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KIERKEGAARD La comunicazione K va contro la filosofia accademica (soprattutto Hegel). essa pensiero astratto, svincolato dalla vita.

a. lui vuole una filosofia attiva, pragmatica, mirata a cambiare la vita degli uomini. modelli di vita a cui fa riferimento sono Cristo per la vita religiosa e Socrate per quella filosofica. Socrate << pensatore esistente, non uno speculante che dimentica ci che lesistente>> in Cristo invece la verit stessa diviene esistenza. grande attenzione al tema della comunicazione/rapporto pensiero-comunicazione. le sue opere sono divise in base alla modalit comunicativa comunicazione diretta: scritti di carattere direttamente religioso pubblicati a sua firma comunicazione indiretta: opere pseudonime, scritte quindi con nomi fittizi. carte non destinate alla pubblicazione. significato della pseudonimia: ogni testo scritto da un finto autore che ha un significato ben preciso. pseudonimi bizzarri e allusivi. lo pseudonimo diventa la chiave interpretativa della sua opera. )ogni pseufonimo esprime letteralmente unidea, mostra una possibilit di esistenza, che mira allattivazione nel lettore di un poter fare. )si delinea cos una mappa dellesistenza tracciata dalle vaie maschere )inoltre la pseudonimia permette allautore di distanziarsi dal punto di vista delle maschere, creando cos varie, ugualmente importanti possibilit di esistenza, senza intervenire direttamente. a ci si aggiunge lobiettivo polemico contro la tradizione ) va contro una situazione comunicativa di falsit. questa caratterizzata da uno sbagliato rapporto fra emittente e ricevente. ) perch importante soprattutto chi comunica, e quindi condanna lanonimato della modernit ) si condanna anche lanonimato del ricevente. infatti esso stato trasformato dalla stampa in impersonale, un pubblico. L ma <<il pubblico un astratto che non esiste>> L qui ogni individualit si perde in cambio della rassicurazione di essere come gli altri. la comunicazione desistenza. K vuole creare una comunicazione, non dogmatica, che offra possibilit concrete di vita al lettore. si vuole realizzare una comunicazione dellesistenza. per poterla realizzare per non si pu usare la forma diretta/oggettiva perch essa responsabile della dimenticanza del suo testo ) che ha dimenticato <<che cos esistere e che cosa significa linteriorit>> lo scrivere deve quindi essere unazione ed un esistere personale che si rivolge al singolo la comunicazione di K vuole <<costringere gli uomini a diventare attenti>> alla realt. ) dove realt non un oggetto, ma <<lautoattivit dellappropriazione>> lintento quindi di sollevare domande, di sensibilizzare, non di dare risposte. Enten-Eller Titolo/caratteristiche generali testo che espone la possibilit di vita estetica ed etica titolo titolo otiginale enten eller, tradizionalmente la traduzione italiana mette aut-aut. Alessandro Cortese in prefazione alledizione dal lui curata per mostra come laut-aut sia restrittivo, e che vada mantenuto enten-eller. aut-aut significa oo ma il senso totalmente disgiuntivo. esso implica quindi una scelta obbligatoria tra 2 opzioni inconciliabili. enten-eller una congiunzione correlativa disgiuntiva, corrispondente in italiano alla costruzione di congiunzioni disgiuntive oo. enten-eller quindi non totalmente disgiuntivo, ma anche copulativo, o restrittivo. si indicano quindi varie possibilit a disposizione dellindividuo, che esso pu ma non ha lobbligo di scegliere singolarmente. appare quindi riduttiva la traduzione aut-aut perch limita il significato di enten-eller enten-eller tuttavia si oppone ed esclude la congiunzione correlativa coordinativa bade-og (sia sia) perch K vuole contrapporsi alla omnicomprensivit della dialettica hegeliana. introduzione. qui Viktor lEremita si presenta come editore che ha ritrovato in secretarie degli scritti che ha ordinato che ha ordinato e che hanno formato Enten-Eller. scritti ritrovati sono suddivisibili in 2 gruppi

