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Jacques de Mahieu

I templari in America
Titolo originale dell'opera: Les Templiers en Amrique.
Traduzione dal francese a cura di: Alda Teodorani.
Copright !""#
$dizioni %iemme &pa
Casale Monferrato. %iemme.
A sette secoli dal rogo in cui tro'( la morte )iacomo di Mola e
dalla feroce persecuzione che ha segnato l'epilogo della loro
'icenda* i Templari continuano a rappresentare un affascinante enigma
storico. +o'e sparirono gli archi'i dell',rdine* dopo che furono
caricati a %arigi su carri diretti 'erso la costa- +o'e si rifugi(
nel !./0* stretta nella morsa del papa e del re di 1rancia* la flotta
templare dell'Atlantico* di cui non si e22ero mai pi3 notizie- +a
do'e 'eni'ano l'oro e l'argento con cui l',rdine del Tempio inond(
l'$uropa del 4II e 4III secolo- $ a cosa ser'i'a il porto di La
5ochelle* che apparentemente non porta'a da nessuna parte- Le
risposte* che i Ca'alieri di Cristo celarono nella sacralit6
in'iola2ile del loro &ecretum Templi* si s'elano ora in modo
impre'edi2ile ma con'incente e si riassumono in una sola parola:
America.
Jacques de Mahieu 7 nato a %arigi nel !"!8. Laureato in filosofia*
in scienze economiche e in scienze politiche* nonch* honoris causa*
in medicina* ha insegnato per molti anni a 9uenos Aires presso
l'Instituto de Ciencia del :om2re* da lui fondato e diretto.
:a pu22licato in Argentina numerosi saggi su questioni economiche e
sociologiche* per poi dedicarsi quasi esclusi'amente alla storia
dell'America precolom2iana e allo studio dei primi contatti tra il
;ecchio Mondo e il <uo'o. &u queste tematiche ha pu22licato numerosi
'olumi* tradotti in di'ersi paesi. $' morto a 9uenos Aires nel !""/.
capitolo !. Il segreto del Tempio.
!. Mistica e politica
&iamo nel 4II secolo* nel cuore della cristianit6. %rima
romanizzata* quindi germanizzata* la Chiesa non ha pi3 molto a che
'edere con la piccola setta e2rea dalla quale ha a'uto origine. In
tutti i campi* la tradizione dell',ccidente si 7 imposta allo spirito
del deserto. %er ci( siamo molto distanti da quell'oscurantismo che
'err6 rimpro'erato al Medioe'o durante l'Illuminismo. Il papa non 7
ancora infalli2ile e il suo potere temporale lo rende un capo di
stato come gli altri* sottomesso alle esigenze e alle necessit6 della
diplomazia e della guerra. <ella ristretta cerchia dei prelati* le
idee fermentano e si esprimono li2eramente* sotto la semplice
copertura di un'ortodossia di facciata* pi3 o meno sincera. Ma il
realismo aristotelico non ha ancora conquistato l'=ni'ersit6* e lo
far6 solo nel secolo seguente. +ello &tagirita* si conoscono solo i
trattati di logica. L'idealismo platonico* al contrario* domina gli
animi: 2eninteso* si tratta di un platonismo che spesso 'iene
osser'ato attra'erso il prisma deformante dell'esoterismo plotiniano
e gnostico* che tro'a nel ;angelo di san )io'anni una 2ase di
dottrina a cui non si pu( o2iettare e al quale sant'Agostino ha
offerto credenziali per il mondo intero. Assistiamo* cos>* a un
ritorno del misticismo* di cui C?teau@ costituisce il centro primario
di diffusione. Auesto impeto non 7 do'uto solo alle circostanze di
quel periodo: un uomo gli d6 'ita e lo dirige con un talento senza
eguali.
A2ate di Chiara'alle* che 7 la seconda casa dell'ordine
contemplati'o fondato nel !/"# secondo la regola di san 9enedetto e
nello spirito di sant'Agostino* il futuro san 9ernardo domina la
prima met6 del suo secolo. &cri'ano mistico che conduce alla sal'ezza
tramite l'estasi* oratore sacro capace di tenere cento'enti sermoni
sul Cantico dei Cantici del re &alomone* ma anche di predicare ai
signori e al popolo la seconda crociata* superiore intransigente di
un ordine che* in trent'anni* si propaga in tutto l',ccidente* 7
anche consigliere dei papi. A uno di loro* $ugenio III* 9ernardo
indirizza le sue Considerazioni sui mali della Chiesa e i do'eri del
&ommo %ontefice. I principi lo temono* giacch non ignorano il suo
astio 'erso il feudalesimo e possono constatare il suo ascendente
sulle genti. 9ernardo 7 l'uomo della Chiesa uni'ersale e teocratica*
in questo Medioe'o in cui tutta l'atti'it6 politica 7 dominata dalla
disputa tra clero e impero* mentre 5oma compie ogni sforzo per
imporsi ai so'rani* a loro 'olta impegnati ad affermare la loro
autonomia temporale contro il potere spirituale.
Cos>* 9ernardo esalta le crociate. Che da un lato sono un mezzo
efficace per inde2olire i feudi B come lui stesso riconosce B e
dall'altro si propongono di frenare l'a'anzata turca. Inoltre*
offrono il 'antaggio di rista2ilire il contatto tra l',ccidente e
9isanzio* indispensa2ile alla riunificazione del mondo
cristiano. %ermettono* ancora* di risalire alle fonti della
spiritualit6 orientale da cui 7 scaturito il cristianesimo: in fin
dei conti* dopo la presa di )erusalemme* il futuro santo &tefano*
a2ate di C?teau@* con l'aiuto di un gruppo di ra22ini* a'e'a fatto
studiare testi e2raici a tutti i suoi monaci. Anche lo stesso
9ernardo a'e'a 2uone relazioni con le comunit6 e2ree d'$uropa* al
punto da precipitarsi oltre il 5eno per metter fine al pogrom. Le
crociate* infine* forniscono un ottimo pretesto per la creazione di
un esercito* quel fattore essenziale di potere che ancora manca'a al
papato.
=n giorno dell'anno !!!#* no'e ca'alieri francesi giungono a
)erusalemme e si presentano al re 9aldo'ino II. Il loro capo* =go di
%ans* nati'o della Champagne* 7 imparentato con una famiglia di
conti. Tre dei suoi uomini sono fiamminghi* come il re che*
e'identemente* de'e conoscerli. =n quarto* Andr di Mont2ard* della
9orgogna* 7 lo zio di 9ernardo. <on si sa nulla degli altri quattro*
sal'o i loro nomi di 2attesimo e* per uno di loro* il patronimico.
9aldo'ino* al quale gli uomini de'ono esser stati caldamente
raccomandati* senz'altro dall'a2ate* accoglie 2ene'olmente questo
strano gruppo che non 'iene n per com2attere n per aggregarsi agli
,spedalieri di san )io'anni di )erusalemme* incaricati della
protezione dei pellegrini. =go espone la propria intenzione di
fondare una comunit6 di monaci guerrieri* la cui missione pare essere
quella di Csor'egliare le pu22liche stradeD. 9aldo'ino concede il suo
permesso e sistema i ca'alieri in un'ala del suo palazzo* nel luogo
in cui sorge'a il Tempio di &alomone* l6 do'e oggi si erge la moschea
di alBAqsa. $* per far posto ai nuo'i ospiti* fa traslocare i
canonici del &anto &epolcro. Aualche tempo dopo* il re lascia
loro l'intero palazzo. <onostante siano sempre laici* i ca'alieri
pronunciano dinanzi al patriarca di )erusalemme i tre 'oti monastici
di o22edienza* castit6 e po'ert6.
%er dieci anni* =go di %ans e i suoi compagni restano in %alestina
senza far parlare di s. $ 2ench occupino un edificio do'e 'i'ono
con tutti i comodi il re* la sua corte e i canonici* rifiutano
qualsiasi reclutamento. Arri'a a raggiungerli solo un decimo
ca'aliere* nel !!E8: =go* conte di Champagne* un signore potente
quasi quanto il re di 1rancia che* per raggiungere )erusalemme*
ripudia la moglie e a22andona i figli. Ma questi uomini si tro'ano l>
'eramente per sor'egliare le strade- Ci sono 2uone ragioni per
du2itarne* tanto pi3 che la forza militare di un gruppo cos> piccolo
risulta essere insignificante e inadeguata all'incarico. I cronisti
dell'epoca non segnalano la loro partecipazione a nessun
com2attimento. $ allora- Allora* l'immaginazione pu( s2izzarrirsi.
&enza l'om2ra di una pro'a* si 7 raccontato che i no'e ca'alieri
a'essero il compito di cercare l'Arca dell'Alleanza e le Ta'ole della
Legge B perfino che erano state tro'ate sgom2rando le scuderie del
Tempio B o ancora di raccogliere* per mezzo di un'iniziazione
esoterica* l'CAntica &aggezzaD.
La 'erit6 7 che non sappiamo nulla sull'atti'it6 di =go di %ans in
%alestina. $ che possiamo solo sottolineare che dieci anni parre22ero
2en lunghi se non si fosse trattato di preparare il terreno
all'ordine ca'alleresco che a're22e fondato.
<el !!E0* =go e cinque dei suoi compagni rientrano in $uropa.
9aldo'ino II li incarica di una doppia missione presso papa ,norio II
e 9ernardo: ottenere l'incoraggiamento per una seconda
crociata* in modo da fornire al re i rinforzi di cui ha urgente
2isogno. Ma non 7 questo il principale scopo del 'iaggio. In effetti*
9ernardo affida loro la regola che ha sta2ilito* nello spirito di
C?teau@* per il nuo'o ordine di cui essi costituiscono il fulcro.
Auindi* nel gennaio del !!E#* presiede a Troes il concilio che lo
ratifica. $' nato l',rdo %auperum Commilitonum Christi Templique
&alomonici F,rdine dei %o'eri Ca'alieri del Cristo e del Tempio di
&alomoneG. I suoi mem2ri 'erranno chiamati Milites Templi FCa'alieri
del TempioG* 1ratres Militiae Templi F1ratelli della Milizia del
TempioG* Commilitones Christi F1ratelli d'arme di CristoG o pi3
semplicemente Templarii. 9isogna riconoscere che 7 strano questo
riferimento diretto al Tempio di &alomone* poich l'Antico Testamento
non era affatto apprezzato nel Medioe'o. $ pare legittimo pensare che
il nome dell',rdine sia semplicemente riferito all'edificio in cui si
erano sta2iliti i suoi fondatori. 9isognere22e in'ece 'eder'i una
conseguenza dell'interesse speciale di 9ernardo per il Cantico dei
Cantici* poema sottilmente erotico che la sua analisi legge'a come
canto d'amore* esoterico e profetico della Chiesa* sposa di Cristo- ,
ancora il segno dell'intento di tornare alle fonti orientali del
cristianesimo-
Comunque sia* l',rdine spicca su2ito il 'olo e si espande con una
rapidit6 sorprendente. L'arruolamento 7 aperto: arri'ano ca'alieri e
molti altri 'olontari B o meglio dire no'izi- B che ca'alieri non
sono. %er alcune centinaia d'anni* i templari sor'eglieranno le
strade della %alestina e della &iria* ma* soprattutto* forniranno ai
re franchi di )erusalemme truppe agguerrite che* fino alla fine*
prenderanno parte a tutte le 2attaglie. Contemporaneamente*
fin dall'origine* l',rdine si radica saldamente in $uropa* di'iso in
no'e pro'ince: 1rancia* %ortogallo* Castiglia e Leone* Aragona*
Maiorca* )ermania* Italia* %uglie e &icilia* Inghilterra e Irlanda.
Aui non ci sono infedeli da com2attere* ma un potere da sta2ilire e
un preciso piano da realizzare. Le commende si moltiplicano* i domini
crescono di giorno in giorno. Il processo si accelera dopo
l'a22andono del Medio ,riente* quando il gran maestro si sta2ilisce a
%arigi. All'inizio del 4I; secolo* i templari dispongono* in tutto
l',ccidente* di qualcosa come diecimila commende* di cui circa mille
in 1rancia.
+iecimila commende* ma anche 2aliaggi Fpostazioni militari che 'i
sono annesseG* e dei granai o cascine* che solitamente sono
fortificati. Tre categorie di fratelli costituiscono l'ordine
propriamente detto F!G. Innanzitutto i ca'alieri Fmilites o equitesG*
tutti no2ili di nascita* o pi3 raramente no2ilitati* ai quali toccano
funzioni di comando. Auindi gli ecclesiastici FclericiG* che sono
collegati ai magistri FmaestriG o che attendono ai ser'izi religiosi
nelle chiese. %oi i sergenti Fser'ientesG* di'isi in due classi: i
ser'ientes armigeri che forniscono ai ca'alieri gli scudieri* i
sergenti di armi e i fantaccini di accompagnamento* ma che sono
incaricati anche dell'amministrazione dei 2eni del Tempio e di tutte
le sue atti'it6 economiche* e i ser'ientes famuli che includono i
fratelli rurali* o con'ersi Ffratres con'entualesG e i fratelli
residenti Ffratres residentesG* tra cui alcuni sono chiamati fratelli
di mestiere Ffratres officiiG. Infine* ci sono gli ospiti del Tempio
Fhospites o mansionarii TempliG che prestano ser'izio a titolo
temporaneo. )li ospiti Fo almeno quelli che non sono sacerdotiG e B
sem2ra B alcuni residenti* possono essere sposati. L',rdine* infine*
concede la sua protezione ad affiliati di tutti i tipi: signori che
offrono fedelt6* mercanti che ricorrono ai suoi ser'izi commerciali*
artigiani che si sta2iliscono nelle sue terre e molti altri ancora.
Alla 2ase della scala* tro'iamo i ser'i* legati alla gle2a secondo le
usanze feudali* e ancor pi3 gi3 schia'i neri presi in %alestina. Alla
sommit6 della piramide gerarchica troneggia il gran maestro* eletto
da un capitolo di ca'alieri che rappresentano le no'e pro'inceH egli 7
so'rano assoluto ad eccezione di alcuni compiti che si riser'a il
capitolo stesso* come l'accettazione di nuo'i ca'alieri* la 'endita
dei 2eni dell',rdine e la nomina dei grandi commendatori della
pro'incia.
Il termine Cso'ranoD de'e essere inteso nel suo senso pi3 ampio. Il
Tempio* effetti'amente* non accetta nessun'altra autorit6 se non
quella del suo gran maestro: sfugge a ogni giurisdizione temporale e
i suoi domini godono dappertutto del diritto di e@traterritorialit6.
I fratelli e gli affiliati possono essere deferiti solo ai suoi
tri2unali. L',rdine* ed 7 il solo oltre a C?teau@* 7 esente da
qualsiasi imposta* anche dalla decima del clero. Cos> come si sottrae
alla giurisdizione ecclesiastica ordinaria* quella dei 'esco'i. I
suoi ecclesiastici e sacerdoti affiliati sono i soli ai quali i
mem2ri dell',rdine possano confessarsi: hanno il potere di
assoluzione riser'ato all'arci'esco'o Fgrazie a un editto del !!IEG e
dipendono solo dal gran maestro. $ il gran maestro dipende unicamente
dal papa* che lo teme. &tato so'rano al di sopra degli &tati
temporali* chiesa indipendente in seno alla Chiesa* il Tempio ha
sempre fatto a modo suo. 1ino a quel giorno del !./0* in cui 1ilippo
il 9ello prende il toro per le corna* s'impadronisce manu militari
delle commende* imprigiona i fratelli* manda al rogo Jacques de Mola
e ottiene dal papa Clemente ; di far sciogliere
Cpro''isoriamenteD l',rdine dei %o'eri Ca'alieri di Cristo.
<el corso del processo* pio'ono le accuse. $ i templari confessano.
Confessano durante l'interrogatorio al quale 'engono sottoposti dalla
pre'ostura e dall'inquisizione reale. Confessano in )ran 9retagna*
do'e la tortura 'iene loro risparmiata. Confessano ancora sotto
l'Inquisizione ecclesiastica* su specifiche istruzioni del papa che
assiste e partecipa personalmente alle udienze* ascoltando
settantadue ca'alieri e sergenti: Cun interrogatorio che fu condotto
lentamente* con molto riguardo e gentilezza* da alti dignitari della
Chiesa* un arci'esco'o* di'ersi 'esco'i ecc. Le deposizioni cos>
ottenute meritano pi3 credito delle confessioni B d'altra parte molto
2re'i e poco istrutti'e B che gli inquisitori e gli uomini del 5e
a'e'ano strappato con la tortura* immediatamente dopo l'arrestoD FEG.
$' 'ero* comunque* che gli accusati non erano li2eri e pote'ano
temere rappresaglie se a'essero ritrattato.
I costumi dei templari erano di'entati meno rigorosi- C'7 da
crederlo* perch la regola monastica era sicuramente troppo dura per
uomini d'arme influenzati dalle a2itudini orientali: non si dice
ancora Cgiurare come un templare-D. 1orse i fratelli pratica'ano la
sodomia e* il giorno nel quale 'eni'ano accolti* do'e'ano 2aciare Cla
2occa* l'om2elico* le natiche e le parti 'iriliD FEG del maestro che
officia'a- <on possiamo escluderlo* e la presenza di ragazzini nelle
commende di questi monaciBsoldati* ai quali erano 'ietati tutti i
contatti con le donne* 7 un po' sospetta. &i da'ano alla stregoneria
e sacrifica'ano 2am2ini nelle loro cerimonie- %i3 difficile da
credere* ma non impossi2ile: l'alchimia era di moda* nel Medioe'o* e
dall'alchimia alla stregoneria c'era solo un passo. Ma 7
anche 'ero che le religioni impopolari sono sempre state accusate di
stregoneria. Comunque fosse* i fratelli non ispira'ano fiducia* come
testimonia anche un'espressione in uso a quei tempi: custodiatis
'o2is a2 osculo Templariorum* state in guardia dal 2acio dei
templari. Che comunque non a'e'ano alcun pro2lema riguardo al
reclutamento* poich la regola permette'a loro di accettare ca'alieri
scomunicati Fsacrileghi* spergiuri* ladri* assassiniG che 'eni'ano
prima assolti* senza difficolt6* dagli ecclesiastici dell',rdine.
Ci( che sem2ra certo 7 che il Tempio a'e'a introdotto alcune
'arianti poco ortodosse nella dottrina cattolica. Lasciamo da parte
il pro2lema del famoso 9afometto* idolo luciferino o gnostico che era
stato oggetto di culto e che non si sa con certezza cosa
rappresentasse per l',rdine. Ma non si pu( mettere in du22io che il
futuro ca'aliere* prima di pronunciare i 'oti* do'esse calpestare il
crocifisso. &icuramente non per rinnegare Cristo* ma* al contrario*
per affermarne la gloria senza macchia: non era il figlio di +io ad
essere morto sulla croce* ma un agitatore politico che era stato
sostituito a lui. I templari a'e'ano raccolto in %alestina dei nuo'i
dati su questo punto- ,* piuttosto* cerca'ano di li2erare gli e2rei
dall'accusa di a'er ucciso +io* eliminando quindi un ostacolo alla
Cconciliazione o JallaK riconciliazione del passato con il presente e
il futuro* nel grande pensiero di unit6 di'inaD* come afferma John
Charpentier- F.G
Auest'ultima spiegazione non pu( essere affatto rifiutata a priori.
Il platonismo colti'ato da 9ernardo* quello alessandrino e di
)io'anni B un po' tinteggiato di gnosi B era stato sicuramente
rafforzato nei templari dai contatti intessuti non solo con
9isanzio* ma anche con i ca2alisti e2rei e i sufi musulmani* senza
parlare degli assasi FhashishiG* un ordine mistico dell'Islam* il cui
ordinamento e anche la di'isa coincide'ano stranamente con quelli dei
fratelli del Tempio. Michelet FLG non esita ad attri2uir loro
un'intenzione ecumenica molto estranea allo spirito del cattolicesimo
medie'ale: CL'idea del Tempio* pi3 alta e ampia di quella della
Chiesa* in qualche modo si li2ra'a su ogni religione. La Chiesa
data'a* il Tempio non data'a. Contemporaneo di tutte le et6* era come
un sim2olo dell'eternit6 religiosaD. =n'intenzione ecumenica che
spieghere22e la neutralit6 2ene'ola dell',rdine riguardo ai catari
durante la spedizione fatta contro questi ultimi dai 2aroni del nord
con la 2enedizione dell'a2ate di C?teau@* ArnaudBAmaur. In
quell'occasione* il Tempio si era dissociato di fronte ai successori
di 9ernardo* strettamente ortodossi. Ma non solo: circa trent'anni
dopo* il Tempio dissimula appena la sua appro'azione al progetto di
$nrico II %lantageneto* re d'Inghilterra: la spartizione della Terra
&anta con i musulmani che* nel !!#/* si preparano a dare l'assalto
finale* e 'ittorioso* alla )erusalemme franceseH cosa che faranno
sette anni pi3 tardi. =n progetto appoggiato dal conte di Tolosa*
5aimondo ;* protettore degli al2igesi e... cognato del &aladino* che
ha sposato sua sorella. Il Tempio* che sogna una monarchia uni'ersale
sotto il suo controllo* non 'ede di catti'o occhio l'alleanza tra
cristianit6 e IslamH quell'Islam do'e* d'altronde* torneranno molti
fratelli* dopo lo scioglimento dell',rdine F8G. %roprio in quel
momento* il capitolo del Tempio decide di eleggere come gran maestro
5o2ert de &a2l* della Linguad(ca* le cui simpatie non sono da''ero
un segreto per nessuno. Il re di 1rancia si mette in allarme* cos>
come il papa.
Ma papa e re sono in profondo disaccordo* e i pro2lemi tra
5oma e %arigi domineranno tutto il 4III secolo* anche e soprattutto
durante il regno del futuro san Luigi. 1ino al giorno in cui* grazie
a 1ilippo il 9ello* il trono pontificale 'err6 occupato da 9ertrand
le )ot* arci'esco'o di 9ordeau@* con il nome di Clemente ;. &ar6 la
fine dell',rdine del Tempio.
E. I 2eni dei templari.
La potenza militare dell',rdine non 7 certo trascura2ile. <on si
conoscono le cifre esatte a causa della sparizione degli archi'i* di
cui a'remo occasione di riparlare* ma gli si attri2uiscono !8.///
ca'alieri e L8./// sergenti* senza contare i con'entuali* i
residenti* gli ospiti e i 'assalli. Auesta armata* tutta'ia* non 7
operati'a* poich 7 dispersa in tutta l'$uropa occidentale. Cos>* sar6
incapace di offrire la 2ench minima resistenza ai soldati del re di
1rancia. Ma 7 proprio questa dispersione la forza del Tempio* perch
solo cos> l',rdine pu( amministrare i 2eni che acquisisce con una
incredi2ile rapacit6 e che fa fruttificare utilizzando metodi che
l',ccidente non conosce'a pi3 dopo la decadenza romana. %erch se 7
'ero che il Tempio 7 un ordine religioso e una milizia* costituisce
anche un gigantesco trust* nel senso pi3 capitalistico del termine.
,''iamente* all'origine di questa fortuna ci sono le elemosine e la
guerra. Come tutti i religiosi* i templari fanno 'oto di po'ert6
indi'iduale* ma l',rdine* come del resto tutti gli ordini* detiene il
diritto di acquisizione. La regola conferisce anche l'o22ligo di
conser'are ogni 2ene* e di non poter 'endere* Cn un pezzo di
muro* n un pollice di terraD* senza l'autorizzazione del capitolo.
=n'a'idit6 che spinge a rifiutare B contro le usanze dell'epoca B il
pagamento del riscatto per i templari che sono stati fatti
prigionieri* oppure di 'ersare la propria quota per re Luigi I4*
preso dai saraceni a Mansourah. &i pu( pensare che i pellegrini della
Terra &anta a22iano contri2uito 'olontariamente in maniera
apprezza2ile all'arricchimento del Tempio. I ca'alieri e alcuni dei
sergenti B ricchi 2orghesi che l',rdine accoglie nelle proprie fila B
apportano la loro dote. Altri crociati* preoccupati per la salute
della loro anima o ansiosi di procurarsi un appoggio decisi'o negli
innumere'oli conflitti feudali che di'idono continuamente le forze
francesi* fanno dono Ca +io* alla 2ene'ola Maria e ai fratelli della
milizia del TempioD dei 2eni o dei 2enefici che raccolgono. &i assale
e si taglieggia l'infedele* e forse si traffica un po' con lui nel
corso dei lunghi periodi di calma tra una 2attaglia e l'altra.
Il Tempio* inoltre* arma una flotta che prima ri'aleggia con
;enezia e poi cerca di assicurarsi il monopolio dei trasporti tra
l'$uropa e il Medio ,riente. A Maiorca* a Collioure* a &aintB5apha7l
e a Monaco* dispone di porti pri'ati che* tutta'ia* non paiono
essergli sufficienti. =tilizza anche quello di Marsiglia* la
principale citt6 commerciale della %ro'enza* 2eneficiaria delle
franchigie nel reame francese di )erusalemme* al punto che i consoli
si preoccupano* ed esigono una giusta ripartizione del noleggio tra i
'ascelli dell',rdine e quelli degli armatori locali FIG. &i occupa
del trasporto delle truppe* molto 2en pagato dai so'rani che
partecipano alle crociate e dai principi in'asati dalla Terra
&anta* di quello dei pellegrini Fche non era gratuitoG* ma anche e
soprattutto del traffico delle merci. In $uropa si im2arcano armi*
ca'alli e 'i'eri* dalla %alestina si esportano 'ini locali* spezie e
zucchero delle Indie* sete e tappeti di %ersia* tessuti di +amasco*
profumi d'Ara2ia. $' un commercio fruttuoso* in cui i templari
recitano presto la parte del leone.
Tutta'ia* quello che l',rdine accumula in Terra &anta non 7 nulla
in confronto ai 2eni che riunisce in $uropa. La piet6 e la prudenza
fanno s> che i so'rani e i grandi feudatari si assicurino le
preghiere dei ca'alieri e l'appoggio delle loro milizie donando al
Tempio terre e castelli fortificati. &ignori* grandi e piccoli*
cedono o lasciano in eredit6* in tutto o in parte* i loro feudi.
Altri* diritti di pascolo* diritti di macina* diritti sugli argini
per il passaggio del legname* Cper ogni chiatta* 2arca o 2attello
caricato di tronchi* un tronco e per ognuno di questi 2attelli
caricato con fascine* una fascinaD. L',rdine non disdegna nulla*
tantomeno i cinque feudi che gli 'engono regalati in una sola 'olta a
Cour2epine* in <ormandia* nel !E/8* e neanche i 2eni pi3 preziosi di
un defunto Fo i cinque soldi in moneta* come preferisceG ogni 'olta
che si 'erifica un decesso a MoulinB5o2ert* in 9retagna. Accetta
anche immense tenute Cper carit6D* com'7 specificato in moltissimi
atti notarili Fe 1ilippo il 9ello cerca di impedirlo inutilmente*
prima di arri'are a misure pi3 s2rigati'eG. $ccepisce pure sul
discuti2ile testamento di Alfonso d'Aragona* per ri'endicarne tutto
il reame. <on lo ottiene* ma acquisisce Cterre* 2eni e fondi e
profittiD.
Arri'a anche* in una maniera o nell'altra* a possedere intere
regioni* con i castelli* i 'illaggi* le foreste* le terre colti'a2ili
e i ser'i. :a* inoltre* i suoi 'assalli* che pagano in canoni
per ottenere una protezione* molto utile in questi tempi pertur2ati*
e l'esenzione dalle imposte reali di cui 2eneficia il Tempio.
Ma fin qui l',rdine non fa che seguire* con alcuni pri'ilegi
complementari* l'esempio di tutte le comunit6 religiose del Medioe'o*
che 'i'e'ano senz'altro con le elemosine* ma soprattutto con lo
sfruttamento delle loro terre. &i potre22e appena sottolineare che i
granai dell',rdine B molte migliaia solo in 1rancia B annessi alle
commende e colti'ati dai C2raccianti del tempioD* mezzadri e ser'i*
sono magnificamente amministrati. <elle zone a produzione di cereali*
alcuni hanno anche un deposito di grano. I templari immagazzinano il
frumento per ri'enderlo* in tempi di penuria* a prezzi a2usi'i- <e
'engono accusati: CLa calunnia cade da sola B scri'e Louis
Charpentier F0G B dal momento che la regola proi2i'a a ogni templare*
anche se dignitario* di 'endere qualsiasi cosa che appartenesse
all',rdine senza la decisione del capitolo. $ il grano acquistato
appartene'a all',rdine. $ non ci furono commercianti nel TempioD.
$ffetti'amente* forse l'accusa di speculare sul grano 7 solo una
calunnia* perch non si pu( negare che i granai in questione
contri2uirono prepotentemente* nell'4I e 4II secolo* a e'itare le
carestie che prima de'asta'ano l'$uropa. &i sa anche che* in periodo
di carestia* il Tempio dispone distri2uzioni gratuite di segalata*
quella mescola di grano e segale che costituisce la 2ase
dell'alimentazione medie'ale: la regola o22liga all'elemosina* che
d'altronde rappresenta una 2uona politica. Ma ci( non toglie che
l',rdine si dedichi con cura all'atti'it6 del commercio e che 'engano
aggiunti magazzini alle innumere'oli commende che* d'altronde*
proteggono i mercati. Ci limitiamo a darne una pro'a: a
<antes* il Tempio rifiuta di pagare al 'esco'o i diritti che
pro'engono dalla 'endita dei 'ini F#G.
Tutta'ia i granai* e in generale i depositi annessi alle commende*
non ser'ono unicamente n principalmente allo stoccaggio dei prodotti
agricoli che appartengono all',rdine. &ono soprattutto depositi do'e*
dietro compenso* i paesani li2eri e i mercanti mettono al riparo i
loro 2eni dal saccheggio e dalle tasse dei signori. Ma questo 7
l'aspetto secondario di una delle atti'it6 del Tempio: la protezione
delle strade.
Le strade sono molto poco sicure nel Medioe'o. I 'iaggiatori
'engono spesso depredati da 2ande di 2riganti e* d'in'erno* i lupi
non esitano ad attaccarli. Il trasporto delle merci 7 gra'ato*
d'altra parte* dagli innumere'oli pedaggi dei signori e dei comuni*
come quelli che ancora oggi esistono su certe autostrade e ponti.
,ra* senza un percorso sicuro* n un trasporto a 2uon mercato* il
commercio langue* perch i prezzi aumentano 'ertiginosamente da una
regione all'altra. <on 7 raro che un 'illaggio su2isca gli effetti di
una terri2ile carestia pro'ocata dalla grandine o da un'epidemia
2o'ina* mentre il comune o il feudo 'icino possiedono grano e
2estiame in a22ondanza. Ma il costo del trasporto rende il prezzo
inaccessi2ile agli affamati. Il Tempio si dedica* con successo* a
risol'ere questo pro2lema. Le sue commende sono collegate da strade
che coprono tutto l',ccidente in una fitta rete* pattugliate dai
ca'alieri. Aueste strade offrono ai 'iaggiatori stazioni di sosta B
gli ostelli B do'e possono passare la notte con i loro animali da
soma e le loro merci. &u queste Cstrade templariD non c'7 alcun
pedaggio: l',rdine ne ha preteso la soppressione* e nessuno* signore
o magistrato comunale* osere22e contrariarlo. I compensi
percepiti dal Tempio sono minimi* ma l'aumento del traffico rende
apprezza2ile la rendita.
Tutta'ia non sono solo le difficolt6 nei trasporti a ostacolare il
commercio. <el Medioe'o il contante 7 molto raro e generalmente lo si
riser'a al pagamento delle imposte. <ei 'illaggi* 7 in uso lo
scam2io. Ma senza moneta gli scam2i* in altra scala* sono difficili.
Cos> il Tempio fonda una 2anca* e ogni commenda ne costituisce una
succursale. I commercianti 'i depositano il loro oro e per contro
l',rdine emette delle lettere di cam2io. Auando non hanno 'alori
monetari* lasciano merci in garanzia B il Marrant dei nostri giorni B
e rice'ono il contro'alore in lettere. Tutto questo* naturalmente*
dietro il pagamento di un aggio. +'altra parte* la 2anca templare
rice'e in deposito i tesori di signori e 'esco'i e perfino quello del
re di 1rancia per il quale* in ogni caso* il Tempio si incarica
dell'esazione di alcune imposte* giocando cos> il ruolo che qualche
secolo pi3 tardi passer6 agli appaltatori generali.
Il Tempio non lascia riposare nelle cantine delle sue
fortificazioni il metallo che gli 'iene affidato e quello che gli
appartiene di suo* e che aumenta incessantemente. Lo presta: ai
principi* ai signori grandi e piccoli* ai 'esco'i* ai comuni* a
persone qualsiasi* tal'olta su ipoteca. <elle sue commende organizza
anche dei monti di piet6* che praticano il prestito dietro cauzione.
$22ene* l'usura B e ogni interesse 7 usurario* secondo le norme
dell'epoca B 7 strettamente 'ietata dalle autorit6 ecclesiastiche
come anche dai poteri secolari. %ossono praticarla solo gli e2rei
perch godono di uno statuto speciale e non sono sottomessi* per i
loro usi e costumi* n alle une n agli altri Fanche se de'ono su2ire
periodicamente il saccheggio dei loro 2eni da parte del
popolo e le confische del so'ranoG. Ma* l'a22iamo gi6 detto* il
Tempio 7 e@traterritoriale. <ulla gli impedisce di far concorrenza
agli e2rei. <e approfitta e ne a2usa. %er citare solo un esempio*
presta cinquanta soldi di Tours a un certo %eronnelle de la )ou2erge*
della parrocchia di ,rmes* in <ormandia* pretendendo la cessione di
una rendita di 'entiquattro soldi di Tours* di quattro capponi e un
pollo con quarantun uo'a F"G. %i3 del cinquanta per cento d'interesse
all'annoN
.. Il finanziamento
delle cattedrali.
Tra i C2eneficiariD dei crediti templari* ci sono 2uone ragioni per
anno'erare i 'esco'i e i comuni che* fin dal !!L/* sotto
l'ispirazione dei monaci cistercensi* cominciano a costruire le
chiese gotiche.
+i questo non esiste alcuna documentazione* poich gli archi'i
dell',rdine sono scomparsi. Ma Louis Charpentier l'ha pro'ato senza
om2ra di du22io in un'opera F0G do'e* sfortunatamente* il peggio Fcio7
una 'isione esoterica del mondo medie'aleG si mischia al meglio.
C9isogna 'edere le cose com'eranoD* scri'e. CAuasi tutte le citt6
francesi* soprattutto al nord della Loira* sono solo piccole 2orgate
dai mezzi estremamente limitati. Il denaro 7 raro e non circola.
Auando un comune possiede qualche mezzo* o pu( procurarselo* le
costruzioni che realizza per prime sono le mura* che lo mettono al
riparo B relati'amente B dalle guerre continue e dalle 2ande di
predoni che non rispettano le citt6 aperte pi3 di quanto lo facciano
le truppe regolari.
C+unque* le citt6 hanno solo piccole chiese e non
posseggono i mezzi per farne costruire di grandi. &olamente nelle
citt6 ricche come 5ouen B il secondo centro del regno B si
moltiplicano le parrocchie e si a22elliscono le chiese grazie alle
donazioni dell'uno o dell'altro.
CAuindi* com'7 stato possi2ile che in pochi anni* e in tutte le
citt6 contemporaneamente* da %arigi sino alle piccole 2orgate* si sia
potuto tro'are il denaro necessario per intraprendere queste enormi
costruzioni- %er focalizzare il pro2lema* non c'7 2orgata di oggi
dell'importanza che a'e'a Chartres nel Medioe'o* cio7 circa diecimila
a2itanti* che possa riuscire a costruire una piscina* cio7 solo un
2uco murato in terra. $ queste 2orgate FAmiens e 5eims sono appena pi3
grandi di ChartresG possono* impro''isamente* permettersi il lusso di
cattedrali che conterre22ero uno stadioND
$ Louis Charpentier conclude: C&olo un'organizzazione* allora* era
capace di assumere questo ruolo di 2anchiereBtesoriere* di apportare
un aiuto efficace e continuo e di fare organizzare il la'oro:
l',rdine del Tempio. $' e'idente che i ca'alieri del Tempio non
pote'ano assumersi l'onere della costruzione: le loro ricchezze* per
quanto fossero grandi* non sare22ero state sufficienti. %ote'ano solo
fare un prestitoD.
Auel che rafforza questo ragionamento* 7 la considerazione che
l',rdine ha sotto la sua protezione una congrega di maestri di
2ottega* intagliatori di pietre* muratori e anche pittori* scultori e
incisori di immagini religiose. Ci 'uole molta gente* oltre a una
scienza straordinaria che* lo sappiamo* 'iene da C?teau@* per
costruire pi3 di ottanta immense cattedrali in meno di cent'anni*
senza parlare di circa settanta chiese di minore importanza. $22ene*
nel Medioe'o* esistono tre confraternite di costruttori i cui mem2ri*
gerarchizzati in quattro gradi Finiziati* compagni* compagni
accettati* affiliatiG e sottomessi a una stretta disciplina*
conser'ano gelosamente il segreto della loro arte che si trasmette
nelle loro scuoleBresidenza* le caienne* per non dire di quello del
Cgran codiceD* associato a cerimonie riser'ate agli iniziati F!/G* di
cui non sappiamo niente. I 1igli di padre &ou2ise* fondati da un
2enedettino leggendario* dipendono dall'ordine di san 9enedetto e si
dedicano esclusi'amente alla costruzione delle chiese romaniche. I
1igli del Maestro )iacomo* la cui atti'it6 ci 7 meno nota* la'ora'ano
solo nel sud della 1rancia* in particolare sul cammino per &an
)iacomo di Compostella. I 1igli di &alomone* come indicato dal nome*
sono legati al Tempio. <e fanno parte come fratelli di mestiere* come
affiliati* oppure costituiscono una specie di ordine minore laico*
messo sotto la protezione dei ca'alieri da C?teau@- <on lo sappiamo*
ma sappiamo che 7 grazie all'inter'ento dei templari che Luigi I4
concede alle confraternite delle franchigie che 1ilippo il 9ello
annulla nello stesso momento in cui sopprime l',rdine. Lungi dal
piegarsi* i 1igli di &alomone si danno allora alla clandestinit6.
Molti scelgono l'esilio* o prendono il nome di Compagni &tranieri del
+o'ere di &alomone. 5iappaiono nel !0"/* quando le corporazioni
'engono sciolte* e sono misteriosamente tollerati* mentre la legge Le
Chapelier proi2isce qualsiasi associazione artigiana. <on 7 per caso
che la massoneria* che ha preparato la 5i'oluzione 1rancese*
ri'endichi* fino a oggi* l'Ceredit6 iniziaticaD del Tempio...
Il finanziamento delle cattedrali pone comunque un pro2lema. <on si
possono pagare i salari con lettere di cam2io. I prestiti concessi ai
'esco'i e ai comuni* quindi* de'ono essere 'ersati in contanti. ,ra*
l'a22iamo detto* la moneta B esclusi'amente metallica*
naturalmente B 7 molto rara* nel Medioe'o. Auella d'argento 7
praticamente inesistente. I pezzi che datano dall'epoca romana
'engono usati da molto tempo. I crociati ne portano parecchie dalla
%alestina* do'e 'algono pi3 dell'oro* ma le quantit6 sono sempre
minime* se si pensa che il tesoro del Tempio in Terra &anta al
momento in cui fu e'acuata era compreso in dieci carichi di muli*
ossia meno di una tonnellata. In $uropa* non ci sono miniere
d'argento in funzione. Auelle della )ermania non sono ancora aperteH
quelle russe sono ancora sconosciute. 5esta l'oro. <on siamo in grado
di calcolare il costo per la costruzione di centocinquanta chiese
gotiche* di cui ottanta cattedrali* in cent'anni. Ma non crediamo di
s2agliarci dicendo che tutto il contante delle commende e tutti i
depositi dei loro clienti non sare22ero stati nemmeno lontanamente
sufficienti per fronteggiarlo. <ella zona di Tolosa* 7 'ero* i
templari riaprono alcune 'ecchie miniere* gi6 esaurite dai tempi di
5oma: e de'ono desistere. Tutta'ia* hanno fatto arri'are dalla
)ermania minatori e fonditori* installati nelle car2onaie do'e 'i'ono
in completo isolamento e sotto stretta sor'eglianza. La fonderia
continua a la'orare dopo la chiusura delle miniere. <ei dintorni* le
commende della Coume &ourde e dell'$rmitage 2attono moneta* come
anche i loro 'assalli* i signori di 9zu* fortezza imprendi2ile che
si erge al 2ordo della strada templare che 'iene dal %ortogallo. Le
altre case dell',rdine* in tutta l'$uropa di quei tempi* fanno lo
stesso. I pezzi coniati non sono pi3 d'oro* ma d'argento. &i
moltiplicano* nel corso del 4II e 4III secolo* al punto che di'entano
rapidamente un mezzo normale di pagamento che contri2uisce
potentemente a suscitare una 'era euforia economica. Ma da do'e 'iene
il metallo- <essuno sa niente. , piuttosto* quelli che lo sanno
tacciono.
L. Il porto segreto
del Tempio.
+'altronde* si tace su molto* fra i templari. L'ordine 7 so'rano.
La sua regola 7 conosciuta solo dai ca'alieri che non hanno nemmeno
il diritto di conser'arne il testo* perch temono che possa cadere in
mano ai sergenti* 2ench anche questi ultimi siano fratelli. I
magistri deli2erano in grande segreto. Infine* gli archi'i del
tempio* che senza du22io a're22ero potuto aiutarci a capire 2ene
alcune cose* sono scomparsi. Cos> rimaniamo perplessi riguardo a
molti fatti oscuri* tal'olta inesplica2ili. =no di questi riguarda la
flotta dell',rdine. $' certo considere'ole e* al tempo delle
crociate* come a22iamo 'isto* assicura 2uona parte dei trasporti di
truppe* di pellegrini e di mercanzie tra l'$uropa e la Terra &anta*
partendo dai suoi porti della costa mediterranea. Il Tempio dispone
anche* per i suoi contatti con la )ran 9retagna* do'e ha
possedimenti* dei porti di &aintB;alerBenBCau@* a qualche chilometro
a sud di +ieppe* protetto dalle commende di 9losse'ille e di +rosa*
e di 9arfleur* coperto dal 2ali'o di ;alcan'ille Fentram2i in
<ormandiaGH senza parlare di altri* tra cui il pi3 importante 7
quello di &aintB;alerBsurB&omme* sulle coste della Manica e del Mare
del <ord. A queste 2asi marittime* postazioni che ci paiono logiche*
si aggiunge* sull'Atlantico 'ero e proprio il porto di La 5ochelle.
&u questo piccolo 'illaggio* che non a'e'a mai fatto parlare prima di
s* a22iamo solo un riferimento anteriore: sull'isola di Ai@* un poco
a sud* si rifugi( san Malo dopo la morte del suo protettore*
Judicael* il duca di 9retagna. $22ene* si ipotizza che questo
monacoB'esco'o* cele2re alla sua epoca* a'esse accompagnato san
9randano nella na'igatio che lo a'e'a portato in America tra il 8.I e
il 88E. Louis Oer'ran F!!G ha eseguito una rigorosa analisi sui
testi medie'ali: il rapporto che ne consegue non lascia pi3
sussistere molti du22i sul 'iaggio in questione. &em2ra che fosse
falso* in'entato* ma la leggenda ha goduto di enorme popolarit6
durante tutto il Medioe'o* soprattutto* naturalmente* nelle regioni
in cui si tene'a particolarmente alla memoria del sant'uomo. Il porto
7 situato circa a !8/ Pm a sud di <antes* con le strade attuali* e a
circa 0/ Pm a nord di 5oan Fcio7 dall'im2occo della )irondaG* in
fondo a un'ampia 2aia* 2en protetta dalle isole di 5 e di ,lron*
definita in un largo canale che porta ancor oggi il nome
templare di %ertuis d'Antioche J&tretto d'AntiochiaK.
Aui il mare forma un 2acino che si inserisce profondamente nelle
terre* e la cui entrata 7 particolarmente facile da difendere:
5ichelieu se ne accorger6 in seguito* quando do'r6 riprendere la citt6
alle forze protestanti. +a questo punto di 'ista* la scelta dei
templari non ci sorprende. Auello che ci sfugge 7 l'utilit6 che pu(
a'ere un porto che non conduce apparentemente da nessuna parte* perch
7 troppo a sud della )ran 9retagna e troppo a nord del %ortogallo*
con il quale* comunque* sono pi3 facili i collegamenti passando dai
colli %irenei* sor'egliati dalle commende* che non attra'erso il
pericoloso )olfo di )uascogna.
$22ene* La 5ochelle per il Tempio non 7 affatto una 2ase
secondariaH tutt'altro. $' sede di una casa pro'inciale che ha sotto
la sua autorit6 tutte le commende e i 2aliaggi di una 'asta zona. La
popolazione se ne accorge in fretta e* ai tempi dello scioglimento
dell',rdine* la citt6 costituisce un centro di una certa importanza*
secondo i parametri del tempo. %artono da l> sette Cstrade templariD*
che coprono tutta la 1rancia.
!. La 5ochelleB9arfleur* nel Cotentin* con ramificazioni 'erso la
9retagnaH
E. La 5ochelleBA22e'ille F9aia della &ommaG* passando da Le Mans e
$'reu@H
.. La 5ochelleB&edan* passando da Angers e %arigiH
L. La 5ochelleB<anc* passando da Chatellerault e TroesH
8. La 5ochelleB)ine'ra* tramite )uret* Moulins e MQconH
I. La 5ochelleB&aint ;allier* che passa da Limoges* Issoire
e &aintBtienneH
0. La 5ochelleB;alence* 'ia AngoulRme* 9ri'e e Le %u* con un
prolungamento* come nel caso precedente* tramite il 5odano* fino a
Marsiglia.
&tando a Louis Charpentier F!EG* dal quale a22iamo ripreso questi
dati geografici* 2isogna senz'altro aggiungere un'otta'a strada che
si dirige 'erso 9ordeau@ e* da qui* raggiunge la strada
dell'Atlantico a <ar2ona* sta2ilendo il legame con il porto di
Collioure* nel 5ossiglione.
1orse i templari usano* per l'ultima 'olta* una di queste
strade B quella che unisce %arigi a La 5ochelle B il !E otto2re !./0.
$ffetti'amente* leggiamo nel 'er2ale processuale F!.G della
deposizione fatta da'anti al papa nel giugno del !./# da Jean de
Chalon* del Tempio di <emours* diocesi di Troes* che alla 'igilia
dell'arresto dei fratelli da parte degli uomini del re* egli 'ide tre
carri coperti di paglia* nei quali erano nascosti dei forzieri che
contene'ano tutto il tesoro del grande ispettore di 1rancia* :ugo de
%oiraud.
I carri lasciarono sul far della notte il Tempio di %arigi* sotto
la scorta di )rard de ;illers* che guida'a cinquanta ca'alli* e di
:ugo de ChQlons. &i diressero 'erso la costa* do'e il loro carico
do'e'a essere im2arcato per l'estero a 2ordo di diciassette na'i
dell',rdine. =n foglio inserito nelle lettere di Clemente ; F!.G cita
i nomi di :ugo di ChQlons e di )rard de ;illers* Cche ha armato L/
fratelliD* tra i templari che sono fuggiti.
Auesti due documenti meritano un'analisi approfondita* perch
pongono pi3 di un pro2lema. Il fatto che l',rdine fosse stato
a''isato sulle misure che il re si appresta'a a prendere contro i
templari 7 normalissimo: sicuramente a'e'a il suo ser'izio di
informatori. Auel che pu( sorprendere 7 che sia stato informato cos>
tardi: e'identemente il segreto dell'operazione era stato 2en
conser'ato.
