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Cap 9 LA NASCITA DEL PENSIERO: WILFRED R.

BION
1.
IL MODELLO BIONIANO DI MENTE
Filo conduttore del pensiero di Bion un modello biopsicologico di mente che vede una stretta
continuit fra somatico e psichico. La psichicit la messa in forma attraverso il pensiero (che lega
i vissuti e d loro un significato) di vissuti emotivi di per s dirompenti, per energia si intende
proprio questa messa in opera, en-ergon, messa in forma, che se non realizzata porta la mancata
realizzazione del soggetto e nei casi pi gravi la disgregazione per psicosi. Bion non concorda con
lidea di crescita lineare, ma di una maturazione attraverso trasformazioni passanti per momenti
di catastrofe e di ritorno allorigine. Nei suoi studi sui gruppi identifica un livello protomentale,
cio un assetto originariamente grippale della mente di ciascuno, che spiega le transizioni fra
somatico e psichico. La crescita per bion, a partire dai bisogni psicologici,lo sviluppo del pensiero e
delle funzioni mentali (psicosi = crollo di queste funzioni mentali), grazie allassetto grippale la
madre pu elaborare i vissuti del bambino in vece sua (reverie)
Confronto con Freud: condivide lidea che la psichicit in principio caratterizzata da stimolo e stati
emotivi che non trovano immediato riscontro in un oggetto mentale. Mentre Freud per segmenta
questa psichicit in pulsioni che cercano oggetti su cui soddisfarsi, Bion lavora sullidea che questa
psichicit vada organizzata in un pensiero attraverso funzioni. Loggetto mentale ne il risultato.
Confronto con la Klein: passa in secondo piano limmagine della mete fatta di oggetti
interni.Loggetto il risultato di una funzione di sintesi e di trasformazione, un oggetto di pensiero,
non oggetto-cosa.In clinica ne deriva pi attenzione al contesto che alla cosa detta, senza ricerca di
equazioni simboliche. Bion inventa una griglia grid per inquadrare dopo la seduta il tipo di
materiale (forme di pensiero)e il tipo di uso, questo serve per cogliere il vero significato delle
affermazioni e non quello standard, il simbolo diviene cosi puramente una congiunzione
riconosciuta come costante dal gruppo o singolo.
2.
LA GRUPPALIT ORIGINARIA DELLA PERSONA
Studi sui gruppi (1943 1952): doveva riabilitare soldati affetti da nevrosi di guerra.
Negli anni 60 torna a recuperare molte intuizioni maturate studiando i gruppi => terapia di gruppo
e non in gruppo; il gruppo considerato come se fosse un soggetto unico viene usato il metodo non
direttivo.Bion riusc cos a osservareuna serie di stati emotivi collettivi che chiama mentalit di
gruppo. Individua cos gli Assunti di Base (AdB): 3 configurazioni tipiche e ricorrenti delle mentalit
di gruppo:
AdB lotta e fuga: il gruppo si sente minacciato da un pericolo reale o immaginario;
AdB dipendenza: quando il gruppo attende da un leader di tipo carismatico la miracolosa
soluzione dei problemi affioranti nel gruppo;
AdB accoppiamento: quando spera che dallunione di alcuni membri del gruppo possa venir
fuori unidea solutiva.
Il capo del gruppo proviene dallAdB attivo al momento.
Cercando di capire come si forma la mentalit di gruppo e dove stanno gli AdB elabora la nozione di
sistema proto-mentale: area a cavallo fra mente e corpo; il carattere confusivo dellemozione che
domina il proto-mentale, spiega il carattere collettivo delle emozioni e delle reazioni presenti.
transindividuale, gli individui agiscono come un unico individuo,si radica nella struttura dei singoli, si
configura anche come i gruppalit interna allindividuo, propensione a essere tuttuno col gruppo.
Nella vita di ognuno c un momento biologico iniziale e grippale che precede la nostra
individuazione. Gli AdB possono essere dostacolo al gruppo poich danno luogo alla dominanza
dellemozione e alla mancanza di senso critico; possono per anche essere funzionali, quando
diventa incentivo alla creazione di gruppi di lavoro specializzati, pi simili allesperienza della
responsabilit individuale.
3.
FORMAZIONE DEL PENSIERO COME CARDINE DELLO SVILUPPO
La crescita della personalit consiste nellelaborazione del pensiero in forme + mature.
Diversi tipi di pensiero: elementi alfa, pensieri onirici e i miti, preconfezioni, concetti, sistema
scientifico deduttivo, calcolo algebrico. => il pensiero scientifico sarebbe la forma pi evoluta
psicologicamente.
A ogni livello vi un intreccio con la sfera emotiva => esperienza si riferisce allesperienza emotiva
da cui il soggetto preso prima ancora di riflettere. Alla costruzione del pensiero concorrono dunque
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sia afferenze sensoriali,emozionali, la sensazione stessa di piacere,angoscia, terrore. Egli supera


