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Facoltà di Ingegneria:  Coefficiente di attrito

 Proprietà chimiche
Corso di laurea in ingegneria dei materiali  Contenuto di gas
 Comportamento alla corrosione
METALLURGIA DEI METALLI NON FERROSI  Costituenti di un bagno di cromo e loro azione
 Generalità
Anno Accademico 2000-01  Catalizzatori
 Il cromo trivalente
 Additivi speciali
 Bagni da cromo trivalente
Trattamenti galvanici dei metalli
 Influenza delle condizioni operative sulle proprietà dei depositi di cromo
Studente: Fossen Omar 1638IM  Lucentezza e colore
 Durezza e resistenza all’abrasione
Docente: Diego Colombo  Relazione tra durezza e resistenza all’abrasione
 Effetto della concentrazione del cromo
 Influenza dei catalizzatori
INDICE:  Influenza dei vari cationi
 Proprietà meccaniche
1. Trattamenti galvanici  Contenuto di gas
 Generalità  Influenza della densità di corrente e della temperatura
 Attrezzature  Protezione della corrosione
2. Sgrossatura dei metalli  Metodi operativi su soluzioni di cromatura
 Tipologie di sporco  Conducibilità elettrica
 Lavaggio  Rendimento di corrente
 Tipi di sgrassanti  Potere penetrante e coprente
 Processi di sgrassaggio  Misura del potere penetrante col sistema Haring-Blum
 Neutralizzazione  Deposizione tecnica di cromo
 Problemi ecologici  Generalità
3. Pretrattamenti di elettrodeposizione  Deposizione di cromo lucido
 Prenichel e presame  Depositi intermedi
4. Ramatura  Pretrattamenti meccanici e chimici
 Bagni al cianuro di rame  Intelaiatura
 Elettroliti
 Bagni al solfato di rame
 Risciacquo e trattamenti successivi
 Bagni al pirofosfato
 Campi di applicazione
 Bagni al fluoborato  Analisi dei costituenti fondamentali di un bagno di cromatura
 Analisi chimica dei bagni di ramatura 7. Trattamenti finali con metalli comuni
5. Nichelatura  Lega nickel – stagno
 Generalità 8. Trattamenti finali con metalli preziosi
 Composizione  Argentatura
 Analisi chimica del bagno di nichelatura  Doratura
6. Cromatura  Platinatura
 Teoria della cromatura  Rodiatura
 Generalità
 Palladiatura
 Reazioni elettroniche
 Palladio – nickel
 Cromo decorativo
 Sviluppo dei principi della riduzione elettrolitica dell’acido cromico  Rutenio
 Stato presente della teoria della deposizione del cromo  Determinazione dei metalli preziosi nelle soluzioni galvaniche
 Processi anodici  Strumentazione per l’analisi spettrofotometrica ad assorbimento atomico
 Struttura e proprietà del deposito di cromo
 Caratteristiche del cromo elettrodeposto
 Tensioni interne
 Proprietà meccaniche
 Durezza e resistenza all’abrasione
 Riflettività
TRATTAMENTI GALVANICI Palladio Platino
Platino Palladio
1) GENERALITÀ Rutenio Rutenio

Lo scopo fondamentale di una finitura galvanica è ottenere un deposito il cui effetto persista Composizione della soluzione cupro salina acetica:
per un periodo almeno pari alla vita media dell’oggetto su cui è applicato. Questo periodo non è di
semplice definizione tuttavia esiste qualche condizione su cui ci si può basare per ottenere un Cloruro di Sodio NaCl 50 g/l
risultato soddisfacente.
Innanzitutto bisogna individuare l’ambiente in cui il sistema opera. Sarà quindi utile fare delle Acido Acetico CH3COOH 10 g/l
prove potenziometriche per definire una scala delle nobiltà relativa all’ambiente dei metalli interessati Cloruro Rameico biidrato CuCl22H2O 0.26 g/l
al processo compreso il metallo base. In questo caso lo strato esterno, per poter mantenere intatte PH 3.0 – 3.1
tutte le sue caratteristiche estetiche, dovrà fornire una protezione catodica, cioè avere il massimo di
nobiltà possibile. Temperatura 20 °C
Stabilita tale scala si potrà definire una successione di depositi conveniente economicamente
e di valore tecnico. In genere l’oggetto da rivestire richiede un rivestimento livellato e lucido per Composizione soluzione sudore artificiale:
eliminare imperfezioni provenienti dalle lavorazioni meccaniche precedenti. I depositi che soddisfano
a queste condizioni sono la nickelatura lucida e la ramatura lucida. Cloruro di Sodio NaCl 10 g/l
Uno o entrambi di questi depositi diventano necessari per conferire le proprietà anzidette Acido Lattico CH3CHOHCOOH 1 g/l
indipendentemente dal valore del potenziale del materiale base. E’ buona norma in questo caso che la Urea H2N-CO-NH2 1 g/l
successione dei depositi segua una scala dei potenziali crescenti nel senso della nobiltà dall’interno PH 4.7
verso l’esterno in modo che la differenza fra uno strato ed il successivo non superi i 200 mV. Temperatura 20°C
In queste condizioni la possibilità che si verifichi una corrosione per contatto fra due strati
successivi risulta notevolmente ridotta a causa dell’intervento dei fenomeni di polarizzazione dei due
2) ATTREZZATURE
elettrodi che assorbono una buona parte del potenziale disponibile rendendo così trascurabile la
corrente di corrosione. Affinché questo sia verificato è necessario che i depositi non siano porosi
. In qualsiasi trattamento galvanico la soluzione elettrolitica è contenuta in una vasca,
altrimenti si può avere contatto fra due strati non confinanti per intercessione di un elettrolita.
normalmente rettangolare, costituita in materiale polimerico inerte rispetto alla soluzione e cioè PVC
La porosità, che è insita in ogni rivestimento, può essere limitata sfruttando lo spessore del
e PP. Il PP ha una miglior resistenza alla deformazione a caldo ma non resiste ad ambienti ossidanti
deposito almeno dove l’aspetto economico lo consenta. Oltre alle porosità anche le criccature indotte
(ad esempio cromati). Se le vasche sono di dimensioni elevate è più economico utilizzare una
da sforzi esterni possono provocare il contatto fra strati non adiacenti. Questo succede generalmente
struttura portante in acciaio e rivestirla con un foglio da 2-3 mm di PVC o PP. Sui due fianchi più lunghi
quando il deposito è fragile e di elevato spessore.
della vasca vengono fissati appesi ad una barra metallica gli anodi. Questi possono essere costituiti
Da quanto detto è necessario stabilire una successione degli strati che tenga conto dei
da anodi attivi che si ossidano durante l’elettrolisi fornendo ioni alla soluzione dello stesso tipo di quelli
seguenti parametri:
che si vanno depositando al catodo. Oppure possono essere di tipo inerte quali titanio o titanio
platinato che non partecipano alla reazione anodica ma fanno solo da supporto alla stessa per lo
 Scala delle nobiltà dei metalli interessati compreso il metallo base. scambio elettronico alla loro superficie. Se gli anodi sono di tipo solubile, come nel caso della
 Aspetto qualitativo del metallo base per poter definire gli spessori di nickel e/o rame al fine ramatura o della nichelatura, gli stessi andranno introdotti in piastre rivestiti con sacchi filtranti di
di avere depositi lucidi e livellati. meraklon per evitare che particelle che si staccano dall’anodo possano andare a depositarsi al catodo
 Tipo di finitura metallica che definisce l’aspetto estetico e la resistenza agli aggressivi provocando scarti. E’ diventato di uso comune l’utilizzo di anodi solubili in forma di quadretti, discoidi o
chimici e meccanici. sfere di piccole dimensioni che vengono introdotti in cestelli di rete di titanio. In questo modo risulta
 Metalli intermedi che soddisfino alle condizioni elettrochimiche precedentemente dette più semplice mantenere costante la superficie anodica con un rabbocco frequente di materiale. Anche
tenendo conto degli aspetti fisici (durezza e porosità) e degli aspetti economici. in questo caso è d’obbligo l’uso del sacchetto di protezione in meraklon.
Sopra la vasca, disposta centralmente rispetto alle due barre anodiche viene posizionata la
L’aspetto economico si riferisce in genere al costo del metallo nobile depositato in quanto barra catodica su cui vengono disposti i pezzi da trattare. Questa potrà essere dotata di
molto superiore rispetto a tutti gli altri costi generali di deposizione. movimentazione longitudinale e parallela agli anodi. In questo modo le linee di corrente subiranno
continuamente una modifica di percorso andando ad investire anche zone del catodo che
rimarrebbero altrimenti meno favorite. Un secondo effetto della movimentazione è rappresentato dalla
Per quanto riguarda l’aspetto corrosivo si riportano due scale della nobiltà crescente in due azione della soluzione sullo strato limite catodico che viene continuamente rimosso favorendo i
ambienti diversi che possono essere rappresentativi delle condizioni d’uso per bigiotteria e montature fenomeni di diffusione all’interfaccia. La superficie anodica dovrà in genere essere almeno doppia
per occhiali, cioè oggetti che vengono a contatto con la pelle e soggetti quindi a sudore o all’azione di della catodica.
corrosione salina. Se la soluzione opera a caldo bisogna dotare la vasca di un sistema di riscaldamento che
può essere a vapore oppure a energia elettrica. Nel primo caso la serpentina, all’interno della quale
Soluzione cupro salina acetica Sudore artificiale circola il vapore, dovrà essere in titanio per evitare fenomeni di corrosione. Nel secondo caso, valido
Rame Alpaca in particolare per piccoli impianti, si utilizzano resistenze elettriche protette da una camera in ceramica
Alpaca Nickel oppure da un rivestimento in teflon. Per controllare la temperatura si utilizzano termostati con
Nickel Rame regolazione PID (Proporzionale , Integratore, Derivatore) o PI .
Argento Argento Per mantenere la omogeneità della temperatura nella soluzione questa viene agitata mediante
Oro Oro una pompa di ricircolo esterna che ha una portata oraria di 10-20 volte il contenuto della vasca. A tale
pompa è collegato un sistema filtrante con filtri in carta o in polipropilene che asportano in continuo Normalmente la rimozione non è una operazione semplice perché lo sporco ha composizioni
dalla soluzione eventuali particelle solide provenienti o da pezzi che cadono sul fondo della vasca o non sempre definite e costanti. In particolare ha molta influenza il periodo di invecchiamento dello
dagli anodi per rottura del sacco di contenimento. sporco a contatto con il pezzo. Tempi lunghi di contatto comportano maggior difficoltà per l’intervento di
Per evitare che una diminuzione del livello del liquido nella vasca metta allo scoperto gli reazioni fra metallo e sporco, specialmente nel caso di sostanze organiche che possono subire
oggetti da trattare o la resistenza elettrica per il riscaldamento, con conseguenze alle volte anche ossidazione. E’ quindi importante ridurre al minimo il tempo di permanenza dei pezzi allo stato non
molto onerose, è conveniente dotare le vasca di un sensore di livello che intercetti il comando del deterso.
riscaldamento e quello della pompa e dia l’allarme.
Un altro elemento importante a corredo della vasca di trattamento è il dosatore automatico dei
brillantanti. Mentre la concentrazione dei sali può variare entro intervalli sufficientemente larghi ,la 2. LAVAGGIO
concentrazione degli additivi brillantanti non può variare molto per poter mantenere sufficientemente
costante la finitura. Siccome il consumo di queste sostanze è funzione preponderante della quantità di E’ l’operazione che ha lo scopo di rimuovere dal metallo i materiali estranei raccolti nelle
corrente che passa nella soluzione si adottano delle pompe dosatrici la cui portata è funzione degli precedenti lavorazioni e renderlo così adatto alle successive . Il risultato di questa operazione non
amperora utilizzati. Con questo sistema il controllo della soluzione può essere notevolmente ridotto. dipende solo dalla tipologia delle soluzioni adottate ma anche dalle modalità di lavaggio.
I telai di supporto dei pezzi da trattare sono costituiti in ottone con ganci generalmente in I componenti di un detergente sono i tensioattivi e sali coadiuvanti:
acciaio armonico. Il tutto, con l’esclusione del contatto alla barra catodica ed il contatto dei pezzi, va
ricoperto con plastisol di PVC per evitare il deposito su parti non richieste.
Infine si utilizza un raddrizzatore di corrente che converte la corrente alternata in continua
mediante ponti a diodi o triristori in accoppiamento con condensatori per rendere l’onda di corrente più  Tensioattivi
lineare possibile. La tensione a cui si opera arriva ad un massimo di 6-8 V per cui non vi sono
problemi di sicurezza anche nell’aggancio manuale dei telai portapezzi sulla barra catodica. Il componente fondamentale di un sistema di lavaggio è il tensioattivo. Le proprietà dei
E’ comunque doveroso che tutti i servizi elettrici collegati alla vasca e cioè: pompa, tensioattivi derivano dalla dipolarità della sua molecola per cui una porzione è solubile in solventi
raddrizzatore, riscalcaldatore e movimentazione catodica siano dotati di interruttore differenziale per polari (acqua) e un’altra è solubile in quelli apolari (oli minerali). Questo provoca una distribuzione
proteggere l’operatore da eventuali perdite elettriche visto che può essere necessario intervenire molecolare caratteristica all’interfaccia fra i due sistemi con la modifica dell’energia interfacciale
manualmente durante le operazioni di elettrodeposizione. (micelle). I tensioattivi sono quindi utilizzati per modificare la bagnabilità della superficie in fase di
lavaggio o per favorire l’emulsionabilità di un olio o di uno sporco per poterlo così asportare dalla
SGRASSATURA DEI METALLI superficie di un oggetto. Sono normalmente utilizzati nell’industria con soluzioni alcaline, acide o con
solventi. Possono essere suddivisi nelle seguenti classi:

1. TIPOLOGIE DI SPORCO  Anionici.


 Non ionici.
In una produzione industriale i pezzi grezzi che provengono dalle lavorazioni meccaniche  Cationici.
possono essere contaminati da materiali estranei raccolti durante il ciclo lavorativo. Inoltre anche le  Anfoteri.
condizioni ambientali e i tempi di lavorazione o di sosta fra una lavorazione e l’altra possono modificare
le condizioni superficiali del materiale andando ad influire sulle operazioni galvaniche successive. Le Il tipo cationico è poco utilizzato mentre molto usate sono le miscele di anionici e non ionici.
tipologie di sporco più comuni sono:
TENSIOATTIVI ANIONICI
ossidazioni spontanee all’ambiente
scaglie di ossidi dovuti a riscaldamenti o saldature Il primo tipo di detergente organico ,il sapone derivato da grassi animali, è stato utilizzato per
grassi bruciati molti anni anche senza una formale conoscenza del meccanismo della detergenza.
oli da trafila o stampaggio Il grasso reagisce con la soda caustica che sposta il gruppo glicerico e salifica l’acido derivato.
impronte digitali Questi saponi sono quindi costituiti da una lunga catena di atomi di carbonio solubile in olio e da un
agenti per burattatura e pulitura gruppo terminale ionizzato negativamente solubile invece in acqua. Sono dei buoni detergenti ma se
impronte di guanti salificati con metalli come calcio e magnesio diventano insolubili. Le acque dure utilizzate nella
agenti protettivi anti corrosivi preparazione di queste soluzioni inibiscono quindi l’azione detergente.
flussanti per saldatura La loro solubilità in acqua è limitata per la presenza di una lunga catena paraffinica solubile in
inchiostri di stampigliatura solventi apolari contro un piccolo gruppo solubile in quelli polari. La loro azione è limitata ad un certa
varietà di grassi per cui sono generalmente sostituiti da componenti sintetici. I tensioattivi sintetici sono
Dal punto di vista chimico gli sporchi possono essere suddivisi in tre categorie: prodotti da alcoli derivati da noci di cocco, come il laurilsolfato sodico,o da frazioni petrolifere combinate
con benzene e solforati con acido solforico.La lunghezza della catena ne determina le proprietà. Se la
1. Organici: Sono tipicamente i lubrificanti utilizzati nelle operazioni meccaniche di trafilatura e catena paraffinica contiene da 8 a 10 atomi di carbonio si ottiene un tensioattivo; se gli atomi di
stampaggio. Possono essere derivati del petrolio o sintetici. Fanno parte di questa categoria carbonio della parte paraffinica sono 12 si ha un detergente mentre con 16 si ha un emulsionante.
i saponi, gli oli grassi e le cere.
2. Inorganici: Sono ossidi, scaglie di riscaldamento o di saldatura. TENSIOATTIVI NON IONICI
3. Misti: Impronte di guanti sporchi, flussanti di brasatura, oli bruciati da operazioni di tempra o
ricottura.
Si ottengono condensando fra loro molecole di ossido di etilene con polimeri insolubili in 3. Saponificante: E’ la reazione con cui gli alcali caustici reagiscono con i gruppi acidi degli oli
acqua. La struttura ottenuta è costituita da una parte apolare (catena polimerica ) e da un’altra polare trasformandoli in saponi solubili.
ma non dissociata. I gruppi che compongono la parte polimerica sono generalmente: 4. Bagnante: Un contaminante viene spostato dalla superficie con l’uso di un agente bagnante
che ha una buona affinità per la superficie del substrato rispetto a quella per lo sporco.
 alchilici
 alchilfenolici 3. TIPI di SGRASSANTI
 polialchilici
 alcolici a catena lunga  Sgrassanti alcalini

Se ci sono almeno 20 gruppi di ossido di etilene il prodotto è un tensioattivo, se questo numero Questa classe di sgrassanti è la più utilizzata ed è costituita da una miscela di sali alcalini con
è circa 10 allora abbiamo un detergente mentre se sono solo 5 avremo un emulsionante. tensioattivi. Lo scopo di queste miscele è di soddisfare ad un certo numero di esigenze che possono
essere così elencate:
TENSIOATTIVI CATIONICI
1. generare una soluzione a basso valore di tensione superficiale ed interfacciale
In questo caso il gruppo terminale è caricato positivamente invece che negativamente come nel 2. possedere una riserva alcalina per neutralizzare lo sporco acido
caso degli anionici. I detergenti cationici hanno basse caratteristiche. Il loro uso è dovuto al loro potere 3. contenere degli elettroliti per aiutare l’azione dei tensioattivi
germicida, emolliente e antistatico. I più usati sono formati da sali d’ammonio quaternari. 4. avere proprietà di dispersione nei riguardi dello sporco solido ed evitarne la
rideposizione.
TENSIOATTIVI ANFOTERI 5. avere proprietà emulsionanti per prevenire la rideposizione di oli
6. essere costituite da ingredienti non costosi
I tensioattivi anfoteri hanno un gruppo anionico ed uno cationico sufficientemente grande e si 7. inibire l’attacco del materiale base
caricano positivamente o negativamente in base all’alcalinità o basicità della soluzione in cui sono 8. avere proprietà conservative dopo il lavaggio
immessi. Essi sono in genere compatibili con soluzioni di natura diversa.
Per ottenere queste proprietà è spesso necessario mescolare più sali alcalini e più tensioattivi.
Sali coadiuvanti Il contenuto di tensioattivi è di circa il 5-15% e la sua scelta è molto legata allo sporco da eliminare.
Industrialmente vi sono sgrassanti specifici oppure ad ampio specchio. Gli alcali utilizzati nei detergenti
I detergenti possono essere suddivisi nelle seguenti categorie in base alla natura dei sali industriali sono:
coadiuvanti che contengono e cioè:
1-Sodio idrato. Fornisce un’alcalinità iniziale.
 alcalini
 neutri 2-Sodio carbonato. Mantiene il pH basico per idrolisi e liberazione di CO2.
 acidi
 solventi 3-Sodio metasilicato e sodio ortosilicato. Forniscono l’acido silicico che essendo insolubile in acqua
rimane sospeso nella soluzione per lunghi periodi ed impedisce la rideposizione dello sporco sui pezzi.
Dal punto di vista fisico possono essere in polvere o liquidi. Inibisce la corrosione dei metalli in particolare di alluminio e zinco. Se la soluzione è acida l’acido
Nella scelta di uno sgrassante è necessario tenere in considerazione sia lo sporco che deve silicico precipita sui pezzi formando un velo protettivo di difficile rimozione se non ricorrendo ad alcali
essere eliminato, sia il materiale base che deve essere preservato da attacchi che ne alterano le molto forti o ad acido fluoridrico. Prima di introdurre i pezzi lavati con una soluzione che contiene silicati
caratteristiche estetiche e meccaniche in generale. in una soluzione acida è bene operare un attento risciacquo.
Ad esempio sistemi basici ad elevato contenuto in soda caustica sono molto validi per la
detergenza dei materiali ferrosi ma sono sconsigliati per leghe di rame ed estremamente dannosi per 4-Trisodio fosfato, TSP; Tetrasodio pirofosfato ,TSPP; polifosfati. Hanno elevato valore
l’alluminio. Il grosso dei consumi nell’industria riguarda i detergenti alcalini mentre gli acidi sono più peptizzante ma scarso valore detergente. Sostituiscono i silicati dove questi sono indesiderati ed hanno
dedicati ad alluminio e sue leghe, rame e ottone. un certo effetto nella rimozione degli oli minerali. I polifosfati si combinano con calcio e magnesio
I solventi organici il cui utilizzo ha avuto un notevole sviluppo nell’ultimo ventennio hanno subito presenti nell’acqua per effetto del loro potere sequestrante evitando che questi sali possano reagire con
recentemente una notevole contrazione nell’utilizzo per motivi ecologici. Anche per i detergenti a base i saponi. L’aspetto negativo è che i fosfati complessi per effetto della temperatura, del tempo o
acquosa gli effetti ecologici hanno imposto comunque restrizioni riguardevoli. dell’abbassamento del pH idrolizzano a fosfati semplici perdendo il loro potere complessante.

5-Chelanti. Sono sostanze organiche che hanno la funzione dei sequestranti ma la loro forza
L’azione di uno sgrassante si concentra in uno o più dei seguenti effetti: complessante è maggiore e risente meno delle variazioni di pH. I più comuni sono l’EDTA e la NTA ed il
sodio gluconato che ha un buon effetto sul ferro e rame dove l’EDTA è più carente. Anche i cianuri ed i
1. Solubilizzante: E’ l’effetto per cui i contaminanti diventano solubili come l’ossido di ferro negli citrati hanno un buon effetto complessate su rame e ferro.
acidi o una vernice acrilica in una base forte.
2. Emulsionante: Si ha quando una sostanza normalmente insolubile si disperde uniformemente
in un solvente incompatibile. Un’ esempio è rappresentato dal latte in cui proteine e grassi
sono dispersi nell’acqua. L’emulsione è complicata dalla combinazione di tensioattivi e
solventi .  Sgrassanti acidi e neutri
Sono meno utilizzati di quelli alcalini. Sono costituiti da tensioattivi e da sali acidi o neutri come i stesso tensioattivo presente nella soluzione forma durante il funzionamento uno strato di schiuma che
pirofosfati, tartrati e citrati. Si utilizzano solamente nei casi in cui un metallo sia molto sensibile evita spruzzi e formazioni di nebbie.
all’attacco di una base forte. Metalli di questo tipo sono ad esempio lo zinco o le leghe di zinco (Zama)
e l’alluminio. L’utilizzo non è elevato in quanto questi sgrassanti sono mediamente molto costosi. Infatti Effetti elettrodici
sono costituiti da quantità di tensioattivo più elevate e da sali più pregiati rispetto ai detersivi basici.
Quindi si utilizzano solo se è strettamente necessario. In base al modo in cui il pezzo è polarizzato esso potrà funzionare da anodo o da catodo. I
metalli che possono subire passivazione per ossidazione come nichel, acciaio inossidabile ,alluminio o
titanio sono trattati catodicamente. L’ottone viene trattato catodicamente per evitare la dissoluzione
4. PROCESSI DI SGRASSAGGIO dello zinco contenuto in lega. Contrariamente per il trattamento delle leghe di zinco da fusione si utilizza
la polarizzazione anodica . A causa della sensibilità del metallo all’attacco degli sgrassanti alcalini è
o IMMERSIONE necessario utilizzare sistemi inibiti. Se questo è costituito da silicato si forma un film insolubile se si
opera in catodica. Si opera allora in anodica con formulazioni speciali a bassi valori di tensione e per
Gli oggetti vengono sottoposti all’azione chimica del detergente più conveniente coadiuvato brevi tempi. L’acciaio, che è scarsamente sensibile all’ossidazione o alla riduzione può essere trattato
dall’intervento di azioni meccaniche semplici o combinate quali: anodicamente o catodicamente; ad alte densità di corrente l’acciaio tende ad annerire se non sono
presenti inibitori. Anche l’acciaio inossidabile può essere trattato catodicamente o anodicamente ma
1. Insufflazione d’aria quando viene utilizzata quest’ultima tecnica bisogna ricorrere ad un forte attacco acido per distruggere
Migliora il ricambio del liquido detergente nell’intorno del pezzo. Non può essere utilizzata l’ossidazione superficiale e favorire una buona adesione del deposito galvanico successivo. Per il nickel
con soluzioni di tensioattivi per evitare formazioni di schiume. e sue leghe è consigliato l’uso del trattamento catodico per evitare la formazione di ossidi molto stabili.
2. Ultrasuoni Rame e zinco possono essere trattati in entrambi i modi ma l’effetto anodico è preferito per evitare
Si tratta di una azione meccanica ad elevata frequenza (20000-40000 Hz) che prodotta deposizione di metallo disciolto nel bagno.
mediante generatori magnetostrittivi o piezoelettrici viene trasmessa alla parete della vasca L’ottone di solito è trattato catodicamente e successivamente in modo anodico.
che contiene la soluzione detergente. La parete trasmette a sua volta alla soluzione queste Gli effetti elettrodici dipendono dalla densità di corrente che viene espressa in Ampere per
vibrazioni ad elevata frequenza che, incontrando i pezzi, provocano sulla superficie degli decimetro quadro di superficie. Tuttavia la distribuzione della corrente e quindi la densità non è
stessi fenomeni di vibrazione, cavitazione ed implosioni delle bolle di vapore che si formano costante. Essa sarà più alta sulle punte e nelle zone più vicine al controelettrodo, più bassa nei recessi
per effetto della compressione e successiva espansione che il liquido subisce. Queste azioni e nelle zone più distanti.
staccano le particelle di sporco e favoriscono la bagnabilità del pezzo e la conseguente Più alta è la densità di corrente maggiore è la produzione di gas e quindi l’effetto sgrassante
solubilità delle contaminazioni. La concentrazione del detergente varia da 1 a 2% e non deve ma se il trattamento è anodico può aumentare la dissoluzione del metallo o gli effetti ossidativi. L’utilizzo
comunque conferire elevata densità alla soluzione per non opporre resistenza alla di alte densità di corrente in anodica può essere ammessa se l’ossido che si forma è facilmente
trasmissione delle onde d’urto. La temperatura, che coadiuva la solubilità dello sporco, non asportabile in ambiente acido: questo viene spesso fatto deliberatamente col rame per evitare la
deve essere prossima all’ebollizione (sono sufficienti 70-80 °C) per evitare formazione di formazione di un ossido rameoso difficilmente solubile mentre è facilmente solubile l’ossido rameico
bolle gassose che andrebbero ad assorbire l’azione meccanica degli ultrasuoni prima che nero.
questa possa esercitarsi sulla superficie dell’oggetto. E’ buona norma attivare l’ultrasuono
alcuni minuti prima di iniziare il lavoro per espellere l’aria assorbita dalla soluzione durante le Conduttività
pause. Questo è molto importante con la soluzione preparata di fresco.
3. Agitazione dei pezzi La conducibilità della soluzione elettrolitica è dovuta alla presenza di ioni la cui mobilità
Questa azione di tipo meccanico favorisce il distacco delle particelle ed il rinnovo della determina l’efficienza di corrente. Ioni monovalenti come l’idrogenione, il sodio, il potassio e lo ione
soluzione a contatto con la superficie dei pezzi. Può essere accoppiata a quella degli idrossido sono molto più mobili degli ioni complessi. In particolare lo ione ossidrile ha valori di
ultrasuoni tenendo presente che in questo caso non deve essere troppo intensa per evitare la conducibilità molto elevati. Anche la temperatura influenza positivamente la mobilità ionica. Tensioattivi
formazioni di bolle d’aria all’interno della soluzione. o acidi grassi possono migrare all’elettrodo e formare uno strato impermeabile al passaggio della
corrente e di difficile asportazione. Questi inquinanti possono far parte della formulazione del detersivo
o ELETTROLITICO ma possono derivare anche dallo sporco asportato dai pezzi; per questo è necessario che il trattamento
di sgrassatura elettrolitica sia preceduto da un buon lavaggio. Questi bagni vengono sostituiti con una
In questo caso il pezzo costituisce uno dei due elettrodi di un trattamento elettrochimico. Per certa cadenza che dipende dall’esperienza degli operatori in funzione delle condizioni operative. La
effetto del passaggio della corrente attraverso la soluzione l’acqua si dissocia in idrogeno al catodo e tentazione di voler prolungare la vita di questi sistemi porta spesso a risultati scadenti nei depositi
ossigeno all’anodo. La produzione di elevate quantità di gas produce un elevato livello di agitazione elettrochimici successivi.
della soluzione facilitando il ricambio della soluzione a contatto con il metallo e quindi l’azione
detergente. Il trattamento elettrolitico in oggetto non ha comunque un elevato effetto sgrassante ma Attrezzature
serve per togliere il film sottilissimo che gli oggetti potrebbero aver conservato durante il lavaggio
chimico o ricevuto durante qualche fase successiva ad esso. Se l’oggetto funziona da catodo si La vasca normalmente è in acciaio inossidabile se lo sgrassante è alcalino e non contiene
sviluppa idrogeno in quantità doppia rispetto all’ossigeno che si sviluppa all’anodo e quindi è maggiore componenti aggressivi per tale materiale tenendo conto anche dell’azione concomitante dell’elettrolisi.
l’azione meccanica. L’azione dell’idrogeno è molto importante perché produce una riduzione a metallo In questo caso esso fa da controelettrodo per l’oggetto che invece viene appeso alla barra catodica o
dei film di ossido presenti sulla superficie. L’azione dell’ossigeno è più importante come sgrassante per anodica.
effetto dell’azione ossidante verso i grassi e l’aumento della loro solubilità nella soluzione acquosa. La vasca dovrà essere collegata ad un raddrizzatore di corrente di opportuna potenza di circa
Un problema importante è la possibilità che si formi la miscela tonante idrogeno-ossigeno in 1-2 Ampere per litro di soluzione. La vasca sarà dotata di riscaldatore gestito da un termostato ed un
concentrazioni tali da provocare l’esplosione . Per evitare questo e necessario che la quantità di indicare di livello minimo per evitare che i pezzi o il riscaldatore possano essere parzialmente non
tensioattivo presente nella soluzione sia bassa e che la vasca sia dotata di collare di aspirazione.Lo coperti dalla soluzione
5. NEUTRALIZZAZIONE Prenickel e prerame

