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TESTIMONIANZA DI FRANCESCO

Intervista a Francesco Miceli, raccolta il 30 aprile 2013 da don Fabio Arlati, parroco di Montecatone e cappellano dellospedale di Montecatone.

1)Caro Francesco ci racconti la storia della tua conversione? Come ho scritto in altri testi, i primi sei mesi di vita dopo lincidente che da 14 anni mi ha reso tetraplegico, non ho fatto altro che pensare al suicidio finch non ho incontrato Paolo Rosini, diacono permanente di Modena nonch collega di mia moglie. Quando mi venuto a trovare in rianimazione io gli ho fuso il cervello sul mio pensiero di suicidarmi perch non sopportavo la vita nelle condizioni in cui mi trovavo e mi trovo. Paolo Rosini con la calma che lo contraddistingue mi ha detto: Se vuoi suicidarti, perch non lo fai? Ma visto che non lo puoi fare da solo ma dovresti chiedere laiuto di qualcuno, in quel caso, allora diventerebbe omicidio e non suicidio. Tutto questo mi ha fatto capire che da quel momento dovevo sforzarmi e pensare solo a vivere il pi a lungo possibile per vedere crescere i miei figli che sono stati, sono e saranno la cosa pi bella che il Signore mi ha potuto dare.
Ho visto Dio in una notte stellata
(di Francesco Miceli)

Ho visto Dio in una notte stellata, lo vedo sempre anche in giornate scure perch lo sento sempre nel mio cuore. Quando ho bisogno di lui mi rivolgo a suo figlio e a nostra Madre. Se affido a lei il mio dolore, mi si allevia perch scuote il cuore. Se vedo piangere un ragazzo non mi sento pi in imbarazzo, guardo il suo volto glorioso che cura il mio cuore e la mia mente ombrosa. I pazienti che non si accettano, si rivolgano a lui con molto affetto. La vita bella anche da seduti, basta che ci si senta sereni e amati. Nostro Signore ci guarda in ogni istante e non ci abbandona un solo momento. Dal nostro Padre lui stato mandato ad aiutare i sani e i malati. Restiamo uniti nella preghiera cos si allevia ogni dolore.

2)Caro Francesco che importanza ha la preghiera? La preghiera per me, adesso, diventata una delle cose pi importanti se non la principale. Mi aiuta a convivere con i dolori causati dalle forti spasticit ed anche dei dolori provocati da quelle persone che mi vengono a trovare per parlare di cose che ritengo futili. In queste situazioni preferisco chiudermi in me stesso, rispondere il minimo indispensabile e pregare il Signore per tutti. Mi aiuta molto tenere davanti a
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me le immagini del Ges Misericordioso, della Purificazione di Maria Vergine patrona del mio paese di origine la foto di Padre Pio ma soprattutto quella di mio padre deceduto da 33 anni che non finir mai di ringraziare per leducazione e il rispetto che mi ha insegnato verso tutti.
Richieste a mio padre
(di Francesco Miceli) Padre mio, non mi abbandonare. Padre, tu che mi hai fatto nascere, aiutami. Padre, guidami a non sbagliare. Padre, aiutami a sorridere. Padre, aiutami a riconquistare. Padre, tienimi per mano. Padre, dirigi i miei passi. Padre, dirigi le mie mosse. Padre, dirigi i miei comportamenti. Padre, aiutami a non commettere errori. Padre, aiutami a non essere superbo. Padre mio, aiutami a non essere avaro. Padre mio, aiutami a non farneticare. Padre mio, aiutami ad essre socievole. Padre mio, fa che possa ascoltare tutti. Padre mio, fa che possa amare tutti. Padre mio, fa che possa abbracciare tutti con amore, tenerezza e simpatia. Padre mio, grazie per avermi fatto pensare a tutto questo.