La composizione del con'oglio sem2ra corretta: quarantadue
ca'alieri* all'epoca* costitui'ano una solida scorta e cinquanta
ca'alli rispondono esattamente ai loro 2isogni. In'ece* il numero
delle na'i non 7 affatto proporzionato con il carico di tre carri. Ma
la cifra de'e essere esatta poich il Tempio di %arigi 7 sede
di un grande dominio in cui si de'e sapere tutto sui mo'imenti della
flotta. +e'ono esserci stati altri con'ogli che* partiti da di'erse
commende* si diressero 'erso il porto. ,ppure 2isogna pensare che i
'ascelli siano stati anche destinati ad altra missione* per esempio
quella di portare in un luogo sicuro i fratelli fuggiti'i* o alcuni
tra loro. &ono due ipotesi* comunque* che non si escludono a 'icenda.
+'altra parte* contrariamente alle apparenze* non sappiamo in che
cosa consiste'a il carico dei carri. La parola CtesoroD 7
ingannatrice. %er noi* oggi* significa un Ccarico d'oro* d'argento* o
di altri oggetti preziosiD. Anche nel Medioe'o a'e'a questo
significato* ma la si applica'a anche agli archi'i di un principe o
di una comunit6: archi'i segreti* 2eninteso.
$' nella sua Tesouraria che il re del %ortogallo custodisce le
carte dell'America che Colom2o e Magellano 'i ru2eranno F!LG. $22ene*
7 difficile concepire che il grande ispettore di 1rancia* cio7 il
magister incaricato dell'ispezione delle commende* possa disporre* a
titolo personale* di un tesoro nel senso attuale del termine. 1orse
di una Cscatola neraD. Ma certo niente con cui riempire tre carri.
<on dimentichiamolo: in effetti* dal punto di 'ista economico* il
Tempio 7 una 2anca. Al di fuori dei fondi per la circolazione del
denaro* la 'aluta che percepisce 'iene immediatamente in'estita. &e
1ilippo il 9ello tro'a cos> poco contante nei forzieri dell',rdine da
do'er coprire le spese con i suoi 2eni immo2ili Fche* tutta'ia*
'erranno de'oluti agli ,spitalieri di san )io'anniG questo non 7
do'uto al fatto che i templari a22iano nascosto il loro denaro
liquido in qualche cripta accuratamente murata. &emplicemente non lo
tesorizzano: lo Cfanno la'orareD* secondo l'espressione
tragicomica degli economisti li2erali di oggi. Le casse delle
commende contengono rice'ute* pagher(* lettere di cam2io* contratti*
cio7 titoli relati'i a operazioni 2ancarie e commerciali* i'i
compresi i prestiti* per un ammontare glo2ale di cinquecentomila lire
-S Antica moneta francese.* accordate al re. Inutile dire che i
fuggiti'i non hanno il minimo interesse a esportare all'estero B do'e
non a're22ero alcun 'alore B carte di questo tipo.
%er contro* il CtesoroD del Tempio contiene documenti segreti che
2isogna mettere al sicuro* a ogni costo. Indu22iamente* a parer
nostro* sono questi che riempiono i famosi carri* e forse molti altri
ancora. +'altronde* gli archi'i dell',rdine non 'erranno mai
ritro'ati: Cne a''olge la sparizione un'oscurit6 profonda e anche
misteriosa* come tutto quello che riguarda i templariD F!8G. La
pergamena B perch la carta* che si importa dall'$gitto* 7 usata
pochissimo all'epoca B non 7 cos> facile da distruggere...
5esta da sapere 'erso quale porto si dirige il con'oglio che parte
da %arigi. =n porto templare* naturalmente: gli altri non sono
sicuri. Auelli del Mediterraneo sono troppo lontani: i maestri del
Tempio non sanno quale atteggiamento assumeranno il conte di %ro'enza
e il conte di 9arcellona* signori della regione. &e questi seguissero
l'esempio del re di 1rancia B lo faranno qualche mese pi3 tardi B i
fuggiti'i rischiere22ero di tro'arsi in trappola. I porti della
Manica e del Mare del <ord sono molto pi3 'icini* ma il re
d'Inghilterra* anche se fa'ore'ole all',rdine* non oser6 tener testa
al papa* e Jacques de Mola de'e 2en sapere cosa aspettarsi a
questo proposito. <on resta che una possi2ilit6: La 5ochelle* una
piazzaforte che i soldati si guarderanno 2ene dall'attaccare. Il
porto 7 collegato a %arigi da una Cstrada templareD 2en sor'egliata*
do'e di sicuro si tro'eranno ca'alli freschi. A sessanta chilometri
al giorno B che all'epoca rappresenta'ano la norma per un con'oglio B
ser'e una settimana per raggiungere la flotta. I carri raggiungono la
meta- <on ne a22iamo la minima pro'a. Ma sappiamo che il loro carico*
qualunque fosse* non 7 citato in nessun in'entario di sequestro
redatto dai notai reali* e che le na'i ancorate a La 5ochelle non si
rifugiano in %ortogallo* come fanno quelli che fuggono dai porti del
Mediterraneo: spariscono* per sempre.
8. L'ipotesi americana
Le pagine che precedono ser'ono soprattutto a presentare i dati del
triplo pro2lema che quest'opera 7 destinata a risol'ere: da do'e
'eni'a l'argento* il metallo intro'a2ile in $uropa di cui i templari
inondarono* per due secoli* le loro no'e pro'ince e grazie al quale
e22ero la possi2ilit6 di finanziare la costruzione di ottanta
cattedrali gotiche e settanta chiese minori- A che cosa ser'i'a il
porto di La 5ochelle- +o'e scapparono i 'ascelli* 'erosimilmente
carichi del CtesoroD dell',rdine* che fuggirono nel !./0- <on
potremmo rispondere a queste domande senza a'er prima definito le
caratteristiche dell',rdine dei %o'eri Ca'alieri del Cristo e del
Tempio di &alomone.
%rima di tutto* si tratta di un ordine religioso. I ca'alieri sono
monaci che hanno pronunciato i tradizionali 'oti
d'o22edienza* di castit6 e di po'ert6. )li altri fratelli* religiosi
e laici* che si situano ai di'ersi li'elli di una struttura
estremamente complessa* sono anch'essi uomini di chiesa* siano o no
sottomessi alle condizioni della 'ita monacale. Tutti* infatti*
de'ono o22edienza al gran maestro* eletto dai ca'alieri* che dipende
solo dal papa. <ondimeno* il Tempio si prende alcune li2ert6 rispetto
al dogma. )es3 non 7 morto sulla croce. Ma* se 7 cos>* la redenzione
tramite il sacrificio non 7 a''enuta. L'uomo* dunque* resta sotto il
peso del peccato originale. &olo il ;er2o* la cui illuminazione si
ottiene attra'erso l'amore* pu( li2erarlo.
+alla mistica agostiniana* si arri'a cos> facilmente all'esoterismo
di )io'anni. $ ancor pi3: la redenzione tramite il ;er2o implica la
sal'ezza dello spirito. Il corpo* che essenzialmente 7 di'iso
dall'anima spirituale* inter'iene solo per ostacolare il processo: 7
intrinsecamente mal'agio F!IG. Cos>* ci si accosta ai catari in una
concezione gnostica del mondo* con la tentazione di ricercare la
Conoscenza e la &aggezza non solo nella contemplazione* ma anche
negli arcani dell'alchimia* oppure della stregoneria. <on sappiamo
fin do'e si siano spinti i templari* o alcuni di essi* su questa
strada. Ma a22iamo di'erse 2uone ragioni per pensare che il
Crilassamento moraleD sia da attri2uire* almeno in parte* a questo
manicheismo lar'ato. &e l'uomo non pu( niente contro il peccato*
quest'ultimo non ha* in ultima analisi* alcuna importanza. La
li2erazione dello spirito* dunque* non esclude la mancanza di
scrupoli. +io ha il proprio territorio e &atana B che chiameremo poi
9afometto B il suo.
Auesta 7 solamente l'ultima conseguenza del neoplatonismo di
C?teau@* do'e l'ascetismo si collega'a agli anacoreti egiziani e il
misticismo al ;angelo e all'Apocalisse di san )io'anniH e
fors'anche direttamente alla Ca2ala e2rea* a giudicare dall'interesse
dimostrato riguardo ai 'ecchi testi e2raici. <essun du22io che questa
tendenza sia stata rafforzata* nei templari* dai loro contatti in
%alestina con i mistici musulmani e i ca2alisti e2rei. =na tendenza
che si imprime anche nello stile delle loro chiese. L'arte romanica*
con le sue triple radici romane* celtiche e germaniche* era
l'espressione architettonica compiuta dell'occidentalizzazione del
cristianesimo. Malgrado la sua 2ellezza* il gotico* Ccontaminato di
eccesso e di fioritura orientaleD* come l'ha descritto Louis 9ertrand
F!0G segna* al contrario* un netto regresso. <on solo perch i Cli2ri
di pietraD costituiti dalle cattedrali gotiche raffigurano tanti
personaggi e tante scene dell'Antico Testamento* ma anche e
soprattutto perch la le'it6 stessa del gotico tende all'esaltazione
mistica. La guglia gotica 7 il minareto incorporato a una tradizione
europea ancora troppo solida per assor2irlo.
Il Tempio 7 anche un ordine militare. I suoi ca'alieri
costituiscono un corpo d'lite* 2en addestrato e molto disciplinato.
$22ene* ci tro'iamo in un'epoca in cui le armi dirigono la politica.
,gni feudo 7 costantemente sul piede di guerra* per difendere i
propri territori o per conquistare quelli dei 'icini. ,gni principe
dispone solo della potenza che gli 'algono le sue truppe e quelle di
'assalli. Il Tempio 7 monolitico. Ignora le frontiere. Truppa di
Cristo* tratta i so'rani dall'alto della sua missione. Come molti
ordini religiosi* compensa i sacrifici che la regola impone ai suoi
mem2ri con la 'olont6 di potenza* ad maiorem +ei gloriam. <on teme
niente e nessuno e* nel corso di duecento anni* si fa temere da
tutti.
&e il Tempio sa sfruttare i fattori di potere dell'epoca B
la fede e le armi B anticipa i tempi in campo economico. L'a22iamo
detto* si tratta* a costo di usare un anacronismo 'er2ale* di un
trust. %ossiede le sue fattorie modello e i suoi la2oratori. %ratica
e incoraggia il commercio. 5egola e protegge una rete stradale che
permette il traffico delle merci. 9atte moneta* presta denaro* emette
lettere di cam2io e dunque effettua pi3 o meno tutte le operazioni
delle 2anche attuali. &pecula* percepisce interessi* fa usura. Ma
accresce pure la produzione* stimola i cam2i* attenua le carestie. =n
capitalismo ante litteram* in una parola. Il Tempio costituisce una
gigantesca societ6 multinazionale che ha* nel suo gioco* un certo
numero di assi nella manica che i CnostriD grandi trust non
posseggono: 7 so'rano* quindi sfugge a ogni imposta e a ogni diritto
di dogana* 2atte moneta* possiede la sua polizia e i suoi tri2unali e
dispone di un esercito dotato degli stessi mezzi di quelli dei paesi
in cui si 7 insediato. Inoltre* si sente a posto con la coscienza*
sicuro com'7 dell'ispirazione dello &pirito &anto e* forse*
dell'aiuto occulto di 9afometto. $' cos> potente che* per a22atterlo*
ci 'orr6 l'impre'edi2ile alleanza del re di 1rancia e del papa* con
l'effetto sorpresa di un'operazione militare magnificamente
orchestrata.
&icuramente* il Tempio de'e la sua potenza al rigore della sua
organizzazione* alla qualit6 del reclutamento* alla fede dei suoi
mem2ri B anche e soprattutto se non 7 molto ortodossa e tende
all'ermetismo B e al loro spirito di corpo. La de'e anche alle sue
ricchezze* perch nessun trust agricolo* CindustrialeD e finanziario
pu( prosperare senza capitale. I templari rice'ono* in terre e in
rendite* innumere'oli 2eni. In %alestina accumulano un
2ottino ragguarde'ole. Ma non 7 con questo che possono finanziare* in
meno di cent'anni* la costruzione di centocinquanta chiese* di cui
ottanta cattedrali dalle dimensioni impressionanti* almeno per noi.
La maggior parte dei loro fondi 'iene dall'argento di cui dispongono.
Torniamo alla nostra prima domanda: da do'e lo prendono- Jean de la
;arende* studioso di storia della <ormandia* fa dire al personaggio
di uno dei suoi racconti F!#G B e i suoi racconti* come i romanzi*
sono ancora storia B che i templari prende'ano il metallo dalle
miniere del Messico* da cui l'espressione popolare Ca'ere
dell'argentoD* che noi usiamo ancora -S In lingua francese* si usa il
nome CargentD sia per il denaro che per il metallo.. Argent 7
di'entato sinonimo di CricchezzeD* quando sare22e B e soprattutto
sare22e stato B pi3 naturale parlare d'oro.
La ;arende* sfortunatamente* non cita le sue fonti. +a parte di uno
storico tanto scrupoloso e tanto 2en informato sulle tradizioni della
sua pro'incia* 7 perlomeno una 'alida indicazione. Ma niente di pi3.
$' un'indicazione che 'iene rafforzata da un gruppo di personaggi
che si tro'ano nel timpano centrale della 2asilica di La Madeleine*
la chiesa templare di ;zela* in 9orgogna* che risale alla met6 del
4II secolo. <ell'adunanza dei popoli della terra che attorniano )es3
Cristo* si 'edono un uomo* una donna e un 2am2ino con orecchie
smisurate. L'uomo 7 'estito di piume* come i guerrieri messicani e
porta un elmo 'ichingo. La donna* a torso nudo* 7 'estita solo con
una lunga gonna. &ono i %anotii* i Ctutt'orecchieD in greco
latinizzato* spesso riprodotti nei 2estiari medie'ali. Auesta
raffigurazione si ispira a un testo di sant'Agostino F!"G: C&i
pu( credere che certe razze mostruose di cui fa menzione la storia
profana deri'ino dai figli di <o7* o piuttosto dal primo uomo* di cui
essi sono discendenti- Come ad esempio gli uomini che* si dice* hanno
solo un occhio in mezzo alla fronteH quelli che hanno la pianta dei
piedi girata dietro le gam2e* quelli a cui la natura ha dato due
sessi* la mammella destra di un uomo e quella sinistra di una donna*
e che F'olta per 'oltaG nel corso della riproduzione* generano e
partorisconoH altri a cui manca la 2occa e 'i'ono solo respirando
dalle narici* altri ancora la cui taglia 7 di un cu2ito* e che i
greci chiamano pigmei* dalla parola che* nella loro lingua* significa
cu2ito. Altro'e* secondo le stesse tradizioni* le femmine
concepiscono a cinque anni e non sopra''i'ono al loro otta'o anno. &i
racconta ancora che c'7 una razza d'uomo che ha solo una gam2a su due
piedi* e non piega il garretto* e che ha una 'elocit6 mera'igliosa:
'engono chiamati sciopodes perch* si dice* si difendono dall'ardore
del sole all'om2ra dei loro piediH alcuni* senza testa* a're22ero gli
occhi nelle spalle. I cinocefali...D.
$' tutto. I %anotii non compaiono sulla lista. +unque 2isogna che
gli scultori medie'ali a22iano tro'ato altro'e qualche indicazione al
riguardo* che a22iano sentito parlare di persone con grandi orecchie.
&i sa che gli Inca e senza du22io i loro a'i B che essi imita'ano il
pi3 possi2ile B a'e'ano la strana usanza di ingrandirsi le orecchie
inserendo nei lo2i dei pesanti anelli d'oro* di 2ronzo o di pietre
chiamate ringrim Fda ring* orecchini* in norrenoG. Aui si tratta di
un processo difficile da immaginare. %er chi non a'esse 'isto dei
peru'iani* l'espressione di Cgrandi orecchieD pote'a corrispondere
solo all'immagine fornita dallo scultore di ;zela. Ma questi sape'a
che si tratta'a di ;ichinghi* come lo pro'a l'elmo dell'uomo*
ma di ;ichinghi CindianizzatiD* confondendo gli indigeni
dell'altopiano andino con quelli dell'An6huac messicano. La sua
ricostruzione delle persone dalle grandi orecchie* dunque* 7 logica*
anche se falsa.
Inoltre* questa 'olta* la pro'a che i templari conoscessero il
continente che noi oggi chiamiamo America 7 definiti'a. 5ecentemente*
negli Archi'i nazionali* sono stati ritro'ati dei sigilli
dell',rdine* di cui si sono impadroniti gli uomini di 1ilippo il
9ello nel !./0. &u uno di questi* apposto su un documento in cui un
dignitario sconosciuto d6 ordini al gran maestro* si legge
l'iscrizione &ecretum Templi Fsegreto del TempioG. Al centro* si 'ede
un personaggio che pu( essere solo un amerindio. ;estito con un
semplice perizoma* porta un copricapo di piume* come quelli che usano
gli indigeni dell'America del <ord* del Messico e del
9rasile* o almeno alcuni di loro* e tiene nella mano destra un arco
la cui forma non 7 esattamente quella che compare nel disegno che
riproduciamo. +'altronde mancano anche due sim2oli che si 'edono
chiaramente a occhio nudo sull'originale: a sinistra* sopra l'arco*
una s'astica dai 2racci ricur'i* la cui forma 7 esattamente quella
che predomina'a in &candina'ia all'epoca dei ;ichinghi* e* a destra*
alla stessa altezza* un'odala o runa di ,dino.
La ;arende* dunque* dice'a il 'ero* almeno su un punto: i templari
conosce'ano l'esistenza del Cnuo'o mondoD. $ra un loro segreto. =n
segreto cos> importante che l',rdine si era dotato* per conser'arlo e
colti'arlo* di una gerarchia superiore* in questo campo* a quella del
gran maestro. =n segreto in seno al segreto cui la 5egola Fsegreta al
punto che ne a22iamo solo un esemplareG face'a o22ligo anche di
fronte agli altri fratelli* i mem2ri del capitolo. =n segreto di cui
conosciamo l'origine FE/G* F!8G.
<el 4 secolo* alcuni ;ichinghi germanoBdanesi a'e'ano gi6 passato
'entidue anni in Messico* prima di fondare l'impero di Tiahuanaco* in
%er3. Altri Irlandesi si erano gi6 solidamente sta2iliti nella parte
orientale degli attuali &tati =niti. All'inizio dell'4I secolo*
;ichinghi nor'egesi a'e'ano gi6 fondato a ;inland Fnell'attuale
MassachusettsG alcune prosperose colonie che mantene'ano i contatti
con la madre patria.
$22ene* nell'4I secolo* non era passato molto da quando il Tarl
:r(lf* detto 5ollone* si era 'isto donare in feudo la <ormandia* le
cui relazioni con le terre del nord erano proseguite anche in
seguito. Il ser'izio di informazioni del Tempio a'e'a forse sentito
parlare di un continente lontano* d'oltre oceano. +'altra parte
pu( darsi che qualche dotto ecclesiastico dell',rdine a'esse a'uto
occasione* a 9isanzio* di consultare la )eografia di Tolomeo* do'e si
racconta del 'iaggio fatto nel I secolo della nostra era* in America
del &ud* dal comandante greco Alessandro* partito 'erso l'est dal
Chersoneso Aureo* cio7 l'Indocina. &are22e stranissimo il contrario.
5esta da sapere se i templari ottene'ano il loro argento proprio
dalle miniere americane.
II. L'argento del Tempio
!. La metallurgia
precolom2iana
All'epoca della conquista* i di'ersi popoli che a2ita'ano il
Messico la'ora'ano oro* argento* rame e anche tre leghe: il tom2acco
Foro* argento e rameG* il 2ronzo Frame e stagnoG e una miscela di
rame e piom2o* sconosciuta in $uropa. Conosce'ano la fonte dei
metalli* ci dicono gli archeologi* solo da circa cinquecento anni* il
che conferma le tradizioni indigene secondo le quali le tecniche e
l'arte della metallurgia furono introdotte* nell'anno "I0 della
nostra era* dall'eroe ci'ilizzatore 2ianco Auetzalc(atl* di'inizzato
in seguitoH cio7 dal Tarl 'ichingo =llman FE/G. 5agion per cui la
metallurgia compar'e prima presso gli ,lmechi della costa atlantica
che nell'An6huac. Il metallo prezioso* e ancor pi3 il rame* erano
comunque rari. Cos>* per i gioielli* si usa'ano delle lamine sottili
s2alzate* mentre le statuette erano ca'e* perch colate sopra la
cera. In effetti* si ignora'a la riduzione dei metalli a partire dal
minerale. La mescolanza naturale d'oro e d'argento* una 'olta
terminato il pezzo* 'eni'a dissolta con amalgama di sale e ossido
d'alluminio. &e i messicani in senso lato usa'ano oggetti di
metallo prima dell'arri'o degli scandina'i B cosa du22ia* perch non
ne 7 stato tro'ato nessuno che risalga alla cultura di Teotihuac6n* n
all'epoca classica dei Maa B questi pote'ano essere solo stati
importati* o fa22ricati a freddo.
Il rame* l'argento* il tom2acco e l'oro 'eni'ano usati per la
gioielleria. &i sa che i Messicani* e pi3 particolarmente i Toltechi*
erano di'entati maestri in questo campo. +Urer* che se ne intende'a*
a'e'a assistito a 9ru@elles Fil EI agosto !8E/G alla prima
esposizione di gioielli da poco in'iati a Carlo ; da :ern6n Corts* e
in seguito a'e'a scritto sul suo diario: CIn tutta la mia 'ita non ho
mai 'isto nulla che mi a22ia tanto rallegrato il cuoreD. %urtroppo*
di queste opere d'arte incompara2ile non resta granch. I conB
quistadores trasformarono in lingotti quello che rice'ettero dalla
spartizione e* cosa ancora pi3 imperdona2ile* l'imperatore fece lo
stesso con il quinto reale che gli spetta'a.
Con il rame B era il metallo pi3 raro e pi3 pregiato B si face'ano*
oltre ai gioielli* strane monete: campanelle e coltellini a forma di
T che ser'i'ano come mezzo di pagamento. $ anche delle asce piatte* i
cui 2ordi erano induriti a martellate* utensili da le'a* aghi* ami*
perfino alcune 'anghe* uniche in America. Il 2ronzo ser'i'a solo per
produrre punteruoli* e con la lega rameBpiom2o si fa22rica'ano
sonagli. Le armi di metallo erano molto rare B le asce di pietra
erano assai pi3 usate di quelle di rame B e gli utensili erano
generalmente di legno. %er ci( che riguarda quest'ultimo punto*
face'ano eccezione solo i Taraschi e gli Vapotechi della costa del
%acifico* ma ci sono 2uone ragioni per credere che importassero dal
%er3 parecchi degli oggetti di metallo. )li storici riportano che
9artolomeo 5uiz de $strada* guida di %izarro* incontr( in
alto mare B a o'est dell'$quatore B una zattera peru'iana carica di
gioielli d'argento e d'oro* coltri di lana di lama e cotone. Il
proprietario dell'im2arcazione* interrogato* disse che a'e'a rice'uto
l'ordine di andare a %anama* per scam2iare il suo carico con delle
conchiglie rosse F&pondlus princepsG* un mollusco che si tro'a solo
sulle coste messicane e che ser'i'a a tingere i tessuti. &icuramente
alcune 'olte le zattere arri'a'ano fino in Messico. Infatti sono
stati ritro'ati gioielli metallici di fattura peru'iana nel cenote di
ChichnBItz6 e a Cop6n* nel territorio maa* e anche negli stati di
,a@aca e di Michoac6n* sulla costa del %acifico. In particolare*
Walter OricPe2erg FE!G cita un disco di metallo s2alzato nello stile
Cha'>n* scoperto in una tom2a di Vacualpa* nel )uatemala* e un
copricapo con fermaglio d'oro di Monte Al26n* di fattura chim3. Altri
oggetti* come le pinzette da depilazione d'oro e d'argento che
usa'ano i preti taraschi* erano fa22ricati in Messico su modelli
peru'iani.
=na tale influenza non ha niente che possa sorprenderci. <el campo
della metallurgia* il %er3 era molto pi3 a'anzato rispetto
all'America centrale. Il che pare logico. +a una parte*
effetti'amente* a'e'a rice'uto un importante apporto culturale
d'origine cinese e indocinese* come 7 stato dimostrato
definiti'amente da :eineB)eldern FEEG: la cultura di Cha'>n nacque
2ruscamente* senza precedenti locali* molti secoli prima della nostra
era* con conoscenze tecniche apprezza2ili che comprende'ano la fonte
dei metalli. $ d'altra parte* i ;ichinghi B rimasti solo 'entidue
anni in Messico B a'e'ano go'ernato per circa trecento anni l'impero
di Tiahuanaco* e i loro discendenti* gli Inca* a'e'ano ripreso il
loro ruolo per due secoli e mezzo.
In %er3 si la'ora'ano l'oro* il champi B lega d'oro e di
rame B l'argento* il rame* il 2ronzo e anche il platino. &i sape'a
fondere* laminare* la'orare a 2assorilie'o* s2alzare* modellare*
saldare i metalli e colarli sulla cera. &i conosce'ano la ricottura*
l'intaglio* l'inca'amento e la fa22ricazione di oggetti 2imetallici.
$ ancora* si sape'a dorare l'argento e argentare il rame* con una
perfezione tale che A. :at ;errill FE.G ha scritto: CChiunque
esamini Jquesti oggettiK senza conoscerne l'origine dire22e che sono
stati la'orati con l'elettrolisi. Tutta'ia* siccome non possiamo
supporre che i chim3 a22iano a'uto una qualsiasi nozione di
elettricit6* a22iamo ela2orato un'altra teoria per spiegare quale
fosse la tecnica usata per ricoprire un metallo con un altro.
%ro2a2ilmente* si utilizza'a qualche procedura chimica* 2ench questo
sem2rasse altrettanto incredi2ile del sistema dell'elettrolisi J...K.
La sola spiegazione accetta2ile 7 che il 2agno fosse applicato
tramite esalazioni e che* mediante qualche manipolazione con l'oro o
l'argento fuso* ne uscissero delle emanazioni che si deposita'ano
sull'altro metallo. Ma* quale che sia stata la metodica utilizzata* 7
certo che quest'arte 7 andata persaD.
Conosciamo meglio l'oreficeria peru'iana di quella messicana. %erch
B anche se Carlo ; Fcon ordinanza del !. fe22raio !8.8G diede
quest'ordine incredi2ile: CTutto l'oro e tutto l'argento del %er3
do'r6 essere fuso nelle zecche reali di &i'iglia* Toledo e &ego'iaD*
e se ufficiali e soldati si affrettarono a trasformare in lingotti la
loro parte di 2ottino B in seguito si sono contate innumere'oli
scoperte nelle huacas FnecropoliG che all'epoca della conquista erano
rimaste in'iolate. Auesti ritro'amenti ci hanno permesso di
raccogliere ammire'oli collezioni che danno magnifici esempi
sull'arte incaica. %urtroppo* possiamo solo immaginare il giardino
del Tempio del &ole di Cuzco* con i suoi al2eri e i loro frutti* i
fiori* gli animali di ogni specie* il campo di mais* le statue a
grandezza naturale* tutto in oro* compreso il tempio* con le pareti
interamente coperte di lamine d'oro. Al di sopra dell'altare c'era
l'immenso sole che occupa'a tutta la larghezza dell'edificio* fatto
dello stesso metallo* che un conquisB
tador* si dice* gioc( ai dadi e perse in una notte. Ma possiamo
'edere il 'asellame* le anfore* le statuette di uomini e animali e
gioielli di ogni tipo* in oro e argento massiccio* la'orati come
seppero farlo solo* pi3 tardi* i grandi orefici del 5inascimento.
Con il rame* al tempo degli Inca* si fa22rica'ano tutti gli oggetti
comuni usati dal popolo: casseruole* calderoni* piatti* ecc. Il
2ronzo ser'i'a per fare coltelli* strumenti da chirurgia* spilloni*
fermagli* ringrim F2ench questi anelli per le orecchie generalmente
fossero d'oro o in pietraG* strumenti musicali e molte altre cose
ancora* fino alle 2ilance romane. $ soprattutto armi: asce da
com2attimento* ala2arde e mazze in particolare. &fortunatamente
conosciamo solo la metallurgia incaica* cio7 quella di un'epoca di
decadenza rispetto ai tempi dell'impero 'ichingo di Tiahuanaco. =na
decadenza che 7 manifesta nell'architettura* il solo campo nel quale
a22iamo elementi di raffronto. )li Inca non erano che sopra''issuti
che* con tenacia e coraggio* a'e'ano incominciato a riconquistare i
territori dei loro antenati B non 'i erano riusciti del tutto al
momento della ri'olta di Atahuallpa e dell'arri'o degli &pagnoli B
per reinstaurare la ci'ilt6 distrutta dagli Auracani nel !E"/ FE/G.
In altre parole* cerca'ano* senza riuscirci pienamente* di
imitare un passato che scolori'a sempre pi3 mano a mano che si
succede'ano le generazioni. <on seppero ritro'are la scrittura runica
dei loro a'i* di cui sussistono tante iscrizioni in %aragua e in
9rasile* do'e le a22iamo rile'ate FELG* FE8G* FEIG. <el campo della
metallurgia* secondo le analisi richieste da $ric 9oman FE0G ed
eseguite dai fratelli Morin* saggiatori della 9anca di 1rancia* gli
Inca estrae'ano il rame dai silicati* dai car2onati e
dall'ossicloruro* mentre i costruttori di Tiahuanaco usa'ano dei
solfuri che esige'ano una tecnica molto pi3 sofisticata. $ssi*
soprattutto* non riuscirono pi3 a ripristinare l'uso del ferro.
E. Il ferro e l'acciaio
di Tiahuanaco
:at ;errill FE.G scri'e che le di'erse ci'ilt6 preistoriche del
continente americano* cos> 'arie in rapporto al loro concepimento*
alle loro moti'azioni e alle loro tecniche* a'e'ano tutte una
caratteristica comune: le costruzioni e le sculture in pietra. C<on
solo i loro artigiani intaglia'ano le rocce pi3 dure* compito che
sare22e difficile per un operaio di oggi equipaggiato con utensili
d'acciaio temperato tra i pi3 raffinati ed ela2orati* ma B nella
misura in cui siamo stati capaci di eseguirne le pro'e B lo face'ano
senza l'aiuto di alcun utensile di metallo. <essun strumento che
fosse sicuramente di ferro o di acciaio 7 mai stato tro'ato tra i
resti di queste ci'ilt6 preistoriche. $' 'ero che qui si tratta di
una semplice pro'a per difetto* e che il ferro e l'acciaio spariscono
rapidamente senza lasciare tracce. $* come ora sappiamo che gli
antichi $gizi possede'ano raffinati strumenti in ferro* 2ench
nessuno l'a'esse scoperto prima dell'apertura della tom2a del
re TutanPhamon* 7 ancora possi2ile che si scopriranno utensili di
acciaio in qualche tom2a o tra le ro'ine americane. &ono stati
tro'ati moltissimi utensili in rame o in 2ronzo* ma nessuno di loro
offre la possi2ilit6 di spaccare la pietra anche pi3 fria2ile* e la
'ecchia credenza che questi popoli possedessero l'arte di temperare
il 2ronzo* ora persa* 7 solo un mito.D
Il grande archeologo americano* a cui do22iamo il ritro'amento
delle gigantesche ro'ine di Cocl* a %anama* centra perfettamente il
pro2lema: 7 inconcepi2ile che gli intagliatori di pietre e gli
scultori dell'America precolom2iana B non possiamo dire CpreistoricaD
B a22iano potuto realizzare le loro opere monumentali* la cui fattura
7 spesso di un'estrema squisitezza* con semplici strumenti di selce e
di ossidiana* nel Messico* e di 2ronzo* in %er3. L'analisi tecnica pi3
semplice dimostra che do'e'ano disporre di utensili d'acciaio. $'
'ero che non ne sono stati ritro'ati. Ma* come giustamente fa notare
;errill* il ferro resiste difficilmente all'azione del tempo.
Aggiungiamo che tali strumenti do'e'ano essere molto rari* e che*
d'altra parte* non do'ettero attirare l'attenzione dei
conquistadores* per i quali erano di uso comune e pri'i di 'alore.
&enza du22io* inoltre* gli indios li a'e'ano nascosti accuratamente B
erano il loro 2ene pi3 prezioso B dal momento in cui gli Cd7i 2ianchiD
si erano ri'elati semplici predatori.
$liminiamo fin d'ora un falso pro2lema: in America* prima della
conquista* si conosce'ano perfettamente il ferro e l'acciaio. Almeno
nei territori che a'e'ano fatto parte dell'impero di Tiahuanaco. <e
a22iamo solide pro'e linguistiche. <ell'idioma ufficiale degli Inca*
il quitchua* tro'iamo effetti'amente la parola P'Pella* che
'uol dire CferroD* ma nessuna che definisca l'acciaio. <el guaran>
del %aragua* CferroD si dice'a PuarepotihU e acciaio PuarepotiataH
in quello del 9rasile* ci sono rispetti'amente itah3na e itaite. +i
questi termini della grande lingua del &ud America orientale
riparleremo pi3 a'anti. Ma l'assenza* nel quitchua* del 'oca2olo
corrispondente all'acciaio e la sua presenza nel guaran> de'ono
essere e'idenziate fin da ora.
$ffetti'amente* 7 escluso che i ;ichinghi s2arcati in Messico nel
"I0 non possedessero armi e utensili d'acciaio: per loro l'et6 del
2ronzo era passata da millecinquecento anni e pi3. $' normale che in
'entidue anni non a22iano a'uto il tempo di insegnare ai Toltechi la
metallurgia del ferro che* con i mezzi di cui si dispone'a all'epoca*
era molto pi3 complessa di quella dei metalli pi3 mallea2ili. Auei
pochi strumenti che pote'ano a'er lasciato dietro s a'e'ano a'uto
tutto il tempo di sparire* nei cinquecento anni che separano la loro
partenza dall'arri'o degli &pagnoli. A Tiahuanaco* in'ece* essi
a'e'ano do'uto far la'orare il ferro* ma* 'erosimilmente* le tecniche
corrispondenti erano andate perdute in seguito alla distruzione
dell'Impero. <e a22iamo almeno un indizio* se non una pro'a: gli Inca
non possede'ano* tra le armi* n gladi n spade* mentre i Messicani
le fa22rica'ano in legno* incrostate con ossidiana. $22ene* le truppe
inca erano 2en organizzate e 2en armate: l'assenza di gladi*
indispensa2ili per ogni fanteria* ci 7 quindi incomprensi2ile. A meno
che* anteriormente* e cio7 all'epoca 'ichinga* non si usasse
l'acciaio per fa22ricarli e che pi3 tardi* una 'olta persa la
procedura che permette'a di ottenerli* non si sia accettato di
sostituire l'acciaio con il 2ronzo* che pote'a garantire solo armi
nettamente inferiori.
All'arri'o degli &pagnoli* quindi* sia in %er3 che in
Messico* do'e'ano esser rimasti solo rari strumenti d'acciaio. 1orse
erano anche scomparsi tutti* poich il nome del metallo era stato
dimenticato. Ma non quello del ferro* che si continua'a a tro'are
nelle miniere* senza saperlo la'orare. Al contrario* nelle regioni
del %aragua e del 9rasile* do'e si erano rifugiati alcuni tra i
fuggiti'i di Tiahuanaco* l'uso delle armi e degli utensili d'acciaio
non si era interrotto anche se* con l'andar del tempo* era sempre
meno diffuso. Ma par certo che quel ricordo fosse ancora 'i'o in seno
alle popolazioni guaran>* all'epoca della conquista.
%ossiamo forse portare una pro'a tangi2ile dell'uso delle armi
d'acciaio nell'impero di Tiahuanaco. Infatti* nel maggio !"0I* ci
siamo recati a La 5ioTa* una cittadina ai piedi delle Ande argentine*
per riprendere un'iscrizione runica che ci a'e'ano segnalato nella
'alle di Talampaa. <aturalmente ci mettemmo in contatto con l'autore
della scoperta* il signor Martin Ju6rez. +a circa 'ent'anni* questo
archeologo dilettante trascorre i fine settimana* quando il tempo lo
permette* ai piedi della precordigliera* e 'i raccoglie tutto ci( che
tro'a* dai cocci di ceramica indigena fino ai resti di animali
preistoriciH fotografa anche litogrammi* che non mancano. Le sue
interpretazioni sono tal'olta molto personali* ma nessuno ha mai
potuto mettere in du22io che sia onesto e disinteressato.
Ju6rez ci mostr( le sue collezioni. La maggior parte dei pezzi
interessa'ano campi di'ersi dal nostro. 1inch appar'e un oggetto
metallico: una lama d'acciaio con manico in argento s2alzato* senza
alcuna guardia* n crocetta. A prima 'ista* si tratta'a di uno
stocco* arma che gli &pagnoli non conosce'ano ma che* in'ece*
era di uso corrente tra le popolazioni germaniche dal Medioe'o in
poi. =no dei nostri compagni di 'iaggio* il professor Jos Tri'iXo*
esaminando l'arma con una lente* 'i not( quella che sem2ra'a essere
un'iscrizione. Allora pulimmo molto superficialmente quella parte
della lama e appar'ero quasi su2ito quattro caratteri runici* molto
chiari.
Ju6rez ci raccont( B e pi3 tardi lo testimoni( anche per iscritto B
di a'er tro'ato il pezzo nel fe22raio !"0E a Cerro ;elezco B a !L Pm
da La 5ioTa B incastrato tra le costole di uno scheletro* in una
piccola grotta a cui si pote'a accedere molto faticosamente* situata
a E..// metri di altitudine. <on a'e'a potuto portar 'ia lo scheletro
per 'ia del terreno accidentato. L'arma a'e'a su2ito solo una leggera
ossidazione nerastra* cosa normale con l'aria secca delle Ande* e
dopo la scoperta non era stata ripulita. Ju6rez accett( di 2uon grado
di affidarci lo stocco* per esaminarlo. Lo facemmo studiare a 9uenos
Aires* da uno dei nostri colla2oratori* tecnico in metallurgia* che
lo misur( con gli strumenti pi3 perfezionati. &fortunatamente* non
potemmo eseguire l'analisi metallografica: era impossi2ile farlo
senza danneggiare il pezzo.
L'arma misura 8!" mm* la lama L/" mm di lunghezza* !/*# mm di
larghezza media e .*8 mm di spessore medio. La lama 7 in acciaio non
temperato* di eccellente qualit6. L'impugnatura* in argento s2alzato
B come a22iamo gi6 detto B porta un fregio decorati'o sicuramente
nordico. $' sormontata da una sfera di legno che sem2rere22e di
fattura molto pi3 recente e sulla quale 7 impresso un moti'o che
suggerisce un fiore a quattro petali. <el punto di congiunzione con
la lama* ci sono una rondella di rame e una di cuoio. Alcune
lamelle d'acciaio* elastiche Funa delle quali 7 stata riparata
ser'endosi di un metallo giallastro* che sem2ra essere 2ronzoG
ser'i'ano a fissare l'arma nel fodero* inesistente. I fili della
lama* che non sono taglienti* portano tracce di arrotatura*
cancellate nel punto che a22iamo pulito: ci( dimostra che l'arma 7
rimasta intatta dopo la sua scoperta.
+ell'iscrizione sulla lama sono chiaramente leggi2ili solo quattro
caratteri: un fehu B che ha una forma molto particolare gi6
incontrata nelle scritte runiche su pietra del %aragua e del 9rasile
FELG* FE8G* FEIG B un isa* un ansuz e un thurisaz:
fiath.
9eninteso* nulla pro'a che la f sia la prima lettera di una parola*
poich sem2ra preceduta da segni cancellati. Tutta'ia* il professor
:ermann MunP* runologo dell'Istituto di &cienze =mane che dirige'amo
a 9uenos Aires* ci dice che* in norreno* fia ha un senso che non
stona su un'arma: CodiareD. &e si tratta 'eramente di questo
'oca2olo* il th pu( essere solo l'inizio di un'altra parolaH cosa
ammissi2ile perch* nelle iscrizioni runiche* generalmente non ci
sono separazioni tra i termini* perci( si possono indo'inare due o
tre lettere indefinite.
+unque* tutto sem2ra indicare che l'arma sia uno stocco 'ichingo*
quello che i tedeschi chiamano &ta2* il primo oggetto precolom2iano
in acciaio tro'ato nell'America del &ud. &enza un'analisi
metallografica non possiamo essere pi3 precisi. 1acciamo notare che
il fatto* in s* non a're22e nulla di sorprendente. =na delle strade
reali incaiche B e preincaiche B attra'ersa'a l'attuale pro'incia di
La 5ioTa* do'e ne esistono ancora alcuni tratti. L'eccellente
conser'azione del pezzo sare22e normale nella Cordigliera*
mentre ogni oggetto di ferro o di acciaio 'ecchio di molti secoli si
sare22e da tempo disintegrato sotto i Tropici o l'$quatore.
+'altra parte* si pu( a22andonare qualsiasi du22io sull'autenticit6
dell'arma: perch si do're22e nascondere un falso in una grotta
do''era pro2a2ile che nessuno lo scoprisse mai- $' impossi2ile
mettere in discussione l'onest6 di Ju6rez* che ha conser'ato
l'oggetto per anni* senza dargli molta importanza e ha rifiutato*
prima e dopo il nostro esame* di 'enderlo.
.. Le miniere del %er3
%ossiamo pro'are che non si 7 mai prodotto ferro nel Messico prima
della Conquista* perch i popoli dell'America centrale non
conosce'ano il la'oro delle miniere. Anche i metalli preziosi erano
rari per la stessa ragione. &i estrae'a faticosamente dell'oro B per
la'aggio B dai fiumi degli attuali stati di ,a@aca* ;eracruz e
)uerrero* insieme a una piccola percentuale di argento* quando in'ece
oggi il E8Y della produzione mondiale di quest'ultimo metallo 'iene
dal Messico e l'oro* per questo paese* 7 poco pi3 che un
sottoprodotto. Il rame si tro'a'a in alcuni filoni superficiali nei
quali il metallo si presenta'a allo stato puro. %er questa ragione
era pi3 apprezzato dell'argento* come l'argento lo era pi3 dell'oro*
che certo non a22onda'a. Il tesoro di Montezuma* costituito nel corso
di di'erse generazioni* contene'a solo I//./// piastre d'oro Fpesos
de oroG secondo il racconto di 9ernal +>az del Castillo FE#G* ossia*
stando alle stime* E.L0# o E.0./ Pg* quando il semplice ammontare
della razzia di Atahuallpa* in %er3* fu di !..EI.8." piastre
d'oro F8.8L8 o I./.8 PgG* e di 8!.I!/ marchi d'argento* cio7 !/.0#I o
!!.0LE Pg. &e il %er3 straripa'a di metalli preziosi* senza parlare
del rame o dello stagno* questo deri'a'a dal fatto che la produzione
era stupendamente organizzata. L'oro si ottene'a con la'aggio dei
fiumi che discende'ano dalle Ande* e dei canali* tal'olta lunghi
di'ersi chilometri* come quelli di ;inaque* nei pressi di Tiahuanaco*
e di Chungamao* nei dintorni di La %az* nei quali si face'a passare
su terre aurifere l'acqua pro'eniente dai ghiacciai. Ma si
sfrutta'ano anche le miniere. A :ua2am2a F<usta :isspanaG si possono
ancora 'edere* intagliate nella roccia* le strutture di una fonderia
d'oro* in cui si tratta'a il minerale. $ a Machu %icchu esistono le
ro'ine di una macina che ser'i'a a triturare il quarzo aurifero* da
cui si estrae'a il metallo per amalgama. %oznansP* un ingegnere*
racconta che si tratta di un procedimento portato dagli $uropei prima
della conquista FE"G. L'argento* in'ece* pro'eni'a quasi
esclusi'amente dalle miniere: le principali si tro'a'ano nella
regione di %orco* sul 'ersante orientale delle Ande 2oli'iane* che
gli &pagnoli pi3 tardi a're22ero chiamato &ierra de la %lata* sierra
dell'argento. L> si tro'a'a il grande 'illaggio che 'enne denominato
;illa de %lata* non lontano dal %oggio di %otos>* che non era ancora
stato sfruttato prima della conquista e dal quale* nei secoli
seguenti* sare22ero uscite ricchezze incalcola2ili.
Al tempo degli Inca* non esiste'ano minatori di professione. La
produzione era assicurata da una ferma di la'oro. ,gni anno* dei
gio'ani indigeni reclutati parti'ano per le zone metallifere della
montagna* do'e* durante i quattro mesi pi3 caldi* raccoglie'ano grani
e pepite nei fiumi o nelle casse di la'aggioH oppure estrae'ano
il minerale nelle gallerie. %er loro era un onore* poich i metalli
anda'ano al &ole e all'imperatore* suo figlio. Il regolamento era
molto rigido. $ra proi2ito la'orare nei la'atoi e nelle miniere gli
altri otto mesi dell'anno.
+urante il ser'izio la recluta do'e'a* o22ligatoriamente* essere
accompagnata dalla sua donna. Le pro''iste* a22ondanti* erano
assicurate dai magazzini reali. ;eni'ano organizzate feste* che
rende'ano allegro il la'oro. <on sappiamo se questo sistema fosse gi6
in 'igore all'epoca dell'impero di Tiahuanaco. Ma possiamo
presumerlo* poich gli Inca* per quanto possi2ile* fecero sempre
tutto per imitare i loro a'i.
%er fondere grani* pepite* miscele o minerale* secondo il caso* si
usa'ano* prima delle Conquista* forni a car2one di legna in cui si
atti'a'a il fuoco con l'aiuto di grossi cannelli. &pesso* siccome
richiede'ano un note'ole sforzo* questi ultimi 'eni'ano sostituiti da
due sistemi particolarmente ingegnosi. Cieza de Le(n F./G racconta
che il pi3 primiti'o tra questi consiste'a nel fare delle forme con
la terra* delle stesse dimensioni e nello stesso modo dei 'asi da
fiori spagnoli che a'e'ano 2uchi e aperture un po' dappertutto.
Auesti huara Fla parola significa C'entoDG secondo %adre 9ar2a
F.!G erano alti circa un metro e a'e'ano un diametro di L/
centimetri* pi3 larghi alla sommit6 che alla 2ase. ;eni'ano riempiti
di car2one* sul quale 'eni'a poggiato del metallo o del minerale.
Auindi 'eni'ano messi Cin cima ai poggi o sui fianchi delle colline*
do'e il 'ento soffia'a pi3 forteD e si ottene'ano cos> delle pigne di
metallo che 'eni'ano raffinate nei tocochimpo* dei piccoli forni.
Anche l'altro metodo B che era pi3 diffuso B usa'a il
'ento* che 'eni'a CcatturatoD da padiglioni di cuoio* orientati in
modo opportuno. <ei PTorBhuaraBchina* FCforni a 'ento per fondere
l'oroD* in lingua amaraG e nei PollPeBhuaraBchina* FCforni a 'ento
per fondere l'argentoDG* si produce'a un metallo estremamente puro.
<on 7 passato molto tempo da quando* la notte* si 'ede'ano ancora
ammiccare le luci delle CfonderieD indie sui fianchi del Cerro di
%otos>.
