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DEPOCA

Steyr 180, bicilindrico


di successo
di William Dozza

Tozzo e robusto,
era praticamente
indistruttibile.
Tra i suoi punti
di forza lo sterzo
docile, il cambio
uido e il comfort
In quegli anni non cera un trattore
Diesel che potesse stargli vicino se
si esclude il Guldner AF30 e il Fahr
D30 che vivacchiavano per complessive poche decine di unit. Il
Same DA25 apparve nel 1952 e il
Fiat 25 nel 1953, assieme al Ferguson e allAllgaier Porsche.

La meccanica
Lo Steyr modello 180 era
una macchina del tutto
nuova e originale. A co-

minciare dalla doppia balestra anteriore che gli consentiva una corretta
stabilit oltre i 25 km/ora. Il motore
bicilindrico Diesel a 4 tempi con precamera sviluppava 26 CV a 1.600 giri/min, la messa in moto era manuale o elettrica a richiesta, il cambio a
5 velocit pi retro, i freni erano posti sulle ange con comando unico a
pedale oppure singolo manuale per
ogni ruota al fine di agevolare la
sterzata. Il carro portante era costituito dal basamento del motore e
dalla scatola del cambio-differenziale, fusa insieme alle due campane di sostegno dei semiassi. Gi sulla carta si presentava come una
macchina indistruttibile.
Il colore del cofano e delle ruote era
verde e la meccanica quasi nera. Il
fatto che nel 1947, quando questo
trattore era sulla linea di montaggio, le vernici non erano facilmente reperibili in Austria e im-

MAD 5 Maggio 2008

ellestate del 1948, da un


vagone merci proveniente da l lAustr ia, venne
scaricato alla stazione di
Bolzano un trattore che attrasse
lattenzione di molti curiosi. Non
era molto grande, faceva un rumore
dinferno, aveva un colore verde rana, era tozzo con un cofano arrotondato e dava limpressione di essere solido e muscoloso.
Era lo Steyr 180 e il dott. Angelo
Macola con Giuseppe Zandon,
rappresentanti per lItalia, lo accolsero nella loro ofcina e si apprestarono a presentarlo allIspettorato
della motorizzazione per ottenerne
lomologazione al ne di poterlo importare in Italia. Non immaginavano che lanno dopo ne avrebbero
venduti 112 esemplari, poi 343 e
334 nel 1951 piazzandosi al secondo posto tra gli importatori dietro a
Ferguson ma davanti a Fordson!

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STORIA

ARMI E TRATTORI

a Steyr un piccolo affluente del fiume Enns, che in parte navigabile


e che si immette nel Danubio a valle
di Linz. Dove la Steyr incontra lEnns, sorge un agglomerato di case dove dal Medioevo si lavora il metallo, grazie al ferro e alla legna che si trovano nella valle
e alle acque dei due fiumi
che, prima muovono i magli, poi trasportano le merci sino ai mercati di Linz e
di Vienna.
Il paesino si chiama Steyr
e probabilmente continuerebbe oggi a costruire serrature e lucchetti se, nella seconda met dellOttocento, un geniale meccanico-commerciante, Josef Werndl,
non avesse persuaso tutti i fuochi a lavorare insieme, al fine di ammodernare i
fucili dellimperialregio esercito austriaco. Nasce limpresa Steyr che a cavallo
del secolo il pi gran costruttore darmi portatili del mondo con 13.000 fucili alla settimana. Gran parte del merito di
questo sviluppo va ad un ingegnere delle
ferrovie austriache, Ferdinand Ritter von
Mannlicher, geniale e prolifico inventore
di meccanismi armieri.
Una curiosit: durante la Prima guerra
mondiale, il fucile dordinanza austroungarico, il terribile ta-pum dei nostri nonni, era il Mannlicher Modello 1895. Ironia della sorte, i nostri soldati risponde-

vano col fucile Modello 1891 Mannlicher Carcano, dove Carcano era il nome del capotecnico dellarsenale di Torino che laveva progettato e Mannlicher
era lo stesso Mannlicher austriaco, inventore del caricatore, al quale lItalia
aveva pagato ben 350 mila lire per i diritti di sfruttamento.
Finita la guerra, la Steyr che
nel 1915 ha cominciato a
produrre motori per aerei,
decide di costruire automobili e le cose vanno cos bene da permettersi nel 1929
lassunzione di Ferdinand
Porsche il quale, dopo aver
progettato una macchina che entrer nella storia
(lAustria), lascia per lazienda un anno
dopo per contrasti con la direzione dellAustro Daimler che nel 1930 prende il
controllo della Steyr.
La crisi mondiale fa nascere, allinizio degli anni Trenta, il nuovo complesso industriale di propriet pubblica Steyr Daimler Puch che produce automobili, biciclette, motocicli, armi sportive, veicoli
speciali e altro. Nel 1938 con linvasione
da parte della Germania nazista, la Steyr
Daimler Puch cade nelle mani del ministro del Reich che la ribattezza col proprio nome: Hermann Goering Werk. Un
maresciallo del Reich tuttavia non pu
consentire che il proprio nome circoli su
biciclette e motorini! A una ventina di chi-

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La sezione dello Steyr 180 mostra la grande


compattezza del veicolo. Da notare
la ragguardevole dimensione dellalbero
motore con soli due supporti di banco

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portarle costava parecchio. In fabbrica era rimasto un gran quantitativo di verde e di nero, colori che
servivano per creare il grigio-verde
mimetico dei carri armati.

