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IL MOVIMENTO DI PREGHIERA GIOSEFINO

San Giuseppe, patrono della Chiesa universale, custodisci le nostre famiglie nella pace e nella grazia divina, e soccorrici nellora della nostra morte. Amen.

SAN GIUSEPPE VI BENEDICA

e lieto di offrirvi questo opuscolo augurando che

Si invita a riprodurre e a diffondere.

A te, o beato Giuseppe


A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio dopo quello della tua santissima Sposa. Per quel sacro vincolo di carit, che ti strinse all'Immacolata Vergine Madre di Dio, e per l'amore paterno che portasti al fanciullo Ges, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredit, che Ges Cristo acquist col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni. Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l'eletta prole di Ges Cristo: allontana da noi, o padre amantissimo, gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Ges, cos ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversit; e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinch a tuo esempio e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l'eterna beatitudine in cielo. Amen.

Invocazioni a San Giuseppe


Glorioso San Giuseppe, sposo di Maria e padre verginale di Ges, pensa a me, veglia su di me. Insegnami a lavorare per la mia santificazione e prendi sotto la tua pietosa cura i bisogni urgenti che oggi io affido alle tue sollecitudini paterne. Allontana gli ostacoli e le difficolt e fa' che il felice esito di quanto ti chiedo sia per la maggior gloria del Signore e per il bene dell'anima mia. E in segno della mia pi viva riconoscenza, ti prometto di far conoscere le tue glorie, mentre con tutto l'affetto benedico il Signore che ti volle tanto potente in cielo e sulla terra. Amen. **** Ricordati, o purissimo sposo di Maria Vergine, o caro mio protettore, San Giuseppe, che mai si ud aver alcuno invocato la tua protezione e chiesto il tuo aiuto senza essere stato consolato. Con questa fiducia io mi rivolgo a te e a te fervorosamente mi raccomando. O San Giuseppe, ascolta la mia preghiera, accoglila pietosamente ed esaudiscila. Amen.

IL MOVIMENTO DI PREGHIERA GIOSEFINO lieto di offrire spunti di meditazione e preghiere in onore di S. Giuseppe

SAN GIUSEPPE VI BENEDICA

Movimento Giosefino - 2005

Edizione extracommerciale

Introduzione

derata di rievangelizzazione.

La devozione giosefina da sempre consi-

San Giuseppe ha il compito di riconquistare a Ges lumanit, per la quale il Salvatore ha effuso il Suo Sangue. Questa la missione del Custode del Redentore in questo secolo e in questo millennio.

Preghiera
Dive Joseph, recipe nos et nobis San Giuseppe, riconquista noi (a Ges) e a noi (tutto quello cui abbiamo diritto per i meriti di Ges). Recipe nos et nobis, virgo pater Jesu et noster, ut utamur tota opera Christi. Riconquista noi e per noi, padre verginale di Ges e nostro, affinch beneficiamo dellintera opera di Cristo.

La Croce di San Giuseppe

J E JOSEF U S

J JHR S

J = Jesus H = Hominum S = Salvator J = Joseph H = Hominum R = Receptor

Ges Salvatore degli Uomini

Giuseppe Riconquistatore degli Uomini (a Ges)

Dignita di San Giuseppe

tra le pi alte, discendendo naturalmente dalla casa di Davide. Ma ne ha ricevuta una immensamente superiore, essendo stato insignito da Dio Padre del titolo di Padre legale del Figlio (Tu gli porrai nome Ges: Mt 1,21). LAnnunciazione al carpentiere nazareno ha appunto lo scopo di informarlo dellavvenuta Incarnazione e della carica, nonch dellincarico, attribuitogli. Quale leffetto dellintervento divino nella famiglia di Giuseppe? Giovanni Paolo II lo ha esplicitato nellEsortazione apostolica Redemptoris Custos1 del 15 agosto 1989, richiamando e condividendo pienamente lilluminazione di SantAgostino, secondo cui lo Spirito Santo non ha steso la sua ombra santificante solo su Maria, ma sul nucleo familiare composto da lei e Giuseppe. Ed ha santificato e fecondato lintera famiglia di Giuseppe, anche se era la donna colei che naturalmente doveva dare alla luce il Bambino. (cf. R.C. n.1)
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Giuseppe di Nazaret vanta una dignit naturale

LEsortazione apostolica sar citata pi volte in questo testo e verr abbreviata R.C.

Il tesoro nascosto
l Regno dei Cieli simile a un tesoro nascosto, insegna Ges nel Vangelo di San Matteo (13,44), e continua spiegando che chi lo scopre, per la gioia che ne ha, va, vende tutto ci che ha e compra quel campo. Quindi una scoperta, un ritrovamento inaspettato, e una scoperta che suscita gioia. Tanta gioia che, per poterla conservare, lo scopritore subito vende tutto quanto possiede per poter acquistare quel tesoro. Ma, nel successivo versetto 52 del capitolo evangelico citato, il Signore spiega ulteriormente che ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche. Quindi quel tesoro offre non solo cose conosciute o antiche, ma anche cose nuove, uno scrigno dal quale perennemente si possono (si devono) estrarre cose preziose evidenti, ed anche cose preziose sconosciute, che man mano emergono.

Entrambe queste parabole sono applicabili a San Giuseppe, ed anzi la loro combinazione si addice perfettamente e in modo del tutto singolare al sommo Patriarca. Infatti la devozione al Custode del Redentore considerata e sviluppata nei secoli dalla Chiesa, che non solo gli attribuisce il culto pi alto dovuto a una creatura dopo quello dovuto alla Madre di Dio, ma gli ha anche conferito, unico tra i Santi, ben quattro patrocini: dei morenti, delle famiglie, dei lavoratori, della Chiesa Universale. Sono centinaia le opere e le Congregazioni che hanno San Giuseppe come Patrono o Compatrono, e anche nellantichit la tradizione monastica si rifaceva a lui come modello di silenzio e di umilt. Ma linsegnamento dei Dottori della Chiesa, dei Sommi Pontefici, e il sensus fidei dei fedeli, continuano a scoprire ed a riscoprire antiche e nuove grandezze in questo tesoro celato dalla propria umilt. Santa Teresa dAvila lo presenta come maestro di preghiera e patrono e protettore in tutte le

circostanze della vita. Altri santi e pontefici ne hanno parlato in termini spirituali commoventi. Papa Giovanni XXIII, nel Discorso di chiusura del primo periodo del Concilio Ecumenico Vaticano II, l8 dicembre 1962, disse: Giuseppe, patrono del Concilio Ecumenico, il cui nome da oggi splende nel Canone della Messa, ci accompagni nel viaggio, come ha accompagnato la Sacra Famiglia col suo sostegno, voluto da Dio. Papa Paolo VI , nel Discorso di apertura del secondo periodo del Concilio, il 29 settembre 1963 riafferm detto patrocinio di San Giuseppe. Papa Giovanni Paolo II proclama una rinnovata attualit (di San Giuseppe) per la Chiesa del nostro tempo, in relazione al nuovo millennio cristiano; ed esorta a rivolgersi a Lui come a un padre amantissimo, che, superando i singoli stati di vita, si propone allintera umanit come modello, esempio, protettore (cf. R.C. nn.31-32). E tempo di riscoprire questo Santo, tanto insigne e potente quanto umile, che nei secoli sembra essersi sempre pi nascosto nel tesoro

evangelico, per fare posto ad altri tesori antichi e nuovi, anche se non altrettanto preziosi. Ma lui ad un tempo nuovo e antico, in quanto da sempre conosciuto e venerato, sebbene la sua devozione sia andata affievolendosi, fino quasi a essere dimenticata negli ultimi decenni. Ora deve tornare a brillare di molta luce, il cui splendore perfetto stato appannato dalloblio. Sta a noi, richiamarlo allevidenza e onorarlo, per ottenergli impareggiabili patrocini e grazie. Per il bene della Chiesa, per il bene nostro. Se il terzo millennio auspicato in particolare come il millennio della Terza Persona della Trinit Celeste, lo Spirito Santo, pu essere di aiuto linvocare maggiormente anche la terza persona della trinit terrena costituita dalla Sacra Famiglia: San Giuseppe. E lo Spirito Santo che ci sta conducendo alla verit tutta intera (Gv 16,13), anche per quanto concerne il nostro Giuseppe, non mancher di indicarcene ancor pi lesemplarit evangelica tutta speciale.

