, circa trent'anni; figliuolo, come si credeva,
qui fuit Heli, qui fuit Mathat, "Qui fuit Le- di Giuseppe, il quale fu di Heli, quale il

vi, qui fuit Melchi. qui fuit lanne, qui fuit fu di Mathat, **il quale fu di Levi, quale il

loseph, **Qui fuit Mathathiae, qui fuit A- fu di Melchi, il quale fu di Janne, il quale

mos, qui fuit Nahutn, qui fuit Hesli, qui fu di Giuseppe^ ^*il quale fu di Mathathia,
fuit Nagge, il quale fu di Amos, il quale fu di Nahum,

il quale fu di Hesli, il quale fu di Nagge,


"Qui fuit Mahath, qui fuit Mathathiae, "il quale fu di Mahath, il quale fu di
qui fuit Semei. qui fuit loseph, qui fuit Mathathia, il quale fu di Semei, il quale fu
luda, *'Qui fuit Ioanna, qui fuit Resa, qui di Giuseppe, il quale fu di Giuda, ="il quale

fuit Zorobabel, qui fuit Salathiel, qui fuit fu di Giovanna, il quale fu di Resa, il quale
Neri, **Qui fuit Melchi, qui fuit Addi, qui fu di Zorobabel, il quale fu di Salathiel, il
fuit Cosan, qui fuit Elmadam, qui fuit Her, quale fu di Neri, "il quale fu di Melchi, il
quale fu di Addi, il quale fu di Cosan, il
qale fu di Elmadam, il quale fu di Her,
"Qui fuitlesu, qud fuit Eliezer. qui **il quale fu di Jesu, il quale fu di Eliezer,

fuit qui fuit Mathat, qui fuit Levi,


lorim, il quale fu di Jorim, il quale fu di Mathat, Il

"Qui fuit Simeon, qui fuit luda, qui fuit quale fu di Levi, '"il quale fu di Simeone,
loseph, qui fuit Iona, qui fuit Eliakim, il quale fu di Giuda, il quale fu di Giu-
•*Qui fuit Melea, qui fuit Menna, qui fuit seppe, il quale fu di Giona, il quale fu di
Mathatha, qui fuit Nathan, qui fuit David, Eliakim, 'Mi quale fu di Melea, il quale fu
•*Qui fuit lesse, qui fuit Obed, qui fuit di Menna, il quale fu di Mathatha, il quale
Booz, qui fuit Salmon. qui fuit Naasson, fu di Natiian, il quale fu di David, •'il quale
•*Qui fuit Aminadab, qui fuit Aram, qui fu di Jesse, il quale fu di Obed, il quale
fuit Esron, qui fuit Phares, qui fuit ludae, fu di Booz, il quale fu di Salmon, il quale
fu di Naasson, "il quale fu di Aminadab,
il quale fu di Aram, il quale fu di Esron, il

quale fu di Phares, il quale fu di Giuda,


**Qui fuit lacob, qui fuit Isaac, qui fuit quale fu di Giacobbe, il quale fu d'I-
•*il

Abrahae, qui fuit Thare, qui fuit Nachor, sacco, il quale fu di Abramo, il quale fu
"Qui fuit Sarug, qui fuit Ragau, qui fuit di Thare, il quale fu di Nachor, **il quale
Phaleg, qui fuit Heber, qui fuit Sale, **Qui fu di Sarug, il quale fu di Ragau, il quale fu
fuit Cainan, qui fuit Arphaxad, qui fuit di Phaleg, il quale fu di Heber, il quale fu
Sem, qui fuit Noe. qui fuit Lamech, *'Qui di Sale, 'Mi quale fu Cainam, il quale fu di
fuit Mathusale, qui fuit Henoch, qui fuit Arphaxad, il quale fu di Sem, il quale fu
lared, qui fuit Malaleel, qui fuit Cainan, di Noè, il quale fu di Lamech, ''il quale
••Qui fuit Henos. qui fuit Seth, qui fuit fu di Mathusale, il quale fu di Henoc, il
Adam, qui fuit Dei. quale fu di Jared, il quale fu di Malaleel, il
quale fu di Cainan, **ì\ quale fu di Henos,
il quale fu di Seth, il quale fu di Adamo,
il quale fu di Dio.

Morto Ucob senza lasciar figli, EH sposò ia 31. Nathan era figlio di Davide e di Bethsabet
vedova cognata e n'ebbe Giuseppe, il quale benché come Salomone (1 Re V, 14; 1 Par. Ili, 5). ma
figlio naturale di Eli, dalla legge però veniva con- i suoi discendenti non si trovano menzionati nel-
siderato come figlio di lacob. S. Matteo quindi l'Antico Testamento.
riferirebbe la genealogia legale di Gesù, mentre Da Davide bino ad Abramo si hanno gli stessi
S. Luca riporterebbe li reale. nomi delle due genealogie.
Qualche cosa di analogo avvenne pure per ri- 34. S. Luca è solo nel darci la genealogia di
guardo a Salathiel. Gieconia e Neri furono due Gesù da Abramo fino a Adamo.
fratelli uterini, Gieconia mori senza figli, e Neri,
36. Cainan. Questo nome benché manchi nel
sposatane la vedova, ebbe Salathiel, che dalla
testo ebraico della Genesi X, 24; XI, 12-13, si
legge venne considerato come figlio di Gieconia.
trova però nella versione dei settanta.
Giulio Africano che fu il primo a dare questa
spiegazione, dice di averla ricevuta dagli stessi 38. Di Adamo. San Matteo scrivendo per gU
parenti di Gesù, che ancora vivevano. V. Knab. Ebrei spinge la sua genealogia fino ad Abramo
Comm. in Matt. et Lue. Questa opinione è più padre del popolo eletto e dimostra che Gesù è
probabile. il vero erede, in cui si è compiuta la promessa
fatta da Dio al grande patriarca. S. Luca invece
23. Come si credeva comunemente dai Giudei,
scrivendo per i gentili conduce la sua narrazione
i quali ignorando il mistero della concezione ver-
fino all'origine del genere umano, e dimostra cosi
ginale, giudicavano secondo le apparenze.
che Gesù figlio di Adamo secondo la carne è il
27. I nomi da Giuseppe fino a Resa ci sono Salvatore di tutti gli uomini sia ebrei che pagani.
affatto sconosciuti, e furono tratti dai pubblici // quale fu di Dio. Adamo non ebbe altro padre
archivi o dalle liste genealogiche che si conser- che Dio, da cui fu creato a sua immagine e so-
vavano nelle famiglie. miglianza.
232 S. Luca, IV, 1-10

CAPO IV.

Digiuno e tentazione di Gesù, 1-13. — Gesù, in Galilea comincia a predicare, 14'iS.


— Predica nella sinagoga di Nazaret, 16-27. — Ostilità degli abitanti di
Nazaret, 28-30. — Gesù, a Cafarnao, 31-32. — Libera un indemoniato, 33-37,
— Risana su.ocera di Pietro e varii altri malati, 38-41. — Gesù lascia
la
Cafar7iao per andare a predicare nelle altre città, 42-44.

Mesus autem plenus Spiritu sancto re- ^Gesù poi pieno santo si partì
di Spirito
gressus est a lordane et agebatur a Spi- : dal Giordano, e fu condotto dallo Spirito
ritu in desertum ^diebus quadraginta, et nel deserto ^per quaranta giorni, ed era
tentabatur a diabolo. Et nihil manducavit tentato dal diavolo. E non mangiò nulla in
in diebus illis et consummatis illis esuriit,
: quei giorni e passati quelli ebbe fame.
:

'Dixit autem illi diabolus Si filius Dei es, : ^Allora il diavolo gli disse Se tu sei Fi- :

die lapidi liuic, ut panis fiat. *Et respondit gliuolo di Dio, di' a questa pietra che diventi
ad illum lesus Scriptum est : Quia non : pane. *E Gesù gli rispose Sta scritto Non : :

in solo pane vivit homo, sed in omni verbo di solo pane vive l'uomo, ma di qualsiasi
Dei. parola di Dio.
'Et duxit illum diabolus in montem ex- *E il diavolo lo condusse sopra un alto
celsum, et ostendit illi omnia regna orbis monte, e gli mostrò in un attimo tutti i
terrae in momento temporis, *Et ait illi : regni della terra, *e gli disse io ti darò :

Tibi dabo potestatem hanc universam, et di tutto questo la padronanza, e la gloria di


gloriam illorum quia mihi tradita sunt
: et : questi (regni) perchè a me sono stati
:

cui volo do illa. ^Tu ergo si adoraveris co- dati e li do a chi mi pare. ^Se tu pertanto
:

ram me, erunt tua omnia. *Et respondens mi adorerai, saranno tutti tuoi. *E Gesù gli
lesus, dixit illi : Scriptum est : Dominum rispose, e disse Sta scritto Adorerai il
: :

Deum tuum adorabis, et illi soli servies. Signore Dio tuo, e servirai lui solo,
•Et duxit illum in lerusalem, et statuit *E il diavolo lo menò a Gerusalemme, e
eum super pinnam templi, et dixit illi Si : lo posò sopra il pinnacolo del tempio, e gli
flilius Dei es, mitte te bine deorsum. ^"Scri- disse Se tu sei Figliuolo di Dio, gettati di
:

ptum est enim quod Angelis suis mandavit qui a basso. ^"Poiché sta scritto che riguardo

iMatth. 4, 1; Marc. 1, 12. « Deut. 8, 3; Matth. 4, 4. » Deut. 6, 13 et 10, 20. " Ps. 90, 11.

carne, e si respingono le suggestioni del tenta-


CAPO IV. tore » Martini.
In parecchi codici greci mancano le parole :
1. Pieno di Spirito santo. S. Luca più d'ogni ma di qualsiasi parola di Dio, che si trovano però)
altro Evangelista fa notare l'azione dello Spirito in altri, quali p. es. Aless. Cant.
santo sopra di Gesù battezzato. V. n. Matt. IV, 5. Nell'ordine delle tentazioni S. Luca si scosta
MI; Mar. I, 13. da S. Matteo, pone come seconda quella che dal
2. Era tentato, ecc. Il greco invece dell'imper- primo Evangelista viene posta come la terza. L'or-
fetto ha il participio presente. Non è però neces- dine seguito da S. Matteo viene comunemente
sario supporre che durante tutti 40 giorni Gesù' i
dagli interpreti preferito a quello di S. Luca,
abbia subiti gli assalti di Satana, anzi è probabile perchè presenta una miglior gradazione fra le di-
che demonio non si sia accostato a Gesù se
il
verse tentazioni, e perchè non è probabile che il
non quando lo vide affamato. V. n. Mar. I, 13. demonio abbia ancora osato accostarsi a Gesù,
Non mangiò nulla. Questa espressione propria dopo che Gesù l'aveva cacciato colle parole V» :

di S. Luca indica che il digiuno di Gesù fu asso- via. Satana, ecc. che seguono alla terza tentazione

luto. La fame provata mostra che Gesù prese la narrata da S. Matteo, IV.
nostra natura colle sue debolezze. In un attimo. Satana con un prestigio diabolico
fece vedere a Gesù tutti i regni della terra assieme.
4. Sta scritto, ecc. « Cristo tentato dal diavolo
6. A me sono stati dati. Satana mentisce. Ben-
tollera con pazienza e con mansuetudine gli in-
ché infatti per il peccato dell'uomo Dio avesse
sulti del maligno, e, potendo con la potenza sua
concessa al demonio una certa padronanza sul
discacciarlo, non lo volle fare, imperocché voleva
mondo, questa padronanza però non era illimi-
egli vincere non colla potenza come Dio, ma colla
tata, e Dio non aveva rinunziato ai suoi diritti.
umiltà come uomo; e col suo esempio ci insegna
Li do a chi mi pare. Il demonio vanta la sua
che nessun'arme v'ha così potente contro del dia-
potenza per rendere più seducente la tentazione.
volo, come la meditazione delle sante Scritture
e la divina parola, che è la spada dello spirito, 8. Sta scritto. Deut. VI, 13; X, 20.
colla quale e si riseccano le concupiscenze della 9. Sfa scritto. Salm. XC, 11
S. Luca, IV, 11-19 233

de te, ut conservent te "Et quia in ma- : a te ha dato ordine a' suoi Angeli di custo-
nibus tollent te, ne forte offendas ad lapi- dirti "E che ti sosterranno con le loro
:

dem pedem tuum. "Et respondens lesus, mani, affinchè tu non dia del piede in qual-
ait Dictum est
illi : Non tentabis Domi- : che sasso. "E Gesù gli rispose, e disse E' :

num Deum tuum, "Et consummata omni stato detto Non tenterai il Signore Dio tuo.
:

lentatione, diabolus recesslt ab ilio, usque "E finite le tentazioni, il diavolo si partì da
ad tempus. lui fino ad altro tempo.

"Et regressus
est Jesus in virtute Spiritus "E Gesù per impulso dello Spirito ritornò
in Galilaeam, et fama exiit per universam nella Galilea, e si sparse per tutto il paese
regionem de ilio. "Et ipse docebat in syna- la fama di lui. "E insegnava in quelle sina-
gogis eorum, et magniflcabatur ab omnibus. goghe, ed era da tutti acclamato. "E andò
"Et venit Nazareth, ubi erat nutritus, et a Nazaret, dove era stato allevato, ed entrò
intravitsecundum consuetudinem suam die secondo la sua usanza il sabato nella sina-
sabbati in synagogam, et surrexit legere. goga, e si alzò per fare la lettura.
traditus est illi Liber Isaiae prophe-
"Et "E gli fu dato il libro del profeta Isaia.
tae. revolvit librum, invenìt locum
Et ut E spiegato che ebbe il libro, trovò quel
ubi scriptum erat "Spiritus Domini super
: passo dove era scritto "Lo Spirito del Si-
:

me : propter quod unxit me, evangelizare gnore sopra di me perciò mi ha unto per
:

pauperibus misit me. sanare contritos cor- evangelizzare ai poveri mi ha mandato a :

de, "Praedicare captivis remissionem, et sanare i contriti di cuore, "ad anntmziare

>* Deut. 6, 16. i«Matth. 4. 12; Mire. 1, 14; Joan. 4, 45. "Matth. 13, 54; Marc. 6.
>• I«. 61, 1.

12. E' auto detto. Deut. VI, 16. tare la lettura di un passo del Pentateuco e di uà
Fino ad altro ttmpo. Nel greco ai legge :
13.
passo dei Profeti. Se fra i presenti trovavasi qual-
&Xpt xatpov cioi fino a un tempo propizio. Benché che forestiero oppure qualche personaggio rag-
aconfltto Satana aspetta un'occasione favorevole
guardevole, il capo della sinagoga lo invitava a
per dare a Gesù un nuovo assalto. Quest'occasione fare la lettura e poi a darne la spiegazione. Anche
la troverà nella Passione ; e dall'orto di Getse-
senza speciale invito si poteva domandare di es-
mani al Cavarlo muoveri terribile guerra a Gesù, sere ascoltato, purché si desse saggio di possedere
riuscendo a farlo mettere in croce. La morte di una certa scienza.
Gesù segnerà però la sua definitiva sconfitta. Per rispetto alla Sacra Scrittura il lettore la leg-
(V. Lue. XXII, 53; Giov. XIV, 30). geva stando in piedi.
14. Per impulso dello Spirito Santo. Gesù, dopo 17. Spiegato Il libro. 1 libri antichi avevano

aver superate le tentazioni, viene condotto nella forma di cilindri e consistevano in alcune mem-
Galilea per dar principio al suo pubblico mini- brane rettangolari scrine sulla faccia interna, che
stero. si avvolgevano intorno a un bastoncello. Gesù
la fama di lui a motivo dei prodigi,
Si sparse... svolgendo il volume ebbe sott'occhio, o per una
che aveva
fatti a Gerusalemme (Giov. II, 23; disposizione della Provvidenza, oppure perché
III, dei quali erano stati testimoni! parecchi
2), l'ordine delle letture lo esigeva, il passo d'Isaia,
Galilei (Giov. IV, 45). LXI, 1-2.
S. Luca passa sotto silenzio il ministero Giu- 18. Lo Spirito del Signore, ecc. Presso Isaia
daico di Gesù (Giov. I, 29; IV, 2). chi parla in cotal guisa é il Messia, il quale de-
Insegnava in quelle sinagoghe (V. n. Matt.
15. scrive Io scopo della sua missione sulla terra.
IV, 23). Queste parole riassumono la predicazione Egli è venuto per redimere l'umanità sofferente e
di Gesù in Galilea, e mostrano come il popolo schiava del peccato, e Dallo Spirito del Signore,
l'ascoltasse da principio volentieri. che in lui discese visibilmente nel suo battesimo,
fu unto, vale a dire, consecrato Cristo, perchè
16. Entrò secondo la sua usanza. Da ciò si pud
ai poveri annunziasse il regno di Dio, onde di lui
dice l'Apostolo Pietro (Atti, X) Lo unse Dio di :

Spirito Santo e di virtù •. Martini.


Poveri sono coloro che, oppressi dalle miserie,
portano però in pace le loro afflizioni.
Re. 87. Contriti di cuore, sono i pusillanimi privi del
Personaggio coraggio e della forza necessaria a operare il bene.
che legge Il Messia viene ad annunziare la liberazione
19.
sopra un rotolo. agli schiavi del peccato, ad illuminare la mente
(Antica pittura romana). avvolta fra le tenebre dell'ignoranza, a sottrarre
al giogo della schiavitù gli oppressi dalla tirannia
del demonio. « E' mandato ad annunziare a tutte
le genti l'anno accettevole, vale a dire, il tempo di
grazia e di salute, e il giorno in cui Dio farà ven-
detta dei nostri nemici, e caccerà fuori dell'usur-
arguire che Gesù era solito a frequentare la si- pato dominio il principe di questo mondo a cui
nagoga. quasi tutta la terra rendeva il culto e l'onore che
Si per fare la lettura. Il popolo soleva'
alzò al solo Dio è dovuto. Dicendo l'anno accettevole,
radunarsi ogni Sabato nelle sinagoghe per ascol- allude all'anno del Giubileo tanto celebre presso
234 S. Luca, IV, 20-26

caecis visura, dimittere confractos in remìs- agli schiavi la liberazione, e ai ciechi la


sionem, praedicare annum Domini acce- vista, a rimettere in libertà gli oppressi, a
ptum, et diem retributionis. predicare l'anno accettevole del Signore,
e il giorno della retribuzione.
*°Et cum librum, reddit mi-
plicuisset "E ripiegato
il libro, lo rendette al mi-
nistro, Et omnium in synagoga
et sedit. nistro, e si pose a sedere. Ed erano fìssi in
oculi erant intendentes in eum. '^Coepit lui gli occhi di tutti nella sinagoga. *^E prin-
autem dicere ad illos Quia hodie impleta : cipiò a dir loro Oggi questa scrittura si è
:

est haec scriptura in auribus vestris. **Et adempita negli orecchi vostri. "E tutti gli
omnes testimonium illi dabant et mira- : rendevano testimonianza, e ammiravano le
bantur in verbis gratiae, quae procedebant parole di grazia che uscivano dalla sua
de ore ipsius, et dicebant Nonne hic est : bocca, e dicevano Non è egli costui il
:

filius Joseph? figlio di Giuseppe?


^^Et ait illis Utìque dicetis mihi hanc
: ^'Ed egli disse loro Certo che voi direte
:

similitudinem Medice cura te ipsum


: : a me quel proverbio Medico, cura te
:

quanta audivimus facta in Capliarnaum, fac stesso tutte quelle cose che abbiamo udito
:

et hic in patria tua. **Ait autem : Amen dico essere state fatte in Cafarnao falle anche
vobis, quia nemo propheta acceptus est in qui nella tua patria. ''^Disse egli però In :

patria sua. "In veritate dico vobis, multae verità vi dico che nessun profeta è gradito
viduae erant- in diebus Eliae in Israel, quan- nella sua patria. '"'In verità vi dico che molte
do clausum est caelum annis tribus, et vedove erano in Israele al tempo di Elia,
mensibus sex cum facta esset fames ma-
: quando il cielo stette chiuso per tre anni e
gna in omni terra *"Et ad nullam illarum : sei mesi, e fu carestia grande per tutta la

" III Reg. 17, 9.

gli Ebrei, nel quale e gli antichi possessori rien- dire : Se tu sei veramente il Messia, comincia «
travano nelle proprietà dei loro beni, e gli schiavi manifestarti con prodigi nella tua patria. Perchè
ricuperavano la libertà ». Marfirù. hai fatto miracoli a Cafarnao (Giov. IV, 46) e
Si noti che le parole a rimettere in libertà
: non ne fai presso di noi? Non siamo forse tuoi
gli oppressi non si trovano al cap. LXI di Isaia, concittadini? Gli abitanti di Nazaret credono di
ma al cap. LVIII, 6. Furono qui inserite dall'Evan- aver diritto ai miracoli di Gesù, perchè gli sono
gelista per una certa affinità che hanno colie pre- concittadini, e mostrano di dubitare sulla realtà
cedenti. dei prodigi altrove operati.
Similmente le ultime parole : il giorno della re-
24. La verità, ecc. Gesù risponde dapprima con
tribuzione, mancano nel testo greco di S. Luca, un altro proverbio. E' ben difficile che i concit-
ma si trovano però in Isaia. tadini di un uomo grande riconoscano la grandezza
20. Lo rendette al ministro chiamato hazzan. e il merito di colui, che sotto i loro occhi hanno
Era questi una specie di sacrestano o di bidello, veduto nascere e crescere.
che apriva e chiudeva la sinagoga, e aveva la cu- 25-28. Con due esempi tratti dall'A. T. mostra
stodia dei libri sacri. Si pose a sedere per spie- che quei di Nazaret per essere suoi concittadini
gare il passo di Isaia che aveva letto. Gli Ebrei non hanno alcun speciale diritto ai suoi miracoli,
quando parlavano nelle sinagoghe stavano seduti. e nello stesso tempo fa loro vedere che come i
Tutti gli sguardi erano fissi in lui, sia per la fama due profeti, disprezzati dai loro connazionali, ri-
che lo circondava, sia per l'importanza del passo versarono sugli stranieri i loro benefizi, cosi ancor
da spiegare. Egli, vedendosi osteggiato e non creduto dai suoi
21. Si è adempita negli orecchi vostri. Queste concittadini, farà ad altre città i suoi benefizi. Gli
parole sono un ebraismo e significano : Oggi da- abitanti di Nazaret devono quindi ascrivere alla
vanti a voi si adempie l'oracolo del profeta, op- loro incredulità se Gesù non fa miracoli tra loro
pure Voi colle vostre orecchie avete oggi udito
: e li abbandona.
colui, nel quale si compie la profezia d'Isaia. Gesù 25. Al tempo di Elia, Il fatto a cui si allude è
a^erma così di essere il Messia. narrato III Re XVII, 9 e ss. // cielo stette chìaso
22. Gli rendevano testimonianza riconoscendo per tre anni e sei mesi. Questa stessa affermazione
pubblicamente che era vero quanto la fama diceva si trova pure presso S. Giacomo V, 17, « benchS
di lui, e ammiravano la grazia, la soavità e la nel III Re XVII, 1, si parli di soli tre anni, non
forza, con cui spiegava le Scritture ; e la loro vi ha però contradizione con quanto viene qui
ammirazione era ancora più grande, perchè l'ave- affermato dall'Evangelista; poiché i tre anni men-
vano conosciuto da fanciullo e sapevano che non zionati nel libro dei Re devono computarsi noni
aveva studiato. dal principio della siccità, ma da quando Elia
Mentre però la sapienza mostrata da Gesù andò a stare a Sarepta. Cominciata la siccità Ella
«vrebbe dovuto attirarli alla fede, diventa Invece stette alcun tempo presso il torrente Carith, e
per loro una pietra d'inciampo. Acciecati dai loro seccatosi questo, si portò per comando di Dio a
pregiudizi, non vogliono riconoscere che il Messia Sarepta. Nel terzo anno dacché dimorava a Sa-
sia figlio di un artigiano; e dagli oscuri natali, di repta, il Signore gli comandò di presentarsi al
Gesù traggono argomento per rigettare la sua dot- re Achab e annunziargli la pioggia.
trina, e dicono con disprezzo Non è egli costui : Per tutta la terra d'Israele.
il figlio di Giuseppe? 26. Sarepta era una piccola città fenicia posta
23. Medico, ecc. Con questo proverbio volevano sul littorale del Mediterraneo non lungi da Sidone.
S. Luca, IV, 27-38 235

mlssus est Elias, nisi in Sarepta Sidoniae, terra : "E


a nessuna di esse fu mandato
ad raulierem viduam. *'Et multi leprosi Elia, ma
a una donna vedova di Sarepta del
erant in Israel sub Elisaeo propheta et : territorio di Sidone. *'E molti lebbrosi erano
nemo eorum mundatus est nisi Naaman in Israele al tempo di Eliseo profeta e :

Syrus. nessuno di essi fu mondato, fuori che Naa-


man Siro.
"Et repleti sunt omnes in synagoga Ira, "Eall'udire queste cose tutti quei della
haec audientes. ''E: surrexerunt, et eiece- sinagoga si riempirono di sdegno. **E si al-
runt illum extra civitatem et duxerunt il- : zarono, e lo cacciarono fuori della città e :

luni usque ad supercilium mentis, super lo condussero fino alla vetta del monte,
quem civitas illorum erat aedlflcata ut prae- sopra del quale era fabbricata la loro città,
cipitarent eum. "Ipse autem transiens per per precipitamelo. "Ma egli passando per
medium illorum, ibat. mezzo ad essi se n'andava.
"Et descendit in Capharnaum civitatem "E andò a Cafarnao città della Galilea,
Galilaeae, ibique docebat illos sabbatis. e quivi insegnava loro nei giorni dì sabato.
"Et stupebant in doctrina eius, quia in po- "E si stupivano del suo modo d'insegnare,
testate erat sermo ipsius. poiché il suo parlare era con autorità.
**Et in synagoga erat dae- homo habens *^E vi era nella sinagoga un uomo posse-
monium immundum, exclamavit voce et duto da un demonio immondo, e questo
magna, •*Dicens Sine, quid nobis, et tibi
: gridò ad alta voce, **dicendo Lasciaci, che :

lesu Nazarene? venisti perdere nos? scio abbiamo noi a fare con te. Gesù Nazareno?
te quis sis. Sanctus Dei. •*Et increpavit il- Sei tu venuto a sterminarci? Ti conosco
lum lesus, dicens Obmutesce. et exi ab
: chi sei. Santo di Dio. "E Gesù lo sgridò,
eo. Et cum proiecisset illum daemonium e gli disse Taci, ed esci da costui. E il
:

in medium, exiit ab ilio, nihilque illum no- demonio, gettatolo in mezzo per terra, se
cuit. ne usci da colui, né gli fece alcun male.
"Et factus est pavor in omnibus, et col- "E tutti s'intimorirono,
e si parlavano
loquebantur ad invicem. dicentes Quod : l'uno dicendo: Che è questo?
all'altro,
est hoc verbum, quia in potestate et virtute Egli comanda con autorità e potestà agli
Imperat immundis spiritibus, et exeunt? spiriti immondi, e se ne vanno? *'E la fama
*'Et divulgabatur fama de ilio in omnem di lui si andava spargendo nel paese per
locum regionis. ogni dove.
"Surgens autem lesus de synagoga, in- "E uscito Gesù dalla sinagoga, entrò

*MV Reg. 5, 14. »» Mttth. 4, 13; Mtrc. 1. 21. " M«tth. 7, 28. »* Marc. 1, 23. »• Matth. 8.
14; Marc. 1, 30.

27. Questo secondo esemplo è tratto dal IV episodio di violenza mentre quella, menzionata
;

Re V, 9 e ss. Dio è libero nella distribuzione deliy da S. Matteo e S. Marco, ebbe luogo più tardi,
sue grazie, e benché molti fossero lebbrosi in i quando cioè stava per finire il ministero di Gesìl^
Israele, non volle dare il benefizio della saniti se in Cafarnao, e t>enchè anche allora quei di Nazaret
non a uno straniero, Naaman. siano rimasti increduli, non trascesero però
28. Si riempirono di sdegno pensando che Gesù
violenze, anzi Gesù vi fece alcuni miracoli.
avesse voluto dire che essi più dei pagani erano 31. Andò a Cafarnao. Da Nazaret nell'alta Ga-
indegni dei benefizi divini. Non seppero perciò lilea Gesù discese a Cafarnao sulla spiaggia del
contenere il loro furore, e si levarono a tumulto.; lago di Genezaret. V. n. Matt. IV, 13.
32-38. Si stupivano, ecc. V. n. Mar. I. 22-27.
29. Fino alla vetta del monte, ecc. Condussero
probabilmente Gesù al luogo, dove oggi sorge la 33. Posseduto da un demonio immondo, ecc.
Chiesa dei Maroniti, all'angolo sud-ovest della Gesù libera molti uomini dal demonio per dimo-
città, dove vi è un precipizio profondo dieci o strare che egli era colui che doveva vincere quel
dodici metri. Era loro intenzione di far giustizia crudele nemico degli uomini e togliergli il do-
sommaria contro di lui e ucciderlo. minio, che si era usurpato sulle anime.

30. Ma egli passando, ecc. Gesù senza timore,


mezzo per terra. Con quest'atto
35. Gettatolo in
senza affrettare il passo va per mezzo a questi il demonio vedere quanto odio nutra verso del-
fa

suoi nemici furibondi, i quali non ardiscono toc-


l'uomo. Ni gli fece male. In queste parole si
mette in evidenza l'impotenza del demonio. Egli
carlo e mostra col fatto di possedere una virtù
;

divina, contro della quale invano insorge l'ira


non può fare agli uomini tutto quel male che vor-
rebbe, perchè Dio non lo permette.
degli uomini.
Alcun! esegeti riguardano la visita di Gesù a 36. Che è questo? Il popolo rimane stupito al
Nazaret, narrata qui da S. Luca, come identica vedere Gesù cacciare i demoni! col solo impero
a quella di cui parlano S. Matteo XIII, 54 e ss. della sua parola.
e S. Marco VI, 1 e ss. Quest'opinione non ci 38-43. V. n. Matt. Vili, 14-17; Mar. I, 29-39.
sembra probabile, poiché la visita, di cui parla Grossa febbre. S. Luca, che era medico, usa il
S. Luca, dovette avvenire sul principio del pub- termine tecnico di Galeno per far conoscere la
blico ministero di Gesù, e fu caratterizzata da un malattia della suocera di Pietro nvpex^ fie^àXtf
236 S. Luca, IV, 39 — V, 3

troìvitin domum Simonis. Socros autem nella casa di Simone. E la suocera di Si'
Simonis tenebatur magnis febribus et ro- : mone era stata presa da grossa febbre : e
gaverunt illum prò ea. ''Et stans super il- a lui la raccomandarono. **Ed egli china-
lam imperavit febri et dimisit illam. Et : tosi verso di lei fé' comando alla febbre e :

continuo surgens, ministrabat illis. la febbre la lasciò. E subito levatasi li an-


dava servendo.
*"Cum autem sol occìdisset omnes, qui : ^'Tramontato poi il sole, tutti quelli che
habebant inflrraos variis languoribus duce- aveano malati di questo e di quel malore,
bant illos ad eum. Àt ille singulis manus li conducevano a lui. Ed egli, imposte a
imponens, curabat eos. ciascuno di essi le mani, li risanava.
*^Exibant autem daemonia a multis cla- *'E uscivano da molti i demoni gridando,
mantia, et dicentia Quia tu es filius Dei :
: e dicendo Tu sei il Figliuolo di Dio ma
: :

et increpans non sinebat ea loqui quia : egli sgridandoli non permetteva loro di dire
sciebant ipsum esse Christum. che sapevano essere lui il Cristo,

^''Facta autem die egressus ibat in deser- *'E fattosi giorno si partì per andare in
tum locum, et turbae requirebant eum, et luogo deserto, e le turbe lo cercavano, e
venerunt usque ad ipsum et detinebant : arrivarono fino a lui e lo ritenevano, per-
:

illum ne discederet ab eis. "Quibus ille chè non si partisse da loro. **Ma egli disse
ait : Quia et oportet me
aliis civitatibus loro Bisogna che anche alle altre città io
:

evangelizare regnum Dei


quia ideo missus : evangelizzi il regno di Dio : dappoiché per
sum. **Et erat praedicans in synagogis Ga- questo sono stato mandato. **E predicava
lìlaeae. nelle sinagoghe della Galilea.

CAPO V.

La pesca miracolosa, i-ii, — // lebbroso guarito, 12-14. — Gesti nel deserto^ 15-16.
— Il paralitico guarito, 17-26. — Vocazione di Levi, 27-32. — Questione sul
digiuno, 33-39.

^Factum est autem, eum turbae irruerent ^E mentre intorno a lui si affollavano le
in eum, ut audirent verbum Dei, et ipse turbe per udire la parola di Dio, egli se
stabat secus stagnum Genesareth. *Et vidit ne stava presso il lago di Genesaret. ^E
duas naves stantes secus stagnum pisca- : vide due barche ferme a riva del lago : e
tores autem descenderant, et lavabant retia. ne erano usciti i pescatori, e lavavano le
"Ascendens autem in unam navim, quae reti. 'Ed entrato in una barca, che era
erat Simonis, rogavit eum a terra reducere quella di Simone, Io richiese di allontanarsi
pusillum. Et sedens docebat de navicula alquanto da terra. E stando a sedere inse-
turbas. gnava dalla barca alle turbe.

"Marc. 1, 34. 2 Matth. 4, 18; Marc. 1, 16.

40. Tramontato il sole. Col tramonto del sole 2 e ss. Per questo sono stato mandato da Dio mio
terminava il riposo del Sabato, e subito il popolo Padre. Gesù afferma così la sua divina missione.
porta a Gesù i malati, acciò li risani. E' da notare
la bontà di Gesù, il quale mentre avrebbe potuto CAPO V.
guarire tutti con una parola, voleva invece imporre
le sue mani a ciascun malato in particolare.
1. E' da ammirarsi l'ardore con cui accorrono
le folle per ascoltare la parola di Dio.
41. Tu sei il Figliuolo di Dio. I demonii confes- Lago di Genezaret. V. n. Matt. IV, 18.
sano che Gesù è Figlio di Dio, ma Gesù rifiuta la
Mar. 2. Lavavano le reti, come sogliono fare '
pesca-
loro testimonianza. V. n. I, 25, 35.
tori dopo aver pescato (V. fig. 88).
42. S. Marco
36 dice, che S. Pietro e i suoi
I,
3. Entrato in una barca per parlare con maggior
compagni furono i primi a raggiungere Gesù, e comodità alla folla, che si accalcava sulla spiaggia.
lo avvisarono che la folla lo cercava. S. Luca, non
Non senza mistero profondo Gesù entrò nella
avendo ancor parlato della vocazione degli Apo- barca di Pietro piuttosto che in un'altra, e dalla
stoli, omette questa circostanza.
barca di Pietro volle ammaestrare le turbe. La
43. Bisogna. Il Messìa ha ricevuto dal Padre barca infatti è figura della Chiesa; e Gesù ha
un comando, e lo deve eseguire. Il regno di Dio voluto insegnarci, che Egli si sarebbe trovato
è lo stesso che il regno dei cieli. V. n. Matt. IH, sempre nella Chiesa, che in Pietro riconosce il
S. Luca, V, 4-11 237

*Ut cessavit autem loqui, dixit ad Simo- *E finito che ebbe di parlare, disse a
oem : Due in altum. et laxate retia vestra Simone : Avanzati in alto, e gettate le vostre
In capturam. 'Et respondens Simon, dixit reti per la pesca. "E Simone gli rispose, e
illi Praeceptor, per totam noctem labo-
:
disse Maestro, essendoci affaticati per tutta
:

rantes, nihil cepimus in verbo autem tuo :


la notte, non abbiamo preso nulla nondi- :

laxabo rete. 'Et cum hoc fecissent. con- meno tua parola getterò la rete. *£
sulla
cluserunt piscium multitudinem copiosam ;
fatto che ebbero questo, chiusero gran quan-
rumpebatur autem rete eorum. 'Et annue- tità di pesci e si rompeva la loro rete. 'E
:

runt sociis, qui erant in alia navi ut veni- fecero segno ai compagni che erano in altra
rent, et adiuvarent eos. Et venerunt, et im- barca che andassero ad aiutarli. E andarono,
pleverunt ambas naviculas, ita ut pene mer- ed empirono ambedue le barche, di modo
gerentur. che quasi si affondavano.
'Quod cum videret Simon Petrus, procl- Veduto ciò Simon Pietro si gettò alle gi-
dltad genua lesu, dicens Exi a me, quia : nocchia Gesù, dicendo
di Partiti da me, :

homo peccator sum, Domine. 'Stupor enim Signore, perchè io sono uomo peccatore.
circumdederat eum, et omnes, qui cum ilio •Poiché egli e quanti si trovavano con lui
crant, in captura piscium, quam ceperant : erano restati stupefatti della presa che ave-
"Similiter autem lacobum, et Ioannem. fl- vano fatta dei pesci "e lo stesso era di :

Hos Zebedaei, qui erant socii Simonis. Et Giacomo e di Giovanni, figliuoli di Zebe-
ait ad Simonem lesus Noli timere ex hoc : : deo, compagni di Simone. E Gesù disse
iam homines eris capiens. "Et subductis ad a Simone Non temere : da ora innanzi :

terfam navlbus, relictis omnibus secuti sunt prenderai uomini. "E tirate a riva le bar-
eum. che, abbandonata ogni cosa, lo seguitarono.

uo capo visibile, e in essa avrebbe ammaestrato stero di Pietro e dei suoi compagni avrebbe fatto
i popoli. Ubi Pttrus Ibi Eccitila. per la salute delle anime, e imperocché l'entrare

Avanzati In alto. comando che egli fa nella barca di Pietro


piuttosto che in
4. Il è diretto a Pietro
un'altra; il dire a lui particolarmente di avan-
proprietario della barca. Gtttatt la voitrt rtti.
zarsi In alto; il predire a lui solo: Non temer»,
da ora innanzi prenderai degli aomlnl; tutto questo
dimostra la speciale prerogativa di Pietro, e il
primato che egli doveva ricevere da Cristo.
Nello stesso tempo e col medesimo fatto fa
egli intendere a Pietro e agli altri, che siccome
avevB preso quella gran quantità di pesci non per
propria industria, ma per divino favore, cosi di
un gran numero di uomini avrebbe fatto pesca in
virtù della
grazia di lui, che lo mandava alla
pesca >. Martini.
8. Pietro. E' la prima volta che S. Luca di al
principe degli Apostoli questo nome ben noto ai
fedeli.
Partiti da me, ecc. Nel miracolo avvenuto Pietro
vede la prova più evidente della sovrumana po-
tenza e santità di Gesù, e riconoscendo sé stesso
Re. 88. — Rate da pesca (Frammento e^ziano).
peccatore, si reputa indegno di un tanto ospite,
e lo prega colla massima umiltà di allontanarsi
Quest'ordine è dato sia a Pietro che a! suoi da lui.
compagni. 10. A Simone, come
a futuro capo delia Chiesa,
5. Per tutta pure è il tempo più
la notte, che Gesù rivolge modo
speciale la parola. Pietro
in
favorevole alla pesca, e Benché pur lavorando sulla parola di Gesù ha preso gran
quantità di
tutta la notte abbiamo preso niente, tuttavia fidan- pesci ; un successo ancor maggiore otterrà quando
domi della tua parola getterò la rete >. Pietro sulla stessa parola di Gesù getterà la sua rete nel
mostra così di avere un'alta idea di Gesù, a cui mondo. V. n. Matt. IV, 19.
professa la più grande fede e la più grande ob- 11. Lo seguitarono definitivamente. S. Matteo,
bedienza. IV, 18 e ss. e S. Marco I, 16 e ss. hanno nar-
6. £ si rompeva, cioè stava per rompersi la loro
rata la vocazione di questi quattro discepoli al
rete.Gesù con questo miracolo volle eziandio ri- principio del ministero Galilaico di Gesù, senza
compensare la carità usatagli da Pietro coU'acco- far menzione della pesca miracolosa. E' difficile
glierlo nella sua barca. però determinare se la vocazione narrata dai due
primi Evangelisti, sia identica a quella, di cui
7. Fecero segno, perchè a motivo della lonta- parla qui S. Luca. A noi sembra più probabile
nanza non potevano far sentire la voce, ai com- l'opinione che ritiene come diverse le due voca-
pagnl, cioè ai figli di Zebedeo, Giacomo e Gio- zioni. Gli Apostoli sarebbero quindi stati chiamati
vanni, V. 10. tre volte da Gesù la prima, Giov. I, 40 e ss. ;
;

Empirono ambedue le barche. Con questo mi- la seconda, Matt. IV, 18-22 e Marc. I, 16-20; e
racolo Gesù volle adon;brato quello che per mini- la terza che fu definitiva, Lue. V, 1-11.
238 S. Luca, V, 12-21

"Et factum est, cum esset in una civita- "Eavvenne che trovandosi Gesù in una
tum, ecce vir plenus lepra, et videns le-
et città, ecco un uomo coperto di lebbra, il
sum, et procìdens in faciem, rogavit eum, quale veduto Gesù si gettò boccone per terra
dicens : Domine, sì vis, potes me munda- e lo pregò, dicendo Signore, se vuoi, puoi
:

re. "Et extendens manum, tetigit eum di- mondarmi. "Ed egli stesa la mano lo toccò,
cens Volo
: Mundare. Et confestim lepra
: dicendo Lo voglio sii mondato. E subita*
: :

discessit ab ilio. ^*Et ipse praecepit illi ut mente sparì da lui la lebbra. ^*E gli comandò
nemini diceret : sed, Vade, estende te sa- di non farne parola con nessuno Ma va, :

cerdoti, et offer prò emundatione tua, sicut fatti vedere


sacerdote, e fa l'offerta per la
al
praecepit Moyses, in testimonium illis. tua purificazione, come Mosè ha ordinato
per loro testimonianza.
^'Perambulabat autem magis sermo de il- "E vieppiù si dilatava la rinomanza di
io et conveniebant turbae multae ut audi-
: luì e si radunavano molte turbe per udirlo,
:

rent, et curarentur ab inflrmitatibus suis. e per essere guarite dai loro malori. "Ma
"'Ipse autem secedebat in desertum, et ora- egli si ritirava in luoghi solitari, e faceva
bat. orazione.
^'Et factum est in una dierum, et ipse se- ^'^E avvenne che tm giorno sedeva inse-
debat docens. Et erant Pharisaei sedentes, gnando. E vi erano a sedere dei Farisei e
et legis doctores, qui venerant ex omni ca- dei dottori della legge, venuti da tutti i vil-
stello Galilaeae, et ludaeae, et lerusalem : laggi della Galilea e della Giudea, e da Ge-
et virtus Domini erat ad sanandum eos. "Et rusalemme e la virtù del Signore era per
:

ecce viri portantes in lecto hominem, qui dare ad essi salute. "Quand'ecco uomini
erat paralyticus et quaerebant eum infer-
: che portavano sopra un letticciuolo un para-
re, et ponere ante eum. "Et non invenien- litico, e cercavano di metterlo dentro af-
tes qua parte illum inferrent prae turba, fine di presentarlo a lui. "E non trovando
ascenderunt supra tectum, et per tegulas la via per introdurvelo a causa della turba,
summiserunt eum cum lecto in medium salirono sul tetto, e scoperto il tetto lo
ante lesum. ''"Quorum fldem ut vidit, dixit : calarono giù in mezzo col suo letticciuolo
Homo, remittuntur tibi peccata tua. dinanzi a Gesù. ^"De' quali veduta la fede,
egli disse O uomo, ti sono rimessi i tuoi
:

peccati.
^^Et coeperunt cogitare Scribae, et Pha- *^E gli Scribi e i Farisei cominciarono a
risaei, dicentes Quis est hic, qui loquitur
: pensare e dire Chi è costui che dice be-
:


"Matth. 8, 2; Marc. 1, 40. "Lev. 14, 4. Matth. 9, 2; Marc. 2, 3.

12. In una città. Ai lebbrosi essendo proibito 1-12. Farisei. Solo S. Luca parla dei Farisei come
l'ingresso nelle città (Lev. XIII, 46), il miracolo presenti al miracolo.
qui narrato dovette avvenire nei pressi di qualche Venuti da tutti i villaggi, ecc. La rinomanza di
città di Galilea. V. n. Matt. Vili, 1-4; Mar. I, Gesù doveva essere già ben grande, se non solo
40-45. il popolo, ma anche i dottori della legge accorre-

vano da tutte le parti della Palestina, e dalla


13. Subito sparì, ecc. Il contatto della mano di
stessa capitale Gerusalemme per ascoltarlo. La
Gesù ridona immediatamente la sanità. virtù del Signore, ecc. La potenza di Dio si ma-
14. Al sacerdote. Non era necessario che il leb- nifestava in Gesù nel fatto, che Egli guariva tutti
broso si presentasse ai sacerdoti di Gerusalemme, i malati che gli venivano presentati. Tale è il senso
bastava che si recasse dal sacerdote del proprio di questa proposizione alquanto oscura nella Vol-
paese; il sacrifizio però doveva farsi nel tempio. gata.
Fa l'offerta per la tua purificazione. Il lebbroso Luca per designare questa ma-
18. Paralitico. S.
guarito doveva essere purificato mediante alcuni lattia usa il termine tecnico ]fapaXEAv^éYo<;. Met-
sacrifizi dall'immondezza legale che aveva con- terlo dentro alla casa dove Gesù insegnava.
tratta. Questa purificazione era una dichiarazione
20. Dei quali veduta la fede. La fede, a cui
di guarigione, in forza della quale il lebbroso gua-
viene spesso attribuita nei Vangeli la sanità ac-
rito veniva di nuovo ammesso nel consorzio degli
uomini e nel tempio.
15. Si dilatava la rinomanza. La lebbra era
d'ordinario incurabile; quindi la sua guarigione
non potè a meno di eccitare l'ammirazione della
folla. Le turbe accorrono a Gesù per due motivi,
per udire cioè la sua parola, e per essere guarite
dai loro malori. Fig. Sg. —
Letticciuolo o grabato.
(Secondo una terracotta).
16. Gesù fugge applausi, e si ritira
le lodi e gli
nel deserto per pregare. V. n. Mar. I, 35. quistata dai malati, abbraccia e la credenza in Dio
Sedeva, manca nel greco. Questo miracolo
17. e in Gesù Cristo e la fiducia nella bontà e nella
avvenne in Cafarnao. V. n. Matt. IX, 1-8; Mar. II, misericordia di Dio, a cui nulla £ impossibile.
S. Luca, V, 22-36 239

blasphemias? Quis potest dimittere pec- stemmie? Chi può rimettere peccati i fuori
cata, nisi solus Deus? "Ut cognovit autem del solo Dio? "^Ma Gesù, conosciuti loro i

lesus cogitationes eorum, respondens, dixit pensieri, rispose loro, e disse : Che andate
ad illos Quid cogitatis in cordibus vestris?
: voi pensando in cuor vostro? **Che è più
'•Quid est facilius dicere Dimittuntur tibi : facile il dire Ti sono rimessi i tuoi pe&
:

peccata an dicere
: Surge, et ambula?
: catl : ovvero il dire: Sorgi, e cammina^
**Ut autem sciatis quia Filius hominis "Oraffinchè sappiate che il Figliuolo del-
habet potestatem in terra dimittendi pecca- l'uomo ha potestà sopra la terra di rimettere
ta, (ait paralytico) Tibi dico, surge, tolle i peccati (disse al paralitico) Io te lo co- :

lectum tuum, et vade In domum tuam. **Et mando, sorgi, prendi il tuo letticcluolo e vat-
confestim consurgens coram illis, tulit le- tene a casa tua. "E
subitamente alzatosi in
ctum. in quo iacebat et abiit in domum: presenza prese il letticciuolo, in cui
di essi,
suam, magniflcans Deum. "Et stupor ap- giaceva, e se n'andò a casa sua glorificando
prehendit omnes, et magniflcabant Deum. Dio. "E tutti restarono stupefatti, e glori-
Et repleti sunt timore, dicentes Quia vidi- : ficavano Dio. E furono ricolmi di timore,
mus mirabilia hodie. dicendo : Oggi abbiamo vedute cose mi-
rabili.

*^Et post haec exlit, et vidit publìcanum *'Dopo di ciò uscì, e vide un pubblicano
nomine Levi, sedentem ad Telonium, et ait per nome Levi che sedeva al banco, e gli
illi :Sequere me. **Et relictis omnibus, sur- disse Seguimi. **E quegli, abbandonata
:

gens secutus est eum. "Et fecit ei convi- ogni cosa, si alzò, e lo seguitò. "E gli fece
vium magnum Levi in domo sua et erat : Levi un gran banchetto in casa sua e vi :

turba multa publicanorum, et aliorum, qui si trovò gran numero di pubblicani e di altra
curo illis erant discumbentes. *"Et murmu- gente, la quale era a tavola con essi. "E
rabant Pharisael. et Scribae eorum dicen- i Farisei e 1 loro Scribi mormoravano, di-
tes ad discipulos eius Quare cum publi- : cendo ai discepoli di lui Per qual motivo :

canis, et peccatoribus manducatis, et blbi- mangiate e bevete voi coi pubblicani e coi
tis? "Et respondens lesus. dixit ad illos: peccatori? "Ma Gesù rispose, e disse loro :

Non egent qui sani sunt medico, sed qui Non hanno bisogno del medico I sani, ma
male habent. "Non veni vocare iustos, sed i malati. **Non sono venuto a chiamare i

peccatores ad poenitentiam. giusti, ma 1 peccatori a penitenza.


"At illi dixerunt ad eum Quare discl- : **Maquelli dissero a lui Per qual mo- :

puli Ioannis ieiunant frequenter, et obse- tivo discepoli di Giovanni, come pure
1

crationes faciunt, similiter et Pharisaeo- quelli dei Farisei, digiunano spesso e fanno
rum tui autem edunt, et bibunt? •*Quibu8
: orazioni e I tuoi mangiano e bevono?
:

Ipse ait Numquid potestis fllios sponsi,


: **Ed egli disse loro Potete voi forse far:

dum cum illis e^t sponsus, facere ieiunare? digiunare i compagni dello sposo, mentre lo
**Venient autem dies cum ablatus fuerit
: sposo è con essi? tempo verrà che "Ma
ab illis sponsus, tunc ieiunabunt in illis die- sarà tolto ad essi lo sposo e allora sì che :

bus. digiuneranno in quei giorni.


"Dicebat autem et similitudinem ad il- **Disse loro oltre di ciò una similitudine :

los Quia nemo commissuram a novo vesti-


: Nessuno attacca a un abito vecchio un pezzo

*'Manh. 9, 9; Marc. 2, 14. - Mmk. 2, 18.

26. S. Luca nota l'ini pressione che il miracolo Solo S. Luca ricorda questa particolarità. La vita
produsse nella folla. d'ascetismo, che conducevano i discepoli di Gio-
27-39. Uscì, verso il lago di Genezaret. V. n. vanni e i Farisei, si manifestava esternamente coi
Matt. IX, 9-17; Mar. Il, 13-22. digiuni e colle orazioni.

29. Gli fece an banchetto. Solo S. Luca dice 35. Tempo verrà, ecc. Vi ha in queste parole
espressamente che il nuovo convertito diede un la prima allusione alla morte violenta di Gesù
banchetto ad onore di Gesù. Gli altri Evangelisti I discepoli però non ne fecero conto.
lo suppongono.
36. Una similitudine. La similitudine qui rife-
30. / loro Scribi, cioè gli Scribi appartenenti rita da S. Luca è leggermente diversa da quella
alla setta dei Farisei. riferita dagli altri Sinottici. S. Luca infatti suppone
che per rappezzare un abito vecchio si voglia ta-
32. / peccatori a è venuto a
penitenia. Gesù gliare un pezzo da un abito nuovo, il che equi-
salvare tutti, perchè tutti sono peccatori e ma/ati
varrebbe a rovinare sia l'uiu) che l'altro. Il senso
spiritualmente. Ma la salute si ottiene per mezzo
però della similitudine è uguale sia presso San
della penitenza.
Luca, che presso S. Matteo e S. Marco. Gesù
33. Ma quelli, cioè i Farisei, gli Scribi e con vuole insegnare, che la nuova legge del Vangelo
loro i discepoli di Giov. Battista. Fanno orazioni. non dev'essere unita alle formalità del Giudaismo
240 S. Luca, V, 37 - VI, 4

mento immìttit vestimentum vetus alio-


in : di panno nuovo altrimenti il nuovo guasta
:

quin et novum
rumpit, et veterì non con- il vecchio, e non fa lega la pezza del nuovo
venit commissura a novo. "Et nemo mittit col vecchio. '^E nessuno mette vino nuovo
vinum novum in utres veteres alioquin : in otri vecchi altrimenti il vino nuovo, rotti
:

rumpet vinum novum ipsum ef- utres, et gli otri, si versa, e gli otri vanno a male.
fundetur, et utres peribunt. **Sed vinum no- "Ma il vino nuovo si mette in otri nuovi,
vum in utres novos mittendum est, et utra- e quello e questi si conservano. **E nessuno
que conservantur. "Et nemo bibens vetus, che beve vino vecchio vuole a un tratto del
«tatim vult novum, dicit enim Vetus me- : nuovo : perchè dice Il vecchio è migliore.:

lius est.

CAPO VI.

Le spighe di grano e La mano secca, ó-ii.


il sabato, —
Elezione degli
1-5. —
Apostoli, 12-16. — Le
malati attorno a Gesù, 17-19.
turbe e Discorso
i —
della pianura. Le Beatitudini e le minaccie, 20-26. Amore dei nemici, 27-38. —
— La guida cieca. La pagliuzza e la trave. L'albero buono si conosce dai
frutti, 39-45. — Esortazione a mettere in pratica gl'insegnamenti di Gesii, 46-49,
'Factum est autem in sabbato secundo 'E avvenne che nel sabato secondo- primo
primo, cum transiret per sata, vellebant di- passando egli pei seminati, i suoi discepoli
scipuli eius spicas, et manducabant confri- coglievano spighe, e stritolatele colle mani,
cantes manibus. 'Quidam autem Pharisaeo- le mangiavano. 'E alcuni dei Farisei dis-
rum, dicebant illis Quid facitis quod non
: sero loro perchè fate voi quello che non
;

licet in sabbatis? 'Et respondens lesus ad è permesso in giorno di sabato? 'E Gesù
eos, dixit : Nec hoc legistis quod fecit Da- rispose, e disse loro Non avete voi dunque:

vid, cum esurisset ipse, et qui cum ilio letto quel che fece David, trovandosi affa-
erant? *Quomodo intravit in domum Dei, mato egli e i suoi compagni? *Come entrò
et panes propositionis sumpsit, et mandu- nella casa di Dio, e prese i pani della Pro-

»Matth. 12, I; Marc. 2, 23. * I Reg. 21, 6; Ex. 29, 32; Lev. 24, 9.

e del Fariseismo. Non


ì conveniente mischiare dei codici delVItala, e nella versione Boarica, e
assieme il nuovo e vecchio ; e l'imporre ai suoi
il siano rigettate da alcuni critici, si trovano però
discepoli le austerità de; discepoli di Giovanni, in tutti gli altri codici, e la maggior parte dei cri-
sarebbe un privarli di quella santa gioia e libertà, tici le ritiene come autentiche Si può infatti spie-
di cui dovevano essere ripieni nel trovarsi in com- gare come queste parole oscure abbiano potuto
pagnia dello sposo. essere omesse in alcuni codici, ma non si com-
prenderebbe invece come abbiano potuto introdursi
37. Nessuno mette vino nuovo, ecc. I Farisei,
negli altri.
schiavi della lettera della legge e attaccati alle
Riguardo poi al loro significato gli esegeti hanno
false loro tradizioni, sono otri vecchi, incapaci di
ricevere il vino nuovo che è il Vangelo. 11 vino emesse le opinioni più disparate. Secondo gli uni,
nuovo dev'essere affidato a cuori liberi da pre- ilSabato secondo primo sarebbe il primo Sabato
giudizi, semplici e capaci di intenderlo e di gu- del secondo mese; secondo altri un Sabato dop- :

starlo. piamente festivo, oppure il primo Sabato del-


l'anno religioso, che cominciava col mese di Ni-
39. Nessuno che beve vino vecchio, ecc. Solo
san (marzo-aprile), mentre l'anno civile comin-
S. Luca riferisce questo proverbio, che fa vedere ciava col mese di Tisri (settembre-ottobre).
come sia difficile abbandonare un genere di vita
in cui si è abituati, e gustarne uno nuovo. 1 Fa-
L'opinione più comune
ritiene che queste pa-

attaccati alle loro tradizioni in modo da


role significhino primo dei sette Sabati che se-
il
risei,
condo la legge (Lev. XXIII, 10 e ss.) dovevano
credere di raggiungere colla loro osservanza l'apice
accetteranno trascorrere a cominciare dal secondo giorno di
della perfezione, difficilmente la
Pasqua (16 Nisan) sino alla festa di Pentecoste.
nuova dottrina e i nuovi precetti del Vangelo;
anzi odieranno Gesù come nemico delle loro tra- 1-5. V.n. Matt. XII, 1-8! Mar. II, 23-28. Strito-
dizioni. latele, ecc. Questa particolarità aggravava agli
Migliore. Invece del comparativo migliore, nel occhi dei Farisei colpa dei discepoli di Gesù,
la
greco si legge semplicemente buono. perchè stritolare spighe equivaleva, secondo le
loro tradizioni, a trebbiare e vagliar grano, il che
non si poteva fare in giorno di sabato.
CAPO VI.
2. Dissero loro. Si rivolsero però anche a Gesù
1. Secondo-prìmo. Benché queste parole man- per rimproverarlo, quasi favorisse la trasgressione
chino nei codici greci Sin. Vai. L., nella più parte della legge.
S. Luca, VI, S-I» ?41

cavit, et dedit his qui cum ipso erant : quos posizione, e ne mangiò, e ne diede a' suoi
non licet manducare nisi tantum sacerdoti- compagni dei quali (pani) non è lecito
:

bus? *Et dicebat illis Quia Dominus est : mangiare se non a' soli sacerdoti? *E diceva
Filius hominis, etiam sabbati. loro E' padrone il Figliuolo dell'uomo
:

anche del sabato.


•Factum est autem et in alio sabbato, ut •E un altro sabato avvenne che entrò
intraret in synagogam, et doceret. Et erat nella sinagoga, e insegnava. Ed era quivi
ibi iiomo, manus
eius dextra erat arida.
et un uomo che aveva la mano destra inaridita.
^Observabant autem Scribae. et Pharisaei 'E gli Scribi e i Farisei stavano ad osser-
si in sabbato curaret ut invenirent unde:
vare se lo guariva in sabato per trovar di
accusarent eum. Mpse vero sciebat cogita- che accusarlo. 'Ma egli conosceva i lor
tiones eorum et ait homini, qui habebat
:
pensieri e disse a colui che aveva la mano
:

manum aridam Surge, et sta in medium.


:
inaridita Alzati, e vieni qua in mezzo. E
:

Et surgens stetit. 'Ait autem ad illos lesus : quegli alzatosi stette ritto. 'E Gesù disse
Interrogo vos, si licet sabbatis benefacere, loro Domando a voi se sia lecito in giorno
:

an male animam salvam facere, an per-


:
di sabato far del bene o del male salvare :

dere? '"Et circumspectis omnibus dixit ho- un uomo o ucciderlo? "E dato a tutti in-
mini Extende manum tuam. Et extendit
:
: tomo uno sguardo, disse a colui Stendi :

et restituta est manus


"Ipsi autem eius. la tua mano. Ed egli la stese e la mano di :

repleti sunt insipientia, et colloquebantur lui fu resa sana. "Ma coloro andarono ir
ad invicem, quidnam facerent lesu. furia, e discorrevano tra loro che dovessero
far di Gesù.
"Factum est autem in illis diebus. exilt "E avvenne di quei giorni che egli andò
In montem orare, et erat pemoctans in ora- sopra un monte a pregare, e stava passando
tione Dei. "Et cum dies factus esset, vo- la notte in orazione a Dio. "E fattosi giorno,
cavit discipulos suos et elegit duodecim ex
: chiamò i suoi discepoli, e scelse dodici di
Ipsis (quos et Apostolos nomìnavit) '*Sìmo- essi a' quali diede anche il nome di Apo-
nem, quem cognominavit Petrum, et An- stoli "Simone, cui diede il soprannome di
:

dream fratrem eius, lacobum, et Ioannem, Pietro, e Andrea suo fratello, Giacomo e
Philippum, et Bartholomaeum, "Matthae- Giovanni, Filippo e Bartolomeo, "Matteo e
um, et Thomam, lacobum Alphaei, et Si- Tommaso, Giacomo d'Alfeo e Simone chia-
monem, qui vocatur Zelotes, "Et ludam mato Zelote, "e Giuda di Giacomo, e
laoobi, et ludam Iscariotem, qui fuit pit>- Giuda Iscarìote, che fu il traditore.
ditor.

•AUtth. 12, 10: M«rc. 3. 1. "Matth. 10, 1; Marc. 3, 13.

Luca abbrevia alquanto la narrazione degli


5. S. Sinottici dicono espressamente, che fin d'allora I
altri due Sinottici. Farisei e gli Scribi trattarono di dar la morte a
II codice di Beza ha quest'aggiunta Lo st0$so : Gesù.
giorno Gesù vedendo un uomo che lavorava du- 12. Di qaei giorni, vale a dire quando gii era
rante il Sabato gli disse: O uomo, se tu sai queUo scoppiato il conflitto tra Gesù e i Farisei e questi
che fai, sei beato; ma se fa non lo sai, sei male- trattavano di ucciderlo. Egli andò sopra di un
detto e trasgressore della legge >. Niuno pere monte e passò la notte in preghiera, affine di ot-
ammette che quest'aggiunta sia autentica. tenere la benedizione del Padre sopra coloro che
6. Un altro Sabato. V. n. Matt. XII, 9-14. Mar. avrebbe eletti. Dall'esempio di Gesù, che ai ritirò
Ili, Insegnava, La mano destra, sono tutte
1-6. a pregare prima di eleggere gli Apostoli, la Chiesa
particolarità riferite da S. Luca solo. imparò a far precedere all'ordinazione dei sacri
ministri il digiuno e la pubblica preghiera. V. n
7. Stavano ad ossert'are, ecc. affine di accusarlo
Mar. Ili, 13 e ss.; Matt. X, 1 e ss.
come trasgressore della legge.
13. Scelse dodici. Fra i numerosi discepoli, che
8. Conosceva i loro pensieri, sapeva cioè con
l'avevano seguito, il divin Maestro ne sceglie do-
quale intenzione stessero a osservarlo e a interro-
dici unendoli a sé con vincoli più stretti, e asso-
garlo.
ciandoli alla sua opera nel fondare e propagare la
9. Se sia lecito... far del bene, ecc. Al dilemma Chiesa. Parecchi di questi dodici gii erano stati
proposto loro da Gesù i Farisei non potevano chiamati a esser discepoli, ma solo dopo una notte
dare alcuna risposta. Se infatti rispondevano che di preghiera Gesù li costituisce suoi Apostoli o
era lecito in giorno di Sabato fare del bene. Gesù inviati.
avrebbe conchiuso, che Egli in conseguenza non
14-16. Il catalogo degli Apostoli quale ci vien
violava la legge, perchè faceva del bene. Se invece
dato da S. Luca si accorda per i primi quattro
avessero risposto non essere lecito fare del bene.
nomi con S. Matteo X, 2-3, per i secondi quattro
Cesù avrebbe loro opposto, che in moltissimi casi con S. Marco III, 18, e per i quattro ultimi segue
non far bene al prossimo, è un far male, e per un ordine proprio. Egli chiama inoltre Giuda di
certo i Farisei stessi dovevano convenire non esser
Giacomo (cioè fratello di Giacomo il minore)
lecito far del male in giorno di Sabato.
l'Apostolo, a cui gli altri Evangelisti danno il
II. Che dovessero fare di Gesù. Gli altri due nome di Taddeo. V. n. Matt. X, 3.

16 — Sacra Bibbia. voL I.


PA2 S. Luca, VI, 17-23

^^Et descendens cum illis, stetit in loco ^'E disceso con essi, si fermò alla pia-
campestri, et turba discipulorum eius, et nura egli e la turba de' suoi discepoli, e
multitudo copiosa plebis ab omni ludaea, et una gran folla di popolo di tutta la Giudea,
lerusalem, et maritima, et Tyri, et Sidonis, e di Gerusalemme, e del paese marittimo
**Qui venerant ut audirent euro, et sana- di Tiro e di Sidone, "La qual gente era ve-
rentur a languoribus suis. Et qui vexaban- nuta per ascoltarlo, e per essere sanata dalle
tur a spiritibus immundis, curabantur. "Et sue malattie. E quelli che erano tormentati
omnis turba quaerebat eum tangere quia : dagli spiriti immondi erano risanati. "E
virtus de ilio exibat, et sanabat omnes. tutto il popolo procurava di toccarlo perchè :

scaturiva da lui- virtù, la quale rendeva a


tutti salute.

^"Et ipse elevatis oculis in discipulos '"Ed egli alzati gli occhi verso i suoi di-
suos, dicebat Beati pauperes
: quia ve- : scepoli, diceva Beati, o poveri
: perchè :

strum est regnum Dei. **Beati,qui nunc esu- vostro è il regno di Dio. ** Beati voi, che
ritis quia saturabimini. Beati, qui nunc
: avete adesso fame perchè sarete satollati.
:

fletis quia ridebitis. '"Beati eritis cum vos


: Beati voi, che ora piangete perchè riderete. :

oderint homines, et cum separaverint vos, '^Beati sarete allorquando gji uomini vi
et exprobraverint, et eiecerint nomen ve- odieranno, e scomunicheranno, e vi diranno
strum tamquam malum propter Filium ho- improperi, e rigetteranno come abbomine-
minis. " Gaudete in illa die, et exsultate : vole il vostro nome, a causa del Figliuolo
ecce enim merces vestra multa est in caelo : dell'uomo. ''Rallegratevi allora, e tripu-
secundum haec enim faciebant Prophetis diate perchè ecco è grande la vostra mer-
:

patres eorum. cede nel cielo poiché così pure facevano


:

ai Profeti i padri di costoro.

"Matth. 5, 2. "Mttth. 5, 11.

17. Un gran numero di interpreti ritiene che le turbe e le rendeva più docili ai suoi insegna-
il discorso riferito da S. Luca 17-49 sia identico menti.
a quello riferito da S. Matteo V, I ; VII, 27, poiché
20-23. V. Matt. V, 1-12. Mentre S. Matteo
n.
tanto nell'uno che nell'altro si tratta lo stesso ar-
novera beatitudini S. Luca parla solo di
otto
gomento con uno stesso esordio e una stessa con-
quattro, le quali corrispondono a Matt. V, 3, 5,
clusione davanti a uno stesso uditorio. S. Luca
6, 10-12. Scopo di queste beatitudini è far cono-
però compendia alquanto il discorso di S. Matteo,
scere la natura spirituale del regno messianico e
ommette ciò che riguarda i Giudei e non ha in-
le condizioni morali necessarie per tutti coloro,
teresse per i lettori pagani (Matt. V, 17-48 , e
che vorranno avervi parte.
rinvia al cap. XI quanto S. Matteo ha scritto al
cap. IV). 20. Verso discepoli che gli stavano d'at-
i

Ciò non ostante, altri esegeti sostengono che il torno. Beati, o poveri, ecc. La prima condizione
discorso di S. Luca sia diverso da quello di San necessaria per aver parte al regno di Dio è che
Matteo ed abbia avuto luogo alquanto più tardi. il cuore sia distaccato dalle ricchezze. Le ricom-
Osservano infatti, che presso S. Matteo V, 1, pense del regno non sono dunque per la povertà
Gesù sale sul monte, e sedutosi, rivolge la pa- in sé stessa, ma per i poveri di spirito, cioè per
rola ai soli discepoli; mentre presso S. Luca coloro, i quali, o come gli Apostoli hanno abbrac-
Gesù discende dal monte, e si ferma alla pianura, ciato la povertà reale per diventar discepoli d!
e parla sia ai discepoli che alle turbe. Si deve Gesù Cristo, oppure sono così distaccati dalle
ancora aggiungere, che il discorso di S. Luca fu ricchezze da essere pronti a rinunziarvi, qualora
tenuto dopo l'elezione degli Apostoli, mentre quello Dio lo esigesse.
di S. Matteo sembra abbia avuto luogo prima ;
poiché S. Matteo non parla dell'elezione degli 21. Avete fame. S. Matteo aggiunge iella giu-
Apostoli che al cap. X. Quest'ultima opinione ci stizia,ossia della santità. Per la fame e la sete
sembra più probabile. di una giustizia più perfetta della giustizia legale
i discepoli soffersero ed erano pronti a soffrire
17. Disceso cogli Apostoli dal monte,
si fermò
fame e sete materiali saranno perciò satollati,
;

alla pianura. Se si ammette l'identità del discorso perchè avranno parte al convito eterno. Ora pian-
di S. Luca con quello di S. Matteo, le parole alla
gete. Per essere discepoli di Gesù fa d'uopo ri-
pianura non significherebbero una pianura propria- nunziare ai piaceri e alle gioie del mondo; ma
mente detta, ma un altipiano abbastanza largo, questa rinunzia avrà in premio una felicità e una
che si estende tra le due cime del monte detto gioia sempiterna.
Korum-Hattim. V. n. Matt. V, 1. Gesù passò quindi
la notte sulla cima del monte, e quivi fece l'ele- 22. Beati sarete, ecc. Tutti i discepoli di Gesù,
zione degli Apostoli, e poi, disceso all'altipiano a motivo della loro fede, avranno ad incontrare
suddetto tenne il discorso. nel mondo persecuzioni violente da parte dei
19. Scaturiva da lui virtù, ecc. Gesù possedeva tristi ; saranno odiati, scomunicati, cioè esclusi
come Dio la virtù di far miracoli, e l'umana na- dalle sinagoghe, coperti di ingiurie e di vil-
tura, congiunta ipostaticamente alla divinità, era lanie, ecc. Essi però non debbono temere, né
io strumento col quale Egli dava ai malati la sa- rattristarsi, perchè viene loro riservato un premio
niti. Per mezzo dei miracoli Gesù si affezionava immenso nel cielo.
S. Luca, VI, 24-34 243

*Verumtamen vae vobis divitibus, quia **Ma guai a voi, o ricchi perchè avete ri-
:

habetis consolationem vestram. "Vae vobis, cevuto la vostra consolazione. *'Guai a voi
qui saturati estis quia esurietis. Vae vobis,
: che siete satolli perchè soffrirete la fame.
:

qui ridetis nunc quia lugebitis et flebitis.


: Guai a voi che adesso ridete perchè pian- :

**Vae cum benedixerint vobis homines : gerete e gemerete. "Guai a voi quando
secundum haec enim faciebant pseudopro- gli uomini vi benediranno poiché così fa-
:

phetis patres eorum. cevano coi falsi profeti i padri di costoro.

'^Sed vobis dico, qui auditis Diligite


: *'Ma a voi che ascoltate io dico amate :

Inimicos vestros, benefacite bis, qui ode- i vostrinemici, fate del bene a quei che
runt vos. ''Benedicite maledicentibus vo- vi odiano. "'Benedite quelli che vi mandano
bis, et orate prò calumniantibus vos. "Et imprecazioni, e pregate pe' vostri calun-
qui te percutit in maxillam, praebe et al- niatori. "E a chi ti dà uno schiaffo, presen-
teram. Et ab eo, qui aufert tibi vestimen- tagli l'altra guancia. E a chi ti toglie il
tum, etiam tunicam noli prohibere. **Omni mantello, non vietargli di prendere anche la
autem petenti te, tribue et qui aufert quae
: tonaca. **Dona a qualunque ti chiede e non :

tua sunt, ne repetas. **Et prout vultis ut ridomandare il tuo da chi te lo leva. "E
faciant vobis homines, et vos facile illis si- quel che volete che facciano gli uomini a
militer. voi, fatelo voi pure ad essi.

*'Et si diligitis eos, qui vos dlligunt, quae "Che se voi amate quelli che vi amano,
vobis est gratia? nam et peccatores diligen- che merito ne avete ? Poiché anche i pecca-
tes se diligunt. **Et si benefeceritis bis, qui tori amano chi li ama. "E se fate del bene
vobis benefaciunt; quae vobis est gratia? a coloro che a voi ne fanno, che merito ne
siquidem et peccatores hoc faciunt. **Et s! avete? Perocché anche i peccatori fanno
mutuum dederitis his, a quibus speratis re- altrettanto. **E se date in prestito a coloro
cipere; quae gratia est vobis? nam et peo- dai quali sperate il contraccambio, qual me-

"EccH. 31, 8; Ara. 6. 1.


»*Deut. 15, 8; Mttth. 5, 42.
244 S. Luca, VI, 35-42

catores peccatoribus foenerantur, ut reci- rito ne avete? Imperocché anche i cattivi


piant aequalia. prestano a' cattivi per ricevere il contrac-
cambio.
''Verumtamen inimicos vestros
diligite : '"Amate pertanto i vostri nemici : fate
benefacite, et mutuum date, nihil inde spe- del bene, e imprestate senza speranza di
rantes : et erit merces vestra multa, et eri- profìtto e grande sarà la vostra mercede,
:

tis fllii Altissimi, quia ipse benignus est su- e sarete figliuoli dell'Altissimo; perchè egli
per ingratos et malos. '*Estote ergo miseri- è benigno con gli ingrati e con i cattivi.
cordes sicut et Pater vester misericors est. **Siate adunque misericordiosi, come anche
il Padre vostro è misericordioso.

'^Nolite iudicare, et non ìudicabimini : ''Non giudicate, e non sarete giudicati :

oolite condemnare, et non condemnabimi- non condannate, e non sarete condannati.


ni. Dimittite, et dimittemini. ''Date, et da- Perdonate, e sarà a voi perdonato. '*Date,
bitur vobis mensuram bonam, et confer-
: e sarà dato a voi misura giusta, e pigiata,
:

tam, et coagitatam, et supereflluentem da- e scossa, e colma sarà versata in seno a


bunt in sinum vestrum. Eadem quippe voi perchè colla stessa misura, onde avrete
:

mensura, qua mensi fueritis, remetietur vo- misurato, sarà rimisurato a voi.
bis.
^*Dicebat autem illis et similitudinem : "Diceva di piii ad essi una similitudine :

Numquid potest caecus caecum ducere? E' forse possibile che un cieco guidi un
nonne ambo in foveam cadunt? ^'Non est cieco? non cadranno ambedue nella fossa?
discipulus super magistrum : perfectus au- *"Non v'ha scolaro da più del maestro ma :

tem omnis erit, si sit sicut magister eius. ognuno sarà perfetto, ove sia come il suo
maestro.
**Quid autem vides festucam in oculo **Perchè poi osservi tu la pagliuzza nel-
fratris tui, trabem autem, quae in oculo tuo l'occhio del tuo fratello, e non badi alla trave
est, non consideras? che hai nel tuo occhio?
*'Aut quomodo potes dicere fratri tuo : *''Ovvero come puoi tu dire al tuo fra-

•^Matth. 7, 1. »*Matth. 7, 2; Marc. 4, 24. <« Matth. 10, 24; Joan. 13, 16. *» Matth. 7, 3.

35. Imprestate senza speranza di profitto. Que- ghe del mantello cinto dintorno ai fianchi e ri-
ste parole vengono diversamente interpretate. Pa- versato sul petto.
recchi codici latini infatti invece di nihil inde 39. E' forse possibile che un cieco, ecc. Chi
sperantes, hanno desperantes. Secondo Ja
: nihil vuole giudicare gli altri e riprenderli, deve es-
prima lezione, che è quella che risponde meglio sere irreprensibile; altrimenti è guida cieca di un
al contesto ed è seguita nella traduzione. Gesù cieco. S. Matteo XV, 15, riporta questo stesso
esorta ad imprestare al prossimo, anche quando proverbio, ma in un altro contesto, dove viene
non vi sia speranza di riavere quello che si im- applicato ai Farisei.
presta. Secondo l'altra lezione verrebbe inculcato
40. Non v'ha scolaro, ecc. Questo proverbio
di far del bene, di imprestare, non disperando
è ripetuto parecchie volte nel Nuovo Testamento
mai di ottenere da Dio la dovuta ricompensa.
(Cf. XXII, 27. Matt. X, 24; Giov. XIII, 16, ecc.);
37-38. V. n. Matt. VII, 1 e ss. La legge del- nel contesto presente significa Se alcuno vuole
:

l'amore cristiano comanda non solo di amare, ma essere istruito e guidato alla verità, deve sce-
proibisce ancora di giudicare sinistramente e con- gliersi un maestro, che abbia occhi e veda;
dannare il nostro prossimo, e vuole che si per- poiché se il maestro sbaglia, dovrà necessaria-
doni, se si desidera ottenere il perdono da Dio. mente sbagliare anche il discepolo.
Misura giusta, ecc. Con questa metafora viene Ognuno sarà perfetto ove sia, ecc. Il greco ha :

Ognuno sarà istruito come il suo maestro; vale a


dire, il discepolo non potrà d'ordinario supe-
rare il proprio maestro, ma tutt'al più potrà ugua-
gliarlo e perciò se il maestro erra, anche il di-
;

scepolo dovrà errare.


41-42. Perchè poi osservi, ecc. «Riprende qui
il vizio di quelli, i quali non sono contenti di
biasimare e condannare i loro prossimi, essendo
essi stessi rei e degni di biasimo e di condanna;
ma i più piccoli mancamenti altrui esagerano
senza pietà, e i proprii gravissimi errori non cO'
noscono. E con ragione Gesù li chiama ipocriti,
Fig. gì.
perchè vogliono far credere di essere mossi da
Misura piena (Pittura delle catacombe). zelo della giustizia, quando non sono mossi se
non da spirito di superbia imperocché, se amas-
;

indicata laricompensa che riceverà colui, che si sero la giustizia, sé stessi prima condannerebbero,
sarà mostrato benevolo verso del suo prossimo. e contro i proprii peccati rivolgerebbero il loro
Sarà versata nel teno formato dalle larghe pie- zelo». Martini.
S. Luca, VI, 43 — VII, 1 245

Frater sine eiiciam festucam de oculo tuo : tello Lascia, fratello, che io ti cavi dal-
:

ipse in oculo tuo trabem non videns? Hy- l'occhio la pagliuzza che vi hai mentre :

pocrita eiice primum trabera de oculo tuo : non vedi la trave che è nel tuo occhio Ipo- I

et tunc perspicies ut educas festucam de crita, cava prima dall'occhio tuo la trave :
oculo fratris tul. e allora guarderai di cavare la pagliuzza dal-
l'occhio del tuo fratello.
**Non est enim arbor bona, quae facit *'Poichè non è buon albero quello che fa
fructus malos neque arbor mala, faciens
: frutti cattivi né cattivo quello che fa buon
:

fructum bonum. **Unaquaeque enim arbor frutto. **Perocchè ogni albero si conosce
de fructu suo cognoscitur. Neque enim de dal suo frutto. Invero né fichi si colgono
spinìs colligunt ficus neque de rubo vin-
: dalle spine, né uva si vendemmia da un
demiant uvam. **Bonus homo de bono the- roveto. *' L'uomo dabbene dal buon tesoro
sauro cordis sui profert bonum et malus : del cuor suo cava fuori bene e il cattivo :

homo de malo thesauro profert malum. Ex uomo da un cattivo tesoro mette fuori male.
abundantia enim cordis os loquitur. Poiché dell'abbondanza del cuore parla la
bocca.
**Quid autem vocatis me Domine, Do- "Ma e perché dite a me, Signore, Si-
mine et non facitis quae dico? *'Omnis,
:
gnore e non fate quel che io vi dico?
:

qui venit ad me, et audit sermones meos, et ^'Chiunque viene a me, e ascolta le mie
facit eos ostendam vobis cui similis sit
: : parole, e le mette in opera, vi spiegherò
"Similis est homini aediflcanti domum, qui io a chi rassomigli *'Egli rassomiglia a un :

fodit in altum. fundamentum su-


et posuit uomo che fabbricò una casa, il quale fece
per petram inundatione autem facta, illi-
: scavo profondo, e gettò i fondamenti sul
sum est flumen domui illi, et non potuit sasso e venuta l'inondazione, la fiumana
:

eam movere fundata enim erat super pe-


: andò a urtare la casa, e non potè smuoverla,
tram. **Qui autem audit, et non facit. si- perché era fondata sopra la pietra. **Ma
milis est homini aedificanti domum suam colui che ascolta, e non fa, è simile a im
super terram sine fundamento : in quam uomo, il quale fabbricò una casa sul suolo
illisus est fiuvius, et continuo cecidit : et senza fondamenti nella qual (casa) urtò la :

facta est ruina domus illius magna. fiumana, ed essa andò subito giti e fu :

grande la rovina di quella casa.

CAPO VII.

// servo del centurione, i-io. — // figlio della vedova di Naim risuscitato, 11-17.
— Ambasciata di Giovanni Battista a Gesù, 18-23. Elogio di Giovanni —
Battista, 24-30. —
Rimproveri alle turbe incredule, 31-35. La peccatrice —
ai piedi di Gesù, 36-50.

'Cum autem implesset omnia verba sua 'E terminato che ebbe tutti suoi discorsi i

in aures plebis, intravit Caphamaum. 'Cen- al popolo che lo ascoltava, entrò in Cafarnao.

<*Matth. 7, 18 et 12, 33. «•AUtth. 7. 21; Rom. 2, 13; Jac. 1, 22. > Manh. 8. 5.

43-44. Son è buon albero quello che, ecc. V. n. nelle precedenti si ha eziandio un mezzo per
Matt. VII, 16-20. Con questa similitudine viene conoscere t veri discepoli di Gesù, e i falsi profeti.
sviluppato il pensiero precedente. Colui che ha V n. Matt. VII, 17.
la trave nell'occhio, è un albero cattivo come ;
46. Perchè dite, ecc. Per non essere guide cie-
potrà dunque fare buoni frutti? Come potri colla che e alberi infruttiferi è necessario mettere in
•uà parola convertire gli altri, mentre li scan- pratica dottrina di Gesù. La fede deve essere
la
dalizza coi suoi cattivi esempi? A nessuno viene accompagnata dalle opere.
in mente di voler coglier fichi dalle spine, e come
47-49. Queste due parabole sono alquanto più
potrà alcuno persuadersi di poter correggere gli
sviluppate in S. Matteo. V. n. ivi VII, 24-27.
altri, se mena una vita sregolata?

45. L'uomo dabbene, ecc. Anche in questo ver- CAPO VII.


setto si inculca la necessità della virtù per colui
che vuol correggere gli altri. Il tesoro del cuore 1-10. V. n. Matt. Vili, 5-13.
è come la radice dell'albero, e quel che ne proviene 2. // servo, gr. t>ovXo(; (schiavo) era malato
r)^ae della sua natura, e sarà buono o cattivo, di paralisia. Lo aveva carissimo. Era caso abba-
secondo che il cuore è buono o cattivo. V. n. stanza raro nell'antichifà, che un padrone si affe-
Matt. XII, 34-35. In queste parole di Gesù e zionasse cordialmente a uno schiavo (V. flg. 92).
246 S. Luca, VII, 2-11

turionis autem cuiusdam servus male ha- 'E il servo di un certo centurione, che lo
bens, erat moriturus qui illi erat pretio-
: aveva carissimo, era malato, e vicino a mo-
sus. 'Et cum audisset de lesu, misit ad eum rire. 'E avendo sentito parlare dì Gesù,
seniores ludaeorum, rogans eum ut veniret, mandò da lui gli anziani dei Giudei a pre-
et salvaret servum ejus. *At ilH cum ve- garlo che andasse a guarire il suo servo.
nissent ad lesum, rogabant eum sollicite, di- ^Questi dunque andati a trovar Gesù, lo
centes ei Quia dignus est ut hoc Illi prae-
: pregavano istantemente, dicendogli Egli :

stes. 'Diligit enim gentem nostrum : et sy- merita che tu gli faccia questa grazia, *im-
nagogam ipse aedifìcavit nobis. perocchè ama la nostra nazione, e ci ha
fabbricata egli stesso la sinagoga.
'Jesus autem ibat cum
Et cum lam illis. •Gesù adunque andò con loro. E quando
non longe esset a domo, misit ad eum Cen- era già poco lontano dalla casa, il centu-
turie amicos, dicens Domine noli vexari :
: rione mandò a lui amici, per dirgli : Signore,
Non enim sum dignus ut sub tectum meum non ti incomodare perocché non son degno
:

intres. 'Propter quod et meipsum non sum che tu entri sotto il mio tetto '^E per guesto :

dignum arbitratus ut venirem ad te : sed non mi sono nemmeno io medesimo creduto


die verbo, et sanabitur puer meus. 'Nam et degno di venire da te ma di' una parola, e
:

ego homo sum sub potestate constitutus, il mio servo sarà risanato. 'Poiché anch'io
habens sub me milites et dico huic, Vade, : sono un uomo soggetto all'altrui potere, che
et vadit •.
et alii. Veni, et venit : et servo ho sotto di me soldati e dico a uno Va, : :

meo, Fac hoc, et facit. ed egli va e a un altro Vieni, e viene e


; : :

al mio servo Fa la tal cosa, e la fa.


:

*Quo audito Jesus miratus est et con- : •Gesù udito ciò, ne restò ammirato e :

versus sequentibus se turbis, dixit Amen : rivolto alla turba che lo seguiva disse In :

dico vobis, nec in Israel tantam fldem In- verità vi dico che non ho trovato tanta fede
veni. "Et reversi, qui missi fuerant do- nemmeno in Israele. "E quando coloro che
mum, invenerunt servum, qui languerat, erano stati mandati, ritornarono a casa, tro-
sanum. varono guarito il servo che era stato malato.
"Et factum est : deinceps Ibat in civita- "E avvenne che di poi egli andava a una
tem, quae vocatur Naim et Ibant cum eo
: città chiamata Nalm : e andavano con lui

•Matth. 8, 8,

3. Avendo sentito parlare di Gesà e delle gua- 5. Ama la nostra nazione. Erano pochi i pagani
rigioni che operava ; non osando presentarsi egli che amassero i Giudei. Ci ha fabbricato egli stesso
stesso per un sentimento di umilti e di rispetto, a sue spese la sinagoga, mostrando con ciò il suo
mandò da lui gli anziani dei Giudei, ossia qual- rispetto per Jahve nostro Dio.
Gesù andò con loro. Quanto non è grande
6.
la bontà di Gesù, che si dispone per andare a
casa di un pagano a guarire uno schiavo! S. Mat-
teo, che narra questo fatto con minori particolari,
pone queste parole : Signore, ecc. sulle labbra
dello stesso centurione, dando così (come si
suole) per fatto da lui quello che a sua richiesta
e in suo nome avevano fatto gli anziani. Potreb-
b'essere però che il Centurione, dopo aver man-
Rg. 9«.
andato anche egli da Gesù.
dati gli anziani, sia poi
Centurione romano. Signore non t'incomodare. Gli anziani avevano
(Antico bassorilievo). domandato più di quel che aveva richiesto il cen-
turione. Questi aveva fatto pregare Gesù di sa-
nargli il servo, e gli anziani lo sollecitarono di
recarsi alla casa di lui. Quando pertanto il centu-
rione seppe che Gesù si avviava alla volta della
sua casa, si trovò sconcertato ; e riconoscendosi
{degno di accoglierlo, con franchezza di soldato
lo manda a pregare da alcuni amici di non in-
comodarsi, e gli fa osservare che se si fosse
creduto degno, si sarebbe presentato egli stesso,
e non avrebbe mandato altri a pregarlo.
7-10. V. n. Matt. Vili, 8-13.
cu no dei membri più influenti di Cafarnao, a pre-
11. Naim, o meglio Nain, come
si legge nel
garlo di sanargli lo schiavo. Il centurione non era
testo greco, era una città Galilea situata
della
Giudeo, ma un pagano o meglio forse un pro-
presso Endor ai piedi del versante settentrionale
selito della porta.
del piccolo Ermon, dove comincia la pianura di
4. Pregano Gesù di andare a guarire lo schiavo •ìsdrelon. Viene identificata coli 'attuale villaggio
del centurione, e gli mostrano la convenienza di chiamato Sein dagli Arabi, che sorge a una gior-
esaudire le loro preghiere. nata di marcia da Cafarnao.
S. Luca, VII, 12-21 24?

dlsdpull ejus. et turba copiosa. "Cum au- i suoi discepoli e una gran turba di popolo.
tem appropinquarci portae civitatis. ecce de- "E quando fu vicino alla porta della città,
functus efferebatur filius unicus matris ecco che veniva portato fuori alla sepol-
suae et haec vidua erat
: et turba civitatis : tura un figliuolo unico di sua madre e :

multa cum illa. "Quam cum vidisset Domi- questa era vedova e gran numero di per-
:

nus, misericordia motus super eam. dixit sone della città l'accompagnavano. "E ve-
illi Noli fiere. '*Et accessit, et tetigit lo-
:
dutala il Signore, mosso di lei a compas-
culum. (Hi autem. qui portabant, steterunt). sione, le disse Non piangere. '*E si av-
:

Et alt Adolescens, tibi dico, surge. "Et


: vicinò alla bara, e la toccò. E quelli che la
resedit qui erat mortuus, et coepit loqui. portavano, si fermarono. Ed egli disse :

Et dedit illum matrl suae. "Accepit autem Giovinetto, ti dico, levati su, "E il morto
omnes timor et magniflcabant Deum, di-
: si alzò a sedere, e principiò a parlare. Ed

centes Quia propheta magnus surrexit in


:
egli lo rese a sua madre. "Ed entrò in
nobis et quia Deus visitavit plebem suam.
:
tutti un gran timore e glorificavano Dio,
^'Et exiit hic sermo inuniversam ludaeam dicendo Un profeta grande è apparso tra
:

de eo, et in omnem circa regionem. noi e Dio ha visitato il suo popolo. ''E
:

questa opinione di lui si sparse per tutta


la Giudea e per tutto il paese all'intorno.

**Et nunciaverunt loannl discipuli eius de "E discepoli di Giovanni riferirono a


i

omnibus bis. "Et convocavit duos de dlsci- lui queste cose. "E Giovanni chia-
tutte
pulis suis Ioannes, et misit ad lesum, di- mati due dei suoi discepoli, li mandò da
cens Tu es qui venturus es, an alium ex-
: Gesù a dirgli Sei tu colui che deve venire,
:

pectamus? "Cum autem venissent ad eum dobbiamo aspettare un altro? *°E quelli
viri,dixerunt Ioannes Baptista misit no6
: andati da lui gli dissero Giovanni Battista :

ad te dicens Tu es, qui venturus es, »d


: ci ha mandati da te a dirti Sei tu colui :

alium expectamus? che deve venire, o dobbiamo aspettare un


altro?
"(In ipsa autem hon multos curavit • "Or in quello stesso tempo egli liberò

>*Inf. 24, 19; Joan. 4, 19. "Man. 11, 2.

12. Vicino alla porta. Naim, come quui tutte Giovinetto, dico a te, ecc. Gesù risuscitando
te città della Palestina, era circondata da mura, questo morto colla aeropHce parola, mostra di
ed aveva parecchie porte. L'Evangelista oou tutte essere padrone assoluto della natura. Anche
il

le circostanze che servono a porre in evidenza Elia ed Eliseo avevano risuscitato un morto
la grandezza del miracolo. Il giovane era vera- (in Re XVII, 20 e ss.; IV Re IV, 33 e ss.); ma
mente morto, poiché lo portavano a seppellire, quale differenza nel modo di operare il prodigio 1
la madre vedova veniva accompagnata da gran Gesù comanda, iprofeti pregano; Gesù è padrone,
folla Gesù s'incontrò col mesto corteo alla porta
; i profeti sono servi.

16. Un ecc. Non riconoscono


profeta grande,
Gesù come Messia, ma solo come un profeta
il

superiore a Elia e ad Eliseo. Siccome però da


parecchi secoli erano cessati profeti presso gli i

Ebrei, la comparsa di Gesù viene salutata come un


pegno dell'amore di Dio verso il suo popolo.
17. Per tutta la Giudea. Con questo nome
viene designata tutta la Palestina.
18. / discepoli di Giovanni riferirono, ecc. V, n.
Matt. XI, 2-19.
Giovanni si trovava in carcere
Re- 93- — Funerali (Pittura eeiiiana».
nella fortezza di Macheronte. I suoi discepoli, ve-
dendo oscurata la fama del loro maestro dall'entu-
della cittì, dove solevano radunarsi gli Ebrei per siasmo della folla per Gesù, mossi da gelosia e
trattare i loro affari sia pubblici che privati. Da da invidia vanno a trovarlo a Macheronte per
tutto questo apparisce, come la risurrezione di riferirgli tutte queste cose, cioè miracoli e la i

questo morto abbia tutte le (aranzie della verità. predicazione di Gesù.


13. Il Signore. E' la prima volta che S. Luca 19. Li mandò da Gesà, ecc. Giovanni per illu-
chiama Gesù Cristo con questo nome, che nel- ininare la mente dei suoi discepoli e indurli a
l'antichità era Jahve. Gesù vide la
riservato a riconoscere Gesù come Messia, manda un'amba-
povera vedova che piangeva e si lamentava, e sciata con una domanda precisa Sei tu colui, ecc. :

mosso di lei a compassione, comincia a conso- Egli sperava che alla risposta egualmente precisa,
larla San piangere.
: che avrebbe dato Gesù Cristo, i discepoli non
14. La toccò facendo cenno ai portatori di fer- avrebbero tardato a riconoscerlo per vero Fielio
marsi. La bara, su cui si portavano i morti, era di Dio.

un piccolo letto, sul quale si poneva il morto 21. Ora in quello stesso tempo, ecc. Questo ver-
avvolto in fasce e ricoperto da un semplice setto è proprio di S. Luca e non ha riscontro is
lenzuolo. S. A\atteo.
248 S. Luca, VII, 22-32

languoribus, et plagis, et spiritibus malis, molti dalle malattie e dalle piaghe e dagli
et caecis multis donavit visum). ^^Et re- spiriti maligni, e donò la vista a molti cie-
spondens, dixit illis Euntes renunciate
: chi. *^E rispose loro : Andate, riferite a
Ioanni quae audistis, et vidistis Quia cac- : Giovanni quel che avete udito e veduto i :

ci vident, Claudi amlDulant, leprosi mundan- ciechi veggono, gli zoppi camminano, i
tur, surdi audiunt, mortui resurgunt, pau- lebbrosi sono mondati^ i sordi odono, i
peres evangelizantur ''^Et beatus est qui-
: morti risuscitano, e si annunzia ai poveri
cumque non fuerit scandalizatus in me. il Vangelo ^^e beato chi non sarà scandaliz-
:

zato per me.


''^Et cum discessissent nuncii Ioannis, '*E partiti i messi di Giovanni, cominciò

coepit de Ioanne dlcere ad turbas Quid : egli a dire diGiovanni alle turbe Che siete :

existis in desertum videre ? arundinem ven- voi andati a vedere nel deserto? Forse una
to agitatam? ^*Sed quid existis videre? ho- canna scossa dal vento ? ^*Ma pure che siete
minem mollibus vestimentis indutum? Ecce voi andati a vedere? forse un uomo delica-
qui in veste pretiosa sunt et deliciis, in do- tamente vestito? Certo, coloro che portano
mibus regum sunt. "'Sed quid existis vi- abiti preziosi e stanno in delizie, vivono
dere? Prophetam? Utique dico vobis, et nelle case dei re. ^*Ma che è quello che
plus quam Prophetam '^Hic est, de quo : siete andati a vedere ? un profeta ? Sì certa-
scriptum est Ecce initto angelum meum
: mente, vi dico, e ancor più che profeta :

ante faciem tuam, qui praeparabit viam ^^Questi è colui, del quale sta scritto Ecco :

tuam ante te. **Dico enim vobis Maior in- : io spedisco il mio Angelo innanzi a te, il
ter natos mulierum propheta Ioanne Bapti- quale preparerà la tua strada davanti a te.
sta nemo est qui autem minor est in regno
: **Poichè vi dico che tra i nati di donna, non
Dei, maior est ilio. c'è profeta maggiore di Giovanni il Bat-
tista. Ma il più piccolo nel regno di Dio
è maggiore di lui.
"Et omnis populus audiens et publicani, "E tutto il popolo che lo ascoltò e i pub-
iustiflcaverunt Deum, baptizali baptismo Io- blicani diedero gloria a Dio, essendosi bat-
annis. ^'Pharisaei autem, et legisperiti con- tezzati col battesimo di Giovanni. '"Ma i
silium Dei spreverunt in semetipsos, non Farisei e i dottori della legge per loro danno
baptizati ab eo. disprezzarono i disegni di Dio, non essen-
dosi fatti da lui battezzare.
*^Ait autem Dominus Cui ergo similes : **Disse poi il Signore A chi adunque
:

dicam homines generationis huius? '*Et cui paragonerò io gli uomini di questa genera-
similes sunt? Similes sunt pueris sedenti- zione? E a chi sono simili? '^Sono simili
bus in foro, et loquentibus ad invicem, et a quei fanciulli che seggono sulla piazza e
dicentibus Cantavimus vobis tibiis, et non
: intuonano gli uni agli altri Vi abbiamo so-:

saltastis lamentavimus, et non plorastis.


: nato la danza, e non avete ballato : vi ab-

"Is. 35, 5. 27 Mal. 3, 1; Matth. 11, 10; Marc. 1,2. »i Matth. 11, 16.

29-30. Quali differenti effetti produsse la pre- nati del popolo si sono mostrati i Farisei, e Gesù
dicazione del Battista sul popolo e sui Farisei! in presenza di tanto acciecamento si domanda :
Il popolo semplice, e gli stessi pubblicani, che
erano tenuti comunemente come gli uomini peg-
giori, ammirarono e con gratitudine abbracciarono
i consigli della divina bontà, la quale per mezzo
di Giovanni invitavali a penitenza e preparavali
per mezzo del battesimo di lui al battesimo di
Gesù Cristo. Ma i Farisei e i dottori della legge,
superbi per la loro pretesa giustizia, non fecero
caso delle esortazioni del Precursore, e per propria Fig. 94,
loro perdizione disprezzarono tutto quello che la Suonatrice di flauto.
Provvidenza aveva fatto per condurli a salute.
31-35. V. n. Matt. XI, 16-19. Disse poi U
Signore. Queste parole mancano in molti codici
greci. GesJì continuerebbe quindi il suo discorso
biasimando severamente il modo di agire dei
Giudei, sia verso del Battista, che verso di sé
stesso. 11 popolo ha bensì ricevuto il Battesimo di
Giovanni, ma non ha voluto credere alla sua pa-
rola, quand'egli affermava che Gesiì era il Messia,
e non ha voluto credere ai miracoli, coi quali Gesù A chi adunque paragonerò io gii uomini ii qués^
stesso provava la sua d'vina missione. Più osti- generazione ? ecc.
S. Luca, VII, 33-37 249

"Venit enim Ioannes Baptista, neque man- biamo cantato cose lugubri, e non avete
ducans panem, neque bibens vìnum, et di- pianto. *'Venne infatti Giovanni Battista,
citis Daemonium habet. "Venit Filius
:
che non mangia pane, né beve vino, e voi
hominis manducans, et bibens, et dicitis : dite :Egli è indemoniato. **Venne il Fi-
Fece homo devorator, et bibens vinum, ami- gliuolo dell'uomo, che mangia e beve, e voi
cus publicanorum, et peccatorum. **Et iu- dite Ecco un mangione e un bevone, amico
:

stificata est sapientia ab omnibus flliis suis. dei pubblicani e dei peccatori. **Ma è stata
giustificata la sapienza da tutti i suoi Bgliuoli.
••Rogabat autem illum quidam de Phari- **E uno dei Farisei lo pregò che andasse
saeis ut manducaret cum ilio. Et ingressus a mangiare da lui. Ed entrato in casa del
domum Pharisaei discubuit. "Et ecce mu- Fariseo si pose a tavola. '^Quand'ecco una
lier, quae erat in civitate peccatrix, ut co- donna che era peccatrice nella città, appena
gnovit quod accubuisset in domo Pharisaei, ebbe inteso com'egli era a tavola in casa del

»»M«tt. 3, 4; Mire. 1, 6. " Matth. 26, 7; Marc. 14, 3; Join. 12, 3.

35. Figliuoli della sapienza vengono chiimtti vi è alcuna ragione dimostrativa contro l'unità
quei pochi fedeli, i quali hanno accolto con tra- delle tre Marie ». Dict. Vig. Marie p. 815. D'altra
sporto e con docilità gli insegnamenti di Giovanni parte gli argomenti che si portano in favore sono
e di Gesù Cristo. assai forti. Si osserva infatti: l'che S. Luca al
cap. VII, 36-50, narra la conversione di una pec-
36. Uno dei Farisei, ecc. 11 non trovarsi in
catrice, la quale si diede tutta al Signore e poi
questo episodio alcuna indicazione di tempo e
;

al cap. Vili parlando subito di parecchie donne,


di luogo, è un argomento certo per ritenere che che seguivano Gesù provvedendolo del necessario
esso abbia avuto luogo poco »ù poco giù nello colle loro sostanze, nomina prima di tutte Maria
stesso tempo che i fatti narrati precedentemente. Maddalena, dalla quale Gesù aveva cacciato sette
Alcuni vollero bensì identificare il convito e l'un- demonii. Or non è forse più che probabile che
lione, qui narrati da S. Luca, col convito e l'un- Maria Maddalena sia appunto la peccatrice di cui
zione descritti dagli altri tre Evangelisti (Matt.
poco prima ha parlato?
XXVI, 6-13; Marc. XIV, 3-9; Giov. Xll. 1-1 1); 2* S. Giovanni al cap. XI, 2, dicendo che Maria
ma se bene si considerano le circostanze di tempo, sorella di Lazzaro era quella che unse d'unguento Q
di luogo e di persona, si farà manifesto che non Signore e gli asciugò i piedi coi suoi capelli, non
è probabile tale opinione. Il convito di S. Luca può riferirsi ad altra unzione che a quella narrata
infatti ha luogo nella Galilea, al principio del da S. Luca VII, 36 e ss., e lascia quindi manifesta-
ministero pubblico di Gesù; la donna è pec- mente intendere, che la sorella di Lazzaro e la
catrice e ispira disprezzo ai convitati. Gesù di- peccatrice siano una persona sola.
fende contro Simone l'azione da lei compiuta e 3* Si aggiunga ancora, che sia nella peccatrice
le accorda solennemente il perdono. Invece U
come in Maria sorella di Lazzaro e come in Maria
convito narrato dagli altri Evangelisti ha luogo in Maddalena manifesta un'identità di carattere e
si
Giudea a Betania, presso Gerusalemme sei giorni
di abitudini, un amore intenso per Gesù e
cioè
prima della Pasqua, la donna i una discepola un desiderio appassionato di stare con lui (Matt.
ardente di Gesù, e Gesù difende contro Giuda XXVI, 7; Mar. XIV. 3; Lue. VII, 47; X, 38-42;
l'azione da lei compiuta, la loda e annunzia la Giov. XI, 32-33; XII, 2-3), il che dimostra che i
prossima sua morte. tre nomi corrispondono a una persona sola.
Lo pregò, ecc. Non si può sapere per qual mo- Contro di questa opinione non si può muovere
tivo il Fariseo abbia invitato Gesù a pranzo, se alcuna seria difficoltà. Gesù è venuto a salvare i
per aver ricevuto qualche benefizio, oppure per peccatori, e non deve recar meraviglia che abbia
ostentazione o vanità. Ad ogni modo l'accoglienza ammesso al suo seguito una peccatrice purificata
fu fredda assai. colle lagrime del pentimento. D'altra parte non
37. Peccatrice. Questa parola serve a Indicare v'ha nulla di inverosimile che la donna, la quale
una donna mala vita, riconosciuta da tutti come
di si presentò in casa di Simone in Galilea, fosse
tale. Si suole domandare chi sia questa donna, e originaria di Magdala o vi avesse possessioni
se debba identificarsi con Maria Maddalena e con cosi da essere chiamata Maddalena, e siasi poi
Maria sorella di Lazzaro e di Maria. Gli argomenti recata ad abitare a Betania in compagnia della
tratti dalla Scrittura lasciano indecisa la solu- sorella Marta.
zione del problema (M. B. B. 238), e la tradi- Tutto quindi considerato, l'opinione che identi-
zione dei Padri è incerta sopra di questo punto. fica la peccatrice con Mar'a Maddalena e con Maria
Alcuni, come Origene, Teofllatto, Eutimio, ecc. sorella di Lazzaro ci sembra la più probabile.
distinguono la peccatrice di S. Luca da Maria V. Knab. Com. in S. Matt.. 2* ed. voi. II,
Maddalena e da Maria sorella di Lazzaro, e am- p. 404-408. Curluy, Com. in Evang. Ioan, 1880,
mettono così che tre nomi rispondano a tre per-
i p. 263-279. Lesétre, Dict. Vig. Marie-Made-
sone distinte. Altri identificano la peccatrice con leine, ecc.
Maria Maddalena, ma la distinguono da Maria Sella città. Non sappiamo di quale città si
sorella di Lazzaro; mentre alcuni altri fanno una tratti. Alcuni pensano a Magdala, altri a Naim, o
persona sola della peccatrice e di Maria sorella a Cafarnao.
di Lazzaro, distinguendo però quest'ultima da Appena ebbe inteso, ecc Da tempo cercava
Maria Maddalena. S. Cipriano però. Sant'Efrem, forse l'occasione per gettarsi ai piedi di Gesù,
S. Agostino, S. Gerolamo, S. Bernardo, ecc., e tocca dalla grazia, credette ora giunto il mo-
sostengono che i tre nomi rispondono a una per- mento di far pubblica ammenda delle sue colpe.
sona sola. La liturgia della Chiesa segue quesu Alabastro di unguento. I profumi preziosi veni-
llUima opinione < il che indica che almeno non vano di ordinario racchiusi in vasetti di alabastro
250 S. Luca, VII, 38-44

attulit alabastrum 'unguenti '*Et stans re- : Fariseo, prese un alabastro di unguento :
tro secus pedes eius, lacrymis coepit rigare **E stando di dietro ai suoi piedi, cominciò
pedes eius, et capillis capitis sui tergebat, a bagnare i piedi di lui colle lagrime, e li
et osculabatur pedes eius, et unguento un- rasciugava con i capelli della sua testa, e
gebat. li baciava, e li ungeva con l'unguento.

^'Videns autem Pharisaeus, qui vocaverat "Or vedendo ciò il Fariseo che lo aveva
eum, aìt intra se dicens Hic si esset pro-: invitato, disse dentro di sé Se costui fosse :

pheta, sciret utique, quae, et qualis est mu- profeta, certamente saprebbe chi e quale sia
lltr, quae tangit eum quia peccatrix est.
: la donna, la quale lo tocca : e com'ella è
peccatrice.
*"Et respondens lesus, dixit ad illum Si- :
*"£ Gesù gli rispose, e disse Simone, :

mon, habeo tibi aliquid dicere. At ille ait : ho qualche cosa da dirti. Ed egli disse :

Magister, die. **Duo debitores erant cuidam Maestro, parla. **Un creditore aveva due
foeneratori unus debebat denarios quin-
: debitori uno gli doveva cinquecento denari
:

gentos, et alius quinquaginta. *^Non haben- e l'altro cinquanta. *^Non avendo quelli
tibus illis unde redderent, donavit utrisque. modo di pagare, condonò il debito ad ambe-
Quis ergo eum plus diligit? "Respondens due. Chi dunque di loro lo ama di più?
Simon dixit Aestimo quia is, cui plus do-
: *'Rispose Simone Penso che quegli, cui ha:

navit. At ille dixit ei : Recte iudicasti. condonato di più. E Gesù gli disse Hai :

giudicato rettamente.
**Et conversus ad mulierem, dixit Simo- **E rivolto alla donna, disse a Simone :

ai : Vides hanc mulierem ? Intravi in do- Vedi tu questa donna? Sono entrato in casa

38. Stando di dietro, ecc. Gli antichi mangia- Gesù come un egli però mostra di non
profeta,
vano coricati sul fianco sinistro sopra alcuni prestarvi Certamente saprebbe, ecc. Solo
fede.
divani disposti a ferro di cavallo attorno alla ta- Dio conosce tutte le cose, e Gesù avrebbe po-
vola. Venivano così ad avere i piedi rivolti verso tuto benissimo essere un profeta, e tuttavia igno-
le pareti della sala del convito e non già sotto la rare peccati della donna. Simone però si pensava
i

tavola, come si usa presentemente. I piedi di forse che se Gesù fosse stato vero profeta, Dio
Gesù come quelli degli altri convitati erano nudi, non avrebbe permesso che s'ingannasse in cosa
poiché prima di entrare nella sala del convito si di tanta importanza.
solevano deporre i sandali. Baciare i piedi di La qualelo tocca. I Farisei insegnavano che
un ospite era segno di massimo rispetto, a Di ilcontatto di un pubblico peccatore contaminava
non meno del contatto di un lebbroso.
40. Rispose non alle parole, ma ai pensieri del
Fariseo superbo, e gli fece vedere che Egli era
più di profeta, perchè conosceva l secreti dei
cuori, e sapeva non solo chi era la donna, ma
ancora quali pensieri erano a lui passati in mente,
e E' ammirabile dice Beda la soavità, colla quale
Gesù riduce il Fariseo a condannarsi da sé me-
desimo, facendo che dalle sue proprie parole
resti convinto, e che a guisa di frenetico porti
con sé la fune colla quale deve essere legato ».
Martini.
41. Un creditore, ecc. Il creditore é Gesù
Cristo : i due debitori sono la peccatrice e Si-
mone. Cinquecento denari equivalgono a circa
390 lire, e cinquanta denari a circa lire 39. Se
F'g- 95- — Triclinio (Bassorilievo di Pompei). anche Simone era debitore, vuol dire che egli
pure aveva ricevuto qualche benefizio da Gesù.
molte persone legge nel Vangelo che andarono
si 42. Lo ama dì più. Il testo greco ha il futuro :

a trovare Gesù per impetrare o per loro stesse o chi lo amerà di più.
per altri la salute del corpo. Solo questa donna 43. Quegli cui ha condonato di più. La risposta
ricorre a lui per la guarigione dell'anima e per non poteva essere differente. Il debitore, a cui il
la remissione dei suoi peccati e questa ella do-
; creditore ha condonato un maggior debito, dovrà
manda non colle parole, ma con tutti i più espressi maggiormente mostrarsi grato.
segni di umiltà e di cuor penitente e contrito ». 44. Sono entrato in casa tua, ecc. Gesù piglia
Martini. apertamente le difese della peccatrice, e con un
Anche oggidì si usa in Oriente lasciare aperte contrasto drammatico mette in evidenza tutte le
le sale del banchetto a tutti i curiosi che volessero delicatezze, da lei usate a suo riguardo, e tutte
recarsi a vedere i convitati a mangiare. Quest'uso le sgarbatezze, di cui gli era «tato prodigo il
spiega come la peccatrice abbia potuto introdursi Fariseo.
presso Gesù. Alcuni però credono che vi fosse Quando si entrava in una casa per assistere
qualche legame di parentela tra la famiglia di a un convito si cominciava col togliersi i calzari,
Simone e quella di Maria. poi il capo di famiglia dava all'ospite il bacio di
39. Se costui, parola di disprezzo, fosse profeta. pace, e fattolo sedere, chiamava domestici a
i

Simone ricorda l'opinione popolare che riteneva lavargli i piedi. Indi egli stesso oppure un altro
.

S. Luca, VII, 45 — Vili, 2 251

mum tuam, aquam pedibus meis non dedi- tua, non hai dato acqua ai miei piedi e :

sti haec autem lacrymis rigavit pedes


:
questa ha bagnato i miei piedi colle sue la-
meos, et capillis suis tersit. "Osculum mi- grime, e li ha asciugati coi suoi capelli.
hi non dedisti haec autem ex quo intravit,
:
**Non hai dato a me il bacio e questa da :

non cessavit osculari pedes meos. **01eo che è venuta, non ha rifinito di baciare i
caput meum non unxisti haec autem un- :
mìei piedi. "Non hai unto con olio il mio
guento unxit pedes meos. *'Propter quod capo e questa ha imti con unguento i mie!
:

dico tibl Remittuntur ei peccata multa,


:
piedi. *'Per la qual cosa ti dico Le sono :

quoniam dilexit multum. Cui autem minus rimessi molti peccati, perchè molto ha
dimittitur, minus diligit. amato. Or meno ama colui, al quale mene
si perdona.

**Dixit autem ad illam Remittuntur libi : **E a lei disse Ti sono rimessi i peccati.
:

peccata. *'Et coeperunt qui simul accumbe- **E i convitati cominciarono a dire dentro di
bant, dicere intra se Quis est hic, qui : sé Chi è costui che rimette anche i pec-
:

etiam peccata dimittit? "Dixit autem ad cati ? "Ed egli disse alla donna La tua :

mulierem Fides tua te salvam fecit vade


: : fede ti ha fatta salva vanne in pace.:

In pace.

CAPO Vili.

Q€sù nella Galilea seguito da pie donne, r-j. — Parabola del seminatore, 4-18. —
La madre e i parenti di Gesù, 19-21. — Tempesta sedata, 22-25. — L'inde-
moniato di Gerasa, 26-39. — ^ figlia di Giairo e l'emorroissa, 40^56

'Et factum est deinceps, et ipse iter fa- *E in appresso Gesù andava per le città
ciebat per civitates, et castella praedicans, e pei castelli, predicando e annunziando il
et evangelizans regnum Dei et duodecim : regno di Dio : e erano con lui i dodici, *e
cum ilio, *Et mulieres aliquae, quae erant alcune donne, le quali erano state liberate

«•Matth. 9, 2. «Marc. 16, 9.

domestico ungeva di olio odoroso capelli e la ! 48.Gesù dichiara pubblicamente che i peccati
barba dell'invitato, e giunta l'ora di pranzo, gli le sono perdonati, e consola cosi la povera pe-
offriva acqua per lavarsi le mani. nitente.
Il Fariseo superbo aveva omesso buona parte 49. I Farisei si mostrano scandalìzzati, ou
di questo cerimoniale con Gesù. Gesù non si cura di loro.
45. Da che è venata. Nel greco si legge da :
50. La taa fede, ecc. Non è la fede sola che
che tono entrato, e questa variante lascia aup-
basti a salvare, ma come appare dal contesto,
porre che la peccatrice sia entrata quasi nello
è la fede accompagnata dalla carità.
tesso tempo con Gesù. Baciare poi piedi del- i

l'ospite e ungerli con unguento era un segno di


massimo rispetto. CAPO Vili.
46. La peccatrice ha cosi onorato Gesù più che
il Fariseo, il quale perciò si è dimostrato ingiusto 1. Gesù evangelizzacittà e i villaggi della
le
nel giudicarla indegna di stare ai piedi del suo Galilea predicando
nelle sinagoghe, e annun-
Salvatore. ziando in pubblico e in privato il regno di Dio.
1 dodici erano con lui. Col suo esempio e colla
47. Le sono rimessi i peccati, ecc. La cariti
sua parola voleva mostrare loro come si dovesse
ardente congiunta col più vivo pentimento fu la
predicare il Vangelo nel mondo.
causa diretta per cui le vennero rimessi i molti
suoi peccati (Prov. Vili, 18; Giov. XIV, 21), 2. Alcune donne liberate da spiriti maligni.
Secondo alcuni esigeti alla parola ón perchè Quest'ultime parole si riferiscono probabilmente
si potrebbe dare il senso di perciò, e allora le
: solo a Maria Maddalena. Le altre donne erano
parole di Gesù significherebbero Perchè le sono : state liberate da malattie ; tutte perciò erano
stati rimessi molti peccati, perciò molto ha amato. mosse a seguire Gesù da sentimenti di gratitudine
Il grande amore della peccatrice sarebbe così una per i benefizi ricevuti. Maddalena. Questo sopra-
prova che le furono rimessi molti peccati. nome veniva dato a Maria perchè essa era proba-
Noi ci atteniamo alla prima spiegazione che è bilmente originaria di Migdal sulla riva occiden-
la più comune. tale del lago di Genezaret, tra Cafarnao e Tibe-
Meno ama colui, al quale meno si perdona. riade. Dalla quale erano usciti sette demordi. Da
Questo minore perdono, conseguenza di una minor ciò si arguisce che la sua ossessione dovette
carità, deve riferirsi ai peccati veniali, oppure essere assai violenta. Maria Maddalena della quale
alla remissione della pena temporale dovuta ai si parla in più luoghi del Vangelo è la stessa che
peccati, la qualr è ptonorzinoata al grado della '
Maria sorella di Marta e di Lazzaro. V. n. V, 37:
carit?* cap. preced. v 37
252 S. Luca, Vili, 3-13

curatae a spiritibus malignis, et inflrmitati- da spiriti maligni e da malattie Maria so- :

bus Maria, quae vocatur Magdalene, de


: prannominata Maddalena, dalla quale erano
qua septem daemonia exierant, ^Et Ioanna usciti sette demoni ^e Giovanna moglie di
? uxor Chusae procuratoris Herodis, et Su- Ghusa procuratore di Erode, e Susanna, e
sanna, et aliae multae, quae ministrabant altre molte, le quali lo assistevano con le
ei de facultatibus suis. loro sostanze.
*Cum autem turba plurima convenirent, *E radunandosi grandissima turba di po-
et de civitatibus properarent ad eum, dixit polo, e accorrendo a luì da questa e da
per similitudinem 'Exiit qui seminat, se-
: quella città, disse questa parabola : ''Andò il
minare semen suum et dum seminat, aliud : seminatore a seminare la sua semenza : e
cecidit secus viam, et conculcatum est, et nel seminarla parte cadde lungo la strada,
volucres coeli comederunt illud. *Et aliud e fu calpestata, e gli uccelli dell'aria la di-
cecidit supra petram et natum aruit, quia : vorarono *parte cadde sopra le pietre, e
:

non habebat humorem. ^Et aliud cecidit In- nata seccò


che perchè non aveva
fu, :

ter spinas, et simul exortae spinae suffoca- umore : cadde tra le spine, e le
^parte
verunt illud. 'Et aliud cecidit in terram bo- spine, che nacquero insieme, la soffocarono :
nam : et ortum fecit fructum centuplum. *parte cadde in buona terra e nacque, e :

Haec dicens clamabat : Qui habet aures au- fruttò cento per uno. Detto questo esclamò :

dkndi, audiat. Chi ha orecchie da intendere, intenda.


'Interrogabant autem eum discipuli eius, 'E i suoi discepoli gli domandavano che
quae esset haec parabola. "Quibus ipse di- parabola fosse questa. "Ai quali egli disse :

xit Vobis datum est nosse mysterium re-


: A voi è concesso d'intendere il mistero del
gni Dei, ceteris autem in parabolis ut vl- : regno di Dio, ma a tutti gli altri per via di
dentes non videant, et audientes non intel- parabole perchè vedendo non veggano, e
:

ligant. "Est autem haec parabola Semen : udendo non intendano. "La parabola adun-
est verbum Dei. "Qui autem secus viam, que è questa La semenza è la parola di
:

hi sunt qui audiunt deinde venit diabolus,


: Dio. "Quelli lungo la strada, sono coloro
et tollit verbum de corde eorum, ne cre- che l'ascoltano e poi viene il diavolo, e
:

dentes salvi fiant. "Nam qui supra petram : porta via la parola dal loro cuore, perchè

"Matth. 13, 3; Marc. 4, 3. ^Ms. 6, 9; Matth. 13, 14; Marc. 4, 12; Joan. 12, 40; Act. 28, 26;
Rom. 11, 8.

3. Giovanna. Viene ancora menzionata al cap. che fu, ecc. Queste parole sono una particolarità
XXIV, 10 fra le donne accorse al sepolcro di di S. Luca.
Gesij. Fruttò cento per uno. Secondo gli altri Evan-
8.
Chusa era intendente o tesoriere di Erode An- gelisti,che narrano la parabola con maggiori par-
tipa. Secondo alcuni interpreti egli sarebbe quel- ticolari, il seme fruttò dove il cento, e dove il
l'ufficiale, che, per aver ottenuto da Gesù la gua- sessanta, e dove il trenta per uno.
rigione del figlio, credette assieme a tutta la Chi ha orecchie, ecc. Questo proverbio serve
famiglia. Giov. IV, 53. a richiamar l'attenzione degli uditori a quel che
Susanna. Di questa pia donna nulla ci è stato si è detto.

tramandato. Altre molte. Fra queste sono da no- 10. Il mistero del regno di Dio, cioè la na-
verare Salome, madre di Giacomo e Giovanni, tura del regno messianico e il modo che Dio nella
e Maria, madre di Giacomo Minore e di Giuseppe sua sapienza ha stabilito per fondarlo e propagarlo
(Matt. XXVII, 55, 56; Mar. XV, 40, 41). nel mondo. Questo mistero è svelato agli Apo-
Lo assistevano colle loro sostanze. Gesù viveva stoli ma viene tenuto nascosto alle turbe accie-
;

di elemosine ricevute da quelle persone, che aveva cate dai loro pregiudizi e incapaci di comprenderlo.
beneficate, poiché non voleva essere d'aggravio a V. n. Matt. XIll, 11 e Mar. IV, 12.
coloro ai quali predicava. Presso gli Ebrei le pie 11. E' la parola di Dio annunziata da Gesù
donne solevano talvolta provvedere il necessario Cristo e dagli Apostoli.
ai Rabbini loro maestri ma non si sa che li se- ;
12. Quelli lungo la strada, cioè quelli che sono
guissero nelle loro peregrinazioni. Era quindi una significati dalla strada, sulla quale la semenza è
cosa straordinaria che Gesù ammettesse le pie caduta.
donne al suo seguito, e le facesse così cooperare // diavolo viene qui rappresentato come il
alla diffusione del Vangelo nel mondo. La stessa primo nemico del regno di Dio.
consuetudine tennero gli Apostoli nel predicare Perchè non si salvino col credere. La fede è il
ai Giudei; siccome però ciò avrebbe potuto offen- principio della giustificazione, ma per condurre
dere i Gentili, Paolo se ne astenne (I Cor. IX, le anime a salute dev'essere accompagnata dalle
1), e si guadagnava il vitto lavorando. opere. V. n. Mar. IV, 14 e ss.
4-18. V. Matt. XIII, 1-23; Mar. IV, 1-20.
n. L'accolgono con allegrezza, cominciano cioè
13.
Disse questa parabola. Per parlare con più fa- a praticare il bene, ma la parola di Dio non mette
cilità alle turbe Gesù era salito sopra di una profonde radici nel loro cuore, perchè non sono
barca. perseveranti, e quando Viene la tentazione o
scoppia la persecuzione, subito si lasciano inti-
6. Sopra ìe pietre, cioè in luoghi sassosi. Nota midire e abbandonano la fede.
S. Luca, Vili, 14-21 253

qui cum audierint, cum gaudio susci piunt non salvino col credere. "Quelli poi sopra
si
verbum et hi radices non habent qui ad
: : la pietra sono coloro
: quali, udita la pa-
i

tempus credunt, et in tempore tentationis rola, l'accolgono con allegrezza, ma questi


recedunt. '*Quod autem in spinas cecidit : non hanno radice i quali credono per un
:

hi sunt, qui audierunt, et a sollicitudinibus, tempo, e al tempo della tentazione si tirano


et divitiis, et voluptatibus vitae euntes. suf- indietro. **Semenza caduta tra le spine
focantur, et non referunt fructum. '*Quod sono coloro, i quali hanno ascoltato; ma
autem in bonam terram hi sunt, qui in
: dalle sollecitudini, e dalle ricchezze, e dai
corde bono et optimo audientes verbum re- piaceri della vita, a lungo andare restano
tinent, et fructum afferunt in patientia. soffocati, e non conducono il frutto a matu-
rità. **Quella poi in buona terra, dinota co-
loro, i quali in un cuore buono e perfetto
ritengono la parola ascoltata, e portano frutto
mediante la pazienza.
'•Nemo autem lucernam accendens, op«- "Nessuno poi, accesa la lucerna, la copre
rit eam
vase, aut subtus lectum ponit sed : con un vaso o la ripone sotto il letto ma la :

supra candelabrum ponit, ut intrantes vi- mette sopra il candeliere, perchè chi entra
deant lumen. "Non est enim occultum, vegga lume. "Poiché niente v'ha di occulto
quod non manifestetur nec absconditum,
: che non debba manifestarsi e niente di :

quod non cognoscatur, et in paiam veniat. nascosto che non debba risapersi e propa-
"Videte ergo quomodo audiatis. Qui enim larsi. "Badate dunque in qual modo ascol-
habet, dabitur illi et quicumque non habet
: tiate perocché a colui che ha, sarà dato,
:

etiam quod putat se habere, auferetur ab e a chi non ha, sarà tolto anche quello che
ilio. egli si crede di avere.

^*Venerunt autem ad illum raater, et fra- "Ora andarono a trovarlo la madre sua e
tres eius, et non poterant adire eum prae i suoi fratelli, e non poterono accostarsi a
turba. "Et nunciatum est illi : Mater tua, lui a motivo della folla. '"E fu riferito a
et fratres tui stant foris, volentes te videre. lui Tua madre e i tuoi fratelli sono là
:

*'Qui respondens, dixit ad eos : Mater mea, fuori, e bramano vederti. *'Ed egli rispose,

'•Matth. 5, 15; Marc. 4, 21. " Matth. 10, 26 ; Marc. 4. 22. i*Matth. 13, 12 et 25. 29.
>*Matt. 12. 46; Marc. 3. 31.

14. DalU sollecitudini, ecc. rimangono distratti altri.Prestino perciò tutta 1 attenzione necessaria
talmente da non potersi occupare della parola per rendersi degni e capaci di compiere tale
di Dio, la quale in conseguenza rimane aoffocata missione. La parola di Gesù è la lucerna, che col
fin dal suo nascere. suo splendore deve dissipare le tenebre dell'igno-
ranza e dell'errore.
Mediante la pazienza, ossia la perseveranza,
15.
psT la quale non ai lasciano smuovere dal praticare 17. Siente vi ha di occulto, ecc. Benché le pa-
U bene né dalle tentazioni, né dalle persecuzioni, rabole contengano per ora alcune oscuriti per gli
lè da qualsiasi altra tribolazione. animi mal disposti, tuttavìa i misteri in esse rac-
16. Nessuno poi, ecc. Gesù avverte i suoi di- chiusi dovranno un giorno essere manifestati al
mondo per mezzo della predicazione degli Apo-
stoli.

Per muovere i discepoli a stare attenti ad


18.
ascoltare quello, che poi dovevano predicare a
tutti gli uomini, si serve di un noto proverbio :

il ricco facilmente acquista nuove ricchezze,


mentre il povero con pari faciliti perde quel poco
che possiede. Similmente chi mette impegno nel-
l'apprendere le cose spirituali e corrisponde alla
grazia di Dio, acquista nuove grazie e nuovi
lumi; laddove colui, che disprezza le grazie e i
lumi ricevuti, dovrà incolpare se stesso, se rimane
nelle tenebre e più non riceve da Dio maggiori
grazie.

19-21. V. n. Matt. XII, 46-50; Mar. Ili, 31-35.


Fratelli di Gesù. V. n. Matt. XIII, 55. I due
primi Evangelisti narrano quest'episodio prima
della parabola della semenza e immediatamente
dopo la risposta di Gesù alla bestemmia dei Fa-
risei, che l'accusavano di cacciare i demonii per
Fìg. 96. — Candeliere a due braccia. virtù di Belzebub. S. Luca invece lo fa seguire
alla parabola, a motivo forse della dichiarazione di
•cepoii che comunica loro la sua dottrina affinchè Gesù, che quelli sono suoi parenti, i quali ascol-
t suo tempo essi l'abbiano poi a comunicare agli tano la parola di Dio e la mettono in pratica.
254 S. Luca, Vili, 22-29

et fratres mei hi sunt, qui verbum Dei au- e disse loro Mia madre e i miei fratelli
:

diunt, et faciunt. sono questi, i quali ascoltano la parola di


"''Factum est autem in una dierum : et Dio, e la mettono in pratica.
ipse ascendit in naviculam, et discipuli eius, "E accadde che un giorno montò co' suoi
et ait ad illos Transfretemus trans sta-
: discepoli in una barca, e disse loro Pas- :

gnum. Et ascenderunt. ''Et navigantibus il- siamo all'altra riva del lago. E sciolsero
lis, obdormivit, et descendit procella venti dal lido. *'E mentre navigavano egli si ad-
in stagnum, et complebantur, et pericli- dormentò, e un turbine di vento si mise
tabantur. **Accedentes autem suscitaverunt nel lago, e facevano acqua, ed erano in pe-
eum, dicentes Praeceptor, perimus. At ille
: ricolo. ""E appressatisi a lui, lo sveglia-
surgens, increpavit ventum, et tempesta- rono, dicendo Maestro, siamo perduti. Ma
:

tem aquae, et cessavit et facta est tran-


: egli alzatosi, sgridò il vento e i flutti, e si
quillitas. *'Dixit autem illis Ubi est fldes
: quietarono e si fece bonaccia. **E disse
:

vestra? Qui timentes, mirati sunt ad invi- loro: Dov'è la vostra fede? Ed essi timo-
cem, dicentes Quis putas liic est, quia et
: rosi facevano le maraviglie, e tra loro di-
ventis, et mari imperat, et obediunt ei? cevano Chi è mai costui che comanda al
:

vento e al mare, e l'obbediscono?


"Et navigaverunt ad regionem Gerase- **E tragittarono nel paese dei Geraseni,
norum, quae est centra Galilaeam. "^Et cum che sta dirimpetto alla Galilea. ''E sceso
egressus esset ad terram, occurrit illi vir che fu a terra, gli si fece incontro un uomo,
quidam, qui liabebat daemonium iam tem- il quale da gran tempo aveva un demonio,

poribus multis, et vestimento non indueba- e non portava vestito addosso, e non abitava
tur, neque in domo manebat, sed in monu- per le case, ma nei sepolcri. "Questi, su-
mentis. **Is, ut vidit lesum, procidit ante bito che vide Gesù, si prostrò davanti a lui :

illum et exclamans voce magna, dixit


: : e gridando ad alta voce, disse Che ho io :

Quid mìhi, et tibi est lesu Fili Dei Altissi- a fare con te, Gesù Figlio di Dio altissimo?
mi? obsecro te, ne me torqueas. "Praecl- Ti supplico, non tormentarmi. "Infatti Egli
piebat enim spiritui immundo ut exiret ab comandava allo spirito immondo di uscire da
homine. Multis enim temporibus arripiebat colui. Poiché da molto tempo lo aveva in-
illum, et vinciebatur catenis, et compedi- vaso, ed era stato legato con catene, e cu-

"Matt. 8, 23; Marc. 4, 36.

22-25. V. n. Matt. Vili, 23-27; Mar. IV, 35-40. dal V. 30, e inverte così l'ordine delle parole :
ilquale aveva dei demonii, e da gran tempo non
22. Un giorno. Questa indicazione assai vaga
portava più vestito addosso.
viene precisata da S. Marco IV, 35, il quale af-
ferma che il fatto qui narrato avvenne nello stesso 28. Che ho io a fare, ecc. Il demonio parla cosi
giorno, in cui Gesù aveva detto la parabola della per bocca dell'ossesso, e riconosce la potenza e
semenza. la sovranità di Gesù. V. n. Matt. VIII, 29 e ss.,
All'altra riva, cioè alla spiaggia orientale del Marc. V, 7 e ss.
lago di Genezaret.
29. Da molto tempo, ecc. S. Luca completa la

23. Si addormentò stanco dalla fatica di una descrizione dell'ossesso cominciata al v. 26. Du-
giornata di predicazione. Facevano acqua, cioè la
barca, in cui navigavano, si empiva di acqua. I
marinai solevano attribuire a sé stessi quel che
era proprio dell'imbarcazione, e dicevano, p. es.,
facciamo acqua, ecc. S. Luca usa il loro stile.
24. Maestro, kitxaxàra. Questo nome, ripetuto
due volte di seguito nel greco, esprime assai bene
Rg. 97.
l'ansietà e il timore dei discepoli.

25. Chi è mai costai, ecc. Questa riflessione


Prigioniero colle mani
e i piedi legati.
dei discepoli mostra quanto fosse ancora imper-
fetta la loro fede. (Bassorilievo di Nlnlve).

26. Nel paese dei Geraseni. V. n. Matt. Vili,


28. Che sta dirimpetto alla Galilea. Questa indica-
zione è propria di S. Luca, il quale scriveva per
lettori che non conoscevano la geografìa della
Palestina.

27. Un uomo. Il greco aggiunge della città,


:

indicando così che l'indemoniato era oriundo della


città di Kersa o Gersa. S. Matteo parla di due
indemoniati, che si fecero incontro a Gesù. V. n. rante i periodi di calmi si prendevano tutte le
Matt. Vili, 28; Mar. V, 2. Aveva un demonio. necessarie precauzioni, ma allo scoppiare delle
Il greco usa il plurale &a.n«vto come è voluto
: crisi violente egli spezzava i legami, ecc.
S. Luca, Vili. 30-43 255

bus custodltus, et ruptis vlnculìs agebatur stodito nei ceppi ma egli spezzati i legami
:

a daemonio in deserta. *'Interrogavlt autem veniva spinto dal demonio pei deserti. "E
illum lesus, dicens tibi nomen est?: Quod Gesù lo interrogò dicendo Che nome è il :

At ille dixit Legio quia intraverant dae-


: : tuo ? E quegli rispose Legione perchè
: :

monia multa in eum. **Et rogabant illum molti demoni erano entrati in lui. ''E lo pre-
ne imperaret illis ut in abyssum irent. garono che non comandasse loro di andare
nell'abisso.

"Erat autem ibi grex porcorum multorum •*Ed era quivi un numeroso gregge di
pascentium in monte et rogabant eum, : porci, che pascevano sul monte : e lo pre-
ut permitteret eis in illos ingredi. Et per- gavano che permettesse loro di entrare in
misit illis. "Exierunt ergo daemonia ab ho- essi. E glielo permise. ^'Uscirono adunque
mine, et intraverunt in porcos et impetu : i demoni da quell'uomo, ed entrarono nei
abiit grex per praeceps in stagnum, et suf- porci e il gregge con furia si rovesciò a
:

focatus est. precipizio nel lago, e si annegò.


**Quod ut viderunt factum qui pascebant, •*La qua] cosa veduta che ebbero i guar-
fugerunt, et nunciaverunt in civitatem, et diani, fuggirono, e ne portarono la nuova
in villas."Exierunt autem videre quod fa- in città e pei villaggi. "Uscì pertanto la
ctum et venerunt ad lesum
est, et inve- : gente a vedere quel che era stato, e arri-
nerunt hominem sedentem, a quo daemo- varono da Gesù e trovarono colui, dal
:

nia exierant, vestitum, ac sana mente ad quale erano usciti i demoni, rivestito, e di
pedes eius, et timuerunt. "Nunciaverunt mente sana, seduto ai piedi di lui, e s'inti-
autem illis et qui viderant. quomodo sanus morirono. **E quelli che avevano veduto
factus esset a legione : *'Et rogaverunt il- raccontarono loro in qual modo fosse stato
lum omnis multitudo regionis Gerasenorum liberato dalla Legione. *'E tutto il popolo
ut discederet ab ipsis qui magno timore : del paese dei Geraseni lo pregò che si riti-
tenebantur. Ipse autem ascendens navim, rasse da loro perchè erano presi da gran
:

reversus est. timore. Ed egli montato in barca tornò in-


dietro.

"Etrogabat illum vir, a quo daemonia "E quell'uomo, dal quale erano usciti i
exierant, ut eum eo esset. Dimisit autem demoni, lo pregava di tenerlo con sé. Ma
eum lesus, dicens **Redi in domum tuam,: Gesù lo rimandò, dicendogli '"Torna a :

et narra quanta tibi fecit Deus. Et abiit per casa tua, e racconta quanto ha fatto Dio per
universam civitatem, praedicans quanta illi te. E quegli andò per tutta la città, pubbli-
fecisset lesus. cando quanto grandi cose aveva Gesù fatto
per lui.
'•Factum est autem eum rediisset lesus, "Eavvenne che al suo ritomo Gesù fu
excepit illum turba, erant enim omnes ex- accolto da una turba di popolo attesoché :

spectantes eum. **Et ecce venit vir, cui no- era aspettato da tutti. *'Quand'ecco venne
men lairus, et ipse princeps synagogae un uomo chiamato Giairo, il quale era anche
erat et cecidit ad pedes lesu, rogans eum
: capo della sinagoga e si gettò ai piedi di
:

ut intraret in domum eius, **Quia unica Alia Gesù, supplicandolo che andasse a casa sua,
erat ei fere annorum duodecim, et haec *'perchè aveva una figlia unica di circa
moriebatur. Et contigit, dum iret, a turbis dodici anni, e questa stava per morire. E
comprimebatur. "Et mulier quaedam erat accadde che nell'andare egli era pigiato dalla

«»Minh. 9, 18; Marc. 5, 22.

30. LtgioM. V. Mar. V, 9. 40. Al suo ritorno a Cafarnao nella Galilea,


31. Nell'abisso dell'inferno, dove nel giorno del Gesù viene cordialmente accolto dalle turbe im-
giudizio .verranno confinati senza che più loro pazienti di rivederlo.
sia lecito di tentare gli uomini. I demonii sem- 41-56. V. n. Man. IX. 18-26; Marc. V, 21-43.
brano provare un alleggerimento della loro pena, Capo della sinagoga. V. n. Mar. V. 22.
se possono girare per il mondo tentando gli uo- Supplicandolo che andasse a casa sua. La fede
mini e facendo loro del male. di Giairo è molto più imperfetta di quella del
32. Un numeroso gregge di 2000 porci. Mar. centurione, che voleva da Gesù una sola parola.
V. 13. V. cap. VII.
33-S9. Il racconto di S. Luca è quasi identico 42. Stava per morire, cioè era ridotta agli
A quello di S. Marco. V. n. Marc. V, 13-20. estremi.
36. In qual modo fosse stato liberato dalla le- 43. Pativa flusso di sangue S. Matteo nel testo
gione. Nel greco si legge in qual modo fosse :
greco la dice : emorroissa. Aveva speso in me-
stato liberato colai che era indemoniato. dici, ecc. S. Luca medico tempera alquanto la
39. Per tutta la città e per tutu la Decapoli. frase di S. Marco riguardo ai medici.
come si legge in S Marco.
25« S. Luca, Vili, 44-56

In fluxu sanguinis ab annis duodecim, quae folla.*^E una donna, la quale da dodici anni
In medicos erogaverat omnem substantiam pativa per flusso di sangue, e aveva speso
suam, nec ab ullo potuit curari **Accessit : in medici tutto il suo, né da alcuno aveva
retro, et tetigit fìmbriam vestimenti eius : potuto essere risanata **si accostò a lui :

et confestim stetit fluxus sanguinis eius. per di dietro, e toccò l'orlo della sua veste :
e immantinente il flusso del suo sangue
stagnò.

**Et ait lesus Quis est, qui me tetigit?


: **E Gesù disse: Chi mi ha toccato? E
Negantibus autem omnibus, dixit Petrus, et poiché tutti negavano, Pietro e i suoi com-
qui cum ilio erant : Praeceptor, turbae te pagni gli dissero Maestro, le turbe ti ser-
:

comprimunt, et affligunt, et dicis : Quis me rano e ti pestano, e tu domandi Chi mi ha :

tetigit? **Et dixit lesus : Tetigit me aliquis, toccato ? **E Gesù disse Qualcuno mi ha :

nam ego novi vìrtutera de me exiissé. *^Vi- toccato perchè mi sono accorto che é uscita
:

dens autem mulier, quia non latuit, tremens da me virtù. *^Ma la donna vedendosi sco-
venit, et procidit ante pedes eius et ob : perta, andò tremante a gettarsi a' suoi piedi :

quam causam tetigerit eum, indicavit coram e manifestò dinanzi a tutto il popolo perchè
omni populo : et quemadmodum confestim l'aveva toccato e come era subitamente re-
:

sanata sit. **At ipse dixit ei Filia, fides : stata sana. **Ed egli le disse Figlia, la tua :

tua salvam te fecit vade in pace. : fede ti ha salvata va in pace. :

**Adhuc ilio loquente, venit quidam ad *'Non aveva finito di dire, quando venne
principem synagogae, dìcens ei Quia mor- : uno a dire al principe della sinagoga : La
tua est Alia tua, noli vexare illum. '"Jesus tua figliuola é morta, non lo incomodare.
autem, audìto hoc verbo, respondit patri *"Ma Gesù udite queste parole, disse al pa-
puellae Noli timere, crede tantum, et salva
: dre della fanciulla Non temere, soltanto
:

erit. *^Et cum venisset domum, non permi- credi, e sarà salva. *'E giunto alla casa, non
sit intrare secum quemquara, nisi Petrum, lasciò entrare nessuno con sé, fuori di
et lacobum, et Ioannem, et patrem, et ma- Pietro e Giacomo e Giovanni, e del padre
trem puellae. *^Flebant autem omnes, et e della madre della fanciulla. "''E tutti pian-
plangebant illam. At ille dixit Nolite fiere, : gevano, e si picchiavano il petto per causa
non est mortua puella, sed dormit. "'Et de- di lei. Ma egli disse Non piangete la : :

ridebant eum, scientes quod mortua esset, fanciulla non è morta, ma dorme. **E si
**Ipse autem tenens manum eius clamavit, burlavano di lui, sapendo ch'era morta. '*Ma
dicens : Puella, surge. **Et reversus est spi- egli presala per mano alzò la voce e disse :
ritus eius, et surrexit continuo. Et iussit illi Fanciulla, alzati. **E ritornò in essa lo spi-
dari manducare. °*Et stupuerunt parentes rito, e immediatamente si alzò. Ed egli or-
eius, quibus praecepit ne alicui dìcerent dinò che le fosse dato da mangiare. "E I
quod factum erat. genitori di essa rimasero stupefatti, ed egli
comandò loro di non dire a nessuno quel
che era stato.

45. Chi mi ha toccato ? Gesù conosceva benis- esso sicorrompe o distrugge, e separata dal corpo
simo chi l'aveva toccato, ma fa questa domanda, non muore ma vive tutt'ora, benché in altro
;

sia per richiamare l'attenzione della folla sulla luogo, per tornare ad abitare nello stesso corpo
fede mostrata dalla donna, e sia perchè essa non
credesse di essere stata liberata senza che Egli
se ne fosse accorto e lo avesse voluto. Tu do-
mandi: Chi mi ha toccato. Queste parole mancano
nel greco.

48. Parecchi manoscritti greci hanno così : Ed


egli le disse: Confida, o figlia, la tua fede ti ha
salvata.

49. Nel greco si legge : Un tale arrivò da casa


del capo della sinagoga.
50. Gesù rianima Giairo e lo esorta a non venir
fficno nella fede.

52. Tutti piangevano urlando ad alta voce, come


8i soleva fare in Oriente. V. n. Matt. IX, 23. (V. Fig. 98. Scene di duolo presso un cadavere,
fig. 98). (Pittura greca).

55. E ritornò in essa lo spirito. « Maniera dì


parlare piena di sublime divina filosofìa, perchè nella risurrezione futura. E di questa risurrezione
dimostrante che l'anima umana sussiste da per se un pegno e un'immagine si ha nel miracolo ope-
(tessa, e indipendentemente dal corpo, né come rato da Gesù per questa fanciulla ». Martini.
s. Luca, IX. 1-0 257

CAPO IX.

Missione degli Apostoli e istruzioni loro date, j-6. Opinione di Erode intomo —
a Gesti. 7-9, —
Ritomo degli Apostoli, lo-ii. Prima moltiplicazione dei —
pani, 12-17. —
Confessione di Pietro e prima profezia della passione, 18-22.
— Abnegazione cristiana, 23-27. La Trasfigurazione, 28-36. —
Un figlio —
indemoniato guarito, 37-43. —
Seconda profezia della passione, umiltà e tolle-
ranza cristiana, 44-50. —
Gesii respinto dai Samaritani, 51-56. Come seguire —
Gesit, 57-62.

'Convocatis autem duodecim Apostolis, *E convocati i dodici Apostoli, diede loro


dedit illis virtutem, et potestatem super om- virtù e potere sopra tutti i demoni, e di
nia daemonla, et ut languores curarent. *Et curare le malattie. 'E li mandò a predicare
misit illos praedicare regnum Del, et sanare il regno di Dio, e a render agli infermi la
infirmo*. *Et ait ad illos : Nihil tuleritis in sanità. *E disse loro Non porterete nulla :

via,neque virgam, neque peram, neque pa- pel viaggio, né bastone, né bisaccia, né
oem, neque pecuniam, neque duas tunicas pane, né denaro, né avrete due tonache.
habeatis. 'Et in quamcumque domum intra- 'E in qualunque casa sarete entrati, re-
verltis, ibi manete,
inde ne exeatis. 'Et
et statevi, e non ne uscite. *E dovunque non vi
quicumque non receperint vos exeuntes de : ricevano uscendo da quella città, scuote-
:

civitate illa, etiam pulverem pedum vestro- tele anche la polvere dei vostri piedi in
rum excutite in testimonium supra illos. testimonianza contro di essi. 'Ed essi si
•Egressi autem circuibant per castella evan- partirono e andavano girando di castello in
gelizantes, et curantes ubique. castello evangelizzando, e facendo guarigioni
dappertutto.
'Audivit autem Herodes tetrarcha omnia ^E giunse a notizia di Erode tetrarca tutto
que flebant ab eo. et haesitabat eo quod di- quello che si faceva da Gesù, ed egli stava
ceretur a quibusdam 'Quia Ioannes sur-
: con l'animo sospeso, perché alcuni dicevano,
rexit a mortuis a quibusdam vero
: Quia : •che Giovanni era risuscitato da morte :

Elias apparuit ab aliis autem


: Quia pro- : altri : Che
era comparso Elia
poi altri : :

pheta unus de antiquis surrexit. 'Et ait He- Che uno degli antichi profeti era risorto.
rodes Ioannem ego decollavi
: Quis est : •Ed Erode diceva A Giovanni io feci ta-
:

> Matth. 10, I ; Mtrc. 3. 13. «AUtth. 10. 9; Mtrc. 6, 8. •Act. 13, 51. TJWatt. 14, 1;
Mire. 6, 14.

leggermente, ma vi rimangano finché non lascino


CAPO IX. la città.
Son ne uscite. Nel greco si legge : ivi restate,
1-6. V. n. Matt. X-Xl Mar. VI, 6-12. Virtà
; e di fi ripartite. Il senso è lo stesso. Gesù inculca

potere sopra tutti i demonii per cacciarli dai di rimanere nella casa ospiule e di non lasciarla
corpi degli ossessi. Il potere e la virtù di fare che quando si riparte, perchè finita la missione.
miracoli sono come le credenziali, che il Messia 6. Gli Apostoli eseguirono subito la missione
accorda ai suoi inviati a conferma della loro mis- ricevuta.
sione.
7-9. V. n. Matt. XIV, 1-2; Mar. VI, 14-16.
2. Principale scopo della missione degli Apostoli Tutto quello che si faceva da Gesù, cioè i miracoli
è la predicazione del regno di Dio i miracoli ;
fatti sia da lui, che dai suoi discepoli. In pa-
che essi faranno serviranno ad accreditare la loro recchi buoni codici greci manca l'inciso : da Gesù
missione, e a render loro benevoli gli uomini. (ab eo). Stava coll'animo sospeso non sapendo
quale abbracciare fra le diverse opinioni, che si
3. Sé bastone. V. n. Matt. X, 9; Mar. VI, 8. erano formate intorno a Gesù.
Gli Apostoli nella predicazione del Vangelo do-
8. Era comparso Elia, il quale non è morto,
vevano mostrarsi pieni di disinteresse e di fi-
ducia nella provvidenza di Dio.
ma fu trasportato nel cielo.
9. Cercava di vederlo. Erode conosceva di vista
4. In qualunque cesa, ecc. Non vuol già dire Giovanni, e desiderava di vedere Gesù per ac-
che debbano accettare l'ospitalità da chiunque certarsi coi suoi occhi se fosse il Battista risu-
(V. Matt. X, II), ma solo che, quando siano stati scitato. Il suo desiderio non fu soddisfatto che
accolti in una casa a dovere, non l'abbandonino durante la Passione di Gesù. XXIII, 8.

17 — Saera Bibbia, voi. I


258 S. Luca, IX, 10-19

autem iste, de quo ego talia audio? Et gliare la testa. Ma chi è costui, del quale
•quaerebat videre eum. sento dire sì fatte vOse? E cercava di ve-
derlo.
"Et reversi Apostoli, narraverunt illi "E ritornati gli Apostoli, raccontarono a
quaecumque fecerunt et assumptis illis, : lui tutto quel che avevano fatto ed egli :

secessìt seorsura in locura desertum, qui presili seco si ritirò in disparte in luogo de-
est Bethsaidae. "Quod cum cognovissent serto del territorio di Betsaida. "La qual
turbae, secutae sunt illum et excepit eos, : cosa risaputasi dalle turbe, gli tennero die-
et loquebatur illis de regno Dei, et eos, qui tro : ed egli le accolse, e parlava loro del
cura indigebant, sanabat. regno di Dio, e risanava quei che ne avevano
bisogno.
"Dies autem coeperat declinare. Et ac- "E il giorno principiava a declinare. E
cedentes duodecim dixerunt illi Dimitte : accostatisi a lui i dodici gli dissero Li- :

turbas, ut euntes in castella, villasque quae cenzia le turbe, affinchè andando pei ca-
circa sunt, divertant, et inveniant escas : stelli e pei villaggi all'intorno, cerchino al-
quia hic in loco deserto sumus. "Ait autem loggio e si trovino da mangiare perchè :

ad illos Vos date illis manducare. At illi


: qui siamo in luogo deserto. "Ed egli disse
dixerunt Non sunt nobis plus quam quin-
: loro: Date voi loro da mangiare. Ed essi
que panes, et duo pisces nisi forte nos : risposero Non abbiamo altro che cinque
:

eamus, et emamus in omnem hanc turbam pani e due pesci, se pure non andiamo
escas. **Erant autem fere viri quinque mil- noi a comprare cibo per tutta questa turba.
lia. Ait autem ad discipulos suos : Facite "Imperocché erano quasi cinque mila uo-
illosdiscumbere per convivia quinquage- mini. Ed egli disse ai suoi discepoli Fa- :

nos. "Et ita fecerunt. Et discumbere fece- teli sedere a truppe di cinquanta uomini
runt omnes. runa. "Ed eseguirono così, e li fecero
tutti sedere.

"Acceptis autem quinque panibus, et duo- "Epresi i cinque pani e i due pesci,
bus piscibus, respexit in caelum, et bene- alzò gli occhi al cielo e li benedisse : e li
dixit illis : et fregit, et distribuit discipulis spezzò, e li distribuì ai suol discepoli, per-
suis, utponerent ante turbas. ^^Et mandu- chè li ponessero davanti alle turbe. '^E
caverunt omnes, et saturati sunt. Et subla- mangiarono tutti, e si saziarono. E di quel
tum est quod superfuit illis, fragmentorum che loro avanzò, furono raccolti dodici pa-
cophini duodecim. nieri di frammenti.
"Et factum cum
solus esset orans,
est, **E avvenne che essendosi egli appartato
erant cum ilio et discipuli : et interrogavit per fare orazione, avendo seco i suoi disce-
illos, dicens Quem me dicunt esse turbae?
: poli, domandò loro Chi dicono le turbe
:

"At UH responderunt, et dixerunt loan- : ch'io sia? "E quelli risposero, e dissero:

"Matth. 14, 15; Marc. 6, 36. "Joan. 6, 9. " Matth. 16, 13; Marc. 8, 27.

10-17. V. n. Matt. XIV, 13-21 ; Mar. VI, 30-44. altri avvenimenti, passati sotto silenzio da S. Luca,
Ritornati gli Apostoli nei dintorni di Cafarnao, e narrati da S. Matteo XIV, 22, XVI, 12, e da San
dove si n'orava Gesiì, gli diedero conto della Marco VI, 45, Vili, 26. E' diflìcile spiegare perchè
loro missione. S. Luca non indica il motivo di S. Luca abbia omessi questi fatti, e perchè spe-
questo viaggio e neppure la traversata del lago. cialmente abbia taciuto il viaggio di Gesù nella
Matt. XIV, 13; Mar. VI, 32. Fenicia e l'episodio della Cananea, che pure
Betsaida Giulia, che si trovava nel territorio di avrebbero servito mirabilmente allo scopo per cui
Filippo sulla sinistra del Giordano, non lungi dal aveva scritto il suo Vangelo di mostrare l'uni-
luogo, dove il fiume si getta nel lago di Genezaret. versalità salute operata da Gesù Cristo.
della

11. L« accolse. Benché Gesù si fosse colà ri-


L'opinione di alcuni che sia andato perduto
tirato per evitare le turbe, tuttavia vedendosi da
qualche foglio del manoscritto di S. Luca è affatto
arbitraria. Non è però improbabile che l'apparente
esse cercato, le accoglie colla massima bontà, come
un buon pastore, e le colma dei suoi benefizi. durezza delle parole usate da Gesù verso la Ca-
nanea (Matt. XV, 23-26) abbiano indotto S. Luca
12. Licenzia le turbe, ecc. Gli Apostoli si preoc- a sopprimere dalla sua narrazione quest'episodio,
cupano per l'alloggio e il vitto della turba. Due
e il viaggio, che gli aveva dato occasione. (Cram-
cose sono qui da osservare, cioè l'avidità, con cui
pon). A nostro parere però la vera ragione di
la turba, dimentica persino del nutrimento, ascolta questa lacuna che si trova nel terzo Vangelo va
la parola di Gesiì, e la sollecitudine degli Apo-
ricercata nel metodo seguito da S. Luca. V. n.
stoli, i quali mostrano cosi di essere eletti a
v. 51.
pascere il gregge di Gesù Cristo.
18. Essendosi egli appartato, ecc. Gesù si tro-
14. Cinque mila uomini non computate le donne vava coi suoi discepoli nei dintorni di Cesarea di
e i fanciulli. MaU. XIV, 21. Filippo. V. n. Matt. XVI, 13 e ss. Solo S. Luc«
18-20. Tra la moltiplicazione dei pani e la fa menzione della preghiera di Gesù.
confessione di S. Pietro ebbero luogo parecchi
S. Luca, IX, 20-32 259

nem Baptistam, ali! autem EHam, alii vero Giovanni Battista altri poi Ella altri che
: :

quia unus Propheta de prioribus suirexit. uno degli antichi profeti è risusc.tato, '"Ed
"Dixit autem illis : Vos autem quem me egli disse loro E voi chi dite che io sia?
:

esse dicitis? Respondens Simon Petrus di- Simon Pietro rispose e disse : Il Cristo di
xit : Christum Dei. Dio.
"At ille increpans illos, praecepit ne cui "Ma Gesù con divieto comandò loro di
dicerent hoc, ''Dicens fllium : Quìa oportet non dir questoa nessuno, aggiungendo :

hominis multa pati, et reprobari a seniori- "Fa d'uopo che il Figliuolo dell'uomo pa-
bus, et principibus sacerdotum, et Scribis, tisca molto, e sia riprovato dagli anziani, e
et occidi, et tertia die resurgere. dai principi dei sacerdoti, e dagli Scribi, e
sia ucciso, e risusciti il terzo giorno.
"Dicebat autem ad omnes Si quis vult : "Diceva poi a tutti
Se alcuno vuole te-:

post me venire, abneget semetipsum, et tol- nermi dietro, rinneghi se stesso, e prenda
lat crucem suam quotidie, et sequatur me. ogni giorno la sua croce, e mi seguiti. ''Poi-
"Qui enim voluerit animam suam salvam ché chi vorrà salvare l'anima sua, la per-
facere, perdet illam : nam qui pcrdiderit derà e chi perderà l'anima sua per causa
:

animam suam me, salvam faciet


propter mia, la salverà. '^Invero che giova all'uomo
illam. '*Quid enim proflcit homo, si lucre- il guadagnare tutto il mondo, se perde se
tur universum mundum, se autem ipsum stesso, e a sé fa danno? ''Perocché chi si
perdat, et detrimentum sui faciat? **Nam vergognerà di me e delle mie parole, si ver-
qui me erubuerit, et meos sermones hunc : gognerà di lui il Figliuolo dell'uomo, quando
Filius hominis erubescet, cum veneri! in verrà con la maestà sua, e del Padre, e del
maiestate sua, et Patris, et sanctorum ange- santi Angeli. "Vi dico però in verità, che
lorum. *'Dico autem vobis vere sunt aliqul : vi sono alcuni qui presenti, che non gu-
hic stantes, qui non gustabunt mortem steranno la morte, fino a tanto che veggano
donec videant regnum Dei. il regno di Dio.
'•Factum est autem post haec verba fere "E avvenne che circa otto giorni dopo
dies octo, et assumpsit Petrum, et lacobum, dette queste parole, prese seco Pietro, Gia-
et Ioannem, et ascendit in montem ut ora- como e Giovanni, e sali sopra un monte
ret. "Et facta est, dum oraret, species vul- per pregare. "E mentre era in orazione,
tus eius altera et vestitus eius albus et re-
: l'aria del suo volto divenne tutt 'altra e il :

fulgens. ''Et ecce duo viri loquebantur cum suo vestito divenne bianco e risplendente.
ilio. Erant autem Moyses, et Elias, ''Visi "Ed ecco due uomini parlavano con lui. E
in maiestate : et dicebant excessum eius, questi erano Mosè ed Elia, "1 quali apparsi
quem completurus erat in lerusalem. con gloria discorrevano della sua dipartita,
che egli stava per compiere In Gerusa-
lemme.
•'Petrus vero, et qui cum ilio erant, gra- "Intanto Pietro e I suol compagni erano
vati erant somno. Et evigilantes viderunt aggravati dal sonno. Ma svegliatisi videro

"Mata. 17, 21; Mire. 8, 31 et 9, 30. ** Matth. 10. 38 et 16. 24; Marc. 8, 34; Inf. 14, 27.
*«Inf. 17, 33; Joan. 12, 25. >• Matth. 10, 33; Marc. 8, 38; 2 Tlm. 2, 12. "Matth. 16. 28;
Marc. 8, 39. "Matth. 17, 1; Marc. 9, 1.

20. Il Cristo di Dio, cioè il Messia inTtato da di dare che una data approssimativa. S. Matteo e
Dio. S. Marco dicono invece sti giorni. Alcun! e^^igeti
21. Comandò di non dir qutsto, ecc. V. n. pensano che questi due Evangelisti non abbiano
Man. XVI, 20. contato il giorno della promessa e il giorno della
trasfigurazione.
22-27. V. n. Mttt. XVI, 21-28.
Per pregare. Solo S. Luca ci dà il motivo per
Fa d'uopo, ecc. Ne! disegni di Dio era sta-
22. cui Gesù sali sopra del monte.
bilito elle Gesù dovesse morire per gli uomini,
29. L'aria del suo volto divenne tntfaltra,
la morte quindi era per Gesù una necessiti mo-
poiché il suo volto divenne splendido come il
rale, a cui non poteva sottrarsi.
sole. .Matt. XVII. 2.
23. Ogni giorno. Queste parole acne proprie di
31. Della sua dipartita da quesu terra per
S. Luca.
mezzo della sua passione e morte. Solo S. Luca
24-26. Per essere veri discepoli di Gesù fa riferisce l'argomento del colloquio tra Gesù e
d'uopo tenere il cuore distaccato dalla vita pre- Mosé ed Elia.
sente, V. 24, e dalle ricchezze, 25, ed è neces-
Erano aggravati dal sonno. Fondandosi su
32.
sario vincere il rispetto umano, 26. Gesù adduce
queste parole, pensano alcuni che la trasfigurazione
i più forti motivi per animare gli uomini a vin-
abbia avuto luogo di notte. Gli Apostoli, mentre
cere questi tre ostacoli.
Gesù pregava, si sarebbero addormentati; e de-
28-36. V. n. Matt. XVII, 1-13; Mar. IX, 1-12. statisiin seguito, videro il loro Maestro trasfi-
Circa otto giorni dopo. S. Luca dicendo circa gurato in compagnia di Moaè e di Elia.
otto giorni, mostra chiaramente che non intende SvegUaUst. 11 Jrreco biaypr\yopT\aar%6ci aigniflca
260 S. Luca, IX, 33-44

maiestatem eius, et duos viros, qui stabant la maestà di lui, e i due personaggi che
cum ilio. "Et factum est cum discederent stavano con esso. ''E mentre questi si se-
ab ilio, ait Petrus ad lesum Praeceptor, : paravano da lui, Pietro disse a Gesù :
bonum est nos hic esse et faciamus tria : Maestro, è buona cosa per noi lo star qui :

tabernacula, unum Tibi, et unum Moysi, et facciamo tre tende, una per Te, una per
unum Eliae nesciens quid diceret. **Haec
: Mosè, e una per Elia non sapendo egli
:

autem ilio loquente, facta est nubes, et o- quel che si dicesse. '*Ma nel tempo che
bumbravit eos et timuerunt, intrantibus il-
: egli diceva questo, si levò una nuvola, la
lis in nubem. quale li involse : ed essi s'intimorirono,
quando quelli entrarono nella nuvola.
"Et vox facta est de nube, dicens Hic : '*E dalla nuvola uscì una voce che disse :

est Filius meus dilectus, ipsum audite. ''Et Questi è il mio Figliuolo diletto, ascoltatelo.
dum fleret vox, inventus est lesus solus. "E mentre quella voce rìsuonava. Gesù ri-
Et ipsi tacuerunt, et nemini dixerunt in il- mase solo. Ed essi tacquero, e non dissero
lis diebus quidquam ex bis, quae viderant. a quei dì niente a nessuno di quel che ave-
vano veduto.
•factum est autem in sequenti die, de- "Il seguente scesi che furono dal

scendentibus de monte, occurrit illis
illis monte, fece loro incontro una gran turba.
si
turba multa. **Et ecce vir de turba excla- '*E a un tratto un uomo di mezzo alla turba
mavit, dicens. Magister, obsecro te, respi- esclamò, dicendo Maestro, di grazia, volgi
:

ce in fllium meum, quia unicus est mihi : lo sguardo al mio figliuolo che è l'unico
"Et ecce spiritus apprehendit eum, et su- ch'io abbia "e vedi uno spirito lo invade e
:

bito clamat, et elidit, et dissipai eum cum subito urla, e lo getta per terra, e lo scon-
spuma, et vix discedit dilanians eum : ^''Et volge e spuma, e appena da lui si ritira dopo
rogavi discipulos tuos ut eiicerent illum, et di averlo tutto dilaniato; *''e ho pregato i
non potuerunt. tuoi discepoli che lo scacciassero, e non
han potuto.
*^Respondens autem lesus, dixit : ge- O *^E Gesù rispose, e disse generazione: O
neratio infldelis, et perversa, usquequo ero infedele e perversa, fino a quando sarò a
apud vos, et patiar vos? Adduc huc fìlium voi d'appresso e vi sopporterò? Conduci
tuum. *''Et cum accederet, elisit illum dae- qua il tuo figliuolo. *'E mentre questo si
monium, et dissipavi!. "Et increpavit Je- avvicinava, il demonio lo gettò per terra,
sus spiritum immundum, et sanavit puerum, e lo straziava. *'Ma Gesù sgridò lo spirito
et reddidit illum patri eius. immondo, e risanò il fanciullo, e lo rese a
suo padre.
"Stupebant autem omnes in magnitudine **E tutti restavano stupefatti della gran-
Dei omnibusque mirantibus in omnibus,
: dezza di Dio e mentre tutti ammiravano
:

^uae faciebat, dixit ad discipulos suos Po- : tutte le cose che egli faceva, disse ai suoi
nile vos in cordibus vestris sermones istos : discepoli Ponete in cuor vostro queste pa-
:

"2Petr. I, 17. " Matth. 17, 14; Marc. 9, 14.

piuttosto stando svegli malgrado II sonno che 1!


: 39. Il padre per commuovere il cuore di Gesù
opprimeva. Alcuni manoscritti della Volgata invece a pietà, dopo avergli detto che è l'unico figlio
di evìgilantes hanno : vigilantes. che abbia, gli descrive in modo tragico maltrat- i

34. Li involse.Nei manoscritti greci si legge tamenti del demonio, e l'impotenza dei discepoli
ora il pronome èxet'vov^ ora dvToù^. Se si prefe- nel prestargli soccorso.
risce il primo, allora è necessario conchiudere che 41. O generazione infedele, ecc. Gesù rimpro-
solo Gesù con Mosè ed Elia furono involti dalla vera acerbamente alle turbe e ai discepoli la man-
nube, se invece si preferisce il secondo, allora canza di fede e la perversità della loro volontà
anche i discepoli sarebbero stati nella nube. La nel voler chiudere gli occhi alla luce. Egli do-
lezione kxeWov^ risponde meglio al contesto. manda sdegnato : Fino a quando dovrò stare
35. Diletto. Alcuni fra i migliori manoscritti presso di voi per indurvi coi miei miracoli a
greci hanno èxXeXeritévof eletto. prestar fede alla mia parola? Fino a quando dovrò
Luca omette di dire che sopportare la vostra incredulità?
36. Essi tacquero. S.
Gesù aveva comandato ai discepoli di non mani- 42. Gesù chiamò a sé il fanciullo, e permise
festare alcuno ciò che avevano veduto sul
ad quest'ultimo assalto del demonio, affinchè da una
monte. Gli Apostoli non dissero nulla a quei dì, parte tutti conoscessero la violenza e la crudeltà
/ale a dire fintantoché Gesù non fu risuscitato di Satana, e dall'altra si rendesse a tutti mani-
da morte. Matt. XVII, 9. festa la potenza infinita, di cui Egli era in pos-
37-44. V. n. Matt. XVII, 14-20; Mar. IX, 13-28. sesso.

38. Vol^ lo sguardo, cioè abbi pietà del mio 44. Restavano stupefatti, vedendo un demonio
Aglio, aiutalo. cosi perverso ubbidire a una semplice parola.
S. Luca, IX, 44-51 261

FIHus enlm hominis futurum est ut tradatur role II Figliuolo dell'uomo sta per essere
:

In manus hominum. "At ignorabant ver- illi consegnato nelle mani degli uomini. **Ed
bum istud, et erat velatum ante eos, ut non essi non intendevano nulla di questo discorso
sentirent illud et timebant eum interrogare
:
ed era osciu-o per essi talmente che non Io
de hoc verbo. capivano e non avevano ardire di intera
:

rogarlo di ciò.
**Intravit autem cogitatio in eos, quis **E vennero a disputare fra di loro, sopra
eorum maior esset. *^At lesus videns cogl- chi fosse il maggiore. *'Ma Gesù vedendo i
tationes cordls iUorum, apprehendit pue- pensieri del loro cuore, prese per mano un
rum, et statuii ìllum secus se, **et ait illis : fanciullo, e se lo pose accanto. **E disse
Quicumque susceperit .puerum istum in loro Chiunque accoglierà un tal fanciullo
:

nomine meo, me recipit : et quicumque me in nome mio, accoglie me e chiunque ac-


:

receperit, recipit eum, qui me misit. Nam coglie me, accoglie colui che mi ha mandato.
qui minor est inter vos omnes, hic maior Poiché colui che è il più piccolo tra tutti
est. il maggiore.
voi, quegli è

**Respondens autem Ioannes dixit Prae- :


*•£ Giovanni prese a dirgli : Maestro, ab-
ceptor, vidimus quemdam in nomine tuo biamo veduto un tale che nel nome tuo
eiicientem daemonia, et prohibuimus eum : cacciava i demoni, e glielo abbiamo proi-
quia non sequitur nobiscum. *'Et ait ad il- bito : perchè non vien dietro insieme con
lum Jesus Nolite proiiibere qui enim non
: : noi. *'E Gesù gli disse : Non vogliate proi-
est adversum vos, prò vobis est. birglielo : poiché chi non è contro di voi,
è per voi.
**Factum est autem dum complerentur ^'E avvenne che approssimandosi il tempo
dies assumptionis eius, et ipse faciem suam della sua assunzione, egli si mostrò risoluto

«• Matth. 18. 1 ; AUrc. 9, 33.

e ammiravano la grandezza della potenza, di cui mili t lui, con tale affetto li riguarda che prende
Dio dava continui aegni per mezzo di Gesù. per fatto a sé stesso quello che per essi si faccia >.
Ponete in cuor vostro. Nel greco, ponete nelle Martini.
vostre orecchie. Il senso è lo stesso ponete :
49-50. V. n. Mar. IX, 37-40.
mente.
51. Questo viaggio di Gesù verso Gerusalemme
Il Figliuolo dell'uomo, ecc. Gesù approfitta di
narrato da S. Matteo in due cap. XIX e XX e da
questa occasione, in cui i discepoli hanno potuto
S. Marco in uno solo X, ne occupa ben dieci,
ammirare la grandezza della sua potenza, per
IX, 51-XIX, 28, presso S. Luca, e costituisce la
parlar loro della prossima sua passione. Cosi essi
parte più notevole del terzo Vangelo. L'Evange-
comprenderanno che volontariamente egli ha ab-
lista vi annette una grande importanza, poichd
bracciato la morte. Colui infatti che aveva tanto
ha cura di richiamare spesso alla mente del lettore
potere sui demoni! non poteva forse difendersi
che Gesù era avviato alla volta di Gerusalemme
dagli uomini e sfuggire alle loro mani?
(IX, 51, 53: XIII, 22, 33; XVII, li; XVIII, 31;
45. Son intendevano. Gli Apostoli, testimonil XIX, 11, 28). La ragione di questo fatto è d'uopo
di tanti prodigi fatti da Gesù, non potevano im- cercarla nel metodo seguito da S. Luca. A quella
maginare che la sua vita dovesse terminare con guisa infatti che negli Atti apostolici egli ha vo-
una morte violenta. Pensarono forse che le pa- luto mostrare il Vangelo, che da Gerusalemme
role da lui dette avessero un senso figurato; ma come centro si diffonde prima nella Giudea e poi
temendo che alludessero a qualche cosa di triste, nella Samaria e finalmente nel mondo romano,
rimasero anch'essi pieni di mestizia e non osa- seguendo cosi un ordine piuttosto geografico che
rono interrogarlo. Entrava nei disegni della Prov- cronologico; così pure ha fatto nel suo Vangelo.
videnza di Dio, che gli Apostoli, deboli come La buona novella risuona dapprima nella Galilea,
erano ancora nella fede, non comprendessero e si diffonde in tutta la Palestina fino a Gerusa-
pienamente il senso delle parole di Gesù. lemme. Gesù comincia a insegnare a Nazaret ;
46-48. V. n. Matt. XVIII, 1-5; Mar. IX, 33-36. rigettato dai suoi compatrioti, sceglie Cafarnao
Gesù aveva parlato varie volte del suo regno, vv. come centro della sua attività. L'Evangelista passa
22 e 26, aveva in parecchie occasioni mostrato sotto silenzio il viaggio di Gesù nella Fenìcia e
delle preferenze per S. Pietro e per i figli di nella Decapoli perchè non entrano nel suo piano,
Zebedeo, e ciò fece nascere ambizioni, che die- e volge i suoi sguardi a Gerusalemme come alla
dero luogo a questa disputa avvenuta mentre meta finale.
Gesù si avvicinava a Cafarnao. Assunzione gr. dvaXrm^eoai;. Questa parola significa
l'ascensione di Gesù al cielo. Era dunque vicino
47. Prese per mano, ecc. Come i profeti davano
il tempo, in cui doveva compirsi l'ascensione al
spesso i loro insegnamenti per mezzo di azioni ctelo per mezzo della passione e della morte di
simboliche, così Gesù, per inculcare maggior- croce.
mente nell'animo dei discepoli il dovere del- Sì mostrò risoluto. Quest'espressione solenne
l'umQti, chiama a sé il fanciullo, e in modo sen- mostra la ferma volontà di Gesù di affrontare tutti
sibile mostra loro quali debbano essere.
i pericoli del viaggio e di andare a Gerusalemme,
48. Chiunque ecc. € Tutto questo
accoglierà, dove già era stata deliberata la sua morte (Giov.
tende a far conoscere stima che fa Gesù Cristo
la V, 18; VI, 30; Vili, 40).
degli umili e dei piccoli, i quali, perchè sono si- Andare a Gerusalemme. Dopo II cominciamento
262 S. Luca, IX, 52-58

flrmavitut Iret in lerusalem. "Et misit di andare a Gerusalemme. ''E spedì avanti
nuncios ante conspectum suum : et euntes a sé i suoi nunzi e questi andarono, ed en-
:

intraverunt in civitatem Samaritanorum ut trarono in una città dei Samaritani per pre-
pararent illi. *'Et non receperunt eum, quia parargli *'Ma non vollero rice-
l'ospizio.
facies eius erat euntis in lerusalem. verlo, perchè dava
a conoscere che an-
dava a Gerusalemme.
**E veduto ciò i discepoli di lui Giacomo
'*Cumvidissent autem discipuli eius la- e Giovanni dissero Signore, vuoi tu che
:

cobus, et Ioannes, dixerunt Domine, vis


: noi facciamo piover fiamma dal cielo, che
dìcimus ut ignis descendat de caelo, et con- li divori? *'Ma egli rivoltosi ad essi li
sumat illos? "Et conversus increpavit il- sgridò, dicendo Non sapete di quale spi-
:

los, dicens Nescitis cuius spiritus estis.


: rito siete. "Il Figliuolo dell'uomo non è ve-
"Filius hominis non venit ànimas perdere, nuto a perdere gli uomini, ma a salvarli. E
sed salvare. Et abierunt in aliud castellum. andarono in un altro borgo.
'^Factum est autem, ambulantibus illis "E
avvenne che mentre facevano la loro
in via, dixit quidam ad illum : Sequar te strada, vi fu uno che gli disse Verrò teco :

quocumque ieris. "Dixit Ì1H lesus Vulpes: dovunque tu vada. "E Gesù gli rispose :

foveas habent, et volucres coeli nidos Fi- : Le volpi hanno tane, e gli uccelli dell'aria
lius autem Iiominis non habet ubi caput nidi ma il Figliuolo dell'uomo non ha dove
:

reclinet. posare la testa.

"Joan. 3, 17 et 12, 47. " Matth. 8, 20.

del suo pubblico ministero Gesù si portò a Ge- tempo prima avevano visto Elia sui monte della
rusalemme nella prima e nella seconda Pasqua trasfigurazione, v. 30, vorrebbero imitarne Io zelo
(Giov. II, 13 e V, 1), ma non vi si recò nella e fare ciò che egli aveva fatto (IV Re, I, 10-12).
terza (Giov. VI, 4). Dopo la terza Pasqua vi andò Alcuni codici, sia latini che greci, hanno infatti :

tre volte nello spazio di circa sette mesi, vale a e li divori, come già fece Elia ?
dire per la festa dei Tabernacoli (ottobre) (Giov. 55. Rivoltosi. Gesù camminava davanti ai suoi
VII, 2 e ss.), per la festa della Dedicazione (di- discepoli, e sì voltò indietro per rispondere.
cembre) (Giov. X, 22 e ss.), e per l'ultima Pasqua Non sapete di quale spirito siete. Voi dovete
(Giov. XII, 1). Nell'intervallo di circa 17 mesi, essere umili, dolci e mansueti, come il vostro
tra la seconda Pasqua e la festa dei Tabernacoli Maestro. Non appartenete più all'antica legge,
dell'anno seguente, Gesù evangelizzò la Galilea, che era dominata dallo spirito di timore e di
e negli ultimi sette mesi, tra la festa dei Taber- vendetta : voi siete membri di una nuova società,
nacoli e l'ultima Pasqua, portò la buona novella che ha per legge il perdono delle offese, e la
nella Perca e nella Giudea. S. Luca riassume in carità verso gli stessi nemici. Ad Elia quindi con-
questa parte del suo Vangelo alcuni insegnamenti veniva vendicare l'empietà dei falsi profeti invo-
e alcuni miracoli di quest'ultimo periodo della cando il fuoco dal cielo : ma a voi conviene per-
vita pubblica di Gesù. donare e rendere bene per male. « Ciò però non
52. Spedì avanti, ecc. Gesù viaggiava in com- vuol dire che secondo il Vangelo non sia lecito di
pagnia non solo dei dodici Apostoli, ma anche di usare talvolta severità contro dei peccatori, come
gran numero di discepoli, ed era una regola di fece Pietro con Anania e Safflra, e Paolo coll'in-
prudenza spedire qualcuno avanti a preparare il cestuoso di Corinto. Ma Gesù Cristo dichiarò più
necessario per il vitto e l'alloggio, e a disporre volte che la sua missione sulla terra non era per
il popolo ad accogliere Gesù. condannare o punire, ma per usar misericordia
In una città dei Samaritani, non già nella ca- e salvare ». Martini.
pitale. 56. // Figliuolo dell'uomo, ecc. Con queste pa-
53. Non vollero riceverlo, ecc. I Samaritani role si accenna al motivo, che deve indurre i
(V. n. Matt. X, 5) odiavano i Giudei e il loro discepoli al perdono, e si propone loro un esempio
culto, e, avendo edificato un tempio sul monte da imitare.
Garizim, pretendevano che su questo monte e non Si osservi che tutta la risposta di Gesù, 55-56 :
a Gerusalemme dovesse adorarsi Dio. All'avvici- Dicendo... a salvarli manca in parecchi antichi
narsi poi delle grandi feste, nelle quali I Giudei codici greci. La sua autenticità però è sufficien-
avevano l'obbligo di recarsi al tempio di Gerusa- temente garantita da altri manoscritti e dalle cita-
lemme, i! loro odio cresceva talmente che dive- zioni dei Padri.
niva pericoloso attraversare la Samaria per ogni E andarono in un altro borgo, che non appar-
Giudeo, che facesse mostra di andare a Gerusa- teneva ai Samaritani.
lemme. Per questo motivo i Galilei preferivano 57. Mentre facevano la loro strada. L'indica-
fare un lungo giro attraverso la Perca, anziché zione del tempo è assai vaga, il che permette di
andare direttamente a Gerusalemme attraversando supporre che questo fatto abbia avuto luogo al-
la Samaria. quanto prima, cioè in seguito all'episodio di Ce-
La festa, per la quale Gesù si recava a Geru- rasa come narra S. Matteo VII, 19-22. V. note
salemme, era probabilmente quella de! Taber- ivi.
nacoli. Vi fu ano. Scriba secondo S. Matteo.
54. Giacomo e Giovanni ardono di zelo indi- 58. La risposta d! Gesù fa scomparire ogni en-
screto, e demandano : Vuoi tu che noi facciamo tusiasmo dallo Scriba, il quale dovette percid
piovere fuoco dal cielo? I due fratelli che poco ritirarsi.
S. Luca. IX, 59 — X, 2 263

••Alt autem ad alterum Sequere me : : ''*Disse poi a un altro Seguimi. Ma questi :

ille autem dixit Domine, permitte mihi pri-


: rispose Signore, permettimi che prima
:

mum et sepelire patrem meum. '"Di-


ire, vada e seppellisca mio padre. '"Ma Gesù
xitque lesus
ei Sine ut mortui sepeliant
: gli rispose Lascia che i morti seppelliscano
:

mortuos suos; tu autem vade, et annuncia i loro morti ma tu va, e annunzia il regno
:

regnum Dei. di Dio.

•'Et ait alter : Sequar te, Domine, sed "E un altro gli disse Signore, io ti se- :

permitte mihi primum renunciare his, quae guirò ma permetti che prima io vada a
:

domi sunt. "Ait ad illum lesus Nemo :


dire addio a quei di mia casa. '^E Gesiì gli
mittens manum suam ad aratrum, et respi- rispose Nessuno, che dopo aver messo
:

ciens retro, aptus est regno Dei. mano all'aratro volga indietro lo sguardo, ò
buono pel regno di Dio.

CAPO X.

Missione dei 72 discepoli, loro ritomo, gioia di Gestì, 1-24. Il buon Sani»-
ritano, 25-37. —
Marta e Maria, 38-42.

*Post haec autem designavit Dominus et 'Quindi elesse il Signore altri settanta-
alios septuaginta duos, et misit illos binos due : e li mandò a due a due davanti a sé in
ante faciem suam in omnem civitatem, et tutte le città e luoghi dove egli era per
locum, quo erat ipse ventunis. 'Et dicebat andare : 'e diceva loro : La messe è molta,

«Matth. 9. 37.

60. Lascia cha I morti, ecc. V. n. Matt. Vili, pati dagli Apostoli con a capo S. Pietro ; seguivano
22. Quando Dio fa sentire la sua voce, è neces- i 72 discepoli, e venivano ultimi tutti gli altri
sario porgervi orecchio senza frapporre alcun in- discepoli, ai quali non era stato affidato uno spe-
dugio; poiché i diritti che egli ha sopra di noi ciale ministero.
sono superiori ai diritti che vi hanno tutti gli altri, Altri, cioè diversi dai dodici Apostoli, la cui
non escluso il padre e la madre. Se all'antico elezione e missione fu narrata ai cap. VI, 13 e ss.
Sommo Sacerdote era vietato assistere ai funerali e IX, 1 e ss.
del proprio padre e della propria madre (Lev. XXI, Settantadae. La maggior parte dei codici greci
II); la pietà verso i parenti non deve Impedire i hanno settanta; ma la lezione della Volgata si
discepoli della nuova legge dal seguire Gesù trova pure in buoni codici greci e nella versione
Cristo. siriaca.Probabilmente il numero settanta del testo
61-62. Questo tratto è proprio di S. Luca. Il greco non è che un numero rotondo, usato per set-
discepolo è pronto a seguire Gesù, ma domanda tantadue; come p. es. si chiamano sempre i set-
una breve dilazione. Permetti che prima io vada tanta i traduttori greci dell'Antico Testamento.
a dire addio a quel di mia casa, oppure secondo Si fa osservare che il numero dodici degli come
altri permetti che prima io vada a rinunziare alle
:
Apostoli corrisponde
dodici tribù d'Israele ;alle
cose che sono in casa mia. Il testo greco favo- cosi il numero dei discepoli corrisponde ai set-
risce la prima interpretazione, e anche alcuni co- tanta popoli noverati nella tavola etnografica della
dici della Volgata hanno his qui domi sani Invece Genesi, cap. X, e ai settanta consiglieri eletti da
di his quae domi sunt. Mosè per governare il popolo. S. Ignazio riconobbe
nei Diaconi e S. Girolamo nei Sacerdoti, i suc-
62. Nessuno che dopo, ecc Gli aratori per far
cessori dei settantadue discepoli.
diritto il solco devono aver sempre occhio all'a-
ratro e porre ogni attenzione alla linea da tracciare LI mandò due a due, come già aveva mandato
senza lasciarsi distrarre e guardare indietro. Si- gli Apostoli (Mar. VI, 7), affinchè si fossero i'un
milmente chi vuol essere vero discepolo di Gesù all'altro di sollievo nelle afflizioni, e di aiuto nelle

Cristo, deve saper rinunziare ad ogni alTetto mon- fatiche, e di testimone delle loro azioni, affine di
dano, e non lasciarsi dominare da preoccupazioni chiudere la bocca alla maldicenza. Martini.
per la famiglia o per altri interessi terreni, ma In tutte le città. Gesù sapendo di essere vicino
tener sempre lo sguardo fisso in Dio. Gesù dai al termine della sua vita mortale vuole fare un
suoi discepoli vuole quindi un cuore che sia nuovo sforzo per chiamare alla fede le popolazioni
pronto e risoluto e non diviso da altri affetti, e della Palestina. Egli quindi manda predicatori da
che non ritorni alle cose di già abbandonate. tutte le parti, affinchè colla parola e coi miracoli
facciano conoscere che è vicino il regno di Dio.
Dove egli era per andare. Da queste parole si
CAPO X. rende manifesto che i discepoli restrinsero la loro
missione al popolo giudaico della Palestina.
1.Elesse elevandoli a una speciale dignità. Si
aveva così tra coloro che seguivano Gesù una 2-16. Le istruzionie le raccomandazioni, da»
vera gerarchia, i cui gradi superiori erano occu- Gesù dà ai discepoli eletti, sono simili a quelle
264 S. Luca, X, 5-11

illis Messis quidem multa, operarii autem


: e gli operai son pochi. Pregate adunque 11
pauci. Rogate ergo dominum messis ut mit- padrone della messe che mandi operai per
tat operarios in messem suam. 'Ite : ecce la sua messe. ^Andate ecco io mando voi
:

ego mitto vos sicut agnos Inter lupos. *No- come agnelli tra i lupi, *Non portate né
lite portare sacculum, ncque peram, ncque borsa, né sacca, né calzari, e per istrada
calceamenta, et neminem per viam saluta- non salutate alcuno.
veritis.

'In quamcumque domum intraveritis, pri- *In qualunque casa entrerete, dite prima :

mum dicite : pax huic domui : 'Et si ibi Pace a questa casa ^e se quivi sarà un
:

fuerit fllius pacis, requiescet super illum flgliuolo dipace, poserà sopra di lui la
pax vestra : sin autem, ad vos revertetur, vostra pace se no, ritornerà a voi. 'Re-
:

^In eadem autem domo manete, edentes, et state nella medesima casa, mangiando e be-
bibentes quae apud illos sunt dignus est : vendo di quello che hanno : poiché é dovuta
enim operarius mercede sua. Nolite tran- all'operaio la sua mercede. Non andate gi-
sire de domo in domum. *Et in quamcumque rando di casa in casa. *E in qualunque città
civitatem intraveritis, et susceperint vos, entrerete, e vi accolgano, mangiate quel che
manducate quae apponuntur vobis : 'Et vi sarà messo davanti 'e guarite gl'infermi
:

curate inflrmos, qui in illa sunt, et dicite che vi sono, e dite loro : Si è avvicinato a
illis Appropinquavit in vos regnum Dei.
: voi il regno di Dio.
"In quamcumque autem civitatem intra- "Ma in qualunque città entriate, e non vi
veritis, et non susceperint vos, exeuntes in facciano accoglienza, andate nelle piazze, e
plateas eius, dicite "Etiam pulverem, qui
: dite "Abbiamo scosso contro di voi fin la
:

«Matth. 10, 16. *Marc. 6, 8; 4 Reg. 4, 29. 'Deut. 24, 14; Matth. IO; 1 Tim. 5, 18. " Acl.
13, 51.

date agli Apostoli, IX, 3-5; Matt. X, 5-16; Mar. 6. Figliuolo di pace, cioè un uomo degno di
VI, 8-11. ricevere la pace, amante della verità, ecc.
La messe è molta. La Palestina, e in generale 7. Ricevano pure quel che loro viene presen-
il mondo tutto, aveva allora bisogno di predica-
tato, poiché l'operaio evangelico ha diritto alla
sua mercede egli dev'essere mantenuto da coloro
;

per i quali lavora. V. I Cor. IX, 4-14.


Non andate girando, ecc. per desiderio di tro-
vare una più lauta ospitalità. V. n. Matt. X, 11.
8. Mangiate, ecc. I discepoli, benché abbiano
diritto di essere mantenuti, devono però conten-
tarsi dei cibi che loro vengono presentati, e non
mostrare ricercatezze ed esigenze.
9. Gaarite, ecc. Compensano così il vitto e l'al-
loggio loro dato, e si rendono gli animi docili e

F'e. w, — Aratori (Pittura efrtrlana).

t«r! che facessero conoscere la veriti. V. n. Matt.


IX, 37-38.
Fig. loo.
3. Come agnelli, ecc. Dovranno aspettarsi per-
secuzioni da parte dei perversi. V. n. Matt. X, 16. Viaggiatore
4. Non portate, ecc. I discepoli devono porre la col bastone e la sacca.
loro confidenza in Dio; non portino perciò con (Scultura antica)
sé né borsa per denaro, né sacca per provvigioni.
V. n. Matt. X, 10 (V. flg. 100).
Non salutate, ecc. E' un'espressione iperbolica,
colla quale si raccomanda ai discepoli di occuparsi
unicamente della loro missione e di non lasciarsi
distrarre da altre cure. I saluti presso gli Orientali
non consistevano solo in un gesto, o nello scambio benevoli per la predicazione del Vangelo. V. n.
di una parola ; ma erano accompagnati da molte IX, 2, 6.
cerimonie e dimostrazioni d'affetto e da parecchie 10-11. Come devono comportarsi nei luoghi,
interrogazioni e risposte. Una raccomandazione dove non fossero bene accolti.
simile fece Eliseo al suo servo mandato per un
11. Fin la polvere, ecc. Noi non vogliamo più
affare che esigeva speditezza grande. V. IV Re
aver nulla di comune con voi; noi non saremo
IV, 29. responsabili della vostra esclusione dal regno di
5. In qualunque casa, ecc. Gesù dà le regole che Dio, poiché abbiam fatto quanto per noi si poteva.
devono seguire nell'adempimento della loro mis- Con tutto questo sappiate che il regno di Dio
sione nei luoghi, dove saranno bene accolti V. n. verrà lo stesso, ma per vostro castigo e per vostra
Matt. X, 12-13. rovina. V. n. Matt. X, 14.
S. Luca, X, 12-21 265

adhaesit nobis de civUate vestra, extergi- polvere, che ci si era attaccata, della vostra
mus in vos : tamen hoc scitote quia appro- città con tutto questo sappiate che il regno
:

pinquavit regnum Dei. "Dico vobis, quia di Dio è vicino. '"Vi dico, che men dura
Sodomis in die illa remissius erit, quam sarà in quel giorno la condizione di Sodoma,
illi civitati. che di quella città.
"Vae Corozain, vae tibi Bethsaida
libi : "Guai a te, o Corozain, guai a te, o Bet-
quia Tyro, et Sidone factae fuissent
si in saida perchè se in Tiro e in Sidone fos-
:

virtutes, quae factae sunt in vobis, olim in sero stati. fatti i prodigi che sono stati fatti
cilicio, et cinere sedentes poeniterent. **Ve- presso di voi, di già farebbero penitenza
rumtamen Tyro, et Sidoni remissius erit in coperte di cilizio, e giacendo su la cenere,
iudicio, quamvobis. '*Et tu Capharnaum '*Ma con minor severità saran trattate nel
usque ad caelum exaitata, usque ad infer- giudizio Tiro e Sidone, che voi. "E tu,
num demergeris. ''Qui vos audit, me audit : Cafarnao, esaltata Ano al cielo, sarai de-
et qui vos spernit, me spemit. Qui autem pressa fino all'inferno. "Chi ascolta voi,
me spernit, spemit eum, qui misit me. ascolta me e chi disprezza voi, disprezza
:

me. E chi disprezza me, disprezza colui che


mi ha mandato.
"Reversi sunt autem septuaginta duo cum "E i settantadue se ne tornarono allegra-
gaudio dicentes Domine, etiam daemonia
: mente, dicendo Signore, anche i demoni
:

subiiciuntur nobis in nomine tuo. **Et alt sono a noi soggetti in virtù del tuo nome.
ìllis Videbam satanam sicut fulgur de cac-
: "Ed egli disse loro Io vedeva satana cadere :

io cadentem. "Ecce dedi vobis potestatem dal cielo a guisa di folgore. "Ecco vi ho
calcandi supra serpentes, et scorpiones, et dato podestà di calcare serpenti e scorpioni,
super omnem virtutem inimici et nihil vo- : e di superare tutta la forza del nemico né :

bis nocebit. *"Verumtamen in hoc nolite cosa alcuna vi nuocerà. "Contuttociò non
gaudere, quia spiritus vobis subiiciuntur : vogliate rallegrarvi, perchè sieno a voi sog-
gaudete autem, quod nomina vestra scripta getti gli spiriti : ma rallegratevi, perchè i

sunt in caelis. vostri nomi sono scritti nel cielo.


*Mn ipsa bora exultavit Spiritu sancto, *'Nello stesso punto esultò di Spirito

"Marth. 11, 21. i« Matth. 10. 40; Joan. 13, 20. " Matth. 11. 25.

12. Mtn dura, ecc. V. n. Matt. X, 15. In qutl difficile e straordinario, vale a dire il vedere i de-
giorno, cioè nel giorno del giudizio. moni! che loro stavano soggetti.
13-15. V. n. Matt. XI. 20-24. La profezia di 18. Cadere dal cielo significa perdere la potesti
Gesù si è verìflcata così perfettamente, che nulla (Isaia XIV, 12). A guisa di folgore, cioè con una
più rimane oggidì di queste città gii si fiorenti. rapidità sorprendente. Gesù dice ai diiscepoli :

Voi non mi raccontate cose che io non sappia,


15. Tu Cafarnao, ecc. Il greco ha la seguente poiché durante la vostra missione io vedevo Sa-
tana per mezzo della vostra predicazione perdere il
dominio usurpato sugli uomini, e colla rapidità
della folgore andare distrutto il suo regno all'av-
vicinarsi del regno messianico. V. Giov. XII, 31 ;
XVI, lì.
19. Serpenti e scorpioni sia in senso proprio,
che senso figurato. Gesù accorda una speciale
in
protezione ai suoi discepoli contro 1 mali fisici
prodotti dagli elementi della natura, e contro le
insidie delle potenze infernali. V, Mar. XVI, 18;
Atti XXWII, 3-5.
Fig. loi. —
Egiziane che in segno di dolore Tutta la fona del nemico per eccellenza, che è
si gettano cenere In testa (Antica pittura). Satana. Il demonio vinto da Gesù Cristo sarà an-
cora soggetto agli inviati di Gesù Cristo.
lezione : Ta Cafarnao, forse ti esalterai fino al 20. Non vogliate rallegrarvi, ecc. La potesti di
cielo ? sarai depressa, ecc. cacciare i demonii è senza dubbio un gran dono,
ma non basta ad assicurare la vita eterna, poiché
16. Chi ascolta voi, ecc. Ecco perchè alle città, può essere comune anche ai reprobi, e fu confe-
che rifiutano la predicazione degli inviati di Gesù, anche a Giuda. Benché
rita adunque non sia male
sarà inflitto sì terribile castigo. I discepoli sono rallegrarsi dei doni di Dio, tuttavia argomento di
ambasciatori di Dio, rifiutarsi di ascoltarli è ribel- maggior gaudio dev'essere per i discepoli la spe-
larsi a Dio, in nome di cui parlano. V. n. Matt. ranza di essere scritti nel libro della vita. Il cielo
X, 40-41. viene figurato come una città della terra, neHa
17. Se ne ritornarono, ecc. Non sappiamo quale vi è un registro, in cui sono scritti i nomi di
quanto abbia durato questa missione. I discepoli tutti i cittadini che la abitano.
pieni di gioia per il successo ottenuto, raccontano 21-22. V. n. Matt. XI, 25-27. Presso S. Matteo
in particolare a Gesù quel che loro sembrava più questa lode di Gesù al Padre segue immediata-
266 S. Luca, X, 22-30

et dixit : Confiteor tibi, Pater, Domine caeli santo e disse : Gloria a te, o Padre, Si-
et terrae, quod abscondisti haec a sapien- gnore del cielo e della terra, perchè queste
tibus, et prudentibus, et revelasti ea parvu- cose hai nascoste ai saggi e prudenti, e le
lis. Etiam Pater quoniam sic placuit ante
: hai manifestate ai bambini. Così è, o Padre :

te. ^''Omnia mihi tradita sunt a Patre meo. perchè così piacque a te. ''^Tutto fu dato
Et nemoscit quis sit Filìus, nisi Pater et : a me dal Padre mio. E nessuno conosce chi
quis Pater, nisi Filius, et cui voluerit
sit sia il Figliuolo, fuori del Padre né chi sia :

Filius revelare. '''Et conversus ad discipulos il Padre, fuori del Figliuolo, e fuori di colui,
suos, dicit Beati oculi, qui vident quae vos
: al quale avrà il Figliuolo voluto rivelarlo.
videtis. ^*Dico enim vobis, quod multi pro- ''^E rivolto a' suoi discepoli, disse Beati :

phetae, et reges voluerunt videre quae vos gli occhi che vedono quello che voi vedete,
videtis, et non viderunt et audire quae au- : ''"'Perocché vi dico che molti profeti e re
ditis, et non audierunt. bramarono di vedere quello che voi vedete,
e noi videro e udire quello che voi udite,
:

e non l'udirono.
'''Et ecce quidam legisperitus surrexit ^'Allora alzatosi un certo dottore della
tentans illum, et dicens Magister, quid fa- : legge per tentarlo, gli disse : Maestro, che
ciendo vitam aeternam possidebo? *®At ille debbo io fare per possedere la vita eterna?
dixit ad eum In lege quid scriptum est ?
: **Ma egli rispose a lui Che cosa sta scritto :

quomodo legis? *^Ille respondens dixit: nella legge? Come leggi tu? "^Quegli ri-
Diliges Dominum Deum tuum ex toto corde spose e disse Amerai il Signore Dio tuo con
:

tuo, et ex tota anima tua, et ex omnibus vi- tutto il tuo cuore, e con tutta l'anima tua,
ribus tuis, et ex omni mente tua et proxi- : e con tutte le tue forze, e con tutto il tuo
mum tuum sicut teipsum. ^'Dixitque illi : spirito e il tuo prossimo come te stesso.
:

Recte respondisti r hoc fac, et vives. "Ille "^E Gesù gli disse Hai risposto bene fa : :

autem volens iustiflcare seipsum, dixit ad questo, e vivrai. '''Ma quegli volendo giu-
lesum : Et quis est meus prorJmus? stificare se stesso, disse a Gesù E chi è :

mio prossimo?
'"Suscipiens autem lesus, dixit : Homo '"E Gesù prese la parola, e disse : Un

" Matttì. 13, 16. " Matth. 22, 35 ; Marc. 12, 28. " Ogut. 6, 5.

mente il rimprovero alle città impenitetiti (riferito legge. Amerai il Signore, ecc. Deut. VI, 5; XI,
da S. Luca al v. 13 cap. X). In presenza dell'in- 13. Questo precetto era conosciuto da tutti, poiché
credulità delle città di Santo
Galilea, lo Spirito i Giudei erano
soliti a recitarlo mattino e sera e
riempì il cuore di Gesù di consolazione grande a nelle fliatterie. V. n. Matt. XXII, 5.
scriverlo
per la fede accordata dal Padre ai discepoli. Sic- // prossimo tuo, ecc. Lev. XIX, 18. V. n. Matt.
come però è verisimile che il rimprovero verso le V, 43 ; XXII, 36 e ss. ; Mar. XII, 30.
città abbia avuto luogo sul finire del ministero Ga-
28. Fa questo, ecc. Metti in pratica questi due
lilaico, sembra probabile che questo ringrazia-
precetti e avrai la vita eterna.
mento di Gesù sia stato pronunziato dopo il ri-
torno dei 72 discepoli, come narra 8. Luca. San 29. Volendo giustificare, ecc. Volendo far vedere
Matteo non seguendo un ordine cronologico, lo che non inutilmente aveva proposto una questione,
narrò alquanto più presto connettendolo con altri che in apparenza sembrava così facile. Questa in-
rimproveri (XI, 16-19). V. Crampon. h. 1. terpretazione è da preferirsi all'altra, che spiega le
Esultò di Spirito Santo, cioè provò una viva al- parole dello Scriba così volendo far vedere che :

legrezza causata in lui dallo Spirito Santo. era giusto e bramava di conoscere bene la legge
22. Tutto fu dato a me, ecc. In questo versetto affine di osservarla.
si racchiude quanto Gesù ha svolto davanti ai Chi è mio prossimo? Gfi Scribi e i Farisei
dottori di Gerusalemme intorno alla sua genera- col nome di prossimo intendevano solo amici o
gli
zione dal Padre, e la sua perfetta uguaglianza con i giusti, o tutt'al più gli Israeliti, esclusi i pagani
lui, come viene narrato nel quarto Vangelo; onde e i Samaritani.
fu detto a ragione che vi si contiene tutta la Cri- 30. Prese la parola. Gesù con una stupenda pa-
stologia del quarto Vangelo. Filtton. rabola mostra come l'amore verso il prossimo
23-24. V. n. Matt. XIII, 16-17. debba estendersi non solo agli amici e ai conna-
25. Per tentarlo, cioè per tendergli un'insidia. zionali, ma anche ai nemici e agli stranieri.
Che debbo io fare, ecc. Questo dottore superbo Un uomo, cioè un Israelita come appare dal con-
si ignorante e bramoso di essere istruito,
fìnge testo. Scendeva da Gerusalemme a Gerico. Gerico
si trova a un livello di circa mille metri inferiore
sperando così di trovare nelle risposte di Gesù
a Gerusalemme, da cui dista circa 27-28 chilo-
qualche parola contraria alla legge affine di poterlo
accusare. metri. La strada che conduce dall'una all'altra
città attraversa un deserto infestato anche oggi dai
26. Che cosa sta scritto ? Gesù gli chiude subito ladroni. Con tutta probabilità questa parabola fu
la bocca rimandandolo alla stessa legge. Come detta da Gesù nei pressi di Gerico, quando dopo
leggi tu, vale a dire che cosa comanda prima di
:
essere stato rigettato dai Samaritani e aver attra-
tutto la legge? versato la Perca, stava per recarsi a Gerusa-
27. La risposta è buona e riassume tutta la lemme alla festa dei Tabernacoli.
S. Luca, X, 31-40 267

quidam descendebat ab lerusalem in leri- uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e


cho, et incidit in latrones, qui etiam despo- incappò negli assassini, i quali ancora lo
liaverunt euro : et plagis impositis abierunt spogliarono e fattegli delle ferite se ne
:

semivivo relieto. "Accidit autem ut sacer- andarono, lasciandolo mezzo morto. *'0r a
dos quidam descenderet eadem via et vi- : caso scendeva per la stessa strada un sacer-
so ilio praeterivit. *'Similiter et Levita, cum dote, il quale vedutolo passò oltre. **Pari-
esset secus locum, et videret eum, pertran- mente anche un Levita arrivato vicino a
siit. ''Samaritanus autem quidam iter fa- quel luogo, e vedutolo, tirò innanzL "Ma un
cens, venit secus eum et videns cum, mi-: Samaritano, che faceva suo viaggio, giunse
sericordia motus est. **Et appropians alli- presso di lui e vedutolo, si mosse a com-
:

gavit vulnera eius, infundens oleum, et vi- passione "e gli si accostò, e ne fasciò le
num et imponens illum
: in iumentum ferite, spargendovi sopra olio e vino : e mes-
suum, duxit in stabulum, et curam eius solo sul suo giumento, lo condusse all'al-
egit. "Et altera die protulit duos denarios, bergo, ed ebbe cura di lui. "E il dì se-
et dedit stabulario, et ait : Curam illius ha- guente tirò fuori due denari, e li diede al-
be :quodcumque supererogaveris, ego
et l'oste, e gli disse Abbi cura di lui e tutto
: :

cum rediero reddam tibi. **Quis horum quello che spenderai di più, te lo restituirò
trìum videtur tibi proximus fuisse illi. qui al mio ritomo, "Chi di questi tre ti pare
incidit in latrones? "At ille dìxit Qui fe- : essere stato prossimo per colui che incappò
cit miserlcordiam in illum. Et ait illi lesus : negli assassini? "E quegli rispose: Colui
Vade, et tu fac similiter. che usò ad esso misericordia. E Gesù gli
disse Va, fa anche tu allo stesso modo.
:

"Factum est autem, dum Irent, et Ipse "E avvenne che essendo in viaggio, entrò
Intravit in quoddam castellum ; et mulier in un certo borgo e una donna, per nome
:

quaedam Martha nomine, excepit illum in Marta, lo ricevette in casa sua. **Ora questa
domum suam. **Et buie erat soror nomine aveva una sorella chiamata Maria, la quale
Maria, quae etiam sedens secus pedes Do- seduta ai piedi del Signore, ascoltava le sue
mini, audiebat verbum illius. *"Martha au- parole. "Marta poi si affannava tra le moltft
tem satagebat circa frequens ministerium ; faccende di casa e si presentò, e disse
: :

quae stetit, et ait : Domine, non est tibi Signore, non t'importa che mia sorella mi

31. Scendevaptr la sUss* ttrada dopo aver decaduta, spogliau della giustizia originale, ferita
fatta probabilmente la sua senimana di servizio nelle facoltà naturali, e cacciata dal Paradiso ter-
•1 tempio. Un sacerdoti, uno di coloro c!o£ che restre. 11 Sacerdote e il Leviu significherebbero
avevano lo speciale obbligo di insegnare coll'e- l'antica legge, che non riusci a portar rimedio ai
sempio e colla parola la legge di Dio al popolo. mali dell'umaniti. Venne però Gesù Cristo, chia-
Egli non si commosse per nulla alla vista del di- mato per disprezzo dai Giudei Samaritano, il quale
sgraziato. si accostò all'uomo spogliato e ferito, ne fasciò

gli uomini
le piaghe spargendovi sopra l'olio e il vino dei
32. Levita. Chiamansi Leviti tutti
appartenenti alla tribù di Levi, ai qu^i erano affi- suoi sacramenti, lo fece entrare nella sua Chiesa
tempio e dovevano ser- affidandolo alla cura dei suoi ministri, ai quali
dati gli uffizi minori nel
vire ai sacerdoti.
promise larga ricompensa per tutto ciò che avreb-
bero fatto in favore di lui.
33. Un Samaritano, ecc. Benché i Samariuni
fossero odiati dai Giudei più che i pagani (V. n. 38. Essendo in viaggio verso Gerusalemme per
IX, 52), tuttavia egli sì muove a compassione e la festa dei Tabernacoli, entrò in an certo castello,
porta soccorso al povero Giudeo abbandonato dal cioè in Betania, chiamata da Giov. XI, 1, villaggio
Sacerdote e dal Leviu. di Marta e di Maria. V. n. Matt. XXI. 17.
34. Spargendovi olio e vino. Gli antichi Orien- Marta era sorella di Maria Maddalena e di Laz-
zaro. Dal fatto, che Marta vien nominata per la
tali, come pure i Greci e i Romani, solevano
•pargere sulle piaghe vino e olio sia per lavarle prima e ora fa gli onori di casa, è probabile che
essa fosse la primogenita e avesse l'amministra-
e sia per calmarne l'irritazione.
zione della casa. Marta è una parola aramaica
35. Dat denari, circa L. 1,60. 11 denaro equi-
che significa padrona della casa.
valeva a quei tempi al lavoro di una giornata.
36. Chi di questi tre ti pare essere stato pros- 39. Maria. V. n. VII, 39. Seduta ai piedi, ecc.,
nell'attitudine di una discepola che non desidera
simo, ecc. Nel greco : ti pare essere divenato
prossimo, ecc., vale a dire : Chi di questi tre si se non di ascoltare la dottrina del Maestro (Atti,
XXII, 3).
è dimostrato prossimo, ecc.?
37. Colui che usò ad esso misericordia, cioè il 40. Si affannava, ecc. desiderando che tutto fosse
Samaritano. Fa anche tu lo stesso, ossia fa anche pronto per il desinare di Gesù e dei suoi discepoli.
tu, non come il Sacerdote e il Levita, ma come il Uno stesso amore muoveva Marta ad affannarsi
Samaritano, e usa misericordia con chiunque ab- tra le molte faccende per onorare Gesù, e inca-
bisogna del tuo aiuto, sia egli amico o nemico, tenava Maria ai piedi del Maestro. Marta credendo
ebreo o pagano. di non bastare a far quanto era necessario per dare
Di questa parabola oltre all'interpretazione let- a Gesù un convito onorifico, si rivolge a lui come
terale i Padri hanno pure dato una interpretazione per lamentarsi, che Maria l'avesive lasciata sola,
mistica. L'uomo ferito rappresentet^J^h^ l'umanit) t lo prefa di ditlr che l'aiuti
268 S. Luca, X, 41 — XI, 2

curae quod soror mea reliquit me solam mi- abbia lasciata sola alle faccende di casa?
nistrare? die ergo illi, ut me adjuvet. **Et Dille adunque che mi dia una mano. *^Ma il
respondes dixìt illi Dominus Martha, : Signore le rispose, e disse : Marta, Marta, tu
Martha, solicita es, et turbaris erga pluri- ti affanni e t'inquieti per un gran numero
ma. ** Porro unum est necessari um. Maria di cose. "^Eppure una sola è necessaria.
optimam partem elegit, quae non auferetur Maria ha eletto la miglior parte, che non
ab ea. le sarà tolta.

CAPO XI.

La preghiera, perseveranza e confidenza, 1-13% // muto indemoniato, Beelzebub,—


La venuta del regno di Dio. 14-23. —
Lo spirito immondo che ritorna^ 24-26.
— Lode di Maria SS., 27-28. — // segfio di Giona, 29-36. — Rimproveri ai
Farisei, 37-54-

*Et factum est : cum esset in quodam lo- ^E avvenne 'bhe essendo egli in un luogo
co orans, ut cessavit, dixit unus ex discipu- a fare orazione, finito che ebbe, uno dei
lis eius ad eum Domine, doce nos orare,
: suoi discepoli gli disse Signore, insegnaci :

sicut docuit et Ioannes discipulos suos. a pregare, come anche Giovanni insegnò ai
suoi discepoli.
^Et ait illis : Cum oratis, dicite : Pater, ''Ed egli disse loro Quando farete ora- :

sanctiflcetur nomen tuum. Adveniat regnimi zione, dìle : Padre, sia santificato il nome

a Matth. 6, 9.

41. Maria, Marta. Il nome ripetuto due volte cosa sola, stava piedi del suo Signore, affin di
ai
serve a richiamare l'attenzione e spesso invita a non perderlo giammai di vista > Martini. La parte
riflettere e a conoscere che si è in errore. Ti af- migliore eletta da Maria, non le sarà levata, perchè
fanni, ecc. Gesù non biasima l'occuparsi che fa la felicità dell'uomo in cieilo consiste nel contem-
Marta nel preparargli un degno ricevimento, ma plare Dio e nell'essere intimamente a lui unito.
vuole che non si agiti e inquieti troppo. In Marta e Maria i Padri e gli autori mistici
42. Una sola cosa è necessaria. Il greco pre- hamo veduto raffigurati due tipi delle, due vite

senta alcune varianti. I codici Sin. e Vat., ecc., cristiane, cioè della vita attiva, che attende a com-
hanno eppure sono necessarie poche cose a una
:
piere opere di carità verso il prossimo e della
sola: altri codici e alcune versioni: eppure sono vita contemplativa, che si svolge nella preghiera e
necessarie poche cose. La lezione della Volgata si nel raccoglimento in Dio.
trova nei codici greci Aless. Efr. rese. IJ codice
Cani, e la versione siriaca Lew. sopprimono la CAPO XI.
variante, ed hanno semplicemente Marta, Marta, :

tu ti affanni e t'inquieti; Maria si è scelta la 1. In un luogo. E !m>possibile determinare quale


miglior parie. sia questo luogo. Alcuni pensano che esso debba
Alcuni Padri e parecchi interpreti danno alle cercarsi nei pressi di Betania sul monte Oliveto,
parole di Gesù questo senso : Una sola pietanza, ma quest'opinione è ben lungi dall'essere certa.
tu Mriw piatto è necessario. Al discepolo di Gesù Come anche Giovanni, ecc. I rabbini di questo
e a Omùstesso non sono necessarie le molte tempo solevano lasciare ai loro discepoli alcune
COS0 (1 vani cibi), per cui Marta si affanna, ma forinole di preghiere, e Giovanni credette bene
bastano loro poche cose o anche una sola. Questa di imitarli. Non sappiamo però quale fosse la
interpretazione ci sembra però troppo volgare e formola lasciata da S. Giovanni.
non corrisponde al contesto. Gesù infatti chia- Padre, ecc. Nella maggior parte dei codici
2.
mando due volte Marta col proprio nome, lascia greci Vorazione domenicale, qui riferita da San
capire che le sue parole contengono un grave am- Luca, è uguale a quella che si legge in S. Matteo,
maestramento meritevole di tutta l'attenzione. VI, 9-13, mentre invece nella Volgata e nei più
La sola cosa necessaria, secondo i migliori in- antichi codici greci e nelle versioni siriache e
terpreti, non può essere altra che quella scelta presso 1 Padri occidentali ne differisce alquanto
da Maria, cioè l'ascoltar la parola di Dio e il pen- mancandovi le parole nostro che sei ne' cieli, e
:

sare alla salute della propria anima. Il più grande le due petizioni : la tua volontà come in
Sìa fatta
onore, che si possa fare a Gesù Cristo, è l'abban- delo, cosi in terra; e Ma liberaci dal male. Il
donar tutto per ascoltare la sua parola, come aveva testo della Volgata è, criticamente parlandov da
fatto Maria. preferirsi, poiché si comprende facilmente che i

Maria ha eletto la miglior parte, t Maru cer- cof3Ìsti, soliti a recitare il Pater secondo la for-
cava lo stesso che Maria ma lo cercava tra le
; mola di S. Matteo, abbiamo aggiunto alla formola
occupazioni e le inquietudini delle cose esteriori, di Luca quello che loro sembrava mancare ; mentre
e perciò non senza pericolo; Maria intenta ad una sarebbe inesplicabile come abbiano potuto sop-
S. Luca, XI, 3-13 269

tuum. *Panem nostrum quotidianum da no- tuo. Venga il tuo regno. 'Dacci oggi il
bis hodìe. *Et dimitte nobis peccata nostra, nostro pane quotidiano. *E rimettici i nostri
siquidem et ìpsi dimittimus omni debenti peccati mentre anche noi li rimettiamo
:

nobis. Et ne nos inducas in tentationem. a ogni nostro debitore. E non ci indurre in


tentazione.
*Et Quis vestrum habebit
ait ad illos : *E disse loro Chi di voi avrà un amico:

amicum, ad illum media nocte, et


et ibit e andrà da lui a mezzanotte, dicendogli :

dicet fili Amice, commoda mihi tres panes.


: Amico, prestami tre pani, 'perchè un amico
•Quoniam amicus meus venit de via ad me, mio è arrivato di viaggio a casa mia, e non
et non habeo quod ponam ante illum, 'Et ho niente da dargli 'e quegli rispondendo :

ille deintus respondens dicat Noli mihi : di dentro, dica Non mi inquietare la: :

molestus esse, iam ostium clausum est, et porta è già chiusa, e i miei figliuoli sono
pueri mei mecum sunt in cubili non pos- : coricati con me : non posso levarmi per
sum surgere, et dare tibi. *Et si ille perse- darti nulla. 'Se l'altro continuerà a pic-
veraverit pulsans dico vobis, et si non dabit
: chiare : che quand'anche non si
vi dico,
illi surgens eo quod amicus eius sit, propter levasse a darglieli per la ragione che è
improbitatem tamen eius surget, et dabit suo amico si leverà almeno a motivo della
:

illiquotquot habet necessarios. sua importunità, e gliene darà quanti gliene


bisogna.
'Et ego dico vobis : Petite, et dabitur *E io dico a voi Chiedete, e vi sarà :

vobis quaerite, et invenietìs


: pulsate, et : dato cercate, e troverete
: picchiate, e vi :

aperietur vobis. "Omnia enim, qui petit, sarà aperto. "Poiché chi chiede, riceve :

accipit : et qui quaerit, invenit : et pulsanti e chi cerca trova e a chi picchia, sarà :

aperietur. "Quis autem ex vobis patrem aperto. "E se tra voi un figliuolo domanda
petit panem, numquid lapidem dabit illi? del pane al padre, gli darà egli un sasso?
Aut piscem numquid prò pisce serpen-
: E se un pesce gli darà forse invece del :

tem dabit illi? "Aut si petierit ovum num- : pesce un serpe? "E se chiederà un uovo :

quid porriget illi scorpionem ? "Si ergo vos gli darà uno scorpione? "Se adunque voi,

cum sitis mali, nostis bona data dare flliis che siete cattivi, sapete dar buoni doni ai

•Matth. 7. 7 et 21. 22; Marc. Il, 24; Jou. 14. 13; Jac. 1, 8. » Matth. 7, 9.

primere dal testo di S. Luca alcuni membri cosi il calore del giorno si viaggia spesso di notte.
importanti. Non ho niente da dargli. In Palestina non si suole
Il testo di Marcione conteneva questa domanda : generalmente aver provvista di pane, poiché ogni
Venga sopra di noi il tuo Spirito santo, invece del- mattina se ne fa cuocere solo quel tanto che basta
l'altra Sia fatta la tua volontà (Tertull. Adv. Mar.
: per la giornata. Costui si reca dal suo amico, spe-
IV, 26). Questa lezione però va rigettata, poiché rando che egli ne abbia avanzato qualche poco.
non si ritrova in alcun codice antico, benché sia 7. Non mi
inquietare. La risposta è alquanto
stata conosciuta da S. Gregorio di Nissa e da
dura, e mostra un po' di sdegno per essere stato
S. Massimo confessore. disturbato nel sonno. Per contentar l'importuno
Padre, ecc. V. n. Matt. VI, 9-13. In questa bisognerebbe aprir la porta ben chiusa, svegliar
prima parte della preghiera si espongono le do- i Agli, ecc.
mande che riguardano gli interessi di Dio.
8. Se l'altro continuerà a picchiare. Queste
3. Pane quotidiano. V. n. Matt. VI, 11.
parole mancano nel greco.
4. / nostri peccati. S. Matteo : i nostri debiti. Gliene darà, ecc. Sarà cosi esaudita la domanda,
In questa seconda parte della preghiera domeni- benché fatta in tempo poco propizio, e benché
cale vengono esposte le domande, che riguardano all'amico, a cui si faceva, tornasse di grave inco-
i nostri interessi. modo.
Per spiegare le differenze che vi sono tra la 9. Io dico a voi, ecc. Gesù applica la parabola
formola di S. Luca e quella di S. Matteo, non è ai suoi discepoli. Essi devono imitare l'impor-
necessario supporre che Gesù stesso in due di- tuniti di quest'uomo nel domandare a Dio le
verse circostanze abbia dato ai discepoli le due grazie, di cui abbisognano.
formole, ma basta ammettere che gli Evangelisti
10-11. V. n. Matt. VII, 8-11.
nel riferire le parole del Maestro non abbiano in-
teso di riportarle materialmente, ma solo di rife- Se adunque, ecc. La confidenza che dob-
13.
rirne il senso con tutta fedeltà. Ora per il senso biamo porre in Dio è fondata sulla sua quali^ di
le due formole coincidono perfettamente. Padre. Come Padre egli non potrà darci una cosa
inutile e tanto meno una cosa nociva, poiché se
5. Dopo aver insegnato il modo di pregare,
l'uomo malvagio sa dar buone cose ai suoi Agli,
Gesù con una parabola passa mostrare la neces- a
Dio non mancherà di dare a coloro, che glielo
siti della perseveranza nella preghiera per essere
domandano, lo Spirito buono, vale a dire lo Spi-
esauditi da Dio. Tre pani. Questo numero non
ritoSanto (testo greco) colla grazia santificante,
serve che a concretare e rendere più verosimile
che é il più eccellente dei doni, e deve costituire
la narrazione.
l'oggetto principale della preghiera dei discepoli
6. E' arrivato di viaggio. In Oriente per evitare di Gesù (V. flg. 102).
270 S. Luca, XI, 14-26

vestris : quanto magis Pater vester de caelo vostri figliuoli : quanto più il Padre vostro

dabìt spiritum bonum petentibus se? celeste darà spirito buono a coloro che
glielo domandano?
"Et erat eiiciens daemonium, et illud "E stava cacciando im demonio, il quale
erat mutum. Et cum eiecisset daemonium, era muto. E cacciato ch'ebbe il demonio, il
locutus est mutus, et admiratae sunt turbae, muto parlò e le turbe ne restarono mara-
"Quidam autem ex eis dixerunt In Beel- : vigliate. "Ma alcuni di loro dissero Egli :

zebub principe daemoniorum eiicit daemo- caccia i demoni per virtù di Beelzebub prin-
nia. "Et alii tentantes, signum de caelo cipe dei demoni. "E altri per tentarlo gli
quaerebant ab eo. chiedevano un segno dal cielo.
^^Ipse autem ut vidit cogitationes eorum, "Ma egli avendo scorti i loro pensieri,
dixit eis Omne regnum in seipsum divì-
: disse loro Qualunque regno in contrari
:

sum desolabitur, et domus supra domum partiti diviso va in perdizione, e una casa
cadet. "Si autem et Satanas in seipsum di- rovina sull'altra. "Che se anche satana è
visus est, quomodo stabit regnum eius? in discordia con sé stesso, come sussisterà
quia dicitis in Beelzebub me elicere dae- il suo regno? giacché voi dite che in virtù

monia. "Si autem ego in Beelzebub eiicio di Beelzebub io scaccio i demoni. "Che se
daemonia fllii vestri in quo eilciunt ? Ideo
: io scaccio i demoni per virtù di Beelzebub :

ipsi iudices vestri erunt. *°Porro si in di- per virtù scacciano i vostri fi-
di chi li

gito Dei eiicio daemonia : profecto pervenit gliuoli? Per questo saranno essi vostri giu-
in vos regnum Dei. dici. "*Che se io col dito di Dio scaccio i
demoni certamente é venuto a voi il regno
:

di Dio.

'^Cum fortis armatus custodit atrium ''Quando armato custodisce il suo


il forte
suum, pace sunt ea, quae possidet. ''Si
in atrio, é sicuro tutto quel che egli possiede.
autem fortior eo superveniens vicerit eum, "Ma se un altro più forte di lui gli va sopra
universa arma eius auferet, in quibus con- e lo vince, si porta via tutte le sue armi,
fldebat, et spolia eius distribuet. "Qui non nelle quali egli poneva la sua fidanza e ne
est mecum, contra me est : et qui non col- spartisce le spoglie. "Chi non è con me, è
ligit mecum, dispergi!. contro di me e chi non raccoglie con me,
:

dissipa.
**Cum immundus spiritus exierit de ho- '^Quando lo spirito immondo è uscito da
mine, ambulat per loca inaquosa, quaerens un uomo, cammina per luoghi deserti, cer-
requiem et non inveniens dicit Revertar
: : cando requie e non trovandola dice
: Ri- :

in domum meam unde exivi. '"Et cum ve- tornerò alla casa mia, donde sono uscito. '*E
nerit, invenit eam scopis mundatam, et or- andatovi, la trova spazzata e adorna. "Al-
natam. '"Tunc vadit, et assumit septem alios lora va, e prende con sé altri sette spiriti
spiritus secum, nequiores se, et ingressi peggiori di lui, ed entrano ad abitarvi. E

l'Matth. 9, 32 et 12, 22. " Matth. 9, 34 ; Marc. 3, 22.

14-28. V. n. Man. XII, 22-37; Mar. Ili, 20-30. precisamente, secondo S. Marco, alcuni scribi ve-
Era muto, S. Luca attribuisce al demonio il mu- nuti da Gerusalemme.
Belzebub. V, n. Matt. X. 15.
16. Chiedevano un segno dal cielo. V. n. Matt.
XII, 38 e ss.
17. Avendo scorti i loro pensieri, ecc. Avendo
conosciuto la perversa intenzione, che li animava,
rispose :Un regno agitato da discordie intestine
va in perdizione, rovinano le sue città, e una
casa cade sull'altra. Ora se Satana cacciasse gli
altri demonii, sarebbe in discordia con sé stesso
e coopererebbe alla distruzione del suo regno.
19. Li scacciano l figli vostri? Gesù usa un ar-
gomento ad hominem. V. n. Matt. XII, 27.
20. Se col dito di Dio. Il dito di Dio è il sim-
bolo della sua potenza (Esod. Vili, 19). Se adun-
Fig. I02. — Scorpione. que Gesù colla potenza di Dio caccia i demonii,
vuol dire adunque che è già fondato il regno di
Dio, che tende alla distruzione del regno d)
tismo causato nell'indemoniato. Questi secondò Satana.
S. Matteo era anche cieco. 21-23. V. n. Matt. XII, 29-30.
15. Alcuni Farisei secondo S. Matteo, o più 24-26. V. n. Matt. XII, 43-45.
s. Luca, XI, 27-35 271

habitant ibi. Et flunt novissima liominis il- la fìne di un tal uomo è peggiore del prin-
lius peìora prìoribus. cipio.
^'Factum est autem, cura haec diceret : 'E avvenne che mentre diceva queste
extollens vocem quaedam mulier de turba cose, alzò la voce una donna di mezzo alle
dixit illi Beatus venter, qui te portavit, et
: turbe, e gli disse Beato il seno che ti ha
:

ubera, quae suxisti. **At ille dixit Qui- : po.nato, e le mammelle che hai succhiate.
nimmo beati, qui audiunt verbum Dei, et "Ma egli disse Anzi beati coloro che
:

custodiunt illud. ascoltano la parola di Dio, e l'osservano.


**Turbìs autera concurrentibus coepit di- "E affollandosi intorno a lui le turbe, co-
cere Generatio haec, generatio nequam
: minciò a dire Questa generazione è ima
:

est signum quaerit, et signum non dabi-


: generazione perversa domanda un segno : :

tur ei, nisi signum lonae prophetae. "Nam ma segno non le sarà concesso, fuori di
sicut fuit lonas signum Ninivitis ita erit : quello di Giona profeta. "Poiché siccome
et Filius hominis generationi isti. "Regina Giona fu un segno pei Niniviti così il Fi- :

Austri surget in iudicio cum viris genera- gliuolo dell'uomo sarà un segno per questa
tionis huius, et condemnabit illos quia : generazione. '^La regina del Mezzogiorno si
venit a flnibus terrae audire sapientiam Sa- leverà nel giudizio contro gli uomini di
lomonis et ecce plus quam Salomon hic.
: questa generazione, e li condannerà perchè :

*'Viri Ninivitae surgent in iudicio cum ge- ella venne dalle estreme parti della terra
neratione liac, et condemnabunt illam quia : per udir la sapienza di Salomone ed ecco :

poenitentiam egerunt ad praedicationem lo- qui più che Salomone. "I Niniviti si leve-
nae, et ecce plus quam lonas hic. ranno nel giudizio contro questa generazione,
e la condanneranno perchè essi fecero:

penitenza alla predicazione di Giona, ed


ecco qui più che Giona.
**Nemo lucemam accendit, et in abscon- ''Nessuno, accesa che ha la lampada, la
dito ponit, neque sub medio : sed supra pone in un nascondiglio e sotto il moggio,
candelabrum. ut qui ingrediuntur, lumen vl- ma sopra il candelliere, affinchè chi entra
deant. '^Lucerna corporis tui, est oculus vegga il lume. **La lampada del tuo corpo
tuus. Si oculus tuus fuerit simplex, totum è il tuo occhio. Se il tuo occhio sarà sem-
corpus tuum lucidum erit si autem ne- : plice, tutto il tuo corpo sarà illuminato se :

quam fuerit, etiam corpus tuum tenebro- poi sarà cattivo, tutto il tuo corpo sarà te-
sum erit. "Vide ergo ne lumen, quod in te nebroso. *^Bada dunque che il lume che è

"Mitth. 12, 39. " Jon. 2, 1. •» 3 Reg. 10, 1; 2 Par. 9, 1. »»Jon. 3, 5. " Mttth. 5, 15;
Marc. 4, 21. >«Matth. 6, 22.

27. Una donna piena di ammirazione per Gesù 34. La lampada del tuo corpo è
il tuo occhio,
si rallegra pubblicamente con Maria SS., che ha ossia tua mente, creata per conoscere la verità.
la
dato a Gesù la vita. Si ha nell'esclamazione di Se adunque la tua mente non è offuscata da pre-
questa donna il primo avveramento della pro-
fezia di Maria SS. (Lue. I. 48) : Ecco che da
questo punto tutte le generazioni mi chiameranno
beata. E' da ammirare la fede di questa donna,
la quale proclama la grandezza di Gesù Cristo
proprio nel momento, in cui i Farisei lo bestem-
miano.
28. Anzi beati, ecc. Gesù non nega che Maria
Santissima sia beata per avergli data la vita ;

ma fa osservare che maggiormente beati sono


coloro, che ascoltano e osservano la parola di Dio.
Udire la parola di Dio è quasi concepire Gesù ;
Rg. IO). -^Antica lampada cristiana di Palestina
l'osservarla è come un
darlo alla luce. Maria è
senza dubbio beata per aver dato la vita a Gesù,
ma è più beata ancora per avere fedelmente giudizi e da passioni, tutto il tuo corpo, vale a
ascoltata e praticata la parola di Dio. dire tutto il tuo essere, sari illuminato dalla luce
29-32. V. n. Matt. XH, 38-42. divina; mentre per contrario se la tua mente è
nelle tenebre, tutto il corpo sari ancora nelle
33. Nessuno, ecc. Gesù continua a rispondere
tenebre.
a coloro, che avevano domandato un segno, e fa
loro vedere come giustamente saranno condan- 35. Bada adunque, ecc. Cid che offusca la
'.«ati. Dio ha acceso nel mondo la sua lampada, mente dell'uomo e l'impedisce di essere illumi-
provando coi miracoli più evidenti e strepitosi che nata dalla luce di Dio, sono le opere cattive,
Gesù è il suo Messia e il suo Inviato. L'uomo ossia i peccati (Giov. Ili, 19-20; V, 44). L'uomo
deve avvicinare l'occhio spirituale dell'anima, omia adunque deve badare a tenersi lìbero dalle pas-
bi mente, a questa luce, affine di poter vedere. sioni e dal peccato.
272 S. Luca, XI, 36-43

est,tenebrae sint. '*Si ergo corpus tuum in te non sia buio. '*Se adunque il tuo
totum lucidum fuerit, non habens aliquam corpo sarà tutto illuminato, senza aver parte
partem tenebrarum, erit lucidum totum, et alcuna ottenebrata, il tutto sarà luminoso,
sicut lucerna fulgorjs illuminabit te. e quasi splendente lampada ti rischiarerà.

*'Et cum loqueretur, rogavit illum quidam "E mentre stava parlando, un Fariseo
Pharisaeus ut pranderet apud se. Et ingres- lo pregò che andasse a pranzo da lui. Ed
sus recubuit. **Pharisaeus autem coepit in- entrato si pose a tavola. '*Ma il Fariseo co-
tra se reputans dicere, quare non baptiza- minciò a pensare e riflettere dentro di sé,
tus esset ante prandium. ''Et ait Dominus per qual ragione egli non si fosse purificato
ad illum Nunc vos Pharisaei quod deforis
: prima di pranzare. *'E il Signore gli disse :

est calicis, et catini, mundatis : quod au- Ora voi, o Farisei, lavate il di fuori del bic-
tem plenum est rapina,
intus est vestrum, chiere e del piatto ma il vostro di dentro
:

et iniquitate. nonne qui fecit quod


'"Stulti, è pieno di rapina e di iniquità. *''Stolti, chi
deforis est, etiam id, quod deintus est, ha fatto il di fuori non ha egli fatto anche
fecit? *^Verumtamen quod superest, date il di dentro? *^Fate anzi limosina di quel che

eleemosynam et ecce omnia munda sunt


: vi avanza e tutto sarà puro per voi.
;

vobis.

*^Sed vae vobis Pharisaeis, quia decima- *^Ma guaì a voi, o Farisei, che pagate la
tis mentham, et rutam, et omne olus, et decima della menta e della ruta e di tutti i
praeteritis iudicium et charitatem Dei : legumi, e non fate caso della giustizia e della
haec autem oportuit facere, et illa non omit- carità di Dio or bisognava praticar questo,
:

tere. *'Vae vobis Pharisaeis, quia diligitis e non omettere quell'altro. *'Guai a voi,
primas cathedras in synagogis, et salutatio- o Farisei, perchè amate i primi posti nelle

»»Matth. 23, 25. " Matth. 23, 6; Marc. 12, 39; Inf. 20, 46.