L. L'argento fantasma
del %aragua
<el fe22raio !8!I* Juan +>az de &ol>s* primo pilota di &pagna B una
specie di ministro della Marina B costeggia'a le coste dell'America
del &ud con tre cara'elle* alla ricerca dello stretto di cui si
conosce'a l'esistenza F!8G ma che non era ancora stato localizzato*
quando raggiunse l'enorme estuario formato dalla congiunzione tra
%aran6 e =rugua* che pi3 tardi sare22e stato chiamato 5>o de
la %lata* Cfiume dell'argentoD. Lo risal> per circa E8/ Pm* fino alla
confluenza* do'e* durante un tentati'o di s2arco* lui e i suoi uomini
furono attaccati e uccisi dagli indios. %ri'a del suo capo* la
flottiglia intraprese la strada del ritorno.
=no dei tre 'ascelli fece naufragio sulla costa del )uar6* la
pro'incia marittima del %aragua* ma il suo equipaggio riusc> a
raggiungere* sano e sal'o* l'isola costiera che oggi chiamiamo &anta
Caterina* do'e fu 2en accolto dagli indigeni. )li &pagnoli
constatarono B rallegrandosene B che questi* se22ene Cdi li'ello
culturale assai 2assoD* dispone'ano comunque di oggetti d'argento. &i
affrettarono a 2attezzare il loro rifugio Isla de la %lata* Cisola
dell'argentoD* nome che conser'( su alcune carte per 'ari decenni. Ma
presto do'ettero ricredersi.
)li indios* dai quali i naufraghi a'e'ano rapidamente appreso la
lingua* dissero loro che quel metallo non pro'eni'a n dall'isola* n
dalla ri'a adiacente* ma dai territori del 5e 9ianco* la cui
capitale* con palazzi di pietra coperti d'oro* era situata sulla
montagna* in ri'a a un immenso lago.
;i si arri'a'a risalendo un fiume che si inoltra'a all'interno
delle terre* poi attra'ersando una regione particolarmente
inospitale. I )uaran> a'e'ano cercato di'erse 'olte B nel corso degli
ultimi secoli B di raggiungere questo paese della cuccagna che i loro
a'i conosce'ano 2ene* ma ogni 'olta erano stati respinti dalle truppe
di frontiera dell'impero che* si sapr6 pi3 tardi* era quello degli
Inca.
=no dei naufraghi* Alei@o )arc>a* un portoghese al ser'izio della
Castiglia* decise di lanciarsi a sua 'olta nell'a''entura* con tre
spagnoli e un piccolo gruppo di indigeni. Tra'ers( il )uar6
nel !8E!* senza molti pro2lemi grazie a un percorso 2en tracciato
FELG* raggiunse %aragua' Fl'attuale Asunci(nG do'e reclut( circa
duemila indios* quindi si diresse C'erso ponente* per scoprire e
riconoscere queste terre da do'e si porta'ano 2ei 'estiti e oggetti
di metallo* sia per la guerra che per la paceD F.!G. La grande truppa
risal> il fiume %aragua fino al Cerro &an 1ernando* a qualche lega
dal 'illaggio che porta'a ancora il nome nordico di Wei2ingo FELG*
F!8G* FEIGH si inoltr( nel Chaco* raggiunse i contrafforti delle Ande
e penetr( in territorio inca B gli &pagnoli non a'e'ano ancora
occupato il %er3 B fino a Tomina e Tara2uco. Ma i Charca* 'assalli
degli Inca* respinsero quella che costitui'a una 'era armata di
in'asione. Allora )arc>a intraprese la strada del ritorno* con un
ricco 2ottino d'oro e d'argento* e riguadagn( il %aragua. &ulle ri'e
del fiume* delle tri23 nemiche massacrarono i 2ianchi e un 2uon
numero dei loro ausiliari. Alcuni indios del gruppo iniziale
riuscirono a raggiungere l'isola di &anta Caterina* do'e raccontarono
quello che era successo e mostrarono i Csou'enirD che a'e'ano portato
con s. Auando* nel !8EI* &e2astiano Ca2oto* partito dalla &pagna con
quattro na'i per seguire le tracce di Magellano* raccolse i naufraghi
sopra''issuti e sent> il racconto che gli 'enne fatto sulla
spedizione di )arc>a* non esit( a passar sopra agli ordini rice'uti e
si inoltr( nel 5>o de la %lata* con l'intenzione di risalire il
%aragua e raggiungere la &ierra de la %lata. 5espinto dagli indigeni
all'altezza di Asunci(n* do'ette tornare indietro.
<on riparleremo dei tentati'i fatti dagli &pagnoli nel corso dei
decenni seguenti per conquistare* dopo il %aragua* le terre fa'olose
B ma assolutamente reali B del 5e 9ianco. 5icordiamo
semplicemente che Aolas* partito sulle tracce di )arc>a* su2> la
stessa sorte del portoghese dopo che a'e'a anch'egli raggiunto le
Ande e raccolto un pesante 2ottino di metallo preziosoH anche Irala*
pi3 tardi* raggiunse la &ierra de la %lata* che era gi6 occupata B ma
lui lo ignora'a B dagli uomini di %izarro. +appertutto* perfino molto
pi3 a nord* nella regione di 4araes* gli indigeni a'e'ano loro
confermato l'esistenza del so'rano 2ianco dalle ricchezze
incalcola2ili* la cui capitale dai palazzi d'oro* a2itata da uomini
con lunghe orecchie* era situata nell'isola del %aradiso* in mezzo a
un grande lago* non lontano dal 'illaggio delle donne senza marito
F.EG.
Lo storico argentino $nrique de )and>a F..G ha dimostrato
chiaramente che una parte delle dicerie raccolte dagli &pagnoli si
riferi'a* in un contesto geografico impreciso* al lago Titicaca e
alla sua isola del &ole. %er noi* questo 7 un punto di estrema
importanza: i )uaran> che nel corso dei tempi a'e'ano attaccato i
territori degli Inca non sape'ano tutta'ia nulla del loro so'rano e
della loro capitale. %er loro* si tratta'a sempre dell'impero di
Tiahuanaco. Cosa che non sorprende* dal momento che il %aragua ne
face'a parte.
A22iamo 'isto altro'e FELG* FEIG che i ;ichinghi sta2ilitisi
sull'altopiano a'e'ano tracciato dei Cpercorsi faciliD Fpea'iru* in
guaran>G che* collegati alle strade reali* conduce'ano all'Atlantico
raggiungendolo in due punti principali: il golfo di &antos e la costa
di fronte all'isola di &anta Caterina. &ulla strada del nord che da
Wei2ingo arri'a'a alla citt6 il cui nome attuale 7 %edro Juan
Ca2allero e quindi raggiunge'a &antos* si tro'a'a l'enorme complesso
di Cerro Cor6 FEIG con l'imponente fortezza non lontano dalla quale*
al Cerro )uaz3* a22iamo rile'ato centinaia di iscrizioni
runicheH il professor :ermann MunP 7 riuscito a tradurne sessantuno.
$22ene* nel !"08* facemmo una scoperta a Cerro Cor6 di cui non
pote'amo parlare prima che a'esse a'uto un senso per noiH e ora 7
arri'ato quel momento.
;icinissimo all'Itaguam2p* la fortezza in questione* scorre un
ruscello* l'Aquida26nB<igui* il cui corso 7 frammentato da una
piccola cascata che a22iamo descritto nella nostra opera Le 5o
'icPing du %aragua. <ella pietra del fondo sono intagliati gradini
cos> larghi che possono essere stati lasciati solo da uomini molto pi3
grandi dei )uaran> e dei %araguaiani attuali. A strapiom2o* si 'edono
le ro'ine di un edificio di !I*#/ metri di lunghezza. A22iamo
ipotizzato che si trattasse di un posto di guardia* un fortino per
proteggere i 2agnanti B e'identemente disarmati B che usa'ano* come
ancora lo fanno i soldati del distaccamento di Cerro Cor6* il 2acino
naturale sca'ato dalle acqueH o ancora di una sauna. ,ggi* do22iamo
ricrederci su queste interpretazioni.
Infatti* tro'ammo un oggetto sorprendente in mezzo ai 2locchi
sparsi dietro uno dei muri laterali dell'edificio* il cui 2asamento
di pietra naturale B ma tagliata 'erticalmente dall'uomo B 7 ancora
perfettamente conser'ato. &i tratta di un mattone rettangolare* di
!!*8 cm di larghezza e I cm di spessore. La sua lunghezza attuale 7
di E! cm* ma una rottura non permette di misurarlo esattamente. %er
ragioni di simmetria si pu( comunque presumere che fosse circa EL cm.
&u una delle facce del mattone c'7 una ca'it6 a forma di tronco di
piramide rettangolare* di E*# cm di profondit6. La 2ase B la parte
aperta B misura !! cm per .*8 cm e la sommit6 B il fondo B #*I cm per
E*! cm. Il centro di ogni piccolo lato della 2ase 7 collegato
alla superficie laterale esterna del mattone da un canale a forma di
mezzo tu2o* di I*8 cm di lunghezza per !*0 di larghezza e !*E cm di
profondit6. Almeno* queste sono le dimensioni della parte intatta.
+imensioni approssimati'e* 'isto il catti'o stato di conser'azione di
un pezzo 'isi2ilmente molto antico.
Auesto oggetto pu( essere solo uno stampo per metalli preziosi.
Infatti* la forma della sua ca'it6 corrisponde esattamente a quella
dei lingotti d'oro e d'argento che si usano ancora oggiH una forma
che non ha niente di ar2itrario* poich 7 l'unica che permette di
estrarre facilmente il 2locco di metallo dopo che si 7 raffreddato.
+'altra parte* i canali sono inattesi. =no pote'a ser'ire
all'introduzione della colata e l'altro per far uscire l'aria* ma
solo se lo stampo fosse stato doppio* cosa impro2a2ile.
=n orefice che a22iamo consultato e che 7 stato allie'o di una
scuola tecnica specializzata in )ermania* ha ipotizzato che pote'ano
esserci difficolt6 nell'estrarre il lingotto* 'isto che le pareti
della ca'it6 non sono Fe non lo sono mai stateG perfettamente lisce*
come quelle dei nostri stampi. 1orse i due canali ser'i'ano a
prolungare il 2locco di metallo con due 2arre* facili da CscollareD*
che in seguito sare22ero state tagliate. Comunque* si tratta di un
pro2lema minore* perch la natura dell'oggetto 7 indu22ia* come la
sua origine precolom2iana.
<ell'interno del %aragua* dopo la Conquista* non sono mai stati
fusi oro n argento* di qualsiasi origine e per qualsiasi uso
fossero. %i3 o meno deserto fino a una trentina d'anni fa* a parte
qualche piccola tri23 di indios e un gruppo di )uaachi nomadi*
l'Amam2a* do'e si tro'a Cerro Cor6* 7 popolato solo da rari
agricoltori isolati nella foresta* ad eccezione di %edro Juan
Ca2allero.
+unque* 2isogna ri'edere le nostre ipotesi anteriori sull'edificio
dell'Aquida26nB<igui* le cui dimensioni* d'altronde* sem2ra'ano
eccessi'e per un fortino o una sauna. &i tratta'a di una fonderia per
metalli preziosi* e logicamente era 'icina alla ri'a di un ruscello e
sotto la protezione di una fortezza.
5estano due pro2lemi da risol'ere: da do'e 'eni'ano questi metalli
e perch si ritene'a necessario fonderli in lingotti- 5iguardo al
primo punto* la risposta 7 facile. I corsi d'acqua auriferi e le
miniere d'oro e d'argento pi3 'icine si tro'ano nella cordigliera
delle Ande. <on ce ne sono in %aragua* do'e* comunque* gli indigeni
non conosce'ano l'uso dei metalli* ma ne sape'ano il nome* cosa che a
prima 'ista pare molto strana. In a'aXe'e* la lingua guaran> del sud*
in effetti ci sono le seguenti parole:
Metallo: Puarepoti* da Puare* ca'it6H re* che fuH tepoti* residuo:
residuo estratto da una ca'it6* cio7 da una miniera.
+a queste parole* deri'ano tutti i nomi dei metalli:
,ro: PuarepotiTu* metallo giallo.
Argento: Puarepotiti: metallo 2ianco.
5ame: Puarepotin7* metallo maleodorante* e Puarepotipta* metallo
rosso.
%iom2o: Puarepotimem2e: metallo mallea2ile.
&tagno: PuarepotiT* letteralmente metallo cucina2ile: metallo
fusi2ile.
1erro: PuarepotihU* metallo nero.
Acciaio: Puarepotiata* metallo duro.
Come si 'ede* si tratta di termini artificiali* 2ench
composti in conformit6 alla tendenza di una lingua come il guaran>*
che unifica i 'oca2oli. La questione 7 sapere se sono stati coniati
prima o dopo la Conquista* e le opinioni dei linguisti e degli
etnologi su questo punto sono contrastanti. 1acciamo notare* in primo
luogo* che questi 'oca2oli non hanno su2ito alcuna influenza dallo
spagnolo.
Ci( sare22e stato logico se fossero nati con l'importazione da
parte dei conquistadores di metalli fino ad allora sconosciuti. $ poi
il guaran>* lingua che 'iene scritta solo da rari specialisti* 2ench
sia parlata da milioni di persone* si 7 ispanizzato col tempo. ;i
sono state introdotte molte parole spagnole* tal'olta CguaranizzateD
superficialmente* sia per esprimere concetti nuo'i sia* pi3
raramente* per sostituire termini che i dizionari oggi riportano come
arcaismi* oppure semplicemente omettono.
$' il caso dei nomi dei metalli. <el dizionario guaran>Bspagnolo di
Jo'er %eralta e ,suna F.LG* ci sono B ne a22iamo rispettato l'antica
ortografia -S L'ortografia guaran> 7 stata unificata* nel !"8/* dai
rappresentanti di Argentina* 9oli'ia* 9rasile e %aragua* riunitisi a
Monte'ideo. Le decisioni del congresso* tutta'ia* non 'engono sempre
applicate* anzi. Comunque* non possono essere impiegate nel campo
della toponomastica: 2isognere22e rettificare tutte le carte* a
rischio di rendere spesso du22iosa l'interpretazione di documenti e
opere che si riferiscono a quattrocento anni e pi3 della storia di
quattro paesi. La confusione 7 particolarmente grande nel campo degli
accenti* che su2iscono la doppia influenza contraddittoria dello
spagnolo e del portoghese. +iciamo che per 2uona regola nelle parole
guaran> si e'idenzia l'accento tonico con un accento acuto solo
quando non si tro'a sull'ultima silla2a* come succede quasi sempre
nel dialetto del sud e* meno di frequente* in quello del nord a causa
del fatto che spesso 'iene aggiunto un suffisso fonetico. B
cuarepotitZ* argento* e* come arcaismi* cuarepotiu* oro* e
cuarepoti* con la doppia accezione di metallo e di ferro. %er quanto
riguarda quest'ultima parola* i du22i non sono permessi:
prima della Conquista c'era un 'illaggio sul fiume %aragua B il cui
nome attuale 7 5osario B che allora si chiama'a Cuarepoti* di fronte
a una strada che conduce'a in %er3 di cui esistono ancora circa
centocinquanta chilometri.
Tutto porta a credere* quindi* che i nomi dei metalli* semplici
deri'ati di un termine generico* siano* come questo* anteriori
all'arri'o degli &pagnoli. In caso contrario* 2isognere22e chiedersi
come 'enisse definito dai )uaran> l'oro del 5e 9ianco di cui
parla'ano e l'argento che possede'ano* come a22iamo gi6 'isto.
A giudicare dal suo contesto FEIG la fonderia di Cerro Cor6 risale
all'epoca di Tiahuanaco* quando i ;ichinghi e i loro corrieri usa'ano
il pea'iru del nord per recarsi a &antos. Le tradizioni locali
aggiungono anche che in quei tempi le caro'ane di indios 'i
trasporta'ano regolarmente importanti carichi di metalli* senza
du22io trasportati da lama F.8G. <aturalmente questo traffico fu
interrotto 'erso il !E"/* alla distruzione dell'impero* e non 'enne
ripreso ai tempi degli Inca poich questi non riconquistarono mai i
territori dell'est e i soli contatti che e22ero coi )uaran> si
'erificarono in occasione di conflitti sporadici lungo la frontiera.
L'argento arri'a'a al %aragua* dunque* attra'erso il pea'iru*
dalla &ierra de la %lata. %erch lo si trasforma'a in lingotti- C'7
solo una risposta possi2ile a questa domanda: perch 2isogna'a
esportarlo in pezzi uguali e facili da contare. A che altro pote'a
ser'ire* 'isto che i )uaran>* rimasti allo stato neolitico* non
usa'ano i metalli- L'argento B forse anche l'oro* ma in quantit6
molto minore B prosegui'a nel suo cammino* un cammino che conduce'a
solo all'Atlantico. Ma in seguito do'e 'eni'a portato* e come-
8. Le strane miniere
del 9rasile
%er raggiungere l'Atlantico B oltre a usare le strade che giungendo
da Tiahuanaco* tramite la &ierra de la %lata* attra'ersa'ano il
%aragua B i ;ichinghi si ser'i'ano dell'incompara2ile strada
flu'iale costituita dal 5io delle AmazzoniH almeno nella stagione
secca* quando le sue acque sono meno ingom2rate da tronchi sommersi.
+ei loro insediamenti nell'isola di MaraT( B il delta del fiume B non
resta niente* sal'o le decorazioni a rune che ornano molti pezzi del
famoso 'asellame locale: ne a22iamo riprodotti alcuni in un li2ro
precedente FE8G. 9isogna discendere 8// Pm 'erso sud per tro'are*
nella 2aia di &[o Marcos* le 'estigia murarie di una Cgrande
piazzaforteD e* sui laghi che forma il fiume )raTau* pro'eniente dal
Mearim* quelle dei porti di cui si 'edono ancora le Clunghe
linee di 2asamenti pietrificati sopra i quali c'erano i cantieri
na'aliD* F.IG come scri'e LudMig &chMennhagen che lo rile'(
accuratamente 'erso il !"E8.
Ancora .// Pm nella stessa direzione* e arri'iamo all'im2occo del
%arnaZ2a* un grande fiume na'iga2ile il cui delta offre un eccellente
approdo. L> i colonizzatori portoghesi e22ero la sorpresa di scoprire
ro'ine di mura fortificate fatte di pietre cementate ai 2ordi del
'illaggio di Tut(ia Foggi Luiz CorreiaG* il cui cacicco a'e'a autorit6
su tutte le tri23 guaran> della regione. A !// Pm all'interno delle
terre si tro'a il luogo di culto di &ete Cidades Fsette citt6G B una
gigantesca copia dell'$@ternsteine della 9assa &assonia B con alcune
statue di uomini dai tratti europei e le magnifiche iscrizioni
runiche che il professor MunP ha potuto tradurre senza pro2lemi FE8G.
$ra senza du22io sull'insediamento della citt6 che attualmente
porta il nome di %arnaZ2a Fun tempo* Amarra\[o* CammaraggioDG che era
situato il porto 'ichingo: un porto minerario. Il %iau>* di cui
%arnaZ2a costitui'a lo s2occo sull'Atlantico* 7 oggi* dopo la sua
occupazione da parte dei 2andeirantes 'enuti da &[o %aulo nella
seconda met6 del 4;II secolo* la regione pi3 desertificata del
9rasile. La popolazione delle sue campagne B meticci dai capelli
2iondi B 'i'e grazie alle capre e a qualche piantagione di manioca*
in un'economia di sussistenza. Ma qualche secolo fa non era cos>. I
%ortoghesi 'i scoprirono* arri'ando* moltissime miniere esaurite* in
particolare nella &erra do &umidoro do'e si 'edono molte gallerie
aperte nelle rocce argentifere. &econdo &chMennhagen F.8G le 2arre
del 5>o Longa* affluente di %arnaZ2a* sono solo le 'estigia di
antiche installazioni per il la'aggio dell'oro raffinato. Ma c'7
ancora di pi3.
Il &[o 1rancisco 7 uno dei fiumi pi3 importanti del 9rasile. La sua
sorgente si tro'a nel sudBo'est dello stato di Minas )erais* che
attra'ersa. %oi tra'ersa 9ahia* nella sua corsa 'erso il nord* quindi
traccia una cur'a che lo conduce a gettarsi nell'Atlantico* tra gli
stati di Alagoas e di &ergipe* ai quali ser'e da frontiera. $'
na'iga2ile per pi3 di due terzi e 'i si 'edono ancora grandi 2arche
che* per la loro forma* il modo con cui sono costruite e la figura
della loro prua* ricordano indiscuti2ilmente i draPPar. I ;ichinghi
a'e'ano insediato sulle ri'e alcune tri23 guaran> che erano loro
fedeli: lo face'ano in tutti i fiumi che usa'ano come 'ia di
comunicazione. ,ggi* tutta'ia* le tri23 si tro'ano solo all'im2occo e
alle sorgenti. La spiegazione di questa anomalia 7 a un tempo la pi3
semplice e la pi3 complicata da immaginare: il corso medio del &[o
1rancisco all'epoca non esiste'a. Al suo posto* tra l'attuale citt6
di 5emanso e le cascate di %aulo Afonso* su una larghezza media di
E// Pm* si estende'a un'immensa laguna* fatta di paludi e laghi che
in in'erno si riempi'ano e dai quali emerge'ano molte catene
collinose* alcune delle quali raggiunge'ano un'altezza di .// metri
sopra il li'ello del mare. Tre fiumi ne drena'ano le acque.
+ue di essi si dirige'ano 'erso l'est: l',pala* che porta oggi il
nome di &[o 1rancisco* e il 5eala* di cui non si sono pi3 ritro'ate
le tracce. =n altro fiume segui'a la 'allata che taglia le sierras
tra 5emanso e &[o Jo[o do %iau> e si getta'a nell'attuale 5>o %iau>*
al quale do'e'a portare un 'olume d'acqua molto superiore a quello
che gli pro'eni'a da &[o 5aimundo <onato. Il fiume* dunque* do'e'a
essere na'iga2ile almeno a partire dalla congiunzione dei
suoi due 2racci e* in in'erno* dalla laguna. +al %arnaZ2a* di cui 7
un affluente* conduce'a fino all'oceano.
<el !8#0* lo storico )a2riel &oares* che nomina &chMennhagen F.IG*
sent> parlare dai )uaran> di 9ahia* del &ergipe e del %iau> della
)rande Laguna F=paBAssuG* con le sue isole che ospita'ano enormi
miniere d'argento. Crede'ano che esistesse ancora. Le paludi* quindi*
non si erano disseccate da tempi immemora2ili. Ma come era
successo- Lo sappiamo grazie alla relazione presentata dal generale
I'o %rado al Congresso di geografia di 9elo :orizonte* nel !"!". La
relazione 'erte'a sul 5>o 5eala: le acque della laguna* a un dato
momento* tro'arono una porta d'uscita sufficiente nelle cascate di
%aulo Afonso e il corso medio del fiume &[o 1rancisco quale noi lo
conosciamo 7 quel che resta dell'=paBAssu. Il 5eala scompar'e e il
%iau> perse uno dei suoi 2racci.
=na tale trasformazione fu fatta dalla natura- In una regione
'ulcanica* si potre22e ammettere che un terremoto a22ia 2ruscamente
a22assato la soglia dello s2occo che da'a 'ita all',pala. Ma qui non
si tratta di qualcosa di simile. Ci sono solo due spiegazioni
possi2ili: o che sia stato il risultato dell'erosione pro'ocata
dall'acqua che 'i scorre'a* o che si tratti di un magnifico la'oro di
genio idraulico. 9isogna immediatamente scartare la prima ipotesi*
perch l'usura della roccia a're22e richiesto migliaia B o milioni B
di anni. 5esta la seconda. $* di fatto* LudMig &chMennhagen F.IG* la
cui immaginazione lussureggiante non danneggia mai i risultati di
un'osser'azione precisa e leale* esamin( minuziosamente le cascate
non ancora trasformate dall'attuale centrale elettrica e 'i scopr> le
tracce di una straordinaria opera d'arte: Ccinque canali simmetrici
che 'ersano le loro acque separatamente nella stessa ca'it6
quadrangolare* di 8/ metri di profondit6 e intagliata nella 'i'a
rocciaD.
Ma perch era stato effettuato questo la'oro- 1ondamentalmente* per
sta2ilire una 'ia di comunicazione flu'iale permanente B che non
pote'a essere rappresentata dalla )rande Laguna B tra una zona
mineraria eccezionalmente ricca e l'Atlantico. =na zona che
comprende'a non solo le 'ecchie miniere d'argento dell'=paBAssu* ma
anche il territorio dell'attuale &tato di Minas )erais* do'e si
'edono innumere'oli miniere precolom2iane e do'e i %ortoghesi*
secondo uno storico che cita 1aMcett F.0G senza nominarlo* a're22ero
scoperto nel 4;I secolo una tri23 i cui mem2ri a'e'ano la 2ar2a e la
pelle chiara: i Molomachi* le cui donne erano C2ianche come gli
inglesi* coi capelli dorati* color platino o castaniD e a'e'ano
Ctratti delicati* mani e piedi piccoli e capelli 2elli e setosiD.
Come quelli del %aragua* i )uaran> della regione conosce'ano
perfettamente i di'ersi metalli* 2ench tutto sem2ri dimostrare che
ne ignorassero l'uso. Ciononostante* i nomi che da'ano ai minerali
non erano gli stessi di quelli del &ud. In'ece di usare la parola
Puarepoti come 2ase costante di suffissi 'aria2ili* utilizza'ano la
parola ita* il cui senso corrente 7 CpietraD ma che si rapporta
etimologicamente a ogni corpo duro e in particolare al metallo. &enza
parlare della silla2a fonetica* pri'ata di ogni significato* che
generalmente segue la 'ocale accentata nella lingua Xe'engatu* cio7
il guaran> settentrionale -S <elle nostre opere precedenti* a22iamo
usato come tutti l'espressione di Ctupiguaran>D per indicare i guaran>
del 9rasile e la parola CtupiD per differenziare le tri23 che lo
parlano. Cosa che ci 7 'alsa un'opportuna reprimenda da parte del
nostro colla2oratore e amico* il professor ;incente %istilli*
direttore dell'Istituto %araguaiano di &cienze =mane e grande
studioso di guaran>. CTupiD* dice* significa CrozzoD* Csel'aggioD. I
)uaran> applica'ano il termine alle altre nazioni indigene di culture
inferiori alla loro. Auelli del &ud chiama'ano Tupina* Csimili ai
tupiD i loro cugini del <ord* tempo addietro. &ono stati i missionari
del 4;I e 4;II secolo che* per ignoranza della lingua* hanno
inde2itamente ridotto alla sua radice* modificandone il senso* una
parola che era un soprannome un po' peggiorati'o. I )uaran> del
2acino dell'Amazzonia chiama'ano il loro idioma corrente Fe lo
chiamano ancora cos>G Xe'engatu* C2uon linguaggioD* e quelli del
2acino del 5>o de la %lata lo defini'ano a'aXe'e* Clinguaggio degli
uominiD. Le differenze dialettali tra queste due forme di guaran>
sono minime..
Cos> a22iamo:
,ro: itaT32a* metallo giallo.
Argento: itat>nga* metallo 2ianco.
5ame: itanma: metallo maleodorante* e itaiqueza* metallo in filo
Fda ita* metalloH i* determinati'oH que FPeG* particolare che indica
la destinazione e s[* filoG.
%iom2o: itamem2ca* metallo mallea2ile.
&tagno: itaPa* metallo fusi2ile.
1erro: ita3na* metallo nero.
Acciaio: itaite* metallo superiore.
LudMig &chMennhagen conferisce a itaite il senso di Cpietra
doppiaD. Ma questo austriaco non do'e'a certo padroneggiare il
guaran>* che non si parla pi3 nel %iau>* do'e a2ita'a. Il professor
%istilli ci ha detto che ite* suffisso che designa il superlati'o* pu(
significare* per deri'azione* C'eroD o CautenticoD* ma niente altro.
+'altra parte* nota nel finale nga di itat>nga* che non 7 guaran>*
una contrazione di inga* la forma originale di CincaD. Itat>nga*
cos>* significhere22e Cmetallo 2ianco incaD. )razie a un'iscrizione
runica di &ete Cidades FE8G sappiamo che i ;ichinghi di Tiahuanaco si
ser'i'ano gi6 del termine CincaD* che in norreno 'uol dire
CdiscendentiD. +unque* non siamo sorpresi che gli indios del %iau>
l'a22iano utilizzato per definire un metallo particolarmente
ricercato dai loro CsignoriD. Infine* notiamo che tutti i 'oca2oli di
cui a22iamo fornito la lista qui sopra sono composti artificialmente*
come quelli del %aragua e che si tro'ano nella toponimia
precolom2iana. Il termine itaiqueza* metallo a filo* per designare il
rame* dimostra che nel %iau> la metallurgia a'e'a raggiunto un alto
grado di s'iluppo tecnico.
5esta da capire perch i ;ichinghi sfrutta'ano miniere B
principalmente d'argento B nel <ordB$st 2rasiliano e da'ano tanta
importanza ai metalli che estrae'ano* al punto da intraprendere e
portare a 2uon fine gli enormi la'ori richiesti dal disseccamento
della )rande Laguna per ottenere un accesso pi3 facile ai giacimenti
del centro 2rasiliano dopo l'esaurimento di quelli del %iau>. &enza
du22io a'e'ano 2isogno* per loro e per le popolazioni indigene* di
ferro* rame e stagno per farne armi e utensili. Ma a cosa pote'ano
ser'ire l'oro e l'argento* che e'identemente non in'ia'ano in %er3*
dal momento che ne rigurgita'a- %ote'ano solo esportarlo dal loro
porto di %arnaZ2a. ;erso do'e* e come- $' la domanda che ci siamo gi6
posti riguardo ai metalli preziosi fusi in %aragua* sulla strada che
porta'a 'erso l'Atlantico.
I. L'ipotesi confermata
A22iamo ora il panorama completo della metallurgia precolom2iana.
In Messico si la'ora'ano il rame* l'argento e l'oro e*
secondariamente* il tom2acco* il 2ronzo e una lega di rame e piom2o.
&i ignora'a la riduzione dei metalli a partire dal minerale. +unque*
ci si limita'a a raccogliere l'oro e l'argento dei fiumi per la'aggio
e a graffiare qualche filone superficiale di rame* di stagno e di
piom2o do'e il metallo si presenta'a allo stato puro. &al'o alcune
armi e alcuni utensili* non si produce'a che oreficeria di
un'eccezionale qualit6 artistica. L'argento era pi3 raro dell'oro*
che costitui'a un sottoprodotto. In %er3* al contrario* do'e si
la'ora'ano l'oro* l'argento* il rame e senza du22io il ferro* le
miniere erano oggetto di un intenso sfruttamento industriale*
come anche le casse di la'aggio dell'oro* gestite magnificamente.
L'argento pro'eni'a soprattutto dalla zona di %orco* situata in una
catena di montagne della cordigliera* sul fianco orientale
dell'attuale altopiano della 9oli'ia* a sudBest di Tiahuanaco: una
catena che gli &pagnoli chiamarono &ierra de la %lata* sierra
dell'argento* e do'e si tro'a'a un grande 'illaggio che chiamarono
;illa de %lata* o ;illa de la %lata.
I ;ichinghi di Tiahuanaco e i loro discendenti* gli Inca* usa'ano
il metallo prezioso per decorare i loro templi e i loro palazzi* per
fa22ricare 'asellame* per costruire opere d'arte di gusto raffinato*
alcune delle quali possiamo ammirare ancora oggi* 2ench gli &pagnoli
a22iano fuso senza piet6 n cer'ello tutte quelle che sono capitate
nelle loro mani. Ai tempi del ;ecchio Impero* tutta'ia* non tutto
l'argento estratto dalle miniere 'eni'a utilizzato sul posto. =na
parte B forse anche dell'oro* ma in quantit6 minima B 'eni'a portata
'erso l'Atlantico* utilizzando il tratto nord del pea'iru* quello
che* in %aragua* passa'a per Cerro Cor6* do'e il metallo 'eni'a
trasformato in lingotti. <on era utilizzato dalla popolazione locale*
ne a22iamo la certezza* poich gli indigeni 'i'e'ano ancora nell'et6
della pietra le'igata e i nomi che da'ano ai metalli erano stati
coniati artificialmente. +al porto di &antos* e'identemente*
l'argento parti'a per mare* 'erso una destinazione sconosciuta.
Auesto traffico si interruppe quando Tiahuanaco fu presa dagli
Auracani* 'erso il !E"/. Tutta'ia* i )uaran> lo ricorda'ano:
descrissero agli &pagnoli la capitale lacustre con il palazzo d'oro
del 5e 9ianco. $ra la capitale di un impero distrutto* 'erso la quale
in'ia'ano ancora* all'inizio del 4;I secolo* delle spedizioni sempre
respinte* ma grazie alle quali raccoglie'ano fino all'isola di &anta
Caterina B l'isola dell'argento B il metallo dei loro sogni e delle
loro tradizioni. =na capitale alla quale conduce'a un grande fiume
che presto si sare22e chiamato 5>o de la %lata* fiume dell'argento.
<el <ordB$st 2rasiliano* non era dal %er3 che pro'eni'ano i metalli
preziosi. Il trasporto 'ia Amazzonia sare22e stato troppo irregolare
e aleatorio* e l'accesso al fiume partendo dalle regioni minerarie
delle Ande sare22e costato troppi sforzi. L'argento arri'a'a prima
dal %iau>* poi dai giacimenti della )rande Laguna disseccata.
+iscende'a senza difficolt6 il 5>o %arnaZ2a fino all'oceano* senza
che si conoscesse la sua destinazione finale. Anche qui gli indigeni
non l'utilizza'ano e* come nel %aragua* attri2ui'ano ai metalli nomi
artificiali* frutto di un adattamento linguistico a una realt6 che
era loro sconosciuta* e che lo rester6 anche dopo il ripiegamento
delle forze 'ichinghe* poich in seguito non oltrepassarono mai il
li'ello di una cultura neolitica.
I ;ichinghi di Tiahuanaco* nel 4II e 4III secolo* in'ia'ano quindi
a &antos e a %arnaZ2a una parte dell'argento estratto dalle miniere
della &ierra de la %lata e quello che pro'eni'a dai giacimenti di
%iau> e dell'=paBAssu. Auesto metallo spari'a sull'oceano. +o'e'a 2en
andare da qualche parte* ma non sappiamo do'e. $22ene* nel capitolo I
a22iamo 'isto che alla stessa epoca i templari* che conosce'ano
l'esistenza dell'America B come pro'a il sigillo che copri'a il loro
segreto B e che possede'ano un porto inesplica2ile a La 5ochelle*
sull'Atlantico* inondarono l'$uropa occidentale di una moneta
d'argento la cui origine 7 sempre rimasta misteriosa* ma che* in
<ormandia* la tradizione popolare situa'a oltre oceano. %er amor di
logica* una conclusione s'impone: il Tempio importa'a l'argento
americano.
capitolo terzo. !. i templari del Messico.
!. Il paese degli a'i
CIo 'i considero come parenti* perch* da quello che mi dice mio
padre* che l'a'e'a sentito dal suo* i nostri predecessori* dai quali
io discendo* non erano nati'i di questa terra* ma nuo'i 'enuti* che
arri'arono con un gran signore* il quale* poco dopo* torn( nella sua
terra. Trascorsi molti anni* torn( a cercarli* ma essi non 'ollero
andarsene* perch si erano installati qui* a'e'ano gi6 2am2ini e
mogli e grande autorit6 nel paese. Lui se ne and( molto deluso e
disse che a're22e in'iato i suoi figli a go'ernarli* e a're22e
assicurato la pace e la giustizia* le antiche leggi e la religione
dei loro a'i. $' la ragione per la quale a22iamo sempre sperato e
creduto che quelli di laggi3 sare22ero 'enuti per dominarci e
comandarci* e penso che quelli siate 'oi* 'isto da do'e 'eniteD.
&econdo L(pez de )omara F.#G* e il testo coincide con quelli che ci
hanno lasciato altri storici dell'epoca della Conquista* queste
furono le frasi che Motecuhzoma II 4ocootzin* che noi chiamiamo
Montezuma* ri'olse a :ern6n Corts quando gli &pagnoli entrarono a
Tenochtitl6n* l'attuale Messico. L'imperatore dalla 2ar2a
2ionda FE#G si riferi'a alla storia del quinto so'rano tolteco*
predecessore della dinastia azteca nell'An6huac* da cui in effetti
discende'a* perch il suo antenato recente e diretto* Acamapichtli*
primo re della sua tri23 nel !.0I* era il figlio di una principessa
della casa regnante anteriore.
&2arcato a %6nuco nel "I0* Auetzalc(atl* C2ianco* 2iondo* con la
2ar2a e di 2uone maniere F."GD B un Tarl 'ichingo che 'erosimilmente
si chiama'a =llman B si era alleato con i Toltechi che lo a'e'ano
riconosciuto come capo. <el corso di un regno personale di 'ent'anni*
a'e'a trasmesso ai suoi sudditi* particolarmente recetti'i* l'alta
cultura dell'$uropa medie'ale. <el "#0* si era assentato* non per
tornare nel suo paese* ma per imporre la sua autorit6 ai Maa dello
]ucat6n. Alcune difficolt6 con gli indigeni* testimoniate dagli
affreschi del Tempio dei )uerrieri di ChichnBItz6 B che mostrano
scene di 2attaglie tra indios e 2ianchi B l'a'e'ano o22ligato* due
anni dopo* a tornare nell'An6huac* do'e lo attende'a la catti'a
notizia raccontata da Montezuma. Allora* a'e'a ripreso il mare in
direzione dell'America del &ud* do'e i suoi discendenti a're22ero
fondato l'impero di Tiahuanaco. A22iamo dimostrato tutto questo in
un'opera precedente FE/G. Auel che do22iamo sta2ilire ora 7* prima di
tutto* la ragione per cui l'imperatore azteco ricono22e gli &pagnoli
come CfigliD di Auetzalc(atl: C...penso che siate 'oi* 'isto da do'e
'eniteD. Il suo ragionamento manifesta una certezza: il ci'ilizzatore
del Messico era arri'ato da oltre oceano. <otiamo quindi che la
migrazione 'ia mare di cui si parla 7 solo quella di un gruppo di
conquistatori che* 2eninteso* tro'a una popolazione preesistente
nell'America centrale.
Auest'ultima osser'azione sare22e superflua se non ci
permettesse di capire il senso reale dei dati che ci forniscono*
riguardo alla popolazione del Messico* i codici indigeni e alcune
tradizioni rile'ate dagli storici. )li uni e le altre riferiscono*
effetti'amente* di tri23 arri'ate dal mare e pro'enienti dal nord o
dall'est e nate gi6 in America da Chicom(ztoc* Cle &ette Ca'erneD* di
cui altri testi parlano* tutta'ia* solo come luogo di culto: CTutte
le nazioni di questa terra B dice &ahag3n B hanno l'a2itudine di
sostenere* non senza 'anit6* che furono create in queste sette
ca'erne e che da l> nacquero i loro a'i* cosa che 7 falsa* perch non
'i nacquero* ma 'i andarono a fare i loro sacrifici quando erano in
quella 'alleD* prima di arri'are a Tula. 1ra queste tri23* il Code@
;aticanus B di cui Oings2orough ci fornisce un'interpretazione B
parla degli ,lmechi* dei Totonachi e dei Chichimechi* per citare solo
i pi3 conosciuti* e fissa la data del loro arri'o nel !!"L* quando i
primi erano gi6 stanziati sulla costa del golfo nel .! a.C. Fstele
dei Tres VapotesG* i secondi hanno lasciato a TaT>n degli edifici che
risalgono all'anno L// della nostra era* mentre i terzi hanno in'aso
il Messico alla fine del 4II secolo* ma 'ia terra* dal sud degli
attuali &tati =niti. In realt6* la storia di un popolo comincia solo
il giorno in cui un a''enimento arri'a a rompere la monotonia di
un'esistenza che* fino ad allora* si trascina'a attra'erso le
generazioni senza note'oli cam2iamenti. In mezzo a quel popolo nasce
un capo che lancia la sua gente in qualche a''entura* o un
conquistatore gli si impone* e questo modifica le usanze: si
'erificano fatti che restano incisi nella memoria e che si possono
raccontare. La storia che nasce 7 quella creata da quell'uomo* o dal
gruppo a cui si de'e* 2ene o male* quella trasformazione*
prima su2ita e poi accettata. Cos> la storia della )allia risale a
Cesare. $* allo stesso modo* la storia del Messico risale allo s2arco
a %6nuco di =llman e dei suoi uomini. $22ene* %adre +iego +ur6n FLEG
fissa nell'anno "/E l'arri'o delle Ctri23D* 'ale a dire in una data
molto 'icina a quella dell'arri'o dei ;ichinghi. +'altronde* questo
non impedisce che un altro gruppo ragguarde'ole B di cui ignoriamo
tutto B a22ia potuto apparire nell'anno !!"L. In ogni modo* se
Chicom(ztoc 7 il luogo d'origine di emigranti d'oltremare* questi non
erano certo indigeni americani.
%adre 9ernardino di &ahag3n FL/G era il pi3 sapiente e imparziale
degli storici del Messico e usa'a un metodo di rile'amento molto
a'anzato per il suo tempoH interroga'a sui loro usi e costumi indios
acculturati B spesso dei sacerdoti B che a'e'ano a'uto accesso ai
codici poi 2ruciati negli autodaf spagnoli. $gli ci ha fornito
personalmente un'altra interpretazione delle &ette Ca'erne
nell'introduzione a un suo saggio: C&ull'origine di questi popoli*
gli anziani ci dicono che 'ennero dal nord 'ia mare. $' certo che
alcune na'i sono arri'ate* e non si sa come fossero costruite. Tra
questi indigeni c'7 una tradizione per la quale si ipotizza che
partirono dalle sette ca'erne. $ che queste sette ca'erne sono i
sette 'ascelli o galere coi quali arri'arono i primi a2itanti di
questa terra J...K che s2arcarono nel porto di %6nuco* che essi
chiamano %anco Jin realt6* %anutl6nKH e che significa luogo do'e
arri'arono quelli che passarono l'acquaD. Chiaramente* non si
tratta'a di indigeni. %er prima cosa gli indios del Messico non
dispone'ano di im2arcazioni in grado di tra'ersare l'oceanoH e poi
tutte le tradizioni coincidono: fu Auetzalc(atl a s2arcare a %6nuco
nel "I0. Ci si domanda* tutta'ia* da do'e sare22ero potuti
arri'are* 'ia Atlantico* popoli di razza gialla. %erch* fuori dal
Cnuo'o continenteD* si tro'ano dei mongolici solo in Asia e in
%olinesia.
$' sicuramente questo dato che ha spinto alcuni storici come il
%adre di &ahag3n a indi'iduare l'America del <ord come luogo
d'origine degli indios del Messico B cosa che 7 'era solo per alcuni
di loro B discendenti da emigranti che fecero un lunghissimo 'iaggio
terrestre. Tanto pi3 facilmente perch 7 nel nord che le tradizioni
indigene situano il punto di partenza dei gruppi 'enuti dal mare* uno
dei quali almeno B quello di =llmanBAuetzalc(atl B era composto* come
a22iamo 'isto* da uomini 2ianchi* 2iondi e con la 2ar2a. Ma non nel
nord dell'An6huac. I testi concordano: i popoli nahua* cio7 le
minoranze 2ianche conquistatrici* erano arri'ate d'oltreoceano.
La loro patria 7 definita con il nome di Tlapall6n* e tutti sono
d'accordo sul senso di questo toponimo: C%aese al di l6 del mareD
F&ahag3nG FL/GH C%aese 'erso l'estD F5end(nG FL.GH C<el mare dell'estD
F9eau'oisG FLLGH C%aese dell'auroraD o C%aese dell',rienteD
FOricPe2ergG FE!G.
Auest'ultima opinione 7 importante* tanto pi3 che il suo autore fa
deri'are Tlapall6n da tlapalli* rosso* e questo colore suggerisce pi3
il &ole al tramonto che all'al2a. Ma la spiegazione che fornisce
9eau'ois 7 infinitamente pi3 con'incente: tlap: estH al: acquaH lan:
in* 'erso Fnel senso di Cattorno aDG. &econdo &ah6gun* tlapcopa
significa C,rienteD. Al 7 una forma di atl che si tro'a in alcuni
composti come alpichia* soffiare l'acqua* spruzzareH altia* mettersi
in acquaH altpetl* montagna umida. Auanto a lan sare22e solo la
land* cio7 terra* paese* delle lingue germaniche.
Il senso esatto di Tlapall6n 7 dunque: C%aese di mare dell'estD. $
i du22i si diradano ulteriormente* dato che il principe indio
Chimalp6hin FLIG precisa* parlando degli immigranti ai quali
consacreremo il nostro prossimo paragrafo* che essi Ca22andonarono il
paese di Tlapall6n e attra'ersarono il mare* l'oceanoD. =n paese del
nord situato a oriente dell'America centrale* che pu( essere solo
l'$uropa.
<el caso di cui ci occupiamo si tratta'a comunque del <ord $uropa.
I racconti nahua ci indicano* in effetti* che nel Tlapall6n c'era una
citt6 il cui nome 7 scritto di'ersamente dagli storici: Tul6n*
Tull6n* Toll6n* Tulla o Tula. $22ene* in Messico* la capitale
dell'impero tolteco si chiama'a nello stesso modo* cosa che ha creato
una confusione alla quale nemmeno noi siamo sfuggiti. La spiegazione
ci 'iene fornita da L(pez de )omara F.#G* quando scri'e: C%erch
'eni'ano da Tulla* si sta2ilirono in seguito a Tull6nD. +etto in
altri termini* =llman* di'entando re dei Toltechi* diede alla sua
capitale il nome della patria lontana. =n nome che si 7 trasformato
lie'emente* passando dal norreno al n6huatl. %erch Tull6n 7
'eramente B non siamo certo i primi ad a'erlo notato B molto simile a
Thul* un toponimo che 'eni'a usato nell'antichit6 e nel Medioe'o per
definire le terre del <ord e in particolare l'Islanda.
CIl nome di Thul B sostiene Isidoro di &i'iglia FLIG all'inizio
del ;II secolo B 'iene dal sole perch 7 stazionario sul solstizio
d'estateD e cio7 perch non tramonta mai. La spiegazione non si
spinge oltre. Comunque* 7 Cdi grande importanza se 7 giustaD* scri'e
9eau'ois FL0GH e niente pro'a che sia falsa. Infatti sono stati i
)aelici* come era naturale 'ista la 'icinanza* i primi occupanti
dell'Islanda* ed 7 nella loro lingua che 2isogna ricercare un nome
del sole analogo a Thul. &i fare22e fatica a tro'arlo non sapendo
che spesso il teta greco corrisponde a s in gaelicoH ce ne
sono numerosi esempi J...K +unque non 7 impro2a2ile che 8I^oUl_
JThouleK sia una trascrizione di &uli* isola del &ole* o &ulia*
&ulai* paese del sole Fdal gaelico sul* sol: soleH i* innis: isolaH
ua* aiH regioneG. Auesta interpretazione* anche se sosteni2ile dal
punto di 'ista filologico* 7 in ogni caso errata* 2ench ci metta
sulla 2uona strada: infatti* tro'iamo gi6 8I^oUl_ nei racconti di
%itea sulla na'igazione nell'estremo <ord* al I; secolo a.C.* quindi
molto prima che gli Irlandesi a'essero occupato e senza du22io
scoperto l'Islanda. Ma l's non corrisponde al teta greco solamente
nelle lingue gaeliche: 7 cos> anche per gli idiomi germanici* senza
parlare dei latini. 8I^oUl_ potre22e pro'enire anche dal norreno
&ole* isola del &ole. Cosa che sare22e pienamente soddisfacente dal
punto di 'ista storico* poich gli Iper2orei* antenati dei ;ichinghi*
na'iga'ano gi6 mille anni e pi3 prima della nostra era ed erano in
rapporti con %itea.