Dopo l’operazione di sgrassaggio elettrochimico i pezzi vengono risciacquati con acqua allo Quando si ha a che fare con oggetti assemblati con materiali diversi, specialmente con parti in acciaio
scopo di rimuovere i residui di detergente ed in particolare di tensioattivo rimasti aderenti alla superficie. inossidabile, o di diversi fornitori dai quali spesso è difficile conoscerne l’esatta natura, è conveniente
Inoltre l’azione dell’idrogeno può aver trasformato degli ossidi superficiali in un metallo poco aderente al prima di passare alla deposizione degli strati di nickel o rame a spessore effettuare una deposizione
substrato e molto reattivo. La presenza di questa situazione potrebbe generare dei difetti nel deposito sottile con un bagno ad ampio specchio di adesione al substrato e al successivo deposito. Questo si
successivo. Per evitare questa evenienza i pezzi vengono sottoposti ad una blanda azione acida. ottiene depositando elettroliticamente un film molto sottile (0,1m) di nickel o rame dai seguenti bagni
Questa avrà lo scopo di neutralizzare i componenti alcalini provenienti dallo sgrassaggio
precedente, sciogliere gli ossidi residui e il metallo attivo causato dalla riduzione. Nei trattamenti  Prenickel
puramente industriali dove l’aspetto estetico è minoritario rispetto a quello tecnico è tradizione di
operare questo trattamento in una soluzione acida costituita da 2-4% di HCl o 3-5% di H 2SO4 . Questo Nickel Cloruro NiCl2*6H2O 240 g/l
trattamento è poco oneroso ma può provocare l’attacco del substrato annullando l’effetto brillante Acido Cloridrico HCl 35 % 125 cc/l
generato dalle operazioni meccaniche di preparazione come la burattatura o pulitura con ruote di Temperatura Ambiente
panno. Nel caso sia necessario ottenere una finitura lucida con bassi spessori di nickel o rame (2-6m) Densità di corrente 2-4 A/dm2
conviene operare con una soluzione più costosa ma meno aggressiva così costituita: Polarità solo catodica
NaHSO4 20-30 g/l
NaHF2 5-10 g/l  Prerame
Tensioattivo anionico 1 g/l
Temperatura ambiente Rame solfato CuSO4*5H2O 0,5 g/l
PH 2-3 Acido cloridrico HCl 35% 350 cc/l
Temperatura ambiente
Una soluzione di questo tipo evita l’attacco del metallo base, esclusi titanio e alluminio, Densità di corrente 4-6 A/dm2
neutralizza la basicità trasportata sul pezzo dal bagno alcalino precedente, evita la precipitazione sulla Polarità solo catodica
superficie dei pezzi di calcio e magnesio presenti nelle acque di risciacquo, e per la presenza del
tensioattivo, lascia una superficie bagnabile immediatamente dalla soluzione del bagno successivo.
L’elevata acidità di questi bagni provoca un notevole sviluppo di idrogeno attivando il catodo su cui si
deposita un sottilissimo film di metallo. In genere il bagno di prenickel fornisce i risultati migliori
6. PROBLEMI ECOLOGICI
specialmente su substrati di nickel o acciaio inossidabile.
Il bagno di prerame ha invece la caratteristica di avere un minor effetto coprente nel caso in cui sul
I tensioattivi non si possono certo considerare in genere pericolosi per l’uomo ma lo sono
pezzo vi fossero dei difetti di preparazione. In tal senso questo bagno funziona da agente diagnostico
sicuramente per l’ambiente. Queste sostanze sono nocive per la flora e la fauna ambientale perché ne
sui pretrattamenti.
alterano i meccanismi vitali. In sintesi possiamo fare un elenco dei composti che non dovrebbero
essere contenuti nei tensioattivi:
RAMATURA
Cromati
Fosfati
Il rame viene depositato per diversi motivi ma in particolare:
Silicati
 come substrato per il nickel specie su leghe di zinco (Zama) per evitare l’attacco di queste da
Fluoruri
parte della soluzione di nichelatura
Complessanti
Nitriti  come substrato su ferro prima della nichelatura: vista la difficoltà di lucidare il ferro, lo si fa
Ammine dopo la ramatura.
Borati  per mascherare le parti di un pezzo di acciaio per le operazioni di carburazione nella
Cianuri produzione di circuiti stampati.
Alcali forti
Solventi Due sono le tipologie di soluzioni di ramatura più utilizzate: quelle basiche al cianuro e quelle
Emulsionanti acide al solfato. Limitate applicazioni hanno ottenuto i bagni al pirofosfato e quelli al fluoborato.

Dovrebbero inoltre non essere schiumogeni ed avere basso COD e basso BOD.  Bagni al cianuro di rame
Da queste condizioni si nota che i prodotti futuri si dovranno basare sulla salvaguardia
dall’inquinamento, sia esterno che interno al luogo di lavoro, ed essere di facile rigenerazione o La ramatura al cianuro, malgrado la sua pericolosità, è comunque molto importante in
almeno biodegradabili. operazioni galvaniche sia per depositi di aggancio che per depositi a spessore quando sia necessario
limitare le tensioni interne. I bagni sono caratterizzati da un elevato potere penetrante e possono
essere applicati direttamente ad acciai e leghe di zinco a differenza dei bagni acidi. Infatti, immergendo
PRETRATTAMENTI di ELETTRODEPOSIZIONE un pezzo di ferro o una lega di zinco in un bagno acido di rame, si avrebbe la deposizione di rame per
cementazione.
Il sale di partenza per la formazione del bagno è il cianuro di rame (CuCN) che deve essere Bagni di rame ad elevata efficienza
complessato con KCN o NaCN per ottenere un complesso solubile in acqua. La forma complessa più
importante è rappresentata da K2Cu(CN)3 o Na2Cu(CN)3. La somma del cianuro richiesto per Vengono utilizzati per ottenere uno spessore notevole in un tempo limitato. Si utilizza per
complessare in questo modo il rame più quello richiesto per il buon funzionamento del bagno (cianuro questo una elevata concentrazione di rame cianuro, alta temperatura per aumentare la conducibilità e
libero) rappresenta il cianuro totale. gli effetti diffusivi e quindi un’alta densità di corrente. Lucentezza e grana sottile si può ottenere
La presenza di cianuro libero stabilizza i vari complessi cianurati del rame, però il numero di mediante correnti pulsate e con l’utilizzo di appropriati additivi.
ioni rame disponibili alla scarica catodica diminuisce con l’aumento della concentrazione del cianuro
libero. La polarizzazione catodica invece aumenta ed aumenta così il potere penetrante della soluzione.
Il deposito che si ottiene è duro e con grana fine. Una tipica formulazione è data da:
La concentrazione del cianuro libero deve essere mantenuta entro limiti ben prefissati. Un
aumento eccessivo riduce il rendimento catodico fino a favorire la scarica dell’idrogeno che provoca Rame cianuro CuCN 70-80 g/l
puntinature ed esfoliazioni del deposito. Se si opera in difetto invece non si solubilizza il CuCN che si Potassio cianuro KCN 100-120 g/l
forma all’anodo. Questo si ricopre di uno strato di questo sale insolubile quindi si polarizza e non Potassio carbonato K2CO3 15 g/l
permette la dissoluzione ulteriore dell’anodo. Potassio idrato KOH 15 g/l
Gli anodi di rame devono essere di elevata purezza e possono essere in piastre o in quadrotti Tartrato di sodio e potassio KNaC4H4O6*4H2O 45 g/l
inseriti in cestelli di rete di titanio entrambi insacchettati in sacchi di meraklon. Se il contenuto di rame Temperatura 60-70 °C
aumenta nella soluzione basta sostituire qualche anodo di rame con altrettanti di acciaio fino a trovare Densità di corrente 3-10 A/dm2
le condizioni di stabilità. Il rapporto ottimale fra la superficie anodica e catodica è circa 2:1 Efficienza catodica 90-100
Agitazione Meccanica o con aria
 Tipi di bagni al cianuro
Ai bagni di rame al cianuro vengono spesso aggiunte delle sostanze brillantanti quali sodio
bisolfito o sodio solfito. Queste aggiunte riducono la polarizzazione catodica e quindi peggiorano il
Bagni di rame cianuro generali
potere penetrante. Se si aggiunge anche del tartrato si riducono le dimensioni dei grani del rame
La deposizione da questo bagno si utilizza per aumentare l’adesione specie nel caso di depositato. Attualmente i brillantanti comprendono sostanze come il trifenilmetano, la cetil--betaina,
superfici passive. Quando viene usato per leghe di zinco bisogna operare con bassa concentrazione di selenio bisditiocarbammato ed altri composti del selenio e potassio tiocianato specialmente in bagni ad
ione idrossido (4 g/l) per evitare l’attacco basico. Un esempio di bagno al sodio è descritto nella tabella alto contenuto in cianuro.
sottostante.
Vantaggi e svantaggi dei bagni al cianuro
Cianuro di Rame CuCN 25-20 g/l
Vantaggi:
Sodio cianuro NaCN 40-60 g/l
Sodio carbonato Na2CO3 10-15 g/l
 i bagni sono facilmente gestibili e a buon mercato
Sodio idrossido NaOH 3-4 g/l  possono essere trattati direttamente metalli ferrosi e non ferrosi
Temperatura 25-60 °C  il potere penetrante è elevato per cui sono adatti per pezzi complicati
Densità di corrente 0.5-4.0 A/dm  il peso di rame depositato per unità di corrente è elevato visto che il rame è allo stato
Tempo di deposizione 30-180 sec monovalente.
Efficienza catodica 30-60 sec
Agitazione Nessuna o meccanica
Svantaggi:

Può essere necessario aggiungere del sodio carbonato per migliorare la conducibilità del  problemi di sicurezza relativi alla tossicità dei cianuri
bagno. La concentrazione di tale sale comunque aumenta con l’invecchiamento del bagno per
assorbimento della CO2 dall’atmosfera o per idrolisi e ossidazione del cianuro. Se il carbonato supera  Bagni al solfato di rame
certe concentrazioni si deve sostituire una parte di bagno aggiungendo di conseguenza il cianuro di
rame ed il sodio cianuro fino a ripristinare le condizioni ideali. La concentrazione del carbonato può  Caratteristiche
essere ridotta per precipitazione con carburo di calcio e successiva filtrazione. In questo caso le
reazioni interessate sono le seguenti: Un bagno di ramatura al solfato è costituito essenzialmente da rame solfato ed acido solforico.
La deposizione di rame può essere effettuata ad alta intensità di corrente per cui questo elettrolita è
adatto a depositare alti spessori. Il peggior svantaggio è rappresentato dal basso potere penetrante e
CaC2+2H2O=Ca(OH)2+C2H2 dalla impossibilità di deporre direttamente su acciaio e ferro. Un oggetto in acciaio o ferro sposta il
Ca(OH)2+Na2CO3=2NaOH+CaCO3 rame dalla soluzione secondo la reazione:

Un ultimo sistema per ridurre la quantità di carbonato di sodio consiste nel raffreddare la CuSO4+FeFeSO4+Cu
soluzione con una serpentina di raffreddamento in modo tale che il carbonato cristallizzi sulla
serpentina stessa. Il rame così precipitato non aderisce al ferro. Per questo motivo deve essere applicato prima un
film di rame da un bagno al cianuro dopodiché il pezzo viene trasferito nel bagno acido dove si potrà
ottenere lo spessore desiderato. Esiste la possibilità di depositare un flash di rame chimico
direttamente su ferro utilizzando una soluzione acida di solfato rameico in presenza di un inibitore come brillantanti o trascinate dai pezzi dai bagni precedenti. Si possono comunque eliminare mediante un
la acetiltiurea. Si ottiene un film aderente senza l’intervento di bagni al cianuro. In questo caso speciale trattamento con carbone attivo il quale eliminerà anche parte dei brillantanti che andranno reintegrati
notevole importanza ha la preparazione dei pezzi perché viene a mancare l’effetto detergente del nelle opportune concentrazioni. Per quanto riguarda i metalli possiamo sinteticamente rappresentarne
cianuro. gli effetti:
Una formulazione tradizionale utilizzata con i bagni acidi al solfato è la seguente:
Antimonio >50 ppm Ruvido, polverulento
Rame solfato CuSO4 170-220 g/l Arsenico >50 ppm Ruvido, polverulento
Acido solforico H2SO4 50-70 g/l Bismuto >50 ppm Ruvido, polverulento
Cloruri Cl- 100 ppm Cadmio >500 ppm Polarizza l’anodo, sottrae cloruri alla soluzione
Tiurea 10 ppm Ferro >1000 ppm Riduce la conducibilità ed il potere penetrante del bagno
Destrina 10 ppm Nickel >1000ppm Riduce la conducibilità ed il potere penetrante del bagno
PH Acido da acido solforico Selenio >10 ppm Polarizza l’anodo,provoca ruvidità
Temperatura Ambiente Tellurio >10 ppm Polarizza l’anodo,provoca ruvidità
Densità di corrente 2-6 g/L Stagno >500 ppm Si deposita chimicamente,polarizza gli anodi
Zinco >500 ppm Polarizza l’anodo, sottrae cloruri alla soluzione

E’ consigliabile operare con alte concentrazioni di rame. La presenza dell’acido solforico Difetti e loro soluzioni
diminuisce la solubilità del solfato di rame (fig. 8.5)
Bruciature a correnti Basso rame,acido alto Analizzare e sistemare
L’acido solforico ha le seguenti funzioni: elevate Temperatura bassa Aumentare la temperatura del bagno
Agitazione insufficiente Se non è possibile aumentare l’agitazione
diminuire la corrente
 previene l’idrolisi del solfato di rame durante l’elettrolisi Contaminazione organica Trattamento al carbone
 aumenta la conducibilità del bagno riducendo il costo dell’energia elettrica Cloruro troppo basso Analizzare e sistemare
Scarsa brillantezza Bassa concentr. brillantante Determinare la mancanza con cella di Hall
 riduce la tendenza a formare depositi rugosi alle alte densità di corrente Contaminazione organica Trattamento al carbone
 previene la formazione di ossido rameoso al catodo che riduce l’efficienza catodica. Basso cloruro Analizzare e sistemare
 diminuisce la solubilità del solfato di rame (vedi figura) Alta temperatura Raffreddare il bagno
Basso contenuto in rame Analizzare e sistemare
Deposito ruvido Particelle in soluzione Filtrare il bagno
Al catodo avviene la reazione di riduzione del rame secondo la : Sacchetti anodici rotti Cambiare il sacchetto e filtrare
Anodi non conformi Utilizzare anodi al fosforo
Cu2+ + 2eCu Basso cloruro Analizzare e sistemare
Pitting Contaminazione organica Trattamento al carbone
Basso cloruro Analizzare e sistemare
Ma studi cinetici hanno dimostrato che lo ione rameico dapprima si riduce a ione rameoso: Distribuzione scarsa Agitazione scarsa o non uniforme Aumenta ed aggiusta
Area anodica eccessiva Togliere qualche anodo
Cu2+ + e  Cu+ stadio lento Film anodico non conforme Lavare gli anodi
Corrente non sufficient. rettificata Portare AC<10%
Contaminazione organica Trattamento al carbone
Il quale a sua volta passa a rame metallico Bassa conducibilità Contaminazione organica Trattamento al carbone
Acido solforico basso Analizzare e sistemare
Cu + e  Cu
+
stadio veloce Brillantanti bassi Determinare gli additivi con cella di Hull
Cloruro alto Precipitare con solfato o nitrato di rame
e filtrare su carbone
All’anodo invece avviene l’ossidazione del rame col processo inverso: Densità di corrente troppo bassa Aumentare la corrente
Temperatura troppo alta Raffreddare il bagno
Anodi polarizzati Contaminazione da Au o Sn Inserire un foglio di rame
Cu  Cu2+ +2e
Temperatura bassa Riscaldare il bagno
Anodi non conformi Devono essere al fosforo
L’efficienza catodica ed anodica è di circa il 100% sotto normali condizioni operative. Alto cloruro Precipitare con solfato o nitrato di rame
Poiché la polarizzazione catodica per l’incremento della densità di corrente è bassa il potere e filtrare su carbone
Acido solforico alto Analizzare e diluire il bagno
penetrante del bagno al solfato è inferiore a quello al cianuro. Il potere penetrante del bagno acido può
Basso solfato di rame Analizzare e aggiustare la concentrazione
essere migliorato aumentando la concentrazione dell’acido solforico e diminuendo quella del rame Contaminazione organica Filtrare su carbone
solfato o diminuendo la temperatura. I bagni acidi hanno di solito una buona tolleranza nei riguardi delle
impurezze ma se sono presenti arsenico antimonio e ferro si ottengono depositi rugosi. Importante è Vantaggi e svantaggi della ramatura acida
anche l’uso di anodi di rame fosforoso e l’agitazione con insufflazione d’aria.
I vantaggi della ramatura acida possono essere così sintetizzati:
Contaminanti del bagno
 Si possono ottenere alti spessori ad elevate densità di corrente e quindi in tempi
Per ottenere dei depositi lucidi è necessario evitare la contaminazione del bagno da sostanze brevi.
organiche e metalli dannosi. Per quanto riguarda le sostanze organiche queste possono provenire dai  Per la caratteristica precedente il bagno è adatto per operazioni di elettroformatura
 La soluzione è molto più stabile rispetto a quella al cianuro e la sua composizione è Ammoniaca Diminuisce Non Cambia
meno critica PH Diminuisce Leggera crescita
 I depositi sono più livellanti di quelli degli altri bagni di ramatura
 Non vi sono grossi problemi di sicurezza ambientale Densità di corrente Diminuisce Diminuisce
Temperatura Diminuisce Leggera crescita
Gli svantaggi sono: Agitazione Aumenta Non Cambia

 Basso potere penetrante


 Difficoltà nella ramatura di ferro e acciaio.
Soluzioni basate su una soluzione al pirofosfato sono utilizzate prima della nickelatura su basi
costituite da leghe di zinco. Nel caso dei bagni acidi è infatti necessario depositare prima un sottile
strato di rame da un bagno al cianuro. Il bagno al pirofosfato è utilizzato nell’ elettroformatura e nella
 Bagni al pirofosfato
ramatura dei circuiti stampati. L’elevato potere penetrante lo consiglia nella ramatura di componenti
con superfici complicate e forate.
Le soluzioni dei bagni al pirofosfato contengono rame pirofosfato Cu 2P2O7 e K4P2O7. In
soluzione il rame è presente prevalentemente come anione Cu(P 2O7)26-. Come nel caso dei bagni al
cianuro il complessante pirofosfato deve essere presente in eccesso. Esso promuove una efficiente
 Bagni al fluoborato
dissoluzione degli anodi, previene la formazione di sali insolubili e assicura una complessazione
completa. Il sale potassico è preferito per la sua solubilità e maggior conducibilità rispetto al sale
Il rame fluoborato ha una elevata solubilità;le soluzioni basate su questo sale possono
sodico. Il rapporto minimo in peso fra pirofosfato e rame deve essere 7:1. Valori inferiori di questo
contenere una concentrazione doppia di rame rispetto a quelle al solfato. A causa delle elevate densità
rapporto rendono difficoltosa la solubilità degli anodi per cui il bagno si impoverisce in ioni rame mentre
di corrente utilizzabili e della elevata efficienza catodica, normalmente il 100%, il bagno è utilizzato per
valori più elevati del rapporto non generano alcun effetto negativo. Assieme ai due sali base vengono
l’elettroformatura dove è richiesta una rapida deposizione di grossi spessori. Una tipica formulazione
aggiunti altri componenti per migliorare le proprietà del deposito ed aumentare la velocità di
può essere la seguente:
deposizione. Questi includono l’ammoniaca, nitrati, acidi alifatici ed altri agenti organici. La presenza di
ammoniaca e composti organici quali ossalati e citrati aumenta la lucentezza del deposito. Citrati e
ossalati funzionato anche da agenti tamponanti del pH. Rame fluoborato Cu(BF4)2 400-500 g/l
Una composizione tipica è la seguente: Acido fluoborico libero HBF4 30-40 g/l
Acido borico H3BO3 30 g/l
Rame pirofosfato Cu2P2O7* 25-120 g/l
3H2O PH 0,3-0,6
Potassio pirofosfato K4P2O7 100-400 g/l Densità di corrente 10-40 A/dm2
Ammoniaca conc NH4OH 1-2 cc/l Temperatura 35-45°C
Temperatura 20-50 °C
PH 8.2-8.8 La densità di corrente catodica permessa è determinata dalla temperatura del bagno e dal
2
grado di agitazione. Con temperature nell’intervallo 35-45°C e vigorosa agitazione si possono utilizzare
Densità di corrente 0.5-10 A/dm correnti fino a 50 A/dm2.
Agitazione Meccanica o aria I bagni al fluoborato producono una grana fine, un deposito livellato, ma la presenza di piombo
in soluzione anche in piccole concentrazioni può causare opacità. Questo può essere eliminato con
l’aggiunta di acido solforico che precipita il piombo come solfato.
Le concentrazioni più basse servono per depositi flash, quelle più elevate per forti spessori.
Le soluzioni al pirofosfato necessitano di una vigorosa agitazione altrimenti si forma un film
scuro non aderente che diminuisce la densità di corrente operativa. Può essere utilizzata l’agitazione
meccanica anche se è preferibile quella con aria . I pirofosfati a differenza dei cianuri non subiscono
decomposizione e non si formano carbonati. L’efficienza catodica è circa del 100%.
Si ottengono depositi a grana fine, duri ma ragionevolmente duttili La duttilità diminuisce con
l’aumento eccessivo della concentrazione dell’ammoniaca e del pH. L’effetto delle condizioni operative  Analisi chimica dei bagni di ramatura
sulla duttilità sono illustrate in figura
Le soluzioni di pirofosfato posseggono proprietà livellanti e hanno un potere penetrante simile a Determinazione volumetrica del rame in un bagno al solfato
quello dei bagni al cianuro. L’effetto delle variabili del bagno sul potere penetrante e sull’efficienza
catodica è sommariamente indicata nella tabella seguente: Reagenti:
1. Ammoniaca concentrata
2. acido acetico
3. potassio ioduro al 10%
Variabile Potere penetrante Efficienza 4. salda d’amido
Pirofosfato/rame Aumenta Leggera crescita 5. sodio tiosolfato 0,1N
Rame Aumenta Non Cambia
PROCEDURA:
Prelevare 2cc di bagno mediante una pipetta graduata e scaricare in una beuta da 300 cc. Reagenti:
Aggiungere 100 cc di acqua deionizzata e ammoniaca conc fino a comparsa di una intensa 1. Ammoniaca conc.
colorazione blu e aggiungere qualche goccia di acido acetico per rendere la soluzione più limpida. 2. Perossido di idrogeno al 30%
Titolare con la soluzione di tiosolfato fino ad ottenere una colorazione giallo-paglierina. 3. Soluzione di nitrato d’argento al 5%
Aggiungere 5 cc di soluzione di salda d’amido e continuare la titolazione fino ad ottenere una 4. Muresside-NaCl 1:100
soluzione incolore. 5. EDTA 0,05 M
Siano A i cc di sodio tiosolfato 0,1 n utilizzati.
POCEDURA:
Calcolo: g/l di Cu = A*3,177 Prelevare 10 cc di bagno in un pallone tarato da 100 cc e portare a volume con acqua distillata.
g/l CuSO4*5H2O = A*11,977 Trasferire 5 cc di questa soluzione in una beuta da 300 cc ,diluire con 50 cc di acqua distillata e
aggiungere nell’ordine 5cc di ammoniaca, 2-3 cc di perossido di idrogeno e 2-3 cc di argento nitrato.
Aggiungere una punta di spatola di muresside e titolare con EDTA 0,05 M fino a comparsa di una
Determinazione dell’acido solforico in un bagno di ramatura acida colorazione porpora.
Siano A i cc di EDTA.
Reagenti:
1. Sodio idrato 0,1 N Calcolo: g/l Cu= A*6,35
2. Soluzione di metilarancio 1%