) carte (chiamate) di A. fogli in carta da lettera, calligrafia strrana, scritti di carattere estetico. ) carte (chiamate) di B. pergamena, scrittura chiara e uniforme, scritti dal giudice Wilhem. saggi di carattere etico. dopo Viktor indugia sulla difficolt di ordinamento delle 2 carte, in modo tale da insinuare il dubbio che le 2 carte siano state scritte dalla stessa persona, anche se inverosimile. K vuole quindi sottolineare come le 2 possibilit di vita possono essere 2 fasi di una stessa vita. K dice che estetica ed etica non vanno polarizzate, inconciliabilmente scisse, esse possono essere entrambe scelte o negate in parte si pu passare indifferentemente da una allaltra, senza gerarchie. Vita estetica il termine estetica in K legato alletimologia: Aestesissensazione, percezione, sensibilit. non si riferisce necessariamente allarte, anhe se spesso lesteta (platonicamente) un artista. artista come colui che crea unimitazione della realt, un inganno, che cos mimesi. le caratteristiche dellesteta persona socievole e allegra, ma instabile e irrequeita, vive nella dimensione della sensualit, dellesteriorit, delleros. lesteta vive immediatamente la vita (non si ha la mediazione quindi del pensiero) mirando al godimento dei sensi. il desiderio che lo spinge al godimento si ripresenta sempre, quindi lo porta ad una condizione di reiterazione delle azioni che lo portano al piacere. si ha cos la trasformazione del tempo in successione di istanti uguali fra loro. K usa 3 modelli letterari che sono 3 tipologie diverse di estetico. Don Giovanni di Mozart Faust Johannes (personaggio inventato da K, protagonista de il diario di un seduttore) Il Don giovanni di mozart. rappresenta il piacere della seduzione immediata che allinea le conquiste in uninfinita successoine di istanti. la pura forza delleros, sensualit, no pensiero o riflessione, si colloca tra idea e individuo, non ha una personalit definita. il mezzo espressivo ideale di Don Giovanni la musica (di mozart) ) il medium che rappresenta lerotismo, come il linguaggio. ma linguaggio implica la riflessione che uccide limmediatezza. solo la musica permette di cogliere lemozione dellattimo puro, dellistante irrepetibile. ) la musica simile quindi alla vita di Don Giovanni. come la musica DG vive nella continua ripetizione dellattimo. il desiderio crea literazione allinfinito dello stesso istante. Faust sete di conoscenza, potere dissolutore del dubbio radicale mefistotele lo costringe a una ricerca infinita di conoscenza assoluta, che irrealizzabile. il desiderio qui soprattutto intellettuale: quindi Faust individuo, perch il desiderio mediato dalla riflessione che mira al divenire, allunit dellio. lo spirito estetico. anche Faust conquista una donna, una sola per, Margherita, attraverso la sua superiorit intellettuale. Johannes rappresenta la vita estetica nel suo grado pi alto. J fa innamorare di s Cordelia, che lo vuole, ma lui ritarda il pi possibile il momento del possesso. una volta che lha conquistata, labbandona. J non gode della conquista, ma della sua rappresentazione, evita il possesso poich la riuscita della seduzione implica la fine del piacere. ci che conta quindi lidea, la rappresentazione, limmaginazione. ) intervenendo lidea/immaginazione si ha la riflessione, mediazione. J contiene quindi gi componenti etiche, e per questo viene detto seduttore riflesso. J privo di contenuto della propria soggettivit, qualcosa solo nellimmaginazione, non ha mai scelto s stesso nella realt. essendo solo nellinfinita immaginazione J vive nellinfinita possibilit, senza mai compiere il movimento della realizzazione. quindi in generale lesteta puro ha una personalit parcellizzata, dispersa nella molteplicit, lunit del suo io illusoria ed evanescente. la vita dellesteta priva di durata perch si esaurisce nella fissit di istanti successivamente . ? egli rimane dinque ci che gi, senza mai divenire. Il passaggio dallestetico alletico

vita estetica dominata dalla disperazione ) lesteta infatti pu essere tutto ma in realt non niente. questo un movimento che coinvolge lesistenza, a differenza del dubbio filosofico. ) sentimento che emerge con lo svelarsi dellillusoriet di una libert solo apparentemente infinita, perch pu realizzarsi solo nellimmaginazione (Johannes) o nellesteriorit (Don Giovanni). ) di fronte alla disperazione si pu L reiterare il gioco della distrazione, e allora lanima si perde. L accettarla, sceglierla nella sua pienezza. se si accoglie la disperazione si fa una scelta, che ci che caratterizza letica. si passa cos ad una vita etica. ) non si pu parlare infatti di scelta estetica, perch lestetica consiste nel non scegliere. Vita etica La scelta ci che caratterizza letica. la scelta quel movimento con cui si istituisce la personalit morale, poich in essa viene scelta la persona nel suo valore assoluto. con la scelta lio diventa s, la personalit si istituisce. si passa dal piano della personalit a quello della realt, dal non-essere