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SIMBOLI E MITI
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l tem po fugge , i rrep a ra bi l e . Gli anti chi sapevano che cerc a re di imbri-
gl i a re la corsa del Sole era una impresa ti t a n i c a , una idea fo lle con tro le
d ivinit stesse che la pre s i edon o. Per qu e s to i sistemi Greco e Rom a n o,
per esem p i o, si adeg u a rono al tem po liqu i do e ai ri tmi det t a ti dal Co s m o.
Oggi , il calen d a rio si propone come una lista di nu m eri , una ru brica ch e
c a t a l oga date su cui annotare incom ben ze e ri corren ze . L a s pet to formale e
bu roc ra ti co cel a , per , qu a l cosa di pi impalpabi l e : il calen d a ri o, i n f a t ti ,
un brevi a rio dell u n ivers o, lo specchio delle caden ze cel e s ti delle qu a l i
a bbiamo smarri to la con s a pevo l e z z a . E s s ere sco ll ega ti con il m on do di
s opra, vuol dire esserlo con se ste s s i . Rec u pera re la propria iden tit e ri co-
n o s cersi nei segni del tem po, qu i n d i , s i gnifica com pren dere il nesso o lo
s co ll a m en to che c con even ti , cel ebra z i oni di santi e di fe s te anti ch e
ri ad a t t a te , qu a n do non seppell i te o divora te dal Cri s ti a n e s i m o ; le rel a z i on i
pi nasco s te tra il fo l cl ore e larte culinaria della trad i z i on e , tra le fe s tivi t
della lu ce , qu elle dei def u n ti e qu elle che inneggiano al K o s ri fon d a n te ; e ,
ri con n et ten dosi alla sac ralit del tem po, po s s i bile pure rec u pera re le ori-
gini di culti e trad i z i oni ancora vive , da Ogn i s s a n ti - Samhain all Av ven to,
dal Natale alla Befana passando per Ca pod a n n o, d a lla Ca n del ora al
Ca rn eva l e , d a lla Pa s qua al Ca l en d i m a ggi o, d a lla No t te di Va l p u r ga al
Ferra go s to, e ri s c riverne la stori a .
Non si pu far ri s a l i re lacqua che pass, n ri ch i a m a re lora che tra-
s cors a, s c riveva Ovidio para f ra s a n do Eracl i to : su qu e s to intri ga n te ben-
ch palu doso terreno che da sem pre si scon trano le va rie teorie su ll i n ter-
pret a z i one del tem po. Tali do t trine po s s ono essere ri con do t te a due capo-
s ti p i ti , qu ello lineare e qu ello circo l a re , da cui si sono ra m i f i c a te divers e
f i l o s ofie della storia e con ce z i oni on to l ogi ch e . Poi , si rivers a to un tu rbi n e
di ri f l e s s i oni sul diven i re , su ll e s s ere , su lla morte e su ll etern i t . Tut t avi a , d a l
XVIII secolo ha prevalso un con cet to pi qu a n ti t a tivo che qu a l i t a tivo : i
ra gi on a m en ti su qu e s to argom en to sono divenuti maggi orm en te spec u l a-
tivi e ri f l et tono un disagio nel ten t a tivo di trova re una formula u n ivers a-
l e per ge s ti re il tem po. D a lle peren torie afferm a z i oni dei primi seco l i , si
p a s s a ti a du bbi amletici e para l i z z a n ti su ll e s i s tenza e su ll i m m ort a l i t , per
i quali sem bra to che lunica via di fuga fosse laccet t a z i one incon d i z i on a-
ta del dogm a .
Per non ad den tra rci nell a t teggi a m en to fidei s ti co, preferi bile sof fer-
m a rsi su lla natu ra simbolica dell a l m a n acco. Il calen d a rio ha un qu ad ra n-
te perfet to cui fare ri feri m en to : la carta cel e s te . l, d i f a t ti , e nell evi den te
a n a l ogia con lo spiri to umano, che si po s s ono scor gere alcune ri s po s te .