Lora di Giuseppe
a Bibbia scandisce i tempi della manifestazione di Dio alluomo. Secondo il calendario biblico, ancora seguito dal calendario religioso degli Ebrei, sono intercorsi quattromila anni dalla creazione di Adamo sino alla nascita di Cristo. Durante questi quattromila anni, Dio si manifestato ed stato conosciuto dalluomo nella fede monoteista come unico Dio, bens pure creduto come una sola Persona: il Creatore. Nella pienezza dei tempi, il Figlio ci ha rivelato la Unit e Trinit della Divinit. Con Cristo, secondo il piano divino, iniziata lEra Cristiana, caratterizzata dalla fede trinitaria. I primi quattromila anni della storia umana, secondo la Bibbia, sono stati pedagogia alla conoscenza di Dio Padre; quindi, dalla pienezza del tempo (cf. Gal 4,4) la divina Rivelazione ha manifestato palesemente anche le altre due Persone della Santissima Trinit. Questi duemila anni cristiani sono serviti prevalentemente a far conoscere il grande Mistero

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della Redenzione, non senza prestare attenzione sempre pi profonda anche al culto di Maria Santissima, Madre del Redentore. Il terzo millennio, destinato particolarmente ad incrementare la conoscenza ed il culto dello Spirito Santo, Terza Persona della Trinit Celeste, pu introdurci anche alla rinnovata diffusione del culto di San Giuseppe. Siamo entrati nellora della Terza Persona della SS. Trinit, lo Spirito Santo, e San Giuseppe che ne ha ricevuto dono e grazia specialissimi per la singolare missione di Custode del Redentore pu accompagnare e custodire la nostra fede in questo nuovo viaggio di approfondimento e di testimonianza del Vangelo, cui siamo chiamati nei nostri difficili tempi. E lora, dunque, di accogliere sia lo Spirito di Dio nei nostri cuori, sia questo insigne Santo custode della nostra fede, chiedendone lintercessione per il compimento del disegno di Dio su di noi.

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Opera di San Giuseppe


un movimento di preghiera basato sulla fede nella Comunione dei Santi, avente come riferimento e come unico Patrono San Giuseppe di Nazaret. Suo scopo onorare il Custode del Redentore, facendone conoscere e riconoscere le glorie; e nello stesso tempo richiedere il suo intervento e la sua opera per i bisogni spirituali e materiali propri e di quanti lo pregano in sintonia con il movimento. Non ha in terra una sede, n un registro con i nomi degli aderenti, ma li ha in cielo, presso il trono del Patrono della Chiesa Universale. Egli solo conosce i nomi di tutti coloro che vi partecipano, anche solo occasionalmente o temporaneamente, e ne accoglie le preghiere e le richieste, unendole e accumulandole cos da conferire a ciascuna il suo patrocinio e la forza impetrativa di tutte, come se fossero elevate contemporaneamente e concordemente da tutti coloro che gliele innalzano. La spiritualit dell Opus Joseph (Opera di S.Giuseppe) si basa essenzialmente sul Van-

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gelo di S. Matteo 6,6: Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenser; nonch ancora in Matteo 18,19: In verit vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che nei cieli ve la conceder. Chi prega con lintenzione di farlo nello spirito di questo movimento, fa proprie anche le rette intenzioni di tutti gli altri, con reciproco scambio di carit e di aiuto; e lo pu fare nel segreto della propria cameretta o del proprio cuore. San Giuseppe, intercessore potente presso Dio, aspetta solo di poter dispensare le grazie e le benedizioni di cui depositario, per venire incontro alle necessit della Chiesa e dellumanit. Il pap putativo di Ges anche il pap putativo dei cristiani. Qualsiasi preghiera e qualsiasi buona azione utile per l Opus Joseph. Sono ovviamente suggerite le preghiere rivolte a San Giuseppe (Ave Giuseppe, la Corona di San Giuseppe, A Te o Beato Giuseppe, Il Sacro Manto, ecc.). Sono molto gradite le SS. Messe, partecipate o fatte celebrare, sempre con lintenzione di offrirle per s e gli altri, allOpus Joseph.

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Si costituisce cos un tesoro perenne e sempre pi ricco di grazie, benedizioni, aiuti da cui attingere e in cui conferire, in ogni momento e in ogni circostanza, praticamente sempre, con il sostegno e la comunione di quanti vi partecipano o vi abbiano partecipato. Si suggerisce, quale accordo e richiesta a Dio di quanto sopra, di pregare un Ave Giuseppe, che pu servire anche come adesione e prima preghiera per il movimento.

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Ave Giuseppe

Ave Joseph, fili David (Mt 1,20),


vicari Patris, nutrici Filii, depositari Spiritus Sancti. Benedictus tu in hominibus, et benedictus amatus tuus Jesus. Juste in iustis, sponse Mariae, Provide nobis filiis tuis Nunc et in hora mortis nostrae. Amen.

Ave Giuseppe, figlio di Davide (Mt 1,20),


vicario del Padre, nutrizio del Figlio, depositario dello Spirito Santo. Benedetto sei tu tra gli uomini, e benedetto il tuo amato Ges. Giusto tra i giusti, sposo di Maria, provvedi a noi figli tuoi adesso e nellora della nostra morte. Amen.

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L Ave Giuseppe comprende alcune delle pi sublimi caratteristiche del Patrono della Chiesa Universale; e, rivolgendogliele a lode e invocazione, reclama il suo intervento. Ricorda leccelsa investitura conferita direttamente da Dio; i rapporti unici con le Tre Persone della Santissima Trinit; il primato umano sulla Sacra Famiglia e lautorit paterna su Dio Incarnato; il legame legittimo con la Madre del Redentore; la funzione salvfica nel progetto redentivo divino; la paternit legale sul corpo mistico di Cristo; la carica di provveditore dei figli adottivi di Dio; leccellenza della sua giustizia su quella di tutti gli altri uomini; le benedizioni uniche elargitegli e i doni singolari di cui stato gratificato. Ave Giuseppe , per assonanza con il saluto dellangelo a Maria (Lc 1,28), ci rivolge a Giuseppe con la stessa formula angelica. Figlio di Davide il saluto, o meglio il titolo, effettivamente rivolto dallangelo a Giuseppe (Mt 1,20), che lunica persona del Nuovo Testamento cui venga concesso tale appellativo, oltre al Figlio di Dio. Che Ges discenda da Davide chiaramente e

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generazionalmente illustrato dallevangelista nei versetti immediatamente precedenti (Mt 1,1-17). Inoltre, si consideri che lappellativo figlio di David messo dallo Spirito Santo non in bocca ad un uomo, ma ad un angelo di Dio, strumento diretto e portavoce perfetto dellAltissimo. Questo ci fa comprendere che tale saluto ad un tempo un riconoscimento ed uninvestitura per Giuseppe. Con il titolo Figlio di Davide gli Ebrei intendevano colui che avrebbe restaurato il regno. Ed in effetti, con Giuseppe, padre legale del Redentore, inizia un nuovo corso storico e la restaurazione del regno; ma non del regno temporale di Davide, bens di quello originariamente progettato da Dio ed affidato ad Adamo, che ora ha ripristinato, in forza del nuovo patto nel Sangue di Cristo, la divina Signoria di Dio nella Sua creazione. Inoltre uninvestitura straordinaria, effettuata non con lolio di un profeta o lacclamazione di un popolo, ma direttamente da Dio tramite un suo messaggero. Dio stesso elegge e chiama Giuseppe ad un compito insigne di cui il titolo figlio di Davide foriero. Come ad Abramo (Padre Elevato) Dio ha mutato il nome e la caratteristica in Abrahamo

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(Padre di una moltitudine - Genesi 17,5), e a Simone (Canna) Ges ha mutato il nome e la chiamata in Pietro (Roccia - Mt 16,18), conferendo loro nuovo status per le relative missioni, cos a Giuseppe viene conferito il titolo e la missione di introdurre lumanit alla pienezza dei tempi. Vicario del Padre: ecco la prima funzione di Giuseppe; significa far le veci in terra della Prima Persona della Santissima Trinit, sia davanti agli uomini imponendo il nome del Figlio (tu lo chiamerai Ges - Mt 1,21) e tenendolo presso di s, sia esercitando la paterna potest su di Lui e costituendone lesempio su cui modellare la sua crescita umana (Non costui Ges, figlio di Giuseppe? - Gv 6,42). Nutrizio del Figlio : il rapporto di Giuseppe con il Verbo Incarnato quello di un padre verso un figlio. Giuseppe si accolla lobbligo ed il diritto di tenere presso di s Ges, di nutrirlo, proteggerlo, istruirlo, insegnargli un mestiere; e da Ges ha diritto al rispetto ed allubbidienza (e stava loro sottomesso - Lc 2,51). Ma Giuseppe , soprattutto, colui che ha salvato il Salvatore non solo dalla gelosia di Erode (Mt

