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Tamara Tagliacozzo

Messianismo e teologia politica in Walter Benjamin

Il tempo messianico
La filosofia della storia di Walter Benjamin si sviluppa senza soluzione di continuit lungo tutto larco della sua produzione, da La vita degli studenti del 1914-151
alle tesi Sul concetto di storia del 1940. In essa centrale la concezione teologica
del tempo della storia come Jetztzeit (tempo-ora o adesso),2 contrapposto al tempo
della meccanica omogeneo e vuoto, il tempo delle scienze naturali misurabile matematicamente:
Il tempo della storia infinito in ogni direzione, e incompiuto (unerfllt) in ogni attimo
(Augenblick). Vale a dire che non pensabile nessun singolo evento empirico che abbia un
rapporto necessario con la situazione cronologica determinata in cui accade. Per laccadere
empirico il tempo solo una forma, ma ci che pi importante una forma in quanto tale
non colma (unerfllt). Laccadimento non adempie (nicht erfllt) alla natura formale del tempo in cui ha luogo. Poich non si deve affatto pensare che il tempo non sia altro che il metro
con cui si misura la durata di un cambiamento meccanico. Questo tempo certo una forma
relativamente vuota, che non ha senso pensare ricolma. Ma il tempo della storia diverso da
quello della meccanica. [...] la forza determinante della forma temporale della storia non pu
essere interamente compresa da alcun accadimento empirico, e non pu essere interamente
raccolta in alcuno. Un accadere siffatto, che sia perfetto (vollkommen) nel senso della storia,
invece del tutto indeterminato sul piano empirico ossia unidea. Questa idea del tempo
compiuto (erfllt) lidea storica che domina nella Bibbia, dove ha nome: tempo messianico.
[...] Il tempo tragico sta al tempo messianico come il tempo compiuto dellindividuo sta al
tempo compiuto da Dio.3

Questa visione, che considera il tempo non come processo, ma come dimensione ideale (lidea storica della Bibbia) in cui in un attimo si espone una dimensione

1
Walter Benjamin, Das Leben der Studenten, in Id., Gesammelte Schriften, a cura di R. Tiedemann e H. Schweppenhuser, con la collaborazione di G. Scholem e Th. W. Adorno, Suhrkamp,
Frankfurt/M. 1974-1989, vol. II, tomo 1, pp. 75-87; tr. it. La vita degli studenti, in W. Benjamin,
Metafisica della giovent. Scritti 1910-1918, a cura di G. Agamben, tr. di I. Porena, A. Marietti
Solmi, R. Solmi, A. Moscati, Einaudi, Torino 1982, pp. 137-150.
2
Sulla genalogia del termine cfr. Fabrizio Desideri, Ad vocem Jetztzeit, in Id., La porta della
giustizia, Pendragon, Bologna 1995, pp. 153-165.
3
Walter Benjamin, Trauerspiel und Tragdie (1916), in Id., Gesammelte Schriften, cit., vol.
II, tomo 1, p. 134; tr. it. Trauerspiel e tragedia in W. Benjamin, Metafisica della giovent, cit., pp.
168-169, traduzione modificata.

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di totalit, eternit e compiutezza, si colloca nellambito ebraico del messianismo4


come dimensione restaurativa della storia, come ritorno a un regno di giustizia. La
giustizia nella tradizione biblica primo attributo di Dio: Giusto lEterno in tutte le sue vie e pieno damore per tutte le sue azioni [...] la tua giustizia giustizia
eterna.5 Essa attributo del messia, segno distintivo dellet messianica: E sar
giustizia la fascia dei suoi lombi,6 Giustizia imparano gli abitanti della terra.7 Tra
storia mondana e storia redenta si d, nelle Tesi, un salto che ha luogo nellimmanenza, attraverso la memoria, la citazione e la conoscenza, con quel balzo di tigre
nel passato8 che proprio dellazione rivoluzionaria:

4
Quasi non occorre ricordare che il punto di riferimento pi importante per la formazione
ebraica di Benjamin e per la sua concezione del messianismo stato lamico Gershom Scholem,
legato a lui fin dal 1915, la cui enorme produzione su questo tema nota. Cfr. Gershom Scholem,
Walter Benjamin die Geschichte einer Freundschaft, Suhrkamp, Frankfurt/M., 19903, pp. 25-26
(tr. it. Walter Benjamin. Storia di unamicizia, a cura di E. Castellani e C. A. Bonadies, Adelphi,
Milano 1992); Gershom Scholem, The messianic idea in Judaism and other essays on jewish
spirituality, Schoken Books, New York 1971, 19952 (tr. it. Lidea messianica nellebraismo e altri
saggi sulla spiritualit ebraica, a cura di R. Donatoni e E. Zevi, con una nota di S. Campanini,
Adelphi, Milano 2008). Cfr. ibidem, a p. 367 delledizione italiana, la nota di Saverio Campanini:
Il carattere essenziale dellattesa messianica non univoco ma contiene in s due tendenze risolutamente contrapposte: da una parte laspetto restaurativo che viene a riequilibrare una Schieflage,
una situazione sghemba, una condizione di disordine che genera ansia e scontento. Daltra parte,
nella figura del messia i secoli della sua attesa hanno condensato una dimensione completamente
opposta, la rottura, la novit radicale, la messa in causa di ci che e di quanto permette al mondo di sussistere, il suo carattere distruttivo o radicalmente apocalittico. Il punto culminante del
progetto di Scholem sul messianismo lopera apparsa nel 1957 in ebraico e nel 1973 in inglese:
Gershom Scholem, abbatay Sevi, the Mystical Messiah, Princeton University Press, Princeton,
1973 (tr. it. abbetay Sevi. Il messia mistico 1626-1676, a cura di C. Ranchetti, Einaudi, Torino
2001). Sulla dottrina teologica e politica di Scholem e di Benjamin cfr. Eric Jacobson, Metaphysics of the Profane. The Political Theology of Walter Benjamin and Gershom Scholem, Columbia
University Press, New York 2003. Cfr. inoltre la monografia di Daniel Weidner Gershom Scholem.
Politisches, esoterisches und historiographishes Schreiben, Wilhelm Fink Verlag, Mnchen 2003.
Sul messianismo di Benjamin cfr. Fabrizio Desideri, Il Messia di Benjamin, in Humanitas,
N.S., anno LX, n. 1-2, gennaio-aprile 2005, pp. 278-302; Dario Gentili, Messianesimo storico:
Walter Benjamin tra Emmanuel Lvinas ed Ernst Bloch, in Links. Rivista di letteratura e cultura
tedesca, II, 2002, pp. 73-90.
5
Sal. 119, 137, 142.
6
Is. 11, 5.
7
Is. 26, 10. Cfr. Gerardo Cunico, Ripensare il messianismo. Introduzione, in Humanitas,
60 (1-2/2005), cit., pp. 5-27, p. 14: Il messianismo non va allora definito come specifica attesa di
un Messia personale, bens come attesa di un futuro in tensione tra storia ed escatologia [...] come
attesa di un compimento intrastorico ma totale, radicale e universale, che si colloca come premessa [...] di un compimento escatologico di tutta lesistenza storico-temporale delluomo e del
mondo. Questo compimento intrastorico legato (nella tradizione biblica) allidea della regalit
di Dio che deve attuarsi concretamente nella storia prendendo la forma di un Regno adeguato a
tale sovranit, ma si contraddistingue per i suoi contenuti indicati chiaramente dai profeti (a partire
da Isaia): pace, giustizia, felicit. Cunico si riferisce in questo brano al testo di J. Klausner, The
Messianic Idea in Israel from Its Beginning to the Completion of the Mishnah, tr. ingl. di W. F.
Stinespring, Allen & Unwin, London 1956.
8
Walter Benjamin, ber den Begriff der Geschichte, in Id., Gesammelte Schriften, cit., vol.
I, tomo 2, p. 701; tr. it. Sul concetto di storia, in Id., Sul concetto di storia, a cura di G. Bonola e
M. Ranchetti, Einaudi, Torino 1997, pp. 45-47 (tesi XIV).

