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Il Barone Giulio Cesare Andrea Evola nasce il 19 Maggio del 1898 a Roma, in una famiglia della piccola nobilt

siciliana.
Poco o nulla si sa della sua infanzia, dei suoi genitori e parenti e delle sue prime esperienze di vita: l'unica fonte di notizie,
l'autobiografia il Cammino del Cinabro, che scrisse nel 1963, trascura del tutto le informazioni sui fatti della contingenza
biografica, concentrandosi unicamente sulle idee ed il percorso spirituale del protagonista, ed quindi poco utile dal punto
di vista aneddotico.
Ritroviamo Evola al fronte, durante la Prima Guerra Mondiale, come ufficiale di artiglieria da montagna (nello stesso
reggimento del futuro gerarca Giuseppe Bottai).
Avrebbe preferito, secondo una linea ideologica conservatrice gi coerente, che l'Italia fosse intervenuta nel conflitto a
fianco degli Imperi Centrali, ma questa presa di posizione ideologica non gli imped di fare il suo dovere sul fronte opposto.
Relegato fra i cannoni, lontano dalla prima linea, l'impetuoso giovane riporta un concetto tutto sommato deludente della
guerra. Accenni in alcuni suoi scritti collocano le prime esperienze con le droghe proprio durante gli scontri armati nelle
trincee del Carso: l'ebbrezza della battaglia e quella provocata dall'etere o dalla cocaina gli fanno intuire la possibilit reale
di aprire brecce, varchi verso il sovrasensibile.
Al ritorno dal fronte si iscrive alla facolt di Ingegneria, ma l'abbandona alle soglie della laurea: il disprezzo per i
professori e gli accademici gli rester per tutta la vita. Legge Nietzsche e, soprattutto, Michelstaedter e Weininger, filosofi
nel cui pensiero la critica dell'esistente raggiunge una tale estrema lucidit da condurli entrambi al suicidio: anch'egli arriva
ad un passo dall'imitarli. Si avviciner allora alle Avanguardie: "In quel periodo giovanile - scriver nella gi citata
autobiografia dato che in Italia come movimento artistico d'avanguardia praticamente esisteva quasi soltanto il futurismo...
fui amico del pittore Giacomo Balla e conobbi Marinetti. Anche se il mio interesse principale era pei problemi dello spirito
e della visione della vita, coltivavo altres la pittura, una disposizione spontanea al disegno essendosi manifestata in me gi
da bambino "Pi congeniale alla sensibilit di Evola del modernismo e del vitalismo futurista per la rivolta e la
negazione assoluta del dadaismo. Come spiegava Tristan Tzara, il fondatore del movimento: "L'impazienza di vivere era
grande, il disgusto si applicava a tutte le forme della civilizzazione cosiddetta moderna, alle sue stesse basi, alla logica, al
linguaggio e la rivolta assumeva dei modi in cui il grottesco e lassurdo superavano di gran lunga i valori estetici". Evola
entra in contatto con Tzara e partecipa entusiasticamente all'avventura dadaista diventandone il maggior esponente italiano:
pubblica poesie e prose su "Noi", "Blue", "Dadaphone" ed altre riviste d'avanguardia, espone numerosi quadri, interviene
con testi teorici di notevole importanza come Arte Astratta (1920).
A questo punto la riflessione indotta dall'esperienza artistica conduce Evola verso altri approdi: "Se esiste come principio e
fine deve avere in s il principio della propria incondizionata libert", ecco il problema fondamentale della filosofia
idealista. Passando attraverso "L'Unico e la sua propriet " dell' Anarchico individualista" Max Stirner Evola vuole
risolvere e superare l'idealismo classico ed il suo esito nichilista: nell'elaborazione della Teoria e fenomenologia
dell'Individuo Assoluto (1927 e 1930)e con essa dell'idealismo Magico che egli propone la soluzione.
"Se dunque per soluzione religiosa non s'intenda l'abbandono di tutte le posizioni, la bancarotta di ogni coerenza e di ogni
certezza presso al magro stoicismo della fede, occorre riferirla ad un processo mistico o meglio magico, in cui Dio non
che un fantasma quando non venga generato in noi stessi, e non con parole, concetti, fantasie o bei sentimenti, bens con
un movimento assolutamente concreto... "(da Idealismo, occultismo e il problema dello spirito contemporanei 1923).
