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Sabato 14/12/2013 si svolta, presso il museo dellaeronautica di Vigna di Valle le presentazione del protocollo dintesa siglato dai Comuni

i afferenti il quadrante del lago di Bracciano, congiuntamente con lEnte Parco di Bracciano e Martignano e il Consorzio di navigazione. Levento stato annunciato per mezzo di inviti che promettevano il lancio di un progetto molto concreto per il turismo locale. Insospettiti dal registro comunicativo naif dellinvito, che tradisce una stretta parentela con buonissime castagne, il perentorio ed autoreferenziale claim dellultimo evento plagio promosso dal Comune di Bracciano, Castelli e Castagne, abbiamo deciso di rispondere allappello. Sotto limpeccabile regia della moderatrice, che ha saputo sia smorzare gli eccessi di un pubblico in parte intervenuto per monopolizzare lincontro sul tema della discarica, pure attinente, sia coprire sotto il velo della propria professionalit la mancanza di contenuto dei proponenti, si cucinata la ricetta nostrana per il turismo: teorie generali, idee vaghe, dati numerici disorganici, limmancabile appello alla collaborazione, e un breve sciorinare di tecniche di marketing turistico: le proposte concrete, nel frattempo, sono rimaste sugli inviti. Prima problematica del convegno che ha lanciato il progetto La strada del lago stata lassenza ingiustificata e paradossale del lago stesso: niente si detto sul suo precario stato di salute e nulla sembra che il protocollo dintesa preveda per la sua tutela e conservazione. Il lago minacciato dallinquinamento dei suoi fossi immissari e dallinadeguatezza del COBIS, il collettore fognario progettato negli anni 70 e ormai insufficiente al suo scopo, e le istituzioni, anzich brandire le carte dei loro azzeccagarbugli in faccia a Legambiente, avrebbero meglio operato se avessero approfittato del protocollo per coinvolgere lACEA, e cercare, di concerto, una soluzione. Tornando alle proposte non pu sfuggire che la misura pi interessante e concreta, il ritorno dei Punti di Informazione Turistica sotto legida del Consorzio Lago di Bracciano, allo stadio di mera richiesta formulata alla Provincia di Roma. Medesima la situazione dei 50.000 euro chiesti alla Regione Lazio (a cui, viene da pensare, Zingaretti abbia risposto con la sua assenza). Da quando le amministrazioni promuovono convegni per comunicare una richiesta inoltrata, invece che una concessione ottenuta? In genere accade in campagna elettorale, sebbene Borzetti certo di amministrarci per altri tre anni. Laltro asse portante del programma di rilancio turistico il centro di prenotazione unica, che si andrebbe ad interfacciare tra i turisti e le strutture ricettive, mirando ad introdurre nel territorio il concetto di albergo diffuso. Lidea sarebbe buona, se non nascondesse delle insidie per gli operatori: a questo piano di azione, infatti, legata la possibilit che verr data ai privati possessori di appartamenti sfitti di affidare questi in gestione al centro unico di prenotazione che curer in autonomia il flusso degli ospiti, e, volendo i servizi connessi come la pulizia dei locali. Per gli operatori turistici del territorio, gi stretti tra la burocrazia asfissiante e le difficolt dei tempi, si prospetta un boccone amaro, grazie a questo regalo che le amministrazioni concederanno a palazzinari e speculatori. Oltre allevidente concorrenza sleale che questo tipo di soluzione ingenera, si pone il problema del conflitto di interessi a cui stiamo andando incontro: chi gestir il centro di prenotazione unico avr pi interesse a promuovere gli alloggi da cui ricaver esclusivamente una percentuale sulla vendita, o quelli ottenuti in piena gestione, su cui lucrer anche nellerogazione di servizi accessori, come la pulizia o le piccole manutenzioni? Non chiaro nemmeno il rapporto tra centro unico di prenotazione e PIT: coincideranno o saranno due realt diverse? Non sono state fornite delucidazioni, ma nel primo caso gi stridente lincompatibilit tra la funzione pubblica del PIT, che, pagato a monte con i soldi pubblici, deve garantire la promozione di tutti gli operatori, e quella del centro unico di prenotazione, che pu (e deve) promuovere e gestire soltanto le strutture aderenti (e paganti). Infine va ricordato il portale, insigne esempio di carrozzone informatico: forse avr maggior successo delle decine di portali dedicati al lago di Bracciano che lo hanno preceduto, ma se non dovesse incontrare fortuna avr un posto assegnato nel cimitero dei siti patrocinati. In sintesi la mattinata di sabato stata un circo di idee bizzarre, proposte inefficaci quando non dannose, progetti lacunosi o allo stadio larvale, esibiti da amministratori che non sempre hanno dato limpressione di conoscere la materia. Il giudizio finale che se ne pu dare quello di una presentazione organizzata alla rinfusa e in tutta fretta su un progetto prematuro. Viene da

chiedersi il perch di tanta urgenza: forse qualcuno, nonostante la sicumera ostentata, non conta di arrivare a fine mandato?