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MAURIZIO PONTICELLO Un giomo a Napoli con san Gennaro (Newton Compton) pagine 448 euro 12 Inalto, il dipinto di Micco Spadaro “Processione diSan Gennaro” Laleggenda diSan Gennaro la fede, i dubbi, i falsi storici diun “miracolo” popolare ‘ANNAPETRAZZUOLO ‘CHERZAcoi fantimalascia stareisan- (SS) te ecita un vecchio adagio popola- re. Non la pensa cosi Maurizio Ponti- cello, che anzi all’ammonimento risponde co- me fosse una sfida, prendendo di mira il san- to piti venerato al mondo e passandolo al se- taccio. “Un giorno a Napoli consan Gennaro” (Newton Compton), infatti una sostanzio- sa indagine che non somiglia anessuno dei li- bri fino a oggi scritti sul mito gennariano. Ri- cercatore di radici, Ponticello sente di dovere in primis esaminare le fonti bibliografiche e si gettaa capofitto in un‘intricata matassa di racconti epici, storie eroiche, documenti veri ma manipolati e clamorosi falsi, tutte testi- monianze di svariata provenienza e comun- que mai coeve all’anno della presunta decol- lazione di Januarius, vescovo di Benevento (305). Considerati nel loro insieme, questi te- sti (che vedono in pole position gli “Acta Bo- noniensia”, gli “Atti Vaticani” ela favola di Ni- cold Carminio Falcone, pompata fino all'inve- rosimile) compongono una specie di roman- zodell'assurdo lacunosoezeppodi contraddi- zioni, come dimostra per esempio l'improba- bile susseguirsi delle traslazioni che —fosse- To vere —farebbero di Gennaro lunicosanto pellegrino di se stesso. Evidenziare tali crepe significa mettere in crisi ’intero impianto su cui attraverso i secoli & stata edificata la leg- genda di san Gennaro. Perché di questo si tratta, diuna costruzioneadartesuun intrec- cio di bugie. La falcata di Ponticello affonda senza pieta una lunghissima serie di certezze basate sul nulla che dovevano in origine copri- re, senon addirittura cancellare, ogni traccia della civilta e delle tradizioni precristiane a Napoli. La narrazione di certi nodi mai risolti in 1700 anni di storia restituisce il pathos con cui i napoletani hanno partecipato e conti- nuano a partecipare da protagonisti al culto disan Gennaro, un culto eminentemente lai- cocheben poco haa che fare con ilcattolicesi- moe con la fede in senso cristiano. L’atto no- tarile del 1527—anch’esso un unicum senza precedenti—sancisce I'irrinunciabile laicita diun fenomeno dicuila Curia, a pid ripresee inutilmente, ha tentato di prendere le redini. Gennaro é e restera il santo del popolo, il pa- trono che operanon ad personam bensiper il Maurizio Ponticelloscrive un’indagine sul mito del santo pit venerato al mondo: per scoprire nodi irrisolti da 1700 anni bene della comunita. E'se proprio si deve par- lare di un miracolo, va riconosciuto che, pit che nel prodigio della liquefazione (che an- chelaChiesaprendecon|e pinze), risiedenel- lasua funzione di collante delle diverse strati- ficazioni sociali, economiche e culturali della citta. Nobili, borghesi e popolani a Napoli han- no con il santo patrono un legame saldo e in- dissolubile che non ammette mediazioni né intercessioni. Gid le mani da san Gennaro, quindi. Da san Gennaro e dal suo Tesoro. I! li- bro si presentera in anteprima nazionale do- mani 13 novembre alle 10,45 nella Sala Sol LeWitt del Museo di Capodimonte.