I suoi contributi filosofici destano l'interesse di Croce, Gentile, Tilgher e Calogero mentre, contemporaneamente, i suoi
studi si estendono alla spiritualit estremo l 1917: il giovane Evola, non ancora ventenne, vive un'esperienza della guerra
che doveva infine apparirgli deludente.
orientale: il Taoismo (curer la traduzione italiana del Tao-te-Ching di Lu-Tzu nel 1923) ed il Tantra (la prima opera italiana
che affronta l'argomento il suo Uomo come potenza del 1926, in seguito riscritto interamente nel 1949 come Lo yoga
della potenza. In quegli stessi anni, fino al 1930, animer una serie di riviste dedicate all'approfondimento dell'esoterismo
occidentale ed orientale ed alla magia "quale scienza dellIo: prima in compagnia di Arturo Reghini (1878-1946),
massone, neopitagorico e pagano, sulle sue riviste "Atanr" e "Ignis" nel 1924-25, poi con il "Gruppo di Ur" (secondo
Renato Del Ponte il fonema caldaico e runico ur significherebbe fuoco e toro) dal 1927 al 1929. I1 gruppo dar vita
alla rivista "Kr" a direzione collettiva e, dopo il vero e proprio scontro fra l'ala massonica di Reghini e del suo allievo
Giulio Parise (1902-1970)e quella meramente antimassonica di Evola con la conseguente traumatica separazione dei due
partiti a "Krur i diretta dal solo Evola. Sulle due
riviste e nel gruppo operativo che le animava passarono i migliori nomi dell'esoterismo italiano, in una prospettiva
enciclopedica che non discriminava fra antroposofi e pitagorici, pagani e tradizionalisti: sotto criptici pseudonimi come
Arvo, Ea, Agla, Agnostus, Abraxa, ecc. si avvicendarono oltre ad Evola, Reghini e Parise, anche il grande tradizionalista
Ren Gunon (1886-1951); il suo seguace cattolico islamizzante Guido De Giorgio (1890-1957); Aniceto Del Massa (1898-
1976); gli steineriani Girolamo Comi, Giovanni Colazza, il duca Colonna di Cesar, ilnotevole poeta Arturo Onofri,
Massimo Scaligero (1906-1980); il kremmerziano Ercole Quadrelli e lo stesso Giuliano Kremmerz (1861-1930); l'alpinista
Domenico Rudatis; il futuro psicanalista Emilio Servadio ecc. I vari contributi verranno raccolti in volume da Evola
"Introduzione alla Magia" 1955-56).
Reghini ed Evola condividono una visione fortemente anticristiana e l'intenzione di rettificare il fascismo in senso
imperiale e pagano (il libro "Imperialismo Pagano" di Evola del 1928 e riprende il titolo da un precedente saggio di
Reghini): questa posizione gli attirer contro la stampa cattolica e quella fascista, con duri attacchi da parte del cardinale
Montini, futuro Paolo VI, e dell'ex commilitone Bottai, divenuto una delle figure pi intellettuali e moderate del fascismo;
un giornale cattolico francese giunger a chiamare Evola "Un satanista italiano". I Patti Lateranensi fra governo fascista e
Vaticano faranno naufragare definitivamente i sogni pagani e imperiali di "Ur". I1 gruppo si scioglie, la rivista chiude,
Evola, che fino ad allora ha avuto una posizione scettica e fortemente critica nei confronti del fascismo, considerato un
movimento plebeo e "modernista", si avvicina invece all'ala pi intransigente del partito, quella rappresentata da Farinacci e
Preziosi, che in seguito diventeranno i maggiori esponenti della politica filogermanica e filonazista del regime. Nel 1930
una nuova rivista di Evola "La Torre si propone "di difendere dei principi... un ordine di differenziazione qualitativa,
quindi di gerarchia, quindi di impero nel senso pi vasto... nella misura che il fascismo segua e difenda tali principi, in
questa stessa misura noi possiamo considerarci fascisti. E questo tutto". La rivista, troppo eterodossa, ha ovviamente vita
breve. Negli anni seguenti Evola, oltre a collaborare con la pagina "Diorama Filosofico" e al quotidiano di Farinacci "Il
Regime Fascista i scrive di alchimia (La tradizione ermetica, 1931); critica aspramente i movimenti neo-spiritualisti
come spiritismo, teosofia, antroposofia ecc. (Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo, 1932); interpreta i
miti cavallereschi e "Ghibellini" (II mistero del Graal 1937) ed elabora il suo testo forse pi importante, m cui definisce
la civilt tradizionale contrapponendola alla civilizzazione moderna (Rivolta contro il mondo moderno 1934). A quegli
stessi anni appartiene la parte meno felice e meno onorevole della sua opera: i numerosi libri in difesa del razzismo. Tre
aspetti del problema ebraico (1936), "Il mito del sangue" (1937), Indirizzi per un'educazione razziale (1941"Sintesi di
dottrina della razza" (1941), teorizzano tutti un razzismo spirituale, criticando il razzismo biologico dei nazisti. La pretesa
differenza ci sembra, tutto sommato, un sofisma, in particolare se teorizzata in quel momento storico e sotto tali
contingenze; e, pur sorvolando qui sull'annosa questione della diretta responsabilit di un filosofo a causa del
comportamento dei suoi interpreti, resta il fatto concreto che mai Evola, neanche nel dopoguerra, prese le distanze da quelle
scelte. Ancora negli anni '60 infatti tuoner dalle pagine de Gli uomini e le rovine contro la televisione che proietta film
americani dove si vedono negri in veste di giudici, di avvocati, di attori, di poliziotti e via dicendo, che... mescola ballerine
bianche con ballerine negre, tanto da assuefare il pubblico ad una comunanza bastarda... . D'altra parte Evola non ha mai
rettificato neanche su affermazioni come la seguente del 1938: "Mentre la stampa ebraico-comunista si sforza di dare le SS
come una specie di GPU, noi incliniamo invece a vedere nel corpo nero... il germe di un ordine nel senso superiore
tradizionale...". E non polemica politica se precisiamo che per confondere i ceffi delle SS con un ordine iniziatico ci vuole
o molta ingenuit o molta malafede; il grande tradizionalista Ren Gunon, per molti aspetti maestro di Evola, non prese
mai abbagli simili. Difficile credere, pur con tutta la buona volont, che Evola possa venire riabilitato da questo punto di
vista, n questo l'unico caso in cui una fra le migliori intelligenze abbia fatto spreco di se stessa al servizio di una causa
sbagliata.
