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Concilio di Trento

La riforma della Chiesa locale

·0 Sul piano disciplinare il Concilio di Trento avvia una risoluta riforma negli assetti
organizzativi della Chiesa locale

·1 Il ministero petrino e la curia romana non sono oggetto delle riforme tridentine

·2 I decreti tridentini non sono promulgati quale legge universale

·3 si vuole evitare le ingerenze giurisdizionaliste

·4 la Santa Sede preferisce valutare ad casum l’implementazione delle


disposizioni conciliari, in particolare quelle riguardanti il vescovo diocesano

·5 resistenze dei corpi intermedi

si rimette la disciplica dei concili a livello di diritto particolare, afin che la riforma
comincia dal basso.

Concili Provinciali e Sinodi


·6 è il diritto particolare che ha voluto incarnare la riforma di Trento.

·7 La produzione normativa locale assume un ruolo fondamentale per l’esecuzione


delle direttive tridentine

·8 I Concili ed i Sinodi divengono i canali attraverso cui la Riforma tridentina si


incarna nella quotidianità della Chiesa

·9 I grandi riformatori: San Carlo Borromeo

L’Ufficio Ecclesiastico
·10 si comincia a dire chi fa che cosa!!

·11 Determinazione più precisa delle mansioni connesse ai diversi uffici


·12 si determina i mini per svolgere le funzione.

·13 Determinazione dei requisiti di idoneità e dei modi di verifica

·14 Il sistema beneficiale riformato nei suoi problemi principali diviene il fulcro del
sostentamento del clero

·15 Si dispone al riguardo

·16 obbligo di residenza per tutti i benefici con cura di anime contro il diffuso
malcostume dell’assenteismo

·17 divieto assoluto di cumulo dei benefici con cura d’anime

·18 richiamo ai titolari di diritti di patronato ad esercitarlo per il bene della Chiesa

·19 come funziona il diritto di patronato, diritto di scegliere una persona per
svolgere un ufficio ecclesiastico, una persona idonea non soltanto una persona
a beneficio del patrono ma a beneficio del bene comune.

Pilastri della riforma


·20 L’ufficio di vescovo diocesano e quello di parroco sono i pilastri su cui i Padri
conciliari appoggiano la Riforma cattolica

·21 Quale risposta all’eresia protestante che nega l’esistenza di una gerarchia per
volontà divina, si formula in maniera organica la dottrina sul sacramento
dell’ordine: l’ordine sacro imprime il carattere e dà potestà spirituale intorno alla
quale si edifica la Chiesa

impone il obbligo di sudividere la chiesa territoriale in parrochia.

·22 Il Concilio si divide sulla natura divina o umana dell’episcopato. Si raggiunge


posizione mediana

·23 Potestà d’ordine deriva direttamente da Dio con la consacrazione

·24 Potestà di giurisdizione dal Romano Pontefice con la missio canonica

Il concilio rimane apperto la discussione sulla natura del sacramento del episcopato. si
crea una soluzione mediata, e una questione ancora apperta la distinzione tra la potesta
di ordine e la potesta di giuridizione

·25 Il processo informativo per la nomina dei vescovi rimesso a norme da stabilirsi dai
Concili provinciali. Successivamente la materia sarà regolata in modo uniforme
dalla legislazione pontificia. si stabiliscono delle requisiti per il episcopato,
Il Vescovo Diocesano
·26 rafforza la figura del vescovo diocesano.

·27 Il Concilio di Trento opera un generale rafforzamento del potestà vescovile anche
nei confronti delle istituzioni esenti. Così il principio dell’unità di governo (nel
vescovo) pastorale inizia ad affermarsi contro le spinte centrifughe dei “corpi”
intermedi.

·28 Il vescovo Nell’ambito dell’organizzazione ecclesiastica: diritto di erigere,


trasformare o sopprimere i benefici semplici e curati

·29 Nella sfera amministrativa: gestione ultima dei beni ecclesiastici e dei luoghi pii
(ospedali, scuole, confraternite, fabbricerie)

·30 l'obligo della visita canonica strumento principale attraverso il quale il vescovo
governa la diocesi. il compito della visita, INFORMARE, CORREGERE E
RIFFORMARE.

