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Numero 221, gennaio 1989, pagina 8

Industria e farmaci
Penicillina, arma segreta
Il 28 novembre 1942 un tremendo incendio devast a Boston un night club affollato da
millecinquecento persone. Trecento morirono subito e oltre duecento nei due giorni
successivi. Il numero totale delle vittime fu, per, contenuto grazie ai provvedimenti
straordinari che furono presi.
Per le autorit civili e militari il disastro fu unoccasione per la verifica delle misure
eccezionali predisposte nelleventualit di un bombardamento tedesco su Boston. Uomini e
mezzi di soccorso, ospedali e personale sanitario furono mobilitati e coordinati come in
unoperazione di guerra. La zona fu isolata e vi fu applicata la legge marziale. Le autorit
mediche militari studiarono effetti e cure dei traumi, delle ustioni, intossicazioni e
complicanze batteriche come dopo una battaglia. Venne fatto ricorso a materiali sanitari
riservati alle forze armate. Tra questi, fu autorizzato luso di un nuovissimo e miracoloso,
quanto scarso, farmaco: la penicillina.
Il "Boston Globe" del 2 dicembre 1942 scrisse che scorte di polizia di quattro Stati hanno
accompagnato la spedizione di un farmaco sconosciuto che era tanto prezioso da non
avere prezzo, proveniente dal laboratorio di Rahway, New Jersey, della Merck & Co... per
curare le vittime dellincendio.

La scienza a servizio della guerra

Questa, nella ricostruzione di John Sheehan, la prima uscita allo scoperto e la "prova del
fuoco" della penicillina ("Lanello incantato", Garzanti, 1986). Lautore un chimico
americano che svolse, come vedremo, un ruolo da protagonista nellavventurosa storia del
medicinale che ha aperto lera degli antibiotici.
Gli USA erano in guerra da un anno. In quel periodo i comandi militari consideravano la
penicillina una vera "arma segreta" ed avevano imposto il pi stretto riserbo su tutto ci che la
riguardava. Lantibiotico veniva prodotto faticosamente milligrammo per milligrammo,
centellinato e riservato alla sperimentazione clinica.
Il 28 giugno 1941 il presidente Franklin D. Roosevelt aveva istituito lUfficio per la Ricerca
Scientifica e lo Sviluppo (OSRD). Il suo scopo era di mobilitare, centralizzare e dirigere tutte le
risorse scientifiche e metterle al servizio della prevista guerra contro il Giappone e la
Germania. Presidente dellOSRD fu Vannevar Bush, professore di elettronica e inventore.
Proprio nellambito delle attivit dellOSRD fu svolto il "Progetto Manhattan" per la
costruzione della prima bomba atomica.
Allinterno dellOSRD Bush e Roosevelt costituirono un Comitato per le Ricerche Mediche
(CMR) che doveva impegnarsi nel campo della medicina e delle sue applicazioni militari.

Lindustria al servizio... del dollaro

Il governo pianifico lattivit delle forze armate, delle Universit e dellindustria usando,
sottolinea Sheehan, come lubrificante e fattore di coesione un fiume di denaro. Al CMR fu
fatta una tacita promessa di una riserva illimitata di fondi per programmi di ricerca medica
che avessero aiutato lo sforzo bellico. In quella che nella prefazione lo stesso Bush chiama la
storia ufficiale dellOSRD (James P. Baxter, "La scienza in lotta col tempo", Bompiani, 1950)
viene scritto che durante la guerra il CMR spese 24 milioni di dollari.
Il CMR stipul 600 contratti con Universit, fondazioni, societ private. Nello svolgimento
dei programmi vennero impiegati oltre 15 mila tra medici, scienziati, filosofi (!), e oltre 4 mila
altri dipendenti di laboratori.
Limpegno del CMR, specialmente nel progetto per la penicillina, ben comprensibile se si
tiene presente la storia della sanit militare.
I comandi militari delle maggiori potenze ben conoscevano i pericoli che le malattie
rappresentavano, specie in tempo di guerra ed anche in epoche recenti e per gli eserciti meglio
organizzati e disciplinati.