36. Se adunque il tuo corpo cioè tutto il tuo 25-26. Farisei non cercavano altro che una
I

essere sarà illuminato dalla luce divina senza santità e una mondezza puramente esteriore, senza
aver parte alcuna ottenebrata, il tutto sarà lumi- curarsi santità e della mondezza interiore.
della
noso, vale a dire sarà pieno di luce. Gesù biasima questa ipocrisia e mostra che la san-
Il senso è questo Quanto più grande è U pu-
: tità consiste principalmente nell'interno, e si ma-
rezza di mente, con cui l'anima accoglie la luce nifesta esteriormente per le opere di carità verso
della dottrina di Gesiì, altrettanto più grande sarà il prossimo.
ancora la bellezza spirituale, di cui l'anima sarà 40. Stolti, chi ha fatto II di fuori, ecc. Possibile
rivestita. che voi pensiate che Dio curi più la mondezza
Nei versetti 33-36 vi è un gruppo di proverbi esteriore del corpo, che l'interiore dell'anima?
ripetuti più volte da Gesù, il senso dei quali deve Se Dio ha creato l'anima e il corpo, è necessario
essere determinato in correlazione all'argomento per piacergli avere una santità che si estenda al-
di cui si tratta, e alle circostanze in cut furono l'anima e al corpo.
detti. V. n. Vili, 16; Matt. V, 15; VI, 22, ecc.
41. Di quel che vi avanza.
Il greco corrispon-
37-54. V. n. Matt. XXIII, 1-39. Gesù riprende dente tà èvóvta diversamente interpretato
fu
acerbamente l'ipocrisia dei Farisei. Questa ripren- Secondo gli uni vorrebbe dire Fate limosina dì
:

sione, benché abbia parecchi punti di contatto, non quel che è dentro al piatto e tutto, ecc. Secondo'
;

è però identica a quella che riferisce S. Matteo altri invece, i quali vi sottintendono xard avrebbe
come avvenuta nel tempio al martedì della set- questo senso Fate limosina secondo ciò che pos-
:

timana di passione. In diverse circostanze e a più sedete, e tatto, ecc. Qualunque si segua di queste
riprese Gesù dovette smascherare l'ipocrisia e le interpretazioni rimane sempre che Gesù propone
male arti dei Farisei. ai Farisei, avari e crudeli, l'elemosina come un
37. Lo pregò, ecc. Nell'invitare Gesù a pranzo mezzo per acquistare quella mondezza interiore,
il Fariseo non sembra animato da cattiva inten- che sola può rendere accetto a Dio (Dan. III,
zione. Pranzo è il pasto che si faceva verso mez- 24; Tob. XII, 9).
zogiorno. Si noti però che nell'elemosina è compresa ogni
Si pose a tavola senza lavarsi prima le mani; opera di carità verso il prossimo.
affine di aver così occasione dì istruire i Farisei. 42-44. Gesù con tre minacele condanna la falsa
38. Cominciò a pensare e riflettere, ecc. Nel giustizia dei Farisei, 42, il loro orgoglio, 43, e la
greco £ il Fariseo restò meravigliato, vedendo
:
loro ipocrisia, 44.
che non s'era lavato le mani. 42. La decima della menta. V. n. Matt. XXIII,
Non si fosse purificato, ecc. V. n. Matt. XV, 23. Oltre alla menta S. Matteo menziona anche
2 e ss. ; e Mar. VII, 3-4. Nel timore di aver con- l'aneto e il cimino. La ruta, ruta graveolens, è una
tratta qualche immondezza legale, anche inconsa- pianta aromatica dalle foglie amare e dall'odore
pevolmente, solevano i Farisei lavarsi sempre le assai forte. Era molto apprezzata dai Giudei e
mani prima di mangiare. veniva usata in molte malattie. Il Talmud dichiara
39. Il Signore gli disse. Il Fariseo non aveva espressamente che non era soggetta alla decima,
parlato, ma Gesù risponde ai suoi pensieri, mo- ma i Farisei per mostrarsi scrupolosi la pagavano
strando così che nulla gli è occulto. // vostro di ugualmente (V. flg, 104 e 105).
dentro, cioè il vostro cuore. V. n. Matt. XXIII, 43. V. n. Matt. XXIII, 5-7.
S. Luca, XI, 44-50 273

nes In foro. **Vae vobis, quia estis ut mo- sinagogiie, e i saluti nelle piazze. "Guai
numenta, quae non apparent, et homines a voi, percliè siete come sepolcri che non
ambulantes supra, nesciunt. compaiono, e quei che vi passano sopra non
li ravvisano.

**Respondens autem quidam ex Legispe- "Ma


uno dei dottori della legge gli rispose,
ritis,alt illi Magister, haec dicens etiam
:
e disse Maestro, così parlando offendi an-
:

contumeliam nobis facis. **At ille ait Et : che noi. **Ma egli rispose Guai anche a :

vobis Legisperitis vae quia oneratis ho- : voi, dottori della legge perchè caricate gli
:

mines oneribus, quae portare non possunt, uomini di pesi che non possono portare :

et ipsi uno digito vestro non tangitis sarci- ma voi tali pesi non li toccate con uno dei
nas. *'Vae vobis, qui aediflcatis monumen- vostri diti. *'Guai a voi, che fabbricate mo-
ta Prophetarum patres autem vestri occi-
:
numenti ai profeti e i padri vostri li am-
:

derunt illos. **Profecto testiflcamini qu(»d mazzarono. ^'Certamente voi date a cono-
consentitis operibus patrum vestrorum : scere che approvate le opere dei padri vo-
quoniam ipsi quidem eos occiderunt, vo3 stri mentre essi uccisero
: profeti, e voi i

autem aediflcatis eorum sepulchra. fabbricate loro monumenti.

**Propterea et sapientìa Dei dixit Mittam : **Per questo ancora la sapienza di Dio
ad Prophetas, et Apostolos, et ex illis
illos ha detto : lo manderò loro profeti e Apostoli,
occident, et persequentur "Ut ìnquiratur : e altri ne uccideranno, altri ne persegui-

«•Matth. 23, 4.

44. Chi toccavi una tomba restava immondo per poi per conto vostro trasgredite la legge e usate
sette giorni (Nura. XIX, 16). e perciò si imbian- ogni sopruso e angheria sul popolo. V. n. Matt.
cavano i sepolcri, affinchè niuno li toccasse inav- XKI1I, 4 .

vertitamente. Ma coll'andar del tempo venivano 47. Guai a voi ch$ fabbricati, ecc. V. n. Matt.
coperti dalla polvere o dalle erbe nate intorno, in XXIII, 29-36.
modo che passeggieri non li potevano più av-
1

vertire. Tali sano i Farisei. Il popolo attratto 48. Date a conoscere che approvate, ecc., poiché
dell'esterna santità che affettano, corre a loro;
mentre esternamente ediflcate sepolcri ai profeti
ma essendo essi pieni di corruzione interna, oe e aeoibra cosi che li onoriate, internamente perd

Fig. 104. — CifTilno. Hg. 10$. — La ruta.

resta contaminato, vale a dire viene allontanato approvate i delitti dei padri vostri, perchè come
dal Vangelo. V. n. Matt. XXIII, 27. essi avete il cuore duro, e come essi non ascoltate
la voce del profeti, ma li perseguitate, come avete
45. Offendi anche noi. I Farisei e gli Scribi non
fermavano che un solo partito religioso,
in realtà fatto con Giovanni Battista e con me.
e quindi si sostenevano scambievolmente. Gli 49. La sapienza di Dio ha detto. La Sapienza di
Scribi spiegavano la legge secondo 1 principii dei Dio è Gesù Cristo stesso, oppure più general-
Farisei, e questi l'osservavano, come veniva inse- mente la Provvidenza di Dio, che nei suoi decreti
gnata dagli Scribi. ha disposto cosi gli avvenimenti. Gesù parla di
profeti e di Apostoli, acciò si comprenda che come
46. Anche contro gli Scribi Gesù lancia tre
gravi minacele w. 46, 47, 52. gli antichi hanno perseguitato i profeti, I Farisei «
Caricate gli uomini di pesi, ecc. Interpretando a gli Scribi perseguiteranno gli Apostoli.
tutto rigore la lettera della legge, aggiungendovi 50. I Giudei attuali hanno colmata la misura
tradizioni e cerimonie da voi inventate mentre ; dei delitti dei loro padri, e quindi porteranno !•

18 — Sacra Bibbia, voi. I.


.

274 S. Luca, XI, 51 — XII, 3

sanguis omnium Prophetarum, qui effusus teranno, ^'^'afflnchè a questa generazione s!


est a constitutione mundi a generatione ista, domandi conto del sangue di tutti i profeti,
*^A sanguine Abel, usque ad sanguinem Za- sparso dalla creazione del mondo in poi.
chariae, qui periit inter altare, et aedem. Ita '^Dal sangue di Abele fino al sangue di Zac-
dico vobis, requiretur ab hac generatione. caria, ucciso tra l'altare e il tempio. Certa-
**Vae vobis Legisperitis, quia tulistis eia- mente, vi dico ne sarà domandato conto a
vem scientiae, ipsi non introistis, et eos, questa generazione. *^Guai a voi, dottori
qui introibant, prohibuistis. della legge, che vi siete usurpati la chiave
della scienza, e non siete entrati voi, e avete
impedito quelli che vi entravano.
*'Cum autem haec ad illos diceret, coepe- *'E mentre tali cose diceva loro, i Fa-
runt Pliarisei, et Legisperiti graviter insi- risei e i cominciarono a
dottori della legge
stere, et OS eius opprimere de multis, **In- opporglisi fortemente e a soppraffarlo con
eidiantes ei, et quaerentes aliquid capere de molte questioni, **tendendogli insidie, e cer-
ore eius, ut accusarent eum. cando di cavargli di bocca qualche cosa,
onde accusarlo.

CAPO XII.

// lievito dei Farisei, Non temere gli tiomini, i-g. — // peccato contro lo Spirito
Santo, IO-I2. — L'avarizia e ricco malvagio, 13-21. — Confidenza il in
Dio, 22-34. — Vigilanza, 35-48. — Gesii è venuto a portar fuoco e divi-
sione, 49-53. — / segni dei 54-59. tempi,

^Multis autem turbis circumstantibus, ita *Nel qual mentre radunatasi gran molti-
ut se invicem conculcarent, coepit dicere tudine di gente, talmente che si pestavano
ad discipulos suos Attendite a fermento : gli uni gli altri, cominciò egli a dire a' suoi
Phariseorum, quod est hypocrisis. 'Nihil discepoli Guardatevi dal lievito dei Farisei,
:

autem opertum est, quod non reveletur : che è l'ipocrisia. ''Poiché nulla v'ha di
ncque absconditum, quod non sciatur. occulto, che non sia per essere rivelato :

•Quoniam quae in tenebris dixistis, in lu- né di nascosto, che non si risappia. 'Perciò
njine dicentur : et quod in aurem locuti quello che avrete detto all'oscuro, si ridirà
estis in cubiculis, praedicabitur in tectis. in piena luce e quel che avrete detto al-
:

l'orecchio nelle camere, sarà propalato sopra


i tetti.

•» Gen. 4, 8 ; 2 Par. 24, 22. iMatth. 16, 6; Marc. 8, 15. 3Matth. 10, 26; Marc. 4, 22.

pena dei peccati commessi da tutta la nazione CAPO XII.


nel corso dei secoli. Vi ha qui un'allusione alla
rovina di Gerusalemme. V. n. Matt. XXIII, 35. Radunatasi gran moltitudine, ecc. Nel greco:
1.
Mentre le turbe a decine di migliaia s'affollavano
52. La chiave della scienza è l'intelligenza della dintorno, ecc.. cominciò a dire prima al discepoli,
Sacra Scrittura. Questa Scrittura conduceva gli ecc. Gesù nelle sue istruzioni mirava oramai
uomini a Gesù Cristo, che era il fine della legge. principalmente ad ammaestrare i discepoli.
Ma i Farisei e gli Scribi colle loro false inter- Lievito dei Farisei sono le loro false dottrine,
pretazioni avevano travolto il senso della legge, che portavano a una santità tutta esteriore e ipo-
e non la consideravano più come una prepara- crita, e non curavano la vera pietà del cuore.
zione alla Nuova Legge. Acciecati dalla loro malizia V n. Matt. XVI, 12; Mar. Vili, 15.
essi non andavano a Cristo, perchè non volevano Ipocrisia. Era questo il grande vizio dei Fa-
intendere ciò che che di lui era scritto, e per di risei. V. n. Matt. VI, 1-17.
più impedivano anche agli altri di andarvi, sia col
2-3. Nulla vi ha di occulto. Invano gli ipocriti
non dare al popolo la conveniente istruzione reli-
cercano di nascondere la loro malizia perchè tardi
giosa, sia screditando la dottrina e i miracoli di ;

o tosto saranno scoperti, e quand'anche potessero


GesÙM slesso.
rimanere occulti durante la vita presente, saranno
53. Mentre tali cose diceva loro, ecc. Nel però smascherati pienamente nel giorno del giu-
greco vi è questa variante : Ed essendo ascilo dizio. Questo stesso proverbio fu già usato da
di là, gli Scribi, ecc.; e manca pure l'inciso del Gesù in un'altra circostanza e in un altro senso.
versetto seguente : onde accusarlo. V n Matt. X, 26-27.
S. Luca, XII, 4-15 27ó

*Dico autera vobis araicis meis Ne terre- : *A voi poi, amici miei, io dico Non ab- :

amini ab his, qui occidunt corpus, et post biate paura di coloro che uccidono il corpo,
haec non habent amplius quid faciant. *0- e poi non possono far altro. *Ma io v'inse-
stendam autem vobis quem timeatis ti- : gnerò chi dobbiate temere Temete coluJ
:

mete eum, qui, postquam occiderit, habet che, dopo aver tolta la vita, ha potestà di
potestatem mittere in gehennam ita dico : mandare all'inferno questo sì, vi dico, te-
:

vobis, hunc timete. 'Nonne quinque passe- metelo. 'Non è vero che cinque passerotti
res veneunt dipondio, et unus ex illis non si vendono due assi, e pure un solo di
est in oblivione coram Deo? 'Sed et capilli questi non è dimenticato da Dio? 'Anzi tutti
capitis vestri omnes numerati sunt. Nolite i capelli della vostra testa sono numerati.
ergo timere : multis passeribus pluris estis Non temete adunque voi siete da più di
:

vos :
molti passerotti.
•Dico autem vobis Omnis, quicumque : *0r dico a voi, che chiunque avrà ricono-
confessus fuerit me coram hominibus, et sciuto me dinanzi agli uomini, lo riconoscerà
Filiushominis confltebitur ilium coram An- il Figliuolo dell'uomo dinanzi agli Angeli
geiisDei 'Qui autem negaverit me coram
: di Dio 'chi poi mi avrà rinnegato dinanzi
:

hominibus, negabitur coram Angelis Dei. agli uomini, sarà rinnegato dinanzi agli An-
geli di Dio.

'"Et omnis, qui dìcit verbum in Filium *°E a chiunque avrà parlato contro il Fi-
hominis, remittetur illi ei autem, qui in : gliuolo dell'uomo, sarà perdonato ma a :

Spiritum sanctum blasphemaverit, non re- chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo,
mittetur. non sarà perdonato.
"Cum autem inducent vos in synagogas, "Quando poi vi condurranno nelle sina-
et ad magistratus, et potestates, nolite soH- goghe, e davanti a' magistrati e a' principi,
citi esse quallter, aut quid respondeatis, aut non vi mettete in pena del che, o del come
quid dicatis. '*Spiritus enim sanctus doce- abbiate a rispondere, o di quello che abbiate
bit vos in ipsa bora quid oporteat vos di- a dire. '^Perchè lo Spirito santo v'insegnerà
oere. in quel punto stesso quello che dobbiate
dire.

"Alt autem ti quidam de turba : Magi- ''E uno della turba gli disse Maestro, :

ster, die fratri meo ut dividat mecum here- ordina a mio fratello che mi dia la mia parte
ditatem. '*At ille dixit ilH : Homo, quis dell'eredità. **Ma Gesù gli rispose : O
me constituit iudicem, aut divisorem super uomo, chi ha costituito me giudice, o ar-
vos? bitro tra voi ?
"Dixitque ad illos Videte. et cavete ab : "E disse loro Guardatevi attentamente
:

omni avaritia quia non in abundantia cu-


: da ogni avarizia poiché non istà la vita
:

jusquam vita eius est ex his quae possidet. d'alcuno nella ridondanza de' beni che pos-

•Matth. 10. 32; Marc. 8, 38; 2 Uni. 2. 12. '«Manh. 12. 32; Marc. 3, 28.

4-5. A voi, amici miei. Gesù chiama t discepoli stioni riguardanti i testamenti, e percid questo
suoi amici in opposizione ai Farisei, che gli sono tale, riconoscendo in Gesù un grande Rabbi, lo
nemici e lo osteggiano. V. n. Matt. X, 28. prega di usare della sua influenza per fargli ren-
dere giustizia dal fratello. Secondo la legge mosaica
6-7. I discepoli non hanno a temere le persecu-
(Deut. XXI, 17) al fratello primogenito competeva
zioni degli uomini, poiché veglia sopra di loro
il doppio che agli altri nella divisione dell'erediti
amorosa la Provvidenza di Dio. Due assi equival-
paterna. E' questa l'unica volta che Gesù viene
gono a circa H centesimi. V. n. Matt. X, 29.
pregato di occuparsi di una questione di uenaro.
8-9. Per animare i discepoli a non lasciarsi io-
14. Chi ha costituito me, ecc. Gesù rifiuta asso-
timorire dagli uomini. Gesù mostra le gravi con-
lutamente di occuparsi di una tal questione. Egli
seguenze, che derivano dalla pubblica confessione non è stato mandato da Dio per trattare affari
o negazione della fede. V. n. Matt. X, 32.
temporali, per i quali vi sono giudici legittima-
10. Non sarà perdonato. V. n. Matt. XII, 31-32; mente costituiti, ma è venuto per salvare le anime,
Mar. IH, 28-29. e insegnare agli uomini la via, che li conduce al
cielo.
11-12. V. n. Matt. X, 17-20. Nette sinagoghe,
vale a dire nei tribunali giudei. Davanti ai magi- 15. Guardatevi attentamente. Il fatto di un fra-
strati e ai principi, cioè davanti ai tribunali civili,
tello che si usurpa la parte di eredità dovuta al-
cui giudici erano per lo più pagani. I capi delle l'altro fratello, dà a Gesù un'ottima occasione di
i

sinagoghe esercitavano presso gli Ebrei le funzioni predicare contro l'avarizia e l'attacco disordinato
di giudice, e potevano scomunicare e condannare
ai beni della terra.
alla flagellazione.
Non istà ìa vita d'alcuno, ecc. La vita dell'uomo
non dipende dalle ricchezze, poiché i ricchi non
Ordina a mìo fratello, ecc. I Rabbini veni-
13. vivono più degli altri, ma unicamente dalla vo-
vano spesso chiamati a far da giudici nelle que- lontà di Dio.
276 S. Luca, XII, 16-26

^*Dixit autem sirallitudlnem ad illos, di- siede. "E disse loro una similitudine a :

cens : Hominis cujusdam divitis uberes un uomo ricco fruttò assai la campagna :

fructus ager attulit ^'Et cogitabat intra se : ^'e andava discorrendo tra sé Che farò ora :

dicens Quid faciam, quia non liabeo quo


: che non ho dove ritirare la mìa raccolta?
congregem fructus meos? "Et dixit Hoc : "E disse Farò così, demolirò i mìei granai,
:

faciam Destruam horrea mea, et maiora


: e ne fabbricherò de' più grandi e ivi ra- :

faciam et illuc congregabo omnia, quae


: dunerò tutti i miei prodotti e i miei beni.
nata sunt milii, et bona mea. "Et dicam "E dirò all'anima mia anima, tu hai : O
animae meae Anima, habes multa bona
: messo da parte de' beni per moltissimi
posita in annos plurimos requiesce, co- : anni riposati, mangia, bevi, datti bel tempo.
:

mede, bibe, autem illi


epulare. '"Dixit '"Ma Dio gli disse Stolto, in questa notte:

Deus Stulte, hac nocte animam tuam re-


: è ridomandata a te l'anima tua e quel che :

petunt a te quae autem parasti, cuius e-


: hai messo da parte di chi sarà? '^Così va
runt? ''^Sic est qui sibi thesaurizat, et non per chi tesoreggia per se stesso, e non è
est in Deum dives. ricco per Iddio,
'''Dixitque ad discipulos suos Ideo dico : "E disse suoi discepoli
ai Per questo :

vobis Nolite soliciti esse animae vestrae


: dico a voi : Non
vogliate mettervi in pena
quid manducetìs neque corpori quid in- : né del mangiare riguardo al vostro vivere,
duamini. ''Anima plus est quam esca, et né del vestire riguardo al corpo. '*La vita
corpus plus quam vestimentum. '*Conside- vai più del cibo, e il corpo più della veste.
rate corvos quia non seminant, neque me- '*Considerate i corvi, che non seminano,
tunt, quibus non est cellarium, neque hor- né mietono, e non hanno dispensa, né gra-
reum, et Deus pascit illos. Quanto magis naio, e Dio li pasce quanto siete voi da:

vos pluris estis illis? '*QuÌs autem vestrum più di loro? "Ma chi é di voi, che a forza
cogitando potest adiicere ad staturam suam di pensare possa allungare di un cubito la
cubitum unum? "Si ergo neque quod mi- sua statura? "Che se non potete fare il
nimum est potestis, quid de ceteris soliciti meno, perché prendervi inquietudine del-
estis ? l'altre cose?

"Eocli. Il, 19. "Ps. 54, 23; Matth. 6, 25; 1 Petr. 5, 7.

16. Una
similitadine che mette in evidenza Qaesta notte stessa, in cui tu fai tanti progetti,
come ricchezze portino con sé molti crucci e
le morrai; e i tesori accumulati di chi saranno? Non
non riescano ad allungare di un giorno la vita. li porterai certo con te, ma dovrai abbandonarli
La campagna, gr. xépa significa una grande per sempre.
estensione di terreno, un latifondo. 21. Così va, ecc. Simile a questo ricco stolto
17. Che farò, ecc. I troppi beni portano agita- è chi tesoreggia per se stesso, vale a dire attende
zione. Questo ricco si mostra attaccatissimo alle unicamente ad ammassare ricchezze in terra, e
non è ricco per Dio, ossia non cerca di fare opere
buone e acquistarsi dei meriti presso Dio.
22. Ai discepoli. Anche qui Gesìi ammaestra in
modo speciale i discepoli. 22-31. V. n. Matt. VI,
25-33. Non devono essere troppo solleciti per IC'
cose della terra, perchè la Provvidenza di Dio ha
una speciale cura di loro.
24. Considerate i corvi, ecc. Benché Dio prov-
veda ai corvi il nutrimento, essi però devono cer-

Fig. io6. — Granaio.


ricchezze. Egli non si domanda come potrà impie-
garle, ma si preoccupa unicamente di conservarle.
Il seno dei poveri poteva servirgli da granaio, ma
questo pensiero non si affaccia alla mente del
ricco.
18. Tutti i miei beni, vale a dire l'oro, l'ar-
gento, le vesti, i mobili preziosi che posseggo. Fig. 107. — Dispensa (Pittura egiziana).
19. Dirò all'anima mia. Il ricco si crede oramai
giunto al colmo della felicità. Mangiare, bere, carselo e volare ora da una parte e ora dall'altra.
divertirsi, saranno le sue occupazioni (Ecclefiia- Similmente la Provvidenza divina verso dell'uomo,
etico, XI, 18-20). non esclude che l'uomo debba lavorare per pro-
20. Dio gli disse, ecc. E' questo un linguaggio curarsi il nutrimento.
figurato conforme all'indole della parabola. Dio 25. La sua natura o meglio la lunghezza della
fa conoscere al ricco la stoltezza della sua condotta. vita. V. n. Matt. VI, 27.
S. Luca, XII, 27-35 277

•^Considerate lilla quomodo crescunt : "Mirate i gigli, come crescono non la- :

non laborant, ncque nent dico autem vo- : vorano e non filano e io vi dico che nem- :

bis, nec Salomon in omni gloria sua vestie- meno Salomone con tutta la sua magnificenza
batur sicut unum ex istls. "Si autem foe- è mai stato vestito come uno di questi. '*Che
num, quod hodie est in agro, et cras in cli- se l'erba, che oggi è nel campo, e domani
banum mittitur. Deus sic vestit quanto : si getta nel forno, Dio riveste così quanto :

magia vos, pusillae fidei? '*Et vos nolite più voi, di poca fede? "Or voi non
quaerere quid manducetis, aut quid bibatis : istate a cercare quel che mangerete o ber-
et nolite in sublime tolli '"Haec enim : rete e non vogliate alzarvi troppo in su.
omnia gentes mundi quaerunt. Pater autem '"Imperocché dietro a tali cose vanno gli
vester scit quoniam bis indigetis. uomini del mondo. Ma il Padre vostro sa che
di queste cose avete bisogno.
"Verumtamen quaerite primum regnum "Cercate perciò prima il regno di Dio, e

Dei, et iustitiam eius et haec omnia adii- : la sua giustizia e tutte queste cose vi saran
:

cientur vobis. **Nolite timere pusillus grex, date per giunta. "Non temete, piccolo
quia complacuit patri vestro dare vobis re- gregge poiché piacque al Padre vostro
:

gnum. **Vendite quae possidetis, et date dare a voi il regno. "Vendete quello
eleemosynam. Facìte vobis sacculos, qui che possedete, e fate limosina. Fatevi delle
non veterascunt, thesaurum non deflcientem borse, che non invecchino, un tesoro ine-
in caelis quo fur non appropiat. neque ti-
: sausto nel cielo dove 1 ladri non si acco-
:

nea corrumpit. ''Ubi enim thesaurus vester stano, e le tignuole non rodono. **Perchè
est, ibi et cor vestrum erit. dove é il vostro tesoro, ivi sarà pure il
vostro cuore.
"Slnt lumbi vestri praecinctl, et lucer- *'Sieno cinti i vostri fianchi, e nelle

»»Mttth. 10, 34. "Matth. 19. 21: Manh. 9, 20. *«Mattli. 16, 2.

29. Nonvogìiatt alzarvi troppo in su. Il greco prezzo al OMervI pcrd che si tratta
poveri. S!
Secondo uni vorrebbe dire : Son vi invanitt,
gli di un consiglio e non un precetto. di
liì\ tuxtmp\^ta9t diversamente fu interpretato. Fatevi delle borse che non invecchino. La ca-
rità fatta ai poveri non va perduta per colui
che la fa, ma viene messa la una borsa che non
invecchia, e non si rompe, perchè ne avri un
premio eterno nell'altra vita, un tesoro inesausto,
ecc. y. n. .Matt. VI, 19.
34. Dove è il vostro tesoro. V. n. Matt. VI, 21.
35. Siano cinti i vostri fianchi. La metafora è
tratta dal modo di vestire degli Orientali, I quali,
usando lunghe vesti, solevano raccoglierle al fian-
chi con una cintura, quando viaggiavano, oppure
venivano occupati in lavori, che esigevano una
certa speditezza di movimenti. i4ver« ì fianchi

Fig. 10*. — Forrìo orientale.


(Pittura egiziana).

non siate ambLiosi, ma contentatevi del poco.


Secondo altri e più ragionevolmente Son la- :

sciatevi agitare come nave sulle onde, dai vani Flg. 109.
pensieri e da vane sollecitudini per acquistare La tonaca cinta ai fianchi.
ricchezze.

30. Gli aomini del mondo, cioè i pagani.


32. Piccolo gregge sono i discepoli. Gesù è il

buon pastore (Giov. X, 11 e ss.); le pecorelle


che ascoltano sua voce sono ancora poche, ma
la
Don debbono temere, né lasciarsi scoraggire, per-
chè Dio, che ha dato loro il maggior bene spiri-
tuale chiamandoli a far parte del regno mes-
cinti significa quindi essere pronti per lavorare
sianico, non può dimenticarsi delle loro necessiti
irateriali.
oppure star già lavorando. La lampada accesa in
mano significa la vigilanza. Il padrone è atteso
33. Vendete, ecc. Affinchè i discepoli non si durante la notte; i servi devono trovarsi pronti
occupino che delle cose celesti, ed abbiano la per accoglierlo senza farlo aspettare. Gesù, dopo
massima fiducia nella Provvidenza, Gesù li esoru aver insegnato ai discepoli a tenere il cuore di-
t vendere tutte le loro sostanze e a distribuirne il staccato dalle cose della terra e a tendere eoa
278 S. Luca, XII, 36-47

nae ardentes in manibus vestris, "Et vos vostre mani lampade accese, "e fate come
similes homìnibus expectantibus dominum coloro che aspettano il loro padrone, quando
6uum quando revertatur a nuptiis ut, cum : torni da nozze, per aprirgli subito che giun-
*
venerit, et pulsaverit, confestim aperìant ei. gerà e picchiere alla porta. ''Beati quei
"^Beati servi illi, quos cum venerit domi- servi, che il padrone arrivando troverà vigi-
nus, invenerit vigilantes : amen dico vobis, lanti in verità vi dico, che si cingerà e li
:

quod praecinget se, et faciet illos discum- farà mettere a tavola, e li andrà servendo.
bere, et transiens ministrabit illis. "Et si "E se giungerà alla seconda vigilia, e se
venerit in secunda vigilia, et si in tertia giungerà alla terza, e li troverà così, beati
vigilia venerit, et ita invenerit, beati sunt sono quei servi. "Or sappiate, che se al
servi illi. *'Hoc autem scitote, quoniam si padre di famiglia fosse noto a che ora sia
sciret paterfamilias, qua bora fur venirci, per venire il ladro, veglierebbe senza dub-
vigilarci utique, et non sineret perfodi do- bio, e non permetterebbe che gli fosse sfor-
mura suam. ^'Et vos cstote parati quia qua : zata la casa. ^"E voi state preparati perchè :

bora non putatis, Filius hominis veniet. nell'ora che meno pensate, verrà il Figliuolo
dell'uomo.
*^Ait autem ei Petrus Domine, ad nos : **E Pietro gli disse Signore, questa pa- :

dicis hanc parabolam an et ad omnes?: rabola l'hai detta per noi, o per tutti?
**Dixit autem Dominus Quis, putas, est : **E il Signore disse Chi credi tu che sia :

fldelis dispensator, prudens, quem con-


et il dispensatore fedele e prudente, preposto
stituit Dominus supra familiam suam, ut dal padrone alla sua famiglia per dare al
det illis in tempore tritici mensuram? tempo debito a ciascuno la sua misura di
*'Beatus ille servus, quem cum venerit Do- grano? "Beato quel servo, cui venendo il
minus, invenerit ita facientem. **Vere dico padrone, troverà far così. **Vi dico dav-
vobis, quoniam supra omnia quae possidet, vero che gli darà la sopraintendenza di
constituet illum. quanto possiede.
**Quod si dixerit servus ille in corde *'Che se un tal servo dirà in cuor suo :

suo Moram facit dominus meus venire


: : Il padrone mio tarda a venire e comin- :

et coeperit percutere servos, et ancillas, et cierà a battere i servi e le serve, e a


edere, et bibere, et inebriari *'Veniet do- : mangiare e bere e ubbriacarsi **verrà il :

minus servi illius in die, qua non sperai, et padrone di questo servo il dì che meno
bora qua nescit, et dividet eum, partemque s'aspetta, e nel punto che non sa, e lo
eius cum infldelibus ponet. dividerà e lo manderà tra gli infedeli.

*'Ille autem servus, qui cognovit volun- *^E quel servo, il quale ha conosciuto

"Matth. 24, 43. «• Apoc. 16, 15.

tutti i loro desiderii al regno dei cieli, passa a verrà come un ladro. I Tessal. V, 2; II Pietr. III,
mostrar loro come debbano sempre essere occu- 10 e Apoc. Ili, 3 Se non sarai vigilante verrò a
:

pati nelle opere buone, e trovarsi pronti ad acco- te come un ladro, e non saprai In qual ora vengo
glierlo alla sua venuta. a te.
36. Quando torni da nozze. E' incerto però il Per noi discepoli, oppure per le turbe?
41.
momento del suo ritorno. Le nozze presso gli n. Matt. XXIV, 45-51. Chi credi tu,
42-46. V.
Ebrei si celebravano a sera avanzata (V. n. Matt. ecc. Gesù non risponde direttamente all'interro-
XXV, 1) erano perciò necessarie le lampade ac-
; gazione di S. Pietro ma gli fa una domanda,;

cese per accogliere il padrone. Il padrone rappre- nella quale lascia vedere in modo chiaro che se
senta Gesìi Cristo, il quale verrà un giorno a tutti i fedeli sono obbligati a stare vigilanti,
giudicare tutti gli uomini, ma viene pure per il quest'obbligo però è maggiore per i discepoli, ai
giudizio particolare di ognuno. quali fu affidato il ministero di governare, pascere
37. Beati, perchè avranno una grande ricom- e istruire la Chiesa.
pensa. Si cingerà, ecc. Per questi servi vigilanti Dispensatore, gr. otxovófioq Matt. 6oSXo^.
: :

il padrone si metterà in certo modo a fare egli Era uno schiavo di maggior autorità, a cui era
stesso da servo, e fattili sedere a banchetto, pas- affidata la direzione materiale della casa.
serà dall'uno all'altro presentando loro le vivande. 44-45. Premio riservato al servo fedele, e ca-
Dio comunica ai Santi la sua stessa gloria, e li fa stigo riservato al servo infedele.
come padroni di tutti i beni della sua casa, affinchè 46. Lo dividerà e lo manderà tra gli infedeli.
mangino e bevano alla sua mensa nel celeste suo
V. n. Matt. XXIV, 51. Il servo dispensatore, il
regno.
quale lusingandosi che il padrone non torni così
38. Alla seconda vigilia. La notte dividevasi in presto, maltratta gli altri servi e volge a suo van-
quattro vigilie: la 1* dalle 6 alle 9; la 2* dalle taggio quel che gli era stato affidato da distribuire
9 alle 12; la 3' dalle 12 alle 3; la 4' dalle 3 agli altri, sarà condannato alla morte.
alle 6.
47. Quel servo, ecc. Il castigo inflitto ai servi
39-40. Gesù inculca nuovamente la necessità negligenti sarà proporzionato alla loro colpevo-
della vigilanza. V. n. Matt. XXIV, 43-44. lezza, la quale è tanto più grande, quanto ^iù
40. Nell'ora che meno pensate. II dì del Signore perfetta è la cognizione che hanno della volontà
S. Luca, Xli, 48-54 279

tatem domini sui, et non praeparavit. et non la volontà del suo padrone, e non è stato
fecit secundum voluntatem eius, vapulabit preparato, e non ha eseguita la sua vo-
multis *'Qui autem non cognovit, et fecit
: lontà, riceverà molte battiture. "Quel
digna plagis, vapulabit paucis. Omni autem, servo poi, che non l'ha conosciuta, e ha
cuimultum datum est, multum quaeretur ab fatto cose degne di castigo, riceverà poche
eo et cui commendaverunt multum, plus
: battiture. Molto si domanderà da tutti
petent ab eo. quelli a' quali molto è stato dato e : molto
chiederanno da colui, al quale è stato Bdato
molto.
**Ignem veni mittere in terram, et quid "Sono venuto a portar fuoco sopra la
volo nisi ut accendatur? "Baptismo autem terra e che voglio, se non che si accenda ?
:

habeo baptizari et quomodo coarctor us-


: *'Ho poi un battesimo, col quale debbo
quedum perflciatur? "Putatis quia pacem essere battezzato; e qual pena è la mia,
veni dare in terram? Non, dico vobis, sed finché sia adempito? *'Pensate voi ch'io
separationem **Erunt enim ex hoc quin-
: sia venuto a portar pace sopra la terra?
que in domo una divisi, tres in duos, et duo No, vi dico, ma divisione "poiché d'ora
:

in tres "Dividentur pater in fllium, et fl-


: in poi saranno cinque in una casa, divisi
lius in patrem suum, mater in flliam, et tre contro due e due contro tre. **I1 padre
Alia in matrem, socrus in nurum suam, et sarà diviso dal figliuolo e il figliuolo dal
nurus in socrum suam. padre suo, e la madre dalla figliuola, e la
figliuola dalla madre e la suocera dalla
nuora, e la nuora dalla suocera.
**Dicebat autem et ad turbas : Cam vi- **E diceva poi anche alle turbe : Quando

•'Matth. 10. 34. •«Matth. 16, 2.

del padrone. Tutti gli uomini sono tenuti a fare greco che voglio io s» gli è acceso ? La frase
:

la volenti di Dio; ma più strettamente sono ob- greca è alquanto oscura sembra però che voglia
;

bligati coloro che meglio la conoscono, e a questi dire che Gesù vede già in parte compiuto il suo
desiderio, perchè l'amor di Dio ha già cominciato
a infiammare il cuore degli uomini. La lezione
della Volgata dà un senso migliore Gesù desidera
:

ardentemente che avvampi il fuoco del divino


amore, poiché Egli è venuto in terra a bella posu
per accenderlo.
50. Ho un battesimo, ecc. Prima che quest'in-
cendio» avvampi in tutto il mondo, Gesiì dovrà
sottostare a una passione e morte ignominiosa,
che vien chiamata battesimo (V. n. Mar. X, 38),
Fig. iio. — Schiavo egiziano battuto. perchè l'acqua nelle Scritture (Salm. XVII, 17;
(Pittura sepolcrale). XXXI, 6; LXV, 12; LXVIII, 16, ecc.) è usata
spesso come simbolo della tribolazione. Dalla
perciò verri inflitta una maggior pena se la tra- metafora del fuoco. Gesù passa a quella dell'acqua
sgrediscono. Le battiture, che erano
castigo il del battesimo.
comune e ordinario degli schiavi, significano qui Qual pena è la mia, ecc. Il greco avriXonax
le pene dell'altra vita. ha ricevuto due interpretazioni. Secondo gli uni
la pena o distretta, che Gesù provava, era causata
Quel Sèrvo poi, che non l'ha eonosciata,
48.
si deve sottintendere, in modo così perfetto com»
dal vivissimo desiderio che egli aveva di versare
il suo sangue per la salute degli uomini. Secondo
il primo, ecc. Come avrebbe potuto far cose degne
gli altri invece era causata dall'orrore che egli na-
di castigo, se in nessun modo avesse conosciuto
turalmente sentiva per la passione. Quest'orrore
la volontà del suo padrone? Molto si doman-
derà, ecc. V. n. Matt. XXV, 15-29. Ciascuno dovrà
che nell'orto di Getsemani lo condusse afagonia,
lo strinse d'angoscia anche diu'ante tutto il corso
rendere conto dei talenti ricevuti, e da chi più
ha ricevuto, più si esigerà. della sua vita. Le due interpretazioni non si
escludono, e noi crediamo che la pena provata da
49. Son venuto a portar fuoco. Secondo alcuni
Gesù fosse causata sia dal desiderio di patire,
il fuoco signiflcherebbe le discordie, le lotte, e sia dall'orrore che naturalmente Egli provava per
le persecuzioni, che dovevano scoppiare nel mondo
la passione.
a motivo del Vangelo, come è detto al v. 51. Gesù
desidererebbe queste persecuzioni, affinchè sia 51. Divisione, cioè la guerra. V. n. Matt. X, 34.
manifesta la costanza dei suoi seguaci. E' più co-
52. Saranno cinque, ecc. Con un esempio Gesù
mune però, ed è pure da preferirsi, l'interpreta- mostra la guerra, che tra i membri di una stessa
zione di coloro che nel fuoco vedono raffigurato
famiglia produrrà la sua dottrina.
l'amor divino. Gesù è venuto a portar sulla terra
questo amore, che deve trasformare il cuore degli 53. Vengono enumerati i varii membri di una
uomini purificandolo da ogni sozzura di vizi e di famiglia il padre, il Aglio, la madre e la figlia,
:

peccati e infiammandolo di santo ardore per la la suocera e la nuora.


virtù.
54. Diceva poi anche alle turbe. Mentre nelle
Che vogato io. se non che sì accenda? Nel istruzioni precedenti Gesù aveva parlato in modo
280 S. Luca, XII. 55 — XIII, 2

deritis nubem orientem ab occasu, statim vedete alzarsi dall'occidente una nuvola,
dicitis : Nimbus venit et ita flt. *'Et cum
: subito dite vuol far temporale
: e così :

austrum flantem, dicitis : Quia aestus erit : succede. **E quando sentite soffiare lo
et flt. faciem caeli et terrae
"'Hypocritae, scirocco, dite Farà caldo
: e succede così. :

nostis probare hoc autem tempus quomo-


: **Ipocriti, sapete distinguere gli aspetti del
do non probatis? "^Quid autem et a vobis cielo e della terra e come non distinguete
:

ipsis non iudicatis quod iustum est? il tempo d'adesso? "'E come non discernete
anche da voi stessi quello che è giusto?
"Cum autem vadis cum adversario tuo "'Quando poi tu vai insieme col tuo av-
ad principem, in via da operam liberari ab versario dal principe, per istrada fa quanto
ilio, ne forte trahatad iudicem, et iudex
te puoi per liberarti da lui, affinchè non ti tra-
tradat te exactor mittat te in
exactori, et scini dinanzi al giudice, e il giudice non ti
carcerem. "Dico tibi, non exies inde, donec dia nelle mani del birro, e il birro ti cacci
etiam novissimum minutum reddas. in prigione. **Ti dico che non uscirai di
lì, finché non abbi pagato fino all'ultimo
spicciolo.

CAPO XIII.

Necessità della penitenza, 1-5. Il fico infruttifero, 6-9. — Guarigione di una


donna rattrappita, 10-17. Il granello di senapa e il lièvito, 18-21. — //
7iumero degli eletti, 22-jo. Ostilità di Erode, 31-33. — Rimprovero e castigo
di Gerusalemme, 34-35.

^Aderant autem quidam Ipso in tempore, 'Nello stesso tempo vennero alcuni a
nunciantes illi de Galilaeis, quorum sangui- dargli nuova di il sangue dei
quei Galilei,
nem Pilatus miscuit cum sacriflciis eorum. quali Pilato aveva mescolato con quello dei
Et respondens dixit illis Putatis quod hi : loro sacrifizi. ^Ed egli rispose loro, e disse :

"Matth. 5, 25.

speciale ai discepoli, óra si rtvolge alle turbe, e Di quei Galilei. I Galilei, d'indole turbolenta e
lerimprovera acerbamente, perchè noncuranti delle ostilial governo straniero, nell'occasione di una
cose del cielo e ostinate nei loro pregiudizi, non qualche festa si mossero a tumulto nel recinto del
vogliono riconoscere i segni dei tempi mesatanici.
V. n. Matt. XVI, 1-3.
Dall'occidente, cioè dal Mediterraneo. Le nubi,
che salgono dal Mediterraneo, portano d'ordinario
la pioggia in Palestina.
56. // tempo d'adesso. Sapete distinguere i segni
ordinarli del buono e del cattivo tempo, e come
non sapete riconoscere i segni della venuta del
Messia, che omai tutti si sono compiuti?
57. Come non dìscernete, ecc. Gesù si appella
alla loro stessa coscienza. Se, lasciato da parte
ogni pregiudizio, esaminassero le opere da lui com- Fig. III.
piute, con somma facilità riconoscerebbero ciò La più piccola moneta di bronzo sotto Augusto.
che è giusto, vale a dire il tempo presente, e il
dovere che hanno di pentirsi dei loro peccati ed
entrare nel regno messianico. tempio, e Pilato li fece uccidere sul posto, mesco-
lando così il loro sangue con quello dei loro
58-59. V. n. Matt. V, 25-26. Con questa pic-
sacrifizi.
cola parabola Gesù inculca alle turbe la necessità
Questo benché non sia narrato da alcun
fatto,
della penitenza e della riconciliazione coi nemici
altro storico, corrisponde però assai bene sia al
per rendersi propizio Dio, mentre il giudice divino
carattere crudele e sanguinario di Pilato (Ant.
non ha ancora pronunziato la sentenza. Birro gr.
Giud. XVIII, 9, 3; XVIIl, 3, 1, ecc.); sia all'indole
xpdxTup era un ufficiale civile incaricato di riscuo-
dei Giudei, i quali approfittavano cosi spesso delle
tere le somme, a cui il giudice aveva condannato
solennità religiose per muovere sedizioni nel tem-
i debitori, o di metterli in prigione finché non
pio, che i Romani tenevano un presidio nella for-
avessero pagato il debito.
tezza Antonia per essere pronti a reprimere imme-
59. Spicciolo, gr. Xewtóv era l'ottava parte diatamente ogni tentativo di ribellione fosse scop-
dell'asse, e valeva poco meno di un centesimo piato.
(V. flg. 110).
2. Rispose alla tacitaloro domanda. I Giudei,
CAPO XIII.
come già gli amici di Giobbe (Giob. IV, 7), cre-
1. Nello stesso tempo, in cui Gesù parlava alle devano che tutti i mali fossero una punizione di
turbe dei segni dei tempi, cap. preced. colpe personali (Giov. IX, 2).
S. Luca, XIII, 3-12 281

Calilaei prae omnibus Galilaeìs peccatores Pensate voi che quei Galilei fossero più
fuerint, quia talia passi sunt? 'Non, dico gran peccatori di tutti gli altri Galilei, per-
vobis : sed nisi poenitentiam habueritis, om- chè sono stati in tal modo puniti ? *Vi dico
nes similiter peribitis. *Sicut ìUi decem di no : ma se non farete penitenza, perirete
et octo, supra quos cecidit turris in Siloe, tutti allo stesso modo. *Come anche quei
et occidit eos putatis quia et ipsi debi-
:
diciotto uomini,
sopra i quali cadde la
tores fuerint praeter omnes homines ha- torre di e li ammazzò : credete voi
Siloe,
bitantes in lerusalem? 'Non, dico vobis: che anche questi fossero rei più di tutti gli
sed si poenitentiam non egeritis, omnes si- altri abitanti di Gerusalemme? "Vi dico di

militer peribitis. no ma se non fate penitenza, perirete tutti


:

allo stesso modo.

•Dicebat autem
et hanc similitudinem : •E disse anche questa parabola Un uomo :

Arborem habebat quidam plantatam in


flci aveva un albero di fico piantato nella sua
vinea sua, et venit quaerens fructum in Il- vigna, e andò per cercarvi dei frutti, e non
la, et non invenit. 'Dixit autem ad culto- ne trovò. ^Allora disse al vignaiuolo Ecco :

rem vineae Ecce anni tres sunt ex quo


: son tre anni che vengo a cercar frutto da
venio quaerens fructum in flculnea hac, et questo fico, e non ne trovo troncalo adun- :

non invenio succide ergo illam : ut quid : que perchè aduggia ancora il terreno?
:

etiam terram occupat? 'At ille respondens, •Ma quegli rispose, e gli disse Signore, :

dicit ili! Domine dimitte illam et hoc anna


: lascialo stare ancora per quest'anno, fin
usque dum fodiam circa illam, et mittam tanto che io abbia scalzata la terra e vi ab-
stercora 'Et siquidem fecerit fructum
: sin : bia messo del concime *e se darà frutto,
:

autem, in futurum succides eam. bene se no. allora lo taglierai.


:

"Erat autem docens in synagoga eorum "E Gesù stava insegnando nella loro si-
sabbatis. "Et ecce mulier, quae habebat nagoga in giorno di sabato. "Quand'eccó
spiritum inflrmitatis annis decem et octo : una donna, la quale da diciotto anni avea
et erat inclinata, nec omnino poterat sursum imo spirito che la teneva ammalata ed :

respicere. "Quam cum videret lesus, vo> era curva, e non poteva per niun conto

3. So. Gesù rigetta tale pregiudizio, poiché 8. Lascialo stare. Questo coltivatore pietoso che
anche buoni sono spesso visitati dalla sventura,
i implora una dilazione al castigo è Gesù Cristo.
ma nella sorte toccata a questi Galilei vi ha un L'anno, che ancora ottiene, rappresenta il
preludio del castigo riservato a tutta la nazione tempo, che corre dal pubblico ministero di Gesù
giudaica, se non si convertirà al Messia. sino alla distruzione di Gerusalemme. Durante
Perirete tutti allo stesso modo. La minaccia di quest'intervallo Gesù per mcjzo dei suoi miracoli
Gesù fu compita perfettamente. Innumerevoli Giu- e della sua dottrina e per mezzo della predicazione
dei si erano rifugiati nel tempio durante l'assedio degli Apostoli, fece un ultimo tentativo per ri-
di Gerusalemme, e li vi furono trucidati dalle chiamare il popolo giudaico sulla retta via, ma
milizie romane. inutilmente. I Giudei non si convertirono, e 40
anni dopo la morte di Gesù, Gerusalemme fu
4. La torre di SUot sorgeva presso la fontana distrutta, e il popolo in gran parte ucciso e i
di questo stesso nome nella parte sud-est della pochi superstiti vennero dispersi fra tutte le na-
città di Gerusalemme. R. B. 1897, p. 465. Rei zioni. V. n. Matt. XXI, 19; Mar. XI, 13 e ss.
verso Dio. Si osservi che quantunque la parabola si rife-
risca direttamente al popolo giudaico, tuttavia
5. Perirete tatti allo stesso modo. Anche questa
serve ancora di ammaestramento a tutti i Cristiani
minaccia fu compiuta. I Giudei ribelli a Dio e
a non abusare della bontà e longanimità, con cui
acciecati nei loro pregiudizi rimasero in gran
numero sepolti sotto le rovine della loro città.
Dio aspena da loro frutti di penitenza.
10. Sella sinagoga. V. n. Matt. IV, 23.
6. Questa parabola, il cui scopo è mostrare che
Aveva ano spirito, ecc. La malattia
11. di questa
Dio attende con pazienza la conversione degli
donna era causata da una possessione diabolica,
empi, ma quando è giunta l'ora del castigo, si
mostra inesorabile, se pure non viene placato
come in altri casi analoghi. Matt. XII, 22; Mar.
IX, 16, ecc.
colla penitenza. Un uomo, cioè Dio. Albero di
fico. Il fico è un albero assai comune nella Pa- 12. La chiamò a sé. Gesù si commosse alla
lestina, e qui nella parabola rappresenta il popolo vista della disgraziata, e prima ancora di esserne
giudaico, il quale non rendeva a Dio alcun frutto pregato, la chiamò a sé per risanarla. La bontà
aon ostante ratte le cure usategli. di Dio è così grande, che spesso soccorre al pec-
catore, quand'egli meno pensa a Dio e a sé stesso.
7. Sono anni, ecc. Tre anni sono più che
tre Tu sei sciolta, ecc. t Queste parole furon dette
sufficienti di fico per portar fruni. Il
all'albero da Gesù nell'atto d'imporre le mani alla donna :

padrone aveva quindi tutti i diritti di aspettarsi e con questo, dice S. Cirillo, che egli volle mo-
dì trovarne. Questi tre anni rappresentano il lungo strare come la carne sua era vivìfi'cante mercè della
periodo di tempo, che Dio concesse agli Ebrei divinità che le era congiunta. Oppose al demonio
affinchè si convertissero a lui. la sua carne. Il demonio era stato causa della
Troncalo adunque. La pianta che non porta malattia della donna, il toccamento della carne
frutto, ma ingombra solo il terreno, è condan- santa di Gesù Cristo fu per lei principio di
nata al taglio. salute >. Martini.
282 S. Luca, XIII, 13-24

cavit eam ad se, et ait illì MuHer, dimis- : guardare all'insù. Gesù vedutala, la "E
sa es ab inflrmitate tua. ^'Et ìmposuit illi chiamò a sé, e le disse Donna, sei sciolta :

manus, et confestim erecta est, et gloriflca- dalla tua infermità. "E le impose le mani,
bat Deum. e immediatamente si raddirizzò, e glorifi-
cava Iddio.
^*Respondens autem archisynagogus, in- "Ma il capo della Sinagoga, sdegnato
dignans quia sabbato curasset lesus dice- : che Gesù l'avesse curata in giorno di sa-
bat turbae Sex dies sunt, in quibus opor-
: bato, prese a dire al popolo Vi sono se! :

tet operari in his ergo venite, et curami-


: giorni nei quali conviene lavorare in quelli :

ni, et non in die sabbati. "Respondens au- adunque venite, e siate curati, e non nel
tem ad illum Dominus dixit Hypocritae, : giorno di sabato. "Ma il Signore prese la
unusquisque vestrum sabbato non solvit bo- parola, e disse : Ipocriti, ognimo di voi non
vem suum, aut asinum a praesepio, et du- iscioglie di sabato il suo bue, o il suo asino
cit adaquare? "Hanc autem fliiam Abra- dalla mangiatoia, e lo conduce a bere? "E
hae, quam alligavit satanas, ecce decem et questa figlia d 'Abramo, tenuta già legata
octo annis, non oportuit solvi a vinculo isto da satana per diciotto anni, non doveva es-
die sabbati? "Et cum haec diceret, erube- sere sciolta da questo laccio in sabato? "E
scebant omnes adversarii eius et omnis : mentre diceva tali cose, arrossivano tutti i
populus gaudebat in universis, quae glorio- suoi emuli e tutto il popolo godeva di
:

se flebant ab eo. tutte le opere gloriose che da lui si face-


vano.
"Dicebat ergo Cui simile est regnum
: "Diceva pertanto A qual cosa è simile :

Dei, et cui simile aestimabo illud? "Simile il regno o a che lo paragonerò? "E'
di Dio,
est grano sinapis, quod acceptum homo mi- simile a un granello di senapa, che un uomo
sit in hortum suum, et crevit, et factum est prese e seminò nel suo orto, e crebbe e
in arborem magnam : et volucres caeli re- diventò una gran pianta e gli uccelli del- :

quieverunt in ramis eius. l'aria riposavano sopra i suoi rami.

"Et iterum, dixit Cui simile aestimabo


: "E tornò a dire A qual cosa dirò essere
:

regnum Dei? ^'Simile est fermento, quod simile il regno di Dio? '''E' simile a quel
acceptum mulier abscondit in farinae sata lievito, che una donna mescolò in tre mi-
tria, donec fermentaretur totum. sure di farina, sin tanto che tutta lievitasse.
''Et per civitates, et castella docens,
ibat. "E
andava insegnando per le città e pei
et iter faciens in lerusalem. "Ait autem e incamminandosi verso Gerusa-
castelli,
illi quidam Domine, si pauci sunt, qui sal-
: lemme. *'Ed uno gli disse Signore, sono :

vantur? Ipse autem dixit ad illos '*Con- : pochi quei che si salvano? Ma egli disse
tendite intrare per angustam portam quia : loro : '^Sforzatevi di entrare per la porta

"Matth. 13, 31; Marc. 4, 31. " Matth. 13, 33. " Matth. 7, 13.

'

13. GlorificavaDio, piena di riconoscenza per spandersi in tutto il mondo trasformando tutte le
la guarigione ottenuta. cose. granello di senapa rappresenta la propa-
Il

gazione esterna del regno di Dio nel mondo, il


14. 7/ capo della sinagoga. V. n. Mar. V, 22.
lievito invece significa la sua forza interna di
Nel mostrarsi sdegnato contro Gesù il capo della rinnovazione e di trasformazione dei cuori.
sinagoga dà a vedere che apparteneva al partito
dei Farisei. 22. Insegnando per le città, ecc. Gesù fa sen-
Prese a dire ai popolo. Non avendo ardire di tire la sua parola non solo alle grandi città, ma

pigliarsela contro Gesù, si rivolge al popolo fin- anche ai più umili villaggi. Come fu notato al

gendo zelo per la religione mentre in realtà;


cap. X, 38, Gesù era andato a Gerusalemme per
era dominato da astio e da invidia. la festa dei Tabernacoli, e da S. Giovanni sap-
piamo che vi andò poi un'altra volta nel mese di
15. Ipocriti. Il rimprovero è diretto al capo dicembre per la festa della Dedicazione. S. Luca
della sinagoga e a tutti i suoi pari. Con un ar- accenna qui probabilmente a quest'ultimo viaggio
gomento ad hominem Gesù mostra la futilità
alla città santa. Giov. X, 40-41.
della loro accusa. Se è lecito di sabato sciogliere
una bestia e condurla a bere, perchè non sarà Sono pochi quei che si salvano ? E' impos-
23.
lecito liberare una figlia di Abramo dai lacci di
sibile per noi risolvere questa questione con cer-
tezza, poiché Gesù Cristo si rifiutò di rispondere
Satana? V. n. Matt. XII, 11-12.
alla domanda che su di essa gli era stata rivolta
17. Diversa impressione prodotta negli animi
24. Sforzatevi, ecc. Gesù, lasciando da parte una
dalle parole di Gesù. I suoi oppositori si sentono
questione inutile, insiste sopra ciò che è pratica-
confusi, perchè vedono smascherato il loro falso
mente necessario. Sforzatevi, ossia fate quanto po-
zelo di religione : il popolo invece si rallegra per
tete per entrare per la porta stretta della penitenza
f miracoli che Gesù va facendo.
(III, 8; XIII, 3-5; Matt. IV, 17): non vi fate illu-
18-21. Per le due parabole del granello di se- sione sul futuro, perchè finirà presto il tempo
aapa e del lievito. V. n. Matt. XIII, 31-33. Il concesso da Dio, e allora molti cercheranno di
regno di Dio da umili principii dovrà crescere e entrare e non potranno.
S. Luca, XIII, 25-32 283

multi, dico vobls. quaerent Intrare, et non stretta perocché vi dico che molti cerche-
:

poterunt. **Cura autem intraverit paterfa- ranno non potranno. "Ed en-
di entrare, e
milias, et clauserit ostium, incipietis foris trato che sia il padre di famiglia, e chiusa
stare, et pulsare ostium dicentes Domine, : che abbia la porta, comincerete stando fuori
aperi nobis et respondens dicet vobis
: Ne- : a picchiare alla porta dicendo Signore, :

scio vos unde sitis **Tunc incipietis dice-


: aprici ed egli risponderà, e dirà
: Non so :

re Manducavimus coram te, et bibimus,


: donde voi siate. "Allora principierete a
et in plateis nostris docuisti. *^Et dicet vo- dire Abbiamo mangiato e bevuto con te,
:

bis Nescio vos unde sitis discedite a me


: : e tu hai insegnato nelle nostre piazze. "Ed
omnes operarìi iniquitatis. egli dirà a voi Non so donde siate
:
par- :

titevi da me voi tutti operatori d'Iniquità.


"Ibi erit fletus, et stridor dentium : cum "Ivi sarà pianto denti e stridore di :

videritis Abraham, et Isaac, et lacob, et quando vedrete Abramo, e e Gia- Isacco,


omnes Prophetas regno Dei, vos autem
in cobbe, e tutti i profeti nel regno di Dio, e
expelli foras.venient ab Oriente, et
**Et voi esseme cacciati fuori. **E verrà gente
Occidente, et Aquilone, et Austro, et ac- dall'oriente, e dall'occidente, e dal setten-
cumbent in regno Dei. "Et ecce sunt no- trione, e dal mezzodì, e si porrà a mensa
vissimi qui erunt primi, et sunt primi qui nel regno di Dio. "Ed ecco ci sono degli
erunt novissimi. ultimi che saran primi, e dei primi che sa-
ranno ultimi.
Ipsa die accesserunt quidam Phari-
•Mn *'Lo stesso giorno andarono alcuni del
saeorum, dicentes illi Exi, et vade bine
: : Farisei a dirgli Partiti, e va via di qua :
:

quia Herodes vult te occidere. **Et alt il- perchè Erode ti vuole ammazzare. *'Ed egli

»»M«tth. 25, 10. >^Mattb. 7, 23; Fa. 6, 9; Manh.25, 41. **Matth. 19, 30 et 20, 16;
Marc. 10, 31.

25. Entrato che sia, ecc. Nel greco : Dal mo- 31. Lo stesso giorno. Nel greco Nella stessa
mento cht si alzerà il padre di famiglia e chiuderà ora. Andarono alcuni del Farisei a dirgli, ecc.
la porta, comincierete, ecc. La parabola presenta Alcuni interpreti hanno creduto che questa fosse
U padre di famiglia, che seduto accoglie gli invi- una invenzione dei Farisei della Galilea per co-
tati al convito; ma, trascorso un certo tempo, si stringere Gesù a tornare nella Giudea, dove loro
alza, chiude la porta e più non la riapre per i sarebbe stato più facile mettergli le mani addosso
ritardatari. Il padre di famiglia è Dio, il quale
aspetta per un determinato tempo (Ano alla morte
se si tratta dei singoli uomini, e fino al giudizio
universale se si tratta invece di tutto il genere
umano), che gli uomini facciano penitenza, ma
trascorso questo tempo, chi è «tato negligente a
convertirsi subiri la condanna, per cui verri
escluso eternamente dal delo. V. n. Matt. VII,
13-14; XXV, 10 e ss.
26-27. Abbtjmo mangiato, ecc. V. n. Matt. VII,
22. Nel giorno del giudizio coloro, che non hanno Fig. XI3. — Moneta di Eroda Antipa.
osservata la iegge di Dio, e non hanno fatta peni-
tenza, non potranno addurre alcun titolo per essere e ucciderlo. Ma dalla risposta di Gesù sembra più
ammessi nel cielo, neppure l'essere stati concit- verosimile che costoro fossero veramente mandati
tadini e famigliari di Gesù durante la sua vita da Erode Antipa Tetrarca della Galilea e della
mortale ; ma verranno cacciati lontano dal regno, Perea, il quale vedendo crescere il numero dei
discepoli di Gesù, e temendo perciò di aver ri-
perchè in realti non hanno amato Gesù Cristo,
ma sé .stessi e le loro passioni. V. n. Matt. XXV, mostranze dall'autorità romana, desiderava che s'
41. allontanasse dai suoi Stati. Erode, che aveva messo
a morte il Battista, era capace di tramare anche
28-29. Ivi, cioè fuori del regno, figurato in una contro Gesù. Su Erode Antipa V. n. Matt. XIV, 1.
sala splendidamente illuminata, sarà pianto, ecc.
32. Volpe è immagine di crudeltà e di astuzia.
V. n. Matt. Vili, 11-12. Il dolore che proveranno
sarà incredibile, poiché mentre si vantavano di
Gesù chiama Erode una volpe, perchè fìngeva di
volerlo ammazzare, affinchè si allontanasse dai
essere figli di Abramo e dei profeti, si vedranno
cacciati fuori di quel regno, a cui avevano speciali
suoi Stati. Ecco che io scaccio, ecc., cioè compio
diritti, e in loro vece saranno chiamati quei pa-
il mio ministero. Oggi, domani, ecc., espressioni
gani, che essi tanto disprezzavano.
che significano un tempo relativamente breve, ma
fisso e determinato in modo da non poter subire
30. Ci sono degl'ultimi, ecc. Gli ultimi divenuti mutazione. Gesù dice adunque, che durante tutto
primi sono i pagani e i pubblicani, i quali abbrac- questo tempo stabilito continuerà a esercitare il
ciarono con trasporto il Vangelo. I primi divenuti suo ministero, non ostante le minacele di Erode e
ultimi sono iGiudei, i quali benché avessero spe- le insidie dei Farisei.
ciali diritti al regno dei cieli, non vi entrarono, Sono al termine, ecc. Trascorso questo tempo,
perchè si rifiutarono di riconoscere Gesù come il verrà il termine della mia missione, e sarò condan-
Messia nato a morte.
284 S. Luca, XIII, 33 — XIV, 5

lis : Ite, et dicite vulpi ili! : Ecce eiìcìo dae- disse loro Andate, e dite a quella volpe :
:

monia, et sanitates perflcio hodie, et cras, Ecco io scaccio i demoni, e opero guari-
et tertia die consummor. "Verumtamen o- gioni per oggi e per domani, e il terzo dì
portet me
hodie et cras et sequenti die am- sono al termine. ^^Ma per oggi e per do-
bulare quia non capit prophetam perire
: mani e pel dì seguente bisogna che it
extra lerusalem. faccia la mia strada perchè non si dà il :

caso che un profeta perisca fuori di Geru-


salemme.
**Ierusalem, lerusalem, quae occidis Pro- ^^Gerusalemme, Gerusalemme, che uc-
phetas, et lapidas eos, qui mittuntur ad te, cidi profeti e lapidi coloro che ti sono in-
i

quoties volui congregare filios tuos quemad- viati, quante volte ho voluto radunare i tuoi
modum avis nidum suum sub pennìs, et no- figliuoli còme la gallina i suoi pulcini sotto
luisti? ^^Ecce relinquetur vobis domus vo- le sue ali, e non hai voluto? ^'Ecco sarà
stra deserta. Dico autem vobis, quia non a voi lasciata deserta la vostra casa. E vi
videbitis me donec veniat cum dicetis Be- : dico che non mi vedrete fino a tanto che
nedictus, qui venit in nomine Domini. vi avvenga di dire Benedetto colui che
:

viene nel nome del Signore.

CAPO XIV.

L'idropico guarito di sabato, i-6. — Non cercare il primo posto, y-ii. Pratica —
della carità, 12-15. — Parabola del convito, 16-24. — Come seguire Gesti, 25-35.

^Et factum est cum intraret lesus in do- *E avvenne che essendo Gesù entrato in
mum cuiusdam principis Pharisaeorum sab- giorno di sabato nella casa di uno dei prin-
bato manducare panem, et ipsi observabant cipali Farisei per ristorarsi, questi gli tene-
eum. ^Et ecce homo quidam hydropicus vano gli occhi addosso. ^Ed ecco un certo
erat ante illum. 'Et respondens lesus dixit idropico gli stava davanti. 'E Gesù prese
ad Legisperitos, et Pharisaeos, dicens Si : a dire ai dottori della legge e ai Farisei E' :

licet sabbato curare? *At illi tacuerunt. Ip- lecito o no, risanare in giorno di sabato?
se vero apprehensum sanavit eum, ac di- *Ma quelli tacquero. Ed egli toccatolo lo
misit. "Et respondens ad illos dixit Cuius : risanò, e lo rimandò. 'E soggiunse, e disse

"Matth. 23, 37.

33. Ma per oggi, ecc., ossia per tutto il tempo 36; XI, 37), benché suoi nemici. Nei conviti, che
prestabilito io devo fare mia strada, cioè compiere si tenevano al sabato, si mangiavano cibi prepa-
il mio ministero predicando nelle città e nei vil- rati nel giorno precedente.
laggi, senza modificare il mio piano a causa di Gli tenevano gli occhi addosso per vedere se
Erode. Io abbandonerò presto gli Stati di Erode, egli trasgredisse qualche cerimonia, e in lui vi
ma non per tema delle sue minacele, ma perchè fosse qualche cosa di biasimevole.
è stabilito che io devo morire in Gerusalemme. E' l'unica volta che nel Vangelo ai
2. Idropico.
Questa città ha la fama di
triste far morire i pro- parli questa malattia. Pensano alcuni che i
di
feti, e perciò il profeta per eccellenza, che è il Farisei avessero a bella posta fatto comparire
Messia, deve morire in essa. Gesù volontaria- l'idropico per tendere una insidia a Gesù e farlo
mente va alla morte. passare come trasgressore del riposo del sabato :

34-35. V. n. Matt. XXIII, 37-38. Quante volte. ma è più probabile che l'idropico si sia presentato
Da ciò si deduce che Gesù visitò più volte la città da sé stesso a Gesù (le sale del convito erano
di Gerusalemme predicandovi la penitenza. aperte e tutti potevano entrare a vedere i banchet-
35. Deserta. Questa parola manca nei migliori tanti), benché per timore dei Farisei non abbia

codici greci. Se si ritiene questa lezione. Gesù di- osato domandargli la sanità.
rebbe : Ecco che sarà lasciata alla vostra difesa^ 3. E' lecito, ecc. Gesù propone loro la stessa
la vostra città Dio più non si curerà di essa, né
; questione, che essi in altra circostanza avevano
la proteggerà contro i nemici. proposta a lui. Matt. XII, 10.
Non mi vedrete pia fino a, ecc., cioè non mi 4. temendo di contraddirsi se ri-
Tacquero,
avrete più come vostro protettore e difensore,
spondevano di sì e non volendo essere confusi
;
finché mi riconosciate come Messia. Alla fine dei
dalle argomentazioni di Gesù, se rispondevano di
tempi 1 Giudei si convertiranno in massa, e allora
no. Toccatolo, ecc. Gesù scioglie la questione pro-
saluteranno Gesù inviato di Dio e salvatore.
posta risanando il povero malato.
5. L'asino gr Svo^. Numerosi
codici greci leg
CAPO XIV.
gono v{ó(; figlio. Se è una bestia,
lecito aiutare
1. Essendo entrato, ecc. E' la terza volta che come potrà essere illecito sanare un figlio di
Gesù accetta di pranzare in casa dei Farisei (VII, Abramo? V. n. XIII, 15-16. I pozzi e le cisterne
S. Luca, XIV, e-16 285

vestrum asinus, aut bos in puteum cadet, loro Chi di voi, se gli è caduto l'asino o
:

et non continuo extrahet illum die sabbati? il bue nel pozzo, non lo trae subito fuori
'Et non poterant ad haec respondere illi. in giorno di sabato? 'Né a tali cose pote-
vano replicargli.
'Dicebat autem et ad invitatos parabolani, 'Disse ancora ai convitati una parabola,
intendens quomodo primos accubitus elige- osservando come si pigliassero i primi posti,
rent, dicens ad illos 'Cum invitatus fueris : dicendo loro 'Quando sarai invitato a
:

ad nuptias, non discurabas in primo loco, nozze, non ti mettere a sedere nel primo
ne forte honoratior te sit invitatus ab ilio, posto, perchè a sorte non sia stato invitato
•Et veniens is, qui te et illum vocavit, di- da lui qualcuno più degno di te 'e quegli :

cat tibi Da buie locum et tunc incipias


: : che ha invitato te e lui, venga a dirti Cedi :

cum rubore novissimum locum tenere. "Sed a questo il luogo onde allora tu cominci a :

cum vocatus fueris, vade, recumbe in no- star con vergogna nell'ultimo posto. ^'Ma
vissimo loco; ut, cum.venerit qui te invi- quando sarai invitato, va a metterti nell'ul-
tavit, dicat tibi Amlce, ascende superius.
: timo luogo, affinchè venendo chi ti ha in-
Tunc erit tibi gloria coram simul discum- vitato, ti dica Amico, vieni più in su. Al- :

bentibus "Quia omnis, qui se exaltat, hu-


:
lora n'avrai onore presso tutti i convitati :
miliabitur : et qui se humiliat, exaltabitur. "perchè chiunque si innalza, sarà umiliato:
e chi si umilia sarà innalzato.
"Dicebat autem et ei, qui se invitaverat : "Diceva che lo aveva in-
di più a colui
Cum facis prandium, aut coenam, noli va- vitato : Quando
qualche pranzo o farai
care amicos tuos, ncque fratres tuos, nc- cena, non invitare i tuoi amici, né tuoi i

que cognatos, ncque vicinos divites ne : fratelli, né parenti, né i ricchi vicini


i :

forte te et ipsi reinvitent. et fiat tibi retri- perchè forse ancor essi non invitino te, e
butio. "Sed cum facis convivium, voca pau- ti sia reso il contraccambio. "Ma quando
peres, debiles, claudos, et caecos **Et bea- : fai qualche festino, chiama 1 poveri, gii
tus eris. quia non habent retribuere tibi : stroppiati, gli zoppi e i ciechi : **e sarai
retribuetur enim tibi in resurrectìone iusto- fortunato, perchè non hanno da renderti ii

rum. contraccambio : ma il contraccambio ti sari


reso alla risurrezione dei giusti.
"Haec cum audisset quidam de simul "Udito questo, disse uno dei convi-
gli
discumbentibus. dixit illi Beatus, qui man- : tati : Beato colui che si ciberà nel regno
ducabit panem in regno Dei. ''At ipse dixit di Dio. "Ma egli rispose a lui : Un uomo

'• Prov. 25, 7. »> Mitth. 23, 12; Inf. 28, 14. "Tob. 4, 7; ProT. 3, 9. "Matth. 22, 2; Apoc
19, 9.

in Palestina non avevano parapetto, ma ai copri- ultimi posti, ma ad amarli, e a preferirli per
vano con una pietra era quindi facile che qualche
; sincera umiltà ai più sublimi.
bue o asino vi cadesse dentro. 11. Chianqae si innalza, ecc. Questo versetto
Osservando, ecc. Questa parola indica l'oc-
7.
contiene la morale della parabola. V. n. Matt.
casione, che diede motivo alla parabola. XXIII. 22.
/ primi pofti. Presso gli orientali sui divani a 12. A colai che lo aveva invitato. Gli insegna-
tre posti il primo era quello di mezzo, il secondo menti precedenti erano diretti agli invitati, ora
quello a sinistra, e l'ultimo quello a destra. passa a parlare a colui che invita. Non invitare l
tuoi amici, cioè non invitar solo i tuoi amici, ecc.
8. A nozze, cioè al convito nuziale. Non si deve far del bene solo a coloro che ne
10. Va a metterti, ecc. Con queste parole Gesù fanno a noi né si : deve andare solo quelli che ci
non vuol solo insegnare una regola di civilti este- amano; poiché chi agisce in cotal guisa, se avrà
riore, ma inculca ai suoi fedeli la fuga dell'am- una ricompensa dagli uomini, non ne avrà però
da Dio. V. n. Matt. V. 46.
risurrezione dei giusti, cioè nell'altra
14. Alla
vita, avrai un premio di gran lunga superiore a
quello che avresti potuto ottenere da chiunque
in terra.
15. Beato colui, ecc. Quest'uomo, avendo inteso
Gesù parlare della risurrezione dei giusti, e cre-
dendo come tutti i Giudei di avervi uno speciale
diritto, esce in quest'esclamazione : Beato, ecc.
Il regno di Dio veniva rappresentato come un
convito, e quindi cibarsi nel regno di Dio equivale
a godere delle gioie del regno di Dio.
Fig. 113. — Un banchetto (Pittura greca). 16. Fece una gran cena, ecc. Questa parabola,
benché abbia parecchi tratti di rassomiglianza con
bìzione e della superbia, e insegna loro ad aver !1 quella narrata da S. Matteo XXII, 1-14, ne diffe-
cuore sempre disposto non solo a contentarsi degli risce però profondamente, se si guarda alle cir-
286 S. Luca, XIV, 17-26

ei : Homo quidam fecit coenam magnam, fece una gran cena, e invitò molti. ^^E al-
et vocavit multos. ^^Et misit servum suum l'ora della cena mandò un suo servo a dire
bora coenae dicere invitatis ut venirent, ai convitati che andassero, perchè tutto era
quia iam parata sunt omnia. "Et coeperunt pronto. "E principiarono tutti d'accordo a
simul omnes excusare. Primus dixit ei : scusarsi. Il primo gli disse Ho comprato :

Villam emi, et necesse liabeo exire, et vi- un podere, e bisogna che vada a vederlo :

dere illam rogo te, habe me excusatum.


: di grazia abbimi per iscusato. "E un altro
^'Et alter dixit luga boum emi quinque,
: disse Ho comprato cinque paia di buoi, e
:

et eo probare illa rogo te, habe me excu-


: vo a provarli di grazia abbimi per iscu-
:

satum. ''"Et alius dixit Uxorem duxi, et : sato. ^"E un altro disse Ho preso moglie,
:

ideo non possum venire. '*Et reversus ser- e perciò non posso venire. ''^E tornato il
vus nunciavit haec domino suo. servo riferì queste cose al suo padrone.
Tunc iratus paterfamilias, dixit servo Allora sdegnato padre di famiglia disse
il

suo : Exi cito in plateas, et vicos civitatis : al suo servo Va tosto per le piazze e per
:

etpauperes, ac debiles, et caecos, et claudos le contrade della città e mena qua dentro
:

introduc bue. **Et ait servus Domine, fa- : i mendici, gli stroppiati, i ciechi e gli
ctum est ut imperasti, et adhuc locus est. zoppi. ^''E disse il servo Signore, si è :

"Et ait dominus servo Exi in vias, et se- : fatto come hai comandato, e vi è ancora
pes et compelle intrare, ut impleatur do-
: luogo. ^'E disse il padrone al servo Va :

mus mea. **Dico autem vobis quod nemo per le strade e lungo le siepi e sforzali a :

virorum illorum, qui vocati sunt, gustabit venire, affinchè si riempia la mia casa.
coenam meam. ''^Perocché vi dico che nessuno di coloro
che erano stati invitati assaggerà la mia
cena.
"Ibant autem turbae multae cum eo et : ^*E andava con lui gran turba di popolo :

conversus dixit ad illos "Sì quis venit ad : e si rivolse e disse loro "se imo viene:

"Matth. 10, 37.

costanze di tempo, di luogo e di persona; ed è 22. Come hai comandato, cioè ho fatto entrare
impossìbile identificare l'una coll'altra. al convito i mendici, gli stroppiati della città,
L'uomo, che fa la cena, è Dio. La gran cena è come hai comandato ma vi è ancora posto.
;

il regno di Dio, nel quale l'anima trova quaggiù 23. Va per U


strade e lungo le siepi, cioè, va
l'abbondanza di tutti i beni spirituali, e avrà poi per le strade, che conducono alla città, e lungo
nell'altra vita la perfetta felicità. i sentieri di campagna fiancheggiati da siepi, e
17. Mandò un Secondo l'uso orientale,
servo. fa entrare tutti quelli che incontri. Sforzali, non
dopo un invito fatto qualche giorno prima del con- già colla violenza fisica, ma colla persuasione.
vito, si manda v^a poi, quando tutto era pronto, un Questa parola, sforzali, mostra quanto sia vivo
servo a prendere gl'invitati alla loro casa e ad il desiderio che ha Dio di far del bene agli uomini

accompagnarli nella sala del banchetto. Questo e renderli partecipi della sua felicità. Questo terzo
servo rappresenta i varii profeti e specialmente gruppo d'invitati non appartenenti alla città rap-
Giovanni Battista e gli Apostoli mandati da Dio presenta i pagani, i quali benché lontani da Dio,
a invitare i Giudei alla penitenza e alla fede In '
furono pure chiamati a entrare nel regno messia-
Gesù Cristo. nico.
18. A scusarsi, ecc. Le scuse che adducono gli 24. Nessuno di coloro, ecc. La sentenza del
invitati, benché ragionevoli in sé stesse, non sono padre di famiglia è terribile. Coloro che hanno
però sufficienti a giustificarli ; perchè l'invito era rifiutato l'invito, saranno per sempre esclusi dalla
stato loro fatto per tempo e avrebbero potuto partecipazione del regno messianico, vale a dire
quindi provvedere altrimenti ai loro interessi tem- dalla gloria del cielo.
porali. La parabola riguarda direttamente i Giudei, ma
20. Non posso Quest'invitato non do-
ventre. può essere applicata anche ai cristiani, i quali
manda neppure di essers scusato, tanto si mostra benché invitati all'eterno convito del cielo, si la-
sicuro di essere giustificato presso il padrone. sciano talvolta assorbire dagli interessi del tempo,
Questo primo gruppo che rifiutano di
d'invitati, in modo che rifiutano l'invito ricevuto.

intervenire alla cena preparata, rappresenta i capi 25. Andava con lui, ecc. Gesù era uscito dalla
della nazione giudaica, i quali per il soverchio casa del Fariseo (v. i), e proseguiva il suo viaggio
attacco alle ricchezze, agli interessi temporali, e attraverso la Perca accompagnato da grande turba,
ai piaceri del senso, non vollero ascoltare la voce che sperava prossima la venuta del regno di Dio.
di Dio e riconoscere Gesù come Messia. 26. Se uno viene da me, ecc. Entrare a parte
21. Va tosto, perchè la cena è preparata. / del regno di Dio, ossia del convito messianico, è
mendici, ecc. quattro categorie di uomini umili e senza dubbio il più grande bene che si possa
disprezzati dai superbi Farisei, come al v. 13. avere ; ma per giungervi non basta venir dietro
Questo secondo gruppo d'invitati composto di a me coi piedi del corpo, ma è necessario rinun-
mendici, ecc. della città rappresenta le classi umili ziare alle cose anche più care, agli affetti anche
del popolo giudaico, tra le quali Gesù trovò nu- più legittimi. Non odia, iperbole che equivale a
merosi uditori e seguaci. non ama meno, come spiega Gesù stesso : Matt. X,
S. Luca, XIV, 27-35 287

me, et non odit patrem suum. et matrem, da me, e non odia suo padre e sua madre
et uxorem, et fllios. et fratres, et sorores, e la moglie e i figliuoli e i fratelli e le
adhuc autem et animam suam, non potest sorelle, e fin l'anima sua non può essere
meus esse discipulus. *'Et qui non baiulat mio discepolo. *'E chi non porta la sua
crucem suam. et venit post me. non potest croce, e mi segue, non può essere mio di-
meus esse discipulus. scepolo.
**Quis enim ex vobis volens turrira aedi- "Poiché chi di voi volendo fabbricare
Ocare. non prius sedens computat sumptus, una torre, non fa prima seduto conti delle i

qui necessari! sunt, si habeat ad perflcien- spese che vi vorranno, e se abbia con che
dum, '*Ne, posteaquam posuerit fundamen- finirla? "Affinchè, dopo gettate le fonda-
tum, et non potuerit perflcere, omnes, qui menta, non potendo egli terminarla, non
vident. incipiant illudere ei. "Dicentes : comincino tutti quei che veggono a bur-
Quia hic homo coepit aediflcare, et non po- larsi di lui, "dicendo Costui ha princi-
:

tuit consummare? piato a fabbricare, e non ha potuto finire.


"Aut quis rex iturus committere bellum ''Ovvero qual è quel re che, stando per
adversus alium regem, non sedens prius co- muovere guerra a un altro re, non consulti
cum decem minibus occurre-
gitai, si possit prima seduto se possa con dieci mila uo-
re ei, qui cum viginti minibus venit ad se? mini andar incontro ad uno che gli viene
contro con venti mila?
*'Alioquin adhuc ilio longe agente. lega- •'Altrimenti mentre questi è tuttora lon-
tlonem mittens rogat ea. quae pacis sunt. tano, gli spedisce ambasciatori, e lo prega
"Sic ergo omnis ex vobis. qui non renun- di pace. ''Così pertanto chiunque di voi
tiat omnibus, quae possidet, non potest non rinunzia a tutto quel che possiede, noo
meus esse discipulus. può essere mio discepolo.
'*Bonum est sai. Si autem sai evanuerit, **Buona cosa è il sale ma se il sale di-
:

in quo condietur? •*Neque in terram, ncque venta scipito, con che si condirà? '*Noo
in sterquilinium utile est. sed foras mftte- è buono né per la terra, né per il concime :

tur. Qui habet aures audiendi, audiat. ma sarà gettato via. Chi ha orecchie da in-
tendere, intenda.

*^Matth. IO, 38 et 16. 24; Marc. 8. 34. •«Matth. 5. 13; Marc. 9, 49.

37-39. V. a. ivi. Per essere discepoli di Gesù è dev'essere pronto s rinunziare effettivamente a
oecessarìo essere pronti a sacriflcare tutti gli af- tutto ciò che gli è di ostacolo a conseguire l'eterna
fetti di famiglia, e anche la propria vita, qualora sslute. La rinunzia effettiva a tutti i beni del
fossero d'impedimento a seguire la volontà di Dio.
27. Porta la croce, ecc. V. n. Matt. X, 38. Ls
croce era riguardata come il supplizio più doloroso.
28. Chi di voi volendo, ecc. La professione di
discepolo di Gesù esige dei grandi sacrifizi, e
perciò è necessario considerar bene ciò che Egli
vuole dai suoi seguaci, e armarsi di grande for-
tezza per non cadere nella tentazione, poiché sa-
rebbe vergognoso tornare indietro dopo aver co-
minciato a seguirlo. Gesù insegna questa veriti
colle due parabole della torre e del re guerriero.
Fa d'uopo però considerare che ciò che è impos-
sibile alle forze della natura, è possibile alla
grazia di Dio (XVIII, 27).
La torre esprime bene la sublime perfezione
della vita cristiana.
29. A boriarsi di lui. Gli apostati dalla fede fu-
rono sempre disprezzati anche dagli stessi nemici Fìg. 114. — Battaglione di fanteria hetaa.
di Gesù Cristo. (fattura egiziana).

30. Non ha potato finire. Abbandonare la fab- mondo è proposta come consiglio e non come
brica già cominciata è un'ignominia estrema, e
precetto. V. n. Matt. XIX, 21.
sarebbe minor sciagura non aver cominciato, dice
34. Buona cosa è il sale, ecc. Con un'altra com-
S. Pietro: II Pietr. II, 21. Meglio era non cono-
scere la via della giustizia che, conosciutala, rivol- parazione Gesù fa vedere il danno che incoglie
gersi indietro dal comandamento santo che ad essi
a colui, il quale non persevererà nel bene comin-
ciato. Diverrà come sale scipito, che non è buono
è stato dato.
né per essere sparso come ingrasso direttamente
31. Quel ecc. Il re che medita di portar
re, sulla terra, né per essere mescolato al letame,
guerra al resuo nemico, figura la pugna che dob- ma dev'essere gettato sulla via e calpestato dai
biamo sostenere contro il demonio, contro il passanti. V. n. Matt. 13 e ss.
mondo, e contro noi stessi. Martini (V. Bg. 114). Chi ha orecchie, ecc. Formola che serve a richis-
33. Chiunque non rinunzia, ecc. Ogni cristiano mare l'attenzione su quel che si è detto.
288 S. Luca, XV, 1-S

CAPO XV.

Lm pecorella smarrita, 1-7. La dramma ritrovata, 8-10. — Il fìgliuol Pro*


digo, 11-32.

^Erant autem appropinquantes ei piibli- ^Andavano accostandosi a lui pubblicani


cani, et peccatores ut audirent illum. 'Et e peccatori per udirlo. 'E i Farisei e gli
murmurabant Pharisaei, et Scribae, dicen- Scribi ne mormoravano, dicendo Costui :

tes Quia hic peccatores recipit, et man-


: riceve peccatori, e mangia con essi. *Ed
ducat cum illis. 'Et ait ad illos parabolani egli propose loro questa parabola, e disse :
istam, dicens *Quis ex vobis homo, qui
: *Chi tra voi, avendo cento pecore, peri
habet centum oves et sì perdiderit unam
: dutane una, non lascia nel deserto le altre
ex illis, nonne dimittit nonaginta novem in novantanove, e non va a cercar quella che
deserto, et vadit ad illam, quae perierat, si è smarrita, sino a tanto che la ritrovi?

donec inveniat eam? "Et cum invenerit "E trovatala se la pone sulle spalle allegra-
eam, imponit in humeros suos gaudens : mente 'e tornato a casa chiama gli amici
:

•Et veniens domum convocai amicos, et vi- e i vicini, dicendo loro Rallegratevi con
:

cinos, dicens illis Congratulamini mihi: me, perchè ho trovato la mia pecorella, che
quia inveni ovem meam, quae perierat? si era smarrita. 'Vi dico che nello stesso
*Dico vobis quod ita gaudium erit in caelo modo si farà più festa in cielo per un pec-
super uno peccatore poenitentiam agente, catore che fa penitenza, che per novanta-
quam super nonaginta novem iustis, qui non nove giusti che non hanno bisogno di pe-
indigent poenitentia. nitenza.
*Aut quae mulier habens drachmas de- *Ovvero qual donna, avendo dieci dram-
cem, si drachmam unam, nonne
perdiderit me, perdutane una, non accende la lucerna,
accendit lucernam, et everrìt domum, et e' non iscopa la casa, e non cerca diligen-
quaerit diligenter, donec inveniat? *Et cum temente fino che l'abbia trovata? "Trovatala,
Invenerit, convocat amicas, et vicinas, di- chiama le amiche e le vicine, dicendo :

« Matth. 18, 12.

grande, che invita I suoi amici a prendervi parte.


CAPO XV. Quale biasimo per i Farisei, i quali avevano e
male che Gesù trattasse coi peccatori per conver-
1. Pubblicani e peccatori, gr. tutti i pubblicani
tirli!
e i peccatori.
non 7. Si farà più festa, ecc. Gesù non dice che U
2. Ne mormoravano, ecc. I Farisei superbi
peccatore penitente sia superiore per merito ai
potevano comprendere come Gesù potesse mo-
strarsi così pieno di benevolenza verso i peccatori.
giusti, che non hanno peccato ma afferma solo,
;

che si fa più festa, ossia si prova una più grande


3. Questa parabola. Gesù risponde alle loro gioia attuale per la conversione del peccatore,
mormorazioni colle tre parabole della pecorella che per la perseveranza dei giusti. Anche il padre
smarrita, della dramma smarrita e del flgllaol prò- di famiglia prova un maggior contento sensibile e
digo, le quali sono intimamente connesse tra loro, attuale per la ricuperata sanità di un figlio malato,
e tendono all'unico scopo di mostrare quanto sia che non per la buona salute degli altri figli da
grande la bontà e la misericordia di Dio verso i lui ugualmente e forse anche più amati.
peccatori. Il buon pastore è Gesù Cristo, la pecorella
4. Chi tra voi, ecc. Gesù interpella direttamente smarrita, che Egli è andato a cercare e che tro-
ì Farisei, e si rivolge alla loro personale espe- vata accolse con tanta bontà, è l'uomo peccatore
rienza, mostrando così l'ingiustizia delle loro mor- lontano da Dio e schiavo del demonio.
morazioni. Deserto significa qui un luogo incolto, In questa parabola si manifesta in tutta la sua
lontano dalle abitazioni e destinato a pascolo. grandezza l'amore generoso e compassionevole di
Questa stessa parabola si trova pure in San Dio per l'uomo, e l'immagine del buon pastore
Matteo XVIII, 12-13, ma viene narrata in altre colla pecorella sulle spalle divenne una delle
lircostanze e per il senso immediato è leggermente più care ai cristiani di tutti i tempi.
diversa.
8-10. La parabola della dramma smarrita (1. 0,87)
5. Se la pone sulle spalle, ecc. Il pastore non è ordinata allo stesso fine della precedente, di
si irrita, non maltratta, non rimprovera la pe- mostrare cioè, la gioia che si prova nel ritrovare
ma trovandola stanca dalla fatica
corella smarrita, un oggetto smarrito. La donna è povera non pos-
e temendo che non abbia a smarrirsi un'altra volta, sedendo che dieci dramme (1. 8,70), e l'averne
se la pone sulle spalle allegramente. smarrita una essendo per le! un gran danno, si
6. Rallegratevi meco. La gioia che prova è così spiega come tanto si afTaccendt per ritrovarla. Ac'
S. Luca, XV, 10-17 289

cens : Congratulaminl mihi quia Inveni Rallegratevi meco, perchè ho trovato la


drachmam. quam perdideram? '"Ita dico dramma perduta? '"Così, vi dico, si fa
vobis, gaudium erit coram angelis Dei su- festa avanti agli Angeli di Dio, per un pec-
per uno peccatore poenitentiam agente. catore che faccia penitenza.
''Ait autem Homo quidam habuit duos
: "E soggiunse : Un uomo aveva due fi-
fllios "Et dixit adolescentior ex illis patri
: : gliuoli, "e il minore padre
di essi disse al :

Pater, da milii portionem substantiae, quae Padre, dammi la parte dei beni che mi
me contingit. Et divisit illis substantiam. tocca. Ed egli
divise tra loro gli averi. "E
"Et non post multos dies, congregatis om- di lì a pochi giorni, messo il tutto insieme,
nibus, adolescentior filius peregre profectus il figliuolo minore se ne andò in paese lon-
est in regionem longinquam, et ibi dissipa- tano, e ivi dissipò tutto il suo, menando vita
vit substantiam suam vivendo luxuriose. dissoluta.

'*Et postquam omnia consummasset, fa- "E dato che ebbe fondo a ogni cosa, fa
cta est fames valida in regione illa, et ipse gran carestia in quel paese, ed egli princi-
coepit egere. "Et abiit, et adhaesit uni cl- piò a mancare del necessario. "E andò,
vium regionis illius. Et misit illum in vil- e s'insinuò presso di uno de' cittadini di
lam suam ut pasceret porcos. "Et cupiebat quel paese il quale lo mandò ai suoi campi
:

implere ventrem suum de siliquis, quas por- a fare il guardiano dei porci. "E bramava
ci manducabant et nemo illi dabat. : di empire il ventre delle ghiande che man-
giavano i porci e nessuno gliene dava.
:

"In se autem reversus, dixit Quanti : "Ma rientrato in se stesso, disse : Quanti
mercenari! in domo patris mei abundant pa- mercenari in casa di mio padre hanno pane

ctndt la lacerna, perchè in Oriente le case sono si trattadi due soli figli, la parte che toccava al
poco illuminate, mancando spesso le finestre. figlio minore era di un terzo. Egli non vuole at-
Pensano alcuni che la dramma smarrita non tendere la morte del padre, ma pretende che gli
focse gii una moneu, ma uno di quei pezzi di si dia immediatamente ciò che gli spetta.

13. Messo il tutto assieme, cioè radunato tutto il


denaro, che gli era toccato, andò in paese lontano,
per poter vivere a suo piacere senz'essere veduto
dal padre.
Dissipò tutto il suo, ecc. Il peccatore, non
volendo portare il giogo soave di Dio, sì allontana
da lui. e abusa dei doni e dei benefizi ricevuti
aggiungendo peccati a peccati.

14.Dato fondo, ecc. Immerso nei piaceri car-


Rg. 11$. — Dramma di Atana. nali non pensò all'avvenire, e sopravvenuta la
carestia, principiò a mancare del necessario. Ab-
bandonando la casa del padre sperò di trovare
argento che le donne di Palestina solevano por- felicità, ma ben presto si vide circondato da mi-
tare attorno al capo per ornamento. seria estrema. Le gioie del peccatore sono brevi,
10. Davanti agli Angeli. Gli Angeli si ralle- e niun bene creato basta a saziare l'anima umana.
grano, i Farisei mormorano e si scandalizzano.
15. Si insinuò, cioè si mise alla totale dipen-
Quale aberrazione per questi superbi sprezzatorl denza di uno dei cittadini. Il disgraziato, caduto
degli altri !
nel fondo della miseria, voleva risollevarsi da sé
11. Un uomo aveva due figliuoli, ecc. La para- stesso senza ricorrere al padre.
bola del figliuol prodigo è senza dubbio la più Guardiano dei porci. I porci erano animali im-
bella e toccante fra tutte le parabole della Scrit- mondi per Giudei, e l'essere messo a farne Q
i

tura. Con una semplicità e naturalezza meravi- guardiano costituiva la più grande umiliazione,
gliosa viene descritta la caduu di un Aglio nella a cui potesse venir assoggettato un figlio di fa-
colpa, lo stato miserabile a cui si riduce, il pen- miglia giudea.
timento che ne segue, il ritorno alla casa paterna,
padrone crudele, a cu! ai assoggetta questo
Il
e la bontà con cui il padre, dimentico d'ogni offesa
giovane infelice, è il demonio il vergognoso mi- :
ricevuta, lo accoglie.
nistero, che gli viene affidato, significa la profonda
Nelle due parabole precedenti è dimostrato con
degradazione dell'anima schiava delle sue più basse
quanto amore Dio va in cerca del peccatore in :
passioni il cibo vilissimo, che non lo può sa-
:
questa poi si fa vedere come nel cuore del pec-
ziare, dinou i piaceri e le soddisfazioni degli
catore si formi il pentimento, e quanto esso sia
appetiti brutali, che non possono riempire un
efficace a commuovere il cuore di Dio.
cuore fatto per Dio.
Il padre è Dio : i due figliuoli rappresentano,
il più vecchio, i Giudei, oppure più generalmente Ghiande, gr. «pon'cov carrube (ceratonia si-
16.
le anime giuste, che non hanno rotta l'alleanza liqua), sorta di baccelli come di fave, che in
con Dio ; il più giovane, i pagani, oppure i pec- Oriente anche oggi vengono dati in cibo ai
catori. porci. Oltre l'umiliazione il povero giovane soffre
ancora la fame (V. fig. 116).
12. Padre, dammi la parte, ecc. Nella divisione
dell'eredità paterna il primogenito aveva diritto al 17. Rientrato in sé, dà uno sguardo all'agiatezza
doppio degli altri (Deut. XXI, 17), e poiché qui della casa paterna e alla sua miseria presente, e

19 — Saera Bibbia, voi. I.


290 S. Luca, XV, 18-25

nibus, ego autem hic fame pereol *'Sur- in abbondanza, e io qui muoio di fame!
gam, ad patrem meum, et dicam ei
et ibo : '*Mi alzerò, e andrò da mio padre, e gli
Pater, peccavi in caelum, et corani te : dirò Padre, ho peccato contro il cielo e
:

^'lam non sum dignus vocari filius tuus : contro di te ^'non sono più degno d'es-
:

fac me sicut unum de mercenariis tuis. sere chiamato tuo figlio trattami come uno :

dei tuoi mercenari.

^"Et surgens venit ad patrem suum. Cum '"E alzatosi andò da suo padre. E mentre
autem adhuc longe esset, vidit illum pater egli era tuttora lontano, suo padre lo scorse,
ipsius, et misericordia motus est, et accur- e si mosse
a pietà, e gli corse incontro, e
rens cecidit super collum eius, et osculatus gli gettò le braccia al collo, e lo baciò. ^^E
est eum. **Dixitque ei fllius : Pater, pec- il figliuolo gli disse Padre, ho peccato :

cavi in caelum, et coram te, iam non sum contro il cielo e contro di te non sono più :

dignus vocari fllius tuus. degno di essere chiamato tuo figlio.


autem pater ad servos suos Ci-
^^Dixit : ^^E il padre disse ai suoi servi Presto :

to proferte stolamprimam, et induite illum, mettete fuori la veste più preziosa, e pone-
et date annulum in manum eius, et calcea- tegliela indosso, e mettetegli al dito l'anello
menta in pedes eius ^*Et adducite vitulum
: e ai piedi i calzari *^e menate il vitello :

saginatum, et occidite, et manducemus, et grasso, e uccidetelo, e si mangi e si ban-


epulemur ''*Quia hic filius meus mortuus
: chetti ^''perchè questo mio figlio era morto,
:

erat, et revixit perierat, et inventus


: est. ed è risuscitato era perduto, e si è ritro-
:

Et coeperunt epulari. vato. E cominciarono a banchettare.

"Erat autem filius eius senior in agro : "Ora il figliuolo maggiore era alla cam-

et cum veniret, et appropinquaret domui, pagna : e nel ritorno avvicinandosi a casa

riscuotendosi come da un sonno, concepisce il la decisione presa. Il padre, che ogni giorno do-
desiderio di tornare al padre. veva guardare
aiU'orizzonte attendendo la sua
Mi alzerò, ecc. Veduto l'orrore dell'abisso, in venuta, lo scorse, e si mosse a pietà vedendo lo
cui è precipitato, il peccatore ripensa alla bontà stato di abbiezione in cui era caduto, gli corse
del padre, si muove a speranza di essere perdo- incontro, e invece di rimproverarlo, lo baciò. Ap-
pena il peccatore si volge a Dio e dà un passo
per tornare a lui, Dio, mirandolo con occhio di
misericordia, gli va incontro, e gli usa le più
tenere dimostrazioni d'amore.
21. Ho peccato, ecc. Il figlio confessa umilmente
ilsuo fallo ma in presenza della bontà, con cui il
;

padre l'aveva accolto, credette di fargli un torto


pregandolo di riceverlo come servo. I codici Sin. e
Vat. aggiungono fammi come uno dei tuoi mer-
:

cenarli.
ecc. Per rendere a tutti manifesto
22. Presto,
Fig. ii6. — Carubio. il perdono, il padre per mezzo di alcune azioni
simboliche mostra che restituisce al figlio tutti
gli antichi suoi diritti.
La veste più preziosa, o stola era un'ampia
veste, che scendeva fino ai piedi ed era portata dai
grandi personaggi. L'anello col sigillo, simbolo di
onore speciale. / calzari ai piedi, come si conve-
niva a un uomo libero. Gli schiavi andavano a
piedi nudi.
23. Il vitello grasso, che si soleva conservare
per le grandi occasioni.
La veste preziosa data al figlio denota la grazia
santificante, che viene infusa nell'anima del pecca-
nato, e risolve di togliersi dalla schiavitù del de- tore convertito. L'anello indica lo sposalizio, che
monio e di andare a gettarsi ai piedi del padre, per mezzo della grazia santificante l'anima viene
confessando la propria colpa, e implorando la sua a contrarre con Dio. Il vitello grasso, secondo
misericordia. l'esposizione dei Padri significa Gesù Cristo,
Ho peccato contro il cielo, cioè contro Dio, e adombrato sotto questa figura a motivo del suo
contro di te trasgredendo i tuoi comandi e sot- sacrifizio. Gesù fu ucciso e sacrificato per i pec-
traendomi alla tua potestà. catori, e nel SS. Sacramento dell'Eucaristia viene
19. Non son più degno, ecc. SI umilia profon- dato in cibo a tutta l'umana famiglia in mezzo ai
damente riconoscendosi immeritevole dell'affetto tripudi degli Angeli, esultanti per la grazia della
del padre, e perciò si sottomette volentieri alla conversione fatta ai peccatori.
condizione di mercenario, e domanda l'umiliazione 24. Era morto, ecc. Accenna al motivo, per cui
e la fatica di questo stato come prova del suo si deve far festa.
sincero ravvedimento. 25. Sentì concerti e balli. I conviti presso gli
20. Alzatosi andò. Mette subito in esecuzione antichi erano accompagnati da musiche e danze.
S. Luca, XV. 26 — XVI, 3 291

audivit symphoniam, et chorum : "Et voca- sentì concerti e ball! : **e chiamò uno dei
vit unum de interrogavit quid
servis, et servi, e gli domandò che fosse questo. *'E
haec essent. ^Hsque dixit illi Frater tuus : quegli rispose E' tornato tuo fratello, e
:

venit, et occidit pater tuus vitulum sagina- tuo padre ha ammazzato il vitello grasso,
tum, quia salvum illum recepit. perchè lo ha riavuto sano.
**Indignatus est autem, et nolebat introi- "Ed egli andò in collera, e non voleva
re. Pater ergo illius egressus, coepit rogare entrare. 11 padre adunque uscì fuori, e co-
illum."Alt ille respondens, dixit patri suo ;
minciò a pregarlo. "Ma quegli rispose,
Ecce tot annis Servio tibi, et numquam man- e disse a suo padre Son già tanti anni :

datum tuum praeterivi, et numquam dedisti che ti servo e non ho mai trasgredito un
mihi hoedum ut cum amicis meis epularer : tuo comando, e non mi hai dato mai un
"Sed postquam fllius tuus hic, qui devora- capretto, che me lo godessi coi miei amici :

vit substantiam suam cum meretricibus, ve- "ma dacché è venuto questo tuo figliuolo,
nit, occidisti illi vitulum saginatum. che ha divorato il suo con donne di mala
vita, hai ammazzato per lui il vitello grasso.

"At ipse dixit illi Fili, : tu semper me- "Ma il padre gli disse Figlio, tu sei
:

cum es, et omnia mea tua sunt **Epulari : sempre con me, e tutto quello che ho è
autem, et gaudere oportebat. quia frater tuus tuo : "ma
poi era giusto banchettare e far
hic. mortuus erat, et revixit : perierat et festa,perchè questo tuo fratello era morto,
inventus est. ed è risuscitato era perduto e si è ritro-
:

vato.

CAPO XVI.

Il fattore infedele, i-ij. — Rimproveri ai Farisei. Matrimonio indissolubile, 14-18.


— // ricco Epulone, 19-31.

'Dicebat autem et ad discipulos suos : 'Disse ancora a' suoi discepoli Vi era :

Homo quidam erat dives, qui habebat vi^ un ricco che aveva un quale fu fattore : il

licum, et hic diffamatus est apud illum accusato dinanzi a lui, come se avesse dis-
quasi dissipasset bona ipsius. *Et vocavit il- sipati i suoi beni. 'E chiamatolo a sé, gli
lum, et ait illi Quid hoc audio de te ? red-
: disse Che è quello che io sento a dire di
:

de rationem villicationis tuae iam enìm non : te? rendi conto della tua amministrazione :

poteris villicare. *Ait autem villicus intra poiché non potrai più esser fattore. *E disse

26. Ch» fosse qtttsto, cioè, qutle fosse il mo- 32. Questo tao fratello. Il Aglio maggiore non
tivo di tinta festa. aveva voluto chiamare il prodigo suo fratello,
28. Andò in collera. L'amore, che Dio dimostra V. 30; ma il padre gli di questo nome, affinchè
il maggiore comprenda bene, che se in lui non è
ai peccatori, è così grande, che gli stessi santi po-
trebbero in certo modo esserne mossi ad invidia spento ogni senso di umanità, anch'egli deve ral-
e i giusti imperfetti prendere occasione per mor- legrarsi e far una breve festa per il ritorno del
morare. Questa parte della parabola sembra però fratello, che era morto ed è risuscitato.
diretta in modo speciale contro i Farisei, i quali
si scandalizzavano della bontà e della condiscen- CAPO XVI.
denza di Gesù verso dei pubblicani e dei pecca-
tori ; e anche contro gli Ebrei, i quali vedevano 1. Vi era un ricco, ecc. Mentre nella parabola
di mal occhio i gentili chiamati anche essi al regno del prodigo Gesù aveva mostrato fra l'altre cose
di Dio. l'abisso del male, a cui può condurre l'abuso delle
ricchezze; nella parabola del fattore infedele fa
29. Sono già tanti anni, ecc. Il figlio maggiore vedere come le stesse ricchezze ben usate possano
cerca di giustificare la sua collera, facendo uà
giovare all'eterna salute.
parallelo tra la sua condotta e quella del fratello,
Un fattore, gr. otxovó^ov, a cui aveva affidato
e tra il diverso modo, con cui il padre si è dipor- l'amministrazione di tutti i suoi beni.
tato coi due suoi figli.
Avesse dissipati, meglio secondo il greco, come
30. Questo tuo figlio. Pieno di collera, non lo dissipatore dei suoi beni.
chiama neppure suo fratello. Il ricco rappresenta Dio, il fattore rappresenta
tutti gli uomini, i quali per riguardo a Dio non
31. Figlio, ecc. Il padre non si adira, né rim-
provera questo figlio per non esasperarlo di più
sono che amministratori obbligati a rendere i conti
;
nel giorno della morte.
ma gli spiega perchè si debba far festa per il
ritorno del fratello e non per lui. Tu non ti sei 2. Non potrai più, ecc. II padrone ha conosciuto

mai allontanato da me, e tutto quello che io pos- che sono vere le accuse contro del suo fattore.
seggo è tuo ecco varii titoli per cui tu sei supe-
; 3. Che farò, ecc. Riconosce egli stesso di essere
riore al fratello. colpevole, e sente per una parte di non essere
292 S. Luca, XVI, 4-10

se Quid faciam quia dominus meus aufert


: il dentro di sé
fattore Che farò or che :

a me villicationem ? fodere non valeo, men- il padrone mi leva la fattoria? non sono
dicare erubesco. *Scio quid faciam, ut, cum buono a zappare mi vergogno a chiedere la
:

amotus fuero a villicatione, recipiant me in limosina. *So ben io quel che farò, .af-
domos suas. finchè, quando mi sarà levata la fattoria,
vi sia chi mi ricetti in casa sua.
'Convocatis itaque singulìs debitoribus 'Chiamati pertanto ad uno ad uno i de-
domini sui, dicebat primo. Quantum debes bitori del suo padrone, disse al primo :

domino meo ? *At ille dixit Centum cados : Quanto devi al mio padrone? *E quegli ri-
olei. Dixitque illi Accipe cautionem tuam
: : spose Cento barili d'olio. Ed egli disse
: :

et sede cito, scribe quinquaginta. ^Deinde Prendi la tua scritta; presto, siedi e scrivi
alii dixit Tu vero quantum debes ? Qui
: cinquanta. 'Di poi disse a un altro E tu :

ait Centum coros tritici. Ait illi Accipe


: : quanto devi ? E quegli rispose Cento stala :

litteras tuas, et scribe octoginta. di grano. E gli disse : Prendi la tua carta,
e scrivi ottanta.
*Et laudavit dominus villicum iniquitatis, *E il padrone lodò il fattore infedele,
quia prudenter fecisset quia fìlli huius sae- : perchè aveva operato prudentemente pe- :

culi prudentiores flliis lucis in generatione rocché i figliuoli di questo secolo sono nel
sua sunt. loro genere più prudenti dei figliuoli della
luce.
'Et ego vobis dico : facite vobis amicos *E io dico a voi : Fatevi degli amici per
de mammona iniquitatis defece- : ut, cum mezzo del Mammona di iniquità affinchè, :

ritis, recipiant vos in aeterna tabernacula. quando veniate a mancare, vi diano ri-
cetto nei tabernacoli eterni.
"Qui fidelis est in minimo, et in malori "Chi è fedele nel poco, è fedele anco

pane lavorando frode, e d'altra parte il quinto rimesso al secondo


buono a guadagnarsi il la terra, e
finora goduto di una certa debitore era maggiore della metà rimessa al primo.
per l'altra, avendo
agiatezza, si vergogna di andar elemosinando. 8. E il padrone lodò, ecc. Non lodò l'ingiustizia

4. So ben io, ecc. Nella sua astuzia trovò su- e la frode commessa, ma l'abilitàe l'industria,
con cui seppe servirsi di quell'autorità che gli
bito un mezzo per vivere, almeno per qualche
stava sfuggendo, affine di provvedere al suo
tempo, a spese dei suoi amministrati far loro dei :
avvenire. questo secolo sono gli
Figliuoli di
grandi benefizi. Egli non si preoccupa di ,recar
uomini mondani, i quali non cercano che le cose
nuovo danno al padrone, pensa solo al suo av-
della terra, e si trovano fra le tenebre dell'igno-
venire.
ranza e del peccato. Essi sono più prudenti nel
5. Al primo che si presentò. I due debitori ven- loro genere (il greco eie, tnv yeyzàv potrebbe tra-
gono portati come esempio di quel che fece anche dursi meglio : coi loro simili, cioè con quelli che
cogli altri. la pensano come loro. Il fattore infedele per riu-
6. Cento barili. Il greco ^àzovq corrisponde al- scire nel suo intento ebbe infatti bisogno della
l'ebraico bath. Il bath era una misura dei liquidi, complicità dei debitori), a procurarsi i beni mon-
dani, di quel che non siano i figli della luce, cioè
i discepoli di Gesù vera luce del mondo, nel pro-
curarsi i beni celesti.
9. Mammona d'iniquità. V. n. Matt. VI, 24. Le
ricchezze vengono così chiamate, perchè spesso
sono frutto o strumento di iniquità. Se adunque
il padrone lodò l'industria del fattore, benché con-

giunta all'ingiustizia e al proprio danno, colla quale


seppe provvedersi di amici per i giorni della sven-
tura, molto più saranno lodati da Dio coloro i
quali colle ricchezze avran procurato di farsi amici
i poveri beneficandoli.
Quando veniate a mancare, cioè quando ve-
niate a morire. Nel greco : quando verrà a man-
Fig. 117. — Si misura la raccolta dell'olio.
care la ricchezza. Vi diano ricetto, ecc. Gli eterni
tabernacoli rappresentano il cielo, che fu promesso
che corrispondeva a poco più di 38 litri. Cento in modo speciale ai poveri. V. n. Matt. V, 3;
bath equivalgono quindi a litri 3800. Lue. VI, 20. Si può anche spiegare, che i poveri
Scrivi, cioè fa un'altra scritta, in cui dichiari di danno ricetto nel cielo ai loro benefattori, inquanto
essere debitore di soli cinquanta bath. che il cielo sarà dato a coloro che avranno bene-
7. Cento Il greco xópoui; corrisponde al-
stala. ficato i poveri, perchè Gesù Cristo ritiene come
l'ebraico cor. cor era una misura frumentaria,
Il fatto a sé stesso quello che è fatto ai poveri.
e corrispondeva a dieci bath, ossia a litri 380. V. n. Matt. XXV, 34 e ss.
Cento cor equivalgono quindi a litri 38000. 10-11. Chi si è mostrato fedele nel poco,
Ottanta. Al primo debitore aveva rimesso metà merita che gli sia affidato da amministrare il
il debito, al secondo ne rimette solo il quinto. Il molto, perchè anche allora si mostrerà fedele;
padrone avrebbe cosi più difficilmente scoperta la mentre colui, che è stato infedele nel poco, facil*
S. Luca, XVI, 11-19 293

fldells est modico iniquus est, et


: et qui in nel molto e chi è ingiusto nel poco, è
:

in maiori iniquus "Si ergo in iniquo est. ingiusto anche nel molto. *'Se adunque non
mammona fideles non fuistis quod verum : siete stati fedeli nel Mammona iniquo chi
est, quis credet vobis? "Et si in alieno fiderà a voi il vero? "E se non siete stati
fldeles non fuistis quod vestrum est, quis :
fedeli in quel d'altri, chi fiderà a voi il
daoit vobis? vostro ?
"Nemo servus potest duobus dominis "Niun servo può servire a due padroni :

servire aut enim unum odiet, et alterura


:
poiché o odierà l'uno e amerà l'altro: o
diliget : aut uni adhaerebit, et alterum con- si affezionerà al primo e disprezzerà il se-

temnet : non potestis Deo servire et mam- condo : non potete servire a Dio e al Mam-
monae. mona.
autem omnia haec Phari- '*£ Farisei, che erano avari udivano
'*Audiebant i

saei, qui erant avari : et deridebant illura. tutte queste cose : e si burlavano di lui.

'*Et ait illis : Vos estis, qui iustiflcatis "Ed egli disse loro Voi siete quelli che :

vos coram hominibus Deus autem novit :


vi dimostrate giusti nel cospetto degli uo-
corda vestra quia quod hominibus altum
: mini ma Dio conosce 1 vostri cuori poi-
: :

est, abominatio est ante Deum. ''Lex, et ché quello che é eccellente secondo gli
prophetae usque ad Ioannem ex eo re- : uomini, é abbominevole davanti a Dio.
gnum Dei evangelizatur, et omnis in illud "La legge e i profeti sino a Giovanni da :

vim facìt. ''Facilius est autem caelum, et indi in poi viene predicato il regno di Dio,
terram praeterire, quam de lege unum api- e tutti si sforzano di entrarvi. ''Or é più
cem cadere. "Omnis, qui dimittit uxorem facile che passi il cielo e la terra, di quel
Buam, et alteram ducit, moechatur : et qui che cada a terra un solo apice della legge.
dimissam a viro ducit, moechatur. "Chiunque ripudia la propria moglie, e
ne prende un'altra, commette adulterio e :

chiunque sposa quella che é stata ripudiata


dal marito, commette adulterio.
'Homo quidam erat dives, qui indueba- "V'era un uomo ricco, il quale si vestiva

"Matth. 6. 24. >*Mattb. 11. 12. "Matth. 5, 32; Marc. 10, 11; 1 Cor. 7. 10-11.

mente sari ancora infedele nel molto. Se pertanto 16. La Ugge » i profeti, ecc. Seguita a confu-
nell'amministraiione delle ricchezze terrene (che tare i Farisei, che si gloriavano di osservare la
non sono vere ricchezze dinanzi a Dio) non siete lesgc> e mostra loro che io realti non osservano,
fedeli, ossia non ne fate l'uso voluto da Dio, non ma trasgrediscono la legge. La legge e i profeti
sarete nemmeno fedeli nell'uso delle vert ric- erano una preparazione a Gesù Cristo, perciò se
chezze spirituali e celesti, che sono le grazie di essi avessero creduto alla legge e ai profeti, cre-
Dio. derebbero anche a Gesù Cristo. A cominciare poi
dal tempo di Giovanni Battista viene apertamente
12. In quel d'altri. Le ricchezze terrene vengono
predicata la venuta del regno di Dio, e mentre
dette di altri, perchè non le portiamo con noi ve-
tuni gli altri si sforzano di entrarvi, i Farisei
nendo al mondo, e neppure con noi le porteremo
nell'abbandonare il mondo, e possono esserci tolte
non solo non vi entrano, ma lo combattono. V. n.
Matt. XI, 12-13.
da un momento all'altro. Cosa nostra sono invece
i beni spirituali, che non possono esserci tolti e 17. V. n. Matt. V, 18. Se fossero veri zelatori
portiamo sempre con noi nel cielo. Se adunque dtlla legge, dovrebbero credere a Gesù Cristo, il
uno si mostra infedele nell'amministrare la roba
d'altri, cioè le ricchezze temporali, merita che da Fig. ii8.
Dio non siano affidati i ver! tesori.
gli
// vostro. Alcuni codici greci hanno
Questa lezione sarebbe più chiara.
: il sao. 5"^ ton Lettere ebraiche

da
sormontate
piccoli trattL
13. Nian servo, ecc. V. n. Man. VI. 24.
14. Erano avari, ecc. 1
Farisei, che rubavano quale è venuto a perfezionare e condurre a com-
sotto pretesto di lunghe orazioni (Matt. XXIII, 14), pimento la legge.
colti sul vivo dalle ultime parole di Gesù : Son 18. V. Matt. V, 32. Con l'esempio del ma-
n.
potete servire a Dio e al Mammona; si burlavano trimonio Gesù mostra com'Egli richiami gli uo-
arricciando il naso contro di lai (greco), disprez- mini all'esatta osservanza della legge.
zando i suoi insegnamenti.
19. V'era un aomo ricco. Nella parabola del
15. l'oi siete quelli, ecc. Gesù denunzia pubbli- fattore infedele Gesù ha mostrato come dobbiamo
camente l'ipocrisia dei Farisei, la quale se li fa- impiegare le ricchezze per assicurare la nostra
ceva comparir giusti davanti agli uomini, non vita avvenire, in quella del ricco malvagio fa ve-
bastava però a giustificarli al cospetto di Dio, il dere i castighi riservati a colui che abusa delle
4uale giudica non secondo le apparenze esterne, ricchezze, e non cerca di farsi amici i poveri col-
ma legge nel fondo dei cuori. Avviene sovente l'elemosina. La parabola ha due parti la prima :

che quello che è più ammirato dagli uomini, i 19-21, si svolge in terra, la seconda nel ShtoL
quali giudicano secondo le apparenze, sia abbomi- Vestiva di porpora e di bisso. 11 suo mantello
nevole agli occhi di Dio. era di porpora, e la sua tonaca aderente alla pelle
294 S. Luca, XVI, 20-27

tur purpura et bysso et epulabatur quoti- : di porpora e di bisso e faceva ogni giorno
die splendide. *°Et erat quidam mendicus, sontuosi banchetti. ^"E vi era un mendico
nomine Lazarus, qui iacebat ad ianuam per nome Lazzaro, il quale pieno di piaghe
eius, ulceribus plenus, ^^Cupiens saturar! giaceva all'uscio di lui, ^^bramoso di sa-
de micia, quae cadebant de mensa divitis, tollarsi dei minuzzoli che cadevano dalla
et nemo illi dabat sed et canes veniebant,: mensa del ricco, e niuno gliene dava : ma
et lingebant ulcera ejus. ''^Factum est au- i cani andavano a leccargli le piaghe. "Or
tem ut moreretur mendicus, et portaretur ab avvenne che il mendico morì, e fu portato
Angelis in sinum Abrahae. Mortuus est au- dagli Angeli nel seno di Abramo. Morì
tem et dives, et sepultus est in inferno. anche il ricco, e fu sepolto nell'inferno.
^'Elevans autem oculos suos, cum esset "E alzando gli occhi suoi, mentre era ne'
in tormentis, vidit Abraham a longe, et La- tormenti, vide da lungi Abramo, e Lazzaro
zarum in sinu eius **Et ipse clamans di- : nel suo seno ^*e sclamò, e disse
: Padre :

xit : Pater Abraham, miserere mei, et mit- Abramo, abbi misericordia di me, e manda
te Lazarum ut intingat extremum digiti sui Lazzaro, che intinga la punta del suo dito
in aquam ut refrigeret linguam meam, quia nell'acqua per rinfrescar la mia lingua,
crucior in hac fiamma. perchè io spasimo in questa fiamma.
'"Et dixit illi Abraham : Fili, recordare ^*E Abramo gli disse : Figliuolo, ricordati
quia recepisti bona in vita tua, et Lazarus che tu hai ricevuto del bene nella tua vita,
similiter mala nunc autem hic consolatur,
: e Lazzaro similmente del male adesso egli :

tu vero cruciaris. ^'Et in his omnibus In- è consolato e tu sei tormentato ^*e oltre :

ter nos, et vos chaos magnum flrmatum est : a tutto questo un grande abisso è posto tra
ut hi, qui volunt hinc transire ad vos, non noi e voi onde chi vuol passare di qua
:

possint, ncque inde huc transmeare. a voi non può, né da cotesto luogo tragit-
tare fin qua.
*^Et ait : Rogo ergo te pater ut mittas '''Ed egli disse : Io ti prego dunque, o

era di bisso ossia di lino bianco finissimo di seguente. Si avrebbe così questo senso. Il ricco
Egitto. Andava perciò vestito come un re e condu- morì e fu sepolto con gran pompa, ma nella tomba
ceva una vita tutta sensuale e data ai piaceri. ebbe termine la sua felicità e la sua ricchezza.
20. Lazzaro è l'abbreviazione di Eleazaro che si- E dall'inferno alzando gli occhi, mentre era, ecc.
gnifica Dio (è) aiuto, oppure aiutato da Dio.
:
23. Alzando gli occhi, ecc. Il ricco, stando nel
Dal fatto, che a questo povero vien dato un nome shiol nella parte riservata agli empi, in preda ai
proprio alcuni Padri hanno pensato che Gesù più gravi tormenti, vede da lontano Abramo e
abbia narrato non già una parabola, ma un fatto Lazzaro nel suo seno.
storico. Gli argomenti però, che si portano a so-
24. Padre Abramo. Il ricco, essendo giudeo, si
stegno di questa opinione, non sono decisivi e
rivolge al padre della sua nazione implorando
non bastano a distruggere la stntenza assai più
aiuto e sperando che egli si muova a pietà. Manda
comune fra gli interpreti, che ritiene trattarsi di
Lazzaro. Mentre era in vita non aveva degnato
una semplice parabola.
Giaceva, cioè era sdraiato
d'uno sguardo il povero mendico, ed ora implora
alla grande porta
del palazzo del ricco.
da lui soccorso. Intinga, ecc. In vita era così
ricco, ed ora non ha neppure una goccia d'acqua
21. E niuno glie ne dava. Queste parole man- per dissetarsi! Spasimo, ecc. In vita vestiva di
cano nel greco. / cani, ecc. Il povero Lazzaro col- porpora e di bisso, ed ora si trova avvolto nelle
pito da una malattia ributtante, e per di più affa- fiamme. Ciò che domanda é poca cosa, ma non
mato, non aveva nemmeno forza di allontanare da gli viene concessa.
sé icani, che venivano a leccargli le piaghe.
25. Figliuolo, ecc. Abramo nella sua risposta
Quanto non doveva muovere a compassione il
mostra la giustizia che vi è nella diversa condi-
suo stato! e quanto non appare crudele la durezza
zione in cui si trovano il ricco e il mendico. Il
del ricco !
ricco, che ebbe beni in vita, ha tormenti dopo
22. Il mendico morì e
a breve distanza morì
morte; il povero che ebbe tormenti in vita, ha
anche ricco, ma la loro condizione divenne an-
il
consolazioni dopo morte. Il ricco non fu condan-
cora più differente dopo la morte; poiché il po- nato per le sue ricchezze, ma perché non ebbe
vero fu portato nel seno d'Abramo, e il ricco fu compassione del povero e condusse una vita dis-
sepolto nell'inferno. Seno di Abramo è un'espres- soluta. Similmente Lazzaro non fu salvo per la
sione figurata, posta per significare un luogo di sua povertà, ma perchè la portò con pazienza e
riposo, dove le anime dei giusti godevano della con rassegnazione. Nel greco Ricordati che hai
:
compagnia di Abramo, padre di tutti i fedeli, ricevuti i tuoi beni nella tua vita.
aspettando che il Messia venisse ad aprire le
26. Un grande abisso, ecc. Queste parole si-
porte del cielo.
Nell'inferno, cioè nel shéol luogo sotterraneo, gnificano < non tanto la distanza di luogo, quanto
dove secondo Giudei discendevano tutte le
i
l'immutabilità dello stato dei Santi e dei reprobi,
separati i primi dai secondi in eterno per inva-
anime dei morti. Nel shèol però vi erano due
parti, una per i buoni detta seno di Abramo ossia riabile decreto di Dio; al qual decreto confor-

il Limboe l'altra per i cattivi. Il ricco fu sepolto mandosi i Santi, non vogliono porgere ai dannati
in quest'ultimo luogo, dove si soffriva il supplizio alcun refrigerio, e quando (per impossibile) voles-
del fuoco. sero farlo, non potrebbero». Martini.
Si osservi però che quest'ultime parole : nel- 27. Lo mandi a casa, ecc. Non potendo ottener
^inferno, nel testo greco fanno parte del versetto nulla per sé, domanda in favore degli altrL
S. Luca, XVI. 28 — XVII, 5 295

eum in domum patris mei. "Habeo enim padre, che tu lo mandi a casa di mio padre.
quinque ne et ipsi
fratres, ut testetur ìllis. **Poichè ho cinque fratelli, e li avverta di
veniant in hunc locum tormentorum. "Et questo, affinchè non vengano anch'essi in
air ìlli Abraham : Habent Moysen,
et pro- questo luogo di tormenti. "E Abramo gli
phetas : ''At ille dixit
audiant illos.Non. : disse Hanno Mosè e i profeti ascoltino
: :

pater Abraham sed si quis ex mortuis ierit


;
quelli. "Ma egli disse No, padre Abramo : :

ad eos, poenitentiam agent. *'A!t autem ilH : ma se alcun morto andrà ad essi, faranno
Si Moysen et prophetas non audiunt, neque penitenza. *'Ed ei gli disse Se non odono :

si ouis ex mortuis resurrexerit, credent. Mosè e i profeti nemmeno se risuscitasse


:

uno da morte, crederanno.

CAPO XVll.

Lo scandalo, i-z. — La correzione fraterna. La forza della fede. Il nostro


dovere, 3-10. — / dieci lebbrosi, 11-19. — // regyto di Dio e ritomo del il

Figliuolo dell'uomo, 20-37.

^Et flit ad discipulos suos : Impossibile *E disse a' suoi discepoli E' impossi- :

est ut non veniant scandala : vae autem bileche non vengano scandali ma guai a :

illì,per quem veniunt. *Utilius est illi si colui per colpa del quale vengono. 'Meglio
lapis molaris imponatur circa collum eius, per lui sarebbe che gli fosse messa al collo
et proiiciatur in mare, quam ut scandalizet una macina da molino, e fosse gettato nel
unum de pusillis istis. mare, che essere di scandalo a uno di questi
piccoli.

'Attendite vobis Si peccaverit in te fra-


: 'State attenti a voi stessi il tuo fra- : Se
ter tutis, Increpa illum : et si poenitentiam tello ha peccato contro riprendilo di te, :

egerit, dimitte ilH. *Et si septies in die pec- e se è pentito, perdonagli. *E se sette volte
caverit in te, et septies in die conversus al giorno avrà peccato contro di te, e sette
fuerìt ad te, dicens Poenitet me dimitte
: : volte al giorno ritoma a te, dicendo Me :

illi. ne pento, perdonagli.


•Et dixerunt Apostoli Domino : Adauge ''E gli Apostoli dissero al Signore : Ac-

^Matth. 18, 7; Marc. 9. 41. * Ut. 19. 17; EccU. 19, 13; Matth. 18. 15.

28. Ho
ctnqaé frateìB, ! quali vivono anch'essi tati in altre circostanze. E* molto probabile però
nelle delizie, dimentichi di Dio e dei poveri. che Gesù abbia ripetuto più volte suoi insegna- i

Li avverta, o meglio secondo il greco òiauapTv- menti, come lasciano supporre le varianti talvolta
pi\tai attesti loro fortemente la realtà dei tor- assai notevoli, che si incontrano tra l'uno e l'altro
menti, che loro sono riservati, e cosi faranno Vangelo.
penitenza. E' impossibile, ecc. Attesa la malizia e la corru-
29. Mosi l profeti, cioè i libri dell'Antico Te-
zione degli uomini vi saranno sempre occasioni
stamento, che sentono leggersi ogni Sabato, nei d'inciampo e di caduu poste dai cattivi. V. n.
quali sono avvertiti di ciò, che debbono fare, e Matt. XVIII, 7.
di ciò che debbono evitare.
Alcuni riferiscono questo avvertimento di Gesù
allo scandalo che davano i Farisei, i quali come
30. No. Il ricco parla per propria esperienza,
fu detto nel capo precedente, v. 14, si burlavano
e dice che ciò non basta, ma i suoi fratelli hanno
di Gesù.
bisogno di qualche cosa di più straordinario.
2. Macina da molino. Nel greco macina da
31. Nemmeno
se risuscitasse, ecc. Se la parola
:

di Dio non basu a persuadere della verità dell'in-


asino come in S. Man. XVIII, 6 e in S. Mar.
IX, 41.
ferno, molto meno varrà la testimonianza di un
morto risuscitato. I Giudei erano stati testimoni 3-4. V. n. Matt. XVIII, 15-21. Non solo non
della risurrezione di Lazzaro, e tuttavia non cre- si deve scandalizzare il prossimo, ma si deve es-
dettero a Gesù, anzi presero occasione di mag- sere disposti a perdonargli qualsiasi ingiuria.
giormente odiarlo e perseguitarlo, e vollero uc- Riprendilo, cioè correggilo fraternamente procu-
ddcre lo stesso Lazzaro. randone l'emendazione senza manifestare agli altri
il suo fallo.

CAPO XVII. Se sette


4. volte, ecc. Gesù vuole che siano
sempre pronti a perdonare per quanto le offese
1-2.E' impossibile, ecc. S. Luca riferisce 1-10
siano ripetute.
quattro avvertimenti di Gesù, i quali non hanno
un nesso logico né fra di loro, né con quel che 5-6. V. n. Matt. XVII, 20. Accresci, ecc. I pre-
precede, né con quel che segue. I tre primi si cetti loro proposti da Gesù erano troppo supe-
trovano pure in S. Matteo, benché vengano ripor- riori alle deboli forze dell'umana natura, e perciò
996 S. Luca, XVII, 6-14

nobis fldem. "Dixit autem Dominus : Si ha- cresci a noi la fede. "E il Signore disse
bueritis fidem, sicut granum sinapis, dice- loro : Se avrete fede quanto un granello di
tis buie arbori moro Eradicare, et trans-
: senapa, direte a questa pianta di moro :

clantare in mare : et obediet vobis. Sbarbati, e trapiantati nel mare e vi ob- :

bedirà.
^Quis autem vestrum habens servum a- ^Chi tra voi, avendo un servo ad arare
rantem aut pascentem, qui regresso de agro o a pascere, nel tornare che egli fa di cam-
dicat illi Statini transi, recumbe
: 'Et non : pagna, gli dice subito Vieni, mettiti a
:

dicat ei Para quod coenem, et praecinge


: tavola *e non anzi gli dice
: Fammi da :

te, et ministra mihi donec manducem, et cena, e cingiti, e servimi, mentre io mangio
bibam, et post haec tu manducabis, et bi- e bevo, e poi mangerai e berrai anche tu?
bes? 'Numquid gratiam habet servo illi, 'Resterà forse obbligato a quel servo, per-
quia fecit quae ei imperaverat? "Non pu- chè ha fatto quello che gli aveva coman-
to. Sic et vos cum feceritis omnia, quae dato? "Penso che no. Così anche voi
praecepta sunt vobis, dicite Servi inutiles : quando avrete fatto tutto quello che vi è
sumus quod debuimus facere, fecimus.
: stato comandato, dite Siamo servi inutili
; :

abbiamo fatto il nostro dovere.


"Et factum est, dum iret in lerusalem, "E avvenne che nell'andare a Gerusa-
transibat mediam Samariam et Gali-
per lemme, passava per mezzo alla Samaria e
laeam. "Et cum ingrederetur quoddam ca- alla Galilea. *^E stando per entrare in im
stellum, occurrerunt ei decera viri leprosi, certo villaggio, gli andarono incontro dieci
qui steterunt a longe "Et levaverunt vo- : uomini lebbrosi, i quali si fermarono in
cem, dicentes lesu praeceptor, miserere
: lontananza ^'e alzaron la voce dicendo
: :

nostri. **Quos ut vidit, dixit Ite, ostendite : Maestro Gesù, abbi pietà di noi. ^*E mira-

• Matth. 17, 19. " Uv. 14, 2.

gli Apostoli lo pregano di accrescere la loro fede. sono un dono di Dio, il quale colla sua grazia
Gesù nella sua risposta esalta la potenza della ci muove a farle e ci aiuta ed assiste.
fede, mostrando che con essa si possono compiere 11. Nell'andare a Gerusalemme, ecc. I Sacerdoti
le cose più straordinarie e difficili. e i Farisei, saputo che Gesù aveva risuscitato
Pianta di moro, gr. ouxanivo<; sicomoro, è un Lazzaro, determinarono di ucciderlo; ma Gesù
albero, che ha le foglie simili a quelle del gelso, sfuggì dalle loro mani ritirandosi nella città di
e i frutti che rassomigliano ai fichi. E' molto col- Efrem (Giov. XI, 47-54). All'avvicinarsi delle
tivato in Palestina, e raggiunge notevoli altezze. feste pasquali Gesù intraprese il suo ultimo
Nel passo corrispondente di S. Matteo si legge :
viaggio a Gerusalemme, del quale parla qui Saa
direte a questo monte. Luca. Passava per mezzo, ossia tra i confini della
7. Chi tra voi, ecc. Con questa parabola Gesù Samaria e della Galilea, avviandosi verso la Perea.
esorta i suoi discepoli a fuggire la vana gloria, 12. Dieci lebbrosi, ecc. Questi malati non po-
la quale di leggieri va dietro alle opere buone, tevano entrare nei luoghi abitati, e dovevano te-
e fa vedere che, dopo aver fatto tutto ciò che Dio
vuole da noi, non abbiamo alcun motivo di glo-
riarci.

8. Cingiti le vesti, affine di essere più pronto


a servirmi. V. n. XII, 37.
9. Resterà obbligato, ecc. Non ostante che il
servo abbia lavorato tutto il giorno alla campagna, Fìg. 119.
e tornato a casa abbia prestato nuovi servigi, il Mano di un lebbroso.
padrone non si tiene per nulla obbligato verso
(Fotografìa).
di lui, e non lo ringrazia, perchè ha fatto sem-
plicemente il suo dovere.
10. Siamo servi inutili, ecc. Gesù stesso spiega
in quale senso dobbiamo dirci servi inutili aggiun-
gendo : Abbiamo fatto il nostro dovere. L'uomo,
che compie il suo dovere, non fa in realtà se
non ciò che è tenuto a fare, e non deve credere di
aver diritto a una speciale ricompensa. Ciò non
toglie tuttavia che Dio possa premiare e di fatto
nersi a una certa distanza dalle persone sane.
premii abbondantemente anche le più piccole azioni (Lev. XIII, 45-46; Num. V, 2). Era quindi naturale
fatte per lui. V. n. Matt. XXV, 21, 23 e ss. Gesù
che cercassero un qualche sollievo ai loro mali,
qui insegna quello che noi dobbiamo pensare di avvicinandosi tra loro.
noi stessi e delle opere nostre ; quello che di noi Andate, fatevi vedere, ecc. Gesù volle pro-
14.
pensa il padrone l'ha insegnato là dove presenta vare loro fede e obbedienza comandando loro,
la
fi Signore, che dice ai servi fedeli nell'ubbidirlo : mentre avevano ancora la lebbra, di presentarsi
Bene, servo buono e fedele... entra nel gaudio ai Sacerdoti, come prescriveva la legge. V. n. Matt.
del tuo Signore (Matt. XXV, 21, 23). Giova moltre VIII, 3. La guarigione fu perciò il frutto della
ricordare che tutte le opere buone, che facciamo. loro fede e obbedienza.
S. Luca, XVII, 15-24 297

vos sacerdotibus. Et factum est, dum irent, tili, disse : Andate, fatevi vedere dai sa-
mundati sunt. cerdoti. E mentre andavano restarono sani.
"Unus autem ex ilHs, ut vidit quia mun- "E
uno di essi accortosi di essere restato
datus est, regressus est, cum magna voce mondo, tornò indietro, glorificando Dio ad
magniflcans Deum. '"Et cecidit in faciem alta "e si prostrò per terra a' suoi
voce :

ante pedes ejus, gratias agens et hic erat :


piedi, rendendogli grazie e costui era un :

Samaritanus. "Respondens autem lesus, di- Samaritano. "E Gesù disse Non sono :

xit : Nonne decem mundati sunt? et novem dieci quei che furono mondati? e i nove
ubi sunt? "Non est inventus qui rediret, et dove sono? "Non si è trovato chi tornasse,
daret gloriam Deo, nisi hic alienigena. "Et e rendesse gloria a Dio, salvo questo stra-
ait illi Surge, vade
: quia fides tua te sal-
:
niero. "E disse a lui Alzati, vattene la : :

vum fecit. tua fede ti ha salvato.

'"Interrogatus autem a Pharisaeis : Quan- '"Interrogato poi dai Farisei quando fosse
do venit regnum Dei? respondens eis, di- per venire il regno di Dio, rispose loro, di-

xit : Non venit regnum Dei cum observa- cendo Il regno di Dio non viene con ap-
:

tione : ''Neque dicent Ecce : hic, aut ecce parato "né si dirà Eccolo qui, ovvero
: :

illic. Ecce enim regnum Dei intra vos est. eccolo là. Imperocché ecco che il regno di
Dio é in mezzo a voi.
"Et ait ad discipulos suos : Venient dies "E disse a' suoi discepoli Verrà tempo, :

quando desideretis videre unum diem Filii che bramerete di vedere uno dei giorni del
hominis, et non videbitis. *'Et dicent vo- Figliuolo dell'uomo e non lo vedrete. "E vi
bis Ecce hic, et ecce illic. Nolite ire, nc-
: diranno Eccolo qua, ovvero eccolo là. Non
:

que sectemini. '*Nam, sicut fulgur coru- vi movete, e non tenete lor dietro. '*Poichè
scans de sub caelo in ea, quae sub cacio siccome il lampo sfolgoreggiando, da un lato

"Matth. 24. 23; Mire. 13, 21.

16. Si prostrò ^
pUdl di Gesù, come «ogliono Né si dirà: Eccolo qai, ecc., come si dice
21.
fare gli Orientali per attestare il loro rispetto e di un re terreno, che ha il suo trono in una cittil
la Ipro gratitudine verso dei grandi personaggi. determinata, dove arruola soldati, e di premii e
Era costui un Samaritano, cioè un membro di gloria, ecc. Il regno del Messia non è un regno
quel popolo odiato dai Giudei e ritenuto come politico. Coloro che vi dicessero diversamente
peggiore dei pagani. V. n. X, 33. La gratitudine sono falsi Cristi, che vi ingannano.
dì questo Samaritano mette in viva luce la non- // regno di Dio i in mezzo di voi, vale a dire

curanza degli altri nove lebbrosi, probabilmente è fii fondato, gii si estende e dilata le sue con-
Giudei. quiste; ma voi acciecati dal vostro orgoglio e dai
vostri pregiudizi, non Io conoscete.
17. Non sono dieci, ecc. Gesù
questa mter- fa
rogazione, non perchè ignorasse ciò che era avve-
Il greco tnò<; vti&v in mezzo di voi viene anche
:

tradotto : dentro di voi, e allora sì avrebbe questo


nuto, ma per avere occasione di rimproverare la
loro ingratitudine.
senso : Il regno tutto interiore e spirituale del
Messia si stabilisce nel cuore degli uomini per
19. La tua fede, ecc. Gesù celebra la potenza mezzo della fede e della giustizia. La prima spie-
della fede. E' probabile che a questo Samaritano gazione però è da preferirsi, come quella che
Dìo abbia concesso anche la salute dell'anima, risponde meglio al contesto. Gesù infatti parla ai
illuminandolo a conoscere Gesù Cristo e a cre- Farisei, ì quali erano ben lungi dal credere alla
dere in lui. sua parola in modo che potesse dire, che il regno
20. Dai Farisei, ecc. I Farisei interrogarono era in loro.
forse Gesù per tendergli qualche insidia, può
essere tuttavia che l'abbiano interrogato per avere 22. Tempo verrà, ecc. Gesù fa comprendere ai

spiegazioni. Il regno di Dio, cioè il regno del suoi discepoli che verrà presto un tempo, in cui
Messia. Gesù e Giovanni Battista avevano co- sopraffatti dalle persecuzioni e dalle violenze dei
minciato la loro predicazione annunziando questo tristi, desidereranno di vedere ano dei giorni del

regno. I Farisei, come la maggior parte dei Giu- Figliuolo dell'uomo, vale a dire desidereranno ar-
dei, aspettavano un regno terreno e politico, im- dentemente che presto venga Gesù a manifestarsi
maginandosi che il Messia dovesse essere un altro come giudice supremo del mondo, e a far cessare
Davide o Salomone circondato di magnificenza e le persecuzioni.

dì pompa esteriore. Non avendo ancora fin adesso Non lo vedrete, perchè Dio nei suoi disegni
veduto nulla di tutto questo, domandano a Gesù vuole che la Chiesa viva perseguitata e osteggiata
quando verrà il regno del Messia. Gesù comincia dal mondo.
rispondere che il regno di Dio non viene con
qua, ecc. La venuta gloriosa del
23. Eccolo
apparato, vale a dire con rumore esterno e pompa
Messia sari manifesta a tutti, in modo che non
mondana. Il regno del Messia è principalmente farà d'uopo correre di qua o di li per cercarlo.
spirituale, poiché il Messìa deve regnare nei
Chi dice diversamente è un impostore, e non
cuori degli uomini per mezzo della fede, della
dev'essere seguito. V. n. Man. XXIV, 23.
speranza e della carità. Questo regno ha pure i
suoi segni e i suoi distintivi, che potranno essere 24. Siccome il lampo, ecc. La venuta gloriosa
riconosciuti dalle anime di buona volontà, ma essi del Messia sarà improvvisa, e in un attimo sari
sono ben diversi da quelli che si aspenavano ì manifesu a tuna la terra. V. n. Matt. XXIV, 37.
Farisei.
298 S. Luca, XVII, 25-35

sunt fulget ; ita erit Filius hominis in die del cielo all'altro sfavilla così sarà del :

sua. ''^Primum autem oportet illum multa Figliuolo dell'uomo nella sua giornata. *'Ma
pati, et reprobar! a generatione hac. prima bisogna che egli patisca molto, e sia
rigettato da questa generazione.

^*Et sicut factum est in diebus Noe, ita '^^E come avvenne nei giorni di Noè, av-
erit diebus Filii hominis. ^^Edebant,
et in verrà pure nei giorni del Figliuolo del-
et bibebant uxores ducebant, et dabantur
: l'uomo. "'Mangiavano e bevevano e fa- :

ad nuptias, usque in diem, qua ìntravit Noe cevano sposalizii fino al giorno in cui Noè
in arcam et venit diluvium, et perdidit om-
: entrò nell'arca e venne il diluvio, e mandò
:

nes. ''^Similiter sicut factum est in diebus tutti in perdizione. "*Come pur successe ai
Lot Edebant, et bibebant
: emebant, et : tempi di Lot mangiavano e bevevano
: :

vendebant plantabant, et aediflcabant


: : comperavano e vendevano piantavano e :

**Qua die autem exiit Lot a Sodomis, pluit fabbricavano "'ma nel giorno che Lot uscì
:

ignem, et sulphur de caelo, et omnes perdi- da Sodoma, piovve Juoco e zolfo dal cielo,
dit '"Secundum haec erit qua die Filius
: e tutti mandò in perdizione '"così appunto :

hominis revelabitur. sarà nel giorno in cui si farà manifesto il


Figliuolo dell'uomo.
'Mn Illa bora qui fuerit in tecto, et vasa '^Allora chi si troverà sul terrazzo, e avrà
eius in domo, ne descendat tollere illa et : in casa i suoi arnesi, non discenda per
qui in agro, similiter non redeat retro. '*Me- prenderli e chi sarà in campagna, pari-
:

mores estote uxoris Lot. "Quicumque quae- mente non torni addietro. '"Ricordatevi
sierit animam suam salvam facere, perdet della moglie di Lot. '*Chi cercherà di sal-
illam : et quicumque perdiderit illam, vivi- vare l'anima sua, la perderà e chi ne farà :

filcabit eam. getto, le darà vita.


'*Dico vobis : in illa nocte erunt duo in '*Vi dico che in quella notte due saranno
lecto uno : unus assumetur, et alter relin- in un letto uno sarà portato via e l'altro
:

quetur "Duae erunt molentes in unum


: : sarà lasciato lì. '*Due donne saranno ai
una assumetur, et altera relinquetur duo : macinare insieme una sarà portata via,
;

"Gen. a» Qen. "Matth.


7, 7; Matth. 24, 37. 19, 25. 10, 39; Marc. 8, 35; Sup. 9, 24;
Joan. 12, 25. «4 Matth. 24, 40.

25. Prima bisogna, ecc. Prima dì essere glori- 32. Ricordatevi, ecc. Non guardate indietro
ficato il Messia dovrà subire le più profonde umi- come fece la moglie di Lot, la quale, invece dì
liazioni e anche la morte da questa generazione, fuggire, come il Signore aveva comandato, per
cioè dai Giudei. Gesù predice nuovamente la sua troppo affetto alle cose terrene si volse a mirare
passione, e col suo esempio anima gli Apostoli a la sua casa e la sua città incendiata, e trovò così
soffrirecon coraggio le persecuzioni. la morte che avrebbe potuto evitare. Guai al cri-

26-30. Gesù dopo aver dichiarato ai discepoli stiano, che assorbito dalle cose della terra, perde
che sua venuta per il giudizio non è cosi vicina
la di vista il cielo. Egli è indegno di aver parte
come desiderano, 22, e che quando avverrà sarà nel regno di Dio (Gen. XIX, 26). Procurate adun-
visibile a tutti, 23-24, passa ora a descrivere la que che l'amore dei beni terreni non abbia ad
condizione, in cui si troveranno allora gli uomini. essere per voi causa di rovina in quel giorno.
Come i contemporanei di Noè e di Lot si lasciarono 33. Chi cercherà di salvare l'anima sua, cioè
assorbire dalle preoccupazioni per gl'interessi ter- la sua vita temporale, venendo meno ai doveri
reni, e furono così sorpresi gli unì dal diluvio e della fede e della morale, perderà la vita eterna :

gli altri dalla pioggia di fuoco, e tutti andarono chi invece per amore della fede e della giustizia
perduti; così pure avverrà degli uomini alla fine disprezzerà la vita temporale, acquisterà la vita
del mondo. Immersi negli affari terreni non pen- eterna. V. n. Matt. X, 39.
seranno alle loro anime, non guarderanno ai segni 34-35. In quella notte. La venuta del Figliuolo
che precedono il giudizio, e quando meno crede- dell'uomo avrà naturalmente luogo dì notte per
ranno, comparirà il Figliuolo dell'uomo e lì con- un emisfero e di giorno per l'altro; ma è proba-
dannerà all'estremo supplizio. bile che col nome di notte qui si intenda solo
31. Allora chi si troverà sul terrazzo, ecc. Questo significare la tribolazione e l'orrore grande di
avviso che in S. Matteo si riferisce alla rovina di quei giorni. Gesù verrà all'improvviso come ladro
Gerusalemme, XXIV, 17, qui viene applicato alla nella notte, e ciascuno sarà giudicato secondo i
seconda venuta di Gesù. E' necessario tenere il suoi meritu I vincoli di amicizia e di parentela
cuore talmente distaccato dalle cose del mondo non assicureriinno la stessa sorte. Di due persone
da essere pronti ad abbandonar tutto senza dif- strettamente congiunte, che sono nello stesso letto,
ficoltà, quando si tratterà di comparire davanti al una sarà portata via per la gloria, l'altra sarà
Giudice supremo. In quel momento chi sì troverà lasciata lì per la perdizione. Similmente di due
sul terrazzo, dovrà pensare unicamente a muovere donne, che macinano, una sarà salva, e 1 altra
incontro a Gesù Cristo senza preoccuparsi di ciò sarà condannata. V. n. Matt. XXIV, 40.
che è nella casa, e chi si troverà in campagna, Due saranno in un campo: uno sarà portato ria,
non dovrà tornare indietro a sbrigare alcun affare l'altro sarà lasciato lì. Questa frase manca nei
temporale, ma libero da ogni cura terrena dovrà migliori codici greci. Si trova però in S. Matteo
correre a Gesù Cristo. XXIV. 30.
S. Luca, XVII, 36 — XVIII, 7 296

In agro : unus assumetur, et after rellnque- e l'altra sarà lasciata li due saranno in un :

tur. campo uno sarà portato via, l'altro sarà


:

lasciato lì.

**Respondentes dicunt ìlli : Ubi Domine ? "Gli risposero, e dissero : Dove, o Si-
"Qui dixit ilHs : ubicumque fuerit corpus, gnore ? *^Ed ei disse loro : Dovunque sarà
llluc congregabuntur et aquilae. il corpo, ivi si raduneranno le aquile.

CAPO XVIII.

Il giudice iniquo, i-8. — // Fariseo e pubblicano, 9-14. — Gesti e fanciulli, 15-17.


il i
— Il giovane ricco e perfezione, 18-27. — Ricompensa ai seguaci di Gesù, 28-jo,
la
— Nuova profezia della passione, 31-34. — // cieco di Gerico, 35-43.
'Dicebat autem et parabolam ad illos, 'Oltre di ciò diceva loro una parabola in-
quoniam oportet semper orare et non defl- tomo al dover sempre pregare, né mai stan-
cere, 'Dicens ludex quidam erat in qua-
: carsi, 'dicendo C'era un giudice in una
:

dam civitate, qui Deum non timebat, et ho- città, il quale non temeva Dio, né aveva
minem non reverebatur. *Vidua autem quae- rispetto agli uomini. *£ c'era in quella
dam erat in civitate illa, et veniebat ad eum, città una vedova, la quale andava da lui di-
dicens Vindice me de adversario meo. *Et
: cendogli : Fammi giustizia del mio avver-
nolebat per multum tempus. Post haec au- sario.*E per molto tempo quegli non volle
tem dixit intra se Etsi Deum non timeo, : farlo.Ma poi disse tra sé Benché non :

nec hominem revereor 'Tamen quia mo- : tema Dio, né abbia riguardo agli uomini :

mihi haec vidua, vindicabo illam,


lesta est 'nondimeno perché questa vedova m'impor-
ne in novissimo veniens sugillet me. tuna le farò giustizia, affinché non venga
di continuo a rompermi la testa.

*Ait autem Dominus : Audite quid index •Avete udito, disse il Signore, le parole
Iniquitatis dicit. 'Deus autem non faciet di questo giudice iniquo? E Dio poi non
vindictam electorum suorum clamantium ad farà giustizia ai suoi eletti, i quali lo invo-
se die ac nocte, et patientiam habebit in cano dì e notte, e sarà lento in loro danno?

^EccH. 18, 22; I Thesa. 5, 17.

36. Dovt? A quii luogo saranno portati? op- la necessiti della preghiera perseverante nei pe-
pure secondo altri : In quale luogo avverranno ricoli e nelle afflizioni, alle quali si troveranno
queste cose? esposti i giusti specialmente negli ultimi tempi
37. V. n. Matt. XXIV, 40. Gesù risponde con 2. Son temeva Dio, ecc. Questo giudice, pro-
una similitudine : Le aquile, o meglio gli avoltoi, babilmente pagano, era uno scettico senza co-
per istinto naturale si portano dove vi è un cada- scienza, che nulla rispettava.
3. Una vedova, ecc. L'orfano e la vedova nella
Sacra Scrittura sono il tipo dell'uomo debole
Fìg. lao. senza protezione, abbandonato all'ingiustizia e alla
Uccello di rapina violenza dei potenti. Andava, ecc. Malgrado le
che divora un cadavere. continue ripulse che riceveva, non si stancava di
(Bassorilievo assiro).
domandare giustizia.
5. A rompermi la testa. II greco vntomài^n ìa
senso proprio significa percuotere sotto l'occhio,
e in senso figurato importanare molto. Alcuni
vere ; così gli eletti naturalmente voleranno attorno perciò traducono affinchè non venga a graffiarmi
:

me. Secondo altri invece Come le aquile rag- :


il viso, oppure a percuotermi con pugni, ma è
giungono i cadaveri dovunque si trovino, cosi la preferibile il senso figurato affinchè non venga di
giustizia di Dio raggiungerà dovunque i perversi, continuo a rompermi la testa.
e in tutti luoghi dove si troveranno degli empi
i

giudizio.
6. Il Signore, cioè Gesù Cristo.
si fari il
7. Dio non farà, ecc. Se un giudice iniquo si
lasciò vincere dall'importuniti della preghiera di
CAPO XVIIl.
una povera vedova. Dio, che è la stessa santiti,
t. Diceva loro, ecc. La parabola è diretu allo non si lascierà commuovere dalla preghiera perse-
stesso uditorio, a cui Gesìi aveva parlato dell'ul- verante dei suoi fedeli a rendere loro giustizia,
tima sua venuta nel cap. prec. Intorno al pre- liberandoli dai loro nemici? Potrà Dio essere
gare, ecc. Oggetto della parabola è di inculcare lento a soccorrerli nei pericoli in cui si trovano?
300 S. Luca, XVIII, 8-14

illis?*Dico vobis quia cito faciet vindictara *Vi dico che presto renderà loro giustizia.
illorum. Verumtamen Filius hominis ve- Ma quando verrà il Figliuolo dell'uomo,
niens, putas, inveniet fldem in terra? credete voi che troverà fede sopra la terra?
'Dixit autem
ad quosdam, qui in se
et 'Disse ancora questa parabola per taluni,
confldebant tamquam
iusti, et aspernaban- i quali confidavano in se stessi come giusti,
tur ceteros, parabolani istam "Duo homi- : e disprezzavano gli altri "due uomini sa-
:

nes ascenderunt in templum ut orarent : lirono al tempio a fare orazione uno Fa- :

unus Pharisaeus, "Pha-


et alter publicanus. riseo e l'altro Pubblicano. "Il Fariseo stava,
risaeus stans, haec apud se orabat Deus : e dentro di sé pregava così Ti ringrazio, :

gratias ago tìbi, quia non sum sicut ceteri o Dio, che io non sono come gli altri uo-
hominum : raptores, iniusti, adulteri : ve- mini rapaci, ingiusti, adulteri, e anche
:

lut etiam hic publicanus. ^''leiuno bis in come questo Pubblicano. "Digiuno due
sabbato decimas do omnium, quae pos-
: volte la settimana pago la decima di tutto
:

sideo. quello che io posseggo.


"Et publicanus a longe stans, nolebat "Ma il Pubblicano stando da lungi, non
nec oculos ad caelum levare sed percu- : voleva nemmeno
alzar gli occhi al cielo :

tiebat pectus suum, dicens Deus propitius : ma batteva il petto dicendo


si Dio, abbi :

esto mihi peccatori. "Dico vobis, descendit pietà di me peccatore. "Vi dico che questi

"Matth. 23, 12; Sup. 14, II.

8. Presto renderà, ecc. Al momento opportuno, stati introdotti dai pii Giudei due digiuni la set-
senza alcun indugio, Dio farà giustizia. timana nei giorni di lunedì e giovedì. Pago la de-
Ma quando verrà, ecc. 1 giusti nel tempo della
persecuzione desidereranno che venga il giorno
del Signore, e lo affretteranno colle loro preghiere ;

ma pur troppo che essi saranno pochi a quei


giorni estremi, perchè gran parte degli uomini
non si occuperanno che degli affari terreni, XVII,
26-28, e non penseranno a Dio. Gesù pone la
questione ai suoi discepoli Quando verrà il Fi-
:

gliuolo dell'uomo credete voi che troverà sopra la


terra la fede viva che rende perseverante ed ef-
ficace la preghiera? Dalla stessa interrogazione
apparisce chiaro che la risposta non può essere
che negativa. Pochi anche a quei giorni crede-
ranno. V. n. Matt. XXIV, 24 e ss. ; II lessai. II,
3, ecc.
Disse ancora questa parabola, ecc. Nella pa-
9.
rabola precedente insegnò che la preghiera deve
essere perseverante : con questa insegna che la
preghiera deve essere accompagnata dall'umiltà.
Confidavano in sé stessi, ecc., stimavano cioè Flg. X3I. — Orientale che prega in piedi.
Gè stessi come giusti, e disprezzavano gli altri
come peccatori. Costoro erano Farisei. cima non solo di ciò che è prescritto dalla legge,
10. Salirono, ecc. Il tempio sorgeva sul monte ma di tutto quello che posseggo. V. n. XI, 42 e
Moria, che era alquanto più alto della città. Matt. XXIII, 23.
Uno Fariseo, ecc. V. n. Matt. III, 7. Pubblicano. 13. 7/ Pubblicano stando da lungi. Se ne stava
V. n. Matt. V. 46.
lontano dall'altare degli olocausti in qualche an-
Fariseo stava. I Giudei solevano pre-
11. 71 golo dei cortili del tempio, desiderando di non
gare stando in piedi (I Re, I, 25; III Re, VIII, esser visto da nessuno, e non osando di appres-
22; Matt. VI, 5, ecc.). Il Fariseo non stava però sarsi al tempio propriamente detto, dove abitava
solo in piedi, ma affettava una certa ostentazione la maestà di Dio. La sua umiltà era così profonda
per attirare gli sguardi degli altri, come indica il che non voleva nemmeno alzar gli occhi al cielo,
testo greco. Ti ringrazio, ecc. Benché queste pa- il pentimento che aveva concepito dei proprii pec-
role sembrino essere un ringraziamento, in realtà cati era sì grande che percuotevasi il petto, e ri-
non lo sono, perchè il Fariseo non si riconosce volgendosi a Dio con fiducia e domandando per-
debitore di nulla a Dio, ma attribuisce a sé stesso dono, confessava di essere gran peccatore. (Nel
la propria santità (V. fig. 121). greco vi è l'articolo (r$ àfiaprooX^). Nella preghiera
Non sono come gli altri, ecc. Nell'ebbrezza del del Pubblicano si notano tutte le condizioni ne-
suo orgoglio divide l'umanità in due classi, nella cessarie in un vero penitente, cioè 1* il senti-:

prima delle quali si trova egli solo, nell'altra vi mento della propria indegnità, per cui se ne
è tutto il resto degli uomini, che sono rapaci, ecc. sta lontano e non ardisce alzar gli occhi al cielo,
Tutti sono peccatori, egli solo è giusto. e si confessa peccatore. 2* Un vivo e profondo
12. Digiuno due volte, ecc. Dopo aver detto da dolore dimostrato col battersi il petto e con quelle
quali vizi sia libero, passa a celebrare le sue parole Abbi pietà di me, ecc. 3* La speranza
:

virtù. Non si contenta di ciò che è d'obbligo, ma della divina bontà, per la quale si rivolge a Dio,
compie opere di sopraerogazione. La legge non fiducioso di essere esatidito.
comandava che un digiuno nel giorno dell'Espia- 14. Se ne tornò giustificato. Il Pubblicano, che
zione (Lev. XVII, 29), ma per divozione erano si era confessato peccatore, tornò dal tempio per-
S. Luca, XVIII, 15-28 301

h!c lustiflcatus in domum suam ab ilio, quia se ne tornò giustificato a casa sua a diffe-
omnis. qui se exaltat, humiliabitur et qui : renza dell'altro perchè chi si esalta, sarà :

se humiliat, exaltabitur. umiliato, e chi si umilia, sarà esaltato.


"Afferebant autem ad illum et infantes, **E conducevano ancora da lui dei fan-
ut eos tangere!. Quod cum
viderent disci- ciulli perchè li toccasse. Il che vedendo i

puli, increpabant illos. '•lesus autem con- discepoli, sgridavano. "Ma Gesù chia-
li

vocans illos, dixit Sinite pueros venire ad


:
mandoli a sé, disse Lasciate che vengano :

me. et nolite vetare eos, talium est enim re- da me e non vogliate loro vie-
i fanciulli,
gnum Dei. ''Amen dico vobis Quicumque :
tarlo poiché di questi tali è il regno di Dio.
:

non acceperit regnum Dei sicut puer, non l'IA verità vi dico Chi non riceverà :

intrabit in illud. il regno di Dio come un fanciullo non vi


entrerà.

"Et interrogavit eum quidam princeps, "E uno dei principali gli fece questa in-
dicens Magister bone, quid faciens vitam
:
terrogazione Maestro buono, che farò io
:

aeternam possidebo? "Dixit autem ei le- per ottenerela vita eterna? "Ma Gesù ri-

sus Quid me dicis bonum? nemo bonus


:
spose Perchè mi chiami buono ? Nessuno
:

nisi solus Deus. ^'Mandata nosti Non oc- :


è buono, se non Dio solo. **Tu sai i co-
cides Non moechaberis Non furtum fa-
: :
mandamenti : Non ammazzare : non com-
cies Non falsum tesimonium dices Ho-
: :
mettere adulterio non rubare non dire : :

nora patrem tuum. et matrem. *'Qui ait :


falso testimonio onora il padre e la madre. :

Haec omnia custodivi a iuventute mea. *'E quegli disse Ho osservato tutto questo :

fino dalla mia gioventù.

"Quo audito, lesus ait ei Adhuc unum :


"Laqual cosa avendo Gesù udita, gli
tibi deest omnia quaecumque habes vende,
:
disse Ti manca ancora una cosa
: vendi :

et da pauperibus, et habebis thesaurum in tutto quello che hai, e distribuiscilo ai po-


caelo; et veni, sequere me. **His ille audi- veri, e avrai un tesoro nel cielo e vieni, :

tis, contristatus est quia dives erat valde.


:
e seguimi. "Ma quegli, sentito questo, se
ne attristò perchè era molto ricco.
:

'^Videns autem lesus illum tristem fa- **E Gesù vedendo come si era rattristato,
ctum, dixit Quam difficile, qui pecunias
:
disse : Quanto è difficile che coloro che
iiabent, in regnum Dei intraliunt. **Facilius hanno ricchezze entrino nel regno di Dio!
est enim camelum per foramen acus tran- "Più facilmente passa per una cruna d'ago
sire, quam divitem intrare in regnum Dei. un cammello, che non entra un ricco nel
**Et dixerunt qui audiebant Et quis potest : regno Dio. "E coloro che ascoltavano
di
salvus fieri? **Ait illis Quae impossibilia : dissero : E
chi può salvarsi? **Ed egli disse
sunt apud homines, possibilia sunt apud loro Quello che non è possibile agli uo-
:

Deum. mini, è possibile a Dio.


"Ah autem Petrus : Ecce nos dimisimus **E Pietro gli disse : Ecco noi abbiamo ab-

Matth. 19, 13; Marc. 10, 13. »• Matth. 19, 16. "Ex. 20, 13.

donato da Dio e giustìflcato. Il Fariseo invece, 18-30. V. n. Matt. XIX, 16-30; Mar. X, 17-31.
che aveva dichiarato di essere giusto e di non Uno dei principali della città.
abbisognare di nulla, fu condannato. Chi si esatta,
19. Perchè mi chiami tu buono, ecc. Quesn
ecc. V. n. XIV, 11 e Matt. XXIII, 12.
giovane probabilmente non riconosceva Gesù se
Condacevano da lui dei
15. fanciulli, ecc. La non per un puro uomo, e desiderava di sapere
narrazione di San Luca, che a cominciare dal d% lui quali opere dovesse fare per ottenere la
capo IX, 51 si era mostrata assai indipendente, vita eterna. Gesù gli risponde in modo da fargli
viene ora a incontrarsi nuovamente coi Sinottici capire, come prima di tutto sia necessario di cre-
per procedere con loro di pari passo. La benedi- dere che Dio solo è buono, e che tutti gli uomini
zione dei fanciulli, qui narrata da S. Luca, av- sono peccatori, e poi si debbano osservare i co-
venne nella Perca, come riferiscono Matt. XIX, mandamenti. Nello stesso tempo lo invita a
1, 13-15; Mar. X, 1. 13-16. V. n. ivi. Gesù adun-
riflettere se Egli, che gli risponde, non sia Dio.
que dopo essere passato sui confini della Samaria
e della Galilea, XVII, li, andò nella Perca e poi 26. Coloro che ascoltavano, cioè i discepoli, dis-
passando per Gerico, XIX. 1, si portò a Geru- sero : Chi può salvarsi ? Benché non tutti gli
salemme, XIX, 28. uomini siano ricchi, sono pochi però coloro che
Perchè li toccasse, cioè imponesse loro le mani. non amino le ricchezze; e siccome non è la ric-
16. Di questi tali, cioè dei fanciulli e di tutti chezza in sé stessa che sia causa della perdizione
coloro, che hanno l'umiltà, la fede e la confidenza dei ricchi, ma l'amore disordinato della ricchezza,
dei fanciulli. quindi è che costoro domandano meravigliati :
Chi può salvarsi?
17. Chi non riceverà il regno di Dio coU'umiltà
e la semplicità di un fanciullo, non vi entrerà. 27. E' possibile a Dio, il quale colla sua grazia
V. n. Matt. XVIII, 3. nuò distaccare il cuore del ricco dalle ricchezze.
302 S. Luca, XVIII, 29-43

omnia, et secuti sumus te. '"Qui dixit eis : bandonato ogni cosa, e ti abbiamo seguitato.
Amen dico vobis, nemo est, qui reliquit do- *'Ed egli disse loro In verità vi dico
: non :

mum, aut parentes, aut fratres, aut uxorem, vi ha alcuno che abbia abbandonata la casa
aut fllios propter regnum Dei, ^''Et non re- o i genitori o i fratelli o la moglie o i
cìpiat multo plura in lioc tempore, et in figliuoli per amore del regno di Dio, '"che
saeculo venturo vitam aeternam. non riceva molto di più in questo tempo, e
la vita eterna nel secolo avvenire.
^^Assumpsitautem lesus duodecim, et '*E Gesù prese i dodici a parte, e disse
ait illis Ecce ascendimus lerosolymam, et
: loro : Ecco che andiamo a Gerusalemme,
consummabuntur omnia, quae scripta sunt e si adempirà tutto quello che è stato scritto
per prophetas de Filio hominis. '^Tradetur da' profeti intorno al Figliuolo dell'uomo.
enim Gentibus, et illudetur, et flagellabitur, '^Poiché sarà dato nelle mani dei Gentili, e
et conspuetur *'Et postquam flagellaverint,
: sarà schernito e flagellato, e gli sarà spu-
occident eum, et tertia die resurget. '*Et tato in faccia "e dopo che l'avran flagel-
:

ipsi nihil horum intellexerunt, et erat ver- lato, lo uccideranno, ed egli risorgerà il
bum istud absconditum ab eis, et non in- terzo giorno. '*Ed essi non compresero
telligebant quae dicebantur. nulla di tutto questo, e un tal parlare era
oscuro per essi, e non intendevano quel
che loro si diceva.
^'Factum est autem, cum appropinquaret ''E avvenne che avvicinandosi egli a
caecus quidam sedebat secus viam,
lerictio, Gerico, un cieco se ne stava presso la
mendicans. '*Et cum audiret turbam prae- strada accattando. **E udendo la turba che
tereuntem, interrogabat quid hoc esset. passava, domandava quel che si fosse. *'E
'^Dixerunt autem ei, quod lesus Nazarenus gli dissero che passava Gesù Nazareno.
transiret. '*Et clamavit, dicens : lesu fili **E sclamò, e disse Gesù figliuolo di:

David miserere mei. "Et qui praeibant, in- David, abbi pietà di me. "E quelli che an-
crepabant eum ut taceret. Ipse vero multo davano innanzi, lo sgridavano perchè si
magia clamabat Fili David miserere mei.
: chetasse. Ma egli sempre più gridava Fi- :

gliuolo di David, abbi pietà di me.


^''Stans autem lesus
iussit illum adduci *''E Gesù soffermatosi comandò che glielo
ad se. Et cum
appropinquasset, interrogavit menassero dinanzi. E quando gli fu vicino,
illum, *^Dicens Quid tibi vis faciam ? At
: lo interrogò, *Micendo Che vuoi tu ch'io :

ille dixit Domine ut videam. "Et lesus


: ti faccia? E quegli disse Signore, ch'io :

dixit illi Respice, fldes tua te salvum fe-


: vegga. "E Gesù gli disse Vedi, la tua :

cit. "Et confestim vidit, et sequebatur il- fede ti ha fatto salvo. *'E subito vide, e gli
lum magnificans Deum. Et omnis plebs ut andava dietro glorificando Dio. E tutto il
vidit, dedit laudem Deo. popolo veduto ciò, diede lode a Dio.

"Matth. 20, 17; Marc. 10, 32. " Matth. 20, 29; Marc. 10, 46.

30. Molto più, ecc. Gesù promette beni spiri- cino il tempo della Pasqua, e numerosi pellegrini

tuali,consolazioni e gioie ineffabili a tutti coloro, già si avviavano a Gerusalemme, quindi è che
che avranno seguiti i consigli evangelici abbando- i ciechi, gli storpi, ecc. si portavano presso le
nando ogni cosa. strade più frequentate a domandare l'elemosina.

31-34. Gesù predice per la terza volta la sua 36. Udendo la turba più rumorosa del solito,
passione. V. n. Matt. XX, 17-19; Mar. X, 32-34. che passava, ecc.
Prese i dodici a parte per istruirli più chiara- 37. Figliuolo di Davide. Il cieco riconobbe Gesù
mente intorno alla sua passione. S. Luca, solo come Messia, e raccomandandosi a lui mostrò di
tra gli Evangelisti, fa notare che i maltrattamenti credere alla sua divina missione.
di Gesù erano stati predetti dai profeti (Salm. 38. Perchè si chetasse non volendo che recasse
XXI; Isai. L, 6, LUI, 1; Dan. IX, 26; Zac. XI, molestia a Gesù.
12; XII, 10, ecc.) e che il Salvatore sarà dato in
41. Che vuoi tu ch'io ti faccia? Gesù non igno-
mano dei Gentili.
rava ciò che voleva il cieco, ma gli fece questa
34. Essi non compresero. Non potevano cre- domanda afRnchè conoscessimo la necessità della
dere che Gesù, da loro riconosciuto come Figlio preghiera.
di Dio, potesse subire sì indegni trattamenti, tanto Vedi. E' da ammirarsi la potenza e la bontà
42.
più che si pensavano fosse imminente il suo regno di Gesù, e l'efficacia della fede del cieco!
glorioso.
43. Diede lode a Dio. Le turbe riconobbero la
35-40. Avvicinandosi a Gerico, ecc. V. n. Matt. potenza di Dio, ma incostanti e mobili, poco
XX, 29-30 ; Mar. X, 46-52. dopo, XIX, 7, cominciarono a mormorare di Gesù,
Un cieco se ne stava presso la strada. Era vi- perchè era entrato in casa di un peccatore.
S. Luca, XIX, 1-9 303

CAPO XIX.

Zaccheo il pubblicano, i-io. —


Parabola delU mine, ii'27. Ingresso trionfale —
di Gè sii in Gerusalemme, 28-44. —
Iprofanatori scacciati dal tempio, 45-48.

'Et ingressus perambulabat lericho. *Et 'Ed entrato passava per mezzo a Gerico.
ecce vir nomine Zachaeus et hic princeps : 'Quand'ecco un uomo per nome Zaccheo :

erat publìcanorum, et ipse dives *Et quae- : il quale era capo dei pubblicani, e facol-
rebat videre lesum, quis esset et non po- : toso 'e bramava di conoscer di vista
:

terai prae turba, quia statura pusillus erat. Gesù e non poteva a causa della folla,
:

*Et praecurrens ascendit in arborem syco- perchè era piccolo di statura. *E corse in-
morum ut videret eum quia inde erat tran- : nanzi, e salì sopra una pianta di sicomoro
siturus. a fine dì vederlo perchè doveva passare da
:

quella parte.
'Et cum venisset ad locum, suspiciens *E arrivato Gesù a quel luogo, alzati gli
lesus vidit illum. et dixit ad eum Zachaee : occhi lo vide, e gli disse Zaccheo, presto :

festinans descende quia hodie in domo tua: cala giù perchè oggi devo fermarmi in
:

oportet me manere. 'Et festinans descendit, casa tua. 'Ed egli frettolosamente discese
et excepit illum gaudens. ^Et cum viderent e lo accolse allegramente. 'Veduto ciò,
omnes, murmurabant, dicentes quod ad ho- tutti mormoravano, dicendo che era andato
minem peccatorem divertlsset. 'Stans autem a fermarsi in casa di un peccatore. 'Ma
Zachaeus, dixit ad Dominum Ecce dimi- : Zaccheo si presentò, e disse al Signore :

dium honorum meorum. Domine, do pau- Ecco, o Signore dò la metà dei mie! beni
peribus et si quid aliquem defraudavi, red-
: ai poveri e se ad alcuno ho tolto qualche
:

do quadruplum. *Ait lesus ad eum Quia : cosa, gli rendo il quadruplo. *E Gesù gli

CAPO XIX. del governo straniero, e perciò li cliiainavano pec-


catori.
1. Gerico (V. Matt. XX, 29) sorge quasi alla
8. Zaccheo confuso per la bontà mostratagli da
frontiera tra la Giudea e la Perea, ed era a quei
Gesù, si sente interiormente mutato, e temendo
tempi una città importantissima per il transito
delle carovane e per il commercio del balsamo.
2. Zaccheo (ebr. Zakkal) significa puro, giu-
sto, ecc. Dal nome ebraico che porta si deduce
essere stato Zaccheo un Giudeo. Egli era capo
dei o doganieri della città incaricati
pubblicani
di riscuotere leimposte a nome dei grapdi appal-
tatori romani (v. Matt. V, 46). I pubblicani do-
vevano essere numerosi a Gerico, e stante le
angherie che usavano, è facile comprendere come
Zaccheo loro capo o direttore avesse potuto ac-
cumulare una certa fortuna.
3. Bramava di conoscere Gesà e di vederlo,
avendo sentito parlare dei suoi miracoli e della
bontà, con cui trattava pubblicani. Non gli erai

però possibile quel momento, poiché numerosa


in
folla si stringeva attorno al Salvatore e per di
più egli era piccolo di statura.
4. Sicomoro (Ficas sycomorus) è un albero dai
rami bassi e quasi orizzontali, che raggiunge
l'altezza di 14 o 15 metri.
I suoi frutti rassomi- isa- — Branco di sicomoro coi frutti.
gliano ai fichi, e sue foglie a quelle del gelso,
le
dd ciò il nome greco ovxouopéa. Il sicomoro è di aver violata la giustizia nell'esercìzio del suo
comune Giordano (V. flg. 122).
nella valle del ufficio, promette di dar subito la metà dei suoi
5. Lo vide. Gesù conobbe subito il desiderio beni ai poveri, e quasi ciò non bastasse promette
di Zaccheo e ciò che aveva fatto per soddisfarlo, di restituire il quadruplo a chituque avesse po-
e giuntogli vicino. Io chiamò per nome, quasi tuto recare alcun danno.
fosse una sua antica conoscenza, e invitatolo a
9. Oggi questa casa, ecc. Gesù proclama il
discendere presto, si disse come obbligato (bei)
trionfo della grazia. Zaccheo e la sua famiglia
dal suo amore a prendere alloggio nella casa di
hanno accettata la salute messianica. Anche Zac-
lui.
cheo è figlio di Abramo, poiché é Giudeo, e come
6. Lo
accolse, ecc. Desiderava solo di veder tale ha un certo diritto alla salute messianica,
Gesù, ed ha la fortuna di accoglierlo in casa sua. essendo venuto il Messia a bella posta per salvare
7. Peccatore. I Giudei consideravano i pubbli- le pecorelle smarrite d'Israele (Matt. XV, 24). A
cani come apostati dalla religione e manutengoli torto pertanto i Giudei si sono dati a mormorare.
304 S. Luca, XIX, 10-21

hodie salus domui huic facta est eo quod : disse : Oggi questa casa ha ottenuto salute
Abrahae. ^"Venit enim Fi-
et ipse fllius sit perchè anch'egli è figliuolo di Abramo
llus hominis quaerere, et salvum facere ^"Poiché il Figliuolo dell'uomo è venuto i

quod perierat. cercare e salvare ciò che era perduto.


"Haec illis audientibus, adiiciens, dixit "E stando quelli ad ascoltare tali cose
parabolani, eo quod esset prope lerusalera : continuò e disse una parabola sopra l'esse
et quia existimarent quod confestìm regnum lui vicino a Gerusalemme e sul creden :

Dei manifestaretur. ^^Dixit ergo Homo : essi che presto dovesse manifestarsi il regni
quidam nobilis abiit in regionem longin- di Dio. ^^Disse adunque Un nobile uom( :

quam accipere sibi regnum, et reverti. "Vo- andò in lontano paese a prendere possessi
catis autem decem servis suis, dedit eis de- di un regno per poi tornare. ''E chiamat
cem mnas, et ait ad illos Negotiamini, dum : a sé dieci dei suoi servi, diede ad essi diec
venio. mine, e disse loro Impiegatele fino al mii:

ritorno.
^*Cives autem eius oderant eum et mi- : ^*Ma i suoi concittadini gli volevani
serunt legationem post illum, dicentes No- : male e gli spedirono dietro ambasciatori
:

lumiis hunc regnare super nos. *'Et factum dicendo Non vogliamo costui per nostn
:

est ut rediret accepto regno et iussit vo- : re. ^"E avvenne che tornato egli dopo ave
cari servos, quibus dedit pecuniam, ut sci- preso possesso del regno, fece chiamare i

ret quantum quisque negotiatus esset. sé i servi ai quali aveva dato il denaro, pe
sapere che guadagno avesse fatto ciascuno
^'Venit autem primus dicens Domine, : "E venne il primo, e disse Signore, : li

mna tua decem mnas acquisivit. ^'Et ait tua mina ne ha fruttate altre dieci. ^'E(
illi : Euge bone serve, quia in modico fuisti ei gli disse Buon per te, servo fedele
:

fldelis, eris potestatem habens super decem perchè sei stato fedele nel poco, sarai si
civitates. gnore di dieci città.
^*Et alter venit, dicens Domine : : mna "E
venne il secondo, e disse Signore :

tua fecit quinque mnas. "Et huic ait : Et la mina ne ha fruttate cinque. "E ri
tua
tu esto super quinque civitates. spose anche a questo Tu pure sarai si :

gnore di cinque città.

^''Et alter venit, dicens : Domine, ecce "Evenne un altro, e disse Signore, eo :

mna tua, quam habui repositam


suda- in coti tua mina che ho tenuta riposta ii
la
rio : ^^Timui enim te, quia homo
austerus un fazzoletto "'perocché ho avuto appren
:

es tollis quod non posuisti, et metis quod


: sione di te, che sei di naturale austero
non seminasti. togli quel che non hai depositato, e miet
quel che non hai seminato.

"Matth. 18, 11. "Matth. 25, 14.

11. Stando quelli ad ascoltare, ecc. Gesù disse per re. Così infatti quando Archelao si recò i
questa parabola in casa di Zaccheo. Benché essa Roma per ottenere la successione del padre Erode
sia simile a quella dei talenti, non è però identica. il grande, i Giudei mandarono ambasciatori ac
V, n. Matt. XXV, 14. Augusto, acciò lo deponesse da re. Ma Archelao
Vicino a Gerusalemme. Gerico trovasi a sei ore tornò confermato nel regno, benché solo com«
di marcia da Gerusalemme. I discepoli credevano etnarca, e fece aspra vendetta dei suoi nemici.
che Gesù dovesse oramai manifestarsi nella sua
16. Il servo attribuisce non alla propria industrii
gloria, ed Egli per disingannarli e far loro com-
il guadagno fatto, ma al denaro avuto dal padrone
prendere che la venuta gloriosa del suo regno non
è ancora vicina, ma deve prima trascorrere un 17. I sovrani d'Oriente solevano compensare i

certo spazio di tempo, dice loro questa parabola. loro servi fedeli facendoli capi delle città o delU
Provincie.
12. Un nobile, ecc. I re soggetti ai Romani do-
vevano domandare all'imperatore l'investitura del 18. Ne ha fruttate cinque. Il capitale era le
regno, e spesso erano obbligati a recarsi a Roma stesso, ma non fu uguale la diligenza.
(in lontano paese) per riceverla. Così fecero
19. Il premio è proporzionato al guadagno fatto.
Archelao, Antipa, ecc. (Gius. FI. Ant. Giud.
XIV, 14-3-5, XVII, 3, 2 e 5, 1). Gesù nella para- 20-21. Per giustificare propria indolenza ac-
la
bola allude a quest'uso, cusa il padrone, chiamandolo duro e incontenta-
bile.
13. Dieci mine, cioè una per ciascuno, v. 16, Trafficare il denaro era un esporsi a pericola
18, 20. La mina valeva cento dramme, ossia
di perderlo, e perciò il servo pigro si appagò di
lire 87. Impiegatele, vale a dire, fatele fruttare
conservarlo tale e quale l'aveva ricevuto. Fazzo-
a mio vantaggio.
letto o sudario era una pezzuola, che portavasi
14. Non vogliamo, ecc. Per mezzo di ambascia- attorno al collo nei viaggi, e dove si riponeva tal-
tori gli fanno comprendere che non Io vogliono volta il denaro (V. fìg. 123).
S. Luca, XIX, 22-35 305

"Dlcit ci : De ore tuo te ludico serve ne- *^Gli dice


Dalla tua bocca ti giudico,
:

quam : quod ego homo austerus


sciebas servo cattivo sapevi che io sono un uomo
:

sum, tollens qucxl non posui, et metens austero, che tolgo quel che non ho depo-
quod non seminavi '*Et quare non dedisti : sitato, e mieto quel che non ho seminato :
pecuniam meam ad mensam. ut ego ve- *'e perchè non hai impiegato il mio denaro
Diens cum usuris utique exegissem illam? sopra una banca, che io al mio ritorno lo
avrei ritirato coi frutti?

**Et astantibus dixit Auferte ab ilio : "E disse agli astanti Toglietegli la mina, :

mnam, et date illi, qui decem mnas habet. e datela a colui che ne ha dieci. "Signore,
"Et dlxerunt ei Domine, habet decem: risposero, egli ha dieci mine. "E io vi
mnas. '*Dico autem vobis, quia omni ha- dico che sarà dato a chi ha, e sarà nell'ab-
benti dabitur, et abundabit ab eo autem, : bondanza a chi poi non ha, sarà levato
:

qui non habet, et quod habet auferetur ab anche quello che ha. "Quanto poi a quei
eo. *^Verumtamen inimicos meos illos, qui miei nemici, i quali non mi hanno voluto
noluerunt me regnare super se, adducite per loro re, conduceteli qui, e uccideteli
huc et interflcite ante me. "Et hìs dictis,
: alla mia presenza. "E dette tali cose, cam-
praecedebat ascendens lersolymam. minava innanzi verso Gerusalemme.
"Et factum est, cum appropinquasset ad **E arrivato che fu vicino a Betfage e a
Bethphage. et Bethanìam ad montem, qui Betania, al monte detto degli Ulivi, mandò
vocatur Oliveti, misit duos discipulos suos, due dei suoi discepoli, '"e disse loro An- :

"Dicens Ite in casteilum. quod contra est


: : date nel villaggio che sta dirimpetto, dove,
in quod introeuntes, invenietis pullum asi- entrando, troverete legato un asinelio che
nae ailigatum, cui nemo umquam hominum non è stato mai cavalcato da alcuno scio- :

sedit : illum, et adducite. *'Et si


solvite glietelo, e menatemelo. "E se alcuno vi
quis vos interrogaverit Quare soivitis? sic : domanderà perchè lo sciogliete, gli direte :

dicetis ei Quia Dominus operam eius de-


: Perchè il Signore ne ha bisogno.
siderat.
•*Abierunt autem qui missi erant et in- : "E quelli che erano stati spediti, anda-
venerunt, sicut dixit ìllis, stantem pullum. rono : e trovarono l'asinelio starsi nel
"Solventibus autem illis pullum, dixerunt modo che egli aveva loro predetto. "E
domini eius ad illos Quid soivitis pullum? : mentre scioglievano l'asinelio, i padroni
**At ilH dixerunt Quia Dominus eum ne-: dissero loro Perchè lo sciogliete voi ?
:

cessarium habet. "Et duxerunt illum ad **Ed essi dissero Perchè il Signore ne ha :

**Matth. 13 12 et 25, 29; Marc. 4, 25; Sup. 8. 18. "Mitth. 21, 1; Marc. II, I. '
Joan.
12, 14.

22-23. Nella scusa addotta il re trova il motivo delle grazie di Dio. meriu nuovi accreaeimenti di
di condanna. Se tu sapevi ch'io volevo che il grazia, mentre chi ne abusa, merita di essere pri-
denaro fruttasse, e temevi di perderlo trafficando vato anche dei doni che ha gii ricevuto. Il v. 25
manca in alcuni buoni codici greci e latini.
27. Terribile è il castigo riservato ai sudditi
ribelli ; sono condannati alla morte.
L'uomo nobile della parabola raffigura Gesù
Fig;. 13}. Cristo, che è salito al cielo per ricevere come
la solenne investitura del regno conquistato colla
Personaggio che tiena In
sua passione e morte. Egli torneri a suo tempo
mano un fazzoletto.
per il giudizio universale. I dieci servi sono i
(Statua romana). fedeli; la mina rappresenta le varie grazie date a
ciascuno per operare la propria santificazione. I
cittadini, che non vogliono Gesù per re, sono i
Giudei e empi. Al suo ritorno Gesù darà
tutti gli
ai buoni il premio meritato, e fari subire ai ri-
belli tutto il peso della sua vendetta. Ma il giu-
dizio di Gesù sugli empi comincerà a farsi sejidre
tu stesso, dovevi almeno consegnarlo a un ban-
sui Giudei colla rovina di Gerusalemme, la quale
chiere, dal quale io avrei potuto ritirarlo con tutti rovina è una figura dei mali più grandi, che li at-
gli interessi.
tendono all'estremo giudizio.
24. Toglietegli la mina, ecc. Non trafficare ì
29-44. V. n Matt, XXI, 1 e ss. e Mar. XI,
doni ricevuti è un abusarne e merita castigo.
1 e ss.
25-26. All'osservazione che primo è gii stato
il

premiato assai. Gesù risponde con un noto pro- 32. L'asinelio starsi. Queste parole mancano
nel greco.
verbio (V. n. Matt. XIII, 12). Il ricco facilmente
acquista nuove ricchezze, mentre il povero con 35. Vi posero sopra, ecc. I discepoli alutarono
pari facilità perde quel poco che ha. Chi usa bene Gesù a sedersi sulla cavalcatura.

20 — Sacra Bibbia, voi. I.


306 S. Luca, XIX, 36-44

lesum. Et iactantes vestimenta sua supra bisogno. '*E lo menarono a Gesù. E distesi
pullum, imposuerunt lesum. i loro mantelli sopra l'asinelio, vi poser
sopra Gesù.
"Eunte autem ilio, substernebant vesti- *®E seguitando egli il suo viaggio, la
menta sua in via. '^Et cum appropinquaret gente stendeva i suoi mantelli per la
gli
iam ad descensum Mentis Oliveti, coeperunt strada. ^^Quando poi fu vicino alla scesa
omnes turbae discipulorum gaudèntes lau- del monte Oliveto, tutta la turba dei disce-
dare Deum voce magna super omnibus, poli cominciò lietamente a lodare Dio ad
quas viderant, virtutibus, '*Dicentes Be- : alta voce per tutti i prodigi che avevano
nedictus, qui veuit rex in nomine Domini, veduti, **dicendo Benedetto il re che
:

pax in caelo, et gloria in excelsis. viene nel nome del Signore, pace in cielo
e gloria negli altissimi.
"Et quidam Pharisaeorum de turbis, di- '* E
alctmi dei Farisei mescolati col po-
xerunt ad illum Magister, increpa discipu-
: polo dissero
gli Maestro, sgrida i tuoi di-
:

los tuos. '"Quibus ipse ait Dico vobis, : scepoli. ^'Ma egli rispose loro Vi dico :

quia si hi tacuerint, lapides clamabunt. che se questi taceranno, grideranno le


pietre.
*^Et ut appropinquavit, videns civitatem *^E avvicinandosi alla città, rimirandola
flevit super illam, dicens *''Quia si cogno- : pianse sopra di lei e disse **0 se cono- :

visses et tu, et quidem in hac die tua, quae scessi anche tu, e proprio in questo giorno,
ad pacem tibi, nunc autem abscondita sunt quello che importa la tua pace ma ora :

ab oculis tuis. *'Quia venient dies in te : questo è ai tuoi occhi celato. **Poichè ver-
et circumdabunt te inimici tui vallo, et cir- ranno per te i giorni, quando i tuoi nemici
cumdabunt te et coangustabunt te undi-
: ti circonderanno di trincea, e ti serreranno

que **Et ad terram prosternent te, et fl-


: all'intorno e ti stringeranno per ogni
:

llps tuos, qui in te sunt, et non relinquent parte **e distruggeranno te e i tuoi fl-
:

"Matth. 14, 2; Marc. 13, 2;Inf. 21, 6.

36. Stendeva i mantelli, ecc. Si prepara a Ge&ù lo riconosceranno come Messia, rifiuteranno la
un'accoglienza reale, come si conveniva al Messia. pace che egli loro apporta, e questo pensiero fa
37. Alla scesa, ecc. Al cominciare della discesa,
piangere Gesù in mezzo alle acclamazioni della
quando allo sguardo di Gesù presentavansi la città
folla. Quale contrasto!
e tempio in tutta la loro magnificenza, la turba
O
il 42. se conoscessi, ecc. Il discorso di Gesù
di coloro che lo seguivano proruppe in esclama- è come interrotto
dai singhiozzi. se tu cono- O
zioni messianiche. scessi, e proprio in questo giorno, il messaggio
38. S. Luca per i lettori pagani ha sostituito il di pace, che ti apporta il Messia, se accogliessi i
titolo di re a quello di Figlio di Davide, ed ha suoi insegnamenti e la sua fede, saresti salva dalla
cambiato !'< Osanna » nell'altre espressioni « pace rovinai Ma questo messaggio di pace ti è celato,
m cielo e gloria negli altissimi». Il Messia porta perchè volontariamente chiudi gli occhi alla luce.
agli uomini la pace dal cielo, e la loro redenzione
43-44. La profezia di Gesù ha la massima pre-
torna di somma gloria a Dio.
cisione anche nei particolari. La città di Gerusa-
39. Sgrida, ecc. volevano che Gesù
I Farisei lemme sarà stretta d'assedio dall'esercito romano ;
ripudiasse le acclamazioni messianiche. essa verrà uguagliata al suolo, e sotto le sue
40. Se taceranno, ecc. Con un proverbio co- ceneri seppellirà l'intera nazione giudaica. Questo
mune, (Abac. n, 11), che mostra la necessità di terribile castigo è dovuto all'acciecamento voloo-

Fig. 124.
Costruzione di una trincea.
(Bassorilievo romano).

uaa cosa, Gesù rivendica t sé la dignità di Messia. tario della città, che non ha voluto riconoscere
Era nei disegni di Dio che egli venisse pubblica- Gesù Cristo, il quale più volte la visitò, e colla
mente riconosciuto come tale, e cosi doveva av- predicazione e coi miracoli cercò di convertirla.
venire. La profezia si avverò pienamente dopo meno di
41. Pianse. Il greco ExXavoev significa pianse quarant'anni.
td alta voce, con singhiozzi. I grandi Giudei noo
S. Luca, XIX, 45 — XX, 9 30?

In te lapidem super lapldem eo quod non : gliuolicon te, e non lasceranno in te pietra
cognoveris tempus visitationis tuae. sopra pietra perchè non hai conosciuto il
:

tempo della tua visita.

**Et ingressus in templum, coepit elicere **Ed entrato nel tempio cominciò a scac-
vendentes in ilio, et eraentes, **Dicens 11- ciare coloro che in esso vendevano e com-
lis Scriptum est
: : Quia domus mea domus peravano, "dicendo loro Sta scritto La : :

orationls est. Vos autem fecistls lllam spe- casa mia è casa di orazione e voi l'avete :

luncam latronum. fatta una spelonca di ladri.

*^Et erat docens quotlde in tempio. Prin- *'E insegnava ogni giorno nel tempio.
cipes autem sacerdotum, et Scribae, et Prln- Ma 1 principi del sacerdoti e gli Scribi e I
cipes plebls quaerebant lUum perdere **Et :
capi del popolo cercavano di levarlo dal
non fnveniebant quid facerent 1111. Omnls mondo : **nè sapevano cosa fargli, poiché
enlm populus suspensus erat, audiens lllum. tutto il popolo stava a bocca aperta ad udirlo.

CAPO XX.
Qtiestione sul battesimo di Giovanni, i-8. — / cattivi vigTutiuoli e la pietra ango»
lare, 9-18. — // tributo a — /Sadducei e risurrezione,
Cesare, 19-26. la 27-40,
— // Messia figlio e signore di Davide. 41-44. — Ipocrisia degli Scribi, 45-46,

^Et factum est In una dlenim, docente 'E avvenne che in un di quei giorni, men-
Ilio populum in tempio, et evangellzante, tre egli insegnava al popolo nel tempio ed
convenerunt principes sacerdotum, et Scri- evangelizzava, si radunarono i principi del
bae cum senioribus. 'Et aiunt dicentes ad sacerdoti e gli Scribi con seniori, *e pre- 1

lllum Die nobls. In qua potestate haec fa-


: sero a dirgli Spiegaci con quale autorità
:

cis? aut Quis est, qui dedit tibi hanc po-


: fai queste cose o chi sia che ha dato a te
:

testatem ? tale autorità?


*Respondens autem lesus, dixit ad lllos : *Ma Gesù rispose e disse loro Vi farò :

Interrogabo vos et ego unum verbum. Re- ancor lo un'interrogazione. Rispondete a


spondete mihi. *Baptlsmus Ioannis de caelo me : *I1 Giovanni veniva dal
battesimo di
erat, an ex hominibus? 'At 1111 cogltabant cielo o dagli uomini? *Ma
essi pensavano
intra se, dicentes Quia si dlxerlmus, de : dentro di sé, dicendo Se diciamo dal : :

caelo, dicet Quare ergo non credidistls 11-


: cielo, risponderà Perchè dunque non gli :

11? 'Si autem dixerimus, ex hominibus, avete creduto? 'Se poi diremo: dagli uo-
plebs universa lapidabit nos certi sunt e- : mini, il popolo tutto ci lapiderà perchè :

nim loannem prophetam esse. 'Et responde- è persuaso che Giovanni era profeta. ^E
runt se nesclre unde esset. 'Et lesus alt 11- risposero che non sapevano di dove fosse.
lis Neque ego dico vobls In qua potestate
: *E Gesù disse loro Nemmeno lo dico a :

haec facio. voi con qual autorità fo queste cose.


•Coepit autem dicere ad plebem parabo- *E cominciò a dire al popolo questa pa-
lam hanc : Homo plantavit vlneam, et lo- rabola : Un uomo piantò una vigna, « la

"Mmh. 21, 12; Marc. Il, 15. *• la. 56, 7;Jer. 7, 11. iMatth. 21, 23; Marc. 11, 37.
•Is. 5, 1; ler. 2, 21; Matth. 21, 33; Marc. 12, 1.

45. Entrato n«I ttmpio, ecc. Il fatto qui narrato Qatst» cosa di cacciare dai tempio i vencfi-
2.
avvenne il giorno seguente. V. Mar. XI, 12. tori i compratori, e di ammaestrare il popolo
e
47-48. Mentre il popolo ascolta volentieri le nel tempio e di permettere che il popolo ti acclami
parole dì Gesù, i membri del Sinedrio, e l'alta Messia?
aristocrazia giudaica meditano la sua morte. Te- 6. Ci lapidare. Solo S. Luca riferisce questa
mono per> che il popolo, entusiasmato di Gesd, particolaritl.
prorompa in tumulto, qualora volessero mettere
7. Non sapevano. E' un'umiliazione profonda
in esecuzione i loro disegni.
che i dottori della legge si trovino in tale igno-
ranza sopra una questione di tanta importanza!
CAPO XX.
Cominciò a dire al popolo, ecc. Gesù parla
9.
1. In ano di qaei giorni, cioè al martedì santo, al popolo per fargli comprendere quanto siano
come si ha da S. Marco. / principi dei sacerdoÙ ciechi ed empi i capi religiosi della nazione. Alla
e gii Scribi e i seniori, cioè tutti i membri del parabola però erano anche presenti questi stessi
Sinedrio, V. n. Matt. XXI, 23 e ss. ; Mar. XI, 27 capi del popolo, v. 19. La diede in affitto, cioè
e ss. a mezzadria. Matt. XXI, 34.
308 S. Luca, XX, 10-20

cavit eam colonis : et ipse peregre fuit mul- diede in affitto ai vignaiuoli ; ed egli stette
tis temporibus. "Et in tempore misit ad per molto tempo in lontano paese. ^"E a
cultores servum, ut de fructu vineae darent suo tempo mandò un servo ai vignaiuoli
Qui caesum dimiserunt eum inanem.
illi. perchè gli dessero dei frutti della vigna.
"Et addidit alterum servum mittere. Illi Ma questi lo batterono, e Io rimandarono
autem hunc quoque caedentes, et afflcien- con le mani vuote. "E seguitò a mandare
tes contumelia, dimiserunt inanem. "Et ad- un altro servo. Ma quelli avendo battuto
didit tertium mittere : qui et illum vulne- anche questo, e fattogli oltraggio, lo ri-
rantes eiecerunt. mandarono con le mani vuote. "E si ri-
fece da capo a mandare il terzo ed essi :

ferirono e cacciaron via anche questo.


^'Dixit autem dominus vineae Quid fa- : "Disse allora il padrone della vigpai:
ciam ? mittam filium meum dilectum forsi- : Che farò io? Manderò il mio figliuolo di-
tan, eum hunc vìderint, verebuntur. ^*Quem letto forse quando lo vedranno gli por-
:

cum vidissent coloni, cogitaverunt intra se, teranno rispetto. **Ma i vignaiuoli veduto
dicentes Hic est heres, occidamus illum,
: che l'ebbero, la discorsero tra loro, e dis-
ut nostra fiat hereditas. "Et eiectum illum sero Questo è l'erede, ammazziamolo,
:

extra vineam, occiderunt. Quid ergo faciet perchè sia nostra l'eredità. '*E cacciatolo
illis dominus vineae? "Veniet, et perdei fuori della vigna, lo ammazzarono. Che farà
colonos istos, et dabit vineam aliis. Quo au- adunque di costoro il padrone della vigna?
dito, dixerunt illi Àbsit. : "Verrà e sterminerà questi vignaiuoli, e
darà la vigna ad altri. La qual cosa quelli
avendo udita, dissero Non sia mai questo. :

^MUe autem aspiciens eos ait : Quid est ^'Egli però miratili fissamente, disse :

ergo hoc, quod scriptum est Lapidem, : Che è adunque quel che sta scritto La :

quem reprobaverunt aediflcantes, hic factus pietra rigettata da coloro che fabbricavano,
est in caput anguli? "Omnis, qui ceciderit è divenuta testata dell'angolo? " Chiunque
super illum lapidem conquassabitur su- : cadrà sopra tal pietra, si fracasserà e :

per quem autem ceciderit, comminuet il- sopra cui ella cadrà, lo stritolerà.
lum.
"Et quaerebant principes sacerdotum, et "E i principi dei sacerdoti e gli Scribi
Scribae mittere in illum manus illa bora : cercavano di mettergli le mani addosso in
et timuerunt populum : cognoverunt enim quel punto medesimo ma ebbero paura :

quod ad ipsos dixerit similitudinem hanc. del popolo perchè compresero che questa
:

parabola l'aveva detta per loro.


'"Et observantes miserunt insidiatores. ""E tenendolo d'occhio, mandarono in-

"Ps. 117, 22; Is. 28, 16; Matth. 21, 42; Act. 4, 11; Rom. 9, 33; I Petr. 2, 7. "Matth. 22, 15;
Marc. 12, 13.

10. A tuo tempo, vale a dire quando venne la 17. Miratili fissamente, con occhio di compas-
raccolta. sione, li stringe con quest'argomentazione Se :

12. Ferirono, ecc. S. Luca fa risaltare una gra- non fosse vero che voi ucciderete il Messia, come
dazione nei maltrattamenti inflitti ai servi : il
mai sarebbe stato scritto, che la pietra rigettata,
ecc. Il Messia è la pietra d'angolo, che i capi del
primo viene battuto, il secondo viene inoltre
oltraggiato, il terzo riceve ferite e viene cacciato
Giudei hanno rigettata, e sopra della quale Dio
ha ediflcato la sua Chiesa, che deve estendersi a
fuori della vigna ignominiosamente.
tutti i popoli della terra.
13. Manderò il mio figliuolo. Quanta pazienza
18. Chi verrà a urta-e contro tal pietra, cioè
e quanta bontà in questo padre!
chi si scandalizzerà dell'umiltà e delU dottrina di
15. Cacciatolo fuori, ecc. I tre sinottici si ac- Gesù e non vorrà ascoltare i suoi insegnamenti,
cordano mirabilmente in questa particolarità. I capi si fracasserà, si procurerà la rovina. Non ostante
religiosi dei Giudei fecero arrestare Gesù per la sua morte il Messia è il vero erede, e farà ter-
timore di essere soprafatti dai romani (Giov. XI, ribile vendetta di tutti i suoi oemici, e stritolerà
47, 48), e cacciatolo fuori di Gerusalemme, lo coloro sui quali cadrà il suo giudizio vendicatore.
crocifìssero (Ebr. XIII, 12).
20. Tenendolo d'occhio per trovare un'occasione
16. Verrà, ecc. S. Luca per amore
di brevità propizia di arrestarlo. I Farisei, dopo esser»? Mniti
pone questa osservazione sulla bocca di Gesù agli Erodiani, mandarono alcuni loro discepoli da
stesso, benché in realtà essa sia stata fatta dai Gesù (Matt. XXII, IP; Mar. XI', 13) per avere da
membri del Sinedrio (Matt. XXI, 41). Non sarà lui soluzione dì uno scrupolo di coscienza. Jn
la
mai questo. Non avverrà mai che noi uccidiamo il realtà teserouna insidia. Essi credettero, che stante
Aglio del padrone della vigna, cioè il Messia. la prossima venuta del suo regno. Egli avrebbe
Essi hanno perfettamente compreso il signifìcato dissuaso dal pagare il tributo, e così avrebbe loro
della parabola, ma sono ostinati nel non voler ri- fornito un motivo per denunziarlo al preside ro-
conoscere che Gesù sia il Messia e il Piglio mano come ribelle, e farlo condannare alla morte
di Dio. (V. n. Matt. XXII, 15-22; Mar. XII, 13-17).
S. Luca, XX. 21-37 309

qui se iustos simularent, ut caperent eum sidiatori,i quali si fingessero religiosi, per
in sermone, ut traderent illum prìnclpatui, avvilupparlo in discorsi, a fin di metterlo
et potestati praesidis. *'Et interrogaverunt nellemani dell'autorità e della potestà del
eum, dicentes Magister, scimus quia recte
: preside. "Costoro lo interrogarono, e dis-
dìcis, et doces et non accipis personam, : sero Maestro, noi sappiamo che tu parli
:

sed viam Dei in ventate doces ''Licet no- : e insegni rettamente e non hai rispetto :

bis tributum dare Caesarì, an non? *'Con- umano, ma mostri la via di Dio con verità :

siderans autem dolum illorum, dixit ad eoa :


"è lecito a noi di dare iltributo a Cesare,
Quid me
tentatis? "Ostendite mihi dena- sì no? **Ma Cesia conoscendo la loro
rium Cuius habet imaginem, et inscriptio-
:
furberia, disse
Perchè mi tentate
loro :

nem? Respondcnies dixerunt ei Caesaris. : voi? "Fatemi vedere un denaro. Di chi


'*Et alt illis Reddite ergo quae sunt Caesa-
: è l'immagine e l'iscrizione che questo por-
ris, Caesari et quae sunt Dei, Deo. ''Et
: ta ? Gli risposero Di Cesare. "Ed egU
:

non potuerunt verbum eius reprehendere disse loro Rendete dunque a Cesare quel
:

coram plebe et mirati in responso eius,


:
che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio.
tacuerunt. *"E non poterono intaccare le sue parole
dinanzi al popolo e ammirati dalla sua
:

risposta tacquero.
'^Accesserunt autem quidam Sadducaeo- ''E si fecero innanzi alcuni dei Sadducei,
rum, qui negant esse resurrectionem, et in- i negano che vi sia risurrezione, e
quali
terrogaverunt eum, "Dicentes Magister, : gii fecero un quesito, ** dicendo Maestro, :

Moyses scripsit alicuius nobis : Si frater Mosè ci ha lasciato scritto che ove venga
mortuus fuerit habens uxorem, et hic sine a morire ad alcuno un fratello ammogliato
Hberis fuerit, ut accipiat eam frater eius che sia senza figliuoli, il fratello sposi la
uxorem, et suscitet semen fratri suo **Se- : moglie di lui, e dia discendenza al fratello.
ptem ergo fratres erant et primus accepit : "Vi erano adunque sette fratelli e il :

uxorem, et mortuus est sine fìliis. '"Et se- primo prese moglie, e morì senza figliuoli.
quens accepit illam, et ipse mortuus est *'I1 secondo sposò la donna, e morì anche
sine Alio. "Et tertius accepit illam. Simili- egli senza figliuoli. *'E il terzo la sposò.
ter et omnes septem, et non reliquerunt se- E il simile fecero tutti gli altri, e non la-
men, et mortui sunt. ^'Novissime omnium sciarono figliuoli, e morirono. **Morì dopo
mortua est et mulier. **In resurrectione er- tutti anche la donna. "Nella risurrezione
go, cuius eorum erit uxor? siquìdem septem adunque chi di essi l'avrà in moglie? Che
habuerunt eam uxorem. ella è stata moglie di tutti sette.

"Et ait illis lesus Filìi huius saeculi nu- : **E Gesìj disse loro 1 figliuoli di questo :

bunt, et traduntur ad nuptias 'Mlli vero, : secolo sposano e si fanno sposare. '"Ma
qui digni habebuntur saeculo ilio, et resur- coloro che saranno giudicati degni di quel-
rectione ex mortuis, ncque nubent, ncque l'altro secolo, e di risorger da morte, né si
ducent uxores ''Ncque enim ultra mori : ammogliano, né si maritano "poiché non :

poterunt aequales enim Angelis sunt, et


: potranno più morire che sono simili agli
:

fllii sunt Dei eum sint fìlli resurrectionis.


: Angeli, e sono figliuoli di Dio. essendo fi-
•'Quia vero resurgant mortui, et Moyses gliuoli della risurrezione. *^Che poi sieno

«» Rom. 13, 7. " M«nh. 22, 23; Marc. 12, 18. «• Dcut. 25, 5. " Ex. 3, 6.

26. Son poterono intaccare, ecc. Per il fatto 27. Alcuni Sadducei, ecc. V. n. Matf. XXII,
«tesso che accettavano e usavano la moneta ro- 23-33; Mar. XII, 18-27.
34-36. La risposta di Gesù è più sviluppata
presso S. Luca che presso gli altri Evangelisti. /
figliuoli di questo secolo, cioè gli uomini, che
vivono quaggiù in terra, sposano e si fanno spo-
sare, perchè sono mortali e il matrimonio è de-
tinato alla conservazione del genere umano ma :

i beati (Gesù parla dei soli beati, perchè questo


bastava al suo scopo) saranno immortali, perchè
simili agli angeli e Agli di Dio, sono stati fatti par-
tecipi della risurrezione a una nuova vita.
Flg. 125. — Denaro di Tiberio.

37-38. V. n. Matt. XXII, 32; Mar. XII, 26. Per


mana, venivano a riconoscersi sudditi dell'impera- lui tutti sono vivi. Gli uomini tutti, benché siano
tore romano, poiché era dottrina degli stessi rab- morti alla vita terrena, sono però vivi davanti a
bini che l'accettare la moneta d'un sovrano equi- Dio, perchè la loro anima è immortale, e perchè
valeva a riconoscerne l'autorità. un giorno anche loro corpi risorgeranno.
i
310 S. Luca, XX, 38 — XXI, 1

ostendit secus rubum, sicut dicit Domi- per risuscitare i morti, lo dimostrò anche
num, Deum Abraham, et Deum Isaac, et Mosè presso al roveto, chiamando il Si-
Deum lacob. **Deus autem non est mor- gnore il Dìo di Abramo e il Dio d'Isacco
tuorum, sed vivorum omnes enim vivunt
: e il Dio di Giacobbe. **0r non è Dio dei
ei. "Respondentes autem quidam Scriba- morti, ma dei vivi che per lui tutti sonc
:

rum, dixerunt ei Magister, bene dixisti.


: vivi. '*E alcuni degli Scribi presero la
*''Et amplìus non audebant eum quidquam parola, e gli dissero Maestro, hai par-
:

interrogare. lato bene. *"£ nessuno più ardiva d'interro-


garlo.
*^Dixit autem ad illos : Quomodo dicunt *^Ma egli disse loro Come mai dicono
:

Christum, fllium esse David? *^Et ipse Da- che il Cristo sia figliuolo di David, *^e lo
vid dicit in libro Psalmorum Dixit Domi- : stesso David dice nel libro dei Salmi Il :

nus Domino meo, sede a dextris meis, **Do- Signore ha detto al mio Signore Siedi :

nec ponam inimicos tuos, scabellum pedum alla mia destra, *^sino a tanto che io metta
tuorum? **David ergo Dominum illum vo- i tuoi nemici sgabello ai tuoi piedi? **Da-
cat et quomodo filius eius est ?
: vid adunque lo chiama Signore e come è :

egli suo figliuolo?


"Audiente autem omni populo, dixit di- *'E udendolo tutto il popolo, disse ai
scipulis suis : "Attendite a Scribis, qui suoi discepoli **Guardatevi dagli Scribi,
:

volunt ambulare in stolis, et aman/^ saluta- i quali vogliono camminare in lunghe vesti,

tiones in foro, et primas cathedras in syna- e amano di essere salutati nelle piazze, e
gogis, et primos discubitus in conviviis : di avere i primi seggi nelle Sinagoghe, e i
*'Qui devorant domos viduarum, simulantes primi posti nei conviti *'i quali col pre-;

longam orationera. Hi accipient damnatio- testo di lunghe orazioni divorano le case


oem maiorem. delle vedove. Costoro incorreranno più ri-
gorosa condanna.

CAPO XXI.

L'obolo della vedova, 1-4. —


Predizione della rovina del tempio, domanda dei discepoli
intomo al tempo che avverrà, 5-7. —
Mali e persecuzioni che dovranno sostenere
i discepoli sino alla fine del mondo, 8-19. — Rovina di Gerusalemme, 20-24.
— Segni precursori dell'ultima venuta del Figliuolo dell'uomo, 25-28. — Esor-
tazione alla vigilanza, 2g-j8.

^Respiciens autem vidit eos, qui mitte- 'Alzati poi gli occhi osservò dei ricchi
bant munera sua in gazophylacium, divites. che gettavano le loro offerte nel gazofilacio.

*> Ps. 109, 1; Matth. 22, 44; Marc. 12, 36. "Matth. 23, 6; Marc. 12, 38; Sup. 11, 43.
» Marc. 12, 41.

39-40. Alcuni Scribi e Farisei approvano perfet- questa povera vedova è maggiore di quello fatto
tamente r interpretazione della Scrittura data da
Gesù, contenti che abbia sconfitto i Sadducei. I
nemici di Gesù disperano ornai di farlo cadere nel
loro lacci.
41-44. V. n. Matt. XXII, 41-46, Mar. XII,
35-37. S. Luca abbrevia alquanto la narrazione di
S. Marco. Gesiì non nega che il Messia sia figlio
di Davide, ma fa osservare, che ciò non basta a Fig. 126.
spiegare come Davide abbia potuto vederlo seduto
alla destra di Dio partecipe degli onori divini.
Tonaca annpia e lun^a.
Lascia quindi comprendere che nel Messia, oltre (Statua romana)
una figliazione umana, vi dovrà pure essere una
Figliazione divina.
45-47. Delgrande discorso contro i Farisei,
da S. Matteo, XXIII, S. Luca come San
riferito
Marco, XII, 38-40, non dà che un piccolo cenno.
V. n. Matt. XXIII, 1-39 (V. flg. 126).

CAPO XXI.
dai ricchi ; perciò davanti a Dio essa ha acqui
1-4. V. n. Mar. XII, 41-44 II sacrifizio fatto da stato maggior merito.
S. Luca, XXI, 2-11 311

'Vldìt autem et quamdam viduam pauper- 'E vide poi anche una vedova poveretta,
culam mittentem aera minuta duo. 'Et dixit : la quale vi gettò due spiccioli. 'E disse :

Vere dico vobis, quia vidua haec pauper, Per verità vi dico, che questa povera ve-
plus quam omnes misit. *Nam omnes hi ex dova ha messo più di tutti *poichè tutti :

abundanti sibi miserunt In munera Dei : coloro hanno offerto a Dio parte di quello
haec autem ex eo, quod deest illi, omnem che loro sopravanzava ma quella ha of- :

victum suura, quem habuit, misit. ferto del suo necessario ouanto aveva per
sostentarsi.
•Et quibusdam dicentibus de tempio quod *E dicendo taluni del tempio, che era
bonis lapidibus, et donis ornatum esset, di fabbricato di belle pietre, e ornato di doni,
xit : 'Haec, quae videtis, venient dies, in rispose 'Di queste cose che voi vedete,
:

quibus non relinquetur lapis super lapidem, tempo verrà che non resterà pietra sopra
qui non destruatur. pietra, che non sia rovinata.

Mnterrogaverunt autem illum, dicentes : 'E gli domandarono Maestro, quando :

Praeceptor, quando haec erunt, et quod si- avverranno tali cose; e quale sarà il segno
gnum cum fieri in9ipient? 'Quid dixit Vi- : che siano prossime ad accadere? *Egli ri-
dele ne seducamini multi enim venient : spose badate di non esser sedotti
: poiché :

in nomine meo, dicentes quia ego sum et : molti verranno sotto il mio nome, e di-
tempus appropinquavit nolite ergo ire post : ranno Son io e il tempo è vicino non
: : :

eos. 'Cum autem audieritis praelia, et se- andate adunque dietro a loro. 'Quando poi
ditiones, nolite terreri : oportet primura sentirete di guerre e di sedizioni, non vi
baco fieri, sed nondum statim finis. sbigottite bisogna che prima accadano tali
:

cose ma non sarà ancor si tosto la fine.


;

'•Tunc dicebat illis Surget gens contra : "Allora diceva loro Si solleverà popolo :

gentem, et regnum adversus regnum. "Et contro popolo e regno contro regno. "E

•Matth. 24, 2; Marc. 13, 2; Sup. 19, 44.

5. Anche presso S. Luca Q {rande discorso, uomo (Giuseppe P. 0. 0. V, 5, 4. Tacit. Hist.


tenuto da Gesù sul monte Oliveto In faccia al V, 3).
tempio, può dividersi in tre parti, nella prima
delle quali dopo un prologo (5-7) si danno avvisi
7. GU domandarono, ecc. Erano arrivati in cima
deirOliveto, avviati verao Betania, quando i di-
generali relativi alle persecuziooi, a cui in tutti i
scepoli interrogarono Gesù sulla data e sui segni
tempi saranno esposti i discepoli di Gesù (8-19);
precursori della grande catastrofe. Nella mente
nella seconda ai parla della rovina di Gerusalemme
dei discepoli la rovina di Gerusalemme era con-
giunta col finale giudizio, e quindi mentre doman-
dano il tempo del primo avvenimento, doman-
dano ancora il tempo del secondo. Gesù nella sua
risposta tocca dell'uno e dell'altro.
8. Gesù comincia a rispondere in generale,
mettendo guardia coloro che credevano essere
in
prossima sua venuta, a non lasciarsi ingannare.
la
Verranno infatti dei seduttori, che diranno Sono :

io il Messia, ed è vicino il tempo della mani-


festazione gloriosa del regno di Dio.
Così fecero Tenda (Atti V, 36), Simon Mago
(Atti Vili, 9), e quell'Egiziano, di cui si parla
pure negli Atti XXI, 38, ecc. e cosi pure fecero
e faranno altri durante il corso dei secoli che
l'umaniti vive sopra di questa terra.

— 9. Gtttrrt, ecc. Anche dopo la predicazione del


Fig. la?. Mura di Gerusalemnne
Vangelo vi saranno guerre e sedizioni nel mondo,
presso II quale I giudei si recano a piangere. ma non saranno un segno della prossima fine,
essendo cose di tutti tempi. i

(20-24), e nella terza si tratta del giudizio finale, 10-11. Anche tutte le calamiti qui annunziate
del quale era figura la rovina di Gerusalemme non possono essere segni della prossima fine.
(25-33). V'è infine un epilogo (34-38) che con- Cose spaventevoli, ecc. Alcuni spiegano queste
tiene un'esortazione alla vigilanza. parole con ciò che narra Giuseppe (G. G. VI,
Taluni, cioè gli Apostoli. S. Luca omette pa- 5, 3) di una cometa a foggia di spada, che fu
recchie circostanze riguardanti l'occasione e il vista per lo spazio di un anno sopra la città, e
luogo questo discorso. Esse vengono accen-
di dei cocchi e falangi armate che correvano sulle
,

nate da S. Matteo, XXIV, 1-51 e da S. Marco, nubi, e della voce udita nel tempio che diceva :
XIII, 1-37. Vedi ivi per le note. Partiamo di qua, ecc. Le parole di Gesù sono
Ornato di doni. Ricchissimi erano i doni, che però troppo generali, e non possono essere ap-
venivano offerti al tempio. Celebre sopra tutti plicate alla sola distruzione di Gerusalemme,
era la vite d'oro offerta da Erode il grande, i cui poiché le carestie, i terremoti, le pestilenze, ecc.
grappoli avevano la grossezza e l'altezza di un sono cose di tutti i tempi.
312 S. Luca, XXI, 12-22

terraemottis magni erunt per loca, et pesti- saranno fieri terremoti in diversi luoghi, e
jentiae, et fames, terroresque de caelo, et pestilenze e carestie e cose spaventevoli
signa magna erunt. nel cielo, e prodigi grandi.
"Sed ante haec omnia iniicient vobis ma- ^*Ma prima di tutto questo vi metteranno
nus suas, et persequentur tradentes in sy- le mani addosso, e vi perseguiteranno, tra-
nagogas, et custodias, trahentes ad reges, endovi alle sinagoghe e alle prigioni, e vi
et praesides propter nomen meum "Con- : trascineranno dinanzi ai re e ai presidi per
tinget autem vobis in testimonium. "Poni- causa del nome mio ^^e questo avverrà
:

te ergo in cordibus vestris non praemedi- per la vostra testimonianza. "Tenete dun-
tari quemadmodum respondeatis. ^*Ego que fisso in cuor vostro di non premedi-
enim dabo vobis os, et sapientiam, cui non tare quel che abbiate a rispondere "pe- :

poterunt resistere, et contradicere omnes rocché io darò a voi un parlare e una sa-
adversarii vestri. pienza, cui non potranno resistere né con-
traddire tutti i vostri nemici.
^'Trademinl autem a parentibus, et fra- "Sarete poitraditi da genitori, da fra-
morte affl-
tribus, et cognatis, et amicis, et telli,da parenti e amici, e parte di voi fa-
cìent ex vobis ^'Et eritis odio omnibus
: ranno morire *'E sarete in odio a tutti
:

propter nomen meum "Et capillus de ca- : per causa del nome mio " ma non perirà
:

pite vestro non peribit. "In patientia vestra un capello del vostro capo. "Guadagne-
possidebitis animas vestras. rete le anime vostre mediante la pazienza.
'"Cum autem videritis circumdari ab e- ^'Quando poi vedrete Gerusalemme cir-
xercitu lerusalem, tunc scitote quia appro- condata d'esercito, allora sappiate che la
pinquavit desolatio eius : '^Tunc qui in lu- sua desolazione é vicina ^^allora chi si
:

daea sunt, fugiant ad montes et qui in : trova nella Giudea, fugga nelle montagne :

medio eius, discedant et qui in regioni- : e chi sta dentro di lei, si ritiri e chi :

bus, non intrent in eam. **Quia dies ultio- è per le campagne, non vi rientri " per- :

nis hi sunt, ut impleantur omnia, quae scri- chè giorni di vendetta sono quelli, affinchè

"Dan. 9, 27; Matth. 24, 15; Marc. 13, 14.

12. Alle sinagoghe per esservi flagellati. Per rusalemme. S. Luca tralascia la frase ebraici
causa del nome mio, cioè perchè predicate il Vabbominazione della desolazione, riferentesi aUa
mio nome (Atti V, 13). In tutti i tempi i fedeli
furono e saranno perseguitati dai tristi.

13. E questo, ecc. Tutte queste cose saranno


una testimonianza della vostra fede e del vostro
amore verso di me. Si adempirà quindi in essi
quello che Gesù disse Sarete miei testimoni!
:

fino agli ultimi confini del mondo (Atti I, a).

14-15. Non
lasciatevi spaventare dalla vostra
debolezza e dalla potenza dei vostri nemici, io vi
darò la sapienza e la forza necessaria affinchè
possiate restare vittoriosi.
16-18. Dovranno sostenere persecuzioni anche
dalle persone più care ; ma non avranno a te-
mere, perchè veglia sopra di loro Dio. V. n.
Matt. X, 20 e ss. Dio mostra in diverse maniere
la sua speciale provvidenza verso i santi perse-
guitati. Talvolta toglie ai tormenti il potere di
imocere, come avvenne nella fornace di Babilonia, Fig. 123. Soldati che assediano una città-
tal'altra riempie l'anima del martire di tanta con- (Bassorilievo romano).
solazione, che quasi non sente il dolore che af-
fligge il corpo, e sempre poi dà loro una mer-
cede abbondantissima. Essi quindi non perderanno profanazione del tempio (Matt. XXIV, 15 Mar.
nulla ; la vita, che loro vien tolta, sarà loro re- XIII, 14), e dà un altro segno egualmente carat-
stituita, i beni, di cui vengono spogliati, saranno teristico. Quando adunque vedranno avvicinarsi
}oro ridonati centuplicati. la guerra e prepararsi l'assedio alla città, fuggano.

19. Guadagnerete salute eterna alle


la anime 21. Chi sta dentro di lei, cioè di Gerusalemme,
vostre colla costanza nel patire per Dio. si ritiri, e chi è per le campagne o le ville, che
seno d'attorno alla città, non rientri in essa, ecc.
20. Gesù comincia a rispondere alla seconda de-
manda degli Apostoli, quando cioè sarebbe avve- 22. Si adempia, ecc. La distruzione di Gerusa-
nuta rovina di Gerusalemme.
la L'esercito romano lemme sarà opera della vendetta di Dio. Già Da-
•otto la condotta di Vespasiano e poi sotto quella niele. IX, 26-27, l'aveva annunziata, e gli stessi
di Tifo cominciò a invadere e a domare la Galilea Giudei, al dire di Giuseppe Flavio, l'attribuivano
e la Perea, avvicinai dosi così sempre più a Ge- alla collera divina.
S. Luca, XXI, 23-35 313

pta sunt. "Vae autem praegnantibus, et nu- tutto quello che è stato scritto si adempia.
trientibus in illis diebus, erit enim pressura *'Ma guai donne gravide, e che daran
alle
magna super terram, et ira populo buie. latte in quei giorni perocché in grande:

'*Et caJent in ore gladii et captivi ducen- : strettezza sarà il paese, e l'ira addosso a
tur in omnes Gentes, et lerusalem calcabi- questo popolo. "E periranno di spada e :

tur a Gentibus donec impleantur tempora


:
saranno menati schiavi tra tutte le nazioni,
oationum. e Gerusalemme sarà calcata dai Gentili :

fino a tanto che siano compiti i tempi dei


Gentili.

"Et erunt signa in sole, et luna, et stel- "E saranno prodigi nel sole, nella luna
lis, pressura Gentium prae con-
et in terris e nelle stelle, e in terra costernazione di
fusione sonitus maris, et fluctuum ''Are- : popoli per lo sbigottimento dal fiotto del
scentibus hominibus prae timore, et expe- mare e dell'onde ""consumandosi gli uo-
:

ctatione, quae supervenient universo orbi : mini per la paura e per l'aspettazione di
nam virtutes caelorum movebuntur : *^Et quanto sarà per accadere a tutto l'universo :

tunc videbunt fllium hominis venientem in perchè le virtù dei cieli saranno sconvolte :

nube cum potestate magna, et maiestate. e allora vedranno il Figliuolo dell'uomo


"His autem fieri incipientibus, respicite, et venire sopra una nuvola con potestà grande
levate capita vestra quoniam appropinquat
: e maestà "quando poi queste cose prin-
:

redemptio vestra. cipieranno ad effettuarsi, mirate in su, e


alzate le vostre teste perchè la vostra re- :

denzione è vicina.
"Et dixit illis similitudinem Videte fl- : **E disse loro una similitudine Osser- :

culneam, et omnes arbores "Cum produ- : vate il fico e tutte le piante "quando :

cunt iam ex se fructum, scitis quoniam hanno già buttato, sapete che la state ò
prope est aestas. *'Ita et vos cum videritis vicina "così pure voi quando vedrete suc-
:

haec fieri, scìtote quoniam prope est regnum cedere tali cose, sappiate che il regno di
Dei. *'Amen dico vobis, quia non praeteri- Dio è vicino. **In verità vi dico che non
bit generatio haec, donec omnia flant. passerà questa generazione, fino a che tutto
"Caelum, et terra transibunt verba autem : si adempia. **I1 cielo e la terra passeranno :

mea non transibunt. ma le mie parole non passeranno.


"Attendite autem vobis, ne forte graven- •^Vegliate sopra voi stessi, onde non
tur corda vestra in crapula, et ebrietate, et avvenga che sieno depressi i vostri cuori
curis huius vitae et superveniat in vos re-
: dallecrapule e dalle ubbriachezze e dalle
pentina dies illa **Tamquam laqueus enim
: cure delia vita presente, e repentina vi
superveniet in omnes, qui sedent super fa- venga addosso quella giornata "poichò :

«• Is. 13, 10; Ez. 32, 7; Joel, 3, 15; Matth. 24, 29; Marc. 13, 24. »• Rom. 8, 23.

23. Guai all0 donne gravidi, ecc., perchè non L* virtà dei cieli, cioè la forze che mantengono
potranno fuggire colla necessaria prestezza, e non l'equilibrio tra i corpi celesti.
potranno avere quelle cure che il loro stato ri- 28. Mirate in su, ecc. E' questa una parola di
chiederebbe. conforto e di consolazione per quei cristiani, che
24. E periranno di spada, ecc. Giuseppe fa assisteranno ai terrìbili sconvolgimenti della na-
ascendere a un milione e cento mila morti nel- i tura. Quando adunque vedranno compiersi queste
l'assedio di Gerusalemme, e a novantasei mila i predizioni, si rinfranchino e stiano di buon animo,
prigionieri, i migliori dei quali vennero serbati perchè si avvicina per loro il momento di essere
per il trionfo, e gli altri fatti schiavi e venduti sui liberati da tuni i mali, e ricevere il premio eterno
pubblici mercati. Sarà calcata dai Gentili sino a loro promesso. Tutto questo passo è proprio di
tanto, ecc. Gerusalemme sarà conculcata dai Gen- S. Luca.
tili fino a che siano compiti i tempi dei Gentili, 30. Quando sulle piante cominciano a spuntare
cioè per tutto il tempo che dureranno i Gentili, le foglie, sapete che è prossima l'estate.
vale a dire sino alla fine del mondo. La nazione
32. Questa generazione, cioè il popolo giudaico.
giudaica non si ristabilirà mai più. S. Luca nota
rovina di Gerusalemme V. n. Matt. XXIV, 34.
espressamente che tra la
e la fine del mondo, deve trascorrere un certo 34. Vegliate affine di non immergervi nei pia-
spazio di tempo, la cui durata Gesù non ha cre- ceri del senso, e di non lasciarvi assorbire dalle
duto bene di rivelare. cure della vita presente, perchè il giorno del giu-
Gesù passa a trattare dei segni che prece- dizio non vi sorprenda all'improvviso.
25.
deranno la sua venuta per il giudizio. 35. Sarà come laccio, col quale si pigliano gli
Saranno prodigi, ecc., cioè il sole si oscurerà, uccelli,quando meno se l'aspettano. Malgrado tutti
la luna non darà più luce, ecc. Matt. XXIV, 29; questi segni, il giudizio sarà una sorpresa per gU
Mar. XIII, 14. Tutto l'universo sarà scosso pro- empi, quali in tutti gli sconvolgmenti della na-
i

fondamente. tura non vorranno veder altro che fenomeni natu-


26. Consumandosi, meglio, venendo meno, ecc. rali (V. fig. 129).
314 S. Luca, XXI, 36 — XXII, 4

ciem omnis terrae. '"Vigilate itaque, omni sarà come laccio che cadrà sopra coloro eh©
tempore orantes, ut digni habeamini fugere abitano sulla superficie della terra. "Ve-
ista omnia, quae futura sunt, et stare ante gliate adunque in ogni tempo, pregando di
Filium hominis. esser fatti degni di schivare tutte queste
cose, che debbono avvenire, e di star con
fiducia dinanzi al Figliuolo dell'uomo.
'^Erat autem diebus docens in tempio; ''E Gesù stava il giorno insegnando nel
noctibus vero exiens, morabatur in monte, tempio; e lanotte usciva, e faceva sua di-
qui vocatur Oliveti. "Et omnis populus mora sul monte chiamato Oliveto. '*E tutto
manicabat ad eum in tempio audire eum. ilpopolo andava di buon mattino da lui al
tempio per ascoltarlo.

CAPO XXII.

Cospirazione del Sinedrio e patto di Giuda, i-6. —


Preparazione dell'ultima cena, 7-^3-
—Ultima cena e istituzione delV Eucaristia, 14-20. // traditore svelato, 21-23, —
—Ultimi avvisi. Preghiera di Gesù, per S. Pietro, predizione della negazione ;
altri avvisi. 24-38. Gesù, al Getsemani, 39-46' Tradimento e cattura di —
Gesù, 47-53. —
Le negazioni di Pietro, 54-62. — Gesù deriso, 63-65. — Gesù
davanti al Sinedrio, 66-71.

^Appropinquabat autem dies festus Azy- ^E si avvicinava la festa degli azzimi,


morum, qui dicitur Pascha 'Et quaerebant
: che si chiamava Pasqua ^e i principi de' :

principes sacerdotum, et Scribae, quomodo sacerdoti e gli Scribi cercavano modo cM


lesum interflcerent timebant vero plebem.
: uccidere Gesù ma avevano paura del po-
:

polo.
*Intravit autem satanas in ludam, qui co- *E satana entrò in Giuda, detto Iscariote,
gnominabatur Iscariotes, unum de duode- uno dei dodici *e andò a discorrere eoi
:

cim. *Et abiit, et locutus est eum principi- principi dei sacerdoti e coi magistrati del

iMatth. 26, 2; Marc. 14, 1. » Matth. 26, 14; Marc. 14, 10.

36. Vegliate pregando, ecc. Alla vigilanza VI, 2; Mar. XIV, 1. La festa degli azzimi durava
per tenere il cuore distaccato dalle cose del mondo, sette giorni, e nell'uso volgare prendeva il nome
si deve aggiungere la preghiera per ottenere da dal primo giorno che era più solenne, perchè io

Fig. 139,

Rete per pigliare gli uccelli.


(Pittura egiziana).

