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LA RADIONICA IN AGRICOLTURA

Forse ancora prematuro parlare di agricoltura del futuro, ma dopo l'affermazione


del metodo di coltivazione biologico, la radionica rappresenta un ulteriore pas
so avanti per un'agricoltura pi sana e in armonia con la natura.
La radionica in agricoltura
Apparentemente le storie personali di Antonio Giangirolami e Giovanni Troiano, f
rutticoltore laziale il primo, allevatore lucano il secondo, sono simili a quell
e di tanti altri agricoltori. Redditi sempre pi bassi; spese in aumento; dipenden
za dai grossisti che incamerano la maggior parte dei profitti; un legame con la
terra sempre pi conflittuale a causa del crescente impiego di prodotti chimici di
sintesi. Ci che rende interessante e per certi versi singolare l'esperienza di G
iangirolami e Troiano la soluzione adottata per ritrovare un modo di coltivare e
allevare pi in sintonia con la natura. Non stiamo parlando qui dell'applicazione
del metodo di coltivazione biologico, comunque adottato da entrambi, ma della s
celta della radionica come sistema di cura delle piante e degli animali.
Oltre l'agricoltura biologica
"Il suono della parola - spiega Demetrio Iero, medico, omeopata e pioniere della
radionica - non deve trarre in inganno, la radionica non si basa sull'impiego d
i raggi X o cose del genere, ma sulla convinzione che oggetti, piante, animali e
quindi anche il corpo umano sono composti per il 90% di vuoto o, meglio ancora,
da una tessitura vorticosa d'elettroni, tenuti insieme da invisibili campi ener
getici. A livello teorico, questa visione oggi non sgomenta quasi pi nessuno, ess
endo condivisa anche dalla fisica moderna. La cosa difficile accettarne le impli
cazioni in campo filosofico, fisico, medico e agricolo". Per la radionica, la ma
lattia (che si tratti di essere umani, terreno, animali o piante, la sostanza no
n cambia) una perdita d'informazione, una distorsione di frequenza. Pertanto, la
cura consiste nel trattare, il soggetto con la frequenza simile. In altre parol
e, si mette "in risonanza" il corpo disarmonizzato con la frequenza capace di ri
stabilire lo stato di salute originario. Tale trattamento pu essere effettuata an
che con la somministrazione di sostanze inerti "caricate" con frequenze simili a
quelle della patologia da trattare. Insomma, una sorta di omeopatia elettronica
...".
In pratica, cos come avviene in campo medico, con la radionica possibile effettua
re la diagnosi, individuare la cura e quindi intervenire per riportare piante, a
nimali e terreno alle condizioni originarie d'equilibrio. Ed appunto questo quel
lo che hanno realizzato il Giangirolami e Troiano nelle proprie aziende. Un'espe
rienza inedita per l'Italia ma non per gli Stati Uniti, dove gi negli ani quarant
a, Curtis P. Upton aveva dimostrato con successo, la possibilit di stimolare la c
rescita delle piante e di controllare la proliferazione dei parassiti con la met
odologia radionica.
La legge della risonanza
Ma torniamo ai nostri due agricoltori radionici. Quella di Antonio Giangirolami
un'azienda agricola dell'Agro Pontino come tante altre: 10 ettari adagiati ai pi
edi delle colline di Aprilia, da sempre terra di vigneti. Dopo cinquant'anni di
viticoltura intensiva che hanno stremato il terreno e le piante, l'azienda stata
convertita a kiwi. "Faccio l'agricoltore - racconta Antonio Giangirolami - da q
uando sono nato, fino al '95 ho condotto il podere, cos come mi stato insegnato d
a mio padre, secondo le pratiche convenzionali; quindi con grande impiego di pes
ticidi e concimi chimici". Lo stimolo a coltivare senza fare uso di veleni arriv
ato frequentando un seminario del dottor Demetrio Iero. Dopo aver provato su se
stesso i benefici della radionica, Giangirolami ha voluto sperimentarne gli effe
tti sulla propria piantagione di kiwi.
