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PARTICELLE ELEMENTARI

La materia costituita da atomi


Latomo costituito da un nucleo centrale costituito principalmente da due tipi di particelle, protoni
e neutroni e da una nube periferica formata da elettroni in movimento.
I protoni sono particelle dotate di carica elettrica elementare positiva: la loro massa 1,675*10-27
Kg.
Gli elettroni sono particelle dotate di carica elettrica negativa dello stesso valore ma di segno
opposto a quella dei protoni e di massa 1/1836 della massa del protone.
I neutroni sono particelle elettricamente neutre con massa pari alla somma della massa del protone
pi quella di un elettrone.
Molte altre particelle elementari vi fanno parte (o si vengono a costituire in coincidenza di
particolari fenomeni atomici). Fra queste ricordiamo:
i positroni di massa uguale a quella degli elettroni, di carica elettrica quantitativamente uguale, ma
di segno opposto,
i neutrini emessi dal nucleo durante il suo decadimento radioattivo, i mesoni, ecc.

PESO ATOMICO NUMERO ATOMICO ISOTOPI


PESO ATOMICO (MASSA ATOMICA)
Il peso atomico dato dalla somma del peso dei protoni e dei neutroni.
Il peso reale ormai calcolato con metodi matematici complessi, tuttavia pi comodo usare un
valore relativo: la dodicesima parte del peso dellatomo di carbonio 12.
NUMERO ATOMICO
Il numero atomico di un elemento il numero dei suoi protoni, uguale al numero di elettroni.
Sulla base della progressione del numero atomico, Mendeleiev ha costituito la tavola periodica degli
elementi.
Il numero atomico si indica con la lettera (Z) posta in basso a sinistra del simbolo dellelemento.
NUMERO DI MASSA
Il numero di massa esprime il numero di protoni pi quello dei neutroni e si indica con la lettera (A)
posta in alto e a sinistra del simbolo dellelemento.
ISOTOPI
Gli isotopi sono elementi che hanno uguale numero atomico, ma differente peso atomico.
Le propriet chimiche degli isotopi non differiscono.

IPOTESI ODIERNA SULLA COSTITUZIONE DELLA MATERIA


Tra il raggio del nucleo e quello del livello energetico pi lontano, esiste un rapporto di circa
1/10000.
I livelli energetici fondamentali di un atomo sono 7: (K,L,M,N,O,P,Q);
a ciascun livello fondamentale corrispondono altri sottolivelli energetici: (s,p,d,f).
a ciascun sottolivello corrisponde un orbitale: porzione di spazio in cui possono essere dislocati fino
a 2 elettroni.
Ogni orbitale individuato da un numero quantico principale N: 1;2;3;4;ecc. corrispondente alle
lettere K L LM N O P Q e da tre numeri quantici secondari indicati con la lettera l, m, ms.
l : (numero quantico azimutale o angolare) : esprime un vettore di moto dellelettrone nellorbita
intorno al nucleo, (momento angolare).
m : (numero quantico magnetico) : esprime un vettore di momento magnetico, dovuto al campo
elettrico in movimento attorno al nucleo.
ms : (momento magnetico di spin) : esprime il momento del campo magnetico generato dalla
rotazione dellelettrone attorno a se stesso.
I numeri quantici azimutale e magnetico indicano il tipo ed il numero degli orbitali presenti per
ciascun numero quantico principale.
Il numero magnetico di spin, invece, indica che su ogni orbitale possono esserci al massimo due
elettroni.
Se il numero quantico principale ha valore (N), il numero quantico azimutale (l) assume valore (N1), il numero quantico magnetico (m) assume valori compresi tra + e l.
quindi, si pu dedurre il numero di orbitali dalle combinazioni tra valori del numero quantico
principale ed il valore assunto dai numeri quantici secondari.
(TABELLA)
Per ogni livello energetico principale il numero di orbitali possibili per una specie chimica dato
dal valore del numero quantico principale (N) elevato al quadrato.
ENERGIA DEGLI ELETTRONI DELLATOMO
Lenergia (E) posseduta da un elettrone su un determinato livello pari a:

E = -k (Q*q)/2r
k = costante di proporzionalit
Q = carica del nucleo
q = carica dellelettrone
r = distanza elettrone nucleo
a) Ad una distanza infinita lelettrone ha una energia di legame nulla.
b) Il segno meno compatibile col fatto che per allontanare lelettrone dal nucleo bisogna
fornirgli energia
c) Lenergia di legame, o di estrazione, sempre pi grande quanto pi si vicini al nucleo.
d) Aumentando il numero atomico, lenergia di legame maggiore.

