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Su alcuni esempi di scultura e architettura antiche

Annalisa Avon

nel Parallle (1650) di Roland Frart de Chambray e Charles Errard

1. Lordine persiano (Roland Frart de


Chambray, Parallle de larchitecture
antique avec la moderne, Paris 1650).
2. Dace Farnese (Napoli, Museo
archeologico nazionale, inventario n. 6116).
3. Attribuito a Nicolas Poussin, Un captif
(Prince barbare prisonnier) de lArc de
Constantin Rome, disegno a inchiostro
bruno (Chantilly, Muse Cond, N.I. 252.
Fotografia Muse Cond).

Un nuovo genere di trattato


Nel 1650 fu pubblicato a Parigi Il Parallle de
larchitecture antique avec la moderne di Roland
Frart de Chambray1, breve trattato che segn
nella letteratura artistica la nascita di un nuovo
genere il parallelo, appunto in precedenza
da altri autori soltanto annunciato2. Nelle pagine
del libro di Frart fu in sostanza proposta lanalisi comparata degli ordini architettonici desunti
da esempi noti e meno noti dellarchitettura antica, con quelli definiti dagli autori moderni,

nonch dei moderni tra loro. Per poter essere


applicato, il nuovo metodo richiese a Frart de
Chambray e a Charles Errard, autore delle tavole, uno sforzo notevole, poich gli ordini ripresi
da trattati e da rilievi di antichit dovettero essere
appositamente ridisegnati e, soprattutto, ricondotti a un modulo comune. Ci avvenne, com
stato rilevato3 non senza che si commettessero
svariati arbitrii e libere interpretazioni, ma lillusione creata da Errard e Frart dovette funzionare alla perfezione: i lettori, posti di fronte a dise-

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affidando poi alla scelta di una misura comune la


possibilit di analizzare, nelle cose, la forma calcolabile dellidentit e della differenza6.

4. Sopra, il Captif di Chantilly attribuito


a Poussin (part.) posto a confronto con, sotto,
il prigione del Parallle inciso da Errard.
5. Lordine delle cariatidi (Roland Frart
de Chambray, Parallle de larchitecture
antique avec la moderne, Paris 1650,
p. 53).

gni ordinatissimi tratti da Palladio e Scamozzi,


Serlio e Vignola, Barbaro e Cataneo, Alberti e
Viola, Bullant e De lOrme4, potevano cogliere
dun colpo docchio affinit e differenze tra gli
autori prescelti, come tra antico e moderno, e
potevano inoltre giudicare da s e condividere,
come si augurava Frart, la sua ammirazione per
Palladio, premier entre ceux de sa profession5.
Sia levidenza fornita attraverso la prova del
confronto, sia lutilizzo di un metodo analitico
preso a prestito da discipline quali la botanica e la
zoologia sembrano definire il carattere indiscutibilmente scientifico del Parallle e giustificano
il modo originale in cui gli ordini vi furono trattati, quasi fossero reperti anatomici dellarchitettura. Pochi anni prima della fondazione della
Acadmie des Sciences (1666) e della pubblicazione degli Edifices antiques de Rome (1682) di
Antoine Desgodetz, un certo spirito sistematico
trovava perci gi applicazione nella teoria dellarchitettura. Lassonanza tra alcune delle Regulae ad directionem ingenii di Descartes e i propositi messi in atto da Frart de Chambray e Charles
Errard daltronde piuttosto sorprendente:
riguardo agli argomenti da trattare, scriveva
per esempio Descartes, si deve fare ricerca non
di ci che gli altri ne abbiano opinato o di ci che
noi stessi congetturiamo, bens di ci che da noi
si possa intuire con chiarezza ed evidenza [],

Captifs e Caryatides
Per le ragioni indicate e per le posizioni puriste
del suo autore, il Parallle stato giudicato lun
des premiers manifestes du classicisme franais7
ed sempre ricordato ove si parla di quellarchitettura francese che si vorr fondata su princip
obiettivi e che avr in Claude Perrault il rappresentante pi significativo8. Dunque, il Parallle di
Frart, anche se debitore nel titolo a un testo antico quale le Vite parallele di Plutarco, sembra piuttosto preparare gli sviluppi successivi della cultura
architettonica francese e annunciare sempre nel
titolo i paralleli che saranno in voga qualche
anno dopo la sua pubblicazione, per esempio i
Parallles des anciens et des modernes, di Charles Perrault9, voce autorevole nella famosa querelle.
Eppure, sin dalle prime pagine il trattato
segnato da una struggente nostalgia, ed subito
evidente come esso appartenga a unepoca che, al
momento della sua pubblicazione, gi completamente trascorsa. Nel frontespizio, il ritratto del
surintendant des btiments di Louis XIII, Franois
Sublet de Noyers10 riconduce indietro nel tempo
e sottolinea lintento di Frart di dedicare le proprie fatiche, pi che ai propri fratelli Jean e Paul,
cui pure si rivolge nellintroduzione, alla memoria di colui che non esita a indicare come le vray
Autheur de ce livre. Le prime frasi dellepistre
introduttiva sono amare considerazioni sulla
caducit della gloria e sulla vanit della grandeur
della vita di corte e furono ispirate a Frart proprio dalla vicenda umana di Sublet de Noyers,
caduto in disgrazia pochi mesi dopo la morte del
re e di Richelieu, e scomparso, ormai del tutto
dimenticato, nel 1645. Le osservazioni successive
della lettera dedicatoria divengono, di rincalzo, la
rievocazione puntuale delle imprese portate a termine dal sovrintendente nel campo delle arti e
dellarchitettura e si riferiscono in modo particolare alle due missioni a Roma portate a termine
nel 1640 e nel 1642 dallo stesso Frart de Chambray e da Paul Frart de Chantelou, suo fratello,
per volere di de Noyers. I fatti sono piuttosto
noti, poich la prima missione ebbe per esito il
ritorno a Parigi, nel 1640, di Nicolas Poussin;
entrambe, tuttavia, ebbero come scopo precipuo,
oltre allo ouvrir le chemin de France tous les
plus rares vertueux de lItalie, cosa che ai Frart
riusc solo in parte, quello di portare in patria calchi, copie e, se il costo lo permetteva, originali
des plus excellents antiques, tant dArchitecture
que de Sculpture11, al fine di arricchire le collezioni e le residenze reali
Nelle biografie di Roland Frart de Chambray si d per certo un suo viaggio a Roma, insieme al fratello Paul, gi intorno al 1635, occasio-