"Il primo passo - spiega Demetrio Iero - stato quello di "testare" le piante e i
l terreno per comprendere lo stato di salute e per individuare eventuali carenze
e malattie. Secondo la "legge della risonanza", uno dei postulati di base della
radionica, lo stato di salute di un insieme pu essere rilevato analizzando una s
ingola qualsiasi, sia pure infinitesimale, parte dell'insieme stesso. Di consegu
enza, testando campioni di piante (o parti di esse) e di terreno stato possibile
conoscere lo stato di salute generale di tutta la piantagione.
Ma attenzione, l'analisi praticata in campo radionico non di tipo chimico o micr
obiologico, ma di natura frequenziale (fisica). Poi, caso per caso stata stabili
ta la cura appropriata, utilizzando in qualche caso rimedi frequenziali, in altr
i la terapia orgonica, in altri ancora trattamenti radionici tout court. E quand
o l'analisi frequenziale evidenziava la carenza di un determinato elemento nel t
erreno, per esempio il silicio, si andato a verificare se il terreno necessitava
di silicio omeopatico o ponderale e quindi, secondo i casi, stato distribuita l
a sabbia silicica o il rimedio frequenziale corrispondente".
Ovviamente, soprattutto nella prima fase di conversione, non sono mancate le inc
ertezze e le sorprese. Il primo anno - ricorda il Giangirolami - sostenuto anche
dal caro amico Giuseppe Di Loreto, anch'egli appassionato di radionica - per pro
teggere i susini da un gravissimo attacco di afidi, avevamo effettuato un tratta
mento con del propoli, distribuito sulle piante utilizzando un circuito radionico
invece della solita irrorazione diretta. Non mi sentivo molto sicuro dei risulta
ti, per cui chiamai un agronomo, per avere un suo parere. Il tecnico non credeva
ai suoi occhi. Gli afidi erano stati eliminati completamente. E lui non riusciv
a a darsi pace come una cosa del genere potesse essere possibile senza fare uso
di prodotti chimici. Qualche tempo pi tardi, risultati analoghi sono stati regist
rati anche nel controllo della cocciniglia, uno dei parassiti pi difficili da con
trollare sui kiwi, anche con gli insetticidi di sintesi.
Un raccolto spettacolare
Gi dopo il primo anno di cure radioniche - prosegue il frutticoltore laziale - sup
erando ogni pi rosea previsione ho avuto risultati spettacolari: 1600 quintali di
kiwi, contro i 1200 di media degli anni precedenti. Un vero e proprio record, a
nche perch, quella non era stata certo un'annata particolarmente favorevole. Ques
to buon risultato si ripetuto anche il secondo anno, per poi crollare nel terzo.
stata una sorta di crisi depurativa, come accade spesso quando si fa una cura n
aturale. Per superare la crisi del terzo anno, sono stati somministrati rimedi fre
quenziali ed eseguiti trattamenti particolari come l'agopuntura al terreno1. Neg
li anni successivi, le piante si sono riprese e adesso a distanza di otto anni d
alla conversione, i parassiti sono completamente sotto controllo e la produzione
si stabilizzata intorno ai 1200 quintali. Tutto questo - tiene a precisare Antoni
o Giangirolami - senza utilizzare nessun tipo di concime e pesticida di sintesi.
Mi limito a effettuare 2 - 3 trattamenti invernali e uno in primavera, tutti co
n rimedi naturali.
Relativamente pi recente l'esperienza di Giovanni Troiano, da cinque anni titolar
e della Tosa, allevamento di 800 pecore di razza sarda, situato nella splendida co
rnice del Parco nazionale del Pollino, nei pressi di San Paolo Albanese, in Basi
licata. Sono arrivato alla radionica - racconta - come ultima spiaggia. Subito do
po acquistato il gregge, mi accorsi che il 90% delle pecore era affetto da masti
te. Gli animali morivano giorno dopo giorno. Morivano le pecore adulte e anche g
li agnellini perch non riuscivano a digerire il colostro. Il poco latte prodotto
aveva, a causa della mastite emorragica, un colore quasi rossiccio. I numerosi v
eterinari interpellati, non facevano altro che ripetermi la stessa cosa: non c' n
iente da fare. Io non mi sono voluto rassegnare a perdere tutti gli animali e co
s mi sono rivolto al dottor Demetrio Iero per verificare se con la radionica era
possibile salvare il gregge.