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La storia oggetto di una costruzione il cui luogo non costituito dal tempo omogeneo
e vuoto, ma da quello riempito dalladesso (Jetztzeit). Cos, per Robespierre, lantica Roma
era un passato carico di adesso, che egli estraeva a forza dal continuum della storia. La Rivoluzione francese pretendeva di essere una Roma ritornata. Essa citava lantica Roma esattamente come la moda cita un abito daltri tempi. La moda ha buon fiuto per ci che attuale,
dovunque esso si muova nel folto dei tempi lontani. Essa un balzo di tigre nel passato. Solo
che ha luogo in unarena in cui comanda la classe dominante. Lo stesso salto, sotto il cielo
libero della storia, il salto dialettico, e come tale Marx ha concepito la rivoluzione.9

In Benjamin la concezione materialistica della storia (prima della svolta marxista del 1926 si pu parlare piuttosto di una visione anarchica e nichilistica)10
connessa strettamente allidea teologica del tempo come Jetztzeit: lo storico, attraverso il riscatto del passato, la sua attualizzazione e la critica al concetto di progresso, esercita una debole forza messianica11 e d una direzione per lazione politica.
Questa azione rivoluzionaria e mira a fondare la societ senza classi come Regno
secolarizzato, regno della giustizia. Una tesi (la XVIIa), trovata tra i materiali preparatori di Sul concetto di storia, illustra questi concetti. Il progresso visto come
processo infinito e lineare, come quel compito infinito12 proprio del neokantismo

Ibidem. Sulle Tesi si veda Dario Gentili, Il tempo della storia. Le tesi sul concetto di storia di Walter Benjamin, Guida, Napoli 2002. Si tratta di un attento e importante commento che
dispiega la concentrazione aforistica di ogni tesi nel complesso e articolato percorso filosofico di
Benjamin. Cfr. inoltre Michael Lwy, Walter Benjamin: Avertissement dincendie.Une lecture des
thses Sur le concept dhistoire, PUF, Paris 2001.
10
Sullanarchismo romantico e messianico di Walter Benjamin, cfr. Michael Lwy,
Lanarchisme messianique de Walter Benjamin, in Les Temps Modernes, 40, 1983, pp. 772794 e Id., Rdemption et utopie. Le judasme libertaire en Europe centrale. Une tude daffinit
lective, Paris, PUF, 1988; tr. it. Redenzione e utopia. Figure della cultura ebraica mitteleuropea,
tr. it. di D. Bidussa, Bollati Boringhieri, Torino 1992, in part. il capitolo 6: Al di fuori di tutte le
correnti e al crocevia di tutte le strade: Walter Benjamin.
11
W. Benjamin, ber den Begriff der Geschichte, in Id., Gesammelte Schriften, cit., vol. I,
tomo 2, p. 694; tr. it. cit., p. 23.
12
Sul tema neokantiano (di Hermann Cohen e Paul Natorp) del compito infinito, interpretato dal giovane Benjamin in termini etico-religiosi e, rispetto alle Tesi, con unaccezione positiva,
cfr. Tamara Tagliacozzo, Esperienza e compito infinito nella filosofia del primo Benjamin, Quodlibet, Macerata 2003. In questo saggio si ipotizza linfluenza su Benjamin del messianismo e di
tutta la filosofia di Hermann Cohen. Il messia ha significato per Cohen in quanto idea metafisica
e morale che ha origine nel profetismo ebraico, ideale proiettato nella dimensione del futuro della
storia (e non in una vita ultraterrena) di fronte a cui scompare lesistenza individuale degli uomini.
Cfr. H. Cohen, Religion der Vernunft aus den Quellen des Judentums (1919), Fourier, Wiesbaden,
19883 (r. a. delled. Kaufmann, Frankfurt/M., 1929) pp. 291-292; tr. it. Religione della ragione
dalle fonti dellebraismo, a cura di A. Poma, trad. e note di P. Fiorato, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 1994, pp. 375-376. Benjamin aveva letto questopera nel 1920 (cfr. la lettera di Benjamin a G. Scholem, dell1-XII-1920 in Walter Benjamin, Gesammelte Briefe, Band II, Suhrkamp,
Frankfurt/M. 1996, p. 107). Per un confronto tra il messianismo di Cohen e di Benjamin si veda
inoltre Hennig Gnther, Der Messianismus von Hermann Cohen und Walter Benjamin, in Emuna. Horizonte zur Diskussion ber Israel und das Judentum, n. 5/6, 1974, pp. 352-359, e Pierfrancesco Fiorato, Una debole forza messianica. Sul messianismo antiescatologico di Hermann
Cohen, in Annuario filosofico, 12, 1996, pp. 299-327. Cfr. inoltre Pierfrancesco Fiorato, Al di
l del sublime. Hermann Cohen sulla virt messianica della pace, in B@belonline/print, 4, 2008,
Mimesis, Milano, 2008, pp. 51-65. Una possibile fonte per Benjamin del pensiero messianico di
9