Il nemico invisibile

Lo storico canadese William McNeill riporta esempi illuminanti su come, fino agli inizi del
XX secolo, si rischiava di morire pi per malattia che per le azioni nemiche ("La peste nella
storia", Einaudi, 1981).
Nella guerra di Crimea (1854-1856) tra i soldati britannici i morti per dissenteria furono
dieci volte quelli uccisi dalle armi russe. Andava anche peggio per gli altri eserciti, compresi i
bersaglieri del corpo di spedizione piemontese, decimati dal colera.
La vaccinazione antivaiolosa di massa delle reclute tenne lontano il vaiolo dalle armate
napoleoniche mentre scorrazzavano per lEuropa. La pratica non venne continuata in periodo
di pace dai francesi, ma dai prussiani s. Cos nella guerra franco-prussiana (1870-71) il vaiolo
miet 20 mila francesi e risparmi i tedeschi.
Il tifo petecchiale non risparmi invece la Grande Arme. Questa malattia ha collezionato
nei secoli numerosi appellativi, da "febbre nervosa dei soldati" a "febbre da campo" a "peste di
guerra". Esplodeva infatti con la mobilitazione e flagellava in particolare gli acquartieramenti,
perci si era pensato che fosse dovuta allozio dei soldati. Solo alla fine del primo decennio del
secolo si seppe che "luntore" del tifo petecchiale il pidocchio che prospera nelle collettivit e
diffonde il contagio. Larma pi efficace, prima del DDT, era la lotta al pidocchio e la pulizia
sistematica.
Il tifo trasform la ritirata napoleonica in Russia in una catastrofe irreparabile. I francesi
abbandonarono decine di migliaia di morti e malati ammonticchiati negli ospedali da campo
(Yves Marie Berc, in "Per una storia delle malattie" a cura di Jacques Le Goff e Jean C.
Sournia, Dedalo, 1986).
Senza le misure igieniche consigliate dalle scoperte scientifiche e imposte dalla disciplina
militare, una concentrazione di uomini senza precedenti come quella nelle trincee della prima
guerra mondiale probabilmente non sarebbe stata possibile. Dove questa disciplina venne
meno con la sconfitta, come sul fronte orientale, la "febbre da campo" ruppe gli argini come in
Serbia (1915) e in Russia e Polonia dove dal 1915 al 1922 scoppi una delle pi grandi
epidemie della storia recente, con 30 milioni di malati e 3 milioni di morti (T.R. Harrison,
"Principles of internal medicine", New York-Tokyo, 1966).
Nellesercito austroungarico, a contatto con i serbi, lepidemia di tifo venne arginata e le
perdite per malattia non superarono il 50% di quelle dovute al nemico.

Mobilitazione di microbi

Nonostante i progressi della medicina militare molte piaghe continuavano a tormentare i


soldati nella I guerra mondiale, e fiaccavano la capacit di interi reparti. Ci senza considerare
le infezioni che complicavano frequentemente ferite ed ustioni, causando gangrene,
setticemie, ecc.
Nel riquadro c un piccolo campionario dei microscopici agenti di alcune principali
affezioni che proprio la penicillina ha permesso di dominare.
La sifilide assunse dimensioni epidemiche tra le truppe britanniche; la gonorrea imperava;
sul fronte italiano, durante le "spallate sullIsonzo" del 1915, unepidemia di vaiolo fece
ammalare 70 mila soldati e caus 7 mila vittime (Mario Silvestri, "Da guerra a guerra", Edit.
Nuova, 1980). In Italia la guerra fece divampare lantico male, la tubercolosi.
In generale, tra il 1915 e il 1918, i morti totali dellEsercito Italiano furono 564.000, dei
quali 186 mila per malattia e 378 mila per ferite, gas ecc. (Tommaso Detti, "Stato, guerra e
tubercolosi, 1915-1922", in "Storia dItalia, Annali", 7, Einaudi, 1984). Queste cifre, ritenute
dal pur prudente Giorgio Mortara inferiori al reale, ci dicono che almeno una perdita fu per
malattia e due per il fuoco degli Imperi Centrali ("La salute pubblica in Italia durante e dopo
la guerra", Bari, 1925).
Questa parziale rassegna di sventure svanisce al confronto con la grande catastrofe che
suggell degnamente la prima carneficina imperialistica su scala mondiale. La pandemia
influenzale, a torto chiamata "spagnola", impervers nella primavera del 1918 nei campi di
raccolta statunitensi dove laffollamento delle reclute favor il contagio.
Nellautunno-inverno 1918-19 esplose nei carnai europei e generalmente si ritiene abbia
causato 20 milioni di morti (principalmente per broncopolmonite) e contagiato un miliardo di
persone.
Questi erano probabilmente i fantasmi che popolavano i sogni dei responsabili della sanit
militare americana, quando nellestate del 1941 il futuro premio Nobel Howard Florey sbarc
in USA, cercando oltre atlantico i fondi per produrre un nuovo medicinale che avrebbe
rivoluzionato la terapia delle malattie batteriche.

riquadro
M. B.

