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N SEL^ A UN VESPINO AZZURRO CON LA COPPIA


PALUMBO-PONTICELLO PER SCOPRIRE I SEGRETI DEL^ C i m .
di Anna Montefusco

/ \e Palumbo e Maurizio Ponticello


/%
ci riprovano e, come dei bravi autori
_ZJL_ seriali, ritornano sul luogo, anzi sui
luoghi, del delitto. Ritornano, cio, a ripercorrere
la loro Napoli in cerca di indizi trascurati, di dettagli sfuggiti. E cos, dopo "Misteri", in sella ad
uno sgargiante vespino azzurro, girano in lungo e
in largo (ma anche sopra e sotto) la citt nel volume "Giro di Napoli in 501 luoghi" (Newton &:
Compton). Dettaglio non trascurabile questo del
vespino azzurro che campeggia in copertina, a
prendere da subito le distanze dai simboli partenopei di pi facile presa. Quell'azzurro, poi, che
rimanda ai colori del cielo, del mare e, perch
no, della squadra del cuore, basta da solo a riem-

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pire gli occhi e predisporre alla lettura. Agnese e


Maurizio (sono certa che mi passeranno la confidenza), quattro mani e un unico sguardo che va
oltre i l gi visto, portandosi ancora piti dentro;
un tour appassionato e meticoloso a restituire
l'elogio del particolare, la fascinazione della Storia,
il mistero delle religioni, l'affaticamento dei percorsi in salita e la soddisfazione di sedersi a tavola.
E tanto ancora, fino a comporre 501 percorsi. Un
atto d'amore e professionalit di due autori "orgogliosamente " napoletani.
Agnese, " N a p u l ' mille culure", cantava Pino
Daniele. L i avete scovati tutti, o quasi. U n
colore su tutti a rappresentare questo straordinario corollario di umori, sapori e storie?
Si parla di Pino Daniele nel libro, il bassista sconosciuto che un giorno arriva da un produttore con un
brano, "Furtunato", e diventa uno dei cantautori
italiani pii apprezzati al mondo. Furtunato, come

un tour appassionato e meticoloso a restituire l'elogio


del particolare, la fascinazione della Storia, il mistero
delle religioni, l'affaticamento dei percorsi in salita e la
soddisfazione di sedersi a tavola
un battesimo per questo straordinario cantore dell'animo partenopeo. La Pignasecca il regno di questo tarallaro teatrale e appassionato, un mercato
stretto e lungo, pieno fino a strabordare di umori,
colori odori indefinibili. Pino Daniele cattura le donne affacciate ai balconi, volti sempre diversi, anni
che sostituiscono altri anni, tempo che passa in una
strada e uno spirito che restano identici. Nei "501"
noi immaginiamo percorsi, modi diversi di guardare
luoghi conosciuti. I percorsi musicali si fanno f i schiettando, si passa davanti all'arte millenaria canticchiando canzoni senza tempo, che appartengono
a noi tutti, che si perdono e tornano prepotenti,
spesso nella voce di chi mai immagineremmo, oltre
oceano, come accadde per Surrender e un incredibile Elvis che evoca il nostro golfo e ancora oltre,
nello spazio, con un Gagarin che inneggia al sole.
Pensare ai colori di Napoli, mi fa scendere con la
mente i gradini delle rampe di Brancaccio, ad uno
ad uno, mentre la citt si anima sotto i nostri occhi.
Giallo il colore di Napoli, di un giallo speciale da
pantone: "Dov' il vostro giallo di Napoli?" gridava
Czanne. E sotto i nostri occhi dovremmo rispondergli, nel sole che riflette sui palazzi e mescola
tutto, nel mare che assorbe e rimanda il calore-colore di una
citt unica al mondo.

Maurizio, in questo viaggio in picchiata sulla


citt, su cosa hai poggiato, in particolare, il
tuo sguardo?
Calandomi nei dettagli, ho sempre cercato di non
perdere la veduta a volo d'uccello: l'analisi di un
particolare, a volte, pu distrarre l'attenzione dal
tutto. Per scrivere un libro cos ampio bisogna sempre avere un'idea globale da consegnare integralmente ai lettori per non farlo apparire disomogeneo
e frammentario. I l nostro "501" un mosaico che
compone la citt le cui tessere, prese separatamente, raccontano di gastronomia, di eccellenze, di misteri, di vie e di palazzi, dei luoghi del cinema e
della letteratura, di curiosit, di percorsi femminili
e di simboli. Abbiamo fatto di tutto, per, perch
la composizione finale di tanti pezzi apparisse sempre unitaria e non disarticolata. L'introduzione, per
esempio, con un filo lungo cinquecento capitoli, si
collega all'epilogo in cui si scrive dei luoghi dell'anima: nel mezzo c' la citt conosciuta e sconosciuta, il Gran Tour del XXI secolo narrato con occhi, si spera, scrupolosi. In ogni caso, il mio sguardo
non poteva non soffermarsi sui dettagli ignorati - spesso di proposito
- che, altrettanto spesso, compon,ono tutte altre storie o versioni
differenti di quelle conosciute.

in queste pagine Doppio arcobaleno in piazza Plebiscito (photo maurizio ponticello);

Maurizio Ponticello (photo maria teresa gargiulo) e Agnese Palumbo

l'Espresso napolet;

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