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e della socialdemocrazia. Il tempo in esso concepito come omogeneo e vuoto, cio


non riempito (erfllt) e compiuto da Dio e dalla violenza/autorit (Gewalt) divina,13
dal suo potere:
Nellidea (Vorstellung) della societ senza classi, Marx ha secolarizzato lidea del tempo messianico. Ed giusto cos. La sciagura sopravviene per il fatto che la socialdemocrazia
elev a ideale questa idea. Nella dottrina neokantiana lideale viene definito come compito
infinito.14 E questa dottrina stata la scolastica del partito socialdemocratico [...]. Una volta
definita la societ senza classi come un compito infinito, il tempo infinito e vuoto si trasform, per cos dire, in unanticamera nella quale si poteva attendere, con maggiore o minore
tranquillit, lingresso nella situazione rivoluzionaria. In realt non vi un solo attimo che
non rechi in s la propria chance rivoluzionaria essa richiede solo di essere definita come
una chance specifica, ossia come chance di una soluzione del tutto nuova, di fronte a un
compito del tutto nuovo. Per il pensatore rivoluzionario la peculiare chance rivoluzionaria
trae conferma dalla situazione politica. Ma per lui non trae minor conferma dal potere delle
chiavi15 che tale attimo possiede su una ben determinata stanza del passato, fino ad allora
chiusa. Lingresso in questa stanza coincide del tutto con lazione politica; ed ci per cui essa, per quanto distruttiva16 possa essere, si d a riconoscere come unazione messianica. (La

Cohen pu essere stata il saggio Das Gottesreich, in cui Cohen identificava Regno di Dio e Regno
del messia, pubblicato nel 1913 in Hermann Cohen, Soziale Ethik im Judentum, zur fnften Hauptversammlung im Hamburg 1913 [am 9. November] hrsg. vom Verband der Deutschen Juden, J.
Kauffmann, Frankfurt/M. 1913, pp. 120-127 (ora in Hermann Cohen, Kleine Schriften V 19131915, in H. Cohen, Werke, cit., Band 16, pp. 41-50).
13
Sulla Gewalt divina cfr. Walter Benjamin, Zur Kritik der Gewalt, in Id., Gesammelte
Schriften, cit., vol. II, tomo 1, pp. 179-203; tr. it. Per la critica della violenza, in Walter Benjamin,
Il concetto di critica nel romanticismo tedesco. Scritti 1919-1922, a cura di G. Agamben, tr. di
C. Colaiacomo, R. Solmi, A. M. Solmi, A. Moscati, G. Agamben, Einaudi, Torino 1982. Cfr. sul
tema della violenza e della violenza divina in Benjamin in rapporto alla filosofia politica di Kant
Massimiliano Tomba, La vera politica. Kant e Benjamin: la possibilit della giustizia, Quodlibet, Macerata 2006.
14
Il concetto di compito infinito nel pensiero neokantiano criticato in questa tesi, la
XVIIa di Sul concetto di storia. Qui (ma gi negli anni 1912-1915) Benjamin considera il concetto di progresso dello storicismo e della socialdemocrazia e il concetto politico neokantiano di
un progresso infinito della societ e della storia un compito infinito, che trasforma la rappresentazione dellidea messianica di un brusco realizzarsi del regno della giustizia in un ideale,
cio in uno scopo mai raggiungibile. Questo concetto si esprimeva in un socialismo che si trovava
sulle stesse posizioni della socialdemocrazia tedesca, che considerava la riflessione neokantiana
la sua base teorica. Per una panoramica sul socialismo neokantiano cfr. il capitolo Il socialismo
neokantiano, in Massimo Ferrari, Introduzione al neocriticismo, Laterza, Bari 1997, pp. 140-151
e per un approfondimento il volume collettaneo a cura di Helmut Holzhey, Ethischer Sozialismus.
Zur politischen Philosophie des Neukantianismus, Frankfurt/M. 1994, e lantologia a cura di
H.J. Sandkhler e R. de la Vega, Marxismus und Ethik. Texte zum neukantianischen Sozialismus,
Frankfurt/M.,1970; tr. it. Milano 1974.
15
Sul potere delle chiavi cfr. la nota dei curatori alla tesi XVIIa in W. Benjamin, Il concetto di storia, in Id., Il concetto di storia, cit., p. 55, nota 47: Termine e concetto teologico cristiano,
originariamente riferito al potere petrino (cfr. Matteo 16, 18 sgg.: A te [Pietro] dar le chiavi del
regno dei cieli, e tutto ci che legherai sulla terra sar legato nei cieli, e tutto ci che scioglierai
sulla terra sar sciolto nei cieli) a cui Benjamin fa ricorso per indicare la possibilit di unoperazione che infrange limmodificabilit del passato.
16
Sul tema della distruzione in Benjamin cfr. Maria Teresa Costa, Il carattere distruttivo.
Walter Benjamin e il pensiero della soglia, Quodlibet, Macerata 2008.

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societ senza classi non la meta finale [Endziel] del progresso della storia, ma ne piuttosto
linterruzione [Unterbrechung], tante volte fallita e infine attuata.)17

Lo storico recupera e conosce, nel suo fugace guizzar via, in una immagine
dialettica, un momento del passato delle classi oppresse che entra in una costellazione con le esigenze politiche attuali e le fa esplodere, dando una direzione per la
prassi. Lazione rivoluzionaria si esplica attraverso un salto dialettico nel passato
che avviene nelladesso messianico nelladesso della conoscibilit (Jetzt der Erkennbarkeit) proprio del concetto di storia:
Limmagine dialettica unimmagine balenante. Ci che stato (das Gewesene) va
trattenuto cos, come unimmagine che balena nelladesso della conoscibilit (im Jetzt der
Erkennbarkeit). La salvazione (Rettung), che in questo modo e solo in questo modo
compiuta, si lascia compiere solo in ci che nellattimo successivo gi immediatamente
perduto.18

La struttura gnoseologica del concetto di storia,19 che si presenta in una immagine dialettica monadica, caratterizzata da una dimensione temporale non lineare e progressiva ma intensiva, ideale, in cui coincidono il concetto conoscitivo e
lidea (del bene, della giustizia), caratterizzata da totalit ed eternit. Emerge qui il
legame tra lambito teologico, trascendente e ideale ma segretamente attivo nellimmanenza della redenzione e del riscatto, e lambito immanente del politico. Infatti il
passato riscattato e redento rende presente in un momento fugace il tempo messianico, compiuto, del Regno di Dio e d loccasione e la direzione per la prassi, per
lazione rivoluzionaria, messianica e motivata teologicamente, tesa verso la costruzione della societ senza classi. Lazione politica resa possibile proprio dal legame
con il passato, dalla capacit conoscitiva dello storico materialista di recuperare e
far esplodere momenti dimenticati e di alimentare la forza distruttiva e liberatoria
della classe oppressa attraverso limmagine degli avi asserviti, senza proiettare la
liberazione, come fa la socialdemocrazia, in un futuro infinito:
Il soggetto della conoscenza storica di per s la classe oppressa che lotta. In Marx
essa figura come lultima classe resa schiava, come la classe vendicatrice, che porta a termine lopera di liberazione in nome di generazioni di sconfitti. Questa coscienza, che si
fatta ancora valere per breve tempo nella Lega di Spartaco, fu da sempre scandalosa per la
socialdemocrazia, che nel corso di tre decenni riuscita a cancellare quasi del tutto il nome

