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ASSOBETON
STUDI E RICERCHE
Prove di carico su pilastri prefabbricati giuntati tramite
ferri di ripresa inghisati

Produzione di manufatti prefabbricati di elevate qualit
e prestazioni mediante il processo di estrusione

Valutazione della sicurezza in esercizio di un ponte
ad arco-portale costruito per conci
AMBIENTE
IL CEN TC 350
Standard previsti e programma d'azione
INSERTI
Uso degli inserti per calcestruzzo in conformit
alle normative vigenti

DALLUNIVERSIT
Intervista a Nerio Tullini
1
2 0 0 8
CONFINDUSTRIA
Organo Ufficiale di ASSOBETON
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1 - Industrie manufatti cementizi
Per questi motivi si deciso di dare maggior
risalto, attraverso la grafica di copertina, al
logo dellAssociazione con lemblema con-
findustriale: in questottica si comprende la
scelta di riprodurre, tale e quale, la definizione
istituzionale, Industrie Manufatti Cementizi, che
ci caratterizza come Associazione Nazionale.
Tale dicitura, invero, nella precedente denomi-
nazione della rivista, non era richiamata e ci
ingenerava potenziale confusione con prefab-
bricati di altra origine e composizione.
Sul fronte dei contenuti, per contro, la strategia
che ha fin qui caratterizzato il successo e lap-
prezzamento della nostra rivista permane im-
mutata, nellambito, ovviamente, di un costante
e attento processo di miglioramento che si
sviluppa anche attraverso il concreto contri-
buto dei nostri assidui lettori e dei sempre pi
numerosi sponsor.
Come ben noto a tutti voi, la forza della
nostra rivista risiede nella chiarezza di obiettivi
che sono alla sua base: mi riferisco alla scelta
strategica di rivolgersi unicamente al mondo
della prefabbricazione da un lato ed alla co-
pertura del mercato italiano, dallaltro; mercato
che, peraltro, siamo convinti di raggiungere
capillarmente.
Confido che anche questultima novit, frutto
di unattenta analisi maturata negli organi colle-
giali di ASSOBETON, segni unaltra importante
ed ulteriore tappa nel cammino di sviluppo del
nostro organo ufficiale ed attraverso questul-
timo, grazie anche al prezioso contributo dei
nostri sponsor, che non posso stancarmi di
ringraziare, della nostra Associazione che ri-
veste per tutti noi un ruolo di fondamentale
importanza. n
LEditoriale
del Presidente
A
tutti voi non sar certamente sfuggita la
novit che caratterizza il presente nu-
mero della nostra rivista: mi riferisco al
cambio del titolo, dopo oltre tre anni di vita.
A partire da questa edizione, infatti, lorgano
ufficiale di ASSOBETON dismette la deno-
minazione Industrie della Prefabbricazione
per assumere quella di Industrie Manufatti
Cementizi.
Due le ragioni fondamentali alla base di questa
svolta.
La prima, legata alla decisione di assumere la
completa titolarit della testata, sino ad oggi
condivisa con un editore esterno, al fine di
pervenire alla totale indipendenza operativa. Si
chiude, quindi, con oggi, la fase connotata dalla
condivisione con terzi delle politiche di comu-
nicazione, politiche che considero strategiche
per la nostra Associazione.
La convinzione che il momento di questa
importante svolta fosse giunto, venuta dal
successo fino ad ora conseguito dal progetto
editoriale iniziato con la pubblicazione del
primo numero della nostra rivista e che or-
mai ha superato le incognite tipiche di ogni
avviamento.
La seconda legata alla volont di sottolineare
lappartenenza esclusiva ed immediatamente
riconducibile ad ASSOBETON del nostro
organo ufficiale.
(Renzo Bullo)
La nostra
rivista si rinnova

Editoriale 4
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O M R O M A I
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ASSOBETON
Rendimento energetico degli edifici
ATTUALIT
DALLUNIVERSIT
Intervista a Nerio Tullini
di Andrea Dari
INSERTI
Uso degli inserti per calcestruzzo in conformit alle normative vigenti
di Roberto Ragozzini
AMBIENTE
IL CEN TC 350 Standard previsti e programma d'azione
di Gian Luca Baldo
STUDI E RICERCHE
Valutazione della sicurezza in esercizio di un ponte ad arco-portale costruito per conci
di Marcello Arici e Michele Fabio Granata
STUDI E RICERCHE
Produzione di manufatti prefabbricati di elevate qualit e prestazioni mediante il processo di estrusione
di Roberta Alfani e Gian Luca Guerrini
STUDI E RICERCHE
Prove di carico su pilastri prefabbricati giuntati tramite ferri di ripresa inghisati
di Nerio Tullini e Luisfilippo Lanza
EDITORIALE
Industrie Manufatti Cementizi: il nuovo riferimento
di Andrea Dari
IL COMMENTO DEL DIRETTORE
di Maurizio Grandi
LEDITORIALE DEL PRESIDENTE
di Renzo Bullo
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100
106
102
IMC
n.1/2008
INDUSTRIE MANUFATTI CEMENTIZI
Bimestrale - n. 1/2008
DIRETTORE RESPONSABILE
Andrea Dari
DIRETTORE EDITORIALE
Maurizio Grandi
COMITATO DI REDAZIONE
Renzo Bullo, Giorgio Fontana,
Maurizio Grandi, Alessandra Biloni,
Andrea Dari
SEGRETERIA EDITORIALE
Alessandra Biloni
SEGRETERIA DI REDAZIONE
Patrizia Ricci
REDAZIONE
Andrea Dari, Patrizia Ricci,
Alessandra Biloni, Stefania Alessandrini
Strada Cardio, 4 47891 Galazzano RSM
Tel. 0549.909090 Fax 0549.909096
info@idrabeton.com
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20133 Milano
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vietata la riproduzione, anche parziale, del materiale
pubblicato senza autorizzazione dellEditore.
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singoli autori, dei quali si rispetta la libert di giudizio,
lasciandoli responsabili dei loro scritti.
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alleditore manlevando questultimo da ogni eventua-
le richiesta di risarcimento danni proveniente da terzi
che dovessero rivendicare diritti su tali contenuti.
STAMPA
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Prot. n. 73/75/2008 del 15/01/2008.
Copia depositata presso il Tribunale della Rep. di
San Marino
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Anno IV n. 1 - gennaio/febbraio 2
008
ASSOBETON
STUDI E RICERCHE
Prove di carico su pilastri prefabbricati giuntati tramite
ferri di ripresa inghisati

Produzione di manufatti prefabbricati di elevate qualit
e prestazioni mediante il processo di estrusione

Valutazione della sicurezza in esercizio di un ponte
ad arco-portale costruito per conci
AMBIENTE
IL CEN TC 350
Standard previsti e programma d'azione
INSERTI
Uso degli inserti per calcestruzzo in conformit
alle normative vigenti

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Intervista a Nerio Tullini
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CONFINDUSTRIA
Organo Ufficiale di ASSOBETON
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ELENCO SOCI
ASSOBETON
NEWSTREET
COME ASSOCIARSI
PUBBLICAZIONI ASSOBETON
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Il Congresso
cambia format

Il Commento
del Direttore
B
aveno (VB), 22 e 23 maggio 2008:
luogo e data scelti dalla Giunta per la
XIII edizione del Congresso Nazionale
ASSOBETON.
Qualche novit, nel solco della continuit, per
il format, rispetto alle edizioni di Roma 2004
e Siena 2006.
Non cambiano durata e struttura delle due
giornate in programma, confermando il gioved
ed il venerd come i giorni pi graditi della setti-
mana. Siamo consapevoli, infatti, che, per quan-
to levento sia straordinariamente importante
per incontrarsi, conoscersi e dibattere (almeno
una volta ogni due anni!) temi di comune inte-
resse, la vita dimpresa oggi non conceda bat-
tute darresto e la presenza dellimprenditore
in aziende come le nostre, per la maggioranza
di tipo familiare, resti indispensabile.
Da sottolineare, poi, limportanza in tutti i
nostri Congressi dellappuntamento con il rin-
novo degli organi istituzionali (Giunta, Consiglio
Direttivo, Collegio dei Revisori Contabili e
Collegio dei Probiviri): momento da non sotto-
valutare, se vogliamo garantire nuova linfa vitale
allAssociazione che, ispirandosi ai principi con-
findustriali, vede nellalternanza un aspetto di
straordinario significato democratico e garanzia
di continuit gestionale di lungo termine.
Non cambia la formula del convegno previsto
per venerd 23 maggio, dedicato ad un tema
di interesse generale (la grande diversificazio-
ne merceologica tra gli Associati non facilita,
invero, tale scelta) dove al contributo di rela-
tori di spicco seguir una tavola rotonda a cui
tutti gli Associati sono invitati a partecipare.
Due, invece, le principali novit rispetto al
passato.
La prima: lattenta valutazione delle due
edizioni precedenti, condotta attraverso in-
terviste ad Associati e Sponsor, ci ha indotti
a considerare non indispensabile, soprattut-
to per questi ultimi, lallestimento di stand
espositivi, facendoci optare, invece, per un
maggior coinvolgimento del mondo della
fornitura nei lavori congressuali.
La seconda, di conseguenza, riguarda lorga-
nizzazione, nel pomeriggio di gioved, di eventi
paralleli dedicati alle specificit delle Sezioni di
ASSOBETON. I Fornitori avranno lopportu-
nit di unirsi al dibattito, collegato, per quanto
possibile, al tema centrale del convegno del
giorno successivo. Riteniamo che questa
inedita formula incontrer il gradimento di
molti Associati che avranno pi probabilit
di trovare nel Congresso temi di proprio
specifico interesse. Il nostro Congresso deve
crescere e pensiamo di dover sperimentare
nuove soluzioni che rendano levento, con il
tempo, un appuntamento irrinunciabile per
tutti. Siamo convinti che il miglior parametro
per valutarne il successo sia costituito dal nu-
mero delle imprese partecipanti, comprese le
non associate per le quali il Congresso pu
costituire una preziosa occasione di verifica.
Importante sar anche il numero complessi-
vo delle presenze che verranno certamente
incentivate con formule adeguate.
(Maurizio Grandi)

Editoriale 8
1 - Industrie manufatti cementizi
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Industrie m
anufatti cem
entizi
Anno IV n. 1 - gennaio/febbraio 2008
ASSOBETON
STUDI E RICERCHE
Prove di carico su pilastri prefabbricati giuntati tramite
ferri di ripresa inghisati

Produzione di manufatti prefabbricati di elevate qualit
e prestazioni mediante il processo di estrusione

Valutazione della sicurezza in esercizio di un ponte
ad arco-portale costruito per conci
AMBIENTE
IL CEN TC 350
Standard previsti e programma d'azione
INSERTI
Uso degli inserti per calcestruzzo in conformit
alle normative vigenti

DALLUNIVERSIT
Intervista a Nerio Tullini
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CONFINDUSTRIA
Organo Ufficiale di ASSOBETON
Gli autori su questo numero
Gian Luca Guerrini
CTG Italcementi Group,
Direzione Laboratori Bergamo
g.guerrini@itcgr.net
Roberta Alfani
CTG Italcementi Group,
Direzione Laboratori Bergamo
r.alfani@itcgr.net
Gianluca Baldo
Life Cycle Engineering Torino
baldo@studiolce.it
Fabio Braccini
Sezione Blocchi e Pavimenti
ASSOBETON
Luisfilippo Lanza
Tecnico Laureato
Laboratorio Prove Materiali
e Strutture
Universit di Ferrara
Giovanni Plizzari
Professore Ordinario di Tecnica
delle Costruzioni
Universit di Brescia
plizzari@ing.unibs.it
Riccardo Cecconi
Sezione Blocchi e Pavimenti
ASSOBETON
Michele Fabio Granata
Dipartimento di Ingegneria Strutturale
e Geotecnica Universit di Palermo
granata@diseg.unipa.it
Marcello Arici
Dipartimento di Ingegneria Strutturale
e Geotecnica Universit di Palermo
arici@diseg.unipa.it
Nerio Tullini
Professore Associato di Tecnica
delle Costruzioni
Universit di Ferrara
ntullini@ing.unife.it
Andrea Dari
IDRA S.A.
a.dari@idrabeton.com
Roberto Ragozzini
Presidente Gruppo Inserti
ASSOBETON
Patrizia Ricci
IDRA S.A.
p.ricci@idrabeton.com
Marco Savoia
Professore Ordinario di Tecnica
delle Costruzioni
Universit di Bologna
marco.savoia@mail.ing.unibo.it
1 - Industrie manufatti cementizi
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1 - Industrie manufatti cementizi
Dal 2008 inizia la pubblicazione di INDU-
STRIE MANUFATTI CEMENTIZI, il nuovo
organo ufficiale di ASSOBETON.
La riviste nasce dalla positiva esperienza
editoriale che lAssociazione ha maturato
con Industrie della Prefabbricazione, con
lobiettivo di fornire allintera filiera uno
strumento di aggiornamento sui diver-
si argomenti peculiari allo sviluppo del
comparto.
Lo stesso titolo, INDUSTRIE MANUFAT-
TI CEMENTIZI, che parte della deno-
minazione istituzionale di ASSOBETON
(Associazione Nazionale Industrie Manu-
fatti Cementizi) evidenzia la vocazione
specifica della rivista, pubblicata in sei
numeri lanno: cinque nel formato edito-
riale di rivista e il sesto come Annuario
del settore.
Il Direttore Editoriale della Rivista, lIng.
Maurizio Grandi, Direttore di ASSOBE-
TON, ha il compito di guidare INDU-
STRIE MANUFATTI CEMENTIZI, con
lobiettivo di:
4 promuovere lo sviluppo associativo e
dare visibilit ad ASSOBETON;
4 contribuire alla crescita tecnico eco-
nomica delle aziende e del comparto;
4 rappresentare un punto di incontro e
confronto per il settore;
4 costituire la base di riferimento per
seguire levoluzione normativa.
LE CARATTERISTICHE
La rivista mantiene il formato (A4), lim-
postazione grafica essenziale, la suddi-
visione in aree tematiche e contiene
alcune novit:
4 ampliamento della sezione dedicata
agli speciali affinch ogni numero rap-
presenti al tempo stesso un aggior-
nato strumento di informazione ed
anche un documento di approfondi-
mento da conservare;
4 maggiore spazio alle sezioni merce-
ologiche di ASSOBETON e quindi ai
diversi comparti che costituiscono il
settore dei manufatti cementizi.
Le aree tematiche della rivista sono le
seguenti:
4 istituzionale, con gl i edi tor i al i
del Presi dente e del Di rettore
dellAssociazione;
4 il primo piano, con gli approfon-
dimenti sui temi di par ticolare inte-
resse al momento delluscita della
singola rivista;
4 le interviste, in cui la rivista incon-
tra impor tanti figure del settore;
4 gli articoli, che affrontano i diversi
argomenti che riguardano il settore
come la tecnologia, la produzione, il
mercato, la sicurezza, la certificazione
e la marcatura, lambiente, il controllo;
4 lattualit, con le informazioni sui
di Andrea Dari
Industrie Manufatti
Cementizi:
il nuovo riferimento
Editoriale 12
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Industrie manufatti cementizi - 1
convegni e sugli eventi, i reportage, le
notizie brevi sul settore e i comunicati
redazionali delle aziende della filiera;
4 larea ASSOBETON, con le infor-
mazioni dirette dellAssociazione,
come gli estratti che riprendono le
attivit svolte, lelenco delle pubblica-
zioni, le convenzioni.
La rivista non contiene articoli pubblire-
dazionali, se non quelli specificatamente
identificati nella sezione dedicata allin-
terno delle attualit. Questa scelta nasce
dallobiettivo di fornire al settore uno
strumento professionale di informazione,
in cui il lettore non sia fuorviato da arti-
coli tecnici di matrice commerciale, che
spesso trovano spazio su molte riviste
tecniche.
La preparazione degli articoli affidata
in parte a consulenti che collaborano
con lAssociazione, in modo che ogni
argomento sia trattato in modo spe-
cialistico e mirato. La redazione della
rivista, ad oggi composta da Alessandra
Biloni, Patrizia Ricci e Stefania Alessandri-
ni, impegnata a raccogliere i contributi
generati dai rapporti con lindustria e la
ricerca pubblica o privata, nonch lanalisi
della letteratura internazionale.
La redazione partecipa in prima persona
ai principali convegni tecnici nazionali
ed internazionali del settore, riportando
sulla rivista gli estratti degli eventi e le
pubblicazioni pi interessanti.
I Segretari delle Sezioni di ASSOBETON
sono infine incaricati di mantenere uno
stretto contatto con la rivista, con lobiet-
tivo di fornire argomenti relativi alle spe-
cifiche tematiche che impegnano i diversi
rami dellAssociazione.
La rivista oggi di esclusiva propriet
di ASSOBETON - viene pubblicata da
IMREADY, casa editrice specializzata nel
settore delle costruzioni e, in particolare,
nelle pubblicazioni tecniche ed istituzio-
nali di numerose associazioni settoriali.
Direttore Responsabile della Rivista
lIng. Andrea Dari, da anni a fianco dellAs-
sociazione nella realizzazione di iniziative
editoriali.
LA DIFFUSIONE
La rivista ha una diffusione molto mirata
e specifica per il settore della prefabbri-
cazione. Ogni numero viene inviato agli
indirizzi presenti in un data base com-
posto da:
4 produttori di prefabbricati;
4 tecnici e tecnologi;
4 direzioni tecniche delle principali
imprese di costruzione italiane;
4 rappresentanti della committenza
pubblica e privata;
4 professori uni versi tari (di pri ma
fascia);
4 biblioteche universitarie;
4 pri nci pal i studi di progettazi one
italiani;
4 iscritti alle principali associazioni cultu-
rali del settore;
4 laboratori certificati e principali labo-
ratori del settore;
4 associazioni di categoria e territoriali
facenti capo a Confindustria;
4 ordini e i collegi professionali;
4 fornitori della filiera.
Editoriale 13
Imp Presentazione rivista.indd 13 13-03-2008 13:05:37
LA PUBBLICIT
Il soggetto economico a cui si dovr
fare riferimento per le tutte le iniziative
di advertising e sponsorizzazione sar
ASSOBETON, attraverso la propria socie-
t di servizi (Abes Srl) e lazione commer-
ciale del partner IDRA (tel.: 0549 909090
commerciale@imready.it).
I prezzi delle pubblicit sono stabiliti attra-
verso un listino trasparente, in cui gli scon-
ti sono predefiniti in funzione del numero
di pagine acquistate nel corso dellanno.
Numero di uscite in un anno
POSIZIONI
PRIVILEGIATE
POSIZIONI
ORDINARIE
IV copertina e pagina 1
II copertina, pagina 3 e III copertina
Pagine 2, pagina 11 e fronte III copertina
Interna
Ulteriore pagina interna (posizione a sinistra)
Mezza pagina
Fascetta fondo pagina (h = 8 cm)
Per associati (*)
Per associati (*)
Per associati (*)
Per associati (*)
Prezzo E/cad
Prezzo E/cad
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Prezzo E/cad
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E 1.238
E 900
E 4.200
E 3.600
E 3.000
E 2.100
E 1.450
E 1.500
E 1.050
E 1.575
E 1.088
E 1.125
E 788
E 3.500
E 2.900
E 2.500
E 1.900
E 1.300
E 1.350
E 900
E 1.425
E 975
E 1.013
E 675
E 3.200
E 2.500
E 2.200
E 1.700
E 1.150
E 1.200
E 750
E 1.275
E 863
E 900
E 563
E 2.700
E 2.250
E 2.000
E 1.500
E 1.000
E 1.050
E 600
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E 750
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Editoriale 14
IL LISTINO 2008
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LE CARATTERISTICHE
4 Editore: IMREADY Srl
4 Formato: A4
4 Periodicit: 5 numeri lanno
4 Tiratura media: 4500 copie/numero
4 Per informazioni: http://www.imready.it/Specifica-riviste/industriecementizi.html
USCITE 2008
Nel 2008 la rivista verr pubblicata con questa frequenza:
4 N. 1 (gen/feb 08) - (scadenza consegna pagine pubblicitarie: 31 gennaio)
4 N. 2 (mar/apr 08) - (scadenza consegna pagine pubblicitarie: 31 marzo)
4 N. 3 (mag/giu 08) - (scadenza consegna pagine pubblicitarie: 31 maggio)
4 N. 4 (lug/ago 08) - (scadenza consegna pagine pubblicitarie: 15 luglio)
4 N. 5 (set/ott 08) - (scadenza consegna pagine pubblicitarie: 15 settembre)
4 N. 6 (nov/dic 08) - Annuario 2008 (scadenza consegna pagine pubblicitarie: 15 ottobre)
Editoriale 15
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Industrie manufatti cementizi - 1
17 S t u d i e r i c e r c h e
1. INTRODUZIONE
Nelle costruzioni ad ossatura prefabbri-
cata il sistema di unione tra gli elementi
determina in modo sostanziale le condi-
zioni di funzionamento statico del siste-
ma strutturale; per di pi la connessione
deve garantire un adeguato comporta-
mento in servizio ed essere facilmente
realizzabile. La progettazione dei colle-
gamenti costituisce pertanto uno degli
aspetti pi importanti della progettazio-
ne e le proposte di tipologie di unione
tra gli elementi sono sempre state molto
numerose [1, 2]. Inoltre le moderne
disposizioni normative sulle costruzioni
in zona sismica richiedono sistematica-
mente unadeguata duttilit strutturale
ed il rispetto del criterio di gerarchia
delle resistenze (capacity design). Nella
consolidata esperienza neozelandese si
prevede la realizzazione di telai prefab-
bricati le cui unioni emulano un nodo
gettato in opera [3 - 6], di conseguenza
lampia esperienza gi accumulata per le
unioni gettate in opera si pu estendere
alle unioni di elementi prefabbricati.
Nelle unioni tra segmenti di pilastro, o
tra pilastro e fondazione, si possono
adottare giunti in cui le barre longitudinali
sono opportunamente sovrapposte [1 -
10], oppure unite allinterno di manicotti
riempiti in opera con malta [4] ovvero
tramite idonei dispositivi in acciaio [11,
12]. Nelle ultime due tipologie occor-
rono minori tolleranze di posa rispetto
alla prima soluzione. Tuttavia tali unioni
rappresentano una valida alternativa alle
soluzioni tradizionali, come ad esempio
quelle che prevedono pilastri monolitici a
tutta altezza o inseriti in plinti a pozzetto.
Nella Figura 8.11 riportata in [1] (si veda
anche [2]) la continuit dellarmatura
nellunione tra pilastri viene assicurata
inserendo le barre longitudinali superiori,
opportunamente piegate, allinterno di
tubi corrugati predisposti allinterno del
pilastro inferiore, che vengono successi-
vamente riempiti con malta. Il passo delle
staffe viene ridotto nella zona di piegatu-
ra e su tutta la lunghezza di sovrapposi-
zione delle barre darmatura. Nonostan-
te la semplicit della soluzione proposta
le indagini sperimentali svolte su tale
tipologia di unione sono state limitate.
Ad esempio in [7] sono descritte alcune
prove di pressoflessione e si dimostra
di Nerio Tullini e Luisfilippo Lanza
Prove di carico su
pilastri prefabbricati
giuntati tramite ferri
di ripresa inghisati
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1 - Industrie manufatti cementizi
18 S t u d i e r i c e r c h e
come tale giunto abbia una resistenza
paragonabile a quella di unanaloga unio-
ne monolitica, ma la rottura si concentra
nel solo giunto di separazione. In [8]
sono invece riportati gli esiti di alcune
prove cicliche, anche in questo caso il
danno non si estende lungo la colonna,
come avviene per ununione gettata in
opera, ma si concentra nella zona di
separazione tra gli elementi. Nelle speri-
mentazioni svolte in [7, 8] i pilastri inda-
gati avevano lato 200 mm e su un seg-
mento di pilastro erano stati predisposti
quattro tubi corrugati aventi diametro di
50 mm. Le dimensioni dei provini sotto-
posti ad indagine non appaiono pertanto
realistiche.
Nella Figura 5.35 riportata in [4] si pro-
pone ununione pi elaborata, le barre
longitudinali inferiori sono inghisate allin-
terno di tubi corrugati disposti nel pila-
stro superiore; in adiacenza ad ogni con-
dotto vengono poi collocate due barre
di diametro minore, ma la cui area deve
essere complessivamente maggiore di
quella della barra inghisata. In tale tipolo-
gia di unione le staffe devono presentare
diametri di piegatura sufficientemente
ampi per poter racchiudere i tubi corru-
gati. Una tipologia di unione simile stata
indagata in [10], dove si riportano gli esiti
di alcune prove cicliche svolte su pilastri,
aventi lato 400 mm, connessi con la fon-
dazione tramite diversi sistemi, anche in
questo caso la soluzione con barre inghi-
sate non comporta variazioni di resisten-
za rispetto alle soluzioni tradizionali ed
il danno si localizza nel giunto; inoltre, a
fronte di una duttilit adeguata, si osser-
vata una minore capacit dissipativa.


Figura 1 Disposizione delle armature negli elementi sottoposti alle prove di carico.
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Industrie manufatti cementizi - 1
19 S t u d i e r i c e r c h e
Nella presente comunicazione sono
ripor tate alcune valutazioni degli esiti
delle prove di carico effettuate su ele-
menti prefabbricati di c.a., di lato 500 mm,
giuntati tramite ferri di ripresa inghisati
(Figura 1). Le prove sono state eseguite
presso il Laboratorio Prove Materiali e
Strutture del Dipartimento di Ingegneria
di Ferrara. Gli elementi sottoposti alle
prove di carico sono stati sollecitati a tra-
zione, flessione semplice e ciclica, presso-
flessione, taglio. Ad eccezione della prova
di trazione, la sezione avente resistenza
minore stata individuata in corrispon-
denza della sezione giuntata.
2. DESCRIZIONE DEL SISTEMA
DI GIUNZIONE
La giunzione di pilastri prefabbricati in
c.a. avviene tramite sovrapposizione delle
barre longitudinali in corrispondenza del
giunto, come descritto nel disegno ripor-
tato in Figura 1. I ferri di ripresa vengono
posizionati allinterno della gabbia dar-
matura del pilastro Maschio tramite
dime metalliche riutilizzabili e trovano
alloggiamento nei tubi corrugati dacciaio
disposti nel pilastro Femmina. Dopo la
realizzazione dei singoli elementi prefab-
bricati si esegue lunione dei pilastri iniet-
tando malta allinterno dei tubi corrugati.
Il giunto di separazione tra le sezioni di
estremit dei pilastri prefabbricati, avente
spessore di 10 mm, viene riempito di
malta nello stesso momento in cui avvie-
ne liniezione di malta nei tubi corrugati.
Le barre longitudinali ed i ferri di ripresa
hanno diametro di 20 mm e la lunghezza
di sovrapposizione di almeno 2.0 m
(Figura 1). Inoltre, nella zona di sovrap-
posizione si prevede un doppio ordine
di staffe, con forma quadrata e a rombo,
aventi diametro 8 mm e passo 100 mm
per una lunghezza di almeno 2.1 m (Figu-
ra 1). Il ricoprimento delle staffe non
inferiore a 40 mm, quindi i baricentri delle
barre longitudinali disposte sul perimetro
distano dai lati di circa 60 mm. I tubi cor-
rugati dacciaio hanno diametro esterno
di 63 mm, spessore pari a 0.8 mm e sono
collocati a cavallo di due barre longitu-
dinali; limpiego di dime e contro-dime
metalliche ha consentito di collocare con
precisione sia i ferri di ripresa che i tubi
corrugati, garantendo cos una distanza
minima tra i lati ed il baricentro dei ferri
di ripresa circa pari a 80 mm.
La disposizione dellarmatura riportata in
Figura 1 rispetta le indicazioni del para-
grafo 8 di [13], in particolare quelle con-
cernenti la sovrapposizione delle barre, in
quanto ad ogni ferro di ripresa inghisato
corrispondono almeno due barre longi-
tudinali disposte in modo tradizionale.
3. CARATTERISTICHE DEI
MATERIALI
In occasione di ogni giorno di getto degli
elementi prefabbricati stato prelevato
dallimpasto un quantitativo adeguato di
conglomerato cementizio per la confe-
zione di almeno due cubetti. Le prove
sui cubetti di conglomerato cementizio
sono state eseguite il giorno della prova
di carico. Eseguendo la media su tutti i
valori dei prelievi si ricava che la resisten-
za cubica media a 28 giorni R
cm
(28) = 65
MPa, mentre con riferimento al giorno
della prova di carico R
cm
= 70 MPa; quindi
il conglomerato cementizio utilizzato pu
essere classificato come C50/60. Per la
malta di inghisaggio la resistenza cubica
media risultata pari 76 MPa.
Le barre di diametro 20 mm sono state
qualificate come acciaio B450C, avente
tensione di snervamento f
ym
= 517 MPa,
tensione di rottura f
tm
= 633 MPa e defor-
mazione ultima di picco e
u
= 70. Per
lacciaio si adotter, nelle analisi che seguo-
no, un diagramma elastico-incrudente.
4. PROVA DI TRAZIONE
Il provino stato collocato sul pavimento
del laboratorio interponendo alcuni rulli
dacciaio del diametro di 50 mm ed
stato sollecitato tramite due carichi posti a
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1 - Industrie manufatti cementizi
20 S t u d i e r i c e r c h e
contrasto sulle selle dellelemento (Figura
2). Il carico stato realizzato facendo
uso di due martinetti idraulici da 1000
kN. Preliminarmente stato effettuato
un ciclo di carico tra 0 e 150 kN, poi gli
incrementi di carico sono stati applicati
in modo da pervenire alla rottura in circa
2 ore.
La prova di trazione accerta lefficacia del
sistema di trasferimento degli sforzi di
trazione nella zona di sovrapposizione.
Gli esiti della prova di laboratorio con-
fermano lefficienza del sistema di giun-
zione; infatti la fessurazione si concen-
trata nella sezione di separazione degli
elementi prefabbricati e tra la zona in cui
terminava il raddoppio delle barre dispo-
ste sui lati e prima dellinizio della zona di
inghisaggio, dove in effetti avvenuta la
rottura delle barre.
La zona di sovrapposizione non presen-
tava un significativo quadro fessurativo. Il
massimo carico risultato pari a 1672
kN, a cui corrisponde una tensione di
trazione nelle barre pari a 666 MPa,
con un incremento del 5% rispetto alla
tensione di rottura f
tm
determinata sugli
spezzoni di barre.
Nelle Figure 3 e 4 sono riportati, al varia-
re dello sforzo normale totale applicato
al provino, gli andamenti delle deforma-
zioni misurate allestradosso del provino

