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La ginecocrazia dopo Evola, ovvero il mondo come vagina a cielo aperto

di B. de Kemper
(torna indietro)
Gi prima che Evola ne parlasse, la sostanza informe e senza fondo che la donna ne
lla sua essenza specifica, era gi stata intuita dai nostri antenati, che l'avevan
o costretta a rivelarsi; le condizioni per questo essendo allora ideali. Una di
queste condizioni era la violenza. E' appunto facendo violenza alla donna che po
ssibile ricavare il meglio da essa, ovvero ricavare la forza che emana da questa
sostanza e che ne costituisce l'essenza profonda. Si trattava di una violenza c
ostante, di un controllo totale e senza condizioni su di un essere, o pi esattame
nte, sulla sorgente di forza dietro a questo essere.
Il magnetismo femminile certo qualcosa di naturale, essendo solo una delle manif
estazioni dell' energia di cui parla il tantrismo. Meno la donna stimolata ad av
er coscienza di questo suo magnetismo, pi per essa costituir solo un mezzo per rag
giungere i propri scopi, in genere puramente materiali.
Come fa notare giustamente Evola in "Metafisica del sesso", e per quel che ne so
l'unico ad averlo fatto rimarcare, poche bianche possono affermare d'essere sta
te spidocchiate, per cos dire, in senso superiore: anche se penetrate fisicamente
, non lo sono state psichicamente, n, inevitabilmente, aldil di questo livello.
Volendo fare della poesia, potremmo dire, in proposito, che l'Europa moderna un
cimitero di vergini senili. La donna bianca costituisce una sostanza a cui convi
ene dare forma, con ogni mezzo e a qualunque prezzo, che essa sia d'accordo o no
, andando oltre ogni condizionamento psicologico. Ora, da questo punto di vista,
tutta la storia potrebbe essere considerata come un tentativo della donna bianc
a d'impedire all'uomo di raggiungere ci che sta dietro le sue spalle, un tentativ
o in larga misura inconsapevole, ovvio, dato che essa solo uno strumento, lo sem
pre stato e lo sar sempre, di forze extra/anti-ariane. Sono infatti queste forze
che attraverso la sua mediazione, hanno costruito poco a poco, inesorabilmente,
e in modo sotterraneo, sulle rovine della civilt patriarcale ariana, la ginecocra
zia attuale che potrebbe corrispondere a buon diritto alla vagina a cielo aperto
del provocatorio titolo da noi scelto, tanto essa appare visibile, pesante, e a
cui si accordata l'indipendenza economica, sapendo perfettamente che, una volta
accordata, pi nulla l'avrebbe ricollegata all'uomo, e che, per la sua influenza,
e per cos dire la sua forza di gravit, questa indipendenza non potr che rafforzare
il potere ginecocratico.
La parola misoginia, fra l'altro, stata inserita nel dizionario all'inizio del X
VII secolo, cio, precisamente per la prima volta nella storia europea quando la d
onna ha cominciato ad avere una vera influenza sull'economia sociale. Ci che vorr
ei far rilevare, che le vedute di Evola in rapporto alla donna, non sono nient'a
ltro che quelle che avevano tutti gli uomini degni di questo nome, diciamo fino
alla fine del XIX secolo. Da quel momento, non amare la donna diventato un crimi
ne contro l'umanit, anche se tutto sommato, non si vedono in giro troppe donne de
gne di questo nome. Dunque, a rigore, per essere misogini, bisognerebbe prima ch
e fossero ancora presenti vere donne degne d'essere prese in considerazione
La nozione moderna del rifiuto della donna appartiene in effetti alla psicologia
, e non pu essere applicata che a degli isterici. Non un caso se non c'era una so
la donna invitata alla cerimonia di cremazione di Evola, mentre al funerale di O
sho, che aveva scritto su "La donna e la spiritualit"(sic), la sala straripava di
donne in delirio. Forse Osho si rivolgeva in realt al solo piano sessuale? A pri
ori, ci si chiede su quale piano la donna, strumentalizzata su tutti i livelli d
alla sovversione, salvo su quello sessuale, potrebbe essere utilizzata dal tipo
umano che Evola aveva in mente, se non sul piano puramente sessuale, secondo la