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2,13-18), ma anche prima, quando ancora era in grembo a Maria. Infatti, sapendo di non essere il padre del bambino che la sua sposa portava in s, secondo la legge di Mos avrebbe dovuto ripudiarla con la relativa motivazione, il che avrebbe condannato la donna ed il Figlio a morte per lapidazione. Ma essendo la sua giustizia superiore a quella mosaica, aveva deciso di rimandare la sposa in segreto (cf. Mt 1,19). Cos facendo (e ricordiamoci che Dio gli fa il suo annuncio solo dopo che Giuseppe ha preso la decisione) ha salvato il Redentore quando era ancora nel ventre materno. Per questo Giuseppe il patrono naturale dei concepiti. Ha salvato Ges anche dopo, accogliendolo con la Madre nella propria casa e dando loro uno status sociale giuridicamente e religiosamente riconosciuto e tutelato, salvandolo da unesistenza che sarebbe stata a grave rischio in unepoca in cui orfani e vedove non avevano pressoch protezione alcuna. Perci Giuseppe anche patrono naturale dellinfanzia. Depositario dello Spirito Santo: il rapporto singolarissimo di Giuseppe con la Terza Per-

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sona della Santissima Trinit simile a quello di Maria con lo Spirito Santo. Tale qualifica gli viene conferita da Giovanni Paolo II nellEsortazione Apostolica Redemptoris Custos, derivandola direttamente ed esplicitamente dal De nuptiis di S. Agostino (cf. R.C. n. 1). LIntroduzione dellEsortazione di Giovanni Paolo II, in conformit con il vescovo di Ippona, dichiara che Giuseppe partecip con Maria al mistero dellIncarnazione, e fu depositario dello stesso amore, per la cui potenza lEterno Padre ci ha predestinati ad essere suoi figli adottivi per opera di Ges Cristo (Ef 1,5). Questo amore divino chiaramente lo Spirito Santo, sceso su Maria a seguito del suo fiat; la potenza dellAltissimo che ha steso su di lei la sua ombra per renderla madre del Figlio di Dio (cf. Lc 1,35 e Mt 1,20). E appunto lo spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: Abba, Padre! (Rm 8,15); e lo attesta il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida : Abb, Padre! (Gal 4,6). Affermava S. Agostino: Lo Spirito Santo, riposando nella giustizia, ossia nella santit e nella verginit di Maria e Giuseppe, diede loro un figlio che appartiene ad entrambi, sebbene sia

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nato da colei che naturalmente doveva darlo alla luce. Il Figlio stato ricevuto da entrambi per mezzo della mente, non della carne. Infatti, se Maria verginalmente e castamente madre, altrettanto lo Giuseppe come padre. Gi San Girolamo fu primo e grande assertore di questa verit. Quindi lo Spirito Santo ha steso la sua ombra non soltanto su Maria, ma sullintera famiglia di Giuseppe, e lha fatta sua depositaria. La Terza Persona della Santissima Trinit (depositante) ha deposto la Seconda Persona, il Figlio, nella famiglia di Maria e Giuseppe (depositari). Benedetto sei tu tra gli uomini: come Maria la prediletta e la pi benedetta tra le donne, cos Giuseppe il pi venerato e benedetto tra gli uomini per la sua singolare chiamata e per la sua perfetta risposta ad essa. Inoltre vissuto a contatto con il Figlio di Dio e la Regina degli Angeli; ed a lui pure stata riservata lAnnunciazione (Mt 1,20; 2,13 ; 2,19 ; 2,22). E benedetto il tuo amato Ges: come con l Ave Maria, riprendendo lespressione scrit-

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turale (Lc 1,42), benediciamo il Figlio e la Madre verginale, cos con l Ave Giuseppe benediciamo il Figlio verginale. Giusto tra i giusti: Giuseppe dichiarato giusto (Mt 1,19) dallo Spirito Santo agente nellevangelista; ma la sua giustizia implicitamente comparata con quella legale e religiosa del tempo, e presentata tanto superiore a quella da fare di Giuseppe luomo giusto per antonomasia. E poich il giusto vivr per fede (Rm 1,17), egli anche esempio sublime di fede, come conferma il suo agire sulla parola di Dio (Mt 1,24; 2). Sposo di Maria : lessere lo sposo legittimo della Madre di Dio una prerogativa che poteva competere solo ad un animo castissimo ed elevatissimo, dotato gi di per s di doti e virt eccelse, che non hanno potuto che accrescersi e moltiplicarsi per la vita familiare con le due persone pi sante di tutta lumanit. Provvedi a noi : non ci accontentiamo della semplice intercessione da parte di Giuseppe, vogliamo anche il suo intervento fattivo, confidando che la sua intercessione abbia una prerogativa assolutamente unica.

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Affermava Papa Pio XI, nel Discorso del 19 marzo 1935 che sorgente di ogni grazia il Redentore Divino, accanto a Lui Maria Santissima, dispensatrice dei divini favori; ma se c qualche cosa che supera queste due sublimi potenze , in certo modo, il riflettere che S. Giuseppe che comanda alluno ad allaltra, colui che tutto pu presso il Redentore Divino e presso la Madre Divina in una forma ed in un potere che non sono soltanto di famulatoria custodia. Ricordiamoci infatti che, mentre tutti vanno a Ges implorando le grazie, Giuseppe va con lautorit del padre e del capofamiglia; ed anche se in cielo la gerarchia della Sacra Famiglia invertita, gli affetti sono cos sublimati da non permettere che nulla venga negato a colui che ha salvato la storia redentiva ed i suoi Protagonisti. E Pio XI sottolineava: che egli (S. Giuseppe), con la sua paterna provvidenza e con la sua onnipotente intercessione, vi sia di aiuto, a voi ed alle vostre famiglie; diciamo onnipotente intercessione, perch quello che bisogna dire (discorso agli Sposi Novelli, 19 marzo 1938). Come lantico Giuseppe figlio di Giacobbe fu stabilito vicer dEgitto (Gen 41,40-41 e 44), cos

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Giuseppe di Nazaret ora vicer in Paradiso e detiene le chiavi dei granai eterni. E come il faraone diceva a chi si rivolgeva a lui per essere nutrito (Gen 41,55), cos la Chiesa continua a ripetere: Andate da Giuseppe e fate quello che vi dir. Oltre che uomo di contemplazione e di sogni celesti, Giuseppe uomo dazione; pronto nelloperare in obbedienza a Dio e nel sovvenire a quanti gli sono affidati. Da lui aspettiamoci interventi concreti; anche se, secondo il suo stile discreto e silenzioso, il pi delle volte non ce ne rendiamo conto. Egli il santo della Provvidenza. Santa Teresa dAvila, la prima donna proclamata Dottore della Chiesa e riformatrice dellOrdine Carmelitano, cos si esprimeva nei confronti del sommo patriarca: Io invece presi per mio avvocato e patrono il glorioso S. Giuseppe, e mi raccomandai a lui con fervore. Questo mio padre e protettore mi aiut nella necessit in cui mi trovavo ed in molte altre pi gravi in cui era in gioco il mio onore e la salute dellanima mia. Ho visto chiaramente che il suo aiuto mi fu sempre pi grande di quello in cui avrei potuto sperare. Non mi ricordo sinora di averlo mai pregato di una

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grazia senza averla subito ottenuta. E cosa che fa meraviglia ricordare i grandi favori che il Signore mi ha fatto ed i pericoli di anima e di corpo da cui mi ha liberata per lintercessione di questo santo benedetto. Ad altri santi sembra che Dio abbia concesso di soccorrerci in questa o in quellaltra necessit, mentre ho sperimentato che il glorioso S. Giuseppe estende il suo patrocinio su tutte. Con ci il Signore vuole darci ad intendere che, a quel modo che era a lui soggetto in terra, dove egli come padre putativo gli poteva comandare, altrettanto gli ora soggetto in cielo nel far tutto ci che gli chiede. Ci hanno riconosciuto per esperienza varie altre persone che dietro mio consiglio gli si sono raccomandate. Molte altre si sono fatte da poco sue devote per aver sperimentato questa verit (S. Teresa, Vita, cap. 6,6). Per la grande esperienza che ho dei favori di S. Giuseppe, vorrei che tutti si persuadessero ad essergli devoti. Gli devono essere affezionate specialmente le persone di orazione, perch non so come si possa pensare alla Regina degli Angeli ed al molto da lei sofferto col Bambino Ges senza ringraziare S. Giuseppe che fu loro di tanto aiuto. Chi non avesse maestro da cui impa-

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rare a far orazione, prenda per guida questo Santo Glorioso, e non sbaglier (S. Teresa, Op. cit., cap.6,8). Figli tuoi : Come Maria madre di Cristo e della Chiesa, cos Giuseppe padre legale di Cristo e della Chiesa. Sono i cristiani i suoi figli, che possono e debbono rivolgersi a lui come il proprio padre. Adesso e nellora della nostra morte: chiediamoci ed aspettiamoci adesso dal nostro pap adottivo le grazie materiali e spirituali necessarie alla nostra vita ed alla nostra santificazione, giacch egli stato custode e provveditore della Sacra Famiglia, ed ora lo del corpo mistico di Cristo. Sta a lui provvedere alle nostre necessit le grazie necessarie affinch possiamo virtuosa-mente vivere, piamente morire, e conseguire leterna beatitudine in cielo (A Te o beato Giu-seppe di Papa Leone XIII, con indulgenza parziale ogni volta). Amen.