Alla Steyr
tennero il
verde per il
cofano e
p er i p a rafanghi, mentre
per la meccanica usarono il nero
addolcito con un p di verde con
il risultato di un grigio che oggi sarebbe chiamato antracite. Esaurita
la partita di verde, il colore cambi
per lesportazione nellanno 1956,

Josef Werndl (1831-1889)


lometri pi a valle, in un paese dal nome
poetico di St. Valentin, viene costruito
un nuovo stabilimento battezzato Nibelunghenwerk dove, sino al 1945, escono carri armati per lesercito del Reich.
qui che nel 1947 nasce il primo trattore Steyr: un veicolo mosso da un motore
bicilindrico Diesel da 26 CV. Sar il capostipite di tutti gli Steyr a venire, una gamma comprendente oggi potenze da 59 a
196 CV, talmente apprezzata da far gola
ai grandi big del trattore mondiale. Infatti,
a met degli anni Novanta viene comprata dalla casa americana Case IH, la quale un paio di anni dopo viene a sua volta acquistata dalla New Holland, societ
del gruppo Fiat.
W.D.

con il rosso per la carrozzeria e il


grigio per la meccanica.
Per quanto riguardava gli pneumatici si pose il problema dei costi. La
gomma era molto richiesta; se ne
trovava poca ed era costosissima.
Per le ruote posteriori fecero un sacricio, ma davanti decisero di recuperare degli pneumatici daereo.
Erano lisce, ma resistenti oltre ogni
dire. Sullerba bagnata veniva consigliato di fare molta attenzione!
Sul trattore si poteva salire da dietro
e si aveva la possibilit di apprezzare
unottima visibilit e la comodit offerta dallampio sedile rigorosamente
di ferro ssato a una doppia molla. Il
volante aveva la corona magra ma le
tre razze e la dolcezza del movimento lo rendevano molto manovrabile. Il
cruscotto conteneva lindispensabile
ed era in sintonia con i mezzi del periodo. La guida doggi conferma le
impressioni dei contemporanei: sterzo leggero, facilit dinnesto delle
marce, comfort. I freni pronti, la visi-

Nel 1948 venne immatricolato in Italia il primo


esemplare di un trattore Steyr. Si trattava del
modello 180, veicolo costruito e commercializzato in Austria a partire dallanno precedente. Concessionari di vendita per il nostro Paese furono due soci: Angelo Macola e Giuseppe Zandon. Questa sarebbe una banale notizia se dietro non ci fosse qualcosa che vale la
pena di raccontare. Giuseppe Zandon, classe 1911, viveva a Loria, una cittadina tra Castelfranco Veneto e Asolo, in provincia di Treviso. Era appena adolescente quando, la prematura scomparsa del padre, gli mise sulle spalle
la responsabilit della famiglia composta dalla madre e da cinque sorelle. Si adatt a fare
di tutto, compreso il recupero dei residuati bellici, attivit che gli fece perdere due dita della
mano sinistra. Giovanni aveva due passioni: la
bicicletta e i motori. Pedalando partecip a diversi giri dItalia e ai mondiali di Lipsia, sempre
come gregario. Nel Dopoguerra, come direttore sportivo della Willier-Triestina, vinse quattro
campionati del mondo su pista, un Giro dItalia,
e diverse classiche internazionali.
Per quanto riguarda i motori, ottenne giovanissimo la patente per la conduzione delle caldaie
a vapore, cosa che gli consent con i risparmi
di acquistare un trattore Fordson al quale, per

diminuire i tempi morti dei trasferimenti, mont sulle ruote una supercie di gomma dura di
recupero militare. Leopoldo Pirelli scrisse sulla rivista Agria che un pazzo di Treviso voleva mettere le gomme ai trattori!
Durante il conitto, Zandon aveva a Loria una
piccola ofcina meccanica dove riparava macchine e attrezzi agricoli. Quando, alla ne del
1943, i tedeschi occuparono il paese, misero gli
occhi su quel locale e ne fecero la sede per le
riparazioni dei loro automezzi. A capo di questa
squadra di militari cera un ingegnere austriaco
col quale Zandon intrattenne lunghe conversazioni sui motori e sulla meccanica agricola. Finita la guerra, laustriaco, che intanto era entrato
alla Steyr dove si stava progettando un trattore,
si ricord della cultura dellitaliano in materia e
lo chiam a dire la sua sui prototipi in atto, e la
sua consulenza fu talmente apprezzata da offrirgli la concessione di vendita per lItalia. Zandon
trov un socio dal quale si divise nel 1952 e, con
il danaro ottenuto da socio e da consulente, cominci a costruire trattori col suo nome, attivit
che port avanti sino al 1957 dopo aver costruito circa 600 veicoli.
Tutto ci per dire che, nella serie dei primi Steyr
c anche un po del pensiero dellitaliano Giuseppe Zandon.
W.D.

