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GRECIA MICHAEL MANN & DUSTIN HOFFMAN MARA CERRI BOB ZEMECKIS GIANNI AMELIO GRIFI 2 GUITAR STORY,

I 21 RIFF CHE CAMBIARONO LA MUSICA FRANCIA, ARNAUD LAGARDRE NBA, JEREMY LIN
MUSICA ARTI OZIO
SUPPLEMENTO SETTIMANALE DE IL MANIFESTO SABATO 18 FEBBRAIO 2012 ANNO 15 N. 7

CULTURA, RICERCA, SPERIMENTAZIONE, UNA TRIADE PER ABBATTERE LA GRANDE CRISI. VIAGGIO NELLA FINLANDIA OLIMPIONICA DEL DESIGN, CHE STA IMMAGINANDO UN MONDO APERTO

IL DISEGNO DEL FUTURO

PREMI OSCAR 2012

Domenica prossima Malick potrebbe essere travolto da The artists

Verso gli Oscar 84 di domenica prossima 26 febbraio. Ancora una volta Mister Bob Weinstein (The artist, The Iron Lady), il gambler pi spregiudicato tra i boss hollywoodiani contro tutti e, come ogni anno, con ogni mezzo necessario meglio se seduttivamente contundente. Lo dicono le strane nomination che con qualche eccezione isolano opere dalle vistose qualit medie (a parte Tree of life e Hugo). E le molte, troppe assenze sospette: Leo Di Caprio (J.Edgar deve aver toccato corde rimosse) al quale non si pu preferire questo Clooney per quanto

nespressivamente impeccabile. Tintin (ne parla Giulia DAgnolo Vallan allinterno) e Le Havre di Kaurismaki. La credibilit, la trasparenza, il prestigio e anche il limite dei premi Oscar risiedono nella loro natura industriale. Sono premi assegnati dallinterno, cio ogni anno gli iscritti ai sindacati di categoria scelgono un loro collega. I direttori della fotografia premiano il migliore tra di loro. E cos i truccatori, gli sceneggiatori, gli effettisti speciali, gli scenografi, i musicisti, gli attori, i registi, i produttori (bello trovare Alexander Payne, Chris Columbus, Scorsese,

Brad Pitt e Spielberg tra di loro) Entrano nellAccademia della scienza e delle arti cinematografiche, se non si cittadini Usa i cineasti stranieri che hanno una candidatura o una statuetta alle spalle. Cos Benigni, Bertolucci, Piovani, Ferretti etc. annualmente ricevono dallAcademy montagne di dvd e votano. Rispetto ai nostri premi (David, Ciak, Grolle...) conferiti da associazioni private e dalla trasparenza casual, ma non prive di senso industriale (il reference system si basa anche sui punti conquistati con i premi vinti...) in California siamo avanti per seriet e

correttezza. Ma questo non vuol dire che non possano esistere anche a Los Angeles pesanti pressioni mediatiche, rimozioni, censure o morbida corruzione, visto che lesposizione Oscar garantische surplus di profitti. Pasticci perfino nella sezione miglior film stranieri che non conta molto (si riceve e si giudica appaltando le scelte ai singoli stati, non alle associazioni dei critici o cineasti) si sono verificati non pochi incidenti di percorso nel corso degli anni e cos nel 2012 Una separazione rischia di diventare il primo oggetto daffezione sia per gli yankees che per i mujeddin. E nella

categoria documentari. C grande polemica perch si vuole cambiare regolamento ed escludere dal 2013 le opere pi indipendenti, povere e estremiste perch, data lenorme quantit di materiali realizzati, si deciso di escludere dalla competizione i doc mai usciti in sala, oppure non recensiti da New York Times e Washington Post. (r.s.)

Sopra: Helsinki, aeroporto Vantaa, foto di Valtteri Hirvonen - Eriksson Company

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ALIAS 18 FEBBRAIO 2012

LA GRANDE CRISI EUROPEA

SCRITTORI E DEFAULT KARISTIANI, MRKARIS

LA RECITA
Pi di un film, La recita (O Thiasos, 1975) di Anghelopoulos stato il manifesto di unintera generazione di greci in lotta politica e per tutti gli altri la scoperta di unepoca cancellata dai libri di storia. Un gruppo di attori teatrali portano in scena il dramma Golfo la pastorella mentre incalzano gli eventi storici, dalla caduta della dittatura di Metaxas, alla resistenza all'invasione italiana e dei nazisti, allesilio dei comunisti dopo la guerra fredda. Limprovvisa morte del regista che stava girando un film sulla crisi nel suo paese, Laltro mare, fissa per sempre tutta la sua opera nella storia del cinema.