Figura 2 Prova di trazione: vista in pianta del provino.
Figura 3 Prova di trazione: deformazioni in corri-
spondenza del giunto.
0
200
400
600
800
1000
1200
1400
1600
1800
0,0 1,0 2,0 3,0 4,0 5,0 6,0 7,0
Deformazione [%]
Forza totale
[kN]
0
200
400
600
800
1000
1200
1400
1600
1800
0,00 0,02 0,04 0,06 0,08 0,10 0,12 0,14
Deformazione [%]
Forza totale
[kN]
fase II fase I
Figura 4 Prova di trazione: deformazioni
nella zona di sovrapposizione del segmento
Femmina.
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Industrie manufatti cementizi - 1
21 S t u d i e r i c e r c h e
in corrispondenza del giunto e nella zona
di sovrapposizione del segmento Fem-
mina. In Figura 3 viene anche rappresen-
ta, con la linea tratteggiata, la stima della
deformazione delle barre destradosso
considerando la sezione del giunto costi-
tuita dalle sole barre inghisate. La differen-
za tra la deformazione misurata e quella
stimata imputabile allo scorrimento tra
barre e calcestruzzo circostante, circa pari
a 0.73% in corrispondenza dello snerva-
mento delle barre inferiori.
In Figura 4 si riportano anche le rette
corrispondenti alla sezione interamente
reagente (fase I) e fessurata (fase II costi-
tuita complessivamente da 16 barre di
diametro 20 mm). Pertanto nella zona di
sovrapposizione si ha il tipico comporta-
mento di un tirante di c.a., ossia superato
il valore dello sforzo normale di prima
fessurazione le deformazioni tendono gra-
dualmente alla retta di fase II. Risultati ana-
loghi sono stati rilevati anche nella zona di
sovrapposizione del segmento Maschio.
5. PROVA DI FLESSIONE
Nella prova di flessione il provino stato
sollecitato con due carichi verticali, dispo-
sti ad una distanza di 0.60 m rispetto alla
mezzeria della trave ed a 1.40 m dagli
appoggi. La prova stata condotta in con-
trollo di carico. Preliminarmente il carico
stato applicato ciclicamente 3 volte, con
una forza sul singolo martinetto compre-
sa tra 0 e 50 kN, e tra 0 e 75 kN nellul-
timo ciclo, successivamente gli incrementi
di carico sono stati applicati in modo da
pervenire a rottura in circa 45 minuti. La
rottura si concentrata nella sezione di
separazione degli elementi prefabbricati,
con snervamento e rottura delle barre di
armatura inferiori. Il momento flettente
massimo risultato pari a 352 kNm. Con
riferimento al diagramma delle deforma-
zioni di Figura 5, si possono assumere
le seguenti deformazioni e tensioni alla
quota delle barre di armatura:
e
1
= 51.8 , s
1
= 566 MPa,
e
2
= 41.9 , s
2
= 556 MPa,
e
3
= 13.7 , s
3
= 528 MPa,
e
4
= 3.90 , s
4
= 518 MPa,
e
cu
= 7.40 (valore misurato)
da cui segue una profondit dellas-
se neutro pari a x = 53 mm, valore
minore della profondit delle fessure
orizzontali presenti in zona compressa
Figura 5 Prova di essione: diagramma delle deformazioni a rottura.
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1 - Industrie manufatti cementizi
22 S t u d i e r i c e r c h e
al termine della prova, e un momento
resistente di calcolo pari a M
Rm
= 315
kNm, inferiore di 10.5% rispetto al
momento misurato. La differenza tra
la deformazione massima stimata (e
1
=
51.8 ) e quella misurata (e
1
= 77 )
anche in questo caso imputabile allo
scorrimento tra barre darmatura e cal-
cestruzzo circostante.
Nelle Figure 6 e 7 sono riportati i dia-
grammi momento-curvatura misurati in
corrispondenza del giunto (c
giunto
) e sulla
trave in adiacenza al giunto (c
trave
) nel
tratto compreso tra i due carichi, sono
inoltre riportate le rette che caratteriz-
zano la sezione interamente reagente
(fase I con pendenza E
ci
J
I
) e la sezione
fessurata (fase II con pendenza E
cm
J
II
).
La sezione in adiacenza al giunto si com-
porta come interamente reagente fino
ad un valore del momento flettente di
fessurazione M
cr
, successivamente il dia-
gramma c
trave
si raccorda alla retta di fase
II fino al raggiungimento del momento di
snervamento.
In altro modo si compor ta invece la
sezione del giunto, la cui rigidezza circa
pari a 0.36 E
cm
J
II
, ridotto rispetto alla
rigidezza di fase II a causa dello scorri-
mento tra barre darmatura inghisate e
calcestruzzo circostante.
Nella Figura 8 si ripor ta landamento
dello spostamento misurato in mezze-
ria, le rette che caratterizzano la sezio-
ne interamente reagente (fase I) e la
0
50
100
150
200
250
300
350
400
0,00 0,05 0,10 0,15 0,20 0,25
Curvatura [1/m]
Momento
[kNm]
II I

giunto

trave
0.36 E
cm
J
II
Figura 6 Prova di essione: diagramma momento-
curvatura in corrispondenza del giunto (c
giunto
) e sulla
trave in adiacenza al giunto (c
trave
).
0
50
100
150
200
250
300
350
400
0,000 0,002 0,004 0,006 0,008 0,010 0,012 0,014
Curvatura [1/m]
Momento
[kNm]
II I

giunto

trave
0.36 E
cm
J
II
M
cr
Figura 7 Particolare della Figura 6.
0
50
100
150
200
250
300
350
400
0 5 10 15 20 25 30 35 40 45
Spostamento [mm]
Momento
[kNm]
II I
M
cr
Figura 8 Prova di essione: diagramma
momento-freccia.
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Industrie manufatti cementizi - 1
23 S t u d i e r i c e r c h e
sezione fessurata (fase II). Per momenti
flettenti maggiori di M
cr
la freccia deter-
minata sperimentalmente ha andamento
parallelo alla retta di fase II. Pertanto, in
presenza di un modesto sforzo normale,
gli schemi statici da adottarsi nellanalisi
strutturale dei pilastri dovrebbero tene-
re conto della maggiore deformabilit
causata dallintroduzione del giunto, ma
lesiguo spessore non comporta sensibili
variazioni della freccia; conseguentemen-
te la deformabilit dei pilastri giuntati pu
essere valutata con il momento di inerzia
della sezione fessurata, ossia J
II
@ 0.14 J
I
.
6. PROVA DI FLESSIONE
CICLICA
Nella prova di flessione ciclica il provino
stato sollecitato con due carichi verticali,
disposti ad una distanza di 0.40 m rispet-
to alla mezzeria della trave ed a 1.60 m
dagli appoggi. La prova stata condotta
in controllo di carico e la rottura si
concentrata nella sezione di separazione
degli elementi prefabbricati, con snerva-
mento e rottura delle barre di armatura.
Il momento flettente massimo risultato
pari a 268 kNm.
Nella Figura 9 si ripor ta landamento
dello spostamento s misurato in corri-
spondenza del carico, le rette che carat-
terizzano la sezione interamente reagen-
te (fase I) e la sezione fessurata (fase II),
landamento della curva inviluppo dei
cicli di isteresi, i cui valori sono anche in
Tabella 1.
Dalla Tabella 1 si pu osser vare che
in corrispondenza dello snervamento
(M
y
@ 230 kNm) lo spostamento sotto
il carico pari a s
y
= 11.1 mm; men-
tre per un momento di post picco di
256 kNm, e prima della rottura delle
barre pi esterne, lo spostamento pu
essere assunto pari a s
u
= 35.0 mm
M
[kNm]
s
[mm]
drift
[%]
c
[1/m]
100
201
230
248
268
256
207
213
220
3.1
8.1
11.1
14.8
24.8
35.0
36.8
46.3
61.5
0.19
0.51
0.69
0.93
1.55
2.19
2.30
2.89
3.84
0.01
0.04
0.05
0.09
0.23
0.37
0.38
0.53
0.72
-101
-200
-230
-247
-264
-240
-223
-232
-2.9
-8.0
-11.4
-13.9
-25.3
-33.4
-33.4
-55.5
0.18
0.50
0.71
0.87
0.61
0.81
0.81
1.34
-0.02
-0.03
-0.06
-0.09
-0.24
-0.39
-0.39
-0.68
M
[kNm]
s
[mm]
drift
[%]
c
[1/m]
-300
-200
-100
0
100
200
300
-75 -50 -25 0 25 50 75
Spostamento [mm]
Momento
[kNm]
II
I
Figura 9 Prova di essione ciclica: cicli di isteresi
momento-spostamento sotto il carico.
Tabella 1 Valori del diagramma inviluppo dei cicli di isteresi.
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1 - Industrie manufatti cementizi
24 S t u d i e r i c e r c h e
(drift = 2.19 %). La duttilit strutturale
pertanto pari a s
u
/s
y
= 35.0/11.1 = 3.1
a cui corrisponde una duttilit sezionale
c
u
/c
y
= 0.37/0.05 = 7.4. Valutando inve-
ce lo spostamento in corrispondenza
di un momento dopo quello di picco
pari a 85% M
u
@ 220 kN si ha s
u
= 61.5
mm (drift = 3.84 %), per cui le dutti-
lit strutturale e sezionale diventano
rispettivamente s
u
/s
y
= 5.5 e c
u
/c
y
=
14.4. Pertanto, in corrispondenza di un
drift pari a 2.5%, rappresentativo della
massima richiesta di spostamento relati-
vo da parte del terremoto di progetto,
il momento resistente si riduce meno
del 15%.
7. PROVA DI
PRESSOFLESSIONE
Nella prova di pressoflessione il provino
stato sollecitato con due carichi ver-
ticali, disposti ad una distanza di 0.30 m
rispetto alla mezzeria della trave ed a
1.40 m dagli appoggi. Il carico orizzontale
stato realizzato tramite la tesatura di
12 trefoli sguainati normali 0.5, ancorati
a due piastre dacciaio poste alle estremi-
t del provino (Figure 10 e 11).
La forza orizzontale stata misurata
mediante due celle di carico, colloca-
te allinterno della piastra dancoraggio
dellelemento Femmina. Per tanto su
tale elemento il carico stato trasmes-
so in corrispondenza degli snodi sferici
delle celle di carico. La piastra dacciaio
sullelemento Maschio stata invece
posta a contatto diretto con lelemento.
La prova stata condotta in controllo
di carico ver ticale. Preliminarmente il
carico verticale stato applicato ciclica-
mente 3 volte, con una forza sul singolo
martinetto compresa tra 0 e 70 kN.
Figura 10 Prova di pressoessione: vista in pianta
e laterale del provino.
Figura 11 Prova di pressoessione: foto del
provino prima della prova.
Figura 12 Prova di pressoessione: sezione
di giunzione al termine della prova.
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Industrie manufatti cementizi - 1
25 S t u d i e r i c e r c h e
Successivamente gli incrementi di carico
sono stati applicati in modo da pervenire
a rottura in circa 30 minuti. La rottura si
concentrata nella sezione di separazione
degli elementi prefabbricati, con rottura
del calcestruzzo compresso (Figura 12).
Il momento flettente massimo risultato
pari a 619 kNm in presenza di uno sfor-
zo normale di 1741 kN. Con riferimen-
to al diagramma delle deformazioni di
Figura 5 ed allo sforzo normale misurato
al termine della prova, si possono assu-
mere le seguenti deformazioni e tensioni
alla quota delle barre di armatura:
e
1
= 19. 8 , s
1
= 534 MPa,
e
2
= 15. 5 , s
2
= 530 MPa,
e
3
= 3. 10 , s
3
= 518 MPa,
e
4
= 1.20 , s
4
= 248 MPa,
e
cu
= 6. 20 (valore misurato)
a cui corrisponde una profondit dellas-
se neutro x = 100 mm, pari alla profon-
dit delle fessure orizzontali presenti in
zona compressa al termine della prova,
e un momento resistente di calcolo pari
a M
Rm
= 613 kNm, poco inferiore al
momento misurato. La differenza tra la
deformazione massima misurata (e
1
=
34 ) e quella stimata (e
1
= 19.8 )
imputabile allo scorrimento tra barre
inghisate e calcestruzzo circostante.
Nella Figura 13 sono riportati i diagram-
mi momento-curvatura misurati in corri-
spondenza del giunto (c
giunto
), le rette che
caratterizzano la sezione interamente
reagente (fase I con pendenza E
cm
J
I
) e la
sezione fessurata (fase II con pendenza
E
cm
J
II
). La sezione del giunto si comporta
come interamente reagente solo per
piccoli valori del momento flettente, a
partire invece dal valore del momento di
fessurazione M
cr
la rigidezza diminuisce
rispetto alla rigidezza di fase II, a causa
dello scorrimento tra barre darmatura
inghisate e calcestruzzo circostante.
Nella Figura 14 si riporta landamento
dello spostamento misurato in corri-
spondenza del carico e le rette di fase I
e II. Con uno sforzo normale circa pari a
0.20 f
cd
A
c
, come quello ultimo misurato,
una buona approssimazione della defor-
mabilit dei pilastri giuntati pu essere
ottenuta adottando un momento di
inerzia pari a 0.30 J
I
.
0
100
200
300
400
500
600
700
0,00 0,02 0,04 0,06 0,08 0,10 0,12 0,14 0,16
Curvatura [1/m]
Momento
[kNm]
II
I

giunto
M
cr
Figura 13 Prova di pressoessione: diagram-
ma momento-curvatura in corrispondenza del
giunto (c
giunto
).
0
100
200
300
400
500
600
700
0 2 4 6 8 10 12 14 16 18
Spostamento [mm]
Momento
[kNm]
II
I
M
cr
0.3 E
cm
J
I
Figura 14 Prova di pressoessione: diagramma
momento-spostamento sotto il carico.
Stu_Ric_Tullini_Lanza OK.indd 25 13-03-2008 13:07:20
1 - Industrie manufatti cementizi
26 S t u d i e r i c e r c h e
Tale valore in ottimo accordo con la
prescrizione attribuite a pilastri gettati in
opera riportate in [13].
Pertanto la maggiore deformabilit del
giunto, avente per modesto spessore,
non comporta significative variazioni di
rigidezza globale rispetto ad analoghi
elementi non giuntati.
8. DOMINIO
DI RESISTENZA M-N
In Figura 15 i simboli indicano le coppie
sforzo normale N e momento fletten-
te M dedotte sperimentalmente nelle
prove di trazione, flessione semplice,
flessione ciclica e pressoflessione.
Con riferimento alla sezione resistente
di Figura 5, in Figura 15 sono riportati
anche i domini di rottura M-N adottan-
do sia i valori di progetto corrispondenti
a un conglomerato cementizio C45/55
ed acciaio tipo B450C con compor-
tamento elastico-perfettamente pla-
stico, sia i valori medi delle resistenze,
come indicato nei paragrafi precedenti;
in par ticolare i valori medi utilizzati
per il conglomerato cementizio sono i
seguenti:
f
cm
= 57.0 MPa, e
c
2
= 2 , e
cu
2
= 7.0 .
Come gi segnalato in [7 - 10], la Figura
15 conferma che le connessioni effet-
tuate con ferri di ripresa inghisati hanno
una resistenza paragonabile a quelle rea-
lizzate in opera, ossia le caratteristiche
di sollecitazione di progetto possono
essere valutate con i metodi tradizionali
della teoria statica del cemento armato
riportati in [13].
9. PROVA DI TAGLIO
I l provi no stato sol l eci tato con
due carichi ver ticali F
1
ed F
2
, disposti
ri spetti vamente ad una di stanza di
0.10 m e 1.00 m rispetto alla mezze-
ria del provino; le medesime distan-
ze sono state assegnate anche agli
appoggi (Figura 16).
Nella sezione di separazione degli ele-
menti prefabbricati stata rimossa la
malta nel giunto per una profondit
non inferiore a 25 mm, con lo scopo
di ridurre il contributo alla resistenza a
taglio fornita dallattrito tra le facce degli
elementi.
La prova stata condotta in controllo di
carico effettuando diversi cicli di carico e
0
200
400
600
800
1000
1200
-2000 0 2000 4000 6000 8000 10000
Sforzo normale [kN]
Momento
[kNm]
valori di progetto C45/55
valori medi
H
E
B
2
2
0
1
0
to
n
9
5
to
n
IP
E
5
5
0
Appoggio con HEB220
e tondo 50mm
MASCHIO
Tondo 50mm
Appoggio con HEB220
e tondo 50mm
Piastra di ripartizione
Cella di carico 10 ton
FEMMINA
Martinetto idraulico F1 Martinetto idraulico F2
IP
E
5
5
0
H
E
B
2
2
0
TAGLIO
100 10
10 100
Figura 15 Dominio sforzo normale N e momento
ettente M.
Figura 16 Prova di taglio: disposizione del
provino nel telaio di contrasto.
Stu_Ric_Tullini_Lanza OK.indd 26 13-03-2008 13:07:21
scarico. Il carico verticale F
1
stato realiz-
zato con un martinetto idraulico avente
portata nominale di 1000 kN, ma effet-
tiva pari a 933 kN. Il carico verticale F
2