Dio la grazia di scampare dai pericoli di quei esso si immolava la Pasqua, ossia l'agnello pa-
giorni, e di essere presentati dagli angeli davanti squale. V. n. Matt. XXVI e Marc. XIV.
al Figliuolo dell'uomo e ottenere da lui miseri-
2. Era già stabilito che Gesù doveva morire,
cordia.
rimaneva a determinare il modo di toglierlo dal
37-38. Questo passo proprio di S. Luca, e uno mondo senza destare tumulti fra il popolo.
sguardo retrospettivo sulla vita condotta da Gesù
dopo la sua entrata trionfale in Gerusalemme.
3. Entrò in Giuda, perchè colle sue malvagie
disposizioni gli apri le porte del suo cuore.
Faceva sua dimora, cioè passava la notte. Sul
monte Oliveto, probabilmente a Betania, sul ver- Giuda non fu un ossesso, egli conservò la pie-
sante orientale dell'Oliveto (Matt. XXI, 17), dove nezza della sua libertà, e perciò il delitto da lui
Gesù si recò la sera dopo il suo ingresso trion- commesso è perfettamente imputabile alla sua
malvagità. S. Luca ommette qui la cena di Be-
fale. Alcuni pensano invece che Gesù pernottasse
tania (Matt. XXVI, 6 e ss. Mar. XIV, 3 e ss.),
;
all'aperto sull'Olivelo.
forse perchè ha già narrato un avvenimento simile
CAPO XXII. al cap. VII, 36-50. Vedi note ivi.

1. Si avvicinava, ecc. Questa data assai vaga, 4. Coi magistrati, cioè coi leviti incaricati della
viene precisata dagli altri Evangelisti. Matt. XX polizia e della guardia del tempio.
S. Luca, XXII, 5-18 315

bus sacerdotum, et magistratibus, quemad- modo di darlo loro nelle


mani. *E ne fecero
modum ìllum traderet eis. "Et gavisi sunt, festa, e convennero di dargli una somma di
et cacti sunt pecuniam illi dare. 'Et spo- denaro. "E acconsentì, e cercava opportu-
pondlt. Et quaerebat opportunitatem ut tra- nità di darlo senza rumore nelle loro mani.
deret illuni sine turbis.
'Venit autem dies Azymorum, in qua De- ^E venne dì
azzimi, nel quale
il degli
cesse erat cecidi pascha. *Et misit Petrum, si doveva immolare Pasqua. 'E mandò la
et Ioannem, dicens Euntes parate nobis :
Pietro e Giovanni, dicendo loro Andate, :

pascha, ut manducemus. *At illi dixerunt : preparateci da mangiare la Pasqua. 'E


Ubi vis paremus? '"Et dixit ad eos Ecce :
quelli risposero Dove vuoi tu che appa-
:

introeuntibus vobis in civitatem, occurret recchiamo? "Ed egli disse loro Al primo :

vobis homo quidam amphoram aquae por- ectrare in città v'imbatterete in un uomo
tans sequimini eum in domum, in quam
: che avrà una brocca d'acqua andategli :

intrat. ''Et dicetis patrifamilias domus Di- : dietro fino alla casa nella quale entrerà,
cit tibi Magister Ubi est diversorium, ubi
: "e direte al capo di casa
Il maestro dice :

pascha cum meis manducem?


discipulis a te : Dov'è
stanza in cui io mangi la
la
"Et ipse ostendet vobis coenaculum ma- Pasqua coi miei discepoli? "Ed egli vi
gnum stratum, et ibi parate. "Euntes autem mostrerà un gran cenacolo messo in ordine,
Invenerunt sicut dixit illis, et paraverunt e ivi apparecchiate. "E andati che furono,
pascha. '*Et cum facta esset bora, discu- trovarono come Gesù aveva detto loro, e
buit, et duodecim Apostoli cum eo. prepararono la pasqua. "E giunta l'ora si
mise a tavola, e con esso i dodici Apostoli.
"Et ait illis Desiderio desideravi hoc
: "E disse loro Ardentemente : ho bra-
pascha manducare vobiscum, antequam pa- mato di mangiare questa Pasqua con voi
tiar. "Dico enìm vobis, quia ex hoc non prima di patire "perocché vi dico: che non
manducabo illud, donec impleatur in regno ne mangerò più, fino a tanto che si adempia
Dei. "Et accepto calice gratias egit, et di- nel regno di Dio. "E
preso il calice, e rese
xit : Accipite, et dividite inter vos. "Dico le grazie, disse Prendete, e distribuitelo
:

enim vobis quod non bibam de generatione tra voi. "Poiché vi dico che io non berrò del
vitis, donec regnum Dei veniat. frutto della vite fino a tanto che venga H
regno di Dio.

i« AUtth. 26, 20 M«rc. 14, 17.


;

5. Dargli una somma, cioè trenta dentri d*tr- forme costumasi dagli amici in occasione di par-
gento, poco più di 100 lire. V. Matt. XXVI, 15. tenza o di morte) lasciasse ai suoi una memoria
6. Senza rumore, vale a dire in un aiomento dell'amor suo né altra cena poteva maggiormente
:

in cui fosse solo, e si potesse arrestare senza che convenire alla istituzione medesima, che ìa cent
il popolo entusiasmato dalla sua dottrina si levasse ptsqutle, in cui collt figurt ai congiungesae la
a rumore. veriti, coU'agnelIo della Pasqua il vero agnello di
Dio offerto per i peccati degli uomini ». Mariini.
7. L'agnello pasquale doveva immolarsi la «era
del 14 Nisan, tra le ore 14 1/2 e 16 1/2. Son ne mangerò, ecc. Gesù non celebrerà
16.
più alcuna Pasqua coi suoi discepoli, finché a
8. E mandò,
ecc. Gesù piglia l'iniziativa della
questa festa imperfetta e simbolica, destinata a
celebrazione della Pasqua. Luca i il solo Evan-
commemorare liberazione dalla schiavitù del-
la
gelista che abbia conservato il nome dei due
l'Egitto, succeda
vera e perfetta Pasqua, vale
la
Apostoli.
a dire la festa della piena liberazione degli uomini
11. Dov'è
stanza, ecc. Gli abitanti di Geru-
la dalla servitù del demonio e del peccato, che stri
salemme solevano allogare le loro stanze ai pel- celebrata in cielo con un convito spirituale ed
legrini per la celebrazione della Pasqua. L'uomo, eterno. < Si ha adunque in queste parole dì Cristo,
da cui Gesù mandò i suoi discepoli, era proba- l'annunzio della vicina sua morte, per cui sarebbe
bilmente un suo discepolo. egli stato tolto al convito dei suoi Apostoli, e
14. Giunta l'ora, ecc. L'agnello doveva man- insieme la promessa di seco riunirli nel regno ce-
giarsi alla sera al tramonto de! sole. I commensali leste, dove avrebbero goduto eternamente di sua
non dovevano essere meno di 10, né più di 20. presenza, e sarebbero fatti partecipi della stessa
15. Ho bramato, ecc. Gesù dice di avere ar-
sua mensa, come lo erano stati nel tempo della
dentemente bramato di mangiare quest'ultima tua vita mortale ». Martini.
Pasqua coi suoi discepoli, perchè in questo con- 17. Preso il calice, ecc. Questo calice non è
cito all'Antico voleva sostituire un Nuovo Testa- il calice eucaristico, ma quella coppa piena di
mento, e lasciare alla sua Chiesa l'Eucaristia vino, che al principio della cena pasquale veniva
quale pegno della grandezza del suo amore. Ed presentata al capo di famiglia, il quale, dopo
era conveniente che l'Eucaristia fosse istituita aver pronunziato sopra di essa la benedizione
prima della Passione, perchè essa « è simbolo e d'uso, l'accostava alle sue labbra e ne beveva,
rappresentazione della morte del Signore, come e poi la faceva passare a tutti i convitati affinchè
dice l'Apostolo; e non prima dell'ultima cena essi pure ne bevessero. V. n. Matt. XXVI, 20
doveva essere istituita, perchè aflora stava egli 18. Sino a tanto, ecc., cioè sino a tanto che lo
per soffrTe la morte e allora conveniva che (con-
; berrò di nuovo con voi nel cielo. V. n. v. 16. San
316 S. Luca, XXII, 19-24

"Et accepto pane gratias egit, et fregit, "E preso il pane, rendè le grazie, e lo
direns Hoc est corpus meum,
et dedit eis, : spezzò, e lo diede loro dicendo Questo :

quod prò vobis datur hoc facite in meara


: è il mio corpo, il quale è dato per voi :

commemorati onem. *°Similiter et calicem, fate questo in memoria di me. ^"Simil-


postquam coenavit, dicens Hic est calix : mente ancora (preso) il calice, finita che fu
novum testamentum in sanguine meo, qui la cena, dicendo Questo calice è il nuovo
:

prò vobis funde^ur. testamento nel sangue mio, che per voi si
spargerà.
"^Verumtamen ecce manus tradentìs me, *^Del rimanente ecco che la mano di chi
mecum mensa. *^Et quidem Filius
est in mi tradisce è meco a mensa. '"E quanto al
hominis, secundum quod deflnitum est, va- Figliuolo dell'uomo egli se ne va, secondo
dit verumtamen vae homini illi, per quem
: che è stabilito ma guai all'uomo, da cui
:

tradetur. "Et coeperunt quaerere inter


ipsi sarà tradito. **Ed essi cominciarono a do-
se, quis esset ex eis, qui hoc facturus esset. mandare l'uno all'altro chi di loro fosse
colui che avrebbe fatto tal cosa.
*Facta est autem et contentio inter eos, ^*Nacque di piii tra loro contesa sopra

"I Cor. 11, 24. 2iMatth. 26, 21; Marc. 14, 20; Joan. 13, 18. "Ps. 40, 10.

Matteo e San Marco, non avendo fatto menzione XXIV, 8, la Nuova sarà sigillata col sangue del-
della prima coppa di vino, riportano queste pa- rUomo-Dio.
role di Gesù dopo la consacrazione del calice. Per voi si spargerà, ecc. 11 greco ha il presente
19. Finito il convito legale Gesù prese un po'
che è sparso per voi, cioè per la remissione dei
vostri peccati. Spargere il sangue per la remis-
di pane azzimo, il solo che si potesse usare nella
cena pasquale, rendè grazie al Padre per tutti i sione dei peccati è offrire un sacrifizio. Gesù
benefizi fatti agli uomini, e spezzato il pane, lo
pertanto ha offerto un vero sacrifizio, e così
distribuì agli Apostoli dicendo : Questo, ossia ciò
come l'Antica Alleanza fu sigillata col sangue di
sacrifizi, cosi ancora la Nuova è sigillata col sangue
che io tengo nelle mani e vi presento è il mio
di Gesù vittima di espiazione per i nostri peccati.
corpo che è dato o consegnato alla morte per voi,
Il Codex Bezae D, i codici latini Vercellensis,
vale a dire, in vece vostra, quale prezzo di ri-
Corbiensis, Vindobonensis e pochi altri, la ver-
scatto per la vostra redenzione e salute. Fate
questo. Queste parole contengono un comando sione siriaca Curetoniana, ecc. omettono i ver-
setti 19 e 20. Contro di essi però stanno tutti gli
fatto agli Apostoli e ai loro successori di rinno-
altri codici, tutte le altre versioni, e molti Padri,
vare la consacrazione eucaristica, e mentre isti-
quali S. Giustino, Tertulliano, Eusebio, ecc. Il
tuiscono così il sacrifizio della S. Messa, crealo
passo quindi non può essere seriamente recato
gli Apostoli sacerdoti colla missione di offrire a
Dio il corpo e il sangue di Gesù Cristo. In me- m dubbio.
moria di me. Come la cena pasquale era un ricordo 21. S. Luca si scosta qui dall'ordine seguito
della liberazione dall'Egitto, così la cena eucari- da S. Matteo, XXVI, 22 e ss. e da S. Marco, XIV,
stica sarà un ricordo della morte sofferta da Gesù 17 e ss., quali pongono la denunzia del tradi-
i

per la nostra redenzione. La distinta consecrazione tore prima dell'istituzione dell'Eucaristia. L'ordine
delle due specie rappresenta al vivo la morte del seguito da S. Luca è da preferirsi poiché la con-
Salvatore. giunzione del rimanente che lega il v. 21 col v. 20 ,

Malgrado qualche divergenza nei particolari, sembra stabilire una relazione tra l'istituzione del-
l'istituzione dell'Eucaristia vien narrata in modo l'Eucaristia e la denunzia del traditore. Gesù pa-
pressoché identico dai tre Sinottici e da S. Paolo ragona tacitamente la grandezza della sua bontà
(1 Cor. XI, 23-25), e in questo fatto si ha una colla perfidia e l'empietà del discepolo traditore.
prova inoppugnabile della fede della Chiesa pri- Da questo passo di S. Luca si può inferire con
mitiva. S. Agostino che Giuda si trovò presente all'isti-
Le parole della consacrazione ci vennero però tuzione dell'Eucaristia, e ricevette egli pure cogli
trasmesse sotto due forme : l'una di S. Matteo altri il corpo e il sangue del Signore, come indi-
e di S. Marco, l'altra di S. Luca e di S. Paolo. cano le parole dì Gesù ai dodici Apostoli presso
Questi due ultimi hanno di proprio nella consecra- S. Matteo, XXVI, 27. Bevete tutti dì questo e
zione del pane le parole che è dato per voi.
: quelle di S. Marco, XIV, 23. Bevettero tutti di
Fate questo in memoria di me; e nella conse- esso. Questa opinione ha in suo favore quasi tutta
crazione del calice mettono maggiormente in rilievo l'antichità ecclesiastica, e viene adottata nella
il fatto, che il Nuovo Testamento sigillato col liturgia.
sangue di Gesù Cristo viene sostituito all'Antico. 24. Nacque contesa, ecc. Gesù aveva detto agli
20. Similmente, cioè facendo come aveva fatto Apostoli che non avrebbe più mangiato con loro
per il pane. Finita che fu la cena. Con queste pa- finché fosse venuto il regno di Dio, ed essi nella
role si fa intendere che il calice consecrato è ben falsa persuasione che dovesse oramai cominciare
diverso da quegli altri calici, che si facevano pas- ilregno temporale del Messia, contendono tra loro,
sare ai convitati durante la mensa. Questo calice, ciascuno volendo per sé l'onore di essere il primo
«ssia ciò che è contenuto in questo calice, è il ministro. Già altre volte gli Apostoli avevano su- ,
Nuovo Testamento nel mio sangue che è sparso scitata una simile questione. V. n. Matt. XX, 20
per voi, vale a dire : ciò che è contenuto in questo e ss. Mar. X, 37.
;

calice è il mio sangue che è il sigillo e la sanzione Alcuni esigeti pensano che la questione qui ac-
della Nuova Alleanza. Come l'Antica fu sigillata cennata da S. Luca abbia avuto luogo prima della
col sangue delle vittime, Esod. XII, 22 e ss.; cena, quando si trattava di mettersi a tavola. Ogni
S. Luca, XXII, 25-33 317

quls eorum videretur esse maior. **Dixit chi di essi paresse essere il maggiore. "Ma
autem eis Reges Gentium dominantur eo-
: egli disse loro I re delle genti le governano
:

rum et qui potestatem habent super eos,


: con impero e quelli che le hanno sotto il
:

benefici vocantur. "Vos autem non sic : loro dominio si chiamano benefattori. **Non
sed qui maior est in vobis, fiat sicut minor : così però tra voi ma chi di voi è piii
:

et qui praecessor est, sicut ministrator. grande, sia come il più piccolo e chi pre- :

*^Nam quis maior est, qui recumbit, an qui cede, sia come uno che serve. "Poiché chi
ministrat? nonne qui recumbit? Ego autem è da più, colui che siede, o colui che serve
in medio vestrum sum, sicut qui ministrat : a tavola? Non è da più colui che siede?
"Vos autem permansistis mecum
estis, qui Or io sono tra voi come uno che serve :

in tentationibus meis "Et ego dispono vo-


: "e voi siete quelli che avete continuato a
bis sicut disposuit mihi Pater meus regnum, stare con me nelle mie tentazioni. "E io
*°Ut edatis, et bibatis super mensam meam dispongo a favor vostro del regno, come il
in regno meo et sedeatis super thronos iu-
:
Padre ne ha disposto a favor mio, "af-
dicantes duodecim tribus Israel. finchè mangiate e beviate alla mia mensa
nel regno mio e sediate in trono a far
:

giudizio delle dodici tribù d'Israele,


•'Ait autem Dominus : Simon, Simon, ec- •'Disse di più il Signore Simone, Si-
:

ce satanas expetivit vos ut cribraret sicut mone, ecco satana va in cerca di voi per
triticum "Ego autem rogavi prò te ut non
: vagliarvi come il grano '"ma io ho pregato
:

deflciat fldes tua et tu aiiquando conver-


: per te affinchè la tua fedenon venga meno :

sus conflrma fratres tuos. '*Qui dixit ei : e tu una volta ravveduto, conferma i tuoi
Domine, tecum paratus sum et in carce- fratelli. **Egli però gli disse : Signore, son

«Matth. 20, 25: Marc. 10. 42.

Apostolo avrebbe voluto eaaere vicino a Geaù, che suppone evidentemente che la fermezza di
e avere cosi il primo posto. S. Pietro nella fede basti a mantenere fermi tutti
gli altri. Pietro è infatti il fondamento della Chiesa,
25. Si chiamano benefattori evtpyixax. Parec-
chi Toiomci di Egitto, e varii Seleucidi pre- il capo degli Apostoli e di tutti fedeli e coloro i

sero il titolo di Evergete, benefico. Gesù allude che stanno con lui sono certi che Satana con tutte
a questo fatto.
26. Come il più piccolo hedutpo? il pia gio-
vane), a cui incombe di onorare gli altri. Il più
grande adunque pigli l'ultimo posto, e colai che Flg. 130.
precede, cioè il capo fiYov^rvo^ sia come uno
Vaglio romano.
che serve a tavola.
lUssorìllevo romano).
27. lo sono tra voi, ecc. In queste parole vi è
un'allusione «Ila lavanda dei piedi fatta da Geaù
(Giov. XMI, 1.1).
28-30. In queste parole si ha come il testa-
mento fatto da Gesù in favore dei suoi disce-
poli. Essi colla più grande abnegazione hanno le sue arti non riuscirà a strappar loro la fede.
perseverato a seguirlo, e gli furono compagni L'oggetto della preghiera di Gesù è l'immobilità
fedeli durante tutte le prove, a cui andò soggetto infallibilità di Pietro nella fede. Ora Gesù fu
nella sua vita pubblica; gli saranno perciò ancora certamente esaudito (Giov. XI, 42) dal Padre suo,
compagni nella gloria. Gesù dice loro Colla stessa :
e perciò si deve ritenere che la fede di Pietro non
autorità con cui il Padre ha disposto a favor mio è mai venuta e non verrà mai meno. Anche nelle
del regno, io ne dispongo a favor vostro; voi negazioni del suo Maestro, Pietro non perdette
sarete partecipi della mia beatitudine (che viene la fede, ma solo sentì mancarsi il coraggio per
presentata come un convito) e godrete dei primi confessarla pubblicamente. £ tu una volta ravve-
onori, e per di più, sarete ancora partecipi della duto dalie negazioni, in cui presto cadrai, con-
mia autorità perchè vi costituirò giudici d'I&raele. ferma, cioè rendi forti nella fede i tuoi fratelli
V. n. Matt. XIX, 18. (gli Apostoli). Siccome però il demonio in tutti
31. Simone, Simone. Questa ripetizione è ordi- i tempi si sforzerà di far perdere agli uomini la
nata a richiamare l'attenzione. Satana va in c»rca, fede, cosi è necessario che l'ufflcio affidato a
ecc. Il greco t^nTTiactto significa ha attendo colla : Pietro si estenda a tutti i tempi e si trasmetta
sue insistenze da Dio la facoltà di vagUan-i come ai suoi legittimi successori, la fede dei quali non
il grano, ossia di far subire violente tentazioni potrà di conseguenza mai venir meno. Come po-
alla vostra fede. Vi è qui un'allusione a quanto trebbe infatti il Romano Pontefice confermare gli
ai dice nel libro di Giobbe (I, 12, II, 6), che altri nella fede se egli potesse sbagliarsi nell'in-
Satana ottenne da Dio di poter mettere a prova la segnare le verità da credersi? A ragione pertanto
fedeltà di Giobbe (V. flg. 130). da questo passo di S. Luca si deducono le grandi
verità dogmatiche del primato e dell'infallibilità
32. Ma io ho pregato, ecc. Il demonio cerca di
del Romano Pontefice definite dal Concilio Va-
trascinare gli Apostoli al male, Gesù prega per
ticano fConst. de Eccl. cap. 4).
ottener loro soccorso da Dio. Si osservi però
che mentre tutti gli Apostoli sono tentati, Gesù 33. Signore, ecc. In questa protesta è da rav-
con prega in particolare se non per S. Pietre il ; visare un amore ardente e una grande presunzione
318 S. Luca, XXII, 34-42

rem, et in mortem ire. '*At ille dìxit : Dico pronto ad andare con te e alla prigione e
tibi non cantabit hodie
Petre, gallus, donec alla morte. ^*Ma Gesù gli disse Dico a te, :

ter abneges nosse me. Et dixit eis : Pietro, non canterà oggi il gallo prima
che tu per tre volte neghi di conoscermi.
E disse loro :

"Quando misi vos sine sacculo, et pera, '*Quando mandai senza sacca, senza
vi

et calceamentis, numquid aliquid defuit vo- borsa e senza calzari, vi mancò mai nulla?
bis? "At ìUi dixerunt Nihil. Dixit ergo
:
"Ed essi dissero Nulla. Disse loro adun- :

eis Sed nunc qui habet sacculum, tollat


:
que : Adesso poi chi ha una sacca, la

similiter et peram et qui non habet, ven-


:
prenda, e così anche la borsa e chi non :

l'ha, venda la sua tonaca, e comperi una


dat tunicam suam, et emat gladium. "Dico
enim vobis, quoniam adhuc hoc, quod scri- spada. '^Poiché vi dico, esser necessario
ptum est, oportet impleri in me Et cum :
tuttora che si adempia in me quello che è
stato scritto Egli è stato noverato tra gli
iniquis deputatus est. Etenim ea, quae sunt :

scellerati. Poiché le cose che riguardano


de me, flnem habent. "At illi dixerunt :

Domine, ecce duo gladii hic. At ille dixit me sono presso al loro compimento. '*Ma
quelli risposero Signore, ecco qui due
:
eis : Satis est.
spade. Ed ei disse loro Basta così. :

"Et egressus ibat secundum consuetudi- '*E si mosse per andare secondo il suo
nem in Montem olivarum. Secuti sunt au- solito al monte Oliveto. E i suoi discepoli
tem illum et discipuli. *''Et cum pervenisset lo seguitarono. "E
giunto che vi fu, disse
ad locum, dixit illis Orate ne intretis in
:
loro Pregate, a fine di non cadere in ten-
:

tentationem. *^Et ipse avulsus est ab eis tazione. **E si distaccò da loro quanto un
quantum iactus est lapidis : et positis ge- tiro di sasso : e inginocchiatosi, pregava,
nibus orabat, **Dicens Pater si vis, tran-
:
*^dicendo : Padre, se vuoi allontana da me
sfer calicem istum a me Verumtamen non :
questo calice : per altro si faccia non la
mea voluntas, sed tua fiat. mia volontà, ma la tua.

"Matth 26 34; Marc. 14, 30. Matth. 10, " 9. »Ms. 53,12. " Matth. 26, 36; Marc. 14,
*i Matth. 26, 39; Marc. 14,35.
32; Joan. 18, 1.

quale (umanamente parlando) sì sarebbe dovuto


34. Non canterà, ecc. Secondo S. Matteo, XXVI,
attendere a tutti quei preparaiivi. Gli Apostoli
33 e S. Marco XIV, 26, Gesù avrebbe predetto a
Cenacolo non compresero il significato delle parole di Gesù.
S. Pietro la negazione mentte usciti dal
si avviavano al Getsemani, ma
secondo S. Luca
37. E' stato scritto, ecc. La citazione è di Isaia,
e S. Giov. XIII, 38, sembra certo che Gesù già
un Maestro annoverato
LUI, 12. Discepoli di tra
au-
nel Cenacolo avesse una prima volta repressa 1 gli scellerati ecrocifisso tra due ladroni, gli Apo-
dacia e la presunzione del principe degli Apostoli, stoli dovranno ancor essi aspettarsi persecuzioni
predicendogli la prossima negazione. e maltrattamenti. Le cose che riguardano, ecc. La
35-36. Gesù avverte i suoi discepoli che le mia vita terrena è prossima a finire, io sto per
cose anche per loro saranno ornai cambiate.
Non morire, e nuovi tempi cominciano per me e per
predicare
è più il tempo, in cui li aveva mandati a voi.
senza denaro, senza sacca (IX, 3 X, 4) e avevano ;
38. Ecco due spade, ecc. Gli Apostoli credettero
che Gesù avesse parlato di spade materiali, e glie
ne presentarono due, che forse avevano portato
dalla Galilea, se pure non si vuol pensare che le
due spade fossero due coltelli destinati a ucci-
dere e spezzare l'agnello. Basta così. Gesù non
vuol già dire che bastino due spade; ma vedendo
Flg. I3X. — Sacchi e monti di monete. di non essere stato capito, interrompe bruscamente
il discorso e dice Basta così, cioè, non parliamo
:

più. Gli Apostoli vedranno fra poco il loro Maestro


trovato ospitalità ed erano stati provvisti di tutto
cadere vittima della persecuzione, e capiranno
da coloro, ai quali avevano annunziato la buona
allora il significato delle sue parole.
novella; oramai non devono più fare affidamento
sulla liberalità degli uomini divenuti loro nemici, 39. il suo solito. Da questa partico-
Secondo
ma devono pensare a provvedersi del necessario larità da S. Luca si comprende, come
riferita
portando sacca e borsa, ecc. ; anzi la persecuzione Giuda abbia potuto facilmente trovare Gesù. (V.
contro di loro sarà così violenta che sarà neces- n. Matt. XXVI, 36 e ss. Mar. XIV, 32 e ss.). ;

sario, anche a costo di vendere il proprio man-


41. Si distaccò. Questa parola indica la violenza
tello, provvedersi di una spada per difendere la
che Gesù dovette per allontanarsi dai suoi
farsi
propria vita. Le parole di Gesù hanno un senso
discepoli. Inginocchiatosi dapprima, si prostrò in
allegorico. Egli non insinua agli Apostoli di re-
seguito a terra. Matt. XXVI, 39.
spingere la forza colla forza, e di essere solleciti
del proprio mantenimento e della propria difesa, 42. Allontana, ecc. Alcuni codici greci leggono
ma con un linguaggio figurato fa loro comprendere cosi : Padre, se tu vuoi allontanare da m» questo
la violenza dell'imminente persecuzione, nella calice e sottintendono: Io puoi.
S. Luca. XXII, 43-53 319

"Apparult autem illi Angelus de caelo, *^E apparve un Angelo dal cielo per
gli

confortans eum. Et factus in agonia, proli- confortarlo.Ed entrato in agonia pregava


xius orabat. **Et factus est sudor eius, si- più intensamente. "E diede in un sudore,
cut guttae sanguinis decurrentis in terram. come di gocce di sangue che scorreva a
**Et cum surrexisset ab oratione, et venis- terra. '''E alzatosi dall'crazione, e portatosi
se! ad discipulos suos, invenit eos dormien- da' suoi discepoli li trovò addormentati per

tes prae tristitia. "Et ait illis Quid dormi- : la tristezza. disse loro "E
Perchè dor- :

tis? surgite, orate, ne intretis in tentatio- mite? alzatevi, pregate, affine di non en-
nem. trare in tentazione.

*'Adhuc eo loquente ecce turba et qui : *'Mentre ancora parlava, ecco una truppa
vocabatur ludas. unus de duodecira, ante- di gente e colui che si chiamava Giuda,
:

cedebat eos et appropinquavit lesu ut oscu-


:
uno dei dodici, andava loro innanzi e si :

laretur eum. *'Iesus autem dixit illi : luda, accostò a Gesù per baciarlo. *'E Gesù gli
osculo Filium hominis tradis? disse Giuda, con un bacio tradisci il Fi-
:

gliuolo dell'uomo?

**Videntes autem hi, qui circa ipsum e- **E quelli che erano intorno a Gesù, ve-
rant, quod futurum erat. dixerunt ei Do- : dendo quanto stava per accadere gli dis-
mine, si percutimus in gladio? "Et percus- sero Signore adopriamo la spada? *''E uno
:

sit unus ex illis servum principis sacerdo- di essi ferì un servo del principe dei sacer-
tum, et amputavit auriculam eius dexteram. doti, e gli tagliò l'orecchio destro. *'Ma
•'Respondens autem lesus, ait Sinite : Gesù prese la parola, e disse Basta cosi. :

usque huc. Et cum tetigisset auriculam eius, E toccata l'orecchia di colui, lo risanò.
sanavit eum.

*'Dixit autem lesus ad eos, qui venerant "Disse poi Gesù ai principi dei sacer-
ad se, principes sacerdotum, et magistra- doti, e ai prefetti del tempio, e ai seniori,
tus templi, et seniores Quasi ad latronem : 1 quali si erano mossi contro dì lui Siete :

existis cum gladiis, et fustibus? ''Cum quo- venuti armati di spade e di bastoni quasi
tidie vobiscum fuerim in tempio, non ezten- contro un ladrone? •*Quand'io con voi mi

*^ Matth. 26, 47; Mire. 14, 43; Jotn. 18, 3.

43. Apparve in forma esterna e isibile come passione? L'angelo spedito dal cielo a confor-
indica il greco ùx^OriAgonia indica una lotta vedere che Gesù era vero uomo.
tarlo, ci fa
estrema, e qui significa l'orrore e l'acerbità dei 45. Gesù tre volte pregò, e tre volte tornò ai
varii sentimenti, che causava in Gesù l'immi- suoi discepoli (Matt XXVI, 40-45; Mar. XIV,
nenza della passione. In tale stato Gesù mostra la 37-41), ma S. Luca riassume brevemente quest'epi-
forza ricevuu dall'angelo col pregare più inten- sodio della passione. Addormentati per la tristezza.
samente. La tristezza, che d'ordinario è causa d'insonnia,
44. Diede in un sudore, ecc. La lotta nell'In- produce però talvolta tale stordimento di sensi,
terno di Gesù divenne così violenta, che ne ri- per cui si resta vittima del sonno più profondo.
sultò come un cominciamento di dissoluzione fi-
47. Per baciarlo. Il bacio era il segno convenuto
sica, e un sudore misto di acqua e di sangue usci
tra Giuda e coloro che dovevano arrestare Gesù.
da tutto il suo corpo. Questo fenomeno del su-
dore di sangue non è più rivocato in dubbio dalla 48. Con an bacio, ecc. Gesù gli fa vedere che
scienza. medici che ne hanno potuto constatare
1
conosce tutta la trama ordiu contro di lui.

parecchi esempi lo chiamano Diapedesls (V. Revae Adoperiamo la spada? Ricordandosi forse
49.
Thomiste, janvier 1899). Questa particolariti del di quanto Gesù aveva deno, vv. 36-38, domandano
sudore di sangue oroessa dagli altri Evangelisti, se debbano ora usare la spada.
doveva interessare in modo speciale S. Luca, che 50. Pietro senza aspettare risposta mena subito
era medico.
un colpo di spada a Malco (Giov. XVIII, 10).
Si osservi che i vv. 43-44 se mancano in an
eerto numero di codici greci e in alcune versioni, 51. Basta cosi, cioè desistete, non usate vio-
si trovano però nella maggior parte dei codici lenza, lasciate che mi arrestino. Per far vedere
sia maiuscoli, che minuscoli, nella maggior parte che non vuole essere difeso colle armi, Gesù
delle versioni, e nelle citazioni di S. Giustino, risana immediatamente il servo ferito.
di Sant'Irineo, di Sant'Ippolito, di S. Dionigi di 52. Principi dei sacerdoti, ecc. Parecchi membri
Alessandria, ecc. L'autenticità di questo passo del Sinedrio erano dunque presenti alla cattura
è oramai ammessa dagli stessi protestanti, e la di Gesù.
sua omissione in alcuni codici trova la sua ra-
Prefetti del tempio sono i capi dei leviti inca-
gione nella falsa pietà di alcuni copisti, quali i
ricati della guardia del tempio.
credettero indegno di Gesù l'essere confortato da
un angelo, e il sudare sangue. Strana aberrazione! 53. Questa è la vostra ora, ecc. e Questo è il
Se non derogano alla grandezza di Gesù le altre tempo, nel quale a voi e al principe delle tenebre
infermità e la stessa morte, che volle subire per (il quale di voi si serve, come di ministri della sua

noi, come vi potrà derogare la tristezza che vo rabbia) è permesso di fare tutto quello che vor-
lontariamente Egli pati alla vista dell'imminente rete contro di me >. Martim
320 S. Luca, XXII, 54-66

distìs manus in me sed haec est hora ve-


: trovava ogni dì nel tempio non istendeste
stra, et potestas tenebrarum. mai la mano contro di me ma questa è la :

vostra ora, e la potenza delle tenebre.


**Comprehendentes autem eum, duxerunt **E presolo lo condussero a casa del prin-
ad domum principis sacerdotum Petrus :
cipe dei sacerdoti e Pietro lo seguiva alla
:

vero sequebatur a longe. "Accenso autem lontana. **E avendo la gente acceso il fuoco
igne in medio atrii, et circumsedentibus il- nel cortile, e stando a sedere all'intorno,
lis, erat Petrus in medio eorum, stava anche Pietro sedendo in mezzo ad
essi.

*"Quem cum vidisset ancilla quaedam se- *'E una serva vedutolo seduto al fuoco,
dentem ad lumen, et eum fuisset intuita, e miratolo fissamente, disse Questo pure :

dixit Et hic
: cum '^At ille negavit
ilio erat. era con lui. "^Ma egli lo negò, dicendo :

eum, dicens : Mulier, non novi illum. Donna, non lo conosco.


**Et post pusillum alius videns eum, di- '*Di lì apoco un altro vedendolo, gli
xit Et tu de illis es. Petrus vero ait :
: O disse : Anche tu sei un di coloro. Ma Pietro
homo, non sum, disse : O uomo, non lo sono.
*'Et intervallo facto quasi horae unius, "E quasi un'ora dopo un altro diceva
alius quidam afflrmabat, dicens Vere et :
con insistenza : Certo anche questi era con
hic cum ilio erat nam et Galilaeus est. :
lui :imperocché anch'egli è Galileo. ""E
"*Et ait Petrus Homo, nescio quid dicis.
:
Pietro rispose O uomo, non so quel che
:

Et continuo adhuc ilio loquente cantavit tu dica. E immediatamente, prima che a-


gallus. vesse finite queste parole, il gallo cantò.

"'Et conversus Dominus respexit Petrum. •'E il Signore si rivolse a mirare Pietro.

Et recordatus est Petrus verbi Domini, sicut E Pietro si ricordò della parola dettagli dal
dixerat Quia prius quam gallus cantet, ter
:
Signore Prima che il gallo canti, mi rin-
:

me negabis. **Et egressus foras Petrus fle- negherai tre volte. •*£ uscito fuori, Pietro
vit amare. pianse amaramente.
qui tenebant illum, illudebant
•'Et viri, •*E quei che tenevano legato Gesù, lo
ei, caedentes. '^Et velaverunt eum, et per- schernivano e gli davano delle percosse.
cutiebant faciem eius et interrogabant :
•*E gli bendarono gli occhi, e gli davano
eum, dicentes Prophetiza, quis est, qui te
: delle guanciate, e lo interrogavano con
percussit? "'Et alia multa blasphemantes dire Indovina, chi è che ti ha percosso?
:

dicebant in eum. •'E molte altre cose bestemmiando dice-


vano contro di lui.
"•Et ut factus est dies, convenerunt senio- ••E appena fattosi giorno, si adunarono

"Matth. 26, 57; Marc. 14, 53; Joan. 18, 24. Matth. 26, " 69; Marc. 14, 66; Joan. 18, 25.
»»Joan. 18. 26. «i Matth. 26, 34; Marc. 14, 30; Joan. 13, 38. "
Matth. 27, 1; Marc. 15, 1;
Joan. 18, 28.

54. A casa del prìncipe, ecc. Gesù fu condotto 59. Quasi un'ora dopo. Questa particolarità è
prima da Anna (Giov. XVIII, 12) e poi da Caifa riferita dal solo S. Luca.
(V. n. Matt. XXVI, 57 e ss. Mar. XIV, 53 e ss.), ;
61. Si rivolse, ecc. Gesù dalla sala, in cui
e subito nella stessa notte contro di lui venne s'era fatto il primo processo, era stato condotto
istituito il processo, come è narrato da S. Matteo nell'atrio del cortile per esservi dileggiato. In
e da S. Marco. S. Luca accenna appena a questo mezzo alle villanie e agli insulti, a cui era fatto
processo notturno, dicendo che condussero Gesù segno. Egli si ricordò del suo Apostolo, che a quel
a casa del principe dei sacerdoti, ma si ferma momento doveva essergli vicino, e gli diede uno
invece al v. 66 e ss. a descrivere il processo fatto sguardo di compassione. I loro occhi si incon-
al mattino in un'altra seduta del Sinedrio, che è trarono : Pietro riconobbe il suo fallo, e si diede
appena menzionata da S. Matteo, XXVII, 1 e da a piangere.
S. Marco, XV, 1. Solo S. Luca parla di questo sguardo di Gesù
55-62. Le negazioni di Pietro. V. n. Matt. XXVI, a S. Pietro.
69 e ss. ; Mar. XIV, 66 e ss. 63. Quei che tenevano, ecc. S. Marco lichiama
56. Unacioè la portinaia, colla qua!e
serva, ministrì. Tra quelli, che maltrattavano Gesù, vi
S. Giovanni aveva parlato di Pietro (Giov. XVIII, erano pure alcuni membri del Sinedrio.
17). 66. Appena fattosi giorno, ecc. Presso gli Ebrei
58. Un Passato alcun tempo la por-
altro, ecc. era vietato pronunziare sentenze di morte nella
tinaia richiamò di nuovo su Pietro l'attenzione notte, e quindi per salvare le apparenze della
dei circostanti (Matt. XXVI, 71 Mar. XIV, 69), ; legalità, il Sinedrio viene radunato una seconda
e uno di essi gli disse : Anche tu sei uno itt volta sul fare del giorno, affine di ratificare la
coloro (che sono discepoli di Gesù), e poi parecchi sentenza pronunziata nella seduta notturna.
assieme gli domandarono Sei forse anche tu dei : Se tu sei il Cristo, ecc. Domandano a Gesù se
tuoi discepoli? (Giov. XVIII, 25). mantiene la sua affermazione di essere il Messia,
S. Luca, XXII, 67 — XXIII, 3 321

res pieDis, et principes sacerdotum, et Scri- gli anziani del popolo, e i principi dei sa-
bae, et duxerunt illum in concilium suum, cerdoti, e gli Scribi, e lo menarono nel loro
dicentes Si tu es Christus, die nobis. *' Et
:
sinedrio, e gli dissero Se tu sei il Cristo,
:

ait illis : non credetis mihi


Si vobis dixero, :
diccelo. "Ma Se io ve lo
egli disse loro :

*' Si non mi crederete "'e se anche v'in-


autem et interrogavero, non responde- dirò, :

bitis mihi, ncque dimittetis. **


Ex hoc au- terrogherò, non mi risponderete, né mi da-
tem erit Filius hominis sedens a dextris vir- rete libertà. "Ma d'ora in poi sarà il Fi-
tutis Dei. gliuolo dell'uomo assiso alla destra della
virtù di Dio.
"Dixerunt autera omnes Tu ergo es
: Tu dunque sei il Fi-
^'Tutti gli dissero :

Filius Dei ? Qui ait : Vos dicitis, quia ego gliuolo di Dio? Egli rispose Voi lo dite, :

suro. "At ili! dixerunt


Quid adhuc deside- : io lo sono. ''Ma quelli dissero: Che bi-
ramus testimonium? ipsi enim audivimus sogno abbiamo omai di testimoni? abbiamo
de ore eius. noi stessi udito dalla sua propria bocca.

CAPO XXlll.

Gesù davanti a Pilato e a Erode, i-i6. —


Gesù e Barabba. Condanna di Gesù, 17-25.
— La via dolorosa, 26-jj. Gesù al Calvario, crocifissione, 34-43. Agonia —
e morte di Gesù, 44-49. — Sepoltura di Gesù, 50-56.

'Et surgens omnis multitudo eorum, du- 'E alzatasi tutta la moltitudine lo condus-
xerunt illum ad Pilatum. *Coeperunt autem sero da Pilato. *E cominciarono ad accu-
illum accusare, dicentes Hunc invenimus : sarlo, dicendo Abbiamo trovato costui che
:

subvertentem gentem nostram, et prohiben- seduce la nostra nazione, e proibisce di


tem tributa dare Caesari, et dicentem se pagare il tributo a Cesare, e dice ch'egli
Christum regem esse. stesso è il Cristo re.
'Pilatus autem interrogavi! eum, dicens : 'Pilato adunque lo interrogò, dicendo :
Tu es rex ludaeorum? At file respondens Sei tu il re dei Giudei ? Ma Gesù gli rispose,

« Matth. aa, 21; Marc. 12, 17. • Matth. 27, 11 ; Marc. 15, 2; Joan, 18. 33.

affine di poterlo denunziare a Pilato come usur- di aver ora un motivo chiaro per condannarlo,
patore della regia dignità, e strappare cosi più poiché le testimonianze portate da altri contro di
facilmente al Preside romano una sentenza di lui, fin dalla seduta notturna, erano state rico-
morte. nosciute di nessun valore. L'hanno udito colle
Gesù comincia a protestare contro il
67-68. loro orecchie affermarsi Figliuolo di Dio, e ciò
modo procedere, che si usa contro di lui. Essi
di basta, perchè essi, divenuti assieme giudici e te«tl-
non desiderano di conoscere la verità, ma hanno monii, possano condannarlo.
già presa la determinazione di farlo morire prima
ancora di averlo interrogato; e le sue risposte,
qualunque siano, non varranno a farli recedere
CAPO XXIIL
dalla presa deliberazione. 1. La moltitudine, ecc. I membri del Sinedrio
69. Da
ora in poi, ecc. e Passato che sia questo si recarono in corpo da Pilato per fare maggiore
tempo umiliazione il Figliuolo dell'uomo sarà
di impressione sull'animo debole di lui. V. n. Matt.
esaltato fino alla destra del Padre >. Martini. XXVII, 1 e ss.; Mar. XV, 1 e ss.
Come nella seduta notturna così anche adesso 2. Cominciarono, ecc. Accusano Gesù di un
Gesù rivendica a sé la dignità di Messia (Dan. triplice delitto: 1* seduce, cioè agita il popolo
VII, 13) e di Figlio di Dio assiso alla destra del contro l'autorità romana ; 2* vieta di pagare il
Padre (Salm. CIX, 2). tributo a Cesare (l'accusa è falsissima, XX, 25) ;
3* dice di essere re. (Era re ; ma non nel senso
70. Tutti. Da ciò si rileva gioia satanica U
provata dai membri del Sinedrio per aver così politico, come l'accusavano i Giudei).
trovato un'occasione di condannarlo ; perciò do- 3. Interrogò, ecc. L'interrogatorio di Pilato è
mandano : Tu dunque sei il Figliuolo di Dio ? riferito con maggiori particolari da S. Giovanni,
Da questa domanda apparisce chiaro che il Si- XVIII, 34 e ss... Pilato comprese subito la falsità
nedrio aveva perfettamente capito che nella sua delle due prime accuse, e non si fermò che sul-
prima risposta Gesù si era affermato Figliuolo di l'ultima. Alla domanda se sia re. Gesù risponde
Dio. Gesù risponde nuovamente : Voi lo dite, di sì, ma spiega il senso delle sue parole (Giov.
cioè, quanto voi dite è verissimo, perchè io sono I. e), e Pilato si mostra soddisfatto delle spie-
in realtà Figliuolo di Dio. gazioni avute, e lo dichiara immeritevole di con-
71. Che bisogno abbiamo, ecc. Si mostrano lieti danna.

21 — Sacra Bibbia, voi. I.


322 S. Luca, XXIII, 4-15

ait Tu dicis. *Ait autem Pilatus ad prin-


: e disse Tu lo dici. *E Pilato disse taì prin-
:

cipes sacerdotum, et turbas Nihil invenio : cipi dei sacerdoti e alla turba Non trovo :

causae in hoc homine. *At illi invalesce- delittoalcuno in quest'uomo. 'Ma quelli si
bant, dicentes : Commovet populum docens riscaldavano dicendo Solleva il popolo in-
:

per universam ludaeam, incipiens a Gali- segnando per tutta la Giudea, avendo prin-
laea usque huc. cipiato dalla Galilea fin qua.
*Pilatus autem audiens Galilaeam, inter- *E Pilato udendo nominare la Galilea,
rogavit si homo Galìlaeus esset. ^Et ut co- domandò se egli fosse Galileo. ^E inteso
gnovit quod de Herodis potestate esset, re- che egli era della giurisdizione di Erode, lo
misit eum ad Herodem, qui et ipse leroso- rimandò ad Erode, che si trovava anch'egli
lymis erat illis diebus. in quei dì in Gerusalemme.
^Herodes autem viso lesu, gavisus est *Ed Erode ebbe molto piacere di veder
valde erat enim cupiens ex multo tempore
: Gesù perchè da gran tempo bramava di
:

videre eum, eo quod audierat multa de eo, vederlo, avendo sentito parlar molto di lui,
et sperabat signum aliquod videre ab eo e sperava di vedergli fare qualche miracolo.
fieri. 'Interrogabat autem eum multis ser- *E gli fece molte interrogazioni. Ma Gesù
monibus. At ipse nihil illi respondebat. non gli rispose nulla.
^"Stabant autem principes sacerdotum, et "Ed erano presenti i principi dei sa-
Scribae constanter accusantes eum. "Spre- cerdoti e gli Scribi che lo accusavano for-
vit autem illum Herodes eum exercitu suo : temente. ^'Ed Erode coi suoi soldati lo
et illusit indutum veste alba, et remisit ad disprezzò e lo fece vestire per ischemo
:

Pilatum. "Et facti sunt amici Herodes et di veste bianca, e lo rimandò a Pilato. "E
Pilatus in ipso die nam antea inimici erant
: diventarono amici Erode e Pilato in quel
ad invioem. giorno poiché per l 'addietro era stata tra
:

loro inimicizia.
"Pilatus autem convocatis principibus sa- "Pilato poi radunati i principi dei sacer-
cerdotum, et magistratibus, et plebe, ^*Di- doti e magistrati e il popolo, '^disse loro
i :

xit ad illos Obtulistis mihi hunc hominem,


: Mi avete presentato quest'uomo come sol-
quasi avertentem populum, et ecce ego co- levatore del popolo, ed ecco che avendolo
ram vobis interrogans, nullam causam in- io interrogato alla vostra presenza, non ho
veni in homine isto ex his, in quibus eum trovato in quest'uomo delitto alcuno di
accusatis. "Sed neque Herodes : nam re- quelli onde voi l'accusate. "Anzi nemmeno

" Joan. 18, 38 et 19, 4.

4. Alla turba. Oltre ai membri del Sinedrio ostante le varie questioni propostegli, non degna
erasi recata da Pilato anche gran turba di popolo. neppure di una parola il lussurioso e crudele
5. SI La franchezza di Pilato nel
riscaldavano. Tetrarca.
proclamare l'innocenza di Gesù fa temere ai Giudei 10. Lo accusavano fortemente. Erode non cu-
di non potere riuscire a strappargli una condanna, rando le loro accuse, mostra con ciò stesso che
e quindi raddoppiano le accuse. Eccita il popolo erano insussisrtenti.
alla ribellione colle sue dottrine, insegnando per 11. Ferito nel suo orgoglio dal silenzio di
tutta la Giudea (ossia la Palestina), a cominciare Gesù, Erode se ne vendicò. D'accordo col suo
dalla Galilea, {in qua in Gerusalemme. esercito, ossia colle guardie che l'avevano accom-
6. Lo mandò ad Erode Antipa, figlio di Erode il pagnato a Gerusalemme, disprezzò Gesù, o meglio
grande e Tetrarca della Galilea e della Perca, che secondo il greco, k^ovBevjyaaq lo ridusse al niente,
a quei giorni trovavasi a Gerusalemme per la lo considerò come niente, e per mettere in ridi-
Pasqua (V. n. HI, 1). colo la sua regia dignità lo fece vestire di una
Pilato aveva conosciuto che Gesiì era innocente, veste bianca splendente (gr. Xa^xnpàv), come quella
ma d'animo debole, non osava opporsi alla volontà che solevano portare i re in occasione di feste
del popolo, che ne domandava la morte. Egli solenni, e lo rimandò a Pilato.
temeva di venir accusato all'imperatore d'aver 12. Diventarono amici. Questo scambio di cor-
mandato assolto un ribelle all'autorità romana, Erode a Pilato, che prima
tesie servì a~ riconciliare
e quindi approfitta dell'occasione per allontanare non si vedevano di buon occhio a motivo forse
da sé ogni responsabilità, e manda Gesù ad Erode, di qualche conflitto di giurisdizione.
W quale dovette tenersi onorato dell'atto di cor-
tesia usatogli da Pilato.
13. Magistrati &pXovxac, sono i capi del popolo.
14-15. Pillato sì sforza di salvare Gesù. Rias-
Sperava che, per essere liberato, Gesù
8.
avrebbe fatto qualche miracolo in sua presenza,
sume davanti al popolo il risultato del processo.
Egli in pubblico interrogatorio (non menzionato
e si sarebbe prestato ad appagare la sua curiosità
da alcun Evangelista) si è convinto dell'inno-
e a divertirlo alquanto.
cenza di Gesù. Anche Erode, che pure conosce
9. Non gli rispose. Gesù, che non ha mai fatto la legge e i costumi giudaici, l'ha dichiarato in-
miracoli per soddisfare la pura curiosità dei suol nocente, poiché l'ha rimandato a noi. Questa le-
uditori, si rifiuta di compiacere Erode, e non zione, che ritrovasi nei migliori codici greci, è
S. Luca, XXIII, 16-28 323

misi V08 ad illum, et ecce nihil dignum Erode imperocché a lui vi ho rimessi, ed
:

morte actum est ei. ''Emendatum ergo il- ecco che per lui non si è verificato alcun
lum dimittam. fatto meritevole di morte. ''Lo castigherò
adunque, e lo libererò.
"Necesse autem habebat dimittere eia "Or egli era tenuto nella festa a dare
per diem festum, unum. "Exclamavit autem ad essi libero un uomo. "E tutto il popolo
simul universa turba, dicens Tolle hunc, : insieme sclamò Leva dal mondo costui, e
:

et dimitte uobis Barabbam, "Qui erat pro- rendi a noi libero Barabba "questi era :

pter seditionem quamdam factam in civitate stato messo in prigione per causa di una
et homicidium, missus in carcerem. sedizione fatta in città, e per omicidio.
"Iterum autem Pilatus iocutus est ad eos, "E Pilato bramoso di liberar Gesù, parlò
volens dimittere lesum. "At illi succlama- loro nuovo. *'Ma essi gli davano sulla
di
bant, dicentes Cruciflge, cruciflge eum.
: voce, dicendo Crocifiggilo,
: crocifiggilo.
"Ille autem tertio dixìt ad illos Quid enim : "Ed egli disse loro per la terza volta iVla :

mali fecit iste? nullam causam mortis in- che male ha fatto costui? non trovo in lui
venio in eo corripiam ergo illum, et di-
: alcun motivo di morte; Io castigherò adun-
mittam. ^*At illi instabant vocibus magnis que, e lo libererò. ''iVla quelli incalzavano
postulantes ut cruciflgeretur et invalesce-
: sempre più con grandi strida chiedendo
bant voces eorum. ch'ei fosse crocifisso e I loro clamori anda-
:

vano crescendo.
"Et Pilatus adiudicavit fieri petitionem '^E Pilato decretò che fosse eseguita la
eorum. '"Dimisit autem illis eum, qui pro- lorodomanda. '*E rilasciò loro libero colui
pter homicidium, et seditionem missus fue- che per causa di sedizione e di omicidio
rat in carcerem, quem petebant. lesum vero era stato messo in prigione, come essi chie-
tradidit voluntati eorum. devano e abbandonò Gesù alla loro vo-
:

lontà.
"Et eum ducerent eum, apprehenderunt '•E nel menarlo via arrestarono un certo
Simonem quemdam Cyrenensem venientem Simone Cireneo che tornava di campagna :

de villa : imposuerunt
et illi crucem porta- e gli misero addosso la croce, perchè la por-
re post Jesum. tasse dietro a Gesù.
*'Sequebatur autem illum multa turba po- '^E lo seguiva gran turba di popolo e di
puU, et mulierum auae plangebant, et la-
: donne le quali si battevano il petto, e lo
:

mentabantur eum. ''Conversus autem ad piangevano. *'Ma Gesù rivolto ad esse


illas lesus, dixit Fillae lerusalem, nolite
: disse Figliuole di Gerusalemme, non pian-
:

Qere super me, sed super vos ipsas fletè, gete sopra di me, ma piangete sopra voi

** Matth. 27, 23; M«rc. 15, 14. >• Mattli. 27, 32; Mire. 15, 21.

da preferirsi a quella della Volgata : Imptrocchè Alla loro volontà, I Giudei avevano chiaramente
vi ho rimessi a lai. Knab. manifestato che la loro volontà era che Gesù ve-
Ecco dunque che Egli non ha fano nulla che nisse confìtto sopra di una croce.
sia meritevole di morte. Da tutto il processo risulta chiaramente che
Lo castigherò, cioè lo fard flagellare e poi
16. Gesù non fu un ribelle all'autorità romana, poiché
il rappresentante di essa per tre volte ne ebbe a
Io libererò. Pilato aveva già commessa un'in-
giustizia inviando Gesìt innocente a Erode; ma proclamare pubblicamente l'innocenza. Che se eia
ora ne commette un'altra condannandolo alla fla- non ostante fu condannato, appare chiaro che !a
gellazione. E' vero che egli sperava di placare i sentenza di morte fu strappata alla debolezza di
Giudei dando loro una soddisfazione; ma la sua Pilato dai principi dei sacerdoti e dal popolo, I
debolezza li rende più audaci nel domandare la quali avevano condannato Gesù unicamente perchè
morte dell'innocente. si era detto figliuolo di Dio.

17. Questo versetto manca in parecchi buoni 26. Simone Cireneo. V. n. Matt. XXVII, 32;
manoscritti greci, in altri vien posto dopo il v. 19. Mar. XV, 21. S. Luca omette la flagellazione e
la coronazione di spine.
18-19. Pilato aveva proposto al popolo di la-
sciar loro libero Gesù in occasione della festa, Donne. Queste donne non sono già quelle
27.
ma il popolo furibondo domanda la sua morte e che avevano accompagnato Gesù dalla Galilea,
la liberazione di Barabba. V. 49,poiché dal v. 28 appare chiaro che abitavano
20-25. Pilato per una seconda e una terza volta a Gerusalemme. Esse si battevano il petto in
interpella direttamente il popolo protestando l'in-
segno di dolore, e menavano alti lamenti per la
nocenza di Gesù, ma inutilmente : ii tumulto di- morte di Gesù giusto e innocente.
viene maggiore, le grida si fanno più insistenti, 28. Gesù non condanna il loro pianto, ma alla
ed egli si vede come forzata la mano e condanna sua mente si presenta tutto l'orrore dell'eccidio di
I morte G«sù, facendosi complice dell'ingiustizia, Gerusalemme ornai prossimo e inevitabile, e le
mentre 8vrebt>e dovuto f«r triooforv i) -diritto e invita a piangere sulla «ventura, che sta per toc-
l'innocenza.
•^'^t^*--^ ' ^*^0^ care, sia ad esse, sia ai loro figU.

FBOV. TSB6ITISÀI
\
324 S. Luca, XXIIL 29-40

et super fllios vestros. ''•Quoniam ecce ve- stesse e sopra i vostri figliuoli. ^'Perocché
nient dies in quibus dicent Beatae steriles, : ecco che verrà tempo in cui si dirà Beate :

et ventres, qui non genuerunt, et ubera, le sterili, e i seni che non han generato, e
quae non lactaverunt. '"Tunc incipient di- le mammelle che non hanno allattato. '"Al-
cere raontibus Cadite super nos, et col-
: lora cominceranno a dire alle montagne :

libus Operite nos. '^Quia si in viridi li-


: Cadete sopra di noi e alle colline: Rico- :

'
gno haec faciunt, in arido quid flet? priteci. 'Perchè se tali cose fanno nel legno
verde, del secco che sarà?

"Duoebantur autem et alii duo nequam '*Ed erano condotti con lui per essere
cum eo, ut interflcerentur. "Et postquam fatti morire anche due altri malfattori. "E
venerunt in locum, qui vocatur Calvariae, giunti che furono al luogo detto Calvario,
ibi cruciflxerunt eum : et latrones, unum a quivi crocifissero lui e i ladroni, uno a
dextris, et alterum a sinistris. **Iesus autem destra e l'altro a sinistra. '*E Gesù diceva :

dìcebat : Pater, dimitte illis : non enim Padre, perdona loro peróhè non sanno :

sciunt quid faciunt. Dividentes vero vesti- quel che si fanno. E spartendo le vesti di
menta eius, miserunt sortes. lui le tirarono a sorte.

'*Et stabat populus spectans, et deride- "E il popolo se ne stava ad osservare, e


bant eum principes cum eis, dlcentes Alios : con esso i caporioni lo sbeffavano, dicendo :

salvos fecit, se salvum faciat, si hìc est Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se egli
Christus Dei electus. "Illudebant autem ei è il Cristo, l'eletto di Dio. "Lo insultavano
et milites accedentes, et acetum offerentes anche i soldati, i quali si accostavano a lui
ei, "Et dicentes Si tu es rex ludaeorum,
: e gli offerivano dell'aceto, 'Micendo Se :

salvum te fac. "Erat autem et superscriptio tu sei il re dei Giudei, salva te stesso. **Era
scripta super eum litteris Graecis, et Lati- anche stata posta sopra dì lui un'iscrizione
nis, et Hebraicis Hic est rex ludaeorum. : in greco, e latino, ed ebraico QUESTI E' :

IL RE DEI GIUDEI.
"Unus autem de bis, qui pendebant, la- "E uno dei ladroni pendenti lo bestem-
tronibus, blasphemabat eum, dicens si tu : miava, dicendo : Se tu sei il Cristo, salva
es Christus, salvum fac temetipsum, et nos. te stesso e noi. rispondeva sgri-
*''E l'altro
*"'Respondens autem alter increpabat eum, dandolo, e dicendo Nemmeno tu temi :

dicens Neque tu times Deum, quod in ea-


: Iddio, trovandoti nello stesso supplizio? *'E

»• Is. 2, 19; Os. 10, 8; Apoc. 6, ^s Matth.


16. 27, 33; Marc. 15, 22; Joan. 19, 17.

29. Verrà tempo. Durante l'assedio di Gerusa- conoscevano tutta l'enormità del delitto che com-
lemme verrà considerata come grande ventura la mettevano (Atti, III, 17; XIII, 27). La preghiera
sterilità, clie ora è segno di obbrobrio perchè le : di Gesù è per tutti coloro che hanno cooperato
sterili non vedranno accresciuto il loro dolore alla sua morte, ma in special modo è per i Giudei,
dagli strazi che subiranno i figli. che ne furono la causa principale.
30. Comincieranno, ecc. I mali che soffriranno 35-39. V. n. Matt. XXVII, 39-43.
saranno così gravi da far loro invocare una morte 36. / soldati romani, dopo aver crocifisso Gesù
orrenda e repentina pur di esserne liberati. L'iper- e i due ladroni, montavano la guardia attorno alle
bole manifesta è tratta da Osea, X, 8. Vedi anche croci, e avendo sentito Gesù lamentarsi per la
Apoc. VI, 16. sete, gli offrirono aceto (V. n. Matt. XXVII, 48).
31. Se tali cose, ecc. E' un proverbio, che nel 37. Se tu sei, ecc. I soldati ripetono gli insulti,
caso vuol dire Se io (Gesù) giusto e inno-
:
che odono dai Giudei. Se Gesù è il Messia aspet-
cente (il legno verde, ricco di foglie e di frutti, è tato, salvi sé stesso.
simbolo del giusto. Salmo I, 3; Gerem. XVII, 8)
38. In greco, e latino ed ebraico. Molti mano-
vengo trattato cosi duramente e assoggettato a
scrittigreci mancano di questa indicazione, ed è
tanti mali, quali castighi non saranno riservati
probabile che sia una aggiunta tratta da Giov.
a voi Giudei (legno secco) colpevoli di sì grandi
XIX, 20.
delitti?
39. Se tu sei il Cristo. Nel greco si legge :
32. Ed erano condotti con lui, ecc. Questa par-
ticolarità è narrata solo da S. Luca.
Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi, cioè
non sei capace di liberare te stesso? hai fatto
33. Calvario. Invece del nome ebraico Golgota, tanti miracoli per gli altri e non sai sottrarre te
S. Luca riferisce il nome greco corrispondente stesso alla morte?
Calvario. V. n. Matt. XXVII, 33.
Il buon ladrone, al
40. L'altro rispondeva, ecc.
34. Padre, ecc. Mentre uomini maggiormente
gli vedere pazienza e l'eroismo con cui Gesù sof-
la
inferociscono contro di lui, Gesù, dimentico dei friva, sente risvegliarsi la voce della coscienza,
suoi dolori, si volge al Padre e implora perdono e dice al suo compagno come mai tu non temi
:

per i suoi nemici, e affine d'ottenerlo più facil- Dio, mentre essendo crocifisso, stai per comparire
mente, cerca di attenuare la loro colpevolezza, di- al suo cospetto? Come ardisci disprezzar Dio,
cendo : Non sanno, ecc. In realtà i Giudei non disprezzando il giusto perseguitato?
S. Luca, XXIII, 41-51 325

dem damnatione es. *'Et nos quidem iuste, noi certo con giustizia, perchè riceviamo
nam digna factis recipimus hic vero nihil : quel che era dovuto alle nostre azioni ma :

mali gessit. *'Et dicebat ad lesum Do- : questi non ha fatto nulla di male. "E di-
mine, memento mei, cum veneris in regnum ceva a Gesù Signore, ricordati di me,
:

tuum. *^Et dixit illi lesus : Amen dico tibi : giunto che sarai nel tuo regno. *'E Gesù
Hodie mecum eris in paradiso. gli disse In verità ti dico : oggi sarai eoa
:

me nel paradiso.
**Erat autem fere bora sexta, et tenebrae **Ed era circa l'ora sesta, e si fé' buio
factae sunt in universara terram usque in per tutta la terra sino all'ora nona. **E
horam nonam. *'Et obscuratus est sol et : si oscurò il sole e il velo del tempio si
:

velum templi scissum est medium. divise per mezzo.


**Et clamans voce magna lesus ait Pa- : **E Gesù sclamando ad alta voce disse :

ter, in manus tuas commendo spirltum Padre, nelle tue mani raccomando il mio
meum. Et haec dicens, expiravit. spirito. E ciò dicendo, spirò.

*'Videns autem Centuno quod factum *'E vedendo il centurione quel che era
fuerat, gloriflcavit Deum, dicens Vere hic : accaduto, glorificò Dio, dicendo Certa- :

homo omnis turba eorum,


iustus erat. *'Et mente questo uomo era giusto. **E tutta la
qui simul aderant ad spectaculum istud, et moltitudine di coloro che si trovavano pre-
videbant quae fìebant, percutientes pectora senti allo spettacolo, e vedevano quello che
sua revertebantur **Stabant autem omnes
: succedeva, se ne tornavano indietro pic-
noti eius a longe et mulieres, quae secu-
: chiandosi il petto. "E tutti i suoi conoscenti,
tae eum erant a Galilaea haec videntes. come anche le donne che l'avevano seguito
dalla Galilea, stavano alla lontana osser-
vendo tali cose.
••Et ecce vir nomine loseph, qui erat de- ••Allora un uomo chiamato Giuseppe, che
curio, vir bonus, et iustus *'Hic non con- : era decurione, uomo dabbene e giusto *Ml :

senserat Consilio, et actibus eorum, ab Ari- quale non avea avuto parte nei consigli e
mathea civitate ludaeae, qui expectabat et nell'operato degli altri, cittadino di Ari-

«• Ps. 30, 6. •• Matth. 27, 57; Marc. 15. 43; Joan. 19, SS.

4t. E noi, ecc. Confessa le proprie colpe: realtl non avvenne che al momento In cui Gesù
Sol ctrto con giustìzia siimo stati condannati spirò. Matt. XXVII, 51.
questo supplizio; si riconosce meritevole di pena,
riceviamo quel che era dovuto alle nostre azioni:
46. Ad voce, ecc. Il grande grido emesso
alta
da Gesù prima di spirare (Matt. XXVI I, 50; Mar.
ma Gesù non ha fatto nulla di male, o meglio ae-
XV, 39) fu una preghiera al Padre piena di con-
condo il greco, non ha fatto nulla che non con-
fidenza, dalla quale si manifesta come volontaria-
venga.
mente e liberamente Gesù abbia incontrata la
42. E diceva, ecc. Buon! codici greci hanno morte. Le parole di Geaù sono tolte dal Salmo
questa variante e diceva
: Gesù ricordati di me.
:
XXX, 6.
Gionto che sia, ecc. Il buon ladrone, vicino a
morte, crede nell'immortaliti dell'anima, e rico- 47. Qa«/ che era accaduto, cioè vedendo che
nosce Gesù come vero Messia e avendo sentito ;
era morto mandando un grande grido (Mar. XV,
parlare del suo ritorno e del suo regno glorioso, 39), e che tutta la natura si era turbata (Matt.
domanda umilmente di esserne fatto partecipe. XXVII, 54), proclama ancor egli l'innocenza di
Egli riconosce e confessa che Gesù è Dio padrone Gesù.
del regno. Quanto non è grande la sua fede, che
48. Tutta moltitudine, ecc. Molti di coloro che
la
lo porta a credere in colui che i sacerdoti besten»-
erano accorsi al Calvario per vedere la crocifis-
miano, il popolo insulta e beffeggia ! sione, atterriti dallo sconvolgimento della natura,
43. Nel paradiso. Paradiso è parola di origine che accompagna la morte di Gesù, riconoscono
persiana (pardès), che significa giardino. Qui l'ingiustizia commessa contro di lui, e pentiti
indica il limbo, ossia quel luogo, dove i giusti del- del male fatto si picchiano il petto.
l'Antico Testamento aspettavano la venuta del
Messia. Gesù infatti dopo morte discese al limbo 49. I suoi conoscenti. Tra questi vanno anno-
a consolare le anime degli antichi padri (I Pietr. verati gli Apostoli. Le donne che l'avevano seguito
Ili, 19) e annunziar loro la prossima liberazione.
dalla Galilea. Vedi Vili, 2-3. Stavano alla lontana.
Nella letteratura giudaica t paradiso > era diven- Attorno alla croce eranvì i soldati, parecchi membri

tato sinonimo di e seno d'Abramo i che indicava del Sinedrio, e molta turba di popolo. Alcuni di-
il luogo dove si raccoglievano dopo morte le anime
scepoli e Maria SS. erano però vicini alla croce
giuste nell'attesa della liberazione. (Giov. XIX, 25).

44-46. V. n. Matt. XXVII, 45-50. Era circa l'ora 50. Decurione, Bov\»x)tì\<;, cioè membro del Si-
sesta, cioè verso mezzodì. nedrio. V. n. Matt. XXVII, 57-60.

45. Si oscurò fi sole. E' questa una particolariti 51. Benché membro del Sinedrio, egli non
riferitadal solo S. Luca. aveva preso parte alla condanna di Gesù.
Il velo del tempio, ecc. Questo miracolo viene Aspettava il regno di Dio: era cioè discepolo di
oarrao qui da S. Luca per anticipazione; in Gesù (Giov. XIX, 38).
326 S. Luca, XXIII, 52 — XXIV, 5
ipse regnum Dei. *^Hic accessit ad Pilatura, matea, città della Giudea, che aspettava
et petiit corpus lesu *'Et depositum invol-
: anch'esso il regno di Dio "Questi si pre- :

vit sindone, et posuit eum in monumento sentò a Pilato, e gli chiese il corpo di
exciso, in quo nondum quisquam positus Gesù "'e depostolo lo rinvolse in un len-
:

fuerat. zuolo, e lo pose in un sepolcro scavato nel


sasso, in cui nessuno fino allora era stato
sepolto.
'*Et dies erat parasceves, et sabbatum il- ''*Era il giorno di Parasceve, e stava per
luoescebat. **Subsecutae autem mulieres, principiare il sabato. **E avendo tenuto die-
quae cum eo venerant de Galilea, viderunt tro a lui le donne venute con Gesù dalla
monumentum, et quemadmodum positimi Galilea, videro il sepolcro, e in che modo
erat corpus eius. *®Et revertentes parave- fosse collocato il corpo di lui. ''E nel ri-
runt aromata, et unguenta et sabbato qui-: tomo prepararono aromi e unguenti nel :

dem siluerunt secundum mandatum. sabato però non si mossero secondo la legge.

CAPO XXIV.

Risurrezione di Gesti, i-i2. —


/ discepoli di Emmaus, 13-35. Gesii appare agli —
Apostoli a Gertisalemme, 36-43. —
Ultime istruzioni agli Apostoli, 44-49. —
Ascensione di Gesù, al cielo, 50-53.

*Una autem sabbati valde diluculo vene- *Ma il primo giorno dopo il sabato pre-
runt ad monumentum, portantes, quae para- stissimo all'alba andarono al sepolcro, por-
verant, aromata 'Et invenerunt lapidem
: tando gli aromi che avevano preparati 'e :

revolutum a monumento. 'Et ingressae non trovarono ribaltata dal sepolcro la pietra.
invenerunt corpus Domini lesu. 'Ed entrandovi dentro non trovarono il
corpo del Signore Gesù.
*Et factum est, dum mente constematae *E avvenne che mentre se ne stavano per
essent de isto, ecce duo viri steterunt se- questo in grande perplessità, apparvero vi-
cus illas in veste fulgenti. 'Cum timerent cini ad esse due personaggi in abito risplen-
autem, et declinarent vultum in terram, di- dente. *Ed essendosi esse impaurite, e te-

1 Matth. 28, 1; Marc. 16, 2; Joan. 20, 1.

52. V. n. Marc. XV, 43. credevano che bastasse alla grandezza del loro
53. A
questo versetto il codice di Beza fa
amore verso Gesù.
quest'aggiunta abbastanza strana E poscia pose :

davanti al sepolcro una pietra, che venti uomini CAPO XXIV.


a stento potevano muovere.
1. // primo giorno, ecc. I quattro Evangelisti si
54. Parasceve è il Venerdì. Questo giorno ve-
accordano appieno nel determinare il giorno e l'ora
niva così chiamato, perchè in esso dovevasi pre-
in cui le pie donne andarono al sepolcro per im-
parare quanto era necessario per il Sabato, In cui
balsamare Gesù (Matt. XXVIII, 1 Mar. XVI, 1 ;
la legge del riposo vietava persino di accendere il ;

Giov. XX, I).


fuoco. Il Sabato cominciava la sera di Venerdì
col tramonto del sole e durava fino al tramonto 2. La pietra che chiudeva il sepolcro. V. Matt.
del sole del giorno seguente. La frase del testo XXVIII, 2.

greco e latino. Il sabato già si schiariva è un'e- 3. Signore Gesù. Come S. Marco, XVI, 19, cosi
spressione che mentre si usava ordinariamente S. Luca chiama Gesù Signore dopo che Egli è
per significare il principio del giorno naturale, risuscitato alla vita di gloria.
serviva pure a indicare il principio del giorno 4. Due personaggi, cioè due angeli, che ave-
legale. vano presa l'apparenza umana. S. Matteo (XXVMl,
55. Le pie donne osservano attentamente in 2) e S. Marco (XVI, 5), fanno menzione di un
che modo venga collocato il cadavere, perchè non solo angelo, di quello cioè che rivolse la parola
essendo più loro possibile quella sera ungerlo alle pie donne, e che assiso dapprima sulla pietra
con unguenti, volevano poi tornare dopo il Sa- del sepolcro, venne poi a sedersi dentro il sepolcro
bato per compiere quei doveri di pietà verso di stesso dalla parte destra.
lui che l'amore loro suggeriva. 5. Tenendo china la faccia a terra sia per ri-
56. Secondo la legge giudaica, che nel Sabato spetto e sia perchè i loro occhi non potevano
prescriveva il più assoluto riposo. reggere allo splendore delle vesti dei personaggi
Le pie donne comprando nuovi aromi non sa- apparsi, i quali domandavano loro perchè mai
pevano forse della gran quantità di essi già acqui- cercassero tra i morti, cioè tra le tombe, colui
stata da Nicodemo (Giov. XIX, 39), oppure non che era vivo.
S. Luca, XXIV, 6-14 327

xerunt ad Quid quaeritis viventem


illas : nendo china la faccia a terra, quelli dissero
cum mortuis? 'Ncmi est hic, sed surrexit : Perchè cercate voi tra
loro. i morti colui
recordamini qualiter locutus est vobis, cum che è vivo? 'Egli non è qui ma è risu- :

adhuc in Galilea esset, 'Dicens Quia o- : scitato ricordatevi di queJ che vi disse
:

portet filium hominis tradi in manus homi- quand'era tuttora nella Galilea, 'e diceva :

num peccatorum, et cruciflgi, et die tertia Fa di mestieri che il Figliuolo dell'uomo


resurgere. sia dato nelle mani d'uomini peccatori, e
sia crocifisso, e risusciti il terzo giorno.

•Et recordatae sunt verborum eius. 'Et •Ed esse rammentarono le parole di lui,
regressae a monumento nuntiaverunt haec *e ritornate dal sepolcro raccontarono tutte
cmnia illis undecira, et ceteris omnibus. queste cose agli undici, e a tutti gli altri.
"Erat autem Maria Magdalene, et Ioanna, ''E quelle che riferirono ciò agli Apostoli
et Maria lacobi, et ceterae, quae cum eis erano Maria Maddalena, e Giovanna, e Ma-
erant, quae dicebant ad Apostolos haec. "Et ria di Giacomo, e le altre che stavano con
visa sunt ante illos, sicut deliramentum esse. "Ma tali parole parvero ad essi come
verba ista et non crediderunt illis.
: deliri e non diedero loro retta.
:

'^Petrus autem surgens cucurrit ad mo- '*Ma Pietroalzatosi corse al sepolcro e :

numentum, et procumbens vidit linteamlna chinatosi vide solamente i lenzuoli per terra,
sola posita, et abiit secum mirans quod fac- e se ne andò restando in se stesso maravi-
tum fuerat. gliato.

"Et ecce duo ex illis ibant ipsa die in "Ed ecco che due di essi andavano
castellum, quod erat in spatio stadiorum lo stesso dì a un castello lontano sessanta
sexaginta ab lerusalem, nomine Emmaus. stadii da Gerusalemme, chiamato Emmaus :

"Et ipsi loquebantur ad invicem de his om- "e discorrevano insieme di tutto quel che

^ Matth. 16, 21 et 17, 21 ; Marc. 8. 31 et 9, 30; Sup. 9. 22. >* Marc. 16, 12.

6. Quand'era in GaliUt. L'angelo allude alle dlacepoU dittavi poco più di 11 chilometri da
molteplici predizioni della sua passione fatte da Gerusalemme. Alcuni codici greci, tra i quali il
Gesù mentre predicava in Galilea. Ved. IX, 22 e 44. Sinaitico, e alcune versioni invece di 60 hanno 160
stadii, ma la lezione della Volgata è criticamente
8. Rammentarono le parole di lui meraviglian-
da preferirsi (v. Rev. Bibl. 1896, p. 86-92) e l'altra
dosi di non averle capite, mentre erano pure al
va conaiderata come una correzione fatta nell'in-
chiare.
tento di identificare Emmaus con Nicopoli.
9. Agli undici e a tutti gli altri, cioè al collegio Emmaus. Un'antica tradizione, della quale sono
degli apostoli e agli altri discepoli, raccontarono testimonii Eusebio e S. Gerolamo, identifica l'Em-
tuttequeste cose : ma però per l'emozione provata maus qui menzionato da S. Luca con Nicopoli
dapprima dissero niente a nessuno e solo più (Amoaas) celebre nella storia dei Maccabei (I Mac-
tardi, quando nel loro cuore era sottentrata la cab. IV, 40) e, ai tempi di G. C., capoluogo di
calma, osarono parlare. Vedi Mar. XVi, 8. una toparchia. Questa opinione è ancora oggidì
sostenuta da buoni autori (p. es. Schiffers, Rev.
10. Maria Maddalena sorella di Lazzaro, Gio-
Bibl. 1892, p. 643; 1893, p. 26; Zanecchia, Lt
vanna moglie di Cusa procuratore di Erode, Vili,
Palestina d'oggi, voi. II, p. 259, ecc.); ha però
3 ; Maria madre di Giacomo minore (V. Matt.
contro di si il fatto che Nicopoli trovasi a 176
XXVII, 56) e le altre, tra cui va annoverata Salome
stadii da Gerusalemme, e che I discepoli andavano
(Mar. XVI. I).
non a una città, ma a un villaggio X ut^v
1 1 Ma parole, ecc. La grande difficolti,
tali posto in mezzo alla campagna (él^ dYP<^v Mar.
che provarono Apostoli e i discepoli a credere
gli XVI, 12), e che inoltre non è probabile che di- i

alla risurrezione di Gesù, doveva servire nei di- scepoli, partiti da Emmaus dopo
aver cenato, e
segni di Dio a stabilire più fermamente la veriti quindi sul fa; della sera, abbiano potuto percor-
di questo mistero, sul quale può dirsi poggia rere 30 e più chilometri, e arrivare ancora a Ge-
tutta la religione cristiana. rusalemme della stessa sera prima che gli altri
12. Pietro... corse sepolcro. Avvisato Apostoli e discepoli si fossero coricati.
al da
Maddalena (V. n. Matt. XXVIII, 5 e Mar. XVI, Lasciata pertanto da parte come improbabile
5)
Pietro, sempre pieno di affetto per Gesù, corse quest'opinione, si fa osservare che Giuseppe
al
sepolcro, e, veduti i lenzuoli per terra, restò (G. G., VII, 6, 6) parla di una località detta Em-
meravigliato, perchè ciò era indizio che il corpo maus, posta a 60 stadii da Gerusalemme, e data
di Gesù non era stato rubato, e d'altra parte egli a 800 veterani dell'esercito romano. Questa loca-
lità fu da alcuni voluta identiflcare con Kolonieh
non credendo ancora alla risurrezione, non sapeva
che pensare. sulla via da Gerusalemme a Giaffa, ma la di-

Il v. 12 manca nel codice di Beza e in parecchi


stanza da Kolonieh a Gerusalemme è di soli trenta
stadii. Sembra quindi da preferirsi l'opinione che
manoscritti dell'antica Itala.
identifica l'Emmaus di S. Luca e di Giuseppe,
13. Due di essi discepoli, Puno dei quali chia- con Koubeibeh al N. O. di Kolonieh, oppure con
mavasi Cleofa, v. 18. Dell'altro non ci fu tra- Kirìet-el Anab, a O. di Kolonieh, località, che
mandato il nome. distano entrambe da Gerusalemme circa 60 stadii.
Sessanta stadii. Lo stadio equivaleva a 185 La colonia romana si sarebbe estesa da Kolonieh
metri, e quindi il luogo a cui andavano i due fino a Koubeibeh e a Kiriet-el-Anab.
328 S. Luca, XXIV, 15-27

nibus, quae acciderant. "Et factum est, dum era accaduto. "E mentre ragionavano e con-
fabularentur, et secum quaererent et ipse : ferivano insieme, Gesù, accostatosi loro, fa-
lesus appropioquans ibat cum illis ^"Oculi : ceva strada con essi "ma gli occhi loro :

autem illorum tenebantur ne eum agnosce- erano trattenuti così da non riconoscerlo.
rent.
"Et ait ad illos Quid sunt hi sermones,
: "E disse loro Che discorsi son quelli
:

quos confertis ad invicem ambulantes, et che per istrada andate facendo e perchè
estis tristes? "Et respondens unus, cui no- siete malinconici? "E uno di essi chiamato
men Cleophas, dixit ei Tu solus peregri-: Cleofa rispose, e disse Tu solo sei fore- :

nus es in lerusalem, et non cognovisti quae stiero in Gerusalemme, e non sai quello
facta sunt in illa liis diebus? "Quibus ille che quivi è accaduto in questi giorni ? "Ed
dixit Quae ? Et dixerunt De lesu Naza-
: : egli disse loro Che ? Ed essi risposero
: :

reno, qui fuit vir propheta, potens in ope- Intorno a Gesù Nazareno, che fu uomo pro-
re et sermone coram Deò, et omni populo : feta, potente in opere e in parole dinanzi
'"'Et quomodo eum tradìderunt summi sacer- a Dio e a tutto il popolo ^"e come i sommi :

dotes, et principes nostri in damnationem sacerdoti e i nostri capi lo hanno dato ad


mortis, et cruciflxerunt eum. ^^Nos autem essere condannato a morte, e lo hanno cro-
sperabamus quia ipse esset redempturus Is- cifìsso '^Or noi speravamo che egli dovesse
:

rael et nunc super haec omnia, tertia dies


: redimere Israele ma adesso, oltre tutto
:

est hodie quod haec facta sunt. questo, è oggi il terzo giorno che tali cose
sono accadute.
''"Sed et mulieres quaedam ex nostris ter- ''^Ma anche alcune donne tra noi ci hanno
ruerunt nos, quae ante lucem fuerunt ad messi fuori di noi stessi, le quali andate in-
monumentum. ^'Et, non invento corpore nanzi giorno al sepolcro, '*e non avendo
eius venerunt, dicentes se etiam visionem trovato il corpo di lui, sono venute a dire
angelorum vidisse, qui dicunt eum vivere. di avere anche veduto un'apparizione di An-
'*Et abierunt quidam ex nostris ad monu- geli, i quali dicono ch'egli è vivo. **E sono
mentum et ita invenerunt sicut mulieres
: andati alcuni dei nostri al sepolcro e hanno :

dixerunt; ipsum vero non invenerunt. trovato come avevano detto le donne ma ;

lui non hanno trovato.

"Et ipse dixit ad eos O stulti, et tardi : '*Ed egli disse loro O stolti e tardi di :

corde ad credendum in omnibus, quae Io- cuore a credere a cose dette tutte dai pro-
cuti sunt Prophetae *"Nonne haec opor- feti **Non era egli necessario che il Cristo
I

tuit pati Christum, et ita intrare in gloriam patisse tali cose, e così entrasse nella sua
suam ? *'Et incipiens a Moyse, et omni- gloria? *^E cominciando da Mosè e da tutti
bus Prophetis, interpretabatur illis in om- i profeti spiegava loro in tutte le Scritture
nibus scripturis, quae de ipso erant. quello che lo riguardava.

16. 7 loro occhi erano trattenuti da una forza vesse liberare Israele dalla dominazione romana.
soprannaturale, affinchè non lo conoscessero. Gesù Ora però Egli fu ucciso; e per di più è già il
si accompagna sotto l'aspetto di un pellegrino coi terzo giorno.
suoi discepoli per dar loro agio di parlare libera- Il modo, con cui parlano del terzo giorno, lascia

mente di lui e manifestare la loro poca fede, e supporre che essi aspettassero per questo di la
per guarire poi la loro incredulità, dopo aver fatto restituzione del regno d'Israele, e vedendo che
loro toccare con mano come già i profeti avessero omai esso stava per finire senza che nulla di nuovo
predette le ignominie del Messia. fosse avvenuto, erano rimasti tristi e sfiduciati.
17. Perchè siete malinconici ? Alcuni manoscritti 22-23. Allude a quanto è narrato al v. 9.
greci hanno la variante Ed essi fermaronsi tristi.
;
24. Alcuni dei nostri, cioè Pietro (v. 12 e Gio-
18. Cleofa o meglio Cleopa. E' un nome di vanni (XX, 2).
origine greca (KX6Ó3ia<; contrazione di KXeónaTpo(;
al tutto diverso dal nome aramaico Chalpai tra-
25. Oecc. Gesù rimprovera gli Apostoli.
stolti,

dotto in greco 'AXcpoioq (Matt. X, 4, ecc.), oppure


Sono stolti, perchè non conoscono quanto pro- i

feti hanno detto del Messia sono tardi di cuore,


KXasio? (Giov. XIX, 25). ;

perchè acciecati dalla falsa idea che il Messia


Tu solo, ecc. Il greco pufl tradursi così Tu :
dovesse essere un grande conquistatore terreno,
solo, abitando in Gerusalemme, non sai quanto
nelle profezie consideravano solo ciò che si rife-
vi è accaduto in questi giorni?
riva ai suoi trionfi, lasciando da parte quanto ri-
19. Risposero, ecc. Nella loro risposta riassu-
guardava le sue umiliazioni e le sue sofferenze.
mono la vita di Gesù, le speranze in loro destate,
la disillusione seguita e i primi avvenimenti del Non era egli necessario secondo il decreto
26.
sepolcro. Si dimenticano di avere confessato Gesù di Dio (Filipp. II, 8; Ebr. II, 10) che Gesù fosse
figlio di Dio. Ai loro occhi Egli fu un gran pro- condannato a morte e così entrasse nella sua
feta, ima
capi del popolo, lo fecero morire, e gloria ?
colla sua morte è svanita ogni loro speranza. 27. Tutta la Scrittura è piena di Gesù Cristo,
Non ostante che Gesù avesse detto e ripetuto ed Egli interpretava loro quanto di lui avevano
che la sua missione era redimere gli uomini dal scrìtto gli autori ispirati a cominciare da Mosè e
peccato, i due discepoli pensavano che Egli do- dai profeti.
S. Luca, XXIV, 28-37 329

^'Et appropinquaverunt castello quo i- "E giunsero vicino aJ castello dove anda-
bant et ipse se finxit longius ire. "Et coe-
: vano ed egli fé' mostra d'andare più in-
:

gerunt illum, djcentes Mane nobiscum, : nanzi. "E gli fecero forza, dicendo Resta :

quoniam advesperascit, et inclinata est iam con noi, perchè si fa sera, e il giorno de-
dies. Et intravit cum illis. '"Et factum est, clina. Ed entrò con essi. *°E avvenne che,
dum recumberet cum eis, accepit panem, et stando a tavola con loro, prese il pane, e lo
benedixit, ac fregit, et porrigebat illis. **Et benedisse, e lo spezzò, e lo porse ad essi,
aperti sunt oculi eorum, et cognovemnt "e si aprirono i loro occhi, e lo riconob-
eum et ipse evanuit ex oculis eorum. '-'Et
: bero ma egli sparì dai loro occhi. "Ed
:

dixerunt ad invicem Nonne cor nostrum : essi dissero tra di loro Non ci ardeva forse :

ardens erat in nobis dum loqueretur in via, il cuore in petto, mentre per istrada ci par-

et aperiret nobis Scripturas? lava, e ci svelava le Scritture?


surgentes eadem hora regressi sunt
'•'Et '*E alzatisi nel punto stesso tornarono a
in lerusalem et invenerunt congregatos
: Gerusalemme e trovarono adunati insieme
:

undecim, et eos, qui cum illis erant, **Di- gli undici e gli altri che stavan con essi,
centes Quod surrexit Dominus vere, et
: i quali dissero Il Signore è veramente
:

apparuit Simoni. "Et ipsi narrabant quae risuscitato,ed è apparso a Simone. '''Ed
gesta erant in via et quomodo cognoverunt
: essi raccontavano quel che era seguito per
eum in fractione panis. istrada e come lo avevano riconosciuto
:

neilo spezzare del pane.


"Dum
autem haec loquuntur, stetit lesus "E nel discorrere che facevano di tali
In medio eorum, et dicit eis Pax vobis : : cose. Gesù stette in mezzo ad essi, e disse
ego sum, nolite timere. "Conturbati vero, loro La pace con voi son io, non temete.
: :

et conterriti, existimabant se spirìtum vi- "Essi però conturbati e atterriti si pensa-

»• Mire. 16, 14; Jo«n. 20, 19.

28. Fé' mostra il andare, ecc. Mostrò di voler riconobbero nell'ospite il loro maestro, ma Egli
fare quello che avrebbe fatto se non lo avessero tosto si rese invisibile.
pressato a rimanere con loro. Gesù si diportò in
32. Son ci ardeva forse, ecc. Si meravigliano di
tal modo coi due discepoli affine di essere co-
stretto dalle insistenti preghiere a rimanere con
non aver prima riconosciuto Gesù, quando loro
parlava del Messia, e la sua parola produceva
loro, e cosi premiarli e per l'avidità con cui
avevano ascoltate le sue parole, e per l'ospitalità effetti sorprendenti nei loro cuori.
che gli accordavano. 33. Gli undici. Dopo la morte di Giuda, si dava
30. Prese il pane e lo benedisse, ecc. Il capo il nome di undici al collegio apostolico, benché
di famiglia presso ì Giudei soleva benedire la ulvolta non tutti gli Apostoli si trovassero pre-
mensa con una formola speciale di preghiera. Se senti, come avvenne p. es. in questa prima appa-
però tra i commensali trovavasi un dottore della rizione di Gesù, alla quale mancava Tommaso
legge, a lui era riservato un tanto onore, ed egli (Giov. XX, 24).
dopo avere pronunziata la benedizione, soleva 34. Mentre gli Apostoli non avevano prestato
spezzare il pane e dividerlo fra presenti. i
fede a Maddalena, che diceva d'aver veduto Gesù,
Molji esegeti sìa antichi che moderni osservano ora però dopo che Egli è apparso a Pietro, cre-
che le espressioni prese il pane, lo benedisse, dono alla sua risurrezione e afTermano che vera-
lo spezzò e ad essi lo porse, sono analoghe a
mente è risuscitato. Era conveniente che il primo
quelle usate dall'Evangelista nel descrivere l'isti-
degli Apostoli a vedere Gesù fosse Pietro, capo
tuzione della SS. Eucaristia, e ritengono perciò
della Chiesa, e che dalla sua attestazione gli
che ad Emmaus Gesù Cristo abbia nuovamente altri fossero tratti alla fede. Anche S. Paolo (I
consecrato il pane, tanto più che allo spezzare Cor. XV, 1) parlava di questa apparizione a Pietro.
del pane, da lui fatto, viene attribuito un effetto
così prodigioso, quale fu l'aprire gli occhi ai 36. G«sù si stette, ecc. Improvvisamente, a
discepoli e far loro riconoscere il Salvatore. Nei porte chiuse, senza che alcuno si accorgesse del
primi tempi inoltre la frase spezzare il pane, suo entrare, Gesù si stette in mezzo ai suoi Apo-
V. 35, usavasì a significare il mistero eucaristico , stoli. Il suo corpo glorioso non è più soggetto
(Atti, II, 43). alle leggi della materia, ma può rendersi visibile
^Itri però (Knabenbauer, Schanz, ecc.),
Fillion, e invisibile, trasportarsi dall'uno all'altro luogo
rigettano tale opinione, e pensano che la cena di senza essere trattenuto da alcun ostacolo.
Emmaus sia stata una cena ordinaria, alla quale Per la prima volta Gesù compare al collegio
si premise semplicemente la benedizione rituale apostolico, alla piccola sua Chiesa, per confor-
degli Ebrei, e dicono che era pure uso comune tarla e confermarla nella fede. Egli usa la for-
che il capo di famiglia spezzasse il pane e lo mola ordinaria di saluto : La pace sia con voi.
distribuisse ai convitati. Benché non sia da ne- Le parole Son io, non temete, mancano nel
:

garsi ogni probabilità a questa seconda sentenza, greco. In alcuni codici mancano pure le altre.
ci sembra però da preferire la prima, come quella Disse loro : la pace sia con voi.
che dà ragione di tutti i varii avvenimenti. 37. Al vedere Gesù in mezzo a loro senza
31. E
aprirono, ecc. AOo spezzare il pane
si averlo sentito entrare, rimasero atterriti pensando
e benedirlo si aprirono gli occhi degli Apostoli e che fosse uno spettro.
330 S. Luca, XXIV, 38-49

dere. **Et dixit eis Quid turbati estis, et


: vano vedere uno spirito. '"Ed egl; disse
di
cogitationes ascendunt in corda vestra? loro Perchè vi turbate, e che pensieri sor-
:

^'Videte manus meas, et pedes, quia ego gono nel vostro cuore ? '^Mirate le mie mani
ipse sum palpate, et videte
: quia spiritus, : e i miei piedi, poiché io son quel desso :

carnem et ossa non habet, sicut me videtis palpate, e mirate. perchè lo spirito non ha
:

habere. ''"Et cum hoc dixisset, ostendit eis carne, né ossa, come vedete che ho io. ^'E
manus, et pedes. detto ciò, mostrò loro le mani e i piedi.
**Adhuc autem illis non credentibus, et *^E quelli non credendo ancora, ed es-
mirantibus prae gaudio, dixit : Habetis hic sendo fuori di sé per l'allegrezza, disse
aliquid, quod manducetur? "^At illi obtu- loro Avete qui qualche cosa da mangiare ?
:

lerunt ei partem piscis assi, et favum mel- *^E gli presentarono un pezzo di pesce ar-
lis. "Et cum manducasset coram eis, su- rostito, e un favo di miele. *'E mangiato
mens reliquias dedit eis, che ebbe davanti ad essi, prese gli avanzi
e li diede loro.
**Et dixit ad eosHaec simt verba, quae
: **E disse loro Queste sono le cose ch'io
:

locutus sum ad vos,cum adhuc essem vo- vi diceva quand'era tuttavia con voi, ch'era
biscum, quoniam necesse est impleri om- necessario che si adempisse tutto quello
nia, quae scripta sunt in lege Moysi, et che di me sta scritto nella legge di Mosè,
Prophetis, et Psalmis de me. **Tunc ape- nei Profeti e nei Salmi. '•'Allora aprì il
ruit illis sensum ut intelligerent Scripturas. loro intelletto, perchè capissero le Scrit-
**Et dixit eis : Quoniam sic scinptum est, ture "'e disse loro
: Così sta scritto, e :

et sic oportebat Christum pati, et resurgere così bisognava che il Cristo patisse e ri-
a mortuis tertia die *'Et praedicari in no-
: suscitasse da morte il terzo giorno *^e che :

mine eius poenitentiam, et remissionem si predicasse nel nome di lui la penitenza


peccatorum in omnes gentes, incipientibus e la remissione dei peccati a tutte le na-
ab Jerosolyma. **Vos autem testes estis ho- zioni, dando principio da Gerusalemme. **E
rum. ^'Et ego mitto promissum Patris mei voi siete dì queste cose testimoni. **Ed ecco

*• Ps. 18, 6. *• Act. 1, 8. *» Joan. 14, 26.

38-39. Gesù domanda come mai possano pen- morte. Gli Ebrei già fin dal secondo secolo a. C.
sare che Egli sia uno spettro, e per togliere dividevano la Scrittura in tre parti La Legge, :

ogni dubbio sulla realtà del suo corpo, li invita comprendente i libri di Mosé ; / Profeti, che com-
a mirare le sue mani trapassate dai chiodi, e se prendevano tutti i libri storici e profetici / ;

non si fidano dei loro occhi, tocchino colle loro Salmi, ossia i libri poetici dei quali salmi for- i

mani, e si persuadano che il corpo che vedono è mavano la parte principale. Gesù spiegò agli
reale, e che Egli non è uno spirito, il quale non Apostoli come la sua passione e la sua morte
ha né carne né ossa, ma é proprio Gesù in per- avessero dovuto avvenire, acciò sì compissero
sona. tutte le Scritture.
41. Non credendo ancora, ecc. La gioia pro- 45. Gesù diede loro l'intelligenza
delle Scrit-
vata era sì grande che erano fuori di sé, e non ture, in modo che si possono
attribuire a lui stesso
osavano credere ai loro sensi, temendo di rima- le interpretazioni messianiche date dagli Apostoli
nere poi troppo amaramente disillusi. Ma Gesù di alcuni passi dell'Antico Testamento.
affine di maggiormente convincerli che il suo 46. Cosi sta scritto, ecc. Dall'autorità della
corpo era non solo reale, ma quello stesso in Scrittura Gesù prova ancora la sua morte e la
cui aveva sofferto, domandò da mangiare e mangiò sua risurrezione, e fa vedere che la redenzione
realmente. messianica deve estendersi a tutti i popoli.
presentarono un pezzo di pesce, ecc.
42. Gii 47. Che
predicasse, ecc. Gli Apostoli devono
si
In occasione delle feste si facevano grandi spe- annunziare a tutti che per virtù del nome di Gesù
dizioni di pesce a Gerusalemme, e gli Apostoli iVlessia, viene concessa la penitenza e la remis-
essendo pescatori, dovevano preferire questo cibo. sione dei peccati a tutti devono però cominciare ;

Nei più antichi manoscritti greci non si parla del la loro predicazione da Gerusalemme, centro della
favo di miele. Teocrazia giudaica, perchè ai Giudei, pei primi,
43. Questo versetto è un po' diverso nel greco. .
era stato promesso il iV\essia.
Egli li prese e ne mangiò in loro presenza. 48. Siete di queste cose, ecc. Ufficio degli Apo-
44. E disse loro, ecc. S. Luca riassume gli in-
stoli è quello di testificare la passione, la morte,
segnamenti dati da Gesù ai suoi discepoli durante e specialmente la risurrezione di Gesù (Atti, l,

i quaranta giorni, che precedettero la sua Ascen- 8, 22; II, 32; III, 15; V, 32, ecc.).
sione al cielo, e perciò non si deve pensare che promesso dal Padre mio. Gesù promette
49. Il
Gesù abbia dette queste parole nello stesso giorno ai suoi Apostoli di mandare loro lo Spirito Santo
della sua Risurrezione, ma Egli le pronunziò più promesso dal Padre (Giov. XIV, 16 e ss.; XV,
tardi, quando i suoi Apostoli, dopo essere stati 26), acciò li aiuti a compiere fedelmente la loro
nella Galilea, tornarono a Gerusalemme per l'A- missione. Con queste parole Gesù si proclama
scensione e per aspettare la venuta dello Spirito nuovamente uguale al Padre. Egli manterrà la
Santo. promessa fatta dal Padre : lo Spirito del Padre
Quand'ero tuttavìa con voi, cioè mentre vivevo è lo Spirito del Figlio, e Gesù può mandarlo sui
in un corpo mortale fra voi, ossia prima della mia suoi Apostoli come può mandarlo il Padre. Voi
S. Luca, XXIV, 50-53 331

in vos.Vos autem sedete in civitate, quoad- che io mando sopra di voi il promesso dal
usque induamini vinute ex alto. Padre mio e voi trattenetevi in città, sin
:

a tanto che siate rivestiti di virtù dall'alto.


'"'Eduxit autem eoe foras in Bethaniam : li condusse fuori a Betania
^'E e alzate :

et elevatis manibus suìs benedixlt eis. **Et le sue mani li benedisse. *'E avvenne che,
factum est, dum
benediceret illls, recessit nel benedirli, si divise da loro e si sollevava
ab eis, caelum. *'Et ipsi ado-
et ferebatur in verso il cielo. "Ed essi avendolo adorato,
rantes regressi sunt in lerusalem cum gau- se ne tornarono a Gerusalemme con gran
dio magno **Et erant semper in tempio,
: giubilo "e stavano continuamente nel tem-
:

laudantes, et benedicentes Deum. Amen. pio, lodando e benedicendo Dio. Amen.

»« Mire. 16, 19; Act. 1, 9.

tratttnttevl in città, cioè a Gerusalemme, fioche dal contesto che anche le parole precedenti, ai
colla venuta dello Spirito Santo non siate rive- divise da loro, si devono intendere dell'ascensione
stiti di una virtù proveniente dall'alto, vale i in cielo.
dire, non abbiate ricevuta la pienezza dei suoi 52. Ed 0ssl avendolo adorato prostrandosi per
doni. terra, come porta testo greco npooxvvnoavre;
il

50. £ condttsst fuori. I migliori manoscritti


// aÓT. V. Non si legge in altro luogo del Vangelo che
greci non hanno quest'avverbio fuori E^oa, e simil- gli Apostoli abbiano adorato Gesù Cristo. Colla
mente invece lax; et; fino a, leggono idc ^oi: fino sua ascensione Egli apparve loro come re della
presso. Gesù non condusse pertanto I suoi Apo- gloria, a cui era data dal Padre ogni potesti, e
stoli fino al paese di Betania, ma solo sul monte perciò lo adorarono, e poscia tornarono a Geru-
Oliveto, non lungi da Betania (Atti, I, 12). Su salemme lieti di aver assistito al suo trionfo.
Befania vedi Matt. XXI, 17. Come un padre che 53. Stavano, Dopo
l'Ascensione di Gesù,
ecc.
di l'ultima sua benedizione ai suoi figli. Gesù gli Apostoli venuta dello Spirito
aspettando la
benedice per l'ultima volta i suoi discepoli. Santo loro promesso attendono con fervore a
51. Si dlvis» da loro t si sollevava, restando pregare e a lodare Dio frequentando alle ore sta-
però visibile ancora per qualche tempo. L'ultima bilite il tempio. L'Ascensione di Gesù viene nar-
parte di questo versetto si sollevava verso U
: rata più diffusamente da S. Luca negli Atti degli
cielo, manca in alcuni codici greci, è però chiaro Apostoli, I.
VANGELO SECONDO SAN GIOVANNI

NTRODUZIONE

La persona dell'Autore. —
L'Apostolo preparazione della cena pasquale (Lue.
ed Evangelista San Giovanni era Aglio di XXII, 8), gli permise di deporre il capo
una certa Salome e di Zebedeo, pescatore sul suo petto (Giov. XIII, 25) e a lui, prima
del lago Di Galilea. Aveva per fratello San di morire, lasciò in retaggio come madre
Giacomo Maggiore e con lui esercitava il Maria SS. (Giov. XIX, 27).
mestiere del padre (Matt. XXVII. 56; Mar. Dopo il racconto delle donne tonate dal
I, 19, 20; XV, 40). Tutto fa credere che la sepolcro, egli assieme a Pietro, subito corse
sua famiglia godesse di una certa agiatezza, a vedere ciò che era avvenuto (Giov. XX,
poiché il padre Zebedeo aveva al suo ser- 1-10) e in un'apparizione di Gesù risorto
vizio alcuni (I, 20), e la madre
garzoni sul lago di Tiberiade, egli fu il primo a
Salome era una quelle pie donne che
di riconoscere il Divin Maestro (Giov, XXI,
seguivano Gesù nei suoi viaggi e lo aiu- 7).
tavano colle loro sostanze provvedendolo Pieno di amore e di zelo per Gesù (Mar.
di quanto gli abbisognava (Mar. XV, 40, IX, 37; Lue. XIX, 54; Matt. XX, 20-22),
41 Lue. Vili, 3).
; meritò di essere chiamato figlio del tuono.
Discepolo del Battista, quando senti il Dopo l'Ascensione di Gesù, egli rimase
suo maestro chiamare Gesù « agnello di per qualche tempo a Gerusalemme e con
Dio », volle andare dietro di lui e sapere S. Pietro ebbe le prime parti nella Chiesa
dove abitava (Giov. I, 39). Mentre un Gerosolimitana. Fu presente al miracolo
giorno col fratello Giacomo se ne stava operato dal Principe degli Apostoli sullo
rassettando le reti su di una barca. Gesù storpio, che stava seduto alla porta del tem-
li chiamò entrambi all'Apostc^ato « ed essi pio (Att. Ili, 11), e collo stesso Principe
lasciato il loro padre Zebedeo nella barca degli Apostoli venne imprigionato e molto
coi garzoni, lo seguirono » (Mar. I, 20). ebbe a soffrire da parte dei Giudei (Att.
Da questo momento Giovanni non abban- IV, 3 e ss.).
donò piùil suo nuovo Maestro, ma gli fu Più tardi andò con S. Pietro nella Sa-
compagno durante il suo pubblico ministero maria per condurre a termine l'opera dei-
nella Galilea, nella Giudea, fino alla sua l 'evangelizzazione cominciata dal Diacono
crocifissione sul Calvario. Egli divenne Filippo e impartire ai nuovi convertiti lo
anzi uno dei discepoli prediletti e Gesù Spirito Santo (Att. VIII, 14-17), Nel secondo
lo volle testimonio della risurrezione della viaggio fatto da Paolo a Gerusalemme, egli
figlia di Giairo (Mar. V, 37), della sua si trovava in questa città ed era uno di
trasfigurazione (Matt. XVII, 1) e della sua colwo <( che erano riputati le colonne »
agonìa nell'orto di Getsemani (Matt. XXVI, (Gal. II, 9). Negli ultimi anni di sua vita,
37), lo- incaricò assieme a Pietro della per motivo della fede cristiana, fu relegato
334 Vangelo secondo S. Giovanni - Introduzione

oeirisola di Patmos, dove ebbe le visioni Cristo, i razionalisti hanno cercato e cer-
dell'Apocalisse (Apoc. I, 9). Liberato dal- cano in tutti modi diperscreditarlo, e
l'esiglio, esercitò una supremazia sulle riuscire più facilmente nel loro intento,
Chiese dell'Asia Minore come sembrano hanno negato che esso sia dovuto alla penna
indicare le parole dell'Apocalisse, I, 9 e ss. di San Giovanni Apostolo. Una salutare
Oltre a queste notizie tramandateci dal reazione va però producendosi anche tra i
Nuovo Testamento intorno a S. Giovanni, protestanti contro una negazione così ar-
ne abbiamo ancora altre forniteci dai più bitraria; e molti fra essi si sono schierati
antichi Padri e scrittori ecclesiastici. E a tutto potere in favore della tesi tradizio-
prima di tutto è fuori di dubbio che l'Apo- nale.
stolo ed Evangelista soggiornò gran tempo Questo non deve punto sorprenderci,
fatto
in Efeso, dove però probabilmente non vi poiché argomenti esterni ed intemi che
gli
si recò che verso il 70, all'epoca cioè della si adducono a provare che S. Giovanni
guerra Giudaica. Siccome questo fatto ha Apostolo è l'autore del quarto Vangelo sene
una speciale importanza per dimostrare tanti e dj sì chiara evidenza, che solo una
l'autenticità degli scritti di S. Giovanni, è mente acciecata da pregiudizi può rifiutarsi
cosa utile ricordare le principali testimo- di ammetterli.
nianze sulle quali si appoggia. Silegge infatti nel Frammento Murato-
Primo si^ Sant'Irineo, il quale scriveva riano : Il quarto Vangelo è di Giovanni, uno
verso il 185 ed era stato discepolo di San dei discepoli. Dietro esortazione dei suoi
Policarpo, che a sua volta era stato discepolo condiscepoli e vescovi egli disse: Digiu-
di S. Giovanni Apostolo ed Evangelista. nate con me questi tre giorni e poi ci co-
Egli dice (Adv. Haer. Ili, 4 » La Chiesa
: municheremo a vicenda ciò che all'uno o
di Efeso fondata da Paolo, nella quale fino all'altro sarà stato rivelato. Nella stessa
all'età di Traiano fu presente Giovanni, è notte fu rivelato ad Andrea, uno degli Apo-
vera testimone della tradizione degli Apo- stoli, che Giovanni, approvandolo tutti gli
stoli », S. Irineo ripete un'altra volta questa altri, mettesse tutto per iscritto in suo nome.
affermazione nello stesso capitolo e poi E perciò, benché nei singoli libri dei Van-
nuovamente nel libro III, 1 e nella lettera a geli si narrino diverse cose, non differisce
Papa Vittore (Euseb. H. E. V, 24). però la fede dei credenti, perchè tutto fu
A Sant'Irineo fa eco Policrate, ottavo dichiarato in tutti da uno stesso principale
vescovo di Efeso, il quale visse verso la Spirito, in ciò che riguarda la nascita, la pas-
One del secondo secolo. In una lettera al sione, la risurrezione, la conversazione coi
Papa Vittore (Euseb. H. E. V, 24) egli discepoli, la doppia sua venuta, l'una già
scrive : <( Qui in Asia riposano molti lumi- effettuata nell'umiltà, l'altra da effettuarsi
nari... Giovanni che riposò sul petto del nella potestà regale. Qual meraviglia per-
Signore... Questo Giovanni dico morì ad tanto se Giovanni con tanta costanza affermi
Efeso ». ogni cosa anche nelle sue lettere dicendo:
Anche Apollonio (200-210), scrittore anti- (( Ciò che vedemmo coi nostri occhi, ciò
montanista, per testimonianza di Eusebio che udimmo colle nostre orecchie, ciò che
(H. E. V, 18) affermava la stessa cosa nar- toccammo colle nostre mani questo vi scri-
rando «che Giovanni, l'autore dell'Apoca- vemmo? n. In tal modo professa non solo
lisse, aveva risuscitato un mwto a Efeso. di aver veduto e udito, ma anche di aver
In questa stessa affermazione si accordano scritto con ordine le cose mirabili del Si-
pure Eusebio (H. E. Ili, 23), Clemente A. gnore.
(Quis dives salvatur, 42), Origene (Euseb. Un' altra testimonianza del più grande
H. E. Ili, 1) e tuitti ì Padri più recenti. valore storico ci viene fornita da Sant'Iri-
Verso il fine di sua vita S. Giovanni fu neo, vescovo di Lione, e già discepolo di
mandato a Roma, e quivi, per testimonianza S. Policarpo, il quale verso il 185 scriveva
di Tertulliano (De praescript., 36), venne (Adv. Haeres. Ili, 1) Finalmente Giovanni
:

immerso nell'olio bollente, ma non ebbe discepolo del Signore, il quale riposò anche
nulla a soffrire. In seguito fu mandato in sul suo petto, scrisse egli pure un Vangelo
esigilo nell'isola di Patmos presso Efeso, mentre dimorava in Efeso. Ora che San-
e quivi scrisse l'Apocalisse. Liberato dall'e- t'Irineo intendesse parlare di S. Giovanni
siglio tornò a Efeso, dove morì nei primi Apostolo deduce chiaramente dai fatti
si
anni dell'impero di Traiano. seguenti perchè dice che riposò sul
: 1°
petto del Signore 2° perchè citando nella
L'autore del quarto Vangelo. — La
;

sua opera circa un centinaio di versetti


questione l'autore del quarto
riguardante del IV Vangelo sotto il nome di Giovanni,
Vangelo è molto viva giorni nostri, spe-
ai per due volte dà a questo Giovanni il titolo
cialmente presso i protestanti. Siccome in di Apostolo (Adv. Haer. I, 1, 19, 20 ed.
questo Vangelo più che in tutti gli altri sì Harvey) 3° perchè lo annovera tra gli Apo-
;

insiste nell'affermetr la divinità di Gesù stoli (Adv. Haer. II, 33; III, 3, 12); 4" fl-
Vangelo secondo S. Giovanni - Introduzioni 335

aalmente perchè da tutte le opere di San- quarto Vangelo (S. Ignat. Ad Philipp. VII,
t'Irìneo manifesto che egli non conosce
si fa 1 ; Ioan. IV, 10 e VII, 38; Ad Rom. VII, 2;
che un solo Giovanni e questi è l'Apostolo. Ioan. VI, 3; Ad Ephes. V, 2; Ad Rom.
Non è necessario insistere a provare il VII, 3; Ioan. VII, 42, ecc.; S. Policarp.
grande valore di questa testimonianza, poi- Ad Philipp. VII; I Ioan. IV, 2, 3; Papia
ché gli argomenti in contrario addotti da Euseb. H. E. Ili, 39; S. lustin. Dial. cum
Hamak e da altri razionalisti vengono c^- Triph. 105, et passim; Tatian. Ep. ad
gidì rigettati dagli stessi protestanti (V. Rev. Diogn., Herm., Doct. duod. ecc.) e dal ri-
Bib. 1898,59-73; Lepin, L'origine du
p. correre che ad esso fecero gli stessi eretici
quatrième Evangile, p. 76-82, 96 e ss. 1910 Basilide, Valentino, Eracleone, Tolomeo
e specialmente F. S. Gutrahl., Die Graub- Marcione, ecc., per provare e difendere i

wurdigkeit des Irenaeischen Zeugnisses loro errori.


iiber die Abfassung des vierten kanonischen L'esame intrinseco del libro conferma
Evangeliums. Gratz, 1904). pienamente i dati della tradizione. L'autore
La stessa verità troviamo affermata in infatti mostra in modo chiaro di essere un
Clemente A. (-{- C. 217), il quale scrive Giudeo, poiché benché scriva in greco, il
di aver ricevuto per tradizione dagli antichi suo vocabolario però, la sua grammatica e
presbiteri « Giovanni pòi, ultimo di tutti
: la sua sintassi risentono molto d/ell'ara-
(gli Evangelisti), vedendo che nei Vangeli maico. D'altra parte egli conosce colla più
(degli altri) erano narrate piuttosto le cose grande esattezza tutti gli usi e i costumi
che riguardano la parte umana di Cristo, Giudaici, la festa dei tabernacoli (VII, 2),
egli dietro richiesta dei suoi discepoli e per quella della Dedicazione « che si celebra
impulso dello Spirito divino scrisse il Van- d'inverno» (X, 22), l'ostilità che regna tra
gelo spirituale (Euseb. H. E. VI, 25). i Giudei e Samaritani (IV, 9), le scomu-
i

Un'altra testimonianza in favore dell'ori- niche sinagoga» (IX, 22). I Giudei non en-
gine Giovannea del quarto Vangelo, oi trano nelle case dei pagani per non conta-
viene fornita da Teofllo d'Antiochia e dal minarsi (XVIII, 28), e non lasciano appesi
prologo monarchiano. Il primo, che fu il al patibolo in giorno di sabato i corpi dei
sesto vescovo di Antiochia dopo S. Pietro, giustiziati (XIX, 31, ecc.).
scrive nel secondo libro Ad Autolicum, 22 L'autore possiede le più esatte nozioni
(edito prima del 181) « Queste cose ci in-
: geografiche e topografiche sia della Pale-
segnano le Sante Scritture e tutti coloro che stina che di Gerusalemme. Vi sono ad es.,
erano ispirati dallo Spirito Santo, tra i quali due Betanie, l'una al di là del Giordano,
Giovanni dice : In principio era il Verbo e I, 18, l'altra a circa 15 stadii da Gerusa-
il Verbo era presso Dio. Benché Teofllo lemme, XI, 18; Ennon si trova presso Sa-
non chiami Giovanni Apostolo, tuttavia è lim, ed ivi abbondano le acque, III, 23;
chiaro che non può parlare di altri che di Efrem sta ai confini del deserto, XI, 54.
lui, poiché l'antichità non ha mai conosciuto Sichar é una città di Samaria ai piedi del
un Giovanni diverso dall'Apostolo. monte Garizim e là vicino vi é un pozzo
Nel prologo monarchiano (e. 200) si leg- profondo, IV, 5, 6, 20, ecc. A Gerusalemme
ge Questi è Giovanni Evangelista, uno
: la piscina di Bethesda ha cinque portici e
dei discepoli di Dio. ecc Egli scrisse si trova presso la porta Probatica, V, 2;
questo Vangelo in Asia, dopo che av-^va la piscina di Siloe é vicina a Gerusalemme,
scritto l'Apocalisse nell'isola di Patmos (ed. IX, 7 ;il giardino degli Olivi si trova al di

Corssen.). là del Cedron, XVIII, 1, ecc. L'autore dà


A queste testimonianze ^ potrebbero an- inoltre a vedere di essere stato testimonio
cora aggiungere quelle di Origene (Euseb. oculare di molti fatti, poiché riferisce le
H. E. VI, 25), di S. Giustino (Dial. cum più minute circostanze degli avvenimenti.
Trìph. 103 e 81), dd Tertulliano (Cont. Era l'ora decima, I, 39; il giorno dopo
Marc. IV, 2, 5), di Dionigi di Alessandria volle uscire nella Galilea, I, 43; nel terzo
(Euseb. H. E. VII, 25 di Eusebio (H. E. ,
giorno furono fatte nozze in CaJna di Ga-
III, 24), di S. Gerolamo (De vir. ili. 9) e lilea, II, 1; era circa l'ora sesta, IV, 6;
di tutti i Padri posteriori, nonché quelle Gesù disse queste cose mentre insegnava
tratte dai titoli, dalle sottoscrizioni, dagli nella sinagoga di Cafarnao, VII, 37 il servo
;

argomenti dei Vangeli, quali si trovano negli a cui Pietro tagliò l'orecchia si chiamava
antichi codici e nelle antiche versioni si- Malco, XVIII, 10; la veste del Salvatore
riaca, copta, latina, che ascendono certa- era senza cuciture, ecc.
mente al secondo secolo. Un argomento però decisivo sull'autore
La brevità impostaci non ci consente però del IV Vangelo è la testimonianza dello
di dilungarci maggiormente. Tuttavia non stesso Vangelo. Leggiamo infatti nel capo
si deve omettere che tutti questi argomenti XXI, 20 e 24 che l'autore chiama se stesso
direttiricevono una splendida conferma dal- il discepolo diletto di Gesù. Ora sappiamo
l'uso che gli antichi Padri hanno fatto del che tre Apostoli furono in modo speciale
336 Vangelo secondo S. Giovanni - Introduzione

amati dal Signore, Pietro, Giacomo Mag- molti altri prodigi che non sono registrati
giore e Giovanni. Si deve perciò conchiu- nel libro che egli ha scritto, soggiunge :

dere lille l'autore del quarto Vangelo è da Queste cose poi sono state scritte affinchè
ricercarsi fra questi tre Apostoli. E' neces- crediate che Gesù è il Cristo Figliuolo di
sario però subito escludere S. Giacomo, Dio, e credendo abbiate la vita nel nome
il quale fu martirizzato troppo presto per di lui. Da queste parole si deduce chiara-
aver potuto scrivere un Vangelo che sup- mente che S. Giovanni nello scrivere il suo
pone già composti i Sinottici. Parimenti non Vangelo, si propose di confermare i suoi
si può pensare a S. Pietro, poiché nel lettorinella fede della Messianità e della
capo XXI, l'autore distingue in modo chiaro Divinità di Gesù Cristo. A questo scopo
il principe degli Apostoli dal discepolo mirano infatti tutte le pagine del suo libro.
diletto. Non rimane quindi che l'Apostolo Fin dal prologo, egli presenta Gesù Cristo
S. Giovanni al quale si possa attribuire la come il Verbo e il Figlio unico di Dio.
paternità del quarto Vangelo. Né si ob- Il Battista appena lo vede proclama che
bietti che l'attestazione del capo XXI, 24 Egli é l'Agnello di Dio che toglie i pec-
« E' questo il discepolo che attesta tali cose cati del mondo. Nei suoi discorsi con Ni-
e le ha scritte », si deve restringere al codemo, colla Samaritana, coi Farisei di
capo XXI, poiché é sì grande l'affinità di Gerusalemme, colle turbe e coi discepoli.
lingua, di stile, di forma e di pensiero tra Gesù afferma di essere il Messia e il Figlio
il XXI e gli altri capitoli, che é assoluta- di Dio, tratta delle ineffabili relazioni che
mente impossibile poter pensare a diversi lo uniscono al Padre, dell'identità di na-
autori, ma è necessario ammettere che l'au- tura, di intelletto, di volontà, che come
tore dell'ultimo capitolo sia quello stesso Dio, ha col Padre, adduce i suoi miracoli
che scrisse i capitoli precedenti e tutta a prova della verità delle sue affermazioni,
l'opera sia stata scritta da una stessa mano, domanda una fede sincera e pratica senza
la quale non può essere altra che quella di alcuna tergiversazione, o alcuna titubanza.
San Giovanni Apostolo. Questa conclusione Egli vuole essere creduto e amato come
riceve una nuova conferma dal modo con Dio e confessione dell'Apostolo S. Tom-
la
cui nel quarto Vangelo si parla di S. Gio- maso Signor mio e Dio mio », é pure la
((

vanni Apostolo e di S. Giacomo suo fra- confessione che S. Giovanni vuole da tutti
tello. Mentre infatti sappiamo dai Sinottici i suoi lettori.
che due fratelli vissero in grande intimità
i Non si può negare però che S. Giovanni
col Signore, il quarto Vangelo che pure sia stato indotto a scrivere il suo Vangelo
ricorda gli altri Apostoli, non li nomina mai anche da uno scopo polemico. E' infatti
esplicitamente ma una sola volta li chiama
;
sentenza di Sant'Irineo e di molti antichi
<(Àgli di Zebedeo ». Sembra anzi che si Padri (Irin. Adv. Haeres. Ili, 11; Victorin.
faccia uno studio speciale di evitare il nome Scoi, in Apoc. XI, 1, ecc.; Eplph. Haeres,
dell'Apostolo S. Giovanni (I, 37-40; XVIII, LXIX, 23, ecc.), che egli avesse in mira
15-16; XX, 3-10) e mentre nei Sinottici, di combattere gli errori di Cerinto, degli
quando si parla del Precursore, gli si dà il Ebioniti, dei Nicolaìti, ecc., i quali nega-
titolo di Giovanni Battista per distinguerlo vano la Divinità di Gesù Cristo.
dall'Apostolo omonimo, nel quarto Van- E' pure
sentenza di antichi scrittori
gelo per ben diciannove volte si parla di (Clem. A. ap. Eus. H. E. VI, 14; Epiph.
lui chiamandolo semplicemente Giovanni, Haer. LI, 12; Hieron. De vir. 111. IX, ecc.)
come se non esistesse un altro Giovanni, che S. Giovanni abbia voluto eziandio com-
con cui potrebbe essere confuso. pletare la narrazione dei tre Sinottici, sia
Ora tutti questi fatti che sarebbero ine- raccontando avvenimenti anteriori all'impri-
splicabili qualora si supponga ch^ autore gionamento di S. Giovanni Battista, sia scri-
del quarto Vangelo non sia S. Giovanni vendo « un Vangelo spirituale », ossia met-
Apostolo, ricevono invece la loro spiega- tendo in speciale rilievo quanto si riferiva
zione naturale nella supposizione contraria. all'intima natura di Gesù Cristo.
S. Giovanni pieno di modestia, volle rima- L'esame intrinseco del libro conferma
nere nell'ombra e perciò evitò di parlare anche su questo punto i dati della tradi-
di sé stesso e dei suoi parenti. In questo zione, poiché é fuori di dubbio che il IV
suo modo di agire però noi abbiamo una Vangelo suppone i tre sinottici e lì compie
novella prova che egli solo e non altri é perfettamente. Così p. es. al cap. Ili, 24,
l'autore del quarto Vangelo. sì legge « Giovanni non era ancora stato
:

messo in carcere ». Ora l'incarcerazione di


Scopo del quarto Vangelo. — S. Gio- Giovanni non è narrata che dai Sinottici.
vanni stesso al cap. XX, vv. 30 e 31, indica Similmente al cap. XI, 1, parlando dì Laz-
chiaramente quale scopo si sia prefìsso nello zaro, dice « che era di Betania castello di
scrivere il suo Vangelo. Maria e di Marta sua sorella », senza prima
Dopo aver infatti affermato che Gesù fece aver fatta alcuna menzione dì queste due
Vangelo secondo S. Giovanni - Introduzione 337

pie donne che perciò si suppongono cono- risce chiaro che destinatarii del quarto
i

sciute dai lettori. Spesso si parla dei dodici Vangelo non sono i Giudei e neppure 1
Apostoli, eppure non si descrive la loro ele- Cristiani della prima generazione. L'Evan-
zione e di tutti i miracoli di Gesii narrati
; gelista nel suo libro si rivolge a cristiani
dai Sinottici, non sono ricordati che due : adulti che già conoscono gli elementi della
la moltiplicazione dei pani e il camminare dottrina insegnata dal Salvatore, ed hanno
di Gesii sulle acque. Questi due miracoli solo bisogno di essere confermati nella fede
poi vengono narrati da S. Giovanni perchè contro le false dottrine sparse dagli eretici.
furono una preparazione alla grande pro- Per questo motivo egli traduce in greco
messa dell'Eucaristia ricordata dal solo IV le espressioni aramaiche da lui usate (I
38
Vangelo, il quale però omette di parlare 41, 42; V. 2; XIX, 13, 17) e riferisce una
della sua istituzione ampiamente descritta quantità di notizie riguardanti la geografìa,
dai Sinottici. Altri numerosi esempi si po- i costumi e gli usi dei Giudei, che sarebbero
trebbero addurre, ma i pochi citati sono perfettamenteinutili per lettori Palestinesi
sufficienti a mostrare la relazione che passa (II. 6, 13 23 IV, 5, 6, 9 V, 2, 4 ecc.).
; III, ; ; ;

tra i Sinottici e il IV Vangelo. Non è da omettere che S. Giovanni riferisce


con una speciale compiacenza tutto ciò che
Tempo in cui fu scritto il IV Van-
gelo. —
Benché non si possa determinare
si riferisce ai Gentili e vale a infondere
loro coraggio e confidenza (IV, 21-23; X,
con precisione l'anno In cui fu scritto il
16; XI, 52; XII, 20; XVII, 2; XVIII. 37).
quarto Vangelo, è sentenza comune però
D'altra parte però egli si studia in tutti ì
che esso ascenda all'ultimo decennio del
modi di porre in evidenza la grandezza, la
primo secolo. Una quantità di indizi intemi dignità e la gloria della persona di Gesù
conferma questa sentenza, poiché, come già
Cristo. Fin dalle prime parole egli presenta
fu osservato, il quarto Vangelo fu scritto
Gesù come Verbo eterno di Dio, uguale al
certamente dopo Sinottici, e d'altra parte
i
Padre da cui é generato, come creatore di
il cap. XXI, 19 lascia supporre come già
tutte le cose, come vita, luce, verità, e
avvenuta la morte di S. Pietro, e il modo
principio e causa di ogni grazia e di ogni
con cui in tutto il libro si parla dei Giudei,
risurrezione, e questi stessi concetti ritor-
dà chiaramente a vedere che essi hanno
nano si può quasi dire in ogni capitolo. Più
cessato di essere un popolo, e l'antica città
che a narrare miracoli operati da Gesù, egli
e l'antico tempio non sono più che un muc-
si ferma in modo speciale a riferire le sue
chio di rovine (XI, 19. 55; XIII. 33; XVIII,
parole, suoi discorsi, le sue dispute avute
i
20, 36). Non é da omettersi che gli errori
coi Farisei e coi membri del Sinedrio di
di Cerinto, degli Ebioniti e dei Nicoteiti,
Gerusalemme. Ora tutto ciò suppone pre-
contro i quali é diretto il quarto Vangelo,
cisamente che i lettori a cui si volge l'Evan-
non si sparsero che verso il fine del primo
gelista siano già ben radicati nella fede e per
secolo.
credere non abbiano bisogno d'altro che della
L'autore del prologo monarchiano dice
semplice parola del loro divin Maestro.
bensì che S. Giovanni scrisse il suo Van-
gelo dopo che era tornato dall 'esigilo di
Patmos, il che porta verso l'anno 96, ma L'autorità storica del quarto Vangelo.
quest'affermazione per riguardo al tempo
— Non si può negare che quando dalla let-
tura dei Sinottici si passa a leggere il quarto
preciso é lungi dall'essere certa. Checché
sia di ciò, è indubitato che il quarto Vangelo
Vangelo, si provi come l'impressione di tro-
varsi in un mondo nuovo. Certamente, sia
non é posteriore alla fine del primo secolo,
negli uni come nell'altro, si parla di Gesù
poiché già si hanno citazioni negli scritti
Cristo e del suo ministero tra gli uomini,
di Sant'Ignazio, di S. Policarpo e forse
anche di S. Clemente.
ma quante differenze si scorgono, sia per
riguardo al teatro degli avvenimenti, sia per
Luogo
cui fu composto il quarto
in riguardo alla cronologia, ai fatti, ai discorsi
Vangelo. il quale poteva essere
Sant'Irineo, e allo stesso carattere del Salvatore. Molti
ben informato su questo punto, afferma che razionalisti e anche alcuni cattolici rimasero
S. Giovanni scrisse il suo Vangelo mentre sconcertati da questo fatto e credettero di
stava ad Efeso (Adv. Haer. Ili, 3). La testi- trovarne la spiegazione negando ogni valore
monianza di S. Irineo si accorda perfetta- storico al quarto Vangelo. Secondo costoro
mente con quanto gli antichi ci hanno tra- qtjpsto libro non conterrebbe già una narra-
mandato intorno alla dimora fatta dall'Apo- zione oggettivamente vera e reale, ma do-
Minore e coli 'indole del libro,
stolo nell'Asia vrebbe essere considerato come una medi-
ed è perciò ammessa comunemente da tutti tazione teologica di un discepolo il quale
i critici. pose sulla bocca di Gesù le sue speculazioni
filosofiche ellenistiche. Contro l'audacia
I DESTINATARII DEL QUARTO VANGELO. — questa affermazione protesta però tutta l'an-
di

Da quanto siamo venuto esponendo, appa- tichità cristiana, e la pressoché unanimità

22 — Saera Bibbia, voi. l.


338 Vangelo secondo S. Giovanni - Introduzione

degli interpreti cattolici e di molti fra gli fra i tre primi Vangeli e il quarto non vi
stessi protestanti, i quali si accordarono può essere divergenza sostanziale nella dot-
sempre e si accordano tuttora nel ritenere trina, ma tutta la differenza che vi è tra
come storici, ossia oggettivamente reali, i l'uno e gli altri si riduce a un diverso modo
discorsi e i fatti riferiti dal quarto Vangelo. di proporre le cose, modo eh 'è pienamente
D'altra parte l'autore stesso (XIX, 35; giustificato dai diversi lettori a cui i Van-
XX, 30; XX, 24; I Giov. I, 1-4) afferma geli sono indirizzati, e dai diversi scopi che
risolutamente di narrare la pura verità, e do- gli Evangelisti hanno voluto conseguire.
manda con insistenza che si presti piena Anche per riguardo alla cronologia, i dati
fede alle sue parole, e mostra col fatto di forniti dal quarto Vangelo, si accordano be-
voler scrivere una vera storia riferendo fin nissimo con quelli forniti dai Sinottici come
da principio le più minute circostanze di si può vedere nel Commentario.
tempo e di luogo (V. p. es., le narrazioni
della vocazione dei primi discepoli, delle Divisione del quarto Vangelo. Il —
nozze di Cana, del colloquio colla Samari- quarto Vangelo può dividersi in tre parti, più
tana, ecc.), le quali indurrebbero manifesta- un prologo e un epilogo.
mente in errore i lettori, se egli non avesse Nel prologo (I, 1-18), l'Evangelista espone
intenzione di narrare una vera storia. brevemente la dottrina del Verbo incarnato
La Chiesa perciò ha giustamente condan- e riassume in poche parole tutto il suo Van-
nato le tre seguenti proposizioni 16. <( Le : gelo.
narrazioni Giovanni non sono storia
di Nella prima parte (I, 19; XII, 50), è nar-
propriamente, ma una mistica contempla- rato come Gesù manifestò la sua divinità e
zione del Vangelo i discorsi contenuti nel
; la sua gloria durante la sua vita pubblica.
suo Vangelo sono meditazioni teologiche Nella seconda parte (XIII, 1 XIX, 42), si ;

intorno al mistero della salute, prive di parla della passione di Gesù.


verità storica » ; 17. « Il quarto Vangelo Nella terza parte (XX, 1 XXI, 23), si di-
;

esagerò i miracoli non solamente perchè scorre della risurrezione di Gesù e di alcune
apparissero più straordinarii, ma anche sue apparizioni.
perchè fossero più adatti a significare l'opera Nell'epilogo (XXI, 23-25), si afferma che
e la gloria del Verbo incarnato » 18. « Gio-
;
Gesù fece molte altre cose che non sono
vanni rivendica bensì per sé la qualità per nulla registrate nel Vangelo.
di testimone di Cristo; in verità non è se
non un testimone esimio della vita cristiana
nella Chiesa allo scorcio del primo secolo »
(Decret. Lamentabili). Principali commentarii cattolici. — Oltre
Le divergenze che si scorgono tra il quarto ai commenti su tutto il N. Testamento e su
Vangelo e i Sinottici, si possono benissimo tutti e quattro i Vangeli, e oltre quelli dei
spiegare con quanto abbiamo detto. Se in- SS. Padri Origene, Giovanni Crisostomo,
Cirillo A., Agostino, Beda, ecc., vanno ri-
fatti S. Giovanni, nello scrivere il suo libro,
cordati fra i più recenti Toleto, In Ioannis
volle completare i Sinottici, è naturale che
:

mentre questi si fermarono a descrivere Evangelium comm.. Colonia, 1589. Maier,


il ministero Galilaico, egli invece abbia Comm. iiher das Evang, des Ioannes, Frir
parlato in modo speciale del ministero Giu-
burgo in B., 1843; Patrizi, In Ioan. Comm.
daico, al quale d'altronde si trovano allusioni
Roma, 1857; Haneberg. Evangelium nach
lohannes, Munich 1878; Corluy, Com. in
anche nei tre primi Vangeli.
Evang. S. Ioan., Gand, 1889; Schanz,
Siccome inoltre egli destinò il suo libro
a cristiani adulti nella fede, affine di met-
Comm. iìber das Evang. des lohannes, Tu-
binga, 1884; Calmes, L'Evangile selon St-
terli in guardia contro le false speculazioni
Jean, Parigi, 1906; Belser., Das Evangelium
degli eretici, i quali riducevano a nulla la
des h. lohannes..., Friburgo in B., 1905;
persona di Gesù Cristo, è più che ovvio
Murino, San luan..., Barcellona, 1908.
che egli abbia insistito in modo speciale
nel riferire i discorsi dogmatici di Gesù e
possono pure consultare con grande
Si
della persona del Salvatore abbia formato
vantaggio le opere seguenti Camerlynk,
:

il centro del suo Vangelo. D'altra parte è


De quarti Evangelii auctore..., Lovanio,
d'uopo ricordare che anche i Sinottici pre-
1899, Bruges, 1900; Lepin, L'origine du
sentano Gesù Cristo come vero Dio e vero
quatrième Evangile, Parigi 1907; La valeur
figlio di Dio, al quale spetta il potere di
historique du quatrième Evangile, 2 voi.,
rimettere i peccati, che è superiore a Giona
Parigi, 1910; Fìllion, St-Jean Evangeliste...,
e a Salomone, e non è per nulla tenuto a pa-
.

Parigi, 1907; Cellini, Considerazioni sul


gare il tributo, perchè figlio del Re, e che
Prologo del Vangelo di S. Giovanni, Firenze,
è sì grande che nessuno può conoscerlo se
1911.
non il Padre, mentre a sua volta Egli solo
conosce il Padre, ecc. Da ciò si deduce che
339

Decreto della Pontificia Commissione Biblica

riguardante l'autore e la verità storica del Quarto Vangelo.

Propositis sequentibus dubiis Commissio censendae sint conflrmare traditionem quae


Pontifìcia de re biblica sequenti modo re- eidem Apostolo quartum Evangelium indu-
spondit : bitanter attribuit? Et utrum difflcultates
quae ex collatione ipsius E<vangelii cura
DuBiUM I. — Utrum ex constanti, uni- aliis tribus desumuntur, habita prae oculis
versali ac solemni Ecclesiae traditione iam diversitate temporis, scopi et auditorum,
a saeculo ii decurrente, prout maxime prò quibus vel contra quos auctor scripsit,
eruitur a) ex SS. Patrum, scriptorum ec-
:
solvi rationabiliter possint, prout SS. Patres
clesiasticorum, imo etiara haereticorum, te- et exegetae catholici passira praestiterunt ?
stimoniis et allusionibus, quae, cum ab
Resp. Affirmative ad utramque partem.
Apostolorum discipulis vel primis succes-
soribus derivasse oportuerit, necessario
nexu cum ipsa libri origine cohaerent b) ;
DuBiUM III. —
Utrura, non obstante
praxi quae a primis temporibus in universa
ex recepto semper et ubique nomine auctoris
Ecclesia constantissirae viguit, arguend! ex
quarti Evangeli! in canone et catalogis sa-
quarto Evangelio taraquara ex docuraento
crorum Llbrorum e) ex eorumdem Libro-
;
proprie historico, considerata nihilominus in-
rum vetustissimis manuscriptis codicìbus, et
dole peculiari eiusdera Evangeli!, et inten-
in varia idiomata versionibus d) ex pu-
;
tione auctoris raanifesta illustrandi et vin-
blico usu liturgico inde ab Ecclesiae pri-
dicandi Christ! divinitatera ex ipsis factis et
mordiis obtinente praescindendo ab argu-
;
sermonibus Domini, dici possit facta narrata
mento theologico, tara solido argumento hi-
in quarto Evangelio esse totaliter vel ex par-
storico demonstretur lohannem Apostolum
te conflcta ad hoc ut sint allegoriae vel sim-
et non alium quarti Evangeli! auctorem esse
bola doctrinalia, sermones vero Doraini non
agnosoendum, ut rationes a criticis in op-
proprie et vere esse ipsius Doraini sermo-
positum adductae hanc traditìonem nulla-
nes, sed corapositiones theologicas scrìptoris,
tenus inflrment?
licet in ore Doraini positas?
Resp. Affirmative. Resp. Negative.

DuBiUM II. —
Utrum etiam rationes Die autera 29 Mail anni 1907 in Audientia
fntemae, quae eruuntur ex textu quarti E- arabobus Reverendissimis Consultoribus ab
vangelii seorsim considerato, ex scribentis Actis benigne concessa, Sanctissimus prae-
testimonio, et Evangeli! ipsius cum / Epi- dicta responsa rata habuit et publici juris
stola Ioannis Apostoli manifesta cognatione, Aeri raandavit.

fulcranus vioouroux p. s. s.
Consultores ab actis.
Laurentius Ianssens O. S. B.
VANGELO DI GESÙ CRISTO
SECONDO SAN GIOVANNI

CAPO 1.

Divinità del Verbo, 1-5. —


Missione di Giovanni Battista. 6-13. Incarnazione —
del Verbo, 14-1S. —
Due testimoniarne di Giovanni Battista, 19-34. /primi —
cinque discepoli di Gesù, 35-51.

Mn principio erat verbum, et verbum 'In principio era il Verbo, e il Verbo


erat apud Deum, et Deus erat verbum. *Hoc era appresso Dio, e il Verba era Dio.

Verbo. Con questo nome l'Evangelista indica


Il
CAPO I. Gesù Cristo in quanto Dio. Il Verbo (6 xóyo?)
I. I vv. 1-18 formtno il prologo del IV Vtogelo, è parola interiore e sostanziale di Dio Padre.
la

e sono una delle pagine piò sublimi e più gravide Come nella nostra mente quando intendiamo una
di misteri di tutta la Sacra Scrittura. Mentre in- cosa, si produce un concetto, col quale noi di-
fatti gli altri Evangelisti ci hanno tramandato la ciamo a noi stessi la cosa intesa, cosi pure, benché
genealogia umana di Gesù, S. Giovanni invece, in modo infinitamente più perfetto. Dio Padre in-
sorvolando su tutti itempi e su tutti gli spazi, tendendo se stesso di origine a un concetto o
ci presenta l'eterna generazione di Gesù nel seno
Verbo sostanziale, il quale ha con lui comune la
del Padre. In una serie di proposizioni, legate
natura ma da lui si distingue per una propria
;

tra loro in modo che l'ultima o la più importante relativa sussistenza. Giustamente pertanto il Figlio
parola della proposizione precedente venga ri- di Dio, che procede dal Padre per via di intel-
petuta al principio della proposizione seguente, ligenza, viene chiamato Verbo.
l'Evangelista comincia a trattare del Verbo prima Era appresso Dio. Queste parole indicano i rap-
dell'incarnazione 1-5, nei suoi rapporti con Dio porti del Verbo con Dio. Il Verbo, che da tutu
1-2, coll'universo in generale 3 e coll'uomo in l'eternità esisteva, pure da tutta l'eterniti era,
particolare 4-5, e poi passa a tranare del Verbo ossia risiedeva presso Dio. Verbo era dunque
Il

incarnato, e dapprima in generale mostrando da tutta l'eterniti distinto personalmente dal Pa-
come la missione di Gesù sia di gran lunga su- dre, poiché nluno pud essere o risiedere presso un
periore a quella di Giovanni Battista 6-13, e poi altro se non è distinto da colui, presso il quale
in particolare discorre dell' Incarnazione in se risiede. Egli però non era separato e senza rap-
•tessa e dei frutti che ha apportato, 14-18. porti col Padre, anzi era in continua comunica-
In princìpio (ir dpxfi), cioè al principio zione con lui. La preposizione :»pó? (presso),
del tempo, nel primo istante della creazione. coH'accusativo indica appunto un rapporto di
Quasi tutti i commentatori vedono in queste pa- attiviti, di movimento tra il Verbo e il Padre.
role un'allusione al cap. I, 1 della Genesi mentre
:
E il Verbo era Dio. L'Evangelista indica la natura
però Mosè afferma che Dio nel tempo creò il del Verbo. Benché distinto dal Padre, il Verbo
cielo e la terra, Giovanni invece dichiara che possiede tuttavia pienamente la natura divina ;

prima di ogni tempo e di ogni creazione il Verbo Egli è Dio come il Padre, ed é consostanziale al
era, cioè esisteva. Non dice l'Evangelista che il Padre, perchè ha la stessa identica natura divina
Verbo è da principio, acciò niuno si immagini che del Padre. Tre grandi verità vengono affermate
allora cominciasse ad esistere e neppure che fa in questo versetto cioè, 1* l'eternità del Verbo,
:
;

ia principio, affinchè non si pensi che abbia ces- 2* la sua distinzione personale dal Padre, 3* la
Mto di essere ma dice che da principio era,
;
sua divinità e la sua consostanzialità col Padre.
con che viene ad affermare l'eterna e immuta- 2. Questo Verbo adunque, quale è stato carat-
bile esisteiua del Verbo. terizzato e descritto oel v. prec, era, ossia esi»
342 S. Giovanni, I, 3-4

erat in principio apud Deum. 'Omnia per 'Questo era nel principio appresso Dio.
ipsum facta sunt ipso factum est
: et sine *Per mezzo di lui furono fatte le cose tutte :

niliil, quod factum est; *In ipso vita erat, e senza di lui nulla fu fatto di dò che è

steva nel principio, ossia da tutta l'eterniti presso dottrina del IV Vangelo intorno al Logos. Nel-
Dio. Vepistola ai Colossesi (I, 15-17) si legge che Gesù
Benché la parola Verbo
meglio di ogni altra è l'immagine di Dio invisibile, il primogenito di
esprima la natura del Piglio di Dio, è da notare tutte le creature, perchè in lui furono create
tuttavia come S. Giovanni sia il solo autore ispi- tutte le cose; e nell'epistola agli Ebrei (IV, 12)

rato che l'usi in questo senso (I, 1, 14; I Giov. I, si dice che la parola di Dio (Logos) è viva, e
1 ; Apoc. XIX, 13). Alcuni razionalisti pretendono discerne i pensieri e le intenzioni del cuore ; e
che l'Evangelista abbia fatto niente altro che ap- che Gesù Cristo è quel Piglio, per cui Dio creò
plicare a Gesù Cristo quanto Pilone e gli altri il mondo, ed è ancora lo splendore della gloria
Giudei Alessandrini avevano speculato intorno al e figura della sostanza del Padre (I, 1-3). Posto
Logos di Platone. Questa affermazione è inammis- ciò si vede chiaramente, come la dottrina di
sibile. Benché sia vero infatti che Pilone parli di S. Giovanni intorno al Logos, ben lungi dall'essere
un logos, chiamato figlio di Dio, e ad esso attri- stata attinta agli scritti di Pilone, si connette in-
buisca la formazione delle cose e l'ufficio di inter- vece direttamente sia agli scritti dell' A. T., sia
mediario tra Dio e gli uomini, tuttavia, se ben si alla tradizione giudaica, e sia finalmente agli
considera, tra il Logos di Pilone e il Logos di scritti anteriori degli altri Apostoli.

S. Giovanni, corre una distanza infinita. E per Per riguardo poi alla materialità della parola
fermo il Logos di Giovanni é Dio e Piglio di Logos, benché Giovanni abbia potuto averla diret-
Dio, é creatore e Messia e Redentore nel più tamente per rivelazione, non ripugna però, anzi
stretto senso della parola, mentre il Logos di alcuni credono verisimile, che egli l'abbia presa in
Pilone non é propriamente parlando che la prima modo indiretto da Filone. Efeso infatti ai tempi in
creatura di Dio, un essere intermediario tra Dio e cui l'Apostolo scriveva, era un centro di cultura,
il mondo visibile, per mezzo del quale Dio viene ed ivi era stato a predicare un certo Apollo (Atti
a contatto colla materia e non è figlio di Dio
;
XVIII, 24) versatissimo nella filosofia Alessan-
se non nel larghissimo senso, in cui ogni creatura drina. Di più è assai probabile che i primi eretici
può in certa guisa essere chiamata figlia di Dio; avessero cominciato ad abusare del nome Logos
e per di più non ha alcun rapporto né coU'In- (come più tardi fecero Valentino e Basilide) ; San
carnazione, né colla Redenzione. Giovanni pertanto si sarebbe servito di questo
La dottrina del IV Vangelo non pud dunque de- stesso nome precisandone però il significato e
rivare da Filone ma invece si deve dire che
:
correggendo ogni falsa interpretazione. V. Brassac
essa ha le sue origini nel Vecchio Testamento, M. B. n. 160. Knab., Calmes, Crampon, ecc.
nella tradizione giudaica e negli insegnamenti 3. Comincia a parlare dei rapporti del Verbo
degli Apostoli. Nell'A. T. infatti la creazione delle colle creature, e dice che per mezzo di lui, come
cose viene attribuita alla parola di Dio (Gen. I, causa efficiente, furono fatte tutte le cose senza
3 e ss., Salm. XXXII, 6), la quale nel salmo alcuna eccezione. Tutto ciò che esiste deve la sua
evi, 20 viene personificata, e presso Isaia IX, esistenza al Verbo, il quale assieme alla natura
7 ; LXV, 1 1 viene detta messaggiera di Dio ed divina riceve per eterna generazione dal Padre la
esecutrice delle sue volontà. potenza creatrice.
Nei libri dei Proverbi (Vili, IX) e dell'Eccle- Senza di lai, ecc. Si esprime la stessa idea sotto
siastico(I, 1-10; XXIV) si discorre poi della di- forma negativa. S. Giovanni fa spesso di queste
vina Sapienza, non già come
di un semplice at- ripetizioni (I, 20; III 16; X, 4, 5, 28, ecc.).

tributo di Dio, ma come


un essere trascendente,
di Di che è stato fatto. La Volgata e con essa i
ciò
che emana dalla bocca dell'Altissimo prima di SS. Padri Didimo, Crisostomo, Epifanio, Teodo-
ogni creatura e di ogni tempo. Più chiaramente reto, ecc., uniscono queste parole al versetto 3 ;
ancora nel libro della Sapienza, essa ci viene mentre invece tre codici greci A C D, i Padri
presentata come una persona propriamente detta, Sant'Irineo, Origene, Taziano, S. Cù-Hlo A., S. Q-
€ un vapore della virtù di Dio, un'emanazione rilio G., S. Agostino, ecc. uniscono queste stesse
pura della gloria di Dio onnipotente, uno splen- parole al v. 4 e leggono Ciò che è stato fatto in
:

dore di luce eterna, un'immagine della bontà di lai era vita, ecc. Quest'ultima lezione già quasi
Dio (VII, 25-27) ». Essa assiste al trono di Dio abbandonata da tutti è stata nuovamente ripresa
(IX, 4), è l'artefice di tutte le cose (Vili, 6-8), da Loisy, da Calme«, da van Hoonacker, ecc. La
tutto sa e tutto comprende (IX, II). Ad essa ven- migliore spiegazione, che si possa dare di questo
gono attribuite tutte le meraviglie operate da Dio testo così ricostruito, è quella di S. Tommaso
nel mondo sollevò l'uomo dopo il peccato, salvò
;
d'Aquino, quale dice che lo Spirito Santo ha
il

i giusti al tempo del diluvio, vegliò sui Patriarchi, voluto insegnarci che il mondo, anche prima di
condusse Israele attraverso al Mar rosso, ecc. essere creato, esisteva già idealmente nel Verbo,
Questa stessa Sapienza viene talvolta chiamata e da tutta l'eternità era presente all'intelligenza
col nome di Logos XVI, 12; XVIII, 15. divina, nella quale tutto è vita.
In conseguenza
di queste idee espresse nei 4. In lui era la vita come in principio e fonte
libri targumisti sostituirono la pa-
sapienzali i universale. Il Verbo è quindi la causa di ogni vita,
rola Memra = Verbo in molti passi della Scrittura, sia naturale, che comunica a tutti gli esseri vi-
dove si leggeva Dio, e ad essa attribuirono nei venti, sia sopranaturale, che comunica per zzo m
loro commentarli tutto ciò, che nei libri sacri della grazia e della gloria alle sole creature ragio-
viene affermato come detto o fatto da Dio. A nevoli. E la vita era la luce. Il Verbo divino, che
S. Giovanni non restava quindi a far altro se non é causa di vita a tutti i viventi per gli uon ini
;

affermare che questa Sapienza divina, questa pa- è inoltre la luce, che loro fa conoscere il vero e
rola di Dio era la seconda persona della Santis- loro rivela i misteri sublimi delia divina natu a.
sima Trinità. Non è da omettersi che nelle epistole Degli uomini, cioè non solo del popolo d'isra le,
di San Paolo si trovano parecchi elementi della ma di tutta l'umanità senza eccezione.
S. Giovanni, I, 5-13 343

et vita erat lux hominum : 'Et lux in te- stato fatto. *In lui era la vita, e la vita era
nebris lucet, et tenebrae eam non com- la luce degli uomini *E la luce splende :

prehenderunt. tra le tenebre, e le tenebre non la com-


presero.
•Fuit homo mìssus a Deo, cui nomea erat *Vi fu un uomo mandato da Dio che si
Ioannes. 'Hic venìt in testimonium ut testi- chiamava Giovanni. 'Questi venne qual te-
monium perhiberet de lumine, ut omnes stimone, affine di rendere testimonianza alla
crederent per illum. *Non erat ille lux, sed luce, affinchè per mezzo di lui tutti credes-
ut testimonium perhiberet de lumine. sero. 'Egli non era la luce, ma era per
rendere testimonianza alla luce.
•Erat lux vera, quae illuminat omnem •Era la luce vera, che illumina ogni uomo
homir>em venientem hunc mundum. "In in che viene in questo mondo. "Era nel
mundo erat, et mundus per ipsum factus mondo, e il mondo per lui fu fatto, e il

est, et mundus eum non cognovit. "In pro- mondo non lo conobbe.
nella sua "Venne
pria venit, et sui eum non receperunt. proprietà, e i suoi non lo ricevettero. "Ma
"Quotquot autem receperunt eum, dedit eis a tutti quei che lo ricevettero, die potere di
potestatem fllios Dei fieri, his, qui credunt diventar figliuoli di Dio, a quelli che cre-
in nomine eius : '*Qui non ex sanguinibus, dono nel suo nome "i quali non per via di
:

•Matth. 3, 1; Marc. 1, 2. • Inf. 3, 19. »• Hebr. 11, 3.

5. La lttc0 splende tra le tenebre della ecciti e Cristo. Da ciò si fa manifesta l'infinita superiorità
dell'ignoranza causate dal peccato, in cui l'uomo è di Gesù sopra Giovanni Battista.
caduto. Non ostante queste Atte tenebre morali, 9. la lace vera, ecc. Benché Giovanni non
Era
il Verbo non cessò di essere la luce degli uomini, fosse luce, esisteva però la luce vera, essen-
la
ai quali continuò per mezzo dei patriarchi e dei ziale,impartecipata, ed era il Verbo, il quale
profeti a manifestare la sua volontà ; e poi venne e per mezzo della ragione naturale, e per mezzo
Egli stesso nel mondo a istruirli e ad ammaestrarli. della grazia e della rivelazione illumina ogni uomo
Ma le tenebre non la compresero. Pur troppo che viene al mondo. Il testo greco potrebbe anche
però che una gran parte degli uomini, vittima essere tradotto diversamente Era la luce vera,
:

dell'ignoranza e del peccato, chiuse gli occhi in che illumina ogni uomo. Colai che aveva da venir»
faccia alla luce, e volle rimanere nelle tenebre nel mondo.
(III, 19).
10. Era nel mondo, ecc. Anche prima dell'Incar-
Il greco o-j «aréXa^ev tradotto dalla Volgata
nazione il Verbo era presente nel mondo colla sua
non comprehenderunt, dovrebbe secondo alcuni es-
essenza, che i in tutti luoghi, e colla sua onni-
i
sere tradotto non l'oppressero, non la sopraf-
:

potenza, che tutto ha creato, conserva e governa.


fecero. Si avrebbe allora questo senso. La luce
L'uomo avrebbe potuto dalle cose sensibili, che
diffusa dal Verbo splende cosi viva fra le tenebre,
sono effetti di Dio, risalire sino alla causa che i
che queste tenebre, non ostante tutti loro sforzi, i

non riescono a vincerla e a sopraffarla.


Dio ma egli si fermò alle creature, e cercò in
:

esse la propria felicità (Rom. i, 20-23).


6. Vi fu un uomo e non gii un Dio, come era 11. Venne, ecc. Come gli uomini in generale non
il Verbo eterno, inondato da Dio. A questo uomo si servirono dei mezzi loro offerti per conoscere
Dio aveva affidato una grande missione da com- Dio, altrettanto fecero pure i Giudei. Il Verbo di
piere, e per mezzo dei prodigi che accompagnarono Dio venne, cioè si manifestò in varie guise nella
la sua nascita, e della più sublime santità di vita
saa proprietà, cioè nel popolo giudaico, chiamato
l'aveva accreditato presso gli uomini. Che si chia- spesso porzione, eredità di Dio (Esod. XV, 17;
mava, ecc. S. Giovanni si limita a farci conoscere Deut. VII, 6; IX, 29, ecc.); ma i suoi cioè i
il nome del precursore. Egli suppone che i suoi Giudei in gran parte non Io vollero riconoscere.
lettori già lo conoscano dalla lettura dei Sinottici.
12. Ma a tatti, ecc. Non tutti però chiusero gli
Non è difficile connettere questo versetto col
occhi alla luce, ma parecchi Io ricevettero, cioè
precedente. L'Evangelista dopo aver detto che
credettero in lui. Die potere, ecc. La fede di co-
gli uomini non vollero ricevere la luce del Verbo,
storo fu compensata, perchè il Verbo diede loro
fa vedere come Dio abbia cercato di vincere la
potere ossia conferì loro il diritto di diventare
loro ostinazione inviando in terra uno dei più
grandi profeti. figliuoli adottivi di Dio, fossero essi giudei o
pagani, liberi o schiavi, sapienti o ignoranti non ;

7. Venne qual testimone, ecc. La missione di richiese da loro altra condizione se non la fede
Giovanni fu di far conoscere Gesù Cristo vera luce nel suo nome, che credessero cioè che Egli era
degli uomini, e di mostrarlo a dito ai Giudei, af- il Piglio di Dio, e il Messia Redentore.

finchè per mezzo di lui ossia per mezzo della sua


13. Questa figliazione adottiva pro-
/ quali, ecc.
predicazione tutti credessero e ritenessero Gesù
messa credenti non si compie già per mezzo di
ai
come vero Messia. Sappiamo dai Sinottici come una generazione carnale, che ha la sua causa ma-
Giovanni abbia compiuto la sua missione (Matt.
teriale negli elementi costitutivi del sangue, e la
IH, 11-12; Mar. I, 6-8; Lue. I, 5-25, 57-80; III,
sua causa movente nella concupiscenza dei sensi
' e ss.).
(volontà della carne) e nella volontà libera del-
8. Non
era la luce. Il Battista non era la luce l'uomo, ma si opera per mezzo di una generazione
(tò (pS^)sostanziale ed eterna, di cui l'Evangelista spirituale, che ha per principio Dio sfesso, il
ha parlato al v. 4 ma aveva solo la missione di
;
quale comunica la sua grazia, e rende quindi par-
far conoscere agli uomini la vera luce che è Gesù tecipi della sua natura (I Piet. I, 4), tutti coloro
344 S. Giovanni, I, 14-17

ncque ex voluntate carnis, neque ex volun- sangue, né per volontà della carne, né per
tate viri, sed ex Deo nati sunt. volontà d'uomo, ma da Dio sono nati.

^*Et verbum caro factum est, et habitavit "E il Verbo si è fatto carne e abitò tra
in nobis : et vidimus gloriam eìus, gloriam noi : e abbiamo veduto la sua gloria, gloria
quasi unigeniti a patre plenum gratiae, et come dell'Unigenito del Padre, pieno di
veritatis. grazia e di verità.

"Ioannes testimonium perhibet de ipso, "Giovanni rende testimonianza di lui, e


et clamat dicens Hic erat, quem dixi
: : grida dicendo Questi era colui, del quale
:

Qui post me venturus est, ante me factus io dissi Quegli che verrà dopo di me, è
:

est : quia prior me erat. "Et de plenitudine da pili di me perchè era prima di me. "E
:

eius nos omnes accepimus. et gratiam prò della pienezza di lui noi tutti abbiamo ri-
gratia. "Quia lex per Moysen data est, gra- cevuto, sì, grazia per grazia. "Perché da
tia, et veritas per lesum Christum facta est. Mosè fu data la legge la : grazia e la verità
per Gesù Cristo fu fatta.

"Matth. 1, 16; Lue. 2, 7. "I Tim. 6, 17.

che rinascono per mezzo dell'acqua e dello Spirito gelista aggiunge pure quella di Giovanni Battista,
Santo (III, 3-10). il quale anch'egli testifica che il Verbo si fece
Alcuni antichi Padri e parecchi critici moderni, carne, ecc., e grida apertamente (come Si conviene
leggono questo versetto al singolare e lo applicano al suo ministero, Is. XL, 3) : Questi, cioè Gesù,
interamente alla concezione verginale di Gesù : è colui del quale io vi diceva prima ancora che
Che credono nel nome di lui che non per via di cominciasse il suo ministero, quegli che verrà dopo
sangue, ecc., ma da Dio è nato. V. Durand. L'En- di me a predicare è da più di me per dignità e
fance de Jesus, p. 106 e Calmes. per dottrina perchè era prima di me, cioè esisteva
;

14. E Verbocarne. La parola carne


si è fatto
da tutta l'eternità. Abbiamo qui un'affermazione
il
chiara della preesistenza di Gesù Cristo come Dio.
indica qui la natura umana riguardata nella sua
parte più debole e misera. L'Evangelista volle E
16. pienezza, ecc. L'Evangelista dopo
della
servirsi di questa parola carne piuttosto che di
aver riferita come
tra parentesi la testimonianza
nomo, per mostrare più chiaramente l'abbassa- del Battista, passa a mostrare quale sia la pie-
mento ineffabile del Verbo di Dio, e per affermare nezza di grazia e di verità che vi è in Gesù
con più forza contro i Doceti la realtà del corpo di Cristo (v. 14). Il Verbo incarnato fu talmente ri-
Gesù Cristo. Si è fatto carne. Non già che il colmo di tutti i doni sopranaturali della grazia e
Verbo abbia mutato natura e siasi cangiato in della scienza di Dio, che è divenuto la fonte ine-
carne, ma, pure rimanendo ciò che era, il Verbo sausta da cui derivano a noi credenti tutte le
assunse nell'unità della sua persona divina l'umana grazie e tutti i favori di Dio. Grazia per grazia o
natura, in modo che restando intere le essenze meglio grazia su grazia. Noi riceviamo da Gesù
e le proprietà delle due nature umana e divina, una continua successione di grazie. Alla grazia della
una sola sia la persona dell'Uomo-Dio. E abitò legge è succeduta la grazia del Vangelo, alla grazia
tra di noi, gr. pose le sue tende (espressione
della fede succederà la grazia della gloria.
semitica che indica un soggiorno temporaneo) tra
di noi suoi contemporanei in Palestina. E ab- 17.Da .Mosè fu data la legge, ecc. Fa vedere
biamo veduto la sua gloria. Facendosi uomo il la necessità che abbiamo di ricevere la grazia e
Verbo non ha cessato di essere Dio, e noi suoi la verità da Gesù Cristo. Mosè, ministro di Dio,
Apostoli attraverso la sua umanità abbiamo veduto non ha dato che una legge imperfettissima, la quale
le sue divine perfezioni, le quali si manifestarono faceva conoscere il male, ma non dava la forza
specialmente nella sovrana santità di vita che di porterlo evitare, e per di più era piena di
condusse, nella sublimità degli insegnamenti che ombre e di figure, e generava nel cuore dell'uomo
diede, nella moltiplicità dei miracoli che fece, e un grande timore e terrore. Gesù Cristo mvece,
in modo più chiaro ancora nella sua risurrezione Figlio di Dio, ci ha dato la grazia rendendoci così
avvenuta dopo che gli uomini l'ebbero crocifisso. figli di Dio, ed eccitando in noi sentimenti di
Gloria come dell'Unigenito del Padre. La par- confidenza nel nostro Padre celeste, e per di più
ticella me, come non esprime qui una compara- ci dà la forza necessaria per potere in tutto com-
zione, ma ha il senso di tale quale. La gloria di piere la volontà di Dio. Egli inoltre colla sua incar-
Gesù fu tale quale poteva averla il vero ed unico nazione ha compiuto tutti i simboli e le figure, e
Figlio di Dio. Gesù viene chiamato unigenito del ci ha fatto conoscere la Terità per mezzo della
Padre, perchè Egli solo procede per vera ed eterna rivelazione dei più alti misteri di Dio. Con questo
generazione dal Padre, mentre gli altri non sono non si vuole già dire che nell'A. T. non vi fosse
che figli adottivi di Dio (v. 12). Pieno di grazia alcuna verità rivelata, e nessuna grazia fosse data
e di verità Gesù Cristo possedeva in tutta la loro agli uomini ma si afferma
; semplicemente che
perfezione tutti i doni soprannaturali della grazia sotto questo doppio aspetto N. T. supera di
il

ossia dell'amore di Dio, e della verità ossia della gran lunga l'antica legge, e mentre il regno di
conoscenza di Dio. Tutti i doni che lo Spirito Mosè era il regno del timore e delle figure, il
Santo infonde nella mente e nel cuore degli regno di Gesù Cristo invece è il regno della grazia,
uomini, e molti altri ancora che mai saranno co- della rivelazione e della realizzazione delle figure.
municati a creatura, si trovavano uniti in Gesù (Sulle relazioni tra la legge e la grazia. V. Rom.
Cristo in tutta la loro perfezione. III, 20; VII; VIII; Gal. Ili, 19; IV, 1-9; II Cor.
15. G fovanni, ecc Alla sua testimonianza l'Evan- Ili, 6; Eb. IX, 26, 28, ecc.).
S. Giovanni, I, 18-25 345

^'Deum nemo vidit unquam : unigenitus "Nessuno ha mai veduto Dio : l'unige-
Qlius, qui est in sinu patris, ipse enarravit. nito Figliuolo, che è nel seno del Padre,
egli ce lo ha rivelato.
'•Et hoc est testimonium loannis, quando "Ed ecco la testimonianza
Giovanni, di
miserunt ludaei ab lerosolymis Sacerdotes quando i Giudei mandarono da
Gerusa-
et Levitas ad eum ut interrogarent eum : lemme i sacerdoti e i leviti a lui per doman-
Tu qui es? "Et confessus est, et non nega- dargli Chi sei tu? "Ed egli confessò, e
:

vit et confessus est


: Quia non sum ego : non negò e confessò
: Non sono io il :

Christus. *'Et interrogaverunt eum Quid : Cristo. "Ed essi gli domandarono E che :

ergo? Elias es tu? Et dixit Non sum. Pro- : adunque? Sei tu Elia? Ed egli rispose Non :

pheta es tu? Et respondit Non. '*Dixerunt : lo sono. Sei tu il Profeta? Egli rispose No. :

ergo ei Quis es ut responsum demus his,


: "Gli dissero pertanto Chi : sei tu, affinchè
qui miserunt nos? quid dicis de teipso? possiamo rendere risposta a chi ci ha man-
"Ait Ego vox clamantis in deserto
: Di- : dato? Che dici di te stesso? "Io sono, disse,
rìgite viam Domini, sicut dixit Isaias pro- la voce di colui che grida nel deserto Rad- :

plieta. dirizzate la via del Signore, come ha detto


il profeta Isaia.
'*Et qui missi fuerant, erant ex Pharisaeis. **E questi messi erano della setta dei Fa-
**Et interrogaverunt eum, et dixerunt ei : risei. **E lo interrogarono, dicendogli :

" I Tlm. 6, 16; I Joan. 4, 12. ** Is. 40, 3; Matth. 3, 3; Marc. 1. 3; Lue. 3. 4.

18. Nessuno ha mai vtdato, ecc. Spiega perchè Gesù Cristo. Sacerdoti e leviti. Trattandosi princi-
Bolo Gesù Cristo abbia potuto darci la pienezza palmente di una questione religiosa furono mandati
della rivelazione. Nessun uomo mortale, e nem- uomini, che dovevano conoscere bene la religione.
meno Mosè, potè colle proprie forze naturali ve- Chi tei ta ? che agiti il popolo, e dai il battesimo
dere Dio nella sua essenza solo Gesù Cristo, che ; di penitenza?
è Aglio naturale di Dio e intimamente unito e con- 20. Ed egli confessò, ecc. Questa varia ripeti-
sostanziale al Padre (cht è nel seno del Padre), zione dello stesso sentimento indica che Giovanni
gode per diritto di natura la visione immediata di non una sola volta, ma a più riprese e con grande
Dio e dei secreti della divina natura ; e perciò Egli enfasi dichiarò di non essere il Messia. Da ciò
solo ha potuto manifestarceli (Eb. Ili, 5, 6). Con si vede che gli inviati del Sinedrio avevano doman-
queste parole l'Evangelista indica la fonte, a cui dato a Govannni se egli era il Messia.
egli attinse la dottrina così alta che espone nel
suo Vangelo. 21. Elia? I Giudei credevano che questo profeta
dovesse di nuovo comparire sulla terra prima della
19. testimonianza, ecc. Sappiamo dai
Ecco la venuta del Messia (Mal. IV. 5; Matt. XI, 4; XVIII,
Sinottici (Matt. Ili, 5; Mar. I, 5) quanto en- 10; Mar. IX, 10). Son sono Elia in persona (Matt.
tusiasmo Giovanni avesse destato nelle turbe colla XI, 14). Il profeta è npo<{>f|tn; predetto da Mosè
aua predicazione, e come si era sparsa la voce (Deut. XVIII, 15), che alcuni credevano essere il
che egli fosse il Messia (Lue. Ili, 15); non fa Messia, mentre altri pensavano che fosse Ge-
perciò meraviglia che le autoriti religiose abbiano remia (Matt. XVI, 14).
fatto un'inchiesta.
22. Chi Insistono nella loro domanda,
sei tu ?
/ Giadei, cioè i capi del Sinedrio di Gerusa-
afflne di poter dare una rispoeta a coloro che 11
lemme. Giovanni scriveva quando la massa del
avevano inviati. Dal fatto di quest'ambasciata si
deduce chiaramente che Giudei erano persuasi
i

che allora appunto fosse venuto il tempo, in cui


doveva comparire il Messia, e che fu inoltre altis-
sima disposizione della Provvidenza divina che il
Sinedrio di Gerusalemme udisse dalla bocca stessa
di Giovanni chi era veramente il Messia.
La voce, ecc. Giovanni confessa umilmente
23.
la sua missione. Egli fu mandato a preparare le
Fig. 13».
vie dei cuori alla venuta del Messia, come aveva
Sacerdote ebreo. predetto Isaia XL, 3 (V. n. Man. Ili, 3; Mar. I,
3; Lue. Ili, 4).
24. Della setta dei Farisei, i quali erano i più
rigidi oservatori delle tradizioni degli antichi, e i
più tenaci oppositori dì ogni innovazione.
25. Come adunque battezzi? Perchè hai intro-
dotto questo nuovo rito del battesimo se non sei
ilMessia, né Elia, né il Profeta? Mostrano con ciò
di non aver tenuto conto che Giovanni aveva detto
di essere venuto a preparare la via al Messia, e
popolo giudaico si era gii posta in formale oppo- lasciano comprendere che essi non riconosceranno
sizione col cristianesimo, e perciò col nome di alcuno per Messia, se non si adatterà alle loro false
Giudei egli designa ordinariamente i nemici di idee di essere un prande conouistatore nolitico.
346 S. Giovanni, I, 26-32

Quid ergo baptizas, si tu non es Cliristus, Come adunque battezzi tu, se non sei il
ncque Elias, ncque Propiieta? **Respondit Cristo, né Elia, né il Profeta? **Giovanni
eis Ioanncs, dicens Ego baptizo in aqua : : rispose loro, e disse Io battezzo nell'acqua
: :

medius autem vestrum stetit, quem vos ne- ma v'ha in mezzo a voi uno che voi non
qui post, me venturus est,
scitis. *'Ipse est, conoscete ''Questi é colui che verrà dopo
:

qui ante me factus est cuius ego non sum : di me, il quale fu prima di me a cui io non :

dignus ut solvam eius corigiam calceamen- sono degno di sciogliere il legaccio dei cal-
ti. ^*Haec in Bethania facta sunt trans lor- zari, ^"Queste cose successero a Betania di
danem, ubi erat Ioannes baptizans. là dal Giordano, dove Giovanni stava bat-
tezzando.
"Altera die vidit Ioannes lesum venien- giorno dopo Giovanni vide Gesù che
**I1
tem ad se, et ait Ecce agnus Dei, ecce qui
: gliveniva incontro, e disse Ecco l'Agnello :

tollit peccatum mundi, '"Hic est, de quo di Dio, ecco colui che toglie i peccati del
dixi Post me venit vir, qui ante me factus
: mondo. '"Questi è colui, del quale ho detto :

est quia prior me erat. *^Et ego nesciebam


: Dopo di me viene uno che è avanti a me :

eum, sed ut manifestetur in Israel, pro- perchè era prima di me '*E io non lo cono- :

pterea veni ego in aqua baptizans. sceva ma afflnchè egli fosse riconosciuto
:

in Israele, per questo sono io venuto a bat-


tezzare nell'acqua,
*"Et testimonium perhibuit Ioannes, di- "E Giovanni rendette testimonianza, di-
cens : Quia vidi Spiritum descendentem cendo : Ho veduto lo Spirito scendere dal

"Matth. 3, 11. 27 Marc. 1, 7; Lue. 3, 16; Act. 1, 5 et 11, 16 et 19, 4. " Matth. 3, 16; Marc.
1, 10; Lue. 3, 22.

26. Io battezzo nell'acqua, per opposizione al Stava battezzando. Queste parole indicano ehe
battesimo in Spirito Santo e fuoeo ehe darà Gesù Giovanni si fermò per un certo tempo colà a bat-
Cristo (Matt. Ili, 11; Mar. I, 8; Lue. Ili, 16). tezzare.
V'ha in mezzo a voi uno. Gesù era già stato bat- 29. Gli veniva incontro per riempirlo di gioia e
tezzato e solennemente proclamato Messìa (Matt. dargli un'altra occasione di attestare al popolo
Ili, 16, 17; Lue. Ili, 22). Voi non conoscete, non ehe Egli era il Messia. Ecco l'agnello di Dio
volete cioè riconoscere per Messia, perchè non si ó anvói; cioè l'agnello destinato ad essere offerto
adatta alle vostre false idee preconcette. a Dio, di cui erano figure e l'agnello pasquale, e
27. Verrà dopo di me a predicare. // quale fu l'agnello che mattina e sera veniva immolato nel
prima di me, V. 15. Queste parole mancano in tempio. Il Battista dando questo nome a Gesù
allude a Isaia (LUI, 7), che descrive il Messia
sofferente sotto l'immagine di un agnello, che
viene condotto al macello senza mandar belati, ecc.
(I, Piet. I. 18; Apoc. V, 9; VII, 14, ecc.). Ch*
toglie, cioè espia peccati di tutti gli uomini. Gli
i

antichi sacrifizi non bastarono a togliere i peccati,


era necessario il sacrifizio di Gesù. Il Battista fa
così risaltare il carattere principalmente religioso
e morale della missione di Gesù Cristo.
ho detto. V. vv. 15 e 30.
30. Io
non lo conosceva, ecc. Afflnchè la testi-
31. /o
monianza del Battista avesse maggior efficacia, Dio
dispose che egli vivesse nel deserto, e non cono-
scesse personalmente Gesù. Giovanni però sapeva
che era venuto il Messia, e che a lui si sarebbe
presentato per il battesimo. Appena quindi Gesù
gli fu davanti, tosto per una speciale rivelazione
conobbe che Egli era il Messia, e non si arrese
— a dargli il battesimo, se non quando fu accertato
Fig. 133. Sandali orientali.
della volontà di Dio (Matt. Ili, 13). Nei miracoli
poi che avvennero attorno a Gesù in occasione
buoni codici greci A cui io non son degno, ecc. del battesimo, vide verificarsi quanto lo Spirito
V. Mar. I, 7; Lue. Ili, 16. gli aveva detto e fu maggiormente ancora con-

28. Betania. Questa Betania (da non confondersi fermato nella fede. Non esiste quindi alcuna con-
con un altro villaggio di ugual nome presso Ge- traddizione tra il IV Vangelo e Matt. Ili, 14.
rusalemme) si trovava nella Perca sulla destra del Per questo io sono venuto, ecc. Il battesimo di
Giordano, in un luogo dove il fiume si poteva Giovanni era destinato a preparare gli Israeliti
traversare a guado. Alcuni codici greci ed Origene a riconoscere Gesù Cristo quale Messia, e a for-
hanno perciò Betabara (casa del passaggio). La nire allo stesso Battista un'occasione favorevole
lezione Betania è però criticamente preferibile. per presentarlo al popolo.
V. su questa questione Rev. B., 1897 p, 165; 32. Ho veduto lo Spirito, ecc. V. n, Matt. Ili,
1902 p, 636, 16; Mar. I, 10; Lue. III. 22.
S. Giovanni, I, 33-43 347

quasi columbam de caelo, et mansit super cielo in forma di colomba, e si fermò sopra
eum. ^'Et ego nesciebam eum sed qui mi- : di lui. **Ed io non lo conosceva ma chi :

sit me baptizare in aqua, ille mihi dixit : mandò me a battezzare nell'acqua, mi disse :

Super quem videris Spiritum descendentem, Colui, sopra del quale vedrai discendere e
et manentem super eum, hic est. qui bapti- fermarsi lo Spirito, quegli è colui che bat-
zat in Spiritu sancto. **Et ego vidi et testi- : tezza nello Spirito santo. **E io ho veduto :

monium perhibui quia hic est Filius Dei. e ho attestato, ch'egli è il Figliuolo di Dio.

"Altera die iterum stabat Ioannes, et ex **I1 dì seguente di nuovo trovandosi Gio-
discipulis eius duo. "Et respiciens lesum vanni con due de' suoi discepoli, **e mi-
arabulantem. dicit Ecce agnus Dei. "Et
: rando Gesù che passeggiava, disse Ecco :

audierunt eum duo discipuli loquentem, et l'Agnello di Dio. "E udirono le sue parole
secuti sunt lesum. '''Conversus autem le- i due discepoli, e seguitarono Gesù. **E
sus, et videns eos sequentes se, dicit eis : rivoltosi Gesù, e vedutili che lo seguivano,
Quid quaeritis? Qui dixerunt ei : Rabbi disse loro Che cercate voi ? Ed essi gli ri-
:

(quod dicitur interpretatum Magister), ubi sposero Rabbi (che vuol dir maestro),
:

habitas? ''Dicit eis Venite, et videte. Ve-


: dov'è la tua abitazione? ''Rispose loro Ve- :

nerunt. et viderunt ubi maneret. et apud nite, e vedete. Andarono, e videro dove egli
eum manserunt die ilio bora autem erat : stava, e stettero con lui per quel giorno era :

quasi decima. allora circa l'ora decima.

*'Erat autem Andreas frater Simonis Retri "Andrea fratello di Simon Pietro era uno
unus ex duobus. qui audierant a Ioanne, et dei due che avevano udito le parole di Gio-
secuti fuerant eum. *Mnvenit hic primum vanni, e avevano seguitato Gesù. *'II primo,
fratrem suum Simonem, et dicit ei Inve- : in cui questi s'imbattè, fu suo fratello Si-
nimus Messiam (quod est interpretatum mone, e gli disse Abbiamo trovato il Mes-
:

Christus). "Et adduxit eum ad lesum. In- sia (che vuol dire il Cristo). "E lo condusse
tuitus autem eum lesus, dixit Tu es Simon : da Gesù. E Gesù fissato in lui lo sguardo,
fìIius Iona : tu vocaberis Cephas, quod in- gli disse Tu sei Simone, figliuolo di
:

terpretatur Petrus. Giona tu sarai chiamato Cefa, che si


:

intrepreta Pietro.

"In crastinum voluit exire in Galilaeam, **I1seguente Gesù volle andare nella

et invenit Philippum. Et dicit ei lesus : Galilea, e trovò Filippo, e gli disse S»- :

33. Io non lo conosceva di vista. £' colai che ineffabili. L'on decima corrisponde alle ore 4
battezza nello Spirito Santo. V. n. Man. Ili, II. dopo mezzogiorno. S. Giovanni conta le ore se-
34. Io ho veduto per opposizione a io non lo condo l'uso romano. Questo momento ebbe una
conosceva. E ho attestato a più riprese e in di- importanza decisiva nella vita dell'Evangelista,
verse circostanze che Egli è il Figliuolo di Dio, e perciò egli anche nella più tarda eti ne ricorda
non per adozione, ma per natura. Che in questo tutti i particolari più minuti.
senso il Battista prendesse le parole Figlio di Dio, 40. Andrea era uno dei due. Se l'altro di-
è reso evidente dalle affermazioni dei vv. 15, 18, scepolo non fosse lo stesso Evangelista, non •!
23. 30. capirebbe perchè dopo aver dato il nome di uno,
35. Due L'uno di questi era
dei suoi discepoli. non abbia riferito anche il nome dell'altro.
Andrea 40), l'altro, secondo l'opinione di tutti
(v.
41. Il primo che Andrea dopo aver lasciato Gesù
gli interpreti, era Io stesso Evangelista, il quale
venne a incontrare fu per divina disposizione il
per modestia tace qui come altrove il suo nome.
•uo fratello Simone. Il Messìa, cioè il Cristo, ossia
36. Ecco l'agnello di Dio. V. o. v. 29. Giovanni l'Unto del Signore.
adempie così la propria missione mostrando ai
42. Fissato in lai lo sguardo vide fin nel più
suoi discepoli chi era il Messia Redentore.
profondo del suo cuore. Simone, UgUo di Giona.
37. Seguitarono Gesù. Le parole del Battista V. n. Matt. XVI. 17. 18. Giona è una sìncope di
avevano così ottenuto il loro effetto. Giovanni, e quest'ultimo nome si trova nel greco
38. Che cercate voi? I due discepoli a quanto e in parecchi codici della Volgata. Sarai chia-
pare seguivano Gesù ad una certa distanza, e vo- mato, ecc. Al nome di Simone che fino allora aveva
levano aspettare che fosse in casa (dov'è la tua portato. Gesù ne sostituisce un altro, che meglio
abitazione) per interrogarlo a tutto agio. Gesù esprime la missione affidata a Pietro di essere il
colla sua domanda fa loro vedere che gii conosce fondamento visibile della Chiesa. Gesù imporrà a
i loro pensieri. Rabbi, cioè Maestro mio. Era Pietro solennemente questo nome all'elezione degli
questo un titolo onorifico che gli Ebrei davano ai Apostoii. Mar. III. 16. e spiegherà il suo signi-
loro donor!. Che vuol dire, ecc. S. Giovanni scri- ficato nei pressi di Cesarea. Matt. XVI. 18.
vendo per lettori, che non conoscono gli usi di 43. // dì seguente, cioè il quarto giorno dopo che
Palestina, traduce queste ed altre parole che al-
erano andati sacerdoti e ì leviti da Giovanni.
i

trimenti difficilmente sarebbero state intese da


molti.
— Volle andare dalla Giudea, dove si trovava,
nella Galilea, e trovò, non a caso, ma per dispo-
39. Stettero con lui per quel giorno prestando sizione di Dio, Filippo, il quale a quanto pare
attenzione ai suoi insegnamenti e gustando gioie era anch'egli un discepolo di GiovanoL
348 S. Giovanni, I, 44-51

Sequere me. "Erat autem Philippus a Be- guimi. "E Filippo era di Betsaida, patria
thsaida, civitate Andreae, et Petri. di Andrea e di Pietro.

**Invenit Philippus Nathanael, et dicit "Filippo trovò Natanaele, e gli disse : Ab-
e! : Quem Moyses scripsit in lege, et Pro- biamo trovato quello di cui scrissero Mosè
phetae, invenimus lesum fllium loseph a nella legge e i profeti. Gesù di Nazareth, fi-
Nazareth. **Et dixit Nathanael A Na-
ei : gliuolo di Giuseppe. **Natanaele gli rispose :

zareth potest aliquid boni esse? Dicit ei Può egli mai uscire cosa buona da Naza-
Philippus Veni, et vide.
:
reth ? Filippo gli disse Vieni, e vedi. :

*'Vidit lesus Nathanael venientem ad se, *^Gesù vide Natanaele, il quale veniva a
et dicit de eo Ecce vere Israelita, in quo
: trovarlo, e disse di lui : Ecco un vero Israe-
dolus non est. **Dicit ei Nathanael Unde ; lita, non è frode. **Natanaele gli
in cui
me nosti ? Respondit lesus, et dixit ei : disse Come mai mi conosci tu? Gestì gli
:

Priusquam te Philippus vocaret, cum esses rispose Prima che Filippo ti chiamasse, io
:

sub flcu, vidi te. **Respondit ei Nathanael, ti vidi, quando eri sotto il fico. *'Natanaele

et ait Rabbi, tu es Filius Dei, tu es Rex


: rispose, e gli disse Maestro, tu sei Fi-
:

Israel. '"Respondit lesus, et dixit ei Quia : gliuolo di Dio, tu sei il Re d'Israele. *"Gesù
dixi tibi Vidi te sub flcu, credis
: maius : gli rispose, e disse Perchè ti ho detto che ti
:

his videbis. **Et dicit ei : Amen, amen ho veduto sotto il fico, tu credi vedrai cose :

dico vobis, videbitis caelum apertum, et maggiori di queste. '^E gli disse. In verità,
Angeles Dei ascendentes, et descendentes in verità io vi dico, vedrete aperto il cielo,
supra Filium hominis. e gli Angeli di Dio andare e venire sopra il
Figliuolo dell'uomo.

«»Gen. 49, 10; Deut. 18, 18; Is. 40, 10 et 45, 8; Jer. 23, 5; Ez. 34, 23 et 37, 24; Dan. 9,
24-25.

44. Betsaida, piccola città sulla spiaggia occiden- mostrandogli cosi che Egli è presente dapertutto
tale del lago di Genezaret non lungi da Cafarnao. e vede fin nel più profondo dei cuori.

V. n. Matt. XI, 21. Filippo fu prontissimo a se-


49. Tu sei, ecc. Natanaele conchiude subito che
guire la chiamata di Gesù.
dunque Filippo aveva ragione. Gesù è veramente
45. Natanaele (dono di Dio). La più parte dei ilMessia, ed ha perciò strette relazioni con Dio
commentatori identificano Natanaele con Barto- (Figliuolo di Dio in largo senso. Knab. Fili, ecc.)
lomeo (figlio di Tolmai). Il primo nome era il e col popolo d'Israele (re d'Israele). Non è impro-
nome personale, il secondo era il nome patro- babile che Natanaele avendo riconosciuto in Gesù
nimico. la scienza di Dio, l'abbia confessato realmente
Abbiamo trovato, ecc. Da queste parole si vede Figliuolo di Dio.
chiaramente che Filippo aveva riconosciuto in
Gesù il Messia promesso dall'A. T. (Lue. XXIV, 50. Vedrai cose maggiori. Gesù allude ai grandi
27, 44, ecc.). Figliuolo di Giuseppe. Filippo igno- miracoli che farà, dei quali saranno testimoni
rava ancora che Gesù era nato a Betlemme, e gli Apostoli.

similmente non conosceva ancora il mistero del- 51. In verità, in verità. Solo S. Giovanni usa
l'incarnazione e delta concezione verginale di questa formola (25 volte in tutto il Vangelo) che
Gesù Cristo. esprime un giuramento o meglio un appello alla
46. Può mai, ecc. Nazareth (V. n. Lue. 1, 26) veracità divina. Vedrete, cioè sperimenterete. Gesù
era un villaggio umile e disprezzato da tutti, e parla ora a tutti discepoli che lo circondano.
!

perciò Natanaele dice schiettamente che il Messia Aperto il cielo, e gli angeli, ecc. Allude chiara-
a suo parere non può venire da Nazareth. Vierù mente alla visione avuta da Giacobbe (Gen.
e vedi. Filippo si appella al fatto contro i precon- XXVIII, 12), nella quale si mostrava al S. Patriarca
cetti di Natanaele. la speciale protezione che Dio gli accordava. 1 di-
scepoli seguendo Gesù non tarderanno a conoscere
Ecco un vero Israelita, che non è tale solo
47.
che Egli è in intima comunicazione c.on Dio, e
per nascita, ma che imita veramente le virtù
che per mezzo suo il cielo già chiuso è riaperto,
d'Israele (Giacobbe). In cui non è frode, ma i
e gli angeli che circondano la sua persona ascen-
retto, semplice e onesto.
dono al cielo e discendono, mostrando cosi che
48. Come mi conosci? Natanaele comprese che è ristabilito
il commercio tra la terra e il cielo.
Gesù avendo parlatoin tal modo doveva cono- Gesù promette quindi di far vedere ai discepoli
scerlo profondamente. l'opera messianica compiuta, cioè il regno di Dio
Quando eri sotto il fico. Gesù ricorda a Nata- fondato, e Dio e gli uomini riconciliati. 71 Fi-
naele un qualche fatto importante della sua vita. gliuolo dell'uomo. V. n. Matt. Vili, 20.
S. Giovanni, II, 1-7 349

CAPO li.

Le nozze di Cana, i-ir. — Gesù a Cafarnao e a GertisaUmme, 12-13. I vendi- —


tori cacciati dal tempio, 14-22. —
Prima Pasqua a Gerusalemme. Molti ere-
dono in lui, ma la loro fede è imperfetta, 23-25.

'Et die tertia nuptiae factae sunt in Cana ^Tre giorni dopo vi furono nozze in Cana
Galilaeae et erat mater lesu ibi. 'Vocatus
: di Galilea, ed era quivi la Madre di Gesù.
est autem et Jesus, et discipuli eius ad nu- *E fu invitato anche Gesù coi suoi disce-
ptias. 'Et deficiente vino, dicit mater lesu poli alle nozze.'Ed essendo venuto a man-
ad eum Vinum non habent. *Et dicit ei
: care vino, dice a Gesù la Madre
il Non :

lesus Quid mihi, et tibi est mulier? non-


: hanno più vino. *E Gesù le dice Che ho :

dum venit bora mea. *Dicit mater eius mi- io da fare con te, donna? Non ancora è
nistris : Quodcumque
dixerit vobis, facile. venuta la mia ora. *Dice sua Madre a co-
•Erant autem lapideae hydriae sex po-
ibi loro che seiT^ivano Fate quello che vi dirà.
:

sitae secundum purìficationem ludaeorum, *0r vi erano sei idrie di pietra preparate
capientes singulae metretas binas vel ter- per la purificazione giudaica, le quali con-
nas. 'Dicit eis lesus Implete hydrias aqua.
: tenevano ciascuna due tre metrete : 'E

Clrop. Vili, 3: Giov. XIX, 26; XX, 15, ecc.). Era


CAPO II sinonimo di signora. Son ancora è, ecc. L'ora
mia è un'espressione caratteristica di S. Giovanni
1. Ire giorni dopo • cominciare dalla data rife-
(VII, 38; Vili, 20; Xli, 23; XIII, 1; XVI, 21,
rita al cap. I, 43 oppure dal colloquio con Na-
ecc.), che serve ad indicare il momento voluto da
tanaele. VI furono nozi$ in Céna. Le feste nuziali
Dio per una data cosa. Dice adunque Gesù che
p.'csso gli Ebrei duravano talvolta sette giorni.
non era ancor venuto il momento, in cui Egli
Cuna viene comunemente identificata con Ktfr- avrebbe dovuto manifestare coi miracoli la sua
Henna a circa 8 chilometri al Nord di Nazaret. potenza tuttavia però per la preghiera di Maria
:

Di Galilea. L'Evangelista aggiunge queste parole


farà quanto gli viene domandato ;a quella stessa
perchè vi era un'altra Cana nei pressi di Tiro
guisa che dopo aver detto alla Cananea (Mait. XV,
e Sidone. Lm madre di Gesù vi era stata invi-
24-28) non essere cosa buona togliere il pane ai
tata. Probabilmente essa era parente cogli sposi.
figli per darlo ai cani, esaudì la sua pregfiiera, e
2. Con i sttoi discepoli. Questi furono invitati le risanò la figlia.
per riguardo a Gesù, e furono forse essi la causa Alcuni commentatori p. es., Stigimayr, Knab,
per cui agli sposi venne poi a mancare il vino. ecc., danno a quest'ultima proposizione un senso
Siccome l'Evangelista non fa menzione di S. Giu- interrogativo. Gesù, dopo aver affermato la sua
seppe, S. Epifanio, seguito da molti esegeti, indipendenza da Maria, direbbe Non i forse
:

arguisce che egli fosse gii morto. Accettando gii venuta la mia ora, ossia il momento stabilito
l'invito fattogli, Gesù santificava colla sua pre- per fare miracoli? Egli lascierebbe cosi subito
senza le nozze. comprendere che la ucita preghiera di Maria sa-
3. hanno più vino. Quanto è da ammirare
.'^on rebbe stata esaudita. Questa interpretazione, os-
la bonti e la misericordia di Maria SS., che senza serva giustamente Crampon, ci sembra che abbia
esserne pregata viene in soccorso all'imbarazzo, il difetto di far scomparire, o almeno di diminuire

in cui «i trovano gli «posil Colla fede più viva l'influenza, che secondo la testimonianza dei Padri,
essa ricorre alla potenza di Gesù, sicura che Egli Maria ha esercitato in questa circostanza sopra del
farà quanto ella tacitamente gli domanda. suo Figlio.
4. Che ho io da far» con te. Questa espressione,
Per le altre spiegazioni che furono date di questo
versetto. V. Knab. e R. B. 1897, p. 405 e ss.
che può avere diversi significati (Gios. XXII, 24 ;

Giudici XI, 12; II Re XVI, 10. ecc.), non indica 5. Dice sua Madre. Piena di fede Maria SS. era
sempre un rimprovero, ma può essere congiunta sicura che Gesù avrebbe esaudito la sua preghiera.
col massimo rispetto verso la persona, con cui si Fate quello che vi dirà, per quanto vi possa sem-
parla, a seconda del tono di voce, dell'aria, del brare inutile o strano.
volto, ecc. da cui è accompagnata. In generale
6. Per la parificazione. Le idrie erano preparate
però viene usata per indicare la propria indipen-
per lavarsi le mani prima di mettersi a tavola e
denza da colui coi quale si parla, come sarebbe :
per lavare vasi, bicchieri, ecc., come usavano i
/ascia fare a me, non ti occupare di questo. Gesù
Giudei. V. Mar. VII, 1-4. La metreta (gr. ^crptirn?)
pertanto nella sua risposta dichiara apertamente,
attica conteneva circa 39 litri. Ogni anfora aveva
come già aveva fatto nel tempio (Lue. II, 49), che quindi una capaciti di 78-117 litri all'incirca e
nel compiere il suo ministero messianico non deve
tutte assieme contenevano dai 5 ai 6 ettolitri circa.
lasciarsi dirigere da affetti o da riguardi umani, ma
unicamente dalla volontà di Colui che lo ha man- 7. Empite d'acqua. Gesù fa loro questo co-
dato (IV, 34). O donna. Presso i greci e gli orien- mando, affinchè tocchino per così dire con mano
tali la parola donna veniva usata nell'intimità per il miracolo che sta per operare. Le empirono fino
designare anche le persone più care e più degne all'orlo. Questa particolarità indica nel narratore
di rispetto. (Omero. Ili. Ili, 204: Senofonte, un teste oculare.
.

350 S. Giovanni, II. 8-16

Et impleverunt eas usque ad summum. 'Et Gesù dice loro : Empite d'acqua le idrie. Ed
dicit eìs lesus Haurite nunc, et ferte ar-
: essi le empirono 'E Gesù dice fino all'orlo.
chitriclino. Et tulerunt. 'Ut autem gustavit loro Attingete adesso, e portate al maestro
:

architriclinus aquam vinum factam, et non dì tavola. E ne portarono *E appena ebbe


sciebat unde esset, ministri autem sciebant, fatto il saggio dell'acqua convertita in vino,
qui hauserant aquam vocat sponsum archi- : il maestro di tavola, che non sapeva donde
triclinus, ^"Et dicit ei Omnis homo pri- : questo uscisse (lo sapevano però i serventi
mum bonum vinum ponit et cum inebriati : che avevano attinta l'acqua), il maestro di
fuerint, tunc id, quod deterius est Tu au- : tavola chiama lo sposo, ^'E gli dice Tutti :

tem servasti bonum vinum usque adhuc. servono da principio il vino migliore e :

"Hoc fecit initium signorum lesus in Cana quando già sono brilli, allora danno dell'in-
Galilaeae et manifestavit gloriam suam, et
: feriore : ma tu hai serbato
migliore fino il

crediderunt in eum discipuli eius. ad ora. "Così Gesùdi Galilea in Cana


diede princìpio ai miracoli, e manifestò la
sua gloria, e in lui credettero i suoi disce-
poli.

"Post hoc descendit Capharnaum ipse, et "Dopo di ciò andò con sua Madre e coi
mater eius, et fratres eius, et discipuli eius : suoi fratelli e coi suoi discepoli a Cafarnao,
et ibi manserunt non multis diebus. e vi stettero pochi giorni.

^•Et prope erat Pascha ludaeorum, et a- "Ed era prossima la Pasqua dei Giudei,
scendit lesus lerosolymam ^*Et invenit in : e Gesù ascese a Gerusalemme "e trovò :

tempio vendentes boves, et oves, et colum- nel tempio gente che vendeva bovi, e pe-
bas, et numularios sedentes. "Et cum fe- core, e colombe, e banchieri che sede-
cisset quasi flagellum de funiculis, omnes vano a banco. "E fatta come una frusta
eiecit de tempio, oves quoque, et boves, et di cordicelle, scacciò dal tempio tutti
numulariorum effudit aes, et mensas sub- coloro, e le pecore e i bovi, e gettò per
vertit. ^'Et his, qui columljas vendebant, di- terra il denaro dei banchieri, e rovesciò
xit Auferte ista hinc, et nolite facere do-
: i loro banchi. "A quelli poi che vendevano
mum patris mei, domum negotiationis. colombe, disse Togliete via di qua queste:

8. Col nome di maestro di tavola o architriclino tesimo Giordano. Ascese a Gerusalemme, che
al
viene qui significato il capo di coloro che servi- si trova un livello più alto di Cafarnao, per
t
vano a tavola, il quale doveva vigilare sul servizio osservare la legge (Deut. XVI, 16) e compiere la
e gustare le vivande e i vini, prima che venissero profezia di Malachia (111, 1-3). S. Giovanni parla
presentati ai convitati. di cinque viaggi a Gerusalemme fatti da Gesù
durante il suo pubblico ministero (II, 13; V e ss. ;
9. Il maestro -di tavola è così il primo dopo i
VII, 10 e ss.; X, 22 e ss.; XII, 12); mentre i tre
servi a constatare il prodigio.
Sinottici non ne ricordano esplicitamente che uno
10. Tutti servono, ecc. Egli parla per propria solo. V. n. Lue, IX, 51.
esperienza, e si mostra perciò molto meravigliato
14. Trovò nel tempio, cioè nell'atrio dei gentili.
che lo sposo non si sia attenuto all'uso generale. Gente che vendeva, ecc. per i varii sacrifizi che
11. Diede principio, ecc. Da queste parole gli i privati solevano fare nel tempio. E banchieri, ì

esegeti deducono comunemente che questo sia quali cambiavano con aggio da usurai le monete
stato il primo di tutti i miracoli fatti da Gesù. pagane in monete giudaiche da mezzo siclo d'ar-
Manifestò la sua gloria facendo conoscere con tal gento, le sole che potessero essere offerte nel
miracolo la sovrana potestà che aveva su tutta la tempio. V. n. Matt. XXI, 12. Gesù un'altra volta,
natura. In lui credettero. I discepoli già avevano cioè pochi giorni prima della sua passione, cac-
cominciato a credere (1, 37, 41, 45, 49), ma da cierà i profanatori del tempio. V. Matt. XXI,
questo miracolo furono maggiormente confermati 12, ecc. (V. flg. 134).
nella loro fede.
15. Fatta come una frusta, ecc. Reca veramente
Nella quest'avvenimento l'Evan-
narrazione di
gelista indica il tempo, il luogo, i convitati, i
somma meraviglia vedere Gesù, quasi ancora sco-
nosciuto ai Giudei e seguito da pochi discepoli,
discorsi fatti, il numero, la misura delle idrie, ecc.
atterrire una turba sì grande di mercanti e di
mostrando con ciò che egli intende parlare di un
banchieri che col consenso dei sacerdoti traffica-
;
fatto realmente accaduto, e non già di un fatto
vano nel tempio. La maestà divina doveva per
meramente simbolico come vorrebbero alcuni ra-
certo lampeggiare nel suo sguardo, se riuscì a
zionalisti. V. Knab. h. 1. Calmes. h. 1.
mettere tutti in fuga e in scompiglio.
12. Cafarnao si trova a un livello più basso di
16.Togliete via di qua queste cose, cioè le co-
Cana, e la strada che vi conduce è tutta in discesa.
lombe e le loro gabbie. Gesù tratta con maggior
V. n. Matt. IV, 13. Coi suoi fratelli, cioè coi suoi
mitezza i venditori di colombe destinate ai sacri-
cugini. V. n. Matt. XII, 46. Per pochi giorni. In
fizi dei poveri. Non vogliate convertire, ecc. Gesù
altra circostanza Gesù sì fermò più a lungo in
giustifica la sua condotta. Egli è il Figlio di Dio,
questa città. V. Matt. IV, 13-16.
e come tale deve stargli sommamente a cuore
13. La Pasqua. Questa è li prima Pasqua del l'onore di suo Padre, e non può permettere che
ministero pubblico di Gesù, che cominciò col Bat- venga profanata la sua casa.
S. Giovanni, II, 17-20 351

'^ Recordati sunt vero discipuli eius quia cose, e non vogliate convertire la casa del
scriptum est Zelus dooius tuae comedit
: Padre mio in bottega di traffico. "E i suoi
me. discepoli si ricordarono che sta scritto Lo :

zelo della tua casa mi ha consumato.


"Responderunt ergo ludaei, et dixerunt **Si rivolsero però a lui i Giudei, e gli
ei : Quod signum ostendis nobis quia haec dissero Con qual segno ci mostri tu di
:

facis? '•Respondit lesus, et dixit eis Sol- : poter far queste cose? ''Rispose loro Gesù :

vite templum hoc, et in tribus diebus exci- Disfate questo tempio, e io in tre giorni lo
tabo iilud. "Dixerunt ergo ludaei Qua- : rimetterò in piedi. "Replicarono adunque i
draginta et sex annis aediflcatum est tem- Giudei Questo tempio fu fabbricato in qua-
:

l'Ps. 68, 10. >*Matth. 26. 61 et 27, 40; Mire. 14, 58 et 15. 29.

17. Si ricordarono, ecc. Vedendo un sì grinde deve chiamarsi tempio di Dio, perchè in ess(
zelo per la casa di Dio, i discepoli, che già rite- abita tutta la pienezza della divinità, ed è unito
nevano Gesij come Messia, si ricordarono come personalmente al Verbo di Dio. Dice adunque
nel salmo LXVIII, 10, dove si parla del Messia Gesù Ecco il segno che
: io vi do ; disfate questo

Fig. 134. — Piano òsi Tempio di Erode.

(XIX, 28-30; Att. I, 20), fosse gii stata predetta mio corpo facendomi morire, e in tre giorni io
una tal cosa, e si confermarono maggiormente lo risusciterò. Gesù si appella alla sua futura
nella fede. risurrezione come alla provs più convincente della
sua diviniti.
18. Con qual segno, ecc. capi dei Giudei irri-
I

tati per l'atto compiuto da Gesù, che veniva a 20. Fa fabbricato in quarantasei anni. Secondo
ferirlinel loro orgoglio di essere gli zelatori del Giuseppe Flavio (Ant. Giud. XV, 11. 1) Erode D
culto di Dio, si presentano a lui e gli domandano Grande cominciò a ricostruire e ad abbellire il
di fare un miracolo (segno) per provare che aveva
tempio nell'anno 18 del suo regno, ossia nel 734-
autorità di cacciare i profanatori dal tempio. La 735 di Roma, e la grandiosa opera non fu ter-
loro domanda proviene da un volontario accieca- minata che nel 64 d. C. sotto Erode Agrippa. Se
mento, poiché i capi di Gerusalemme sapevano i Giudei dicono che sono 46 anni che si lavora
dalla testimonianza del Battista chi fosse Gesù attorno al tempio, ciò indica che il fatto narrato
e donde venisse la sua autorità.
dall'Evangelista avvenne verso fl 780-781 di
Roma. V. n. Lue. Ili, 1.
19. Disfate, ecc. Gesù conoscendo la loro mala- Giudei non compresero il senso delle parole
I

fede, di una risposta enigmatica e oscura. Questo di Gesù, e non domandarono spiegazioni, come
tempio. Se i cristiani vengono chiamati (I Cor. Ili, pure avrebbero dovuto fare, se fossero stati sin-
16; II Cor. VI, 16) tempii di Dio, perchè in essi ceri. Rimasero però confusi, perchè Gesù aveva
per mezzo della grazia abita lo Spirito Santo a ; loro promesso il segno qualora essi avessero posta
più forte ragione il corpo di Gesù Cristo pud e la condizione.
352 S. Giovanni, II, 21 — III, 3

plum hoc, et tu in trìbus diebus excitabis rantasei anni, e tu lo rimetterai in piedi ia


illud? **Ille autem dicebat de tempio cor- tre giorni ? *^Ora egli parlava del tempio del
poris sui. suo corpo.
^*Cum ergoresurrexisset a mortuis, re- "Quando adunque fu risuscitato da morte,
cordati sunt discipuli eius, quia hoc dice- si ricordarono i suoi discepoli come egli
bat, et crediderunt scripturae, et sermoni, aveva detto questo, e credettero alla Scrit-
quem dixit lesus. tura e alle parole di Gesù.
''Cum autem esset lerosolymis in pascha **Nel tempo poi che stette in Gerusa-
in die fasto, multi crediderunt in nomine lemme per la Pasqua e per la solennità,
eius, videntes signa eius, quae faciebat. molti credettero nel suo nome, vedendo ì
**Ipse autem lesus non credebat semeti- miracoli che faceva. ''^Ma quanto a Gesù
psum eo quod ipse nosset omnes, **Et
eis, non fidava loro se stesso, perchè tutti cono-
quia opus ei non erat ut quis testimonium sceva, **e perchè non aveva bisogno che
perhiberet de homine ipse enim sciebat
: alcuno rendesse testimonianza di un altro :

quid esset in homine. che da se stesso sapeva quel che fosse nel-
l'uomo.

CAPO III.

Gesti e Nicódemo, i-zr. Nuova testimonianza del Battista, 22-36.

*Erat autem homo ex Pharisaeis, Nico- 'Vi era un uomo della setta de' Farisei,
demus nomine, princeps ludaeorum. 'Hic chiamato Nicódemo, dei principali tra i Giu-
venit ad lesum nocte, et dixit ei Rabbi, : dei. ^Questi andò di notte da Gesù, e gli
scimus quia a Deo venisti magister, nemo disse Maestro, noi conosciamo che sei
:

enim potest haec signa facere, quae tu facis, stato mandato da Dio a insegnare perchè :

Disi fuerit Deus cum eo. nessuno può fare quei prodigi che fai tu,
se non ha Dio con sé.
'Respondit lesus, et dixit ei : Amen, 'Rispose Gesù, e gli disse : In verità, in
amen dico tibi, nìsi quis renatus fuerit de- verità ti dico, chiunque non rinascerà da

«a Ps. 3, 6 et 56, 9.

21. L'Evangelista spiega il senso delle parole sentimenti che si agitavano nel cuore dei Giudei,
di Gesù, che altrimenti sarebbero oscure. e usava un certo riserbo verso di essi.

22. Quando fu risuscitato, ecc. GV Apostoli non


CAPO III.
diedero dapprima grande importanza a queste
parole, perchè non le compresero ma dopo si
; Nicódemo è un nome greco. Molti Ebrei di
1.
ricordarono di esse, e ne capirono tutta la portata. Gerusalemme portavano nomi greci. Dei princi-
Credettero alla Scrittura che in varii luoghi annun- pali. Nicódemo era uno dei membri del Sinedrio.
ziava la risurrezione di Gesù (Salm. XV, 10 Is. : VII, 50.
LUI, 10-12, ecc.). E alle parole dì Gesù. La loro 2. Andò
di notte, e quindi nascostamente, a
fede si confermò maggiormente nel vedere che trovare Gesù,
per timore dei Farisei suoi col-
Gesù sapeva tutte le cose prima ancora che leghi, quali in generale si mostravano ostili al
i
avvenissero. Salvatore. Conosciamo. Da questa parola si ar-
23. Credettero nel suo nome, cioè lo riconob- guisce che anche altri Farisei si erano formati di
bero come Messia a motivo dei miracoli che Gesù Gesù lo stesso concetto che Nicódemo. Sei stato
faceva. Da queste parole si deduce che Gesù fece mandato, ecc. Nicódemo riteneva Gesù come un
in Gerusalemme parecchi miracoli, che noi igno- semplice profeta o dottore inviato da Dio. Perchè
riamo. nessuno, ecc. Dai miracoli fatti conchiude giusta-
mente che Gesù dev'essere stato inviato da Dio.
24. Gesù non fidava loro, ecc. Gesù non trattava
3. Rispose Gesù o a una interrogazione fattagli
famigliarmente con loro, come faceva coi disce-
da Nicódemo, oppure a un pensiero che si agi-
poli ma usava un certo riserbo, perchè conosceva
;
tava nella sua mente. Nicódemo riconosceva in
tutti, ossia perchè sapeva che la loro fede era
Gesù un inviato di Dio, precursore forse del
molto debole. Essi aspettavano un Messia terreno
Messia, oppure Messia Egli stesso, e sapendo che
e politico, e speravano piuttosto una redenzione
il Messia doveva inaugurare il regno di Dio, nel
temporale che una liberazione dal peccato perciò ;
suo orgoglio farisaico credeva di avervi uno spe-
credevano in Gesù vedendo i miracoli, ma l'avreb-
ciale diritto anzi, data la sua condizione, sperava
;
bero subito abbandonato, qualora si fossero accorti,
di avervi uno dei primi posti (V. Matt. HI, 9;
che dovevano rinunziare alle loro aspirazioni poli-
Vili, 12, ecc.). Gesù nella sua risposta distrugge
tiche.
questa falsa aspettazione.
25. Non aveva bisogno, ecc. La scienza di Gesù In verità, in verità. V. n. I, 51. Chiunque non
era universi '.e, perciò Egli conosceva i più intimi rinascerà, ecc. Gesù afferma che la condizione
.

S. Giovanni, III. 4-11 353

nuo, non potest videre regnum Dei. *Dìcit capo, non può vedere il regno di Dio. *Ni-
ad eum Nicodemus Quomodo potest homo
: codemo gli disse Come mai può un uomo
:

nasci, cum sit senex? numquid potest in rinascere, quando sia vecchio? Può egli
ventrem matris suae iterato introire, et re- forse rientrar di nuovo nel seno di sua ma-
nasci ? dre e rinascere?
'Respondit lesus Amen, amen dico tibi,
: *Gli rispose Gesù In verità, in verità
:

nisi quis renatus fuerìt ex aqua, et Spiritu ti dico, chi non rinascerà per mezzo del-
sancto, non potest introire in regnum Dei. l'acqua e dello Spirito santo, non può en-
•Quod natum est ex carne, caro est et : trare nel regno di Dio. 'Quello che è gene-
<juod natum est ex spiritu, spiritus est. ^Non rato dalla carne è carne e quello che è :

mireris quia dixi tibi oportet vos nasci


: generato dallo spirito è spirito. 'Non ti ma-
denuo. 'Spiritus ubi vult spirat et vocem : ravigliare se ti ho detto Bisogna che voi
:

eius audis, sed nescis unde veniat, aut quo nasciate di nuovo. 'Lo spirito spira dove
vadat sic est omnis, qui natus est ex spi-
: vuole e ne odi il suono, ma non sai donde
:

'Respondit Nicodemus, et dixit


ritu. ei : venga, né dove vada ; così avviene a chiun-
Quomodo possunt haec fieri? que è nato di spirito. 'Rispose Nicodemo,
e gli disse Come mai può esser questo?
:

"Respondit lesus, et dixit eiTu es ma-: '"Rispose Gesù, e gli disse Tu sei mae- :

gister in Israel, et haec ignoras? "Amen, stro in Israele, e non intendi queste cose?

• P«. 134, 7.

essenzitle e indispensabile per entrare nel regno natura della rigenerazione spirituale. La parola
di Dio non è l'essere o no discendenti di Abramo, spirito greco «vevfia ebr. ruah può significare sia
ma una nuova generazione ossia rinnovazione inte* lo spirito propriamente detto, e sia il vento, e
riore di tutto l'uomo. La parola àMti, v tradotta qui nella prima pane della comparazione ha ap-
per .denuo, da capo, dì nuovo, può avere anche punto quest'ultimo senso, come riconosce la mag-
il senso di dall'alto, cioè dal cielo. In questo gior parte degli interpreti. Dice adunque Gesù :

passo però non è probabile che abbia quest'ultimo Come il vento soffla dove vuole, cioè per impeto
senso, perchè in tal caso non si capirebbe come di natura senza essere costretto o impedito da
a Nicodemo abbia potuto venire in mente la alcuno, e benché se ne oda la voce, tuttavia non
difficoltà che propone nel v. seg. si può con precisione determinare il luogo dove
4. Come
mai, ecc. Come tutti i Farisei Nico- nasce e il luogo dove muore, cosi è altrettanto
demo credeva di aver diritto al regno dei cieli per della rigenerazione spirituale. Essa è opera total-
il fatto stesso che era Aglio e discendente di mente libera e gratuita di Dio. Lo Spirito Santo
Abramo, e perciò al sentire Gesù, che parlava di si comunica a chi vuole, e come vuole, e benché
una nuova nascita, domanda come ciò possa effet- colle sue illustrazioni e colle sue aspirazioni Egli
tuarsi specialmente per lui che è avanzato in etl. muova le mente e il cuore delle anime, tuttavia
non si può naturalmente conoscere con certezza
5. Chi non rinascerà, ecc. Gesù spiega con
se Egli sia presente per la sua grazia santificante
altre parole quale sia la nuova nascita, di cui
in un'anima, ma solamente lo si può arguire con
ha parlato. Questa rigenerazione deve effettuarsi
probabilità dalle opere ossia dai frutti che produce.
per mezzo di due principii l'uno esterno e mate-
:

I frutti dello Spirito Santo sono la carità, il gaudio,


riale cioè l'acqua, l'altro interno e spirituale cioè
ecc. Gal. V, 22.
lo Spirito Santo. Tutto ciò è convenientissimo alla
natura umana, che si compone di due elementi, 9. Come mai, ecc. Nicodemo non ha ancora
l'uno visibile e materiale, l'altro invisibile e spi- compreso, e perciò desideroso di sapere domanda
rituale. Gesù afferma evidentemente la necessiti come potrà avvenire che l'uomo sia rigenerato in
del Battesimo cristiano (V. I, 33; Matt. Ili, 11), modo cosi misterioso.
e ne determina ancora la materia. In tutti i tempi 10. Sei Nel greco vi è l'articolo ò
maestro.
la Chiesa e i Padri hanno cosi interpretate le maestro famoso, riconosciuto da
bt&<ioxaXo<; il
parole di Gesù, e l'interpretazione della Chiesa tutti. Gesù si meraviglia come un tal maestro non
è la sola possibile (Conc. Trid. Sess. VII, De comprenda queste cose, mentre le Scritture del-
Bapt. can. 2). l'A. T. parlano in più luoghi dell'azione miste-
Quello che è generato, ecc. Spiega perchè
6. riosa dello Spirito Santo (Ezech. XI, 19, XXXVI,
sia necessaria
questa rigenerazione. Entrare nel 25; Zacc. XIII, 1, ecc.).
regno di Dio è cosa talmente sopranaturale, che 1 1 Gesù non risponde all'ultima
7i dico, ecc.
l'uomo non potrà mai giungervi colle sole forze domanda Nicodemo, ma gli inculca la neces-
di
della sua natura. Egli abbisogna della grazia dello
sità di credere alle sue parole, anche quando non
Spirito Santo, che lo trasformi e lo divinizzi ren-
si comprenda come possano essere le cose che
dendolo partecipe della divina natura e facendolo Egli annunzia. Egli è un maestro, che sa perfet-
figlio di Dio. Il motivo si è perchè ciò che pro-
tamente ciò che insegna, anzi ha la chiara visione
viene dalla carne è carne, ecc. Carne significa qui di tutto quello che attesta, e perciò ha diritto di
la natura umana in se stessa colle sue debolezze
essere creduto sulla sua parola. Voi però Giudei
e colle sue infermità. Spirito significa la grazia e Farisei pieni di orgoglio, non volete prestarmi
che ci viene comunicata dallo Spirito Santo. fede. E' da osservare come Gesù usi la prima
7. Che voi Ebrei e Farisei, benché nati figli di persona plurale. Varie spiegazioni furono date di
Abramo, dovete nascere una seconda volta. questo fatto. Secondo gli uni Gesù assoderebbe a
8. Lo spirito, ecc. Per mezzo di una compara- sé anche gli Apostoli e i profeti secondo altri ;

lione tratu da un fenomeno naturale spiega la Egli parlerebbe anche in nome del Padre e clello

23 — Sacra Bibbia, voi. I.


354 S. Giovanni, III, 12-18

amen dico tibl, quia quod scimus loquimur, "In in verità ti dico, che noi par-
verità,
et quod vidimus, testamur, et testimonium liamo quel che sappiamo, e attestiamo
di
nostrum non accipìtis. ^^Si terrena dixi vo- quello che abbiamo veduto, e voi non date
bìs, et non creditis quomodo, si dixero
: retta alla nostra asserzione. "Se vi ho par-
vobis caelestia, credetis? "Et nemo ascen- lato di cose della terra, e non credete come :

dit in caelum, nisi qui descendit de caelo, crederete, se vi parlerò di cose del cielo?
Filius hominis, qui est in caelo. "Et sicut "Ora nessuno ascese in cielo, fuorché colui
Moyses exaltavit serpentem in deserto; ita che è disceso dal cielo, il Figliuolo del-
exaltari oportet Filìum hominis ^'Ut om- : l'uomo, che sta nel cielo. ^*E come Mosè
nis, qui credit in ipsum, non pereat, sed innalzò nel deserto il serpente nella stessa :

habeat vitam aeternam. "Sic enim Deus guisa fa d'uopo che sia innalzato il Figliuolo
dilexit mundum, ut Filium suum unìgenitum dell'uomo "affinchè chiunque in lui crede,
:

daret : ut omnis, qui credit in eum, non non perisca ma abbia la vita eterna. "Poi-
:

pereat, sed habeat vitam aeternam. "Non ché Dio ha talmente amato il mondo, che
enim misit Deus Filium suum in mundum, ha dato il Figliuolo suo unigenito, affinchè
ut iudicet mundum, sed ut salvetur mundus chiunque crede in lui, non perisca ma abbia
per ipsum. la vita eterna. "Che Dio non ha mandato il
suo Figliuolo al mondo per condannare il
mondo, ma affinchè per mezzo di esso il

mondo si salvi.

"Qui credit in eum, non iudicatur qui : "Chi crede in lui, non è condannato :

autem non credit, iam iudicatus est quia : ma chi non crede, è stato già condannato :

" Num. 21, 9. " I Joan. 4, 9.

Spirito Santo; ci sembra però più probabile che quindi condizione necessaria per aver parte ai
si tratti semplicemente di un plurale maestatico, frutti della passione e morte di Gesù Cristo.
che stia in luogo del singolare. (V. flg. 135).
12. Seho parlato, ecc. Mette in evidenza la
vi 16.Dio ha talmente amato. Spiega perchè Dio
colpevolezza dei Giudei nella loro incredulità. abbia voluto che Gesù morisse in croce. Dio ha
Cose della terra (gr. tà èwt'reta lett. ciò che
avviene in terra) sono le cose, che appartengono
alla rigenerazione spirituale di cui ha parlato, la
quale benché sia opera di Dio, tuttavia si compie
in terra. Cose del cielo (gr. ènovpdvta ciò che
è, o che avviene in cielo) sono i misteri della di-
vinità Gesiì Cristo, della Trinità, della gene-
di
razione eterna, i disegni di Dio nella reden-
zione, ecc. Se non credono alle prime cose, che
sono più facili, come crederanno a quest'ultime,
più alte e difficili?
13. Nessuno, ecc. Adduce un altro motivo, per
cui si deve credere alla sua parola. Nessuno pu5 Hg. Z35. — Cerasta o serpente a corna.
conoscere i misteri del cielo se non il Figliuolo
dell'uomo, il quale era nel cielo, e discese dal amato ai grandemente tutti gli uomini (ti mondo),
cielo per la sua incarnazione ad insegnarli, e ri- benché miseri peccatori, che per loro amore e per
mane tuttavia nel cielo secondo la sua divina salvarli dalla morte eterna ha consegnato alla
natura. Le parole : ascese al cielo non devono morte più ignominiosa l'unico suo Figlio, che è la
essere prese in largo senso, come sinonime, cioè cosa più cara e preziosa che egli possieda, ed ha
di contemplare e di penetrare le cose del cielo, voluto che per mezzo della fede viva in lui tutti
ma in senso proprio come sinonime di essere, potessero conseguire la salute. Ogni parte di questo
abitare, ecc. In queste parole è affermata chiara-
versetto rivela l'immensità dell'amore di Dio verso
mente la divinità di Gesù Cristo, e la distinzione gli uomini, ed è troppo sublime perchè si possa
in lui delle due nature, umana e divina, e l'unità
credere, come vorrebbero alcuni, che esso sia non
della persona.
già la parola di Gesù, ma una riflessione del-
14-15. E come Mosè, ecc. Passa a mostrare l'Evangelista I

come per essere salvi sia necessario aver fede in


lui. Mosè (Num. XXI, 9 Sap. XVI, 5) innalzò nel
17. Non
ha Dio mandato, ecc. I Giudei aspet-
;
tavano un Messia, che inaugurasse il suo regno
deserto un serpente di bronzo, guardando il quale
colla condanna e punizione degli idolatri; Gesù
rimanevano guariti tutti coloro che fossero stati
invece fa osservare che lo scopo principale della
morsicati da serpenti. In questo fatto era
altri
sua venuta non è di condannare, ma di salvare gli
figurata l'efficacia della morte di Gesù per coloro
uomini. Egli condannerà solo coloro che non
che avessero creduto in lui. Anche Gesù per de-
avranno voluto essere salvati. V. n. IX, 39.
creto divino deve essere innalzato sulla croce,
affinchè tutti coloro, che furono morsicati dal- 18. Chi crede in lai, ecc. Afferma nuovamente
l'antico infernale serpente, possano conseguire la che la fede in lui è condizione essenziale per la
salute guardando in lui, ossia avendo una viva vita eterna. Chi non crede, ecc. La stessa incre-
fede nell'efficacia della sua morte. La fede viva è dulità è già una sentenza di condanna. Tutti na-
S. Giovanni, III, 19-26 355

ncn credit in nomine unigeniti Filii Dei. perchè non crede nel nome dell'unigenito
**Hoc est autem iudicium quia lux venit : Figliuolo di Dio. ''E la condanna sta in
in mundum, et dilexerunt homines magis questo che venne al mondo la luce, e gli
:

tenebras, quam lucem erant enim eorura : uomini amarono meglio le tenebre che la
mala opera. '"Omnis enim, qui male agit, luce perchè le opere loro erano malvagie.
:

odit lucem, et non venit ad lucem, ut non •"Imperocché chi fa male odia la luce, e
arguantur opera eius "Qui autem faci! : non si accosta alla luce, affinchè non ven-
verìtatem, venit ad lucem, ut manifesten- gano riprese le opere sue "chi poi opera :

tur opera eius, quia in Deo sunt facta. secondo la verità, si accosta alla luce, af-
finchè si rendano manifeste le opere sue :

perchè sono fatte secondo Dio.


"Post haec venit lesus, et discipuli eius "Andò poi Gesù co' suoi discepoli nella
in terra ludaeam et illic demorabatur cura
: Giudea : e ivi si trattenne con essi, e bat-
eis, et baptizabat. '*Erat autem et Ioannes tezzava. "E
Giovanni ancora stava battez-
baptizans in ^Ennon, iuxta Salim quia
: zando in Ennon vicino
a Salim perchè :

aquae multae erant illic, et veniebant, et quivi erano molte acque, e la gente vi con-
baptizabantur. '*Nondum enim missus fue- correva, ed era battezzata, **chè Giovanni
rat Ioannes in carcerem. non era stato ancora messo In prigione.
"Facta est autem quaestio ex discipulis "E
nacque disputa tra I discepoli di Gio-
Ioannis cura ludaeis de Puriflcatione. **Et vanni e i Giudei intorno alla Purificazione.
venerunt ad Ioannem, et dixenint ei Rab- : "E andarono da Giovanni, e gli dissero :

bi, qui erat tecum trans lordanem, cui tu Maestro, colui che era con te di là dal Gior-

"Sup. 1,9. «Mnf. 4, I. »«Sup. 1, 19.

•cono peccalori condannati alla morte, e perciò se tesimo analogo a quello di Giovanni, che era una
uno non crede, non i necessaria per lui una nuova semplice preparazione al regno messianico. Al-
sentenza di condanna, ma per il fano stesso che cuni, p. es. Knab., Pili., Schanz., ecc., stanno
non crede, è già condannato. per questa seconda interpretazione altri invece,
;

p. es. Sant'Agostino, S. Tomaso, Calmet, Mal-


19. La condanna, che pronunzia l'incredulo
donato, Belser, Crampon, ecc., stanno per la
contro se stesso, consiste in questo, che la lae»,
prima. Quest'ultima sentenza ci pare più proba-
cioi la dottrina, gli insegnamenti del Verbo di
bile, poiché da una parte è certo che nel discorso
Dio furono bensì comunicati agli uomini essi ;
con Nicodemo si parla del battesimo cristiano, e
però amarono meglio di restare nelle tenebre del-
dall'altra la contesuzione sollevata dai discepoli
l'ignoranza (I, 10). l^ ragione di questo fatto si
di Giovanni, e la risposta del precursore, e le
è ctie la loro condotu morale era cattiva, il loro
parole di Gesù, sembrano riconoscere il battesimo
cuore era corrotto. La fede incontra sempre un
dato dagli Apostoli, come di gran lunga superiore
grande ostacolo nella corruzione del cuore, perchè
a quello dato da Giovanni.
essa comanda una vita onesta; e molti quindi U
rigetuno, perchè non vogliono abbandonare il 23. In Ennon vicino a Salim. Queste due lo-
vizio e il peccato. calità vengono da alcuni identificate con Aln e
Selim (Gios. XV, 31) situate nella parte meridio-
20. Chi fa malt cerca le tenebre per non essere
nale della tribù di Giuda, Eusebio invece e San
scoperto e riconosciuto come malvagio, e simil-
Gerolamo le pongono a 8 miglia al Sud di Sci-
mente l'incredulo fugge la luce delle verità evan-
topoH, dove infatti si trovano sorgenti d'acqua
geliche per non essere da esse convinto della
abbondantissime, non lungi da una località detta
propria malvagità, e per far tacere i rimorsi della
Tell-es-Sarem, che sarebbe l'antica Salim (V. Cal-
coscienza.
mes. Ev. s. S. I. p. 194 e Rev. Bib. 1895 p. 506
21. Chi opera secondo la verità, ossia in con- e 1897 p. 165).
formità della legge morale, non cerca le tenebre,
ama anzi la luce del giorno, perchè da essa non 24. Non era ancora, ecc. V. n. Matt. XIV, 3;
Mar. VI, 17; Lue. Ili, 19-20.
può aspettarsi che lode e similmente l'uomo retto
;

non rifugge dalle verità della fede, anzi desidera 25. Nacque disputa, ecc. Sorse una questione
che esse spandano la loro luce sulle sue opere, tra alcuni discepoli di Giovanni e un Giudeo (Il
e le rendano ben visibili, poiché essendo state greco ha il singolare ^lexà 'lovabaiov e non il plu-
fatte in Dio, ossia secondo la divina volontà, rale) per riguardo alla purificazione, ossia al
quale viene manifestata dalla legge sia naturale battesimo conferito dai discepoli di Gesù, che ve-
che positiva, egli non ha da temer nulla dalla niva ritenuto superiore a quello di Giovanni.
fede.
26. Andarono, ecc. I discepoli di Giovanni mossi
22. Sella Giudea. Terminate le feste. Gesù da gelosia e da invidia, vanno dal loro maestro
lasciò Gerusalemme e si portò nei vari! paesi a lagnarsi di Gesù Cristo. Colai che era con
della Giudea. Battezzava. Non è propriamente te, ecc. V. 1, 28. A cai tu rendesti testimonianza,
Gesù che battezzava, ma erano i suoi discepoli l, 29, che tu facesti conoscere e che dovrebbe
che per comando di lui battezzavano. Si fa que- perciò mostrarsi riconoscente, Ecco che battezza,
stione se questo battesimo dato dagli Apostoli ossia usurpa il tuo ministero, e si fa superiore a
fosse il vero battesimo cristiano, che rimette i te, ed ecco che tutti accorrono a lui. L'invidi*
peccati e dà la grazia santificante, oppure un bat- porta questi discepoli all'esagerazione.
356 S. Giovanni, III, 27-34

testimonium perhibuisti, ecce hic baptizat, dano, cui tu rendesti Isstimonianza, ecco
etomnes veniunt ad eum. che egli battezza, e tutti vanno a lui.

^'Respondit Ioannes, et dixit Non po- : '^Rispose Giovanni, e disse Non può :

test homo accipere quidquam, nisi fuerit ei l'uomo ricevere cosa alcuna, se non gli
datum de caelo. '*Ipsi vos mihi testimo- viene data dal cielo. '*Voi stessi mi slete
nium perhibetis, quod dixerim Non sum : testimoni, come io dissi Non sono il Cri-
:

ego Christus sed quia missus sum ante


: sto, ma
sono stato mandato a precederlo.
ìllum. ^'Qui habet sponsam, sponsus est : "'Sposo è colui che ha la sposa ma l'amico :

amicus autem spensi, qui stat, et audit eum, dello sposo, che sta in piedi a udirlo, si
gaudio gaudet propter vocem sponsi. Hoc riempie di gaudio alla voce dello sposo.
ergo gaudium meum impletum est. '"Illum Tal gaudio mio dunque si è compito.
oportet crescere, me autem minui. **Qui *°Egli deve crescere, io essere abbassato.
desursum venit, super omnes est. Qui est "'Colui che viene di lassù è sopra tutti. E
de terra, de terra est, et de terra loquitur. chi viene dalla terra, alla terra appartiene,
Qui de caelo venit, super omnes est. e parla della terra. Colui che viene dal
cielo è sopra tutti.

"Et quod
vidit, et audivit, hoc testatur : '"Ed egli attesta cose che ha vedute e
et testimonium eius nemo accipit. "Qui udite ma nessun presta fede alla sua asser-
:

accepit eius testimonium, signavit quia zione. "Ma chiunque ha aderito a ciò che
Deus verax est. **Quem enim misit Deus, egli attesta, depone che Dio è verace. '*Co-
verba Dei loquitur non enim ad mensu-
: lui infatti che da Dio è stato mandato, parla

*«Sup. 1, 20. »»Rom. 3, 4.

27. Rispose, ecc. Giovanni dà una risposta rire ; il mio ministero non essendo che prepara-
piena di umiltà e di sincerità, nella quale rende torio è destinato a cessare.
nuovamente testimonianza a Gesù Cristo, ricono-
31. Colui che viene, ecc. Come al v. 16, cosi
scendo tutta la sua grandezza, e mostrandosi lieto pure qui alcuni pensano che nei vv. 31-36 si abbia
dei suoi successi.
una riflessione dell'Evangelista e non una testi-
Con una sentenza generale cerca dapprima di monianza di Giovanni. Tale affermazione è al tutto
calmare gli animi eccitati dei suoi discepoli. E'
gratuita, e nulla nel contesto lascia scorgere che
Dio che dirige tutti gli avvenimenti, l'uomo da non sia più il Battista che parla.
solo non può far nulla, né può arrogarsi una di-
Il precursore continua a mostrare la superiorità
gnità superiore a quella ricevuta. Se dunque tutti
di Gesù, argomentando dalla sua origine. Colai
corrono a Gesù, si è perchè tale è la volontà di
che viene di lassù, cioè dal cielo, ha un'origine
Dio, e perchè la dignità che io ho ricevuta è di
celeste, e perciò supera tutti in dignità. Tale
gran lunga inferiore alla sua.
senza dubbio è Gesù Cristo. Chi viene dalla terra,
28. Voi mi siete, ecc. I discepoli si erano ap- cioè ha un'origine terrena, anche nella sua natura
pellati alla testimonianza del maestro come per risente della sua origine, e non può annunziare
provare l'inferiorità ma Giovanni ri-
di Gesù ; che una dottrina terrena (se pure non riceve una
chiama loro alla mente le sue precise parole, fa- rivelazione sopranaturale di Dio), originata cioè
cendo vedere che fin d'allora egli aveva ricono- dalle cose create. Gesù invece venendo dal cielo
sciuto e pubblicamente confessato che non egli, è superiore a tutti per la dignità della sua natura,
ma Gesù era il Messia. e per la nobiltà della sua cognizione.
Non sono io, ecc. V. n. I, 20, 26, 30, ecc. 32. Ed Egli attesta, ecc. Gesù insegna misteri
29. Sposo, ecc. Con un'immagine tratta dall'A. che Egli ha veduti e sentiti nelle sue intime rela-
T. Giovanni continua a mostrare la superiorità di zioni col Padre, e che conosce di una scienza cer-
Gesù. I profeti (Is. I, 1; Ger. II, 2; Ezech. XVI, tissima e infallibile. Ma nessuno presta, ecc. I
6; Os. II, 16) avevano paragonato la nazione fedeli docili agli insegnamenti di Gesù erano
d'Israele, flgura della Chiesa, a una sposa, e il pochi, la maggior parte dei Giudei, e tra questi
Messia era pure stato cantato come uno sposo alcuni fra i discepoli stessi di Giovanni, non gli
(Salm. 44). Ora se Gesù è il Messia, Egli è ancora prestavano fede.
lo sposo, e perciò a lui appartiene la sposa, cioè 33. Chiunque ha
aderito, ecc. Il Battista accenna
la Chiesa ; onde non deve far meraviglia che tutti ai della fede, e ne mostra la necessità.
risultati
corrano a lui. Giovanni non è che l'amico dello Chi crede a Gesù Cristo, perciò stesso viene ad
sposo, mandato a preparare le nozze e a disporre attestare fermamente (con sigitlo) che Dio è
la sposa ; egli sfa in piedi per essere subito pronto verace, perchè accetta la parola del suo legato,
ad eseguire tutti gli ordini dello sposo, e quando V. 34. Chi non crede fa invece gravissima ingiuria
lo sposo arriva, si riempie di gaudio. a Dio.
Tal gaudio, ecc. Giovanni applica direttamente
34. Poiché Dio non gli da, ecc. Dà il motivo
a sé quanto ha detto. Egli non è che l'amico dello
per cui Gesù parla a nome di Dio, e può insegnare
sposo.
verità nuove e superiori a quelle insegnate dai
30. Deve crescere, ecc. E' necessario che Gesù profeti, i quali parlavano pure a nome di Dio.
cresca nell'opinione e nella stima degli uomini, Lo Spirito di Dio, che fu dato ai profeti in una
e che la sua natura e la sua potenza siano sempre certa misura, a Gesù invece fu dato in tutta la
maggiormente conosciute. Io invece devo scompa- sua pienezza e senza alcuna misura.
S. Giovanni, III, 35 — IV, 6 357

ram dat Deus spiritum. "Pater diligìt Fi- parole di Dio poiché Dio non gli dà lo spi-
:

lium : et omnia dedit in manu eius. ''Qui ritocon misura. **I1 Padre ama il Figliuolo :

credit Filium, habet vitam aeternam


in : e nelle sue mani ha poste tutte le cose.
qui autem ìncredulus est Filio, non videbit "Chi crede nel Figliuolo, ha la vita eterna :

vitam, sed Ira Dei manet super eum. ma chi nega fede al Figliuolo, non vedrà
la vita ma sta sopra di lui l'ira di Dio.
:

CAPO IV.