di DIEGO ZANDEL*

Si moltiplicano in Europa e, di conseguenza, in Italia le preoccupazioni per le sorti della Grecia, alle prese con una crisi economica epocale, alla quale si sta rispondendo con una serie di misure, fatte esclusivamente di tagli ai salari, alle pensioni e ai posti di lavoro, che sta provocando, tra la popolazione colpita duramente dai provvedimenti del governo tecnico di Papademos, una serie di proteste e imponenti manifestazioni di piazza che non si conoscevano dai tempi dei moti studenteschi del Politecnico di Atene contro la dittatura militare nel 1973. C da chiedersi a riguardo, oltre tutto, quali sono le reazioni da parte di coloro che, con le loro opere, alcune delle quali tradotte in tutto il mondo, rappresentano la cultura del Paese. Lo abbiamo chiesto a Maurizio De Rosa, nato nel 1971 a Milano, ma che da molti anni vive e lavora ad Atene, offrendo la sua consulenza, relativa alla letteratura neogreca, a diverse case editrici italiane, e come traduttore di diversi autori. Tra questi ultimi vale la pena di ricordare che De Rosa il traduttore di una delle maggiori scrittrice greche come Ioanna Karistiani, della quale ha tradotto tutti i 5 romanzi pubblicati in Italia, lultimo, di queste settimane, Ritorno a Delfi, edito da e/o, e tanti altri. Inoltre responsabile della collana Epsilon della cooperativa editoriale EmmeTi, per la quale recentemente ha curato e tradotto unantologia di racconti di autori neogreci e greco-ciprioti, Il vicino di casa, tra i quali c da annoverare un racconto di Iannis Makridakis Cero anchio, considerato il primo testo letterario greco ispirato alla crisi del debito greco. Ma vediamo con Maurizio De Rosa il fenomeno nel suo complesso. De Rosa, qual la reazione pi generale degli scrittori greci di fronte a questa crisi epocale che sta attraversando il loro Paese? Direi che si sono trovati impreparati. A partire dagli anni 80, la letteratura greca ha cominciato ad assumere una fisionomia decisamente apolitica. Sopite le tensioni del passato, abbattuto il regime militare che govern il Paese dal 1967 al 1974 e riconquistata la democrazia, i prosatori e i poeti si sentirono finalmente legittimati a occuparsi dei sogni del privato, a ripiegarsi sui fremiti del proprio io, a differenza dei loro colleghi pi anziani e sulla falsariga dei coetanei europei. Non si tratt peraltro di un atteggiamento del tutto nuovo: un filone esistenziale esiste nella letteratura greca sin dagli anni 20 del 900 e continua anche nel dopoguerra. Ma negli autori che esordiscono a partire dagli anni Ottanta che la prospettiva sul privato, come stata definita dalla critica, assume contorni nuovi determinati dalla sostanziale indifferenza per la politica ma anche, daltra parte, dal tentativo di creare una letteratura pura, che nel periodo precedente era stato spesso sacrificato sullaltare della militanza politica. Nel contempo, si trasformava anche il mondo editoriale, che assumeva vieppi i connotati di una vera e propria industria, con tutto quello che un tale mutamento comporta, sia in positivo sia in negativo. Ecco, considerato il quadro appena delineato, inevitabile che, come ho detto, la crisi abbia colto

Lira funesta che infinite addusse tasse...


Come reagisce leditoria greca alla crisi che sta devastando il paese? Incontro con Maurizio De Rosa, da molti anni residente ad Atene, traduttore e consulente per diverse case editrici italiane
sostanzialmente impreparati gli scrittori, i quali solo ora cominciano a metabolizzarla e a fotografarla nelle proprie opere. Ancora con un certo imbarazzo, occorre aggiungere. Ci sono tra loro posizioni particolarmente diverse? Senza dubbio, dal punto di vista di cui ci stiamo occupando, gli scrittori pi acuti sono stati quelli della letteratura gialla e poliziesca, Mrkaris in testa (ma non lunico). Il carattere fortemente sociale del romanzo giallo in Grecia ha fatto s che della crisi, soprattutto di quella della politica e dei valori, numerosi autori si accorgessero ancora prima che fosse conclamata nelle sedi nazionali ed europee. Altri autori invece (per esempio Nikos Panaghiotpulos, tradotto in passato in Italia da Crocetti e da Guanda, o Ghiorghis Ghiatromanolakis) preferiscono analizzare in modo spietato, e in chiave autocritica, gli errori commessi dalla societ e dalla classe politica greca nel corso degli ultimi 30 anni. Si tratta di esperimenti interessanti ma evidente che la strada dellautocoscienza ancora molto lunga.