17
W. Benjamin, Anmerkungen a ber den Begriff der Geschichte, in Id., Gesammelte
Schriften, cit., vol. I, tomo 3, p. 1231; tr. it. in W. Benjamin, Materiali preparatori delle tesi, in Sul
concetto di storia, cit., pp. 100-101, manoscritto Ms 1098v.
18
W. Benjamin, Das Passagen-Werk, in Id., Gesammelte Schriften, cit., vol. V, tomo 1, pp.
591-592, N 9, 7; tr. it. I passages di Parigi, vol. IX delle Opere complete di Walter Benjamin,
a cura di R. Tiedemann e H. Schweppenhuser, ed. it. a cura di E. Ganni, tr. it. di R. Solmi, A.
Moscati, M. De Carolis, G. Russo, G. Carchia, F. Porzio, riveduta da H. Riediger, Einaudi, Torino
2000, p. 531, N 9, 7 e in Walter Benjamin, Materiali dal Passagen-Werk, in Id., Sul concetto di
storia, cit., p. 123.
19
Sul rapporto tra il concetto di storia e la teoria della conoscenza in Benjamin cfr. Tamara
Tagliacozzo, Conoscenza e temporalit messianica in Benjamin, in B@belonline/print, n. 4,
2008, pp. 139-150.

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di un Blanqui, il cui suono squillante aveva scosso il secolo precedente. Essa si compiacque
di assegnare alla classe operaia il ruolo di redentrice delle generazioni future. E recise cos il
nerbo della sua forza migliore. La classe disapprese, a questa scuola, tanto lodio quanto la
volont di sacrificio. Entrambi infatti si alimentano allimmagine degli antenati asserviti, non
allideale dei discendenti liberati.20

Il concetto di tempo messianico contrapposto al tempo omogeneo e vuoto fisico-matematico della visione scientifica moderna propria del neokantismo, e della
socialdemocrazia come suo orientamento politico con la sua visione di un compito
infinito e progressivo nella direzione dellidea della societ senza classi , viene
anticipato con straordinaria pregnanza negli anni 1914-1915, nellincipit del saggio/
conferenza La vita degli studenti:
C una concezione della storia che, fidando nellinfinit del tempo, distingue solo il
diverso ritmo degli uomini e delle epoche, che rapidi o lenti scorrono sulla via del progresso.
A ci corrisponde lincoerenza, limprecisione e la mancanza di rigore delle pretese che essa
avanza nei confronti del presente. Invece questa nostra riflessione fa riferimento a uno stato
determinato, in cui la storia riposa quasi fosse raccolta in un punto focale, come da sempre
nelle immagini utopiche dei pensatori. Gli elementi dello stato finale non sono evidenti come
una tendenza informe di progresso bens, come creazioni e pensieri sommamente minacciati,
malfamati e derisi, essi stanno profondamente sepolti e dissimulati in ogni presente. Il compito storico (geschichtliche Aufgabe) quello di dare in modo puro la forma dellassoluto allo
stato immanente della perfezione, di renderlo visibile e sovrano nel presente. Ma questo stato
non da circoscrivere mediante una determinazione pragmatica di singoli aspetti (istituzioni,
costumi, ecc.), alla quale anzi si sottrae; bens da cogliere soltanto nella sua struttura metafisica, come il regno messianico o lidea della rivoluzione francese.21

Appare qui evidente il nesso tra il tempo della storia intensivo e redentivo, che
si trova nelle immagini degli utopisti, e la struttura metafisica come idea; e quindi
il nesso gnoseologico che rende indispensabile lindividuazione dello stato della
perfezione e della giustizia (lo stato finale, il regno messianico) nellimmanenza del presente attraverso la divisione dei fenomeni tramite concetti e il loro essere
compresi, in frammenti, nellidea.22 Benjamin attribuisce alla conoscenza, fin dagli
anni 1917-1918, il compito di recuperare i fenomeni dalla loro condizione empirica,
riscattandoli dalla loro fenomenicit attraverso lastrazione, rendendoli puri ma contemporaneamente, proprio per questa azione di classificazione, frammentati e privi
della loro totalit fenomenica:
lazione, come la percezione, entrano nelladesso (Jetzt) della conoscibilit soltanto
frammentate, inautentiche, non reali. Esse sono autentiche, non frammentate, nello stato del

20
W. Benjamin, ber den Begriff der Geschichte, in Id., Gesammelte Schriften, cit., vol. I,
tomo 2, p. 700; tr. it. cit., p. 43 (tesi XII).
21
W. Benjamin, Das Leben der Studenten, in Id., Gesammelte Schriften, vol. II, tomo 1,
p. 75; tr. it. cit., p. 137. Traduzione modificata.
22
Cfr. Erkenntniskritische Vorrede, in W. Benjamin, Ursprung des deutschen Trauerspiels
(saggio terminato nel 1925, pubblicato nel 1928), in Id., Gesammelte Schriften, cit., vol. I, tomo 1,
pp. 207-237; tr. it., Premessa gnoseologica, in W. Benjamin, Il dramma barocco tedesco, introd.
di G. Schiavoni, tr. it. di F. Cuniberto, Einaudi, Torino 1999, pp. 3-31.