stretta ortodossia vedica. Oggi, per, la donna non pi nemmeno utilizzabile su tale
piano.
Quando camminate in strada per andare da casa vostra fin dal panettiere, la magg
ior parte delle donne che incrociate porta i pantaloni ed una camicia, ed ha i c
apelli corti,
"con un'affettata aria di distacco e quasi di sovranit, come se il semplice f
atto d'essere donne dovesse significare chi sa che, giacch, oltre a tale qualit ne
lla sua forma pi primitiva, difficilmente si saprebbe dire che cosa in esse possa
giustificare un tale contegno",
cos scrive Evola; il desiderio di imitare l'uomo, ecco cosa emerge da tale conteg
no. E' molto pi facile per un uomo imitare il comportamento femminile che per una
donna imitare quello maschile. E' molto pi difficile elevarsi che scendere in ba
sso. Allo stesso modo, molto pi facile aggiungere piuttosto che togliere, in sens
o spirituale come in senso materiale: per il momento, la scienza moderna, anche
se pu fare il contrario, non assolutamente in grado di inserire un sesso maschile
su di un corpo femminile.
L'uomo indifferenziato, contrariamente alla donna indifferenziata, non pu vivere
senza sesso, per cui chiaro che, privato del sesso dalla bianca, andr a consolars
i con la pornografia, che contrariamente al sesso puro e semplice, richiede dena
ro. Sembra chiaro dunque secondo quale meccanismo ginecocratico l'uomo moderno d
estinato a diventare un consumatore di prodotti pornografici. A questo punto mi
permetto di attirare l'attenzione sul fatto che la pornografia industriale ed il
movimento femminista europeo siano esplosi soprattutto in Scandinavia.
Piuttosto che affermare che la bianca moderna non si interessa al sesso, sarebbe
pi opportuno dire che essa non ha pi bisogno del sesso, dato che la vita moderna
le procura le stesse soddisfazioni cerebrali di un rapporto sessuale, ma in modo
differente, senza richiedere contatto fisico. Non c' nulla di particolarmente mi
sterioso o straordinario in questo fenomeno, che fa parte del processo di "solid
ificazione" di cui parla Ren Gunon ne "Il Regno della quantit", e non ci dovrebbe e
ssere nemmeno bisogno di ricordarlo. Perch la donna bianca sia giunta alla condiz
ione attuale, stato necessario prima trasformare l'ambiente, attraverso le tipic
he sovrastrutture del mondo moderno, cio le condizioni che permettono alla bianca
di liberare i suoi istinti peggiori. Naturalmente anche i peggiori istinti dell
'uomo bianco, ma con la differenza che, nel mondo moderno, la donna bianca nel s
uo vero elemento, dove si sente come un pesce nell'acqua. In questo mondo, infat
ti, la mediazione ha sostituito l'azione, le parole hanno sostituito gli atti, i
l virtuale il reale. Resta da verificare se l'uomo ne altrettanto responsabile.
Evola ne parla in "I Difetti di stile delle ragazze italiane" (I Testi del Merid
iano d'Italia, Ar, Padova 2003) in risposta ad un articolo, apparso nel 1954, di
Antonietta Fiumara, dove essa obietta che "la forma generale di una societ non l
a donna a crearla ( ). La donna cos come l'uomo la vuole". Come principio generale,
ci esatto, ed Evola l'aveva del resto rimarcato prima di lei.
Nondimeno, non ci si pu accontentare di far rimarcare questo argomento solo in mo
do astratto. Bisogna andare oltre, e dire che quindi, in una societ di tipo guerr
iero, si avr una donna guerriera; in una societ di tipo borghese, se ne avr una bor
ghese; in una dove prevale il Quarto Stato, si avr una donna plebea, e cos di segu
ito. In sostanza, se vero che l'uomo a dare forma a una societ, ci si deve ancora
chiedere con qual tipo d'uomo si ha a che fare nell'attuale societ. Nella nostra
epoca appunto un tipo d'uomo evirato ad essere al potere; da questo si desume i
l tipo di femmina mascolina che egli ha contribuito a creare e a mettere in circ
olazione. Che cosa pu ancora caratterizzare un vero uomo? Nulla.
Ci possono essere delle eccezioni alla regola, che per rivelano ben presto limiti
inesorabili, non appena intervengano le condizioni esistenziali necessarie per