allessere. solo nella scelta divengono possibili la libert e la conoscenza di s, perch chi si scelto divenuto e si riconosce nella concretezza dellazione. la scelta un rivelarsi a s del mondo nuovo rapporto con il tempo nelletica c consistenza temporale, durata, sviluppo, divenire. qui vi storia, . c divenire e la scelta ha istituito la personalit. il matrimonio esempio pi alto di realizzazione sociale delletica. diverso da romanticismo estetico ) lesteta cerca in ogni donna il primo amore, ma non capisce che solo un pallido riflesso matrimonio non annulla lestetico, ma lo ricomprende in superiore bellezza. matrimonio come il <<primo amore>> nella continuit, nella durata. amore matrimoniale sintesi di immediata sensibilit e riflessione. amore n banale n noioso, si trova nellinfinito (non estetico) e incorpora la sessualit. caratteristiche delluomo etico ruolo di marito e di padre, uomo che ha compiuto la scelta e ciche ne consegue. leticit governata dal dolore: luomo etico ha interiorizzato il dovere. non per obbligo ma per intima convinzione. uomo con grandissima fermezza morale che ha scelto di vivere nel pensiero e nella vita stessa. letica di K fondandosi sulla scelta del singolo individuale, ma trova attivazione nella moralit sociale. uomo etico non deve autoescludersi dalla comunit, o isolarsi misticamente. ) il mistico sbaglia infatti, perch sceglie s stesso, ma non <<nel modo giusto>> ma <<astrattamente>>. la scelta delluomo etico deve concretizzarsi negli istituti del quotidiano quali ) matrimonio/famiglia ) lavoro ) amicizia lo scacco alletica e il peccato con la scelta si d vita al s, ma <<ci che scelto gi esiste, altrimenti non si tratterebbe di una scelta>> per K <<io non creo me stesso, in quanto scelgo me stesso>> ci che scelto gi posto: lindividuo che esiste nel tempo allinterno della specie, quindi un s limitato e finito nel tempo e nello spazio (la verit linfinitezza) scacco alletica perch essa <<addita le idealit [eternit, pace, libert interiore] come scopo, e presuppone che luomo sia in grado di raggiungerla>> questo impossibile perch luomo gravato dal peccato perci la scelta etica di s deve passare per laccetazione dolorosa del peccato. si ha cos il pentimento, che espressione dellamore per Dio. avviene cos il passaggio alla vita religiosa Timore e tremore/il concetto dellangoscia la figura biblica che K esalta coome esempio di vita religiosa Abramo, poich accetta il paradosso della fede ad Abramo Dio chiede di sacrificare il proprio figlio come atto di fede

Abramo di fronte alla contraddizione tra la morale e il volere di Dio. ) Abramo non pu sapere con certezza che sacrificio sia un mero omicidio. ) angoscia della scelta Abramo segue la fede e verr ricompensato. 2 opere che esaminano le caratteristiche principali della vita religiosa. per spiegare la condizione di angoscia delluomo K parte dal peccato originale. questo rivive nel peccato di ogni uomo ed rottura di uniniziale innocenza. ) questinnocenza incapacit di distinguere il bene e il male ) per K non si pu spiegare perch Adamo (luomo in generale)passa dallinnocenza al male. ) si pu solo indicarne la condizione, il presupposto: langoscia langoscia sorge con la possibilit di scelta e ignoranza fra il bene e il male. luomo quando sceglie si trova nella condizione di angoscia. la libert delluomo quindi dominata dallangoscia. langoscia <<la realt della libert come possibilit per la possibilit>>, cio il sentimento che deriva dalla libert di potere. langoscia ha come oggetto il nulla, essa <<vertigine della libert>> langoscia indistruttibile, accompagna luomo in tutta la sua evoluzione ma angoscia anche la condizione di apertura verso la libert, pedagogia della libert ) essa <<distrugge tutte le finitezze>>, poich pone di fronte a uninfinita possibilit di scelta ) quindi (apre luomo alla sua?) infinit (anche lirraggiungibile) anche se <<la pi pesante di tutte le categorie>> Confronto con Hegel K un filosofo antiaccademico e soprattutto antihegeliano. critica ad Hegel gi si nota nel suo proposito dellEnten Eller. volont di realizzare unopera antifenomenologica. enten eller si oppone a bade-og, che saebbe stata congiunzione omnicomprensiva hegeliana. gi in introduzione ironia su hegel, sulla non corrispondenza dellinterno allesterno <<per far dileguare il dubbio sulla tesi filosofica secondo la quale linterno uguale allesterno prender in esame la vita di due uomini che la contraddicono pienamente>> K va contro pretesa hegeliana di