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mondo compiuto (im vollendeten Weltzustand). [...] Esse entrano frammentate, in concetti
simbolici (Symbolischen Begriffen) nelladesso della conoscibilit, poich questo adesso
riempito e dominato dalla conoscibilit soltanto.23

Il compito della conoscenza poi, dopo questa opera di divisione e astrazione,


quello di caricare i fenomeni di una valenza simbolica che li renda capaci di esibire
unidea, lidea dellipotesi24 per le scienza fisiche e biologiche, lidea di libert per
lazione, lidea dellarte per le opere darte.25 Questa frammentazione e attribuzione
di valenza simbolica nellora (Jetzt) della conoscibilit,26 che Benjamin concepisce fin dagli anni 1917-18 come tempo logico, [che] deve essere fondato al posto
del valere atemporale,27 anticipa ed espone il momento redento dello stato del
mondo compiuto.28 Benjamin sostituisce allo schematismo kantiano un processo
simbolico, allesibizione del concetto in una intuizione lesibizione di unidea in un
fenomeno non empirico ma linguistico,29 divenuto concetto simbolico. Nelladesso messianico della conoscibilit il concetto delloggetto storico espone la verit
(che un essere intenzionale formato da idee),30 presentando unimmagine del
passato che viene conosciuta e salvata in una rappresentazione fulminea e caduca. Il
fenomeno monadico immagine dialettica del regno messianico, rappresentazione
e concetto simbolico dello stato della perfezione e della giustizia divina.31 Nello
stato del mondo compiuto i fenomeni non saranno pi frammentati, ma lo sono
nelladesso della conoscibilit, nellimmanenza e nella storia che hanno a che fare
necessariamente con la conoscenza e con la caducit. Lazione rivoluzionaria, che
si ispira alla dimensione nascosta teologico-messianica, resta cosciente del fatto
che produce una realt politica comunque transitoria, che non si fonda su una verit
eterna. La verit del passato e dellidea messianica di riscatto a essa connessa una

W. Benjamin, Erkenntnistheorie (frammento attribuito agli anni 1917-18), in Id., Gesammelte Schriften, cit., vol. VI, cit., p. 46.
24
Cfr. il frammento del 1918 ca. Versuch eines Beweises, dass die wissenschaftliche Beschreibung eines Vorgangs dessen Erklrung voraussetzt (Tentativo di dimostrare che la descrizione di un processo scientifico presuppone la sua spiegazione), ibidem, p. 41.
25
Cfr. il paragrafo Die Idee der Kunst (Lidea dellarte) nel saggio di Walter Benjamin, Der
Begriff der Kunstkritik in der deutschen Romantik (1919), in Id., Gesammelte Schriften, cit., vol.
I, tomo 1, pp. 87-109; tr. it. W. Benjamin, Il concetto di critica nel romanticismo tedesco, in Id., Il
concetto di critica nel romanticismo tedesco, cit., pp. 81-103.
26
W. Benjamin, Erkenntnistheorie, in Id., Gesammelte Schriften, cit., vol. VI, p. 46.
27
Ibidem.
28
Ibidem.
29
Cfr. il frammento di W. Benjamin ber die Wahrnehmug. Erfahrung und Erkenntnis
(1917), Id., Gesammelte Schriften, cit., vol. VI, pp. 37-38: La filosofia esperienza assoluta
dedotta nel nesso sistematico simbolico come lingua. Per la visione della filosofia lesperienza
assoluta lingua: lingua per concepita come concetto simbolico-sistematico. Cfr. il saggio del
1916 ber Sprache berhaupt und ber die Sprache des Menschen, in W. Benjamin, Gesammelte
Schriften, cit., vol. II, tomo 1, pp. 140-157; tr. it. Sulla lingua in generale e sulla lingua delluomo,
in W. Benjamin, Metafisica della giovent, cit., pp. 177-193.
30
Cfr. la Erkenntniskritische Vorrede, allUrsprung des deutschen Trauerspiels, in W. Benjamin, Gesammelte Schriften, cit., p. 216; tr. it. cit., p. 11.
31
Cfr. M. Tomba, La vera politica, cit., pp. 206-255, in part. il paragrafo Gttliche Gewalt, pp. 251-255.
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verit caduca (vergnglich) che si presenta per un attimo e fugge via, come caduco il passato non conosciuto e attualizzato:
Vincere deve sempre il manichino detto materialismo storico. Esso pu competere
senzaltro con chiunque se prende al suo servizio la teologia, che oggi, com a tutti noto,
piccola e brutta, e tra laltro non deve lasciarsi vedere.32
La vera immagine del passato (Vergangenheit) guizza via. solo come immagine
che balena, per non pi comparire, proprio nellattimo della conoscibilit (Augenblick der
Erkennbarkeit) che il passato da trattenere. La verit non ci scapper. Questa frase,
che di Gottfried Keller, segna, nellimmagine di storia dello storicismo, il punto esatto
in cui essa infranta dal materialismo storico. Infatti unimmagine non rievocabile del
passato quella che rischia di scomparire con ogni presente che non si sia riconosciuto inteso in essa.33
Se [...] [limmagine del passato] autentica, lo deve alla sua fugacit (Flchtigkeit).
Proprio perch questa verit caduca (vergnglich) e basta un alito di vento a spazzarla via,
molto dipende da essa. A prendere il suo posto, infatti, pronta lapparenza (Schein), che va
pi daccordo con leternit.34

Messianismo e teologia politica: Jacob Taubes interprete di Benjamin


Jacob Taubes (1923-1987) studioso ebreo di inclinazione polemica e anticonformista, le cui posizioni filosofiche e politiche estreme lhanno portato a forti
contrasti con Gershom Scholem in un corso su Le Tesi di filosofia della storia
di Walter Benjamin, tenuto alla Freie Universitt di Berlino nel semestre invernale
1984-85,35 mette in risalto lidea di Benjamin che la teologia deve rimanere nascosta, ed emergere in modo indiretto tramite limmanenza e nellintimo della caducit
dellumanit, nella felicit propria di ci che passa e nellambito del profano. La
teologia nascosta nellethos immanente dellazione rivoluzionaria:
Il materialismo storico si irrigidisce, se non prende a servizio la teologia. Nella teologia
sono attive forze che non sono state ancora impiegate. La teologia: qui Benjamin intende il
messianesimo, il Messia. Non possibile che sia un sogno, un mito. Anzi, il materialismo
storico dovrebbe stringere un patto con esso. [...] Non c un semplice ricorso alla teologia,
ma un prenderla a servizio per una teoria della storia, la quale, per, non viene alla luce come

32
W. Benjamin, ber den Begriff der Geschichte, in Id., Gesammelte Schriften, cit., vol. I,
tomo 2, p. 693; tr. it. cit., p. 21 (tesi I).
33
Ibidem, p. 695; tr. it. cit., p. 27 (tesi V).
34
W. Benjamin, Anmerkungen a ber den Begriff der Geschichte, in Id., Gesammelte
Schriften, cit., vol. I, tomo 3, p. 1247; tr. it. in W. Benjamin, Materiali preparatori alle tesi, in Id.,
Sul concetto di storia, cit., p. 73 (manoscritto Ms 440).
35
Trascritto da Josef R. Lawischka, che era presente al seminario, edito per la prima volta
e tradotto nella raccolta italiana di scritti di Taubes e di sue lettere a Gershom Scholem curata da
Elettra Stimilli. Cfr. Jacob Taubes, Il prezzo del messianesimo. Lettere di Jacob Taubes a Gershom
Scholem e altri scritti, Quodlibet, Macerata 2000, pp. 75-104. Cfr. ibidem Elettra Stimilli, Il messianesimo come problema politico, cit., pp. 153-202. Su Taubes si veda limportante monografia
di Elettra Stimilli, Jacob Taubes. Sovranit e tempo messianico, Morcelliana, Brescia 2004.