·31 Generalizzazione del dovere-diritto di visita a tutti i benefici ed agli istituti


ecclesiastico laicali

·32 Interviene nella selezione dei candidati all’ordine e sovrintende ai seminari


vescovili, la cui fondazione diviene obbligatoria

·33 Responsabilità del Vescovo Diocesano Responsabile ultimo della pastorale

·34 Obbligo di predicare e di controllare la predicazione dei sacerdoti e religiosi

·35 Selezione dei candidati all’ordine sacerdotale e responsabile della loro


formazione, tramite il seminario. L'obbligo de erigere un seminario

·36 Principio di unità nel governo diocesano. La curia diocesana si configura


sempre più quale strumento di collaborazione del vescovo

·37 Obbligo e diritto della visita pastorale biennale

si crea la struttura Papa, Vescovo e diocesi, questo mal intesso porterà alla
visione piramidale della chiesa. accentuazione della idea della potestà di giuridizione
deriverà la concezione dei vescovi come esecutori del Romano Pontefice.

·38 Si giunge così ad una sostanziale unificazione del governo delle chiese locali,
superando le spinte autonomistiche dei vari corpi ecclesiali quindi un sostanziale
accentramento della vita diocesana

·39 Il Romano Pontefice è l’unico a poter giudicare il Vescovo


Curia diocesana
·40 Il rafforzamento della figura del vescovo ha come inevitabile conseguenza il
rafforzamento della Curia diocesana

·41 Compaiono nuovi uffici

·42 Esaminatore Sinodale e parroco consultore

·43 Difensore del Vincolo

·44 Difensore della Professione Religiosa

·45 Si potenziano i vecchi

·46 Vicario Generale diviene obbligatorio: gode di potestà ordinaria vicaria ed è


rimovibile ad nutum

·47 Vicario foraneo

La parrochia

la vita concreta del cristiano si svolge nella chiesa nel quartiere o borgo

il conclio di trento rende obblilgatoria la erezione delle parrochia.

ci sono nelle città e nei luogi dove ci sono delle parochie ecclesiastiche, alcune con il
proprio rettore ma non hanno confini certi. i rettori delle proprie chiese non hanno un
popolo proprio ed admnistano i sacramenti a chi le richiede. il santo sinodo ordina ai
vescovi per una maggiore perficacia salvezza delle anime affidate, ordina che un distinto
popolo per una distinta parrochia certa sea asignado, affinche sia in grado di conoscerle
queste anime dal parroco, e che le anime possono ricevere da lui solo i sacramenti. o de
otro modo provedere per peculiare cirnostanze non si possa provedere, ma che
raggiungia lo stesso fine. (Problema non si sa chi deve governare, questi sacerdoti li
danno i sacramenti a coloro che si lo chiedono, questo non va venne, ciascun fedele deve
avere pastore proprio). l

esigenza primaria dil concilio di trento, raggiungere l'unita della chiesa.

la parrochia presuppone un luogo di culto

richiede un territorio delimitato ed un popolo la cui appartenenzaè data:

dal pagamento della decima


al compimento di certi atti di clto principlai

frequenza messa domenicale o al meno grande feste

un pastores stable assegnato

un patrimonio per sostenere il culto e la carità.

il parroco si sostene del beneficio ecclesiastico, una especie de trast, il parroco può
ammitrate il beneficio e guadgnare le rendita. il diritto di stola bianca o nera, offerte per i
sacramenti.

un patrimonio fabbriceria, le cui rendite servono per la manutenzione della chiesa ed


costruzione della chiesa. patrimonio per sostene il culto e la carità nella chiesa.

le cause della sviluppo dell parrochia sono: crescità socio-demografica dei secc. xii-xiii

in campaga non le bnifiche e dissodamenti si creano nuovi borghi

in città si creano nuovi quartiere (borghi).

allontanamento dalla chiesa rurale ed anche l crescità esponenziale dei fedeli rendono
necessaria la creazione di nuove parrochie.

opposizione delle vecchie parrochie che temono di perdere patrimonio e fedeli (cioè
entrate ad es. decime e sepoltura)

Fenomeno delle chiese madri e chiese figlie (chiese pievane).

il diritto di patronato

comporta i favore del titolare (detto fondatore) una serie di diritti: in primo luogo la
presentazione al vescovo del cantidato per la nomina.

patroni sono sia laici che escclesiasitici,si persone fisiche sia corpi morali. rufino
individua tre titoli su cui si poteva fondare il diritto di patronarro: La possessio, o
Constructio, Locupletio.