stato invece realizzato con un martinetto
idraulico avente portata nominale di 100
kN (effettiva pari a 101 kN).
In virt della isostaticit dello schema
statico di prova e trascurando il peso
proprio del provino, facile verificare
che, nella sezione di separazione degli
elementi prefabbricati, il taglio T ed il
momento flettente M risultano:
T = 9/11 (F
1
+ F
2
),
M = 0.9/11 (F
1
10 F
2
)
dove M espresso in kNm se F
1
, F
2
sono
in kN. Il taglio massimo stato di 747 kN
in corrispondenza di uno spostamento
medio di 7.6 mm e un momento di 5.7
kNm. ll diagramma taglio-spostamento
relativo tra gli elementi rappresentato
nella Figura 17.
La massima forza tagliante che pu esse-
re trasmessa da tutte le barre di armatu-
ra che attraversano il giunto per effetto
spinotto pu essere calcolata ipotiz-
zandone lo snervamento a taglio tramite
la seguente espressione:
F
um
= 8 A
s
(F20) f
ym
/3 = 749 kN,
praticamente coincidente con il valore
misurato.
CONCLUSIONI
L esame della prova di trazione ha
evidenziato che il trasferimento degli
sforzi nella zona di sovrapposizione
completo ed efficiente; infatti la rottu-
ra del provino avvenuta al di fuori
della zona di sovrapposizione delle
barre.
Gli esiti delle prove di flessione sempli-
ce e pressoflessione hanno confermato
che il sistema di giunzione consente il
raggiungimento del momento fletten-
te resistente correlato alla sezione di
giunzione.
Lesame della prova di taglio conferma
che tutte le barre longitudinali che
attraversano il giunto sono in grado di
sviluppare un taglio resistente.
I nfi ne l a prova di fl essi one ci cl i ca
mostra che il compor tamento istere-
tico stabile.
In conclusione lesame dei risultati delle
prove di carico permette di affermare
che il sistema di giunzione di pilastri
prefabbricati in c.a. descritto nella pre-
sente nota, e progettato in accordo con
le disposizioni costruttive di [13], effi-
cace dal punto di vista della resistenza.
Inoltre la maggiore deformabilit del
giunto, avente per modesto spessore,
non compor ta significative variazioni di
rigidezza rispetto ad analoghi elementi
non giuntati, di conseguenza anche per
essi possibile adottare le indicazioni
ripor tate in [13].
Lo scorrimento delle barre di armatu-
ra inserite allinterno dei tubi corrugati
deve essere oggetto di ulteriori indagini,
Industrie manufatti cementizi - 1
27 S t u d i e r i c e r c h e
0
100
200
300
400
500
600
700
800
0 2 4 6 8 10 12 14 16 18 20 22 24 26 28
Spostamento [mm]
Taglio [kN]
Figura 17 Prova di taglio: spostamento relativo tra
gli elementi.
Stu_Ric_Tullini_Lanza OK.indd 27 13-03-2008 13:07:21
1 - Industrie manufatti cementizi
28 S t u d i e r i c e r c h e
prevedendo eventualmente un par-
ziale inghisaggio al fine daumentare la
capacit dissipativa dellunione, come
descritto in [14] e recentemente ana-
lizzato in [15].
RINGRAZIAMENTI
Le prove sperimentali sono state svol-
te nellambito di un progetto di ricerca
finanziato dalla societ Prefabbricati
Morri s.r.l. di Rimini. n
BIBLIOGRAFIA
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ITEC editrice.
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Comportamento dei nodi di un sistema di prefabbricazione. 16 Congresso C.T.E.,
Parma, 9-11 Novembre 2006, vol. 2, 705-714.
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moment-resisting precast beam-column concrete connections subjected to cyclic
loading. ACI Structural Journal 92 (2) 229-249.
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forcing bars grouted in ducts. ACI Structural Journal 99 (5) 568-576.
Insieme...
per costruire il Vostro futuro
Prefabbricati Morri s.r.l.
Via Marecchiese, 287
Rimini - 47900 - RN ITALIA
Tel. +39 0541727883 - Fax 0541727602
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1 - Industrie manufatti cementizi
30
1. INTRODUZIONE
Lestrusione uno dei processi pi
innovativi messi a punto per produr-
re materiali cementizi fibrorinforzati a
basso spessore e ad elevate prestazioni,
senza ricorrere allutilizzo dellamianto,
prodotto vietato per motivi ambientali
negli anni 90 in diversi Paesi europei ed
extraeuropei.
Alcune delle tecniche tradizionali di
produzione in continuo di composi-
ti cementizi fibrorinforzati, come per
esempio Hatschek, Magnani, Mazza e
Reticem, permettono di produrre ele-
menti semplici (lastre, pannelli piani ed
ondulati, e tubi), mediante utilizzo di for-
mulazioni rinforzate con fibre sostitutive
dellamianto, ma non sono applicabili per
la realizzazione di manufatti a geometria
pi complessa.
La necessit quindi di poter sviluppare
una tecnologia ad elevata produttivit
per realizzare forme strutturali pi com-
plesse (profilati, elementi forati, tubi) a
bassi spessori ed elevate prestazioni ha
costituito uno dei motivi principali di
studio di tale tecnologia.
Tale tipologia di prodotti risponde
peraltro alle esigenze di basso impatto
ambientale (consumi energetici ridotti) e
di elevato grado di riciclabilit, fattori di
scelta che divengono sempre pi decisivi
nellutilizzo di materiali strutturali di largo
consumo.
Lestrusione di paste cementizie era nota,
negli Stati Uniti, gi a partire dalla fine
degli anni 60 e prevedeva limpiego delle
seguenti materie prime: cemento, asbesto,
silice, argilla, cellulosa modificata e acqua.
Ognuno di questi materiali fornisce alla
pasta una particolare caratteristica che
rende il processo di estrusione possibile
e realizzabile con una certa facilit. Dal
cemento infatti possibile ottenere un
prodotto finito con la necessaria rigidit
evitando ulteriori trattamenti, ad esem-
pio di natura termica, semplicemente
sfruttando la chimica delle sue reazioni
di idratazione.
Successivamente, lestrusione senza
amianto viene per la prima volta propo-
sta negli Stati Uniti alla met degli anni
70 [1], utilizzando additivi plasticizzanti -
condizione necessaria per ottenere paste
estrudibili - in grado di agire da legante
delle polveri anche in presenza di sforzi
di Roberta Alfani e Gian Luca Guerrini
Produzione di manufatti
prefabbricati di elevate
qualit e prestazioni
mediante il processo
di estrusione
S t u d i e r i c e r c h e
Stu_Ric_Alfani_Guerrini.indd 30 13-03-2008 13:10:29
Industrie manufatti cementizi - 1
31 S t u d i e r i c e r c h e
di taglio elevati. Uno dei primi agenti
plasticizzanti stato largilla; in seguito
sono stati proposti polimeri naturali e
sintetici di varia natura chimica. Attual-
mente, vi sono molti prodotti a base di
derivati della cellulosa, amidi, polisaccaridi
e gomme naturali che possono essere
utilizzati con cementi Por tland per la
tecnologia dellestrusione.
La ricerca ha ben presto evidenziato nella
formulazione delle malte uno dei fattori-
chiave del successo dellestrusione. Infat-
ti, sono stati individuati particolari additivi
polimerici che lubrificano le particelle di
cemento e di aggregato e conferiscono
elevata plasticit e coesivit agli impasti
cementizi, tali da poter essere processati
come i materiali ceramici o argillosi.
Oltre allaspetto innovativo legato ai
materiali, in questi anni sono stati com-
piuti significativi progressi dal punto di
vista tecnologico. Le esperienze pi
impor tanti sono quelle effettuate in
Giappone e negli USA. In Giappone, ove
molto sviluppato il settore della pre-
fabbricazione ad elevata produttivit, la
tecnologia dellestrusione stata anche
automatizzata con successo, al fine di
minimizzare la manodopera che spesso
influenza fortemente sia la qualit che i
costi finali dei prodotti.
Negli Stati Uniti, il gruppo del prof. S.P.
Shah dellACBM ha ottenuto risultati
significativi nel campo dei cementi fibro-
rinforzati estrusi, che possono essere
ulteriormente migliorati. Le formula-
zioni sviluppate a base di ceneri volanti
e di fibre polimeriche presentano una
notevole duttilit, una buona resistenza
a flessione, ma hanno ancora dei costi
abbastanza elevati [2].
Gli esempi di produzione industriale
pi significativi a livello internazionale
(Tailandia, Australia, Giappone) riguarda-
no attualmente lestrusione di pannelli
modulari per la costruzione di pareti
prefabbricate [3], [4].
In Italia non esistono attualmente pro-
duzioni industriali nel settore dellestru-
sione di prodotti cementizi, ma il grup-
po Italcementi ha effettuato numerose
esperienze su scala pilota industriale che
preludono ad un futuro sviluppo indu-
striale della tecnologia e del prodotto. In
particolare, esperienze significative sono
state effettuate nel campo della produ-
zione di tubi per fognature (Figura 1) e di
pannelli per ledilizia civile ed industriale
(Figura 2).
Ad esempio, nel caso dei tubi a spes-
sore sottile per fognature, lesperienza
congiunta del CTG nel campo dellinno-
vazione dei materiali cementizi e della
Societ del Gres nel segmento di merca-
to interessato, ha permesso di ottenere
prodotti aventi le prestazioni rispondenti
alla norma UNI-EN 588-1.
La formulazione di riferimento messa a
punto presso i Laboratori CTG com-
prende i seguenti ingredienti:
4 cemento Portland, di classe di resi-
Figura 1 Schema di processo di estrusione
di tubi.
Figura 2 Prototipo di pannello estruso e
levigato, per divisori.
Stu_Ric_Alfani_Guerrini.indd 31 13-03-2008 13:10:30
1 - Industrie manufatti cementizi
32
stenza 42.5 o 52.5, secondo la norma
EN 197-1;
4 aggregato fine di tipo calcareo o siliceo;
4 additivo polimerico con funzione di
modificatore di reologia;
4 fibre di rinforzo (cellulosiche, poli-
meriche oppure di vetro AR) con
funzione antifessurante e rinforzante;
4 eventualmente, aggiunte minerarie o
pozzolaniche;
4 acqua.
La formulazione viene poi ottimizzata in
funzione di molti parametri, sia di tipo
fisico-reologico, meccanico, tecnologico
che economico, in relazione allapplica-
zione desiderata.
Questa tecnologia permette cos di pro-
durre manufatti a base di malte cemen-
tizie delle quali non si sfruttano soltanto
le classiche propriet alla compressione,
ma anche quelle a flessione e di resisten-
za allurto.
Lesperienza maturata in questi anni
a livello di formulazioni e di processo,
anche in collaborazione con par tner
industriali esterni, ha permesso al CTG
di mettere a punto le specifiche per la
definizione di un impianto per la produ-
zione di manufatti aventi geometrie di
complessit significative.
2. CARATTERIZZAZIONE
REOLOGICA DEI MATERIALI
Condizione necessaria per ottenere
malte estrudibili lutilizzo di uno o pi
agenti plasticizzanti in grado di agire da
legante delle polveri anche in presenza
di sforzi elevati, come quelli che si rag-
giungono nel processo di estrusione.
Il primo agente plasticizzante che
stato utilizzato nel processo di estrusio-
ne largilla; in seguito si sono cercati
materiali alternativi che migliorassero
propriet quali compattezza, lavorabilit,
stabilit di forma e finitura superficiale
dei prodotti estrusi.
Dal punto di vista della loro caratte-
rizzazione, stato anche necessario
mettere a punto delle metodologie di
prova che non sono tradizionalmente
utilizzate per i materiali cementizi, e
questo al fine di determinare dal punto
di vista reologico (scorrimento, coesio-
ne, plasticit) le migliori formulazioni
destinate ad essere poi estruse negli
impianti industriali.
Le propriet fondamentali per poter
estrudere manufatti a base di cemento
sono infatti strettamente connesse con
le propriet reologiche ed in particolare
sono relative a:
4 buona dispersione dei componenti;
4 buona plasticit e coesivit delle miscele;
4 soddisfacente resistenza al verde
dei manufatti estrusi, al fine del buon
mantenimento della forma e della
successiva manipolazione.
Qualora le formulazioni di partenza non
soddisfino i requisiti reologici richiesti
per tale processo, si osservano evidenti
difetti nei manufatti estrusi riconducibili
alla mancanza delle caratteristiche sopra
descritte (Figura 3).
S t u d i e r i c e r c h e
Figura 3 Alcuni difetti di manufatti cemen-
tizi estrusi.
Stu_Ric_Alfani_Guerrini.indd 32 13-03-2008 13:10:30
Industrie manufatti cementizi - 1
33 S t u d i e r i c e r c h e
I metodi reologici attualmente utilizzabili
per la caratterizzazione reologica di com-
posizioni cementizie sono stati sviluppati
partendo da metodi gi standardizzati
per altri materiali (materie plastiche, argil-
la, ceramici), in particolare si possono
distinguere due gruppi, Tabella 1, [5]:
a) metodi diretti (plasticimetro, scatola
di Casagrande, mescolatori strumen-
tati, plasticorder), mediante i quali
possibile ottenere utili informazio-
ni preliminari sul compor tamento
chimico-fisico e tecnologico delle
miscele;
b) metodi analitici (reometri capillare e
rotazionale), mediante i quali pos-
sibile studiare la reologia dei siste-
mi ed analizzare il comportamento
dei materiali mediante lesame delle
curve di flusso [6].
3. DESCRIZIONE DEL
PROCESSO DI ESTRUSIONE
Per estrusione si intende generalmente
un processo di formatura mediante il
quale un materiale (in questo caso un
impasto a base cementizia) viene sotto-
posto ad una pressione di compattazio-
ne e viene forzato a passare attraverso
unapertura di geometria definita, chia-
mata filiera. Loperazione pu essere
effettuata mediante un sistema del tipo a
vite elicoidale/cilindro, (Figura 4), oppure
a pistone, (Figura 5). Un esempio tipico di
estrusore a pistone utilizzato per mate-
riali cementizi il reometro capillare.
In realt, il processo completo di estru-
sione, che trasforma le materie prime
nel prodotto finito, costituito da una
serie di operazioni delle quali il passaggio
nellestrusore rappresenta lo stadio che
fornisce al prodotto la forma richiesta.
Lintero processo pu essere suddiviso in
diverse fasi di lavorazione (Figura 6):
4 miscelazione a secco delle polveri
(dry mixing);
4 miscelazione con acqua e additivi
organici (wet mixing);
Figura 4 Estrusione bi-vite da laboratorio.
Figura 5 Reometro capillare.
Figura 6 Schema del processo di estrusione di tubi.
Stu_Ric_Alfani_Guerrini.indd 33 13-03-2008 13:10:30
1 - Industrie manufatti cementizi
34
4 omogeneizzazione, fino a formazione
di pasta coesiva;
4 estrusione;
4 taglio e movimentazione;
4 maturazione.
3.1 Miscelazione a secco
Lomogeneizzazione delle materie prime
in fase solida (cemento, sabbia e fibre)
necessaria al fine di assicurare un grado
di dispersione elevato che garantisca
lottenimento di una miscela il pi pos-
sibile omogenea, con una distribuzione
granulometrica tale da minimizzare i
vuoti interparticellari.
Tale operazione, assieme al successivo
miscelazione con acqua, viene nor-
malmente eseguita con un mescolatore
intensivo.
3.2 Miscelazione con acqua
Laggiunta dellacqua e delladditivo
modificatore di reologia ha lobiettivo di
rendere plastica e quindi estrudibile la
miscela delle polveri.
Durante questa fase, continua la misce-
lazione dei solidi e inoltre deve essere
garantita la distribuzione uniforme del
liquido; il tempo necessario per raggiun-
gere la situazione di omogeneizzazione
ottimale dipende dalle caratteristiche
intrinseche di ogni singolo materiale uti-
lizzato per realizzare limpasto.
Talvolta, quando il rapporto acqua/solidi
molto basso, alla fine di questo stadio
del processo, si ottiene un impasto a
consistenza tipo terra umida.
3.3 Omogeneizzazione
La compattazione serve per distruggere
gli eventuali agglomerati ancora presenti
dopo le precedenti fasi di miscelazione,
ma soprattutto per assicurare la creazio-
ne di un film liquido uniforme attorno ad
ogni singola particella.
La viscosit della fase liquida deve essere
S t u d i e r i c e r c h e
Metodo di prova Valori misurati
o calcolati
Propriet e caratteristiche correlate
Plastometro
Scatola di Casagrande
Mescolatore High
shear strumentato
Plasticorder
(Brabender)
Reometro rotazionale
Reometro capillare
Soglia di plasticit
Soglia di plasticit a taglio
Momento torcente
Temperatura
Momento torcente
Temperatura
Soglia di plasticit
Pressione di estrusione
Viscosit
Viscosit
Modulo elastico
Modulo di perdita
Modulo di rilassamento
Viscosit
Pressione di estrusione
Curva di usso
Plasticit
Resistenza al verde
Plasticit
Resistenza al verde
Finestra di processabilit
Metodo del mescolamento
Finestra di processabilit
Metodo del mescolamento Estrudibilit
Propriet viscoelastiche
Propriet viscoelastiche
Propriet viscoelastiche
Sviluppo miscele
Estrudibilit
Produzione di campioni per prove
siche e meccaniche
Tabella 1 Metodi di prova reologici [5].
Stu_Ric_Alfani_Guerrini.indd 34 13-03-2008 13:10:31
Industrie manufatti cementizi - 1
35 S t u d i e r i c e r c h e
sufficientemente elevata per evitare che,
a seguito degli elevati sforzi, si osservi
la segregazione dellacqua (separazio-
ne della fase liquida da quella solida) e
una disuniformit nel bagnamento delle
polveri.
Nel caso del rapporto acqua/solidi molto
basso, lomogeneizzazione permette di
ottenere la cosiddetta transizione polve-
re-pasta, prima di alimentare lestrusore.
Per tale fase si utilizzano mescolatori ad
elevato sforzo di taglio.
3.4 Estrusione
Come gi detto, il processo di estrusione
consiste nel forzare la pasta ad uscire
da un foro opportunamente sagomato
(filiera) attraverso lapplicazione di una
pressione sufficiente a garantire lo scor-
rimento della pasta.
Lestrusore composto da una prima
vite di alimentazione, una zona di sotto-
vuoto (per eliminare aria dallinterno
dellimpasto) e da una vite di estrusione,
che termina con una filiera che conferi-
sce allimpasto la forma definitiva.
Valori di pressione eccessivamente ele-
vati comportano il blocco dellestrusore
(sulla filiera) e quindi del processo di pro-
duzione, e possono derivare da caratteri-
stiche dellimpasto non ottimali dal punto
di vista reologico, oppure da fenomeni
di riscaldamento locali che provocano
lindurimento dellimpasto stesso.
Il prodotto estruso deve avere una suf-
ficiente resistenza al verde, cio deve
essere in grado di mantenere la forma
nelle fasi successive di taglio, movimenta-
zione e maturazione.
Le caratteristiche del prodotto finale dipen-
dono principalmente dalla composizione
della pasta, dalla geometria della filiera
(manufatti di forma semplice o complessa)
e dalle condizioni operative (pressione).
3.5 Taglio e movimentazione
Per ottenere il prodotto finito delle
dimensioni desiderate necessario
tagliare il manufatto in uscita dallestru-
sore mediante opportuni sistemi, evi-
tando di perturbare il manufatto stesso.
Allo stesso tempo, il prodotto viene
trasferito alla fase di maturazione, ove
procede nel suo processo di irrigidimen-
to ed indurimento.
3.6 Maturazione
Come tutti i manufatti a base di cemen-
to, tale fase molto importante per lot-
tenimento delle prestazioni fisico-mecca-
niche desiderate. Le condizioni ottimali
di temperatura ed umidit rispondono
ad un ciclo di trattamento che varia a
seconda della composizione dellimpa-
sto e della complessit geometrica del
prodotto.
4. TUBI ESTRUSI
I tubi in fibrocemento estrusi a spes-
sore sottile che sono stati sviluppati,
rappresentano una soluzione alternati-
va per quanto riguarda lapplicazione
per fognature non in pressione ai tubi
in PVC, in ghisa, in calcestruzzo e in
gres, soprattutto nel campo dei diametri
Figura 7 Prova a schiacciamento secondo UNI EN 588-1.
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nominali interni relativamente pi bassi
(150 - 400 mm).
In seguito alla messa a punto del pro-
cesso industriale, sono stati prodotti
tubi di lunghezza fino a 5 metri, aventi
spessori molto sottili, notevolmente
inferiori a quelli in calcestruzzo di pari
diametro, (Figura 7). A titolo di esem-
pio, facendo riferimento alla norma
UNI EN 588-1, per il diametro nomina-
le DN200 lo spessore di circa 14 mm,
per la classe di resistenza 120 (corri-
spondente ad una resistenza di 2400
kg/metro lineare). Il peso per metro
lineare di 20 kg circa, cui corrisponde
un costo che si pone allo stesso livello
del tubo in PVC di pari diametro nomi-
nale (UNI EN 1401).
Le propriet fisico-meccaniche del mate-
riale utilizzato per lestrusione di tubi
sono riportate in Tabella 2. Nella Figura
7 mostrata la prova di schiacciamen-
to secondo la norma UNI EN 588-1
(DN200).
I tubi prodotti rispondono alla norma
UNI EN 588-1 anche in termini di durabi-
lit chimica e di resistenza in acqua calda.
La tecnologia dimostra di essere a basso
impatto ambientale, con costi energetici
di produzione veramente limitati.
5. ALTRI MANUFATTI
PER LEDILIZIA
A differenza dei tubi, in cui vengono
richiesti dei materiali che, oltre ad esse-
re estrudibili, devono possedere carat-
teristiche meccaniche elevate (e per
questo motivo, il costo della formulazio-
ne relativamente elevato), in questo
caso lobiettivo da raggiungere consiste
nellottenimento di prodotti di qualit ad
un costo per metro lineare che sia il pi
basso possibile.
Per questo motivo stato necessario
svolgere una ricerca mirata alla mini-
mizzazione dei costi delle formulazioni,
soprattutto in relazione al contenuto
delladditivo modificatore di reologia che
influenza in modo significativo il costo
industriale finale del prodotto. Inoltre,
molta attenzione stata dedicata allo
studio della resistenza al verde dei pro-
dotti, al fine di ottimizzare le geometrie
dei prodotti, minimizzando il loro peso, a
geometria data. In alcuni casi, sono stati
cos ottenuti dei prodotti aventi percen-
tuali di vuoto superiori al 70%, senza
cedimenti significativi.
Nelle Figure 8a-d sono mostrati alcuni
esempi di prodotti estrusi, da destinare
alledilizia civile (pannelli, blocchi). Per tali
1 - Industrie manufatti cementizi
36 S t u d i e r i c e r c h e
Densit 2100 kg/m
3
27-30 MPa
96-105 MPa
45 GPa
0.23
18%
>2400 kg/metro
0 litri/m
2
0.04 litri/m
2
Resistenza alla flessione (ASTM D790)
Resistenza alla compressione (UNI EN 196-1)
Modulo elastico flessionale dinamico (UNI 9771)
Modulo di Poisson
Porosit totale (MIP)
Resistenza allo schiacciamento tubo DN200 (UNI EN 588-1)
Tenuta idraulica tubo DN200 (UNI EN 295-3)
- a 0.5 bar
- a 0.75 bar
Tabella 2 Propriet sico-meccaniche dei tubi estrusi.
Stu_Ric_Alfani_Guerrini.indd 36 13-03-2008 13:10:31
Industrie manufatti cementizi - 1
37 S t u d i e r i c e r c h e
prodotti, si possono raggiungere valori
di resistenza alla flessione su tre punti di
20 MPa, con valori di massa volumica di
circa 2300 kg/m
3
.
La tecnologia pu essere cos sfruttata
per produzioni di elevata qualit, stan-
dardizzata, e di notevole quantit (per
una linea di produzione, si pu arrivare a
10-12 ton/ora di prodotto, che equivale
a circa 6 metri al minuto per un prodot-
to che pesa circa 30 kg/metro lineare,
allo stato fresco).
Di seguito si riporta un elenco di pro-
dotti cementizi estrusi gi sul mercato:
4 pannelli per partizioni verticali di edi-
fici civili ed industriali;
4 pannelli per rivestimento facciate;
4 pannelli per recinzioni esterne;
4 davanzali di finestre;
4 gocciolatoi per muri;
4 profilati e cornici;
4 tubi distanziatori per casseforme;
4 distanziatori per armature;
4 lastre piane ed ondulate.
Altri esempi di manufatti cementizi che
potrebbero essere prodotti per estru-
sione e trovare cos applicazione nel
campo delledilizia civile ed industriale:
4 tubazioni;
4 pannelli fonoassorbenti;
4 el ementi per sol ai o (pannel l i e
blocchi);
4 elementi per controsoffittature;
4 tabelloni;
4 pilastri per recinzioni;
4 profili per cornici;
4 casseforme permanenti, per pilastri e
per solai
4 architravi;
4 pi astrel l e per coper tur a e per
pavimentazione;
4 canalizzazioni elettriche.
a
b
c
d
Figura 8 Esempi di prodotti estrusi.
Stu_Ric_Alfani_Guerrini.indd 37 13-03-2008 13:10:31
1 - Industrie manufatti cementizi
38
Una delle applicazioni pi interessanti dei
pannelli estrusi di cui in Figura 2 il loro
utilizzo per la realizzazione di facciate
ventilate.
Allultima Fiera dellEdilizia SAIE tenutasi
recentemente a Bologna sono stati pre-
sentati alcuni prototipi di pannelli estrusi
di diversi colori e con diverse finiture
superficiali (liscia, levigata e bucciardata)
di cui nelle Figure 9 e 10.
6. RINGRAZIAMENTI
Gli autori desiderano ringraziare i signori
Gianluca Lezzi, Marco Plebani e Nunzio
Saccomandi del Laboratorio CTG di
Bergamo per la loro fattiva collabo-
razione nellesecuzione delle prove di
laboratorio, nonch per la loro proficua
assistenza in fase di industrializzazione
del processo. n
S t u d i e r i c e r c h e
BIBLIOGRAFIA
[1] HUMPREY, Brevetto US 3,857,715.
[2] ALDEA, C., MARIKUNTE, S., SHAH,
S.P. (1998) - Extruded Fiber Reinfor-
ced Cement Pressure Pipe. Advan-
ced Cement Based Materials 8 (2),
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[3] Ultrapanel website, www.ultrapanel.
com.au, 2006
[4] Finewall website www.finewall.net,
2006
[5] ALFANI, R., GUERRINI, G.L. (2005)
- Rheological Test Methods for the
Characterization of Extrudable
Cement-Based Materials. A Review,
Materials an Structures 38 (276),
239-247
[6] ALFANI, R., GRIZZUTI N. GUERRI-
NI, G.L., LEZZI G. (2007) The use
of the capillary rheometer for the
rheological evaluation of extrudable
cement based materials.- Rheologica
Acta 46, 703-709.
Figure 9-10 Immagini dei pannelli estrusi esposti al SAIE di Bo-
logna dal 24-28 ottobre 2007.
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1 - Industrie manufatti cementizi
40
1. INTRODUZIONE
La valutazione delle condizioni di sicu-
rezza in esercizio di un ponte a conci
in cemento armato precompresso
una tappa fondamentale del processo
progettuale che porta alla concezione
strutturale dellopera. Tale valutazione
non per di immediata determinazio-
ne, poich strettamente correlata ad
una molteplicit di fattori progettuali e
costruttivi. La concezione della struttura
non pu prescindere da una successiva
corretta esecuzione delle scelte proget-
tuali, fattore che concorre alla definizione
finale della sicurezza di servizio. Essa va
intesa sia in termini di stati tensionali e
deformativi in esercizio che di durabilit
dellopera nel tempo.
Il fattore tempo determina due aspetti
fondamentali nella definizione e nella
valutazione della sicurezza nello stato
finale dellopera. Il primo aspetto quel-
lo relativo alla previsione degli effetti di
ritiro e viscosit.
Il secondo aspetto legato al trascorrere
del tempo invece quello che attiene
alla durabilit dellopera nella vita in ser-
vizio, a costruzione conclusa.
Il compor tamento delle strutture in
cemento armato precompresso infatti
for temente influenzato dai fenomeni
lenti dovuti a ritiro e viscosit, in virt
delle caratteristiche intrinseche delle
strutture realizzate: qualit dei calce-
struzzi, esecuzione dei getti e modalit di
messa in opera. Inoltre le caratteristiche
geometriche e statiche che lintera opera
va assumendo durante tutte le fasi di
costruzione fino alla sua configurazione
geometrica e statica finale, risultano di
fondamentale importanza per la deter-
minazione delle condizioni finali di eser-
cizio (ponti a schema variato).
La durabilit, invece, pu e deve essere
presa in considerazione fin dalla fase di
progettazione iniziale, come parametro
fondamentale, operando sulla struttura
con opportuni accorgimenti mirati. Que-
sti possono essere determinati sulla base
di precedenti esperienze in esercizio di
di Marcello Arici e Michele Fabio Granata
Valutazione della
sicurezza in esercizio
di un ponte ad
arco-portale
costruito per conci
S t u d i e r i c e r c h e
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Industrie manufatti cementizi - 1
41 S t u d i e r i c e r c h e
ponti gi costruiti, e devono permettere
la riduzione degli interventi di manuten-
zione, mitigando o affrontando gli effetti
degli agenti aggressivi sui vari elementi
strutturali.
Ambedue questi aspetti del tempo coin-
volgono dunque sia le fasi di progettazio-
ne che quelle di esecuzione in cantiere
dellopera.
I ponti a conci in c.a.p. che vengono
costruiti con la tecnica cantilever (Figura
1) si realizzano generalmente a partire
dalla testa delle pile per sbalzi successivi
simmetrici oppure partendo dalle spalle
per sbalzi compensati tramite opportuni
contrappesi e/o tiranti che rendono gli
appoggi di estremit a doppio effetto. Lo
schema finale di esercizio pi comune
quello di trave continua su pi appog-
gi, per cui da uno schema isostatico di
costruzione (a mensola) pervengono
ad uno schema iperstatico di esercizio.
Il cambiamento dello schema statico
avviene tramite la chiusura della cam-
pata in mezzeria con il getto del concio
di sutura. Nelle fasi costruttive a sbal-
zo, i momenti negativi che si generano
per effetto del peso proprio dei conci
montati, vengono compensati da cavi
superiori di precompressione. Esistono
diverse tipologie di costruzione: i conci
possono essere costruiti in opera su
casseforme mobili a sbalzo, prefabbricati
e assemblati con giunti bagnati cio con
getti di sigillatura in situ o infine, a conci
prefabbricati coniugati e chiavi di taglio.
Nel caso dei conci gettati in opera le
armature ordinarie sono passanti, per cui
possono avere la funzione di armatura
di ripresa per il concio successivo. Nei
conci prefabbricati coniugati invece, non
si hanno armature ordinarie passanti ma
soltanto unarmatura attiva costituita dai
cavi di acciaio armonico. In questo caso
il getto del concio successivo, eseguito
nel cantiere di prefabbricazione, viene
effettuato contro la parete del concio
precedente che funge da cassaforma in
maniera tale da assicurare nella succes-
siva fase di montaggio la perfetta coinci-
denza delle superfici contigue dei giunti
(conci coniugati).
In questa modalit di costruzione lar-
matura di precompressione superiore
passante, provvisoria e definitiva, che
permette ladesione ed il sostentamento
dei conci montati, mediante lintroduzio-
ne dello sforzo normale eccentrico nelle
sezioni della mensola.
Durante il montaggio a sbalzo viene
interposto tra i conci uno strato di resina,
la quale funge soltanto da sigillante. Una
tipologia intermedia tra le due prece-
dentemente descritte quella dei conci
prefabbricati a giunti bagnati; in essi le
armature lente fuoriescono dai conci
prefabbricati consentendo di realizzare
la loro continuit nel giunto che viene
gettato in opera (Figura 2).
La differenza tra queste tipologie risulta
fondamentale, oltre che per le modalit
di costruzione e per lattrezzatura neces-
saria, anche per gli effetti della viscosit e
per la loro previsione in fase di progetta-
zione. Diverso infatti il comportamen-
to dei conci prefabbricati e maturati in
stoccaggio prima della messa in opera,
da quello dei conci gettati in situ e quindi
della progressiva maturazione del calce-
struzzo in opera concio per concio.
In ogni caso, qualunque sia la modalit di
realizzazione dei conci, se la costruzione
Figura 1 a) Costruzione cantilever dei ponti
a conci. b) Chiusura in mezzeria: cavi A di con-
tinuit e cavi B di costruzione.
b
a
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1 - Industrie manufatti cementizi
42
del ponte a sbalzo, una volta comple-
tate due stampelle contigue, con il getto
e la maturazione del concio di sutura in
mezzeria, la struttura assume la configu-
razione di trave continua su pi appoggi.
Si genera cos un momento positivo in
campata per effetto dei carichi perma-
nenti e variabili successivamente applica-
ti, il quale va ripreso attraverso una pre-
compressione inferiore di continuit. Si
introducono dunque in campata dei cavi
inferiori di precompressione che per-
mettono di compensare le trazioni che
si genererebbero allestradosso inferiore
della trave continua per effetto soprat-
tutto dei carichi mobili in esercizio.
A questo effetto si aggiunge anche quel-
lo dovuto alla presenza dei fenomeni
lenti ed in par ticolare della viscosit
del calcestruzzo [1], la quale agisce su
una struttura che nel corso delle fasi
costruttive cambia il suo schema da
isostatico a mensola a trave continua. Il
getto di sutura in mezzeria corrisponde
allintroduzione di un vincolo posticipato
di continuit, rispetto allapplicazione dei
carichi da peso proprio e precompres-
sione superiore, inducendo il fenomeno
di ridistribuzione delle sollecitazioni. Di
conseguenza, nasce al centro della cam-
pata unulteriore aliquota di momento
positivo che dipende proprio dai carichi
da peso proprio e precompressione
di montaggio e che risulta variabile nel
tempo. Si tratta del fenomeno noto
come recupero del regime statico finale
modificato, ovvero del recupero di una
parte delle sollecitazioni che sarebbe-
ro nate nella struttura per effetto dei
carichi permanenti applicati durante il
montaggio, come se questa fosse stata
fin dallinizio costruita con il suo sche-
ma finale di trave continua. Ci causa
dellincremento di momenti positivi in
campata, i quali si sovrappongono a quel-
li che nascono per i carichi permanenti
aggiuntivi e i carichi mobili, dopo la chiu-
sura. I cavi inferiori di precompressione
devono dunque essere in grado di for-
nire tensioni di compressione al lembo
inferiore che contrastino questi effetti,
i quali inducono tutti tensioni inferiori
di trazione nelle sezioni al centro della
campata.
Il dimensionamento della precompres-
sione va fatto dunque tenendo conto di
due valutazioni differenti: i cavi superiori
dipendono dai momenti negativi sugli
appoggi (cio nei conci in testa alle pile)
che si generano nella fase di costruzione
a mensola e nello schema finale continuo,
per effetto dei carichi mobili; i cavi infe-
riori invece dipendono dalle sollecitazio-
ni nello schema di esercizio in cui sono
applicati i carichi aggiuntivi permanenti e
variabili, con unattenta valutazione del
recupero dovuto ai fenomeni viscosi.
tuttavia possibile utilizzare la tecnica di
costruzione dei conci a sbalzo, adottan-
S t u d i e r i c e r c h e
Figura 2 Conci per ponti in c.a.p.: a) conci
a giunti bagnati con armatura lenta passante;
b) conci coniugati con chiavi di taglio.
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Industrie manufatti cementizi - 1
43 S t u d i e r i c e r c h e
do in fase di esercizio uno schema statico
differente dal precedente e cio a telaio,
ovvero ad arco-portale con pile inclinate.
In questo caso nello schema iniziale iso-
statico a mensola le pile inclinate vengo-
no sostenute da apposite pile provvisorie
verticali che permettono la costruzione
a sbalzo a partire dalla testa della pila.
Una volta effettuata la chiusura in chia-
ve, le pile provvisorie vengono rimosse
mettendo in funzione il comportamento
ad arco. Con tale schema, mentre per la
fase di costruzione non cambia nulla di
sostanziale rispetto al caso precedente,
rimanendo tutte le sollecitazioni dello
stesso tipo, il comportamento in fase di
esercizio completamente differente
poich leffetto arco genera una note-
vole aliquota di sforzo normale nella
campata centrale. La dismissione delle
pile provvisorie ed il conseguente funzio-
namento ad arco [2] che viene attivato
dal peso proprio che in costruzione si
scaricava sui puntelli (pile provvisorie),
permette di ottenere forti sollecitazioni
permanenti di compressione a cui si
sovrappongono tutte quelle dovute ai
carichi successivi: permanenti aggiuntivi
e di esercizio (in par ticolare i carichi
mobili). Questa aliquota di sforzo nor-
male consente una forte riduzione dei
cavi inferiori di continuit e quindi esso
pu essere considerato come un bene-
fico effetto sulla struttura, la quale pu
affrontare le trazioni al bordo inferiore in
campata con una iniziale decompressio-
ne delle sezioni ed un eventuale apporto
di precompressione, piuttosto limitato,
che serve praticamente ad affrontare
soltanto i massimi effetti flettenti dei
carichi mobili. Inoltre i carichi aggiuntivi
distribuiti in campata permettono di
ottenere, sempre per il comportamento
ad arco-portale, uno sforzo normale di
compressione associato ai momenti flet-
tenti, con un generale beneficio per tutte
le sezioni della campata interessata. Que-
sto effetto si configura come una pre-
compressione naturale a cui le sezioni in
campata sono soggette per effetto degli
stessi carichi applicati sullo schema strut-
turale finale. Anche in questo caso vanno
considerati i fenomeni lenti sia nelle fasi
di costruzione che di esercizio, essendo
in questo caso doppio il cambiamento di
schema statico, per aggiunta del vincolo
posticipato in mezzeria e per la successi-
va rimozione dei puntelli. Ma leffetto dei
fenomeni differiti nel tempo si risente
in questo caso meno rispetto a quello
della trave continua perch tali fenomeni
si riferiscono a carichi da peso proprio
distribuiti sullintera campata, i quali a
loro volta inducono lo sforzo normale
per effetto arco. Ci porta ad un genera-
le incremento della sicurezza di servizio
per le sezioni correnti, sia in termini di
stati limite di esercizio, che di stati limite
ultimi (di rottura delle sezioni). Natural-
mente, la variazione dello schema statico
in esercizio da quello a trave continua
a quello ad arco-portale comporta un
aggravio dei costi di costruzione dovu-
to alla necessit di realizzare delle pile
provvisorie, ma un beneficio in termini
di quantit dei cavi di precompressione
da utilizzare (in special modo per quelli
inferiori di continuit) ed in termini di
sicurezza strutturale per i successivi cari-
chi di esercizio.
Nel seguito tutti questi aspetti vengono
messi in evidenza tramite un confronto
tra due strutture a conci con schemi
statici di trave continua e di arco-portale.
A partire dal caso studio di un ponte
a conci in c.a.p. con schema statico in
esercizio di arco-portale a due cernie-
re, verr analizzata unanaloga struttura,
eguale per luci e sezioni dimpalcato che
presenti invece uno schema di trave con-
tinua. Sar cos effettuata una valutazione
comparativa dei due comportamenti sia
nella fase di costruzione che in quella
di esercizio a struttura ultimata e degli
effetti che si generano sulle due strutture
per la ridistribuzione delle sollecitazioni
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1 - Industrie manufatti cementizi
44
dovuta alla viscosit. La valutazione di
questo fenomeno affetta da notevoli
incertezze dovute anche alle differenze
di previsione tra i modelli di viscosit
proposti dai vari autori e ci comporta
la necessit di dover considerare valori
molto diversi delle sollecitazioni che
nascono per il recupero viscoso. Per
operare un dimensionamento della pre-
compressione che permetta il pieno
rispetto delle condizioni di sicurezza in
costruzione ed in esercizio, necessario
considerare diverse ipotesi di recupero
per viscosit sia nelluno che nellaltro
caso di schema statico adottato (a trave
continua o ad arco), per venendo ad
una soluzione finale che soddisfi tutte
le condizioni di sollecitazione possibili.
Questa problematica legata ai modelli di
previsione del fenomeno viscoso stata
messa in evidenza anche da Chiorino
in [1]. Di seguito verr dapprima pre-
sentato il ponte oggetto dello studio e
successivamente le ipotesi adottate per
il confronto con lanalogo ponte a trave
continua, con riguardo soprattutto alle
tensioni normali per stati limite di eserci-
zio e stati limite ultimi.
2. IL PONTE OGGETTO
DI STUDIO E LE FASI
COSTRUTTIVE
Questo studio parte dal progetto per
la costruzione di due ponti gemelli a
conci prefabbricati coniugati sulla valle
del fiume Oreto, per il completamento
del raddoppio dellautostrada urbana di
circonvallazione della citt di Palermo.
Lo schema statico finale di questi ponti
quello di arco-portale a due cerniere
con pile inclinate. La campata centrale
ha una luce di 122 metri tra le cerniere
dellarco e di 98 metri tra gli assi dellat-
tacco pile-impalcato. Le due campate di
compensazione laterali sono molto pi
corte di quella centrale e sono lunghe
circa 16 metri (Figura 3).
Limpalcato ha un profilo con estradosso
inferiore variabile secondo una curva
parabolica ed estradosso superiore pres-
soch retto.
Una lieve inclinazione longitudinale a
doppia falda stata prevista solo per
lo scorrimento delle acque meteoriche.
La sezione trasversale dimpalcato un
cassone monocellulare con larghezza
complessiva di 9.75 metri (Figura 4) ed
altezza variabile.
Lo spessore della soletta superiore
fissa e pari a 26 cm, lo spessore della
soletta inferiore variabile con massimo
di 90 cm sulle pile e minimo di 24 cm
nella sezione di mezzeria della campata
centrale.
La costruzione procede secondo le
seguenti fasi.
4 FASE 0: vengono dapprima realiz-
zate le spalle e le pile provvisorie. Le
pile inclinate, prefabbricate, vengono
posizionate in appoggio tra la som-
mit della pila provvisoria ed il piede
della spalla. Limpalcato viene costrui-
to a partire dalla sezione di testa pila,
posizionando i primi conci e solidariz-
zandoli alla pila inclinata.
4 FASE 1: la costruzione dellimpalcato
prosegue per conci coniugati montati
con sbalzi simmetrici fino al comple-
tamento della campata di compen-
so (primi cinque conci). A questo
S t u d i e r i c e r c h e
Figura 3 Schema generale del ponte.
Figura 4 Sezione trasversale dellimpalcato.
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Industrie manufatti cementizi - 1
45 S t u d i e r i c e r c h e
punto il concio finale della campata di
compenso viene connesso alla spalla
(Figura 5a).
4 FASE 2: la spalla viene precompressa
ver ticalmente e viene completato
il montaggio dei restanti conci della
campata centrale per sbalzi asimme-
trici; il compenso dei momenti dovuti
al montaggio dei conci viene effettua-
to tramite la connessione del concio
di estremit della campata latera-
le corta con la spalla precompres-
sa (funzionamento a doppio effetto
dellappoggio sulla spalla, Figura 5b).
4 FASE 3: limpalcato viene successi-
vamente chiuso in mezzeria dopo il
completamento dei due semi-ponti
tramite il getto di sutura: il compor-
tamento dellimpalcato in questa
fase a trave continua, poich sono
ancora presenti le pile provvisorie e le
pile inclinate non sono ancora attive
(Figura 5c).
4 FASE 4: dopo la rimozione delle pile
provvisorie inizia il comportamento
ad arco-portale ed il funzionamento
delle pile inclinate. Si raggiunge cos
lo schema statico finale di esercizio.
Il ponte viene completato per la
successiva applicazione dei carichi
mobili.
In esercizio, la struttura si compor ta
come un arco-por tale a due cernie-
re ed i carichi che vengono applicati
sono quelli permanenti aggiuntivi dovuti
alla pavimentazione ed alle finiture ed i
carichi variabili, tra cui i carichi mobili, i
carichi termici ed il sisma. Il dimensiona-
mento dei cavi di continuit in campata
al lembo inferiore viene effettuato pro-
prio tramite la valutazione dei momenti
flettenti positivi in fase di esercizio. In
questo stadio progettuale risulta di fon-
damentale importanza mettere in conto
gli effetti della viscosit per la variazione
di schema statico.
Una prima variazione dello schema
dovuta al passaggio dal funzionamento
a mensola delle prime fasi costruttive a
quello del ponte chiuso a trave continua
sulle pile provvisorie.
Una seconda variazione si ha dopo inve-
ce, con la dismissione dei puntelli, rag-
giungendo lo schema ad arco. Per effet-
tuare il confronto con lo schema statico
a trave continua si considera il ponte di
Figura 6, il quale pensato costruito con
le stesse modalit del precedente ma
su pile verticali definitive. Nella Fase 2
(a mensola) viene mantenuto il funzio-
namento a doppio effetto dellappoggio
sulla spalla per bilanciare i momenti di
montaggio dei conci nella campata cen-
trale di maggior luce.
Naturalmente la distribuzione delle luci,
analoga a quella del ponte ad arco, una
scelta progettuale dovuta alla situazione
ambientale in cui si colloca il ponte da
costruire, anche se tale distribuzione non
sarebbe ottimale per un ponte a travata
costruito per sbalzi successivi, essendo
le campate di compenso molto corte
rispetto a quella centrale.
Figura 5 a) Fase 1: costruzione per sbalzi
simmetrici. b) Fase 2: costruzione della stampel-
la asimmetrica. c) Fase 3: chiusura in chiave.
Figura 6 Ponte a trave continua di confronto.
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3. VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI
DEI FENOMENI LENTI
Gli effetti della viscosit del calcestruzzo
possono variare in modo significativo
sia le sollecitazioni che le deformazio-
ni di una struttura soggetta a carichi
permanenti nel tempo [3]. La viscosi-
t responsabile di diversi fenomeni
allinterno delle strutture: lincremento
delle deformazioni indotte dai carichi
permanenti applicati, il rilassamento delle
tensioni dovute a deformazioni per-
manenti applicate e la ridistribuzione
delle tensioni nel caso in cui intervenga
una variazione dello schema statico per
aggiunta di vincoli.
questo ultimo il caso in cui vincoli
posticipati, cio che sono stati aggiunti in
fasi successive allapplicazione dei carichi
permanenti, limitano le deformazioni di
tipo elasto-viscoso che continuerebbero
a manifestarsi se essi non fossero stati
introdotti nella struttura. Ci comporta
come immediata conseguenza che le
sollecitazioni tendono teoricamente, nel
tempo, a quelle che la struttura avreb-
be avuto se tutti i vincoli fossero stati
pre-esistenti allapplicazione dei carichi,
cio a quelle sollecitazioni che possono
essere valutate direttamente sullo sche-
ma statico finale con i carichi applicati.
Tale principio noto come principio del
parziale riacquisto dello schema statico
modificato.
Inoltre, gli effetti della viscosit, assieme
a quelli prodotti dal ritiro, influenzano
molto la durabilit a lungo termine delle
strutture ed il rispetto dello stato limite di
esercizio. Lo stato limite pu essere inte-
so sia come stato limite di deformazione,
quando la viscosit del calcestruzzo ha
principalmente un effetto di incremento
delle deformazioni nel tempo, sia come
stato limite di fessurazione, quando
invece la variazione del quadro tensiona-
le ad essere maggiormente influenzata.
Un esempio di influenza sullo stato limite
di deformazione quello del ponte sul
rio Sinigo (Figura 7), il quale dopo circa
20 anni dalla sua costruzione presentava
al centro della campata una deformata
permanente a cuspide dovuta anche ad
un eccesso di deformazioni viscose nel
tempo [4].
La teoria della viscosit lineare, utilizzata
in questo studio per la valutazione degli
effetti dei fenomeni differiti nel tempo,
si basa su quattro teoremi fondamentali.
Il primo teorema afferma che lappli-
cazione di azioni statiche (costanti o
variabili nel tempo) produce linsorge-
re di deformazioni variabili e crescenti
nel tempo per effetto della viscosit. Il
secondo teorema afferma invece che
lapplicazione di deformazioni imposte
(costanti o variabili nel tempo) produce,
per effetto della viscosit, lo sviluppo di
tensioni variabili e decrescenti nel tempo.
Il terzo e il quarto teorema forniscono
1 - Industrie manufatti cementizi
46 S t u d i e r i c e r c h e
Figura 7 Il ponte sul rio Sinigo, costruito nel
1982. Deformata permanente nel 2004.
Stu_Ric_Arici_Granata.indd 46 13-03-2008 14:13:57
Industrie manufatti cementizi - 1
47 S t u d i e r i c e r c h e
invece la legge di variazione dello stato
di sollecitazione conseguente ad una
variazione singola o multipla di schema
statico. Quando vengono aggiunti vincoli
posticipati, le sollecitazioni nel tempo
possono essere determinate attraver-
so una combinazione lineare di quelle
valutate sugli schemi elastici intermedi. I
coefficienti di questa combinazione line-
are sono i valori della funzione di ridistri-
buzione nel tempo, la quale pu essere
ricavata attraverso le funzioni di viscosit
fornite dai codici. I valori della funzione
di ridistribuzione nel tempo x (t, t
0
, t
i
*
)
esprimono la percentuale di recupero
dello schema statico modificato, essendo
t
0
il tempo di applicazione dei carichi e
t
i
*
il tempo di applicazione delli-esimo
gruppo di vincoli posticipati. La funzione
di ridistribuzione assume sempre valori
tra x = 0 (condizione di recupero nullo
delle sollecitazioni finali) e x = 1 (condi-
zione di recupero totale).
La sollecitazione finale data dunque
dalla somma di quelle elastiche valutate
nello schema statico di partenza e delle
differenze fra le sollecitazioni elastiche
valutate fra ogni successivo schema ed il
precedente, immaginando di aggiungere i
vincoli prima dei carichi, combinate attra-
verso i valori di x.
Questi teoremi sono sempre validi
quando le strutture sono viscosamente
omogenee, ovvero presentano le stes-
se caratteristiche in ogni elemento nei
confronti della viscosit. Le strutture,
invece sono in genere da considerarsi
eterogenee e tale eterogeneit dovuta
alla presenza di materiali diversi, come
acciaio e calcestruzzo, o allassociazione
di parti di calcestruzzo che hanno dif-
ferenti propriet (differenza fra le et
di getto e di maturazione delle varie
parti). Quando le strutture non possono
essere considerate omogenee, la valu-
tazione degli effetti della ridistribuzione
delle tensioni dovute alla viscosit pi
complessa ed in genere non pu essere
effettuata come semplice combinazione
di soluzioni elastiche.
Nel caso dei ponti a conci costruiti a
sbalzo, le cause di non omogeneit nella
valutazione degli effetti viscosi sono [3]:
4 la presenza di armature (lente e di
precompressione) che induce diso-
mogeneit allinterno della sezione;
4 i diversi tempi di getto dei vari conci
e la possibile differenza dei tempi di
maturazione fra un concio e un altro,
che inducono disomogeneit nella
stampella costruita;
4 la possibilit che le due stampelle
del ponte possano essere realizzate
in tempi differenti e fra di loro suc-
cessivi [5].
Questo un caso molto comune nella
pratica poich corrisponde allutilizza-
zione della stessa attrezzatura di cantie-
re per la realizzazione sia delluna che
dellaltra stampella (asimmetria nei tempi
di realizzazione delle due mensole).
La non omogeneit delle sezioni dovuta
alla presenza di armature pu essere
in genere trascurata perch di effetto
abbastanza limitato [2]. Le altre cause
che inducono disomogeneit invece,
possono essere considerate solo con
metodi numerici di analisi elasto-viscosa
step by step o con metodi semplificati
approssimati [3, 6]. Le cause di non omo-
geneit sono maggiormente rilevanti nel
caso in cui i conci non siano prefabbricati
ma vengano gettati in opera, in quanto i
tempi di maturazione dei getti devono
essere necessariamente limitati e quindi
la minore stagionatura dei conci esalta gli
effetti di viscosit e anche le differenze di
et di maturazione dei conci, assumono
maggiore importanza. Viceversa, nel caso
di conci prefabbricati si possono ottene-
re dei tempi di maturazione maggiori e
di conseguenza la risposta viscosa pu
essere contenuta in fase di costruzione
e successivamente, in esercizio. Inoltre
si riescono anche a ridurre le differen-
ze di et di messa in carico perch si
Stu_Ric_Arici_Granata.indd 47 13-03-2008 14:13:57
1 - Industrie manufatti cementizi
48
accelerano le operazioni di montaggio
o si possono effettuare opportune pro-
grammazioni fra tempi di produzione dei
conci nel cantiere di prefabbricazione e
tempi di montaggio.
Se si ipotizza che tramite tali accorgimen-
ti di maturazione e messa in opera dei
conci prefabbricati, per il caso in studio,
le stampelle possano essere considerate
mediamente omogenee, si pu trascu-
rare sia leffetto del differenziale di et
di maturazione dei conci che della loro
messa in carico, cos come il differenziale
tra la realizzazione delle due stampelle
[1]. Nellipotesi di struttura omogenea e
costruzione simmetrica delle mensole, la
soluzione del problema si pu ottenere
direttamente dalla scrittura del terzo teo-
rema della teoria elasto-viscosa lineare
nella sua forma classica. Il vincolo postici-
pato inserito con la chiusura in mezzeria
impedisce lincremento di rotazione rela-
tiva fra le estremit delle due stampelle
dovuto allincremento di deformazioni per
viscosit. Il vincolo reagisce con una coppia
C(t) variabile nel tempo, la quale induce la
ridistribuzione delle sollecitazioni. La Figu-
ra 8a mostra landamento delle deforma-
zioni senza laggiunta del vincolo mentre
la Figura 8b mostra lo stesso andamento
con vincolo posticipato presente.
Lequazione di congruenza che risolve il
problema :

