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ANGEL RAFAEL RUSTRIAN LARA

1. La fattispecie prospettata da quale o quali can. del CIC. è prevista e coperta?


Can. 1103 - E invalido il matrimonio celebrato per violenza o timore grave incusso
dall'esterno, anche non intenzionalmente, per liberarsi dal quale uno sia costretto a scegliere
il matrimonio.
Can. 1142 - Il matrimonio non consumato fra battezzati o tra una parte battezzata e
una non battezzata, per una giusta causa può essere sciolto dal Romano Pontefice, su richiesta
di entrambe le parti o di una delle due, anche se l'altra fosse contraria.
2. E’ ipotizzabile, in casu, un difetto di libertà interna? In caso di risposta: a)
affermativa, in quale can. del CIC. rientrerebbe? b) negativa, potrebbe giustificare la
sua interpretazione?
No, la dottrina e la giurisprudenza hanno individuato una sorta di terzo genere di
violazione della libertà: il terrore, che agisce immediatamente sullo spirito del patiens
perturbando le sue facoltà mentali fino al punto di privarlo della sufficiente deliberazione; si
avvicina per molti versi alle fattispecie dell’incapacità Can 1095. Nel nostro caso, il patiens
non è privato di tutte le sue facoltà mentali, ancora si propone “non consumare il matrimonio”
e “non procreare” al fine di abbandonarla appena possibile.
3. Potrebbe spiegare brevemente le peculiarità della vis e del metus? e quelle del metus
communis, reverentialis e mixtus?
Il timor o vis corrisponde alla violenza usata con la forza, Il incutiens vuole dominare
il corpo e la sua capacità espressiva, per cui siamo di fronte a un difetto completo del
consenso, poiché il soggetto passivo (il patiens) non può assolutamente opporsi all’azione
dell’incutiens. Mentre il metus corrisponde al “timore”, un turbamento dell’animo, il patiens
si trova in uno stato di agitazione –causato dall’atteggiamento dell’incutiens– che lo porta a
scegliere il matrimonio come mezzo per sottrarsi al danno che lo minaccia.
Timore comune – “l’instantis vel futuri periculi causa mentis trepidado”, Ulpiano,
D.4.2.1 Lib XI ad edictum.
Metus reverentialis l’oggetto del timore è la perdita del particolare rapporto di
predilezione esistente tra l’incutiens e il patiens (il rapporto affettivo di parentela o l’autorità
a motivo professionale); l’incutiens fa presagire, con il suo atteggiamento, che verrebbe meno
l’affetto oppure che si provocherebbe un’indignazione nei confronti del patiens se costui non
acconsentisse al matrimonio.
Il timore misto ipotizzato dalla dottrina e la giurisprudenza nei casi dove esiste un
rapporto di subordinazione ma il timore è comune, ovvero sia oltre la durevole indignazione
ci fossero anche delle minacce in grado di provocare un grave danno indipendentemente
dall’esistenza del rapporto di subordinazione (violenza fisica, minaccia di diseredazione o di
espulsione dal focolare) ci troveremmo di fronte a una fattispecie di timore comune
qualificato in forza del rapporto di subordinazione.
ANGEL RAFAEL RUSTRIAN LARA