un rapporto sano ed ario fra i sessi. A quel punto, la vernice si scrosta in un


batter d'occhio, non lasciando apparire che azioni e pensieri che non hanno null
a a che spartire con lo spirito ario. Solo un tipo di vita pi o meno borghese pu p
ermettere alla bianca di salvare le apparenze e al bianco di immaginare la sua c
ontroparte piena di "lealt" e "onore", due qualit che, incidentalmente, un uomo pu
ben difficilmente attendersi da una donna, esattamente come non ci si pu aspettar
e dall'acqua che bruci, salvo che non sia bollente: Napoleone stato abbandonato
dalla consorte non appena Rothschild si accorto che stava andando troppo oltre i
l previsto. Del resto, oggi non ci sono pi molti uomini che possano sfuggire ad u
n tipo di vita borghese.
La liquidazione della "questione femminile" implicherebbe pi o meno anche la scom
parsa del problema ebraico. Sotto questo profilo, non si pu restare insensibili a
llo spirito del nazionalsocialismo, primo tentativo, dopo secoli, di affidare le
redini di una societ europea a uomini. Non stiamo dicendo che il femminile vada
rifiutato, ma che gli si debba dare una forma precisa e che vada dominato: Nietz
sche, il migliore, ci ha detto: "quando vai da una donna, portati dietro la frus
ta", e anche: "la donna il riposo del guerriero". Punto e basta.
Detto questo, sul piano concreto, evidente che nel mondo in cui viviamo, la donn
a pi che mai il medium attraverso cui agiscono influenze infra-umane fra le pi noc
ive; si tratta quindi di proteggersene ad ogni costo, anche se la cosa quasi imp
ossibile, perch la "caccia all'uomo" aperta: Maya illude se stessa.
Prima che abbiate finito di leggere per intero questo articolo, centinaia di bia
nche avranno abortito in tutta Europa, dato che, per l'azione di qualche parlame
ntare ebreo, parlamentari ebrei o giudaicizzati, chiamiamoli demo-ginecocratici,
hanno autorizzato l'aborto della bianca, ed essa, stimolata nella sua vanit che
si stenta a qualificare di scimmiesca, abortisce con la stessa disinvoltura con
cui va dal medico o si cambia la camicetta. Evola ha messo bene in rilievo che,
in rapporto all'uomo ariano degno di questo nome, la bianca non sembra incarnare
qualit ariane, ma qualit razziali, nella migliore delle ipotesi, non ariane, e ne
lla peggiore, anti-ariane.
Viceversa mi pare esagerata, l'idea di considerare la donna solo come una sostan
za passiva che non farebbe altro che assorbire, e la cui natura specifica sarebb
e di assimilare corpi estranei. In realt, anche solo fisicamente, qualunque uomo
con un minimo di sensibilit per queste cose pu percepire che nella natura del corp
o femminile anche il fatto, oserei dire, di svuotarsi. Tutto ci che esce dal suo
corpo le procura un piacere altrettanto intenso di ci che vi entra. In ultima ana
lisi, ci che sembra caratterizzare fisicamente la donna, questo movimento di perp
etuo entrare ed uscire delle cose, un va e vieni incessante. Da qui a pensare ch
e questo la caratterizzi anche fisicamente, non c' che un passo.
Quanto ai milioni di feti bianchi che sono eliminati ogni anno, probabilmente me
glio per loro che non siano mai nati, perch visto lo stato mentale e fisico delle
bianche che li stavano generando, sarebbero stati verosimilmente dei degenerati
, come l'immensa maggioranza dei bianchi e delle bianche che riescono ancora a v
edere la luce del giorno. Questo malgrado le sacrosante "libert" della donna mode
rna, che, come tutti sanno, si batte per la protezione delle balene, ma molto me
no per i danni irreparabili causati da un aborto alla psiche della bianca stessa
, che dopo tale aborto non sembra altro che un cadavere psichico. "Stop killing
whales", dicevano le natiche di una neozelandese qualche anno fa, quando, davant
i alle telecamere del mondo intero, si abbassata i jeans. Nemmeno la pornostar p
i popolare riuscita a mostrare le natiche a tanta gente.
Riguardo alla prostituzione, che non risale certo ad oggi, Celine ne distingueva
giustamente due forme: quella praticata prima del matrimonio e quella praticata
dopo. I Greci o i Romani di buona famiglia non facevano commercio di donne, sem
plicemente compravano la propria. I Greci che sorprendevano in "flagrante delict