&e quella tra Thul e Tula FTulla* Tull6n* Toll6nG fosse solamente
una semplice assonanza* potre22e essere do'uta a una coincidenza
fortuita. Ma capita che il toponimo n6huatl significhi precisamente
CTerra del &oleD. In effetti* deri'a da tonalli* sole* apocopato in
2ase alla tendenza di questa lingua* e da lan* terra* paese. +a cui
Tonal6n FTonnall6nG* sincopato in Toll6n* Tull6n* Tulla e Tula. <on
c'7 alcun du22io riguardo a questa e'oluzione: Tezoz(moc FL#G dice*
infatti* che gli Aztechi* recandosi dal nord nell'An6huac*
Carri'arono a Coatpec* ai confini di Tonal6n* il luogo del soleD.
$22ene l':istoire des Me@icains par leurs peintures FL"G precisa che
Carri'arono a una collina che 7 da'anti a Tula e che si chiama
Coate2equeD* mentre %adre +uran FL.G scri'e: C'erso la regione di
Tula J...K una collina che si chiama CoatpecD.
Auesta Tula* chiamata ancora Aztl6n* Cla Terra dei 9ianchiD
FL0G* non era che il primo stanziamento degli Aztechi in Messico*
prima di Auetzalc(atl. Lo storico di Cholula* ). de 5oTas F8/G* 7
molto chiaro al riguardo: C&i racconta che i fondatori di questa citt6
JCholollam`CholulaK 'eni'ano da un paese chiamato Tullam JTulaK* cos>
lontano nello spazio e nel tempo che non lo si conosce pi3 e che* nel
cammino* fondarono Tullam* a dodici leghe dal Messico* e
Tullantzinco* che 7 altrettanto 'icina. $ssendosi sta2iliti in questa
citt6 JCholollamK* la chiamarono ugualmente Tullam. Auesta 'ersione 7
la pi3 'erosimile di tutte* causa l'usanza* diffusa in tutti i
popoli* di dare il nome della madre patria alle colonieH 7 quello che
fanno specialmente gli &pagnoli nelle IndieD. L(pez de )omara* come
a22iamo 'isto* a'e'a fatto la stessa osser'azione. +ella Tula
primiti'a* %adre AugusB
t>n de ;etancur F8!G ci dice che si tro'a'a a seicento leghe al di l6
del <uo'o Messico. $ aggiunge: CTutto pro'a con e'idenza* ed 7
a22astanza razionale crederlo* Jche i ToltechiK a22iano dato il nome
di Toll6n alla prima citt6 fondata da loro* perch erano 'enuti
dall'impero di Toll6n* situato nelle regioni settentrionaliD. $ al di
l6 dell'oceano* poich gli storici B per esempio &ahag3n* cos> degno
di fede B associano di frequente Tula a Tlapall6n* di cui a22iamo
'isto prima il senso* assai chiaro. Cosa che* d'altronde* non esclude
l'esistenza storica di una stazione intermedia nell'America del <ord:
a're22e potuto anch'essa chiamarsi Tula. 9eau'ois la colloca sul &an
Lorenzo. %er farlo* si 2asa sulla coincidenza toponimica B Terra dei
9ianchi B di Aztl6n e del :uitramannaland colonizzato nel Canada*
secondo le saghe irlandesi* dai papas gaeliciH nonch sulla citazione
di ;etancur che a22iamo appena riprodotto e sul fatto che gli
storici descri'ono i Toltechi* o Cgente di Toll6nD* B cio7 i mem2ri
della minoranza dirigente B come Cgrandi* 2ianchi e con la 2ar2aD
F8EG e si stupiscono di tro'are tal o talaltro dei loro discendenti
Cdi alta statura e pi3 2ianco di qualsiasi spagnoloD F8EG oppure Ccos>
2ianco e 2ar2utoD F."G.
L'indio I@tlil@ochitl F8.G dice che se gli indi'idui con queste
caratteristiche fisiche non erano pi3 molti all'epoca della Conquista
ci( 7 do'uto a una legge promulgata dopo la distruzione del regno
tolteco che Cprescri'e'a di immolare* all'et6 di cinque anni* i
2am2ini che alla loro nascita fossero molto chiari di pelle e 2iondi*
e che rest( in 'igore fino all'arri'o degli &pagnoliD. &ia come sia*
la TulaBTlapall6n originaria non era situata in America* 2ens> in
$uropa: su questo punto* i testi sono concordi.
Le nostre conclusioni sull'origine dei ci'ilizzatori 2ianchi del
Messico sono confermate da un'opera di eccezionale importanza che
rile'a non tanto la tradizione dei <ahua* ma quella dei Maa. Il
Manoscritto di Chichicastenango F8LG 7 stato redatto poco dopo la
Conquista* nel dialetto quich ma in caratteri latini* da un indio
culturizzato e che si era con'ertito di recente* almeno cos> pare* al
cristianesimo* ma che 7 ansioso di conser'are il patrimonio storico
dei suoi a'i. Auest'opera descri'e* secondo il suo anonimo autore*
Cil %opol ;uh* chiamato cos> in quanto si 'ede'a chiaramente che era
'enuto dall'altra parte del mare J...K. Il li2ro originale* scritto
molto tempo fa* esiste'a* ma 7 nascosto alla 'ista del cercatore e
del pensatoreD. Il titolo dell'opera in questione* che significa
Li2ro del %opolo* testimonia dell'introduzione nel dialetto quich di
termini latini e germanici* do'uta ai papas irlandesi che penetrarono
nell'America centrale all'inizio del 4 secolo* e ai ;ichinghi
che 'i si sta2ilirono nell'anno "I0H nel primo caso forse non solo ai
papas* come stiamo per 'edere. %opol deri'a infatti chiaramente da
popolus in lingua latina e 'uh dal tedesco 2uch* del quale ha il
senso e la pronuncia. <on ci stupiamo che l'autore del Manoscritto in
questione si riferisca a un li2ro scomparso: i Maa* come i <ahua*
possede'ano importanti 2i2lioteche le cui opere* scritte con
geroglifici che C'eni'ano capiti solo dai sacerdoti degli idoli o da
qualcuno degli indios pi3 importantiD F88G* furono sistematicamente
distrutte dai monaci spagnoli. <e restano solo alcuni* che conosciamo
sotto il nome di codices* nascosti dagli indigeni e ritro'ati pi3
tardi. Altri racconti* non molto pi3 numerosi* furono riprodotti
dagli storici o ricostituiti dagli indios ispanizzati. Il %opol ;uh
F8LG 7 il pi3 importante di questi.
Aui non ci interessano le due prime parti dell'opera: il loro
contenuto 7 puramente mitologico. La terza e la quarta* al contrario*
sono di grande importanza perch contengono la storia del popolo
Auich. %rima 'i tro'iamo un racconto sulla creazione dell'uomo da
parte degli d7i progenitori e sulla moltiplicazione dei popoli*
Claggi3 nell'estD: CC'era allora un gran numero di uomini neri e di
uomini 2ianchi* uomini di tanti tipi di'ersi e uomini di tante lingue
di'erseD.
)li a'i dei Auich B e tra loro i Tecpan* ricordiamoci questo nome
B C'estiti di pelli di 2estie* erano po'eri* ma la loro natura era
quella di uomini prodigiosiD emigrarono e Ca'endo sentito parlare di
una citt6* fuggirono l>D. Auesta citt6 era Tull6n. <on 'i rimasero
molto e continuarono il loro 'iaggio. CMori'ano di freddoD a causa
Cdella grandine* della pioggia nera e della ne22ia. 1ace'a un
freddo indescri'i2ileD. $ssi seguirono comunque Cla grande stella che
si chiama Icoquih J;enereK e che sorge per prima da'anti al sole*
quando il sole nasce* la 2rillante Icoquih che era sempre da'anti a
loro* mentre erano a Tull6nBVui'6D. 1u allora che attra'ersarono il
mare: C<on 7 molto chiaro come fecero a passare il mareH passarono da
questa parte come se l'acqua del mare non ci fosse: passarono su
delle pietre in fila sulla sa22iaD. I primi tempi in America furono
difficili* e si dole'ano spesso di a'ere a22andonato la loro patria.
Ci furono guerre* tra loro e con le popolazioni locali* alle quali
infine si imposero. %resero moglie.
=n giorno* i figli di quelli che erano 'enuti Cdall'altra parte del
mare* do'e nasce il soleD B Aocai2* figlio di 9alamBAuitzH Aoacutec*
figlio di 9alamBA2a e Aozhau* figlio di Mahucutah B decisero di
tornare all'est. CAttra'ersarono il mare e arri'arono laggi3
nell'est* dopo almeno un anno di 'iaggioD* precisa il Titulo de los
seXores de Totonicap6n F8IG* un testo quich anonimo che 7 datato
!88L* Ce l> do'ettero rice'ere l'in'estitura del regno. $ tale era il
nome del &ignore* 5e dell'$st da do'e arri'arono. Auando si
presentarono da'anti al signore <a@cit* egli don( loro le insegne del
regno... e le pitture di Tull6n* le pitture* come loro chiama'ano ci(
in cui mette'ano le loro storieD. +i ritorno in )uatemala*
organizzarono la regione e imposero la loro autorit6 ai confinanti.
Auando arri'arono gli &pagnoli* regna'a la dodicesima generazione di
re dei Auich.
Cosa ci dice questo testo- Innanzitutto* che tra la creazione
dell'uomo e la partenza degli CantenatiD dei Auich non succede
nulla. $' logico: gli indios del )uatemala 'i'e'ano un'et6 sel'aggia.
La storia comincia per loro con la partenza da Tull6n dei loro
ci'ilizzatori. %oi* che la citt6 in questione era situata
nell'est B in rapporto all'America B* al di l6 dell'oceano. $'
estremamente curioso notare che i commentatori del %opol ;uh* i'i
compresi uomini come Walter OricPe2erg FE!G* i cui la'ori sono
autore'oli* si ostinano a identificare questo $st nella Cregione
costiera dei moderni &tati messicani di Ta2asco* di Campeche e dello
]ucat6nD* come sostiene Adri6n 5ecinos F8LG che 7 il pi3 recente
traduttore dell'opera. Auest'ultimo arri'a addirittura a scri'ere
questa frase in'erosimile: CIl ricordo dei loro fratelli del Messico
non si cancell( mai dalla memoria delle tri23 guatemalteche* i cui
mem2ri piange'ano l'assenza di coloro che a'e'ano lasciato nelle
terre del nord* cio7 nell'est Je'idenziato in corsi'o da noiK* perch
tale era il nome che da'ano al paese da do'e erano 'enuti e di cui*
dopo tanti anni* a'e'ano solo idee estremamente 'aghe e imprecise
anche riguardo la sua toponomasticaD.
I tre stati di cui si parla qui sopra sono* effetti'amente* nel
nord del )uatemala. $ chiamare C$stD il nord 7 'eramente il colmo
dell'imprecisioneN Auando leggiamo che questo est 7 la terra del
le'ante e che da l> si arri'a attra'ersando il mare* 2isogna 2en
ammettere che l'interpretazione appena riportata 7 non solo a2usi'a
ma anche totalmente ar2itraria. Tanto pi3 che altri testi dell'epoca
della Conquista confermano ampiamente* su questo punto* il %opol ;uh
e dunque escludono qualsiasi errore da parte dell'autore. Ad esempio*
quello che cita 1uentes )uzman F80G e che comincia cos>: CIo* don
1rancisB
co )(mez* %rimo Ahzi2 quich* scri'o su questa carta l'arri'o dei
nostri padri e dei nostri nonni Jcio7: dei nostri antenatiK di laggi3
dall'altra parte del mare* da do'e sorge il soleD. , ancora il Li2ro
di Chilam 9alam de Mani che racconta che gli a'i dei Maa*
partiti da <onoualc* si recarono nell'o'est allontanandosi da Vui'6*
regione o citt6 situata nel Tulap6n: nel paese di Tula.
C'7 da notare ancora come l'arri'o dei ci'ilizzatori che segnarono
l'inizio della storia dei Auich* imponendosi alle tri23 locali* sia
estremamente recente. I re ,@i2BAueh e 9elehe2BTzi B i so'rani quich
regna'ano due alla 'olta B che %edro de Al'arado fece impiccare nel
!8EL* costitui'ano* l'a22iamo detto* la dodicesima generazione*
contandole a partire da 9alamBAuizt* il capo degli immigrati 'enuti
dall'est. Allora* nel Messico* una generazione copri'a un
periodo di sedici anni* se ci 2asiamo sulla genealogia degli
imperatori aztechi. L'arri'o* dunque* e22e luogo 'erso il !..E.
L'autore di %opol ;uh* e senza du22io le tradizioni quich in
generale* so'rappongono tal'olta questo arri'o a quello di
Auetzalc(atl* come gli Aztechi confonde'ano quest'ultimo con quello
dei monaci irlandesi che a'e'ano e'angelizzato il Messico all'inizio
del 4 secolo FE/G. )li indigeni chiama'ano questi monaci culdei nello
stesso modo in cui erano conosciuti anche in $uropa: papas*
dall'irlandese pa2a* che deri'a dal latino papa* padre.
A22iamo 'isto che i figli di 9alamBAuitz e i suoi compagni erano
tornati nel 'ecchio mondo per cercar'i Cl'in'estitura del regnoD e si
presentarono da'anti al &ignore <ac@it. $22ene* questo 7 il nome B
a22re'iato e un po' deformato B che i Auich da'ano a Topiltzin
Ac@itl Auetzalc(atl* che i Maa del nord chiama'ano OuPulP6n. =n tale
errore non ci sorprende perch* all'epoca del soggiorno nello ]ucat6n
del re 2ianco dei Toltechi* i popoli del )uatemala non a'e'ano ancora
storia e la loro conoscenza di a''enimenti che a'e'ano coin'olto i
Maa ci'ilizzati pote'a deri'are solamente da contatti molto tardi'i
con questi ultimi. %er i Auich del 4;I secolo* la terra degli
antenati era la patria di Auetzalc(atl B cosa a22astanza esatta B e
il so'rano* di'enuto un dio* do'e'a essere immortale. Ammesso che il
loro 'iaggio a22ia a'uto 'eramente luogo* ignoriamo da chi Aocai2*
Aoacutec e Aoahau a'essero ottenuto conferma della loro autorit6. Ma
il nome di <ac@it B Auetzalc(atl B dimostra che l'arri'o dei
ci'ilizzatori dei Auich fu di molto posteriore a quello dei
;ichinghi.
E. Le Cgenti del TempioD
I dati fornitici dai testi che a22iamo citato riguardo all'arri'o
in Messico* 'ia oceano* di gruppi di emigranti europei sono
confermati* rafforzati e B su un punto fondamentale della nostra
ricerca B completati dalla cronaca di 1rancisco de &an Ant(n MuXon
Chimalp6hin Cuauhtlehuanitzin FL8G.
$gli scrisse la storia del suo popolo all'inizio del 4;II secolo.
$ra discendente* cristianizzato e ispanizzato* dei principi di
Chalco* regione che attornia il lago omonimo. <on si tratta'a della
storia dei Chalca* tri23 n6huatl arri'ata 'erso l'anno !E8/* ma di
quella di un gruppo molto particolare: CI <onohualca Toli@ca
Tlacochcalca* che ora 'engono chiamati Tlamanalca Chalca* che
arri'eranno poi a prendere il nome di Chalca* come 'engono chiamati
adessoD.
La culla di questo gruppo era Tlapall6n <onohualco* o Tlapall6n
Chicom(tzoc. A22iamo gi6 'isto qual 7 il significato di Tlapall6n*
identificata da Chimalp6hin nelle &ette Ca'erne mitiche seguendo il
Code@ TellerianoB5emensis F8#G e il Code@ ;aticanus FL!G* i quali
menzionano i <onohualca tra le tri23 pro'enienti da Chicom(tzoc.
%er lo storico* come a22iamo 'isto* non c'7 alcun du22io che questo
luogo d'origine fosse situato oltremare: CAuando i <onohualca
Tlacochcalca a22andonarono il paese di Tlapall6n* attra'ersarono il
gran mare* l'oceanoD. %i3 esattamente* teohuatl ]lhuicoatoatl* Cil
gran mare di'inoD. Il traduttore francese di questo testo* 5mi
&imon F8"G* autore di un +ictionnaire de la langue n6huatl che 7
ancor oggi molto autore'ole* aggiunge che na'igarono su Cdelle
conchiglieD. CL'uso di questo termine per indicare una na'e B
commenta il francese 9eau'ois FLLG B non de'e sem2rare troppo
strano per noi che usiamo nello stesso senso il termine coque
FguscioG deri'ato dal latino concha FconchigliaGD. =na recente
traduzione in spagnolo ci d6 una 'ersione del tutto di'ersa FL8G:
C%ortando con loro delle conchiglie di lumache di mare e gusci di
tartarugaD* aggiungendo tra parentesi: Ccome strumenti musicaliD. <on
siamo qualificati per scegliere tra queste due interpretazioni. Ci
limitiamo a segnalare* da OricPe2erg FE!G* che un codice* trattando
di migrazioni di un gruppo di Toltechi* mostra la sua tra'ersata
dell'oceano su zattere e gusci di tartarughe* cosa che sem2ra
appoggiare la prima interpretazione. +'altronde* questo 7 un
dettaglio senza importanza.
&e il senso di Chicom(tzoc e quello di Tlapall6n non permettono
du22i* non 7 la stessa cosa per <onohualco. OricPe2erg FE!G traduce
questo termine con: C%aese dei mutiD* cio7 C%aese di quelli che
parlano una lingua stranieraD. 9rinton FI/G* adottando la grafia
,nohualco che tro'iamo in Torquemada F."G* fa deri'are questo
'oca2olo da onoc* Cessere capitoD* e lo confronta con onohuaan*
Cluogo a2itatoD* riferendosi anche a nonoan* Cluogo di residenzaD.
In fa'ore della prima interpretazione* se lasciamo da parte l'aspetto
filologico del pro2lema* che ci sfugge* notiamo come il termine
<onohualca sia applicato* in numerosi testi nahua* a di'ersi gruppi
di popolazioni disseminate in tutto il Messico* compresi i paesi
maaH in fa'ore della seconda* notiamo che l'insieme <onohualca
Toli@ca Tlacochcalca* che cita Chimalp6hin* sem2ra esigerla* come
'edremo.
Il termine Toli@ca* ci dice 9eau'ois FLLG* Csi decompone in teotl
FdioG* i@tli* faccia e catl al plurale* cio7 ca* gente. Il tutto pu(
essere reso in gente che sta in faccia a dio* o con gente
dalla faccia di'ina o a immagine di dio. Ma siccome l'am2asciatore o
il messaggero 7 l'immagine di colui che rappresenta* i@tli significa
anche in'iato* missionario* e teotli@catl corrisponde esattamente al
termine greco [ggelos* messaggero sacerdote* e apostalos*
messaggeroD. Torquemada F."G* d'altronde* definisce Teotli@co* il
paese dei Totli@ca* Cil posto do'e sorge il soleD B il +io &ole B*
cio7 l'est. Tlacochcalca non 7 meno facile da tradurre: la parola*
sempre secondo 9eau'ois FLLG 7 Ccomposta da tlacochtli apocopato* che
significa tratto* freccia* e da calli* casa* con il suffisso ca* per
definire le persone legate a questo luogo. Il tutto significa: )ente
della casa delle armi* in latino militesD. %i3 tardi* nell'impero
azteco* il titolo di tlacochcatl sar6 attri2uito a uno dei due capi
militari principali. &oustelle FI!G suggerisce che si tratta'a del
responsa2ile degli arsenali. Ci sem2ra pi3 logico B poich l'alto
dignitario era definito con il nome tlacateccatl* Ccolui che comanda
i guerrieriD* quindi le truppe in guerra B che si trattasse del capo
delle caserme* quindi delle truppe a riposo.
&eguendo il senso che diamo a <onohualca* la tripla espressione di
Chimalp6hin significa quindi sia Cstranieri* in'iati di dio* militariD
che Cresidenti* in'iati di dio* militariD. &e a22iamo aggiunto le
'irgole che non ci sono nel testo* 7 perch qui non si tratta di una
denominazione unitaria* ma di un accostamento di categorie. +a una
parte* in effetti* la lingua CagglutinanteD che 7 il n6huatl a're22e
reso in una sola parola il concetto di Cstranieri religiosi e
militariD o di Cresidenti religiosi e militariD.
+'altra parte* queste genti* considerate nel loro insieme* portano
un altro nome* quello di Tecpantlaca* di cui 9eau'ois FLLG d6
un'analisi indiscuti2ile. La parola 7 composta da: tecpan*
tempio* palazzo* che pro'iene da tecuhtli* signoreH da pantli*
padiglione B nel senso di edificio B* muroH e da tlacatl* persona* al
plurale tlaca. +a ci( deri'a C)ente della casa del signoreD o C)ente
del tempioD.
Il nostro autore dice che 7 in quest'ultima accezione che si de'e
intendere il nome dei Tecpantlaca* poich il tecpan o'e ser'i'ano era
quello del dio Tezcatlipoca. Accezione gi6 ammessa al tempo della
Conquista: lo storico MuXoz Camargo FIEG chiama templarios* templari*
i sacerdoti messicani. CAuesto tempio* o almeno uno di quelli che
erano consacrati a questo dio B aggiunge 9eau'ois B porta'a il nome
caratteristico di Tlacochcalco Fcasa delle frecce* o arsenaleG. A
differenza di teopan Fda teotl* dio* e pantliG che significa
esclusi'amente Casa del &ignore dei cieli* tecpan riunisce lo stesso
senso con quello di Casa del &ignore della terraD. %erch* per
l'illustre americanista* non c'7 alcun du22io: i Tecpantlaca non
erano altri che i mem2ri dell',rdo %auperorum Commilitonum Christi
Templique &alomonici emigrati in Messico.
Cos>* egli 'ede nei tre termini accostati usati da Chimalp6hin la
semplice traduzione del nome delle tre categorie di fratelli: i
ca'alieri Fmilites* o tlacochcalcaG* gli ecclesiastici Fclerici* o
toli@caG e i sergenti Fser'ientesG* qui ridotti ai residenti
Fresidentes* o nonohualcaG. &e sostituiamo CresidentiD con
CstranieriD* d'altronde* otterremo un risultato altrettanto
comprensi2ile: questo* infatti* significhere22e che i ser'ientes
portati dall'$uropa non erano a22astanza numerosi perch
continuassero a essere una categoria speciale. C&tranieriD* allora*
si applichere22e ai ca'alieri e agli ecclesiastici.
Auesta ipotesi sem2ra confermata da Chimalp6hin* secondo il quale i
<onohualca Ca'e'ano una lingua che a22andonarono. I loro
anziani hanno nascosto l'anno in cui cam2iarono linguaggioD* dunque
cominciarono a parlare n6huatl. Lo storico* 7 'ero* fa risalire il
fatto alla Torre di 9a2ele* non senza aggiungere innocentemente che
la cronologia dei Chalca non corrisponde a quella dei cristiani...
=na cosa che resta 'alida in questa informazione 7 che i Tecpantlaca
parla'ano* originariamente* una loro lingua B cosa che non ci
sorprende* poich 'eni'ano dall'$uropa B e la dimenticarono col
tempo.
L'esistenza dei sergenti Fser'ientesG nell'ordine messicano* ma
solo del grado pi3 2asso dell'organizzazione templare FresidentesG*
sem2ra* ci( nonostante* deri'are dalla gerarchia che* nel 4;I secolo*
sopra''i'e'a ancora nei Tlamanalca e i Chalca* cio7 tra le
popolazioni che erano state sottomesse all'autorit6 diretta dei
Tecpantlaca. Infatti* i tre ministri principali del regno si
chiama'ano FL8G uno tetzauhquacuili* il C5e'erendo MonacoD F."G* Ccon
la tonsura alla TezcatlipocaD F#G* FL/G* il secondo @ochpoo* il
C%redicatoreD e il terzo caccole* il CMale CacciatoD. Auesti titoli
sem2rano 2en corrispondere alle tre categorie di fratelli del Tempio.
1orse gli emigrati a'e'ano incorporato reclute indigene per
ricostituire la struttura tradizionale dell'ordine.
Chimalp6hin dice che i Tecpantlaca erano arri'ati in Messico alla
fine del 4III secolo. Le due date che fornisce B !E0E e !E"L B
possono riflettere* nella loro discordanza* l'imprecisione che
circonda'a fatti storici 2en anteriori alla conquista* per lui che
scri'e'a all'inizio del 4;II secolo* ma possono anche corrispondere a
due ondate successi'e di immigranti. +opo a'er lasciato Tlapall6n*
cio7* come a22iamo 'isto* l'$uropa* i templari attra'ersarono Cil
gran mare di'inoD e raggiunsero la Cterra secca* Jla terrafermaK in
un punto do'e s2occa'a un grandissimo fiume. <e seguirono le
ri'e fino al primo ramo. Allora a22andonarono il fiume e andarono
'erso oriente* camminando sempre dritto senza 'oltare la schiena al
soleD. +opodich* tornarono in mare per 'isitare l'isola di
Acihuatlmichintlaco. Auindi passarono per molti luoghi che non
possiamo identificare e* in seguito a tre anni di peregrinazioni*
raggiunsero Tullan* che a22andonarono 'ent'anni dopo per sta2ilirsi
Fnel !E""G sulle ri'e del lago di Chalco. +a cui una terza data di
arri'o in Messico* ma sempre nello stesso periodo: !E0".
Auesto itinerario non 7 cos> 'ago come sem2rere22e a prima 'ista e
$ug7ne 9eau'ois FLLG l'ha ricostruito in maniera con'incente. Auale
pote'a essere il Cgrandissimo fiumeD raggiunto in America da na'i a
'ela pro'enienti dall'$uropa- I 'enti e le correnti traccia'ano
percorsi: uno* che passa'a dalle Canarie* non ancora scoperte nel 4II
secolo* fini'a nel golfo del Messico* nel quale sfocia un solo corso
d'acqua importante* il Mississippi* le cui caratteristiche non
rispondono alla descrizione dello storico.
L'altro percorso era diretto* e conduce'a al golfo di &an Lorenzo.
5isalendo il fiume omonimo fino al primo ramo e dirigendosi per 'ia
di terra 'erso est* si penetra nella penisola di Acadia F<uo'o
9runsMicP e <uo'a &coziaG* do'e i papas irlandesi si erano insediati
nel 4 secolo FE/G* FI.G* e si ritro'a l'oceano. A nord 7 situata
l'isola di Terrano'a* cele2re per i suoi luoghi di pesca. Che
corrisponde magnificamente al nome dell'isola 'isitata dagli
immigranti:
Acihuatlmichintlaco. Michin* in n6huatl* significa infatti pesceH
tla* a22ondanza e co* luogo: Cluogo do'e a22onda il pesceD. 5esta
acihuatl. 9eau'ois FLLG sostiene che il termine deri'a
dall'associazione di atl* acqua* apocopato* e di c>huatl* donna*
signora. Cos> a'remmo C&ignora delle acqueD* trasposizione della
&tella maris delle litanie cattoliche e di un documento emanato da un
templare FEG: CMaria* &tella maris* perducat nos ad portum salutis:
Maria* stella del mare* ci conduca al porto della sal'ezzaD.
I marinai dei paesi cattolici hanno sempre a'uto una de'ozione
particolare per <ostra &ignora* nome dato frequentemente alle chiese
dei porti di pescatori. I templari* dal canto loro* ser'i +ei et
2eatae Mariae Fser'i di +io e della 2eata MariaG FEG si erano messi
sotto la protezione della ;ergine* chi de la religion FEG* cio7 capo
dell',rdine* il quale era stato fondato in honore 2eatae
gloriosae 'irginis Mariae Fin onore della 2eata e gloriosa 'ergine
MariaG. 1orse 7 per semplice coincidenza che le montagne di )aspesie*
al sud della prima cur'a del &an Lorenzo* si chiamino ancora oggi
Monti di <otre +ame F<ostra &ignoraG. Tutta'ia* sappiamo* dai
racconti dei fratelli Veno FE/G che* alla fine del 4I; secolo* nella
regione c'erano alcuni discendenti dei papas* o almeno dei loro
o2lati sposati* che erano ci'ilizzati all'europea e possede'ano li2ri
latini che non capi'ano pi3.
<on stupisce* dunque* che nell'isola di Terrano'a ci siano stati*
cento anni prima* un monastero o una cappella dedicati a <ostra
&ignora. A meno che l'isola di Ac>huatl B perch nel Medioe'o si
scri'e'a spesso CisolaD* in'ece di CpenisolaD B non fosse stata la
<uo'a &cozia* l'$scociland FILG degli Veno: la terra degli &cozzesi o
Irlandesi.
&econdo Chimalp6hin* fu dunque nel !E"" che i Tecpantlaca
raggiunsero la regione di Chalco* do'e si sta2ilirono definiti'amente
alcuni anni pi3 tardi* dopo a'ere rice'uto il rinforzo di un nuo'o
gruppo* i %aauht7ca* o gente di %anohuaan* cio7 di %anutl6n* il
porto che gli &pagnoli* l'a22iamo detto precedentemente* chiamarono
%6nuco* lo stesso do'e erano gi6 s2arcati =llmanBAuetzalc(atl e i
suoi ;ichinghi nell'anno "I0.
I Tecpantlaca* comandati da un capo religioso e militare che a'e'a
il titolo di teohuatecuhtli Fsignore che possiede +io: il gran
maestroG e che era assistito B oltre che da molti altri dignitari B
dai tre ministri di cui a22iamo gi6 detto* si imposero alle
popolazioni locali che li a'e'ano preceduti nel paese* tra cui due
tri23 tolteche di un 2uon li'ello culturale. $ssi* dice lo storico*
Cnon erano dei chichimeca Fdei 2ar2ariG ma uomini di corteD. Tra loro
c'era Cun gran numero di ca'alieri e di no2ili d'alto rangoD da cui
nessuno pote'a esigere imposte o ser'izi* degli uomini Cdi lignaggio
estremamente anticoD.
%er circa cent'anni* i nuo'i 'enuti* 2ench de2oli FL8G
conquistarono o 'insero* una dopo l'altra* 'enticinque signorie che
occupa'ano 2uona parte di Morelos* %ue2la e Tla@cala* attuali &tati
del Messico: Canche se la loro estensione B scri'e 9eau'ois B fu
lontana dall'essere paragona2ile a quella della confederazione
messicana* nella quale furono inglo2ati pi3 tardi* per il tempo
forma'ano un insieme a22astanza imponente* dai !// ai !8/ Pm di
larghezza. &e la loro sottomissione Fall'influenza religiosa* ci
sem2ra* pi3 che al potere militareG non era stata 'olontaria
dappertutto* alla fine lo di'enne* poich Jle signorieK presero le
difese dei loro principi spodestati dai messicaniD. I templari
riuscirono a ci'ilizzare in parte anche i Chichimechi* ancora
sel'aggi* che a'e'ano fondato un 'asto impero sulle ro'ine di quello
dei Toltechi. &i pu( attri2uire a loro Cquella rinascita della ci'ilt6
preBCorts che suscita'a tanto l'ammirazione degli &pagnoli. $'
pro2a2ile che* senza di essi* la piana dell'An6huac sare22e rimasta
2ar2araD.
$ ancora* un gruppo sulle tracce di Auetzalc(atl si rec( nei paesi
maa. %er cui i testi B lo a22iamo 'isto B segnalano l'arri'o dal
mare dei CtecpanD partiti da <onouac o Tulap6n* la regione di
Tull6nBVui'6 situata da qualche parte nel nord* dall'altra parte
dell'oceano.
All'inizio del 4; secolo* e'identemente non resta'ano pi3
Tlacochcalca Fca'alieriG* n Totli@ca FecclesiasticiG autentici:
anche i pi3 gio'ani tra gli ultimi immigrati erano morti da molto
tempo* senza lasciare discendenzaK sal'o* forse* qualche
sanguemisto. I residenti sposati 'enuti dall'$uropa non a'e'ano
portato sicuramente le mogli in un 'iaggio che costitui'a una
spedizione militare e i loro figli non pote'ano essere che meticci.
L'ordine istituzionale* le funzioni e i titoli erano stati
conser'ati* ma lo spirito non pote'a pi3 essere lo stesso.
+'altronde* non si parla'a pi3 di Tecpantlaca* ma semplicemente dei
Chalca* dal nome della loro capitale. La loro religione* come
'edremo* cos> di'ersa da quella indigena* si era anch'essa modificata
nel tempo* conser'ando anche strane particolarit6. Il n6huatl si era
sostituito alla loro lingua dimenticata* non senza adottarne qualche
parola. +al !L/0 FL8G* data nella quale i capi do'ettero espatriare
per sottrarsi alle esigenze dei Tnochi* o Aztechi* il loro
inde2olimento era manifesto. I cacciatori nomadi 'enuti dal nord
cominciarono a conquistare l'An6huac... e a ci'ilizzarsi al contatto
con i loro nuo'i 'icini. 5ile'arono* una dopo l'altra* le signorie di
cui il teohuatecuhtli era so'rano. <el !L8"* pretesero senza successo
che gli eredi dei Tecpantlaca portassero pietre per la costruzione di
un tempio in onore del dio =itzilopochtli FLEG* FL#G* FI8G. Il
rifiuto scaten( una guerra sanguinosa che fin> nel !LI8 con la
disfatta dei Chalca* i cui principi furono eliminati e* per il
momento* rimpiazzati da go'ernatori stranieri.
Auando arri'arono gli &pagnoli* il paese dei templari era sotto il
giogo da pi3 di mezzo secolo. La popolazione occasionalmente si
solle'a'a contro i suoi oppressori* alleandosi ai nemici del Messico*
in particolare ai Tla@caltechi. <el !8!"* i principi chalca andarono
a rice'ere Corts a Amaquemec6n* e lo chiamarono il loro teotl*
raccontandogli che i loro antenati Ca'e'ano detto che sare22ero
'enuti a go'ernare quelle terre degli uomini con la 2ar2a
d'oro* che sare22ero arri'ati da do'e si alza il sole* e che* in
ragione delle cose che hanno 'isto* era'amo noiD. Cos> lo riporta lo
storico 9ernal +>az del Castillo FE#G* del quale rispettiamo lo stile
e la grammatica. $ uno dei conquistadores* 1rancisco de Aguilar FIIG*
aggiunge che Ci Chalca furono* fin dall'inizio* sottomessi al re
JCarlo ;K e grandi amici degli &pagnoliD. +i fatto* con i
Tla@caltechi* contri2uirono note'olmente alla presa del Messico. Tra
loro e i Tnochi non si tratta'a solo di una questione politica: la
religione a'e'a la sua 2uona parte* come ci ha dimostrato l'episodio
del tempio a =itzilopochtli.
.. )li d7i nemici
+o22iamo ripetere quanto scritto in un'opera precedente FE/G: un
serio pericolo minaccia coloro che* senza a'ere una profonda
formazione teologica* si applicano a studiare le credenze religiose
dei popoli indios. Infatti* le conosciamo solo attra'erso i racconti
degli storici spagnoli o ispanizzati* che si limitarono a descri'erci
con poco discernimento e meno ancor 2ene'olenza le CidolatrieD dei
<ahua* dei Maa e dei Auitchua come le a'e'ano sentite raccontare
dagli indigeni. C'7 solo qualche rara eccezione* e in particolare
quella di %adre 9ernardino di &ahag3n. +i conseguenza* ignoriamo
tutto sulla teologia precolom2iana dei popoli americani* che ci si
presenta dissimulata dietro innumere'oli miti* spesso contraddittori
e tal'olta incoerenti. $22ene* per noi che siamo a2ituati a religioni
ri'elate* i cui dogmi si deducono razionalmente da testi immuta2ili*
non 7 facile capire il senso di una mitologia e* potremmo dire* i
suoi procedimenti. I popoli pagani ricorre'ano* infatti* a
rappresentazioni sim2oliche che ser'i'ano da quadro a interpretazioni
il cui grado di profondit6 muta'a a seconda della capacit6
intellettuale e mistica di ciascuno. C'7 di pi3: questi sim2oli non
erano uniformi. <on solo ciascuna tri23* a 'olte ciascun 'illaggio*
esprime'a una credenza comune con una modalit6 propria B cos> che
ogni racconto giunge a noi in di'erse 'ersioni che tal'olta si
contraddicono B ma ancora i personaggi mitici mancano di consistenza.
+a un certo dio* in un certo momento* nasce una nuo'a indi'idualit6
che 7 solo l'espressione sim2olica di una qualit6 o di un potere del
suo CpadreD* e due d7i possono arri'are a CfondersiD senza comunque
perdere le distinte apparenze sotto le quali erano conosciuti. &i
nota questo fenomeno specialmente nella mitologia dell'America
centrale* in ragione della so'rapposizione che si 'erific(
nell'An6huac e nei paesi maa con l'arri'o successi'o di
ci'ilizzatori 2ianchi e di tri23 di cacciatori nomadi che si
mischiarono a popoli di antica cultura e spesso li dominarono. Tutti
porta'ano con s i loro d7i* e questi furono incorporati nel pantheon
preesistente che 'enne arricchito e modificato sostanzialmente* nel
quadro di quello che potremmo chiamare un panteismo sincretista.
%erch ci( che caratterizza la mitologia messicana 7 la
personificazione antropomorfica delle forze della natura* considerate
come emanazioni* ipostasi o metamorfosi di un +io supremo che* nello
stesso tempo* crea il mondo e gli appartiene. <on 7 affatto una
concezione inedita: la tro'iamo nei popoli indoeuropei e in
particolare nei paesi germanici.
)li a2itanti dell'America centrale considera'ano questo dio supremo
Cin'isi2ile e impalpa2ile come la notte e come l'ariaD* dice &ahag3n
FL/G: CIl +io grazie al quale noi 'i'iamoH il Tutto %otente
che conosce i nostri pensieri e il dispensatore di tutte le grazie:
il +io in'isi2ile* incorporeo* perfettamente compiuto e puro* sotto
le cui ali tro'iamo riposo e sicuro rifugioD. <on si rende'a un culto
a questo %adre del Cielo* poich era al di l6 dei sacrifici*
inaccessi2ile alle preghiere e non pote'a essere rappresentato
fisicamente. $ra onorato nella persona degli d7i creati* espressioni
di'ersificate della sua potenza assoluta. &em2ra a'ere un nome*
:unahcu* solo tra i Maa* e anche questo non 7 sicuro. I <ahua lo
defini'ano con l'aiuto di perifrasi: CColui che 7 immediatamente
prossimoD* CColui grazie al quale noi 'i'iamoD e pi3 comunemente
Tonacatecuhtli* C&ignore della nostra carneD.
Agli occhi dei credenti* il %adre del Cielo era pi3
specificatamente personificato da un dio principale Fteotl* in
n6huatl* parola simile* in ragione della loro origine comune B +e'a
B al the(s grecoG che era considerato come capo degli d7i creati* al
quale si rende'ano i pi3 grandi omaggi. Ma questo +io non era
necessariamente lo stesso in tutte le epoche* n presso tutti i
popoli della stessa fede. <on solo ogni gruppo* ogni strato sociale e
ogni tri23 o comunit6 a'e'a il suo dio protettore* ma sceglie'a anche
a suo gusto il dio principale. Cos>* gli Aztechi adora'ano come tale
,llin Tonatiuh* nato dall'unione tra Tonacatecuhtli* il %adre del
Cielo* e Tonacac>huatl F&ignora della nostra carneG* la Madre Terra. $'
il dio solare per eccellenza: questo significa semplicemente che il
&ole ne 7 la rappresentazione 'isi2ile.
Altro'e FE/G* a22iamo 'isto che la parola Tonatiuh B che non ha
alcun senso in n6huatl B sem2ra formata dai nomi degli d7i germanici
Thonar FThorG e Tiu FTrG: 7 legittimo domandarsi se ,llin* 2ench
questo termine in s significhi Cmo'imentoD* non sia una
trasformazione del nome di ,dino F,dhinn* in norreno* con un
dh che si pronuncia'a come il th dolce ingleseG. 1orse ,llin Tonatiuh
era una nuo'a personificazione trinitaria di :uehuetotl* il C'ecchio
+ioD* o +io del fuoco che occupa'a ancora un posto indefinito nel
pantheon azteco e il cui nome sem2ra indicare che prima era stato il
+io principale.
&econdo un altro mito FL/G* FL"G* ,llin Tonatiuh B a 'olte confuso
con =itzilopochtli B a'e'a un fratello* Auetzalc(atl* nato dalla
coppia suprema. La Madre Terra* qui chiamata Coatlicue* li a'e'a
concepiti in una maniera molto speciale* che richiama il mistero
cristiano dell'Incarnazione: il primo dopo a'er nascosto sotto la
2iancheria una piuma 2ianca tro'ata in un tempio e il secondo dopo
a'er inghiottito una pietra preziosa. Ma secondo altri racconti
Auetzalc(atl era figlio di Iztac Mi@c(atl B eroe ci'ilizzatore
di'enuto dio della ;ia Lattea e della Tempesta B e della Terra Madre*
qui chiamata Chimalpan o Chimalman. Auesto Mi@c(atl 7 anche chiamato
con il nome di Cama@tli. I suoi capelli 2iondi* ritro'ati dagli
&pagnoli* erano conser'ati come reliquia a Tla@cala* Ccosa che pro'a
B dice MuXoz Camargo FIEG B la 'eridicit6 di quello che racconta'ano
gli anziani: che era un uomo 2ianco con i capelli 2iondiD. =n codice
tardi'o FL"G cerca di unificare questi dati contraddittori: da
Tonacatecuhtli e Tonacac>huatl nacquero quattro figli: Tezcatlipoca
rosso F4ip* dio della TerraGH Tezcatlipoca neroH Auetzalc(atl e
=itzilopochtli. Cos> sparire22e ,llin Tonatiuh* a 'antaggio degli d7i
pi3 recenti che lo spodestano. Lasciamo da parte =itzilopochtli* dio
solare degli Aztechi* che essi* dopo la loro conquista dell'An6huac*
hanno so'rapposto ora a ,llin Tonatiuh ora a Auetzalc(atl. $'
quest'ultimo che ci interessa qui* e pi3 ancora Tezcatlipoca.
+io principale dei Toltechi* molto considerato anche dopo
che =itzilopochtli ha preso il suo posto o si 7 confuso con lui*
Auetzalc(atl ha una doppia origine storica. &otto il suo aspetto
guerriero* 7 il Tarl 'ichingo =llman* di'entato quinto re dei
toltechi nell'ultimo terzo del 4 secolo. &otto l'aspetto sacerdotale*
Auetzalc(atl 7 la personificazione dei papas irlandesi che
e'angelizzarono l'An6huac e il paese maa qualche decina d'anni
prima.
+a un lato* conquistatore e organizzatore al quale i popoli del
Messico de'ono le loro leggi* i calendari* le tecniche agricole e
metallurgiche e* in parte* la loro alta cultura e le credenze
religiose. +all'altro* un riformatore che porta agli uomini una nuo'a
concezione della 'ita e della morale* e che cerca di sostituire il
culto sanguinario dell'eroismo con una religione della penitenza. Con
lui appaiono le nozioni associate del peccato* dei rimorsi* del
perdono e* come corollario* della redenzione. =nificate dai
<ahua* queste due personalit6* non meno di'inizzate* restano 2en
separate presso i Maa: le caratteristiche del loro Itzamn6 sono
simili a quelle del Auetzalc(atl ascetico* mentre OuPulP6n conser'a
la configurazione del Auetzalc(atl guerriero che* nell'An6huac* tende
a confondersi con ,llin Tonatiuh* dio della guerra* e nella sua
iconografia prende le sem2ianze di ,dino FE/G.
+io ascetico o 2ellicoso* Auetzalc(atl manifesta caratteristiche
costanti attra'erso i miti pi3 contraddittoriH personifica sempre la
luce ascendente. Lo 'ediamo prima acquisire il ruolo di guida del
&ole* con il nome di &ignore dell'Aurora: si identifica con la &tella
del Mattino* il pianeta ;enere che precede l'astro di'ino* e ne porta
i sim2oli.
A questo titolo* regna sul mondo dell'$st. &i a''icina anche ad
Apollo* dio degli Iper2orei portato in )recia dagli Achei nella prima
migrazione scandina'a 'erso il Mediterraneo. $' ancora solamente un
dio solare.
A poco a poco* in'ade i poteri di ,llin Tonatiuh* +ioB&ole* sino a
confondersi con lui e* alla fine* a sostituirlo come dio principale.
I Toltechi arri'ano ad attri2uirgli la creazione del cielo* del &ole
e della Madre Terra* cio7 a fare di lui un unico +io FE!G* FI0G.
<el corso della sua 'ita terrestre* il Auetzalc(atl
guerriero a'e'a a'uto serie difficolt6 con suo CfratelloD
Tezcatlipoca* sotto gli ordini del quale a'e'a lasciato la
guarnigione di Toll6n in occasione del suo 'iaggio nello ]ucat6n.
Alcuni racconti ci mostrano il luogotenente solle'arsi contro il suo
capo quando quest'ultimo si indign(* constatando che i ;ichinghi* in
sua assenza* si erano uniti a donne indigene e con loro a'e'ano a'uto
figli. Altri racconti* pi3 leggendari* 'edono Tezcatlipoca come un
mago che* per s2aglio* spinse il reBsacerdote a u2riacarsi e a unirsi
con la 2ella Auetzalptatl. &coraggiato nel primo caso* umiliato e
pentito nel secondo* Auetzalc(atl a22andon( il suo reame* si diresse
'erso la costa e si im2arc( con i suoi fedeli. Cos> i Toltechi
trasformarono il suo sleale compagno nel dio del &ole imputridente*
nemico dell'uomo e della terra.
+opo la sparizione del regno di Tula* Tezcatlipoca guadagna sempre
pi3 importanza. 1ratello nemico di Auetzalc(atl* 7 il dio della
&tella della &era* ;enere* che precede il &ole al tramonto e* per
estensione* il dio dell'oscurit6 notturna* durante la quale di'ora
l'astro di'ino: 7 sim2oleggiato da un giaguaro. =n dio solare*
dunque* eretto contro il &ole: un dio potente* per( mal'agio. C$ra
considerato come un 'ero dio in'isi2ile* che sta'a dappertutto: nel
cielo* sulla terra e nell'infernoH B scri'e &ahag3n FL/G B scatena'a
guerre* inimicizie e discordie* da cui deri'a'ano fatiche e disgusto.
&i dice'a che agitasse gli uni contro gli altri perch scoppiasse la
guerra. Cos> 'eni'a chiamato <ecociautl* cio7 seminatore di discordie
da due parti. $ si dice'a che lui solo si occupa'a di go'ernare il
mondo* che lui solo conferi'a prosperit6 e ricchezzeH e che lui solo
le toglie'a quando ne a'e'a 'ogliaD. +io gio'ane per sempre* che
Ccammina'a meglio e arri'a'a primoD FL/G* era il guerriero
per eccellenza* o* meglio ancora* il nemico F6otlG* come lo
chiama'ano i sacerdoti aztechi di =itzilopochtli. C9ench sia un dio
B scri'e Laurette &Tourn FI0G B le sue contraddizioni non
potre22ero essere pi3 umane: stimola la licenza sessuale* nello
stesso tempo figura come confessore* 7 il padrone dei 2eni di questo
mondo che pu( al tempo stesso dare e riprendereH 7 l'amico dei
potenti* che lo adulano o l'insultano* e degli schia'i* di cui 7
protettore a pieno titoloD. Lo chiamano Moocoa* colui che agisce
secondo la sua 'olont6* che fa come gli pare. ;err6 un giorno in cui*
spinti da lui* i Mostri del Crepuscolo sorgeranno dal fondo
dell',ccidente per distruggere gli esseri 'i'enti* mentre il Mostro
della Terra s2ricioler6 il glo2o tra le sue zanne.