PROCEDURA: Determinazione del cianuro libero in un bagno di ramatura alcalino


Prelevare 2 cc di bagno mediate una pipetta graduata e scaricare in una beuta da 300 cc.
Aggiungere 5 gocce di metilarancio e titolare con la soda 0,1 N fino a viraggio dell’indicatore. Reagenti:
Siano A i cc di soda 0,1 N utilizzati. 1. Ammoniaca conc
2. Potassio ioduro 100 g/l
Calcolo: g/l di H2SO4= A*2,45 3. Argento nitrato 0,1 N

PROCEDURA:
Prelevare 10 cc di bagno in una beuta da 300 cc, diluire con 150 cc di acqua, aggiungere 3
Determinazione complessometrica dei cloruri in un bagno di ramatura acida gocce di ammoniaca e 1 cc di soluzione di potassio ioduro. Titolare con argento nitrato 0’1 N finché la
soluzione assume una colorazione lattescente.
Reagenti: Siano A i cc di soluzione di argento nitrato utilizzato.
1. Acido nitrico concentrato
2. Potassio permanganato 0,1 N Calcolo: g/l di NaCN = A*0,98
3. Argento nitrato 0,1 N g/l di KCN = A*1,3
4. EDTA 0,01 M
5. Ammoniaca concentrata
6. Potassio tetraciano nicolato Determinazione del carbonato libero in un bagno di ramatura alcalino
7. Miscela Muresside-NaCl 1:100
Reagenti:
PROCEDURA 1. BaCl2 al 30%
2. metilarancio
Prelevare 100 cc di soluzione di bagno in una beuta da da 300 cc e aggiungere 2 cc di acido 3. Acido cloridrico 1 N
nitrico,10 cc di potassio permanganato, 10 cc di argento nitrato e riscaldare finché tutto il precipitato è 4. Soda caustica 1 N
coagulato. Permettere la sedimentazione per 10 minuti,filtrare su filtro fascia nera ,lavare il precipitato
con demonizzata acidulata con acido nitrico per eliminare il rame. Quando il lavaggio è completo PROCEDURA
sciogliere il precipitato di argento cloruro con 10 cc di ammoniaca, aggiungere 100 cc d’acqua ,una Prelevare 10 cc di soluzione di bagno in un beker da 400 cc, diluire con 200 cc di acqua
punta di spatola di potassio tetraciano nicolato e riscaldare a 50 °C. Aggiungere una punta di spatola di distillata e aggiungere 30 cc di soluzione di bario cloruro.Quando il precipitato si è depositato filtrare
muresside e titolare con EDTA 0,01 M fino al viraggio da arancio a Magenta. con filtro a fascia bianca e lavare il precipitato sul filtro con acqua calda. Porre il filtro con il precipitato
Siano A i cc di EDTA 0,01 M utilizzati: in una beuta da 300 cc, aggiungere 100 cc di acqua distillata, 25 cc di acido cloridrico 1 N e alcune
gocce di sol.di metilarancio.Titolare con NaOH 1 N fino a viraggio.
Calcolo: g/l Cl-= A*0,709 Siano A i cc di NaOH 1 N utilizzati.
g/l NaCl= A*1,169
Calcolo: g/l Na2CO3 = (25-A)*5,3
g/l K2CO3 = (25-A)*6,91
Determinazione del rame in un bagno di ramatura alcalino
NICKELATURA
2Cl- Cl2 + 2e- (2)
 Generalità 2OH- H2O+1/2O2 +2e- (3)

La deposizione elettrolitica di nickel è uno dei processi di finitura utilizzati in modo La reazione desiderata è la (1) che ripristina all’anodo quello che si è depositato
generalizzato sia nel campo ingegneristico che decorativo. I rivestimenti decorativi si ottengono al catodo. La reazione (3) provoca la formazione di ossigeno all’anodo con conseguente
aggiungendo ai bagni tecnici tradizionali degli additivi organici appropriati. Il processo comprende la deposizione di ossido di nickel e di ossigeno adsorbito che riduce la conducibilità
dissoluzione di un elettrodo (anodo) e la deposizione del nickel metallo sull’altro elettrodo (catodo). Ciò elettronica aumentando così la tensione di lavoro (polarizzazione ). La reazione (2)
si fa applicando una tensione fra l’anodo (positivo) ed il catodo (negativo). La conducibilità elettrica fra i provoca la ossidazione dell’anodo con formazione di NiCl2 sale solubile che passa subito
due elettrodi è supportata da una soluzione acquosa di sali di nickel. Quando i sali di nickel sono in soluzione mantenendo quindi l’anodo allo stato di nikel attivo.
disciolti in acqua il nickel è presente come ione Ni2+(acq) con varie moli d’acqua di coordinazione L’acido borico serve come tampone per il film catodico. Qui infatti la scarica
assieme ad altri gruppi che determina il colore della soluzione che risulta verde. Quando il pezzo da continua di cationi (Ni2+ e in misura molto minore anche se indesiderato H+) provoca un
nickelare viene polarizzato catodicamente (-) rispetto all’anodo (+) gli ioni nikel Ni 2+ migrano sul aumento del pH che se non viene tamponato porta alla formazione di idrossidi di Nickel,
catodo,assorbono da questi due elettroni e si depositano come atomi metallici sullo stesso secondo la sali poco solubili, che vanno a depositarsi sul pezzo originando delle puntinature e quindi
reazione semplificata degli scarti.
L’antipuntinante è necessario poiché l’efficienza catodica di scarica del nickel è
Ni2+ + 2e-  Ni circa del 97% mentre il resto è dovuto alla scarica dei portatori minoritari H + con
formazione di bollicine di H2 che rimangono attaccate al catodo. Per favorire il distacco di
Poichè la reazione che avviene all’anodo è il contrario di questa il processo può queste vengono aggiunti dei tensioattivi anionici che riducono la tensione interfacciale
avvenire per lungo tempo senza interruzione. soluzione - superficie nickelata per cui la soluzione bagna la superficie scalzando la
bollicina ed evitando così che questa crei un impedimento alla crescita del deposito con
 Composizione formazione di una cavità. Il lauril solfato sodico è uno dei più comuni tensioattivi adottati
nei bagni lucidi.
La tipica formulazione di un bagno di nickelatura lucida si basa sulla formulazione I brillantanti sono sostanze che migliorano la lucentezza del deposito ma non
di un bagno di Watts cioè una ricetta nata per depositare un nickel opaco che ha avuto forniscono da soli l’aspetto lucido richiesto. Si possono suddividere in due classi:
una notevole importanza nella storia della nickelatura. Le caratteristiche fondamentali di I brillantanti della classe 1 sono acidi benzendisolfonici, benzentrisulfonici,
tale ricetta sono le seguenti: benzensolfonammidi e benzensulfonimidi (saccarina). Gli anelli aromatici sono di solito
benzenici o naftalenici ma attualmente vengono utilizzati gruppi insaturi alifatici quali il
Componente Intervallo di conc. Valore vinile e l’allile Queste sostanze migliorano la lucentezza del deposito ma non forniscono
ottimale da soli l’aspetto lucido richiesto. Le concentrazioni di questi additivi possono arrivare
Nickel solfato NiSO4*6H2O 250-320 300 anche a valori di qualche grammo (1-10 g/l) senza interferire sull’adesione e sulla
(g/l) corrente limite. Essi comunque tendono a diminuire le tensioni interne del deposito e per
Nickel cloruroNiCl2*6H2O 50-70 60 i valori più alti dell’intervallo tendono a farle divenire di compressione. Questi composti
(g/l) tendono ad introdurre dello zolfo nel deposito.
Nickel totale come metallo 65-75 70 I brillantanti della classe 2 sono utilizzati in combinazione con quelli della prima
(g/l) classe per produrre livellamento e brillantezza che aumenta con l’aumento dello
Acido borico (g/l) 30-45 40 spessore. Questi sono costituiti da composti organici insaturi. Hanno la caratteristica di
introdurre carbonio nel deposito. Molti di questi brillantanti devono essere utilizzati
Temperatura (°C) 45-65 60 assieme a quelli della prima classe perché se utilizzati da soli producono tensioni interne
PH 3.5-5.5 4,5 riducendo l’adesione al substrato. I principali brillantanti della seconda classe contengono
Agitazione Aria o meccanica il gruppo olefinico –C=C- come la cumarina o il gruppo acetilenico come il 2-butin-1-4-
diolo.
Densità di corrente catodica 3-6 4 La temperatura deve essere mantenuta sufficientemente elevata nell’intervallo
(A/dm2) definito. Questo permette di operare con una velocità di deposizione elevata. Infatti la
Densità di corrente anodica 2-4 3 velocità con cui il deposito si forma dipende dalla velocità con cui i portatori ionici utili
(A/dm2) (Ni2+) possono giungere sul catodo, velocità che è funzione della tensione applicata agli
Anodi Nickel N elettrodi. Se però la tensione applicata è troppo alta per cui la scarica ionica è elevata
ickel possono intervenire i due seguenti fenomeni:
1. Gli atomi depositati sono tanti e non hanno il tempo per ricercare nella zona di
deposito la condizione di minor energia per cui vi sarà un impilamento di atomi
Il nickel solfato fornisce la maggioranza del contenuto in ioni nickel nel bagno. E’ disordinato con formazione di un deposito opaco.
un sale poco costoso con uno anione che non subisce riduzione al catodo o ossidazione 2. Se la velocità di diffusione di questi atomi metallici all’interfaccia è troppo
all’anodo e non è volatile. bassa, allora possono intervenire dei portatori indesiderati quali lo ione H +. Vi è
Il nickel cloruro fornisce gli ioni cloro che prevengono la ossidazione degli anodi quindi la possibilità di formazione di puntinature o di deposito di sali basici
che si traduce in una passivazione. Infatti all’anodo le tre reazioni concorrenti sono: provocato dall’aumento del pH per la riduzione nello strato catodico della
concentrazione di H+.
Ni  Ni2+ + 2e- (1)
 Analisi chimica del bagno di nickelatura
Calcolo: g/l di Cl- =  x 0,354
Determinazione della quantità di nickel g/l di NiCl2 = x 1,17

REAGENTI: Determinazione della saccarina


1)Ammonio cloruro
2)Ammoniaca 1:1 REAGENTI:
3)Muresside - NaCl 1:100 1) HCl 1:1
4)EDTA 0,1 mol 2)Gravetolo (Sciogliere 0,2 gr di rosso metile in 50 cc di
alcool isopropilico,aggiungere 1,75 cc di acido
PROCEDURA: solforico concentrato e portare ad un litro con
Pipettare 10 cc di soluzione di nikelatura e portarla a 100 cc in un pallone etilacetato. Filtrare la soluzione dopo 2 giorni)
tarato con acqua distillata. 3) Alcool etilico
Prelevare da questa nuova soluzione 10 cc e portarli in una beuta da 300 cc 4) NaOH 0,1 N
diluendo con 50 cc di acqua distillata.
Aggiungere una spatolina di cloruro d’ammonio e 30 cc di ammoniaca 1:1 e PROCEDURA
una punta di spatola di muresside. Pipettare 50 cc di soluzione di nikelatura in un imbuto separatore,
Titolare quindi con EDTA 0,1 M fino a comparsa di una colorazione porpora aggiungere 2 cc di HCl 1:1, 10 cc di Gravetolo e 25 cc di alcool etilico.
della soluzione Agitare vigorosamente per 1 minuto. Permettere la separazione e drenare lo
Siano  i cc di EDTA utilizzati. strato inferiore verde.
Trasferire la soluzione gialla in una beuta , aggiungere 25 cc di alcool etilico
Calcolo : g/l di Ni =  x 5,87 e titolare con NaOH 0,1 N da giallo a rosso.
Siano  i cc di NaOH 0,1 N utilizzati
Determinazione del contenuto in cloruro
Calcolo: g/l di saccarina =  x 1,4
REAGENTI:
1) Potassio cromato sol.10%
2) Argento nitrato sol. 0,1 N CROMATURA

PROCEDURA TEORIA DELLA CROMATURA


Pipettare 10 cc di di soluzione di nickelatura in una beuta da 300 cc e diluire
con 50 cc di acqua distillata.  Generalità
Aggiungere 3 cc di soluzione di potassio cromato al 10%
Titolare con argento nitrato 0,1 N fino a comparsa di una colorazione rosso La deposizione elettrolitica del cromo ha avuto inizio nel terzo decennio del ventesimo secolo e
bruno. dalla sua introduzione ha avuto molte applicazioni viste le sue proprietà anche a spessori molto limitati.
Il cromo forma con il nickel la coppia di metalli più importanti nella deposizione galvanica. Come
per il nickel anche per il cromo si possono avere essenzialmente due tipologie di deposito:
Siano  i cc di argento nitrato 0,1 N utilizzati
1. Cromo decorativo: sottile strato minore di 1m con aspetto lucido duraturo specie su nichel;
Calcolo: g/l di Cl- =  x 0,354 2. Cromo duro: deposito ad applicazione industriale le cui peculiarità sono la resistenza
g/l di NiCl2 =  x 1,17 all’ossidazione a caldo, resistenza all’usura, all’abrasione, all’erosione e basso coefficiente di
frizione.
Determinazione del contenuto in acido borico
Le caratteristiche positive del cromo hanno dovuto scontrarsi con alcuni fattori negativi che non
vanno trascurati e in particolar modo gli aspetti ecologici lo stanno, in questi tempi, mettendo a dura
REAGENTI: prova.
1) Potassio cromato sol.10% Gli svantaggi più importanti del processo di cromatura sono:
2) Argento nitrato sol. 0,1 N
a) La soluzione elettrolitica è molto aggressiva anche a basse concentrazioni. Il problema della
PROCEDURA nocività durante lo svolgimento del processo, e in particolare i problemi delle emissioni sia
Pipettare 10 cc di di soluzione di nikelatura in una beuta da 300 cc e diluire negli aeriformi che negli scarichi idrici, devono essere tenuti presenti in fase di progettazione
con 50 cc di acqua distillata. dell’impianto per definire i costi di gestione.
Aggiungere 3 cc di soluzione di potassio cromato al 10% b) Il basso rendimento di corrente associato all’elevato voltaggio richiesto comporta un alto
Titolare con argento nitrato 0,1 N fino a comparsa di una colorazione rosso costo per unità di peso di deposito. Questo è dell’ordine di un centinaio di volte superiore
bruno. rispetto ad altre deposizioni per effetto del basso equivalente chimico del cromo in questo
Siano  i cc di argento nitrato 0,1 N utilizzati
processo. Esso è l’unico metallo che viene elettrodepositato direttamente da uno stato d' viene utilizzato per lungo tempo. In tal caso si nota la formazione sugli anodi di uno strato giallo di
ossidazione esavalente. piombo cromato. Quando il bagno viene riutilizzato lo strato di biossido in genere si riforma e si nota
c) La necessità di lavorare ad alte densità di corrente comporta l’utilizzo di generatori di sull’anodo un caratteristico colore scuro quasi nero.
corrente continua d'elevata potenza e conduttori di collegamento alle vasche di elevata Una mancanza di questo film può anche indicare uno scarso contatto elettrico dell’anodo con
sezione. la barra anodica per cui l’anodo non riceve la quantità di corrente che gli spetta. Può anche succedere
d) L’elevata produzione di idrogeno come reazione secondaria al catodo causa la produzione di che ciò sia dovuto alla presenza di un cortocircuito interno alla soluzione fra anodo e catodo. Se
un aerosol contenente la soluzione, che va eliminato o con una forte aspirazione o mediante l’anodo non si riattiva spontaneamente durante l’esercizio normale della elettrolisi è necessario
soppressori adatti. scollegarlo dalla barra anodica, liberarlo dello strato di piombo cromato mediante spazzolatura e
e) L’elevato assorbimento di idrogeno sia nel deposito che nel metallo base causa immergerlo di nuovo nella soluzione avendo l’accortezza che ciò avvenga mentre il bagno è in
tensionamenti nei manufatti cromati. funzione, cioè quando alla barra catodica sono appesi degli oggetti in fase di lavorazione. In questo
f) Il processo condotto con anodi insolubili comporta un continuo reintegro del cromo modo l’elettrodo rigenerato entrerà in funzione istantaneamente e l’ossigeno che si sviluppa porterà
depositato. immediatamente alla formazione del biossido di piombo.

La ragione per la quale il processo di cromatura è tuttora così utilizzato è da attribuire alle  Cromo decorativo
eccellenti proprietà dimostrate dal deposito specie su substrati di nickel o rame-nickel.
Il cromo rappresenta lo strato finale dei trattamenti lucidi di nickelatura o di ramatura e
nickelatura . Questo metallo è dotato di un colore bianco-bluastro ed ha una elevata riflettività che
mantiene in diversi ambienti di esposizione. Esso resiste molto bene all’opacizzazione in ambienti
domestici normali e questa è la ragione del suo utilizzo come rivestimento del nickel. Resiste molto
 Reazioni elettrodiche bene all’usura e al graffio. Raramente è applicato direttamente al metallo base ma rappresenta di solito
la finitura di un substrato di nickel o rame-nickel. L’eccezione può essere rappresentata dalla cromatura
Possiamo considerare che alle concentrazioni usuali del bagno di cromatura il cromo sia dell’acciaio inossidabile dove viene applicato direttamente alla base per fornire all’acciaio una
presente come Cr2O7=. Le reazioni più importanti che si ipotizzano al catodo sono: colorazione più gradevole. Lo spessore di cromo che viene applicato su nickel dipende dalle condizioni
di esposizione e d’uso e dal livello di qualità dell’oggetto.
Deposizione di cromo : Cr2O7= + 14 H+ + 12 e-  2 Cr + 7 H2O Per applicazioni domestiche in ambiente secco sono sufficienti spessori di circa 0,1 µm. Per
applicazioni all’interno di autoveicoli e in particolare all’esterno degli stessi sono consigliati spessori di
Evoluzione di idrogeno : 2 H + + 2 e-  H2 circa 1,25 micron. Applicazioni marine richiedono gli stessi spessori utilizzati per gli esterni delle
Formazione di Cr3+ : Cr2O7= + 14 H+ + 6 e-  2Cr3+ + 7H2O automobili. In verità non tutte le attrezzature marine che devono resistere all’acqua di mare vengono
cromate ma molte sono fatte direttamente in materiali resistenti a queste condizioni come i bronzi. In
In effetti molte sono le ipotesi sulla reazione di deposizione di cromo ma poche le conferme. E’ effetti sono pochi i sistemi di placcatura economici che resistono all’acqua di mare .
difficile credere che un gruppo Cr 2O7= possa reagire contemporaneamente con 12 elettroni e Esistono due tipologie di bagni di cromatura da acido cromico: I “convenzionali” in cui il
quattordici idrogenioni. Questa reazione deve avvenire per stadi successivi. La reazione di sviluppo di catalizzatore è l’acido solforico e i bagni “catalizzati” in cui oltre al solfato è presente il fluoruro sotto
idrogeno è per la deposizione una reazione passiva, ma potrebbe anche partecipare alla riduzione forma di fluosilicato.
chimica del cromo (VI) a cromo (III) mediante reazione puramente chimica in combinazione con quella
elettrolitica. Sembra, infatti, che la presenza di cromo trivalente sia necessaria per la riduzione  Sviluppo dei principi della riduzione elettrolitica dell’acido cromico.
elettrochimica a cromo metallo. L’importanza del cromo trivalente si esplica probabilmente all’interfaccia
catodica. Comunque un elevato valore della concentrazione in cromo trivalente produce effetti negativi L’elettrodeposizione di metalli da soluzioni nelle quali sono presenti in un sistema anionico è
sulla deposizione e diminuisce la conducibilità del bagno. comunemente praticata. I più importanti sono i bagni alcalini al cianuro da cui, per esempio, vengono
Non si utilizzano anodi di cromo perché non sono solubili. Conviene utilizzare anodi insolubili depositati rame, zinco e metalli preziosi. Anche il cromo è presente nei bagni di cromatura in forma
meno costosi e più adatti. Questi sono costituiti da piombo o sue leghe con contenuti del 10% in Sn o anionica, tuttavia esiste una differenza sostanziale fra le due forme. Nel caso del cianuro e
Sb che hanno la caratteristica di avere una sufficiente resistenza alla corrosione in quest’ambiente. complessanti simili, si può assumere che l’equilibrio del complesso fornisca in modo continuo, anche se
Ma il maggior pregio di questi anodi è di concorrere alla riossidazione del cromo trivalente limitato dalla costante di stabilità e dalla cinetica di scomplessazione, la quantità di metallo in forma
compensando quello prodotto nelle reazioni viste al catodo. ionica necessaria alla deposizione (per esempio il cianuro di argento scomplessato in ione argento
Le reazioni più importanti che avvengono all’anodo sono: libero e ioni cianuro):