o" la propria consorte fra le braccia del suo amante, avevano il diritto di esig
ere da questi un indennizzo. Cosa c'era di pi normale? Il Negro o l'Asiatico fann
o pagare un amante, direttamente o in modo sotterraneo, e arrivano persino a con
cedere che le loro donne ne abbiano pi d'uno. E' stato con l'introduzione dell'"a
more", e quindi del sentimento, nella societ aria, che i popoli anti/extra-ariani
sono riusciti ad entrare nella fortezza: "l'amore" stato il loro cavallo di Tro
ia. Inutile dire che gli Arii non coltivavano il sentimento: ne erano al disopra
.
Non un caso se le crociate corrispondono alla nascita dell' "amor cortese" in Eu
ropa: tutti gli uomini guerreggiavano in Palestina, e nel frattempo chi regnava
a corte? I preti e le donne, o meglio: preti, donne e artisti; e dietro di essi,
come una sorta di invisibile "collante", i banchieri, i borghesi, gli Ebrei. Qu
alche decennio prima d'attirare gli Europei in Palestina in una guerra insensata
, all'inizio dell'XI secolo i Califfi lanciarono un'offensiva culturale, mandand
o dei Sufi ad insegnare questo "amore" agli Europei, attraverso la loro poesia s
entimentale e le loro arie decadenti, riflesso artistico, nella migliore delle i
potesi, di un tantrismo misticheggiante e sentimentale. Vista in questa prospett
iva, la storia medievale appare come una prima tappa nella svirilizzazione dell'
uomo europeo e nel suo addomesticamento. La Chiesa cominci ad imporre la propria
visione del guerriero creandone uno nuovo, la cui prima missione sarebbe stata d
i venire in aiuto "alle vedove e agli orfani", come del resto in India, prima de
lla venuta di Ges Cristo, i brhmana si erano apparentemente preoccupati di devital
izzare la casta degli kshatriya. Ben inteso, gli kshatriya non avevano avuto bis
ogno di aspettare che venisse codificata una Regola per soccorrere "vedove e orf
ani", se bisognosi.
Aggiungiamoci poi la parte preponderante avuta dalla donna nello sviluppo del cr
istianesimo stesso, cio nel sostegno finanziario di cui beneficiarono i primi cri
stiani da parte di alcune donne appartenenti all'aristocrazia romana, questo per
le motivazioni psicologiche che spingono la donna e, pi in generale, chi risulti
debole e labile, ad unirsi a dei culti ibridi come il cristianesimo. Nietzsche
ha gi detto quasi tutto in proposito.
Il buddismo delle origini e anche il mitraismo erano riservati agli uomini, a qu
anto sembra ci sufficiente a farne dei ricettacoli di misoginia, agli occhi di un
occidentale moderno. Se evidente che i precetti cristiani non hanno potuto far
altro che svirilizzare il Romano, niente dimostra in compenso che l'insegnamento
buddista abbia castrato spiritualmente il guerriero indiano. Naturalmente, non
da escludere che il buddismo pi tardo, propenso alla devozione e ai buoni sentime
nti, abbia potuto contribuire a tale castrazione mentale.
La donna, e per analogia la massa, di natura femminea, ha qualcosa dell'Ebreo, e
anche se nei tempi antichi non esisteva ancora una massa nel senso odierno, si
deve pensare che, in ogni epoca, la plebe e la donna avessero un punto di vista
morale comune su ogni cosa. Fino ad un'epoca relativamente recente, il loro punt
o di vista in realt non contava assolutamente, o, in ogni caso, era subordinato a
quello dell'uomo, almeno nelle societ ariane pi solari. Negli strati pi bassi dell
a repubblica e dell'Impero, il Dio personale sempre esistito sotto una forma o l
'altra, ci che spiega il successo del cristianesimo, al suo avvento, fra quegli s
trati di popolazione. Dunque, anche se il potere poteva essere preso da forze an
cora pi basse, che si sono servite di questi strati inferiori solo come di un lev
a per prenderne possesso, non si tratterebbe, con tutta evidenza, di rimpiazzare
artificialmente Dio padre e le varie madonne, a cui del resto sempre meno gente
crede oggi, con dei "daimones" e il loro seguito. In compenso, questo potere no
n potr essere preso se non da persone che avranno preso contatto con le forze tra
scendenti che sono all'origine della loro stessa stirpe.
Ci si pu meravigliare che Evola, prendendo in considerazione l'ipotesi di rimpiaz
zare il cattolicesimo con un'altra religione, non abbia pensato a questa possibi

