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AFFETTI ED EMPATIA NELLA RELAZIONE EDUCATIVA



CAPITOLO I Il contributo della psicoanalisi alla riflessione sui processi formativi

!#! Un nuovo sguardo sul mondo
La psicanalisi mette in discussione le idee di neutralit e assolutezza, ci fa rileggere lopposizione
singolo/dimensione gruppale rendendo il processo educativo non pi un processo dallegocentrismo
alladattamento, con una possibile conclusione, ma un processo dinamico e interminabile. Non pi
significativo focalizzarsi sul magister o sul puer, quanto sulla relazionalit. La psicanalisi ci costringe ad
andare oltre il determinismo dubitando sempre, valorizza lempatia. Mette definitivamente in crisi lidea di un
apprendimento imitativo: il vero apprendimento pu generarsi solo come portato di unidentificazione e
dipende da un contesto relazionale.
!#$ Il processo di ridefinizione del rapporto adulto-bambino tra pedagofia e psicoanalisi
Per lungo tempo ladulto stato detentore di diritto/dovere sul bambino, oggi i bambini sono soli e iperprotetti, nella
loro prigione dorata conoscono il mondo tramite la TV ma non conoscono il proprio quartiere. Liperprotezione
sfavorisce la posizione depressiva e favorisce la permanenza in quella di scissione.
!#% La psicoanalisi e le scienze delleducazione
Sia la psicanalisi che la pedagogia, nel trattare il conflitto adattamento/autorealizzazione, si son fatte portavoce di uno
dei due considerando laltro un ostacolo. In pedagogia, lattivismo deweyano che ha rovesciato la prospettiva da
adultocentrica a puerocentrica, aveva la stessa falla di prima: non considerare il mondo interno delladulto, che se prima
sfociava per esempio in forme di sadismo, adesso diviso tra la tentazione di ritorsioni e quella di identificazione totale.
Bisognerebbe invece mettere al centro non uno dei due soggetti, ma la loro interazione,.
!#& La dialettica transfert-controtransfert nella relazione educativa
Un grande contributo psicanalitico in pedagogia la tematica transfert/controtransfert che fa crollare la pretesa
neutralit dellanalista. Gi prima degli anni 30 FERENCZI parla di macchie cieche cio lati oscuri
dellanalista e della sua partecipazione umana. I suoi allievi sosterranno limportanza del controtransfert come
possibilit per il paziente di meglio elaborare e interpretare il proprio transfert. SULLIVAN negli Usa contest la
neutralit dellanalista, leggendo il rapporto medico/paziente come rapporto tra due persone di cui una esperta presta il
proprio servizio allaltra. Dopo Einstein e Heisenberg lidea di un osservatore neutrale crolla definitivamente. C uno
spazio di irriducibilit al pensiero. Con lestensione della terapia a psicopatici gravi, i controtransfert diventano pi
violenti e diventa necessario trovare modalit indirette di comunicazione (anche per i bambini piccoli in cui il
linguaggio ancora assente), in questi casi le reazioni dellanalista possono essere analizzate. La scuola inglese riflette
sulla diade madre-bambino: la madre non uno specchio neutrale, spesso nutre sentimenti non materni, assimilando ci
alla psicanalisi, lanalista pu provare angoscia o rabbia o noia di fronte al danno psichico.
Winnicott parla di madre sufficientemente buona individuando un ruolo positivo della frustrazione
relativamente alla nascita del pensiero, egli distingue un controtransfert obiettivo da uno legato ai propri
conflitti. Si spinge oltre nel teorizzare un possibile effetto benefico dellesplicitare il controtransfert al
paziente, ovvero la migliore sopravvivenza psichica dellanalista. Per lui per meglio non svelare subito, e
magari in modo indiretto.
PAULA HEIMANN definisce il controtransfert un importante strumento terapeutico, dato che le percezioni
inconsce del paziente sono pi veloci di quelle consce e occorre considerare che lanalista sa gestire meglio le proprie,
grazie alle sue conoscenze e alla minore intensit di esse.