quindi lalternativa fra momento affettivo e cognitivo. La formazione dei primi nuclei di pensiero
consiste nel passaggio da elementi beta a el. Alfa. Elementi beta: afferente sensoriali ed emotive
grezze, si evidenziano come tali quando restano immodificate, cio non sono organizzate dentro
qualche pensiero. Superamento della Klein: i suoi pensieri non pensati si collocano in questarea di
protopensiero, radicata alla corporeit vissuta.
Bion definisce gli elementi beta anche cose in s, in quanto esistono e si offrono, occorre per a
essi dare un significato, una forma senn erompono in maniera distruttiva. I primi nuclei di pensieri
si hanno quando il b. riesce a interpretare input sensoriali e emotivi, reagendovi in maniera
adeguata. Funzione alfa: questa capacit di metabolizzare sensazioni e emozioni; ha alcune
funzioni dellio. Nelle prime fasi di svil. La funzione alfa attua il passaggio da preconcezione (forma
di pensiero consistente in unaspettativa) a concezione (incontro della preconcezione con
impressioni sensoriali a essa adeguate, oggetto soddisfacitorio, PENSIERO).
Un altro modo di intendere la formazione del pensiero delloggetto individuato che il pensiero si
forma in assenza delloggetto soddisfacitorio e consiste giusto nella rappresentazione delloggetto
assente,o pensiero in assenza delloggetto [richiamo a Freud], Il pensiero si sostituisce alla cosa
x conseguirla,loggetto gratificante, non allucinato, ma sentito come assente e crea pensieri
desideranti. Importante, ai fini dellesercizio della funz. alfa linnata capacit del b. di sopportare la
frustrazione. Superamento della posizione depressiva della Klein: lassenza delloggetto gratificante
non subito piegata nel senso della formazione delloggetto persecutorio. Il carattere di cattivo
oggetto in Bion legato alla capacit di sopportare la frustrazione. Alla formazione della funzione
alfa, e in generale alla capacit del b. di modificare gli elementi beta, concorre la madre con la
maggiore o minore sua capacit di dare per prima un senso, una risposta corretta alle emozioni del
b. resa possibile da ci che Bion chiama reverie, cio la dote di immedesimarsi con un pensiero
empatico, nei vissuti del b., restituendogli elaborati; presuppone unarea proto-mentale,
transindividuale. In questarea nascono i processi di identificazione proiettiva.
I miti: Bion li pone tra gli elementi alfa; fanno parte dei primitivi strumenti di apprendimento di cui
dispone lindividuo e ha la caratteristica che le parti sono insieme in un sistema: nessun elemento
pu essere compreso indipendentemente dal rapporto con gli altri. In essi si fa luce il patrimonio
culturale comune=>(es Edipo) operano come canovacci relazionali e mettono ordine la conoscenza
del mondo.
4.
ASSETTI TOPICI E MOTIVAZIONALI
Diversa concezione del rapporto tra coscienza e inconscio: allo iato tra i 2 alimentato dalla rimozione
e dalla resistenza, Bion sostituisce lidea di un passaggio fluido, osmotico tra queste aree,
introducendo la nozione di barriera di contatto (zona di passaggio, costituita sul modelle
delle sinapsi neuronali). La funzione alfa lunica per formare tanto i pensieri consci che quelli
inconsci e il passaggio nei 2 sensi (pensiero vigile nel sogno e pensiero sognante nelle attivit
coscienti).loggetto mentale integra emozioni e elementi percettivi. Il momento motivazionale in
Bion da rintracciare sia nella funzione alfa, che nella spinta alla crescita.
Odio (H) e amore (L) sono reinterpretati come qualit intrinseche al legame, non due pulsioni, ma
subordinati alla conoscenza (K) interpersonale, rapporto di partecipazione di un soggetto allaltro).
Sotto il profilo dinamico, lopposto allamore non lodio, ma la rottura del legame; lopposto di K
non ignoranza, ma disgregazione delle funzioni del pensiero. K, L, H => componenti del legame
dinamico. Sviluppo = processo lineare, che avviene attraverso 2 operazioni:
Interazione PS D: (oscillazione posizione schizo-paranoide e depressiva); dalla Klein
(maturo), Bion mette queste 2 posizioni sullo stesso piano. PS-D diventa sintomo dei processi di
frammentazione e di integrazione;analisi e sintesi; illustra come lo scienziato, da un materiale
incoerente,riesce a trovare un filo conduttore in un elemento unificante,ke Bion chiama fatto scelto.
Interazione contenitore-contenuto: ha il suo prototipo nella funzione materna di ricettacolo
capace di elaborare gli elementi beta proiettati dal bambino: contenitore e contenuto sono anzitutto
parte dellapparato della funzione della madre. Analogia rapporto feto/ventre materno e
copulazione. Relazioni conviviali, i 2 poli reciprocamente funzionali, dipendono luno dallaltro con
mutuo beneficio

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5.
SVILUPPO COME TRASFORMAZIONE
Trasformazioni (1965) e Attenzione e interpretazione (1970) il problema della crescita si
radicalizza: da una parte Bion insiste sulle ristrutturazioni e al dolore necessarie in ogni
cambiamento, dallaltra sulla necessit di recuperare lorigine, entrando in quel contesto che Bion
chiama O. Non essendo pi sufficienti le trasformazioni in K, occorre rinunciare a K e ripassare per
O. Le trasformazioni in O riguardano la realt sostanziale anteriore alla conoscenza, perci appaiono
prioritarie e pi radicali rispetto alle trasformazioni in K.
O definito come verit assoluta, perch e si d anteriormente a ogni pensatore: il soggetto
pensante ha ancora da venire rispetto a quanto accaduto in O. O in se stesso un vissuto
inesprimibile, nel senso che eccede la parola. Quando si vuol esprimere O lo si trasforma (passaggio
da O in K). Con la teoria della trasformazione in O Bion introduce come essenziale lidea che lo
sviluppo non necessariamente lineare, n assicurato. Un processo di passaggio in O lo deve fare il
soggetto in analisi, e anche lanalista, partecipando con il paziente, anche psicotico, ai momenti di
terrificante destrutturazione che comporta lesperienza di O, l dove il contenimento in un pensiero,
che dia senso alle emozioni, ha ancora da venire.
6.
LA PSICOPATOLOGIA
Anni 50 cura analitica di soggetti psicotici: si occupa del tranfert negativo della psicosi: pi che
attaccare analista come oggetto cattivo, il paziente stravolge ci che fa rapporto con lui, distorce la
comunicazione linguistica. Bion estende la tesi dellattacco al legame al rapporto infantile coi
genitori, al rapporto con le persone dellambiente familiare, al rapporto del paziente con i suoi stessi
oggetti interni. In gioco non una dinamica di oggetti cattivi scissi, ma una disgregazione della
funzione di contenere . Anni 50-60 lo psicotico appare come un soggetto sopraffatto da una serie
di elementi beta collegati a un senso di catastrofe. La responsabilit della catastrofe psicotica da
attribuirsi al fallimento o alla carenza a suo tempo della reverie materna.
Gli elementi beta incapaci di un processo trasformativi in alfa, danno luogo allo schermo beta
(agglomerazione di vissuti non elaborati): ne risulta uno pseudoapparato mentale, che non distingue
veglia e sonno, n percezione e allucinazione, n esterno e interno. Questo apparato costruisce
ancora oggetti complessi, ma linversione della funzione alfa porta alla produzione di peculiari
formazioni deliranti, che Bion chiama oggetti bizzarri (costrutto psicotico, cui concorrono elementi
beta e parti della personalit scisse e proiettate). Nevrosi: qui il conflitto tra un insieme di idee e
un altro (conscio e inconscio); nella nevrosi il soggetto giunto a formulare un pensiero che per
respinge, mentre nella psicosi gli elementi beta rimangono cose in s, vissuti non pensati soggetti a
evacuazione. Rispetto allimpostazione freudiana e kleiniana, la destrutturazione delle funzioni
mentali non vista come mera regressione; Bion portato a vedere, dietro le manifestazioni della
follia, delle rilevanti virtualit inespresse o male articolate, una maggiore vicinanza a O. Le ultime
tesi relative alle trasformazioni, hanno grosse conseguenze nella teoria e pratica della cura:
- Lanalista deve lasciarsi andare al coinvolgimento tot della sua persona nella trasformazione in O;
- Per Bion non ha senso che lanalista mantenga una parte di s, come spettatrice indipendente e
neutrale dei processi transferali, e unaltra collusiva con gli stessi, al fine di capire i processi emotivi
dellanalizzando; Serve lidentificazione proiettiva:identificarsi con laltro su base transindividuale.
- Unanalisi basata sul controtransfert finisce in un disastro, o comunque fallisce, perch tutte le
interpretazioni hanno molto a che vedere con lanalista e poco con il paziente. Il modelle bioninano
di mente non lavora tanto sulle categorie interno/esterno, ma su quella di trasformazione.
- Analista e analizzando sono un gruppo a 2, le cui dinamiche assomigliano a quelle di un gruppo
AdB cos lanalista aiuta il paziente a dare forma di narrazione alle emozioni, allatmosfera sorgiva
nel vivo dellinterazione tra i due.