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Figlio di Davide
bbiamo gi rilevato che, nel primo dei Vangeli, quello di San Matteo, al verso 20 del primo capitolo leggiamo che a S. Giuseppe appare in sogno un angelo del Signore e gli disse: Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perch quel che generato in lei viene dallo Spirito Santo. Ecco, nuovamente lappellativo figlio di Davide gi attribuito allinizio dello stesso capitolo al Salvatore: Genealogia di Ges Cristo figlio di Davide. E singolare questa ripetizione di un titolo, portatore di significati e conseguenze peculiari, attribuito a due persone diverse. Ed altrettanto singolare che lo Spirito Santo, Ispiratore dei Vangeli canonici, ponga questo titolo rivolto a Giuseppe addirittura sulle labbra di un angelo del Signore. Titolo che, daltro canto, non riservato che a Ges Cristo in tutti i Vangeli. Come mai tale prerogativa concessa a Giuseppe di Nazaret, di professione falegname in un minuscolo villaggio

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della Galilea? Com che Dio lo apostrofa ufficialmente con tale appellativo? Si detto che lEvangelista vuole cos sottolineare la discendenza davidica del Cristo. Ma lo aveva appena fatto, allinizio dello stesso capitolo del suo Vangelo, in maniera esplicita e categorica: Genealogia di Ges Cristo, figlio di Davide! Non era certo necessario reiterarlo in forma cos drammatica e sovrannaturale, dato che aveva appena fornito la genealogia storica. Quale pu essere dunque il significato di un evento cos straordinario che, se ha riempito di sollievo ed esultanza il nostro Giuseppe, nondimeno deve averlo lasciato perplesso e intimorito dalla portata e dalla responsabilit connesse a tale titolo? Per rendercene unidea e cominciare a intuirlo, possiamo riferirci al Vangelo di San Marco, ai capitoli 10,47 e 11,10. Infatti, nel primo passo citato viene attribuito il titolo di figlio di Davide al Salvatore: Figlio di Davide, Ges abbi piet di me!, nel secondo viene spiegato il significato che racchiude questo titolo: Benedetto il regno che viene, del nostro padre Davide!

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In altre parole, il figlio di Davide colui con cui viene (inizia) il regno di Davide . Il figlio di Davide lunto (Messia) dallo Spirito Santo, il consacrato da Dio, che il segno, il portatore, liniziatore del regno di Davide, del regno dellAltissimo. Tutti i malati, i disperati, i bisognosi, si rivolgono a Ges con il titolo di figlio di Davide, vedono in Lui la realizzazione del regno di speranza, di giustizia, di pace, di benessere, che i profeti avevano preannunciato. E, ad un tempo, linvocazione, la speranza e la proclamazione del Regno dei Cieli, e il riconoscimento che con Ges esso ha avuto inizio. Non si poteva dare un titolo pi regale, pi divino, pi entusiasta al Messia. Se noi consideriamo i significati che tale appellativo aveva ed ha, sia per lAntico che per il Nuovo Testamento, comprendiamo che esso il riconoscimento e la consacrazione della realizzazione della promessa divina fatta ad Adamo (Gen 3,15) e ad Abramo (Gen 22,18). E perch quindi stato elargito al carpentiere Giuseppe? Perch lui il depositario, il custode, liniziatore della storia della salvezza, del regno di Davide . E nella sua famiglia che nasce il

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germoglio di Jesse . E a lui che affidata la fase iniziale la pi debole, la pi delicata, la pi vulnerabile della storia redentiva.
E Giuseppe l unto con i doni e le virt eccelse necessarie per la custodia, la difesa, la salvezza, il sostentamento, listruzione umana del Messia. E lui il consacrato, lincaricato ufficialmente (anche se misticamente) di introdurre e vegliare sul regno di David, costituito da Ges, il Verbo Incarnato. La proclamazione del regno, fatta in un secondo tempo dagli uomini alla vista delle opere del Redentore, anticipata da un angelo a Giuseppe, conferendogli esplicitamente il ruolo di introduttore e custode di tale regno, e di suo strumento essenziale. E non un semplice annuncio: un conferimento divino diretto e ufficiale di una carica messianica e di una chiamata sublime. E un intervento sovrannaturale e inconfutabile, costitutivo di effetti, sia personali che storici e universali, con cui si apre sulla terra il periodo del Figlio e la Redenzione.

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Dio stesso dichiara il suo intervento diretto nella storia umana con la chiamata e lelezione di Giuseppe, e come ha fatto nellAntico Testamento con Abramo e nel Nuovo con Simone gli d un nome che gli conferisce e proclama la qualit di cui tale nome foriero.

Dio onnipotente, che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione alla custodia premurosa di San Giuseppe, per sua intercessione concedi alla tua Chiesa di cooperare fedelmente al compimento dell'opera di salvezza. Per il nostro Signore Ges Cristo, tuo Figlio, che Dio, e vive e regna con te, nell'unit dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen. (Dalla liturgia)

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Rosario di San Giuseppe

I Cinque Misteri della vita di S. Giuseppe

- Giuseppe decide di non ripudiare Maria, salvando cos la vita a lei ed al nascituro da morte per lapidazione (Mt 1,19; cfr. Gv 8,4-5). - Attraverso un sogno Dio d mandato a Giuseppe di essere padre legale del Redentore (Mt 1,20-21). - Giuseppe ubbidisce a Dio e prende con s Maria ed il Figlio, al quale impose il nome di Ges (Mt 1,24-25). - Giuseppe salva dalla gelosia di Erode il Salvatore, portandolo in Egitto (Mt 2,13-15). - Giuseppe trasferisce la famiglia in Galilea, affinch Ges sia poi chiamato Nazareno, secondo le antiche profezie (Mt 2,19-23). Dopo ogni mistero: Un Padre Nostro e dieci Ave Giuseppe. Al termine di ogni decina: San Giuseppe, pensaci tu!. Alla fine del Rosario: A Te, o Beato Giuseppe.

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Litanie di San Giuseppe


Signore, piet. Cristo, piet. Signore, piet. Cristo, ascoltaci. Cristo, esaudiscici. Padre celeste, Dio. Figlio Redentore del mondo, Dio. Spirito Santo, Dio. Santa Trinit, un solo Dio. Santa Maria. San Giuseppe. Inclita prole di Davide. Luce dei Patriarchi. Sposo della Madre di Dio. Custode purissimo della Vergine. Tu che nutristi il Figlio di Dio. Solerte difensore di Cristo. Capo della Santa Famiglia. O Giuseppe giustissimo. O Giuseppe castisimo. O Giuseppe prudentissimo. O Giuseppe fortissimo. O Giuseppe obbedientissimo. Signore, piet. Cristo, piet. Signore, piet. Cristo, ascoltaci. Cristo, esaudiscici. Abbi piet di noi. Abbi piet di noi. Abbi piet di noi. Abbi piet di noi. Prega per noi. Prega per noi. Prega per noi. Prega per noi. Prega per noi. Prega per noi. Prega per noi. Prega per noi. Prega per noi. Prega per noi. Prega per noi. Prega per noi. Prega per noi. Prega per noi.

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O Giuseppe fedelissimo. Modello di pazienza. Amante della povert. Esempio ai lavoratori. Decoro della vita domestica. Custode dei vergini. Sostegno delle famiglie. Conforto dei sofferenti. Speranza degli infermi. Patrono dei moribondi. Terrore dei demoni. Protettore della S. Chiesa. Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo. Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo. Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo.

Prega per noi. Prega per noi. Prega per noi. Prega per noi. Prega per noi. Prega per noi. Prega per noi. Prega per noi. Prega per noi. Prega per noi. Prega per noi. Prega per noi. Perdonaci, o Signore Esaudisici, o Signore Abbi piet di noi.

Preghiamo O Signore, che ci hai rinnovati con i tuoi doni, fa che camminiamo davanti a te nelle vie della santit e della giustizia, sull'esempio e per l'intercessione di San Giuseppe, uomo giusto e fedele, che nella pienezza dei tempi cooper al grande mistero della nostra redenzione. Per Cristo nostro Signore. Amen.