Il gregge salvato
Per curare la mastite - continua l'allevatore calabrese - alle pecore sono stati
somministrati rimedi frequenziali diversi: mercurius, calcarea carbonica, sulfur
, phosphorus... abbiamo trattato anche il terreno con aconitum nabellus e silice
a perch il pascolo era infestato da diversi parassiti. In realt, per riequilibrare
lo stato di salute del gregge e del pascolo stata fatta un'indagine di tipo rad
ionico, mentre i preparati somministrati sono stati rimedi omeopatici. In accord
o, con i principi della radionica, tali rimedi sono stati impiegati come rimedi
frequenziali (di frequenza simile e di polarit contraria), in modo da annullare l
a frequenza patologica.
Cos facendo, in poco tempo, tutto si sistemato. La mastite, data per incurabile d
ai veterinari convenzionali, scomparsa; mentre migliorata la quantit e la qualit d
el latte prodotto. Un dato tra tutti: all'inizio la produzione media era di 600-
700 grammi di latte a capo, oggi sono arrivato fino a 1800. S, vero, qualcuno deg
li allevatori vicini arriva a produrre fino a 2 kg a capo, ma si tratta di anima
li tenuti quasi sempre in stalla e alimentati con mangimi concentrati. I miei an
imali sono tutto il giorno al pascolo e quindi, oltre ad alimentarsi solo con fo
raggio naturale, consumano molte calorie per il movimento, quindi la minore prod
uttivit pi che giustificata. Ora la situazione si stabilizzata - continua l'allevato
re lucano - mi limito ad effettuare due-tre trattamenti l'anno con calcarea carb
onica e sulfur, aggiunti direttamente all'acqua degli abbeveratoi, solo nei casi
pi gravi i rimedi vengono somministrati singolarmente agli animali.
I vantaggi ambientali e quelli economici
Ad analizzare bene l'esperienza dei due coraggiosi agricoltori, appare evidente
come oltre ai vantaggi ambientali, allevare o coltivare con la radionica paga no
n solo a livello di gratificazione personale e di salute, ma anche dal punto di
vista economico. Volendo tentare un bilancio economico dell'applicazione della ra
dionica in agricoltura - afferma Antonio Giangirolami - si pu affermare che per q
uanto riguarda le ore di lavoro, l'impegno non certo diminuito, la necessit di os
servare attentamente lo sviluppo delle piante e lo stato di salute per poter int
ervenire tempestivamente richiede una continua presenza sul campo. Il risparmio
pi evidente, soprattutto su una coltura come il kiwi, nell'acquisto di concimi e
pesticidi, la cui voce incide normalmente sul 10% delle spese, pi o meno fanno 50
0-600 euro l'anno all'ettaro. Bene, con la radionica la spesa si riduce a 25-50
euro l'ettaro. Un decimo di quello che si spende nel chimico. Con la mastite - rib
atte Giovanni Troiano - ho perso centinaia di pecore se si considera che il valo
re di un capo in piena produzione di circa 300 euro (senza considerare il valore
degli agnelli e del latte persi), evidente la convenienza anche dal punto di vi
sta economico dell'applicazione della radionica nella cura delle pecore.
Purtroppo tali vantaggi rischiano spesso di essere mortificati al momento della
vendita a causa dei soliti meccanismi di mercato che penalizzano i produttori an
che quando si tratta di alimenti biologici, per non parlare poi di quelli radion
ici che per il momento non hanno nessun tipo di riconoscimento nonostante gli in
dubbi vantaggi dal punto di vista ambientale e nutrizionale. Non esistono per il m
omento studi specifici sulla qualit nutrizionale degli alimenti ottenuti con la r
adionica - afferma Demetrio Iero - ma evidente che la radionica ha il vantaggio
di stimolare lo sviluppo delle piante e controllare la proliferazione degli inse
tti senza ricorrere alla somministrazione di sostanze tossiche, ma anzi riequili
brando la crescita delle piante, il che non pu che migliorare il valore nutrizion
ale degli alimenti.
Forse ancora prematuro parlare di agricoltura del futuro, ma certo che l'applica
zione della radionica nella coltivazione delle piante e la cura degli animali ra
ppresenta, dopo l'affermazione del metodo di coltivazione biologico, un passo av
anti per un'agricoltura pi sana e in armonia con la natura.
Articolo tratto dal mensile Terra Nuova - Maggio 2004 disponibile nella versione
eBook.