Gesù nella Samaria, i-6. — Colloquio colla Samaritana, 7-30. — Gesù spiega ai
discepoli quale sia il 31-34. — L^ messe, 35-38. — Molli Samaritani
suo cibo,
credono in lui, 39-42. — Ritomo in Galilea, 43-45. — Gesù a Cafarnao gua-
risce il figlio di un ufficiale, 46-54.

'Ut ergo cognovit lesus quia audlerunt 'Or quando Gesù ebbe saputo, esser noto
Pharisaei quod lesus plures discipulos fa- ai Farisei ch'egli faceva maggior numero
cit, et baptizat, quam Ioannes, *(Quam- di discepoli, e battezzava più di Giovanni,
quam Jesus non baptizaret, sed discipuli '(quantunque non Gesù stesso battezzasse,
eius), *Reliquit ludaeam, et ablit iterum hi ma bensì i suoi discepoli), 'abbandonò la
Galilaeam. 'Oportebat autem eum transire Giudea, e se n'andò di nuovo nella Galilea.
per Samariam. *Doveva perciò passare per la Samaria.
•Venit ergo in civitatem Samariae, quae 'Giunse pertanto a una città della Sa-
dldtur Sichar iuxta praedium, quod dedit
: maria chiamata Sichar, vicino alla tenuta
lacob loseph Alio suo. 'Erat autem ibi che fu data da Giacobbe al suo figliuolo
fons lacob. lesus ergo fatigatus ex itinere, Giuseppe. *E quivi era il poezo di Gia-
sedebat sic supra fontem. Hora erat quasi cobbe. Onde Gesù stanco dal viaggio si
sexta. pose cosi a sedere sul pozzo. Ed era circa
Torà sesta.

**I Joan. 5, 10. >Sup. 3, 22. • Gen. 33, 19 et 48, 22; Jm. 24, 32.

35. 71 Padr» ama il Figliuolo d'un amore infi- 3. Abbandonò la Giudea, non perchè temesse i

nito, e quindi gli ha dato tutte le cose e anctie Farisei, ma


per non inasprirli maggiormente, non
la pienezza del suo Spirito. Perciò chi non crede essendo ancor venuta le sua ora. Andò di nuovo,
al Piglio fa gravissima ingiurìa al Padre. ecc. Gesù aveva già una volta percorsa la Galilea
(I, 43), ed ora vi ritorna. Questo viaggio è quello
36. Chi credt, ecc. Se il Padre ha dato tutto
narrato dai Sinottici Matt. IV, 12; Mar. I, 14;
al Figlio, niuno potrà conseguire la salute se non
Lue. IV, 14.
per mezzo del Figlio. La fede pertanto nella pa-
rola di Gesù è condizione indispensabile per ot- 4. Doveva perciò, ecc. La via più breve da Ge-
tenere la vita eterna, perchè solo per la fede al rusalemme alla Galilea passava attraverso la
diventa figli di Dio (1, 12) e eredi della sua gloria. Samaria. La Palestina propriamente detta ai tempi
Chi invece non avrà creduto, rimarrà escluso dalla del Signore si divideva in tre grandi Provincie :
vita eterna, e l'ira di Dio starà sempre sopra di la Galilea al Nord, la Giudea al Sud e la Samaria
lui, perchè il peccato originale, di cui è macchiato, che si estendeva tra l'una e l'altra delle due
e il peccato attuale commesso colle proprie azioni, precedenti. Nella Galilea erano numerosi i pagani,
non possono venir cancellati se non per la fede che vivevano frammisti agli Ebrei, mentre invece
alle parole di Gesù. erano pochissimi nella Giudea. Gli abitanti della
Samaria erano in maggioranza pagani, benché fos-
CAPO IV. sero pure assai numerosi i discendenti degli antichi
coloni trasporutivi dagli Assiri nel vii secolo a. C.
Essere noto al Farìsel, ecc. I Farisei odia-
1.
rono Giovanni (Matt. XI, 18; XVII, 12), che pub- 5. Sichar. Per molto tempo fu identificata con

blicamente flagellò i loro vizi, e furono contenti Sichem o Naplusa (capitale della Samaria e chia-
quando lo seppero imprigionato. Ora vedendo mata Flavia Neapolis in onore di Vespasiano) che
che Gesù esercitava un ministero più esteso e più trova a circa tre chilometri dal pozzo di Gia-
si

efflcace ancora di Giovanni, si mostrano pieni di cobbe. I moderni però fondandosi su Eusebio e
invidia e di odio, e Gesù per non dar loro occa- su altre antiche indicazioni inclinano piuttosto a
sione di inasprirsi di più, abbandona la Giudea. identificare Sichar col villaggio detto Askar, che
sorge tra Sichem e il pozzo di Giacobbe. Vicino
2. Quantunque,
ecc. L' Evangelista precisa
alla tenuta, ecc. V. Gen. XXXIII, 18; Gios. XXIV,
meglio quanto ha detto al cap. prec. v. 22. Gesù
32. Che fu data, ecc. V. Gen. XLVIII, 22.
battezzava solo per mezzo dei suoi discepoli. Egli
riservava a sé la predicazione e il disporre gli e. 7/ pozzo di Giacobbe si trova presso Askar
animi al battesimo. vicino alpunto, in cui la strada che viene da
358 S. Giovanni, IV, 7-13

^Venit muHer de Samaria haurìre aquam. ^Viene una donna Samaritana ad attin-
Dick ei lesus Da mihi bibere, •(Discipuli
: gere acqua. Gesù le dice Dammi da bere :

enim eius abierant in civitatem ut cibos *( Imperocché i suoi discepoli erano an-
emerent). 'Dicit ergo ei mulier illa Sama- dati in città per comperare da mangiare).
ritana Quomodo tu ludaeus cum sis, bi-
: 'Gli rispose adunque la donna Samari-
bere a me poscis, quae sum mulier Sama- tana Come mai tu, essendo Giudeo, chiedi
:

ritana? non enim coutuntur ludaei Sam.a- da bere a me che sono Samaritana? Che
ritanis. non hanno comunione i Giudei coi Samari-
tani.
^"Respondit lesus, et dixit ei Si scires : "Rispose Gesù, e le disse Se tu cono- :

donum Dei, et quis est, qui dicit tibi Da : scessi il dono di Dio, e chi è colui che ti
mihi bibere tu forsitan petisses ab eo, et
: dice Dammi da bere tu ne avresti forse
: :

dedisset tibi aquam vivam. '^Dicit ei mu- chiesto a lui, ed egli ti avrebbe dato d'u-
lier Domine, neque in quo haurias habes,
: n 'acqua viva. "GU
disse la donna Signore, :

et puteus altus estunde ergo habes aquam


: tu non hai con che attingere, e il pozzo è
vivam? "Numquid tu maior es patre nostro profondo in che modo adunque hai tu
:

lacob, qui dedit nobis puteum, et ipse ex quell'acqua viva? "Sei tu forse da più di
eo bibit, et fllii eius, et pecora eius? Giacobbe nostro padre, il quale diede a
noi questo pozzo, donde bevve egli e i suoi
figliuoli eil suo bestiame?

^'Respondit lesus, et dixit ei Omnia, : "Rispose Gesù, e disse Tutti quelli che :

qui bibit ex aqua hac, sitiet iterum qui : bevono di quest'acqua torneranno ad aver
autem biberit ex aqua, quam ego dabo ei, sete chi poi beve di quell'acqua che gli
:

Sichem si biforca, e va a Gerusalemme verso 10. // dono di Dio, cioè il tratto di speciale be-
Sud e al Giordano verso pose così come
l'Est. Si nevolenza che Dio ti ha mostrato nel concederti
d'incontrarti coi Salvatore del mondo, e se tu
conoscessi che è proprio questo Salvatore che ti
chiede da bere, certamente {forse manca in nume-
rosi codici e deve omettersi. Knab.) tu, ecc.
Acqua viva è quella che sgorga immediatamente
dalla sorgente, per opposizione all'acqua raccolta
nelle cisterne, ecc. Qui in senso figurato significa
la grazia, la dottrina evangelica, e in ultimo la
vita eterna.

11. Signore, ecc. Non


fa meraviglia che la donna
non abbia capito senso delle parole di Gesù,
il

tuttavia è da osservare che comincia a trattarlo


con maggior rispetto chiamandolo, Signore. //
pozzo è profondo. Questo pozzo, che ha 2,20 di
diametro, misura 18 metri dal suolo al livello del-
l'acqua. In che modo hai tu, ecc. Ciò le sembra
Impossibile. V. Ili, 4.

12. Sei tu forse da più, ecc. Giacobbe diede un


pozzo. Gesù aveva promesso acqua viva di sor-
Fig;. 136.— Il pozzo di Giacobbe.
gente, quindi la donna piena di dubbio oppone
una difficoltà, quasi volesse dire : certamente tu
era, cioè alla buona, a sedere sui pozzo. L'ora non sei maggiore del nostro padre, ecc. I Sama-
sesta corrisponde a mezzogiorno. ritani quando loro tornava conto negavano di aver
7. Samaritana di culto e di nazione e non già cit- alcun rapporto coi patriarchi ebrei (Gius. A. G.
tadina di Samaria, distante qualche ora di cam- XII, 5), negli altri casi si vantavano di avere per
mino. padre Abramo, Giacobbe, ecc. D\ede a noi, cioè
8. / suoi discepoli, ecc. Queste parole servono a scavò questo pozzo, che bastò a lui e ai bisogni
spiegare percliè Gesù abbia domandato da bere della sua famiglia.
alla donna, prendendo cosi occasione per istruirla
13. Chi beve dell'acqua, ecc. Gesù torna all'al-
e convertirla. legoria cominciata, e mostra come la sua acqua
9. Tu essendo Giudeo, ecc. La donna sia al sia gran lunga superiore all'acqua del pozzo
di
parlare e sia a! modo di vestire aveva subito rico- di Giacobbe. « L'acqua materiale di sua natura
nosciuto Gesù per un Giudeo, e si meraviglia non può dissetare, e rinfrescare se non per un
perciò che le domandi da bere. Non hanno comu- certo tempo. L'acqua viva e spirituale (cioè la
nione, ecc. Con queste parole l'Evangelista di la grazia) è per essenza sua tale, che quando l'uomo
ragione della meraviglia della donna. Tra i Giudei l'abbia in sé ricevuta una volta, è atta e suffi-
e i Samaritani regnava un odio profondissimo, che ciente a conservarlo e sostentarlo fino all'eternità,
risaliva ai tempi di Zorobabele, allora quando i senza che d'altro abbia sete o bisogno. Può ben
Giudei rifiutarono il concorso dei Samaritani per egli rigettarla, ma non può tale acqua o consu-
l'edificazione del tempio. V. n. Lue. IX, 53; Esdr. marsi, o corrompersi da se medesima, come l'acqua
IV, 1-5. materiale. Martini.
S. Giovanni, IV, 14-20 359

non sitlet In aeternwm **Sed aqua, quam


: darò io, non avrà più sete in etemo : "Ma
ego dabo ei, Set in eo fons aquae salkntis l'acqua che io gli darò, diventerà in esso
in vita aeternam. **Dicit ad eum mulier : fontana d'acqua che zampillerà Ano alla vita
Domine, da mihi hanc aquam, ut non si- etema. "Gli disse la donna Signore, :

tiam neque veniam huc haurìre.


: dammi di quest'acqua, affinchè io non abbia
mai sete, né abbia a venir qua per attin-
gerne.
"Dicit ei lesus Vade, voca virum
: "Le disse Gesù Va, chiama tuo marito:

tuum, et veni huc. "Respondit mulier, et e ritorna qua. ''Gli rispose la donna, e
dixit : Non habeo virum. Dicit ei lesus : disse Non ho marito. E Gesù le rispose
: :

Bene dixisti, quia non habeo virum : Hai detto bene, non ho marito "imperoc- :

'"Quinque enim viros habuisti, et nunc, ché hai avuti cinque mariti, e quello che hai
quem habes, non est tuus vir : hoc vere adesso, non è tuo marito : in questo hai
dixisti. detto il vero.
"Dicit ei mulier Domine, video quia
: "Gli disse la donna
Signore, veggo che :

Propheta es tu. *°Patres nostri in monte tu sei padri hanno ado-


profeta. *'I nostri
hoc adoraverunt, et vos dicitis, quia lero- rato su questo monte, e voi dite che il luogo,
solymis est locus, ubi adorare oportet. dove bisogna adorare è in Gerusalemme.

»• Deut. 12, 6.

14. Diventerà in esso fontana, ecc. L'acqua viva matrimoni!, che erano poi stati sciolti o per la
della grazia, siccome proviene dal cielo, solleva morte del marito, o per un libello di ripudio, da
di sua natura l'anima al cielo, e assicura cosi la lei forse provocato colla sua vita dissoluta.
vita eterna a coloro che la bevono.
19. Io sei profeta, poiché solo un profeta pud
15. Dammi ecc. La donna non
di qaest'acqaa, leggere, come fai tu, nel fondo dei cuori. La donna
comprende ancora il linguaggio figurato di Gesù, con queste parole confessa implicitamente la sua
ma ricordandosi di ciò che le aveva detto al colpa, e comincia a riconoscere l'eccellenza dt
V. 10 gli domanda nella sua semplicità un poco Gesù Cristo.
di quest'acqua meravigliosa, affine di non aver più
20. La Samaritana piena di vergogna per il suo
sete ed essere cosi dispensata dalla fatica di andar
•tato, temendo forse nuove rivelazioni cerca di far
ogni giorno ad attinger acqua.
subito deviare il discorso, e prende occasione
16. Va, chiama, ecc. Gesù nella pienezza della dalla scienza di cu! ha dato prova Gesù, per pro-
sua scienza conosceva perfettamente l'abbiezione porgli la soluzione di una questione della più alta
morale, in cui si trovava la donna ma le fa questo
;
importanza pratica.
comando, per aver occasione di indurla a rico- / padri nostri, ossia gli antichi Samaritani. Sa
noscere e a confessare il suo peccato, e cosi ma- questo monte. La donna indicava con queste parole
nifestarsi a lei come Messia e convertirla alla fede. il monte Garizim, che sorge presso al pozzo di
17. Son ho marito. Diceva
il vero solo fino ad Giacobbe. Al tempo di Neemia, i Samaritani, visto
un certo punto. Desiderosa di ricevere l'acqua rifiutato dai Giudei il loro concorso per la riedi-
promessa, nasconde accuratamente l'abbiezione ficazione del tempio di Gerusalemme, ne ediflca-

Fig. 137.

Rovino del tempio del Samaritani


nel monte Garizim.

morale in cui si trova. Gesù però non la rimpro- rono un altro per loro conto sul monte Garizim, e
vera, non la maltratta, non la minaccia, ma si benché questo tempio fosse stato distrutto da
mostra con lei pieno di bontà e di misericordia. Giovanni Ircano, tuttavia continuarono a riguar-
18. Hai avuti cinque, ecc. Dall'opposizione, che dare il monte Garizim come centro del loro culto
Gesù stabilisce tra i cinque precedenti mariti e (Il Mac. VI, 2; Gius. F. A. G. XI, 8, 4; XIII,

quello che ha attualmente, dichiarando che 3, 4, ecc.).


quest'ultimo è illegittimo, si può arguire che la Giudei invece avevano edificato
I il lord tempio
donna avesse legittimamente contratti i cinque sul monte Moria a Gerus8len]n?e, e fondandosi
ii60 S. Giovanni, IV, 21-29

'^Dicit ei lesus : Mulier crede mihi, quia "^Gesù le rispose Credimi, o donna, che
:

venit hora, quando neque in monte hoc, è venuto il tempo, in cui né su questo
ncque in lerosolymis adorabitis Patrem. monte, né in Gerusalemme adorerete il
*'Vos adoratis quod nescitis nos adoramus : Padre. *"Voi adorate quello che non cono-
quod scimus, quia salus ex ludaeis est. scete noi adoriamo quello che conosciamo,
:

*'Sed venit hora, et nunc est, quando veri perché la salute viene dai Giudei, ''Ma
adoratores adorabunt Patrem in spiritu et viene il tempo, anzi è venuto, in cui adora-
veritate. Nam et Pater tales quaerit, qui tori veraci adoreranno il Padre in ispirito e
adorent eum. ^^Spiritus est Deus et eos, : verità. Che il Padre tali cerca i suoi ado-
qui adorant eum, in spiritu et veritate opor- ratori. "*Dio è spirito e quei che l'ado- :

tet adorare. rano, lo devono adorare in ispirito e verità.


"Dicit ei mulier : Scio quia Messias ve- "'Gli dice la donna : So che viene il
nit, (qui dicitur Christus), eum ergo venerit Messia (che vuol dire il Cristo), quando
ille, nobis annunciabit omnia. "Dicit ei le- questi sarà venuto, ci istruirà di tutto. '"Le
sus : Ego sum, qui loquor tecum. dice Gesù : Sono quel desso io che parlo
con te.

*^Et continuo venerunt discipuli eìus et : '^E in quel mentre arrivarono i suoi di-
mirabantur quia eum muliere loquebatur. scepoli : e si maravigliavano che discor-
Nemo tamen dixit Quid quaeris, aut quid: resse con una donna. Nessuno però gli
loqueris eum ea? ^*Reliquit ergo hydriam disse Che cerchi tu ? o di che parli tu
:

suam mulier, et abiit in civitatem, et dicit con colei? '*Ma la donna lasciò la sua sec-
illis hominibus "'Venite, et videte ho-
: chia, e andò in città, e disse a quella gente :

" IV Reg. 17, 41. 2* I Cor. 3, 17.

eulla legge (Deut. XII, 5, 6; II Re VI, 15; III sacrifizi figurativi, ma nelle cose che dagli antichi
Re IX, 3, ecc.) giustamente conchiudevano che sacrifizi e dalle antiche cerimonie erano significate.
solo in Gerusalemme potesse sorgere un tempio
24. Dio è spirito, quindi è superiore di gran
a Dio, e riguardavano perciò i Samaritani come
lunga a tutte le cose materiali, e perciò il culto,
scismatici e pagani. La donna domanda ora a
che gli è dovuto, dev'essere principalmente spi-
Gesù chi abbia ragione, se i Giudei o Samaritani. i
rituale. Gesù non condanna per nulla il culto
21. Gesù con bontà ammirabile la segue su esterno, che è una necessità per l'uomo composto
questo nuovo terreno, e comincia ad affermare che di. spirito e di materia, ma solo inculca che lo
già è venuto il tempo messianico, inaugurato col spirito deve avere la parte principale nel culto di
suo pubblico ministero, nel quale devono scom- Dio, e che il culto esterno a poco vale, se sia
parire tutti i limiti fissati dall'antica legge. Il Giu- scompagnato dal culto interno.
daismo, come culto nazionale, sarà abrogato, e
gli verrà sostituita una religione universale, che 25. So che
viene, ecc. I Samaritani come i
si estenderà a tutta la terra. La questione che la Giudei aspettavano essi pure il Messia. La donna
Samaritana propone, stando cosi le cose, non ha aveva capito poco di ciò che Gesù aveva detto,
più nessuna importanza. tuttavia n'era rimasta profondamente commossa,
e sapendo che era prossima la venuta del Messia,
22. Voi adorate, ecc. Se tuttavìa si paragonano
si appella a lui nella certezza di essere da lui
assieme la religione dei Giudei e quella dei Sa-
istruita sopra di un punto di tanta importanza,
maritani, è necessario conchiudere che i Giudei
mostrandosi cosi implicitamente pronta a seguire
aono più vicini alla verità, perchè i Samaritani,
i suoi insegnamenti.
non accettando che il Pentateuco di Mosè, sono
privi di una gran parte della rivelazione, e il loro 26. Io che parlo, ecc. Io sono il Messia. Mentre
culto è necessariamente incompleto e imperfetto, Gesù in presenza dei Giudei, che aspettavano un
e per di più, è contrario alla legge. I Giudei in- Messia temporale e politico, rifugge spesso dal
vece hanno più perfetta la cognizione di Dio, per- lasciarsi chiamare con questo nome (Malt. XVI,
chè loro fu affidato da custodire l'intero deposito 20 ;
XVII, 9, ecc.) alla Samaritana invece, che
;

della rivelazione, e II loro culto di conseguenza è aspetta un Messia religioso, si manifesta colla mag-
più perfetto. Perchè la salute, ecc. avendo Dio gior chiarezza quale Messia.
loro accordato il privilegio di dare i natali al
27. Arrivarono i discepoli, che erano andati a
Salvatore. Gen. XII, 3; XVIII, 18; XXVI, 4;
comprar cibi, e si meravigliavano che discorresse
Is. II, 1 ; Rom. Ili, 1-2, ecc.
con una donna. Era così poca la stima che i Rab-
23. Ma viene il tempo, ecc. Benché il culto dei bini avevano della donna, da non volere che un
Giudei sia più perfetto, tuttavia Iddio, ora che è uomo, fosse pure stato il suo marito, le parlasse
cominciato il tempo messianico, ne vuole un altro sulla pubblica via. Knab. I discepoli però nutri-
più eccellente ancora. I veri adoratori, cioè gli vano troppo rispetto verso il loro maestro per
adoratori degni di un tal nome, adoreranno il Padre osare di interrogarlo sopra di questo punto.
in spirito, cioè non più con un culto materiale
circoscritto e limitato ad un luogo, sia esso il 28. Lasciò la secchia, ecc. Sentendo che Gesù
tempio di Gerusalemme o il monte Garizim, ma era il Messia, la donna dimentica tutto, e non
con atti di fede, di speranza, di carità, ecc., causati pensa più che a correre in città per darne a tutti
nel loro cuore dalla grazia dello Spirito Santo. la nuova (V. flg. 138).
L'adoreranno in verità, ossria il culto che preste- 29. Tutto quello che ho fatto. Da quel poco che
ranno a Dio non consisterà più in cerimonie e Gesù le aveva detto, aveva capito che Egli cono-
S. Giovanni, IV, 30-36 361

mlnem, qui dixit mihi omnia quaecumque ^•Venite a vedere un uomo, il quale mi ha
feci numquid ipse est Christus? '"Exie-
: detto tutto quello che ho fatto che sia :

runt ergo de civitate, et veniebant ad eum, il Cristo? '"Uscirono adunque dalla città e

andarono da lui.

•Mnterea rogabant eum discipuli, dicen- **E in quel frattempo lo pregavano i di-
tes Rabbi, manduca. '*Ille autem dicit eis
: : scepoli, e gli dicevano Maestro, prendi ur :

Ego cibura habeo manducare, quem vos po' di cibo. "Ma egli rispose loro Io ho :

nescitis. "Dicebant ergo discipuli ad invi- un cibo da mangiare che voi non sapete
cem : Numquid aliquis attulit ei mandu- "I discepoli perciò si dicevano l'uno al-
care? l'altro : V'è forse stato qualcuno che gli
abbia portato da mangiare?
"Dicit eis lesus : Meus clbus est ut fa- "Disse loro Gesù Il mio cibo è fare la
:

ciam voluntatem eius, qui misit me, ut volontà di colui che mi ha mandato, e com-
perflciam opus eius. "Nonne vos dicitis, piere l'opera sua. **Non dite voi Vi sono :

quod adhuc quatuor menses sunt, et messis ancora quattro mesi, e poi viene la mieti-
venìt ? Ecce dico vobis Levate oculos ve-
: tura? Ecco che io vi dico Alzate gli occhi :

stros, et videte regiones, quìa albae sunt vostri, e mirate le campagne che già bian-
iam ad messem. "Et qui metit. mercedem cheggiano per la messe. ''E colui che

»»M«tth. 9, 37; Lue. 10, 2.

•ceva perfettamente tutti i secreti del suo cuore. 33. SI dicevano, ecc. I discepoli, non avendo
Che sia il Cristo? Non dubita gii che Gesù sia ancora nessuna idea di questo cibo miatico, noo
il Messia, ma si trova si piena di contentezza che capivano nulla.
34. mio cibo, ossia ciò che io bramo e mi
//
ristora,è sottomettermi interamente al volere di
Dio, e compiere cosi la mia missione conducendo
a termine la redenzione degli uomini e fondando
il regno di Dio.
35. Vi sono ancora, ecc. Gesù prende occasione
dalla stagione in cui si trovano per eccitare gli
stessi suoi sentimenti nel cuore degli Apostoli.
Voi dite, soggiunge, che mancano ancora quattro
Rg. ij8. mesi prima che venga il tempo della messe ma-
teriale io però vi dico che la messe spirituale
Donna che porta ;

è già matura. Alzate i vostri occhi, mirate la Sa-


un'anfora.
maria, essa è pronta a ricevere la predicazione
del regno di Dio. Appena ora ho seminato la pa
rola di Dio, ed ecco che gii Samaritani accorrono
i

a me mostrandosi così gii maturi per il regno di


Dio.
La messe in Palestina si compie verso la meti di
aprile, semancavano ancora quattro mesi quando
Gesù diceva queste parole, fa d'uopo conchiudere
che l'incontro colla Samaritana abbia avuto luogo
nel mese di dicembre. Da ciò si deduce pure che
Gesù dopo la Pasqua si era fermato nella Giudea
circa 8 mesi, e che la festa dei Giudei, di cui si
parla al cap. V, 1, non può essere né la festa
vuole che non stiano alla sola sua parola,
gli altri
di Pentecoste immediatamente seguita alla prima
ma vengano a vedere e a provare essi stessi per Pasqua, né la festa dei Tabernacoli (settembre-
accertarsene. ottobre), e neppure la festa della Dedicazione
31. Lo pregavano, ecc. Gesù era tutto assorto (novembre-dicembre) ma deve essere la Pasqua
;

nel pensiero della conversione dei Samariuni, e dell'anno seguente.


più non pensava al cibo, di cui aveva bisogno. I Alcuni però nelle parole di Gesù vorrebbero
discepoli cercano di distrarlo invitandolo a man- vedere non già un'indicazione di tempo, ma un
giare. proverbio popolare {Rev. Bibl. 1902 p. 142). Gesù
32. Io ho un cibo, ecc. L'anima agitata da una direbbe Dice il proverbio, che ci vogliono quattro
:

grande passione o da un grande pensiero quasi mesi prima che il grano seminato porti frutto in- ;

più non sente gli stimoli della fame perciò Gesù vece ecco qui che la parola di Dio appena semi-
;

nata, già porta frutti, oppure : Voi dite : si è ap-


nel pensare ai trionfi che la sua parola è per
riportare sui Samaritani, prova una tale gioia, che pena seminato e prima che venga la messe, avremo
più non si preoccupa del cibo materiale. I disce-
tempo a pensarci invece io vi dico, ecc. La spie-
;

poli però nulla sapevano di questo. Gesù spiega


gazione che abbiamo data per la prima, è tuttavia
la più comune fra gli interpreti ed è da preferirsi.
al v. 34 quale sia il suo cibo.
Egli intanto insegna a preferire lo spirituale al 36. Colui che miete, ecc. Gesù passa a parlare
materiale, gl'interessi di Dio agli interessi del della mercede, che verrà corrisposta ai mietitori,
corpo. cioè agli Apostoli e a tutti gli operai evengelicL
362 S. Giovanni, IV, 37-45

accipit, et congregai fructum in vitam aeter- miele, riceve mercede e raduna fruito per
nam : seminai, simul gaudeal, et
ut, et qui la vita eterna onde insieme ne goda e colui
:

qui metit. "In Iioc enim est verbum veruni : che semina e colui che miele. ^^Poichè in
quia ali US est qui seminai, et alius est qui questo si verifica quel proverbio altri se- :

metit. '*Ego misi vos metere quod vos non mina e altri miete. '*Io vi ho mandati a mie-
laborastis alii laboraverunt, et vos in la-
:
tere quello che voi non avete lavorato altri :

bores eorum introistis. hanno lavorato e voi siete entrali nel loro
lavoro.

"Ex civilate autem Illa multi crediderunt "Ora molti dei Samaritani di quella
in eum Samarilanorum, propter verbum città credettero in lui per le parole di quella
mulieris testimonium perhibenlis Quia di- : donna, la quale attestava Egli mi ha detto :

xil mihi omnia quaecumque feci. *°Cum tutto quello che ho fallo. ^''Portatisi adunque
venissent ergo ad illum Samaritani, roga- da lui quei Samaritani, lo pregarono a trat-
verunl eum ut ibi manerel. Et mansit ibi tenersi in quel luogo. E vi si trattenne due
duos dies. *^Et multo plures crediderunt in giorni. *^E molli più credettero in lui in
eum propter sermonem eius. *''Et mulieri virtù sua parola. "E dicevano alla
della
dicebant Quia iam non propter tuam lo-
: donna Noi non crediamo già per tua pa-
:

quelam credimus ipsi enim audivimus, et


: rola che abbiamo noi slessi udito e ab-
:

scimus quia hic est vere Salvator mundi. biamo conosciuto che questi è veramente il
Salvatore del mondo.

*'Post duos autem dies exiit inde et abiit : ^'Passati poi due giorni si partì di là e :

in Galilaeam. **Ipse enim lesus testimonium andò nella Galilea. **Perchè lo slesso Gesù
perhibuil quia Propheta in sua patria ho- aveva affermato che non riscuole rispello
norem non habet. *'Cum ergo venisset in un profeta nella sua patria. ^'Giunto egli
Galilaeam, exceperunl eum Galilaei, eum pertanto nella Galilea, fu accolto dai Galilei,
omnia vidissent quae fecerat lerosolymis in i quali avevano veduto lutto quello che egli
die festo et ipsi enim venerant ad diem
: aveva fatto in Gerusalemme nel dì della
festum. festa poiché essi pure erano andati alla
:

festa.

**Matth. 13, 57; Marc. 6, 4; Lue. 4, 24. «» Matth. 4, 12; Marc. 1, 14; Lue. 4, 14.

Il padrone della messe, ossìa Dio dafà loro il palmente mandato (Matt. XV, 24), e si trattenne
premio, e frutto delle loro fatiche sarà la vita
il quindi solo due giorni.
eterna, affinchè e colui che ha seminato, cioè i
41. In virtù della sua parola. La presenza e la
profeti, il Battista e specialmente Gesù Cristo,
parola di Gesù eccitano in molti la fede, e ren-
e coloro che hanno mietuto, cioè gli Apostoli e dono più perfetta quella di coloro che già l'ave-
gli operai evangelici siano partecipi dello stesso
vano.
gaudio.
42. Non credono più per la narrazione (XaXta)
37. In questo caso si verifica anche il proverbio fatta dalla donna ; essi hanno acquistato una cer-
che altri semina, e altri miete, però il seminatore tezza personale e diretta che Gesù è veramente
non sarà disgiunto dalla gioia della messe, ma se- ilMessia, che deve salvare tutti gli uomini, siano
minatori e mietitori godranno insieme. essi Giudei o Samaritani. E' l'unica volta che
38. Altri han lavorato, ecc. Gesù applica il pro- Gesù venga chiamato Salvatore del mondo. L'en-
verbio. I profeti, il Battista ed Egli stesso col tusiasmo dei Samaritani nell'accogliere il Vangelo,
loro ministero hanno preparato l'umanità ad ac- presagiva l'entusiasmo dei Gentili.
cogliere la dottrina Evangelica, apparterrà ora agli
44. Lo stesso Gesù. L'Evangelista accenna al
Apostoli raccogliere i frutti della loro parola, com-
motivo, per cui Gesù
lasciò la Giudea e si ritirò
piendo l'opera da loro cominciata, convertendo
nella Galilea. Aveva affermato in altre circostanze,
cioè tutti i popoli. Per questo fine li ha eletti suoi
come si ha presso Sinottici, Matt. XIII, 57;
i
Apostoli, e li manderà a tutte le nazioni della
Mar. VI, 4; Lue. IV, 24. Gesù era nato a Be-
terra.
tlemme, e perciò l'Evangelista S. Giovanni poteva
39. Molti credettero, ecc. Ecco una prova che ben considerare la Giudea come patria del Salva-
la messe era già matura. I Samaritani abbracciano tore, mentre Sinottici considerano come sua pa-
i

la fede e si mostrano docili agli insegnamenti di tria la città di Nazaret, dove Egli era stato allevato
£esù, credendo senza bisogno di altri miracoli alla e dove aveva trascorso gran parte della sua vita.
testimonianza della donna. Plesso i Giudei Gesù
45. Fa accolto dai Galilei, mentre i Giudei non
aveva fatto dei miracoli ben più grandi di quello
vollero credere in lui ; tuttavia la fede dei Galilei
fatto colla Samaritana, eppure essi si mostrarono
era molto imperfetta, perchè essi credettero uni-
increduli e lo perseguitarono.
camente per i miracoli che Gesù aveva fatti a
40. Lo pregarono con insistenza di fermarsi tra Gerusalemme nella festa di Pasqua. II, 23, III, 2.
loro affine di essere meglio istruiti. Gesù accon- Quanto fu più eccellente la fede dei Samaritani,
discese alle loro preghiere in modo però da non i quali avevano creduto sulla semplice parola di
esacerbare gli Ebrei per i quali era stato princi- Gesù senza aver visto miracoli.
S. GiovANM. IV, 46-54 363

"Venit ergo iterum in Cana Galilaeae, "Andò adunque Gesù di nuovo a Cana di
ubi fecit aquam vinum. Et erat quidam re- Galilea, dove aveva convertito l'acqua in
gulus, cuius fllius inflrmabatur Caphar- vino. E vi era un certo regolo in Cafarnao,
naum, *^Hic cum audisset quìa lesus adve- il quale aveva un flgliuolo ammalato. *^E
niret a ludaea in Galilaeam, abiit ad eum, avendo questi sentito dire che Gesù era ve-
et rogabat eum ut descenderet, et sanare! nuto dalla Giudea nella Galilea, andò da
filium eius incipiebat enim mori. *'Dixit
: lui, e lo pregava che volesse andare a gua-
ergo lesus ad eum Nisi signa, et prodigia
: rire il suo flgliuolo che era moribondo. **Gli
videritis, non creditis. **Dicit ad eum re- disse adunque Gesù Voi se non vedete mi-
:

gulus Domine, descende prius quam mo-


: racoli e prodigi, non credete. *'Gli rispose
riatur fllius meus. ""Dicit ei lesus Vade, : il regolo Vieni, Signore, prima che il mio
:

fllius tuus vivit. Credidit homo sermoni, flgliuolo muoia. **'Gesù gli disse Va, il tuo :

quem dixit el lesus, et ibat. flgliuolo vive. Quell'uomo prestò fede alle
parole dettegli da Gesù, e si partì.
•*Jam autem eo descendente, sei^i occur- "'E quando era già verso casa, gli corsero
rerunt ei, et nun
iverunt dicentes, quia incontro servi e gli diedero nuova, come
i

fllius "Interrogabat ergo ho-


eius viveret. il suo **Domandò loro per-
figliuolo viveva.
ram ab eis, in qua melius habuerit. Et dixe- tanto in che ora avesse cominciato a star
runt ei Quia lieri bora septima reliquit
: meglio. E quelli risposero Ieri all'ora set- :

eum febris. ''Cognovit ergo pater, quia illa tima lo lasciò la febbre. "Riconobbe perciò
bora erat, in qua dixit ei lesus Filius tuus : il padre che quella era l'ora stessa, in cui
vivit : et credidit ipse, et domus eius tota. Gesù gli aveva detto Il tuo figliuolo vive : :

**Hoc iterum secundum signum fecit lesus, e credette egli e tutta la sua casa. "'Gesù
cum venisset a ludaea in Galilaeam. fece di nuovo questo secondo miracolo,
dopo che fu ritornato dalla Giudea nella
Galilea.

"Sup. 2, 9.

46. A Cana di Galilea dovt, ecc. V. n. II, MI. Va, ecc. Gesù premia quel po' di fede che
50.
Un regolo (f<atnXixó^) cioè nn ufflciale cirile aveva regolo, ma per metterla subito alla prova,
il

o militare al servizio di Erode Antipa, il quale e renderla più perfetta non va a Cafarnao. Vive,
benché fosse solo tetrarca, tuttavia per adulazione ossia è sano e libero da ogni malattia. Il regolo
veniva comunemente dal popolo chiamato re. sopportò la prova, e credene sincèramente alla pa-
V. n. Man. XIV, 9. rola di Gesù.
47. Andò da lui a Cana. Lo pregava eh» volesse 52. Avesse cominciato a star meglio. Il padre si
andare, ecc. Credeva forse che Gesù non potesse pensava che la guarigione non avesse avuto luogo
risanare 1malati, se non trovandosi ad essi pre- istantaneamente, ma a poco a poco. All'ora set-
sente e imponendo loro le mani. tima, cioè a un'ora dopo mezzogiorno. La distanza
48. Se non vedete, ecc. Gesù biasima la poca da Cana a Cafarnao è di circa 24-29 chilometri e
fede del regolo e dei Galilei, i quali non credet- si impiegavano 5-6 ore a percorrerla. Può essere
tero ni alla predicazione del Battista, ni alle sue che il regolo non abbia potuto tornare a casa che
stesse affermazioni per vincere la durezza del loro
; nel giorno seguente, se pure non si vuol dire che
cuore sono necessari! segni e prodigi! onMeìo xai i Giudei (il giorno terminava alla sera col tramonto
cépata. Il primo nome ha nn significato più del sole) usassero già nella sera dopo il tramonto
generale, il secondo indica una cosa meravigliosa chiamare ieri il tempo prima del tramonto, che
contraria alle leggi della natura. apparteneva al giorno terminato.
49. l^ùni Signore, ecc. Il padre, preoccupato 53. Credette che Gesù era veramente il Messia,
unicamente della sorte del figlio, non sembra far poiché colla sola parola aveva compiuto tale
alcun caso delle parole di Gesù, ma rinnova • prodigio.
rende più pressante la sua preghiera. Prima che
muoia. La sua fede è sempre debole. Egli non solo 54. Questo fu il secondo miracolo fatto nella Ga-
crede che sia necessaria la presenza di Gesù, ma lilea, e venne compiuto dopo che Gesù ritornò da
di più i persuaso che Gesù possa bensi guarire i Gerusalemme. Gli altri miracoli di Galilea vengono
malati, non già però risuscitare i morti. narrati dai Sinottici.
364 S. Giovanni, V, 1-4

CAPO V.

Gesù a Gerusalemme guarisce di sabato un malato presso la piscina probatica, /-p. -


Opposizione e accuse dei Giudei, 10-16. —
Gesù, proclama la sua uguagliami
col Padre, 17-30. —
Testimonianza resa a Gesù, da Giovanni Battista, 31-35
dai miracoli, 36-38, dalle profezie dell'A. 7., 39-47.

*Post haec erat dies festus ludaeorum, 'Dopo questo essendo ima festa dei Giù
et ascendit lesus lerosolymam. *Est autem dei,Gesù se n'andò a Gerusalemme. *E v
lerosolymis Probatica piscina, quae cogno- ha in Gerusalemme la piscina Probatica
minatur hebraice Bethsaida, quinque por- che in lingua ebrea si chiama Betsaida, 1
ticus habens. 'In bis iacebat multitudo quale ha cinque porticati. 'In questi giacev
magna languentium, caecorum, claudorum, gran turba di malati, di ciechi, di zoppi, d
aridorum expectantium aquae motum, ''An- paralitici, i quali aspettavano il mot
gelus autem Domini descendebat secundum dell'acqua. 'Imperocché l'Angelo del Si
tempus in piscinam et movebatur aqua.
: gnore in un certo tempo scendeva nell
Et qui prior descendisset in piscinam post piscina, e l'acqua era agitata. E chi foss
motionem aquae, sanus fiebat a quacumque stato il primo a scendere nella piscina dop

detinebatur inflrmitate. il movimento dell'acqua, restava sano, qu£

lunque fosse la malattia, dalla quale er


travagliato.

iLev. 23, 5; Deut. 16, 1.

interpreti,sia antichi che moderni. Il ministei


CAPO V. pubblico di Gesù sarebbe quindi durato tre anni
qualche mese.
1. Dopo aver parlato della fede dei Samaritani 2. La piscina probatica, così chiamata probabi
e dei Galilei, l'Evangelista passa a parlare del- mente perchè in essa si lavavano gli anima
l'ostilità che i Giudei hanno fatto alla persona e (npó^ara) destinati ai sacrifizi, si trovava al Nor
alla parola di Gesù Cristo. Tralasciando parecchi del tempio, e da alcuni viene identificata coli
fatti narrati dai Sinottici, S. Giovanni parla subito stagno detto Birket Israin, mentre altri pretendon
di un nuovo viaggio di Gesù a Gerusalemme, avve- di averla scoperta recentemente in un luogo vicin
nuto in occasione di una festa. E' difficile però de- alla chiesa attuale dì Sant'Anna.
terminare quale fosse questa festa. 1 manoscritti e Betsaida. 1 codici greci presentano grandi vi
le versioni presentano due varianti alcuni hanno
rianti su questo nome : alcuni p. es. Vat- leggon
:

la festa r\ éoptn coll'articolo, e questi sono in Betsaida (casa di pesca) : altri p. es., Sin. hann
maggior numero : altri hanno : una festa kopxr\
Betzata (casa nuova) ;altri finalmente hanno Bt
senza articolo determinativo. Gli esegeti poi sia an- thesda (casa di misericordia). Quest'ultimo nom
tichi che moderni non si accordano nel fissare di
è quello che maggiormente ha il favore dei critic
quale festa si parli. Pensano alcuni che qui si Nel testo greco il versetto è diversamente d
tratti della festa della Dedicazione (dicembre), altri sposto Vi è presso la porta Probatica (cioè dell
:

della festa di Purim (febbraio), altri della Pente- pecore, II, Esd. 1,) una piscina (stagno di acqui
coste, altri della festa dei Tabernacoli (ottobre)... chiamata In ebraico Betsaida. Cinque porticati
e altri finalmente della Pasqua. gallerie, destinate al ricovero dei malati.
Ora le opinioni che stanno per la festa di
3. Granturba. Nel greco manca l'aggettiv
Purim o della Dedicazione non sono verosimili,
perchè queste feste potevano celebrarsi in qua- grande. Aspettavano il moto dell'acqua. Quest
lunque paese, mentre l'Evangelista indica una parole mancano in numerosi codici greci, esse per
festa, per la quale era necessario recarsi al tempio
sono volute dal contesto, perchè altrimenti non i

di Gerusalemme. Non può adunque trattarsi che


capirebbe che cosa stessero a fare quei mala
attorno alla piscina.
o della Pasqua, o della Pentecoste, o della festa
dei Tabernacoli. 4. Imperocché l'angelo del Signore, ecc. L'in
E' chiaro inoltre che qui non può trattarsi né tero versetto manca nei codici greci Sin. Vat, ecc.
della Pentecoste, né della festa dei Tabernacoli in alcuni codici delle versioni Itala e Volgata, son
avvenute dopo la Pasqua menzionata al cap. VI, 4, però assai più numerosi i manoscritti che lo cor
e neppure di quelle che seguirono la prima Pasqua, tengono, p. es., A C* E F G H I, ecc., e lo i

II, 13 e ss., poiché Gesù nel mese di dicembre, ritrova nelle citazioni degli antichi Padri, p. es.
4|uando cioè le due feste erano già passate, si tro- di Tertulliano. D'altra parte questo versetto é ve
vava nella Samaria in viaggio verso la Galilea luto dal contesto, perchè senza di esso non £
(V. n. IV, 35). Non rimane altro pertanto che am- capirebbe davvero perchè i malati stessero ì:

mettere che la festa, qui menzionata da S. Gio- attesa del moto dell'acqua, e non si capirebbe i

vanni, sia la seconda Pasqua del ministero pub- senso della risposta che il paralitico dà a Gesù
blico di Gesù ; come difatti oensano moltissimi V. 7.
S. Giovanni, V, 5-15 365

*Erat autem quidam homo Ibi triginta et *E vi era un uomo, il quale aveva pas'
octo annos habens in inflrmitate sua. 'Hunc sati trentotto anni 'E
nella sua infermità.
cum vidisset lesus lacentem, et cognovisset Gesù avendo mirato che se ne stava
costui,
quia iam multum tempus haberet, dicit ei : a giacere, e conoscendo che era così da
Vis sanus fieri? ^Respondit ei languidus : molto tempo, gli disse Vuoi tu essere :

Domine, iiominem non iiabeo, ut cum tur- risanato? 'L^infermo gli rispose Signore, :

bata fuerit aqua, mittat me in piscinam : io non ho uomo che mi getti nella piscina
dum venio enim ego, alius ante me descen- quando l'acqua è agitata che quando mi :

dit. 'Dicit ei lesus Surge, tolle grabatum


: accosto io, un altro vi scende prima di me.
tuum, et ambula. *Et statim sanus factus *Gli disse Gesù : Alzati, prendi il tuo let-
est homo ille et sustulh grabatum suum,
: ticciuolo e cammina. 'E in quell'istante co-
et ambulabat. Erat aute'ii sabbatum in die lui diventò sano, prese il suo letticciuolo,
ilio. e camminava. Or quel dì era sabato.

'"Dicebant ergo ludaei iili, qui sanatus '"Dicevano perciò i Giudei all'uomo ri-
fuerat Sabbatum est, non licet tibl tollere
: sanato E' sabato, non ti è lecito portare
:

grabatum tuum. "Respondit eis Qui me : il tuo letticciuolo. "Ed egli rispose loro :

sanum fecit, ille mihi dixit Tolle grabatum : Colui che mi ha risanato, mi ha detto :

tuum, et ambula. '^Interrogaverunt ergo Prendi il tuo letticciuolo, e cammina. '*Gli


eum Quis est ille homo, qui dixit tibi,
: domandarono adunque chi fosse quell'uomo
Tolle grabatum tuum, et ambula? '*Is au- che gli aveva detto Prendi il tuo lettic-
:

tem, qui sanus fuerat effectus, nesciebat ciuolo, e cammina? "Ma l'uomo risanato
quis esset. lesus enim declinavit a turba non sapeva chi fosse perchè Gesù si era :

constituta in loco. '*Ptostea invenit eum scansato dalla turba che era in quel luogo.
lesus in tempio, et dixit Ecce sanus factus : **Dopo dJ ciò lo trovò Gesù nel tempio, e gli
es : iam noli peccare, ne deterius tibi ali- disse Ecco che sei risanato non peccar
: :

quid contingat. "Abiit ille homo, et nun- più, perchè non ti avvenga qualche cosa di
ciavit ludaeis, quia lesus esset, qui fecit peggio. "Quegli andò a dar nuova ai Giu-
eum sanum. dei, come Gesù era quello che l'aveva ri-
sanato.

"Ex. 20. 11; Jer. 17. 24.

Alcuni hanno pensato che l'Evangelista parli se- proibiva infatti di portar pesi in giorno di sabato
condo l'opinione popolare, che attribuiva a un (Esod. XXIII, 12; XXXI, 14; Ger. XVII, 21), ma
angelo l'eDolIizione d'una polla d'acqua minerale trattandosi di una legge positiva, Gesù che era
intermittente e la sua virtù benefica nei pochi mo- Dio, poteva dispensarlo.
menti, nei quali non era ancora mescolata coll'ac-
che mi ha risanato, ecc. Il ragiona-
11. Colui
qua comune dello stagno.
Questa supposizione non è in alcun modo am- mento di costui è giustissimo e
semplicissimo. Egli
dice Colui che con una sola parola ha potuto
:
missibile, poiché non vi è in natura un'acqua mi-
guarirmi da una malattia, che cosi lungamente mi
nerale, che possa guarire tutte le malattìe, come
aveva tormentato, non può essere altro che un
faceva l'acqua della piscina e perchè sarebbe af- ;
inviato di Dìo, il quale poteva in conseguenza
fatto incomprensibile in tal caso come quell'acqua
permettermi dì portarmi a casa il mio letto,
guarisse uno solo dei fanti malati. Fa d'uopo perciò
ammettere che l'Evangelista parli di un vero mira- benché fosse di sabato.
colo. Scendeva in modo invisibile nell'acqua, e dal 12. Chi fosse qaell'uomo che gli aveva coman-
movimento di essa si conosceva la sua presenza. dato di violare la legge.
Molti Padri in questa piscina hanno riconosciuto
13. SI era scansato, ecc. Gesù non voleva pro-
una figura del santo battesimo.
vocare tumulto nella folla, e perciò subito si al-
5. Aveva passati, ecc. Era cioè malato da tren- lontanò, lasciando che i Giudei conoscessero il mi-
totto anni, e non già da si gran tempo aspettava. racolo dalla bocca stessa di colui, che era stato
Dal 7 si può arguire probabilmente che la sua
V. risanato.
malattia fosse una paralisi.
14. Lo trovò
nel tempio, dove con tutta proba-
6. Conoscendo per divina scienza che stava cosi
bilità era recato per ringraziare Dìo del bene-

da tanto tempo, si commosse profondamente alla fizio ricevuto. Non peccare più. Da ciò si può
sua miseria, e per eccitare la sua fede gli do- dedurre che la malattìa fosse un castigo dei suoi
manda Vuoi tu, ecc.
:
peccati. Perchè non ti avvenga qualche cosa di
7. Non ho aomo, ecc. Il poveretto non poteva peggio, ossìa perchè oltre al perdere la salute
fare da sé, e non aveva chi lo aiutasse a scendere del corpo, non venga a perdere ancora la salute
nell'acqua al momento opportuno. dell'anima nell'altra vita.
9. Diventò sano e sentì ritornargli tutte le forze. 15. Andò a dar nuova, ecc. Mosso senza dubbio
Era sabato. L'Evangelista nota questa particolariti da un retto sentimento, e forse dal desiderio di
per dar ragione del seguito degli avvenimenti. far conoscere Gesù Cristo, oppure per giustificare
10. / Giudei, cioè i membri del Sinedrio, i capi sé stesso dell'avergli obbedito, va a riferire ai

religiosi del popolo. Non ti è lecito, ecc. La legge Giudei chi sìa colui, che lo ha risanato.
366 S. Giovanni, V, 16-21

"Propterea persequebantur ludaei, lesura, "Per questo i Giudei perseguitavano


quia haec faciebat in sabbato. "lesus au- Gesù, perchè faceva tali cose in giorno di
tem respondit eis Pater meus usque modo
: sabato. "Ma Gesù rispose loro Il Padre
:

operatur, et ego operor. ^*Propterea ergo mio opera fino a quest'oggi, e anch'io
magi3 quaerebant eum ludaei interflcere : opero. "Per questo sempre più i Giudici cer-
quia non solwn solvebat sabbatum, sed et cavano di ucciderlo perchè non solo rom-
:

patrem suum dicebat Deum, aequalem se peva il sabato, ma di più diceva Dio suo
faciens Deo. Padre, facendosi eguale a Dio.
Respondit itaque lesus, et dixit eis : "A- Rispose adunque Gesù, e disse loro :

men, amen dico vobis non potest Filius a : "In verità, in verità vi dico Il Figliuolo
:

se facere quidquam, nisi quod viderit Pa- non può far da sé cosa alcuna, se non l'ha
trem facientem quaecumque enim ille
: veduta fare dal Padre imperocché quello
:

fecerit, haec et Filius similiter facit. ''"Pater che questi fa, lo fa parimente il Figliuolo.
enim diligit omnia demdnstrat
Filium, et '"Perchè il Padre ama il Figliuolo, e a lui
ei, quae ipse malora bis demon-
facit : et manifesta tutto quello che egli fa e farà
:

strabit ei opera, ut vos miremini. '^Sicut a lui vedere opere maggiori di queste, onde
enim Pater suscitai mortuos, et viviflcat : voi ne restiate stupefatti. '^Come infatti il
sic et Filius, quos vult, viviflcat. Padre risuscita i morti, e rende ad essi la
vita :così il Figliuolo rende la vita a quelli
che vuole.

16. Perseguitavano Gesà, ecc. Se già persegui- col Padre, con lui ha pure comune la potenza e
tavano Gesù perchè guariva malati in giorno di l'operazione, e quindi tutto ciò che fa, lo fa in
sabato (Matt. XII, 2; Lue. Xlil, U), il loro odio unione perfetta col Padre, e nel modo che lo fa
contro di lui doveva crescere maggiormente, ve- il Padre. Egli non fa se non ciò che fa il Padre,
dendo che comandava di portar letti in tale giorno. e il Padre non fa se non ciò che fa il Figlio.
Alcuni codici greci aggiungono : e cercavano di Siccome però il Figlio riceve dal Padre la natura
ucciderlo. e l'operazione, giustamente viene detto che il
Figlio non fa da sé cosa alcuna, se non l'ha
Rispose ai loro pensieri e ai loro perversi
17.
giudizi. I Giudei cercavano di giustificare la loro veduta fare dal Padre.
opposizione a Gesù col dire che Dio stesso ha 20. Il Padre ama il Figlio, ecc. Come quaggiù
istituito il sabato, e lo ha osservato cessando al chi ama una persona, la chiama a parte delle sue
settimo giorno dal far nuove opere e riposandosi. cose e nulla le tiene nascosto ; così dal fatto che
Gesù afferma che ciò non è esatto. Dio non ha ilPadre ama infinitamente il Figlio, si deduce che
cessato e non cessa mai dall'operare anche nel tra il Padre e il Figlio vi dev'essere la più intima

giorno del suo riposo. Nel settimo giorno è bensì unione e comunicazione, non solo di affetto, ma
cessata l'opera creatrice di Dio, ma Dio non ha di natura ; in virtù della quale il Padre comunichi
cessato e non cessa di muovere, di conservare e al Figlio per eterna generazione non solo la sua
governare il mondo. Ora chi potrebbe accusare stessa identica natura, ma anche la sua stessa
Dio di violazione del sabato? E anch'Io opero identica potenza, la sua stessa identica scienza, ecc.
Io non faccio se non ciò che Dio stesso fa, e se in modo che tutto ciò che sa e fa il Padre, lo
Dio nd giorno di sabato opera per conservare sappia e lo faccia ancora il Figlio.
la vita all'umanità, perchè non potrò io in questo Si osservi bene che l'amore del Padre verso il
stesso giorno rendere la salute a un ammalato? Figlio, non è la causa per cui il Padre comunica
Con queste parole Gesù veniva ad affermare al Figlio le sue opere, ma è piuttosto il segno
chiaramente, che egli era Figlio di Dio, uguale al per cui noi conosciamo che tra il Padre e il Figlio
Padre. vi è questa intima comunicazione. Gesù, ricorrendo
18. Per questo, ecc. I Giudei compresero bene alla sua intima unione col Padre, ha spiegato
tutta la portata delle parole di Gesù, e si osti- perchè abbia sanato quell'infermo, e gli abbia co-
narono maggiormente nel loro odio e nella loro mandato di portarsi a casa il letto; subito però
opposizione contro di lui. soggiunge che in forza di questa stessa unione
farà nell'avvenire cose ancor più grandi; cioè
19.In questo splendido discorso Gesù comincia
risusciterà i morti, e pronunzierà sentenze di
a parlare dei rapporti di operazione che Egli ha
condanna, ecc., onde ne restino stupefatti, ve-
col Padre, insistendo specialmente sul fatto che
dendo circondato da tanta gloria e maestà divina
il Figlio ha il potere di dar la vita, di risuscitare
Colui, che accusano di essere un bestemmiatore.
i morti, e di giudicare il mondo, 19-30, e poi fa
vedere come così parlando Egli dica la verità, 21. Come il Padre, ecc. Comincia a mostrare
e i Giudei abbiano il dovere di credere alle sue quali siano queste maggiori opere che farà. Come
parole, 31-47. In verità, in verità vi dico, ossia, il Padre richiama a vita spirituale i morti spiri-
vi dico una cosa certissima. Gesù afferma l'in- tuali, che hanno perduta la grazia per il peccato,
timità dei rapporti che esistono tra le sue opera- e come richiama a vita corporale, quelli che sono
zioni e quelle di Dio. Le relazioni, che Egli ha morti corporalmente, così pure il Figlio, avendo
con Dio, sono ben diverse da quelle, che corrono la stessa potenza del Padre, può dare la vita
in terra tra padre e figlio. Un figlio quaggiù può (spirituale) a quelli che vuole. Queste ultime pa-
fare tante cose, che non ha veduto far dal padre, role lasciano intendere che qui non si parla per
e similmente padre può fare tante cose indi-
il ora che della risurrezione spirituale, poiché nella
fendentemente cooperazione del figlio. Il
dalla finale risurrezione (della quale si parlerà al v. 28)
iglio divino invece, non per difetto, ma per la tutti risorgeranno e non solo alcuni (quelli che
•uà somma perfezione, non può fare da sé cosa vuole), come nella risurrezione spirituale.
alcu'-a, poiché avendo la stessa e identica natura
S. Giovanni, V, 22-30 367

''Neque enim Pater itdicat quemquam : "Che il Padre non giudica alcttno : ma
sed omne iudlciumdedit Filio, '*Ut omnes ha rimesso Figliuolo ogni giudizio, "af-
al
honoriflcent Filium, sicut honoriflcant Pa- finchè tutti onorino il Figliuolo, come ono-
trem qui non honorìflcat Filium, non bono-
: rano il Padre chi non onora il Figliuolo,
:

rificat Patrem, qui misit illum. **Amen, non onora il Padre, che lo ha mandato. '*In
amen dico vobis, quia qui verbum meum verità, in verità vi dico, chi ascolta la mia
audit, et credit ei, qui mlsit me, habet parola e crede in lui che mi ha mandato,
vitam aeternam, et in iudicium non venit, ha la vita eterna e non incorre nel giudizio,
sed transiit a morte in vitam. '*Amen, amen ma è passato da morte a vita. '*In verità,
dico vobis, quia venit bora, et nunc est, in verità vi dico che verrà il tempo, anzi
quando mortui audient vocem Filii Dei et : è adesso, quando i morti udiranno la voce
qui audierint, vivent. del Figliuolo di Dio : e quelli che l'avranno
udita vivranno.
'•Sicut enim Pater habet vitam in semet- '•Imperocché come il Padre ha in se
ipso sic dedit et Filio habere vitam in se-
: stesso la vita così ha dato al Figliuolo l'a-
:

metipso *'Et potestatem dedit ei iudicium


: vere in se stesso la vita *'e gli ha dato :

facere, quia Filius hominis est. **Nolite potestà di far giudizio, perchè è Figliuolo
mirari hoc, quia venit bora, in qua omnes, dell'uomo. "Non vi stupite di questo, per-
qui in monumeniis sunt, audient vocem chè verrà tempo in cui tutti quelli che sono
FiliiDei ''Et procedent qui bona fecerunt,
: nei sepolcri udiranno la voce del Figliuolo
in resurrectionem vitae qui vero mala : di Dio ''e usciranno fuori quelli che
:

egerunt, in resurrectionem ludicii. avranno fatto opere buone, risorgendo per


vivere quelli poi, che avranno fatto opere
:

male, risorgendo per essere condannati.


"Non possum ego a meipso facere quid- "Non posso io fare da me cosa alcuna.
quam. Sicut audio, ludico et iudicium
: Giudico secondo quel che ascolto e 11 mio :

*• Matth. 25, 46.

22. // Padrt non giadica, ecc. Benché le opere grazia. Poiché dice che solo quelli che l'avranno
ad extra siano comuni a tutte le persone della udita vivranno, si deduce chiaramente che non
SS. Trinità, e sotto di questo aspetto il Figlio non tutti l'ascolteranno, e molti, non ostante la predi-
giudichi senza del Padre, e il Padre non giudichi cazione del regno messianico fatta da Gesù Cristo,
senza del Figlio, tuttavia però si può affermare rimarranno nell'incredulità e quindi nella morte
che ogni giudizio è riservato al Figlio, perchè del peccato.
solo il Figlio essendosi incarnato. Egli solo pren- 26.Come il Padre, ecc. Spiega perchè il Figlio
derà tutta la forma esterna di giudice e pronun- possa dare la vita. Come il Padre di per se stesso
zierà con voce umana all'universale giudizio la principio e la fonte della vita, cosi comuni-
è il
condanna. Il Padre ha rimesso a Gesù Cristo come cando per eterna generazione al Figlio la sua
uomo ogni autorità giudiziaria sugli uomini. Si stessa natura, fa che anche il Figlio sia principio
noti che giudicare ha qui il senso di condannare. e fonte della vita, e possa vivificare chi vuole.
23. Affiiuhè eoe. Si accenna al modvo,
tatti,
27. Gli ha dato potestà, ecc. Gesù offre a tutti
per cui Dio ha dato Figlio ogni potere di giu-
al
la vita, molti però la rigettano, e per questi Egli
dicare. Siccome il il Figlio hanno la stessa
Padre e diverrà il giudice che pronunzierà la condanna.
natura e lo stesso potere, cosi in conseguenza si Perchè è Figliuolo dell'uomo, ossia Messia (Dan.
deve loro rendere lo stesso onore e la stesta ado- VII, 13-14), a cui compete l'autorità giudiziaria
razione, e il Figlio ha diritto di essere ricono-
(Salm. LXXI, 2; Is. XI, 4; LXIII, 3, ecc.), oppure
sciuto come Dio uguale al Padre. Da ciò segue
perchè ha preso umana natura. Dio ha voluto
naturalmente, che ogni ingiuria fatta al Figlio è salvare il mondo per mezzo del Verbo incarnato,
un'ingiuria fatta al Padre, e chi non onora il
e per mezzo dello stesso Verbo incarnato vuole
Figlio, ecc., poiché il Figlio è l'inviato del Padre,
che gli uomini siano con esterno e visibile appa-
ed è uguale al Padre.
rato giudicati alla fine del mondo.
24. Chi ascolta, ecc. Mostra chi siano coloro,
ai quali il Figlio darà la vita spirituale. Chi
28. Non vi stupite, ecc. Non vi rechi meraviglia
ascolta la mia parola, cioè mette in pratica i miei
quanto vi ho detto sul potere che ha il Figlio di
dar la vita e annunzio
di giudicare, perchè io vi
insegnamenti, e perciò stesso crede anche a Dio,
una tempo.
verità ancora più sorprendente. Verrà
di cui io sono l'Inviato, ha la vita etema, ha cioè
Si osservi che qui non dice più che questo tempo
la vita della grazia, la quale gli dà un dirino
sia già venuto come al v. 25. Tutti quelli che
all'eterna felicità, e non incorre nel giudizio,
sono nei sepolcri, ecc. Come è chiaro qui si parla
ossia non è soggetto alla dannazione, perchè non è
della risurrezione corporale, che sarà comune ai
pili nemico di Dio ; ma dalla morte del peccato
buoni e ai cattivi.
è passato alla vita della grazia.
29. Benché tutti risorgano, non tutti però a-
25. Verrà il tempo, ecc. Annunzia in modo so-
lenne che è venuto il tempo, in cui i morti spi- vranno la stessa sorte; ma ai giusti verrà data la
ritualmente, cioè i peccatori, udiranno la voc4 del
viu eterna della gloria, agli empi invece verrà
dato un eterno castigo.
Figlio di Dio, e a coloro che l'avranno udita ossia
avranno prestato docile attenzione e l'avranno 30. Son posso, ecc. Gesù chiude la prima
messa in pratica, sarà data la vita spirituale della parte del suo discorso ritornando sul pensiero.
m S. Giovanni, V, 31-37

meum iustum est : quia non quaero volun- giudizio è retto perchè non cerco il volere
:

tatem meam, sed voluntatem eius, qui misit mio, ma il volere del Padre che mi ha
me. mandato.
ego testimonium periiibeo de me-
'^Si '^Se io rendo testimonianza a me stesso,
ipso, testimonium meum non est verum. la mia testimonianza non è verace. **Vi è
'^Alius est, qui testimonium perhibet de un altro che rende a me testimonianza e :

me et scio quia verum est testimonium,


: so che è verace la testimonianza che egli
quod perliibet de me. ^^Vos misistis ad mi rende, "'Voi avete mandato a interro-
Ioannem et testimonium perliibuit veritati.
:
gare Giovanni ed egli ha reso testimo-
:

^*Ego autem non ab homine testimonium nianza alla verità. **Io però non ricevo te-
accipio sed haec dico ut vos salvi sitis.
: stimonianza dall'uomo ma queste cose vi
:

''Ille erat lucerna ardens, lucens. Vos


et dico per vostra salute. "Egli era lampada
autem voluistis ad horam exultare in luce ardente e luminosa. E voi avete voluto
eius. per pochi momenti godere della sua luce.
^*Ego autem habeo testimonium maius *"Io però ho una testimonianza maggior di
Ioanne. Opera enim, quae dedit mihi Pater quella di Giovanni. Perchè le opere che mi
ut perflciam ea ipsa opera, quae ego facio,
: ha dato il Padre da adempire, queste opere
testimonium perhibent de me, quia Pater stésse che io fo, testificano a favor mio che
misit me "Et qui misit me Pater, ipse
: il Padre mi ha mandato : "e il Padre, che

»»Matth. 3, 17; Sup. 1, 15. »' Matth. 3, 17 et 17, 5; Deut. 4, 12.

con cui l'ha cominciato v. 19, affermando cioè che una lampada, ma lampada accesa da Dio, che
il Figlio nulla può fare da sé, ma tutto fa nella collasua luce doveva mostrare la via che condu-
pili intima comunione col Padre. Giudico secondo ceva al Messia. I Giudei per poco tempo si ralle-
quel che ascolto dal Padre. Come Dio Gesù grarono dell'apparizione di Giovanni, cioè finché
riceve dal Padre la stessa scienza del Padre, e
quindi giudica allo stesso modo che il Padre, e
il suo giudizio è infallibile. Come uomo poi Egli
riceve dalla divinità una scienza perfettissima,
in tutto e per tutto regolata dalla scienza divina, Ftg. 139.
e quindi anche come uomo Egli giudica non da Torcie antiche.
solo, ma secondo quel che gli vien detto dil
Padre, e il suo giudizio è pure infallibile e retto,
perchè Egli non cerca di fare hr-s«« volontà, ma
solo la volontà del Padre.
31. La mia testimonianza non è verace per voi.
ebbero speranza che parlasse di un regno mes-
Previene un'obbiezione che altre volte gli fecero sianico terreno ma quando udirono il Precursore
:
j Giudei (Vili, 13), che un uomo cioè non è buon
riprendere i loro vizi e inculcare la penitenza,
testimonio in causa propria. Gesù risponde : dato
allora cessò ogni entusiasmo.
pure che la mia testimonianza sulla mia natura
e missione non sia sufficiente, come voi dite, io 36. Ho una testimonianza, ecc. Voi non avete
però ho un altro testimonio. voluto accettare la testimonianza di Giovanni in
favor mio, ma sappiate che io ho un'altra testi-
32. Vi è un altro, ecc. Quest'altro, nominato
monianza più forte ancora di quella di Giovanni,
per ora così indeterminatamente per eccitare l'at-
e questa mia testimonianza è quella del Padre,
tenzione, è il Padre (VII, 28; Vili, 26), la cui
il quale per mezzo dei miracoli e dei prodigi che
testimonianza non poteva non accettarsi come
io fo continuamente (Matt. XI, 5), attesta nel
legittima.
modo più chiaro che io sono il suo Inviato, e
33. Avete mandato, ecc. V. I, 19 e ss. Ha reso dico la verità, e che voi avete il dovere di credere
testimonianza al vero, confessando che non era alla mia parola.
egli il Messia, ma colui che sarebbe venuto dopo
E il Padre ha ancora resa un'altra testimo-
37.
di lui.
nianza in favor mio per mezzo della legge e dei
34. Non ricevo testimonianza, ecc. Se ho par- profeti. (Non è probabile che qui si tratti della
lato di Giovanni appellandomi alla sua testimo- testimonianza del Padre al Battesimo. Matt. III,
nianza, non è già perchè io abbisogni dei suffragi 17). Voi né avete udita, ecc. Non vi aspettate
di alcun uomo, o desideri la lode umana ; ma un'altra testimonianza di Dio oltre quella delle
unicamente per adattarmi alla vostra debolezza e opere e delle profezie. In passato non avete sentita
richiamare alla vostra mente ciò che il Battista, la voce di Dio se non per mezzo dei suoi inviati,
the pure voi stimate, ha detto di me, affinchè co- e non avete veduta la sua faccia se non attraverso
nosciate il dovere, che avete di credere alla mia le sue opere, anche così sarà per l'avvenire voi ;
parola. non vedrete Dio immediatamente in sé stesso,
35. Quegli era lampada, ecc. Fa l'elogio del Bat- ma solo attraverso le sue opere e i suoi miracoli,
tista, mostrando così che giustamente i Giudei e similmente non udirete la sua voce immedia-
mandarono a interrogarlo. Era. Da questa parola tamente, ma solo per mezzo delle Scritture. Voi
si arguisce che Giovanni già si trovava in carcere però rifiutate sia la testimonianza dei miracoli,
(Matt. XIV, 3; Mar. VI, 17) alla seconda Pasqua sia quella delle Scritture.
del ministero pubblico di Gesù. Lampada. Gesù Secondo altri si potrebbe invece dare questa
è la hice personificata (I, 7) ; Giovanni non è che spiegazione. Il Padre coll'inviare Gesù Cristo ha
S. Giovanni, V, 38-47 369

testimonium perhibuit de me neque vocem : mi ha mandato, egli stesso ha resa testimo-


eius umquam audistis, neque speciem eius nianza a favor mio : e voi né avete udita
vidistis. '"Et verbum eius non habetis in mai la sua voce, né veduto il suo volto :

vobis manens quia : quem misit ille, buie '"E non avete abitante in voi la sua parola:

Tos non creditis. perché non credete a chi egli ha mandato.


"Scrutamini Scripturas, quia vos putatis **Voi andate investigando le Scritture,
in ipsis vitam aeternam habere et illae : perché credete di avere in esse la vita
sunt, quae testimonium perhibent de me : eterna e queste sono quelle che parlano a
:

*"£! non vuitis venire ad me ut vitam ha- favore mio *"e non volete venire a me
:

beatis. *'Claritatem ab hominibus non ac- per aver vita. *'Io non accetto la gloria che
cipio. **Sed cognovi vos, quia dilectionem viene dagli uomini. **Ma vi ho conosciuto
Dei non habetis in vobis. *'Ego veni in no- che non avete in voi amore a Dio. "Io són
mine Patris mei, et non accipitis me si : venuto nel nome del Padre mio, e non mi
alius venerit in nomine suo, illum accipietis. ricevete se un altro verrà di propria auto-
:

**Quomodo vos potestis credere, qui gloriam rità, loriceverete. **Com'è possibile che
ab invicem accipitis et gloriam, quae a
: crediate voi che andate mendicando gloria
solo Deo est, non quaeritis? gli uni dagli altri, e non cercate quella gloria
che da Dio solo procede?
"Nolite putare quia ego accusaturus sim "Non pensate che sia per accusarvi io
vi
vos apud Patrem, est qui accusat vos Moy- presso il Padre
vi è già chi vi accusa, quel
:

•es, in quo vos speratis. **Si enim credere- Mosé, in cui voi vi confidate. **Poichè se
tis Moysi, crederetis forsitan et mihi de : credeste a Mosé, credereste anche a me :

me enim ille scripsit. *'Si autem illius Ht- infatti di me egli ha scritto. *'Che se non
teris non creditis : quomodo verbis meis credete a quel che egli ha scritto, come
credetis? crederete voi alle mie parole?

«• Gen. 3, 15 et 22, 18 et 49, 10; Deut. 18, 15.

fatto sentire la sua voce, ed ha mostrato il «uo non amando il Padre, non potete ricevere Q
volto, ma i Giudei non vollero né prestare orec- suo Inviato e la vostra cecità è tanta, che se
;

chio, né aprire gli occhi, ma si ostinarono nella verrà un altro e dirà falsamente di essere inviato
loro incredulità. da Dio, arrogandosi eoe! un'autorità che non ha,
38. Non avete abitante in voi, ecc. Voi conser- voi gli crederete. La storia ricorda parecchi di
vate bensì la parola di Dio nei libri, ma non la questi falsi Messia, quali nei primi secoli d. C.
i

conservate nel cuore, perchè se la conservaste nel sedussero e misero a rivoluzione parte della
cuore, sarebbe impossibile per voi non credere nazione Giudaica.
alla mia missione, essendo le Scritture piene di 44. Come è possibile, ecc. Indica un'altra causa
ciò che a me si riferisce. dell'incredulità dei Giudei. Essi, al contrario di
ciò che fa Gesù v. 41, pieni di orgoglio e di
39. Voi andate investigando con ogni diligenza
le Scritture (restringendovi però alla materialità ambizione, non desiderano che il plauso, l'appro-
della lettera anziché al senso), perché acciecati
vazione degli uomini e le grandezze terrene
(V. Matt. XXIII, 5-12; Lue. XI, 43). Con tali
da un pregiudizio, credete che basti possedere le
disposizioni di animo come avrebbero potuto ri-
Scritture per essere degni della vita eterna ; o
secondo altri, perchè credete di trovare in esse cevere quale Messia Gesù umile, povero, che
predicava il distacco dai beni del mondo, dai
la via che conduce alla vita eterna, e queste sono
piaceri, dagli onori, ecc.?
quelle, ecc., eppure queste Scritture parlano a
favor mio, cioè mostrano chiaramente che io sono 45. Non vi pensate, ecc. Dopo quanto vi ho
il Messia, e che il diritto alla vita eterna non si detto, vv. 22-27, non crediate che io debba essere
fonda né sul fatto di essere discendenti di Abramo, il vostro accusatore presso del Padre ; vi è già
né su quello di possedere le Scritture, ma esclu- chi vi accusa, ed è quello stesso Mosé, che voi
sivamente sulla fede e sull'unione col Messia. sperate di aver patrono, perchè studiate la siu
legge e la difendete con mille tradizioni.
40. Non volete, ecc. Benché le Scritture vi
mandino a me, voi non volete venire a ricevere 46. Se credeste, ecc. Benché vi gloriate di
quella vita eterna, che le stesse Scritture affer- essere discepoli di Mosé, è un fatto però che non
mano dover dare il Messia. lo siete. Se infatti lo foste, credereste certamente
alla mia parola, perchè tutto ciò che é narrato
41. Io non
accetto, ecc. Se io dico queste cose,
nei suoi libri (non solo quindi le profezie mes-
e lamento la vostra incredulità, non è già perchè
sianiche) (Gen. Ili, 15; XII, 3; XVIII, 18;
ambisca la gloria degli uomini, ma per farvi
XXII, 18; XLIX, 10; Num. XXIV, 17; Deut.
vedere che leggo nel più profondo del vostro
XVIII, 15, ecc.), e quanto si riferisce ai sacrifizi,
cuore.
alle istituzioni, alle leggi, ecc., parla di me.
42. Ma vi ho conosciuto e so perfettamente Tutto l'A. T. è ordinato a Gesù Cristo.
quale sia il vero motivo della vostra incredulità. 47. Se non credete a Mosé, che pur tuttavia
Voi non amate Dio, ed è perciò naturale che non stimate, e di cui vi gloriate di essere discepoli,
amiate il Figlio, né crediate alla sua parola. come crederete a me, che disprezzate e odiate
43. Io sono venato nel nome del Padre, ma voi profondamente?

24 — Saera Bibbia, toL 1.


370 S. Giovanni, VI, 1-9

CAPO VI.

Moltiplicazione dei pani, l'is. —


cammina sulle acque, 16-21.
Gesii Gesù, ricer- —
cato dalle turbe, 22-25. —
pane del Cielo, 26-34.
// Gesic è il pa?ie della —
vita,35-52. — La sua carne è un cibo, il suo sangue una bevanda, 53-60. —
Scandalo dei discepoli, perseveranza degli apostoli, fede di Pietro, 61-72.

^Post haec abiit lesus trans mare Gali- ^Dopo questo Gesti se n'andò di là dal
laeae, quod est Tiberiadis ^Et sequebatur : mare di Galilea, cioè di Tiberiade : *e lo
eum multitudo magna, quia videbant signa, seguitava una gran turba, perchè vedeva i
quae faciebat super his, qui infìrmabantur. miracoli fatti da lui a prò dei malati. 'Salì
'Subiit ergo in montem lesus et ibi sede- : pertanto Gesù sopra un monte e ivi si :

bat cum discipulis suis. *Erat autem pro- pose a sedere co' suoi discepoli. ""Bd era
ximum Pascha dies festus ludaeorum. vicina la Pasqua, solennità de' Giudei.
'Cum sublevasset ergo oculos lesus, et "Avendo adunque Gesti alzati gli occhi, e
vidìsset quia multitudo maxima venit ad veduto che una gran turba veniva da lui,
eum, dixit ad Philippum Unde ememus
: disse a Filippo Dove compreremo pane per
:

panes, ut manducent hi? *Hoc autem di- cibar questa gente? *Ciò diceva per far
cebat tentans eum ipse enim sciebat quid
: prova di !ui che egli sapeva quello ch'era
:

esset facturus. 'Respondit ei Philippus : per fare. ^Gli rispose Filippo Ducento de-
:

Ducentorum denariorum panes non suffi- nari di pane non bastano per costoro a
ciunt eis, ut unusquisque modicum quid darne un piccolo pezzo per uno. *Gli dice
accipiat. *Dicit ei unus ex discipulis eius, uno de' suoi discepoli, Andrea fratello di
Andreas frater Simonis Petri 'Est puer : Simone Pietro 'C'è qui un ragazzo, che
:

unus hic, qui habet quinque panes hordea- ha cinque pani d'orzo e due pesci : ma che
ceos, et duos pisces sed haec quid sunt
: è questo per tanta gente?
Inter tantos?

iMatth. 14, 13; Marc. 6, 32; Lue. 9, 10.

2. Lo seguitava... perchè vedeva i miracoli, ecc.


CAPO VI.
Più che per udire la sua parola, la turba accorre
1. Dopo aver parlato nel capo precedente della per vedere i miracoli e aver sanati i suoi infermi
vita spirituale che Gesù dà a coloro che credono (Matt. XIV, 14). Era ben debole la loro fede.
in lui, l'Evangelista mostra in questo capo quale
3. Sopra un monte. Il greco ha l'articolo deter-
sia H nutrimento di questa vita. Affine però di
minativo TÒ ópoc; il monte, che sorgeva là vicino.
preparare gli animi ad accogliere con fede le pro-
messe di Gesù sull'Eucaristia, premette la nar- 4. Era vicina la Pasqua. E' questa con tutta
razione della moltiplicazione dei pani, e del cam- probabilità la terza Pasqua del ministero pubblico
minare di Gesù sulle acque. Col primo miracolo di Gesù (V. n. II, 13; V, 1; Lue. VI, 1). Un
fa vedere la potenza infinita di Gesù, e col se- anno prima della sua istituzione Gesù promise
condo dimostra che Egli poteva sottrarre il suo adunque solennemente alle turbe l'Eucaristia. Le
corpo alle leggi della materia, e quindi potrà parole la Pasqua si trovano in tutti i codici e in
benissimo dare a tutti a mangiare la sua carne tutte le versioni conosciute, e va considerato come
e a bere il suo sangue. fallito il tentativo di alcuni moderni anche cat-
Questa moltiplicazione dei pani viene pure nar- tolici per contestarne l'autenticità. V. Knab. h. 1.
rata da Matt. XIV, 13-21; Mar. VI, 32-44; Lue.
5. Disse a Filippo, ecc. S. Giovanni abbrevia al-
IX, 10-17. V. ivi per il commento.
quanto la narrazione. Prima che Gesù facesse a
Dopo questo, cioè circa un anno dopo gli avve-
Filippo questa domanda, gli Apostoli già avevano
nimenti narrati nel capo precedente. Giovanni o-
pregato Gesù di licenziare la turba, affinchè an-
mette così una quantità di fatti narrati dai Sinottici.
dasse a comprarsi da mangiare (Matt. XIV, 14).
Se n'andò in barca (Matt. XIV, 13) di là dal
mare di Galilea nel territorio di Betsaida Giulia 6. Per far prova della sua fede, e fargli vedere
(Lue. IX, 10), affine di far riposare alquanto i fino a qual punto confidasse nella bontà e nella
discepoli (Mar. VI, 31). Cioè di Tìberìade. San potenza del suo Maestro. Gesù però sapeva già
Giovanni scrivendo principalmente per i cristiani in antecedenza che avrebbe fatto il miracolo.
asiatici usa di questa espressione, che loro era
7. Duecento denari, ossia 1. 156 circa.
più nota di quella di mare di Galilea, per indicare
il lago di Genezaret. Tiberiade era una città 9. Pani di Era questo il nutrimento dei
orzo.
famosa per il suo commercio, e sorgeva sulla riva poveri. Pesci. Il greco óit^àpia propriamente si-
occidentale del lago, a cui diede il nome. Era stata gnifica ogni cosa cotta al fuoco, che serva di
edificata da Erode Antipa, e fu chiamata Tiberiade companatico, ma specialmente i pesci fritti, e
in onore dell'imperatore Tiberio. qui ha quest'ultimo senso, XXI, 9; Lue. XXIV, 42.
S. Giovanni, /I, i3-22 371

"Dixit ergo lesus Facite homines dis- : "Ma Gesìl disse Fate che costoro si :

cumbere. Erat autem foenum multum in mettano a sedere. Era quivi molt'erba. S;
loco. Discubuerunt ergo viri, numero quasi misero pertanto a sedere in numero di
quinque millia. "Accepit ergo lesus panes : circa cinque mila. "Prese adunque Gesù
et cum gratias egìsset, distribuii discum- i pani : e rese le grazie, li distribuì a co-
bentibus similiter et ex piscibus quantum
: loro che sedevano : e il simile dei pesci
volebant. *'Ut autem impleti sunt, dixit di- fin che ne vollero. "E saziati che furono
scipuiis suis Colligite quae superaverunt
: disse a' suoi discepoli Raccogliete gli :

fragmenta, ne pereant. "CoUegerunt er- avanzi, che non vadano a male. "Ed essi li
go, et impleverunt duodecim cophinos frag- raccolsero, ed empirono dodici canestri di
mentorum ex quinque panibus hordeaceis, frammenti dei cinque pani di orzo, che
quae superfuerunt bis, qui manducaverant. erano avanzati a coloro che avevano man-
giato.
**ini ergo homines cum vidissent quod "Coloro pertanto veduto il miracolo fatto
lesus fecerat signum, dicebant : Quia hic da Gesù, dissero Questo è veramente quel
:

est vere propheta, qui venturus est in mun- profeta che doveva venire al mondo. "Ma
dum. '*Iesus ergo cum cognovisset quia Gesù conoscendo che verrebbero a pren-
venturi essent ut raperent eum, et facerent derlo per forza onde farlo re, si fuggì di bel
eum regem, fugit iterum in montem ipse nuovo da solo sul monte.
solum.
"Ut autem sero factum est, descende- "Fattasi poi sera, i suoi discepoli sce-
runt discipuli eius ad mare. "Et cum ascen- sero alla marina. "Ed entrati in barca an-
dissent navim, venerunt trans mare in Ca- davano tragittando il mare verso Cafarnao :

pharnaum tenebrae iam factae erant


: et : ed era già buio e Gesù non era andato da
:

et non venerat ad eos lesus. "Mare autem, essi. "E soffiando un gran vento, il mare si
vento magno flante, exurgebat. "Cum re- alzava. "Spintisi innanzi circa venticinque o
migassent ergo quasi stadia viginti quinque trenta stadi, vedono Gesù che camminava
aut triginta. vident lesum ambulantem su- sul mare, e si avvicinava alla barca, e si
pra mare, et proximum navi fieri, et tl- impaurirono. **Ma egli disse loro Sono io, :

muerunt. '"lile autem dicit eis : Ego sum, non temete. "Vollero allora prenderlo
nolite timere. "Voluerunt ergo accipere nella barca e tosto la barca toccò la terra,
:

eum in navim : et statim navis fuit ad ter- dove erano incamminati.


ram, in quam ibant.
"Altera die, turba, quae stabat trans ma- "Il di seguente la turba, che era restata

" Matth. 14, 23 ; Marc. 6, 46.

10. Si mettano a sedere per ordine, accid riesca 16. Fattasi poi sera aranzata, scesero in barca,
più facile la distribuzione. Era quivi molt'erba, ecc. Era già sera quando i dicepoli pregarono
come si conveniva al fine di marzo o ai primi di Gesù di licenziare le turbe. Marc. VI, 35, e quindi
aprile, quando avvenne questo miracolo. Cinque doveva essere quasi oscuro quando montarono
mila, non computate le donne e t fanciulli. Matt. in barca.
XIV, 21.
17. Verso Cafarnao. S. Marco, VI, 45, dice che
11. Prese i pani acciò si conoscesse che era andavano %'erso Betsaida, giova però osservare che
Egli che faceva il miracolo. Finché ne vollero. Cafarnao e Betsaida sono assai vicine, e quindi
Queste parole fanno risaltare la grandezza dei si poteva dire che andavano sia verso l'una, che
miracolo operato. verso l'altra città.
14. Quel profeta, gr. ò xpopriTn? determinato, 18. Soffiando un gran vento contrario, il mare
cioè il Messìa, di cui parlò Mosè nel Deutero- si alzava e i discepoli si affaticavano nel remare.
nomio XXVIII. 15-18.
19. Ventincinque o trenta stadii, cioè 4625 o
15. Onde farlo re, ecc. Il popolo sì aspettava
5500 metri. Lo stadio equivale a circa 185 metri.
un Messia politico, che venisse a scuotere il giogo
Il lago è largo circa 7-8 chilometri. Si impauri-
romano e a proclamare la sovranità universale di
rono avendolo preso per un fantasma. Mar. VI, 49.
Israele, perciò alla vista del miracolo compiuto
da Gesù, subito conchiudono che Egli è il Messia 21. Vollero prenderlo nella barca, e lo
allora
Profeta aspettato, e vorrebbero portarlo per forza presero come
si ha da Matt. XIV, 32; e
difatti
a Gerusalemme e farlo loro re, affinchè nei giorni Mar. VI, 51. Il greco OéXttv volere si usa spesso
di Pasqua, in cui ricordavano la liberazione dal- nel senso di far una cosa volentieri, con gioia e
l'Egitto, Egli inaugurasse il suo regno e comin- trasporto (Matt. XVIII, 23; Giov. I, 43), e qui
ciasse a cacciare i romani. Si fuggì da solo. Te- gli si deve dare tale significato. Tosto la barca

mendo che i discepoli si lasciassero trascinare toccò terra, essendo subito cessato il vento (Matt.
dall'entusiasmo popolare e lo secondassero, li XIV, 32).
costrinse immediatamente a montare in barca e 22. Il dì seguente, ecc. Una parte della turba
ad andare ad aspettarlo all'altra riva del lago. aveva passato la notte nel deserto, nella speranza
Egli poi si sottrasse alla folla ritirandosi sul monte di veder ritornare Gesù e di assistere a qualche
(v. 3) a pregare. Matt. XIV, 22; Mar. VI, 45. nuovo miracolo. Di là dal mare, cioè sulla riva
372 S. Giovanni, VI, 23-30

re, vidit quia navicula alia non erat ibi di là dal mare, aveva veduto come altra
nisi una, non introisset cum disci-
et quia barca non v'era fuori di una sola, e che
pulis suis lesus in navim, sed soli discipuli Gesù non era entrato in quella co' suoi
eius abiissent ^'Aliae vero supervenerunt
: discepoli ; ma erano partiti
i soli discepoli :

naves a Tiberiade iuxta locum ubi mandu- "sopraggiunsero però altre barche da Ti-
caverant panem, gratias agente Domino. beriade presso al luogo, dove, poiché il
**Cum ergo vidisset turba quia lesus non Signore aveva rese le grazie, avevano
esset ibi, neque discipuli eius, ascenderunt mangiato quel pane. **Avendo adunque
in naviculas, et venerunt Capharnaum quae- visto la turba che più non era quivi né
rentes lesum. Gesù, né i suoi discepoli, entrarono an-
ch'essi nelle barche, e andarono a Cafar-
nao cercando Gesù.
^'Et cum invenissent eum trans mare, *'E avendolo trovato di là dal mare, gli
dixerunt ei Rabbi, quando huc venisti ?
: dissero Maestro, quando sei venuto qua?
:

"'Respondìt eis lesus, et dixit Amen, amen : ''^Rispose loro Gesù, e disse In verità, in :

dico vobis quaeritis me non quia vidistis


: verità vi dico voi cercate di me non pei
:

signa, sed quia manducastis ex panibus, miracoli che avete veduti ma perché avete :

et saturati estis. ''^Operamini non cibum, mangiato di quei pani e ve ne siete satollati.
qui perit, sed qui permanet in vitam aeter- "^Procacciatevi non quel cibo che passa, ma
nam, quem Filius hominis dabit vobis. quello che dura fino alla vita eterna, il quale
Hunc enim Pater signavit Deus. sarà a voi dato dal Figliuolo dell'uomo. Im-
perocché in lui impresse il suo sigillo il

Padre Dio.
**Dixerunt ergo ad eum : Quid faciemus ''*Essi però gli dissero Che faremo noi :

ut operemur opera Dei? ^'Respondit lesus, per praticare opere grate a Dio? "'Rispose
et dixit eis Hoc est opus Dei, ut credatis
: Gesù, e disse loro Opera di Dio é questa,
:

in eum quem misit ille. '"Dixerunt ergo ei : che crediate in colui che egli ha mandato.

>^ Matth. 3, 17 et 17, 5; Sup. 1, 32. 2» I Joan. 3, 23.

orientale del lago. Aveva vedato, ecc. Le turbe Non per i miracoli, ecc. Nei miracoli di Gesù
ricordavano bene che la sera precedente non vi era faceva d'uopo considerare il fine per cui erano
colà che una sola barca, sulla quale erano saliti fatti, che era quello di condurre gli uomini a cre-
1 discepoli, mentre Gesù era rimasto a terra. Pen- dere in lui e a riconoscerlo come Figlio di Dio;
savano quindi che Gesù non fosse ancora partito gli Ebrei invece si fermavano solo al fatto mate-
e lo cercavano. riale, ne consideravano solo il lato esteriore,

23-24. Mentre lo cercavano inutilmente, soprag-


meglio l'utile che potevano ricavarne, senza cu-
rarsi d'altro. Cercavano di Gesù non per conver-
giunsero altre barche da Tiberiade, e molti della
tirsi, ma per averne benefìzi temporali.
turba si servirono tosto di esse per andare a cercar
Gesù a Cafarnao, dove supponevano, o seppero 27. Procacciatevi, ecc. Adoperatevi col vostro
poi, che si era recato. lavoro e coi vostri sforzi a procacciarvi non un
cibo, che mangiandolo si consuma, e non sostenta
25. Quando sei venuto qua ? Sapevano che non
che per poco tempo ; cercate invece il cibo che
vi era andato per barca, e che la strada per terra
dura fino alla vita eterna. Gesù prende così occa-
era assai lunga, e perciò meravigliati domandano,
sione dal cibo materiale da Lui offerto alle turbe,
presentendo che abbia compiuto un altro mira-
per trattenere queste stesse turbe intorno a
colo.
un'altra specie di alimento più perfetto, che loro
26. Rispose loro, ecc. E' indubitato che nel promette di dare, e del quale hanno tanto bisogno
discorso seguente viene promessa in modo so- quanto del cibo materiale. Questo alimento spi-
lenne l'Eucaristia (Conc. Trid. Sess. XXI, 1 ; rituale è principalmente l'Eucaristia, e poi anche
XIII, 2), la cui istituzione è narrata dai Sinottici, la fede, la carità, ecc. Impresse il suo sigillo.
Matt. XXVI, 26, Mar. XIV, 22; Lue. XXII, 19. Il sigillo del Padre sono miracoli, ed Egli ha
i

Non si accordano però gli interpreti nel determi- impresso il suo sigillo sul Messia, in quanto lo
nare dove si cominci a parlare di essa. Pensano ha accreditato presso gli uomini col confermare
alcuni che Ano al v. 48 o 49 Gesù parli della fede, la sua missione e la sua dottrina coi miracoli.
e solo in seguito discorra dell'Eucaristia. E' però
28. Che faremo, ecc. Assuefatti agli atti esterni
più comune l'opinione, a cui diamo la preferenza,
comandati dalla legge i Giudei domandano quale
che ritiene trattarsi in tutto il discorso dell'Eucari-
osservanza debbano praticare per ottenere quel
stia. Gesù comincia ad annunziarla in termini
cibo, che dura fino alla vita eterna.
generali promettendo un pane di vita, 26-33, poi
passa ad affermare che Egli stesso è questo pane 29. Opera di Dio, ecc. Dio, vuole la fede nella
di vita senza dire però in quale modo, 34-47, in divinità della mia persona e della mia missione,
ultimo asserisce chiaramente che il pane della ma una fede viva che importi l'osservanza esatta di
vita è la sua carne e il suo sangue, 48-69. tutti i miei comandamenti.
Vi dico. Gesù non risponde alla loro interroga- 30. Che miracolo, ecc. I Giudei compresero
Eione il;miracolo del camminare sulle acqut bene che Gesù parlava di se stesso, e si affermava
l'aveva fatto per i discepoli e non per le turbe Inviato di Dio, ma pensano che i miracoli fatti
S. Giovanni, VI, 31-39 373

Quod ergo tu facis signum ut videamus, et '•Ma dissero a lui


quelli Che miracolo:

credamus libi? quid operaris? ''Patres no- fai tu adunque, onde vediamo, e credianao?
stri manducaverunt manna in deserto, sicut Che fai tu? '*! padri nostri mangiarono nel
scriptum est : Panera de caelo dedit eis deserto la manna, come sta scritto Diede :

manducare. loro a mangiare il pane del cielo.

*^Dixit ergo eis lesus Amen, : amen dico ''Disse adunque loro Gesù In verità, in :

vobis : Non Moyses dedit vobis panem de verità vi dico Non Mosè diede a voi il
:

caelo, sed Pater meus dat vobis panem de pane del cielo, ma il Padre mio dà a voi
caelo verum. *'Panis enim Dei est, qui de il vero pane dal cielo. "'Imperocché pane di

caelo descendit, et dat vitam mundo. Dio è quello che dal cielo è disceso, e dà
al mondo la vita.

**Dixerunt ergo ad eum Domine, sem- : **Gli dissero adunque Signore, dà sem-
:

per da nobis panem hunc. '*Dixit autem pre a noi un tal pane. "E Gesù disse loro :

eis Jesus Ego sum panis vitae


: qui venit : lo sono il pane di vita chi viene a me,
:

ad me, non esuriet et qui credit in me, : non patirà fame e chi crede in me, non
:

non sitiet unquam. *'Sed dixi vobis quia avrà sete mai più. "Ma
io ve l'ho detto,
et vidistis me, et non creditis. che e mi avete veduto, e non credete.
"Omne, quod dat mihi Pater, ad me ve- me tutto quello che il Padre dà
*'Verrà a
niet et eum, qui venit ad me, non eilciam
: a me e io non caccerò fuori chi viene a
:

foras "Quia descendi de caelo, non ut fa-


: me. ••Perchè sono disceso dal cielo non a
ciam voluntatem meam, sed voluntatem e- fare la mia volontà, ma la volontà di lui, che
lus, qui misit me. **Haec est autem voluntas mi ha mandato. •*£ la volontà del Padre,

•»Ex. 16, 14; Num. 11, 7; Ps. 77, 24; S«p. 16, 20. »• EccH. 24, 29.

•inora non siano succienti a provare la sua af- la vita spirituale ed eterna, e la di non a un
fermazione. Il Messìa secondo le loro false idee popolo solo, ma a tutti gli uomini, siano essi Ebrei
doveva essere un Re terreno Gesù invece era : o Gentili.
fuggito quando lo si volle innalzare al trono, se 34. Dà sempre, ecc. Come gii la Samaritana
adunque vuole essere creduto, faccia altri miracoli. (IV, 15), cosi ora 1 Giudei prendono le parole di
Che fai tu ? Gesù aveva loro detto, t. 27, di Gesù in senso materiale. Essi pensano che Egli
far opere colle quali potessero procacciarsi il parli di un qualche cibo più meraviglioso della
cibo eterno, ed essi ora domandano a Lui con manna, sempre però materiale, e mostrano desi-
ironia : Tu quali opere compii? derio di averne. Se lo domandano a Gesù, si è
31. / Padri nostri, ecc. Tu con cinque pani hai perchè avevano capito che Dio l'avrebbe dato per
saziaticinque mila uomini ;Mosè però ha fatto un mezzo di lui.
miracolo più grande dando la manna nel deserto. 35. 7o sono U pan* celeste, che dà la vita della
grazia in terra e della gloria nel cielo. Chi viene a
me. Venire a Gesù è credere alla sua parola e
praticare i suoi insegnamenti. Chi crede in lui
e a lui sta unito, possiede la fonte di ogni bene
Fìg. 140. e non gli resta più nulla a desiderare.
36. Io ve l'ho detto al v. 26, voi avete udita
Urna che conteneva
la mia parola, mi avete veduto a far miracoli in
la manna.
conferma di essa, e tuttavia non credete. Nella
(Antica pittura giudaica).
moltiplicazione dei pani non avete veduto che un
mezzo per saziare la vostra fame e nulla più. '

37. Verrà a me, ecc. Non crediate che la vostra


incredulità possa rendere vani i disegni di Dio,
poiché io vi dico che tutto quello che il Padre
mi di, ossia tutti coloro che il Padre colla sua
Esod. XVI, 14; Num. XI, 6. Con questa insi- grazia efficace chiama a credere in me, infallibil-
nuazione vorrebbero indurre Gesù a provare che mente a me verranno, ed Io non li allontanerò dal
Egli è l'Inviato di Dio con qualche miracolo mio regno, anzi li riceverò e farò loro le più
analogo e superiore a quello di Mosè. Come sta liete accoglienze. Se voi, o Giudei, non ricevete
scritto, ecc. Salm. LXXVII, 24. una tal grazia, la colpa è vostra ; voi siete infe-
32. Disse, ecc. Gesù,
gli innumerevoli dopo deli alle altre grazie che Dio vi ha dato.
oiiracoli compiuti accondiscendere alle
si rifiuta di 38-39. Sono disceso, ecc. Io non potrei respin-
loro domande (Matt. XVI, 2-4; Lue. XII, 56), fa gere dalla comunione dei miei beni coloro che
però osservare che la manna data da Mosè, non credono in me, mentre sono venuto nel mondo per
era per nulla il v'«ro pane del cielo, ma una sem- fare la volontà di Dio (IV, 34; V, 40; Matt. XXVI,
plice figura di questo pane, alla quale impropria- 39, 42 Lue. II, 39), e Dio vuole che Io non lasci
;

mente si era dato tal nome. Il vero pane celeste perdere alcuno di quelli che credono in me. ma
e divino viene dato dal Padre. tutti conservi, e poi risusciti nell'ultimo giorno,
33. Pane di Dio è quello che è disceso dal trono cioè al finale giudizio, e cosi in anima e corpo
di Dio e dà, non la vita materiale e terrena, ma entrino a godere dell'eterna beatitudine.
d74 S. Giovanni, VI, 40-49

eius, qui mlslt me, Patris ut omne, quod : che mi ha mandato, si è che, di tutto quello
dedit mihi, non perdam ex eo, sed resu- che egli ha dato a me, nulla ne perda, ma
scitem illud in novissimo die. ''"Haec est lo risusciti nell'ultimo giorno. '•"E la vo-
autem voluntas Patris mei, qui misit me : lontà del Padre, che mi ha mandato, si è
ut omnis, qui videt Filium, et credit in eum, che, chiunque conosce il Figliuolo e crede
habeat vitam aeternam, et ego resuscitabo in lui, abbia la vita eterna, e io lo risusci-
eum in novissimo die. terò nell'ultimo giorno,
*^Murmurabant ergo ludaei de ilio, quia ^^Mormoravano perciò di lui i Giudei,
dixisset Ego sum pania vivus, qui de caelo
: perchè aveva detto Io sono il pane vivo
:

descendi, **Et dicebant Nonne hic est Je-


: che è sceso dal cielo, *^e dicevano Costui :

sus filius Joseph, cuius nos novimus patrem, non è egli quel Gesù figliuolo di Giuseppe,
et matrem ? Quomodo ergo dicit hic Quia : del quale noti ci sono e il padre e la madre ?
de caelo descendi? Come dunque dice costui Sono sceso dal :

"Respondit ergo Jesus, et dixit eis No- :


cielo ?
lite murmurare in invicem "Nemo potest : ^'Rispose adunque Gesù, e disse loro :

venire ad me, nisi Pater, qui misit me, tra- Non mormorate tra voi : **Non può alcuno
xerit eum, et ego resuscitabo eum in novis- venire da me, se non lo attiri il Padre, che
simo die. **Est scriptum in Prophetis Et : mi ha mandato e io : lo risusciterò nell'ul-
erunt omnes docibiles Dei. Omnis, qui au- timo giorno. *'Sta scritto nei profeti Sa- :

divit a Patre, et didicit, venit ad me. **Non ranno tutti ammaestrati da Dio. Chiunque
quia Patrem vidit quisquam, nisi is, qui est pertanto ha udito e imparato dal Padre,
a Deo, hic vidit Patrem. ''^Amen, amen dico viene a me. **Non perchè alcuno abbia ve-
vobis Qui credit in me, habet vitam ae-
: duto il Padre, eccetto colui che è da Dio,
ternam. questi ha veduto il Padre. *nn verità, in
verità vi dico Chi crede in me ha la vita
:

eterna.
^'Ego sum panis vitae. '"'Patres vestri *'Io sono il pane di vita. *'J padri vostri
manducaverunt manna in deserto, et mortui mangiarono nel deserto la manna, e mori-

"Matth. 13, 55; Marc. 6, 3. *« Is. 54, 13. "Matth. 11, 27. «Ex. 16, 13.

40. Chiunque conosce, ecc. Spiega più chiara- contempera la sua azione alle diverse nature, e
mente chi siano coloro che gli sono dati dal Padre. muove l'umana volontà nel modo a lei più con-
Chiunque conosce (greco ó eeoopcòv contempla, veniente.
studia, ecc.) il figlio di Dio sia in se stesso, sia 45. Sta scrìtto nel volume dei profeti (Is. LIV,
nella sua dottrina, e sia nei suoi miracoli, e 13) che nel tempo messianico tutti saranno am-
crede in Dio vuole che abbia la vita eterna,
lui.
maestrati da Dio e attirati alla fede del Messia :
e GesiJ non mancherà di richiamarlo a vita nel- se adunque i Giudei non vogliono lasciarsi am-
l'universale giudizio, acciò non solo l'anima, ma maestrare da Dio, per ciò stesso saranno esclusi
anche il corpo sia glorificato. Da ciò si deduce del regno del Messia. Chiunque pertanto ha udito
che coloro, quali respingono la fede, come fanno
i
e imparato dal Padre, vale a dire chiunque ha
i Giudei, non solo si oppongono alla volontà di udito la voce del Padre, che si è fatta sentire
Dio, ma non potranno mai avere la vita eterna. per mezzo di interne ispirazioni, della predicazione
41. Mormoravano specialmente perchè si era del Battista e di Gesù Cristo stesso, ecc., ed ha
detto disceso dal cielo e si era così affermato prestato docile l'orecchio mettendo in pratica i
Figlio di Dio. divini insegnamenti, costui crede in me e viene
42. Dicevano, ecc. Usano lo stesso linguaggio a me.
degli abitanti di Nazaret (V. n. Matt. XHI, 55; 46. Non perchè, ecc. Ho detto udire il Padre,
Mar. VI, 3), e non vogliono riconoscere l'origine imparare da lui, non perchè abbiate a pensare di
divina di Gesù, non ostante tutti i miracoli fatti. poter veder Dio cogli occhi materiali e udire la
Dall'essere qui ricordato Giuseppe non si deve sua voce, come udite quella di un vostro simile.
conchiudere che egli fosse ancora vivo, anzi è Solo colui che è da Dio, cioè che è generato da
probabile che fosse morto prima del comincia- Dio nell'identità della sua natura, ha veduto e
mento del pubblico ministero di Gesù. vede Dio perfettamente ed Egli solo perciò può
;

43. Stante le loro cattive disposizioni era inu- ammaestrare gli uomini intorno alle verità divine.
tile spiegar loro il mistero dell'Incarnazione; 47. Chi crede, ecc. Dopo aver risposto alla mor-
perciò Gesù non risponde alla difficoltà che fanno, morazione dei Giudei, v. 41, Gesù ritorna sul pen-
ma richiama alla loro mente un'altra grande verità. siero già espresso al v. 40, e passa così a par-
lare direttamente dell'Eucaristia.
44. Non può alcuno, ecc. E' impossibile che al-
cuno possa venire, ossia credere in me, se il 48. Gesù comincia a ripetere quanto aveva
Padre mio non lo trae coll'efflcacia della sua grazia. detto al V. 35, affermando nuovamente che Egli
Perciò non mormorate di me voi non mi cono-
:
stesso è il pane meraviglioso, che dà la vita eterna
scete, perchè non avete la fede, e non avete la ai credenti.
lede, perchè giustamente siete privi di quella 49. / vostri padri, ecc. I Giudei si erano vantati
grazia senza della quale non è possibile il cre- della manna, v. 31, e Gesù fa loro vedere che essa
dere. La grazia efficace, colla quale Iddio ci trae non era il pane della vita, per il fatto stesso che
t Gesù C*isto, non distrugge la libertà, poiché Egli coloro, che ne mangiarono, morirono.
S. Giovanni, VI, 50-57 375

sunt. "Hic est panis de caelo descendens : rono. "Questo è


il pane disceso dal cielo :

ut si quis ex ipso manducaverit, non mo- affinchè ne mangerà non muoia. *Mo
chi
riatur. *'Ego sum panis vivus, qui de coelo sono il pane vivo, che sono <^sceso dal
descendi. **Si quis manducaverit ex hoc cielo. **Chi mangerà di un tal pane, vivrà
pane, vivet in aeternum et panis, quem : in etemo e il pane che io darò, è la mia
:

ego dabo, caro mea est prò mundi vita. carne per la salute del mondo.
*'Litigabant ergo ludaei ad invicem, di- "Altercavano perciò tra loro i Giudei, di-
centes Quomodo potest hic nobis carnem
: cendo Come mai può costui darci a man-
:

suam dare ad manducandum? **Dìxit ergo giare la sua carne? '^Disse loro adunque
eis lesus Amen, amen dico vobis Nisi
: : Gesù In verità, in verità vi dico Se non
: :

manducaveritis carnem Filii hominis, et mangerete la carne del Figliuolo dell'uomo,


biberitis eius sanguinem, non habebitis vi- e non berrete il suo sangue, non avrete in
tam in vobis. **Qui manducat meara car- voi la vita. **Chi mangia la mia carne, e
nem, et bibit meum sanguinem, habet vitam beve il mio sangue, ha la vita eterna e :

aeternam et ego resuscitabo eum in novis-


: io lo nell'ultimo giorno. '•Pe-
risusciterò
simo die. **Caro enim mea, vere est cibus : rocché la mia carne è veramente cibo, e il
et sanguis meus, vere est potus. *'Qui man- mio sangue è veramente bevanda. *^Chi

"I Cor. 11. 27.

50. Questo è il pane, ecc. Il pane che di- ma è cosa necessaria. La sua carne è il pane che
scende dal cielo, è di (al natiira, che chi ne man- dà chi vuole vivere deve mangiarne, chi si
la vita,
gerà vivrà in eterno. La manna non ha potuto rifiuta, si condanna da sé stesso alla morte.
conservare in vita coloro che la mangiarono il : Dalle parole di questo v. non si deve conchiu-
pane invece che io darò, avrà la virtù di dare una dere che sia necessaria la comunione sotto le
vita immortale. Qui si parla in modo speciale due specie, poiché essendo tutto Gesù presente,
della vita della grazia e della gloria, che viene sia sotto la specie del pane e sia sotto quella del
data all'anima dall'Eucaristia. Anche nei nostri vino, chi riceve anche una sola specie, riceve
corpi però questo sacramento depone un germe tutto Gesù, colla sua carne e col suo sangue. Si-
di immortalità e di risurrezione gloriosa. milmente non si può conchiudere che la Comu-
nione sia a necessaria assolutamente per sal-
tutti
51. /o sono, ecc. Gesù applica
a sé stesso
varsi. Gesù parlava agli adulti, e non comprendeva
quanto ha detto intorno al pane della vita. Egli
per nulla i bambini e coloro che legittimamente
stesso è il pane vivo, che possiede la vita della
e senza loro colpa ne fossero suti impediti.
grazia e della gloria nella sua pienezza, e la co-
munica agli altri. 55. Chi mangia, ecc. Gesù ripete lo stesso pen-
52. Chi mangerà, ecc. pane che
Essendo Egli il
siero sotto forma di affermazione. Ha la vita
dà la vita, è chiaro che colui che ne mangia non della grazia, che lo conduce alla vita eterna della
morirà, ma vivrà eternamente. // pane che io gloria. L'Eucaristia ha per sua natura di dare la
darò, ecc. Con queste parole Gesù spiega meglio vita ;
questo però non toglie che molti nell'acco-
U natura del pane della vita. Il pane promesso starvisi indegnamente mangino per loro colpa la
non è altro che quella stessa carne di Gesù, la loro condanna. Io lo risosciterò, ecc. L'Eucaristia
quale deve essere sacrificata per la salute e la non dà una vitache faccia scomparire la morte
redenzione del mondo. Fin d'ora viene affermata corporale, gli uomini continueranno a morire ma ;

una stretta relazione tra la morte di Gesù e la SS. Gesù alla fine del mondo farà risorgere a vita
Eucaristia. Il pane che darò, ecc. Gesù non dà novella ie chiamerà coloro, che si sono
morti
adesso questo pane meraviglioso, ma promette di cibati della sua carne, a godere in anima e corpo,
darlo in futuro, e lo darà alla vigilis della sua di un'eterna felicità.

morte. 56. Perocché la mia carne, ecc.Chi mangia la


53. Altercavano, ecc. I Giudei, sempre più mal- mia carne avrà la vita, perché la mia carne non
disposti verso Gesù, non si contentano solo più é già solo un cibo immaginario, o figurato, o im-
di mormorare, v. 41, ma si mettono ad altercare propriamente detto, ma è un cibo vero e reale ;

tra loro dichiarando impossibile e assurdo quanto e similmente il mio sangue è una bevanda vera e
Egli ha detto. reale, e quindi producono nell'anima effetti ana-
Come potrà dare a noi la sua carne senza di- loghi a quelli che il cibo e la bevanda materiale
viderla, e se la divide, come potrà Egli ancora producono nei corpi. Se la carne di Gesù é un
sussistere ? cibo vero e reale e non immaginario o parabolico,
Da queste parole si deduce chiaro che i Giudei anche il mangiare di essa sarà vero e reale, e non
avevano perfettamente capito che Gesù aveva pro- immaginario.
messo di dare a mangiare in realtà la sua vera
57. Chi mangia, ecc. Mangiando la carne di
carne, e non solo di darla in un modo figurato
Gesù e bevendo il suo sangue l'anima resta inti-
e simbolico.
mamente a lui unita, ed Egli resta intimamente
54. Se non ecc. Gesù conosceva
mangerete, unito all'anima. L'unione é cosi profonda, che
tutte le dei Giudei, e tuttavia non mo-
difficoltà secondo l'espressione di molti Padri noi veniamo
dera, non spiega in senso figurato le sue parole, ad avere come uno stesso corpo e uno stesso
anzi, poiché essi avevano dichiarato impossibile sangue con Gesù e ad essere quindi come trasfor-
il mangiare la sua carne, Egli con giuramento mati in lui. Se Gesù sta in noi e noi stiamo in lui,
solenne dichiara che non solo non è impossibile. quando abbiamo mangiato la sua carne e bevuto
376 S. Giovanni, VI, 58-63

ducat meam carnem, et bibit meum san- mangia la mia carne, e beve il mio sangue,
guinem, in me manet, et ego in ilio. **Sicut sta in me, ed io in lui. '^Come mandò me
misit me vivens Pater, et ego vivo propter quel Padre che vive, ed io vivo per il
Patrem et qui manducai me, et ipse vivet
:
Padre così chi mangerà me, vivrà anch'egli
:

propter me. *'Hic est panis, qui de caelo per me, '^Questo è il pane che è disceso
descendit. Non sicut manducaverunt patres dal cielo. Non come i padri vostri man-
vestrì manna, et mortui sunt. Qui mandu- giarono la manna, e morirono. Chi mangia
cai hunc panem, vivet in aeternum. '"Haec di questo pane vivrà in eterno. ^'Queste

dixit in synagoga docens, in Capharnaum. cose disse, insegnando nella sinagoga di


Cafarnao.
*^Multi ergo audientes ex discipulis eius, '^Molti perciò de' suoi discepoli, udite
dixerunt Durus est hic sermo, et quis po-
:
che leebbero, dissero Questo è un
:

test eum audire ? '^Sciens autem lesus apud parlar duro, e chi può reggere ad ascol-
semetipsum quia murmurarent de hoc di- tarlo? "^Conoscendo adunque Gesù da se
scipuli eius, dixit eis Hoc vos scandalizat ?
:
stesso che i suoi discepoli mormoravano per
•*Si ergo videritis Filium hominis ascen- questo, disse loro Vi scandalizzate voi di
:

a suo sangue, ciò vuol dire che sotto le specie gran lunga superiore alla manna del deserto, 59,
del pane e del vino non vi è solo la carne e il
ed è proprio della nuova legge, 59, non esiste
ancora al momento in cui parla, ma viene pro-
messo in futuro, 27, 52, richiede una grande fede
per essere creduto, 65-70, e sarà ordinato a darci
a mangiare la carne e a bere il sangue di Gesò,
e a farci partecipare della sua stessa vita come
Fig. ut. Egli partecipa alla vita del Padre. Ora tutto ciò
Calice e ostie. trova la sua spiegazione logica e naturale, quando
si ammetta colla Chiesa Cattolica che nell'Euca-
ristia vi è realmente il corpo, il sangue, l'anima e
la divinità di Gesù Cristo, mentre invece biso-
gnerebbe ricorrere a interpretazioni forzate, inna-
turali e false quando, rigettata la dottrina della
Chiesa, si volesse sostenere coi protestanti che
sangue, ma vi è tutto Gesù in corpo, sangue, l'Eucaristia non è che una semplice figura, desti-
anima e divinità. nata a eccitare la nostra fede.
58. Come mandò me, ecc. Gesù per mezio di Si osservi ancora che tanto i Giudei quanto i
un'alta comparazione spiega maggiormente l'inti- discepoli presero le parole di Gesù nel senso di
mità di quest'unione. Dice adunque : Come mandò una manducazione reale, e perciò gli uni le di-
me il Padre, che è la stessa vita (ó X,5i\) ed io chiararono assurde, e gli altri si ritrassero dal più
vivo perchè il Padre mi comunica la vita (&io tòv oltre seguirlo, e tuttavia Gesù non spiegò diversa-
naxiptù, così chi mangia di me vivrà, perchè mente il suo pensiero, non disse loro che non ave-
io, che possiedo la pienezza della vita, gli comu- vano capito, come fece in altre circostanze in cui le
nicherò la vita. Gesù come Dio vive di quella sue parole erano state fraintese (111, 5, 6; IV, 32,
vita che gli viene comunicata per eterna gene- 34; VIII, 32, 34; XI, 11, 14; XVll, 16, 19, 20,
razione dal Padre, e che è la stessa vita del Padre. ecc.), ma deplorò altamente la loro incredulità,
Come uomo Gesù riceve la vita da tutte tre le minacciandoli di morte eterna se non avessero
persone della SS. Trinità. mangiato la sua carne. Ora tutto ciò dimostra che
59. Questo è, ecc. Gesù conchiude affermando Gesù intendeva parlare di una vera manducazione
nuovamente che carne è il vero pane
la sua reale della sua carne, come la Chiesa e i Padri
disceso dal quale, non sarà come la
cielo, il
hanno costantemente insegnato.
manna, che non valse a preservare dalla morte 60. Cafarnao. V. n. Matt. IV, 13.
coloro che la mangiarono, ma avrà invece tanta 61. E' un parlar duro, cioè intollerabile. Essi
virtù da comunicare una vita eterna a coloro che pensavano che la carne di Gesù dovesse venk*
ne mangieranno. Come è chiaro dal contesto in tagliata a pezzi e mangiata cosi semplicemente
tutto questo discorso o almeno dal v. 48 Gesù come la carne degli animali, e che il sangue caldo
parla del Sacramento dell'Eucaristia, di cui pro- che ne usciva dovesse essere diviso e bevuto.
mette l'istituzione e spiega la necessità e gli Gesù non aveva ancora loro spiegato in qual modo
effetti. Vi è infatti una tale corrispondenza tra le
avrebbe loro dato a mangiare la sua carne e a
parole dell'istituzione (Matt. XXVI, 26-29; Mar. bere il suo sangue; ed essi invece di domandare
XIV, 22-25; Lue. XXII, 15-20) e quelle della spiegazioni, subito si ribellano e rifiutano di più
promessa, vv. 54-57 (sia da una parte che dal- oltre seguirlo. Se ciò avvenne tra i discepoli, una
l'altra si parla di mangiare e di bere, di carne e maggior opposizione dovette avvenire tra le turbe.
di sangue, ecc.), che è assolutamente impossibile,
che non si tratti dello stesso mistero, e che Gesù
62. Dase stesso, senza che alcuno glieli dicesse,
a Cafarnao non pensasse al Cenacolo, e al Cena-
conobbe pensieri dei loro cuori. Vi scandalizzate
i

di questo, cioè dell'avervi io detto che la mia


colo non pensasse a Cafarnao.
carne è un vero cibo, ecc.
Dallo stesso contesto appare inoltre chiaraniente
che Gesù intendeva parlare e parlava di una man- 63. Se adunque salire. Vi ha qui un'allu-
ducazione reale della sua carne e non di una ceri- sione chiara all'ascensione di Gesù in cielo. Di
monia qualsiasi figurativa, destinata a ravvivare la questo versetto furono date varie spiegazioni Se-
fede nel suo sacrifizio, e a unirci solo mentalmente condo gli uni avrebbe questo senso : Se ora che
a lui. II mistero infatti che Egli annunzia è <M sono presente in mezzo di voi vi sembra incre-
S. Giovanni, VI, 64-69 377

dentem ubi erat prius? "Spiritus est, qui questo? "Se adunque vedrete il Figliuolo
vivificat caro non prodest quidquam
:
ver- : dell'uomo salire dove era prima? '^Lo spi-
ba, quae ego locutus sum vobis, spiritus rito è quello che dà la vita la carne non :

et vita sunt. "Sed sunt quidam ex vobis, giova niente le parole che io vi dico, sono
:

qui non credunt. Sciebat enim ab initio Je- spirito e vita. "Ma vi sono alcuni tra
sus qui essent non credentes, et quis tra- voi i quali non credono. Infatti sapeva
diturus esset eum. **Et dicebat Propterea : Gesù fin da principio chi fossero quelli che
dixi vobis, quia nemo potest venire ad me, non credevano, e chi fosse per tradirlo. **E
nisi fuerit ei datum a Patre meo. ''Ex hoc diceva per questo vi ho detto che nessuno
:

multi discipulorum eius abierunt retro : et può venire a me, se non gli è concesso dal
iam non cum ilio ambulabant. Padre mio. '^Da indi in poi molti de' suoi
discepoli si ritirarono indietro e non anda- :

vano più con lui.


•*Dixit ergo lesus ad duodecim : Numquid ••Disse perciò Gesù ai dodici : Volete
etvos vultis abire? •'Respondit ergo ei Si- forse andarvene anche voi? ''Ma Simone
mon Petrus Domine, ad quem ibimus?
: Pietro gli rispose : Signore, a chi andremo

dibile ciò che ho detto, quanto più vi sembrerà in- vitaetema. La prima e l'ultima spiegazione ri-
credibile quando la mia carne sari sottratta alla spondono meglio al contesto. Le parole che lo ho
rostra vista e verrà gtoriflcata nel cielo. Secondo dette sono spirito e vita, ossia riguardano non la
altri : Ora vi scandalizzate di questo, ma se ve- mia carne separata dall'anima e dalla divinità, ma
drete il Figliuolo dell'uomo salire al cielo, allora la mia carne unita alla sua anima e alla divinità :

comprenderete che non si tratta di mangiare una oppure Le mie parole sono veramente efficaci,
:

carne che si divide, poiché la carne glorificata è esse producono ciò che significano, ed hanno la
immortale e non va soggetta a divisione. Altri in- virtù di convertire in un cibo di vita eterna il
terpretano cosi Voi vi scandalizzate di ciò che
: pane e il vino.
ho detto ma che direte quando vedrete il Figliuolo
;
65. Vi sono alcuni, ecc. Il vero motivo, per cui
dell'uomo salire al cielo? Se la carne del Fi- i discepoli si scandalizzano e non accettano la
gliuolo dell'uomo potrà essere glorificata, perchè dottrina e gli insegnamenti di Gesù, si è perchè
non potrà essere data in cibo agli uomini? Queste non credono alla divinità della sua missione. La
due ultime spiegazioni ci sembrano più probabili loro incredulità non giunge però improvvisa e
e da preferirsi. inaspettata a Gesù. Fin da principio, ossia dal
M. Lo spirito, ecc. Varie spiegazioni danno momento della loro elezione, Egli già sapeva chi
pure gli esegeti di queste parole. Gli uni intendono sarebbe rimasto incredulo, e anche chi l'avrebbe
per carne un modo di pensare basso e grossolano, tradito.
e per spirito un modo di pensare regolato dalla
66. Per questo vi ho detto, ecc. Accenna al mo-
fede nella potenza e nella sapienza di Dio. Gesù tivo della loro incredulità. La fede è un dono di
direbbe allora : Voi intendete le mie parole in un
Dio, che Egli non dà alle anime superbe e orgo-
senso basso e grossolano, quasi che la mia carne gliose, le quali troppo tenacemente aderiscono alle
debba venir divisa in pezzi come quella degli ani- loro idee e disprezzano e anche osteggiano tutto ciò
mali, esse invece hanno un senso alto e sublime, e
che si oppone al loro modo di vedere e di pensare.
per intenderle è necessario sollevarsi al di sopra Tali erano molti fra i Giudei, e perciò giustamente
dei sensi e della materia. Io darò bensì la mia
Dio non ha loro dato la fede.
carne in cibo, ma in un modo soprannaturale e
spirituale, ben diverso da quello che voi vi imma- 67. Daindi in poi, ossia da quel momento,
ginate. Non vi pensate perciò di vedere la mia oppure, in conseguenza di ciò molti dei suoi disce-

carne coi vostri sensi, di toccarla colle vostre poli abbandonarono consumando cosi la loro
lo
mani, voi non la vedrete che colla fede. Le mie incredulità. Gesù però non cerca di trattenerli,
parole vanno intese in questo senso e non come le non tempera le sue parole, non dice loro che essi
Stendete voi. Altri invece spiegano La carne : non ne hanno capito il senso e la portata li ;

senza lo spirito non giova a nulla. Non basta rice- lascia invece andare nell'apostasia, mostrando
vere la carne di Gesù in qualunque modo, ma con ciò che Egli veramente aveva parlato di una
bisogna mangiarla con fede e colle dovute disposi- manducazione reale e non metaforica.
zioni, affinchè produca la vita eterna. Le parole di
68. Volete forse, ecc. Gesù vuole che gli Apo-
Gesù sono spirito e vita, perchè contengono la stoli lo seguano colla più grande libertà. E^i sa
promessa di un sacramento, che dà lo spirito, la
che essi credono alle sue parole, tuttavia propone
fede e la vita eterna. Altri invece conservano alle
questa domanda per dar loro occasione di mani-
parole carne e spirito il loro senso naturale e spie-
festare pubblicamente la fede che hanno nel cuore.
gano così La carne morta e separata dall'anima
:

non giova a niente, ossia non può esercitare alcuna 69. A chi andremo, ecc. Anche nel IV Vangelo,
azione vitale l'anima è quella che le dà la vita e la
; Pietro ha lo stesso carattere ardente, impetuoso,
/a operare. Se adunque Gesù ha detto, che coloro pieno di amore e di stima per il suo Maestro.
i quali mangieranno la sua carne avranno la Egli risponde a nome di tutti Dove troverem»:

Tita, Egli non poteva intendere di parlare della noi un altro maestro? Tu hai parole che produ-
sua carne tagliata a pezzi e separata dalla divinità, cono la vita eterna e saziano tutti i nostri desi-
ma parlava della sua carne viva e personalmente deri. Pietro ripete così le parole stesse di Gesù,
unita alla divinità, dalla quale ha di poter dare la V. 64.
.

378 S. Giovanni, VI, 70 — VII, 2

verba vitae aeternae habes. ''"Et nos credi- noi ? Tu hai parole di vita eterna. ^"E noi ab-
dimus et cognovimus quia tu es Christus biamo creduto e conosciuto che tu sei il
Filius E>ei. Cristo Figliuolo di Dio.
"Respondit eis lesus Nonne ego vos
: ^^Rispose loro Gesù Non sono stato io
:

duodecim elegi et ex vobis unus diabolus


: che ho eletti voi dodici e uno di voi è :

est? '^Dicebat autem ludam Simonis Isca- un diavolo? "Voleva dire di Giuda Isca-
riotem hic enim erat traditurus eum, cum
: riote, figliuolo di Simone perchè questi, :

esset unus ex duodecim. che era uno dei dodici, era per tradirlo.

CAPO VII.

Gesù alla festa dei tabernacoli, i-io. —


Indecisione della folla, 11-13. Geiit —
proclama la sua missione divina, 14-36. —
Gesù, rivela lo Spirito Santo, 37-39. —
Diverse opinioni dei Giudei, 40-43. — Si
cerca di arrestare Gesù, 44-49. —
Nicodemo difende Gesù davanti al Sinedrio, 50-53.

^Post haec autem ambulabat lesus in Ga- di ciò andava Gesù scorrendo per
^Dopo
lilaeam, non enim volebat in ludaeam am- la Galilea non volendo andare nella Giudea,
bulare :quia quaerebant eum ludaei inter- perchè i Giudei cercavano di farlo morire.
ficere. ^Erat autem in proximo dies festus ^Ed era imminente la festa dei Giudei, dei
ludaeorum, Scenopegia. Tabernacoli.

"Matth. 16, 16; Marc. 8, 29; Lue. 9, 20. » Lev. 23, 34.

70. Noi abbiamo creduto, ecc. Pietro indica fl gli Apostoli. Tra loro vi ha un infedele e tradi-
motivo del loro attaccamento alla persona di Gesù. tore. Gesù risveglia così in tutti un santo timore,
Vedendo ituoi miracoli, noi per propria espe- e li premunisce contro lo scandalo, che avrebbe
rienza abbiamo creduto e conosciuto la divinità
. cagionato il tradimento di Giuda.
della tua missione. Si osservi l'ordine dei verbi, 72. ecc. L'Evangelista commenta
Voleva dire,
abbiamo creduto e abbiamo conosciuto. Gli Apo- brevemente parole di Gesù, e fa vedere chi
le
stoli cominciarono a credere alla missione di era quell'Apostolo che già aveva perduto la fede.
Gesùi vedendo i miracoli che faceva, man mano V. n. Matt. X, 4.
però la loro fede diventava più viva e più per-
fetta, e la loro mente penetrava sempre più ad-
CAPO VII.
dentro negli insegnamenti e nella dottrina del loro
Maestro. Per avere una cognizione intima e pro- 1. Andava scorrendo per la Galilea. S. Giovanni
fonda delle verità cristiane, è necessario di cre- si contenta di questa semplice allusione al mini-
dere, ossia di aver fede. stero Galilaico di Gesù narrato dai Sinottici, e
Tu sei il Cristo Figliuolo di Dio. Il greco ha : passa subito dalla festa di Pasqua a quella dei Ta-
Tu sei il Santo di Dio, ossia colui che è stato Ijernacoli. Cercavano di farlo morire. V. cap. V, 18.
eletto, santificato e consacrato a stabilire il regno 2. La festa dei Tabernacoli, o Scenopegia (dal
di Dio. La lezione greca è da preferirsi a quella greco oxTivortTjYta che significa l'azione di alzare
della Volgata, che sembra derivata da Matt. XVI, tende), era così chiamata, perchè durante il tempo
18. di essa, cioè dal 15 al 22 del mese di Tisri (set-
71. Nono sono stato io, ecc.? Gesù fa dapprima tembre-ottobre) gli Ebrei, a ricordo dei 40 anni
vedere che la fede degli Apostoli è un dono di passati nel deserto sotto le tende, dovevano abitare

Fig. 143.

Capanne che si costruivano dagli


Ebrei nella festa dei Tabernacoli.

Dio, un frutto dell'elezione che Egli ha fatto di dentro capanne fatte con rami e fronde. La festa,
loro, ma poi osserva che le parole di Pietro di- destinata eziandio a ringraziar il Signore della
sgraziatamente non esprimono i sentimenti di tutti buona vendemmia, veniva celebrata colla più
S. Giovanni, VII, 3-13 379

'Dixerunt autem ad eum fratres eius : 'Dissero pertanto a lui 1 suoi fratelli :

Transi hinc, et vade in ludaeara, ut et di- Partiti di qua, e va nella Giudea, affinchè
scipuli tui videant opera tua, quae facis. anche quei tuoi discepoli veggano le
*Nemo quippe in occulto quid facit, et quae- opere che tu fai. ^Imperocché nessuno, che
rit ipse in palam esse si haec facis, ma- : cerchi di essere acclamato dal pubblico, fa
nifesta teipsum mundo. *Neque enim fra- le opere sue di nascosto se tu fai tali cose,
:

tres eius credebant in eum. fatti conoscere dal mondo. "Infatti neppure
i suoi fratelli credevano in lui.
•Dicit ergo eis lesus : Tempus meum •Quindi disse loro Gesù Non è ancora :

nondum advenit tempus


: autem vestrura venuto il mio tempo ma per voi è sempre
:

semper est paratum. 'Non potest mundus tempo. 'Il mondo non può odiare voi ma :

odisse vos : me autem odit : quia ego testi- odia me perchè fo vedere che le opere sue
;

monium perhibeo de ilio quod opera eius sono cattive. "Andate voi a questa festa, io
mala sunt. 'Vos ascendite ad diem festum non vo a questa festa perchè ancora non
:

hunc, ego autem non ascendo ad diem fe- è compito il mio tempo, 'Detto ciò si trat-
stum istum quia meum tempus nondum
: tenne nella Galilea.
impletum est. 'Haec eum dixisset, ipse man-
sit in Galilea.
"Ut autem ascenderunt
fratres eius, tunc "Maandati che furono i suoi fratelli,
et ipse ascenditad diem festum non mani- alloraandò anch'egli alla festa, non pubbli-
feste, sed quasi in occulto. "ludaei ergo camente, ma quasi di nascosto. "Ora Giu- i

quaerebant eum in die festo, et dicebant ; dei cercavano di lui il di della festa, e
Ubi est ille? dicevano: Dov'è colui?
"Et murmur multum erat in turba de eo. "E un gran susurro si faceva di lui tra
Quidam enim dicebant Quia bonus est. : le turbe. Gli uni dicendo : Egli è persona
Alii autem dicebant Non, sed seducit tur-
: dabbene. Altri No, ma : seduce il popolo,
bas. "Nemo tamen palam loquebatur de "Nessuno però parlava di lui con libertà
ilio propter metum ludaeorum. per paura dei GiiKlei.

grande solennità, specialmente nel primo e nel- 7. 71 mondo non pad,ecc. Andando a Gerusi-
l'ultimo giorno, in cui era comandato il riposo lemme pubblico voi non correte alcun pericolo,
in
festivo. In segno di letizia si solevano agitare perchè il mondo condivide le vostre idee e voi
rami di ulivo, di palme, di salici, ecc, V. Lev. condividete le sue. Io invece sono odiato dal
XXV, 34 e ss. mondo e specialmente dai grandi Giudei, perchè
3. I saoi fratelli, cioè i suoi parenti. V. n. II,
denunzio i loro vizi e le loro massime perverse.
12. Va nella Giudea, ossia nella provincia più 8. Andate voi a questa festa come prescrive It
importante della Palestina, affinchè anche i se- legge, IO non vo in pubblico, ossia nel modo che
guaci che tu hai colà veggano i miracoli che fai. voi vorreste, a questa festa, perchè il tempo di
Da queste ultime parole si arguisce che Gesù in entrare pubblicamente e trionfalmente in Gerusa-
Galilea dovette aver fatto numerosi e strepitosi lemme non è ancora venuto, ed io non voglio dar
miracoli. I parenti di Gesù non sanno spogliarsi occasione a manifestazioni politiche o religiose,
dei pregiudizi comuni al loro tempo. Essi pen- che non entrano nel disegno di Dio. Alcuni codici
sano che se Gesù è il Messia, debba tosto inau- greci invece della semplice negazione oux non,
gurare con grande apparato esterno il suo regno hanno ovnco non ancora, ma questa variante evi-
e vogliono perciò persuaderlo a recarsi a Geru- dentemente è una correzione.
salemme, affinchè subito dia principio alla sua
10. Non pubblicamente, ecc. Queste parole
missione.
fanno vedere quale era il senso della risposta di
4. Nessuno che cerchi, ecc. Accusano perciò Gesù al V. 8 Io non vo a questa festa. Gesù non
:

Gesù di essere in contradizione con sé stesso ; andò assieme alle grandi carovane di pellegrini,
perchè da una parte vuole che sia riconosciuta ma da solo con pochi discepoli.
da tutti la sua missione, e dall'altra non vuole
11. / Giudei, cioè i capi della nazione. Dov'è
recarsi nella Giudea dove sta la nobiltà, e dove
;
colui ? Erano soliti a vedere Gesù assistere alle
è il centro della nazione. Fatti conoscere al mondo
solennità religiose circondato dai discepoli, e poi
giudaico, ossia in Gerusalemme, dove è grandis-
ammaestrare pubblicamente le turbe, e perciò il
simo il concorso del popolo.
non vederlo ora eccita la loro meraviglia. Si mo-
5. Non credevano, ecc. Testimoni dei miracoli,
strano tanto pieni di odio contro di lui, che non
i parenti di Gesù credevano bensì che Egli avesse
si degnano neppure di nominarlo.
ricevuto da Dio una missione, ma non credevano
che Egli fosse il Messia, il quale secondo le loro 12. Ungran susarro (v. 13) di lui si faceva
false idee doveva essere un grande re terreno. tra le turbe accorse da ogni parte per la festa.
pareri però erano diversi gli uni, e tra questi
Siccome però Gesù aveva affermato di essere il I :

Messia, essi lo eccitano ad andare a Gerusalemme, probabilmente i Galilei, che erano già stati testi-
monii dei suoi miracoli, erano per lui mentre
dove, se è vero quanto dice, potrà inaugurare il ;

gli altri, e tra questi probabilmente Giudei, i


suo regno.
erano contro di lui.
6. // mio tempo di entrare trionfalmente in Ge-
rusalemme non è ancora venuto; voi però potete 13. Nessuno però parlava di lui in pubblico,

andare alla città santa in ogni momento, perchè per timore dei capi dei Giudei, i quali avevano
nulla avete a temere. proibito di parlarne, sia in bene che in male.
380 S. Giovanni, VII, 14-23

"lam autem die festo mediante, ascendit "Ma scorsa la metà dei dì festivi, andò
lesus in templum, et docebat. ^'Et mira- Gesù nel tempio, e insegnava. ^*E ne stu-
bantur ludaei, dicentes Quomodo hic lit-
: pivano i Giudei, e dicevano Come mai
:

teras scit, cum non didicerit? costui sa di lettere senza avere imparato?
^^Respondit eis Jesus, et dixit Mea do- : ^"Rispose loro Gesù, e disse La mia dot-
:

ctrina non est mea, sed eius, qui misit me. trina non è mia, ma di chi mi ha mandato.
^'Si quis voluerit voluntatem eius facere : ^'Chi vorrà adempire la volontà di lui, co-
cognoscet de doctrina, utrum ex Deo sit, an noscerà se la dottrina sia di Dio, ovvero io
ego a me ipso loquar. ^*Qui a semetipso lo- parli da me stesso. ^*Chi parla da sé, cerca
quitur, gloriam propriam quaerit, qui autem la propria gloria Ma chi cerca la gloria
:

quaerit gloriam eius, qui misit eum, hic di colui che lo ha mandato, questi è ve-
verax est, et iniustitia in ilio non est. "Non- race, e non è in lui iniquità. "Mosè non
ne Moyses dedit vobis legem et nemo ex : diede a voi la legge e ninno di voi osserva
:

vobis facit legem? ^"Quid me quaeritis in- la legge? ^'Perchè cercate voi di uccider-
terflcere? Respondit turba, et dixit Dae- : mi? Rispose la turba, e disse Tu se' in-:

monium habes quis te quaerit interflcere ?


: demoniato chi cerca d'ucciderti?
:

^^Respondit lesus, et dixit eis : Unum ''^Rispose Gesù, e disse loro Io feci:

opus feci, et omnes miramini. ^^Propterea un'opera sola, e tutti ne fate un gran dire.
Moyses dedit vobis circumcisionem (non : '*Per altro Mosè diede a voi la circonci-
quia ex Moyse est, sed ex patribus) et in sione (non che essa venga da Mosè, ma
sabbato circumciditis hominem. ^'Si cir- bensì dai patriarchi), e voi circoncidete in
cumcisionem accipit homo in sabbato, ut giorno di sabato. **Se si circoncide l'uomo
non solvatur lex Moysi mihi indignamini
: nel giorno di sabato per non isciogliere la
quia totum hominem sanum feci in sabbato? legge di Mosè ve la piglierete voi con me,
:

"Ex. 24, 3. 2osup. 5, 18. 22 Lev. 12, 3; Gen. 17, 10.

14. Scorsa la metà, ecc. La festa durava otto malati in giorno di sabato, e da ciò prendevano
giorni, e Gesù al 4* oppure al 5* giorno si presentò occasione per dire che la sua dottrina non era da
nei cortili e sotto i porticati del tempio e predi- Dio. Gesù risponde dapprima facendo vedere
cava. quanto sia falso il loro zelo per l'osservanza della
15. Ne stupivano. Gesiì si mostrava così ver- legge, poiché essi stessi sono i primi a trasgre-
sato nelle Scritture, e parlava con tanta autorità dirla (V. n. Matt. XII, 34; XV, 3-9; XXIII,
e amabilità, che gli stessi suoi nemici rimanevano 4-33, ecc.).
stupiti (Matt. VII, 28; Mar. I, 22; Lue. IV, 22, 32). 20. Perchè cercate voi, ecc. Dato pure che io
Senza aver imparato. La loro meraviglia era an- avessi trasgredita la legge, sarei sempre meno
cora pili grande, perchè sapevano che Egli non colpevole di voi, perchè non ho fatto se non del
aveva frequentate le scuole dei Rabbini, dove si bene. Come mai pertanto voi, rei di ben più gravi
insegnava la Scrittura minuziosamente con tutti i trasgressioni, tramate la mia morte? Non è
vari! commenti e le varie interpretazioni date dagli dunque zelo dell'osservanza della legge che vi
antichi maestri. muove, ma odio contro di me. Rispose la turba,
16. Rispose loro Gesù mostrando da chi gli pro- ecc. La turba, che ignorava i perversi disegni dei
veniva la sua scienza. La dottrina che io insegno, nemici di Gesù, si offende pensando che Egli
dice, non proviene da me, non è mia invenzione, l'accusasse di tramare la sua morte, e quindi
ma io l'ho ricevuta e a me fu comunicata dal Padre, gli replica che solo un demonio ha potuto met-
che mi ha mandato. La sua origine è dunque tergli in cuore un sospetto così grave contro di
celeste e divina, e non terrena e umana. loro. Sei indemoniato, ossia, sei istigato dal de-
17. Chi vorrà adempire, ecc. Gesù dà un monio a pensare così (non già sei posseduto dal
primo mezzo per accertarsi che la sua dottrina demonio).
viene da Dio, e questo mezzo si è obbedire sincera- 21. Feci un'opera sola, ecc. Gesù allude alla
mente a Dio, osservando tutto quello che Egli ha guarigione del paralitico alla Piscina Probatica. V,
comandato per mezzo della legge e dei profeti. 8-10.
Chi farà così, conoscerà che veramente Dio parla Tutti ne fate un gran dire, tanto che fin d'al-
per bocca di Gesù. Se dunque Giudei non cre-
i lora decretaste di farmi morire, V, 16.
dono a Gesù, si è perchè sono ribelli a Dio e non 22. Mosè diede a voi, ecc. Mostra quanto sia
osservano la sua legge. ingiusto il loro odio contro di lui. Mosè vi diede
18. Chi parla, ecc. Dà un secondo segno per la circoncisione. Lev. XII, 3 e ss., anzi pro-
conoscere la divinità della sua dottrina. Chi parla priamente ve la diedero gli antichi patriarchi
a nome proprio e annunzia una dottrina di sua (Gen. XVII, 10), ed essa costituisce per voi
invenzione, cerca di soddisfare la propria ambi- una delle più importanti prescrizioni. E voi cir-
zione e di acquistarsi gloria presso gli uomini : concidete, ecc. La circoncisione doveva farsi nel-
colui invece, che nell'adempimento del proprio l'ottavo giorno dopo la nascita del fanciullo, e
ministero non cerca il proprio interesse, ma solo la si praticava ugualmente anche se l'ottavo giorno
la gloria di colui che lo ha mandato, è certamente cadeva in sabato.
degno di fede, e non può tradire i suoi uditori, 23. Se si circoncide, ecc. Gesù da questo fatto
perchè non ha alcun interesse a falsificare la verità. così argomenta : Se per non trasgredire la legge
19. Non diede a voi, ecc. I Giudei accusavano di Mosè riguardante la circoncisione, voi praticate
Gesù di trasgredire la legge, perchè guariva i questa cerimonia anche di sabato, perchè la cir-
S. Giovanni, VII, 24-32 381

**NoIite iudicare secundum faciem, sed iu- perchè ho sanato tutto un uomo in giorno di
stum iudicium iudicate. sabato? '*Non giudicate secondo l'appa-
renza :ma giudicate con retto giudìzio.
'*Dicebant ergo quidam ex lerosolymis : **Dicevano pertanto alcuni di Gerusa-
Nonne hic est, quem quaerunt interficere? lemme Non è questi colui che cercano di
:

"Et ecce palam loquìtur, et nihil ei dicunt. uccidere? '"Ed ecco che pubblicamente ra-
Numquid vere cognoverunt principes quia giona e non gli dicono niente. Hanno forse
hic est Christus? *^Sed hunc scimus unde i principi veramente conosciuto che egli sia

sit Christus autem cum venerit, nemb scit


: il Cristo? ''Noi però sappiamo donde esca

unde sit. costui il Cristo poi quando venga, nessuno


:

sa donde esca.
in tempio docens,
*'Clamabat ergo lesus '•Alzava adunque Gesù la voce inse-
et Et me scitis, et unde sim scitis :
dicens : gnando nel tempio, e dicendo E conoscete :

et a me ipso non veni, sed est verus, qui me, e conoscete donde io sia e io non :

misit me, quem vos nescitis. **Ego scio sono venuto da me, ma è verace colui che
eum quia ab ipso sum, et ipse me misit.
: mi ha mandato cui voi non conoscete. "Ma
'"Quaerebant ergo eum apprehendere : et io lo conosco perchè sono da lui, ed egli
:

nemo misit in illum manus, quia nondum è che mi ha mandato. '"Cercavano perciò di
venerai bora eius. prenderlo ma nessuno gli mise le mani
:

addosso, perchè la sua ora non era ancor


venuta.
"Deturba autem multi crediderunt in "Molti però del popolo credettero in lui,
eum, et dicebant Christus cum venerit, : e dicevano Il Cristo, quando verrà, farà
:

numquid plura signa faciet quam quae hic egli forse maggior numero di prodigi di
facit? "Audierunt Pharìsaei turbam mur- quello che questi fa? "Sentirono i Farisei

««Deut. 1, 18.

concisione è piìj nobile che non li riposo del sceri l'origine del Messia, egli sembreri disceso
sabato, per qusl motivo vi indignate contro di dal cielo.
me, che in un giorno di sabato ho fatto un'opera 28. Abavo la voce affinchè tutti intendessero
più nobile della stessa circoncisione? bene chi Egli fosse. £ conoscete me, cioè la mia
I Rabbini riguardavano la circoncisione come Is fisonomia, il mio nome, la mia patria, ecc. e donde
guarigione di una parte infetta del corpo umano, io sia, conoscete cioè miei parenti, la mia stirpe,
i

e Gesù domanda Se è lecito guarire una parte


:
ecc. E' vero, tutte queste cose (eccettuata la mia
dell'uomo, perchè non sari lecito guarire tutto nascita verginale) sono a voi note, ma voi ignorate
l'uomo, come ho fatto io? Non è forse fargli un che oltre l'umana io ho pure un'altra origine e
maggior benefizio? che è verace o meglio esiste veramente qualcuno
24. Son giadicate, ecc. Non giudicate delle che mi ha mandato, che voi non conoscete. Voi non
azioni degli altri, non vi lasciate guidare dall'ap- conoscete Dio, e non credete alla sua parola,
parenza esteriore, ma entrate nel loro spirito, e perchè altrimenti credereste pure che io sono il
vedrete subito che, se mettete da parte i vostri suo Inviato.
pregiudizi e considerate lo spirito della legge sul 29. Ma io lo conosco, e la ragione della cono-
riposo sabatico, io non ho punto violato il sabato. scenza che ho di lui sta in questo, che come Dio io
25. Alcani di Gerusalemme, i quali erano ad- traggo origine da lui per eterna generazione, e
dentro alle deliberazioni del Sinedrio più che non come uomo da lui sono stato mandato in terra a
gli altri Ebrei venuti dalle varie altre provincte. compiere una missione. Io adunque lo conosco
26. Ecco che, ecc. Sono meravigliati al vedere perfettamente.
che Gesù insegna pubblicamente senza essere 30. Cercavano, ecc. I capi dei Giudei, irritati
molestato dai capi della nazione, e perciò si do- perchè Gesù nuovamente aveva affermato la sua
mandano con una certa preoccupazione e un certo origine divina, cercavano di arrestarlo, ma non
dubbio Che i principi, ossia i membri del Si-
:
fecero nulla, perchè non era ancor venuta l'ora
nedrio abbiano cambiato parere e credano ora che segnata da Dio. Ebbero forse timore di qualche
Egli il Messia?
sia tumulto da parte del popolo.
Noi però, ecc. Dichiarano però subito as-
27.
31. Molti del popolo, ecc. Le parole di Gesìì
surda una tale supposizione. Non è possibile che
mentre eccitarono l'odio dei capi della nazione,
l'abbiano riconosciuto per Messia, poiché sap-
produssero la fede nell'animo più semplice di
piamo donde esca costui, conosciamo cioè i suoi
molti del popolo. Il loro ragionamento è giustis-
genitori e la sua famiglia. Acciecati da falsi pre-
simo. Potri forse il Messia fare opere più grandi
giudìzi e da false interpretazioni dei profeti (is.
di quelle fatte da Gesù? L'Evangelista riferendo
LUI, 8; Mich. V, 2; Malach. Ili, 2, ecc.) pen- queste parole lascia evidentemente supporre che
savano che il Messia dopo esser nato in Be- Gesù avesse fatto grandi miracoli.
tlemme dalla stirpe di Davide, dovesse vivere
affatto nascosto e ignorato fino al momento, in 32. Che tali erano ì susurrì. V. v. 13. E i Fa-
cui d'improvviso e con grande apparato di gloria risei, cioè i membri del Sinedrio e i principi dei
avrebbe fatto la sua apparizione in Gerusalemme. sacerdoti, temendo la sua influenza sul popolo,
V. n. Matt. iV, 6; Lui. IV, 9. Nessuno cono- mandarono soldati con ordine di arrestarlo.
382 S. Giovanni, VII, 33-39

murantem de ilio haec : et miserunt prin- che tali erano nel popolo i susurri riguardo

cipes, et Pharisaei ministros ut apprehen- a lui :e i Farisei e i principi mandarono


derent eum, ministri, perchè lo pigliassero.
^^Dixit ergo eis lesus : Adhuc modicum ''Disse adunque loro Gesù Per poco :

tempus vobiscum sum vado ad eum, : et sono ancora con voi e me ne vo a colui
:

qui me misit. ^^Quaeretis me, et non in- che mi ha mandato. '"Cercherete di me, e
venietis et ubi ego sum, vos non potestis
; non mi troverete e dove io sono, voi non
:

venire. ^*Dixerunt ergo ludaei ad seme- potete venire. '^Dicevano perciò tra loro i
tipsos Quo hic iturus est, quia non inve-
: Giudei Dove mai è per andare costui che
:

niemus eum? numquid in dìspersionem noi non lo troveremo? Andrà forse tra le
Gentium iturus est, et docturus Gentes? disperse nazioni, e predicherà ai Gentili?
^*Quis est hic sermo, quem dixit : Quaere- "^Che parlare è questo che egli fa Mi cer- :

tis menon invenietis et ubi sum ego,


et : cherete, e non mi troverete e dove sono:

vos non potestis venire? io, voi non potete venire?

'Mn novissimo autem die magno festivi- ''Ma nell'ultimo gran giorno della solen-
tatis stabat clamabat, dicens
lesus, Si et : nità. Gesù
stava in piedi, e ad alta voce
quis sitit, veniat ad me, et bibat. '*Qui diceva Chi ha sete venga a me, e beva.
:

credit in me, sicut dicit Scriptura, flumina "A chi crede in me scaturiranno (come
de ventre eius fluent aquae vivae. '*Hoc dice la Scrittura) dal seno di lui fiumi
autem dixit de Spiritu, quem accepturi erant d'acqua viva. '^Ora questo egli diceva ri-
credentes in eum nondum enim erat Spi- : guardo allo Spirito che erano per ricevere
ritus datus, quia lesus nondum erat glo- quelli che credevano in lui perchè non :

rlficatus. era ancora stato dato lo Spirito, non es-


sendo ancora glorificato Gesù.

"Inf. 13, 33. "Lev. 23, 36. " Is. 44, 3 et 57, 11; Joel 2, 28; Act. 2, 17.

33. Disse adunque Gesù ai suoi nemici Per : moniadella festa. Ogni mattina infatti (eccettuata
poco, cioè per circa sei mesi (fino alla prossima prima) degli otto giorni che durava la festa, il
la
Pasqua) sono ancora con voi, e durante questo Sacerdote andava con un vaso di oro ad attingere
tempo nulla voi potrete fare contro di me, e poi acqua alla fontana di Siloe e la portava con gran
me ne vo di mia spontanea volontà a Colui che pompa nel tempio, e quivi dopo averla mescolata
mi ha mandato. Gesù allude alla sua morte e alla con vino la versava sull'angolo dell'altare degli
sua glorificazione, e fa vedere che esse non av- olocausti, mentre i leviti cantavano VHallel (Salmi,
verranno prima del tempo stabilito dal Padre. CXIII-CXVni). Questa cerimonia era destinata a
ricordare l'acqua miracolosa che Dio aveva prov-
34. Cercherete di me, ecc. In queste parole
veduto al suo popolo nel deserto. Venga a me
viene espressa una terribile minaccia. Tra poco i
e beva. Gesù afferma nuovamente che Egli è
Giudei, perseguitati dall'ira di Dio e oppressi
una fonte di acqua viva per tutti coloro che ere*
da mille mali in gastigo del Deicidio commesso,
dono in lui (V. IV, 14; VI, 35).
ricordandosi di Gesù e dei miracoli da lui ope-
rati, desidereranno di averlo presente a loro aiuto 38. Dice la Scrittura, ecc. Non è questa una
e conforto, ma inutilmente. Gesù salirà al cielo, citazione letterale propriamente detta, ma un
ed essi rimarranno per sempre separati dal suo riassunto di parecchi testi dei profeti (Is. XLI, 18;
amore e dalla sua protezione. XLIV, 3; LV, 1; LVIII, 11; Ezech. XXXVI, 25;
Gioel. II, 28, ecc.). Dal seno di lui, cioè dal più
35. Andrà forse, ecc. Lasciando da parte le intimo del suo animo scaturiranno fiumi di acqua
parole di Gesù che
riferiscono alla sua divina
si
viva, ossia abbondantissime acque, simbolo delle
missione, i Giudei
pigliano giuoco delle altre :
si
molteplici grazie e dei varii doni dello Spirito
Dove vo io, ecc. e si domandano : Forsechè, ve- Santo. Chi pertanto ha sete di luce, di verità,
dendo che la sua predicazione non fa frutto in di giustizia, venga a Gesù, presti fede alla sua
mezzo di noi, vuol andare a predicare agli Ebrei parola, e tosto si vedrà dissetato, anzi non solo
della dispersione, oppure agli atei e immondi
sarà dissetato, ma da lui scaturiranno altresì fiumi
quali sono i gentili? La frase bxaartopà x&v 'EX-
di luce capaci di dissetare gli altri.
Xf|v<Bv la dispersione dei Greci ossia dei pagani,
si usava comunemente per indicare i Giudei che

39. Ora questo, ecc. L'Evangelista spiega il
vivevano dispersi in mezzo ai pagani. I Giudei senso delle parole di Gesù, e dice che Egli inten-
riguardavano i pagani come indegni dì riceveie
deva parlare di quella grande effusione dello
il Messia. Spirito Santo nel cuore degli Apostoli e dei fedeli,
che avrebbe poi avuto luogo dopo la sua glori-
36. Che parlare, ecc. Questa ripetizione prova ficazione. Non era ancora, ecc. Questa grande ef-
che quantunque i Giudei si fossero pigliati giuoco fusione dello Spirito Santo dovea nei disegni di
delle parole diGesù, sospettavano però che esse Dio essere un frutto specialissimo della passione
contenessero qualche cosa di grave che essi non
e della glorificazione di Gesù, e quindi non era
conoscevano.
conveniente che venisse data prima che Gesù
37. Nell'ultimo gran giorno, cioè nell'ottavo che fosse asceso al cielo.
veniva celebrato con maggior solennhà (Lev. XXIII, Nel greco si ha Non era ancora lo Spirito ;
:

36; Num. XXIX, 35). Stava Gesù in piedi e ad il senso però di questa frase è determinato dalle
aHa voce diceva per essere meglio inteso da tutti. parole precedenti, per riguardo allo Spirito che
Chi ha sete, ecc. Gesù prende probabilmente occa- erano per ricevere, ed è questo Non «ra ancora
:

sione di parlare in questa maniera da una ceri- stato ricevuto lo Spirito,


S. Giovanni, VII, 40-52 383

**Ex Illa ergo turba cum audissent hos *"Molti perciò dì quella moltitudine aven-
sermones eius, dicebant : Hic est vere pro- do udito questi suoi discorsi, dicevano :

pheta. *'Alii dicebant : Hic est Christus. Questi è veramente il profeta. **Altri di-
Quidam autem dicebant : Numquid a Ga- cevano Questi è il Cristo. Altri poi dice-
:

lilaeae Christus? **Nonne Scriptura


venit vano Ma verrà egli il Cristo dalla Galilea ?
:

dicit Quia ex semine David, et de Be-


: "Non dice la Scrittura : Che dal seme di
thlehem castello, ubi erat David, venit Chri- David e dal castello di Betlemme, dove
stus? **Dissensio itaque facta est in turba abitava David, verrà il Cristo? *'Nacque
propter eum. adunque per riguardo a lui scissura nella
moltitudine.
**Quidam autem ex ipsis volebant appre- **E alcuni di essi volevano pigliarlo ma :

hendere eum sed nemo misit super eum


: nessuno gli mise le mani addosso. **Ritor-
manus. "Venerunt ergo ministri ad Ponti- narono pertanto 1 ministri ai Farisei e ai
flces, et Pharisaeos. Et dixerunt eis illi : principi dei sacerdoti : i quali dissero loro :

Quare non adduxistis illum? **Responde- Perchè non lo avete voi menato? **Rispo-
runt ministri : Numquam sic locutus est sero i ministri : Nessuno ha parlato mal
homo, sicut hic homo. come quest'uomo.
*^Responderunt ergo eis Pharisaei Num- : *'Ma i Farisei risposero loro : Siete forse
quid et vos seducti estis? **Numquid ex stati sedotti anche voi? **V'ha forse alcuno
principibus aliquis credidit in eum, aut ex dei principali, o dei Farisei, che abbia cre-
Pharisaeis? **Sed turba haec, quae non duto in lui? **Ma questa turba, che non
novit legem, maledicti sunt. intende la legge, è maledetta.
"Dixit Nicodemus ad eos, ille, qui venit *'Disse loro quel Nicodemo, il quale era
ad eum nocte, qui unus erat ex ipsis : stato di notte da Gesù, ed era uno del loro
"Numquid lex nostra iudicat hominem, nisi ceto "La nostra legge condanna forse un
:

prius audierit ab ipso, et cognoverit quid uomo prima di averlo sentito, e di aver
'aciat? **Responderunt, et dixerunt ci: saputo quel ch'egli faccia? *'Gli risposero,

"Mich. 5, 2; M«tth. 2, 6. »• Sup. 3, 2. »• Deut. 17, 8 et 19, 15.

40. E' il profeta (gr. 6 xpo<f>TÌtTt<; ) precursore del ammirarsi la semplicttl e il candore di questi
Messia (V. n. I, 21). Attorno a Gesù si formano uomini rozzi, e nelU loro testimonianza si ha
varii partiti : gli uni per
e gli altri contro di
lui una prova eloquente della santità di Gesù Cristo.
lui ; alcuni credono che Egli sia veramente il 47. / Farisei diventano furibondi per loro Gesù ;

Messìa, altri che sia solo un profeta, ed altri che non è che un seduttore e tutti suoi seguaci sono i

non sia né l'un né l'altro. L'Evangelista riferisce vittime dell'errore, perciò domandano : Siete forse
le varie opinioni. stati sedotti anche voi?
42. Dal seme di Davide, ecc. Gesù viene dalla Vi ha forse, ecc. Per mostrare come Gesft
48.
Galilea, il Messia invece deve essere della stirpe sia veramente un seduttore, che non merita alcuna
di Davide (Il Re VII, 16; Salm. LXXXVIII, 30, fede, portano il loro stesso esempio facendo osser-
37, 38; Is. XI, 1; Ger. XXIII, 5; Ezech. XXXIV, vare che niuno dei capi della nazione, che rap-
24, ecc.), e nascere in Betlemme (Mich. V, 2). presentano l'autoriti, e niuno dei Farisei, che rap-
Si vede che costoro non sapevano né che Gesù presentano la scienza, ha creduto in lui.
era della stirpe di Davide, dò che era nato in 49. Questa turba, ecc. Nell'ebbrezza del loro
Betlemme. L'Evangelista non corregge il loro er- orgoglio e nel furore di odio contro Gesù non
rore, perchè suppone che i suoi lettori conoscano conoscono più alcun ritegno. La turba, che pensa
dai Sinottici e la genealogia e il luogo della diversamente da loro, è un'accolta di ignoranti e
nascita di Gesù. di perversi, che ha sopra di sé la maledizione
44. AlcurU. di coloro che dicevano che il Messia di Dio e merita ogni disprezzo.
non poteva venire dalla Galilea, e non alcuni dei 50. Quel Nicodemo, ecc. V. Ili, 2. Era uno
ministri inviati dai membri del Sinedrio per arre- del loro ceto, cioè apparteneva anch'egli al Si-
stare Gesù. V. V. 46. nedrio (Lue. XXIII, 50). Egli solo fra tanti pro-
45. Ritornarono i ministri che avevano fin dal testa in nome della giustizia contro il modo di
quarto giorno della festa (32) ricevuto ordine dal procedere verso Gesù.
Sinedrio di arrestare Gesù, e lo avevano seguito 51. La nostra legge, ecc. Nicodemo conoscendo
e ascoltato aspettando il momento opportuno per le cattive disposizioni del Sinedrio verso G«sù,
eseguire quanto loro era stato comandato. Perchè non prende apertamente a difenderlo, ma invoca
non l'avete, ecc. Si mostrano pieni di sdegno, e l'osservanza della legge, la quale voleva un minu-
domandano ragione, perchè non lo abbiano ar- tissimo esame prima che si potesse pronunziare
restato. sentenza di condanna (Esod. XXIII, 1 Lev. XIX, ;

46. Nessuno, ecc. Non cercano scuse, non di- 15; Deut. I, 16, ecc.), il che non era ancora stato
cono di aver avuto timore delle turbe, ma confes- fatto per Gesù (V. flg. 143).
sano chiaramente di non aver osato toccarlo per 52. Sei forse anche tu, ecc. Sei forse anche tu
la commozione profonda che nel loro cuore oriundo di Galilea, perchè venga a prendere le
destavano le sue parole, e per la somma rive- difese di un Galileo? Esamina le Scritture e
renza di cui furono compresi i^erso di lui. E' da vedrai, ecc. Ciò che dicono è falso, poiché i
384 S. Giovanni, VII, 53 — vm, 2

Numquid et tu Galflaeus es? Scrutare Scrip- e dissero Sei forse anche tu Galileo? Esa-
:

turas, et vide quia a Galilaea propheta non mina Scritture e vedrai che non sorge
le
surgit. *'Et reversi sunt unusquisque in do- profeta dalla Galilea. *^E se ne tornò
mum suam. ciascuno a casa sua.

CAPO Vili.

L'adultera, i-ii. — Gesù è la luce del mondo, 12-20. — Conseguenze dell'incre-


dulità dei Giudei, 21-27. — Esaltazione del Messia, 28-30. — Discussione coi
Giudei. I Giudei
sono figli del demonio, 31-51. — Gesii piti antico e più. grande
di Abramo, 52-59.

^lesus autem perrexit in montem Oliveti : ^E Gesù se n'andò aJ monte Oliveto ''E :

*Et diluculo iterum venit in templum, et digran mattino tornò nuovamente al tempio,
omnis populus venit ad eum, et sedens do- e tutto il popolo andò da lui, e stando a
cebat eos. sedere li ammaestrava.

profeta Giona era certamente Galileo (IV Re XIV, da un asterisco, che indica o un dubbio sulla sua
25) e probabilmente anche Nahum come pensa autenticità, oppure che si doveva omettere nella
S. Gerolamo (Prolog, in Nahum). Del resto che pubblica lettura. Non è da tacersi che alcuni
codici minuscoli la pongono in fine al Vangelo,
mentre altri la inseriscono nel Vangelo di S. Luca
dopo il cap. XXI, SS.

Ciò non ostante però la pericope va ritenuta au-


tentica, come ha definito il Concilio di Trento.
Essa infatti si trova in numerosi codici onciali
D F G H K U, ecc. e tra questi il codice D ha
un grandissimo valore si trova pure in più di
;

300 codici minuscoli e S. Gerolamo attesta che ai


suoi tempi si leggeva in molti codici greci e latini.
La trova eziandio nella più parte dei mano-
si

Fig. 143- scrittidell'antica Itala, nella Volgata di S. Gero-


lamo, nella versione siriaca gerosolimitana, nelle
Il rotolo del Pentateuco versioni etiopica e boarica e nella traduzione
in un ricco astuccio. latina del Diatessaron dii Taziano. Era inoltre
(Originale a Naplusa). usata nell'antica liturgia, e fu conosciuta pro-
babilmente da Papia e certamente dai Padri
latiniAmbrogio, Gerolamo, Agostino, ecc. e dal-
l'autore delle Costituzioni Apostoliche.
Per riguardo allo stile, checché ne dicano gli
avversarli, è certo che nella pericope si trovano
molte rassomiglianze col resto del IV Vangelo, e
se vi ha qualche divergenza, essa non è tale da
far supporre un diverso autore. Non si deve omet-
tere che questo passo risponde assai bene al con-
testo, ed ha la sua ragione di essere nei versetti
VII, 24 e VIII, 15. E' inoltre assai più facile
«osa importa che Gesù sia Galileo o no, Nico- spiegare la sua omissione in alcuni codici che non
demo non aveva domandato che l'osservanza della la sua inserzione negli altri. Sembrò ad alcuni,
legge essi però non se ne curano.
;
come dicono Sant'Ambrogio e Sant'Agostino, che
in essa vi fosse esagerata la misericordia di Dio,
53. E se ne tornò, ecc. La protesta di Nicodemo
e si offrisse così un incentivo al peccato, perciò
ebbe almeno questo risultato, che fece sospendere
lo soppressero nei loro codici.
ogni ulteriore deliberazione.
V. sulla questione. Cornely Intr. Ili ed. 2,
p. 232 e seg. Knabenbauer, Com. in Ev. sec.
CAPO Vili. Joan. ed. II p. 283; lacquier, Histoire des livrea
1. Il tratto compresoil cap. VII, 53 e il
tra
du N. T. tom. 4, p. 275 ed. 2.
cap. VIII, 11 dà luogo a una grave difficoltà per Se n'andò al monte Oliveto per passarvi la
riguardo alla sua autenticità notte come faceva negli ultimi giorni di sua vita
Questa pericope
.1

manca infatti nei codici N A B C N T X, nel (Lue. XXI, 37).


codice di Freer (Rev. Bib. 1908, p. 452-454), in 2. Con questa parola ven-
Al tempio, xò tepóv.
più di cento corsivi manca pure in parecchi
; gono designati i varii fabbricati che erano attorno
codici dell'antica Itala, nelle versioni s'iriache al tempio propriaménte detto o santuario. Tutto
(Peschito, Curetoiiiana, Sinaitica, Pilosseniana), il popolo ossia gran moltitudine avida di vederlo
nell'armena, nella gotica, nella sahidica, nei com- e di ascoltarlo accorse iEtorno a lui, ed Egli stando
inenti degli antich Padri, e in parecchi Evange- a sedere in qualche atrio o sotto qualche porti*
iiarii antichi. Altri yarii codici la fanno precedere cato insegnava.
S. Giovanni, Vili, 3-12 385

*Adducunt autem Scribae, et Pharisaei 'E gli Scribi e i Farisei gli conducono
mulierem in adulterio deprehensam et sta- : una donna colta in adulterio, e postala in
tuerunt eam in medio. *Et dixerunt ei : mezzo, *gli dissero Maestro, questa donna
:

Magister, haec mulier modo deprehensa est or ora è stata colta che commetteva adul-
in adulterio. "In lege autem Moyses man- terio. 'Ora Mosè nella legge ci ha coman-
davit nobis huiusmodi lapidare. Tu ergo dato che queste tali sieno lapidate. Tu perd
quid dicis? 'Hoc autem dicebant tentantes che dici? "E questo dicevano per tentarlo,
eum, ut possent accusare eum. e per avere onde accusarlo.
lesus autem inclìnans se deorsum, digito Ma Gesù, abbassato in giù il volto, scri-
scribebat in terra. ^Cum ergo perseverarent veva col dito su la terra. 'Ccmtinuando però
interrogantes eum, erexit se, et dixit eis : quelli a inteirogarlo, si alzò, e disse loro :

Qui Bine peccato est vestrum, primus in Chi tra voi è senza peccato, scagli per il
illam lapidem mittat. 'Et iterum se incli- primo la pietra contro di lei. 'E di nuovo
nans, scribebat in terra. 'Audientes autem chinatosi, scriveva sopra la terra. 'Ma co-
unus post unum exibant, incipientes a se- loro, udito che ebbero questo, uno dopo
nioribus et remansit solus lesus, et ma-
: l'altrose n'andarono, principiando dai più
iler in medio stans. vecchi e rimase solo Gesù e la donna che
:

si stava nel mezzo.


^'Erigens autem se lesus, dixit Mu- ei : "E Gesù alzatosi le disse Donna, dove :

lier, ubi sunt, aui te accusabant? nemo te sono coloro che ti accusavano? Nessuno ti
condemnavit? Quae dixit: Nemo, Do- ha condannata? "Ed ella: Nessuno, o
mine. Dixit autem Jesus Nec ego te con- : Signore. E Gesù le disse :Nemmeno Io ti
demnabo Vade, et iam amplius noli pec-
: condannerò : vattene, e non peccar più.
care.
"Iterum ergo locutus est eis lesus, dl- "Altra volta poi Gesù pariò ad essi, di-
cens Ego sum lux mundi
: : qui sequitur cendo :Io sono la luce del rabido chi mi :

•Lev. 20, 10. »Deut. 17, 7. »» I Jo«n. 1, 5.

3. GU
Scribi. E' l'unica volta che siano men- aver capito, e insistettero nella loro domanda.
zionatidal IV Vangelo. Colta in adulterio. L'ul- CAI tra voi, ecc. Con questa risposta Ge.sù si
timo giorno della festa venendo celebrato con pone dalla parte della legge permettendo che la
grande allegria, era facile che si trasmodasse e donna venga lapidata, ma nello stesso tempo usa
si commettessero disordini. della più grande misericordia verso di lei esi-
4. Or ora è stata colta, ecc. fu sorpresa cioè gendo dai lapidatori che siano mondi da pec-
mentre commetteva adulterio. cato. Gesù leggeva nel cuore degli accusatori, e
colla sua risposta li pone in tale imbarazzo, che
5. Afose, ecc. La legge (Deut. XXII, 23, 24)
li riduce al silenzio e li costringe ad andarsene
stabiliva la lapidazione per la fidanzata che avesse
mancato di fede al suo sposo ma per la donna :
9. Uno dopo l'altro e non tutti assieme per
maritata e divenuta adultera la legge (Lev. XX, 10) non far vedere che erano stati confusi. Tutti
non infliggeva che la pena di morte. Da ciò sapevano di essere colpevoli e, a cominciare dai
sembra si possa dedurre che questa donna fosse più vecchi, quali compresero subito che non
i

solo fidanzata. vi era altra via di uscita, se n'andarono. Ri-


Per mase solo Gesà e la donna, essendosene andati
6. tentarlo, ecc. Conoscendo la bontà e la
tutti gli accusatori. Il popolo però e i discepoli
misericordia di Gesù, si pensavano che Egli non
continuarono a stare assieme a Gesù e non si
l'avrebbe condannata a tale supplizio, e che essi
in conseguenza l'avrebbero potuto accusare davanti
allontanarono.
al popolo come trasgressore della legge di Mosè 11. Nemmeno lo, che pure sono senza peccato
e favoreggiatore dei romani, che non condanna- ti condannerò. Non sono venuto a esercitare l'uf-
vano a morte l'adultera. Speravano di avere cosi flclo di Giudice, ma ad essere il Salvator?. Gesù
un successo maggiore di quello ottenuto nell'ac- le usa cosi misericordia dicendole : Vattene. Af*
cusarlo di aver violato il sabato. Nel caso perd finché però non si creda, che non condannandola
che Egli l'avesse condannata, allora l'avrebljcro Egli approvi il suo peccato, soggiunge : Non
tacciato di crudeltà davanti al popolo, e poi de- peccar più. « Gli antichi Padri osservarono in
nunziato come ribelle all'autorità romana, che questa donna una figura della Chiesa, la quale
aveva riservato a sé il diritto di condannare a formar si doveva delle nazioni idolatriche conver-
morte. Scriveva col dito sulla terra. E' impossibile tite al Vangelo. La misericordia usata a queste
sapere ciò che abbia scritto. Con questo atto Gesù da Dio, non doveva essere di mal cuore sofferta
voleva far comprendere che non apparteneva a lui dai Giudei, se a sé stessi riflettevano e ai pes-
il costituirsi giudice in tale questione. Vi erano i simi loro costumi ». Martini,
pubblici tribunali che davano sentenza, ricorrano 12. Altra volta, cioè probabilmente il giorno
dunque ad essi gli accusatori. I Rabbini ebrei so- seguente. Io sono la luce del mondo. Gesù è la
levano talvolta mettersi a scrivere sulla terra, luce perché coi suoi esempi e colla sua dottrina
quando non volevano rispondere a questioni de- dissipa le tenebre, che circondano la nostra
licate che loro venivano proposte.
mente. I profeti avevano presentato il Messia come
7. Continuando, ecc. I Farisei finsero di non una grande luce, che doveva illuminare non solo

25 — Scusra Bibbia, toI. I.


386 S. Giovanni, Vili, 13-18

me, non ambulai in tenebris, sed habebit segue non camminerà al buio, ma avrà
lumen vitae. "Dixerunt ergo ei Pharisaeì : luce di vita. "Gli dissero perciò i Farisei :

Tu de testimonium perhibes
te ipso : testi- Tu rendi testimonianza di te stesso la tua :

raonium tuum non est verum. testimonianza non è idonea.

^*Respondìt lesus, et dixit eis Et si : "Rispose Gesù, e disse loro Quantun- :

ego testimonium perhibeo de meipso, verum que io renda testimonianza di me medesimo,


est testimonium meum quia scio unde
: è idonea la mia testimonianza perchè so :

veni, et quo vado vos autem nescitis unde


: donde io sono venuto, e dove vado ma voi :

venio, aut quo vado. ^"Vos secundum car- non sapete donde io venga, e dove io vada.
nem iudicatis ego non ludico quemquam
: : "Voi giudicate secondo la carne io non :

^*Et si iudico ego, iudicium meum verum giudico nessuno "e quand'anche io giu-
:

est, quia solus non sum sed ego, et qui


: dicassi, il mio giudizio è sicuro, perchè io
misit me. Pater."Et in lege vestra scrip- non sono solo ma io e il Padre che mi ha
:

tum est, quia duorum hominum testimo- mandato. "E nella vostra legge sta scritto,
nium verum est. "Ego sum, qui testimo- che la testimonianza di due persone è ido-
nium perhibeo de meipso et testimonium : nea. "Sono io che rendo testimonianza di
perhibet de me, qui misit me. Pater. me stesso e testimonianza rende di me
:

il Padre, che mi ha mandato.

"Deut. 17, 6 et 19, 15; Matth. 18, 16, II Cor. 13, 1; Hebr. 10, 28.

il popolo ebreo ma tutti i popoli della terra Se in generale è vero che niuno è giudice com-
(Is.XLII, 6; XLIX, 6; Lue. II, 32, ecc.), perciò petente in causa propria, è falso però assoluta-
Gesù dicendo di essere la luce del mondo, aÒerma mente che la parola di un uomo abbia nessun
nuovamente di essere il Messìa. Chi mi segue. valore quando egli parla di sé stesso. Vi è infatti
in noi una quantità di cose, di cui noi soli ad
esclusione di qualsiasi altro, possiamo essere testi-
monio Altra volta, cioè al cap. V, 33, 36. Gesù
aveva risposto a questa difficoltà appellandosi
alla testimonianza del Padre e del Battista.

14. E' Idonea la mia testimonianza. Gesù ri-


sponde che l'eccezione sollevata dai Farisei non
ha valore per lui. Egli solo può rendere testi-
monianza della sua origine divina (donde sono
Rg. 144. venuto) e della missione che ha da compiere sulla
terra (dove vado), perchè nessun può conoscere
Gran candelliere che
si accendeva nel queste cose se non ricevendone da lui la manife-
stazione. Gesù è Dio, e come tale non ha bisogno
Tempio aiia festa
dell'altrui testimonianza per essere creduto, deve
dei Tabernacoli.
bastare la sua parola.
15. Voi giudicate, ecc. Voi non conoscete la
mia origine e la mia missione per vostra colpa,
perchè cioè nei vostri giudizi vi lasciate guidare
dalle apparenze sensibili, e siccome io conduco
una vita umile e modesta e sono nato da madre
povera, ecc., voi vi rifiutate di credere alla mia
parola, e mi condannate come un impostore. Io
non giudico, ecc. Mentre voi giudicate sinistra-
mente di me e mi condannate, io che avrei ragione
di condannarvi, non vi giudico, né vi condanno,
ossia chi crede alla mia parola e pratica \ miei
insegnamenti, non cammina al baio, vale a dire perché ora è tempo di misericordia e non di giv-
stizia, e Dio (III, 17) mi ha mandato non a con-
non vivrà nelle tenebre dell'ignoranza e del pec-
cato, ma avrà tace di vita, riceverà cioè una tal
dannare, ma a salvare il mondo.
luce, che lo guiderà e lo farà pervenire alla vita 16. // mìo giudizio, ecc. Benché attualmente
eterna. io noneserciti l'ufficio di giudice, se però vo-
Nella prima notte della festa dei Tabernacoli, e lessi giudicare, il mio giudizio non si ferme-
forse anche nelle seguenti, si faceva una grande rebbe come il vostro alle sole apparenze ; ma si
illuminazione degli atrii del tempio e si mena- porterebbe alla realtà delle cose e sarebbe vero,
vano danze con torcie accese in mano. perchè io giudico assieme al mio Padre, e il mio
E' probabile che Gesù abbia preso occasione da giudizio è giudizio divino e infallibile.
queste cerimonie per paragonarsi alla luce, come 17-18. Gesù
torna a parlare del valore della
prima aveva preso occasione da altre cerimonie
sua testimonianza, e si appella alla legge (Deut.
per parlare della fonte di acqua viva, VII, 37.
XVII, 6; XIX, 15). La legge, per la quale i Fa^
13. / Farisei compresero la portata delle affer- risei affettavano grande zelo, vuole che sia ritenuta
mazioni di Gesù, e cercarono di interrompere 11 per valida la deposizione di due testimonii. Ora
suo discorso e smentirlo. La tua testimonianza, ecc. Gesù, come uomo, ha in suo favore la testlmo-
S. Giovanni, Vili, 19-26 387

"Dicebant ergo ei Ubi est Pater tuus? : "Gli dissero però Dov è tuo Padre?
:

Respondit lesus Neque me scitis, neque


: Rispose Gesù Non conoscete né me, né
:

Patrem meum si me sciretis, forsitan et


: il Padre mio se conosceste me, conosce-
:

Patrem raeum sciretis. "Haec verba locutus reste anche il Padre mio. '"Tali parole disse
est lesus in gazophylacio, docens in tempio : Gesù nel gazofllacio, insegnando nel tem-
et nemo apprehendit eum, quia necdum pio e nessuno lo arrestò perché non era
:

venerat bora eius. giunta la sua ora.


Ego vado,
^'Dixit ergo iterum eis lesus : "Altra volta disse loro Gesù Io me ne :

et quaeretis me,
peccato vestro morie-
et in vo, e mi cercherete, e morrete nel vostro
mini. Quo ego vado, vos non potestis venire. peccato. Dove vado io, voi non potete ve-
*'Dicebant ergo ludaei Numquid interfl- : nire. "Dicevano perciò I Giudei Si darà :

ciet semetipsum, quia dixit Quo ego vado, : egli da se stesso la morte, poiché dice :

vos non potestis venire? Dove vado io, voi non potete venire?
*'Et dicebat eis Vos de deorsum estis,
: "Ed diceva loro
egli Voi siete di quag- :

ego de supemis sum. Vos de mundo hoc giù, sono di lassù. Voi siete di questo
io
estis, ego non sum de hoc mundo **Dixi : mondo, io non sono di questo mondo. "Vi
ergo vobis quia moriemini in peccatis ve- ho detto pertanto che morrete nei vostri
stris si enim non credideritis quia ego
: peccati perché, se non crederete che io
:

sum, moriemini in peccato vestro. sono, morrete nei vostri peccati.


'*Dicebant ergo ei Tu quia es? Dixit : "Gli dissero perciò Chi sei tu ? Gesù
:

eis lesus Principiura qui et loquor vobis.


: disse loro Il principio, io che a voi parlo.
:

''Multa habeo de vobis loqui, et iudicare. "Molte cose ho da dire e da condannare

" Rom. 3, 4.

nianza di sé stesso come Dio e It testimonianza 23. Gesù non risponde a si maligna insinua-
del Padre (V, 30, 41). Egli fa opere che solo Dio zione, ma si contenta di accennare il vero motivo
può fare, e il Padre per mezzo dei miracoli più dell'opposizione che vi è tra lui e i Giudei. Essi
strepitosi conferma la veracitl della sua parola. hanno un'origine e una natura totalmente diversa
Efli perciò ha diritto di essere creduto quando af- dalla sua. Egli viene dal cielo ed essi vengono
ferma la sua divina natura e la sua divina mis- dalla terra ; Egli odia il mondo ed essi lo amano :
sione. niuna meraviglia perciò che vi sia grande opposi-
19. Dov'è tao Padrt? Con perversa ironia, che zione tra loro, e che essi siano esclusi dal cielo.
manifesta loro incredulità, domandano a Gestì
la 24. Se non crederete, ecc. Per giungere al cielo
di far loro vedere e sentire quel Padre, alla cui non bastano le forze della natura, ma è necessaria
testimonianza si è appellato. Egli nella sua ri- assolutamente la fede nel Messia. Se perciò i
sposta constata dapprima la loro colpevole igno- Giudei non crederanno che Gesù i il Messia, mor-
ranza I San conoscete né me, ecc., e poi fa loro ranno nella loro incredulità, e saranno esclusi per
vedere come potrebbero allontanare quest'igno- sempre dal cielo.
ranza dalla loro mente : Se conosceste me, cono- 25. Chi sei ttt ? Domandano, come se fosse la
scereste aWhe il Padre mio, perchè io, che solo prima volta che vedono Gesù, e come se Egli non
lo conosco, vi farei partecipe della cognizione
avesse mai detto chi era. // Principio, ecc. lo che
che ne ho (Matt. XI, 27). Il greco dv tradotto vi parlo sono Dio, principio di tutte le cose. Tale
nella Volgata forsitan deve essere tradotto invece
è il senso della Volgata : non è però tale il senso
per utìqae, certamente. dell'originale greco rr\v dpXnv 5 n xaì \a\& v>iBv,
20. Nel gazofllacio. Con questo nome veniva quale perciò fu diversamente interpretato. Alcuni
indicato il tesoro del tempio che si trovava nel p. es., Maldonato traducono Io sono ciò che vi
:

cortile delle donne. Nel muro che divideva questo ho detto fln da princìpio: la mia vita, le mie
cortile da quello dei gentili, si aprivano 13 porte, opere mostrano chiaro che io sono il Messia Figlio
davanti alle quali vi erano 13 casse, oppure una di Dio. Altri p. es., Le Camus, Fillion, ecc., Pr«-
cassa a 13 aperture, nelle quali si raccoglievano le cisamente io sono quel che vi dico, cioè il Messia
offerte dei fedeli per il tempio (Mar. XII, 41). Figlio di Dio. Altri p. es., Beelen, Godet, Cram-
La sua ora, cioè il tempo segnato da Dio. pon, ecc.. Io sono per principio, ossia per essenza,
21. Disse loro, ecc. Predice le terribili conse- ciò che vi dico, vale a dire, la mia dottrina, la
guenze dell'incredulità dei Giudei. Io me ne vo mia missione sono divine come la mia persona.
spontaneamente nel tempo prefisso da Dio, e mi Altri poi seguendo S. Giovanni Crisostomo, San
cercherete quando sarete oppressi da mille an- Cirillo A., ecc. ritengono la proposizione come
gustie e specialmente nei giorni dell'assedio (VII, interrogativa e spiegano Per principio (prima di
:

34), ma non mi troverete, e morrete nella vostra tutto, oppure, insomma) perchè io parlo ancora
incredulità. Io vado al cielo, ma voi ne sarete con voi? mentre vi rifiutate di prestar fede alle
per sempre esclusi e tra me e voi vi sarà una mie parole? Quest'ultima spiegazione pare la più
separazione perpetua. probabile. Knabenbauer, Calmes. b. 1. Rev. Bibl.
1899, p. 409-412.
22. Si darà, ecc. Pieni di disprezzo e di odio
contro Gesù, pensano che Egli voglia suicidarsi 26. Molte cose, ecc. Dopo questa interruzione
e commettere un delitto, al quale i Giudei (G. P. Gesù ritoma all'argomento, v. 24, e soggiunge

G. G. Ili, 8, 5) riservavano la parte piìì oscura che avrebbe molte cose da riprendere e condan-
dell'inferno. nare nei Giudei. Qualora però pronunziasse questa
388 S. Giovanni, Vili, 27-36

sed qui me misit, verax est «t ego quae : riguardo a voi ma colui che mi ha mandato
:

audivi ab eo haec loquor in mundo. *^Et è verace, e io quanto udii da lui, quello
non cognoverunt quia Patrem eius dicebat dico al mondo. *'Ed essi non intesero che
Deum. chiamava Padre suo Iddio.
ergo eis lesus
'^^Dixit Cum exaltaveritis :
^* Disse
perciò loro Gesù Quando avrete :

Filium Iiominis, tunc cognoscetis quia ego levato da terra il Figliuolo dell'uomo, allora
sum, et a meipso facio nihil, sed sicut conoscerete quel che io sono, e che nulla
docuit me Pater, haec loquor *'Et qui me : fo da me, ma parlo secondo quello che il
misit, mecum est, et non reliquit me solum : Padre m'ha insegnato "e colui che mi ha
:

quia ego quae placita sunt ei, facio semper. mandato è con me, e non mi ha lasciato
solo perchè io fo sempre quello che è di
:

suo piacimento.
"Haec ilio loquente, multi crediderunt in '"A questo suo ragionamento molti cre-
eum. '^Dicebat ergo lesus ad eos, qui cre- dettero in lui. '^Disse adunque Gesù a
diderunt ei, ludaeos Si vos manserìtis in
: que' Giudei che avevano creduto in lui :

sermone meo, vere discipuli mei eritis : Sarete veramente miei discepoli, se perse-
^^Et cognoscetis veritatem, et veritas libe- vererete ne' miei insegnamenti '^E cono- :

rabit vos. "Responderunt ei Semen Abra- : scerete la verità, e la verità vi farà liberi,
liae sumus, et nemini servivimus umquam : '*Gli risposero essi Siamo discendenti di
:

quomodo tu dicis : '*Re- Liberi eritis ? Abramo, e non siamo stati mai servi di
spondit eis lesus Amen, amen dico vobis
: : nessuno come dunque dici tu Sarete li-
: :

quia omnis, qui facit peccatum, servus est beri? **Rispose loro Gesù: In verità, in
peccati. '* Servus autem non manet in domo verità vi dico, che chiunque fa il peccato
in aeternum : fllius autem manet in ae- è servo del peccato. **0r il servo non istà
ternum. **Si ergo vos fllius liberaverit, vere nella casa per sempre il figliuolo ci sta
:

Rom. 6, 15-16; II Petr. 2, 19.

condanna, Egli agirebbe secondo la verità e la 33. Siamo discendenti, ecc. I Giudei fraintesero
giustizia, poiché suo giudizio sarebbe pienamente
il le parole di Gesù, e si sentirono feriti nel loro
conforme al giudizio del Padre, il quale non può orgoglio nazionale, perciò protestano che essi non
ingannarsi, né mentire in alcun modo. hanno bisogno di essere liberati da alcuna schia-
27. Essi non intesero, ecc. Erano così acciecati vitù, poiché non sono schiavi di alcuno. Quanto

che non compresero che Gesù parlava loro di é cieca la loro superbia! Sono stati schiavi nel-
Dio suo Padre. l'Egitto, nell'Assiria, nella Caldea, nella Persia,
anche attualmente sono soggetti a Roma, eppure
28. Quando avrete levato da terra sulla croce
affermano di essere liberi, di non aver mai servito
(IH, 14) il Figliuolo dell'uomo, e sarete stati te-
ad alcuno! Perchè discendenti di Abramo crede-
stimonii dei prodigi che accompagneranno la sua
vano di aver diritto a dominare tutto il mondo, e
morte, la sua risurrezione, la sua ascensione, e
che l'oppressione straniera fosse una breve prova
la discesa dello Spirito Santo, allora conoscerete
e nulla più !
che io sono il Messia e il Figlio del Padre, e che
l'opera da me compiuta é opera del Padre, perché 34. Rispose loro Gesà precisando meglio il suo
dal Padre [o ricevo per eterna generazione la sua pensiero, e facendo loro vedere che sono schiavi
stessa natura, la sua stessa intelligenza e la sua e non liberi sotto l'aspetto morale. Chi fa il pec-
stessa volontà. La profezia si è adempita per- cato si sottomette al suo dominio, cessa di essere
fettamente. Lue. XXIII, 48; Atti, II, 37, ecc. figlio di Dio e diviene schiavo delle proprie pas-
sioni e del demonio.
29. Colui che mi ha mandato, ecc. Benché man-
dato da Dio nel mondo, io non sono separato da 35. // servo non sta, ecc. Lo schiavo non ha
lui, ma Egli é con me, e in quanto sono Dio, diritto di stare sempre casa del padrone,
nella
perchè come tale ho comune con lui la natura, e e quando diventa inutile, viene venduto e allonta-
In quanto sono uomo, perchè come tale mi dirige nato; similmente gli schiavi del peccato, tra i
e guida in tutto, ed io non intendo ad altro che quali sono i Giudei, non hanno più alcun diritto
ad obbedire perfettamente a tutti i suoi voleri. di entrare e tanto meno di dimorare nel regno
30. Molti credettero in lui con fede però assai di Dio, ma ne saranno cacciati via. Il figlio invece,
debole, come si vedrà in appresso. Questa fede per questo stesso che è figlio, ha diritto dì stare
dei Giudei nemici di Gesù è tanto più da ammirare nella casa e di godersi l'eredità del Padre. Ora
inquantochè non fu causata da miracoli, ma dalla tutti gli uomini sono schiavi del peccato e Figlio ;

sola forza delle parole del Salvatore. di Dio è solo Gesù Cristo.
31. Sarete veramente miei discepoli, ecc. Per
36. Se il figlio vi libererà, ecc. Gesù passa a
essere veri discepoli di Gesù é necessario perse-
parlare di sé stesso. Il Figlio di Dio é padrone
verare nel prestar fede alla sua parola e nel pra-
della casa di Dio, e a lui solo appartiene rendere
ticare i suoi insegnamenti.
liberi dalla servitù del peccato. Se adunque vo-
32. Conoscerete, ecc. Se così farete conoscerete gliono conseguire questa libertà vengano a lui
sempre meglio la verità della mia dottrina, e colla fede più viva, e colla maggior prontezza nel
questa mia dottrina vi libererà dalla schiavitù del- praticare la sua dottrina.
l'ignoranza, del demonio e del peccato.
S. Giovanni, Vili, 37-44 389

fllii Abrahae estis;


liberi eritis. ''Scio quia per sempre "per la qual cosa se il Fi-
:

sed quaeritis me interflcere, quia sermo gliuolo vi libererà, sarete veramente liberi.
meus non capit in vobis. ''Ego quod vidi *'So che siete figliuoli di Abramo ma cer- :

apud Patrem meum, loquor : et vos quae cate di uccidermi perchè non penetra in
vidistis apud patrem vestrum, facitis. voi la mia parola. '"Io dico quello che ho
veduto presso il Padre mio, e voi parimente
fate quello che avete imparato presso il
vostro padre.
"Responderunt, et dixerunt ei : Pater "Gli risposero, e disseroIl padre nostro
:

noster Abraham est. Dicit eis lesus : SI è Abramo. Disse loro Gesù Se siete fi- :

fliiiAbrahae estis, opera Abrahae facite. gliuoli di Abramo, fate le opere di Abramo.
*''Nunc autem quaeritis me interflcere, ho- "Ma adesso cercate di uccider me, uomo,
minem, qui veritatem vobis locutus sum, che vi ho detto la verità la quale ho udita
quam audivi a Deo hoc Abraham non fecit.
: da Dio simil cosa non fece Abramo. *'Voi
:

*'Vos opera patris vestri. Dixerunt


facitis fate quello che fece il padre vostro. GH
itaque ei Nos ex fornicatione non sumus
: risposero essi pertanto Noi non siamo di
:

nati unum patrem habemus Deum.


: razza di fornicatori abbiamo un solo Padre,
:

Dio.
"Dixit ergo eis lesus Si Deus pater
: "Ma Gesù disse loro : Se Dio fosse il

vester esset diligeretis utique me, ego enim


: vostro Padre, certamente amereste me :

ex Deo processi, et veni ncque enim a : imperocché da Dio sono uscito, e sono ve-
me ipso veni, sed ille me misit. **Quare nuto poiché non sono venuto da me stesso,
:

loquelam meam non cognoscitis? Quia non ma egli mi ha mandato. **Per qual cagione
potestis audire sermonem meum. non intendete voi il mio linguaggio? Perchè
non potete soffrire le mie parole.
**Vos ex patre diabolo estis : et desi- **Voi avete per padre il diavolo, e volete
deria patris vestri vultis facere. Ille homl- soddisfare ai desideri del padre vostro :

<« I jMo. 3. 8.

37. So eh» slttt, ecc. Non vi contesto li vostra l'A. T. adulterio, fornicazione, ecc. (Esod. XXXIV,
discendenzi carnale da Àbramo, ma vi fo osser- 16; Giudici, II, 17; Gerem. II, 20, ecc.).
vare che siete ben lungi dall'avere le virtù e ia 42. Se Dio fosse, ecc. Gesù prova dal loro modo
fede del S. Patriarca. Invece di accogliermi, cer- di agire che non hanno Dio per Padre. Se infatti
cata di accldermì; ma questo avviene, percliè la avessero Dio per Padre, lo amerebbero, e amando
mia parola non porta frutto in voi. Avete creduto il Padre amerebbero ancora Luì, perchè Egli è
per un momento, v. 30, ma alla prima difficoltà, uscito, ossia procede per eterna generazione dal
V. 33, siete tornati indietro. Padre, ed è venuto nel mondo a incarnarsi non
per volontà propria, ma per compiere la volonti
38. Io dico, ecc. Tra me e voi esiste un'assoluta
del Padre. Gesù è il Figlio e l'Inviato del Padre,
opposizione; la mia dottrina viene da Dio, perchè
Egli deve perciò essere amato da tutti coloro che
io vi annunzio ciò che mi fu comunicato dal Padre,
ma essa non porta frutti in voi, perchè voi fate amano il Padre.
aio che avete imparato dal vostro padre il demonio, 43. Per qual cagìont, ecc. Perchè dalle mie
di cui siete figli e da cui vi lasciate guidare. parole, dai miei discorsi non mi riconoscete per
il Figlio e l'Inviato di Dio? Gesù stesso risponde
7/ Padre nostro, ecc. Punti sul vivo al sen-
39. a questa domanda. E' tanto l'odio che avete contro
tirsi parlare da Gesù di un altro padre diverso di me, che non solo non volete udire le mie parole,
da Abramo, affermano di nuovo che Abramo è ma non le potete neppur soffrire.
il loro padre ma Gesù fa subito vedere che non
:
44. Voi avete per padre, ecc. Spiega quale sia
parla di una discendenza carnale, ma spirituale.
la causa per cui non possono soffrire le sue pa-
Se siete figliuoli di Abramo, fate le opere di ben lungi dall'es-
role, e dichiara apertamente, che
Abramo, cioè credete a Dio, ubbiditegli, accogliete
sere figli di Abramo e di Dio, sono invece figli
i suoi inviati, ecc. come fece Abramo.
del demonio.
40. Afa adesso, ecc. Due cose sonocon- in voi Il motivo della loro opposizione consiste in
trarie ai sentimenti di Abramo, cioè l'odio contro questo, che mentre Egli si studia di fare sempre la
U prossimo sino a voler la mia morte, e il di- volontà di Dio, essi invece si studiano di fare la
sprezzo della verità annunziata dagli inviati di volontà del demonio. Ora il demonio fa omicida
Dio. Simil cosa non fece Abramo. Egli non fu fin da principio del genere umano, poiché sedusse
omicida, non disprezzo i comandi e gli inviati di i nostri progenitori, e fu causa che sopra di essi
Dio, ecc. venisse scagliata la sentenza di morte (Gen. Ili,

I 41. Fate quello che fece, ecc.


compresero chiaramente che Gesù non parlava di
discendenza carnale. Non siamo di razza, ecc.
Siamo figli di Abramo anche secondo lo spirito,
Da queste parole
1 e ss. ; Sap. Il, 24). I Giudei vogliono imitare
il loro padre congiurando contro Gesù. Non stette
nella verità in cui era stato creato, ma si ribellò
a Dio, e da quel momento non vi è più in lui la
verità, ma egli divenne nemico della verità,
poiché non siamo idolatri, ma adoriamo come padre e propagatore della menzogna. Padre della
Abramo un solo Dio, che chiamiamo nostro Padre. bugia, oppure del bugiardo. I Giudei anche in
L'idolatria del popolo ebreo viene chiamata nel- questo imitano il loro padre e odiano la verità.
390 S. Giovanni, Vili, 45-54

cida erat ab initio, et in veritate non stetit : quegli fu omicida fin da principio, e non
quia non est veritas in eo cum loquitur : stette nella verità perchè verità non è :

mendacium, ex propriis loquitur, quia men- in lui quando parla con bugia, parla da
:

dax est, et pater eius. *'Ego autem si veri- suo pari perchè egli è bugiardo e padre
:

tatem dico, non creditis mihi. *®Quis ex della bugia. **A me poi non credete, perchè
vobis arguet me de peccato? Si veritatem vi dico la verità. **Chi di voi mi convincerà
dico vobis, quare non creditis mihi? *^Qui di peccato? Se vi dico la verità, per qual
ex Deo est, verba Dei audit. Propterea vos cagione non mi credete? *^Chi è da Dio,
non auditis, quia ex Deo non estis. ascolta le parole di Dio. Per questo voi non
le ascoltate, perchè non siete da Dio.
**Responderunt ergo ludaei, et dixerunt **GIi risposero però i Giudei, e dissero :

el Nonne bene dicimus nos quia Samari-


: Non diciamo noi con ragione che tu sei un
tanus est tu, et daemonium habes? **Re- Samaritano, e un indemoniato? *'Rispose
spondit lesus Ego daemonium non habeo
: : Gesù Io non sono indemoniato
: ma onoro :

sed honoriflco Patrem meum, et vos inho- il Padre mio, e voi mi avete vituperato.
norastis me. ""Ego autem non quaero glo- "*Ma io non mi prendo pensiero della mia
riam meam est qui quaerat, et iudicet,
: gloria vi ha chi ne prende cura, e ne farà
:

**Amen, amen dico vobis si quis sermo- : vendetta. *Mn verità, in verità vi dico :

nem meum servaverit, mortem non videbit chi custodirà i miei insegnamenti, non ve-
in aeternum. '"Dixerunt ergo ludaei Nunc : drà morte in eterno. '*Gli dissero pertanto
cognovimus quìa daemonium habes. Abra- i Giudei Adesso riconosciamo che sei un
:

ham mortuus est, et Prophetae et tu dicis : : indemoniato. Abramo morì, e ì profeti e :

Si quis sermonem meum servaverit, non tu dici Chi custodirà i miei insegnamenti,
:

gustabit mortem in aeternum. **Numquid tu non gusterà morte in eterno. "Sei forse
maior es patre nostro Abraham, qui mor- da più del padre nostro Abramo, il quale
tuus est? et Prophetae mortui sunt. Quem morì? E i profeti morirono. Chi pretendi
te ipsum facis? tu essere?
'^Respondit lesus : Si ego glorifico me '^Rispose Gesù : Se io glorifico me stesso,

" I Joan. 4, 6.

45. A me poi non credete, ecc. Se odiate la niera, e vi siete resi colpevoli di un grande
verità è chiaro che non potete credere a me, peccato.
che dico la verità, oppure, secondo la Vol-
vi 50. Io non mi prendo, ecc. lo non piglio ven-
gata : Se odiate la verità non potete credere a detta dell'ingiuria che mi avete fatta, perchè noa
me, perchè io vi dico la verità. sono venuto per vendicarmi, ma per umiliarmi
46. Chi di voi, ecc. Gesù lancia una sfida ai suoi e per soffrire non crediate però di rimanere
:

nemici. Non
nega si fede a un uomo se non impuniti, ma sappiate che il Padre vuole che
perchè lo si reputa indegno di essere creduto. io sia onorato da tutti gli uomini, ed Egli farà
Ora ditemi Chi di voi può convincermi (il greco
: vendetta di tutti coloro che mi oltraggiano perchè ;

ha il presente) di peccato, ossia può affermare l'oltraggio fatto contro di me è fatto contro del
che in me vi sia peccato che mi renda indegno Padre, di cui io sono il Figlio e l'Inviato.
di essere creduto? Se non potete convincermi 51. Chi custodirà, ecc. Gesù fa una grande
di peccato, dovete confessare che io ho sempre promessa a coloro che presteranno fede alla sua
detta la verità, e se dico la verità, perchè non parola e praticheranno i suoi insegnamenti. Essi
prestate fede alle mie parole? non vedranno la morte spirituale in eterno, ma
Chi è da Dio, ecc. Gesù stesso risponde
47. avranno un'eterna vita di gloria (V. n. Ili, 16;
alla domanda. Chi è da Dio, ossia chi è guidato IV, 13; V, 24).
dallo spirito di Dio ed è figlio di Dio, ascolta 52. Adesso riconosciamo, ecc. Quanto più Gesù
la parola di Dio se perciò i Giudei non la vo-
; cerca di farsi loro conoscere, tanto più si ostinano
gliono ascoltare, si è perchè non sono guidati da nella incredulità. Acciecati dall'odio non vo-
Dio, né figli di Dio. gliono intendere che Egli parla della morte spiri-
48. Risposero, non con argomenti, ma con ol- tuale, ma danno alle sue parole un senso mate-
traggi. Non diciamo noi, ecc. L'uso del tempo riale, e per esporlo al disprezzo del popolo fanno
presente indica che quest'ingiuria ricorreva spesso osservare che Abramo e i profeti, i quali pur cu-
sulle loro labbra. Samaritano, cioè nemico della stodirono la parola di Dio, sono morti, e non
legge di Mosè e del popolo ebreo (V. n. IV, 9). potrà essere che non muoiano anche coloro che
Indemoniato, cioè ispirato dal demonio (V. n. custodiranno la sua parola.
VII, 20). 53. Chi pretendi, ecc. Se è morto Abramo e
49. Io non sono, ecc. Gesù rigetta colla più sono morti i profeti, come puoi tu pretendere di
grande mansuetudine l'atroce calunnia. Egli onora dare l'immortalità a coloro che credono alla tua
e glorifica il Padre, ed è perciò impossibile che parola? Qual presunzione è la tua? Chi pretendi
sia ispirato dal demonio. Satana non ispira gli di essere?
uomini a onorare Dio, ma piuttosto li spinge a 54. Se io glorifico, ecc. Gesù risponde colla più
bestemmiarlo e a oltraggiarlo. Se Gesù onora Dio, grande mansuetudine, cominciando dall'ultima
è pure chiaro che Egli non è un Samaritano. Voi parte della difficoltà.
mi avete vituperato calunniandomi in tale ma- Se io glorifico, ossia se per dire chi sono io
.

S. GiuvA.NNi, VIii, Ò5 — IX, 2 391

Ipsum, gloria mea nihil est : est Pater meus, la mia gloria è un niente è il Padre mio :

qui gloriflcat me, quem vos dicitis quia quello che mi glorifica, il quale voi dite
Deus vester non cognovistis eum
est. '*Et : che è vostro Dio, '*ma non lo avete cono
ego autem novi eum
Et si dixero quia non
: sciuto io si Io conosco
: e se dicessi che :

scio eum, ero similis vobis, mendax. Sed non conosco, sarei bugiardo come voi.
Io
scio eum, et sermonem eius servo. '•Abra- Ma lo conosco, e osservo le sue parole.
ham pater vester exultavit ut videret diem **Abramo, padre vostro, sospirò di vedere
meum : vidit, et gavisus est. il mio gicM-no lo vide, e ne tripudiò.
:

*'Dixerunt ergo ludaei ad eum Quin- : •^Gli dissero però


i Giudei Tu non hai :

quaginta annos nondum habes, et Abraham ancora cinquant'anni, e hai veduto Abramo?
vidisti ' "'Dixit eis lesus Amen, amen : '•Disse loro Gesù In verità, in verità vi
:

dico vobis, antequam Abraham fleret, ego dico Prima che fosse fatto Abramo io sono.
:

sum. **TuIerunt ergo lapides, ut iacerent ••Diedero perciò di piglio a sassi per tirar-
in eum lesus autem abscondit se, et ezivlt
: glieli ma Gesù si nascose, e usci dal
:

de tempio. tempio.

CAPO IX.

Guarigione del cieco nato, i-j. — Meraviglia del popolo, 8-12. — Inchiesta e oppo-
sizione dei Farisei, 13-34. — Gesù si manifesta al cieco guarito come figlio
di Dio, 35-38. — Rimproveri ai Farisei, 39-41

'Et praeterlens lesus vidit hominem cae- 'E passando Gesù vide un uomo cieco
cum a nativitate *Et interrogaverunt eum
: dalla nascita 'E i suoi discepoli gli doman-
:

portassi solo U
mia «utoriti di puro uomo, come natura. Prima eh* Àbramo fosse fatto. II greco
Toi mi vedete, U
mia testimonianza non avrebbe yryioBaA fosse fatto, indica il passaggio dal non
grande valore (V. n. V, 31, 32), ma io ho in mio essere all'essere, I che conviene ad Abramo, sem»
favore l'autoriti del Padre, il quale per mezzo plice creatura di Dio. Io sono. Il greco eifii invece
delle profezie, dei miracoli, ecc., ha attestato la esclude ogni passaggio dal non essere all'essere,
verità della mia missione. E l'autorità del Padre ed indica la costante e immobile eternità dell'es-
dovrebbe avere tanto maggior valore per voi, In sere che compete a Gesù Cristo come Piglio di Dio.
quanto che protestate che Egli è il vostro Dio. Perciò non dice, io era ma bensi, io sono. Benché
come uomo Gesù sia misurato dal tempo, ed abbia
55. Ma non l'avete, ecc. In realtà però non lo
perciò un certo numero di anni, come Dio non è
ritenete, come vostro Dio, perchè non l'avete cono-
misurato che dall'eternità. Gesù non poteva affer-
sciuto, come dimostra la vostra condotta tutta
mare in modo più chiaro la sua diviniti e la sua
opposta alla sua volontà. Io invece, a motivo delle
preesistenza.
speciali relazioni che lo conosco per-
ho con lui,
fettamente e osservo e per tutto i suoi
in tutto 59. Diedero perciò, ecc. I Giudei compresero
comandamenti. Se dicessi il contrario, sarei bu- bene che Gesti aveva cosi affermato di essere
giardo come voi, che dite di conoscerlo e di ob- Dio, e subito lo vogliono condannare come reo
bedirlo, mentre né lo conoscete, né l'obbedite. di bestemmia, per la quale era stabilita la pena
della lapidazione popolare (Lev. XXIV, 16). Non
56. Abramo, ecc. Gesù risponde alla prima parte
essendo ancora finiti i lavori del tempio era facile
della difficoltà : Sei tu da più del padre nostro
trovar pietre (V. n. Il, 20). Si nascose o ren-
Abramo, e afferma di essere superiore ad Abramo.
dendosi invisibile per mezzo di un miracolo, come
Questo santo patriarca esultò quando conobbe
pensano oppure rifugiandosi in qualche
alcuni,
che dalla sua stirpe sarebbe nato il Messia (Gen.
locale del tempio, mescolandosi alla folla, come
XII, 2-3; XVIII, 18; XXII, 16-18), e sospirò ar-
pensano altri (Lue. IV, 30).
dentemente di vedere questo mio giorno, in cui
colla mia venuta sarebbero state compiute le pro-
messe a lui fatte. Egli per mezzo della rivelazione CAPO IX.

e della fede conobbe questo giorno anche durante 1. E


passai^o, ecc. Appena uscito dal tempio
la sua vita mortale, ma ora che si è compiuto, lo Gesù si incontrò con un cieco nato assai noto.
vide in modo più chiaro dal Limbo dove si trova,
2. Di chi è stata la colpa, ecc. Era persuasione
e fu ripieno di nuova gioia.
comune tra i Giudei che i mali fisici fossero
57. Gli dissero, ecc. I Giudei travisarono II sempre mandati da Dio in punizione di peccati
senso delle parole di Gesù. Egli non aveva detto commessi. Gli Apostoli, non ancora abbastanza
di aver veduto Abramo, ma che questo patriarca istruiti su questo punto, domandano perciò se
aveva sospirato il giorno della sua venuta. Son sia il cieco stesso che abbia peccato prima d)
hai ancora, ecc. Usano di un numero rotondo per nascere. (Forse poggiandosi sui testi Gen. XXV,
mdicare semplicemente che Gesù non aveva an- 22 e Os XII, 3, pensavano che prima ancora di
cora quell'età, senza voler però determinare quanti essere nati si potesse peccare), oppure, posto
anni precisi Egli contasse. come evidente che ciò era impossibile, se non
58. In verità, ecc. Gesù piglia occasione dalle siano i suoi genitori che abbiano commesso pec-
loro parole per fare con solenne giiu"amento una cato. Dio aveva minacciato di punire i peccati
fra le più notevoli affermazioni riguardanti la sua dei padri fino alla terza e quarta generazione
392 S. Giovanni, IX, 3-14

discipuli eius : Rabbi, quis peccavit, hic, darono Maestro, di chi è stata la colpa, di
:

aut parentes eius, ut caecus nasceretur? costui, o dei suoi genitori ch'egli sia nato
'Respondit Jesus Neque hic peccavit, nc-
: cieco? 'Rispose Gesù: Né egli, né i suoi
que parentes eius sed ut manifestentur
: genitori hanno peccato : ma perché in lui
opera Dei in ilio. "Me oportet operari opera si manifestinoopere di Dio. "Conviene
le
eius, qui misit me, donec dies est venit : che io faccia le opere dì chi mi ha man-
nox, quando nemo potest operari. *Quamdiu dato, fintanto che é giorno viene la notte, :

sum in mundo, lux sum mundi. quando nessuno può operare. ^Finché sono
nel mondo, sono luce del mondo.
•Haec cum dixisset, expuit in terram, et •Ciò detto sputò in terra, e fece con lo
fecit lutum ex sputo, et linivit lutum super sputo del fango, e ne spolverò gli occhi di
oculos eius, ^Et dixitei Vade, lava in nata- : lui, ^e gli disse Va, lavati nella piscina
: di
toria Siloe (quod interpretatur Missus). Siloe (che significa inviato). Andò pertanto,
Abiit ergo, et lavit, et venit videns. e si lavò, e tornò che vedeva.
'Itaque vicini, et qui viderant eum prius •Quindi i vicini e quelli che l'avevano
quia mendicus erat, dicebant Nonne hic : prima veduto mendicare, dicevano Non è :

est, qui sedebat, et mendicabat? Alii dice- questi colui che stava a sedere chiedendo
bant Quia hic est. 'Alii autem : Nequa-
: limosina? Altri dicevano: E' lui. 'Altri:
quam, sed similis est ei. Ille vero dicebat : No, ma é uno che lo somiglia. Ma egli di-
Quia ego sum. "Dicebant ergo ei Quo- : ceva Io sono quello. "Ed essi gli dice-
:

modo aperti sunt tibi oculi ? "Respondit : vano Come mai ti si sono aperti gli occhi ?
:

ille homo, qui dicitur lesus, lutum fecit et : "Rispose egli Quell'uomo che si chiama
:

unxit oculos meos, et dixit mihi Vade ad : Gesti, fece del fango, e unse i miei occhi,
natatoria Siloe, et lava. Et abii, et lavi et e mi disse : Va alla piscina di Siloe, e
video. "Et dixerunt ei Ubi est ille? Ait : : lavati. Sono andato, mi son lavato e vedo.
Nescio. "E allora gli dissero: Dov'è colui? Ri-
spose Non lo so.
:

"Adducunt eum ad Pharisaeos, qui cae- "Menano il già cieco dai Farisei. "Ed era
cus fuerat. "Erat autem sabbatum quando giorno di sabato, quando Gesù fece quel
lutum fecit lesus, et aperuit oculos eius. fango e gli aprì gli occhi. "Di nuovo adun-

(Deut. V, 9) ; il figlio di Davide era morto per il grazia. Siloe. La piscina o fontana detta Siloe si
peccato del padre (II Re, XII, 14 e ss.), quindi si trova nella parte Sud-Est di Gerusalemme fuori
comprende il motivo della domanda degli Apostoli. delle mura tra il monte Ofel e il monte Sion.
V. R. B. 1895, p. 622. Siloe eb. siloah significa
3. Né egli, né i suoi genitori, ecc. Non sempre
Inviato. Gesù, Inviato di Dio, volle che l'illu-
i mali e 4e afflizioni della vita sono punizioni di
minazione del cieco si compisse alla fontana che
peccati commessi (V. n. V, 14), ma spesse volte
portava il nome di Inviato. In questo miracolo
Dio li permette per trarre da essi una maggior
del cieco-nato risanato da Gesù Cristo i Padri
gloria. Nel caso presente aveva permesso
la ce-
cità, affinchè nel cieco si manifestassero le opere
hanno veduto una figura di ciò che si opera
nelle anime dallo stesso Gesù Cristo per mezzo
della bontà e della misericordia e della potenza
delle acque del Santo Battesimo. La fede fe
infinita di Dio.
l'obbedienza del cieco furono premiate.
4. Che io faccia. Alcuni codici greci hanno :

che noi facciamo. In questo caso Gesù assode- che l'avevan prima veduto mendicare.
8. Quelli
rebbe a sé gli Apostoli. Le opere di chi, ecc. Il cieco doveva essere stato solito a starsene in
conviene che io compia la missione affidatami, qualche luogo della città o presso il tempio a
fintanto che è giorno, cioè finché dura il tempo domandare l'elemosina.
della mia vita terrena. Viene la notte, ossia la
E' uno che lo somiglia. Niuno dubitava che
9.
morte in cui non è più tempo di lavorare. Colla colui fosse stato veramente cieco, perchè tutti
mia morte cesserà il mio pubblico ministero. lo conoscevano ad alcuni però sembrava impos-
:

Finché sono nel mondo, ossia finché dura


5. sibile che un cieco nato avesse potuto acquistare
la miavita su questa terra, sono in modo visibile la vista, e quindi pensano che si tratti di altra
ed esterno la luce del mondo coi miei esempi, persona.
coi miei insegnamenti, e coi miei miracoli, e
12. Dov'è colui? In queste parole si sente tutto
devo compiere queste opere anche se alcuno
ildisprezzo che i Giudei avevano per Gesù. Non
possa prendere occasione di scandalo e di rovina.
lo so. Egli non sapeva dove fosse andato Gesù
Gesù prepara così gli Apostoli a intendere l'alta
significazione del miracolo che sta per compiere.
dopo compiuto il miracolo.
6. Con lo sputo. V. n. Mar. VII, 33; Vili, Dai Farisei, o per far constatare da loro
13.
22-26. Gesù fa i miracoli nel modo più conve- il miracolo, oppure per accusare Gesù di aver
niente, sia a coloro che a lui ricorrono, e sia a violato il sabato facendo del fango collo sputo.
coloro che ne sono spettatori, e quindi ora risana Era
14. il giorno di sabato. L'Evangelista fa
con una sola paroht, ora impone di fare questa o questa osservazione, acciò si comprenda meglio
quell'altra cosa a seconda dei diversi casi.
quanto sta per narrare. Fece quel fango. Con
7. Va, lavati. Gesù vuole dal cieco un atto di questa azione si veniva secondo le tradizioni dei
fede e dì obbedienza affine di fargli meritare la Farisei a violare il riposo del sabato.
S. Giovanni, IX, 15-24 3^
"Iterum ergo interrogabant eum Pharisaei que lo interrogavano anche
Farisei, in qual i

quomodo vidisset. Ille autem dixit eis Lu- : modo avesse vedere. Ed egli
ottenuto il

tum mihi posuit super oculos, et lavi, et disse loro Mise del fango sopra i miei
:

video. ''Dicebant ergo ex Pharisaeis qui- occhi, e mi lavai, e vedo. "Dicevano per-
dam Non est hic homo a Deo, qui sabba-
: ciò alcuni dei Farisei Non è da Dio que- :

tum non custodit. Alii autem dicebant : st'uomo che non osserva il sabato. Altri di-
Quomodo potest homo peccator haec signa cevano Come può un uomo peccatore far
:

facere? Et schisma erat inter eos. "Dicunt tali prodigi? Ed erano tra loro in scissura.

ergo caeco iterum Tu quid dicis de ilio,


: "Dicono perciò di nuovo al cieco Tu che :

qui aperuit oculos tuos? Ille autem dixit : dici di colui che ti ha aperti gli occhi ? Egli
Quia propheta est. rispose Che è un profeta.
:

"Non crediderunt ergo ludaei de Ilio, "Non credettero però i Giudei che egli
quia caecus fuisset et vidisset, donec vo- fosse stato cieco e avesse riavuto il vedere,
caverunt parentes eius, qui viderat "Et : sino a tanto che ebbero chiamati i genitori
interrogaverunt eos, dicentes Hic est fl- : di costui che adesso ci vedeva. "E li inter-
lius vester, quem vos dicitis quia caecus rogarono, dicendo E' questo quel vostro
:

natus est? Quomodo ergo nunc videt? figliuolo, quale dite che nacque cieco?
il

come dunque ora ci vede?


*"Responderunt eis parentes eius, et di- ••Risposero loro i genitori di lui, e dis-
xerunt Scimus quia hic est fllius noster,
: sero Sappiamo che questi è nostro figliuolo,
:

et quia caecus natus est *'Quomodo autem


: e che nacque cieco *'Come poi ora ci veda,
:

nunc nescimus aut quis eius ape-


videat, : non sappiamo e chi gli abbia aperti gli
:

ruit oculos. nos nescimus ipsum interro-: occhi non sappiamo domandatene a lui : :

gate aetatem habet, ipse de se loquatur.


: ha i suoi anni, parli egli da sé di quel che
"Haec dixerunt parentes eius, quoniam ti- gli tocca. **Così parlarono i genitori di lui,
mebant ludaeos. lam enim conspira verant perchè avevano paura dei Giudei perchè :

ludaei, ut si quis eum confiteretur esse avevano già decretato i Giudei che se alcun
Christum. extra synagogam fleret. **Propte- riconoscesse Gesii per il Cristo, fosse cac-
rea parentes eius dixerunt Quia aetatem : ciato dalla sinagoga. "Per questo dissero i
habet, ipsum interogate. genitori di lui Ha i suoi anni, domandatene
:

a lui.
'*Vocaverunt ergo rursum hominem, qui '*Chiamarono adunque di bel nuovo colui
fuerat caecus, et dixenmt el Da gloriam : che era stato cieco, e gli dissero Dà gloria :

15. In qual modo, ecc. Non immtrtno il mira- risei ostili Gestì avrebbero voluto che i geni-
colo compiuto, ma vogliono sapere il modo con tori o negassero che colui era loro figlio, oppure
cui fu operato, per vedere se vi sia qualche ap- dicessero che non era nato cieco.
piglio per sfogare il loro odio contro Gesù. 20. Sappiamo, ecc. I genitori affermano chiara-
16. Comt può un uomo peccatore, ecc. Il loro mente che il cieco è loro figlio, e che era ciece
ragionamento è giustissimo. Il miracolo richiede dalla nascita.
sempre uno speciale intervento di Dio, il quale 21. Come poi... non sappiamo. Sapendo che
non può in alcun caso approvare la menzogna. i Farisei erano malamente prevenuti contro Gesù,
Se perciò Dio fa miracoli a conferma della mis- i genitori per timore della loro vendetta, non
sione di Gesù, questi non può essere un impo- hanno coraggio di confessare pubblicamente il
store, ma è veramente l'Inviato di Dio. Tali pro- miracolo di Gesù ; ma si restringono ad affermare
dìgi. Oltre al miracolo del cieco nato si vede che ciò che tutti sapevano che il cieco era loro
:

costoro ne conoscono altri. Erano tra loro Farisei figlio, e che era nato cieco.
In scissura; alcuni stavano per Gesù; altri invece 22. Cosi parlarono, ecc. Questa riflessione del-
erano contro dì lui. l'Evangelista serve a spiegare il contegno tenuto
17. E' un profeta, cioè un inviato di Dio, che dai genitori. Fosse cacciato dalla sinagoga per
parla e opera a nome di Dio. Quale contrasto una specie di scomunica. Secondo il Talmud vi
tra la fede semplice di questo beneficato e l'in- erano tre specie di scomuniche la più mite sepa- :

credulità ostinata dei Farisei! rava il reo dalla sinagoga e da ogni contatto reli-
18. Non credettero, ecc. Perciò stesso che il gioso col popolo; un'altra più severa gli proibiva
cieco aveva affermato che Gesù era un profeta, inoltre ogni rapporto civile cogli Israeliti ; la
i Farisei contrarli a Gesù, ricusano di credere terza più terribile, non solamente lo separava da
che egli fosse stato cieco. Sino a tanto che ebbero ogni comunione religiosa e civile cogli Israeliti,
ehiamati, ecc. Con queste parole non si indica ma lo abbandonava al giudizio di Dio. E' incerto
già che costoro abbiano poi finalmente creduto, però se queste varie specie di scomuniche fos-
ma si fa notare semplicemente che non volendo sero in uso al tempo dei Signore, e dato che Io
prestar fede alla deposizione del cieco, Farisei i fossero, sarebbe stata applicata solo la prima a
vollero sentire i genitori di lui, sperando di tro- coloro che avessero riconosciuto Gesù per Messia.
vare nelle loro parole qualche cosa che valesse 24. bel nuovo per fare una se-
Chiamarono di
a smentire il miracolo. conda inchiesta. Dà gloria a Dio. Formola solenne
19. E' questo quel vostro... U quale dite, ecc. colla quale si astringevano i rei a dtre la verità.

Oa questa interrogazione si comprende che i Fa- Non potendo negare né che egli fosse stato cieco.
394 S. Giovanni, IX, 25-37

Deo; nos scimus quia hìc homo peccator a Dio noi sappiamo che quest'uomo è
:

est. "Dixit ergo eìs ille : Si peccator est, peccatore. '^^ Disse egli loro Se sia pec- :

nescio : caecus cum essem,


unum scio, quia catore non so questo solo so che era cieco
:

modo video. "Dixerunt ergo illi Quid fe- : e ora vedo. *"GIi dissero perciò Che ti :

cit tibi? quomodo aperuit tibi oculos? fece egli? Come aprì a te gli occhi? *^ Ri-
^^Respondit eis Dixi vobis iam, et audistis
: : spose loro Ve l'ho già detto e l'avete u-
:

quid iterum vultis audire? numquid et vos dìto perchè volete sentirlo di nuovo ? Vo-
:

vultis discipuli eius fieri? lete forse diventar anche voi suoi discepoli ?
**Maledixerunt ergo ei, et dixerunt : Tu **Ma essi lo strapazzarono, e dissero : Sii
nos autem Moysi di-
discipulus illius sis : tu suo discepolo quanto a noi siamo di- :

scipuli sumus. "Nos scimus quia Moysi scepoli di Mosè. '^'Noi sappiamo che a Mosè
locutus est Deus hunc autem nescimus : parlò Dio ma costui non sappiamo di dove
:

unde sit. sia.

'"Respondit ille homo, et dixit eis In : ^'Rispose quegli, e disse loro : qui ap-
hoc enim mirabile est quia vos nescitis punto sta la meraviglia, che voi non sapete
unde sit, et aperuit meos oculos '^Scimus : di dove sia, e intanto ha aperti i miei occhi :

autem quia peccatores Deus non audit sed : **Ora sappiamo che Dio non ascolta i pec-
si quis Dei cultor est, et voluntatem eius catori ma chi onora Dio e fa la sua volontà,
:

facit, hunc exaudit. '''A saeculo non est au- questi è esaudito da Dio. "Dacché mondo è
ditum quia quis aperuit oculos cacci nati. mondo non si è udito dire che alcuno abbia
'*Nisi esset hic a Deo, non poterat facere aperti gli occhi a un cieco nato. *'Se questi
quidquam. non fosse da Dio, non potrebbe far nulla.
**Responderunt, et dixerunt ei : In pec- '*Gli risposero, e dissero Tu sei venute :

catis natus es totus, et tu doces nos? Et al mondo ricoperto di peccati, e tu ci fai


eiecerunt eum foras. il maestro? E lo cacciarono fuori.
"Audivit lesus quia eiecerunt eum foras : "Sentì dire Gesù che lo avevano cacciato
et cum invenisset eum, dixit ei Tu credis : fuori e avendolo incontrato, gli disse
: :

in Filium Dei ? "Respondit ille, et dixit : Credi tu nel Figliuolo di Dio? "Rispose
Quis est. Domine, ut credam in eum? *^Et quello e disse : Chi è egli, Signore, affinchè

né che fosse stato risanato, vorrebbero che di- talvolta serva degli stessi peccatori per fare
si
cesse che Gesù non è già un profeta, ma un miracoli (Matt. VII, 22); tuttavia non potrà mai
peccatore. Noi capi del popolo, dottori della legge, permettere che l'empio faccia miracoli a sostegno
sappiamo, ecc., quindi anche tu dovresti pensare dell'errore e dell'impostura.
come noi. 32. Non si è udito, ecc. Niun profeta e neppur
25. Se sia peccatore, ecc. Il cieco risponde Mosè ha mai fatto un miracolo così grande. Se
con una specie di ironia, in modo però da non adunque voi credete a Mosè, il quale con miracoli
urtare la loro suscettibilità. Se sia peccatore non molto minori ha provato la sua missione, perchè
lo so, ossia non posso, né debbo affermarlo, è non volete credere a Gesù, che con prodigio si
certo però che Egli mi ha guarito e che ora vedo. stupendo ha provato di essere l'Inviato di Dio?
26. Che ti fece, ecc. Vogliono che il cieco narri 33. Non potrebbe far nulla, ossia non potrebbe
nuovamente l'accaduto sperando di pigliarlo in fare alcun miracolo in conferma della sua mis-
contraddizione, o di trovare nella sua narrazione sione.
qualche appìglio per far passare Gesiì come 34. Dissero, ecc. Non sapendo che rispondere
impostore.
all'argomentazione del cieco, tornano nuovamente
^
27. Ve l'ho già detto, ecc. Il cieco diviene impa- a ingiuriarlo. Sei venuto al mondo con l'anima e
ziente e con finissima ironia domanda se vo- col corpo ricoperti di peccati, e la tua cecità ne
gliano anch'essi diventar discepoli di Gesù? I è la prova come dunque tu, così vile, vuol far
;

Farisei nemici giurati del Salvatore si sentirono da maestro a noi, dottori della legge? Lo cac-
punti sul vivo. ciarono fuori dal luogo dove si trovavano, e gli
28. Lo strapazzarono, o meglio l'ingiuriarono, applicarono probabilmente la scomunica, v. 22.
come suol fare da chi ha torto e non vuole
si 35. Avendolo
incontrato, ecc. E' da ammirarsi
riconoscere d'averlo. Per i Farisei superbi ed la bontà di Gesù, che va in cerca del povero
orgogliosi non vi è altro inviato di Dio fuori di cieco per confortarlo e confermarlo nella fede.
Mosè. Credi nel Figliuolo di Dio ? I migliori codici greci
29. Ma costui, ecc. Quanto disprezzo nutrivano hanno : Credi nel Figliuolo dell'uomo, cioè nel
per Gesù I Messia ?
30. E qui appunto, ecc. Il cieco non si lascia 36. Chi è, ecc. Il cieco conosce di parlare col
punto intimorire dalle loro minacele; trae anzi suo benefattore, e nella sua risposta mostra le
profitto dalle loro stesse parole per conchiudere migliori disposizioni dichiarandosi pronto a fare
che Gesù, il quale ha fatto sì grande prodigio, quanto si vorrà da lui.
è veramente l'Inviato di Dio. DI dove sia, cioè 37. E lo
hai veduto già e lo vedi ancora adesso,
chi l'abbia mandato.
ecc. Come
già alla Samaritana (IV, 26), così ora
31. Dio non peccatori, ecc. Benché Dio
ascolta i al cieco-nato GfBÙ si presenta chiaramente come
non rigetti la preghiera del peccatore pentito, e Messia.
S. Giovanni, IX, 38 — X, 1 395

dixit ei lesus Et vidisti eum, et qui lo-


: io creda in lui ? "Gli disse Gesù E lo :

quitur tecura, ipse est. **At ille alt Credo : hai veduto, e colui che parla con te è
Domine. Et procidens adoravit eum. **Et quello. *'Allora quegli disse Signore, io :

dixit lesus In iudicium ego in hunc mun-


: credo. E prostratosi lo adorò. "E Gesù
dum veni ut qui non vident videant, et
: disse Io son venuto in questo mondo per
:

qui vident caeci flant. far giudizio onde quei che non vedono
:

veggano, e quei che vedono diventino


ciechi.
**Et audierunt quidam ex Pharisaeis, qui **E lo udirono alcuni dei Farisei che
eum ipso erant, et dixerunt ei Numquid : erano con lui, e gli dissero Siamo forse :

et nos caeci sumus? *'Dixit eis lesus: Si ciechi anche noi? *'Disse loro Gesù: Se
caeci essetis, non haberetis peccatum nunc ; foste ciechi non sareste in colpa ma al :

vero dicitis Quia videmus. Peccatum ve-


: contrario voi dite Noi vediamo. Sussiste
:

strum manet. adunque il vostro peccato.

CAPO X.

// buon pastore. 1-2 1. — Gesù alla festa della Dedicazione^ 22-24. — Gesù con-
sostanziale al Padre, 25-30 — Ostilità dei Giudei. 31-39. — Gesù si ritira
oltre il Giordano, 40-42.

'Amen, amen dico vobis : qui non intra! 'In verità, In verità vi dico chi non :

per ostium in ovile ovium, sed ascendi! entra nell'ovile per la porta, ma vi sale per

38. Credo, ecc. Illuminato internamente dalla Slamo forse, ecc. Costoro capirono bene
40.
grazia riconosce Gesù Cristo, e con atti esterni di quale cecità Gesù intendeva parlare, e come
sia di parole che di opere manifesta la gran- a loro fossero in modo speciale dirette le sue
dezza della sua fede. Lo adorò come Messia e parole, quindi con un po' di ironia domandano
Figlio di Dio. una spiegazione, cercando cosi un motivo per
39. Sono
venuto... per far giudizio, ossia una burlarsi di lui.

separazione o divisione degli uomini in due il. ciechi, vale t dire se vi trovaste
Se foste
eampi l'uno di credenti e l'altro di increduli,
: in una ignoranzainvincibile, voi non avreste colpa
onde quei che non vedono, cioè i poveri di della vostra incredulità ; ma invece voi vi van-
spirito, gli umili di cuore e tutti coloro che sen- tate di essere sapienti, e a motivo della vostra
tono la loro povertà e la loro indigenza spirituale, sapienza rigettate i miei insegnamenti, perciò
veggano, siano cioè illuminati dalla mia dottrina ; meritate castigo, giacché siete in colpa chiu-
e quelli che vedono, cioè i sapienti del mondo, dendo volontariamente gli occhi alla luce.
i superbi, gli orgogliosi che si rifiutano come i Sussiste adunque, cioè perdura, persevera U
Farisei di credere alla mia parola, diventino ciecU, vostro peccato ed è omai insanabile.
siano colpiti da cecità spirituale e si avvolgano
ia tenebre sempre piiì fìtte. CAPO X.
Gesù piglia così occasione dalla vista concessa
al cieco-nato per sollevare gli animi alla consi- 1. I dichiararono
Farisei Gesù un seduttore,
derazione della cecità spirituale, in cui si trovano e cacciarono dalla sinagoga il cieco, perchè af-
tutti gli uomini dopo il peccato di Adamo, e per fermava di ritenerlo un inviato di Dio. Nel loro

Rg. X4S.