(1)
Il primo membro dellequazione lin-
cremento di rotazione relativa a partire
dal tempo t* in cui viene variato lo sche-
ma statico, uguale a:

(2)
in cui E
28
il modulo elastico di riferimen-
to, g
0
la rotazione elastica di estremit
della stampella per effetto dei carichi ivi
applicati al tempo t
0
, J(t, t
0
) la funzione di
viscosit. Il secondo membro dellequa-
zione (1) rappresenta invece la rotazione
elasto-viscosa che va sviluppandosi nella
sezione dove viene aggiunto il vincolo
per effetto della nascente coppia C(t),
dove g
1
rappresenta la rotazione elastica
di estremit della stampella per effetto
di una coppia unitaria. La coppia C(t)
pu essere scritta tramite la seguente
relazione:

(3)
dove C
el
II
il valore della coppia nello
schema elastico finale, ottenuto applican-
do il vincolo posticipato e considerando
i carichi agenti dopo lapplicazione del
vincolo. Inoltre x la funzione di ridi-
stribuzione valutata al generico tempo
t > t*. Introducendo la posizione (3)
nellequazione di congruenza (1) si ottie-
ne la seguente forma integrale:

(4)
la cui integrazione numerica conduce alla
determinazione della funzione di distri-
buzione x(t, t
0
, t*) [1, 3].
Per permettere con semplicit ai ricer-
catori ed ai progettisti lintegrazione
numerica per i modelli di viscosit mag-
giormente in uso, stata creata una
pagina web dalla quale pu essere facil-
mente scaricato un software di ausilio
che fornisce i valori delle funzioni di
viscosit e di ridistribuzione per i diversi
modelli proposti dai differenti codici. La
pagina web www.polito.it/creepanalysis
reperibile sul sito del Politecnico di
Torino.
S t u d i e r i c e r c h e
0 0 28 1
*
( ) ( *) ( , ) ( )
t
t
t t E J t dC =


0 0 28 0 0 0
( ) ( *) [ ( , ) ( *, )] t t E J t t J t t =
0
( ) ( , , *)
II
el
C t C t t t =
0 0 0
*
( , ) ( *, ) ( , ) ( , , *)
t
t
J t t J t t J t d t t =


Figura 8 Effetto del vincolo posticipato in
una struttura omogenea.
Stu_Ric_Arici_Granata.indd 48 13-03-2008 14:13:58
Industrie manufatti cementizi - 1
49 S t u d i e r i c e r c h e
Per effetto della ridistribuzione, la gene-
rica caratteristica di sollecitazione S(t)
assume la seguente espressione, per
tempi maggiori di t*:

(5)
con S
I
el
e S
II
el
, sollecitazioni ottenute sullo
schema elastico iniziale e finale.
Se successivamente allapplicazione dei
carichi, dopo una prima variazione di
schema statico per laggiunta di un vin-
colo posticipato ne segue una secon-
da dovuta alla rimozione di un vincolo
provvisorio (puntello) al tempo t
R
> t*,
la distribuzione delle sollecitazioni cam-
bia ulteriormente nel tempo [3, 7]. La
somma delle sollecitazioni associate allo
schema statico iniziale per effetto dei
carichi ivi applicati e delle sollecitazioni
variabili nel tempo prodotte dal vincolo
posticipato determinano il fenomeno
della ridistribuzione delle sollecitazioni.
Se ad un tempo t
R
successivo a t* viene
rimosso un vincolo che era stato applica-
to sulla struttura solo provvisoriamente,
perch venga mantenuto lequilibrio nel
tempo, la rimozione del vincolo equivale
ad applicare sulla struttura una reazione
pari a -R(t), in ogni tempo t > t
R
eguale e
opposta a quella che esso continuereb-
be ad esplicare se non venisse rimosso.
La variabilit nel tempo della reazione
dipende dalla ridistribuzione viscosa in
atto nella struttura e dovuta al vincolo
aggiunto in precedenza. La generica sol-
lecitazione S(t) assume allora la seguente
espressione [3]:


(6)
in cui il significato della simbologia il
seguente:
S
I
el
, S
II
el
e S
III
el
rappresentano rispettiva-
mente le sollecitazioni elastiche indotte
dai carichi nello schema strutturale iniziale
I, nello schema modificato con laggiunta
del vincolo posticipato II e nello schema
ulteriormente modificato con la rimozio-
ne del vincolo provvisorio III, mentre R
I
e
R
II
sono le reazioni del vincolo provvisorio
ai carichi che generano tali sollecitazioni
negli schemi I e II; x(t)=x(t, t
0
, t*) la fun-
zione di ridistribuzione e H(t-t
i

) la funzio-
ne a gradino di Heaviside. Questultima
necessaria solo nel caso di rimozione del
vincolo perch mentre x(t, t
0
, t*)=0 per t
< t*, non accade che R
I
= 0 per t < t
R
.
4. VALUTAZIONI SULLA
SICUREZZA DI SERVIZIO
4.1 Valutazioni allo stato limite di
esercizio
Le due strutture precedentemente
descritte sono state analizzate per la
valutazione della sicurezza allo stato limi-
te di esercizio, secondo le indicazioni
della normativa italiana vigente (DM
14/09/2005). Lo stato limite di eserci-
zio stato considerato con le seguenti
ipotesi:
4 comportamento lineare delle sezioni;
4 tensione limite di trazione nulla,
sezi one i nteramente reagente a
compressione;
4 massima tensione di compressione
nel calcestruzzo pari a quella limite
per lo SL considerato: R
ck
/g
c
.
Attraverso tali posizioni possibi -
le costruire il dominio elastico di ogni
sezione, per il quale le rette limite sono
determinate dalle condizioni di tensione
nulla al bordo superiore od inferiore
della sezione o ancora per tensione
pari alla massima di compressione. Di
conseguenza, si pu costruire un domi-
nio compreso tra le quattro rette limi-
te, il quale definisce uno stato limite
di prima fessurazione o di eccesso di
compressione nel calcestruzzo. Questo
limite imposto alle tensioni dovuto al
fatto che nei ponti a conci prefabbricati
coniugati non ammessa alcuna tensio-
( )
0
( ) ( , , *)
I II I
el el el
S t S S S t t t = +
( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( *) 1 ( ) ( ) ( )
el el el el el
I
I II I III II
R II
R
S t S S S t H t t S S t t H t t
R

= + + +


( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( *) 1 ( ) ( ) ( )
el el el el el
I
I II I III II
R II
R
S t S S S t H t t S S t t H t t
R

= + + +


Stu_Ric_Arici_Granata.indd 49 13-03-2008 14:13:58
1 - Industrie manufatti cementizi
50
ne di trazione, in quanto questa corri-
sponderebbe allapertura dei giunti tra
i conci, non essendo presente armatura
lenta passante. Le sezioni di maggiore
interesse per le valutazioni allo SLE, che
permettono il dimensionamento della
precompressione superiore ed inferiore
sono: la sezione di mezzeria della campa-
ta centrale in corrispondenza del concio
di sutura (momenti massimi positivi per
effetto dei carichi di servizio) e quella di
testa pila allattacco con il primo concio
dimpalcato (momenti massimi negativi).
Altre sezioni interessanti sono quelle
della campata di riva, che presentano una
distribuzione molto diversa delle solleci-
tazioni rispetto alla campata centrale. Per
ogni sezione si sono considerate diverse
ipotesi di ridistribuzione viscosa facendo
riferimento a diversi modelli di visco-
sit, al fine di considerare la situazione
peggiore per il dimensionamento delle
armature di precompressione superiore
ed inferiore.
Le ipotesi di base fatte in progetto sono
le seguenti:
4 i carichi agenti nelle fasi di costruzione
sono il peso proprio dei conci e la
precompressione superiore;
4 i carichi permanenti considerati in
fase di esercizio sono: la precompres-
sione inferiore, i carichi permanenti
aggiuntivi, le cadute di tensione della
precompressione superiore ed infe-
riore, gli effetti del ritiro, gli effetti di
ridistribuzione per viscosit;
4 i carichi variabili considerati in eser-
cizio sono: una variazione termica
uniforme ed un gradiente termico, i
carichi mobili.
I valori della funzione di ridistribuzione
x necessari alla valutazione degli effetti
viscosi, sono stati determinati per inte-
grazione numerica ipotizzando un tempo
di stoccaggio e quindi di carico t
0
= 60
giorni per la successiva messa in opera
nello schema a mensola ed un tempo di
chiusura (fine costruzione delle stampel-
le e maturazione del concio di mezzeria)
t* = 90 giorni, con immediata rimozione
delle pile provvisorie (cio t
R
= t*). Il
calcestruzzo utilizzato di classe f
ck
= 40
MPa mentre i parametri necessari alla
determinazione dei valori della funzione
di ridistribuzione per i modelli considera-
ti sono: 2A
c
/u = 400 mm e RH = 80%.
Si operato nellipotesi semplificata di
struttura viscosamente omogenea e
contemporanea realizzazione delle due
stampelle, trascurando la non omogenei-
t dovuta alla differenza di et dei getti
e di realizzazione dei due semiponti. I
modelli utilizzati per la determinazione
della funzione x sono: il CEB Model
Code 90 [8], il modello GL2000 [9] ed il
modello B3 [10]. I valori ricavati a tempo
infinito (100 anni, cio 3.610
4
giorni)
sono riportati in Tabella 1.
I valori ricavati dai diversi modelli indi-
cano che le previsioni di recupero dello
schema statico modificato possono esse-
re estremamente diversi, anche a partire
dagli stessi dati iniziali. Lestrema incer-
tezza nella determinazione delle solleci-
tazioni permanenti in esercizio influenza
for temente tutte le considerazioni in
fase di dimensionamento della precom-
pressione e di verifica delle sollecitazioni
dovute ai carichi di servizio. In Figura 9
vengono riportati i diagrammi relativi ai
percorsi di sollecitazione della sezione di
testa pila entro il dominio M-N per i due
casi di arco (indicato con l) e trave (indi-
cata con n) e per il valore fissato della
funzione di ridistribuzione x. Nella Figura
sono stati indicati con lapice i punti
S t u d i e r i c e r c h e
x (3.610
4
, 60, 90)
0.48
0.69
0.88
CEB Model Code 90
Modello GL2000
Modello B3
Tabella 1 Valori della funzione di ridistribu-
zione per diversi modelli di viscosit.
Stu_Ric_Arici_Granata.indd 50 13-03-2008 14:13:59
Industrie manufatti cementizi - 1
51 S t u d i e r i c e r c h e
dellarco e con il doppio apice quelli della
trave. I tratti del percorso delle solleci-
tazioni corrispondono alla sequenza di
applicazione dei carichi in costruzione:
4 tratti 0-A e 0-A : applicazione del
peso proprio e della precompressio-
ne superiore nello schema a mensola
completo;
4 tratto AB: rimozione delle pile provvi-
sorie (solo nel caso dellarco-portale);
4 tratti BC e A C : applicazione di
precompressione inferiore, carichi
permanenti aggiuntivi ed effetti delle
cadute della precompressione e di
ritiro del calcestruzzo; tali effetti ven-
gono considerati agenti istantane-
amente con il loro valore finale ad
esaurimento del fenomeno (cio a
tempo infinito);
4 tratti CD e CD: recupero per effet-
to della viscosit, valutato con la rela-
zione (6);
4 tratti DE e DE: applicazione dei
carichi mobili.
Leffetto dei carichi mobili nella struttura
ad arco-portale duplice, poich influen-
za sia il valore di momento flettente
che il valore di sforzo normale per ogni
sezione della campata. Per tenere conto
di ci dovrebbe costruirsi il dominio ela-
stico definito da tutte le coppie (M, N)
che nascono nella sezione considerata
per ogni posizione del carico mobile. Per
semplicit verr qui considerato invece
il dominio rettangolare circoscritto al
dominio elastico delle coppie (M, N) e
definito attraverso le rette parallele agli
assi M
max
, M
min
, N
max
e N
min
. Per la verifica
nei confronti del dominio di sicurezza
allo stato limite, viene considerato il
punto pi svantaggioso cio pi esterno.
Il diagramma di Figura 9, riportato per la
sezione di testa pila, necessario per il
dimensionamento delle armature supe-
riori di precompressione: si sceglie un
numero di cavi per sezione tale da avere
il punto pi esterno del percorso di sol-
lecitazione sul dominio, situazione che
corrisponde ad avere una delle tensioni
limite nella sezione (in questo caso, nulla
di trazione al bordo superiore).
Nel caso dellarco tale punto quello
che corrisponde alla fine della costruzio-
ne a mensola, per cui la precompressione
superiore viene dimensionata conside-
rando come situazione pi svantaggiosa
quella di costruzione (A). Nel caso della
trave invece, il punto pi esterno e quindi
la situazione pi svantaggiosa quella di
momento massimo negativo per carichi
mobili (E). Ripetendo questa valutazio-
ne per ognuno dei tre valori di ridistri-
buzione, si ottenuto che il diagramma
di Figura 9 corrisponde ad una situazio-
ne in cui la precompressione superiore
nellarco (necessaria in fase costruttiva)
affidata ad un numero di cavi ridotto
del 25% rispetto a quella necessaria nella
trave in fase di esercizio.
In Figura 10 vengono riportati gli analo-
ghi diagrammi per la sezione di mezzeria.
In questo caso, il parametro di dimensio-
namento il numero dei cavi delle arma-
ture inferiori a momento positivo. Risulta
naturalmente che le situazioni pi svan-
taggiose sono sempre quelle in esercizio
per i momenti massimi positivi dovuti
ai carichi mobili (E, E). Il diagramma di
Figura 9 Sezione di testa pila. Riduzione precompressione supe-
riore dellarco: 25%.
Stu_Ric_Arici_Granata.indd 51 13-03-2008 14:13:59
1 - Industrie manufatti cementizi
52
Figura 10 pu essere ottenuto con una
riduzione dei cavi di continuit in campa-
ta nellarco di circa il 50% rispetto a quelli
necessari nella trave continua (BC). La
for te riduzione del numero di cavi e
quindi dello sforzo normale da indurre
tramite la precompressione conse-
guente allappor to di sforzo normale
presente nel telaio con pile inclinate per
effetto arco (AB). Tale aliquota riduce
gli effetti dei massimi momenti positivi in
campata dovuti ai carichi mobili median-
te delle forti tensioni di compressione,
le quali a loro volta sono indotte sia dai
carichi permanenti che dagli stessi carichi
mobili distribuiti in campata.
Un discorso diverso andrebbe per fatto
per le sezioni della campata di riva, in cui
lo sforzo normale darco non presente.
Tali sezioni beneficiano comunque della
riduzione dei massimi momenti negativi
sulle sezioni in testa alla pila causati dai
carichi mobili, riduzione conseguente
proprio alleffetto arco nella campata
centrale. La riduzione dei momenti flet-
tenti negativi per carichi mobili non
presente invece nella trave continua
ove i massimi momenti negativi in eser-
cizio risultano dunque molto pi alti. In
tali casi, per grandi valori della funzione
di ridistribuzione, nella campata di riva
della struttura ad arco-portale possono
nascere dei momenti positivi che indu-
cono trazioni inferiori, per cui oppor-
tuno prevedere nella campata laterale
alcuni cavi inferiori che riducano gli effetti
al bordo inferiore.
I diagrammi delle Figure 9 e 10 sono
dunque di riferimento per il dimensiona-
mento della precompressione superiore
e di quella inferiore. Ma una volta fissati
il numero dei cavi e lo sforzo normale
di precompressione da introdurre nelle
sezioni, diverso sar il valore delle solle-
citazioni finali in esercizio al variare della
percentuale di recupero. In Figura 11
mostrato un diagramma per la sezione
di mezzeria di arco e trave in cui, fissate
le quote di precompressione superiore e
inferiore per le due strutture in base alle
considerazioni sopra esposte, le solleci-
tazioni vengono messe a confronto per i
tre diversi valori di x dovuti al modello di
viscosit utilizzato.
Le condizioni di sicurezza in esercizio
variano al variare della quota di ridistri-
buzione delle sollecitazioni: allaumentare
del valore di ridistribuzione, la distanza
dalla retta limite del dominio di sicurezza
aumenta nel caso dellarco e diminuisce
nel caso della trave. Questo fenomeno
S t u d i e r i c e r c h e
Figura 10 Sezione di mezzeria. Riduzione precompressione
inferiore dellarco: 50%.
Figura 11 Dominio della sezione di mezzeria di arco e trave.
Confronto per diversi valori di ridistribuzione.
Stu_Ric_Arici_Granata.indd 52 13-03-2008 14:14:00
Industrie manufatti cementizi - 1
53 S t u d i e r i c e r c h e
ancora dovuto allo sforzo normale
delleffetto arco, poich una parte del
recupero delle sollecitazioni proprio il
recupero dello sforzo normale derivante
dal carico distribuito del peso proprio
come se questo agisse direttamente
sullo schema finale modificato (dopo
laggiunta del vincolo posticipato e la
rimozione dei puntelli provvisori) e quin-
di risulta benefico per la struttura.
4.2 Valutazioni allo stato limite ultimo
La valutazione della sicurezza di esercizio
non pu comunque prescindere dalla
verifica nei confronti dello stato limite
ultimo delle sezioni, ovvero in condizione
di rottura.
Nel caso di sezioni precompresse, il con-
tributo dello sforzo normale decisivo
per cui necessario tenere conto dei
domini di rottura M-N. I domini consi-
derati per le sezioni analizzate sono stati
tracciati sia per sezioni non armate (cio
non considerando il contributo a trazio-
ne dellarmatura di acciaio armonico resa
aderente) che per sezioni armate. Nelle
successive valutazioni non si tiene invece
conto del contributo dellarmatura ordi-
naria poich questa non passante nei
giunti tra i conci.
Prendendo come parametro di progetto
la quantit di armatura di precompres-
sione superiore ed inferiore scelta in fase
di dimensionamento, come sopra visto,
si tracciano in Figura 12 i domini corri-
spondenti a Stato Limite Ultimo per arco
e trave. La verifica delle coppie (M, N)
a rottura va fatta per i tre diversi valori
della funzione di ridistribuzione viscosa,
considerando sempre gli effetti pi svan-
taggiosi dei carichi mobili.
In Figura 13 mostrata lanaloga verifica
per la sezione di mezzeria della campata
centrale. In ambedue le sezioni analizza-
te, i punti relativi alle sollecitazioni nellar-
co cadono sempre entro il dominio della
sezione non armata mentre quelli delle
sollecitazioni nella trave sono interni al
dominio della sezione armata. Ci indica
che mentre la verifica a SLU nella strut-
tura ad arco soddisfatta anche senza
considerare il contributo delle armature,
al contrario nella trave, sempre neces-
sario mettere in conto tale contributo.
Figura 12 Dominio di rottura per la sezione
di testa pila per arco e trave. Verica a SLU per
diversi valori di recupero viscoso.
Figura 13 Dominio di rottura per la sezione
di mezzeria per arco e trave. Verica a SLU per
diversi valori di recupero viscoso.
Stu_Ric_Arici_Granata.indd 53 13-03-2008 14:14:01
1 - Industrie manufatti cementizi
54
5. CONSIDERAZIONI SULLA
DURABILIT
Le condizioni di sicurezza nella fase di
esercizio della struttura dipendono non
soltanto dalle previsioni progettuali ma
anche dalla fase di esecuzione dellopera
e dalla successiva manutenzione.
Un aspetto fondamentale dunque
quello della durabilit nel tempo, che
influenzata da tutti questi aspetti. I fattori
di possibile deterioramento della struttu-
ra che influiscono sui margini di sicurezza
reali della struttura sono numerosi.
Unaccurata scelta della qualit dei mate-
riali in relazione alle condizioni ambien-
tali e un idoneo piano di manutenzione
periodica programmata diventano i passi
fondamentali per assicurare la vita di
servizio richiesta per i ponti in sede pro-
gettuale.
La durabilit delle strutture in cemen-
to armato governata principalmente
dalla qualit dei materiali e in particolare
dalla qualit del calcestruzzo, il quale va
progettato in relazione allambiente, pre-
vedendo il raggiungimento di adeguate
resistenze, con contenuto in cemento e
rapporti acqua/cemento tali da assicu-
rare una bassa porosit e la capacit di
contrastare la penetrazione degli agenti
aggressivi.
Inoltre, un importante fattore di durabili-
t quello di assicurare idonei copriferri
con spessori tali da scongiurare per quan-
to possibile la corrosione delle armature
(e per evitare la conseguente espulsione
degli stessi).
Occorre poi distinguere tra la durabilit
potenziale del calcestruzzo previsto in
sede di progetto e quella effettiva del
calcestruzzo in opera.
Linfluenza dellesecuzione e della messa
in opera del calcestruzzo sulla durabilit
risulta, infatti, della massima importanza.
Generalmente le situazioni maggiormen-
te critiche e i percorsi preferenziali per
la velocit di avanzamento del degrado
sono determinate dallinsufficiente com-
pattazione, dalla vibrazione non corretta,
dalle soluzioni di continuit dei getti nelle
riprese e dai vuoti nelle zone dove le
armature risultano congestionate.
Un aspetto fondamentale per la dura-
bilit delle strutture in c.a.p. inoltre la
protezione contro la corrosione dei cavi
di precompressione.
Luso di cavi ed armature di precom-
pressione sensibili alla corrosione deve
essere sempre evitata dal progettista e
dal direttore dei lavori; inoltre acciai con
una minore suscettibilit alla corrosione
sono sempre da preferirsi a resistenze
pi elevate o a minori costi.
Un secondo punto poi lefficienza del
sistema utilizzato per la protezione dalla
corrosione, le guaine e le iniezioni: il
materiale dei condotti e maggiormente
quello per le iniezioni deve essere accu-
ratamente scelto, nel suo contenuto chi-
mico, per eliminare tutti gli agenti corro-
sivi o tali da favorire la corrosione, deve
inoltre possedere una buona iniettabilit
per eliminare i vuoti, la segregazione ed
il bleeding. Infine la messa in opera del
sistema di protezione deve essere in
accordo con le regole dellarte ed ese-
guita da personale qualificato ed esperto.
Nelle strutture a cavi interni purtroppo
il deterioramento dei cavi non visibile
dallesterno ed quindi molto difficile da
individuare e da valutare.
Sulla base di approfondite investigazioni
su numerosi ponti post-tesi costruiti tra
il 1960 ed il 1990 in Gran Bretagna [11],
vennero trovati seri problemi di corro-
sione che richiesero la sostituzione e
lintegrazione dei cavi.
Fu allora aper ta, nel 1992, dal Dipar-
timento dei Traspor ti, una moratoria
per la vulnerabilit delle strutture a cavi
interni, dovuta allelevato numero di casi
di ammaloramento dei cavi, che port
alla determinazione di sottoporre tali
strutture ad ispezioni accurate, perio-
diche e sistematiche. La qualit degli
acciai ad alta resistenza, la corrosione
S t u d i e r i c e r c h e
Stu_Ric_Arici_Granata.indd 54 13-03-2008 14:14:01
Industrie manufatti cementizi - 1
55 S t u d i e r i c e r c h e
per fenomeni elettrochimici, lesecuzio-
ne di iniezioni imperfette con presen-
za di vuoti e qualche volta con cloriti
allinterno del materiale di iniezione, la
consistenza e la qualit dei condotti,
trovati talvolta pieni di acqua, risultaro-
no le cause principali della velocit di
avanzamento del degrado del sistema di
post-tensione. Per contrastarne gli effetti
si ritenne determinante aumentare la
frequenza delle ispezioni necessarie per
assicurare la sicurezza in servizio dei
ponti esistenti. Le visite di ispezione e
la manutenzione programmata diventa
dunque un elemento fondamentale per
il reale mantenimento delle condizioni
di sicurezza in servizio che sono state
previste durante la fase progettuale. In
mancanza di questi accorgimenti, tutte
le previsioni fatte in precedenza e basate
sullanalisi delle sollecitazioni in esercizio
ed agli stati limite ultimi, non potrebbero
risultare attendibili, perch mancherebbe
il necessario grado di affidabilit della
struttura reale nel mantenimento delle
condizioni di progetto.
Nel caso dei ponti in studio, gli accorgi-
menti assunti in sede di progetto, oltre
a quelli inerenti la scelta dei materiali in
relazione alle condizioni ambientali, sono
stati principalmente:
4 luso di calcestruzzo autocompattan-
te con resistenza R
ck
= 45 MPa per
diminuire il divario tra la durabilit
potenziale e quella in opera dovuta
ad insufficiente compattazione;
4 lutilizzazione di pellicole protettive
esterne per ridurre i problemi di car-
bonatazione del calcestruzzo nellim-
palcato;
4 ladozione di acciaio inox AISI 304 L
per le armature lente dei conci pre-
fabbricati;
4 lutilizzazione di guaine in PEAD, che
non si corrodono, resistenti al pas-
saggio degli ioni cloro e che non con-
ducono elettricamente, insieme ad
accurate iniezioni.
A tali accorgimenti tecnologici, che con-
tribuiscono tutti allincremento della
durabilit in termini globali, possibile
associare unulteriore valutazione della
sicurezza in esercizio, quando per effetto
della corrosione, si abbia una drastica
riduzione nel tempo della precompres-
sione dovuta alla rottura di alcuni cavi
ammalorati.
Si propone quindi unulteriore verifica
delle strutture in oggetto in cui sia consi-
derata lipotesi che una parte dei cavi di
precompressione superiori ed inferiori
non sia pi efficace.
In Figura 14 viene tracciato il dominio di
rottura per la sezione di testa pila con
i punti relativi alle sollecitazioni di pro-
getto a SLU per larco e la trave mentre
in Figura 15 viene mostrato lanalogo
dominio per la sezione di mezzeria.
I punti indicati sono quelli relativi alle
condizioni pi svantaggiose per i tre casi
visti di ridistribuzione viscosa. Le curve
del dominio sono state tracciate in fun-
zione del parametro k = A
f
/A
f,iniz
, dove
si indicato con A
f
larea di armatura
di precompressione che effettivamente
Figura 14 Dominio SLU. Sezione di testa pila,
confronto arco-trave.
Stu_Ric_Arici_Granata.indd 55 13-03-2008 14:14:02
1 - Industrie manufatti cementizi
56
agisce nella sezione e con A
f,iniz
larea
iniziale predisposta in fase di progetto
e determinata con il dimensionamento
visto nei paragrafi precedenti allo stato
limite di esercizio. Il parametro k = 0
indica lassenza di armatura di precom-
pressione (degrado totale), k = 1 lar-
matura di progetto (rimasta integra) e k
= 0.5 la presenza di met dellarmatura
attiva iniziale (parziale degrado dei cavi di
precompressione). Tale parametro serve
a definire il caso in cui larmatura di pre-
compressione (superiore nella sezione di
testa pila ed inferiore in quella di mezze-
ria) resti interamente efficace durante la
vita utile della struttura o meno.
La coppia (M, N) delle massime solleci-
tazioni valutate allo SLU nella struttura
ad arco-portale (punto 1) rientra entro
il dominio in assenza di armatura, mentre
quello corrispondente alla struttura con
schema di trave continua (punto 3)
fuori dal dominio in assenza di armatura
ma dentro il dominio in cui viene con-
siderato il contributo a trazione dellar-
matura di precompressione (v. paragrafo
precedente). Per valutare la sicurezza
di servizio nei confronti della rottura di
alcuni cavi di precompressione, vengono
tracciate le curve con k = 0.5, corrispon-
denti al dimezzamento della precom-
pressione efficace; in tal caso tutti i punti
(rispettivamente, punti 2 e 4) si spostano
verso il limite del dominio.
Il punto relativo alla struttura ad arco
(punto 2) rimane ancora dentro il domi-
nio ma necessario mettere in conto il
contributo a trazione dellarmatura. Per
la trave invece, il punto 4 arriva sul domi-
nio a rottura per k = 0.5. Ci significa
che il deterioramento per corrosione
di una quantit di armatura di precom-
pressione pari alla met dei cavi passanti
nella sezione, porta al limite la capacit
portante della sezione e larmatura viene
impegnata a trazione per il mantenimen-
to dellequilibrio a rottura. Attraverso tali
considerazioni possibile valutare ci
che pu accadere durante la vita utile
della struttura nel caso di rottura per
deterioramento di parte delle armature,
cosa che comporta sia una caduta di
precompressione nella sezione che una
contemporanea riduzione del dominio
allo SLU, cio una riduzione delle riserve
di sicurezza.
6. CONCLUSIONI
In questo studio sono stati evidenziati i
fattori che concorrono alla determinazio-
ne delle condizioni di sicurezza in eserci-
zio per un ponte a conci prefabbricati
coniugati in cemento armato precom-
presso, costruito per sbalzi successivi.
Le valutazioni condotte agli stati limite di
esercizio e agli stati limite ultimi hanno
tenuto conto della sequenza di costru-
zione, fino al raggiungimento dello sche-
ma statico finale.
A partire dal caso di un ponte ad arco-
portale a due cerniere, stato effettuato
un confronto con unanaloga struttura
con schema finale di trave continua per
la valutazione delleffetto dello sforzo
normale che si genera in campata per
S t u d i e r i c e r c h e
Figura 15 Dominio SLU. Sezione di mezzeria. Con-
fronto arco-trave.
Stu_Ric_Arici_Granata.indd 56 13-03-2008 14:14:03
Industrie manufatti cementizi - 1
57 S t u d i e r i c e r c h e
effetto arco. Si rilevato che la pre-
compressione naturale della struttu-
ra ad arco-portale permette una forte
riduzione dei cavi di precompressione
di continuit in campata rispetto a quelli
presenti nella trave continua corrispon-
dente ed un generale beneficio in tutte
le fasi di esercizio per le sollecitazioni dei
carichi permanenti e variabili applicati.
Particolare attenzione stata rivolta alla
valutazione degli effetti della viscosit
sulle condizioni di sicurezza della strut-
tura, in particolare per la ridistribuzione
dovuta al cambiamento di schema statico
durante la costruzione. stato riportato
il confronto dei valori di sollecitazione
dedotti con diversi modelli di viscosit,
mettendo in evidenza le notevoli diffe-
renze di previsione dovute alla formula-
zione dei modelli di viscosit proposti in
letteratura.
Sono state anche evidenziate alcune
considerazioni sulla durabilit di fonda-
mentale importanza per il mantenimento
delle necessarie condizioni di sicurezza in
esercizio della struttura.
Inoltre sono state analizzate le conse-
guenze di un eventuale deterioramento
dei cavi di precompressione nei due casi
esaminati. n
BIBLIOGRAFIA
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2001.
Stu_Ric_Arici_Granata.indd 57 13-03-2008 14:14:03
1 - Industrie manufatti cementizi
58
INTRODUZIONE
Il CEN TC 350 Sustainability of con-
struction works un Comitato Tecnico
responsabile dello sviluppo di standard
in grado di definire una metodologia
armonizzata per la valutazione delle per-
formance ambientali e dei costi dellinte-
ro ciclo di vita degli edifici cos come gli
aspetti riguardanti il comfort indoor. Fun-
zione, struttura e obiettivi del CEN TC
350 sono stati oggetto di un precedente
articolo
1
. In questa sede si descriver il
programma dazione del Comitato unita-
mente ai sette standard previsti.
STANDARD E TECHNICAL
REPORTS DEL CEN TC 350
Il Comitato CEN TC 350 prevede di
approvare cinque Standard (1 - 5) e due
Technical Reports (6 - 7):
1 Sustainability of construction works
Framework for assessment of buildings:
standard generale, fornisce gli stru-
menti necessari per lintegrazione dei
tre aspetti per la valutazione della
performance degli edifici, vale a dire
ambientale, economico e salute &
comfort. Lo standard definisce i confini
del sistema per lanalisi della perfor-
mance integrata degli edifici nonch gli
indicatori utili per tale analisi e descrive
come questi debbano essere utilizzati.
2 Sustainability of construction works
Assessment of environmental per-
formance of buildings Calculation
methods: standard che prende in
considerazione la valutazione delle
performance ambientali degli edifici
descrivendo quali metodologie sia
necessario adottare per tale analisi.
Questa analisi principalmente basata
sulla Life Cycle Assessment (LCA). Il
documento descrive i metodi di calco-
lo per gli indicatori ambientali (definiti
nello standard framework) in accordo
al tipo di edificio e le varie fasi del ciclo
di vita delledificio. Lo standard descri-
ve i confini del sistema per la LCA
e leffetto della qualit dei dati sulla
LCA.
3 Sustainability of construction works
Use of environmental product declara-
tions (on products, processes or services):
stabilisce le regole per la stesura delle
A m b i e n t e
Il CEN TC 350
Standard previsti
e programma
dazione
di Gian Luca Baldo
1
Si rimanda allarticolo Il CEN TC 350 Funzioni, struttura e obiettivi di Laura Peano e Gian Luca Baldo,
Industrie della Prefabbricazione n.16/2007.
Ambiente_Baldo.indd 58 13-03-2008 14:16:55
Industrie manufatti cementizi - 1
59 A m b i e n t e
Environmental Product Declarations
2