RACKER ha una visione totalizzante del controtransfert, elabora una descrittiva di tipologie di controtransfert,
individua identificazioni concordanti (lanalista si identifica col paziente) e identificazioni complementari
(lanalista si identifica con una parte indesiderata del paziente o con il suo super-Io)
KERNBERG parla di una posizione emozionale che concerne paziente e analista: il passato il presente e il
futuro progettuale di entrambi, preoccuparsi degli impulsi distruttivi del paziente serve a prevenire la
possibilit che ne provochi nellanalista. Inoltre KERNBERG sottolinea limportanza di non nascondere ai
colleghi eventuali insuccessi dovuti al controtransfert.
BION, rivendicando un atteggiamento di curiosit, si mostra cauto verso lutilizzo terapeutico del
controtransfert.
Ci che occorre saper distinguere tra coinvolgimento reattivo e coinvolgimento legato a proprie proiezioni
indipendenti. Il controtranfert non solo una creazione del paziente, esso si origina nella relazione terapeutica.
Nelle professioni di aiuto il controtransfert inevitabile, dunque occorre essere disponibili allautoanalisi.
Transfert e controtransfert non mettono in discussione lidea di neutralit solo nellanalisi, ma in ogni relazione
asimmetrica. Pedagogia e psicanalisi dovrebbero collaborare, come nel caso della clinica della formazione (diversa
dalle Pedagogie Speciali). La psicanalisi si mossa con cautela nei confronti della pedagogia, per via del delicato
interrogativo sul condizionamento ambientale. Per Freud leducazione si ponte tra pulsioni di vita e morte, come
modalit per arginare Thanatos. Dopo Freud la psicanalisi oscilla tra aspetti antipedagogici e aspetti legati alle necessit
adattive.
Occorre arrivare agli anni 20 per esperimenti fusionali pedagogia/psicanalisi: lAsilo Bianco di Vera Schmidt,
Siegfried Bernfeld e lIstituto Baumgarten, Alexander Neill e lesperienza di Summerhill.
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!#' Il contributo degli autori post-freudiani: la centralit della relazione
Limmediato dopo-Freud si caratterizza per la polemica tra le due scuole di Anna Freud (riflessione sul
rapporto identit/ambiente) e Melanie Klein (riflessione sugli oggetti interni).
Con gli autori del S, si riflette sul fatto che il bambino non cerca loggetto per soddisfare le proprie pulsioni,
bens alimenta le pulsioni sulla base dellesperire la relazione oggettuale. M. Klein individua le posizioni
psichiche arcaiche e lesistenza di unangoscia primitiva e meccanismi di difesa. Il S luogo dintersezione
tra ambito individuale e gruppale perch si forma grazie allidentificazione resa possibile dalla relazionalit
nella diade madre-bambino. Freud si era occupato dellinfanzia solo come condizione inattuale, poi per il
percorso di ricerca psicanalitica si sposta sul bambino, sullinfante piccolissimo e sul prima della vita psichica
stessa. Vita psichica, questa, preesistente al neonato, costruita dai genitori e dal gruppo culturale, una rete
psichica in cui il bambino dovr sentirsi contenuto per poi individuarsi. Si deve riflettere sulla diade madrebambino
fusionale.
Per Anna Freud la psicanalisi era uno strumento per gli adulti, che poteva giovare ai bambini indirettamente,
nel suggerire agli adulti comportamenti pi adeguati. Diventano importanti iper-adattamento e iper
assimilazione, regressione e linee evolutive, riflessioni sulle difese dellIo rispetto alle istanze isterne e sulla
pretesa illusoria di neutralit dellosservatore, nonch le problematiche di vero e falso S winnicottiane.