anche se il numero dei libri pubblicati diminuito. Anche le librerie sembrano resistere, soprattutto quelle pi piccole e indipendenti, caratterizzate da una maggiore flessibilit, da un pubblico pi fidelizzato e da costi di gestione minori rispetto a quelli delle librerie supermercato. C una contrazione nella pubblicazione delle opere, delle traduzioni? In questo momento le difficolt maggiori delleditoria greca sono la mancanza di liquidit, la riduzione del numero dei lettori e laffanno delle librerie, vitali per la distribuzione del libro. Ma come dicevo prima, nel complesso (almeno finora), il comparto tiene, a fronte di una contrazione dei titoli pubblicati. Se, secondo i dati divulgati dallEkevi (Centro nazionale ellenico del libro) nel 2008, anno-record per leditoria greca, furono pubblicati 10600 nuovi titoli, nel 2010 (ultimo anno disponibile) i titoli sono crollati a 8900. Parimenti, si assiste a una contrazione del numero delle case editrici, da poco pi di mille nel 2008 a 956 nel 2010. Daltro canto, interessante notare che diminuisce lincidenza dei libri tradotti rispetto ai libri in lingua greca, questi ultimi pi economici da produrre: se nel 2008 il 42% dei libri pubblicati in Grecia erano traduzioni straniere, nel 2010 tale percentuale si ridotta al 35: quindi, come pi in generale nelleconomia greca, anche nel comparto librario si assiste a una sorta di svalutazione interna imperniata sulla diminuzione delle importazioni e sulla valorizzazione del prodotto nazionale.

Le riviste culturali come lateniese Na ena milo ed altre discutono sulla ricaduta della crisi sul piano della cultura e della editoria, del suo destino? Il dibattito sul destino del libro e delleditoria era cominciato gi da tempo con lesordio del libro elettronico. A questa incertezza generale sulla sorte del supporto libro nel prossimo futuro venuto ad aggiungersi leffetto negativo della crisi, che mette a dura prova la resistenza dellindustria editoriale. In generale, tutti concordano nel dire che anche leditoria ha sofferto di quello che stato il male di cui hanno sofferto in generale la societ e leconomia greche: una crescita rapidissima, un gigantismo fulmineo che non sempre ha consentito di consolidare a lungo termine i risultati raggiunti. Occorre peraltro aggiungere che il libro, pur con tutti i problemi che sta attraversando, nel complesso sembra opporre una fiera resistenza. Con leccezione di una casa editrice, appartenente a uno dei maggiori gruppi editoriali ellenici, finora nessuna altra casa editrice grande o media ha chiuso i battenti,