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Cap 11 IL MONDO RAPPRESENTAZIONALE: JOSEPH SANDLER


Uno dei temi che caratterizzano questo autore la verifica delle congruenze tra teorie e dati
osservativi (progetto Hapstead: sistematizzazione e verifica del corpo concettuale psicoanalitico).
Ha introdotto cos in psicoanalisi un nuovo modello, pi che una teoria, cercando di far coesistere
teoria pulsionale classica e approcci relazionali, anche se non ha funzionato.
1. CONFRONTO FRA TEORIA PULSIONALE E T. DELLE RELAZIONI OGGETTUALI
La teoria pulsionale il cuore della metapsicologia freudiana; la pulsione la forza motrice
dellapparato psichico,si genera allinterno dellapparato mentale e crea instabilit, si scarica
procurando piacere e restaurando lomeostasi, ha origine somatica ma meta e oggetti psichici
(componente psichica della pulsione = rappresentante psichico), oggetto ci attraverso cui la
pulsione giunge a meta,tramite necessario x realizzare il desiderio (es: madre = oggetto
necessario). Successivamente la teoria pulsionale viene contestata e nasce il concetto di relazioni
oggettuali (Klein, fairbainr, interazionisti). Per oggetto qui si intende nientaltro che Laltro da se,
soprattutto laltro interiorizzato come esso esiste nella mente del soggetto (oggetti interni,
introietti, personificazioni), ci che distingue questo approccio dalla teoria di freud la
rivendicazione per gli oggetti di una forza motivante di per se, ricerca delloggetto in quanto tale,
desiderio di entrare in rapporto. Sandler partendo da posizioni classiche si avviciner sempre d pi a
posizioni relazionali.
2. IL MONDO RAPPRESENTAZIONALE
Questo concetto il > contributo di Sandler, il termine rappresentazione usato sia per intendere
loperazione conoscitiva di rappresentarsi un oggetto, sia il contenuto mentale. Va dal piano
esperienziale, sensoriale fino allastrazione del concetto vero e proprio. un concetto molto presente
nel pensiero freudiano, usato almeno in tre modi: come parola del linguaggio quotidiano, come
termine filosofico e come termine freudiano, quando si articola collaffetto prima e con il concetto di
pulsione poi. Si distingue prima una registrazione passiva, percezione, poi una registrazione
mentale, traccia mnesica, pi tracce infine si uniscono a formare la rappresentazione. Questa pu
essere inconscia o cosciente, costituiscono il versante psichico della pulsione, e grazie ad essa le
pulsioni si esprimono come desideri che cercano una scarica, ce pu venire bloccata ad opera delle
difese,che permettono la progressione solo a patto di una deformazione del contenuto ideativi,
questo derivato pu giungere alla coscienza. Secondo Hartmann il mondo rappresentazionale pu
essere il luogo per la sperimentazione e simulazione mentale; questo ha portato a considerare i
concetti di s e dellaltro come porzioni interiorizzate di modelli di relazione.
Il concetto era nato nel progetto Hampstead dopo aver rilevato difficolt nelluso di alcuni termini
come introiezione o identificazione era stato proposta la nozione di mondo soggettivo del b.
Secondo questa visione gli oggetti che esistono inizialmente per il bambino sono soltanto esterni
successivamente egi crea e organizza nel suo mondo percettivo, o rappresentazionale, immagini
interne che col tempo diventano stabili e acquisiscono funzione anticipatoria, queste immagini
insieme formano le rappresentazioni. Lidentificazione definita come una modificazione del s
sulla base di unaltra rappresentazione generalmente un oggetto, assunta come modello.
Lintroiezione invece avviene quando il bambino reagisce in assenza dei genitori come se fossero
presenti. Sandler vede lapparato psichico come solutore di problemi con funzione adattativi.
Distingue successivamente fra ambito esperienziale e non esperienziale, il primo linsieme dei
contenuti (percezioni, sentimenti, fantasie) che posssono apparire su uno schermo
rappresentazionale e essere valutate e conosciute, lambito non esperienziale riguarda invece i
meccanismi mentali che non possono essere diventare coscienti. Gli oggetti e il se del bambino
appaiono sul palcoscenico del teatro (lIO) come protagonista e personaggi, i macchinari di scena
invece restano nascosti (meccanismi mentali). Lesistenza del mondo rappresentazionale
essenziale per le successive esperienze; inizialmente le prime sono essenzialmente sensazioni
piacevoli e spiacevoli, molto indifferenziate, che sono i primi oggetti del bambino, il quale reagisce
con gioia o angoscia, poi altre esperienze di natura percettiva si uniscono alle prime e si formano le
prime rappresentazioni, per Sandler il b. ha una intersoggettivit innata e al fine di mantenere
sicurezza e benessere desidera entrare in rapporto con loggetto ( da pulsione xk desiderio di
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comprende una rappresentazione di s, delloggetto e della relazione la risposta delloggetto fa parte