Troppo vero S (iperassimilazione) si traduce nella perdita della dimensione dadattamento e delle coordinate
spaziotemporali, troppo falso S (iperaccomodamento) si traduce nel conformismo sociale e nelladesivit.
!#( Il modello psicotico come paradigma per comprendere la normalit
Dopo-Freud: studiando la genesi della struttura psichica, ci si accorge che il modello psicotico ha inquietanti
punti di contatto con le posizioni psichiche primitive fisiologiche: rottura dei confini tra s e laltro, ricerca
delladerire corporeo, assenza di cornici spaziotemporali. Questo apre le porte della psicanalisi anche alle
psicosi. Inoltre si nota che anche in altre fasi si hanno condizioni (innamoramento, gravidanza, perdita e lutto,
condizioni estreme) vicine alla patologia.
Nelle condizioni di perdita e lutto, per esempio nelle prefiche, sono evidenti gli elementi psicotici: postura,
ecolalie, urla, atti autolesionistici. E. De Martino e la sua equipe studiando i rituali di lutto in Sud Italia li
interpreta come processi di catarsi collettiva per elaborare il senso di colpa di essere vivi, studiando il
tarantismo, laveva assimilato al rimorso per essersi appropriati delle messi. Egli aveva parlato di una crisi
della presenza, molto simile allinsicurezza ontologica desistenza di Laing, per transitoria e risolvibile col
rituale catartico di gruppo.

CAPITOLO II Alle origini della relazione: dalla sensorialit alla vita psichica

2.1 Dalla fusionalit al riconoscimento dellaltro
Alla nascita il bambino vive gli oggetti esterni come un prolungamento del proprio corpo, tutto definito
dalla sensorialit, considera gli oggetti esistenti solo nel momento in cui li percepisce (come dice PIAGET),
non percepisce la pelle come confine, privilegia i recettori di contatto, non usa la mano come organo-ponte. per lui
possibile costruire la propria dimensione interiore solo in completa dipendenza dalla mamma.
Inizialmente esiste solo nello spazio psichico di lei: attraverso il rispecchiamento dellamore empatico ella
anticipa i suoi bisogni, e gli permette di costruire una fiducia che fondamento di ogni capacit relazionale. Se
la madre depressa, il bambino disorientato. Nelle relazioni genitori-figli i momenti cruciali sono lepoca
post-natale e la crisi adolescenziale.
2.2 La diade madre-bambino
Focalizzandoci sullimportanza della figura materna, si assiste a una tendenza colpevolizzante: nella
seconda met del 900 KANNER e MAHLER individuano nelle madri-frigorifero la causa dellautismo: esse
non avrebbero fornito ai figli la comunicazione corporea che ha funzione di fornire sicurezza ontologica
desistenza. Lerrore qui che le mamma diventa fredda, in realt, a causa del figlio. La MAHLER d la colpa alla
mamma che non fa uscire il figlio dallo stato fusionale. In realt la condizione simbiotica ambivalente, la mamma si
sente potente e insostituibile, per ancorata ai ritmi della natura (come quando mestruata).
Divisione storica ruoli: padre figura normativa, madre figura consolatoria.
La colpevolizzazione della mamma non tiene conto che spesso la donna depressa o narcisista frustrata dal rapporto
con il partner. Es. del Flauto Magico.
Per WINNICOTT la madre svolge le 3 funzioni di holding, handling, e object presenting, attribuendole dunque anche
funzioni tradizionalmente paterne.
Le riflessioni di BOWLBY e AMMANITI sullattaccamento ci spiegano che esso lunico buon trampolino
di lancio per esplorare il mondo, il bambino devessere certo di ritrovare ci che ha momentaneamente
lasciato. Ci sono per attaccamenti sicuri, o ansiosi, o fragili/evitanti. Il preconscio del bambino si struttura
grazie alla costruzione allinterno della diade madre-bambino dello spazio transizionale winnicottiano, spazio
di mediazione tra realt e illusione. Questa dimensione quella del gioco per il bambino, lesperienza culturale
per ladulto.