3)Caro Francesco, perch tutte le mattine vai in cappella? Domanda superflua. Prima di tutto vado a salutare il crocefisso che penzola dal cielo della cappellina, poi saluto le due Madonne, saluto Padre Pio e poi inizio a pregare, dicendo tutte le preghiere che conosco. Se ho avuto la notte travagliata a causa della mia salute cagionevole, allora comincio a parlare con il crocefisso dicendogli, per lappunto, che si sta distraendo troppo, che ultimamente mi sta facendo arrabbiare e che sto aspettando, da troppo tempo, alcune sue risposte. Mi raccolgo in meditazione e poi gli chiedo perdono per avere dubitato di Lui anche solo per qualche istante, solo per aver pensato di essermi arrabbiato con Lui, poi penso che ha troppo da fare in giro per il mondo ed io ho il tempo, la voglia e la pazienza di aspettare il mio turno. Dopo mi rivolgo alla Madonnina di Lourdes, la quale meta di pellegrinaggi da tutto il mondo, anzi quel posto lho definito - come sacralit per noi cristiani - uguale alla Mecca per i musulmani. Poi gli chiedo una piccola grazia di poter farmi respirare meglio perch vorrei visitare la sua grotta a Lourdes.
Prendici in braccio
(di Francesco Miceli)

Lo so che ci sei mio Signore. Ti sento vicino come ti sentono vicino tutti gli altri. Ti prego di non abbandonarmi, di non farmi sentire solo e di non farmi cadere in depressione. Trattami come hai trattato quel nostro fratello, la cui storia ora vado a raccontare. Una sera, su una spiaggia buia illuminata dal chiaro di luna, un uomo si rivolse al Signore, chiedendogli di non abbandonarlo mai, nemmeno durante la passeggiata notturna. Il Signore rispose: Certo, figliolo, io non ti abbandoner mai. Intanto nostro 2

fratello, guardandosi intorno, not con sorpresa altre impronte di persona sulla sabbia umida, nonostante fosse solo. Allora rivolgendosi al Signore disse: Grazie, perch mi stai accompagnando nel cammino. Dopodich luomo cominci a confessare i suoi peccati. A un certo punto si volt indietro e vide che cera solo una scia di impronte umane sulla sabbia. Rivolgendosi al Signore esclam: Ma come, avevi promesso che non mi avresti abbandonato! Il Signore rispose: Certo che non ti ho mai abbandonato. Le tracce che vedi sulla spiaggia sono le orme di una persona sola, quelle dei miei sandali, perch io ti ho preso in braccio con me. Signore, tu che hai creato tutto ci che i nostri occhi vedono, tu che ci hai insegnato a sopportare il dolore e nel dolore capire di pi la tua esistenza e il tuo amore verso di noi, adesso prendi in braccio tutti i sofferenti: i malati terminali di tumore, i ciechi abbandonati, i sordomuti scherniti, i paralizzati, i cerebrolesi, ma soprattutto le mamme, i pap, le mogli, i figli, i fratelli e le sorelle che soffrono insieme a loro e forse ancor di pi. Prendici fra le tue braccia e non lasciarci mai, perch fra le tue braccia possiamo conquistare quella forza e quella fede che nei momenti di sconforto non ci abbandoneranno. Grazie Signore per avermi fatto intraprendere questo percorso, perch quando ho bisogno mi rivolgo a te e passa ogni dolore. Grazie Signore per avermi illuminato ad amare tutti i fratelli e le sorelle, ma soprattutto coloro che soffrono e con grande dignit riescono a sopportare tutte le sofferenze.

4)Caro Francesco, cosa dici agli ospiti di Montecatone, per consolarli? Semplice. Gli dico che la vita non nostra ma c stata data dal Buon Dio e quindi solo Lui se la pu riprendere. Ma daltronde, come ho gi scritto nel mio Testamento Biologico, Fa di me quello che vuoi.
La ballata di un Uomo in carrozzella
(di Francesco Miceli)