Numero 212, aprile 1988, pagina 7

Militarizzazione dello spazio


Il Resolution
E impossibile tenere separati gli aspetti industriali e gli aspetti militari della gara
spaziale. La militarizzazione dello spazio , in fin dei conti, la proiezione di uno sviluppo
industriale nel corso dei decenni, con le sue concorrenze, con le sue concentrazioni, con le sue
fusioni, con i suoi vincenti e perdenti (A. Cervetto, "Lotta Comunista", aprile 1985).
La storia del deterrente nucleare britannico dimostra lo sforzo compiuto dai gruppi
industriali inglesi per tenere testa ai pi agguerriti concorrenti americani.

Il comitato MAUD

1940. In Gran Bretagna viene costituito il Comitato MAUD allo scopo di studiare la
fattibilit della bomba atomica. Il Comitato lavora in stretto contatto con lICI, la sola societ
britannica in grado di avere la forza scientifica e industriale necessaria alla produzione
dellUranio 235 (cfr. Carol Kennedy, "ICI", Hutchinson, Londra, 1986).
David N. Schwartz, un esperto di politica militare della Brookings Institution, sostiene che
durante la seconda guerra mondiale la Gran Bretagna fu la prima potenza bellica a concepire
la produzione di unarma nucleare, vista dai gruppi dirigenti dellimperialismo britannico non
solo come unarma contro la Germania, ma anche come strumento di pressione politica per
ottenere vantaggi postbellici (cfr. D.N. Schwartz, "Natos Nuclear Dilemmas", Brookings
Institution, Washington, 1983).
1941. Il primo ministro britannico Winston Churchill nomina Sir John Anderson, un
chimico gi membro del consiglio di amministrazione dellICI ed ex ministro degli Interni, a
capo di un progetto per la produzione della bomba atomica.
Sia Schwartz che Carol Kennedy sono concordi nel sostenere che la Gran Bretagna,
sentendosi scientificamente superiore, respinse la proposta di collaborazione avanzata dal
governo statunitense. Ma nella guerra imperialista determinante la capacit di mobilitazione
del capitale e lindustria britannica, gi fortemente impegnata nella produzione di aerei per
contrastare la forza tedesca, non fu in grado di vincere la gara atomica.

Lo scavalcamento statunitense

1942. Negli Stati Uniti viene lanciato il progetto Manhattan, con un ruolo di primo piano
della Du Pont.
1943. La Gran Bretagna si rende conto di essere stata superata dagli USA e, non avendo la
forza di produrre in proprio la bomba atomica, chiede di partecipare al progetto Manhattan.
Si giunge cos allaccordo di collaborazione nucleare anglo-statunitense di Quebec, accordo
per che, scrive Schwartz, d agli Stati Uniti la bomba atomica e alla Gran Bretagna solo
informazioni tecniche.
1945. Gli USA sganciano due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki.
1946. Alla fine della guerra il Congresso statunitense vieta, con la legge MacMahon, la
collaborazione nucleare con i paesi stranieri, liquidando cos gli accordi di Quebec.

I bombardieri V

1947. Il governo britannico d il via ai progetti dei bombardieri strategici di serie V (il
Vulcan della Avro, i Victor della Handley Page, i VC-10 della Vickers Armstrong).
Laccanita concorrenza tra i diversi gruppi britannici per accaparrarsi le commesse porta
indubbiamente ad una dispersione di forze che influisce negativamente sullo sviluppo del
deterrente britannico.
1952. La Gran Bretagna fa esplodere la sua prima bomba A e volare il suo bombardiere
strategico Vulcan B.1 diventando una potenza nucleare a pieno titolo. Per valutare lavanzato
livello tecnologico dellindustria aeronautica britannica si consideri che il Vulcan B.2, il cui
prototipo del 1957, ha un peso al decollo di 113 tonnellate ed mosso da 4 motori Rolls-
Royce con spinta totale di 36 tonnellate. Lattuale Backfire sovietico ha un peso comparabile
ed una spinta totale di 30 tonnellate.
Nella guerra delle Falkland del 1982 il Vulcan ha condotto la pi lunga missione di
bombardamento della storia, colpendo le forze argentine a 6.250 km di distanza dalla sua base
operativa dellisola di Ascensione.