Come spiegare il fatto che* 2ruscamente* nel 4I; secolo e in una
sola regione dell'An6huac* quella di Chalco* Tezcatlipoca perde il
suo carattere CsatanicoD* al punto da 'edersi attri2uire l'epiteto di
<apatecuhtli* Cquattro 'olte &ignoreD* Cperch perdona'a* spande'a
2uone azioni* era misericordioso ed esaudi'a le preghiereD F."G- $ al
punto di accedere al rango di +io unico* oppure* nel tempo* di
perdere il proprio nome per di'enire solo Teotl- C9ench alcuni capi
e signori B scri'e l'indio Juan 9autis
Bta de %omar FI#G B adorassero idoli e offrissero loro sacrifici*
tutta'ia du2ita'ano della loro di'init6H pensa'ano fosse un errore
credere che statue di legno e di pietra* fatte dagli uomini* fossero
d7i. &oprattutto <ezahualcootzin Jre del Te@coco* antenato di Juan
9autista di %omarK era molto perplesso cercando la luce relati'amente
al 'ero +io J...K. Auesto principe torn( a quel che adora'ano i suoi
antenati* come testimoniano molti antichi canti di cui si conoscono i
frammenti FIEG* perch 'i si tro'ano molti nomi e
definizioni in lode di +io: 'i si dice che c'era un solo +io*
creatore del cielo e della terra* che mantene'a tutto quello che
a'e'a fatto e creatoH che sta'a in un luogo senza eguali* in un posto
situato al di l6 dei no'e li'elli Jdel cieloKH che non s'era mai
mostrato in forma umana* o corporea* n in altra formaD. A questo +io
supremo e sconosciuto B il +io che Cadora'ano i suoi antenatiD B
<ezahualcootzin eresse un tempio a no'e piani* che fu chiamato
Chililico* luogo do'e sta il chilitli* in latino medie'ale schilla* o
chilla* campana FL8G. Auesto succede'a nel 4; secolo. Cent'anni
prima* il dio di <ezahualcootzin porta'a ancora un nome:
Tezcatlipoca. Cento anni pi3 tardi* quando Chalco era ormai
sottomessa da molto tempo al potere azteco* la sua immagine non era
del tutto s2iadita: C)li indigeni B scri'e Torquemada F."G B lo
'ede'ano come non creato e in'isi2ile e come il primo di tutti gli
d7i. +ice'ano di lui che era l'anima del mondo J...K. $ssi adora'ano
Tezcatlipoca o Titlacahua JTitlacahuan: Cquello di cui siamo tutti
schia'iDK e lo riconosce'ano come dio o come l'immagine della di'init6
di cui non sape'ano n il principio n l'origine* non ritenendolo
essere mortale* 2ens> l'immortale creatore di tutte le cose. <on 7
con lo stesso rispetto che adora'ano e guarda'ano un altro dio
chiamato :uitzilopochtli* poich lo tennero come dio delle 2attaglie
e loro protettore nelle guerreD.
Cerchiamo di 'ederci chiaro. Il Auetzalc(atl del pantheon messicano
attinge al tempo stesso dall',dino scandina'o* dio solare guerriero*
e dal +io dei cristiani. L'origine di questo doppio aspetto* di
questa personalit6 confusa* ci 7 noto: l'apporto culturale dei
;ichinghi e dei papas. Il Tezcatlipoca dei Toltechi B al tempo
stesso LoPi Fscandina'oG e &atana B si erge di fronte a lui. Ma ecco
che questo dio del &ole notturno* questo dio del male* di'iene
impro''isamente* con i Tecpantlaca* il dio supremo sconosciutoH o* se
si preferisce* i Tecpantlaca attri2uiscono al loro dio il nome di una
di'init6 preesistente nell'An6huac* le cui caratteristiche* a prima
'ista* si prestano male a una tale operazione sincretista. Ma a prima
'ista solamente* perch nel Medioe'o europeo i catari a'e'ano gi6
operato un'identica trasmutazione.
&i sa che per gli gnostici dei primi secoli dell'era cristiana* il
<uo'o Testamento non si limita a rettificare il ;ecchio: al
contrario* segna una rottura con la tradizione e2raica. )eo'a non 7
+io* ma il +emonio* creatore della materia intrinsecamente mal'agia.
+al 'ero +io* sconosciuto* emana la creazione perfetta* ma lo
&pirito* a partire dal quinto cielo* si scontra con il caos* che lo
frena e l'imprigiona. CAll'inizio era la %arolaD* dice il ;angelo di
san )io'anni a cui si ispirarono gli gnostici B o quelli che si
ispirano a loro B* Ce la %arola era in +io e la %arola era +io J...K.
In lui era la 'ita e la 'ita era la luce degli uomini. La luce
splende nelle tene2re J...KD. Il nostro mondo 7 sede del conflitto
tra le due %otenze: tra la Luce* proiezione spirituale del +io
sconosciuto* e le Tene2re* creazione materiale del +emiurgo* di
)eo'a. L'uomo partecipa all'una e all'altra. &olo la Conoscenza pu(
li2erarlo dalla sua prigione carnale. +io la trasmette con la sua
illuminazione* ma anche per mezzo dei suoi In'iati* e i pi3
importanti sono Lucifero e il Cristo. Aueste sono le tesi
fondamentali riprese dai catari. %er loro la sal'ezza pu( essere
ottenuta solo ripudiando la materia. Ascesi* contemplazione* magia*
tutto ser'e per di'entare CperfettiD. L'amore umano che
escluda l'unione carnale e* di conseguenza* la riproduzione* 7 un
esercizio spirituale: stesi nudi nello stesso letto* l'uomo e la
donna dominano il loro desiderio CmaterialeD e non si toccano...
<ella sim2ologia catara* la %arola 7 rappresentata dal &ole. %er
gli al2igesi* l'astro di'ino non 7 B come per i pagani B espressione
'isi2ile dell'ordine del mondo fisico e dei 'alori del mondo morale
Fla gerarchia* l'eroismo* la forza* la 2ellezza* l'amore che procreaG
ma quella del +io sconosciuto* fonte di Luce spirituale. Lucifero* o
Luci2ello* come lo chiamano* non 7 il +emonio come per i cristiani
ortodossi* ma %ortatore di Luce* l'angelo solare pro''isoriamente
'into da )eo'aH un essere di'ino* come il Cristo non incarnato 2ench
a22ia preso le sem2ianze di un uomo. $22ene* Lucifero non 7 un nome
2i2lico* anche se 7 stato applicato a &atana: 7 il nome che i latini
da'ano al pianeta ;enere* alla &tella del Mattino* quella dei figli
di )io'e e dell'Aurora* che i poeti rappresentano come il conduttore
degli astri* il messaggero che annuncia la luce del &ole. Ma C&tella
del MattinoD 7 anche* nel <uo'o Testamento* uno dei nomi dati a
Cristo F&econda lettera di %ietro* !* !"G.
I catari* dunque* ria2ilitano il Lucifero satanico della chiesa
ufficiale e 'edono in lui un alter ego del 5edentore immateriale. Ci
sono 2uone ragioni per credere che i templari li seguano B o li
precedano B su questa 'ia: in particolare* lo indica la loro
concezione del Cristo non crocifisso. &i 'a troppo lontano dicendo
che 9afometto potre22e essere il %ortatore di Luce per quelli che*
relegando <atale e %asqua a rango secondario* fanno della %entecoste
B la discesa dello &pirito &anto B la loro festa principale-
$' ci( che afferma'a* nel secolo scorso* Le Conteulf de Cantelen
FI"G: CIl grande agitatore dell'energia magica* il fuoco 'i'ente e
astrale* 7 il serpente dell'antico li2ro della )enesi. I profani lo
chiamano +ia'olo* ma per gli ermetisti 7 il dio %an* il dio della
nostra scuola filosofica contemporanea* il dio dei teurgi della
scuola di Alessandria e dei mistici neoplatonici dei giorni nostri*
il dio delle scuole gnostiche primiti'e* l'Ahriman dei persiani* il
Tphon degli egizi* il %thon dei greci* il serpente degli antichi
$2rei. $' il 9afometto dei templari J...KD.
Comunque sia* i Tecpantlaca* con Tezcatlipoca* operano una
trasmutazione ancora pi3 completa di quella a cui i catari
sottopongono Lucifero. La &tella della &era di'enta &tella del
Mattino e il &ole della <otte di'enta &ole di Luce. Tezcatlipoca*
all'inizio uguale al Auetzalc(atl ascetico* non tarda a spiazzarlo
dal suo rango di dio principale per identificarsi* alla fine* con il
+io sconosciuto. Cos>* nel Messico* i templari fanno di'entare
pu22lico il culto segreto che* nelle loro commende in $uropa*
rende'ano alla %arola luminosa. Auella %arola luminosa* la cui doppia
personificazione* per i catari ai quali li a''icina'ano tante
credenze* contempera'a gli aspetti di %ortatore di Luce e di Cristo.
In queste condizioni* 7 logico che* senza ripudiare il secondo*
essi a22iano dato preminenza al primo: l'arcangelo guerriero
ingiustamente calunniato e condannato B come loro B dalla chiesa
cattolica. Tutto porta a credere* dunque* che Tezcatlipoca non fosse
altro che Lucifero. ;edremo nel capitolo seguente che un fatto
tangi2ile rafforza questa interpretazione.
L. I 9ianchi di un tempo
&i pu( presupporre che non fu per caso che i Tecpantlaca andarono a
sta2ilirsi a Chalco. +i'erse tri23 li a'e'ano preceduti nella zona:
le prime FLEG* FL"G che a'e'ano a22andonato Aztl6n* la CTerra dei
9ianchiD* mitico stanziamento americano dei popoli migratori
ci'ilizzati del Messico* e gli Aztechi che pretende'ano di
ricollegarsi questi ultimi. C'erano i 4ochimilca* che adora'ano
Auilaztli* un cer'o a due teste F9eau'ois FLLG sostiene che si tratta
di un ca'allo con il suo ca'aliereG che a'e'ano conosciuto grazie a
Iztac Mi@c(atl* il ci'ilizzatore 2ianco e 2iondo di cui a22iamo gi6
parlato. %oi i Cuitlahuaca* il cui dio della pesca* Amimitl Fda atl*
acqua e mitl doppio* frecciaG era sim2olizzato dall'arpione donato
loro da Mi@c(atl* non senza raccomandarsi di adorare anche il cer'o a
due teste. Auindi i Mizquica* con il loro dio Auetzalc(atl* e i
Chalca* con Tezcatlipoca. 4ochimilca F0/G e Mizquica FL"G
discende'ano dai Toltechi* dai quali a'e'ano ereditato la capacit6 e
le conoscenze nel campo delle arti* dell'architettura* della
carpenteria e della meccanica F0/G. I primi a'e'ano una solida
reputazione di taumaturghi* al punto che il loro nome* pi3 tardi* fu
applicato in questo senso agli &pagnoli. I Cuitlahuaca e i Chalca
erano perlomeno imparentati con i Toltechi* non fosse che per la loro
unione con due piccole tri23* i Tlallotlas FL8G e i Chimalpaneca
F8EG* che 'eni'ano dalla Mi@t7ca* paese situato sul litorale
dell',ceano %acifico* i cui mem2ri erano* d'altra parte* sapienti e
a2ili in astrologia. Tutti questi popoli a'e'ano una particolarit6 in
comune: conser'a'ano tradizioni relati'e agli europei che* nel 4
secolo* a'e'ano apportato al Messico conoscenze che a'e'ano
contri2uito al progresso culturale dei Toltechi e dei Maa*
e credenze che* pur se cancellate* erano rimaste impresse nella
mentalit6 degli indios.
+elle quattro tri23 principali alle quali i Tecpantlaca si imposero
prima di confondersi con loro sotto il nome di Chalca* tre si
collega'ano dunque alla doppia tradizione dei ;ichinghiH 'ale a dire*
sul piano religioso* al paganesimo indoeuropeo* panteista in quanto a
concezione del mondo e solare per il suo sim2olismo culturale* e ai
papas gaelici* cristiani ortodossi malgrado il loro particolarismo un
po' e2reizzato. I Chalca primiti'i* al contrario* adora'ano il
sinistro dio del &ole e della <otte* paragona2ile* l'a22iamo detto*
al LoPi scandina'o e al &atana dei cristiani. I templari non a'e'ano
nulla di pagano e* finalmente li2eri di esprimere le loro credenze*
non a're22ero saputo fare ritorno al culto di )eo'a. L'influenza dei
ci'ilizzatori europei anteriori su Mizquica* 4ochimilca e Cuitlahuaca
fa'ori'a certamente la loro penetrazione e se* come scri'e 9eau'ois
FLLG* Cla profezia di Auetzalc(atl fu loro applicata* la fede nella
futura dominazione degli uomini dell'$st di sicuro non fu estranea
all'ascendente che essi guadagnarono cos> rapidamente nella nuo'a
patriaD. %aradossalmente* fu proprio presso i Chalca che tro'arono la
2ase teologica indispensa2ile al sincretismo senza il quale non
a're22ero potuto imporre le loro con'inzioni religiose. %i3
precisamente: in ragione della sua somiglianza con il Lucifero dei
cristiani* Tezcatlipoca si presta'a a una mutazione simile a quella
realizzata dai catariH e gli adoratori di questo dio non pote'ano
certo lamentarsi* 'isto che la loro di'init6 tri2ale sare22e cos>
di'entata dio supremo* espressione unica del +io sconosciuto.
I racconti degli storici non lasciano du22i sul fatto che
questi quattro popoli a22iano a'uto stretti rapporti con i di'ersi
gruppi di europei sta2ilitisi in Messico prima della Conquista.
Auando Montezuma rice'ette dalla costa atlantica i messaggi che
l'informa'ano dello s2arco di Juan de )riTal2a* accompagnati* secondo
l'usanza* da tele dipinte su cui erano rappresentate le na'i degli
&pagnoli e i loro ca'alieri* si ri'olse ai di'ersi a2itanti della
regione di Chalco al fine di ottenere informazioni che gli ser'issero
a sta2ilire quale atteggiamento tenere di fronte agli in'asori. )li
4ochimilca gli in'iarono uno dei loro anziani* Auilastli* che porta'a
manoscritti miniati degli a'i* e che B secondo %adre +ur6n FLEG B
disse all'imperatore Cche sape'a sare22ero arri'ati nel paese degli
uomini a ca'allo su una collina di legno cos> grande da contenere
uomini in gran numero e che ser'i'a loro da casa* e che in quella
mangia'ano e dormi'ano e che sul suo dorso face'ano cuocere il loro
nutrimento e che 'i marcia'ano e gioca'ano come sulla terra ferma e
grassa e che questi uomini erano 2ianchi e con la 2ar2a* 'estiti con
colori di'ersi e che porta'ano sulle loro teste delle acconciature
rotonde* e che nello stesso tempo sare22ero arri'ati altri uomini*
sopra 2estie simili ai cer'i e altri su aquile -S &ulle 2arche che la
loro 'elatura face'a assomigliare ad aquile* secondo
l'interpretazione di 9eau'ois F'. nota LLG. che 'ola'ano come il
'ento. $* tirando fuori un dipinto molto antico* gli mostr( la na'e e
gli uomini 'estiti nel modo che a'e'a detto e lui JMontezumaK 'ide l>
altri uomini a ca'allo e altri su aquile che 'ola'ano e tutti 'estiti
di colori di'ersi* con acconciature sulla testa e la spada alla
cinturaD. I Mizquica e i Cuitlahuaca menzionarono le tradizioni
relati'e a Auetzalc(atl e al ritorno dei suoi figli*
precisando che questi a're22ero portato un costume di'erso dagli
indios e che non capi'ano la loro lingua. Le 'ecchie immagini che
esi2irono per sostenere i loro discorsi mostrarono anch'esse dei
2ianchi B molto di'ersi dagli &pagnoli B rappresentati sulle tele
dipinte in'iate all'imperatore da %6nuco FLEG. &enza du22io i
Cuitlahuaca diedero pro'a di grande prudenza illustrando i loro
manoscritti* perch non era passato molto tempo B era il !8!0 B da
quando Montezuma a'e'a fatto uccidere un discendente di Iztac
Mi@c(atl* Tzompantecuhtli* signore di Cuitlahuactizico* perch questi
a'e'a trattato =itzilopochtli da falso dio* annunciando che il regno
del +io 'ero* creatore di ogni cosa* si a''icina'a FLEG: si dice'a
che conoscesse seicentosedici profezie...
I Chalca non possede'ano pi3 manoscritti relati'i agli uomini
dell'$st: solamente alcuni 2estiari FLEG* FI8G del Medioe'o* di cui
a22iamo parlato nel capitolo I* sui quali erano raffigurati gli
esseri fantastici nati dall'immaginazione degli Antichi e introdotti
nel mondo cristiano da sant'Agostino. CAuelli di Malinalco B dice
%adre +ur6n FLEG B tirarono fuori una pittura che raffigura'a uomini
con un occhio sulla fronte* come i ciclopi* riferendogli che i loro
antenati a'e'ano detto che sare22ero 'enuti nel paese e ne a're22ero
preso possesso* e altri che a'e'ano solo un piede. Auelli del
Marchesato gli raccontarono e gli mostrarono un dipinto con uomini
che da sotto la cintura erano pesci* e gli dissero che quelli
do'e'ano 'enire nel paese. Altri mostrarono personaggi dipinti* met6
uomini e met6 serpentiD. Li2ri di questo genere B e qui sta il 'alore
dei CdipintiD* secondo %adre +ur6n B non pote'ano essere arri'ati in
America con =llmanBAuetzalc(atl* poich i ;ichinghi*
all'epoca* erano ancora pagani. <on 7 da escludere in assoluto che li
a'essero portati i papas* perch esiste un Li2er Monstrorum che
risale al I4 secolo. <ondimeno* 7 poco pro2a2ile. I 2estiari*
infatti* appar'ero pu22licamente solo nel 4II secolo* con quello che
1ilippo di Thaon dedic( a $lisa di Lounain* regina d'Inghilterra dal
!!E! al !!.8* e si diffusero 'eramente solo nel 4III secolo. <*
tanto meno* i Chalca a'e'ano su2ito* prima del 4II secolo* alcun
influsso cristiano. +unque* tutto porta a credere che i li2ri in
questione pro'enissero dai templari. $ lo stesso si pu( affermare per
le tradizioni B non scritte* per quel che ne sappiamo B sul ritorno
dei 9ianchi che <ezahuapilzintli* re del Te@coco Fe figlio di
<ezahualcootzin* del quale a22iamo gi6 menzionato la fede in un +io
unico e sconosciutoG* spieg( al suo alleato Montezuma: il suo regno*
un tempo* era stato sottomesso ai Tecp l'Indocina. &are22e stranissimo
il
contrario.
5esta da sapere se i templari ottene'ano il loro argento proprio
dalle miniere americane.
II. L'argento del Tempio
!. La metallurgia
precolom2iana
All'epoca della conquista* i di'ersi popoli che a2ita'ano il
Messico la'ora'ano oro* argento* rame e anche tre leghe: il tom2acco
Foro* argento e rameG* il 2ronzo Frame e stagnoG e una miscela di
rame e piom2o* sconosciuta in $uropa. Conosce'ano la fonte dei
metalli* ci dicono gli archeologi* solo da circa cinquecento anni* il
che conferma le tradizioni indigene secondo le quali le tecniche e
l'arte della metallurgia furono introdotte* nell'anno "I0 della
nostra era* dall'eroe ci'ilizzatore 2ianco Auetzalc(atl* di'inizzato
in seguitoH cio7 dal Tarl 'ichingo =llman FE/G. 5agion per cui la
metallurgia compar'e prima presso gli ,lmechi della costa atlantica
che nell'An6huac. Il metallo prezioso* e ancor pi3 il rame* erano
comunque rari. Cos>* per i gioielli* si usa'ano delle lamine sottili
s2alzate* mentre le statuette erano ca'e* perch colate sopra la
cera. In effetti* si ignora'a la riduzione dei metalli a partire dal
minerale. La mescolanza naturale d'oro e d'argento* una 'olta
terminato il pezzo* 'eni'a dissolta con amalgama di sale e ossido
d'alluminio. &e i messicani in senso lato usa'ano oggetti di
metallo prima dell'arri'o degli scandina'i B cosa du22ia* perch non
ne 7 stato tro'ato nessuno che risalga alla cultura di Teotihuac6n* n
all'epoca classica dei Maa B questi pote'ano essere solo stati
importati* o fa22ricati a freddo.
Il rame* l'argento* il tom2acco e l'oro 'eni'ano usati per la
gioielleria. &i sa che i Messicani* e pi3 particolarmente i Toltechi*
erano di'entati maestri in questo campo. +Urer* che se ne intende'a*
a'e'a assistito a 9ru@elles Fil EI agosto !8E/G alla prima
esposizione di gioielli da poco in'iati a Carlo ; da :ern6n Corts* e
in seguito a'e'a scritto sul suo diario: CIn tutta la mia 'ita non ho
mai 'isto nulla che mi a22ia tanto rallegrato il cuoreD. %urtroppo*
di queste opere d'arte incompara2ile non resta granch. I conB
quistadores trasformarono in lingotti quello che rice'ettero dalla
spartizione e* cosa ancora pi3 imperdona2ile* l'imperatore fece lo
stesso con il quinto reale che gli spetta'a.
Con il rame B era il metallo pi3 raro e pi3 pregiato B si face'ano*
oltre ai gioielli* strane monete: campanelle e coltellini a forma di
T che ser'i'ano come mezzo di pagamento. $ anche delle asce piatte* i
cui 2ordi erano induriti a martellate* utensili da le'a* aghi* ami*
perfino alcune 'anghe* uniche in America. Il 2ronzo ser'i'a solo per
produrre punteruoli* e con la lega rameBpiom2o si fa22rica'ano
sonagli. Le armi di metallo erano molto rare B le asce di pietra
erano assai pi3 usate di quelle di rame B e gli utensili erano
generalmente di legno. %er ci( che riguarda quest'ultimo punto*
face'ano eccezione solo i Taraschi e gli Vapotechi della costa del
%acifico* ma ci sono 2uone ragioni per credere che importassero dal
%er3 parecchi degli oggetti di metallo. )li storici riportano che
9artolomeo 5uiz de $strada* guida di %izarro* incontr( in
alto mare B a o'est dell'$quatore B una zattera peru'iana carica di
gioielli d'argento e d'oro* coltri di lana di lama e cotone. Il
proprietario dell'im2arcazione* interrogato* disse che a'e'a rice'uto
l'ordine di andare a %anama* per scam2iare il suo carico con delle
conchiglie rosse F&pondlus princepsG* un mollusco che se cattedrali
gotiche
pro'eni'a dall'America del
&ud e che il porto di La 5ochelle* sull'Atlantico* ser'i'a a
importare il metallo.
5esta da sapere do'e si erano diretti i 'ascelli* presumi2ilmente
carichi degli archi'i dell',rdine* che erano fuggiti dalla 1rancia
nel !./0 e di cui nessuno a'e'a mai pi3 sentito parlare. La risposta
a questa domanda adesso pare e'idente: nel Messico. Le tradizioni
della <ormandia riportate da Jean de la ;arende F!#G* secondo le
quali i templari anda'ano a cercare il prezioso metallo in America*
erano false solo a met6.
I fatti che a22iamo presentato* seguendo molto da 'icino la
compilazione e l'analisi di di'erse cronache fatta da 9eau'ois Fsal'o
in quel che riguarda il paragrafo .G* ci mostrano chiaramente che due
gruppi di uomini 2ianchi erano arri'ati nel Messico sulle tracce
dei papas irlandesi e dei 'ichinghi germanoBdanesi. =no negli ultimi
anni del 4III secolo e l'altro nei primi anni del 4I; secolo. Il loro
paese d'origine* che gli indigeni chiama'ano Tlapall6n e Tull6n* o
Tula* era situato all'est del Cgran mare di'inoD* dell',ceano
Atlantico* quindi in $uropa do'e* effetti'amente* le terre
settentrionali* nell'antichit6 e nel Medioe'o* erano conosciute con
il nome di Thul. Tutta'ia* i toponimi in questione sono anteriori
alla migrazione che c'interessa ora: risalgono* infatti* all'epoca di
=llmanBAuetzalc(atl. )li ultimi arri'ati erano dunque 'enuti
dall'$uropa* come i ;ichinghi* ma non necessariamente pro'eni'ano
dalla stessa regione.
Comandati da un gran maestro* Cil &ignore che possiede +ioD*
assistito da tre ministri principali* il C5e'erendo MonacoD* il
C%redicatoreD e il CMale CacciatoD B che sem2rano corrispondere alle
tre categorie ca'alieri* ecclesiastici e residenti* 2ench ci sia un
du22io riguardo a quest'ultimo termine B i mem2ri della comunit6
porta'ano un nome che li comprende'a tutti: quello di templari.
Costitui'ano un ordine militare e religioso. +a una parte* a'e'ano
conquistato con le armi un territorio di apprezza2ile estensione le
cui popolazioni* fin qui go'ernate secondo le norme feudali d'$uropa*
erano sottomesse alla loro autorit6H dall'altra* a'e'ano imposto una
nuo'a religione il cui +io sconosciuto era rappresentato da un essere
solare* un In'iato incaricato di portare la luce dello &pirito nel
mondo materiale. Il 2isogno di sincretismo li a'e'a spinti a
designare come tale un dio malefico della mitologia india*
Tezcatlipoca* de2itamente ria2ilitato. I catari e* senza du22io* i
templari d'$uropa a'e'ano agito nello stesso modo restituendo a
Lucifero B che i cristiani ortodossi a'e'ano confuso con
&atana B il titolo e il ruolo di %ortatore di LuceH proprio a
Lucifero che* nella mitologia romana era* come Tezcatlipoca* il dio
del pianeta ;enere* la CstellaD che precede il &ole nella sua corsa.
;edremo nel capitolo seguente che la somiglianza non si arresta qui e
interessa anche le cerimonie di culto.
)i6 fin d'ora possiamo affermare che i templari del Messico erano
tutt'uno coi templari europei. CAnche quando si contestasse il 'alore
di una parte delle pro'e e degli argomenti sopra esposti B scri'e
9eau'ois FLLG B restere22e a22astanza perch sia impossi2ile
contraddire le nostre conclusioni spiegando in modo di'erso dal
nostro le 'estigia archeologiche* le credenze* le pratiche religiose*
le testimonianze storiche e le reminescenze.D <on c'7 nient'altro da
aggiungere.
5esta da sapere come mai i templari andarono a installarsi in
Messico. <on ci stupisce che conoscessero l'esistenza dell'America
centrale. &appiamo che frequentarono per circa centocinquant'anni* le
coste dell'America del &ud do'e le loro na'i anda'ano a caricare
lingotti d'argento. &appiamo anche che erano in stretto contatto con
i ;ichinghi i cui a'i* nei dintorni dell'anno !///* erano 'enuti dal
Messico. <on 7 nemmeno escluso che 'erso il !!"L a22iano fatto una
puntata in 'iaggio di esplorazione* ma senza insistere* poich la
zona non era in condizione di fornir loro il metallo che allora
costitui'a la ragione delle loro spedizioni d'oltreoceano. La
situazione cam2i( del tutto quando l'alleanza del papa e del re di
1rancia mise in pericolo la stessa esistenza dell',rdine che* al
contrario degli ,spitalieri* non era mai riuscito a ottenere un
territorio pienamente autonomo do'e essere al riparo dalle
pressioni e dalle minacce del doppio potere spirituale e temporale.
Le cose pote'ano mettersi male da un momento all'altro e i templari
pensarono di assicurarsi una 2ase di ripiego. Anche se commercia'ano
con loro* i ;ichinghi non a'e'ano mai riser'ato ai templari
accoglienze molto calorose. %rima del !E"/* l'e'entualit6 di
sta2ilirsi nell'America del &ud non sem2ra'a affatto attraente. %i3
tardi* 2isogn( perfino escluderla: l'impero di Tiahuanaco era
distrutto* in preda al saccheggio e all'anarchia. 5esta'a il Messico.
Tutto* comprese le date forniteci da Chimalp6hin B imprecise poich
multiple B porta a credere che l',rdine in'i( negli ultimi anni del
4III secolo un'a'anguardia in America centrale* e che questa fu
rice'uta a 2raccia aperte perch gli indios non a'e'ano dimenticato
Aueztalc(atl n la sua profezia di un ritorno degli uomini 2ianchi
con la 2ar2a* ai quali sare22e stato 'ano resistere. &oggiornarono a
Tull6n* antica capitale dei Toltechi* ma forse 2isogna 'edere questa
tappa solo come una conseguenza del fatto che le tradizioni indigene
assimila'ano i nuo'i 'enuti agli europei del 4 secolo. Auindi* i
templari si sta2ilirono a Chalco* do'e rice'ettero un nuo'o
contingente di fratelli che erano approdati a %anutl6n* la %6nuco di
oggi. Auesto* secondo Chimalp6hin* a''eni'a nel !./L: in realt6 era
il !./0* data in cui l',rdine 'enne sciolto. Alcuni uomini si
im2arcarono in 1rancia e non si sa do'e si diresseroH nello stesso
periodo* in Messico* s2arcarono degli uomini che non si sa da do'e
pro'enissero. La conclusione s'impone da sola. &e gli archi'i del
Tempio furono caricati a La 5ochelle B come tutto sem2ra indicare B
sulle na'i della flotta atlantica dell',rdine* furono messi al sicuro
a Chalco. In questo caso* cosa ne 7 stato- 1urono distrutti
dagli Aztechi o scoperti dagli &pagnoli e consegnati da loro alla
&anta &ede- <on lo sappiamo.
Con ogni pro2a2ilit6 i fratelli* partendo per l'America*
ipotizza'ano che si trattasse solo di mettersi sotto coperta fino
alla fine della tempesta. &e questa fu la loro pre'isione* si dimostr(
errata. L',rdine spar> per sempre. Isolati oltre oceano* i templari
e22ero la possi2ilit6 di agire a modo loro* dando li2ero corso alla
loro sete di conquista e proclamando le dottrine che fino ad allora
a'e'ano do'uto sempre celare accuratamente. Ma nessuna nuo'a recluta
'enne a colmare i 'uoti che la morte compi'a nelle loro fila. I
ca'alieri e gli ecclesiastici erano 'otati al celi2ato. I residenti
sposati 'enuti dall'$uropa B sare22ero solo i marinai delle na'i B
non a'e'ano portato le mogli con s. Tutti scompar'ero senza lasciare
altra discendenza che qualche meticcio.
+unque* il Tempio si Cindianizz(D rapidamente e* cinquant'anni dopo
l'ultimo arri'o* non do'e'a pi3 contare nessun 2ianco. La fine fu
pre'edi2ile. Al momento della Conquista* dei templari resta'ano solo
alcune credenze deformate e alcuni riti. $ il ricordo di un'a''entura
pi3 o meno confusa con quella B molto pi3 antica B degli autentici
1igli del &ole.
I;. &im2oli templari
in America
!. La croce
+al momento in cui i conquistadores misero piede sulla terraferma
del Continente* inizi( per loro una serie di sorprese. &i aspetta'ano
di tro'are* come nelle Antille* dei Csel'aggi di cui si pote'a
du2itare B come fecero papi e concili B che fossero uomini e non
scimmie parlantiD.
$d ecco che si erge'ano da'anti a loro delle citt6* pi3 ordinate di
quelle europee* i cui palazzi e templi ri'aleggia'ano B spesso
superandoli B con quelli di &i'iglia o &aragozza. Citt6 a2itate da un
popolo ci'ile* la cui aristocrazia* dai modi raffinati* 'i'e'a in
mezzo a opere d'arte incompara2ili e conser'a'a nelle sue 2i2lioteche
manoscritti miniati nei quali i 'eri sapienti ritro'a'ano i fatti di
una storia multisecolare* i miti di una religione complessa ma
profonda* i dati di una astronomia progredita almeno quanto quella
che si insegna'a a &alamanca.
%oi Corts ascolt( Montezuma* l'imperatore dalla 2ar2a 2ionda FE#G
che gli parla'a dei suoi a'i* uomini 2ianchi che tempo prima a'e'ano
conquistato il Messico e dei quali gli &pagnoli pote'ano
osser'are i rari discendenti dalla carnagione ri'elatrice F.#G.
In %er3* qualche anno pi3 tardi* gli uomini di %izarro si
tro'arono* manoscritti a parte* da'anti a uno spettacolo altrettanto
sconcertante: ancor di pi3* forse* poich l'aristocrazia B gli Inca
propriamente detti B era integralmente 2ianca e 2ionda* anche se*
senza du22io* 'agamente di sangue misto F08G.
Ma gli a''enturieri* cristiani alla loro maniera* sino al
fanatismo* non credettero ai loro occhi quando constatarono che
quegli adoratori di Cidoli mostruosiD* nel nord come nel sud*
'enera'ano nei loro templi* erge'ano nei loro cimiteri e imprime'ano
nei muri il sim2olo per eccellenza della redenzione: la croce.
C<ella nostra America B scri'e
Ad6n Auiroga F0IG B la profusione con la quale si tro'a JquestoK
sim2olo 7 tale che sicuramente non c'7 popolo che non l'a22ia
impiegato come segno sacro o quantomeno figurati'o.D
In Messico* gli storici della prima epoca FL/G ne segnalano la
presenza in un tempio di Tenochtitl6n e in quello di %opa6n. Corts*
nel corso della sua spedizione a Ta2asco* si im2att in una croce di
pietra alta circa un metro.
A )uatulco* i conquistadores 'idero un'altra croce: era impressa su
una roccia* a fianco dell'immagine del CsantoD F00G e l'attri2uirono
a qualche apostolo che a'esse e'angelizzato la regione: la sua natura
era cos> e'idente che il 'esco'o di ,a@aca* Juan de Cer'antes* la
fece trasportare nella sua cattedrale. A dire il 'ero* ce n'erano
dappertutto e l'iconografia messicana ne fornisce numerosi esempi.
Auetzalc(atl porta'a una croce greca sul copricapo o sul mantello.
Tezcatlipoca a'e'a una croce di sant'Andrea sui suoi
paramentiH :uehueteotl* il C'ecchio +ioD* o C+io del fuocoD* sulla
sua enorme acconciatura a'e'a una croce di Tiahuanaco*
curiosamente in stile peru'iano. &i 'ede una croce latina sulla
CcappaD di un sacerdote riprodotto nel Codice Maglia2ecchi. Le tom2e
dell'An6huac erano tracciate a forma di croce* mentre quelle
dell'isola di Cozumel* nel paese maa* erano sormontate da croci:
d'altronde* gli a2itanti porta'ano in processione una croce in tempi
di siccit6.
Tutti conoscono la croce di %alenco nello ]ucat6n. Ma si tratta
'eramente di una croce- L'uccello che la sormonta permette di
du2itarne* poich 7 il sim2olo del &ole al quale anda'ano a unirsi i
guerrieri caduti in 2attaglia e le donne morte partorendo: questo
sim2olo si ritro'a sugli Al2eri della ;ita in Messico* che
assomigliano B tanto da poter trarre in inganno B all'irminsul
germanico e al frassino ]ggdrasil degli scandina'i* nel quale
rappresenta il Walhalla* dimora eterna degli eroi. A %alenco*
tutta'ia* l'Al2ero* se Al2ero 7* prende indiscuti2ilmente Fper
sincretismo sim2olico-G l'aspetto di una croce latina.
<el %er3* come in tutte le regioni dell'impero di Tiahuanaco* le
croci greche a22ondano* in forme leggermente di'erse* sui muri degli
edifici* sul 'asellame* nelle incisioni su pietra. Ma si
tro'a anche la croce latina come elemento di architettura e su pezzi
di 'asellame.
Anche a Tiahuanaco il nostro corrispondente 1ritz 1erger ne ha
tro'ate due: una sul monolito %once* dissotterrato solo da qualche
anno* e l'altra su una lastra di pietra* nel luogo chiamato
Oantataita. $rano ancora croci quelle che ser'i'ano come confini
alle strade reali. )li imperatori inca porta'ano lo stesso segno* ma
nella sua forma greca* nelle loro lettighe* a 'olte sugli a2iti.
+urante la festa di O6pac 5ami F0#G in cui festeggia'ano* in
dicem2re* il solstizio d'estate* gli Inca indossa'ano la huahuaclla
nera e gialla* che a'e'a al centro una croce rossa.
A Cuzco* i so'rani conser'a'ano una croce di diaspro*
2ianca e rosa* nella cappella del loro palazzo. +opo la conquista*
gli &pagnoli la misero nella sacrestia della cattedrale* attaccata a
un chiodo a cui era appesa una corda che passa'a dal 2uco aperto alla
sommit6 di uno dei 2racci. CLa croce era quadrata B racconta
)arcilaso F0#G* che la 'ide ancora nel !8I/* prima di tornare in
&pagna B tanto larga quanto alta. Misura'a circa tre quarti di 'ara
JI/ cmK* forse meno* tre dita di larghezza e altrettante di spessore.
$ra fatta di un unico pezzo* molto 2en la'orato* con angoli perfetti.D
A Cara2uco* al 2ordo del lago Titicaca* si 'enera ancora una grande
croce latina fatta col legno di una quercia che si tro'a solo all'est
della Cordigliera. &econdo la tradizione* fu portata 'erso il !E8/
dal prete cattolico che gli indios del %aragua chiama'ano %a Vum
F%a'i* secondo l'ortografia guaran> unificataG e che i ;ichinghi di
Tiahuanaco chiama'ano Thul )nupa F%adre )nupa* in norrenoG e di cui
riparleremo nel capitolo seguente.
A questo personaggio si riferisce la croce che ha dato il suo nome
all'attuale pro'incia 2oli'iana di &anta Cruz de la &ierra. $ra
incisa su una roccia* a lato di due impronte di piedi* le CfrecceD
con cui i ;ichinghi segna'ano i loro sentieri FELG. <el %aragua*
a22iamo tro'ato due croci latine: una nel frammento del fregio che
sormonta'a il rifugio sotterraneo di Cerro TuTa ,g FEIG* 'icino alla
fonderia di metalli preziosi dell'Aquida26nB<igui* l'altra su una
pietra tro'ata negli sca'i del tempio 'ichingo di Tacuati FEIG*
'erosimilmente cristianizzato in conseguenza della predicazione di
%a'i Vum.
%otremmo riempire un'enorme opera con citazioni di questo
tipo* semplicemente riprendendo gli studi di Auiroga F0IG e di
Jimnez de la $spada F0"G. +iciamo solamente che* in tutta l'America
centrale e in quella del &ud* si tro'ano croci precolom2iane un po'
dappertutto* in grandissimo numero. I religiosi che accompagna'ano i
conquistadores si impressionarono B non tutti* comunque B 'edendo'i
la pro'a di un'e'angelizzazione anteriore* e quelli in 2uona fede si
mostrarono piuttosto scossi nel tro'are il sim2olo della loro
religione in mezzo a idoli esecrati. I loro successori fecero un
passo in pi3* identificando %a'i Vum con san Tommaso Fsanto Tom* in
spagnoloG che* secondo la religione cattolica* era apostolo delle
Indie orientali. +al secolo scorso* molti americanisti hanno reagito
contro queste interpretazioni improprie. Ma spesso l'hanno fatto
senza discernimento.
La croce* in s* 7 una figura geometrica molto semplice* poich 7
fatta con due 2racci che si incrociano ad angolo retto. Con il
cerchio* costituisce uno degli elementi di 2ase della geometria*
scienza conosciuta necessariamente da tutti i costruttori. $'
ugualmente legata all'astronomia e c'7 una ragione se la
costellazione pi3 riconosci2ile e la pi3 utile dell'emisfero australe
porta il nome di Croce del &ud. $ infine si rif6 alla croce la 5osa
dei ;enti* anche e soprattutto ridotta alla sua espressione pi3
semplice* cio7 la rappresentazione dei quattro punti cardinali.
Iscritta in un cerchio* ne di'ide lo spazio in quattro parti uguali e
si trasforma in ruota che tende a girare sul suo asse. +i'enta anche
un sim2olo solare* come la s'astica* o croce gammata* che ne 7 il
perfezionamento.
<on sorprende* dunque* che la croce sia conosciuta fin dalla
preistoria da tutti i popoli in grado di accedere al
concetto* dunque al sim2olo* astratto per definizione. Ma* proprio
perch esprime pi3 di quanto non sia* ogni sim2olo suscita
'enerazione in coloro che sanno interpretarlo ma anche tra quelli che
non lo decifrano e per i quali rappresenta l'incomprensi2ile* quindi
il di'ino. +a qui deri'a il suo significato religioso. $22ene* la
croce* al contrario della s'astica* 7 un sim2olo estremamente facile
da immaginare e da tracciare. Cos> la tro'iamo pressappoco
dappertutto* senza che ci sia 2isogno di cercare la minima
spiegazione sulla diffusione del fenomeno.
C'7 da dire che la croce non 7 legata esclusi'amente al
cristianesimo* che anzi l'ha adottata piuttosto tardi come sim2olo
della redenzione. Ci sono anche molte 2uone ragioni per pensare che
la Chiesa* facendola sua* a22ia solo ripreso B conformemente alla sua
tattica dei primi secoli B un 'ecchio sim2olo pagano* 'olontariamente
confuso con lo strumento di tortura del Cal'ario* il quale*
nondimeno* a'e'a la forma di un tau. Auesto spiega perch non si sia
mai riusciti a unificare la figura del segno cristiano per
eccellenza. Le chiese d',riente hanno conser'ato* anche a22ellendola
in 'ari modi* la croce greca dai quattro 2racci uguali. La chiesa
d',ccidente 7 riuscita solo di recente a imporre la croce latina* pi3
giudeoBcristiana dell'altra* in quella che 7 la forma pi3 lontana dal
sim2olo pagano originale. <on 7 per caso che le sette protestanti
l'hanno adottata tutte.
Le di'erse croci precolom2iane* di cui a22iamo 'isto prima alcuni
esemplari particolarmente rappresentati'i* non sono necessariamente
la conseguenza di una predicazione del cristianesimo. Alcune non lo
sono certamenteH quelle* ad esempio* di cui ci parla lo storico
Vamorra FE/G: &uaBOon* che 'eni'a chiamato anche :uPPBOon Fil Cre
delle na'iD* in norreno* da PuPPert* na'e e Pon* reG in'iato da
OonBTiscsiB:uiraPocha Fci'ilizzatore 2ianco del %er3G presso gli
indios del <ord* insegn( loro a dipingere delle croci sui loro
mantelli per C'i'ere santificati in +ioD. Ma non 7 escluso che altre
lo siano* soprattutto quando adottano la forma latina. Tra queste
ultime* due degli esempi che a22iamo fornito sono discuti2ili. =no
potre22e 2enissimo essere un semplice moti'o di decorazione
architettonica e l'altro il mero risultato di un pessimo tracciato.
La croce di %alenco 7 latina* ma a22iamo 'isto che si confonde con un
Al2ero della ;ita* cosa che sare22e sufficiente a spiegare la
sproporzione dei suoi 2racci. %er contro* quelle di Tacuati e di
Tiahuanaco* senza parlare di quella di Cara2uco* sulla quale
torneremo nel capitolo successi'o* sono perfette. <ondimeno* lo
ripetiamo: la croce geometrica 7 impiegata troppo comunemente perch
la sua presenza permetta qualsiasi conclusione definiti'a. Ma ce ne
sono alcune che escludono ogni possi2ile du22io.
E. Altri tipi di croci
Lasciamo da parte la croce inscritta in un cerchio* quella che in
generale 'iene chiamata Ccroce celticaD* 2ench sia stata conosciuta
millenni prima che i Celti apparissero nella storia: da una parte*
l'a22iamo detto* costituisce una figura molto semplice la cui
in'enzione pu( esser stata spontanea. +'altra parte* l'a22iamo
tro'ata sull'a'amposto 'ichingo di ]'truz3* nel %aragua*
in mezzo a iscrizioni runiche che sono state tradotte. Aui* almeno*
la sua origine scandina'a 7 indiscuti2ile. <on insistiamo nemmeno
sulla s'astica* sim2olo per eccellenza dei popoli indoeuropei: 7 un
segno troppo ela2orato e specifico perch gli possa essere attri2uito
un carattere autoctono* ma tutto porta a credere che la sua
introduzione in America sia do'uta ai ;ichinghi. Limitiamoci alle
croci patenti Fcio7* i cui 2racci si allargano o si incur'ano alle
estremit6G.
+a quando il cristianesimo adott( la croce greca come sim2olo* le
di'erse chiese* le sette e B pi3 tardi B gli ordini religiosi* si
applicarono a dare alle croci* per il proprio uso* un aspetto
di'erso. Tutta'ia* per la sua semplicit6* il segno non si presta'a
affatto a 'ariazioni. &al'o che per due punti: la forma dei 2racci*
che pote'a allargarsi partendo dal centro fino a raggiungere* al
limite* la forma di un triangolo* e quella delle loro estremit6* che
permette'a molte creazioni. Cos> apparirono le croci patenti. <on
c'era dunque nulla di spontaneo nella loro creazione* ma* al
contrario* uno sforzo intenzionale di di'ersificazione. =n caso
fortuito* una coincidenza potre22e rappresentare la spiegazione del
perch uno stesso sim2olo complesso sia stato composto in due zone
di'erse senza contatti tra loro. Ma anche l'azzardo ha i suoi limiti.
$* d'altronde* in America B do'e tro'iamo molte croci patenti B il
parallelismo tra Messico e %er3 7 troppo e'idente perch non si possa
'eder'i il risultato di una stessa influenza.
<on ci soffermiamo sulle croci massicce a 2raccia triangolari: sono
troppo geometriche perch sia possi2ile trarne una conclusione
definiti'a. Consideriamo in'ece quella che Auetzalc(atl porta sul suo
scudo.
<on 7 consentito alcun du22io: si tratta di una croce di
Malta* o croce di san )io'anni. La ritro'iamo a Tiahuanaco* senza il
cerchio* e su un 'aso dell'isola di MaraT(* nel delta dell'Amazzonia.
Auattro di quelle che sono raffigurate su un pettorale in
2ronzo* riprodotto nel 'olume di %ierre :onor* La Legenda de los
dioses 2lancos* 9arcellona* !"I8* hanno 2racci che sono leggermente
arrotondati alle estremit6.
La quinta 7 fatta interamente con tratti dritti. =na di esse ha*
per la sua posizione* l'apparenza di una croce di sant'Andrea. Le
differenze che si notano tra le une e le altre* e fra tutte quelle
dello stesso tipo* sono insignificanti. La forma 7 essenzialmente la
stessa* in tutti i casi.
$'identemente* la presenza in America della croce chiamata Cdi
MaltaD non pu( essere do'uta ai ;ichinghi s2arcati nel 4 secolo nel
golfo del Messico FE/G* 'isto che la &candina'ia* all'epoca* era
ancora pagana. <on possiamo nemmeno attri2uirla ai papas irlandesi
che* anteriormente* a'e'ano predicato il cristianesimo ai <ahua e ai
Maa FE/G: ne ritro'iamo la traccia solamente in Messico*
mentre la croce in questione appari'a anche in %er3. 5estano i
templari.
$22ene* la croce di san )io'anni 7 esattamente quella che compare
sul sigillo del gran maestro occulto dell',rdine ritro'ato* insieme a
quello che a22iamo descritto nel capitolo I* negli Archi'i nazionali
di %arigi: l'autentica croce templare* a partire dalla quale si
differenziano* con il tempo* la croce a otto punte che ci 7 pi3
familiare* simile* in forma pi3 massiccia* a quella degli
,spitalieri* e quindi la croce a 2racci ineguali* sempre pi3 simile a
una T* che i ca'alieri porta'ano sui loro a2iti e sulle 'ele delle
na'i templari.
