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NOSTALGIA DELLA PRIMA REPUBBLICA Al contadino (Follini) non far sapere.

Possibile che qualcuno scambi il 5,9% con il 59%? Probabile. Anzi, scontato. Da molti mesi prima della celebrazione delle elezioni europee, anche da queste colonne avevamo previsto esattamente quanto sarebbe poi accaduto, ad urne chiuse. Gli elementi di novit, in questo senso, andavano tutti verso il de profundis per il berluscon-peronismo. Essendo il sistema elettorale per il rinnovamento del Parlamento europeo modellato secondo la proporzionale pura, cera da scommettere che ne avrebbero guadagnato soprattutto i Partiti con pi forte radicamento sul territorio, come lUdc ed An, mentre Fi avrebbe subito un arretramento pi o meno consistente. Ovviamente, sullesito del voto dovevano giocare altri fattori ancora pi importanti. Innanzitutto, limpatto negativo delleuro e del suo disastroso change-over che, da un lato, ha tenuto gli elettori di centro distanti dalle urne ma, dallaltro, non ha di certo premiato la sinistra, altrettanto responsabile, oggettivamente, di non aver saputo prevenirne i guasti e le speculazioni conseguenti, che hanno fatto salire vertiginosamente il costo della vita. Ancora pi fondamentale, per, il fatto che il risultato abbia dimostrato come lasse di ferro Lega-Fi sia pari a nemmeno un quarto della rappresentanza (su base proporzionale!) nel Paese. Quindi, poich la devolution rappresenta esclusivamente, per la tenuta del Governo, una pregiudiziale leghista, ovvero di una componente della maggioranza con un seguito elettorale molto marginale, del tutto evidente che forze sudiste, come An ed Udc, uscite vincenti dalla competizione, diano voce allopposizione crescente nel Paese, nei confronti di un modello di federalismo confuso e velleitario. La nostalgia della Prima Repubblica, pertanto, riaffiora dalle secche storiche del passato, per mettersi di traverso al liberismo, al presidenzialismo ed allantistatalismo, cos malamente rappresentati da chi avrebbe voluto una Seconda Repubblica, in realt mai nata. Alleati per un ritorno nostalgico ai fasti della Balena Bianca sono tutti gli ex-dc della diaspora, che ricominciano a parlarsi, a destra come a sinistra, per ricostruire ununit perduta. La vecchia Dc, per, un fatto unico ed irripetibile. In primo luogo, non esistono pi i due Grandi Blocchi Est-Ovest del passato, che alimentavano la conventio ad escludendum nei confronti del Pci, rendendo di fatto impossibile lalternanza. In tal senso, la Dc era una sorta di forzato del potere. Anche volendo, non lo avrebbe potuto cedere, dato che, in questo caso, gli accordi segreti di Stay Behind avrebbero portato al governo, come accadde in Grecia, un regime dei colonnelli. Dallaltro lato, per, esisteva lobbligo imperativo della pace sociale, che i comunisti avrebbero potuto pregiudicare in qualsiasi momento, ricorrendo alla protesta di piazza ed agli scioperi selvaggi. Laccordo sottobanco fu trovato in due modi geniali: da una parte fu eretto a sistema il modello consociativista, condividendo con le opposizioni quelle politiche scellerate di deficit-spending, che hanno fatto sprofondare il debito pubblico oltre la soglia dei due milioni di miliardi di vecchie lire! Dallaltra parte, si surrogava lalternanza con un vero e proprio multipartitismo interno, rappresentato dalle correnti Dc e dalla loro eterna lotta per il potere. Queste due trovate geniali costarono, tuttavia, al Nostro Paese una fortissima instabilit politica dei governi a guida democristiana ed un disavanzo pubblico destinato a divorare, letteralmente, il futuro delle generazioni a venire, a causa della nostra insignificante crescita economica, alla quale si accompagna da decenni un basso tasso di natalit, che oscilla intorno allo zero. La Seconda Repubblica nasce, quindi, morta. In fondo, Bush e Berlusconi fanno lo stesso errore strategico: il primo, vuole essere lalfiere della democrazia ed intende imporla agli altri anche con la forza; il secondo si atteggia, da sempre, a salvatore della