non di meno varie grazie o risere condizionano o tolgon0 al cllatore ordinario la nomina.
il papa stesso interviene a sipplenza del collatore ordario:

-se non ha sercitato diritti nei termini (devoluzione)

-se è vacante la sede collatore (sostituzione)

la chiesa si sveglia per fare la nomina

L’Ufficio di Parroco
·48 Con Trento la Chiesa particolare diviene realmente una Chiesa fondata sulle
parrocchie

·49 Obblighi ministeriali

·50 Predicazione nelle domeniche e feste

·51 Catechesi

·52 Confessione e comunione pasquale dei parrocchiani

·53 Istituzione dei registri parrocchiali, strumenti di fondamentale importanza per il


governo dei fedeli

·54 Il parroco assume un ruolo centrale nella celebrazione del matrimonio (cfr. decreto
Tametsi dell’11 novembre 1563)

La Santa Sede

·55 Con Trento il Romano Pontefice da capo della Chiesa (Dominus beneficiorum)
diviene sempre più guida spirituale della stessa

·56 L’adesione al papato è il segno distintivo dell’identità cattolica moderna, fondata


sull’unità oggettiva della dottrina e della liturgia

·57 Uniformazione della disciplina ecclesiastica tramite una lenta ma progressiva


applicaizone puntuale ed univoca del Concilio

·58 Divieto di interpretare e commentare i decreti del Concilio


·59 Istituzione della Congregazione del Concilio (agosto 1564) per promuovere
l’applicazione dei decreti conciliari disciplinari. Due funzioni principali:

·60 Controllo sui concili provinciali tramite l’istituto della recognitio

·61 Risposta ai dubbi presentati nell’applicazione dei decreti Potestà


giurisdizionale sulle eventuali controversie

·62 Il Controllo pontificio nelle Chiese particolari

·63 Legati pontifici

·64 Visite ad limina: prima regolamentazione di Sisto V (1585) e successive


riforme (1725 e 1740)

·65 Preparazione di testi sicuri, cioè, fissati e dichiarati autentici dal Romano
Pontefice: autenticità come categoria giuridica (non storica)

·66 La nuova Curia romana: Sisto V, Immensi aeterni Dei (22 gennaio 1588).

·67 Nonostante vari aggiustamenti nel corso dei secoli, l’ossatura rimarrà sino al 1870.

·68 A causa del sovrapporsi di competenze tra i vari Dicasteri (governo della Chiesa,
Stati Pontifici, diplomazia) la Curia sarà sempre un organismo farraginoso, lento e
costoso

·69 Nel corso dei secoli si susseguiranno ristrutturazioni parziali non organiche

·70 Riforma delle vecchie congregazioni e aggiunta di nuove. Le vecchie erano

·71 Santa Romana Inquisizione eretta da Paolo III 1542

·72 Congregazione del Concilio eretta da Pio IV (1564)

·73 Congregazione dell’Indice e Congr. dei Vescovi (Pio V 1571-72)

·74 Non chiara distinzione tra potestà giudiziaria e potestà amministrativa

·75 Definitivo esautoramento del Concistoro, la potestà risiede nei cardinali preposti al
Dicastero.

·76 Si elimina ogni forma di collegialità al vertice della Chiesa. Gli organi di curia
divengono così meri strumenti nelle mani del Papa
·77 Ciò permette di consolidare la dimensione universalistica, i funzionari non sono
portatori di interessi propri, ma lavorano per il bene della Santa Sede e quindi
della Chiesa universale

·78 La dilatazione delle competenze della Curia e dei suoi meccanismi ha tuttavia due
lati negativi

·79 da un lato condiziona e limita la stessa libertà del Pontefice nel suo governo
pastorale

·80 dall’altro ha avuto l’effetto di ridurre l’autonomia organizzativa, disciplinare,


liturgica e finanziaria delle Chiese e degli episcopati locali

·81 Le Congregazioni hanno competenza tanto sulle materie spirituali che temporali
degli Stati Pontifici

·82 In genere è composta da tre a sei cardinali, che ben possono appartenere a più
Congregazioni

·83 La direzione spetta al Prefetto, salvo che il Papa la riservi direttamente a sé. Le
decisioni sono collegiali

·84 Le riunioni si tengono una volta a settimana nei palazzi vaticani o a casa dei
cardinali. Per questioni particolarmente delicate si tengono coram Sanctissimo