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LEURO.COM Mille lire erano uno stipendio, una volta. Un bel bigliettone, largo quanto un lenzuolo di carta.

Nessuno, ovviamente, poteva portarselo dietro. Era un po come il Milione del Sor Bonaventura, per quelli che come me avevano pi di dieci anni, allinizio del boom economico. Oggi, invece, secondo un sacco di soloni, che parlano sempre ai sudditi sprovveduti, gli Italiani si sarebbero fatti fregare dalle monetine. Troppo piccole ed insignificanti, per rappresentare il valore che, in realt, raffiguravano le banconote da mille lire (ce ne volevano quasi due, per lesattezza, contro un euro in nichel). Certo, i poveri cristi che chiedevano lelemosina allangolo delle strade ci hanno, forse, guadagnato un bel po, almeno allinizio, quando effettivamente la gente non distingueva il ventino dal cinquantino. Invece i commercianti, loro, ci vedevano benissimo, tanto da far saltare il banco, in occasione del change-over. Oggi tutti strillano che non vero, che ci sono s, forse, delle mele marce, ma tutti gli altri sono sani. E, poi, la filiera dellintermediazione scandalosamente lunga: i prezzi pagati alla produzione sono quasi un decimo di quelli praticati al dettaglio! Ma quanto sono simpatici i defensores delle categorie dei Passator Cortesi quelli che, per intenderci, derubavano i viandanti che attraversavano i passi obbligati, puntando contro di loro il trombone pieno di chiodi arrugginiti, per cui i poveretti, se non morivano per le ferite riportate, crepavano sicuramente di tetano! Diteci, invece, spiegateci, cari Signori, chi, perch, come, dove e quando abbia concepito regolamenti, norme e cieca burocrazia, per allungare il collo, come le giraffe, alle distanze che separano il consumatore dal produttore. Dicono, poi, che la mafia stia in Sicilia! Alludere, nascondendo la mano, ancora prima di tirare il sasso, questo lo sport preferito delle corporazioni del commercio. E Tremonti, Marzano e tutti gli altri, che cosa fanno, o intendono proporre, per rimediare a questo stato di cose? Ci sono davvero poteri tanto forti, dietro la speculazione sulle merci, da far arretrare anche i pi volenterosi e gli innovatori, come Berlusconi? O c dellaltro, dietro a tutto ci? Molti, in verit, si chiedono quale sia il costo ribaltato della pubblicit, sulla singola unit di prodotto. Per non parlare, poi, dei mille trucchi che servono a non scoprire le carte di finti frutti della terra italiani che, in realt, provengono da tutte altre aree del mondo, in mercati in cui costano una frazione del prezzo corrispondente, praticato in quelli nazionali. Tremonti pensa che tutto sarebbe andato meglio, molto meglio, se Francoforte avesse accettato la nostra proposta delleuro di carta. Avremmo, certo, risparmiato metallo, mangiandoci un po pi di foreste, ma che cosa sarebbe effettivamente cambiato nel rapporto tra la grande e la piccola distribuzione? Certo, le regole, gli sforzi di semplificazione, la migliore informazione possibile al consumatore, la pubblicit veritiera, le sanzioni agli speculatori sono tutte buone, ottime intenzioni, delle quali, si sa, lastricato linferno. Per farle applicare, infatti, ci vorrebbe il doppio, forse il triplo degli organici attuali delle forze dellordine. Il che vorrebbe dire, dover reimpiegare tutti gli eventuali margini di recupero (e ben oltre!) per pagare i nuovi stipendi. Certo, ogni tanto rispunta lidea balzana di far pagare le tasse agli evasori. E qui veniamo, ancora una volta, al punto: gli italiani non sono disonesti (verso il Fisco) per natura, bens per necessit. Lavoro nero, evasione dellIva ed elusione fiscale rappresentano altrettante armi di difesa, dei veri e propri anticorpi, per non far crollare sotto zero gli indicatori della crescita economica.

Tutti sanno che, per tacita consuetudine, il servizio pubblico, in generale, qualitativamente carente e quantitativamente insufficiente. Lo sanno bene i cittadini, che si confrontano sconsolati con le liste kilometriche delle prenotazioni per esami specialistici, o sono costretti, per andare al lavoro, ad usare il mezzo privato, affrontando strade urbane e percorsi colabrodo, pieni di buche, depressioni ed avallamenti, in quanto i Comuni, che hanno sempre meno soldi, credono bene di risparmiare, evitando di fare manutenzione stradale! Dove li dovrebbero trovare, in tanti, i soldi per far curare i congiunti in cliniche private a pagamento, o per fare rifornimento di benzina, il cui prezzo come la Carr: pi passa il tempo e pi si fa pagare per le sue prestazioni televisive! Il dollaro vale meno di 70 centesimi di euro? Fa nulla: la pompa non scende di un centesimo. Di chi la colpa? Dello Stato che mette sempre pi balzelli sul prezzo al litro della benzina, ad ogni manovra finanziaria, o dei petrolieri, che speculano sulle disgrazie degli Italiani? I costi della bolletta energetica, poi, rappresentano una sorta di variabile indipendente: non si sa bene a quali criteri si ispirino. Qualcuno ha fatto lesempio degli ipermercati che, rispetto allindustria, pagano lenergia che consumano il 30% pi cara: ma non si potrebbe fare diversamente, ribaltando gli eventuali risparmi energetici delle aziende commerciali sulla diminuzione dei prezzi medi al consumo? Altro tema caldo: Tremonti vuole far pagare le tasse agli Italiani, ed ai commercianti che hanno speculato sul change-over lira-euro, in particolare, quando alla grande maggioranza degli evasori, dei falsificatori di bilanci o dei costruttori abusivi della domenica basta aspettare la prossima, inevitabile pioggia di condoni, perch il Fisco sa fare solo la voce grossa, ma non ha n la forza, n la capacit deterrente di controlli esemplari ed efficaci? Soluzioni? Al momento non ce ne sono molte. Potremmo recuperare pi in fretta sul risanamento finanziario di questo Paese se, ad esempio, ci mettessimo daccordo su di una riforma drastica della previdenza e dellassistenza. Ma siamo troppo viziati da mezzo secolo di welfare, fondato esclusivamente sul debito pubblico. Leuro in s una buona cosa: se non lo avessimo avuto saremmo probabilmente, a livello dei Paesi Sudamericani. Il problema rimane: e se fosse solo nelle Nostre teste? Non serve cambiare Maggioranza. Basterebbe che cambiassimo mentalit! Vediamo di capire qualcosa di pi, cliccando euro.com (se esiste!). Torino, febbraio 2004 Maurizio Bonanni