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ALPS
Yorgos Lanthimos il pi sorprendente dei giovani registi greci. Con Kinodontas (Denti canini) con la nomination allOscar 2011 ha restituito lorgoglio al suo paese, autentico riscatto in un periodo assai difficile (e che lo sarebbe diventato ancora di pi in seguito), storia di autoritarismo quotidiano, in famiglia come altrove nella societ. Con Alps presentato allultimo festival di Venezia il senso di accerchiamento di una intera societ compiuto, sotto forma di thriller dal tono surreale, inaspettato, ma credibile nel racconto di una situazione crudele: i componenti di una societ segreta si sostituiscono con lassenso dei familiari, alle persone care scomparse. Un grande film fatto con molto meno di un basso budget. produzione culturale greca, non soltanto quella letteraria, quasi inaccessibile. In ogni caso, mancano ancora segnali sia in un senso che nellaltro per quanto riguarda la letteratura, che sicuramente meriterebbe di essere conosciuta di pi. Al contrario, c da sottolineare che il cinema greco contemporaneo sta mietendo successi, soprattutto di critica, in tutti i maggiori festival mondiali. Nel caso dellimmagine, insomma, la crisi sembra funzionare da toccasana. La stessa cosa non si pu dire, per, per la letteratura, che non gode dellimmediatezza dellespressione cinematografica e richiede un grado di consapevolezza maggiore. Daltro canto, gi almeno un paio di autori greci, e segnatamente Ioanna Karistiani (pubblicata da e/o) e Petros Mrkaris (Bompiani) godono in Italia di un buon successo. Se le case editrici italiane osassero di pi, certo che anche altri autori godrebbero di un successo analogo. In effetti, la letteratura neogreca poco conosciuta in Italia. Pensi che la crisi greca e il fatto che la crisi italiana sia stata in qualche modo assimilata ad essa e pu spingere la nostra editoria a diffondere maggiormente le opere letterarie di questo paese cos vicino a noi? Purtroppo una cosa del genere non la vedo accadere. Infatti, la crisi greca coincide con la crisi economica in Italia, che influenza anche il mondo editoriale. Lo spazio per gli esperimenti e per le culture rare si restringono, la crisi spinge ad andare sul sicuro. Restano comunque alcune oasi felici: la collana Nuova Aristea delleditore Crocetti che pubblicher le opere di Nikos Kazantzakis, la casa editrice e/o di Roma che pubblica le opere di Ioanna Karistiani, mentre altre case editrici piccole e grandi, come la Editori Riuniti e la neonata EmmeTi di Milano, hanno gi in programma la pubblicazione di opere di autori greci nei prossimi mesi. Nonostante la crisi, insomma, la letteratura neoellenica ha trovato un suo spazio in Italia e per il lettore pi avvertito, ma non soltanto, non sar difficile tenersi aggiornato in materia. Ricordo infine e questo importante sottolinearlo - che il ministero ellenico della Cultura considera nuovamente il libro un valido strumento di diplomazia culturale e a tale scopo ha riattivato il programma di sostegno alla traduzione dei libri greci allestero, congelati nel 2003. Il budget limitato ma gi il fatto che lo Stato sia riuscito a trovare i soldi per promuovere il libro greco allestero la dice lunga sullimportanza che gli si attribuisce. Anche perch il programma per la prima volta finanzia anche la traduzione di volumi di saggistica, pressoch sconosciuta fuori dei confini greci ancorch molto valida. Tu che vivi e lavori in Grecia, e cos profondamente inserito nel tessuto culturale greco, come vivi personalmente la crisi del Paese che ti ospita? Vivo gli stessi problemi, le stesse speranze, le stesse incertezze, le stesse preoccupazioni che vivono tutti i greci. Come loro, provo un grande dolore a vedere il nome della Grecia associato a immagini e concetti del tutto negativi. E come loro mi auguro che tutti i sacrifici di questi anni possano davvero servire a qualcosa. *Diego Zandel , che vive parte dellanno nellisola di Kos, autore di due romanzi ambientati in Grecia Luomo di Kos (Hobby&Work, 2004) e Il fratello greco (Hacca, 2010). Un suo romanzo I confini dellodio (Aragno, 2002) stato tradotto in Grecia da Antonio Solaro per la casa editrice ateniese Alexandria Pubblication, tra i titoli stranieri pi venduti in Grecia nel 2004.