Le effettive attivit di Evola durante Ta guerra non sono per il momento state ancora chiarite: 1'8 settembre lo coglie,
mentre sta uscendo il suo saggio sull'ascesi buddista ('La dottrina del risveglio 1943), in Germania dove, insieme ad altri,
accoglier Mussolini al Quartier Generale di Hitler dopo la liberazione dal Gran Sasso:
Sull'esito della guerra, non essendovi purtroppo dubbi, erano chiare le possibilit che si offrivano a coloro che
appartenevano aduna migliore Italia: combattere malgrado tutto sino alla fine, li anni '30 segnano per il filosofo un
periodo di impegno politico-culturale tuttora discusso:
dai suoi rapporti con il regime alle teorie di un razzismo esclusivamente spirituale sperando di non sopravvivere, ovvero
preparare qualcosa che potesse sussistere dopo la guerra in E la pi o meno celata continuit rispetto ai principi
fondamentali dello Stato fascista"(Diano 1943-44).
Ed forse cercando di seguire la prima delle due possibilit teorizzate che Evola viene gravemente ferito a Vienna durante
un bombardamento: per il resto della vita perder l'uso delle gambe. Rientra in Italia nel 1948, prima ricoverato a Bologna,
poi a Roma dal 1950. Nel 1951 viene processato come ispiratore dei gruppi neofascisti FAR (Fasci d'Azione
Rivoluzionaria).
Condotto in tribunale su una barella, inforcando l'inseparabile monocolo, il "Barone Nero", come verr chiamato da allora
tra, l'ironico e lo spregiativo, pronuncia un'Autodifesa (in seguito pubblicata) in cui proclama la sua corresponsabilit ideale
con Platone, Dante, Machiavelli e con quanti si sono espressi pubblicamente contro la democrazia e l'egualitarismo. Verr
assolto.
Negli anni successivi vive chiuso nel suo appartamento romano, in un quasi totale isolamento al di fuori dell'esigua cerchia
dei Giovani reduci neofascisti. Continua a scrivere instancabilmente fino alla morte, che lo coglie 1'11 giugno del 1974. Le
sue ceneri vengono sparse su un ghiacciaio del Monte Rosa, cima che, da provetto alpinista, am scalare prima della
menomazione.
Ricordiamo fra le sue ultime opere: quelle politiche Orientamenti (1950) e Gli uomini e le rovine (1953),
rielaborazioni aggiornate al momento delle concezioni tipiche della linea di pensiero reazionaria e controrivoluzionaria da
Burke a Bonald, da De Maistre a Metternich; e quelle invece, assai pi significative e forse in assoluto le sue migliori,
sull'erotismo sacro, Metafisica del sesso (1958) e, Sulla posizione esistenziale da tenere in un epoca di dissoluzione
Cavalcare la tigre (1961~ che re~u~erano 1'Evola pi interessante, quello dadaista e antiborghese, magico ed ascetico, e
che per questo ebbero molto successo nel periodo della Contestazione. A destra ma anche a sinistra. "Un detto estremo-
orientale - aveva scritto - esprime l'idea che se si riesce a cavalcare una tigre non solo si impedisce che essa ci si avventi
addosso, ma, non scendendo, mantenendo la presa, potr darsi che di essa si abbia ragione".
Ci che ovviamente vale tanto per chi sta a destra quanto, per chi sta a sinistra.

Walter Catalano