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6. Thusnelda, part. (gi collezione Medici,


ora nella Loggia dei Lanzi, Firenze;
da Bollettino dArte, 1975, 3-4).
7. Thusnelda (gi collezione Medici,
ora nella Loggia dei Lanzi, Firenze;
da Bollettino dArte, 1975, 3-4).
8. Franois Perrier, Veturia, o Thusnelda
(Segmenta illustrium nobilium signorum
et statuarum quae Romae adhuc extant,
1638. Fotografia Bibliothque Nationale,
Paris).

ne in cui vi fu probabilmente lincontro con


Charles Errard, in Italia dal 1627 e appliqu
dessiner monuments, bas-reliefs et peintures
clbres12. Ma se per questo primo viaggio non
esistono prove certe, i due successivi viaggi in
Italia compiuti dai Frart sono al contrario
molto ben documentati, dato il loro carattere
decisamente ufficiale13: lettere e resoconti, redatti in italiano e in francese, permettono non solo
di seguire Roland e Paul nei loro tentativi di
portare in Francia artisti del rango dellAlgardi e
di Pietro da Cortona, ma pure di immaginare i
due francesi, dotati a dire degli ospiti di unottima intelligenza de pittura et architettura, in
visita alle nobili famiglie romane, rapiti s dalle
opere moderne di Annibale Carracci e di Pietro da Cortona, ma anche da altre cose insigni,
di altra data, capaci di appagare il loro gusto14.
Tra le prove che nel modo pi vivido testimoniano di un interesse che si spinse ben oltre una

ufficiale curiosit, di solito ricordato linsieme dei disegni che porta il titolo Proportions que
jai mesures avec le sieur Errard sur les originaux
qui sont Rome lan 1640, oggi conservati presso
la biblioteca dellcole nationale suprieure des
Beaux-Arts di Parigi15, cui forse pu essere
aggiunta parte dei disegni di Charles Errard raccolti in due volumi, conservati presso la
Bibliothque de lInstitut, sempre a Parigi16.
Eppure, anche tra le pagine del Parallle sono
custodite le tracce di un lavoro di verifica, di
registrazione e di documentazione dellantico
che si dovette svolgere dal vivo. In almeno un
caso, lo stesso Frart de Chambray a indicarlo:
per illustrare lordre persique (ill. 1), fu utilizzato
un prigione, desseign, come dice il testo, sur
un excellent original quon void Rome dans le
palais de Farnese17. Nel trattato, il Dace prigioniero, chiaramente identificabile con uno dei due
prigioni un tempo conservati appunto nella col-

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lezione di palazzo Farnese e ora presso il Museo


Archeologico Nazionale di Napoli18 (ill. 2),
sostiene una trabeazione dorica, coerentemente
con il carattere solido dellordine persiano
(aggiungiamo che anche liscrizione in greco che
completa lillustrazione apparteneva con ogni
probabilit alla medesima collezione19, mentre il
secondo prigione, non identificabile con il suo
pendant romano, fu certo tratteggiato liberamente). Nella realt, i due Prigioni Farnese stavano ai
lati dellingresso al salone del palazzo due
schiavi, uno per banda della porta, dice linventario del 164420 ; la composizione di Errard e
Frart perci da considerarsi, almeno in parte,
frutto di una libera interpretazione a partire
dalle parole di Vitruvio sul portico persiano.
Non era questa la prima volta che i captifs la
Persienne comparivano in un trattato di architettura: ne avevano gi registrato lesistenza,
forse proprio a partire dagli originali romani, sia
Philandrier che le edizioni cinquecentesche di
Vitruvio dovute a Jean Martin e Daniele Barbaro21. Il prigione del Parallle, tuttavia, poco ha in
comune con lapprossimazione di queste prime
rappresentazioni, e ci fa credere che Charles
Errard non sia ricorso a fonti iconografiche gi
esistenti22, ma abbia utilizzato disegni eseguiti
appositamente e al vero, come suggerisce il
confronto con loriginale di Palazzo Farnese
forse proprio nel 1640 o 1642, se non, pi in
generale, negli anni del suo soggiorno in Italia. A
questo proposito, va ricordato che il Muse
Cond di Chantilly conserva un disegno (ill. 3),
attribuito con incertezza a Nicolas Poussin, catalogato come Un captif-Prince barbare prisonnier-de lArc de Constantin Rome23: il disegno, posto a confronto con il captif del Parallle
(ill. 4), rivela con questo una sorprendente affinit, tanto da farci sospettare che il disegno di
Chantilly sia anchesso di mano di Errard. Che
unopera attribuita a Poussin possa al contrario
essere riconosciuta come del suo amico Charles
Errard, non un fatto n raro n insolito24; inoltre, a sostegno dellipotesi, va aggiunto che lo
stesso Frart, nel Parallle, ricorda e cita esplicitamente i prigioni dellArco di Costantino, in
quanto tra i pochi rimasti, a suo dire, au mesme
lieu o ils furent mis en oeuvre: non possiamo
forse immaginare Errard intento a documentarli, come aveva fatto per il Dace Farnese, e a completarli25, attribuendo loro come evidente
nel disegno di Chantilly fattezze assai simili a
quelli del palazzo romano26?
Pi difficile, o addirittura impossibile fu
individuare un modello da proporre nel trattato
per lordre des Caryatides (ill. 5), poich,
come constatava Frart, il ne sen rencontre
aucune vestige27. Questa volta fu la collezione
Medici a venire in soccorso agli autori (Charles
Errard intorno al 1640 porr villa Medici a sfon-

9. Roma, Villa Medici, frammento


di un rilievo con toro condotto al sacrificio,
marmo italico (da M. Cagiano De Azevedo,
Le antichit di Villa Medici, Roma 1951).
10. Il rilievo Medici, disegno (Windsor,
Royal Collection, RL 8573. The Royal
Collection 2001, Her Majesty Queen
Elizabeth II).
11. Il rilievo Medici, disegno (Windsor,
Royal Collection, RL 8482. The Royal
Collection 2001, Her Majesty Queen
Elizabeth II).