Il Blue Streak
1957. La Gran Bretagna fa esplodere la bomba allidrogeno. Nel libro bianco sulla difesa
(rapporto Sandy) si chiede lindipendenza nucleare britannica, la riduzione della forza
convenzionale da 690.000 a 375.000 uomini, lo sviluppo del missile balistico Blue Streak e la
costruzione di un missile aria-terra con il quale equipaggiare i bombardieri serie V.
Il Blue Streak era un missile a due stadi, costruito dalla De Havilland e con propulsione
della Rolls-Royce, di dimensioni comparabili allAtlas statunitense della Convair (General
Dynamics).
Nel rapporto Sandy si porta anche avanti la dottrina della ritorsione massiccia. David
Schwartz ritiene che la Gran Bretagna non solo fosse la prima potenza a concepire la bomba
atomica ma anche la prima ad elaborare, agli inizi degli anni 50, la dottrina della MAD, come
alternativa al costoso esercito convenzionale.
1959. La Hawker Siddeley assorbe la De Havilland.
1960. Non essendo in grado di sostenere contemporaneamente la produzione di un
missibile balistico, di un missile aria-terra e di un sommergibile nucleare, il governo
britannico abbandona il Blue Streak, utilizzato per in seguito come primo stadio del vettore
europeo Eldo, ed opta per la collaborazione con gli USA nello sviluppo del missile aria-terra
Skybolt, lanticipatore del moderno Cruise. Lo Skybolt avrebbe dovuto essere costruito dalla
statunitense Douglas in collaborazione con la Avro (della Hawker Siddeley).
Labbandono del Blue Streak gioca a vantaggio della Royal Navy (marina), fautrice del
Polaris (della Lockheed) e concorrente della RAF (aviazione) nella lotta per il controllo del
deterrente strategico britannico.
Nello stesso anno, per concentrare le risorse industriali e finanziarie, la Armstrong
Siddeley si fonde con la Bristol per dare vita alla Bristol Siddeley Engines, a sua volta
assorbita dalla Rolls-Royce, e la English Electric si fonde con la Vickers Armstrong con la
formazione della British Aircraft.

La delusione dello Skybolt

1962. Il governo degli Stati Uniti abbandona il progetto Skybolt mettendo in crisi i progetti
britannici tendenti ad avere un deterrente indipendente. Dopo un periodo di acuta tensione
tra i rispettivi governi, il presidente John F. Kennedy e il premier Harold MacMillan si
accordano per la cessione alla Gran Bretagna dei missili Polaris; la testata e il sommergibile
nucleare sarebbero stati per di costruzione britannica.
Questo accordo rappresenta una sconfitta per la RAF che deve cedere il suo primato
strategico alla Royal Navy.
La Vickers Shipbuilders vara il primo sommergibile nucleare britannico classe Resolution.
1965. Cessa la produzione dei bombardieri serie V.
1968. Viene sciolto il Bomber Command e la RAF viene ridimensionata da 216.000 a
120.000 uomini.
1969. Con il varo del 4 sommergibile di classe Resolution la Gran Bretagna ha un
deterrente strategico di circa 10.000 kilotoni, pari a 500 volte il potenziale distruttivo della
bomba A sganciata su Hiroshima.
1977. Con la riorganizzazione dellindustria aeronautica britannica tutti i produttori di
cellule vengono raggruppati nella British Aerospace ed i produttori di motori nella Rolls
Royce.

Un deterrente che pesa


1979. Il nuovo governo conservatore diretto dalla signora Margaret Thatcher vara il piano
di modernizzazione del deterrente strategico ed avvia i negoziati con gli USA per acquistare il
Trident in sostituzione del Polaris.
1982. Il governo britannico decide lacquisto del Trident D5, (Trident II).
1984. In sostituzione dei sommergibili Resolution viene commissionato alla Vickers
Shipbuilders la costruzione del sommergibile SSBN 05 (Trident), con dislocamento di 15.000
t ed in grado di portare 16 Trident D5.
Quando, nel 1991, verr completato il programma di modernizzazione la Gran Bretagna
avr 4 sommergibili, equipaggiati con 64 Trident D5 dal potenziale distruttivo complessivo di
circa 200 megatoni, 11.000 volte il potenziale distruttivo della bomba di Hiroshima. E un
potenziale che, come quello francese, gli USA e lURSS non possono trascurare nei negoziati
START.

tabella e figura

Numero 367, marzo 2001, pagina 11

Militarizzazione dello spazio


Il mito tecnologico nella dottrina
difensiva americana
Per Ashton B. Carter, professore di Relazioni Internazionali alla Harvard University e
membro del ministero della Difesa dal 1993 al 1996, ci che caratterizza il pensiero militare
americano la offset strategy, la strategia della compensazione, cio il principio di
sfruttare la superiorit tecnologica per compensare la lontananza geografica, linferiorit
numerica e la non disponibilit della popolazione americana ad accettare alte perdite umane
(A.B. Carter in "Foreign Affairs", gennaio 2001).