Pastore di Palestina eh* OMtdtie*


le pecore all'ovile.

eui tutti della luce apportata dal


abbisognano orgoglio credevano di essere i soli maestri e
Messia. Farisei e i superbi chiudono ostinata-
I
pastori del popolo. Gesù invece fa loro vedere
mente i loro occhi a questa luce, la quale in con- che sono veri seduttori.
seguenza andrà a illuminare gli umili e i poveri, Per comprendere bene il discorso seguente è ne-
che con docilità l'accolgono (V. n. Lue. I, 53). cessario conoscere gli usi pastorali della Palestina,
396 S. Giovanni, X, 2-10

aliunde :fur est, et latro. 'Qui autem


ille altra parte, è ladrone e assassino. ^ Ma chi
Intrat per ostium, pastor est ovium. ^Huic entra per la porta, è pastore delle pecore.
ostiarius aperlt, et oves vocem eius audiunt, ^A lui apre il portinaio, e le pecore ascol-
et propriasoves vocat nominatim, et educlt tano la sua voce, ed egli chiama per nome
eas. *Et cum proprias oves emiserit, ante le sue pecore, e le mena fuori. ""E quando
eas vadit et oves illum sequuntur, quia
: ha messe fuori le sue pecore, cammina in-
sciunt vocem eius. "Alienum autem non nanzi ad esse e le pecore lo seguono,
:

sequuntur, sed fugiunt ab eo quia non no- : perchè conoscono la sua voce. 'Ma non
verunt vocem alienorum. *Hoc proverbium vanno dietro a uno straniero, anzi fuggon
dixit eis Jesus. Illi autem non cognoverunt da lui : perchè non conoscono la voce
quid loqueretur eis. degli stranieri. "Questa similitudine fu loro
detta da Gesù. Ma
essi non compresero che
cosa dicesse loro.
^Dixit ergo eis iterum lesus Amen, amen : ^Disse adunque loro nuovamente Gesù :

dico vobis, quia ego sum ostium ovium. In verità, in verità vi dico, che io sono la
*Omnes quotquot venerunt, fures sunt, et porta delle pecore. 'Quanti son venuti, sono
latrones, et non audierunt eos oves. 'Ego tutti ladri e assassini, e le pecore non li

sum ostium. Per me si quis introierit, sal- hanno ascoltati. 'Io sono la porta. Chi per
vabitur et ingredietur, et egredietur, et
: me passerà sarà salvo ed entrerà, ed u-
:

pascua inveniet. ^"Fur non venit nisi ut scirà, e troverà pascoli. "Il ladro non

e ricordare che in Oriente gli ovili non sono edi- 7. Io sono la porta, ecc. Gesù vedendo che
fizi chiusi e ricoperti a guisa di case, ma semplici non hanno capito, si spiega piti chiaramente, fa-
recinti, fatti di palizzate o di mal costrutte mu- cendo l'applicazione della similitudine, lo sono la
raglie, ordinati a difendere le pecore non dalle porta, per cui si entra nell'ovile tra le pecore.
intemperie, ma solo dalle bestie feroci e dai Niuno deve introdursi a governarle se non è da
ladri. In uno stesso ovile alla sera si radunano me chiamato.
diversi greggi, e uno dei pastori, dòpo aver chiusa Quanti sono venuti. Il greco aggiunge
8. :

la porta dal di dentro, vi rimane a far la guardia prima di me. Costoro non entrarono nell'ovile
durante la notte, mentre gli altri pastori vanno per la porta, non furono mandati da me. Dal con-
a dormire. Al mattino ogni pastore va a riprendere testo risulta che Gesù intendeva parlare degli
le sue pecore, che conosciutane la voce, lo se- Scribi e dei Farisei ossia dei capi spirituali
guono ai pascoli vicini. d'Israele suoi contemporanei, i quali cercavano
Chi non entra, ecc. Il padrone, oppure il servo di allontanare da lui il popolo. Egli infatti usa
da lui mandato, se vuole entrare nell'ovile, entra il tempo presente e dice : sono ladri e assassini,
per la porta, poiché nulla ha da temere dal guar- compiono cioè attualmente i loro furti e i loro
diano; il ladro invece e l'assassino temono, e delitti spacciandosi per maestri del popolo, e
perciò cercano di entrare di soppiatto scavalcando non cercando che il proprio interesse. Essi im-
il recinto. Gesù vuol dire « colui che nel mini-
:
pongono pesi insopportabili agli altri, mentre a
stero e nel governo della Chiesa s'intrude per sé stessi concedono la più ampia libertà (Matt.
propria elezione, e non vi è collocato da autorità XXIII, 4; Lue. XI, 43); non entrano nel regno
superiore, cioè da Dìo, non può essere se non dei cieli e impediscono agli altri di entrarvi ; divo-
un ladrone, perchè usurpa l'altrui un assassino, ;
rano le sostanze delle vedove e sono pieni di ava-
perchè non è atto a pascere ma solo ad ucci- rizia, tiranneggiano gli altri e sono indulgenti con
dere ». Martini. sé stessi, ecc. (Matt. IX, 36; XIII, 4, 13, 14, 25;
3. Il portinaio, ecc. Alcuni credono che 11 Mar. XII, 40; Lue. XI, 52; XVI, 14; XX, 47;
portinaio sia Dio stesso, che manda pastori.
i
Giov. II, 2; VH, 13, 49; IX, 22, 34 ecc.). Le
Non sembra probabile quest'opinione, ma è da pecore, cioè i veri Israeliti non li hanno ascol-
ritenere qui si voglia dire semplicemente
che tati e credono ugualmente in me. Così fece il
che il pastore è ben conosciuto nell'ovile, e cieco-nato. Caratteristica dei veri fedeli é sempre
quindi può andare e venire a suo talento. Come stata l'avversione ai falsi maestri, e la cieca ob-
già fu osservato altre volte, non è necessario che bedienza ai veri pastori.
ogni parte della parabola abbia la sua corrispon- 9. Chi per me passerà, ecc. Come nel v. 28
denza nella cosa significata, poiché alcune cose e nel v. 10 così anche in questo v. é probabile che
vi stanno come semplice ornato. Le mena fuori si tratti dei cattivi pastori non mandati da Gesù.
dall'ovile per condurle ai pascoli. (Alcuni pensano che si tratti delle pecore, le
4. Cammina innanzi ad esse per mostrar loro quali per Gesù Cristo devono entrare nella Chiesa
la strada. Così fanno i pastori d'Oriente. Anche ed essere aggregate al gregge del Signore). Il
nell'ordine morale i pastori o superiori devono pastore mandato da Dio sarà salvo, cioè sarà
precedere coll'esempio ed essere mod'elli a! loro liberato dai pericoli nel tempo, e poi nell'eternità
sudditi. avrà la salute. Entrerà alla sera nell'ovile a con-
durvi le pecore, e con esse uscirà al mattino,
5. Fuggono, ecc. Le pecore sono timide, temono e troverà sempre pascoli salutari. I buoni pastori,
quindi coloro che non conoscono, e si allonta- aiutati continuamente da Dio, cureranno gli inte-
nano. ressi del gregge e troveranno sempre il mezzo
6. Similitudine (gr. wopointa) ebr. masal). Non per istruire, confortare e soccorrere le pecorelle
compresero a qual fine fosse indirizzata. Nel loro loro affidate.
orgoglio di zelatori della legge ntwi pensavano di 10. Il ladro, ossia il pastore, che non entra
poter essere paragonati a ladri e ad assassini. per la porta, non cerca il vantaggio del gregge,
S. Giovanni, X, 11-18 397

furetur,et mactet, et perdat. Ego veni ut viene se non ptr rubare, e uccidere, e
vitam habeant, et abundantius habeant. disperdere. Io sono venuto perchè abbiano
vita e siano nell'abbondanza.

''Ego sum pastor bonus. Bonus pastor ''Io il buon pastore. Il buon pastore
sono
anìmam suam dat prò ovibus suis. "Mer- dà per le sue pecore. '*I1 mercenario
la vita
cenarius autem, et qui non est pastor, cuius poi e chi non è pastore, di cui non sono
non sunt oves propriae, vidct lupum ve- proprie le pecore, vede venire il lupo, e
nientem, et dimittit oves, et fugit et lu- : lascia le pecore, e fugge e il lupo rapisce :

pus rapit, et dispergit oves "Mercenarius : e disperde le pecore "il mercenario :

autem fugit, quia mercenarius est, et non fugge perchè è mercenario, e non gì 'im-
pertinet ad eum de ovibus. porta delle pecore.
**Ego sum pastor bonus et cognosco : '*Io il buon pastore
sono e conosco le :

meas, et cognoscunt me meae. "Sicut novi! mie, mie conoscono me. "Come il
e le
me Pater, et ego agnosco Patrem et anì- : Padre conosce me, e io conosco il Padre :

mam meam pono prò ovibus meis. **Et alias e do la mia vita per le mie pecore. "E ho
oves habeo, quae non sunt ex hoc ovili et : dell'altre pecorelle, le quali non sono di
illasoportet me adducere, et vocem meam questo ovile anche quelle fa d'uopo che
:

audient, et flet unum ovile, et unus pastor. io raduni, e ascolteranno la mia voce, e
sarà un solo ovile e un solo pastore.
"Propterea me diligit Pater quia ego : "Per questo mi ama il Padre, perchè de-
pono animam meam, ut iterum sumam eam. pongo la mìa vita per nuovamente ripi-
''Nemo toUit eam a me sed ego pono eam
: gliarla. "Nessuno me la toglie : ma io la

»»I8. 40, 11; 34, 23 et 37, 24. »» Mitth. li, 27; Lue. 10, 22. " U. 53, 7.

ma ilproprio tornaconto e il danno del padrone. quindi un'intima unione di conoscenza e di af-
Gesù descrive la rovina che I cattivi pastori pro- fetto.

ducono nella Chiesa, e al loro modo di agire 15. Come il Padre, ecc. Quest'unione di cono-
oppone la sua condotta tutta diversa. Egli è ve- scenza e di affetto, che vi è tra Gesù e le peco
nuto a dar la vita alle pecorelle e a provvederle relle, viene paragonata all'unione, che vi è tra
colla più grande abbondanza di ciò che è neces- Gesù e il Padre celeste. Benché tra le due unioni
sario a conservare e a crescere la vita loro data. non vi sia uguaglianza, ma solo similitudine, tut-
11. /o sono il buon Pastore, che adempie fe- tavia quanto non è glorioso per l'uomo un tal
delmente la sua missione (I Pietr. II, 25; V, 4). paragone Dò la I mia vita in prezzo di reden-
Il popolo d'Israele era stato chiamato gregge del zione (v. 11).

Signore (Ezech. XXXIV, 5 e ss. Mich. VII. 14; ; 16. Ho dell'altre pecorelle, ecc. AI Messia sono
Zacc. X, 3, ecc.), e il Messia dai profeti era stato state promesse in erediti tutte le nazioni della
descritto come il Pastore (Is. XL, 11; Ezech. terra (Salm. II, 8, ecc.), e quindi il suo gregge
XXXIV, 23; XXXVII, 24; Zacc. XIII, 17, ecc.). deve essere composto non di soli Giudei, ma anche
Gesù col dirsi il buon Pastore predetto afferma di Gentili. Oltre alle pecorelle Israelite, che gii
quindi di essere il Messia. adesso fanno parte dell'ovile da lui fondato, ossia
Dà la vita (gr. ri©n<"v) in prezzo di redenzione della Chiesa, Gesù ne ha ancora molte altre.
per le sue pecorelle, per salvare le quali si espone Anche a queste Egli offre la sua grazia, e per
a qualsivoglia pericolo (Gen. XXXI, 40; 1 Re mezzo della predicazione degli Apostoli le chiama
XVII. 35; Is. XXXI, 4, ecc.). a entrare nel suo ovile, in modo che dei Gentili
12. Il mercenario, ecc. Per mezzo di una nuova e degli Ebrei si abbia un solo gregge e un solo
antitesi fa vedere diversi caratteri del buono e
i
pastore, ossia una sola Chiesa e un solo capo.
del cattivo pastore. Quest'ultimo, fin ora rappre- 17. Per questo mi ama, ecc. Uno dei motivi,
sentato come un ladro, viene adesso rappresentato che mi rendono accetto al Padre, è l'assoggettarmi
come un mercenario, che presta il suo servizio che farò alla morte più ignominiosa affine di sal-
per un salario. Costui non cerca che il proprio vare le mie pecorelle. Morendo però io non
guadagno, e non amando le pecorelle, non si rinunzio alla vita, ma dopo essere disceso nel
cura dei pericoli, a cui si trovano esposte, anzi sepolcro, risorgerò glorioso, come esigono la mia
se vede un nemico che le assale, fugge invece di dignità, la mia missione e gli oracoli dei profeti
difenderle fino all'ultimo sangue, come farebbe il (Salm. XV, 10; Is. LUI, 11, 12, ecc.).
buon pastore (Ezech. XXXIV, 2, 4 e ss.). Anche 18. Nessuno me la toglie, ecc. La mia vita è
S. Paolo descrive i pastori mercenari!. 2 Cor. totalmente in mio potere, e 1 Giudei colla loro
XI, 12; Fil. II. 21; Tit. I, 11, ecc. astuzia e colla loro ferocia non potranno to-
13. Perchè è mercenario e non si cura che del gliermela. Io morirò, e risorgerò di mia volontà,
proprio salario. quando vorrò, e come vorrò, perchè sono padrone
14. Io sono, ecc. Gesù applica nuovamente a della mia vita e della mia morte.
sé stesso la similitudine, e fa vedere che ha tutte Così facendo io eseguisco la volontà del Padre,
il quale mi ha comandato di morire e di risorgere
le qualità del buon Pastore. Io conosco per nome
tutte le mie pecorelle (v. 3), e dovunque va- a maggior vantaggio delle mie pecorelle. Da
dano sono presenti al mio cuore; esse poi cono- queste parole si vede come Gesù sapeva benis
scono me, sanno l'amore che loro porto, e mi Simo che la sua morte era nei disegni di Dio,
amano di ctiore. Tra Gesù e le pecorelle vi è e peiciò la desiderava e l'aspettava.
398 S. Giovanni, X, 19-28

a meipso, et potestatem habeo ponendi eam : depongo da me stesso, e sono padrone di


etpotestatem habeo iterum sumendi eam. deporla, e sono padrone di riprenderla :
Hoc mandatum accepi a Patre meo. questo è il comandamento che ho ricevuto
dal Padre mio.
"Dissensio iterum facta est inter ludaeos ^'Nacque nuovamente scisma fra' Giudei
propter sermones hos. *"Dicebant autem per causa di questi discorsi, ""imperocché
multi ex ipsis Daemonium habet, et in- : molti di essi dicevano Egli è indemoniato
:

sanit quid eum auditis? "^Alii dicebant


: : e ha perduto il senno perchè state a sen-
:

^^ Altri dicevano: Discorsi come


Haec verba non sunt daemonium habentis : tirlo?
numquid daemonium potest caecorum ocu- questi non sono da indemoniato, può forse
los aperire. il demonio aprire gli occhi ai ciechi?
*^Facta sunt autem Encaenia in lerosoly- '"E faceva in Gerusalemme la festa
si
mis : et hiems
*^Et ambulabat Jesus erat. della Dedicazione ed era d'inverno. *^E
:

in porticu Salomonis. '*Cir-


tempio, in Gesù camminava portico
pel tempio nel
cumdederunt ergo eum ludaei, et dicebant di Salomone. "*Si perciò d'in-
affollarono
ei : Quousque animam nostram tollis? si tu torno i 'Giudei, e gli dicevano. Fino a
es Christus, die nobis palam. quando terrai tu sospesi gli animi nostri?
Se tu sei Cristo, dillo a noi apertamente.
'*Respondit eis Jesus Loquor vobis, et : "'Rispose loro Gesù : Ve l'ho detto, e
non creditis opera, quae ego facio in no-
: voi non credete opere che io fo nel
: le
mine Patris mei, liaec testimonium perhi- nome del Padre mio, queste parlano a
bent de me *'Sed vos non creditis, quia
: favor mio. ''Ma voi non credete, perchè
non estis ex ovibus meis. *^Oves meae vo- non siete del numero delle mie pecore. "^Le
cem meam audiunt : et ego cognosco eas, mie pecore ascoltano la mia voce e io le :

et sequuntur me : '''Et ego vitam aeternam conosco, ed esse mi tengon dietro "*E io :

"I Mach. IV, 56, 59.

19. Nuovamente (Allusione al cap. IX, 16). non parlar chiaro intorno alla sua missione! Vit-
Fra i Giudei, ossia fra i capi dei Giudei. time dei pregiudizi i Giudei aspettano un
loro
20. S'indemoniato. V. n. VII, 20; Vili, 48. Messia politico, e non trovando in Gesù quelle
Perchè state a sentire un pazzo? Non merita che qualità, che si immaginano dpver essere nel
gli si dia ascolto. Messia aspettato, si rifiutano di credere alla sua
parola e ai suoi miracoli. Essi vorrebbero che
ma in più piccolo numero, difendono
21. Altri,
con argomenti più che convincenti la causa di
Gesù affermasse ora di essere il Messia, affine di
poterlo accusare all'autorità romana.
Gesù, sia per riguardo a ciò che Egli ha detto, e
sia per riguardo a ciò che Egli ha fatto. 25. Ve l'ho detto che io sono il Messia, e
22. La festa della Dedicazione era stata isti-
adempio quanto i profeti hanno predetto ma ;

tuita da Giuda Maccabeo in memoria della purifi-


voi non prestate fede alle mie parole. Dovreste
cazione del tempio fatta dopo le profanazioni di però almeno credere alle mie opere, poiché i mira-
coli che io faccio, mostrano chiaramente che io
Antioco Epifane. Cominciava ai 25 del nono mese
detto Casleu (novembre-dicembre) e durava otto
sono l'Inviato di Dio (V. n. V, 36).
giorni. (I Mac. IV, 50 e ss.; II Mac. I, 18; X, 26. Voi non credete, ecc. Gesù spiega quale
6, ecc.). Giuseppe Flavio (A. G. XII, 7, 7) dice che sia la causa della loro incredulità. I Giudei gli
si chiamava anche festa dei lumi, ovvero i lumi, negano fede non perchè il suo parlare sia oscuro,
e ciò forse perchè si facevano illuminazioni gene- oppure Egli non abbia dato prove sufficienti della
rali di tutta la città di Gerusalemme in ricordo sua missione, ma perchè volontariamente chiudono
dei lumi del candelabro e delle lampade accesisi gli 'occhi alla luce e per loro colpa si sono esclusi
miracolosamente ai tempi di Neemia. Era dHn- dal numero delle sue pecorelle, che hanno per
verno, cioè verso la metà di dicembre. caratteristica l'umiltà e la semplicità, mentre essi
23. Portico di Salomone. Questo portico, rispar- sono pieni di superbia, di odio e di doppiezza.
miato dai Caldei nella distruzione di Gerusa- 27. Le mie pecore, ecc. Mostra le relazioni,
lemme, sorgeva sul lato orientale dell'atrio dei che le sue pecorelle hanno con lui; ascoltano la
Gentili, e dominava così la valle di Giosafat mia voce e mi tengono dietro, e le relazioni che
(Att. Ili, 11; G. F. A. G. XX, 9, 7). Tra la festa Egli ha con loro io le conosco per nome e le
;

dei Tabernacoli e quella della Dedicazione erano amo immensamente (V. vv. 4, 14, 16).
passati due mesi, durante i quali Gesù aveva ab- 28. Do ad esse nel tempo presente la vita
bandonato la Giudea e avevano avuto luogo pa- della grazia, che le farà pervenire alla vita della
recchi fatti narrati da S. Luca, X, e ss. gloria sempiterna. Non periranno, ecc. Da ciò si
24. Si affollarono d'intorno come d'improvviso, può conchiudere che quelli, i quali non vogliono
acciò non potesse allontanarsi senza aver loro far parte dell'ovile dì Gesù, andranno eternamente
dato una risposta. Fino a quando, ecc. Quanto è perduti. Nessuno le strapperà, ecc. La grazia di
deplorevole la cecità dei Giudei! Benché Gesù Gesù è così potente, che l'anima che n'è inve-
avesse più volte dichiarato di essere il Messia stita, non potrà essere vinta né dagli uomini, né
(V, 19 e ss.; VI, 35 e ss.; VII, 38; Vili, 12-26; dal demonio, se pure essa stessa volontariamente
X, 11, ecc.), e il Battista l'avesse pubblicamente non cede e si sottrae airinfl"enza della stessa
fatto conoscere come tale, essi lo rimproverano di grazia.
S. Giovanni, X, 29-38 399

do eis : et non peribunt in aeternum, et non do ad esse la vita etema e non periranno :

rapiet eas quisquam de manu mea. in etemo, e nessuno me le strapperà di


mano.
"Pater meus quod dedit mihi, maius "Quello chePadre ha dato a me, sor-
il

omnibus est : et nemo potest rapere de passa ogni e niuno può rapirlo d'
cosa :

manu Patris mei. "Ego, et Pater unum mano del Padre mio. '"Io e il Padre siamo
sumus. una cosa sola.
''Sustulerunt ergo lapides ludaei, ut lapi- "Diedero perciò i Giudei di piglio alle
darent eum. **Respondit eis lesus Multa : pietre per lapidarlo. **Disse loro Gesù :

bona opera ostendì vobis ex Patre meo, Molte buone opere vi ho fatto vedere per
propter quod eorum opus me lapidatis? virtù del Padre mio, per quale di queste
**Responderunt ei ludaei De bono opere : opere mi lapidate? "Gli risposero i Giudei,
non lapidamus te, sed de blasphemia et : e dissero Non ti lapidiamo per un'opera
:

quia tu homo cura sis, facis teipsum Deum. buona, ma per la bestemmia e perchè tu :

essendo uomo, ti fai Dio.


"Respondit lesus Nonne scriptum
eis : •*Rispose loro Non è scrìtto nella
Gesù :

est in lege vestra quia Ego dixi, dii estis?


: vostra legge : siete dei ? *'Se dei
Io dissi :

**Si illos dixit deos, ad quos sermo Dei fa- chiamò quelli ai quali Dio parlò, e la Scrit-
ctus est, et non potest solvi scriptura : tura non può mancare •'a me, che il Padre
:

"Quem Pater sanctiflcavit, et misit in mun- ha santificato e mandato al mondo, voi dite :

dum, vos dicitis Quia blasphemas


: quia : Tu bestemmi perchè ho detto Sono Fi-
: :

dixi, Filius Dei sum? "Si non facio opera gliuolo di Dio? •'Se non fo le opere del
Patris mei, noUte credere mihi. ••Si autem Padre mio, non mi credete. ''Ma se le fo,

»*Ps. 81, 6.

29. Qaeìlo cht il Padre, ecc. Gesù potrl man- condannarlo come un bestemiatore che falsamente
tenere quanto ha promesso, perchè ciò che ha ri- si fa uguale a Dio, e non si accorgono che, cosi
cevuto dal Padre sorpassa ogni cosa. Dal Padre facendo, vengono ad affermare che Dio coll'inter
Egli ha ricevuto per eterna generazione la natura vento della sua potenza avrebbe approvato la he
divina e una potenza infinita, colla quale potrà stemmia e l'impostura.
difendere il suo gregge da qualsiasi attacco. 11 34. Nella vostra legge. Col nome di legge si
testo greco è un po' diverso. Il Padre mio che intende qui, come altrove (VII, 49; XII, 34; XV,
me le ha date, è pia grande di tatti e nessuno può 25), tutta la Scrittura dell'A. T. Siete dei. Nel
rapirle, ecc. La lezione della Volgata, che si trova salmo LXXXI, 6 vengono chiamati dei 'elohim !
pure in alcuni codici greci, è criticamente par- giudici che devono governare il popolo e ammini-
lando, da preferirsi. strare la giustizia, e viene loro dato tal nome
30. sola. Nessuno può rapire le
Siamo una cosa perchè sono fatti partecipi in forza del loro uf-
Pecorelle di Padre mio, ma io e il Padre,
mano al ficio dell'autorità di Dio. Da questo fatto Gesù,
enchè personalmente distinti, siamo però una adattandosi alla capacità dei suoi uditori, passa a
cosa sola, vale a dire abbiamo la stessa identica dimostrare con un abile argomento a minori ad
natura, la stessa identica potenza, ecc., e quindi maius che la sua affermazione non è contraria
nessuno potrà pure strapparle di mano mia. alla Scrittura, e quindi Egli non pud secondo
In questo versetto è chiaramente affermata la la legge venir lapidato.
consostanzialità del Figlio col Padre una cosa :
35-36. Se chiamò, ecc. Se la Scrittura, che non
sola, ed è pure chiaramente affermata la distin- pud sbagliare, chiamò del ì giudici istituiti dalla
zione personale tra il Padre e il Figlio. Io e U parola di Dio, perchè partecipi della divina auto-
Padre siamo. rità, come potrò essere accusato di bestemmia
31. Diedero di piglio, ecc. I Giudei compresero per aver detto di essere Figlio di Dio, io, che
subito che Gesù si era affermato Dio, e nuova- sono stato santificato dal Padre, da cui ricevetti
mente come già al cap. Vili, 59, volevano lapi- per eterna generazione assieme alla divina natura
darlo, ritenendolo un bestemmiatore. anche la santità più perfetta, io che per adem-
piere la volontà e il precetto del Padre venni nel
32. Molte buone opere, ecc. Con queste parole
sono indicati
i numerosi miracoli fatti da Gesù, mondo a redimere gii uomini, io la cui missione
è molto più nobile e divina della missione dei
e l'assieme di tutta la sua vita santa e immaco-
giudici d'Israele?
lata. Per vlrtt del Padre mio, con cu! ho detto di
essere una cosa sola. Gesù adunque dice loro : 37. Se non fo, ecc. Gesù si appella nuovamente
Voi non potete dire che io abbia commesso qualche ai suoi miracoli. Se io non fo le opere del Padra
cattiva se pertanto volete lapidarmi,
azione, la mio, vale a dire se non fo le opere che sorpassano
Tostra decisione non può essere che effetto di tutte le forze della natura ed esigono una potenza
invidia e di ingratitudine. divina, mi contento che non mi prestiate fede.

33. Per la bestemmia, contro la quale la legge 38. Ma se le fo queste opere, e voi non volete
(Lev. XXIV, 16) stabilisce la pena della lapida- credere alla mia affermazione, credete alla testi-
zione. I Giudei ammettono dunque che Gesù ha monianza di queste opere, le quali mostrano chiaro
fattomolti miracoli (II, 23; IV, 45; V, 1 e ss., che io sono il Figlio di Dio, e che il Padre è io
IX, 1 e ss.), ma invece di riconoscere In essi me e io nel Padre per l'identità della stessa natura,
la prova della sua divinità, vogliono senz'altro degli stessi attributi e delle stesse operaziodL
400 S. Giovanni, X, 39 — XI, 3

facio et si mihi non vultis credere, operi-


: quando non vogliate credere a me, ciedete
bus credile, ut cognoscatis, et credatis quia alle opere, onde conosciate e crediate che
Pater in me est, et ego in Patre. il Padre è in me, e io nel Padre.

"Quaerebant ergo eum apprehendere et : ''Tentavano pertanto di prenderlo, ma egli


exivit de manibus eorum. *°Et abiit iterum uscì dalle loro mani. ^''E se ne andò di nuo-
trans lordanem in eum locum, ubi erat lo- vo al di là dal Giordano in quel luogo dove
annes baptizans primum et mansit illic : : Giovanni aveva dato principio a battezzare :

*'Et multi venerunt ad eum, et dicebant : e quivi si fermò *^e andarono molti da lui,
:

Quia Ioannes quidem signum fecit nullum. e dicevano In quanto a Giovanni egli non
:

**Omnia autem quaecumque dixit Ioannes fece nessun miracolo. ^''E tutto quello che
de hoc, vera erant. Et multi crediderunt in di costui disse Giovanni, era la verità. E
eum. molti credettero in lui.

CAPO XI.

La risurrezione di Lazzaro, 1-46. — // Sinedrio decreta la morte di Gesù,, 47-53. —


Gesù, si ritira a E/rem, 54-56.

^Erat autem quidam languens Lazarus a ^Era malato un tal Lazzaro del borgo di
Bethania, de castellò Mariae, et Marthae so- Betania, patria di Maria e di Marta sua so-
roris eius. * (Maria autem erat, quae unxit rella. * (Maria era quella che unse con un-
Dominum unguento, et extersit pedes eius guento il Signore, e gli asciugò i piedi co'
capillis suis cuius frater Lazarus infirma-
: suoi capelli, il fratello della quale Lazzaro
batur). 'Miserunt ergo sorores eius ad eum era malato). 'Mandarono dunque a dirgli le

« Matth. 26, 7 ; Lue. 7, 37 ; Inf. 12, 3.

Questa mutua inesistenza di una persona divina Patria di Maria. Si aggiunge questa particolarità
nell'altra viene dai teologi chiamata circumin- per distinguerla da un'altra Betania situata nella
sessione. Perea (1, 28; X, 40). Il modo, con cui l'Evange-
lista parla di Marta e di Maria, lascia evidente-
39. Tentarono, ecc. Vedendo che Gesù di bel
nuovo e in modo più chiaro aveva affermato la
mente supporre che le due sorelle siano note ai
sua divinità e la sua unione col Padre, i Giudei
per mezzo degli altri Vangeli (Lue. VII,
lettori

montarono in furore e cercarono di arrestarlo. 37 X, 38, ecc.). Il miracolo della risurrezione di


;

Egli uscì dalle loro mani facendo così vedere Lazzaro è uno dei più importanti fra quelli operati
quanto gli era facile rendere vani tutti i loro da Gesù, sia perchè è una delle più grandi mani-
sforzi e i loro tentativi di nuocergli, e come niuno festazioni della potenza del Salvatore, e sia perchè
avrebbe potuto togliergli la vita, se Egli non ac- diede occasione all'ultima deliberazione dei Giudei
di arrestare e condannare il Divin Maestro. San
consentiva.
Giovanni perciò lo riferisce con tutte le più mi-
40. Al di là del Giordano,
cioè nella Perca
nute circostanze garantendone così meglio la
(V. I, 28). Dove Giovanni,
ecc. L'Evangelista storicità.
nota queste per far intendere che
particolarità
Gesù si ritirò in quel luogo affine di richiamare 2. Maria era quella, ecc. Pensano alcuni che
alla mente delle turbe la testimonianza del Bat- Giovanni parli qui per anticipazione dell'unzione
tista. avvenuta sei giorni prima della passione ci :

41-42. Giovanni non ha fatto alcun miracolo,


ma ha provato coll'austerità della vita la sua
missione, ora tutto ciò che egli ha detto di Gesù,
noi lo vediamo completamente avverato, perchè
Gesù colla grandezza e la molteplicità dei suoi Rg. 146.
miracoli, e col complesso della sua vita ha dimo-
Vaso di alabastro.
strato di essere infinitamente superiore a Gio-
vanni (Antico Egitto).
perchè adunque non dovremo credere
:

alla sua parola? Molti nella Perea, lontani dalle


influenze dei Farisei e degli Scribi di Gerusa-
lemme, credettero quindi alla sua divinità.

CAPO XI. sembra però da preferirsi la sentenza di altri ese-


1. Lazzaro, è una forma abbreviata di Eleazzaro, geti, i quali ritengono che l'Evangelista alluda
e significa Dio aiuta. Betania, oggi El-Alzarieh,
:
all'unzione narrata da S. Luca, VII, 37 e ss.
sorge presso la sommità orientale del monte Oli- 3. Ecco colui che ami, ecc. Mirabile delicatezza
veto, sulla strada che da Gerusalemme va a di questa preghiera! Non lo pregano di andarlo
Gerico, a circa tre chilometri da Gerusalemme. a trovare, non gli domandano di guarirlo ; gì)
S. Giovanni, XI, 4-15 401

dicentes Domine, ecce quem amas inflr-


: sorelle Signore, ecco che colui che tu
:

matur. *Audiens autem lesus dixit eis In- : ami è malato. *lJdito questo, disse Gesù :

firmitas haec non est ad mortem, sed prò Questa malattia non è per morte, ma per
gloria Dei, ut gloriflcetur Filius Dei per gloria di Dio, affinchè quindi sia glorificato
eam. 'Diligebat autera lesus Martham, et il Figliuolo di Dio. "Ora Gesù voleva bene

sororem eius Mariam et Lazarum. a Marta e a Maria sua sorella, e a Lazzaro.


•Ut ergo audivit quia inflrmabatur, tunc 'Sentito adunque che ebbe come questi
quidem mansit loco duobus die-
in eodem era malato, si fermò ancora due dì nello
bus. 'Deinde post haec dixit discipulis suis : stesso luogo; 'dopo di che disse ai disce-
Eamus in ludaeam iterura. poli : Andiamo di nuovo nella Giudea.
*Dicunt ei discipuli Rabbi, nunc quaere- : 'Gli dissero i Maestro, or ora
discepoli :

bant te ludaei lapidare, et iterum vadis 11- cercavano i Giudei dì lapidarti, e di nuovo
luc ? 'Respondit lesus Nonne duodecim : tomi là? 'Rispose Gesù Non sono esse :

sunt horae diei ? Si quis ambulaverit in die, dodici le ore del giorno? Quand'uno cam-
non offendit, quia lucem huius mundi videt : mina di giorno, non inciampa, perchè vede
'"Si autem ambulaverit in nocte, offendit, la luce di questo mondo '"quando poi uno :

quia lux non est in eo. cammina dì notte, inciampa, perchè non ha
lume.
**Haec ait, et post haec dixit eis Laza- :
''Così parlò, e dopo dì questo disse loro :

rus amlcus noster dormit sed vado ut a


:
Il nostro amico Lazzaro dorme ma vo a :

svegliarlo dal sonno. "Dissero perciò i suol


somno excitem eum. "Dixerunt ergo di-
discepoli Signore, se dorme sarà salvo.
:

scipuli eius Domine, sì dormit, salvus erit.


:

"Ma Gesù aveva parlato della morte di lui :

"Dixerat autem Jesus de morte eius UH :


ed essi avevan creduto che parlasse del dor-
autem putaverunt quia de dormitione somni mire di uno che ha sonno. '*Allora però
diceret. "Tunc ergo Jesus dixit eis mani- disse loro chiaramente Gesù Lazzaro è :

feste Lazarus mortuus est


: '*Et gaudeo :
morto. '"E ho piacere per ragione di voi di
propter vos, ut credatis, quoniam non eram non essere stato là affinchè crediate ma :

espongono semplicemente lo ststo, in cui si che non ha nulla da temere per parte de! Giudei,
trova suo amico, sicure che ciò basta a com-
il Anche non giunga l'ora segnata dal Padre.
muovere il cuore di Gesù. La durata del giorno è di dodici ore (gli Ebrei
contavano dodici ore dalla levata al tramonto del
4. Disse Gesù ai nunzi, acciò riferissero alle due
sole, le quali in conseguenza erano più lunghe
sorelle Questa malattia non è per morte, cioè
:
d'estate più corte d'inverno), e quando uno
e
non è tale che porti a quella morte, da cui non cammina giorno, ancorché cammini nell'ultima
di
si risorge che per l'universale giudizio. Sta glo-
ora, non inciampa, perchè vede la luce del giorno.
rificato, ossia si faccia manifesta la potenza, la
Cosi pure finché per me dura il giorno, ossia il
bontà e la diviniti del Figliuolo di Dio. Reca una tempo fissato
alla mia vita mortale dal Padre
certa meraviglia il silenzio dei Sinottici sopra un mio, io non ho nulla a temere per parte dei Giu-
fatto di tanta importanza sì deve però osservare;
dei. Quando però verrà la notte, ossia il tempo
che essi narrano quasi esclusivamente il ministero della mia morte, sarà loro dato di arrestarmi e
Galilaico di Gesù, e del ministero Giudaico toc- di condannarmi.
cano solo ciò che avvenne nella settimana di
11. Dopo di questo disse, ecc. Benché lontano.
Passione. Si aggiunga ancora che i Sinottici, dopo
aver mostrato con alcuni esempi che Gesù richia- Gesù sapeva ciò che era avvenuto a Lazzaro.
mava a vita morti (Matt. IX, 25; Mar. V, 41;
i
Dorme, Eufemismo che significa è morto. La :

Lue. VII, 14; Vili, 54), poterono credere di morte può benissimo essere chiamata un sonno,
poiché l'anima immortale sopravvìve alla sua se-
dover passare sopra la risurrezione di Lazzaro,
tanto più che essi non intesero di scrivere una
parazione dal corpo, e il corpo stesso è destinato
alla risurrezione. A più ragione la morte di Lazzaro
vita completa di Gesù.
poteva essere chiamata un sonno.
5. Voleva bene, ecc. L'Evangelista riferisce
12. Se dorme, ecc. Gli Apostoli presero le pa-
questa particolarità, affinchè si comprenda meglio
role di Gesù nel loro senso materiale, e siccome
il modo di agire del Salvatore.
il sonno nelle malattie è spesso il segno di un
6. Si fermò allora, ecc., affinchè non fosse miglioramento, essi affermano che dunque Laz- :

dubbia la morte di Lazzaro, e il miracolo riuscisse zaro deve star meglio ed essere in via di guari-
più convincente. gione, sperando forse di indurre Gesù a non
fare quel viaggio da loro ritenuto pericoloso.
7. Andiamo di nuovo, ecc. Gesù si trovava
allora nella Perca al di là del Giordano (X, 40) 15. E ho piacere, ecc. Gesù si rallegra di non
a nove o dieci ore di marcia da Gerusalemme. essersi trovato a Betania, perchè altrimenti non
avrebbe potuto in certo modo far a meno, stante
8. Or, ora cercavano, ecc. I discepoli si tur-
la sua bontà, di guarire Lazzaro se era ancora vivo,
bano al sentire che Gesù voleva di nuovo andare
o di risuscitarlo subito, se era morto, e sia l'una
in Giudea, dove sapevano che gli erano tese in- che l'altra di queste cose non sarebbe stata cosi
sidie (X, 31-39). efficace a confermare nella fede discepoli comei

9-10. Non sono esse dodici, ecc. Per mezzo di il risuscitarlo dopo quattro giorni dacché era nel

un linguaggio figurato Gesù mostra ai discepoli. sepolcro.

26 — Saera Bibbia voi. I.


402 S. Giovanni, XI, 16-26

ibi,sed eamus ad eum. "Dixit ergo Tho- andiamo a lui. "Disse adunque Tommaso,
mas, qui dicitur Didymus, ad condiscipu- soprannominato Didimo, ai condiscepoli :

los : Eamus et nos, ut moriamur cum eo. Andiamo anche noi, e muoriamo con lui,
^^Venit itaque lesus et invenit eum qua- : "Arrivato Gesù, lo trovò già da quattro
tuor dies iam in monumento habentem. "(E- giorni "(Era Betania circa quin-
sepolto.
rat autem Bethania iuxta lerosolymam quasi dici stadii vicina a Gerusalemme). "E molti
stadiis quindecim). ^'Multi autem ex ludaeis Giudei erano venuti da Marta e Maria per
venerant ad Martham, et Mariam, ut con- consolarle del loro fratello.
solarentur eas de fratre suo.
^'Martha ergo ut audivit quia lesus venit, ^"Marta però, subito che ebbe sentito che
occurrit illi Maria autem domi sedebat.
: veniva Gesù, gli andò incontro e Maria :

'^Dixit ergo Martha ad lesum Domine, si : stava sedendo in ^^Disse adunque


casa.
fuisses hic, frater meus non fuisset mor- Marta a Gesù Signore, se eri qui, mio
:

tuus ^''Sed et nunc scio quia quaecumque


: fratello non moriva. ^^Ma anche adesso so,
poposceris a Deo, dabit tibi Deus. *'Dicit che qualunque cosa chiederai a Dio, Dio te
illi Jesus Resurget frater tuus. '^^Dicit ei
: la concederà. ^'Le disse Gesù Tuo fratello:

Martha Scio quia resurget in resurrectione


: risorgerà. '*Gli rispose Marta So che ri- :

in novissimo die. '^'Dixit ei lesus Ego : sorgerà nella risurrezione nell'ultimo giorno.
sum resurrectio, et vita qui credit in me, : *'Le disse Gesù Io sono la risurrezione e
:

etiam si mortuus fuerit, vivet, '^^Et omnis : la vita chi crede in me, sebbene sia morto,
:

»*Luc. 14, 14; Sup. 5, 29: " Sup. 6, 40.

16. Didimo,
gr. Aibvtio, gemello, è la traduzione forse ripetuto queste parole tante volte durante la
di Tommaso, ebr. tedm, aram. tóma. Andiamo, ecc. malattia e dopo la morte del fratello!
Tommaso non aveva badato o non aveva capito
22. Ma anche adesso che mio fratello è morto
le parole di Gesù (v. 9, 10), e vedendo che ad
e sepolto, so con certezza che tutto tu puoi otte-
ogni costo Egli voleva andare in Giudea, dove
nere da Dio. Marta non ardisce di chiedere espres-
per certo gli sarebbero state tese insidie, esorta samente a Gesù il miracolo di risuscitarle il fra-
tutti a preferire piuttosto la morte che abbando-
tello, ne mostra però un vivissimo desiderio. La
nare il Maestro. sua fede però è ancora debole; poiché crede
Già da quattro giorni, ecc. Presso i Giudei
17. bensì che Gesù abbia tanto merito presso Dio da
la sepoltura d'ordinario aveva luogo il giorno poter ottenere qualsiasi grazia, ma non crede an-
stesso della morte. Lazzaro era morto probabil- cora che di sua autorità possa richiamar Lazzaro
mente il giorno stesso in cui Marta e Maria a vita.
mandarono ad avvisare Gesù. Il Salvatore infatti
si fermò ancora due giorni (v. 6) in Perea e poi
23. Risorgerà. Gesù non dice quando risorgerà,
dopo un altro giorno di viaggio giunse a Betania, e neppure dice di voler domandare a Dio di ri-
quando Lazzaro da quattro giorni stava nel se- suscitarlo, ma pronunzia una parola indetermi-
polcro. Altri pensano che Laz zaro sia morto nel nata, che lasciando insoddisfatta Marta valga però
momento in cui Gesù ne diede avviso agli Apo- ad accendere nel cuore di lei il desiderio e la
stoli (v. 11), in questo caso bisogna conchiu-
speranza di ottenere da lui un sì grande prodigio. '

dere che il Salvatore abbia fatto molto adagio il 24. So che risorgerà, ecc., ma questo non mi
viaggio Ano a Betania. basta, vorrei vederlo risorgere subito.
Lo stadio equivale a circa
18. Quindici stadii.
185 metri. La breve distanza da Gerusalemme
25. Io sono la risurrezione e la vita. Gesù cor-
regge troppo ristretta opinione che Marta
la
serve a spiegare il gran rumore destato dal mi-
aveva del suo essere e del suo potere. Verbo
racolo di Gesù, e il grande affluire di gente da
eterno di Dio, Egli non ha bisogno di ricorrere ad
Marta e da Maria.
altri per risuscitare un morto, poiché è la stessa
19. Molti Giudei erano venuti, ecc. Questa par- risurrezione e la stessa vita, ossia è l'autore e il
ticolaritàfa vedere come la famiglia di Lazzaro principio di ogni risurrezione e di ogni vita, e
fosse assai ragguardevole e ben nota a Gerusa- niuno risorge o vive, se non perchè Egli lo fa
lemme. Per consolarle. In occasione della morte risorgere e vivere. Se adunque Lazzaro risorgerà
di una persona presso i Giudei si faceva lutto nell'ultimo giorno, sarà Gesù che Io farà risor-
da tutta la famiglia per sette giorni, e si riceve- gere; e se Gesù allora potrà richiamarlo a vita,
vano le condoglianze degli amici e dei cono- perchè non potrà compiere subito ora questo pro-
scenti (Gen. L, 10; 1 Reg. XXXI, 13, ecc. ). digio, mentre non dipende da alcuno nell'eser-
20. Marta andò incontro. Marta aveva probabil- cizio del suo potere? Colui che crede, ossia ha
mente cura di tutta l'azienda domestica, e ad
la una viva fede in me accompagnata dalla carità,
essa per la prima fu recato l'annunzio della ve- ancorché muoia, vivrà, perché io lo richiamerò
nuta di Gesù. Maria se ne stava seduta in casa, a una vita immortale dì gioia e di felicità. La
dove accoglieva quei che andavano a fare le loro sua non sarà una morte, ma un passaggio dalla
condoglianze. Questi due tratti corrispondono per- vita fedele nel tempo, alla vita beata dell'eternità.
fettamente al carattere delle due sorelle quale ci
26. Non morrà in eterno. La sua morte non sarà
viene descritto da S. Luca, X, 38-40.
eterna, ma temporanea, perchè io lo risusciterò
21. Se eri qui, ecc. Quanto non è delicata questa per la vita eterna. Credi ta questo ? Gesù do-
espressione di dolore! Le due sorelle avevano manda la fede per compiere il miracolo.
S. Giovanni, XI, 27-38 403

qui vivit, et credit in me, non morietur in vivrà : "e chiunque


vive, e crede in me,
aeternum. Credis hoc? '^Ait illì Utique : non morrà etemo. Credi questo? ''Gli
in
Domine, ego credidi, quia tu es Christus rispose Sì, o Signore, io ho creduto che
:

filius Dei vivi, qui in hunc mundum venisti. tu sei il Cristo, il Figliuolo di Dio vivo, che
sei venuto in questo mondo.
**Et cum haec dixisset, abiit, et vocavlt '*E detto questo, andò, e chiamò Maria
Mariam sororem suam silentio, dicens : sua sorella, dicendole piano E' qui il :

Magister adest, et vocat te. **Illa ut audivit, Maestro, e ti chiama. "Ella appena udito
surgit cito, et venit ad eum "Nondum : questo, si alzò in fretta, e andò da lui :

enim venerat lesus in castellum sed erat : '"imperocché non era ancora Gesù entrato
adhuc in ilio loco, ubi occurrerat ci Martha. nel borgo ma stava tuttavia in quel luogo,
:

dove Marta era andata a incontrarlo.


"ludaei ergo, qui erant cum ea in domo, "I Giudei perciò, che erano in casa con
et consolabantur eam, cum vidissent Ma- essa, e la consolavano, al veder Maria al-
riam quia cito surrexit, et exiit, secuti sunt zarsi in fretta, e uscir fuori, la seguitarono
eam dicentes Quia vadit ad monumentum,
: .dicendo Ella va al sepolcro per ivi pian-
:

ut ploret ibi. *'Maria ergo, cum venisset gere. **Maria però, arrivata dove era Gesù,
ubi erat lesus, videns eum, cecidit ad pedes e vedutolo, si gittò a' suoi piedi, e gli disse :

eius, et Domine, si fuisses hic,


dicit ei : Signore, se eri qui, non moriva mio fra-
non esset mortuus frater meus. tello.

*Mesus ergo, ut vidit eam plorantem, et "Gosù allora vedendola piangente, e pian-
ludaeos, qui venerant cum ea plorantes, genti i Giudei che erano venuti con essa,
infremuit spiritu, et turbavit seipsum, **Et fremè interiormente, e si turbò In se stesso,
dixit Ubi posuistis eum ? Dicunt ei
: Do- : •*e disse: Dove l'avete messo? Gli rispo-
mine, veni, et vide. **Et lacrymatus est le- sero : Signore, vieni, e vedi. a Gesù "E
sus. *'Dixerunt ergo ludaei Ecce quomodo : vennero le lacrime. "Dissero perciò Giu- i

amabat eum. *^Quidam autem ex ipsis di- dei Vedete com'egli lo amava. *'Ma taluni
:

xerunt Non poterat hic, qui aperuit oculos


: di essi dissero E non poteva costui, che
:

caeci nati, facere ut hic non moreretur? aprì gli occhi al cieco nato, fare ancora che
questo non morisse?
"Jesus ergo rursum fremens in seroet- "Ma Gesù di nuovo fremendo interlor-

" Sup. 9, 6.

ho creduto, ecc. E' già da tempo che


27. Io 43; XIV, 5). Gesù alla vista del pianto si com<
io ho riconosciuto come il Messia e il Figlio
ti mosse profondamente, ma al pensare che alcuni
di Dio venuto in questo mondo. E' splendida di quei Giudei, che ora piangevano sulla morte di
questa testimonianza di fede. Se Marta ha do- Lazzaro si sarebbero serviti del prodigio che Egli
mandato a Gesù di pregare il Padre, non intese stava per compiere per accusarlo e domandarne
già di prenderlo come un semplice profeta da ; la crocifissione, si indignò profondamente sulla
lungo tempo riconosceva in lui il Figlio di Dio, malizia e sulla perversità degli uomini. Si turbò in
benché la sua fede fosse stata imperfetta. Al- se stesso. Queste parole fanno vedere l'assoluto
cuni, p. es. Knab., Fili., Schanz, ecc. pensano dominio che Gesù aveva sulle passioni della sua
che le parole Figlio di Dio significhino qui
: umana natura, e come sia nel loro eccitarsi, che
semplicemente Messia. Ci sembra però più proba- nel loro muoversi esse erano in tutto soggette alla
bile la sentenza che ritiene trattarsi invece di vera sua volontà.
figliazione naturale, come sostengono Mald., Salm., 34. Dove l'avete messo ? Gesù fa questa do-
Alap., ecc.. Le Camus, ecc. manda, non perchè ignorasse il luogo dove l'ave
Chesei venato. Nel greco ò lpX6\ityo^ colui che vano posto, ma per attirare maggiormente l'a»
Tiene. Presso Giudei si dava quest'appellativo
i
tenzione dei presenti sul miracolo che sta pei
al Messia (Matt. XI. 3; Lue. VII, 19-20, ecc.). compiere.
28. Dicendole piano, ecc. Marta sapeva che Vennero le lagrime. Il greco ftaxpveiv algni^
35.
molti Giudei erano mal disposti verso Gesù, quindi
fica piangere in silenzio, mentre D verbo xXaietv
avvisa Maria in secreto della presenza del Maestro.
usato al V. 33 significa piangere ad alta voce. Le
30. Son era ancora Gesù entrato, ecc. Questa lagrime di Gesù, mentre sono una prova del'a
accuratezza nel riferire i più minuti particolari realtà della sua umana natura, mostrano pure la
lascia scorgere nell'Evangelista un testimonio ocu- tenerezza immensa del suo cuore.
lare.
37. Son ecc. Anche i Giudei
poteva costui,
31. La seguitarono per non sola lasciarla ostili a Gesù riconoscono
realtà del miracolo la
presso la tomba del fratello e per consolarla. da lui operato sul cieco nato, IX, 7, e se ne
gettò ai suoi piedi, trattavi dall'amore
32. Si servono quasi per muovere un rimprovero a Gesù,
verso di Lui, e dal dolore per la morte del fratello. di non aver voluto o potuto impedire la morte
di Lazaro.
33. Fremè interiormente. Il greco èvs^pt^^oato
t$ nvev^art significa si indignò, si adirò nel: 38. Di nuovo fremendo, ecc. V. n. v. 33. Era
suo spirito (Vedi v 38 e Matt. IX. 30; Mar. 1, una caverna, ecc. Gli Ebrei seppellivano i cada-
404 S. Giovanni, XI, 39-44

ipso, venit ad monumentum ; erat autem mente, arrivò al sepolcro: che era. una ca-
spelunca : et superpositus erat ei.
lapis verna, alla quale era soprapposta una lapide.
^'Ait Jesus : ToUite lapidem. Dicit ei Mar- ^'Disse Gesù Togliete via la lapide. Gli
:

tha soror eius, qui Do-


mortuus fuerat : disse Marta, sorella del defunto Signore, :

mine, iam foetet, quatriduanus est enim, puzza già perchè è di quattro giorni. "Le
:

*''Dicit ei lesus nonne dixi tibi quoniam si


: rispose Gesù Non ti ho io detto che, se
:

credideris, videbis gloriam Dei? crederai, vedrai la gloria di Dio?


ergo lapidem
*^Tulerunt lesus autem : •^Levaron dunquela pietra e Gesù alzò :

elevatis sursum oculis, dixit Pater gratias : in alto gli occhi, e disse Padre, rendo a :

ago tibi quoniam audisti me. **Ego autem te grazie, perchè mi hai esaudito. "Io però
sciebam quia semper me audis, sed propter sapeva che sempre mi esaudisci, ma lo ho
populum, qui circumstat, dixi ut credant : detto per causa del popolo che sta intorno :

quia tu me *^Haec cum dixisset,


misisti. affinchè credano che tu mi hai mandato.
voce magna clamavit Lazare veni foras.
: **E detto questo, con voce sonora gridò :

*''Et statim prodiit qui fuerat mortuus, lì- Lazzaro, vieni fuori. **E uscì subito fuori
gatus pedes, et manus institis, et facies il- il morto, legati con fasce i piedi e le mani,

lius sudario erat ligata. Dixit eis lesus : e coperto il volto con un sudario. E Gesù
Solvite eum, et sinite abire. disse loro Scioglietelo, e lasciatelo andare.
:

veri entro grotte naturali o artificiali scavate nella tutti.Vieni fuori, gr. òeGpo l^co qui, fuori. Gesù
roccia, alle quali si accedeva d'ordinario discen- prova col fatto che Egli è la risurrezione e la
dendo alcuni scalini. L'entrata si chiudeva con vita, che chiama le cose che non sono come
una pietra posta verticalmente ; talvolta però, in quelle che sono, che comanda e tutto obbedisce
modo speciale quando la grotta si sprofondava alla sua parola.
molto nel suolo, la pietra era posta in direzione 44. E subito, ecc. Al comando di Gesù subito
orizzontale. Sulla tomba di Lazzaro sembra che la il morto si desta e si avanza quanto gli permet-
pietra fosse posta in quest'ultimo modo, come tevano le fascie, in cui era avvolto. I Giudei so-
indicano le parole ènéxetro è:i' auT$. levano avvolgere con fascie impregnate di aromi
39. Puzza già. L'Evangelista, facendo notare le singole membra del cadavere e coprirgli il volto
che Marta era sorella del defunto, sembra voler con una pezzuola di lino. Disse ai Giudei Scio- :

indicare che essa fece a Gesù quest'osservazione glietelo affinchè possa camminare speditamente.
per una specie di ripugnanza, che aveva a vedere
constatata da tutti i presenti la decomposizione
incominciata del cadavere del fratello. Gesiì non
le aveva finora promesso chiaramente il miracolo ;

essa perciò vorrebbe dissuaderlo dal far aprire


la tomba.
40. Se crederai, ecc. Gesià cerca di richiamare
nuovamente l'animo di Marta alla fede professata,
vv. 22 e 27, e a tal fine le ricorda quanto Egli ha
detto implicitamente ai vv. 24 e 25. Vedrai ma-
nifestarsi la gloria di Dio con uno dei più stupendi
miracoli. Fig. 147.
41. Rendo grazie, ecc. Gesù, pieno di amore Mummia nelle fascie.
verso gli uomini, aveva desiderato di provare
ai Giudei con un miracolo sorprendente la diviniti
della sua missione, e vedendo ora appagato il suo
desiderio, ringrazia il Padre di averlo esaudito.
Si può ancora dare un'altra ragione della pre-
ghiera di Gesù. I Giudei in presenza di altri mi-
racoli fatti da Gesù dicevano che Egli li operava
per virtù di Satana ; e perciò, affine di togliere
loro anche questo pretesto, Gesù ora si rivolge
pubblicamente al Padre, acciò sia a tutti manifesto
che il Padre è con lui e l'assiste e l'approva in
tutta la sua dottrina e in tutte le sue opere.
42. Io sapeva prima ancora di pregarti che tu
mi avresti esaudito, e sapeva pure che la mia Senza dubbio Gesù che aveva richiamato Lazaro
preghiera non solo ora, ma sempre è da te esau- da morte a vita, avrebbe potuto egualmente sci&-
dita. Gesù esclude così ogni cattiva interpretazione gliere le fascie, in cui si trovava avvolto, ma
che si sarebbe potuto dare alle sue parole. L'es- Egli voleva che Giudei toccassero, per così dire,
i
sere stato esaudito non è per lui una cosa ecce- colle loro mani il miracolo avvenuto, e si per-
zionale e straordinaria, ma la regola ordinaria suadessero che Lazzaro era veramente morto e
dei suoi rapporti col Padre, poiché tutto ciò che veramente risuscitato. Nella morte e risurrezione
vuole il Padre, lo vuole il Figlio, e tutto ciò che di Lazzaro, Sant'Agostino e S. Gregorio hanno
vuole il Figlio, lo vuole ancora il Padre. Ma per considerato una immagine della morte e della
ilpopolo, ecc. Ecco il motivo per cui Gesù pub- risurrezione del peccatore, e nelle parole di
blicamente si rivolge al Padre vuole trarre il
:
Gesù Scioglietelo, cercarono una relazione colle
:

popolo alla fede nella sua divina missione. parole dette agli Apostoli : Tutto ciò che scio-
43. Con voce sonora affine di essere inteso da glierete sulla terra sarà sciolto anche nel cielo.
S. Giovanni, XI, 45-53 405

"Multi ergo ex ludaeis, qui venerant ad "Molti perciò di que' Gdudei ch'erano
Mariam, et Martham, et viderant quae fecit accorsi da Maria e da Marta, e avevano
Fesus, crediderunt in eum. **Quidam autem veduto quello che Gesii aveva fatto, credet-
ex ipsis abierunt ad Pharisaeos, et dixerunt tero in lui. **Ma alcuni di essi andarono da'
eis quae fecit lesus. Farisei, e loro raccontarono quel che aveva
fatto Gesù,

*'Collegerunt ergo Pontiflces et Phari- ^'Radunarono perciò i pontefici e i Farisei


saei concilium, et dicebant Quid facimus, : il consiglio, e dicevano : Che facciamo noi ?
quia hic homo multa signa facit? *'Si di- Quest'uomo fa molti miracoli. *'Se lo la-
mittimus eum sic, omnes credent in eum : sciamo fare così, crederanno in lui
tutti :

et venient Romani, et tollent nostrum lo- e verranno i Romani, e stermineranno il


cum, et gentem. nostro paese e la nazione.
**Unus autem ex ipsis Caiphas nomine, **Ma uno per nome Caifa. che
di essi,
eum esset Pontifex anni illius, dixit eis : era in quell'anno pontefice, disse loro Voi :

Vos nescitis quìdquam, "Nec cogitatis quia non sapete nulla. "Né pensate che toma
expedit vobis ut unus moriatur homo prò conto a noi che un uomo muoia pel popolo,
populo. et non tota gens pereat. *'Hoc autem e la nazione tutta non perisca. *'E questo
a semetipso non dixit sed eum esset Pon-
: non disse di suo capo ma essendo ponte- :

tifex anni illius, prophetavit, quod lesus fice di quell'anno, profetò che Gesù era per
moriturus erat prò gente, **Et non tantum morire per la nazione, "e non solo per la
nazione, ma ancora per radunare insieme i
I prò gente, sed ut fllios Dei, qui erant disper-
si, congregaret in unum. '*Ab ilio ergo die
cogitaverunt ut interflcerent eum.
figliuoli di Dio, che erano dispersi. "Quindi
è che da quel giorno pensarono a dargli
morte.

" Inf. 18, U.

45. Da Maria e ds Marta. Il greco nomini solo (gr. TÒv TÓffov probabilmente indica Gerusalemme
Miria. Credettero in lui. Comincia così a verifi- o il tempio), e la nostra nazione. In queste parole
carsi quanto Gesù aveva domandato al v. 42. si nasconde la più fina ipocrisia, poiché i capi
46. Ma
alcuni di essi, rimasti increduli e pieni della Giudaica sapevano benissimo che
nazione
di odio contro Gesù, andarono dai Farisei, ecc.
Gesù noa ambiva alcun regno terreno, e che
Egli non era un Messia politico, ma religioso.
47. Radunarono, ecc. I Pontefici e i Farisei,
D'altra parte se Egli si fosse ribellato ai Romani,
cioè i della nazione Giudaica, sempre più
capi
i Pontefici e i Farisei sarebbero stati i primi a
ostinati nel loro odio contro Gesù, radunano il
seguirlo.
Sinedrio (consiglio) affine di prendere immediati
provvedimenti contro Gesù. Che facciamo ? Tutti 49. Cai/a. V. n. Matt. XXVI, 57; Lue. III, 2.
convengono che è necessario di agire subito; la Che era in quell'anno Pontefice. Con queste pa-
questione riguarda solo i mezzi da adoperarsi. role l'Evangelista non vuol già dire che tutti gli
Quest'uomo, parola di grande disprezzo. Fa molti anni i Giudei cambiassero Pontefice, ma afferma
miracoli. Non negano miracoli, ma pigliano da
i
semplicemente che in quell'anno memorabile della
essi occasione per ostinarsi nella loro increduliti. morte di Gesù il Pontefice era Caifa. Benché il
Pontificato fosse a vita, i Romani però depone-
48. Se lo lasciamo fare così, senza impedirlo, vano spesso i Pontefici, che loro non piacevano.
tutti crederanno in lui e lo riconosceranno come
Voi non sapete nulla. Caifa mostra qui tutta la
sua superbia e il suo disprezzo per gli altri.
50. Né pensate, ecc. Coll'astuzia più diabolica
Caifa, fingendosi mosso non da odio contro Gesù
ma dalla ragion di stato, ossia da zelo per il
pubblico bene, sentenzia essere meglio che un
uomo, cioè Gesù, benché innocente, vada alla
morte, anziché veder perire tutta la nazione.
51. Essendo
Pontefice, ecc. Dio, che spesso
aveva conoscere la sua volontà per mezzo
fatto
dei Pontefici (Esod. XXVIIl, 30; I Re XXVIIl,
6, ecc.), volle ora servirsi di Caifa, benché empio,
per manifestare suoi disegni, e fece in modo
i

che egli nel palesare il suo odio contro Gesù,


usasse, senza volerlo, tali parole, che annunzias-
Fig. 148. —
Medaglia conlata dai Romani sero chiaramente frutti della morte del Messia.
i

a ricordo della conquista della Giudea. Per la nazione, cioè per il popolo giudaico.
52. Ma ancora per radunare in una sola Chiesa
figli di Dio, cioè pagani convertiti, dispersi su
Messia e re d'Israele, e verranno i Romani, ecc. i i

tutta la terra e appartenenti a tutte le nazioni.


n popolo non aspetta altro che il Messia per cor-
rere sotto le sue bandiere e scuotere il giogo dei 53. Pensarono. Nel greco é^ouXeuoovro decre-
Romani. Questi però non mancheranno di sof- tarono. Da questo momento fu decretata la morte
focare la ribellione, sterminando il nostro paese di Gesù.
406 S. Giovanni, XI, 54 — XII, 6

**Iesus ergo iam non in palam ambulabat '*Gesù adunque non conversava più in
apud ludaeos, sed abiit in regionem juxta pubblico trai Giudei, ma andò in una re-
desertum, in civìtatem, quae dicitur E- gione vicina al deserto, in una città chia-
phrem, et ibi morabatur cum discipulis suis. mata Ephrem, e quivi stava co' suoi disce-
poli.

"Proximum autem Pascha ludae-


erat **Ed era vicina la Pasqua de' Giudei, e
orum : et ascenderunt multi lerosolymam de molti di quel paese andarono a Gerusa-
regione ante Pascha, ut sanctiflcarent sei- lemme prima della Pasqua per purificarsi.
psos. *"Quaerebant ergo lesum et colloque- : '"Cercavano pertanto di Gesù, e dicevano
bantur ad invicem, in tempio stantes Quid : tra loro stando nel tempio Che ve ne pare
:

putatis, quia non venit ad diem festum? del non esser lui venuto alla festa? E i
Dederant autem Pontiflces, et Pharisaei pontefici e i Farisei avevano mandato un
mandatum, ut si quis cognoverit ubi sit, ordine che chi sapesse dove egli fosse, ne
indicet, ut apprehendant eum. desse avviso, affine di averlo nelle mani.

CAPO XII.

La Cena di Betania, i-ii. —


Ingresso trionfale di Gesù, a Gerusalemme, 12-19. —
Omaggio di alcuni gentili, 20-36. —
Incredulità dei Giudei, 37-50.

Mesus ergo ante sex dies Paschae venit ^Gesù adunque sei dì avanti alla Pasqua
Bethaniam, ubi Lazarus fuerat mortuus, andò a Betania, dove era Lazzaro già morto,
quem suscitavit lesus. ^Fecerunt autem ei e risuscitato da Gesù. 'E ivi gli diedero
coenam ibi et Martha ministrabat, Laza-
: una cena e Marta serviva a tavola
: Laz- :

rus vero unus erat ex discumbentibus cum zaro poi era uno di quelli che stavano a
eo. 'Maria ergo accepit libram unguenti mensa con lui. 'Maria però prese una lib-
nardi pistici, pretiosi, et unxit pedes lesu, bra di unguento di nardo puro di gran
et extersit pedes eius capillis suis et do- : pregio, unse i piedi di Gesù, e asciugò i
mus impleta est ex odore unguenti. piedi di lui colle sue trecce e la casa fu :

ripiena dell'odor dell'unguento.


*DixÌt ergo unus ex discipulis eius, ludas *Disse perciò uno dei suoi discepoli,
Iscariotes, qui erat eum traditurus "Quare : Giuda Iscariote, il quale era per tradirlo :

hoc unguentum non vaeniit trecentis dena- 'Perchè un unguento come questo non si
riis, et datum est egenis? "Dixit autem hoc, è venduto trecento danari e dato ai poveri?
non quia de egenis pertinebat ad eum, sed- •Ciò egli disse, non perchè si prendesse

»Matth. 26, 6; Marc. 14, 3.

54. Vicina al deserto di Giuda. Efrem, gr. 2. Gli diedero, ecc. Gli amici di Gesù gli pre-
*E<ppaiV va probabilmente identificata con Efron pararono un convito in casa di Simone il lebbroso
dei Paralipomeni, II, XIII, 19 e coll'odierna Ta- (Matt. XXVI, 6; Mar. XIV, 3), che era amico o
yibeh non lungi da Betel. forse parente di Lazzaro. Marta aiutava a servire
55. Per purificarsi con speciali riti e sacrifizi a tavola Lazzaro era uno dei commensali.
;

dalleimmondezze contratte, e così celebrare la 3. Unlibbra. La libbra era un peso romano


Pasqua (Es. XIX, 10; Num. IX, 10, ecc.). che si divideva in 12 oncie, ed equivaleva a circa
56. Nel tempio, cioè nei portici e nei cortili 325 grammi. Nardo puro. V. n. Mar. XIV, 3.
del tempio. Che ve ne pare, ecc. E' meglio di- Unse i piedi, ma prima ne versò sulla testa di
videre cosi questa proposizione : Che ve ne pare ? Gesù (Matt. XXVI, 7; Mar. XIV, 3).
che non verrà alla festa ? Coloro che si facevano 4-5. Uno dei discepoli. Anche altri discepoli
queste domande erano probabilmente favorevoli a
fecero quest'osservazione come narrano S. Matteo
Gesù. I capi della nazione invece avevano emanato e S. Marco. Se però S. Giovanni parla del solo
il decreto di catturarlo ad ogni costo, v. 53. Giuda, si è perchè questi non era mosso da amore
veso i poveri, benché malinteso, ma vi era indotto
CAPO XII. dal proprio interesse.
1. Sei Pasqua. La Pasqua comin-
dì avanti alla
Trecento denari equivalgono a 234 lire. V. n.
ciava la sera del 14 Nisan, che cadeva nell'anno Mar. XIV, 15.

della morte del Signore in giovedì (Matt. XXVI, 2). 6. Questa riflessione dell'autore serve a dar ra-
Gesù dunque da Efrem, XI, 54, si era portato a gione della condotta dì Giuda. Era un ladro, per-
Gerico, e da Gerico, come narrano i Sinottici, chè si appropriava parte del denaro che Gesù
mosse verso Betania, dove arrivò la sera di ve- possedeva in comune coi suoi discepoli.
nerdì, quando stava per cominciare il sabato pre- Portava, lì greco àpdata^ev può tradursi meglio
cedente alla festa di Pasqua con prendeva, cioè si appropriava
b. GIOVANNI, XII, 7-16 407

quia fu erat, et loculos habens, ea, quae pensiero dei poveri, ma perchè era ladro,
mittebantur portabat. e tenendo la borsa, portava quello che vi
era messo dentro.
^Dixit ergo lesus Sinite illam ut Ini diem : ^Disse adunque Gesù : Lasciatela fare,
sepulturae meae servet illud. 'Pauperes e- che riserbi questo pel dì della mia sepol-
nim semper habetis vobiscum me autem : tura. 'Imperocché i poveri li avete sempre
non semper habetis. con voi ma non sempre avete me.
:

'Cognovit ergo turba multa ex ludaeis •Seppe pertanto una gran turba di Giu-
quia illlc est et venerunt, non propter
: dei come Gesù
era in quel luogo, e vi an-
lesum tantum, sed ut Lazarum viderent, darono non per Gesù solamente, ma anche
quem suscitavit a mortuis. '"Cogitaverunt per veder Lazzaro risuscitato da' morti.
autem principes sacerdotum ut et Lazarum '"Tennero consiglio perciò i principi del
interflcerent : "Quia multi propter illum sacerdoti di dar morte anche a Lazzaro :

abibant ex ludaeis, et credebant in lesum. "perchè molti per causa di esso si sepa-
ravano dai Giudei, e credevano in Gesù.
"In crastinum autem turba multa, quae "Il dì seguente una gran turba di gente
venerat ad diem festum, cum audissent quia concorsa alla festa, avendo udito che Gesù
venit lesus lerosolymam "Acceperunt ra- : andava a Gerusalemme, "presero dei rami
mos palmarum, et processerunt obviam ei, di palme, e gli usciron incontro, e grida-
et clamabant Hosanna, benedictus, qui
: vano Osanna, benedetto colui che viene
:

venit in nomine Domini, Rex Israel, '*Et nelnome del Signore, il Re d'Israele. "E
Invenit lesus asellum, et sedit super eum, Gesù trovò un asinelio e vi montò sopra,
sicut scriptum est "Noli timere Alia Sion : : conforme sta scritto "Non temere, figlia :

ecce rex tuus venit sedens super pullura di Sion ecco che il tuo Re viene sedendo
:

asinae. "Haec non cognoverunt discipuH sopra un asinelio. "Queste cose non le
eius primum : sed quando gloriflcatus est compresero da principio i suol discepoli :

i«Zach. 9. 9; Matth. 21, 7; Mire. 11, 7; Lue. 19. 35.

7. Che
riserbi questo, ecc. La lezione della Vol- da cui è tratto il versetto 25, con cui le turbe
gata, è pure quella dì molti codici e di
che acclamano Gesù : Benedetto, ecc.
parecchie versioni, è riguardala dai critici come
la migliore. Il senso delle parole di Gesù è
questo Lasciate in pace questa donna, perchè
:

essa ha serbato quest'unguento per ungere il mio


corpo e profetizzare così, senza saperlo, la mia
prossima morte e la mia sepoltura. L'imbalsama-
zione precedeva la sepoltura, e Maria versando
unguento sul corpo di Gesiì, l'aveva così prepa-
rato per la sepoltura.
8. / poveri, ecc. V. n. Matt. XXVII, 8-12; Mar.
XIV, 7-8.
9. Era in quel luogo, cioè a Befania. Per veder
Lazzaro, Era più che naturale questa curiosità.
10-11. La risurrezione di Lazzaro ebb« una gran-
de influenza sui Giudei, e servì a muovere il
popolo ad acclamare Gesù Re d'Israele, Figliuolo
Flg. 149. — Egiziani che portano palme
di Davide.
In una cerimonia religiosa.
Si separavano dai Giudei, cioè si ritiravano dal
partito dei Farisei. Colui che viene nel nome del Signore, ti ré
12. //seguente. Nella sera della Domenica
di d'Israele è il Messia.
10 di Nisan, cinque giorni avanti la Pasqua,
14-15. Trovò un asinelio, ecc. V. n. Matt. XXI,
quando secondo la legge (Esod. XII, 3-6) doveva
1-16; Mar. XI, 1-11; Lue. XIX, 29 e ss.
scegliersi l'agnello da immolarsi, Gesù, vero
Non temere, ecc. La citazione di Zaccaria, IX, 9,
agnello di Dio, si presentò a Gerusalemme. Volle
non è letterale, e si trova pure in S. Matteo.
essere pubblicamente riconosciuto come Messia,
Figlia di Sion sono gli abitanti di Gerusalemme,
affine di attrarre maggiormente l'attenzione di
ediflcata in parte sul monte Sion. //tuo Re è il
tutti sulla sua passione e sulla sua morte.
Messia.
13. Presero dei rami di palme, ecc. Il modo,
con cui ì Giudei accolgono Gesù, è simile a quello 16. Da principio, ossia allorché Gesù faceva
con cui celebravano la festa dei Tabernacoli. Du- il suo ingresso trionfale, ma quando dopo la
rante gli otto giorni di questa festa si facevano sua risurrezione diede loro l'intelligenza delle
varie processioni attorno all'altare, e tutti porta- Scritture (Lue. XXIV, 45) e mandò loro lo Spirito
vano in mano rami di mirto, di salice e di palme, Santo (XVI, 13), allora compresero tutta la portaU
e agitandoli per l'aria cantavano il salmo CXVII, della profezia di Zaccaria.
408 S. Giovanni, XII, 17-24

Jesus, tunc recordati sunt quia haec erant ma glorificato che fu Gesù, allora s! ricor-
Bcripta de eo : et haec fecerunt eì. darono che talicose erano state scritte di
luì, e a lui erano state fatte.

"Testimonium ergo perhibebat turba, ^^La turba poi, che era con lui, quando
quae erat cum eo quando Lazarum vocavit chiamò Lazzaro dal sepolcro, e lo risuscitò
de monumento, et suscitavit eum a mortuis. da morte ne rendeva testimonianza. ^*E
"Propterea et obviam venit ei turba quia : per questo gli andò incontro la turba per- :

audierunt eum fecisse lioc signum. ^'Phari- chè avevano udito che aveva fatto quel mi-
saei ergo dìxerunt ad semetipsos Videtis : racolo. "I Farisei pertanto dissero tra loro :

quia nihil proflcimus? ecce mundus totus Vedete voi che non facciamo nulla? Ecco
post eum abiit. che il mondo tutto gli va dietro.

""Erant autem quidam Gentiles ex bis, ""E vi erano alcuni Gentili, dì quelli che
qui ascenderant ut adorarent in die festo. erano andati ad adorare Dio nella festa.
'^Hi ergo accesserunt ad Piiilippum, qui "^Questi si accostarono a Filippo che era
erat a Bethsaida Galilaeae, et rogabant eum, di Betsaìda della Galilea, e lo pregavano
dicentes Domine, volumus lesum videre.
: dicendo Signore, desideriamo dì vedere
:

'"Venit Philippus, et dicit Andreae An- : Gesù. ""Filippo andò e lo disse ad Andrea :

dreas rursum, et Philippus dixerunt lesu. e Andrea e Filippo lo dissero a Gesù.

"'lesus autem respondit eis, dicens Ve- : "'E Gesù rispose loro con dire E' ve- :

nit bora, ut clariflcetur Filius hominis. nuto il tempo che sia glorificato il Figliuolo
'*Amen, amen dico vobis, nisi granum fru- dell'uomo. "*In verità, in verità vi dico :

menti cadens in terram, mortuum fuerit; se il granello di frumento caduto in terra

Coloro che avevano veduto la risurrezione


17. coraggiosamente la morte più umiliante. E' ve-
di Lazzaro affermavano pubblicamente il miracolo, nuto il tempo della passione e della morte, in
e la loro affermazione valse a eccitare gli animi e cui dev'essere glorificato il Figliuolo dell'uomo
a rendere più splendido il trionfo di Gesiì. sia per mezzo dei miracoli, che accompagneranno
la sua morte, sia per mezzo della sua risurrezione
18. Gli andò incontro dalla città di Gerusa-
e ascensione, e sia per la conversione alla fede
lemme, e venne a unirsi alla turba di Betania.
dei popoli gentili, e la diffusione della Chiesa
19. I Farisei maggiormente irritati dal trionfo
nel mondo.
di Gesii, dissero Vedete che non facciamo nulla ?
:

Nel greco si legge così Vedete, non guadagnata:


24. La comparazione del grano mette in evi-
nulla (ad aspettare). Tra i nemici del Salvatore
denza la necessità e i frutti della passione. Come
ve n'erano dei piiì ardenti, che avrebbero voluto
disfarsiimmediatamente di lui, e ve n'erano altri
più moderati, i quali non volevano precipitare le
cose. I primi accusano qui i secondi, volendo in-
colparli del trionfo di Gesù.
20. Gentili. °E\\r\\iq. Erano probabilmente pro-
selitidi secondo grado, detti della porta, i quali
osservavano solo alcuni precetti della Legge,
mentre quelli di primo grado, detti della giustizia,
si sottomettevano a tutte le cerimonie giudaiche,
non esclusa la circoncisione. Erano venuti a
Gerusalemme per la Pasqua. Alcuni pensano che
non fossero proseliti, ma semplici pagani, venuti
a Gerusalemme per adorare Dio nell'atrio dei
Gentili.
21. Desideriamo, ecc. Domandano di essere
presentati a Gesù per discorrere con lui e sen-
tire la sua dottrina. Quale contrasto! I Farisei e
i capi del popolo giudaico vogliono la morte di
Gesù : i pagani invece lo cercano.
22. Lo disse ad Andrea. Filippo, ricordandosi
forse della proibizione fatta agli Apostoli di predi-
care ai pagani, poteva temere che Gesù non vo-
lesse aver comunicazione coi Gentili, e quindi
si consiglia con Andrea, che era il più antico
discepolo.
23. Non sappiamo se Gesù abbia accordato a
questi Gentili l'udienza richiesta, poiché l'Evan- Fig. 150 — Grano di Egitto (Ridotto di metà).
gelista non dice più nulla su questo punto; ma
si ferma invece a riportare il discorso di Gesù. il grano non reca frutto se prima non viene per
Nel desiderio di questi pagani di entrare in rap- così dire disfatto dal calore della terra, così Gesù
porto con lui, Gesù scorge i frutti di salute, non potrà comunicare la vita soprannaturale al
che l'intera umanità ricaverà dalla sua passione, mondo, se prima, dopo aver sofferto umiliazioni,
e da questo pensiero si sente animato ad affrontare dolori e morte, non discende nel sepolcro.
S. Giovanni, XII, 25-32 409

"Ipsum solum manet, si autem mortuum non muore, '*resta infecondo se poi :

fuerit, multum fructum affert. Qui amat muore, fruttifica abbondantemente. Chi
animarli suam. perdei eam et qui odit ani- : ama l'anima sua, la ucciderà e chi odia :

mam suam in hoc mundo, in vitam aeternam l'anima sua in questo mondo, la salverà
custodit eam. **Si quis mihi ministrat, me per la vita eterna. '*Chi mi serve, mi se-
sequatur et ubi sum ego, illic et minister
: gua e dove son io. ivi sarà ancora colui
:

meus erit. Si quis mihi ministraverit. liono- che mi serve. E chi servirà a me sarà ono-
riflcabit eum Pater meus. rato dal Padre mio.
*
*'Nunc anima mea turbata est. Et quid 'Adesso l'anima mia è conturbata. E
dicam? Pater, salvifica me ex hac bora. che dirò io? Padre, salvami da questa ora.
Sed propterea veni in horam hanc. ''Pater, Ma per questo sono io arrivato a quest'ora.
clarifica nomen tuum. Venit ergo vox de "Padre, glorifica il nome tuo. Venne allora
caelo Et clariflcavi, et iterum clarificabo.
: dal cielo questa voce E l'ho glorificato, e:

"Turba ergo, quae stabat, et audierat, lo glorificherò di bel nuovo. '"Or la turba
dicebat tonitruum esse factum. Alii dice- che ivi si trovava, e udì, diceva che era
bant Angelus ei locutus est. "Respondit
: stato un tuono. Altri dicevano Un Angelo :

Jesus, et dixit non propter me haec vox : gli ha parlato. '"Ripigliò Gesù, e disse :

venit, sed propter vos. "Nunc iudicium Questa voce non è stata per me, ma per
est mundi : nunc princeps huius mundi eii- voi. "Adesso si fa giudizio di questo mon-
cietur foras. "Et ego si exaltatus fuero a do : adesso il prìncipe di questo mondo

"Matth. 10, 39 et 16, 25; Mire. 8, 35; Lue. 9, 24 et 17, 33.

25. CiO che Gesù ha detto di sé stesso, vale paMione e morte, che faranno risplendere tutti i

ancora per tutti i suoi seguaci. Per ottenere la divini attributi e riscatteranno l'umanità.
vita eterna è necessario essere pronti a rinun- Venne dal cielo, ecc. Il Padre, che già aveva
ziare a tutto, anche alla vita temporale. Chi ama reso testimonianza a Gesù nel Battesimo (Matt.
l'anima s-"i preferendo la vita temporale all'eterna, Ili, 17 e ss.) e nella Trasfigurazione (Matt. XVII,
in realtà l'uccide, perchè cosi facendo si rende reo 5 e ss.), fa udire una terza volta la sua voce,
di morte eterna. Chi odia l'anima sua in questo mentre Gesù sta per dar principio alla sua pas-
mondo, rinunziando alla vita temporale per gua- sione.
dagnare l'eterna, la salverà, perchè otterrà vera- L'ho glorificato, ecc. Il Padre dice: Ho glo-
mente la vita eterna (V. n. Matt. X, 39). rificato il mio nome coU'obbedienza perfetta, che
Gesù mi ha prestata, e col prodigi che ha ope-
26. Chi mi serve, cioè chi vuol essere mìo
più generalmente mio discepolo, mi rato; e lo glorificherò ancora maggiormente sia
apostolo,
segua, ossia mi imiti nel non temere né perse- accettando sua passione e morte, sia per mezzo
la
della e ascensione, ecc., e sia per
risurrezione
cuzione, né morte, e otterrà il premio di essere
con me nel cielo. Chi sarà mio discepolo, otterrà mezzo della propagazione della Chiesa nel mondo.
dal Padre mio una gloria simile a quella del Figlio 29. Or la turba, ecc. Impressione prodotta nella
(Matt. XX, 20 e ss. Lue. XII, 32 e ss.). ; turba. La voce dovette essere chiara e distinta
(v. 30), molti però fra gli uditori erano distratti,
27. Come al Getsemani, così ora, il pensiero della
si occupavano o discorrevano di altro, e quindi
morte vicina viene a destare nell'anima di Gesù
le passioni del timore e della tristezza. L'umana
benché abbiano sentito un rumore, non distinsero
natura del Salvatore aborre naturalmente dalla le parole. Un tuono. La voce dovette essere assai

morte, e perciò Egli esclama incerto e esitante :


forte.

Che dirò lo? Dove mi rivolgerò? Ma come nel- angelo, ecc., come era avvenuto tante volte
Un
l'agonia ricorse al Padre, pregandolo bensì di
ai grandi personaggi dell'A. T. (Gen. XVI, 9;
allontanare da lui il calice della passione, ma XXI, 17 Num. XXII, 32 ; Giud. II, 1 V, 23, ecc.).
; ;

rimettendosi poi in tutto alla sua volontà, così 30. Per voi. Io conosco le relazioni che ho col
ora dice Padre, salvami, liberami da quest'ora
:
Padre, ma è fatta udire acciò voi cono-
la voce si
della passione allontanala da me tosto però
; ;
sciate e crediate che io sono il Figlio di Dio.
soggiunge Ma no, non liberarmi, poiché io son
:
La voce dovette perciò essere chiara e distinta.
venuto a bella posta per soffrire e morire (V. n.
31. Adesso si fa giudizio, ecc. Colla morte di
Matt. XXVI, 38 e ss. Mar. XIV, 33 e ss.). Gesù ;

volle provare la ripugnanza a morire, la tristezza,


Gesù si eseguirà un gran giudizio di condanna
la noia, ecc., sia per dimostrare che Egli era
sul mondo. Il principe di questo mondo, cioè
vero uomo e aveva preso la nostra natura con tutte Satana, che tiene schiavi gli uomini, verrà spo-
le sue debolezze eccetto il peccato, sia per meri-
gliato del suo dominio e sarà cacciato via. La
tarci col vincerle la grazia di non esserne superati,
vittoria di Gesù cominciata sul Calvario sarà com-
e sia per consolarci nelle nostre afflizioni. Da
pleta dopo il giudizio finale.
questo fatto narrato dal solo S. Giovanni si fa 32. Quando sarò levato da terra. Con queste
manifesto quanto sia falso ciò che dicono alcuni parole allude Gesù alla sua morte di croce, v. 33.
razionalisti, che il IV Vangelo a differenza dei Trarrò tutto a me. Per mezzo della sua morte
Sinottici presenti la figura di Gesù, come quella Gesù vincerà il demonio, e stabilirà così il suo
di un essere che non ha alcuna passione o debo- dominio e il suo regno in tutto il mondo. Con
lezza umana. dolcezza, soavità ed efficacia trarrà alla sua fede
popoli. « Abbiamo
28. Padre glorifica il nome tao nel modo che e alla sua legge tutti quanti i

dall'eternità hai stabilito, cioè per mezzo della mia


procurato nella versione, di conservare l'equivoco
410 S. Giovanni, XII, 33-40

terra, omnia traham ad meìpsum. "(Hoc sarà cacciato fuori. ^^E io quando sia le-
autem dicebat, signiflcans qua morte esset vato da terra, trarrò tutto a me. '^(E ciò
moriturus). egli diceva per significare di qual morte
era per morire).
^*Respondit ei turba : Nos audivimus ex ^*Gli rispose la turba Noi abbiamo ap- :

lege, quia Ciiristus manet in aeternum : et preso dalla legge che il Cristo vive in
quomodo tu dicis, Oportet exaltari Filium eterno e come dici tu che il Figliuolo del-
:

hominis? Quis est iste Filius hominis? l'uomo deve essere levato da terra? Chi
''Dixit ergo eis lesus Adhuc modicum, lu-
: è questo Figliuolo dell'uomo? '* Disse a-
men in vobis est. Ambulate dum lucem ha- dunque loro Gesii Per poco ancora è la
:

betis, ut non vos tenebrae compreiiendant : luce con voi. Camminate mentre avete
et qui ambulat in tenebris, nescit quo vadat. lume, affinchè non vi sorprendano le te-
**Dum lucem habetis, credite in lucem, ut nebre :e chi cammina nelle tenebre, non
filli lucia sitis. Haec locutus est Jesus : et sa dove vada. *^Sino a tanto che avete la
abiit et abscondit se ab eis. luce, credete nella luce, affinchè siate fi-
gliuoli della luce Così parlò Gesù
: e se :

ne andòi e si nascose da essi.


"Cum autem tanta signa fecisset coram "'E avendo egli fatto sì grandi miracoli
eis, non credebant in eum "Ut sermo : sui loro occhi, non credevano in lui **Af- :

Isaiae prophetae impleretur, quem dixit : finchè si adempisse il detto d'Isaia profeta,
Domine, quis credidit auditui nostro et : quando disse : Signore, chi ha creduto
bracliium Domini cui revelatum est? 'Trop- quello che ha udito da noi? E a chi è
terea non poterant credere, quia iterum il braccio del Signore? '*Per
stato rivelato
dixit Isaias ^"Excaecavit oculos eorum.
: questo non potevano credere, perchè disse

"Ps. 109, 4 et 116, 2; Is. 40, 8; Ez, 37, 25. »« Is. 53, 1, Rom. 10, 16. *<> Is. 6, 9; Matth. 13,
14; Marc. 4, 12; Lue. 8, 10; Act. 28, 26; Rom. 11, 8.

^e è nella parola del testo originale, la quale ismo, che vuol dire partecipare della luce. Chi
poteva significare ed essere innalzato per ingrandi- pratica gl'insegnamenti di Gesù, sarà partecipe
mento, e anche essere tolto dal mondo ». Martini. della sua gloria.
Si nascose da essi ritirandosi a Betania (Matt.
34. Abbiamo appreso, ecc. La turba prese
XXI, 17; Mar. XI, 11), oppure suU'Oliveto (Lue.
le parole di Gesù « quando sarò levato da terra »
XXJ, 37).
nel senso di « quando sarò tolto dal mondo, o sarò
morto », e, acciecata dal pregiudizio che il regno 37. Sul finire la narrazione del pubblico mini-
messianico dovesse essere terreno ed eterno, do- stero dì Gesù, l'Evangelista fa una riflessione
manda : Abbiamo appreso dalla legge, cioè dalla sull'incredulità dei Giudei, i quali o negavano i
Scrittura (li Reg. VII, 16; Salm. CIX, 4; Gerem. miracoli di Gesù, o non osavano confessarli aper-
XXXIII, 17; Dan. VII, 13, ecc.) che il Cristo, ossia tamente.
il Messia vive in eterno, vale a dire avrà un regno
SI grandi, gr. ioaavro significa piuttosto tanti,
eterno, come dunque tu, ecc. numerosi.
Figliuolo dell'uomo. Benché Gesù in questo di- 38. Chi ha creduto, ecc. Dal vedere che sì
scorso non abbia chiamato sé stesso Figliuolo gran parte dei Giudei era rimasta nell'infedeltà,
dell'uomo, era però solito darsi questo nome; non ostante i miracoli fatti, si sarebbe potuto
e d'altra parte i Giudei sapevano che o Figliuolo muovere obbiezioni contro il Vangelo, e perciò
dell'uomo » era un equivalente di « Messia » (Dan. l'Evangelista fa notare che l'incredulità dei Giudei
VII, 13). I Giudei domandano adunque : Chi è era stata predetta (Isai. LUI, 1), e viene così a
questo Messia, che deve morire, così diverso da entrare nei disegni di Dio e ad essere una prova
quello che hanno predetto i profeti? Poveri illusi! della divinità del Vangelo. Chi ha creduto alla
I profeti avevano bensì predetto la gloria del nostra parola, che annunziava le sofferenze del
Messia, ma avevano pure preannunziata la sua Messia? A chi è stato, ecc. Chi ha riconosciuta
passione e morte, ma essi non vollero vedere la potenza infinita di Dio, che si manifestava e
nelle Scritture se non le grandezze terrene. nelle umiliazioni e nei miracoli di Gesù?
35. Gesù non risponde direttanfente alla do- 39. Non potevano credere, ecc. a Non potevano
manda Giudei, perchè era inutile tentare di
dei credere, perchè non volevano (dice Sant'Ago-
smuoverli dai loro pregiudizi, ma li esorta a pro- stino, tract. 53 in Ioan.), e la prava loro volontà
fittare della sua dottrina e dei suoi insegnamenti, fu preveduta da Dio e predetta dal profeta. Ma chi
mentre tutt'ora ne hanno tempo. Per poco tempo previde e predisse la loro infedeltà, non la fece :

la luce, che sono io stesso, è con voi per inse- e fu ancora giusta pena della prava loro volontà,
gnarvi la verità. Approfittatene adunque, affine di se Dio li acciecò, vale a dire li abbandonò e non
non essere abbandonati da Dio nelle tenebre del- li aiutò, come spiega lo stesso Santo. Ibid. (V.
l'acciecamento. Finché splende la luce si cam- Rom. XI) ».
mina sicuri, ma quando viene la notte, si corre 40. Acciecò i loro occhi. Nello stile biblico e
pericolo d'inciampare e cadere nei precipizi.
orientale viene spesso presentato come fatto da
36. Credete nella luce. Credere nella luce si- Dio, quello che Dio solo permette e non impedisce.
gnifica credere in Gesù Cristo, praticando i suoi Così qui si dice che Dio acciecò i Giudei, perchè
insegnamenti. Divenire figli della luce è un ebra- permise il loro acciecamento. I Giudei sono col-
S. Giovanni, XII, 41-49 411

et Induravi! cor eorum : ut non videant parimente Isaia *" Accecò I loro occhi, e
:

oculis, et non inteiligant corde, et conver- indurò loro il cuore affinchè con gli:

tantur, et sanem eos. **Haec dixit Isaias, occhi non veggano, e col cuore non inten-
quando vidit glorìam eius, et locutus est dano, e si convertano, e io li risani. *'Tali
de eo. cose disse Isaia, allorché vide la gloria di
lui, e di lui parlò.

*^Verumtamen et ex principibus multi **Nondimeno anche dei grandi


molti
crediderunt in eum : sed propter Pharisaeos credettero in luì ma
per paura dei Farisei
:

non confìtebantur, ut e synagoga non eiice- non lo confessavano per non essere scac-
rentur. ^^Dilexerunt enim gloriam hominum ciati dalla Sinagoga. "Imperocché ama-
magis, quam gloriam Dei. rono più la gloria degli uomini che la gloria
di Dio.

autem clamavit, et dixit


**Iesus Qui : **Ma Gesù alzò la voce, e disse Chi :

credit in me, non credit in me, sed in eum, crede in me, crede non in me, ma in colui
qui misit me. **Et qui videt me, videt eum, che mi ha mandato. **E cW vede me, vede
qui misit me. **Ego lux in mundum veni : colui che mi ha mandato. **Io sono venuto
ut omnis, qui credit in me, in tenebris non luce al mondo, affinché chi crede in me
maneat. non resti tra le tenebre.
*^Et si quis audierit verba mea, et non *'E chiunque avrà udite le mie parole, e
custodierit : ego non ludico eum, non enim non avrà creduto in me, io non lo giudico :

veni ut iudicem mundum, sed ut salviflcera imperocché non son venuto per giudicare
mundum. **Qui spemit me, et non accipit il mondo, ma per salvare il mondo. **Chl
verba mea habet qui iudlcet eum sermo,
: ;
rigetta me, e non riceve le mie parole, ha
quem locutus sum, ille iudìcabit eum in no- chi lo giudica la parola annunziata da me,
:

vissimo die. **Quia ego ex meipso non sum questa sarà suo giudice nel giorno estremo.
locutus, sed qui misit me Pater, ipse milii **Ché io non ho parlato di mio arbitrio,
mandatum dedit quid dicam, et quid loquar. ma il Padre, che mi ha mandato, egli mi

"Marc. 16. 16.

pevoli, perchè con malizia non vollero ricevere 44. E disse, ecc. Non sappiamo in quale circo-
la luce e si resero indegni della grazia di Dio. stanza precisa Gesù abbia pronunziate queste pa-
V. n. Mar. IV, 12; Man. XIII. U-15. role, poiché S. Giovanni ha già raccontato, v. 36,
Le parole d'Isaia, Vi, 9, 10, non sono citate la fine del ministero pubblico dì Gesù. Alcuni in-

alla lettera, ma al senso. Come al tempo del terpreti pensano che questo discorso sia composto
profeta gli Ebrei non vollero prestar fede alla pa- di sentenze pronunziate da Gesù in diverse cir-

rola di Dio; così anche adesso ricusano di credere costanze, ma riunite assieme dall'Evangelista, il
alla parola e ai miracoli di Gesù. quale avrebbe voluto cosi dare come un compendio
di tutto ciò che Cesù aveva insegnato. (Knab.
Tali cose disse, ecc. In queste parole si
41. Schanz. Patrizi, ecc.).
ha una chiara testimonianza della divinità di Chi crede in me, non crede in me come solo
Gesù Cristo. Isaia infatti (VI, 9-10) riferisce le uomo; ma crede in Dio, perchè sono Dio e per-
parole citate, v. 40, là, dove descrive una visione chè sono inviato dal Padre. V. n. V, 36; VI, 45;
in cui contemplò la gloria di Dio; ora l'Evangelista VII, 28; Vili, 19. ecc.
fa notare che la gloria di Dio veduta da Isaia
Chi vede me, vede colui, ecc. perchè io
45.
era la gloria di Gesù, donde ne segue che Gesù
sono nel Padre, e il Padre è in me, essendovi per-
è vero Dio, e come tale fu riconosciuto da Isaia.
fetta identità di natura tra il Padre e il Figlio.
Di lui, cioè di Gesù Cristo.
46. Io sono venato luce al mondo per dissipare
42. ecc. L'Evangelista precisa nce-
Soadimeno, le tenebre dell'ignoranza e del peccato, e chi crede
glio quanto ha detto al v. 37. Gesù aveva del di- in me, cioè chi apre gli occhi a questa luce, sari
scepoli ^nche fra i principali del popolo, ma liberato dall'ignoranza e dal peccato.
erano pieni di timore, e non osavano mostrarsi 47. Io non lo giudico, ecc. Nella sua prima ve-
pubblicamente come tali. Così erano p. es. Ni- nuta Gesù venne non per giudicare, ma per sal-
codemo e Giuseppe d'Arimatea (III, 1; VII, 50; vare il mondo. Adesso è tempo di misericordia,
XIX, 38). Farisei, ecc. I Farisei costituivano il verrà poi il tempo della giustizia. V. n. Ili, 17.
partito, che esercitava maggior influenza nell'am-
48. Nel giorno del giudizio finale sarà pronun-
ministrazione della giustizia. Nutrirono sempre
ziata la condanna contro gl'increduli. La parola
odio verso Gesù, e gli mossero continua guerra. annunziata da Gesù e disprezzata dagli increduli,
Non essere scacciati, ecc. V. n. IX, 22. sarà essa stessa c!he giudicherà e condannerà gli
43. Ciò, che impediva costoro dal professare empi.
pubblicamente la fede, era il rispetto umano. Essi 49. Dà il motivo perchè la sua parola condan-
amarono più ricevere lode e approvazione dagli nerà gli empi. La mia parola non proviene da
uomini, che esser lodati e approvati da Dio. un puro uomo, ma è parola di Dio.
412 S. Giovanni, XII, 50 — XIII, 6

•"Et scio quia mandatum eius vita aeterna prescrisse quel che ho da dire, e di che ho
est. Quae ergo ego loquor, sicut dixit mihi da parlare. *"£ so che il suo comandamento
Pater, sic loquor. è vita eterna. Le cose adunque che io dico,
ve le dico in quel modo che le ha dette a
me il Padre.

CAPO XIII.

Ultima cena e lavanda dei piedi, J-17. —


Predizione del tradimento di^Giuda, 18-30. —
La glori^cazione di Gesic e il nuovo comandamento, 31-35. Gesti predice —
la. negazione di Pietro, 36-38.

*Ante diem festum Paschae, sciens lesus ^Prima della festa di Pasqua, sapendo
quia venit hora eius ut transeat ex hoc Gesù come era giunta l'ora per lui di pas-
ipundo ad Patrem cum dilexisset suos,
: sare da questo mondo al Padre, avendo
qui erant in mundo, in finem dilexit eos. egli amato i suoi che erano nel mondo, li

"Et coena facta, cum diabolus iam misisset amò sino alla fine. ^E fatta la cena (avendo
in cor ut traderet eum ludas Simonis Isca- già il diavolo messo in cuore a Giuda Isca-
riotae 'Sciens quia omnia dedit ei Pater
: riote figliuolo diSimone, che lo tradisse) :

in manus, et quia a Deo exivit, et ad Deum 'Sapendo Gesù come il Padre aveva poste
vadit ^Surgit a coena, et ponit vestimenta
: tutte le cose nelle sue mani, e come era
sua et cum accepisset linteum, praecinxit
: venuto da Dio, e a Dio andava *Si leva :

se. da cena, e depone le sue vestimenta e :

preso uno sciugatoio, se lo cinse.


"Deinde mittit aquam in pelvim, et coe- 'Quindi versò dell'acqua in un catino,
pit lavare pedes discipulorum, et extergere e cominciò a lavare i piedi dei discepoli,
linteo, quo erat praecinctus. *Venit ergo ad e a rasciugarli collo sciugatoio onde era
Simonem Petrum. Et dicit ei Petrus : Do- cinto. 'Va adunque da Simon Pietro. E

1 Matth. 26, 2 ; Marc. 14, 1 ; Lue. 22, 1.

50. Il %uo comandamento. La dottrina, che il potestà in cielo e in terra, e di essere disceso
Padre mi ha comandato d'insegnare agli uomini, dal seno del Padre per incarnarsi, e di dover
è principio per essi e causa di vita eterna. Da ciò tornare al Padre per sedere alla sua destra, volle
segue che, chi rigetta questa dottrina, viene da tuttavia compiere quest'atto di umiliazione.
sé stesso a escludersi dalla vita eterna.
Depone le sue vestimenta, cioè il pallio o
4.
lasopravveste, che gli poteva essere d'impaccio, •
CAl-O XIII. preso un pannolino se lo cinse, e come uno
1. Prìma della festa di Pasqua, cioè la sera del
schiavo qualunque si mise a lavare i piedi si
14 Nisan (Matt. XXVI, 17. V. n.) sapendo Gesù discepoli.
che era giunta l'ora della sua morte, avendo amato 6. Va adunque, ecc. Dopo aver narrato in ge-
i suoi (toùi; tòiotx;) Apostoli, che restavano nel nerale la lavanda dei piedi, l'Evangelista discende
mondo in mezzo a mille pericoli e tentazioni,
prima di lasciarli volle dar loro una suprema
prova del suo amore. Li amò sino alla fine, cioè
sino alla perfezione, sino all'ultimo termine del-
l'amore. Quest'ultime parole non devono restrin-
gersi alla lavanda dei piedi, ma vanno estese a
tutto ciò che Gesù disse e fece nell'ultima cena,
e specialmente all'istituzione dell'Eucaristia.
2. Fatta la cena. I migliori codici greci hanno :
6ei5ivow Y*vo|iiévou durante la cena. La lavanda dei
piedi ebbe luogo durante la cena, prima dell'isti-
tuzione dell'Eucaristia, e probabilmente dopo che
si era bevuto il primo calice di vino, cioè al
momento in cui si soleva fare un'abluzione delle
mani {V. n. Matt. XXVI, 20).
Avendo già, ecc. Il diavolo mise in cuore a Flg. i;i. — Schiavo che lava i piedi di un ospite.
Giuda di tradirlo, nel convito di Betanìa, e Giuda
già aveva pattuito il prezzo del tradimento (Matt.
ai particolari. Il primo apostolo, a cui si pre-
XXVI, 14; Lue. XXII, 3-4).
sentò Gesù fu S. Pietro. Tale è la sentenza pffi
3. Sapendo, ecc. Gesù, conscio della sua dignità, comune, ed è pure quella che risponde meglio al
e pur sapendo di aver ricevuto dal Padre ogni contesto, perchè dà ragione della grande ripu-
S. Giovanni, XIII, 7-18 413

mine, tu mihi lavas pedes? ^Respondit Pietro gli dice Signore, tu lavarmi i
:

lesus, et dixit ei Quod ego facio, tu nescìs : piedi? 'Rispose Gesù, e gli disse: Quello
modo, scies autem postea. •Dicit ei Petrus : che io fo, tu ora non l'intendi, lo inten-
Non lavabis mihi pedes in aeternum. Re- derai in appresso. *Gli disse Pietro Non :

spondit ei lesus Si non laverò te, non : mi laverai eterno. Gesù gli ri-
i piedi in
habebis partem mecum. 'Dicit ei Simon spose Se non ti laverò, non avrai parte
:

Petrus Domine, non tantum pedes meos,


: con me. *Gli disse Simon Pietro Non :

sed et manus, et caput. '"Dicit ei lesus : solamente i miei piedi, ma anche le mani
Qui lotus est, non indiget nisi ut pedes e il capo. "Gli disse Gesù Chi è stato :

lavet, sed est mundus totus. Et vos mundi lavato, non ha bisogno di lavarsi, se non
estis, sed non omnes. "Sciebat enim quis- i piedi, ma è interamente mondo. E voi
nam esset qui traderet eum propterea : siete mondi, ma non tutti. "Imperocché
dixit : Non estis mundi omnes. sapeva chi fosse colui che lo tradiva per :

questo disse Non siete mondi tutti.


:

"Postquam ergo lavit pedes eorum, et "Dopo di aver adunque lavati loro i

accepit vestimenta sua cum recubuisset : piedi, e ripigliate le sue vestimenta, rimes-
iterum, dixit eis Scitis quid fecerim vobis?
: sosi a mensa, disse loro Intendete quel :

"Vos vocatis me Magister, et Domine : che ho fatto a voi? "Voi mi chiamate


et bene dicitis sum etenim. : '*Si ergo ego Maestro e Signore, e dite bene, perchè lo
lavi pedes vestros, Dominus, et Magister : sono. "Se adunque ho lavati i vostri piedi
et vos debetis alter alterius lavare pedes. io. Maestro e Signore : dovete anche voi
"Exemplum enim dedi vobis, ut quemad- lavarvi i piedi l'uno all'altro. "Vi ho in-
modum ego feci vobis, ita et vos faciatis. fatti dato l'esempio, affinchè, come ho fatto
"Amen, amen dico vobis : Non est ser- io, facciate anche voi. "In verità, in ve-
vus maior Domino suo neque apostolus : rità vi dico Non v'ha servo maggiore del
:

maior est eo, qui misit illum. "Si haec suo padrone né ambasciatore maggiore
:

scitis, beati eritis si feceritis ea. di co4ui che lo ha inviato. "Se tali cose
comprendete, sarete beati, quando le met-
tiate in pratica.

"Non de omnibus vobis dico ego scio : "Non parlo di tuttivoi conosco quelli
:

quos elegerim sed ut adimpleatur Scrftv


: che ho eletti : ma conviene che si adempia

i*Matth. 10, 24; Lue 6, 40; Inf. 15, 20. "Ps. 40, 10.

gnanza mostrata da S. Piero a lasciarsi lavare i L'Evangelisu spiega egli stesso le parole
11.
piedi. Non è infatti verosimile che S. Pietro abbia di Gesù.
voluto da solo opporsi a ciò che gli altri avrebbero 12. Quel che ho fatto a voi? Che cosa si-
permesso. gnifica quest'azione di lavarvi i piedi che io ho
Tu lavarmi, ecc. Si v«de tutto il carattere di fatto?
Pietro, sempre ardente e pieno di amore per
13-14. Col suo esempio esorta gli Apostoli e I
Gesù. fedeli alla pratica dell'umiltà e della carità fra-
In appresso, quando darò la spiegazione del
7. terna.
mistero, v. 13, e poi dopo la venuta dello Spirito
15. Affinchè come ho fatto lo, facciate voi. Gesù
Santo. non comanda propriamente di fare ciò che egli ha
8. Son avrai parte con me. Se tu persisti nel fatto, vale a dire di lavarsi i piedi gli uni cogli
rifiuto, sei disobbediente mia alla volontà e verrai altri; ma
di fare come xaOobq egli ha fatto, cioè
escluso dalla mia compagnia e dal mio regno. di prestarsi vicendevolmente i doveri di carità e
La lavanda dei piedi simboleggiava la redenzione, di umiltà. A ricordo di quest'atto di umiltà com*
che cancella peccati, e indicava eziandio la mon-
i piuto da N. S. Gesù Cristo, si suole ogni anno
dezza di cuore necessaria per ricevere l'Eucaristia. nel Giovedì Santo praticare la lavanda dei piedi.
9. Anche qui si mostra tutto il carattere di San 16. Son v'ha sen-o, ecc. Gesù continua a in-
Pietro sempre portato agli estremi. culcare la necessità dell'umiltà agli Apostoli, i
quali poco prima avevano questionato su chi di
Chi è stato lavato, cioè chi ha fatto un
10.
loro sarebbe stato più grande (Lue. XXIII, 24).
bagno (ó XeXcn'uévoc) e torna a casa, non ha bisogno
Essi sono servi e ambasciatori, Gesù è il padrone,
di fare un altro bagno, ma basta che si faccia
lavare i piedi dalla polvere. Gli Ebrei non porta-
che li ha inviati. Se adunque Egli si è umiliato e
si è sacrificato per le anime, dovranno essi pure
vano che sandali piedi erano quindi esposti alla
; i
fare altrettanto (V. n. Matt. X, 24).
polvere. Voi siete mondi, come coloro che sono
usciti dal bagno, cioè voi non avete peccati mor- 17. Sarete beati, jterchè vi sarà data in premio
tali; non dovete quindi aver lavati che i piedi, la felicità eterna.
cioè non dovete essere purificati che dai peccati 18.Son parlo dì tatti. Quando dico che sarete
veniali, dalle imperfezioni, ecc. beati, ecc., io non parlo di tutti voi. (Vi è qui
Ma non tatti. pensiero di Gesù si porta a
Il una tacita allusione a Giuda). Io conosco bene chi
Giuda, che già aveva patteggiato il tradimento. sono coloro che ho eletti all'apostolato, né mi
.

414 S. Giovanni, XIII, 19-29

tura : Qui manducat raecum panem, levabit quella Scrittura : Uno che mangia il pane
contra me calcaneura suum. "Amodo dico con me, leverà sue calcagna contro di
le
vobis, priusquam fìat ut cum factum fuerit,
: me. ^*Fin d'adesso ve Io dico, prima che
credatis, quia ego sum. ^''Amen, amen succeda affinchè quando sarà succeduto
:

dico vobis Qui accipit si quem misero,


: crediate che son io. ^''In verità, in verità
me accipit qui autem me accipit, accipit
: vi dico Chi riceve colui che io avrò man-
:

eum, qui me misit. dato, riceve me : e chi riceve me, riceve


colui che mi ha mandato.
^^Cum haec dixisset lesus, turbatus est *^Dette che ebbe tali cose, Gesù si turbò
spiritu : et protestatus est, et dixit : Amen, interiormente, e protestò, e disse In ve- :

amen dico vobis Quia unus ex vobis tradet


: rità, in verità vi dico che uno di voi mi
me. *^Aspiciebant ergo ad invicem disci- tradirà. ^*Si guardavano perciò l'un l'altro
puli, haesitantes de quo dìceret. ^'Erat ergo i discepoli dubitosi di chi parlasse. ^'Stava
recumbens unus ex discipulis eius in sinu però uno dei discepoli, che era amato da
lesu, quem diligebat lesus. **Innuit ergo Gesù, posando nel seno di lui. **A questo
huic Simon Petrus, et dixit ei Quis est,: perciò fece cenno Simon Pietro, e gli
de quo dicit? ^'Itaque cum recubuisset ille disse Di chi parla? **Quegli pertanto po-
:

supra pectus lesu, dicit ei Domine quis


: sando sul petto di Gesù, gli disse Si- :

est? **Respondit lesus Ille est, cui ego in-


; gnore, chi è mai? "Gli rispose Gesù E' :

tinctum panem porrexero. Et cum intinxis- colui cui io porgerò un pezzetto di pane
set panem, dedit ludae Simonis Iscariotae, intinto. E avendo intinto un pezzetto di
^^Et post buccellam, introivit in eum sata- pane, lo diede a Giuda Iscariote, figliuolo
nas. Et dixit ei lesus Quod facis, fac
: di Simone. ''E dopo quel boccone entrò
citius.**Hoc autem nemo scivit discum- dentro di lui satana. E Gesù gli disse :

bentium ad quid dixerit ei. '^'Quidam enim Quello che fai, fallo presto. ^'Nessuno

aoMatth. 10, 40; Lue. 10, 16. " Matth. 26, 21; Marc. 14, 18, Lue. 22, 21.

sono ingannato sulla loro scelta, e benché co- 23. Stava posando, ecc. I convitati stavano a
noscessi traditore, se tuttavia l'ho eletto, si è
il mensa adagiati per lungo su alcuni letti o divani,
perchè si doveva adempire la Scrittura. La Scrit- e appoggiato il fianco sinistro sopra alcuni cuscini,
tura citata, benché non letteralmente, é il Salm. mangiavano colla destra. Il discepolo prediletto,
XL, 10. Davide in questo salmo parla del suo Giovanni, stavasene adagiatosul cuscino a destra
amico Achitòfel, dal quale era stato villanamente dì Gesù, in modo che non aveva a fare se non un
tradito. (II Re, XV, 31). Davide era una figura del piccolo movimento per poggiare la testa sul seno
Messia, e Achitòfel era una figura di Giuda tra- del Salvatore.
ditore. Mangia il pane con me, cioè mio amico e 24. S. Pietro era troppo lontano da Gesù per
commensale. Levar le calcagna contro di uno equi- potergli parlare confidenzialmente, e quindi fece
vale a dargli dei calci, ingiuriarlo atrocemente. cenno a Giovanni, che era vicino, di domandare
19. Fin d'adesso, ecc. Ve lo dico fin d'adesso, il nome del traditore.
affinchè al vedermi tra poco vittima di un tradi-
25. Chi è mai? La domanda dovette essere
mento, non vi perdiate di coraggio e veniate meno stata fatta a bassa voce, e tale fu pure la ri-
alla fede ; ma anzi quando sarà succeduto, troviate
sposta di Gesù. Nessuno infatti se n'accorse.
in questa predizione una nuova prova che io sono
26. Il capo di famiglia soleva durante il ban-
il Messia.
chetto offrire di tratto in tratto ai suoi ospiti un
20. Gli onori e i benefizi fatti agli Apostoli ven-
pezzo di pane bagnato, oppure un pezzo di carne,
gono considerati come se fossero fatti a Gesù per testimoniar loro il suo amore. Gesù sì valse
stesso. (V. n. Matt. X, 40). Con queste parole
di questo segno per fare un ultimo appello al cuore
Gesù consola gli Apostoli, facendo loro vedere di Giuda, e per far conoscere a Giovanni il tra-
che Egli e il Padre considerano come fatti a sé ditore.
stessi gli onori che saranno loro fatti dagli uo-
mini, e nello stesso tempo li conforta, assicuran- 27. Entrò dentro di luì satana, cioè ne pr«se
doli che non ostante il tradimento da uno di possesso in modo più perfetto. V. 2. Quello die
loro compiuto, essi non sono per nulla decaduti fai, fallo presto. Gesù disse queste parole ad alta
dalla dignità, a cui li aveva innalzati. voce, e con esse non comandava già a Giuda di
compiere il tradimento, ma glielo permetteva, e
21. Si turbò, cioè provò nel suo spirito una
gli mostrava di conoscere la trama da luì ordita.
emozione profonda causata dal delitto dì Giuda.
Protestò, gr. £napT\5pT|06v attestò solennemente. 28. Le parole di Gesù non facevano ancora co-
Uno di voi mi tradirà. L'indicazione del traditore noscere agli altri il tradimento dì Giuda, e questi
è più determinata che non prima, vv. 10 e 18. seppe cosi bene dissimulare che niuno si accorse
22. Si guardavano l'un l'altro, a Osservando o- che egli fosse il traditore.
gnuno se notar potesse nel volto del compagno 29. Alcuni pensarono, ecc. L'Evangelista fa no-
qualche indizio di misfatto sì atroce e quasi incre- tare l'interpretazione che alcuni Apostoli diedero
dibile ». Martini. Dopo un po' di silenzio comin- alle parole dì Gesù. Pensarono che Gesù gli «-
ciarono a dimandarsi l'un l'altro chi fosse il vesse comandato dì comprare ciò che era neces-
traditore (Lue. XXII, 23) e a interrogare lo stesso sario per il vitto del domani. (V. n. Matt. XXVI,
Gesù (Mar. XIV, 9; Matt. XXVI. 25). 17).
S. Giovanni, XIll. 30-37 410

putabant, quia loculos habebat ludas, quod però di quelli che erano a tavola, fnteìiC
dixisset ei lesus Eme ea, quae opus sunt
: perchè gli avesse parlato così. **Impe-
nobis ad diem festum aut egenis ut aliquid : rocchè alcuni pensarono che avendo Giuda
daret. '"Cum ergo accepisset ille buccellam, la borsa, gli avesse detto Gesù Compra :

exivit continuo. Erat autem nox. quello che bisogna a noi per la festa ov- :

vero che desse qualche cosa ai poveri. "Ma


egli preso che ebbe il boccone, subito partì.
Ed era notte.
'*Cum ergo exisset, dixit lesus : Nunc **Ma uscito che egli fu. Gesù disse :

clarificatus est fìlius hominis : et Deus cla- Adesso è stato glorificato il Figliuolo del-
rificatus est in eo. *'Si Deus clarificatus l'uomo e Dio è stato glorificato in lui.
:

est in eo, et Deus clarificabit eum in se- "Se Dio è stato glorificato in lui. Dio al-
metipso et continuo clarificabit eum.
: '^Fi- tresì lo glorificherà in sé stesso : e lo glo-
lioli, adhuc modicum vobiscum sum. Quae- ben presto. "Figliuolini, per poco
rificherà
retis me et sicut dixi ludaeis
: Quo ego : tempo ancora sono con voi. Mi cerche-
vado, vos non potestis venire et vobis : rete ma come dissi ai Giudei Dove vo
: :

dico modo. io non potete venir voi anche a voi lo :

dico adesso.
"Mandatum novum do vobis : Ut dili- **Do a voi im nuovo comandamento, che
gatis invicem, sicut dilexi vos, ut et vos vi amiate l'un l'altro, che vi amiate anche
diligatisinvicem. 'Mn hoc cognoscent om- voi l'un l'altro come io vi ho amati. "Da
nes quia discipuli mei estis, si dilectionem questo conosceranno tutti che siete miei di-
habueritis ad invicem. scepoli, se avrete amore l'uno per l'altro.

"Dicit ei Simon Petrus Domine, quo : **Gli disse Simon Pietro : Signore, dove
vadis? Respondit lesus Quo ego vado, non : vai tu? Gli rispose Gesù : Dove io vo non
potes me modo sequi sequeris autem po- : puoi adesso seguirmi mi seguirai però :

stea. '^Dicit ei Petrus Quare non possum : in appresso. *^GU disse Pietro Signore, :

"Sup. 7, 34. **Lev. 19, 18; Matth. 22. 39, Inf. 15, 12. •^AUtth. 26, 35; Marc. 14, 29;
Lue. 22, 33.

30. Preso II boccone. Questo boccone di pane a morire sulla croce. Io stesso Padre glorificherà
mangiato da Giuda non fu certamente l'Eucaristia, in sé stesso Gesù, facendolo sedere alla sua
come alcuni hanno creduto, ma un pezzetto di destra e dandogli ogni potestà in cielo è in terra.
pane azzimo. Mangiato questo boccone. Giuda Gesù usa questa parola piena
33. Figliuolini.
lasciò subito il Cenacolo. L'Evangelista (a notare di tenerezza per rendere meno dolorosa ai disce-
che era notte. poli la sua separazione. Per poco tempo, ecc. Tra
Si suole domandare : Giuda fu presente all'isti- poche ore dovrò morire. Mi cercherete, deside-
tuzione dell'Eucaristia? La sentenza più proba- rerete ardentemente di avermi ancora in mezzo di
bile ritiene di sì (V. n. Lue. XXII, 21). Crediamo voi, d'essere in mia compagnia. Dove vo io, ecc.
quindi che si possano assai bene concordare as- V. n. VII, 34. Non potete venire voi, dovendo
sieme i varii dell'ultima cena narrati dai
fatti per qualche tempo propagare nel mondo la mia
Sinottici eS. Giovanni. A un certo punto
da dottrina ; ma verrete poi in appresso.
della cena legale Gesù lava i piedi ai suoi disce-
34. Un nuovo comandamento,
ecc. Già nel-
poli (Giov. XIII, 1-20), e poi comincia ad accen-
l'A. T. ci aveva comandato di amare il pros-
Dio
nare velatamente al traditore (Matt. XXVI, 21-25; 18). La novità
simo come noi stessi (Lev. XIX,
Mar. XIV, 18-21; Lue. XXII, 17-18; Giov. XIII, del precetto di Gesù Cristo consiste in questo,
21-23). Viene in seguito l'istituzione dell'Eucaristia
che ci viene comandato di amarci come Egli ci
come è narrata dai Sinottici, e poi Gesù denunzia ha amati. L'amore di Gesù verso di noi fu gra-
in modo aperto il traditore (Giov. XIII, 23-32;
tuito e disinteressato, e lo portò a soffrire i più
Lue. XXII, 21-23). acerbi dolori e la stessa morte per la nostra
31. Uscito Giuda, il cuore di Gesù resta come salute. Tale dev'essere l'amore del prossimo.
sollevato da un incubo tremendo, e si effonde coi
35.Da questo, ecc. L'amore fraterno, praticato
suoi discepoli in un discorso d'una tenerezza
ineffabile e pieno dei più alti misteri.
nel modo voluto da Gesù, dev'essere la carat-
teristica di tutti i suoi discepoli.
Adesso, ecc. L'uscita di Giuda dal Cenacolo
segna il principio di quella passione, che a 36. Dove vai tu ? Pietro era rimasto conturbato
Gesù deve procurare la massima gloria. Ge«ù dalle parole dette da Gesù, v. 33, e desideroso
considera questa gloria come già venuta, vede di accompagnare dovunque il suo Maestro, do-
la sua morte accompagnata dai più strepitosi pro- manda spiegazioni. Non puoi adesso seguirmi.
digi, seguita risurrezione e dall'ascen-
poi dalla Tu devi essere pastore supremo della mia Chiesa,
sione, e in questo pensiero si consola. Dio è atato devi prima diffondere e propagare il mio nome
glorificato in lui, perchè la passione dolorosa fece nel mondo, e poi verrai con me.
risplendere il suo amore per gli uomini, la sua 37. Perchè non posso, ecc. Pietro non è con-
santità, sua giustizia e la sua misericordia.
la tento di trovarsi con Gesù in seguito, vorrebbe
32. Se Dio, ecc. Poiché il Padre è stato glori- stare con lui fin d'ora, e credendo che Gesù
ficato in Gesù Cristo, il quale gli fu ubbidiente fino dubiti del suo coraggio, con aria spavalda e prr-
416 S. Giovanni, XIII, 38 — XIV, 6

te sequi modo? animam meam prò te po- perchè non poss'io seguirti adesso? Darò
nam. **Respondit ei Jesus Animam tuam : per te la mia vita. ^*Gli rispose Gesù :

prò me pones? Amen, amen dico tibi non : Darai la tua vita per me? In verità, in
cantabit gallus, donec ter me neges. verità ti dico non canterà il gallo, che
:

mi avrai rinnegato tre volte.

CAPO XIV.

Gesù va a preparare il luogo agli Apostoli nella casa del suo Padre, i-ii. —
Potere di cui saramio rivestiti gli Apostoli, efficacia della loro preghiera, 12-14.
— Promessa dello Spirito Santo, 15-17. —
Gesù, non lascia orfani i sìioi
discepoli, 18-25. — Lo Spirito Santo compirà l'opera incominciata da Gesù, 26,
Gesù lascia la pace ai suoi discepoli, 27-31.

^Non turbetur cor vestrum. Creditis in ^Non si turbi il cuor vostro. Credete in
Deum, et in me credite. ''In domo Patris Dio, credete anche in me. 'Nella casa di
mei mansiones multae sunt, si quo minus mio Padre vi sono molti posti. Se così
dixissem vobis Quia vado parare vobis
: non fosse, ve lo avrei detto. Vo a prepa-
locum. *Et si abiero, et praeparavero vobis rare il luogo per voi. '""E quando sarò par^
locum iterum venio, et accipiam vos ad
: tifo, e avrò preparato il luogo per voi,
meipsum, ut ubi sum ego, et vos sitis. *Et verrò di nuovo, e vi prenderò con me,
quo ego vado scitis, et viam scitis. affinchè dove sono io, siate anche voi. *E
dove io vo, lo sapete, e la via la sapete.
*Dicit ei Thomas Domine, nescimus
: 'Gli disse Tommaso Signore, non :

quo vadis : et quo modo possumus viam sappiamo dove tu vada e come possiamo :

scire ? *Dicit ei lesus Ego sum via, et


: saper la via? *Gli disse Gesù Io sono :

veritas, et vita : nemo venit ad Patrem, nisi la via, la verità e la vita: nessuno va al

euntuosa, secondo l'indole sua, soggiunge : Sono Verrò di nuovo. Gesù va a preparare II luogo
3.
pronto a morire per te. aprendo colla sua ascensione le porte del cielo

38. Gesù predice a Pietro la triplice negazione.


chiuse per il peccato, e mandando lo Spirito Santo
a rendere gli Apostoli idonei alle mansioni della
V. n. Matt. XXVI, 30-35; Mar. XIV, 26-31; Lue.
vita beata. Ma dopo un certo tempo, cioè alla loro
XXII, 31-34.
morte. Egli tornerà, e li prenderà con sé nel
CAPO XIV. regno della gloria. La separazione sarà breve, e
benché Egli debba ora lasciarli, fra poco però
1. Non si turbi, ecc. Gli Apostoli erano rimasti
si troveranno nuovamente riuniti.
atterriti e commossi all'annunzio della prossima
dipartita di Gesù dal mondo, XIII, 30, e perciò 4. Dove io vo, ecc. Nel greco E dove vo, sa-:

il divin Maestro li esorta a non perdersi di co- pete la via, ossia voi sapete la via che conduce
raggio. Credete in Dia, ecc. Abbiate una fede al luogo dove io vo. Gli Apostoli sapevano che

ferma in me, come l'avete in Dio, e non dubitate Gesù stava per tornare al suo Padre, e che la
della mia parola io ; non vi lascierò senza soccorso. morte violenta era la via per cui vi sarebbe giunto :

In questo luogo Gesù afferma chiaramente la sua ma sapevano pure, o meglio avrebbero dovuto sa-
divinità. Se credono in Dio, devono ancora credere pere, che la fede e l'intima unione con Lui (V,
in lui, che è l'inviato di Dio, ed ha la stessa 40 VI, 35, 39, 40, 47) erano la via, per la quale
;

natura e la stessa potenza del Padre. anch'essi sarebbero giunti alla casa del Padre.
2. Nella casa di mio Padre, ecc. Le parole, 5. Non sappiamo, ecc. Tommaso prese le pa-
XIII, 33 « Dove vo io non potete venire voi » ave- role di Gesù in senso materiale, e non intese
vano contristato gli Apostoli, e Gesù lì consola che Egli parlava del suo ritorno al Padre, e
facendo loro vedere, che nella casa di suo Padre della fede necessaria ai discepoli per arrivare al
vi è luogo non solo per Pietro, XIII, 36, ma anche cielo.
per tutti loro e per molti altri. Se non foss^ cosi, 6. Gesù risponde alle due domande fattegli
Egli li avrebbe avvertiti ; ma al contrario, ecco da Tommaso, e spiega più chiaramente quale sia
che va a preparare il luogo per loro. la via per cui potranno giungere dove Egli va, e
Alcuni esegeti segnano con un punto d'interro- quale sia il termine a cui la via conduce, lo sono
gazione l'ultima parte di questo versetto. « Se la via f\ òbó<;. Gesù é l'unica via di salute, perché
non fosse così, come vi avrei detto che vo a pre- mediante i suoi meriti riconcilia con Dio gli
parare il luogo per voi? » Benché in alcuni codici uomini, li muove colla sua grazia, li illumina e li
greci i due membri della seconda parte del ver- dirige coi suoi esempi e colla sua dottrina. Nes-
setto non siano collegati tra loro da alcuna con- suno può salvarsi se non stando unito a lui e
giunzione, tuttavia i migliori manoscritti quali 11 praticando i suoi insegnamenti. Gesù è la —
Sin., il Vat., l'Aless., ecc. li uniscono assieme verità r\ à\r\Qe\a, prima ed essenziale, e quindi le
colla particella ón corrispondente al qala del sue parole e le sue promesse non falliranno
testo latino. giammai. Egli solo conosce il Padre e ne comu-
S. Giovanni, XIV, 7-16 417

per me 'Si cognovissetis me, et Patrem Padre, se non per me. 'Se conosceste me,
meum utique cognovissetis : et amodo co- conoscereste anche il Padre mio e fin :

gnoscetis eum, et vidistis eum. d'adesso lo conoscerete, e lo avete veduto.


•Dicit ei Philippus : Domine,
estende *Gli disse Filippo Signore, facci vedere
:

nobis Patrem, et sufficit nobis. 'Dicit ei il Padre, e siamo contenti. 'Gli disse Gesù :

lesus : Tanto tempore vobiscum suro et : da tanto tempo sono con voi, e non mi
non cognovistis me? Pliilippe, qui videt avete conosciuto? Filippo, chi vede me, vede
me, videt et Patrem. Quomodo tu dicis : anche il Padre. E come dici tu Facci ve- :

Ostende nobis Patrem? "Non creditis quia dere il Padre? "Non credete che io sono
ego in Patre, et Pater in me est? Verba, nel Padre, e il Padre è in me? Le parole
quae ego loquor vobis, a me ipso non lo- che io vi dico, non le dico da me stesso,
quor. Pater autem in me manens, ipse facit ma il Padre che sta in me egli è che agisce.
opera. "Non creditis quia ego in Patre, et "Non credete voi che io sono nel Padre,
Pater in me est? "Alioquin propter opera e il Padre è in me? "Se non ahro cre-
ipsa credite. Amen, amen dico vobis, qui detelo per le stesse opere. In verità, in
credit in me, opera, quae ego facio, et ipse verità vf dico Chi crede in me, farà
:

faciet, et maiora horum faciet quia ego ad


: anche egli le opere che fo io, e ne farà
Patrem vado. delle maggiori di queste perchè io vo :

al Padre.

"Et quodcumque petieritis Patrem in no- "E qualunque cosa domanderete al Padre
mine meo, hoc faciam ut gloriflcetur Pa-: nel nome mio, farò : affinchè sia glo-
la
ter in Filio. '*Si quid petieritis me in no- rificato il Padre nel Figliuolo. "Se alcima
mine meo, hoc faciam. "Si diligitis me : cosa mi donwnderete nel nome mio, io
mandata mea servate. "Et ego rogabo Pa- la farò. "Se mi amate, osservate i miei

"Matth. 7, 7 et 21, 22; Marc. 11. 24; lof. 16, 23.

cica agli altri la cognizione. — Gesù come Dio è persone non fossero realmente distinte, come po-
la per essenza n ì^oon. e come Uomo-Dio è
vita trebbero essere l'una nell'altra? Viene qui affer-
la causa meritoria della vita sopranaturale, che mato ciò che teologi chiamano circuminsessione
i

ci viene comunicata per mezzo della grazia e delle divine persone, per cui le tre persone divine
della gloria. —
Che cosa poteva dirsi di più atto sono strettissimamente presenti l'una all'altra, e
a consolare gli Apostoli, che far ravvisare nel loro l'una non è fuori dell'altra, ma l'una è nell'altra.
Maestro la strada per giungere, la verità per non Come una stessa è la sostanza del Padre e del
errare, la vita per non temere la morte? Figlio, cosi una stessa è l'operazione, e perciò
Stssuno va al Padrt. Andare al Padre è lo le parole e le opere di Gesù sono parole e opere
•tesso che conseguire la salute eterna, che con- del Padre. —
Egli i che agisce. In me parla e
siste nella visione beatifica di Dio. Niuno consegue opera il Padre, quando io opero e parlo.
l'eterna salute se non per i meriti di Gesù Cristo. 12. Se non altro, ecc. Se non basta a convin-
7. Se conosceste me, ecc. Se perfettamente co- cervi la testimonianza della mia parola, dovrebbero
nosceste l'essere mio, quale traluce nelle mie però bastare le mie opere. Chi crede, ecc. —
operazioni e nei miei miracoli, conoscereste Gesù adduce nuovi motivi di conforto per gli
ancora il Padre mio, perchè il Padre ed io ab- Apostoli, facendo loro le più grandi promesse, e
biamo la stessa natura, le stesse proprietà, e gli dapprima accenna al premio, che avrà la loro
stessi attributi. Fin d'adesso lo conoscerete. La fede.
miglior lezione del greco ha 11 presente lo :
Mediante la fede essi saranno i continuatori
conoscete. Dice adunque Gesù : Adesso, che vi della sua missione nel mondo, e condurranno a ter-
ho detto chiaramente chi sono io, voi conoscete mine l'opera da lui incominciata. 11 successo, che
il Padre, e colla fede l'avete veduto in me du- essi otterranno, sarà ancora maggiore di quello da
rante tutto il tempo che fui con voi. lui ottenuto; poiché Egli restrinse il suo mi-
8. Facci vedere, ecc. Filippo vorrebbe vedere nistero alla Palestina e a un piccolo numero di
il Padre cogli occhi del corpo, desidererebbe una Giudei, mentre gli Apostoli dovranno convertire
qualche teofania, come quella avuta da Mosè e tutto il mondo. Il motivo però, per cui sarà loro
dai profeti. dato di compiere opere così strepitose, si è
Son mi avete conosciuto. Nel greco vi è
9.
perché Gesù entra nella gloria del Padre, e dal-
singolare : Non mi hai conosciuto ? Dopo tre l'alto dei cieli dà loro la forza necessaria, li as-
il
siste, li protegge e li difende.
anni dacché era in compagnia di Gesù, Filippo
avrebbe già dovuto sapere che Gesù era consustan- 13. Qualunque cosa, ecc. Gesù prometrc una
ziale al Padre, e che perciò vedendo lui vedeva specie di onnipotenza ai suoi Apostoli. Al Padre,
il Padre. manca nel greco. Sei mio nome. Domandare nel
Son credete, ecc. Nel greco : non credi, ecc.
10. nome di Gesù equivale a domandare stando inti-
Al verbo vedere, che era stato causa del malin- mamente uniti a lui, e appoggiandosi sui suoi
teso di Filippo, viene sostituito il verbo credere, meriti e sulle sue promesse.
che toglie così ogni oscurità. Dopo aver mostrato 15. Se mi amate, ecc. La prova più cfrta del-
che il Padre e il Figlio sono una stessa sostanza, l'amore di Dio è l'osservare i suoi precetti.
onde chi conosce l'uno conosce anche l'altro,
mostra ora la distinzione che vi è tra la persona 16. Pregherò, «ce. Come premio del loro amore
del Padre e quella del Figlio. Se infatti le due Gesù otterrà dal Padre agli Apostoli un dono

27 — Saera Bibbia, voL 1.


418 S. Giovanni, XIV, 17-23

trem, et alium paraclitura dabit vobis, ut comamdamenti. "E io pregherò il Padre,


maneat vobiscum in aeternum,
*^Spiritum e vi darà un altro Paraclito, affinchè
veritatis, quem mundus non potest accipere» resti con voi eternamente, ^^lo Spirito di
quìa non videt eum, nec scit eum; vos verità, cui il mondo non può ricevere,
autem cognoscetis eum quia apud vos
: perchè non lo vede, né lo conosce voi :

raanebit, et in vobis erit. però lo conoscerete perchè abiterà con


:

voi, e sarà in voi.

^*Non relinquam vos orplianos veniam : "Non vi lascerò orfani tornerò a voi.
:

ad vos. ^'Adhuc modicum et mundus me : **V'è più poco tempo, e il mondo più non
iam non videt. Vos autem videtis me quia : mi vede. Ma voi mi vedete, perchè io
ego vivo, et vos vivetis. '"In ilio die vos co- vivo, e vivrete anche voi. '"In quel giorno
gnoscetis quia ego sum in Patre meo, et voi conoscerete che io sono nel Padre mio,
vos in me, et ego in vobis. ^^Qui habet e voi in me, e io in voi. '^Chi ritiene i
mandata mea, et servat ea ille est, qui : miei comandamenti e li osserva, questi è
diligit me. Qui autem diligit me, diligetur che mi ama. E chi ama me, sarà amato dal
a Patre meo et ego diligam eum, et ma-
: Padre mio e io lo amerò, e gli manifesterò
:

nifestabo ei me ipsum. me stesso.

'"Dicit ei ludas, non ille Iscariotes Do- : "Gli disse Giuda (non l'Iscariote) Si- :

mine, quid factum est, quia manifestaturus gnore, donde viene che manifesterai te
es nobis teipsum, et non mundo? "Respon- stesso a noi, e non al mondo? '"Rispose
dit Jesus, et dixit ei : Si quis diligit me, Gesù, e gli disse Chiunque mi ama, os-
:

sermonem meum servabit, et Pater meus serverà la mia parola, e il Padre mio lo
diliget eum, et ad eum veniemus, et man- amerà, e verremo da lui, e faremo dimora

preziosissimo, cioè lo Spirito Santo. In questo di- 20. In quel giorno, ecc. Dopo la mia risurre-
scorso Gesù parla ora come uomo e ora come Dio. zione, e molto più nel giorno della Pentecoste,
Come Dio .afferma di mandare Egli stesso lo illuminati dallo Spirito Santo, voi conoscerete più
Spirito Santo, come uomo invece pregherà il perfettamente che non ora, che io sono nel Padre
Padre di mandarlo. Paraclito jiapàxXT\Tov signi- per l'unità di una stessa identica natura, e che
fica propriamente « avvocato, difensore, ecc. » e voi siete in me, come membra del mio corpo
solo in senso derivato < consolatore ». Gesù è mistico, e che io sono in voi per la mia grazia.
stato il primo avvocato dei suoi discepoli, ed ora Tra il modo con cui Gesù è nel Padre e il modo
dovendo tornare al cielo, promette loro un altro con cui Egli è in noi, e noi in lui, vi ha solo una
avvocato, il quale non li abbandonerà mai. Af- rassomiglianza e non già identità.
finchè resti, ecc. Lo Spirito Santo sarà sempre
21. Chi ritiene, ecc. Gesù estende a tutti i veri
cogli Apostoli e coi loro successori per assisterli
fedeli ciò che aveva detto per gli Apostoli. La
e dirigerli sino alla fine dei secoli.
fede e le opere sono per tutti la prova dell'amore,
17. Lo spirito di verità, ecc. Descrive più e chiunque ama Gesù, sarà amato come figlio
chiaramente quest'altro Paraclito. E' lo Spirito dal Padre, e sarà pure amato da Gesù, il quale
(nvSvfia), e quindi la sua presenza negli Apostoli (gli manifesterò) illustrerà la sua anima, dan-
e nella Chiesa non sarà una presenza sensibile, dogli una cognizione sempre più perfetta dei di-
ma spirituale. Di verità \xr\^ dXT^Oeiai;), perchè vini misteri in questa vita, e ammettendolo poi
possiede la verità come in fonte e la comunica alla visione beatifica nella vita futura.
senza alcun errore. Cui il mondo, ecc. Il mondo,
schiavo dello spirito di malvagità e di menzogna, 22. Giada Taddeo o Lebbeo. V. n. Matt. X, 3.
non lo può ricevere (I Cor. II, 14), perchè odia Donde viene (gr. ri yéyovev che cosa è avvenuto).
la verità, e non la vuole conoscere. Voi però, Il Messia doveva manifestarsi a tutte le nazioni

che siete alieni dallo spirito del mondo, lo cono- (Ì8 II, 2; XI, 10; XLIl, 4; XLIX, 6, ecc.), e i

scerete, perchè verrà sopra di voi, e dimorerà con Giudei pensavano falsamente che Egli dovesse
voi, cioè con tutto il corpo della Chiesa, e con fondare un regno terreno che dominasse tutti i
ciascuno di voi. popoli. Imbevuto di questa idea, Giuda muove
la difficoltà, sembrandogli che le parole di Gesù
18. Orfani, ecc. Gesù aveva chiamati gli Apo-
contradicano all'universalità del regno messianico.
stoli < suoi figlittolini > (XIII, 33) e continua a
riguardarsi come loro padre. Privi di lui essi
Che cosa è avvenuto, domanda, perchè tu debba
manifestarti a noi e non più al mondo?
sarebbero rimasti come orfani, ma Egli li consola.
Non temete, dice, che avendovi promesso lo 23. Rispose indirettamente, sviluppando e spie-
Spirito Santo, io voglia interrompere ogni rela- gando il suo pensiero del v. 21. La manifestazione
zione con voi, tornerò a voi dopo la mia risurre- promessa è spirituale e individuale, ed è riservata
zione, e mi lascierò vedere parecchie volte, e per coloro che gli danno prova del loro amore
rimarrò poi sempre presente, benché in modo osservando i suoi comandamenti. Verremo da
invisibile, nella mia Chiesa (Matt. XXVIII, 20). lui a visitarlo, come si fa con un amico, e pren-
19. Più non mi vede, perchè il mondo non vede deremo dimora permanente nel suo cuore, come
che cose sensibili, e la mia presenza sensibile
le in un tempio. Col Padre e col Figlio vi sarà pure
tra poco gli sarà sottratta. Voi però mediante la lo Spirito Santo.
fede mi vedrete sempre presente in mezzo di voi, Sull'abitazione di Dio r/ell'anima giusta. V. Roou.
anche dopo la mia ascensione, perchè io vivo e Vili, 9; I Cor. Ili, 16; Gal. IV, 6; Tim. I, 14.
voi vivrete della vita che io vi comunicherò.
S. Giovanni, XIV, 24-31 419

sionem apud eum facieraus ''Qui non di- : presso di lui **Chi non mi ama, non os-
:

ligi!me, sermones meos non servai. Et serva le mie parole. E la parola che udiste,
sermonem, quem audistis, non est meus : non è mia : ma del Padre che mi ha man-
sed eius qui misit me, Patris. dato.

**Haec locutus sum vobis apud vos ma- "Queste cose ho detto a voi, conversando
nens. '•Paraciitus autem Spiritus sanctus, tra voi. "Il Paracielo poi, lo Spirito santo,
quem mittet Pater in nomine meo, ille vos che il Padre manderà nel nome mio, egli
docebit omnia, et suggeret vobis omnia, insegnerà a voi ogni cosa, e vi ricorderà
quaecumque dixero vobis. tutto quello che ho detto a voi.
*'Pacem relinquo vobis, pacem meam do •^Vi lascio la pace : Vi do la mia pace :

vobis non quomodo mundus dat, ego do


: ve la do io non in quel modo che dàla
vobis. Non turbetur cor vestrum, neque il mondo. Non si turbi il cuor vostro, né
formidet. s'impaurisca.

**Audistis quia ego dlxi vobis Vado, et : "Avete udito come io vi ho detto Vo :

venio ad vos. Si diligeretis me, gauderetis e vengo a voi. Se mi amate, vi rallegrerete


utique, quia vado ad Patrem quia Pater : certamente che vo al Padre perchè il Pa- :

maior me est. ''Et nunc dixi vobis prius- dre è maggiore di me. "Ve l'ho detto a-
quam fiat ut cum factum fuerit, credatis.
: desso, prima che succeda affinchè, quando :

sia poi avvenuto, crediate.

"lam non multa loquar vobiscum, venit "Non parlerò ancora molto con voi per- :

enim princeps mundi huius, et in me non chè viene il principe di questo mondo e
habet quidquam. "Sed ut cognoscat mundus non ha da fare nulla con me. ''Ma affinchè
quia diligo Patrem, et sicut mandatum dedit il mondo conosca che io amo il Padre, e
mihi Pater, sic facio. Surgite, eamus bine. come il Padre mi prescrisse, cosi fo. Al-
zatevi, andiamo.

•> Act. 2, 23.

24. Chi non mi ama, ecc. Ecco il morivo, per maggior» di me. Gesù parla come uomo. Secondo
cui non si manifesta al mondo. Son è mia, ecc. l'umana natura il Padre è maggiore di lui, e se-
Non ascoltando la parola di Gesù, «1 fa ingiuria condo questa stessa natura Egli va al Padre.
anche al Padre. Grande è perciò la colpa dei di- Secondo la natura divina invece Gesù è ugual*
sobbedienti. al Padre ed è una sola cosa con lui.
26. Il Paracltto, ecc. V. n. 16 e 17. Manderà 29. Ve l'ho detto adesso, ecc. Quando a suo
nal nome mio. II Padre, stando intimamente unito tempo vedrete compirsi ciò che ora vi dico, vi
a me, manderà lo Spirito Santo a compiere l'opera ricorderete delle mie predizioni, e si accrescerà
da me cominciata. Insegnerà a voi ogni cosa che e si confermerà maggiormente la vostra fede.
vi è necessaria per essere nel mondo i continua- 30. Nonparlerò, ecc. L'ora della separazione
tori della mia missione, e vi ricorderà tutte le è omai vicina. Ecco che il principe di questo
istruzioni che vi ho date. Quattro volte durante mondo (XII, 31), cioè Satana, che istigò Giuda a
questo discorso gli Apostoli avevano interrotto tradirmi, e gli Scribi e i Farisei a tramare la mia
Gesù, mostrando di non aver capito le sue parole, morte, se ne viene, sia in persona (V. n. Lue.
ed anche ora dopo le spiegazioni del Maestro, IV, 13) e sìa nei suoi ministri. Non ha da fare,
molte oscuriti rimanevano tuttavia nella loro ecc. Il demonio però non ha alcun diritto sopra
mente ;Egli perciò li consola promettendo Io di me, perchè il suo dominio si esercita sui pec-
Spirito Santo. catori (I Giov. III, 8; II Pet. II, 19, ecc.) ed io
27. La pace è la tranquilliti, la gioia dell'anima sono la santità per essenza. Egli perciò nulla po-
unita colla grazia a Gesù Cristo, per cui l'anima trebbe contro di me, se liberamente io non mi
non si lascia turbare anche in mezzo alle più gravi dessi nelle mani del suoi ministri.
tribolazioni. 31. Ma affinchè, ecc. Se Gesù acconsente a
La mia pace, ecc. Non solo vi auguro, ma io morire si è per mostrare al mondo colla sua ob-
do la mia pace, quella pace cioè, che io ho por- bedienza più eroica al comando del Padre, che
tata al mondo, e che consiste principalmente nel- Egli ama il Padre, e fa in tutto la sua volontà.
l'amicizia con Dio. Non in quel modo, ecc. Il Alzatevi, andiamo all'orto per dar principio alla
mondo dà la pace a parole e non in realtà, e se Passione. Parecchi commentatori, p. es.. Fili.,
pure ne di qualche poco, la sua è una pace breve, Vig., pensano che subito dopo queste parole Gesù
instabile e falsa la pace invece che vi do io, sarà
;
e gli Apostoli siano usciti dal Cenacolo, in modo
vera, spirituale ed eterna. Questa mia pace deve che il resto del discorso abbia avuto luogo du-
bandire dal vostro cuore ogni turbamento ed ogni rante il tragitto dal Cenacolo al Getsemani. Altri
timore per la prossima mia dipartita (Son si invece, p. es., Knab., Le Camus, ecc., più pro-
tarbi, ecc.). V. n. 1. babilmente a nostro parere, nelle parole di Gesù
28. Avete udito, ecc. (V. w. 2-4, 18). Vi ral- non vedono se non un ordine di alzarsi da tavola
legrereste perchè andando al Padre io vo a rice- e un avviso della necessità di avviarsi tosto al
vere nella mia umaniti il premio di tutte le Getsemani. Alzatisi pertanto e strettisi i discepoli
umiliazioni sofferte, e ad assidermi alla destra di attorno al maestro. Gesù continuò quindi nei
Dio, quale Signore di tutte le cose. // Padre i Cenacolo il suo discorso. Questa interpretazione
420 S. Giovanni, XV, 1-d

CAPO XV.
La vite e i tralci, i-ii, La carità fraterna, 12-17. — L'odio del mondo contro
i discepoli^ 18-27.

*Ego sum vitis vera : et Pater meus agri- 4o sono la vera vite : il Padre mio è
cola est. ^Omnem palmitem in me non fe- il coltivatore. Tutti i tralci che in me non
rentem fructum, toUet eum et omnem, : portano frutto, li toglierà via e tutti quelli :

qui fert fructum, purgabit eum, ut fructum che portano frutto, li rimonderà, perchè
plus afferat. *Iam vos mundi estis propter fruttifichino dì più. 'Voi già siete mondi in
sermonem, quem locutus sum vobis. ''Ma- virtù della parola che vi ho annunziato.
nete in me et ego in vobis. Sicut palmes
: *Tenetevi in me, e io in voi. Come il tral-
non potest ferre fructum a semetipso, nisi cio non può da se stesso dar frutto, se non
manserit in vite : sic nec vos, nisi in me si tiene nella vite così nemmeno voi, se
:

manseritis. non vi terrete in me.


*Ego sum vitis, vos palmites qui manet : 'Io sono la vite, voi i tralci se uno si :

in me, et ego in eo, iiic fert fructum mul- tiene in me, e io mi tengo in lui, questi
tum : quia sine me nihil potestis facere. porta gran frutto, perchè senza di me non
*Si quia in me non manserit mittetur fo- : potete far nulla. "Quelli che non sì terranno
ras sicut palmes, et arescet, et colligent in me, gettati vìa a guisa dì tralci secche-
eum et in ignem mittent, et ardet. ranno, e li raccoglieranno, e li butteranno
sul fuoco, e brucieranno.

»Sup. 13, 10.

sembra più conforme a quanto si legge al capo gati colle tribolazioni, colle tentazioni, ecc., af-
XVIII, 1 Detto questo Gesù uscì coi suoi disce-
: finchè, distaccati da ogni affetto terreno, produ-
poli, dove non si può trattare di un'uscita dalla cano frutti sempre più abbondanti e sempre più
città, poiché in tutto il contesto non si parla della saporiti.
città, ma si tratta invece dell'uscita dal Cenacolo, 3. Siete mondi
(xaOapot, al v. 2 xaGaipet). Voi
in cui erano radunati per la cena. siete già rimondati, come i tralci, in virtù
stati
della mia parola,
ossia dei miei insegnamenti,
CAPO XV. che avete ascoltati e praticati con ogni docilità.
4. Tenetevi in me, ecc. Purificati dalla mia
La vera vite. Gesù aveva già presentato sé
1.
parola, tenetevi strettamente uniti a me per mezzo
stesso come il pane della vita (VI, 35, ecc.) e
della fede e delle buone opere; ed io mi terrò
come il granello di frumento (XII, 24) e come
unito a voi comunicandovi dì contìnuo nuovo
la vera luce (I, 9 ; Vili, 12) ; ora il calice conse-
succo vitale.
crato, che finita la cena Egli aveva presentato ai
suoi discepoli, gli suggerì con tutta probabilità
Come il tralcio, ecc. Io sono l'unico principio
della vita sopranaturale. Come la vite non riceve
l'allegoria della vite. Già nell'A. T. Israele era
dai tralci né l'essere, né il vegetare, ma i tralci
stato paragonato a una vigna (Salm. LXXIX, 8-19;
devono alla vite tutto ciò che hanno ; così ancora
Is. V, 1 e ss.; Ezech. XV, 2-6; XIX, 10; Os. X,
lo posso fare senza di voi, ma voi nulla potete
1). Questa vigna eletta di Dio però non portò
senza di me, ossia senza la mìa grazia : e come
quei frutti che Dio
si aspettava, e fu abbandonata.
i per fruttificare devono stare uniti alla
tralci
Gesù invece è la vera vite (n finjteXot; r\ à\i\Q\rr\)
vite, così ancora, affinché voi possiate dar frutti
che copre dei suoi tralci fecondi tutto il mondo.
di vita eterna é necessario che stiate a me inti-
Più che non la vite materiale Egli ha in sé e
comunica la linfa vitale, cioè la sua grazia, che
mamente uniti.

è il principio e l'anima della vita sopranaturale, 5. Non


potete far nulla che sia utile alla salute
ai suoi tralci, vale a dire ai fedeli, che a lui sono eterna senza di me, ossia senza la mia grazia.
uniti, e li rende fruttiferi.
6. Quelli che
non, ecc. Triste sorte riservata
Il Padre è il coltivatore,
sìa perché ha pian- ai che non si tengono uniti alla vite. Sa-
tralci
tato questa vite mandando il suo Pìglio nel mondo ranno gettati via, cioè separati da ogni comuni-
a farsi uomo, e sia perché veglia di continuo cazione colla vite e col suo succo vitale, e sec-
sui suoi tralci e ne ha somma cura. cheranno e poi verranno condannati a essere
2. Tutti i tralci, ecc. Bat-Per mezzo del S. bruciati. Altrettanto avverrà a coloro, che non
tesimo tutti i fedeli sono diventati tralci di questa si tengono uniti a Gesù. Privati della sua grazia,
mistica vite, ma questi tralci si dividono in due impotenti a fare il bene, cadono dapprima nella
classi gli unì non danno frutti dì opere buone,
: insensibilità, per cadere poi nel giorno stabilito
e questi saranno troncati dal coltivatore; gli nelle mani di Dio vendicatore, ed essere condan-
altri invece portano frutti, e questi saranno pur- nati al fuoco dell'inferno.
S. Giovanni, XV, 7-16 421

^Si manseritis in me, et verba mea in vo 'Se vi terrete in me, e rimarranno in voi
bis manserint : quodcumque volueritis pe- le mie parole, qualunque cosa vorrete, la
tetis, et fiet vobis. *In hoc clariflcatus est chiederete, e vi sarà concessa. *I1 Padre
Pater meus, ut fructum plurimum affera- mio è glorificato in questo, che portiate
tìs, et mei dìscipuli. 'Sicut di-
efflciamini gran frutto, e siate miei discepoli. 'Come
lexit Pater, et ego dilexi vos. Manete
me il Padre ha amato me, così io ho amato
in dilectione mea. '"Si praecepta mea ser- voi. Tenetevi nella mia carità. "Se osser-
vaveritis, manebitis in dilectione mea, sicut verete i miei comandamenti, vi terrete
et ego Patris mei praecepta servavi, et nella mia carità, siccome io ho osservato
maneo in eius dilectione. i comandamenti del Padre, e mi tengo nella

sua carità.

"Haec locutus sum vobis ut gaudium : 'Vi ho detto tali cose affinchè voi go-
'

meum in vobis sit, et gaudium vestrum im- diate dello stesso mio gaudio, e il gaudio
pleatur. "Hoc est praeceptum meum ut dili- vostro sia compito. "Il comandamento mio
gatis invicem, sicut dilexi vos. "Maiorem è questo, che vi amiate l'un l'altro, come
hac dilectionem nemo habet, ut animam io ho amato voi. "Nessuno ha carità piii
suam ponat quis prò amicis suis. '*Vos amici grande che quella di colui che dà la sua
mei estis, si feceritis quae ego praecìpio vita pe' suoi amici. "Voi siete miei amici,
vobis. '*Iam non dicam vos servos quia : se farete quello che vi comando. "Non vi
servus nescit quid faciat dominus eius. Vos chiamerò già più servi perchè II servo :

autem dixi amicos quia omnia quaecumque : non sa quel che faccia il suo padrone. Ma
•udivi a Patre meo, nota feci vobis. vi ho chiamati amici perchè tutto quello
:

che intesi dal Padre mio, l'ho fatto sapere


a voi.
'•Non vos me elegistis : sed ego elegi "Non siete voi che avete eletto me ma :

vos, et posui vos ut eatis, et fructum af- Io ho eletto voi, e vi ho destinati che an-

i*Sup. 13, 34; Eph. 5, 2; I ThcM. 4. 9. "Matth. 28, 19.

S« vi Urrtte in me, ecc. Gesù accenni


7. Divin Maestro. La feliciti, da cui è innondata la
ai vantaggi che loro procureri questa intima sua nel compiere la volontà di Dio, si
anima
unione. Se adunque staranno uniti a lui, e in trasfonderà e si comunicherà ai discepoli, affinchè
loro rimarranno le sue parole, ossia se ubbidi- la loro gioia sia ancor essa perfetta quant'è pos-
ranno e metteranno in pratica i suoi insegnamenti, aibile quaggiù, e sia poi piena nel cielo.
qualunque cosa vorrete, ecc., Dio in certo modo 12. // mio comandamento, cioè il mio coman-
ubbidirà a loro, appagandoli in tutti i loro desi- damento speciale, che più mi
sts s cuore.
deri!. V. XIII, 34. Gesù spiega cosi quali siano i co-
8. In questo, ecc. Questa unione procura an- mandamenti, dall'osservanza dei quali i disce-
cora un altro grande vantaggio, cioè la gloria poli possono attendersi tanta gioia.
di Dio, la quale sarà tanto maggiore quanto Si osservi che nell'amore del prossimo è in-
più abbondanti saranno i frutti portati, e quanto cluso l'amore di Dio, e questo importa l'osser-
più perfettamente si saranno mostrati discepoli vanza di tutti i precetti della legge (Rom. XIII,
di Gesù imitando più da vicino i suoi esempi. 8 10). Come io ho amato voi. La misura e il
!1 futuro sarà glorificato sta per il presente :
:
modello dell'amore che dobbiamo al prossimo,
è glorificato. Alcuni traducono cosi l'ultima parte è l'amore che Gesù ci ha portato.
del versetto e cosi portando gran frutto, <U-
: 13. N essano, ecc. Non si può dare una prova
verrete miei (veri) discepoli. più grande di amore verso una persona, che sa-
9. Come il Padre, ecc. Per animare i discepoli crificando propria vita. Tale fu la
per lei la
carità di Gesù
gli uomini. Per l suol
verso
a questa intima unione con lui richiama alla loro
mente l'amore che loro ha portato. Vi ho amato, amici. Queste parole vanno prese in largo senso,
Egli dice, di un amore ardente e sincero come cioè per coloro che sì amano, sia che corrispon-
quello con cui io sono amato dal Padre. Te- dano al nostro amore, sia che non corrispondano
netevi perciò nella mia carità, ossia vivete in e ci odiino.
modo da essere sempre degni del mio amore. 14. Siete miei amici, cioè sarete amati da
Alcuni, p. es., Maldonato, interpretano queste me, se farete, ecc., cioè se vi amerete l'un
ultime parole nel senso di: Amatevi sempre: l'altro.
ma la spiegazione da noi data è la più comune. 15. Non vi chiamerò pia servi, come ho fatto
Vedi Knab. altre volte (XII, 26; XIII, 13), perchè il servo
10. Se osserverete, ecc. Gesù portando l'e- conosce bensi i comandi del padrone, ma non
sempio di sé stesso per riguardo al Padre, passa conosce le sue intenzioni e i suoi disegni. Vi
a spiegare in qual modo i discepoli potranno ho invece chiamati miei amici (Lue. XII, 2),
rendersi degni del suo amore. Essi devono osser- perchè a voi ho aperto il mio cuore facendovi
vare i suoi comandamenti. conoscere i consigli dell'Eterno mio Padre e i
misteri riguardanti la redenzione del mondo.
11. Ho detto tali cose. Queste parole si rife-
riscono specialmente airiassu-
vv. 9-10, che 16. Non siete voi, ecc. Per dimostrare mag-
mono tutta l'allegoria della vite. Affinchè go- giormente agli Apostoli la grandezza dell'amore
diate, ecc. Ecco il risultato dello stare uniti al loro Dortato, Gesù fa osservare come esso sia
422 S. Giovanni, XV, 17-25

feratis et fructus vester maneat


: ut quod- : diate e facciate frutto : e ÌI frutto vostro
curaque petieritis Patrera in nomine meo, sia durevole : onde qualunque cosa chiede-
det vobis. "Haec mando vobis, ut dìllgatis rete al Padre in nome mio, a voi la conceda.
invicem. ^'Questo v'ingiungo, che vi amiate l'un
l'altro.

^*Si mundus vos odit : scitote quia me "Se mondo


vi odia, sappiate che pri-
il

priorem vobis odio habuit. ^'Si de mundo ma ha odiato me. "Se voi foste cosa
dì voi
fuissetis mundus quod suum erat diligeret
: : del mondo, il mondo amerebbe una cosa
quia vero de mundo UQn estis, sed ego elegi sua ma perchè non siete del mondo, ma
:

vos de mundo, propterea odit vos mundus. io vi ho eletti di mezzo al mondo, per questo
il mondo vi odia.
*'Mementote sermonis mei, quem ego ''"Ricordatevi di quella parola che vi
dixi vobis Non est servus maior domino
: dissi : Non si dà servo maggiore del suo
suo. Si me persecuti sunt, et vos perse- padrone. Se hanno perseguitato me, perse-
quentur si sermonem meum servaverunt,
: guiteranno anche voi se hanno osservata :

et vestrum servabunt. '^Sed haec omnia la mia parola, osserveranno anche la vostra.
facient vobis propter nomen meum quia : ^'Ma tutto questo faranno a voi per causa
nesciunt eum, qui misit me. '*Si non ve- del nome mio perchè non conoscono colui
:

nissem, et locutus fuissem eis, peccatum che mi ha mandato. "Se non fossi venuto,
non haberent nunc autem excusationem
: e non avessi parlato loro, non avrebbero
non habent de peccato suo. colpa ora poi non hanno onde scusare il
:

loro peccato.
''Qui me odit et Patrem meum odit, : *'Chl odia me, odia anche il Padre mio.
**Siopera non fecissem in eis, quae nemo '^Se non avessi fatto tra loro opere tali, che
alius fecit, peccatum non haberent nunc : nessun altro mai fece, sarebbero senza col-
autem et viderunt, et oderunt et me, et pa ora poi e hanno veduto, e hanno odiato
:

Patrem meum. **Sed ut adimpleatur sermo, e me e il Padre mio. "Ma deve adempirsi

" I Joan. 3, 11 et 4, 7. «» Sup. 13, 16; Matth. 10, 24 et 24, 9. " Ps. 24, 19.

6tato interamente gratuito. Egli ha pensato a loro, Se hanno perseguitato... se hanno osservato, ecc.
quando essi non pensavano a lui, li ha chiamati Vi è rassomiglianza tra il Maestro e i disce-
a seguirlo e li ha fatti suoi Apostoli. Di più ha poli. Come Gesù colla sua predicazione suscitò
foro affidato una missione nobilissima, destinan- l'odio e la persecuzione degli uni, e la fede, l'a-
doli ad andare nel mondo a predicare il Vangelo more e l'obbedienza aegli altri, cosi la parola
e a portare cosi frutti di vita, convertendo i degli Apostoli nel mondo dagli uni verrà odiata
popoli. Il frutto della predicazione degli Apostoli, e perseguitata, dagli altri invece sarà creduta
cioè la Chiesa da loro fondata, non verrà meno e amata.
in eterno. Per compiere un ministero cosi frut- 21. Nelle persecuzioni i discepoli si consolino
tuoso, ma pieno di difficoltà, essi avranno bi- pensando che soffrono per amore del suo nome,
sogno di molte grazie, e Gesù mostra loro di ossia della sua persona rappresentata nel suo
aver preveduto tutto e di aver disposto che ogni nome IV, 17; V, 40, 41; IX, 21, ecc.). Non
(Att.
cosa possano ottenere dal Padre. conoscono, ecc. La causa delle persecuzioni va
cercata nel volontario acciecamento del mondo,
17. Questo v'ingiungo. Gesù torna a inculcare
la carità fraterna, che è eziandio un mezzo effi-
che non vuole riconoscere i segni evidenti, che
cacissimo per propagazione del Vangelo. dimostrano essere Gesù l'Inviato di Dio.
la
22. Se non fossi venuto, ecc. peccato dì
Il
18. Se il mondo, ecc. Nella predicazione del infedeltà commesso dal mondo senza scusa,
è
Vangelo non dovete lasciarvi spaventare dalle perchè Gesù si è manifestato al mondo e gli ha
persecuzioni che incontreMte, e perciò se il predicato la sua dottrina ; ma il mondo chiuse
mondo (che è nemico di Dio, XIV, 17, 27, ed ha gli occhi per non vedere la luce.
per capo Satana, XIV, 30) vi odia, valga a con-
23. Chi odia me, ecc. Gesù mostra la gravità
fortarvi Il mio esempio. Intimamente uniti a me,
non fa meraviglia che siate partecipi dell'odio del peccato del mondo. L'odio contro di lui è
odio contro Dio, perchè Egli è l'Inviato di Dio,
suscitato contro di me.
ed è Dio.
19. Se foste, ecc. Accenna al motivo per cui 24. Se non avessi fatto, ecc. Gesù fa maggior-
saranno odiati. Se foste del mondo, ossia se mente ancora risaltare la gravezza del peccato del
aveste i costumi e la vita del mondo, sareste mondo. Non solo io ho predicato al mondo la
amati dal mondo, perchè ogni simile ama il suo mia dottrina, ma a conferma di essa ho fatto
simile ; al contrario la vostra vita essendo una miracoli di gran lunga superiori a quanto avevano
condanna dei vizi del mondo, non è a meravi- fatto Patriarchi e Mosè e i Profeti. Il mondo
i
gliarsi che il mondo
Quest'odio deve vi odii. fu testimone di questi prodigi, e pur tuttavia
essere per voi un motivo di gioia, perchè è una si rifiuta di credere, e perseguita e me e la mia
prova chiara che voi non siete del mondo. dottrina e i miei Apostoli.
20. Ricordatevi di quella parola, ecc. V. XIII, 25. Ma deve adempirsi, ecc. Quest'odio non
16 e Matt. X, 24, 25; Lue. VI. 40. deve recar meraviglia, poiché era già stato pre-
S. Giovanni, XV, 26 — XVI, 5 423

qui in lege eorum scriptus est : Quia odio quella parola scrìtta nella loro legge : Mi
habuerunt me gratis. odiarono senza motivo.

"Cum autem venerit Paraclitus, quem "Ma venuto che sia il Paraclito, che
ego mittam vobis a Patre, spiritum veri- io vi manderò
Padre, lo Spirito di
dal
tatis,qui a Patre procedit, ille testimoniura verità, che procede dal Padre, egli renderà
perhibebit de me "Et vos testimonium
: testimonianza per me "e voi ancora ren-
:

perhibebitis, quia ab initio mecum estis. derete testimonianza, perchè siete stati con
me fin da principio.

CAPO XVI.

Le persecuzioni, i-6. Promessa dello Spirito Santo. 7-15. — Ritomo diGesò. 16-24,
L'addio. 25-33.

"Haec locutus sum vobis, ut non scan- 'Ho


detto a voi queste cose, affinchè non
dalizemini. 'Absque synagogis facient vos : cacceranno dalle si-
siate scandalizzati. 'Vi
sed venit bora, ut omnis, qui interficit vos, nagoghe anzi verrà tempo, che chi v'ucci-
:

arbitretur obsequium se praestare Deo. *Et derà, si creda di rendere onore a Dio. *E vi
haec facient vobis, quia non noverunt Pa- tratteranno cosi, perchè non hanno cono-
trem, ncque me. *Sed haec locutus sum sciuto né il Padre, né me. *Ma vi ho dette
vobis ut cum venerit bora eorum remi-
: queste cose, affinchè venuto quel tempo,
niscamini, quia ego dixi vobis. *Haec vi ricordiate che io ve le ho dette. *Non v!

" Lue. 24, 49,

detto nelli loro Ugge, ossia nei libri sacri del-


l'A. T. e propriamente nel Salmo LXVIII, 5, in CAPO XVI.
cui si parla espressamente del Messia.
26. Venuto che sia, ecc. Gli Apostoli non si 1. Ho
detto a voi qaeste cose contenute al cap.
lascino intimidire dal mondo nell'esercizio del XV, 18-27, affinché non siate scandalizzati e non
loro ministero, poiché né il suo odio, né le sue veniate a vacillare nella fede o a perdervi di
persecuzioni potranno impedire il trionfo della coraggio nel vedere che molti non crederanno alla
verità. Il Paraclito, V. n. XIV, 16 e 26. Che io vostra parola, anzi vi perseguiteranno. L'arervI
manderò. Nel cap. XIV, 16 e 26, si afferma che avvertiti valga a confermarvi nella fede.
lo Spirito Santo è mandato dal Padre. Ora Gesù 2. Vi cacceranno dalle sinagoghe applicandovi
dicendo qui semplicemente che Egli stesso man- la scomunica, in modo che siate considerati dai
derà lo Spirito, e non già che pregherà il Padre vostri connazionali come apostati dalla religione.
a mandarlo, lascia evidentemente conchiudere Né questo é tutto dovrete anzi aspettarvi di
:

e che Egli è Dio uguale al Padre, e che lo Spirito peggio; poiché verrà tempo, in cui essendo rite-
Santo procede non solo dal Padre, ma anche dal nuti seduttori del popolo e falsi profeti, contro
Figlio. Dal Padre, cioè dal seno del Padre. dei quali la legge stabilisce la pena di morte, si
Spirito di verità (V. n. XIV, 17), anzi la stessa crederà che il versare il vostro sangue sia un
Verità, la cui testimonianza perciò non potrà sacrifizio gradito a Dio. Di questo falso zelo se
essere rifiutata. Che procede dal Padre. Queste ne hanno esempi nell'uccisione di S. Stefano,
parole dalla maggior parte degli interpreti con nella vita di S. Paolo prima della sua conver-
S. Tommaso d'Aquino vengono riferite alla pro- sione, e nel fatto narrato negli Atti, XXIII, 12.
cessione eterna dello Spirito Santo, mentre le
precedenti :che io vi manderò, sono riferite alla Vi tratteranno, ecc. Sarete trattati in modo
3.

missione temporale. Si noti però che la mis- così crudele, perché i vostri persecutori si tro-
sione temporale suppone una processione eterna. vano in un acciecamento volontario, e non vo-
E' nota la questione tra la Chiesa greca e la Chiesa gliono riconoscere Dio, né la mia divina missione
latina a proposito di questo testo. Vedi i trattati (XV, 21; Atti, III, 17).

di Teologia dogmatica. Renderà testimonianza in VI


4. ecc. Vi ho avvertiti prima,
ricordiate,
mio favore con tanti prodigi, che io sarò rico- affinché persecuzione non vi giunga inaspet-
la
nosciuto come Dio e Salvatore, non ostante l'odio tata, e assieme sappiate che il futuro non è
e le persecuzioni del mondo. nascosto alla mia mente, e nella predizione che
Non solo lo Spirito vi ho fatta, troviate una conferma della vostra
27. E voi ancora, ecc.
fede,
Santo, ma anche voi renderete testimonianza di
me. e la vostra testimonianza non potrà essere 5. Son vi ho però detto questo in principio,
rigettata, perchè voi siete stati testimoni oculari perché, finché ero visibtlmeate in mezzo di voi,
della mia vita e delle mie opere fin dal principio io solo ero oggetto delle persecuzioni e del-
del mio pubblico ministero (l Giov. I, 1). l'odio del mondo, ma ora che sto per abbandc-
424 S. Giovanni, XVI, 6-13

autem vcbis ab initlo non dixi, quia vo- ho però detto questo in principio, perchè
biscum eram Et nunc vado ad eum, qui
: io eracon voi ora poi vo a lui che mi ha
:

misit me; et nemo ex vobis interrogai me, mandato e nessun di voi mi domanda
: :

Quo vadis? Dove vai tu?


®Sed quia haec locutus sum vobis, tristi- *Ma perchè vi ho dette queste cose, la
tiaimplevit cor vestrum. ^Sed ego verita- tristezzaha ripieno il vostro cuore. ''Ma io
tem dico vobis expedit vobis ut ego va- : vi dico il vero E' spediente per voi che
:

dam : si enim non abiero, Paraclitus non io men vada perchè se io non me ne vo,
:
'

veniet ad vos : si autem abiero, mittam non verrà a voi il Paraclito ma quando
:

eum ad vos. me ne sarò andato, ve lo manderò.


*Et eum venerit ille, arguet mundum de *E venendo egli, convincerà il mondo ri-
peccato, et de iustitia, et de iudicio. 'De guardo al peccato, riguardo alla giustizia e
peccato quidem quia non crediderunt in : riguardo al giudizio. 'Riguardo al peccato,
me : "De vero
iustitia quia ad Patrem : perchè non credettero in me "Riguardo
:

vado : et iam non videbitis me "De iu- : alla giustizia, perchè io vo al Padre, e non
dicio autem quia princeps huius mundi
: mi vedrete più. "Riguardo al giudizio poi,
iam iudicatus est. perchè il principe di questo mondo è già
giudicato.
^''Adliuc multa habeo vobis dicere : sed "Molte cose ho ancora da dirvi ma non :

non potestis portare modo. "Cum autem ne siete capaci adesso. "Ma venuto che sia

oarvi, e che i mali di cui vi parlo sono vicini, sione dei peccati e la salute (Att. IV, 12). Chi
ecco che ve li ho chiaramente predetti. Gesù non crede è già stato condannato (III, 18), e se
aveva già bensì altre volte annunziate persecu- non crederete, morrete nei vostri peccati (VIII,
zioni ai discepoli (Matt. V, 11, 12; X, 14, 16 24, ecc.).
e ss.), ma ne aveva parlato in generale, ora 10. Riguardo alla giustizia. Lo Spirito Santo
invece discende ai particolari e fa loro compren- convincerà il mondo della giustizia di Gesù Cristo,
dere con tutta chiarezza che saranno perseguitati facendo vedere, specialmente per il fatto della
dai loro stessi connazionali, i quali nell'ucciderli sua risurrezione e della sua ascensione al cielo,
crederanno di compiere un atto graditissimo a che Egli non fu un impostore, come i mondani
Dio. Ora poi vo a lai, ecc. Gesù torna a conso- pensavano, ma fu ed è santo e giusto, e l'unica
lare i discepoli. Già aveva loro detto (XIV, 28) :
causa della nostra salute. La spiegazione, che
Se mi amaste vi rallegrereste, perchè vi ho detto ritiene parlarsi qui della giustizia di Gesù Cristo
che vado al Padre, ed ora, dopo aver nuovamente è la più comune fra gli interpreti; ed è da pre-
affermato che sta per ritornare al Padre, muove ferirsi a quella che vorrebbe si parlasse invece
loro un dolce rimprovero Come va che niuno :
della giustizia dei fedeli.
mi interroga dove vado, e perchè vado, e chi sia
11. Riguardo al giudizio, ecc. Lo Spirito Santo
il Padre, ecc. Egli cerca così di eccitare nel
convincerà il mondo quanto al giudizio, facen-
cuore dei discepoli il desiderio di conoscere più
dogli vedere che il demonio principe del mondo è
cose intorno al Padre, affinchè non si lascino
stato giudicato, ossia condannato, sconfitto e bal-
preoccupare unicamente dal pensiero della pros-
zato dal trono per mezzo della morte di Gesù ;
sima separazione.
e perciò i mondani suoi seguaci non potranno
6. Perchè vi ho fatte queste predizioni, vi aspettarsi una diversa sorte. I loro sforzi per
dimenticate che vo al cielo a preparare un posto opporsi alla dilatazione del regno di Gesù a
per voi, e vi siete lasciati riempire di tristezza. nulla varranno, e la battaglia che combattono
contro la Chiesa, terminerà colla loro piena scon-
7. E' spediente per voi, ecc. La mia dipartita
fitta.
tornerà vantaggiosa non solo a me, ma anche a
voi, perchè altrimenti non verrà a voi lo Spirito 12. Molte cose, ecc. Gesù non ha ancora com-
Santo. Era infatti stabilito nei decreti di Dio che pletate le sue istruzioni agli Apostoli, perchè essi
lo Spirito Santo non sarebbe disceso sopra gli non sono ora capaci di comprendere tutto, sia a
Apostoli, se prima Gesù non avesse sborsato colla motivo della debolezza della loro mente, sia a
sua morte il prezzo della nostra redenzione, e causa della tristezza, di cui sono pieni.
fosse salito al cielo (V. n. XIV, 16, 17, 26; XV, 26). 13. Ma venuto, ecc. Lo Spirito Santo com-
pirà l'opera incominciata da me facendovi da
8. Convìncerà il mondo, ecc. Gesù enumera i
guida e da maestro. Vi insegnerà (gr. òbi\x^aEi,
vantaggi della venuta dello Spirito Santo. Il mondo
vi farà da guida) tutta la verità di quelle cose,
sarà convinto che egli è schiavo del peccato, e che
che io avrei ancora da dirvi, ma che voi siete
Gesù è giusto e santo, e che il demonio è vinto
per ora incapaci di comprendere. Non vi parlerà
e condannato.
da se stesso, ecc. Lo Spirito Santo non sarà per
9. Riguardo al peccato. Per mezzo della predi- voi una fonte di verità senza alcuna relazione con
cazione degli Apostoli e dei grandi miracoli da me, anzi vi comunicherà tutto quello che avrei
essi operati lo Spirito Santo convincerà il mondo voluto comunicarvi io stesso. Gesù parla dello
di peccato, perchè, non volendo credere (il greco Spirito Santo come tfi un ambasciatore mandato
ha il presente invece del passato crediderunt) a a istruire gli Apostoli intorno alle verità neces-
Gesù Cristo, deve necessariamente rimanere sarie per lo stabilimento della sua Chiesa. Perciò
schiavo del peccato sia originale che attuale, Egli non dirà se non quel che Gesù gli avrà
non essendo dato agli uomini altro nome fuori di detto, come l'ambasciatore non dice se non ciò
quello di Gesù, in cui possano ottenere la remis- che gli ha detto il re. Vi annanzierà, ecc. Af-
S. Giovanni, XVI, 14-21 425

venerit Spfrltus veritatis, docebit vos


ille quello Spirito di verità, v! Insegnerà tutte
omnem veritatem, non enim loquetur a le verità che non vi parlerà da se stesso
: :

semetipso sed quaecumque audiet loque-


: ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi
tur, et quae ventura sunt annunciabit vobis. annunzierà quello che ha da essere. **EglI
**Ille me clariflcabit quia de meo accipiet,: mi glorificherà perchè riceverà del mio,
:

et annunciabit vobis. "Omnia quaecumque e ve lo annunzierà. "Tutto quel che ha il


habet Pater, mea sunt. Propterea dixi quia : Padre, è mìo. Per questo ho detto che egli
de meo accipiet, et annunciabit vobis. riceverà del mio, e ve lo annunzierà.
"Modicum, et iam non videbitis me et : "Ancora un poco e non mi vedrete e :

fterum modlcum, et videbitis me quia : di nuovo un altro poco, e mi vedrete,


vado ad Patrem. "Dixerunt ergo ex discl- perchè io vo al Padre. "Dissero però tra
pulis eius ad invicem Quid est hoc, quod : loro alcuni de' suoi discepoli Che è quello :

dicit nobis Modicum, et non videbitis me


: : che egli ci dice Non andrà molto, e noo:

et iterum modicum, et videbitis me, et quia mi vedrete e di poi, non andrà molto, e
:

vado ad Patrem ? "Dicebant ergo Quid : mi vedrete, e me ne vo al Padre? "Dice-


est hoc, quod dicit, Modicum? nescimus vano adunque Che è questo che egli dice
: :

quid loquitur. Un poco? Non intendiamo quel che egli


dica.
"Cognovit autem lesus, quia volebant "Conobbepertanto Gesù che bramavano
euro interrogare, et dixit eis D« : hoc quae- d'interrogarlo, e disse loro Voi andate :

ritis inter vos quia dixi, Modicum et non investigando tra di voi perchè Io abbia
videbitis me et iterum modicum, et vi-
: detto Non andrà molto, e non mi vedrete
: :

debitis me. "Amen, amen dico vobis : e di poi, non andrà molto, e mi vedrete.
quia plorabitis, et flebitis vos, mundus "In verità, in verità vi dico, che piangerete
autem gaudebit vos autem contristabiminl,
: e gemerete voi ma il mondo godrà voi
: :

sed tristitia vestra vertetur in gaudium. invece sarete In tristezza ma la vostra tri- :

"Mulier cum parit, tristitiam habet, quia stezza si cangerà in gaudio. ''La donna,
venit bora eius cum autem pepererit pue-
: allorché partorisce, è In tristezza, perchè
rum, iam non meminit pressurae propter è giunto il suo tempo quando poi ha. dato :

Anche gli Apostoli sappiano regolarsi con pru- 16. Uh poco, ecc. Gesù accenna a un altro
denza e non si perdano di coraggio, Gesù pro- motivo di consolazione. La separazione imminente
mette loro il dono della profezia. Questa pro- sarà di breve durata. Fra poche ore non lo ve-
messa si è compiuta in modo speciale in S. Gio- dranno più, perchè Egli dovrà morire; ma pas-
vanni autore dell'Apocalisse. sati pochi giorni, lo vedranno di nuovo perchè
risusciterà. Perchè io vo al Padre. Queste parole
14. Egli mi glorificherà, facendo conoscere per mancano nei migliori codici greci. Vai., Sin.,
mezzo prodigi e di interne illustrazioni la mia
di
Cani., ecc., e nelle edizioni critiche. Se si vo-
diviniti agli uomini, e traendoli al mio amore e gliono ritenere, si possono spiegare cosi Ancora :

al mio culto. Perchè riceverà del mio, ecc. Lo


un poco, e mi vedrete andare al Padre, oppure :
Spirito Santo procede dal Padre e dal Piglio e Per poco tempo, cioè durante i tre giorni della
partecipa della stessa natura divina. Se pertanto mia morte non mi vedrete, e poi per poco tempo,
Egli riceve dal Figlio la natura divina, assieme cioè solo per quaranta giorni mi vedrete di nuovo,
ad essa riceve ancora la sapienza divina, per cui perchè poi vo al Padre.
istruirà gli Apostoli, e annunzierà loro le cose
17. E me ne vo al Padre. Gesù aveva dette
future. Ora lo spirito di profezia tomeri a gloria
queste parole al v. 10. Gli Apostoli accasciati
di Gesù Cristo.
dalla non sanno conciliare assieme le
tristezza
15. Tuffo quello che ha il Padre, ecc. Dopo varie cose dette da Gesù. Se Egli va al Padre;
aver detto (XV, 26) che lo Spirito Santo procede come lo potranno vedere? e se lo vedranno, come
dal Padre, e aver affermato che riceverà del mio potrà andare al Padre? Gesù aveva parlato in
(vers. prec.). Gesù passa a mostrare come si ac- modo un po' enigmatico per destare la loro atten-
cordino assieme le due affermazioni. Tutto quello zione.
che ha il Padre appartiene pure al Figlio, e perciò 19. Conobbe pertanto Gesù, ecc. Gesù faceva
il Figlio ha la stessa natura divina e le stesse così vedere che conosceva tutti i loro pensieri.
perfezioni del Padre ed è consustanziale al Padre. 20. Piangerete e gemerete quando mi vedrete
In conseguenza se lo Spirito Santo procede dal in mano dei miei nemici condannato e confitto
Padre, è necessario che proceda ancora dal Figlio, sulla croce. Il mondo allora godrà credendo di
e se dal Padre riceve la natura divina è neces- aver trionfato di me e della mia dottrina ; e voi
sario che riceva questa stessa natura divina dal sarete immersi nella più profonda afflizione; ma
Figlio. Il Padre e il Figlio sono un unico prin- ben presto il vostro cuore sarà inondato di gaudio,
cipio dello Spirito Santo. Se pertanto lo Spirito quando mi vedrete risuscitato (Atti V, 41).
Santo riceve dal Padre e dal Figlio la natura 21. La donna, ecc. Con una similitudine fami-
divina, la scienza, ecc.. Gesù può dire con tutta gliare alla Scrittura (Is. XXVI, 1; Ger. IV, 3;
ragione che lo Spirito Santo riceverà del mio e Os. XIII, 3; Mich. IV, 9, ecc.) Gesù mcstra
ve lo annunzierà, cioè vi comunicherà una parte agli Apostoli come l'acerbità dei dolori, che do-
di quella scienza, che riceve da me come la riceve vranno soffrire, sarà compensata abbondantemente
dal Padre dalla grandezza della gioia, che proveranno.
426 S. Giovanni, XVI, 22-28

gaudium quia natus est homo in mundum.


: alla luce il bambino, non si ricorda più
''''Etvos igitur nunc quidem tristitiam ha- dell'affanno a motivo dell'allegrezza, perchè
betis, iterum autem videbo vos, et gaude- è nato al mondo un uomo. ''^E voi adunque
bit cor vestrum et gaudium vestrum nemo
: siete pure adesso in tristezza ma vi vedrò :

tollet a vobis. di bel nuovo, e gioirà il vostro cuore, e


nessuno vi toglierà il vostro gaudio.
"'Et in ilio die me non rogabitis quid- '"E in quel ^orno non m'interrogherete
quam. Amen, amen dico vobis si quid : di alcuna cosa. In verità, in verità vi dico :

petieritis Patrem in nomine meo, dabit che qualunque cosa domandiate al Padre
vobis. ''^Usque modo non petistis quidquam nel nome mio, ve la concederà. ''^Fino
in nomine meo Petite, et accipietis, ut
: adesso non avete chiesto nulla nel nome
gaudium vestrum sit plenum. mio chiedete, e otterrete, affinchè il vostro
:

gaudio sia compito.


''*Haec in proverbiis locutus sum vobis. "Ho detto a voi queste cose per vìa di
Venit hora cum iam non in proverbiis lo- proverbi. Ma viene il tempo che non vi
quar vobis, sed palam de Patre annunciabo parlerò più per via di proverbi, ma aperta-
vobis. **In ilio die in nomine meo petetis : mente vi parlerò intorno al Padre. **In quel
et non dico vobis quia ego rogabo Patrem giorno chiederete nel nome mio e non vi :

de vobis "Hpse enim Pater amat vos, quia


: dico che pregherò io il Padre per voi :

vos me amastis, et credidistis, quia ego a "^Poiché lo stesso Padre vi ama perchè :

Deo exivi. ""Exivi a Patre, et veni in mun- avete amato me, e avete creduto che sono
dum iterum relinquo
: mundum, et vado ad uscito dal Padre. "'Uscii dal Padre, e venni
Patrem. al mondo : abbandono di nuovo il mondo,
e vo al Padre.

" Matth. 7, 7 et 21, 22; Marc. 11, 24; Lue. 11, 9; Sup. 14, 13; Jac. 1, 5.

22. Gesù applica ai discepoli la similitudine. ossia dopo la mia risurrezione, e alla Pentecoste
Vi vedrò... e gioirà, ecc. Io mi presenterò a voi vi parlerò sia io stesso, sia per mezzo dello
dopo la mia risurrezione, e voi sarete ripieni di Spirito Santo, in modo chiaro intorno al Padre,
gioia. Il compimento di questa promessa viene facendovi conoscere meglio la sua natura e le in-
narrato al cap. XX, 20. time relazioni, che mi uniscono a lui.
L'afflizione che soRrite è breve, ma la gioia che
26. In quel giorno, vale a dire : in quel tempo,
proverete non avrà fine, e niuno potrà strappar- avendo meglio conosciuto mio
il ufficio di Media-
vela dal cuore (Atti IV, 41 ; II Cor. IV, 14, ecc.).
tore, chiederete nel nome
mio, cioè appoggiandovi
Ciò si verifica in tutti i giusti, i quali dopo aver ai miei meriti. E non vi dico che pregherò il
sofferto per breve tempo in questa vita, saranno Padre per voi, cioè non avrete bisogno della mia
poi eternamente beati. preghiera per essere esauditi. Quest'ultime pa-
23. In quel giorno, cioè dopo la mia risurre- role non escludono la mediazione di Gesù, senza
zione e specialmente dopo
Pentecoste, non
la della quale nessuno può avere accesso al Padre
mi interrogherete più come ora (v. 19; XIV, 5, (Ebr. VII, 25), ma esprimono semplicemente
8, 22, ecc.) di ciò che riguarda la mia dipartita che, pur essendo necessario che le preghiere degli
dal mondo, perchè allora, compiuti gli avveni- Apostoli vengano presentate al Padre in nome di
menti, e ricevuto lo Spirito Santo, conoscerete Gesù, non è però assolutamente necessario af-
tutte le cose (V. n. v. 13 e XIV, 26). finchè siano esaudite che Gesù stesso vi unisca
Qualunque cosa, ecc. Alla gioia che allora pro- la sua preghiera.
verete si aggiungerà ancora la consolazione di
27. Poiché il Padre, ecc. Dà il motivo per
essere certi di ottenere dal Padre tutto ciò che do-
cui non è necessaria la sua preghiera. Il Padre
manderete in nome mio.
è già pieno dì amore verso di voi, perchè voi
24. Fino adesso, ecc. Queste parole non con- avete amato me e vi siete mostrati docili alle
tengono un rimprovero, ma sono la constatazione mie parole e ai miei insegnamenti. Egli perciò
di un fatto. Fino al presente gli Apostoli non è già disposto a concedervi quanto gli domande-
avevano ancora abbastanza conosciuto l'ufficio di rete.
Mediatore tra Dio e gli uomini affidato a Gesù,
28. Uscii dal Padre, ecc. Gesù piglia occasione
e d'altra parte Gesù era sempre stato in mezzo
dalle ultime parole dette per compendiare in
di loro, essi quindi non avevano pensato ad av-
valorare le loro petizioni al Padre interponendo il
poche parole tutta la sua dottrina e confermare
così maggiormente nella fede i suoi discepoli.
nome di Gesù (V. n. XIV, 13); quello però che
non hanno fatto per il passato, lo facciano per Gesù è uscito pon dal nulla, ma dalla fecondità
naturale del Padre. Il Padre gli comunica l'iden-
l'avvenire.
tica sua natura, e perciò Egli è consustanziale
Affinchè il vostro gaudio, ecc. Essendo sicuri al Padre. Per comando del Padre è venuto nel
di ottenere tutto da Dio, che cosa può mancare mondo, sì è incarnato ed ha vìssuto la nostra
alla pienezza della loro felicità? vita ora lascia il mondo colla sua presenza visi-
;

25. Ho voi queste cose. Ciò va spe-


detto a bile, e fa ritorno al Padre per assidersi alla sua
cialmente riferito a quanto ha detto a cominciare destra. Tutto il ministero di Gesù viene cosi
dal V. 16. Per via dì proverbi, cioè in modo presentato come un viaggio dal Padre al mondo,
figurato e quincn oscuro e velato. Viene il tempo. e dal mondo al Padre.
S. Giovanni, XVI, 29 — XVII, 1 427

"Dicunt ei disclpuli eius Ecce nunc pa- : **Gli dicono i suoi discepoli Ecco che :

lam loqueris, et proverbium nullum dicis. ora parli chiaramente, e non fai uso d'alcun
'^Nunc scimus quia scis omnia, et non proverbio. "Adesso conosciamo che tu sai
opus est tibi ut quis te interroget in hoc : tutto, e non hai bisogno che alcuno ti in-
credimus quia a Deo existi. terroghi per questo crediamo che tu sei
:

venuto da Dio.
"Respondit eis Jesus: Modo creditis? "Rispose Gesù Adesso credete? "Ecco :

**Ecce venit fiora, et iam venit, ut disper- viene tempo, anzi è già venuto, che vi
il

gamini unusquisque in propria, et me so- disperdiate ciascuno nel suo luogo, e mi


lum relinquatis : et non sum solus, quia lasciate solo ma non sono solo, perchè è
:

Pater mecum est. "Haec locutus sum vo- con me il Padre. *'Vi ho detto queste cose,
bis, ut in me pacem habeatis. In mundo affinchè abbiate pace in me. Nel mondo
pressuram habebitis : sed confldite, ego vici sarete angustiati : ma abbiate fidanza : io
raundum. ho vinto il mondo.

CAPO XVII.

Gesù prega per se stesso, i-s, P^ » suoi Apostoli, 6-ig, per la sua Chiesa.

*Haec locutus est lesus et sublevatis : *Così parlò Gesù, e alzati gli occhi al
oculis in coelum, dixit Pater venit hors, : cielo, disse Padre, è giunta l'ora, glo-
:

" Mitth. 26, 31 ; Mire. 14, 27.

29. Parli chiaramente. Gli Apostoli si mostrano vincere tute le tenuzionl che possono
difficolti, e
lietisembrando loro di aver capito bene le parole provenire dal mondo.
del Maestro, e credendo forse che gii si adem-
pisse la promessa fatta al v. 25. CAPO XVII.
30. Conosciamo, ecc. Gesù aveva risposto slU
Alzati gli occhi, ecc.
1. In questo capo, che
tacita interrogazione fattagli al v. 19, mostrando
costituisce forse la pagina più sublime di tutto
cosi che leggeva nel fondo del loro cuore. Da
il Vangelo, abbiamo la Preghiera Sacerdotale di
questo fatto gli Apostoli deducono la conclusione
Cesi. Il Salvatore, come Pontefice supremo, sul
che Egli sa tutte le cose, e che per conseguenza
Egli viene da Dio ed è Dio, perchè Dio solo
conosce secreti del cuore.
i

31. Adesso credete? Vi pensate di credere,


di a\-ere una fede piena e ferma? Alcuni commen-
tatori ritengono queste parole non come una
interrogazione, ma come una semplice afferma-
xione Si adesso credete, ma... La più parte degli
:

esegeti però stanno per l'interrogazione (V. Knab.). Fig. ija-

32. Vi disperdiate, ecc. Ecco venuto il tempo Persona che prega.


in cui come pecore senza pastore (Matt. XXVI, (Catacombe).
31) correrete a nascondervi chi in un luogo e chi
in un altro, e mi abbandonerete. Ciononostante
però io non rimarrò privo di ogni conforto, perchè
avrò con me il Padre, per obbedire alla volontà
del quale mi sottometto alla Passione.
33. Vi ho dette queste
Queste parole cose.
secondo i migliori devono riferire
interpreti si
a tutto il discorso tenuto da Gesù. Affinchè ab-
biate pace in me. Le parole del divin Maestro punto dì compiere il suo sacrifizio prega Dio per
sono ordinate a far si che gli Apostoli, stando sé, 1-5, per gli Apostoli, 6-19, per la Chiesa, 20-26,
intimamente a lui uniti per mezzo della fede e e si offre alla morte vittima di espiazione per 1
della carità, vengano a conseguire la vera pace peccati degli uomini. La preghiera ebbe luogo
e la vera felicità. Nel mondo sarete angustiati. probabilmente nel Cenacolo e non già nell'orto.
Nel greco vi è il presente siete angustiati; ma Padre,è giunta l'ora della mia morte, glori-
fatevi animo ; io ho vinto il mondo, ed è quindi fica tuo FigUuolo, facendo conoscere al mondo
il

facile cosa per voi vincere un nemico sconfitto la mia divinità, sia coi prodigi da cui sarà accom-
e debellato. Col nome di mondo si intende tutto pagnata la mia morte, sia col risuscitarmi dal
ciò che è opposto alla volontà di Dio, e cerca di sepolcro, e sia col chiamarmi a sedere alla tua
allontanare gli uomini da Dio. Per mezzo della destra. Onde anche il tuo figliuolo, ecc. Ciò che
grazia di Gesù noi potremo superare tutte le io domando non è ordinato solo a me, ma tenda
428 S. Giovanni, XVII, 2-9

clariflcafllium tuum, ut filius tuus clari- riflca il tuo Figliuolo, onde anche il tuo
ficet te ^Sicut dedisti ei potestatem omnis
: Figliuolo glorifichi te ^siccome hai data a
:

carnis, ut omne, quod dedisti ei, det eis lui potestà sopra tutti gli uomini, affinchè
vitam aeternam. ^Haec est autem vita ae- egli dia la vita etema a tutti quelli che a
terna : Ut cognoscant te, solum Deum ve- lui hai consegnati. *0r la vita eterna è
runi, et quem misisti lesum Christum. questa, che conoscano te, solo vero Dio,
e Gesù Cristo mandato da te.
*Ego te clarificavi super terram opus : *Io ti ho glorificato in terra : ho compito
consummavi, quod dedisti mihi ut faciam : l'opera che mi desti da fare : *e adesso
*Et nunc clariflca me tu Pater apud teme- glorifica me, o Padre, presso te stesso, con
quam habui prius, quam
tipsum, claritate, quella gloria che ebbi presso di te, prima
mundus esset, apud te. 'Manifestavi nomen che il mondo fosse. tuo*Ho manifestato il

tuum hominibus, quos dedisti mihi de mun- nome agli uomini che a me consegnasti del
do ; Tui erant,
et mihi eos dedisti et ser- : mondo erano tuoi, e li hai dati a me
: e :

monem tuum servaverunt. ''Nunc cognove- hanno osservato la tua parola. '^Adesso
runt quia omnia, quae dedisti mihi, abs te hanno conosciuto che tutto quello che hai
sunt *Quia verba, quae dedisti mihi, dedi
: dato a me, viene da te 'perchè le parole :

eis et ipsì acceperunt, et cognoverunt


: che desti a me, le ho date loro ed essi :

vere quia a te exivi, et crediderunt quia le hanno ricevute, e hanno veramente co-
tu me misisti. nosciuto che sono uscito da te, e hanno
creduto che tu mi hai mandato.
'Ego prò eis rogo Non prò mundo rogo, : 'Per essi io prego non prego pel mondo,
:

sed prò his, quos dedisti mihi; quia tui ma per quelli che hai dati a me perchè :

« Matth. 28, 18.

còme a fine alla tua stessa gloria, poiché quanto degli uomini; ho versato il mio sangue in soddi-
più saranno coloro che riconosceranno me come sfazione dei loro peccati (X, 17, 18; XIV, 31;
loro Salvatore e Dio, tanto più saranno ancora i Matt. XX, 28; Mar. X, 45).
tuoi adoratori, e tanto maggiore sarà ancora la 5. E adesso, ecc. Ora che io
ti ho glorificato,
tua gloria esterna. o Padre, dammi premio meritato, e glorifica
il

2. Siccome per questo che), ecc.


(gr. yaQ(b<^=bxóx\ presso di te, cioè nel cielo, la mia persona. Per
Gesù aggiunge motivo della sua domanda e
il ubbidire al tuo volere io mi sono umiliato sino
accenna al modo, con cui Egli glorificherà il alla forma di servo e sino all'apparenza di pec-
Padre. Tu, o Padre, non puoi rifiutarti di ascol- catore, ora tu fa sì che alla mia umanità si comu-
tare la mia preghiera, perchè hai promesso di nichi quella gloria, che, come Dio, io ebbi presso
darmi come a Messia tutte le nazioni della terra di te, prima ancora che fossemondo. il

in eredità (Salm. Il, 7-8; LXXI, 8-9, ecc.), af- 6. Ho manifestato, ecc. Gesù passando a pre-
finchè io le conduca a salvamento. Ora colla gare per i suoi discepoli espone ciò che Egli
mia passione e morte, e per mezzo della predica- ha fatto per loro, e ciò che essi hanno fatte
zione dei miei Apostoli, io ho aperto a tutti la per lui, mostrando così che essi sono degni d\
via dell'eterna salute, e così ho procurato la tua ricevere ciò che per loro Egli domanda. Ho
maggior gloria. manifestato, vale a dire, ho fatto conoscere agli
3. la vita eterna, ecc Avendo parlato delia
Ora uomini, che tu mi hai dato, cioè agli Apostoli,
il tuo nome, ossia la tua natura e i tuoi attributi,
vita eterna, passa ad esporre in che consista.
La eterna consiste nella visione di Dio, e
vita e per ciò stesso ho insegnato loro a glorificarti.
la che ad essa conduce, consiste nella co-
via, Erano tuoi per la creazione e l'eterna elezione,
gnizione del solo vero Dio e dell'unico Salvatore e li hai dati a me chiamandoli colla tua grazia
e Mediatore Gesù. Non già che per essere salvi dal mondo a essere miei discepoli; ed essi hanno
basti conoscere il Padre e il Figlio, ma perchè
corrisposto alla vocazione, e hanno osservato la
la conoscenza di Dio è la base e il fondamento
tua parola, cioè i miei comandamenti ; che sono
di tutto l'edifizio dell'eterna salute. Si osservi pure i tuoi. La parola di Gesù è la parola del
come Gesù associa intimamente sé stesso a Dio Padre.
Padre, e rivendica per sé stesso la medesima 7. Adesso hanno conosciuto, ecc. Gli Apostoli
fede che esige per il Padre. Egli perciò è Dio hanno progredito nella fede. Adesso ritengono
uguale al Padre. fermamente che tutto quello che hai dato a
Solo vero Dio. Gesù non vuol già dire che il me, cioè la mia dottrina, i miei miracoli, ecc,
solo Padre sia Dio, come pensavano gli Ariani, provengono dalla tua potenza.
ma vuole con queste parole significare che il 8. Perchè le parole, ecc. Aggiunge il motivo,
Padre è l'unico vero Dio in paragone dei falsi per cui hanno progredito nella fede. Io ho inse-
Dei del politeismo. gnato loro la tua dottrina, ed essi vi hanno pre-
4. Io ti ho glorificato, ecc. Gesù adduce un
stato docile ascolto e hanno veramente cono-
sciuto, ecc.
nuovo motivo per essere esaudito dal Padre.
Durante i miei giorni mortali io ti ho glorificato 9. Per essi, cioè per gli Apostoli, io prego.
colla santità e l'umiltà della vita, colla predica- Non per mondo. Gesù ha pregato per rutti
il

zione, coi miracoli, e col sottomettermi alla pas- gli uomini, non esclusi i suoi crocifissori (Lue.
sione e morte per fare la tua volontà. Io ho com- XXIII, 34), ed è morto per i peccati di tutto il
piuta l'opera che mi afl!ìdasti, cioè la redenzione mondo (I Giov. II, 2). Il mondo non è quindi
S. Gi'>VANNi, XVIi, 10-16 429

sunt : tua sunt, et tua mea


"Et mea omnia sono tuoi : "e tutte le cose mie sono
sunt : in eis
et clariflcatus*'Et iam sum : tue, e le cose tue sono mie : e in essi
non sum in mundo, et hi in mundo sunt, sono stato glorificato "e io già più :

et ego ad te venio. Pater sancte, serva eos non sono nel mondo, e questi sono nel
in nomine tuo, quos dedisti mihi ut sint : mondo, e io vengo a te. Padre santo, cu-
unum, sicut et nos. "Cum essem cum stodisci nel nome tuo quelli che hai a me
eis, ego servabam eos in nomine tuo. consegnati, affinchè siano ima sola cosa
Quos dedisti mihi, custodivi et nemo ex : come noi. "Quando io era con essi nel
eis periit, nisi fllius perditionis, ut Scrip- mondo, io li custodiva nel nome tuo. Ho
tura impleatur. conservato quelli che a me consegnasti : e
nessuno di essi è perito, eccetto il figliuolo
di perdizione, affinchè si adempisse la Scrit-
tura.
"Nunc autem ad te venio et haec la- : "Adesso poi vengo a te e tali cose dico, :

quor in mundo, ut habeant gaudium meum essendo nel mondo, affinchè abbiano in se
impletum in semetipsis. "Ego dedi eis ser- stessi compito il mio gaudio. *^Io ho co-
monem tuum, et mundus eos odio habuit, municato loro la tua parola, e il mondo li
quia non sunt de mundo, sicut et ego non ha odiati, perchè non sono del mondo,
sum de mundo. "Non rogo ut tollas eos de come io non sono del mondo. "Non chiedo
mundo, sed ut serves eos a malo. '*De che tu li tolga dal mondo, ma che li guardi
mundo non sunt, sicut et ego non sum de dal male. "Essi non sono del mondo, come
mundo. Io non sono del mondo.

»»Inf. 18, 9; P«. 108, 8.

escluso dalla preghiera di Gesù in generale, ma che ha avuto per i suoi Apostoli. Egli li ha cu-
solo da questa preghiera speciale che Egl! fa stoditi in modo che nessuno è perito. Eccetto U
in questo momento per ì suoi Apostoli. Ma ptr figlio di perdizione. Figlio di perdizione è un
quelli che hai dato a me chiamandoli colla tua ebraismo che significa colui che si è perduto.
:

grazia essere miei Apostoli. Perchè sono taoi, Con questo nome si allude a Giuda traditore
avendoli tu prescelti e chiamati. (V. n. XIII, 18). Non è per incuria di Gesù che
10. £ tutte le cose mie, ecc. Tutto è comune Giuda andò perduto, ma per la perversa sua vo-
tra Padre e il Figlio, e quindi gli Apostoli di
il lontà. Dio, che ciò aveva permesso, lo fece
Gesù sono proprietà del Padre. Si ha in queste preannunziare nella Scrittura. (Salm. XL, 10;
parole un'altra prova della divinità di Gesù, poiché CVIII, 8).
solo un Dio può parlare in tale maniera. In
13. Tati cose dico essendo nel mondo, cioè
essi sono stato glorificato, perchè essi hanno cre-
duto alla mìa parola, e hanno predicato il mio mentre mi trovo ancora coi miei Apostoli, ma
nome. Gesù aggiunge così un altro motivo, perchè sono sul punto di abbandonarli. Io prego così,
sia esaudita la sua preghiera. affinchè essi siano partecipi del gaudio e della
stessa felicità, che provo nell'essere intimamente
11. £ io già non sono, ecc. Adduce un nuovo
unito a te, e nel compiere la tua volontà e nel
motivo per raccomandarli all'amore e alla pro-
trovarmi sotto la tua protezione.
tezione del Padre. Stando Egli per lasciare la
terra, gli Apostoli rimarranno in mezzo ai peri- 14. Ho
comunicato loro la tua parola, cioè la
coli e alle tempeste del mondo hanno quindi ;
tua dottrina e i tuoi insegnamenti (vv. 6, 8), ed
bisogno di una speciale protezione. A tal fine essi avendola accettata con fede, per ciò stesso
Gesù chiama il suo Padre Santo, cioè avverso :
sono divenuti odiosi al mondo e oggetto delle sue
al mondo e alle sue empietà, eccitandolo così persecuzioni. Perchè non sono del mondo avendo
a voler custodire puri dalle contaminazioni del rinunziato ai suoi piaceri, e alle sue massime,
mondo gli Apostoli. Custodisci nel nome tuo, ed essendosi interamente da lui separati. Come
ossia conserva nella tua fede, nella cognizione io non sono del mondo. Nel separarsi dal mondo
delle tue divine perfezioni coloro che mi hai essi hanno imitato, per quanto era loro possibile,
consegnati. Invece del quos dedisti, numerosi il mio esempio.
codici greci leggono quod dedisti $ òéòcoxd^
:

(Nestle) e questa lezione viene seguita da buoni 15. LI tolga dal mondo, perchè devono predi-
interpreti (p. es. Knab, ecc.). Si avrebbe allora care a tutti il mio nome e compiere così la loro
questo senso Custodiscili nel tuo nome, cioè
:
missione. Ma che li guardi dal male. Quest'ultima
nella tua dottrina che mi hai dato da predicare. parola male itorr\pov fu diversamente interpretata.
Gli uni (p. es. Fili., Schanz, ecc.) appoggiandosi
Affinchè siano una cosa sola, ossia regni tra
loro quell'unità e quella concordia di pensieri, I Giov. II, 13 e ss. ; III, 12, ecc. vogliono che
di affetti, di sentimenti che regna fra te e me.
con essa venga indicato il demonio; altri invece
più comunemente e con maggior ragione pen-
Come noi. Modello sublime Tra il Padre e il !

Piglio vi è la più perfetta unità di natura, di


sano che venga indicato il male in generale.
discepoli cerchino di In quanto comprende sia il peccato, sia il de-
intelligenza, di volontà i ;

avvicinarsi ad essa quanto più sarà loro pos-


monio, sia il mondo, ecc.

sibile (Att. IV, 32; I Cor. I, 10, ecc.). 16. Essi non sono, ecc. Ripete ciò che ha detto
12. LI custodiva, ecc. Gesù accenna alle cure al V. 14, ma per proporre un'altra domanda.
430 S. Giovanni, XVII, 17-25

^'^Sanctiflca eos in ventate. Sermo tuus "Santificali nella verità. La tua parola
veritas est. ^^Slcut tu me misisti in mun- è verità. ^*Come tu mandato me nel
hai
dum, et ego misi eos in mundum. ^*Et prò mondo, così io li ho mandati nel mondo.
eis ego sanctìflco meipsum ut sint et ipsi : '*E per amor loro io santifico me stesso :

sanctiflcati in veritate. affinchè essi pure siano santificati nella


verità.

^"Non prò autem rogo tantum, sed et


eis ^"Nè io prego solamente per questi, ma
prò eis qui credituri sunt per verbum eo- anche per coloro, i quali per la loro parola
rum in nw : '^Ut omnès unum sint, sicut crederanno in me *^che siano tutti una
:

tu Pater in me, et ego in te, ut et ipsi in sola cosa, come tu sei in me, o Padre, e
nobis unum sint ut credat mundus, quia
: io in te, che siano anche essi una sola cosa
tu me misisti. ^*Et ego claritatem, quam in noi onde creda il mondo che tu mi hai
:

dedisti mihii, dedi eis ut sint unum, sicut : mandato. **E la gloria che tu desti a me,
et nos unum sumus. io ho^ data ad essi affinchè siano una :

sola cosa, come una cosa sola siamo noi.


^^Ego in eis, et tu in me ut sint consum- : *'Io in essi,, e tu in me : affinchè siano
mati in unum et cognoscat mundus quia
: consumati nell'unità : e affinchè conosca
tu me misisti, et dilexisti eos, sicut et me il mondo che tu mi hai mandato, e hai
dilexisti. ^*Pater, quos dedisti mihii, volo amato come hai amato me. ^^Padre,
essi
ut ubi sum ego, et illi sint mecum ut : io voglio che quelli che desti a me siano
videant claritatem meam, quam dedisti anch'essi con me dove son io che veg- :

mihi : quia dilexisti me ante constitutio- gano la gloria mia, quale tu l'hai data a
nem mundi. me perchè mi hai amato prima della for-
:

mazione del mondo.


''"Pater iuste, mundus te non cognovit, mondo non ti ha cono-
'"Padre giusto, il

ego autem te cognovi : et hi cognoverunt, sciuto : ma


ho conosciuto \ e questi
io ti

quia tu me misisti. hanno conosciuto che tu mi hai mandato.

17. Santificali nella verità. Santificare ha qui prossimo. Onde creda il mondo, ecc. La perfetta
U senso di consacrare, deputare. Gesù domanda unione di cuore e di sentimento tra i fedeli sarà
quindi al Padre che consacri i suoi Apostoli nella uno dei mezzi più efficaci per trarre il mondo alla
verità, ossia li renda idonei a predicare la verità fede, e persuaderlo della verità della mia mis-
in tutto
il mondo. La tua parola, ecc. La verità sione.
che Apostoli devono annunziare non è altro
gli
che la parola di Dio, ossia il complesso della
22. E la gloria, ecc. « Ho comunicato ad essi
tutti i beni e tutti i doni celesti, dei quali tu mi
dottrina evangelica.
hai ricolmo, li ho onorati col distintivo di figli
18. Come tu hai, ecc. Adduce il motivo di di Dio, come io lo sono stato da te io per natura, ;

quest'ultima domanda. La missione, che io stesso essi per adozione, affinchè come membri di una
ho loro affidata, esige questa divina consacrazione. stessa famiglia siano una sola cosa, come una
19. E per amor loro, ecc. Per rendere più sola cosa siamo noi ». Martini.
efficace la sua preghiera mostra quanto Egli stesso
23. Io in essi, ecc. Gesù abita nelle anime dei
abbia fatto per rendere i suoi Apostoli idonei al
giusti ed è ìntimamente unito al
(Efes. Ili, 17),
loro ministero. Per amor loro io santifico me
Padre per l'identità di natura (XIV, 10-11). Perciò
stesso, cioè mi costituisco vittima, mi offro in
i giusti essendo intimamente a Lui uniti, non pos-
sacrificio, affinchè siano santificati interiormente
sono a meno di essere ancora uniti tra loro nel
dallo Spirito Santo, e resi idonei alla predica-
zione del Vangelo.
modo più perfetto, vale a dire di essere consumati
nell'unità. Affinchè conosca, ecc. V. n. 21. Come
20. Né io prego, ecc. Le preghiera di Gesù hai amato me. Queste parole fanno risaltare la
diventa ora più universale e abbraccia tutta la grandezza dell'amore di Dio verso gli uomini.
Chiesa. Egli domanda che tutti i fedeli siano par-
tecipi dei frutti del suo sacrifizio. 24. Io voglio, ecc. Io bramo ardentemente, anzi
Per la loro parola, cioè per la loro predicazione. come vittima immolata (v. 19), che ha diritto di
Crederanno. Nel greco vi è il presente. essere esaudita, io voglio che i miei Apostoli e i
fedeli siano con me in cielo e contemplino la
21. Che siano tutti una cosa sola, ecc. Espone
gloria infinita che tu mi hai data, perchè mi hai
l'oggetto della sua preghiera. Domanda che i
amato da tutta l'eternità, e siano così partecipi
fedeli siano un cuor solo e un'anima sola per
della mia felicità.
la stessa fede e per la vicendevole carità. Come
tu sei in me, ecc. L'unione intima, che vi 25. Padre giusto. Terminando la sua preghiera
è tra il Padre e Gesù, dev'essere il modello del- Gesù appella alla giustizia di Dio, che deve
si
l'unione dei fedeli tra loro. Siano anch'essi una giudicare tra i suoi discepoli e il mondo e dar loro
sola cosa in noi. Accenna al modo, con cui potrà la mercede, che si sono meritata. 7/ mondo non
compiersi l'unione dei fedeli. Essi saranno uniti ti ha conosciuto per colpa sua ma io ti ho cono- :

fra dì loro, se per la fede e la carità saranno uniti sciuto ed ho fatto sì che anch'essi ti conoscessero,
I Dio. Dall'unione con Dio nasce l'unione col credendo alla divinità della mìa missione.
S. Giovanni. XVII, 26 — XVIII, 4 431

**Et notum feci els nomen tuum, et no- ^*E ho fatto e farò noto ad essi il tuo nome :

tum faciam : ut dilectio, qua dilexisti me, affinchè la carità, con la quale amasti me,
in ipsis sit, et ego in ipsis. sia in loro, e io in essi.

CAPO XVIII.

Gesù al Getsemani, 1-2. Tradimento e cattura, 3-1 1.— Gesii dava?iti al Si- —
nedrio, 12-14. —
Negazioni di Pietro, 15-18. Interrogatorio di Gesù, 19-24. —

Nuove negazioni di Pietro, 25-27. Gesù davanti a Pilato, 28-38. — —
Gesù posposto a barabba, 39-40.

'Haec cum dixisset lesus, egressus est 'Detto questo. Gesù uscì coi stioi disce-
cum discipulis suis trans torrentem Ce- poli di là dal torrente Cedron, dove era un
dron, ubi erat hortus, in quem introivit ipse, orto, in cui entrò egli e 1 suoi discepoli.
et discipuli eius. 'Sciebat autem et ludas, 'Or questo luogo era noto anche a Giuda,
qui tradebat eum, locum quia frequenter : il quale lo tradiva perchè frequentemente
:

lesus convenerat illuc cum discipulis suis. Gesù si era ivi portato coi suoi discepoli.
Mudas ergo cum accepisset cohortem, et a 'Giuda pertanto avuta la coorte e dei
Pontiflcibus, et Pharisaeis mlnistros, venit ministri dai pr^ficipi dei sacerdoti e dai Fa-
illuc cum laternis, et facibus, et armis. risei, andò colà con lanterne e fiaccole e
armi.
*Iesus itaque sciens omnia, quae ventura *Ma Gesù che sapeva tutto quello che gli
erant super eum, processit, et dizlt eis : doveva accadere, si fece avanti, e disse

» Il Reg. 15, 23; Mttth. 26, 36; M*rc. 14, 32; Lue. 22, 39. » Matth, 26, 47; Mire. 14, 43; Lue.
?2, 47.

26. Ho fatto loro conoscere il tuo nome (V. semplice distaccamento di soldati romani coman-
n. V. 6), cioè la tua natura e le tue perfezioni, e datida un tribuno XtXiapXo<; (V. 12. V. n. Matt.
le farò ancora maggiormente conoscere dopo la XXVI. 47; Mar. XIV, 43).
mia risurrezione e per mezzo della venuta dello
Spirito Santo, affinchè tu U ami di un amore
simile a quello, che porti a me stesso, e io abiti
in essi e sia intimamente unito a loro, come il
capo lo è colle membra.

CAPO XVlll.
Rg. isj.
Uscì dal Cenacolo (secondo altri dalla città,
1.
Lanterne egiziane.
XIV, 31). Cedron (ebr. Qiiron oscuro, torbido).
(Pittura antica).
Si dava questo nome a un torrente che scorre
all'Est di Gerusalemme in fondo alla valle, che
divide la città dal monte Oliveto. D'esute è ordi-
nariamente asciutto.
Orto. Quest'orto è il Getsemani menzionato
dagli altri Evangelisti. V. n. Matt. XXVI, 36. Il
primo peccato era stato commesso in un orto,
cioè nel paradiso terrestre, e in un orto Gesù co-
mincia ad espiare il peccato. Ministri sono i leviti incaricati della polizia del
2. Era noto, ecc. comprende come
Da ciò si tempio.
Giuda abbia subito potuto trovare Gesù e com-
4. Gesà che sapeva, ecc. Con queste parole l'E-
piere così il tradimento (V. n. Lue. XXI, 39).
vangelista fa conoscere la scienza di Gesù Cristo
Gesù era recato spesso in quell'orto, special-
si
e mostra che volontariamente si diede in balìa
mente nei giorni dopo il suo ingresso trionfale
dei suoi nemici. S. Giovanni nella narrazione
(Lue. XXI, 37).
della Passione completa Sinottici, egli lascia
ì

3. La coorte che risiedeva nella


xhy oxstpav perciò da parte l'orazione di Gesù, il bacio di
fortezza Antonia all'angolo N. O. del tempio, e Giuda, ecc., e si ferma su di un episodio omesso
aveva l'incarico del mantenimento dell'ordine n«^ dagli altri.
tempio durante le grandi solennità. Non è vero- Si fece avanti senza alcun timore, e colla mas-
simile che Giuda avesse con sé l'intera coorte sima calma domanda Chi cercate voi ? Il fatto
:

(600 uomini) ma è probabile che 1 membri del


: qui narrato avvenne dopo che Giuda aveva dato
Sinedrio abbiano ottenuto dal preside Pilato un a Gesù il bacio del tradimento.
432 S. Giovanni, XVIII. 5-15

Quem quaeritis? "Responderunt ei lesum : loro Chi cercate ? 'Gli risposero


: Gesù :

Nazarenum. Dick eis lesus Ego sum. : Nazzareno. Disse loro Gesù Son io. Ed :

Stabat autem et ludas, qui tradebat eum, era con essi anche Giuda, il quale lo tra-
cum ipsis. 'Ut ergo dixit eis Ego sum : : diva. 'Appena però ebbe detto loro Son :

abierunt retrorsum, et ceciderunt in ter- io : diedero indietro, e stramazzarono per


ram. terra.
^Iterum ergo interrogavit eos Quem : ^Di nuovo adunque domandò loro Chi :

quaeritis ? UH autem dixerunt lesum Na- : cercate ? E quelli dissero Gesù Nazza- :

zarenum. 'Respondit lesus Dixi vobis, : reno. 'Rispose Gesù Vi ho detto che sono :

quia ego sum si ergo me quaeritis, sinite


: io: se adunque cercate me, lasciate che
hos abire. 'Ut impleretur sermo, quem di- questi se »e vadano. 'Affinchè si adempisse
xit Quia quos dedistì mihì, non perdidi
: la parola detta da lui Di quelli che hai :

ex eis quemquam, dato a me, nessuno ne ho perduto.


"Simon ergo Petrus habens gladium "Ma Simon Pietro, che aveva una spada,
eduxit eum : et percussit pontifìcis servum : la sfoderò : e ferì un servitore del sommo
et abscidit auriculam eius dextèram.
Erat pontefice
e gli tagliò l'orecchia destra.
:

autem nomen servo Malchus. "Dixit ergo Questo servitore si chiamava Malco. "Gesù
lesus Petro : Mitte gladium tuum in vagl- però disse a Pietro Rimetti la tua spada :

nam. Calicem, quem dedit mihi Pater, non nel fodero. Non berrò io il calice datomi
bibam illum? dal Padre?
"Cohors ergo, et tribunus, et ministri "La
coorte pertanto e il tribuno e i mi-
ludaeorum comprehenderunt lesum, et li- Giudei afferrarono Gesù, e lo le-
nistri dei
gaverunt eum "Et adduxerunt eum ad : garono "e lo menarono di là primiera-
:

Annam primum, erat enim socer Caiphae, mente ad Anna perchè era suocero di :

Qui erat pontifex anni illius. ^^Erat autem Caifa, il quale era pontefice in quell'anno.
Caiphas, qui consilium dederat ludaeis : ^*Caifa poi era quello che aveva dato per
Quia expedit, unum hominem mori prò po- consiglio ai Giudei, che era spediente che
pulo. un uomo solo morisse pel popolo.
"Sequebatur autem lesum Simon Petrus, "Teneva dietro a Gesù Simone Pietro, e

•Sup. 17, 12. "Lue. 3, 2. "Sup. 11, 49.

5. Sono io. Gesù risponde con calma e maestà 12. // tribuno r.iXiapXoq era il comandante della
divina. coorte romana. Lo legarono per maggior precau-
Diedero indietro, ecc. Con questo miracolo
6.
zione, come aveva raccomandato Giuda (Mar.
Gesù faceva vedere ai suol nemici la sua onnipo-
XIV, 45).
tenza, e mostrava loro che nulla avrebbero potuto 13. Anna aveva tenuto il Sommo Pontificato dal-
contro di lui se egli volontariamente non si fosse l'anno 7 suo carattere imperioso, le sue
al 14. Il
dato nelle loro mani. E' ridicolo attribuire questo immense ricchezze e il suo ardente patriottismo,
fatto a un fenomeno naturale. l'avevano fatto capo del Giudaismo, e gli assicu-
7. Gesà Nazzareno. Un prodigio così grande rarono tale infiuenza sul popolo, che cinque suoi
non bastò ad aprir loro gli occhi, essi rimasero figli furono Sommi Sacerdoti e a Caifa diede
ostinati nel loro disegno di catturarlo. in isposa la sua figlia. Benché deposto dal Pon-

8. Lasciate, ecc. Anche nei momenti più tra- tificato, continuò però a godere presso tutti della

gici della vita Gesù è sollecito dei suoi discepoli. maggior autorità, e Caifa inviando a lui Gesù,
Egli comanda quello che vuole, ed è ubbidito. sperava senza dubbio che colla sua astuzia gli
I membri del Sinedrio avevano forse intenzione avrebbe strappato qualche parola compromettente.
di arrestare anche gli Apostoli, ma Gesù non lo Mentre Gesù veniva interrogato da Anna, Caifa
permise, e tutti furono lasciati in libertà.
radunava il Sinedrio. Su Caifa V. n. Matt. XXVI,
57; Mar. XIV, 53.
Affinchè, ecc. L'Evangelista richiama la pre-
9.
ghiera sacerdotale di Gesù (XVII, 12), ma la 14. Caifa poi, ecc. L'Evangelista ricorda quanto
citazione, fedele quanto al senso, non è però ha detto al cap. XI, 49, affinchè si conosca che
letterale.Se gli Apostoli fossero stati arrestati, il giudice, davanti a cui doveva comparire Gesù,
deboli com'erano nella fede, avrebbero forse fin aveva già pronunziato la sentenza prima ancora
dal primo momento rinnegato il loro Maestro. di averlo interrogato.
10. Una spada (Lue. XXII, 38). Pietro avendo
15. Un altro discepolo. Comunemente dagli
veduto questo servo metter le mani addosso a interpreti si ritiene che questo discepolo sia lo
Gesù, mosso da zelo intemperante, in cui però stesso Evangelista S. Giovanni; come nei passi
vi è tutto il suo carattere ardente, si slancia analoghi, I, 40; XIII, 23; XIX, 26. Non sap-
sopra di lui e lo colpisce colla spada. Malco piamo per qual motivo egli fosse conosciuto dal
(ebr. melek) significa re. Pontefice alcuni hanno pensato che la famiglia
:

11. Rimetti la tua


spada, ecc. V. n. Matt. XXVI, di Giovanni provvedesse il pesce alla casa di
52 e ss. Non berrò il calice, ecc. Il calice è sim- Anni.
bolo della passione (Is. LI, 17; Gerem. XLIX, Nel cortile del Pontefice. Il Pontefice qui men-
12), e con queste parole si richiama l'agonia di zionato è Anna, il quale abitava nello stesso pa-
Gesù nell'orto di Getsemani (Matt. XXVI 39-42). lazzo di Caifa, su! monte Sion. V. n. Mar. XV, 53,
S. Giovanni, XVIII, 16-24 433

et alius discipulus. Discipulus autem ille un altro discepolo. E quest'altro discepolo


erat notus pontifici, et introivit cum lesu in era conosciuto dal pontefice, ed entrò con
atrium pontiflcis. "Petrus autem stabat ad Gesù nel cortile del pontefice. "Pietro poi
ostium foris. Exivit ergo discipulus alius, restò di fuori alla porta. Ma uscì quell'altro
qui erat notus pontifici, et dixit ostiariae et : discepolo che era conosciuto dal pontefice,
introduxit Petrum. *'Dicit ergo Petro anelila e parlò alla portinaia, e fece entrare Pietro.
ostiaria Numquìd et tu ex discipulis es
: ''Disse però a Pietro la serva portinaia :

hominis ìstius? Dicit ille Non sum. "Sta- : Sei forse anche tu discepolo di questo
,

Dant autem servi, et ministri ad prunas : uomo? egli rispose Non lo sono. "Sta-
:

quia frigus erat, et calefaciebant se erat : vano i servi e ì ministri al fuoco, perchè
autem cum eis et Petrus stans, et calefa- faceva freddo, e si scaldavano e Pietro se :

ciens se. ne stava con essi, e si scaldava.


"Pontifex ergo interrogavi! lesum de di- "Ora il pontefice interrogò Gesù circa
scipulis suis, et de doctrina eìus. *"Respon- i suoi discepoli, e circa la sua dottrina.
dit eilesus Ego palam locutus sum mun-
: *'Gesù gli rispose : Io ho parlato al mondo
do ego semper docui in synagoga, et in
: in pubblico io ho sempre insegnato nella
:

tempio, quo omnes ludaei conveniunt et : sinagoga e nel tempio, dove si radunano
in occulto locutus sum nihil. "Quid me tutti i Giudei, e niente ho detto in segreto.
interrogas? Interroga eos, qui audierunt "Perchè interroghi Domanda a co-me?
quid locutus sim ipsis ecce hi sciunt quae
: loro che hanno udito tutto quel che loro ho
dixerim ego. detto questi sanno quali cose io abbia
:

detie.
"Haec autem cum dixisset, unus assi- **Appena ebbe detto questo, uno dei mi-
stens ministrorum dedit alapam lesu, di- nistriquivi presenti diede uno schiaffo a
cens Sic respondes pontifici ? **Respondit
: Gesù, dicendo; Così rispondi al pontefice?
ei lesus Si male locutus sum, testimo-
: '*Gli rispose Gesù Se ho parlato male,
:

nium perhibe de malo si autem bene, : dammi accusa di questo male se bene, :

quid me caedis? **Et misit eum Annas perchè mi percuoti? **E Anna lo mandò
ligatum ad Caipham pootificem. legato al sommo pontefice Caifa.

^•Math. 26. 58; Marc. 14, 54; Lue. 22, 55. UMattb. 26, 57; Marc. 14, 53; Lue. 2?, 54.

17. Portinaia. E' questa una particolariti d! San 20-21. Anna non aveva alcun diritto di interro-
Giovanni. Anche come Giovanni, sei discepolo
tu, gare Gesù, e se voleva fare il giudice doveva
di quest'uomo? Non dice l'Evangelista che la chiamare testimoni!, e non contentarsi delle ri-
portinaia abbia rivolto a Pietro questa domanda sposte dell'accusato. Gesù risponde in questo
tnentre lo faceva entrare nel cortile, ma si deve senso*: lo ho parlato al mondo In pubblico, ecc.,
ritenere che ciò non sia avvenuto se non dopo domanda perciò a coloro che hanno udito... questi
che Pietro si era avvicinato al braciere per scal- sanno quali cose io abbia dette.
darsi, come si ha dai Sinottici. Matt. XXVI, 69; 22.Uno dei ministri, adulatore d! Anna, creden-
Mar. XIV, 66; Lue. XXII, 55. do discorgere nelle parole di Gesù una mancanza
Faceva freddo. V. n. Mar. XIV, 54.
18. di rispetto al Pontefice, gli diede uno schiaffo,

Pontefice, cioè Anna. Mentre si stava


19. // oppure un colpo di bastone {pàma\xa può signi-
radunando il Sinedrio, Anna volle porre ficare sia schiaffo, sia colpo di bastone).
prelimi- i

nari del processo. Fa condurre Gesù davanti a sé, 23. Se ho parlato male, ecc. Colla massima
e privatamente, senza alcun apparato di testi- calma GesA protesta contro si indegno proce-
moaii gii domanda perchè avesse radunati disce- dere, e un dilemma irrefutabile domanda
con :

Se ho parlato male, fammi vedere ciò che ho


detto di male se ho parlato bene, perchè mi
;

percuoti ?
24. Anna lo mandò, ecc. Anna non pronunziò
sentenza di morte contro Gesù, ma fattolo legare
come un reo, Io mandò da Caifa, presso cui 9Ì
Flg. 154. era nel frattempo radunato il Sinedrio, e dove
ebbe luogo un giudizio apparentemente legale, con
Il Gran Sacerdote testimonii, ecc.
giudaico. Alcuni commentatori (Fili., Calmes, Ct-amp.,
ecc.) pensano che l'interrogatorio, 19-23, abbia
avuto luogo presso Caifa e non gii presso Anna
come abbiamo spiegato. Le ragioni però che
adducono, non sono convincenti. E' benst vero
che in una versione siriaca e plesso S. Cirillo
il V. 24 si legge immediatamente dopo il . 13 ;

ma contro questo fatto stanno tutti codici e tutte i

poli, e quale dottrina avesse insegnato. Egli spe- le versioni. Similmente non deve far meraviglia
rava di trovare nelle sue parole qualche appiglio che S. Gtovanni chiami semplicemente Pontefice
per farlo condannare. Anna al rv. 15, 16, 19, e dia anche questo titolo

28 — Saera Bibbia, voi. I.


434 S. Giovanni, XVIII, 25-32

^"Erat autem Simon Petrus stans, et cale- '*E vi era Simon Pietro che si stava
faciens se. Dixerunt ergo ei Numquid et : scaldando. A lui dunque dissero : Sei forse
tu ex discipulis eius es? Negavit ille, et anche tu dei suoi discepoli? Egli negò di-
dixit Non sum. '"Dicit ei unus ex servis
: cendo Non lo sono. *®Gli ddsse uno dei
:

pontiflcis, cognatus eius, cuius abscidit servi del sommo pontefice, parente di
Petrus auriculam Nonne ego te vidi in
: quello cui Pietro aveva tagliato l'orecchio :

horto cum ilio? '^Iterum ergo negavit Pe- Non ti ho io veduto nell'orto con lui?
trus : et statini gallus cantavit. ^^Ma Pietro negò di nuovo : e subito cantò
il gallo.

