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Il papato: dalle origini alle donazioni carolinge

Il papa e i suoi titoli


Il papa, nella Chiesa Cattolica, il sommo pontefice e la persona incaricata di
proseguire lopera di Cristo e degli apostoli in loro assenza. Risiede a Roma di cui
amministra la diocesi, ed il monarca assoluto della Citt del Vaticano. Le cose,
tuttavia, non sono sempre andate cos. Dallelenco dei titoli attribuiti al papa,
possibile ripercorrere sommariamente levoluzione del suo ruolo, da solo capo
religioso ad amministratore cittadino e a capo di stato:
Vicario di Ges Cristo
Successore del principe degli apostoli
Sommo pontefice della Chiesa universale
Vescovo di Roma (vedi sezione 2)
Arcivescovo della Provincia Romana
Servo dei servi di Dio (vedi sezione 3)
Sovrano dello Stato Pontificio (vedi sezione 4)
I primi tre titoli stanno ovviamente a ribadire il principale ruolo del papa, ovvero
quello di guida religiosa e successore di Cristo. Il Principe degli apostoli San
Pietro, considerato tra laltro il primo papa della storia, con un pontificato durato ben
34 anni, che costituisce un primato in durata mai battuto.
I due titoli seguenti sono di carattere amministrativo: il papa, risiedendo a Roma (la
diocesi pi antica in quanto fondata dagli stessi Pietro e Paolo) vescovo della citt
e arcivescovo della provincia in cui compresa. Tali attributi portano tuttavia ad
unimportante riflessione: il papa fu sempre necessariamente il vescovo di Roma? In
effetti no ma, come sar anche detto pi avanti, le due cariche cominciarono ad
essere indissolubilmente collegate a partire dalla fine del II secolo d.C.
Servo dei servi di Dio un appellativo dalla storia particolare, in quanto fu attribuito
a s stesso da Gregorio Magno, papa dalla grande importanza sia storica che
religiosa, in segno di protesta verso la pretesa del patriarca di Costantinopoli, alla
fine del VI secolo, di uguagliare la sua autorit a quella del pontefice. Lappellativo fu
poi mantenuto da tutti i tuoi successori (ma certamente non tenuto in particolare
considerazione). In quel periodo, il papa aveva gi un ruolo fondamentale per la citt
di Roma, e si sostituiva ormai a quella personalit che, dalla caduta dellImpero
dOccidente, era venuta a mancare nella citt.
Infine, per quanto riguarda lo Stato Pontificio, questo comincer formalmente ad
esistere solo al partire dalla prima met dellVIII secolo d.C., con la Donazione di
Sutri, ovvero la cessione da parte del re longobardo Liutprando di Sutri e di altri
territori al papa, conferendogli sovranit su di essi.

Dalle origini del papato a Leone Magno

Fino al 189 d.C. i papi esercitavano il loro potere indirettamente, inviando lettere alle
comunit Cristiane, sebbene venissero sepolti a Roma. In altre importanti diocesi (le
maggiori erano Roma, Alessandria e Antiochia, ma successivamente furono
considerate sedi apostoliche anche Costantinopoli e Gerusalemme) si era gi
affermato il sistema di governo episcopale, come sarebbe pi tardi accaduto anche
nella Citt Eterna. Ma il primo papa ad essere anche Vescovo di Roma fu Papa
Vittore I, il 14 papa.
Fino al 313 d.C., sulla chiesa incombevano le persecuzioni romane. Papa Silvestro I
fu il primo pontefice massimo a capo di una chiesa non pi minacciata dagli
imperatori poich Costantino, in quellanno, eman il famoso editto, riconoscendo
ufficialmente la chiesa di Roma. Anche se il papa non partecip al Concilio di Nicea,
indetto da Costantino, vi invi i suoi ambasciatori e prese parte ai negoziati
sullarianesimo. Da quel momento la diocesi di Roma divenne proprietaria di
numerosi immobili e terreni, donati dai fedeli. Tali propriet sono anche note sotto il
nome di Patrimonium Sancti Petri, poich le donazioni erano il pi delle volte
indirizzate non al papa, ma ai santi Pietro e Paolo. La diocesi di Roma, sebbene
avesse assunto un ruolo centrale nella Chiesa Cristiana, restava comunque una
parte dellimpero Romano. Da questo momento fino alla nascita dello Stato
Pontificio, nel 728 d.C., si successero comunque figure di grande rilievo sia per la
religione cristiana, sia per Roma e per lItalia. Tra queste dobbligo ricordare Leone
I, detto Magno per il suo grande impegno nella lotta alleresia e contro il
manicheismo (dottrina fondata sul perenne contrasto tra il bene e il male), anche per
la sua importanza nella storia di Roma. Infatti, nel 452, il papa prese parte
allambasceria inviata dallimperatore in Italia settentrionale, dove riusc a far
desistere Attila dallattaccare Roma (anche se, probabilmente, questo avvenne dopo
il pagamento di una grande somma di denaro). Tre anni dopo, durante il sacco di
Roma da parte dei Vandali guidati da Genserico, il papa ottenne la promessa che la
popolazione sarebbe stata risparmiata, insieme con le basiliche di San Pietro, San
Paolo e San Giovanni in Laterano, dove i cittadini si rifugiarono durante il lungo
saccheggio. Leone I fu una figura importante anche per il suo impegno nella
costruzione e restaurazione di molte basiliche, tra cui San Paolo, il cui tetto era stato
distrutto da un fulmine, e San Pietro.