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12. Sepulture tres-antique laquelle se void


aux environs de Terracine cost du grand
chemin tirant vers Naples, da un disegno
di Pirro Ligorio (Frart de Chambray,
Parallle, cit., p. 33).

do del dipinto Rinaldo abbandona Armida, ma evidentemente anche i disegni del Parallle hanno
carattere di presagio)28: come evidente, la
cariatide del trattato fu infatti disegnata a immagine della Thusnelda (ill. 6, 7), altrimenti conosciuta come Germania, Medea o Vetturia, una
scultura antica proveniente dalla collezione
Della Valle e collocata allora in una nicchia del
loggiato di villa Medici, luogo in cui rimase fino
al suo trasferimento, nel 1789, nella loggia dei
Lanzi a Firenze, ove si trova tuttora. La scultura,
ai tempi del Parallle gi pubblicata da alcuni
autori29 e in seguito anche da Franois Perrier30
(ill. 8), in incisioni che per non ricordano in
nulla quella di Errard, non era certo tra le pi
belle statue antiche di Roma. Per la sua insolita
postura, tuttavia, essa si prest bene alla funzione cui doveva assolvere nella libera composizione del Parallle che illustra lordine delle cariatidi. Di questa, inoltre, fa parte anche un altro
elemento antico della stessa collezione, riconoscibile pur se riprodotto solo parzialmente e con
qualche adattamento: si tratta del rilievo con
scena di sacrificio, vale a dire di uno dei rilievi
che ornano ancor oggi la facciata verso il giardino di Villa Medici (ill. 9), racchiuso da Errard in
una ricca cornice con trofei31 (ill. 5).
I documenti che attestano lesecuzione di calchi, il loro trasferimento e la loro presenza a
Parigi dopo le missioni romane dei Frart citano
a pi riprese un relief Mdicis, nel quale crediamo debba essere riconosciuto proprio il rilievo del Parallle, come daltronde suggerito dalla

lista pi dettagliata che il Bellori dar nel 167232.


Linteresse sollevato allora dal rilievo Medici in
artisti e studiosi dellantico testimoniato, oltre
che dallincisione eseguita, nuovamente, da
Franois Perrier33 e da quella che poco pi tardi
eseguir lallievo di Poussin, Pietro Santi Bartoli,
anche dalla presenza di ben due disegni che lo
rappresentano tra i fogli del Museo Cartaceo ora
nelle collezioni reali di Windsor34 (ill. 10, 11).
Il Museo Cartaceo, ovvero il progetto enciclopedico di catalogazione dellantico elaborato
da Cassiano dal Pozzo, troppo importante e
conosciuto perch qui si possa pretendere di
avanzare qualche osservazione35. Tuttavia, la presenza dei due disegni pu forse contribuire a sollevare lipotesi della presenza di Errard tra quei
giovani ben intendenti del disegno che lavoravano alle dipendenze di Cassiano36, ipotesi alla
quale spingerebbe anche il disegno del Muse
Cond (ill. 3), la cui maniera , s, distante da
quella dei disegni preparatori attribuiti a Errard
con certezza37, ma assimilabile alla maniera
obiettiva di quel genere di disegni che Blunt ha
definito in riferimento a Poussin anthological
drawings, coerente con quella del Museo puteano. In ogni caso, i due disegni di Windsor obbligano a rivolgere lattenzione verso lamicizia tra
i Frart e Cassiano dal Pozzo, laddetto culturale di Antonio Barberini, nipote di Urbano VIII.
Che i francesi lo avessero incontrato nel loro
primo viaggio a Roma, lo rivela la corrispondenza38; che, in seguito, tra Dal Pozzo e Roland
Frart de Chambray sia nata una cordiale amicizia, lo indica la preziosa copia manoscritta del
Trattato sulla pittura di Leonardo da Vinci che
Frart ricevette proprio da Cassiano, per curarne
ledizione francese del 165139. Ma il Parallle,
nuovamente, a fornire le prove di uno scambio
che dovette riguardare anche lo studio dellantico e, in particolare, dellarchitettura e della scultura antiche.

Quei benedetti Ligorii


Nellindividuare i modelli per captifs e caryatides,
come si visto, Frart ed Errard si cimentarono
in unimpresa forse paragonabile a quella dei pittori che allora riprendevano dalla scultura antica
le posture e le icone morali, o del pathos da
citare nei propri dipinti. Limitatio ricerca quindi
un fondamento filologico e, come vedremo, unidentica passione antiquaria allorigine, nel
Parallle, della scelta degli ordini antichi proposti
a modello per dorico, ionico e corinzio, da porre
a confronto con i moderni. Qui, per, anzich
fare ricorso a disegni dal vero, Frart dice di
essersi servito di un bon nombre de desseins du
trs clbre Pyrro Ligorio e di aver dunque scelto alcuni esempi tra quelli quil a recherchez &
observez en divers endroits de lItalie avec une
diligence inestimable40. Per lordine dorico, il

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13. Rilievo dalla colonna Traiana, part.


(da La colonna Traiana, a cura di
S. Settis, Torino 1988).

Parallle pu dunque proporre a modello due


esempi rari, vale a dire un frammento architettonico ritrovato presso Albano e un mausoleo nei
pressi di Terracina (ill. 12), entrambi accuratamente misurati dallantiquario napoletano;
ugualmente, per il tempio della Fortuna Virile,
larco di Tito a Roma (ill. 14) e larco dei Leoni a
Verona, i cui profili ben disegnati erano gi comparsi nei trattati di Serlio e Palladio quali modelli dello ionico e del composito, Frart ed Errard
preferiscono gli originali di Ligorio, utilizzati
infine anche per il corinzio delle Terme di Diocleziano (ill. 15).
Ora, noto che tra il 1640 e il 1642 la corte
di Francia nutr un interesse speciale per i
manoscritti ligoriani di propriet dei duchi di
Savoia, interesse che stato interpretato come
parte del pi generale progetto politico che
tendeva a completare anche dal punto di vista
della magnificenza culturale la centralit della
Francia nello scenario europeo41. Richelieu e
poi Mazarino furono entrambi coinvolti nella
vicenda, ma a questa non furono affatto estranei
gli interessi personali di Cassiano dal Pozzo,
come rivela la corrispondenza tra questi e
Nicolas Poussin appena giunto a Parigi, subito
impegnato a compiacere lamico cercando di
rendere concreti alcuni suoi progetti, soprattutto editoriali42. Si sono mandate le copie in Piemonte di quelle liste de libri di Pirro Ligorio,
annotava il pittore in una sua lettera a Roma,
aggiungendo di l a poco che i francesi avevano
preso la causa di Cassiano in affetione e che si
era scritto a Madama di Savoia, per impetrar
da essa gli originali43. N originali n copie,
cos pare, giunsero mai in Francia; ma alcune

