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CORSO DI LAUREA IN TECNICHE DI RADIOLOGIA MEDICA,

PER IMMAGINI E RADIOTERAPIA


SEDE DI SORA (FROSINONE)

TESINA DI ANATOMIA PATOLOGICA

CARCINOMA MAMMARIO

Prof. Ramieri
Studente: Mattia Nardozi

INTRODUZIONE

Il carcinoma della mammella il cancro pi diffuso nelle donne e


rappresenta la seconda causa di morte, per tumore, nella donna
(dopo i tumori della pelle). Ogni anno, infatti, circa 30.000 donne
scoprono di avere un cancro al seno. soltanto grazie alla ricerca
oncologica e alle nuove scoperte diagnostiche e terapeutiche che la
mortalit per carcinoma mammario si stabilizzata e perfino ridotta
in alcune aree.
Esistono dei rari casi in cui il tumore della mammella va ad
aggredire gli uomini. Infatti, nel nostro Paese, circa 3.000 uomini
ogni anno vengono colpiti dal cancro della mammella; resta,
comunque, un problema principalmente femminile.

ANATOMIA DELLA MAMMELLA


La mammella un organo pari situato nella regione anteriore del
torace, ai lati della linea mediana, ed attaccata ai muscoli
pettorali, che ricoprono le costole, per mezzo di uno strato
connettivale. Ogni mammella formata da 15-20 sezioni
sovrapposte chiamate lobi ghiandolari. Ciascun lobo contiene
numerosi piccoli lobuli, che terminano in decine di minuscoli
alveoli secernenti il latte al termine della gravidanza. I lobi, i lobuli
e gli alveoli sono collegati da sottili tubicini chiamati dotti
galattofori. I dotti si diramano fino al capezzolo situato al centro
dellareola, una zona cutanea di colore scuro. La quantit di
tessuto adiposo, che circonda la parte ghiandolare, determina la
dimensione della mammella.

FATTORI DI RISCHIO
Et: il rischio di carcinoma mammario aumenta con
laumentare dellet; poco frequente prima dei 35 anni, molto
pi diffuso dopo i 50; sono ad altissimo rischio le donne dopo i
60 anni.
Precedenti familiari: parenti colpite da carcinoma alla
mammella costituiscono un fattore di rischio doppio rispetto a
chi non ha in famiglia casi di carcinoma.
Fattori genetici: in alcuni casi, la predisposizione alla
malattia sembra essere in relazione con lereditariet; infatti,

questa predisposizione sembra sia essere legata alle mutazioni


che interessano certi geni (BRCA1, BRCA2 ed altre).
Lesioni benigne: alcuni tumori mammari benigni, come
liperplasia globurale atipica, il carcinoma globurale in situ ed il
carcinoma duttale in situ, rappresentano un fattore di rischio
rilevante nellinsorgenza del susseguente carcinoma.
Gravidanza: le donne che hanno avuto figli dopo i 30 anni
sono pi soggette a rischio di quelle che hanno partorito in
giovane et; il rischio pi alto, ovviamente, presente in
quelle donne che non hanno avuto figli.
Ormoni: il rischio aumenta con laumentare dellesposizione
del tessuto mammario agli estrogeni; quindi, donne che hanno
avuto il menarca prima dei 12 anni o che sono andate in
menopausa dopo i 55 anni e donne che hanno fatto uso di
contraccettivi orali, ad alta percentuale estrogena, per lunghi
periodi di tempo, hanno un rischio di insorgenza maggiore.
Comunque, nonostante i numerosi fattori di rischio individuati, le
vere cause di insorgenza del carcinoma mammario sono ancora
sconosciute e oggetto di approfonditi studi scientifici.

PREVENZIONE
Ci sono due tipi fondamentali di prevenzione: lo screening
mammografico e la chemioprevenzione.
Screening mammografico: il metodo preventivo pi
importante e si basa sullesecuzione di una mammografia
biennale. La mammografia ha lo scopo di individuare
alterazioni mammarie in donne asintomatiche e pu scoprire,
inoltre, il tumore prima che si manifestino chiari segni della
sua presenza. Infatti, questo esame pu evidenziare piccoli
depositi di calcio nella mammella; queste microcalcificazioni
possono rappresentare un sintomo precoce di cancro. Lo
screening va effettuato sulla popolazione femminile compresa
tra i 50 ed i 69 anni. Oltre lo screening, pu essere utile anche
lautopalpazione mensile e una visita periodica dallo
specialista.

Chemioprevenzione: un approccio sperimentale basato


sullutilizzo di farmaci, prevalentemente antiestrogeni, che
prevengono linsorgenza del carcinoma mammario.

SINTOMI
Allo stadio iniziale il tumore pu essere totalmente asintomatico,
poich caratterizzato da lesioni molto piccole. Quando il tumore
cresce, i primi sintomi possono presentarsi come:

Presenza di noduli duri, ma senza dolore.


Secrezione dal capezzolo di sostanze sierose o di sangue
Retrazione del capezzolo
Eczema del capezzolo e/o dellareola
Protuberanza o ispessimento nella mammella o nella ascellare
Infiammazione (seno arrossato o ingrossato, caldo)

DIAGNOSi
possibile porre diagnosi del carcinoma mammario con le seguenti
metodiche:
esame clinico: palpazione dei seni per verificare lesistenza di
noduli, alterazioni del capezzolo e della pelle, edemi regionali o
secrezioni
mammografia: la radiografia della mammella fornir al
medico importanti informazioni sul nodulo in questione
ecografia: utile come integrazione dellesame clinico e della
mammografia soprattutto in caso di donne giovani e quindi
con seni che risultano opachi alla mammografia.
Unintegrazione a questi esami radiografici pu essere
rappresentata dagli esami isto-citologici quali:
Agoaspirato: un ago sottile viene usato per prelevare un
campione di fluido da un nodulo mammario: l'esame citologico
riveler se si tratta di una cisti contenete fluido (lesione non
cancerosa) o di una massa solida (lesione che potrebbe essere
cancerosa oppure no). L'analisi citologica del fluido prelevato
da una cisti potrebbe rivelarsi superflua.

Agobiopsia: tecnica particolare che permette di prelevare un


campione di tessuto da un'area risultata sospetta alla
mammografia ma non palpabile. Il tessuto asportato
dall'agobiopsia inviato ad un patologo per l'esame citoistologico.

Biopsia escissionale: il chirurgo asporta il nodulo in parte o


interamente e lo invia ad un patologo per l'esame citoistologico.

SCELTA DELLA TERAPIA


Grazie alla ricerca costante di nuovi metodi terapeutici, le donne
affette da tumore possono oggi pi che mai contare su diverse
possibilit di cura e nutrire maggiori speranze di sopravvivenza. La
scelta della terapia dipende dalle dimensioni e dalla localizzazione
del tumore all'interno della mammella, dai risultati degli esami
praticati (compreso il test di determinazione del recettore
ormonale) e dallo stadio (o estensione) della malattia. Nella
pianificazione di un programma terapeutico specifico per ogni
paziente, il medico terr conto di diversi fattori, tra cui l'et, il fatto
di aver avuto o meno la menopausa, le condizioni generali e le
dimensioni del seno.