del desiderio di gratificazione quanto lazione del soggetto). Sandler sostiene quindi che la meta
pulsionale va integrata con il desiderio di interazione, infatti stata ipotizzata una forza
motivazionale intrapsichica nel bisogno di sicurezza, loggetto cmq secondario, diversamente
sarebbe se la motivazione fosse posta nella relazione. Il concetto di rappresentazione e desiderio
sono dunque strettamente legati. Le rappresentazioni oggettuali interiorizzate riflettono le
caratteristiche dei genitori, ma possono essere anche assai diverse a causa del modo di interpretare
la realt. La rappresentazione pu essere un insieme di regole o schema che organizza le percezioni
e quindi non esperienziale e in conoscibile, pu essere tuttavia anche un contenuto: limmagine
interna delloggetto
3. IL DESIDERIO E LA RELAZIONE DI RUOLO
Il desiderio si evolve con levolversi dellio. Il lattante sperimenta una gestalt di sensazioni e
sentimenti (es fame), successivamente il desiderio si amplia includendo una rappresentazione di se
in relazione con loggetto (madre che nutre), a questo punto diventato desiderio di una specifica
relazione. Non tutti i desideri derivano dalle pulsioni, alcuni dalla ricerca di benessere. La fantasia
di desiderio un passo verso la gratificazione del desiderio, una soluzione di compromesso per
gratificarne diversi insieme. Nella fantasia di desiderio i personaggi assumono dei ruoli determinati.
Quando proviamo un desiderio attiviamo una fantasia che stata in passato gratificante, per quanto
possa essere patologica (identit di percezione). Il soggetto pu poi agire nella realt per far
realizzare la fantasia e adotter un comportamento inteso a provocare una certa risp negli altri e se
ricerca la gratificazione vissuta in contesti patogeni allora si assiste al dispiegarsi di comportamenti
patologici, ad es. cercare contatto con un genitore sadico xk vissuto in passato come lunico che
desse sicurezza o aizzare negli altri questi comportamento (attualizzazione: sforzo di fare in modo
che la realt corrisponda a ci che si desidera sia). Anche gli oggetti interni possono essere amati o
odiati come quelli esterni, questo provoca un continuo rapporto interno - esterno, caratteristico degli
umani che includono nelle loro fantasie un interazione fantasticata con loggetto, il s e la sua
rappresentazione si adattano alloggetto e alla sua rappresentazione. Lo scopo di mettere in atto
comportamento patogeno di mantenere sentimenti di benessere e sicurezza.
4. IL CONFLITTO PSICHICO
Sandler ha anche operato una revisione del concetto di conflitto, onnipresente in Freud. Egli ne da
diverse formulazioni: la prima come conflitto fra ricordo incompatibile con i suoi desideri e lio
cosciente attraverso le difese, la nevrosi nasceva da vie alternative di espressione di questi affetti.
Nella 2 fase con limportanza della fantasia,veniva visto come conflitto fra parti di personalit (io
ideale o coscienza vs. desideri istintuali depositati nellinconscio) infine con la teoria strutturale il
conflitto viene visto come intersistemico fra richieste dellEs, del Super-io e della realt allio sede
del conflitto. Sandler ritiene che il modello topografico sebbene sia stato superato da quello
strutturale possa tornare utile e che entrambi vadano usati in modo flessibile. Spesso i conflitti
attuali nascono dallesigenza di venire a patti con soluzioni di conflitti precedenti. Sandler
concepisce il conflitto come scontro fra tendenze perentorie infantili (soluzioni di conflitti
precedenti) e tendenze al rinvio (impedire lespressione degli impulsi perentori); questi ultimi sono
speso stati ricondotti alle pulsioni ma in realt non sempre lo sono, sono soluzioni precedenti che,
pur accettabili nellinfanzia, non lo sono in et adulta e vengono quindi rimosse e quando compaiono
vengono trattate come impulsi istintuali
5. LINCONSCIO
Il termine inconscio viene spesso usato per indicare concetti diversi: LInconscio della prima topica
freudiana quella localit dellapparato mentale che non cosciente. Linconscio della seconda
teorizzazione diventa un aggettivo, una qualit dei contenuti e delle operazioni mentali, infine vi
luso comune che indica tutto ci che non cosciente, anche se parte del sistema preconscio. Freud
vedeva, nella prima topica, lapparato mentale come diviso in tre aree: Inconscio, Preconscio,
Conscio che hanno modi di funzionare; nellinconscio gli atti si realizzano secondo il processo
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primario, in assenza di logica, temporalit riconoscimento della realt. Il preconscio ha la massima


organizzazione di un livello non cosciente, segue il processo secondario razionale. Ai confini fra le
aree ci sono dei sistemi di censura che permettono ai contenuti di progredire solo a patto di essere
deformati. Nella seconda teoria diventano qualit e la ment viene divisa in ES (inconscio) IO
(conscio solo in parte) e SUPER-IO. Per freud inconscio ci che stato rimosso. Accanto a questa
concezione di inconscio rimosso se n sviluppata unaltra da ricerche neurologiche di inconscio
strutturale, di inconscio come processi e strutture. Per Sandler utile distinguere fra inconscio
passato e presente. Il passato costituito da desideri perentori,che possono avere origine
pulsionale, impulsi e modalit di risposta formate nei primi anni di vita, create per risolvere
problemi,che acquistano carattere perentorio e si manifestano ogni volta che si presentano angoscia
e dolore; il mondo interno del bambino nelladulto, dominato da forme di pensiero e meccanismi di
difesa primitivi che sono divenute egodistoniche con lo sviluppo e sono inaccettabili, quindi
esprimibili solo in maniera distorta, linconscio passato qualcosa che possiamo concepire ma non
percepire. Linconscio presente, simile al sistema preconscio, agisce allo scopo di mantenere
lequilibrio nel presente e cerca di difendersi dallinconscio passato operando in fantasia delle
trasformazioni difensive (es proiettando la sua aggressivit su un altro sogg) la fantasia cos
trasformata pu diventare facilmente cosciente, i contenuti dellinconscio passato sono recuperabili
solo attraverso ricostruzioni, quelli dellinconscio presente sono pi facilmente accessibili, vi sono
tuttavia anche in questo caso delle resistenze dovute alla 2 censura tra preconscio e conscio con il
compito di evitare imbarazzo e vergogna, erede dellapprendimento del comportamento sociale e
delle ansie ad esso collegate, permette quindi laccesso solo a contenuti plausibili e non sciocchi, ha
a che fare con sentimenti narcisistici.
6. RIFLESSIONI SUL MONDO RAPPRESENTAZIONALE E PRATICA CLINICA
Sandler sostiene che si possa vedere la teoria psicoanalitica come un sistema compatto, guardando
la in modo conservatore, ma questo per quanto stabilizzante pu divenire rigido, egli propone invece
di vederlo come un corpo di idee flessibile, i cambiamenti avvengono quando accanto alla teoria
ufficiale, che viene appresa attraverso linsegnamento, lanalista sviluppa nel suo lavoro teorie
parziali che possono non coincidere con quelle ufficiali, cambia cos la tecnica psicoanalitica, e
bisogna forzare i concetti affinch siano ancora utili, si arriva cos a una nuova formulazione teorica
che successivamente diventer ufficiale. Il bisogno degli analisti di avere teorie che spieghino la
clinica e che possano essere modificate da essa. Sandler ha avuto alcune brillanti intuizioni,
giungendo a esporre in modo semplice alcuni concetti che erano gi nella mente di molti, che hanno
avuto conseguenze nel dibattito psicoanalitico. Lavorando sulla verifica di molti concetti si reso
conto che alcuni di questi potevano essere sostituiti o aggiornati, anche se ha propeso sempre per
questa seconda opzione: ha mantenuto la teoria delle pulsioni, anche se ne ha limitato luso; ha
messo in rilievo linterazione del bambino con il suo ambiente, si avvicinato alla teoria delle
relazioni oggettuali, ha descritto le complesse rappresentazioni del s e delloggetto come modellate
dallesperienza e gli ha attribuito un ruolo centrale. giunto cos a ipotizzare che i pattern infantili
possono essere attualizzati e agiti nelle relazioni adulte. Sandler ha quindi dato la possibilit di
legare queste nuove posizioni con la psicoanalisi classica: ha posto il bisogno di sicurezza fra le
motivazioni infantili in modo non diverso da Bowlby, ammettendo che il bambino arrivi al mondo con
un bagaglio di capacit e tendenze a instaurare relazioni col caregiver. Il concetto di mondo
rappresentazionale un ingegnoso esempio di adattamento dei concetti metapsicologici alla clinica,
di fronte alle difficolt riguardanti lintroiezione ha ipotizzato lesistenza di un mondo interno, il
versante intrapsichico della relazione oggettuale. Attraverso questa formulazione transitato dalla
teoria pulsionale a quella oggettuale senza aver mai rotto con la prima, attraverso una visione
elastica, pragmatica e funzionale.