Intendo scrivere queste mie proposizioni sperando di non cadere nella presunzione. Credo che pregiudizi non ne ho mai avuti o meglio se ci sono stati mi sono ravveduto. Del mio dolore fisico ne vado fiero e vedo che con me ce n una grande schiera. Quando giro in carrozzina e mi guardano con compassione fanno andare la mia mente in depressione. Loro pensano che io sia un disabile invece non sanno che sono diversamente abile. Chi mi guarda con piet mi fa paura ma io gli giro le spalle e non me ne curo. Chi frequenta questo posto lo fa con cuore appunto perch conosce il nostro dolore. Mi fanno ridere quelli che sono arrabbiati solo perch la schedina hanno sbagliato oppure chi trova il paraurti graffiato si lagna come se il mondo addosso fosse crollato. Venite su nellospedale per capire quello che gli ammalati sanno dire. Fate volontariato e vi accorgete che il vero dolore non quel che pensate. Ringrazio i medici e tutti i sanitari che si comportano come missionari. Ogni giorno ci alleviano il dolore dimostrando cos un gran cuore. Il mio sogno pi bello sempre quello Di pregare a mani giunte il bambinello Oppure genuflettermi davanti a nostro Signore lunico che sa farmi superare ogni dolore. 3

5)Caro Francesco, come fai ad essere cos credente? Una mamma di un ammalato, una volta, nel parco dellospedale di Montecatone mentre spingeva la carrozzina di suo figlio mi chiese, non conoscendo il mio nome, Come fai ad essere cos credente? Se c un Dio buono perch tutto questo dolore e perch proprio a mio figlio?. Con le lacrime agli occhi questa mamma, mi ha fatto questa domanda. Al che non aspettavo altro per rispondergli: Signora, chieda a tutte le mamme, le mogli, le sorelle, ai parenti, agli amici dei pazienti ricoverati in questo luogo di dolore. Tutti si fanno questa domanda. Ma nessuno ha la risposta. Signora lei pensa che io abbia mai rubato, che io abbia mai infangato qualcuno, che abbia mai ammazzato qualcuno, anzi quando non ero cos credente non bestemmiavo nemmeno perch cera il detto che chi bestemmia crede e quindi io non bestemmiavo, per come vede, muovo appena la testa e guido la carrozzina con le labbra. Se non accettassi tutto questo, come sarebbe la mia vita? Quindi, signora, come conclude la poesia La livella di Tot le pagliacciate le fanno solo i vivi, invece noi siamo seri perch apparteniamo a coloro che conoscono il dolore. 6)Caro Francesco, cosa diresti sulla speranza ai giovani? La speranza ci che ci tiene in vita. In primo luogo la speranza nella scienza medica che richiama il fatto che le grandi scoperte scientifiche sono state fatte apparentemente per caso ma grazie a Dio. Per esempio Newton ha scoperto la forza di gravit perch una mela gli caduta sulla testa. La nostra speranza deve essere quella verso il Buon Dio, nostro Signore Ges Cristo suo unico figlio che nacque da Maria Vergine, concepito di Spirito Santo. Infatti quel per caso che la scienza ha trovato, lha trovato sempre perch lha voluto Lui, per cui noi tutti non dobbiamo far altro che sperare in Lui. Dobbiamo sperare che il Signore, il prima possibile, illumini la mente di qualche scienziato e guidi la mano dei chirurghi perch tutti noi possiamo tornare a fare un girotondo e a cantare con allegria: Alleluia, alleluia, alleluia.
Come pu essere la vita
(di Francesco Miceli)

Quando la mattina ti svegli, rifletti, prega e vivi la vita. La vita con qualsiasi vicissitudine va sempre vissuta. Ricordati che la vita non tua ma ti stata data e quindi difendila. Chi ti ha dato la vita, ringraziaLo e nello stesso tempo pregaLo. La vita bella anche se si seduti, cambia solo la prospettiva di vedute. La vita deve essere ottimismo. La vita ti deve dare speranza. Se sei triste qualche mattina, sforzati e regala un sorriso a chi incontri. Se hai dolori, se ti senti male, sopportali. Affronta la giornata con un sorriso, a te costa poco, fai felice chi lo riceve. Se una giornata uggiosa o umida e nebbiosa pensa al sole che hai nel cuore cos diventa una bella giornata. Alla fine concludo dicendo che la vita sempre bella e va sempre vissuta. 4