^'Adducunt ergo lesum a Caipha in prae- "'Condussero adunque Gesù dalla casa di
torium. Erat autem mane et ipsi non in- : Caifa al pretorio. Ed era
mattino ed di :

troierunt in praetorium, ut non contami- essi non entrarono nel pretorio per non
narentur, sed ut manducarent Pascha. contaminarsi, affine di mangiare la Pasqua.
*'Exivit ergo Pilatus ad eos foras, et '*Uscì adunque fuori Pilato da essi, e dis-
dixit Quam accusationem affertìs adver-
: se Che accusa presentate voi contro que-
:

sus homine.ìi hunc? ^"Responderunt, et st'uomo? ^"Gli risposero, e dissero: Se


dixerunt ei Si non esset hic malefactor,
: non fosse costui un malfattore, non lo
non tibi tradidissemus eum. avremmo rimesso nelle tue mani.
"'Dixit ergo eis Pilatus Accipite eum : ''Disse adunque loro Pilato Prendetelo :

vos, et secundum legem vestram indicate secondo la vostra legge. Ma


voi, giudicatelo
eum. Dixerunt ergo ei ludaei Nobis non : i Giudei gli dissero Non è lecito a noi
:

licet interflcere quemquam. ''Ut sermo dar morte ad alcuno. "Affinchè si adem-

"Matth. 26, 69; Marc. 14, 67; Lue. 22, 56. "Matth. 27, 2; Marc. 15, 1; Lue. 23, 1; Act.
10, 28 et 11, 3. "Matth. 20, 19.

a Caifa, vv. 24 e 25, poiché egli parla spesso si fanno scrupolo di domandare la morte d'un
di due Pontefici, VII, 45; XI, 47, 56; XVIII, innocente.
35, ecc. V. Lue. Ili, 2; neppure reca difficoltà il 29. Uscì adunque, ecc. Pilato (V. n. Matt.
fatto, che secondo i Sinottici le negazioni di XXVIl, 2) era già stato informato dell'arresto di
Pietro sarebbero avvenute nel cortile del palazzo Gesù, poiché fin dalla sera precedente aveva con-
di Caifa, mentre, secondo S. Giovannii in tal caso cesso i soldati. Egli accondiscende ora agli scru-
avrebbero avuto luogo in quello di Anna, poiché, poli religiosi dei Giudei, ed esce sulla terrazza
come già fu osservato, Anna e Caifa abitavano fuori del pretorio. Ma la legge romana gli vie-
nello stesso palazzo. tava di condannare un uomo, la cui colpevolezza
D'altra parte si noti che il v. 24 dice espressa- non fosse stata legalmente provata, e quindi
mente che Anna inviò Gesù a Caifa, il che sup- domanda quali accuse abbiano da fare a Gesù.
pone che Gesù fin allora non fosse ancora stato
Se non fosse, ecc. I Giudei ben sapendo
30.
inviato ; e il voler tradurre l'aoristo dnéotstXev
di non poter dimostrare la colpevolezza di Gesù,
con un più che perfetto aveva mandato, è un
volevano evitare un processo civile, e pretende-
far violenza al testo.
vano che Pilato approvasse semplicemente la
dopo essersi allontanato, era tornato
25. Pietro condanna da loro pronunziata nella notte. Si
di nuovo presso al braciere dove aveva avuto mostrano quindi irritati al vedere il Preside, che
luogo la prima negazione. V. n. Matt. XXVI, 71 vuole istituire un nuovo processo, e gli rispondono
e ss. Mar. XIV, 66 e ss.
; con arroganza.
26-27. Oltre all'essere stato riconosciuto al- 31. Prendetelo voi, ecc. Pilato finge di accon-
l'accento sua pronunzia, Pietro
galilaico della discendere ai loro desiderii, e con fina ironia dice
senti un servo, parente di Malco, v. 10, affer- loro Se non volete che io sia giudice, e non
:

mare di averlo veduto nell'orto di Getsemani, e volete presentarmi le accuse, prendete l'accusato,
temendo forse di essere ancor egli processato, giudicatelo voi e punitelo nei limiti del vostro
negò per la terza volta di conoscere Gesù. potere. Il Sinedrio non avrebbe potuto far altro
28. Dalla casa di Caifa, ecc. S. Giovanni omette che scomunicare Gesù, e tutt'al più farlo flagel-
le due sedute del Sinedrio tenute nella casa dì lare, ma non mai ucciderlo.
Caifa e narrate dai Sinottici (Matt. XXVI, 57-68; Non è lecito, ecc. Nell'alternativa di lasciar co-
Mar. XIV, 55-65; Lue. XXII, 66-71). minciare nuovo processo oppure di accon-
un
Pretorio. Dai romani si chiamava pretorio il tentarsi di punire Gesù senza ucciderlo, i Giudei
palazzo, dove risiedeva il pretore o il gover- si arrendono alla richiesta di Pilato. Rispondono

natore di una provincia, e dove veniva ammi- perciò che l'autorizzazione loro concessa di giu-
nistrata la giustizia. V. n. Mar. XV, 1. dicarlo nei limiti del loro potere, non giova
Non entrarono, ecc. Le case dei pagani erano nulla, poiché essi l'hanno giudicato reo di morte ;
reputate immonde dagli Ebrei, e chi vi entrava ma dacché furono assoggettati ai Romani, non
contraeva un'immondezza legale, che durava un hanno più il diritto di far eseguire sentenze di
giorno. Ora dovendo essi ancora mangiare la morte.
Pasqua (V. n. Matt. XXVI, 17), per la quale si 32. Gesù aveva predetto che sarebbe stato cro-
richiedeva una somma mondezza, non vollero en- 14, VIII, 32, XII, 33; Matt. XX,
cifisso (III,
trare nel pretorio di Pilato. Strana aberrazione! 19, ecc.), econ ciò stesso aveva pure predetto
Bi fanno scrupolo di entrare nel pretorio, e non che sarebbe stato condannato a morte dai Ro-
S. Giovanni, XVIII, 33-40 435

lesu impleretur, quem dixit, signiflcans qua pisse la parola detta da Gesù, per signifi-
morte esset rooriturus. care, di qual morte doveva morire.

iterum in praetorium Pi-


**Introivit ergo, **Entrò dunque di nuovo Pilato nel pre-
latus, lesum, et dixit ei
et vocavit Tu es : torio, e chiamò Gesù, e gli disse Sei tu :

rex ludaeorum ? '*Respondit lesus A te- : il re dei Giudei ? "Gli rispose Gesù Dici :

metipso hoc dicis, an alii dixerunt tibi de questo da te stesso, ovvero altri te lo hanno
me? "Respondit Pilatus Numquid ego : detto di me? "Rispose Pilato: Sono io
ludaeus sum? Gens tua, et pontiflces tra- forse Giixieo? La tua nazione e i pontefici
diderunt te mihi quid fecisti ? "Respondit
: ti hanno messo nelle mie mani : che hai
Jesus Regnum meum non est de hoc
: Gesù il mio regno non
tu fatto? ''Rispose :

mundo, si ex hoc mundo esset regnum è di questo mondo se fosse di questo :

meum, ministri mei utique decertarent ut mondo il mio regno, miei ministri certa- i

non traderer ludaeis nunc autem regnum : mente adoprerebbero perchè non venissi
si
meum non est hinc. *^Dixit itaque ei Pi- dato in potere dei Giudei ora poi il mio :

latus Ergo rex es tu ? Respondit Jesus


: : regno non è di qua. *^Gli disse però Pi-
Tu dicis quia rex sum ego. Ego in hoc lato Tu dunque sei re ? Rispose Gesù
: :

natus sum, et ad hoc veni in mundiun, ut Tu dici che io sono re. Io per questo sono
testimonium perhìbeam veritati omnis, qui : nato, e per questo sono venuto nel mondo,
estex ventate, audit vooem meam. "Dicit el a render testimonianza alla verità chiun* :

Pilatus: Quid est veritas? que sta per la verità, ascolta la mia voce.
Et cum hoc dixisset, iterum exJvJt ad "Gli disse Pilato Che cosa è la verità?
:

ludaeos, et dicit eis Ego nullam invenio: Edetto questo di nuovo uscì dai Giudei,
in eo causam. **Est autem consuetudo vobls e disse loro Io non trovo in lui nessun
:

ut unum dimittam vobis in Pascha vultis : delitto. "Ora poi avete per uso che io vi
ergo dimittam vobis regem Judaeorum? rilasci libero un uomo nella Pasqua : volete
"Clamaverunt ergo rursum omnes di- adunque che vi metta io libertà il re del

"Matth. 27, 11; Marc. 15, 2; Lue. 23, 3. "Matth. 27, 15; Mare. 15, 6; Lue. 23, 17.

mani, poiché I soli Roman! uaavano il aupplizio spirituale e celeste ed Egli non cerca ! beni
della croce. I Giudei condannavano i bestem- della terra.
miatori alla lapidazione. Ta danqae sei re ? Pilato sorpreso dell'af-
37.
33. Costretti Giudei a formulare delle ac-
i fermazione di Gesù insiste meravigliato To :

cuse contro Gesù cominciarono con dire che egli : dunque sei re? Tu dici, cioè si sono re. Io per
1* aveva messo a rivoluzione il popolo, 2' aveva questo sono nato, cioè mi sono incarnato e
proibito di pagare il tributo, 3* aveva tentato venni al mondo per rendere testimonianza alla
di farsi re (Lue. XXIII, 2). Pilato non si cura dei verità e insegnarla agli uomini. Chi sta per la
due primi capi d'accusa. Se Gesù fosse veramente verità, ossia coloro cheamano la verità e la cer-
stato un ribelle, l'autorità romana cosi vigilante cano, prestano fede alla mia parola, e praticano
ne sarebbe stata informata, e d'altra parte i la mia dottrina.
Giudei, ostili com'erano ai Romani, non l'avreb- 38. Che cosa è la verità? Pilato é orna! per-
bero mai accusato di questo delitto. Egli si fernMi suaso d'avere davanti a sé non già un agitatore
solo sulla terza accusa, e rientrato nel palazzo e politico, ma un sognatore, o tutt'al più un filosofo,
fano chiamare Gesù, lo interroga sopra di questo e da scettico qual 'egli é, domanda con ironia :
punto. Che cosa é la verità? Chi può sapere in che cosa
34. Dici fa questo, ecc. kVima di rispondergli consista? Senza aspettare risposta esce dal pK-
Gesù vuoi fargli precisare il senso della domanda. torio, e davanti a tutto il popolo proclama l'inno-
Se egli infatti piglia la parola re nel senso dei cenza di Gesù.
Giudei, cioè come sinonimo di Messia, dovrà 39. Benché Pilato avesse riconosciuta l'inno-
rispondere di sì ma se invece la piglia nel senso
;
cenza di Gesù, non ebbe però il coraggio neces-
di un re politico e terreno, allora la sua risposta sario di rimetterlo in libertà. Egli non volle con-
sarà negativa. trastare coi capi del popolo, che ne domandavano
35. Son io forse Giadeo che debba essere in- la morte, e per togliere da sé ogni responsabilità
formato sul Messia aspettato dai Giudei e debba rinviò la causa a Erode (Lue. XXIII, 6). Riuscito
preoccuparmi dei loro affari religiosi? 1 capi della vano questo espediente ricorse a un altro, inter-
tua nazione ti hanno accusato, che cosa hai fatto pellando direttamente il popolo, ed esortandolo
per dar motivo a questa accusa? a valersi a favore di Gesù del diritto di aver libero
36. Il regno mìo, ecc. Gesù rivendica a sé la un carcerato nella festa di Pasqua (V. n. Matt.
dignità di re, ma afierma subito che il suo non XXVII, 15). Pilato sperava che il popolo avrebbe
é un regno terreno e temporale, che possa recar domandato la liberazione di Gesù, e cosi egli
nocumento a Cesare, e ne dà una prova convin- avrebbe potuto metterlo in libertà senza attirarsi
le odiosità dei capi.
cente. Se il suo regno fosse mondano e terreno.
Egli si sarebbe circondato di soldati, i quali coUe 40. Gridarono, ecc. I capi sobillarono la folla
armi l'avrebbero difeso contro Giudei. Ora se i e la eccitarono a d^miandare la liberazione df
Egli non ha fatto ciò, è chiaro che D suo regno è Barabba e la morte di Gesù.
436 S. Giovanni, XIX, 1-7

oentes : Non hunc, sed Barabbam. Er*t Giudei? ^'Ma gridarono nuovamente tutti
autem Barabbas latro. dicendo : Non costui, ma Barabba. Ora
Bara|?ba era un ladro.

CAPO XIX.

Gesù condannato a inerte, 1-16. Viaggio al Calvario, 17-24. — Maria SS. £ —


Giovanni ai piedi della croce, 25-27. —
Ultimi istanti e morte di Gesti, 28-30.
— Gesù, ai sepolcro, 31-42.

*Tunc ergo apprehendit Pilatus lesum, ^Allora dunque Pilato prese Gesù e lo
coronam
et flagellavit. *Et milites plectentes flagellò. *E i soldati, intrecciata una corona
de spinis, imposuerunt capiti eius et veste : di spine, glielaposero sulla testa e lo co- :

purpurea circumdederunt eum. 'Et venie- prirono con una veste di porpora. 'E si
bant ad eum, et dicebant Ave rex ludaeo- ; accostavano a lui, e dicevano Dio ti salvi, :

rum : et dabant ei alapas. re dei Giudei e gli davano degli schiaffi.


:

*Exivit ergo iterum Pilatus loras, et *Uscì adunque di nuovo fuori Pilato, e
dicit eis : Ecce adduco vobis eum foras, ut disse loro Ecco che io ve lo meno fuori,
:

cognoscatis quia nuUam invenio in eo cau- affinchè intendiate che non trovo in lui
sam.*(Exivit ergo Jesus portans coronam reato alcuno. "E uscì fuori Gesù portando
spineam, et purpureum vestimentum) Et : la corona di spine e la veste di porpora. E
dicit eis : Ecce homo. disse loro (Pilato) Ecco l'uomo. :

•Cum ergo vidissent eum Pontiflces, et "Mavisto che l'ebbero i pontefici e I

ministri, clamabant, dicentes Cruciflge, : ministri, alzarono le voci, dicendo : Cro-


cruciflge, eum. Dicit eis Pilatus Accipite : crocifiggilo.
cifiggilo, Disse loro Pilato :

eum vos, et cruciflgite ego enim non in- : Prendetelo voi, e crocifiggetelo che io :

venio in eo causam. 'Responderunt ei non trovo in lui reato. 'Gli risposero i

1 Matth. 27, 26 ; Marc. 15, 16.

4. Usci di nuovo, ecc. Pilato fa un ultimo


CAPO XIX.
tentativo per salvare Gesù. Esce dal pretorio se-
1. Lo flagellò. V. n. Matt. XXVII, 26. S. Gio- guito da Gesù, e proclama nuovamente la sua
vanni qui come Passione com-
in altri punti della innocenza, ma con ciò viene a condannare sé
pleta le narrazioni dei Sinottici. Egli fa vedere stesso d'averlo fatto flagellare senza che fosse
colpevole.
5. Ecco l'uomo. Pilato presenta Gesù al popolo
in uno stato compassionevole, e con un senso
di pietà per la vittima e di disprezzo per i Giudei,
dice loro : Ecco l'uomo. Vedete a quale stato è
ridotto. Non avete a temere di lui, lasciatelo in
libertà I

Fig. 155. 6. che l'ebbero, ecc. Pilato sperava che


Visto
il popolo si sarebbe mostrato soddisfatto, e
Clamide d« soldato.
mosso a compassione di Gesù, ne avrebbe doman-
(Vaso dipinto).
data liberazione ; ma s'ingannava. Come belve
la
maggiormente eccitate alla vista e all'odore del
sangue, i capi e tiftto H popolo con alte grida
domandano la croce per Gesù, e Pilato sdegnato
per vedere riuscito vano anche questo tentativo,
dice loro : Prendetelo voi e crocifiggetelo se ne
avete il potere ; quanto a me, che potrei inflig-
gergli tale supplizio, non posso condannarlo, per-
che la flagellazione di Gesù, nella mente di Pilato, chè non trovo in lui alcun delitto.
doveva essere un mezzo per ammansire il po- 7. Risposero, ecc. I membri del Sinedrio ca-
polo, acciò domandasse la liberazione del suo pirono subito che le parole di Pilato prende- :

profeta. telo, ecc., non erano per loro che un'amara


2. Corona di spine, ecc. V. n. Matt. XXVII, 28, ironia, e vedendo che le accuse politiche contro
29; Mar. XV, 19. Gesù non avevano sortito alcun effetto, presentano
S. Giovanni, XIX, 8-14 437

ludaei Nos legem habemus, et secundum


: GiudeiNoi abbiamo la legge, e secondo
:

legem debet mori, quia fllium Dei se fecit. la legge deve morire, perchè si è fatto Fi-
*Cum ergo audisset Pilatus hunc sermonem, gliuolo di Dio. 'Pilato, udite queste parole,
magis timuit. s'intimidì maggiormente.
'Et ingressus est praetorium iterum : et •Ed entrò nuovamente nel pretorio, e
dixit ad lesum Unde es tu? lesus autem
: disse a Gesù :Donde sei tu ? Ma Gesù
responsum non dedit eì. "Dicit ergo ei non gli diede risposta. ''Gli disse perciò
Pilatus Mihl non loqueris? nesds quia po
: Pilato : Non parli con me ? Non sai che
testatem habeo cruciflgere te, et potestatem sta mie mani il crocifiggerti, e sta
nelle
habeo dimittere te? "Respondit lesus: nelle mie mani il liberarti? "Rispose Gesù :

Non haberes potestatem adversum me ul- Non avresti potere alcuno sopra di me, se
lam, nisi tibi datum esset desuper. Propte- non ti fosse stato dato dall'alto. Per questo
rea qui me tradidit tibi, maius peccatum colui che mi ti ha dato nelle mani, è reo
habet. di più gran peccato.
"Et exinde quaerebat Pilatus dimittere "Da poi cercava Pilato di libe-
indi in
eum. ludaei autem clamabant dicentes Si : rarlo : ma
Giudei alzavano le strida, di-
i

hunc dimittis, non es amicus Caesaris. cendo Se liberi costui, non sei amico di
:

Omnis enim, qui se regem facit, contradicit Cesare poiché chiunque si fa re, va con-
:

Caesari. "Pilatus autem cum audisset hos tro Cesare. "Pilato adunque, sentito questo
sermones, adduxit foras lesum et sedit : discorso, menò fuori Gesù e si pose a :

prò tribunali, in loco, qui dicitur Litiio- sedere sul tribunale nel luogo detto Li-
strotos, Hebraice autem Gabbatha. **Erat thostrotos, e in ebreo Gabbatha. "(Ed era
autem parasceve Paschae, bora quasi sexta, la Parasceve della Pasqua, e circa la sesta
et dicit ludaeis Ecce rez vester.
: ora), e disse ai Giudei Ecco il vostro re. :

accuse d'ordine religioso. I Romani lasciavano abusa della sua autoriti per timore e per debo-
che i popoli vinti continuassero a governarsi lezza ma Giudei, che videro miracoli di Gesù,
; i i

colle loro leggi nazionali perciò i Giudei si


; udirono suoi insegnamenti, ebbero le prove
i

appellano alla loro legge (Lev. XXIV, 16), che più convincenti della sua diviniti e delll sua
puniva di morte il bestemmiatore, e accusano messianitl, e tunavia chiusero gli occhi alla luce
perciò Gesùessersi fatto Fig//o dì Dio. L'ac-
di e lo condannarono alla morte, sono più colpevoli
cusa deve intendersi nel senso che Gesù al è ancora.
affermato vero Figlio naturale di Dio.
12. Da indi in poi, gr. ex tovtov. Per questo
8. Si intimidì, ecc. Pilato, quanto mai su- motivo accennato al v. 8, fece reiterati sforzi
perstizioso, al sentire che Gesù si era detto per liberare Gesù ; ma inutilmente, poiché I
Figlio di Dio, al vedere la sua attitudine calma e Giudei, viste di niun valore le loro accuse, pas-
tranquilla, e al sentire il sogno della moglie sarono a intimidire il Preside, minacciando di
(Matt. XXVI, 19), temette fortemente ch'Egli fosse denunziarlo all'imperatore Tiberio. St lìberi...
un dio o un semidio nel senso mitologico, e non sei amico, cioè non fai gl'interessi di Ce*
che il condannarlo valesse ad eccitare la collera sare. Chiunque si fa re dichiara guerra a Cesare,
degli dei. e il non punirlo è un parteggiare per lui, è un
9.Entrò nuovamente nel pretorio e fece rien- rendersi reo di lesa maesti. L'imperatore allora
trare Gesù, non volendolo interrogare in pub- regnante, Tiberio, era sospettoso assai, e puniva
blico. Donde sei tu, cioè donde provieni? dalla severissimamente 1 delitti di lesa maesti, e chi
terra o dal cielo? Da chi sei nato? non teneva alto il prestigio di Roma (Svet. Tib.
Son gU diede risposta, perchi Pilato non la 58; Tacit. i4nn. 3, 38). Ora il cadere in disgrazia
meritava, avendo gii abbastanza conosciuto la dell'imperatore voleva dire essere condannato a
sua innocenza e d'altra parte, pagano com'era,
:
morte. Pilato fu spaventato da questa minaccia.
non avrebbe potuto farsi un'idea della natura di 13. Sentito questo discorso, Pilato si preparò
Gesù. a pronunziare la sentenza. Mandò adunque a
10. Non partì, ecc. Ferito nel suo orgoglio, e prendere Gesù, rimasto nel pretorio, poiché la
irritato dal silenzio di Gesù, Pilato per costrin- legge voleva che il giudizio fosse pubblico e
gerlo a rispondere si appella alla sua autoriti, l'accusato udisse la propria sentenza. Egli sali
in forza della quale può disporre della vita di sopra di un trono o palco col pavimento a mo-
lui. Se può liberare o crocifiggere Gesù, perchè saico (chiamato in greco Lithostrotos, cioè pavi-
non lo libera avendolo riconosciuto innocente? mento a mosaico, e in aramaico Gabbatha, cioè
rialto) e quivi si sedette sopra del suo tribunale,
11. Son avresti, ecc. Gesù con calma divina fa
ossia sopra dì un seggio o tribuna.
osservare a Pilato che egli non avrebbe alcun
potere sopra di lui. Benché Preside e né da 14. Era la Parasceve, cioè il Venerdì (V. n.
Cesare, né dai miei nemici avresti diritto di far Matt. XXVII, 62) della Pasqua che precedeva la
cosa alcuna contro di me, se per uno speciale solennità di Pasqua nella sera del quale i Giudei
;

consiglio della Provvidenza divina non fosse dato avrebbero mangiato l'agnello pasquale (V. n.
a te l'arbitrio della mia vita . Martini. Man. XXVI, 17). Circa la sesta ora, cioè circa
Per questo colui, ecc. Pilato è colpevole, perchè mezzogiorno (V. n. Mar. XV, 25).
.

438 S. Giovanni, XIX, 15-21

"UH autem clamabant : Tolle, tolle, cru- "Ma essi gridavano : Togli, togli, croci-
cifige eum. Dicit eis Pilatus Regem ve-
: fìggilo.Disse loro Pilato Crocifiggerò io :

strum Responderunt Pontifl-


cruciflgam? il vostro re? Gli risposero ì pontefici :

ces Non habemus regem, nisi Caesarem.


: Non abbiamo re* fuori di Cesare. "Allora
^•Tunc ergo tradidit eis illuni ut cruciflge- dunque lo diede nelle loro mani, perchè
retur. fosse crocifìsso.
Susceperunt autem lesum, et eduxerunt. Presero pertanto Gesù, e lo menarono
"Et baiulans sibi crucem exivit in eum, via. "Ed
portando la sua croce, s'in-
egli
qui dicitur Calvariae, locum, Hebraice camminò verso il luogo detto Calvario,
autem Golgotha : "Ubi
cruciflxerunt eum, in ebraico Golgotha "Dove crocifìssero :

et eum eo alios duos bino et hinc, medium lui, e con lui due altri, uno di qua e uno di
autem lesum. là, e Gesti nel mezzo.

^'Scripsit autem et titulum Pilatus et : "E scrisse di più Pilato un titolo, e lo


posuit super crucem. Erat autem scriptum : pose sopra la croce. Ed eravl scritto :

lesus Nazarenus, Rex ludaeorum. ^'Hunc GESÙ' NAZZARENO RE DEI GIUDEI.


ergo titulum multi ludaeorum legerunt : ""Or questo titolo lessero molti Giudei :

quia prope civitatem erat locus, ubi cruci- perchè era vicino alla città il luogo dove
flxus est lesus Et erat scriptum Hebraice,
: Gesù fu crocifìsso. Ed era scritto in ebraico,
Graece, et Latine. '^Dicebant ergo Pilato in greco e in latino. ''Dicevano però a Pi-

»^ Matth. 27, 33; Marc. 15, 22; Lue. 23, 33.

Il fatto raccontato dall'Evangelista è di tanta 17. Portando la sua


croce. I condannati alla
importanza, che meritava venissero precisate crocifissione dovevano
portarsi sulle spalle la
anche le più minute circostanze croce fino al luogo del supplizio. Presso gli Ebrei
Ecco il vostro re. Pilato vuole vendicarsi del- le esecuzioni capitali si compievano fuori delle
l'atto di debolezza che gli strappano i Giudei, e mura della città, e Gesù avrebbe dovuto portare
la sua croce fino al Calvario (V. n. Matt. XXVII,
33), ma per la debolezza estrema in cui si tro-
vava, venne aiutato da Simone di Cirene. Matt.
XXVII, 32.
18. Dove i soldati crocifissero lai e con lui due
Fig. 156.
altri, ladroni, uno
destra e l'altro a sinistra.
a
Giudice roman» Gesù fu posto nel mezzo, cioè nel luogo d'onore,
seduto nel suo tribunal*. come re da burla. La crocifissione, ignota agli
(Arco di Traiano). antichi Ebrei, fu introdotta in Palestina dai Ro-
mani, i quali infliggevano questo supplizio agli
schiavi e ai pubblici agitatori. A ragione Cicerone
{In Verr. V, 64) lo chiama crudelissimum teter-
rimumque supplicium, poiché il condannato viveva
ordinariamente 10 o 12 ore, e talvolta anche qual-
che giorno, in mezz9 ai dolori più atroci causati
dall'infiammarsi delle piaghe, dalla violenta disten-
dice loro con ironia : Ecco il vostro re. Ecco il
sione delle membra, dalle congestioni del sangue
vostro Messia.
alla testa, al cuore, ai polmoni, e da una febbre
15. Togli, togli, La dichiarazione di Pi-
ecc. che causava una sete ardentissima. V. n. Matt.
lato non fa che maggiormente i Giudei,
irritare XXVII, 35.
i quali non possono omai più sopportare la
vista di Gesù, e domandano che subito venga 19. Un titolo ossia una tavoletta di legno.
Su questa tavoletta era scritto il nome del condan-
data sentenza.
nato e il delitto da lui commesso. V. n. Matt.
Pilato si piglia giuoco di loro, e con" tono più
XXVII, 37. Gesù era
stato accusato di essersi
ironico soggiunge : Crocifiggerò il vostro rt ?
fatto re aveva affermato di esser
Egli stesso
Ma i Giudei pieni di odio e di livore contro Gesù, ;

re quindi Pilato scrive questo delitto sulla tavo-


pur di vederlo crocifisso, rinnegano la loro storia, ;

letta.
le loro speranze messianiche, la stessa teocrazia
d'Israele, e domandano di essere assorbiti come 20. Era scritto in ebraico, cioè in aramaico,
gli altri popoli dall'impero romano. A questo la lingua del paese, in greco, la lingua usuale
punto Pilato vedendo di non poter ottener nulla conosciuta dagli Ellenisti, e in latino, ia lingua
da quella folla inferocita, si lava le mani (Matt. dei Cesari dominatori.
XXVII, 24-25). •
21. I dei Giudei sentirono l'atrocità
Pontefici
16. Lo diede nelle loro mani, cioè pronunziò dell'ingiuria, che
loro faceva Pilato chiamando
la sentenza di morte : Condemno, ibis ad cru- loro re un giustiziato, e lo pregarono di mutare
cem. I soldati, V. 23, presero pertanto Gesù e l'iscrizione; ma Pilato si mostrò questa volta irre-
Io menarono via, fuori della città. movibile nella presa determinazione.
S. Giovanni, XIX, 22-27 439

Pontiflces ludaeorum : Noli scribere, Rex lato i pontefici dei Giudei : Non scrivere,
ludaeorum : sed quia ipse dixit Rex sum : Re de' Giudei : ma che costui ha detto :

ludaeorum. '*Respondit Pilatus Quod : Sono Re dei^ Giudei. **Rispose Pilato :

scripsi, scripsi. Quel che ho scritto, ho scritto.


**Milites ergo cum cruciflxissent eum, che ebbero Gesù,
''I soldati poi, crocifisso
acceperunt vestimenta eius, (et fecerunt presero sue vesti (e ne fecero quattro
le
quatuor partes unicuique militi partem)
. parti, una per ciascun soldato) e la tonaca.
et tunicam. Erat autem tunica inconsutilis, Or la tonaca era senza cuciture, tessuta
desuper contexta per totum. '*Dixerunt ergo tutta dalla parte superiore in giù. **Dis-
ad invicem Non scindamus eam, sed sor-
: sero perciò tra loro Non la dividiamo, :

tiamur de illa cuius sit. Ut Scriptura imple- ma tiriamola a sorte, a chi abb^a a toccare.
retur, dicens Partiti sunt vestimenta mea
: Affinchè si adempisse la Scrittura che dice :

sibi et in vestem meam miserunt sortem.


; Si divisero tra loro le mie vestimenta e :

Et milites quidem haec fecerunt. tirarono a sorte la mia veste. Queste cose
adunque fecero i soldati.

"Stabant autem iuxta crucem lesu mater **Ma vicino croce di Gesù stavano
alla
eius, et soror matris eius, Maria Cleophae, sua Madre e sua Madre Maria
la sorella di
et Maria Magdalene. **Cum vidisset ergo di Cleofa, e Maria Maddalena. **Gesù adun-
lesus matrem, et dìscipulum stantem, quem que avendo veduto la Madre e il discepolo
diligebat, dicit matri suae Mulier ecce fl- : da lui amato che era dappresso, disse alla
lius tuus. "Deinde dicit discipulo Ecce : Madre sua Donna, ecco il tuo figliuolo.
:

mater tua. Et ex illa bora accepit eam di- ''Di poi disse al discepolo Ecco la tua :

scipulus in sua. madre. E da quel punto il discepolo la


prese con sé.

"Manh. 27, 35; Marc. 15, 24; Lue. 23, 34. *«P8. 21, 19.

23. Le condannato appartenevano ai


vesti del tradizione tra «elisti, perchè l'agonìa di
carnefici (V. n. Matt.XXVII, 35). Le vesti di Gesù Gesù essendo ere ore, le pie donne pote-
consistevano probabilmente in un mantello, un rono essersi avvicinate dapprima poi alla croce, e
drappo da coprire il capo, una cintura, una tonaca in seguito,venire allontanate dai soldati di guardia.
interiore, e un paio di sandali. Vi era inoltre una Nei momenti di supremo dolore e di suprema
tonaca inconsutile tessuta tutta d'un pezzo dalla umiliazione per Gesù, mentre una folla empia lo
parte superiore dove entrava il capo fino ai piedi. copre di insulti, un gruppo di pie donne con un
Si usano ancora oggidì in Oriente vesti tessute discepolo lo assiste e lo compatisce.
in tale maniera, e in antico presso gli Ebrei erano Vi è Maria, madre di Gesù, e la sorella, ossia
portate dai Sacerdoti. La veste di Gesù era do- la parente di Maria SS., Maria moglie di Cleofa
vuta senza dubbio alle mani di Maria SS. o a (V. n. Matt. XIII, 55) e madre di S. Giacomo
qualche altra pia donna fra quelle che seguivano minore e di S. Giuda. Alcuni vogliono vedere
Gesù. menzionate quattro donne in questo v., cioè
Maria SS., la sua sorella. Maria dì Cleofa, e
24. Son la dividiamo, ecc. Divisa in quattro
Maddalena. I migliori interpreti, sia antichi che
pezzi la tonaca inconsutile nolf avrebbe più avuto
moderni, si accordano però nel ritenere che la
sorella di Maria SS., di cui si parla, sia pre-
cisamente Maria di Cleofa. Maria Maddalena.
V. n. Lue. VIII, 2.
26. Donna, ecc. Gesù in mezzo ai suoi dolori
Hi»:. 157. non dimentica la sua madre, ma
mostra pieno
si

La Santa Tunica di sollecitudine figliale per lei. Avendo veduto


presso la croce con lei il discepolo da lui amato,
venerata a Trevarl.
cioè S. Giovanni, le rivolge la parola : Donna,
è questo un onore e di rispetto. V. n.
titolo di
II, 4. Ecco il tuo figlio, cioè, Ecco colui che d'ora
innanzi ti sarà figlio e avrà cura di te. Gesù amava
Giovanni, e come pegno del suo amore gli affida
la cura di Maria SS.
alcun valore, perciò i soldati la tirano a sorte.
27. Ecco tua madre, ecc. Gesù raccomanda a
La Scrittura citata è il v. 19 del salmo XXI. I sol-
Giovanni di trattar Maria SS. come madre, e dì
dati compiono senza saperlo una profezia.
prestarle tutti i doveri della pietà figliale. Gio-
25. Vicino alla croce, ecc. Anche i Sinottici vanni comprese bene le parole di Gesù, e da quel
man. XXVII, 55; Mar. XV, 40; Lue. XXIII, 49) momento la prese con sé, o meglio secondo il
parlano di un gruppo di donne al Calvario, ma greco, la prese nella sua casa.
ycono che stavano in lontananza. Non v'è con- Dal fatto che Gesù raccomanda Maria SS. ff
440 S. Giovanni, XIX, 28-33

**Postea sciens lesus quia omnia consum- ^^Dopo di ciò conoscendo Gesù che tutto
mata sunt, ut consummaretur
Sóriptura, era adempito, affinchè si adempisse la Scrit-
dixit Sitio. ^*Vas ergo erat positura aceto
:
tura, disse Ho sete. '*Era stato quivi posto
:

plenum, Illi autem spongiam plenam aceto, un vaso pieno di aceto. Onde quelli inzup-
hyssopo circumponentes, obtulerunt ori eius. pata una spugna nell'aceto e avvoltala at-
torno all'issopo, la presentarono alla sua
bocca.

^"Cum ergo accepisset lesus acetum, '"Gesù adunque preso che ebbe l'aceto,
dixit : Consummatum est. Et inclinato ca- disse E' compito. E chinato il capo rendè
:

pite tradidit spiritum. lo spirito.

'Mudaci ergo, (quoniam Parasceve erat) "Ma i affinchè non restassero


Giudei,
ut non remanerent in cruce corpora sab- sulla croce corpi nel sabato, giacché era
i

bato, (erat enim magnus dies


ille Sabbati) la Parasceve ed era grande quel giorno di
rogaverunt Pilatum ut frangerentur eorum sabato, pregarono Pilato che fossero ad
crura, et toUerentur. ""Venerunt ergo mi- essi rotte le gambe, e fossero tolti via.
lites et primi quidem fregerunt crura, et
: '''Andarono pertanto i soldati e ruppero
:

alterius, qui cruciflxus est cum eo. "Ad le gambe al primo e all'altro che era stato
lesum autem cum venissent, ut viderunt crocifìsso con lui. "Ma quando furono a
eum iam mortuum, non fregerunt eius Gesù, come videro che era già morto, non

" Ps. 68, 22.

un discepolo, si arguisce che S. Giuseppe doveva Chinato il capo per mostrare che volontariamente
già essere morto, e che Maria SS. non ebbe altro accettava la morte, rendè lo spirito a Dio.
figlio fuori di Gesù. La fede però nella verginità
31. Affinchè non restassero, ecc. La legge
di Maria SS. non si appoggia su questo argo-
giudaica (Deut. XXI, 22-23) voleva che i corpi
mento. V. n. Matt. I, 25.
dei giustiziati fossero deposti dal patibolo prima
E' pressoché universale oggidì l'opinione, che
della notte. Parasceve. V. n. v. 14. Era grande
riguarda Giovanni ai piedi della croce come rap-
quel giorno di Sabato, perchè come già fu os-
presentante di tutta l'umanità, e ritiene che noi
tutti siamo stati affidati come figli a Maria SS. e
l'abbiamo ricevuta come madre. Cf. però M. B.
493 Knab. h. 1. p. 558.
:

28. Tutto era adempito, ecc. Gesù conoscendo


che già si erano avverate tutte le profezie, che
dovevano in lui adempirsi fino a quel momento,
e non ne rimaneva più che una sola affinchè ;

anche questa Scrittura avesse il suo compimento,


disse Ho sete. La Scrittura, a cui si accenna,
:

è il V. 16 del salmo XXI. Alcuni però vogliono Fig. 158.


che sia il v. 22 del salmo LXVIII. Rami fioriti
La sete è uno dei più terribili tormenti che di issopo.
eoffrono i crocifissi. Gesù l'aveva sofferta fino
allora, ma disse poi : Ho sete, p^r compiere la
Scrittura.

29. Un vaso pieno di aceto, o meglio di posca.


miscuglio di acqua e di aceto, che serviva ai
soldati come di bevanda.
a una canna (Matt. XXVII,
Avvoltala attorno
48; Mar. XV, 36) d'issopo, ecc. L'issopo rag-
giunge in Oriente anche l'altezza di un metro, e ve
ne ha una specie detta Origanum maru, il cui
gambo è legnoso e abbastanza consistente. servato al cap. XVIII, 28, coincideva col primo
(Hagen. Lexicon. Hyssopus, t. II, p. 577). Gesù e più solenne giorno della festa di Pasqua.
non era molto sollevato da terra, e quindi fu Pregarono Pilato ì principi dei sacerdoti e i
facile appressare alla sua bocca la spugna (V. capi del popolo. Rotte le gambe. I crocifissi con-
fìg. 157). tinuavano a vivere sulla croce anche qualche
30. E' compito. Verificato l'oracolo accennato giorno :talvolta però con loro si usava il cruri-
al V. 28, Gesù giunto al termine della vita dice : fragium per accelerarne la morte.
che sono compiute tutte le profezie, ed è com- Si spezzavano loro a colpi di mazza le gambe,
piuta l'opera affidatagli dal Padre. e poi erano lasciati morire in conseguenza della
Entrando nel mondo aveva promesso di far mutilazione, se pure non venivano sepolti an-
la volontà di Dio (Ebr. X, 7), ed ora nell'uscire cora vivi (V. n. Matt. XXVII, 58).
aal mondo afferma di aver m«ntpn\if« la carola
S. Giovanni, XiX, 34-39 441

crura, '*Sed unus militum lancea latus eJus gli ruppero le gambe : '*ma uno dei sol-
aperuit, et continuo exivit sanguis, et aqua. dati gli aprì il fianco con una lancia, e
•*Et qui vidit, testimonium perhibuit et : subito ne uscì sangue ed acqua.
verum testimonium eius. Et ille scit
est **E chi vide, lo ha attestato ed è vera :

quia vera dicit ut et vos credatis. ''Facta


: la sua testimonianza. Ed egli sa che dice
sunt enim haec ut Scriptura impleretur : il vero, affinchè voi pure crediate. "Poi-
Os non comminuetis ex eo. "Et iterum alia ché tali cose sono avvenute affinchè si
Scriptura dicit Videbunt in quem transfl-
: adempisse la Scrittura Non romperete :

xerunt. nessuna delle sue ossa. "E parimente


un'altra Scrittura dice : Volgeranno gli
sguardi a colui che hanno trafitto.

haec autem rogavit Pilatum Io


'*Post "'Dopo di ciò Giuseppe da Arimatea (di-
seph ab Arimathaea, (eo quod esset disci- scepolo di Gesù, ma occulto per timor del
pulus lesu, occultus autem propter metum Giudei) pregò Pilato di poter prendersi il
ludaeorum) ut tolleret corpus lesu. Et per- corpo di Gesù. E Pilato glielo permise.
misit Pilatus. Venit ergo, et tulit corpus Andò adunque, e prese il corpo di Gesù.
lesu. "Venit autem Nicodemus, qui venerat '•Venne anche Nicodemo (quegli che la
ad lesum nocte primum. ferens mixturam prima volta andò da Gesù di notte), por-
myrrhae, et aloes, quasi libras centum. tando una mistura di mirra e d'aloe, quasi

«• Ex. 12, 46 ; Num. 9, 12. " Zach. 12, 10. *• Matth. 27, 57 ; Marc. 15, 43 ; Lue. 23, 50.
»»Sup. 3, 2.

34. Uno
del soldati, a cui la tradizione di il l'agnello pasquale (Esod. XII, 46; Num. IX, 42).
nome Longino, come al centurione, aprì (il
di Ma l'Evangelista applicando queste parole a
testo greco ha ?\v5ev trafisse, e non n^o'^tv apri Gesù, ucciso proprio nel giorno in cui i Giudei
come lesse il traduttore latino). Con una lancia. immolavano l'agnello pasquale, mostra che Gesù
La lancia si componeva di un'asta di
legno termi- era il vero agnello di Dio, che toglieva i peccati
nante con una punta di ferro a forma ovale della del mondo, e fa vedere che quanto era stato pre-
larghezza di una mano. // fianco. E' incerto scritto riguardo all'agnello pasquale,non era che
quale fianco sia stato trafitto, ma tutto induce una quanto doveva avvenire riguardo
figura di
a credere che il soldato abbia dato la lanciata a Gesù Cristo. E' da osservare inoltre la speciale
al fianco sinistro, benché le antiche pitture, gli aisposizione della Provvidenza, poiché mentre i
Atti di Pilato e la versione etiopica stiano per Giudei volevano che a tutti tre i crocifissi venis-
il fianco destro. sero rotte le gambe, e cosi era stato ordinato
Il soldato questo colpo di lancia volle
con ai soldati, in realtà però quest'ultimo supplizio
accertarsi della morte di Gesù, oppure affret- venne risparmiato a Gesù e fu aolo inflitto a!
targliela, caso mai non fosse stato ancora morto. due ladroni.
.Ve usci sangue ed acqua. La lancia aveva pro- 37. Volgeranno, ecc. La citazione è di Zac-
babilmente trapassato alcuni vasi e alcune vene caria, XII, 10, ma non é letterale e non è fatta
linfatiche, nelle quali circola la linfa, liquido secondo il testo ebraico, ma secondo LXX. i

incoloro contiene una notevole proporzione


che Nelle parole citate vi sono due profezie l'una :

d'acqua e si trova in piccola quantità nell'invi- riguarda la trafittura dei fianco di Gesù, l'altra la
luppo del cuore, detto pericardio. Non sembra conversione dei Giudei, i quali pieni di fede e
necessario ricorrere a un miracolo per spiegare di pentimento volgeranno i loro sguardi sup-
come dal fianco di Gesù siano usciti sangue e plichevoli e fiduciosi al Messia da loro trafitto.
acqua (M. B. n. 498). Fa d'uopo però ritenere
38. di ciò, ossia alla sera, come hanno i
Dopo
che dal fianco di Gesù siano usciti vero sangue
Giuseppe d' Arimatea. W. n. Matt. XXVIl,
Sinottici.
e vera acqua, poiché Innocenzo Ili (Decr. Greg.
57-58; Mar. XV, 43 e ss.; Lue. XXIII, 50 e ss.
IX, b. Ili, tit. 41, e. 8) ha condannato coloro,
Nel coraggio mostrato da Giuseppe e da Nico-
che sostenevano non essere uscita vera acqua,
demo si scorgono i primi effetti della passione di
ma un umore flemmatico. Gesù. La consuetudine giudaica non permetteva
E' comune sentenza fra gli esegeti, che l'acqua
che i cadaveri dei giustiziati venissero sepolti
rappresentasse il sacramento del battesimo, e il
nelle tombe di famiglia; i Romani però solevano
sangue rappresentasse l'Eucaristia, i due sacra-
accordarli ai parenti che li avessero reclamati.
menti sull'efficacia e sulla necessità dei quali
39. III. 2; VII, 50. Mirra. V. n.
Nicodemo. V.
maggiormente si insiste nel IV Vangelo.
Matt. II,Aloe è una pianta aromatica.
11.
Chi vide, ecc. Con queste parole l'Evan-
35. La mirra e l'aloe usati nelle imbalsamazioni,
gelista indica sé stesso, e si appella alla sua preservano dalla corruzione i corpi. Cento libbre
scienza e alla sua sincerità di testimonio ocu- equivalgono a più di 32 chilogrammi. La gran
lare. La sua testimonianza é ordinata a confer- quantità di aromi mostra la grandezza dell'amore
mare nella fede i cristiani. Affinchè voi pure, di Nicodemo, il quale voleva rendere a Gesù
come noi, crediate che Gesù Cristo è il Messia una sepoltura quale si conveniva a un uomo ricco
promesso, in cui si sono adempite tutte le pro- e nobile. Gli aromi polverizzati spargevansi non
fezie. solo sul cadavere e tra le fascie, in cui veniva
36. Won romperete, ecc. Cosi fu ordinato del- avvolto, ma tutt'all'intorno dentro il sepolcro.
442 S. Giovanni, XIX, 40 — XX, 2

*''Acceperunt ergo corpus lesu, et ligave- cento libbre. *'*Presero dunque il corpo di
runt illud linteis cum aromatibus, sicut mos Gesù, e lo avvolsero in lenzuoli di lino,
est ludaeis sepelire. ponendovi gli aromi, come dagli Ebrei si
costuma nelle sepolture.
*^Erat autem in loco, ubi cruciflxus est, *^Era nel luogo, dove egli fu crocifisso,
hortus : et in borto monumentum novum, un orto e nell'orto un monumento nuovo,
:

in quo nondum quisquam positus erat. **Ibì nel quale non era mai stato posto nessuno.
ergo propter Parasceven ludaeorum, quia **Quivi adunque a motivo della Parasceve
iuxta erat monumentum, posuerunt lesum. dei Giudei, perchè il monumento era vi-
cino, deposero Gesù.

CAPO XX.

La Maddalena, Pietro e Giovanni al Sepolcro, i-io, Apparizione di Gesù, alla —


Maddalena, 11-18. —
Apparizione agli Apostoli, ig-23. Incredulità e fede —
di Tommaso, 24-2g. Epilogo, 30-31, —
^Una autem sabbati. Maria Magdalene ve- Mi primo giorno dopo il sabato Maria
nit mane, cum adhuc tenebrae essent, ad Maddalena se ne va la mattina, che era
monumentum : et vidit lapidem sublatum ancor buio, al monumento e vede levata :

a monumento. 'Cucurrit ergo, et venit ad dal monumento la pietra. *Corre perciò a


Simonem Petrum, et ad alium discipulum» trovare Simon Pietro, e quell'altro disce-

^Matth. 28, 1; Marc. 16, 1 ; Lue. 24, 1.

40. Presero dunque il corpo, ecc. Il corpo di non furono fatte le unzioni al cadavere, ma
Gesù fu dapprima deposto dalla croce, e poi questo fu semplicemente ricoperto d'aromi e poi
avvolto in drappi come usavano i Giudei nelle
sepolture. Questi drappi comprendevano alcune
fascie colle quali si avvolgevano separatamente
le varie membra del corpo, un sudario destinato
a coprire il capo, e una sindone che avvolgeva
per intero tutto il corpo (M. B. 499).
41. Nell'orto un monumento. V. n. Matt. XXVII,
60 e Mar. XVI, 5.

42. luogo, dove Gesù fu crocifisso, e il luogo


Il

dove Gesù fu sepolto, sono così vicini che furono


racchiusi nel recìnto di una stessa basilica edi-
ficata da Santa Elena.
Stando per cominciare il riposo del sabato si
dovette scegliere per la sepoltura di Gesù un
luogo vicino.

CAPO XX.
1. primo giorno dopo il sabato, cioè la
Il
domenica mattina, partì che era ancora buio per
recarsi al monumento, ma vi arrivò allo spuntar
del sole (Mar. XVI, 2). Maria Maddalena non era
sola, ma le facevano compagnia altre donne, delle
quali non parla S. Giovanni, perchè il suo scopo
è di completare le narrazioni dei Sinottici, che
suppone note.
2. Maddalena era tanto lungi dal pensare alla
risurrezione di Gesù, che al vedere ribaltata la
pietra del sepolcro, la prima idea affacciatasi alla
Fig. 159. sua mente fu quella di un furto. Corse perciò a
darne avviso a Pietro e all'altro discepolo, cioè
Rami del Balsamodendron myrrbàf a Giovanni, come ai principali membri del col-
che produce la mirra. legio apostolico. Dal fatto che dice Non sap- :

piamo, appare chiaro che non fu sola a recarsi


venne lavato, perchè tutto coperto di sangue. al sepolcro, ma era accompagnata da altre pia
Siccome però stava per cominciare il sabato, donne (Matt. XXVIII, 1; Mar. XVI, 1).
S. Giovanni, XX, 3-14 443

quem amabat lesus, et dicit ilHs Tulerunt : polo amato da Gesù, e dice loro Hanno :

Domìnum de monumento, et nescimus ubi portato via dal monumento il Signore, e


poouerunt eum. non sappiamo dove lo abbian messo.
*Exìit ergo Petrus, et ille allus discipulus, adunque Pietro e quell'altro
'Partì di-
et venerunt ad monumentum. *Currebant scepolo, e andarono al monumento. *E cor-
autem duo simul, et ille alius discipulus revano ambedue insieme, ma quell'altro
praecucurrit citius Petro, et venit primus discepolo corse più forte di Pietro, e ar-
ad monumentum. *Et cum se inclinasset, rivò il primo
monumento. *E chinatosi,
al
vidit posita linteamina, non tamen introivit. vide i ma non entrò dentro.
pannilini stesi,
•Venit ergo Simon Petrus sequens eum, •Dietro a lui arrivò Simon Pietro, ed
et introivit in monumentum, et vidit lin- entrò nel monumento, e vide i pannilini
teamina posita, 'Et sudarium, quod fuerat stesi. 'E
sudario, che era stato sulla sua
il

super caput eius, non cum linteaminibus testa, coi pannilini, ma ripie-
non disteso
positum, sed separatim involutum in unum gato in luogo a parte. 'Allora dunque entrò
iocum. 'Tunc ergo introivit et ille discipu- anche l'altro discepolo che era arrivato il
lus, qui venerai primus ad monumentum et : primo al monumento e vide, e credette : :

vidit, et credidit : 'Nondum enim sciebant •poiché non


avevano per anco compreso
Scripturam, quia oportebat eum a mortuis dalla Scrittura, com'egli doveva risuscitare
resurgere. "Abierunt ergo iterum discipull da morte. "Ritornarono adunque discepoli i

ad semetipsos. a casa.
"Maria autem stabat ad monumentum fo- "Maria però stava fuori del monumento
ris, plorans Dum ergo fleret, incHnavit se
: piangendo. Mentre però piangeva, s'affacciò
et prospexit in monumentum **Et vidit : al monumento "e vide due Angeli vestiti
:

duos angelos in albis, sedentes, unum ad di bianco seduti l'uno al capo, l'altro al
caput, et unum ad pedes, ubi positum fuerat piedi, dove era posto il corpo di Gesù.
corpus lesu. '*Dicunt ei illi Mulier, quid : '*Ed essi le dissero Donna, perchè piangi? :

ploras? Dicit eis Quia tulerunt Dominum


: Rispose loro Perchè hanno portato via 11
:

meum et nescio ubi posuerunt eum.


: mio Signore e non so dove l'hanno messo.
:

'*Haec cum dixisset, conversa est retror- "E detto questo, si voltò Indietro, e vide

"Matth. 28, 1; Mtrc. 16. 5; Lue. 24, 4.

3. Questo fatto è anche accennato da S. Luca,


tato tutto, credette che Gesù era risorto. Quali
XXIV, 12, 24. due Apostoli e Maddalena nel-
I
siano stati i sentimenti di S. Pietro si pud
l'andare al sepolcro non sf incontrarono col vedere in S. Luca, XXIV, 12.
gruppo delle pie donne, che già erano di ritorno
9. Son avevano, ecc. Fa vedere perchè non
dopo aver visti gli angeli e ricevuto l'annunzio
abbiano subito creduto. Non credettero prima
della risurrezione (Matt. XXVIII, 5).
di aver veduto, perchè non avevano compreso le
4-5. Arrivò il primo perchè più giovane, ma Scritture. La risurrezione di Gesù era stata pre-
non entrò nel monumento, «ia per deferenza a detta in varie guise ; Gesù stesso l'aveva annun-
Pietro, sia perchè sorpreso da un sacro terrore. ziata ; ma gli Apostoli acciecati dalla falsa idea
6-7. Pietro ardente entra nel monumento.
piii di un regno temporale, non avevano capito bene
I pannilini, in cui era stato ravvolto il cadavere, le sue parole. Solo dopo la sua risurrezione Gesù
giacenti per terra, il sudario ripiegato a porte, diede loro l'intelligenza delle Scritture (Lue.
erano un indìzio certo che il sepolcro non era XXIV, 27, 46), e solo dopo aver ricevuto lo Spi-
rito Santo ne compresero tutti gli oracoli (Atti,
II, 25-27. 31; XllI, 33, ecc.).

10. Ritornarono a quella casa, dove abitavano


in Gerusalemme.
L'apparizione a Maddalena accennata ap-
11.
f-ìi. i6o. pena da S. Marco, XVI, 9-11, viene descritta da
(ntsrnodi untepclcro Giovanni con tutti i particolari. Mentre gli Apo-
stoli Pietro e Giovanni erano tornati in città,
fenicio.
essa rimase presso il sepolcro piangendo, perchè
non gli era dato di compiere verso il corpo di
Gesù quegli uffizi di pietà, che il suo amore le
suggeriva.
12. Come le altre pie donne vede anch'essa
due angeli vestiti di bianco in segno di gioia.
stato teatro di un furto. I ladri non avrebbero 13. Perchè hanno portato via, ecc. Sembra ch#
spogliato il cadavere dei pannilini, che dove- non li abbia riconosciuti come angeli.
vano essere assai aderenti, essendo stati imbevuti 14. Si voltò indietro, ecc. Senza aspettare ri-
di mirra, e molto meno li avrebbero distesi e
sposta dagli angeli, lusingandosi di trovare da una
piegati.
parte o dall'altra il corpo di Gesù, Maddalena
S. Vide e credette. Giovanni, dopo aver consta- si volta indietro e vede Gesù.
444 S. Giovanni, XX, 15-20

sum, et vidit lesum stantem : et non scìe- Gesù in piedi : ma non conobbe
che era
bat quia lesus est. ^*Dicìt ei lesus : mulier, Gesù. "Gesù Donna, perchè
le disse :

quid ploras? quem quaeris? Illa existimans piangi? Chi cerchi tu? Ella, pensando che
quia hortulanus esset, dicìt ei Domine, si : fosse giardiniere, gli disse
il Signore, se :

tu sustulisti eum, dicito mihi ubi posuisti tu hai portato via, dimmi dove lo hai
lo
eum et ego eum tollam. "Dicit ei Jesus : posto e io lo prenderò. "Le disse Gesù
: :

Maria. Conversa illa, dicit ei Rabbonì : Maria. Ella rivoltasi, gli disse Rabbonì :

(quod dicitur Magister). (che vuol dir Maestro).

"Dicit ei Jesus Noli me tangere, non-


: "Le disse Gesù : Non mi toccare : per-
dum enim ascendi ad Patrem meum vade : chè non sono ancora asceso al Padre mio :

autem ad fratres meos, et die eis Ascendo : ma va a' miei fratelli, e dirai loro Ascendo :

ad Patrem meum, et Patrem vestrum, Deum al Padre mio e Padre vostro. Dio mio e
meum, et Deum vestrum. ^*Venit Maria Dio vostro. "Andò Maria Maddalena a rac-
Magdalene annuncians discipulis Quia vidi : contare ai discepoli Ho veduto il Signore, :

Dominum, et haec dixit mihi. e mi ha detto queste cose.

"Cumergo sero esset die ilio, una sab- "Giunta adunque la sera di quel giorno,
batorum, et fores essent clausae, ubi erant ilprimo dopo il sabato, ed essendo chiuse
discipuli congregati propter metum ludae- le porte dove erano congregati i discepoli
orum venit Jesus, et stetit in medio, et
: per paura de' Giudei, venne Gesù, e stette
dixit eis : Pax vobis. ^'Et eum hoc dixis- in mezzo, e disse loro Pace a voi. ^"E :

set, ostendit eis manus, et latus. Cavisi detto questo, mostrò loro le sue mani e il
Bunt ergo discipuli, viso Domino. costato. Si rallegrarono pertanto i discepoli
al vedere il Signore.

"Marc. 16, 14; Lue. 24, 36; I Cor. 15, 5.

15. Dimmi dove lo hai posto, ecc. e E' degna sono ancora salito al Padre, non è ancora venuto
di osservazione la maniera onde parla Maddalena il momento di prendervi con me e farvi partecipi
col creduto giardiniere maniera che dipinge al
: del mio regno. Benché non neghiamo ogni valore
vivo il cuore di questa gran donna, ebbro di a questa seconda spiegazione, ci sembra però da
«more verso Gesù, cui ella non nomina perchè ;
preferire la prima, come q;uell« che è più natu-
siccome ella è piena di lui e a lui solo pensa, rale e non fa alcuna violenza al testo.
così crede che gli altri ancora non ad altro pensino Si osservi che Gesù non vieta a Maddalena di
se non a lui. Dice perciò a colui se per sorte : prostrarsi ai suoi piedi e toccarli in segno di
non si volesse da qualcheduno che ^li stesse adorazione, come permise che facessero le altre
sepolto in questo luogo, dimmi dove sia, e io lo pie donne (Matt. XXVIII, 9), ma le vieta di
prenderò, e troverò luogo dove onorevolmente stringerli a lungo per non più distaccarsene come
seppellirlo. La veemenza dell'amor suo non le essa avrebbe voluto (Vedi A. Cellini, GU ultimi
permette di pensare se sia o no sopra le sue forze capi del Tetramorfo, ecc., p. 287).
un tal ministero». Martini. Va ai miei fratelli, cioè ai miei Apostoli e di'
Dalla risposta di Maddalena è manifesto che loro : Ascendo al Padre, vale a dire sono vivo, :

essa non aveva alcuna idea della risurrezione di ma non più per restare sempre con voi come per
Gesù, e perciò è falso quanto dicono i razionalisti il passato, ma per salire tra poco al Padre mio e

che il desiderio della risurrezione del Maestro Padre vostro. Il messaggio di Maddalena non
abbia talmente suggestionato la Maddalena e gli esclude quello delle altre pie donne (Matt.
altri Apostoli da persuaderli che era veramente XXVIII, 10).
risorto e che l'avevano veduto (V. Manuel Bi-
blique, tom. Ili, p. 751).
Questa apparizione ebbe luogo dopo i
19.
fatti menzionati da Matt. XXVIII, 9 e ss. e da
16. Ella rivoltasi. Dopo aver risposto a Gesù, Luca, XXIV, 13-36. Gli Apostoli avevano chiuse
Maddalena aveva nuovamente portati i suoi occhi le porte della sala dove si erano radunati, perchè
sul sepolcro, e quando sentì chiamarsi col proprio le voci corse in città intorno al sepolcro vuoto,
nome, si voltò. la fuga delle guardie, ecc., potevano dare motivo
Rabbonì significa lo stesso che rabbi, cioè a una persecuzione contro di loro. Gesù però com-
maestro, ma indica maggior rispetto (Mar. X, 5). parve improvvisamente nella sala dove si tro-
vavano, mostrando così che il suo corpo, benché
17. Non mi toccare, ecc. Questa frase è abba-
reale e della stessa natura di prima, aveva colla
stanza oscura. Il greco \ir\ ^lov fintoo deve tra-
gloria acquistata quella dote chiamata dai teologi
dursi : ti stringere a me
Non Non abbracciarmi. ;
sottigliezza, per la quale poteva entrare dovunque
Gesù dice adunque a Maddalena Non abbrac- :
senza essere trattenuto da alcun ostacolo. Pace
ciarmi, non ti stringere ora ai miei piedi, avrai
agio di farlo in altre circostanze, perchè non
a voi. Era il saluto ordinario dei Giudei.
sono ancora salito al Padre mio, e rimango per Mostrò loro, ecc. Gesù volle che toccassero
20.
qualche lem pò ancora sulla terra : ma va ai le sue mani e i suoi piedi (Lue. XXIV, 39), acciò
miei fratelli, ecc. si persuadessero della realtà del suo corpo, e
Altri invece spiegano Non ti stringere ora ai
: mostrò loro le sue cicatrici, affinchè si accertassero
miei piedi pensando che io sia già salito al che il corpo che toccavano era quello stesso, che
Padre e sia tornato a prendervi con me : non era stato confitto in croce.
S. Gjovanni, XX, 21-27 443

'Dixit ergo eis iterum Pax vobis. Sicut : "Disse loro di nuovo Gesù Pace a voi. :

misit me Pater, et ego mitto vos. '*Haec Come il Padre mandò me, anche io mando
cum dixisset, insufflavit et dixit eis Ac- : : voi. ''E detto questo, soffiò sopr'essi, e
cipite Spiritum sanctum "'Quorum remise- : disse : Ricevete lo Spirito santo "saran :

ritis peccata, remittuntur eis : et quorum rimessi i peccati a chi li rimetterete e :

retinueritis, retenta sunt. saran ritenuti a chi li ritearete.


**Thomas autem unus ex duodecim, qui **Ma Tommaso, uno dd dodici, sopranno-
dicitur Didymus. non erat cum eis quando minato Didimo, non era con essi al venir
venit lesus. '*Djxerunt ergo ei alii disci- di Gesù. **Gli dissero però gli altri disce-
puli : Vidimus Dominum. Ille autem dixit poli Abbiamo veduto il Signore. Ma egli
:

eis : Nisi videro in manibus eius flxuram disse loro Se non veggo nelle mani di lui
:

clavorum, et mittam digìtum meum in lo- la fessura dei chiodi, e non metto il mìo
cum clavorum, et mittam manum meam in dito nel luogo dei chiodi, e non metto la
latus eius, non credam. mia mano nel suo costato, non credo.
**Et post dies octo, iterum erant discipull "Otto giorni dopo di nuovo erano i di-
eius intus et Thomas cum eis. Venit le-
: scepoli in casa, e Tommaso con essi. Venne
sus ianuis clausis, et stetit in medio, et Gesù a porte chiuse, e si pose in mezzo,
dixit : Pax vobis. *^Deinde dicit Thomae : e disse loro Pace a voi. *^Quindi dice
:

Infer digitum tuum huc, etvide manus a Tommaso Metti qua il tuo dito, e os-
:

meas, et after manum tuam, et mitte in serva le mie mani, e accosta la tua mano,

"Matth. 18, 18.

21. Come mandò me il Padre id annunziare 24. Didimo, cioè gemello. Vedi XI, 6. Non
agli uomini la mando voi
via della salute, così io sappiamo per qual motivo fosse assente.
a salvare le anime collavostra predicazione e
25. Non eredo. L'incredulità di Tommaso vale
a procurare la gloria di Dio e la dilatazione del
a confermare maggiormente la nostra fede nella
mio nome. realtà della risurrezione di Gesù, e mostra as-
22. Soffiò sopra di essi. Con questa azione sieme che la costanza, con cui gli Apostoli pre-
simbolica Gesiì comunicava ai suoi Apostoli Io dicarono Gesù risorto, non proveniva da allu-
Spirito Santo quanto al potere di rimettere e di cinazione, ma dal fatto, da loro pienamente consta-
legare, riservando però al giorno di Pentecoste di tato in tutte le maniere, che Gesù era realmente
comunicarlo loro con tutta la pienezza dei suoi don!. risorto.
Ricevete lo Spirito Santo, ecc. Queste parole
26. Otto giorni dopo, cioè la domenica se-
non sono una promessa, ma indicano una comu-
guente, prima che terminassero le feste pasquali
nicazione Spirito Santo, alla quale
attuale dello
e gli Apostoli tornassero in Galilea, stavano essi
è annessa la potestà di rimettere i peccati.
radunati in una sala a porte chiuse, quando
23. Saran rimessi, cioè perdonati i peccati a chi comparve loro Gesù.
li perdonerete, e non saranno perdonati a coloro
a cui non li perdonerete. Queste parole di Gesù
27. Metti qua, ecc. Gesù per far conoscere •
devono intendersi della potesti di rimettere o
ritenere i peccati nel Sacramento della Penitenza
(Conc. Trid. Sess. XIV, can. 3), a seconda delle
disposizioni di coloro che vi si accostano. Gesù
non pone alcuna restrizione alla potestà conferita
agli Apostoli e ai loro successori : tutti i peccati
anche più gravi possono essere perdonati a chi
ne ha dolore e ne propone l'emendazione. Gli
Apostoli e i loro successori sono costituiti giudici
delle anime : siccome però non si può giudicare
di ciò che non si conosce, il Conc. di Trento e
i Teologi giustamente hanno conchuiso essere Fig. i6i.
necessario che il peccatore per mezzo della Con-
fessione manifesti i suoi peccati. A ragione per- Santo chiodo venerato
tanto nel decreto Lamentabili vengono condannate a Treveri.
le seguenti proposizioni 46. Non fuvvi nella pri-
:

mitiva Chiesa il concetto del peccatore cristiano


riconciliato per l'autorità della Chiesa ; ma^ la
Chiesa soltanto lentamente, si assuefece a simile
concetto ; anzi anche dopo che la penitenza fu
riconosciuta come istituzione della Chiesa, non
chiamavasi col nome di Sacramento, perchè era
riguardata come un Sacramento ignominioso, 47.
Le parole del Signore Ricevete lo Spirito Santo :
:

A coloro ai quali avrete rimessi i peccati saranno


rimessi, ed a coloro ai quali li avrete ritenuti
saranno ritenuti. „ non si riferiscono al Sacramento
della penitenza, checché abbiano voluto asserire i Tommaso che Egli conosceTt tutto, usa le sue
Padri tridentini. stesse parole.
446 S. Giovanni, XX, 28 — XXI, 3

latus meum et noli esse incredulus, sed fl-


: e mettila nel mio costato e non essere :

delis. **Respondit Thomas, et dixit ei Do- : incredulo, ma fedele. ^'Rispose Tommaso,


minus meus, et Deus meus. '^'Dixit ei le- e gli disse Signore mio, e Dio mio. **G1Ì
:

sus :Quia vidisti me Thoma, credidisti : disse Gesù Perchè hai veduto, o Tom-
:

beati, qui non viderunt, et crediderunt. maso, hai creduto beati coloro che non
:

hanno veduto, e hanno creduto.


'"Multa quidem, et alia signa fecit lesus '"Vi sono anche molti altri prodigi fatti
In conspectu discipulorum suorum, quae da Gesù in presenza de' suoi discepoli, che
non sunt scripta in libro hoc. '^Haec autem non sono registrati in questo libro. '^Questi
scripta sunt ut credatis, quia lesus est Chri- poi sono stati registrati, affinchè crediate
stus Filius Dei et ut credentes, vitam ha-
: che Gesù è il Cristo Figliuolo di Dio e :

beatis in nomine eius. affinchè credendo otteniate la vita nel nome


di lui.

CAPO XXI.

Gesù appare al lago di Tiberiade, 1-14. — Primato conferito a San Pietro, 15-17,
— L'avvenire di Pietro e di Giovanni, 18-23. — Concltisione del Vangelo, 24-25,
^Postea manifestavit se ìterum lesus di- ^Dopo manifestò di nuovo Gesù
di ciò si
scipulis ad mare Tiberiadis. Manifestavit ai discepoli sul mare
di Tiberiade, e si
autem sic ''Erant simul Simon Petrus, et
: manifestò in questo modo 'Erano insieme :

Thomas, qui dicitur Didymus, et Nathanael, Simon Pietro, e Tommaso soprannominato


qui erat a Cana Galilaeae, et filli Zebedaei, Didimo, e Natanaele, il quale era di Cana
et alii ex discipulis eius duo. 'Dicit eis della Galilea, e i figliuoli di Zebedeo, e
Simon Petrus Vado piscari. Dicunt ei :
: due altri dei suoi discepoli. 'Dice loro Si-
Venimus et nos tecum. Et exierunt, et mon Pietro : Vo a pescare. Gli rispondono :
ascenderunt in navim et Illa nocte nihil
: Veniamo anche noi con te. Partirono, ed
prendiderunt. entrarono in una barca : e quella notte non
presero nulla.

"Inf. 21, 25.

28. Dio mìo. Non dice l'Evangelista se vera- morte, gli uomini tutti ottengano la vita sopran-
mente Tommaso abbia toccato, oppure se alla naturale della grazia in terra e quella della gloria
sola vista di Gesù e al sentirlo ripetere le sue in cielo.
parole sia tosto caduto in ginocchio davanti a
lui, e pieno di meraviglia abbia esclamato Si- :
CAPO XXI.
gnore mio, e Dio mio, emettendo cosi un atto di 1. Questo
capitolo è un'appendice aggiunta
Fede e confessando la divinità di Gesù Cristo. dallo stesso S. Giovanni al suo Vangelo, affine di
29. Perchè hai veduto, ecc. Gesù muove un togliere il pregiudizio di alcuni cristiani dell'Asia,
leggiero rimprovero. Non disapprova la sua fede, i quali male intendendo alcune parole del Sal-
per la quale vedendolo risuscitato ha creduto vatore (v. 23), credevano che S. Giovanni non
alla sua divinità, ma in paragone di essa è da dovesse morire.
preferirsi la fede di coloro, i quali anche senza Si manifestò, ecc. Terminate le feste pasquali
aver veduto credono sulla testimonianza di coloro, i discepoli erano tornati in Galilea, come Gesù
che lo videro risuscitato. loro aveva comandato (Matt. XXVIII, 7; Mar.
30-31. Questi due versetti formano l'epilogo XVI, 7), e sul lago di Tiberiade (v. Mat. IV, 18),
del IV Vangelo. L'Evangelista dà uno sguardo Egli si manifestò, cioè si rese loro nuovamente
visibile.
all'opera compiuta, e affinchè non si pensi che
sia falso ciò che è narrato negli altri Vangeli 2. Tommaso... Didimo (XI, 16) Nataele, ossia ;

e non si trova nel suo, avverte che egli non ha Bartolomeo (I, 46) e i figli di Zebedeo, cioè Gia-
voluto narrare che pochi fatti e pochi miracoli como e Giovanni (V. Matt. X, 1 e ss. Ignoriamo
di Gesù, mentre ve ne sarebbe stato un gran il nome degli altri due discepoli.
numero. 3. Vo a pescare. Gli Apostoli tornati in Ga-
31. Questi poi, ecc. I vari! fatti e miracoli e lilea si erano dati al loro antico mestiere di pe-
discorsi da lui narrati Sono ordinati a uno scopo scatori, e benché la notte sia il tempo più prt>-
fisso, a provare cioè che Gesù Cristo è vera- pizio per la pesca, non presero nulla. Ciò avvenne
mente il Figlio di Dio, affinchè nel nome di lui, per disposizione divina affinchè meglio risaltasse
cioè per i meriti del suo sangue e della sua ilmiracolo di Gesù.
S. Giovanni, XXI, 4-15 447

*Mane autem facto stetit lesus in littore : *E giorno Gesù stette sul lido
fattosi I :

non tamen cognoverunt discipuli quia le- discepoli però non conobbero che fosse
sus est. *Dixit ergo eia lesus Pueri num- : Gesù. *Disse adunque loro Gesù Figliuoli, :

quid pulmentarium habetis? Responderunt avete voi nulla da mangiare ? Gli risposero :

ei Non. "Dicit eis


: Mittite in dexteram
: No. 'Ed egli disse loro Gettate la rete
:

navigli rete et invenietis. Miserunt ergo


: : dalla parte destra della barca, e troverete.
et iam non valebant illud trahere prae mul- La gittarono adunque e non potevano più
:

titudine piscium. tirarla a causa della gran quantità di pesci.

'Dixit ergo discipulus ille, quem dilige- 'Disse perciò a Pietro quel discepolo che
bat lesus, Petro Dominus est. Simon Pe-
: Gesù amava Egli è il Signore. E Simon
:

trus cum audisset quia Dominus est, tunica Pietro sentito che è il Signore, si cinse la
succinxit se (eratenim nudus) et misit se tonaca (imperocché egli era nudo) e si gittò
in mare. 'Alii autem discipuli navigio ve- in mare. *E gli altri discepoli si avanzarono
nerunt (non enim longe erant a terra, sed
: colla barca (imperocché non erano lungi di
quasi cubitis ducentis) traiientes rete pi- terra, ma circa a ducento cubiti), e tira-
scium. vano la rete coi pesci.
*Ut ergo descenderunt in terram.. vide- •E quando furono a terra, vedon* pre-
runt prunas positas, et piscem superposi- parato il carbone, sul quale era stato messo
tum, et panem. '"Dicit eis Jesus Afferte : del pesce, e del pane. "Disse loro Gesù :

de piscibus, quos prendidistis nunc. "A- Date qua dei pesci che avete presi adesso.
scendit Simon Petrus, et traxft rete in ter- "Andò Simon Pietro, e tirò a terra la rete
ram. plenum magnis piscibus centum quin- piena di cento cinquantatré grossi pesci. E
quaginta tribus. Et cum tanti essent, non sebbene erano tanti, la rete non si strappò.
est scissum rete. "Dicit eis lesus Venite, : "Bice loro Gesù Su via desinate. Nes-
:

prandete. Et nemo audebat discumbentium suno però dei discepoli ebbe ardire di do-
interrogare eum Tu quis es? scientes, quia
: mandargli Chi sei tu? sapendo che era
:

Dominus est. venit


lesus, et accipit
'"Et il Signore. "Si appressa dunque Gesù, e
panem, et dat eis, et piscem similiter. '*Hoc prende il pane e lo distribuisce ad essi,
:

iam tertio manifestatus est lesus discipulis e similmente il pesce. '*Così già per la
suis cum resurrexisset a raortuis. terza volta si manifestò Gesù ai suoi di-
scepoli, risuscitato che fu da morte.
"Cum ergo prandissent, dicit Simon! Pe- "E quando ebber pranzato, dice Gesù a
tro lesus : Simon Ioannis diligis me plus Simon Pietro Simone, figliuolo di Gio-
:

4. Stetti l(nr[... et^ all'lmprovriso. I discepoli «ccid abbiano occasione di numerare i pesci presi,
non lo conobbero, forse perchè Gesù si presentò e di mangiarne, v. 13.
loro sott'altra sembianza, o perchè era troppo 11. In questa pesca miracolosa, nella quale la
distante, o non era ancora abbastanza chiaro. parte più importante è riservata a Pietro, i Padri
5. Avete voi, ecc. Gcsiì si presenta loro come hanno veduto raffigurato il potere supremo con-
uno che voglia comprar pe.sci, oppure, secondo ferito al Principe degli Apostoli, sopra tutti i
aìtri, come un viandante affamato, e dice Pt- :
membri della Chiesa. Nei 153 pesci sono fi-
gUuoli, naibia avete voi nulla da mangiare? gurati tutti gli uomini sia Giudei che pagani; i
quali dovranno entrare nella Chiesa.
6. Gettate la rete, ecc. Gesù parla come un
amico che voglia dar loro un consiglio, ma de- 12. Nessuno ebbe ardire. Benché conoscessero
termina il luogo, accorgano poi che
affinchè si
che era Gesù, provavano però una riverenza, un
Egli tutto sapeva. Questa pesca miracolosa era
timore tale da rimaner senza parola e non osare
una figura dei frutti abbondanti che il ministero di interrogarlo.
degli Apostoli avrebbe prodotto nel mondo. 14. Cosi già per la terza volta, ecc. E' questa
la terza manifestazione di Gesù a molti Apostoli
7. Giovanni per il primo riconosce Gesù ma :

insieme (V. XX, 19, 26). Egli si era pure già


Pietro sempre ardente, primo si slancia nell'acqua
manifestato a Pietro, ai due discepoli di Em-
per correre a lui. Pietro era nado, cioè non aveva
maus, ecc.
indosso che la tunica interiore (specie di camicia),
e per riverenza verso il Maestro subito si mise 15. Simone di Giovanni,ecc. Alcuni mano-
la tunica superiore, che arrivava fino alle gi- scritti (V. Matt. XVI, 17)
hanno figlio di Giona
nocchia, e veniva legata ai fianchi da una cin- Rammentando a Pietro il nome di suo padre, vuole
tura. che si ricordi della sua bassa origine, e doman-
dandogli se lo ami àyaitd^ più degli altri Apostoli,
8. Ducento cubiti, circa cento metri. Il cubito
richiama alla mente le proteste che aveva
sua
equivaleva a metri 0,52.
fatte nell'ultimacena, quando aveva detto : Quan-
9.Vedono, ecc. Gesù si mostra così buono coi d'anche tutti si scandalizzassero, lo non mi scan-
suoi Apostoli che ha loro già preparato il cibo. dalizzerò. Con una triplice pubblica protesta di
Il carbone acceso, il pesce, il pane, dovettero amore, Pietro deve cancellare la sua triplice nega-
essere prodotti miracolosamente da Gesù, che zione. Il ministero che Gesù sta per affidargli
volle così, facendo mostra del suo supremo po- è un ministero di amore, ed è giusto che il rap-
tere, confermare nella fede i suoi discepoli. presentante di Gesù proclami a tutti, che pii>
10. Date qua, ecc. Gesù fa loro questa domanda. d'ogni altro ama il suo Maestro.
448 S. Giovanni, XXI, 16-20

his ? Dicit ei Etiam Domine, tu scis quia


: vanni, mi ami tu più che questi ? Gli dice :
amo te. Dicit ei Pasce agnos meos. "Dicit : Certamente. Signore, tu sai che io ti amo.
ei iterum Simon Ioannìs, diligis me ? Ait
: Gli dice Pasci i miei agnelli. "Gli dice
:

fili Etiam Domine, tu scis quia amo te.


: di nuovo per la seconda volta Simone, :

Dicit ei : Pasce agnos meos. ^^Dicit ei ter- figliuolo di Giovanni, mi ami tu? Egli dis-
tio : Simon Ioannis, amas me ? Contrista- se Certamente, Signore, tu sai che io ti
:

tus est Petrus, quia dixit ei tertio, Amas, amo. Gli disse Pasci i miei agnelli. "Gli
:

me? et dixit ei : Domine tu omnia nosti : dice per la terza volta Simone, figliuolo di :

amo te. Dixit


tu scis quia ei : Pasces oves Giovanni, mi ami tu? Si contristò Pietro,
meas. "Amen, amen dico tibi : cum esses perchè per la terza volta gli avesse detto,
iunior, cingebas te, et ambulabas ubi vo- mi ami tu ? E gli disse Signore, tu sai il :

lebas : cum autem senueris, extendes ma- tutto tu conosci che io ti amo. Gesù gli
:

nus tuas, et alius te cinget, et ducet quo disse Pasci le mie pecorelle. "In verità,
:

tu non vis. "Hoc autem dixit, signiflcans in verità ti dico Quando eri giovane ti
:

qua morte clariflcaturus esset Deum. Et cingevi la veste, e andavi dove ti pareva :

cum tioc dixisset, dicit ei Sequere me. : ma quando sarai invecchiato, stenderai le
tue mani, e un altro ti cingerà, e ti menerà
dove non vuoi. "Or questo lo disse, indi-
cando con qual morte fosse per glorificare
Iddio. E dopo di ciò gli disse Seguimi. :

'•Conversus Petrus illum discipu- vidit ^''Pietro, vide che gli


voltatosi indietro,
lutn, quem diligebat lesus, sequentem, qui andava appresso quel discepolo amato da
et recubuit in coena super pectus eius, et Gesù, (il quale anche nella cena posò sul
dixit Domine quis est qui tradet te ?
: petto di lui, e disse : Signore, chi è colui

"IlPetr. 1, 14. a'Sup. 13, 23.

Tu sai. Ammaestrato dall'esperienza e temendo anche le pecore (npópaio). Tutto l'intero gregge
di sé stesso, Pietro non osa più di preferirsi agli di Gesù composto di agnelli, di pecorelle e di
altri (Matt. XXVI, 33), ma risponde semplice- pecore viene posto sotto la direzione e il go-
mente sai ch'io ti amo («piXéò).
: Tu verno di Pietro. Pietro è il capo visibile della
Pasci ì miei agnelli póaxe tà àpvia. Queste parole grande famiglia di Gesù a lui devono sottostaro
;

mostrano ad evidenza che oltre a ciò che era stato non solo i fedeli, ma anche gli stessi Apostoli.
dato a tutti gli Apostoli (XX, 21), a Pietro viene Siccome la Chiesa deve durare sino alla fine del
conferita una speciale potestà sopra di tutto il mondo, il Primato conferito da Gesù a Pietro deve
popolo cristiano. Già nell'A. T. infatti il popolo necessariamente passare nei suoi successori, 1
di Dio veniva chiamato gregge del Signore. (Salm Romani Pontefici.
LXXIII, 1; LXXVI, 21; LXXVIII, 13; Gerem. X, 18. Quando eri giovane, ecc. Il buon pastore
21; XIII, 17; Ezech. XXXIV, 4, ecc.), e simil- dà la per il suo gregge, e Gesù dopo aver
vita
mente anche Gesù aveva usato un tal modo di creato Pietro Pastore universale, gli preannunzia
parlare (Matt. IX, 36; X, 6; Giov. X, 1), e la morte violenta. Pietro darà così anche a Gesù
quindi non vi può essere dubbio sul significato la suprema testimonianza del suo amore (Giov.
delle parole di Gesù. Il Salvatore compie cosi XIII, 36-37). Quando eri giovane ti cingevi la
verso di Pietro la promessa fattagli (Matt. XVI, veste (gli Orientali per lavorare o viaggiare più
17-19; Giov. I, 42) e lo costituisce capo visibile speditamente stringevano con una cintura ai fianchi
« pastore supremo di tutta la Chiesa. la tonaca che indossavano) e andavi dove ti pa-

16. Per la seconda volta. Tre volte Pietro aveva reva, come uno che dispone liberamente di sé
rinnegato Gesù; tre volte doveva protestargli stesso, ma quando sarai vecchio, altri avrà potestà
amore. sopra di te ; dovrai stendere le mani, cioè essere
Pasci i mìei agnelli noijiotve tà iipopana. Pietro crocifisso, e un altro ti cingerà con funi alla croce,
deve non solo pascere, ma anche reggere, go- e ti trascinerà dove non vuoi, cioè all'orribile sup-
vernare (noi^ave) non solo i piccoli agnelli, ma plizio, da cui l'uomo naturalmente abborre.
anche le pecorelle (npo^dna). Indicando con qual morte, ecc. Pietro era
19.

17. terza volta, ecc. Gesù nel domandare


La già morto quando Giovanni scrisse il suo Vangelo
Pietro fu crocifisso colla testa in giù nel 67 a
per la terza volta a Pietro se lo ami usa la stessa
parola che Pietro aveva usata nelle due prime ri-
Roma sotto Nerone.
Seguimi. Gesù chiamava Pietro in disparte,
sposte <ptXEt(;. Pietro si contristò, temendo forse
che Gesù vedesse nel suo cuore un amore meno come per dargli alcuni avvisi particolari. Con
fervente di quello che egli si credeva avere, e questa azione simbolica e colla parola seguimi,
perciò nel rispondere si appella alla scienza uni- Gesù voleva far comprendere a Pietro che doveva
seguirlo, sia imitando i suoi esempi, sia morendo
versale di Gesù, per la quale Egli conosce i più
intimi setreti del cuore.
ancor egli sulla croce per la difesa della Chiesa
Pasci
le mie pecorelUt Póoxe tà npopdno, 20. Vide che gli andava appresso, ecc. Benché
I A, B, C, npo^dita. I codici. K D, X,
codici Giovanni non fosse stato invitato a seguire Qesù,
npópata, Questi ultimi anche al v. 16 hanno tuttavia, stante la sua famigliarità col Maestro •
xpó^ata. Alle cure di Pietro vengono affidate con Pietro credette di poterlo seguire anch'eglii
S. Giovanni, XXI, 21-25 449

**Hunc ergo cum vidisset Petrus, dixit le- che ti tradirà?). "'Pietro adunque vedutolo,
su :Domine, hic autem quid? ''Dicit ei disse a Gesù Signore, e di questo che
:

lesus Sic eum volo manere donec veniam,


: sarà ? '*Gli disse Gesii Se io vorrò che :

quid ad te? tu me sequere. "Exiit ergo ser- questi rimanga sino a tanto che io venga,
mo iste inter fratres quia discipulus ille non che importa a te? Tu seguimi. *'Si sparse
moritur. Et non dixit ei lesus Non mo- : perciò questa voce tra i fratelli che quel
ritur, sed Sic eum volo manere donec
: discepolo non muore. E Gesù non disse :

veniam, quid ad te? **Hic est discipulus ille, Egli non muore ma Se voglio che egli
: :

qui testimonium perhibet de his, et scripsit rimanga fino a tanto che io venga, che im-
haec et scimus, quia verum est testimo-
:
porta a te? '^Questo è quel discepolo che
nium ejus. attesta queste cose, e le ha scritte e sap- :

piamo che è veridica la sua testimonianza.


'*Sunt autem et alia multa, quae fecit "Sono molte altre cose fatte da Gesù :

lesus quae si scribantur per singula, nec


: le quali se si scrivessero a una a una, credo
ipsum arbitror mundum capere posse eoa, che né men tutta la terra potrebbe conte-
qui scribendi sunt, libros. nere I libri che sarebbero da scriverne.

«»Sup. 20, 30.

21. Pietro avendolo veduto, ecc. Pietro pensò si spiega come abbia potuto nascere tra i fratelli
probabilmente che Giovanni volesse ancor egli (i cristiani. Atti, IX, 30; XI, 1, 29, ecc.) la voce
interrogare Gesù sulla sua sorte, ma non osasse, che egli non sarebbe morto. Giovanni si sente in
e perciò lo egli stesso, rendendo così
interroga dovere di rettificare questa voce, osservando che
a Giovanni contraccambio di quel che egli aveva
il Gesù non disse Egli non muore, ecc.
:

fatto all'ultima cena, quando aveva domandato a 24-25. Questi due versetti formano un secondo
Gesù il nome del traditore (Giov. XIII, 24). epilogo del Vangelo. L'Evangelista afferma di
22. Se io vorrò. La risposta di Gesù è miste- nuovo la sua piena veracità, e chiama a testi-
riosa, ma giova prima di tutto osservare che il monianza l'autorità degli altri discepoli. Non solo
sic della Volgata è una corruzione manifesta, io, ma tutti sappiamo che è veridica la testimo-
come consta dal greco in cui si legge ^ùv e dagli nianza di colui che ha scritte queste cose. Al-
antichi Padri e da parecchi codici della stessa Vol- cuni hanno pensato che questi due ultimi versetti
gata. La vera lezione è : Se io voglio che questi siano un'aggiunta fatta dai fedeli di Efeso al Van-
rimanga, cioè resti vivo sulla terra sinché io gelo primitivo ma non ci sembra probabile che
;

venga, che cosa importa a te ? Giovanni abbia potuto terminare l'opera sua con
Quest'ultime parole non si possono intendere una frase spezzata quale sarebbe quella del v. 23.
né della Parusia finale, né della distruzione di Nd deve fare difficoltà il sappiamo, poiché San
Gerusalemme, e neppure dello stabilimento della Giovanni comincia la sua prima epistola (che
Chiesa in tutto il mondo, ma devono pigliarsi in doveva accompagnare come prefazione il Vangelo),
relazione a quanto Gesù disse al cap. XIV, 3 : quasi nello stesso modo con cui termina il Van-
Quando sarò partito, e avrò preparato il luogo gelo :Quello che fu da principio, quello che
per voi, verrò di nuovo e vi prenderò meco, af- adimmo, quello che vedemmo coi nostri occhi,
finchè dove son io siate anche voi, ove le parole ecc., lasciando cosi intendere che quegli stesso che
verrò di nuovo manifestamente si riferiscono non ha scritto la prefazione, ha ancora scritto tutto il
alla Parusia, ma alla venuta di Gesù alla morte Vangelo.
di ciascun Apostolo. Gesù voleva quindi dire Se :
25. Credo che nemmeno tutta la terra, ecc. E'
io voglio che egli rimanga vivo finché io venga una iperbole, colla quale l'Evangelista vuol far
a pigliarlo nella più tarda vecchiezza, cosa importa comprendere che Gesù ha fatto molte altre cose
a te? Tu seguimi per la via della croce, ecc. che non sono narrate in questo Vangelo. Se si
23. Le parole di Gesù avevano una certa ambi- dovessero narrare tutte le opere di Gesù non
guità e quindi, data la longevità di Giovanni, basterebbero parecchi volumi.

29 — Saera Bibbia, t*L I.


ATTI DEGLI APOSTOLI

INTRODUZIONE

Il titolo. —
Esiste una certa varietà nei S. Luca, « compagno e cooperatore di Pao-
codici greci per riguardo al titolo di questo lo » (Adv. Haer. I, 23; III, 13, 14, 15, ecc.).
libro. Il Sinaitico infatti lo chiama sempli- Clemente A. nel riportare un testo degli
cemente ^e<i^^'i?>l^''. mentre invece nel Va- Atti scrive Come Luca negli Atti degli
:

ticano si legge nnà^Fig àjToaróXùìv, e nel cod- Apostoli ricorda Paolo che diceva: Uomini
di Beza nga^ig ayrooTÓAcov Atti di Apostoli. Ateniesi, ecc. (Strom. V. 12).
Il titolo JTQà^eis rtSv ajioOTÓXùìv Atti degli Origenescrisse un commentario sugli
Apostoli si incontra solo nei codici più re- Atti,e nel libro contro Celso (VI, 11) af-
centi, ondea ragione i critici preferiscono il ferma esplicitamente che S. Luca ne è l'au-
titolo delVaticano, non solo perchè più tore.
antico, ma perchè meglio corrisponde al La stessa affermazione troviamo pure in
contenuto del libro. Benché infatti negli Atti Tertulliano (De iunio, X) e presso Eusebio
si diano i nomi dei dodici Apostoli, e si (H. E. Ili, 4), anzi quest'ultimo pone gli
Barrino da principio alcune cose comuni a Atti tra i libri, intomo ai quali non esiste
tutti, la massima parte del libro però non è alcuna controversia.
che una narrazione di alcuni principali fatti L'esame intrinseco del libro conferma pie-
della vita di S. Pietro e di S. Paolo, anzi, namente i dati della tradizione. E' cosa in-
a cominciare dal cap. XVI si parla esclusiva- dubitata infatti che gli Atti si danno come la
mente dei viaggi e delle missioni di San continuazione naturale del terzo Vangelo,
Paolo fino alla sua cattività romana. non solo perchè sono dedicati allo stesso
personaggio Teofllo, ma principalmente per-
L'autore. —
Tutti i cattolici e la maggior chè il loro autore dichiara in modo esplicito
parte dei protestanti e dei razionalisti coiv- di aver già scritto in un altro libro tutto
vengono nell 'attribuire gli Atti degli Apo- quello che Gesù aveva fatto e insegnato fino
stoli a S. Luca. Questa sentenza ha in suo alla sua ascensione. Se si aggiunge ancora
favore tutta l'antichità cristiana, e una sì che vi è una perfetta rassomiglianza di idee
grande quantità di argomenti intrinseci, che e di stile fra il terzo Vangelo e gli Atti,
solo una mente schiava di pregiudizi può non si potrà a meno di riconoscere nell'au-
rivocarla in dubbio. tore del terzo Vangelo anche l'autore degli
Si legge infatti nel Frammento Murato- Atti.
riano : Gli Atti di Apostoli sono stati
tutti gli Né deve omettere che gli Atti furono
si
scritti in un solo libro. Luca (li) raccolse scritti da un compagno e intimo discepolo
per l'ottimo Teofilo. ecc. di S. Paolo, poiché vi si incontra la prima
Sant'Irineo cita una quarantina di passi persona pluraJe in tre circostanze assai ca-
degli Atti, e alcune volte li attribuisce a ratteristiche, cioè nella narrazione dei viaggi
452 Atti degli Apostoli - Introduzione

di S. Paolo da Troade a Filippi (XVI, 10-17) ;


bene l'Italia, ma non la Palestina e la
da Troade a Mileto e Gerusalemme (XX, Grecia.
5-15 XXI, 1-19) e da Cesarea a Roma
;

(XXVII, 1
;

XXVIII, 16). Nella narrazione


; Fine per cui furono scritti gli Atti. —
poi di quest'ultimo viaggio, l'autore si Siccome gli Atti sono come un complemento
mostra così esattamente informato di tutte naturale del terzo Vangelo, è ovvio conchiu-
le particolarità, che fu detto con tutta ve- dere che abbiano lo stesso fine. Ora, se nel
rità aver egli scritto un giornale di bordo. suo Vangelo S. Luca volle far conoscere a
Ora questo compagno dell'Apostolo, che Teofilo la certezza della verità cristiana, e
ebbe parte in tali viaggi, va cercato con tutta l'universalità della salute apportata dal Mes-
probabilità tra ì discepoli dell'Apostolo, i sìa, si deve conchiudere che a questo stesso
nomi dei quali sono più conosciuti, poiché scopo siano destinati gli Atti. E difattì San
non è verosimile che S. Paolo non abbia Luca prova la verità della dottrina annun-
conservato nelle sue epistole il nome di un ziata dagli Apostoli, narrando alcuni prodigi
discepolo che durante sì lungo tempo visse e miracoli fatti da Dio sìa nel giorno della
con lui nella più grande intimità. Vanno Pentecoste, sia nei tempi seguenti a con-
però subito esclusi Sopatro, Aristarco, Se-
: ferma della parola dei suol Apostoli. Mostra
condo, Gaio, Timoteo, Tichico e Troflmo, poi l'universalità del Vangelo facendo ve-
poiché al cap. XX, 5, si legge : (( Questi (I dere realizzata la promessa di Gesù agli
sette discepoli nominati) essendo partiti pri- Apostoli. (( Mi sarete testimonii in Geru-
ma, ci aspettarono a Troade », dove è mani- salemme, e in tutta la Giudea e in Samaria
festo che l'autore dello scrìtto si distingue e fino agli estremi confini della terra ». A
chiaramente dagli altri sette discepoli. tal fine presenta il Vangelo che da Gerusa-
Né si può pensare a Sila o a Tito, poiché lemme, dove è stato prima predicato, si
in alcune circostanze in cui questi due disce- diffonde, in occasione di persecuzioni, in
poli trovavano con S. Paolo (Att. XV,
si tutta la Giudea e nella Samaria, e poi, dopo
1 e ss. e Gal. II, 1 Att. XVI, 19), gli Atti
; che S. Pietro ha aperte le porte della Chiesa
usano la terza persona e non la prima. Si ai gentili, viene in modo speciale da San
può quindi conchiudere che l'autore dei Paolo predicato nel mondo pagano e fin nella
passi scritti in prima persona non può es- capitale dell'impero.
sere altri che S. Luca, il quale, come consta E' probabile però che oltre a questo fine
dalle epistole scritte da S, Paolo durante la principale, S. Luca mirasse ancora a un
cattività romana, era compagno dell'Apo- altro più secondario, ma tuttavia assai im-
stolo a Roma, e gli prestava aiuto e conforto port&nte per i tempi in cui scrìveva. E' noto
(Coloss. IV, 14; II Tim. IV, 11). Ciò posto, infatti che nella Chiesa primitiva vi fu una
è da osservare che in tutto il libro si trova certa divisione tra i fedeli, e mentre gli uni
lo stesso stile, lo stesso modo di esprimersi giustamente ritenevano inutili alla salute
e di costruire la frase, la stessa copia di i riti mosaici, fondandosi in modo speciale
espressioni caratteristiche, non che la stessa sull'autorità di S. Paolo, gli altri invece,
maniera di citare l'Antico Testamento. E' appoggiandosi a torto all'autorità di San
questo un segno evidente che l'autore dei Pietro, pretendevano che l'osservanza dei
passi scritti in prima persona, ossia S. Luca, riti mosaici fosse condizione necessaria per

è pure colui che ha scritto tutto il rimanente essere perfetti cristiani. Quest'ultimi mos-
del libro. sero asprissima guerra a S. Paolo, e gli su-
scitarono contro violenti persecuzioni, do-
I DESTINATARI!. —
Comc il tcrzo Vangelo, vunque egli si recò a predicare il Vangelo,
così pure gli Atti portano in fronte il nome non risparmiando neppure la calunnia. V'era
del destinatario, che é l'eccellentissimo quindi a temere che costoro cercassero an-
Teofllo, personaggio illustre, ma d'altronde che in Roma di screditare S. Paolo e pre-
sconosciuto del primo secolo (Ved. Introd. sentarlo come un ribelle alle legittime auto-
al Vang. di S. Luca). rità.
Benché però dedicati a Teofìlo, tuttavia è A scongiurare tale pericolo e per illumi-
certo che gli Atti sono destinati a quello nare i Romani sopra un punto di tanta im-

stesso pubblico composto dai cristiani dì Ro- portanza, S. Luca destinò eziandio il suo
ma e d'Italia, a cui fu destinato il III Van- libro, in cui fa vedere che tra i due Prin-
gelo. Il fatto che S. Luca, mentre si fa un cipi degli Apostoli esìsteva una perfetta
dovere dì dare spiegazioni sui luoghi e sui identità di vedute (omette perciò l'incidente
costumi di Palestina, di Grecia, di Mace- d'Antiochia, Gal. II, 11-16), e si studia di
donia, ecc. (Att. I, 12; XVI, 12; XVII, 21, esaltare sia l'uno che l'altro, riferendo al-
ecc.) e ricorda invede senza alcuna spiega- cuni loro miracoli, che hanno parecchi punti
zione le località d'Italia (XXVIII, 13-15), la- di rassomiglianza. Nello stesso tempo di-
scia evidentemente supporre che i primi mostra che S. Paolo fu sempre ossequente
lettori, a cui si indirizzava, conoscessero all'autorità romana, dalla quale fu sempre
Atti degli Apostoli - Introduzione 45^

trattato col dovuti riguardi, e se essa dovette Paolo intraprende il suo primo viaggio
S.
talvolta intervenire contro di lui, ciò avvenne apostolico. Partito da Antiochia si reca a
perchè fu ingannata dai falsi rapporti dei Cipro, e poi si spinge fino ad Antiochia di
Giudei e dei Giudaizzanti, tuttavia non Pisidia, a Iconio, a Listri, a Derbe e ritoma
mancò mai, in seguito, di riconoscere l'in- finalmente ad Antiochia di Siria. Il gran
nocenza dell'Apostolo e la malvagità dei suoi numero di pagani convertiti dà origine alla
calunniatori. questione dei legali, che viene risolta defi-
nitivamente nel Concilio di Gerusalemme,
Divisione. — Gli
Atti si possono dividere al quale intervengono anche Paolo e Bar-
In tre più un'introduzione.
parti, naba (XIII, 1 ; XV, 34).
Nell'introduzione (I, 1-26) dopo un breve Tornato ad Antiochia, S. Paolo comincia
prologo di collegamento al terzo Vangelo, il suo secondo viaggio, e in mezzo a diffi-
S. Luca parla più diffusamente sull'Ascen- coltà e persecuzioni d'ogni genere attraversa
sione di Gesù al cielo e sugli ultimi avver- l'Asia Minore, si porta nella Macedonia,
timenti da lui dati ai suoi discepoli, e mostra p.edica a Tessalonica, a Berea, ad Atene,
come il collegio apostolico si sia comple- a Corinto, a Efeso e ritorna ad Antiochia
tato colla elezione di S. Mattia. di Siria (XV, 35 XVIII, 22).
;

Nella prima parte (II, 1 Vili, 3) si tratta


;
Nel suo terzo viaggioS. Paolo movendo
della predicazione del Vangelo nella città
da Antiochia, traversa la Frigia e la Galazia,
di Gerusalemme. Dopo aver descritto la di-
e poi predica In Efeso per più di due anni.
scesa dello Spirito santo sopra gli Apostoli
Costretto a lasciare questa città a motivo di
e i mirabili effetti in loro prodotti, S. Luca
un tumulto eccitato dall'orefice Demetrio,
riferisce alcuni discorsi da S. Pietro tenuti
va nella Macedonia e poi nella Grecia e
davanti al popolo e al Sinedrio, descrive la
dopo aver toccato Filippi, Troade e Mileto
vita santa dei primi cristiani, le prime per-
(XVIII, 23; XXI, 16) si porta a Gerusa-
secuzioni, i primi miracoli degli Apostoli,
lemme. Arrestato violentemente, cerca con
e finalmente l'elezione dei sette Diaconi e
il martìrio di S. Stefano.
due discorsi di difendersi ma invano. Viene
;

condotto a Cesarea, dove se ne sta per due


Nella seconda parte (Vili, 4; XII, 25) si
anni in carcere, non ostante l'abilità, con
parla della propagazione del Vangelo nella
cui aveva dimostrato la sua innocenza. Ap-
Samaria, a Damasco e ad Antiochia. Il dia-
pellatosi a Cesare, sotto custodia militare
cono Filippo predica il Vangelo nella Sa-
viene inviato a Roma dall'imperatore. San
maria, e converte l'eunuco etiope della re-
Luca descrive minutamente tutte le peri-
gina Candace. Saulo, il grande persecutore
pezie di questo viaggio marittimo, e termina
del nome cristiano, si converte a Damasco,
il suo lavoro dicendo che S. Paolo passò
e comincia a predicare nelle sinagoghe la
altri due anni a Roma in una prigione, dove
risurrezione e la divinità di Gesù Cristo.
però poteva godere di una certa libertà (XXI,
Perseguitato a morte dai Giudei, fugge a
17; XXVIII, 31).
Gerusalemme, ed entra a contatto cogli Apo-
stoli. A motivo di una persecuzione si ritira
a Tarso. S. Pietro intanto visita le Chiese, Te.mpo in cui furono composti. — Non
opera parecchi miracoli, si reca a battezzare è difficile determinare con una certa pre-
il centurione Cornelio aprendo cosi la porta cisione il tempo in cui furono scritti gli
alla conversione dei gentili, e giustifica da- Atti. E' chiaro infatti dal prologo (I, 1) che
vanti ai fedeli diGerusalemme il suo modo essi furono composti dopo il terzo Vangelo
di agire. Vangelo intanto viene predicato
Il (circa il 60) ed è parimenti indubitato che
nella Fenicia, in Cipro e ad Antiochia, ma S. Luca li terminò prima del 63-64, come
ai soli Giudei. Alcuni cristiani però predi- si ricava dagli ultimi versetti degli stessi
cano ilVangelo anche ai greci, e ad An- Atti, dove si accenna con poche parole ai
tiochia si forma la prima Chiesa, in cui due anni della prigionia romana dell'Apo-
I fedeli venuti dal paganesimo sono in mag- stolo, senza far alcuna menzione né della
gioranza. Paolo va ad Antiochia. Scoppia a sua liberazione, né della sua morte gloriosa
Gerusalemme una nuova persecuzione vio- avvenuta alcuni anni dopo. Ora questo si-
lenta. Erode fa uccidere S. Giacomo e im- lenzio di S. Luca sopra avvenimenti di tale
prigionare S. Pietro, che viene liberato da importanza non si può spiegare altrimenti,
un angelo. Il primo persecutore del nome se non supponendo che egli abbia terminato
cristiano muore ignominiosamente. il suo libro verso il fine dei due anni della

Nella terza parte (XIII, 1 XXVIII, 30); cattività romana, e prima che l'Apostolo
si descrive la propagazione del Cristiane- avesse ottenuto la liberazione. Né vale il
simo in mezzo al mondo pagano. S. Paolo e supporre che S. Luca avesse intenzione di
S. Barnaba, per una speciale rivelazione scriveie un terzo libro, poiché anche ciò
dello Spirito santo, vengono eletti ad An- ammesso, non si spiegherebbe perchè egli
tiochia per l'evangelizzazione del mondo. che ha diffusamente narrato in questo se-
4S4 Atti degli Apostoli - Introduzione

condo libro l'arresto dell'Apostolo, le ac- cadute, ecc., S. Lucale ebbe o da S. Pietro,
cuse, le difese, l'appello a Roma, il viaggio da S. Giacomo o dai seniori, presso i quali
marittimo, l'arrivo all'eterna città, la pri- stette qualche tempo, quando fu a Gerusa-
gionia subita, ecc., non abbia poi creduto di lemme con S. Paolo (XXI, 18), o più proba-
chiudere il libro dicendo almeno qualche bilmente le derivò da S. Marco, in compa-
parola che indicasse se il processo istituito gnia del quale visse per alcun tempo a Roma
contro l'Apostolo terminò con una sentenza durante la prigionia di S. Paolo (Coloss. IV,
di assoluzione o di condanna. Tale conclu- 10, 14; Filem. 24). Ora S. Marco era in
sione del libro sarebbe naturale se S. Luca grado di conoscere bene tutte queste cose.
avesse scritto a processo finito, e perciò Figlio di quella Maria, che accoglieva i primi
l'accontentarsi che egli fa di conchiudere fedeli nella sua casa (XII, 12), e parente di
accennando ai due anni della prigionia ro- S. Barnaba, egli fin dalla prima ora aveva
mana dell'Apostolo, è un argomento deci- abbracciato il cristianesimo, e, fattosi poi
sivo che il libro degli Atti fu terminato ap- per alcun tempo discepolo di S. Paolo, era
punto verso il fine dei due anni di prigionia, infine vissuto in costante e intima relazione
cioè verso il 63-64. col Principe degli Apostoli, ed era tornato
^"^^.i Si può trovare una conferma a ciò nel di poi a prestar aiuto e conforto a S. Paolo
fatto che S. Luca benché per 59 volte negli prigioniero in Roma.
Atti parli della città di Gerusalemme, non La storia del diacono Filippo e dell'evan-
lascia mai trasparire alcuna guisa chein gelizzazione della Samaria, S. Luca potè
essa sia distrutta e ridotta a un cumulo di averla dalla bocca stessa del santo Diacono,
rovine (a. 70), e similmente benché San presso il quale alloggiò qualche tempo a Ce-
Pietro abbia una parte cosi importante negli sarea in compagnia di S. Paolo (XXI, 8).
Atti, non vi è nulla che faccia anche lon- Si domanda però se oltre alle fonti orali,
tanamente sospettare che il Principe degli S. Luca abbia consultato anche fonti scritte.
Apostoli abbia già terminati i suoi giorni. Al dire dei critici razionalisti, gli Atti non
Ora questi fatti ben difficilmente sarebbero sono che una specie di mosaico composto di
spiegabili, se gli Atti fossero stati scritti parecchi frammenti, così malamente uniti tra
dopo questi due grandi avvenimenti. Rimane loro, che è facilissimo il distìnguerli e sepa-
quindi stabilito che gli Atti non furono rarli. In conseguenza, essi distìnguono una
scritti né dopo il 70, né dopo il 67, ma verso fonte A, una fonte B, una fonte C, più un
il 63-64. redattore R., ecc. ; ma quando si tratta di
Anche parecchi protestanti ammettono determinare a quale fonte appartenga un dato
questa conclusione, benché alcuni raziona- passo, sono ben lungi dall 'accordarsi tra
Ijsti basati sui loro falsi preconcetti riten- loro, segno evidente che le loro distinzioni
gano che gli Atti non sono stati composti si fondano più che altro su apprezzamenti
se non dopo il 70. soggettivi, che variano a seconda degli uo-
mini e dei tempi.
Fonti a cui S. Luca attinse le sub nar- Lasciando da parte le gratuite affermazioni
razioni. — S. Luca non fu certamente testi- dei razionalisti, vi sono parecchi critici cat-
mone di tutti gli avvenimenti che narra nel tolici (Belser, Brassac, Jacquier, Knaben-
libro degli Atti ; è ovvio quindi il doman- bauer, ecc.), i quali ritengono che S. Luca
darsi quali siano le fonti, a cui egli attinse abbia usato fonti scrìtte per ciò che riguarda
le sue narrazioni. Avendo però già dimo- i discorsi riferiti nei primi capìtoli, così
strato che S. Luca è l'autore degli Atti, è pieni di ebraismi e di formole e di citazioni
chiaro che la domanda diviene inutile per dell'Antico Testamento. Checché ne sìa di
tuttiquei fatti dei quali egli fu testimonio quest'ipotesi, la quale, benché probabile,
oculare. non è tuttavìa certa, va assolutamente riget-
Antiocheno dì origine, e per di più fedele tata la sentenza di coloro, ì quali pensano
discepolo dell'Apostolo S. Paolo, egli attinse che i discorsi riferiti da S. Luca siano sem-
ai suoi ricordi personali quanto si riferisce plici composizioni letterarie fatte dall'autore
alla Chiesa di Antiochia (XI, 19 ss.) e ai e messe in bocca ai personaggi, di cui scrive
passi scritti in prima persona (XI, 27-28; la storia. Quanto più infatti sì considerano
XVII, 10 e ss. XIX, 5 XXI, 17 XXVII, 2 ;
; ; ;
questi discorsi, tanto più si vede che essi
XXVIII, 16). Per ciò che riguarda la vita di corrispondono troppo bene al tempo, in cui
S. Paolo, la sua conversione, i suoi viaggi, le furono pronunziati, e alle persone che lì
persecuzioni sofferte^ ecc., egli potè avere pronunziarono, da essere assolutamente im-
le necessarie informazioni o dalla bocca possibile che si possano attribuire alla sem-
stessa dell'Apostolo, oppure da quella del plice rettorica dell'autore del libro.
óuoi discepoli. Le notizie poi relative al
primi tempi della Chiesa di Gerusalemme, "*
Autorità storica degli Atti. Anche—
al ministero degli Apostoli, ai miracoli ope- prescìndendo da ogni ispirazione è certo che
rati, alle persecuzioni sostenute, alle vittime gli Atti godono di una vera e rigorosa auto-
Atti degli Apostoli - Introduzionb 455

rità storica. S. Luca infatti disponeva di e a Filippi (Att. XIII, 50; XIV, 1, 7, 19, 21 ;
ottime fonti di informazioni, e niuno può XVI, 23, 24; II Tim. Ili, 10, 11 ; I Tessal.
provare clie nello scrivere egli abbia man- II, 2), ebbe speciali relazioni con Aquila e

cato di sincerità. Le epistole di S. Paolo e Priscilla (Att. XVIII, 13; Rom. XVI, 3),
gli stessi monumenti della storia profana, battezzò a Corinto un certo Crispo (Att.
dimostrano invece ad evidenza la sicurezza XVIII, 8; I Cor. I, 14) ed era solito a gua-
delle sue affermazioni e la sua veridicità. dagnarsi il vitto lavorando colle proprie mani
Benché infatti S. Luca nello scrivere il (Att. XVIII, 3; XX, 34; I Cor. IV, 12). Dio
suo libro non siasi servito delle Epistole, gli aveva conceduto il dono di far miracoli
è mirabile però l'accordo perfetto che si (At. XIII, 11 ;XIV, 3, 9; XVI, 18; XX, 10,
osserva tra queste e gli Atti, sia per quanto ecc.; Rom. XV, 19; II Cor. XII, 12, ecc.).
riguarda la Chiesa primitiva, sia per quanto Anche i documenti profani rendono testi-
riguarda S. Paolo. monianza alla veridicità di S. Luca. Così ad
Ecco alcuni esempi Gerusalemme fu la : esempio dal cap. XIII, 7, sappiamo che
culla della Chiesa primitiva (Att. I. 1 e ss. ; Cipro era governata da un Procon-
l'isola di
Gal. I, 17; II, 1 e ss.). Alla testa della sole per nome Paolo, il quale aveva con sé
Chiesa di Gerusalemme vi erano i dodici un mago. Ora, da medaglie e iscrizioni tro-
Apostoli, il capo dei quali era S. Pietro vate nell'isola é provato che Cipro al tempo
(Att. I, 13; II, 37 e ss. VI, 2, ecc.; GaL ; in cui vi passò S. Paolo, era realmente
I, 17, 18; I Cor. XV, 5). 1 fedeli dì questa governata da Proconsoli, e che uno di questi
città soffrivano la povertà, e il ricavo della aveva nome Paolo, e che nell'isola era molto
vendita dei beni .non bastava più a mante- in flore la pratica della magia. V. Vigorou-
nerli (Att. V, 40; Vili, 1-3; XXIV, 17-18; roux. Le N. T. et les découv. arch., II ed.,
I lessai. II, 14; Rom. XV, 25, 26; II Cor. p. 199 e ss.
IX, 10). Ben presto fuori di Gerusalemme, Così pure S. Luca fa notare che Filippi in
nella Giudea, si ebbero altre comunità cri- Macedonia era una colonia romana, e vi si
stiane (Att. IX, 31 XI, 1, 29; I Tess. II, 14;
; faceva commercio di porpora (Att. XVI, 12,
Galat. I, 22), le quali subirono persecuzioni 14). Ora sia l'una cosa che l'altra é confer-
da parte dei Giudei (Att. IV, 1 e ss. I Tess. ; mata dalle iscrizioni e dalle monete trovate.
II, 14). I che gli Atti forniscono intomo
dati V. Vig., ibid., p. 211 e ss.
fli fratelli del Signore e a S. Giacomo si Numerose iscrizioni confermano pure che
accordano perfettamente con quanto sap- la città di Tessalonica era governata da ma-
piamo dalle Epistole (Att. I, 14; XII, 17; gistrati, che portavano il nome di Politarchi,
XV, 13; XXI, 18; I Cor. IX, 5; XV, 7; precisamente come viene indicato dagli Atti
Gal. II, 9, 12). Lo stesso si dica di S. Bar- XVII, 6, 8. V. Vig., ibid., p. 231 e ss.
naba (Att. IX. 27; XI, 22; Gal. II, 1; I La descrizione di Efeso e il suo culto fa-
Cor. IX, 6), di S. Marco (Att. XV, 34 e ss. ;
natico per la Dea Diana, i varii magistrati
Coloss. IV, 10). che la governano (Att. XIX, 31, 33, 39, ecc.),
Il Battesimo veniva amministrato nel no- corrispondono perfettamente a quanto ci ha
me di Gesù, ed era ordinato a rimettere I rivelaito l'archeologia^ V. Vig^, ibid., p.
peccati (Att. II, 38 e ss. Rom. VI, 1-3 ; ;
273 e ss.
Gal. Ili, 27; Coloss. II, 12). La celebrazione S. Luca si mostra inoltre cosi bene Infor-
dei misteri eucaristici costituiva la parte inato degli usi, dei costumi, delle leggi,
più importante del culto cattolico (Att. II, delle cerimonie e delle superstizioni dei po-
42, 46; XX, 7, 11; I Cor. X, 16; XI, poli evangelizzati dall'Apostolo, da far con-
17-24, ecc.). chiudere che, o egli stesso ha vedute le cose
Similmente se si stabilisce un parallelo di cui parla, oppure ne fu informato da co-
tra la biografia di S. Paolo quale si può ri- loro che furono presenti. Solo un testimonio
cavare dagli Atti, e le notizie che di lui ab- oculare e bene avveduto poteva dare a tutti
biamo dalle sue Epistole, si vedrà ancora i magistrati il titolo loro spettante, assegnare

meglio il grande valore storico di S. Luca. le varie Provincie all'imperatore o al senato,


Paolo era Ebreo, figlio di Ebrei e Fariseo fissare la posizione geografica di tante città,
zelante (Att. XXI, 39; XXII, 3; XXIII, 6; ecc. Vedi per una più ampia dimostrazione •

XXVI, 5 Filipp. III, 5). Con odio accanito


; Jacquier, Histoire des livres du N. T., tom.
perseguitò la Chiesa di Dio, ma Gesù gli Ili, 2 ed., p. 94 e ss.
apparve e ne fece uno dei più lelanti Apo-
stoli (Att. IX, 1, 15, 17, ecc.; Tim. I, 13; Testo degli Atti. — l codici degli Atti

I Cor. XV, 8). Durante il suo soggiorno in presentano un sì gran numero di varianti
Damasco fu perseguitato dai Giudei, e a che alcuni arrivarono a pensare che S. Luca
stento potè essere salvato dai fratelli, che lo stesso ne abbia fatte due edizioni, l'una
calarono dalle mura in una sporta (Att. IX, assai più estesa e completa destinata ai Ro-
24-25; II Cor. XI, 32-33). Egli soffri altre mani, e l'altra più breve destinata a Teofilo.
persecuzioni ad Antiochia, a Iconio, a Listri La maggior parte dei critici cattolici e
456 Atti degli Apostoli - Introduzione

protestanti rigettano peròuna tale ipotesi, e Friburgo in B., 1897; Felten, Die Apostel-
ritengono che il gran numero di varianti, più geschichte, Friburgo in B., 1892; Le Camus,
che a un'altra edizione si debba alla tra- L'oeuvre des Apòtres, Parigi, 1905.
scuratezza e all'audacia dei copisti e dei
correttori. Checché ne sia, fa d'uopo nel- Cronologia degli Atti. —
E' assai dif-
l'interpretazione degli Atti tener conto di ficile, per non dire impossibile, fissare con
queste varianti, alcune delle quali meritano esattezza la cronologia degli Atti, poiché
tutta l'attenzione dell'esegeta. mancano quasi affatto le date degli avveni-
Itesti degli Atti si possono quindi dividere menti. Tuttavia vi sono alcuni fatti dei quali
in due gruppi, l'uno detto orientale e l'altro si può con una certa probabilità determinare
occidentale. il tempo in cui si sono verificati, e che pos-

II gruppo orientale è formato dai codici sono in conseguenza servire come punti di
Vaticano, Sinaitico, Alessandrino, di St-E- partenza per coordinare assieme le altre nar-
frem, e dalla più parte dei codici minuscoli razioni.
greci, nonché dalle versioni Volgata, Si-
riaca Peschilo, Copta e dai Padri Clemente Ascensione e Pentecoste. —
S. Luca af-
A., Origene, S. Giovanni Crisostomo e Di- ferma esplicitamente (Att. I, 3 e ss.) che
dimo d'Alessandria. l'Ascensione ebbe luogo quaranta giorni
// gruppo occidentale é formato dal codice dopo la Risurrezione, e che la Discesa dello
Gantuariense o di Beza (mutilo in parte nel Spirito Santo avvenne dieci giorni dopo
testo degli Atti), dal palinsesto di Fleury, l'Ascensione (Att. II, 1). Ora siccome è
dalla versione Siriaca Filosseniana, dai Pa- assai probabile che il Signore sia morto
dri S. Cipriano e Sant'Agostino, ecc. nell'anno 30 dell'era volgare, è chiaro che
Il codice di Beza ha più di 400 aggiunte, a questo stesso anno vanno riferite l'Ascen-
che non si trovano nel Codice Vaticano. sione e la Discesa dello Spirito Santo.
A questi due gruppi se ne può aggiungere
un terzo risultante dalla combinazione dei Martirio di S. Giacomo, prigionia di San
due precedenti. Appartengono a questo grup- Pietro. —Questi due fatti, narrati al capo
po il codice Laudiano, il codice latino Gigas, XII, dovettero avvenire prima della morte di
l'antica versione Sahidica e i Padri San- Erode Agrippa, il quale dopo aver avuto nel
t'Irineo, Severiano, Tertulliano, Lucifero di primo anno di Claudio (a. 41) ampliati i
Cagliari, Venerabile Beda, ecc. suoi dominii, morì nel 44 (Gius. FI. A. G.,
H. Coppieters (De historia textus Actorum XIX, 5 e 8). E' però probabile che la perse-
Apostolorum, Lovanii, 1902) dopo uno stu- cuzione da lui suscitata contro la Chiesa
dio minuto delle varianti tra il testo orien- abbia avuto principio appena egli tornò da
tale e l'occidentale, conchiude che il testo Roma in Palestina nel 41, quando cioè
^Drientale rappresenta il testo autentico degli aveva tutto l'interesse a ingraziarsi i Giudei
Atti. II testo occidentale é dovuto a un e a far loro dimenticare il suo passato. In
qualche abile recensore, il quale ha rima- conseguenza tutti i fatti narrati nei 12 primi
neggiato il testo per renderlo più chiaro e capitoli degli Atti vanno collocati tra gli
preciso, e talvolta anche per amplificarlo. anni 29-30 e 41-42.
Tale conclusione é ammessa da quasi tutti
gli esegeti cattolici e va ritenuta come certa. Prigionia di S. Paolo a Cesarea e prima
prigionia a Roma. —
S. Paolo stette due
Principali commenti cattolici sugli anni prigioniero a Cesarea al tempo, in cui
Atti. —
Fra gli antichi vanno ricordati Felice era governatore della Giudea (Att.
quelli di S. Giovanni Crisostomo, di Ecu- XXIV, 27). Pesto, successore di Felice, poco
menio e di Teofllatto, e fra I moderni quelli dopo il suo arrivo in Palestina lo fece con-
di Lorin. S. I., di Salmeron. S. I. e di San- durre a Roma (Att. XXV, XXVI). Ora l'ar-
chez. S. I. rivo di Pesto in Palestina non può essere
Fra più recenti meritano speciale men-
i posteriore al 62, poiché in questo stesso
zione Beelen, Comm. in Act. Ap., Lo-
: anno fu sostituito da Albino (Gius. FI. A. G.
vanio, 1864; Patrizi S. I., In Act. Apostolo- XX, 8) e neppure può essere anteriore di
rum. Roma, 1867; Van Steenkiste, Actus molto al 60, poiché Giuseppe (Vita, III)
Ap. breviter explicati, Bruges, 1897; A. Ca- narra di sé stesso che all'età di 26 anni, cioè
merlynk, Commentarius in Act. Ap., Bru- nel 62-63, essendo egli nato nel primo anno
ges, 1910. E' una rifusione dell'opera pre- di Caio Cesare, ossia nel 36 a. C. (Vita, I),
cedente. Crelier, Les Actes des Apbtres, Pa- si recò a Roma per difendere alcuni sacerdoti
rigi, 1883 Knabenbauer, Comm. in Act.
; accusati da Felice. Ora non é affatto pro-
Ap., Parigi, 1899; Ceulemans, Comm. in babile che Giuseppe sia accorso In difesa
Act. Apost., Malines, 1903; Rose, Les Actes dei suoi connazionali solo dopo che avevano
des Ap.. Parigi, 5* ed, 1907; Belser, Bei- passati parecchi anni in carcere. Quindi si
tràge zur Erklarung der Apostelgeschichte. deve conchiudere che Felice non fu richia-
Atti oboli Apostoli - Introduzione 457

mate che verso II 60 e che la prigionia di molti anni » (Att. XXV, 10). La prigionia di
S. Paolo a Cesarea cominciò verso il 58. S. Paolo va quindi fissata negli anni 58-60.
Parecchi critici protestanti e cattolici Sul fine del 60 S. Paolo partì per Roma e
(Hamak, Kellner, Holtzmann, pog-
ecc.), vi arrivò la primavera seguente, cioè nel
giandosi sulla versione armena e latina della 61. Restò nuovamente prigioniero per due
Cronaca di Eusebio, credono di poter stabi- anni, ossia fino al 63 e poi fu liberato.
'ire che Pesto sia succeduto a Felice nel- Stabiliti così alcuni punti di partenza,
l'anno secondo di Nerone, ossia tra l'ot- sarà conveniente presentare una tavola cro-
tobre del 55 e l'ottobre del 56, e che perciò nologica dei tempi apostolici cercando di
S. Paolo sia stato arrestato nel 54, oppure riassumere i risultati più probabili delle
nel 53. Questa opinione non pare probabile, varie ricerche fatte su questo punto cosi
poiché se è certo che Felice non entrò in controverso.
funzione che nel 52 (Gius. FI. A. G., XX,
7) non si comprende come mai S. Paolo (Vedi la tavola cronologica in fine del
appena ur anno o due dopo abbia potuto volume).
dirgli so che tu gov*rni questa nazione da
'(
ATTI DEGLI APOSTOLI

CAPO \,

Prologo, /-j. —
Ultime istruzioni di Gesii agli Apostoli, 4~S. — Ascensiotie dt
Gesii, 9-Ti. —
Ritorno degli Apostoli a Gerusalemme, 12-14. — Elezione di
Mattia, 15-26,

'Priraum quidera sermonem feci de om- 'lo ho parlato in primo luogo, o Teofllo,
nibus Theophile, quae coepit lesus facere, di tutto quello che Gesù cominciò a fare
et docere 'Usque in diem, qua praecipiens e a insegnare 'sino a quel giorno in cui,
Apostolis per Spiritum sanctum, quos elegit, dati per mezzo dello Spirito santo i suoi or-
assumptus est : 'Quibus et praebuit seipsum dini agli Apostoli che aveva eletti, fu as-
vivum post passionem suam in multis ar- sunto *ai quali ancora si fece veder vivo
:

Santo, prima di salire al cielo istmi i suoi Apo-


CAPO I. stoli intorno a quelle veriti che dovevano cono-
scere per compiere la missione loro affidata
1-3. Come nel Vangelo, cosi pure negli Atti (Matf. XXVIIl, 18-20; Mar. XVI, 15; Lue. XXIV,
S. Luca premette un breve prologo, in cui rias- 47-50). Alcuni riferiscono le parole per mezzo
sume l'opera precedentemente compilata, e rie- dallo Spirito Santo all'elezione degli Apostoli : ma
voca la dedica a Teofllo (V. n. Lue. I, 4). non si capisce in tal caso per qual motivo venga
Ho parlato in primo luogo (tóv hdAtov Xóyot), ricordato che gli Apostoli furono eletti per mo-
cioè ho compilato il primo libro, ossia il Vangelo zione dello Spirito Santo. Fu assunto. S. Luca
intorno a tutto quello. Queste ultime parole de- non dice, saD. al cielo, perchè egli considera Gesù
vono essere prese in largo senso, poiché nel Van- come Figliuolo dell'uomo (V. Mar. XVI, 19).
gelo non si hanno che alcune azioni e alcuni inse- 3. Con molte riprove. Per mezzo di molti ar-
gnamenti di Gesù. Principiò a fare e insegnare, gomenti indubitati e irrefragabili, quali p. es. il
vale a dire fece e insegnò. Non è necessario sup- mangiare, il lasciarsi toccare, ecc.. Gesù dimostrò
porre che usando il verbo principiò S. Luca abbia ai suoi Apostoli la realtà della sua risurrezione.
voluto dire che Gesù lasciò agli Apostoli di conti- Apparendo ad essi. Dopo la risurrezione Gesù
nuare e condurre a termine l'opera da lui comin- non si manifestò agli Apostoli che ad intervalli.
ciata, cioè la conversione del mondo. Fare e
Parecchie di queste apparizioni sono narrate negli
insegnare. Si riassume tutto ciò che è narrato nel ultimi capi dei Vangeli, altre sono ricordate nelle
Vangelo vale a dire l'infanzia, la vita nascosta, Epistole e negli Atti. Per quaranta giorni. Solo
la vita pubblica, ecc. di Gesù. L'ordine in cui S. Luca ci dà il tempo preciso trascorso tra la
sono posti i due verbi sembra indicare che Gesù risurrezione e l'ascensione. Parlando del regno
alla predicazione fece precedere l'esempio della di Dio, cioè manifestando agli Apostoli la sua vo-
sua vita (V. Lue. XXIV, 19). lontà intomo a ciò che apparteneva alla Chiesa,
2. Sino a quel giorno, ecc. Il Vangelo di San ai suoi Sacramenti, alla sua dottrina, alla sua dila-
Luca termina appunto coll'Ascensione di Gesù tazione nel mondo, ecc. Molte cose pertanto, che
(Lue. XXIV, 50). riguardano la Chiesa, non ci furono tramandate
Dati per mezzo, ecc. Gesù ripieno di Spirito per scritto, ma solo per tradizione.
460 Atti, I, 4-9

gumentis, per dies quadragfnta apparens eis, dopo la sua passione con molte riprova,
et loquens de regno Dei. apparendo ad essi per quaranta giorni, e
parlando del regno di Dio.
*Et convescens, praecepit eis ab leroso- *Ed essendo insieme a mensa, comandò
lymis ne discederent, sed expectarent pro- loro di non allontanarsi da Gerusalemme,
missionem Patris, quam audìstis (inquit) per ma di aspettare la promessa del Padre, la
OS meum *Qula Ioannes quidem baptizavit
: quale (disse) avete udita dalla mia bocca :

aqua, vos autem baptizabimini Spiritu "perocché Giovanni invero battezzò nel-
sancto non post multos hos dies. *Igitur l'acqua, ma voi sarete battezzati nello Spi-
qui convenerant, interrogabant eum, dicen- rito Santo di qui a non molti giorni. *Ma
tes Domine si in tempore hoc restitues
: i convenuti lo interrogavano dicendo Si- :

regnum Israel ? ^Dixit autem eis Non est :


gnore, ricostituirai tu adesso il regno ad
vestrum nosse tempora vel momenta, quae Israele ? ^Egli però disse loro Non appar- :

Pater posuit in sua potestate *Sed acci- : tiene a voi sapere i tempi e i momenti, che
pietis virtutem supervenientis Spiritus il Padre ha ritenuti in poter suo *ma rice- :

sancti in vos, et eritis mihi testes in leru- verete la virtù dello Spirito santo, che verrà
salem, et in omni ludaea, et Samaria, et sopra di voi, e mi sarete testimoni e in
usque ad ultimum terrae. Gerusalemme, e in tutta la Giudea, e nella
Samaria, e sino all'estremità del mondo.
'Et cum haec dixisset, videntibus illis, 'E detto questo, a vista di essi si alzò in
elevatus est et nubes suscepit eum ab
: alto :e una nuvola lo tolse agli occhi loro.

*Luc. 24, 49; Joan. 14, 26; Matth. 3, 11; Marc. 1, 8; Lue. 3, 16; Joan. 1, 26. Inf. 2, 2; Lue.
24, 48.

4. Comincia a narrare ciò che avvenne nel gior- pimento delle Scritture dovesse ristabilirsi la so-
no dell'ascensione. Essendo insieme a mensa. Il vranità d'Israele su tutti i popoli (Lue. XXIV, 21).
greco ouvoXiJJónevoi; può ricevere due diverse in- I profeti infatti avevano annunziato non solo la
terpretazioni. Alcuni lo fanno derivare dalla ra- grande effusione dello Spirito Santo, ma anche
dice à\r\c; e traducono semplicemente essendo la conversione d'Israele e la restaurazione del
insieme con essi: altri invece ricorrono alla ra- trono di Davide (Is. XI, 12 e ss.; XIV, 1 ; XLIV,
dice &Xc;, sale, mangiare il sale, prender cibo, ecc. 3; XLIX, 8, 22, ecc.; Ezech. XI, 19; XXXVI, 26;
e interpretano essendo insieme a mensa. Questa
: Os. III, 4, 5; Am. IX, 11, ecc.). Perciò gli Apo-
ultima interpretazione è seguita dai Padri greci e stoli al sentir parlare della venuta dello Spirito
dalla maggior parte dei commentatori, e corri- Santo come di cosa prossima, pensarono subito
sponde perfettamente al modo di agire di Gesiì che dovesse eziandio inaugurarsi il nuovo regno
(Mar. XVI, 14; Lue. XXIV, 43). d'Israele, e interrogarono Gesù in proposito. Essi,
Da Gerusalemme. Mentre dopo la sua risurre- non erano ancora riusciti a spogliarsi dei loro pre-
zione aveva comandato agli Apostoli di tornare in giudizi nazionali, e avevano ancora bisogno di
Galilea (Matt. XXVIII, 7), ora invece vuole che essere illuminati dallo Spirito Santo.
dopo la sua ascensione rimangano in Gerusa- 7. Non appartiene a voi, ecc. Gesù non sta a
lemme. In questa città, centro della Teocrazia spiegar loro come debbano essere intese le antiche
giudaica, doveva aver luogo l'inaugurazione uf- profezie, molte delle quali non si verificheranno
ficiale Chiesa.
della che alla fine dei tempi, ma risponde alla loro
La promessa del Padre, ossia quella grande ef- domanda facendo osservare che Dio è padrone
fusione dello Spirito Santo, che il Padre aveva degli avvenimenti, e li dispone a suo piacere, e
promessa e doveva compiersi nel giorno di Pen- se Egli, come nel caso presente, non ha voluto
tecoste (Is. XLIV, 3; Gioel. II, 28, ecc.). La manifestare il tempo in cui si compiranno, l'uomo
quale, ecc. Il greco ha semplicemente : la .quale non deve cercare di conoscere ciò che supera la
da me avete udita. Gesù aveva più volte parlato sua capacità, ma umiliarsi e attendere a compiere
agli Apostoli della venuta dello Spirito Santo (Lue. la sua missione.
XII, 12; XXIV, 49; Giov. XIV, 16; XV, 26; XVI,
8. Mi sarete testimonìi predicando il mio Van-
7, 13, ecc.).
gelo, cioè la mia incarnazione, passione, morte e
Giovanni, ecc. Già il precursore aveva sta-
5. risurrezione, i miei precetti e la mia dottrina, ecc.
bilito questa differenza tra il suo battesimo e In Gerusalemme, ecc. Un quadruplice campo è
quello di Gesù (Matt. Ili, 11; Mar. I, 8; Lue. apertp al ministero degli Apostoli Gerusalemme,
:

III, 16). Sarete battezzati, ecc. Colla metafora del


la Giudea, la Samaria, tutto il mondo. La loro
battesimo si dichiara l'abbondante effusione dello missione che prima doveva restringersi agli Ebrei
Spirito Santo e dei suoi doni, che avrà luogo dieci (Matt. X, 5), ora deve estendersi a tutta la terra :
giorni più tardi. Gli Apostoli saranno come im- i pagani e gli Ebrei non formeranno più che un
mersi nello Spirito Santo, o meglio nel torrente solò popolo. Al regno d'Israele ristretto alla Pa-
delle sue grazie e dei suoi doni. lestina, Gesù oppone l'universalità della sua
6. Ricostituerai, ecc. Gesù aveva spesso parlato Chiesa e del suo regno, già predetta dai profeti
del regno di Dio, che Egli doveva fondare, e ben- (Is. II, 2; XI, 9, 10; LX, 6, ecc.) e da lui stesso
ché gli Apostoli, specialmente dopo la sua pas- affermata (Matt. Vili, 11; XIII, 32; XXI, 43;
sione e morte, avessero già alquanto compreso che XXIV, 14; XXVIII, 20).
Egli era principalmente venuto a salvare le anime, 9. Detto questo Gesù condusse i suoi Apostoli
tuttavia credevano ancora che per il pieno adem- suirOliveto presso Befania (Lue. XXIV, 50) « «
Atti, I, 10-16 461

oculis eorura. "Cumque Intuerentur in coe- "E mentre stavano fissamente mirando lui
lum euntem illum, ecce duo viri astiterunt che saliva al cielo, ecco due personaggi
iuxta illos in vestibus albis, "Qui et dixe- in bianche vesti si appressarono ad essi,
runt Viri Galilaei quid statis aspicientes
: "i quali anche dissero Uomini di Galilea,
:

in coelum? hic lesus, qui assumptus est a perchè state mirando verso il cielo? Quel
vobis in coelum, sic veniet quemadmodiun Gesù, il quale tolto a voi è stato assunto al
vidistis eum euntem in coelum. cielo, verrà così come lo avete veduto an-
dare al cielo.
"Tunc reversi sunt lerosolymam a monte, "Allora tornarono a Gerusalemme, dal
qui vocatur Oliveti, qui est iuxta lerusalem, monte che si dice dell'Olivete, il quale è
sabbati habens iter. "Et cum introissent in vicino a Gerusalemme quant'è il viaggio
coenaculum, ascenderunt ubi manebant Pe- d'un giorno di sabato. "E giunti che furono,
trus, et Ioannes, lacobus, et Andreas, Phi- salirono al cenacolo, in cui alloggiavano,
lippus, et Thomas, Bartholomaeus, et Mat- Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Fi-
thaeus, lacobus Alphaei, et Simon Zelotes, lippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo,
et ludas lacobi. **Hi omnes erant perseve- Giacomo, figliuolo di Alfeo, e Simone Ze-
rantes unanimiter in oratione cum mulieri- lote, e Giuda fratello di Giacomo : "tutti
bus, et Maria matre lesu, et fratribus eius. questi perseveravano concordi nell'orazione
insieme colle donne, e con Maria madre di
Gesù, e coi fratelli di lui.
"In diebus illis exsurgens Petrus in medio "E in quei giorni alzatosi Pietro in mezzo
fratrum dixìt (erat autem turba hominum ai fratelli (era il numero
delle persone adu-
simul, fere centum viginti) "Viri fratres,: nate di circa cento venti) disse : "Fratelli,
oportet impleri Scripturam, quam praedixit fa di mestieri che si adempia quel che fu
Spiritus sanctus per os David de luda, qui scritto dallo Spirito santo, per bocca di Da-

>*P8. 40, 10; Joan. 13, 18.

vista di essi acciò non potessero dubitare della che ebbero maggior famiglitriti con Gesù (V. n.
realti del fatto, si alzò in alto per propria virtù. Matt. X, 2).
E una nuvola. La nuvola indica la presenza della 14. Perseveravano con grande concordia di ani-
maestà di Dio in Gesù Cristo (V. n. Matt. XVII, mi nell'orazione sia nel Cenacolo e sia nel tempio
5; XXIV, 30). (Lue. XXIV, 53), preparandosi cosi alla venuta
dello Spirito Santo. Colle donne. Si tratta di al-
10. Due personaggi, cioè due angeli in appa-
cune fra quelle pie donne di Galilea, che accom-
renza umana. La veste bianca indica gioia e le-
pagnarono Gesù, e dopo la sua morte ebbero cura
tizia. Altre apparizioni simili di angeli si ebbero
della sua sepoltura, e furono poi favorite delle
alla risurrezione (Matt. XXVIII, 3; Mar. XVI, 5;
prime apparizioni di Gesù risorto. Tra le altre
Lue. XXIV, 4; Giov. XX, 12).
vanno menzionate Maria Maddalena, Salome, Maria
11. Uomini di Galilea. Tutti gli Apostoli erano di Cleofa. Con Maria, ecc. La madre dì Gesù me-
originarli di Galilea, eccetto Giuda che era di Ka- ritava di essere in modo speciale ricordata in un
rioth, villaggio appartenente alla tribù di Giuda. avvenimento, in cui la sua preghiera dovette avere
Perchè state mirando quasi che Gesù debba di una grandissima importanza. Coi fratelli di lai,
nuovo subito apparire? Verrà così, come, ecc. ossia coi parenti o cugini di Gesù (V. n. Matt.
Nella stessa guisa che ora lo vedete salire, ossia, XIII, 55). Durante la vita pubblica del Salvatore
collo stesso corpo e colla stessa gloria e maestà essi erano rimasti increduli (Mar. Ili, 21 Giov. ;

con cui ora sale al cielo, verrà di nuovo alla fine VII, 5), ma dopo la sua risurrezione si vede che
del mondo per il giudizio (Matt. XX, 14, 30; avevano creduto.
Apoc. I, 7)
15. In quei giorni mentre aspettavano lo Spi-
12. Oliveto. V. n. Matt. XXI, 1. 7/ viaggio rito Santo. Alzatosi Pietro cominciò ad esercitare
d'un sabato. Si dava questo nome aUa distanza l'ufficio di Capo della Chiesa (Matt. XVI, 18-19;
(2000 passi, circa un chilometro) che si poteva Lue. XXII, 31-32; Giov. XXI, 15 e ss.). In mezzo
percorrere di sabato senza violare il riposo pre- ai fratelli, oppure in mezzo ai discepoli, come sì
scritto. Alcuni pali piantati a lato delle quattro ha in alcuni codici greci. 7/ numero delle per-
vìe principali segnavano questa distanza dalle mura sone. Nel greco lett. nrui moltitudine di nomi.
della città. Quest'ultima espressione è un ebraismo dove
13. Giunti che furono in città. Al cenacolo, nome è usato per sinonimo di persona (Num. I,
ossia a quella parte superiore della casa dove i 2, 18, 20. ecc.; Apoc. Ili, 4; XI, 13, ecc.). Cento
Giudei si radunavano per la preghiera, per con- venti. I discepoli di Gesù erano già assai nume-
rosi, poiché sappiamo (I Cor. XV, 6) che dopo
viti, ecc. L'articolo determinativo (tò vitEpq>oy)
la sua risurrezione Gesù apparve a più di 500
suppone un luogo già conosciuto dal lettore, e
discepoli.
quindi con ogni probabilità si tratta dello stesso
cenacolo, in cui fu istituita l'Eucaristia (V. n. 16. Fratelli. Già fin d'allora i cristiani usavano
Mar. XIV, 15; Lue. XXII, 12). Pietro e Ghvanni, chiamarsi tra loro con questo nome. Fa di me-
ecc. Nel presente catalogo degli Apostoli S. Luca stieri. Nel greco :faceva di mestieri che, ecc.
segue un ordine diverso da quello seguito nel Van- Dallo Spirito santo, ecc. Lo Spirito Santo è l'au-
gelo (VI, 14-16), e nomina per primi gli Apostoli tore principale della Sacra Scrittura, l'uomo, che
462 Atti, I, 17-22

''^
fuit dux eorura, qui comprehenderunt le- vid, intomo a Giuda, il quale fu^ guida di
sum : "Qui connumeratus erat in nobis, coloro che catturarono Gesù "egli, che
:

et sortitus est sortem


ministerii huius. fu annoverato tra noi, ed ebbe in sorte
^*Et hic quidem possedit agrum de mer- questo stesso ministero. ^*Egli adunque ac-
cede iniquitatis, et suspensus crepuit me- quistò un campo per ricompensa dell'ini-
dius et diffusa sunt omnia viscera eius.
: quità, e appiccatosi crepò per mezzo e si :

^*Et notum factum est omnibus habitan- sparsero tutte le sue viscere. "E la cosa si
tibus lerusalem, ita ut appellaretur ager è risaputa da tutti quanti gli abitatori di
ille, lingua eorum, Haceldama, hoc est, Gerusalemme, per modo che quel campo è
ager sanguinis. ""Scriptum est enim in venuto a chiamarsi nel loro linguaggio Ha-
libro Psalmorum : Fiat commoratio eorum celdama, cioè campo del sangue. ""Ora sta
deserta, et non sit qui inhabitet in ea et : scritto nel libro dei Salmi: Diventi la loro
episcopatum eius accipiat alter. *^Oportet abitazione un deserto, né vi sia chi abiti in
ergo ex bis viris, qui nobiscum sunt congre- essa e l'ufficio di lui lo abbia un altro.
:

gati in omni tempore, quo intravit et exivit "^Bisogna adunque che di questi uomini, i
Inter nos Dominus Jesus, **Incipiens a ba- quali sono stati uniti con noi per tutto quel

" Matth. 27, 7. «« Ps. 68, 26 et 108, 8.

la sua ispirazione, nel caso presente


scrive sotto 19. E la cosa, cioè che quel campo è stato com-
Davide, non è che autore secondario (II Piet. I, prato col prezzo del tradimento, si è risaputa, ecc.
Nel loro linguaggio aramaico, ecc. Siccome San
Pietro tenne il suo discorso in aramaico, le pa-
role : nel loro linguaggio e la spiegazione di
Aceldama, cioè Campo del sangue, furono ag-
giunte da S. Luca per riguardo ai lettori greci.
20. Sta scritto, ecc. Cita la profezia, a cui aveva
accennato al v. 16. Essa consta di due parti; la
prima delle quali appartiene al salmo LXVIII, 26,
e la seconda al salmo CVIII, 8. Diventi la loro
abitazione, ecc. Quasi tutti i codici greci, pa-
recchi Padri e le versioni itala e siriaca hanno :
la sua abitazione. L'applicazione a Giuda sarebbe
più chiara. Il senso d'i questa frase è il seguente :
che l'empio sia tolto dal mondo e il luogo dove
abitava, ispiri tale orrore che niuno più osi di-
Fig. xóa.— Lo Spirito Santo sotto forma di colomba morarvi. Ciò si è perfettamente avverato di Giuda.
posa su una cattedra, figura della Chiesa. II salmo LXVIII da cui è tratta questa profezia è

(Catacombe). certamente messianico, come lo provano i nume-


rosi suoi versetti citati nel Nuovo Testamento
21). Giuda fu la guida, e mostrò la strada a quei (Matt- XXVII, 35; Giov. II, 17; XV, 25; XIX,
che catturarono Gestì. 28; Rom. XV, .3, ecc.). E l'ufficio di lui, ecc.
Tra i castighi dell'empio nel salmo CVllI, 8
17. Egli che, ecc. Nel greco : perchè egli fu,
viene ricordato anche quello che esso sarà spo-.
ecc. Annoverato tra noi, cioè scelto con noi tra
gliato di ogni dignità e di ogni ufficio, e in suo
gli amici più cari del Salvatore, ed ebbe in sorte,
luogo sarà chiamato un altro.
ossia fu chiamato ad essere partecipe di questo
stesso ministero, vale a dire dell'Apostolato, che 21. Bisogna adunque, ecc. Dalla profezia citata
ci fu conferito non per diritto ereditario come il Pietro trae la conclusione, che è necessario pro-
sacerdozio levitico, e neppure perchè l'avessimo cedere all'elezione di un altro Apostolo in luogo
meritato, ma unicamente per grazia e degnazione di Giuda. Come dodici erano stati i patriarchi
di Dio. fondatori dell'antico popolo d'Israele, cosi do-
18. Egli adunque, ecc. Pensano alcuni che i
vevano pure essere dodici i padri spirituali del
vv. 18-19 formino una parentesi inserita da S. Luca
nuovo popolo fondato da Gesù Cristo. Il nuovo
nel discorso di S. Pietro. Non sembra probabile
Apostolo deve però soddisfare a una condizione,
tale opinione, poiché S. Pietro stesso, dopo aver
deve cioè essere stato testimonio di tutta la vita
ricordato il delitto di Giuda, era naturalmente por-
pubblica del Salvatore, averlo quindi accompa-
tato a parlare del castigo, con cui era stato
gnato nei suoi viaggi e nelle sue peregrina-
zioni, ecc.
punito, come si fa appunto in questi due versetti.
Acquistò, ecc. Non è Giuda propriamente che col 22. Dal battesimo di Giovanni. Il ministero pub-
prezzo del tradimento abbia comprato il campo, blico di Gesù ebbe principio colla predicazione
ma furono i sacerdoti. Siccome però Giuda forni di Giovanni, e col battesimo da lui ricevuto nel
loro il denaro necessario, cosi S. Pietro con Giordano, e terminò cold'ascensione al cielo.
una figura rettorica attribuisce a lui direttamente Testimone con noi della risurrezione, ecc. Gli
l'acquisto del campo. Appiccatosi. Nel greco : Apostoli dovevano in special modo attestare la
caduto in avanti crepò, ecc. Non vi è contraddi- verità della risurrezione di Gesù (Lue. XXIV, 46,
zione tra ciò che dice S. Pietro e ciò che narra 48), che era l'argomento più forte a provare la
S. Matteo (XXVII, 5). Giuda andò ad impiccarsi, sua divinità, al quale Gesù stesso si era appellato
ma, rottosi l'albero e stracciatasi la fune, cadde (1 Cor. XV, 12-22; Att. Ili, 15; X, 40, ecc.;
in avanti e crepò e si sparsero tutte le sue viscere. Matt. XII. 39-40; Giov. II, 19, eoe).
Atti. I, 23 — II, 2 463

ptlsmate Ioannfs usque in diem, qua assum- tempo, in cui fé' sua dimora tra noi il Si-
ptus est a nobis, testem resurrectionis eius gnore Gesù, ^'cominciando dal battesimo
nobiscum fieri unum ex istis. di Giovanni, sino al giorno in cui, fu as-
sunto di mezzo a noi, uno di questi sia
costituito testimone con noi della risurre-
zione di lui.

"Et statuerunt duos, loseph, qui vocaba- **E ne nominarono due, Giuseppe detto
tur Barsabas, qui cognominatus est lustus : Barsaba, soprannominato il Giusto, e Mattia.
et Mathiam. "Et orantes dlxenint Tu Do- : **E fecero orazione, dicendo Tu, o Signore, :

mine, qui corda nosti omnium, estende, che vedi i cuori di tutti, dichiara quale di
quem elegeris ex liis duobus unum "Acci- questi due abbi eletto '*a ricevere il posto
pere locum ministerii hujus, et apostolatus, di questo ministero e apostolato, da cui
de quo praevaricatus est ludas ut abiret in traviò Giuda per andare al suo luogo. "E
locum suum. "Et dederunt sortes eis, et tirarono a sorte, e toccò la sorte a Mattia,
cecidit sors super Matliiam, et annume- ed egli fu aggregato agli undici Apostoli.
ratus est cum undecim Apostolis.

CAPO II.

La venuta dello Spirito Santo, l'ij. — Discorso di S. Pietro, 14-36. Conver- —


sione di 3000 persone, 37-42. — Vi^ santa dei primi cristiani, 43-47.

'Et cum complerentur dies Pentecostes, 'Sul finire dei giorni della Pentecoste,
erant omnes pariter in eodem loco : 'Et stavano tutti insieme nei medesimo luogo :

23. N« nominarono, ossia i convenuti nel cena- due nomi su due tavolette uguali di legno, le
colo ne proposero due. Il codice D ha il sin- quali vennero messe in un'urna, e poi estrattane
golare ne nominò. In questo raso sarebbe Pietro una si trovò che portava scritto il nome di Mattia.
stesso che propose all'assemblea i due nomi. Gia- Non sappiamo nulla di certo intorno alla vita e
seppe è il nome personale, Barsaba è il nome pa- alle opere di questo nuovo Apostolo.
tronimico equivalente a figlio di Saba o Sabba.
Giusto ['lowaxoc) è un s.>prannomc latino con de- CAPO II.
sinenza greca. Mattia è un nome ebraico, che si-
gnifica dono di Dio. Dalle parole di Pietro ti
1. Sai greco ha il singolare e
finire del giorni. Il

deduce che l'elezione doveva farsi tra quelli, che non il plurale, come
legge nella Volgata e in
si
qualche altra versione. Pentecoste è una parola
per un tempo assai notevole avessero seguito
greca, che significa cinquantesimo (giorno). Gli
Gesù in compagnia degli Apostoli, e fossero
quindi stati discepoli del Salvatore. Appare perciò Ebrei Ellenisti davano questo nome alla festa
delle Settimane che si celebrava il cinquantesimo
probabile ciò che afferma Eusebio (H. E. I, 12)
giorno dopo il domani di Pasqua, ossia dopo il
essere cioè stati Giuseppe e Mattia del numero
16 del mese di Nisan (Esod. XXIII, 16; Num.
dei settantadue discepoli.
XXVIII, 26; Lev. XXIII, 15; Deut. XVI, 9). Era
24. Fecero orazione per chiedere l'aiuto di Dio una delle tre grandi feste, nelle quali tutti gli
trattandosi di cosa importantissima. O
Signore,
Ebrei maschi dovevano recarsi a Gerusalemme per
Gesù Cristo, che vedi i cuori di tutti e conosci chi adorare Dio. Durava un giorno solo, e in essa si
sia più degno e più atto a un tale ufficio, di-
offrivano a Dio le primizie del pane fatto col
chiara, ecc. Gli Apostoli pensano che l'elezione di grano nuovo, e si facevano parecchi sacrifizi. I
un nuovo Apostolo debba essere fatta immedia- rabbini ebrei e parecchi Santi Padri pensarono che
tamente da Gesù Cristo, e quindi domandano che la Pentecoste fosse anche destinata a ricordare
Egli faccia conoscere la sua volontà. la promulgazione della legge fatta sul Sinai, la
25. posto, gr. Tónov. Alcuni codici greci hanno
// Scrittura però non dice nulla su questo punto,
jiXiìpoYsorte, v. 17. Per andare al suo luogo. E' come pure dicono nulla Giuseppe e Pilone.
questo un eufemismo per indicare l'inferno. Giuda Stavano tutti coloro che furono ricordati al cap.
abbandonò il luogo che occupava tra gli Apostoli I, 15. .V«I medesimo luogo, cioè nel cenacolo,
per acquistarsi un luogo nell'inferno, come si dove erano adunati (I, 13). Il fatto avvenne sul
conveniva all'enormità del suo delitto. far del mattino prima delle ore 9 (v. 15).

26. Tirarono a sorte. Nell'Antico Testamento gli 2. Venne all'Improvviso dal cielo, ecc. Questo
Israelitiricorrevano spesso a questo mezzo, quando suono come di vento gagliardo era destinato a
volevano interpellare direttamente Dio e conoscere richiamar l'attenzione sia dei discepoli e sia dei
la sua volontà <Lev. XVI, 8, 9; Num. XXVI, 52; Giudei intorno al grande avvenimento. L'azione
Gios. VII, 14; I Re X, 20; XIV, 22; I Par. XXV, dello Spirito Santo era stata da Gesù paragonata
8; Prov. XVI, 33, ecc.). Gli Apostoli mossi dallo al vento (Giov. Ili, 8), e nell'Antico Testamento
Spirito Santo, per lasciare che Dio stesso facesse il vento simboleggiava spesso la presenza di Dio
la scelta dell'Apostolo da eleggersi, ricorsero a (II Re V, 24; III Re XIX, 11, ecc.). Riempì tutta

questo metodo. la casa (I, 13), dove ecc. Queste parole indicano
Toccò la sorte, ecc. Probabilmente furono scritti la violenza del rumore che si produsse.
464 Atti, II, 3-9

factus est repente de caelo sonus, tamquam ^E venne all'improvviso dal cielo un suono,
advenìentis spiritus vehementis, et replevit come si fosse levato un vento gagliardo, e
totam domum ubi erant sedentes. 'Et appa- riempì tutta la casa dove abitavano. 'E ap-
ruent illis dispertitae linguae tamquam parvero ad essi delle lingue distint.^ come
ignis, seditque supra singulos eorum *Et : di fuoco, e si posò sopra ciascheauno di
repleti sunt omnes Spiritu sancto, et coepe" loro *E furono tutti ripieni di Spirito
:

runt loqui variis lìnguis, prout Spiritus santo, e cominciarono a parlare vari lin-
sanctus dabat eloqui illis. guaggi, secondo che lo Spirito santo dava ad
essi di favellare.
"Erant autem in lerusalem habitantes lu- 'Or abitavano in Gerusalemme Ebrei,
daeì, viri ex omni natione, quae
religiosi uomini religiosi, dì tutte le nazioni che
sub caelo est. 'Facta autem hac voce, con- sono sotto il cielo. ®E venuto quel suono,
venit multitudo, et mente confusa est, quo- si radunò molta gente, e rimase atto-
niam audiebat unusquisque lingua sua illos nita, perchè ciascuno li udiva parlare nella
loquentes. 'Stupebant autem omnes, et mi- propria lingua. ^E si stupivano tutti, e face-
rabantur, dicentes Nonne, ecce omnes isti,
: vano le meraviglie, dicendo Non sono :

qui loquuntur, Galilaei sunt, 'Et quomodo costoro che parlano Galilei tutti quanti? *E
nos audivimus unusquisque linguam no- come mai abbiamo udito ciascuno di noi il
stram, in qua nati sumus? Medi,
'Partili, et nostro linguaggio, nel quale siamo nati?

*Matth. 3, 11; Marc. 1, 8; Lue. 3, 16; Joan 7, 39; Sup. 1, 8; Inf. 11, 16 et 19, 6.

3. Eapparvero, ecc. Non solo l'udito, ma an- volevano, ma secondo che lo SpiritoSanto dava,
che la degli Apostoli doveva essere scossa
vista ecc. indica chiaramente che ilmiracolo avveniva
dalla manifestazione divina. Lingue che avevano sulle labbra degli Apostoli e non nelle orecchie di
l'apparenza e il colore del fuoco. Distinte, cioè coloro che ascoltavano. A conferma si può ag-
separate le une dalle altre. Le lingue apparse giungere che Gesù aveva promesso agli Apostoli
andarono a posarsi una per ciascuno sopra tutti che avrebbero parlato diverse lingue (Mar. XVI,
i presenti. Allora si compì quel battesimo di fuoco, 17). Da questo versetto si può dedurre che fin
di cui aveva parlato il Battista (Matt. Ili, 11; dal Cenacolo gli Apostoli cominciarono a parlare
Lue. Ili, 16; XII, 49, ecc.). Le lingue di fuoco varie lingue.
significano l'ardore, con cui gli Apostoli ben 5. Ebrei uomini Erano Ebrei nati
religiosi, ecc.
presto avrebbero colla loro predicazione resa testi- non in ma
nella Diaspora, i quali per
Palestina,
monianza a Gesù Cristo in tutto il mondo. Nel motivi religiosi avevano poi fissato il loro domi-
fuoco si può vedere eziandio raffigurata la forza cilio a Gerusalemme. Di tutte la nazioni, espres-
purificatrice e trasformatrice del Vangelo predi- sione iperbolica per indicare che questi Ebrei
cato dagli Apostoli. Lo Spirito Santo eri disceso appartenevano a diverse nazioni.
sotto forma di colomba sopra l'umanità senza mac-
6. Venuto quel suono come di vento impetuoso
chia di Gesù Cristo, sugli Apostoli invece di-
(v. 2) che fu udito da tutti, accorse subito una
scende sotto l'apparenza un fuoco purificatore.
di
gran moltitudine, la quale rimase attonita al sen-
4. Furono ripieni, ecc. Queste parole denotano
tire gli Apostoli parlare la loro propria lingua.
l'abbondanza dei doni ricevuti dagli .Apostoli. Tra Da ciò si arguisce che gli Apostoli erano gii usciti
questi doni l'Evangelista ricorda quello delle lin- dal Cenacolo.
gue destinato a far comprendere che il Vangelo
Galilei? Si sapeva a Gerusalemme che quasi
7.
doveva essere predicato in tutto il mondo. Par-
tutti discepoli di Gesù erano Galilei, e non co-
I
lare varii linguaggi. Nel greco, in altri linguaggi,
noscevano altro linguaggio fuori del loro dialetto.
diversi dal loro ordinario, che essi non avevano
I Galilei passavano per gente rozza e incolta.
mai studiato. Gesù aveva promesso agli Apostoli
il dono delle lingue (Mar. XVI, 17), che fu assai 8. Abbiamo udito. Il greco ha il presente udia-
frequente nella Chiesa primitiva (X, 46; XIX, 6; mo. Il nostro linguaggio, ecc., cioè la lingua pro-
I Cor. XIV). Da tutto il contesto apparisce chiaro pria del paese, dove siamo nati.
che gli Apostoli ricevettero non solo il dono di Medi, ecc. S. Luca enumera quindici
9. Parti,
parlare con grande eloquenza, come vorrebbero regioni, alle quali appartenevano gli Ebrei, che
alcuni, ma anche quello di esprimere I loro pen- allora si trovavano a Gerusalemme, o perchè quivi
sieri in linguaggi fino a quel momento per loro domiciliati, o perchè venuti per la festa, e che
sconosciuti. Secondo che lo Spirito, ecc. Parla- furono testimonii del grande prodigio. I Parti co-
vano con grande magnificenza chi una lingua e chi stituivano un grande impero, i cui confini erano
un'altra secondo che lo Spirito Santo loro conce- al N. l'Ircania, all'È. l'Ariana, al S. i deserti della
deva. Alcuni, p. es. Dionigi Cartusiano, Cornelio Carmania e all'O. la Media. Medi. La Media con-
a Lapide, Estìo, ecc., hanno pensato che gli Apo- finava al N. col mar Caspio, all'È, coi Parti, al
stoli parlassero solo nella loro lingua nativa, S. colla Persia e all'O. colla Siria e l'Armenia.
cioè in aramaico, ma che fossero intesi dagli stra- Elamiti, si stendevano al Sud dei Medi nella Su-
nieri come se avessero parlato nella loro propria siana e presso il golfo Persico. La lingua usata
lingua. Il miracolo in questo caso non si sarebbe da questo popolo apparteneva al ramo zendo.
compiuto sulle labbra degli Apostoli, ma nelle Mesopotamia, regione compresa tra il Tigri e l'Eu-
orecchie degli uditori. frate. Giudea, la provincia di questo nome, op-
Quest'opinione non ci sembra probabile, poiché pure la Palestina in generale. Tertulliano e una
il testo sacro dicendo che principiarono a par- volta anche Sant'Agostino invece di Giudea les-
lar» varii linguaggi, e che parlavano, non come sero Armenia: S. Gerolamo lesse Siria: la le-
Atti, II, 10-14 465

et ^lamitae, et qui habitant Mesopotamiam, *Parti, e Medi ed Elamiti, e abitant della


ludaeam, et Cappadociam, Pontum, et Mesopotamia, e della Giudea, e della
Asiam, "Phrygiam, et Pamphyliam, ^gyp- Cappadocia, del Ponto, e dell'Asia, -'della
tum, et partes Libyae, quae est circa Cy- Frigia, e della Panfilia, dell'Egitto e dei
renen, et advenae Romani, 'Mudaci quoque, paesi della Libia, che è intorno a Cirene, e
et Proselyti, Cretes, et Arabes audivimus : pellegrini Romani, ''tanto Giudei, come pro-
eos loquentes nostris linguis magnalìa Dei. seliti. Cretesi, ed Arabi abbiamo udito
:

"Stupebant autem omnes, et mirabantur ad costoro discorrere nelle nostre lingue delle
invicem dicentes Quidnam vult hoc esse ?
:
grandezze di Dio. "E tutti si stupivano, ed
"Alii autem irridentes dicebant : Quia eran pieni di meraviglia dicendo l'uno al-
musto pieni sunt isti. l'altro Che sarà mai questo? "Altri poi
:

facendosene beffe dicevano Sono pieni di


:

vino dolce.
'*Stans autem Petrus cum undecim le- "Ma levatosi su Pietro con gli undici,
vavit vocem suam, et locutus est eis Viri : alzò la voce, e disse loro : Uomini Giudei,

rione Giudea si trovi però in tutti i migliori co- 13, poiché in tutti i casi vengono
22, 39, ecc.),
dici, e non può essere criticamente contestata. sempre usate stesse parole per indicare sia
le

Tra le varie lingue parlate dagli Apostoli S. Luca l'uno che l'altro (XoXsìv yXòaeax^, e per di più
non ha voluto omettere anche la lingua giudaica. S. Pietro (Atti XI, 15) dice espressamente, che a
La lingua usata sia dai Giudei e sia dagli abitanti Cornelio e alla sua famiglia era stato concesso
jella Mesopotamia apparteneva al ramo semitico. lo stesso dono delle lingue, che era stato dato agli
Cappadocia era una provincia romana, compresa Apostoli. Ciò posto è da osservare come S. Paolo
tra la piccola Armenia all'È., il Ponto al N., la (I Cor. XIV, 2) dice espressamente, che colui che

Cilicia al S. e la Galazia e la Licaonia all'O. ha il dono delle lingue non l'ha per parlare agli
Ponto era situato tra il Poi>to Eusino al N., U uomini, ma per parlare a Dio, e non deve parlare
piccola Armenia all'È., la Cappadocia al S. e la in Chiesa, se non vi é l'interprete. Ora tutto ciò
Paflagonia e la Galazia all'O. Asia. Cosi viene mostra evidentemente che questo dono non era
chiamata l'Asia proconsolare, che comprendeva destinato alla predicazione, ma alla lode di Dio.
gran parte dell'Asia Minore orientale. A conferma di questa conclusione si può ancora
aggiungere che gli Apostoli cominciarono a par-
10. Frìgia conSnava all'È, colla Galazia, al S.
lare in varie lingue nel Cenacolo prima ancora
colla Licaonia, all'O. colla Lidia e la Mista, al
che accorresse la folla, e che tal dono venne con-
N. colla Bitinia. Panfilia si estendeva dal Medi-
cesso anche a quelli che non erano predicatori,
terraneo al S. fino alla Pisidia al N. ed alla Ci-
come è manifesto dagli Atti e dall'Epistola ai
licia all'È, fino alla Frigia e alla Licia alPO. Tutte
Corinti. D'altronde gli antichi Padri dicendo che
queste regioni appartengono all'Asia, e la loro
S. Marco fu l'interprete di S. Pietro, lasciano
lingua ufficiale era il greco. L'Egitto, cioè il basso
comprendere che S. Pietro almeno per qualche
Egitto, dove gli Ebrei specialmente ad Alessandria
tempo ebbe bisogno per farsi intendere dell'aiuto
erano numerosissimi. Libia, vasta regione all'O.
di altri, che meglio dì lui conoscevano la lingua
dell'Egitto, che comprendeva tutta l'attuale Tri-
greca. Infine il modo stesso scorretto, con cui
politania. La città principale Cirene contava molti
alcuni Apostoli scrivono in greco, mostra eviden-
Ebrei. Anche costoro parlavano greco. Pellegrìni
temente che la scienza che avevano di tale lingua
Romani, cioè Giudei, che abitavano in Roma ed
non era infusa, ma piuttosto acquistata colla pra-
erano temporaneamente emigrati a Gerusalemme.
tica (V. Brassac, M. B. Voi. II, p. 45. Le Camus,
Questi parlavano latino o greco.
L'Oeuvre des Apótres. Voi. I, p. TS ed. 1905.
11. Tanto Giudei come proseliti. Di Romani Vigouroux, Dict. de la Bible: Langues (Don des).
ve n'erano di due classi gli uni erano Giudei per
: Hagen, Lexicon: Charismata. Rev. Bib., 1898,
/lascita, gli altri erano proseliti (V. n. Matt. XXIII, p. 329 e ss. Cornely, In S. Pauli Ep. I ad Cor.,
15), ossia pagani convertiti al Giudaismo. Cretesi, p. 410-417, ecc.).
abitanti dell'isola di Creta nell'Arcipelago greco.
Che sarà mal questo? Non sapevano darsi
12.
Arabi, abitanti della penisola d'Arabia. Costoro
ragione del grande avvenimento.
parlavano una lingua semitica. Abbiamo udito,
nel greco vi è il presente udiamo. Delle gran-
13. Sono
pieni, ecc. Altri scettici e malvagi al
dezze di Dio, cioè delle opere meravigliose da lui vedere Apostoli agitati dallo Spirito Santo par-
gli

compiute, dei suoi attributi, ecc. Nell'enumera- lare diverse lingue, si beffano del loro entu-
in

zione dei varii popoli S. Luca non ha seguito siasmo dichiarandoli ubbriachi. Non vogliono esa-
alcun ordine né geografico, né etnografico. minare il fatto, ma chiudono gli occhi alla luce,
Due opinioni vi sono tra gli interpreti intorno come facevano i Farisei davanti ai miracoli di
alla natura del dono delle lingue. Alcuni pensano Gesù.
che esso fosse ordinato a render possibile agli Anche qui come nei Van-
14. Ma... Pietro, ecc.
.\ postoli di predicare il Vangelo a tutti i popoli, geli Pietro ci viene presentato quale capo del col-
altri invece in maggior numero ritengono che fosse legio apostolico, a cui si appartiene in special
ordinato semplicemente a lodare Dio. Quest'ul- modo di prendere la difesa della Chiesa. Alzò
tima sentenza è la più probabile ed è ammessa co- la voce con grande fortezza d'animo. Quale tra-
munemente da tutti gli esegeti moderni. sformazione nel cuore di Pietro Alla voce di una
I

E' fuori di dubbio infatti che il dono delle fantesca prima aveva negato Gesù, ora invece
lingue ricevuto dagli Apostoli nella Pentecoste va senza alcun timore ne annunzia pubblicamente la
identificato col dono della glossolalia, di cui si risurrezione E disse: Nel suo discorso S. Pietro
I

parla spesso nel Nuovo Testamento (Atti II, 4, dopo aver rintuzzato la calunnia e lo scherno degli
11 ; X, 46; XIX, 6; I Cor. XII, 10; XIV, 2, 5, 6, avversarli 15, fa vedere che il dono delle lingue

30 — Sacra Bibbia, voi. I.


466 Atti, II, 15-21

ludaei, et qui habitatis lerusalem universi, e voi tutti, che abitate Gerusalemme, sia
hoc vobis notum sit, et auribus percipite noto a voi questo, e aprite le orecchie alle
verba mea. **Non enim, slcut vos aestimatis, mie parole. "Costoro certo non sono ub-
hi ebrii sunt, cum sit bora diei tertia "Sed : briachi come voi vi pensate, mentre è la
hoc est, quod dictum est per prophetam terza ora del dì "Ma questo è quello che
:

loel : "Et
novissimis diebus (dicit
erit in fu detto dal profeta Gioele "Avverrà negli
:

Dominus) effundam de Spiritu meo super ultimi giorni (dice il Signore) che io span-
omnem carnem et prophetabunt fllii vestri,
: derò del mio Spirito sopra tutti gli uomini :

et flliae vestrae, et iuvenes vestri visiones e profeteranno i vostri figliuoli e le vostre


videbunt, et seniores vestri somnia somnia- figliuole e la vostra gioventù vedrà visioni,
:

bunt. "Et quidem super servos meos, et e i vostri vecchi sogneranno sogni. "E
super ancillas meas in diebus illis effundam sopra i miei servi e sopra le mie serve span-
de Spiritu meo, et prophetabunt "Et dabo : derò in quei giorni del mio Spirito, e pro-
prodigia in coelo sursum, et signa in terra feteranno "e farò prodigi su in cielo, e
:

deorsum, sanguinem, et ignem, et vaporem segni giù nella terra, sangue, e fuoco, e
fumi *"Sol convertetur in tenebras, et luna
: vapore di fumo ^"11 sole si cangierà in te-
:

in sanguinem, antequam veniat dies Domini nebre, e la luna in sangue, prima che
magnus et manifestus. *^Et erit omnis, : giunga il giorno grande e illustre del Si-

"l8. 44, 3; Joel. 2, 28. "Joel. 2, 32; Rom. 10, 13.

non è che il compimento di una profezia, che zione, e similmente non entra subito a parlare di
doveva veriflcarsi nei tempi messianici 16-21. I Gestì, ma comincia a fermarsi sulla profezia, per
tempi messianici sono adunque venuti, e Pietro passare poi gradatamente a discorrere di Gesù,
evitando sempre tutto ciò che avrebbe potuto ur-
tare le suscettibilità degli Israeliti. Gioele. Gap.
II, 28-32. La citazione è fatta a mente, e benché
fedele quanto al senso, non è però letterale, e
si avvicina più ai settanta che non al testo ebraico.

17. Avverrà negli ultimi giorni, ecc. Colle pa-


role ultimi giorni sono indicati i tempi messianici
(Gen. XLIX, 1 ; Is. Il, 1 ; Mich. IV, 1). In Gioele
si legge : Dopo questo io spanderò, ecc. Il pro-
feta annunzia che dopo un periodo di prepara-
zione si avrà un nuovo ordine di cose caratte-
rizzato da una larga effusione dello Spirito Santo.
Questo nuovo ordine non può essere altro, come
appare dal contesto, che il tempo messianico.
S. Pietro ha potuto quindi modificare legger-
mente l'espressione del profeta per «renderla più
— —
'
.. — ..« j
chiara. Dice il Signore. Questa parentesi è ag-
giunta da S. Pietro. Spanderò... espressione che
Fig. 163. — San Pietro (Antico mosaico).
indica l'abbondanza dei doni dello Spirito Santo.
Sopra tutti gli uomini siano essi Ebrei o Gentili.
Profeteranno, cioè conosceranno le cose occulte
passa a dimostrare che Gesiì è il Messia. I Giudei e future, ecc. Vedrà visioni, ecc. Immagini, rap-
l'hanno crociflsso, ma Dio, come già aveva pro- presentazioni mandate da Dio, visibili talvolta alla
fetato Davide, lo ha risuscitato da morte e gli ; sola mente, talvolta però anche visibili agli occhi
Apostoli tutti sono testimone della sua risurre- del corpo. Sogneranno sogni, nei quali Dio farà
zione. Iddio lo esaltò, e dalla destra dì Dio, dove loro conoscere la verità e i suoi voleri.
ora siede, Egli mandò lo Spirito Santo autore dei
prodigi, che essi hanno veduto. L'Apostolo ter-
18. E
(anche) sopra i miei servì, ecc. Nell'e-
braico mancano
le parole miei e mie. Servi e
mina affermando nuovamente che Gesù è il Mes-
serve nel senso di schiavi e schiave. Nessun
sia, 22-36. Giudei di nascita e voi tatti, ecc. v. 5.
sesso quindi, nessuna età, nessuna condizione è
Sfa noto... aprite, ecc. Richiama tutta la loro
esclusa, tutti sono chiamati a partecipare alle
attenzione.
comunicazioni dello Spirito Santo.
16. La terza ora del giorno corrisponde alle
19-20. Questi due versetti si riferiscono a ciò
nove del mattino. Pietro si appella all'uso comune. che avverrà alla fine del mondo. Il profeta vide
Nessuno suole mattino, e i pii
fare conviti al d'un solo sguardo tutto il tempo messianico dal
Israeliti solevano secondo le prescrizioni rab- suo cominciamento colla grande effusione dello
biniche assistere digiuni alla preghiera ufflciale, Spirito Santo, al suo termine col finale giudizio.
che si faceva alle nove, e talvolta anche: a quella Così fa pure S. Pietro, congiungendo assieme la
di mezzogiorno. grande manifestazione della Pentecoste con ciò che
Ma è quello, ecc. Dà la vera interpretazione
16. avverrà negli ultimi tempi (V. n. Matt. XXIV, 29;
del prodigio avvenuto. In questo discorso San Mar. XIII, 24, 25; Lue. XXI, 25). Alcuni com-
Pietro procede con un'arte mirabile. Affine di non mentatori riferiscono questi avvenimenti alla di-
indisporre subito i Giudei, ma ottenere che gli struzione di Gerusalemme.
prestino attenzione, egli non li assale direttamente 21. Avrà invocato il nome del Signore, ricO"
attribuendo a malvagità di animo la loro insinua noscendolo, amandolo, e adorandolo, sarà salvo.
Atti, II, 22-29 467

qulcumque invocaverit nomea Domini, sal- gnore. *'E avverrà, che chiunque avrà in-
vus erit. vocato il nome del Signore, sarà salvo.
**Viri audite verba haec
Israelitae, le- : "Uomini Israeliti udite queste parole :

sum Nazarenum, virura approbatum a Deo Gesù Nazareno, uomo, cui Dio ha renduto
in vobis, virtutibus, et prodigiis, et signis, irrefragabile testimonianza tra voi per mezzo
quae fecit Deus per illum in medio vestri, delle opere grandi e de' prodigi e de' mira-
sicut et vos scitis **Hunc definito Consi-
: coli, che Dio fece per mezzo di lui tra di
lio, et praescientia Dei traditum, per manus voi, come voi stessi sapete : "questi per
iniquorum afìligentes interemistis : **Quem determinato consiglio e prescienza di Dio
Deus suscitavit, solutis doloribus inferni, essendo stato tradito, voi trafiggendolo per
iuxta quod impossibile erat teneri illum le mani degli empi lo uccideste •*e Dio lo :

ab eo. risuscitò da morte, avendolo sciolto dai do-


lori deirinfemo, siccome era impossibile che
da questo fosse ritenuto.
"David enim dicit in eum : Providebam "Infatti di lui dice David : lo ho avuto
Dominum conspectu meo semper
in quo- : sempre il Signore presente dinanzi a me :

niam a dextris est mihi ne commovear : perchè egli sta alla mia destra, affinchè io
"Propter hoc laetatum est cor meum, et non sia commosso ''per questo si rallegrò:

exultavit lingua mea, insuper et caro mea il mio cuore, ed esultò la mia lingua, e di

requiescet in spe *^Quoniam non derelin-


: più la mia carne riposerà nella speranza,
ques animam meam in inferno, nec dabis **chè tu non abbandonerai l'anima mia nel-
Sanctum tuum videre corruptionem. "Notas l'inferno, né permetterai che il tuo Santo
mihi fecisti vias vitae et replebis me iu-
: vegga la corruzione. "Mi insegnasti le vie
cunditate cum facie tua. della vita : e mi ricolmerai di allegrezza
colla tua presenza.
**Viri fratres, liceat audenter dicere ad "Fratelli, sia lecito di dire liberamente
06 de patrìarcha David quonlam defunctus con voi del patriarca David, che egli mori.

•• Pt. 15, 8. "3 Reg. 2. 10.

22. Uomini... niHt, ecc. Richiami nuovimenta cacciatore che tende I suol Ucci per pigliare la
l'anenzione. Gesù Sazareno. Di al Salvatore H preda. Gesù fu liberato dai lacci del shtol o della
nome, con cui Gesù era chiamato dagli Ebrei. morte.
Uomo che si è presentato a voi come inviato di Siccome S. Pietro parlava aramaico è probabile
Dio, vale a dire come Messia e Figlio di Dio, e che «i sia servito dell'immagine data dal testo
che Dio ha pubblicamente accreditato presso di ebraico. S, Luca scrivendo in greco conformò il
voi coi miracoli più strepitosi compitisi sotto I testo alla versione dei setunta e adottò dolori
vostri stessi occhi. Ad arte S. Pietro evita di invece di lacci. L'Immagine suggerita dal testo
affermare subito esplicitamente che Gesù è II greco non manca di una certa bellezza. Il shtol
Messia e il Figlio di Dio gli basta per ora far
; dal momento che Gesù entrò nel suo seno viene
vedere ai Giudei che essi, testimoni dei suoi mi- '«ppresentato come colpito dai dolori di parto
racoli, devono ammettere che Egli era un Inviato i&blayc), dai quali non può essere liberato che
di Dio. oer la risurrezione di Gesù. Era impossibile che
23. Questi per determinato, ecc. Gesù fosse trattenuto dai lacci del sheol, perchè
Previene una
che
Dio voleva che risorgesse, come gii aveva fatto
difficolti gli avrebbero potuto muovere : Se
era inviato di Dio perchè mai Dio ha annunziare dal profeta.
permesso
che venisse ucciso? Subito risponde, che da tutta 25. Dice Davide, ecc. La citazione del salmo
l'eterniti Dio non solo aveva preveduta la morte XV, 8-10 (eb. XVI) è fatta sui settanta. Ho avuto
di Gesù, ma aveva decretato che Egli morisse sempre, ecc. In tutte le mie azioni ho sempre
per la salute degli uomini (Giov. III. 16; XIV, 31 ; cercato la gloria di Dio. Sta alla mia destra per
XVIII, 11, ecc.). Essendo stato tradito da Giuda proteggermi.
e_ a voi consegnato, voi per It mani degli empi, 26. Ld mia lingua, ebr. la mia gloria, cioè
cioè del Romani lo metteste sulla croce e l'ucci- l'anima mia. Speranza, ebr. sicurezza. La carne
deste. Quale intrepidezza in Pietro nell'accusare di Gesù riposeri tranquilla nel sepolcro per ri-
pubblicamente i Giudei di essere I veri respon- destarsi ben tosto.
sabili della morte di Gesù, e nell'affermare che I 27. Nell'Inferno, cioè nel sheol limbo o sog-
Romani furono semplici strumenti della loro giorno dei morti. Il tao Santo, ebr. collii eka ti
^. malvagi ti I ama. Vegga la corruzione. Dio non permetteri
24. Avendolo sciolto dal dolori dell'Inferno. Vi
che il corpo di Gesù sia preda della putrefazione.

ha in queste parole una reminiscenza del salmo 28. MI insegnasti le vie della Wto, richiaman-
XVII, 5 tradotto dai settanta. Nel testo ebraico domi da morte a vita, e mi ricolmerai di alle-
(salm. XVIII, 5) invece di dolori si legge, lacci, grezza, ecc. dopo la mia ascensione al cielo. Nel-
vìncoli e quest'espressione concorda assai bene l'ebraico Abbondanza di gioia alla tua presenza.
:

col verbo sciogliere da cui è preceduta. L'inferno, 29. Sia lecito, ecc. Passa S. Pietro a dimo-
di cui si parla, è il sheol o soggiorno dei morti, strare che la profezia citata non pud applicarsi a
li sheol o la morte, viene rappreeentato come un ma
Davide, solo a Gesù Cristo. Il suo sepolcro.
468 Atti. II. 30-37

est, et sepultus : et sepulchrum eius est e fu sepolto : e il suo sepolcro è presso di


apud nos usque in hodiernum diem. '"Pro- noi sino al dì d'oggi. '"Essendo egli adunque
pheta igitur cum esset, et sciret quia iure- profeta, e sapendo che Dio gli aveva pro-
iurando iurasset illi Deus de fructu lumbi messo con giuramento che uno della sua
eius sedere super sedem eius ''Providens : stirpe doveva sedere sopra il suo trono :

locutus est de resurrectione Christi, quia '^profeticamente disse della risurrezione del
ncque derelictus est in inferno, ncque caro Cristo, che egli non fu abbandonato nel-
eius vidit corruptionem. l'inferno, né la carne di lui vide la corru-
zione.
*^Hunc lesum Deus, cuius
rcsuscitavit '^Questo Gesù lo risuscitò Iddio, della
omnes nos testes sumus. ''Dextera igitur qual cosa siamo testimoni tutti noi. *'Esal-
Dei exaltatus, et promissione Spiritus sancti tato egli adunque alla destra di Dio, e
accepta a Patre, effudit hunc, quem vos vi- ricevuta dal Padre la promessa dello Spi-
detis, et auditis. **Non enim David ascendit rito santo, lo ha diffuso, quale voi lo vedete,
in caelum dixit autem ipse
: Dixit Do- : e lo udite. '*Perchè David non salì al cielo :

minus Domino meo, sede a dextris meis. eppure egli disse Ha detto il Signore al mio
:

"Donec ponam inimicos tuos scabellum pe- Signore, siedi alla mia destra "sino a tanto
dum tuorum. "Certissime sciat ergo omnis che io ponga i tuoi nemici sgabello ai tuoi
domus Israel, quia et Dominum eum, et piedi. adunque indubitatamente
"Sappia
Cliristum fecit Deus, hunc lesum, quem vos tutta casa d'Israele, che Dio ha costi-
la
cruciflxistis. tuito Signore e Cristo questo Gesù, il quale
voi avete crocifisso.
'His autem auditis, compuncti sunt corde, '^Udite queste cose, si compunsero di

"Ps. 131, 11. "Ps. 15, 10; Inf. 13, 35. " Ps. 109, 1.

ecc. Prova evidente che Davide non è risorto, è tradurre : Esaltato adunque dalla destra, ossia
il suo sepolcro, dove si conservano i suoi resti dalla potenza di Dio al cielo (V. cap. V, 31 ;

Filipp. II, 9). Ricevuta dal Padre. Gesù ha rice-


vuto dal Padre la potestà di promettere e di man-
dare lo Spirito Santo, che opera in noi quei pro-
digi di cui siete testimonii.
34-35. Non
ecc. Citando un'altra profezia
salì,
di Davide S. Pietro fa vedere il modo, con cui
Gesù fu esaltato. Il reale profeta nel salmo CIX, 1,
non poteva parlare di sé stesso ; poiché egli non
ma il suo corpo riposa nel sepolcro
salì al cielo,
che conosciamo; le sue parole invece riguar-
tutti
dano Gesù Cristo Messia. Siedi alla mia destra,
ecc. V. n. Matt. XXII, 43. Gesù salito al cielo
fu come uomo associato all'onore e alla gloria
di Dio ed esaltato al di sopra di tutte le creature.
Con queste parole viene eziandio provata la divi-
nità di Gesù
Cristo, e così S. Pietro dopo aver
affermato che Gesù era l'Inviato di Dio, e aver
Fig. 164.
in seguito dimostrato che era pure il Messia, ter-
Entrata di un'antica tomba a Gerusalemme. mina conchiudendo che era pure Dio.
36. Sappia adunque, ecc. Ecco la conclusione
mortali. Sul sepolcro di Davide V. Neera. Ili, 16, importantissima, a cui è ordinato tutto il discorso.
Gius. F. A. G. VII, 15; XIII, 8; XVII, 7, ecc. Tutta la casa d'Israele, cioè tutta la nazione teo-
cratica, che Dio ha costituito e vuole sia da tutti
Essendo profeta come dimostrò di esserlo
30.
specialmentein questo salmo. Promesso con giu-
riconosciuto Signore di tutte le cose e Cristo,
cioè suo Unto, questo Gesù che voi, ecc.
ramento (V. II Re, VII, 12; Salm. CXXXI, 11;
LXXXVIII, 30, ecc.). Quale forza in queste ultime parole I e quale
accusa per i Giudei Dio aveva costituito Gesù
I

31. Profeticamente disse, ossia prevedendo l'av- Re e Messia, essi lo hanno ucciso ignominiosa-
venire. Nell'inferno, cioè nel sheol. Della discesa mente Ciò non ostante però Gesù è vivo : Dio
!

di Gesù al limbo parla S. Pietro nella sua prima


lo ha non solo risuscitato, ma fatto Re di tutto
Epistola cap. HI, 19. Non vide, ecc. La profezia
l'universo. Quale sorte sarà riservata agli Ebrei
si è adunque verificata in Gesù Cristo, come con-
che l'hanno crocifisso? Che cosa devono fare se
fermano testimonii oculari. S. Pietro sfida i vogliono sfuggire all'ira di Dio?
Giudei a mostrare un sepolcro che contenga il
corpo di Gesù ; e niuno osa contraddirlo e smen- 37. Che dobbiamo fare ? Molti fra gli uditOTi
tire le sue parole. si sentono scossi profondamente dalle parole di
Pietro, e riconoscendosi colpevoli di aver ucciso
32. Starno testimonii ufficiali tutti noi, che
il Cristo, ne concepiscono dolore e domandano
non solo l'abbiamo veduto, ma l'abbiamo toccato. che cosa debbano fare per ottenere misericordia.
33. Esaltato... alla destra, ecc. Sarebbe meglio V. n. Lue. IH, 10, 14.
.

Atti, II, 38-43 469

et dìxerunt ad Petrum et ad reliquos Apo- cuore, e dissero a Pietro e agli altri Apo-
stolos Quid faciemus, viri fratres ? "Pe-
: stoli Fratelli, che dobbiam fare? "E Pietro
:

trus vero ad illos Poenitentiam (inquit)


: disse loro Fate penitenza, e si battezzi cia-
:

unusquisque vestrum in
agite, et baptizetur scuno di voi nel nome di Gesù Cristo, per la
nomine lesu Christi in remissionem pecca- remissione dei vostri peccati e riceverete :

tonim vestrorum et accipietis donum Spi-


: il dono dello Spirito santo. **Poichè la pro-

ritus sancii. "Vobis enim est repromissio, messa sta per voi e pei vostri figliuoli, e
et flliis vestris, et omnibus, qui longe sunt, per tutti i lontani, quanti ne chiamerà il
quoscumque advocaverit Dominus Deus Signore Dio nostro. *'E con altre moltissime
noster. *'Aliis etiam verbis plurirais testifl- parole li persuadeva e li ammoniva dicendo :

catus est, et exhortabatur eos. dicens : Salvatevi da questa generazione perversa.


SalvaminI a generatione ista prava. *'Qui *'Quelli adunque che ricevettero la sua pa-
ergo receperunt sermonem eius, baptizati rola furono battezzati, e si aggiunsero In
sunt et appositae sunt in die illa animae
: quel giorno circa tre mila anime.
circiter tria millia.

*'Erant autem perseverantes in doctrina *'Ed erano assidui alle istruzioni degli
Apostolorum, communicatione fractionis
et Apostoli, e alla comune frazione del pane,
panis, et orationibus. "Fiebat autem omni e all'orazione. *'E tutta la gente era in ap-
animae timor multa quoque prodigia, et
: prensione e molti segni e miracoli si face-
:

signa per Apostolos in lerusalem fìebant, vano dagli Apostoli in Gerusalemme, e tutti

38. Fatt ptnitenza. La prima cosa che subito minano p«r vie tortuose (i^ptxoxo e persistono
dovete fare è pentirvi del male commesso e mutar nel loro odio contro Gesù, affine d! essere liberi
vita. Anche il Battista e Gesù avevano cominciato dal castigo, che colpirà la nazione Deicida.
la loro missione predicando la penitenza (Matt. 4 1 Furono battezzali sia da Pietro e sia, proba-
Ili, 2, IV, 17; Lue. Ili, 3, ecc.) quale condizione
bilmente dagli altri Apostoli e discepoli. S. Luca
necessaria per aver parte al regno di Dio. Si non dice che siano stati battezzati tutti nello stesso
battezzi. Oltre alla penitenza è pure necessario, giorno, e neppure se il banesimo fosse ammini-
secondo il precetto di Gesù (Matt. XXVIII, 19), strato per immersione (il che sembra più proba-
ricevere il battesimo. Nel nome di Gesù Cristo. bile) oppure per infusione o aspersione come
Essere battezzati nel nome di Gesù Cristo signi- pure si usava già anticamente (Didache, e. VII).
fica ricevere il battesimo da Gesù istituito e co-
Si aggiunsero ai centoventi primi discepoli (1, 15).
mandato, che è congiunto colla professione di
fede nella Trinità delle divine persone e nella 42. Ed erano assidui, ecc. In questo versetto
divinità di Gesù Cristo, ed è ordinato a farci e nei seguenti S. Luca ci fa conoscere la vita dei
diventare membri del corpo mistico dello stesso primi cristiani.
Gesù Cristo. Alcuni teologi hanno pensato che per Le loro occupazioni erano quattro secondo il
una speciale disposizione transitoria di Dio, in quei greco, tre invece secondo la Volgata : 1* assiste-
primi tempi venisse talvolta amministrato il bat- vano con assiduità alle istruzioni sulla vita e gli
tesimo colla sola invocazione del nome di Gesù insegnamenti di Gesù fatte dagli Apostoli. 2* con
Cristo. La sentenza contraria però è molto più uguale diligenza si davano alle opere di fraterna
comune fra gli interpreti. Per la remissione dei carità (t^ -Kowcoiq. communicatione della Volg.)
peccati. Il Battesimo di Gesù è di gran lunga giacché fln d'allora essi formavano una comunità a
superiore a quello di Giovanni, poiché rimette parte, separata dai Giudei. 3* Perseveravano nella
direttamente i peccati per virtù ad esso comuni- frazione del pane, ossia nella celebrazione del-
cata da Dio. // dono dello Spirito Santo. Colla l'Eucaristia, come si legge nella versione siriaca.
remissione dei peccati il Battesimo dà all'anima E' indubitato che col nome di frazione del pane
la grazia santificante, in forza della quale l'anima viene indicata l'Eucaristia, la quale è cosi chia-
diventa un tempio vivo dello Spirito Santo, che mata a motivo di ciò che si narra della sua istitu-
viene ad abitare in un modo nuovo e sopranna- zione (Matt. XXVI, 26; Mar. XIV, 22; Lue. XXII,
turale in essa. Dono dello Spirito Santo è Io 19). Da ciò si vede pure che gli Apostoli ubbidi-
stesso Spirito Santo, che si dà all'anima battezzata, rono subito al comando avuto da Gesù (Lue. XXII,
oppure secondo alcuni, sono i varii carismi con- 19). 4' Erano anche assidui nelle orazioni {va\:
cessi, come p. es. il dono delle lingue, della pro- npoatvXaxc). Si tratta come é manifesto dall'ar-
fezìa, ecc. ticolo Tal: di orazioni determinate proprie dei
cristiani, le quali, essendo qui congiunte colle
39. La promes<M di Gioele, citata ai 17-21, w. istruzioni degli Apostoli e colla partecipazione ai
fu fatta in modo speciale a voi. Israeliti, e a tutti misteri eucaristici, è molto probabile che fossero
! vostri discendenti, ma non solo a voi, ma anche quelle usate durante la celebrazione del sacrificio
a tutti i lontani, cioè ai pagani, che Dio chiamerà eucaristico.
coll'efficacia della sua grazia a convertirsi e a en-
trare nella sua Chiesa. 43. Tutta la gente, ossia tutti i Giudei erano
presi da un certo timore per le cose avvenute
40. Con altre, ecc. S. Luca non ha riferito che nella Pentecoste, e quindi non osteggiavano cri- i

un piccolo saggio delle prediche di San Pietro. stiani, anzi avevano un certo rispetto per essi.
Lì persuadeva convincendo la loro mente delle Ad accrescere questo stato di cose contribuivano
verità annunziate, li ammoniva indirizzandosi al assai i miracoli che facevano gii Apostoli (Mar.
loro cuore acciò praticassero gli insegnamenti ri- XVI, 17-18). fatti stavano, ecc. Queste parole
cevuti. Guardatevi, cioè allontanatevi da questa mancano nei migliori codici greci, e non sono
generazione perversa, ossia dai Giudei che cam- Qhe una ripetizione.
470 Atti, II, 44 — III, 2

et metus erat magnus in universis. **Omnes stavano in gran timore. **E tutti i credenti
etiam, qui credebant, erant pariter, et lia- erano uniti, e avevano tutto comune. "E
bebant omnia communia. ** Possessi ones et vendevano le possessioni e i beni, e distri-
substantlas vendebant, et dividebant illa buivano il prezzo a tutti, secondo il bisogno
omnibus, prout cuique opus erat. **Quotidie di ciascuno. *'E ogni giorno trattenendosi
quoque perdurantes unanimiter in tempio, lungamente tutti d'accordo nel tempio, e
et frangentes circa domos panem, sumeljant spezzando il pane per le case, prendevano
cibum cum exultatione, et simplicitate cor- cibo con gaudio e semplicità di cuore,
dis. *^Collaudantes Deum, et habentes gra- *Modando Dio, ed essendo ben veduti da tutto
tiam ad omnem plebem. Dominus autem il popolo. Il Signore poi aggiungeva alla
augebat qui salvi flerent quotidie in idipsum. stessa società ogni giorno gente, che si
salvasse.

CAPO Ili.

S". Pietro guarisce u?io storpio, i-ii. — Discorso di S. Pietro, 12-26.

^Petrus autem, et Ioannes ascendebant In ^Pietro e Giovanni salivano al tempio sul-


templum ad horam orationis nonam. ''Et l'oranona di orazione. ''E venva portato un
quidam vir, qui erat claudus ex utero matris certo uomo stroppiato dalla nascita clie :

Erano unìH. Il greco tm tò awtó erant pa-


44. in case private per la celebrazione dei misteri eu-
riterpotrebbe tradursi meglio : erano o rimane- caristici (v. 42).Prendevano cibo, ecc. I misteri
vano assieme. I Cristiani cercavano quindi di eucaristici erano accompagnati da agapi fraterne,
stare assieme, per quanto loro era possibile, spe- nelle quali regnava la più grande gioia.
cialmente nelle ore della preghiera, ecc. Avevano Lodando Dio. La
47. vita che conducevano i
tutto comune, conducevano cioè una vita di fa- cristiani era una continua lode dì Dio. Essendo
miglia, simile a quella che Gesù aveva condotto ben veduti per la santità della loro vita. // Signore
coi suoi Apostoli. coll'efficacia della sua grazia aggiungeva ogni gior-

45. Vendevano, ecc. I ricchi che avevano terre,


no alla sua Chiesa nuovi membri, chiamandoli
case (possessioni) o beni mobili (beni) li ven- dall'incredulità alla fede.
devano e col prezzo ricavatone sollevavano l'in-
digenza degli altri cristiani. S. Luca non dice che CAPO III.
vendessero tutti i loro beni, ed è indubitato che,
Pietro e Giovanni. Anche negli Atti come nei
1.
se nella Chiesa primitiva vi fu una certa comu-
Vangeli i due Apostoli sono spesso uniti assieme
nione di beni, questa non si ebbe che in Geru-
(Giov. XIII, 24; XVIII, 15; XX, 4; XXI, 7, ecc.;
salemme, e anche qui non fu mai assoluta né
Att. IV, 13, 19; Vili, 14, ecc.). SaZfvano. Il tem-
obbligatoria. Infatti Maria madre di Marco rac-
pio^ sorgeva nella parte alta della città. Ora nona,
coglie i fedeli nella casa che è sua proprietà
ossia le tre dopo il mezzogiorno. In quest'ora sì
(Atti XII, 12). S. Pietro dice ad Anania, che egli
offriva ogni giorno nel tempio il sacrifizio vesper-
avrebbe potuto ritenersi il campo venduto o il
tino, che consisteva nell'immolazione di un agnello
prezzo ricavatone (Atti V, 4). San Luca ricorda
(Esod. XXIX, 38; Num. XXVIII, 3). I pii Israeliri
espressamente l'esempio di Barnaba che vendette
solevano assistere in preghiera a questo sacrifizio.
un campo e ne portò il prezzo agli Apostoli, il
che non avrebbe fatto se tale fosse stata la regola 2. La Bella. Tutto il complesso di ediflzi sacri
comune. Sembra quindi che « si tratti piuttosto di che formavano il tempio era circondato da un so-
una cassa comune, largamente fornita da oblazioni
volontarie e bastante cosi a soddisfare a tutte le
necessità». Man. Bìbl., Brassac, Voi. II, p. 50.

46. Nel tempio durante le ore della pubblica


preghiera. Dio voleva che I cristiani non rompes-

Fìg. 166.

Antico capitello
a Gerusalemme.
Fig. 165.
Calice e ostie.
(Ant. miniatura).

sero subito ogni relazione cogli Ebrei e coi riti lido muro, in cui si aprivano parecchie porte. Si
della sinagoga. Spezzando il pane per le case. ritiene con grande probabilità che la porta chia-
Oltre al pregare nel tempio, si riunivano ancora mata la Bella sia quella di Nicànore, che si apriva
Atti, III, 3-13 471

suae, bafulabatur quera ponebant quotidie


: posavano ogni giorno alla porta del tempio
ad portam templi, quae dicitur Speciosa, ut chiamata la Bella, perchè chiedesse li-
peteret eleemosynam ab introeuntibus in mosina a quei che entravan nel tempio.
templum. 'Is cum vidisset Petrum, et loan- ^Questi avendo veduto Pietro e Giovanni che
nem incipientes introire in templum, roga- stavano per entrare nel tempio, si racco-
òat ut eleemosynam acciperet. *Intuens au- mandava per aver limosina. *E Pietro con
tem in eum Petrus cum Ioanne, dixit : Giovanni fissamente miratolo, disse Vol- :

Respice in nos. *At ille intendebat in eos, giti a noi. 'E quello li guardava attenta-
sperans se aliquid accepturum ab eis. 'Pe- mente, sperando di ricevere da essi qualche
trus autem dixit : Argentum et aurum non cosa. 'Ma Pietro disse Io non ho né ar- :

est mihi : quod autem habeo, hoc tibi do ; gento, né oro ma quello che ho, te lo do
: :

In nomine lesu Christi Nazareni surge, et Nel nome di Gesù Cristo Nazareno, alzati e
ambula. 'Et apprehensa manu eius dextera, cammina. 'E presolo per la mano destra,
allevaviteum, et protinus consolidatae sunt lo alzò, e inun attimo gli si consolidarono
bases eius, et plantae. 'Et exiliens stetit, gli stinchie le piante dei piedi. *E si rizzò
et ambulabat : et intravit cum illis in tem- d'un salto, e camminava ed entrò con :

plum ambulans, et exiliens, et laudans essi nel tempio, camminando e saltando e


Deum. lodando Dio.
•Et vidit omnis populus eum ambulantem, •E lutto il popolo lo vide che camminava
et laudantem Deum. **Cognoscebant autem e lodava Dio. '"E lo conoscevano che era
illum, quod ipse erat, qui ad eleemosynam quello che stava sedendo e chiedendo la
sedebat ad Speciosam portam templi : et im- limosina alla porta Bella del tempio e :

pleti sunt stupore et extasi in eo, quod furono ripieni di stupore, ed erano fuori di
contigerat illi. "Cum teneret autem Pe- sé per quello che gli era avvenuto. "E
trum, et Ioannem, cucurrit omnis populus mentre egli teneva stretti Pietro e Giovanni,
ad eos ad porticum, quae appellatur Salo- tutto il popolo stupefatto corse verso di loro
monis, stupentes. nel portico detto di Salomone.
"Videns autem Petrus, respondit ad po- "E Pietro vedendo ciò, rispose al po-
pulum Viri Israelìtae quid miramini in
: polo : Uomini perché vi maravi-
Israeliti,
hoc, aut nos quid intuemini, quasi nostra gliate voi di questo, o perché tenete gli
virtute aut potestate fecerimus hunc ambu- occhi su noi, quasiché per virtù, o per
lare? "Deus Abraham, et Deus Isaac, et potestà nostra avessimo fatto sì che costui

sul lato orientale del tempio e più di tutte te altre 12. E vedendo che l'occasione era propizia,
era ornata di bronzi, di argenti, e di ori, come Pietro rispose (ebraismo), ossia prese la parola.
dice Giuseppe (G. G. V, 5, 3). In questo discorso S. Pietro fa dapprima vedere
4. Disse, ecc. Pietro richiama tutta l'attenzione che il miracolo operatosi è dovuto a Gesù Cristo,
dello storpio, affinchè possa poi essere buon te- che i Giudei hanno ucciso, ma Dio ha risuscitato,
stimonio del prodigio, che sta per avvenire, e 12-16, e poi passa ad esortare i Giudei a far pe-
assieme si ecciti in lui la speranza, e sia cosi pre- nitenza se vogliono aver parte alla salute messia-
parato alla fede. nica, 17-26. Benché l'Apostolo ripeta parecchie
cose già dette nel suo discorso precedente, tut-
6. Son ho né argento, né oro. Gli Apostoli
tavia parla ora con maggior libertà rimprovera ;

erano veramente poveri, e le elemosine che rice- più acerbamente il delitto commesso dai Giudei,
vevano, le distribuivano ai fedeli bisognosi. Ma
e fa meglio conoscere la natura e l'ufficio di Gesù
quello che ho, ecc. Pietro parla colla maggior
Cristo, ed è più pressante l'esortazione alla peni-
sicorezu del potere che sa di aver ricevuto da tenza. Perché vi meravigliate ? Es&endo già desta
Dio. Sei nome, ossia per la virtù del nome di
l'attenzione di tutti, Pietro entra subito in argo-
Gesù Nazareno. mento affermando solennemente che il miracolo
8. SI rizzò d'an salto dal luogo, oppure dal let- non è dovuto né alle loro forze naturali, né ai
luccio, in cui giaceva. Entrando con essi nel tem- meriti della loro pietà verso Dio. Potestà, gr.
pio a ringraziare Dio e c-amminando e saltando, ecc. Evoe^ei^ pietà.
per la piena della gioia che provava.
13. 7/ Dio di Abramo e degli antichi patriarchi
9. Tutto U popolo, cioè tutti coloro che si erano è vero autore del prodigio. Ha glorificato, ecc.
il
recati al tempio per il sacrifizio vespertino.
Nel compiere questo prodigio Dio ha voluto glo-
10. Stupore, ecc. In presenza di un fatto cosi rificare Gesù Cristo. Suo Figliuolo, gr. tòv jtaì&a
sorprendente rimangono come spaventati e fuori di servo. S. Pietro dà a Gesù quello stesso nome
sé per la meraviglia. con cui Isaia aveva chiamato il Messia sofferente
11. Mentre teneva strettì per le mani o per le (Is. XLII, 1 ; LII, 13, ecc.) e così afferma subito
vesti due Apostoli per testimoniar loro la sua
i che Gesù é il Messia. Avete tradito dandolo qual
riconoscenza e farli conoscere al popolo, che ac- reo in mano del magistrato romano e rinnegato,
correva, una turba di gente si strinse attorno a ecc., ossia avete negato davanti a Pilato che Egli
loro nel portico di Salomone, che sorgeva nella fosse il vostro re Messia (Lue. XXIII, 2; Giov.
parte orientale del tempio (V. n. Giov. X, 23). I XIX, 14-15, ecc.). Aveva giudicato di liberarlo per-
testimonii del prodigio si radunano proprio 11, ché riconosciuto innocente (Lue. XXilI, 16; Giov.
dove Gesù aveva corso pericolo di essere lapidato XIX, 4, ecc.).
per aver affermata la sua diviniti.
472 Atti, III, 14-21

Deus lacob, Deus patrum nostronim glorifl- cammini? "Il Dio di Abramo e di Isacco e
cavit filium suum lesum, quem vos quidem di Giacobbe, il Dio dei padri nostri ha glo-
tradidistìs, et negastis ante faciem Filati, rificato il suo Figliuolo Gesù, il quale voi
iudicante. ilio dimitti. ^*Vos autem sanctum, avete tradito e rinnegato davanti a Filato,
et iustum negastis, et petistis virum homi- quando questi aveva giudicato di liberarlo.
cidam dpnari vobis : ^'Auctorem vero vitae ^*Ma voi rinnegaste il santo e il giusto, e
interfecistis, quem Deus suscitavit a mor- chiedeste che vi fosse dato per grazia un
tuis,cuius nos testes suraus. ^'Et in fide omicida "E uccideste l'autore della vita,
:

nominis eius, hunc, quem vos vidistis, et cui Dio risuscitò da morte, di che noi siamo
nostis, conflrmavit nomen eius : et fldes, testimoni. "E mediante la fede del nome
quae per eumintegram sanitatem
est, dedit di lui, il suo nome ha fortificato costui, che
istam in conspectu omnium vestrum. voi vedete e conoscete, e la fede che vien da
lui ha dato a costui questa perfetta salute
a vista di tutti voi.

"Et nunc fratres scio quia per ignoran- "Ora io so, fratelli, che lo avete fatto per
tiam fecistis, sicut et principes vestri. ignoranza, come anche i vostri capi. "Ma
^*Deus autem, quae praenunciavit per os Dio così ha adempito quello che per bocca
omnium prophetarum, pati Christum suum, di tutti i profeti aveva predetto dover patire
sic implevit. ^'Poenitemini igitur, et con- il suo Cristo. "Fate adunque penitenza e
vertimini ut deleantur peccata vestra "Ut : convertitevi, perchè siano cancellati i vostri
cum venerint tempora refrigerii a conspectu peccati '"Ónde venga il tempo della con-
:

Domini, et miserit eum, qui praedicatus est solazione dalla faccia del Signore, ed egli
vobis, lesum Christum, '''Quem oportet mandi quel Gesù Cristo, il quale fu a voi
quidem caelum suscipere usque in tempora predicato, '''Il quale conviene che sia rite-
restitutionis omnium, quae locutus est Deus nuto in cielo sino ai tempi della restaura-

"Matth, 27, 20; Marc. 15, 11; Lue. 23, 18;Joan. 18, 40.

14. Il santo, il giusto per eccellenza, e doman- hanno annunziata la passione e la morte del Mes-
daste la liberazione di Barabba (Giov. XVIII, 40). sia,e se Gesù non fosse morto, non sarebbe il
15. L'autore della vita, cioè colui che è principio
Messia. Dio si è così servito della malizia e del-
l'ignoranza dei Giudei per compiere i suoi di-
e causa di ogni vita sia naturale e sia specialmente
soprannaturale (V. n. Giov. I, 4, ecc.). Dio lo segni di misericordia verso l'umanità peccatrice.
risuscitò, ecc. La risurrezione è il grande argo- 19. Penitenza del passato perverso (II, 38) con-
mento, a cui si appellano gli Apostoli. Siamo te- vertitevi di cuore a Dio, affinchè siano cancellati
stimoni, cioè abbiamo la missione di testificare. i vostri peccati.
16. Mediante la fede, ecc. Perchè noi crediamo
20. Onde venga il tempo della consolazione,
che Gesù è il Messia risuscitato, il suo nome in- ossia di quell'eterna felicità, che il Signore darà
vocato da noi con fede ha compiuto il prodigio. ai suoi eletti dopo che Gesù sarà venuto a giu-
La fede, ecc. Rivolgendosi ora agli Ebrei Pietro dicare i vivi ed i morti. Allora saranno cacciati
proclama l'efficacia della fede dicendo La fede :
dal regno di Dio tutti i malvagi, e i giusti in com-
che viene da lui, che cioè ha Gesù stesso per pagnia di Gesù Cristo godranno perpetua pace e
autore, è quella che ha raddrizzato lo storpio.
gioie ineffabili (Apoc. XXI, 4; Is. LXV, 18; LXVI,
Causa principale del miracolo fu Gesù Cristo, ma 12). Questo stato felice però non avverrà prima
la fede di Pietro fu l'occasione o condizione ne-
che sia compiuto il numero degli eletti, e Israele
cessaria per la quale Gesù compi il prodigio. si converta, e il Vangelo sia predicato in tutto
17. Fratelli, ecc. Dopo di averli accusati del il mondo (Matt. XXIV, 16; Rom. XI, 26; Apoc.
più grande delitto, cerca S. Pietro di cattivarsi la VI, 10-11). Facciano adunque penitenza e si con-
loro benevolenza attenuando alquanto la loro col- vertano, acciò si affretti la venuta di questo gior-
pa. Lo avete fatto per ignoranza. Anche Gesù no. Tale è l'interpretazione più probabile del testo
scusò con queste parole i suoi crocifissori (Lue. greco. Altri invece, stando al testo della Volgata
XXIII, 34) e certamente se i Giudei avessero co- che è sospeso, vi suppliscono alcune parole, e
nosciuto Gesù come Dio, non l'avrebbero croci- interpretano così : Fate dunque penitenza affinchè
fisso (I Cor. II, 8) ; ciò però non basta a scusarli quando verrà la gloria del Signore, siate partecipi
completamente, perchè la loro ignoranza era col- di essa.
pevole, avendo Gesù sufficientemente provato la
Il quale conviene, ecc. Durante l'intervallo
21.
sua missione (Giov. V, 42 e ss.; VII, 24; Vili,
dì tempo, che deve trascorrere sino al finale giu-
24, ecc.).
dizio, Gesù deve abitare nel cielo, e non tornerà
7 vostri capi, cioè i membri del Sinedrio, i sa-
sulla terra se non quando saranno restaurate,
cerdoti, i dottori della legge, ecc. La loro igno-
ossia rinnovate tutte le cose, e creati cieli nuovi i
ranza però era molto più colpevole di quella del
e la terra nuova (Rom. Vili, 19 e ss.; II Piet. III,
popolo.
10-13; Apoc. XXI, 5, ecc.). Da questo versetto
18. Ma Dio, ecc. La morte di Gesù però è un apparisce chiaro che non può trattarsi della ro-
nuovo argomento per la sua messianità, perchè vina di Gerusalemme, ma solo della fine del
tutti profeti, chi in un modo e chi in un altro,
i
mondo.
Atti, III, 22 — IV, 1 473

per OS sanctorum suorum a saeculo Pro- zione di tutte le cose, del che ha Dio parlato
phetanim. già da tempo per bocca dei suoi santi pro-
feti.

"Moyses quidem Quonìam Pro-


dìxit : "Infatti Mosè disse : Il Signore Dio vostro
phetam suscitabit vobis Dominus Deus ve- farà a voi sorgere uno tra i vostri fratelli,
ster de fratribus vestris, tamquam me, ip- profeta come me, a lui presterete fede in
sum audietis iuxta omnia quaecumque lo- tutto quello che vi dirà. "'Chiunque poi non
cutus fuerit vobis. '*Erit autem omnis a- : ascolterà questo profeta, sarà sterminato dal
nima, quae .non audierit Proplietam illum, popolo. "E tutti i profeti che hanno parlato
exterminabitur de plebe. **Et omnes pro- da Samuele in poi, hanno predetti questi
phetae a Samuel, et deinceps, qui loculi giorni.
sunt, annunciaverunt dies istos.
'*Vos estis fllii prophetarum et testa- »*VoI siete i figliuoli dei profeti e del
menti, quod disposuit Deus ad patres no- testamento stabilito da Dio coi padri nostri,
stros, dicens ad Abraham Et in semine : allorché disse ad Abramo E nel tuo seme
:

tuo benedicentur omnes familiae terrae. saran benedette tutte le famiglie della
'•Vobis primum Deus suscitans Filium terra. **Per voi dapprima Dio avendo risu-
suum. misit eum benedicentem vobis ut : scitato il suo Figliuolo, lo ha mandato a
convertat se unusquisque a nequitia sua. benedirvi affinchè si converta ciascuno
:

dalle sue iniquità.

CAPO IV.

•S. Pietro e S. Gicnanni daxanti al Sinedrio, 1-7. — Risposta di S. Pietro, 8-12,


—/ Apostoli rimesfi in libertà, 13-22.
dtie — Preghiera dei fedeli, 23-31, —
Unione e fratellanza dei fedeli, 31-37.

'Loquentibue autem iMis ad populum, *Ma mentre essi parlavano al popolo, so-
supervenerunt sacerdotes, et magistratus praggiunsero i sacerdoti, e il magistrato del

"Deut. 18, 15. "Gen. 12, 3.

22. Dopo aver mostrato i beni che produce la Dio contrasse coi patriarchi, quando promise ad
penitenza e la conversione, passa ora a mostrare Abramo (Gen. XXII, 18) che nella sua discen-
i mali riservati a coloro, che non riconosceranno denza, cioè nel Messia, che da lui doveva nascere
Gesù come Messia e Salvatore. Mosè, ecc. La (Salm. LXXI, 17), sarebbero state benedette tutte
citazione (Deut. XVIII, 15 e ss.) è fedele quanto le nazioni della terra. I Giudei incorreranno in una
al senso, benché un po' abbreviata. Profeta come grande colpa se trascureranno la grazia messia-
me, vale a dire mandato anche egli da Dio come nica che a loro pei primi è destinata (Man. XV,
sono mandato io, non gii uguale a me in digniti 24; Rom. I, 16 e XI).
e merito. Io sono a lui sotto quest'aspetto di gran Per voi quindi prima che per gli altri po-
26.
lunga inferiore. Le parole di Mosè hanno senza Dio ha suscitato e mandato Gesù Cristo (suo
poli
dubbio un senso messianico, ed è assai probabile V. n. 13) a dare la benedizione promessa
figlio,
che debbano essere interpretate esclusivamente in ad Abramo. Affinchè si converta. Nel greco,
tal senso. quando si convertirà.
23. Sarà sterminato da! popolo di Dio ed escluso Per godere della benedizione di Gesù è ne-
quindi dalla salute messianica (Gen. XVII, 14; cessario convertirsi. Si osservi con quanta elo-
Lev. VII, 20, 21, ecc. ). Con queste parole viene quenza S. Pietro cerchi di muovere i Giudei alla
significata la morte eterna, a cui verri condannato fede. Essi si gloriavano di Mosè, dei profeti e di
chi non ascolterà la parola di Gesù. Nell'ebraico Abramo, e Pietro fa loro vedere che se vogliono
e nei Settanta (Deut. XVIII, 19) si legge: io pi- conservare tali privilegi devono credere a Gesù
glierò vendetta del disobbediente. predetto da Mosè e dai profeti, e mandato da Dio
24. Tatti l profeti... da Samuele, che ne fu in modo speciale per la casa d'Israele.
come il capo (I Re XIX, 20), hanno predetti chi
in un modo e chi in un altro questi giorni, ossia CAPO IV.
la salute messianica, che ora viene a voi predi- Mentre essi parlavano. Anche S. Giovanni
1.
cata. predicava, e mentre due Apostoli tenevano il
i

25. Siete i flgliaoU dei profeti, ecc. Sono chia- loro discorso al popolo, furono improvvisamente
mati figli dei profeti, ecc. per un ebraismo, che interrotti dal sopraggiungere dei sacerdoti, ecc.
indica semplicemente che ad essi erano in modo I sacerdoti che erano di servizio nel tempio. Da-
speciali destinati gli oracoli dei profeti, e ad essi vide aveva divisi i sacerdoti ir 24 classi, ognuna
apparteneva pure in modo speciale l'alleanza che delle quali prestava per turno il suo servizio nel
474 Atti, IV. 2-7

templi, et Sadducaei, 'Dolentes quod doce- tempio, e i Sadducei, 'crucciati che istruis-
rent populum, et annunciarent in lesu re- sero il popolo, e annunziassero in Gesù la
surrectionem ex mortuis 'Et iniecerunt in: risurrezione da morte 'e misero loro le
:

eos manus, et posuerunt eos in custodiam mani addosso, e li fecero custodire pel dì
in crastinum erat enim iam vespera. *Multi
: seguente perchè era già sera. *Molti però
:

autem eorum, qui audierant verbum, credi- di coloro che avevano udito la parola, cre-
derunt et: factus est numerus virorum dettero e furono in numero di circa cinque
:

quinque millia. mila uomini.


* Factum est autem in crastinum, ut con- 'Il dì seguente si adunarono i loro capi,
gregarentur principes eorum, et seniores, e i e gli scribi in Gerusalemme
seniori, :

et scribae in lerusalem. "Et Annas princeps *e Anna principe dei sacerdoti, e Caifa, e
sacerdotum, et Caiphas, et Ioannes, et A- Giovanni, e Alessandro, e quanti erano della
lexander, et quotquot erant de genere sacer- stirpe sacerdotale. ^E fattili venire alla loro
dotali. ^Ét statuentes eos in medio, interro- presenza, li interrogavano Con qual po- :

tempio durante una settimana. Parecchi codio! 4. Furono in numero di circa cinque mila, ecc.
greci hanno : principi dei sacerdoti, la lezione Siccome S. Luca non dice che si aggiunsero cin
della Volgata è però criticamente preferibile. Il quemila (V. II, 42), quasi tutti gli interpreti ri-
magistrato del tempio (ó azpaxryyòq xov ìepoC) era tengono che voglia dire semplicemente che il nu-
un sacerdote incaricato del mantenimento dell'or- mero totale dei fedeli era di cinque mila. Uomini.
dine pubblico nel tempio. Quest'ufficio aveva una Alcuni pensano che nei cinque mila non debbano
grande importanza a quei tempi. I Sadducei. V. n. computarsi le donne e i fanciulli.
Matt. IH, 7. 5. / capi dei sacerdoti, rappresentanti il potere
2. Che istruissero, ecc. Consideravano sé stessi religioso, i seniori, rappresentanti il potere civile,
come soli maestri, e non potevano tollerare che gli scribi, rappresentanti la scienza della legge.

Fi?. 167. — Seduta del Sinedrio (Calmet).

gli Apostoli, senza aver ricevuto da loro un man- Si hanno così le tre classi di persone, che face-
dato, istruissero pubblicamente il popolo nel vano parte del Sinedrio (Matt. II, 4).
tempio. 6. Anna, ecc. V. n. Lue. Ili, 2; Giov. XVIII,
In Gesù la risurrezione. Nel codice D si legge :
13. Caifa genero di Anna. V. n. Matt. XXVI, 3;
Gesù risurrezione. I
nella Sadducei negavano la Lue. III, 2.
risurrezione dei morti (V. n. Matt. XXII, 23) e Giovanni e Alessandro. Non si può determi-
quindi si mostrano irritati contro gli Apostoli. nare con certezza chi fossero questi due sacer-
doti. Della stirpe sacerdotale, meglio, secondo
3.Era già sera. Pietro e Giovanni erano saliti
il greco della stirpe pontificale, cioè appartenenti
al tempio verso le tre pomeridiane, dovette inoltre
ai capi delle famiglie sacerdotali.
trascorrere un certo tempo per il miracolo, e il
discorso di S. Pietro, ecc., e perciò quando gli 7. Avete fatto questo? ossia avete risanato
Apostoli furono arrestati, era sera e non si aveva quello storpio?
più tempo a radunare il Sinedrio.
Atti, IV, 8-16 475

gabant : In qua vìrtute, aut in quo nomine destà, o in nome di chi avete voi fatto
fecistis hoc vos? questo?
*Tunc repletus Spirìtu sancto Petrus, dixit *Allora Pietro ripieno di Spirito santo,
ad eos Principes populi, et seniores au-
: disse loro Principi del popolo e seniori,
:

dite 'Si nos hodie diiudìcamur in bene-


: ascoltate 'Giacché oggi noi siamo inter-
:

facto hominis infirmi, in quo iste salvus rogati sul bene fatto ad un uomo ammalato,
factus est, "Notum sit omnibus vobis, et in qual modo questo sia stato risanato, '"sia
omni plebi Israel quia in nomine Domini
: noto a tutti voi, e a tutto il popolo d'Israele,
nostri Jesu Christi Nazareni, quem vos cru- come nel nome del Signor nostro Gesù
cifixistis, quem Deus suscitavit a mortuis, Cristo^ Nazareno che voi crocifiggeste, e Dio
in iioc iste astatcoram vobis sanus. "Hic risuscitò da morte, in questo nome, costui
est lapis, qui reprobatus est a vobis aedi- sta sano dinanzi a voi. "Questa è la pietra
flcantibus, qui factus est in caput anguli : rigettata da voi che fabbricate, la quale è
"Et non est in alio aliquo salus. Nec enim divenuta testata dell'angolo "né in alcun :

aliud nomen est sub caelo datum hominibus, altro é salute. Imperocché non v'é sotto
in quo oporteat nos salvos fieri. il cielo altro nome dato agli uomini, mercè

cui abbiamo ad essere salvati.


"Videntes autem Petri constantiara, et "Vedendo quelli la costanza di Pietro e
loannìs, comperto quod homines essent di Giovanni, sapendo per certo ch'erano uo-
sine litteris, et idiotae, admirabantur, et mini senza lettere e idioti, si meraviglia-
cognoscebant eos quoniam cum lesu fue- vano, e li riconoscevano che erano quei che
rant : ^*Hominem quoque videntes stantem erano stati con Gesù "e osservando, ritto
:

cum qui curatus fuerat, nihil poterant


eis, in piedi con essi, quell'uomo che era stato
contradicere. "lusserunt autem eos foras guarito, non potevan dir nulla in contrario.
extra concilium secedere et conferebant : "Ordinarono però che si ritirassero fuori
ad invicem, "Dicentes Quid faciemus ho- : dell'adunanza e facevano consulta fra loro,
:

minibus istis? quoniam quidem notum si- "dicendo Che faremo noi di costoro? poi-
:

"Ps. 117, 22; Is. 28, 16; Matth. 21, 42; Marc. 12, 10; Lue. 20, 17; Rom. 9, 33; I Petr. 2, 7.

8. Ripieno di Spirito santo. Si compie così la Pietro aveva parlato e li aveva accusati. Senza
promessa che Gesù aveva fatta ai suoi discepoli lettere {àypàiifxaroi) che cioè non avevano fre-
(Matt. X, 17-20; Lue. XII, 11, ecc.). Disse loro, quentato le scuole del rabbini. Idioti (ibiàxai) che
ecc. Quali effetti prodigiosi ha prodotto Io Spi- non avevano alcun ufficio pubblico, alcuna di-
rito Santo in S. Pietro 1 Egli povero pescatore gnità o speciale cultura. Li riconoscevano, ecc.
così timido, parla con tanta franchezza, con tanto
coraggio e tanta sapienza, che gli stessi membri
del Sinedrio restano confusi!
9. Giacché noi, ecc. Vi è forse una punta
d'ironia in queste parole. Pietro vuol dire : Ben-
ché sia cosa non giusta essere chiamati in giu-
dÌ7Ìo per aver fatto del bene a un povero disgra-
ziato, ecc.
Questo sia stato, ecc. Costui era presente al
giudizio, e S. Pietro poteva segnarlo a dito.
10. Sia noto, ecc. S. Pietro rende così testi-
monianza a Gesù davanti al più alto consesso
della nazione, a^ermando nuovamente la colpa
d'Israele nella morte di Gesù, e confermando la
sua risurrezione.
11. Questa è la pietra, ecc. Voi, chiamati a
edificare la casa di Dio, avete rigettato colui che Fig. i68. — Pietra angolare.
ne doveva essere il fondamento, ma ciò non
(Muro che drconda la tomba di Abramo, a Hebron).
ostante egli è diventato la pietra angolare, sulla
quale poggia tutto l'ediflzio del regno di Dio.
S. Pietro cita qui il salmo CXVII, 22, nel quale Gesù era stato parecchie volte a Gerusalemme, e
i Giudei ammettevano che si parlava del Messia. i suoi discepoli potevano facilmente essere rico-
Anche Gesù si è appellato a questo salmo (Matt. nosciuti.
XXI, 42. V. anche 1 Piet. II, 4. (V. fig. 168). 14. Non potevano
dir nulla in contrario essendo
12. Néalcun altro è salute. Se Gesù è la
in il troppo evidente e innegabile.
fatto
pietra angolare del regno di Dio, niuno potrà 16. Che faremo? Sentono tutta la forza della
avervi parte se non poggia sopra di lui. Nessuno verità, ma acciecati dal loro orgoglio chiudono
potrà conseguire la salute messianica, ossia arri- gli occhi alla luce, e non potendo negare il fatto,
vare alla visione di Dio nel cielo, se non per perchè omai conosciuto da tutta Gerusalemme,
mezzo di Gesù Cristo (Giov. XIV, 6). vorrebbero però costringere colle minacele gli
13. La costanza, ossia l'intrepidezza con cui Apostoli al silenzio.
476 Atti, IV, 17-26

gnum factum est per eos, omnibus habitan- che un miracolo illustre è stato fat o da essi,
tibus lerusalem : manifestum est, et non noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme,
possumus negare. e non possiamo negarlo.
^^Sed ne amplius divulgetur in populum ^'Ma affinchè non si divulghi maggior-
comminemur
eis, ne ultra loquantur in no- mente tra il popolo, proibiamo loro con gravi
mine hoc ulli hominum. ^*Et vocantes eos, minacele di non parlar più in questo nome
denunciaverunt ne omnino loquerentur, ne- con alcun uomo. "E chiamatili, intimaron
que docerent in nomine lesu. "Petrus vero, loro che in nessun modo
parlassero, né
et Ioannes respondentes, dixerunt ad eos :
insegnassero nel nome di
Gesii. "Ma
Si iustum est in conspectu Dei, vos potius Pietro e Giovanni risposero, e dissero loro :

audire quam Deum, iudicate, ''"Non enim Se sia giusto dinanzi a Dio l'ubbidire piut-
possumus quae vidimus et audivimus non tosto a voi che a Dio, giudicatelo voi stessi :

illi comminantes dimiserunt eos


loqui. "^At :
^'Chè non possiamo non parlare di quelle
non invenientes quomodo punirent eos pro- cose che abbiamo vedutie e ud!te. *^Ma
pter populum, quia omnes clariflcabant id, quelli minacciandoli, li rimandarono, non
quod factum fuerat in eo quod acciderat. trovando il modo di castigarli a cagione del
^^Annorum enim erat amplius quadraginta popolo, perchè tutti celebravano quello
homo, in quo factum fuerat signum istud che era avvenuto. ^^Poichè aveva più di
sanitatis. quarant'anni quell'uomo, su cui era stata
operata quella miracolosa guarigione.
^'Dimissi autem venerunt ad suos et an- :
"Ed essi posti in libertà se n'andarono
nunciaverunt eis quanta ad eos prìncipes dai loro : e fecero loro parte di quanto ave-
sacerdotum, et seniores dixissent. **Qui vano loro detto i principi dei sacerdoti e i
cum audissent, unanimiter levaverunt vocem seniori. '*E quelli udito ciò, alzarono con-
ad Deum, et dixerunt Domine, tu es qui : cordemente la voce a Dio, e dissero Si- :

fecisti caelum, et terram, mare, et omnia, gnore, tu sei che facesti il cielo e la terra,
quae in eis sunt ^'Qui Spiritu sancto per
: il mare e tutte le cose che sono in essi :

OS patris nostri David, pueri tui, dixisti : "'che mediante lo Spirito santo hai detto per
Quare fremuerunt Gentes, et populi medi- bocca di David padre nostro, tuo servo :

tati sunt inania? ^"Astiterunt reges terrae. Per qual motivo tumultuarono le genti, e i

"Ps. 2, 1.

questo nome. Quanto disprezzo è rac-


17. In del miracolo, poiché stante l'età, era più difficile
chiuso queste parole
in Non vogliono neppure
! la guarigione.
nominare Gesù, tanto è l'odio che hanno contro 23. Dai loro, cioè dagli altri Apostoli e disce-
di lui, e vorrebbero che il popolo in nessun modo poli radunati probabilmente in orazione.
più lo ricordasse.
24. Alzarono concordemente la voce, ossia tutti
18. In nessunmodo, ecc. La proibizione era assieme ringraziarono Dio, esprimendo gli stessi
•ssoluta non dovevano neppur più pronunziare
;
sentimenti. I fedeli erano rimasti atterriti quando
il suo nome.
videro i due Apostoli trascinati davanti a quelli
19. Se sìa giusto, ecc. 1 due Apostoli si mo- stessi giudici che avevano condannato Gesù,
strano così sicuri della giustizia della loro causa, quindi si comprende la loro gioia, quando li videro
vale a dire dell'impossibilità in cui sT trovano di tornare sani e salvi. Dissero, ecc. Alcuni pensano
obbedire, che si appellano agli stessi giudici loro che la preghiera qui riferita sia un'antica formola
nemici, affinchè sentenzino. Quando l'autorità di di orazione usata al tempo degli Apostoli, altri
Dio e quella degli uomini sono tra loro in con- invece l'attribuiscono a un'ispirazione collettiva di
flitto, è cosa chiara che Dio deve prevalere, e a tutta l'assemblea, altri poi ne fanno autore lo
lui e non agli uomini si deve obbedire. stesso S. Pietro, e finalmente altri e forse con
20. Non possiamo, ecc. Gesù Dio ci ha coman- più ragione credono che sia dovuta a S. Luca, il
dato di attestare a tutti la sua risurrezione, e di quale avrebbe riassunto in poche parole ì vari!
predicare ciò che abbiamo veduto e abbiamo udito sentimenti, con cui quei primi fedeli si misero a
(Lue. XXIV, 47 Att. I, 8) noi quindi a lui dob-
; ;
ringraziare Dio. Tn sei, ecc. Cominciano col-
biamo ubbidire non ostante le vostre proibizioni. l'inneggiare alla potenza di Dio.
21. Minacciandoli ancor più severamente che 25. Mediante lo Spirito Santo. Queste parole,
al V. 18. A cagione del popolo, ecc. Temevano che rendono oscura la frase, mancano in numerosi
cioè che il popolo, il quale era favorevole agli codici minuscoli, e sono pure omesse da S. Gio-
Apostoli, si levasse a tumulto. Le parole in eo vanni Grisostomo, da Ecumenio, da Teofilatto,
quod acciderat mancano nel greco, e in realtà ecc., e da quasi tutti gli esegeti vengono conside-
non sono che una tautologia. Nel greco si legge rate come una nota introdottasi dal margine nel
semplicemente Tutti glorificavano Dio per ciò
: (testo. Per qual motivo, ecc. Le parole qui rife-
che era accaduto, cioè per il miracolo che si era rite appartengono al principio del salmo II, che è
operato. da tutti ritenuto messianico. Vani disegni che non
22. Aveva più di quarant'anni, e per di più era potranno mai condurre a compimento.
stato storpio fin dalla nascita (III, 2). Tutto 26. Sì adunarono insieme, ecc. Fecero alleanza
questo serve a sempre più dimostrare la grandezza tra loro per scuotere la sovranità del Messia. D
Atti, IV, 27-34 477

et principes convenerunt in unum adversus popoli macchinarono vani disegni? ^*Si fe-
Dominum, et adversus Christum eius? cero innanzi i re della terra, e i principi si
"Convenerunt enim vere in civitate ista adunarono insieme contro il Signore e con-
adversus sanctum puerum tuum lesum, tro il suo Cristo. ''Imperocché veramente
quem unxisti, Herodes et Pontius Pilatus si unirono in questa città contro il santo
cum Gentibus, et populis Israel, *'Facere tuo Figliuolo Gesù, unto da te, ed Erode e
quae manus tua, et consilium tuum decre- Ponzio Pilato con le genti e con i popoli
verunt fieri. '^'Et nunc Domine respice in d'Israele, "per fare quello che la tua mano
minas eorum, et da servis tuis cum omni e il tuo consiglio preordinò che si facesse.
fiducia loqui verbum tuum, '"In eo quod "'E adesso, o Signore, riguarda le loro mi-
manum tuam extendas ad sanitates, et signa, nacce, e concedi ai tuoi servi di annunziare
et prodigia fieri per nomen sancti filii tui con tutta fidanza la tua parola, "stendendo
lesu. '*Et cum orassent, motus est locus, la tua mano a risanare, e a operar segni e
in quo erant congregati, et repleti sunt om- miracoli per mezzo del nome del tuo santo
nes Spiritu sancto, et loquebantur verbum Figliuolo Gesù. '*E fatta ch'ebbero questa
Dei cum fiducia. orazione, si scosse il luogo dove stavano
adunati e furono tutti ripieni di Spirito
:

santo, e annunziavano con fidanza la parola


di Dio.
'^Multitudinis autem credentium erat cor "E la moltitudine dei credenti era un sol
unum, et anima una nec quisquam eorum,
: cuore e un'anima sola né v'era chi dicesse :

quae possidebat, aliquid suum esse dicebat, esser sua alcuna delle cose che possedeva,
sed erant illis omnia communia. "Et vir- ma tutto era tra essi comune. "E con grande
tute magna reddebant Apostoli testimonium efficacia rendevano gli Apostoli testimo-
resurrectionis lesu Christi Domini nostri : nianza della risurrezione dì Gesù Cristo
et gratia magna erat in omnibus illis. **Ne- Signor nostro ed era grande in tutti loro
:

salmo citato dopo aver parlato dell'ostilità degli dino semplicemente i mezzi per dimostrar a tutti
empi, mostra il trionfo che il Messia riporterà la verità della fede. Figliuolo. V. n. Ili, 13.
su tutti i suoi nemici. I fedeli, vedendo già veri-
ficata la prima parte della profezia, si rallegrano
31. Si scosse il luogo, ecc. Dio mostrava così
di esaudire la loro preghiera e di essere presente
nella certezza che anche la seconda parte si veri-
in mezzo di loro per difenderli da tutti i nemici.
ficherà, e Gesù riporterà completa vittoria.
Furono ripieni, ecc. Ricevettero una nuova effu-
27. Veramente, ecc. La profezia si è appieno sione dello Spirito Santo, per cui si sentirono
verificata in Gesiì Cristo. Tuo Figliaolo, gr. ripieni di nuovo ardore, e sen» curarsi dell'oppo-
jioìòa (V. n. Ili, 13). Unto da te, ossia costituito sizione e delle minacele del SI' jdrio, predicavano
re di tutti i popoli (Is. LXI, 1). Gesù Cristo come con grande libertà il Vangelo.
uomo fu unto di Spirito Santo, in quanto che la
sua natura umana in forza dell'unione ipostatica
32. Un sol cuore e un'anima sola. Queste
espressioni indicano che tra i fedeli regnava la
colla divinità ricevette fin dal primo momento del-
più perfetta unione di pensieri e di affetti, fon-
l'incarnazione la pienezza di tutte le grazie e di
data sulla stessa fede e sulla vicendevole carità.
tutti i doni dello Spirito Santo. Al Battesimo questo

Spirito discese sotto forma di colomba sopra di


Gesù aveva domandato al Padre che vi fosse
questa unione tra i suoi fedeli (Giov. XVII, 11).
lui per significare visibilmente la pienezza della
grazia, di cui Egli era dotato (V. n. X, 38). Erode
Né vi era, ecc. In forza di questa grande carità
che vi era tra i cristiani, è naturale che i ricchi
e Ponzio Pilato i primi tra i re e i principi, che
riguardassero le loro sostanze come depositi af-
abbiano mossa guerra a Gesù Cristo. Le genti,
fidati alla loro custodia da Dio, e si mostrassero
cioè i soldati gentili, che occupavano Gerusa-
pieni di generosità verso gli indigenti (V. n. II,
lemme. / popoli d'Israele, ossia le tribù d'Israele
44-47).
<Gen. XXVIII, 3; XLVIII, 4, ecc.).
33. Con efflcacia, ecc. La grazia di Dio, che
28. Per fare quello, ecc. Dio si servì della fe-
in tal modo si manifestava nei fedeli, risplen-
rocia degli empi per eseguire i suoi disegni sulla
deva ancora maggiormente negli Apostoli, I quali
salute del genere umano mediante la morte di
colla più grande eflicacia e col maggior ardore sia
Gesù. La tua mano, ossia la tua potenza infinita,
colla parola e sia coi miracoli predicavano la ri-
e il tuo consiglio, ossia la tua mente e la tua vo-
surrezione di Gesù. Grande era in tutti loro, cioè
lontà ordinarono che si facesse.
sia negli Apostoli che nei fedeli, la grazia di Dio,
29. E adesso, ecc. Animati da grande fiducia la quale si manifestava nella vita santa, che con-
nel vedere avverata la prima parte della profe- ducevano e nei miracoli, che gli Apostoli ope-
zia, domandano al Signore che voglia compiere ravano.
anche l'altra, e far trionfare Gesù Cristo. MI-
34. Bisognoso. Vi erano bensì tra i cristiani al-
naccie. Non temono queste minacele, ma pregano
cuni poveri, ma venivano soccorsi dalla generosità
di potere con grande ardore e libertà predicare il
dei ricchi, per modo che non erano propriamente
Vangelo non ostante le persecuzioni degli empi.
bisognosi. Tutti coloro, ecc. Non si devono pren-
30. Stendendo la tua mano, ecc. Domandano dere queste parole in senso troppo stretto, quasi
che Dio voglia confermare coi miracoli la loro che tra i cristiani tutti si spogliassero delle loro
predicazione. Si osservi come non preghino Dio possessioni, poiché sappiamo che la madre di
di punire e distruggere i loro nemici, ma doman- Marco benché cristiana aveva una casa (XII, 12), e
478 Atti, IV, 35 — V, 4
que enim quisquam egens erat inter illos. la grazia. **E non vi era alcun bisognoso tra
Quotquot enim possessores agrorum, aut do- essi. Mentre tutti coloro che possedevano
morum erant vendentes afferebant pretia terreni, o case, li vendevano, e portavano
eorum, quae vendebant. "Et ponebant ante il prezzo delle cose vendute, "e lo depone-
pedes Apostolorum. Dividebatur autem sin- vano ai piedi degli Apostoli, e si distribuiva
gulis prout cuique opus erat, "loseph autem a ciascuno secondo il suo bisogno. ^*E Giu-
qui cognominatus est Barnabas ab Aposto- seppe, dagli Apostoli soprannominato Bar-
lis, (quod est interpretatum Filius consola- naba (che si interpreta Figliuolo di consola-
tionis) Levites, Cyprius genere, ''Cum ha- zione), Levita, nativo di Cipro, ^^avendo un
beret agrum, vendidit eum, et attulit pre- podere, lo vendè, e portò il prezzo, e Io
tium, et posuit ante pedes Apostolorum. depose ai piedi degli Apostoli.