4. Quali sono gli elementi costitutivi ed essenziali del metus, canonicamente rilevanti?
- l’esistenza di una azione esterna oggettiva da parte dell’altro coniuge o di un terzo
(l´incutiens).
- che provoca una reazione soggettiva in uno dei contraenti (mentis trepidatio): uno stato di
agitazione, d’inquietudine, di timore;
- di conseguenza, il patiens sceglie in maniera forzata e non spontanea il matrimonio, perché
lo percepisce come il mezzo per liberarsi dal danno o la minaccia del danno.
Deve darsi un nesso di causalità tra i tre elementi: l’azione oggettiva, la reazione soggettiva
e la scelta matrimoniale; il necessario carattere antecedente e causale sia dell’azione
dell’incutiens che dello stato dell’animo del patiens rispetto del consenso
5. II metus è un impedimento canonico o un vizio del consenso? In questo secondo caso
potrebbe essere disciplinato dal can. 1057 CIC?
Il è un vizio del consenso, il legislatore cerca proteggere la libertà del consenso. Comprende
la libertà di scelta del coniuge, la libertà di scelta dell’unione matrimoniale come stato di
vita; non solo nel momento concreto di manifestazione del consenso, ma anche nel processo
biografico antecedente durante il quale si sviluppa, si consolida e persevera la scelta del
coniuge e dell’unione matrimoniale come stato di vita.
Il vincolo coniugale nasce da un unico e esclusivo atto proprio, sovrano e personale di ciascun
contraente nel processo di genesi, maturazione e perseveranza interna che precede il
momento della sua unione alla volontà dell’altro contraente, che si realizza nell’atto di
contrarre matrimonio.
Nessun’altra potestà umana ha questo potere di coniugare e perciò nessun’altra potestà e
volontà può supplire l’esclusiva sovranità della volontà dei contraenti né nel corso del
processo della formazione, né al momento della sua manifestazione. Una forma di
“supplenza”, particolarmente odiosa e opposta alla libertà e alla dignità della persona è la
coazione di un terzo sul consenso.
6. Come si articola, secondo la dottrina e la giurisprudenza, la prova processuale della
vis vel metus.
Dottrina e giurisprudenza concordano sul fatto che la prova del timore ha tre obiettivi: il fatto
esterno della coazione grave; il fatto interno del timore grave; e il rapporto di causalità fra la
coazione, il timore e la prestazione del consenso matrimoniale.
Per questo sono validi tutti i mezzi di prova leciti nel Diritto, specialmente la confessione
delle parti, la prova per mezzo di testi e documenti, e anche la prova peritale. In molti casi,
l’azione coattiva di chi incute timore può essere stata esercitata in forma talmente esterna,
manifesta ed evidente per terze persone, oltre che per il soggetto passivo, da consentirne la
prova diretta.
ANGEL RAFAEL RUSTRIAN LARA

7. Concetto di matrimonio rato et non consummato;


Il matrimonio valido tra battezzati si dice rato e consumato se i coniugi hanno
compiuto tra loro, in modo umano, l'atto per sé idoneo alla generazione della prole, al quale
il matrimonio è ordinato per sua natura, e per il quale i coniugi divengono una sola carne.
(Can. 1061 §1).
8. Elementi anatomo-fisiologici della copula coniugale;
Da parte dell'uomo: erezione del pene maschile, penetrazione in vagina della donna ed
eiaculazione del seme nella vagina. Da parte della donna: lasciarsi penetrare in vagina e
ricevere il seme virile. (Cfr. G. Montini, Il matrimonio inconsumato, Diritto matrimoniale
Canonico III, p.407)
9. Significato e contenuto dell'espressione 'humanus modus';
Sono indicate dalle note specifiche dell'atto coniugale, e cioè: in maniera conforme alla
dignità della persona, con libertà, senza violenza o inganno o in stato di incoscienza, causato
ad esempi da bevande alcooliche o da droghe.
In oltre è necessario che sia rispettata: la sua funzione generativa, la sua esclusività nel
matrimonio, la sua funzione unitiva fra i coniugi a cui permette di «consumare», di attuare
nella sua pienezza la loro intima comunione.
10. Rilevanza del metus gravis nel matrimonio rato et non consummato;
Per l’inconsumazione si parla di violenza o inganno ma non di timore, L’atto
sessuale anche se compiuto per timore grave o ingiusto, è vero atto coniugale in ordine alla
consumazione del matrimonio, tranne che il timore incuso dal partner sia stato tale da
compromettere la sua capacità d’intendere e di volere.
11. Prova giuridica del matrimonio rato et non consummato.
a) si deve provare l’inconsumazione ai sensi del c. 1061, il §2 prevede una presunzione di
consumazione quando i coniugi dopo celebrato matrimonio hanno coabitato, se ne presume
la consumazione, fino a che non sia provato il contrario attraverso la prova morale o di analisi
medici.
b) giusta causa, nella dottrina troviamo le seguenti cause: odio, impotenza sopravvenuta,
errore di qualità, pericolo di perversione.