2.3 La sensorialit del neonato e la nascita della vita psichica
Alla nascita il bambino molto concentrato sulle afferenze interne corporee pi che esterne. Per un po
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persone e cose sono assimilate alle sensazioni piacevoli o spiacevoli che procurano. Il bambino incapace di conferire
permanenza agli oggetti (Piaget) e alle figure di riferimento, se se ne vanno si sente abbandonato. In questo momento il
potere delladulto enorme, pu diventare talmente intrusivo da mettere in atto un abuso, e pur di ottenere il suo amore
il bambino disposto a costruirsi come un falso S basato sulla compiacenza adattiva. (Vero e falso S in senso
winnicottiano, non moralistico, naturalmente). Lindividuo sano sa integrare
Vero S (soggettivit) e Falso S (adattamento). La preponderanza delluno o dellaltro follia (impossibilit
di comunicazione, adesivit simbiotica). Devessere capacit del genitore insegnare al bambino a fare a meno di lui, se
vuole che il bambino abbia sicurezza affettiva.
La capacit creativa del bambino nasce dalla mancanza ed auto consolatoria. Per la KLEIN ogni creazione
presuppone perdita e distruzione e si lega alla colpa, per WINNICOTT la creativit nasce dal sopravvivere
psichicamente alla frustrazione di una mancanza.
La dialettica tra con-fondersi ed evidenziarsi ci accompagna per tutta la vita e in essa si situa la formazione
della sicurezza ontologica. La figura materna essenziale perch allinizio esercita al posto del figlio lattivit
di reverie, attivit definita da BION come produzione di simboli e pensiero. BION riconosce unorigine
sensoriale alle emozioni, che lattivit di tipo onirico trasforma in simboli (elementi alpha) e dunque in
pensieri. Il folle non in grado di sognare e produce elementi beta asimbolici. Come il folle il bambino piccolo produce
elementi beta che la madre accoglie, trasforma in elementi alpha attraverso la reverie e glieli rende. Quindi la funzione
alpha (capacit di produrre elementi alpha) si struttura nel bambino solo grazie alla madre. Per BION questa funzione
pre-verbale.
2.4 La triangolazione relazionale
Oggi il codice normativo e quello consolatorio restano, ma non sono pi rigidamente attribuiti al padre o
alla madre. Nella triangolazione il ruolo del pap importante perch facilita il processo di separazioneindividuazione
conducendo la madre altrove rispetto al maternage e permettendo al bambino di sperimentarne lassenza e il ritorno, in
pi si pone lui stesso come altro polo dinteresse. Il processo di separazioneindividuazione del bambino, descritto dalla
Mahler, diventa prototipo di ogni sua futura separazioneindividuazione.
Il bambino ancor prima delle posizioni psichiche passa una fase di angoscia catastrofica di disintegrazione e
utilizza lidentificazione adesiva come difesa. Non avendo la sensazione di un confine ha bisogno di essere
tenuto in braccio e contenuto psichicamente (holding winnicottiano, funzione bioniana di reverie). E.BICK
parla di pelle psichica intendendo la madre.
Il bambino piccolo vive come inintegrati gli opposti sensoriali (si sente morbido in un mondo duro) e anche gli
opposti psichici (il genitore idealizzato, questa fase delicata perch pu sfruttarla per il suo narcisismo o
insegnare al figlio a tollerare le imperfezioni.)
Poi subentra la posizione depressiva.

CAPITOLO III La relazione nella tempesta: la sfida delladolescenza

3.1 Ladolescenza tra regressione e trasformazione
Ladolescenza segnata dagli opposti poli del solipsismo intimistico e del bisogno si stare in gruppo
omologandosi.