copie infine eseguite a Torino grazie ai ripetuti


interventi dei francesi raggiunsero Roma, per
arricchire la collezione di Cassiano44.
La concezione del Museo puteano, ovvero di
un ponderoso e completo archivio di immagini
del mondo antico, a disposizione di studiosi, artisti e letterati, doveva molto alla tradizione del
disegno documentario ed evidenti sono i debiti
contratti verso lenciclopedia ligoriana, come
riconosceva lo stesso Cassiano, cos descrivendo
la propria impresa: questo museo, dir, cartaceo,
diviso in molti volumi, in cui intendo imitare il
lavoro di Pirro Ligorio, famoso antiquario, pittore, architetto45. Linteresse verso i fogli ligoriani fu tale, che non solo Cassiano pens alla
pubblicazione dei libri di antichit, ma, come
hanno indicato alcune recenti ricerche, copie e
originali di Pirro Ligorio si trovano di frequente
tra i fogli del museo46. Le parole di Cassiano suggeriscono che essi furono utilizzati come modelli
per una registrazione dellantico che imponesse al
disegno determinati requisiti e contribuirono
perci al precisarsi delle caratteristiche dei fogli
del museo. Essi, tuttavia, costituirono anche una
fonte documentaria e fornirono di nuovi materiali larchivio di illustrazioni e iscrizioni: con una
procedura che stata definita sorprendente47,
essi furono copiati separando limmagine dalle
iscrizioni, per essere assorbiti nel complicato
sistema classificatorio concepito da Dal Pozzo.
Frart de Chambray offrendo ai propri lettori, nel Parallle, una efficace descrizione dei disegni di Ligorio, li diceva anchegli ricchi di annotazioni48; nel trattato, Errard non aveva per esitato nel rifare i disegni originali e nellutilizzarli
per restituire immagini in prospettiva, come nel

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14. Lordine composito dellarco di Tito


a Roma, da un disegno di Pirro Ligorio
(Frart de Chambray, Parallle,
cit., p. 103).
15. Lordine corinzio delle Terme di
Diocleziano a Roma, da un disegno
di Pirro Ligorio (Frart de Chambray,
Parallle, cit., p. 69).

caso della Sepulture trs-antique dei dintorni


di Terracina49 (ill. 12) con una procedura che, ci
sembra, pare proprio presa a prestito dal museo
(in almeno un caso, inoltre, loriginale di Ligorio
fu integrato, con una citazione anchessa antiquaria: la decorazione del fregio dellarco di Tito
(ill. 14) riproduce infatti una scena di sacrificio
tratta dai rilievi della colonna Traiana (ill. 13),
monumento che sembra avesse per i francesi un
interesse speciale). Pur se difficile dire in che
modo Frart fosse entrato in possesso dei disegni
utilizzati per il suo libro50 (ma perch non immaginare Cassiano, che pure don ai Frart copia
del manoscritto vinciano, intento a elargire altri
doni, altrettanto preziosi?) legittimo credere
che linteresse per Ligorio sia stato sollecitato
proprio dallincontro con Dal Pozzo e dalla
conoscenza del complesso progetto puteano.
Nel Parallle, la presenza del riferimento
allerudito antiquario, sempre giudicata inattesa
poich la stravaganza e gli eccessi decorativi
di Ligorio non sono affatto in tono con il classicismo del trattato francese51, pu dunque trovare una spiegazione nel valore riconosciuto ai
fogli ligoriani quali documenti e fonti per la
conoscenza del mondo antico e, nel caso specifico, dellarchitettura antica, non diverso dallanalogo valore riconosciuto da Frart de Chambray ai disegni delle vestigia antiche eseguiti da
Charles Errard a Roma.
Il Parallle che, ricordiamo, lo stesso Frart

definisce fragment de livre, ammettendo di aver


eliminato da ci che fu dato alle stampe plusieurs
particularitez, qui estoient pour lors fort essentielles mon dessein, mais qui seroient maintenant trs inutiles et hors de saison potrebbe
dunque essere ci che rimane del progetto di
costituire una sorta di museo cartaceo alla francese. E, si pu aggiungere, il carattere scientifico
del trattato, pur radicandosi negli ambienti intellettuali francesi dominati dalla presenza di un
Desargues e di Cartesio, figure certo non estranee ai Frart e a Sublet de Noyers52, deve forse
altrettanto, ai metodi di ricerca, di classificazione
e di comparazione impiegati da Cassiano, membro dellAccademia dei Lincei dal 1622.
Nel volgere di pochi anni, la fine del regno di
Louis XIII e di Richelieu decreter la brusca
interruzione dei propositi che avevano animato la
curiosit e le ricerche di de Noyers, di Frart de
Chambray e di Charles Errard, membri a pieno
titolo di quellideale repubblica delle lettere e
delle arti che nei primi decenni del Seicento presiedette agli scambi culturali fra Italia e Francia.
La fortuna del Parallle fu in seguito piuttosto
limitata e del breve trattato saranno apprezzati,
negli anni successivi e nellambito dellAccademia, essenzialmente il suo spirito sistematico e la
sua clart, ma non certo il fatto che esso testimoniasse, con immagini e riferimenti il cui significato e il cui valore furono subito perduti, quel vivo
interesse per le vestigia e per la cultura antiche