Altre croci patenti non meno europee B ma lineari B si
aggiungono* confermandoli* ai sim2oli precedenti. Auella* ad esempio*
che appari'a sulla stele di Monte Al26n* in Messico e che ritro'iamo*
anche se in posizione differente tra i segni di di'ersa origine B
rune* lettere latine* le cifre dette Cara2eD B che* secondo lo
storico inca %helipe )uaman %oma de Aala F#/G adorna'ano la tunica e
la cintura dell'imperatore di Cuzco e il cui insieme ci resta
incomprensi2ile.
=n'altra* con due 2racci che si ramificano* all'estremit6* in due
2ranche di'ergenti* compare in un'incisione su pietra nel Cerro
<egro* 'icino a Tinogasta* nella pro'incia argentina di Catamarca che
face'a parte dell'impero di Tiahuanaco e di quello di Cuzco.
1ritz 9erger* ingegnere tedesco e consigliere dell'esercito
paraguaiano tra il !"L/ e il !"LI* del quale a22iamo parlato in
un'opera precedente FEIG e al quale sono do'ute moltissime scoperte
di primaria importanza nell'Amam2a* riproduce questa stessa croce*
ma completa* in una delle sue lettere a un'amica di Monaco* ma
sfortunatamente senza precisarne l'u2icazione.
$22ene* conosciamo gi6 questo segno: 7 stato tro'ato su un
medaglione dissotterrato a Montsgur durante gli sca'i del !"I8. <on 7
necessario ricordare che Montsgur 7 la fortezza che* nelle mani dei
catari* resistette per un anno* nel 4III secolo* all'assedio del
siniscalco degli Arci e dei suoi crociati.
Alla sommit6 del Cerro TuTa ,g in %aragua* nella zona
do'e a'e'a la'orato 9erger* a22iamo tro'ato un'altra croce
leggermente di'ersa i cui 2racci si ramificano in tre 2ranche. $'
identica a quella che orna un altro medaglione cataro.
$22ene* a22iamo esposto 2re'emente* nel capitolo I* le ragioni che
spingono a credere a una coincidenza ideologica* dunque a esplicitare
rapporti tra al2igesi e templari. Aueste ragioni 'engono
prepotentemente rafforzate dalla presenza in America del &ud di
sim2oli catari* che possono esser'i stati portati solo dalle na'i
dell',rdine.
.. &im2oli ermetici
C'7 ancora una 'ariet6 di croci che a22iamo rile'ato sempre nella
regione paraguaiana dell'Amam2a* ad alcune decine di chilometri
dalla fortezza 'ichinga di Cerro Cor6* ai piedi della quale
si tro'a'a la fonderia per metalli preziosi di cui a22iamo gi6
parlato. A tre chilometri a nordBest dell']'t %era* il poggio che
le tradizioni indigene presentano come l'antica dimora del re 2ianco
Ipir e sotto il quale 7 stata tro'ata un'enorme ca'it6 che* per
mancanza di mezzi* non 7 stato ancora possi2ile aprire* si erge il
Cerro Os. &ulla superficie del 2anco di pietra intagliata che ne
costituisce la sommit6 si tro'a una serie di sim2oli sorprendenti
FEIG.
=no di questi* che 7 presente due 'olte* a prima 'ista somiglia a
un algiz F5G dell'antico futharP runico o a un hagalaz FhG di quello
nuo'o. L'a22iamo cos> definito* del resto* nella nostra opera
precedente FEIG. Ma troppo s2rigati'amente.
Il segno in questione 7 costituito da un'asta che passa per il
centro di una croce di sant'Andrea.
Indipendentemente dal contesto* quel che oggi ci fa du2itare che si
tratti di una lettera runica 7 il fatto che l'asta sia CpiantataD in
una specie di piedistallo.
Infatti* la figura prende cos> l'apparenza del crisma
semplice Fil monogramma di CristoG della sim2ologia cristiana*
formato dalle due lettere greche I e 4 Fiota e chiG iniziali di
IRsous Orist(s. Ma sim2oleggia anche il &ole in cima all'Al2ero del
Mondo. &otto questi due aspetti congiunti* si tratta di una
rappresentazione pi3 schematica del Cristo solare* che esprime in un
modo pi3 concreto l'ostensorio della liturgia cattolica.
5en )unon F#!G ci dice che eliminando il piede della CcroceD e
unendo due a due le estremit6* si ottiene Cla figura 2en conosciuta
dell'esagramma* o sigillo di &alomone* formato da due triangoli
equilateri opposti e intrecciati J...K. L'ermetismo cristiano
medie'ale 'ede'a* nei due triangoli e nell'esagramma* tra le altre
cose* una rappresentazione delle due nature* di'ina e umana*
personificate in CristoH e il numero sei* con il quale questo sim2olo
7 naturalmente in relazione* ha* tra i suoi significati* quello di
unione e mediazione J...K.
Auesto stesso numero* secondo la ca2ala e2raica* 7 anche il numero
della creazione Fl'Copera dei sei giorniD della )enesi* in rapporto
con le sei direzioni dello spazioGH J...K l'attri2uzione del suo
sim2olo al ;er2o si giustifica altrettanto 2ene: insomma* si tratta
di una specie di traduzione grafica dell'omnia per ipsum facta sunt
del ;angelo di san )io'anniD. Aggiungiamo che* sul piano mistico* i
due triangoli del sigillo di &alomone esprimono uno l'illuminazione
da parte del ;er2o e l'altro la contemplazione nell'amore* mentre il
loro equili2rio* in architettura* sim2oleggia l'Arte 5eale nel suo
insieme e* pi3 particolarmente* il tratto degli CaffiliatiD. 5agion
per cui i 1igli di &alomone a'e'ano adottato l'esagramma come
marchio: lo si ritro'a su molte delle chiese che i templari hanno
costruito.
Come si 'ede* il sigillo di &alomone* con i suoi
significati ermetici multipli B pagano* e2reo e cristiano* ma tutti
orientali B 7 un sim2olo eminentemente sincretista che* per il suo
senso* il suo nome e l'uso che ne face'ano i compagni affiliati
all'ordine* non era affatto estraneo al Tempio. Al contrario* i
popoli germanici dell'era pagana in generale e i ;ichinghi in
particolare non lo conosce'ano. $22ene* 1ritz 9erger B come
testimonia la sua corrispondenza B lo 'ide inciso per due 'olte su
rocce dell'Amam2a* nei dintorni di Cerro Cor6. %urtroppo non ne
indica l'esatta collocazione e non a22iamo ritro'ato queste figure.
Ma sulla loro esistenza non paiono esserci du22i.
In compenso* sempre alla sommit6 del Cerro Ois a22iamo rin'enuto
un altro sim2olo che 'iene segnalato sempre dal nostro
ingegnereBarcheologo. La sua presenza in %aragua B lo dice'amo nella
nostra precedente opera FEIG B costituisce Cun mistero che forse un
giorno chiariremoD. In effetti si tratta di un pentacolo* o
pentagramma* apparentemente molto 'icino a quello del sigillo di
&alomone* ma di fatto assai differente. 9erger ne riproduce uno
impecca2ile* che non a22iamo potuto localizzare. Auello che
compare a fianco del crisma sul cerro di fronte all']'t %era 7
incompleto* mal disegnato ma perfettamente riconosci2ile. &e ne
distacca una linea spezzata* alla sommit6 della quale 'ediamo un
gruppo di piccoli caratteri. I primi tre B gli altri sono cancellati
B hanno una netta apparenza runica* 2ench sia impossi2ile
trascri'erli con certezza e dunque il du22io sia legittimo.
Il pentacolo* che i Tedeschi chiamano +rudenfuss* mano di stregone*
7 di origine pitagorica. %er i mem2ri della setta esprime'a l'unit6
dell'uni'erso e l'eternit6 del ciclo cosmico. I neoplatonici e gli
gnostici lo ripresero come sim2olo della perfezione della natura. <el
Medioe'o* gli alchimisti 'i 'ede'ano l'immagine della )rande ,pera*
cio7 della comprensione microcosmica dell'armonia uni'ersale. Lo
usa'ano anche gli ermetisti musulmani* che l'hanno lasciato in eredit6
ai Marocchini: infatti il pentacolo compare sulla 2andiera
del Marocco. I templari sicuramente lo conosce'ano* 2ench non lo
a22iano impresso da nessuna parte. Cosa normale se pensiamo alla cura
con la quale nasconde'ano la loro dottrina segreta* appena accennata
e manifestata pu22licamente nell'a2acus* il 2astone dal pomo piatto
dei pitagorici B e dei 1igli di &alomone B che i gran maestri
porta'ano in guisa di pastorale. Il pentagramma a lato del crisma*
dunque* non ci sorprende.
5esta il sim2olo templare per eccellenza: quello della tripla
cinta* formata da tre croci quadrate concentriche unite tra loro da
quattro linee rette perpendicolari. $22ene F#!G* 'i si sono 'oluti
'edere i Ctre cerchi dell'esistenzaD della tradizione druidica* o i
Ctre cerchi celestiD che* presso gli ind3* attorniano il Meru* cio7
la Colonna del %olo* asse del mondo* e i tre gradi di una societ6
iniziatica.
Auest'ultima spiegazione 7 certo la pi3 soddisfacente* perch ci
sem2ra 'eramente molto strano che un popolo qualsiasi a22ia mai a'uto
l'idea strampalata di rappresentare un cerchio con un quadrato* anche
se si 'olesse in'ocare* per giustificare la teoria* la quadratura del
cerchio FsicNG.
Comunque* a rischio di sem2rare un po' semplicistici* confessiamo
che secondo noi la tripla cinta non 7 altro che il Tempio di
&alomone* espressione materiale* per i cristiani* per i musulmani e
gli e2rei* della &aggezza attri2uita al suo costruttore e* nello
stesso tempo* dell',rdine che si 7 prefisso come scopo di restaurarlo
alla sua maniera. Cos> a22iamo un triplo sim2olo: quello dell'unione
di tre confessioni monoteiste* quello di tre categorie di fratelli in
seno all',rdine Fca'alieri* ecclesiastici e sergentiG e quello della
societ6 futura* fondata sul triplo potere dello &pirito*
delle armi e del denaro.
Come tutti gli altri B sal'o* 2eninteso* il crisma B il sim2olo
della tripla cinta 7 anteriore al cristianesimo che ne ha solo
modificato il senso. Lo si tro'a sui monumenti megalitici di 1rancia
e &pagna e anche nell'Acropoli.
Lo si ritro'a nel Medioe'o* ad esempio nel chiostro di &an %aolo* a
5oma* che risale al 4III secolo* come anche in Terra &anta* in &iria
e a Cipro. $' inciso sulle mura del castello templare di )isors e
scara2occhiato su quelle della prigione di Chinon* coperte di
graffiti dai fratelli che 'i furono rinchiusi dopo lo scioglimento
dell',rdine. %ierre Carnac F#EG ci mostra la tripla cinta anche in
Colom2ia* sulla piana di Cundinamarca FOondanemarPa* strada reale
danese* in norrenoG e in 9oli'ia. $'identemente* non l'hanno
tracciata gli indios* n i ;ichinghi.
L. L'ostensorio
di Tezcatlipoca
La croce non 7 il solo sim2olo cristiano che i templari hanno
introdotto in America. La liturgia del culto di Tezcatlipoca* come ce
la descri'ono gli storici spagnoli della prima epoca* conser'a'a
molti aspetti del rituale romano.
<ei templi dei Tecpantlaca l'altare a'e'a la stessa forma e
occupa'a lo stesso posto che nelle chiese cattoliche FLEG e 'i era
acceso un fuoco perpetuo* come da'anti al &anto &acramento FLEG. <el
corso delle cerimonie* l'officiante usa'a un incensiere ornato da una
croce di sant'Andrea* e tenuto in mano non con una catena ma con un
manico* che si alza'a e a22assa'a ritmicamente.
Aueste potre22ero essere solo coincidenze* poich l'altare* il
fuoco e l'uso di incenso sono comuni a molte religioni non cristiane.
1atto sta che a tutti questi elementi 7 collegato un altro
oggetto* molto pi3 significati'o.
Le statue di Tezcatlipoca porta'ano* nella mano destra* un oggetto
che si chiama'a itlachia6n. $ug7ne 9eau'ois B che qui riprendiamo B
sostiene che questa parola pro'iene dal n6huatl tlachia* 'edere* con
il prefisso i* suono* e il suffisso an che esprime la destinazione.
Itlachia6n significhere22e dunque Cci( che ser'e a 'edereD. &u
questa 2ase* alcuni storici hanno tradotto il termine con CspecchioD.
+ue di loro FLEG* F0!G descri'ono l'utensile in questione come una
specie di 'entaglio che al centro a'e'a un disco d'oro* molto
2rillante* in mezzo al quale era tracciato un piccolo cerchio da cui
parti'ano quattro tratti in forma di croce. %adre +ur6n ce lo mostra
nel suo al2um* aggiunto alla sua opera* le cui illustrazioni sono
tratte dai codici messicani.
<e fornisce anche una 'ariante: una stella circondata dai
raggi* in mezzo alla quale si 'ede un supporto a semicerchio.
9eau'ois sostiene che in entram2i i casi si tratta di un'imitazione
dell'ostensorio* o sole* che nell'$uropa del 4III secolo tende'a a
sostituirsi all'antica usanza dell'esposizione. 1. de Ml F#.G
scri'e che la festa del &anto &acramento* cele2rata per la prima
'olta a Liegi nel !EL0* Cporta di'erse modificazioni nell'ostensorio
J...K. $' certo che quando la festa non era 2en fissata* all'inizio
furono usate antiche esposizioni* nelle quali le reliquie innalzate
'ennero sostituite con una mezzaluna d'oro o d'argento che contene'a
l'ostia J...K. Con le trasformazioni successi'e* quando l'ostensorio
di'enta un sole con i raggi* la mezzaluna 7 sostituita da una lunetta
in cristallo* nella quale 7 inserita l'ostiaD. Il nostro autore
aggiunge che Cl'ostensorio propriamente detto de''essere dunque stato
studiato* in realt6* solo a partire dalla fine del 4III secolo J...K.
Tutt'al pi3 si potre22e accettare come 'ero ostensorio quello del
!E#I* donato da :eildeMige al priorato di :erPenrode* attualmente
alla chiesa di &an Auintino a :asseltD. Auesta data 7 troppo tardi'a
e lo stesso 1. de Ml ne d6 pro'a quando scri'e che l'Costensorio 7
il sim2olo di santa Chiara* di san <or2erto e di san 9ernardoD.
Auest'ultimo* di cui a22iamo 'isto il ruolo nella fondazione
dell',rdine del Tempio* do'e'a dunque conoscerlo gi6 nel 4II
secolo* pure se non era nella sua forma definiti'a.
Il preteso specchio B o il supporto a semicerchio B del sim2olo di
Tezcat
Blipoca era dunque l'equi'alente della lunetta nella quale sta
l'ostia* cio7 il Cristo solare transustanziato. Allo stesso modo che
sulle 2andiere delle processioni cattoliche del Corpus +omini*
l'ostensorio* o nauholin Fil &ole creatoreG* figura'a sullo stendardo
dei Comandanti del &ole* appeso all'altare del loro tempio* nella
scuola militare do'e 'eni'ano formati i gio'ani no2ili FLEG. C$'
senza du22io questo %ortatore di dio o Teomama* come si chiama'a in
n6huatl B scri'e 9eau'ois FLLG B che ha dato il suo nome al
dignitario incaricato dell'ostensorio negli stati dei Tecpantlaca.D I
Tlacochcalca porta'ano in processione l'ostensorio durante la grande
festa del loro +io* che comincia'a il primo giorno del mese di
to@catl* e cio7 B secondo %adre +ur6n B Cil E/ maggio* e le cui
cerimonie eguaglia'ano quelle del Corpus +omini che* quasi sempre*
cade nello stesso periodo J...K. La festa a'e'a lo scopo di in'ocare
l'acqua dal cielo* nella stessa maniera delle nostre rogazioni e
delle litanie che si s'olgono sempre nel mese di maggioH cos> la si
cele2ra'a in quel mese* cominciando il nono giorno per finire il
dicianno'esimoD FLEG. Chimalp6hin FL8G racconta come* nel !..E* i
Tlacochcalca di ]acapichtl6n Cohuatepec* maltrattati dalla
popolazione* si ritirassero con il Teomama che porta'a Tezcatlipoca.
&egu> una siccit6 di quattro anni. I Chichimechi do'ettero fare
onore'ole ammenda e mettersi sotto la protezione delle Cgenti del
TempioD. Il loro re se ne and( a cercare la statua di +io* che fece
mettere in un ta2ernacolo e alla quale rimise il C2rillante 2astone
ricur'oD* cio7 il pastorale* sim2olo della gerarchia
episcopale nella Chiesa cattolica* che porta'a gi6 Auetzalc(atl.
I sacerdoti gli accordarono allora il titolo di Csignore
spiritualeD* Teohuateucli* e l'a22ondanza torn( nel paese.
Contrariamente a quanto si potre22e pensare di un ordine militare*
i templari organizza'ano so'ente processioni di questo genere. <e
a22iamo la testimonianza di Antoine &ci* notaio apostolico e
imperiale* cappellano e cancelliere del Tempio* riportata da Michelet
FEG: C:o 'isto molte 'olte una croce J...K che si dice'a essere
quella del lago in cui fu 2attezzato Cristo. I templari la
conser'a'ano nel loro tesoro e* tal'olta* quando il calore e la
siccit6 erano eccessi'i* il popolo di Ancon JAcco* o Aca* cio7 &an
)io'anni d'Acri* precisa 9eau'ois* del quale riportiamo la
traduzioneK li supplica'a di portarla in una processione del clero.
Tal'olta* ho 'isto in questa cerimonia il patriarca di )erusalemme*
accompagnato da uno dei ca'alieri del Tempio* che porta'a la croce
con adeguata de'ozione. +opo queste processioni* grazie alla
clemenza di'ina* l'acqua del cielo 2agna'a la terra e tempera'a il
calore dell'ariaD.
Tal'olta* in'ece dell'ostensorio* i Tecpantlaca usa'ano* nelle loro
rogazioni* un li2ro sacro. Chimalp6hin FL8G usa la parola
tlacuilolquiauh* che deri'a da tlacuilolli* pittura* e da quiauitl*
pioggia* che la traduzione spagnola rende con Cpioggia dipintaDH un
non senso. In'ece 9eau'ois FLLG B e tutto porta a credere che a22ia
ragione B legge Cpioggia di scritturaD* la pioggia Cottenuta per
mezzo dei li2riD. Lo storico indio aggiunge che i Tecpantlaca persero
molta della loro influenza quando* nel !.L0* non riuscirono a
scongiurare la siccit6 con questa procedura. I culdei di &cozia
usa'ano* nelle stesse circostanze* recarsi in processione con i
manoscritti di san Colom2ano oppure* in mancanza di questi* con
messali o formulari di litanie F#LG. <on 7 sorprendente* dunque* che
la stessa pratica sia stata adottata* nell'An6huac* dai loro
successori.
I templari a'e'ano tro'ato in Messico popolazioni che a'e'ano
rice'uto l'impronta dei monaci gaelici* e che* naturalmente* li
a'e'ano accolti fa'ore'olmente. <e era seguita una interpenetrazione
di costumi i cui risultati tal'olta sorprendono.
Cos>* per esempio* i sacerdoti di Tezcatlipoca* eredi diretti dei
fratelli del Tempio* porta'ano la tipica tonsura dei clan culdei
irlandesi: si rasa'ano i capelli sulla fronte* sino all'altezza delle
orecchie e li lascia'ano crescere e scendere in una coda sulla
schiena. I sacerdoti di =itzilopochtli* al contrario* puramente
aztechi* a'e'ano adottato la tonsura a corona dei religiosi medie'ali
europei dagli ecclesiastici dell',rdine* che tutta'ia essi non
a'e'ano conosciuto* poich erano arri'ati in Messico molto
tempo dopo. +'altronde* tutti loro* quando cerca'ano di farsi
identificare dagli &pagnoli all'epoca della conquista* si
attri2ui'ano il nome di papa* che* lontano dall'essere n6huatl* era
quello dei culdei. Tutti porta'ano CsottaneD nere e cappucci Ccome
quelli dei domenicaniD FE#G.
All'inizio del 4;I secolo* la chiesa messicana gode'a di una solida
struttura. $ra diretta da due grandi sacerdoti* uno incaricato del
culto di =itzilopochtli* l'altro di quello di Tlaloc* che porta'ano
il titolo comune di CquequetzalcoaD: successore di Auetzalc(atl. %er
sceglierli* scri'e &ahag3n FL/G* Cnon si tene'a in nessun conto
dell'origine* ma solo dei costumi e della pratica religiosa* della
conoscenza delle dottrine e della purezza della 'ita. &i sceglie'a
quello che era 'irtuoso* umile e pacifico* ragione'ole e serio: non
superficiale* ma accorto* rigoroso e scrupoloso* pieno d'amore e di
misericordia* di compassione e d'amicizia per tutti* de'oto e
timorato di +ioD.
Auesti due pontefici* e lo spiega molto 2ene &oustelle FI!G*
consacra'ano con la loro presenza Cla sintesi delle due ideologie
fondamentali del Messico* amalgamate dagli Aztechi di'enuti nazione
dominante: quella dei nomadi 2ellicosi e quella dei contadini*
ciascuna con il suo ideale e il suo paradisoD. Ma entram2e poste
sotto il segno del dioBre dei Toltechi* sacerdote modello. &otto la
loro direzione* un clero gerarchizzato come quello della Chiesa
romana B il %adre di &ahag3n non esita a paragonare i suoi capi ai
'esco'i B ser'i'a i templi dedicati agli innumere'oli d7i CnazionaliD
e locali* un po' come le chiese cattoliche sono dedicate a di'ersi
santi. I suoi mem2ri* cosa che 7 molto strana nel quadro di una
religione pagana* do'e'ano restare celi2iH erano dunque
monaci* come i culdei e come gli ecclesiastici del Tempio. La
tradizione cristiana* deri'ata da due apporti successi'i rapidamente
unificati* li a'e'a segnati tutti.
8. Tracce tangi2ili
I dati appena esposti confermano solidamente le conclusioni alle
quali ci hanno portato le nostre analisi dei capitoli precedenti.
All'inizio* a22iamo posto tre pro2lemi: da do'e 'eni'a l'argento del
Tempio* a cosa ser'i'a il porto di La 5ochelle e do'e si era
rifugiata la flotta atlantica* 'erosimilmente caricata del CtesoroD
dell',rdine. La soluzione sta in una sola parola: America. +al C<uo'o
MondoD* ufficialmente ancora sconosciuto* i ;ichinghi di Tiahuanaco
esporta'ano* non si sape'a do'e* il metallo che i templari
importa'ano nella stessa epoca* non si sape'a da do'e.
$' logico sta2ilire un rapporto tra questi due fatti complementari.
Tanto pi3 che un sigillo dell',rdine* ritro'ato di recente* ci mostra
l'immagine indiscuti2ile di un amerindio. Il moti'o dell'esistenza di
La 5ochelle di'enta'a cos> e'idente* palese: il traffico con
l'Atlantico esige'a non solo porti di im2arco* dei quali conosciamo
l'esistenza nell'America del &ud* ma anche un porto di s2arco che
do'e'a essere situato sull'oceano e offrire tutte le garanzie al
Csegreto del TempioD.
+'altra parte* l'arri'o in Messico* in una data che coincide con
quella dello scioglimento dell',rdine* di monaciBsoldati cristiani la
cui organizzazione era del tutto simile a quella dei templari B dei
quali porta'ano lo stesso nome in n6huatl B ci ha permesso di situare
nell'An6huac il luogo d'asilo dei fuggiti'i* seguendo le
tracce fornite da $ug7ne 9eau'ois.
In queste condizioni* sare22e stato sorprendente che le genti del
Tempio non a'essero lasciato segni materiali della loro presenza
nell'America del &ud e centrale. &enza du22io* 2isogna almeno
attri2uire ai templari alcuni dei li2ri e dei CdipintiD di origine
precolom2iana che esiste'ano ancora in Messico nel 4;I secolo. %er( i
manoscritti sono spariti* come la maggior parte dei codici indigeni*
sistematicamente 2ruciati dagli &pagnoli che d'altronde* per
Cmoti'azioni religioseD* non face'ano altro che seguire l'esempio di
Itzc(atl* quarto re degli Aztechi: egli a'e'a ordinato di distruggere
i manoscritti che si riferi'ano alla storia precedente il suo regno*
perch Ccontene'ano molte menzogneD FL/G. &i sa che gli Inca* da
parte loro* a'e'ano proi2ito l'uso della scrittura per cancellare il
ricordo della sconfitta su2ita dai loro a'i 'erso il !E"/ e far
risalire la loro storia alla creazione del nuo'o impero da parte di
ManPo O6paP. +unque* non c'7 da stupirsi se in Messico mancano
iscrizioni che a're22ero do'uto* normalmente* esser state lasciate da
papas* ;ichinghi e templari* la cui influenza fu a22astanza forte da
introdurre centinaia di parole di origine europea presso i Maa.
Auesto 7 un punto che a22iamo affrontato in un precedente saggio e su
cui torneremo nel capitolo seguente.
%er la stessa ragione nel %er3 non sussiste nessuna iscrizione
runica* mentre ne a22iamo rile'ate centinaia in %aragua e in
9rasile* le antiche pro'ince di Tiahuanaco che gli Inca non ripresero
mai e nelle quali la penetrazione spagnola e portoghese si 'erific(
molto tardi* quando lo slancio iconoclasta dei conquistadores si era
gi6 placato.
9eninteso* i so'rani aztechi non pote'ano pensare di
CepurareD la loro religione dagli elementi cristiani che 'i si erano
introdotti. Anche se la loro mentalit6 sincretista non 'i si fosse
opposta* non a're22ero a'uto il potere di farlo* perch domina'ano
solo una parte dell'America centrale. Itzc(atl* d'altronde* era stato
un'eccezione. Anzi* i suoi successori si 'anta'ano 'olentieri della
loro parentela con i 2ianchi scomparsi: l'a22iamo 'isto nel caso di
Montezuma. Cos> gli &pagnoli tro'arono ancora sia nell'An6huac che
nei paesi maa tradizioni teologiche e liturgiche delle quali non
misero mai in du22io l'origine cristiana* seppure con riluttanza* e
anche delle croci. &i tratta'a indu22iamente di croci lineari* che
pote'ano essere semplici linee geometriche oppure a'ere un
significato naturalista* anche se associate al culto. Ma c'erano
anche croci patenti delle quali almeno alcune B la croce di Malta* o
di san )io'anni B si collegano esclusi'amente con la tradizione
monastica europea e* in particolare* a quella del Tempio.
%er quanto riguarda il Messico* si potre22e esitare
nell'attri2uirle ai Tecpantlaca piuttosto che ai papas. Il du22io
s'anisce prendendo in considerazione le croci che si tro'ano
nell'America del &ud* do'e i culdei non arri'arono mai. Tanto pi3 che
le tro'iamo nel %aragua* in una zona do'e i ;ichinghi possede'ano un
forte che difende'a il percorso per l'Atlantico e do'e a'e'ano creato
una fonderia di metalli preziosi. Aueste croci in particolare sono
associate ad altri segni che possono pro'enire solo dai fratelli del
Tempio: non solo croci catare* ma ancora il sigillo di &alomone*
insegna dei compagni affiliati all',rdine* e il pentacolo B la mano
dello stregone B* uno dei sim2oli degli alchimisti.
La tripla cinta della Colom2ia e del %er3* che si tro'a
do'unque passarono i templari* completa il quadro.
La similitudine tra l'itlachia6n messicano e l'ostensorio delle
cerimonie cattoliche potre22e solo essere una coincidenza fortuita*
in altro contesto.
Ma questa spiegazione 7 resa poco 'erosimile da molti fatti:
l'itlachia6n si tro'a'a solo nei templi di Tezcatlipoca* ser'iti dai
Tecpantlaca* la cui disposizione era in molti aspetti identica a
quella delle chiese romane. ;eni'a usato nelle processioni di maggio*
che %adre +ur6n non esita a paragonare a quelle del Corpus +omini.
Infine* altri oggetti liturgici B l'incensorio* il pastorale B
completano un quadro tanto e'ocatore che i religiosi spagnoli
dell'epoca* anche se con assoluta mala'oglia* do'ettero arrendersi
all'e'idenza.
;. Irlandesi* ;ichinghi
e templari
!. I tre arri'i
Le analisi eseguite nei capitoli precedenti ci permettono ora di
delineare un quadro esatto degli stanziamenti europei nell'America
centrale e meridionale prima della Conquista. %arliamo al plurale
perch non 7 affatto escluso che prima ci siano stati altri contatti*
2ench sporadici* che non hanno lasciato alcuna traccia. Anche se a
questo proposito non c'7 niente di certo.
Il primo arri'o storico fu quello dei monaci irlandesi* i culdei*
appartenenti all'ordine di san Colom2ano. &i sa che dal I; al 4II
secolo i legami che uni'ano la Chiesa cattolica e quella dei paesi
gaelici di )ran 9retagna e Armorica erano molto de2oli. Infatti* il
cristianesimo era stato introdotto in questi paesi da monaci siriani
e copti. I predicatori in'iati dal papa B )ermano di Au@erre* Loup*
%atrizio B per com2attere il pelagianesimo e imporre il rito romano
e22ero grande influenza ma* ciononostante* le particolarit6 di una
organizzazione ecclesiastica fondata sul monastero sparirono molto pi3
tardi. <el corso dei secoli non ci furono 'esco'i in Irlanda* &cozia*
)alles e in 9retagna: erano gli a2ati a sostituirli. $
quando alla fine 5oma riusc> a nominarli* la loro autorit6 fu molto
limitata* e si impose ai religiosi solo con l'andar del tempo.
$22ene* ed 7 questo il punto che ci interessa* i culdei rifuggi'ano
dal mondo. +a una parte* i loro con'enti fortificati costitui'ano i
centri di 'eri e propri feudi: ciascuno di essi* con i suoi monaci*
che erano sacerdoti* e i suoi fratelli con'ersi* amministra'a i
terreni la'orati da o2lati laici e sposati. All'inizio* solo i primi
porta'ano il titolo di pa2a* deformazione gaelica della parola papa
che 'eni'a usata parallelamente in latino. Ma poco a poco questo
pri'ilegio si estese a tutti i mem2ri della comunit6. +'altro canto*
i seguaci di san Colom2ano* fedeli ai costumi che a'e'ano ereditato
dagli anacoreti orientali* si isola'ano 'olentieri* indi'idualmente o
in piccoli gruppi* per andare a far penitenza in qualche luogo
ritirato* il pi3 ostile possi2ile. %i3 in particolare* le isole del
nord attira'ano questi uomini* eredi di un popolo di marinai. Cos>*
quando alla fine dell';III secolo il monastero di Iona* nelle $2ridi*
a nord della &cozia* si sent> troppo minacciato dai ;ichinghi* i suoi
monaci non esitarono a emigrare in Islanda* con i loro con'ersi e
o2lati: ne conosce'ano da molto tempo l'esistenza e le risorse. Altre
comunit6 li seguirono. In qualche centinaio d'anni* grazie
all'apporto continuo dei monaci irlandesi* si impiantarono
solidamente tre monasteri dei quali conosciamo ancora i nomi
caratteristici: %apes* %apos e %apli. %oi appar'ero di nuo'o i
;ichinghi. =na parte dei religiosi prefer> ceder loro il terreno.
<ell'anno #00 partirono una cinquantina di 2attelli. %er quanto ne
sappiamo* non se ne sent> mai pi3 parlare.
Meno di cent'anni pi3 tardi* nel "I.* il 'ichingo Ari
Marrs(n fu gettato da una 'iolenta tempesta su una costa sconosciuta*
Ca o'est* 'icino al grande ;inlandD* come racconta il Landn6ma2(P:
era quella del C:uitramannaland JTerra degli =omini 9ianchiK* che
altri chiamano Irland it MiPla J)rande IrlandaK J...K. Ad Ari non
'enne permesso di ripartire. 1u trattenuto l6 e 2attezzato. A
raccontarlo fu 5afn* commerciante di LimericP Jin IrlandaK* che 'i
a'e'a a2itato molti anni. $* inoltre* ThorPill )eltss(n* conte delle
,rcadi* assicura'a che Ari era stato 'isto a :uitramannaland* e che*
anche se non pote'a a'ere il permesso di tornare* l6 era molto
stimatoD.
Auesto racconto* che 7 importante perch dimostra che nel 4 secolo
esiste'ano dei contatti tra l'Irlanda e la sua CcoloniaD d'America* 7
completato dalla saga* incorporata nel 1latteTar2(P* nella quale il
figlio di Ari Marss(n* lo sPalde Ari il &aggio* racconta che suo
padre* raccolto da una na'e islandese* era tornato nel suo paese*
do'e si era sposato. <on 7 l'unica citazione di :uitramannaland che
pu( essere ritro'ata in saghe. &appiamo da queste che nel !//0
Thorsfinn Oarlsefni fu prigioniero degli indiani nel ;inland. %i3
tardi* in )roenlandia* dopo a'er imparato il norreno* gli
raccontarono che nel nord del loro paese 'i'e'ano uomini 'estiti di
2ianco* i quali* in giorni prefissati* usci'ano in processione con
grandi pezzi di stoffa attaccati a pertiche* Cparlando molto forteD.
<el !E/"* nel corso di un 'iaggio da +u2lino in Islanda* il 'ichingo
)udhleif )udlanss(n fu trasportato 'erso sudBo'est da una 'iolenta
tempesta e trascinato su una costa sconosciuta* do'e 'enne fatto
prigioniero da uomini che parla'ano irlandese. )li fu sal'ata la
'ita grazie all'inter'ento di un 'ecchio che arri'( a ca'allo e gli
parl( in norreno. &i tratta'a di 9Torn As2randss(n* l'eroe di
9reida'iP* esiliato nell'anno """* dopo un'a''entura amorosa finita
male.
+o'e si tro'a'a la )rande Irlanda la cui esistenza era cos>
conosciuta nel Medioe'o che il geografo ara2o elB$drisi ne parla* nel
4II secolo* chiamandola Irlandeh elBOa2irah- &u questo punto gli
autori sono di'isi* senza che comunque le loro opinioni si escludano
a 'icenda. Alcuni la collocano a sud di ;inland* altri a nord. In
un'opera senza pretese scientifiche ma 2en documentata* lo scrittore
del Au2ec $ug7ne Achard FI.G la situa nell'Acadia F<uo'a &cozia e
<uo'o 9runsMicPG e in )aspesia. &enza du22io ha ragione. Il nome di
:uitramannaland compare B in forma a22re'iata e latinizzato B su una
carta del !8!8* do'uta a J(n )odmindss(n: Al2ania* la C9iancaD. Anche
quello di <uo'a &cozia 7 molto significati'o* poich gli Irlandesi*
nel Medioe'o* 'eni'ano spesso chiamati &cotii* come gli &cozzesi.
Tutto porta a credere che gli antichi Irlandesi emigrati
dall'Islanda nell'#00 andarono a sta2ilirsi in America* do'e*
comunque* li tro'iamo nel "I.* data del naufragio di Ari Marss(n.
1orse altri gruppi li a'e'ano preceduti. In ogni caso* conosce'ano
l'esistenza del Cnuo'o mondoD dai racconti di 'iaggio di san
9randano* che parla'ano di un'isola dal clima paradisiaco* situata al
di l6 del mare occidentale* e che 2en presto B fin dal I4 secolo B
furono trascritti da alcuni monaci. $ anche* in maniera ancora pi3
diffusa* dalle leggende che si racconta'ano* la sera* in tutta
l'Irlanda e do'e si parla'a dell': 9reasail* o :i 9rasil* terra
fantasma che tal'olta appari'a nella 2ruma agli a2itanti dell'isola
di Aran.
I colom2ani erano marinai* oltre che religiosi. $rano
a2ituati a na'igare nelle acque ghiacciate dell'Artico e uni'ano lo
spirito di a''entura al desiderio di mortificazione e al do'ere di
apostolato. $' escluso che* una 'olta recatisi in America* a'essero
2ruscamente cam2iato la loro mentalit6 e si fossero chiusi nei
monasteri. +e'ono essere partiti 2en presto 'erso il sud* in 'iaggio
di esplorazione lungo le coste* senz'altro attratti dall'isola di &an
9randano e cio7 B se le analisi di Louis Oer'ran J#8K sono corrette
come crediamo B per Cu2a* da cui il Messico dista'a solo qualche ora
di na'igazione. $22ene* sappiamo dalle tradizioni indigene che il
primo arri'o di 9ianchi nell'America centrale fu quello dei religiosi
'estiti con lunghi a2iti 2ianchi* che 'eni'ano chiamati papa FE/G
Fpapi* plurale di papar* il nome dei pa2a irlandesi in norrenoG.
<ell'An6huac* il loro capo Fo il loro gruppo personificatoG fece
nascere il Auetzalc(atl ascetico e* nel paese maa B a Itzamn6 B il
suo alter ego.
La loro influenza fu straordinaria* perch riuscirono non
solo a predicare un cristianesimo il cui ricordo non si era ancora
cancellato dopo cinquecento anni* ma anche a trasformare i costumi
degli indios. Tutta'ia* la loro presenza de''essere stata 2re'e.
;erosimilmente* si tratta'a solo di monaci che* 'otati al celi2ato e
separati dalla loro 2ase* non furono pi3 sostituiti. &e alcune
famiglie di o2lati face'ano parte del gruppo* i loro discendenti
possono solo essersi confusi con la popolazione indigena* di'entando
meticci* nel giro di qualche generazione. Tutto porta a credere che
non restasse niente dei monasteri culdei B pi3 pro2a2ilmente*
semplici eremi B quando il Tarl =llman* nel "I0* tocc( terra a
%6nuco* nel golfo del Messico.
<on 7 necessario* ora* parlare a lungo di questo secondo arri'o*
l'CultimoD per i Maa: a22iamo dedicato quattro opere alla presenza
'ichinga nell'America centrale e in quella del &ud. 5icordiamo
semplicemente che =llman s2arc( con sette na'i e circa settecento
'ichinghi* uomini e donne* originari dello &chlesMig* e conquist(
l'An6huac* do'e di'enne il quinto re dei Toltechi Fil Auetzalc(atl
guerrieroG. +opo una 'entina d'anni* con parte dei suoi uomini* si
rec( nello ]ucat6n do'e 'eni'a ricordato con il nome di OuPulP6nH
quindi* in seguito a difficolt6 con gli indigeni* riprese il cammino
'ia terra. =na 'olta tornato* tro'( che alcuni dei ;ichinghi che 'i
a'e'a lasciato si erano uniti con donne indios* da cui erano nati
alcuni piccoli meticci. Allora a22andon( il Messico* riprese il mare*
s2arc( sulle coste dell'attuale ;enezuela e tra'ers( l'America del
&ud fino al %acifico* do'e un nuo'o capo* :eimlap FCpezzo di patriaD*
in norrenoG fece costruire delle 2arche in pelle di foca. I ;ichinghi
discesero lungo la costa fino all'altezza di Arica*
fermandosi lungo il cammino per fondare il reame di Auito e imporre
la loro autorit6 ai Chim3H poi salirono sull'altopiano. +alla loro
capitale Tiahuanaco* sulle ri'e del lago Titicaca* si lanciarono alla
conquista del su2continente. Il loro impero si estese 2en presto fino
a 9ogot6* nell'attuale Colom2ia* a ;alparaiso* al Cile* con due
s2occhi sull'Atlantico: l'Amazzonia a nord e il %ea'iru a sud* il
Cpercorso facileD che* dalla &ierra de la %lata* raggiunge'a il
%aragua e l'oceano. $rano circa quarantamila FE8G quando* 'erso il
!E"/* gli Auracani del cacicco Oari* 'enuti dal Cile* si
impadronirono di Tiahuanaco. Alcuni dei sopra''issuti al massacro che
segu> risalirono la costa fino all'$quatore do'e si im2arcarono*
'erso la %olinesia* su zattere di 2alsa. Altri* tra cui le famose
amazzoni* si rifugiarono nella foresta amazzonica e paraguaiana* do'e
a22iamo ritro'ato i loro discendenti. Altri ancora ripresero le forze
nell'Apur>mac B nel %er3 'ero e proprio B e* qualche decina d'anni pi3
tardi* discesero su Cuzco* do'e fondarono il <uo'o Impero* quello
degli Inca* cio7* in norreno* dei C+iscendentiD.
%oi arri'arono i templari. La data di questo Cterzo arri'oD non 7
esattamente sta2ilita* poich Chimalp6hin situa il fatto prima nel
!E0E* poi nel !E"L* menzionando anche l'immigrazione di un nuo'o
gruppo nel !./L. Auesto storico* per quanto fosse discendente dei
principi di Chalco* scri'e'a nel 4;II secolo* e non si pu( affatto
pretendere maggior precisione.
+iciamo che i templari appar'ero in Messico negli ultimi anni del
4III secolo* cio7 all'epoca in cui in $uropa sta'ano incontrando una
crescente resistenza. &enza du22io cercarono di prepararsi una 2ase
di ripiego o* pi3 semplicemente* di conquistare un territorio do'e
fossero li2eri da qualsiasi pressione da parte della Chiesa e del re.
Comunque sia* nel !./0 Fe non nel !./LG* l'anno della partenza da
La 5ochelle della loro flotta atlantica* de'ono a'er 2enedetto +io B
o 9afometto B per a'er loro ispirato un'idea che si era ri'elata cos>
opportuna.
,ra siamo in grado di sta2ilire una cronologia B imperfetta ma
soddisfacente B sull'arri'o e gli spostamenti delle di'erse ondate di
europei che nel Medioe'o raggiunsero il C<uo'o MondoD.
#00. Arri'o dei papas in Acadia. %oco dopo* spostamento 'erso il
Messico di un gruppo i cui mem2ri B essendo sacerdoti B si estinguono
nel corso di un mezzo secolo* 'isto che i pi3 gio'ani di loro
do'e'ano a'ere almeno trent'anni. Le famiglie dei loro o2lati* se ne
a'e'ano portati con loro* si confusero per incrocio in due o tre
generazioni.
"II. Arri'o in Messico di =llmanBJarl.
"I". %artenza di =llman e della maggior parte dei suoi compagni.
Circa !///. Arri'o dei ;ichinghi a Tiahuanaco. In un'opera
precedente a'e'amo indicato come pro2a2ile la data !/8/b!!//.
+o22iamo rettificarla* perch il cam2iamento di dinastia* presso i
Chim3* e22e luogo intorno all'anno !///.
Tra al !E0E e il !E"L. Arri'o dei templari in Messico.
Circa !E"/. +istruzione dell'impero di Tiahuanaco.
Circa !.//. 1ondazione dell'impero degli Inca.
!./0. Arri'o in Messico della flotta templare fuggita dalla
1rancia.
<on a22iamo considerato le spedizioni nor'egesi nel
;inland* che e22ero luogo a partire dall'anno !///* perch non hanno*
in effetti* alcun rapporto diretto con il nostro argomento.
E. %arole francesi
tra i Maa
=na ricerca come quella che facciamo da trent'anni nel tentati'o di
definire l'apporto genetico e culturale degli europei al C<uo'o MondoD
precolom2iano implica una progressione che non 7 esente da
rettifiche. In un'opera precedente FE/G a22iamo riassunto lo studio
linguistico di tienne 9rasseur de 9our2ourg F#IG* che a'e'a
dimostrato come nel quichBmaa fossero presenti centinaia di radici
indoeuropee* che ri'esti'ano forme germaniche* latine* inglesi*
gaeliche e francesi. Allora non sape'amo ancora che i ;ichinghi di
=llman erano partiti da possedimenti danesi in )ran 9retagna e non
dallo &chlesMig* di cui erano originari. Ce l'a're22e ri'elato alcuni
anni pi3 tardi l'analisi delle iscrizioni runiche del %aragua FELG*
FEIG* il cui Calfa2etoD contiene caratteri appartenenti al futhorc
anglosassone. <on sape'amo niente nemmeno sull'insediamento dei
templari in Messico. Cos> a'e'amo preso in considerazione solo i
termini germanici e latini. I primi pote'ano pro'enire solo dai
;ichinghiH e attri2ui'amo i secondi esclusi'amente ai monaci
irlandesi. A'e'amo lasciato da parte i 'oca2oli di forma gaelica che*
2ench potessero anch'essi esser do'uti tutti ai culdei* erano
identici o a'e'ano forti rassomiglianze con il loro equi'alente
germanico* cosa che face'a aleggiare un du22io sulla loro origine.
5esta'ano i termini di forma inglese e francese. In realt6*
difettando di migliore spiegazione* a'e'amo considerato i
primi come deri'ati dal germanico antico e i secondi dal latino o dal
tedesco antico* cosa che attualmente do22iamo rettificare. Al
contrario* non do22iamo cam2iare nulla della nostra disamina*
presente nella stessa opera* sull'analisi filologica del quitchoa*
do'uta a ;icente 1idel L(pez* perch si 7 limitato a paragonare
l'idioma del %er3 al sanscrito* considerato all'unanimit6* nel 4I4
secolo* come la lingua madre di tutti gli idiomi europei* mentre
deri'a B come questi ultimi B dall'indoeuropeo originale. <on siamo
linguisti e non ci era stato quindi possi2ile completare il suo
la'oro. A'e'amo appena potuto aggiungere alcuni 'oca2oli danesi o
latini che* anche per noi profani* sem2ra'ano costituire la forma
primiti'a dell'uno o dell'altro termine citati.
Limitiamoci* anche qui* ai rile'amenti di 9rasseur de 9our2ourg*
che alla met6 del secolo scorso era curato di 5a2inal* un grande
'illaggio indigeno nel )uatemala di I./// indios di lingua quich* e
di &an Juan de &acatepquez* do'e si parla'a un dialetto maa molto
'icino a quello precedente* il caPchiPel. <on dimentichiamo* quindi*
che 9rasseur de 9our2ourg pote'a disporre* oltre al latino* solo dei
dizionari in lingua moderna. La sua analisi filologica* insomma*
pote'a essere fatta solo in funzione dei deri'ati attuali B danese*
tedesco* olandese* neerlandese* inglese* gaelico e francese B dei
termini impiegati nel Medioe'o. <e scaturisce qualche errore: un
certo numero di parole inglesi* indicate come radici di termini
quich* in realt6 sono francesi e sono state incorporate a quelle
inglesi solo dopo la conquista normanna* quindi all'arri'o degli
Irlandesi e dei ;ichinghi in Messico. Anche qui c'7 una spiace'ole
imprecisione: non sappiamo quanti 'oca2oli a cui 9rasseur de
9our2ourg attri2uisce un'origine inglese autentica pro'engano dal
termine anglosassone corrispondente o da uno dei loro analoghi in
norreno o germanico continentale. Ma quest'ultimo pro2lema 7 meno
importante* 'isto che in entram2i i casi l'introduzione dei 'oca2oli
in questione nel quich pu( essere do'uta solo ai ;ichinghi. Aui ci
interessano unicamente le radici francesi. $ quelle che il nostro
linguista cita come tali non sono numerose. A seguire* forniamo i
termini quich Fin grassettoG con la loro traduzione. Auindi* la
radice francese Fin corsi'oG e il suo significato in italiano.
9,9* cotone. 9o2ine FrocchettoG
9,L* rotondo. 9oule FpallaG
9=* ammor2idire la terra. 9oue FfangoG
9=5* essere gonfiato. 9ourr FpienoG
9=4* ostruire* chiudere. 9oucher Jla C4D quich si pronuncia come
il CchD franceseK FtappareG
C:$5* ingrassare. Chair FcarneG
$<* eM* in. $n FinG.