lit, a questo regime "a due velocit", che sgorga da quella sorgente. In questa eve
ntualit fortemente improbabile, il Vaticano potrebbe anche continuare ad esistere
, a condizione che trasferisca la propria sede romana in una contrada extraeurop
ea, cosa che d'altronde gli permetterebbe di rimanere in contatto con popoli che
sono maggiormente in grado di ricevere il suo "messaggio divino", cio popoli di
colore o simili.
Poco a poco, una decristianizzazione dall'alto potrebbe anche essere possibile i
n Europa, nel corso delle generazioni, consci per che tutti coloro che sono nati
durante l'attuale regime sono inesorabilmente condannati.
Il cristianesimo la peggiore fra le inversioni nel regno spirituale, perch suppon
e che dio abbia avuto bisogno di farsi uomo, quando, in una prospettiva non semi
tica, spetta all'uomo di farsi Dio, cio di raggiungere stati di coscienza che non
siano condizionati come quelli conoscono la maggior parte degli esseri umani. C
he questo possa apparire come luciferino o prometeico, ad un cristiano, pratican
te o no, non c' da stupirsi. Che forme simboliche di identificazione con coscienz
e non umane esistano, in ogni civilt, possibile; resta da stabilire a cosa corris
pondano esattamente, a seconda della civilt: a stati sovrumani o infraumani? In e
ffetti, il cristianesimo ha in qualche modo inventato l'ego, o pi esattamente ha
attirato l'attenzione di un tipo umano che non aveva nemmeno il sospetto di poss
ederne uno. Da qui deriva il colpo di genio del buddismo con l'affermare che l'e
go non esiste, quantomeno il buddismo originario, perch, a causa della propagazio
ne degli insegnamenti tibetani in Europa, qualunque tipo di buddista europeo ogg
i si convinto di avere un ego, di cui si dovrebbe sbarazzare. Rovesciato, tuttav
ia, il buddismo pu dar luogo al bolscevismo. Non bisogna dunque stupirsi se, all'
inizio, il bolscevismo ha ricevuto l'appoggio di molte personalit d'origine tibet
ana.
Nell'idea di prendere su di s tutte le sofferenze del mondo, c' una sfumatura para
noide e quasi megalomane, oltre che masochistica. Su di un piano pi profondo, si
tratta di una tendenza che, essendo legata alla volont di vivere, dunque all'atta
ccamento per eccellenza, potrebbe condurre alla possessione. Quanto a diminuire
la sofferenza umana, questo un tema centrale del pensiero illuminista, senza ten
er conto del fatto che la sofferenza anche la sostanza stessa di cui intessuta l
a vita della maggior parte degli individui; per cui, non si tratta tanto di farl
a sparire, ma piuttosto di orientarla verso fini pi costruttivi e positivi: per c
hi appartiene alla casta pi bassa, quella degli shudra, la sofferenza nasconde in
qualche modo quella mentale, che non appare presso di lui se non quando cessa l
a prima, ovvero quando da un lavoro fisico lo si fa passare ad un lavoro intelle
ttuale.
In conclusione, solo un problematico recupero di certi valori di virilit aria, qu
ali "virtus" e "fides", potrebbe opporsi al dilagare della ginecocrazia e alle f
orze di sovversione che ben volentieri la favoriscono, e che usano la donna come
vaso di Pandora, un mito che sembra quasi ricapitolare i disturbi isterici e me
struali femminili che fanno la fortuna dei ginecologi e dei psichiatri. E' quasi
un riverbero dell'inquinamento, non soltanto banalmente atmosferico, ma fisico
e psichico, e di cui lo stato alterato della donna moderna non altro che una con
seguenza, fisica e nervosa, di uno squilibrio profondo. Di questo inquinamento,
la femmina soprattutto strumento, come abbiamo cercato d'indicare.
In alcuni paesi asiatici, le dipendenti femminili sono rimandate a casa durante
le mestruazioni; una sorta di atavica quarantena nei confronti dell'utero o hyst
era, come lo chiamavano i Greci. Si aggiunga che la farmacologia moderna, preval
entemente plutocratico-giudaica ha corrotto, con le sue velleit di contraccezione
igienica, il ciclo femminile e il suo sangue, con tamponi palliativi che hanno
quasi un sapore di magia nera.
Le considerazioni esposte dovrebbero poi essere supportate da ulteriori riferime

nti mitici e simbolici, in particolare attinenti al simbolismo femminile che si


riscontra nelle diverse tradizioni, perch, in fondo, nessuna di tali considerazio
ni solo il frutto di osservazioni d'ordine meramente psicologico.
(Copyright B. de Kemper, 2007. Used by permission, translated by F. M.)

titolo: La ginecocrazia dopo Evola, ovvero il mondo come vagina a cielo aperto
autore/curatore: B. de Kemper
fonte: Julius Evola Unofficial webSite
tratto da: http://www.juliusevola.it
lingua: italiano
data di pubblicazione su juliusevola.it: 13/03/2007