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Larticolo raccoglie una parte delle ricerche che ho avuto la possibilit di condurre nel 1999 grazie a una borsa di studio
ottenuta presso il Centre Canadien dArchitecture-CCA di Montreal, Canada:
colgo loccasione per ringraziare Phyllis
Lambert, fondatrice del Centro, e lo staff
della biblioteca e dellarchivio, per il prezioso aiuto.
Il mio lavoro dedicato a Luciano, per il
suo costante sostegno e per la pazienza
con cui ha seguito le mie ricerche.
1. Roland Frart de Chambray, Parallle
de larchitecture antique avec la moderne,
par Roland Frart sr. De Chambray, Paris
1650. Roland Frart de Chambray
(1606-1676) fu anche lautore de LIde de
la perfection de la peinture, Le Mans 1662,
di una traduzione della prospettiva di
Euclide (1663), della versione francese
dei Quattro Libri di Palladio, pubblicata
nello stesso anno del Parallle, e fu il
curatore, nel 1651, delledizione francese
del Trattato della pittura di Leonardo da
Vinci, illustrato da incisioni di Charles
Errard su disegni di Nicolas Poussin. La
sua attivit di cultore delle arti e dellantico si intersec spesso con quella del fratello, Paul Frart de Chantelou (16091694), noto per essere lautore del Journal du voyage du cavalier Bernin en France,
mentre in secondo piano sta un terzo fratello, Jean. Sui Frart, si veda H. Chardon, Amateurs dart et collectioneurs manceaux. Les frres Frart de Chantelou, Le
Mans s.d. [1867], e il pi recente I. Pantin, Les Frart de Chantelou. Une famille
damateurs au XVIIe sicle, Le Mans 1999,
che si avvale di qualche inedita notizia
tratta dagli archivi di Le Mans, citt dorigine dei Frart.
2. Il tema stato affrontato da G.
Morolli, ne Linvenzione del Parallle, in
Larchitettura a Roma e in Italia (15801621), Atti del XXIII Congresso di Storia dellarchitettura, Roma 1989, II, pp.
41-53, in cui lautore indica che il primato dellinvenzione del nuovo genere
andrebbe al Cigoli e allAleotti, in due
trattati composti tra il 1600 e il 1630,
rimasti per manoscritti. M. Curti, ne
La ricerca di una regola certa, pp.
XXVIII-XLIX, in M. Curti, P. Zampa,
Introduzione alli cinque ordini dellarchitettura. Trattato anonimo della fine del Seicento, Roma 1995, pur occupandosi di un
manoscritto anonimo derivato dal Parallle di Frart intorno al 1700, suggerisce
lindividuazione di alcuni precedenti
dellanalisi comparativa soprattutto in
Serlio e Palladio.
3. Cfr. F. Lemerle, Frart de Chambray ou
les enjeux du Parallle, in XVIIe Sicle,
196, luglio-settembre 1997, pp. 419-453,
saggio cui si rimanda per le attente considerazioni riservate agli ordini moderni presentati da Frart.
4. Frart present a coppie, nella sequenza indicata, gli ordini rappresentati nei
trattati degli autori citati. Su di una sola
pagina compaiono perci, divisi a met e
ricondotti a ununica unit di misura, il
dorico di Palladio e Scamozzi, di Serlio e
Vignola, e via dicendo.
5. La citazione tratta dallintroduzione
di Frart de Chambray a Les quatres
Livres de larchitecture, traduit par Roland
Frart de Chambray, Paris 1651. Del

volume stata di recente pubblicata una


ristampa (1997) a cura di F. Lemerle.
6. Ren Descartes, Regola quattordicesima,
in Id., Regulae ad directionem ingenii, da
me utilizzate nella traduzione a cura di
G. Galli, Bari 1965, p. 73.
7. F. Fichet, La theorie architecturale a
lge Classique, Bruxelles 1979, p. 102.
8. Cfr. W. Herrmann, La thorie de Claude Perrault, Bruxelles 1980, e A. Picon,
Claude Perrault, ou la curiosit dun classique, Paris 1988.
9. Charles Perrault, Parallles des anciens
et des modernes, Paris 1688-1697.
10. Franois Sublet, signore di Noyers e
barone di Dangu (1588-1645), gi intendente alle finanze e segretario di Stato,
nel 1638 fu nominato, grazie alla
influente raccomandazione del cardinale
Richelieu, surintendant et ordonnateur
gnral di bastiments, tapisseries et manifactures, com attestato dalla Provision,
ora in Archives Nationales, Paris, O.
10. Fol 47. Sullattivit da lui svolta nellambito dellarchitettura civile e,
soprattutto, militare, mancano studi
recenti, ma si vedano il saggio di C.
Michaud, Franois Sublet de Noyers.
Surintendant des batiments de France, in
Revue Historique, CCXLI, aprilegiugno 1969, pp. 327-364, e O. Ranum,
Les cratures de Richelieu. Secrtaires dEtat et surintendants des Finances, 16351642, Paris 1966. Va sottolineato che sia
Roland, che i suoi fratelli Paul e Jean,
avevano dei debiti di gratitudine verso
Sublet de Noyers: loro cugino, li aveva
chiamati a corte non appena avuta la
carica di sovrintendente.
11. Entrambe le citazioni sono tratte dallEpistre, in Frart de Chambray, Parallle, cit. [cfr. nota 1], pp. non numerate.
12. Guillet de Saint-Georges, Mmoire
letta allAcadmie il 4 novembre 1690,
pubblicata in Mmoires indits sur la vie et
les ouvrages des membres de lAcadmie
Royale, t. I, Paris 1850, citato in J. Thuillier, Proposition pour Charles Errard, peintre, in Revue de lArt, 40-41, 1978, pp.
151-172. La bibliografia su Charles
Errard, a dispetto dellimportanza che
questi ebbe nella Francia di Louis XIII e
di Louis XIV, come pittore, architetto, e
in qualit di direttore dellAccademia di
Francia a Roma, piuttosto scarna: la
testimonianza di Guillet de Saint-Georges sembra costituire a tuttoggi la biografia pi completa, anche a detta di J.
Thuillier, che allartista ha dedicato il
lungo saggio citato in precedenza, cui si
sono aggiunti pi di recente, i saggi di L.
Spezzaferro, La collezione accademica di
Charles Errard, in Roma moderna e
contemporanea, 1, 3, 1993, pp. 13-35, e
di M. De Micheli, I disegni di Poussin e le
incisioni di Errard per ledizione leonardesca
del 1651, in Critica darte, 59, 7,
luglio-settembre 1996, pp. 63-71. La
pubblicazione degli atti del convegno su
Il Bello Ideale e le Accademie, svoltosi nel
giugno del 2000 a Villa Medici in Roma
e gli studi attivati per le celebrazioni dellAccademia di Francia, previste per il
2003, arricchiranno sicuramente le
ricerche su Errard di notizie inedite e di
nuove valutazioni.