Hanno fatto cos le cultu re arc a i che pren den dola a modello per determ i-
n a re e mai fissare il tem po che flu i s ce e le azioni degli uom i n i , per con-
tem pera re le va rie necessit pubbl i che e priva te , e per trova re una con cor-
danza tra le esigen ze di culto e qu elle della po l i ti c a .
I pilastri dellanno
Alle origini del calendario dellanima
Maurizio Ponticello
Maurizio Ponticello (sopra, nella
fo to di Ma ria Teresa Gargiu l o ),
giornalista e scrittore, studioso di
trad i z i oni italiche ed eu ropee ,
s t a to cronista de Il Ma t ti n o.
autore di Napoli, la citt velata e de
I misteri di Piedigrotta (entrambi
Con trocorren te Edizion i ) , e del
best sell er scri t to con Agn e s e
Pa lu m bo Mi s teri , segreti e sto ri e
i n sol i te di Na pol i ( Newton
Com pton , 2 0 1 2 ) . Ha avuto va ri
riconoscimenti tra cui il premio
Domenico Rea. Nel 2013 ha pub-
blicato il thriller esoterico La nona
ora (Bietti Edizioni) e il saggio I
p i l a s tri dell a n n o. Il sign i f i c a to
o cc u l to del calen d a ri o ( E d i z i on i
Med i terra n ee / Arkei o s ) , da cui
tratto questo articolo (copertina in
basso). vicepresidente della stori-
ca associazione Napolinoir. Il suo
sito www.maurizioponticello.it
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Il calen d a rio app a re come una scato l a - con ten i tore del
tem po ad dom e s ti c a to. Il tem po non ammae s tra bi l e , ma il
m odo pi diffuso di ra ppre s en t a rlo proprio racch iu den do-
lo in una eti ch etta o, vi cevers a , ra f f i g u ra n do luomo intra p-
po l a to tra le sbarre del diven i re . La on n ivora mentalit con-
tem poranea cerca di divora re sia spazio che tem po e di
ri con du rre il tut to al principio anesteti z z a n te dell uti l i t a ri-
smo econ om i co. La d em i nu ti o operata dalle leggi dell econ o-
mia vi rale e tocca ogni aspet to dell e s i s ten z a . Per esem p i o,
vo l er far ri s a l i re a tut ti i co s ti il termine c a l en d a ri o a uno
l a tino impiega to per iden ti f i c a re il regi s tro con il quale si
cen s ivano gli interessi debi tori , con ferma la con ce z i on e
qu a n ti t a tiva di cui ri feri a m o : il tem po mon et a .
La genesi del calen d a ri o, p iut to s to, pu farci intu i re un
a s pet to per nu lla mon eti z z a to. Il termine tem po dal
verbo greco t m n indica latto con cui qu a l cosa divi s o
s econ do ordine e misu ra . La parola tem p i o, o l tre ad avere
u n a s s onanza fon etica con tem po, ha il medesimo eti m o
con il quale s i n ten de lu ogo o rec i n to sac ro. E n tra m bi i voc a-
boli con ten gono laffisso t h e s Dio che lega luno all a l-
tro. Ca l en d a rio provi ene dal latino k a l a re, vuol dire ch i a m a-
re a raccolta o annu n z i a re ; dal greco k a l , i nvece , deriva il
s enso di a pri re e , in qu e s to caso, s i gnifica tra s feri re ci ch e
sul piano cel e s te su qu ello terre s tre . Fin dall epoca rom a n a
a rc a i c a , le k a l en d a e co s ti tu ivano il primo gi orno di novi lu n i o
con cui iniziava il mese: dopo aver cel ebra to un ri to, i l
Pon tef i ce Mi n ore annu n c i ava qu a n ti gi orni mancavano al
primo qu a rto di Lu n a , data dalla quale ven ivano comu n i c a-
te tut te le fe s tivit da osserva re du ra n te il peri odo in cors o.
Su cce s s iva m en te , la parola diede il nome a un almanacco ch e
ri port ava le notizie astron om i che e qu elle agra ri e , le fe s te , l a
lu n ghezza dei gi orn i , lalba e il tra m on to del Sole e della Lu n a
e , pri n c i p a l m en te , le divinit da cel ebra re a pro te z i one dei
s i n goli spazi di tem po. So l t a n to molto dopo divenne sinon i-
mo del regi s tro delle scaden ze che i debi tori , n on a caso, ch i a-
m a rono tri s tes kalen d a e.