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Cap 13 LA TEORIA DELLATTACCAMENTO: JOHN BOWLBY


Bowlby ha molto influenzato la psicologia attuale, in analisi con Riviere e Klein, basa le sue idee su
etologia e teoria Darwiniana, il suo > contributo consiste nellanalisi del sistema di attaccamento
come sist.motivazionale e molte ricerche empiriche,in ambito psicologico, non psicanalitico.
1. LE PREMESSE
Negli anni 30 numerosi ricercatori si occuparono degli effetti patologici dellistituzionalizzazione,
Bowlby viene incaricato dallOMS di studiare la salute mentale dei bimbi senza famiglia e pubblica la
monografia Cure materne e igiene mentale (1951) che ebbe grande risonanza aiutato dai filmati
di Spitz e Robertson, ne deriva da parte sua un notevole interesse per losservazione diretta. In
questo lavoro giunge a conclusione che: Si ritiene essenziale per la salute mentale che il bambino
sperimenti un rapporto caldo, intimo e ininterrotto con la madre(o con un sostituto materno
permanente) nel quale entrambi possano trovare soddisfazione e godimento. Sollev critiche da
parte degli psicanalisti che ritenevano attribuisse troppa importanza al reale e non al fantastico e
dagli psicologi del apprendimento per scarsit di prove di come la carenza materna produca il
disturbo psichico e cosa sia questa carenza. Bowlby ipotizza che sia la perdita della figura materna in
concomitanza con altre variabili non identificate a dare processi psicopatologici.
2. LATTACCAMENTO
Bolby attinge alla cibernetica, letologia (concetto di imprinting e di bisogno di calore), lapproccio
piagetiano, quello evoluzionistico,la teoria dei sistemi (bambino come sistema con processi di
regolazione e retroazione, non opera linearmente) e la psicoanalisi (adatta alle spiegazioni
psicopatologiche). Da qui giunge a definire il comportamento di attaccamento: Quello che mostra
una persona nel mantenere la prossimit e vicinanza con unaltra ritenuta pi in grado di affrontare
il mondo, si manifesta in situazioni di spavento e si attenua con le cure, ha funzione biologica di
protezione quindi ha motivazione in s e non conseguenza del soddisfacimento dei bisogni
primari. Pu essere sicuro (sentirsi protetti) o insicuro (miscellanea di emozioni: paura del rifiuto,
vigilanza, dipendenza, irritabilit). Lattaccamento qualcosa che perdura nel tempo, non
influenzato dalla situazione ed specifico verso certe persone, il comportamento di attaccamento,
invece, is riferisce a varie forme di comp. Messe in atto per mantenere la prossimit, innescato dalla
separazione, mediato da vari apparati a seconda dellet (percettivo occhi, efferente mani piedi, di
segnalazione pianto sorriso) e pu manifestarsi verso varie persone. Il sistema dei comportamenti di
attaccamento analogo a un sistema fisiologico omeostatico, un modello del mondo in cui vengono
rappresentati se e gli altri significativi e le loro interrelazioni. La teoria basata su lunghe
osservazioni e non pi sulle ricostruzioni dei vissuti dei pazienti. La Ainsworth attraverso studi
empirici con la Strange Situation descrive per la prima volta tre modelli di attaccamento:
sicuro(fiducia nel genitore sensibile e disponibile), resistente ambivalente(non certo della
disponibilit mostra angoscia da separazione), evitante(si aspetta di essere rifiutato) vi poi un
quarto schema: disorganizzato. Altro concetto chiave quello di MOI(Modello operativo interno) di
se stesso e degli altri basato su ripetute esperienze interattive usato per predire il mondo, e
relazionarsi, dinamico e quelli di bambino e pater sono complementari.
3. LA PSICOPATOLOGIA
Bowlby doveva trovare connessioni fra eventi cruciale come la mancanza di cure e i sintomi
psichiatrici, egli ritiene che il bambino svilupper un legame adeguato o patologico in virt del tipo di
ambiente genitoriale e di attaccamento. Inizialmente collega i disagi infantili con le fobie
adolescenziali e patologie adulte come agorafobia, depressione e dist. Psicopatici e ipotizza che
lattaccamento insicuro sia precursore di difficolt nello sviluppo. In un 1 tempo considera lansia
dovuta a disgregazioni infantili come morte o divorzio dei genitori o a carenze dovute alla
depressione mat, cmq comportamenti eclatanti,i successori diedero + attenzione ai comportamenti
pi sottili e allaspetto qualitativo della relazione. In 3 modi le difficolt possono portare a disturbi:
La rottura o disgregazione del legame causa di disturbo
Linternalizzazione di mod. di attaccamento disturbati influenza le successive relazioni
La percezione delle proprie relazioni attuali pu rendere la persona vulnerabile alle difficolt