13. Della prima delle due missioni, ovvero quella che coinvolse Poussin, si trovano descrizioni circostanziate nelle recenti monografie di A. Mrot, Nicolas Poussin, Paris 1990 (trad. it. Milano 1990), e
di J. Thuillier, Nicolas Poussin, catalogo
della mostra, Paris 1994. Per entrambe,
si vedano anche E. Magne, Nicolas Poussin, premier peintre du Roi, Paris 1928, con
la trascrizione di molti documenti conservati alle Archives des Affaires
Etrangres di Parigi, e inoltre M. Laurain-Portemer, Mazarin militant de lArt
baroque au temps de Richelieu (1634-1642),
Paris 1976, ed Ead., Etudes Mazarines,
Paris 1981, il cap. Lintervention dans la
mission de Chantelou; I. Pantin, Les Frart
de Chantelou, cit. [cfr. nota 1], in particolare i capp. La mission romaine de 1640
e Lautomne de la surintendance. Sullacquisto di antichit e sullesecuzione di
calchi si veda soprattutto il saggio di A.
Le Pas de Secheval, Les missions romaines
de Paul Frart de Chantelou en 1640 et
1642: propos des moulages dantiques commands par Louis XIII, in XVIIe sicle,
172, luglio-settembre 1991, pp. 259-274.
14. Archives des Affaires Etrangres,
Rome, LXXII, f. 112, Lettera di Elpidio
Benedetti a Mazarino, Roma, 7 luglio
1640, citata in E. Magne, Nicolas Poussin, cit. [cfr. nota 13], pp. 181-182.
15. La raccolta Frart de ChambrayErrard costituita da 39 disegni a sanguigna di alcune fra le pi famose sculture antiche (il Nilo, il Tevere, il Laocoonte, il Meleagro, lApollo del Belvedere, lAntinoo, la Venere Medici, i Dioscuri di Montecavallo, lErcole e il Satiro Farnese),
ingabbiate in una rete di misure che
dovevano permettere la corretta identificazione delle proporzioni. La raccolta
non mai stata oggetto di uno studio
specifico, ma cenni al suo significato si
trovano in G. Kauffmann, La Sainte
famille lescalier et le problme des proportions dans luvre de Poussin, in A.
Chastel (a cura di), Nicolas Poussin, atti
del convegno, Paris 1960, pp. 141-150,
ove lautore attribuisce alla mano di
Nicolas Poussin alcuni dei disegni in
questione, e in E. Delapierre, La qute
dun vtement dides. La question des proportions du corps humain au XVIIe sicle, in
Revue desthtique, 31-32, 1997, pp.
211-217, numero dedicato a La naissance
de la theorie de lart en France, 1640-1720.
Sembra che la raccolta fosse allorigine
destinata a essere incisa, cfr. il saggio di
E. Coquery, I pittori francesi a Roma nella
prima met del 600 e lantico, in Intorno a
Poussin. Ideale classico e epopea barocca tra
Parigi e Roma, a cura di O. Bonfait e J.C. Boyer, catalogo della mostra a Villa
Medici, Roma 2000, pp. 41-53.
16. Recueil de desseins de statues et basreliefs
et autres ornemens de sculpture antiques,
Mss. 1029 e 1030, Bibliothque de lInstitut, Paris. Si tratta di due volumi che
raccolgono un centinaio di disegni di
grande formato, eseguiti a penna e
inchiostro bruno o bistro, gi propriet
di Mariette, acquistati dallInstitut de
France nel 1809. Tra i soggetti raffigurati, oltre a particolari di architetture
moderne quali palazzo Massimo e il
palazzo dei Conservatori, spiccano i
rilievi del basamento della colonna
Traiana e alcuni bassorilievi dellarco di
Costantino, la cui presenza ha suggerito

lattribuzione a Errard, poich i due


monumenti romani furono oggetto della
campagna di calchi che ebbe luogo con le
due missioni a Roma e poich alcune
incisioni della colonna Traiana dovute a
Errard saranno aggiunte alledizione del
Parallle del 1702.
17. Frart de Chambray, Parallle, cit.
[cfr. nota 1], p. 54.
18. Prigioni Farnese, Museo Nazionale
Archeologico, Napoli, inv. n. 6116 e
6122. Per una bibliografia sui due prigioni, provenienti dalla collezione Colonna,
trasferiti a Napoli nel 1790, e per ragguagli sulla loro fortuna, si veda F.
Haskell, N. Penny, Taste and the Antique.
The Lure of Classical Sculpture 1500-1900,
London 1981 (trad. it. Lantico nella storia
del gusto. La seduzione della scultura classica
1500-1900, Torino 1984), pp. 436-439.
Sulla collezione Farnese di antichit e
per una bibliografia generale sulla collezione stessa, si veda cole franaise de
Rome, Le Palais Farnese, Roma 1980-81,
3 voll., e inoltre Ph. Snchal, I marmi
antichi della collezione Farnese, in I Farnese. Arte e collezionismo, a cura di L. Fornari-Scianchi e N. Spinosa, Milano 1995,
pp. 123-131; per linflusso esercitato
sugli artisti, si veda in particolare Id.,
Fortune de quelques antiques Farnse auprs
des peintres Rome au dbut du XVIIe sicle,
in Poussin et Rome, atti del convegno
allAccademia di Francia (1994), Roma
1996, pp. 31-45. forse superfluo
aggiungere che le illustrazioni di Charles
Errard (sia nel caso del prigione, che per
le altre sculture che si terranno in considerazione nel nostro testo), a causa del
procedimento tecnico dellincisione,
sono sempre rappresentazioni speculari
degli originali.
19. Le iscrizioni greche erano abbondantemente rappresentate nella collezione
Farnese, e vi si contavano le pi importanti tra quelle ritrovate a Roma, si veda
al proposito Scheid, Les inscriptions antiques, in cole franaise de Rome, Le
Palais Farnese, cit. [cfr. nota 18], pp. 353359. Il testo a frammenti di quella riprodotta nel Parallle non sembra permettere di risalire al suo significato.
20. Linventaire du palais et des proprits
Farnese Rome, a cura di B. Jestaz, in Le
Palais Farnese, 3 voll., Roma 1994, p.
184, inv. n. 4480
21. Cfr. Gulielmus Philander, M. Vitruvii
Pollionis de Architectura Annotationes,
Roma 1544, p. 5; Architecture et art de
bien bastir de Marc Vitruve Pollion, traduction de Jean Martin, 1547, f. 3v; I dieci libri
dellarchitettura di Vitruvio tradotti & commentati da Mons. Daniel Barbaro, Venezia
1567, p. 17.
22. A questo proposito, si confronti lillustrazione del Parallle anche con lincisione del Rex Armeniae di palazzo Farnese in G.B. De Cavalleriis, Antiquae Statuae Urbis Romae, Roma 1587.
23. Muse Cond, Chantilly, AI 208, NI
252. La definizione Figure de captif,
les mains lies, prises larc de Constantin, Rome deriva come mi
informa Nicole Garnier, conservatrice
del Museo, che qui ringrazio dallantica catalogazione del disegno, ma questo