NATURA DELLA LUCE


La vista registra sulla retina variazioni di luce come intensit di luce e variazioni di lunghezza
donda come colori.
In radiologia, limmagine che si fissa sulla pellicola il risultato delle diverse trasparenze delle
strutture in esame attraversate da un fascio di raggi X.
La luce una forma di energia radiante.
La luce una perturbazione di natura elettromagnetica in cui un campo elettrico ed un campo
magnetico si intersecano a 90 gradi.
La velocit di propagazione delle radiazioni nel vuoto

c =
= lunghezza donda
= frequenza
Lenergia di unonda elettromagnetica, secondo la meccanica quantistica, veicolata da particelle
prive di carica e di massa dette fotoni.
Lenergia del fotone :

E = h
h = costante di Plank
= frequenza

NATURA ONDULATORIA DELLELETTRONE


(EQUIVALENZA TRA MATERIA ED ENERGIA)
In analogia a quanto ricavato da Plank per la radiazione, De Broglie ipotizz che una particella
materiale avesse unonda di materia associata, vedendo cos una grande simmetria tra radiazione e
materia.
Infatti.
1) Gli elettroni, attraversando i cristalli, si comportano come le onde elettromagnetiche e subiscono
la diffrazione.
2) Un fotone con energia superiore ad 1,022 MeV si annichila allinterno di un atomo dando rigine
ad un elettrone e- ed ad un positrone e+.
3) Un elettrone con energia superiore a 0,511 MeV che venga in collisione con il suo antielettrone
(positrone) si annichila dando origine ad un fotone di energia pari a 1,022 MeV.

Lenergia cinetica di un elettrone :

E = mv2
m = massa dellelettrone
v = velocit dellelettrone

INTERAZIONE DI ELETTRONI CON LA MATERIA:


(Eccitazione, Ionizzazione, Effetto Fotoelettrico, Effetto Compton, Fotoni di Bermsstrahlung)

A) Le interazioni tra gli elettroni avvengono generalmente tra i loro campi elettromagnetici,
raramente tra le masse.
Un elettrone agisce con quello di un altro atomo cos da scalzarlo dalla sua orbita o cedendo
tutta la sua energia o perdendo energia pari a quella di legame dellelettrone rimosso.
Si possono verificare tre evenienze:
1) Lelettrone incidente interagisce con un elettrone dellatomo facendogli cambiare orbita,
ma senza che esso venga espulso dallatomo stesso: eccitazione.
Nel caso di un atomo di gas il ritorno allo stato diseccitato avverr con emissione di una
radiazione luminosa, effetto fotoelettrico.
Nel caso di un metallo, si accompagner ad emissione di calore, radiazione infrarossa,
effetto termico.
2) Lelettrone incidente interagisce con quello di un orbita esterna mobilizzandolo,
ionizzazione, e gli cede energia sufficiente cosich anche questo pu provocare altre
ionizzazioni.
3) Lelettrone coinvolto quello del livello fondamentale K che sfugge allatomo perch
lenergia fornitagli superiore allenergia di legame del nucleo.
Il ripristino dellelettrone mancante avviene con emissione di quanti di energia luminosa,
detta: radiazione X caratteristica o di fluorescenza.
Le radiazioni caratteristiche di un elemento sono lemissione tipica di fotoni a frequenze
ben determinate ed in stretta dipendenza dalle energie di legame degli elettroni a loro
volta legate al numero atomico di quellelemento.
B) Se lelettrone si trova a passare in prossimit del nucleo, la sua traiettoria potr subire una
curvatura centripeta che ne determina una brusca decelerazione. Questa decelerazione
avviene con emissione di fotoni detti fotoni di frenamento (Bremsstrahlung).
ASSORBIMENTO DELLE RADIAZIONI CORPUSCOLATE
Il percorso di un elettrone nella materia non lineare.
Una radiazione corpuscolata viene assorbita poco in aria e di pi da mezzi pi densi.
Un elettrone con energia intorno ai 3 MeV percorre in aria circa un metro zigzagando ed oltrepassa
appena lo strato corneo della pelle.