costruire un sistema dellesistenza che permetta una comprensione razionale di tutta la realt. per K possibile un sistema logico, ma non uno dellesistenza perch la logica pensiero puro, quindi non ha movimento, sviluppo. lesistenza invece continuo divenire. non si pu per K dedurre il divenire dalla dialettica di essere e nulla. per H il pensiero privo di presupposti. K dice ce i pensiero presuppone lesistenza. lessere non pu venire dunque dedotto dal puro pensiero. esistere contraddizione, discontinuit, non pu essere dedotta dallastrazione che immobile e fissit. <<lesistenza sempre realt singola, lastratto non esiste>> K condivide con H una visione dialettica dellesistenza, in cui si ha il superamento dellimmediatezza e della riflessione. per critica la dialettica hegeliana per il suo carattere quantitativo. in H c identit tra pensiero ed essere, tra soggetto ed oggetto. per K <<lesistenza invece precisamente la separazione>> essa non esclude il pensiero ma per essere pensata lesistenza richiede un pensatore soggettivo che accolga nel proprio pensiero lambiguit costitutiva della vita nasce da questa concezione di essitenza come separazione la concezione dialettica qualitativa dellesistenza che si oppone ad Hegel. Dialettica qualitativa la verit non quindi identit astratta pensiero ed essere. <<la verit soggettivit>> autoappropriazione di uninteriorit autentica. questa verit possibile poich fuori dal singolo. lautoappropriazione richiede dunque una rottura, una discontinuit, rispetto allimmanenza che non verit. per K luomo pensa ed esiste e lesistenza separa pensiero ed essere. H invece tende ad assorbire la coscienza finita nel movimento dellinfinito. la qualitativit deriva dal fatto che le differenze sono ogni volta ricomprese nella continuit del processo. la dialettica di K qualitativa perch riconosce che lassoluto aldil delluomo, trascendente. quindi la posizione delluomo pu essere solo di rottura rispetto alle altre possibili posizioni. le cateogorie fondamentali di questa dialettica sono: decisione: momento in cui il singolo compie la scelta dellinfinito che in lui. ripresa: realizzazione della vera essenza delluomo, riprendendo il passato in vista di un avvenire.

le varie posizioni desistenza attuano la dialettica in modi diversi lesteta: la decisione impossibile. quindi non pu esserci ripresa. c solo un vano tentativo di riprodurre il passato nella ripetizione del momento. letico: c sia la scelta che la ripresa, ma nel limite del peccato. religioso: accettazione della trascendenza, qui ripresa <<una rinascita>> che genera un uomo nuovo consapevole di essere infinit. in K ogni stadio ha unautonomia propria, e il passaggio da uno allaltro solo per possibilit di decisione. non vi quindi gerarchia relazionale, ma solo una sintesi provvisoria. Disperazione considerata la radice della condizione esistenziale propria delluomo. tema trattato nellopera <<la malattia mortale>>. la disperazione accompagna tutta la vita delluomo, e fa vivere allio la propria morte spirituale, la disperazione abita <<nellintimo dellanima>> delluomo. la disperazione sempre di s stessi. nascita della disperazione alla base della disperazione c un fraintendimento. Luomo non accetta la propria natura di essere finito, di essere posto da altro. nasce perch <<quellio, che egli disperatamente vuole essere, un io che egli non >> lio disperato cerca scampo nellillusione di non essere finito, attraverso il pensiero e la fantasia oppure si getta nella mondanit, negando linfinita che si trova dentro di lui. la decisione eterna del credere come via duscita dalla disperazione. la disperazione un fatto vissuto nella coscienza, che cresce con il crescere di questa. quanto pi il singolo cosciente della propria disperazione, tanto pi vicino a Dio e tanto pi consapevole della propria lontananza da esso. la decisione di credere implica laccettazione del paradosso di Cristo, ) Cristo paradosso perch incarna leterno venuto nel tempo, linfinito nel finito. luomo da solo non pu nulla, solo peccato e disperazione infinita. di fronte a ci luomo pu non accettare il paradosso di cristo e della fede e provare lo scandalo. ) scandalizzarsi non accettare lassurdo, il rischio dellincertezza della fede che nessuna prova storica pu indagare. K quindi di fronte alla disperazione spinge alla fede che permette di avvicinarsi/allontanarsi dal Dio e prevede laccettazione dellassurdo. per K lo scandalo da evitare perch la non accettazione della contradditoriet.