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Lezione 7 Fisica Applicata Pagina

RIFRAZIONE DELLA LUCE

Leggi Snellius-Cartesio
1) il raggio incidente, la normale alla superficie di
separazione dei due mezzi nel punto di incidenza e il
raggio rifratto giacciono nello stesso piano;
2) tra il seno dellangolo di incidenza e il seno
dellangolo di rifrazione esiste un rapporto costante
al variare dellangolo di incidenza, cio:
sin(i)/sin(r) = n12

[1]

ove n12 si definisce indice di rifrazione relativo del


secondo mezzo rispetto al primo

Nel caso dei mezzi considerati in figura,


il raggio rifratto nel secondo mezzo pi vicino
alla normale di quanto lo il raggio incidente
dalla [1] segue che, essendo sin(i) > sin (r), di
conseguenza n12>1.
Diciamo che:
il secondo mezzo pi rifrangente del primo.

Un raggio luminoso che si rifrange passando da un mezzo meno


rifrangente a un mezzo pi rifrangente si avvicina alla normale,
mentre
un raggio luminoso che si rifrange da un mezzo pi rifrangente a un
mezzo meno rifrangente si allontana dalla normale.

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La rifrazione avviene in modo da verificare il


principio della reciprocit del cammino luminoso
Pertanto,
indicando con n21 lindice di rifrazione del primo mezzo rispetto al primo, :

n21 = 1/n12
Si definisce indice di rifrazione assoluto di un mezzo lindice di
rifrazione del mezzo considerato rispetto al vuoto.
Lindice di rifrazione rappresenta il parametro fondamentale per
caratterizzare un mezzo trasparente dal punto di vista ottico.
Due sostanze, pur essendo chimicamente diverse, sono invece
otticamente identiche se presentano lo stesso indice di rifrazione.

Linterpretazione delle leggi della rifrazione secondo il modello ondulatorio di Huygens ci porta ad
ammettere la relazione;

n12 = v1/v2 = sin(i)/sin(r)

[3]

pertanto, dette c e v le velocit di propagazione della luce rispettivamente nel vuoto e in un mezzo
trasparente qualsiasi, il cui indice di rifrazione assoluto sia n, sussiste la relazione:

n = c/v
Se consideriamo allora due mezzi trasparenti 1 e 2, gli indici di rifrazione assoluti sono:

n1 = c/ v1

n2 = c/ v2

da cui, eseguendo il rapporto membro a membro:

n2/n1 = v1/v2
quindi, in base alla [3],

n12 = v1/v2 = n2/n1

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Lindice di rifrazione del mezzo 2 rispetto al mezzo 1 uguale al rapporto tra


lindice di rifrazione assoluto del mezzo 2
e lindice di rifrazione assoluto del mezzo 1.

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ANGOLO LIMITE E RIFLESSIONE TOTALE


Siano n2 ed n1, con n2<n1 , gli indici di rifrazione di
due mezzi trasparenti, ed S una sorgente luminosa
posta nel mezzo pi rifrangente.
Si definisce angolo limite (del mezzo pi
rifrangente),
quel angolo di incidenza a cui corrisponde un
angolo di rifrazione (nel mezzo meno rifrangente)
pari a 90.

Ricordando la relazione: sin(i)/sin(r) = n12 = n2/n1 , possiamo scrivere:

sin(i) = sin(r)*n2/n1
Langolo limite l sar quel angolo di incidenza i a cui corrisponde un angolo di riflessione r = 90:

sin(l) = n2/n1
Se il secondo mezzo il vuoto sar n2 = 1 e quindi:

sin(l) = 1/n1
segue che:

langolo limite tale che il suo seno uguale al reciproco dellindice di rifrazione.
Quando langolo di incidenza maggiore dellangolo limite, non si ottiene alcun raggio rifratto.
La luce in tali condizioni non passa nel secondo mezzo, ma viene totalmente riflessa dalla
superficie di separazione dei mezzi.

La riflessione totale pu aver luogo solo se la luce si propaga da un mezzo pi


rifrangente a un mezzo meno rifrangente.

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RIFRAZIONE ATTRAVERSO ALCUNI PARTICOLARI MEZZI TRASPARENTI

Lastra a facce piane parallele:


Il raggio emergente parallelo al
raggio incidente
d = (sin(i-r))/cos(r)

Prisma ottico

Langolo formato dal raggio


uscente dal prisma con la normale,
indicato con e, si chiama angolo
emergente, mentre quello formato
dal raggio emergente con la
direzione del raggio incidente si
chiama angolo di deviazione.

Lindice di rifrazione dipende


oltre che dalla natura dei due
mezzi, anche dalla frequenza
della luce:

sin(i)/sin(r) = v1/v2 = n()

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DIOTTRO SFERICO
... un sistema ottico costituito da due mezzi trasparenti omogenei con diverso indice di rifrazione
n1 ed n2 , separati da una superficie sferica di raggio di curvatura R e di centro C.

Elementi caratteristici
1) angolo di apertura: angolo ACB
2) asse ottico principale: asse di simmetria, passante
per il centro di curvatura C della superficie di
separazione dei due mezzi;
3) vertice: punto di intersezione V dellasse ottico con
la calotta sferica;

4) fuochi F1 ed F2:
il primo fuoco F1 il punto oggetto situato sullasse,
la cui immagine coniugata si forma allinfinito
il secondo fuoco F2 limmagine corrispondente a un
punto oggetto situato sullasse a distanza infinita dalla
superficie di separazione
5) distanze focali f1 ed f2: sono rispettivamente le
distanze del primo e del secondo fuoco dal vertice.

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EQUAZIONE DEI PUNTI CONIUGATI


Entro le approssimazioni di Gauss (piccolo angolo di apertura e raggi parassiali),
al fascio di raggi uscenti da un punto oggetto P corrisponde, dopo la rifrazione, un fascio di raggi
convergenti in un punto P, oppure divergenti in modo per che i prolungamenti geometrici
convergano in un punto P.

P limmagine reale di P.

P limmagine virtuale di P.

Per i segni delle distanze delloggetto (p) e dellimmagine (q) dal vertice del diottro e del raggio di
curvatura R adottiamo le seguenti convenzioni:
p>0
q>0
R>0

perch loggetto reale


perch limmagine reale
perch il centro C del diottro si trova nello spazio delle immagini reali.

Ci premesso, se indichiamo con n1 e n2 gli indici di rifrazione, rispettivamente nel mezzo in cui si
propaga la luce incidente e del mezzo situato dallaltra parte della superficie, si ricava la relazione
fondamentale:

n1/p + n2/q = (n2 - n1)/R

(equazione dei punti coniugati del diottro sferico)

In base alla precedente possiamo ricavare le distanze dei punti focali:


ponendo p=f1 e q risulta:

f1 = R n1/(n2-n1)

ponendo q=f2 e p risulta:

f2 = R n2/(n2-n1)

Dalle relazioni che esprimono le distanze focali si ricava:

n1/f1 = n2/f2 = (n2-n1)/R = D (potere diottrico o potenza del diottro)

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COSTRUZIONE DELLE IMMAGINI


La costruzione grafica dellimmagine di un oggetto esteso si ottiene facilmente quando sono note le
posizioni del centro di curvatura e di uno dei due fuochi, ovvero dei due fuochi.
Infatti:

Ogni raggio che passa per il primo fuoco prosegue nel secondo mezzo parallelamente
allasse principale.
Ogni raggio che incide sul diottro parallelamente allasse converge nel secondo mezzo in F2
Ogni raggio diretto verso il centro di curvatura prosegue indeviato

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