CAPO V.

Anania e Saffira, i-ii. —


Prodigi e conversioni, 12-16. —
Gli Apostoli gettati in
prigione e liberati da un angelo, 17-25. —
Gli Apostoli arrestati un'altra volta
sono condotti davanti al Sinedrio, 26-33. —
Gamaliele interviene in loro fa-
vore, 34-39. —
Gli Apostoli battuti con verghe e poi rilasciati, 40-42.

^Vir autem quidam nomine Ananias, cum 'Ma un oert'uomo detto Anania con Safflra
Saphira uxore sua vendidit agrum, ^Et frau- sua moglie vendette un podere, 'e d'accordo
davit de pretio agri, conscia uxore sua et : con sua moglie ritenne parte del prezzo e :

afferens partem quamdam, ad pedes Aposto- portandone una porzione, la pose ai piedi
lorum posuit. 'Dixit autem Petrus Anania, : degli Apostoli. 'E Pietro disse Anania, :

cur tentavit satanas cor tuum, mentiri te come mai satana tentò il cuor tuo da mentire
Spiritui sancto, et fraudare de pretio agri? allo Spirito santo e ritenere del prezzo del
*Nonne manens tibi manebat, et venunda- podere? *Non è vero che conservandolo

di più lo stesso S. Pietro (v. 14) afferma che non CAPO V.


era di obbligo vendere le proprie sostanze. Tut- 1. Ananiaè un nome assai comune tra gli
tavia è certo che alcuni si spogliarono realmente
Ebrei (Ger. XXVIII, 1; Dan. I, 6; Par. Ili, 19,
di tutto, ed altri vendettero parte dei loro averi
ecc.). Safflra è un nome ebraico, che significa bella.
per soccorrere il loro prossimo.
2. Ritenne, meglio secondo il greco mise da
35. Deponevano
ai piedi. Questa frase significa,
parte. La pose ai piedi, ecc. fingendo per vana
che i affidavano colla maggior riverenza
fedeli
gloria o per altro motivo di offrire a Dio tutto il
agli Apostoli il prezzo dei loro averi, affinchè essi
prezzo ricavato.
lo distribuissero a loro talento.
3. Satana tentò, ecc. Perchè hai tu ceduto alla
36. Giuseppe, ecc. S. Luca porta un esempio tentazione di Satana? Molti codici greci hanno
di coloro che con maggior generosità compirono ÉjtXiipoDoev ha riempito il tuo cuore. Come ha po-
un'azione così eroica, affinchè meglio risalti per tuto avvenire tal cosa, se non perchè tu glielo
effetto dei contrasti il fatto di Anania e Saffira. hai aperto?
Riferisce alcune notizie intorno 9 Barnaba, perchè Da mentire, cioè da ingannare colle tue men-
questo personaggo ebbe una parte importante nella zogne lo Spirito Santo. Anania sapeva che gli Apo-
predicazione del Vangelo (IX, 27; XIII, 1, ecc.). stoli erano conie gli organi dello Spìrito Santo,
Barnaba dall'aramaico bar-nebuah. Di consola- e che il mancare di sincerità verso di loro era un
zione. Il greco jiaoaxXiìffeoo? (ebr. nebudh, profezia) mentire a Dio.
dovrebbe essere tradotto di esortazione, col che 4. Non è vero, ecc. Anania era assolutamente
si viene a indicare che Barnaba possedeva uno
padrone del denaro ricavato; poteva ritenerlo in
speciale dono per esortare, come difatti viene af-
tutto o in parte come voleva senza alcun peccato ;
fermato al cap. XI, 13. Questo dono secondo San tutta la sua colpa sta nel fatto, di aver mentito
Paolo (I Cor. XIV, 3) appartiene alla profezia, dicendo di offrire l'intero prezzo, mentre invece
e Barnaba viene pure al cap. XIII, 1 annoverato non ne offriva che una parte. Dal rimprovero di
tra i profeti, quindi si comprende come potesse Pietro si rende sempre più manifesto che non era
essere chiamato figlio di esortazione o di profezìa.
cosa di obbligo lo spogliarsi degli averi, che si
Levita, cioè della tribù di Levi. Cipro, isola del
fossero posseduti. Alcuni Padri pensano che Ana-
Mediterraneo nell'arcipelago greco.
nia avesse offerto a Dio con voto tutte le sue
37. Avendo un podere,
ecc. I Leviti non pote- sostanze, ma poi ne abbia ritenuto una parte ren-
vano Palestina possedere alcun bene immobile
in dendosi così reo non scio di menzogna, ma anche
(Num. XXXII, 7). Può essere che la proibizione di sacrilegio. Mentire a Dio è sinonimo di mentire
riguardasse solo la Palestina e Barnaba posse- allo Spirito Santo, perciò da queste due afferma-
desse questo campo a Cipro altrove in paese zioni i Padri provarono la divinità dello Spirito
pagano. Santo. S. Pietro aveva conosciuto per divina riT«-
lazione il delitto di Anania.
Atti, V, 5-15 479

fum in tua erat potestate? Quare posuisti stava per te, e venduto era in tuo potere?
in corde tuo hanc rem? Non es mentitus Per qual motivo ti sei messa in cuore tal
hominìbus, sed Deo. *Audiens autem Ana- cosa? Non hai mentito agli uomini, ma a
nias haec verba, cecidit, et expiravit. Et Dio, 'Udite che ebbe Anania queste parole,
factus est timor magnus super omnes, qui cadde, e spirò. E gran timore entrò in quelli
audierunt. *Surgentes autem iuvenes amo- che udirono. 'E si mossero alcuni giovani,
verunt eum, et efferentes sepelierunt. e lo tolsero di là, e lo portarono a seppel-
lire.

^Factum autem quasi horarum trium


est 'Era trascorso Io spazio di circa tre ore,
Spatium, et uxor ipsius, nesciens quod quando non informata del successo arrivò
factum fuerat, introivit. *Dixit autem ei la moglie di lui, 'e Pietro le disse Dimmi, :

Petrus Die mihi mulier, si tanti agrum


: o donna, avete voi venduto il podere per il
vendidistis? At illa di)0t Etiam tanti. : tal prezzo ? Ed ella disse Così appunto.
:

'Petrus autem ad eam Quid utique con-


: *E Pietro a lei Per qual motivo vi siete
:

venit vobis tentare Spiritum Domini? Ecce accordati a tentare lo Spirito del Signore?
pedes eorum, qui sepelierunt virum tuum Ecco, sono alla soglia i piedi di coloro che
ad ostium, et efferent te. "Confestim ce- hanno data sepoltura a tuo marito, e ti por-
cidit ante pedes eius, et expiravit. Intrantes teranno fuori. "E immantinente essa cadde
autem iuvenes invenerunt illam mortuam : a' suoi piedi, e spirò. Ed entrati quei gio-
et extulerunt, et sepelierunt ad virum suum. vani la trovarono morta, e la portarono a
"Et factus est timor magnus in universa seppellire accanto a suo marito. "E gran
ecclesia, et in omnes qui audierunt haec. timore nacque in tutta la Chiesa, e in tutti
coloro che udirono queste cose.
"Per manus autem Apostolortmi flebant "E molti segni e prodigi facevansi nel-
signa, et prodigia multa in plebe. Et erant popolo per le mani degli Apostoli. E se ne
unanimiter omnes in porticu Salomonis. stavano tutti di accordo nel portico di Salo-
"Ceterorum autem nemo audebat se coniun- mone. **DegH altri poi nessuno ardiva af-
gere illis sed magnifìcabat eos populus.
: fratellarsi con essi ma il popolo li cele-
:

'*Magis autem augebatur credentium in Do- brava. **E più e più cresceva la moltitudine
mino multitudo virorum, ac mulienim, "Ita di quei che credevano nel Signore, uomini

5. colpito dal castigo di Dio. Con questo


Cadde alcuna pompa funebre, servi a incutere timore e
esempio Dio volle far vedere quanto ab-
terribile spavento La Chiesa, ossia l'assemblea di
in tutti.
borra dalla menzogna e dal sacrilegio, e volle tutti i fedeli. E' la prima volta che S. Luca usa
pure preservare la Chiesa nascente da abusi fu- questa parola. E in tatti coloro che non apparte-
nesti, e assieme rendere più rispettabile a tutti nevano alla Chiesa. Alcuni Padri hanno pensato
la persona e l'autorità dei suoi Apostoli. In quelli che Dio infliggendo sì terribile castigo temporale
che adirono, quindi anche i Giudei. ai due coniugi, abbia voluto risparmiare loro la

6. Giovani, cosi chiamati secondo alcuni, per-


morte eterna.
chè ad essi erano affidati gli uffizi piìi umili nella 12. Molti segni e prodigi come Gesù aveva pro-
Chiesa, mentre ai presbiteri erano riservati quelli messo (Giov. XIV, Per
le mani, ossia per il
12).
di maggior importanza. Altri invece con più ra- ministero, o la benedizione degli Apostoli. Molti
gione pensano che si tratti veramente di giovani prodigi venivano operati anche mediante l'impo-
di anni, ai quali, per essere più forti, veniva ri- siiiione delle mani (Mar. XVI, 18). Questi miracoli
servato di seppellire i morti. Di fatti al v. 10 oltre al provare le verità cristiane, servivano ad
questi che sono detti vEcórepot, vengono chiamati acquistare ai fedeli la stima e il rispetto degli
vEavi'exoi. In Oriente si soleva seppellire il cada- stessi Giudei. Tatti d'accordo, ecc. Alcuni riferi-
vere quasi subito dopo avvenuta la mort©;'"Lo scono queste parole ai soli Apostoli, altri invece
tolsero o meglio secondo il greco lo fasciarono, e con più ragione le riferiscono sia agli Apostoli
ossia lo avvolsero in un mantello o in un lenzuolo. che ai fedeli. Se si parlasse dei soli Apostoli, non
sarebbe stato necessario dire che stavano tutti
8. Dimmi, ecc. S. Pietro domanda a Safflra la
d'accordo. Portico di Salomone. V. n. Ili, 11.
confessione della colpa, offrendole cosi un mezzo
per far penitenza e ottenere misericordia. Per il 13. Degli altri, cioè di quelli che non erano
tal prezzo. Probabilmente nominò il prezzo deter- cristiani,nessuno ardiva di trattare con dimesti-
minato, e glielo mostrò a dito quale l'aveva por- chezza coi fedeli, sia per la riverenza e il rispetto
tato Anania. che imponevano, e sia perchè costituivano una
9. Tentare lo Spirito Santo, cioè provare se
comunità a parte, della quale niuno che non avesse
abbracciata la fede, poteva essere membro. Li
avrebbe conosciuto e rivelato agli Apostoli la frode
celebrava, ossia li stimava assai.
commessa.
Sono alla soglia, ecc. Si udiva in questo mo- 14. E pia e più, ecc. I miracoli non solo ac-
mento il muovere dei passi di coloro che avevano quistavano stima e rispetto ai cristiani, ma n«
portato Anania a seppellire. Ti porteranno fuori. facevano crescere ogni giorno il numero; intere
S Pietro annunzia II castigo di Dio, non lo do- moltitudini si convertivano.
manda. 15. Talmente che, ecc. Accenna a un altro ef-
11. Gran timore. La morte così tragica del due fetto dei miracoli. L'ombra, ecc. Gesù aveva pro-
disgraziati, la loro sepoltura precipitata e senza messo (Giov. XIV, 13) che avrebbero fatti mi-
480 Atti, V, 1&-25

ut in plateas eiicerent inflrmos, et pone- e donne, ^'talmente che portavano fuori


rent in lectulis ac grabatis, ut, veniente nelle piazze i malati, e li mettevano sopra
Petro, saltem umbra illius obumbraret quem- letti e strapunti, affinchè, passando Pietro,
quam illorum, et liberarentur ab inflrmi- l'ombra almeno di lui adombrasse alcuno
tatibus suis. "Concurrebat autem et multi- di e fossero liberati dalle loro infer-
essi,
tudo vicinarum civitatum lerusalem, affe- mità. "Accorreva eziandio a Gerusalemme
Fentes aegros, et vexatos a spiritibus im- molta gente dalle vicine città, portando ma-
mundis qui curabantur omnes.
: lati e vessati dagli spiriti immondi i quali
:

tutti erano risanati.


^''Exurgens autem princeps sacerdotum, ^^Ma levatosi su il principe dei sacerdoti,
et omnes, qui cum ilio erant (quae est hae- e quelli del suo partito (che è la setta
tutti
resis Sadducaeorum), repleti sunt zelo : dei Sadducei), si riempirono di zelo "e :

^*Et iniecerunt manus in Apostolos, et po- misero le mani addosso agli Apostoli, e li
suerunt eos in custodia publica. "Angelus posero nella pubblica prigione. "Ma l'An-
autem Domini per noctem aperiens ianuas gelo del Signore di notte tempo aprì le porte
carceris, et educens eos, dixit '"Ite, et : della prigione, e condottili fuori, disse :

stantes loquimini in tempio plebi omnia ""Andate, e statevi nel tempio a predicare
verba vitae huius. '^Qui cum audissent, al popolo tutte le parole di questa vita. **Ed
intraverunt diluculo in templum, et doce- essi udito questo, entrarono sul far dell'alba
bant. nel tempio, e insegnavano.
Adveniens autem princeps sacerdotum, et Mavenuto il principe dei sacerdoti e
qui cum eo erant, convocaverunt concilium, quelli del suo partito, convocarono il sine-
et omnes seniores flliorum Israel et mise- : drio e tutti i seniori dei figliuoli d'Israele :
runt ad carcerem ut adducerentur. '"Cum e mandarono alla prigione, perchè fossero
autem venissent ministri, et aperto carcere condotti loro davanti, ""E andati i ministri,
non invenissent illos, reversi nunciaverunt, e aperta la prigione non li trovarono e tor-
"'Dicentes Carcerem quidem invenimus
: narono indietro a recar questa nuova, "'di-
clausum cum omni diligentia, et custodes cendo Quanto alla prigione l'abbiamo tro-
:

stantes ante ianuas aperientes autem ne-


: vata chiusa con tutta puntualità, e le guardie
minem intus invenimus. **Ut autem audie- fuori in piedi alle porte ma apertala non
:

runt hos sermones magistratus templi, et abbiamo trovato dentro nessuno. **Udite tali
principes sacerdotum ambigebant de illis parole, il prefetto del tempio e i principi
quidnam fleret. **Adveniens autem quidam dei sacerdoti stavano perplessi, dove queste
nunciavit eis : Quia ecceviri, quos posuistis cose andassero a finire. "'Ma sopraggiunse

racoli più grandi di quelli da lui operati. Fossero e gli insegnamenti d! Gesù Cristo, che causano
liberati, ecc. Queste parole mancano nella mag- nelle anime la vera vita soprannaturale della grazia.
gior parte dei codici greci, tuttavia l'idea che 21. Venuto nella sala delle adunanze, ecc. Tutti
esprimono è esatta, poiché non si capirebbe per i seniori n&aay tt\v -xepovaiav. Queste parole se-
qual motivo volessero che l'ombra di Pietro toc- condo gli uni non sono che una spiegazione della
casse i malati, se non perchè ne avevano espe- parola sinedrio; secondo altri invece indichereb-
rimentata l'efficacia. Ricorrono a Pietro più che bero, che all'adunanza erano stati chiamati non
agli altri Apostoli, o perchè egli superava gli altri solo i membri del sinedrio propriamente detto,
nel fare miracoli, o perchè era riconosciuto come ma anche tutti i capi del popolo, ancorché non
capo della Chiesa. avessero diritto a sedere nell'alto consesso. Fos-
16. Accorreva, ecc. La fama dei miracoli non sero condotti loro davanti gli Apostoli.
tardò a diffondersi anche nei paesi vicini a Ge- 23. L'abbiamo trovata chiusa, ecc. Fecero quindi
rusalemme, e quindi da ogni parte si accorreva un'inchiesta e constatarono che all'esterno tutto
agli Apostoli. era in ordine, ma gli Apostoli non si trovavano
più nel carcere.
17. Levatosi su, ecc. Al vedere i rapidi pro-
gressi della Chiesa, e la stima, da cui erano cir- 24. Il prefetto del tempio. V. n. IV, 1. Sfavano
condati gli Apostoli, il principe dei Sacerdoti Anna perplessi, o meglio, si trovavano imbarazzati per
(IV, 6), oppure Caifa, e tutti gli aderenti al par- ciò che era accaduto. Conoscevano i prodigi fatti
tito dei Sadducei credettero venuto il momento di dagli Apostoli, ed ora non potevano dubitare che
agire colla forza e soffocare così il cristianesimo solo mediante un intervento soprannaturale di Dio,
nascente. essi avessero potuto fuggire dal carcere. Da ciò
si capisce, perchè nel nuovo processo intentato
18. Li posero nella pubblica prigione aspettando agli Apostoli non li abbiano interrogati sul come
che potesse essere convocato il Sinedrio per giu- fossero usciti dal carcere. Avrebbero voluto che
dicarli. tale prodigio non venisse a cognizione di alcuno.

19. Di notte tempo, ossia nella notte seguente 25. Stanno... nel tempio, ecc. Avevano ubbidito
alla loro incarcerazione. subito alla parola dell'angelo, e predicavano nel
tempio colla più grande tranquillità, senza preoc-
20. Nel tempio, cioè negli atrii, nei porticati. cuparsi né di fuggire, né di sottrarsi alla ricerca
Tutte le parole di questa vita, ossia la dottrina del Sinedrio.
Atti, V, 26-34 48f

!n carcerem, sunt in tempio stantes, et do- chi diede loro questo avviso : Ecco clie que-
centes populum. gli uomini che furono da voi messi in pri-
gione, stanno arditamente nel tempio, e in-
segnano al popolo.
**Tunc magistratus cum ministris,
abiit '•Allora andò il magistrato con i ministri
et adduxit illos sine vi timebant enim po-
: e li menò via, non con violenza : che teme-
pulum ne lapidarentur. "^Et cum adduxis- vano essere lapidati dal popolo. "E \ì
di
sent illos, statuerunt in concilio Et inter- : condussero e presentarono al consiglio e :

rogavit eos princeps sacerdotum, **Dicens : il sommo sacerdote li interrogò, ^^Dicendo :

Praecipiendo praecepimus vobis ne doce- Noi vi abbiamo strettamente ordinato di non


retis in nomine isto et ecce replestis leru-
: insegnare in quel nome ed ecco che avete:

salera doctrina vestra et vultis inducere


: riempito Gerusalemme della vostra dottrina :

super nos sanguinem hominis istius. e volete renderci responsabili del sangue di
quell'uomo.
-'Respondens autem Petrus, et Apostoli, '"Risposero Pietro e gli Apostoli, e dis-
dixerunt Obedire oportet Deo magis, quam
: sero Bisogna ubbidire a Dio piuttosto che
:

hominibus. '"Deus patrum nostrorum susci- agli uomini. '"Il Dio dei padri nostri ha ri-
tavit lesum, quem vos interemistis, suspen- suscitato Gestì, che voi uccideste, appen-
dentes in ligno. '^Hunc principem, et sal- dendolo a un legno. "Questo principe e
vatorem Deus exaltavit dextera sua ad dan- salvatore lo esaltò Iddio colla sua destra per
dam poenitentiam Israeli, et remissionem dare ad Israele la penitenza e la remissione
peccatorum. **Et nos sumus testes horum dei peccati "e noi siamo testimoni di que-
:

verborum, et Spiritus sanctus, quem dedit ste cose, ed anche lo Spirito santo dato da
Deus omnibus obedientibus sibi. Dio a tutti quelli che a lui ubbidiscono.
'*Haec cum audissent, dissecabantur, et "Quelli, udito ciò, smaniavano e tratta-
cogitabant interflcere illos. **Surgens autem vano di metterli a morte. '*Ma levatosi su

26. Il magistrato con i ministri, vale a dire il fa vedere che la religione cristiana è intimamente
sacerdote incaricato dell'ordine pubblico nel tempie legata col Vecchio Testamento. Gesù non è altro
e alcuni fra i suoi dipendenti. Non con vio- che il Messia promesso agli antichi patriarchi, e
lenza, ecc. Il popolo nutriva molta venerazione quello stesso Dio che fu adorato dai patriarchi,
per gli Apostoli, dai quali riceveva continui be- ha richiamato da morte a vita Gesù.
nefizi, e sarebbe stato pericoloso per i sacerdoti Appendendolo a un legno, cioè alla croce, fa-
se avessero loro fatta violenza. Il popolo è facile cendolo così morire della morte più ignominiosa
alle esplosioni di odio e di furore, come se n'ha (Deut. XXI, 23; Atti, X, 39 ; I Pietr. II, 24).
un esempio nel martirio di S. Stefano, VII, 54. 31. Questo principe e salvatore. Il Messia do-
28. Vi abbiamo strettamente ordinato, ecc. Come veva essere re e salvatore del suo popolo; San
avete osato trasgredire il nostro comando? In quel Pietro quindi comincia subito ad affermare che
nome. Quanto disprezzo per Gesù si scorge in Gesù è il Messia. Lo esaltò, ecc., mentre voi avete
queste parole! Non vogliono neppure pronunziare cercato di annientarlo condannandolo alla morte
il suo nome! Avete riempito, ecc. E' questo un più ignominiosa. Dio colla sua destra, ossia colla
elogio dello zelo degli Apostoli. Volete renderci, sua potenza infinita (Esod. XV, 6) lo glorificò
ecc. Volete far credere *che ingiustamente abbiamo facendolo salire al cielo, ecc. Per dare, ecc. Dio
fatto morire quest'uomo, ed eccitare così il popolo ha esaltato Gesù per nostro vantaggio, poiché dal
a far vendetta sopra di noi? Mentre durante la suo trono di gloria Egli ci applica 5 meriti della
passione avevano gridato (Matt. XXVII, 25) invo- sua passione, e ci ottiene la grazia della penitenza
cando sopra di loro e sopra dei loro figli il sangue e la remissione dei peccati. Fuori dì lui non ab-
di Gesiì, ora invece vorrebbero trovare una scusa biamo altri, in cui possiamo sperare salute.
e non essere responsabili della sua morte. E' da
32. di queste cose, che cioè
Siamo testimonii
notare come non rimproverino gli Apostoli di
Gesù è risorto, e fu esaltato, ed è l'unico Sal-
essere usciti dal carcere, non usino minacele, ma
vatore, e non possiamo non attestare a tutti
domandino solo perchè hanno trasgredita la proi-
bizione loro fatta, e perchè aggregando sempre
queste verità. Anche lo Spirito Santo è testimone,
nuovi discepoli vengano a renderli odiosi al po- poiché coi prodigi della Pentecoste e coi miracoli,
polo. che noi per sua virtù compiamo, prova evidente-
mente la verità delle cose che noi annunziamo
29. Risposero Pietro, ecc. In questo, come negli
(Giov, XV, 26).
altri principali avvenimenti, la prima parte è
riservata a Pietro. Egli parla a nome di tutti, e 33. Smaniavano, ecc. Invece di aprire gli occhi
tutti acconsentono alle sue parole. Bisogna ubbi- alla luce e riconoscere la missione divina degli
dire, ecc. Pietro non si appella più come al Apostoli, concepiscono un odio profondo contro di
cap. IV, 19 al giudizio dello stesso Sinedrio, ma loro, e senza l'intervento di Gamaliele li avreb-
colla pift grande fierezza e libertà nega assoluta- bero subito condannati alla morte.
mente di potere in qualsivoglia modo obbedire 34. GamaUele
fu il maestro di S. Paolo (XXII, 3)
«Ile loro ingiunzioni. La volontà di Dio è troppo ed uno fra più insigni rabbini Farisei. Comune-
1

chiara ; hanno ricevuto il comando di predicare, mente viene identificato con Xìamaliele l'antico,
e non possono rifiutarsi di adempirlo. figlio di Simone e nipote di Hlllel, del quale ai
30. /{ Dio dei padri nostri. Con queste parole fanno nel Talmud 1 più grandi elogi, e si dice

31 Sacra Bibbia, voi. I.


482 Atti, V, 35-38

•quidam in concilio Pharisaeus, nomine Ga- uno del consiglio, chiamato Gamaliele, fa-
malìel, legisdoctor honorabilis universae riseo, dottore della legge, rispettato da tutto
plebi, iussit foras ad breve homlnes fieri. il popolo, ordinò di mettere fuori per un po'

•*Dixitque ad illos : Viri Israelitae attendile di tempo quegli uomini ^'e disse loro
: :

vobis super hominibus istis quid acturi sitis, Uomini Israeliti, badate bene a quel che
siete per fare riguardo a questi uomini.
"Ante hos enim dies Theodas,
exstitit ^^Imperocchè prima di questi giorni si
dicens se esse aliquem, cui consensit nu- levò su Teoda, a dire di essere lui qualche
merus virorura circiter quadringentorum : cosa, a luì si associò un numero di circa
qui occisus est et omnes, qui credebant
: quattrocento uomini, e fu ucciso e tutti :

ei, dissipati sunt, et redacti ad nihilum. quelli che gli credevano, furono dispersi e
'^Post hunc extitit ludas Galilaeus in die- ridotti a niente. '^Dopo questo venne fuori
bus professionis, et avertit populum post Giuda il Galileo nel tempo del censimento e
se, et ipse periit et omnes, quoquot con-
: si tirò dietro il popolo, ma egli ancora péri :

senserunt ei, dispersi sunt. '*Et nunc ita- e furono dispersi tutti quanti I suoi seguaci.

che colla sua morte < èra scomparsa la gloria della che il Teoda degli Atti potrebbe essere quel
legge >. Una tradizione cristiana vuole che egli Giuda figlio di Ezechia, di cui parla Giuseppe
si sia convertito : il Talmud però dice che morì (A. G. XVII, 10, 5). Altri finalmente ritengono che
nel Giudaismo. La sua morte avvenne nel 57-58 Teoda, abbreviazione dì Teodoro, non sia che la
d. C. Fariseo, ossia del partito opposto ai Sad- traduzione greca del nome ebraico Mattia o Ma-
ducei. Dottore della legge. Rappresentava quindi tania (dono di Dio). Gamaliele quindi parlerebbe
nel Sinedrio la classe degli Scribi. Rispettato da di quel Mattia figlio di Margalot, che verso il
tutto il popolo per la sua scienza e la sua equa- fine del regno di Erode il grande eccitò una sol-
nimità nel giudicare le cose Metter fuori, af-
: levazione contro la dominazione romana (A. G.
finchè con maggior libertà ciascuno potesse dire XVII, 6, 1 ; G. G. I, 33, 2). Queste due ultime
il suo parere. Quegli uomini, cioè gli Apostoli. sentenze sono poco probabili, poiché quanto narra
35. Badate, ecc. Non usate troppa precipita- Giuseppe della vita e del carattere dì questi due
zione, non siate temerarii nel dare sentenza. personaggi, non sì accorda bene con quello che
Gamaliele dice di Teoda. V. Vigouroux, Les
36. Teoda. Anche Giuseppe F. (A. G. XX, 5, 1)
Lìvres saints et la critique rationaliste, t. 4, p.
parla di un certo Teoda, che al tempo del Pro-
514 e seguenti; Knab., Com. in Act. Ap. p.
curatore Cuspio Fado si spacciò per profeta, e
107 ; Le Camus, L'oeuvre des Apdtres, t. I, p.
riuscì a trarre sulle rive del Giordano una turba di
89, ecc.
fanatici, ai quali aveva promesso di far attra-
versare il fiume a piedi asciutti. Sorpresi però 37. Giuda il Galileo. Anche Giuseppe (A. G.
dalla cavalleria romana, furono tutti uccisi o fatti XVIII, 1, 1; XX, 5, 2; G. G. II, 8, 1, ecc.) parla
prigionieri, compreso lo stesso Teoda. Siccome della insurrezione provocata da questo Giuda.
però Cuspio Fado fu procuratore al tempo di Costui era originario di Gamala nella Gaulonitide,
Claudio, 44 d. C. non è possibile che Gamaliele e perciò Giuseppe gli dà una volta il sopranome di
parli di quel Teoda ricordato da Giuseppe. Al- Gaulonite, benché ordinariamente come S. Luca
cuni razionalisti conchiudono che S. Luca ha com- lo chiami Galileo, perché la Galilea fu il prin-
messo uno sbaglio, mettendo in bocca a Gama- cipale teatro della sua rivoluzione. Nel tempo del
liele la narrazione dì un fatto avvenuto alcuni anni censimento, che fu fatto nell'anno 6 dell'era vol-
più tardi. Ciò non può essere assolutamente, gare da Quirino, per la seconda volta governa-
poiché, anche prescindendo da ogni ispirazione, tore della Siria, allo scopo dì imporre ai Giudei
è cosa indubitata che S. Luca si mostra sempre il tributo. Giuda a capo d'una turba di ribelli in-
informatissimo di tutto, e non è presumibile che sorse contro l'autorità romana, dicendo che gli
abbia preso qui un così grave abbaglio, tanto più Ebrei non avevano altro padrone che Dio, e
che egli era discepolo di S. Paolo, il quale era non dovevano essere costretti a pagare tributi.
stato allevato alla scuola di Gamaliele. Se per- Gli aderenti alle sue teorie furono molti, e costi-
tanto vi è contraddizione, come è molto probabile, tuirono una setta speciale detta dei Gauloniti, dai
tra quanto dice S. Luca e quanto riferisce Giu- quali provennero probabilmsnte gli Zeloti, che de-
seppe, l'errore si deve piuttosto attribuire a solarono Gerusalemme al tempo dell'assedio di
quest'ultimo, che sappiamo aver errato parecchie Tito. La ribellione dì Giuda fu posteriore a quella
volte in fatto di cronologia, ed essersi contradetto di Teoda, e anch'essa fu soffocata nel sangue.
talvolta nelle due opere delle Antichità Giudaiche Con questi due esempi Gamaliele vuole persua-
e della Guerra Giudaica. dere i membri del Sinedrio a non usare violenza
Alcuni interpreti ritengono però che S. Luca e cogli Apostoli. Come nei casi precedenti scom-
Giuseppe parlino di due personaggi diversi, ben- parvero gli aderenti ai due rivoluzìonariì per il
ché aventi lo stesso nome. Sappiamo infatti che fatto stesso che questi vennero uccisi, così anche
in Palestina sorgevano spesso di questi agitatori ora che Gesù é già stato crocifisso, scompariranno
politici; basti dire che lo stesso Giuseppe dalla da sé ì suoi seguaci senza bisogno di nuove per-
morte di Erode il grande alla caduta dì Gerusa- secuzioni.
lemme ne novera cinque di nome Simone, e tre 38. Lasciateli fare, non perseguitateli, non cu-
di nome Giuda. Non è quindi improbabile che ratevi di loro. Gamaliele propone ora il suo con-
Giuseppe ne ometta alcuni, tra i quali il Teoda, siglio e lo conferma con un dilemma, che mostra
di cui parla Gamaliele. tutta la sua saggezza e la sua equità. O
gli Apostoli
Altri pensano che i nomi Giuda, Taddeo, Teoda sono uomini ordinarii, fanatici, ecc. e allora si
non fossero che modificazioni di una stessa pa- può star sicuri che riusciranno a nulla, come a
rola diversamente pronunziata, e quindi credono nulla riuscirono Teoda e Giuda, oppure hanno
Atti, V, 39 — VI, 2 483

que dico vobis, discedite ab homlnibus istis, '*E adesso dico a voi, non toccate questi
et sinite illos quoniam si est ex hominìbus
:
uomini e lasciateli fare perchè se questo
:

consilium hoc, aut opus, dissolvetur '*Si : pensiero o questa opera, viene dagli uomini,
vero ex Deo est, non poteritis dissolvere sarà disfatta "se invece è da Dio, non po-
:

ìUud, ne forte et Deo repugnare inveniamini. trete disfarlache non sembri che facciate
:

Consenserunt autem illi. guerra anche a Dio. E approvarono il suo


parere.
'"Et convocantes Apostolos, caesis denun- *"£ chiamati gli Apostoli, battuti che H
ciaverunt ne omnino loquerentur in nomine ebbero, intimarono loro di non parlare né
lesu, et dimiserunt eos. *'Et illi quidem punto né poco nel nome di Gesù, e li rila-
ibant gaudentes a conspectu concilii, quo- sciarono. **Ed essi se ne andavano dal
niam dìgni habiti sunt prò nomine lesu con- cospetto del consiglio, contenti per essere
tumeliam pati. *'Omni autem die non cessa- stati degni di patir conttunelia pel ncmie di
bant in tempio, et circa domos docentes, et Gesù. "E ogni dì non cessavano e nel
evangelizantes Christum lesum. tempio e per le case di insegnare e di
evangelizzare Gesù Cristo.

CAPO VI.

Elezione dei Diaconi, i-y. — 6*. Stefano davanti al Sinedrio, 8-15.

Mn diebus autem illis, crescente numero *Ora In quei giorni moltiplicandosi i di-
discipulorum, factum est murmur Graeco- scepoli, si levò un mormorio dei Greci
rum adversus Hebraeos, eo quod despice- contro gli Ebrei, perchè nella distribuzione
rentur in ministerio quotidiano viduae quotidiana non si facesse caso delle loro
eorum. 'Convocantes autem duodecim mul- vedove. 'E i dodici convocata la moltitudine

realmente una missione divina, e allora non solo quali per essere nati in mezzo ai popoli pagani,
è inutile, ma è empio loro opporsi, e persegui- parlavano il greco, che era lingua più comune del
tarli. latino nell'impero romano, e in maggioranza erano
contrari ai molti pregiudizi dovuti alle
religiosi
39. Approvarono, ecc., si persuasero che aveva
scuole rabbiniche di Gerusalemme.
Gli Ebrei.
ragione.
Con questo nome sono qui indicati gli Ebrei nati
40. Battuti che li ebbero. 11 Sinedrio per far in Palestina, la cui lingua usuale era l'aramaico.
vedere la sua autoriti e punire gli Apostoli di Nella distribuzione quotidiana, ecc. Ecco il mo-
aver disubbidito, li condanna alla flagellazione (V. tivo che aveva dato origine alle lagnanze degli
n. Matt. XXVII, 26). Il Sinedrio non poteva più Ellenisti. Coloro, che erano incaricati della di-
condannare a morte, ma i Romani permettevano stribuzione dei soccorsi, si lasciarono dominare
cbe condannasse al carcere o alla flagellazione. da uno spirito di preferenza verso gli Ebrei di
41. Se ne andavano contenti, ecc. Sì verifica Palestina, che costituivano senza dubbio la mag-
così quanto aveva loro detto Gesù (Matt. V, gioranza nella chiesa, e trascurarono le vedove
11-12); Beati siete voi quando vi malediranno e degli Ellenisti. Per il fatto stesso che gli Apostoli
vi perseguiteranno, ecc. Di quale forza e di quale presero subito dei provvedimenti, è chiaro che
coraggio lo Spirito Santo ha armato gli Apostoli 1 le lagnanze degli Ellenisti avevano un certo fon-

42. Non cessavano, ecc. Senza lasciarsi intimo- damento.


rire né dalle minacele, né dai flagelli del Sinedrio, Una variante del codice di Beza e del palin-
gli Apostoli continuano alacremente ad esercitare
sesto di Fleury farebbe supporre che le lagnanze
il loro ministero sia in pubblico, cioè nel tempio, degli Ellenisti fossero dirette contro i Diaconi
e sia in privato, cioè per le case. Gesù Cristo.
Ebrei (già precedentemente istituiti*) e che gli Apo-
stoli per togliere ogni motivo di dissensione ab-
Ecco il riassunto di tutta la loro predicazione,
mostrare che Gesù è il vero Messia. biano creati Diaconi anche i sette Ellenisti, di cui
è parola nei vv. seguenti.
2. Non è ben fatto, ecc. Il principale ufficio a
CAPO VI. cui devono attendere gli Apostoli è la predica-
zione del Vangelo; essi non possono quindi e non
1.Moltiplicandosi i discepoli. I cristiani cre- debbono trascurare una parte cosi importante del
scevano di giorno in giorno (II, 41; IV, 4; V, 14) loro ministero per fmpiegare il tempo nel servire
e quindi si moltiplicava pure n numero degli in- a tavola e distribuire i soccorsi agli indigenti.
digenti, a cui la Chiesa provvedeva. S. Luca dopo Dalle parole qui riferite non si può conchiudere
aver parlato della grande carità che regnava fra che prima di questo fatto gH Apostoli servissero a
tutti (IV, 32), accenna ora a un piccolo inci- tavola e distribuissero i soccorsi, e che quindi essi
dente, che venne a turbare la pace della comu- stessi abbiano dato motivo alle lagnanze degli El-
nità cristiana, e diede occasione alla istituzione lenisti, ma solo si fa manifesta la loro volontà di
del Diaconato. Del greci. Nel testo greco si legge : non volersi occupare direttamente di un servizio,
Degli Ellenisti. Si dava questo nome agli Ebrei, I che li avrebbe distolti dalla predicazione.
484 Atti, VI, 3-7

titudinem dlscipulorum dixerunt Non est : dei discepoli, dissero Non è ben fatto che
:

aequum nos derelinquere verbum Dei, et noi abbandoniamo la parola dì Dio per ser-
ministrare mensis. 'Considerate ergo fratres, vire alle mense. ^Scegliete adunque, o fra-
viros ex vobis boni testimonii septem, ple- telli, tra voi sette uomini di buona riputa-
nos Spiritu sancto, et sapientia, quos con- zione, pieni di Spirito santo e di sapienza,
stituaraus super hoc opus. *Nos vero ora- ai quali si dia da noi l'incombenza di tali
tioni, et ministeri© verbi instantes erimus. occorrenze. *Noi poi ci occuperemo total-
mente dell'orazione e del ministero della
parola.
*Et placuit sermo coram omni multitudine. *E piacque questo discorso a tutta la mol-
Et elegerunt Stephanum, virum plenum fide, titudine. elessero Stefano, uomo pieno
Ed
et Spiritu sancto, et Philippum, et Pro- di fede e di Spirito santo, e Filippo, e Pro-
cliorum et Nicanorem, et Timonem, et Par- coro, e Nicànore, e Timone, e Parmena e
menam, et Nicolaum advenam Antiochenum. Nicolao proselita Antiocheno. 'E li condus-
•Hos statuerunt ante conspectum Apostolo- sero davanti agli Apostoli i quali fatta ora-
:

rum et orantes imposuerunt eis manus.


: zione imposero loro le mani. ^E la parola di
*Et verbum Domini crescebat, et multipli- Dio fruttificava, e si moltiplicava assai il

3. Scegliete, ecc. Gli Apostoli, che avrebbero supporre che tutti gli altri fossero nati Ebrei. Ati'
potuto scegliere essi stessi questi uomini, vo- tiocheno, cioè di Antiochia nella Siria.
nativo
gliono che la scelta sia fatta dalla Chiesa, affinchè Siccome i Diaconi hanno tutti nomi greci,
sette
gli eletti abbiano tutta la stima e la fiducia della e furono istituiti per dar soddisfazione all'ele-
moltitudine, di cui devono curare gli interessi. mento Ellenico della Chiesa, è molto probabile
Sette uomini. Il sette era un numero sacro presso che fossero tutti Ellenisti, ad eccezione di Ni-
gli Ebrei. Alcuni pensano che siano stati eletti colao, il quale come fu detto era di origine
sette, perchè sette erano le parti, in cui si divi- pagano.
deva la città di Gerusalemme, oppure perchè 6. Imposero loro le mani. Si usava imporre le
erano sette i giorni della settimana, oppure perchè mani per benedire (Gen. XLVIII, 14 e ss. Lev. ;

sette erano le chiese domestiche della città, ecc. IX, 22; Matt. XIX, 13, 15; Mar. X, 16; Lue.
Di buona riputazione. La prima condizione che XXIV, 50, per conferire qualche benefizio
ecc.),
si ricerca negli eletti ad amministrare il tesoro (Mar. VI, 5; VII, 32; Vili, 23; Lue. IV, 40, ecc.),
della Chiesa è una riconosciuta probità la seconda
;
per consacrare una persona o una cosa a Dio
è che siano pieni di Spirito Santo, ossia che da (Esod. XXIX, 10, 15; Lev. I, 4; Num. Vili, 10,
qualche carisma esteriore si possa conoscere che ecc.), per comunicare o trasmettere l'autorità
in loro risiede lo Spirito Santo coi suoi doni; la (Num. XXVII, 18 Deut. XXXIV, 9, ecc.). Ora per
;

terza che siano pieni di sapienza, ossia di pru- il fatto stesso che l'imposizione delle mani è
denza così necessaria quando si tratta di ammini- qui accompagnata dall'orazione liturgica, e che
strare e distribuire denaro o sostanze in modo da agli eletti viene affidata la predicazione del Van-
non dar luogo a recriminazioni. Ai quali si dia da gelo (VI, 10; Vili, 5 e ss.), è chiaro che con
noi, ecc. Benché avessero permesso ai fedeli di questo rito gli Apostoli non intesero solo di dare
eleggere ì Diaconi, tuttavia gli Apostoli riserva- una benedizione qualunque, ma vollero consa-
rono a sé di determinarne il numero e di conferire crare gli eletti a Dio per il ministero della Chiesa,
loro una parte di autorità. e conferire loro una parte di quell'autorità, che
4. Dell'orazione. L'articolo determinativo del essi avevano ricevuto da Gesù Cristo (I Tim. IV,
greco t^ mpooEijXfi indica chiaramente che si tratta 14; V, 22; II Tim. I, 6). L'imposizione delle
non di una preghiera qualunque, ma della pre- mani congiunta colla preghiera fu quindi una vera
ghiera pubblica della Chiesa, alla quale andava ordinazione, che conferi agli eletti l'autorità e la
unita la celebrazione della SS. Eucaristia. grazia necessaria per adempire degnamente le fun-
5. Piacque questo discorso, ossia tutti appro-
zioni del loro ministero. Queste funzioni non erano
varono con gioia la proposta degli Apostoli. Ste- solo di servire alle mense e occuparsi delle cose
fano nomo pieno di fede, eoe. Lo speciale elogio temporali, ma anche di distribuire la SS. Euca-
che si fa di Stefano indica chiaramente che egli ristia, la cui celebrazione era congiunta colle agapi,

pili d'ogni altro appariva dotato di fede, e arric- e di predicare il Vangelo. Gli investiti di tali fun-
chito dei doni dello Spirito Santo. A cominciare zioni vennero chiamati Diaconi, e S. Paolo (I Tim.
dal v. 8 di questo capo e per tutto il capo se- Ili,8-9) indica le virtù, di cui devono essere or-
guente S. Luca darà di lui alcune notizie più par- nati, e gli antichi Padri (Irin. Adv. Haer. I, 26;
ticolareggiate. Filippo. Ved. Vili, 5 e ss. XXI, ;
III, 12; Ignat. Ad. Trall. II; Ad Magn. II e V;
8 e ss.). Procoro... Parmena. DI questi quattro Ad Phil. VI, ecc. ; lust. I Apol. 67, ecc.) parlano
Diaconi non ci fu tramandato che il nome. Ni- con lode del loro ministero, e lo considerano come
colao. Alcuni Padri (Irin. Adv. Haer. I, 26 Ter- ;
un ordine distinto dal presbiterato e dall'episco-
tuli. De Praescript. e. 47; Ilar. In Matth. XXV; pato nella gerarchia della Chiesa.
Epif. Adv. Haeres I, 25; Agost. De Haer V), ecc. 7. SI moltiplicava, ecc. Tolto coU'elezione dei
ritengono il Diacono Nicolao come autore dell'e- Diaconi ogni motivo di dissidio nella Chiesa, gli
resia dei Nicolaiti combattuta da S. Giovanni nel- Apostoli furono non solo più liberi di darsi alla
l'Apocalisse (II, 6 e 15); altri invece cercano di predicazione, ma vennero aiutati dagli stessi Dia-
difenderlo da tale accusa (Clem. A., Strom. Ili, coni nell'adempimento di questo ministero, e quin-
4; Euseb., Hist. Eccl. Ili, 20, ecc.). Proselita, di le conversioni andavano nuovamente crescendo
cioè pagano, che prima di convertirsi al Cristia- di giorno in giorno.
nesimo aveva abbracciato il Giudaismo. Se viene Gran turba di sacerdoti. I sacerdoti erano assai
detto solo di N'.<:olao che era pagano, si lascia numerosi a Gerusalemme (Esdr. II, 36-49), e la
ATTI, VI, 8-12 485

cabatur numerus discìpulorum in lerusalem numero dei discepoli in Gerusalemme e :

valde multa etiam turba sacerdotum obe-


; anche gran turba di sacerdoti ubbidiva alla
diebat fide!. fede.
*Stephanus autem plenus gratia, et forti- 'Stefano poi pieno di grazia e di fortezza
tudine faciebat prodigia et signa magna in faceva prodigi e segni grandi tra il popolo.
populo. 'Surrexerunt autem quidam de sy- 'Ma si levarono su alcuni della sinagoga,
nagoga, quae appellatur Libertinorum, et detta dei Liberti, e Cirenei, e Alessan-
Cyrenensiura, et Alexandrinorum, et eorum drini, e uomini della Cilicia e dell'Asia a
qui erant a Cilicia, et Asia, disputantes disputare con Stefano : "e non potevano re-
cum StephaDO "Et non poterant resistere
: sistere alla sapienza e allo Spirito che par-
sapientiae, et Spiritui, qui loquebatur. lava.
"Tunc summiserunt viros, qui dicerent "Allora mandarono sotto mano alcuni, che
se audivisse eum dicentem verba blasphe- dicessero di avergli sentito dire parole di
miae in Moysen, et in Deum. "Commove- bestemmia contro Mosè e contro Dio. "Mos-
runt itaque plebem, et seniores, et scribas : sero pertanto a tumulto la plebe, e i seniori,
et concurrentes rapuerunt eum, et adduxe- e gli Scribi e corsigli sopra lo afferrarono.
:

conversione di molti di loro meritava di essere pria sinagoga). Quest'ultima divisione è favorita
segnalata, perchè la classe sacerdotale in generale dal testo greco. Cirenei, ossia abitanti di Cirene
si mostrò sempre ostile al Cristianesimo. Ubbi- capitale della Libia superiore. I Giudei formavano
diva, cioè prestava docile ascolto e abbracciava un quarto della sua popolazione. Alessandrini,
la fede, ossia le verità che dagli Apostoli venivano cioè abitanti di Alessandria, dove i Giudei erano
insegnale. pure numerosissimi. V. n. !I, 10. Cilicia è una
Pieno di grazia dello Spirito Santo, e do-
8. provincia dell'Asia Minore, dove sotto Alessandro
tato di fortezza, ossia di intrepido coraggio nel- Magno si erano stabiliti molti Giudei (Gius. PI.
l'adempimento del proprio ministero, faceva pro- A. G. XII, 3). Asia proconsolare, la cui capitale
digi e segni grandi, operava cioè grandi miracoli, era Efeso. V. n. II, 9. Molti Ebrei Ellenisti per
che servivano a rendergli benevoli gli animi, ed motivo di religione andavano a stabilirsi a Geru-
erano una prova della verità di ciò che annun- salemme.
ziava (Ved. V, 12). 10. Non potevano resistere, ecc. Stefano am-
Si levarono sa, ecc. Stefano Ellenista eserci-
9. maestrato dallo Spirito Santo parlava con tanta
tava in modo speciale tra gli Ellenisti il suo mi- eloquenza, e mostrava tanta scienza delle divine
nistero, e le grandi conversioni che operava col Scritture nel predicare il Vangelo, che i suoi av-
suo zelo e coi suoi miracoli, non tardarono a su- versarli non potevano opporgli nulla in contrario.
scitare contro di lui l'odio e la persecuzione. Della Si adempiva cosi la promessa di Gesù (Matt. X, 20).
sinagoga dei Liberti. Liberti o affrancati si chia- 11. Allora mandarono, ecc. Vedendo di non po-
mavano coloro, che essendo stati schiavi, avevano ter rispondere agli argomenti di Stefano, ricor-
però in seguito riacquistato la libertà. Qui si rono e fanno spargere tra il popolo
alla calunnia,
tratta con tutta probabilità di quegli Ebrei che e tra i principali della città alcune accuse contro
condotti schiavi a Roma da Pompeo nel 63 a. C. il Santo Diacono, quasi che egli avesse bestem-
riebbero poi la libertà e tornarono a Gerusalemme. miato contro Mosè e contro Dio stesso, vale a
In questa città gli Ellenisti avevano un gran nu- dire contro le persone più care ad ogni Israelita.

F\g. log.

Facciata di un'antica Sinagoga,


in Palestina.

mero di sinagoghe proprie (Il Talmud parla di 12. La plebe e i seniori, ecc. Il popolo che fin
480), nelle quali si radunavano per pregare e per allora si era mostrato favorevole ai cristiani, si
leggere la Scrittura in greco. Non si può deter- levò a tumulto, quando gli fu dato ad intendere
minare con certezza se i cinque gruppi di Elle- che Stefano aveva bestemmiato contro Dio. Cor-
nisti ricordati in questo versetto appartenessero sigli sopra, ossia si gettarono improvvisamente
tutti a una stessa sinagoga, come sembra indicare sopra di lui, lo afferrarono e lo trassero davanti
h Volgata, oppure ciascuno di essi avesse una al consiglio, ossia al Sinedrio. I membri del Si-
sinagoga propria. Alcuni pensano che i cinque nedrio appartenenti agli Scribi e agli Anziani erano
nomi debbano essere divisi in due gruppi : Li- già stati prevenuti e sobillati contro di lui (v.
berti, Cirenei, Alessandrini (i quali avrebbero prec), quelli appartenenti ai Sacerdoti non ave-
avuto una sinagoga propria), e poi quei di Asia vano mai nutrite simpatie per i cristiani.
e di Cilicia (i quali non avrebbero avuto una pro-
486 Atti, VI, 13 — VII, 2
runt In concilfum, "Et statuerunt falsos e trassero al consiglio, *'e produssero
lo
testes, qui dicerent : Homo iste non cessat falsi testimoni, i quali dissero Costui non:

loqui verba adversus locum sanctum, et rifinisce di parlare contro il luogo santo e
legem. ^*Audivlmus enim eum dicentem : la legge. "Infatti gli abbiamo sentito dire
Quoniam Jesus Nazarenus iiic, destruet lo- che quel Gesù Nazareno distruggerà questo
cum istum, et mutabit traditiones, quas luogo, e cangerà le tradizioni date a noi da
tradidit nobis Moyses. "Et intuentes eum Mosè. "E mirandolo fissamente tutti quel
omnes, qui sedebant in concilio, viderunt che sedevano nel consiglio, videro la sua
faciem eius tamquam faciem Angeli. faccia come faccia di un Angelo.

CAPO VII.

Discorso di S. Stefano davanti al Sinedrio 1-53. — Lapidazione di S. Stefano, 54-59.

*Dix!t autem princeps sacerdotum : SI *Disse adunque il principe dei sacerdoti :

haec ita se habent? *Qui ait. Viri fratres, Queste cose stanno proprio così? *Ma egli

»Gen. 12, !..


13. Produssero falsi testimoniì come già «ve- delle istituzioni mosaiche; 3* di aver annunziata
vano fatto per Gesù Cristo. Parlare contro il laogo la distruzione del tempio.
santo, cioè il tempio, e quindi contro Dio, e la Ora egli si appella ai tre periodi della storia
legge e quindi contro Mosè. d'Israele, cioè al periodo dei patriarchi (2-16), al
14. Abbiamo sentito dire, ecc. Precisano meglio periodo di Mosè (17-43) e al periodo di Davide
le loro accuse. Probabilmente Santo Stefano aveva e di Salomone (44-53) e proclama dapprima tutta
la sua fede in Dio rivelatore e protettore d'Israele,
ripetuta la profezia di Gesù riguardante la rovina
del tempio (Matt. XXIV, 2, ecc.), e aveva annun- e afferma tutta la sua venerazione per Mosè e per
ziato che un nuovo culto, un nuovo sacrifizio, e il tempio; ma assieme dimostra che negli an-
un nuovo sacerdozio, non più ristretto alla sola tichi tempi Dio aveva fatto rivelazioni agli uomini,
città di Gerusalemme, ma esteso a tutto il mondo e li aveva colmati di benefizi, anche mentre erana
era stato inaugurato (Giov. IV, 21), e che la legge fuori di Palestina.
di Mosè in ciò che aveva di imperfetto e figura- L'edificazione del tempio non ha limitata la

tivo doveva essere sostituita dalla nuova legge data libertàdi Dio. E' assurdo il pensare che la sua

agli uomini da Gesù Cristo. azione possa essere circoscritta da un edifizio ma-
I testimoni addotti non riferiscono le parole di
teriale, ed Egli non possa anche altrove mani-
Stefano nella loro integrità, ma ne travisano il festare sua gloria e avere tempii ed altari.
la

senso e danno loro una apparenza di bestemmia, Santo Stefano fa ancora notare che di tratto in
precisamente come avevano fatto gli accusatori di tratto Dio ha imposte nuove istituzioni al suo po-

Gesù (Matt XXVI, 61, ecc.). Per questo vengono, polo, e che Israele ha corrisposto ai benefizi di
detti falsi testimonii. Dio mostrandosi ribelle ai suoi comandi e per-
seguitando i suoi profeti. Da queste premesse sa-
15. Mirandolo affine di vedere l'impressione che
rebbe stato facile al S. Diacono, se non fosse
producevano in lui tali accuse e trovare nel ros- stato interrotto, mostrare la falsità delle accuse
sore della sua faccia la confessione del delitto mossegli, e far vedere come la dottrina e i precetti
commesso, videro, ecc. Come di angelo tanta era di Gesù destinati a tutti i popoli, ben lungi dal-
la grazia, la calma e la maestà che vi traspari-
l'essere contrari alla volontà di Dio, manifestata
vano.
ai patriarchi, e alla legislazione mosaica, erano
CAPO VII. invece il vero termine, a cui tendevano tutte le
antiche manifestazioni di Dio e tutte le antiche
1. principe dei sacerdoti che presiedeva il
7/
istituzioni. Nella stessa opposizione dei Giudei a
Sinedrio dà la parola all'accusato, acciò possa di-
Gesù Cristo avrebbe mostrato una prova della di-
fendersi.
vinità della religione cristiana.
2. Egli disse, ecc. Il discorso di Santo Stefano, Alcuni hanno dubitato dell'autenticità di questo
il più lungo di tutti quelli riferiti dagli Atti, non discorso, ma senza ragione. Riservando al com-
è che un breve compendio di tutta la storia d'I- mento dei singoli versetti «Icune difficoltà degli
sraele da Abramo fino a Salomone. Benché a avversarli, basti osservare che se questo discorso
prima vista non si veda a quale scopo sia ordi- non fosse dovuto a Stefano, l'autore non avrebbe
nato, e come risponda alle accuse mosse al S. Dia- certamente mancato di rispondere direttamente
cono; tuttavia se si tien conto che Stefano fu in- alle accuse, e non l'avrebbe lasciato incompleto
terrotto nel suo dire proprio quando stava per come si trova.
fare l'applicazione dei principi! che aveva posto, Uomini fratelli, e padri. Stefano si mostra su-
si vedrà chiaramente che egli aveva con grande bito pieno di affetto e di riverenza verso il po-
abilità preparata la sua difesa. Tre accuse princi- polo d'Israele (fratelli) e verso i membri del Si-
pali gli si movevano: 1* d'aver bestemmiato Dio; nedrio (padri). Il Dio della gloria, ossia Dio
2* di aver bestemmiato Mosè e predetto la fine gloriosissimo, che si manifesta circondato di
Atti, VII, 3-6 487

et patres audite Deus gloriae apparuit patri


: disse Uomini, fratelli e padri, udite
: il :

nostro Abrahae cum esset in Mesopotamia, Dio della gloria apparve al padre nostro
prius quam moraretur in Charan, 'Et dixit Abramo mentre era nella Mesopotamia,
ad illum Exi de terra tua, et de cogna-
: prima che abitasse in Charan, 'e gli disse :

tione tua, et veni in terram, quam monstra- Partiti dalla tua terra e dalla tua parentela,
vero tibi. *Tunc exiit de terra Chaldaeorum, e vieni in quel paese che io ti mostrerò.
et habitavit in Charan. *Allora uscì dalla terra dei Caldei, e abitò
in Charan.
Et inde, postquam mortuus est pater eius, E
di là, morto che fu suo padre, lo fece
transtulit illiun in terram istam, in qua venire in questo paese, dove ora voi abitate.
nunc vos habitatis. 'Et non dedit illi here- 'E non gli diede di esso in proprietà nemmen
ditatem in ea, nec passum pedis sed re- : tanto da posare il piede ma gli promise di
:

promisit dare illi eam in possessionem, et farne padrone lui e la sua discendenza dopo
semini eius post ipsum, cum non haberet di lui, quando non aveva ancor prole. *E
filium. 'Locutus est autem ei Deus : Quia Dio gli disse che la discendenza di lui sa-
erit semen
eius accola in terra aliena, et rebbe pellegrina in paese altrui, e l'avreb-
servituti eos subiicient, et male tractabunt bero posta in ischiavitù, e sarebbe maltrat-

•Gen. 15, 13.

gloria. Con queste parole afferma subito la sua (De migr. Abrah.), dice Santo Stefano. Varie spie-
profonda venerazione verso Dio, e mostra la fal- gazioni furono proposte per sciogliere questa dif-
sità dell'accusa mossagli di aver bestemmiato. ficoltà, e per mostrare che Stefano non ha errato.
Mesopotamia è presa qui in largo senso, in Diversi esegeti, lasciano da parte il testo ebraico
quanto comprende, cioè tutto il territorio com- e greco, e si attengono per i numeri al Pentateuco
preso tra il Tigri e l'Eufrate. La patria di Samaritano, in cui si legge che Thare visse ancora
Abramo era Ur dei Caldei, corrispondente al- 75 anni dopo aver generato Abramo, e che la sua
l'cdierna Mughair. vita fu di 145 anni. Così scompare ogni ombra di
Prima che abitasse in Charan. La città di Cha- difficoltà.
ran (Haran) sorgeva a circa un'ora di marcia al La maggior parte degli interpreti preferisce
sud di Edessa. Alcuni qui accusano Santo Stefano però la soluzione già data da Sant'Agostino. Si
di essere in contraddizione colla Genesi XII, 1-5, osserva infatti che il passo della Genesi (XI, 26),
dove si afferma che l'apparizione di Dio ad Abra- dove si dice che Thare aveva 70 anni quando ge-
mo ebbe luogo in Haran. Giova però osservare che nerò Abramo, Nachor e Aran, va inteso nel Senso
la stessa Genesi suppone, che oltre all'appari- che Thare a quell'età cominciò ad aver figli, poi-
zione di Haran, Abramo ne abbia avuto un'altra ché non é presumibile che i tre fratelli siano nati
a Ur, poiché al capo XV, 7 (Gen.) Dio dice al tutti nello stesso anno. Ora non è per nulla di-
santo patriarca a Sono io che ti ho fatto uscire
: mostrato che Abramo sia stato il primogenito,
da Ur dei Caldei». Ora queste parole difficilmente poiché spesso la Scrittura (Gen. IX. 24; XLVIII,
potrebbero spiegarsi se Abramo di propria vo- 5, 14, 20 Esod. V, 20 ; I Par. I, 28 IV, 1 ; VI,
; ;

lontà e non per un comando di Dio avesse abban- 3, ecc.) nomina per primo non il maggiore, ma il
donata la sua città natale. Era inoltre tradizione minore di età, e quindi se si suppone che Abramo
dei Giudei che Abramo avesse ricevuto una prima sia nato un 60 anni piìi tardi, quando cioè Thare
rivelazione a Ur, per la quale si decise a recarsi aveva 130 anni, non rimane più alcuna contrad-
in Haran (Gius. FI. A. G. I, 7, 1 Philon. De ;
dizione tra quanto si afferma nel Pentateuco e
Migrat. Abr. 18). Dio apparve una seconda volta quanto asserisce Santo Stefano.
ad Abramo in Haran, e gli rinnovò l'ordine già
5. Non gli diede, ecc. Benché Abramo fosse an-
datogli a Ur, e questa apparizione è quella che è
dato in Palestina per comando di Dio, tuttavia non
narrata dalla Genesi XII, I e ss.
fu fatto padrone nemmeno di un palmo di questa
3. Parti dalla tua terra. Queste parole difficil- terra. Da ciò si comprende che Dio non ha della
mente potrebbero applicarsi ad Haran, dove A- Palestina tutta quella stima che i Giudei si im-
bramo non dimorò che per breve tempo, ma vanno maginavano, se non ne diede nemmeno una pic-
riferite alla città di Ur, dove Abramo era nato e cola parte al suo grande amico Abramo. Gli pro-
aveva vissuto lungo tempo. Nel paese che io H mise, ecc. Questa promessa fu fatta in Sichem
mostrerò, cioè in Canaan. CGen. XII, 6, 7), e fu rinnovata più tardi (Gen.
XIII, 15, 16). Non aveva prole, né omai aveva
Morto che fu suo padre. Il padre di Abramo
4.
più speranza di poterne avere. Dio lasciò trascor-
si chiamava Thare. Anche qui Santo Stefano viene rere molto tempo prima di mantenere la pro-
accusato di errore. La Genesi infatti, XI, 26, dice
messa.
che Thare aveva 70 anni quando generò Abramo,
e che Abramo partì da Haran per andare in Pa- 6. Gli disse, ecc. (Gen. XV, 13, 14). Il modo
lestina all'età di 75 anni (Gen. XII, 4), quando di agire di Dio sembrava andar contro la pro-
cioè Thare avrebbe avuto 145 anni. Ora la stessa messa. In paese altrui, cioè nell'Egitto, dove i
Genesi s'XI, 32) afferma che Thare morì in Haran discendenti di Abramo ebbero a soffrire ogni sorta
all'età di 205 anni, e quindi si deve conchiudere di persecuzioni. Quattrocento anni. E' un numero
che Thare rimase in Haran ancora 60 anni dopo rotondo, che si trova anche nella Genesi (XV,
la partenza di Abramo per la Palestina, il che è 13). Nell'Esodo però (XII, 40) e nell'Ep. ai Calati
in contraddizione con ciò che, seguendo Filone (III, 17) si dà il numero preciso 430.
488 Atti, VII, 7-16

eos annis quadringentis ^Et gentem, cui : tata per quattrocento anni : ^e la nazione, di
servierint, iudicabo ego, dixit Dominus, et cui sarà stata schiava, la giudicherò io, disse
post haec exibunt, et servient mihi in loco il Signore e dopo queste cose usciranno e
:

isto. *Et dedit illi testamentum circumci- serviranno a me in questo luogo, *E gli diede
sionis et sic genuit Isaac, et circumcidit
: l'alleanza della circoncisione e così egli :

eum die octavo et Isaac, lacob et lacob,


: : generò Isacco, e Io circoncise l'ottavo
duodecim Patriarchas. giorno : e Isacco Giacobbe : e Giacobbe i
dodici patriarchi.
*Et Patriarchae aemulantes, loseph ven- •I patriarchi poi per invidia venderono
diderunt in Aegyptum, et erat Deus cum eo : Giuseppe, onde fu condotto in Egitto ma :

^"Et eripuit eum ex omnibus tribulationibus Dio era con lui "ed egli lo cavò fuori da
:

eius : et dedit ei gratiam, et sapientiam in tutte le sue tribolazioni e gli diede grazia :

conspectu Pharaonis regis Aegypti, et con- e sapienza dinanzi a Faraone re d'Egitto,


stituit eum praepositum super Aegyptum, et onde lo costituì soprintendente dell'Egitto e
super omnem domum suam. ^^Venit autem di tutta la sua casa. "Venne poi la fame e
fames universam Aegyptum, et Chanaan,
in una gran miseria sopra tutto l'Egitto e nella
et magna
tribulatio et non inveniebant: Cananea, e i padri nostri non trovavano da
cibos patres nostri. ^*Cum audisset autem mangiare. "E avendo udito Giacobbe che
lacob esse frumentum in Aegypto misit : vi era grano in Egitto, mandò da prima i
patres nostros primum "Et in secundo co- : padri nostri "e la seconda volta fu rico-
:

gnitus est loseph a fratribus suis, et mani- nosciuto Giuseppe dai suoi fratelli, e si
festatum est Pharaoni genus eius. rese nota a Faraone là stirpe di lui.
"Mittens autem loseph accersivit lacob **E Giuseppe mandò a chiamare suo padre
patrem suum, et omnem cognationem suam Giacobbe, e tutta la sua famiglia di settanta-
in animabus septuaginta quinque. "Et de- cinque anime. "E Giacobbe andò in Egitto,
scendit lacob in Aegyptum, et defunctus e morì egli e i padri nostri. "E furono tra-
est ipse, et patres nostri. ^"Et translati sunt sportati a Sichem, e posti nel sepolcro com-

» Gen. 17, 10 et 21, 2, 4 et 25, 25 et 29, 32 et 35, 22. • Gen. 37, 28. " Gen. 41, 37. 12 Cen.
42, 2. "Gen. 45, 3. "Gen. 46, 5 et 49, 32. "Gen. 23, 16, et 50, 5, 13; Jos. 24, 32.

7. La giudicherò, cioè piglierò terribile vendetta Palestina e rifugiarsi in terra straniera. V. Gen.
di essa.Serviranno a me in questo luogo, ossia mi XLI, 53 e ss.
presteranno un culto di adorazione qui nel paese 12. Avendo udito, ecc. V. Gen. XLII, 2 e ss.
di Canaan, o meglio nel tempio. Il Sinedrio, da- Mandò, ecc. Giuseppe perseguitato e venduto dai
vanti al quale Stefano parlava, era adunato in suoi fratelli divenne il loro salvatore.
qualche sala del tempio. Le parole serviranno,
ecc., non si trovano nella Genesi, ma probabil- 13. La seconda secondo viaggio,
volta, cioè nel
mente sono dall'Esodo, III, 12. Prima di
tolte che patriarchi fecero in Egitto in cerca di nu-
i

essere adorato in Palestina Dio era già stato ado- trimento, ecc. V. Gen. XLV, 3 e ss.
rato in altri luoghi. 14. Mandò
a chiamare, ecc. Per mezzo di Giu-
L'alleanza della circoncisione. Dio contrasse
8. seppe Provvidenza soccorse al suo popolo. Set-
la
un'alleanza con Abramo promettendogli di bene- tantacinque anime. Nel testo ebraico e nella Vol-
dire lui e la sua discendenza, e di dar loro in gata la Genesi XLV, 27 parla solo di settanta,
possessione la terra di Canaan; e Abramo promise ma nella versione Alessandrina si legge settanta-
di obbedire e di servire a Dio solo. Segno e cinque. I traduttori greci ai settanta del testo
sanzione di quest'alleanza fu la circoncisione rice- ebraico hanno aggiunto i cinque discendenti di
vuta da Abramo e dai suoi discendenti. J dodici Giuseppe nati da Efraim e da Manasse, dei quali
Patriarchi sono i dodici figli di Giacobbe, che fu- si parla al cap. XXVI, 28 e ss. del libro dei
rono i capistipiti delie dodici tribù d'Israele (Gen. Numeri.
XVII, 10; XXI, 1-4; XXV, 19; XXIX, 31; 15. Mori egli, ecc. Tutti questi patriarchi mori-
XXX, 24; XXXIV, 16, ecc.).
rono quindi in terra straniera lontani dalla Pa-
9. I Patriarchi per invidia, ecc. Gen. XXXVII, lestina.
4-5. Dal v. 9 al 16 Stefano descrive la speciale
provvidenza di Dio verso Israele nell'Egitto, prima 16. Furono
trasportati a Sichem. I Patriarchi

di guidarlo alla conquista della terra promessa.


memori promessa di Dio vollero essere se-
della
polti inPalestina, e perciò anche Giacobbe poco
Dio era con lui. Giuseppe ubbidiente a Dio provò
anche in terra straniera la protezione di Dio dopo la sua morte vi fu trasportato dall'Egitto,
e fu sepolto a Ebron in una caverna che Abramo
(Gen. XXXIX, 2).
aveva comprato da Efron Hetheo (Gen. L, 1-13).
10. Da tutte le tribolazioni, ecc. V. Gen. Dal libro dell'Esodo XIII, 19, sappiamo che gli
XXXIX-XLI. Sapienza, colla quale interpretò i Ebrei usciti dall'Egitto portarono con loro le ossa
sogni di Faraone e si meritò il suo favore.
di Giuseppe, e le seppellirono a Sichem in un
11.Venne di poi la fame, ecc. Dio si servì di campo, che aveva Giacobbe comprato dai figli di
questo avvenimento per condurre gli Ebrei nel- Hemor. Benché il V. T. non dica nulla, è natu-
l'Egitto e farli diventare un popolo. Non trovavano rale però supporre che gli Ebrei assieme alle ossa
da mangiare, e dovettero perciò abbandonare la di Giuseppe abbiano pure trasportate in Pale-
Atti, VII, 17-22 489

In Sichem, et positi sunt in sepulchro, quod perato da Abramo a prezzo di denaro dai
emit Abraham pretio argenti a flliis Hemor figliuoli di Hemor, figliuolo di Sichem.
aiii Sichem.
^^Cum autem appropinquaret tempus pro "Ma avvicinandosi il tempo della pro-
missionis, quam confessus erat Deus Abra- messa giurata da Dio ad Abramo, crebbe e
hae, crevit populus, et multiplicatus est in moltiplicò il popolo nell'Egitto, "finché
Aegypto, "Quoadusque surrexit alius rex venne un altro re dell'Egitto, il quale non
in Aegypto, qui non sciebat loseph. "Hic sapeva nulla di Giuseppe. "Questi usando
circumveniens genus nostrum, afflixit patres astuzie contro la nostra stirpe, maltrattò i

nostros ut exponerent infantes suos, ne vi- padri nostri di modo che esponessero i

vificarentur. propri figli, perchè non si propagassero.


'"Eodem tempore natus est Moyses, et '"Nello stesso tempo nacque Mosè, e fu
fuit gratus Deo, qui nutritus est tribus men- caro a Dio egli fu nutrito per tre mesi nella
;

sibus in domo patris sui. ^'Exposito autem casa di suo padre. "E quando fu esposto,
ilio, sustulit eum Alia Pharaonis, et nutrivit la figliuola di Faraone lo raccolse, e se lo
eum sibi in filium. ^''Et eruditus est Moyses allevò come figliuolo. "'E Mosè fu addottri-
omni sapientia Aegyptiorum, et erat potens nato in tutta la sapienza degli Egiziani, ed

Ex. 1, 7. 20 Ex. 2, 2; Hebr. 11,23, 24; Ex. 2, 12.

stina le ossa degli altri Patriarchi e la tradizione a questa tradizione, e nessuno potè muovergli al-
ebraica, ammessa anche da S. Gerolamo, mostrava cuna difficoltà. Questa soluzione è molto più pro-
il loro sepolcro a Sichem. babile delle altre, ed é da preferirsi.
Posti nel sepolcro comperato da Abramo, ecc. Figliuolo di Sichem. I migliori codici greci e le
La Scrittura ron parla in nessun luogo di questa edizioni critiche, Tisch. Nestle, ecc., hanno sem-
compra. Abramo comprò bensì una tomba dove plicemente dai figli di Hemor a Sichem. Sichem
fu sepolto egli con Sara, Isacco e Giacobbe, ma è l'odierna Naplusa ai piedi del monte Garizim in
questa tomba era a Hebron e non a Sichem, e la Samaria.
comprò da Efron Hetheo e non dai figli di Hemor 17. 7/ tempo della promessa, cioè il tempo, in
(Gen. XXIII, 16-20). Fu Giacobbe invece che cui si doveva adempire la promessa fatta da Dio
comprò un campo a Sichem dai figli di Hemor e confermata con giuramento ad Abramo di dare
(Gen. XXXIII, 19, 20). Anche qui S. Stefano viene ai suoi discendenti la terra di Canaan. Crebbe e
accusato di essere in contraddizione colla Genesi. moltiplicò in modo straordinario il popolo ebreo
Varie vie furono tentate per conciliare la Genesi (Esod. I, 12).
colle parole di S. Stefano. Alcuni ricorsero a una
18. Un altro re. Il greco Itepoc indica piuttosto
distrazione di copista, il avrebbe scritto
quale
un re straniero, appartenente quindi a un'altra
Abramo invece di Giacobbe ma questa solu-
:
dinastia. Si tratta probabilmente di Tutmosi III
zione non basta, poiché non è possibile che l'er-
(1515-1461 a. C). l^on sapeva nulla dei meriti
rore di un copista abbia potuto passare in tutti i
di Giuseppe e delle sue benemerenze verso
codici. Altri invece pensarono che lo stesso San
l'Egitto.
Stefano nella foga del dire abbia confuso Abramo
con Giacobbe, e attribuito al primo ciò che ap- 19. Usando astuzie. Stefano usa qui lo stesso
parteneva al secondo. S. Stefano, dicono, non verbo usato da Faraone nella traduzione greca dei
era ispirato quando parlava, e perciò ha potuto LXX quando disse : Venite, opprimiamo costoro
benissimo essere vittima di un errore. S. Luca con astuzia (Esod. I, 10). Di modo che espo-
riferisce oggettivamente il suo discorso senza però nessero, ecc. maltrattò i nostri padri e li costrinse
pronunziarsi sulla sua veracità. Anche questa so- a gettare nel fiume i loro fanciulli, aflSne di
luzione va rigettata, poiché, prescindendo pure spegnere la nostra stirpe. Esod. I, 22.

dagli elogi che gli Atti fanno di Stefano (VI, 5, 20. Caro a Dìo. Il greco deve tradursi bello
8, 15; VII, 55), non è verisimile che il Santo agli occhi di Dio. Queste parole sono un ebraismo
Diacono abbia potuto ingannarsi in cosa tanto co- per indicare che Mosè non solo era bellissimo
nosciuta da tutti gli Ebrei, e dire Cina falsità (Esod. II, 2), ma Dio aveva una speciale cura di
storica davanti al Sinedrio senza provocare ri- lui. Anche Filone (Vita Moisis, I, 3) e Giuseppe
chiami e proteste da parte di alcuno. La maggior (Ant. G. II, 9, 6) parlano della bellezza di Mosé.
parte degli interpreti cattolici ritiene perciò che
21. Lo allevò, ecc. V. Esod. II, 5 e ss. Dio fece
S. Stefano parli qui della compra di un campo
allevare dagli stranieri il liberatore del suo popolo.
fatta da Abramo antecedentemente alla compra
della caverna di Hebron. Benché la Genesi non 22. In tutta la sapienza. Questa particolarità era
parli esplicitamente di questa prima compra di tramandata per tradizione. Anche Filone (Vita
un campo a Sichem, tuttavia la presuppone al Mótsis, I, 5) parla della cultura egiziana di
cap. XII, 6, 7, dove dice che Abramo edificò un Mosè. I saggi Egiziani furono molto riputati nel-
altare al Signore presso Sichem. Come poteva l'antichità (Is. XIX, 12). Era potente, ecc. Essendo
infatti Abramo edificare un altare e difenderlo versato in tale scienza, Mosé si distingueva fra
dalle profanazioni, se prima non fosse divenuto tutti alla corte di Faraone. La frase era potente in
padrone del fondo, su cui l'altare sorgeva? Egli parole, non contraddice punto a ciò che é detto
dovette quindi comprare il campo, e la notizia di nell'Esodo IV, 10, poiché si può benissimo con-
questo avvenimento, benché non ricordata espli- ciliare assieme che Mosé provasse una certa dif-
citamente nella Scrittura, veniva tramandata per ficoltà ad esprimersi, e che le sue parole eserci-
tradizionf di padre in figlio. S. Stefano si appellò tassero una grande influenza sugli altri.
490 Atti, VII, 23-32

In verbis, et in operibus suis. ^*Cum autem era potente in parole e in opere. ''Quando
impleretur ei quadraginta annorum tempus, poi ebbe compiuta l'età di quarant'anni, gli
ascendit in cor eius ut visitaret fratres suos entrò in cuore di visitare i suoi fratelli, i
fllios Israel. **Et cum vidisset quemdam figliuoli d'Israele. **E vedutone uno che
iniuriam patientem, vindicavit ilìum et : veniva maltrattato, gli prestò aiuto e fece :

fecit ultionem ei, qui iniuriam sustinebat le vendette dell'oppresso, uccidendo l'Egi-
percusso Aegyptio. '"Existimabat autem in- ziano. **E pensava che i suoi fratelli inten-
telligere fratres, quoniam Deus per manum derebbero come Dio per mano di lui dava
ipsius daret salutem illis at illi non intel- : loro la salute ma essi non l'intesero. **I1
:

lexerunt. ^*Sequenti vero die apparuit illis dì seguente si fece vedere ad essi mentre
litigantibus et reconciliabat eos in pace,
: altercavano e li esortava alla pace, di-
:

dicens Viri, fratres estis, ut quid nocetis


: cendo : O
uomini, voi siete fratelli, perchè
alterutrum? '^^Qui autem iniuriam faciebat vi fate del male l'un all'altro? *^Ma quello
proximo, repulit eum, dicens Quis te con- : che faceva ingiuria al prossimo, lo respinse,
stituit principem, et iudicem super nos? dicendo Chi ti ha costituito principe e
:

**Numquid interflcere me quemad-


tu vis, giudice sopra di noi? **Vuoi tu forse ucci-
modum interfecisti beri Aegyptium? *'Fu- dermi come uccidesti ieri l'Egiziano? '''A
git autem Moyses in verbo isto et factus : questa parola Mosè fuggì e stette pellegrino :

est advena in terra Madian, ubi generavit nella terra di Madian, ove generò due fi-

fìlios duos. gliuoli.

*"Et expletis annis quadraginta, apparuit '"E passati quaranta anni, gli apparve nel
illi in deserto montis Sina Angelus in igne deserto del monte Sina l'Angelo nel fuoco
flammae rubi. '^Moyses autem videns, ad- fiammante di un roveto. '^Veduto ciò, Mosè
miratus est visum. Et accedente ilio ut con- si stupì dell'apparizione e accostandosi per :

sideraret, facta est ad eum vox Domini, osservare, udì la voce del Signore che gli
dicens '*Ego sum Deus patrum tuorum,
: disse ''^lo sono il Dio dei tuoi padri,
: il

Deus Abraham, Deus Isaac, et Deus lacob. Dio di Abramo, il Dio d'Isacco, il Dio di
Tremefactus autem Moyses, non audebat Giacobbe. Atterrito Mosè non ardiva osser-

2« Ex. 2, 13. »«. Ex. 3, 2.

23. L'età di quarant'anni. Anche questa parti- Ebrei corrispondono così coll'ingratitudine a colui,
colarità fu fornita a Stefano dalla tradizione. Gli che sì era sacrificato per la loro liberazione.
entrò in cuore, ebraismo che significa gli venne 29. A questa parola fuggi. Dall'accusa fattagli
in mente, certo per ispirazione divina. Di visitare, Mosè comprese di non poter trovare scampo
ossia di prendersi cura e aiutare i suoi fratelli a presso i suoi connazionali dall'ira di Faraone
sottrarsi all'oppressione egiziana. Benché edu- (Esod. 15), e vedendo inoltre rigettato
II, il suo
cato alla corte, Mosè sapeva di essere ebreo, e intervento, si persuase che gli Ebrei non avreb-
non si dimenticò degli Ebrei. bero riconosciuto in lui il loro liberatore e prestato
Vedutone uno, ecc. Veduto un Ebreo mal-
24. fede alle sue parole. La terra di Madian era si-
tuata nei dintorni del monte Sinai (Esod. Ili, 1).
ingiustamente da un Egiziano, mosso senza
trattato
dubbio dallo Spirito di Dio (Aug. Quaest. fn hept. Generò due figliuoli, cioè Giersam e Eliezer. Egli
aveva tolto in moglie Sefora figlia del Sacerdote
II, 2), fece Con questo
le vendette, ecc. fatto
Dio voleva mostrare che aveva eletto Mosè Madianita Raguele o letro (Esod. II, 18; III, 1).
a li-
beratore del suo popolo dall'oppressione di 30. Passati quaranta anni, quando cioè Mosè
Egitto. era giunto all'età di ottanta anni. Anche questo
dato fu fornito a Stefano dalla tradizione (Esod.
25. E
pensava, ecc. Amara constatazione! Mosè VII, 7). Sina o Sinai è lo stesso che Oreb (Esod.
pensava che gli Ebrei, memori delle promesse III, I). Da questo monte fu poi data la legge. Gli
da Dio ad Abramo, al vedere lui educato
fatte
apparve l'Angelo. E' sentenza comune di San
alla corte prendersi cura di loro, avrebbero cre-
Tommaso d'Aquino e degli scolastici che nelle
duto che era venuta l'ora della liberazione ; in- apparizioni di Dio ricordate
nel Pentateuco, chi
vece già fin d'allora si opposero ai disegni di Dio, appariva fosse un angelo, quale parlava e agiva il
e non vollero prestar fede, anzi respinsero il loro a nome di Dio. Questa spiegazione si accorda
salvatore. non solo con quanto qui afferma S. Stefano, ma
26. Mentre altercavano, ecc. Costoro erano tutti anche con quanto dice S. Paolo. Galat. Ili, 19;
Ebrei. V. Esod. II, 13. Siete fratelli, cioè membri Ebr. II, 2 (V. Esod. Ili, 2 e ss.).
di uno stesso popolo. L'oppressione, in cui ge- 31. Veduto ciò, ossiache il roveto ardeva e non
mete, dovrebbe far tacere tra voi ogni disunione si consumava (Esod. Ili, 2). Udì, ecc. Mosè riceve
per unire tutte le vostre forze contro gli oppressori. rivelazioni e comunicazioni da Dio non già in
27. Lo respinse, ossia non volle riconoscere
Palestina, ma in un deserto!

in lui alcun diritto di intervenire nelle loro que- 32. // Dio di Abramo, ecc. Con queste parole
stioni. Dio richiama alla mente di Mosè le promesse fatte
a questi antichi patriarchi, mostrandogli così che
28. Come uccidesti, ecc. Non solo respinge l'in- è venuto il tempo di mantenerle. Non ardiva, ecc.
tervento 4' Mosè, ma Io accusa di omicidio ! Gli anzi nascose la sua faccia (Esod. Ili, 6).
Atti, VII, 33-42 491

considerare. "Dixit autem illi Dominus : vare. '^Ma il Signore gli disse Cavati dai :

Solve calceamentum pedum tuorum locus : piedi le scarpe perchè il luogo dove stai
:

eoim, in quo stas, terra sancta est. **Videns è terra santa. '*Ho veduto, ho veduto l'affli-
vidi afflìctionem populi mei, qui est in Ae- zione del mio popolo eh 'è in Egitto, e ho
gypto, et gemitum eorum audivi, et de- uditi i loro gemiti, e sono disceso per libe-
scendi liberare eos. Et nunc veni, et mittam rarli. Ora vieni, e ti manderò in Egitto.
te in Aegyptura.
'*Hunc Moysen, quem negaverunt, dl- '"Questo Mosè, che rinnegarono col dire :

centes : Quis te constituìt principem, et Chi ti ha costituito principe e giudice?


iudicem? hunc Deus principem et redem- questo e principe e liberatore mandò Iddio
ptorera misit, cum manu Angeli, qui appa- per ministero dell'Angelo che gli apparve
ruit illi in rubo. "Hic eduxit illos faciens nel roveto. ^^Egli li trasse fuori, avendo
prodigia, et signa in terra Aegypti, et in fatto segni e prodigi nella terra d'Egitto e
rubro mari, et in deserto annis quadraginta. nel mare Rosso, e nel deserto per quaran-
"Hic est Moyses, qui dixit flliis Israel : t'anni. "Questi è quel Mosè che disse al
Prophetam suscitabit vobis Deus de fratri- figliuoli d'Israele Dio susciterà a voi un
:

bus vestris, tamquam me, ipsum audietis. profeta del numero dei vostri fratelli, come
••Hic qui fuit in Ecclesia in solitudine
est, me, lui ascolterete. ''Questi è che nella adu-
cum qui loquebatur ei in monte
Angelo, nanza del popolo nel deserto stette coli 'An-
Sina, et cum patribus nostris qui accepit
: gelo che gli parlava nel monte Sina, e con i
verba vitae dare nobis. padri nostri e ricevette le parole di vita
:

per darle a noi.


"Cui noluerunt obedire patres nostri : "Al quale non vollero essere ubbidienti i
sed repulerunt, et aversi sunt cordibus suìs padri nostri ma lo rigettarono, e si rivol-
:

in Aegyptum, '"Dicentes ad Aaron Fac : sero coi loro cuori all'Egitto, ^'dicendo ad
nobis deos, qui praecedant nos Moyses : Aronne Fa a noi degli dei, che ci vadano
:

enim hic, qui eduxit nos de terra Aegypti, innanzi perchè di quel Mosè che ci ha
:

nescimus quid factum sit ei. *'Et vitulum tratti dalla terra di Egitto non sappiamo quel
fecerunt in diebus illis, et obtulerunt ho- che ne sia stato. **E fecero di quei giorni
stiam simulacro, et laetabantur in operibus un vitello, e offerirono sacrifizio a un si-
manuum suarum. *^Convertit autem Deus mulacro, e si rallegrarono delle opere delle

»• Ex. 7, 8, 9, 10, 11, 14. »»Deut. 18, 15. "Ex. 19, 3. "Ex. 32, 1. « Am. 5,25.

33. Cavati, ecc. Presentarsi e stare a piedi nudi 38. Stette coll'angelo, ecc. Mosè nel deserto ai
davanti a un personaggio è considerato dagli O- piedi del Sinai era il mediatore tra l'angelo di
rientali come un segno di grande venerazione, per- Dio e i nostri padri. Egli parlava coll'angelo e
ciò anche i sacerdoti nel tempio esercitavano a trasmetteva i suoi ordini e la sua legge ai padri
piedi scalzi le loro funzioni. E' terra santa perchè nostri.
santificata dalla apparizione di Dio. Dio, che più Le parole della vita, cioè la legge, osservando
tardi santificò la collina del tempio a Gerusa- la quale l'uomo otteneva la vita (Lev. XVIII, 5).
lemme, aveva già prima santificato un luogo nel Santo Stefano ha così fatto vedere quanto egli
deserto. stimi Mosè e la legge da lui promulgata, passa
34. Ho veduto, ecc. Dio onora con una rive- quindi a mostrare chi siano veramente coloro che
lazione sublime quel Mosè, che gli Ebrei avevano disprezzano la legge mosaica. Ai benefizi di Dio
disprezzato. oppone l'ingratitudine del popolo.
35. Questo Mosè, ecc. La condotta di Dio verso 39. Lo rigettarono volendo farsi un altro duce
Mosè è totalmente diversa da quella degli Ebrei. per tornare in Egitto (Num. XIV, 4). Si rivolsero,
Questi lo disprezzaho e lo rigettano. Dio lo esalta ecc. Rimpiansero di aver abbandonato l'Egitto
e lo impone. Per ministero dell'angelo, ossia colla (V. Esod. XVI, 3; Num. XI, 4, 5; XII, 1; XIV,
potenza dell'angelo. Dicendo queste parole Ste- 4, ecc.).
fano pensava a Gesù Cristo. Non è da meravi- 40. Dicendo, ecc. Cita un esempio chiarissimo
gliarsi che i figliuoli di coloro che rigettarono della perversità e dell'incredulità d'Israele, non
Mosè, rigettino ancora Gesù Cristo. ostante tutti i prodigi fatti da Mosè (V. Esod.
36. Egli li trasse, ecc. Descrive a brevi tratti XXXII, 1-6). Non sappiamo, ecc. L'idolatria del
l'opera di Mosè mostrando in lui il liberatore, il popolo avvenne mentre Mosè era salito sul monte
profeta, il legislatore del popolo Ebreo. Avendo a ricevere la legge dal Signore.
fatti prodigi, 1* nell'Egitto colle dieci piaghe, me- 41. Fecero... un vitello a imitazione del toro
diante le quali vinse l'ostinazione del Faraone Apis adorato in Egitto. Offrirono sacrifizio (Esod.
(Esod. V. 1 ; XII, 36); 2* nel Mar Rosso dividendo XXXIl, 4 e ss.). Delle opere delle loro mani, cioè
le acque, ecc. (Esod. XII, 37; XV, 21); 3* nel di un idolo. Si rallegrarono per una cosa sì vile!
deserto provvedendo la manna, le acque, la (V. fig. 170).
carne, ecc. (Esod. XV, 22 e tutto il resto del 42. Li diede a servire alla milizia del cielo. Dio
Pentateuco). Per quarant'anni. V. vv. 23, 30. punì gli Ebrei della loro ingratitudine e della loro
37. Dio susciterà, ecc. La profezia si ha nel incredulità permettendo che cadessero nella più
Deuterenomio XVIII, 15. V. n. HI, 22. grossolana idolatria, e adorassero la milizia del
492 ATTI, VII, 43-44

et tradidit eos servire militiae caeli, sicut lor mani. ^''Ma Dio si rivolse da loro, e
scriptum est in Libro Propbetarum Nura- : lidiede a servire alla milizia del cielo, come
quid yictimaSj et hostias obtulistis mihi sta scritto nel libro dei profeti Mi avete :

annis quadraginta in deserto, domus Israel? voi forse offerto vittime e ostie per qua-
**Et suscepistis tabernaculum Moloch, et rant'anni nel deserto, o casa d'Israele? *'Ma
sidus Dei vestri Rempham, flguras, quas voi avete portato il padiglione di Moloch, e
fecistis adorare eas. Et transferam vos trans l'astro del vostro dio Remfam, figure fatte
Babylonem. da voi per adorarle. E io vi trasporterò di
là da Babilonia.
**Tabernaculum testimoni! fuìt cum pa- **Ebbero i padri nostri il tabernacolo del
tribus nostris in deserto, sicut disposuit testimonio nel deserto, conforme aveva or-

** Ex. 25, 40.

cielo, cioè il sole, la luna, le stelle, ecc. (Rom. I, ma sono volute dal contesto. Vi trasporterò, ecc.
24). Su questa forma di idolatria in Israele vedi : Nuovo castigo di Dio sopra Israele. Di là di Ba-
Deut. XVII, 3; IV Re XVII, 16; XXI, 3; Gerem. bilonia. Sia nel testo ebraico che nel testo greco
XIX, 13, ecc. Nel libro dei profeti. Gli Ebrei di-
videvano la Bibbia in tre parti la legge, i profeti,
:

gli agiografi. Santo Stefano cita la seconda parte.

Fig. V70 — Il bue Apis (Antico bronzo del Louvre).

Le parole citate appartengono al profeta Amos,


V, 25-27, e sono tratte non dal testo ebraico, ma
dal greco dei LXX. Mi avete voi forse, ecc. Il
profeta rimprovera agli Israeliti la loro idolatria
durante i quaranta anni del deserto. Come in
Fig. X7I. — Tabernacolo portatile per Idoli.
questo tempo non fu osservata la legge della cir- (Bassorilievo assiro).
concisione, così furono pure trascurate le leggi
riguardanti i sacrifizi ; e i pochi sacrifizi offerti
a Dio non potevano tornargli accetti, perchè il
di Amos si legge al di là di Damasco. Il senso
però non muta, poiché per andare in Babilonia
cuore del popolo era sempre attaccato agli idoli
dalla Palestina si deve attraversare la Siria e il
(Lev. XVII, 7; Deut. XXXII, 17, ecc.).
territorio di Damasco.
43. Avete portato nelle vostre spedizioni il pa- 44. Ebbero i padri nostri, ecc. La vera reli-
diglione di Moloch, come si doveva portare l'arca gione può sussistere anche senza tempio mate-
dell'alleanza. Usavano gli idolatri portare attorno riale, e non varia per il variare di questo, e per-
i loro dei sotto magnifici padiglioni o tende. Mo- ciò Santo Stefano fa osservare, che gli Ebrei per
loch era il dio degli Ammoniti (III Re XI, 7), e molto tempo non ebbero alcun santuario mate-
veniva figurato con una testa di bue e le mani riale, e solo durante la peregrinazione del deserto
stese e sollevate in alto. Dentro la sua statua di fu costrutto il primo tabernacolo, o tenda mobile,
rame si accendeva il fuoco, e quando tutto era dedicato a Dio. Viene detto tabernacolo del testi-
incandescente si deponevano sulle braccia del- monio, perchè sotto di esso si conservava l'arca
l'idolo i bambini destinati a essere sacrificati. Il dell'alleanza, così chiamata perchè conteneva le
profeta rimprovera quindi Israele di aver abban- tavole della legge, vera testimonianza della rivela-
donato il tabernacolo di Dio per il tabernacolo di zione di Dio e della sua volontà. Viene chiamato
Moloch (Lev. XX, 2 e Re XI, 5, 7, 33,
ss. ; III anche tabernacolo dell'adunanza, perchè attorno
ecc.).Remfam o Raifan o Refam è un nome ad esso si radunava il popolo. Lo facesse secondo
copto corrispondente all'ebraico Kìjoum e all'as- il modello, ecc. V. Esod. XXV, 9-40. Da questo
•iro Kevan che significa Saturno. Per adorarle. fatto che Dio stesso ha dato il modello, appare
Queste parole mancano nel testo greco di Amos, subito l'eccellenza e la santità del tabernacolo
Atti, VII, 45-55 493

lllis Deus, loquens ad Moysen, ut faceret dinato Dio, dicendo a Mosè che lo facesse
illud secundum formam, quam viderat.' secondo modello che aveva veduto. **E
il

**Quod et induxerunt, suscipientes patres ricevutolo i padri nostri lo portarono con


nostri cum lesu in possessionem Gentium, Gesù a prender possesso delle nazioni, le
quas expulit Deus a facie patrum nostrorum, quali andò Dio scacciando dal cospetto dei
usque in diebus David, **Qui invenit gra- padri nostri fino ai giorni di David **I1 :

tiam ante Deum, et petiit ut inveniret ta- quale trovò grazia davanti a Dio, e pregò
bernaculum Deo lacob. di trovare una dimora pel Dio di Giacobbe.

*^SalomoD autem aedificavit illi domum. *^Salomone poi gli edificò una casa. **Ma
**Sed non Excelsus in manufactis habitat, l'Eccelso non abita in tempi manufatti, come
sicut Propheta dicit **Caelum railii sedes
: dice Profeta
il *'il cielo è mio trono
:
e :

est : autem scabellura pedum meorum.


terra la terra sgabello a' miei piedi. Qual sorta di
Quara domum aedificabitis mihi, dicit Da- casa mi edificherete, dice il Signore? O
minus? aut quis locus requietionis meae quale sarà il luogo del mio riposo? '"Non
est? '"Nonne manus mea fecit haec omnia? ha fatto la mano mia tutte queste cose?
'^Dura cervice, et incircumcisis cordi- •*Duri di cervice, e incirconcisi di cuore
bus, et auribus, vos semper Spiritui sancto e di udito, voi resistete sempre allo Spirito
resistitìs, sicut patres vestri, ita et vos. santo : come i padri vostri, così anche voi.
**Quem Prophetarum non sunt persecuti '^Quale dei profeti non perseguitarono i
patres vestri? Et occiderunt eos, qui prae- padri vostri? E uccisero coloro che predi-
nunciabant de adventu lusti, cuius vos nunc cevano venuta del Giusto, di cui voi siete
la
proditores, et homicidae fuistis '*Qui ac- : stati adesso traditori e omicidi "Voi pure :

cepistis legera in dispositionè Angelorum, avete ricevuto la legge per ministero di


et non custodistis. Angeli, e non l'avete osservata.
'^Audientes autem haec dissecabantur cor- **Airudir tali cose si rodevano nei loro
dibus suis, et stridebant dentibus in eum. cuori, e digrignavano i denti contro di lui.
*'Cum autem esset plenus Spiritu sancto. *'Ma egli pieno di Spirito santo, mirando

"Jos. 3, 14; Hebr. 8, 9. "I Reg. 16, 13; Ps. 81, 5. " III Reg. 6. 1 ; I Par. 17, 12. Ini
17, 24. «I8. 66, 1.

45. Con Gesù, ossia con Giosuè. I settanta riavano maggiormente, lascia da parte ogni ri-
hanno tradotto Giosuè con Gesù, e la Volgata guardo e li assale direttamente, rimproverando
alcune volte li ha imitati. A prendere possesso loro le antiche e le nuove scelleratezze. Li chiama
delle nazioni, cioè quando prendevano possesso duri di cervice, cioè indocili, che non vogliono il
della terra di Canaan, e Dio ne cacciava gli antichi giogo di nessuna legge (Esod. XXXIII, 3, 5;
abitatori. Fino ai giorni di Davide. Fino a questo XXXIV, 9; Lev. XXVI, 41; Gerem. VI, 10; IX,
tempo il tabernacolo fu il santuario d'Israele. 26, ecc.). Incirconcisi di cuore. Benché avessero
ricevuto nel loro corpo la circoncisione, che era
46. Trovò grazia davanti a Dio. V. I Re XIII,
il segno dell'alleanza con Dio, e dell'obbligo che
14; XVI, 13; Salm. LXXXVIII, 20. Pregò di tro-
vare ana dimora, ecc. Davide chiese al Signore
si assumevano di osservare la legge mosaica, le
loro orecchie però erano chiuse alla verità, e U
di potergli edificare un tempio (II Re VII, 2; I
loro cuore la odiava colla piiì grande ostinazione
Par. XXVIII, 2), ma Dio non glielo concesse. Il
(Esod. XXXll, 9; Lev. XXVI, 41; Deut. X, 16,
tempio quindi non fu edificato per comando di
ecc.). Resistete sempre, ecc. La storia è piena di
Dio, né da Dio si ebbe il modello come per il
ribellioni del popolo d'Israele contro gli inviati
tabernacolo. Il tempio non è dunque una gran
di Dio.
cosa.
52. Quale dei profeti, ecc. Gesù aveva fatto ai
47. Salomone, ecc. V. HI Re VI, 1-38. Salo-
Giudei questo stesso rimprovero (Matt. XXIII,
mone stesso riconobbe che il tempio non era pari 35-37).
alla maestà di Dio. III Re VIII, 27.
La venuta del Giusto, cioè del Messia. Di cai
48. Non abita, ecc. Dio non è tale da essere voi siete, ecc. Voi avete colmata la misura dei
circoscritto in un luogo, e non poter manifestarsi padri vostri, e li avete superati nella malvagità e
altrove. Il profeta citato nei vv. 49-50 è Isaia, nell'incredulità consegnando (traditori) Gesù nelle
LXVI, 1-2. La citazione è 'atta sui settanta. mani di Pilato, e ottenendo da lui una sentenza
49. Il cielo è il mio trono, ecc. A un Dio im- di morte (omicidi).
menso e infinito quale tempio potranno mai edi- 53. Voi pare, ecc. Voi non avete osservata la
ficare gli uomini? Se l'intero universo non basta legge ricevuta per ministero degli angeli (Gal. HI,
a contenere la sua gloria, come potrà bastare un 19); era quindi da aspettarsi che avreste ucciso
tempio? Stefano quindi non ha bestemmiato, pur tutti gli inviati di Dio.
predicendo ìa rovina del tempio e la sostituzione 54. All'udir tali cose, ecc. Le ultime parole di
di un culto universale all'antico culto giudaico. Stefano ferirono profondamente l'orgoglio dei Giu-
51. Duri di cervice, ecc. A questo punto i Giu- dei, perciò essi arsero di sdegno, e avrebbero
dei con tutta probabilità cominciarono a manife- voluto subito farne \endetta.
stare con gesti con mormorii il loro sdegno, e 55. Vide la gloria dì Dio. Dio non si può ve-
Stefano "«dendo, che invece di pentirsi si infu- dere cogli occhi del corpo, e perciò vien detto
494 Atti, VII, 56 — Vili, 2
ìntendens In caelum, vidlt glorlam Dei, et Asso il cielo, vide la gloria di Dio, e Gesfi
lesum stantem a dextris Dei. Et ait Ecce : stante alla destra di Dio. E disse : Ecco,
video caelos apertos, et fllium hominis stan- io veggo aperti i cieli, e il Figliuolo del-
tem a dextris Dei. "Exclamantes autem l'uomo stante alla destra di Dio. *'Ma quelli
voce magna continuerunt aures suas, et im- alzando grida sii turarono le orecchie, e
petum fecerunt unanimiter in eum. *'Et tuttid'accordo gli corsero addosso con furia.
eiicientes eum extra civitatem lapidabant : *^E cacciatolo fuori della città lo lapidavano :

et testesdeposuerunt vestimenta sua secus e i testimoni posarono le loro vesti ai piedi


pedes adolescentis, qui vocabatur Saulus. di un giovanotto chiamato Saulo. "'E lapi-
Et lapidabant Stephanum invocantem, et davano Stefano, il quale pregava e diceva :

dicentem Domine Jesu suscipe spiritum


: Signore Gesù, ricevi il mio spirito. "'E pie-
meum. ""Positis autem genibus, clamavit gate le ginocchia, gridò ad alta voce, di-
voce magna, dicens Domine, ne statuas
: cendo : Signore, non imputar loro questo
illis hoc peccatum. Et eum hoc dixisset, ob- peccato. E detto questo si addormentò nel
dormivit in Domino. Saulus autem erat con- Signore. E Saulo era consenziente alla morte
sentiens neci eius. di lui.

CAPO Vili.

Persecuzione contro la Chiesa e dispersione deifedeli, 1-4. Il Diacono S. Filippo —


in Samaria 5-8. —
Simone Mago, 9-13. —
S. Pietro e S. Giovanni in Sa-
maria, 14-24. —
Ritomo a Gerusalemme, 25. —
6". Filippo battezza un eunuco

etiope, 26-40.

^Facta est autem in illa die persecutio *E si levò allora una grande persecu-
magna in Ecclesia, quae erat lerosolymis, zione contro la Chiesa che era in Gerusa-
et omnes dispersi sunt per regiones ludaeae, lemme, e tutti, eccetto gli Apostoli, si di-
et Samariae praeter Apostolos. ^Curaverunt spersero pei paesi della Giudea e della

che vide la gloria di Dio, cioè una chiarezza, una parole, con cui Gesù raccomandò il suo spirito a
luce segno della presenza di Dio. Vide pure cir- Dio (Lue. XXIII, 43).
condato di gloria Gesù stante in piedi alla destra 59. Piegate le ginocchia, ecc. « Che grandezza
di Dio come per correre in suo soccorso. 7/ Fi-
d -animo superiore a tutte le forze della naturai
gliuolo dell'uomo, cioè il Messia (Dan. VII, 53). Si inginocchia per orare con intenzione e affetto
Questo titolo, che così spesso occorre nei Vangeli, maggiore, alza la voce per sempre più dimo-
non si riscontra negli altri libri del N. T. se non strare l'ardente affetto di carità e di compassione
in tre passi, cioè qui e nell'Apocalissi I, 13; XIV,
verso dei suoi inumani fratelli, pei quali domanda
14. V. n. Matt. Vili, 20.
la grazia di conversione, grazia che egli impetrò
56. Alzando grìda in segno di protesta sì per Saulo, e forse anche per altri, non potendo
turarono le orecchie per non udire una bestemmia, Dio ninna cosa negare a una tale carità ». Martini.
e per mostrare tutto il loro orrore gli corsero ad- Come Gesù morente cosi anche Santo Stefano
dosso, ecc. Tutti si levarono a tumulto e senza prega per i suoi carnefici. Saulo, ecc. S. Luca
aspettare la sentenza del Sinedrio, subito fecero torna a dire della parte importante avuta da Paolo
vendetta. nell'uccisione di S. Stefano. Queste ultime parole
57. Cacciatolo fuori, ecc. La legge (Lev. XXIV, nel greco vengono unite al capo seguente.
14) ordinava che il bestemmiatore fosse condotto
fuori degli accampamenti d'Israele e poi lapidato CAPO VIII.
a furia di popolo. E' vero che ai Giudei era stato
tolto il diritto di condannare a morte (Giov. XVIII, 1. Si levò, ecc. L'odio furioso dei Giudei non
31), ma ciò non ostante il popolo faceva spesso, fu pago del sangue di una vittima, ma proruppe
come nel caso presente, giustizia da sé. / testi- In una persecuzione violenta contro tutta la co-
monii dovevano secondo la '.egge scagliare le prime munità cristiana di Gerusalemme. Tutti si disper-
pietre (Deut. XVII, 7). Posarono le loro vesti, sero. Queste parole come consta dai vv. 3 e 4,
cioè i loro palili affine di poter procedere alla non si devono intendere di tutti e singoli i cri-
lapidazione con maggior comodità. Ai piedi di stiani, ma di quelli che essendo più conosciuti,
un giovanotto. Il greco veavta^ può significare ed esercitando il ministero della predicazione,
anche un uomo di una trentina d'anni, quanti do- erano esposti a maggiori pericoli. Gli Apostoli
veva averne S. Paolo. S. Luca fa notare la parte rimasero in Gerusalemme per consolare e confor-
importante che ebbe S. Paolo nell'uccisione di tare i fedeli, che non si erano dispersi.
Santo Stefano. Egli fu come il capo degli accusa- 2. Uomini Quest'espressione sembra
timorati.
tori del Santo Martire. indicare che non fossero cristiani, ma
costoro
58. Ricevi il mio spirito, ecc. Stefano racco- Giudei Ellenisti bene affetti verso la Chiesa,
manda a Gesiì la sua anima usando quasi le stesse i quali non avevano a temere o non curavano le
Atti, Vili, 3-12 495

autem Stephanum viri timorati, et fecerunt Samaria. *Ma gli uomini timorati seppelli-
planctum magnum
super eum. *Saulus autem rono Stefano, e fecero gran pianto sopra
devastabat Ecclesiara per domos intrans, et di lui. *Saulo poi devastava la Chiesa,
trahens viros, ac mulieres, tradebat in cu- entrando per le case, e trascinando via uo-
stodiara. mini e donne, li faceva mettere in prigione.
^Igitur qui dispersi erant pertransibant, ^Quelli frattanto che si erano dispersi, an-
evangelizantes verbum Dei. 'Philippus au- davano da un luogo all'altro annunziando la
tem descendens in civitatem Samariae, prae- parola di Dio. 'E Filippo arrivato alla città
dicabat illis Cliristum. 'Intendebant autem di Samaria, predicava loro Cristo. *£ la
turbae bis, quae a Philippe dicebantur una- moltitudine concordemente prestava atten-
nimiter audientes, et videntes signa quae zione a quello che diceva Filippo, ascol-
faciebat. 'Multi enim eorum, qui habebant tandolo, e vedendo i miracoli che faceva.
spiritus imraundos, clamantes voce magna, 'Imperocché da molti, che avevano spiriti
exibant. Multi autem paralytici, et Claudi immondi, uscivano questi, gridando ad alta
curati sunt. *Factum est ergo gaudium ma- voce. E molti paralitici e zoppi furono
gnum in illa civitate. sanati. *Per la qual cosa fu grande alle-
grezza in quella città.

•Vir autem quidam nomine Simon, qui 'Ma un cert'uomo chiamato Simone stava
ante fuerat in civitate magus, seducens già da tempo in quella città, esercitando la
gentem Samariae, dicens se esse aliquem magìa, e seduceva la gente 3i Samaria, spac-
magnum "Cui auscultabant omnes a mi-
: ciandosi per qualche cosa di grande "e :

nimo usque ad maximum, dicentes Hic est : tutti gli davano retta, dal più piccolo fino
virtus Dei, quae vocatur magna. "Attende- al più grande, e dicevano Questi è la po-
:

bant autem eum propter quod multo tem-


: tenza di Dio che si chiama la grande. "E
pore magiis suis dementasset eos. ^*Cum lo ubbidivano, perchè da molto tempo li

minaccie. del Sinedrio. Seppellirono. Il greco ow 6. Concordemente, ecc. Tutti erano d'accordo
vexóntaav lat. curaverunt significa qui seppellirono. nell'ascoltare S. Filippo, il quale confermava
A Stefano furono resi tutti gli onori funebri, una eziandio coi miracoli la verità delle cose che an-
parte dei quali consisteva nel percuotersi il petto nunziava (Mar. XVI, 17).
e nel piangere. Fa veramente meraviglia vedere 7. Da
molti, ecc. Accenna ad alcune specie di
che si rendono solenni onori a un uomo, che i miracoli operati dal S. Diacono.
Giudei avevano fatto passare come un bestem-
miatore I
9. Fu grande l'allegrezza per la conversione di
molti e per i miracoli che si operavano.
Saulo poi, come belva inferocita, devastava
3.
Simone detto comunemente il mago. Era nativo
la Chiesa. Egli Fariseo e zelatore delle tradizioni
di Gitton o Gitta (l'odierno Karijet- Sit presso Na-
dei padri (Galat. I, 14), non aveva alcun ritegno,
plusa) nella Samaria, come riferisce S. Giustino
violava ogni libertà entrando nelle case e usando
(Apol. I, 22, 56; Dial. eum Triph. 120) originario
volenze di ogni sorta (XXII, 4; XXVI, 9), non
egli pure di Samaria. Dato allo studio delle scienze
rispettava né sesso né età, ma trascinando via
occulte insegnava dottrine gnostiche, e sbalordiva
uomini e donne li faceva mettere in prigione in
il popolo con operazioni straordinarie dovute al-
attesa del giudizio di condanna del Sinedrio.
l'intervento diabolico. Da tutti i Padri viene con-
Quelli frattanto, ecc. La persecuzione, avendo
4. siderato come il primo eretico e come il tipo
dispersi i predicatori cristiani, fece si che la dell'impostore religioso (V. Le Camus, L'Oeavre
dottrina di Gesù venisse annunziata dovunque essi des Apòtres, Tom. I, p. 152 e ss.). Qualche cosa
passavano. di grande. Si faceva passare per un qualche grande
5. Filippo. Questo Filippo non è l'Apostolo, ma personaggio.
il Diacono ricordato al cap. VI, 5, poiché Filippo 10. Tutti davano retta, ecc. Da ciò si vede l'in-
Apostolo rimase a Gerusalemme (v. 1). Alla città fluenza nefasta che Simone esercitava sui Sama-
di Samaria. E' difficile determinare se qui si ritani, e l'efficacia della predicazione di Filippo,
tratta della città di Samaria detta allora Sebaste, che riuscì a convwtirli. La potenza di Dio, ecc.
oppure della Provincia di questo nome. La lezione Riguardavano Simone come una incarnazione della
dei migliori codici greci tT\r nóXiv if\^ Sonapéia? divinità, o meglio come uno di quegli Eoni, che
invece di et(; tt\v «óXtr Safxapétav lascia sup- secondo le dottrine gnostiche, erano come inter-
porre che Samaria indichi piuttosto la provincia mediarii tra Dio e la materia. La grande. Alcuni
di questo nome. Siccome però a j:óXtv precede
ritengono questa parola neYÓXn come una sem-
l'articolo determinativo tV è chiaro che si parla
plice trascrizione della parola samaritana me-
della città più importante della Samaria, la quale
galS che significa rivelatore. Simone sarebbe quindi
non può essere altra che la capitale Samaria. la potenza rivelatrice di Dio.
Questa città fu edificata da Amri re d'Israele, che
ne fece la capitale del suo regno. Distrutta prima 11. Lo ubbidivano, ecc. Si erano lasciati se-
dagli Assiri e poi nuovamente sotto Giovanni Ir- durre dai prodigi coi quali egli colpiva i loro
falsi

cano, risorse dalle sue rovine. Erode l'abbellì e sensi, e dal fatto che egli aveva dimorato lunga-
la chiamò Sebaste ad onore di Augusto. mente presso di loro.

Predicava, ecc. I Samaritani aspettavano essi 12. Ebbero creduto a Filippo. La forza del
pure il Messia, ed erano già disposti ad acco- Vangelo ridusse al nulla l'influenza esercitata da
gliere la predicazione del Vangelo (Giov. IV, 25, Simon Mago sui Samaritani. Si battezzarono nel
35, 42). nome, ecc. Il testo greco è leggermente diverse;.
496 Atti, Vili, 13-20

vero credidissent PhiUppo evangelizantl de aveva ammaliati con le sue magìe. "Ma
regno Dei, m nomine lesu Christi bapti- quando ebbero creduto a Filippo, che evan-
zabantur viri, ac mulieres. "Tunc Simon et gelizzava loro il regno di Dio. uomini e
ipse credidit et cura baptizatus esset, ad-
: donne si battezzarono nel nome di Gesù
haerebat Philippo. Videns etìam signa, et Cristo. "Allora Simone anche egli cre-
virtutes maximas fieri, stupens admirabatur. dette : e battezzatosi era intimo di Filippo.
E osservando i segni e miracoli grandi
che seguivano, andava fuori di sé per lo
stupore.
^*Cum autem
audissent Apostoli, qui "Oravendo udito gli Apostoli che erano
erant lerosolymis, quod recepisset Sama- in Gerusalemme, come Samaria aveva ab-
ria verbum Dei, miserunt ad eos Petrum, bracciata la parola di Dio, vi mandarono
et Ioannem "Qui cum venissent, orave-
: Pietro e Giovanni ^*i quali arrivati che
:

runt prò ipsis ut acciperent Spiritum sanc- furono, pregarono per essi, affinchè rice-
tum ^^Nondum enim in quemquam illorum
: vessero lo Spirito santo ^'(poiché non era
:

venerat, sed baptìzati tantum erant in no- peranco disceso in alcuno di essi, ma sola-
mine Domini lesu. ^^Tunc imponebant ma- mente erano stati battezzati nel nome del
nus super illos, et accipiebant Spiritum Signore Ge^). "Allora imponevano ad essi
sanctum. le mani, e ricevevano lo Spirito santo.
^*Cum vidisset autem Simon quia per ^'Avendo adunque veduto Simone, come
impositionem manus Apostolorum daretur per l'imposizione delle mani degli Apostoli
Spiritus sanctus, obtulit eis pecuniam, "Di- si dava lo Spirito santo, offerse ad essi
cens Date et mihi hanc potestatem, ut
: denaro, "dicendo Date anche a me questo
:

cuicumque imposuero manus, accipiat Spi- potere, che a chiunque imporrò le mani,
ritum sanctum. Petrus autem dixit ad eum : riceva lo Spirito santo. Ma Pietro gli disse :

^'Pecunia tua tecum sit in. perditionem : '"Il tuo denaro perisca con te mentre hai :

quoniam donum Dei existimasti pecunia giudicato che si acquisti con denaro il dono

Quando ebbero creduto a Filippo che evangeliz- 17. Imponevano ad essi le mani, ecc. Si tratta
zava loro il regno di Dio e il nome di Gesù Cristo qui di un altro sacramento ben distinto dal Bat-
si battezzarono, ecc. Molti Samaritani abbraccia- tesimo. Abbiamo infatti non solo un segno esterno
rono quindi il Vangelo. nell'imposizione delle mani e nella preghiera che
l'accompagna v. 15, ma un segno efficace della
credette, ecc. La maggior parte
13. Anch'egli
grazia,poiché per mezzo di questa imposizione
dei SS. Padri pensa che la fede di Simone fosse
dellemani accompagnata dalla preghiera viene co-
solo apparente ed esterna. Finse di credere, nella
municato lo Spirito Santo abbiamo inoltre uno
;
speranza di ottenere egli pure la facoltà di fare
speciale ministro.
miracoli. Osservando i segni, ecc. Ciò che lo col-
piva non era tanto la dottrina, che Filippo inse- 18. Avendo dunque veduto, ecc. Da queste pa-
gnava, quanto piuttosto i miracoli, che egli faceva. role si deduce che la comunicazione dello Spirito
Da questi miracoli si persuase che Filippo doveva Santo fatta dall'imposizione delle mani degli Apo-
essere in comunicazione con Dio, e cercò di en- stoli ai neofiti si manifestava con segni esterni e

trare in relazione con lui allo scopo di trarne sensibili, quali p. es., la profezia, il dono delle
qualche vantaggio materiale. lingue, ecc. Simone, pieno di egoismo, d'ambi-
zione e di avarizia, desiderando di avere ancor egli
14. Che erano in Gerusalemme. V. n. 1. Man- la potestà di comunicare lo Spirito Santo, offerse
darono, ecc. Con questa parola non si vuol già denaro, ecc. Da ciò ebbe origine il nome di si-
indicare che gli altri Apostoli fossero superiori monia, che si dà al traffico delle cose sacre.
a Pietro, ma solamente che tutti gli Apostoli di
19. Date anche a me, ecc. In queste parole si
comune accordo ritennero conveniente che Pietro
etesso e Giovanni andassero in Samaria a com-
vede tutta l'abbiezione e la viltà dell'anima di
piere l'opera da Filippo cominciata. Questi era solo
Simone. Avrebbe voluto dei doni dello Spirito
Diacono, e come tale poteva solo conferire il Bat- Santo fare una fonte di lucro personale. La sua
tesimo. I fedeli dovevano pure ricevere la cresima, domanda però dimostra che la potestà, di cui
il conferimento della quale era riservato agli Apo-
godevano gli Apostoli di dare lo Spirito Santo
poteva venire da loro comunicata ad altri, e as-
stoli.
sieme fa vedere come la fede di Simone fosse
15. Affinchè ricevessero, ecc., cioè ricevessero tutta esterna.
quell'abbondanza di grazia e di doni, che è propria
20. Il tuo denaro, ecc. Dalla domanda fatta
del sacramento della Confermazione.
Pietro comprende quale abisso di malizia si na-
16. Non
era peranco disceso, ecc. Già avevano sconda nell'animo di Simone, e vedendolo avviato
ricevuto la grazia dello Spirito Santo nel battésimo sulla via della perdizione prova sì grande orrore
colla remissione dei peccati, ma non avevano per il delitto da lui commesso, che vorrebbe per-
ancora ricevuto quell'aumento di grazia che vien sino distrutto e così sottratto all'uso comune
dato dalla Confermazione, e che a quei primi quel denaro, che avrebbe dovuto essere lo stru-
tempi era accompagnato da varii carismi anche mento del turpe mercato. « I doni di Dio sono
esterni. Battezzati nel nome di Gesù. Avevano liberi e gratuiti; le cose sante non debbono sti-
cioè solo ricevuto il battesimo di Gesiì. V. n. marsi a prezzo di denaro, né vendersi, né com
II, 38. prarsi come si fa delle cose terrene » Martini. .
Atti, Vili, 21-30 497

possideri."Non est tibi pars, neque sors Dio. '^Tu non hai parte, né ragione in
di
in sermone isto, cor enim tuum non est queste cose percliè il tuo cuore non è
:

rectum coram Deo. "Poenitentiam itaque retto dinanzi a Dio. **Fa adunque penitenza
age ab hac nequitia tua et roga Deum, : di questa tua malvagità e raccomandati a :

remittatur tibi haec cogitatio cordis


si forte Dio, se a sorte ti sia perdonato questo va-
tui. ^*In felle enim amaritudinis, et obliga- neggiamento del tuo cuore. '"Poicliè io ti
tione iniquitatis video te esse. **Respondens vedo pieno di amarissimo fiele e tra i lacci
antera Simon, dixit : Precamini vos prò dell'iniquità. "^Rispose Simone, e disse :

me ad Domìnum, ut nihil veniat super me Pregate voi per me il Signore, affinchè non
horum, quae dixistis. '^Et illi quidem testi- cada sopra di me niente di quello che avete
ficati,et locuti verbum Domini, redibant detto. **Ed essi, dopo aver predicato e reso
lerosolymam, et multis regionibus Sama- testimonianza alla parola di Dio, se ne tor-
ritanorum evangelizabant. navano a Gerusalemme, e annunziavano il
Vangelo a molte terre dei Samaritani.
"Angelus autem Domini locutus est ad "Ma l'Angelo del Signore parlò a Filippo,
Philippum, dicens Surge, et vade contra
: e gli disse Levati su, e va verso mezzo-
:

meridianum ad viam, quae descendit ab le- giorno sulla strada che mena da Gerusa-
rusalem in Gazam Iiaec est deserta. ''^Et
: lemme a Gaza questa è deserta. *'E si
':

surgens abiit. Et ecce vir Aetliiops, eunu- alzò, e partì. Ed eccoti un uomo di Etiopia,
chus, potens Candacis Reginae Aetiiiopum, eunuco, che molto poteva appresso Candace
qui erat super omnes gazas eius venerai : regina degli Etiopi, e aveva la soprinten-
adorare in lerusalem **Et revertebatur se-
: denza di tutti i suoi tesori, il quale era stato
dens super currum suum, legensque Isaiam a Gerusalemme a fare adorazione '*e se :

propiietam. *'Dixit autem Spiritus Pliilippo : ne tornava sedendo sopra il suo cocchio, e
Accede, et adiunge te ad currum istum. leggendo il profeta Isaia. "E lo Spirito disse
*'Accurrens autem Philippus, audivit eum a Filippo : Va avanti, e accostati a quel
legentem Isaiam prophetam, et dixit Puta- : cocchio. "*E venutovi di corsa Filippo, Io

21. Tu non hai parte, ecc. Tu sei affatto In- trattoad annunziare il Vangelo nei luoghi, per
degno questa potestà, ossia di rice-
di partecipare cui passavano. Queste parole sembra si riferi-
vere da noi il potere di comunicare lo Spirito scano solo ai due Apostoli Pietro e Giovanni.
Santo, perchè ti tao cuore è mosso a fare questa
26. Filippo con tutta probabilità si trovava an-
domanda da perverse intenzioni. cora in Samaria. Verso mezzogiorno, cioè verso
22. Fa penitenza, ecc. Se egli vuole ritrarsi il Sud.
dalla via della perdizione, per cui è avviato, deve Gaza era un'antica città dei Filistei, posta sul
prima di tutto pentirsi sinceramente del male Mediterraneo al confine sud-ovest della Palestina.
fatto, e poi raccomandarsi a Dio. Se a sorte ti Distrutta da Alessandro lanneo, fu riedificata da
sia perdonato. L'Apostolo usa di quest'espres- Gabinio e poi nuovamente distrutta al principio
sione, non perchè dubiti della misericordia di Dio, della guerra giudaica (Gius. F. A. G. XIII, 13,
ma per far comprendere a quell'empio la gra- 3; XIV, 5, 3; G. G. I, 4, 2; II, 18, 1). Varie
vezza del peccato commesso, e la difficoltà, in vie conducevano da Gerusalemme a Gaza l'angelo ;

cui per le sue cattive disposizioni si trovava, di però indica quella che è deserta, ossia che traversa
ottenerne il perdono. i deserti del sud della Palestina.
23. Amarissimo fiele. Questa espressione e- 27. Etiopia. Questa regione sì stendeva nella
bfaica significa semplicemente vn gravissimo pec- vallata superiore del Nilo, e corrisponde all'at-
cato (Deut. XXIX, 18; Ebr. XII, 15). Dice San tuale Abissinia. Eunuco. Con questo nome sì
Pietro Io ti vedo precipitato in un gravissimo
:
indica probabilmente un semplice addetto o fun-
peccato, elle coi suoi lacci ti avvolge da ogni zionario di corte, siccome però si afferma che
parte, per modo che è ben difficile che tu possa poteva molto, ecc. è ovvio conchiudere che si
risorgere. tratti di uno dei principali funzionarli. Candace.
24. Pregate voi, ecc. Simone nella sua risposta Questo nome era comune a tutte le regine che
,non dà alcun segno di vero pentimento, desidera governavano il regno di Meroe nell'Etiopia (Plin.
«olo che sia tenuto lontano dal suo capo il castigo Hist. Nat. VI, 35, 7), come Faraone ai sovrani
minacciatogli. Benché la Scrittura non parli più di Egitto e Cesare agli imperatori romani. Era
di lui, tuttavia sappiamo dai SS. Padri (Giustino, stato a Gerusalemme, ecc. Da ciò si vede che
Apol. I, 26, 56; Dialog. e. Triph., 120; Irineo, costui, se non era Giudeo, era almeno un proselita
Adv. Haeres. I, 23, 1 ; Tertulliano, De praescript. della porta. Era stato a Gerusalemme per ado-
46, ecc.), che ben lungi dal convertirsi diventò un rare Dio e pigliar parte a qualche festa religiosa
oppositore tenace del cristianesimo e il padre di (V. n. Giov. XII, 20).
tutte le eresie. E' tradizione che egli sia mise-
28. Leggendo ad alta voce come si ha dal
rabilmente perito a Roma. Alcuni lo identificano
v. 30. Il testo era probabilmente il greco.
con quel Simone, di cui parla Giuseppe (A. G.
XX, 7, 2), altri invece più ragionevolmente ne- 29. Lo Spirito Santo per un'interna ispirazione,
gano tale identificazione. V. Knab. h. 1. e Le oppure per una rivelazione esterna disse a Fi-
Camus, L'Oeuvre des Apótres, tom. I, p. 160, lippo, ecc.
ecc.). 30. Intendi tu, ecc., ossia comprendi tu bene
25. Se ne tornavano fermandosi di tratto in il senso di ciò che leggi?

*32 — /Sacro Bihbia, voi. I.


498 Atti, Vili, 31-39

sne intelligis quae legls? *'Qui ait : Et sentì che leggeva il profeta Isaia, e disse f

quomodo possum, si non aliquis ostenderit Intendi quello che leggi? ^^E quello disse :
mihi? Rogavitque Philippum ut ascenderet, Come lo potrei, se qualcimo non mi in-
et sederei secum. '*Locus autem Scripturae, segna? E pregò Filippo che salisse a seder
quam legebat, erat hic : Tamquam ovis ad con lui. '^11 passo della Scrittura, che egli
occisionem ductus est et sicut agnus : leggeva, era questo Come pecorella è stato
:

coram tendente se, sine voce, sic non ape- condotto al macello e come agnello che:

ruit OS suum. "In humilitate iudìcium eius si sta muto dinanzi a colui che lo tosa, così
sublatum est. Generationem eius quis enar- egli non ha aperto la sua bocca. "Nella sua
rabit, quoniam tolletur de terra vita eius? umiliazione fu scancellata la condannazione.
Chi spiegherà la generazione di lui, perchè
sarà tolta dal mondo la vita di lui?
'*Respondens autem eunuchus Philippo, **Rispose a Filippo l'eunuco, e disse Ti :

dixit Obsecro te, de quo Propheta dicit


: prego, il Profeta di chi dice queste cose?
hoc? de se, an de alio aliquo? "Aperiens Di sé, o di alcun altro? '*E Filippo aperta
autem Pliìlippus os suum, et incipiens a la bocca, e principiando da questa Scrittura,
Scriptura ista, evangelizavit illi lesum. '"Et gli evangelizzò Gesù. '*E seguitando a cam-
dum irent per viam, venerunt ad quamdam minare, arrivarono a un'acqua, e l'eunuco
aquam et ait Eunuchus
: Ecce aqua, quid : disse Ecco dell'acqua, qual ragione mi
:

prohibet me baptizari? "Dixit autem Phi- vieta d'esser battezzato? '^E Filippo disse :

iippus Si credis ex toto corde, licet. Et re-


: Se credi di tutto cuore, ciò è permesso. Ed
spondens ait Credo, Filium Dei esse lesum
: egli rispose, e disse Credo che Gesù Cristo
:

Christum. '*Et iussit stare currum et de- : è Figliuolo di Dio, '*E ordinò che il cocchio
scenderunt uterque in aquam, Philippus, et si fermasse e scesero nell'acqua l'uno e
:

Eunuchus, et baptizavit eum. "Cum autem l'altro, Filippo e l'eunuco, e lo battezzò.

»2 Is. 53, 7.

31. Come lo potrei, ecc. Confessa con tutta a chi dovessero applicarsi le parole del profeta,
modestia e ingenuità la sua ignoranza. Egli, lon- se allo stesso Isaia, che aveva fatta la profezia e
tano dai maestri, non ha chi gli faccia da guida. aveva sofferte varie persecuzioni, oppure a qualche
Da ciò si vede che le Scritture non sono poi cosi altro illustre personaggio.
chiare come vorrebbero i protestanti, ma per in- 35. Gli evangelizzò Gesù, mostrandogli com-
tenderle è necessaria una guida che è la Chiesa. pite in lui le profezie di Isaia, e gli parlò del
Pregò, ecc. mostrando cosi vivo desiderio di essere regno da lui fondato, e delle condizioni neces-
da lui istruito. sarie da adempirsi per avervi parte, e special-
32. Il passo, ossia la sezione della Scrittura che mente del battesimo, ecc.
leggeva era quella di Isaia, LUI, 7 e ss., in cui
36. Seguitando a camminare, ecc. Filippo do-
Ù profeta parla dei dolori acerbi e della morte, vette fermarsi per un certo tempo coll'Eunuco
che il Messia avrebbe sofferto per la salute del
prima di averlo potuto istruire intorno a Gesù e
suo popolo. Come pecorella, ecc. La citazione è alla sua dottrina. Ecco dell'acqua, ecc. Avendogli
fatta secondo i LXX. Le figure della pecora e del-
Filippo parlato del battesimo, l'Eunuco alla vista
Tagnello esprimono assai bene la mansuetudine,
dell'acqua sente vivissimo il desiderio di essere
l'umiltà, la pazienza del nostro Salvatore durante
senza indugio battezzato.
la sua passione e morte.

33. Nella sua umiliazione, ecc. Nell'umiliazione


37. Se credi, ecc. Prima di conferirgli il Bat-
tesimo Filippo esige dell'Eunuco una professione
della morte da lui volontariamente subita fu can-
esplicitaed esterna di fede.
cellata, ossia rivocata la sentenza di morte por-
tata contro di lui dagli uomini, perchè morendo
Questo versetto è omesso nei più antichi codici
greci quali, p. es., il Vaticano e VAlessandrino
Egli vinse la morte, e riportò su di essa il più
splendido trionfo. La generazione di lui. Secondo e nelle versioni siriaca, sahidica, boharica e etio-
pica, ecc. ; la sua autenticità è però sufficiente-
gli uni questa parola significherebbe I contem-
poranei di Gesù Cristo; il profeta allora doman-
mente garantita dal fatto che è citato da S. Irineo
derebbe chi potrà narrare la crudeltà dei con-
:
e da S. Cipriano, testimonii più antichi di tutti
i codici che possediamo.
temporanei del Salvatore, i quali gli tolsero la
vita? Altri invece riferiscono la parola genera- 38. Scesero nell'acqua, ecc. Il battesimo fu
zione alla posterità spirituale del Messia. Chi quindi dato per immersione, come si usava spesso
potrà descrivere il numero di coloro che crede- allora.
ranno a Gesù, mentre egli fu tolto dal mondo 39. Lo Spirito rapì Filippo, ecc. Filippo fu
per la loro salute? Altri finalmente danno questa
trasportato via dallo Spirito del Signore, come
interpretazione Chi potrà spiegare l'eterna gene-
:
altre volte lo erano stati i profeti. III Re XVllI,
razione del Verbo di Dio, il quale essendosi fatto 12; IV Re II, 16. Non lo questo
vide più, ecc. Da
uomo per ubbidire al Padre suo, volle ancora fatto l'Eunuco conobbe meglio ancora la gran-
per lo stesso motivo assoggettarsi alla morte? La dezza del benefizio fattogli da Dio nell'avergli man-
diversità delle interpretazioni mostra che il passo dato Filippo a istruirlo e a battezzarlo, e quindi
è assai oscuro, ciò non ostante però è chiara la rimase pieno di allegrezza per la grazia ricevuta
Bua applicazione al Messia Gesù Cristo. La tradizione fa di questo Eunuco l'Apostolo del»
34. Di chi dice^ ecc.? L'Eunuco non sapeva l'Etiopia.
Atti, Vili, 40 — IX, 2 499

ascendissent de aqua, Spiritus Domini ra- "E usciti che furono dall'acqua, lo Spirito
puit Philìppum, et amplius non vidil eum del Signore rapì Filippo, e l'eunuco non lo
Eunuchus. Ibat autem per viam suam gau- vide più. E se n'andava allegramente al
dens *"Philippus autem inventus est in
: suo viaggio. *°E Filippo si trovò in Azoto,
Azoto, et pertransiens evangelizabat civita- e passando predicava il Vangelo a tutte le
tibus cunctis, donec veniret Caesaream. città, finché giunse a Cesarea.

CAPO IX.

Conversione di S. Paolo, i-ig^ S. Paolo — a Damasco, I9^-2S. — .S*. Paolo a


Gerusalemme, 26-jo. 6*. Pietro visita — le Chiese, guarisce a Lidda un para-
litico e risuscita a JoPpe Tabita^ 31-43'

autem adhuc spirans minarum,


^Saulus ^Ma Saulo tuttora spirante minacce e
Domini, accessit ad
et caedis in discipulos strage contro i discepoli del Signore, si pre-
principem Sacerdotum, 'Et petiit ab eo epi- sentò al principe dei sacerdoti, 'e gli do-
stolas in Damascum ad synagogas : ut si mandò lettere per Damasco alle sinagoghe :

^Gal. 1, 13.

40. Azoto o Asdod, oggi Esdoud, situata al Nord nomia, inquantochè era loro permesso dì avere
di Gaza non lungi dal Mediterraneo, era una delle proprie leggi e proprii magistrati e di dipendere
cinque principali città dei Filistei. Saccheggiata negli affari religiosi e spesso anche bei civili dal
dai re di Assiria e dai Faraoni di Egitto, fu di- Sinedrio di Gerusalemme. I Romani avevano tolto
strutta durante le guerre dei Maccabei e riedificata ai Giudei il potere di condannare a morte, la-
da Gai>inio (Gius. F. A. G. XIV, 5, 3). A tutte sciavano però che i loro tribunali infliggessero le
ìe città della spiaggia del Mediterraneo. Cesarea altre pene, quali p. es. la flagellazione. Alle sina-
detta di Palestina per distinguerla da Cesarea goghe, cioè ai capi delle sinagoghe, affinchè gli
di FOippo (V. n. Matt. XVI, 13). Sorgeva sulla prestassero aiuto. Menar legati a Gerusalemme. I
spiaggia del Mediterraneo nella parte settentrionale
della pianura di Saron tra loppe e Tolemaidc.
Era stata edificata da Erode in onore di Cesare
Augusto, e perciò aveva ricevuto il nome di Ce-
sarea. Munita di un grande porto divenne la sede
dei procuratori romani (Gius. F. A. G. XVI, 5,
1; XVIII, 3, 1, ecc.). Filippo fissò probabilmente
la sua dimora in questa città, XXI, 8.

CAPO IX.

1.Saulo non era contento della morte di Ste-


fano e della persecuzione suscitatasi contro i
cristiani in Gerusalemme, Vili, 3 e ss. Tuttora.
Questa parola indica che era già trascorso un
certo tempo tra l'uccisione di Stefano e il fatto
che S. Luca sta per narrare. Durante quest'in-
tervallo Saulo aveva continuato a inferocire contro
ì cristiani. Spirante minacce t strage, ecc. Queste
parole caratterizzano bene la violenza dell'odio
di Saulo contro i fedeli. Si presentò. Egli voleva
che la persecuzione da Gerusalemme si estendesse
anche alle città fuori di Palestina. Principe dei
Sacerdoti. Sino all'anno 36 d. C. Sommo Sacer-
dote fu Caifa ; a lui successe nello stesso anno
lonathan, che tenne il pontificato fino alla Pente- Fig. 172. — Rovine di un'antica sinagoga
coste dell'anno 37 quando gli successe Teofilo. in Palestina.

2. Gli domandò lettere, in cui si attestasse che


egli aveva uno speciale mandato perseguitare di cristiani erano considerati come apostati e be-
i cristiani. Damasco, capitale della Siria si trova stemmiatori, e quindi si voleva che la sentenza
a circa 200 chilometri al N. E. di Gerusalemme. contro di loro venisse pronunziata dal supremo
Assoggettata ai Romani da Pompeo cadde verso tribunale della nazione, ossia dal Sinedrio di Ge-
il 37-38 sotto il potere del re arabo Areta. Il nu- rusalemme. In Damasco vi erano già parecchi cri-
mero degli Ebrei era assai considerevole, se al stiani, dei quali alcuni erano forse di Gerusa-
dire di Giuseppe (G. G. II, 20, 2) ve n'erano più lemme, rifugiatisi colà per sfuggire alla perse-
di diecimila atti a portare le armi. Sotto la domi- cuzione. Tutto l'episodio qui narrato è ripetuto
nazione romana essi godevano di una certa auto- al cap. XXII. 4-16 e XXVI, 9, 18.
500 Atti, IX, 3-9

quos invenisset huius viae viros, ac mulie- affine di menar legati a Gerusalemme quanti
res, vlnctos perduceret in lerusalem. ^Et avesse trovati di quella professione, uomini
cum iter faceret, contigit ut appropinquaret e donne. ^E nell'andare successe che, avvi-
Damasco : et subito circumfulsit eum lux cinandosi egli a Damasco, d'improvviso una
de caelo. *Et cadens in terram audivit vo- luce del cielo gli folgoreggiò d'intorno. "E
cem dicentem sibi Saule, Saule, quid me : caduto per terra, udì una voce che gli disse :

persequeris ? *Qui dixit Quis es Domine ? : Saulo, Saulo, perchè mi perseguiti? *Ed
Et ille Ego sum lesus, quem tu perse-
: egli rispose Chi sei tu. Signore ? Ed egli
: :

queris, durum est tibi centra stimulum cal- Io sono Gesù, che tu perseguiti dura cosa :

citrare. *Et tremens, ac stupens dixit Do- : è per te il ricalcitrare contro il pungolo.
mine, quid me vis facere? Et Dominus ad "Ed egli, tremante e attonito, disse Si- :

eum Surge, et ingredere civitatem, et ibi


: gnore, che vuoi tu ch'io faccia? E il Si-
dicetur tibi quid te oporteat facere. ^Viri gnore a lui Levati su, ed entra in città;
:

autem qui coraitabantur cum eo, sta-


illi, e ivi ti sarà detto quel che tu debba fare.
bant stupefacti, audientes quidem vocem, ^E quei che lo accompagnavano se ne sta-
neminera autem videntes. vano stupefatti udendo la voce, ma non
vedendo alcuno.
•Surrexit autem Saulus de terra, aperti- *E Saulo si alzò da terra, e avendo gli
sque oculis nihil videbat. Ad manus autem occhi aperti, non vedeva niente. Ma menan-
illum trahentes, introduxerimt Damascum. dolo a mano, lo condussero in Damasco.
•Et erat ibi trilwis diebus non videns, et •E quivi stette tre giorni senza vedere, e
non manducavit, neque bib^^t. non mangiò, né bevve.

•Inf. 22, 6; I Cor. 15, 8; II Cor 12, 2.

Il viaggio da Gerusalemme
3. Nell'andare, ecc. gloria e di luce, ben lungi dal ricalcitrare, si
a Damasco durava parecchi giorni. Paolo era già dichiara vinto dalla grazia e pronto a fare tutto ciò
in vicinanza di quest'ultima città, quando d'im- che Signore vorrà da lui. Domanda una cosa
il

provviso una luce più splendente di quella del sola, poter cioè conoscere la sua volontà.
di
sole gli folgoreggiò d'intorno. Questo fatto av- V. XXVI, 19. Levati su. Paolo era ancora prostrato
venne sul mezzogiorno, XXVI, 13. a terra. Entra in città, ecc. Nella città di Damasco
4. Caduto per terra come se fosse stato colpito per mezzo di Anania Dio gli farà conoscere i
dalla folgore. Con
caddero pure a terra i suoi
lui suoi voleri. Paolo doveva ricevere il battesimo
compagni, XXVI, 14. Una voce che gli disse in ed essere introdotto nella Chiesa per mezzo dei
lingua aramaica, XXVI, 14. Saulo Saulo. Il testo ministri a ciò eletti da Gesù Cristo.
usa qui la forma aramaica del nome greco SaiiX, 7. Se ne stavano, Anch'essi erano caduti
ecc.
SoóX, mentre altrove usa la forma greca SaùXoc;. a terra (XXVI, si erano
14), ma
poi rialzati.
In questa doppia chiamata e nel rimprovero se- Udendo la voce. Al cap. XXII, 9, S. Paolo dice
guente si vede tutta la tenerezza e la compassione che i suoi compagni non udirono la vóce. La
del cuore di Gesù verso il suo persecutore. Per- contraddizione però tra le due narrazioni è solo
chè mi perseguiti? La Chiesa è il corpo mistico apparente i compagni di Paolo udirono bensì un
;

di Gesù Cristo, e perciò perseguitare i fedeli è suono di voce umana come qui è affermato, ma
perseguitare Gesù Cristo stesso. Il Salvatore do- non compresero ciò che essa diceva. Questa spie-
manda : Che cosa ti ho fatto, perchè tu debba gazione si fonda sulla diversa costruzione della
inferocire contro di me? frase usata nei due passi. Qui infatti S. Luca
5. sei tu ? S. Paolo vide davanti a sé Gesù
Chi usa genitivo àxovovzeq ttìq <pcDVT\(; per indi-
il

Cristo nella sua umanità gloriosa e raggiante «di care che la voce fu udita in modo confuso e inde-
luce, e benché non lo conoscesse ancora, tuttavia terminato; invece al cap. XXII, 9, S. Paolo usa
si sentì compreso di riverenza, e perciò lo chiama l'accusativo ìixouoov <pcovf\vper far comprendere che
Signore, e gli domanda umilmente chi sia. Io i suoi compagni non capirono in modo chiaro ciò

sono Gesù di Nazaret, XXII, 8. che la voce diceva. Non vedendo alcuno. Videro
Imra cosa,ecc. II tratto compreso tra queste bensì la luce, ma non già Gesù Cristo. Solo San
parole e quelle del v. 7. Levati su manca nei più Paolo vide il Salvatore nella .sua umanità glo-
antichi codici greci e negli antichi padri. ^ I cri- riosa.
tici lo considerano come una glossa inserita qui Gesù
8. Non vedeva niente. Paolo alla vista di
dal cap. XXVI, 14 per completare la narrazione. era stato colpito da repentina cecità, acciò sempre
(Tischendorf, Westcott-Hort, Nestle, ecc.). Dura
meglio si persuadesse della realtà dell'apparizione.
cosa è per te il ricalcitrare. Questo proverbio L'avere gli occhi aperti e non veder nulla rap-
usato anche dagli autori pagani è tratto dagli usi presenta assai bene lo stato di Paolo fino a quel
agricoli. Come il bue che ara, se ricalcitra al
momento. Zelante della legge egli credeva di
pungolo che lo punge, lo fa penetrare maggior- conoscere bene la volontà di Dio, ma in realtà
mente nella carne e accresce così il suo dolore, era un cieco, che non conosceva le cose di Dio.
non altrimenti S. Paolo. Egli fa già del male a sé Menandolo a mano. Quale contrasto fra queste
stesso perseguitando la Chiesa, ma si recherà un
parole e i vv. 1 e 2!
danno maggiore e irreparabile se resisterà alla
volontà di Gesù. 9.Stette tre giorni, ecc. Durante questo tempo
Tremante per il male fatto, e attonito al si esercitò nella preghiera e nella penitenza
6.
vedere davanti a sé Gesù Cristo circondato di
Atti, IX, 10-18 501

autem quidam discìpulus Dama-


*'Erat ^'E c'era in Damasco un discepolo per
sci, nomine Ànanias et dixit ad illum in : nome Anania quale in visione il Signore
: al
visu Dominus Anania. At ille ait
: Ecce : disse Anania. Ed egli rispose
: Eccomi, :

ego, Domine. *'Et Dominus ad eum Surge, : Signore. "E il Signore a lui Alzati, e va :

et vade in vicum, qui vocatur rectus et : nella contrada chiamata la Diritta e cerca :

quaere in domo ludae Saulum nomine Tar- in casa di Giuda uno diTarso, che si chiama
sensem ecce enim orat. '^(Et vidit virum
: Saulo ecco egli
: già fa orazione. '^E ha
Ananiam nomine, introeuntera, et imponen- veduto in visione un uomo di nome Ana-
tem sibi visum recipiat). "Re-
manus ut nia, andare a imporgli le mani, affinchè ricu-
spondit autem Ananias Domine, audivi a : peri la vista. ^^E Anania rispose : Signore,
multis de viro hoc, quanta mala fecerit ho udito da molti quest'uomo, quanti
dir di
sanctis tuis in lerusalem ^*Et hic habet : mali abbia fatti ai tuoi santi in Gerusa-
potestatem a principibus sacerdotum alli- lemme ^*e qui egli ha autorità dai principi
:

gandi omnes, qui invocant nomen tuum. dei sacerdoti di legare tutti quelli che invo-
"Dixit autem ad eum Dominus Vade, quo- : cano il tuo nome. "Ma il Signore gli disse :

niam vas electionis est mihi iste, ut portet Va, che costui è uno strumento eletto da
nomen meum coram gentibus, et regibus, et me a portare il nome mio dinanzi alle genti,
filiis *"Ego enim ostendam illi quanta
Israel. e ai re, e ai figliuoli d'Israele. **Imperoc-
oporteat eum prò nomine meo pati. chè io gli farò vedere quanto debba patire
per il nome mio.
"Et abiit Ananias, et introivit in domum, ''Andò Anania, ed entrò nella casa : e
etimponens ei manus dixit Saule frater, : : impostegli le mani, disse Fratello Saulo, :

Dominus misit me lesus, qui apparuit tibi il Signore Gesù, che ti apparì nella strada
in via, qua veniebas, ut videas, et im- per cui venivi, mi ha mandato affinchè ri-
plearis Spiritu sancto. ^*Et confestim ceci- cuperi la vista, e sii ripieno di Spirito santo.
derunt ab oculis eius tamquam squamae, et "E subito caddero dagli occhi di lui come
visum recepit : et surgens baptizatus est. delle scaglie, e ricuperò la vista : e alzatosi

10. Anania (lahve è propizio) era un nome assai 14. E qui in Damasco. Tatti quelli che invo-
comune presso gli Ebrei. Non sappiamo nulla in- cano il tuo nome,
cioè tutti quelli che credono in
torno a questo Anania, a cui fu mandato San te, e ti riconoscono per loro Dio e loro Salvatore.
Paolo. Alcuni hanno voluto farne uno dei 72 E' uno strumento, ecc. Le parole della Vol-
15.
discepoli del Signore, ma ciò è incerto. E' fuori gata vas electionis sono un ebraismo che signi-
di dubbio però che era un membro celebre e noto fica strumento eletto. Da persecutore feroce che
nella Chiesa di Damasco. V. XXII, 12. Eccomi, era, Paolo è divenuto uno strumento adattissimo
Signore. Anania risponde come Samuele (I Re III, per la propagazione del Vangelo nel mondo. Alle
1) : Eccomi sono pronto ai tuoi comandi. genti, cioè ai pagani. Questi sono nominati per
11. La Era questa una larga via fian-
Diritta. i primi, perchè S. Paolo doveva esercitare in
cheggiata da colonne che attraversava la città di modo speciale tra loro il suo ministero ed essere
Damasco nella direzione da Est a Ovest. Sussiste il loro Apostolo (Rom. I, 5; XI, 13; Gal. I, 16,
ancora in parte, benché alquanto modificata. ec). I figli di Israele non sono però esclusi dal
Giuda. Questo personaggio ci è affatto scono- suo apostolato, anche tra loro Paolo predicherà il
sciuto. Tarso sorgeva sul fiume Cidno, ed era Vangelo. Ai re, p. es. Agrippa a Cesarea, XXVI,
la capitale della Cilicia nella parte sud-est del- 1-32; Nerone a Roma.
l'Asia Minore. 16. Quanto debba patire, ecc. Io gli farò in-
Fa orazione, ossia sta pregando Dio di fargli tendere come per adempiere il ministero, che gli
conoscere la sua volontà, v. 7, e domanda per- affido, avrà da soffrire odii, persecuzioni, fiagel-
dono. Non temere, non è più un persecutore fe- lazioni, fame, sete, naufragi, espiando così col
roce, si è cambiato in mansueto agnello. dolore tutto il male che ha fatto, e dandomi una
12.E ha veduto, ecc. Anche queste parole con prova della grandezza del suo amore
tutta probabilità sono del Signore, il quale con Il libro degli Atti e specialmente la seconda
esse volle far conoscere ad Anania che Saulo era Epistola ai Corinti, XI, 23-29, contengono il più
già stato avvertito, che egli sarebbe andato a tro- bel commento di queste parole del Signore.
varlo. Altri invece pensano che qui si abbia una 17. Impostegli le mam. Questa imposizione delle
semplice parentesi inserita da S. Luca per ren- mani era destinata a rendere a Paolo la vista
dere più chiara la narrazione. (V. n. V, Spirito Santo per
12). Sii ripieno di

13. Signore, ecc. Appena udito il nome dì mezzo del santo Battesimo. Anania era stato rian-
Saulo Anania rimane preoccupato per il comando dato per questo doppio fine, cioè per restituirgli
la vista e amministrargli il Battesimo.
che gli viene imposto, e umilmente domanda come
debba regolarsi. Ho udito da molti, ecc. Da ciò 18. Come delle scaglie dovute a una cristalliz-
si vede che fedeli di Damasco avevano relazioni
i zazione di umori negli occhi, che avviene in al-
con quei di Gerusalemme, e conoscevano ciò che cune oftalmie o infiammazioni acute (Tob. XI, 13).
avveniva in Palestina. Ai tuoi santi. Fin da prin- Ricuperò la vista miracolosamente, come per un
cipio i cristiani furono chiamati santi, e tali lo miracolo l'aveva perduta. Fa battezzato. Non si
sono in realtà, perchè consacrati a Dio, incorpo- legge che Anania abbia istruito S. Paolo prima
rati a Gesù Cristo per mezzo del Battesimo, e ar- di battezzarlo l'Apostolo dei gentili, che era stato
:

ricchiti dei doni dello Spirito Santo (Rom. X, 13; eletto immediatamente da Gesù Cristo, da lui
1 Cor. I. 2). ancora immediatamente fu istruito.
502 Atti, IX, 19-24

*'Et cura accepisset cibum, coniortatus est. fu battezzato. "E cibatosi ripigliò le forze.
Fuit autem cum discipulis, qui erant Dama- E stette alcuni dì coi discepoli che erano
sci, per dies aliquot. a Damasco :

"*Et continuo in synagogis praedicabat le- '"E immediatamente nelle sinagoghe pre-
sum, quoniam hic est Filius Dei. '^Stupebant dicava Gesù, dicendo Questi è Figliuolo
:

autem omnes, qui audiebant, et dicebant : di Dio. *'E restavano stupefatti tutti quei
Nonne hic est, qui expugnabat in lerusalem che l'udivano, e dicevano Non è egli colui:

eos, qui invocabant nomen istud; et huc ad che in Gerusalemme disperdeva quelli che
hoc venit ut vinctos illos duceret ad princi-; invocavano questo nome ed è venuto qua
:

pes sacerdotum? *^Saulus autem multo ma- a questo fine di condurli legati ai principi
gis convalescebat, et confundebat ludaeos, dei sacerdoti? *'Ma Saulo sempre più si
qui habitabant Damasci, aflfìrmans quoniam faceva forte, e confondeva i Giudei abitanti
hic est Christus. in Damasco, dimostrando che quello è il
Cristo.
'*Cum autem implerenturdies multi, con- "Passato poi lungo spazio di tempo, fe-
silium fecerunt in unum ludaei ut eum in- cero risoluzione gli Ebrei di ucciderlo. '*E
terflcerent. "*Notae autem factae sunt Saulo Saulo seppe le loro insidie. Ed essi facevano

»*II Cor. 11, 32.

19. Ripigliò le forze perdute sia per U digiuno, eccitare la meraviglia e lo stupore di tutti. Quasi
sia per il viaggio e specialmente per tutte le subito però Paolo abbandonò Damasco, e si recò
emozioni provate in quei giorni. Coi discepoli, in Arabia per prepararsi meglio all'Apostolato. In
cioè coi cristiani di Damasco. Questa dimora di questa solitudine fu istruito immediatamente da
Paolo Damasco fu di breve durata. Passati
in Gesù Cristo inorno alla dottrina del Vangelo.
questi pochi giorni Paolo si ritirò nell'Arabia e 22. Sempre più si faceva forte, ecc. Passato
vi rimase per un certo tempo (Gal. I, 17-18). qualche tempo nella solitudine e istruito maggior-
Tornò in seguito a Damasco, e quivi fermatosi mente nella dottrina cristiana, Paolo ritornò con
alquanto, intraprese poscia il suo primo viaggio maggior fervore a predicare Gesù Cristo ai Giu-
a Gerusalemme tre anni dopo la conversione. San dei di Damasco. Confondeva, ecc. Non si con-
Luca non avendo intenzione di scrivere una bio- tentava più di annunziare semplicemente il Van-
grafia di S. Paolo, omette il soggiorno dell'A- gelo, ma combatteva i Giudei, rispondeva alle
postolo in Arabia, benché accenni a due dimore loro difficoltà riducendoli al silenzio. Egli ha cosi
di Paolo a Damasco; la prima subito dopo la inaugurato uà nuovo periodo di attività.
conversione nel versetto presente, l'altra avve- 23. Passato lungo spazio, ecc. Queste parole si
nuta più tardi nei w. 22 e 23. riferiscono al secondo ministero di Paolo in Da-
20. Immediatamente, ecc. Spir"!!© ardente e masco. Esso ebbe una maggior durata che non Q
pieno di amore verso Dio e verso i suoi conna- primo (v. 19), benché non si possa determinare
zionali. Paolo vuole subito far parte ai Giudei del con precisione quanto tempo Paolo si sia fer-
tesoro da lui trovato, e perciò nelle sinagoghe, mato in questa città. Sappiamo solo che tra la con-
dove essi erano soliti a radunarsi, egli comincia versione dell'Apostolo e il primo viaggio a Ge-
a predicare Gesù Cristo, mostrando in lui il rusalemme passarono circa tre anni (Gal. I, 18).
Messia promesso e il Figlio di Dio. Gli Ebrei non sapendo rispondere agli argomenti
21. Restavano stupefatti, ecc. Tutti conoscevano di Paolo, ricorrono alla violenza servendosi al-
chi era S. Paolo, sapevano il furore e la ferocia l'uopo dell'opera del prefetto della città, II Cor.
XI, 32.
24. Facevano la guardia dì e notte. Costoro
che facevano la guardia erano i soldati dell'etnarca

Figf. 173. — San Pietro e San Paolo.


(Medaglia antica).
Fig. 174. — Cestello per frutta.

con cui aveva perseguitato i cristiani a Gerusa- Museo Egiziano Louvre.


lemme, e sapevano pure quale motivo lo avesse
condotto a Damasco, e quindi una mutazione cosi o prefetto di Damasco, che governava la città a
repentina e inaspettata non poteva far a meno di nome del re nabateno Areta ed era stato eccitato
Atti, IX, 25-32 503

Insidiae eorum. Custodiebant autem et por- guardia alle porte dì e notte per ammaz-
tas die ac nocte, uteum inteflcerent. **Ac- zarlo. "*Ma i discepoli lo presero di notte
cipientes autem eum discipuli nocte, per tempo, e lo misero giù dalla muraglia, ca-
murum dimiserunt eum, submìttemes in landolo in una sporta.
sporta.
^*Cum autem venisset in lerusalem, ten- ^•Ed essendo egli andato a Gerusalemme,
tabat se iungere discipulis, et omnes time- cercava di unirsi con i discepoli, ma tutti
bant eum, non credentes quod esset disci- avevan paura di lui, non credendo che fosse
pulus. *'Barnabas autem apprehensum illum discepolo. *'Ma Barnaba presolo con sé lo
duxit ad Apostolos et narravit illis quomodo
: menò agli Apostoli ed espose loro come
:

in via vidisset Dominum, et quia locutus egli avesse veduto per istrada il Signore, il
est ei, et quomodo in Damasco flducialiter quale gli aveva parlato, e come in Damasco
egerit in nomine lesu. '*Et erat eum illis avesse predicato con libertà nel nome di
intrans, et exiens in lerusalem, et flducia- Gesù. "*£ andava, e stava con essi in Geru-
liter agens in nomine Domini. "'Loquebatur salemme, predicando liberamente nel nome
quoque Gentibus, et disputabat eum Grae- del Signore. "*E parlava anche coi Gentili,
cis : illi autem quaerebant occidere eum. e disputava coi Greci ma quelli cercavano
:

"Quod eum cognovissent fratres, deduxe- di ucciderlo. '"Il che risaputosi dai fratelli,
runt eum Caesaream, et dimiserunt Tarsum. lo accompagnarono g Cesarea, e indi lo in-
viarono a Tarso.
'* Ecclesia quidem per totam ludaeam, et *^La Chiesa adunque, per tutta la Giudea,
Galileam, et Samariam habebat pacem, et e la Galilea, e la Samaria avendo pace, si
aediflcabatur ambulans in timore Domini, edificava, e camminava nel timore del Si-
et consolatione sancti Spiritus replebatur. gnore, ed era ricolma della consolazione
""Factum est autem, ut Petrus dum pertran- dello Spirito santo. '*0r avvenne che Pie-

contro Paolo dai Giudei. Dopo la morte di Ti- nei codici greci, in parecchie versioni e nei mi-
berio, Damasco era caduta in potere di Areta. gliori codici della Volgata, e con tutta probabilità
25. 7 discepoli, cioè i cristiani di Damasco, te- sono da considerarsi come una glossa. Coi Greci,
mendo per la sua vita, lo indussero a fuggire, e cioè cogli Ellenisti, come si legge nel testo greco.
da una finestra delle mura della città lo calarono V. n. VI, 1. II ministero coi pagani fu inaugurato
giù per mezzo di una sporta di larghe dimensioni da S. Pietro. Cercavano di ucciderlo, come ave-
(II Cor. XI, 33).
vano ucciso Santo Stefano. Paolo non rimase &
Gerusalemme che 15 giorni (Gal. I, 18).
26. Andato a Gerusalemme, ecc. Questo viag-
gio, come già fu detto alla n. 23, avvenne circa 30. Dai fratelli, cioè dai cristiani. Io accom-
tre anni dopo la sua conversione. Avevano paura pagnarono a Cesarea sul Mediterraneo. V. n. VIII,
di lui, ecc. A Gerusalemme era certamente giunta 6 Tarso era la patria di Paolo. V. n. IX, 11. E'
la notizia della sua conversione, ma durante il incerto se abbia fatto questo viaggio per via di
suo lungo soggiorno in Arabia più non si era sen- terra o di mare.
tito parlare di lui, e siccome era in tutti ben vivo 31. La Giudea, Galilea e Samaria, le tre Pro-
il ricordo del suo furore di odio contro Gesù vincie dellaPalestina al di qua del Giordano.
Cristo, si comprende benissimo che diffidassero Avendo pace. Questa pace era dovuta al fatto
di lui, e molti dubitassero della sincerità della che Caligola, volendo che venisse posta una sua
sua conversione. statua nel tempio di Gerusalemme, suscitò una
27. Barnaba. V. n. IV, 36. Alcuni hanno sup- tale opposizione e un tale fermento tra i Giudei,
posto che egli fosse un condiscepolo di Paolo che si corse pericolo di una guerra. I Giudei
alla scuola di Gamaliele, ma ciò è ben lungi dal- furono quindi preoccupati unicamente di tale que-
l'essere provato. E' certo tuttavia che per qualche stione, e non ebbero più tempo di perseguitare
tempo fu il compagno dell'Apostolo (Att. XI, 22- 1 cristiani (Gius. FI. A. G. XVIII, 7, 2; XVIII,
30; XII, 25; XIIl-XV; Cor. IX, 6; Gal. II, 1,
I 8, 1 e seg. G. G. II, 10, 1, ecc. Filone, Leg. ad
9, 13; Coloss. IV, 10), col quale strinse subito Caium, 30). Questa pace giovò molto all'incre-
relazione appena giunse a Gerusalemme, se pure mento della Chiesa. Si edificava, cioè si abbelliva
già anche prima non Io conosceva, e ben presto e cresceva ogni giorno in virtù. La metafora è
si persuase della sincerità della sua conversione. presa dal fatto che i cristiani vengono chiamati
Agli Apostoli, cioè a Pietro e a Giacomo Mi- casa spirituale (I Piet. II, 5), tempio di Dio
nore, i soli che come sappiamo dalla lettera ai (I Cor. III, 16). Camminava nel timore di Dio,
Calati, I, 18-19, si trovassero allora a Gerusa- ebraismo che significa che i fedeli in tutto il

lemme. Benché ammaestrato e mandato diretta- loro modo vivere non avevano altra mire se
di
mente da Dio, Paolo vuole che il suo ministero non di compiere la volontà di Dio. Era ricolma,
e la sua dottrina siano approvate dal Capo della ecc. Il testo greco legge si moltiplicava. Il nu-
:

Chiesa Pietro (Gal. I, 18). mero dei fedeli cresceva quindi ogni giorno grazie
28. E andava e stava, ecc. Dissipate per l'in- alle consolazioni, ossia ai doni soprannaturali
tervento di Barnaba tutte le prevenzioni. Paolo dello Spirito Santo.
era trattato dai fedeli colla più grande famiglia- 32. Visitandoli tutti, ecc. Durante la persecu-
rità, ed egli senza nessun timore e con tutta li- zione Pietro era rimasto in Gerusalemme a soste-
bertà professava di essere cristiano. nere i fedeli, adesso invece che la Chiesa gode
29. Anche coi gentili. Queste parole mancano pace, egli come un buon pastore va a visitare le
504 Atti, IX, 33-42

siret unìversos, devenìret ad sanctos, qui tro, visitandoli tutti, giuLSe ai santi, che
habitabant Lyddae. ^^Invenit autem ibi ho- abitavano in Lidda. "E ivi trovò un uomo
minem quemdam, nomine iEneam, ab annis per nome Enea, che da otto anni giaceva in
octo iacentem in grabato, qui erat paralyti- letto, essendo paralitico. ^*Cui disse Pietro :
cus. '*Et ait illi Petrus : ^Enea, sanat te Enea, ti risana il Signore Gesù Cristo le- :

Dominus lesus Christus surge, et sterne : vati su, e aggiustati il letto. E quello subito
tibi. Et continuo surrexit "Et viderunt eum si rizzò. ^*E lo videro tutti gli abitatori di
omnes, qui habitabant Lyddae, et Saronae : Lidda e di Saron i quali si convertirono
:

qui conversi sunt ad Dominum. al Signore.

*"In loppe autem fuit quaedam discipula, ^*In Joppe poi v'era una certa discepola,
nomine Tabitha, quae interpretata dicitur Tabita di nome, che interpretato vuol dir
Dorcas. Haec erat piena operibus bonis, et Dorcade. Ella era piena di buone opere e
eleemosynis, quas faciebat. 'factum est au- di limosine che faceva. *^E avvenne che, in
tem in diebus illis ut infirmata moreretur. quei dì ammalatasi, morì. E lavata che l'eb-
Quam cum lavissent, posuerunt eam in bero, la posero nel cenacolo. ^*Ed essendo
caenaculo. "'Cum autem prope esset Lydda Lidda vicino a Joppe, i discepoli, avendo
ad loppen, discipuli audientes quia Petrus sentito che quivi si trovava Pietro, gli man-
esset in ea, miserunt duos viros ad eum, darono due uomini che lo pregassero Non :

rogantes Ne pigriteris venire usque ad nos.


: ti paia grave di venir sino a noi. "E Pietro

"Exurgens autem Petrus venit cum illis. si alzò, e andò con essi. E arrivato che fu,
Et cum advenisset, duxerunt illum in coe- lo condussero al cenacolo e gli furono in-
:

naculum et circumsteterunt illum omnes


; torno tutte le vedove piangenti, le quali gli
viduae flentes, et ostendentes ei tunicas, et mostravano le tonache e le vesti che Dor-
vestes, quas faciebat illis Dorcas. *''Eiectis cade faceva per esse. ''"Ma Pietro, fatti
autem omnibus foras Petrus ponens genua : uscire tutti fuori, piegate le ginocchia pre-
oravit et conversus ad corpus, dixit
: Ta- : gò, e rivoltosi al corpo disse Tabita, levati
:

bitha, surge. At illa aperuit oculos suos : su. Ed ella aprì i suoi occhi, e veduto che
et viso Petro, resedit. **Dans autem illi ebbe Pietro, si mise a sedere. '''E datole
manum, erexit eam. Et cum vocasset san- mano la fece alzare. E chiamati i santi e
ctos, et viduas, assignavit eam vivam. **No- le vedove, la presentò loro viva. ^^E si seppe
tum autem factum est per universam lop- ciò per tutta Joppe e molti credettero nel
:

sue pecorelle disseminate in tutta la Palestina, S. Luca fa un breve elogio di questa pia cri-
affine di confermarle nella fede e provvedere a stiana, accennando alle sue opere buone e alle
tutte le loro occorrenze.Ai santi, cioè ai cristiani. sue elemosine.
V. n. V. 13. Lidda, detta in antico Lod. (I Par.
37. In quei dì, in cui Pietro si trovava a Lidda.
Vili, 12, ecc.) e dai Romani chiamata Diospoli,
Nel cenacolo, ossia nella parte superiore della
era una piccola città posta non lungi dal Mediter-
casa. V. n. I, 13. Benché gli Ebrei quasi subito
raneo a circa una giornata di marcia da Gerusa-
dopo la morte portassero a seppellire i cadaveri,
lemme sulla via che da questa città va a joppe.
in questo caso però aspettarono alquanto, avendo
In antico apparteneva alla tribiì di Beniamino.
saputo che Pietro era a Lidda e sperando da lui
33. Enea. Dsl nome che porta sembra che un miracolo.
costui fosse un ellenista, e dal versetto 34 si può 38. Mandarono due uomini, ecc. Da questo
arguire che fosse cristiano. Da otto anni, ecc. fatto si manifesta la stima, di cui godeva San
Questa particolarità fa risaltare meglio la gran- Pietro, e la frequenza, con cui doveva operare
dezza del miracolo miracoli a conferma della fede. I cristiani man-
34. Disse Pietro, mosso senza dubbio dallo Spi- dano a chiamare Pietro nella speranza che egli
rito Santo. Signore Gesù Cristo. Come al cap.
Il voglia risuscitare una donna così utile alla Chiesa.
Ili, 6, 12, 16, così anche qui il miracolo si
39. Le tonache e le vesti. La tonaca è la veste
opera mediante l'invocazione del nome di Gesù. interiore, la veste è il pallio che si portava sulla
Aggiustati il letto, come fin ora non hai potuto
tonaca. Questa scena così delicata fu più elo-
fare. Era questa una prova della completa guari-
quente di ogni preghiera, e commosse il cuore
gione ottenuta.
del Principe degli Apostoli. Nel greco si legge :
35. Saron chiama quella pianura, che si
si Le tonache e le vesti che Dorca faceva mentre
estende lungo il Mediterraneo dal Carmelo fino era con esse, ossia mentre era ancor in vita.
a Joppe. Lidda sorgeva in questa pianura. Il
40. Fatti uscire tutti fuori. Così aveva pure fatto
miracolo fu quindi conosciuto sia a Lidda e sia
Gesù in una circostanza analoga (Matt. IX, 25).
nei suoi dintorni, e molti in conseguenza si con-
Piegate le ginocchia, ecc. Pietro non voleva es-
vertirono.
sere disturbato nella sua preghiera. Tabita, levati
36. Joppe, oggi Giaffa, è il porto principale sa. Queste parole ricordano quelle di Gesù (Mar.
della Palestina, e si trova a circa 15 chilometri da V, 41).
Lidda. Fu in antico una città feiycia, poi fu oc- 41. 7 santi, cioè i cristiani.
cupata dai Giudei, e in ultimo cadde sotto la
dominazione romana. Tabita in aramaico, e Dor- 42. Molti credettero. Accenna brevemente al
cade in greco, significano gazzella. Era piena, ecc. risultato del miracolo.
Atti, IX, 43 — X, 4 505

pen : Domino. "Fac-


et crediderunt multi In Signore. *' E avvenne clie si fermò molti
tum autem ut dies multos moraretur in
est giorni in Joppe in casa di un certo Simone
loppe, apud Simoaem quemdam coriarium. cuoiaio.

CAPO X.

// centurùme Cornelio manda a cercare S. Pietro, i-8. —


Visione di S. Pietro, 9-16.
S. Pietro a Cesaifea presso —
Interrogazione e discorso di
Cornelio, 17-27,
S. Pietro, 28-43. — Lo Spirito Santo discende sopra Cornelio e gli altri, batte-
simo loro Conferito, 44-48.

^Vir autem quidam erat in Caesarea, no- ^Ed era in Cesarea un uomo chiamato
mine Cornelius, Centuno coliortis, quae dl- Cornelio, centurione di una coorte detta
citur Italica, ^Religiosus, ac timens Deum Italica, ^religioso e timorato di Dio, come
cum omni domo sua, faciens eleemosynas tutta la sua casa, il quale dava molte limo-
multas plebi, et depi-ecans Deum semper : sine al popolo, e faceva orazione a Dio as-
*Is vidit in visu manifeste, quasi hora die! siduamente 'Egli vide chiaramente in una
:

nona, Angelum Dei introeuntem ad se, et visione circa la nona ora del dì venire a
dicentem sibi, Comeli. *At ille intuens eum, sé l'Angelo di Dio, e dirgli : Cornelio. *Ma

43. E avvenne, ecc. In conseguenza di questo ossia dai 500 ai 600 uomini. Italica. Per maggior
prodigio siaccrebbe il numero dei fedeli in Joppe, sicurezza del governatore romano, che risiedeva
a Cesarea, la coorte di questa città era com-
posta di soldati tratti non dalle Provincie ma dal-
l'Italia, e quindi si chiamava Italica.

2. Religioso e timorato. Benché pagano, Cor-


nelio aveva conosciuto il vero Dio, e lasciata da
Fig. 175-
parte ogni idolatria, conduceva una vita tutta de-
Cuoiaio egiziano. dita alla pratica del bene. Non aveva ricevuto la

(Pittura sepolcrale).
circoncisione giudaica (28, XI, 3 e ss.), può essere
però che fosse un proselito della porta. Come
tutta la sua casa. Mossi dal suo esempio tutti
quelli della sua famiglia adoravano pure il vero
Dio. Dava molte elemosine, ecc. S. Luca ricorda
due opere di virtù nelle quali si esercitava, cioè
la pietà verso Dio e la carità verso il prossimo.
e Pietro dovette fermarsi per qualche tempo Queste opere lo resero accetto a Dio, e gli ot-
affine di istruirli e provvedere alle loro neces- tennero di conoscere la via della salute.

Fig. 176.

Utensili per un cuoiaio


trovati a Pompei.

sita.Simone cuoiaio o conciatore di pelli. Questo 3. Vide chiaramente, ecc. Vide cogli occhi del
mestiere era dagli Ebrei considerato come im- corpo, poiché era sveglio e stava facendo ora-
puro, perchè coloro che lo esercitavano dovevano zione, V. 33. Circa la nona ora, ossia circa le tre
spesso toccare cadaveri di animali (Lev. XI, 39). dopo il mezzogiorno. L'angelo del Signore ve-
S. Pietro abitando presso Simone comincia cosi stito di bianco, v. 30.
a calpestare tutti i pregiudizi giudaici e a prepa-
4. Preso dalla paura, come avviene sempre in
rare i suoi connazionali a una concezione più
presenza del soprannaturale. Come un memoriale
vasta della religione.
che ha fatto sì che Dio si ricordasse di te, e ti
concedesse uno straordinario favore. II greco
CAPO X.
fivT\jtó<jwov memoriale fu usato dai LXX per tra-
1.In Cesarea di Palestina. V. n. Vili, 40. durre la parola ebraica azkarah, che indica quella
Cornelio apparteneva con tutta probabilità alla parte della vittima, che nei sacrifizi veniva bru-
famiglia romana detta Cornelia. Centurione. Il ciata sull'altare. Le elemosine e le preghiere di
centurione comandava a 100 uomini, la coorte Cornelio furono quindi come un sacrifizio accetto
comprendeva la decima parte di una legione. a Dio.
506 Atti, X, 5-16

timore correptus, dixit Quid est, Domine?


: eglifissamente mirandolo, ppeso dalla paura,
Dixit autem illi Orationes tuae, et elee-
: disse Che è questo, Signore ? E quello
:

mosynae tuae ascenderunt in memoriam in rispose Le tue orazioni e le tue limosine


:

conspectu Dei. *Et nunc mitte viros in lop- sono salite come memoriale nel cospetto
pen, et accersi Simonem quemdam, qui co- di Dio. *E adesso spedisci qualcheduno a
gnominatur Petrus *Hic hospitatur apud
: Joppe a chiamare un tal Simone sopranno-
Simonem quemdam coriarium, cuius est minato Pietro "questi è ospite di un certo
:

domus iuxta mare : hic dicet tibi quid te Simone cuoiaio, che ha la casa vicino al
oporteat facere. "Et cum discessisset Ange- mare egli ti dirà quel che tu debba fare.
:

lus, qui loquebatur illi, vocavit duos dome- ^E partitosi l'Angelo che gli parlava, chiamò
sticos suos, et militem metuentem Dominum due de' suoi servitori e un soldato timorato
ex his, qui illi parebant. *Quibus cum narras- di Dio, di quei che gli erano subordinati.
set omnia, misit illos in loppen. *E raccontata a questi ogni cosa, li spedì
a Joppe.

'Posterà autem die iter illis facientlbus, *I1 dì seguente essendo questi in viaggio,
et appropinquantibus civitati, ascendit Pe- e approssimandosi alla città, Pietro salì alla
trus in superiora ut oraret circa horam parte superiore della casa per fare orazione,
sextam. "Et cum esuriret, voluit gustare. circa l'ora sesta. "E
avendo fame, bramò
Parantibus autem illis, cecidit super eum di prender cibo. E mentre glielo apparec-
mentis excessus "Et vidit caelum apertura,
: chiavano, fu preso da un'estasi ^*e vide
:

et descendens vas quoddam, velut linteum aperto il cielo, e venir giù un certo arnese,
magnum, quatuor initiis submitti de caelo come un gran lenzuolo, il quale legato pei
in terram, ^^In quo erant omnia quadrupe- quattro angoli veniva calato dal cielo in
dia, serpentia terrae, et volatilia caeli.
et terra, ^'in cui vi era ogni sorta di quadru-
"Et est vox ad eum
facta Surge Petre, : pedi e serpenti della terra, e uccelli del-
occide, et manduca. "Ait autem Petrus : l'aria. "E udì questa voce Via su, Pietro,
:

Absit Domine, quia numquam manducavi uccidi, e mangia. ^*Ma Pietro disse No :

omne commune, et immundum. "Et vox ite- certamente, o Signore, perchè non ho mai
rum secundo ad eum Quod Deus purifl-
: mangiato niente di comune e d'impuro.
cavit, tu commune ne dixeris. "Hoc autem "E di nuovo la voce a lui per la seconda

6. E' ospite di un certo Simone, ecc. Gli d& passata nel testo. Il lenzuolo era sospeso per 1
alcune indicazioni, che renderanno più facile il quattro angoli e veniva calato dal cielo da una
trovare S. Pietro. Ti dirà, ecc. Cornelio nelle sue mano invisibile.
preghiere aveva domandato a Dio che cosa dovesse 12. Ogni sorta
di quadrupedi, ecc. Nel lenzuolo
fare per piacergli e servirlo più degnamente, e vi era ogni specie di animali terrestri, senza al-
Dio lo esaudisce facendolo istruire dal suo Apo- cuna distinzione di mondi, che si potevano man-
stolo. giare dagli Ebrei, e di immondi, che non si po-
7. Timorato di Dio. Nel greco si legge solo tevano mangiare. La visione è in stretta rela-
eùoE^n pio> religioso. zione colla fame che soffriva l'Apostolo.
13. Uccidi e mangia, senza più badare alla di-
8. Raccontata a questi ogni cosa, ecc. Questi
stinzione tra Ebrei e gentili, che tutti sono ugual-
tre dovevano essere suoi intimi confidenti, se
mente chiamati alla salute.
li mise a parte della visione avuta e dell'ordine
ricevuto. 14. No certamente. Pietro prova una ripu-
gnanza a eseguire l'ordine avuto. Fino a questo
seguente essendo questi In viaggio, ecc.
9. Il dì
momento egli ha sempre osservato la legge giu-
La distanza tra Joppe e Cesarea è di circa 44 daica, che non permette di mangiare carne di
chilometri e vi si impiegavano circa dodici ore
animali comuni, ossia immondi e impuri.
di marcia a percorrerla. Supponendo quindi che
siano partiti da Cesarea verso le quattro pome- 15. Quello che Dio ha purificato, ossia ha di
ridiane, e che abbiano riposato nella notte in chiarato mondo. Per il fatto stesso che il len-
qualche luogo, essi poterono arrivare a Joppe zuolo viene dal cielo, e che Dio comanda di
prima di mezzodì del giorno seguente. Alla parte cibarsi di qualsiasi animale, Pietro deve con-
superiore della casa, ossia sul tetto come si legge chiudere che Dio abolisce l'antica legge sulla di-
nel greco. In Oriente le case finiscono a terrazzo stinzione dei cibi. Come apparirà dal seguito, con
scoperto, e gli Ebrei solevano spesso salirvi per queste parole Dio voleva far capire a S. Pietro
essere più lontani da ogni strepito del mondo e che era venuto il momento, in cui egli doveva
fare orazione con maggior raccoglimento. L'ora ammettere nella Chiesa gentili, per i quali u-
i

sesta, cioè il mezzodì, ora destinata presso gli gualmente che per i Giudei Gesù Cristo aveva
Ebrei all'orazione. versato il suo sangue.
16. Seguì fino a tre volte affinchè nessun dubbio
10. Fu preso da un'estasi, fu cioè rapito fuori
potesse rimanere sulla verità della visione, e
dei sensi, e il suo spirito fu elevato a intendere
più fortemente rimanesse inculcata l'importanza
mistero, che Dio voleva rivelargli.
dell'insegnamento che Dio dava. Fu ritirato nel
il

11. Legato, Questa parola,che si trova in al- cielo. Con ciò si veniva a significare che tutti
cuni codici greci, è probabilmente una glossa quegli animali erano mondi davanti a Dio.
Atti, X, 17-28 507

factum est per ter : et statim receptum est volta Non chiamare comune quello che
:

vas in caelum. Dio ha purificato. *'E questo seguì fino a


tre volte e subitamente l'arnese fu ritirato
:

in cielo.
^'Et dum intra se haesitaret Petrus quid- *'E mentre Pietro se ne stava incerto den-
nam esset visio, quam vidisset : ecce viri, tro di sé di quel che volesse significare la
qui missi erant a Cornelio, inquirentes do- veduta visione ecco che gli uomini man-
:

mum Simonis, astiterunt ad ianuam. ^*Et dati da Cornelio, avendo fatta inchiesta della
cum vocassent, interrogabant, si Simon qui casa di Simone, arrivarono alla porta. "E
cognominatur Petrus, illic haberet liospi- avendo chiamato, interrogarono se ivi fosse
tium. ^'Petro antera cogitante de visione, ospite Simone soprannominato Pietro. *'E
dixit Spiritus ei Ecce viri tres quaerunt te.
: rivolfiendo Pietro per la mente quella vi-
"Surge descende et vade cum eis
itaque, sione gli disse Io Spirito Ecco tre uomini
;
:

nitiil quia ego misi illos. ^^De-


dubitans : che cercano di te. '"Su via scendi, e va con
scendens autem Petrus ad viros, dixit. Ecce essi senza pensare ad altro che sono io :

ego sum, quem quaeritis quae causa est, : che ho mandati. "*E Pietro scese, e disse
li

propter quam venistis? *'Qui dixerunt : a quegli uomini Eccomi, sono io quel che
:

Cornelius Centurio, vir iustus, et timens voi cercate quale è la cagione per cui siete
:

Deum, et testimonium habens ab imiversa venuti ? ""E quelli dissero Cornelio cen- :

gente ludaeorum, responsum accepit ab An- turione, uomo giusto e timorato di Dio, e ri-
gelo sancto accersire te in domum suam, et putato presso tutta la nazione de' Giudei,
audire verba abs te. ^Mntroducens ergo eos, ha avuto ordine da un Angelo santo dì chia-
recepit hospitio. Sequenti autem die surgens marti a casa sua, e intendere da te alcune
profectus est cum illis et quidam ex fra-
: cose. ''Allora (Pietro) condottili dentro li
tribus ab loppe comitati sunt eum. ricevè in ospizio. E il dì seguente levatosi,
partì con essi e alcuni dei fratelli, che
:

erano in Joppe, lo accompagnarono.


'*AItera autem die introvit Caesaream. ''*Egiorno dopo entrarono in Cesarea.
il

Cornelius vero expectabat convocatis illos, E Cornelio radunati i suoi parenti e i più
cognatis suis, et necessariis amicis. *'Et intimi amici, stava aspettandoli. "'E mentre
factum est cum introisset Petrus, obvius Pietro stava per entrare, gli andò incontro
venit ei Cornelius, et procidens ad pedes Cornelio, e gittatosi a' suoi piedi lo adorò.
eius adoravit. "'Petrus vero elevavit eum, '*Ma Pietro lo alzò, dicendo Levati su, io :

dicens Surge, et ego ipse homo sum. '^Et


: pure sono un uomo. '^E discorrendo con lui
loquens cum ilio intravit, et invenit multos, entrò in casa, e trovò molti insieme adu-
qui convenerant : **Dixitque ad illos Vos : nati **e disse loro : Voi sapete come è
:

17. Se ne stava incerto. Pietro non comprese fede e il vivo desiderio di conoscere la volontà
ciò che lavisione volesse significare, se non di Dio.
Quando si trovò in presenza dei messi di Cornelio.
25. Stava per entrare. Prima che entrasse
Gli disse lo Spirito, ecc. Lo Spirito Santo
19. (v. 27) in casa gli mosse incontro. Lo adorò.
dichiara a Pietro ciò che significa la visione, met- Presso gli Orientali si usa onorare in tal modo
tendolo in occasione di farne subito l'applicazione. cojoro che sono superiori in dignità. E' però cosa
20. Scendi dal terrazzo. Va con essi, ossia straordinaria che un romano si umili! così da-
entra pure con essi liberamente nella casa di un vanti a un Giudeo. Cornelio considerò Pietro
gentile, sono io che li ho mandati, e sono io che come un inviato di Dio.
te lo comando. 26. 7o pure sono un uomo. Mentre Gesù non
22. Uomo giusto e timorato, ecc. Fanno l'elogio ha mai gli onori a lui tributati dagli uo-
rifiutato
di Cornelio affine di rendere piii credibile l'appa- mini, gliApostoli invece se ne dichiarano indegni.
rizione dell'angelo. Intendere da te, ecc., essere Gesù era Dio; gli Apostoli semplici creature.
istruito intorno a ciò che deve fare. 27. Entrò in casa. Da ciò si deduce che quanto
23. Condottili dentro, ecc. diede loro ospitalità, è narrato nei vv. 25 e 26 avvenne fuori della casa.
benché ai Giudei non fosse lecito ricevere in casa
28. Disse loro. Pietro spiega perchè egli Giu-
gentili, v. 28. Pietro oramai aveva ben com-
i
deo sia entrato subito nella casa di un pagano.
preso il significato della visione. 7/ dì seguente, Voi sapete. Il fatto, di cui parla S. Pietro, era
cioè tre giorni dopo la visione di Cornelio. Al- noto a tutti, e quindi anche a Cornelio e ai suoi
cuni dei fratelli, cioè sei cristiani Giudei, v. 45 e amici, che vivevano in mezzo ai Giudei (Tacito
XI, 12. Pietro prevedendo le difficoltà, che avreb- Hist. V, 5, dice dei Giudei adversus omnes :

bero potuto nascere dal suo modo di agire, vuole alios hostile odium, separati epulis, discreti cu-
che essi siano testimonii di quanto sta per fare. bili...). Abbominevole. Il greco ctGénirov significa
24. 7/ giorno dopo, cioè il quarto giorno dopo piuttosto illecito, proibito. Unirsi, accostarsi, ossia
la visione di Cornelio. Radunati i suoi parenti, ecc. avere commercio e intime relazioni con ano di
per far onore a S. Pietro, e per dar loro occa- altra nazione, cioè con un pagano. Benché nella
sione di conoscere subito che cosa Dio volesse da legge non si trovi una proibizione esplicita di
lui. Stava aspptiandoli, mostrando così la sua entrare nelle case pagane e di mangiare coi gen-
508 Atti, X, 29-37

scitisquomodo abominatum sit viro ludaeo cosa abbominevole per un Giudeo l'unirsi
coniungi, aut accedere ad alienlgenam sed : accostarsi a uno di altra nazione ma Dio :

mihi ostendit Deus, neminem communem mi ha insegnato a non chiamare comune


aut immundum dicere hominem, ^'Propter immondo alcun uomo. '"Per questo, es-
quod sine dubitatione veni accersitus. In- sendo chiamato, sono venuto sen^a difficoltà.
terrogo ergo, quam ob causam accersistis Domando adunque, per qual motivo mi avete
me? chiamato ?
'"Et Cornelius ait : A nudiusquarta die '"E Cornelio disse Sono adesso quattro
:

usque ad hanc horam, orans eram hora nona giorni che io me


ne stava pregando all'ora
in domo mea, et ecce vir stetit ante me in di nona in casa mia, quand'ecco mi com-
veste candida, et ait : '^Corneli, exaudita parve dinanzi un uomo vestito di bianco, e
est oratio tua, et eleemosynae tuae com- disse "^Cornelio, è stata esaudita la tua
:

memoratae sunt in conspectu Dei. ''Mitte orazione, e le tue limosine sono state ri-
ergo in loppen, et accersi Simonem, qui cordate al cospetto di Dio. '*Manda adunque
cognominatur Petrus liìc hospitatur in do- : a Joppe a chiamare Simone soprannominato
mo Simonis coriarii iuxta mare. ^'Confestim Pietro. Questi è ospite in casa di Simone
ergo misi ad te :et tu bene fecisti veniendo. cuoiaio, vicino al mare. "Subito adunque
Nunc ergo omnes nos in conspectu tuo adsu- mandai da te e tu hai fatto bene a venire.
:

mus audire omnia quaecumque tibi prae- Ora tutti noi siamo dinanzi a te per udire
cepta sunt a Domino. tutto quello che Dio ti ha ordinato.
'*Aperiens autem Petrus os suum, dixit : **E Pietro aprì la bocca, e disse Vera- :

In veritate comperi quia non est personarum mente io riconosco che Dio non è acettator
acceptor Deus, "Sed in omni gente qui timet di persone, '*ma in qualunque nazione,
eum, et operatur iustitiam, acceptus est illi. chi lo teme e pratica la giustizia, è accetto
*'Verbum misit Deus flliis Israel, annun- a luì. "''Egli mandò la parola ai figliuoli
cians pacem per lesum Christum (hic est : d'Israele, evangelizzando la pace per Gesù
omnium Dominus). ''Vos scitis quod factum Cristo (questi è il Signore di tutti). *''A voi
est verbum per universum ludaeam inci- : è noto quello che è accaduto per tutta la
piens enim a Galilaea post baptismum, quod Giudea principiando dalla Galilea dopo ì!
:

»*Deut. 10, 17; II Par. 19, 7; Job. 34, 19; Sap. 6, 8; Eccli.35, 15; Rom. 2, 11 ; Gal. 2, 6;Eph.
6, 9; Col. 3, 25; I Petr. 1, 17. 3^ Lue. 4, 14.

tili, tuttavia era dedurre una tale proibi-


facile tare dal desiderio di favorire gli uni a detrimento
zione dalle immondezze
legali, che altrimenti si degli altri (Deut. X, 17; II Par. XIX, 7; Sap.
sarebbero contratte (Giov. XVIII, 28. V. n. Mar. Vi, 8; Rom. II, 11, ecc.).
VII, 2). Dìo mi ha insegnato per mezzo di una 35. Ma in qualunque nazione, ecc. La diversa
visione e dì una voce da me chiaramente udita, nazionalità degli uomini è cosa indifferente per
V. 15, a non chiamare comune, ossia profano e Dio ed Egli dà le sue grazie sia ai Giudei che
:

immondo alcun uomo. Fu perciò un comando di ai gentili. Chiunque lo teme, ossia gli presta
Dio che indusse Pietro ad accostarsi ai gentili. quel culto che conosce essere a lui dovuto, e
29. Domando, ecc. Benché sapesse già dai sol- pratica la giustizia, vale a dire osserva la legge
dati ciò che era accaduto, v. 22, tuttavia vuole morale, è accetto a liìi, ossia con una grazia spe-
sentirlo raccontare dalla bocca stessa di Cornelio, ciale sarà chiamato alla fede. Così era avvenuto
affinchè tutti i presenti e specialmente i Giudei di Cornelio.
conoscano la pietà e la visione di Cornelio, e il Si noti bene che l'Apostolo parla dell'indiffe-
comando ricevuto, e comprendano che Dio stesso renza di nazionalità, e non dell'indifferenza dì
chiama i gentili alla fede, e vuole che si aprano religione.
loro le porte della Chiesa.
36. Mandò la parola della salute e della reden-
30. Un uomo, cioè un angelo in forma di zione prima ai figliuoli d'Israele, perchè la salute
uomo. Vestito di bianco, ossia con una veste ful- viene dai Giudei (Is. II, 2; Giov. IV, 22). Evan-
gente (Xa|Li3ip$). gelizzando, ossia facendo annunziare loro che
33. Dinanzi a te. I migliori codici greci hanno : avrebbero ottenuto la pace, cioè il complesso di
davanti a Dio. tutti i beni messianici (Is. IX, 6; XI, 6; LXII,
7, ecc.) solo per mezzo di Gesù Cristo, il quale
34. Apri la bocca. Formola d'introduzione so-
è Signore di tutti, ossia dei Giudei e dei pagani.
lenne a un discorso di grande importanza. Disse.
Perciò la salute offerta prima ai Giudei, non
Abbiamo nei vv. 34-43 un piccolo discorso com-
deve restringersi a loro soli, ma deve estendersi
posto di un esordio, 34-36, in cui si loda Dio che
anche ai pagani.
chiama alla fede sia i Giudei che i gentili, e di
una breve esposizione, 37-43, della vita, morte e 37. A voi è noto, ecc. La fama di Gesù, della
risurrezione di Gesù Cristo e della salute da lui sua predicazione e dei suoi miracoli doveva essere
operata e delle condizioni necessarie per avervi giunta fino a Cesarea. Principiando dalla Galilea.
parte. Veramente io riconosco alla narrazione di Gesù inaugurò nella Galilea il suo pubblico mini-
Cornelio che Dio non è accettatore di persone, stero poco dopo che Giovanni aveva cominciato »
ossia nel suo modo di agire non si lascia traspor- predicare (Matt. IV, 12).
Atti, X, 38-48 509

praedicavit Ioannes, ^^lesum a Nazareth : battesimo predicato da Giovanni, '*come


quoraodo unxit eum Deus Spiritu sanctp, Dio unse di Spirito santo e di virtii Gesù
et virtute, qui pertransiit benefaciendo, et di Nazaret, il quale andò attorno facendo
sanando omnes oppressos a diabolo, quoniam del bene e sanando tutti coloro che erano
Deus erat cum ilio. oppressi dal diavolo. Dio era con lui.
^'Et nos testes sumus omnium, quae fecit *'E noi siamo testimoni di tutte le cose
in regione ludaeorum, et lerusalem, quem che egli fece nel paese de' Giudei e in Ge-
occiderunt suspendentes in ligno. *°Hunc rusalemme : ma lo uccisero, sospendendolo
Deus suscitavit tertia die, et dedit eum ma- a un legno. ^''Iddioperò Ip risuscitò il terzo
nifestum fieri *'Non omni populo, sed te- giorno, e fece che si rendesse visibile
stibus praeordinatis a Deo : nobis, qui man- *'non a tutto il popolo, ma ai testimoni
ducavimus, et bibimus cum ilio postquam preordinati da Dio a noi, i quali abbiamo
:

resurrexit a mortuis.*^Et praecepit nobis mangiato e bevuto con lui, dopo che risu-
praedicare populo, et testiflcari quia ipse scitò da morte. *^E ordinò a noi di predicare
est, qui constitutus est a Deo iudex vivorum, al popolo, e attestare come egli da Dio è
et mortuorum/'Huic omnes Prophetae testi- stato costituito giudice dei vivi e dei morti.
monium perhibent remissionem peccatorum *^Di lui testificano tutti i profeti che chi-
accipere per nomen eius omnes, qui credunt unque crede in lui riceve per il nome suo
ineum. la remissione dei peccati.

**Adhuc loquente Petro verba haec, ce- **Mentre Pietro ancora diceva queste pa-
cidi! Spiritus sanctus super omnes, qui au- role, lo Spirito santo discese sopra tutti
diebant verbum. *'Et obstupuerunt ex cir- coloro che ascoltavano questo discorso. *'£
cumcisione fldeles, qui vene^fant cum Petro : rimasero stupefatti i fedeli circoncisi che
quia et in nationes gratia Spiritus sancti erano venuti con Pietro, che anche sopra
effusa est. "Audiebant enim illos loquentes le genti si fosse diffusa la grazia dello Spi-
linguis, et magniflcantes Deum. ''^Tunc re- rito santo.^'Imperocché li udivano parlare
spondit Petrus : Numquid aquam quis pro- le lingue, e glorificare Dio. ^'"Allora disse
hibere potest ut non baptìzentur Ili, qui Pietro Vi ha forse alcuno che possa proibir
:

Spiritum sanctum acceperunt sicut et nos? l'acqua, perchè non siano battezzati costoro
**Et iussit eos baptizari in nomine Domini che hanno ricevuto lo Spirito santo come

*»Jer. 31, 34; Mich. 18.

38. Come Dio anse di Spinto Santo. V. n. IV, cielo. Sopra tutti coloro, ecc., cioè sopra Cor-
27. Di virtù. Questa parola significa il dono dei nelio e sopra quelli che egli aveva invitati, vv.
miracoli. Dio diede a Gesù la potestà di fare i 24, 33. Per mezzo di questa visibile effusione
più grandi miracoli, affine di provare la divinità dello Spirito Santo data ai gentili, prima ancora
della sua missione. Facendo del bene. Ciò dimostra che fossero battezzati. Dio voleva sempre più
la sua bontà. Sanando tutti, ecc., mostrando cosi inculcare che ì pagani convertiti dovevano essere
la sua potenza. Dio era con lui, rendendo testi- ammessi nella Chiesa, senza che vi fosse alcun
monianza coi miracoli alla sua parola. obbligo per loro di passare prima per il Giudaismo
39. Noi siamo testimonii, essendo stati suoi e osservare la legge di Mosè.
compagni durante la sua vita pubblica (I, 21, 22), 45. Rimasero stupefatti i fedeli convertiti dal
Ma uccisero i Giudei, i quali perciò sono re-
lo Giudaismo. In conseguenza dei pregiudizi di cui
sponsabili della sua morte. erano ancora imbevuti, questi fedeli credevano
40. Dio lo risuscitò, provando con questo mi- che i grandi doni sopranaturali dello Spirito
racolo che Egli era veramente il Messia. Santo dovessero essere riservati ai cristiani di
origine giudaica, e non venir comunicati ai pagani,
41. Non a tutto il popolo. Nella sua sapienza
Dio volle che la risurrezione di Gesù si rendesse se pure prima non abbracciavano la legge dì Mosè.
manifesta non a tutto il popolo ostinato e per- 46. Li udivano parlare, ecc. V. II, 11; I Cor.
verso, ma
un numero limitato di testimonii pre-
a XIII, 1 ; XIV, 5 e ss.
scelti, quali però ne ebbero le prove più chiare,
47. Disse Pietro. Da questo miracolo avvenuto
i

avendo mangiato e bevuto con lui dopo che era Pietro deduce subito una pratica conseguenza
risorto dal sepolcro.
della più alta importanza. Vi ha fone alcuno,
42. E ordinò. Matt. XXVIII, 19; Mar. XVI, 15; ecc. Questo modo di parlare fa supporre che
Lue. XXIV, 47 ; Giov. XV, 27, ecc. Costituito giu- Pietro voglia in antecedenza rispondere alle dif-
dice, Giov. V, 22, 27; Matt. XXV, 31 e ss. Dei ficoltà, che gli avrebbero potuto muovere i cri-
vivi e dei morti, cioè dei buoni e dei cattivi. stiani Giudei. Come si può, domanda egli, ri-
Tutti i profeti rendono testimonianza a
43. fiutare l'acqua battesimale a coloro, sui quali come
Gesù Cristo, e affermano che la salute da lui sopra di noi è disceso lo Spirito Santo? Se Dio
apportata non è riservata ai soli Giudei, ma si li ha uguagliati a noi, perchè vorremo noi consi-
estende anche ai gentili. Tutti gli uomini possono derarli come inferiori?
partecipare alla redenzione a condizione però di 48. Ordinò che fossero battezzati. Il battesimo
credere in Gesù Cristo. fu loro amministrato da qualcuno dei compagni
44. Mentre Pietro, ecc. La verità delle parole di Pietro. Gli Apostoli per lo più non ammini-
di Pietro viene confermata con un miracolo dal stravano essi stessi fi battesimo, ma lascin\9ao
510 Atti, XI, 1-9

lesu Christi. Tunc rogaverunt eum ut ma- noi? *'E ordinò che fossero battezzati nel
neret apud eos aliquot diebus. nome del Signore Gesù Cristo. Allora lo
pregarono che restasse qualche giorno eoa
loro.

CAPO XI.

.S*. Pietro giustifica il suo modo di agire, 1-18. —


Diffusione del Vangelo special-
mente ad Antiochia, 19-21. —
^. Barnaba e S. Paolo ad Antiochia, 22-26. —
Carestia e carità dei primi cristiani, 27-30.

^Audierunt autem Apostoli, et fratres, qui ^ Udirono poi gli Apostoli


e I fratelli che
erant in ludaea quoniam et Gentes rece-
: erano nella Giudea, come anche i Gentili
perunt verbum Dei. ^Cum autem ascendisset avevano ricevuto la parola di Dio. ^E allor-
Petrus lerosolymam, disceptabant adversus ché Pietro fu tornato a Gerusalemme, quelli
illum, qui erant ex circumcisione, 'Dicen- che erano della circoncisione, contendevano
tes Quare introisti ad viros praeputium
: con lui ^dicendo Perchè sei entrato in casa
:

habentes, .et manducasti cum illis? di uomini non circoncisi, e hai mangiato
con essi?
*Incipiens autem Petrus exponebat illis *Ma Pietro cominciò a esporre le cose
ordinem, dicens *Ego eram in civitate
: per ordine, dicendo 'Io era nella città di
:

loppe orans, et vidi in excessu mentis vi- joppe, e pregava, e vidi in un'estasi questa
sionem, descendens vas quoddam velut lln- visione scendeva un certo arnese come un
:

teum magnum quatuor initiis summitti de gran lenzuolo, il quale pei quattro angoli
caelo, et venit usque ad me. 'In quod in- veniva calato dal cielo, e arrivò fino a me.
tuens considerabam, et vidi quadrupedia ter- *Io lo considerava guardandolo fissamente,
rae, et bestias, et reptilia, et volatilia caeli. e osservai quadrupedi della terra, e fiere,
^Audivi autem et vocem dicentem mihi : e rettili, e uccelli dell'aria. 'E udii una voce
Surge Petre, occide, et manduca. *Dixi che mi diceva Via su, Pietro, uccidi, e
:

autem : Nequaquam Domine : quia com- mangia. 'Io risposi No certo, o Signore
: : •

mune aut immundum numquam introivit in perchè non è entrata mai nella mia bocca
OS meum. *Respondit autem vox secundo cosa comune immonda. 'Mi replicò la voce
de caelo Quae Deus mundavit, tu ne com-
: per la seconda volta dal cielo Non voler :

questa funzione agli altri ministri, I Cor. I, 17. 2. Quelli che erano della circoncisione, ecc.
Benché questi fedeli avessero già ricevuto lo Spi- Non furono già gli Apostoli a contendere con San
rito Santo, tuttavia affinchè fossero veramente del Pietro, ma alcuni fedeli convertitisi dal Giu-
daismo, i quali non sapevano ancora abbandonare
i loro antichi pregiudizi. Non si deve credere però
che vedessero di mal'occhio la conversione dei
gentili ; il loro rammarico versava su un punto
Fig. 177. di secondaria importanza.
Ilbattesimo
Perchè, ecc. Ecco il vero motivo del loro
3.
nelle catacombe.
malumore. E' entrato in casa di pagani, ha man-
(Affresco del cimitero giato con essi senza badare né alla qualità dei
di S. Callisto). cibi, né al modo, con cui erano stati preparati!
Accusano quindi S. Pietro di aver trasgredita la
legge di Mosè.

4. Pietro cominciò a esporre, ecc. Pietro per


meglio istruire questi fedeli rende ragione del
corpo della Chiesa si dovette loro amministrare suo operato e giustifica la sua condotta, mo-
il battesimo. Nel nome, ecc., ossia col battesimo strando che non ha fatto altro che ubbidire agli
istituito da 'Gesù Cristo. V. n. II, 38. Lo pre- ordini di Dio.
garono di restare, ecc. desiderando di essere da
lui maggiormente istruiti nelle verità cri8ti«ne. 5-10. La visione di S. Pietro è esposta quasi
colle stesse parole della narrazione del cap. pre-
cedente, 10-16.
CAPO XI.

1. Udirono, ecc. Prima ancora che S. Pietro


6. £ fiere. S. Pietro aggiunge questa piccola
particolarità alla narrazione precedente.
tornasse a Gerusalemme la fama dell'avvenimento
narrato ne' cap. prec. si diffuse sia presso gli 8. Non è entrata mai nella mia bocca, ebraismo
Apostoli e sia presso \ fedeli sparsi nella Giudea. che significa : non ho mai mangiato.
Atti, XI, 10-20 511

mune dixeris. ^'Hoc autem factum est per chiamare immondo quello 6he Dio ha puri-
ter : et reoepta sunt omnia rursum ia cae- "E questo accadde per tre volte e
ficato.
^—
:

lura. -
poi fu ritirata ogni cosa in cielo.
'^Et ecce viri tres confestim astiterunt in "Ed ecco in quel punto tre uomini so-
domo, in qua eram, missi a Caesarea ad praggiunsero alla casa dove io stava, man-
me. "Dixit autem Spiritus mihi ut irem dati a me da Cesarea. ^^E mi disse lo Spirito
cum illis, nihil haesitans. Venerunt autem che andassi con loro senza difficoltà. E con
mecum et sex fratres isti, et ingressi sumus me vennero anche questi sei fratelli, ed
in domum viri. "Narravit autem nobis, entrammo in casa di quell'uomo. "Ed egli
quomodo vidisset Angelum in domo sua, ci raccontò come aveva veduto in casa sua
stantem et dicentem
Mitte in loppen,
sibi : farglisi davanti un Angelo, il quale gli
et accersi Simonem, qui cognominatur Pe- disse Manda a Joppe a chiamar Simone
:

trus, ^*Qui loquetur tibi verba, in quibus soprannominato Pietro, **il quale ti annun-
salvus eris tu, et universa domus tua. ^*Cum zierà parole, per le quali sarai salvo tu e
autem coepissem loqui, cecidit Spiritus san- tutta la tua casa. ^*0r avendo io cominciato
ctus super eos, sicut et in nos in initio. a parlare, discese lo Spirito santo sopra di
"Recordatus sum autem verbi Domini, sicut essi, come da principio sopra di noi. ^*E
dicebat Ioannes quidem baptizavit aqua,
: mi ritornò a memoria la parola del Signore,
vos autem baptizabimini Spiritu sancto. ^'Si come diceva Giovanni : battezzò coU'acqua,
ergo eandem gratiam dedit illis Deus, sicut ma voi sarete battezzati nello Spirito santo.
et nobis, qui credidimus in Dominum lesum "Se adunque Dio ha loro dato egual grazia
Ciiristum ego quis eram, qui possem pro-
: che a noi, i quali abbiamo creduto nel Si-
hibere Deum? *'His auditis tacuerunt et : gnore Gesù Cristo chi era io da potere
:

gloriflcaverunt Deum, dicentes Ergo et : oppormi a Dio? "Udite tali cose, si acche-
Gentibus poenitentiam dedit Deus ad vitam. tarono e glorificavano il Signore, dicendo :

Adunque anche alle genti ha conceduto Dio


la penitenza, affinchè abbiano vita.

"Et quidem, qui dispersi fuerant a


illi "Quelli pertanto che erano stati dispersi
quae facta fuerat sub Stephano,
tribulatione, dalla tribolazione succeduta per causa di
perambulaverunt usque Phoenicen, et Cy- Stefano, arrivarono fino alla Fenicia, e in
prum, et Antiochiam, nemini loquentes ver- Cipro, e ad Antiochia, non predicando la
bum, nisi solis ludaels. '"'Erant autem qui- parola se non ai soli Giudei. ""Ed erano
dam ex eis viri Cyprii, et Cyrenaei, qui cum tra essi alcuni Cipriotti e Cirenei, i quali
ìntroissent Antiochiam, loquebantur et ad entrati in Antiochia parlavano anche ai Gre-

"Matth. 3, li; Marc. 1, 8; Lue. 3, 16; Joan. 1, 26; Sup. 1, 5; Inf. 19, 4.

11-16. S. Pietro riassume brevemente quanto è abbiano anch'essi la vita sopranaturale nel tempo
narrato nel cap. prec. 17-48. e nell'eternità.
pertanto, cioè i cristiani che erano
19. Quelli
Senza difficoltà, ossia senza far distinzione
12.
stati dispersi, ecc. S. Luca ripiglia la narrazione
tra Ebrei e gentili. Questi sei fratelli, i quali per-
cominciata al cap. VIII, 4. Fenicia si chiamava
ciò sono testimoni! della verità delle cose che
una lunga striscia di terra sul Mediterraneo al
narro.
N. O. della Palestina, che si estendeva dal Car-
15. Da principio, cioè nel giorno di Pentecoste. melo sino al fiume Eleuthero, e faceva parte
V. II, 1 e ss. della provincia romana di Siria. Cipro, isola del
Mediteraneo, che era a questo tempo un centro
La parola del Signore. Il Signore stesso
16. importante di commercio. Antiochia, capitale della
aveva promesso che i suoi fedeli tutti avrebbero Siria, sorgeva sul fiume Oronte non lungi dalla
ricevuto il battesimo di Spirito Santo. V. n. I, 5. sua foce. Fu fabbricata da Seleucio Nicànore, e
da lui chiamata Antiochia in onore di suo padre
17.Egual grazia, cioè la stessa effusione dello Antioco. Per qualche tempo fu il centro ^elle co-
Spirito Santo cogli stessi doni^ Con questo fatto munità cristiane convertite dal gentilesimo. La pa-
Dio mostrava che non faceva alcuna distinzione rola, cioè il Vangelo.
tra i fedeli convertiti dal Giudaismo e quelli con-
20. Erano tra essi, ecc. Tra i cristiani dispersi
vertiti dal paganesimo. Se Dio agiva in tal modo,
dalle persecuzioni vi erano alcuni Ellenisti (V. n.
potevo io agire in modo diverso?
VI, 1) originarli di Cipro e di Cirene, i quali es-

18. Glorificavano Dio adorando disegni della i sendo stati allevati tra i pagani, non erano schiavi
sua sapienza e della sua misericordia. Anche alle di quei tanti pregiudizi, di cui erano vittime i
genti. Riconobbero il loro errore, e lo rigetta- Giudei di Palestina ricordati nel versetto prece-
rono. Disgraziatamente però non tutti li imita- dente. La fama degli avvenimenti di Cesarea non
rono, ma parecchi Giudei per questo stesso mo- tardò ad arrivare fino ad Antiochia, e questi cri-
tivo causarono poi nuove turbolenze nella Chiesa, stiani Ellenisti subito ne approffittarono predi-

e infine abbandonarono il Cristianesimo. La peni- cando ancor essi il Vangelo ai greci, cioè ai pa-
tenza, cioè la grazia della conversione, affinchè gani.
512 Atti, XI, 21-28

Graecos, annunciantes lesum. Dominum ci. evangelizzando il Signore Gesù. ''E la


^^Et erat manus Domini cum
multusque eis : mano del Signore era con essi, e gran gente
numerus credentium conversus est ad Do- avendo creduto, si convertì al Signore.
minum.
^^Pervenit autem sermo ad aures eccle- ^''E venne questa nuova alle orecchie della
siae, quae erat lerosolymis super istis et : Chiesa che era in Gerusalemme e manda- :

m'iserunt Barnabam usque ad Antiochiam. rono Barnaba fino ad Antiochia. "Il quale
^'Qui cum pervenisset, et vidisset gratiam arrivato che fu, avendo veduto la grazia di
Dei, gavisus est et hortabatur omnes in
: Dio, si rallegrò ed esortava tutti a perse-
:

proposito cordis permanere in Domino : verare nel Signore con cuore risoluto '*per- :

"Quia erat vir bonus, et plenus Spiritu san- chè egli era uomo dabbene e pieno di Spi-
cto, et fide. Et apposita est multa turba rito santo e di fede. E si acquistò gran mol-
Domino. **Profectus est autem Barnabas titudine di gente al Signore. "E Barnaba
Tarsum, ut quaereret Saulum quem cum : si partì per Tarso a cercare di Saulo e :

invenisset, perduxit Antiochiam. **Et annum trovatolo lo condusse ad Antiochia. ''E per
totum conversati sunt ibi in Ecclesia et : un anno intiero si trattennero in quella
docuerunt turbam multam, ita ut cognomi- Chiesa, e istruirono una gran moltitudine,
narentur primum Antiochiae discipuli, Chri- talmente che in Antiochia fu dato per la
stian!. prima volta ai discepoli il nome di Cristiani.
autem diebus supervenerunt ab
'^In his in quei giorni vennero da Gerusa-
'^Ma
lerosolymis prophetae Antiochiam "Et : lemme ad Antiochia dei profeti "e alza- :

surgens unus ex eis nomine Agabus, signi- tosi uno di questi, di nome Agabo, faceva
flcabat per spirìtum famem magnam futuram sapere per virtù dello Spirito come una
in universo orbe terrarum, quae facta èst gran fame doveva essere per tutto il mondo,

L'opposizione che S. Luca stabilisce tra 11 v. 19 e quasi tutti di origine pagana, società da U
e il V. 20 mostra evidentemente, che col nome di loro costituita apparve subito agli occhi di tutti
freci si devono intendere i pagani. Quindi la le- come essenzialmente distinta dalla società dei Giu-
zione "EXXnvai;, che si trova negli antichi codici dei, che aveva il suo centro nelle sinagoghe, e
greci e in alcune antiche versioni, è da preferirsi quindi ai fedeli venne dato un nuovo nome e
alla lezione EXAnvtotot;, che si trova nel testo or- furono chiamati cristiani.
dinario. Cristiani. Questo nome è formato dal greco
XptoTÓi; coH'aggiunta di una terminazione latina,
21. La mano del Signore, frase ebraica, che si-
e fu imposto a significare coloro, che seguono
fniflca uno speciale intervento e una speciale
la dottrina e tengono le parti di Gesù Cristo.
protezione di Dio, IV, 30; Esod. Vili, 19; Lue. I,
Alla stessa guisa furono formati i nomi Ero-
^6, ecc. Gran gente, ecc. Antiochia, città pagana
dìani. Pompeiani, Carpocraziani, per signifi-
« corrottissima, divenne così il centro d'un im-
care seguaci di Erode, di Pompeo e di Carpo-
i
portante comunità di cristiani convertiti dal pa-
crate. Questo nome di cristiani non fu inventato
ganesimo.
dai fedeli, i quali solevano chiamarsi e fratelli,
22. Mandarono, ecc. Gli Apostoli informati del santi, discepoli », e neppure fu loro dato dai Giu-
progresso della Chiesa in Antiochia mandarono dei, i quali chiamavano i seguaci di Gesù e Na-
Barnaba, originario egli pure di Cipro, affinchè zareni », XXIV, 5, e avrebbero creduto di diso-
cotìfermasse nella fede nuovi convertiti, e com-
i norare 11 Messia (Cristo) da loro aspettato dando
pisse l'opera così bene cominciata. il suo nome ai membri di una società, che essi
23. La grazia Dio, che si manifestava nelle
di
abborrivano; ma la sua origine, con tutta proba-
bilità, è da ricercarsi presso i pagani d'Antiochia,
buone disposizioni e nella santità di vita, che
conducevano i quali con tal nome vollero significare per di-
i cristiani convertiti dal paganesimo.
A perseverare, cioè a mantenersi fermi nella fede sprezzo, i seguaci della nuova religione, distinta
e nelle loro buone risoluzioni.
da quella dei Giudei. Nel N. Testamento il nome
di Cristiani viene usato oltre che in questo luogo
24. Pieno di Spirito Santo, ecc. L'elogio di anche XXVI, 28 e I Piet. IV, 16. Si trova pure in
Barnaba è simile a quello di Stefano, VI, 5. Gran Tacito {An. XV, 44) e in Svetonio {Nero, 16).
moltitudine, ecc., come al cap. II, 41 e al Sembra però che il nome primitivo fosse Xp«
cap. V, 14. t\tmavot cod. Sin. o Xpetortovot {Vat. e Bez.) Ter-
25. Barnaba conosceva la vocazione di Saulq, e tuli. Apol. 3, ecc.

la missione, che Dio gli aveva affidato per la con- 27. In quei giorni, cioè mentre Paolo e Bar-
versione dei gentili. Egli va perciò a cercario a naba dimoravano in Antiochia. Profeti, ossia pi!
Tarso, città distante da Antiochia tre giorni di fedeli che avevano ricevuto dallo Spirito Santo
marcia, e trovatolo, subito lo conduce ad An- il dono di predire il futuro. Nei primi tempi pa-
liochia, offrendogli così un vasto campo per eser- recchi cristiani erano insigniti di questo ca-
citarvi il suo zelo apostolico. risma (I Cor. XII, IO, 28, 29; XIll, 2, 8, ecc.).
26. Si trattennero in quella Chiesa. Il codice D ha quest'aggiunta e fu grande alle-
Il greco ha :
:

durante un anno si unirono alle adunanze della grezza. Mentre poi eravamo assieme radunati, al-
Chiesa. In queste adunanze istruivano, i fedeli e zatosi, ecc. Da questa lezione si potrebbe dedurre
li confortavano. Frutto del loro apostolaìo in An- che S. Luca si trovasse tra questi convertiri.
tiochia fu la conversione di un gran numero di 28. Agabo. DI questo profeta ricordato di nuovo
pagani. Fu dato per la prima volta, ecc. Sic- al cap. XXI, 9, 10 non conosciamo altro :he
come i fedeli d'Antiochia erano molto numerosi nome.
Atti, XI, 29 — XII, 3 M3
sub Claudio. ''Dlsciptill autem, prout quis la quale anche fu sotto Claudio. "E tutti I
habebat, proposuerunt singuli in ministe- discepoli, secondo la possibilità di ciascuno
rium mittere habitantìbus in ludaea fratri- determinarono di mandare soccorso ai fra-
bus "Quod et fecerunt, mittentes ad se-
: telli abitanti nella Giudea "come pur fe- :

niores per manus Baraabae, et Saul!. cero mandandolo ai seniori per mano di
Barnaba e di Saulo.

CAPO XII.

Martirio di S. Giacomo, i-z. — Prigionia e liberazione di S. Pietro, 3 19. —


Morte di Erode Agrippa, 20-25.

*Eodem autem tempore misit Herodes rex *In quel tempo medesimo II re Erode
manus, ut affligeret quosdam de Ecclesia. cominciò a maltrattare alcuni della Chiesa.
'Occidit autem lacobum fratrem Ioannis *E uccise di spada Giacomo fratello di Gio-
gladio. vanni.
'Videns autem quia placeret ludaeis, appo- •E vedendo che ciò dava piacere ai Gil^
suit ut apprehenderet, et Petrum. Erant dei, aggiunse di far catturare anche Pietro.

Per tatto U mondo. Questa frase iperbolica in- E di Saulo. Questo è il secondo viaggio a Ge-

dica l'impero romano. Lue. II, 1. Claudio regnò rusalemme fatto da S. Paolo. Egli non lo ricorda
nella sua lettera ai Calati I, 1 1 e ss., perchè l'ar
gomento che tratta non lo richiede.

CAPO XII.

Erode, detto Agrippa, era figlio di Aristo-


1.
Fig. 178. bulo e di Berenice e nipote di Erode il grande.
Busto dell'Imperatore Imprigionato da Tiberio riebbe da Caligola la
Claudio. libertà, e poi ottenne il titolo di re colle tetrar-
chie di Filippo e di Lisania. Più tardi poi ebbe da
(Statua antica).

dal 41 al (Ann. XII, 43),


54. Gli storici. Tacito
Svetonio (Claud. 18), Giuseppe FI. (Ant. Glud.
XX, 2, 5), ecc. ricordano parecchie carestie, che
sotto l'impero di Claudio afflissero le varie parti Re. 179- — Moneta di Ercole Agrlppa.
dell'impero : quella menzionata qui da S. Luca
avvenne probabilmente intorno all'anno 44-45. Samaria (V. n. Lue.
Claudio anc^e la Giudea e la
V. Euseb. H. E. Il, 11. Non possiamo precisare
Ili, I).
l'anno della profezia di Agabo.
Cominciò a maltrattare. Per acquistarsi A favore
29. Tutti discepoli, cioè i cristiani di An-
l
dei Giudei, egli ostentava una grande stima e un
tiochia, ricava dal contesto. La carestia
come si grande zelo per l'osservanza delle cerimonie giu-
non afflisse simultaneamente tutte le Provincie del- daiche, e per ingraziarseli maggiormente cominciò
l'impero, e perciò quei di Antiochia avevano di a perseguitare la Chiesa pigliando specialmente
che poter soccorrere i cristiani della Giudea. di mira i suoi capi.
30. Ai seniori, npòc, tovk; ^pEa^vzépovq. Col Zebedeo e
2. Giacomo Maggiore, figlio di di
nome di seniori o presbiteri sono qui indicati co- Giovanni Evangelista.
Salome e fratello di S.
loro, che per una speciale ordinazione venivano
Amato in modo speciale assieme a Pietro e Gio-
dagli Apostoli preposti al governo delle varie vanni da Gesù, fu il primo degli Apostoli a ver-
Chiese coll'incarico di predicare, di amministrare sare il suo sangue per la fede. Morendo decapi-
i sacramenti, e di celebrare la sacra liturgia, XIV,
tato egli bevette quel calice che Gesù gli aveva
22; XX, 17; XXI, 18; I Tim. V, 17; Tit. I, 5, ecc. promesso (Matt. XX, 23).
Nei primi tempi però il nome di presbitero si
Anche Pietro che era capo della Chiesa e
dava sia ai semplici sacerdoti e sia ai vescovi, 3. il

cui zelo nel propagare il Vangelo era ben noto


ma in seguito fu ristretto ai semplici sacerdoti. il

Dal fatto che elemosine vengono rimesse ai


le a tutti. I giorni degli azzimi, ossia i giorni di
seniori e non Apostoli si conchiude, che
agli Pasqua e creila sua ottava. V. n. Matt. XXVI, 17.
ninno di questi doveva in quel momento trovarsi L'uso del pane azzimo cominciava la sera del
Gerusalemme. 14 Nisan e terminava col 21 dello stesso mese.
a

33 — Saera Bibbia, voL I.


514 Atti, XII, 4-12

autem dies Azymorum. *Queni cum appre- Ed erano i giorni degli azzimi. *E avutolo
hendisset, misit in carcerem, tradens qua- nelle mani, lo mise in prigione, dandolo In
tuor quaternìonibus militum custodiendum, guardia a quattro picchetti di quattro sol-
volens post Pascha producere eum populo. dati, volendo dopo la Pasqua presentarlo al
'Et Petrus quidem servabatur in carcere. popolo. 'Pietro adunque era custodito nella
Oratio autem flebat sine intermissione ab prigione. Ma dalla chiesa si faceva continua
Ecclesia ad Deum prò eo. orazione a Dio per luì.

•Cum autem producturus eum esset He- *Ora la notte stessa quando Erode stava
rodes, in ipsa nocte erat Petrus dormiens per presentarlo al popolo, Pietro dormiva
inter duos milites, vìnctus catenis duabus : in mezzo a due soldati, legato con due ca-
et custodes ante ostium custodìebant car- tene, e le guardie alla porta custodivano la
cerem. ^Et ecce Angelus Domini astitit et : prigione. ^Ed ecco che sopraggiunse un
lumen refulsit in habitaculo percussoque : Angelo del Signore, e splendè una luce nel-
latere Petri, excitavit eum, dicens Surge : l'abitazione e percosso Pietro nel fianco
:

velociter. Et ceciderunt catenae de manibus ,


(l'Angelo) lo risvegliò, dicendo: Levati su
eius. 'Dixit autem Angelus ad eum Prae- : prestamente. E caddero dalle mani di lui
cingere, et calcea te caligas tuas. Et fecit le catene. *E l'Angelo gli disse Cingiti e :

sic. Circumda tibi vestimentum


Et dixit ilH : legati i tuoi sandali. fece così. E
Ed egli
tuum, et sequere me. 'Et exiens sequebatur gli disse Buttati addosso il tuo pallio, e
:

eum, et nescìebat quia verum est, quod seguimi. 'Ed egli uscendo lo seguiva, e non
flebat per Angelum existimabat autem se : sapeva che fosse vero quello che si faceva
vlsum videre. "Transeuntes autem primam dall'Angelo : ma si credeva di vedere una
et secundam custodìam, venerunt ad portam visione. ^"E passata la prima e la seconda
ferream, quae ducit ad civitatem : quae guardia, giunsero alla porta di ferro che
ultro aperta est eis. Et exeuntes processe- mette in città la quale si aprì loro da sé
:

rant vicum unum


continuo discessit
: et medesima. E usciti fuori andarono avanti in
Angelus ab eo. "Et Petrus ad se reversus, una contrada e subito l'Angelo si partì da
:

dixit Nunc scio vere quia misit Dominus


: luì. "E Pietro rientrato in sé, disse Adesso :

Angelum suum, et eripuit me de manu He- veramente so che il Signore ha mandato il

rodis, et de omni expectatione plebis ludaeo- suo Angelo, e mi ha tratto dalle mani di
rum. Erode e da tutto quello che si aspettava il

popolo dei Giudei.