3.2 Adolescenti e stile educativi familiari
Frequenti e naturali sono i comportamenti disadattivi in adolescenza, la risposta familiare ne determina la transitoriet o
il cristallizzarsi in patologia. La famiglia protettiva favorisce lindividuazione, quella chiusa e rigida destabilizza. Di
fronte alla conflittualit adolescenziale, la negazione deleteria, vi sono due modelli estremi di famiglia: disgregata, che
prepara il proprio sfaldamento, e quella con legami simili a catene. Ovviamente sono modelli astratti e la realt molto
pi complessa, con la predominanza di uno dei due atteggiamenti. La comunicazione pu essere funzionale o
disfunzionale: essa patologizzante quando improntata a silenzi e razionalizzazioni. I meccanismi di
deresponsabilizzazione adolescenziali fanno ricorso alla lettura adolescenziale del mondo, idealismi, visione manichea,
intransigenza, evasivit.
3.3 Adolescenti e insegnanti
Rapporto con gli insegnanti: sparisce lidealizzazione degli adulti. Linsegnante, volente e nolente ha potere affettivo,
devessere in grado di contattare la sua parte adolescente. Inoltre, se il ragazzo ha vissuto una brutta situazione
familiare, linsegnante si pu porre come modello comportamentale alternativo, se invece linsegnante non rispetta la
cultura, la famiglia e i saperi del ragazzo, si pone come un abuso. Lapprendimento sempre allinterno di una
relazione di dipendenza affettiva diadica, losservazione non mai neutrale. Leducatore deve identificarsi col sogg.
mediante lempatia senza scadere nelliperidentificazione fusionale. Linizio del rapporto rilevante, la KLEIN parla di
memoria del sentire, la nascita metafora delle situazioni nuove. Ci si pu conoscere solo in relazione allaltro.
3.4 Ladolescenza come sfida
Ladolescenza va a braccetto con la trasgressione: perch? Secondo FREUD, il conflitto interno esternalizzato, inoltre
le proibizioni genererebbero trasgressioni. Per M. KLEIN la causa un Super-io troppo rigido, angosciante e
persecutorio. ANNA FREUD fa derivare la trasgressivit da una bipolarit educativa tra indulgenza e autoritarismo. Per
Winnicott la trasgressione pu essere recupero delloggetto buono, distruzione dellangoscia, oppure messa alla prova
della sopravvivenza psichica dellaltro.
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Ladolescente aggressivo verso i genitori perch deve distruggere le loro figure idealizzate, cinico, prova senso di
noia e stagnazione se iperprotetto (magari ricorre allacting out = azione impulsiva). Cos le condotte dissociali come
furto, tossicodipendenza, menzogna possono essere tentativi di appropriarsi della dimensione adulta, oppure
dichiarazioni desistenza (scritte sui muri), il confine con la patologia dato dalla quantit, dallintensit e dalla
cronicit. Il disagio adolescenziale assume comunque un connotato autodistruttivo (tossicodipendenza, disturbi
alimentari). Il processo di individuazione e il passaggio da posizione di scissione a posizione repressiva si ripresentano
molto dolorosamente, inoltre bene e male possono venire appiccicati o al passato o a ci che nuovo, provocando stasi
o insicurezza.