),L* resina* unguento. ),LI:* incollare. Colle* coller Fcolla*
incollareG
:I)* singhiozzare* soffocare* affogare. :oquet FsinghiozzoG
:=<* uno. =n
:=5* strappare* tirare* sguainare. :ors* dehors Ffuori* al di
fuoriG
LAC:* separarsi* di'orziare. Lacher FlasciareG
LIM* accordare* ordinare. Limer FlimareG
L=V* torcere. Lu@er FtorcereG
MA4* duro* aspro. Masse* massif Fmassa* massiccioG
M=* m=9* 2agnare* stemperare. M=+* fango. Mouiller F2agnareG
,5$L* 2uco. ,reille ForecchioG
%AM* 'entre. %anse FpanciaG
%A5A<* camminare al riparo. %arer* parapluie Friparare* om2relloG
%ATA:* catturare uccelli con la colla. %Qte* empQter Fpasta*
impastareG
%A],:* pagare gente per la'orare. %aer FpagareG
%ITVITV* sciogliersi come un frutto maturo* la cui polpa si spande
al di fuori. %isser FurinareG
%,V* specie di pietra utilizzata per ripulire superfici dure.
%once* poncer Fpomice* passare alla pomiceG
A=I* essi* loro. Aui Fche* chiG Jla forma arcaica di essi* loro* in
francese* era AuiK
A=IT* tagliare* separare* togliere. Auitter FlasciareG
5=L* discendere. 5ouler FrotolareG
TA<9AL* strumento a percussione per chiamare. Tim2ale* tam2our
Ftimpano* tam2uroG
TAT,<* camminare a tentoni. TQton FtentoniG
TAV* ordine* rango* stadio* gradoH ordinare le cose mettendole una
sull'altra. Tasser FsistemareG
TI* carne* mangiare. Titi Fantica parola per la carne in alcune
pro'ince della 1rancia. Ma tI pu( deri'are anche dall'antico tedesco
thier* animale* origine del titi dialettale franceseG
TI5* aggiustare* intorpidirsi* irrigidirsi. Tirer FtirareG
T,%,TA* toccare con la punta delle dita. Tapoter FpicchiettareG
T=9* mammella della donna. Tu2e Ftu2oG
T=TA:* proteggere. Tutelle FtutelaG
;,5* forare* sodomizzare. 1orer FforareG
A questi termini* la cui origine sem2ra molto chiara* anche se
certe rassomiglianze B ma non tutte B possono essere attri2uite al
caso* se ne aggiungono alcuni che 9rasseur de 9our2ourg fa risalire a
parole inglesi e che* in realt6* non pro'engono dall'anglosassone* n
dal norreno* ma dall'antico francese.
9,V* aprirsi* del fiore* dell'uo'o. FInglese: to 2utt* schiudereG.
9utter FrincalzareG
C:$O* 'incere. FInglese: to checP* 'incereG. $schec FscaccoG
AAC:* prendere* afferrare* raggiungere* mordere. FInglese: to
catch* prendere* afferrare* raggiungereG. 1rancese dialettale
normanno: cachier Finga22iareG
5=V* precipitato. 5=V5=T* che corre con ansia* con precipitazione.
FInglese: rush* corsa precipitosaG. 5eusser Fcorrere con
precipitazioneG
T,<* fare rumore 2attendo i piedi o le mani* o come un tam2uro.
FInglese: tone* tono* rumoreG. Ton* Tonnerre Ftono* scoppioG
T=<* trom2etta* tam2uro ca'o in legno. T=<A:* tastiera di uno
strumento. FInglese: To tune* intonare canti o musicaG. Ton FtonoG
Citiamo anche alcuni termini che il nostro filologo collega al
latino* dimenticando la forma francese ai quali* comunque* sono pi3
'icini:
AM* anno. FLatino: annusG. An FannoG
9,M* 2uono. %lurale* 2,M9,<. FLatino: 2onusG. 9on F2uonoG
C=5* fare un passo incrociato. FLatino: cur'atimG. Cour2e
Fcur'a* cur'oG
)=V* saporito. FLatino: gustusG. )o_t FgustoG
M=L* 'olta* particola per contare. FLatino: multusG. Moult FmoltoG
%=:* pus e p=V* quello che marcisce. FLatino: putrefactioG* %us
FidemG
5AM* grande pezzo di legno. FLatino: ramusG. 5ame FramoG
$siste un'altra parola* c=<* cui l'a2ate 9rasseur de 9our2ourg
conferisce significato nel linguaggio pudico del suo tempo e del suo
mestiere: Cparti segrete della femminaDH senza indicarne la radice*
cosa che* in un'opera precedente FE/G* a22iamo fatto per conto
nostro: connus* in latino. L'impiego di questo termine* con una tal
insistenza che si 7 potuto inserire nel quich* da parte degli
ascetici culdei non a'e'a mancato di stupirci. Ma all'epoca* non
a'e'amo alcun elemento che ci permettesse di affrontare la possi2ilit6
di una qualsiasi influenza francese sulle lingue dell'America
centrale. ,ggi la situazione 7 di'ersa. Ci sem2ra anche del tutto
normale che i templari* la cui grossolanit6* lo sappiamo* 7 ancor
oggi pro'er2iale* a22iano usato e a2usato di un termine francese Jsi
tratta del 'oca2olo con* che significa sesso femminile* <.d.T.K che*
gi6 nel Medioe'o* non appartene'a esattamente al linguaggio
ecclesiastico.
Lo stesso ragionamento si pu( effettuare per una decina di parole.
1uori dal contesto del nostro studio* sare22e permesso di du2itare*
come prima 7 successo anche a noi* della loro reale origine. Ma oggi
sappiamo che uomini di lingua francese arri'arono all'inizio
del 4I; secolo a installarsi in Messico* dopo che sicuramente lo
a'e'ano gi6 esplorato prima. La linguistica ci conferma che uno dei
loro gruppi* seguendo le tracce dei due Auetzalc(atl* si sta2il> nel
paese maa do'e le cronache FE!G segnalano* in effetti* la presenza
dei <onohualca. Ma fu nell'An6huac che occuparono una posizione
dominante. +unque* de'ono a'er lasciato l> tracce dello stesso tipo*
molto pi3 profonde. Malgrado tutte le nostre ricerche* purtroppo non
ci 7 stato possi2ile prendere 'isione dei due studi consacrati alle
radici indoeuropee del n6huatl F#0G* F##G. %ossiamo appena citare la
parola papalotl* farfalla Jpapillon* in francese* <.d.T.K* che* pur
se estranea al linguaggio liturgico* pu(* sicuramente* deri'are dal
latino papilio* ma pi3 pro2a2ilmente ha tro'ato la sua origine nel
termine francese che ha lo stesso senso.
.. Le na'i del Medioe'o
+o22iamo rispondere qui a un'o2iezione che ci 7 stata mossa con
insistenza dal dottor ,.). Land'erP* colla2oratore di Alf Mong al
quale la runologia de'e un apporto fondamentale: la scoperta* in
alcune iscrizioni runiche della &candina'ia e dell'America del <ord
Fe anche in certi testi latini medie'ali dell'area nordicaG* di
inserzioni crittografiche B date e nomi propri B fondate sul
calendario perpetuo della chiesa nor'egese F#"G. =na scoperta che ha
permesso di eliminare il du22io che aleggia'a sulla pietra di
Oensington FE/G e sulla carta di ;inland F!8G a cui si aggiunge la
5elatio tartara del !LL/* ancora tacciata di falso* nel !"0L*
dall'=ni'ersit6 di ]ale che ne a'e'a proclamato l'autenticit6
nel !"I8. Il dottor Land'erP* infatti* sostiene che le na'i del
Medioe'o non permette'ano una tra'ersata diretta dall'$uropa
all'America: erano adatte solo alla na'igazione sottocosta.
All'epoca* quindi* sare22e stato impossi2ile raggiungere il C<uo'o
MondoD da altra 'ia che non fosse quella del nord B passando per
l'Islanda e la )roenlandia B molto sor'egliata dai <or'egesi che
dispone'ano di un Cmonopolio di na'igazioneD. I ;ichinghi del Messico
e del %er3* dunque* pote'ano 'enire solamente dalle colonie
groenlandesi del ;inland. 9ench la data del loro arri'o e
soprattutto il fatto che parlassero un dialetto dello &chlesMig
eliminino questa interpretazione* 7 il caso di soffermarsi
sull'argomento CmarittimoD.
&iamo poco informati sulla na'igazione medie'ale. Leggendo alcuni
autori* che si fanno forti di un'affermazione interessata del
geografo elB$drisi F!8G B gli Ara2i* loro* anda'ano fino alle Indie e
oltreN B si potre22e credere di 2uon grado che ai tempi
dell'CoscurantismoD gli europei non osassero pi3 allontanarsi dalle
coste* occupati com'erano a grattare il suolo con le unghie per
estrarne le radici delle quali si alimenta'ano. Cos> si ammette
almeno tacitamente che ci sia stata un'interruzione millenaria tra le
ultimi na'i di 5oma e le cara'elle di Colom2o. <iente di pi3 falso.
Le popolazioni del litorale atlantico B per attenerci a quelle che ci
interessano qui B non rinunciarono in nessun momento alle loro
atti'it6 marittime.
+o22iamo ancora a Louis Oer'ran F#8G uno studio* 2re'e ma ricco di
dati* sulle na'i di cui dispone'ano* nell'epoca in questione* i
popoli gaelici. L'im2arcazione pi3 conosciuta era il coracle* gi6
descritta da Cesare. $ra costituita da una carcassa di rami d'al2ero
ricoperta di pelli di 'acca cucite tra loro. Le cuciture* poi*
'eni'ano impermea2ilizzate ricoprendole di 2urro. Alcune grosse
tra'erse in legno assicura'ano la rigidit6 laterale dell'insieme e
ser'i'ano da 2anchi per i rematori.
Il modello pi3 piccolo B da quattro a otto rematori B di coracle
misura'a da !E a !# piedi celtici Fda . metri e mezzo a 8 e mezzoG di
lunghezza per L di larghezza. Lo si tro'a ancora in Irlanda* ma le
pelli sono state sostituite da una tela catramata. Il modello pi3
grande era lungo .I piedi celtici F!! metri e mezzoG e largo #.
%orta'a sedici rematori ma* in alto mare* ricorre'a normalmente alla
'ela rettangolare* molto 2assa* che tutta'ia permette'a di na'igare
solo con 'ento in poppa o a tre quarti di poppa.
Come fa notare molto appropriatamente Oer'ran* oggi che le
2aleniere e le scialuppe delle na'i commerciali e da guerra sono
state sostituite dai gommoni* non c'7 pi3 2isogno di sostenere la
Cde2olezzaD di tali im2arcazioni. +'altronde* fu su grandi
coracle* in grado di trasportare quasi due tonnellate di carico* che
i monaci culdei irlandesi raggiunsero l'Islanda* quindi l'America*
sicuramente per la 'ia del nord.
I 9retoni preferi'ano grosse na'i di legno che Cesare chiama'a
pontones. $rano grandi 2arche* ponteggiate* come indica il loro nome*
che misura'ano all'incirca 0E piedi celtici Fquasi E. metriG per EL
di larghezza. Aueste dimensioni* che ne face'ano dei 2attelli
CrotondiD* le rende'ano particolarmente adatte alla na'igazione
d'altura sull'Atlantico: sono ancora cos> quelle dei tonnari 2retoni.
Il loro al2ero era attrezzato con una 'ela quadrata. %ote'ano
na'igare contro'ento grazie all'al2ero di dolone: molto inclinato a
prua* porta'a una piccola 'ela quadrata che* de2itamente orientata*
aiuta'a a go'ernare la na'e. %ro2a2ilmente* fu su un pontone
che san 9randano fece il suo 'iaggio a Cu2a. $d 7 su na'i di questo
tipo* a parte l'attrezzatura* che i pescatori 2retoni na'igano ancor
oggi sull'Atlantico spingendosi fino a Terrano'a.
<on 7 necessario parlare a lungo dei draPPar 'ichinghi. $rano na'i
molto sottili Frapporto Ic! tra la lunghezza e la larghezza* mentre
quello dei pontones era di .c!G lunghe circa #/ piedi* con una
portata di circa E/ tonnellate. %orta'ano da ./ a I/ rematori ma in
alto mare na'iga'ano a 'ela* sempre col 'ento a prua* cosa che
riduce'a la loro capacit6 di mano'ra. Che fossero in grado di
attra'ersare l'Atlantico 7 stato definiti'amente pro'ato nel !#".*
quando una copia esatta del na'iglio di )oPstad raggiunse Terrano'a
dalla <or'egia* col catti'o tempo* in E# giorni esatti. <otiamo che
si tratta'a di na'i da guerra.
La maggior parte della flotta 'ichinga si compone'a di cargo* dei
quali il tipo pi3 diffuso era il Pnarr: una na'e CtondaD* lunga dai
!8 ai E/ metri e larga dai L*8/ ai I metri Frapporto .*.c!G* che
a'e'a al centro una sti'a aperta particolarmente adatta al trasporto
del 2estiame. Costruito come il draPPar* ma molto pi3 alto
sull'acqua* era stato realizzato per la na'igazione in alto mare*
qualunque fosse il tempoH a 'ela* perch c'erano pochi scalmi da'anti
e dietro per le mano're. %er comodit6 di linguaggio* si usa troppo
spesso B e l'a22iamo fatto anche noi B il termine draPPar quando si
parla dei 'iaggi di conquista e delle colonizzazioni condotti dagli
scandina'i. Le loro flottiglie* in questi casi* erano composte di uno
o pi3 2attelli da guerra* ma i Cci'iliD e 2estiame erano im2arcati
sui Pnerrir Fplurale di PnarrG ed erano ancora dei Pnerrir ad
assicurare il traffico di uomini e di mercanzie con la metropoli.
<el 4II secolo* in tutta l'$uropa* le na'i da carico B in
rapporto al 4 B si erano un poco perfezionate. Il loro tonnellaggio
si era accresciuto. <on possede'ano ancora il timone a poppa B e si
sare22e do'uto attendere ancora un secolo per a'erlo B ma la 'elatura
multipla a'e'a reso le im2arcazioni pi3 manegge'oli. All'al2ero
tradizionale s'erano aggiunti un al2ero di mezzana e dei piccoli
al2eri di guida sui castelli di poppa e di prua. Auattro 'ele in'ece
che una o due permette'ano di risalire il 'ento senza grosse
difficolt6. 1urono na'i di questo tipo che assicurarono il trasporto
dei crociati. Alcune erano anche B dettaglio estremamente moderno B
pro''iste di pannelli ri2alta2ili destinati all'im2arco dei ca'alli.
A maggior ragione queste na'i pote'ano na'igare sull'Atlantico* molto
meno pericoloso che il Mediterraneo dalle onde dirompenti.
< i pontones gaelici* n draPPar e Pnerrir 'ichinghi* n
le na'i templari erano limitati a una na'igazione di ca2otaggio.
<iente impedi'a loro di seguire* attra'erso l'oceano* una strada
diretta* come fecero sicuramente 9randano dopo le Canarie e =llman
dopo che i +anesi si impossessarono della )ran 9retagnaH e* dopo di
loro* i templari e i <ormanni.
$ come fecero* lungo i secoli* i cacciatori di 2alene* e* ai nostri
giorni* i pescatori di merluzzo di tutta la costa francese. %oi 'enne
l'epoca della scoperta ufficiale dell'America. +ei tre na'igli di
Colom2o* uno era una na'e classica* da !L/ tonnellate* molto 'icina a
quelle che a22iamo finora descritto* mentre le altre due* cara'elle
da #/ tonnellate* a'e'ano uno scafo simile a quello dei pontones* ma
porta'ano quattro al2eri* i due principali attrezzati con 'ele
latine. &al'o che per il timone di poppa* che certo era
un'inno'azione importante* ma non determinante* questi 2attelli
differi'ano pochissimo da quelli che si usa'ano cinquecento anni
prima. <on c'7 2isogno di aggiungere che la flottiglia del )rande
Ammiraglio attra'ers( l'Atlantico senza il minimo incon'eniente per
la rotta delle Canarie e che quindi innumere'oli na'i e cara'elle
seguirono lo stesso cammino. Auando* nel !8.L* Jacques Cartier B
originario di &aintBMalo B se ne and( a CscoprireD il Canada* mentre
i suoi concittadini ne frequenta'ano le coste da secoli nel pi3 gran
segreto* non prese affatto la strada dell'Islanda. 1ece 'ela 'erso
Terrano'a do'e* comunque* era gi6 stato a pescare molte 'olte.
+ispone'a di un guscio di noce da L/ tonnellate* appena pi3 grande di
un pontone.
L'o2iezione legata all'inadeguatezza delle im2arcazioni cade da
sola. I 2attelli del Medioe'o erano perfettamente in grado di
attra'ersare l'Atlantico* senza passare per la )roenlandia*
le cui acque* sia detto tra parentesi* sono molto pi3 pericolose di
quelle del mare aperto. <on erano di'ersi dalle na'i* n dalle
cara'elle* dell'epoca della Conquista* n dalle 2arche di altura che
ancor oggi si recano sui 2anchi di Terrano'a* n dagli acht che ogni
anno si lanciano a centinaia sull'oceano con equipaggi di dilettanti.
Il controllo nor'egese della rotta artica* dunque* non pote'a che
lasciare indifferenti templari e +anesi.
L. I <eri del Messico
1ino al primo 'iaggio di Colom2o alle Antille* la storia della
na'igazione come ci 'iene insegnata non oltrepassa il quadro del mare
nostrum. La 9i22ia ci d6 una 'aga idea del commercio marittimo dei
1enici con le terre* assai indefinite* di ,phir e del %onto* e da
$rodoto e &tra2one a22iamo notizia di spedizioni sulle coste
dell'Africa. &appiamo dai geografi che gli ara2i dell'alto Medioe'o
na'iga'ano sull',ceano Indiano* fino all'Indonesia. Ma cominciamo
appena ora a non du2itare dell'autenticit6 del 'iaggio di %itea a
Tula* nel I; secolo a.C. $ solo recentemente* grazie a JUrgen &panuth
F"/G* a22iamo a'uto uno studio serio sulle migrazioni dei Cpopoli del
mareD nel !E//. <on sappiamo* a tutt'oggi* niente sulle tra'ersate
che condussero i costruttori dei megaliti dell'$uropa occidentale in
Corea e anche in %olinesia.
Auando si parla dell'America* tutto di'enta ancora pi3 difficile.
La regola 7 il conformismo. Come fa notare molto 2ene %atricP 1errn
F"!G* gli etnologi B poich purtroppo non esistono quasi pi3 'eri
antropologi B non esitano* e hanno ragione* ad ammettere le
migrazioni attra'erso il %acifico di primiti'i che dispone'ano solo
di pirogheH per( chiudono gli occhi e sorridono con una sufficienza
'elata di commiserazione quando si presentano loro le pro'e materiali
dell'arri'o nel C<uo'o MondoD* prima della Conquista* di
rappresentanti dei popoli ci'ilizzati* le cui na'i* gi6 nell'et6 del
2ronzo* 'ale'ano tanto o quasi quelle del 4;I secolo. In realt6*
tutti anda'ano in America* prima di Colom2o. I'i compreso lo stesso
Colom2o* se 7 'ero che il suo 'iaggio a Tula e22e luogo* com'7
pro2a2ile. Tutti* o pi3 esattamente tutto il ;ecchio Mondo* e cio7 i
popoli delle coste asiatiche* europee e dell'Africa del <ord. Lo
pro'ano le straordinarie statuette precolom2iane raccolte dal
professor 'on Wuthenau F"EG in Messico. C<on sem2ra che siano B
scri'e %atricP 1errn B la rappresentazione di d7i* demoni* n di
eroi: ecco un Cmaa medioD* un Ctolteco uomo della stradaD* una madre
con il suo 2am2ino* un suonatore di flauto* un guerriero* un piccolo
portatore d'acqua* un mercante* quella che sem2ra una gio'ane donna*
una testa d'uomo un po' grottesca. &ono 'eri piccoli capola'ori*
alcuni sconcertanti J...K perch qui si tratta di un aspetto
dell'arte precolom2iana con il quale non a22iamo particolare
familiarit6H qui non ci sono tremendi personaggi con i copricapo
incredi2ili dei sacerdoti o dei guerrieri zapotechiH non ci sono
teste inquietanti e maca2re* che crollano sotto una moltitudine di
attri2uti* secondo il sim2olismo complicato dei Maa. <o* qui ci sono
solo esseri umani* di grande semplicit6* con le loro gioie* i loro
dolori* le speranze* i rimpianti e le angosce impresse nell'argilla
da mano a2ile.D
Auesta troppo lunga citazione 7 moti'ata non solo dall'esattezza
dell'analisi che contiene* ma anche dal nostro desiderio di
eliminare ogni sospetto di parzialit6. Le statuette in questione*
infatti* non ci presentano solamente personaggi indios della 'ita
comune* ma ci mostrano anche tipi razziali che Cufficialmente non
possono essere l>D. %erch 'i si tro'ano 'isi 2ar2uti di europei*
facce cinesi la cui presenza non ci sorprende* profili semitici 2en
caratterizzati B e la 2ar2a di alcuni ci impedisce di confonderli con
quelli* d'altronde molto simili* dei Maa B di cui non 7 stata ancora
fornita nessuna spiegazione soddisfacenteH e anche alcune teste di
negroidi o indiscuti2ilmente di neri.
<el !"IL* al Congresso internazionale degli americanisti a
9arcellona* quando il professor 'on Wuthenau espose i suoi la'ori* un
etnologo porta'oce dei conformisti rispose inutilmente che quelle
figure che si pretende'a non fossero indios pote'ano essere solo
Cfantasie artisticheD. L'immaginazione ha i suoi limiti. &i pu(
ammettere che uno scultore a22ia puramente in'entato tale o tal altra
delle caratteristiche estranee agli indi'idui che lo circondanoH ma
il calcolo delle pro2a2ilit6 esclude che l'a22ia potuto fare per
tutti i particolari di un 'iso* i'i compresa l'espressione che ri'ela
tutte le sfumature 2iopsichiche pi3 delicate dell'appartenenza a
un'etnia. %er quel che riguarda i tipi negroidi che qui ci
interessano particolarmente* nessun ricorso all'immaginazione pu(
spiegare la congiunzione dei caratteri tipici all':omo afer* come il
prognatismo* le la22ra grosse* il colore della pelle e i capelli
crespi cos> di'ersi da quelli degli indios. $' necessario che gli
artisti a22iano a'uto dei modelli da'anti agli occhi. $ noi sappiamo
che li a'e'ano.
&i de'e allo stesso Colom2o la prima menzione dei neri dell'America
centrale. &i tratta solo* 7 'ero* di un riferimento
indiretto: infatti gli indigeni dell':ispaniola F:aitiG gli
raccontarono* nel corso del suo secondo 'iaggio* che ogni tanto
'eni'ano attaccati da gente di colore nero che a2ita'a nel sud o nel
sudBest. Auegli uomini* del tutto di'ersi dai Carai2ici delle %iccole
Antille* erano armati di zagaglie fatte da una lega d'oro* d'argento
e di rame che interess( talmente il )rande Ammiraglio da fissare
l'itinerario del suo terzo 'iaggio per scoprirne l'origine. CColom2o
dice che pensa'a di 'erificare* seguendo questa strada* ci( che
dice'ano gli indios dell':ispaniola riguardo a quegli uomini di
colore nero che 'eni'ano con zagaglie le cui punte erano fatte con un
metallo che chiama'ano guan>n.D F".G
La seconda testimonianza 7 pi3 concludente. ;asco <uXez de 9al2oa*
durante la spedizione che attra'erso l'istmo di +arien gli permise di
raggiungere il %acifico* Centr( nella pro'incia di Auareca* do'e non
tro'( dell'oro* ma alcuni neri schia'i del padrone del posto. +omand(
al signore do'e a'e'a tro'ato quegli schia'i neri* e lui rispose che
quelle genti di colore a2ita'ano l6 'icino e che erano costantemente
in guerra con loroD. Lo storico L(pez de )omara F"LG* a cui do22iamo
questa informazione* aggiunge: CAuei neri erano identici a quelli
della )uinea* e io penso che nelle Indie non se ne siano pi3 'istiD.
+unque* erano pochissimi.
Il paragone con i neri di )uinea esclude del tutto sia i +ra'idi
asiatici che i Melanesiani* cosa confermata dai tipi che ci mostrano
le statuette raccolte dal professor 'on Wuthenau. &u alcune di esse
'ediamo* infatti* dei 'isi che uniscono i tratti negroidi e semitici.
A giudicare dal contesto archeologico B ma si sa che questo fattore 7
du22io B potre22ero essere le pi3 antiche* risalenti a prima della
nostra era. Al contrario* altre statuette B i cui soggetti
sono neri africani della costa occidentale B apparterre22ero
all'epoca detta postBclassica F"//B!8E!G* cio7 al nostro Medioe'o. $'
concepi2ile che i modelli delle prime B dei meticci B siano arri'ati
in America su na'i di semiti sconosciuti B impossi2ile non pensare ai
1enici B che* a giudicare dalle altre statuette gi6 menzionate*
a're22ero raggiunto* due o tre millenni or sono* il golfo del
Messico. Auelli dei pi3 recenti possono essere arri'ati solo con i
templari.
I neri africani* infatti* erano poco adatti come marinai. <essuna
delle loro tri23 ha mai costruito na'i di qualsiasi tipo. &i sono
limitati* nella migliore delle ipotesi* a piroghe fatte con un solo
pezzo di legno* destinate alla pesca costiera. &icuramente non si pu(
escludere che alcune di queste precarie im2arcazioni siano state
trascinate dalla tempesta fino all'America e nemmeno B per quanto sia
impro2a2ile B che il loro equipaggio sia sopra''issuto alle
condizioni di una tra'ersata del genere. Ma* anche se cos> fosse
stato* tutto porta a credere che gli indios li a're22ero scam2iati
per demoni e immediatamente uccisi. La nostra ipotesi* dunque* 7
molto pi3 'erosimile. %erch i templari* che in %alestina B come
a22iamo 'isto B a'e'ano adottato costumi musulmani* possede'ano
schia'i neri* presi come 2ottino o rice'uti in regalo* che non
a're22ero certamente e'itato di portarsi appresso.
8. Il %adre )nupa*
ecclesiastico del Tempio
Chiudiamo questa parentesi sulla na'igazione medie'ale attra'erso
l'Atlantico per tornare alle atti'it6 dell',rdine nel C<uo'o MondoD.
$sse forniscono* oltre alla soluzione dei pro2lemi posti nel
quadro europeo dal Csegreto del TempioD* anche dati che
contrui2uiscono note'olmente a chiarire tre aspetti della storia
americana. <e a22iamo analizzato uno inerente al Messico. )li altri
due riguardano l'impero di Tiahuanaco.
+opo a'er ottenuto la pro'a che le na'i templari carica'ano nel
golfo di &antos e nel porto di %arnaZ2a i lingotti d'argento che
permette'ano all',rdine di 2attere moneta e di finanziare la
costruzione delle cattedrali gotiche* ci siamo immediatamente posti
la domanda: qual era la controparte- ,ltre che marinai* guerrieri*
pirati alla 2isogna* i ;ichinghi erano anche dei commercianti. <on
a're22ero giammai colti'ato l'idea di regalare un metallo che certo
per loro era inutile* ma di cui conosce'ano il 'alore e la cui
estrazione e fusione richiede'ano comunque la'oro. +unque* pote'a
trattarsi solamente di 2aratto. Ma cosa pote'ano offrire i templari
in cam2io dell'argento- &icuramente alcuni prodotti di lusso* come
tessuti e 'ini* ad esempio. 1orse armi. Ma tutto quello che si pu(
immaginare in questo campo 7 2en lontano dall'equili2rare la
2ilancia. 9isogna cercare altro'e.
Mettiamoci nei panni delle migliaia di ;ichinghi che nel !!8/ si
erano sta2iliti nell'area di una 'ecchia 2orgata indigena* i cui
a2itanti* senza per altro essere sel'aggi* non a'e'ano passato l'et6
della pietra le'igata. I loro a'i* s2arcati in Messico nell'anno "I0*
si erano recati in spedizione di conquista* e a'e'ano portato con s
ca'alli* ma non 2estie da la'oro FEIG. <elle loro fila* si do'e'ano
contare solo i pochi artigiani per le na'i in legno: carpentieri e
fa22ri. Certamente non c'erano tagliatori di pietra* poich nella
&candina'ia del decimo secolo si costrui'a solo con il legno. $ ancor
meno architetti.
$22ene* sull'altopiano non esiste'a nessuna foresta che
potesse fornire il materiale indispensa2ile alla costruzione
tradizionale. )li indios* d'altra parte* giudicando dall'assenza
totale di edifici anteriori al !///* erano 2en lontani dal
padroneggiare l'Arte 5egia. I ;ichinghi* dunque* furono costretti a
'i'ere per pi3 di un secolo in capanne molto poco conforte'oli.
Auest'aspetto non a'e'a molta importanza negli anni in cui
com2atterono B insieme alle truppe amara che reclutarono B in tutta
l'America del &ud per conquistare e organizzare un loro impero. 9en
presto* tutta'ia* il 2isogno di una capitale degna della loro potenza
si do'e'a essere fatto sentire. <el linguaggio moderno* diremmo che
per fondarla manca'a loro la tecnologia indispensa2ile. A fornirla
pro''idero i templari: fu la loro merce di scam2io.
<on si tratta di una semplice supposizione. Altro'e FE/G a22iamo
'isto che l'edificio principale di Tiahuanaco* che gli indigeni
chiamano Oalasasaa e che non era terminato quando la citt6 'enne
conquistata nel !E"/ dagli Auracani di Oari* era una chiesa
cristiana. Il professor :ector )resle2in ha potuto costruirne un
modellino* riproducendo in gesso a scala ridotta le ro'ine attuali e
i 2locchi di pietra la'orata che si tro'ano a un chilometro di
distanza* in quello che costitui'a un cantiere. Inoltre* la statua
alta due metri che gli indios chiamano $l 1raile* Cil MonacoD* 7 la
copia esatta* a parte lo stile* di uno degli apostoli che si
ritro'ano sul portale della cattedrale gotica di Amiens: stesso li2ro
con chiusura metallica nella mano sinistra* stesso rametto con manico
nella destra* stesse proporzioni del 'iso. +'altronde* l'apertura
della porta monolitica conosciuta come %orta del &ole* che 'enne
tro'ata* a22attuta e spezzata* nella cinta del Oalasasaa e che
do'e'a costituire una delle entrate* 7 ornata di un fregio
che riproduce* sempre nello stile di Tiahuanaco* l'Adorazione
dell'Agnello* uguale a quello del timpano nella cattedrale di Amiens.
Il moti'o centrale riecheggia nei minimi dettagli la descrizione
apocalittica dell'Agnello. Le quarantotto figure delle tre fasce
superiori rappresentano* con i loro rispetti'i attri2uti* i dodici
apostoli* i dodici profeti minori e i 'entiquattro anziani con le
cetre e le coppe d'oro* cos> come li descri'e san )io'anni
JApocalisse* IB#K. <ella fascia inferiore si 'edono degli angeli che
stanno suonando la trom2a* strumento sconosciuto nell'America
precolom2iana. +'altra parte* il profilo delle figure dal 'iso umano 7
decisamente nordico. Amiens si tro'a in %iccardia* sulla frontiera
della <ormandia* e +ieppe* che appartiene a questa pro'incia*
costituisce il suo porto naturale. La sua cattedrale fu costruita tra
il !EE/ e il !E## e il portale tra il !EE8 e il !E.I. +unque* 7
necessario che un architetto e uno scultore Fo un
architettoBscultoreG siano arri'ati a Tiahuanaco dopo quest'ultima
data. +i fatto* i racconti indigeni che a22iamo citato a lungo in
un'opera precedente FELG parlano di un monaco cattolico che era
apparso sull'altopiano 'erso il !E8/* dopo essere s2arcato nel golfo
di &antos e a'er attra'ersato il %aragua. $ra quel %a'i Vum che
a22iamo gi6 citato prima e che gli indios del %er3 ricorda'ano con un
nome a met6 tra il norreno e il quitchua: Thul )nupa ;ihinPira* %adre
)nupa figlio dei ;ichinghi. $ra un uomo magro* alto* 2ianco* con gli
occhi azzurri e la 2ar2a rossa* che a'e'a i capelli ondulati con il
taglio a corona. Lo dipingono 'estito di un lungo a2ito 2ianco con
cintura* tal'olta con una camicia 'iola e un manto rosso scuro. Tiene
in mano un 2re'iario e un pastorale* o un 2astone. A'e'a portato con
s una grande croce* fatta con un legno sconosciuto in %er3
e che 7 stata ritro'ata in seguito a Cara2uco* do'e 'iene 'enerata
ancor oggi. &icuramente 7 da ricollegare al suo arri'o il
ritro'amento Fnel 4;I secoloG* tra le ceneri del 'ulcano Arequipa* di
una Ctunica senza cuciture* di un colore cangianteD F"8G* Cfatta di
un materiale sconosciutoD F"IG* che pote'a essere solo una cotta di
maglia* pezzo di equipaggiamento che i ;ichinghi del 4 secolo non
usa'ano ancora* e che gli &pagnoli del 4;I porta'ano da poco* ma che*
nel 4III secolo* costitui'a l'essenziale della tenuta militare dei
templari.
Tutto* dunque* porta a credere che %adre )nupa fosse un
ecclesiastico dell',rdine: un monaco normanno* o qualcuno che
conosce'a 2ene la cattedrale di AmiensH a meno che non si trattasse
di uno dei discepoli che gli 'engono attri2uiti dalle tradizioni
indigene. %adre )nupa era incaricato di e'angelizzare i ;ichinghi
pagani di Tiahuanaco: una missione di cui sare22ero rimaste molte
tracce nella religione degli Inca FE/G. %ort( con s il progetto di
una chiesa* o un architetto capace di tracciarlo sul posto. <on
do'e'a essere una chiesa gotica: a're22e richiesto l'arri'o di troppi
compagni. &i do'e'a trattare di un edificio in stile normanno* cio7
romanico B e questo 7 indicato dal modellino di )resle2in B per la
costruzione del quale erano necessarie solo poche persone. Auesto
pro'a che i 9ianchi di Tiahuanaco dispone'ano gi6 di una manodopera
indigena B intagliatori di pietre* muratori* scultori B altamente
qualificata: quella che precedentemente a'e'a costruito* nella
capitale e altro'e* i numerosi templi e palazzi in pietra intagliata
di cui 'ediamo ancora le ro'ine* e senza du22io molti altri che sono
completamente scomparsi. =na manodopera che pote'a essere formata
solo dai mastri artigiani che i templari a'e'ano messo a
disposizione.
+unque* non sorprende che nel !"..* quindi molto prima delle nostre
ricerche* $dmund Oiss F"0G nella conclusione di un articolo
sull'architettura preBinca B in cui le illustrazioni dei monumenti
ricostruiti di Tiahuanaco sono quantomeno audaci ma* nell'insieme*
esatte B a22ia potuto scri'ereH C=omini di razza nordica de'ono a'er
a2itato nella citt6 di Tiahuanaco. Le opere d'arte della capitale
preistorica sono pro2a2ilmente do'ute a loro. $' chiaro che
non si tratta di architettura indigenaD.
Il quadro* ora* 7 assolutamente chiaro. ;erso il !!8/ gli uomini di
Titicaca* una 'olta conquistato il loro impero ed essersi assicurati
le 'ie di comunicazione fino all',ceano Atlantico grazie alla loro
alleanza con i )uaran> FE8G* ripresero contatto con l'$uropa* senza
du22io a +ieppe* ad alcuni chilometri dal porto templare di
&aintB;alerBenBCau@. <el pi3 grande segreto* secondo i costumi
dell'epoca* ;ichinghi e templari si misero d'accordo e* 2en presto*
le na'i dell',rdine cominciarono a frequentare le coste sudamericane.
)razie agli artigiani del Tempio* a Tiahuanaco e dintorni sorsero
grandi edifici in pietra intagliata* sostituendo sempre pi3
rapidamente le capanne di argilla o di pietra grezza* mano a mano che
gli indios assimila'ano le tecniche europee. %er la stessa ragione*
la metallurgia prese nuo'o slancio. All'oreficeria di origine
asiatica* che gli indigeni della costa peru'iana conosce'ano gi6* si
aggiunsero procedimenti pi3 complessi* come la colatura su cera e il
ferro la'orato. Le asce e gli scalpelli in pietra 'ennero sostituiti
da utensili in 2ronzo e acciaio. 1urono aperte miniere* permettendo
cos> alle na'i dell',rdine di caricare i lingotti d'argento che
parti'ano regolarmente per La 5ochelle.
&i tratta'a unicamente di scam2i fruttuosi per entram2e le parti*
senza alcuna interferenza dei templari nella 'ita dell'impero. &e le
tracce del loro passaggio sono state ritro'ate solo nell'Amam2a
paraguaiano* non lontano dalla fonderia di metalli preziosi che l>
era stata installata* non 7 affatto per caso. &enza du22io a'e'ano
accesso a Tiahuanaco solamente gli artigiani Csotto contrattoD* e
alcuni am2asciatori. 1u solo 'erso il !E8/ che un gruppo di
ecclesiastici del Tempio segu> le tracce dei costruttori* non senza
che la loro predicazione suscitasse di'ersi incidenti FELG. &otto
quella influenza* l'impero cominci( a cristianizzarsi* almeno
superficialmente. <ella capitale si intraprese la costruzione di una
chiesa i cui moti'i scultorei 'eni'ano da
Amiens. Ma 2en presto* nel !E"/* gli Auracani 'ennero a interrompere
il la'oro. Tagliata fuori dalle miniere a22andonate della &ierra de
la %lata* la fonderia di Cerro Cor6 do'ette cessare le atti'it6.
1orse le na'i del Tempio hanno potuto continuare per qualche anno a
caricare lingotti a %arnaZ2a.
A ogni modo* l'a''entura fin> nel !./0* in conseguenza dello
scioglimento dell',rdine. In piena anarchia il %er3* che non a'e'a
mai 'eramente aperto loro le porte* non costitui'a un luogo di
rifugio soddisfacente per i fratelli in fuga dall'$uropa: cos>
preferirono il Messico.
I. Tre pro2lemi minori
I capitoli precedenti hanno permesso di risol'ere i tre grandi
pro2lemi posti dalla storia del Tempio e rimasti* finora* senza
spiegazione: quelli che si riferi'ano al CsegretoD dell',rdine. &iamo
stati in grado di completare la nostra analisi* questa 'olta dal
punto di 'ista dell'America* dando a due domande B secondarie ma
importanti B una risposta che non era stata fornita dai nostri
precedenti studi* e chiarendo ulteriormente un terzo punto gi6
trattato nel suo insieme in maniera soddisfacente.
Il terzo arri'o degli europei in Messico* quello dei templari* ci
ha* in effetti* dimostrato che 9rasseur de 9our2ourg non si
era s2agliato riconoscendo nel quichBmaa l'esistenza di alcune
radici francesi in mezzo ad altre* molto pi3 numerose* di origine
germanica. A'e'a in'olontariamente minimizzato questo apporto facendo
risalire all'inglese alcuni 'oca2oli francoBnormanni che all'epoca
della partenza dei ;ichinghi di =llman dalla )ran 9retagna non 'i
erano ancora stati introdotti. $ ancora a'e'a attri2uito al latino
alcuni termini che* a una pi3 scrupolosa analisi* risultano molto pi3
'icini ai 'oca2oli francesi che alla parola latina da cui deri'ano.
Il primo arri'o* quello dei monaci irlandesi che si tro'a'ano gi6 nel
Messico nei primi decenni del decimo secolo* spiega in modo
soddisfacente il doppio apporto linguistico latino e gaelicoH e il
secondo* quello dei ;ichinghi dello &chlesMig 'enuti dalla )ran
9retagna nell'anno "I0* spiega l'introduzione dei termini in norreno*
tedesco e anglosassone. 5esta'ano i 'oca2oli francesi* riconosciuti o
no da 9rasseur de 9our2ourg. ,ra sappiamo da chi pro'eni'ano.
L'arri'o dei templari d6 ragione anche della presenza di personaggi
negroidi* o del tutto neri* nelle sculture precolom2iane del Messico.
Certo non si pu( escludere la possi2ilit6 che alcuni dei soggetti
rappresentati siano meticci* come le caratteristiche razziali ci
permettono di pensare* portati molto tempo prima dai semiti.
Ma questa spiegazione 7 meno 'alida per i neri* poich le statuette
che li rappresentano sem2rano risalire al periodo detto postclassico*
cio7 al Medioe'o. <ell'$uropa nordBoccidentale* all'epoca delle
spedizioni irlandesi e 'ichinghe* i neri erano sconosciuti. I
templari* al contrario* a'e'ano portato schia'i di razza africana
dalla %alestina.
5esta un terzo punto* che riguarda %adre )nupa* l'e'angelizzatore
arri'ato nel %er3 'erso il !E8/. &ape'amo che era 'enuto
dalla <ormandia e che a'e'a introdotto a Tiahuanaco non solo il
cristianesimo* ma anche modelli architettonici nettamente europei e
alcuni moti'i scultorei della cattedrale di Amiens. ,ra possiamo
aggiungere che si tratta'a 'erosimilmente di un ecclesiastico del
Tempio. Auesto fatto non a're22e molta importanza se non ci
permettesse* indirettamente* di capire in cosa consiste'a la
controparte dei lingotti d'argento forniti dai ;ichinghi. =na
controparte che oggi possiamo riassumere con una sola parola:
tecnologia.
$ questo era l'ultimo dei pro2lemi minori che resta'ano da
risol'ere. Le considerazioni che ci inducono ad affermare che
l'America del &ud era conosciuta dai templari* ci permettono anche di
spiegare un ultimo aspetto della questione che le nostre ricerche
precedenti non a'e'ano pienamente chiarito.
;I. L'eredit6 portoghese
!. Templari e <ormanni
%er comprendere 2ene la concatenazione dei fatti che a22iamo appena
esposto 2isogna tornare nell'am2iente del Medioe'o europeo* assai
di'erso dall'immagine che ce ne 7 stata data dopo il 4;III secolo. $'
uno scenario di incredi2ile effer'escenza intellettuale*
difficilmente controllata dalla Chiesa nel quadro B molto meno rigido
di quanto l'esistenza dell'Inquisizione faccia supporre B di una
dottrina mal definita e di una gerarchia che non sempre si distingue
da quella del mondo feudale. %reti e 'esco'i sono sposati o 'i'ono in
concu2inaggio senza che 'i si tro'i nulla da ridire. La mitologia
germanica* i racconti dei 'angeli apocrifi e quelli che narrano della
ricerca del )raal ispirano gli scultori delle chiese almeno quanto
l'Antico Testamento. 1ate e gnomi si mescolano* nelle leggende di cui
si nutre l'immaginazione popolare* ai draghi di un'agiografia in cui
trionfa il mera'iglioso. La teologia si impegna in 'ie molteplici che
hanno in comune solo l'eterodossia e ri'aleggia* in quest'ordine di
idee* con una filosofia che cerca la sua strada attra'erso i testi
greci e romani* riscoperti con fer'ore.
<el campo di cui qui ci occupiamo* la cosmografia rinasce
dalle sue ceneri. I geografi di lingua ara2a riportano in ,ccidente
le conoscenze degli antichi che i crociati* dal canto loro* ritro'ano
a 9isanzio. <essuno* negli am2ienti colti* ignora che la Terra 7
rotonda. &e ne conosce anche la circonferenza pi3 o meno esatta B
L/./...L// metri* in'ece che L/.//0.8E/ B misurata dai Musulmani*
dopo $ratostene* nel I4 secolo. &i ricomincia a leggere Tolomeo* che
riprende da Marino di Tiro la storia del capitano greco Alessandro
che* nel primo secolo d.C.* a'e'a raggiunto 'ia %acifico B dopo Cun
numero di giorni cos> ele'atoD che non era Cstato possi2ile contarliD
B la citt6 2en conosciuta di Cattigara F!8G. +a %lutarco* da
Teopompo* da Macro2io* si sa che esiste una immensa terra di sogno al
di l6 del Mare Tene2rosoH o* perlomeno* l'isola paradisiaca coperta
di foreste solcate da fiumi na'iga2ili* di cui lo pseudoBAristotele
dei 5acconti mera'igliosi attri2uisce la scoperta ai Cartaginesi Fe
+iodoro &iculo ai 1eniciG F!8G. )li ecclesiastici del Tempio non
possono ignorare tutto questo* 'isto che nel 4II secolo 2eneficiano
dell'appoggio dei sapienti monaci di C?teau@* strettamente legati ai
ra22ini di 9orgognaH a 9isanzio hanno l'occasione di risalire alle
fonti dell'informazione.
<elle commende come nei con'enti e nei castelli si legge il
resoconto della na'igazione di san 9randano 'erso le ri'e
dell',ccidente. +'altra parte* 7 senza du22io lecito pensare che il
ser'izio di informazioni dell',rdine raccolga tutti i dati utili in
materia sia in Medio ,riente che in Irlanda. Auindi i mercenari
'ichinghi di 9isanzio de'ono a'er sentito parlare del ;inland e i
culdei della )rande Irlanda. 1orse anche* ma 7 molto meno certo* del
Messico.
$d ecco spiegato come i templari a22iano potuto lanciare
le loro na'i sull'oceano* alla scoperta di una terra della cui
esistenza non ''era alcun du22io. Ma* sulla 2ase di questi dati*
a're22ero do'uto dirigersi 'erso il nord o* a rigore* 'erso il centro
del C<uo'o MondoD. $22ene* s2arcarono nell'America del &ud*
precisamente nel luogo in cui si tro'a'a il metallo prezioso che
cerca'ano. Auell'America del &ud nella quale i ;ichinghi danesi si
erano gi6 sta2iliti da centocinquant'anni. 1ortunosamente* trascinati
dalla tempesta- %ossiamo immediatamente scartare ogni spiegazione di
questo tipo. In un caso del genere* se si fossero schiantati su una
costa deserta e se si fossero sal'ati per miracolo* non a're22ero
potuto raccogliere nessuna informazione su miniere situate lontano*
nell'interno delle terre. ,ppure* sare22ero caduti nelle mani dei
;ichinghi che erano poco teneri 'erso chiunque* e a maggior ragione
'erso degli intrusi. Ancora* in quest'ultima ipotesi* 2isogna'a che
gli uomini di Tiahuanaco si fossero sta2iliti sull'Atlantico senza
nessuna ragione* cosa in'erosimile.
Al contrario* 7 difficile pensare che una 'olta conquistato e
consolidato il loro impero* non a22iano a'uto 'oglia di riprendere
contatto con il loro paese d'origine. $' logico ritenere che i porti
dell'isola di &anta Caterina e del golfo di &antos e i Cpercorsi
faciliD che 'i arri'a'ano siano stati costruiti con questa
intenzione. +unque* tutto porta a credere che furono i ;ichinghi a
sta2ilire il legame con l'$uropa. <on nel !E8/* come a22iamo supposto
FELG tenendo in riser'a* d'altronde* 'iaggi anteriori* ma un
centinaio d'anni prima.
%erch e come si recarono a +ieppe non lo sappiamo ma non 7
difficile immaginarlo* poich nel 4II secolo i rapporti tra
<ormandia e Inghilterra* da do'e erano partiti i loro a'i* erano
molto stretti. Comunque* furono i <ormanni che* 'erso il !E8/*
cominciarono a importare in $uropa il legno dell'Amazzonia. $ furono
loro che* nella stessa epoca B prima la cartografia era inesistente B
prepararono una carta sulla quale figura'ano sia il ;inland che
l'America del &ud F!8G: una carta fondata su dati che* pro'enendo
rispetti'amente dai ;ichinghi nor'egesi e dai ;ichinghi danesi*
pote'ano essere riuniti solo a +ieppe* come a22iamo dimostrato F!8G.