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La corona di San Giuseppe

Le sue Grandezze in terra


Giuseppe, figlio di Davide, Ti benediciamo, invochiamo, ringraziamo Giuseppe, vicario del Padre, Ti benediciamo, invochiamo, ringraziamo Giuseppe, nutrizio del Figlio, Ti benediciamo, invochiamo, ringraziamo Giuseppe, fiduciario dello Spirito Santo, Ti benediciamo, invochiamo, ringraziamo Giuseppe, sposo di Maria, Ti benediciamo, invochiamo, ringraziamo

Dopo ogni Grandezza: un Padre Nostro e dieci Ave Giuseppe Al termine: A te, o beato Giuseppe (di Papa Leone XIII)

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Le sue Grandezze in Cielo


Giuseppe, glorioso in Cielo, Ti benediciamo, invochiamo, ringraziamo Giuseppe, Vicer del Paradiso, Ti benediciamo, invochiamo, ringraziamo Giuseppe, intercessore onnipotente, Ti benediciamo, invochiamo, ringraziamo Giuseppe, sovrintendente ai Granai eterni, Ti benediciamo, invochiamo, ringraziamo Giuseppe, Santo di tutte le perfezioni, Ti benediciamo, invochiamo, ringraziamo

Dopo ogni Grandezza: un Padre Nostro e dieci Ave Giuseppe Al termine: A te, o beato Giuseppe (di Papa Leone XIII)

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Le sue Grandezze nella Chiesa


Giuseppe, Patrono della Chiesa Universale, Ti benediciamo, invochiamo, ringraziamo Giuseppe, rocca dei Cristiani, Ti benediciamo, invochiamo, ringraziamo Giuseppe, restauratore della Barca di Pietro, Ti benediciamo, invochiamo, ringraziamo Giuseppe, terrore dei demoni, Ti benediciamo, invochiamo, ringraziamo Giuseppe, padre della Chiesa, Ti benediciamo, invochiamo, ringraziamo

Dopo ogni Grandezza: un Padre Nostro e dieci Ave Giuseppe Al termine: A te, o beato Giuseppe (di Papa Leone XIII)

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Vicario del Padre

Tu gli porrai nome Ges (Mt 1, 21).


E il mandato di Dio a Giuseppe; e in queste poche parole sono compresi lincarico e la carica di cui Giuseppe viene investito. Egli deve imporre al Figlio di Dio il nome, ma il nome voluto dal Padre, e su suo incarico. Questo comporta due conseguenze, frutto delle due premesse. Imponendo il nome al Bambino, Giuseppe acquista autorit su di Lui. Limposizione del nome, infatti, modo biblico per acquistare potere su qualcuno o qualcosa. In Gen 2, 19-20 leggiamo che lEterno Dio form dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli dei cieli e li condusse alluomo per vedere come li avrebbe chiamati; e in qualunque modo luomo avesse chiamato ogni essere vivente, quello doveva essere il suo nome. E luomo diede dei nomi a tutto il bestiame, agli uccelli del cielo e ad ogni animale dei campi. E cos facendo luomo ha acquistato autorit su

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tutta la creazione: Lo hai fatto regnare sulle opere delle tue mani e hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi. (Sal 8, 6). Giuseppe impone il nome al Figlio, ma il nome scelto dal Padre, che cos si riserva la paternit; e acquista su di Lui autorit, ma autorit delegata da Dio. Il falegname di Nazaret delegato a esercitare paternit e autorit nel nome di Dio. Egli fa le veci della Prima Persona della Santissima Trinit; ha un incarico e una carica che superano ogni immaginazione e comprensione umane, e che presuppongono qualit assolutamente uniche. E la seconda investitura, dopo quella di figlio di Davide (Mt 1, 20); e mentre con quella gli vengono conferite leredit e la regalit di Davide, con questa gli vengono conferite la rappresentanza e la regalit divine.

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Redemptoris Custos
sulla figura e la missione di San Giuseppe nella vita di Cristo e della Chiesa

Riflessioni alla luce dellEsortazione apostolica di Giovanni Paolo II

Quel suo padre lla vigilia del Terzo Millennio cristiano, la Chiesa riscopre San Giuseppe e lo ripropone alla venerazione dei fedeli. Diciamo riscopre non perch sia stato cancellato dal calendario o declassato, come certi Santi tradizionali. Infatti sono pi di duecento nel mondo gli Ordini, le Congregazioni, le Associazioni a lui intitolate o poste sotto il suo specifico patrocinio. La Chiesa, anzi, lo ha proclamato suo Patrono Universale. Ma un fatto che londata di neomodernismo o di malinteso ecumenismo, ispiratisi alle dottrine protestanti, ha fatto s che per anni le figure e le devozioni dei Santi (ivi comprese quelle della

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Beatissima Madre di Dio) fossero riguardate con supponente sufficienza anche da alcuni teologi che si ritenevano al passo coi tempi. Ecco invece che lo Spirito Santo per mezzo del Vicario di Cristo, ravviva la luce e la sublime grandezza del nostro Santo, attingendo copiosamente, oltre che dalla Sacra Scrittura, dalla sana tradizione cattolica e dal tesoro di sapienza profuso nei secoli dai Santi e dai Dottori della Chiesa. E, oltre a riscoprire San Giuseppe, ce lo ripropone espressamente quale esempio che supera i singoli stati di vita e si propone allintera comunit cristiana, quali che siano in essa la condizione e i compiti di ciascun fedele (R.C. n. 30). Rivive in tutta pienezza ed attualit il biblico Andate da Giuseppe (Gen 41,55), per mezzo addirittura di unEsortazione apostolica (la Redemptoris Custos), che rivolta Ai Vescovi, ai sacerdoti e ai diaconi, ai religiosi e alle religiose, a tutti i fedeli. Poteva il Santo Padre essere pi esplicito di cos? Egli ci addita San Giuseppe quale singolare depositario del mistero nascosto da secoli nella

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mente di Dio (cf. Ef. 3,9) e proclama che la Chiesa legge in modo sempre attento e consapevole una tale testimonianza (di Giuseppe), quasi estraendo dal tesoro di questa insigne figura cose nuove e cose antiche (Mt 13.52). (R.C. n. 17). E in questo tesoro noi troviamo sublimate tutte le virt e tutti i doni, sia riferentisi alla vita attiva che a quella contemplativa, elevati a un irraggiungibile grado, inferiore solo a quello di Maria Santissima. San Giuseppe pu e deve, quindi servirci quale modello e quale intercessore di ogni tipo di grazie, quale patrono e quale custode, nella peregrinazione della fede, in cui egli stato posto per primo da Dio (R.C. n. 5). Giovanni Paolo II, attingendo dalla teologia cattolica, riscopre le luminose intuizioni di S. Agostino, che pi di quindici secoli fa ha dichiarato essere genitori di Cristo, non solo quella madre, ma anche quel suo padre, entrambi, per mezzo della mente, non della carne. (R.C. n. 7). Giuseppe infatti , con Maria, depositario dello stesso amore per la cui potenza lEterno Padre

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ci ha predestinati ad essere suoi figli adottivi per opera di Ges Cristo (Ef. 1,5) (R.C. Introduzione). Lo Spirito Santo si posato sullintera famiglia di Giuseppe, sebbene (Ges) sia nato da colei che naturalmente doveva darlo alla Luce (S. Agostino). Dio si incarnato nellintera umanit, completa delle sue componenti maschile e femminile, senza infrangere o alterarne le rispettive funzioni. Ha rispettato la specie le caratteristiche naturali dellessere umano, cos come rispetta e non altera la specie del pane e del vino nellEucaristia. Non stata una necessit quella dellAltissimo di servirsi di una donna per venire al mondo. Se lo ha fatto, avvalendosi delle leggi naturali che regolano la nascita e lo sviluppo dellessere umano, stato per riscattare e santificare lumanit intera e quelle stesse leggi, da Lui stabilite, e deturpate dalla colpa originale. Ed ha riscattato e santificato luomo nelle sue due componenti, preordinandole prima ed elevandole poi con la sua esistenza in mezzo ad esse, appunto nelle sublimi persone di Maria e Giuseppe.

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Non possiamo inoltre dimenticare che luomo fu creato per primo, ed a lui fu sottomesso il creato, e la donna fu tratta dalla sua carne e dalle sue ossa (cf. Gen. 2,7 e 2,21-23). Dio non poteva certo trascurare la sua prima creatura nella storia redentiva. Egli ha amato luomo, fatto a sua immagine e somiglianza, completo nelle sue componenti uomo e donna, e lo ha chiamato nella sua completezza a collaborare con lui al riscatto dellumanit decaduta. La stessa Esortazione ribadisce e chiarisce la necessit della natura umana, completa delle sue due componenti, per lIncarnazione del Figlio, nel quale anche assunto tutto ci che umano e, in particolare, la famiglia, quale prima dimensione della sua esistenza in terra. (R.C. n. 21) Quindi la coppia completa, Giuseppe-Maria, che si presta al piano di Dio: ed la potenza di Dio che - unendosi al fiat di entrambi - porta nel mondo il Dio con noi. E lumanit completa che, prima totalmente ribelle in Eva e Adamo, ora si riscatta completamente nella prima coppia del Nuovo Testamento.