La ricerca della superiorit tecnologica

La ricerca della superiorit scientifica e tecnologica una costante nella storia militare
degli Stati Uniti.
Nella Seconda guerra mondiale il Progetto Manhattan port alla bomba atomica,
nellamministrazione Kennedy il Progetto Apollo port allo sbarco sulla Luna,
nellamministrazione Reagan la SDI, popolarizzata come "Guerre Stellari", aggrav la crisi
sociale russa: oggi la Difesa Anti-Missile punta a difendere la leadership americana verso
nemici e alleati.
Se si guarda la Seconda guerra mondiale, ci che balza agli occhi il basso numero di morti
che gli USA hanno avuto rispetto agli altri paesi belligeranti. Escludendo le perdite civili, che
sia in Europa che in Asia hanno costituito la met dei 55 milioni di vittime, la Russia perse
13,6 milioni di soldati, la Cina 6,4, la Germania 4, il Giappone 1,2 e gli USA, pur combattendo
sia sul fronte atlantico che su quello del Pacifico, solo 407.000.
La superiorit americana nel periodo 1941-45 fu nella sua produttivit industriale oltre che
nelle sue dimensioni demografiche. Nel 1944 gli USA avevano 140 milioni di abitanti, contro i
70 della Germania e i 72 del Giappone. La forza-lavoro civile occupata era in Giappone di 32
milioni, in Germania di 36 e negli USA di 54. Germania e Giappone insieme avevano il 26% di
occupati in pi degli USA ma met del PNL combinato (M. Harrison, "The Economics of
World War II", 2000).
Per J.J. Flink le tecniche di produzione di massa sviluppate dallindustria automobilistica
americana furono la ragione principale della vittoria contro la Germania e il Giappone ("The
Car Culture",1975).
Nel 1944 lindustria aeronautica americana produceva 2,76 libbre di aerei al giorno per
addetto, contro 1,5 della Germania e 1,19 della Gran Bretagna (C. Barnett, "The Pride and
Fall", 1986).
Tra il 1942 e il 1944, il periodo di massimo sforzo bellico, gli Alleati produssero 299.500
aerei da combattimento, 2,6 volte i 114.600 delle potenze dellAsse, ma gli USA da soli ne
produssero 153.100, contro gli 84.800 dellURSS e i 61.600 della Gran Bretagna. La Germania
ne produsse 65.000, il Giappone 40.700 e lItalia 8.900 (Harrison, op. cit.).
Dopo la capitolazione della Francia, nel 1940, il presidente Roosevelt chiese allindustria un
aumento della produzione annua di aerei da 5.000 a 50.000. Sembrava impossibile perch si
chiedeva in poco tempo un aumento della capacit produttiva di 10 volte. Eppure gli obiettivi
furono superati del doppio e nel 1944 gli USA produssero ben 95.237 aerei. Il problema
dellaviazione americana durante la guerra non fu la mancanza di aerei, in sostituzione delle
perdite, ma di piloti addestrati.
Oggi questo vantaggio non esiste pi perch la produttivit industriale della Germania,
della Francia, del Giappone e degli Stati Uniti dello stesso ordine di grandezza.