118

13|2001 Annali di architettura


Rivista del Centro internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio di Vicenza

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non porta alcuna notazione. Lattribuzione a Poussin stata data per certa da
K. Oberhuber, Poussin. The Early Years
in Rome: the origins of French classicism,
New York 1988 , p. 70, ma sia W. Friedlander, A. Blunt in The drawings of Nicolas Poussin: catalogue raisonn, Warburg
Institute, London 1939-74, p. 54, sia P.
Rosenberg, L.A. Prat, in Nicolas Poussin
1594-1665. Catalogue raisonn des dessins,
Milano 1994, 2, p. 842, respingono lattribuzione, giudicando poco convincente la sua fattura. Lo stesso Pierre Rosenberg, da me contattato e che qui ringrazio sentitamente, ha voluto giudicare
molto convincente lipotesi di unattribuzione a Errard del disegno di
Chantilly. Di diversa opinione Emmanuel Coquery, anchegli da me consultato e che ugualmente ringrazio. Coquery
nega levidenza della somiglianza tra il
disegno di Chantilly e la tavola del
Parallle, soprattutto basandosi sulla
diversit tra la fattura del disegno in
questione e un gruppo di disegni che
egli ha riconosciuto come di Errard,
questi ultimi oggetto di un suo studio di
prossima pubblicazione.
24. Cfr. Thuillier, Proposition, cit. [cfr.
nota 12].
25. Le otto colossali figure libere che
coronano le colonne furono decapitate da
Pierfrancesco de Medici nel 1530 e
rimasero acefale sino al 1732, quando
Pietro Bracci ne fece un restauro integrativo, cfr. F. Haskell, N. Penny, Taste and
the Antique, cit. [cfr. nota 18], p. 438.
26. Va ricordato che Rosenberg, Prat in
Nicolas Poussin 1594-1665. Catalogue,
cit. [cfr. nota 23], hanno suggerito che
le mme personnage sia stato inciso da
Perrier nellimmagine n.16 dei Segmenta
nobilium signorum et statuarum quae
Romae adhuc extant, 1638. Il Dace di Perrier, tuttavia, detto in Horti Medicei, ed
effettivamente due prigioni, ora non pi
in situ facevano parte della collezione
Medici: lanalogia nella postura non ci
sembra sufficiente a ipotizzare che il
disegno di Chantilly possa avere qualche
relazione con Perrier.
27. Frart de Chambray, Parallle, cit.
[cfr. nota 1], p. 52.
28. Il dipinto, commissionato a Errard da
Franois-Hannibal dEstres per la galleria dellhtel de la Fert-Senneterre,
stato esposto nel 2000 a Villa Medici,
Roma, nella mostra Intorno a Poussin,
a cura di O. Bonfait e J.-C. Olivier,
mostra di cui Intorno a Poussin. Ideale classico e epopea barocca tra Parigi e Roma, cit.
[cfr. nota 15], il catalogo: la citazione
di Villa Medici stata indicata come linvolontario presagio della direzione da
parte di Errard dellAccademia di Francia a Roma e, soprattutto, del trasferimento di questa, un secolo e mezzo pi
tardi, nel celebre edificio.
29. Si vedano per esempio G.B. De
Cavalleriis, Antiquae Statuae, cit. [cfr.
nota 22], e J. Episcopius, Icones Signorum
Veterum, s.l. 1630.
30. Thusnelda fu incisa da Perrier nei suoi
Segmenta nobilium signorum, cit. [cfr.
nota 26], citato, come Veturia Martii
Coriolani Mater, in Horti Mediceis, ma

il confronto tra le due immagini mostra


nuovamente come Errard riprodusse in
modo molto pi accurato la scultura, e da
un altro punto di vista. Sulla scultura e
sul gruppo di cui essa faceva parte, di
epoca romana, si veda soprattutto G.
Capecchi, Le statue antiche della Loggia dei
Lanzi, in Bollettino dArte, 3-4, 1975,
pp. 169-170; R. Carpenter, Observations
on Familiar Statuary in Rome, Roma
1941. Una fotografia di Louis Nicolas
Cabat, direttore dellAccademia di Francia dal 1879 al 1884, mostra che loriginale fu sostituito forse immediatamente dopo il trasferimento a Firenze da un
calco che ora non c pi, o comunque
non pi nella loggia, cfr. Villa Medici, a
cura di A. Chastel, Roma 1989, I, cat.
197. Pi in generale, sulla collezione
Medici si veda C. Gasparri, La collection
dantiques du Cardinal Ferdinand, in Villa
Medici, cit., II, pp. 443-485.
31. evidente che Errard, dopo aver
disegnato fedelmente il giovane con ascia
visto di spalle, ha sistemato il toro raffigurato nel rilievo in modo non del tutto
fedele alloriginale. Sul rilievo, che, come
Thusnelda, proveniva dalla collezione
Della Valle, cfr. M. Cagiano De Azevedo,
Le antichit di Villa Medici, Roma 1951,
cat. 41, p. 55, Frammento di un rilievo
con un toro condotto al sacrificio, e
inoltre Gasparri, La collection dantiques, cit. [cfr. nota 30].
32. Nel Parallle, cit. [cfr. nota 1],
Frart afferma che furono fatti eseguire
a Roma soixante et dix bas-reliefs de la
colonne Trajane et beaucoup dautres
histoires particulires; ma Bellori sar
pi esplicito, citando tra i calchi il
Sacrificio del toro nel giardino de
Medici, cfr. Id., Le Vite de Pittori, scultori e architetti moderni, Roma 1672, edizione a cura di E. Borea, Torino 1976,
pp. 443-444. Un contratto firmato dallo
scultore Henri Perlan il 10 ottobre
1642, ora in Archives Nationales, Minutier Central, XLII, 102, f. 453, sembra
inoltre rivelare che il rilievo, che crediamo compreso tra trois autres Bas reliefs
forms sur ceulz qui sont a Medicis,
fu tra quelli fatti fondere in bronzo (le
misure indicate nel contratto per il rilievo Medici, ayant de largeur cinq piedz
deux poulces & de hauteur trois piedz
neuf poulces, dove un piede pari a m
0,324, corrispondono allincirca alle
misure reali, di m 1,55 per m 1,255). Per
una puntuale ricostruzione dellenvoi,
cfr. Le Pas de Scheval, Les missions
romaines, cit. [cfr. nota 13].
33. Icones et segmenta illustrium e marmore
tabularum quae Romae adhuc extant a
Francisco Perrier delineata, incisa et ad antiquam formam lapideis exemplaribus passim
collapsis restituta, 1645.
34. Royal Library, Windsor collections,
RL 8573 e RL 8482.
35. Non possiamo che rimandare qui agli
importanti studi condotti in questi ultimi
anni da Francesco Solinas, e dallquipe di
studiosi che ha tra laltro promosso la
pubblicazione del Museo Cartaceo. Ad
alcuni degli scritti di Solinas, che nel 2000
stato anche il curatore di una mostra, a
palazzo Barberini in Roma, dedicata a
Cassiano collezionista, si fa puntuale riferimento nelle note successive.