3.5 Il corpo delladolescente come oggetto-mediatore della comunicazione
Il corpo in adolescenza assume importanza eccessiva e allo stesso tempo viene svilito. I vestiti assumono valenza
simbolica. Il corpo cambia -> stupore. Gergo e indumenti diventano modalit di esibizione e di nascondimento e inoltre
del con-fondersi tra pari. La sessualit dirompente si ambigua tra desiderio e fuga, la masturbazione pu essere
desiderio di conoscersi o chiusura alle sollecitazioni esterne. La comunicazione con gli adulti avviene attraverso
loggetto mediatore, fin da piccoli nella societ opulenta lo scambio mediato dal cibo come sostitutivo del nutrimento
psichico. Il bambino piccolo del resto non concepisce la mente come immateriale, la confonde con lo stomaco. Le
valenze simboliche del nutrirsi raggiungono lacme in adolescenza: nutrirsi pu allora significare riempire un vuoto
esistensivo incolmabile, rifiutare il cibo cela il desiderio di affermare il primato della mente sul corpo o di farsi
immortali. Gi negli anni 40 BINSWANGER sottolinea il simbolismo del nutrirsi rileggendo il caso Ellen West come
conflitto mente/corpo. Conflitto tra vecchio e nuovo, individuazione attraverso lidentit gruppale. Piercing e
scarificazione sono pratiche assieme creative e distruttive volte a rafforzare lidentit, il corpo cos modificato pu
anche essere contrapposto al corpo socialmente perfetto, ma diventando fenomeno di massa punitivo, riconoscitivo e
narcisistico tutto ci diviene paradossale. Il carattere di ricerca del dolore (qui fuga dallanestesia sociale) si ritrova
anche nelle patologie caratterizzate da diffusione identitaria, disorientamento spaziotemporale e sensazione di non vita,
il dolore riprova lesistenza. Detronizzare i genitori provoca sentimenti depressivi, inoltre lasimmetria non n vissuta
positivamente n superata, ed per questo che viene comunicata tramite la trasgressione la richiesta di indipendenza.
importante dunque la capacit dei genitori di sopravvivere psichicamente a questaggressivit. Ladolescenza si
connette a un bioniano cambiamento catastrofico nel modo di percepire il mondo, nel corpo, nellimmagine di s: i
genitori hanno lo stesso lutto e devono sopravvivere agli attacchi. una fase delicata in cui si possono consumare
rotture sempiterne, loppositoriet pu provocare deriva disadattava, solo lindipendenza pu provocare gratitudine.
Molti genitori si sottraggono da questa gratitudine, preferendo
mantenere i figli dipendenti e coartando il loro destino.

CAPITOLO IV La relazione con il diverso: patologia e disabilit

4.1 Le paure arcaiche nel rapporto con la diversit
Ci sono due prototipi di reazione al disagio: rifiuto e iperprotezione. Entrambi hanno in comune lidentificazione tra
patologia e soggetto che ne portatore. Luomo culturale, questo lo affranca dalle leggi di selezione naturale,ma il
nostro retaggio passato (bambini gettati dalle rupi, marginalizzati, pietosamente assistiti, studiati) permane nel substrato
della coscienza, l convivono con la tolleranza la paura, il senso di colpa davanti alla patologia. Il debole costringe
ciascuno di noi a fare i conti con le proprie debolezze: specchio delle nostre paure.
4.2 Le professioni di aiuto tra coinvolgimento e difese
Gi la dicitura professioni di aiuto riduttiva, rende il soggetto passivo e richiestivo, generando un rifiuto nellaltro
che pu talora tradursi (specialmente per le madri) in iperprotezione come espiazione (nelle mamme anche espiazione
della ferita narcisistica e dellindicibile disamore per il figlio). Questa iperprotezione impedisce lindividuazione. Con la
psicanalisi sale alla ribalta il mondo interiore, per raggiungere quello di un altro dobbiamo metterci in causa tramite
lempatia.
4.3 Lempatia nella relazione con le dimensioni altre
Lempatia la capacit di comprendere il modo di essere nel mondo di un altro immedesimandosi nella sua condizione.
pi complessa di simpatia, commozione e piet, sebbene le racchiuda in s. Lempatia rende necessario ricorrere, per
penetrare nel mondo interno di un altro, allanalogia col proprio e allintrospezione. Lempatia emotiva e dovrebbe
lavorare in sinergia con lintuizione (razionale), questione aperta se si possa apprendere lempatia, perch un
fenomeno per la maggiore inconscio. KOHUT parla di introspezione vicariante come uso lento e consapevole
dellempatia, lempatia ci che per lui permette la distanza fisica. Lempatia differente dallidentificazione (E
temporanea I protratta, E anche preconscia I inconscia, E volta alla comprensione I volta al recupero delloggetto
perduto). Lempatia stata anche assimilata all identificazione proiettiva della KLEIN (ovvero proiettare su un altro
aspetti di s) ma in realt lempatia mettersi nei panni dellaltro, non il contrario. Lidentificazione proiettiva
lopposto speculare della disponibilit empatica. Lidentificazione proiettiva gruppale alla base del razzismo.