Il papato dopo la caduta dellImpero Romano dOccidente


Allalba del Medioevo, Roma non otteneva sempre dagli imperatori dOriente e dai
loro luogotenenti tutta lattenzione che aveva sempre avuto e che probabilmente
meritava, ma restava una grande attrattiva per gli invasori. Nei periodi in cui la citt
rimase pi trascurata, la figura del papa cominci gradualmente a sostituirsi a quella
dellimperatore o, comunque, del praefectus urbi. Il popolo partecipava allelezione
del papa e questo, grazie ai proventi del Patrimonium Sancti Petri, che ormai
risultava particolarmente esteso e comprendeva vasti territori intorno a Roma,
nonch parte della Sardegna e della Sicilia, provvedeva alle donazioni di grano per i

poveri ed entrava nelle questioni politiche della citt, inviando lettere allimperatore
qualora la situazione economica della citt o il rapporto con le popolazioni
barbariche si facesse complicato. Con la Guerra Gotica e la riconquista dellItalia da
parte di Giustiniano, Roma venne inclusa nel Ducato Romano, mentre il principale
luogotenente dellimperatore, lesarca, risiedeva a Ravenna. A Roma, invece,
formalmente era un dux a comandare. Tuttavia, la progressiva decadenza della
classe senatoria romana, insieme con la necessit dellImpero dOriente, davanti alla
venuta dei Longobardi, di proteggere Ravenna trascurando la gestione di Roma,
fece s che i papi, che rappresentavano una figura di grande prestigio in citt,
cominciassero a supplire anche allamministrazione dellUrbe, lasciando al dux il
comando militare. Il papa era comunque obbligato a chiedere allimperatore la
ratifica della propria elezione.
Figura fondamentale di questo periodo di transizione fu Gregorio I, anchegli detto
Magno, che fu papa alla fine del VI secolo. Nato da una antica gens romana,
Gregorio divenne praefectus urbi Romae intorno al 575 d.C., ma rinunci allalta
carica pubblica per farsi monaco, e impieg i suoi ampi possedimenti in Sicilia e
Sardegna per la costruzione di monasteri. Essendo un personaggio molto amato,
alla morte di papa Pelagio II il popolo di Roma chiese la sua elezione a papa.
Gregorio, che probabilmente non desiderava questa carica, invi allimperatore una
lettera chiedendogli di non ratificare lelezione, ma la missiva fu sostituita (forse dal
praefectus urbi) con la petizione del popolo a favore dellelezione. Gregorio divenne
quindi papa per volere del popolo, ma nonostante occupasse una posizione che non
desiderava, si dimostr un uomo politico abile e un paladino dei poveri e degli
indifesi. A questo proposito, intercedette presso limperatrice Costantina perch
riducesse la pressione fiscale sulle isole tirreniche, i cui abitanti erano spesso
costretti ad emigrare nei territori occupati dai Longobardi a causa dellestrema
povert. Inoltre seppe far fronte alle continue alluvioni, carestie e pestilenze che si
verificavano nel Patrimonium Sancti Petri, facendosi aiutare da una rete di funzionari
per favorire il mantenimento degli acquedotti e linsediamento di coloni, che
coltivavano la terra della Chiesa sostituendosi ai vecchi agricoltori, spesso in
condizioni di miseria, eliminando cos ogni residuo di servit della gleba. Assicur
inoltre agli ebrei libert di culto, sebbene desiderasse la loro conversione. Riusc
comunque a convertire ed evangelizzare il re dei Visigoti, in Spagna, molti dei
Longobardi ed il re Ospitone, sovrano della Barbagia, che riusc ad allontanare dal
paganesimo grazie ad un rapporto epistolare. noto inoltre che fu lui ad inviare
Agostino, priore del convento di SantAndrea, in Britannia, dove riusc a convertire
buona parte della popolazione e fu consacrato come Vescovo di Canterbury.
Gregorio mantenne inoltre buoni rapporti con Brunechilde, regina dei Franchi, che fu
una donna fondamentale nella storia della dinastia merovingia e ebbe un ruolo
importante anche nella cristianizzazione dei Britanni.
Riform la Curia Romana, assegnando molte cariche precedentemente occupate da
nobili ed ecclesiastici a monaci benedettini, che riteneva avere interessi decisamente
pi inclini alla spiritualit e alla carit: era infatti un grande ammiratore (e biografo) di
San Benedetto.

