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Rustrian Lara / Angel Rafael M.

6528
Diritto Costituzionale, Professore Massimo del Pozzo

C210

Omnes christifideles, secundum propriam condicionem,


ad sanctam vitam ducendam atque ad Ecclesiae
incrementum
eiusque
iugem
sanctificationem
promovendam vires suas conferre debent.
Tutti i fedeli, secondo la propria condizione, devono dedicare le proprie energie
al fine di condurre una vita santa e di promuovere la crescita della Chiesa e la
sua continua santificazione.

Radici nel magistero conciliare.


Questo canone, affondale sue radici nella chiamata universale alla santit
proclamata nel Concilio Vaticano II: La vocazione alla santit non un privilegio di
alcuni, tutti nella Chiesa sia che appartengano alla gerarchia, sia che siano retti da
essa, sono chiamati alla santit. (LG 39).
Questa chiamata si svilupper lungo i vari documenti conciliare, soprattutto
nel capitolo V della Lumen Gentium. Tanti testi conciliari trovano in questa dottrina
la forza interna per il rinvigorimento della missione della Chiesa. Anche nel Codice
di diritto Canonico si fogger nel C210, dal quale molti canoni trovano un sostegno,
come fonti di obblighi e diritti della vita spirituale dei fedeli (C 199 3).

Esplicitazione della chiamata alla santit: ugualit nella diversit,


esercizio multiforme, diverse vie e mezzi.
Il n. 40 di Lumen Gentium inquadra a tutti i fedeli come: chiamati da Dio, per
medio della grazia giustificati in Ges Cristo, nel battesimo della fede fatti
veramente Figli di Dio, compartecipi della natura divina, realmente santi. Il C210
conferma la ugualit tra tutti membri della chiesa, superando la antica concezione
che la santit starebbe riservata soltanto ai religiosi e i clerici (C208-209). Nel n.
11, si parla di una santit come immagine dinamica che cresce fino a raggiungere
la immagine del Padre, ammettendo la diversit della stessa chiamata, secondo la
loro condizione (C213-214).
Il esercizio multiforme della unica santit, in Lumen Gentium n. 41 si
manifesta nei vari compiti e generi di vita (C204 1). I pastori, conformati al sumo
sacerdote Cristo, compiano con santit e slancio, umilt e forza il proprio ministero,
sar per loro un mezzo di santificazione (C387, C275 1, C276 1). I religiosi nel
suo servizio, secondo i consigli evangelici e il suo amore tra di loro, saranno
immagine di unit e amore (C 573 1, C 574 1).
I genitori cristiano, sostenersi a vicenda nella fedelt dellamore con laiuto
della grazia per tutta la vita (C226 1) e istruendo nelle virt evangeliche i figli che
hanno accettato amorosamente da Dio (C226 2). Le persone chiamate

specialmente da Dio ad esercitare un apostolato nella chiesa (copie, celibi e


vedove) per lannunzio della salvezza si svolga con spirito di santit e carit
fraterna (C 211).
Tutti fedeli ogni giorno si santificano nelle condizioni, nei doveri o circostanze
della loro vita per mezzo della sua fedelt a Cristo, contribuendo ad animare e
perfezionare l'ordine delle realt temporali con lo spirito evangelico
particolarmente nell'esercizio dei compiti secolari (C225 2).
Nei diverse vie e mezzi per raggiungere la santit nominati in Lumen
Gentium 42, ha il luogo primo e pi necessario la carit a Dio, sopra ogni cosa, e al
prossimo per amore di lui. Questa carit si manifesta concretamente in adesione e
comunione con la Chiesa (C205, C209 1) e anche con il sostegno per le necessit
temporali della Chiesa (C222 1) promovendo la sua crescita.
Ma perch la carit cresca si deve svolgere il battesimo di ogni fedele,
nellascolto della parola di Dio, partecipare frequentemente ai sacramenti,
soprattutto all'eucaristia, alle azioni liturgiche e applicarsi costantemente alla
preghiera; Sodisfare questa necessit e un obbligo dei chierici e un diritto per tutti
i fedeli (C 213, C214, C217). I fedeli sono pronti a rendere testimonianza d'amore
davanti agli uomini, e specialmente davanti ai persecutori perci la massima
testimonianza il martirio (C225 2).
La chiesa si presenta giuridicamente come corporazione e lo proprio delle
corporazioni il dovere collaborare alla finalit perseguite associativa. Finalit che,
nella Chiesa, sono la salvezza individuale e collettiva al tempo esso (salus
animarum).

Imprecisioni nello schema della Lex Eccelsiae Fundamentalis


Il C210, sottolinea che la santit deve essere perseguitata da ognuno
secundum propriam condicionem ma con questa precisione non mette in chiaro
la univoca realt della santit, che non ammise graduazione secondo la diversit
della vita. Lumen Gentium precisa nei vari generi di vita e nei vari compiti una
unica santit coltivata. Il C210 fu censurato per questa imprecisione nei primi
schemi redazionale della LEF dove si precisava pro propria quisque conditione,
intendendosi una santit che non sarebbe la stessa a tutti, a ogni condizione del
fedele corrisponde una santit propria1.
I redattori del canone conserveranno sostanzialmente, modificando il testo
per chiarificarlo, come secundum propriam conditionem. La giustificazione di
queste parole, emerge dal fatto che bisogna precisare il modo della unica santit,
perch la santit non si trova in astratto se non in concreto quando si compie le
1 MARZOA A. - MIRAS J. RODRIGUEZ R., Comentario Exegtico al Cdigo de Derecho
Cannico, Vol II/1, EUNSA, Pamplona 2002, p. 73

diverse esigenze de ogni vocazione e condizione di vita. Non esiste diversi gradi,
sino ununica santit coltivata in qualunque modalit di vita.

Obbligo di incrementar la Chiesa e la sua continua santificazione


I battezzati solo tendono verso la santit rispondendo alla propria vocazione
divina, che gli chiama a contribuire con tutte le forze della vita al incremento della
Chiesa e la sua continua santificazione. Il accrescimento della Chiesa si realizza
quando i fedeli compiono la pienezza della vita cristiana e la perfezione alla carit
nella loro vita.
Nel codice del 17, questo canone era riferito propriamente ai chierici, nella
legislazione attuale si stende a tutti fedeli, che ha come fonte il battesimo. Nel
caso dei chierici, non soltanto la dimensione battesimale se non anche quella che
emerge del Ordine Sacro, i chierici sono costituiti istrumenti vivi di Cristo sumo
sacerdote, a loro appartiene un obbligo speciale di perseguire la santit come
amministratori dei misteri del Signore in servizio di tutto il popolo di Dio (C276 1).