La sovraestensione degli USA

Per gli USA, a meno che non siano compromessi gli interessi vitali, c una soglia di perdite
umane che difficile da sostenere. Di questo limite erano ben coscienti, in Indocina, i leader
russi, cinesi e vietnamiti.
Secondo i documenti che riporta Michael Lind, l11 maggio 1970 il leader cinese Mao Tse-
Tung avrebbe detto ai leader vietnamiti: Gli americani non hanno abbastanza truppa da
distribuire nel mondo, dato che sono sovraestesi. Quando la propria gente muore, i loro
cuori si spezzano. La morte di parecchie dozzine di migliaia un grande problema per loro
(M. Lind, "Vietnam: the necessary War", 1999).
I limiti della sovraestensione, teorizzati da Paul Kennedy sul suo libro del 1988 "The
Rise and Fall of the Great Powers", erano gi presenti da decenni nel pensiero dei leaders
cinesi e russi.
In totale, nella guerra del Vietnam hanno servito, a rotazione, 8,7 milioni di soldati
americani, pi dei 5,7 milioni della guerra di Corea, dei 4,7 milioni della Prima guerra
mondiale, circa la met dei 16,3 milioni della Seconda guerra mondiale. Nella Prima guerra
mondiale gli USA persero 116.700 uomini, nella Seconda 407.000, in Corea 54.246, nel
Vietnam 58.151.
Nel 1991 la guerra del Golfo fu vinta dagli americani con solo 148 morti, ma non se ne pu
trarre una lezione generale. Lex ministro della Marina militare USA, James Webb, facendo un
confronto con il Vietnam rileva: Saddam Hussein non era uno stratega militare. Se Ho Chi-
Minh avesse messo il 60% del suo esercito in posti senza alberi, avremmo vinto in 40 giorni
(M. Lind, op. cit.).

Le difficolt in una guerra di terra


Secondo Lind, ci sarebbe una incapacit americana a combattere una guerra regionale.
Il 31 gennaio del 1968 si ebbe loffensiva del Tet (capodanno vietnamita): 80.000 soldati
regolari nordvietnamiti sostenuti dai Vietcong attaccarono un centinaio di citt del Sud
Vietnam. Loffensiva venne respinta e i vietnamiti persero ben met delle proprie forze.
Militarmente fu una vittoria americana, psicologicamente e politicamente fu una vittoria
vietnamita.
Di fronte alle immagini delle atrocit della guerra, trasmesse in diretta dalle televisioni
americane, si incrin il fronte interno e la maggioranza delle famiglie, specialmente del Nord-
Est, si schier contro la continuazione della guerra.
Il 1 marzo 1968 il ministro della Difesa McNamara diede le dimissioni e il 31 marzo il
presidente Democratico Johnson annunci linizio del disimpegno dal Vietnam.
Per il generale Colin Powell, oggi segretario di Stato, gli americani sottovalutarono la
lezione di Clausewitz secondo il quale non possibile vincere una guerra senza avere il
sostegno della propria popolazione (C. Powell, "Nato nel Bronx", 1996).
Gi nel 1964, lallora ministro della Marina e uno dei pilastri per mezzo secolo
dellestablishment americano, Paul H. Nitze, avvisava: Linvio di forze di terra significa
coinvolgere gli USA in unaltra guerra di terra in Asia, in circostanze politiche e logistiche
sfavorevoli; e aggiungeva che lo sforzo in Vietnam sovraestendeva la forza militare USA
(Paul H. Nitze, "From Hiroshima to Glasnost", 1989).
Anche Dean Acheson, segretario di Stato di Truman, negli anni Cinquanta e Sessanta era
contro luso di truppe di terra in Indocina, anche se contemplava luso della forza aerea e
navale (J. Chace, "Acheson", 1998).
I rischi della sovraestensione della forza militare americana, specialmente nel caso di
una guerra di terra nel continente euroasiatico, sono sempre stati presenti nelle menti pi
brillanti dellestablishment americano, ma le contraddizioni oggettive dellimperialismo
mondiale periodicamente forzano gli USA ad intervenire.

Il dilemma dei conflitti regionali

Lequilibrio nucleare del terrore non ha evitato i conflitti regionali ai quali gli USA
hanno dovuto partecipare. Si applica anche in terra ci che vale per il mare: Se Dio dovesse
essere sempre dalla parte della flotta pi grande, ben poche nazioni si scomoderebbero a
mantenere flotte pi piccole (J. Cable, "The Diffusion of Maritime Power", 1982).
Lo Stato pi grande non pu essere sicuro della vittoria e le piccole potenze possono avere
la meglio, in conflitti regionali, nei confronti di avversari pi potenti.
La superiorit globale non significa superiorit locale, ma dialetticamente per mostrare la
superiorit globale bisogna ingaggiare i conflitti locali. la contraddizione che tortura i leader
americani perch, come scriveva Dean Acheson: Una minaccia a cui non si crede, non
dissuade ("Power and Diplomacy", 1958). Viene sempre il momento in cui la propria forza
bisogna mostrarla, non nella deterrenza ma nella guerra combattuta.