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tale; anzi, bisogna pensarla a partire da una fine: bisogna pensare la storia a partire dalla fine.
[...] La teologia deve essere presa a servizio in quanto teologia, non deve essere dissolta. Con
teologia si intende una tendenza ben determinata: la redenzione. Una parola che emerge
dal materialismo storico in tutto il suo complesso. Come deve essere introdotta la teologia?
[...] Benjamin cerca di portare avanti quel prendere a servizio [della prima tesi], sviluppando un concetto di teologia che si accordi con limmanenza radicale del materialismo storico. Non attraverso una trattazione teologica, ma ponendo in questione limmanenza stessa,
mettendo in evidenza gli elementi che possibile rilevare in un guizzo passeggero (Tesi
V): in definitiva, il fatto che limmanenza porti aldil di s, che faccia riferimento a elementi
trainanti, a possibilit, sviluppa una dinamica che altrimenti rimarrebbe paralizzata. Per Benjamin si tratta di risolvere questa paralisi. Gli esempi teologici non sono usati direttamente;
essi piuttosto prendono corpo nellethos, in ci che costitutivo dellumanit (passaggio rivoluzionario). Anche nel Passagen-Werk Benjamin si muove con una certa prudenza nellavvicinarsi alla teologia. [...] Con la rappresentazione della felicit [che guarda allordine del
profano che mette in atto il passare] vibra anche quella della redenzione.36

Benjamin stesso scrive in un appunto del Passagen-Werk, a proposito di una


lettera di Horkheimer del 16 marzo 1937, che proprio in una dimensione teologica
(che non deve per essere esplicitata), nel ricordo, la felicit umana incompiuta pu
essere compiuta, e la sofferenza riscattata.37 Lo storiografo ha il compito di salvare
e redimere il passato nel ricordo: il confronto con lesperienza della felicit fa s
che essa venga contratta, in quanto storia, nellindividuale e nel collettivo,38 poich
nellesperienza naturale della felicit che si compie nel ricordo si produce qualcosa
di implicitamente teologico, che Benjamin definisce debole forza messianica.39
Dopo essersi chiesto se debole vuol dire una trascendenza messianica di genere,
o se la debolezza il messianico presente negli uomini, Taubes conclude che bisogna leggere debole in senso paolino: nel debole il messianico.40 [...] Il prendere

J. Taubes, Le Tesi di filosofia della storia di Walter Benjamin, in Id., Il prezzo del messianesimo, cit., pp. 77-80.
37
W. Benjamin, Das Passagen-Werk, in Id., Gesammelte Schriften, cit., vol. V, tomo 1, p.
589; tr.. it. I passages di Parigi, cit., p. 528; anche in Walter Benjamin, Materiali dal PassagenWerk, in Id., Sul concetto di storia, cit., p. 121 s., N, 8, 1: Il ricordo (Eingedenken) pu fare dellincompiuto (la felicit) un compiuto e del compiuto (il dolore) un incompiuto. Questa teologia: ma
se nel ricordo facciamo unesperienza che ci vieta di concepire in modo fondamentalmente ateologico la storia, altrettanto poco ci lecito tentare di scriverla in concetti immediatamente teologici.
38
J. Taubes, Le Tesi di filosofia della storia di Walter Benjamin, in Id., Il prezzo del messianesimo, cit., p. 81.
39
Ibidem.
40
Il rapporto tra dimensione teologica e politica dellintensit messianica nel Frammento teologico-politico (a cui accenneremo pi avanti) e poi nelle Tesi viene analizzata da Jacob Taubes nel
suo confronto tra Benjamin e Paolo di Tarso in La teologia politica di S. Paolo (cfr. Jacob Taubes,
Die politiche Theologie des Paulus, a cura di A. e J. Asmann, Wilhelm Fink Verlag, Mnchen 1993;
tr. it. a cura di P. Del Santo, La teologia politica di S. Paolo, Adelphi, Milano 1997). Anche Giorgio
Agamben istituisce lo stesso parallelo tra Benjamin e Paolo, ma va al di l di Taubes, ipotizzando
una vera e propria identificazione di Benjamin con Paolo. Cfr. G. Agamben, Il tempo che resta. Un
commento alla Lettera ai Romani, Bollati Boringhieri, Torino 2000, pp. 128-135, in part. pp. 129130: Ebbene, io conosco un solo testo in cui si teorizza in modo esplicito la debolezza della forza
messianica. Si tratta [...] del passo di 2 Cor. 12, 9-10 [...], l dove Paolo, che ha chiesto al messia di
liberarlo dalla sua spina nella carne, si sente rispondere [...] la potenza si compie nella debolezza.
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a servizio la teologia avviene in termini secolari.41 La debolezza, la debole forza


messianica che per capace di redimere il passato la caducit:
Il passare rivolto al futuro e al presente, quello atteso. [...] Redenzione non significa
una rivoluzione finale, posta alla fine della storia. Qui il messianico viene disseminato allinterno della storia e delle generazioni. [...] Il giorno del giudizio non lo spettacolo della
fine; esso, piuttosto, possibile in ogni singolo ricordo pieno [...]: la redenzione possibile
in ogni momento. Il giorno del giudizio viene introdotto nel tempo, rendendo possibile, in
tal modo, la sua interruzione. [...] Benjamin introduce lidea della fine nel tempo stesso. Ci
significa uninterruzione puntuale e fulminea. Il giorno del giudizio non un giorno tagliato
fuori dagli altri. La forma apocalittica approda cos in un tempo presente. [...] Il materialismo
storico di Benjamin [...] si pu comprendere nei termini di ci che rivoluzionario, nel senso
di improvviso: [...] egli possiede un modello volto allazione.42