Lempatia alla base di ogni rapporto intimo, specialmente tra pari (amicizia e amore) perch reciproca. Lempatia
unidirezionale sfinisce entrambi i partner e la relazione destinata al fallimento.
4.4 Empatia, nostalgia, riparazione
Nella relazione asimmetrica la motivazione empatica non la reciprocit, ma pu essere la volont di riparazione delle
figure di riferimento della nostra infanzia o il recupero di parti buone danneggiate. La professionalit delloperatore sta
'

nellinterazione tra dimensione empatica e razionale. Linsegnante di sostegno il tipo di operatore pi svantaggiato, in
genere viene emarginato col bambino disabile con cui in rapporto duale e generalmente o 1 enfatizza le sue parti
malate con atteggiamento salvifico 2 nega le sue parti malate. In entrambi i casi fa danni.
GREENSON individua 2 patologie dellempatia: inibizione (soggetti rigidi, ossessivi, che raccolgono una marea di dati)
e perdita di controllo (incapacit di arginare le reazioni emotive a ci che si comprende dellaltro e gli elementi
controtransferali). Talvolta nelle professioni daiuto pu per essere il paziente che non vuole essere compreso perch
identifica la comprensione con il possesso.
4.5 La metodologia nelle professioni di aiuto: il lavoro di equipe
La specializzazione nata come esigenza di approfondimento scientifico finalizzato al benessere psicofisico degli
uomini. Un soggetto disabile genera sensi di inquietudine e disagio per la patologia che porta, e perci si tende a
mettere in atto strategie per difendersi. Una strategia quella di non considerare il soggetto nellinterezza ma scomporlo
e frammentarlo: al medico il corpo, allo psicologo cognitivo la sua mente razionale, allo psicologo dinamico la sua
mente affettiva, allassistente sociale la sua capacit di socializzare, ecc. ma solo il confronto critico tra punti di vista
differenti pu farci capire globalmente il soggetto. Linsegnante o leducatore hanno punto di vista privilegiato in
quanto lo vedono nella sua globalit. Gli insegnanti sono spesso lasciati soli e spesso si prende come obiettivo il
raggiungimento di determinate abilit e capacit scolastiche, e un educatore pu inconsapevolmente fare leva su aspetti
comportamentali che ne denotano invece la patologia. Nei disturbi della relazione il soggetto tende a prendere
ladesivit psichica su un altro soggetto, cio riproduce in modo letterale, a eco, atteggiamenti e modi di porsi dellaltro.
Bisogna porre lattenzione anche sullaspetto di socializzazione con i coetanei del soggetto, socializzazione e
apprendimento.
Capacit di socializzare e processi dellapprendere cognitivo devono essere guidate dallinsegnante.
4.6 La metodologia nelle professioni di aiuto: lalleanza terapeutica con la famiglia
Difficile dialogo con la famiglia, soprattutto con la madre. Il figlio reale non corrisponde mai alle fantasie progettuali
dei genitori. Questa rottura determina la depressione post-partum, che richiede una buona dose di disponibilit
introspettiva e autocritica per essere elaborato. Nel caso di un figlio diverso ci sono anche i problemi legati alla ferita
narcisistica dellaver generato un figlio inadeguato. Il momento della scolarizzazione quello in cui tutto viene a galla,
viene esplicitato. Alleanza terapeutica potrebbe allora essere il modo per imparare insieme a scoprire come comunicare
con il bambino.