Evoluzione di ossigeno 2H2O  O2 + 4H+ + 4e Ag(CN)2-  Ag+ +2 CN-


Nel caso dell’acido cromico non è termodinamicamente possibile la liberazione di uno ione
Ossidazione dello ione cromico 2Cr3+ +6H2  2CrO3 + 12H+ + 6e- cromo esavalente poiché l’atomo corrispondente è contenuto nello ione CrO 42- che è molto stabile in
Produzione di PbO2 sull’anodo Pb + 2H2O  PbO2 + 4H+ + 4e- ambiente acquoso. La decomposizione semplice in ioni Cr III e ossigeno è altrettanto impossibile se non
interviene una reazione di riduzione. La deposizione di cromo può solamente essere effettuata come
Molta energia è consumata per la produzione di ossigeno. Le altre due reazioni sono molto risultato della riduzione dell’acido cromico, che può procedere in molti stadi.
importanti. La riossidazione del cromo (III) a cromo (VI) compensa la sua produzione al catodo La deposizione da cromo esavalente consiste essenzialmente di una soluzione relativamente
permettendo di mantenere il livello di Cr3+ entro valori dell’intervallo di deposizione ottimale. Perché ciò concentrata di acido cromico, che deve , comunque, sempre contenere in aggiunta una piccola quantità
accada è necessario che l’anodo si ricopra di uno strato di biossido di piombo. Se questo film scompare di anioni estranei, normalmente fluoruri o solfati. Una piccola quantità di cromo trivalente è anch’essa
o non si forma, compare al suo posto uno strato di cromato di piombo che ha la caratteristica di non sempre presente, anche se studi hanno evidenziato che la deposizione del metallo non avviene da
permettere la riossidazione del cromo trivalente. Tale evenienza può succedere quando il bagno non questo, ma direttamente dall’acido cromico. La riduzione dell’acido cromico avviene per stadi, in un
singola serie di reazioni nel film catodico. Il cromo trivalente che viene prodotto in questo modo estranei. Se però una piccola quantità di ioni (es. solfati , cloruri o fluoruri) viene aggiunta alla soluzione
diffonde dalla zona del catodo e si distribuisce in ogni parte dell’elettrolita per cui non resta disponibile si ha una rapida dissoluzione del precipitato purchè non si formi un nuovo composto di cromo
per lungo tempo per un’ulteriore riduzione diretta a metallo. Egli può, comunque, raggiungere l’anodo, insolubile. Il carbonato dei metalli pesanti ( es. cromo, rame, nichel ecc.) non si scioglie in acido
dove esso viene riossidato ad acido cromico e così entra nuovamente nel ciclo di reazione. cromico puro, ma lo fa molto rapidamente quando si è in presenza di ioni estranei di tipo acido.
Gli studi sulla teoria del processo di cromatura elettrolitica procedettero in modo simultaneo con L’effetto di un incremento del contenuto di ioni solfato nel processo elettrochimico fu studiato
lo sviluppo della tecnologia del processo. Vari studiosi hanno sviluppato studi teorici dettagliati sempre da R. Weiner. Egli investigò sulla azione dell’acido cromico e fece vedere che l’effetto
applicandoli ad esperimenti. La più significativa proposta, ancora valida oggigiorno, è che durante dell’aggiunta di ioni estranei dipende dall’influenza catalitica del solvente e dalle proprietà reattive
l’elettrolisi, un film di cromato di cromo, insolubile negli acidi, si formi al catodo in modo da avere un dell’acido cromico.
maggiore effetto sulla reazione. Dal momento che questo film è normalmente di spessore sub- L’incremento dell’ azione di dissoluzione del cromato da parte dell’acido cromico contenente
microscopico, è stato per lungo tempo impossibile osservarlo o dimostrare la sua esistenza ioni estranei, porta ad avere un film catodico sempre più sottile e non completamente isolante, o anche
direttamente; la sua presenza può essere rilevata soltanto mediante misure di densità di corrente / poroso che non previene l’ulteriore riduzione dell’acido cromico.
potenziale. Questo naturalmente porta a vedute conflittuali sulla natura del film. Comunque si è riusciti Come l’effetto catalitico degli ioni estranei influenzi le proprietà dell’acido cromico non è ancora
a preparare e osservare direttamente questo film al microscopio elettronico. La formazione di questo ben noto. Appare certo che agenti complessanti sono presenti nella soluzione che contiene cromato
film è influenzata enormemente dalla presenza di ioni estranei nella soluzione. In accordo con questi così come i solfati e il cromo trivalente. Queste specie probabilmente giocano un ruolo importante nella
studi l’influenza degli ioni estranei consiste di un effetto catalitico sulla reattività dell’acido cromico. formazione del film catodico.
Weiner è stato capace di far vedere, con analisi dettagliata di curve densità di corrente / potenziale Ogni metallo presente nell’acido cromico, esiste in una forma complessata. Nelle soluzioni di
catodico su un gran numero di metalli, che il metallo del catodo ha una profonda influenza sui processi acido cromico che sono state neutralizzate con un composto di rame a carattere basico e che
elettrochimici nella zona catodica. Studi completi sul ruolo che gioca il metallo al catodo sul contengono acido cromico e rame approssimativamente in rapporto 2:1, non passa nessuna corrente, a
meccanismo di reazione sono stati forniti da misure con fasci elettronici nel film catodico con i quali è parte una debole corrente residua persino a potenziali molto negativi. Quindi, gli ioni rame così come
possibile dimostrare la presenza di metallo nel film catodico. quelli di cromato sono legati tra loro come un complesso molto stabile.
J. Matulis assunse che la reazione dell’acido cromico con il catodo di metallo avvenga per Solo ad un potenziale oltre il potenziale normale di deposizione del cromo, si ha riduzione
deposizione chimica attraverso la formazione di un film primario senza l’intervento di processi dell’acido cromico, sebbene il rame non venga depositato. Un film non poroso con proprietà
elettrolitici. Processi elettrolitici si hanno solo quando la polarizzazione del catodo rimuove la passività semiconduttive può essere presente, ma non è rilevante per spiegare il fenomeno, dato che la
del metallo catodico e rende possibile la sua dissoluzione nell’ acido cromico. Un film secondario si può deposizione del rame così come la riduzione dell’ acido cromico può avvenire sulla sua superficie. La
anche sviluppare durante l’elettrolisi per riduzione diretta dell’acido cromico a cromo trivalente con la presenza di complessi nei quali tutti e tre i costituenti del bagno (acido cromico, cromo trivalente e
formazione di cromato di cromo insolubile sulla superficie catodica. solfato) sono presenti è stato confermato da una serie di recenti studi.
Dal momento che l’acido cromico è molto aggressivo e il suo potenziale Redox è anche più Venne scoperto un complesso che contiene uno ione SO 4 con due ioni CrIII. Questo complesso
nobile dei potenziali degli altri metalli (incluso l’oro), è ovvio che tutti gli altri metalli che possono essere apparentemente non sembra aver effetto catalitico sulla riduzione dell’acido cromico. All’anodo invece,
usati come catodo si possono sciogliere, così che i loro ioni possono essere disponibili per reazioni dove il cromo trivalente viene decomposto per ossidazione, si libera l’ SO 4. Se l’anodo è rinchiuso in un
nella zona catodica. diaframma tutto l’SO4 presente nel complesso è gradualmente convertito e la deposizione catodica di
Altri studi hanno preso in considerazione misure potenziometriche, per esempio misure cromo si ferma. L’ SO4 in questo complesso non può più ad esempio essere precipitato con bario.
galvanometriche su un catodo a potenziale costante invece di catodo a densità di corrente costante. Ulteriori esperimenti sono stati effettuati sulla preparazione e analisi della curva densità di
Va tenuto conto in questo contesto che tenendo costante il potenziale esterno del catodo non significa corrente / potenziale catodico. Mentre i primi studiosi lavorarono esclusivamente con catodi che
che il processo al catodo rimanga costante. Il potenziale misurato è dato dalla somma di processi consideravano inerti rispetto all’acido cromico (platino, oro e carbonio), R.Weiner studiò i catodi formati
parziali che sono individualmente accessibili cosicché l’assunzione di uno stato stazionario assoluto in per la prima volta da vari metalli e stabilì dalla forma delle curve e con la purezza analitica delle
uno studio condotto secondo misure potenziometriche può dare risultati errati. procedure, che quasi tutti i metalli (incluso oro e anche platino) possono sciogliersi nell’acido cromico,
Attualmente, gli studi potenziometrici portano alle stesse difficoltà, che sono quindi solamente come era prevedibile in base ai potenziali. Se la dissoluzione normalmente non sembre che avvenga,
spostate dal potenziale alla densità di corrente ma rimangono invariate. questo è dovuto all’effetto simultaneo di passivazione dell’acido cromico. L’azione passivante è,
comunque, opposta alla scarica catodica, così che tanti metalli che sono totalmente passivi e non
attaccabili nell’acido cromico (come rame, argento, ferro, nickel, oro e platino) sono attaccati dall’acido
 Stato presente della teoria della deposizione del cromo cromico solo durante la carica catodica. E’ molto facile osservare sui catodi di argento e rame, che una
piccola dissoluzione avviene al catodo sopra certi valori di potenziale catodico, e spessi depositi di
Il corrente punto di vista è basato su esperimenti molto specifici da parte di studiosi che hanno argento e cromato di rame si sciolgono.
dato a questo problema un notevole contributo. Se le teorie originali si sono rivelate obsolete, bisogna La curva densità di corrente / potenziale catodico nell’acido cromico ha una forma molto ripida
sempre tenere conto però che è stato grazie a queste teorie che lo sviluppo di questi processi è stato come si vede nel diagramma di fig1.
studiato in modo specifico. Inoltre le teorie moderne si sono servite del vecchio materiale acquisito
durante gli anni.
E’ noto che nel caso di acido cromico puro, libero da ioni estranei, non si ha nessuna riduzione
al catodo. Sembra probabile la formazione di un sottile film di cromato di cromo che impedisce
l’ulteriore accesso di soluzione di acido cromico e previene anche l’ulteriore riduzione. Questi film che si
formano sembra abbiano caratteristiche semiconduttive, cosicché la riduzione dell’acido cromico può
avvenire sulla superficie del film che ricopre il catodo. Gli ulteriori studi al microscopio elettronico hanno
però portato a supporre che questo film non abbia proprietà di semiconduttore ma che possieda
proprietà di scambio ionico.
L’acido cromico ha una particolare abilità nel dissolvere il film catodico in presenza di ioni
estranei. R.Weiner stabilì che l’idrossido di cromo non può sciogliersi in acido cromico senza ioni
Il meccanismo della riduzione catodica dell’acido cromico si può immaginare che avvenga
come segue:
Immergendo un catodo solubile, come rame o oro, in acido cromico, esso è disciolto
essenzialmente nel suo stato di valenza più elevato dovuto all’alto potenziale di ossidazione dell’acido
cromico. La dissoluzione cessa se il catodo diventa rivestito da un denso, compatto film (assenza di
ioni estranei). Se il catodo è ora polarizzato, il primo processo che avviene è quello della riduzione degli
ioni dei metalli ad alta valenza ad uno stato a bassa valenza. Il potenziale dell’acido cromico è
attualmente più nobile del potenziale Redox dei metalli, e da un punto di vista termodinamico la
riduzione dell’acido cromico deve essere il primo stadio. La riduzione è, comunque, un processo molto
complicato che avviene in un numero di stadi ed è soggetto ad effetti di ritardo, così che la riduzione del
metallo avviene prima per effetto della cinetica di reazione.
La concentrazione degli ioni a bassa valenza aumenta nella zona del catodo e inizia quindi la
riduzione dell’acido cromico.
E’ certo anche che, come nel caso della deposizione catodica, la forma del metallo depositato è
notevolmente influenzata dalla struttura del film diffusivo che ricopre il catodo, nel quale la presenza di
una fase solida gioca un ruolo molto importante. L’esistenza di quest’ultimo è confermata dal fatto che
particelle finemente suddivise di inclusioni di ossido presenti nel cromo elettrodepositato, si combinano
per formare grandi particelle visibili al microscopio per effetto di un adatto riscaldamento.
In ogni caso la deposizione di cromo avviene in un intervallo di potenziale nel quale può
avvenire evoluzione di idrogeno al catodo, cosicchè entrambi i processi non sono inseparabili, ma
l’ultimo prende il sopravvento, e l’efficienza di corrente al catodo è generalmente nel range del 10-20%
e può raggiungere il 35% in circostanze eccezionali. Il processo principale è in accordo con la
formazione di idrogeno gassoso, seguita dalla riduzione dell’acido cromico a cromo metallico sia
direttamente sia attraverso uno stadio intermedio costituito da un composto di cromo a bassa valenza.
La deposizione può alternativamente avvenire dal film di cromato presente allo stato solido che
costantemente si consuma dalla parte del catodo, e simultaneamente si riforma dalla parte
La riproducibilità di queste curve è in alcuni casi peggiore che nella maggior parte degli altri dell’elettrolita.
processi elettrochimici. Ciò è dovuto all’effetto passivante incontrollabile che si ha al catodo. Anche il
pretrattamento del catodo, sia di attivazione che passivazione, ha un notevole effetto sulla forma delle
curve. Nonostante tutte le incertezze che ci sono, è stato stabilito che la forma simile dei rami delle  Processi anodici
curve per diversi metalli catodici è correlata al loro potenziale.
Ogni operatore sa che il nickel passivato (cioè nickel che è stato esposto all’aria per lungo Il piombo, o le sue leghe, è usato come materiale anodico che si ossida anodicamente a
tempo, o che ha subito un trattamento di passivazione) non può essere ricoperto con cromo senza che biossido di piombo. Il principale processo anodico consiste nell’evoluzione di gas ossigeno. Gli ioni Cr 3+
venga effettuata qualche forma di attivazione come immersione in acido oppure trattamento catodico. presenti nell’elettrolita sono ossidati ad acido cromico. Se la quantità di cromo trivalente ossidato
E’ precisamente l’analisi di questi fattori tecnici, che può essere considerata nella ricerca, che spesso all’anodo è equivalente a quella che si forma nell’elettrolita al catodo, il contenuto di questo rimane
fornisce una pietra di paragone per la teoria. Nel caso del rame e ottone, che non hanno tendenze costante ad un valore di meno del 10% del contenuto di acido cromico. Se l’area dell’anodo è piccola,
passivanti come il nickel, il fenomeno della non rivestibilità con cromo non è osservato. la densità di corrente anodica diventa grande e la riossidazione del cromo trivalente avviene a bassa
Nell’ acido cromico con un basso contenuto di ioni estranei, è ostacolata la formazione di un efficienza di corrente, cosicchè incrementa gradualmente la sua quantità nell’elettrolita e può essere
film che inibisce la riduzione dell’acido cromico come risultato dell’azione catalitica di questi ioni. dannoso per le operazioni. Al contrario una grande area anodica può portare ad una riduzione del
Malgrado ciò, un film è presente in alcuni range di potenziale. Questo può essere definitivamente contenuto di Cr3+ .
notato dalla curva densità di corrente/potenziale e da altre osservazioni, come l’impossibilità di produrre Su anodi di Platino l’ossidazione di Cr3+ non avviene. Se una piccola quantità di piombo è
cromo aderente su superfici che sono state catodicamente pretrattate in acido cromico. La presenza di aggiunta all’elettrolita essa viene depositata sull’anodo di platino come perossido di piombo e
questi film è stata provata con il microscopio elettronico; le fotografie di diffrazione elettronica in quest’ultimo catalizza l’ossidazione del Cr 3+ ad acido cromico. L’uso dell’anodo di Platino non è
particolare evidenziano la notevole partecipazione del metallo catodico nella formazione di questo film. praticato perché costoso.
Gli ioni del metallo catodico che vanno in soluzione accelerano la riduzione dell’acido cromico a cromo Gli anodi di ferro oltre a non riossidare il Cr 3+ si sciolgono nella soluzione e quando il contenuto
trivalente a causa del loro alto tasso di scarica. di ferro in soluzione cresce sopra i limiti permessi provoca problemi alla deposizione per cui questo
Il potenziale di scarica del metallo catodico gioca un ruolo importante. Le curve di densità di materiale non è adatto per operazioni continue.
corrente-potenziale dei metalli che presentano due stadi di valenza differenti evidenziano addizionali
ramificazioni rispetto a quelli che presentano un unico stadio. STRUTTURA E PROPRIETÀ DEL DEPOSITO DI CROMO
Gli ioni cromo trivalenti che sono rimossi dalle immediate vicinanze del catodo per convezione
o per diffusione non sono disponibili per ulteriore riduzione, probabilmente come risultato della  Caratteristiche del cromo elettrodeposto
formazione di un complesso con la grande quantità di acido cromico presente. D’altra parte, gli ioni Cr 3+
rimanenti nel film diffusivo sul catodo possono essere ridotti a cromo metallico. Che questa riduzione L’elettrodeposizione del cromo differisce dagli altri processi di placcatura non solo per il tipo di
avvenga dal film formatosi al catodo, o dagli ioni Cr 3+ disciolti, o direttamente dall’acido cromico non bagno ma anche per la natura del metallo depositato. Con depositi molto sottili (sotto i 0,5 µm) si
può essere ancora provato. ottiene un deposito fortemente poroso. Con l’aumento dello spessore non si ha un aumento della
porosità ma il deposito di cromo si rompe irregolarmente e perpendicolarmente alla superficie del
substrato per cui il metallo risulta permeato da una sottile rete di crepe che giungono ad angolo retto cromo e vi è la possibilità che questo assorba idrogeno specialmente quando questo metallo è ferro o
sulla superficie. Questo deposito criccato viene gradualmente ricoperto da altro cromo, che a sua volta nickel. Le tensioni interne del metallo base prodotte dall’assorbimento di idrogeno possono indurre
si crepa, per cui alla fine si otterrà un sandwich di depositi criccati uno sull’altro. Le criccature che si difetti sul deposito di cromo. I cambiamenti di volume nel deposito dovuti alla decomposizione degli
sovrappongono producono delle porosità che possono raggiungere il metallo base. Ciò succede finché idruri portano alla formazione di tensioni interne. In accordo con diversi studi si nota che le tensioni di
il deposito non supera i 20µm. La formazione di una struttura criccata dipende dalla natura degli ioni compressione si sviluppano prima nel nickel che nel cromo per effetto dell’assorbimento di idrogeno.
estranei presenti nel bagno. Bagni che contengono fluoruri forniscono in genere una criccatura molto Queste vengono trasferite al cromo dove compensano parzialmente le tensioni di trazione dello stesso.
sottile; bagni al solfato forniscono un sistema a grana grossa mentre i bagni al solfato–fluoruro danno All’aumentare dello spessore l’effetto del substrato diminuisce fino a sparire. Questo risultato è stato
un deposito di struttura intermedia. La causa per cui si forma una struttura criccata sembra sia dovuta ottenuto con uno spessore di cromo di 0,02 a 0,6m. Inizialmente le tensioni sono di compressione e
alla iniziale formazione di un idruro di cromo CrH stabile di struttura esagonale. Sembra che la struttura sono da attribuire al metallo base poi gradualmente diminuiscono fino ad annullarsi a 0,5m per poi
stabile dell’idruro sia la fcc. Il tipo di idruro che si forma dipende dalle condizioni di lavoro. La diventare di trazione. Quindi la decomposizione dell’idruro di cromo inizialmente non gioca ruoli
formazione di un idruro esagonale è favorita dalle basse temperature del bagno, dalle alte densità di significativi nello sviluppo delle tensioni nel cromo ma molto di più nella crescita dei singoli cristalli.
corrente e dalla alta concentrazione di anidride cromica del bagno. La struttura cubica del cromo è Sono stati misurati in uno spessore di 2 m i valori delle tensioni interne che sono variati da un valore
altamente distorta principalmente per l’incorporamento di sostanze estranee nel film catodico e per di compressione di 2200 kgp/mm2 ad uno di trazione di 1350 kg p/mm2; in genere però i valori delle
l’assorbimento di idrogeno nel deposito. Con l’aumento della quantità di idrogeno assorbito la struttura tensioni di trazione variano da 0 a 240 kg p/mm2. I più alti valori delle tensioni interne sono stati trovati
cubica diventa instabile e passa alla forma esagonale, che ha una più elevata capacità assorbente. La nei depositi di cromo ottenuti da bagni al fluoruro o al tetracromato. Con temperature e intensità di
liberazione dell’idrogeno legato chimicamente o assorbito fisicamente permette la ritrasformazione corrente elevate si ottengono depositi poco tensionati o addirittura con tensioni di compressione. La
dell’idruro in cromo metallico (bcc). Il CrH è un idruro molto stabile e poiché la superficie del deposito condizione di formazione di un deposito non stressato non corrisponde ad una regola come può essere
tende ad assorbire ossigeno questo blocca la liberazione dell’idrogeno L’idrogeno è presente nel quella che porta alla formazione di un deposito di cromo lucido. Aumentando la temperatura dell’
metallo parzialmente allo stato assorbito e parzialmente allo stato combinato. La completa elettrolita sotto condizioni costanti degli altri parametri le tensioni interne prima aumentano per poi
decomposizione dell’idruro per riscaldamento porta alla formazione di cromo metallico (bcc) simile a diminuire. Particolari aggiunte all’ elettrolita come ad esempio acido selenico agiscono sulle tensioni
quello prodotto termicamente. Questa trasformazione comporta una riduzione di volume del 15% per interne. Se le tensioni interne superano il limite di rottura del cromo allora il deposito si cricca,
cui si sviluppano nel deposito delle tensioni interne. Ma poiché l’adesione del cromo al supporto è molto condizione che si verifica normalmente quando si supera lo spessore di 2 m. Una parziale criccatura
elevata la contrazione avviene in senso parallelo al substrato e produce la rottura degli strati di cromo. riduce il valore delle tensioni interne sebbene la loro presenza debba essere sempre considerata. In
Queste crepe sono riempite con un film invisibile che è convertito a CrO 3 per riscaldamento. A causa particolare con depositi di cromo di elevato spessore queste tensioni possono essere latenti ma
delle cricche presenti il peso specifico del cromo elettrodepositato è compreso fra 6,9 e 7,1 in funzione possono condurre alla formazione di ulteriori criccature come conseguenza di azioni meccaniche
delle condizioni di elettrolisi mentre quello ottenuto per fusione è 7,138. Riscaldando l’idruro di cromo si esterne. Una riduzione sostanziale delle tensioni interne può essere ottenuta con il riscaldamento.
accelera la sua decomposizione e a 600 °C comincia la ricristallizzazione che provoca l’aumento delle Questo non è necessario nel caso di depositi lucidi sottili che sono permeati di fessurazioni. Al
criccature e la diminuizione delle tensioni interne. Nel deposito si possono trovare degli ossidi che non contrario il trattamento termico diventa necessario per ridurre le tensioni a valori accettabili per l’uso
sono visibili al microscopio ottico. Col trattamento termico questi si possono agglomerare in particelle pratico.
visibili preferenzialmente al contorno dei nuovi grossi grani di cromo formatisi. La ricristallizzazione
produce una netta riduzione della durezza sopra i 500 °C. Sopra i 600 °C la riduzione diventa PROPRIETA’ MECCANICHE
trascurabile e può essere imputata alla perdita dell’idrogeno assorbito.
La formazione di depositi di cromo criccato è molto spesso richiesta. Il numero di cricche può  Durezza e resistenza all’abrasione
essere aumentato mediante attacco chimico per sviluppare una superficie notevolmente porosa che ha
la capacità di trattenere gli oli lubrificanti. La struttura del cromo elettrodepositato e’ responsabile della elevata durezza dei depositi. I
Al contrario è possibile produrre dei depositi non criccati ad elevati spessori partendo da depositi di cromo più duri sono due volte più duri di metalli quali ferro, cobalto e nickel . Sono anche
elettroliti misti e operando in condizioni costanti dei parametri. La presenza del 15% di indio rapportato molto più duri degli acciai temprati. La durezza Vickers, che è determinata mediante l’uso di una punta
al contenuto di acido cromico a densità di corrente fra 15 e 45 A/dm 2 fornisce questa condizione. Se la di diamante piramidale caricata con un peso prefissato, è compresa fra 1000 kg/mm 2 e 1200 kg/mm2.
produzione di depositi esenti da criccature non è molto complicata, esistono comunque problemi per Sempre in riferimento alla durezza del cromo si trovano frequentemente valori variabili. Questo
mantenere tale proprietà dopo la loro produzione. Quando il prodotto viene sottoposto a tensioni è principalmente dovuto al fatto che le durezze dipendono dalle condizioni di deposizione. Questo fatto
esterne possono ricomparire le criccature annullando il successo precedente. è stato studiato e viene sempre tenuto presente nelle misure di durezza. Un’altra causa di discordanza
La dimensione del grano del cromo è generalmente molto piccola (0,008-0,14m) mentre le dei dati e dovuta ai limitati spessori dei depositi che sono anche caratterizzati da una fitta rete di
dimensioni dei cristalli ottenuti termicamente sono circa 1 m. Le dimensioni limitate dei cristalli si criccature, perciò depositi identici possono presentare differenti valori quando vengono determinati con
possono attribuire alla decomposizione degli idruri prodotti inizialmente. Nella deposizione ad alte diversi metodi. Ovviamente si possono fare solo misure di microdurezza con pesi inferiori ad 1 Kg
temperature gli idruri si formano in piccole quantità oppure si sviluppano solo idruri con vita molto (generalmente 200 gr). E’ usuale misurare la profondità dell’ impronta, o la diagonale dell’ impronta fatta
breve. In questo caso i depositi hanno tensioni interne molto basse e limitate criccature. I depositi di dalla piramide di diamante. Nel caso di una durezza Vickers si ottiene una impronta quadrata. Col
cromo lucidi hanno in genere una grana più fine e presentano dei cristalli orientati parallelamente alla metodo Knoop si ottiene un’impronta rombica. Nella determinazione della durezza di questi depositi
superficie. Presentano una fitta rete di criccature e contengono inclusioni. Questi hanno una resistenza bisogna che il metallo base non influenzi i risultati. Perché ciò non accada la profondità dell’impronta
alla corrosione minore rispetto ai depositi opachi che hanno invece cristalli senza orientamento deve essere una frazione dello spessore del deposito. E’ spesso conveniente condurre la prova su una
preferenziale, sono meno criccati e hanno meno inclusioni. Molte criccature del cromo sono originate sezione di spessore molto elevato. Poiché’ le impronte sono funzioni del peso , questo va specificato
da difetti del substrato che vengono poi trasferiti al cromo sovrastante. per ogni prova. Le misure di durezza vengono fatte con il metodo Vickers utilizzando un diamante
piramidale con un angolo di 136° fra le facce o con il metodo di Knoop utilizzando una piramide
 Tensioni interne rombica con angoli di 72°30’ e 130° fra due facce. La profondità della impronta è 1/7 della diagonale del
quadrato dell’ impronta nel metodo Vickers. Nel caso del metodo di Knoop l’ impronta è profonda 1/30
Come è già stato detto ,l’idruro di cromo che inizialmente si forma nella deposizione prima o poi della lunghezza della diagonale del rombo. Sembra quindi vantaggioso l’uso del metodo Knoop,
si decompone in cromo metallico ed idrogeno. Il metallo base rimane così parzialmente non protetto dal
specialmente per depositi sottili poiché questo metodo ha una penetrazione inferiore. La durezza
Knoop può essere trasformata in durezza Vickers con opportune tabelle.
Un errore comune che viene compiuto nell’uso dei valori di durezza di un deposito è quello di
legarlo direttamente alla resistenza all’abrasione o alla resistenza in generale. Tuttavia non solo la
durezza ma anche la duttilità e l’elasticità sono fattori che influenzano la resistenza all’usura. Quindi
nessuna conclusione può essere tratta riguardo la resistenza all’abrasione da misure di durezza ne
inversamente. Tenendo presente l’importanza della cromatura dura nelle applicazioni industriali la
questione delle misure di durezza e di resistenza all’usura è di primaria importanza. Mentre vi sono
molti metodi standardizzati per le misure di durezza, nel caso delle misure di resistenza all’abrasione
prevale un sistema di prove più personalizzate. Vari sono i metodi usati per la misura della resistenza
all’abrasione come ad esempio la riduzione dello spessore, la perdita di peso, il volume abraso, il
consumo di abrasivo, il tempo per ridurre lo spessore di un certo valore in seguito a continuo
sfregamento. In ogni caso metodi diversi producono risultati diversi. Sono stati riportati i risultati di
molte prove mettendo in relazione la durezza con la resistenza all’abrasione come si vede in fig 8.

Il fenomeno per cui si osserva il valore ottimale delle caratteristiche abrasive a valori intermedi
di durezza può essere notato anche con i depositi di oro. Questi depositi sono spesso utilizzati nei
contatti elettrici dove sono imposti stress di sfregamento. Vengono utilizzati depositi di oro con durezza
di 400 kg/mm2 ma questi hanno una scarsa resistenza ad usura mentre sono più adatti depositi con
durezza di 250 kg/mm2. Che le condizioni del substrato influenzino la resistenza ad abrasione del
cromo è accertato. Cilindri per alta pressione che sono rivestiti di rame come substrato del cromo
hanno durata completamente diversa a seconda del tipo di deposito di rame. Su un deposito orientato il
cromo ha una scarsa aderenza e la vita di questo deposito è un decimo di quella di un cromo deposto
su un rame a orientamento irregolare. Lo spessore del cromo ha un’influenza sulla vita dello stesso e
questa non è interamente proporzionale allo spessore ma decresce rapidamente a bassi spessori. Se
la resistenza all’abrasione deve essere la caratteristica fondamentale del deposito questo deve avere
almeno uno spessore di 7,5m.