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4. LA TEORIA DI BOWLBY E LA TEORIA PSICOANALITICA CLASSICA


Dalla teoria psicoanalitica riprende in toto i concetto di monotropia che attribuisce importanza a un
unico legame, quello con la madre biologica, per dare benessere. Si discosta invece dalla teoria
freudiana perch nella sua teoria:
Il sistema motivazionale lattaccamento stesso e non le pulsioni
Importanza data alla realt, alla situazione pi che alla fantasia osservazione
Il bambino non pi dipendente (termine funzionale, dispregiativo) dalla madre, ma in
relazione(descrittivo), emette comportamenti di segnalazione con uno scopo preciso,
mantenere il contatto.
Freud sopravvaluta i pericoli interni, bowlby non concorda con lo sviluppo lineare per tappe e
la fissazione-regressione a favore di un modello di costruzione continua e coerenza del senso
del se. Cmq la formazione psicoanalitica di Bowlby riconoscibile nel concetto di MOI , cio
strutture mentali nei quali vengono mantenuti le relazioni e i rapporti causali e temporali del
mondo esterno sul quali si possono apportare modifiche, sono strumento attraverso il quale il
bambino interpreta il mondo si formano durante i primi 5 anni.
5. CONTRIBUTI RECENTI SULLATTACCAMENTO
Le fasi dello studio dellattaccamento sono state tre:
1. Teorizzazione di Bowlby sul sistema comportamentale di attaccamento
2. Ricerca delle differenze nelle risp di attaccamento valutate con la strange situation.
La Ainsworth distingue attaccamento sicuro da insicuro evitante e ambivalente oltre al
disorganizzato che non rappresenta un vero modello ma piuttosto lessenza di un modello.
3. ricerca delle differenze individuali nellorganizzazione dellattaccamento, passaggio al livello
della rappresentazione, narrative dei bambini e degli adulti indagate con lAAI (Adult
Attachment Interwiew della Main)
A partire dei modelli della Ainsworth si tentato di tradurre tali tipologie in corrispondenti modalit
adulte, concentrandosi sul concetto di modello operativo interno, si cercato di indagare le
rappresentazioni mentali dellattaccamento. LAAI un intervista semistrutturata ideata per la
valutazione dei MOI, ha permesso di identificare tre differenti pattern di attaccamento adulti:
Autonomi sicuri free forniscono un racconto coerente e sono liberi di esplorare linfanzia
Preoccupati coinvolti - entangled riferiscono in maniera non coerente, arrabbiata e non risolta
Distanziati dismissing povert del ricordo, genitori idealizzati, limitano linfluenza delle
esperienze
Con lutti o traumi non risolti - unresolved
Corrispondono idealmente ai pattern di attaccamento infantile e anche a livello empirico vi una
trasmissione intergenerazionale del modello nel 75% dei casi, anche se misurati prima della nascita
del bambino. Lo studio dei meccanismi che permettono questa trasmissione intergenerazionale ha
portato a identificare nella sensibilit ai segnali del b. del genitore sia il miglior predittore di un
attaccamento sicuro,il rifiuto del genitore predica unattaccamento evitante.
Alla nascita del bambino il genitore possiede un modello operativo di se stesso genitore e se del
tipo sicuro sapr adattarsi facilmente al bambino e fornirgli risp. Adeguate e pronte, nel momento in
cui il suo modello operativo sar mal organizzato potr interpretare erroneamente i segnali del
bambino.
Queste ricerche hanno aperto nuove strade agli studi sulla capacit metacognitiva del genitore, che
se carente rende vulnerabile il bambino. La Main propone di costruire una scala che misuri la
funzione del se riflessivo, un importante operazionalizzazione della metacognizione, chiave di
interpretazione della trasmissione intergenerazionale.

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Cap 15 IL MODELLO DI SVILUPPO IN PSICOANALISI: STERN