)li uomini di Tiahuanaco non a'e'ano nessuna ragione di entrare in
contatto con i templari dei quali* comunque* non pote'ano conoscere
l'esistenza. $ se l'a'e'ano fatto in'olontariamente* se* per esempio*
una loro na'e fosse stata catturata dalla flotta dell',rdine* si pu(
essere certi che le informazioni che a're22ero fornito non sare22ero
mai state conosciute dai dieppesi* n da chiunque altro. Al
contrario* 7 facile ipotizzare che le autorit6 templari del porto di
&aintB;alerBenBCau@ a22iano sor'egliato la costa molto da 'icino B
era quella la loro ragion d'essere B e in primo luogo il porto di
+ieppe* e che si siano facilmente procurata B al Tempio non si pote'a
rifiutare nulla B l'informazione rice'uta da oltre Atlantico.
Con la sua flotta gi6 imponente* l',rdine era assai pi3
equipaggiato di semplici pescatori per farla fruttare. 1u solo
cent'anni dopo che gli armatori dieppesi si tro'arono in condizione
di recarsi* anch'essi* a fare 2aratti nel C<uo'o MondoD. $'
sintomatico che non si siano arrischiati a far concorrenza ai
templari andando a cercare metalli preziosi ma* anzi* si siano
limitati a importare dall'Amazzonia dei carichi di legno* che non
interessa'a i loro 'icini. 9eninteso* a're22ero potuto farlo
solo accordandosi con i ;ichinghi che controlla'ano tutta la zona.
Aual era la loro moneta di scam2io- Lo sappiamo FEIG: ca'alli da tiro
e 2estiame che li2era'ano* forse* a %arnaZ2a B la presenza di ca'alli
nel %iau> prima della conquista permette di pensarlo B ma soprattutto
nel golfo di &antos* da do'e li in'ia'ano nelle ricche terre da
pascolo dell'I'inheima.
$' appena necessario ricordare quello che a22iamo gi6 dimostrato
pienamente altro'e F!8G: i dati geografici che permisero di redigere
la carta di +ieppe non pote'ano essere stati forniti dai <ormanni* n
B aggiungiamo noi adesso B dai templari. )li uni e gli altri si
limitarono a na'igare 'erso i porti e* tutt'al pi3* lungo le coste
dell'America. $22ene* la carta in questione mostra il profilo
completo del su2continente e inoltre* come ha scoperto %aul )allez
F"#G da un planisfero di :enricus Martellus che risale al !L#"* il
corso di tutti i grandi fiumi e la posizione delle principali catene
montuose. =n rile'amento di questo tipo pote'a essere fatto solo da
marinai* che a'e'ano profonde conoscenze geografiche* e che si erano
sta2iliti da molto tempo nella regione.
E. Templari e %ortoghesi
+opo quella della 1rancia* di cui la <ormandia face'a parte* 2ench
nel 4II secolo fosse ancora legata all'Inghilterra* la pro'incia del
%ortogallo era la 2ase pi3 solida del Tempio. L',rdine 'i si era
installato prima ancora di essere fondato ufficialmente. La
principessa Teresa* figlia naturale di Alfonso I; di Castiglia* il
cui figlio sare22e poi di'entato il primo re del %ortogallo*
a'e'a portato in dote al marito Luigi di 9orgogna quello che fino ad
allora era stato solo un contado* d'altronde occupato in gran parte
dai Mauri. Auindi* nel !!EI* la principessa a'e'a offerto un castello
a =go di %ans. %er lei* e'identemente* si tratta'a di assicurarsi il
concorso della futura milizia nella guerra di 5iconquista e 9ernardo*
consigliere della casa di 9orgogna* a'e'a do'uto garantirglielo.
1atto sta che i templari con'ogliano una parte delle loro forze a
fa'ore del futuro regno* che contri2uiscono a li2erare. )ualdim %aZs*
che sare22e di'entato priore pro'inciale dell',rdine* partecipa a
tutte le 2attaglie* fino alla presa di &antarm e di Lis2ona. %er
ringraziamento* il re Alfonso $nrico offre a 9ernardo il terreno e i
fondi necessari per la costruzione dell'a22azia di Alco2a\a. Inoltre*
dopo a'ere incaricato il Tempio di garantire la frontiera che separa
il %ortogallo dall'Andalusia* ancora nelle mani degli infedeli* gli
concede tutte le terre situate tra &antarm e Tomar. In quest'ultima
zona* )ualdim %aZs costruisce un'enorme fortezza* 2en presto
attorniata da una decina di commende* senza parlare del porto
militare di &erra d'$l 5ei* sull'Atlantico* da do'e forse entra'ano
anche carichi d'argento. Tomar rester6 la sede del priorato
pro'inciale fino al !.E/* data nella quale* senza transizione*
di'enter6 sede della grande signoria dell',rdine di Cristo.
In %ortogallo* come altro'e* il Tempio 7 so'rano* ma la sua
influenza qui 7 molto pi3 forte che nelle altre pro'ince. In 1rancia*
in Inghilterra* in )ermania* in Castiglia* 'iene sopportato perch 7
temuto. I re 2orgognoni di Lis2ona* al contrario* non solo gli de'ono
in gran parte la riconquista del territorio e il trono* ma
ne dipendono ancora militarmente per 'ia della minaccia musulmana*
sempre latente. L',rdine comunque 7 pi3 potente di loro e le sue
commende attorniano la capitale* di cui potre22e impadronirsi molto
facilmente. +unque* fin dall'origine* si sta2ilisce un modus 'i'endi
di mutuo appoggio. +iciamo che i templari possono contare sul re come
il re pu( contare su di loro. Ma non si tratta di un'alleanza
egualitaria. 1ino al !./0 7 l',rdine che* malgrado le apparenze*
sfrutta la monarchia. In seguito* sar6 la monarchia a fare
dell',rdine un suo strumento. Auando 1ilippo il 9ello adotta le
misure che ci sono note contro il Tempio e Clemente ; ne decreta lo
Cscioglimento pro''isorioD* gli altri so'rani s'inchinano* la maggior
parte assai 'olentieri* 'isto che* come il re di 1rancia* su2i'ano di
catti'o grado l'in'asione dei loro &tati da parte di una potenza che
sfuggi'a alla loro autorit6. =no solo fa eccezione* quello del
%ortogallo: +ionigi. %er riconoscenza- &i tratta di una 'irt3 poco
comune in politica. %i3 pro2a2ilmente* il re calcola che i templari*
pri'ati del loro statuto* dunque della loro so'ranit6* non possono pi3
rappresentare per lui il minimo pericoloH e che* al contrario* gli 7
permesso di ser'irsene. %otre22e impadronirsi delle loro ricchezzeH
forse preferisce 2eneficiare del loro segreto. 1atto sta che +ionigi
non solo non prende alcuna misura contro il Tempio* ma accoglie anche
i fratelli che* fuggendo* arri'ano a raggiungere i suoi stati. La
flotta templare del Mediterraneo giunge al porto di &erra d'$l 5ei.
%er tredici anni* il priorato del %ortogallo continua ad esistere*
come se non fosse successo niente. %oi* nel !.E/* il re fonda
l',rdine di Cristo che lo assor2e. In apparenza non 7 cam2iato nulla:
stessa regola* stessa organizzazione* stessi uomini* stessi
2eni. Tranne un dettaglio: il gran maestro non 7 pi3 eletto dai
ca'alieri* ma nominato dal so'rano. Il nuo'o Tempio 7 s> un'eredit6
del precedente* ma perde la sua autonomia. ,rmai* 7 un ordine
nazionale.
&i pu( pensare che quello che interessa particolarmente a +ionigi
non sia la guardia alle frontiere* che le sue stesse truppe* ora che
il reame si 7 consolidato* potre22ero assicurare occupando le
fortezze templari* 2ens> la flotta che ha ripiegato su &erra d'$l
5ei. Il %ortogallo non 7 una potenza marittima. L'oceano che 2agna le
coste 7 gi6 sfruttato nelle sue risorse ittiche da 9aschi* 9retoni e
<ormanni* senza che si sappia 2ene do'e caccino la 2alena o peschino
il merluzzo. 1orse* il re sa pure che le na'i del Tempio porta'ano da
paesi lontani metalli preziosi* fattore principale della ricchezza e
della potenza dell',rdine.
Tutta'ia* il tempo passa senza che succeda niente. I fratelli
tacciono nell'attesa che le misure prese contro di loro da Clemente ;
siano annullate- ,ppure il %ortogallo non 7 in condizione di
sfruttare le informazioni che i templari forniscono- Comunque sia* 7
solo cent'anni pi3 tardi che l'infante $nrico il <a'igatore comincia
a preparare l'espansione marittima del paese.
Auesto gran maestro dell',rdine di Cristo B 7 un caso- B crea
l'Acadmie de &agres* do'e riunisce ara2i sapienti e* soprattutto*
e2rei che si 2uttano sui li2ri e sulle carte riunite misteriosamente.
,rganizza un ser'izio di informazioni che interroga ogni capitano che
tocchi terra in %ortogallo. 1onda cantieri na'ali da cui non tardano
a uscire na'i solide* capaci di affrontare l'oceano* per le quali le
na'i templari forniscono un modello solo da perfezionare. Auando
muore* nel !LI/* i 'ascelli del reame hanno raggiunto Madera e le
Azzorre* come altri a'e'ano fatto molto prima di loro* e
trafficano gi6 con il &enegal* da cui importano a'orio e*
soprattutto* i primi schia'i neri che alla lunga modificheranno la
razza dei %ortoghesi. %oi le scoperte accelerano. <el !L#L* +iego Cal
raggiunge la foce del Congo. +ue anni pi3 tardi* 9artolomeo +>az
doppia il Capo delle Tempeste* ri2attezzato Capo di 9uona &peranza.
La rotta delle Indie 7 aperta: poco dopo* ;asco de )ama la seguir6.
Aual 7 la parte dei templari in questo paese minuscolo* popolato da
un milione e mezzo di a2itanti- <on lo sappiamo. &appiamo solo che le
na'i lanciate sull'oceano portano tutte sulle 'ele la croce
dell',rdine di Cristo* cio7 la croce patente rossa del Tempio. &i
tratta di una semplice testimonianza di riconoscenza 'erso l',rdine*
proclamato cos> come iniziatore dei marinai che stanno per fare del
%ortogallo la prima potenza marittima del mondo- ,ppure* nell'epoca
delle grandi conquiste* gli armatori di questi 'ascelli sono
o22ligatoriamente affiliati al nuo'o Tempio* come i 1igli di &alomone
erano affiliati al 'ecchio all'epoca della costruzione delle
cattedrali- +omanda senza risposta: non sappiamo di pi3 sulle atti'it6
dei Ca'alieri di Cristo che su quelle dei templari propriamente
detti.
.. +a +ieppe a Lis2ona
Ci sono state di'erse spedizioni portoghesi partite prima di
Colom2o alla ricerca delle terre d'oltreoceano: quelle di +iego de
Tei'e F!L8EGH Jos ;igado F!LIEGH )onzalo 1ern6ndez de Ta'ira Fnello
stesso annoGH 5u )on\al'es de Cdmera F!L0EGH Antonio Leme F!L0IG e
molte altre ancora. <iente ci permette di affermare n di escludere
che queste spedizioni a22iano raggiunto l'America del &ud. <on ne
resta alcuna traccia* cosa che il segreto del Tempio e il segreto del
re potre22ero essere sufficienti a spiegare.
Comunque* non pote'ano essere che 'iaggi di esplorazione* poich la
distruzione dell'impero di Tiahuanaco a'e'a interrotto la rotta
dell'argento. Ma* ad ogni modo* non possiamo du2itare che i
%ortoghesi conoscessero l'esistenza del C<uo'o MondoD. <e a22iamo* in
effetti* un indizio e una pro'a.
Il L marzo !L".* Colom2o tocca Lis2ona tornando dal suo primo
'iaggio nel corso del quale ha CscopertoD solo le Antille. Il !8*
entra nel porto di %alos. Il . maggio* il papa spagnolo Alessandro I;
promulga una prima 2olla che concede al reame di Castiglia le Indie
che sono state scoperte e quelle ancora da scoprire. L'indomani* ne
promulga una seconda che di'ide il glo2o terrestre in due met6
tramite una linea che* da un polo all'altro* taglia in due l'oceano
Atlantico a cento leghe da Cuna qualunque delle isole conosciute come
Azzorre e Capo ;erdeDH le terre non ancora assegnate dell'o'est
apparterranno alla Castiglia* quelle dell'est al %ortogallo. La corte
di Lis2ona* che all'inizio si 7 mostrata d'accordo* non tarda a
protestare con 'eemenza. &i inta'olano negoziati che nel giugno !L"L
portano al trattato di Tordesillas: la linea di demarcazione 7 stata
spostata a trecentocinquanta leghe da Capo ;erde. Aual 7 la
differenza- &emplicemente il 9rasile* la cui enorme punta orientale
'iene cos> incorporata nel dominio portoghese. $22ene* nel !L"L
nessuno ha ancora ufficialmente riconosciuto le coste del
su2continente australe e Colom2o non ha nemmeno raggiunto la
terraferma. A Lis2ona de''essere successo qualcosa per giustificare
un cam2iamento di atteggiamento cos> repentino. $'identemente* 7
stata consultata una carta del C<uo'o MondoDH una carta che gli
&pagnoli non posseggono* 'isto che senza rendersene conto cedono ai
loro concorrenti la met6 delle terre che il &ommo %ontefice ha appena
assegnato loro nell'America del &ud.
Auesta carta in effetti esiste: l'a22iamo dimostrato in un'opera
precedente F!8G. &i tratta della carta che Colom2o a'e'a consultato
clandestinamente qualche anno prima nel Tesouraria do'e il re del
%ortogallo conser'a'a i suoi archi'i segretiH la stessa che Magellano
copier6 qualche anno dopo* prima di andare a offrire i suoi ser'izi a
Carlo ;. Ancora la stessa che 5enato II* duca di Lorena* far6
pu22licare nel !8/0 dal )mnase 'osgieni. $' una carta che localizza
esattamente il continente CsconosciutoD* e riporta* oltre al ;inland*
a cui si riduce l'America del <ord* il tracciato completo
dell'America del &ud* con lo stretto. La carta permette a Colom2o di
affermare* contro i dati pi3 Csolidamente sta2ilitiD dei geografi*
che la terra del )ran Ohan* 'ale a dire l'Asia orientale* 7 molto pi3
'icina di quanto si creda all'$uropa e occupa uno spazio che in realt6
B ma si guarda 2ene dal dirlo B 7 quello del C<uo'o MondoD. La stessa
carta fornisce a Magellano un argomento decisi'o per con'incere
l'imperatore e i suoi ministri* ai quali mostra lo stretto che si
ripromette di raggiungere. =no stretto del quale B secondo %igafetta*
il diplomatico pontificale che lo accompagn( nel suo 'iaggio B
conosce non solo la latitudine approssimati'a* ma anche i minimi
dettagli topografici. La stessa carta fornisce al re di 1rancia*
desideroso di opporsi alla 2olla che gli chiude'a le porte
dell'America* una pro'a che questa era gi6 2en conosciuta prima della
sua scoperta ufficiale da parte dei Castigliani* e un'arma che gli
a're22e permesso di conquistare il Canada.
&appiamo molto 2ene do'e 7 stata redatta questa carta: a +ieppe* in
<ormandia. Infatti era l'unico luogo do'e fosse possi2ile radunare*
nel Medioe'o* i dati geografici forniti* da una parte dai ;ichinghi
nor'egesi che a'e'ano colonizzato il ;inland* e dall'altra dai
;ichinghi danesi che si erano ritagliati un impero nell'America del
&ud. $ra solo a +ieppe* e in altri porti normanni secondari* che
alcune na'i scarica'ano i merluzzi di Terrano'a e altre il legno
2rasile dell'Amazzonia. $d era normale che si fosse im2arcato a
+ieppe un monaco 'enuto da Amiens* distante circa !// Pm* deciso ad
andare in America per e'angelizzare ;ichinghi e indios. L6 furono
redatte le carte che B per la prima 'olta B mostrarono un C<uo'o
MondoD separato dall'Asia. 1u da +ieppe* infine* che part> Jean
Cousin* che sicuramente raggiunse la foce del 5io delle Amazzoni nel
!L##* e sar6 da l> che partir6 )onne'ille che* nel !8/.* passer6 sei
mesi sulle coste del )uar6* cio7 del %aragua FELG di allora* a sud
del golfo di &antos.
Tutto questo l'a22iamo ampiamente dimostrato in L'imposture de
Cristophe Colom2. 5esta solo una domanda in gioco: come a'e'a fatto
la carta di +ieppe a finire nelle mani dei %ortoghesi-
Mancando di una migliore spiegazione* a'e'amo suggerito
un'operazione di spionaggio. )li agenti di Lis2ona che*
effetti'amente* erano molto atti'i in tutti i grandi porti europei*
si sare22ero resi conto che alcune na'i* tornando ufficialmente dalla
)uinea* rientra'ano cariche di pesci di una specie sconosciuta sulle
coste dell'$uropa o dell'Africa* o di un legno per tintura
che pote'a pro'enire solo da un'isola sconosciuta dell'Atlantico.
Allora* si sare22ero procurati* in un modo o nell'altro* la carta che
utilizza'ano i piloti normanni per questi 'iaggi* il cui fine e il
cui itinerario erano circondati da tante precauzioni al punto di far
giurare sul ;angelo i mem2ri dell'equipaggio di conser'are al
riguardo il pi3 stretto segreto.
Auesta ipotesi era errata. Le nostre analisi ci hanno dimostrato
che i templari conosce'ano molto 2ene quello che a22iamo chiamato Cil
segreto di +ieppeD F!8G e che lo sfrutta'ano gi6 per conto loro*
prima ancora che gli armatori normanni fossero in condizione di
farlo.
$22ene* se non c'era nessun rapporto tra +ieppe e Lis2ona* ce n'era
uno* molto stretto* tra il Tempio e il reame del %ortogallo* che
costitui'a la sua pro'incia pi3 importante dopo la 1rancia. $ nel
%ortogallo l',rdine sopra''i'e* anche se ora 7 sottomesso allo &tato*
quando ormai 7 scomparso in tutto il resto dell'$uropa. &e il Tempio
ha a'uto la prudenza di assicurarsi una 2ase di ripiego* c'7 da
supporre che 'i a22ia messo al riparo nella prima allerta B ed era
molto che si senti'a minacciato B se non i suoi archi'i* almeno le
copie dei documenti indispensa2ili. Logicamente* dunque* la copia
della carta di +ieppe do'e'a essere depositata a Tomar o a &erra d'$l
5ei. &e la logica 7 in difetto* se il priorato possede'a solo i suoi
archi'i pro'inciali* resta il fatto che alcuni dei templari fuggiti
dalla 1rancia do'e'ano appartenere all'amministrazione del &ecretum
Templi.
In un modo o nell'altro* la carta di +ieppe passa cos> al potere
del re. $' troppo tardi perch ne possa fare uso: i fornitori di
metalli preziosi sono scomparsi dalle coste americane. &enza
du22io alcune spedizioni hanno confermato* di 'olta in 'olta* questa
situazione. In mancanza d'argento* le spezie costituiscono la pi3
desidera2ile delle fonti di ricchezza. Ma 7 possi2ile procurarsele
solo in ,riente. Le na'i portoghesi* quindi* si inoltrano sulla rotta
delle Indie. Inutile per il momento* la carta di +ieppe giace nel
Tesouraria do'e il re conser'a i suoi archi'i segreti. Laddo'e*
successi'amente* arri'eranno Colom2o e Magellano a ru2arla.
L. La fine del mistero
Tutto 7 chiaro* ora. &ulla traccia dei monaci culdei irlandesi* i
;ichinghi dello &chlesMig* partiti dai possedimenti danesi della )ran
9retagna* scoprono il Messico* e poi l'America del &ud* do'e si
installano 'erso l'anno !///. =na 'olta terminata la conquista del
loro impero che si estende* sul %acifico* dalla piana di OundanemarPa
FCammino reale daneseG* nell'attuale Colom2ia* al Cile centrale*
sentono il 2isogno di riprendere i contatti con l'$uropa. %er farlo*
aprono due 'ie di comunicazione 'erso l'Atlantico: il %ea'iru*
Cpercorso facileD che taglia la foresta paraguaiana* e l'Amazzonia. $
affidano la guardia di queste 'ie ai loro alleati guaran>. <el porto
dell'isola di &anta Caterina* costruiscono una na'e che* 'erso il
!!8/* fa 'ela 'erso l'antico +anelaM 2ritannico. Ci si tro'ano un
poco spaesati* poich la regione 7 go'ernata da una dinastia normanna
di origine danese che l'ha riconquistata meno di cento anni prima*
quando a 5ouen regna'a il duca che noi chiamiamo )uillaume* ma che il
quadro di 9aeu@ chiama Willelm. L'Inghilterra 7 ancora solo un paese
agricolo. La <ormandia* al contrario* ha conser'ato le
tradizioni marinare della sua popolazione 'ichinga. Le due regioni
hanno lo stesso so'rano. Cos> 7 comprensi2ile che la na'e americana
a22ia de'iato* alla fine* su +ieppe* il porto normanno pi3 'icino
alla costa inglese.
I ;ichinghi di Tiahuanaco non hanno alcuna ragione di nascondere ai
loro cugini quello che conoscono sull'America del &ud. Al contrario*
de'ono essersene 'antati. Lasciano che i +ieppesi prendano una copia
della carta che hanno redatto in centocinquant'anni di na'igazione
lungo le coste del su2continente e di esplorazione di un territorio
che occupano all'o'est delle Ande e che controllano* a nord e a est*
dall',rinoco al 5>o de la %lata. =na carta che 'err6 arricchita*
sulla 2ase delle informazioni rice'ute dagli scandina'i* con i quali
la <ormandia mantiene stretti contatti* con il tracciato del ;inland*
cio7 delle terre colonizzate o conosciute nell'America del <ord* dai
;ichinghi nor'egesi.
I +ieppesi* secondo l'usanza dell'epoca* ser2ano gelosamente un
segreto da cui sperano* non senza ragione* di poter trarre pi3 tardi
'antaggi commerciali. Ma non sono i soli a conoscerlo. Il Tempio 7
onnipotente* nella regione ancor pi3 che altro'e. Infatti* possiede
un porto di importanza 'itale a &aintB;alerBenBCau@: da questo porto
dipendono in gran parte le sue comunicazioni con la )ran 9retagna* e
le autorit6 portuali non possono ignorare l'arri'o impro''iso di una
na'e su cui 'iaggiano uomini 'estiti in modo strano* che sicuramente
portano magnifici gioielli d'oro e d'argento. I templari si
informano. Il loro rapporto non de'e sorprendere oltremodo il gran
maestro: conferma le informazioni gi6 raccolte a 9isanzio e altro'e
riguardo al C<uo'o MondoD. Ma apre prospetti'e insperate*
poich ipotizza una gran ricchezza di metalli preziosi. +unque* si
sta2iliscono contatti con i ;ichinghi americani* negoziando un
accordo. 9en presto le na'i dell',rdine prendono la strada
dell'America* do'e i suoi tecnici da una parte organizzano lo
sfruttamento dei giacimenti nella &ierra de la %lata* e dall'altra
tracciano i piani della nuo'a Tiahuanaco* rapidamente messa in
cantiere grazie alla manodopera indigena che istruiscono.
Il metallo non tarda ad arri'are nel porto di La 5ochelle*
destinato in special modo alla na'igazione transatlantica. Le risorse
del Tempio ne 'engono straordinariamente moltiplicate e 'engono usate
per finanziare la costruzione delle cattedrali gotiche. Tanto pi3 che
alle miniere delle Ande 'engono 2en presto ad aggiungersi quelle del
%iau>* e* quando queste ultime si esauriscono* quelle di Minas
)erais* al prezzo del grande la'oro di disseccamento della )rande
Laguna. Il &ecretum Templi* testimoniato dai sigilli recentemente
ritro'ati* compreso quello che mostra un indio americano* copre
un'operazione cos> importante da giustificare la costituzione di una
nuo'a gerarchia che* almeno nel suo campo* supera quella di cui il
gran maestro costituisce il 'ertice.
I ;ichinghi* pagani* non permettono tutta'ia ai templari di
sta2ilirsi nel loro impero. A prezzo di grandi difficolt6 e* alla
fine* della 'ita* un ecclesiastico dell',rdine B che i )uaran>
chiama'ano %a'i Vum e i +anesi* nella loro lingua* Thul )nupa* il
%adre )nupa B riesce a penetrare nell'America del &ud e a
e'angelizzarne superficialmente le popolazioni. $' do'uta a lui la
costruzione* a Tiahuanaco* di una chiesa romanica B con moti'i
scultorei pro'enienti dalla cattedrale di Amiens B che non 7
stata ancora terminata nel momento in cui la capitale 'ichinga 'iene
presa* 'erso il !E"/* dagli Auracani in ri'olta.
Auando* una 'olta sparito il reame francese di )erusalemme* i
so'rani dell',ccidente cominciarono a mostrarsi inquieti per la
potenza dell',rdine e del papa* per una eterodossia teologica che
scaturisce da un contatto troppo stretto con $2rei e Musulmani* il
Tempio pensa ad assicurarsi una 2ase di ripiego oltreoceano e a
costruire uno &tato so'rano che gli permetta di e'itare qualsiasi
costrizione. ;iene in'iata una na'e nell'America centrale* e i mem2ri
del suo equipaggio sono accolti con entusiasmo dagli indigeni che
aspettano da tre secoli il ritorno di Auetzalc(atl. I templari sono
delusi* perch non 'i tro'ano quantit6 apprezza2ili di metalli
preziosi. In'ece sono grade'olmente sorpresi di incontrare
popolazioni che non hanno del tutto dimenticato gli insegnamenti dei
papas irlandesi. +unque* il Tempio si sta2ilisce nel Messico* sulle
ri'e del lago di Chalco. Alcuni anni pi3 tardi* nel !./0* la squadra
di La 5ochelle s2arca a %6nuco: non solo gli archi'i dell',rdine* ma
anche un forte contingente di ca'alieri* con gli ecclesiastici* i
sergenti e i con'ersi. Cos> rinforzata* la comunit6 impone la sua
autorit6 a tutta la regione di Chalco* do'e trasporta* mutatis
mutandis* le istituzioni feudali europee. %u( farlo solo adattandosi
alle credenze e agli usi locali: e d'altronde la 'ocazione
sincretista del Tempio spinge nella stessa direzione. Ma* dopo il
!./0* 'iene troncato ogni contatto con il ;ecchio Mondo. I templari*
'otati al celi2ato* muoiono uno dopo l'altro senza lasciare
discendenti* tranne qualche incrocio meticcio. Il francese della 'ita
quotidiana e il latino della liturgia spariscono molto presto* 2ench
alcune parole B egualmente attri2ui2ili* nel secondo caso*
agli antichi Irlandesi B si introducano nel maa Fne a22iamo la
pro'aG e pro2a2ilmente nel n6huatl. Il Tempio si messicanizza a ritmo
accelerato e con lo stesso ritmo perde la sua autorit6 sulle
popolazioni indigene.
All'arri'o degli &pagnoli resta solo una struttura ecclesiastica
ancora differenziata in seno alla chiesa azteca e alcune credenze*
tradizioni* riti e sim2oli pi3 o meno confusi con l'eredit6 lasciata
dal Auetzalc(atl irlandese e dal Auetzalc(atl 'ichingo.
I <ormanni* dal canto loro* impiegano pi3 tempo dei templari B dei
quali non posseggono n il capitale* n la flotta B a sfruttare le
informazioni rice'ute dagli emissari di Tiahuanaco. Le loro na'i
cominciano solamente nel !E8/ a caricare 2alle di legno 2rasile in
Amazzonia e a li2erare* in cam2io* forse a %arnaZ2a ma sicuramente a
&antos* dei ca'alli e del 2estiame. <on sono toccati* naturalmente*
dallo scioglimento dell',rdine del Tempio* e anzi questo consente
loro di potersi muo'ere li2eramente nell'America del &ud. Ma* poco
prima* i ;ichinghi* il cui impero 7 distrutto* hanno a22andonato le
coste. Il commercio continua ugualmente* con gli indigeni che 'engono
pagati con 2aratti* fino all'arri'o dei %ortoghesi. $ anche molto pi3
tardi* poich la 1rancia B alla quale la <ormandia 7 stata annessa
dopo il 4III secolo B nel 4;II secolo occupa ancora la )rande )uana
delimitata dall',rinoco* dall'Amazzonia e dal mare* l'attuale stato
di Maranh[o* a sud del 5io delle Amazzoni* e* a parte la citt6 di
%ard* la 'alle di Tocantins. &enza parlare della 2ase temporanea che
ha sta2ilito a 5io de Janeiro alla fine del 4;I secolo* con
l'appoggio degli indios.
I templari* tutta'ia* non sono del tutto scomparsi. Il
%ortogallo* al quale a'e'ano reso grandi ser'igi durante la
5iconquista e che costitui'a la loro pro'incia pi3 importante dopo la
1rancia* ha rispettato le loro persone e i loro 2eni e ha anche
fondato per loro* con il controllo dello &tato* l',rdine di Cristo. $'
pro2a2ile che a Tomar* il suo priorato pro'inciale* o a &erra d'$l
5ei* il suo porto di guerra* il Tempio conser'i copie dei suoi
archi'i marittimi* o che 'i si siano rifugiati* nel !./0* dei
ca'alieri al corrente del Csegreto dell',rdineD. In ogni caso* 7
certo che la carta di +ieppe* ormai inutile poich le miniere
d'argento dell'America del &ud sono state a22andonate dai ;ichinghi*
si tro'i nel Tesoro del re* a Lis2ona* nel 4; secolo. Colom2o la
copia e si ser'e di quei dati al fine di ottenere da Isa2ella di
Castiglia l'autorizzazione per andare a CscoprireD una terra che 7
necessario presentare come il regno del )ran Ohan* mentre egli sa
2enissimo che si tratta di un continente in cui tutti si recano da
secoli. Alcuni anni dopo* Magellano la ru2a a sua 'olta e la usa per
ottenere da Carlo ; il permesso di CscoprireD quel passaggio del sud
che i ;ichinghi conosce'ano perfettamente. $ che figura gi6 sul glo2o
costruito nel !8!8 da Johannes &chaner* copia completa della carta di
+ieppe* pro2a2ilmente fornita dal re di 1rancia* e che 7 stata fatta
pu22licare senza lo stretto otto anni prima dal duca di Lorena.
+unque* dagli Irlandesi agli &pagnoli* passando per i ;ichinghi* i
templari e i %ortoghesi* tutto si collega senza che 'i sia la minima
lacuna. Il solo punto che resta'a ipotetico nella nostra conclusione
di L'imposture de Cristophe Colom2 F!8G ora 7 chiarito. &appiamo che
il Tempio prende'a dall'America del &ud il metallo col quale 2atte'a
moneta* che il porto di La 5ochelle ser'i'a al suo traffico con il
C<uo'o MondoD* che i suoi archi'i* precipitosamente portati
'ia da %arigi alla 'igilia del colpo di mano di 1ilippo il 9ello*
furono im2arcati 'erso il Messico o che* almeno* tutto sem2ra
indicarlo. &appiamo anche che si de'e ai templari l'introduzione di
parole francesi nel maa e forse nel n6huatl* che i neri
rappresentati da certe statuette tro'ate nell'America centrale erano
i loro schia'i e che %adre )nupa* e'angelizzatore del %aragua e
dell'altopiano nel 4II secolo* era uno dei loro ecclesiastici. Ma
sappiamo anche che fu per loro intromissione che la carta di +ieppe
pass( dalla <ormandia al %ortogallo. Auella carta che permise a
Colom2o e a Magellano di CscoprireD ci( che tanti altri conosce'ano
2enissimo da secoli. La nostra ricerca 7 lontano dall'essere
conclusa. Ma il suo scenario storico 7 ormai completo.
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muchas cosas que sucedieron al %adre 1ra Alonso %once en las
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Colonies europennes du MarPland et de l'$scociland F+omination
canadienneG au 4I; si7cle et les 'estiges qui en su2sist7rent
Tusqu'au@ 4;I et 4;II si7clesD* Congresso internazionale degli
americanisti* Lussem2urgo* 5esoconto* Lussem2urgoB%arigi* !#0#.
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FI#G %omar* Juan 9autista: 5elaci(n de Tezcuco* Messico !##IB!#"E.
FI"G Le Conteulf de Cantelen* conte: Les &ectes et les socits
secr7tes politiques et religieuses* citato da <ilus* &ergeT in
Antichrist* Mosca* !"!! Ftradotto dal russoG.
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citato da Oings2orough* Antiquities of Me@ico* Londra* !#./ FL!G.
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quiche* %arigi* !#IE.
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Madrid* !#8#.
F"8G 5amos* Alonso: :istoria del cle2re milagroso &antuario de
la insigne imagen de <uestra &eXora de Copaca2ana sus milagros
in'enci(n de la Cruz de Cara2uco* Lima* !IE!.
F"IG Techo* <icol6s del: :istoria pro'inciae paraquariae* Lilla*
!I0..
F"0G Oiss* $dmund: <ordische 9auPunst in 9oli'ien* in )ermanien*
9erlino* !"...
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%tolme londonien d':enri :ammer F!L#"G* in $rdPunde* 9onn* !"08.
=n rigoroso storico
eterodosso
+i certo Jacques de Mahieu F%arigi !"!8 B 9uenos Aires !""/G 7
stato uno storico eterodosso. $' stato* in altre parole* un
ricercatore con'into che la storia dell'umanit6 non do'esse
necessariamente e ad ogni costo coincidere con quella che* dalle
scuole medie fino all'uni'ersit6* ci 7 stata raccontata dai manuali e
dai sussidiari scolastici* troppo spesso conformisti e pigri.
Ma* a differenza dei troppi saggisti che dagli anni &essanta in poi
si sono accontentati di presentare le loro ri'oluzionarie
argomentazioni collezionando materiale di seconda o terza mano* de
Mahieu 7 stato sempre e rigorosamente uno storico: uno studioso che
ha accettato di rimandare ogni sua teoria alla pro'a dei fatti* di
rispettare il giudizio 2en poco sindaca2ile dei dati. %er questo le
sue tesi ardite non possono assolutamente essere 2ollate come 'oli
pindarici o fantasie stra'aganti.
=na 'ita* la sua* che pare di'isa a met6* con il !"I#* anno in cui
fond( a 9uenos Aires l'Instituto de Ciencia del :om2re* a fare da
spartiacque. &ino a quel momento de Mahieu era stato uno studioso di
sociologia* economia* scienze politiche e storia delle idee* autore
di di'erse pu22licazioni. Influenzato da gio'ane dalle teorie di
Ale@is Carrel e )eorges &orel* si era laureato in scienze politiche e
filosofia* nonch* honoris causa* in medicina.
Trasferitosi in Argentina* a'e'a insegnato nelle =ni'ersit6
di Cuo F!"L#B88G e 9uenos Aires F!"8.B88G* quindi in &al'ador
F!"ILBI8G e di nuo'o a 9uenos Aires F!"0EB0IG. $ra stato mem2ro
dell'Accademia argentina di &ociologia F!"8EB88G* 'iceBrettore
dell'=ni'ersit6 di &cienze &ociali F!"I.BI#G e direttore del
+ipartimento di Antropologia della capitale argentina. <el corso di
'ent'anni a'e'a pu22licato una dozzina di saggi* tra cui* 1ilosofia
de la esttica F!"8/G* $'olucion por'enir del sindacalismo F!"8LG*
$l $stado comunitario F!"IEG* +iecionario de ciencia politica F!"IIG*
Tratado de sociologia general F!"I"G. $ a'e'a continuato* nel
frattempo* a mantenere contatti con la 1rancia* do'e sono stati
tradotti molti dei suoi li2ri* colla2orando a ri'iste come <ou'elle
$cole* che lo anno'era'a nel proprio comitato scientifico.
Ma qui sono gli ultimi 'ent'anni della sua 'ita che pi3 ci
interessano* quelli in cui de Mahieu si 7 dedicato soprattutto* anzi
esclusi'amente* all'analisi dell'America precolom2iana e alla
questione dei primi contatti tra il ;ecchio Mondo e il <uo'o*
tracciando con i suoi la'ori una storia assai di'ersa da quella
ancora oggi raccontata dai pi3. =na storia che* di opera in opera* 7
andato delineando con precisione sempre maggiore* 'ia 'ia che
procede'a in ulteriori scoperte che consenti'ano pi3 approfondite
analisi e ancor pi3 puntuali deduzioni. %erch* a differenza di tanti
saggisti e storici eterodossi* Jacques de Mahieu non si 7 affatto
accontentato di 2asare i propri la'ori su testi pu22licati da altri:
ha scelto di 'erificare ogni cosa sul campo* effettuando esplorazioni
e campagne di sca'i* anche attra'erso l'Istituto di &cienza
dell'=omo.
=n'operazione B quella del de Mahieu storico B permeata da un'unica
tesi di fondo: in America Latina* dal Messico alla Mesoamerica* sin
gi3 al Cile* 2en prima della scoperta CufficialeD attri2uita a
Colom2o e datata !L"E* giunsero 'arie ondate di europei che
lasciarono tracce del loro passaggio* della loro opera
ci'ilizzatrice. Tracce di ogni genere* che de Mahieu si
propone di documentare nei suoi li2ri: archeologiche* scritturali*
architettoniche* linguistiche* mitologiche* religiose* perfino negli
usi e nei costumi. A questo scopo intraprese spedizioni in zone assai
poco esplorate dell'Argentina* del 9rasile* del %aragua e
dell'=rugua* rica'ando documentazione di ogni tipo* tra cui
sconcertanti Ciscrizioni runicheD.
In sintesi B se si de'e effettuare un 2ilancio complessi'o della
sua opera storica* cui mi sono interessato fin dagli inizi degli anni
&ettanta* quando lui stesso mi in'i( il primo li2ro in cui espone'a
queste tesi B de Mahieu ritiene che* prima del na'igatore italiano e
dei conquistadores* il <uo'o Mondo a'esse gi6 ospitato gli
stanziamenti di gruppi di monaci irlandesi Fi culdeiG nel I4 secolo*
di ;ichinghi germanoBdanesi nel 4 secolo Fe gli Incas sare22ero i
loro discendentiG* di ;ichinghi nor'egesi nell'4I secolo. 1u quindi
la 'olta dei templari* che raggiunsero per la prima 'olta il Messico
alla fine del !E//* per poi installar'isi dopo il !./0. $d 7 proprio
questo il 'olume* dedicato a quest'ultima ondata europea
precolom2iana* in cui de Mahieu pare riassumere tutte le ricerche
compiute* precisando gli ultimi contorni del suo quadro* ampliando le
sue tesi e pure* onestamente* rettificandole in parte.
Templari e America. L',rdine pi3 enigmatico e misterioso e il
continente delle mera'iglie. =n connu2io che a prima 'ista ci appare
fascinoso e fantasioso* nulla pi3. Ma de Mahieu fornisce una tale
massa di materiale documentario Fa partire dall'esame di antichi
testi in spagnolo* opera di missionari e di Inca con'ertitiG* di
'erosimili deduzioni* di puntigliose analisi* che terminata la
lettura non pare proprio possi2ile relegare toutBcourt questo la'oro
nello scaffale delle fantasticherie.
+a Le grand 'oage du +ieuB&oleil F!"0!G a $l Imperio 'iPingo de
Tiahuanacu F!"#.G* passando per L'agonie du +ieuB&oleil F!"0LG*
+raPPars sur l'Amazone F!"00G* L'imposture de Christophe
Colom2 F!"0"G* $l re 'iPingo del %aragua F!"#/G* fino a questo Les
Templiers en Amrique* con la sua 'entennale opera controcorrente* ma
certo non aBscientifica n aBfilologica* in 2ar2a alle accuse
lanciate comunemente agli studiosi eterodossi* Jacques de Mahieu ha
in pratica riscritto un'intera sezione della storia dell',ccidente
tra l'#// e il !8//. =na riscrittura* la sua* che ha innumere'oli
implicazioni e che* d'altra parte* risol'e in modo logico* anche se
impre'edi2ile* molti aspetti inesplica2ili della Conquista.
&ono quegli stessi aspetti che* per altro* erano stati
rigorosamente registrati dai cronisti dell'epoca e che in'ece
moltissimi storici contemporanei dimenticano* minimizzano*
addirittura nascondono.
)ianfranco de Turris
Indice dei nomi.
persona e di luogo FIn corsi'o i nomi di luogoG
A22e'ille E0
Acadia "L* "8* !I/* !IL
Acamapicthli 0I
Ac>huatl "I
Achard* $ug7ne !I/
Acihuatlmichintlaco Fisola diG "L
Acropoli !L8
Africa !0#* E/8
B del <ord !0"
Ahriman* !!/
Ai@ Fisola diG E8
Alagoas II
AlBAqsa 0
Al2ania !I/
Alco2a\a !"#
Alessandro L/* !"L
Alessandro I; E/E
Alfonso d'Aragona !0
Alfonso $nrico !"#
Alfonso I; di Castiglia !"0
Amam2a I/* !.0* !.#* !."* !L!* !LE* !##
Amaquemec6n "#
Amarra\ao I8
Amazzonia 0.* !..* !I.* !"I* E/L* E/I* E!/
Am2urgo !E8
America E8* ./* .#* LE* L0* 0.* 00* #.* #8* #I* "L* !!L* !!0* !E!*
!EL* !.E* !.L* !LI* !8E* !8"* !I/* !I!* !0E* !0L* !00* !0#* !0"* !#E*
!#8* !#"* !"0* E/L* E/#
B centrale L.* 8E* 0I* #/* #L* !//* !!"* !E/* !E"* !8L* !80* !I!*
!IE* !0/* !#/* E/"* E!E
B del <ord .#* 0"* !0!* E/.* E/0
B del &ud L/* L#* 8!* 88* 0I* !!0* !!"* !E/* !E"* !.#* !8E* !8L*
!IE* !#L* !"!* !"8* !"I* E/E* E/.* E/L* E/I* E/0* E!/* E!!
Amiens EE* !#L* !#8* !#I* !#"* !"!* E/L* E/#
Amimitl !!!
An6huac .#* L!* 0I* 0"* #!* "0* "#* !//* !/E* !/.* !/L* !/I* !/#*
!EI* !8/* !8E* !8L* !I!* !IE* !0!
Andalusia !"#
Ande Fcordigliera delleG L"* 8E* 8.* 80* 8#* I!* 0.* E/0* E/#
Andr di Mont2ard 0
Angers E0
AngoulRme E#
Antille !E.* !0#* E/E
Antioche F%ertuis d'G E0
Apollo !/L
Apur>mac F%er3G !I.
Aquida26nB<igui 8"* I!* !E#
Ara2ia !0
Aragona !/
Aran Fisola diG !I/
Arequipa F'ulcanoG !#I
Argentina IE* !EI* !.0
Ari il &aggio !8"
Arica !I.
Armorica !80
ArnaudBAmaur !L
Artico !I!
As2randss(n 9Torn !I/
Asia 0"* E/.* E/L
Asunci(n 80
Atahuallpa L8* 8E
Atlantico FoceanoG E8* E#* 8#* I.* II* I#* 0!* 0E* 0.* 0"* !!0* !!#*
!8E* !8L* !I.* !0L* !0I* !00* !#E* !##
Aurora !/"
Aolas 8#
Aztl6n #E* !!!
Azzorre E/!* E/E
9afometto !.* ..* .8* !/"* !IL
9ahia II* I0
9alamBA2a #8
9alamBAuitz #8* #0* ##
9aldo'ino II 0* #
9arcellona .!* !.L
9arfleur E8* E0
9assa &assonia I8
9aeu@ E/I
9eau'ois* $ug7ne 0"* #/* #E* "/* "!* "E* "L* "0* !!!* !!E* !!.* !!8*
!!0* !!"* !LI* !L0* !L#* !L"* !8/* !8.
9elehe2BTzi #0
9elo :orizonte I#
9eltr6n* Al2erto !I!
9erger* 1ritz !.0* !.#* !L!
9ernardo !"#
9ertrand le )ot !8
9ertrand* Louis .L
9zu EL
9isanzio I* !L* L/* !"L* E/0
9losse'ille E8
9ogot6 !I.
9oli'ia IE* 0E* !LL
9oman* $ric LI
9ordeau@ !8* E#
9orgogna 0* .I* !"L* !"#
9rasile ."* LI* L#* L"* 8!* IE* I8* II* I"* !8.* E/E
9rasseur de 9ou2ourg* tienne !I8* !II* !I0* !I"* !0/* !#"* !"/
9reida'iP !I/
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9ru@elles LE
9uenos Aires 8/* 8!
Ca2allero* %edro Juan 8#* I!
Ca2oto* &e2astiano 80
Cal* +iego E/!
Campeche #I
Canada #E* !00* E/L
Canarie "L* !00
Capo di 9uona &peranza FCapo delle TempesteG E/!
Capo ;erde E/E
Cara2uco !E#* !.!* !#I
Carlo ; LE* LL* ""* E/.* E!!
Carnac* %ierre !LL
Cartier* Jacques !00
Castiglia !/* 8I* !"#* E/E
B e Leone !/
Catamarca !.I
Cattigara !"L
Cerro Cor6 8#* 8"* I!* I.* 0E* !."* !L!* !#"
Cerro )uaz3 8#
Cerro Os !."* !L!* !LE
Cerro <egro !.I
Cerro &an 1ernando 80
Cerro TuTa ,g !E#* !.#
Cesare 0#* !0E* !0L
Chaco 80
Chalco #"* "L* "I* !/I* !!!* !!.* !!I* !E/* !I.* E/"
Charpentier* John !.
Charpentier* Louis !#* E!* EE* E#
Chartres EE
Chatellerault E0
Chersoneso Aureo Fantico nome dell'IndocinaG L/
Chiara'alle I
ChichnBItz6 L.* 0I
Chichicastenago #.
Chicom(tzoc 00* 0#* #"* "/
Chimalp6hin Cuauhtlehuanitzin* 1rancisco de &an Ant(n MuXon #/* #"*
"/* "!* "E* ".* "I* !E/* !L#* !8/* !I.
Chimalpan FChimalmanG !/E
Chinon !LL
Cholula FCholollamG #E
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Cieza de Le(n* %edro 8L
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Cundinamarca FOondanemarca* OundanemarPaG !LL* E/I
Cuzco L8* !E#* !.I* !.0* !I.
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+e Aguillar* 1rancisco ""
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+e Aala* %helipe )uaman %oma !E0* !.I
+e C6mera* 5u )on\al'es E/!
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+e )riTal2a* Juan !!.
+e la ;arende* Jean .I* ."* !!0
+e Ml* 1. !L0
+e Mola* Jacques !!* .!
+e %oiraud* :ugo E"
+e %omar* Juan 9autista !/I
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+e &a2l* 5o2ert !L
+e Ta'ira* )onzalo 1ernandez E/!
+e Tei'e* +iego E/!
+e ;illers* )rard E"
+>az de &ol>s* Juan 88
+>az del Castillo* 9ernal 8E* ""
+>az* 9artolomeo E/!
+ieppe E8* !#8* !##* !"8* !"I* !"0* E/!* E/L* E/8* E/I* E/0* E!!* E!E
+iodoro &iculo !"L
+ionigi !""* E//
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+Urer* A. LE
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$nrico il <a'igatore E//
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1uentes )uzm6n* 1rancisco Antonio de #I
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