(Dichiarazioni Ambientali di Prodotto
- EPD) nel settore degli edifici, prodot-
ti, processi e servizi. Questo standard
fornisce quindi le regole per convertire
le informazioni in EPD includendo i tre
aspetti, ambientale, salute e comfort.
4 Sustainability of construction works
Environmental product declarations
Product categor y rules (on products,
processes or services): fornisce le regole
per la stesura dei Product Category
Rules (PCR) applicabili al settore delle
costruzioni, sia a prodotti che servizi e
processi. Il documento PCR fornisce i
requisiti per tutti i prodotti riguardanti
gli edifici in accordo alle ISO 21930 e
ISO 14025.
5 Sustainability of construction works
Environmental product declarations
Product categor y rules (on products,
processes or services)- Communication
format: definisce e descrive i formati di
comunicazione di un EPD a seconda
del settore a cui indirizzata, business
o consumers.
6 Sustainability of construction works
Environmental product declarations
Methodology and data for generic data:
descrive metodologie e fonti da usare
quando si impiegano dati generici nelle
EPD. Tale metodologia conforme ai
requisiti della ISO 14044.
7 Sustainability of construction works
Description of the building life cycle:
descrive il ciclo di vita di un edificio.
Non si tratta di un documento a s
stante bens di un documento previsto
dal Framework e che si svilupper in
accordo con esso. Questo documento
si focalizza su processi e scenari relativi
al ciclo di vita e descrive aspetti come
ciclo di vita, performance tecniche e
requisiti di performance.
Figura 1 Definizione di Technical Specification (TS), Standard, Technical Reports [Fonte: MSA
EN 45020:2001 Standardization and related activities - General Vocabulary].
3
2
Si rimanda allarticolo Gli strumenti per la comunicazione ambientale dimpresa di Gian Luca Baldo,
Industrie della Prefabbricazione n.14/2007.
3
Per approfondimenti si rimanda al paragrafo Approvazione degli Standard del CEN TC 350.
Uno Standard un documento
approvato da un organismo ricono-
sciuto, che fornisce, per uso comune,
regole, linee guida o caratteristiche
per attivit o i loro risultati, fnalizzati
alla realizzazione del grado ottimale
di ordine in un dato contesto
Un Technical Specifcation
(TS) un documento che def-
nisce i requisiti tecnici che deb-
bono essere soddisfatti da un
prodotto, processo o servizio
Un Technical Report (TR) un
documento che prescrive i requisiti
tecnici a puro scopo informativo
Ambiente_Baldo.indd 59 13-03-2008 14:16:56
1 - Industrie manufatti cementizi
60
Pi preci samente gl i standard del
nuovo TC 350 utilizzeranno come sup-
por to quelli ISO fornendo, in questo
modo, un riferimento impor tante per
lintegrazione degli aspetti ambientali e
salutari dei seguenti Comitati ISO:
4 ISO/TC 207 Environmental mana-
gement: ri guarda l a val utazi one
delle performance ambientali di un
edificio. Strumento base per tale
analisi la Life Cycle Assessment
(LCA). Strumento fondamental e
per la sua comunicazione lEn-
vironmental Product Declaration
(EPD). Tutti gli standard dellISO/
TC 207 sono generici dal momento
che possono essere applicati a tutti
i materiali, prodotti, servizi;
4 ISO/TC 59 Standardization in the
field of building and civil engineering:
emana standard riguardanti la soste-
nibilit nel settore degli edifici e la
pianificazione della vita di un edifi-
cio;
4 ISO/TC146/SC6 Ai r qual i ty
I ndoor ai r and CEN/TC264 Ai r
quality: sta sviluppando metodo-
logie per lanalisi dellinquinamento
dellaria indoor.
Nella Tabella 2 si ripor ta per ciascuno
standard il Working Group responsa-
bile unitamente agli standard ISO di
suppor to.
PROGRAMMA DAZIONE
Il programma dazione del TC 350
suddiviso in tre sezioni.
4 Sezione 1: riguarda ledificio stesso
includendo lo standard framework
per lanalisi delle performance inte-
grate degli edifici e lo standard per
la valutazione dellimpatto ambien-
tale degli edifici. Inoltre la Sezione
1 riguarda luso delle dichiarazioni
ambientali a livello di edifici.
4 Sezione 2: riguarda il settore dei
prodotti da costruzione, includendo
limplementazione dello standard
ISO 21930 dellISO/TC 59/SC e gli
specifici Product Categor y Rules
(PCR) per le dichiarazioni ambien-
tali di prodotto.
4 Sezione 3: riguarda la descrizione
del ciclo di vita di un edificio.
A m b i e n t e
00350001
00350002
00350002
00350004
00350005
00350006
00350007
prCEN/TS
15643-1
CEN/TS
350/WG
N015rev1
CEN/TC 350
WG3 N027
Project
reference
Current
status
Deadline Title
Sustainability of construction works - Framework
for assessment of integrated building
performance - Part 1: Environmental, health and
comfort and life cycle cost performances
Sustainability of construction works -
Assessment of environmental performance
of buildings - Calculation methods
Sustainability of construction works Use
of environmental product declarations
(on products, processes or services)
Sustainability of construction works -
Environmental product declarations -
Product category rules
Sustainability of construction works -
Environmental product declarations -
Communication formats
Sustainability of construction works -
Environmental product declarations -
Methodology and data for generic data
Sustainability of construction works -
Description of the building life cycle
2007-09 (TS)
2010 (EN)
2008-11 (TS)
2010 (EN)
2010
2010-02
2010-04
2009-01
2009-01
Under
Approval
Under
Development
Under
Development
Under
Development
Under
Development
Under
Development
Under
Development
Tabella 1 Standard del CEN TC 350 e loro stato attuale [Fonte: http://www.cen.eu].
Ambiente_Baldo.indd 60 13-03-2008 14:16:56
Industrie manufatti cementizi - 1
61 A m b i e n t e
APPROVAZIONE DEGLI
STANDARD DEL CEN TC 350
In accordo con le regole del CEN, un
Technical Specification (TS) un docu-
mento normativo, una specie di standard
preliminare. Il TS viene approvato sia tra-
mite votazione per corrispondenza che
durante una riunione convocata appo-
sitamente. I membri del CEN/TC 350
hanno tempo tre mesi per consultarsi a
livello nazionale e votare. Insieme al voto
i membri possono esprimere anche i
propri commenti. I voti ricevuti sono esa-
minati dal CEN TC 350. Se la proposta di
TS approvata, il TS reso disponibile
dal Segretariato Centrale, dopo i possi-
bili cambiamenti editoriali, e i commenti
tecnici ricevuti sono discussi dal CEN/
TC 350/TG Framework durante la fase
successiva, la fase EN del documento.
Se la proposta di TS fallisce il voto, il CEN
TC 350 rimanda il documento al CEN/
TC 350/TG Framework per la discus-
sione dei commenti tecnici. n
Sections 1
Sections 2
Sections 3
Sections
Responsible
Groups
Main
supporting
Standards
Items
Sustainability of construction works
Framework for assessment of buildings
Sustainability of construction works
Environmental product declarations Product
category rules (on products, processes or services)
Sustainability of construction works
Description of the building life cycle
Sustainability of construction works Environmental
product declarations Product category rules (on pro-
ducts, processes or services)- Communication format
Sustainability of construction works Environmental
product declarations Methodology and data for
generic data
Sustainability of construction works
Assessment of environmental performance of
buildings Calculation methods
Sustainability of construction works
Use of environmental product declarations
(on products, processes or services)
ISO 15392
ISO 21932
ISO 21931
ISO/TS 21929
ISO 21930
ISO 14025
ISO 15686
SERIES
ISO 21930
ISO 14025
ISO 14040
ISO 14044
ISO 21931
WG1
Environmental
Performance of
Buildings
WG1
Environmental
Performance of
Buildings
TC Task Group
Framework
WG3 Product
Level
WG2 Building
Life Cycle
WG3 Product
Level
WG3 Product
Level
Tabella 2 Standard del TC 350, Working Groups (WG) responsabili e standard ISO di supporto
[Fonte: http://www.cen.eu].
Figura 2 Approvazione degli standard dal TC 350.
Ambiente_Baldo.indd 61 13-03-2008 14:16:57
1 - Industrie manufatti cementizi
I n s e r t i 62
Gli inserti utilizzati nelle strutture prefabbri-
cate giocano un ruolo sempre pi impor-
tante nella progettazione strutturale poich
possono rappresentare i punti deboli della
costruzione. Allinsertistica nelle strutture
prefabbricate il progettista deve dedicare
particolare attenzione, curandone particolar-
mente i dettagli, in modo da raggiungere un
livello di sicurezza compatibile con quello che
contraddistingue lintera struttura. Questo
aspetto assume importanza maggiore nei
confronti delle prescrizioni imposte dalle
nuove normative sul risparmio energetico, sul
fuoco e sulla sismica, di recente pubblicazione.
Queste norme, infatti, impongono ai prefab-
bricatori scelte di carattere tecnico e adegua-
menti importanti delle tipologie costruttive,
impensabili soltanto qualche anno fa.
Inoltre, il forte incremento degli incidenti sul
lavoro, talvolta con conseguenze purtroppo
letali, enfatizzati dai mass media e particolar-
mente a cuore alle massime Istituzioni dello
Stato, hanno riportato alla ribalta lannoso
problema della sicurezza nei cantieri mobili. In
questo ambito si inseriscono per i prefabbrica-
tori anche le problematiche inerenti la movi-
mentazione dei manufatti e il loro montaggio.
Per quanto riguarda ladeguamento nor-
mativo sul rendimento energetico in edili-
zia introdotto dal Dlgs 192/05 e dalle sue
successive modifiche ed integrazioni, si pu
affermare che sia la metodologia costruttiva
che la qualit intrinseca dei manufatti pre-
fabbricati stata effettivamente migliorata
con indubbi e notevoli vantaggi per tutti.
Da parte sua il prefabbricatore, grazie alle
tecnologie offerte dal mercato dellinsertisti-
ca, senza stravolgere i costi di produzione e
le attrezzature in uso, ha risposto in modo
adeguato ai mutamenti delle richieste di
mercato, consolidando le proprie posizioni
e aprendo nuovi orizzonti commerciali, con
positivi riflessi sul fatturato e sulla redditivit.
Lo stesso dicasi per le problematiche lega-
te alla normativa sismica; tutti gli attori sul
mercato, dai prefabbricatori ai committenti,
dai progettisti ai produttori di inserti, si sono
rimboccati le maniche ed ognuno, per quan-
to di propria competenza, ha alacremente
lavorato per adeguarsi alla nuova mappatu-
ra sismica e per rispondere efficacemente
con soluzioni in grado di soddisfare i requisiti
richiesti per tutti i nodi strutturali coinvolti.
Le istituzioni tutte si sono prodigate a recepire,
informare e coinvolgere tutte le figure profes-
sionali coinvolte nelledilizia; cos le Associazioni
di Categoria, gli Ordini Professionali e le Uni-
versit, nel corso del 2007, hanno promosso
e realizzato una serie di iniziative didattiche e
divulgative su tutto il territorio nazionale.
Anche sul tema della resistenza al fuoco le
novit sono notevoli; alla fine di marzo sono
Uso degli inserti
per calcestruzzo
in conformit alle
normative vigenti
di Roberto Ragozzini
Inserti_Ragozzini.indd 62 13-03-2008 14:19:06
Industrie manufatti cementizi - 1
stati infatti pubblicati due Decreti Ministeriali
che riguardano direttamente le prestazioni
di resistenza al fuoco delle costruzioni e la
classificazione della resistenza al fuoco di pro-
dotti ed elementi costruttivi. La legislazione in
materia di sicurezza antincendio si arricchita,
nel mese di maggio, di un Decreto Ministeria-
le che definisce gli aspetti procedurali e i cri-
teri da adottare per valutare il livello di rischio
e progettare le conseguenti misure compen-
sative, utilizzando, in alternativa a quanto pre-
visto dalla precedente normativa, lapproccio
ingegneristico alla sicurezza antincendio.
Le aziende del Gruppo Inserti, sensibili ai
mutamenti del mercato, hanno, ognuna
nella propria specializzazione, ricercato e
messo a punto nuovi inserti industrializzati
in grado di rispondere alle attuali pressanti
richieste del mercato della prefabbricazione.
Alcune soluzioni sono illustrate nel volume
Inserti per calcestruzzo Manuale di pro-
gettazione e utilizzo presentato alla stampa
tecnica di settore allinizio dello scorso anno.
Tipologie di collegamenti in grado di rispon-
dere alle prescrizioni imposte dalle norma-
tive per costruzioni in zona sismica sono
state invece illustrate nel 2007 sulle pagi-
ne dellOrgano Ufficiale di ASSOBETON,
attraverso gli articoli redatti dallIng. Carlo
Schiatti, consulente del Gruppo Inserti.
Levoluzione del mercato sotto gli occhi di
tutti; la diffusione dei pannelli a taglio termico,
per esempio, ha trasformato un mercato di
nicchia in mercato di massa. Il problema della
sicurezza nel montaggio dei prefabbricati non
pi rinviabile perch le autorit preposte
alla sorveglianza dei cantieri, sollecitate dalle
Istituzioni Nazionali, cominciano ad avere un
atteggiamento sempre pi intransigente, intra-
prendendo iniziative che, oltre ad essere pesan-
temente sanzionatorie, spesso e volentieri
portano al blocco dei cantieri inadempienti.
Da esperto del settore devo sottolineare
che i prefabbricatori italiani sono, in Europa, i
pi sensibili ed accorti, avendo sin dal 1996, per
primi, adottato soluzioni per la sicurezza con-
formi alla norma EN 795; oggi, infatti, la maggior
parte dei prefabbricatori prevede, sin dalla
progettazione dei manufatti, le predisposizioni
per allestire al montaggio le linee di sicurezza.
Inserti_Ragozzini.indd 63 13-03-2008 14:19:06
Inserti_Ragozzini.indd 64 13-03-2008 14:19:07
Industrie manufatti cementizi - 1
Si pu pertanto auspicare, per il mondo
della prefabbricazione, che gli adeguamenti
imposti in tutti i settori coinvolti avvengano
senza stravolgimenti troppo penalizzanti
sui costi di produzione, in quanto il pi
delle volte questi nuovi costi non possono
essere trasferiti, in un mercato fortemente
competitivo, alla committenza.
Come nel 2007, il Gruppo Inserti, sempre
attraverso le pagine dellOrgano Ufficiale
di ASSOBETON, vuole offrire la pi ampia
collaborazione alla prefabbricazione italia-
na mettendo a disposizione le proprie
conoscenze e competenze. Questanno,
grazie alla confermata collaborazione con
lIng. Carlo Schiatti, cercheremo di appro-
fondire e rispondere ai grandi temi del
momento con articoli tecnici che saranno
pubblicati sui prossimi quattro numeri
della rivista e cio:
4 la rispondenza alle prescrizioni delle nor-
mative in materia di risparmio energetico
(Dlgs 192/05 e smi);
4 la rispondenza ai nuovi decreti sulla resisten-
za al fuoco delle strutture (DM 16/02/07,
DM 09/03/07, DM 09/05/07);
4 la sicurezza nel montaggio e nella movi-
mentazione degli elementi prefabbricati
(Dlgs 494/96);
4 levoluzione delle norme in campo sismico.
Attraverso queste pagine, Carlo Schiatti
tratter nel modo pi esaustivo possibile
le questioni legate allinterpretazione delle
nuove normative, le problematiche pro-
gettuali ed ogni altro aspetto rilevante per
ciascuno dei citati argomenti.
Tutte le aziende del Gruppo Inserti di
ASSOBETON (Chryso Italia S.p.A., Edil-
matic s.r.l., GL Locatelli s.r.l., Halfen-Deha
s.r.l., Off. Mecc. Maffioletti Dario s.r.l., Rure-
dil S.p.A., Tecnogrip s.r.l.) hanno qualificato
una serie di prodotti che possono effica-
cemente, in alternativa ai metodi tradizio-
nali, risolvere tecnicamente e con vantaggi
economici le problematiche dibattute.
Come lanno scorso, quando trattammo
la normativa sismica, ci auguriamo che la
qualit, la professionalit e gli spunti che
vi trasmetteremo possano essere allal-
tezza delle vostre aspettative. n
Inserti_Ragozzini.indd 65 13-03-2008 14:19:07
1 - Industrie manufatti cementizi
D a l l U n i v e r s i t 66
1
Professore, prima di passare
al tema centrale dellintervi-
sta, pu presentarci la Facol-
t in cui lei insegna?
La Facolt di Ingegneria nacque 13 anni
fa ed attualmente ospitata nel Polo
Scientifico Tecnologico dellUniversit di
Ferrara.
Le aule sono allinterno di un ex-zuc-
cherificio, ristrutturato e adattato alle
esigenze della didattica (Figure 1 e 2).
A Ferrara la riforma del 3 + 2 stata
introdotta nel 1999 ed oggi proponiamo
tre Corsi di Laurea triennali in Ingegne-
ria Civile, dellInformazione e Meccanica
e sei Corsi di Laurea Magistrale.
Allinizio del 2007 gli studenti erano
complessivamente 2600; in particolare
gli studenti triennali di Ingegneria civile
ed ambientale erano circa 550, mentre
quelli della Laurea Magistrale in Inge-
gneria Civile erano 200, comprensivi
degli studenti fuori corso del vecchio
ordinamento. Tuttavia, a fronte di un cos
ragguardevole numero di studenti, sono
solo 22 i docenti in ruolo che insegnano
nellarea Civile.
Per tale motivo, negli ultimi due anni
accademici era stato introdotto un
numero chiuso che poteva preserva-
re un ottimo rappor to tra docenti e
studenti, elemento che consideravamo
nostro vanto.
Ci nonostante, a causa di alcune sen-
tenze del TAR avverse al numero chiuso
nei corsi di laurea non regolamentati in
Intervista a
Nerio Tullini
di Andrea Dari
Figura 1 Polo Scientifico Tecnologico dellUni-
versit di Ferrara. Fronte.
Figura 2 Polo Scientifico Tecnologico dellUni-
versit di Ferrara. Retro.
Universita_Tullini.indd 66 13-03-2008 14:21:24
Industrie manufatti cementizi - 1
67 D a l l U n i v e r s i t
ambito europeo, siamo stati obbligati a
rimuoverlo ed oggi abbiamo circa 150
matricole iscritte al primo anno di Inge-
gneria civile e ambientale.
2
Di recente la riforma delle
universit ha toccato, nel
vivo, gli ordinamenti che
dipendono dalla vostra Facolt.
Secondo Lei gli studenti riesco-
no, con lattuale programma, ad
acquisire la necessaria conoscen-
za tecnica per poter, una volta
laureati, gestire con efficacia lar-
gomento calcestruzzo? Ritiene
possibile introdurre nel biennio di
specializzazione un corso esclusi-
vamente dedicato al calcestruzzo
nelle sue diverse forme (materia-
le, armato, precompresso, )?
Dopo la riforma del 3 + 2, ora siamo
chiamati nuovamente a riformare i piani
degli studi, limitando il numero di esami
compl essi vi che uno studente pu
sostenere.
Tale circostanza stata accolta favo-
revolmente dal Consiglio di Corso di
Laurea in Ingegneria Civile e, a partire
dal 2010, proporremo un ordinamento
didattico che restaura una situazione
ante-riforma, ossia nel triennio si svilup-
peranno solo le materie di base insieme
alle discipline formative (Idraulica, Fisica
Tecnica, Scienza delle Costruzioni) e,
nel biennio di specializzazione, si intro-
durranno le materie professionalizzanti,
come ad esempio Tecnica delle Costru-
zioni o Costruzioni Idrauliche.
In tale modo speriamo anche di rimuo-
vere la falsa impressione che la riforma
del 3 + 2 ha generato, ovvero che sia
facile conseguire una laurea in Ingegne-
ria Civile.
Inoltre ho, con rammarico, dovuto con-
statare il drastico peggioramento della
preparazione fisico-matematica degli
studenti che provengono dalle scuole
superiori, probabilmente a causa della
soppressione degli esami di riparazio-
ne, che permette a molti di iscriversi a
facolt scientifiche senza avere saldato i
debiti formativi acquisiti.
Nei piani di studio in Ingegnera Civile
esiste sicuramente un corso esclusiva-
mente dedicato al calcestruzzo e, per
tale materiale, la preparazione degli
ingegneri di solito maggiore rispetto a
quella acquisita sul legno o la muratura.
Ad esempio, io sono titolare del Corso
di Tecnica delle Costruzioni 2 svol-
to nella Laurea triennale di Ingegneria
Civile ed Ambientale e del Corso di
Costruzioni in c.a. e c.a.p. nella Laurea
Magistrale di Ingegneria Civile; entrambi
i corsi sono da 6 crediti, a cui corrispon-
dono circa 60 ore di lezione frontale, e
dedico complessivamente al cemento
armato 90 ore.
3
Nellambito della prefabbri-
cazione avete in corso dei
progetti di ricerca con impre-
se private? Come nascono queste
collaborazioni?
La maggior parte dei progetti di ricerca
sulla prefabbricazione che ho svolto mi
sono stati proposti direttamente dalle
imprese e spesso gli approfondimenti
sono stati sviluppati in seguito a richie-
ste sollecitate da Direttori dei Lavori o
da organi pubblici di controllo.
La collaborazione che mi viene richiesta
inizialmente consiste nellesecuzione di
prove sperimentali finalizzate a verifica-
re lefficacia di un prodotto, ma di solito
suggerisco poi alcune modifiche al fine
di migliorare le prestazioni del prodotto
stesso.
Ad esempio ho recentemente collabo-
rato con unimpresa di prefabbricazione
associata ad ASSOBETON nellambito
dei collegamenti tra pilastri, o tra pila-
stro e fondazione.
Tale argomento divenuto uno dei temi
principali delledilizia prefabbricata in
quanto la dimensione dei pilastri por-
tanti prefabbricati limitata dalle condi-
zioni di movimentazione; conseguente-
Universita_Tullini.indd 67 13-03-2008 14:21:24
1 - Industrie manufatti cementizi
D a l l U n i v e r s i t 68
mente devono essere realizzati pilastri
di dimensioni relativamente ridotte, che
devono essere poi oppor tunamente
uniti. Inoltre, particolare attenzione deve
essere rivolta alla progettazione delle
unioni in zona sismica per garantire al
giunto adeguata resistenza e duttilit.
In tale ambito si segnalano numerose
soluzioni, molte sono proposte senza
un adeguato suppor to teorico-speri-
mentale mentre alcune sono svolte in
collaborazione con docenti di Tecnica
delle Costruzioni.
Queste ultime sono in genere alquanto
dettagliate sia dal punto di vista delle
indagini sperimentali sia delle interpre-
tazioni teoriche, ma pur troppo sono
ancora poco numerose. La collabora-
zione con la suddetta stata avviata
grazie allindicazione di un ingegnere
laureatosi a Ferrara; i dettagli tecnici
potranno essere letti nellarticolo pre-
sente nella rivista
1
.
4
Pu dare qualche consiglio
alle industrie del settore su
come avviare iniziative di
questo tipo?
Come ho gi accennato le ricerche che
ho avviato nellambito della prefabbrica-
zione sono state svolte in quanto spesso
limpresa era stata forzata a farlo; questo
fatto si poi trasformato in unimpor-
tante opportunit.
Consiglio per tanto di evitare di dare
risposte frettolose alle richieste for-
mulate dai propri interlocutori, ma di
cogliere invece loccasione di appro-
fondire aspetti che sono stati solita-
mente trascurati.
5
Che cosa le fa venire in
mente la parola innovazio-
ne, in relazione ai manufatti
cementizi?
Nel campo delledilizia particolarmen-
te sentita lesigenza di realizzare struttu-
re di qualit in tempi brevi; infatti anche
il periodo di non disponibilit del bene
legato ai tempi di costruzione risulta
essere un costo importante.
I n quest otti ca di vi ene i mpor tante
disporre di tecnologie costruttive in
grado di accelerare i tempi di costruzio-
ne garantendo anche una elevata qualit
costruttiva.
Recentemente sono rimasto notevol-
mente impressionato dalle tecniche
costruttive utilizzate per la costruzione
della Red Lines della metropolitana di
Dubai.
La linea lunga circa 50 km e gli impalca-
ti dei viadotti sono realizzati con 11.400
segmenti prefabbricati larghi 10 m e
lunghi 4 m (Figure 3 e 4); che vengono
successivamente post-tesi. Le campate
hanno luce variabile tra 24 e 72 m e
in due giorni possibile realizzare una
campata di 36 m. La prefabbricazione si
estende poi anche ai casseri cementizi
delle 1.225 pile e dei corrispondenti
pulvini (Figure 5 e 6).
Figure 3 e 4 Particolare dei segmenti prefab-
bricati che realizzano gli impalcati dei viadotti
della metropolitana di Dubai.
1
Larticolo a cui si fa riferimento presente nella sezione Studi e Ricerche di questo numero.
Universita_Tullini.indd 68 13-03-2008 14:21:24
Industrie manufatti cementizi - 1
69 D a l l U n i v e r s i t
In particolare, il getto di completamento
del pulvino sostenuto dal suo cassero
autoportante ed inizialmente si richiede
che il pulvino sia in grado di sostenere la
trave di varo e limpalcato (Figure 7 e 8),
per le successive condizioni di esercizio
si procede alla post-tensione dei cavi. n
Figura 5 Pulvino.
Figura 6 Particolare dei casseri cementizi.
Figure 7 e 8 Metropolitana di Dubai.
Universita_Tullini.indd 69 13-03-2008 14:21:25
Lobbligo della Marcatura CE per molti dei nostri prodotti
gi in vigore. I prodotti che non esibiscono il marchio
CE, ove obbligatorio, non possono essere immessi sul
mercato.
Nel corso del 2008 diverr obbligatoria la Marcatura CE
di diversi prodotti prefabbricati strutturali.
Siete a conoscenza delle
scadenze di legge?
Siete a conoscenza degli
adempimenti previsti?
Siete a conoscenza dellattivit
ASSOBETON in questo ambito?
PER INFORMAZIONI:
ASSOBETON Ing. Alessandra Ronchetti
Tel. 02.70100168 int. 216 e-mail: a.ronchetti@assobeton.it
MARCATURA CE
ELEMENTI PREFABBRICATI
Pubb.CE.indd 70 13-03-2008 14:33:32
71 A t t u a l i t
CORSO DI QUALIFICAZIONE: PROVE NON DISTRUTTIVE E VALUTAZIONE
DEI MATERIALI NELLE STRUTTURE ESISTENTI IN CEMENTO ARMATO
BOLOGNA: METODO SCLEROMETRICO, 31 MARZO 3 APRILE 2008
METODO DEGLI ULTRASUONI, 14 17 APRILE 2008
Il 19 Congresso Internazionale BIBM, la Fede-
razione europea del settore della prefabbri-
cazione, si terr a Vienna dal 7 al 10 maggio
2008.
Attraverso gli interventi di qualificati rela-
tori, l evento si propone di tracciare le
linee dello sviluppo presente e futuro del
settore dei manufatti a base cementizia
sotto il profilo economico, tecnico, sociale
ed ambientale.
Come nelle passate edizioni, sono previ-
ste attivit parallele al Congresso: uno spa-
zio dedicato allesposizione fieristica, attivit
sociali ed un programma turistico per gli
accompagnatori.
Tutte le informazioni su programma
ed iscrizione al Congresso sono dispo-
nibili, costantemente aggiornate, sul
sito: www.bibm2008.com
Contenuti
Gli argomenti principali del programma posso-
no essere cos sintetizzati:
4 sviluppo del settore sotto il profilo della
competitivit, dello sviluppo tecnico e dellat-
tenzione alle tematiche ambientali;
4 sviluppo del contesto in cui si colloca lindu-
stria dei manufatti cementizi con particolare
attenzione alle strategie dellUnione europea
(ambiente, sostenibilit, legislazione, normati-
ve, costi burocratici, ecc.).
19 CONGRESSO INTERNAZIONALE BIBM
VIENNA, 7-10 MAGGIO 2008
Industrie manufatti cementizi - 1
AIPnD Associazione Italiana
Prove non Distruttive
Monitoraggio Diagnostica
Alma Mater Studiorum
Universit di Bologna
DISTART
Dipartimento di Ingegneria delle
Strutture, dei Trasporti, delle Acque,
del Rilevamento, del Territorio
La valutazione delle propriet dei materiali
oggi un tema di grande attualit, in relazione agli
adempimenti previsti dalle recenti disposizioni
normative, che influenzano in maniera determi-
nante la progettazione degli interventi sulle strut-
ture esistenti. Il quadro normativo si arricchito
nel 2007 di nuove Linee Guida del Ministero dei
Lavori Pubblici e di nuove norme EN che trat-
tano espressamente questo argomento, aggiun-
gendosi alle Norme Tecniche del 2005, alla bozza
del nuovo testo uscita nel Dicembre 2007, alle
disposizioni dellEurocodice EC8 e allOrdinanza
3431/2005 PCM. Questo corso ha la finalit di
fornire un quadro aggiornato della situazione
e di formare professionisti e tecnici in grado di
affrontare con competenza le rinnovate esigenze
nel campo della diagnostica strutturale. Dopo un
ampio approfondimento di queste tematiche e
delle conoscenze generali, vengono trattati nello
specifico il metodo sclerometrico e quello degli
ultrasuoni. Il corso rivolto a professionisti e per-
sonale tecnico addetto al controllo di strutture
allinterno di societ, imprese ed enti pubblici, ma
anche a giovani diplomati o laureati. Le lezioni in
aula sono affiancate da una consistente attivit di
laboratorio, in cui i partecipanti hanno la possibili-
t di utilizzare personalmente le apparecchiature
operando su campioni di prova espressamente
predisposti. Sono previsti test di autovalutazione
consistenti in simulazione delle prove desame.
Lattestato di partecipazione costituisce titolo
di addestramento per chi, avendo maturato
una adeguata esperienza, desidera ottenere la
certificazione di livello 2 con valenza europea da
parte di un organismo di certificazione accredi-
tato dal SINCERT, ai sensi delle Norme UNI EN
473 e ISO 9712. A questo fine prevista, per chi
lo desidera, la possibilit di sostenere il relativo
esame presso un centro autorizzato. n
Per informazioni rivolgersi a:
Sig.ra Maria Teresa Bazzani,
AIPnD Brescia
Tel. 030 3739173, Fax 030 3739176,
aipnd@numerica.it
Ing. Patrizia Ricci
Tel. 339 8981251, p.ricci@idrabeton.com
Ing. Barbara Bonfiglioli
Tel. 347 9077768, barbarabonfiglioli@snps.it
Imp Attualita IMC.indd 71 13-03-2008 15:26:43
72 A t t u a l i t
1 - Industrie manufatti cementizi
Programma preliminare
8th May 2008
SUSTAINABILITY LIFE
BLOCK 2 - (ROOM I)
8th May 2008
STANDARDS CONCRETE
BLOCK 2a - (ROOM II)
13:00-14:30 13:00-14:30
The European Construction
Product Directive
Mr. Vicente Leoz Argellez
DG Enterprise and Industry
Direction I - Industries
de la nouvelle approche,
tourisme et RSE
Sustainable building and construction
a global challenge
Mr. Olivier Luneau,
Lafarge groups Senior Vice President
Sustainable Development and Public Affairs.
Chairman: UNEP SBCI (Sustainable Buildings
& Construction Initiative)
Sustainability and the concrete producer
Sustainability the approach in the UK
concrete Industry
Dr. Miles Watkins
Director of Group Environmental and
Corporate Social Responsibility
of Aggregate Industries Ltd
Chairman of the sustainability committee
of British precast
Assessing sustainability of construction
products: actual trends and alternatives
Univ.-Prof. Dipl.-Ing. Dr. Peter Maydl,
TU Graz, Institut fr Materialprfung und
Baustofftechnologie
Austrian delegate CEN TC 350
Product standards a positive
investment for the precast
concrete industry
Michel Valls
chairman of CEN TC229
Eurocodes the evolution of a
landmark in European
Standardisation
Jean-Armond Calgaro
chairman of CEN TC250;
Ingnieur Gnral des Ponts et
Chausses
Standards burden or necessity
for a competitive economy
Dr. Juan Carlos Lpez Ag
President of CEN
BREAK / EXHIBITION
8th May 2008
GENERAL OPENING - BLOCK 1 (ZEREMONIENSAAL)
10:00
Opening Ceremony
Welcome of the guests
DI Gernot Brandweiner MBA chief executive VB
How does BIBM represent the interests of the precast concrete industry
Dr. Bernd Wolschner CEO SW Umwelttechnik, President of BIBM
Lisbon strategy and Envi-ronmental care - Contradiction or completion
Gnter Verheugen (asked) - Vice President of the European Commission in charge
of Enterprise and Industry
Success drivers and visions in Central and Eastern European countries
Dr. Wolfgang Reithofer CEO Wienerberger AG
BREAK / EXHIBITION
12:00
12:00-13:00
14:30-15:30
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Imp Attualita IMC.indd 73 13-03-2008 15:26:45
74 A t t u a l i t
1 - Industrie manufatti cementizi
8th May 2008
PARTNERS NEEDS
BLOCK 3 (ROOM I)
9th May 2008
MEEC NEEDS
BLOCK 4 (ROOM I)
8th May 2008
TECHNIQUE CONCRETE SOLUTIONS
BLOCK 3a (ROOM II)
9th May 2008
CONCRETE QUALITY CONCRETE
SOLUTIONS
BLOCK 4a (ROOM II)
15:30-17:00
9:30-11:00
15:30-17:00
9:30-11:00
The Social Dialogue
Agreement Respirable
Silica Dust chance or
bureaucratic threat?
Dr. Michelle Wyart Remy
European Industrial Mineral
Association IMA Europe
Secretary General
Concrete Structures -
No Limits for Innovative
Construction Technologies
Univ.-Prof. DI Dr.-Ing. Johann
Kollegger, TU Wien;
Institute for structural
engineering
VERTICAL STREET, or Kill your darlings.
KOBBEN a sustainable a successful living
quarter in Stockholms Hammarby Sjstad.
Gran Lundquist,
Architect-award winning-researcher,
author and president of CAN Architects AB
Concrete Vision future
living in concrete house
Linda Persson, project
leader Swedish female
network in the Swedish
concrete association
Michael Schmidt University of Kassel
Concrete of the future high tech and
sustainable
www.miljobasen.no environmental
information tool developed
by the Norwgian Concrete
Society, - with partners
Per Jahren
P.J.Consult AS
The new EU chemicals
regulations and their
consequences for the precast
concrete industry
Eddy Dano, Managing Director
of Fdration de lindustrie
du Bton (FEBE) Belgium
Industrial design of precast elements:
Integrated data and information ow
f rom planning to construction site
DI Gunther Wildermuth,
General Manger,
Nemetschek Engineering
Social partnership the better
way to solutions
Dr. Christoph Leitl
President of the Austrian Federal
Economic Chamber;
President of SME Union
Honorary President
of Eurocham-bres
Chairman of Global Chamber
Platform
Optimized Production of Precast Parts
within an integrated Dataow from
Design to Construction Site
Dr. Christian Hanser
Managing Partner
SAA Software Engineering GmbH
Future mechanical engineering
Mr. Esa Enqvist
Elematic
Certificazione
e Qualit
ICMQ offre alle Aziende del settore
Costruzioni: servizi di valutazione e
certificazione di Sistemi di Gestione
e di Prodotto, servizi di Ispezione e
Verifica dei Progetti, Marcatura CE
e Certificazione degli Edifici.
I CMQ mette a di sposi zi one
unicamente tecnici esperti, che
hanno maturato una significativa e
specifica esperienza nel campo
delle Costruzioni.
I CMQ vanta ri conosci mento
internazionale.
ICMQ Spa:
20124 Milano
via Gaetano De Castillia, 10
tel. 02.7015.081
fax 02.7015.0854
www.icmq.org
icmq@icmq.org
CERTIFICAZIONE
SICUREZZA
CERTIFICAZIONE
SISTEMA QUALIT
CERTIFICAZIONE
DEL PERSONALE
CERTIFICAZIONE
AMBIENTALE
SI STEMA
EDI FI CI O
CERTIFICAZIONE
DI PRODOTTO
g
r
a
p
h
i
c