"Consideransque venit ad domum Mariae '*E considerata la cosa, andò alla casa di
matris Ioannis, qui cognominatus est Mar- Maria madre di Giovanni soprannominato
cus, ubi erant multi congregati, et orantes. Marco, dove stavano congregati molti e fa-

4. A quattro picchetti, i quali avevano Pob' tangolare di stoffa, in cui sogliono avvolgersi gQ
bllgo di custodirlo, dandosi il cambio di tre ore Orientali.
in tre ore. Due dei quattro soldati, d! cui si com-
E non sapeva... si credeva, ecc. Pietro era
9.
poneva ogni picchetto, stavano alla porta, e due pieno di stupore e così fuori di sé, che gli
così
nel carcere con Pietro. Dopo la Pasqua. Non vo-
sembrava una visione e non una realtà quanto ac-
leva turbare le feste con un'esecuzione capitale.
cadeva. Ricordava forse in quel momento la vi-
5. Si faceva contìnua orazione. 1 fedeli rfcor- sione di Joppe, X, 10.
•ero con fiducia a Dio, quando videro il loro pa- 10. La prima e la seconda guardia. La prima
store posto in carcere. La loro preghiera non
era costituita dai due soldati di sentinella alla
rimase inesaudita.
porta delia prjgione : la seconda invece fa d'uopo
6. Legato con due catene, ecc. L'uso romano cercarla in un'altra parte dell'ediflzìo. Niuno si
voleva che una stessa catena legasse assieme il accorse della presenza di Pietro. La porta il
prigioniero e il soldato che lo custodiva (Senec. ferro, ossia la porta esterna della prigione.
EpUt. V, 6). Pietro aveva quindi le due mani
11. Adesso veramente, ecc. Allora Pietro ebbe
(egate con due catene ai soldati che lo custodi-
coscienza della realtà delle cose, e conobbe che
vano, per modo che non poteva fare alcun movi-
non era già una visione ciò che aveva veduto,
mento senza darsi ad accorgere. Le guardie alla ma un fatto reale e indubitabile. Dalle mani
porta. Due soldati del picchetto stavano di sen-
cioè dalla potestà di Erode. Da tutto quello che
tinella alla porta.
si aspettava, ecc. I Giudei aspettavano la morte
7. Nell'abitazione, eufemismo per significare la violenta di Pietro, ma Dio venne in soccorso del
prigione. Solo Pietro vide la luce, poiché i sol- suo Vicario.
dati erano addormentati ai fianchi dell'Apostolo.
12. Considerata la cosa, ossia resosi conto esat-
8. Cingiti e legati tuoi sandali. Per riposare
i tamente di quanto era accaduto. Maria. Questa
con maggior comodità, Pietro si era levato il pia donna doveva essere di condizione piuttosto
cingolo con cui si serrava alla vita la tunica, e agiata, se poteva fare una chiesa della sua casa.
si era pure tolti dal piedi sandali. L'angelo gli
i Giovanni... Marco, cugino di Barnaba, é identi-
comanda percid di cingersi e di legarsi i sandali. ficato comunemente coll'Evangelista S. Marco.
Il pallio, ossia la veste esteriore; una pezza ret- V. Introduzione al Vangelo di S. Marco e Att.
Atti, XII, 13-22 515

"Pulsante autem eo ostium ianuae, pro- cevano orazione. "E avendo egli picchiato
audiendum, nomine Rhode.
cessi! puella ad all'uscio del cortile, una fanciulla per nome
^*Et ut cognovit vocem Petri, prae gaudio Rode andò a vedere. **E riconosciuta la
non aperuit ianuam, sed intro currens nun- voce di Pietro, per l'allegrezza non aprì la
ciavit stare Petrum ante ianuam. ^*At ili! porta, ma correndo dentro diede la nuova
dixerunt ad eam Insanis. Illa autem afflr-
: che Pietro era alla porta. "Ma quelli le
mabat sic se habere. UH autem dicebant : dissero Tu sei impazzita. Ella però asse-
:

Angelus eius est. "Petrus autem perseve- riva che era così. Ed essi dissero E' il :

rabat pulsans. Cum autem aperuissent, vi- suo Angelo. "Ma Pietro continuava a pic-
derunt eum, et obstupuerunt. "Annuens chiare. E quand'ebbero aperto, lo videro, e
autem eis manu ut tacerent, narravit quo- rimasero stupefatti. "Ma fatto loro segno
modo Dominus eduxisset eum de carcere, con mano che tacessero, raccontò in qual
dixitque Nunciate lacobo, et fratrìbus
: modo il Signore lo avesse cavato di prigione,
haec. Et egressus abiit in alium locum. e disse Fate saper queste cose a Giacomo
:

e al fratelli. E partitosi andò altrove.

die, erat non parva turbatio


"Facta autem "Ma fattosi giorno, c'era non piccolo
quidnam factum esset de Petro.
Inter milites, rumore per quel che fosse
tra i soldati
"Herodes autem cum requisisset eum, et seguito di Pietro. "Ed Erode, fatto cercar
non invenisset, inquisitione facta de custo- di lui, né avendolo trovato, esaminati i cu-
dibus, iussit eos duci descendensque a lu- : stodi, comandò che fossero menati (a
daea In Caesaream, ibi commoratus est. morte) e andando dalla Giudea a Cesarea,
:

quivi si fermò.

autem iratus Tyriis, et Sidonils. At


**Erat "Era egli irato co' Tiri e coi Sidoni. Ma
illiunanimes venerunt ad eum, et persuaso questi di comune consenso andarono da lui,
Blasto, qui erat super cubiculum regis, po- e col favore di Blasto cameriere del re, do-
stulabant pacem, eo quod alerentur reglo- mandavano la pace, perchè egli dava al loro
nes eorum ab ilio. "Statuto autem die He- paese onde sussistere. *'E il dì stabilito
rodes vestitus veste regia, sedit prò tribunali, Erode vestito d'abito reale e sedendo sul
et concionabatur ad eos. '*Populus autem trono, parlamentava con essi. "E il popolo

Xm, 5, 13; XV, 37, 39; Golosa. IV, 10; I Piet. a fondarvi una Chiesa. Infatti gli antichi scrit-
V, 13; Filem. I, 24; II Tim. IV, 11. tori, quali parlano di un primo viaggio di
i

Pietro a questa città, lo pongono nei primi anni


13. Ptr nome Rode, ossia Rosa. Costei era pro- dell'impero di Claudio. V. Brassac. M. B. voi. II,
babilmente la portinaia di casa.
p. 95 e ss. Le Camus. L'Oeuvre des Apótres.
14. Son la porta. Piena del desiderio di
aprì, Tom. I, p. 317 e ss. Knab. Com. in Act. Ap.
annunziare subito la liberazione di Pietro ai fe- h. I., ecc.
deli che stavano pregando per lui, si dimenticò 18. Fattosi giorno, ecc. I quattro ultimi soldati,
di aprire la porta. stati di guardia, avendo constatato che
che erano
15. Sei impazzita. Il fatto sembrava loro troppo Pietro era sfuggito dalle loro mani, temettero
straordinario e inverosimile. E' il sao angelo cu- fortemente per la loro vita.
stode, il quale ila preso la figura di Pietro. Da 19. Fossero (a morte). La legge ro-
menati
queste parole si deduce come i primi fedeli cre- mana condannava soldato, che si lasciava sfug-
il
dessero che ogni uomo avesse un angelo deputato gire un prigioniero, alla stessa pena che il pri-
alla sua custodia. Anche Gesù (Matt. XVIII, 10) gioniero avrebbe dovuto subire. A Cesarea. Ce-
ha parlato della custodia degli angeli. sarea non era propriamente compresa nel terri-
segno, ecc. fedeli si affollarono torio della Giudea. Erode passate le feste di
17. Fatto loro I

lertamente intorno all'Apostolo, e gli rivolsero Pasqua, per le quali si era recato a Gerusalemme,
mille domande però sapeva che non gli con-
; egli tornò a Cesarea, che era la capitale del suo regno,
veniva richiamare sopra di sé l'attenzione del po- V. n. Vili, 6. Si fermò. Non possiamo sapere
polo, rimanendo ancora a Gerusalemme, perciò con precisione quanto tempo si sia fermato.
raccomandato il silenzio, e fatta una breve narra- 21. 71 cioè il secondo giorno dei
dì stabilito,
jione dell'accaduto, partì dalla città. A Giacomo grandi celebrare a Cesarea da A-
giuochi fatti
Minore, l'unico Apostolo che forse allora si tro- grippa in onore dell'imperatore Claudio (Gius.
vava in Gerusalemme. Era figlio ài Alfeo e pa- FI. A. G. XIX, 8, 2), che l'aveva fatto re di
tutta
rente del Signore. V. XV, 13; Gal. I, 19; II, 9) la Palestina. Vestito di abito reale. L'abito
che
Ai fratelli, cioè agli altri cristiani, che trepidavano indossava Erode, era, al dire di Giuseppe (ibid.)
per la sorte che gli era toccata. tutto di tela d'argento tessuta col più raro artificio.
Andò altrove. Queste ultime parole fanno evi- Ai raggi del sole scintillava in modo straordinario,
dentemente supporre che Pietro abbia abbando- e diventava così splendente che incuteva timore
nato Gerusalemme per un tempo assai notevole, a chi lo rimirava. Sedendo sul trono, cioè sopra
tanto pili che Paolo e Barnaba quando vi
si re-
una tribuna dell'anfiteatro. Parlamentava, ossia
aarono a portare le elemosine dei fedeli d'Antio- faceva un pubblico discorso ai Tiri e ai Sidoni.
chia, egli era ancora assente dalla città. L'Apo-
tempo gli 22. Voce d'un Dio, ecc. Anche Giuseppe Flavip
stolo San Pietro abbandonò in questo
volu a Roms (loc. cit.)narra che gli adulatori si misero s
•tóti di Agrippa, e andò la pròna
516 Atti, XII, 23 — XIII, 2
acclamabat Dei voces, et non hominis.
: acclamava : Voce di un Dio e non di un
*'Confestim autem percussit eum Angelus uomo. "Ma ad un tratto l'Angelo del Si-
Domini, eo quod non dedisset honorem Deo : gnore lo percosse, perchè non aveva dato
et consumptus a vermibus, expiravit. gloria a Dio e roso dai vermi, spirò.
:

'*Verbum Domini crescebat, et


autem '*Ma parola di Dio cresceva e fruttifi-
la
multiplicabatur. ^''Barnabas autem et Saulus cava. "E Barnaba e Saulo ritornarono da
reversi sunt ab lerosolymis expleto mini- Gerusalemme, adempiuto il lor ministero,
sterio, assumpto Ioanne, qui cognominatus e preso con sé Giovanni soprannominato
est Marcus. Marco.

CAPO XIII.

Barnaba e S. Paolo in Antiochia, 1-3. —


Missione a Cipro, il mago Elima e il
Proconsole Sergio Paolo, 4-12. —
Da Pafo ad Antiochia di Pisidia, 13-15 >

Discorso di S. Paolo Tiella Sinagoga, 16-41. —
Frutti della predicazione di
S. Paolo e di S. Barnaba, 42-52.

*Erant autem in Ecclesia, quae erat An- 'V'erano nella Chiesa di Antiochia pro-
tiochiae, prophetae, et doctores, in quibus feti e dottori, tra Barnaba e Simone
i quali
Barnabas, et Simon, qui vocabatur Niger, chiamato il Nero, e Lucio di Cirene, e
et Lucius Cyrenensis, et Manahen, qui erat Manahen fratello di latte di Erode Tetrarca,
Herodis Tetrarchae collactaneus, et Saulus. e Saulo. 'Or mentre essi attendevano si
'Ministrantibus autem illis Domino, et servizio e digiunavano, disse lo Spirito

"Sup. 11, 29.

gridare che Erode era un Dio, e dicevano : sotto i procuratori Cuspio Pado e Tiberio Ales-
Abbi misericordia di noi, perchè se fino al pre- sandro, che governarono la Palestina subito dop*
sente ti abbiamo tenuto per uomo, d'ora in avanti la morte di Agrippa, si ebbe una grande carestia.

ti riconosciamo per un Dio. Erode lungi dal bia- Durante questa carestia Paolo e Barnaba si reca-
simare la stolta ed empia adulazione, se ne com- rono a Gerusalemme a portar soccorsi ai fedeli.
piaceva e lasciava che gli venissero tributati onori, Pietro era assente dalla città. V. n. XI, 30. Gio-
che a Dio solo convengono. Ciò viene indicato vanni,.. Marco. V. n. 12.
al v. seguente Non aveva dato gloria a Dio.
:

33. L'angelo della vendetta di Dio subito lo CAPO XIII.


punì della sua arroganza. Anche Giuseppe narra 1. Profeti. I profeti erano uomini
ispirati da
che poco dopo aver ascoltata quell'adulazione Dio, i quali per un dono speciale conoscevano
Erode fu colto da forti dolori di visceri, e in l'avvenire e cose occulte per edificazione e
le
capo a cinque giorni morì, all'età di 54 anni, consolazione dei fedeli. I Cor. XIV, 3. Dio si ser-
.dopo aver regnato per sette anni e qualche mese. viva spesso di essi per far conoscere la sua to-
La sua morte avvenne nell'anno 44 d. C. La nar- lontà. I dottori possedevano il dono di sapere
razione di S. Luca concorda perfettamente con insegnare con facilità e con frutto le verità della
quanto afferma Giuseppe, e benché in alcuni fede. Nell'enumerazione delle grazie gratis date
punti sia più indeterminata, in altri però, come fatta da S. Paolo (I Cor. XII, 28) la profezia
p. es. riguardo alla natura della malattia, da cu! occupa il secondo posto, e i dottori vengono
fu colpito ed alle circostanze dell'ambascieria dei nominati subito dopo i profeti. I due doni si trova-
Tiri e dei Sidoni, ecc., è molto più precisa. vano talvolta uniti in una sola persona, più spesso
Roso dai vermi, ecc. Cosi il primo persecutore invece chi possedeva l'uno, era privo dell'altro.
della Chiesa fu colpito da Dio con quella stessa Barnaba che era stato inviato dagli Apostoli a
malattia da cui era stato colpito il profanatore del organizzare la Chiesa di Antiochia, XI, 22. Si-
tempio, Antioco Epifane, II Marc. IX, 5-9. Morto mone... Nero, così detto forse per il colore del
Erode, la Palestina fu nuovamente aggregata alla volto. Lucio di Cirene. V. n. II, 10 e XI, 20.
provincia romana di Siria, e fu governata dai Manahen, nome ebraico, che significa consolatore.
procuratori.
Fratello di latte. Il greco avwpo^o^ significa piut-
24. Cresceva e fruttificava. Agrippa aveva ten- tosto compagno di educazione. Manahen appar-
tato di soffocarla, ma era stato colpito dalla teneva probabilmente a qualche nobile famiglia,
vendetta di Dio, e non ostante le sue violenze, se fu educato alla corte di Erode il Grande in-
fi Vangelo andava sempre più dilatandosi nel sieme a Erode Tetrarca o Antipa. V. n. Matt. XIV,
mondo. V. n. VI, 7; IX, 31. 1. Di questi tre ultimi profeti non ci fu traman-

25. Ritornarono da Gerusalemme ad Antiochia, dato altro che il nome. Saulo come ultimo con-
adempiuto il loro ministero, cioè dopo aver por- vertito viene numerato dopo tutti gli altri.
tato le elemosine de! fedeli Antiocheni (XI, 29, 2. Mentre essi attendevano al servizio, ecc. Nd
30). Al dire di Giuseppe F. (Ant. G. XX, 5. 2) greco ti legge XstTovpYovvroav. Questa parola
Atti, XIII, 3-7 517

ielunantibus, dizlt illis Spiritus sanctus : santo; Mettetemi a parte Saulo e Barnaba
Segregate mihi Saulum, et Baraabam in per un'opera, alla quale li ho destinati.
opus, ad quod assumpsi eos. 'Tunc ieiunan- 'Allora dopo aver digiunato e pregato, im-
tes, et orantes, imponentesque eis manus, poste loro le mani li licenziarono.
dimiserunt illos.

^Et ipsi quidem missi a Spirìtu sancto *Essi dunque mandati dallo Spirito santo
abierunt Seleuciam; et inde navigavenint andarono a Seleucia, e di lì navigarono a
Cyprum. *Et cura venissent Salaminam. Cipro. *E giunti a Salamina, annunziavano
praedicabant verbum Dei in synagogis lu- la parola di Dio nelle sinagoghe degli Ebrei.
daeorum. Habebant autem et Ioannem in E avevano Giovanni per aiuto. 'E avendo
ministerio. 'Et cura perambulassent univer- scorsa tutta l'isola sino a Pafo, trovarono
sam insulam usque Paphum, inveneruot un certo uomo mago, falso profeta, Giudeo,
quemdam virum magum pseudo-prophe- per nome Barjesu, ^ìl quale era col pro-
tham, ludaeum, cui nomen erat Bar-Iesu, console Sergio Paolo, uomo prudente. Questi
^Qui erat cum ProccMisule Sergio Paulo viro chiamati a sé Barnaba e Saulo, bramava di
prudente. Hic, accersitis Barnaba, et Sau- udire la parola di Dio.
k>, desiderabat audire verbum Dei.

che viene usata dai LXX per significare il culto sentati a Gesù : in tutti gli altri luoghi è sempre
prestato a Dio
nel tabernacolo o nel tempio, ordinata o a sanare infermi e risuscitare morti
•igìiiflca qui il culto cristiano. Mentre adunque (Matt. IX, 18; Marc. V, 23; XVI, 18; Lue, IV,
i cinque nominati prestavano il pubblico culto a 40; Att. IX, 12, 17; XXVIII, 8), oppure importa
Dio, o meglio ancora mentre celebravano i divini una consacrazione a Dio (Atti, VI, 6; Vili, 17;
misteri e consecravano l'Eucaristia Disse lo Spi-: XIX, 6; I Tim. IV, 14; V, 22; II Tim. I, 6).
rito Santo per bocca di qualche profeta, ecc. Alla Li Ucenziarono raccomandandoli a Dio, acciò
celebrazione dei divini misteri andava congiunta potessero adempire con frutto la loro missione.
fin dai primi tempi la pra ca della penitenza e 4. Mandati, ecc. S. insiste nel far notare
Luca
pecialmente del digiuno. l'origine divina della missione. Seleucia è
loro
Mettetemi a parte. Mettere a parte per Dio una città della Siria, che sorge sul Mediterraneo
•igniflca nella Scrittura separare da ogni com- presso la foce dell'Oronte a circa 40 chilometri al
mercio profano e consecrare interamente a Dio sud di Antiochia. Seleucia essendo il porto natu-
(Num. XVIII, 24; Ezech. XLV, I, 13, ecc.). Lo rale di Antiochia era a quei tempi un centro im-
Spirito Santo domanda che Paolo e Barnaba per portante di traffico e di commercio. Cipro, isola
mezzo di una speciale consecrazione sieno separati del Mediterraneo, sta dirimpetto a Seleucia. Era
dagli altri fedeli, affinchè possano compiere l'o- la patria di Barnaba, IV, 36, e di alcuni fra i cri-
pera, ossia la conversione dei pagani, che a stiani, che fondarono la Chiesa di Antiochia, X,
loro in modo speciale aveva affidato. IX, 15; Rom. 19-20. I Giudei avevano fiorenti colonie e varie
I, 1 ; Gal. I, 15. Per la prima volta Paolo viene sinagoghe, e presso di loro si potevano sperare
nominato prima di Barnaba, XI, 25, 30 ; XII, 25. frutti di conversione.
3. Dopo aver digiunato, e la
ecc. Il digiuno 5. Salamina, città assai importante, sorgeva
preghiera furono una preparazione all'imposizione nella parte orientale dell'isola non lungi dalla
delle mani. Imposte loro le mani. Questa imposi- moderna Famagosta. Era il porto più vicino a
zione delle mani preceduta dal digiuno e dalla Seleucia. Nelle sinagoghe, ecc. Paolo e Barnaba
preghiera non è una semplice cerimonia, ma una cominciano la loro predicazione dagli Ebrei
vera consacrazione, per la quale a Paolo e a (Rom. I, 16; XI, 14, ecc.). Quando alle adunanze
Barnaba venne conferito l'ordine episcopale. Que- delle sinagoghe interveniva qualche ebreo stra-
sta interpretazione è quasi comune tra gli esegeti niero, egli veniva invitato a parlare. Paolo e Bar-
e i teologi cattolici, ed è seguita pure da pa- naba approfittano di per an-
questa circostanza
nunziare ai Vangelo.
loro correligionarii il

Giovanni Marco cugino di Barnaba. V. n. XII,


12. P«r aiuto, ossia in qualità di aiutante nel pre-
dicare, nel battezzare, ecc.

6. Pafo, ossia Nuova-Pafo, sorgeva nella


parte
più occidentale dell'isola. Arricchita di un buon
porto, era la sede del governatore romano. L'an-
tica Pafo, celebre per il suo tempio di
Venere,
sorgeva alquanto più al nord. Mago. La magia e
la stregoneria erano a questo tempo
molto in
voga presso i Giudei, come sì può conoscere dal
Talmud. Gli scrittori romani ci dicono pure che
numerosi prestigiatori Caldei eserciUvano la loro
arte nella città dell'impero. Bariesu,
parola ara-

Fig. i8o. — Scena di ordinazione. maica, che significa figlio di Gesù. Il nome di

Gesù era molto comune presso i Giudei.


(Antico affresco).
7. Col proconsole Sergio Paolo. Vi è in
queste

stessi protestanti. Nel Nuovo Testa-


parole una prova evidentissima dell'esattezza sto-
recchi fra gli l'imperatore
rica di S. Luca. E' noto infatti che
mento infatti l'imposizione delle mani non è mai Augusto divise in due classi le provincie dell'im-
ricordata come una cerimonia di semplice
bene-
pero le une erano governate da lui personalmente
fanciulli pre-
dizione, se non quando si parla dei
:
518 ATTI, XIII, 8-13

'Resistebat autem illis Elymas magus, (sic *Ma Elima il mago (questa è infatti rio-
enim interpretatur nomea eius) quaerens terpretazione del nome di lui) si opponeva
avertere Proconsulem a fide. *Saulus autem, loro, cercando alienare il proconsole
di
qui et Paulus, repletus Spiritu sancto, in- dalla fede. *Ma
Saulo, il quale si chiama
tuens in eum, "Dixit : O
piene omni dolo, anche Paolo, ripieno di Spirito santo, mi-
et omni fallacia, fili omnis
diaboli, inimice rando fissamente colui, ^'disse tu, che
: O
iustitiae,non desinìs subvertefe vìas Do- sei pieno d'ogni inganno e di ogni falsità,
mini rectas. "Et nunc ecce manus Domini figliuolo del diavolo, nemico di ogni giu-
super te, et eris caecus, non videns solem stizia, tu non rifinisci di pervertire le vie
usque ad tempus. Et confestim cecidit in diritte del Signore. "Or ecco adunque la
euro caligo, et tenebrae, et circuiens quae- mano del Signore sopra di te, e resterai
rebat qui ei manum daret. "Tunc Proconsul cieco senza vedere il sole per un certo
cum vidisset factum, credidit admirans super tempo. E subito una tenebrosa caligine
doctrina Domini. . cadde sopra di lui, e aggirandosi intorno
cercava chi gli desse mano. "Allora il pro-
console veduto il fatto, credette, ammirando
la dottrina del Signore.

"Et cum a Papho navigassent Paulus, et "E da Pafo partissi Paolo e quelli che
qui cum eo erant, venerunt Pergen Pamphy- erano con lui, arrivarono a Perge della Pan-
liae. loannes autem discedens ab eis, rever- filia. Ma Giovanni separatosi da essi ritornò

sus est lerosolymam. a Gerusalemme.

per mezzo di funzionari! chiamati legati o pro- pieno di un santo zelo, mirando fissamente eoa
pretori, le altre invece erano governate dal senato occhio severo e minaccioso colui, ecc.
per mezzo di proconsoli. Ora benché al dire di che nel tuo modo
10. Figliuolo del diavolo, cioè
Strabone (XVII, 25) Augusto avesse riservato per di mostri tutta l'indole del diavolo oppo-
agire
sé l'isola di Cipro, più tardi però la cedette al nendoti ai disegni di Dio, vero barsatan non
senato, come narra Dione Cassio (LIV, 4), e bariesu. Le vie diritte del Signore. Tu non cessi
l'isola fu governata da proconsoli. Una iscrizione colle tue falsità e menzogne di rendere inutili
trovata nei 1877 ricorda infatti un proconsole quei mezzi di salute, che Dio ha istituito per sal-
Paolo che non può essere altro che quello men- vare gli uomini, ossia non cessi di opporli alla
zionato da S. Luca. V. Vigouroux, Le Nouveaa predicazione del Vangelo, e di allontanare gli uo-
Testament et les décoavertes archéoìogiques mo- mini dall'abbracciare la religione, che loro pre-
dernes, Paris, 1896, p. 200 e ss. —
Uomo pru- dichiamo.
dente, che non si lasciò ingannare dalla falsa dot-
trina del mago, ma desiderò di conoscere la veriti, 11. La mano vendicatrice del Signore. Paolo gii

facendo a tal fine chiamare Paolo e Barnaba per annunzia il castigo di Dio. Her un certo tempo
udire quali cose essi annunziassero. Questa cecità temporanea, da cui fu colpito, do
veva essere per lui uno stimolo e un invito a fare
8. parola araba, che significa il sa-
Elima,
penitenza. Subito, ecc. L'esecuzione della sea-
piente.Per darsi maggior importanza aveva preso tcnza fu immediata.
un nome straniero. Si opponeva loro. Compren-
deva che gli Apostoli smascheravano le sue im- La cecità, da cui era stato colpito
12. Credette.
posture, e quindi cercava di contraddirli, e ve- il mago, apri gli occhi a Sergio Paolo, ed egli
dendo che Sergio Paolo faceva buon occhio alla si converti. Ammirando, ecc. Era pieno di mera-
nuova dottrina, si sforzava di allontanarlo dalla viglia, vedendo che Dio con un miracolo aveva
fede. subito punito in modo così tragico chi aveva cer-
cato di combatter la dottrina cristiana.
9. Saulo, chiama anche Paolo. Da
U quale al
questo punto S. Luca non chiama pili l'Apostolo 13. Da
Pafo. Non sappiamo quanto tempo
col nome di Saulo, ma con quello di Paolo. Varie abbia durato l'evangelizzazione di Cipro. Paòl»
spiegazioni furono proposte di questo fatto. Al- e quelli che erano con lui. 11 greco oi m.p\ jiavAov
cuni ricorrendo all'etimologia latina del nome mostra chiaramente che Paolo era fi capo della
Paolo, hanno pensato che l'Apostolo abbia voluto missione. Barnaba non occupa che un posto
essere così chiamato per modestia e per umiltà; secondario. Imbarcatisi a Pafo, giunsero al porto
Paulus significa infatti piccolo, dappoco. Altri di Attalia nell'Asia Minore, oppure penetrati nel
invece con S. Gerolamo (De vir. ili. 5) ritengono fiume Cestro arrivarono direttamente a Perge.
che egli abbia preso questo nome a ricordo della Perge, capitale della Panfilia, sorge sulla riva del
vittoria riportata sul proconsole Sergio Paolo. Cestro a poco più di 1 1 chilometri dal JVlediter-
Altri però in maggior numero e con più ragione raneo. Panfilia, provincia dell'Asia Minore. V. n.
pensano che l'Apostolo avesse due nomi, uno II, 10. Giovanni Marco. Mentre Paolo e Bar-
ebraico, Saulo, e l'altro latino. Paolo. L'uso di naba stavano per attraversare la catena del
due nomi era abbastanza diffuso in Oriente. Tauro per recarsi sull'altipiano della Frigia e
L'Apostolo, ebreo di nascita, ma cittadino ro- della Pisidia, Giovanni Marco non volle più se-
mano, cominciò a usare unicamente il nome guirli, ma ritornò a Gerusalemme. Non sappiamo
latino, quando ebbe a trattare coi rappresentanti quale sia stato il motivo di una tal decisione, se
dell'autorità romana, il che avvenne in Cipro alla la difflcoltà del viaggio, o la stanchezza ; o un*
conversione di Sergio Paolo. scoraggiamento; è certo però che Paolo ne ri>
Ripieno di Spiiìto Santo, cioè conosciuta la mase disgustato assai. V. XV, 18.
cosa per una rivelazione dello Spirito Santo.
Atti, XIII, 14-20 519

"lUi vero pertranseuntes Pergen, vene- "Essi, lasciata Perge, giunsero ad An-
runt Antiochiam Pisidiae et ingressi syna- : tiochia di Pisidia ed entrati nella Sina-
:

gogam die sabbatomm, sederunt. "Post lec- goga il giorno di sabato, si misero a se-
tionem autem legis, et Prophetanim, mise- dere. "E fatta che fu la lettura della legge
runt priDcipes synagogae ad eos, dicentes : e dei profeti, i capi della Sinagoga man-
Viri fratres, si quis est in vobis sermo darono a dir loro : Fratelli, se avete qualche
exhortationis ad plebem, dicite. discorso da istruire il popolo, parlate.

"Surgens autem Paulus, et manu silen- ^*E Paolo, alzatosi e facendo colla mano
ti um
indicens, alt Viri Israelitae, et qui ti-
: segno di tacere, disse Uomini Israeliti, e:

metis Deum audite ^^Deus plebis Israel ele- : voi che temete Dio, udite : ^^11 Dio del
git patres nostros, et plebem exaltavit cimi popolo di Israele elesse ì padri nostri, ed
essent incolae in terra Aegypti, et in brachio esaltò il popolo, mentre abitavano pellegrini
excelso eduxit eos ex ea, ^'Et per quadra- nella terra dì Egitto, e alzato il suo braccio
ginta annorum tempus mores eorum susti- li trasse fuori di essa, "e per lo spazio di
nuit in deserto. "Et destruens gentes septem quarant'anni sopportò 1 loro costumi nel
in terra Chanaan, sorte distribuit eis ter- deserto. "Distrutte poi sette nazioni nella
ram eorum, '"Quasi post quadrigentos et terra di Chanaan, distribuì loro a sorte la
quinquaginta annos et post haec dedit iu- : terra di esse, **circa quattrocento cinquanta

"Ex. 1, 1 et 13, 21, 22. "Ex. l6, 3. "Jos. U, 2. ««Jud. 3, 9.

14. Antiochia di Pisidia, cosi chiamata per di- bramo, Isacco, Giacobbe, ecc. Esaltò il popolo,
stinguerla da Antiochia di Siria. Si trova nella facendolo crescere di numero. V. cap. VII, 17 ;

parte piiì settentrionale della Pisidia, ai confini Esod. I, 12. Alzato il suo braccio, ossia, coi piti
colla Frigia. Gli antichi autori l'attribuiscono tal- grandi prodigi della sua potenza li fece uscire
Tolta anche a quest'ultima provincia, né ciò reca daU'Egitto. Esod. VI, 6; XV, 16; Deut. IV, 34;
neraviglia, se si pensa che i confini tra provincia V, 15; VII, 19; IX, 29, ecc.
e provincia non erano sempre ben determinati. 18. Sopportò i loro costami, cioè le loro mor-
Edificata da Seleuco Nicànore, sotto Augusto fu morazioni, infedeltà, ingratitudini e ribellioni av-
elevata alla dignità di colonia romana. Entrati venute durante i 40 anni del deserto. Invece della
nella sinagoga per pigliar parte al servizio di- lezione èTpo:to(?ópT\nf:v sopportò con pazienza, pa-
vino, si misero à sedere. Benché Paolo fosse recchi critici preferiscono la lezione étop909ÓpT\<Tev
Apostolo dei gentili, tuttavia comincia sempre U nutrì, che si trova in molti buoni codici, p. es.
sua predicazione dagli Ebrei. Rom. I, 16; IX, Aless. Efr., e in diverse versioni. In ogni caso
1, ecc. l'Apostolo vuole mostrare la bontà di Dio.
che fu la lettura, ecc. Una parte del
15. Fatta 19. Sette nazioni, come é narrato nel Deute-
servizio religioso delle sinagoghe consisteva nella ronomio, VII, 1.Queste nazioni sono gli Hetei,
lettura di alcuni passi del Pentateuco e di al- i Gergezei, gli Amorrei, i Cananei, I Ferizei, gli
cuni altri passi tratti dai profeti. V. n. Lue. IV, Evei e i Giebusei. Distribuì loro a sorte, ecc.
16. Alla lettura seguiva una breve esorUzione, a V. Gios. XIII, 7 e ss. ; XIV, 2 e ss. Alcuni codici
far la quale veniva invitato il forestiero, che si greci hanno : xatexXiipoYÓniioEv, diede loro in
fosse trovato presente. Ogni sinagoga era gover- eredità.
nata da un capo detto archisinagogo (Mar. V, 22),
assistito da un consiglio piiì o meno numeroso di 20. Circa quattrocento, ecc. Nella Volgata e
varii membri, i quali dovevano aiuurlo nel com- nel codice di Beza e in tutte le versioni che ne
piere il suo uffizio e nell'ordinare tutto ciò che dipendono, i 450 anni si riferiscono a quanto f«
si riferiva alla sinagoga. Nelle adunanze costoro detto nei vv. precedenti, e indicano il tempo
avevano un posto speciale, e ad essi veniva anche trascorso prima che gli Ebrei entrassero in pos-
esteso il nome di capi della sinagoga, o archisi- sesso della Palestina, cioè i 400 anni circa della
nagoghi. dimora in Egitto (Gen. XV, 13), i 40 anni del
deserto, e i 10 anni di varie guerre dovute soste-
Paolo alzatosi, come solevano fare gli ora-
16. nere in Canaan prima di esserne i pacifici pos-
tori. Il discorso di S.
Disse. Paolo può dividersi sessori. Parecchi codici greci {Vat. Sin., ecc.)
in tre parti, nella prima delle quali, 16-25, si dà riferiscono invece i 450 anni alla durata del tempo,
un breve sguardo ai benefizi fatti da Dio a Israele dei Giudici, da Giosuè a Samuele. Questa lezioni
fino alla venuta del Messia; nella seconda, 26-37, però, benché si accordi con Giuseppe
Flavio
si fa vedere che Gesù, benché sia stato 443
rigettato
(A. G. Vili, 3, 1 e X, 8, 6), il quale pone
dai capi dei Giudei, tuttavia è il Messia, perché anni tra Giosuè e Samuele, difilcilmente però
si

in lui si sono adempite tutte le profezie.


Nella
può conciliare con quanto viene detto nel III Re
terza parte, 38-41, si deduce la conclusione che é VI, 1, che cioè il quarto anno del regno di Sa-
aecessario credere a Gesù Cristo e stare a Lui 480 anno dall'uscita dal-
lomone corrisponde al
intimamente uniti. Uomini Israeliti e voi che, ecc. l'Egitto. La lezione della Volgata è quindi da
Paolo si rivolge alle due categorie dei suoi uditori, preferirsi, come ritengono i migliori critici.
dei quali gli uni sono Giudei di nascita,
gli altri
Poi diede i Giudici. Quando il popolo d'Israele,
che
Bono proseliti detti ordinariamente: coloro oppresso per i suoi peccati dagli altri popoli,
Umono Dio. V. w. 26, 43, 50; XVI, 14; XVII, ricorreva a Dio invocando pietà e facendo
peni-
(V. Giud.
; XVIII, 7, ecc. tenza. Dio mandava 1 Giudici a libersrio
patriarchi A- Ili, 9, ecc.).
17. Elesse i padri nostri, cioè i
520 Atti, XIII, 21-29

dices, usque ad Samuel Prophetam. **Et anni dopo : e dipoi diede I Giudici sino a
exinde postulaverunt regem et dedit illis : Samuele profeta. **E poscia chiesero un
Deus Saul fllium Cis, virum de tribù Be- ree Dio diede loro Saul figliuolo di Cis,
:

njamin, annis quadraginta. ''Et amoto ilio, uomodella tribù di Beniamin, per anni
suscitavit illis David regem cui testimo- : quaranta. "E tolto lui, suscitò loro per re
nium perhibens, dixit Inveni David fllium
: David cui rendendo testimonianza, disse
: :

lesse, virum secundum cor meum, qui fa- Ho trovato David figliuolo di Jesse, uomo
ciet omnes voluntates meas. secondo il cuore mio, il quale farà tutti i
miei voleri.
''Huius Deus ex semine secundum pro- "Dal seme di lui trasse Dio, secondo la
missionem eduxit Israel salvatorem lesum, promessa, il Salvatore per Israele, Gesù,
**Praedicante Ioanne ante faciem adventus **avendo predicato Giovanni dinanzi a lui
eius baptismum poenitentiae omni populo che veniva il battesimo di penitenza a tutto
Israel. '"Cum impleret autem Ioannes cur- il popolo d'Israele. '*E compiendo Giovanni

sum suum, dicebat Quem me arbitramini


: la sua missione, diceva Chi credete voi :

esse, non sum ego, sed ecce venit post me, che io mi sia ? Non sono io quello, ma ecco
cuius non sum dignus, calceamenta pedum che vien dopo di me uno, di cui non son
solvere. degno di sciogliere i sandali dai piedi.

"Viri fratres, fllii generis Abraham, et "Uomini fratelli, figliuoli della stirpe di
qui in vobis Deum, vobis verbum
timent Abramo, e chiunque tra voi teme Dio, a
salutis huius missum est. '^Qui enim ha- voi è stata mandata la parola di questa
bitabant lerusalem, et principes eius hunc salute. '^Perocché Gerusa-
gli abitanti di
ignorantes, et voces prophetarum, quae per lemme e i loro principi non avendo cogni-
smne sabbatum leguntur, ludicantes imple- zione di lui, né delle voci dei profeti, che
verunt, "Et nullam causam mortis inve- si leggono ogni sabato, condannandolo, le
nientes in eo, petierunt a Pilato, ut interfl- adempirono "E non avendo trovato In lui
:

cerent eum. "Cumque consumassent omnia, causa alcuna di morte, chiesero a Pilato

»M
Reg. 8, 5 et 9, 16 et 10, 1. "I Reg. 13, 14 et 16, 13; Ps. 88, 21. " Is. 11, 1.
"Matth. 3, 1; Marc. 1, 4; Lue. 3, 3. "
Matth. 3, 11; Marc. 1, 7; Joan. 1, 27. " Matth. 27,
20, 23; Marc. 15, 13; Lue. 23, 21, 23; Joan. 19, 15.

21. Poscia, quando Samuele era invecchiato, A voi è stata mandata per il mio ministero, Ì>
chiesero nn re (I Re Vili, 5). Diede loro Saul parola di questa salute, il cui autore è Gesù
(I Re IX, 1, ecc.). Per anni quaranta. Il V. T. Cristo.
non ci dice quanto abbia regnato Saul; ma si
27. Non avendo cognizione di lai. V. n. Ili, 17.
ricava però da Giuseppe (Ant. G. VI, 14, 9),
che gli anni del suo regno furono quaranta. Né dell» voci dei profeti, ecc. Benché I Giudei
leggessero ogni sabato i libri dei profeti (V. n. 15),
22. Suscitò loro per re David (I Re XIII, 13 non compresero tuttavia le profezie relative alla
e 88. ; XVI, 13). Disse, ecc. La citazione non è passione e morte di Gesù, e non si accorsero che
letterale, ed è formata di alcune parole tratte dal
domandando la sua morte, venivano senza volerlo
salmo LXXXVIII, 21, e di alcune altre tratte dal a compiere quanto i profeti avevano predetto.
I Re XIII, 16. Farà tutti i miei voleri, all'opposto
Paolo fa cosi vedere che la morte del Messia
di Saul, che mi ha disubbidito. era stata preordinata e predetta da Dio, e che lo
23. Dalseme di Davide trasse Dio secondo scandalo della croce non deve essere un osta-
la promessa (II Re VII, 16; Salm. LXXXVIII, colo alla conversione, anzi è un argomento
30, ecc.). Dio aveTa promesso a Davide che dalla favore della messianiti di Gesù Cristo.
sua stirpe sarebbe nato il Messia.
24. Avendo predicato Giovanni, ecc. Giovanni 28. Non avendo trovato, ecc. Il discorso di
ha preparato la via al Messia predicando il bat- S. Paolo ha motti punti di contatto con quello cH
tesimo di penitenza (Matt. III, 1 e ss. Mar. I, ;
S. Pietro, II, 23 e ss. I due Apostoli, benché
4 e ss. ; 3 e ss.). Paolo richiama
Lue. III, la testi- cerchino di attenuare la colpa dei Giudei, affer-
monianza di Giovanni, perchè questi godeva mano però colla maggior forza possibile l'inno-
grande autorità presso i Giudei. cenza del Salvatore.
25. Compiendo Giovanni la sua missione di 29. Depostolo dal legno, lo posero, ecc. Ben-
precursore, diceva chiaramente Io non sono colui
: ché coloro che prestarono tale uffizio a Gesù fos-
che voi vi pensate. Il Messia verrà dopo di me, sero i due discepoli, Giuseppe di Arimatea e Ni-
ed è tanto superiore a me che io non sono codemo, tuttavia S. Paolo, riassumendo in breve
degno, ecc. (Matt. III, 11; Mar. I, 7; Lue. Ili, la storia della passione, attribuisce tutto ai Giudei,
15; Giov. I, 20, ecc.). La frase nel testo latino è tanto più
i due discepoli oltre all'esser*
che
molto più naturale che nel greco, dove si legge : abitanti Gerusalemme, erano pure capi del
di
Chi credete voi che io sia ? non sono io quello. popolo e membri del Sinedrio (Lue. XXIII, 50;
26. Uomini fratelli, ecc. Per mezzo di questi Mar. XIV, 43; Giov. Ili, 1; XIX. 38). Essi peri
titoli Paolo cerca di guadagnarsi la loro benevo- conoscevano chi era Gesù.
lenza.
Atti, XIII, 30-38 521

quae de eo scrlpta erant, deponentes eum "E consumate che ebbero


cile fosse ucciso.
de ligno, posuerunt eum in moDumento. tutte le cose,che erano state scritte di lui,
depostolo dal legno, lo posero nel monu-
mento.
•Deus verosuscltavit eum a mortuis tertla "iVla Dio lo risuscitò da morte il terzo
die :visus est per dies multos his,
qui giorno e fu veduto per molti dì da coloro,
:

''Qui simul ascenderant eum eo de Gali- "che erano andati insieme con lui dalla Ga-
laea in lerusalem qui usque nunc sunt
: lilea a Gerusalemme i quali fino a que- :

testes eius ad plebem. st'ora sono suoi testimoni presso del popolo-
*'Et nos vobis annunciamus eam, quae "E noi vi annunziamo come quella pro-
ad patres nostros repromissio facta est : messa, la quale fu fatta ai nostri padri, "Dio
*'Quoniam hanc Deus adimplevit fliiis no- l'ha adempiuta per i nostri figliuoli, avendo
stris resuscitans lesum, sicut et in Psalmo risuscitato Gesù, siccome anche nel Salmo
secundo scriptum est Filius meus es tu,
: secondo sta scritto Tu sei mio Figliuolo, :

ego iiodie genui te. '^Quod antera suscltavit oggi ti ho generato. '*Come poi lo ha ri-
eum a mortuis, amplius iam non reversurum suscitato da morte, e come non deve più
in corruptionem, ita dixit Quia dabo vobis: ritornare nella corruzione, lo disse in questo
sancta David fldelia. '''Ideoque et alias di- modo Farò che siano ferme per voi le pro-
:

cit Non dabis Sanctum tuum videre cor-


: messe fatte a David. "Per questo anche
ruptionem. "David enim in sua generatione altrove dice Non permetterai che il tuo
:

cura administrasset, voluntati Dei dormivit, Santo vegga la corruzione. "Che David
et appositus est ad patres suos, et vidit cor- avendo nella sua età servito alla volontà di
ruptionem. "Quem vero Deus suscltavit a Dio, si addormentò e fu aggiunto ai suoi :

mortuis, non vidit corruptionem. padri, e vide la corruzione. '^Ma colui, che
Dio risuscitò, non vide la corruzione.
"•Notura igitur sit vobis viri fratres, quia "Sia adunque noto a voi, uomini fratelli,
per hunc vobis remissio peccatorum annun- come per lui è annunziata a voi la libera-

«"Matth. 28; Marc. 16; Lue. 24; Jotn. 20. " Ps. 2, 7. »« l8. 55, 3. " Ps. 15, 10. " II Reg.
2, 10.

30. Ma Dio lo risuscitò, ecc. Più ancora che hanno primo salmo. Ciò è dovuto alla distrazione
colle profezie, Dio tolse lo scandalo della croce di qualche copista, oppure al fatto che il 1* salmo
e mostrò che Gesù era il Messia, col farlo ri- veniva considerato come un'introduzione a tutto
suscitare da morte. Fa veduto, ecc. La realti il Salterio.
della sua risurrezione fu pienamente provata. 34. Come poi lo ha risuscitato, ecc. Paolo,
V. n. I, 3 e ss. ; II, 32, ecc. dopo aver mostrato che Dio ha costituito Gesù
32. Noi vi annunziamo che la promessa del Messia, e l'ha dichiarato suo Figlio, passa a mo-
Messia fatta da Dio ai padri nostri, si è adem- strare che doveva ancora farlo risuscitare^ da
pita. morte (dvé<m\aev ex vèxpwv). Farò che siano
33. Per i nostri figliuoli. Nel greco : per noi ferme, ecc. Queste parole di Isaia, LV, 3, sono
citate secondo i LXX. Ecco il ragionamento del-
loro figliuoli. La promessa fu fatta ai padri, ma
noi loro figliuoli l'abbiamo veduta adempita. A- l'Apostolo : Dio ha detto che avrebbe mantenuto
le promesse fatte a Davide. Ora a Davide era
vendo risuscitato. Il greco àyaaTr\aai; ha qui
stato promesso non solo che dalla sua stirpe
piuttosto il senso di avendo inviato, come al
cap. III, 22. Dio ha quindi mantenuto la sua
sarebbe nato il Messia, ma ancora che a questo
promessa inviando Gesù Cristo, e manifestandolo Messia sarebbe stato dato un trono eterno. Ciò
posto, se Gesù era il Messia, £ chiaro che Egli
al mondo come suo Piglio e Messia, specialmente
al Battesimo e alla Trasfigurazione, ecc., conforme
non poteva restare nella tomba, ma Dio doveva
risuscitarlo, affinchè potesse avere il regno eterno
a quanto sta scritto nel salmo aver detto Dio al
(V. Salm. LXXXVIII, 29, 30, 38).
Messia Tu sei mio figliuolo, ecc. Il salmo citato
:

è certamente messianico. Il Messia viene descritto 35. Per questo anche altrove, cioè salmo XV,
come un re eletto da Dio sul monte Sion, a cui 10, dice, ecc. Adduce a conferma un'altra pro-
Dio stesso assoggetta tutte le nazioni della terra. fezia. Queste stesse parole furono già citate da
Viene presentato come un forte, che schiaccia tutti S. Pietro, II, 27. V. n. ivi.
1 suoi nemici, ma rende felici coloro che confidano 36. Si addormentò, ossia morì. Prova che le
in lui, e viene inoltre dichiarato vero Figlio di parole del salmo citato non possono essere appli-
Dio. Ora siccome Gesù, e dalla voce del Padre, e cate a Davide. Il grande re fu fedele a Dio nella
dai miracoli operati fu manifestato vero Figlio sua età, cioè in tutto il tempo di sua vita, ma
di Dio, ne segue che Egli sia veramente il Mes- venne a morire, e fu aggiunto ai suoi padri
sia. Coloro che traducono il greco àvaorriaa!; per (Gen. XXV, 17; XXXV, 29, ecc.) e vide la corru-
rfsoscìfato, nelle parole del salmo ravvisano il zione. V. n. II, 29.
motivo per cui Dio risuscitò Gesù Cristo. Es- 37. Non vide la corruzione. Egli è perciò I
sendo Egli Figlio di Dio, non poteva essere ab- Santo di Dio.
bandonato da Dio in un sepolcro. La risurre-
zione è quindi una prova della sua divinità. 38. Sfa adunque, ecc. Paolo deduce una con-
Alcuni codici greci invece di secondo salmo. clusione della più alta importanza. Se Gesù è
d22 Atti, XIII, 39-46

ciatur, et ab omnibus, quibus non potuistis zione dai peccati, e da tutte quelle cose,
in Moysì iustiflcari. ^'In hoc omnis,
lege dalle quali non avete potuto essere giusti-
qui credit, iustiflcatur. **'Videte ergo ne su- ficati nella legge di Mosè. "Chiunque crede
perveniat vobis quod dictum est in Prophe- è giustificato in lui. ^"Badate adunque che
tis *^Videte contemptores, et admiramini,
: non venga sopra di voi quel che sta scritto
et disperdimini quia opus operor ego in
: nei profeti ; *'Mirate voi, disprezzatori, e
diebus vestris, opus quod non credetis, si stupite, e andate in dispersione che io fo :

quis enarraverit vobis. un'opera ai vostri giorni, opera che voi non
crederete, se alcuno ve la racconterà.
"Exeuntibus autem illis rogabant ut se- *'E uscendo essi (dalla Sinagoga) li pre-
quenti sabbato loquerentur sibi verba haec. garono che discorressero di queste cose il
**Cumque dimissa esset synagoga, secuti sabato seguente. "E licenziata l'adunanza,
sunt multi ludaeorum, et colentìum adve- molti dei Giudei e dei proseliti religiosi
narum, Paulum, et Barnabam qui loquen- : seguitarono Paolo e Barnaba e questi con :

tes suadebant eis ut pemanerent in gratia le loro parole li persuadevano a star fermi
Dei. nella grazia di Dio.
**
Sequenti vero sabbato pene universa **Eil sabato seguente quasi tutta la città

civitas convenit audire verbum Dei. "Vi- si radunò per sentire la parola di Dio. **Ma
dentes autem turbas ludaei, repleti sunt i Giudei, veduto quel concorso, si riem-
zelo, et contradicebant bis, quae a Paulo pirono di zelo, e bestemmiando contraddi-
dicebantur, blasphemantes. **Tunc constan- cevano a quel che diceva Paolo. "Allora
ter Paulus, et Barnabas dixerunt Vobis : Paolo e Barnaba dissero con fermezza A :

oportebat primum loqui verbum Dei sed : voi primamente doveva essere annunziata
quoniam repellitis illud, et indignos vos la parola di Dio ma giacché la rigettate,
:

iudicatis aeternae vitae, ecce convertimur e vi giudicate come indegni della vita

«1 Hab. 1. 5.

il Messia,
Egli solo potrà liberare dai peccati e di nuovo nel sabato seguente.
Alcuni codici greci
far nelle anime quella santità, che i pro-
fiorire fanno supporre che Apostoli siano stati pre-
gli
feti hanno predetta come caratteristica dei tempi gati non dai Giudei, ma dal gentili. La lezione
messianici (la. IV, 3; IX, 7; XI, 9; XLII, 7, ecc.). della Volgata però, che è pure quella dei migliori
V. n. X, A3. E da tutte quelle cose, ecc. Gesù codici greci, è da preferirsi.
Cristo ci ha liberati non solo dalla servitù del
43. Molti dei Giudei, ecc. non vollero aspettare
peccato, ma anche dalla servitù della legge mo-
fino a un altro sabato, ma seguirono i due Apo-
saica, la quale comandava una quantità di riti
stoli desiderando di essere subito meglio istruiti
esterni, che però non avevano forza di giusti-
intorno a una cosa di tanta importanza. Star
ficare 20; Gal. Ili, II). La giustifi-
(Rom. Ili,
fermi nella grazia di Dio, che li aveva prevenuti
cazione dell'uomo dipende unicamente dalla fede
e li aveva chiamati alla fede.
in Gesù Cristo, perchè solo per la fede in Gesù
Cristo si pud ottenere la remissione dei peccati 44. Qoasf tutta la città, ecc. La fama della
(Ebr. X, 4). nuova dottrina predicata non tardò a diffondersi
39. Chiunque crede, si intende, con fede viva, nella città, e quindi al sabato una gran moltitu-
che importi l'osservanza di tutti i precetti di Dio. dine, non solo di Giudei, ma anche di gentili,
accorse alla sinagoga per sentire la parola di Dio,
40. Badate, ecc. Paolo mette loro sott'occhio
o secondo un'altra lezione, per sentire Paolo.
i gravi danni, a cui andrebbero incontro se vo-
lessero rimanere nell'incredulità. Nei profeti, cioè 45. Veduto quel concorso di gentili, si riempi-
nella parte della Bibbia detta Neblim, ossia i rono di zelo, ossia, di invidia e di gelosia, ed
Profeti. arsero di sdegno contro Paolo, che concedeva ai
41. Mirate voi, ecc. Le parole sono del pro- gentili di poter entrare nel regno messianico senza
feta Abacuc, I, 5, e vengono citate secondo i ricevere prima la circoncisione e osservare la
LXX ; benché la citazione non sia letterale. Il legge di Mosè. I Giudei credevano, nella loro
profeta rivolgendosi ai Giudei suoi contemporanei superbia, di essere superiori a tutti gli altri

ribelli alla legge di Dio annunziava loro, se aves- popoli e di avere essi soli diritto alla salute ap-
sero perseverato nei loro peccati, un castigo cosi portata dal Messia ; quindi non potevano tollerare
grande, che sarebbe parso incredibile. Il castigo che i gentili venissero loro uguagliati, e contra-
fu l'invasione dei Caldei, i quali misero la Pa- dicevano a Paolo, non volendo ammettere un
lestina a ferro e a fuoco, distrussero Gerusalemme Messia, che loro toglieva quei privilegi, che si
e il tempio, e trasportarono In schiavitù a Babi- credevano di avere. Bestemmiando, ossia dicendo
lonia i pochi superstiti. Un castigo più grande improperii contro Gesù Cristo.
ancora sarà riservato a! Giudei, se si rifiuteranno 46. Doveva, ecc., perchè essendo stati a voi
di riconoscere Gesù Cristo come Messia e Sal- dati gli oracoli dei profeti, era giusto che a voi
vatore. prima che ai gentili, venisse annunziato il com-
42. E
uscendo, ecc. Terminato il discorso. pimento delle profezie, ecc. (Rom. I, 16; MI, 2
Paolo Barnaba uscirono dalla sinagoga. Le loro
e e ss.). Indegni della vita eterna, perchè rigettate
parole avevano però fatto una certa impressione quella fede in Gesù Cristo, che è l'unica via di
negli animi, e quindi furono pregati di parlare salute.
Atti, XIII, 47 — XIV, 1 523

ad Gentes. "Sic entra praecepit nobis Do- eterna, ecco che ci rivolgiamo alle genti
minus Posui te in lucem Gentium, ut sis
:
poiché così ci ha ordinato il Signore
:

in salutem usque ad extremum terrae.


Ti :

ho costituito luce delle genti, per essere


salute fino alle terre più remote.
**Audientes autem Gentes gavlsae sunt, **Ciò udendo i Gentili, si rallegravano,
et gloriflcabant verbum Domini : et credi- e glorificavano la parola del Signore e :
derunt quotquot erant praeordinati ad vitam credettero tutti quelli che erano preordinati
aeternam. *'Disseminabatur autem verbum alla vita eterna. "E
la parola di Dio si
Domini per universam regionem. spargeva per tutto quel paese.
""ludaei autem concitaverunt mulieres re- "Ma i Giudei misero su matrone timo-
Hgiosas, et honestas, et primos civitatis, et rate e ragguardevoli, e i principali uomini
excitaveruot persecutionem in Paulum, et della città, e suscitarono persecuzione contro
Barnabam et eiecerunt eos de flnibus suis.
: Paolo e Barnaba e li scacciarono dal loro
:

*'At illi excusso pulvere pedum in eos, ve- territorio. *^Essi


però, scossa contro di
nerunt Iconiura. *'Discipuli quoque reple- coloro la polvere dei loro piedi, andarono
bantur gaudio, et Spirìtu sancto. a Iconio. 'I discepoli poi erano ripieni di
gaudio e di Spirito santo.

CAPO XIV.

S. Barnaba e S. Paolo a Iconio, i-6, a Listri, 7-79", a Derbe, ig^. Ritomo ad —


Antiochia di Pisidia. Viaggio attraverso la Pisidia e la Panfilia, arrivo ad
Antiochia di Siria, 20-27.

'Factum est autem IConii, ut simul in- 'Awenne similmente in Iconio che en-
troirent in synagogam ludaeorum, et loque- trarono insieme nella Sinagoga de' Giudei,
rentur, ita ut crederet ludaeorum, et Grae- e ragionarono in modo che gran moltitudine

" l8. 49, 6. «I Matth.


10, 14; Marc. 6. 11; Lue. 9, 5.

47. Cosi d
ha ordinato, ecc. Non crediate che tempi. Infatti Giuseppe (G. G. II, 20, 2) parlando
rivolgendoci ai gentili noi agiamo di nostro ar- di Damasco, dice che quasi tutte le donne dei
bitrio, vi dico invece, che così facendo adem- cittadini praticavano la religione giudaica. Susci-
piamo la volontà di Dio, il quale per mezzo del tarono persecuzione. Questa è la prima persecu-
profeta Isaia, XLIX, 6, ha fatto annunziare che zione che Paolo incontra nel corso delle sue
la salute messianica deve estendersi a tutti 1 grandi missioni, dovrà però sostenerne altre ben
popoli, senza alcuna eccezione e senza alcuna di- più gravi. V. XIV, 18; XVI, 19 e ss. ; XIX, 23
stinzione. e ss.; II Cor. VI, 4-5.
48. / gentili si ecc. Quale con-
rallegravano, 51. Scossa contro di loro la polvere dei loro
trasto ! i lodano e benedicono
gentili si rallegrano, piedi, secondo il comando di Gesù. Matt. X, 14.
y Vangelo, i Giudei invece gli fanno opposizione, V. n. ivi.
lo contradicono e lo bestemmiano. Iconio (l'odierna Konieh) si trova a 100 chilo-
Credettero tutti quelli, ecc. e Da queste parole metri circa a sud-est di Antiochia di Pisidia. Ai
sovente Sant'Agostino ne ha inferito, che l'ele- tempi di S. Paolo era la capitale della Licaonia,
zione alla gloria dipende dalla sola libera volontà e apparteneva alla provincia romana di Galazia.
di Dio, non dal merito degli eletti; che anzi ella Da Claudio aveva ricevuto il titolo di colonia ro-
è anteriore a qualunque previsione di meriti. Si mana.
dice adunque che abbracciarono la fede tutti quelli 52. I discepoli, ossia dì Antiochia,
i neofiti
che erano predestinati alla gloria, dando loro benché lasciati soli in mezzo
furore della per-
al
Dio e allora e in tutto tempo
della loro vita le
il
sectuione, erano ripieni di gaudio nel soffrire
grazie necessarie per conseguire l'eterna felicità. qualche cosa per il nome di Gesù Cristo. Questo
Rimasero gli altri nella incredulità, e vi rimasero gaudio era causato nel loro cuore dallo Spirito
per loro colpa ». Martini. Benché il greco te- Santo, che vi abitava.
TaYRÉYot significhi semplicemente ordinati, è
chiaro però che questa ordinazione dipende uni- CAPO XIV.
camente dalla libera volontà di Dio.
1. Iconio. V. n. XIII, 51. Insieme. Il greco
49. Si spargeva per tutta la Pisidia. Ciò sup-
%axà TÒ avrò significa piuttosto similmente. I due
pone che due Apostoli si siano fermati per
i
Apostoli a Iconio, come nelle altre città (simil-
qualche tempo. mente) entrarono, ecc. Una gran moltitudine, ecc.
50. Matrone timorate e ragguardevoli, ossia pro- II loro ministero dovette durare per un certo
elite, e per mezzo di esse misero su anche i tempo, se ha dato si splendidi risultati Di Greci.
principali della città. Molte furono le donne pa- 'EXX^rtDv, cioè di persone nate nel paganesimo,
gane che abbracciarono il Giudaismo negli ultimi sìa che fossero proselite, sia che non lo fossero.
524 Atti, XIV, Z-Q

corum copiosa multitudo. 'Qui vero incre- di Giudei e di Greci credette. 'Ma I Giudei,
duli fuerunt ludaei, suscitaverunt, et ad che rimasero increduli, misero su e irrita-
iracundiam concitaverunt animas Gentium rono gli animi dei Gentili contro i fratelli.
adversus fratres. 'Multo igitur tempore de- 'Si fermaron però molto tempo, predicando
morati sunt, flducialiter agentes in Domino, liberamente affidati nel Signore, il quale
testimonium perhibente verbo gratiae suae, confermava la parola della sua grazia, con-
dante signa, et prodìgla fieri per manus eo- cedendo che fossero operati per le loro mani
rura. 'Divisa est autem multitudo civitatis : segni e prodigi. *E si dimise il popolo della
et quidam guidem erant cum ludaeis, qui- città e alcuni erano pe' Giudei, altri per
:

dam vero cum Apostolis. gli Apostoli.


'Cum autem factus esset impetus Genti- 'Ma sollevatisi Gentili e Giudei con I loro
lium, et ludaeorum cum principibus suis, capi, affine di oltraggiarli e lapidarli, 'con-
ut contumeliis afflcerent, et lapidarent eos, siderata la cosa, si rifugiarono per le città
•Intelligentes confugerunt ad civitates Ly- della Licaonia, bistri e Derbe, e per tutto
caoniae Lystram, et Derben, et universam II paese all'intorno, e quivi stavano evan-
in circuitu regionem, et ibi evangelizantes gelizzando.
erant.
'Et quidam vir Lystris inflrmus pedibus ^Or in Listrl si trovava un uomo Impo-
sedebat, claudus ex utero matris suae, qui tente nelle gambe, stroppiato fin dall'utero
numquam ambulaverat. *Hic audivit Pau- della madre, il quale non si era mai mosso.
lum loquentem. Qui intuitus eum, et videns "Questi stette a sentire i ragionamenti di
quia fldem haberet ut salvus fleret, 'Dixit Paolo. Il quale miratolo, e vedendo che
magna voce Surge super pedes tuos rectus.
: aveva fede d'esser salvato, 'disse ad alta
Et exilivlt, et ambulabat. voce Alzati ritto su' tuoi piedi. E saltò
:

su, e camminava.

2. Ch« rimasero Il greco o\ bà ditet-


ìncreduU. tra la Galazia al nord, la Frìgia e la Pìsìdìa al-
•rioavTei; significa che rimasero dìsob-
piuttosto l'ovest, la Cappadocia
e 1> catena del
all'est
bedienti. Dio comanda di credere al Vangelo, e, Tauro al sud. In questa provincia i Giudei non
chi non vuol piegare la sua ragione all'ossequio erano numerosi. ListH si trova a circa 40 chilo-
della fede sì rende disobbediente a Dio (Rom. I, metri al sud di Iconio. Derbe si trova a circa 75

Flg:. i8i.

Moneta di Listrl.

31; II Cor. X, 15, ecc.). Gli animi del chilometri all'est di Listrl. L'identificazione t
5; XI,
anche dei capi dei Giudei (v. 5). Contro la posizione di queste due cittì è però ben lungi
gentili e
cioè contro i cristiani. V. n. I, 15; X, dall'essere certa. 1 due Apostoli evangelizzarono
i fratelli,

23; XI, 1, ecc. una buona parte della Licaonia.


3. Molto tempo, ecc. Non ostante la perse- 7. Si trovava forse in qualche luogo a doman-
cuzione i due Apostoli continuarono per un certo dare l'elemosina, oppure fra coloro che ascolta-
tempo a esercitare liberamente e senza timore 11 vano la predicazione di Paolo. Un uomo impo-
loro ministero, senza curarsi dei pericoli, ma tente, ecc. come quello sanato da S. Pietro, III,
affidandosi Interametfte all'aiuto e alla prote- 1 e ss.
zione di Dio. Dio poi benediceva le loro fatiche, a sentire. Il greco ^ixovE^ indica che
8. Stette
e confermava coi miracoli la parola della saa stava a sentire con una certa frequenza. Vedendo
grazia, ossia il Vangelo, che è una vera grazia di che aveva fede, ecc. Lo storpio sanato da S. Paolo,
salute fatta da Dio agli uomini (II, 43 ; V, 12, ecc.). ascoltava la predicazione del Vangelo, e avevs
4. Altri per gli Apostoli. E' la prima volta che fede :non così invece quello sanato da Saa
Paolo e Barnaba vengono chiamati Apostoli. Pietro.
5. Sollevatisi, ecc. Non si era ancora proce- 9. Ad alta voce, affine di richiamare l'attenzione
duto a vie di fatto contro gli Apostoli, ma si di tutti sul miracolo che stava per fare. Secondo
stava concertando il modo di ucciderfì. alcun! codici greci, Paolo avrebbe detto tio ti
Considerata, ecc. Gli Apostoli furono avvisati dico in di Gesù Cristo », ecc. Al comande
nome
6.
di Paolo,subito quel disgraziato si sentì guarito.
in tempo della trama ordita contro di loro, e cosi
poterono allontanarsi da Iconio. Licaonia è una Camminava quanto voleva.
provincia situata quasi nel centro dell'Asia Minoroi
Atti, XIV, 10-15 525

"Turbae autem cum vidissent quod fe- ^"Ma le turbe, veduto quello che aveva
oerat Paulus, levaverunt vocem suam Ly- fatto Paolo, alzarono la voce, dicendo nel
caonice dicentes Dii similes facti homini-
: linguaggio di Licaonia Sono discesi a noi :

bus, descenderunt ad nos. "Et vocabant degli dei in sembianza di uomini. '^E da-
Barnabam lovem, Paulum vero Mercurium : vano a Barnaba il nome di Giove, e quel
quoniam ipse erat dux verbi. "Sacerdos di Mercurio a Paolo : perchè questi era il
quoque lovis, qui erat ante civitatem, tauros, primo a parlare, "E
di più il sacerdote di
et coronas ante ianuas afferens, cum populis Giove, che stava all'entrata della città, con-
Tolebat sacrificare. dotti dei tori con le corone dinanzi alle porte,
voleva insieme con le turbe far sacrifizio.
"Quod
ubi audienmt Apostoli, Bamabas, "La qual cosa avendo udita gli Apostoli
et Paulus, conscissis tunicis suis exilierunt Barnaba e Paolo, stracciandosi le tonache,
in turbas clamantes, "Et dicentes : Viri, saltarono in mezzo alle turbe, gridando, ^*e
quid haec facitis? et nos mortales sumus, dicendo O
uomini, perchè fate voi questo?
:

similes vobis homines, annunciantes vobis Anche siamo uomini mortali simili a
noi
ab bis vanis converti ad Deum vivum, qui voi, che vi predichiamo di convertirvi da
fecit coelum, et terram, et mare, et omnia, queste vanità al Dio vivo, che fece il cielo,
quae in eis sunt "Qui in praeteritis gene-
: e la terra, e il mare, e tutto quello eh 'è in

Gen. 1, I; Ps. 145, 6; Apoc. 14, 7.

10. L« turbe rimasero talmente meraTiglitte del compiuti tutti 1 preparativi per il sacrifizio. I
miracolo compiuto, che alzarono la voce e dis- due Apostoli si erano frattanto ritirati in qualche
sero nel linguaggio di Licaonia, ossia nel loro casa, e quivi fu loro riferito (avendo adito, noa
dialetto : Sono discesi, ecc. La lingua ufiBciale
della Licaonia era la greca, e in greco Paolo aveva
predicato; il popolo però par'ava un dialetto affine
al persiano. S. Luca fa notare questa particolarità
per spiegare il motivo per cui gli Apostoli non
protestarono cubito contro tali acclamazioni. Essi
on le capirono. Gli spettatori compresero subito
che un tal prodigio non poteva essere che opera
di Dio, e da pagani come erano, pensarono subito
che due Dei fossero apparsi in forma umana.
Presso i pagani correvano infatti molte leggende
di apparizioni di Dei in forma umana.
11. A Barnaba, forse perchè di bella presenza
e di grande statura, davano il nome di Giove o
Zeus e a Paolo davano quello di Mercurio, D
compagno di Giove, il dio dell'eloquenza, e l'in-
terprete degli Del, perchè portava la parola, oasi»
era più eloquente.
12. Che stava all'entrata della città, ossia che
•vera suo tempio all'entrata della città. Giove
fl
Fie. 183. — Bue destinato a' sacrifizio.
(Scultura antica).

avendo veduto), ciò che gli abitanti di Listri sta-


vano per fare, e quale giudizio avessero formato
Flg. i8a. delle loro persone. Barnaba e Paolo. Barnaba
creduto Giove viene posto per il primo. Straccian'
Giove Olimpio. dosi le tonache, come usavano fare i Giudei per
(Moneta antica). mostrare il loro dolore o il loro sdegno.
14. Uomini mortali a voi, che abbiamo
simili
doè le stesse vostre debolezze naturali e le stesse
vostre imperfezioni. Vi predichiamo di convertirvi
da queste vanità, ossia da questi falsi dei, che
adorate. Al Dio vivo, per opposizione agli dei ina-
nimati, quali sono gli idoli, a cui tributate il

era il protettore quindi si com-


di Listri, e vostro culto. Che
fece il cielo, ecc. Queste parole
prende come abbiano subito pensato a lui e ab- servono a far subito risaltare la grandezza e la
biano voluto far sacriflzi. Condotti dei tori con potenza del Dio vivo, creatore del tutto, in con-
le corone. I pagani solevano incoronare di fiori le fronto del nulla degli idoli pagani.
vittime da sacrificarsi e i sacrificatori. Dinanzi 15. Permise che latte le genti, ecc. Il solo
alle porte della città, o meglio della casa, dove popolo d'Israele aveva nell'antichità ricevuto le
Barnaba e Paolo si erano ritirati. rivelazioni di Dio. Per riguardo agli altri popoli
13. Avendo adita, ecc. Era già trascorso un Dio negli arcani misteri della sua giustizia li aveva
certo tempo dopo il miracolo, prima che fossero abbandonati ai perversi desideri! del loro cuore.
526 Atti, XIV, 16-22

rationibus dimisit omnes gentes ingredi vias essi "il quale nelle età passate permise
:

Buas. "Et quidem non sine testimonio se- che le genti camminassero le loro
tutte
metipsum reliquit, benefaciens de caelo, vie. "Sebbene non lasciò se medesimo senza
dans pluvias, et tempora fructifera, implens testimonianza, facendo benefizi, dando dal
cibo, et laetitia corda nostra. "Et haec di- cielo le piogge e le stagioni fruttifere,
centes, vix sedaverunt turbas ne sibi immo- dando in abbondanza ilnutrimento e la le-
larent. , tizia al nostri cuori. "E con dir tali cose,
appena trattennero il popolo dal fare ad essi
sacrifizio.

"Supervenerunt autem quidam ab Antio- "Ma sopraggiunsero da Antiochia e da


chia, et Iconio ludaei persuasis turbis,
: et Iconio alcuni Giudei : e sobillarono la mol-
lapidantesque Paulum, traxerunt extra civi- titudine, e lapidato Paolo, lo trascinarono
tatem, existimantes eum mortuum esse. fuori della città, giudicando ch'egli fosse
"Circumdantibus autem eum discipulis, sur- morto. "Ma avendolo attorniato i discepoli,
gens intravit civitatem, et posterà die pro- si alzò, ed entrò in città, e il dì seguente
fectus est ciun Barnaba in Derben. si partì con Barnaba per Derbe.

'"Cumque evangelizassent civitati ilH, et *°E avendo annunziato il Vangelo a quella


docuissent multos, reversi sunt Lystram, città,e fatti molti discepoli, ritornarono a
et Iconium, et Antiochiam, '"Conflrmantes Listri, e a Iconio, e ad Antiochia, "con-
animas discipulorum, exhortantesque ut per- fortando le anime dei discepoli, e ammo-
manerènt in fide et quoniam per multas
: nendoli a star fermi nella fede e (dicendo) :

tribulationes oportet nos intrare in regnum come al regno di Dio dobbiamo arrivare
Dei. ''Et eum constltuissent illis per sin- per via di molte tribolazioni. "E avendo

non nel senso che li avesse lasciati privi di ogni stesso, dove fu sorpreso. L'Apostolo ricorda
aiuto per conoscere e fare il bene, ma nel senso questa lapidazione, II Cor. XI, 25, e vi allude
che non diede loro alcuna legge scritta, né loro pure II Tim. Ili, 11.
mandò profeti, come fece cogli Ebrei. Cammi- Lo trascinarono, ecc. Presso i romani e i greci
nassero le loro vie, ossia cadessero in gravissimi non poteva seppellire nelle città, perciò quei
si
errori di mente e di cuore (Rom. I, 24 e ss.). di Listri, credendo che Paolo fosse morto, lo
16. Non lasciò sé medesimo senza testimo- trascinarono fuori delle mura abbandonandolo poi
nianza. Dio non abbandonò completamente i pa- in preda alle bestie e agli uccelli rapaci. Un tale

gani, ma anche ad essi diede i mezzi di poterlo cambiamento nelle disposizioni


degli abitanti di
conoscere e amare. Lo spettacolo dell'universo e Listri verso S. Paolo èa spiegarsi, se si
facile

dell'ordine che vi regna conduce naturalmente la pensa al carattere assai mutabile della folla, che
ragione umana, che non opponga volontaria oggi applaude ciò che domani bestemmia.
resistenza, alla cognizione di Dio e dei suoi prin- 19. Si alzò, ecc. Il codice di Beza aggiunge che
cipali attributi : la legge naturale impressa nel i discepoli, ossia i cristiani, lo vegliarono fino
cuore degli uomini mostra quale sia il bene da a notte, e quando la folla si fu allontanata, egli
praticare e il male da fuggire, e perciò se ! pagani si alzò, ecc. Dio gli restituì, non certo senza un
non hanno voluto servirsi di questi mezzi per miracolo, le forze perdute, affinchè potesse con-
conoscere Dio e vivere conforme alla legge stam- tinuare il suo ministero. Per sottrarsi al furore
pata nei loro cuori, essi sono colpevoli. Paolo del popolo egli abbandonò Listri e si recò a
discende ai particolari mostrando quanto era facile Derbe. V. n. XIV, 6.
ai pagani conoscere Dio. Dando (Nel greco si Avendo annunziato, ecc. Dell'apostolato a
20.
aggiunge : a voi) dal cielo le pioggie, ecc. Al Derbe non sappiamo altro se non quanto dice qui
nostri cuori. Nel greco : d
vostri cuori. Con S. Luca, che vi fecero cioè molti discepoli. Ritor-
questi benefizi Dio "mostrava la sua esistenza. narono, ecc. Benché avessero avuto molto da
17. Con dir tali cose. Noi non abbiamo qui soffrire in queste città, tuttavia Paolo e Barnaba
che un pallido sunto del discorso tenuto da San senza badare a sé stessi vi tornarono di nuovo,
Paolo. Appena, cioè a stento riuscirono a impe- affine di animare i fedeli a stare forti nelle perse-
dire il sacrifizio. cuzioni e dar loro quelle istruzioni, di cui pote-
vano abbisognare. Antiochia di Pisidia.
18. Ma
sopraggiunsero, ecc. Tra gli awenl«
menti narrati in questo e nei versetti precedenti 21. Al regno di Dio, ecc. perchè siamo disce-
dovette trascorrere un certo intervallo di tempo, poli di quel Gesù, che a prezzo di inauditi pati-
durante il quale i due Apostoli operarono pa- menti è entrato nella sua gloria (Lue. XXIV, 26),
recchie conversioni, come si ricava dal v. 19. Da e che ha detto Se hanno perseguitato me, per-
:

Iconio e da Antiochia. V. n. XllI, 51 e 14. Listri seguiteranno ancora voi (Giov. XV, 20). V. Rom.
dista circa 175 chilometri da Antiochia e 40 da VIII, 17; I Tessal. Ili, 3-4.
Iconio. Alcuni Giudei. Non bastava a questi fana- 22. E
avendo ordinato, ecc. Uno dei motivi
tici aver perseguitato Paolo e Barnaba nelle loro principali, per cui i due Apostoli tornarono a
città, ma intraprendono un lungo viaggio per su- visitare i neofiti fu quello di organizzare le Chiese
scitare nuove persecuzioni e impedire loro di fondate e provvedere al culto divino. A tal fine
parlare ai gentili (XIll, 50; XIV, 2, 5). ordinarono (11 greco Xeiporoveìv, stendere, alzar
Sobillarono la moltitudine colle loro calunnie e la mano per eleggere, indica il rito dell'ordin»-
menzogne specialmente contro S. Paolo, il quale zione sacramentale), dopo aver pregato e digiu-
perciò tumultuariamente e senza che fosse pre- nato, dei sacerdoti e dei vescovi, che goverrss-
ceduto alcun processo, venne lapidato nel luogo sero le Chiese e amministrassero i Mcramenti
Atti, XIV, 23 — XV, l 527

gulas eccleslas presbyteros, et orassent cum ordinato (dopo l'orazione e il digiuno) sa-
ieiunationibus, commendaverunt eos Domi- cerdoti per essi in ciascuna Chiesa, li rac-
no, in quem credidenmt. '*Transeuntesque comandarono al Signore, nel quale avevano
Pisidiam, venerunt in Pamphyliam, '*Et lo- creduto. "E
scorsa la Pisidia, giunsero nella
quentes verbum Domini in Perge, descende- Panfilia, "E annunziata la parola del Signore
runt in Attaliam : in Perge, scesero ad Attalia :

"Et inde navigaverunt Antiochiam, unde "E di navigarono ad Antiochia, donde



erant traditi gratiae Dei in opus, quod com- erano stati raccomandati alla grazia di Dio
plevenint. ''Cura autem venissent, et con- per l'opera che avevano compiuta. "E al
gregassent Ecclesiam, retulerunt quanta fe- primo loro arrivo, adunata la Chiesa, rac-
cisset Deus cum illis, et quia aperuisset contarono quanto grandi cose avesse fatto
Gentibus ostium fldei. '^Morati sunt autem Dio con essi, e come avesse aperto alle
tempus non modicum ctun discipulis. genti la porta della fede. "E si trattennero
non poco tempo con i discepoli.

CAPO XV.
// Concilio di Gerusalemme, 1-5. — Deliberazioni, 6-21. — Promulgazione delie
deliberazioni prese. 22-34. — Dissensione tra S. Paolo e S. Barnaba, 35-39.
— S. Paolo visita le Chiese di Siria e di Cilicia, 40-41.

'Et quidam descendentes de ludaea, do- 'E alcuni venendo dalla Giudea, insegna-
cebant fratres Quia nisi circumcidamini se-
: vano ai fratelli Se voi non vi circoncidete
:

"Sup. 13, 1. »G«1. 5, 2.

Anche qui si tratta di una vera ordinazione. V. n. Giadea e quindi godendo di una certa autoritJU
XIII, Li raccomandarono al Signore, che solo
3. perchè si poteva credere che esprimessero i! pen-
poteva dar loro le grazie necessarie per compiere siero degli Apostoli, insegnavano ai fratelli di An-
fedelmente il loro dovere. tiochia. Questi falsi dottori sapevano che Antiochia
23. La Pisidia,provincia dell'Asia Minore, è era il centro delle Chiese formate dai gentili, e
compresa tra Licaonia e la Cilicia all'est, la
la che là si trovavano i due principali Apostoli,
Panfllia al sud e la Frigia all'ovest e al nord. Paolo e Barnaba, quali predicavano apertamente
i

Panfilia, V. n. II, 10. il Vangelo ai gentili senza imporre loro alcuna


circoncisione, quindi vi si recarono ancor essi a
24. Pergt era della Panfilia. V. n.
la capitale
spargere le loro false dottrine. Se voi non vi cir-
XIII, 13. marittima della Panfilia
Attalia, città
concidete. La circoncisione era il segno deiral-
con un porto assai importante presso la foce del leanza con Dio, il distintivo del popolo eletto,
fiume Cataracte. Era stata fondata da Attalo II re la condizione essenziale e necessaria per aver
di Pergamo. parte ai favori divini, e quindi chiunque voleva
Ad Antiochia di Siria, di dove avevano co-
25. salvarsi doveva sottomettersi alla circoncisione «
minciato il loro viaggio, dopo essere stati con di- a tutte le altre osservanze della legge mosaica.
giuni e preghiere raccomandati alla grazia e alla Cosi pensavano questi fanatici Giudei, e perciò
bontà di Dio, per la gloria del quale intrapre- predicavano che i pagani non potevano entrare
sero un'opera di tanta importanza, quale era nel regno messianico, se prima non si assog-
l'evangelizzazione dei gentili, e seppero cosi bene gettavano alla circoncisione e alla legge mosaica.
condurla a termine. La loro dottrina veniva a minacciare l'esistenza
Quanto grandi cose avesse fatto Dio con
26. stessa della Chiesa, perchè se alla giustificazione
essi. Attribuiscono a Dio tutta la gloria di quanto dell'uomo si richiedeva la circoncisione e la os-
hanno fatto, perchè a nulla avrebbero giovato Q servanza dei riti mosaici, era segno evidente che
loro zelo e le loro fatiche, se il Signore non li la passione e il sangue di Gesù non bastavano a

avesse efficacemente aiutati colla sua grazia. Come salvarci, e che tutta l'opera di Gesù Cristo si era
avesse aperta alle genti la porta della fede. San ridotta a fondare un nuova setta di Giudei. La
Paolo usa altre volte questa espressione, I Cor. questione, come si vede, aveva la più grande
XVI, 9; Cor. II, 12; Col. IV, 3. I due ApostoU importanza, e ciò vale a spiegare come per ri-
narrarono il successo della loro predicazione tra solverla definitivamente sia stato necessario adu-
i gentili.
nare un Concilio, e come S. Paolo nelle sue let-
tere abbia parole di fuoco contro questi fai»!
27. Si trattennero non poco tempo, ecc. Non
dottori. Gal. II, 4. Già un'altra volta questa que-
si può determinare con precisione quanto tempo stione si era presentata, e allora il Principe degli
i due Apostoli si siano fermati ad Antiochia. Apostoli, ammaestrato da una visione divina, aveva
deciso che la giustificazione dell'uomo dipende
CAPO XV.
unicamente dal sangue di Gesù Cristo, e perciò
1. E alcanì, che prima di convertirsi apparte- non si doveva imporre al gentili di assoggettarsi
oerano alla setta dei Farisei, t. 5. Venendo dalla alla circoncisione prima di essere ricevuti nella
528 Atti, XV, 2-5

cundura morem Moysl, non potestis salvari. secondo il rito di Mosè, non potete essere
'Facta ergo seditione non mìnima Paulo, et salvi. 'Essendovi adunque stato non pic-
Bamabae adversus illos, statuerunt ut as- colo contrasto di Paolo e di Barnaba con
cenderent Paulus, et Baraabas, et quidam essi, fu stabilito che Paolo e Barnaba e
alli ex aliis ad Àpostolos, et presbyteros alcuni dell'altra parte andassero per tale
in lerusalem super hac quaestione. *Illi questione a Gerusalemmedagli Apostoli e
ergo deducti ab Ecclesia pertransibant Phoe- da' 'Essi adunque accompagnati
seniori.
nicem, et Samariam, narrantes conversio- dalla Chiesa si partirono, e passarono per
nem Gentium : et faciebant gaudium ma- la Fenicia e per la Samaria, raccontando la
gnum omnibus fratribus. conversione delle genti e apportando grande
allegrezza a tutti i fratelli.

*Cum autem venissent lerosolymam, sus- *E arrivati a Gerusalemme, furono rice-


eepti sunt ab Ecclesia, et ab Apostolis, et vuti dalla Chiesa e dagli Apostoli e dai se-
senioribus, annunciantes quanta Deus fecis- niori, e raccontarono quanto grandi cose Dio
set cum illis. "Surrexerunt autem quidam avesse fatte con essi. *Ma si sono levati su
de haeresi Pharisaeorum, qui crediderunt alcuni della setta dei Farisei, 1 quali hanno

Chiesa. V. cap. X e XI. La decisione di Pietro onorare i loro legati vollero accompagnarli per un

fu allora approvata dai fedeli di Gerusalemme, tratto del viaggio. La Fenìcia. V. n. XI, 19. Sa-
XI, 18, ma più tardi, quando si accrebbe il nu- maria è la provincia di Palestina compresa tra la
mero dei convertiti appartenenti alla setta dei Fa- Giudea al sud e la Galilea al nord.
risei, che erano soliti a considerare la legge di Raccontando la conversione delle genti, che
Mosè come se avesse dovuto durare eternamente, avevano ottenuta durante la loro missione attra-
si cominciò da molti a riguardare il caso di Cor- verso l'Asia Minore. Apportando grande allegrezza,
nelio e la deliberazione di Pietro come un'ecce- ecc. Da ciò si vede che i cristiani di questi paesi
zione, dovuta a uno speciale intervento di Dio, non dividevano per nulla le dottrine dei Giudaiz
e non come una regola generale, e si pretese che zanti.
i pagani convertiti dovessero essere assoggettati
4. Arrivati a Gerusalemme. Il viaggio da An-
alla legge mosaica. A questa pretensione, che
tiochia a Gerusalemme non durava meno di 15
venne cosi gravemente a turbare la pace della
giorni. Era la terza volta che Paolo, dopo la sua
Chiesa, non era estraneo l'orgoglio nazionale dei
Giudei, i quali considerandosi come superiori
agli altri popoli, non potevano tollerare di essere
uguagliati ai gentili, e temevano di rimanere as- \%m
Xv^J^\-my^J'>
sorbiti da essi, che ormai formavano la maggio-
ranza nelle Chiese.

2. Essendovi stato non piccolo contrasto, eoe.


La dottrina di costoro portò una grande agitazione
nella Chiesa di Antiochia. Paolo e Barnaba ne-
cessariamente si misero a combatterla, e si ebbe
un vivo contrasto e una viva controversia (testo
greco) tra i due Apostoli e questi falsi dottori.
Siccome però costoro si facevano forti dell'auto-
rità degli Apostoli di Gerusalemme (Gal. II, 2,
6, 9, ecc.), affine di troncare ogni questione, fu
stabiUto dai capi della Chiesa di Antiochia di in-
terrogare direttamente S. Pietro e gli altri Apo- Fìg. 184. — Antico capitello a Gerusalemme.
stoli di Gerusalemme. A tal fine delegarono Paolo
e Barnaba e alcuni altri (tra i quali Tito, Gal. II,
9) affinchè si portassero a far decidere la que- conversione, arrivava alla città santa, IX, 26; XI,
stione. Il testo della Volgata lascia supporre che tra 30. Dal primo suo viaggio erano trascorsi 14 anni.
questi delegati vi fosse anche qualcuno del partito Gal. II, 1.
contrario : il testo greco però esclude una tale Furono ricevuti con grande trasporto. Dagli
supposizione, e fa riguardare le parole ex alUs, Apostoli. A Gerusalemme non erano presenti che
come una corruzione di ex illls, come si legge Giacomo Minore, Pietro e Giovanni. Gal. II, 9.
infatti in alcuni codici latini. Dal seniori. Col nome di seniori o presbiteri ven-
Dall'Epistola ai Calati, II, 12, sappiamo che gono chiamati i preti-vescovi. V. n. XI, 30.
Paolo fu mosso a far questo viaggio da una spe- Quanto grandi cose per loro mezzo Dio avesse
ciale rivelazione dello Spirito Santo, il che non operato tra i gentili. V. n. XIV, 26. Paolo espose
contraddice punto a quanto afferma qui S. Luca. eziandio il suo Vangelo, ossia spiegò come egli
S. Paolo, eletto dall'assemblea dei fedeli d'An- ammetteva nella Chiesa i gentili senza Imporre
tiochia, accettò per divina rivelazione di compiere loro né circoncisione, né legge mosaica.
la missione che gli veniva affidata, non perchè
5. Alcuni della setta dei Farisei, che si erano
dubitasse della dottrina che Ano allora aveva pre-
dicato, ma per assecondare il desiderio dei cri-
convertiti, ma avevano ritenuto molto dell'antico
spirito di attaccamento alla materialità della lettera
stiani di Antiochia.
della legge, insorsero a protestare contro Paolo,
3. Accompagnati dalla Chiesa, ecc. Alcuni cri- esigendo che ai gentili si imponesse l'obbligo
stiani, a nome di tutta la Chiesa d'Antiochia, per della circoncisione e della legge di Mosè.
Atti, XV, 6-14 529

(flcentes Quia oportet circumcidi eos, prae-


: creduto e dicono che è necessario che essi
cipere quoque servare legem Moysi. si circoncidano e si intimi loro l'osservanza
della legge di Mosè.
•Conveneruntque"Spóstoli et seniores vi- •E si adunarono gli Apostoli e i sacerdoti
dere de verbo hoc. 'Cum autem magna con- per esaminare questa cosa. 'Sorta gran di-
quisitio fleret, surgens Petrus dixit ad eos : scussione, alzatosi Pietro disse loro Uomini :

Viri fratres, vos scitis quoniam ab antiquis fratelli, voi sapete come 8n da principio
diebus Deus in nobis elegit, per os meura Dio fra noi elesse che per bocca mia udis-
audire Gentes verbum Evangelii, et cre- sero i Gentili la parola del Vangelo, e cre-
dere. 'Et qui novit corda Deus^ testimonium dessero. *E Dio, conoscitore dei cuori, si
perhibuit, dans illis Spiritum sanctum, sìcut dichiarò per essi, dando loro lo Spirito
et nobis, *Et nihil discrevit Inter nos et santo, come anche a noi, 'e non fece diffe-
illos, fide puriflcans corda eorum. "Nunc renza alcuna tra loro e noi, purificando con
ergo quid tentatis Deum, imponere iugum la fede i loro cuori. "Adesso adunque per-
super cervices discipulorura, quod ncque chè tentate voi Dio per imporre sul collo dei
patres nostri, ncque nos portare potuimus? discepoli un giogo che né i padri nostri,
"Sed per gratiam Domini lesu Christi cre- né noi abbiam potuto portare? "Ma per la
dimus salvari, quemadmodum et illi. "Ta- grazia del Signore Gesù Cristo crediamo es-
cuit autem omnis multitudo et audicbant : sere salvati nello stesso modo di essi. "E
Bamabam, et Paulum narrantes quanta tutta la moltitudine si tacque e ascoltavano
:

Deus fecisset signa, et prodigia in Gentibus Barnaba e Paolo raccontare quanti segni e
per eos. miracoli avesse fatti Dio tra le genti per
mezzo loro.

"Et postquam tacucrunt, rcspondit laco- "E


quand'ebbero fatto silenzio, rispose
bus, dicens : Viri fratres, audite me. **Si- Giacomo, e disse Uomini fratelli, ascoltate
:

mon narravit quemadmodum primum Deus me. "Simone ha raccontato come da prin-

»Sup. 10, 20. «Sup. 10, 45.

Si adunarono, ecc. Gli Apostoli e 1 seniori,


8. cora l'osservanza di una legge così pesante e
ossia i preti-vescovi, tennero una nuova adunanza che noi stessi Giudei nati in essa non
diffìcile,
per decidere la questione. In tutti i tempi questa abbiamo potuto osservare esattamente? V. capo
adunanza fu riguardata come il primo Concilio VII, 53; Giov. VII, 19.
della Chiesa. Abbiamo infatti Pietro, che come 11. Per la grazia del Signore, ecc. Noi stessi
capo vi presiede, gli Apostoli che come giudici Giudei, che abbiamo avuto la legge, crediamo di
danno il loro voto, i seniori che assistono. Il de- essere giustificati e salvati non dalla legge, ma
creto viene fatto con una speciale assistenza dello dalla grazia di Gesù Cristo, nello stesso modo
Spirito Santo, e diviene legge generale per tutta che i gentili. La legge mosaica quindi non è
la Chiesa. più obbligatoria per i Giudei, e noi non siamo
Sorta gran discassione nell'assemblea a mo-
7. più tenuti ad osservarla, come non lo sono i
tivo dei giudaizzanti. Alzatosi Pietro disse. Pietro pagani.
era tornato in Oriente probabilmente a motivo del 12. Si tacque. Pietro, capo della Chiesa, aveva
decreto di Claudio, il quale verso il 50 bandì da parlato e le sue parole furono accolte col più
Roma tutti Giudei. Egli parla qui con tutta l'au-
i
grande rispetto e approvate da tutta l'assemblea.
torità che gli viene dalla sua dignità di capo della Quanti segni e miracoli. Per mezzo di questi mi-
Chiesa. Voi sapete come fin da principio, ecc. racoli. Dio aveva mostrato di approvare piena-
Pietro richiama alla mente il fatto di Cornelio, mente la condotta dei due Apostoli verso i gen-
e fa osservare come già, per cosi dire, fin dai tili, e la narrazione, che di essi facevano Paolo
primi giorni della Chiesa Dio per mezzo di una e Barnaba, veniva a confermare quanto aveva
speciale rivelazione lo aveva mandato a inaugu- detto S. Pietro, e a mostrare che anche presso
altri gentili, si era verificato ciò che avvenne
rare la conversione dei gentili. V. X, 1 e ss. a
dichiarò per essi, facendo conoscere che
8. Si Cornelio.
non erano obbligati ad assoggettarsi né alla cir- 13. Ebbero fatto silenzio, ossia ebbero finito di
concisione, né alla legge mosaica, poiché anche parlare. Minore, vescovo di Gerusa-
Giacomo
a loro diede lo Spirito Santo, come l'aveva dato lemme, quale godeva molta stima presso tutti
il

a noi. i Giudei, perchè, benché non


vi fosse tenuto, tut-

9. Purificando colla fede l loro cuori in modo tavia osservava fedelmente la legge.
che ora sono mondi come noi, e non hanno bi- 14. Simone, gr. Sunemv, Simeone era n nome
sogno dei riti della legge per purificarsi (V. n. X, ebraico di S. Pietro. S. Giacomo gli dà questo
15, 44; XI, 12, 17, ecc.). nome, perchè era quello più in
probabilmente
10. Perchè tentate Dio, ecc. Tentare Dio è sfor-
uso a Gerusalemme. Dio dispose. Nel discorso
di Pietro vi è stato manifestato il modo, con
cui
zarsi di piacergli e di servirlo in modo diverso
da quello che Egli comanda. Se Dio adunque ha Dio ha voluto scegliersi tra i gentili un popolo
pel suo nome, cioè che gli appartenesse. Voi
mostrato chiaramente che non si deve richiedere
per ammetterli alla Chiesa, se avete compreso che Dio ha chiamato i gentili alla
altro dai gentili
perchè vorreste voi imporre loro an- sua Chiesa senza imporre Iwo la circoncisione.
non la fede,

34 — Saera Bibbia, toL I.


530 Atti, XV, 15-20

visitavit sumere ex Gentibus populum no- cipio Dio dispose di prendere dalle genti un
mini suo. '*Et huic concordant verba Pro- popolo pel suo nome. **E con questo vanno
phetarum, sicut scriptum est ^'Post haec : d'accordo le parole de' profeti, come sta
revertar, et reaediflcabo tabernaculum Da- scritto : "Dopo queste cose io ritornerò, e
vid, quod decidit et diruta eius reaedifl-
: riedificherò il tabernacolo di David che è
cabo, et erigam illud "Ut requirant ceteri
: caduto e ristorerò le sue rovine, e lo ri-
:

hominum Dominum, et omnes gentes, ^super metterò in piedi "affinchè cerchino il Si-
:

quas invocatum est nomen meum, dicit gnore tutti gli altri uomini e le genti tutte,
Dominus faciens haec. "Notum a saeculo sulle quali è stato invocato il nome mio,
estDomino opus suum. "Propter quod ego dice il Signore che fa queste cose. "Ab
indico non inquietari eos, qui ex Gentibus eterno è nota a Dio l'opera sua. "Quindi io
convertuntur ad Deum, ^'Sed scribere ad giudico che non si inquietino quelli che dal
eos ut abstineant se a contaminat'.onibus si- Gentilesimo si convertono a Dio. ^"Ma che

"Am. 9, 11.

15. E
con questo, ecc. Questa condotta di Dio astenersi da quattro cose, per le quali ì Giudei
verso pagani è perfettamente conforme a quanto
i sentivano maggiore ripugnanza.
avevano predetto i profeti. S. Giacomo cita in 1* Immondezze degli idoli, sono le carni sacri-
conferma il profeta Amos. IX, 11, secondo i LXX. ficate agli idoli. Nei sacrifizi dei gentili si riser-
16. Dopo
queste cose, cioè al tempo del Messia. vava una parte delle carni immolate, la quale
Il tabernacolo dì David indica il trono di questo veniva spesso venduta sui pubblici mercati. I
re. Il trono di Davide era stato rovesciato da Na- cristiani pagani credevano di poter legittimamente
bucodònosor, ma doveva essere rialzato al tempo mangiare di tal carne, Giudei invece ne erano
i

del Messia. Ger. XXIII, 5; XXXIIl, 15; Ezech. scandalizzati, sembrando loro che con tal atto si
XVII, 22; XXI, 27; XXXIV, 23, ecc.; Lue. I, 32. venisse peccare di idolatria. S. Giacomo do-
a
17. Affinchè cerchino, ecc. E' questa la parte manda quindi ai pagani di astenersi dal mangiare
più importante della profezia. Dio al tempo del tali carni, affine di, non compromettere la pace
Messia ristabilirà il trono di Davide, perchè vuole della Chiesa. 2* Dalla fornicazione. Benché la
che non solo i Giudei, ma anche tutti gli altri
fornicazione fosse proibita per legge naturale,
uomini, ossia i pagani, cerchino il Signore, vale tuttavia S. Giacomo crede bene di richiamare in

a dire, prestino il dovuto culto al Signore. modo speciale l'attenzione dei gentili convertiti
Sulle quali è stato invocato il mio nome. Modo su questo punto. E' noto infatti che i pagani si
di dire ebraico, che significa : le quali sono mie
abbandonavano colla massima indifferenza a ogni
e mi appartengono. Colla venuta del Messia, sorta di impudicizia, anche durante pubblici i

Israele non sarà più il solo popolo di Dio, ma spettacoli e i servizi religiosi (Ter. Adelph. I, 2,
questo privilegio sarà esteso a tutte le nazioni 21; Cic. Pro Coelio. 20; Or. Sat. I, 2, 31, ecc.),
della terra, e tutti i popoli non formeranno più e v'era pur troppo a temere che dopo essersi
convertiti, tornassero agli antichi peccati. Anche
che un solo regno, in cui tutti avranno gli stessi
privilegi. S. Paolo insiste nel mostrare la gra\ezza del
Nel testo ebraico invece di tutti gli altri uomini peccato d'impudicizia, e tra i fedeli di Corinto
si ebbero disgraziatamente a deplorare scandali
ai legge tutto il resto di Edom. La divergenza
in tale materia. I Cor. V, 1; VI, 12-20; Il Cor.
proviene da una diversa lettura del testo. I LXX
XII, 21.
lessero adam, invece di Edom. Il senso però non
muta, poiché gli Idumei erano i nemici del popolo Alcuni esegeti pensano però che una tale proibi-
d'Israele e di Dio, e il profeta annunzia che an- zione fosse inutile per cristiani sufficientemente
ch'essi si convertiranno e verranno a far parte istruiti, quindi ritengono che la parola nopveia
del nuovo popolo, che Dio si eleggerà. significhi quei matrimoni!, che si contraevano non
Dice il Signore che fa, ecc. Queste parole tenendo conto della legge di Mosé. Lev. XVII.
servono ad indicare che la profezia si avvererà cer- S. Giacomo domanderebbe quindi ai gentili di
tamente, perchè colui che l'annunzia è Dio onni- non contrarre matrimonii coi consanguinei fino a
potente, il quale saprà mantenerla. un certo grado, perchè Giudei riguardavano come
i

incesti tali matrimonii (Felien, Cornely, ecc.).


18. Ab
eterno è nota, ecc. S. Giacomo pone un
3* Dal soffocato e 4* dal sangue. Sì astengano
principio generale : Da tutta l'eternità Dio conosce
ciò che fa nel tempo, e quindi ha potuto predire dalle carni degli animali soffocati o strangolati,
ossia uccisi senza averne fatto uscire il sangue.
U conversione dei pagani.
Non vi è propriamente nell'A. T. una proibizione
Quindi io giudico, ecc. Poiché dunque Dio
19.
esplicita di mangiare la carne degli animali sof-
ha predetto che i gentili avrebbero fatto parte focati, ma tale proibizione si deduceva dalla
del regno messranico, io giudico che non si in-
legge (Lev. III, 17; VII, 26; XVII, 10, ecc.),
quietino (nT\ napevoXAeìv, non si molestino, non
che vietava ai Giudei di mangiare TI sangue degli
•i mettano ostacoli, ecc.), quelli che dal gentile- animali. La proibizione di mangiare il sangue era
simo, ecc. S. Giacomo conviene quindi con quanto già stata fatta da Dio a Noè (Gen. IX, 4), ed
«veva stabilito S. Pietro, 8-10.
aveva il suo fondamento nel fatto che il sangue
20. Ma che si scriva loro, ecc. I gentili non sono per disposizione di Dio era destinato alla espia-
tenuti né alla circoncisione, né alla legge mosaica, zione dei peccati. Lev. XVII, 11. Queste disposi-
tuttavia per rendere più facili i mutui rapporti zioni dovevano solo facilitare al Giudei la con-
tra i gentili e i Giudei, e non ostacolare la conver- versione, e mantenere la pace nella Chiesa, e
sione di questi ultimi, S. Giacomo domanda ai perciò mutate le circostanze, parecchie di esse
tentili qualche sacrifizio, proponendo loro di caddero naturalmente in disuso.
Atti, XV, 21-26 531

mulacrorum, et fornicatione, et suffocatis, si scriva loro clie si astengano dalle immon-


et sanguine. ''Moyses enim a temporibus dezze degli idoli e dalla fornicazione e dal
antiquis habet in singuiis civitatibus qui soffocato e dal sangue. "Che Mosè fino dagli
eum praedicent in synagogis, ubi per omne antichi tempi ha in ciascuna città chi lo
sabbatum legitur. predica nelle Sinagoghe, dove vien letto
ogni sabato.
"Tunc placuit Apostolis, et senioribus ''Allora piacque agli Apostoli e ai sacer-
cum omni Ecclesia, eligere viros ex eis, doti con tutta la Chiesa che si mandassero
et mittere Antiochiam cum Paulo, et Bar- ad Antiochia con Paolo e Barnaba persone
naba, ludam, qui cognominabatur Barsabas, elette dei loro, cioè Giuda, soprannominato
et Silam viros primos in fratribus, **Scri- Barsaba, e Sila, uomini dei primi tra i fra-
bentes per manus eorum Apostoli et se-
: telli, "ponendo nelle loro mani questa let-
niores fratres, bis, qui sunt Antiocliiae, et tera : Gli Apostoli e i sacerdoti fratelli ai
Syriae, et Ciliciae fratribus ex Gentibus, fratelli Gentili che sono in Antiochia, nella
salutem. '^Quoniam audivimus quia quidam Siria e nella Cilicia, salute. '^Giacché ab-
ex nobis exeuntes, turbaverunt vos verbis, biamo udito che i discorsi dì alcuni venuti

evertentes animas vestras, quibus non man- da noi (a' quali non ne abbiamo dato com-
davimus *'Placuit nobis collectis in unum,
: missione), vi hanno arrecato turbamento,
eligere viros, et mittere ad vos cum charls- sconvolgendo animi vostri "E' parso a
gli :

simis nostris Barnaba, et Paulo, **Homini- noi radunati insieme di eleggere alcuni uo-

21. Che Mosè, ecc. S. Giacomo spiega il motivo stoli, i presbiteri e tutta l'assemblea, vollero che
del suo giudizio. Siccome la legge di Mosè, che fosse messa per iscritto, e che si eleggessero
proibisce queste quattro cose, viene letta ogni alcuni della Chiesa di Gerusalemme, affinchè as-
sabato nella sinagoga, i Giudeo-cristiani, che ne sieme a Paolo e Barnaba la portassero ad An-
hanno sempre sentita la lettura, provano una viva tiochia. Gli eletti a questa missione furono :

ripugnanza per esse, e non potrebbero che dif- Giuda Barsaba, fratello forse di Giuseppe Bar-
ficilmente accomunarsi coi pagano-cristiani, se saba (figlio di Saba), V. n. 1, 23, e Sila. Sila o
questi non le osservassero. Questa interpretazione Silvano fu uno dei compagni di Paolo nella mis-
ci sembra la più probabile e quella che spiega sione di Macedonia (XV, 40; XVI, 19; XVII, 4;
II Cor. 1, 19; 1 Tess. 1, 1 ; II Tess. I, 1), e fu
pure incaricato da S. Pietro di portare la sua
prima lettera alle Chiese dell'Asia Minore (1 Piet.
V, 12). Dei primi tra i fratelli. Il greco nYo»'"Évo«?
capi, guide, ecc., mostra che Gmda e Sila go-
devano di una grande autorità nella Chiesa di
Gerusalemme, ed erano o sacerdoti o vescovi.
Dal V. 32 sappiamo che possedevano il dono
della profezia.
23. GliApostoli e i Sacerdoti-fratelli. Si chia-
mano per mostrare il vincolo di unità che
fratelli
li unisce ai fedeli di Antiochia, ecc. Nel greco or-

dinario si legge Gli Apostoli e i Sacerdoti e i


:

fratelli. La lezione della Volgata però, che è pure


quella dei migliori codici greci, è da preferirsi.
In Antiochia nella Siria e nella Cilicia. Dal fatto
che non si parla solo di Antiochia, si può ragio-
nevolmente dedurre che i Giudaizzanti avessero
Fig. 185.
sparsi i loro errori anche nelle provincie della
Siria e della Cilicia.
Volume contenente una parte della Bibbia.
24. udito, ecc. Cominciano ad esporre
Abbiamo
il che diede occasione al Concilio e al de-
fatto
meglio il nesso col versetto pfecedente. Altri creto. Venuti da noi, cioè partiti da Gerusalemme,
però spiegano diversamente : Ai Giudei non è o semplicemente dalla Palestina. Son ne abbiamo
necessario fare proibizioni esplicite, perchè essi dato commissione. Sconfessano quindi la loro
conoscono già la legge sentendola leggere ogni opera. Vi hanno arrecato turbamento facendovi
sabato, e sanno che tali cose non sono loro lecite, credere che non possiate salvarvi senza l'osser-
oppure : I gentili sanno che la legge viene letta vanza della legge mosaica, e cercando così di
ogni sabato, e conoscono bene quali sono le sue corrompere colla loro falsa dottrina le vostre
principali prescrizioni quindi non si meraviglie-
; anime (Gal. I, 7; V, 10).
ranno se si domanda loro qualche sacrifizio. dopo esserci
25. Radunati insieme. Nel greco :

22. Allora piacque, ecc. Le parole di Giacomo pienamente accordati. Carissimi, ecc. Questo epi-
non potevano a meno di incontrare l'approvazione teto doveva far conoscere ai gentili in quale stima
di tutti. Egli con S. Pietro e S. Paolo aveva ri- Paolo e Barnaba fossero presso gli Apostoli.
conosciuto la libertà dei gentili e condannate le
26. Hanno esposte le loro vite, ecc. Allusione
pretese esagerate dei Giudaizzanti, ma nello stesso
ai pericoli e alle persecuzioni, a cui andarono
tempo aveva domandato ai gentili alcuni sacrifizi
nella incontro Paolo e Barnaba durante la loro missione
affine di conservare la pace e l'unione
Asia (XIII, 50; XIV, 2, 5, 19). Per il nome,ece.,
Chiesa. Affinchè pertantola decisione presa fosse in
Apo- ossia per annunziare il nome, ecc.
accolta da tutti con maggior deferenza, gli
532 Atti, XV, 27-34

bus, qui tradiderunt anfmas suas prò nomine mini e mandarli a voi con I carissimi nostri
Domini nostri lesu Christi. "Misimus ergo Barnaba e Paolo, ^'uomini che hanno espo-
ludam, et Silam, qui et ipsi vobis verbis sto le loro vite pel nome del Signore nostro
referent eadem. Gesù Cristo. ^'Abbiamo pertanto mandato
Giuda e Sila, i quali vi riferiranno anche
essi a bocca le stesse cose.
**Visum est enim Spiritui sancto, et no- "Imperocché è parsoallo Spirito santo e
bis nihil ultra imponere vobis oneris quam a noi di non imporre a voi altro peso, fuori
haec neoesaria ^'Ut abstineatis vos ab im-
: di queste cose necessarie "Che vi aste-
:

molatis simulacrorum, et sanguine, et suf- niate dalle cose immolate agli idoli e dal
focato, et fornicatione, a quibus custodien- sangue e dal soffocato e dalla fornicazione :

tes vos, bene agetis. Valete. dalle quali cose guardandovi, farete bene.
State sani.
'"Illi ergo dimissi, descenderunt Antio- ""Quelli adunque licenziatisi andarono ad
chiam : et congregata multitudine tradide- Antiochia e radunata la moltitudine, con-
:

runt epistolam, **Quam cum legissent, ga- segnarono la lettera. '^Letta la quale si ral-
visi sunt super consolatione. '^ludas autem, legrarono della consolazione. '^Giuda poi e
et Silas, et ipsi cum essent Prophetae, verbo Sila, essendo anch'essi profeti, con lunghi
plurimo consolati sunt fratres, et confir- ragionamenti consolarono e confortarono i
maverunt. "Facto autem ibi ali quanto tem- fratelli. "E essendosi quivi trattenuti per
pore, dimissi sunt cum pace a fratribus ad qualche tempo, furono dai fratelli rimandati
eos, qui miserant illos. **Visum est autem in pace a quei che li avevano inviati. '*Piac-
Silae ibi remanere : ludas autem solus abiit que però a Sila di restar là e Giuda solo :

27. Abbiamo pertanto,


ecc. Affinchè però non dice nulla esplicitamente, e quindi si comprenda
si dica che Paolo e Barnaba parlano in causa pro- come S. Paolo non potesse appellarsi ad esso
pria, assieme a loro vi abbiamo mandati due altri, nella sua polemica coi Giudaizzanti di Galazia
i quali a viva voce vi diranno le stesse cose che (Cornely, Introd. Ili, 2* ed., pag. 334). Per ri-
essi vi comunicheranno per iscritto. guardo all'epistola ai Corinti gioverà distinguere
nel decreto due parti : l'una dogmatica, che
28. E' parso allo Spirito Santo e a noi, ecc.
riguarda la non obbligatorietà della legge di Mosè,
Nel dare questo decreto gli Apostoli non si ap- disciplinare, che riguarda
e l'altra le concessioni
pellano né a Mosè, né all'antica legge, ma rico-
da farsi dai pagani ai Giudei. Ora la prima parte
noscendosi investiti della potestà legislativa, par- aveva un carattere di perpetuità e di immobilità,
lano e sentenziano a nome proprio. Sicuri però
mentre invece la seconda era temporanea e dipen-
delle promesse di Gesù Cristo (Matt. XVIII, 18;
dente da circostanze variabili. Perciò nelle Chiese
Giov. XIV, 26; XV, 26; XVI, 13), sanno che la dove non vi erano Giudei, o erano in piccolo nu-
sentenza da loro pronunziata è dovuta a una spe-
mero, non
faceva d'uopo richiamare i cristiani
ciale assistenza dello Spirito Santo ed è infallibile,
gentili all'osservanza del decreto in questa sua
e quindi scrivono E' parso allo Spirito Santo, ecc.
:
seconda parte. Così fa S. Paolo nella sua lettera
Dì queste cose necessarie. Le tre prime ricordate ai Corinti, permettendo ai cristiani di mangiare
nel versetto seguente sono necessarie al mante-
le carni immolate agli idoli, sempre che ciò non
nimento della pace, nelle presenti circostanze, la torni di scandalo ai fratelli. Vedi Brassac, M. B
quarta invece, cioè la fuga della fornicazione, è
ed. 12, p. 110 e ss.
un precetto naturale che obbliga sempre.
30. Andarono ad Antiochia. Il codice di Beza
29. Farete bene, o meglio vi troverete bene, aggiunge in pochi giorni. I due Apostoli deside-
:

perchè vi sarà la pace e la concordia. I razionalisti ravano di rivedere presto fedeli di Antiochia,
i

hanno in varie guise impugnato la storicità di i quali aspettavano con ansia la decisione di Ge-
questo decreto del Concilio, ma le ragioni da loro rusalemme. Radunata la moltitudine, ossia la
addotte non provano nulla. Non vi ha infatti al- comunità cristiana.
cuna contraddizione tra gli Atti e l'Epistola ai 31. Della consolazione, che apportava ai gentili
Galati, e le divergenze che vi sono, trovano la la lettera contenente il decreto degli Apostoli,
spiegazione nel fatto, che S. Luca scrive da sto- dalla quale era manifesto che non erano tenuti
rico fedele osservatore degli avvenimenti, mentre ad osservare la legge e che non erano stati man-
invece S. Paolo, facendo un'apologia, ommette dati dagli Apostoli quei falsi dottori, che avevano
tutto ciò che non fa al suo scopD, e aggiunge insegnato il contrario.
invece altre particolarità che, se non avevano
interesse per S. Luca, erano utili invece alla
32. Essendo anch'essi profeti. V. n. XIII, 1.
Confortarono anche col loro esempio, trattando
causa che egli difendeva. Né costituisce una dif-
famigliarmente coi cristiani gentili.
ficoltà il fatto che S. Paolo non ricorda questo
decreto nella lettera ai Galati, e concede ai Co- 33. Per qualche tempo, che non possiamo deter-
rinti (I Cor. X, 25-27) di poter mangiare le carni minare con precisione. Rimandati in pace, cioè
immolate agli idoli, poiché i Giudaizzanti di Ga- congedati con augurii di pace.
lazia, contro dei quali S. Paolo scrive la sua 34. Piacque però a Sila, ecc. Ciò è conforme
epistola, non dicevano già che l'osservanza della a quanto si legge nel v. 40. Benché questo
legge mosaica fosse necessaria per salvarsi, il che versetto manchi in alcuni codici greci, la sua
sarebbe contro il decreto, ma insegnavano la autenticità é però garantita da altri numerosi
necessità della legge per essere perfetti cristiani. codici (C. D., ecc.) e da molte versioni e dsJ
Ora di questo punto particolare il decreto non V. 40.
Atti, XV, 35-41 533

lerusalem. "Paulus autem, et Barnabas de- se n'andò a Gerusalemme. "Paolo poi e


morabantur Antiochiae docentes et evan- : Barnaba dimoravano in Antiochia inse-
gelizantes cura aliis pluribus verbum Do- gnando ed evangelizzando con molti altri
mini. la parola del Signore.

**Post aliquotautem dies, dixit ad Bar- **E dopo alcuni giorni disse Paolo a Bar-
nabam Paulus Revertentes visitemus fra-
: naba : Torniamo a visitare i fratelli in tutte
tres per universas civitates, in quibus prae- le città, nelleabbiamo predicato la
quali
dicavimus verbum Domini, quomodo se ha- parola del Signore, come se la passino. ''Ma
beant. "Barnabas autem volebat secum as- Barnaba voleva prendere con sé anche Gio-
sumere et Ioannem, qui cognominabatur vanni, soprannominato Marco. '*E Paolo gli
Marcus. **Paulus autem rogabat eum (ut metteva in vista che uno che si era ritirato
qui discessisset ab eis de Pamphilia, et da essi nella Panfilia e non era andato con
non isset cum eis in opus) non debere recipi. loro a quella impresa, non doveva riceversi.
"Facta est aulem dissensio, ita ut discede- '•E ne seguì dissensione, di modo che si
rent ab invicem, et Barnabas quidem assun> separarono l'uno dall'altro e Barnaba preso :

pto Marco navìgaret Cyprum. con sé Marco navigò a Cipro.


*''Paulus vero electo Sila profectus est, *"E Paolo elettosi Sila si partì raccoman-
traditus gratiae Dei a fratribus. *^Perambu- dato dai fratelli alla grazia di Dio. *^E fece
labat autem Syriam et Ciliclam, confirmans il giro della Siria e della Cilicia, confer-
Ecclesias : praecipiens custodire praecepta mando le Chiese : comandando che si os-
Apostolorum, et seniorum. servassero gli ordini degli Apostoli e dei
sacerdoti.

35. Dimoravano tn Antiochia. Con tutta pro- del suo aiuto. Paolo diffidava della costanza di
babilitàdeve riferirsi a questo tempo l'incìdente Marco.
avvenuto tra Pietro e Paolo ad Antiochia (Gal. II, 39. Ne seguì dissensione, non già di cuori,
11-16). Luca non ne parla, perchè due Apostoli
i
ma solo di intelligenze inquantochè Paolo con
;

erano d'accordo nella dottrina e nei principi!, giudicava Marco abbastanza fermo di proposito,
benché in un caso particolare Pietro avesse cre- mentre invece Barnaba piiì inclinato all'indul-
duto di dover piuttosto evitare lo scandalo dei genza pensava diversamente. L'avvenire diede
Giudei, mentre Paolo più ragionevolmente voleva ragione a Barnaba Marco divenne uno dei mi-
;

che si evitasse piuttosto lo scandalo dei gentili. gliori collaboratori per la diffusione del Vangelo,
e Paolo stesso cambiò opinione, e più volte ebbe
36. Dopo alcuni giorni dacché era partito
a servirsi di lui nel suo ministero, Coloss. IV,
Giuda, v. 34. Non sappiamo quanto tempo pre-
10; Filem. 24; II Tim. IV, 1. Questa dissen-
ciso Paolo si sia fermato ad Antiochia. 7"or-
sione nei disegni della Provvidenza doveva servire
niamo a visitare, ecc. Il pastore deve spesso visi-
a far contemporaneamente propagare il Vangelo
tare il suo gregge non solo per meglio conoscerlo,
in due diverse regioni. Navigò a Cipro. Barnaba
ma anche per istruirlo, aiutarlo, confortarlo, cor-
era di Cipro (IV, 36), e in quest'isola già aveva
reggerlo e difenderlo (Ezech. XXXIV, 4, 16). Dalle
predicato il Vangelo assieme a Paolo (XIII, 4
parole che Paolo dice a Barnaba, si può ricavare
e ss.). Più tardi Barnaba fu di nuovo compagno
che la sua prima intenzione nelPintraprendere
di S. Paolo, I Cor. IX, 6.
questo secondo viaggio era semplicemente di visi-
tare le comunità fondate nella prima missione e 40. Paolo elettosi Sila per compagno. V. n. 22.

di confermarle nella fede; lo Spirito Santo jrerd


Raccomandato, ecc. V. n. XIV, 25.
gli ispirò in seguito un altro disegno, e lo con- 41. Fece il giro della Siria e della Cilicia. Il

dusse a evangelizzare una parte d'Europa, XVI, decreto degli Apostoli era in modo speciale diretto
6-10. alle Chiese di queste provincie, nelle quali Paolo
aveva probabilmente predicato mentre si trovava
37. Prendere con sé come aiutante anche Gio-
a Tarso (IX, 30; XI, 25).
Tanni Marco suo parente (Coloss. IV, 10), come L'aver per compagno Sila di Gerusalemme
aveva fatto nella prima missione, XIII, 5. Su rendeva più efficaci ancora le parole. Gli sue
Giovanni Marco, V. n. XII, 12. ordini, ossia
ecc., il decreto degli Apostoli.
38. Paolo giudicava non essere conveniente di Quest'ultima parte del versetto : Comandando che
prendere con loro un uomo, il quale li aveva si osservassero, ecc., manca nei migliori codici
abbandonati nella Panfilia (XIII, 14), senza un greci e nell'/l miafino; ha però in suo favore
motivo sufficiente, ed era tornato a Gerusalemme l'autorità di altri buoni codici feci, di tutti Ì

proprio quando avrebbero avuto maggior bisogno latini e di parecchie versioni.


534 Atti, XVI, 1-6

CAPO XVI.

S. Paolo a Listri prende con sé Timoteo. 1-5. —


Viaggio attraverso la Frigia, la
Galazia, la Mista ecc., 6-8. —
Visione di S. Paolo a Iroade, 9-10. 6'. Paolo —
in Macedonia, Conversione di Lidia, 11-15. —
^^ serva che aveva lo spirito di
Pitone liberata, 16-18. — 6". Paolo e Sila imprigionati, 19-25. — Miracolosa
liberazione, 26-40.

*Pervenit autem Derben, et Lystram. Et 'Arrivò adunque a Derbe e a Listri. Ed


ecce discipulus quidam erat ibi nomine Ti- ecco era quivi un certo discepolo per nome
motheus, filius mulieris ludaeae fldelis, pa- Timoteo, figliuolo di una donna Giudea fe-
tre Gentili. *Huic testimonium bonum red- dele, di padre Gentile. 'A lui rendevano
debant qui in Lystris erant, et Iconio fratres. buona testimonianza i fratelli che erano in
^Hunc voluit Paulus secum proflcisci et : Listri e in Iconio. 'Volle Paolo che questi
assumens circumcidit eum propter ludaeos, andasse con sé e presolo, lo circoncise
:

qui erant in illis locis. Sciebant enim omnes per riguardo dei Giudei che erano in quei
quod pater eius erat Gentilis. ''Cum autem luoghi perchè tutti sapevano che il padre
:

pertransirent civitates, tradebant eis cu- di lui era Gentile. *E passando di città in
stodire dogmata, quae erant decreta ab Apo- città raccomandavano di osservare le regole
stolis et senioribus, qui erant lerosolymis. stabilite dagli Apostoli e dai sacerdoti che
"Et Ecclesiae quidem conflrmabantur fide, erano in Gerusalemme. "'E le Chiese si
et abundabant numero quotidie. assodavano nella fede, e diventavano ogni
giorno più numerose.
'Transeuntes autem Phrygiam, et Gala- 'Passata poi la Frigia e il paese della Ga-
tiaeregionem, vetati sunt a Spirito sancto lazia, fu loro vietato dallo Spirito santo di

altri Giudea, i quali se avessero saputo che


CAPO XVI. Timoteo non era circonciso, l'avrebbero fin da
principio riguardato come un apostata, e non
1. A Derhe e a Listri nella Licaonia, V. n. avrebbero ascoltata la sua parola. Per amore dei
XIV, 6. Un discepolo, convertito probaljllmente Giudei fu quindi indotto Paolo a circoncidere
da Paolo stesso nella sua prima missione. Di una Timoteo (I Cor. IX, 20, 21), non perchè credesse
donna Giudea fedele, cioè cristiana, che aveva tale rito necessario alla salute, ma unicamente
nome Eunice (Il Tim. I, 4). Di padre gentile. perchè lo giudicò conveniente alla predicazione
Il testo greco ha Elleno. Era probabilmente un
del Vangelo tra i suoi connazionali di Listri e
proselito della porta, perchè altrimenti Eunice
dei dintorni. 71 padre tra gentile e anche se fosse
non l'avrebbe sposato. stato proselito della porta, non aveva avuto la
2. 7 cioè i cristiani. Pf^Io conobbe
fratelli, circoncisione.
subito le qualità di Timoteo, non ostante
buone
la sua giovinezza (I Tim. IV, 12), e dopo aver-
4. E passando Paolo, e Timoteo di città
Sila
in cittàraccomandavano osservare il decreto
di
selo preso per compagno, gli affidò delicate mis-
di Gerusalemme. Anche nelle città di Antiochia
sioni {I Cor. IV, 17; XVI, 10; I Tessal. Ili,
(di Pisidia), di Iconio, di Perge, di Attalia erano
2, ecc.), ne fece il più grande elogio (Filip. II,
numerosi i Giudei, e quindi era conveniente
20-22), e gli indirizzò due delle sue epistole.
che ivi fosse conosciuto il decreto degli Apostoli.
3. Lo circoncise. Questa azione di Paolo po- V. n. XV, 23.
trebbe a primo aspetto sembrare contraria al
5. assodavano nella fede a motivo delle
Si
decreto di Gerusalemme, ma in realtà non è
nuove istruzioni ricevute, e crescevano nella pra-
così. Nel Concilio si era bensì determinato che i
tica delle virtù cristiane e diventavano ogni giorno
gentili non erano tenuti all'osservanza della legge
di MoFè, ma non si era proibito agli Ebrei di
più numerose per le nuove conversioni che si

a6S»"Tarla poiché si potevano dare circostanze,


operavano. Ecco i frutti della visita Apostolica.
;

nelle quali in quei primi tempi fosse conveniente 6. La Frigia, V. n. li, 10. Nella Frigia erano
sottomettersi alle prescrizioni mosaiche. Perciò numerosi Giudei (Gius. FI. A. G. XII, 3, 4).
i

S. Paolo quando i Giudeo-cristiani volevano che Il paese della Galazia. La Galazia si trova nel
circoncidesse Tito nato gentile, vi si rifiutò asso- centro dell'Asia Minore, e prende il nome da
lutamente (Gal. Il, 3, 5), perchè l'accondiscendere un'invasione di Celti venuti dalla Gallia e stabi-
alle loro pretese avrebbe potuto essere inter- litisi verso il III secolo a. C. E' difficile però
pretato sinistramente e far credere che senza determinare se colle parole usate qui da San
circoncisione non si fosse perfetti cristiani. In- Luca, si parli della Galazia propriamente detta,
vece egli stesso circoncise Timoteo, il quale, abitata da Galli, oppure della provincia romana di
perchè nato da madre ebrea, veniva considerato Galazia, la quale oltre la Galazia propriamente
come ebreo non lo circoncise però per accon-
: detta comprendeva ancora la Pisidia, la Panfilia,
discendere ai desiderii o alle pressioni dei Giu- una parte della Frigia, la Licaonia. ri.«;siiria, ecc.
deo-cristiani, ma per facilitare la conversione degli La questione verri trattata neirintrodu/ioiii^ «!•
Atti, XVI, 7-14
535

loqui verbum Dei in Asia. ^Cum venissent annunziar la parola di Dio nell'Asia. 'Ed
autem in Mysiam, tentabant ire in Bithy- essendo giunti nella Misia, tentavano di an-
niam :non pemiisit eos Spiritus lesu.
et dare nella Bitinia, ma non lo permise loro
•Cum autem pertransissent Mysiam, descen- lo^ Spirito di Gesù. *E traversata
la Misia
derunt Troadem 'Et visio per noctem
: giunsero a Troade «e durante la notte da :

Paulo ostensa est Vir Macedo quidam erat : Paolo fu veduta una visione. Un cert'uomo
stans, et deprecans eum, et dicens Tran- : di Macedonia gli si presentava pregandolo,
siens in Macedoniam, adiuva nos. "Ut au- e dicendo Passa nella Macedonia, e aiu-
:

tem visum vidit, statim quaesivimus pro- taci. "E subito ch'ebbe veduta questa vi-
flcisci in Macedoniam, certi facti quod vo- sione, cercammo per la Mace- di partire
casset nos Deus evangelizare eis. donia, accertati che
avesse il Signore ci
chiamati ad evangelizzare colà.
"Navigantes autem a Troade, recto cursu "E fatta vela da Troade, addirittura an-
venimus Samotiiraciam, et sequenti die Nea- dammo aSamotracia, e il dì seguente a
polim "Et inde Philippos, quae est prima
: Napoli : "e di lì a Filippi, colonia che è
partis Macedoniae civitas, colonia. Eramus la prima città di quella parte di Macedonia.
autem in hac Urbe diebus aliquot, confe- E dimorammo in quella città alcuni giorni.
rentes. "Die autem sabbatorum egressi su- "E il giorno di sabato uscimmo fuori di
mus foras portam iuxta flumen, ubi videba- porta vicino al fiume, dove pareva che fosse
tur oratio esse et sedentes loquebamur mu-
: l'orazione e postici a sedere parlavamo
:

lieribus, quae convenerant. **Et quaedam alle donne congregate. **E una certa donna

l'epistola ai Calati. Nell'Asia proconsolare, la da Filippo Macedone padre


12. Filippi, edificata
cui città capitale era Efeso, e di cui facevano di Alessandro Magno, sorge ai piedi del monte
parte le città dì Smirne, Pergamo, Magnesia, Pange tra i due fiumi Strimone e Nesto. Dopo
Sardì, Filadelfia, Colossi, ecc. la battaglia di Azio era stata dichiarata da Augusto

7. La Misia era una provincia dell'Asia


Misia. colonia romana col nome di Colonia Augusta
Minore, compresa tra il mare Egeo, il mar di lulia Philippensis, come si ricava dalle monete
Marmara o Propontìde e la Lidia. Le sue città trovate fra le sue rovine. Come colonia romana
principali erano Pergamo, Troade e Assos. Fa- godeva del jus italicum, che le conferiva tutti i
privilegi della capitale dell'impero, ed era gover-
ceva parte dell'Asia proconsolare. Ne! testo greco
essendo giunti nella Misia, si legge : nata da proprii magistrati, che portavano nomi
invece di :

essendo giunti ai confini della Misia. Bitinia era romani, edili, pretori, littori, ecc. Paolo Emilio
una provincia dell'Asia Minore al nord-est della aveva divisa la Macedonia in quattro parti o
distretti, i quali avevano per capitali le città di
Misia. Confinava al nord col Ponto Eusino, al-
Anfìpoli, Tessalonica, Pella e Pelagonia. Filippi
l'ovest colla Propontide e la Misia, al sud colla
Frigia e la Galazia, all'est colla Paflagonia. Non era una delle città della prima parte della Mace-
donia. La miglior lezione del testo greco sembra
lo permise loro. Dio chiamava i tre Apostoli a
sia tìtk; èoTi'v npÓTTiq (e non ^rpÓTTi) \it.pìho: ecc.
evangelizzare l'Europa l'Asia proconsolare a suo
;
che è una città della prima parte della Macedonia.
tempo avrebbe pure udito il Vangelo. Lo Spirito
Se però si vuol ritenere il testo della Volgata :
di Gesù, ossia Io Spirito Santo.
che è la prima città di quella parte della Ma-
8. Traversata la Misia, senza però predicare. cedonia, fa d'uopQ intenderlo in questo senso,
Troade o Alessandria Troade, era una città con che Filippi era la prima città, che si incontrasse
un porto di grande importanza presso l'Ellesponto, da chi veniva da Napoli in Macedonia, e non
non molto lontana dall'antica Troia. Fondata dal già che fosse la capitale. Dimorammo, ecc.,
re Antigono fu più tardi da Lisimaco chiamata aspettando l'occasione opportuna per cominciare
Alessandria Troade in onore di Alessandro Magno. a predicare il Vangelo.
Da Augusto era stata dichiarata colonia romana. 13. // giorno di sabato seguente. Fuori di porta
9. Passa nella Macedonia e aiutaci. Mandando della città vicino al fiume Gangas piccolo affluente
questo grido di aiuto dava a conoscere che era dello Strimone. Dove pareva che fosse l'orazione,
di Macedonia. Paolo dovette avere questa visione o meglio secondo il greco dove si supponeva che
appena arrivato a Troade. avesse luogo l'orazione. Però il greco npooeuXn
10. Subito che ebbe veduto, comprese che Dio non significa qui la preghiera, ma piuttosto !I

10 chiamava a portar il Vangelo in Europa, e si luogo della preghiera. I Giudei nei luoghi dove
dispose tosto a partire. Cercammo, ecc. L'uso per il loro piccolo numero non avevano una
di questo verbo alla prima persona plurale mostra sinagoga, tenevano le loro adunanze religiose
chiaramente che lo scrittore degli Atti, ossia San fuori della città e lontani dalle abitazioni pagane,
Luca, cominciò almeno da questo momento a dentro piccoli edifizi o semplici recinti all'aria
seguire come discepolo S. Paolo nel suo viaggio aperta, detti oratorii itpoatvXax. Tali oratorii ve-
in Europa. nivano costruiti presso la spiaggia del mare o
sulla riva dei fiumi, o presso qualche fonte, per-
11. Samotracia, isola del mar Egeo al sud delle
chè fosse più facile praticare le varie abluzioni
coste di Tracia, a quasi ugual distanza fra Troade
prescritte.
e Napoli. Imbarcatisi a Troade, dopo aver toc- primo
Alle donne congregate, che costituivano il
cata l'isola di Samotracia, arrivarono a Napoli,
uditorio, a cui si rivolgevano in Europa.
piccola città e porto sul Mar Egeo, in faccia al-
l'isola di Tasos. Napoli apparteneva alla Tracia, 14. Lidia era il nome proprio di questa donna,
ma dopo Vespasiano fece parte della Macedonia. oppure il soprannome, con cui veniva chiamata
11 suo porto serviva anche per la città
di Filippi, a Filippi per essere originaria di Lidia. Thiatira,
che distava cir:a 12-13 chilometri dal mare. ricca e importante città della Lidia nell'Asia Mi-
536 Atti, XVI, 15-20

mulier nomine Lydia, purpuraria civìtatis per nomeLidia della città dì Thiatira, che
Thyatirenorum, colens Deum, audivit cu- : vendeva porpora, timorata di Dio, ascol-
la
ius Dominus aperuit cor intendere his, quae tò :e il Signore le aprì il cuore per atten-
dicebantur a Paulo. ^*Cum autem baptizata dere a quello che diceva Paolo. '*E battez-
esset, et domus eius, deprecata est dicens : zata che fu essa e la sua famiglia, pregò
Si iudicastis me fldelem Domino esse, in- dicendo Se avete giudicato ch'io sia fedele
:

troite in domum meam, et manete. Et coegit al Signore, venite, e fermatevi a casa mia.
DOS. E ci fece forza.
"Factum est autem euntibus nobis ad ora- "Accadde poi che andando noi all'ora-
tionem, puellam quamdam habentem spirì- zione, una serva che aveva lo spirito di
tum pythonem obviare nobis, quae quaestum Pitone ci venne incontro ella portava molto :

magnum praestabat dominis suis divinando. guadagno ai suoi padroni col fare l'indovina.
^'Haec subsecuta Paulum, et nos, clamabat "Costei seguitando Paolo e noi, gridava :

dicens Isti homines servi Dei excelsi sunt,


: Questi uomini sono servi di Dio altissimo,
qui annunciant vobis viam salutis. "Hoc che annunziano a voi la via della salute.
autem faciebat multis diebus. Dolens autem *'Ciò ella faceva per molti giorni. Ma Paolo
Paulus, et conversus, spiritui dixit Prae- : annoiato, rivoltosi disse allo spirito Or- :

cipio libi in nomine lesu Christi exire ab dino a te nel nome di Gesti Cristo che esca
ea. Et exiit -eadem bora. da costei. E nel medesimo punto ei se
n'andò.
^'Videntes autem domini eius quia exivit "Ma vedendo i padroni di lei che se
Bpes quaestus eorum, apprehendentes Pau- n'era andata la speranza del loro guadagno,
lum, et Silam perduxerunt in forum ad prin- presero Paolo e Sila, e li condussero nel
cipes '"Et ofTerentes eos magistratibus,
: foro ai magistrati '"e presentatili ai capitani,

nore, sulla sponda del Lieo. Dalle iscrizioni tro- pitone divenne ben presto sinonimo di profeta,
vate fra le sue rovine sappiamo che la città o meglio indovino. S. Luca lo usa in questo
era molto data all'industria della porpora. Ven- senso. La disgraziata fanciulla era un'ossessa, e
deva la porpora, cioè panni tinti con porpora. gli oracoli che dava erano dovuti al demonio,
La porpora si estrae da alcune specie di con- che la possedeva.
17. Gridava: Questi uomini, ecc. Come altre
volte i demonii furono costretti a riconoscere
Gesiì Cristo (Mar. I, 24, 34), così anche qui Dio
vuole che il demonio renda
testimonianza alla
verità, e dia un'occasione di fare uno
a Paolo
stupendo miracolo. Alcuni pensano che il de-
monio abbia così parlato affine di ingannare il
popolo. Egli sperava che Paolo avrebbe appro-
vata la sua testimonianza, e allora si sarebbe
fatto forte di tale approvazione per confermare
le falsità, che aveva sparse e voleva ancora spar-
gere. Altri poi ritengono che la testimonianza del
demonio fosse ordinata a suscitare una persecu
zione, come difatti avvenne. Con questo versetto
scompare la narrazione in prima persona, per
non ritornare che al capo XX, 5, quando San
Paolo si trova per la seconda volta a Filippi.
Si pud quindi arguire che S. Luca sia rimasto
in Macedonia, mentre Paolo e Sila intrapresero
altre missioni.
RfT. iM. — Conchiglia da cui si estraa la porpora.
18. Annoiato, o meglio vivamente addolorato
chiglie dette : murex trunculas e brandaris. Ti-
per queste lodi dategli dal padre della bugia, e
morata di Dio, cioè pagana di origine, ma pro- non stimando cosa degna che il Vangelo venisse
eelita Giudaica. Ascoltò, greco, ascoltava rixcrev. annunziato dal demonio, rivoltosi, ecc. Gesù
Le aprì il cuore. Dio coll'efflcacia della sua aveva fatto altrettanto col demonio (Mar. I, 25;
grazia, mosse il cuore e la volontà di questa Lue. IV, 23, ecc.).
donna ad abbracciare le verità, che Paolo pre- 19. Se n'era andata la speranza del loro gua-
dicava. dagno, perchè essendo uscito il demonio dalla
15. Se avete giudicato,
ecc. Quanta umiltà in povera schiava, questa più non poteva far l'in-
queste parole! Ci fece forza colle sue delicate dovina. Ai magistrati, gr. fipXovra;, termine gene-
preghiere, e quasi ci costrinse ad accondiscendere rale che indica i giudici. Nel versetto seguente
alle sue richieste. S. Luca riferisce il loro nome proprio.
16. Andando noi all'orazione, cioè ai luogo dove 20. Ai capitani, greco tot; orpatuYoì?, cioè ai
si faceva orazione. V. n. 13. Aveva lo spirito di pretori o duumviri, incaricati di amministrare la
Pitone. Nella mitologia greca Pitone era il nome giustizia nelle città, le quali, come Filippi, gode-
di un serpente ucciso da Apolline, che a ricordo vano del jus italicum (V. Cicerone, De leg. agr.
di questa vittoria venne chiamato Pitico. Siccome II, 34; Vipouroux, Le Nouveau T. et les découv.
però Apolline era il dio degli oracoli, il nome di arch., p. 211 e ss.). Esseido Giudei. I Giudei
Atti, XVI, 21-26 537

dixerunt : HI homines conturbant civìta- dissero Questi uomini mettono sossopra


:

tem nostrani, cum sìnt ludaei "Et annun- la nostra città,


:
essendo Giudei "e predi- :

ciant morem quem non licet nobis suscipere, cano cerimonie, che non è lecito a noi di
neque facere, cum slmus Romani. abbracciare, né di praticare, essendo noi
Romani.
"Etcucurrit plebs adversus eos et ma- : "Allora
la moltitudine insorse contro di
gistratus, scissis tunicis eorum, iusserunt essi: e magistrati lacerate loro le vesti,
i

eos virgis caedi. *'Et cum multas plagas eis ordinarono che fossero battuti con vcghe.
imposuissent miserunt eos in carcerem, "E date loro molte battiture, li cacciarono
praecipientes custodi ut diligenter
custo- in prigione, dando ordine al custode che fa-
direi eos. "Qui cum tale praeceptum acce- cesse buona guardia. **I1 quale ricevuto si-
pisset, misit eos in interiorem carcerem, mile comando, li mise nella più profonda
et pedes eorum strinxit ligno. segreta, e strinse in ceppi i loro piedi.
"Media autera nocte Paulus, et Silas *'E su la mezza notte Paolo e Sila prega-
orantes, laudabant Deum et audiebant eos, : vano cantando lodi a Dio e i carcerati li :

qui in custodia erant. *'Subìto vero terrae- udivano. "Ma a un tratto venne un gran ter-
motus factus est magnus, ita ut moverentur remoto, e tale che si scossero le fondamenta
fundamenta carceris. Et statim aperta sunt della prigione. E si aprirono di subito tutte
omnia ostia et universorum vincula soluta
: le porte, e si sciolsero a tutti le catene.
sunt.

"Il Cor. 11, 25; Phil. 1, 13; I Thess. 2, 2.

erano oditti dai romani, e Claudio li cacciò da Vili, 32; Tacito, Hist. IV, 27). Fossero battaH
Roma (XVIII, 2) per i continui tumulti, che pro- con verghe. Questo supplizio non è da confon-
vocavano. Anche Cicerone (or. prò Flac. 28) ac- dersi colla propriamente detta, per
flagellazione
cusa iGiudei di barbara superstizione. E' questa la quale non si adoperavano verghe, ma flagelli.
la prima persecuzione suscitata contro la Chiesa Paolo avrebbe potuto appellarsi alla sua qualità
dai gentili il suo movente però non fu tanto l'odio
;
di cittadino romano per sottrarsi alle battiture,
di religione, quanto piuttosto un interesse mate- ma preferì invece soffrire per amore di Gesù.
riale perduto.
23. Molte battiture. Presso i Romani non vi
21. Son è lecito a noi di abbracciare. Filippi era un numero fisso di colpi, ma tutto era la
era colonia romana, e come tale veniva governata sciato all'arbitrio dei giudici o dei littori; presso
dalle leggi romane, una delle quali vietava l'in- i Giudei invece non si davano piiì di 40 colpi.
troduzione di nuovi culti, se prima non fossero
24. Per eseguire il comando ricevuto il car-
stati pubblicamente riconosciuti, o almeno taci-
ceriere li chiuse nella parte più profonda e sicura
tamente approvati (Cic. De Leg. II, 8). Ciò non
ostante però, molti culti stranieri godevano di
tolleranza in Roma stessa. Benché la religione
giudaica fosse non solo lecita, ma avesse anche
dei privilegi (Gius. FI. A. G. XIV, 10, 8, ecc.),
era tuttavia facile eccitare il furore popolare con-
tro ! Giudei, i quali erano odiati da tutti.
22. I magistrati, cioè i pretori, fatte loro Uc*-

Fig. i88. — Supplizio dei ceppi.

del carcere, e strinse fra ceppi l loro piedi,


i

aftinché in nessuna guisa potessero fuggire. 1


ceppi sono costituiti da due pezzi di legno riuniti
Bg. x87.
assieme che a determinate distanze hanno delle
Fascio di verghe aperture, dentro le quali si incastrano i piedi del
per un littore. paziente, in modo da renderlo immobile e impe-
dirgli qualsiasi tentativo di fuga.

25. Pregavano cantando ad alta


lodi a Dio
voce, e ringraziandolo degni di
di essere fatti
soffrire per il nome di Gesù. Così solevano fare
gli Apostoli in mezzo alle persecuzioni.

26. Un gran terremoto, ecc. Dio voleva far in-


tendere con questo segno che aveva ascoltato la
preghiera dei suoi Apostoli, ed era pronto a venir
in loro soccorso (V. n. IV, 31). Si aprirono... si
fare le vesti dai littori. Prima della flagellazione sciolsero, ecc., per la violenza del terremoto man»
•i soleva lacerare le vesti al condannato (Livio, dato in modo soprannaturale da Dio.
538 Atti, XVI, 27-35

*^Expergefactus autem custos carceris, "E risvegliatosi II custode della prigione,


et vldens ianuas apertas carceris, evaginato e vedute aperte le porte della prigione,
gladio volebat se interflcere, aestimans fu- sguainata la spada voleva uccidersi, cre-
gìsse vinctos. **Clamavit autem Paulus dendo che i prigioni fossero fuggiti. "*Ma
voce magna, dicens NihiI tibi mali feceris : : Paolo gridò ad alta voce, dicendo : Non ti

universi enim hic sumus. "Petitoque lu- fare male alcuno, mentre siamo qui tutti
mine, introgressus est et tremefactus pro- : quanti. ^^E colui avendo chiesto del lume
cidit Paulo et Silae ad pedes '"Et produ- : entrò dentro, e tremante si gittò ai piedi
cens eos foras, ait Domine, quid me opor-
: di Paolo e di Sila *°e menatili fuori, disse
: :

tet facere, ut salvus flam? *^At illi dixerunt : Signori, che debbo fare per essere salvo?
Crede in Dominum lesum et salvus eris : "'Ed essi dissero Credi nel Signore Gesù,
:

tu, et domus tua. e sarai salvo tu e la tua famiglia.


'*Et locuti sunt ei verbum Domini cum "E
annunziarono la parola del Signore a
omnibus, qui erant in domo eius. "Et tol- lui e a quanti erano nella casa di lui. "E
lens eos in illa bora noctis, lavit plagas presili con sé in quella stessa ora di notte,
eorum et baptizatus est ipse, et omnis
: lavò le loro piaghe, e fu battezzato egli e
domus eius continuo. ''*Cumque perduxisset tutta sua famiglia immediatamente. "E
la
eos in domum suam, apposuit eis mensam, condottili a casa sua, apparecchiò loro da
et laetatus est cum omni domo sua credens mangiare, e fece festa dell'avere creduto a
Deo. Dio con tutti i suoi.
**Et cum dies factus esset, miserunt ma- '*E fattosi giorno, i magistrati mandarono
gistratus lictores, dicentes Dimitte ho- : i littori a dire Metti in libertà quegli uo-
:

27. Voleva uccidersi, volendo sfuggire alla ver- ricevute, vv. 22-23. Fu battezzato, ecc. nello
gogna di essere punito per non aver saputo custo- stesso luogo, dove aveva condotto i due Apo-
dire i prigionieri a lui affidati. La legge condan- stoli per lavar le loro piaghe. Dio in questi neo-
nava a morte il soldato, che si fosse lasciato fiti suppliva colla sua grazia al bisogno di più
sfuggire il prigioniero. V. n. XII, 19. lunga istruzione.
28. Paolo gridò ad alta voce, appena si accorse 34. Apparecchiò loro da mangiare. Dopo le
dell'insano tentativo del carceriere. Siamo qui battiture sofferte i due Apostoli erano esausti di
tutti quanti. Anche gli altri carcerati erano ri- forze, e avevano bisogno di rifocillarsi.
masti così atterriti per il terremoto, che niuno 35. magistrati. V. n. 20. / littori erano uo-
/
osò fuggire, benché fossero aperte le porte. mini, quali portavano un fascio di verghe legate
i

29. Avendo chiesto del lume per assicurarsi insieme con in mezzo una scure, e solevano ac-
bene coi proprii occhi, che nessuno veramente compagnare i consoli in Roma e i pretori nei
era fuggito. Tremante e pieno di spavento, rico- niunicipii e nelle colonie romane. Metti in libertà
noscendo in ciò che era accaduto un avvenimento quegli uomini. Non sappiamo il motivo preciso
soprannaturale, si gettò ai piedi di Paolo e di di questa deliberazione. Alcuni hanno pensato che
Sila, persuaso che Dio fosse intervenuto a loro
favore.
30. Menatili fuori del carcere. (Il codice D.
aggiunge dopo aver nuovamente legati gli altri
:

prigionieri). Che debbo fare, ecc. Il carceriere


doveva aver sentito parlare della santità di Paolo
e di Sila, della dottrina nuova che predicavano,
dei miracoli che facevano, e a lui era giunta
probabilmente la nuova della testimonianza che Rg. xSg.

loro aveva reso quella schiava già posseduta dal Littore romano.
demonio, v. 17, e a un loro comando liberata, ecc. (Bassoriiievu antico).
Non poteva ignorare che erano stati messi in
carcere per motivo di religione, e sapeva pro-
babilmente che essi promettevano la vita eterna
a chi avesse ascoltato la loro parola quindi al ;

vedere tutti questi prodigi non potè dubitare che


si trattasse di un vero intervento divino a favore
dei due carcerati, e perciò si gettò ai loro piedi
domandando che cosa dovesse fare.
31. Tu e la tua famiglia, perchè il tuo esempio
'ndurrà pure la tua famiglia ad abbracciare la
fede. gli amici di Paolo si fossero interposti presso le
autorità, e fatta loro conoscere l'innocenza del
32. Annunziarono la parola del Signore, cioè
carcerati, ne abbiano ottenuta la liberazione. 11
li istruirono brevemente intorno a quelle verità,
codice D. invece ne attribuisce la causa ai grandi
che sono necessarie per salvarsi, e specialmente
avvenimenti della notte. Questa ultima spiega-
Intorno a Gesù Cristo e ai suoi precetti.
zione più
verisimile
è poiché il terremoto, av-
:

con sé, cioè fattili uscire dal car-


33. Presili vertito in tutta la città, potè benissimo essere
cere li condusse in luogo, dove lavò le piaghe, creduto una vendetta del Dio annunziato dai
di cui erano ricoperti a motivo delle battiture due Apostoli, che senza alcun processo erano stati
Atti, XVI, 36 — XVII, 1 539

mines illos. "Nunciavit autem custos car- mini. "E il custode portò questa nuova a
ceris verba haec Paulo ; Quia miserunt ma- Paolo : I capitani hanno mandato a libe-
gistratus ut dimittamini, nunc igitur exe- rarvi : or dunque uscite, e andatevene in
untes, ite in pace. '^Paulus autem dixit eis : pace. *'Ma Paolo disse loro Ci hanno bat- :

Caesos nos publice, indemnatos, homìnes tuti pubblicamente, senza che fossimo con-
Romanos miserunt in carcerem, et nunc dannati. Romani, come siamo, e messi in
occulte nos eiiciunt? Non ita sed veniant, : prigione, e ora di nascosto ci mandan via?
•*Et ipsi nos eiiciant. Nunciaverunt autem Non sarà così ma vengano, ''ed essi ci
:

magistratibus lictores verba haec. Timue- traggano fuori. Riferirono i littori queste
runtque audito quod Romani essent "Et : parole ai magistrati, i quali sentendo che
venientes deprecati sunt eos, et educentes erano Romani ebbero paura "'e andarono, :

rogabant ut egrederentur de Urbe. *''Ex- e dissero loro buone parole, e trattili fuori li

euntes autem de carcere, introierunt ad Ly- pregarono di partirsi dalla città. ""Ed essi
diam et visis fratribus consolati sunt eos,
: usciti di prigione entrarono in casa di Lidia :

et profecti sunt. e veduti i fratelli li consolarono, e si pat^


tirono.

CAPO XVII.

S. Paolo a lessalonica e a Berea, 1-14. — 6*. Paolo ad Atene, 15-20. Discorso


all'Areopago, 21-34.

*Cum autem perambulassent Amphipo- ^E passando per Amfipoli e per Apollonia,


llm, et Apolloniam, venerunt Thessaloni- arrivarono a Tessalonica, dove era la Sina-

battuti e messi in carcere. Perciò affine di allon- Paolo e i suoi compagni abbiano fatte numerose
tanare dalla città altricastighi, fu determinato di conversioni a Filippi, il che è conforme a quanto
lasciarli in libertà. si può arguire dall'Epistola ai Filippesi. Li con-
solarono narrando loro le meraviglie che Dio
36. Portò questa nuova a Paolo. Paolo e Sila
aveva compiute a favore del Vangelo, e confer-
per non crear noie al carceriere erano di nuovo
mandoli sempre più nella fede. Si partirono. La
discesi nella prigione, come si può arguire dai
Chiesa di Filippi era fondata, e i banditori del
TV. 38, 39, 40.
Vangelo si recano altrove a far udire la loro
37. Ci hanno battuti, ecc. A Paolo non bastava parola. S. Luca restò in Macedonia, ma è incerto
essere messo in libertà. Era necessario che i
se Timoteo abbia accompagnato Paolo e Sila.
banditori del Vangelo fossero riconosciuti inno-
centi dall'autorità romana, e non gravasse sopra CAPO XVIL
di loro il sospetto di essere stati delinquenti o
malfattori. Paolo esige perciò una pubblica ri- 1. Amftpoli, capitale della prima parte della
parazione. Senza che fossimo condannati per Macedonia (V. n. XVI, 12), sorgeva a circa 40
mezzo di un processo regolare, in cui ci fosse chilometri al sud-ovest di Filippi, sulla riva del
dato di difenderci. Romani come siamo. Anche
Sila doveva essere cittadino romano. Vengano, ecc.
Come pubblicamente ci hanno condannati, così
ancora pubblica e nota a tutti dev'essere la nostra
liberazione, e pubbliche devono essere le loro
scuse. Paolo vuole che tutti sappiano che sono
cittadini romani.

38. Ebbero paura, perchè avevano violata la

legge Valeria (508 a. C.) e la legge Porcia (300


a. C.), le quali proibivano di battere un cittadino
romano (Liv. X, 9, ecc.). Sono conosciute le pa-
role di Cicerone, in Verr. V, 6, Facinus est vin- Flg. igo. — Moneta di Apollonia di Macedonia.
clrì cìvem Romanum, scelus verberari, prope par-
rìcidium necari. Paolo avrebbe potuto far punire
fiume Strimone, che la circondava da due parti.
quei pretori, che l'avevano condannato senza Apollonia è anch'essa una città dì Macedonia si-
giudizio, l'avevano incatenato e fatto battere pub-
tuata a circa 45 chilometri al sud-ovest di Amfi-
blicamente. poli. Tessalonica, oggi Salonicco, sorge ad anfi-
39. Dissero loro buone parole, ossia fecero le teatro nel golfo Termaico. Città e porto di pri-
loro scuse. Li pregarono, ecc. Non potendo loro missima importanza, era a quei tempi la capitale
imporlo, usano preghiere, adducendo forse a mo- della seconda parte della Macedonia. Augusto in
tivo la pubblica tranquillità, ecc. ricompensa degli aiuti prestatigli prima della bat-
di Filippi, la dichiarò città libera (V. Vi-
40. Entrarono in casa di Lidia. Paolo non volle
taglia
gouroux. Le N. T. découv. archéol., p. 231).
et les
partire immediatamente dalla città, ma prima si
La distanza tra Filippi e Tessalonica è di circa 150
recò nella casa di Lidia, v. 14, dove era solito
Veduti fratelli. Ciò suppone che chilometri. Dove era la Sinagoga, che serviva di
a aimorare. i
540 Atti, XVII, MO
cam, ubi erat synagoga ludaeorum. ^Secun- goga de' Giudei. 'E Paolo secondo il sue
dum consuetudinem autem Paulus introivit solito andò da loro, e per tre sabati disputò
ad eos, et per sabbata tria disserebat eis de con essi sopra le Scritture, dichiarando,
Scripturis, ^Adaperiens et insinuans quia e dimostrando come il Cristo doveva patire
Christum oportuit pati, et resurgere a mor- e risuscitare da morte e come questo è
:

tuis :quia hic est Jesus Christus, quem


et Gesù Cristo, che io vi annunzio. *Alcuni
ego annuncio vobis. *Et quidam ex eis cre- di essi credettero, e si unirono con Paolo
diderunt, et adiuncti sunt Paulo, et Silae, e Sila, come pure gran moltitudine dì pro-
et de coientibus, Gentilibusque multitudo seliti e di Gentili, e non poche primarie
magna, et mulieres nobiles non paucae. matrone.
*Zelantes autem ludaei, assumentesque "Ma i Giudei, mossi da zelo, prendendo
de vulgo viros quosdam malos, et turba con sé alcuni cattivi uomini del volgo, e
facta concitaverunt civitatem : et assistentes fatta gente, misero la città in tumulto e :

domui lasonis quaerebant eos producere in attorniata la casa di Giasone, cercavano di


populum. *Et cum non invenissent eos, tra- tirarli davanti al popolo. 'E non avendoli
hebant lasonem, et quosdam fratres ad prin- trovati, trascinarono Giasone e alcuni fra-
cipes civitatis, clamantes : Quoniam hi, qui telli ai capi della città, gridando Quei che :

Urbem concitant, et huc venerunt, ^Quos mettono sottosopra la terra, sono venuti
suscepit lason, et hi omnes contra decreta anche qua, ^e Giasone ha dato loro ricetto.
Caesaris faciunt, regem alium dicentes E tutti costoro fanno contro gli editti di
esse, lesum. *Concitaverunt autem plebem, Cesare, dicendo esservi un altro re, Gesù.
et principes civitatis audientes haec. 'Et *E commossero la moltitudine e magistrati i

accepta satisfactione a lasone, et a ceteris, che udivano tali cose. 'Ma ricevuta cau-
dimiserunt eos. zione da Giasone e dagli altri, li rimanda-
rono.
"Fratres vero confestim per noctem di- "I fratelli però immediatamente la notte
miserunt Paulum, et Silam in Beroeam. Qui avviarono Paolo e Sila a Berea. I quali

anche per le
centro religioso città circonvicine, 6. Ai capi dellagr. «oXttàpXac. PolitarcM
città,
che possedevano solo semplici oratori!. era il nome proprio, che si dava ai magi-
locale
2. Secondo il suo solito di predicare prima ai strati di Tessalonica. Questo nome, che ci era
Giudei (Cf. XIII, 5, 14; XIV, 1, ecc.). Per tre stato conservato solo da S. Luca, è stato ritro-
sabati, ecc. I Giudei di Tessalonica non dovevano vato negli ultimi tempi in parecchie iscrizioni di
quindi essere mal disposti verso il Vangelo. Tessalonica, ed è perciò una prova evidente del-
l'esattezza delle informazioni di S. Luca (V. VI-
3. Dichiarando il senso delle Scritture, e di-
gouroux, Le .V. T. e les d. ar., p. 238, 239).
mostrando con esse che secondo i disegni di Dio
Mettono sottosopra la terra, cioè l'impero romano.
il Messia doveva patire e morire e poi risuscitare
Si ha qui una prova della rapida diffusione del
da morte. In seguito Paolo faceva l'applicazione
Cristianesimo nel mondo romano. La lezione della
a Gesù Cristo, mostrando che Egli era il vero
Volgata urbem invece di orbem, non risponde al
Messia, in cui si erano adempite tutte le Scrit-
contesto.
ture.
7. Dicendo esservi un altro Re, ecc. E' un'ac-
4. Alcuni credettero, ecc. La predicazione non
cusa politica. S. Paolo aveva probabilmente par-
rimase senza frutto. Si unirono o meglio si strin-
lato del regno spirituale di Gesù Cristo, e per- i
sero a Paolo e Sila per essere meglio istruiti.
fidi Giudei, che già avevano accusato Gesù di
Questi Giudei avevano compresa la forza dei
ribellione a Cesare (Lue. XXIII, 2; Giov. XIX,
ragionamenti di Paolo.
12, 15), muovono la stessa accusa contro gli
Gran moltitudine di proseliti e di gentili. Sono
Apostoli, tentando di farli condannare come pro-
qui indicate le due classi di fedeli, di cui era
vocatori di rivolte contro l'autorità di Roma.
composta la Chiesa di Tessalonica. La lezione
della Volgata è da preferirsi a quella del testo 8. Commossero, ecc., perchè se l'accusa fosse

greco, che indica una sola classe : proseliti gen- stata vera, si poteva temere di essere trattati come
tili; poiché dalla I Tessal. I, 9, sappiamo che la
ribelli.

maggior parte dei fedeli di Tessalonica si era con- 9. Ricevuta cauzione, ecc. I magistrati di Tessa-
vertita dall'idolatria, ilche non potrebbe dirsi lonica non si lasciarono trascinare a condannare
dei proseliti. Dal versetto appare chiaro che fu- gli Apostoli, che non avevano udito; ma ricevuta
rono pochi Giudei, i quali si convertirono.
i una cauzione, ossia una garanzia che non avreb-
5. Mossi da zelo, cioè da invidia e gelosia al bero turbata la pace pubblica, e che non macchi-
vedere che molti proseliti abbandonavano il Giu- navano contro lo Stato, li lasciarono in libertà.
daismo. V. n. XllI, 45; I Tessal. II, 16. Del 10. La notte, ecc. Per sottrarre gli Apostoli
volgo, o meglio secondo il greco, della piazza, alle persecuzioni dei Giudei, cristiani
i credet-
ossia di coloro che oziano nelle piazze, e sono tero conveniente di farli subito partire di nascosto.
pronti a tutto, pure di esser pagati. La casa dì La Chiesa a Tessalonica ormai era fondata Paolo, ;

Giasone, dove sapevano che Paolo e Sila erano più presto di quel che l'istruzione dei fedeli
ospitati. Giasone era probabilmente un Giudeo avrebbe voluto (I Tessal. II, 17. 18; III. 10; IV,
convertito. Il suo nome alla greca è lo sfesso che 12, ecc.), dovette recarsi a Berea. Berea, città
Gesù ebraico. Davanti al popolo, sperando che importante alle falde del monte Bermio, si trova
sarebbero stati uccisi senza alcun processo. a circa 90 chilometri al nord-ovest di Tessalonica.
Atti, XVII, 11-17 541

cum venfssent in synagogam ludaeorum in- appena andarono alla Sinagoga dei
arrivati
troierunt. "Hi autem erant nobiltores eo Giudei. "Questi erano più generosi di
rum, qui sunt Thessalonicae, qui suscepe- quelli che stavano in Tessalonica, e ricevet-
runt verbum cum omni aviditate, quotidie tero la parola con tutta avidità, esaminando
scrutantes Scripturas, si haec ita se habe- ogni dì nelle Scritture se le cose stessero
rent. "Et multi quidem crediderunt ex eis, così. "E
molti di loro credettero, e nobili
et mulierura Gentilium honestarum, et viri donne Gentili, e uomini non pochi.
non pauci.
"Cum autem cognovissent in Thessa- "Ma
come ebbero inteso i Giudei in Tes-
lonica ludaei, quia et Beroeae praedicatum salonica, che anche in Berea era stata pre-
est a Paulo verbum Dei, venerunt et illuc dicata da Paolo la parola di Dio, vi si por-
commoventes, et turbantes multitudinem. tarono a incitare e muovere a tumulto la
**Statimque tunc Paulum dimiserunt fra- moltitudine. "E allora i fratelli mandarono
tres, usque ad mare
ut iret Silas autem, : subito via Paolo, perchè andasse fino al

et Timotheus remanserunt ibi. mare : e restarono ivi Sila e Timoteo.

''Qui autem deducebant Paulum, perdu- "Quelli poi che accompagnavano Paolo,
serunt eum usque Athenas, et accepto man- lo condussero fino ad Atene, e avuto ordine
dato ab eo ad Silam, et Timotheumut quam da lui per Sila e Timoteo, che al più presto
celeriter venirent ad illum, profecti sunt. andassero a lui, partirono.
'Taulus autem cum Athenis eos expec- "E mentre Paolo li attendeva in Atene,
taret, incitabatur spiritus eius in ipso, videns si affliggeva in suo spirito, vedendo
lui il

idolatriae deditam civitatem. "Disputabat quella città abbandonata all'idolatria. "Di-

Era a quei tempi la capitale della terza parte della della sua fama, e i suoi monumenti ne facevano
Macedonia. V. n. XVI, 12. Alla sinagoga come a una meraviglia, che non aveva pari. Paolo fu
Tessalonica, e come facevano dovunque vi fossero destinato da Dio a predicarvi il Vangelo. Che al
più presto andassero a lui. Paolo mandò poi Ti-
Ebrei.
moteo a Tessalonica (I Tessal. Ili, 1, 2), e Sila
11. Pia generosi, cioè di migliori sentimenti.
probabilmente fu inviato a Filippi. I tre Apostoli
Ricevettero, ecc., ossia con grande docilità ascol- si trovarono poi nuovamente uniti a Corinto,
tarono la predicazione degli Apostoli, e ogni XVIII, 5.
giorno esaminavano quei testi di Scrittura, che
loro si citavano, per vedere se le cose erano
ve- 16. Si affliggeva... vedendo, ecc. Un sentimento
di profondisima tristezza e di grande sdegno
lamente così come venivano loro predicate.
agitava il cuore di Paolo, al vedere una città cosi
ecc. La fede di molti, e non solo
12. Molti, colta immersa nell'idolatria. Abbandonata all'ido-
di pochi, come a Tessalonica, fu l'effetto della
predicazione. Raccolsero pure i due Apostoli una
abbondante messe tra i gentili.

Era stata predicata, ecc. e molti avevano


13.
creduto. Come Giudei di Gerusalemme avevano
i

ucciso Gesù, cosi i Giudei della Diaspora cercano


degli
in tutti i modi di opporsi alla predicazione
Apostoli, e non rifuggono dai mezzi più violenti,
per impedire la dilatazione del regno di Gesù
Flg. 191.
Cristo.
14. Mandarono via Paolo, perchè sapevano che Antico altare
in modo speciale contro di lui era diretto l'odio di Atene.
dei Giudei. Perchè andasse sino al mare. L'ac-
compagnarono fino al mare, ove imbarcandosi di-
rettamente per Atene, avrebbe più facilmente
potuto sfuggire a tutte le persecuzioni. La lezione
quella dei
della Volgata asque ad ?co; è:tl è pure
migliori codici greci, e va ritenuta a preferenza
di

quella di altri codici ò(i èni, come se


dovesse
partire per mare. Restarono ivi a continuare e «ss^i^^fi^Sxiss^vi^
perfezionare l'opera incominciata Sila e Timoteo,
il quale ultimo, dopo essere stato qualche tempo greco piena di idoli. Gli
suo latria, meglio secondo il :

a Filippi con S. Luca, aveva raggiunto


il

antichi scrittori, Pausania, Att. I, 24; Livio


XLV,
maestro a Tessalonica, e poi l'aveva accompagnato statue di Dei
27, ecc., attestano che vi erano più
a Berea. Grecia
e tempii in Atene, che non in tutta la
Quelli poi, cioè i Cristiani di Berea. Atene,
15. assieme. Nelle vie, nelle piazze, sotto i
porticati
faceva parte della provincia
capitale dell'Attica,
che
non si vedevano che statue ed altari; l'Acropoli
romana d'Acaja. Era però una città libera,
poi era ridotta si può dire a un gran tempio,
in

si governava con leggi


proprie e godeva di rnoTti trovavano loro altari e le loro statue tutti
cui i

privilegi. Centro principale delle


scienze e delle
gli Dei dell'Olimpo. V. Vigouroux, Le N. T. et
soggetta
Mti della Grecia, benché politfcamente les découv. arch., p. 261, 262.
collo splendore
a Roma, dominava tutto l'impero 17. Disputava, ecc. Paolo non potè
trattenere
oratori,
sua cultura. I suoi poeti, i suoi
suo zelo, e cominciò a disputare, prima
della col
suoi filosofi, i suoi artisti, riempivano U mondo il
i
542 Atti, XVII, 18-22

igitur In synagoga cum ludaeìs, et colen- sputava egli pertanto nella Sinagoga con ì
tibus, et in foro, per omnes dies ad eos, Giudei, e coi proseliti, e nel foro ogni
qui aderant. giorno con chi vi s'incontrava.
"Quidam autem Epicurei, et Stoici philo- "E alcuni filosofi Epicurei e Stoici lo
sophi disserebant cum eo, et quidam dice- attaccavano, e alcurti dicevano : Che vuol
bant : Quid vult seminiverbius hic, dicere? egli dire questo chiacchierone? Altri poi :

Alii vero Novorum daemoniorum videtur


: Pare che annunzi nuovi dei perchè an-
:

annunciator esse : quia lesum, et resurrec- nunziava loro Gesii e la risurrezione. ^'E
tionem annunciabat eis. '"Et apprehensum presolo lo condussero all'Areopago, di-
eum ad Areopagum duxerunt, dicentes Pos- : cendo Possiamo noi sapere quel che sia
:

sumus scire quae est haec nova, quae a te questa nuova dottrina, di cui tu parli ? '"Poi-
dicitur doctrina? '"Nova enim quaedam in- chè tu ci suoni alle orecchie certe nuove
fers auribus nostris Volumus ergo scire: cose vorremmo adunque sapere che voglia
:

quidnam velint haec esse. ^'(Athenienses essere questo. 'MOra gli Ateniesi tutti, e
autem omnes, et advenae hospites, ad nihil gli ospiti forestieri,a niun 'altra cosa ba-
aliud vacabant nisi aut dicere, aut audire davano che a dire o ascoltare qualche cosa
aliquid novi). di nuovo).
**Stans autem Paulus in medio Areopagi, '^E Paolo stando in piedi in mezzo dei-

Giudei e coi proseliti nei giorni di sabato nella perchè era un luogo più tranquillo, e si poteva
Sinagoga, e poi, ogni giorno, con quanti incontrava con maggior agio ascoltarlo. Ciò apparisce chia-
nel foro, o meglio nell'agora, come si ha nel ramente dalle parole che gli sono rivolte Pos- :

greco. L'agora era una piazza pubblica e il centro siamo noi sapere, ecc., dalle quali risulta, che
della vita mondana, politica e letteraria d'Atene. non si voleva altro da luì se non sentire qualche
All'agora convenivano tutti gli sfaccendati, i filo- cosa di nuovo.
sofi, i letterati, ecc., e Paolo non tardò a incon- 21. 7 forestieri ospiti venuti ad Atene, attratti
trarsi con alcuni filosofi. dalla sua celebrità e dalla fama delle sue scuole.
18. Epicarei e Stoici formavano due scuole di A dire o ascoltare qualche cosa di nuovo. Questa
filosofi, opposte fra di loro e ben lontane dal Cri- leggerezza viene rimproverata agli Ateniesi dagli
stianesimo. I primi, così chiamati da Epicuro stessiscrittori pagani, Demostene (in Philipp. I,
(341-270 a. C), non ammettevano che atomi ma- 10),Plutarco {De Curiositate, 8, ecc.), Vigouroux
teriali, negavano l'esistenza e l'immortaliti del- (Le N. T. et les découv. arch., p. 363-364).
l'anima, la Provvidenza, ecc., e facevano consi- 22. Nel mezzo dell'Areopago, ossia della piccola
stere la suprema felicità dell'uomo nei piaceri dei spianata, che si trova sulla collina. Disse. Il di-
sensi. Gli Stoici (da aioà portico) fondati da Ze- scorso di S. Paolo è veramente ammirabile sia
none (iv sec. a. C), insegnavano il panteismo, per la dottrina che contiene, e sia per l'arte con
il fatalismo, e facevano consistere tutta la sa- cui è «volta. Dopo un breve esordio, 22-23, in
pienza nella rassegnazione, o meglio, nell'indiffe- cui con delicatezza squisita cerca di acquistarsi
renza e nel disprezzo del dolore. Pieni di superbia la benevolenza degli uditori lodando il loro ca-
come i Farisei, non pensavano che a sé stessi, rattere religioso, e di attrarsi la loro attenzione
e ad acquistarsi gloria presso gli uomini. Questo lasciando intravvedere che avrebbe detto cose
chiaccherone, gr. ajiepuoXòyó;. Si dava questo nuove, passa nella prima parte, 24-25, a discorrere
nome a un uccelletto, che va beccando i chicchi di Dio, mostrando quale sia il suo vero concetto,
sparsi nei trivi!, e per traslato si applicava a e poi nella seconda, 26-29, ragiona dell'uomo,
significare certi buffoni pronti a qualsiasi me- facendolo vedere creato da Dio e in stretta rela-
stiere pur di aver da vivere. Sono probabilmente zione con Dio, e nella terza infine, 30-31, parla di
gli Epicurei che danno questo titolo a Paolo; essi Gesù Cristo salvatore e giudice di tutti gli uo-
sono persuasi che egli non sappia ciò che si dica. mini. Quest'ultima parte però è rimasta incom-
Pare che annunzi nuovi dei. Sono probabilmente pleta, poiché Paolo fu interrotto mentre parlava,
gli Stoici che dicono cosi. Essi pensano che Paolo e non potè continuare il suo discorso.
voglia far loro conoscere qualche deità straniera. Quasi più che religiosi, oppure più religiosi di
Perchè annunziava loro, ecc. S. Luca fa questa tutti gli altri popoli della terra, o almeno della
rifiessione per far comprendere il motivo di questo Grecia. La parola greca ^EiatòatfiovecrTi^.pov'^ (com-
apprezzamento di una parte degli uditori. Sentendo parativo che secondo l'etimologia significa : co-
Paolo annunziare Gesù e la risurrezione, pensa- loro che più temono gli dei o i geni!) è alquanto
rono che Gesù fosse un Dio, e la risurrezione ambigua, e può prendersi in buona o in cattiva
(gr. anastasis), una Dea. parte. Nel primo caso significa i più religiosi,
19. Presolo amichevolmente per mano. Paolo nel secondo invece ha il senso i più superstiziosi.
aveva stuzzicato la loro curiosità, e perciò desi- Non é verosimile che S. Paolo l'abbia presa in
derando omai tutti di sentirlo parlare intorno a quest'ultimo senso, poiché altrimenti avrebbe su-
questi nuovi Dei, lo conducono in un luogo spa- bito, fin dalle prime parole, irritati i suoi udi-
zioso, dove sia dato a tutti di poter udire la sua tori. E' probabile però che a bella posta abbia
voce. Areopago ("Apeiov jiàyov collina di Marte) si usato una parola ambigua, la quale per sé stessa
chiamava una piccola collina di Atene, all'ovest non significa né lode né biasimo, ma dagli uditori,
dell'Acropoli, sulla quale teneva altre volte le sue date le circostanze, non poteva a tutta prima
sedute il supremo tribunale della città, chiamato essere presa in cattiva parte. Anche gli antichi
esso pure Areopago. Nulla in tutto il contesto fa scrittori lodano il carattere religioso degli Ate-
supporre che si volesse intentare un processo a niesi. V. Senofonte, De Rep. Aihen., 3; Pausa-
S. Paolo, o che lo sì volesse trascinare davanti nia, Attìc. XXIV, 3; Giuseppe Flavio, Coni. App.
ai giudici; fu invece condotto colà unicamente Il, 11, ecc.
Atti, XVII, 23-28 543

alt : Viri Athenienses per omnia quasi su- l'Areopago, disse : Uomini Ateniesi, io vi
perstitiosiores vos video. "Praeteriens enim, vedo^ in tutte le cose quasi più che religiosi.
et videns simulacra vestra, inveni et aram, ''Poiché passando io e considerando i vostri
in qua scriptum erat : Ignoto Beo. Quod simulacri, ho trovato persino un'ara, sopra
ergo ignorantes colitis, hoc ego annuncio la quale era scritto AL DIO IGNOTO.
:

vobis. Quello adunque, che voi adorate senza cono-


scerlo, io ve lo annunzio.
'*Deus, qui fecit mundum, et omnia quae '*Dio, che fece il mondo e le cose tutte
in eo sunt, liic caeli et terrae cum sit Do- che in esso sono, essendo egli il Signore
minus, non in manufactis templis liabitat, del cielo e della terra, non abita in templi
"Nec manibus humanis colitur indigena manufatti, '*e non è servito per le mani
aliquo, cum ipse det omnibus vitam, et in- degli uomini, quasi abbisogni di alcuna
spiratìonem, et omnia : ''•Fecitque ex uno cosa, egli che dà a tutti la vita, il respiro e
omne genus hominum inhabitare super uni- tutte le cose *'e ha derivato da un solo la
:

versam faciem terrae, definiens statuta tem- progenie tutta degli uomini, che abitasse
pora, et terminos habitationis eorimi, tutta quanta l'estensione della terra, avendo
''Quaerere Deum si forte attrectent eum, fissato i determinati tempi e i confini della
aut inveniant quamvis non longe sit ab uno- loro abitazione, '^perchè cercassero Dio, se
quoque nostrum. a sorte tasteggiando lo rinvenissero, quan-
tunque egli non sia lungi da ciascuno di noi.
•In ipso enim vivimus, et movemur, et "Poiché in lui viviamo, e ci muoviamo,

>«Gen. 1, 1; Sup. 7, 48.

23. Ho trovato un'ara, ecc. Prova col fatto 26. Ha derivato da nn solo, ecc. Nel creare
quanto ha affermato. Avevano tanto a cuore di gli uomini però Dio ha voluto che costituissero
prestar un culto a tutti gli dei, che Paolo trovò una sola famiglia, e a tal fine li ha fatti tutti di-
un'ara sulla quale era scritto Al Dio ignoto. : scendere da un unicQ stipite. (Il greco ordinario
Gli antichi scrittori, Pausania, Attico I, I, 4 ; Fi- ha da un solo sangue; ma i migliori codici hanno
lostrato, Vita Apollon. VI, 3, ecc., attestano che la lezione della Volgata, che é la migliore). Paolo
in Atene vi erano a dei ignoti, ed
altari dedicati insiste nel far rilevare l'unità del genere umano
è conosciuta da che
trova al Palatino
tutti l'ara si per combattere l'errore degli Ateniesi, i quali
coU'iscrizione Sei Deo sei Deivae sac, ecc.
: consideravano sé stessi come autoctoni e di una
L'orìgine della divozione a questi dei ignoti viene razza privilegiata. L'umana dignità è uguale in
cosi spiegata da Diogene Laerzio nella vita di tutti, sia presso i popoli civili, e sia presso i bar-
Epimenide, 1, 10. Essendo gli Ateniesi desolati bari. Avendo egli fissato, ecc. Dio non solo ha
dalla peste, Epimenidp fece scomparire questo creato l'uomo, ma colla sua provvidenza guida e
flagello in questo modo. Prese due pecore, l'una dispone tutta la storia dell'umanità. Egli ha se-
bianca e l'altra nera, e fattele condurre nell'A- gnato confini del tempo, dentro
i iquali si deve
reopago, diede ordine che venissero abbandonate svolgere la storia dei vari» popoli, ed ha pure
prima a sé stesse, e poi venissero immolate al segnati i confini dello spazio, dove ogni popolo
dio di quel luogo, dove sì fossero fermate, qua- deve crescere e svilupparsi. Altri spiegano diver-
lunque fosse quel dio. Di pili i pagani, soliti a samente Dio ha fissati
: tempi, cioè l'avvicen-
i

edere dei e dee in tutti gli avvenimenti, pote- darsi dei giorni e delle notti, delle stagioni, e
vano ben temere di ometterne o di offenderne degli anni, ecc.; ha fissati 1 confini dell'abitazione,
qualcuno nelle loro adorazioni, e quindi per pro- separando la terra dall'acqua e rivestendola di
piziarseli tutti, edificavano altari con le iscrizioni : erbe e di fiori, ecc. La prima interpretazione
Agli Dei ignoti. S. Gerolamo vide ad Atene uno però è più comune fra gli interpreti, e va pre-
di questi altari coU'iscrizione : Diis Asiae et ferita.
Europae, Diis ignotìs et peregrìnis (Ad. Tit. 1, 27. Perchè cercassero Dio, ecc. S. Paolo fa
12). Quello che adorate senza conoscerlo, ecc. vedere a quale fine tendessero tutte queste opere
Non si deve credere che il Dio ignoto dell'altare che Dio ha fatte. Egli voleva che per mezzo di
fosse per gli Ateniesi il vero Dio; ma Paolo, esse gli uomini lo cercassero, ossia procuras-
piglia occasione dall'iscrizione veduta per far sero di conoscerlo, almeno in quel modo che è
loro conoscere la vera natura di Dio. possibile all'umano intelletto nell'oscurità, in cui
24. Dio, che, ecc. Questo Dio ignoto, di cui è avvolto, andando cioè tentone e passo passo per
i parlo, è il creatore e il padrone di tutte le via delle creature, fino a toccare piuttosto che
cose. Egli perciò non può essere circoscritto in vedere il Creatore, arrivando per tal mezzo a
un luogo determinato o nei confini di un tempio, intendere non già chi Egli sia, ma ad rccertarsi
come gli idoli vostri, ma è infinito, incomprensi- che Egli è. L'Apostolo esprime così gli sforzi
bile, come è onnipotente. dell'umana sapienza nella ricerca di Dio, e il fine
a cui deve rivolgersi la scienza della natura.
25. Non servito, ecc. Non è come ^ un pa-
è
Martini. Dio vuole essere conosciuto, e g'i uo-
drone di quaggiù, che non può fare da sé, ma mini per mezzo delle creature possono arrivare
ha bisogno dell'opera dei servi Egli basta a sé, ;
fino a Lui. Rom. I, 19. Quantunque non sìa, ecc.
e non ha bisogno del nostro culto, benché noi Fa così vedere che non era poi cosa difl'lcìle co-
giamo in dovere di prestarglielo. Egli non dipende noscere Dio anche per i pagani.
da alcuno, ma tutto dipende da lui, perchè tutto
28. In lai viviamo, ecc. Prova che Dio é vi-
da lui riceve l'essere, la vita, ecc. Anche l'uomo
cino a noi. Da Dio abbiamo ricevuto e riceviamc
è fattiu-a di Dio, e da lui dipende
544 Atti, XVII, 29-34

suraus; slcut et quidam vestrorum Poeta- e siamo ; come anche taluni dei vostri poeti
rum dixerunt Ipsius enim et genus sumus.
: han detto siamo veramente progenie di lui.
:

"Genus ergo cum simus Dei, non debemus "'Essendo adunque noi progenie di Dio, non
aestimare auro, aut argento, aut lapidi, dobbiamo credere che l'essere divino sia
sculpturae artis, et cogitationis hominis, simile all'oro, o all'argento, o alla pietra
divinum esse simile. scolpita dall'arte e dall'invenzione del-
l'uomo.

"Et tempora quidem huius ignorantiae '"Ma Dio avendo chiuso gli occhi sopra !
despiciens Deus, nunc annunciat hominibus tempi di una tale ignoranza, intima adesso
ut omnes ubique poenitentiam agant, **Eo agli uomini che tutti in ogni luogo facciano
quod statuit diem, in quo iudicaturus est penitenza, ''perchè ha fissato un giorno, in
orbem in aequitate, in viro, in quo statuit, cui giudicherà con giustizia il mondo per
fidem praebens omnibus, suscitans eum a mezzo di un uomo stabilito da lui, come
mortuis. ne ha fatto fede a tutti, con risuscitarlo da
morte.

•'Cum audissent autem resurrectionem '"Sentita nominare la risurrezione dei


mortuorum, quidam quidem irridebant, qui- morti, alcuni ne fecero beffe, altri poi dis-
dam vero dixerunt Audìemus te de hoc
: sero Ti ascolteremo sopra di ciò un'altra
:

iterum. ^'Sic Paulus exivit de medio eorum. volta. "Così Paolo si partì da loro. **Alcuni
**Quidam vero viri adhaerentes ei, credi- però unitisi con lui credettero tra i quali :

derunt in quibus et Dionysius Areopagita,


: è Dionigi Areopagita, e una donna per nome
et mulier nomine Damaris, et alii cum eis. Damaride, e altri con loro.

continuamente la vita, Il moto e l'essere, fa modo 31. Perchè ha fissato, ecc. Per indurli più facil-
che se per un istante solo Egli sospendesse la sua mente a penitenza, minaccia loro il giudizio di
azione, noi subito torneremmo nel D'altra
nulla. Dio, ilgiorno del quale è già irrevocabilmente
parte Dio è immenso : Egli è dentro di noi e fissato. Giudice stabilito è Gesù Cristo. Come
Il

fuori di noi, penetra nelle più intime latebre del ne ha fatto fede, ecc. Dio ha provato di aver
nostro essere, e noi in conseguenza possiamo costituito Giudice Gesù Cristo col fatto che l'ha
dire con tutta verità di vivere, di muoverci e di risuscitato da morte. Anche qui la risurrezione
essere in lui. Come anche, ecc. Il fatto che l'uomo vien data come una prova certissima della mis-
abbia degli stretti rapporti con Dio, viene con- sione di Gesù.
fermato dall'autorità degli stessi poeti greci. La 32. Sentita nominare, ecc. Paolo avrebbe ora
frase citata da S. Paolo si trova presso Arato di
parlato di Gesù Cristo, della sua passione, del
Cilicia, compatriota dell'Apostolo, vissuto nel in
suo regno, ecc., ma fu interrotto Alcuni, pro-
:
sec. avanti Cristo. Phaenom. 5. Con leggera modi-
babilmente gli Epicurei, si fanno beffe di lui.
ficazione si riscontra pure in Cleante, Inno a
Cf. XXVI, 24; altri, probabilmente gli Stoici,
Giove, 5.
si rifiutano di più oltre ascoltarlo. Per tutti questi

29. Essendo adunque, ecc. Deduce una conse- filosofi la risurrezione era un non senso.
guenza del pili alto valore pratico. Se siamo 33. Si partì da loro senza aver potuto terminare
progenie di Dio, tra noi e Dio vi deve essere una il suo discorso.
certa similitudine, e perciò non è possibile che
34. Alcuni però, ecc. Le sue parole non resta-
Dio sia simile a qualche cosa inferiore a noi,
cioè a statue di oro o di argento, ecc., elaborate
rono però senza frutto, ma operarono alcune con-
versioni. Tra queste viene ricordata quella di
dalle nostre mani; ma deve essere di molto su-
Dionigi Areopagita, ossia uno dei membri che
periore. L'uomo adunque considerando la sua
anima intelligente e libera, deve conchiudere che componevano l'Areopago, quindi una persona
nobile e di grande importanza. Un'antica tradi-
Dio è pure spirito intelligente e libero, benché
zione riferita da Eusebio (H. E. Ili, 4 e IV, 23),
di gran lunga più perfetto, e che nulla di divino
fa di Dionigi il primo vescovo di Atene. Una leg-
può esservi in una statua, anche preziosissima.
genda del IX secolo ne fa il primo vescovo d!
30. Dìo... sopra i tempi, ecc. Benché i pagani Parigi. V. Vigouroux, Dict. Denys l'Aréopagit»,
fossero precipitati nella più grossolana idolatria, ecc. Le opere che portano il suo nome sono del
Iddio però ha avuto misericordia di loro, e chiu- V secolo. V. Bardenhewer, Patrologia, voi. 3, p. 9,
dendo gli occhi sopra il tempo di tanta ignoranza Damaride, Alcuni hanno creduto che fosse la
e abbiezione, fa ora annunziare agli uomini che moglie di Dionigi, ma ciò non è verisimile, poiché
cessino dal malfare, e si pentano e facciano S. Luca non dice yvvì\ aÙTor, ma semplicemente
f\

penitenza del loro peccatL «al TvvA> Non sappiamo nulla intorno ad essa.
Atti, XVIIl, 1-4 645

CAPO XVIII.

S. Paolo a Corinto, conversioni operate ^ i-ii. Accusato al Proconsole Gallionè, —


viene liberato, 12-17. —
S. Paolo a Efeso e Gerusalemme e poi ad An-
tiochia, 18-22. — Da Antiochia va a visitare le Chiese della Galazia e della
Frigia, 23. — Ministero di Apollo ^ 24''28.

'Post haec egressus ab Athenis, venit 'Dipoi partito da Atene andò a Corinto :

Corinthum 'Et inveniens quemdam ludae-


: 'E avendo trovato un certo Giudeo, per
um nomine Aquilani, Ponticum genere, qui nome Aquila, nativo del Ponto, il quale era
nuper venerat ab Italia, et Priscillam uxo- venuto di fresco dall'Italia, e Priscilla sua
rem eius (eo quod praecepisset Claudius moglie (essendo che Claudio aveva ordinato
discedere omnes ludaeos a Roma), accessit che partissero da Roma tutti i Giudei), andò
ad eos. 'Et quia eiusdem erat artis, manebat a stare con loro. *E perchè aveva lo stesso
apud eos, et operabatur (erant autem sce- : mestiere, abitava in casa loro, e lavorava,
nofactoriae artis). *Et disputabat In synagoga (perchè l'arte loro era di far le tende). *E
per omne sabbatum, interponens nomen disputava nella Sinagoga ogni sabato, in-
Domini lesu, suadebatque ludaeis, et Grae- terponendo il nome del Signore Gesù, e
cis. convinceva Giudei e Greci.

in cui non studiavano. Anche S. Paolo, che era


CAPO XVIII. stato discepolo fedele dei rabbini, aveva quindi
imparato un mestiere. Lavorava per guadagnarsi
1. Di poi partito da Atene. Paolo non dovette
il vitto e non essere di peso ad alcuno. Così era
fermarsi gran tempo in questa città ; egli conobbe solito di fare S. Paolo (XX, 34; I Cor. IV, 12;
subito che, stante la leggerezza dei suoi abitanti,
la voluttà e la superbia dei suoi filosofi, il Van-
gelo non vi avrebbe portato gran frutto, e perciò
8i portò a Corinto. Conato era la capitale della
provincia romana dell'Acaja, e una delle città
più ricche del mondo. Situata sull'istmo, che
unisce il Peloponneso alla Grecia propriamente
detta, aveva due grandi porti, l'uno sul ma'e
Egeo e l'altro sul Ionio, che richiamavano ad
essa una parte del commercio tra
grandissima
l'Italia e l'Asia. Città corrottissima in fatto di
costumi, non venerava quasi altra divinità che
Venere, al cui servizio erano consacrate mille cor-
tigiane. Non lungi dalle sue mura si celebravano
i famosi giuochi istmicì, ai quali allude S. Paolo
nelle sue epistole.
2. Aquila e Priscilla sono due nomi latini come
tanti altri portati da parecchi Giudei. Aquila era Pig. ig2. — Fabbricazione della stoffa per le tende.
originario del Ponto, V. n. II, 9, dove i Giudei (Oriente moderno).
avevano numerose colonie. Questi due personaggi
non tardarono ad abbracciare il cristianesimo, se
IX, 18; I lessai. II, 9; !f Tessal. Ili, 8).
pure non erano già cristiani. Claudio, ecc. Questo
Far letende. In Oriente, dove molto rari erano
fatto viene anche da Svetonio (Claud.
ricordato
gli alberghi, i viaggiatori dovevano portarsi nel
25) : ludaeos impulsore Chresto assidue tumul-
loro bagaglio una piccola tenda per ripararsi la
tuantes Roma expulit. (Chresto è un'alterazione
notte. Aquila, Priscilla e Paolo esercitavano il
dì Christo, come già faceva notare Tertulliano,
mestiere di far tende, o meglio dì fabbricare la
Apol. IH, dovuta a scherno e disprezzo da parte
stoffa che si usava per le tende. Questa stoffa
dei pagani). I Giudei avevano eccitato in Roma
qualche tumulto per opporsi alla dilatazione del non era altro che un tessuto assai ruvido dì peli
di capra o di cammello, e si chiamava anche
Cristianesimo, come già avevano fatto a Antiochia
cittcio, perchè fabbricata in gran parte nella Ci-
di Pisidia e a Iconio, XIII, 50; XIV, 2, e ciò
licia, della quale era originario S. Paolo.
bastò perchè Claudio, confondendo assieme i
Giudei e i Giudeo-cristiani, bandisse tutti dalla 4. Disputava nella sinagoga. V. n. XVII. 2,
capitale dell'impero nell'anno 52. 17, ecc. Interponendo il nome di Gesù. Queste
Il bando di Claudio fu presto rivocato, o al- parole, benché manchino in parecchi fra ì migliori
meno non venne più osservato, poiché nella sua codici greci, sì trovano però nel codice D. e in
lettera ai Romani, Paolo suppone che Aquila e altri. Esse servono a spiegare come S. Paolo non
Priscilla si trovino di nuovo a Roma, Rom. abbia subito da principio parlato apertamente di
XVI, 3. Gesù Cristo, ma prima sì sia preparato il terreno,
lo stesso mestiere. Presso I Giudei
Aveva aspettando poi il momento opportuno per predi-
3.
care con maggior libertà e chiarezza la dottrina
era in grande stima il lavoro manuale e gli stessi
rabbini si applicavano ad un mestiere, nel tempo
cristiana.

35 — Saera Bibbia, voi. I.


546 Attt, XVIII, 5-13

'Cum venissent autem de Macedonia Si- "Ma quando furono arrivati dalla Mace*
las et instabat verbo Paulus,
Timotheus, donia Sila e Timoteo, Paolo accudiva assi-
testiflcans ludaeis esse Christum lesum. duamente alla parola, seguitando a testi-
•Contradicentibus autem eis, et blasphe- moniare ai Giudei che Gesù era il Cristo.
mantibus, excutiens vestimenta sua, dixit 'E contraddicendo questi, e bestemmiando,
ad eos Sanguis vester super caput ve-
: scosse egli le sue vesti, e disse loro Il :

strum : mundus ego, ex hoc ad Gentes vostro sangue sul vostro capo io non ci ho :

vadam. colpa, d'ora in poi andrò ai Gentili.

^Et migrans Inde, intravit in domum cu- ^E uscito di lì, andò in casa d'uno chia-
iusdam, nomine Titi lusti, colentis Deum, mato Tito Giusto, che onorava Dio, la cui
cuius domus erat conjuncta synagogae. *Cri- casa era contigua alla Sinagoga. *E l'archisi-
spus autem archisynagogus credidit Domino nagogo Crispo credette al Signore con tutta
cum omni domo sua et multi Corinthiorum : la sua famiglia e molti dei Corinti ascol-
:

audientes credebant, et baptizabantur. tando, credevano, ed erano battezzati.

•Dij(it autem Dominus nocte per vlslo- "E il Signore disse la notte a Paolo in
nem Paulo Noli timere, sed loquere, et ne
: una visione Non temere, ma parla e non
:

taceas ^"Propter quod ego sum tecum


: et : tacere "che io sono con te e nessuno si
: :

nemo apponetur tibi ut noceat te quo- : avanzerà a farti male perchè io ho un :

niam populus est mihi multus in hac civitate. gran popolo in questa città. "E si fermò
"Sedit autem ibi annum et sex menses, un anno e sei mesi, insegnando tra loro la
docens apud eos verbum Dei. parola di Dio.

"Gallione autem proconsule Achaiae, "Essendo poi proconsole dell'Acaia Gal-


Insurrexerunt uno animo ludaei in Paulum, lione, si levarono su tutti d'accordo i Giudei
et adduxerunt eum ad tribunal, "Dicentes : contro Paolo, e lo menarono al tribunale,
Quia contra legem hic persuadet homlnibus "dicendo Costui persuade alla gente di
:

5. Macedonia. S. Paolo aveva lasciati


Dalla Cor. I, 4) e a non lasciarsi intimidire dalle perse-
Sila eTimoteo a Berea, XVII, 15; più tardi però cuzioni dei Giudei.
Timoteo raggiunse ad Atene il suo maestro, il 10. Io sono con te. Dio gli promette il suo
quale lo mandò a visitare la Chiesa di Tessalo- aiuto nessuno si avanzerà a farti male, ma tu
:

nica, I Tessal. II, 14; 111, 6-8. Nel tornare da riporterai vittoria su tutti i tuoi nemici. Io ho
questa missione Timoteo si incontrò con Sila, e un gran popolo, ecc. La predicazione non man-
tutti e due andarono assieme a Corinto. L'arrivo cherà di portare abbondantissimi frutti.
dei due compagni di missione diede nuovo co-
il. Un anno
e sei mesi. S. Luca non riferisce
raggio a S. Paolo, il quale con maggior vigore si
ciò che l'Apostolo ha fatto in questo tempo, ma
mise a predicare Gesù Cristo.
è certo che la sua attiviti dovette essere grande
6. Contradicendo... e bestemmiando, come ad ed estendersi anche fuori di Corinto.
Antiochia di Pisidia, XIII, 45. Scosse 1$ vesti.
12. Gallione. Giunio Anneo Gallione era fra-
Scuotere le polvere dei calzari verso
vesti o la
tello del Seneca, assieme al quale fu
filosofo
qualcheduno, era un significare che non si voleva
fatto uccidere da Nerone (Tacit., Ann. XV, 67 e
più aver nulla di comune con lui. V. n. Matt.
XVI, 17). Essendo stato adottato dal tribuno,
X, 14. Il vostro sangue, ossia la vostra rovina,
L. Giunio Gallione ne prese il nome mentre ;
la vostra dannazione (il Re, I, 16), sarà esclu-
prima si chiamava Marco Anneo Novato. Gli
sivamente imputabile a voi, perchè rifiutate osti-
antichi (Stazio, Silv. II, 7, 32; Seneca. Nat.
natamente la grazia di salute che vi è offerta. VI
quaest. IV, ecc.), lo dipingono come un uomo di
ha in queste parole un'allusione al detto di Eze- carattere mite e affabile. Proconsole, gr. avOu-
chiele, XXXIII, 6.
ndrov. Anche in questa parola si mostra la esat-
Io non ci ho colpa della vostra rovina, perchè
tezza storica di S. Luca. 11 titolo di proconsole
ho fatto quanto da me si richiedeva. V. Ezec. era infatti riservato ai governatori delle provincìe
1. e. D'ora in poi, qui in Corinto, andrò ai gentili.
dipendenti dal Senato (V. n. Xlll, 7). Ora benché
7.Uscito di n, ossia dalla sinagoga. Tito Augusto avesse lasciata l'Acaja al Senato, Tiberio
Giusto. Nella maggior parte dei codici greci manca la dichiarò invece provincia imperiale e vi mandò
il nome Tito. Onorava Dio, vale a dire era pro- 1 suoi procuratori ma Claudio nell'anno 44 la
;

selito. Nella casa di costui, posta vicino alla restituì al Senato. Tacito, Ann. I, 76; Svetonio,
sinagoga (dove per conseguenza potevano facil- Claad. 25.
mente radunarsi Ebrei e gentili), Paolo si mise a Acaja. La provincia romana di Acaja compren-
predicare la religione cristiana. deva tutta la Grecia propriamente detta e il
8. L'archisinagogo (V. n. XIII, 15). Crispo Peloponneso. Lo menarono al tribunale in modo
credette, e fu battezzato da Paolo stesso (I Cor. violento e con tumulto.
I, 14). Molti del Corinti, ecc. Nella casa di Tito 13. 71 tenor della legge di Mosè. La legge ro-
i gentili avevano maggior comoditi e liberti di mana concedeva ai Giudei poter lìberamente
di
sentire la parola di Dio, che non nella sinagoga praticare loro
la religione (Giusep. FI. A. G.
degli Ebrei. Si ebbe presto a Corinto una comu- XIV, 10, 20-24). Non potendo fare diversamente
nità numerosa, come ne fanno fede le epistole per impedire a Paolo di predicare, ricorsero al
dell'Apostolo, I Cor. I, 26; II, 1-6; III, 2, ecc. proconsole sperando che egli avrebbe preso le
9. Non temere, ecc. Dio consolò e incoraggiò loro difese, perchè a loro modo di vedere si trat-
il suo Apostolo a compiere la sua missione (II tava di difendere una legge romana.
Atti, XVIII, 14-20 547

colere Deum. "Incipiente autem Paulo adorare Dio contro II tenor della legge. "E
aperire os, dixit Gallio ad ludaeos Si qui- : mentre Paolo cominciava ad aprir bocca,
dem esset iniquum aliquid, aut facinus pes- disse Gallione ai Giudei Se veramente si
:

sìmum vos sustinerem.


viri ludaeì, recte trattasse di qualche ingiustizia, o di qualche
"Si vero quaestiones sunt de verbo, et no- delitto grave, io, o Giudei, con ragione vi
minibus, et lege vestra, vos ipsi videritis : sopporterei. "Ma se sono questioni di pa-
ludex ego horum nolo esse. "Et mlnavlt role e di nomi, e intomo alla vostra legge,
eos a tribunali. ^^Apprehendentes autem pensateci voi io non voglio esser giudice
:

omnes Sosthenem principem synagogae, per- di tali cose. "E li mandò via dal tribunale.
cutiebant eum ante tribunal : et nihil eorum *^Ma quelli avendo tutti preso Sostene prin-
Gallioni curae erat. cipe della Sinagoga» lo battevano dinanzi al
tribunale e Gallione non si prendeva fa-
:

stidio di ninna di queste cose.

"Paulus vero cum adhuc sustlnuisset dies "E Paolo fermatosi ancora molti giorni,
multos, fratribus valefaciens, navigavit in detto addio ai fratelli, navigò verso la Siria
Syriam, (et cum eo Priscilla, et Aquila) qui (e con lui Priscilla e Aquila), tosatosi egli
sibi totonderat in Cenchris caput habebat : il capo in Cencrea : perchè aveva un voto.
enim votum. "Devenitque Ephesum, et "E arrivò a Efeso, e quivi li lasciò. Ed egli
illos ibi reliquit. Ipse vero ingressus syna- entrato nella Sinagoga disputava con ì Giu-
gogam, disputabat cum ludaeis. "Rogan- dei. '"E pregandolo questi che si fermasse
tibus autem eis ut ampliori tempore ma- più lungamente con loro, non condiscese,

"Num. 6, 18; Inf. 21, 24.

ConUnciava ad aprir bocca per rispondere


14. Tosatosi U capo. Alcuni riferiscono queste pa-
ille accuse e difendersi, Gallione comprese
loro role ad Aquila il
; contesto però indica chiara-
subito dì che si trattava, e rivolse egli stesso mente che si parla invece di Paolo, come ritengono
la parola ai Giudei facendo loro osservare che quasi tutti gli interpreti. S. Paolo, che non aveva
potevano invocare la sua autoriti sopra due sole difficolti a farsi Giudeo coi Giudei affine di gua-
questioni, se cioè Paolo avesse commesso qualche dagnarli più facilmente alla fede (I Cor. IX, 21),
ingiustizia, o compiuto qualche delitto. In questi volle mostrar loro che egli non disprezzava la
due casi egli avrebbe avuto il dovere di ascoltarli. legge, e fece un voto simile a quello dei Nazaret.
Questo voto fu fatto a Corinto, mentre proba-
15. Ma
sono questioni dì parole, ossia di
se bilmente Paolo si trovava in grandi difficolti.
dottrina e dì nomi. Gallione aveva forse sentito Sappiamo infatti da Giuseppe P. (G. G. II, 15, 1)
disputare se Gesù fosse o no il Messia, e intorno che i Giudei quando cadevano malati, o si tro-
alla vostra legge ^ per sapere se uno la osserva vavano in gravi difficoltà solevano promettere a
trasgredisce, questo è affar vostro. Io non
la Dio di andargli ad offrire un sacrifizio a Geru-
voglio essere giudice di tali cose. In queste ultime salemme, di farsi radere la testa trenta giorni
parole si sente tutto il disprezzo di Gallione per prima, di astenersi durante questo tempo dal
1 Giudei. Era degno fratello di Seneca, che scri- vino, e di darsi in modo speciale alla preghiera.
veva di essi e Usque eo scelerattssimae gentis
:
Paolo pertanto volendo ora adempire il suo voto
consuetudo invaluit, ut per omnes iam terras cominciò a tosarsi la testa (nel voto dei Na-
recepta sit ; vieti victoribus leges dederunt >. zarei ciò si faceva davanti alla porta del taberna-
Pragm. 42, presso S. Agostino, De Civ. D. VI, 11. colo, e quando il voto era finito), e poi si im-
16. LI mandò via dal tribunale per mezzo dei barcò per la Siria, avendo in animo di portarsi
littori, mostrandosi sdegnato contro di loro. a Gerusalemme a offrire il sacrifizio, ecc.
Cencrea, era uno dei porti di Corinto, quello
17. Avendo poi tutti, ecc. La folla dei pagani cioè che era rivolto verso l'Asia.
di Corinto accorsa al tribunale, avendo visto il
disprezzo, con cui Gallione aveva trattato i Giu- 19. Efeso, citti florentissima per il suo com-
dei, prese occasione per insultarli, e afferrato mercio, situata quasi di fronte a Corinto sul mar
Sostene succeduto a Crispo quale capo della Egeo, era la capitale della provincia romana del-
sinagoga, si mise a percuoterlo. Gallione per l'Asia proconsolare. Celebre in tutto il mondo
mostrar sempre più il suo disprezzo fingeva di per il suo tempio a Diana, era non meno famosa
non vedere. Nel testo greco ordinario si legge :
per le sue ricchezze, il suo lusso e la sua corru-
Avendo poi tutti i Greci preso, ecc. La parola zione morale. Li lasciò, ossia si separò da Aquila
Greci, benché manchi nei migliori codici, serve e Priscilla, i quali si fermarono a Efeso. Entrato
però a spiegar meglio il senso di tatti. E' in- nella sinagoga, ecc. Benché sempre perseguitato
certo se questo Sostene abbia poi abbracciato il dagli Ebrei, Paolo non cessa mai di adoperarsi
in tutti i modi per la loro salute.
Cristianesimo, e sìa quel Sostene, d! cui parla
§. Paolo, l Cor. I, 1. S. Luca ha narrato questo 20. Non condiscese. Egli aveva fatto una breve
episodio per mostrare come Dio abbia mantenuta apparizione nella sinagoga, e i Giudei di Efeso a
la promessa fatta al suo Apostolo, w. 9 e 10. quanto sembra, non si erano mostrati maldi-
Fermatosi ancora molti giorni fino a com-
18. sposti verso di lui, anzi ebbero desiderio di udirlo
pire v. 11. Durante questo suo
un anno e mezzo, altre volte, e lo pregarono di fermarsi più lunga-

s<^giorno a Corinto, Paolo scrisse le due lettere mente a Efeso. Paolo però non accondiscese alle
a quei di Tessalonica. Siria. V. n. Matt. IV. 24. loro preghiere.
548 Atti, XVIII, 21-27

neret, non censensft, "Sed valefadens, et ^^ma licenziatosi, e dicendo Un'altra volta,
:

dicens, Iterum revertar ad vos Deo volente, a Dio piacendo, tornerò da voi, fece vela da
profectus est ab Epheso. '*Et descendens Efeso. ^''E sbarcato a Cesarea si portò a
Caesaream, ascendit, et salutavit Ecclesiam, salutare la Chiesa, e andò ad Antiochia.
et descendit Antiochiam.

**Et facto ibi aliquanto tempore profe- "E ivi fermatosi alquanto tempo, ne partì
ctus est, perambulans ex ordine Galaticam scorrendo per ordine il paese della Galazia
regìonem, et Phrygiam, confìrmans omnes e la Frigia, confermando tutti i discepoli.
discipulos.

^^ludaeus autem quidam. Apollo nomine, '*Ma un certo Giudeo per nome Apollo,
Alexandrinus genere, vlr eloquens, devenit nativo di Alessandria, uomo eloquente e
Ephesum, potens in scripturis. "Hic erat potente nelle Scritture, giunse ad Efeso.
edoctus viam Domini et fervens spiritu
: "Questi aveva appreso la via del Signore :

loquebatur, et docebat diligenter ea, quae e fervoroso di spirito parlava, e insegnava


sunt lesu, sciens tantum baptisma Ioannis. esattamente le cose di Gesù, conoscendo
^•Hic ergo coepit flducialiter agere in sy- solo il battesimo di Giovanni. ^'Questi
nagoga. Quem cum audissent Priscilla et adunque cominciò a parlare liberamente
Aquila, assumpserunt eum, et diligentius nella Sinagoga. E Priscilla e Aquila avendolo
exposuerunt ei viam Domini. *'Cum autem ascoltato, lo presero con loro, e gli esposero

21. Tornerò da voi. Fin da questo momento della Bibbia era molto coltivato presso I Giudei
Paolo si era proposto di tornare a evangelizzare Alessandrini, i quali, e per il modo allegorico
Efeso. Numerosi codici greci prima di queste pa- dell'interpretazione, e per i tentativi che facevano
role aggiungono E' assolutamente necessario che
: di una conciliazione tra la Scrittura e la filosofia
10 celebri la prossima festa a Gerusalemme. Si greca, costituivano una scuola a parte, tutta di-
avrebbe così il vero motivo per cui l'Apostolo non versa dalle scuole di Gerusalemme. Apollo, con
volle accondiscere agli Efesini e fermarsi tra loro. tutta probabilità, oltre alla scienza della Scrittura,
Desiderava, a causa forse del voto fatto, di tro- possedeva ancora la cognizione della filosofia e
varsi a Gerusalemme per U
festa, non sappiamo della cultura greca.
se di Pasqua o di Pen}<rcoste. Molti esegeti ri- 25. Aveva appreso, ecc. Era stato catechizzato,
guardano come autentioif quest'aggiunta dei codici e quindi possedeva una certa istruzione sulla via
greci. Fece vela da Efeso lasciandovi però Aquila del Signore, ossia intorno alle verità cristiane, e
e Priscilla, acciò preparassero il terreno per il pieno di sacro entusiasmo comunicava agli altri
Vangelo. quanto sapeva di Gesti. La sua istruzione cristiana,
22. Sbarcato a Cesarea di Palestina, V, n. Vili, però era molto incompleta, poiché non cono-
6, si portò a salutare la Chiesa di Gerusalemme. sceva che il battesimo di Giovanni, e per conse-
11 termine ascendit è come una parola tecnica guenza non aveva neppure ricevuto II Battesimo
per significare II viaggio a Gerusalemme (Matt. di Gesù Cristo. La predicazione di Giovanni
XX, 18; Marc. X, 33; XV, 14; Lue. Il, 42; Giov. aveva prodotto una profonda impressione sugli
II, 13; V, 1; VII, 8; XI, 55; Att. XXI, 4, ecc.). ^rei anche fuori di Palestina, e parecchi di
D'altra parte se Paolo voleva solo da Efeso an- questi avevano creduto alla sua parola quando
dare ad Antiochia non era necesario che si imbar- affermava che Gesìi era il Messia. Ma lontani dalla
casse per Cesarea, porto della Palestina. Fu questa Palestina, come erano, non fu loro possibile di
la quarta visita che S. Paolo dopo la sua con- essere subito istruiti intorno alla nuova religione
versione fece a Gerusalemme. Dovette però es- di Gesù Cristo, e perciò non abbracciarono il
sere assai breve e non fu segnalata da alcun fatto cristianesimo che assai tardi. Apollo fu uno di
importante. Antiochia di Siria, di dove era partito costoro. Probabilmente era stato istruito da qual-
per la sua seconda missione. che ebreo della Diaspora, discepolo di Giovanni.
E Ivi in Antiochia fermatosi per alquanto
23. 26. Liberamente, ossia con gran vigore e si-
tempo. Non si può determinare la durata di questo curezza. Aquila e Priscilla rimasti in Efeso, aven-
soggiorno. Ne partì dando così principio alla sua dolo ascoltato ed essendosi accorti della sua in-
terza grande missione. Scorrendo per ordine, ossia completa istruzione, lo presero con sé e gli espo-
successivamente una dopo l'altra la Galazia pro- sero minutamente tutta la dottrina cristiana. Ben-
vincia romana (V. n. XVI, 6), e la Frigia (V. n. ché S. Luca non dica che Apollo abbia subito
Il, 10). In questa missione Paolo aveva per com- allora ricevuto il Battesimo, si può però legitti-
pagni Timoteo ed Erasto, e suo fine non era tanto mamente supporlo.
quello di fondare nuove Chiese, quanto piuttosto 27. Avendo volontà, ecc. Il codice D dà il mo-
di confermare e consolidare le Chiese già fondate. tivo di tale determinazione. Alcuni fedeli di Co-
Cominciò da prima a visitare la parte Sud della rinto, che si trovavano a Efeso, avendolo sentito
Galazia e poi quella Nord. predicare, lo pregarono di andar con loro a Co-
abbreviazione di Apollonio. San
24. Apollo, rinto. 7 fratelli, ossia i cristiani di Efeso, non solo
Luca interrompe la narrazione del viaggi di San approvarono la sua decisione, ma lo esortarono
Paolo per far conoscere un personaggio di grande a intraprendere quel viaggio, e gli diedero una
cultura e di grande riputazione, che preparò il lettera diraccomandazione per i fedeli di Corinto.
terreno all'Apostolo per la evangelizzazione di E' questo il primo esempio di una lettera di rac-
Efeso. Costui era un Giudeo, nativo di Alessandria comandazione data da una Chiesa all'altra. Al-
d'Egitto, uomo eloquente (gr. \óyioq che può si- cuni interpretano diversamente. I cristiani scris-
gniflcare anche : dotto, erudito) « potente, ossia sero lettere ai discepoli stimolandoli ad accoglierlo.
molto versato nelle Sacre Scritture. Lo studio Fa di molto vantaggio, ecc. Colla sua eloquenza
Atti, XVIII, 28 -- XIX, 5 549

veHet ire Achaiam, exhortati fratres, scrip- più minutamente la via del Signore. "E
serunt discipuHs ut susciperent eum. Qui avendo egli volontà di andare nell'Acaia, i
cura venisset, contulit multum his, qui cre- fratelli avendolo stimolato, scrissero ai di-
diderant. "Vehementer enlra ludaeos re- scepoli di riceverlo. Ed egli essendovi arri-
vincebat publice, ostendens per Scripturas, vato, fu di molto vantaggio a quelli che ave-
esse Christum lesum. vano creduto. '^Poiché con gran forza con-
vinceva pubblicamente i Giudei, mostrando
con le Scritture che Gesù è il Cristo.

CAPO XIX.

»S*. Paolo ad Efeso, 1-12, —


Esorcisti Giudei puniti, 13-17. Propagazione del —
Vangelo, 18-22. —
Tumulto contro S. Paolo provocato dall'orefice Demetrio, 23-40.

'Factum est autem, cum Apollo esset Co- *0r avvenne che, mentre Apollo era in
rinthi, ut Paulus peragratis superioribus Corinto, Paolo attraversate le Provincie su-
partibus veniret Ephesum, et inveniret quos- periori, giunse ad Efeso, e vi trovò alcuni
dam
Discipulos 'Dixitque ad eos :Si Spi- : discepoli *e disse loro
: Avete voi ricevuto
:

ritum sanctum accepistis credentes? At Ì1H lo Spirito santo, dopo che avete creduto?
dixerunt ad eum Sed neque si Spiritus : Ma quelli gli dissero Non abbiamo nem-
:

sanctus est, audivimus. 'Ille vero aìt In : meno sentito a dire se vi sia lo Spirito santo.
quo ergo baptizati estis? Qui dixerunt: In *Ed egli disse Come adunque siete stati
:

Ioannis baptismate. *Dixit autem Paulus : battezzati ? E quelli dissero Col battesimo :

Ioannes baptizavit baptisrao poenitentiae di Giovanni. *Ma disse Paolo : Giovanni


populum, dicens In eum, qui venturus: battezzò con battesimo di penitenza il po-
esset post ipsum, ut crederent, hoc est, in polo, dicendo che credessero in quello, il
lesum. *His auditis, baptizati sunt in no- quale doveva venir dopo di lui, cioè in Gesù.

*Matth. 3, 11; Marc. 1, 8; Lue. 3, 16; Joan. 1, 26; Sup. 1, 5 et 11, 16.

e colla sua scienza delle Scritture egli cooperò vannltl, ma se fosse così, S. Luca non 11 chiame-
moltissimo alla diffusione del Vangelo a Corinto, rebbe semplicemente discepoli.
sciogliendo le difficoltà, con cui i Giudei si sfor-
2. Ricevuto lo Spirito Santo, ossia il sacramento
zavano di allontanare i pagani e gli altri Giudei
della confermazione, che soleva amministrarsi su-
dalla fede. Il greco, dopo le parole che avevano
bito dopo il Battesimo. Se vi sia lo Spirito Santo.
creduto, aggiunge: per la grazia. Quest'inciso, se
Queste parole non significano già che non avessero
si riferisce al verbo fa di molto vantaggio ; in-
:
parla
alcun 'idea dello Spirito Santo, di cui si
dicherebbe che parte del successo di Apollo a
spesso nell'Antico Testamento (Giovanni aveva
Corinto era dovuto a uno speciale dono, che egli
pure annunziato che il Messia avrebbe battezzato
aveva ricevuto da Dio, dono che fu occasione di Spirito Santo), ma indicano semplicemente che
di un troppo attaccamento alla sua persona da
costoro non avevano ricevuto la confermazione,
parte di alcuni fedeli di Corinto. I Cor. I, 12.
e non sapevano che vi fosse un sacramento che
Se invece si riferisce a che avevano creduto, al- conferisse lo Spirito Santo. Non sappiamo il
lora farebbe osservare che la fede è un dono di
motivo che indusse Paolo a far loro questa do-
Dio. La prima spiegazione è però migliore. manda forse parlando con essi si accorse della
;

28. Convinceva pubblicamente riducendoli al si- loro poca istruzione.


lenzio. Apollo riportò a Corinto un vero trionfo,
3. Come adunque siete stati battezzaH? Tro-
tanto da venir messo a pari con Pietro e Paolo,
ne sdegnò guisa che ab- vandoli così poco Istruiti sopra un punto di tanta
I Cor. I, 12. Egli se. in
più ritornarvi mal- importanza, e sapendo d'altronde che era uso
bandonò Corinto, e non volle
di conferire la Confermazione quasi subito dopo
grado le preghiere di Paolo, I Cor. XVI, 12.
il Battesimo, Paolo dubita se abbiano ricevuto il
battesimo cristiano, e quindi rivolge loro una
CAPO XIX.
nuova domanda.
1. superiori, cioè la Galazia e la
Lt Provincie 4. Giovanni battezzò, ecc. Il battesimo di Gio-
Frigia (XVIII, 23) sulle montagne centrali del- vanni non aveva un carattere permanente, era solo
l'Asia Minore. Giunse ad Efeso mantenendo cosi destinato a preparare colla penitenza il popolo a
la promessa fatta (XVIII, 21). Alcuni discepoli,
ricevere Gesù Cristo e il nuovo battesimo da Lui
che si trovavano però nelle stesse condizioni di istituito. Paolo mostra così la differenza tra il
Apollo aj suo arrivo ad Efeso (XVIII, 24), ossia Battesimo di Giovanni e quello di Gesù, e prende
erano stati molto imperfettamente istruiti o da motivo per istruire costoro intorno alle grandi
Giovanni stesso, oppure, e questo è più proba- verità cristiane (Matt. Ili, II; Mar. I, 8; Lue. HI,
bile, da qualche suo discepolo, e
conoscevano
16; Giov. I, 26, ecc.).
bensì che Gesù era il Messia, ma non sapevano D
Nel nome, ecc. V. n. II, 38. II codice
nulla dei suoi sacramenti, ecc. Alcuni hanno pen-
5.
aggiunge per la remissione dei peccati.
sato che costoro appartenessero alla setta dei Gio-
:
550 Atti, XIX, 6-13

mine Domini lesu. 'Et cum Imposulsset illis "Udite tali cose, furono battezzati nel nome
manus Paulus, venit Spiritus sanctus super del Signore Gesù. *E avendo Paolo imposte
eos, et loquebantur linguis, et prophetabant. loro le mani, venne sopra di essi lo Spirito
'Erant autem omnes viri fere duodecim. santo, e parlavano le lingue e profetavano.
^Questi erano in tutto circa dodici uomini.

*Introgressus autem synagogam, cum fi- *Ed entrato nella Sinagoga parlava libera-
ducia loquebatur per tres menses, dispu- mente, disputando per tre mesi, e ren-
tans, et suadens de regno Dei. 'Cum autem dendo ragione delle cose del regno di Dio.
quidam indurarentur, et non crederent, ma- *Ma indurandosi alcuni, e non credendo, e
ledicentes viam Domini coram multitudìne, dicendo male della via del Signore dinanzi
discedens ab eis, segregavi! discipulos, quo- alla moltitudine, ritiratosi da coloro, segregò
tidie disputans in schola tyranni cuiusdam. i discepoli, e disputava ogni dì nella scuola

di un certo Tiranno.
'"Hoc autem factum est per biennium,
ita ut omnes, qui liabitabant in Asia, audi- ^"E ciò fu per due anni, talmente che tutti
rent verbum Domini, ludaei atque Gentiles. quelli che abitavano nell'Asia, e Giudei e
"Virtutesque non quaslibet faciebat Deus Gentili, udirono la parola del Signore, "E
per manum Pauli '^Ita ut etiam super
: Dio faceva miracoli non ordinari per mano
languidos deferrentur a corpore eius sudaria, di Paolo "di modo che persino si porta-
:

et semicinctia, et recedebant ab eis languo vano ai malati i fazzoletti e i grembiuli


res, et spiritus nequam egrediebantur. stati sul corpo di lui, e si partivano da essi
le malattie, e ne uscivano gli spiriti cattivi.

"Tentaverunt autem quidam et de cir- "E si provarono anche alcuni esorcisti


cumeuntibus ludaeis exorcistis, invocare Giudei, di quelli che andavana attorno a

6. Avendo... imposte loro le mani. Qui è chia- degli Atti accenna alle molteplici tribolazioni in-
ramente indicato un sacramento distinto
altro contrate.
dal Battesimo, ossia la Confermazione. Parla-
11. Miracoli, ecc. Dio con prodigi strepitosi,
vano le lingue e profetavano. Si ebbero anche
confermava la verità della predicazione di Paolo.
In loro quelle manifestazioni straordinarie dello
Spirito Santo. V. n. II, 17; Vili, 16; X, 46; 12. Si portavano ai malati, ecc. Nel fatto qui
XIII, 1, ecc. narrato da S. Luca si ha un argomento validissimo
per il culto delle reliquie. / fazzoletti, pezzuole
8. Entrato nella sinagoga, ecc. Paolo ad Efeso
di lino, colle quali si asciugava il sudore. Gr«m-
aveva fissato il suo domicilio presso Aquila e
Priscilla (I Cor. XVI, 19), e per tre mesi andava
s insegnare nella sinagoga. Rendendo ragione,
ossia spiegando e facendo comprendere ai Giudei
quale fosse la vera natura del regno del Messia.
Indurandosi... non credendo, ecc. Cosi ave-
9.
vano pure fatto i Giudei di Tessalonica, XVII, 5,
e di Corinto, XVIII, 6. Alla moltitudine dei gen-
tili cercando cosi allontanarli dalla fede. Riti-
di
ratosi da loro, come aveva già fatto in altre simili Flg. »9j.
circostanze, segregò, ossia non volle più che i
suoi discepoli frequentassero la sinagoga, e si Fascia interior*.
cercò un altro luogo per insegnare, e lo trovò nella
scuola di un certo Tiranno. Costui era un maestro,
il quale cedette a S. Paolo per qualche ora del
giorno, la sala delle sue lezioni. Alcuni pensano
che fosse un Rabbino Giudeo altri invece ri- ;

tengono che fosse un retore pagano : ad ogni


modo è certo che costui non doveva essere
maldisposto verso S. Paolo e il Cristianesimo.
Paolo potè così istruire non solo al sabato, come
nella sinagoga, ma tutti i giorni. bluli, dei quali si servono gli artigiani nel lavo-
rare. S. Paolo ad Efeso si guadagnava il vitto
10. Per due anni, non computando i tremesi esercitando il suo mestiere, XX, 34, e Dio bene-
che aveva insegnato nella sinagoga. V. n. XX, 31. diceva al suo lavoro facendo si che i suoi faz-
Tutti quelli che abitavano nell'Asia proconsolare
zoletti e ì suoi grembiuli divenissero strumenti di
udirono, ecc. Il commercio fiorentissimo, e il
prodigiosi miracoli.
tempio di Diana facevano di Efeso il grande
emporio dell'Asia, e richiamavano una quantità di 13. Esorcisti Giudei. Presso i Giudei vi erano
forestieri. La parola di Paolo non tardò quindi anticamente dei veri esorcisti (Matt. XII, 27 ;
ad essere conosciuta anche dai paesi circonvicini. Lue. XI, 19), e ai tempi del Salvatore vi fu un
A questo tempo deve riferirsi la fondazione di tale che senza essére suo discepolo cacciava però
parecchie chiese dell'Asia Minore. Anche nella i demoni! invocando il suo nome (Mar. IX, 37 ;
sua prima epistola ai Corinti, XVI, 9 e ss.. San Lue. IX, 49). Vi erano però anche molti impo-
Paolo parla del campo immenso apertosi al suo stori, i quali si vantavano di cacciare i demonil
ftpostolato in Efeso; e nel capo XX 18 e ss. per mezzo di erbe e di alcune formole magiche^
Atti, XIX, 14-19 551

super eos, qui habebant spiritus malos, no- invocare il nome del Signore Gesù sopra
men Domini lesu, dicentes Adiuro vos per : coloro che avevano degli spiriti cattivi, di-
lesum, quem Paulus praedicat. **Erant cendo : Vi scongiuro per quel Gesù predi-
autem quidam ludaei Scevae principis sa- cato da Paolo. "Quelli che facevano questo
cerdotum septem fllii, qui hoc faciebant. erano sette figli di Sceva Giudeo, principe
"Respondens autem spiritus nequam dixit dei sacerdoti. "Ma lo spirito maligno ri-
eis lesum novi, et Paulum scio vos au-

: spose, e disse loro : Conosco Gesù, e so chi
tem qui estis? "Et insiliens in eos homo, è Paolo ma voi chi siete? "E quell'uomo,
:

in quo erat daemonium pessimum, et domi- in cui era lo spirito pessimo, saltato loro
natus amborum, invaluit contra eos, ita ut addosso, e sopraffattili tutti e due, li stra-
nudi, et vulnerati effugerent de domo illa. pazzò in guisa, che ignudi e feriti si par-
''Hoc autem notum factum est omnibus tirono da quella casa. "E questa cosa risep-
ludaeis, atque Gentilibus, qui habitabant pero tutti i Giudei e i Gentili che abitavano
Ephesi : et cecidit timor super omnes illos, in Efeso ed entrò in tutti loro timore, e
:

et magniflcabatur nomen Domini lesu. si magnificava il nome del Signore Gesù.

"Multique credentium veniebant confl- "E molti di quelli che avevano creduto,
tentes, et annimciantes actus suos. "Multi venivano a confessare e manifestare le opere
autem ex eis, qui fuerant curiosa sectatì, loro. "E molti di quelli che erano andati
contulerunt libros, et combusserunt coram dietro ad arti vane, portarono i loro libri,
omnibus et computatis pretiis illorum, in-
: e li bruciarono in presenza di tutti : e cal-
venerunt pecuniam denariorum quinquaginta colato il valore di essi, trovarono la somma

che dicevano aver avuto da Salomone. Costoro 19. Arti vane, gr. xà nEptepra sono la magia,
giravano una
all'altra città, studiandosi uni-
da l'astrologia, la superstizione, ecc. Portarono i
camente di far denari. Alcuni di essi giunsero loro libri, ossia rotoli di papiro o di pergamena
anche a Efeso, e si servivano del nome di Gesù contenenti formole magiche. Li bruciarono. Ecco
come di uno di quei tanti nomi magici, che ado-
peravano nei loro esorcismi. Dovevano costoro
aver provato l'efficacia e la potenza del nome
di Gesù assistendo n qualche miracolo operato
da S. Paolo, oppure sentendone parlare.
14. Sette figli. Alcuni codici hanno due figli. :

Sceva Giudeo viene chiamato principe dei sacer-


doti, perchè era capo di una delle 24 famiglie
sacerdotali, oppure perchè apparteneva a una
famiglia, che aveva dato qualche Sommo Sa-
cerdote.
15. Conosco Gesù, ecc. Il demonio riconosce la
potenza del nome di Gesù e la santità del suo
Apostolo Paolo, ma domanda loro con disprezzo \y/Mi\f:AAf.ii
chi essi siano, ossia quale diritto abbiano di fargli
quel comando?
16. Saltato loro addosso, ecc. Il demonio mostra
col fatto quanto poco si curasse di loro. Sopraf-
fattili tutti e due, ossia mentre due dei sette flgfl,
V. 14, stavano adoperandosi coi loro esorcismi
per cacciare il demonio da un ossesso, questi
divenne furibondo, e si scagliò contro di loro
maltrattandoli orrendamente. Nel greco ordinario
sì legge semplicemente sopraffattila La lezione
:

della Volgata è però da preferirsi, coinè quella


che ha in suo favore i più antichi codici.
17. Riseppero tutti, ecc. Questo fatto procurò RZ' ^9*' ~ Forinola inagica in uso a EfeaCb
molti vantaggi, servì cioè: 1* a incutere timore
e riverenza verso il nome di Gesù, i profanatori
del quale erano stati così tremendamente puniti; un altro vantaggio procurato dal fatto d! cui al

2° a far conoscere la potenza e la malizia del v. 17.Cinquanta mila denari. Nel greco si legge
demonio, che in tal modo maltrattava gli uomini. cinquanta mila pezzi d'argento. Il pezzo d'argento
Un altro vantaggio si equivaleva probabilmente alla dramma attica,
18. Molti di quelli, ecc.
conobbero meglio tutto
quali ossia a L. 0,92 circa; U valore dei libri bruciati
ebbe dai fedeli, i

praticare la magia così


era nel ascendeva quindi a circa 46 mila lire. La somma
maJe, che vi
è certamente grande, ma noi non sappiamo quanto
il

diffusa in Efeso. Confessare e manifestare le


non di costasse ciascun libro, e d'altronde è cosa certa
opere loro. Come è chiaro, qui si parla si faceva un commercio straordinario
che a Efeso
una confessione generale, ma di un'accusa par- di libri di magia, noti sotto i nomi di lettere
ticolareggiata dei singoli peccati. Dal testo
non si
efesine è<péoio •^pa\i\iaxa, i quali non solo erano
può arguire se si parli di confessione pubblica o
letti, ma venivano eziandio portati al collo
corno
privata, benché comunemente si ritenga trattarsi
amuIetL
qui deÙ« vera confessione sacramentale.
552 Atti, XIX, 20-26

milHum. ''Ita fortiter crescebat verbum Dei, di cinquanta mila denari. '"Cosi cresceva
et conflrmabatur. forte e si moltiplicava la parola di Dio.
*^His autem expletis, proposuit Paulus in '^Terminate queste cose, Paolo si pro-
Spiritu, Macedonia et Acliaia, ire
transita pose nello spirito di andare attraverso la
lerosolymam dicens quoniam post quam
: Macedonia e l'Acaia a Gerusalemme, di-
fuero ibi, oportet me et Romam videre. cendo Dopo che io sarò stato là, bisogna
:

""Mittens autem in Macedoniam duos ex ch'io veda anche Roma. *^E mandati nella
ministrantibus sibi, Timotheum, et Erastum, Macedonia due di quelli che l'assistevano
ipse remansit ad tempus in Asia. Timoteo ed Erasto, egli rimase per un
tempo nell'Asia.
"Facta est autem ilio tempore turbatio ''E allora nacque non picco! tumulto per
non minima de via Domini. '*Demetrius cagione della via del Signore. **Poichè un
enim quidam nomine, argentarius, faciens certo orefice, per nome Demetrio, che fa-
aedes argenteas Dianae, praestabat artifici- ceva in argento templi di Diana, dava non
bus non modicum quaestum : ""^Quos convo- poco guadagno agli artigiani "convocati :

cans, et eos, qui huiusmodi erant opiflces, questi, e coloro che lavoravano di simili
dixit : Viri, scitis quia de hoc artificio est cose, disse O uomini, voi sapete che la
:

nobis acquisitio *'Et videtis, et audltis,


: nostra ricchezza viene tutta da quest'in-
quia non solum Ephesi, sed pene totius dustria "e vedete e sentite che non solo
:

20. Cosi cresceva, ecc. In forza del prodigio tempio di Diana, e li vendeva per soddisfare la
avvenuto, e a motivo di questi atti coraggiosi curiosità e la divozione dei cultori della Dea e
compiuti dai cristiani, il Vangelo cresceva, ossia dei pellegrini, che da ogni parte accorrevano ad
dilatava le sue conquiste, facendo nuove con- ammirare il ricchissimo e grandioso tempio, e
versioni e si stabiliva, mettendo sempre più pro-
fonde radici nel cuore dei fedeli.
21. Terminate queste cose, ossia essendo omai
ben fondata la Chiesa di Efeso, Paolo propose
in spirito, cioè in animo, ecc. Alcuni intendono
quest'ultima parola per lo Spirito Santo; il verbo
greco ti'Getrtai sembra però esigere che la si
interpreti piuttosto per animo. Non si nega tut-
tavia che un tale proposito sia nato nell'animo di
Paolo per ispirazione dello Spirito Santo. Flg. 195.
Attraverso la Macedonia, ila Macedonia com-
prende la parte nord della Grecia propriamente Diana di Efasq.
detta, e confina a nord colla Misia, all'est colla
Tracia, al sud coll'Epiro e la Tessaglia, all'ovest
coirilliria. I suoi conflni però variarono a seconda
dei tempi. V. n. XVI, 12. L'Aca\a. V. n. XVIII.
12. Paolo voleva quindi visitare le Chiese fon-
date nella missione precedente, XVI-XVII. A
Gerusalemme, affine di portare a questa Chiesa le
elemosine raccolte presso le altre comunità cri-
stiane, I Cor. XVI, 1-5; II Cor. Vili, 1 e ss.;
Rom. XV, 25 e ss. Bisogna che io veda anche
Roma. Già da molto tempo S. Paolo nutriva vi-
amavano di riportarne con sé qualche ricordo.
vissimo desiderio di andare a Roma, Rom. I, 9;
Questi piccoli tempii servivano pure spesso come
XIII, 23. Apostolo dei gentili, egli sentiva essere
amuleti, ed erano portati indosso quali preser-
volontà dì Dio che andasse a predicare nella
vativi dai mali. Dava non poco guadagno agli
capitale del mondo pagano.
artigiani, che lavoravano alla loro fabbricazione.
22. Mandati nella Macedonia, ecc. Non potendo
25. Oonvocati questi, cioè gli artefici, che
lasciar subito la città di Efeso, S. Paolo mandò
facevano 1 lavori più fini, e coloro che di simili
in Macedonia due dei suoi discepoli, affinchè cose lavoravano, ossia quelli che facevano le
preparassero le Chiese alla sua visita e racco- cose più grossolane. Anche qui, come al capo
gliessero le elemosine. I Cor. IV, 17; XVI, 2. XVI, 19, il motivo della persecuzione è un inte-
Timoteo. V. n. XVI, 1, 2. Era molto conosciuto resse materiale.
nelle Chiese di Macedonia. Erasto è probabil-
mente quello stesso che è nominato nella II Tim., 26. £ vedete e sentite, ecc. Demetrio si appella
IV, 20. Rimase per un tempo, ecc. Paolo aveva
alla loro esperienza ; essi già hanno veduto dimi-
nuito loro commercio, e un danno anche mag-
il
intenzione di fermarsi ad Efeso fino a Pentecoste,
I Cor. XVI, 8, ma il tumulto popolare lo costrinse giore dovranno attendere nell'avvenire, se non
si prendono opportune disposizioni. Questo Paolo,
a partire più presto (II Cor. II, 12; VII, 5).
ecc. Quanto disprezzo in queste parole Ha fatto !

23. E allora, cioè dopo che erano partiti Ti- cambiar sentimento allontanandoli dal culto di
moteo ed Erasto. Via del signore, è la religione Diana e dal comprar i lavori, che noi facciamo.
cristiana, ossia ri Vangelo. V. n. IX, 2. Che non sono Dei, ecc. Il popolo credeva che
24. Faceva in argento tempii dì Diana. Fa- queste piccole statue possedessero una virtù
eva dei piccoli lavori in argento raffiguranti il divina.
Atti, XIX, 27-31 Soj

Asiae, Paulus hlc suadens avertit multam in Efeso, ma in quasi tutta l'Asia, questo
turbam. dicens Quoniam non sunt dii, qui
: Paolo con le sue persuasioni ha fatto cam-
manibus flunt. *'Non solum autem haec pe- biare sentimento a molta gente, affermando :

riclitabitur nobis pars in redargutionem ve- Chenon sono dei quelli clie si fanno colle
nire, sed et magnae Dianae templum in mani. '^E non solo vi è pericolo che questa
nihilum reputabitur, sed et destrui incipiet nostra professione diventi vituperevole, ma
maiestas eius, quam tota Asia, et orbis colit. di più il tempio della grande Diana sarà
contato per niente, e comincerà a distrug-
gersi la maestà di lei, che l'Asia tutta e il
mondo adora.
**His auditis, repleti sunt ira, et exclama- ''Udito questo, coloro si riempirono di
verunt dicentes Magna Diana Ephesiorum,
: sdegno, ed esclamarono dicendo Grande è
:

"Et impleta est civitas confusione, et im- Diana degli Efesini. "E si riempì la città
petum fecerunt uno animo in theatrum, ra- di confusione, e corsero tutti d'accordo al
pto Gaio, et Aristarcho Macedonibus, comi- teatro, trascinando Gaio e Aristarco Ma-
tibus Paulì. cedoni, compagni di Paolo.
"Paulo autem volente intrare in populum, "E
volendo Paolo presentarsi al popolo,
non permiserunt discipuli. **Quidam autem i discepoli non lo permisero. '^Alcuni ezian-
et de Asiae principibus, qui erant amici dio degli Asiarchi, che gli erano amici,

27. Il tempio della grande Diana, ecc. Con una dero a scorrazzare per le vie dirigendosi verso il
grande Demetrio sa congiungere al suo
abiliti teatro. Nelle città greche il popolo soleva radu-
interesse privato. Io zelo per la religione e per narsi nel teatro non solo per assistere agli spet-
quel culto, che rendeva Efeso famosa in tutto il tacoli, ma anche per trattare ipubblici affari. Il
mondo. Egli cerca così di eccitare a suo favore il teatro di Efeso era uno dei più grandi del mondo,
fanatismo religioso della folla. La grande Diana e poteva contenere dai venticinque ai trenta mila
di Efeso detta anche Artemide è ben diversa dalla spettatori. Se ne vedono ancora le rovine al
Diana greca figlia di Latona e sorella di Apolline. piedi del monte Prione. Trascinando, ecc. Avreb-
Questa veniva infatti rappresentata coll'arco in bero senza dubbio voluto impadronirsi di Paolo,
mano come cacciatrice, mentre invece la statua dì ma non avendolo trovato, si gettarono sopra due
dei suoi compagni e li trascinarono nel teatro.
Gaio. E' incerto se questo Gaio si debba iden
tificare con quel Gaio ricordato al capo XX, 4.
Aristarco era di Tessalonica, XX, 4, accompagnò
l'Apostolo a Roma, XXVIl, 2, e fu uno dei suoi

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