La redenzione si attua in ogni momento, nel cuore dellimmanenza e della debolezza di ci che passa, interrompendo il tempo, e aprendo la possibilit allazione
politica, che in Benjamin azione rivoluzionaria. Lo stato della redenzione anticipato nel concetto storico e gnoseologico dello storico e del narratore, in loro
presente la debole forza messianica che permette di recuperare, salvare e redimere
il passato nel concetto, nella citazione. Lo storico, il narratore, il cronista assumono
secondo Taubes la funzione del Messia, poich solo a unumanit redenta tocca in
eredit piena il suo passato. Il che vuol dire: solo a unumanit redenta il passato
diventato citabile in ciascuno dei suoi momenti. Ognuno dei suoi attimi vissuti (Augenblicke) diventa una citation lordre du jour giorno che appunto il giorno
del giudizio.43 Il giorno del giudizio per il giorno del pericolo, non solo il
giorno della felicit, ma anche quello della distruzione:44
Ogni narrazione anticipa, nel concetto, lo stato di redenzione. Il passaggio allumanit
redenta non appartiene al mondo della fantasia, perch lumanit redenta non sta alla fine.
Ma viene preceduta dallidea di una compresenza di passato, presente e futuro, proprio come
accade nella mente di Dio; anzi, questo ci su cui si basa un simile concetto. [...] Il narratore ha assunto, cos, la funzione del Messia. [...]: la fine viene intesa come tempo presente.
La rivoluzione non si d in un processo di maturazione. Ci implica alcune conseguenze
gnoseologiche. La comprensione del tempo si fonda sul fatto che la presenza, in quanto si
identifica in ogni momento, abbia in s anche la possibilit della rottura, e che al processo
della narrazione venga attribuito un elevato stato di redenzione. [...] Benjamin non sostiene
alcun futurologismo messianico; il suo , piuttosto, un attualismo messianico. [...] A partire
dallesperienza dellordre du jour, la teologia pu essere presa a servizio. [...] Il giorno del
giudizio il giorno della minaccia [...] [che] la condizione [...] in cui la totalit della vita si
condensa e diventa visibile.45

41
J. Taubes, Le Tesi di filosofia della storia di Walter Benjamin, in Id., Il prezzo del messianesimo, cit., p. 81.
42
Ibidem, pp. 80-83.
43
W. Benjamin, ber den Begriff der Geschichte, in Id., Gesammelte Schriften, cit., vol. I,
tomo 2, p. 697; tr. it. cit., pp. 33.
44
J. Taubes, Le Tesi di filosofia della storia di Walter Benjamin, in Id., Il prezzo del messianesimo, cit., p. 86.
45
Ibidem, pp. 83-84.

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Jacob Taubes mette in risalto limportanza del pensiero di Carl Schmitt (autore della Teologia politica del 1922) per la riflessione di Benjamin sul concetto
di sovranit e dello stato deccezione: la concezione schmittiana dello stato
deccezione,46 come concetto teologico secolarizzato attivo nellambito giuridico
e politico con cui il sovrano si pone al limite del diritto e lo sospende (esso visto
analogicamente come un miracolo rispetto alle leggi della natura),47 si trova in
Benjamin cambiata di segno. Nella VIII tesi Sul concetto di storia lo stato deccezione la dimensione teologica e insieme politica della temporalit messianica, che
si presenta come Jetzt della rivoluzione e dellaffermazione immanente della concezione teologico-politica della societ senza classi come regno della giustizia,
leffettivo (wirklichen) stato deccezione.
La tradizione degli oppressi ci insegna che lo stato deccezione in cui viviamo la
regola. Dobbiamo giungere a un concetto di storia che corrisponda a questo. Allora ci star
davanti, come nostro compito, di suscitare leffettivo stato deccezione, migliorando cos la
nostra posizione nella lotta contro il fascismo. La cui chance sta, non da ultimo, nel fatto che
gli oppositori lo affrontano in nome del progresso, come se questo fosse una norma della
storia.48

Benjamin, al contrario di Schmitt che nellinterpretazione di Taubes cerca e


ci sar a fondamento della sua concezione totalitaria del potere la ricostituzione dellidentit di mondano e spirituale, tiene distinti gli ambiti del profano e del
teologico;49 nelleffettivo stato deccezione nega ogni presenza immediata e con-

46
Cfr. Carl Schmitt, Politische Theologie. Vier Kapitel zur Lehre von der Souvernitt
(1922), Dunker & Humblot, Mnchen-Leipzig 1934; tr. it. Teologia politica. Quattro capitoli
sulla teoria della sovranit, in C. Schmitt, Le categorie del politico, il Mulino, Bologna 1999,
p. 33: Sovrano chi decide sullo stato deccezione. Nella Ursprung des deutschen Trauerspiels
Benjamin utilizza il testo di Schmitt, che collega il concetto di stato deccezione alla teoria della
sovranit del XVII secolo, per illustrare la figura del sovrano nel dramma barocco tedesco.
47
Cfr. C. Schmitt, Politische Theologie, cit.; tr. it. C. Schmitt, Teologia politica, cit., 61:
Tutti I concetti pi pregnanti della moderna teoria dello Stato sono concetti teologici secolarizzati. [...] Lo stato di eccezione ha per la giurisprudenza un significato analogo al miracolo per
la teologia. Solo con la consapevolezza di questa situazione di analogia si pu comprendere lo
sviluppo subito dalle idee della filosofia dello Stato negli ultimi secoli. Infatti lidea del moderno
stato di diritto si realizza con il deismo, con una teologia e una metafisica che esclude il miracolo
dal mondo e che elimina la violazione delle leggi di natura, contenuta nel concetto di miracolo
e produttiva, attraverso un intervento diretto, di una eccezione, allo stesso modo in cui esclude
lintervento del sovrano sullordinamento giuridico vigente.
48
W. Benjamin, ber den Begriff der Geschichte, in Id., Gesammelte Schriften, cit., vol. I,
tomo 2, p. 694; tr. it. Sul concetto di storia, in W. Benjamin, Sul concetto di storia, cit., pp. 23-25.
49
Jacob Taubes ha evidenziato lidentit di mondano e spirituale nella concezione schmittiana del potere, indicandola come lessenza della concezione totalitaria di Schmitt. Taubes critica,
come fa Benjamin, questa identit. Cfr. Jacob Taubes, Ad Carl Schmitt. Gegenstrebige Fgung,
Merve GmbH, Berlin 1987; tr. it. J. Taubes, In divergente accordo. Scritti su Carl Schmitt, Quodlibet, Macerata 1996, p. 79: Vedete cosa voglio da Carl Schmitt: mostrargli che la separazione tra il
potere mondano e quello spirituale assolutamente necessaria, se questa delimitazione non viene
tracciata, ci viene a mancare il respiro. Era questo ci che volevo gli arrivasse nellanimo, contro
la sua concezione totalitaria. Cfr. inoltre F. Desideri, Il Messia di Benjamin, in Humanitas, cit.,
p. 280: Nel volgere alla storia un gesto distruttivo, che pu essere solo teologico, Benjamin cor-