i
m
p
r
i
m
a
t
u
r
i nostri pilastri portanti
Imp Attualita IMC.indd 74 13-03-2008 15:26:45
Certificazione
e Qualit
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SICUREZZA
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SISTEMA QUALIT
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DEL PERSONALE
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AMBIENTALE
SI STEMA
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DI PRODOTTO
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p
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i
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u
r
i nostri pilastri portanti
Imp Attualita IMC.indd 75 13-03-2008 15:26:46
76 A t t u a l i t
1 - Industrie manufatti cementizi
9:30-11:00 9:30-11:00
Concrete building solutions
sustainable and safe
Dr. Gsta Lindstrm,
Strangbetong
(Swedish Precast concrete
Industry)
The Swedish Hammarby
Sjostad project
Silvain Dehaudt CERIB
Evolution of materials consequences
for manufacturing precast concrete
New generation admixtures:
essential components for a
sustainable precast concrete
industry
Roberta Magarotto,
Head of Technology and
Development BU Admixture
Systems Europe
BREAK / EXHIBITION 11:00-12:00
BREAK / EXHIBITION 13:30-14:30
9th May 2008
SUSTAINABILITY CONCRETE
SOLUTIONS
BLOCK 5 (ROOM I)
9th May 2008
TECHNICAL FUTURE
SOLUTIONS
BLOCK 5a (ROOM II)
12:00-13:30 12:00-13:30
Technical Innovation
basis for sustainable development
of old and new markets
Dkfm Andreas Kern, Hedelberg Cement
AG, Member of the Managing Board;
Europe - Central Asia; HTC Europe
Precast From The Other Side
Of The World
Simon Hughes, Hollow Core
Concrete Pty. Ltd; Australia
Multinational Management and
Expertise - basis for sustainable
develop-ment in new and old markets
Seppo Rajamki,
Consolis, Group Vice president, Baltic &
Eastern Branch, Technological Functions
Fire Safety Engineering: Balance
between benets and risks
Mrs. Fabienne Robert,
CERIB
Head of Fire Section,
Products & Systems Division
Regional enterprises
basis of sustainable development of the
Middle and Eastern European markets
Marian Petre Milut
President of National Union of Romanian
Employers
President of Board of S.C. PREFAB S.A.
Evolution of materials
consequences for manufacturing
precast concrete
Silvain Dehaudt, CERIB
Dveloppement Durable
et Process
Paving markets in central
and eastern Europe
Mag. Robert Holzer,
Semmelrock International
Across the continents -
Introduction of SCC in the
Prainsa Group
Hugo Lasala
R&D Manager
Grupo PRAINSA, Spain
ANDECE.
Imp Attualita IMC.indd 76 13-03-2008 15:26:46
77 A t t u a l i t
Industrie manufatti cementizi - 1
di Patrizia Ricci
Il XIII Congresso Nazionale ASSOBETON
si terr il 22 e 23 maggio 2008 a Baveno,
presso il Grand Hotel Dino. Il successo del
Congresso di unAssociazione legato a vari
aspetti quali la scelta della sede, la durata, il
tema del dibattito, la logistica, solo per indi-
carne alcuni. Questo breve reportage sulla
localit scelta quale sede del Congresso,
costituisce il primo di una serie di ar ticoli
dedicati allevento.
XIII CONGRESSO NAZIONALE
ASSOBETON: BAVENO
22 - 23 MAGGIO 2008
9th May 2008
MARKETS SOLUTIONS
BLOCK 6 (ROOM I)
14:30-16:00
The little green book of precast concrete
Martin Clarke,
British precast, chief executive
Pierre Brousse Consolis Handing-over BIBM presidency
Speech of new president:
Future chances and challenges for the precast concrete industry
Baveno e il suo territorio
Itinerari, tradizioni, natura
Baveno si trova in Piemonte in provincia di
Verbania, ad unaltitudine di m. 205 s.l.m. e
conta poco meno di 5.000 abitanti.
Rinomata stazione di villeggiatura gi dal seco-
lo scorso, come testimoniano le sontuose ville
sparse sul suo territorio, tra cui: Villa Henfrey
(oggi nota come Villa Branca) dove sono stati
ospiti la Regina Vittoria dInghilterra e Lord
Byron e Villa Fedora, appar tenuta al noto
compositore Umberto Giordano, in cui onore
ogni estate si tiene un festival di musica lirica,
classica e di danza. Nel centro storico del
paese interessante la visita della parrocchiale
dei SS. Gervasio e Protasio, risalente ai secc.
X-XI, con attiguo Battistero ottagonale e cam-
panile romanico.
Par ticolarmente apprezzata dai turisti la
piccola frazione di Feriolo, antica stazione di
transito delle truppe romane dirette ai valichi
alpini, che mantiene ancora oggi il suo carat-
teristico aspetto di villaggio di pescatori e
scalpellini.
Il Congresso infatti ,
e deve essere, unoc-
casione per incontra-
re colleghi e fornitori
in un ambiente rilas-
sato ed informale e,
perch no, per sco-
prire una cittadina
posta sulla sponda
occidentale del lago
Maggiore, di fronte
al golfo Borromeo,
i n un t er r i t or i o
insieme rivierasco e
montuoso.
Una foto del Grand
Hotel Dino, sede del
Congresso.
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78 A t t u a l i t
1 - Industrie manufatti cementizi
Scoprire la citt
Tra sacro e profano
Baveno ricca di angoli suggestivi, di spiaggette,
tra le quali quella di Villa Fedora e di giardini
lussureggianti, impreziosita dal grazioso centro
storico e dalla Chiesa Parrocchiale, un com-
plesso monumentale che risale allanno Mille,
comprendente anche il Battistero, il campanile, il
sagrato e la Via Crucis. Esistono, in Baveno cen-
tro, due nuclei abitati che hanno almeno in parte
conservato le caratteristiche del borgo antico.
Questi agglomerati sembrano riproporre un
modo di abitare molto diverso dallattuale. I due
nuclei si chiamano Domo e Baitone. Il nucleo
di Baitone, a nord della chiesa, si articola in una
serie di viuzze che scendono verso la strada del
Sempione, dove vi un edificio (ora restaurato)
che fu nellottocento il pi antico albergo del
lago: lAlbergo della Posta, con la sosta dei
cavalli. Qui soggiornavano quanti scendevano
verso lItalia dal Valico del Sempione. Si ricorda-
no anche alcuni nomi celebri come Napoleone
I, Schubert, Dumas e Churchill. Dal Sagrato
della Chiesa (XII sec.), dedicata ai SS. Gervasio
e Protasio, ci si addentra nel quartiere Domo,
un agglomerato di case addossate luna allaltra.
I cortili interni, i piccoli portici, i lunghi ballatoi di
legno, i vicoli stretti e tortuosi, le ripide scale, le
piazzette, le cappelle e i dipinti votivi, sono tutte
parti integranti dellalloggio, non inteso come
uno spazio chiuso al mondo esterno.
Ne un esempio la pittoresca casa Morandi
di impianto settecentesco con scale esterne e
ballatoi. Qui pu essere pi facile incontrarsi,
partecipare ad una vita di comunit. Oltre il
torrente Selvaspessa si trova la frazione di
Oltrefiume; il borgo deve la sua origine agli
insediamenti dei cavapietre e degli scalpellini
addetti allestrazione ed alla lavorazione del
granito rosa. Nel nucleo pi antico, recen-
temente restaurato, restano a testimoniare
questo passato operoso, molti manufatti in
granito inseriti come elementi architettonici
delle case. Da non perdere, infine, la frazione di
Feriolo che, pur mantenendo ancora oggi il suo
caratteristico aspetto di villaggio di pescatori e
scalpellini, divenuto uno dei poli del turismo
allaria aperta.
Chiesa SS. Gervasio e Protasio - Foto di Jean Pierre Strola
Casa Morandi - Foto di Jean Pierre Strola
Frazione di Oltreume - Foto di Jean Pierre Strola
Frazione di Feriolo - Foto di Jean Pierre Strola
Villa Fedora - Foto di Jean Pierre Strola
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79 A t t u a l i t
Industrie manufatti cementizi - 1
Le escursioni
Prendete... NOTA
> Le Isole Borromee
Da Baveno con battelli sia pubblici che pri-
vati possibile visitare queste tre splendide
isole. LIsola Superiore, detta dei Pescatori,
lIsola Bella che ospita il sontuoso palazzo
Borromeo ed i famosi giardini terrazzati
allitaliana e lIsola Madre dove si potranno
ammirare il giardino botanico, con le pi
svariate specie di piante rare ed esotiche, e
lantico palazzo con ambientazioni depoca.
> Lago Maggiore Express
la gita che riscuote maggior successo: si
par te al mattino da Baveno con il treno
alla volta di Domodossola, da qui con un
suggestivo trenino si attraversa la Val Vigez-
zo, non a caso detta dei Pittori, si entra in
Svizzera passando per le Centovalli e si
arriva a Locarno; dopo una visita alla citt,
nel pomeriggio si ripar te con il battello
per ammirare tutto lo splendore dei pic-
coli paesi, dei boschi e delle ville del Lago
Maggiore.
> Villa Taranto
I Giardini di Villa Taranto a Verbania sono
uno dei complessi botanici fra i migliori del
mondo. Molte migliaia di piante, impor tate
da vari Paesi, e collezioni rarissime, alcune
delle quali uniche in Europa.
> Il Mottarone e il Giardino Botanico Alpinia
La montagna dei due laghi, cos chia-
mato il Mottarone (m. 1491) per la sua
par ticolare posizione da cui si pu gode-
re di un panorama davvero suggesti vo
che abbraccia sia il Lago Maggiore che il
Lago dOr ta.
I n l ocal i t Al pi no, si tuato i l Gi ardi no
Botanico Alpinia che copre una superficie
di circa 40.000 mq. ed offre una vista spet-
tacolare sul Golfo Borromeo e sulle cime
della Valgrande.
> Orta San Giulio
Si trova ad una trentina di chilometri da
Baveno, sulle rive del lago omonimo, ed
una localit tra le pi antiche e meglio
conser vate della regione. Or ta San Giulio
attraversata da caratteristiche stradine
sulle quali si affacciano costruzioni di epoca
medievale e barocca.
Di fronte ad Or ta sorge lIsola di San Giu-
lio, su cui insediata una chiesa antichissi-
ma, che si dice fu fondata da San Giulio in
persona, nel IV secolo.
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80 A t t u a l i t
1 - Industrie manufatti cementizi
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> Macugnaga e il Monte Rosa
Dista da Baveno una sessantina di chilome-
tri e sorge alle pendici del Monte Rosa (m.
4.365), il secondo monte pi alto dEuropa.
Il borgo fu fondato dai valser, popolazio-
ni germaniche che si insediarono sulle pi
imper vie cime del territorio elvetico ma
che, a causa di carestie, a volte sconfinavano
nelle valli italiane; il fascino di Macugnaga
dovuto proprio alle tipiche costruzioni ed ai
costumi di queste genti. Da qui possibile
raggiungere quota 2000 metri con la seggio-
via del Belvedere ed addirittura il ghiacciaio
a 3000 metri con le funivie Bill-Passo Moro.
Natura & sport
1
Dal trekking alle escursioni in mountain bike,
dal golf al parapendio
Laghi, fiumi, colline e montagne si offrono
come scenario ideale per trascorrere giornate
allaria aperta fra natura e sport. In tutte le sta-
gioni, Baveno offre, oltre alla piacevolezza del
soggiorno, numerose escursioni via acqua o via
terra alla scoperta del patrimonio naturalistico
e la possibilit di praticare numerose attivit
sportive e ricreative come trekking, mountain
bike, golf, equitazione, vela, canoa, sub, sci nautico,
pesca, bocce, calcetto, parapendio. Inoltre la pri-
vilegiata posizione centrale di Baveno, punto di
snodo verso lOssola, consente di raggiungere
in breve tempo il Parco Nazionale della Val
Grande, la pi vasta area Wilderness dItalia e
delle Alpi, Macugnaga e il Monte Rosa, il Parco
Naturale dellAlpe Veglia e dellAlpe Severo, la
Val Formazza e la Val Vigezzo.
1
Tratto da Speciale Citt di Baveno a cura di ML monti&laghi news di Rita Ghisalberti.
Block notes
> Road book
In auto: da Milano con lautostrada A8 Milano-Laghi, che si congiunge poi con la A26
in direzione Gravellona Toce, uscita Baveno. Da Torino con lautostrada A4 e poi con la A26 in dire-
zione Gravellona Toce, uscita Baveno.
In treno: da Milano collegamenti sulla linea Milano Domodossola (Ginevra - Berna)
direttamente alla stazione di Baveno con treni regionali ed interregionali oppure alla stazione di Stresa
(km 3) con treni Inter-city, Euro-city e Cisalpino.
Dallaeroporto internazionale di Milano Malpensa: distanza da Milano Malpensa: 45 km servizio
bus navetta da marzo ad ottobre (prenotazione obbligatoria tel. 0039.0323.552172).
> Info
Ufficio Turismo del Comune di Baveno
tel/fax: 0039.0323.924632
sito web: www.comune.baveno.vb.it
e-mail: turismo.baveno@reteunitaria.piemonte.it
Distretto Turistico dei Laghi
tel.: 0039.0323.30416
fax: 0039.0323.934335
sito web: www.distrettolaghi.it
e-mail: infoturismo@distrettolaghi.it
Si ringrazia lUfficio del Turismo della Citt di Baveno per il materiale gentilmente concesso.
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82 A t t u a l i t
1 - Industrie manufatti cementizi
di Giovanni Plizzari e Marco Savoia
ormai pienamente riconosciuto che lItalia
ha assunto una posizione di rilievo, in ambito
internazionale, nel campo del rinforzo struttu-
rale mediante materiale compositi, sia per la
presenza di un patrimonio edilizio particolar-
mente vario ed importante che per la cono-
scenza nel settore da parte dei ricercatori.
Fanno parte del patrimonio edilizio italiano,
infatti, sia costruzioni di rilevante importanza
storica ed architettonica, che realizzazioni pi
recenti in muratura, in c.a., in c.a.p. ed in acciaio.
La maggior parte di queste ultime ha superato
abbondantemente i trentanni di vita, per cui
molte di esse necessitano di interventi pi o
meno urgenti di riabilitazione strutturale.
Lesigenza ormai non pi differibile dal punto
di vista tecnico e lo stato avanzato delle cono-
scenze nel settore in ambito nazionale hanno
motivato, da parte del C.N.R., listituzione di
uno specifico gruppo di studio per lelabora-
zione di un documento tecnico per la proget-
tazione di interventi di riabilitazione struttura-
le mediante FRP (Fiber Reinforced Plastics). Il
documento redatto da tale gruppo di studio,
il DT200/2004 Istruzioni per la progettazione,
lesecuzione ed il controllo di interventi di conso-
lidamento statico mediante lutilizzo di compositi
fibrorinforzati: materiali, strutture in c.a. e in c.a.p.,
strutture murarie, risulta essere un documento
assolutamente davanguardia, se confrontato
con le pi recenti istruzioni a livello interna-
zionale (le americane ACI 440, le giapponesi
JSCE, le europee FIP-CEB e molte altre). In
particolare, tale documento, oltre ad avanzati
e ben chiari criteri di dimensionamento per le
strutture in calcestruzzo armato, ha affrontato
per la prima volta anche alcuni temi di partico-
lare importanza per il patrimonio edilizio ita-
liano, quale ad esempio il rinforzo di strutture
in muratura.
Nella prima par te della giornata di studio
del CTE sulla Progettazione con i calcestruzzi
(FRC) ed i compositi (FRP) fibrorinforzati, dedi-
cata a progettisti e operatori del settore civile,
sono stati illustrati gli aspetti fondamentali del
CNR DT 204, presentati da docenti di livello
nazionale esperti del settore, tra i principali
redattori del suddetto documento tecnico.
Il Prof. Luigi Ascione, ordinario dellUniversit
di Salerno, ha aperto i lavori presentando le
linee generali del presente documento tecnico
nonch i lavori del C.N.R. in materia di Com-
missione Norme.
Successivamente, i Proff. Claudio Mazzotti,
Marisa Pecce e Roberto Realforzo, rispettiva-
mente docenti presso le Universit di Bologna,
del Sannio e di Salerno, hanno presentato le
norme riguardanti gli interventi di rinforzo per
le strutture in calcestruzzo armato. Le pre-
sentazioni hanno riguardato in primo luogo
i materiali utilizzati per il rinforzo strutturale
(tessuti, lamine, adesivi, etc.), i criteri generali
di progettazione (nel contesto delle verifiche
agli stati limite) e le verifiche nei riguardi della
delaminazione del rinforzo dal supporto in
calcestruzzo. Tali verifiche, di fondamentale
importanza in quanto il distacco del rinforzo
pu provocare la crisi improvvisa della strut-
tura rinforzata, sono alla base di tutti i criteri
di progetto per il rinforzo strutturale con
FRP. Sono state quindi illustrate le differenti
metodologie di rinforzo per travi e pilastri in
c.a. Nel primo caso, il rinforzo mediante FRP
pu essere efficace nei riguardi delle verifiche
a flessione e a taglio. Nelle presentazioni dei
docenti sono stati illustrati i criteri di dimen-
sionamento e di verifica nei riguardi di tali
sollecitazioni. stato quindi trattato il caso del
rinforzo di pilastri mediante fasciatura. In que-
sto caso, il composito consente di confinare
il calcestruzzo, aumentando la portanza del
pilastro nei riguardi dei carichi verticali nonch
un significativo aumento di duttilit nei riguardi
di sollecitazioni di compressione e flessione
ciclica, tipica dellazione sismica.
Il Prof. Elio Sacco dellUniversit di Cassino,
ha quindi trattato il problema del rinforzo di
strutture in muratura. Sono stati descritti i
criteri sia per il rinforzo localizzato, al fine di
evitare specifici meccanismi di collasso deri-
vanti da difetti di realizzazione della struttura,
che rinforzi completi di edifici in muratura
in unottica di adeguamento sismico (pareti,
volte, colonne in muratura). In tale campo di
applicazione, di grande importanza in Italia, le
Linee Guida C.N.R. DT200/2004 rappresenta-
no una sicura novit a livello internazionale.
Ha concluso la serie di presentazioni lillustra-
zione, da parte dellIng. Antonella Giordano
dellUniversit di Salerno, di una serie di esem-
pi applicativi nei quali sono state descritte ed
applicate le tecniche di consolidamento strut-
turale con materiali compositi.
Ling. Francesco Focacci, dellIUAV di Venezia,
ha successivamente presentato alcune nuove
tecniche di rinforzo strutturale con luso di
compositi a matrice cementizia.
La seconda parte della giornata stata invece
PROGETTAZIONE STRUTTURALE CON I CALCESTRUZZI (FRC) ED I COMPOSITI
(FRP) FIBRORINFORZATI ALLA LUCE DEI NUOVI DOCUMENTI NORMATIVI
GIORNATA DI STUDIO ORGANIZZATA DAL CTE AL POLITECNICO DI MILANO - 23 NOVEMBRE 2007
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Industrie manufatti cementizi - 1
dedicata ad una diversa tipologia di compo-
sito: il calcestruzzo fibrorinforzato (FRC) che
rappresenta uno dei calcestruzzi ad alte pre-
stazioni pi promettenti nellingegneria delle
strutture. In questo caso le fibre sono corte (l
< 60 mm), discontinue e non sono applicate
esternamente ad un elemento di calcestruzzo
esistente ma sono inserite nella matrice di cal-
cestruzzo fresco durante limpasto.
Laggiunta di fibre disperse in una matrice
cementizia ne modifica le propriet meccani-
che. In particolare, migliora il comportamento
a trazione contrastando lapertura progressiva
delle fessure.
Esistono diverse tipologie di fibra, alcune predi-
sposte per migliorare soprattutto la resistenza
al fuoco o alla fessurazione da ritiro, altre per
conferire tenacit al FRC che, in questo caso,
pu essere utilizzato nelle applicazioni strut-
turali. Una volta raggiunta la fessurazione della
matrice, le fibre strutturali sono in grado di
manifestare il proprio contributo, conferendo
al composito una resistenza post-fessurazione
assente nella matrice senza fibre.
Lutilizzo di fibre (strutturali) in sostituzio-
ne dellarmatura convenzionale, consente di
ridurre i tempi di posa delle armature, i tempi
di controllo del corretto posizionamento
dellarmatura (richiesti alla D.L.), in aggiunta al
risparmio dello spazio destinato allo stoccag-
gio dellarmatura convenzionale (barre o rete
elettrosaldata).
I calcestruzzi fibrorinforzati sono gi diffusa-
mente impiegati nelle pavimentazioni indu-
striali e per i rivestimenti delle gallerie ma
stanno suscitando grande interesse anche nel
settore della prefabbricazione.
Lutilizzo dei calcestruzzi fibrorinforzati nella
progettazione strutturale ora facilitato dalle
Istruzioni per la Progettazione, lEsecuzione ed
il Controllo di Strutture di Calcestruzzo Fibrorin-
forzato del CNR (DT204/2006). Tali istruzioni,
strutturate come gli Eurocodici, contemplano
le principali verifiche agli stati limite di esercizio
ed agli stati limite ultimi, in aggiunta alla dura-
bilit, alla resistenza al fuoco ed al controllo di
qualit.
Anche questa seconda parte della giornata di
studio ha avuto numerosi relatori che hanno
contribuito attivamente alla stesura delle istru-
zioni CNR DT204/206.
Il Prof. Rober to Felicetti del Politecnico di
Milano ha presentato i principali aspetti rela-
tivi alla resistenza al fuoco degli FRC ed ha
mostrato come alcune particolari tipologie di
fibra possano aumentare la resistenza al fuoco
dei FRC. Il Prof. Marco di Prisco, del Politecni-
co di Milano, ha successivamente presentato il
documento DT204/2006 del CNR, dedican-
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84 A t t u a l i t
1 - Industrie manufatti cementizi
do particolare attenzione ai legami costitutivi
del FRC ed al controllo di produzione del
materiale.
I principali aspetti tecnologici sono stati trattati
dallIng. Stefano Cangiano che ha presentato
le problematiche relative al mix design ed
il metodo di prova per la classificazione del
materiale, previsto dalla UNI 11039.
Il Prof. Antonio Grimaldi, della seconda Uni-
versit di Roma (Tor Vergata), ha mostrato
un esempio di progettazione di una trave
in c.a. con fibre, con particolare riferimen-
to alla determinazione dei legami costitutivi
(sulla base dei risultati delle prove con la UNI
11039), alla verifica a flessione e a taglio.
La presentazione del Prof. Giovanni Plizzari,
dellUniversit di Brescia, ha riguardato i rivesti-
menti di galleria, sia a segmenti sia tradizionali.
Lutilizzo dei materiali innovativi nella realizza-
zione dei rivestimenti per galleria il tema di
un progetto nazionale di ricerca (PRIN 2006),
cofinanziato dal Ministero dellUniversit e
della Ricerca, che vede coinvolte cinque sedi
universitarie italiane. Le fibre sono gi diffu-
samente utilizzate nel calcestruzzo proiettato
per i rivestimenti di prima fase ma possono
essere impiegate con successo anche nei rive-
stimenti finali delle gallerie tradizionali, dove
possono sostituire, in funzione della copertura
del tunnel, una parte significativa dellarmatura
convenzionale che, essendo curva, richiede
tempi di posa ancora pi lunghi. Le fibre sono
gi state utilizzate anche per la realizzazione di
conci prefabbricati per rivestimenti di galleria,
dove sono in grado di sostituire con successo
larmatura tradizionale posata per gli sforzi
diffusi e garantiscono inoltre la presenza di un
rinforzo anche in quegli spigoli che potrebbe-
ro essere danneggiati da eventuali urti o nella
fase di spinta dei martinetti.
LIng. Claudio Failla, della Magnetti Building di
Carvico (BG), ha successivamente presentato
un sistema avanzato per la realizzazione del
FRC nella centrale di betonaggio per la prefab-
bricazione e in aggiunta alcune grandi opere
realizzate con calcestruzzo fibrororinforzato;
tra queste, sono state presentate importanti
pavimentazioni industriali, la grande platea di
fondazione della Postdamer Platz di Berlino,
alcune travi in c.a.p. di copertura di una piscina
e la maestosa struttura a guscio del nuovo
parco oceanografico di Valencia, in Spagna.
La presentazione del Prof. Alber to Meda
dellUniversit di Bergamo ha riguardato la
progettazione delle pavimentazioni industriali
nelle quali le fibre sono gi ampiamente uti-
lizzate per sostituire totalmente larmatura
convenzionale (rete). I metodi di progetta-
zione tradizionali non possono per essere
utilizzati per un materiale che, come il FRC
con bassi dosaggi di fibre, ha forti caratteristi-
che di nonlinearit. Il Prof. Meda ha per questo
presentato metodi di calcolo avanzati, previsti
dalla DT204/2006, che consentono di sfrut-
tare tutte le potenzialit che le fibre sono in
grado di offrire.
Lultima (non per importanza) presentazio-
ne stata tenuta dallIng. Zila Rinaldi, della
seconda Universit di Roma (Tor Vergata) ed
ha riguardato il ripristino di strutture in c.a.
esistenti, perch non pi idonee a portare i
nuovi carichi di progetto (per esempio le azio-
ni sismiche) o perch danneggiate dal tempo
e dalluso. Queste tecniche di rinforzo sono
molto promettenti perch, oltre allaumento
della durabilit della struttura, reso possibile
dallalta qualit delle matrici FRC impiegate,
sono particolarmente efficienti anche per le
condizioni di esercizio delle strutture.
In conclusione, i diversi interventi hanno evi-
denziato le potenzialit di questi materiali
innovativi che sono ormai una bella realt per i
costruttori ed i progettisti che possono anche
avvalersi di valide istruzioni per la progetta-
zione. La giornata di studio ha sicuramente
fornito un aggiornamento tecnico-scientifico
sugli aspetti fisici di alcuni importanti materiali
innovativi per le applicazioni strutturali. n
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0 85 A t t u a l i t
Industrie manufatti cementizi - 1
di Andrea Dari
Su una superficie di circa 85.000 metri quadri
con oltre 1.700 espositori si tenuta a Las
Vegas, alla fine di gennaio, ledizione 2008 di
World of Concrete, WOC come viene chia-
mata negli Stati Uniti. WOC molto diversa
dalle fiere che si abituati a vedere in Italia e in
Europa. Innanzitutto una manifestazione fie-
ristica dedicata interamente allindustria delle
costruzioni in calcestruzzo. Non sono quindi
presenti altri settori affini, come quello della
lavorazione degli inerti o del movimento terra,
o almeno solo in modo molto marginale. Que-
sta specializzazione ha portato WOC a pre-
sentare non solo soluzioni per la parte interna
del settore (macchine, impianti, additivi ), ma
anche rivolte agli utilizzatori (prescrittori, pro-
gettisti, imprese) ed a diventare, di fatto, una
bandiera per la promozione del calcestruzzo
come soluzione per le diverse esigenze del
mondo delle costruzioni. Si pu affermare che
uscendo dal World of Concrete si prova il
reale desiderio di costruire in calcestruzzo.
WORLD OF CONCRETE 2008
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Le categorie rappresentate sono tante: i pro-
duttori di macchine e impianti, di additivi, di
fibre, di componentistica, di stampi per i cal-
cestruzzi decorativi, di resine, di macchine per
la lavorazione dei pavimenti, di prodotti per la
gestione del parco macchine, di attrezzature di
prova e controllo, etc.
Sono invece presenti in modo ridotto le
aziende che si rivolgono al settore della pre-
fabbricazione.
Questo perch negli Stati Uniti esistono
altre manifestazioni pi dedicate come il
MCPX, (www.mcpx.org) dal 7 al 9 febbraio
2008 a Denver, in Colorado; il Precast Show
(www.theprecastshow.org) organizzato dalla
NPCA (National Precast Concrete Asso-
ciation) a Houston, in Texax, dal 20 al 22
febbraio 2008.
Molte le rappresentanze delle associazioni:
tra le tante, Por tland Cement Association
- PCA (produttori di cemento), National
Ready Mixed Concrete Association - NRMCA
(produttori di calcestruzzo preconfezionato),
Precast/Prestressed Concrete Institute - PCI
(produttori di prefabbricati), American Con-
crete Institute - ACI, The Concrete Society
(dalla Gran Bretagna) e molte altre ancora.
La struttura espositiva par ticolarmente
attenta alle esigenze del visitatore.
Le dimensioni medie degli stand sono ridotte,
con allestimenti limitati.
Questo approccio consente al partecipante di
visitare la fiera in minor tempo e di individuare
in modo pi efficace le aziende da visitare.
Molta lattenzione invece dedicata al cliente,
accolto sempre con grande entusiasmo per
spiegare le caratteristiche dei prodotti/attrez-
zature proposte.
Di conseguenza negli stand, le aziende sono
presenti con numerosi tecnici e poche hostess.
Peraltro, ad ogni partecipante viene conse-
gnato un badge di grandi dimensioni, che
consente un controllo veloce al momento
dellaccesso e, quindi, riduce il problema delle
file, e un badge magnetico. Questo secondo
tesserino particolarmente utile: quando un
congressista visita uno stand non occorre
registrane manualmente i dati o prendere il
biglietto da visita. sufficiente una lettura del
badge magnetico da parte dellespositore.
Vengono inoltre adottate soluzioni cromatiche
e di arredo che facilitano gli spostamenti dei
visitatori e, allo stesso tempo, rendono pi
confortevole la sosta negli stand di interesse.
Nellarea esterna sono posizionate due aree
di prova, dedicate entrambe al settore delle
pavimentazioni. Diverse le aziende italiane
presenti alla manifestazione. Gli approfondi-
menti con gli espositori hanno evidenziato una
crescita della presenza della nostra industria e
dei nostri prodotti in un mercato caratterizza-
to da una forte crisi del residenziale (-27%) e
una crescita dellindustriale.
Qualche consiglio per chi vuole quindi visita-
re il WOC nei prossimi anni: la fiera richiede
almeno due giorni di visita e un trolley da
riempire con la documentazione, le pubblica-
zioni e i gadget che si trovano in abbondanza
nei diversi stand. Il Convention Center si trova
nella parte centrale di Las Vegas: gli alberghi
pi vicini sono il Treasure Island, il Wynn Las
Vegas Hotel, il Venetian Resort Hotel Casino, il
Palazzo. Da Las Vegas possibile fare escursio-
ni presso il Grand Canyon: si parte la mattina
allalba (le compagnie passano direttamente
in albergo con lo shuttle a prelevare i clienti),
con un aeroplano da circa 20 posti ci si trasfe-
risce al Grand Canyon, dove si pu compiere
una escursione con lelicottero, con la barca
e a piedi. Nel caso si prenoti lescursione con
lelicottero, conviene verificare prima la durata
del volo: molto spesso si tratta di un giro di
trasferimento di pochi minuti, mentre esistono
soluzioni molto pi articolate.
86 A t t u a l i t
1 - Industrie manufatti cementizi
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Se possibile, conviene aggiungere un giorno
per la visita degli hotel/resort di Las Vegas e
unulteriore tappa, possibilmente nel par te
orientale degli Stati Uniti, per spezzare il lungo
viaggio dallItalia.
Da non perdere gli spettacoli del Cirque du
Soleil negli hotel di Las Vegas, ricordandosi di
prenotarli alla partenza. n
Come si ricorder, a partire dal 1
o
gennaio
2008 tutti gli impianti di produzione di calce-
struzzo con processo industrializzato dovran-
no possedere la certificazione del Sistema di
Controllo di Produzione (FPC).
Di seguito lelenco completo degli Istituti
attualmente autorizzati dal Consiglio
Superiore dei Lavori Pubblici a tale certifica-
zione del Sistema di Controllo del Processo ai
sensi del d.m. 14/09/2005:
4 ABICert Zona industriale Cuculo
66026 Ortona (CH);
4 Associazione ICIC Via dei Mille, 23
00185 Roma;
4 Bureau veritas Italia SpA Viale Monza
261 20126 Milano;
4 Geolab s.r.l. Via De spuches s.n. 90044
Carini (PA);
4 ICIM Piazza Armando Diaz 2 20123
Milano;
4 ICMQ SpA Via Gaetano De Castillia, 10
20124 Milano;
4 ISTEDIL SpA Via Tiburtina Km 18.300
00012 Guidonia Montecelio Loc. Setteville
(RM);
4 Istituto Giordano Via Rossigni, 2 47814
Bellaria Igea Marina (RN);
4 Rina SpA Via Corsica, 12 16128 Genova;
4 SGS Italia SpA Via Gaspare Gozzi, 1/A
20129 Milano;
4 Tecno Piemonte Srl Statale Valsesia, 20
28078 Romagnano Sesia (NO);
4 Tecnoprove Srl Via dellIndustria, s.n.
72017 Ostuni (BR);
4 TV Italia Srl Via Carducci 125, pal. 23
20099 Sesto S. Giovanni (MI);
4 Veneta Engineering Srl Via Lovanio, 8/10
37135 Verona.
Si ritiene utile ricordare che tale autoriz-
zazione viene rilasciata dal Consiglio Supe-
riore dei Lavori Pubblici per mezzo di un
apposito Decreto emanato in seguito ad
una istruttoria attuata dal Ser vizio Tecnico
Centrale del Consiglio Superiore stesso.
Per tanto il possesso di tale autorizzazio-
ne data dal Decreto del Presidente
del Consiglio Superiore dei Lavori
Pubblici indispensabile affinch
lIstituto possa a sua volta rilasciare
una certificazione valida ai sensi del
d.m. 14/09/2005.
Altri Istituti hanno inoltrato la domanda
di autorizzazione al Consiglio Superiore
dei Lavori Pubblici, alcuni di questi hanno
gi completato positivamente la fase di
istruttoria da par te del Ser vizio Tecnico
Centrale e sono in attesa di formalizzazio-
ne attraverso il Decreto di cui sopra, per-
tanto il suddetto elenco sar suscettibile
di aggiornamenti. n
ELENCO DEGLI ISTITUTI AUTORIZZATI PER LA CERTIFICAZIONE DEL CONTROLLO
DEL PROCESSO SECONDO LE NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI
(D.M. 14/09/2005) AGGIORNATO AL 23 GENNAIO 2008
87 A t t u a l i t
Imp Attualita IMC.indd 87 13-03-2008 15:27:02
Scegli il cemento
senza rischi
Nel rispetto del vostro operato nato Cromino, un marchio di sicurezza creato da AITEC per difendere e
tutelare il vostro lavoro. In conformit alla normativa europea e nazionale, tutti i cementi commercializzati
dalle nostre Associate hanno un contenuto di Cromo VI (esavalente) inferiore a 2 ppm, con la garanzia
di un doppio controllo: uno interno ai nostri stabilimenti e laltro affidato, in base ad un accordo volontario,
ad un Ente pubblico esterno (ITC-CNR). Solo dopo questo processo ogni sacco di cemento potr vantare
il marchio di sicurezza Cromino.
Cromino, il marchio a garanzia del cemento a contenuto controllato di Cromo VI.
www.cromino.it Cromino un marchio registrato AITEC
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88 A t t u a l i t
1 - Industrie manufatti cementizi
Nasce il nuovo marchio
di sicurezza dei cemen-
ti prodotti delle aziende
associate AITEC, Asso-
ciazione Italiana Tecnico
Economica Cemento.
AITEC presenta un marchio di sicurezza e
garanzia di conformit dei prodotti delle sue
Aziende Associate rispetto alla normativa in
materia di Cromo VI idrosolubile nei cementi.
I cementi con marchio Cromino rispettano
la normativa sul Cromo VI, sono controllati
in riferimento ai livelli di Cromo VI da questa
previsti e sono verificati e certificati da un
organismo pubblico terzo. In conformit alla
normativa europea e nazionale, tutti i cemen-
ti prodotti e commercializzati dalle Aziende
Associate hanno un contenuto di Cromo VI
(esavalente) inferiore a 2 ppm (equivalenti
a 2 mg per kg), con la garanzia di un doppio
controllo: uno, interno agli stabilimenti, ad
opera del produttore e laltro affidato, in base
ad un accordo volontario, ad un Ente pubbli-
co esterno (ITC-CNR). Il doppio controllo
permette al cemento delle aziende AITEC di
vantare il marchio di sicurezza Cromino, gra-
zie al quale da oggi possibile per lutilizzato-
re finale riconoscere i cementi delle Aziende
AITEC, garantiti appunto dal doppio controllo
di sicurezza e cer tificati in riferimento alla
conformit verso la normativa sul Cromo VI,
rispetto a tutti gli altri.
I rischi derivanti dal Cromo VI
e il quadro normativo
Il contatto diretto con il cemento bagnato pu
avere conseguenze sulla pelle dovute anche
alla presenza di Cromo VI idrosolubile che a
contatto con la pelle non protetta pu dar
luogo nei soggetti sensibili, alla dermatite aller-
gica. I cementi hanno contenuti di Cromo VI
variabili a seconda della tipologia di cemento,
delle materie prime impiegate e delle moda-
lit di produzione. Per questo il contenuto di
Cromo VI nel cemento stato regolamentato
dallUE con la Direttiva 2003/53/CE, recepi-
ta in Italia con il decreto del Ministero della
Salute 10 maggio 2004. Dal gennaio 2005, il
cemento e i preparati contenenti cemento
non possono essere commercializzati o impie-
gati se contengono, una volta mescolati con
acqua, oltre 2 ppm di Cromo VI idrosolubile.
La norma prevede una deroga solo nei casi in
cui il cemento sia manipolato unicamente da
macchinari, senza alcuna possibilit di contatto
con la pelle.
Riduzione del
cromo VI nei
cementi
Per la riduzione
del cont enut o
di Cromo VI nei
cementi al di sotto
del limite impo-
sto dalla norma,
le aziende AITEC
si sono attrezza-
te con sistemi per
laggiunta di addi-
tivi che fungano da agenti riducenti. Leffica-
cia degli agenti riducenti influenzata dalle
condizioni di conservazione del cemento ed
limitata nel tempo. Per queste ragioni sullim-
ballaggio dei cementi AITEC figurano informa-
zioni riguardanti la data di confezionamento
del prodotto e le condizioni ed il periodo
di conservazione che garantiscono lefficacia
dellagente riducente.
I controlli sui cementi Cromino
I controlli sul contenuto di Cromo VI nel
cemento, effettuati dalle Aziende Associa-
te AITEC allinterno dei propri stabilimenti,
avvengono sulla base dello schema descritto
dalla norma EN 196-10:2006 che prevede
limplementazione di un sistema di controllo
del processo produttivo da parte del produt-
tore e la redazione di un manuale di qualit di
fabbrica. Inoltre Aitec, su base volontaria, ha
incaricato ITC-CNR di sviluppare un sistema
di valutazione esterno ed indipendente. ITC
CNR, Istituto per le Tecnologie della Costru-
zione - Consiglio Nazionale delle Ricerche,
Organismo Notificato alla Commissione
Europea. Il sistema di valutazione volontario
operativo dal 2006.
Ciascuna delle Aziende Associate AITEC pu
fare richiesta ad ITC-CNR di attivare la valu-
tazione della rispondenza dei propri cementi
e leganti idraulici alle prescrizioni del DM 10
maggio 2004, secondo una procedura opera-
tiva predisposta da ITC-CNR stessa e basata
sulle norme tecniche vigenti.
Lattivit di valutazione, controllo e sorve-
glianza dellITC-CNR d luogo al rilascio di un
Documento di Valutazione della risponden-
za ai requisiti del DM 10 maggio 2004. Solo
i prodotti delle Aziende Aitec sottoposti a
questo doppio controllo possono vantare il
marchio Cromino.
Per informazioni: www.cromino.it
CROMINO, IL CEMENTO A CONTENUTO RIDOTTO E CONTROLLATO DI CROMO
Imp Attualita IMC.indd 88 13-03-2008 15:27:02
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1 - Industrie manufatti cementizi
L e A z i e n d e i n f o r m a n o 90
Holcim S.p.A.
Holcim Aggregati, un mondo da esplorare!
Il processo produttivo
degli aggregati com-
plesso e avvincente e
proprio per permet-
tere a professionisti e
non solo di conoscere
questo mondo, Holcim
Aggregati ha creato un
DVD che approfondi-
sce le fasi di lavorazione
di un sistema ideale.
Il DVD Luomo e la pie-
tra, un mondo da esplo-
rare si propone come
guida virtuale chiara e
diretta: dallestrazione
alla vagliatura, dal trattamento delle acque al
recupero ambientale, aspetti che possibile
approfondire grazie a sezioni dedicate.
Le cave coltivate da Holcim, secondo le
direttive competenti, vantano caratteristiche
qualitative eccellenti. La ricerca di qualit
guida anche la scelta delle tecnologie, le pi
avanzate e le pi sicure. Inoltre, ladesione
alle severe normative europee fa s che Hol-
cim attui tutte le misure per preservare la
sicurezza dei lavoratori.
Holcim Aggregati ha introdotto nei processi
di produzione, macchinari e logiche rispon-
denti alle esigenze di qualit, sicurezza e
rispetto ambientale.
Per tanto la riqualificazione dei territori
interessati dallattivit produttiva avviene
parallelamente ad essa, secondo modalit e
tempi ben definiti.
Grazie a questo DVD, Holcim conferma
ancora una volta di voler offrire strumenti
semplici ed efficaci per permettere una
conoscenza approfondita ed un contatto
diretto con lazienda.
Per ulteriori informazioni
Ufficio Marketing
Holcim (Italia) S.p.A. Via Volta, 1
22046 Merone (CO)
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Industrie manufatti cementizi - 1
91 L e A z i e n d e i n f o r m a n o
Piolanti S.r.l.
Piolanti S.r.l., leader nel settore ricambi,
in grado di offrire una gamma completa di
componenti per gli impianti di produzione
di calcestruzzo, per le pompe e le autobe-
toniere di tutte le marche. Ad oggi il nostro
staff, composto da pi di cinquanta persone,
opera con successo su tutto il territorio
nazionale tramite funzionari di vendita con
consolidata esperienza che sono costante-
mente a contatto con nostri clienti italiani; il
nostro ufficio estero esporta in oltre ottanta
paesi diversi e la nostra attrezzata officina
sempre a disposizione dei nostri clienti per
qualsiasi problema si presenti sulle loro mac-
chine. Il forte dinamismo e la grande seriet
che hanno sempre contraddistinto la nostra
societ, ci hanno permesso di diversificare
la gamma dei nostri prodotti, facendo s che
da parecchi anni siamo in grado di proporre
anche sistemi per il riciclaggio del calcestruz-
zo di risulta e sistemi per labbattimento
delle polveri di cemento. La vendita di Veicoli
Industriali nuovi ASTRA e la disponibilit di
un vasto parco macchine plurimarche usate
e revisionate, completano il profilo del-
la nostra azienda.
Limpegno societa-
rio nel farsi carico
e ri cercare con
continuit la sod-
disfazione dei pro-
pri clienti, stato
premiato nellanno
2005 con la certifi-
cazione del Sistema
di Gestione per la
Qualit conforme
alla norma UNI EN
ISO 9001:2000.
Per ulteriori informazioni
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47100 Forl FC Italy
Tel. 0039 0543 723373
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STRUTTURE PREFABBRICATE
TUBI A BASSA PRESSIONE
PALI
BLOCCHI E PAVIMENTI
CABINE ELETTRICHE
FIBROCEMENTO
TRAVERSE E ARMAMENTI FERROVIARI
MANUFATTI IN CALCESTRUZZO CELLULARE AUTOCLAVATO
TUBI PER ACQUEDOTTI
SOLAI E DOPPIA LASTRA
GRUPPO INSERTI PER MANUFATTI IN CALCESTRUZZO
ASSOBETON
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ASSOBETON
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93
Industrie manufatti cementizi - 1
Il 23 gennaio scorso venuto a mancare il nostro
Vicepresidente Roberto Manini, titolare della Manini
Prefabbricati SpA.
Di lui abbiamo potuto apprezzare lentusiasmo, tipico
della sua giovane et, con cui ha accettato di avere un
ruolo attivo negli Organi Direttivi dellAssociazione e,
allo stesso tempo, limpegno e la capacit di fornire
concreti contributi alla realizzazione dei programmi
della Presidenza.
Il Presidente, i Vicepresidenti, il Consiglio Direttivo, la
Giunta, gli Organi Istituzionali e tutti gli Associati AS-
SOBETON lo ricordano con profonda stima ed affetto.
La Direttiva 2002/93/CE sul rendimento
energetico degli edifici stata recepita in
Italia dal Decreto Legislativo 19.08.2005 n.
192 Attuazione della direttiva 2002/91/
CE relativa al rendimento energetico
nelledilizia e dalle sue disposizioni cor-
rettive previste nel Decreto Legislativo
29.12.2006 n. 311 Disposizioni corret-
tive ed integrative al Decreto Legislativo
19.08.2005 n. 192 con lobiettivo di fa-
vorire il miglioramento delle prestazioni
energetiche degli edifici e contribuire
alla diminuzione delle emissioni dei gas
climalteranti associati al consumo di
combustibili fossili.
1
FINALIT DEL DECRETO
LEGISLATIVO
Il decreto stabilisce i criteri, le condizioni
e le modalit per migliorare le prestazio-
ni energetiche degli edifici, contribuendo
cos allobiettivo nazionale stabilito dal
protocollo di Kyoto: la riduzione dell8%
delle emissioni di gas serra in Europa
entro il 2010.
Attualmente la produzione e la gestione
degli edifici occupa il 44% del fabbiso-
gno energetico nazionale di cui il 67%
imputabile al solo riscaldamento del
settore residenziale.
Rendimento
energetico
degli edifici
Murature in blocchi
1
di Fabio Braccini e Riccardo Cecconi
1
La presente scheda tecnica blocchi n. 4 stata pubblicata su Newstreet anno IV, numero 8 dicembre
2007, semestrale della Sezione Blocchi e Pavimenti di ASSOBETON.
Imp Assobeton Braccini Cec.indd 93 13-03-2008 14:42:17
94
1 - Industrie manufatti cementizi
Nel recepire la Direttiva Europea, il
D.L. 311/06 fissa un limite allindice di
prestazione energetica (Epi), calcolato
solo per la climatizzazione invernale, e
di trasmittanza termica U degli elementi
edilizi disperdenti.
2 AMBITO DI INTERVENTO
Il decreto si applica alla progettazio-
ne e realizzazione di edifici di nuova
costruzione ed alla loro cer tificazione
energetica.
Nel caso del l e r i str uttur azi oni o
ampliamenti si applica integralmente
per edifici con superficie utile supe-
riore a 1000 m
2
e nel caso di amplia-
menti con volume superiore al 20%
del volume esistente, limitatamente
allampliamento.
Ogni edi fi ci o dovr essere dotato
di Attestato di Cer tificazione Ener-
geti ca che sar i l documento che
attester l e prestazi oni ener geti -
che del l edi fi ci o. Questo segui r l a
seguente temporalit:
4 a decorrere dal 01.07.2007 edi-
fici di superficie utile superiore a
1000 m
2
, nel caso di trasferimen-
to a ti tol o oneroso del l i ntero
immobile;
4 a decorrere dal 01.07.2008 edi-
fici di superficie utile fino a 1000
m
2
, nel caso di trasferi mento a
titolo oneroso dellintero immo-
bile con lesclusione delle singole
unit immobiliari;
4 a decorrere dal 01.07.2009 per
l e si ngol e uni t i mmobi l i ari , nel
caso di trasferimento oneroso.
3
CERTIFICAZIONE
ENERGETICA
Oggi l Attestato di Cer ti fi cazi one
Energetica sostituito dallAttestato
di Qualificazione Energetica fino al
02.02.2008, asseverato dal Direttore
Lavori.
Data limpor tanza attribuita al tema
del risparmio energetico la Finanzia-
ria 2007 ha introdotto sgravi fiscali
e contributi con fondi pubblici, per
accedere ai quali necessario essere
in possesso dellAttestato di Qualifica-
zione Energetica.
4
VALUTAZIONE
DELLE PRESTAZIONI
ENERGETICHE
La valutazione delle prestazioni ener-
getiche delledificio pu essere ese-
guita con una verifica completa cal-
colando per l edificio Epi
eff
< Epi
lim