Attualmente ci si resi conto che non si pu considerare il comportamento in se, ma sempre
rispetto al contesto intersoggettivo, molto criticato stato il modello di Freud che ipotizza
cambiamenti pi di tipo a gradino piuttosto che con continuit, con uno stretto parallelismo fra
crescita corporea e rappresentazione mentale,per cui lo sviluppo psichico dettato dalle vicende
corporee e ladolescenza il capolinea dello sviluppo. Tutte le teorie psicoanalitiche postulano
lesistenza di un periodo precoce di indifferenziazione tra s e laltro, numerosi sono stati gli studi
Usa sulla comprensione delle tappe del ciclo vitale che il soggetto deve elaborare. I nuovi studi
sullattaccamento portano a vedere laffettivit del bambino come prodotto di un sistema
mutuamente regolato. Sandler
ipotizza che il comportamento umano possa essere spiegato
attraverso lo stile affettivo inteso come temporanea attivazione di un funzionamento caratteristico,
una coerenza nellorganizzazione dellorganismo. Il fluire degli stati affettivi influenzabile e
modificabile dallesterno, i pattern relazionali sono unici per ogni coppia affettiva creando cos un
coordinamento durevole, per Stern la costruzione dellesperienza interna legata al riconoscimento
di s come capaci di risperimentare gli stati affettivi come familiari; la sintonizzazione degli affetti
riplasma levento e sposta lattenzione su ci che sta dietro al comportamento. I bambini sono in
grado di influenzare il contesto e i genitori sono predisposti alla socializzazione con i figli, i quali a
loro volta cercano di autoregolarsi nel caso manchi la risp. dellambiente, un equilibrio ristabilito con
un costo ogni volta che fallisce la reciprocit.
1. LA CRITICA AL CONCETTO DI NARCISISMO PRIMARIO
Stern elabora un modello di sviluppo al confine fra psicoanalisi e psicologia evolutiva nellinfant
research, cercando di dare una teoria dello sviluppo psichico aderente ai dati delle ricerche, egli
sostiene la necessit di superare il punto di vista patomorfo e retrospettivo della psicoanalisi,
avvalendosi di osservazioni naturali e sperimentali. Queste lo portano a sviluppare una critica della
concezione Mahaleriana del narcisismo, dellautismo primario e della simbiosi, ci che contesta uno
sviluppo a tappe con la possibilit di fissazioni e regressioni, ma soprattutto del narcisismo primario
freudiano con la concezione di sviluppo per tappe in sequenza predeterminata in cui ogni punto
rappresenta una organizzazione dellesperienza che ingloba quelli precedenti e non coesiste, c
quindi la possibilit di fissazioni e regressioni.
Per Stern questi concetti non sono adeguati in quanto non hanno uneffettiva funzione biologica
adattiva, quindi vi contrappone il concetto di equifinalit che presuppone la tendenza innata
allautocorrezione del percorso evolutivo, problemi rilevanti del paradigma tradizionale, come
lloralit o la simbiosi vengono quindi estesi a tutto larco vitale. Capovolge completamente lidea
dellesperienza del s e dellaltro non pi come conquista da uno stato iniziale di indifferenziazione
(Mahler primi 2 mesi fase artistica normale), propone invece un modello che sostiene la precoce
capacit del bambino di sperimentare un s coeso e una differenziazione dallaltro attraverso studi
osservazionali. Emerge un bambino attivamente alla ricerca di stimoli e in grado di regolarne
carenze e eccessi grazie allaiuto materno;attraverso la percezione amodale e degli affetti vitali
sperimenta lemergere di unorganizzazione interna; predisposto allinterazione sociale e le fantasie
di tipo fusionale sono possibili solo in periodi successivi dopo il consolidarsi della differenziazione e la
simbolizzazione.
2. IL MODELLO DI COSTRUZIONE CONTINUA DELLO SVILUPPO
Stern riconosce limportanza dei cambiamenti nei primi 2 anni e dellemergere di compiti adattivi
risolvibili solo con la rinegoziazione del sistema diadico, un modello di costruzione continua
dello sviluppo, che ipotizza una sequenza di successivi cambiamenti biocomportamentali,
con periodi distinti da nuovi livelli organizzativi e capacit qualitativamente nuove e > complessit,
adattamento congiunto m-b (prospettiva relazionale dello sviluppo) davanti a nuovi compiti
evolutivi, il bambino passa quindi da un organizzazione biologica e diadica e una psicologica e
individuale. Viene qui sottolineata limportanza delle transazioni continue fra individuo e ambiente o
contesto evolutivo, il sogg quindi parte di un sistema internazionale, il protrarsi del processo
interattivo dinamico crea una continuit temporale che perdura come coerenza di se e dei pattern
relazionali, a differenza del mod fissazione-regressione non specifica dunque il punto di origine delle
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varie forme di psicopatologia, che possono emergere in qualsiasi momento, nuovo oggetto di studio
quindi la diade, stern si focalizza sui primi processi interattivi dove il b. crea modelli di esperienza
soggettiva e di relazione (non sempre aderenti alla realt) prototipo per successivi scambi, la
partecipazione attiva data dal bagaglio comportamentale comunicativo di cui M e B dispongono
seguendo il modello di tema con variazioni (ripetitivit e alterazioni moderate dei gesti), ha un
ruolo determinante nello sviluppo perch regola la stimolazione ottimale e e permette al B di
organizzare lesperienza sulla base di costanti: isole di coerenza necessarie per definire s e gli
altri, crescendo il B amplia il suo repertorio di ricordi interiorizzati e modelli (tendenza innata
allorganizzazione globale e coerente, principi organizzatori dellesperienza sono i sensi
del s). Lidentificazione di caratteri invarianti posta a una progressiva categorizzazione
dellesperienza (creazione prototipi)
EVENTI ------------------------> RICORDO---------------------> SCENARIO (prototipo)
MOMENTI V(issuti)--------->MOMENTI M(emorie)-------->MOMENTO R(appresentazione): coerenti
segmenti di esperienza interattiva generalizzata con sensazioni,affetti, obb.vi e percezione di se.
In assenza di coerenza e stabilit delle esperienze relazionali le strutture interiorizzate assicurano il
bisogno di coerenza del s. Con lacquisizione del livello simbolico il bambino ha > capacit di
problem solvine motivazionale e la rappresentazione simbolica passibile di > cambiamenti e senso
di continuit
3. LO SVILUPPO DEI SENSI DEL S
I sensi del s sono esperienze soggettive organizzanti, che danno coerenza e continuit,emerge nei
primi 3 anni di vita,ognuno emerge in congiunzione con nuove capacit,al loro insorgere possono
costituire momenti sensibili, ma non sono fasi in quanto operano continuamente e simultaneamente
x tutta la vita, si accompagnano alla comparsa di nuovi campi di relazione.
0-2
mesi

2-6
mesi

7-15
mesi

15-18
mesi

Senso
del s
EMERGENTE

Senso
del S
NUCLEARE

Senso
del se

SOGGETTIVO

Senso
del s
VERBALE

Il bambino non sa ancora integrare in maniera complessa lesperienza


soggettiva,ma ha innata capacit di costruire connessioni che gli consente
di sperimentare il precoce processo di integrazione dellesperienza,
modalit di fare esperienza di s e dellaltro
Consolidarsi delle prime integrazioni di elementi , sperimentazione di un
senso del s e dellaltro organizzato primo organizzatore di spitz(sorriso
sociale), interazioni favorite da innata preferenza per volto e voce, vi
sono risp materne corrispondenti molto coerenti con tema con variazioni
che provocano il riconoscimento di isole di coerenza,senso del s ancora
al di fuori della consapevolezza, si basa sulla capacit di percepirsi come
un entit fisica coesa,continua con volont e affetti, autore delle proprie
azioni, distinzione s e altro nucleare, gli stimoli che vengono dal se
hanno struttura diversa da quelli che vengono dallaltro; costanza degli
affetti attraverso il riconoscimento della costellazione di eventi che
sperimenta in concomitanza a unemozione. Memoria senza parole non
consapevole,motoria e percettiva che aiuta questi processi
Salto maturazionale, nuove capacit del bambino: intenzionalit
permanenza delloggetto, anticipazione, attaccamento inizia a poter
condividere le esperienze, lattenzione e gli stati affettivi, questo crea il
senso del s soggettivo, compaiono comp di puntare il dito, riferimento
sociale, questo presuppone una teoria delle menti separate che entrano in
comunicazione con la sintonizzazione, per la mahler inizio della fase
simbiotica,per stern della relazione interpersonale.
La sintonizzazione importante per lempatia, il rispecchiamento ecc, ora
c corrispondenza non solo del comp ma degli stati affettivi e interni.
Il bambino comincia ad essere consapevole di s in modo autoriflessivo,
si guarda allo specchio, usa i pronomi gioca e usa il linguaggio in modo
simbolico e comunicativo, entra nel campo della relazione verbale, in cui
si crea attraverso il linguaggio un universo di significati condivisi ora
port:verbalizzare lesperienza e si creer una discrepanza fra realt
sperimentata soggettivamente e quella comunicabile selezionata x essere

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3-4
anni

Senso
del s
NARRATIVO

verbalizzata.
Il bambino trasforma la capacit di usare il linguaggio come sistema per
costruire una narrazione della propria storia, ci ha un effetto
organizzante trasformativi sullesperienza e sulla sua rappresentazione
modalit mai inglobata con le altre modalit di fare esperienza.