CARATTERISTICHE
TECNICHE
Modello
Trazione
Potenza (CV/giri)
Combustibile
Cilindrata (cm3)
(alesaggio/corsa) (mm)
Ciclo/raffreddamento
Cilindri/disposizione
Numero rapporti AV/RM
Velocit min/max (km/ora)
Serbatoio carburante (L)
Pneumatici ant./post.
Lunghezza max (m)
Larghezza max (m)
Altezza max (m)
Passo (m)
Peso (kg)
Anno produzione (inizio/ne)
Esemplari costruiti
Prezzo lire (anno)

Steyr 180
ruote
26/1.600
gasolio
2.260 (110/140)
Diesel/acqua
2/verticali
5/1
4/26,4
48
5.50-16/11-24
2,82
1,51
1,77
1,66
1.800
1947/1953
25.302
1.800.000 (1951)

Fonte: pubblicit del costruttore su LInformatore Agrario.

Il motore bicilindrico con una cubatura di 2.260 cm3 faceva parte


di una serie da uno a quattro cilindri con potenze da 13 a 70 CV. La canna
di 110 140 mm di corsa era stata gi utilizzata da Anton Schluter
nel 1938 e verr adottata da Deutz nel 1949 per il primo motore
raffreddato ad aria della Casa.
In basso, si pu notare il coperchio che racchiude due pompe di iniezione
separate: questione di pulizia, ma anche di stile!
Sopra, lo Steyr 180 un trattore compatto, aggressivo e stilisticamente
molto piacevole, grazie al cofano completamente chiuso, le due balestre
di supporto anteriore e il colore molto serio

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C ANCHE UN PO DI ITALIA

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La vista posteriore mostra le due campane di supporto dei semiassi, fuse in blocco con
la scatola del cambio-differenziale, per garantire una solidit a tutta prova. A destra in alto,
il posto di guida spartano, ma essenziale, e, sotto, il grintoso frontale e la doppia balestra
per consentire velocit anche superiori ai 26 km/ora previsti dal costruttore

bilit garantita dalla posizione elevata e dal cofano corto e leggermente


spiovente, una coppia in basso e la
felice scelta dei rapporti, sono gli elementi che pi piacciono e che stupiscono in un trattore realizzato oltre
sessantanni fa.

Il collezionismo
Della serie 180 ne sono stati importati dal 1948 al 1953 circa 1.800
esemplari e non facile trovarne
ancora disponibili sul mercato degli storici. La maggioranza di essi
probabilmente finita in ferriera

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LE MACCHINE PER LAGRICOLTURA PRODOTTE A SUZZARA

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Suzzara, centro agricolo del Mantovano, ha visto svilupparsi a partire dal 1870 il settore artigianale e successivamente
industriale legato in particolare alla produzione di macchine
agricole. Pioniere di questa svolta delleconomia suzzarese fu
Francesco Casali, che nella sua bottega, aperta nel 1875 in
via Roma, produrr nel 1891 la prima sgranatrice, capostipite
di una fortunata serie di macchine per la trebbiatura.
A questa trasformazione delleconomia suzzarese concorse
in modo decisivo la Scuola di arti e mestieri, sorta nel 1877
per iniziativa delling. Piazzalunga, formando operai specializzati, alcuni dei quali diventarono imprenditori, contribuendo alla nascita di nuove aziende nel territorio.
Alle macchine per lagricoltura prodotte a Suzzara dedicato un catalogo fotograco di 66 pagine, edito a cura della Consulta Economica darea destra Po sinistra Secchia, in occasione
dellinaugurazione della mostra fotograca permanente dedicata allagricoltura presso la Scuola di arti e mestieri F. Bertazzoni.
Nel volumetto vengono passate in rassegna le 27 aziende suzzaresi che hanno prodotto macchine agricole; tra le pi famose Casali, Zucchi, Mais, OM, Carra, Bondioli & Pavesi (leader mondiale nella produzione di alberi cardanici). Di ogni ditta vengono fornite le notizie storiche essenziali, accompagnate da una o pi fotograe depoca, molte delle quali inedite e di particolare interesse. Lopera pu essere richiesta alla Consulta economica darea destra Po sinistra Secchia (via Bertazzoni 1, Suzzara, tel. 0376.531796), che la invia gratuitamente dietro rimborso
delle spese postali.
F.Z.

mentre i rimanenti escono ogni tanto alla ribalta nei parchi dei commercianti dove possono dormire
anche per mesi in attesa di un compratore. Steyr non un marchio
molto richiesto per cui possibile
trovare ancora qualche esemplare a
prezzo ragionevole.
A parte infatti una piccola schiera
di feroci appassionati, non viene
considerato in generale dai collezionisti come un trattore storico da
conservare.
La valutazione oscilla dai 1.000 ai
2.000 euro con punte che possono
andare oltre il doppio per esemplari
ottimamente conservati o restaurati
a regola darte come il tipo fotografato in queste pagine del collezionista Giancarlo Corradini di Volta
Mantovana.
William Dozza
w.dozza@macchineagricoledomani.it