 Riflettività
Volumi elevati indicano maggior usura e bassa resistenza all’abrasione. Sono stati testati più di
100 depositi di cromo da differenti bagni e differenti condizioni di deposizione; i relativi valori della Il colore del cromo è bianco con riflessi azzurrini. Il coefficiente di riflessione di una superficie
durezza Vickers e dei volumi abrasi sono stati racchiusi all’interno delle due curve. Si è visto che i pulita di cromo è del 55% rispetto ad una argentata e lucidata nel campo del visibile. Tuttavia queste
depositi di cromo duro con HV=750-800 kg/mm 2 hanno una elevata resistenza ad usura poiché con proprietà riflettive vengono mantenute per lunghe esposizioni all’atmosfera mentre tutti sanno che
questi valori esiste un rapporto più favorevole fra durezza e duttilità (fig.9). l’argento si opacizza in breve tempo. L’argento perde le sue proprietà riflessive specialmente in
ambienti solforati mentre il cromo rimane inalterato.
Attualmente nel campo della moda si tende ad incoraggiare il deposito opaco o semiopaco
piuttosto che il deposito lucido. Questo accade ad esempio nel campo ottico o automobilistico ove
l’effetto lucido deve essere evitato, oppure nel campo decorativo dove magari viene preferito l’effetto
opaco. E’ risaputo che la produzione di un deposito opaco è molto più difficoltosa di quello lucido
specialmente su superfici molto larghe. Queste difficoltà possono essere evitate depositando un
substrato opaco di nickel o rame oppure utilizzando un trattamento meccanico di opacizzazione come
la sabbiatura. Su questa superficie viene poi depositato un film di cromo lucido che non comporta
variazioni apprezzabili dell’originaria opacità.
 Coefficiente d’attrito L’ossido che si forma agisce da protezione contro diversi aggressivi chimici, cosicché il cromo
pur non essendo un metallo nobile dal punto di vista del potenziale normale mostra un alto grado di
Una proprietà del cromo elettrodeposto è il suo basso coefficiente di frizione. In particolare il resistenza all’attacco chimico per effetto dello strato passivo. Agenti ossidanti o riducenti hanno scarso
suo coefficiente d’attrito a secco è il più basso di tutti i metalli. effetto sul cromo, tuttavia è rapidamente attaccato dall’acido cloridrico e moderatamente dall’acido
solforico e nitrico diluiti. L’attacco acido ha inizio dalle criccature. Bisogna notare che la scarsa
Tab. 1: Coefficiente di attrito di vari metalli bagnabilità del cromo ha un effetto favorevole sulla resistenza a corrosione. Questo significa che la
superficie microcriccata ha una resistenza alla corrosione più alta di quella che ci si potrebbe aspettare
Combinazione Coefficiente d’attrito sulla base della porosità. La resistenza alla corrosione per effetto della passivazione è solo di limitato
Statico Dinamico valore nel caso di rivestimenti elettrodeposti. In tutti i depositi decorativi e spesso in molti rivestimenti di
Cromo su cromo 0.14 0.12 cromo duro non esiste un deposito che sigilli completamente il substrato. Esso è sempre comunque
Cromo su metalli bianchi 0.15 0.13 costituito da un certo numero di criccature e porosità che lo attraversano. Il sistema protettivo alla
Cromo su acciaio 0.17 0.16 corrosione non può essere attribuito solo al cromo bensì alla combinazione del cromo con altri metalli
Acciaio su metalli bianchi 0.25 0.20 che sono molto meno nobili rispetto ad esso.
Il risultato è che il rivestimento di cromo forma degli elementi elettrochimici locali con il
Metalli bianchi su metalli bianchi 0.54 0.19
materiale base in cui quest’ultimo rappresenta l’anodo solubile ed è quindi corroso rapidamente; ciò
Acciaio su acciaio 0.30 0.20
porta alla dissoluzione dell’intero substrato o anche alla formazione di pitting che penetrano fino al
metallo base causandone il suo attacco. Questo fatto si nota ancora spesso nella pratica industriale. Si
Il coefficiente di frizione del cromo su ferro aumenta all’aumentare della temperatura mentre nel
utilizzano ancora depositi di cromo con spessori di circa 0,25 m sopra un substrato metallico. Si nota
caso dell’acciaio su ferro non cambia. L’attrito diminuisce con la lubrificazione. Si è visto che l’aggiunta
che il cromo microfessurato accelera notevolmente l’azione corrosiva sul nickel sottostante.
di un acido grasso ad un olio neutro ha un favorevole effetto sulla lubrificazione dell’acciaio mentre è
La ragione per cui si trovano spesso difetti nel nickel è dovuta all’applicazione di un cromo
inefficace nel caso di superfici cromate. La scarsa bagnabilità delle superfici cromate ha spesso un
poroso su di esso. Prove fatte su nickel rivestito in cromo e non, dimostrano la elevata tendenza alla
effetto indesiderato sulle condizioni di scorrevolezza. Da queste considerazioni il cromo non
corrosione del nickel rivestito con un basso spessore. Il cromo non poroso con uno spessore almeno di
rappresenta mai una soluzione ottimale. Data la sua scarsa bagnabilità viene utilizzato dove non è
possibile lubrificare come nello stampaggio della plastica dei vetri e dei metalli nell’industria tessile e 18-20 m dimostra invece una eccellente protezione alla corrosione che dura nel tempo anche per
nei vari campi dell’industria alimentare. l’elevata resistenza all’abrasione. Per assicurarsi contro la corrosione da gas è necessario avere un
deposito di cromo di almeno 30 m. Lo straordinario campo di applicazione dei depositi decorativi,
PROPRIETA’ CHIMICHE specialmente quelli esposti all’atmosfera esterna (industria automobilistica), è la conseguenza degli
studi condotti in vari paesi.
 Contenuto di gas
COSTITUENTI DI UN BAGNO DI CROMO E LORO AZIONE
I depositi di cromo contengono spesso apprezzabili quantità di idrogeno ed ossigeno. Le
quantità di questi dipendono dalla concentrazione del bagno, dalla densità di corrente e dalla  Generalità
temperatura. Il contenuto di idrogeno diminuisce considerevolmente con l’aumento della temperatura
di elettrolisi, ma solo leggermente con l’aumento della densità di corrente. Per esempio con una densità Nella produzione di elettrodepositi di cromo vengono usate soluzioni di cromo esavalente
di corrente di 50 A/dm2 ed una soluzione alla temperatura di 35 °C si ottiene un contenuto di idrogeno (anidride cromica o acido cromico). Inizialmente i primi tentativi di deposito del cromo sono stati
nel deposito di 0,07%. A 55°C diventa lo 0,05% e a 80°C lo 0,03%. L’idrogeno può essere condotti con cromo trivalente ma ancora adesso i risultati non sono soddisfacenti se paragonati con il
gradualmente eliminato dal cromo per riscaldamento del pezzo. Di regola circa il 50% di idrogeno può deposito da anidride cromica.
essere eliminato per prolungato riscaldamento a 200°C. L’idrogeno residuo può essere eliminato per I bagni di cromo operano senza eccezione con anodi insolubili cosicché tutto il metallo
fusione sotto vuoto. Esso fuoriesce dal deposito sotto forma di gas molecolare e non sotto forma di depositato è prelevato dalla soluzione e quindi deve essere continuamente rimpiazzato. Questo viene
acqua benché nel cromo sia presente anche dell’ossigeno. fatto aggiungendo anidride cromica.
Contrariamente a quanto si può pensare l’idrogeno non ha una particolare influenza sulla Si deve tener presente che non è possibile depositare cromo da soluzioni pure di acido cromico
durezza del cromo ma ne causa solo un piccolo aumento per effetto della distorsione del reticolo. ma che invece è necessaria la presenza di piccole quantità di anioni estranei chiamati catalizzatori
Contrariamente ha un maggior effetto sulla fragilità. costituiti generalmente da solfati, fluoruri, fluosilicati o fluoborati. Poiché la quantità di anioni estranei è
Il contenuto di ossigeno nel cromo elettrodepositato dipende prevalentemente dalla dell’ordine dell’1% del contenuto di acido cromico e la loro concentrazione agisce in maniera
temperatura dell’elettrolita. Da un elettrolita comune a 20°C il metallo contiene circa l’ 1% di ossigeno; a determinante sul risultato della deposizione, è conveniente utilizzare dell’acido cromico molto puro sia
50°C ne contiene lo 0,4% e a 85 °C lo 0,1 %. In generale i depositi con contenuto di ossigeno sono più per la formazione del bagno che per la sua manutenzione. Se questo non è possibile è conveniente
duri di quelli che non ne contengono. conoscere la concentrazione in acido solforico dell’anidride cromica utilizzata per poter eseguire in
modo appropriato l’aggiunta di catalizzatore mancante.
La concentrazione di acido cromico generalmente varia da 150 a 400 g/l. Basse concentrazioni
 Comportamento alla corrosione permettono rendimenti di corrente maggiori e riducono i problemi delle emissioni sia aeriformi che
liquide. Soluzioni concentrate hanno maggior conducibilità e quindi richiedono minor tensione ovvero
L’elevata resistenza alla corrosione atmosferica da parte del cromo dipende, come nel caso minor potenza impegnata; inoltre sono meno sensibili alle impurezze e alla variazione di
dell’alluminio, dalla formazione di un sottile strato di ossido che lo protegge da un’ulteriore ossidazione. concentrazione. Le soluzioni diluite forniscono depositi più tensionati mentre quelle concentrate hanno
Fino a circa 300°C il cromo non subisce opacizzazioni palesi e solo per esposizioni prolungate sopra miglior potere penetrante. Queste differenze non sono però molto determinanti nella scelta di un
questa temperatura si manifesta un imbrunimento della superficie dovuto all’aumento dello spessore elettrolita. Le proprietà di un cromo elettrolitico dipendono non solo dal contenuto di acido cromico ma
dell’ossido. Se la temperatura supera i 500°C l’ossido assume un colore bluastro. anche dalla natura e dalla quantità di catalizzatore utilizzato, dalle condizioni operative, dalle impurezze
(come ferro e cromo trivalente) presenti in soluzione. La variazione di un parametro influenza l’effetto che abbia comunque una qualche influenza sulla stessa. Probabilmente non esiste come ione libero
degli altri. Cr3+ ma è complessato con il catalizzatore o con il gruppo cromato.
Si è verificato che piccole quantità di cromo trivalente aumentano il potere penetrante e nello
 Catalizzatori stesso tempo diminuiscono il rendimento di corrente. Sulla quantità di cromo trivalente necessaria le
opinioni divergono. Le ipotesi vanno da 2 a 20 g/l. Esperienze personali su cromatura lucida a 40 °C e
Solfati, fluoruri, fluosilicati, fluoborati o miscele di questi sono esempi classici di catalizzatori 300 g/l di CrO4 in un bagno autoregolato limitano il valore a 7g/l. Questi valori così discordanti
utilizzati. Se non è presente un catalizzatore il cromo non si deposita al catodo nelle condizioni usuali di dipendono dalle impurezze presenti nel bagno e maggiori sono queste minore è la necessità di cromo
corrente. A bassi potenziali catodici è possibile che non si abbia nessun apprezzabile passaggio di trivalente. Quando un bagno lavora, se il cromo(III) non si mantiene costante, è necessario intervenire
corrente. Con polarizzazione catodica più elevata si ha sviluppo di idrogeno senza deposizione di sulla superficie anodica. Quando, per la configurazione dei pezzi non è possibile ottenere questo giusto
cromo. A densità di corrente più alte, il cui valore dipende dal tipo di elettrolita, invece si deposita rapporto si utilizza una vasca di servizio collegata alla principale mediante una pompa. Essa ribilancia il
cromo. rapporto superficie catodica / superficie anodica. che deve essere basso per la riossidazione e alto nel
Se è presente una quantità troppo piccola di catalizzatore inizialmente non passa nessuna caso contrario. Anche se il valore della concentrazione del cromo trivalente non è importante come
corrente oppure la corrente passa senza generare deposito di cromo ma solo con la formazione di un quella del catalizzatore un suo controllo saltuario è comunque conveniente in quanto serve per
deposito di ossido bruno. conoscere la stabilità dello stesso specialmente nei riguardi degli anodi.
Un eccesso di catalizzatore si evidenzia con effetti diversi. Innanzitutto influenza il potere
penetrante del bagno. Con valori molto alti di concentrazione di catalizzatore il rendimento di corrente
diminuisce rapidamente e la deposizione del metallo viene completamente inibita.  Additivi speciali
Gli anioni estranei possono essere aggiunti come acidi liberi o come sali alcalini o alcalino
terrosi. Il più utilizzato è il solfato che viene aggiunto nel rapporto CrO 3:SO4 compreso fra 80 e 120 con Se ad un bagno di acido cromico con circa 400 g/l di anidride cromica vengono aggiunti 60 g/l
un valore ottimale di 100. E’ importante notare che la quantità di catalizzatore non rappresenta una di NaOH si ottiene una soluzione di cromatura in cui l’acido cromico è parzialmente neutralizzato a
quantità assoluta ma è sempre relativa alla concentrazione di anidride cromica. tetracromato. Questi bagni sono caratterizzati da una elevata conducibilità e da un rendimento di circa il
Al posto del solfato può essere aggiunto del fluoruro nella concentrazione da 1,5 a 4%. I fluoruri 30% quindi il doppio di un bagno standard. Poiché il tetracromato si decompone ad alte temperature e
permettono di operare a rendimenti di corrente maggiori e quindi con una velocità di deposizione più in genere si lavora con alte densità di corrente, è necessario raffreddare la soluzione a temperatura
elevata. Da soluzioni che contengono solo acido fluosilicico si deposita cromo più duro. Questi bagni ambiente. L’aggiunta di acido borico ( 5-10g/l ) evita la formazione di macchie e produce depositi più
presentano lo svantaggio di essere più sensibili alle impurezze quali il ferro per cui è necessario avere lucidi e duri. Anche l’aggiunta di piccole quantità di composti del magnesio o del tungsteno migliorano le
un maggior controllo nella conduzione del bagno. Inoltre il controllo analitico dei fluoruri è complicato e proprietà del deposito. L’aggiunta di selenio, titanio o zirconio da la possibilità di ottenere depositi lucidi
inoltre questi sono molto aggressivi nei confronti dei materiali ceramici di cui possono essere costituiti i direttamente dai bagni al tetracromato, altrimenti da questi bagni si ottengono depositi opachi che sono
riscaldatori e nei riguardi degli anodi di piombo. Particolarmente svantaggiosa è l’aggressività nei però lucidabili.
riguardi delle zone catodiche dove la densità di corrente è molto bassa, o delle zone non ben protette L’aggiunta di magnesio fluoruro aumenta il potere coprente di un bagno standard. Additivi
dalle vernici utilizzate per ottenere cromature selettive. L’uso di questi bagni non è quindi molto organici molto utilizzati nei bagni convenzionali di ogni tipo non hanno trovato grosse applicazioni nei
consigliato e si ricorre piuttosto all’utilizzo di fluoruri complessi quali la criolite (fluoruro sodico di bagni di cromo a causa dell’eccessivo potere ossidante. Sembra comunque accertato che aggiunte di
alluminio) o i fluoborati che presentano questi inconvenienti in misura molto più limitata. Sono invece acido glicolico o di acido diclorosuccinico e di altri acidi organici aumentino il potere penetrante, il
consigliate aggiunte di fluoruri dei metalli delle terre rare che aumentano il potere coprente, il potere potere coprente ed il campo di variabilità della densità di corrente. Non è ben definito se ciò coincida
penetrante, e danno una grana più fine con una maggior velocità di deposizione. con l’aumento entro dati limiti della quantità di cromo trivalente generato per riduzione.
In questi ultimi anni sono stati introdotti bagni contenenti piccole quantità di sali quali il solfato di Una tipologia di additivi molto importanti è rappresentata dalle sostanze organiche che vengono
stronzio (SrSO4) ed il fluosilicato di potassio . Questi sali hanno una solubilità in acido cromico tale da aggiunte per ridurre la formazione di nebbie cromiche. Infatti a causa dell’elevata produzione di gas agli
fornire una concentrazione di ioni solforici e fluoridrici corrispondente a quella ideale per la deposizione elettrodi questi asportano delle nebbie contenenti la soluzione cromica. Questa nebbia è accentuata
del cromo. Bisogna tener presente che la solubilità di questi sali è funzione della temperatura e della dalla viscosità della soluzione. L’aggiunta di tensioattivi diminuisce la viscosità e riduce la possibilità di
concentrazione dell’acido cromico, Questi due parametri possono variare in un intervallo definito ma formazione di nebbie. Naturalmente questi tensioattivi devono resistere all’ossidazione della soluzione
sufficientemente largo per una buona riuscita dell’elettrodeposizione. Per queste caratteristiche tali e appartengono alle famiglie dei fluorurati.
bagni autoregolanti vengono chiamati SRHR (self regulating high speed). La presenza di un eccesso di Durante la lavorazione queste sostanze generano una schiuma che evita la fuga dei gas
sale insolubile sul fondo del bagno permette di evitare un controllo continuo del catalizzatore la cui rallentando la loro emissione e favoriscono la loro espulsione mediante i collettori di aspirazione che si
quantità nella soluzione va via via diminuendo per effetto dello scodellamento ma viene ripristinata trovano sul bordo vasca.
dall’equilibrio di solubilità del solido. L’unica avvertenza da tenere presente è che il riequilibrio della
solubilità di questi sali per una variazione di temperatura o di concentrazione dell’acido cromico non è  Bagni da cromo trivalente
istantanea ma richiede un certo intervallo di tempo funzione delle variazioni.
Le soluzioni di cromo esavalente hanno notevoli svantaggi che possiamo così elencare:
 Il cromo trivalente
 basso peso equivalente del cromo che passa dallo stato di ossidazione sei a zero.
Oltre all’acido cromico e al catalizzatore il bagno di cromo contiene anche del cromo trivalente.  è necessario operare ad alte densità di corrente con rendimento di poco superiore al 10%
Questo viene aggiunto al bagno sotto forma di sale di cromo(III) o viene fatto generare dall’acido  notevole sviluppo di idrogeno che provoca nebbie che vanno abbattute
cromico per aggiunta di un riducente organico come alcool, acido citrico, tartarico, ossalico o zucchero.  l’uso di anodi insolubili che provoca lo sviluppo di ossigeno
Durante l’operazione di elettrodeposizione il cromo trivalente si forma spontaneamente al catodo  la necessità di continui rabbocchi della soluzione con anidride cromica per ripristinare la
mentre si riossida all’anodo. Questo cromo che si trova distribuito nella soluzione per effetto della concentrazione di cromo
diffusione e convezione si pensa non prenda parte direttamente alla riduzione a cromo metallico ma  l’elevata tossicità del cromo che richiede speciali precauzioni
 la predisposizione della Seveso 2
deposito diretto di cromo,così che ci si è ancora più orientati sulla produzione diretta di cromo lucido.
Per questi motivi si è pensato di sostituire il cromo esavalente con quello trivalente e sono stati Per le soluzioni di cromo normalmente utilizzate che contengono acido cromico in concentrazione da
depositati diversi brevetti. Sono state proposte soluzioni al solfato, al cloruro, al perclorato con 150 a 500 g/l e 1% di catalizzatore, esistono definite densità di corrente e un definito intervallo di
complessi organici ed inorganici. Varie sostanze sono state indicate come additivi quali urea e temperatura nei quali il cromo è depositato come cromo lucido. La relazione fra temperatura del bagno
formaldeide. La densità di corrente è paragonabile a quella dei bagni all’acido cromico. Sono stati e densità di corrente è visualizzata in Fig.10.
proposti anche bagni in sali fusi come quello costituito da cloruro di cromo (CrCl 3) in miscela con cloruri
di sodio e di potassio (NaCl e KCl) a 800°C, e soluzioni di sali di cromo in solventi organici quali
formammide ed acetammide. Di tutte queste proposte non si sono avute applicazioni pratiche di
rilevanza industriale esclusa una soluzione che ha avuto qualche applicazione in Inghilterra. Questa
contiene cloruro di cromo, sodio e ammonio cloruro e acido borico in soluzione al 40% di
dimetilformammide (DMF) in acqua. Il cromo è depositato a 25°C e a pH 1.0 con una densità di
corrente media pari a 12 A/dm 2 . L’efficienza catodica è sufficientemente alta con un minimo di 0,25 m
al minuto. Con questo spessore il deposito è microporoso mentre a 1,25m è totalmente
microfessurato. Il colore del deposito ottenuto da questo bagno è diverso da quello ottenuto dai bagni
convenzionali decorativi che presentano un aspetto bluastro. Test di esposizione ad ambienti esterni sia
mobili che fissi hanno dimostrato che questi depositi hanno caratteristiche simili a quello dei sistemi
microcriccati e superiori rispetto ai sistemi tradizionali.
Un altro sistema che ha il vantaggio di non necessitare dei diaframmi di separazione fra la zona
anodica e quella catodica è costituito da un complesso alogenocarbossilato che ha però lo svantaggio
di produrre cloro all’anodo di carbone oltre che fornire un deposito decisamente grigio opaco. Il potere
coprente è tuttavia eccezionale come del resto la distribuzione del metallo per densità di corrente di 10-
100 A/dm2. Dopo lungo tempo è stato presentato un processo con applicazioni commerciali e brevettato
in diversi stati. Questo sistema è ragionevolmente semplice da condurre e richiede vasche in plastica,
anodi di carbone con ganci in titanio. L’alimentazione elettrica richiede una densità di corrente di 10
A/dm2 e una tensione di 6-10 V. L’ agitazione della soluzione con aria è necessaria per una miglior
distribuzione del deposito. Si opera a freddo, preferibilmente a 20-25 °C per cui diventa necessario un
sistema di raffreddamento. I problemi di inquinamento sono minimizzati data la presenza di cromo
trivalente che può essere precipitato dalla soluzione con idrato sodico e non presenta emissioni di
nebbie durante il processo di elettrolisi. Il colore del deposito si avvicina a quello dell’ acciaio inox ed i
costi di manutenzione sono ridotti. La composizione della soluzione non è nota ma si sa che contiene
del cromo complesso, sali conduttori ed un tensioattivo speciale. Il contenuto di cromo è circa 20 g/l
che va reintegrato in base al consumo. Il pH è mantenuto fra 2,5 e 3 con ammoniaca o acido cloridrico Il cromo lucido è depositato all’interno della sezione tratteggiata; fuori di quest’area si ottiene
e la velocità di deposizione è di 0,8-1,5 m con una densità di corrente di 10 A/dm2. un deposito opaco. La transizione tra deposito brillante e deposito non lucido non è netta. La forma
In questi ultimi tempi la ricerca si è spinta verso la possibilità di deporre leghe di cromo con altri della zona può essere alterata variando la composizione della soluzione ma il modello rimane valido
metalli basati sull’utilizzo di soluzioni contenenti cromo trivalente ed in particolar modo leghe con ferro, come principio.
cobalto e nickel e altri metalli pesanti. In particolare lo scopo è prevalentemente quello di ottenere una La dimensione del grano di cromo depositato nella forma lucida è straordinariamente piccola
composizione simile all’acciaio inossidabile. Generalmente è possibile depositare solo spessori molto (per esempio 0,008 m). La determinazione della dimensione del grano è possibile solo al microscopio
sottili mentre, mantenere una costanza di concentrazione e di parametri del bagno per produrre un elettronico o mediante metodi che sfruttano i raggi X.
deposito di composizione costante, è quasi impossibile. Si deve notare che queste leghe, anche se Il cromo che è stato depositato in forma non lucida ha un grano con dimensione molto più
hanno una composizione analoga ad un acciaio, hanno comunque una struttura completamente elevata (circa 100 m). Questo deposito non possiede la stessa struttura del cromo lucido.
diversa e quindi anche il comportamento alla corrosione non è in genere quello che ci si aspetterebbe. Si può osservare dalla figura 10 che a basse temperature l’intervallo di densità di corrente del
deposito lucido è più piccolo che alle alte temperature. Questo è di notevole importanza nella
deposizione del cromo lucido. Se una densità di corrente media che sta entro l’intervallo di temperatura
INFLUENZA DELLE CONDIZIONI OPERATIVE SULLE PROPRIETA’ DEI DEPOSITI DI CROMO è applicata su un telaio di montaggio pieno di componenti, è possibile che per effetto dello scarso
potere ricoprente del bagno di cromo, ci sia una diversa densità di corrente nelle diverse parti della
 Lucentezza e colore superficie. Questo può essere il caso di un articolo completamente piatto, ma ciò succede anche su
un campione sagomato. Nel caso di un intervallo di densità di corrente stretto il valore locale per la
Per placcature di tipo decorativo, la più importante proprietà è la perfetta lucentezza del deposizione lucida può molto facilmente andare fuori del range ottimale e produrre una superficie
deposito. Agli inizi della cromatura, quando non era semplice lucidare i depositi di cromo dopo la opaca.
deposizione, per la mancanza di mezzi lucidanti, la produzione diretta di depositi lucidi dal bagno era Nel caso in cui si operi con valori di densità di corrente medi, la tolleranza è più elevata che nel
essenzialmente un pre-requisito per le applicazioni pratiche del processo. La conoscenza che era caso di corrente agli estremi del range di deposizione a causa della temperatura permessa del bagno.
possibile produrre depositi lucidi che resistevano all’opacizzazione per lungo tempo, contribuì in Temperature del bagno troppo elevata o densità di corrente troppo bassa portano ad un aspetto
grande misura alla ricerca di altri elettrodepositi metallici. Lo sviluppo dei moderni bagni lucidi dei vari lattiginoso. Se la temperatura sale ancora il deposito risulta completamente opaco e successivamente
metalli è perciò una diretta conseguenza della produzione di cromo lucido. scuro. Una eccessiva densità di corrente o una bassa temperatura portano ad un deposito anche in
Ora è infatti possibile lucidare un deposito di cromo opaco con un’ alta finitura, sebbene questo questo caso opaco e irregolare.
post-trattamento comprenda spese addizionali e produca anche un minor effetto attrattivo rispetto al
Tutto questo vale per depositi di cromo al di sotto di 1 m e di regola compresi tra 0.25m e ridotta di qualche ordine di grandezza. L’effetto dei cambiamenti di concentrazione sulla resistenza
0.5m. Con depositi più spessi si perde la lucidità. In alcuni casi eccezionali si può arrivare anche a 10 all’abrasione sembra avere lo stesso comportamento, ma in modo maggiore. Una soluzione più diluita
m. porta ad un deposito più duro e resistente all’usura, ma durante il processo la concentrazione cambia e
I bagni al tetracromato generalmente portano a depositi opachi che sono però facilmente quindi le caratteristiche del deposito non saranno uniformi. Ci saranno allora stress residui che rendono
lucidabili. Recentemente è diventata praticabile la deposizione diretta di cromo lucido da soluzioni di il campione più fragile. E’ necessario quindi mantenere la concentrazione del bagno più costante
tetracromato modificate. possibile durante il processo. Questo è più facile farlo in bagni concentrati, dato che la variazione di
Dal momento che il cromo lucido è depositato solamente in film sottili, la qualità del substrato concentrazione è minore. La concentrazione preferita è 200-300 g/l. I bagni galvanici più diluiti sono
gioca un ruolo importante; la presenza di un substrato lucido è essenziale. Inoltre la natura chimica utilizzati nella produzione di cromo duro. Nel caso del cromo lucido il verificarsi di stress interni non
della base è anch’essa importante; per esempio il range lucido è più importante nella cromatura di gioca un ruolo importante dato il basso spessore.
rame e sue leghe che nel caso di nickel, ferro o acciaio.
In bagni di composizione media compresa tra i 200 e i 500 g/l di CrO 3 con ioni solfato come  Influenza dei catalizzatori
catalizzatori nel rapporto 1:95 o 1:115 si ottiene un deposito lucido con una corrente compresa tra 7 e
20 A/dm2 a temperature comprese tra 30 e 55°C. Al di fuori di quel range il deposito diventa sempre più Un incremento del contenuto di solfato produce un decremento della durezza. Questo fatto si
opaco. vede variando la concentrazione di solfato entro ampi limiti, da circa 1% al 20% della concentrazione di
L’aumento della concentrazione di acido cromico induce una restrizione del range di acido cromico. Però aumentando la temperatura del bagno e allo stesso tempo la densità di corrente
deposizione lucida. Aumentando la quantità di ioni solfato con contenuto di acido costante si porta il aumenta la durezza. Nei processi reali, non si verificano grosse variazioni di concentrazione di solfato.
range a valori di densità di corrente più elevati. Nei bagni contenenti fluoruri la zona di deposizione Altri studi hanno fatto vedere che aumentando la concentrazione di solfato è necessario
lucida è normalmente diversa che nel caso del solfato, dovuta al fatto che un alto grado di lucidità può lavorare a temperature del bagno più elevate e a correnti più elevate. L’influenza della densità di
essere ottenuto da soluzioni più fredde. In elettroliti acidi contenenti sia solfato che silico-fluoruri, un corrente è comunque, più grande di quello della temperatura della soluzione. Mentre, per esempio, a
eccesso di silico-fluoruri riduce la lucidità. Contaminanti, specialmente quelli che portano a elevate bassi contenuti di solfato è possibile operare a 45°C circa e a 10-20 A/dm 2, con concentrazione di
concentrazioni di cromo trivalente e di ferro, riducono la lucidità del deposito. solfato più elevata il punto ottimale di lavoro si sposta a 55°C e a 80 A/dm 2. La durezza massima
Un bagno non è però caratterizzato da singoli parametri, ma tutte le condizioni separate ottenibile è la stessa in tutti e due i casi.
devono essere lasciate costanti se vogliamo ottenere risultati riproducibili. Bisogna prendere in In generale il range di deposizione lucida e quello di durezza maggiore variano circa nella
considerazione lo scarso potere coprente e penetrante delle soluzioni di cromo convenzionali che stessa maniera, così che è spesso possibile trarre conclusioni sulla durezza dall’aspetto esteriore. Una
possono fornire risultati differenti in punti a densità di corrente diversa. Densità di corrente più alte sono concentrazione di solfato troppo bassa produce un materiale opaco, grigio e che non ha durezza
convenienti per soluzioni con potere penetrante basso. La distribuzione di corrente sopra l’intera area elevata.
catodica deve essere sempre tenuta in conto nella scelta della densità di corrente ottimale.
Il colore del deposito di cromo è bianco con riflessi azzurrini e si distingue dal colore giallo- Tab 2:Durezza (Knoop) dei depositi di cromo da bagni al solfato e floruro a 85 °C
bianco del nickel. La tonalità può tuttavia variare essendo in molti casi lucido e brillante e in altri opaco.
Per ottenere un colore brillante il punto più importante è di galvanizzare una base estremamente lucida. Densità di corrente Composizione della soluzione
Particolarmente buono è il metallo base che ha subito brillantatura anodica o un substrato prodotto da A/dm2
un bagno di placcatura lucida. Il cromo opaco che è stato lucidato meccanicamente con finitura lucida 300 g CrO3+3 g H2SO4 300 g CrO3+ 7.5 g KF
spesso non ha lo stesso buon aspetto di un cromo depositato direttamente lucido. Ha un aspetto
smorto probabilmente causato da tracce di residui di pulitura trattenuti dalla superficie. Una pulitura 20 325 470
successiva deve essere vista come una operazione di emergenza ed è buona regola strippare e 40 425 836
riplaccare i depositi opachi e parzialmente opachi. 60 475 885
80 550 880
DUREZZA E RESISTENZA ALL’ABRASIONE
Depositi di cromo ad elevata durezza sono ottenuti da soluzioni contenenti fluoruri invece di
 Relazione tra durezza e resistenza all’abrasione solfati.
La differenza di durezza tra due elettroliti composti il primo da 250 gr di acido cromico e 1% di
A parte la lucentezza che il cromo mantiene per lungo tempo dovuta alla sua alta resistenza acido solforico e il secondo da 0.6% di acido solforico e 1% di acido fluorosilicico non è molto elevata.
alla corrosione, la sua elevata durezza è la seconda proprietà importante del cromo elettrodepositato, e Lo stesso vale per quanto riguarda la resistenza all’abrasione.
quello che è chiamato cromo duro ha una importanza uguale a quello decorativo. La durezza di un
deposito di cromo varia tra ampi limiti, e queste variazioni sono causate dal cambiamento della Tab. 3:Durezza (HV) dei depositi di cromo da bagni al solfato e da solfato più fluosilicato a 50 °C
composizione del bagno e dai parametri operativi.
E’ inoltre noto che le proprietà di durezza e resistenza all’abrasione di un deposito di cromo Densità di corrente Composizione della soluzione
duro viaggiano parallelamente le une alle altre ciò che non avviene per gli altri metalli. A/dm2
250 g CrO3+ 2.5 g H2SO4 250 g CrO3+1.5 g H2SO4 +2.5g H2SiF6
 Effetto della concentrazione del cromo