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Tale coppia ha attuato il perfetto amore coniugale, sublimato dalla castit perfetta, gi attirando in tal modo le compiacenze divine; ed ha prima e pi ancora attuato quellamore che dovrebbe essere superiore ad ogni altro in ogni creatura, e che per primo stato infuso nelluomo: lamore verso Dio, prerogativa eccelsa delluomo tra tutte le creature corporee, e doveroso tributo al Creatore. Ecco quindi che, alla luce della esplicita dottrina impartita dallEsortazione di Giovanni Paolo II, la figura di Giusppe brilla di una subitanea, sfavillante luce, acquistando una rinnovata attualit per la Chiesa del nuovo tempo, in relazione al nuovo millennio cristiano. (R.C. n. 32) Egli, che fu a suo tempo legittimo e naturale custode, capo e difensore della divina famiglia, ancora invocato quale padre amatissimo, che col suo esempio supera i singoli stati di vita e si propone allintera comunit cristiana. Giuseppe stato chiamato da Dio a servire direttamente la persona e la missione di Ges mediante lesercizio della sua paternit (R.C. n. 8), e, come Maria - che ha accolto come Figlio il Verbo - madre della Chiesa, cos Giuseppe -

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che pure ha accolto come Figlio il Verbo - esercita in un certo qual modo un intercessione paterna nella Chiesa, degna di colui alla cui custodia premurosa Dio ha affidato gli inizi della nostra redenzione, e del quale la Chiesa implora la protezione, per affidare a lui, Giuseppe, ogni anima fedele.

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Depositario dello stesso amore zione del popolo di Dio al dovere ed ai benefici innumerevoli della devozione a Giuseppe di Nazaret, altres uno scrigno di luminose gemme spirituali e di spunti teologici riguardanti il grande Santo, come mai prima era avvenuto in documenti pontifici. Le verit ivi contenute meritano tutte di essere sviluppate e approfondite, come ormai esigono i tempi, per una pi vera e completa conoscenza di Colui che la Chiesa ha scelto come Patrono universale Gi lintroduzione allultimo paragrafo, ci fornisce una considerazione essenziale alla comprensione del ruolo e della statura di San Giuseppe, ricordandoci che egli partecip come nessunaltra persona umana, ad eccezione di Maria, la Madre del Verbo Incarnato, al mistero dellincarnazione e vi partecip insieme con lei ., e fu depositario dello stesso amore, per la cui potenza lEterno Padre ci ha predestinati ad essere suoi figli adottivi per opera di Ges Cristo (Ef. 1,5).

L a Redemptoris Custos che richiama latten-

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Questo amore divino, come gi si accennato, donato dallo Spirito Santo, sceso su Maria a seguito del suo fiat, quando la potenza dellAltissimo ha steso su di lei la sua ombra per renderla madre del Figlio di Dio (cfr. Lc 1,35 e Mt. 1,20). E anche, in noi, lo spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: Abb, Padre (Rm 8,15); lo attesta il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abb, Padre! (Gal 4,6). E al paragrafo 5, lEsortazione lo ribadisce e lo chiarisce ricordando che gli uomini nello Spirito Santo hanno accesso al Padre, e sono resi partecipi della divina natura. Vediamo quindi confermato dal Vicario di Cristo il fatto che Giuseppe fu, insieme a Maria, il primo depositario e cooperatore del mistero provvidenziale di Dio, quindi anche lui partecipe della missione di dare allumanit il Salvatore. Ne consegue che anchegli fu investito dalla potenza divina damore, dallo Spirito Santo, della santit che si spande su tutta la terra e dei carismi che richiedeva la missione affidatagli.

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Ci completa e chiarisce quanto gi compreso ed esposto da SantAgostino nella sua opera De nuptiis et cuncupiscentia , pi volte citata nellEsortazione: Lo Spirito Santo, riposando nella giustizia, ossia nella santit e verginit di Maria e Giuseppe, diede loro un figlio che appartiene ad entrambi, sebbene sia nato da colei che naturalmente doveva darlo alla luce. E la stessa Esortazione ne riporta la considerazione che meritano entrambi di essere chiamati genitori di Cristo, non solo quella madre, ma anche quel suo padre, allo stesso modo che era coniuge di sua madre, entrambi per mezzo della mente, non della carne (S. Agostino, Op. cit.). (R.C. n.7).

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Maria e Giuseppe depositari del Mistero dellIncarnazione seppe padre castamente. E pertanto la stessa verit esposta e vista da due angolature diverse, ma con la stessa chiarissima visuale: - quella di Giovanni Paolo II, che considera levento determinante, ossia la discesa dello Spirito e lIncarnazione del Figlio nella natura umana; - quella di Agostino, che considera la natura umana investita e fecondata dalla potenza di Dio e la nascita del Figlio. Ma entrambe le asserzioni comprendono e completano la stessa verit: che lo Spirito non si limitato a stendere la sua ala su Maria, ma che lha stesa sullintera famiglia di Giuseppe, e che entrambi sono congiuntamente e inseparabilmente depositari del Verbo Incarnato. Tale verit, che pu stupire chi non abbia considerato profondamente laspetto dellIncarnazione, invece di una logica e di una evidenza che forse sono proprio una delle cause di una osservazione troppo veloce e superficiale dellintero evento salvifico, e proprio del suo aspetto pi umano e ovvio.

Se Maria castamente madre, altrettanto Giu-

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Daltro canto, la luce radiante dalle figure di Ges e di Maria troppo forte per i nostri poveri occhi, che ne rimangono come abbacinati, cos da non scorgere o appena intravedere la figura di chi elemento essenziale di tale realt e ministro della salvezza. Siamo da sempre abituati a vedere la Redenzione come un rapporto e un fatto limitato a due eccelse persone, Ges e Maria, ed a considerare Giuseppe come una figura aggiunta, quasi per necessit contingenti, che serve solo a nascondere la maternit singolare di Maria e lorigine divina di Ges, ed a sostenerli. Trascuriamo, tra laltro, il fatto che le annunciazioni, le manifestazioni della volont di Dio, furono fatte a Maria e parimenti a Giuseppe, e furono effettuate cos perch era necessario lassenso di entrambi. Con la conferma e con la chiarificazione che Giovanni Paolo II ha dato alla luminosa intuizione di SantAgostino, abbiamo invece il chiarimento che Dio non ha scelto solo una donna come elemento sufficiente per incarnarsi, bens la natura umana completa della sua duplice componente - uomo e donna.

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LIncarnazione dellUomo-Dio richiedeva un ambiente e una condizione perfetti, sia sotto il punto di vista naturale che sotto quello spirituale, ed incontestabile che lambiente perfetto per la nascita e la crescita di un uomo una famiglia, e che lambiente perfetto per il Figlio di Dio era la Sacra Famiglia. Quindi, laffermazione che Dio si incarnato in una famiglia umana, se teniamo presenti le distinte nature e funzioni dei componenti di questa, enunciazione autentica, forse nuova alle nostre coscienze. E quanto ricorda lEsortazione di Giovanni Paolo II: in Cristo anche assunto tutto ci che umano e in particolare la famiglia, quale prima dimensione della sua esistenza sulla terra. (R.C. n. 21). Il documento riporta il passo evangelico che indica a Giuseppe le funzioni assegnate alla sua famiglia dal piano salvifico: Ella partorir un figlio e tu lo chiamerai Ges (Mt 1,21), dichiarando e specificando i compiti e le dignit di cui ciascuno ed entrambi vengono investiti. In queste parole indicato il ruolo assegnato congiuntamente ai due sposi, e quale sia la vocazione personale e universale di ciascuno di essi; poich il fiat di entrambi condizione indispensabile allIncarnazione del Verbo, e ciascuno di

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loro ha il suo compito unico e insostituibile. Se Maria, creatura eccelsa, dovr dare lamore materno e un corpo umano al Creatore, Giuseppe dovr dargli lamore paterno e lambiente familiare in cui crescere e formarsi. Ma entrambi questi amori che congiuntamente costituiscono il pi alto riflesso dellamore divino che li ha preordinatamene plasmati per il sublime compito di accoglierlo nella vita terrena, sono indispensabili sia per la costituzione del nido non solo materiale, ma anche affettivo in cui la natura divina si vestir di quella umana, sia per la formazione morale, spirituale e sociale della sua umanit. E - ricordava Giovanni Paolo II come dalla prima famiglia dellAntico Testamento derivato il male che ha inondato il mondo, cos dalla prima famiglia del Nuovo venuta la salvezza e la santit si espande su tutta la terra.

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Custode o depositario? ellIntroduzione della sua Esortazione apostolica, Giovanni Paolo II riconosceva e dichiarava due prerogative di San Giuseppe, assolutamente singolari, complementari funzionalmente tra loro, ma chiaramente individuate e perfettamente distinte: custode del Redentore e depositario dello stesso amore, per la cui potenza lEterno Padre ci ha predestinati a essere suoi figli adottivi per opera di Ges Cristo. Tali prerogative e le rispettive funzioni anche se intimamente interdipendenti nelleconomia della salvezza, devono essere chiaramente intese e valutate, per comprenderne la portata e lefficacia. Giuseppe al contempo, custode e depositario: custode del Redentore e depositario dellamore dello Spirito Santo. Il Vicario di Cristo ben distingueva i due concetti, nel suo richiamo apostolico, separandoli concettualmente e pragmaticamente, sia inserendoli in due espressioni diverse, sia riferendoli e legandoli a due Persone, uguali s, ma distinte: il Figlio di Dio e lo Spirito di Dio, rispettivamente Seconda e Terza Persona della Santissima Trinit.