Prima di el a bora re sistemi coerc i tivi per impri gi on a rle in
cod i c i , in tut ti gli evi anti chi luomo ha cerc a to di con for-
m a rsi alle leggi del cielo e di interpret a re i segni proi et t a ti su l
suolo del mon do. La cultu ra mega l i tica ne un esem p i o
l a m p a n te . I circoli di menhir dissem i n a ti dal Nord dell e
S h etland al Ba l ti co, d a lla penisola iberica all At l a n ti co e
f i n a n che nel meri d i one italiano, con fermano che oltre cin-
que mill enni or sono esistevano comunit agri cole in po s-
sesso di una con o s cenza matem a tica ava n z a t a . Q u elle en or-
mi pietre sono sia osserva tori astron omici che lu oghi di
c u l to, s a n tu a ri open spa ce, cen tri di po tere spiri tuale e/o
c a m ere sepo l c rali dove , in determ i n a ti peri odi dell a n n o, con
prec i s i one mill i m etrica i ra ggi solari en trano e illu m i n a n o
i n tera m en te la linea dei corri doi fino al nu cl eo cen tra l e .
Il calen d a rio all ori gine non ra ppre s en t ava il ten t a tivo di
d a re ri s po s te alla necessit di stabi l i re i gi orni di semina e di
racco l to, o una formula per dec i dere i term i n i
di retri bu z i one per il lavoro ef fet tu a to, qu a n to
p iut to s to la perce z i one della rel a z i one con la
d ivinit di tu rno che ri s pecch i ava una sen s i bi-
lit interi ore secon do la con ce z i one che la
Terra e il Ci elo sono uno: m ac ro e microco s m o
s ono lega ti fra loro tra m i te un unico filo doro.
Tra le va rie sintesi di qu e s to modo di sen ti-
re , e s presso gi disti n t a m en te dalla con ce z i on e
a rcaica e dalla Tavola Sm a ra gd i n a , c qu ella di
Pa racelso che ri prese idee assai pi rem o te e le
rilanci scriven do che il mon do il mac roco-
smo e luomo il microco s m o, e gli el em en ti di
tut to ci che esiste nel primo esistono nel
s econ do. Tut te le influ en ze che derivano dal
So l e , dai pianeti e dalle stell e , a gi s cono invi s i-
bi l m en te su ll u om o. Questa analogia tra luni-
verso mac roa n trop i co e luomo microco s m i co
ri corre in tut te le fasi dell a n n o.
Il calen d a rio moderno co s ti tu i to da qu a t-
tro el em en ti : i dodici mesi divisi in stagi on i ; l e
d a te che scandiscono il ri tmo qu o ti d i a n o ; l e
fe s te , su ggeri te o com a n d a te ; i nom i , ch e
a pp a rten gono tut ti a santi , veri o pre su n ti . L a
l i tu r gia eccl e s i a s tica ha lo scopo di santi f i c a re
lo scorrere del tem po, di batterlo con il ri n toc-
co di una campana che convoca i fedeli all a
Il solstizio dinverno rappresentato nellopera
Nuova Iconologia (1611) dellaccademico
perugino Cesare Ripa
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comu n i one con Di o : l i n tero
a n nu a rio catto l i co un osanna.
Se vero che il Cri s tianesimo ha
po s to i mattoni per ed i f i c a re il
tem po univers a l e , il Ca t to l i ce s i -
mo insegue il com p i m en to del-
l u n ivers a l i z z a z i one del tem po.