I più importanti fattori che influenzano la deposizione di cromo sono la concentrazione di cromo 20 1000 1120
del bagno, il tipo e la quantità di catalizzatori, il tipo e la quantità di cationi, le impurezze della soluzione, 40 1065 1150
la temperatura del bagno e la densità di corrente alla quale avviene la deposizione. 60 1110 1150
La più semplice è la relazione tra la durezza e la concentrazione di acido cromico. Se la 80 1190 1180
concentrazione di CrO3 aumenta, tenendo costante il rapporto CrO3 su SO4, la durezza del cromo è
 Influenza dei vari cationi. palline di cromo danno in seguito all’abrasione sotto condizioni costanti per un tempo specifico. Nelle
linee tratteggiate il tempo di asportazione di uno spessore costante di cromo è preso come misura della
Il contenuto di cromo trivalente nella soluzione è spesso difficile da controllare, dal momento resistenza all’abrasione. La più piccola perdita di volume e il maggior tempo di asportazione indicano la
che è influenzato dalle condizioni operative e in particolare dal rapporto tra le due correnti catodica e maggior resistenza all’abrasione.
anodica. Nel caso di soluzione completamente priva di Cr 3+ si ha un deposito tenero. Una piccola Altri test sono stati effettuati per conoscere la resistenza all’usura. Un deposito di cromo è stato
quantità di ioni Cr3+ migliora l’aspetto e la durezza del deposito. Una quantità di 5-10 g/l di cromo ad esempio abraso con una successione di brevi periodi di tempo. Il numero di periodi necessari per
trivalente rappresenta il valore ottimale. Se si aumenta però di molto questa quantità la durezza cala consumare un definito spessore è un indice della resistenza all’abrasione del campione. In figura 12
bruscamente. Questo comportamento viene notato anche con la presenza di metalli quali ad esempio il sono mostrate le curve della resistenza all’usura contro la densità di corrente e la temperatura del
ferro o i metalli pesanti. Soluzioni con elevate percentuali di ferro o di cromo trivalente producono un bagno.
deposito opaco con granulometria elevata. E’ importante dire che l’aggiunta di 5-10 g/l di acido borico
produce un aumento di durezza e aumenta il range operativo.

 Influenza della densità di corrente e della temperatura.

La durezza dei depositi di cromo elettrolitico è influenzata notevolmente dalla densità di


corrente e dalla temperatura a cui si opera. Esiste una densità di corrente per ogni temperatura; sopra
e sotto questo valore la durezza del cromo cala bruscamente.
Per ogni densità di corrente c’è una temperatura ottimale per la deposizione del cromo. Dal
momento che vari studiosi hanno determinato la durezza e la resistenza all’abrasione con diversi
metodi, è difficile aspettarsi che i risultati siano completamente in accordo.

Differenze sono state riscontrate dai vari studiosi. La massima durezza che può essere ottenuta
per tutti valori di corrente in una soluzione contenente 300 g/l di CrO 3 e 6 g/l di SO4 si ha per T=50°C.
Alla temperatura di 55°C, la durezza è ugualmente alta a tutti i valori di densità di corrente. Alle alte
temperature, aumentando la densità di corrente si produce un aumento della durezza, mentre alle
basse temperature aumentando la densità di corrente la si diminuisce notevolmente.
Recenti sviluppi hanno stabilito che ad ogni valore di densità di corrente esiste una temperatura
ottimale alla quale si ottiene una durezza elevata. Sotto e sopra questo valore la durezza decresce.

 Proprietà meccaniche

La determinazione del modulo elastico e del limite di snervamento di un deposito è difficile, dal
momento che i depositi sottili non possono essere testati con metodi standard, e perché l’effetto del
substrato può influenzare i risultati.
Molteplici esperienze effettuate hanno dimostrato che il cromo depositato alle alte temperature
ha un modulo elastico più elevato che quello depositato a basse temperature. Una sequenza di
trattamenti termici sul cromo diminuisce il modulo elastico; per esempio da 16000 Kg/mm 2 si passava a
14400 Kg/mm2 dopo riscaldamento a 150°C e a 13600 Kg/mm2 dopo riscaldamento a 300°C.
La densità del cromo elettrodepositato varia tra 6.9 e 7.1. Il cromo per getti ha un densità di
La figura 11 fa vedere la curva di uguale resistenza all’abrasione in relazione ai parametri 7.138. Con l’incremento della densità di corrente, la densità del deposito di cromo cala. Trattamenti
densità di corrente e temperatura del bagno. Essa unisce tutti i punti ad uguale perdita di volume che
termici successivi aumentano la densità stessa. Evidentemente questo è associato con il contenuto di
idrogeno.
La densità inoltre diminuisce con l’aumento del contenuto di ossigeno. Esiste una relazione tra
la densità e la conducibilità del deposito di cromo tanto che la conducibilità aumenta con l’aumentare
della densità.

 Contenuto di Gas

Il cromo elettrodepositato assorbe sia ossigeno che idrogeno durante l’elettrolisi; e questo può
essere identificato analiticamente. L’assorbimento di idrogeno può essere spiegato senza difficoltà, dal
momento che l’idrogeno si sviluppa al catodo, ed è in parte assorbito dal cromo come idruro.
L’assorbimento di ossigeno è dovuto al fatto che il catodo è ricoperto da un film di cromato di cromo
durante la deposizione, e la deposizione probabilmente avviene partendo da questo film. Riguardo
all’assorbimento di idrogeno, si può dire che dipende dalle condizioni di deposizione. Così, con una
densità di corrente di 5 A/dm2 il cromo assorbe 200-250 parti in volume di idrogeno, mentre con una
densità di corrente di 20 A/dm 2 ne assorbe 5000 parti in volume. Studi successivi hanno rilevato che
aumentando la temperatura del bagno l’assorbimento di idrogeno cala mentre aumentando la densità di
corrente esso aumenta come già detto. La figura 13 mostra l’assorbimento di idrogeno per un bagno
contenente 200 g/l di CrO3 e 2 g/l di H2SO4.

La tabella 4 mostra come l’assorbimento di ossigeno in differenti condizioni operative sia 6-7
volte superiore a quello dell’idrogeno.

Tab. 4:Assorbimento di idrogeno di cromo elettrodepositato in varie condizioni operative

Densità di Temperatura del H2 % O2% O2/H2 O2+H2


corrente bagno
20 50 0,04 0,23 5,75 0,27
20 38 0,05 0,38 7,60 0,43
20 32 0,06 0,43 7,16 0,49
30 56 0,04 0,23 5,75 0,27
30 44 0,05 0,34 6,80 0,39
30 37 0,06 0,41 6,83 0,47
60 63 0,04 0,23 5,75 0,27
60 53 0,05 0,30 6,00 0,35
60 46 0,06 0,39 6,50 0,45
60 39 0,07 0,43 6,14 0,50
80 67 0,04 0,23 5,75 0,27
L’assorbimento di ossigeno dei depositi di cromo è meno studiato. Lo stesso procedimento può
80 57 0,05 0,30 6,00 0,35
essere applicato sia all’assorbimento di ossigeno che di idrogeno. Con la diminuzione della
temperatura e con l’aumento della densità di corrente aumenta l’assorbimento come si vede in fig 14. 80 49 0,06 0,28 6,34 0,34
80 43 0,07 0,43 6,14 0,50

 Protezione dalla corrosione


Il cromo metallico è facilmente passivabile in aria, e in queste condizioni è più nobile degli altri  Conducibilità elettrica
metalli. Per questa ragione bassi spessori di cromo che sono molto porosi e criccati non danno
protezione al metallo costituente il substrato che è meno nobile, ma accelerano la corrosione. La conducibilità elettrica di una soluzione di cromatura non ha una grossa importanza come lo
Nel caso della corrosione del solo cromo, l’attacco da parte di acidi o di basi parte dalle cricche ha invece l’efficienza di corrente ed il potere penetrante. La tensione di deposizione è determinata dalla
del deposito. La corrosione del metallo base dipende principalmente dalla porosità del deposito di conducibilità, quindi da questa dipende il consumo totale di energia che influisce sul costo totale del
cromo e da tutte le condizioni che sopprimono la porosità o riducono la formazione di cricche. In questo deposito. In ogni caso la scelta dell’ elettrolita o delle condizioni operative (temperatura e densità di
modo il metallo diventa più resistente alla corrosione. Inizialmente si pensava che un deposito senza corrente) non saranno mai condizionate dalla conducibilità. Non bisogna trascurare che la conducibilità
cricche potesse avere eccezionale resistenza alla corrosione. Comunque, la condizione necessaria per ha un’importanza sulla corrente disponibile, per il potere penetrante e coprente.
produrre depositi senza cricche (alta temperatura e bassa densità di corrente) produce un deposito
opaco normalmente inaccettabile per tante applicazioni. Un deposito più duro senza cricche,
comunque, sviluppa macro cricche durante l’esercizio. E’ ora riconosciuto che il cromo microcriccato di
adeguato spessore presenta la migliore resistenza a corrosione. L’azione vantaggiosa del cromo
microcriccato è spiegata dal fatto che, mentre la corrente totale agente tra la superficie catodica del
cromo e quella anodica del substrato rimane costante, la densità di corrente diminuisce per effetto del
grande numero di siti anodici ora presenti dovuti alle numerose discontinuità della superficie. Le
soluzioni sono state modificate con un certo numero di additivi per avere un deposito microcriccato, che
ha un fine reticolo di cricche di circa 300-800 cricche per cm. Un simile miglioramento nella resistenza
a corrosione può essere dovuto a depositi microporosi. Per incorporamento di una piccola quantità di
particelle non conduttive di circa 0.02-0.5 m di diametro nel nickel elettrodepositato che agiscono da
substrato per il successiva cromatura, non si ha deposizione di cromo in questo punto, così da avere
un cromo microporoso. Data la bassa velocità di placcatura degli elettroliti di cromo e la alta azione
intaccante del grande volume di idrogeno prodotto al catodo, l’incorporazione di queste particelle
insolubili nella soluzione di cromo non è facile. I depositi ottenuti contengono circa 200000-400000 pori
per cm2.
Non sembra esserci una stretta relazione tra la resistenza a corrosione e la durezza del cromo,
anche se il deposito di cromo duro è meno attaccato da acido cloridrico e da trattamento anodico in
soluzione di acido solforico o acido cromico che quello tenero. I trattamenti termici che causano il
rilascio delle inclusioni di idrogeno,generalmente aumentano la tendenza alla corrosione, che è
probabilmente dovuta al cambiamento del reticolo di cricche risultato dalla liberazione dell’idrogeno.
Lo spessore di un deposito di cromo è ovviamente una misura importante della sua resistenza
alla corrosione, dal momento che la porosità del cromo è strettamente a lui legata. Comunque, le
proprietà del deposito possono differire notevolmente secondo le condizioni di deposizione, mentre la
porosità può cambiare da un caso all’ altro. Nessuna conclusione generale può essere tratta su come lo
spessore del deposito possa influenzare la resistenza alla corrosione.
Generalmente il deposito di cromo di circa 30m (senza substrato di nickel) da adeguata In generale con soluzioni acquose la conducibilità aumenta al crescere della temperatura. In
protezione all’ossidazione atmosferica, mentre 50m sono necessari per avere protezione da agenti fig.15 si nota la relazione fra la temperatura e la conducibilità per un elettrolita con 300 g/l di CrO 3 e 3
chimici. Con un buon substrato di nickel il deposito può essere più sottile. Quando il deposito è molto g/l di H2SO4 .La conducibilità di un elettrolita è innanzitutto funzione della concentrazione di acido
sottile, bisogna avere cura che il primo cromo depositato sia non criccato e che sia criccato dopo aver cromico e dipende pochissimo dalla natura e quantità del catalizzatore. Per ogni temperatura esiste un
raggiunto un certo spessore. Se la deposizione è interrotta prima di questo momento il deposito può massimo di conducibilità ad una certa concentrazione come si vede dal diagramma fig 16.
avere una migliore protezione che quello più sottile che è ancora permeabile agli agenti esterni
attraverso le porosità.
Bisogna anche dire che il modello di cricca presente nel cromo probabilmente non gioca un
ruolo importante nella corrosione da parte di basi come ci si aspetterebbe. La bassa bagnabilità può
avere una significativa influenza. Infatti i liquidi corrosivi possono penetrare nel deposito solo fino ad
una certa profondità così che il substrato non viene intaccato così come ci si aspetterebbe in un
deposito poroso. La possibilità di corrosione deve essere sempre tenuta presente.
La teoria che il cromo sottile, senza cricche e pori, abbia una protezione sicura agli agenti
atmosferici deve essere corretta.
Recenti esperienze hanno dimostrato che anche depositi di cromo spessi (circa 1mm) danno
fenomeni di corrosione con esposizione all’ambiente esterno durante l’azione di stress meccanici
sebbene il cromo non subisca danni. E’ probabile che gli sforzi interni portino alla formazione di cricche
penetranti nel tempo, specialmente se sono presenti stress meccanici. Gli agenti corrosivi possono
attraversare il deposito e corroderlo.

METODI OPERATIVI SU SOLUZIONI DI CROMATURA


Da questo diagramma si nota che il massimo della conducibilità aumenta con la temperatura e
con la concentrazione. Un effetto opposto hanno certi inquinanti come il cromo trivalente. Questo
provoca un aumento della resistenza del bagno con una conseguente diminuzione della conducibilità.
Per basse concentrazioni il suo effetto è poco rilevante ma contenuti attorno ai 25 g/l di ferro o cromo
trivalente sono da evitare poiché la conducibilità decade velocemente. Nei bagni al tetracromato un
eccesso di alcali abbassa la conducibilità per effetto della neutralizzazione dell’acido cromico che
avrebbe elevata conducibilità.

 Rendimento di corrente

Un aspetto importante nella deposizione del cromo è rappresentato dal rendimento di corrente.
Questo dipende dalla composizione del bagno (contenuto in acido cromico, tipo e quantità di
catalizzatore e anioni o cationi estranei), temperatura operativa e densità di corrente.
Tutti i bagni di cromatura hanno un rendimento di corrente estremamente basso se paragonato
con la deposizione di altri metalli. Infatti in generale il rendimento per questi ultimi si avvicina al 100% e
solo raramente scende al 70% mentre per il cromo difficilmente supera il 20% per arrivare al 35%.

Tab. 5:Peso equivalente ed equivalente elettrochimico

Metallo Equiv. in peso g/Ah Metallo Equiv. in peso g/Ah


Cromo (VI) 8.67 0.3234 Nickel (II) 29.35 1.0948
Oro (III) 65.73 2.4522 Argento (I) 107.88 4.0245
Oro (I) 197.20 7.3567 Zinco (II) 32.69 1.2195
Rame (II) 31.79 1.1858 Stagno (IV) 29.67 1.1071 In queste condizioni il massimo di corrente è del 19%. A valori diversi di concentrazione il
Rame (I) 63.57 2.3715 Stagno (II) 59.35 2.2141 rendimento diminuisce. In fig.18 cambiando le altre condizioni operative tutti i rapporti sono variati. Qui
si nota l’andamento del rendimento di corrente con la densità di corrente con tre concentrazioni diverse
Siccome l’equivalente elettrochimico del cromo è particolarmente basso a causa della sua a due temperature diverse. A 55°C nell’intervallo considerato l’incremento di concentrazione dell’acido
valenza, il consumo di corrente durante la deposizione del cromo è circa 10 volte maggiore rispetto a cromico comporta una riduzione del rendimento di corrente. A 25 °C, fino a valori di densità di corrente
quella degli altri metalli. Mentre in genere nell’elettrodeposizione il costo della corrente non rappresenta di 9 A/dm2 il comportamento è simile a quello a 55°C; successivamente invece si inverte. Il contenuto in
la voce più pesante, nel caso specifico della cromatura la sua incidenza è da non trascurare. Nella fig. catalizzatore ha un profondo effetto sul rendimento di corrente e il valore del rapporto CrO 3:SO4 =100 è
17 si vede la relazione fra la concentrazione dell’acido cromico e il rendimento di corrente per un bagno la condizione ideale anche variando temperatura e la densità di corrente. A bassi contenuti di anioni
con 250 g/l di CrO3 a 45 °C e con 20 A/dm2 di densità di corrente. estranei o in loro completa assenza generalmente non si ottiene deposizione di cromo.
La contaminazione con cromo trivalente e ferro non ha effetti apprezzabili sul rendimento di
corrente; tuttavia elevate concentrazioni devono essere evitate per non avere notevoli riduzioni della
conducibilità e del potere penetrante. L’effetto più importante sul rendimento di corrente è dato dalla
variazione di temperatura e dalla densità di corrente. Dalla fig.24 si vede che il rendimento di corrente
aumenta aumentando la densità di corrente e decresce aumentando la temperatura. Se si aumenta la
concentrazione di acido solforico la differenza diminuisce. Esiste una formula che mette in relazione il
rendimento di corrente con la densità di corrente e cioè:

A  a log D  b

dove A è il rendimento di corrente D la densità di corrente a e b sono costanti che dipendono


dalla composizione e dalla temperatura della soluzione.

La fig.20 illustra l’azione dell‘acido fluoridrico e del solforico sul rendimento di corrente in una
soluzione a 300 g/l di CrO3 a 40 °C e a 7 A/dm2. In entrambi i casi si può identificare la condizione di Nella fig.23 vengono mostrate le rette che alle varie temperature descritte rappresentano
massimo rendimento di corrente in funzione delle concentrazioni ed in particolare si nota che il fluoruro l’andamento del rendimento in funzione della densità di corrente per un bagno con 250 g/l di CrO 3 e 2,5
determina un aumento del rendimento. La fig.21 mostra l’andamento del rendimento in funzione delle g/l di SO4. La costante b è fornita dall’intercetta della retta sull’asse delle ordinate mentre la costante a
concentrazioni dell’acido fluoridrico, solforico e fluosilicico in una soluzione a 250 g/l di CrO 3 a 55°C e a ne rappresenta l’inclinazione. In fig.24 la rappresentazione è fatta mediante un diagramma lineare per
50 A/dm2 . Il primo contribuisce in modo minore del terzo all’ aumento del rendimento. Il fluoborato dà un elettrolita dal contenuto di 400 g/l di CrO 3 e 4 g/l di SO4. La dipendenza del rendimento di corrente
valori intermedi fra il solforico ed il fluoridrico. L’uso frequente di miscele di questi catalizzatori non fa con la temperatura nello stesso elettrolita è mostrato in fig.25 per tre diverse densità di corrente. La
superare il rendimento ottenuto con l’acido fluosilicico. Un eccesso di questi catalizzatori fa sempre fig.26 dà le curve corrispondenti per un bagno costituito da 250 g/l di CrO 3 e da 2,5 g/l di SO 4 .Come si
diminuire il rendimento. è già visto l’effetto delle concentrazioni sui rendimenti è tale che un aumento di concentrazione
Il modo in cui la concentrazione di CrO 3 influenza il rendimento con date concentrazioni di diminuisce il rendimento mentre la dipendenza dalla temperatura è essenzialmente la stessa in
catalizzatore è rappresentato dal diagramma di fig. 22. entrambi i bagni.
soluzioni acide il potere penetrante è generalmente molto inferiore. I bagni acidi sono di solito quelli di
ramatura nichelatura zincatura e cromatura. Di questi il bagno di cromo rappresenta una tipologia a
basso potere penetrante. In accordo con le definizioni di potere penetrante quello di cromo presenta
valori negativi. Questo aumenta lentamente con l’aumento della concentrazione dell’acido cromico da
250 a 300 g/l a 50 °C e 45 A/dm 2 ma diminuisce altrettanto velocemente se si aumenta la densità di
corrente.

TAB. 6: Potere penetrante in una soluzione di cromatura con 400 g/l di CrO3 4 g/l di H2SO4

Temperatura °C Densità di Efficienza di corrente catodica % Potere


corrente Catodo Catodo Medi penetrante %
media A/dm2 vicino lontano a
25 5.0 21.8 5.9 13.8 -312
35 7.5 12.2 4.1 8.1 -177
35 10.0 19.5 7.7 11.1 -87
35 15.0 15.9 11.3 13.6 -59
45 15.0 12.2 6.7 9.5 -85
45 25.0 14.4 12.0 13.2 -28
45 35.0 17.9 14.2 16.0 -25
55 25.0 11.6 7.7 9.6 -52
55 35.0 14.1 10.8 12.5 -29
55 45.0 15.2 12.6 13.9 -18

Tab. 7: Potere penetrante in una soluzione di cromatura con 250 g/l di CrO 3 2.5 g/l di
H2SO4

Temperatura °C Densità di Efficienza di corrente catodica % Potere


corrente Catodo Catodo Medi penetrante %
media A/dm2 vicino lontano a
25 5.0 19.2 5.4 12.3 -295
35 7.5 14.3 6.5 10.4 -108
35 10.0 17.2 9.3 13.2 -87
35 15.0 19.3 12.0 15.6 -58
45 15.0 15.9 9.9 12.9 -65
45 25.0 19.0 13.6 16.3 -27
45 35.0 21.0 17.0 19.0 -23
55 25.0 15.7 10.8 13.3 -46
55 35.0 17.9 13.8 15.8 -28
55 45.0 19.5 16.7 18.1 -14

