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Scuola Interuniversitaria Campana di Specializzazione allInsegnamento

VII CICLO
SCIENZE UMANE A037

Didattica nei luoghi deccezione


Prof. Giuseppe Ferraro

LEGMI

Correale Vincenzo matr: 810/198


DIDATTICA NEI LUOGHI DECCEZIONE
Legmi

Sono stato al Salotto del Pensiero della scuola Gigante e al carcere di Bellizzi.
Due luoghi deccezione che hanno aperto la strada ad altri luoghi deccezione, ad altre periferie.
Luoghi del pensiero, dellimmaginazione, poco consueti, poco praticati.
Mi resta di questi incontri una parolina ricorrente: Legame.
un concetto che appartiene a entrambe le esperienze e in un certo modo le lega.
Si parlato di legame come condizione della legalit. Solo sentendosi vicini agli altri possibile
sentire come estranea a se stessi la tendenza a delinquere. Allo stesso modo solo sentendo il legame
coi nostri alunni possibile fare bene il mestiere di insegnante.
I legami sono una sorta di solidariet incondizionata che rende possibile una morale senza Dio.
Forse alcune delle cose dette alla Gigante possono essere legate allesperienza di Bellizzi.
Mi chiedo, cio, se le riflessioni e le parole ascoltate nella scuola, abbiano un senso anche nella
stanza del carcere.
Penso ad esempio a quando lassistente amministrativo parlando delle responsabilit del suo lavoro,
del suo passato di insegnante ha detto del tempo che non basta mai. Il suo non pi il tempo coi
ragazzi, il tempo della segreteria. Cambiando prospettiva le si allargato lorizzonte. Nel tempo si
gioca il rispetto per gli altri. Gli insegnanti non rispettano il tempo degli amministrativi, nella scuola
bisogna saper amministrare il tempo, si sempre in affanno. In carcere, invece, il tempo dovrebbe
scorrere e correre per i carcerati, in realt troppo lento e la lentezza favorita dai secondini. I
secondini non rispettano il tempo dei carcerati e nel gestire il tempo altrui, affermano la propria
libert.
Nel Salotto dei pensieri i bidelli parlavano del proprio ruolo di educatori, dellattenzione rivolta alle
esigenze dei ragazzi, della opportunit di essere convincenti senza opprimere, della naturale
attenzione rivolta ai bambini che crescono grazie a loro, dellaffetto, dei consigli dispensati, di
quanto lentamente si conquisti il bene. Cose che nascono da legami e che ne determinano altri.
Mi chiedo se in carcere ci sia lo spazio per queste relazioni.
Probabilmente l il legame nasce in un altro modo.
La relazione nasce quando lorizzonte di riferimento lumanit.
Intendo dire che in questi posti ti rendi conto che non il tempo delle villette americane con
giardino e steccato n degli indiani che vivono nelle riserve lontane, nel buio. Capisci che il
delinquente non ha unaltra faccia se non quella di tuo fratello, del vicino di casa, del passante.
Ti rendi conto senza aver bisogno di leggere di Dottor Jekill e mr. Hide, che la parte oscura non
cos lontana, ma dentro ciascuno di noi. Capisci che la tua non pena o compassione, che puoi
continuare a pensar male dellindulto e dei movimenti Rotariani che fanno del bene per riscattare
i sensi di colpa, sai che puoi continuare a pensar male di questa Napoli che ha perso O sole mio,
pur sentendo la forza del legame. Si, perch la compassione per lumanit, cos tesa tra grazia e
peccato. in questo spazio che nasce il legame.
Siamo seduti in circolo. Ogni studente ha ai lati un detenuto. Ogni detenuto in mezzo a due
studenti. Intrecciati e quindi legati.
Sono seduto accanto a Nunzio. Mi parla da subito, ha laccento siciliano e quando gli dico che ho
studiato filosofia, contento. Bella cosa la filosofia mi dice e continua a chiacchierare,
indisciplinato, ogni tanto mi d una pacca sulla gamba.
Dice che non ha mai visto la figlia di 15 anni, se non in carcere. Mi faccio un po di conti e penso
che avr fatto qualcosa di grave. Poi sento che si offerto per donare il suo midollo osseo ad una
bambina. Bene e male si legano.
Alla fine dellincontro i detenuti ci chiedono di tornare e di questa cosa quasi mi commuovo perch
penso che rappresentiamo una boccata daria, lequivalente di un colloquio con un amico, un
familiare. Poi penso che magari lo dicono per fare i bravi, e mi viene qualche dubbio. Mi ricordo
di quando Nunzio ha detto che non ci si fida di una persona perch ci fa simpatia, e cos ha aperto in
me la dimensione del sospetto. Ci sono elementi che sollecitano cambiamenti del pensiero o delle
emozioni. Basta una canzone, una frase e si predisposti a pensare e sentire in una maniera
differente. Non che certi modi di pensare o sentire ci siano estranei in maniera assoluta, solo si
trovano nelle periferie dellanima, nei posti che frequentiamo di meno. Anche quelli sono luoghi
deccezione. Pensieri e sentimenti da periferie residenziali piene di case con piscina e da banlieue
parigina. Cosi, la frase di Nunzio ha pescato da una favela dello spirito un modo di pensare
sospettoso: Questi parlano cos perch hanno interesse a mostrare buona condotta.
Forse non stata la frase di Nunzio, forse la colpa del carcere. Dei muri di questa specie di casetta
americana al contrario, che trattiene uomini e pensieri. Cos capisco quanto sia facile passare dal
bene al male, e mi sento un po pi legato a loro.