Intraprese anche battaglie politiche, come quella contro lImpero per ottenere una
tregua con i Longobardi, che durante dei conflitti contro lEsarcato devastavano la
penisola Italiana obbligando gli abitanti alla fuga. In quel periodo, infatti, infuriava la
lotta tra il duca di Spoleto Ariulfo, che nel 591 aveva conquistato parte del corridoio
che collegava Roma a Ravenna (il cosiddetto corridoio Umbro) ed arriv ad
assediare la stessa Roma, e lesarca Romano, che desiderando riconquistare i
territori del corridoio muoveva spesso battaglia ad Ariulfo, rompendo le trattative di
pace che il papa tentava di avviare con i Longobardi. Inoltre, la campagna di
Romano provoc la reazione del re longobardo Agilulfo, che ripresa Perugia assedi
nuovamente Roma. Gregorio I, considerata linefficienza dellesercito imperiale che
proteggeva la citt, pag ad Agilulfo, di tasca propria, 5000 libbre doro, per
convincerlo ad andarsene. Come aveva fatto Leone quasi 150 anni prima, Gregorio
aveva difeso la citt di Roma e la sua popolazione impegnando personalmente le
proprie ricchezze, e cercando di risparmiare ai cittadini il maggior numero di
sofferenze possibili. Il susseguirsi di papi di grande prestigio come Gregorio Magno,
e di altri che comunque contribuivano al sostentamento del popolo e supplivano alle
mancanze dei governatori imperiali, fece s che questa figura fosse
progressivamente divenuta, con il consenso dei cittadini, il vero sovrano di Roma.
Alla fine, nel 598, Gregorio riusc finalmente ad ottenere che fosse stipulata una
momentanea tregua tra i Longobardi e lEsarcato, riuscendo cos ad attuare
interventi a favore degli abitanti bisognosi nelle province colpite dalla guerra.
Gregorio Magno rivoluzion la messa promuovendo il tipico canto liturgico che da lui
prende il nome (il canto gregoriano), che veniva cantato in latino, e ampli di
conseguenza la schola cantorum, una delle accademie istituita dalla Chiesa dove
era possibile specializzarsi in una determinata pratica. Particolare rilievo aveva
anche il cubiculum lateranense, che veniva frequentato dai giovani con lintenzione
di divenire vescovi o funzionari.
Gregorio Magno ebbe spesso attriti con il patriarca di Costantinopoli. Nel 595,
questo si dichiar Patriarca Ecumenico, mettendosi sullo stesso piano del papa.
Gregorio protest, ma limperatore si schier dalla parte del patriarca esortando il
pontefice a porre fine alla questione. Il papa rispose assumendo il titolo di Servus
servorum Dei, servo dei servi di Dio, ad indicare il primato della Chiesa di Roma sui
cristiani di tutto il mondo, che peraltro era effettivamente riconosciuto dalla maggior
parte delle popolazioni cristiane dEuropa, compresi i Longobardi convertiti. Tale
titolo fu mantenuto da tutti i suoi successori.

La nascita dello Stato Pontificio e i rapporti della Chiesa


con i Franchi
Allinizio dellVIII secolo, il processo di acquisizione dindipendenza del papato, in cui
Gregorio Magno aveva avuto una parte importante, era quasi giunto al termine: dal
625 i papi non chiesero pi la ratifica della loro elezione allimperatore ma allesarca,
e a partire dal pontificato di papa Zaccaria (741) questa non venne pi chiesta n a

