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Quando Evola e Eliade vollero fare fronte spirituale

6 giugno 2012 (17:36) | Autore: Gianfranco de Turris


Tags: Claudio Magris, epistolario, Guardia di Ferro, Julius Evola, Liviu Bordas,
Mircea Eliade, Nuova Storia Contemporanea
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Quella fra Julius Evola e Mircea Eliade fu, come scrisse molti anni fa Philippe
Baillet, una amicizia mancata, o meglio fu Un rapporto difficile: questo il titolo
di un saggio scritto da Liviu Bordas, dell Istituto Studi Sud-Est Europei dell Acca
demia Romena di Bucarest, pubblicato sul nuovo numero di Nuova Storia Contempora
nea.
Uno studio ricco di analisi e interrogativi sull incontro fra i due studiosi, che
si basa sul ritrovamento di 8 lettere inedite del periodo 1952-1962 dell italiano
al romeno, scovate da Bordas tra i Mircea Eliade Papers custoditi all Universit di
Chicago e che si aggiungono alle 16 pubblicate poco tempo fa dalla casa editrice
Controcorrente (Julius Evola, Lettere a Mircea Eliade 1930-1954).
I rapporti tra Evola e Eliade furono soprattutto epistolari e sicuramente compre
ndono molte pi missive di quelle sino a oggi rintracciate: nell immediato dopoguerr
a, Evola cerc di riprendere i contatti con le sue maggiori conoscenze culturali,
scrivendo loro sin da quando era in ospedale, nel 1948-49: a Carl Schmitt, a Ren
Gunon, a Gottfried Benn, a Ernst Jnger e a diverse altre personalit fra cui, appunt
o, Eliade. Lo scopo ideale era non solo riallacciare contatti personali ma cerca
re di ricostruire una specie di fronte spirituale nella nuova situazione pubblic
ando in Italia la traduzione di alcune delle opere delle sue antiche conoscenze.
Non tutti compresero le sue intenzioni.
Nell epistolario con Eliade, a esempio, il problema che si pose in quei primi anni
Cinquanta nei quali Evola si diede molto da fare per la pubblicazione dei pi imp
ortanti libri dello studioso romeno, come documentano le nuove e vecchie lettere
, fu quello di quanta poteva essere l influenza degli autori tradizionalisti sugli s
critti scientifici e divulgativi di Mircea Eliade e il fatto che questi non cita
sse quasi mai certe sue fonti che alla Accademia potevano sembrare sospette. Erano
anni turbolenti e anche pericolosi per chi era stato sul fronte degli sconfitti
e lo studioso di certo non amava che gli si ricordasse la sua vicinanza prima d
ella guerra alla Guardia di Ferro di Codreanu. Sta di fatto che, nonostante l aiut
o concreto che Evola diede alla pubblicazione dei libri di Eliade, dopo l uscita d
ella sua autobiografia Il cammino del cinabro (1963) in cui venivano ricordati c
erti precedenti politici eliadiani, questi sospese ogni contatto e, come rivela Bo
rdas, che ha esaminato i diari inediti dello storico delle religioni romeno, con
fess nelle sue note di essere molto amareggiato.
Insomma, il rapporto fra i due and avanti sempre fra alti e bassi, comprensioni e
incomprensioni che avevano radici culturali e psicologiche, come ben documenta
Bordas. Il quale ha fatto un ottimo lavoro di esegesi incurante dei pregiudizi po
litici che man mano negli anni sembrano accentuarsi sia per Evola sia per Eliade.
Ultimo esempio un recentissimo articolo di Claudio Magris, in cui l autore, elogi
ando lo scrittore romeno Norman Manea, afferma che Eliade il pi grande rappresenta
nte di quella grande e spesso cialtronesca cultura romena che genialmente ha indag
ato e talora pasticciato e falsificato l universo del mito, disprezzando le ideolo
gie (quelle liberali e democratiche) in nome delle ineffabili verit dell occulto. Pa
role che rispecchiano una conoscenza di seconda e terza mano, sorprendente in un
a personalit come Magris, il quale confonde occulto con esoterismo.
Eliade fu sempre contro l occulto (anche Gunon ed Evola lo furono) e, come dimostra
il saggio di Bordas, elabor studi scientifici anche se si interessava degli autori

tradizionalisti.
* * *
Tratto da Il Giornale del 21 maggio 2012.
Commenti
Commento di Silvano
Ora: 26 giugno 2012, 08:40
Tutti contro l'occulto mah, bisognerebbe averlo sentito dagli interessati stessi.
E' come essere contro le armi, assurdo, dipende l'uso che ne fai. Una pistola pu
essere usata da un rapinatore o da un poliziotto per arrestare lo stesso, l' uso
non il mezzo il problema. Inoltre se per occulto fare ci che hanno fatto le best
ie di satana un conto se invece si intende mettere in atto quelle pratiche che p
ortano in terreni sconosciuti ai non iniziati e quindi vie occulte ben altra cos
a
Silvano
Commento di rocco sergi
Ora: 16 luglio 2012, 09:48
Mircea Eliade era tutt'altro che occultista, tantomeno Mago, e l'esoeteriemi gl'
interess solo come espressione del religioso.
Certamente fu pi fascista di Evola che non lo fu mai se non di figura mentre al con
trario non fu mai , come Evola, pagano.
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