Patria, sul modello del Re Sole (dopo di me, il diluvio!). Il mondo, per Bush, e la politica italiana, per Berlusconi, stanno dimostrando di poter fare a meno di entrambi. Luno imprigionato nella terribile trappola del dopoguerra irakeno (costata, finora, un migliaio di vite tra i soldati americani), laltro intrappolato nelle sabbie mobili di promesse elettorali che non pu assolutamente mantenere, come quello della diminuzione delle tasse, improponibile con il Patto di Stabilit e con una crescita economica inferiore all1%. Ma lerrore fondamentale di Berlusconi , in realt, un altro, ovvero laver costruito un partito di plastica, come Fi, soltanto facendo affidamento sul suo carisma personale e sulla cassa di risonanza di Mediaset. Il suo guaio vero che non serve un imprenditore puro per risollevare le sorti economiche del Paese, come non servono i politici puri, sul modello dei Follini e dei Fini (beninteso: a sinistra stanno ancora peggio!). AllItalia di oggi, in realt, servirebbe un altro De Gasperi o un De Nicola, che da Presidente della Repubblica si andava facendo rivoltare il cappotto dal suo sarto, per non aggravare i conti dello Stato! Loro s che avrebbero potuto fare chiarezza, dicendo chiaramente al Sud che la politica delle vacche grasse e dellintervento pubblico indiscriminato finito per sempre, perch dellEuropa e dei suoi patti vincolanti non possiamo fare pi a meno. Agli italiani, poi, avrebbero chiesto sacrifici ragionevoli, offrendo in cambio non i sogni tremontiani sulla finanza creativa, ma semplici, piccoli benefici sui servizi pubblici, su di una seria riforma della macchina pubblica, che oggi non solo inefficiente, ma costituisce, per di pi, una palla al piede per cittadini ed imprese. C da dire, infine, che anche il berlusconismo nasce gi vecchio. La sua forza, infatti, rappresentata dalla capacit di penetrazione del mezzo radiotelevisivo, strumento prediletto del Grande Comunicatore. Peccato che i guru di Publitalia non si siano accorti della rivoluzione di Internet, al cui interno le giovani generazioni navigano in tutta libert, contattano chi vogliono e ricevono uninformazione a 360, lontanissima dalle sirene monocordi di Rai-Mediaset. L, nel regno del punto.com, si sviluppano i forum, dove corrono a migliaia a riversare e-mail di libera opinione e, magari, a sentirsi anche rispondere per le rime. Ecco, paradossalmente, a Fi sfuggito il nuovo, proprio a lei che della novit aveva fatto il suo credo politico. Invece, per due lunghi anni abbiamo assistito ad uno show-down sul conflitto di interessi e su testi di legge che proprio quegli interessi intendevano tutelare, a dispetto dei santi, in forza di un brutale principio di maggioranza. Cos, obiettivamente, si incistato ulteriormente quel gene negativo di democrazia incompiuta, dove ancora non esiste uno Statuto dellOpposizione, n unautentica selezione dal basso delle lites politiche, che si irradi dalla periferia del territorio verso il centro, per selezione progressiva, basata sul merito, sulla credibilit e sullaffidabilit. Nellimmediato, se dovesse riaprirsi, com molto probabile, lo scenario delle elezioni anticipate, con questo sistema elettorale larmata Brancaleone della Sinistra potrebbe farcela ma, in tal caso, per governare, dovr farsi commissariare da qualcuno che sappia governare leconomia (Monti, piuttosto che Prodi)! Tertium non datur! Roma, luglio 2004 Maurizio Bonanni