La storia del calen d a rio pi
av vi n cen te di qualsiasi rom a n zo,
e ra ppre s enta il massimo sfor zo
per il peggi ore ri su l t a to. Da un
certo mom en to in poi , tut ti i
popoli si sono misu ra ti sfidando i
c i eli nel ten t a tivo di dom a re le
s t a gi oni e incasell a rle in un
m a nu a l e . Tut t avi a , l e s i to stato
s em pre un cl a m oroso fall i m en to : l i n costanza dei
c i cli astron om i c i , la va ri a bilit e lo slittamen to
i rrego l a re della prece s s i one equ i n oziale non
cedono alla cella stretta che si vorrebbe . L a n c i a m o
n avi celle sui pianeti pi lontani e compiamo altre
m eravi glie della tec n i c a , epp u re siamo inet ti a
formu l a re calcoli tali da ri s o lvere qu e s to en i gm a
che ci inseg u e : il calen d a rio perfet to non esiste . E d
ecco le va rie manovre corret tive , le vi ra te a babor-
do, i ri tocch i , le ri form e , eccetera . A molti sem-
brer una be s tem m i a , ma gl i
unici calen d a ri ri s pon den ti al
vero di lass erano propri o
qu elli arc a i c i , e proprio per il
m o tivo che si adeg u avano al
tem po invece di affannarsi nell o
s for zo di imbava gl i a rl o : al tem po
m obile corri s pon deva una su a
rego l a z i one altret t a n to mobi l e .
Ci fu un epoca in cui tut to era
con s a pevo l m en te correl a to in
una sort a , come direbbero oggi i
fisici qu a n ti s ti c i , di en t a n gl e -
m en t. An che i mesti eri ri produ s-
s ero le co s m ogonie (la te s s i tu ra ,
la fusione dei met a ll i , l a rte
mu ra tori a ) , e i gi ochi (dad i , s c acch i , a l i o s s i , dom i n o ) , con i
quali la vita e la vi t toria erano con tese su tavole che simu l a-
no il co s m o, n on furono da men o. Le citt furono fon d a te
da ispira z i oni divine e dalla geom etria sac ra perch fo s s ero
f u n z i onali ai fini con tem p l a tivi e cultu a l i . E ra n o
c i t t / zod i aco, citt viven ti , citt oro s copo, cen ti m etro per
cen ti m etro citt sac re unite da una corda spiri tuale che co l-
l egava il cen tro del mon do terreno all u n ivers o. In epoc a
con tem pora n e a , se non altro da qu e s to punto di vi s t a , s on o
citt morte . Gli anti chi afferm avano che il tem po nel
m e z zo dei qu a t tro punti card i n a l i . Ol tre a esserne il metro-
n om o, il calen d a rio una tra s po s i z i one del tem po, con du e
gn om oni e due mediani i pilastri dellanno segna i limi-
ti di un percorso autocon clu s ivo e autogen era n te . S i n o l tra
n ei mesi fred d i , si apre un va rco nel tepore della Pri m avera ,
tocca il soll eone che poi inizia a svi gori re fino a torn a re
s em pre a un punto tra morte e ri n a s c i t a . Il tem po si ri pro-
du ce dalle sue stesse cen eri . Cos per luomo sincron i co
che intera gi s ce con form em en te a ci che gli intorn o, l or-
ganismo viven te che gli orfici ch i a m avano il corpo di
Zeu s.
La ri gen era z i one del corso del tem po pu av ven i re uni-
c a m en te se c reale intima corri s pon denza fra lord i n e
co s m i co e, sub spe cie interi o ri t a ti s, l ordine umano, cio un
eu ri tm i co all i n e a m en to tra simili natu re . Il calen d a rio era
un cod i ce ri tu a l e : ra ppre s en t ava il ten t a tivo degli uomini di
i n d ivi du a re i punti di co ll ega m en to tra i fen om eni cel e s ti e
la loro ri s onanza nell e s peri enza animica. Le tappe co s m i-
che coi n c i dono analogi c a m en te con qu elle interi ori , l a
m i su ra dell u n i - vers oin eterno e cicl i co moto la mede-
sima di qu ella spiri tu a l e . Pu rch lo si s en t a, cio a patto
che gli even ti astron omici e il loro senso simbo l i co pi
che la loro fissazione scien ti f i c a , s em pre va ri a bile non
re s tino con f i n a ti in un altro mon do, bens ven gano c a l a ti
n ella realt qu o tidiana con tutta la sac ralit che li con trad-
d i s ti n g u e .
Il sole invitto
Sentiero Rosacrociano
una rivista trimestrale policulturale
ad indirizzo filosofico rosacrociano.
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