(KW/m
2
/anno) e U
eff
< 1,3 x U
lim
.
Si pu altres eseguire una verifica
sempl i fi cata, val i da nel caso i n cui
S
vetri
/S
utile
< 0,18 dove basta rispetta-
re U
eff
< U
lim
. Quindi il decreto fissa
dei valori minimi per la trasmittanza
dellinvolucro, differenziando le pareti
orizzontali da quelle ver ticali. In par-
ticolare per quelle ver ticali si diffe-
renziano i valori ulteriormente per le
par ti opache e quelle trasparenti.
Per le pareti esterne e confinanti con
l ocal i non ri scal dati i l D. L. 311/06
impone il rispetto dei seguenti valori,
riferiti alla suddivisione del territorio
Italiano ai sensi del DPR 412/93, con
tre scadenze temporali:
TRASMITTANZA TERMICA DELLE
STRUTTURE OPACHE VERTICALI
(D. Lgs. 311/06-Tabella 2.1, all.C)
ZONA
CLIMATICA
A 0,85 0,72 0,62
B 0,64 0,54 0,48
C 0,57 0,46 0,40
D 0,50 0,40 0,36
E 0,46 0,37 0,34
F 0,44 0,35 0,33
Dal
1 gennaio
2006
U (W/m
2
K)
Dal
1 gennaio
2008
U (W/m
2
K)
Dal
1 gennaio
2010
U (W/m
2
K)
DECRETI DA RISPETTARE
Il decreto si integra, e non sosti-
tuisce, lattuale normativa sul ri-
sparmio energetico che fa capo
alla Legge 9 gennaio 1991, n.10
Norme per lattuazione del Piano
energetico nazionale in materia di
uso razionale dellenergia, di rispar-
mio energetico e di sviluppo delle
fonti rinnovabili di energia, quin-
di nellapplicazione restano validi
molti decreti attuativi che devono
essere assolutamente rispettati.

La nostra cultura di impresa frutto di valori condivisi,
un patrimonio che rappresenta la solidit dellazienda ed il nostro impegno
per il futuro. Da sempre abbiamo scelto di salvaguardare lambiente, attraverso il
recupero ed il riuso del territorio; di sviluppare le nostre idee investendo sulla ricerca
e sulla tecnologia; di instaurare rapporti di ducia mantenendo una professionalit
costante e garantendo leccellenza dei nostri prodotti.
Colacem oggi una delle realt industriali pi importanti dItalia:
promuoviamo progresso e cultura aziendale, per la crescita delle nostre comunit.
I nostri valori
costruiscono il futuro
C
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l
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c
e
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I
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g
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La nostra cultura di impresa frutto di valori condivisi,
un patrimonio che rappresenta la solidit dellazienda ed il nostro impegno
per il futuro. Da sempre abbiamo scelto di salvaguardare lambiente, attraverso il
recupero ed il riuso del territorio; di sviluppare le nostre idee investendo sulla ricerca
e sulla tecnologia; di instaurare rapporti di ducia mantenendo una professionalit
costante e garantendo leccellenza dei nostri prodotti.
Colacem oggi una delle realt industriali pi importanti dItalia:
promuoviamo progresso e cultura aziendale, per la crescita delle nostre comunit.
I nostri valori
costruiscono il futuro
C
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Per le strutture di separazione tra edifici
o unit immobiliari confinanti e per le
pareti che delimitano verso lambiente
esterno gli ambienti non dotati di impian-
to di riscaldamento, nelle zone climatiche
C-D-E-F per tutte le categorie di edifici
(esclusa la E8) fissato un valore massi-
mo di trasmittanza U = 0.8 W/m
2
K.
4.1
CONSIDERAZIONI
SUI COEFFICENTI PER
IL CALCOLO U (W/m
2
K)
Di estrema i mpor tanza r i sul tano
i val ori del l a conduci bi l i t termi ca
l (W/mK) dei materi al i , che sono
linput del procedimento analitico per
la determinazione della trasmittanza
termica, questi coefficienti possono
essere tratti dalla UNI 10351 o da
prove sperimentali.
La conducibilit una caratteristica
propria del materiale ed for temente
vincolata alla densit e al contenuto di
umidit del materiale stesso che pu
essere presente in esercizio.
Infatti tanto pi i materiali sono sen-
sibili allacqua (elevato contenuto di
umidit), minore la loro prestazione
di isolamento termico.
I risultati indicano come a parit di
contenuto dacqua, il laterizio rispon-
da con una maggiore riduzione della
resistenza termica rispetto al blocco
in cls.
Quindi nella scelta di un materiale
bisogna tenere conto della sua igro-
scopicit che ne influenzer le presta-
zioni termiche e la sua manutenzione
nei confronti degli intonaci e pitture.
FLUSSO DI CALORE E UNIT DI SUPERFICIE
La trasmittanza termica U una propriet che rappresenta il usso di calore
scambiato, per unit di supercie, attraverso una struttura separante due
ambienti posti ad una differenza di temperatura di 1 K. Tale propriet termi-
ca viene determinata attraverso procedimenti analitici in conformit alle mi-
gliori regole tecniche, ossia alle norme emesse da organismi nazionali o co-
munitari, cos come specicato dal sopra citato decreto. Nella fattispecie tali
norme sono: la UNI EN 1745 che prevede, oltre ad un metodo semplicato,
anche lutilizzo del codice di calcolo agli elementi niti; la UNI 10351e la UNI
10355 che il decreto conserva valide come banche dati. La trasmittanza ter-
mica U secondo il suddetto metodo semplicato viene introdotta dalla UNI
EN ISO 6946, calcolando linverso della resistenza termica complessiva:
96
dove:
h
si
= coefciente di scambio termico superciale interno;
h
se
= coefciente di scambio termico superciale esterno;
s
i
= spessore (in m) di ogni singolo strato costituente la parete;
l
i
= conducibilit termica (in W/mK) di ogni singolo strato costituente la parete;

n
totale si i i se
i 1
R 1 h s 1 h


totale
1
U=
R

Zone climatiche
secondo il DPR 412/93.
1 - Industrie manufatti cementizi
Imp Assobeton Braccini Cec.indd 96 13-03-2008 14:42:18
Altro fattore fondamentale la capa-
cit di traspirare della parete e quindi
di curare il comfor t per lutilizzato-
re, evitando la formazione di umidi-
t superfi ci al e che fa prol i ferare l e
muffe.
4.2

PONTI TERMICI
Pri mari a i mpor tanza da prestare
anche al l a progettazi one e real i z-
zazione per evitare o contenere al
massi mo i ponti termi ci (secondo
il Decreto la trasmittanza nei ponti
termici corretti non deve superare
97
Industrie manufatti cementizi - 1
Parete con blocchi
climatici ed
isolante a cap-
potto, ottima
soluzione per
eliminare i
ponti termici
Assorbimento per capillarit
A= blocchi in cls alleggerito
C= laterizio
Diagramma di risalita per capillarit
Blocchi in cls vibrocompresso idrofugati
Assorbimento capillare superciale C
w,s
< 0,8
Coefciente di diffusione del vapore < 5/10
Modulo elastico E < 10.000 Mpa
Imp Assobeton Braccini Cec.indd 97 13-03-2008 14:42:18
98
del 15% la U
eff
) e quindi si deve ese-
guire una progettazione integrata che
tenga conto s delle esigenze ener-
getiche, ma anche di quelle statiche
e acusti che, real i zzando cos degl i
edifici a prestazioni controllate, con
costi inferiori.
4
.3

COMPORTAMENTO
ESTIVO
Il Decreto si occupa principalmente
della climatizzazione invernale e solo
marginalmente di quella estiva, impo-
nendo un valore di massa superficiale
minima per le murature solo in zone con
irradianza > 290 W/m
2
, pari a 230 kg/m
2

(senza intonaco).
Questo valore pu senzaltro essere
preso come buona regola per tutte le
zone in quanto con una buona massa
della parete si ottiene una ottima inerzia
termica che permette un miglior com-
fort e costi inferiori di climatizzazione
estiva.
5

CONCLUSIONI
Lattuale normativa ha avuto sicuramente
il grande merito di portare allattenzione
una problematica, quella dellisolamento
termico degli edifici, che negli ultimi anni
era stata visibilmente trascurata. Risul-
ta evidente per questo motivo, come
gran par te dellindustria di produzio-
ne dei componenti per ledilizia di oggi,
impreparata nel soddisfare i nuovi
requisiti, creando una specie di gara al
valore migliore. Le aziende associate ad
ASSOBETON hanno da sempre portato
avanti una politica di massima trasparen-
za circa la divulgazione dei valori, politica
che viene effettivamente premiata con
le nuove normative. Per tutte queste
ragioni ASSOBETON raccomanda ai
professionisti di leggere in maniera criti-
ca i valori che vengono divulgati, in vista
anche della responsabilit che viene loro
attribuita, onde evitare lutilizzo di dati
poco attendibili nella certificazione ener-
getica delledificio. n
lOrgano Ufciale di ASSOBETON
(Associazione Nazionale Industrie Manufatti Cementizi).
La rivista dedicata al settore della prefabbricazione per
approfondire e offrire il giusto spazio a tutto il comparto dei
prodotti prefabbricati di ogni genere e fattura, analizzandone
e descrivendone ogni aspetto: dalla fase iniziale di studio
delle materie prime, alla lavorazione e produzione, no
alla realizzazione delloggetto e al mantenimento della sua
funzionalit operativa. La realizzazione e la cura degli articoli
sono il prodotto dellopera di professori, docenti universitari,
tecnici, tecnologi, ingegneri professionisti, che, analizzando le
diverse tematiche trattate, permettono di dare uno sguardo a
360 comprensibile a tutti, anche ai non adetti ai lavori.
Per lacquisto di pagine pubblicitarie e per maggiori informazioni
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t
i
v
a