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Tale distinzione utile, oltre che per comprendere appieno le prerogative di Giuseppe, anche per comprendere le sue funzioni nella Redenzione, derivanti proprio dalle sue molteplici relazioni con il Dio Uno e Trino. La custodia unattivit, un compito cui tenuto qualcuno come conseguenza di varie situazioni, ad esempio: lusufrutto, il sequestro, il comodato, lo stesso deposito. E una conseguenza di tali situazioni. Il deposito invece, appunto una delle situazioni da cui nasce lobbligo di custodire, lobbligo della custodia. E, a differenza di altre (come il sequestro) in cui tale obbligo automatico, nel deposito il depositario (colui che riceve la cosa in deposito) che accetta tale cosa dal depositante (colui che la deposita), obbligandosi a restituirla poi a questultimo. Cos per Giuseppe: egli custode del Redentore (di Ges), perch depositario dellAmore dello Spirito Santo. La prima qualifica e la prima funzione (custode) scaturiscono dalla seconda (depositario). In altre parole, Giuseppe il custode della Seconda Persona Divina (Ges, il Figlio di Dio), perch gli stata data in deposito - in custodia dalla Terza Persona Divina (lo Spirito Santo).

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In pratica, sono due figure ben distinte: leffetto (la custodia) e la causa (il deposito), che assolutamente non possono e non devono essere considerate sinonimi: sarebbe come non vedere la differenza tra il frutto e la pianta che lo ha prodotto. Quindi Giuseppe custode di Ges, perch depositario dello Spirito del Padre. E giova rilevare che il deposito richiede assolutamente e imprescindibilmente la libera accettazione del depositario; cosicch ci viene maggiormente chiarita e sottolineata la libera e cosciente adesione di Giuseppe al piano redentivo divino. Tali osservazioni, che possono sembrare lapalissiane, sono invece rese necessarie dallaver riscontrato traduzioni non sufficientemente edotte dellEsortazione Apostolica in altre lingue, nelle quali i due termini custode e depositario sono stati resi purtroppo con uno stesso vocabolo: custode. Ci ingenera pressoch inevitabilmente la confusione e lidentificazione di un solo Soggetto nel pensiero di Giovanni Paolo II (e cio Ges), perdendo cos di vista il contenuto concreto dellopera dello Spirito, e soprattutto la Sua relazione con Giuseppe e la partecipazione conscia e determinata di questi a tale opera.

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Da ci deriva una non comprensione del pensiero, del resto chiarissimo, del Papa, una mutilazione inaccettabile del suo contenuto, una stroncatura della figura, dei compiti e della grandezza di Giuseppe e della sua partecipazione alla storia della Redenzione. Come esposto, non casuale lIntroduzione, che specifica richiamando il pensiero di SantAgostino due aspetti e due qualifiche di San Giuseppe, che lo innalzano sulle altre creature quale partecipe come nessunaltra persona umana, ad eccezione di Maria del mistero dellIncarnazione, coinvolgendolo nella realt dello stesso evento salvifico. La massima Autorit della Chiesa di Cristo ci esorta a prendere coscienza di queste realt eccelse. Non abbiamo il diritto di trascurarle, bens abbiamo il dovere di assimilarle e divulgarle.
SPIRITO SANTO: depositante, che deposita GESU: GIUSEPPE: deposito, Colui che depositato depositario, che riceve il depositato e ne custode

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Giuseppe modello e guida


na delle prerogative pi insigni che teologi, santi, studiosi riconoscono a San Giuseppe, quella di aver costituito - come ogni padre per i propri figli - il prototipo su cui Ges ha costruito la sua personalit umana. Senza ovviamente nulla togliere alla Divinit di Cristo, che gi di per s irradiava, spiritualizzava, santificava la Sacra Famiglia, ovvio che la Sua umanit abbia seguito, conformemente alla linea voluta dal Padre - e quindi, secondo uno sviluppo naturale - quella evoluzione propria di tutti i figli delluomo. E che lo stile di vita e gli atteggiamenti del Cristo fossero simili a quelli del suo padre putativo, lo dimostra il fatto che i suoi concittadini e i parenti lo ritenessero il figlio di Giuseppe (Non Egli il figlio di Giuseppe?: Gv 6,42). Ges visse la sua vita terrena e nascosta sempre accanto a Giuseppe, nella sua stessa casa. Da questa convivenza si ritengono derivare giustamente, a loro volta, le doti eccelse del grande Patriarca, il quale, a contatto con Dio Incarnato,

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ne ricevette tutti gli influssi e le grazie che egli solo pot conseguentemente avere, secondo solo fra le creature a Maria Santissima. Anche Maria, infatti, ricevette dal Figlio ogni pienezza ed ogni santificazione, Lei che gi era piena di grazia (Lc 1,28). Quindi, come la grandezza di Maria discese dallessere Madre di Dio, cos la grandezza di Giuseppe discende dallessere egli il padre verginale, il nutrizio, il custode e protettore, nonch il maestro darte, di Ges. Sia Maria che Giuseppe, quindi derivano la loro grandezza e gloria dal rapporto unico avuto con il Redentore. Quante virt e quanta santit in questuomo fortunato voluto dal Padre accanto a Ges, in uno strettissimo rapporto di padre e figlio per 30 anni!

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I tre S
Ladesione al Mistero della Salvezza a c qualcosa che pi ancora ci sembra doversi considerare. Come abbiamo detto, Giuseppe di Nazaret non un uomo qualsiasi, coinvolto in qualcosa di troppo grande, che egli accetta perch conscio dei propri limiti di creatura. La sua una partecipazione cosciente ed attiva, una vocazione cui era stato preparato dallo Spirito Santo, che ne aveva elevato la grazia a livelli degni di convivenza con il Dio Incarnato e con la Madre Sua. La grandezza di Maria fa perno sul S! da lei pronunciato, che ad un tempo il frutto delle virt conferitele e da Lei portate al sommo grado, e linizio della sua vita di Madre di Dio e di Corredentrice. Similmente, il S di Giuseppe, non espresso in parole, ma con lobbedienza attiva alla voce dellAngelo, il frutto delle virt di cui il Paraclito ha adornato la sua anima, e alle quali egli ha corrisposto in modo perfetto.

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Il Divino Paraclito ha forgiato un Santo degno di essere sposo della Sua Sposa e padre del Figlio, cos da meritare a Giuseppe i titoli di Fiduciario dello Spirito Santo e Vicario del Padre. Sia Maria che Giuseppe rispondono con perfetta e pronta adesione al volere di Dio onnipotente manifestato a loro dagli Angeli (Lc 1,30; Mt 1,20). Entrambi si rendono conto, anche se in modo incompleto e non ben delineato (ma essi non compresero le sue parole: Lc. 2,50) della chiamata divina e ad essa si sottomettono incondizionatamente. Le tre colonne della nostra Salvezza tre colonne, ciascuna di grandezza e di valore diversi, ma tutte e tre indispensabili al suo compimento: i tre S di Ges, Maria e Giuseppe: tre assensi ad ununica Volont che volont di amore e di redenzione. Il S del Figlio: Ecco, io vengo per fare, o Dio, la Tua Volont (Eb 10,7). Quello di Maria: Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto (Lc 1,38).

La storia della salvezza pertanto sostenuta da

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Quello di Giuseppe: Giuseppe fece come gli aveva ordinato lAngelo del Signore (Mt 1,24). Sono tre S allobbedienza, alla carit, alla fedelt, al sacrificio, alla sofferenza. Sono tre S alla volont del Padre, ladesione alla quale la fonte della santit. Sono tre s in scala diversa, in misura diversa, di diverso valore, ma tutti e tre indirizzati per la nostra Redenzione. Il S di Giuseppe, espresso non a parole, ma secondo lo stile del Santo del silenzio, costituito da un agire: un agire pronto, silenzioso, umile, totale, concretizzato in una obbedienza e in una fedelt perfetta, tanto da costituire altrettanti titoli nelle litanie che cantano le sue glorie. Giuseppe sempre fedele al suo stile, alla sua missione. E il servo di Javeh che ubbidisce; lo sposo che ama; il capo-famiglia che prontamente interviene; il padre che accoglie il Figlio: lombra del Padre! Senza Giuseppe, Maria sarebbe stata probabilmente lapidata (sebbene innocente); senza Giuseppe, Ges non avrebbe avuto una paternit legittima, o sarebbe stato ucciso dai soldati di Erode, o non avrebbe avuto una famiglia per-