4.7 Un nuovo ruolo per la Pedagogia Speciale
Le problematiche relative alleducabilit di un soggetto con disabilit o disagio sono relegate alla Pedagogia Speciale, il
cui punto cruciale appare legato alla capacit di dare veste scientifica alla riflessione sulla disabilit. Spesso per la
logica tecnicistica si sostituisce allinteresse per il bambino, ad esempio nello studio del tempo libero, nel quale il
bambino lasciato a s stesso ed il momento pi doloroso. Bisogna combattere la logica tecnicistica e pensarla invece
in scienza che studia i bisogni specifici. La specificit della Pedagogia Speciale pu fondarsi nel sottolineare
limportanza in ambito educativo della relazione interpersonale intesa come contenitore affettivo della situazione di
apprendimento, imparando le competenze relazionali necessarie nelle professioni di aiuto, a partire dallattitudine
allascolto attivo. Nella concezione del naturalismo la cura cura di una malattia, nella concezione fenomenologico-
esistenziale la cura cura di un soggetto. Si pu avere una malattia senza saperlo o essere malati senza avere una
malattia.

CAPITOLO V La relazione negata

5.1 Le gravi patologie della relazione dellinfanzia e delladolescenza
Lorientamento attuale sulla nascita di queste sindromi dato dalla multifattorialit causale, accanto alla
predisposizione fisiologica ci sono anche cause ambientali e sociali. Le attuali classificazioni prendono in esame
principalmente la compromissione dellinterazione sociale e della dimensione comunicativa e la presenza di
comportamenti stereotipati e anomalie nei processi di simbolizzazione.
Di fronte ad un bambino psicotico si ha limpressione di non poter strutturare nessun tipo di comunicazione, una
situazione di distanza totale e di impotenza e incomunicabilit. Si pu dimostrare indifferente o adesivo. Per
comunicare con il bambino autistico necessario prendere contatto con le nostre parti malate, disperate e recondite e
arrivarci con la mente il pi possibile sgombra da pregiudizi.
5.2 Semeiotica della condizione psicotica: la dimensione sensoriale e i bisogni primari
Il bambino autistico si mostra tramite una serie di dimensioni: il CIBO, gesti rituali, modo di mangiare, colore dei cibi,
forma, piatti uguali, voracit; il SONNO, che una fuga dalla realt opprimente; ODORI, recettori a contatto preferiti
agli altri
(

5.3 - Semeiotica della condizione psicotica: la dimensione emozionale e affettiva
Soggetti che sembrano incapaci di sfumature, soggetti a bruschi cambiamenti di umore. Il soggetto che arriva a
concepire gli oggetti come permanenti capace di rappresentarseli mentalmente. Viene interiorizzato e compreso ci
che garantisce la propria permanenza spazio temporale. Il soggetto adesivo non crea legami, leccesso di vicinanza cos
come il distacco pi totale, impedisce la conoscenza dellaltro e il legame.
Difficolt emozionale: di fronte al disagio no pianto ma lamenti animaleschi, mimica facciale assente, motricit non
comunicativa, fase prelinguistica caratterizzata da grida o suoni gutturali che tendono a perdurare nel soggetto, la
dimensione verbale non sembra perci adatta a comunicare, fenomeno dellautolesionismo.
5.4 - Semeiotica della condizione psicotica: la dimensione cognitiva
Le difficolt di carattere relazionale determinano anche una struttura inadeguata delle acquisizioni di carattere
cognitivo. Basilare la capacit del bambino di afferrare oggetti, metodo con il quale si prendono, ap-prendono concetti
e conoscenze. attraverso il gesto volontario del prendere e dellabbandonare un oggetto che il bambino riflette sul
problema della sua differenziazione ed elabora il processo di separazione-individuazione dalla madre.
Le funzioni mentali dei soggetti con patologie appaiono sconnesse e frammentate, i sentimenti depressivi nascono
quando tra la madre e il bambino si insinua un terzo elemento: loggetto.

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