4. LA PSICOPATOLOGIA
La base concettuale della teoria della psicopatologia di Stern si fonda su un modello di sviluppo
relazionale; lesperienza intrapsichica, oggetto centrale di indagine, ritenuta risultante
dallinteriorizzazione dei modelli di relazione, la psicopatologia tradizionale sottolineava invece i
processi interni fantasmatici. Per Stern allinterno delle interazioni M-B va indagata la funzionalit o
patologia delle relazioni, il parametro fondamentale lelasticit delle regolazione (sincronia,
reciprocit, scambio affettivo), entrambi i partecipanti contribuiscono alla relazione, vi sono
fluttuazioni per eccesso e per difetto, normali, per trovare il giusto livello di interazione, queste non
devono per diventare troppo ampie o rigide, questi difetti se protratti possono essere base per la
patologia. Questo indica difficolt ad adattarsi da parte di entrambi i patner (depressione mat o
temperamento bambino), ognuno dei due pu farlo in una certa misura, ma se ad es. la madre
eccessivamente interferente nellautoregolazione pu stabilizzarsi il difetto della regolazione. Gli
schemi di essere con (esperienza rappresentata del vedersi in interazione con un altro in un
certo modo) possono costituire terreno patogeno, cos con una madre depressa il bambino potrebbe
sperimentare delle microdepressioni come schema di essere con la madre oppure riuscire a
rianimarla per un breve momento e usare questo rinforzo diventando un animatore o ammaliatore;
daltra parte lo sforzo della madre per uscire dalla depressione pu esprimersi in comportamenti
adeguati ma eccessivamente forzati, mancanza di spontaneit che spinge il bambino che ha cmq un
forte desiderio a intraprendere un comportamento forzato di interazioni fra due falsi s. Limportanza
degli schemi di essere con risiede anche nelle ricadute che hanno nelle costruzioni dei sensi del s,
modelli interattivi patogeni prolungati provocano patologie del carattere e della personalit, qui non
esiste un origine storica precisa della patologia, solo nelle nevrosi attuali in cui presente un preciso
evento traumatico.
5. PASSATO E PRESENTE: LOTTICA NARRATIVA
Grazie al modelli evolutivo possibile individuare lorigine storica della patologia, ma per stern
importante capire anche quella narrativa, lo sviluppo dei s e dei loro campi aiuta in questo, poich,
pur non essendo fasi ordinate, i s al loro sviluppo sono simili a periodi critici in cui eventi patogeni
possono avere unincidenza particolare.
Danni al s emergente 0-2 mesi provocano deficit nella capacit di usare la percezione amodale o
nella regolazione dellarousal.
Danni al s nucleare 2-6 mesi scacchi alla formazione delle 4 costanti di questo periodo: azione,
coesione, affettivit, continuit, si disgrega la percezione organizzata di s, in forme estreme si ha la
psicosi, la continua iperstimolazione pu portare il b. a operazioni di coping difensive (voltare la
testa) oppure adattarsi e perdere la capacit di autoregolazione, ipostimolazione=labilit del s.
Danni al s soggettivo 8-18 mesi Campo della relazione intersoggettiva,della sintonizzazione
necessaria x lintersoggettivit quindi si pu creare:assenza di sintonizzazione (psicosi);
sintonizzazioni non autentiche (automaticit del comportamento materno), sintonizzazioni imperfette
(m. sintonizzata poi cambia lo stato affettivo dallinterno), sintonizzazione selettiva (x i suoi desideri
il genitore riconosce solo alcuni stati affettivi e altri li ignora, il bambino si crea un falso s
esagerando i primi e negando i secondi - scissione)il linguaggio pu ratificare questi sbagli
Danni al s verbale 15-18 mesi discrepanza tra esperienze vissute e comunicate, non tutte
trovano espressione linguistica, certe sono relegate nel s privato,questo meccanismo pu essere
usato per relegare certe parti del s su cui mancata sintonizzazione, voce data solo al falso s.
Danni al s narrativo 3-4 anni
la capacit di narrare la propria storia crea un mondo
rappresentazionale a livello gerarchicamente superiore ai modelli operativi di regolazione, la
discrepanza fra i due pu essere ambito di psicopatologia,questo il campo di lavoro della terapia.
Identificato un conflitto in una parte del s, non detto che questo si sia verificato nei primi tre anni
xk i sensi del s continuano a svilupparsi per tutta la vita e sono soggetti a trasformazioni.
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6. QUALE INGRESSO E QUALE BERSAGLIO?


Stern attenua lidea di isomorfismo fra evento e ricordo (refiguration: si pu andare avanti e indietro
liberamente fra molteplici schemi). Le rappresentazioni non sono categoriali, riferite io al tale padre
o tale madre, ma procedurali di s in interazione con il patner. Lemergere della personalit deve
essere visto allinterno del concetto di reciprocit e interaffettivit, le memorie di astratti episodi
generalizzati delle relazioni vengono elaborati in scenari nella forma mobile e plastica della
rappresentazione. Le esperienze di ripetute interazioni portano al formarsi di schemi dellessere
con, esprimono punti di vista soggettivi, schemi sensomotori, script, sentimenti, quindi esperienze
rappresentate (RIG), un livello pi complesso rispetto al momento emergente, quindi esperienza
vissuta ed il presupposto delle esperienze raffigurate, quindi evocate o agite. La fantasia consiste
in una rifigurazione in cui si passa dalla storia alla narrazione, attraverso la ricombinazione dei vari
schemi. Fondamentale prestare attenzione non solo alla realt dellinterazione, ma anche agli
schemi rappresentazionali che impostano lingaggio della situazione, resta sempre una discrepanza
fra eventi reali e mondo rappresentazionale. Stern presuppone dunque nella terapia dei bambini con
un mondo rappresentazionale non pienamente sofisticato, di sfruttare un ingresso attraverso il
mondo rappresentazionale del genitore e anche attraverso le interazioni reali, il bersaglio sar
rispettivamente il mutamento della rappresentazione o la modifica delle regole pragmatiche della
relazione che potr influenzare il mondo rappresentaz.
7. CONCLUSIONI
Una forte critica portata da Stern ala concezione del bambino come asociale e inerme, il bambino
passa attraverso cambiamenti biocomportamentali che pongono compiti evolutivi affrontati
congiuntamente nella relazione madre-bambino, ci implica capacit innate nel b. di rappresentarsi
lesperienza in modo globale e unitario, questi processi sono permessi dalla percezione amodale e
dalla percezione degli affetti vitali. I disturbi psichici quindi non sono risultato di un conflitto
intrapsichico fissazione-regressione, ma di modelli relazionali disturbati interiorizzati quindi bisogna
inserire nellintervento clinico anche la popolazione clinica dei bambini e genitori con problemi
relazionali. Larea motivazionale spostata dal dominio delle pulsioni a quello dei bisogni di
adattamento e il formarsi delle funzioni psichiche dipende dalla qualit delle relazioni interpersonali,
si ripreso cos a studiare la qualit delle relazioni reali e il ruolo del contesto e dei suoi significati
individuali.

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