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fetta in cui crescere e su cui modellarsi, Lui vero Dio, o non avrebbe avuto chi Gli avesse insegnato o trasmesso un mestiere. Non pensabile la Sacra Famiglia senza il capo, senza Giuseppe. La luce sfolgorante che proviene da Maria nasconde in certo qual senso, ai nostri occhi la figura di Giuseppe. Ma la Chiesa, illuminata dallo Spirito, Lo ha riconosciuto come suo Patrono universale e continua a ripetere, attraverso la voce dello Spirito fissata nella Bibbia e attraverso le parole dei Sommi Pontefici: Ite ad Joseph, andate da Giuseppe, egli ha le chiavi dei granai eterni. Non a caso Papa Pio XI, nel suo discorso agli sposi novelli del 19 marzo 1938, per ben tre volte definiva onnipotente intercessione quella di San Giuseppe. Leone XIII ha scritto che se fosse stato necessario combattere per Ges presente nella Sua Chiesa, allora sarebbero scesi in campo Maria e Giuseppe. Ed infatti la Madonna sta operando cose sublimi e straordinarie, sia nel nascondimento che palesandosi ad anime privilegiate da Lei scelte. Ed

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anche lora di Giuseppe, per difendere il Corpo Mistico di Cristo, la Santa Chiesa. Come Maria nostra madre, cos Giuseppe si dimostra padre e custode nostro. Ma perch egli venga in nostro aiuto, noi Lo dobbiamo invocare. Ges e Maria fanno innalzare da ogni parte della terra lodi e preghiere a Giuseppe, per onorare Chi per tutta la vita li ha serviti ed amati, e per ottenercene i favori. Intensifichiamo quindi la lode e le invocazioni a San Giuseppe, il cui S unito a quelli di Ges e di Maria ci valso la Redenzione e che ancora una volta fa parte integrante del disegno di Dio per la salvezza dellumanit.

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La chiave di San Giuseppe


anta Teresa dAvila, che ne ha diffuso la devozione, spiega di aver constatato per esperienza che, mentre gli altri Santi esercitano il Patrocinio su specifiche aree e situazioni, San Giuseppe lo esercita su tutte le aree dellesistenza, in ogni fase ed et. In un messaggio privato (locuzione interiore), Maria Santissima ha esortato: Andate da Giuseppe! Egli ha le chiavi dei Granai Eterni, come lantico Giuseppe aveva quelle dei granai egiziani; e ci esorta a rivolgerci a lui quale custode e dispensatore dei tesori celesti. Ora San Giuseppe, pap putativo di Ges e nostro, vuole affidarci una Chiave per aprire i Granai Eterni e attingerne i tesori inestimabili ed inesauribili. Si suggerisce: Pregare per 9 giorni di seguito, 9 Ave Giuseppe al giorno, introducendo e specificando brevemente, dopo le parole Provvedi a noi, figli

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tuoi, la grazia desiderata (ad esempio: la guarigione di ., un buon lavoro per .., la pace familiare per .., la conversione di .., ecc.). Dopo i 9 Ave Giuseppe, dire: San Giuseppe, ti ringrazio che mi hai esaudito. Io ben sapevo che tu mi esaudisci sempre (cf. Gv 11,41-42). Si possono fare pi novene contemporaneamente, ciascuna per una grazia specifica, e possono essere protratte o ripetute.

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Patrono della vita e dei concepiti


l Padre Putativo del Redentore lunico Santo al quale la Chiesa Cattolica abbia ufficialmente conferito quattro Patronati: dei morenti, delle famiglie, dei lavoratori, della Chiesa Universale. San Giuseppe Patrono dei morenti, perch tradizionalmente lo si vede assistito da Ges e da Maria nel momento del trapasso. E in verit, quel momento tragico, da cui pu dipendere il destino eterno, non poteva avere un protettore e un intercessore pi premuroso e potente di lui, particolarmente votato a che non sia vanificato per nessuno il Sacrificio del Suo Figlio adottivo. Egli anche il Patrono delle famiglie, avendo custodito e salvato Ges e Maria, bisognosi della sua protezione. E patrono dei lavoratori e viene venerato come tale il 1 maggio, perch con il suo lavoro assiduo, umile, paziente, ha nutrito il Redentore e Sua Madre.

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Infine stato riconosciuto Patrono della Chiesa Universale, perch cosa conveniente sommamente degna del beato Giuseppe, che a quel modo che egli un tempo soleva tutelare in ogni evento la famiglia di Nazaret, cos ora copra e difenda col suo celeste patrocinio la Chiesa di Cristo. (R.C. n. 28). Inoltre, la Chiesa lo invoca protettore per un profondo attualissimo desiderio di rinverdire la sua secolare esistenza di veraci virt evangeliche, quali in San Giuseppe rifulgono. (R.C. n. 29). Ancora oggi abbiamo perduranti motivi per raccomandare a San Giuseppe ogni uomo (R.C. n.31), dal momento che nel corso delle generazioni la Chiesa legge in modo sempre pi attento e consapevole una tale testimonianza, quasi estraendo dal tesoro di questa insigne figura cose nuove e cose antiche. (R.C. n. 17). Infatti, una considerazione attenta della dinamica degli eventi evangelici ci illustra come lintervento di Giuseppe nella storia della Salvezza sia provvidenzialmente e sostanzialmente miracoloso. Nel Vangelo di San Matteo vediamo come Giuseppe, promesso sposo di Maria, si accorge che essa incinta, senza aver da lei alcuna spiegazione. Quale giudeo giusto, dovrebbe ripu-

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diarla, non essendo egli il padre di quel Figlio. E quale sarebbe la conseguenza inevitabile di tale atto di ripudio che dovrebbe essere veritieramente motivato dalla maternit non legittima della promessa sposa? Lo leggiamo esplicitamente nel Vangelo di San Giovanni: Mos, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne (Gv 8,5). E una sentenza drastica e definitiva: Maria dovrebbe esser uccisa, e con lei il bambino. Ma Giuseppe giusto non solo davanti agli uomini, ma anche (e soprattutto) davanti a Dio. Rifiuta di obbedire a una legge che serve a mantenere in ambiti umanamente religiosi un popolo dal cuore duro per ubbidire a una legge divinamente superiore, che dovr portare alla perfezione il rapporto tra Dio e luomo. E cos facendo precorre la legge perfetta di Cristo, basata sullamore, e salva da morte certa Maria e il Figlio. Ecco la prima volta che Giuseppe salva la vita a Ges e a Maria. Ecco perch il Patrono naturale della vita e dei concepiti. Egli ha salvato la vita del Salvatore non solo sottraendolo alla furia di Erode, con la fuga in Egitto, ma altrettanto e ancor prima della nascita, sottraendolo al rigore della legge mosaica.

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Ricordiamoci che la decisione di rimandare Maria di nascosto stata presa dopo un periodo di terribile travaglio interiore, e ben prima dellannuncio angelico. E ancora, Giuseppe prendendo con s Ges e Maria li salva da una sorte tragica che in quei tempi incombeva sugli orfani e sulle vedove, privi di sostegno da parte di chiunque. Quindi, ancor prima della fuga in Egitto, per ben due volte il Custode del Redentore ha salvato il Figlio di Dio e Sua Madre durante la Sua vita prenatale. Potrebbe pertanto esistere un Patrono pi idoneo alla protezione della vita in ogni suo aspetto e fase, e particolarmente nel periodo in cui pi indifesa e bisognosa di cura e protezione? Le varie Associazioni per la vita non dovrebbero invocarlo e proclamarlo loro specifico Protettore? Se la Chiesa proclamasse San Giuseppe Patrono della Vita, e della vita prenatale, quanto sarebbe arginata la piaga dellaborto, che attira sullumanit la vendetta divina! Pertanto la figura stessa di Giuseppe acquista una rinnovata attualit per la Chiesa del nostro

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tempo, in relazione al nuovo millennio cristiano. Il Concilio Vaticano II ha di nuovo sensibilizzato tutti alle grandi cose di Dio, a quelleconomia di salvezza, della quale Giuseppe fu speciale ministro. Raccomandiamoci, dunque, alla protezione di colui al quale Dio stesso affid la custodia dei suoi tesori pi preziosi e pi grandi e affidiamogli la nostra progenie perseguitata e minacciata dal nemico di Dio e delluomo, affinch egli padre amantissimo allontani da noi la peste di errori e di vizi che ammorba il mondo.

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INDICE
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Introduzione La Croce di San Giuseppe Dignit di San Giuseppe Il Tesoro nascosto L'ora di Giuseppe Opera di San Giuseppe Ave Giuseppe Figlio di Davide Rosario di San Giuseppe Litanie La corona di San Giuseppe Vicario del Padre Riflessioni alla luce dell'Esortazione apostolica "Redemptoris Custos":
- Quel suo Padre - Depositario dello stesso amore - Maria e Giuseppe depositari del Mistero dell'Incarnazione - Custode o depositario?

Giuseppe modello e guida. I tre "si":


- L'adesione al Mistero della Salvezza - Le tre colonne della Salvezza

La Chiave di San Giuseppe Patrono della vita e dei concepiti

Finito di stampare nel mese di Settembre 2005 presso le officine grafiche di Comunecazione snc - Bra (CN)