36. La citazione tratta da Giovani ben


intendenti del disegno: Poussin e il Museo
Cartaceo, in Poussin et Rome, atti del convegno a Villa Medici, Roma 1996, pp.
215-240. Cassiano sicuramente fece
ricorso, per il suo museo di carta, ad
almeno due artisti francesi, Nicolas
Poussin e Jean Lemaire; lipotesi di una
collaborazione di Errard, legato a
entrambi gli artisti citati, sembra legittima ed implicitamente indicata da
Thuillier, Proposition, cit. [cfr. nota
12], ove si parla di Errard come di un
protetto di Cassiano e si accenna ai
due dipinti, oggi perduti, che il pittore
francese avrebbe eseguito per la sua collezione; pi di recente Coquery, I pittori
francesi a Roma, cit. [cfr. nota 15], in
particolare la nota 29, ha tuttavia osservato che la mano di questultimo
(Errard, NdR) non sembra poter essere
identificata nei volumi di Windsor e del
British Museum.
37. Sui pochissimi disegni attribuibili a
Errard, cfr. Thuillier, Proposition, cit.
[cfr. nota 12], p. 167, nota 3.
38. Lappoggio di Dal Pozzo fu cercato
per convincere Poussin a lasciare Roma,
ma sar de Noyers ad affermare che lamicizia con il cavaliere, qui est icy en
unestime singulire et tient lieu du chef
des vertueux, un tesoro in s, cfr.
lettera di Sublet de Noyers a Mess.s de
Chantelou, 13 agosto 1640, in Ch.
Jouanny, Correspondance de Nicolas Poussin, Archives de lArt Franais. Nouvelle
priode, V, Paris 1911, pp. 33-34. I
Frart avevano comunque gi incontrato
Cassiano in occasione del viaggio legazionale del cardinale Barberini in Francia, nel 1625.

in the Paper Museum, in The Paper


Museum of Cassiano Dal Pozzo, Ivrea 1993.
45. Citato in A. Nicol, F. Solinas, Cassiano dal Pozzo and Pietro Testa. New documents concerning the Museo cartaceo, in
Pietro Testa 1612-1650. Prints and
Drawings, a cura di E. Cropper, Philadelphia 1988.
46. Si rimanda agli scritti di Solinas e
Coquery citati in precedenza.
47. Solinas, Others sources of drawings,
cit. [cfr. nota 44].
48. La descrizione di Frart ci sembra
dimostri la sua familiarit con i disegni
dellantiquario napoletano, cfr. le pp. 18,
32, 68, 99 di Frart de Chambray, Parallle, cit. [cfr. nota 1].
49. Frart de Chambray, Parallle, cit.
[cfr. nota 1], p. 33.
50. I disegni di Ligorio appartenuti a
Frart De Chambray sono oggi perduti,
n tra i disegni attribuibili a Errard sembrano esservi materiali derivati dai fogli
ligoriani. Colgo qui loccasione per ringraziare Federico Rausa, dellUniversit
di Napoli, gi autore del volume Pirro
Ligorio. Tombe e mausolei dei romani,
Roma 1997, e impegnato nella Edizione
nazionale delle Opere Ligoriane, per lo
scambio di idee avuto in proposito, e
specialmente a riguardo della sepulture
trs antique presso Terracina, disegnata
daprs Ligorio, pubblicata nel Parallle.
Il sepolcro mi sembrava potesse costituire un indizio per giungere a qualche conclusione, ma non vi traccia di esso in
alcuno dei disegni a noi noti dellantiquario napoletano.

39. Cfr. nota 1.


40. Frart de Chambray, Parallle, cit.
[cfr. nota 1], p. 99.
41. A. Griseri, Quei benedetti Ligorii
alla corte di Cristina di Francia, ne Il Libro
dei disegni di Pirro Ligorio allarchivio di
Stato di Torino, a cura di C. Volpi, Torino
1994, p. 52.

51. Cfr. Lemerle, Frart de Chambray,


cit. [cfr. nota 3].
52. La citazione tratta da Curti, La
ricerca di una regola certa, cit. [cfr. nota
2], p. XXXII. Fu per esempio grazie a
Sublet de Noyers che Girard Desargues,
inventore della geometria proiettiva,
pot sperimentare nel cantiere del Louvre il suo metodo per la coupe des pierres.

42. Grazie allintervento di Poussin,


lImprimerie Royale diede per esempio
alle stampe lHistoria Augusta, di Angeloni (1641), e ledizione francese del Trattato della pittura di Leonardo, gi ricordata; raccolse inoltre i fondi per la pubblicazione delle Hesprides di padre Ferrari, cfr. N. Solinas, Portare Roma a
Parigi. Mecenati, artisti ed eruditi nella
migrazione culturale, in Documentary Culture: Florence and Rome from Grand-Duke
Ferdinand 1 to Pope Alexander 7, a cura di
E. Cropper, Bologna 1992, pp. 227-261.
43. Le citazioni sono tratte in successione dalla lettera di Poussin a Carlo Antonio dal Pozzo, 6 gennaio 1641, in
Jouanny, Correspondance de Nicolas Poussin, cit. [cfr. nota 38], p. 42; lettera di
Poussin a Cassiano dal Pozzo, 31 maggio
1641, ibid., p. 66; lettera di Poussin a
Cassiano dal Pozzo, 21 novembre 1641,
ibid., p. 106.
44. Si vedano lintervento di F. Solinas in
Cassiano dal Pozzo. Atti del seminario internazionale di studi, Roma 1989, alla nota
52, p. 109, e Id., Others sources of drawings

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13|2001 Annali di architettura


Rivista del Centro internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio di Vicenza

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