INTERAZIONE DELLE ONDE ELETTROMAGNETICHE CON


LA MATERIA IN RELAZIONE ALLE LORO ENERGIE

A)

Diffusione
Il fotone eccita uno o pi elettroni; al ritorno al suo stato diseccitato latomo genera un fotone,
con la stessa energia del fotone incidente, il quale fuoriesce solo con direzione di moto
cambiata.
B)
Effetto fotoelettrico
Quando lenergia del fotone incidente inferiore a 1 MeV, se viene a collidere con un elettrone,
annichilendosi, lo libera dal guscio e gli fornisce energia cinetica.
Lenergia del fotone (E) viene trasferita allelettrone:

E = Ek + mv2
Lelettrone liberato viene detto fotoelettrone.
Dopo lespulsione di un elettrone, latomo rimane eccitato e nel ritorno allo stato diseccitato
emette fotoni di energia compatibile con il salto energetico tra orbitale e orbitale. (radiazione
caratteristica)
C)

Effetto Compton
Per energie del fotone pi elevate, prevale leffetto Compton:
Un fotone incidendo con la materia, scalza lelettrone senza annullarsi.
Il fotone conserva la sua individualit anche se emerge con energia diminuita. (minore
frequenza: E = hv)
Lelettrone rinculato detto elettrone compton.
Il Il fotone emergente detto radiazione diffusa.

D)

Creazione di coppie
Quando un fotone ha energia uguale o superiore a 1,02 MeV va a collidere col nucleo; la sua
annichilazione d luogo alla formazione di materia sotto forma di un elettrone e di un positrone.

PRODUZIONE DI FOTONI X
Un metallo colpito da elettroni ad alta energia converte solo in piccola parte questa energia in fotoni
X (circa l1%), il resto viene convertito in calore.
Lemissione fotonica X in relazione allenergia del fascio elettronico E :
X% = 7*10-7*Z*E
X = fotoni
Z = numero atomico
E = energia degli elettroni incidenti
NATURA DELLE RADIAZIONI X E LORO PRINCIPALI CARATTERISTICHE
Le radiazioni X sono onde elettromagnetiche della stessa natura della luce.
Sono caratterizzate da un campo elettrico, che si interseca a 90 con un campo magnetico e dalla
frequenza strettamente correlata alla loro energia:

E = h
h = costante di Plank
= frequenza
Un fascio di raggi X non mai monocromatico, tuttavia la maggiore intensit del fascio intorno a
1/3 dellenergia totale del fascio compresa tra lo zero ed il suo massimo. La frequenza data da:

= c/
c = velocit della luce nel vuoto
= lunghezza donda
I raggi X:
Si propagano in modo rettilineo ed difficile defletterli.
Penetrano nella materia tanto pi elevata la loro energia (frequenza).
Provocano emissione di energia sotto forma di luce.
Modificano la struttura chimica dei Sali delle emulsioni fotografiche.
Ionizzano i gas.
Esercitano sui tessuti viventi vari tipi di azione fisica e chimica che si riflettono sulla loro biologia.
LUNGHEZZA DONDA E FREQUENZA DELLE RADIAZIONI X
La lunghezza donda dei fotoni X usati in radiologia varia da 0,1 a 0,3 Amstrong.
Hanno cio frequenza elevata e perci corta lunghezza donda, per questo motivo sono cos
penetranti.
(figura)
La velocit di propagazione v delle radiazioni varia da mezzo a mezzo (nel vuoto c):

v =
= lunghezza donda
= frequenza
Ci che le onde elettromagnetiche conservano al variare del mezzo la frequenza
Sicch nei mezzi materiali, al diminuire della velocit aumenta la lunghezza donda.