Nei bagni che contengono una miscela di acido fluoridrico e fluosilicico il potere penetrante è
migliore di quello al solo solfato con bagni di concentrazione di CrO 3 inferiore a 250 g/l ma diminuisce
con l’incremento della concentrazione.
Il valore ottimale di potere penetrante si ha con una percentuale dell’ 1% di H 2SO4 sulla CrO3
ma diminuisce prima lentamente e poi più velocemente al diminuire della concentrazione di H 2SO4.
Anche un aumento di anioni estranei produce una diminuzione del potere penetrante. E’ stata verificata
l’influenza degli ultrasuoni sulla deposizione del cromo e si è notato che non hanno influenza
particolare sul potere penetrante mentre influenzano positivamente il rendimento catodico e
permettono l’utilizzo di densità di corrente maggiori. Il cromo trivalente ed il ferro migliorano il potere
 Potere penetrante e coprente penetrante ma i loro effetti negativi sugli altri parametri rendono possibili il loro utilizzo solo in intervalli
ristretti e definiti. Allo scopo di ottenere un buon potere penetrante da una soluzione di cromatura
Una speciale attenzione va riservata al potere penetrante dei bagni di cromatura. Mentre i bisogna innanzitutto utilizzare alte densità di corrente ma non soluzioni concentrate in CrO 3 e con una
bagni al cianuro (oro, argento, rame, cadmio e zinco) hanno un elevato potere penetrante, e quindi percentuale il più vicina possibile all’ 1% di H 2SO4. L’aumento della distanza anodo catodo agisce
pezzi variamente complessi geometricamente possono ricevere spessori più o meno uniformi, nelle favorevolmente sul potere penetrante ma comporta un aumento dei costi dovuto alla elevata tensione
utilizzata. L’utilizzo di anodi ausiliari e inversamente di catodi ausiliari o schermi per mascherare le parti La ragione della bassa corrosione del cromo sottile lucido deve essere vista come
del catodo, che potrebbero essere soggette a intensità di corrente catodica troppo elevata, sono mezzi conseguenza della scarsa bagnabilità del cromo da parte degli agenti corrosivi, così che possono
che permettono una distribuzione artificiale più uniforme del deposito. Esiste qualche relazione fra il penetrare nel metallo base con difficoltà, in modo che la corrosione venga soppressa. Si dimostra che
potere penetrante ed i potere coprente ma bisogna star attenti a non confondere i concetti. Il potere in presenza di agenti bagnanti la corrosione viene accelerata.
coprente nella deposizione del cromo nelle aree a bassa densità di corrente dipende dalla Nel caso di depositi sottili su un substrato tenero la durezza del deposito è bassa dal momento
composizione della soluzione e dal metallo base. La distribuzione è buona su superfici lucide di nichel, che viene facilmente penetrata come un guscio d’uovo quando è meccanicamente sollecitata. Un
migliore su ferro e acciaio che su rame e sue leghe e dipende in generale dalla temperatura della indurimento notevole della superficie avviene con depositi spessi; lo spessore necessario viene
soluzione. Dipende anche dalle condizioni del metallo base essendo migliore su superfici lucide determinato dalla natura del carico. Sviluppi hanno abilitato la produzione di depositi di cromo “pesante"
piuttosto che su quelle opache. Se si utilizza la cella di Hall da 250 cc per la verifica del potere coprente nella forma chiamata “cromo duro” per diventare produzioni di larga scala usati in tanti campi.
e si fanno passare 10 Ampere per 3-5 minuti in genere à necessario termostatare il sistema per evitare La definizione “cromo duro” in opposizione con “cromo lucido” è erronea, dal momento che il
il riscaldamento della soluzione e rendere il test inutilizzabile. cromo duro non è molto più duro di quello lucido. La sua durezza è una conseguenza solo dello
spessore. Il cromo lucido può essere anche più duro ma della sua durezza non si può farne uso in
 Misura del potere penetrante col sistema di Haring-Blum pratica.
Depositi spessi, che sono liberi da pori, danno una eccezionale protezione da attacchi sia
Il potere penetrante è la capacità di un elettrolita di depositare uno spessore soddisfacente chimici che meccanici, secondo le nobili caratteristiche del cromo passivato da una parte e della sua
anche sulle zone di una superficie soggette a basse densità di corrente rispetto ad altre più favorite. durezza dall’altra. I depositi di cromo sono stati introdotti dove non è necessaria una notevole durezza
La misura del potere penetrante viene eseguita mediante una cella a base rettangolare di ma bensì resistenza alla corrosione.
dimensioni 200X50 mm e un’altezza di 65 mm. Ai due estremi della cella vengono disposti due catodi Dal momento che il cromo duro è generalmente impiegato nella forma di deposito a spessore
uguali dello spessore di 1 mm appoggiati contro le pareti. L’anodo invece ha uno spessore di 3 mm ed che ricopre il substrato in modo efficente, il substrato di nickel non viene applicato eccetto nei casi in cui
è disposto ad una distanza di 39 mm dal catodo più vicino e quindi a 156 mm da quello più lontano. In lo spessore e le condizioni economiche lo rendano necessario. Una ulteriore proprietà del cromo è la
questo modo il rapporto fra le distanze dell’anodo dai due catodi è 4:1. Sia l’anodo che i catodi devono sua resistenza al calore, così che esso può venire impiegato in situazioni di grande stress meccanico e
avere una superficie pari alla sezione della cella. Se si indicano con Kf e Kn le due distanze il rapporto termico ad esempio in utensili per presse, in stampi per vetri, plastiche o metalli.
K=Kf/Kn nel caso sarà uguale a 4. Un importante campo di applicazione del cromo duro è il ripristino di componenti consumati o
Il potere penetrante,S, è dato dall’equazione per il miglioramento di particolari soggetti ad uso intenso. Articoli come stampi, aste, condotte, cilindri
ecc, che si sono consumati al di sotto della tolleranza minima possono essere ricostruiti con la
Mn cromatura. Un vantaggio particolare sta nel fatto che questo processo può essere ripetuto anche
K quando il consumo è già notevole, così che la durezza della superficie rinnovata è incrementata
Mf assieme alla durata del pezzo.
S (%)  * 100 Essenzialmente, sia il cromo lucido che quello duro è prodotto dallo stesso bagno cioè ,
K soluzione di acido cromico con aggiunta di anioni estranei. Leggere differenze della composizione dei
due bagni sono normali in pratica; così per il cromo lucido vi è un contenuto maggiore di acido cromico
dove Mn è il peso del metallo depositato sul catodo vicino e Mf il peso depositato sull’altro. fino anche a 450 g/l comparato con i 250 g/l del bagno di cromo duro. Negli ultimi anni, comunque,
nuovi catalizzatori hanno portato le concentrazioni dei due bagni a valori inferiori cioè a circa 150 g/l.
Dal momento che il cromo è duro, esso non viene abraso dai normali agenti lucidanti. L’ossido
di cromo verde è il materiale più comune nella lucidatura dei pezzi, ma il processo è molto costoso e
DEPOSIZIONE TECNICA DI CROMO laborioso e nei casi dove è necessario avere cromo lucido si preferisce depositarlo direttamente in
bagno. La lucidatura meccanica è applicata solo in alcuni casi. E’ infatti preferibile eliminare il deposito
 Generalità opaco e depositare più volte quello lucido. La lucidità del cromo depositato più volte è quasi come
quella del cromo depositato una volta sola ma i costi sono ben differenti.
La prima applicazione pratica del deposito di cromo è quella di produrre depositi bianchi e lucidi Nel caso di cromo duro la lucidità non è una proprietà interessante, ma lo è invece la durezza
in modo da migliorare la apparenza della superficie metallica. La deposizione di cromo avvenne presto e l’uniformità del colore di un insieme di componenti. La finitura di depositi a spessore è invariabilmente
ma rimase confinata a produrre depositi sottili. Lo spessore di 0.25-0.30m è la regola, quello di compiuta per levigatura Dal momento che il cromo duro è depositato in spessori più elevati, il tempo di
qualche m l’eccezione. Alcuni depositi sono porosi e attraverso questi pori il metallo base è esposto deposizione è molto importante. La tendenza è di accelerare la deposizione usando forti densità di
alla corrosione. Dal momento che il cromo si passiva all’atmosfera esso ha un ruolo più nobile di altri corrente, così che è necessario operare a temperature più elevate per rimanere nel range di
metalli che invece hanno il ruolo di elettrodo solubile e che sono quindi facilmente attaccati. deposizione ottimale, cercando di non avere depositi opachi e scuri.
Normalmente più o meno grandi spessori di nickel servono da substrato per la successiva Mentre normalmente la porosità è considerata un difetto, in alcuni casi se ne fa largo uso. La
cromatura. Si è osservato che il cromo depositato sopra il nickel talvolta è soggetto a corrosione scarsa bagnabilità del cromo è uno svantaggio considerevole nel caso di superfici scorrevoli, dal
pitting, mentre substrati di nickel senza il cromo sono meno soggetti a questo. E’ stato constatato che il momento che non mantiene un film di lubrificante. Ciò può portare a danni se si lavora a secco. Se
deposito di cromo per ostacolare la corrosione e non accelerarla deve coprire il substrato senza invece il cromo è poroso le cricche che si formano sono più grosse e in questo modo supportano il film
presentare porosità. di lubrificante generando eccellenti proprietà in condizioni operative.
Nel caso di oggetti decorativi si deposita uno spessore sottile per questioni di tempo e di costi. Dove è necessario che il cromo resista alla corrosione dobbiamo avere un deposito senza pori.
Va però riconosciuto che la natura del deposito sotto il cromo è di notevole importanza sulla resistenza La produzione di cromo non poroso è possibile sotto condizioni operative di controllo particolari.
a corrosione della combinazione dei depositi. In particolare è stato trovato che gli additivi usati per
produrre nickel lucido (particolarmente solfuri) sono dannosi al sistema, ma miglioramenti si sono avuti DEPOSIZIONE DI CROMO LUCIDO.
con depositi successivi di nickel opaco e nickel lucido. E’ stato anche notato che le proprietà di
corrosione di cromo sottile dipendono dalla natura delle cricche presenti nel cromo.  Depositi intermedi
lucidatura del nickel è sconsigliato l’utilizzo di paste eccessivamente grasse e la velocità delle spazzole
I depositi di cromo lucido hanno normalmente uno spessore di 0.5m e il deposito è molto che la supportano non deve essere elevata.
lucido quando lascia il bagno. Chiaramente, non avviene nessun livellamento dal momento che il Piccoli articoli sono normalmente lucidati mediante burattatura, che genera una superficie
deposito è molto sottile, così che il substrato deve avere una lucidità elevata. I pretrattamenti del liscia. Recentemente è stato scoperto un notevole vantaggio della lucidatura anodica o della lucidatura
substrato sono molto importanti per i successivi depositi di cromo lucido e i requisiti in questo modo chimica di alcune leghe, come ultimo trattamento prima della placcatura finale. Questi processi
sono perciò grandi rispetto a quelli di altri depositi. Dal momento che il ferro e l’acciaio non sono permettono un risparmio di tempo e producono una superficie sufficientemente lucida. Sono quindi
facilmente lucidabili, è conveniente depositare su essi un materiale che formi un deposito lucido che in spesso utilizzati in processi automatici.
genere è nichel . Se su un oggetto di rame viene deposto del cromo, il colore risultante può risentire del A riguardo dei residui della pulitura e sgrassatura, non si devono prendere eccessive
colore del substrato. Spesso è anche conveniente avere un substrato più rigido del rame e quindi prima precauzioni per la loro completa eliminazione dal momento che l’acido cromico dissolve i contaminanti
di depositare il cromo si deposita uno strato di nickel. Oggigiorno ci sono bagni di nickel che come ad esempio i film grassi sulla superficie. Nel caso della nichelatura è invece importante eliminare
permettono di avere depositi livellanti, così che il nickel può essere deposto anche su superfici che non questi residui.
sono lucide. Il deposito di nickel viene effettuato nei casi in cui bisogna avere lunga resistenza del Ciò non significa che non bisogni sgrassare la superficie dell’oggetto perché grande
materiale. Si sta però cercando di sostituire il nickel con altri metalli o leghe per questioni di tossicità. contaminazione può avere effetti contrari. Ogni impurità sulla superficie determina un eccessivo
Si è visto inoltre che l’utilizzo di depositi multipli ha portato ad un aumento delle caratteristiche consumo di acido cromico. Le superfici nickelate esposte all’aria per lungo tempo si passivano e non
di resistenza chimica. In questo caso il substrato è opaco mentre il deposito o i depositi sovrastanti possono essere cromate in questo stato ma devono essere prima attivate in acidi diluiti o mediante
danno il carattere lucido all’oggetto. sgrossatura catodica.
I depositi di nickel lucido,che normalmente contengono solfuri, hanno proprietà di resistenza
chimica più scarse rispetto a quelli del nickel opaco . In particolare i depositi lucidi sono soggetti a  Intelaiatura
corrosione pitting, che riesce a penetrare nel substrato. Quindi si ha esfoliazione del deposito che
implica una non protezione del substrato. Con depositi di cromo molto sottili il colore è quello del E’ una importante operazione per produrre perfetti depositi di cromo. Dobbiamo sempre tenere
metallo base. Quindi nel caso del substrato di rame il colore sarà scuro mentre per il nickel avremo un conto che in un bagno di cromo la densità di corrente è alta e che sia il potere penetrante che quello
colore del deposito nickel+cromo che è bianco. coprente è basso. La corrente elevata implica un contatto di sezione sufficiente. Dal momento che i
Il deposito di cromo ha al suo interno stress residui notevoli. Per questo è necessario avere una bagni ad alta conducibilità per rame e nickel operano con vigorosa agitazione, la perdita di contatto
buona aderenza col substrato per evitare esfoliazioni. Il deposito intermedio deve essere inoltre porta ad uno scarto. Legare i pezzi richiede un lungo tempo e molto lavoro e spesso lascia l’impronta
anch’esso libero da stress. Nel rame esso è di poca importanza. Nel nickel possiamo avere delle in seguito alla cromatura.
esfoliazioni durante la successiva deposizione del cromo. Gli stress possono essere sia di Ora è diventato normale impiegare telai rigidi nei quali il pezzo può essere direttamente
compressione che di trazione e possono essere eliminati aggiungendo degli additivi al nickel. inserito. Tutte le aree di non contatto sono isolate con resistenti vernici, o meglio con depositi plastici. In
Il deposito di rame intermedio può essere molto sottile se applicato ad una base ben preparata, questo modo l’attacco del telaio è evitato, eliminando la contaminazione del bagno. L’aggancio del
e in alcuni casi può essere applicato da un bagno rapido a circa 40°C con una corrente di 1-1.5 A/dm 2 pezzo deve essere effettuato in modo che i gas che si sviluppano durante la placcatura non possano
da una soluzione contenente 20 g/l di rame. Depositi più spessi che devono essere poi lucidati o che fermarsi in zone concave rivolte verso il basso non permettendo così la deposizione. Contrariamente
sono applicati per proteggere il nickel sono ottenuti a temperature e densità di corrente più elevate. zone concave verso l’alto provocano lo scodellamento del bagno al recupero. I telai sono normalmente
Le soluzioni di rame lucido , che sono normalmente più calde ( circa 70°C) vengono utilizzate costituiti di acciaio o rame perché hanno buona conducibilità rispetto ad altri metalli. Può essere
ad alte densità di corrente. Le soluzioni più usate sono quelle al cianuro, all’acido tartarico, al utilizzato anche il titanio. I telai vanno rivestiti con plastisol lasciando liberi solo i contatti con i pezzi e gli
pirofosfato o al fluoroborato. agganci alla barra catodica. Si può eliminare l’eccesso di metallo depositato sui contatti dei telai
Se si deve ottenere un deposito di rame spesso è necessario avere un bagno di rame acido e mediante stripping con trattamento anodico in soluzioni appropriate.
livellante dopo un breve strato di preramatura in un bagno al cianuro, perché il rame dal bagno di Una superficie completamente liscia che è disposta parallelamente all’anodo mostrerà uno
cianuro assorbe una notevole quantità di idrogeno che può produrre il distacco del nickel e del cromo. spessore di bordo molto più elevato che non al centro. Per evitare ciò, il catodo deve essere
Bisogna notare che il bagno al cianuro di rame alcalino è molto sensibile alla contaminazione dell’acido posizionato lontano dall’anodo. Un alternativa è di disporre un filo metallico assorbitore di corrente a
cromico. L’acido cromico, in questo caso, può essere eliminato mediante riscaldamento a 40°C in distanza di pochi mm dal bordo della porzione prominente.
presenza di sodio idrosolfito (Na 2S2O4) in proporzione di 5 volte il contenuto di acido cromico. Così il La protezione totale di certe zone del catodo può essere attuata con mascherature non
cromo è ridotto a cromo trivalente, precipitato come idrossido e quindi filtrato. Per questo tipo di conduttive.
depositi è inoltre consigliato usare una corrente inversa periodica. Il risultato è un deposito meno Lo scarso potere penetrante e coprente deve essere tenuto in considerazione nel caso di
poroso anche se i costi sono notevoli e i tempi di deposizione sono più lunghi. oggetti che hanno una forma complessa, particolarmente quelli che hanno una area fortemente
Normalmente la diretta deposizione di cromo su ferro e acciaio non è effettuata. Questo è defilata. Con un aggiustamento della forma dell’anodo rendendolo di forma irregolare come il catodo, o
dovuto alla bassa resistenza a corrosione del substrato e al fatto che la superficie non è perfettamente mediante l’introduzione di un anodo ausiliario, la deposizione del cromo può essere assicurata anche
livellata. Su nickel lucido invece la superficie è livellata. Quindi normalmente si depone uno strato sulle aree defilate. Con angoli acuti l’anodo ausiliario deve essere disposto all’interno vicino all’apice
sottostante di nickel che livella la superficie e successivamente un ulteriore strato di cromo che da dell’angolo in modo da assicurare la deposizione anche in quei punti.
l’aspetto lucido e le caratteristiche di anticorrosione. L’adesione del cromo sul nickel lucido è inoltre più
elevata. Su rame, nickel e leghe di rame-nickel il cromo viene depositato senza una deposizione  Elettroliti
intermedia.
La composizione dell’elettrolita per la cromatura lucida può variare secondo la concentrazione
 Pretrattamenti meccanici e chimici di acido cromico fra i 150 e i 500 g/l. Generalmente la più elevata concentrazione non viene utilizzata
perché il range di temperatura e di densità di corrente è stretto. La soluzione più diluita presenta meno
La lucidatura prima della cromatura è effettuata con modalità convenzionale. Notevole cura si problemi di trascinamento di soluzione e di deposizione. Per alcuni anni la concentrazione usuale di
deve dare per assicurarsi che il surriscaldamento locale dovuto alla pasta lucidante non dia luogo a acido cromico era di 300-400 g/l CrO3, con un contenuto di solfato pari all’ 1% del contenuto di acido
bruciature difficilmente visibili sulla superficie. Questo ha effetti negativi sull’ulteriore cromatura. Nella cromico. La densità di corrente variava tra i 7 e i 20 A/dm 2, mentre la temperatura della soluzione tra i
30 e i 55°C. La più alta temperatura viene usata con la più alta densità di corrente. Per quanto riguarda ma si ha anche una contaminazione sempre maggiore della soluzione del bagno. Questa
la densità di corrente, il range di deposizione lucida è ampio, sebbene non sia sufficiente in pratica dato contaminazione dipende dal tipo di articoli trattati e dalle condizioni operative.
il basso potere penetrante degli elettroliti di cromo. Dopo le vasche di risciacquo viene utilizzata una vasca di neutralizzazione. Questa è una
Su parti completamente piatte vi è una sensibile differenza di corrente tra il centro e la periferia vasca statica di agente riducente normalmente costituito da 10-20 g/l di sodio idrosolfito, che converte
del pezzo, mentre la differenza è molto maggiore in profili con cavità profonde. Se la densità media sta ogni residuo di acido cromico in cromo trivalente. I telai vengono risciacquati in acqua deionizzata
all’interno del range lucido, ci saranno delle zone del pezzo in cui la densità di corrente è più elevata di prima dell’asciugatura.
quella necessaria e zone in cui non si riesce a raggiungere la soglia della densità di corrente minima. In L’ascuigatura è effettuata in vari modi . Un vecchio e buon metodo è quello di asciugare i pezzi
queste zone non ho deposizione. in segatura calda. Per questo motivo un box di farina di legno non resinoso viene riscaldato fino a
Vi sono soluzioni di elettroliti, che vengono chiamate HTHR ( High Temperature High Ratio) che temperature tali da avere asciugatura del pezzo. Altro tipo di asciugatura è quella in forno a 105-115°C.
contengono una quantità maggiore di acido cromico rispetto a quella di solfato, e inoltre lavorano a Questa tecnica presuppone che si sia utilizzata un’acqua deioizzata come ultimo risciacquo perché le
temperature più elevate. Ad esempio una soluzione di 350 g/l di CrO 3 con 2.5 g/l di SO4 lavora a macchie di calcare sono difficili da rimuovere. Ci sono altri modi come ad esempio l’asciugatura in
temperature di 55-60°C con densità di corrente di 30-45 A/dm2. corrente di aria calda, mediante radiazioni infrarosse, ecc.
Il pezzo può entrare nel bagno sia asciutto che bagnato. Per prevenire l’attacco di articoli La lucidatura di un pezzo cromato non è necessaria. Se vi sono delle zone opache esse
altamente lucidati, è necessario farli entrare nell’elettrolita sotto tensione, in modo che l’elettrolisi vengono lucidate con panni particolari, ma se il pezzo alla fine della lucidatura non è sufficientemente
cominci appena dopo l’immersione. Bisogna fare molta attenzione che la superficie immersa non lucido viene scartato e ricromato.
presenti bruciature come risultato di una eccessiva densità di corrente.
All’inizio della cromatura è conveniente applicare una densità di corrente più elevata per  Campi di applicazione
ottenere una rapida copertura di tutte le parti del catodo, anche di quelle che riceverebbero correnti
basse. Si osserva che si può avere dissoluzione nelle zone a bassa densità di corrente mentre il cromo Uno dei primari campi di applicazione è quello della posateria. Le posate di ferro o di acciaio
viene depositato sulle aree dove la densità di corrente è più elevata. Ciò deve essere evitato tenendo vengono cromate direttamente o mediante deposizioni multiple. Nel caso di cromatura diretta è
conto della possibile contaminazione della soluzione. Durante la copertura, che dura circa 10-30 necessario un tempo di 1-2 ore per avere uno spessore sufficiente. Le leghe di alpacca sono molto
secondi, viene usato un potenziale più elevato di 1-2 volt. La bassa conducibilità delle soluzioni diluite buone per la cromatura diretta e facilmente lucidabili.
portano a far si che siano richieste tensioni più elevate del normale per ottenere la densità di corrente Nel caso di posateria assemblata, tutte le parti che non necessitano di cromatura devono
desiderata. essere protette mediante vernici particolari. Una di queste potrebbe essere una mistura di paraffina e
Le condizioni operative sono di seguito riassunte nella tabella seguente: cera carnauba. Dopo la cromatura viene facilmente rimossa.
Il maggior campo di applicazione della cromatura è l’industria automobilistica. In questo caso
Tab. 8:Condizioni operative per una cromatura lucida su vari metalli sono utilizzati nickel e rame come substrati. Il deposito di rame è qualche volta estremamente sottile
(meno di 1 m ) ma normalmente spesso, mentre lo spessore del nickel varia tra i 2 e i 40 m. Per quel
Metallo base Temp. °C Densità di corrente Durata (minuti) che riguarda il cromo lo spessore è di 0.4-0.5 m.
A/dm2 La resistenza a corrosione di un articolo placcato con nickel e cromo non è molto elevata.
Rame 35-40 5-10 30-45 Perciò si preferisce impiegare altri rivestimenti multistrato. Per esempio si possono fare doppi depositi
Bronzo 35-40 5-10 20-45 di nickel. I 2/3 dello spessore è costituito da nickel opaco mentre la rimanente parte da nickel lucido.
Alpacca 35-40 5-10 30-60 Dal momento che il nickel lucido contenente solfuri è meno nobile del nickel opaco sottostante, esso
Ferro, acciaio 40-45 10-30 60-120 costituisce l’elettrodo solubile quando avviene la corrosione, così che l’attacco corrosivo non penetra
Nickel 40-45 5-20 3-5 nel substrato.
Argento 40-45 5-10 30-60 La maggior parte dei componenti per automobile è ormai costituita di leghe di zinco. Questo
materiale può essere facilmente placcato prima con rame, poi con nickel e successivamente con
E’ anche importante che il pezzo sia alla stessa temperatura del bagno o che la raggiunga in cromo.
tempi brevi in modo da non avere una deposizione opaca. I pezzi piccoli che entrano nel bagno si La cromatura lucida è impiegata anche in alcuni oggetti domestici tipo lavandini, lavatrici,
riscaldano molto velocemente mentre quelli più grossi richiedono tempi di riscaldamento superiori e rubinetteria ecc. Inoltre pezzi cromati sono utilizzati anche per produrre strumenti dentali od ospedalieri
possono raffreddare eccessivamente l’elettrolita. dove è necessario avere alta resistenza chimica.
E’ inoltre normale applicare una piccola tensione di 2 volts per 2 minuti nel bagno prima
dell’elettrolisi. Non si ha deposizione di cromo, ma il sistema aumenta la sua temperatura, l’attacco è  Analisi dei costituenti fondamentali di un bagno di cromatura
prevenuto, e ogni sostanza contaminante è distrutta dall’acido cromico.
Determinazione dell’anidride cromica nel bagno di cromatura
 Risciacquo e trattamenti successivi
Reagenti:
Il primo trattamento successivo del deposito di cromo è il risciacquo. Il pezzo che esce dalla 1. Ammonio bifluoruro
vasca di deposizione viene prima risciacquato in una vasca statica. L’agitazione di questa vasca è 2. HCl conc.
preferibile. Il recupero si fa per non perdere soluzione del bagno che è costosa e tossica per l’ambiente. 3. Soluzione di potassio ioduro al 10% +0,1% KOH
Spesso il sistema di risciacquo è a cascata in modo che la perdita di soluzione di acido cromico possa 4. Sodio tiosolfato 0,1 N
essere ridotta. 5. Soluzione di salda d’amido
Dal momento che la soluzione di cromo utilizzata è calda, e se ne ha una notevole perdita
all’uscita, il contenuto deve essere sempre rabboccato. Questo rabboccamento viene effettuato con Procedura:
soluzione del primo risciacquo. Se le vasche di risciacquo sono molteplici la soluzione della seconda Prelevare 10 cc di bagno di cromo e porlo in un pallone tarato da 500 cc portando a volume
viene messa nella prima e così via per le altre. La continua perdita di soluzione non è l’unico problema, con acqua distillata. Trasferire 10 cc di questa soluzione in una beuta da 300 cc, diluire con 100 cc di
acqua distillata ed aggiungere 2 g di ammonio bifluoruro,10 cc di HCl conc. e 5 cc di soluzione di LEGA NICKEL STAGNO
potassio ioduro. Quindi titolare con sodio tiosolfato 0,1 N usando 0,5 cc di soluzione di salda d’amido
come indicatore finché scompare la colorazione blu. Questa lega si deposita con una composizione del 65% in stagno ed del 35% in nichel corrispondente
Siano A i cc di tiosolfato utilizzati: al composto intermetallico SnNi. Ha un aspetto metallico lucido con un riflesso rosa ed è resistente
all’imbrunimento. Può essere alternativa al cromo per certe applicazioni decorative per interni o esterni,
Calcolo: g/l CrO3 =A*16,67 o per applicazioni su contatti elettrici. Ha una buona resistenza all’usura e trattiene un film d’olio che ne
esalta questa proprietà. Trova applicazione nella metallizzazione dei fori dei circuiti stampati, come
parziale sostituto dell’oro, a causa del notevole potere penetrante dei bagni e la buona conducibilità del
Determinazione del cromo trivalente nel bagno di cromatura deposito.
La durezza del deposito è compresa fra quella del nickel e quella del cromo. Essa è duttile e saldabile.
La tipologia di bagno più utilizzata risponde alla seguente composizione:
Reagenti:
1. Sodio perossido SnCl2 2H2O 50 g/l
2. Acido cloridrico conc NiCl2 6H2O 250 g/l
3. Soluzione di potassio ioduro al 10% +0,1% KOH NH4HF2 55 g/l
4. Sodio tiosolfato 0,1 N NH4Cl 50 g/l
5. Soluzione di salda d’amido NH4OH o HCl fino a pH 2.5-3.5
Temperatura 65 °C
Procedura: Densità di corrente 1.0-3.0 A/dm2
Prelevare 10 cc di bagno di cromo e porlo in un pallone tarato da 500 cc portando a volume Agitazione Movimentazione catodica
con acqua distillata. Trasferire 10 cc di questa soluzione in una beuta da 300 cc, diluire con 100 cc di
acqua distillata ed aggiungere 2 g di ammonio bifluoruro,10 cc di HCl conc. E 5 cc di soluzione di L’agitazione non è necessaria per piccoli spessori mentre diventa obbligatoria nel caso contrario.
potassio ioduro. Quindi titolare con sodio tiosolfato 0,1 N usando 0,5 cc di soluzione di salda d’amido Anche la filtrazione continua si rende necessaria per eliminare particelle sospese.
come indicatore finché scompare la colorazione blu. Si utilizzano anodi di nickel oppure anodi di nickel con anodi di stagno nel rapporto 2:1.
Siano B i cc di tiosolfato utilizzati: Nel primo caso lo stagno consumato va reintegrato con aggiunte regolari di cloruro stannoso.
Il contenuto in fluoruro è molto importante per il suo effetto complessante sullo stagno. Un aumento
Calcolo: g/l CrIII = (B-A)*8,7 dove A sono i cc utilizzati nella determinazione del cromo della sua concentrazione diminuisce il contenuto di stagno nel deposito.
esavalente dell’analisi precedente Molto dannosa è la presenza di contaminanti organici. Piombo oltre i 25 ppm, rame,zinco e cadmio
oltre i 200 ppm, hanno effetti negativi sul deposito ma questi possono essere rimossi mediante
Determinazione del solfato nel bagno di cromatura elettrolisi a bassa densità di corrente.