Ravenna n a Costantinopoli. LEsarcato era ormai in decadenza, e la grande


potenza in Italia era il regno Longobardo, mentre, a Nord, Venezia stava
rapidamente acquisendo prestigio. I ducati di Spoleto e Benevento erano spesso in
lotta con i re Longobardi. Fu in questo contesto che avvenne latto che diede inizio al
potere temporale del papato: la Donazione di Sutri (728), ovvero latto di Liutprando,
re dei Longobardi, con cui venne riconosciuta formalmente la completa giurisdizione
del pontefice Gregorio II sul castrum di Sutri e su alcuni territori circostanti. In s la
donazione non costituiva un primato per lampiezza o limportanza dei territori donati
(come gi detto il Patrimonium Sancti Petri, frutto di donazioni dei fedeli, era
vastissimo), ma per il fatto che per la prima volta nella storia il papato veniva
riconosciuto come uno stato avente dei possedimenti. Sutri, infatti, non entr a far
parte della diocesi di Roma, che era amministrata dal pontefice in quanto vescovo di
Roma, ma di uno stato di cui il papa era legittimo sovrano. Latto ebbe anche
valenza politica: Liutprando aveva intenzione, simbolicamente, di contrapporre i
Longobardi e il Papato con lImpero e lEsarcato, che tra laltro, in quegli anni, aveva
ordito una congiura per uccidere Gregorio II. Negli anni seguenti a Sutri si
aggiunsero Gallese, Amelia, Orte, Blera, Bomarzo, ma i rapporti con i Longobardi
peggiorarono progressivamente. Gregorio III, successore di Gregorio II, invi una
missiva a Carlo Martello, maestro di palazzo del Regno Franco, per ottenere il suo
aiuto contro Liutprando, ma non ottenne risultati. Nel 743 papa Zaccaria fu quindi
costretto ad allearsi con il re longobardo contro il duca di Spoleto (ormai la
guarnigione di Roma era controllata dal papa). In cambio ricevette altri territori, tra
cui quattro importanti castelli romani (Ninfa, Norma, Vetralla e Palestrina) e le citt di
Narni, Osimo, Ancona e Numana.
Tuttavia, in seguito i rapporti con i Longobardi si fecero nuovamente pi burrascosi a
partire dal 752 quando, caduta Ravenna, il re longobardo Astolfo intraprese una
politica minacciosa nei confronti di Roma. Stefano II (o Stefano III, i cui due nomi
sono intercambiabili a causa della morte delleffettivo Stefano II prima della
consacrazione) si rec in Gallia ad incontrare Pipino il Breve per chiedere il suo aiuto
contro Astolfo. Il re, grato a papa Zaccaria per averlo incoronato alcuni anni prima,
promise a Stefano che non solo avrebbe combattuto i Longobardi, ma avrebbe
anche donato i territori riconquistati alla Santa Sede. Tale atto conosciuto con il
nome di Promissio Carisiaca, dal nome della citt di Quierzy, in latino Carisium, dove
il Papa incontr Pipino. Il re franco riport vittoria sui Longobardi e don allo Stato
della Chiesa lEsarcato, le due Pentapoli, Todi e Perugia. In cambio Stefano II
confer a Pipino e ai suoi figli il titolo di patricius romanorum (protettore dei romani), il
che suscit le proteste dellimperatore e la conseguente rottura dei rapporti con lo
Stato Pontificio ed il regno Franco. Infatti il titolo di patricius era fino al quel momento
esclusivo dellimperatore stesso, sebbene il papa avesse aggiunto lattribuzione
romanorum, differenziandolo dal titolo imperiale.
La sicurezza militare dello Stato Pontificio, comunque, non fu assicurata dai propri
soldati, bens dal regno franco, mentre lamministrazione di molte citt dislocate
rispetto a Roma venne lasciata allaristocrazia locale.

Carlo Magno, il figlio di Pipino, scese cinque volte a Roma ed ogni volta don al
papa nuovi territori e citt:
1. Nel 773 furono donate parte dei ducati di Benevento e Spoleto e la
Corsica. Si pensa che, in questanno, per rafforzare il peso della sua
donazione e dello Stato Pontificio, Carlo Magno abbia commissionato un falso
documento che attestasse la donazione della basilica del Laterano e la
concessione del dominio esclusivo su Roma dallimperatore Costantino a
papa Silvestro I. Tale atto fu ritenuto verace fino al XV secolo, quando
confrontando il latino in cui era scritto con quello in uso durante lImpero
Romano, fu scoperto essere un falso;
2. Nel 774 furono donate la Tuscia romana e parte della Tuscia
Longobarda. Il papa, in cambio, conferm il titolo di patricius romanorum a
Carlo Magno;
3. Nel 781, in occasione della consacrazione dei figli Pipino e Ludovico a
re dItalia e dAquitania, Carlo don la Sabina a patto che il papa rinunciasse
a Terracina
4. Nel 787 Carlo decise di tenere per s il Ducato di Benevento (o,
secondo altre fonti, parte del Ducato di Spoleto e della Tuscia) e don in
cambio Sora, Arpino, Arce, Capua, Teano, Aquino, Viterbo, Orvieto, Soana,
Roselle;
5. In occasione della sua incoronazione, il re franco don grandi quantit
doro e di argento alle principali basiliche romane.
Sebbene la prima e la quarta donazione non furono mai messe in pratica, poich il
re assegn quei territori ai suoi successori per testamento, le altre donazioni
costituiscono comunque un elemento senza il quale lascesa del papato sarebbe
certamente stata pi lenta.
A cura di Filippo Sotgiu
Fonti:
Wikipedia
Enceclopedia Treccani
Documenta Catholica Omnia