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creta del teologico nel mondano e afferma la provvisoriet di ogni potere politico nella caducit propria della storia.50 La teologia benjaminiana il messianismo,
preso a servizio dal materialismo storico perch si produca, nel tempo messianico e
nel ricordo come Jetztzeit e stato di eccezione (sospensione dellordine politicogiuridico vigente) e nellazione che da esso pu conseguire , la relazione tra il
materialismo storico stesso (il politico) e la teologia come redenzione.
Un testo giovanile di Benjamin che si confronta con lo Spirito dellutopia di
Ernst Bloch, il Frammento teologico-politico del 1920, si occupa del problema di
una teologia politica e di una politica come nichilismo: in esso il rapporto tra il messianico (il teologico) e laccadere storico (lordine del profano) determinato dal loro porsi come direzioni contrarie ma complementari. Lordine del profano lordine
dellumanit libera che aspira alla felicit come passare e tramonto, ritmo della natura messianica: proprio nel ribadire la centralit dellimmanenza e della caducit,
e nel non porsi come momento totale della verit teologica e delletica, lordine del
profano che tende alla felicit (legata al ricordo) rivela la sua natura messianica, e in
esso la natura si definisce messianica. Con il nichilismo come metodo della politica
mondiale, il cui compito la ricerca della felicit anche per la dimensione naturale
dellumanit, il profano pu promuovere lavvento del regno messianico51 della
giustizia nellimmanenza:
Se una freccia direzionale indica la meta nella cui direzione opera la dynamis del profano e unaltra la direzione dellintensit messianica, allora la ricerca di felicit dellumanit
libera diverge certamente da quella direzione messianica; ma come una forza, con il suo
percorso, pu promuoverne unaltra diretta in senso opposto, cos anche lordine del profano
pu promuovere lavvento del regno messianico. Il profano, quindi, non certo una categoria
del regno, ma una categoria e certamente una delle pi pertinenti del suo pi silenzioso
approssimarsi. Infatti nella felicit tutto quanto terreno aspira al suo tramonto, ma nella felicit soltanto destinato a trovarlo. Mentre, certo, limmediata intensit messianica del cuore,
del singolo uomo interiore, procede attraverso linfelicit, nel senso del soffrire. Alla restitutio in integrum spirituale, che introduce nellimmortalit, ne corrisponde una mondana, che
conduce alleternit di un tramonto e il ritmo di questo mondano che eternamente passa, che
passa nella sua totalit, nella sua totalit spaziale, ma anche temporale, il ritmo della natura
messianica felicit. Infatti la natura messianica per il suo eterno e totale passare. Sforzarsi

risponde al precetto istitutivo dellebraismo: non farsi immagine alcuna del Nome di Dio. Con
questo gesto egli prende distanza non solo da quella secolarizzazione dellescatologia nello spazio
profano della storia, gi analizzata nel libro sul Barocco, ma anche dallisomorfismo schmittiano
tra forma teologico-metafisica e forma politica. Nellequazione tra storia e progresso o nella sua
assolutizzazione storicistica in una nuda processualit non sincarna il Dio ebraico-cristiano, nemmeno nella forma hegeliana di un concetto finalmente compreso, bens unimmagine idolatrica del
divino, anzi un feticcio: apparenza fissata in cosa.
50
Sui rapporti tra Benjamin e Schmitt cfr. S. Heil, Gefhrliche Beziehungen. Walter Benjamin und Carl Schmitt, J. M. Metzler Verlag, Stuttgart 1996. Sul tema dello stato deccezione e
sul concetto di sovranit in Benjamin e Schmitt e sul rapporto tra lambito del passato (Vergangenheit) e ci che stato (Gewesene) cfr. D. Gentili, Il tempo della storia, cit., p. 85 e pp. 129-140.
51
Walter Benjamin, Theologish-politisches Fragment, in Id., Gesammelte Schriften, cit.,
vol. II, tomo 1, p. 204; tr. it. Frammento teologico-politico, in W. Benjamin, Il concetto di critica
nel romanticismo tedesco, cit., pp. 171-172, e in W. Benjamin, Sul concetto di storia, cit., p. 255.
Vengono utilizzate entrambe le traduzioni.

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di tendere a questo passare, anche per quei gradi delluomo che sono natura, il compito
della politica mondiale, il cui metodo deve chiamarsi nichilismo.52

Nel nichilismo di Benjamin la caducit, come caducit eterna, il fondamento non ontologico della storia profana. Esso non per tanto vicino come pensa
Taubes allos me paolino come negazione del mondo terreno e antinomismo distruttivo che pu compierlo assolutamente, quanto a una visione anarchica e rivoluzionaria positiva e materialistica, cio a una affermazione del mondo, della natura e
dei bisogni delluomo. Natura e bisogni che, pur aspettando la redenzione da parte
dello Spirito (per Benjamin il Messia che deve ancora arrivare), la ottengono proprio
nel restare corpo, natura [...] messianica per la sua eterna e totale caducit,53 nella
felicit e nel ricordo:
limmagine di felicit che custodiamo in noi tutta intrisa del colore del tempo in cui ci
ha ormai relegati il corso della nostra esistenza. [...] In altre parole, nellidea (Vorstellung) di
felicit risuona ineliminabile lidea (Vorstellung) della redenzione. Ed lo stesso per lidea
(Vorstellung) che la storia ha del passato. Il passato reca in s un indice segreto che lo rinvia
alla redenzione. [...] esiste un appuntamento misterioso tra le generazioni che sono state e la
nostra. Allora noi siamo stati attesi sulla terra. Allora a noi, come ad ogni generazione che
fu prima di noi, stata consegnata una debole forza messianica, a cui il passato ha diritto.
Questo diritto non si pu eludere a poco prezzo. Il materialista storico ne sa qualcosa.54

52
Ibidem, p. 203-204; tr. it. cit. modificata, pp. 171-172 (cfr. W. Benjamin, Frammento teologico- politico, in Id., Sul concetto di storia, cit., p. 255 per le modifiche alla traduzione).
53
Ibidem, p. 204; tr. it. cit., p. 172.
54
Walter Benjamin, ber den Begriff der Geschichte, in Id., Gesammelte Schriften, cit., vol.
I, tomo 2, pp. 693-694; tr. it. Sul concetto di storia, in W. Benjamin, Sul concetto di storia, cit.,
p. 23 (tesi II).

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