Reagenti: Determinazione iodometrica dello stagno(II) in un bagno di nickel-stagno


1. Soluzione riducente (15 parti in volume di alcool isopropilico+7 parti
di acido cloridrico + 25 parti di acidi acetico) Reagenti:
2. Soluzione satura di acido picrico 1. Acido cloridrico concentrato
3. Bario cloruro al 10% 2. Soluzione di iodio 0,1 N
3. Salda d’amido
PROCEDURA:
PROCEDURA:
Prelevare 10 cc di bagno di cromatura in un becker da 250 cc, aggiungere 75 cc di soluzione
riducente e portare all’ebollizione per 15-20 minuti. Diluire con acqua distillata, aggiungere 5 cc di acido Prelevare 5 cc di bagno e porli in una beuta da 300 cc, diluire con 200 cc di acqua distillata e
picrico e 10 cc di soluzione di bario cloruro. Aspettare 1-2 ore e filtrare il precipitato di solfato di bario su aggiungere 30 cc di acido cloridrico concentrato. Aggiungere 5cc di salda d’amido e titolare con iodio
filtro di carta. Bruciare il filtro in un crogiolo di porcellana preventivamente pesato. Mettere in muffola a 0,1N finché la soluzione passa dal nero al blu.
800 °C per due ore quindi pesare. Siano A i cc di iodio 0,1 N utilizzati.
Siano A i grammi pesati:
Calcolo: g/l Sn(II) = A*1,187
Calcolo: g/l SO42- = A*41,5 ARGENTATURA

I bagni cianurati di argento sono quelli che forniscono i migliori risultati tecnici ed economici anche tenendo
conto delle spese per il trattamento delle emissioni. Gli anodi d’argento si sciolgono bene nei bagni al cianuro ed
il consumo di brillantanti è basso.

Un bagno classico utilizzabile a telaio è il seguente:

Argento come KAg(CN)2 15-40 g/l


Potassio cianuro KCN 20-150 g/l Temperatura 60-70 °C
Potassio carbonato K2CO3 20 g/l Densità di corrente 30-400 mA/dm2
Temperatura 20-30 °C Agitazione a flusso di soluzione
Densità di corrente 0.5-4 A/dm2 Anodi Platino o titanio platinato

Per un’ argentatura a buratto si tiene conto che si ha un maggior trascinamento e una minore densità di corrente I sali conduttori sono di solito pirofosfati che funzionano anche da tamponi, oppure nitrati in cui i tamponanti
per cui si utilizzano bagni a minor concentrazione. Una formula tipica è la seguente: sono costituiti da borati. In queste soluzioni sono molto importanti i sali tamponanti poiché sull’anodo inerte
vengono consumati gli ossidrili con conseguente aumento dell’acidità. Si forma allora all’anodo del cianuro
Argento come KAg(CN)2 5-20 g/l d’argento insolubile per effetto della perdita del acido cianidrico che si sviluppa. Per questa causa aumenta
Potassio cianuro KCN 25-75 g/l l’effetto di polarizzazione anodica con diminuzione della corrente. Le seguenti reazioni illustrano il fenomeno:
Potassio carbonato K2CO3 20 g/l
Temperatura 20-30 °C 4OH- 2H2O + O2 +4e-
Densità di corrente 0.1-0.8 A/dm2 Ag(CN)2- AgCN + CN-

Entrambe le formulazioni producono un deposito opaco ma comunque tenero. Per produrre un deposito molto
lucido vengono aggiunti affinatori del grano e brillantanti. DORATURA
Esempi di questi brillantanti sono molecole organiche che contengono gruppi ammidici quali la nicotinammide o
gruppi amminici come l’etilendiammina e complessi dei metalli del gruppo VA e VIA come selenio, bismuto o La doratura è un tipo di placcatura con metalli preziosi che ha numerose applicazioni specialmente per
antimonio. oggetti ornamentali.
Aumentando la quantità di brillantanti aumenta la durezza del deposito. Questa è compresa di solito fra i 100 e I sistemi di doratura odierni sono suddivisi in 8 classi:
200 Knoop. Antimonio e selenio aumentano la durezza più delle sostanze organiche ma queste ultime
impartiscono miglior conduttività elettrica. Classe Tipo
I carbonati derivano dalla ossidazione del cianuro cosicchè l’aggiunta iniziale non deve essere ripetuta. Questa A Flash di oro decorativo 24K (0.05-0.1 m), su telaio e in buratto
ossidazione è lenta quando il bagno non lavora ma quando la concentrazione arriva verso i 120 g/l allora il B Flash di leghe di oro decorativo (0.05-0.1m), su telaio e in buratto
deposito diventa opaco. La rimozione di questo sale può essere fatta per raffreddamento della soluzione ed C Leghe di oro decorativo, pesante(0.5-1m), su telaio . Questi depositi possono essere
asportazione dei cristalli di carbonato precipitato o precipitazione dello stesso con idrato di bario. sia classe C – 1 carato o C – 2 carati
L’argento è un metallo relativamente nobile per cui l’immersione in una sua soluzione di un metallo meno nobile D Oro tenero ad alta purezza per industria elettronica (0.05-0.5m) su telai, in buratto e
può provocare fenomeni di cementazione che di solito sono deleteri per l’adesione dello strato successivo. Per selettivo
minimizzare questo effetto è necessario impiegare un predeposito di argento. Una composizione tipica di questo E Oro pesante (95%) duro,opaco per industria elettronica (0.05-0.5m) su telaio, in
bagno è la seguente:
buratto e selettivo
F Leghe di oro spessore (0.05-1m) su telaio e selettivo
Argento come KAg(CN)2 3.5-5 g/l
G Leghe opache e pure, raffinato (0.01-0.1m), su telaio e selettivo
Potassio cianuro KCN 80-100 g/l
Potassio carbonato K2CO3 20 g/l H Miscele, comprendenti oro elettroformato e leghe di oro, per scopi architettonici
Temperatura 15-25 °C
Per semplificare ulteriormente l’oro e le leghe di oro possono essere considerate appartenenti a 5
Densità di corrente 0.5-1.0 A/dm2
gruppi generali:
Lo spessore ottenuto da questo deposito è molto limitato ( 0,05-0,25m). Dopo il bagno di preargentatura si entra
Gruppo Miscele Classi
in quello di argentatura senza risciacquare. La purezza degli anodi è molto importante poiché impurità come il
rame, ferro, piombo, solfuro, tellurio, e metalli del gruppo del platino possono causare contaminazione della 1 Oro cianuro alcalino, per doratura e placcatura di leghe di oro A-D;F-H
soluzione con formazione di un film sull’anodo che inibisce la solubilità dello stesso. Gli anodi devono essere
ottenuti per trafilatura, fusione o estrusione e devono subire un trattamento di ricottura per ottenere una grana che 2 Oro cianuro neutro, per doratura ad alta purezza D,G
non si sfogli durante la dissoluzione. Una insufficiente concentrazione di cianuro libero e un’area anodica limitata 3 Oro cianuro acido, per doratura opaca e dura B,C,E–G
causa consumi e dissoluzione anomali.
L’analisi della concentrazione del cianuro libero deve essere eseguita frequentemente e regolarmente e ripristinata 4 Oro solfito, per doratura generica A–D;F–H
con potassio cianuro. Il rapporto anodo catodo consigliato e 2-1e la densità di corrente catodica massima di 1,25 5 Miscele
A/dm2
L’argentatura di piccoli pezzi può essere fatta anche utilizzando anodi inerti. In questo caso i tradizionali bagni al
cianuro subiscono degradazione per effetto della polimerizzazione del radicale cianuro e della sua ossidazione. Ci sono centinaia di formulazioni tra queste cinque classi di soluzioni di oro per doratura.
Sono state sviluppate delle soluzioni per sopperire a questi casi particolari utilizzando bagni privi di cianuro libero Fisicamente, considerazioni di tipo estetico e ingegneristico determinano in quale di questi gruppi è il
di cui la seguente è una formulazione classica: bagno desiderato. Il fattore normalmente altrettanto importante è quello economico. Il prezzo dell’oro è
solo un aspetto che deve essere considerato nella decisione del tipo di tecnica di deposizione (telaio,
Argento come KAg(CN)2 40-75 g/l buratto, continua o selettiva).
Sali conduttori e tamponanti 60-120 g/l Per ogni applicazione è necessario bilanciare e ottimizzare le seguenti variabili:
PH 8.0-9.5
 Costo del bagno: Questo include il volume di bagno necessario e la concentrazione di oro. 24 K Basso Giallo Rosa Verde Bianco Bianco Verde Rosso Rosa
 Velocità di placcatura: Determina la dimensione dell’equipaggiamento, il bagno e i costi per Cianuro n°1 n°2
avere la produzione desiderata. Potassio Oro Cianuro (g/l) 1.25-2 1.25-2 1.25-2 1.25-2 1.25-2 0.4 0.325 2 0.82 6
 Costi di perdita di trascinamento: Dipende dalla concentrazione utilizzata, la forma del Potassio Cianuro Libero (g/l) 7.5 7.5 7.5 2 2 15 15 7.5 4 4
pezzo, se la placcatura è su telaio, in buratto, continua o selettiva;deve includere anche il Fosfato potassico (g/l) 15 15 15 15 15 15 15 15 15
probabile recupero della soluzione perduta mediante elettrodeposizione o scambio ionico. Idrossido di Sodio (g/l) 15
 Costi di controllo e di mantenimento: Alcuni bagni ad alta velocità e alta efficienza richiedono Carbonato di Sodio (g/l) 30
costante manutenzione e analisi. Potassio Nickel Cianuro (g/l) 0.025-1.4 0.025 0.025 0.025 1.1 0.2
 Costo di longevità del bagno: Bagni ad alta velocità e ad alta purezza con elevato Potassio Rame Cianuro (g/l) 0.13 1.1 0.7
trascinamento devono essere periodicamente cambiati per mantenere la purezza voluta. Potassio Argento Cianuro (g/l) 0.05 0.25
Questo implica una certa perdita nel ricambio. Stagno (g/l) 2.1
 Costi iniziali dell’ equipaggiamento Temperatura (°C) 50-70 50-70 50-70 50-70 50-70 50-70 50-70 50-70 50-70 50-70
 Spese generali Densità di corrente (A/dm2) 1-4 1-4 1-3.5 2-5 1-4 3-6 3-5 1-3 3-4 2-5
Tabella di Oro e leghe di Oro in bagni Flash (Classi A,B)
 Doratura decorativa
Bagni alcalini di oro al cianuro (Gruppo 1, Classe D)
Gran parte della placcatura decorativa è applicata alla gioielleria, in generale per oggetti che servono
da ornamento. Lo spessore di oro o di leghe di oro è di circa 0.05-0.1m e il tempo di placcatura è di Opaco Lucido
circa 5-30 sec. Indrustialmente si distingue tra questo tipo di placcatura che viene chiama flash
rispetto a quella a spessore in cui lo spessore del deposito è maggiore di 0.5m. Potassio Oro Cianuro (g/l) 8-20 8-20
Questi depositi sono usualmente applicati su un substrato di nickel lucido e l’aspetto risultante è Potassio Argento Cianuro (g/l) 0.3-0.6
ancora lucido. Non richiedono quindi successivo trattamento di lucidatura. Fosfato potassico (g/l) 22-45
Gli anodi utilizzati sono di acciaio puro. Il miglior rapporto fra l’area del anodo e quella del catodo è 1:1 Potassio Cianuro (g/l) 15-30 60-100
oppure 3:1. Alti rapporti, quando la vasca è usata come anodo, tendono a dare un colore e uno
spessore del deposito disomogenei, e il pezzo finale frequentemente si brucia. Non è necessario pH 12 12
nessun tipo di agitazione per assicurare colore uniforme. Temperatura (°C) 50-70 15-25
L’oro e gli elementi in lega si consumano durante il processo e quindi devono essere aggiunti Anodi Acciaio inossidabile Acciaio inossidabile
periodicamente per non sbilanciare il bagno. Normalmente ci si basa sulla lettura di un amperometro. Il Rapporto Anodo / Catodo 1:1 1:1 - 5:1
bagno opera con un efficienza catodica di circa il 6%. Quindi ogni 11 Ah consumate devono essere
Agitazione da Moderata a Vigorosa da Niente a Moderata
aggiunti 5 g di oro, assieme alla giusta quantità di elementi in lega.
Tutte le condizioni operative devono essere controllate attentamente. Ogni variazione di queste Densità di corrente (A/dm2)
condizioni influenza l’efficienza della corrente catodica dell’oro o delle leghe o di entrambi. Telaio 0.3-0.5 0.3-0.8
I fattori che alterano il colore del deposito sono: Buratto 0.1-0.2 0.1-0.2
Efficienza di corrente (%) 90-95 90-100
1. Finitura superficiale. La finitura superficiale del metallo base cambia il colore apparente del
deposito. Questo si nota facilmente quando l’oggetto da dorare ha superficie in parte lucida e in Tempo di placcatura (sp = 2,54 micron) 8 minuti a 0.5 A/dm 2 7 minuti a 0.6 A/dm 2
parte opaca. Placcato nello stesso bagno, esso risulterà di due diversi colori. Riempimento 6.3 gr di oro / A-h 6.3 gr di oro / A-h
2. Colore del metallo base. Il colore del metallo base altera il colore del deposito di oro
sovrapponendo il suo colore a quello dell’oro quando il deposito è sottile (flash). La maggiorparte Tabella dei Bagni di Oro alcalini al cianuro
dei depositi di leghe d’oro, se correttamente depositati, oscura la base quando lo spessore del
deposito è superiore a 0.05 m. Additivi speciali possono far si che lo spessore di oro necessario La tabella sovrastante elenca i bagni alcalini di oro cianuro che sono ancora usati. Per depositi opachi,
per oscurare la base sia minore e cioè fino a 0.03m. In questo caso a parità di colore si usa aumentando la temperatura, si ha il miglior deposito e la più alta velocità di deposizione. Bisogna però
meno oro. cercare di non superare il limite di temperatura consentito.
3. Densità di corrente. La densità di corrente bassa tende a favorire la deposizione di oro e porta I bagni alcalini al cianuro sono molto sensibili alle impurezze organiche , sia quelle introdotte dal
all’arricchimento della soluzione di elementi in lega. L’aumento notevole di densità di corrente trascinamento, sia quelle dovute all’assenza di pulizia, così come quelle dovute al crollo del cianuro
porta ad avere lo sviluppo di tonalità di colore rosso,arancione o rosa. libero. Per fare in modo che un deposito sia di buon aspetto e strutturalmente sano, è necessario
4. Cianuri liberi. Le soluzioni che contengono rame sono molto sensibili ai cambiamenti nel trattare la soluzione con carbone e filtrarla periodicamente. Il grado di purezza del carbone deve essere
contenuto di cianuro libero. Un basso contenuto causa un incremento nelle sfumature rosse e elevato in modo da non introdurre più impurezze di quelle rimosse. La filtrazione continua attraverso un
rosa, mentre un alto contenuto favorisce il colore giallo trattenendo il rame. filtro impaccato di carbone è praticamente accettata ma non è efficiente nella rimozione delle impurità
5. Temperatura. L’effetto è simile a quello della densità di corrente. Basse temperature favoriscono come un trattamento discontinuo con carbone. Se la soluzione è abbastanza contaminata prima del
il colore giallo, e alte temperature favoriscono quello rosso. Temperature sopra i 70°C devono trattamento, è importante conservare il carbone utilizzato e i filtri per recuperare la quantità di oro persa
essere evitate, eccetto nel caso di oro rosa, visto il rapido crollo del cianuro e quindi la formazioni durante il processo.
di colorazioni scure. Il miglior metodo per trattare una soluzione con carbone è di:
6. pH. E’ raramente necessario aggiustare il pH di un bagno di oro. Normalmente esso sta
nell’intervallo tra 10 e 11. Solo oro rosa o rosso sono favoriti da alti valori di pH 1. Riscaldare la soluzione a 65-70°C
2. Trasferire la soluzione calda ad una vasca ausiliaria
3. Aggiungere 1-1.5 g di carbone per litro di soluzione Bagni al dinitroplatinato solfato
4. Mescolare per non più di 20-30 minuti
5. Filtrare la soluzione per decantazione nella vasca originaria Platino come H2Pt(NO2)2SO4 5 g/l
Acido solforico fino a pH 2
Nessuna regola viene data alla frequenza di trattamenti con carbone. Ciò dipende dalla pulizia generale Temperatura 40 °C
e dalla disponibilità economica, come dal pezzo che si deve processare; mediamente varierà da una Densità di corrente 0,1-1 A/dm2
volta ogni due settimane a una volta ogni due mesi. Per esempio i bagni a temperatura ambiente Anodi Platino, Titanio platinato
necessitano di trattamenti con carbone meno frequenti rispetto a quelli caldi al cianuro.
Bagni acidi all’acido cloroplatinico
Bagni neutri di oro al cianuro. (Gruppo 2 , Classe D)
Platino comeH2PtCl6 20 g/l
I bagni neutri al cianuro sono principalmente usati dalla industria dei semiconduttori. Molta cura va data
per prevenire la contaminazione della soluzione perché anche una piccola quantità (ppm) di sostanze Acido cloridrico (al 35%) 300 g/l
inorganiche indesiderabili può causare problemi al deposito come rotture o fragilità. Temperatura 65 °C
Densità di corrente 0,1-2 A/dm2
Placcatura su Telio o Buratto Placcatura veloce continua
Anodi Platino,titanio platinato
Potassio Oro Cianuro (g/l) 8-20 15-30
Fosfato potassico (g/l) 80
Cirtato potassico (g/l) 70 90
pH 6.0-8.0 4.5-5.5 Bagni ammoniacali all’acido cloroplatinico
Temperatura (°C) 70 50-70
Platino comeH2PtCl6 10 g/l
Agitazione Necessaria Violenta
Ammonio fosfato 60 g/l
Anodi Platino rivestito Platino rivestito
Ammonio idrato fino a pH 7.5-9.0
Densità di corrente (A/dm2) 0.1-0.3 10-40 Temperatura 65-75 °C
Efficienza di corrente (%) 90 95-98 Densità di corrente 0,1-1 A/dm2
Tempo di placcatura (sp = 2,54 micron) 12 minuti 10-20 sec Anodi Platino, Titanio platinato
Riempimento 6.3 gr di oro / A-h 6.3 gr di oro / A-h
La formulazione alcalina può essere applicata direttamente su basi nickelate. Le formulazioni acide richiedono in
Bagni acidi di oro al cianuro. (Gruppo 3 , Classe E) genere una predoratura sul materiale base.

Placc. in buratto
Placc.in buratto Alta velocità RODIATURA
o su telaio Placcatura continua
Bagno Opaco n° 1 Bagno Opaco n° 2 Bagno Lucido Tre sono le tipologie di bagni che sono stati finora proposti per la rodiatura e cioè:
Potassio Oro Cianuro (g/l) 8 8 8-16
Acido citrico (g/l) 60 60 90 1. bagni al solfato
Cobalto o Nickel come metallo (g/l) 70 0.2-0.5 0.75 2. bagni al fosfato
Ph 3.8-5.0 3.8-4.5 3.8-4.3
3. bagni al solfato - fosfato
Temperatura (°C) 50-60 25-35 25-50
La prima tipologia fornisce un deposito prevalentemente tecnico, la seconda un deposito a caratteristiche
Anodi Platino rivestito Plat. Rivest.,acc. inox Platino rivestito
prevalentemente estetiche (lucido e riflettente) e la terza produce un deposito con proprietà intermedie fra i due
Agitazione Necessaria Necessaria Violenta
precedenti.
Densità di corrente (A/dm2) 0.1-0.5 0.5-2 10-40 La gioielleria e la produzione di oggettistica in argento sono le industrie che maggiormente utilizzano questo
Efficienza di corrente (%) 30-40 30-40 deposito per il suo aspetto molto bianco. Benché entrambi i bagni forniscano depositi bianchi, i bagni al fosfato
Tempo di placc. (sp = 2,54 micron) 10 min a 1 A/dm2 15 sec a 40 A/dm2 sono stati preferiti perché intaccano meno le saldature quando la rodiatura viene eseguita direttamente sul metallo
Riempimento 2.4 gr di oro / A-h 2.4 gr di oro / A-h base.
Il trattamento di rodiatura ha uno scopo puramente estetico. I suoi depositi sono molto bianchi, lucidi e duri ma
PLATINATURA altrettanto porosi e costosi per cui vengono utilizzati spessori molto bassi (0.1 m).

Il platino può trovarsi in soluzione allo stato bivalente o tetravalente. Lo ione bivalente può subire l’ossidazione a Bagni al fosfato di rodio
tetravalente all’anodo specialmente in soluzione alcalina. Questo effetto diminuisce il rendimento di corrente e
perciò può essere utile separare con membrane la zona catodica da quella anodica. Rodio fosfato 2 g/l
Acido fosforico all’ 85% 60-150 g/l
Tipologie di bagni: Temperatura 40-50 °C
Densità di corrente 2-10 A/dm2
pH <1 Ammonio idrato fino a pH 8.0-9.5
Anodi Platino, Titanio platinato Temperatura 20-25 °C
Agitazione moderata Densità di corrente 0,1-2,5 A/dm2
Anodi Titanio platinato o grafite
Bagni al solfato di rodio

Rodio solfato 1-2 g/l Acido al cloruro


Acido solforico al 96% 50-150 g/l
Temperatura 40-50 °C Palladio come PdCl2 50 g/l
Densità di corrente 2-10 A/dm2 Ammonio cloruro 30 g/l
PH <1 Acido cloridrico fino a pH 0,1- 0,5
Anodi Platino, Titanio platinato Temperatura 40-50 °C
Agitazione moderata Densità di corrente 0.1-1.0 A/dm2
Anodi Palladio o grafite
Bagni al solfato-fosfato di rodio

Rodio fosfato 1-2 g/l


Acido solforico al 96% 50-150 g/l PALLADIO - NICKEL
Temperatura 40-50 °C
Densità di corrente 2-10 A/dm2 Il palladio forma leghe con diversi metalli. Di queste la più importante commercialmente è quella con il nickel che
PH <1 si può depositare elettroliticamente con una composizione compresa fra il 30 e il 90% in palladio. Nella pratica
Anodi platino,titanio platinato corrente viene utilizzata la lega con il 75-85% in palladio. Questo tipo di lega ha la caratteristica di avere una
Agitazione moderata notevole resistenza alla corrosione e una buona duttilità fino a spessori di 2 m che garantiscono la bassa porosità.
La lega è meno sensibile alle criccature indotte dall’idrogeno rispetto ai depositi di palladio puro.
PALLADIATURA
La composizione più utilizzata è la seguente:
Il palladio può essere depositato da sistemi caratterizzati da ambienti ammoniacali o acidi. Fra questi i più
numerosi sono quelli ammoniacali in cui il palladio è presente in forma coordinata con molecole di ammoniaca Palladio come Pd(NH3)4Cl2 18-28 g/l
Pd(NH3)42+ mentre l’anione che fa da controione può essere il Cl- ,NO2- e SO42-. Ammonio cloruro 60 g/l
Gli elettrodepositi di palladio sono suscettibili alla formazione di microcricche per effetto della codeposizione di Nickel cloruro esaidrato 20-40g/l
idrogeno per cui conviene sempre depositare in condizioni di alto rendimento. Per rendere lucido il deposito Ammonio idrossido fino a pH 7.5-9.0
esistono dei brillantanti che fanno parte della famiglia dei solforati, che funzionano da duttilizzanti, mentre i Temperatura < 25°C
legami olefinici impartiscono lucentezza . I sottostrati di rame vanno protetti con nickel o con un flash di palladio Densità di corrente 0.1-2.5 A/dm2
o di oro prima di entrare in un bagno di palladiatura per evitare opacizzazioni per effetto del contenuto Anodi Titanio platinato,grafite
ammoniacale. Brillantanti Solfonati e Acetilenici
Le soluzioni di placcatura acide vengono utilizzate per ottenere alti spessori con basse tensioni interne. Sono
basati sull’impiego di palladio cloruro o solfato. Questi depositi sono opachi o semilucidi e l’efficienza di corrente RUTENIATURA
è del 97-100% . La presenza di rame nella soluzione provoca dei depositi lattescenti.
Il Rutenio è un metallo molto duro ed è il meno caro dei metalli del gruppo del platino. Ha una elevata
Bagni convenzionali temperatura di fusione. Il colore del deposito è più scuro rispetto al palladio e può essere ulteriormente inscurito
con aggiunta di sostanze organiche tipo fenolo o piridina fino ad assumere un colore canna di fucile.
Al solfammato Una formulazione molto usata è la seguente:

Palladio come Pd(NH3)2(NO2)2 10-20 g/l Rutenio solfammato o nitrosil solfammato 5 g/l
Ammonio solfammato 100 g/l Acido solfammico 8 g/l
Ammonio idrato fino a pH 7,5-8,5 PH 1-2
Temperatura 25-35 °C Temperatura 60-65 °C
Densità di corrente 0,1-2,0 A/dm2 Densità di corrente 1-3 A/dm2
Anodi Titanio platinato Rendimento di corrente 10-20 %

A causa dell’ acidità del sistema è conveniente far precedere questo deposito da una predoratura o da un flash di
Al cloruro palladio.

Palladio come Pd(NH3)4Cl2 10-20 g/l


Ammonio cloruro 60-90 g/l  Determinazione dei metalli preziosi nelle soluzioni galvaniche
L’analisi ponderale, iodometrica o complessometrica viene utilizzata in genere per i metalli comuni nei  Modern Analisis for electroplating - Wild - Finishing Publication
bagni dove la concentrazione è elevata. Quando questi sono presenti in quantità limitata, come
accadde per i metalli preziosi, è ormai d’uso comune l’utilizzo del metodo spettrofotometrico ad  Trattato di galvanotecnica - E. Bertorelle - Hoeply
assorbimento atomico o al plasma.
In questi casi una piccola aliquota di bagno (1-2 cc) viene diluita fino ad ottenere una soluzione di  Metal finishing guidebook and directory issue - Metal Finishing U.S.A.
concentrazione compresa in genere fra i 2 e 50 ppm.
 Analisi chimica strumentale e tecnica - Amandola & Terreni - Masson
 Strumentazione per l’analisi spettrofotometrica ad assorbimento atomico

Lo schema generale di uno spettrofotometro di assorbimento atomico è illustrato in figura.

Esso è costituito da una sorgente luminosa che emette radiazioni pressoché monocromatiche
caratteristiche dell’elemento che interessa.
Il campione viene portato allo stato atomico mediante una fiamma aria – acetilene. La soluzione viene
prelevata dal contenitore mediante un tubicino che la invia nebulizzata con aria e acetilene alla fiamma.
Qui si formano gli atomi, che assorbono la luce proveniente dalla sorgente.
Il segnale in uscita dalla fiamma passa attraverso un monocromatore che si incarica di eliminare le
radiazioni che non interessano. Infine la radiazione monocromatica passa al rivelatore (di solito un tubo
fotomoltiplicatore) che produce una corrente proporzionale all’intensità del raggio.
La corrente viene trasformata in tensione e amplificata. Il segnale ottenuto viene poi espresso sotto
forma numerica in un display e rappresenta la concentrazione del metallo della soluzione
precedentemente diluita.

BIBLIOGRAFIA:

 Cromium Plating - Weiner,Walmfley - Finishing Publication