0
5
4
9
.
9
0
9
0
9
0
Industrie m
anufatti cem
entizi
ASSOBETON
STUDI ERICERCHE
Prove di carico su pilastri prefabbricati
giuntati tramite ferri di ripresa inghisati
Produzione di manufatti prefabbricati
di elevate qualit e prestazioni
mediante il processo di estrusione
Valutazione della sicurezza in esercizio
di un ponte ad arco-portale costruito per conci
AMBIENTE
Il CEN TC 350 - Standard previsti e programma d'azione
INSERTI
Uso degli inserti per calcestruzzo in conformit
alle normative vigenti
DALLUNIVERSIT
Intervista a Nerio Tullini
1
2 0 0 8
CONFINDUSTRIA
Organo Ufficiale di ASSOBETON
Ediltubi spa (TO)
Impianto a torre modello HS 675 completo di n. 2 mescolatori
APOLLO per la produzione di manufatti in cemento (pavimenti auto-
bloccanti, blocchi per murature, cordoli e muretti contro terra).
Per realizzare i prodotti sopra elencati, occorre un
impianto che abbia le seguenti caratteristiche:
controllo accurato dellumidit contenuta negli inerti;
dosaggio preciso della quantit di acqua;
controllo preciso del rapporto A/C attraverso le sonde
AQUAMAT posizionate sul fondo del mescolatore;
ottima miscelazione del mix-design attraverso
lesclusivo principio asincrono e controcorrente tipico
dei mescolatori SKAKO.
SKAKO Italia srl Via Discesa Galatina, 10 I 81024 Maddaloni (CE)
Tel.: +39 08 23 435 998 Fax +39 08 23 203 970 e-mail: skako@skako.it www.skako.com
5653_ITA_Mezzo_R_Beton.indd 1 14/02/06 15:39:04 Imp Assobeton Braccini Cec.indd 98 13-03-2008 18:01:24
Ediltubi spa (TO)
Impianto a torre modello HS 675 completo di n. 2 mescolatori
APOLLO per la produzione di manufatti in cemento (pavimenti auto-
bloccanti, blocchi per murature, cordoli e muretti contro terra).
Per realizzare i prodotti sopra elencati, occorre un
impianto che abbia le seguenti caratteristiche:
controllo accurato dellumidit contenuta negli inerti;
dosaggio preciso della quantit di acqua;
controllo preciso del rapporto A/C attraverso le sonde
AQUAMAT posizionate sul fondo del mescolatore;
ottima miscelazione del mix-design attraverso
lesclusivo principio asincrono e controcorrente tipico
dei mescolatori SKAKO.
SKAKO Italia srl Via Discesa Galatina, 10 I 81024 Maddaloni (CE)
Tel.: +39 08 23 435 998 Fax +39 08 23 203 970 e-mail: skako@skako.it www.skako.com
5653_ITA_Mezzo_R_Beton.indd 1 14/02/06 15:39:04 Imp Assobeton Braccini Cec.indd 99 13-03-2008 14:42:20
100
1 - Industrie manufatti cementizi
8
ASSOBETON
Sezione Blocchi e Pavimenti
Newstreet, organo ufciale della Sezione Blocchi e Pavimenti di ASSOBETON, rap-
presenta il principale strumento di divulgazione di una corretta cultura, ingegneristica
e architettonica, del massello autobloccante e del blocco in calcestruzzo. Questi ma-
teriali da costruzione sono i protagonisti degli articoli e dei servizi scritti con dovizia
di contenuti tecnici e architettonici, nellintento di illustrarne le peculiarit in termini
di versatilit di utilizzo, durabilit nel tempo, bassi costi di manutenzione, pregi estetici,
rispetto dellambiente.
La rivista contiene, inoltre, un inserto staccabile di carattere monograco, riservato di
volta in volta a uno specico argomento.
Sommario del numero 8 di Newstreet - Dicembre 2007
1 EDITORIALE
Antonio Caberlotto
2 BLOCCHI
Fiamme Gialle tra cielo e mare
Le sedi della sezione aerea a Bari della
Guardia di Finanza e della sezione aerea
di manovra a Grottaglie si dotano delle in-
frastrutture indispensabili per condurre una
lotta efcace alla criminalit mediterranea
puntando sul blocco in calcestruzzo per le
loro strutture.
testo di Gaetano Caero
fotograe Impresa Gramegna
6 MASSELLI
Londa lunga di Fuksas
La via Fuksas: un chilometro e mezzo di
strada sopraelevata, articolata attraverso
un sistema di scale mobili e tapis-roulant,
facilmente smontabile, manutenibile e ri-
montabile, realizzata in masselli autobloc-
canti per il nuovo polo eristico di Pero-Rho,
a Milano.
testo di Francesco Carelli di C.
fotograe di Giuseppe Cella
e Michela Gariboldi
Imp Assobeton Braccini Cec.indd 100 13-03-2008 14:42:22
101
Industrie manufatti cementizi - 1
12 BLOCCHI
Che bella base per i volontari!
La nuova sede dellAssociazione Pubblica
Assistenza della piccola citt in provincia di
Siena un monumento al cls vibrocom-
presso, allassenza di costi di manutenzione
e alla capacit di armonizzarsi con lam-
biente di questi materiali straordinariamen-
te duttili.
testo di Valentina Gottipavero
fotograe di Carlo Fantacci
15 MASSELLI
Le colonne della Regina Viarum
Un grande centro commerciale con un iper
Carrefour che si distingue grazie ai griglia-
ti erbosi e ai masselli autobloccanti pro-
prio l dove ha termine quella che la pi
storica delle nostre statali, la numero 7,
lAppia.
testo e fotograe
di Fabio Lazzarini
18 BLOCCHI
Atelier per opere darte
da diporto
Un capannone industriale per la cantieri-
stica navale, realizzato in blocchi in cls, in-
nalzato nella capitale mondiale della nau-
tica di pi alto livello per conto di un pool
di cantieri tra i pi famosi.
testo di Salvatore Brunello Consorti
fotograe di Roberto Bregani
22 DIDATTICA&FORMAZIONE
La sicurezza stradale in ambito
urbano: un caso studio

testo di Mauro Cozzi
e Silvia Ghiacci
elaborazione graca e
fotograe di Studio
di Pianicazione urbana
26 SEZIONE B&P
Fidenza Meeting: il massello
che riqualica i centri urbani
28 EVENTI&CONVEGNI
Appuntamenti e opportunit
da non perdere

SCHEDA TECNICA
Rendimento energetico
degli edici
testo di Fabio Braccini e Riccardo Cecconi
8
Imp Assobeton Braccini Cec.indd 101 13-03-2008 14:42:22
1 - Industrie manufatti cementizi
D a l e g g e r e 102
Pubblicazioni ASSOBETON
ASSOBETON
Assobeton
1956-2006
50 anni tra storia e memoria
Associati:
Euro 33,00 + IVA 4%
Non Associati:
Euro 50,00 + IVA 4%
La Prefabbicazione in
calcestrtuzzo
Guida allutilizzo nella progettazione
COPERTINA MORBIDA
Associati:
Euro 14,00 + IVA 4%
COPERTINA RIGIDA
Non Associati:
Euro 19,00 + IVA 4%
Manuale per la Prevenzione
Antifortunistica nel Settore
prefabbricati in C.A.
Associati:
Euro 7,00 + IVA 20%
Non Associati:
Euro 9,00 + IVA 20%
Annuario del settore della
prefabbricazione 2006
La vendita realizzata direttamente
da IDRA s.a.
Associati:
Euro 15
Non Associati:
Euro 45
SEZIONE TUBI
Tubazioni in calcestruzzo
Manuale di progettazione
Gratis
Tubazioni in calcestruzzo
Guide e Manuale
CD-ROM
Gratis
SEZIONE SOLAI E DOPPIA LASTRA
La Carta del Solaio
Gratis
Solai in calcestruzzo e
pareti prefabbricate a
doppia lastra
CD-ROM
Gratis
Imp Assobeton Braccini Cec.indd 102 13-03-2008 14:42:23
Industrie manufatti cementizi - 1
103 D a l e g g e r e
Inserti per calcestruzzo
Manuale di progettazione
e utilizzo
Gratis
GRUPPO INSERTI
1 - Industrie manufatti cementizi Industrie manufatti cementizi - 1
103 D a l e g g e r e
SEZIONE BLOCCHI E PAVIMENTI
EDIZIONE 1
VOLUME 1
Codice di pratica per la
posa in opera di masselli
autobloccanti in calcestruzzo
Gratis
EDIZIONE 1
VOLUME 2
Codice di pratica per la posa in
opera di blocchi in calcestruzzo
Gratis
EDIZIONE 1
VOLUME 3
Raccomandazioni per
limpiego di elementi grigliati
per pavimentazioni erbose
e per il consolidamento
dei terreni e criteri per la
valutazione della di tali
prodotti
Gratis
Progetto strade nuove
Lintervento di via Abate Zani a
Fidenza
DVD
Gratis
Codice di pratica per la
manutenzione di masselli
autobloccanti in calcestruzzo
Gratis
Sottofondi
Catalogo per il
dimensionamento di
pavimentazioni in masselli in
ambito urbano
Gratis
Muratura di qualit in
blocchi di calcestruzzo
vibrocompresso.
Storia, caratteristiche e
progettazione
La vendita e realizzata
direttamente da Pubblicemento Srl
(P.zza Marconi, 28 - 00144 Roma;
Tel. 0654210237; Fax 0659 15408).
Gli ordini sono raccolti attraverso
il sito www.progettoulisse.it
Euro 55,00
Organo ufficiale della Sezione
Blocchi e Pavimenti della
ASSOBETON
Abbonamento gratutito
mediante la registrazione sul sito
www.assobeton.it - Sezione
Blocchi e Pavimenti
1 - Industrie manufatti cementizi Industrie manufatti cementizi - 1
103 D a l e g g e r e
SEZIONE BLOCCHI E PAVIMENTI
EDIZIONE 1
VOLUME 1
Codice di pratica per la
posa in opera di masselli
autobloccanti in calcestruzzo
Gratis
EDIZIONE 1
VOLUME 2
Codice di pratica per la posa in
opera di blocchi in calcestruzzo
Gratis
EDIZIONE 1
VOLUME 3
Raccomandazioni per
limpiego di elementi grigliati
per pavimentazioni erbose
e per il consolidamento
dei terreni e criteri per la
valutazione della di tali
prodotti
Gratis
Progetto strade nuove
Lintervento di via Abate Zani a
Fidenza
DVD
Gratis
Codice di pratica per la
manutenzione di masselli
autobloccanti in calcestruzzo
Gratis
Sottofondi
Catalogo per il
dimensionamento di
pavimentazioni in masselli in
ambito urbano
Gratis
Muratura di qualit in
blocchi di calcestruzzo
vibrocompresso.
Storia, caratteristiche e
progettazione
La vendita e realizzata
direttamente da Pubblicemento Srl
(P.zza Marconi, 28 - 00144 Roma;
Tel. 0654210237; Fax 0659 15408).
Gli ordini sono raccolti attraverso
il sito www.progettoulisse.it
Euro 55,00
Organo ufficiale della Sezione
Blocchi e Pavimenti della
ASSOBETON
Abbonamento gratutito
mediante la registrazione sul sito
www.assobeton.it - Sezione
Blocchi e Pavimenti
1 - Industrie manufatti cementizi Industrie manufatti cementizi - 1
103 D a l e g g e r e
SEZIONE BLOCCHI E PAVIMENTI
EDIZIONE 1
VOLUME 1
Codice di pratica per la
posa in opera di masselli
autobloccanti in calcestruzzo
Gratis
EDIZIONE 1
VOLUME 2
Codice di pratica per la posa in
opera di blocchi in calcestruzzo
Gratis
EDIZIONE 1
VOLUME 3
Raccomandazioni per
limpiego di elementi grigliati
per pavimentazioni erbose
e per il consolidamento
dei terreni e criteri per la
valutazione della di tali
prodotti
Gratis
Progetto strade nuove
Lintervento di via Abate Zani a
Fidenza
DVD
Gratis
Codice di pratica per la
manutenzione di masselli
autobloccanti in calcestruzzo
Gratis
Sottofondi
Catalogo per il
dimensionamento di
pavimentazioni in masselli in
ambito urbano
Gratis
Muratura di qualit in
blocchi di calcestruzzo
vibrocompresso.
Storia, caratteristiche e
progettazione
La vendita e realizzata
direttamente da Pubblicemento Srl
(P.zza Marconi, 28 - 00144 Roma;
Tel. 0654210237; Fax 0659 15408).
Gli ordini sono raccolti attraverso
il sito www.progettoulisse.it
Euro 55,00
Organo ufficiale della Sezione
Blocchi e Pavimenti della
ASSOBETON
Abbonamento gratutito
mediante la registrazione sul sito
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Blocchi e Pavimenti
1 - Industrie manufatti cementizi Industrie manufatti cementizi - 1
103 D a l e g g e r e
SEZIONE BLOCCHI E PAVIMENTI
EDIZIONE 1
VOLUME 1
Codice di pratica per la
posa in opera di masselli
autobloccanti in calcestruzzo
Gratis
EDIZIONE 1
VOLUME 2
Codice di pratica per la posa in
opera di blocchi in calcestruzzo
Gratis
EDIZIONE 1
VOLUME 3
Raccomandazioni per
limpiego di elementi grigliati
per pavimentazioni erbose
e per il consolidamento
dei terreni e criteri per la
valutazione della di tali
prodotti
Gratis
Progetto strade nuove
Lintervento di via Abate Zani a
Fidenza
DVD
Gratis
Codice di pratica per la
manutenzione di masselli
autobloccanti in calcestruzzo
Gratis
Sottofondi
Catalogo per il
dimensionamento di
pavimentazioni in masselli in
ambito urbano
Gratis
Muratura di qualit in
blocchi di calcestruzzo
vibrocompresso.
Storia, caratteristiche e
progettazione
La vendita e realizzata
direttamente da Pubblicemento Srl
(P.zza Marconi, 28 - 00144 Roma;
Tel. 0654210237; Fax 0659 15408).
Gli ordini sono raccolti attraverso
il sito www.progettoulisse.it
Euro 55,00
Organo ufficiale della Sezione
Blocchi e Pavimenti della
ASSOBETON
Abbonamento gratutito
mediante la registrazione sul sito
www.assobeton.it - Sezione
Blocchi e Pavimenti
Imp Assobeton Braccini Cec.indd 103 13-03-2008 14:42:24
1 - Industrie manufatti cementizi
104 D a l e g g e r e
SEZIONE FIBROCEMENTO
La ventilazione delle
coperture a falda protette
con lastre ondulate in
Fibrocemento Ecologico
e i suoi effetti sulle patologie da
condensa
Gratis
Posa in Opera di Lastre
Ondulate in Fibrocemento
Ecologico
Gratis
Manuale per la installazione
in sicurezza delle coperture
Realizzate con lastre ondulate in
fibrocemento ecologico
Gratis
Lastre ondulate
Lastre piane
Gratis
Edizione il Sole 24 Ore
Le coperture in lastre di
fibrocemento
Disponibile presso le librerie il
Sole 24 Ore
Per informazioni:
info@assobeton.it
Euro 33,00
SEZIONE STRUTTURE
Condizioni generali di
appallto
Gratis
Linee Guida esplicative e
interpretative della UNI
9502/2001
Documento sperimentale
Gratis
Manuale duso e
manutenzione (D.M. 3
dicembre 1987, n.39 par.6)
Gratis
Banca Dati
ASSOBETON Sezione
Produttori Strutture
Prefabbricate
Indagine conoscitiva centri di
produzione attivit 2000
Euro 60,00 + IVA 20%
Zero Energy System la risultan-
te della combinazione degli additivi
davanguardia GLENIUM

ACE
e dellinnovativo calcestruzzo
REODINAMICO,
frutto dell esperienza tecnica e della
ricerca BASF.
Zero Energy System consente di

ottimizzare il ciclo produttivo

aumentare la produzione

eliminare il ciclo del vapore

eliminare la vibrazione
GLENIUM

ACE
per la prefabbricazione.
BASF Construction Chemicals
Italia Spa
Business Line Admixture Systems
Via Vicinale delle Corti, 21
I - 31100 Treviso
T +39 0422 304251 - F +39 0422 429485
infomac@basf.com - www.basf-cc.it
Adding Value to Concrete
Imp Assobeton Braccini Cec.indd 104 13-03-2008 14:42:25
Zero Energy System la risultan-
te della combinazione degli additivi
davanguardia GLENIUM

ACE
e dellinnovativo calcestruzzo
REODINAMICO,
frutto dell esperienza tecnica e della
ricerca BASF.
Zero Energy System consente di

ottimizzare il ciclo produttivo

aumentare la produzione

eliminare il ciclo del vapore

eliminare la vibrazione
GLENIUM

ACE
per la prefabbricazione.
BASF Construction Chemicals
Italia Spa
Business Line Admixture Systems
Via Vicinale delle Corti, 21
I - 31100 Treviso
T +39 0422 304251 - F +39 0422 429485
infomac@basf.com - www.basf-cc.it
Adding Value to Concrete
Imp Assobeton Braccini Cec.indd 105 13-03-2008 14:42:25
La sottoscritta ditta ........................................................................................................................
con sede in ........................................................................................ Prov. ..................................
Indirizzo ....................................................................................... Cap ...........................................
Tel: ...................................... Fax: .................................... Email ...................................................
Part. IVA n ....................................................................................................................................
.......................................................................................................................................................
INTERESSATA A RICEVERE INFORMAZIONI PER LADESIONE AD ASSOBETON.
A TAL FINE FORNISCE LE SEGUENTI INFORMAZIONI
C.C.N.L. applicato ..........................................................................................................................
N stabilimenti .................... e loro ubicazione:
.......................................................................................................................................................
.......................................................................................................................................................
.......................................................................................................................................................
.......................................................................................................................................................
Eventuale societ controllante.......................................................................................................
Eventuali societ controllate e/o collegate ....................................................................................
.......................................................................................................................................................
Aderisce allassociazione/unione degli industriali della/e provincia/e, quale/i?
.......................................................................................................................................................
.......................................................................................................................................................
Come
associarsi
ASSOBETON
Imp Assobeton Braccini Cec.indd 106 13-03-2008 14:42:25
ATTIVITA PRODUTTIVE: Numero complessivo dipendenti .......................................
Volume daffari esercizio precedente ................................
Strutture prefabbricate
Pali
Tubi a bassa pressione
Blocchi e pavimenti
Cabine elettriche
Manufatti in calcestruzzo cellulare autoclavato
Manufatti in Fibrocemento
Traverse ed Armamenti Ferroviari
Tubi per acquedotti
Solai e Doppia Lastra
Altro (specificare)
.......................................................................................................................................................
.......................................................................................................................................................
.......................................................................................................................................................
Persona da contattare: ......................................................................
Posizione in azienda: ......................................................................
DATA .......................... TIMBRO E FIRMA
Imp Assobeton Braccini Cec.indd 107 13-03-2008 14:42:25
1 - Industrie manufatti cementizi
ASSOBETON
A. ZAMBETTI SPA
A.L.C.O.S. PRODUZIONI SRL
A.V. STRUTTURE SPA
ALBI PREFABBRICATI SRL
ALFA SRL
ALTAN PREFABBRICATI SPA
ANTONIO BASSO PREFABBRICATI SRL
APEDIL SRL
AREA PREFABBRICATI SPA
AREA SPA
ASSOTUBI ECOLOGICA SRL
BARACLIT SPA
BATTILANA PREFABBRICATI SPA
BETA MANUFATTI CONGLOMERATI SRL
BETON 5 SRL
BETON PIAVE SPA
BETON RAPID SRL
BIANCO PREFABBRICATI SRL
BONETTI SPA
BOTTA SRL
C.A.P.P.A. SRL
C.C.G. QUERZOLI SCRL
C.E.I.S. TRADING SRL
C.M.C. SRL
C.P.C. COSTRUZIONE PREF. CEMENTO SPA
CANOVA SPA
CAPPELLARI SRL
CAPRESE SRL
CASITALIA SPA
CAV. CESTARO GUSTAVO SRL
CE.MA. CEMENTMANUFATTI SRL
CEMENTAL SPA
CEMENTUBI SPA
CLC SRL
CO.I.MA. PREFABBRICATI SRL
CO.MA.C. SRL
CODELFA SPA
COOPERATIVA PRECASA SCRL
COOPSETTE SCRL
COPREM SRL
COSTRUZIONI GENERALI BASSO CAV. ANGELO SPA
CREZZA SRL
CSP PREFABBRICATI SPA
D.M.P. DALLA MORA PREFABBRICATI SRL
DIODORO EDILFER SRL
GORLE
LI MBI ATE
CALVENZANO
TREZZO SULLADDA
PONTE SAN GI OVANNI
RAMUSCELLO DI SESTO AL REGHENA
TREVI SO
SORDI O
S. ANTONI NO DI CASALGRANDE
CORNAREDO
ANZANO DEL PARCO
BI BBI ENA STAZI ONE
CORNEDO VI CENTI NO
SPI GNO SATURNI A
POZZALLO
NERVESA DELLA BATTAGLI A
PI AZZOLA SUI L BRENTA
MAZARA DEL VALLO
CASTENEDOLO
BRUSASCO
S. NI COL A TORDI NO
FORL
PERGI NE
MADONE
CARI NI
FI ORENZUOLA DARDA
POGGI O RUSCO
SERRAVALLE PO
SPI NADESCO
PREGANZI OL
FRZ. QUI NTANO- CASTELLI CALEPI O
GENOLA
GRUGLI ASCO
CARMI GNANO DI BRENTA
TRANI
CALTANI SSETTA
TORTONA
FI UMI CELLO
CADELBOSCO SOPRA
BOTTANUCO
POSTI OMA DI PAESE
GORDONA
GHI SALBA
MUSI LE DI PI AVE
ROSETO DEGLI ABRUZZI
BG
MI
BG
MI
PG
PN
TV
LO
RE
MI
CO
AR
VI
LT
RG
TV
PD
TP
BS
TO
TE
FC
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BG
PA
PC
MN
MN
CR
TV
BG
CN
TO
PD
BA
CL
AL
UD
RE
BG
TV
SO
BG
VE
TE
Societ Citt Provincia
Associati
Imp Assobeton Braccini Cec.indd 108 13-03-2008 14:42:25
Industrie manufatti cementizi - 1
DUEGI PREFABBRICATI SRL
E.MA. PREFABBRICATI DI MASCAZZINI G. & C. SAS
ECOCEM SRL
EDIL LECA SPA
EDILBLOK SPA
EDILCEMENTO SPA
EDILFIBRO SPA
EDILKAP PREFABBRICATI SPA
EDILMANUFATTI SRL
EDIL-PREFABBRICATI SRL
EDILSOLAI SPA
EDILTUBI SPA
ERREVI SRL
ESSE SOLAI SRL
EUGANEA PRECOMPRESSI SPA
EUROBETON SRL
EUROCAP SRL
F.LLI ANELLI DI ANELLI ALVARO-BRUNO-ALBERTO E C. SNC
F.LLI MUNARETTO DI GIUSEPPE DIV. SUMMANIA B. SRL
F.M.C. PREFABBRICATI SRL
FERRARI B.K. SPA
FERRARINI SPA
FIBROTUBI SRL
G.E.D. SRL
GARDONI SRL
GAZEBO SPA
GENERALE PREFABBRICATI SPA
GIORNI OSCAR DI GIORNI MASSIMO & C. SNC
GRUPPO CENTRO NORD SPA
GRUPPO CI.VA. SPA
GUELFO TESTARMATA
GUERRINI PREFABBRICATI SPA
I.CI.ENNE. SRL
I.CO.B. SPA
I.L.C.E.A. SPA
I.L.CE.V. SPA
I.R.A.DEL. COSTRUZIONI SRL
ICEP SPA
IMPRESA PIZZAROTTI & C. SPA
IMPRESA TRE COLLI SPA
IN.PR.EDIL SRL
INDUSTRIE CEVIP SPA
IPA PRECAST SPA
IPIEMME SPA
ITALBLOK DI BERVICATO IURI & C. SAS
ITALCABINE SRL
ITALSLEEPERS SPA
ITER - COOP.VA RAVENNATE SCARL
LA CEMENTIFERA DI VEZZOLI M. & C. SNC
LANDINI SPA
LATERCEMENTI SPA
LECA SISTEMI SPA
LODOVICHI DOMENICO SPA
LOMBARDA PREFABBRICATI SPA
LOMBARDA SPA
FOSSANO
BUSCATE
OSI O SOTTO
VALVASONE
CASTELLI CALEPI O
GUBBI O
ARENA PO
BARGE
STATTE
MI STERBI ANCO
CESENA
TROFARELLO
CASTELLO DARGI LE
VI VARO DI DUEVI LLE
TORRI DI QUARTESOLO
SALORNO
CASTELLETTO MONFERRATO
SANTARCANGELO DI ROMAGNA
ZAN
VI GEVANO
LUGO DI GREZZANA
VERONA
BAGNOLO I N PI ANO
PI EVESESTI NA- CESENA
PANDI NO
GATTEO
ELLERA
SANSEPOLCRO
BELFI ORE
I VREA
ROMA
SANTHI
AREZZO
CATANI A
ROVI GO
CAVARZERE
GUI DI ZZOLO
MOLITERNO
PARMA
CARROSI O
MASSERANO
ROMA
CALCI NATE
ALI FE
CAI VANO
I SOLA RI ZZA
CATANI A
LUGO
PONTOGLI O
CASTELNOVO SOTTO
CASTELMI NI O DI RESANA
RUBBI ANO DI FORNOVO - SOLI GNANO
CHI USI SCALO
MONTI CHI ARI
OSI O SOTTO
CN
MI
BG
PN
BG
PG
PV
CN
TA
CT
FC
TO
BO
VI
VI
BZ
AL
RN
VI
PV
VR
VR
RE
FC
CR
FC
PG
AR
VR
TO
RM
VC
AR
CT
RO
VE
MN
PZ
PR
AL
BI
RM
BG
CE
NA
VR
CT
RA
BS
RE
TV
PR
SI
BS
BG
Societ Citt Provincia
Associati
Imp Assobeton Braccini Cec.indd 109 13-03-2008 14:42:25
1 - Industrie manufatti cementizi
M.C.M. MANUF. CEMENTIZI MONTICONE SPA
M.G. PREFABBRICATI SRL
MA.CE.VI. SRL
MABO PREFABBRICATI SPA
MAGNETTI BUILDING SPA
MAGNETTI SPA
MANINI PREFABBRICATI SPA
MAPRE SRL
MARANIT SPA
MARGARITELLI ITALIA SPA
MARTINI PREFABBRICATI SPA
MC PREFABBRICATI SRL
MC-MANINI PREFABBRICATI SPA
MORETTA PREFABBRICATI DI MORETTA G. & C. SNC
MORETTI SPA
MOSER CESARE MANUFATTI IN CEMENTO SRL
MOZZO PREFABBRICATI SRL
MUSILLI SPA
NICO VELO SPA
NUOVA SUPERSOLAIO SPA
NUOVA TESI SYSTEM SRL
OPERE IDRICHE SPA
PAC - PREFABBRICATI ACCIAIO CEMENTO SRL
PADANA PANNELLI SPA
PALLAORO LIVIO & C. SNC
PAMA PREFABBRICATI SPA
PANNELLI SPA
PAVER COSTRUZIONI SPA
PAVIBLOK SRL
PICCA PREFABBRICATI SPA
PINTO GEOM. CESIDIO & C. SAS
PIRCHER SPA
PIZZUTI PRECOMPRESSI SRL
PIZZUTI PREFABBRICATI SRL
PRE SYSTEM SPA
PRECOMPRESSI SRL
PRECOMPRESSI VALSUGANA SPA
PREFABBRICATI CAMUNA SRL
PREFABBRICATI CARTIGLIANO SPA
PREFABBRICATI CIVIDINI SPA
PREFABBRICATI LAPREDIL DI BORGIANI C.A & C. SNC
PREFABBRICATI LP SPA
PREFABBRICATI MOIOLI SPA
PREFABBRICATI MORRI SRL
PREFABBRICATI PARA SNC
PREFABBRICATI PARMA SPA
PREFABBRICATI SGARIOTO SRL
PREFABBRICATI TONELLATO SAS
PREFABBRICATI ZANON SRL
PREFABBRICATI ZECCA SUD SPA
PREGECO PREFABBRICATI SPA
PRELCO ITALIA SRL
PRE-NOVA 76 DI ZANNIN FERRUCCIO E FIGLIE SRL
PREP SRL
PROGRESS SPA
ASTI
CASTELVERDE
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Societ Citt Provincia
Associati
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Industrie manufatti cementizi - 1
R.C.L. SRL
R.P. ROBERTI & PAOLETTI SRL
RDB CENTRO SPA
RDB HEBEL SPA
RDB SPA
RECORD SPA
RIVOLI SPA
ROSSI TRANQUILLO NORD DI MASCARO GEOM. T. & C. SAS
S & T VARESE SRL
S.F.R. DI FRANZONI & C. SNC
S.I.C.E.P. SPA
S.I.P.A. SPA
S.I.P.C. SOLAI VARESE SRL
S.I.P.E. SPA
SAFAB SPA
SAN MICHELE SPA
SANTINELLO COSTRUZIONI SPA
SAR COSTRUZIONI PREFABBRICATE SRL
SEIEFFE PREFABBRICATI SPA
SELCE SPA
SENINI SPA
SERIO PREFABBRICATI SRL
SICAP SPA - DIVISIONE CEMENTISTI
SICEP SPA
SOCIET ITALIANA LASTRE SPA
SOCIET MERIDIONALE INERTI S.M.I. SRL
SOLAI VILLA SRL
SOM.MA. PREFABBRICATI SRL
SPAV PREFABBRICATI SPA
STAI PREFABBRICATI SRL
STERCHELE SPA
STYL-COMP SPA
TAV SOLAI DI IVANO BOSCAGLI & C.SNC
TCT SRL
TECNOCOMPONENTI SPA
TEGOLAIA SRL
TIDONA PREFABBRICATI SRL
TMC BERARDO SRL
TRACI SPA
TRAVERSUD SRL
TRAVI MILANO SRL
TRUZZI PREFABBRICATI SRL
UNIBLOC SRL
UNIPRE SRL
V.M.C. - VENETA MANUFATTI IN CEMENTO DI SILVANO,
PAOLO E SEVERINO MICHELETTO & C. SAS
VEGA PREFABBRICATI SRL
VELA SPA
VIANINI INDUSTRIA SPA
VIBRAPAC SPA
VIBROCENTRO SRL
VIBROTEK SRL
ZANETTI SRL
ZECCA PREFABBRICATI SPA
GORLAGO
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MONTECATI NI TERME
PONTENURE
PONTENURE
GARLASCO
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Societ Citt Provincia
Associati
RESANA TV
Imp Assobeton Braccini Cec.indd 111 13-03-2008 14:42:25
Societ
ARCELORMITTAL VERDERIO SRL
ATECAP
BASF CC ITALIA SPA
CASAGRANDE SPA
CHRYSO ITALIA SPA
COLLE SPA
DLC SRL
EDILMAFER SRL
EDILMATIC SRL
EISEKO COMPUTERS SRL
GENERAL ADMIXTURES SPA
GL LOCATELLI SRL
HALFEN-DEHA SRL
HARPACEAS SRL
I.B.I. INDUSTRIE BLOCCHIERE ITALIANE SPA
ICT - INNOVATIVE CONCRETE TECHNOLOGIES SRL
IME SRL
LE OFFICINE RIUNITE - UDINE SPA
MAPEI SPA
MARCANTONINI SRL
OFF. MECC. MAFFIOLETTI DARIO SRL
OFFICINE MECCANICHE GALLETTI O.M.G. SRL
PLASTYBETON SRL
RUREDIL SPA
S.F. SISTEMI FOGNARI SCARL
SIDERURGICA LATINA MARTIN - S.L.M. SPA
TECNOGRIP SRL
TESEO SRL
W.R. GRACE ITALIANA SPA
XELLA ITALIA SRL
VERDERIO INFERIORE
ROMA
TREVISO
FONTANAFREDDA
LALLIO
LENTIAI
MILANO
MILANO
PEGOGNAGA
SAN MARTINO BUON ALBERGO
PONZANO VENETO
TURATE
URGNANO
MILANO
MILANO
PIACENZA
CAMPOGALLIANO
BASALDELLA DI CAMPOFORMIDO
MILANO
PASSAGGIO DI BETTONA
BRUSAPORTO
PONTE VALLECEPPI
MARENO DI PIAVE
SAN DONATO MILANESE
ROMA
CEPRANO
SAN GILLIO
TREMESTIERI ETNEO
PASSIRANA DI RHO
GRASSOBBIO
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Citt Provincia
Soci Aggregati
1 - Industrie manufatti cementizi
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ASSOBETON
STUDI E RICERCHE
Prove di carico su pilastri prefabbricati giuntati tramite
ferri di ripresa inghisati

Produzione di manufatti prefabbricati di elevate qualit
e prestazioni mediante il processo di estrusione

Valutazione della sicurezza in esercizio di un ponte
ad arco-portale costruito per conci
AMBIENTE
IL CEN TC 350
Standard previsti e programma d'azione
INSERTI
Uso degli inserti per calcestruzzo in conformit
alle normative vigenti

DALLUNIVERSIT
Intervista a Nerio Tullini
1
2 0 0 8
CONFINDUSTRIA
Organo Ufficiale di ASSOBETON
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per calcestruzzi a prestazione
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