PROMETEO IN SECONDA PERSONA. IL NUOVO CINEMA GRECO


Beniamino Biondi gi autore di Il volto della Medusa. Il cinema di Nikos Kounduros aveva raccontato uno degli autori che fin dal 54 con Magiki Polis aveva espresso in Grecia il cinema dautore dellEuropa delle nuove onde (e poi con i successivi O Drakos, Vortex). Ora esce il suo nuovo libro sul cinema greco (ed. Aracne) Prometeo in seconda persona con prefazione di Daniele Dottorini, analisi di una cinematografia sommersa quanto ricca di nomi e tendenze, a partire dallepoca precedente la dittatura e poi esplosa attorno a un festival unico come quello di Salonicco: Panayotopoulos, Damianos, Voulgaris, Papastathis, Tornes... di tentativi e aveva lasciato il quaderno con gli appunti sul comodino e cos quando aveva sognato la giusta equazione si era semplicemente svegliato e laveva scritta, si considerava un artigiano, riusciva a fare quasi tutto da solo, un uomo troupe, un mago delle luci che aveva imparato da ragazzino quando fotografava le dive, un ottimo tecnico del suono, un operatore. Lunica definizione che non dava mai di s era regista e questo dipendeva dalla sua convinzione politica: considerava lindustria del cinema un meccanismo coercitivo e piramidale, il film Anna un manifesto del suo pensiero in proposito. C anche un altro lavoro che abbiamo ri-finito insieme che Locchio ovvero levoluzione biologica di una lacrima e autoritratto Auschwitz era un film breve e incompleto che era stato proiettato al Filmstudio nel 1968 ai tempi del suo pretestuoso arresto durante la persecuzione contro Aldo Braibanti accusato di plagio; c una lunga ripresa di se stesso durante una visita ai campi di concentramento e un provino di Monica Vitti per Antonioni ripescato tra gli scarti di una sala di montaggio in cui lattrice prova a piangere senza veramente riuscirci, come sonoro sotto la bellissima Vitti si sente la registrazione del racconto atroce di un detenuto che descrive tutte le vessazioni subite in carcere, quello prima della riforma; molti anni dopo, nel duemila, ci incontrammo ad una festa nel giardino della villa della Fondazione Barucchello a via di santa Cornelia dove si era appena trasferito ed il suo arrivo era uno dei motivi del festeggiamento. Alberto era di ottimo umore e si lasciava intervistare da Chantal Personnet, tra i tanti invitati arriv Michelangelo Antonioni, vecchio amico di mio padre che gli aveva fatto da aiutoregista e che mi conosceva dalla nascita, cos, casualmente, sono stata il tramite di questincontro documentato da Chantal tra Grifi e Antonioni che Alberto poi mont ed inser nellocchio quasi per fare una sorta di tregua o pace col grande maestro, dopo che gli avevo raccontato che Antonioni aveva avuto vita tuttaltro che facile nellindustria cinematografica, che anzi faceva una fatica boia a trovare le produzioni e che una volta, mentre girava Le amiche aveva lasciato mio padre in ostaggio di un albergo a Torino perch erano finiti i soldi; oltre a questo inserto nel film c anche una sua lettera dal carcere che leggo. Negli anni in cui abbiamo vissuto insieme sono state innumerevoli le volte in cui gli ho prestato la voce il corpo o semplicemente ho passato nottate insonni accanto a lui a segnare i numeri dei frame da montare o smontare, in cambio lui ha ripreso tutti i mei spettacoli e quando sono stata invitata da Achille Bonito Oliva a Padula per la rassegna Le opere e i giorni nel 2002 a produrre un mio lavoro siamo andati insieme e Grifi ha ripreso la mia performance che poi diventata un video che si chiama Urla Mute, sono quattro storie di donne: una prostituta africana venduta sulle strade delloccidente, una donna afghana che brucia il suo burka, la storia, vera, della prima terrorista palestinese che si fece saltare col tritolo, ed una normale signora occidentale triturata dalla bulimia. La nostra unione poteva sembrare strana cosa ci faceva un attrice con un regista che non usava attori? Invece cera molto in comune perch se io ho cominciato a far teatro dopo lincontro con Grotowski, che aveva scelto di fare ricerca pura e non produrre pi spettacoli, Alberto Grifi sempre rimasto fedele a Zavattini che spronava le nuove generazioni a girare la vita mentre cambiava pi che ricostruirla e ingabbiarla negli schemi gi noti del linguaggio cinematografico. Alberto negli ultimi anni era affascinato da internet dalla possibilit di una comunicazione alternativa e libera, pensava ad un film collettivo girato a tante mani che raccontasse tante vite esemplari nel momento in cui si svolgevano, vite di chi ricercava nel proprio campo che fosse la scienza, lelettronica o la medicina o qualsiasi altra materia che portasse reale evoluzione, nonostante il suo sguardo pessimista sulla storia dellumanit aveva una vera passione per i giovani una reale fiducia nella loro possibilit di cambiare il mondo. Ciao Alberto mi manchi.

GERENZA
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GRIFI, LUOMO MACCHINA DA PRESA


Grifi 2. Stavamo girando una scena in una piscina a casa di Beatrice Rosso, figlia del grande Nin, due ragazzine Corinna e Francesca nuotavano nellacqua azzurra e Alberto le riprendeva attraverso lo specchio deformante, aveva in progetto di mescolare quelle immagini ad una riproduzione, anchessa deformata dallo specchio, delle famose bagnanti di Avignone di Picasso, aveva gi inserito Guernica con sotto il sonoro registrato a Bolzaneto e voleva proseguire con Picasso che amava da quando a quindici anni aveva deciso di diventare pittore, quando squill il telefonino di Beatrice dimenticato acceso sul bordo della piscina. Era Guidarello Pontani che raccontava in diretta quello che stava vedendo alla televisione: lo schianto delle torri gemelle, il pentagono, laereo e tutte le informazioni concitate dei primi momenti. Beatrice ci riferiva parola per parola suscitando i commenti pi angosciati che sono rimasti tutti impressi sul nastro che continuava a riprendere io che dico ma che ? la terza guerra mondiale? e le bambine che chiedono preoccupate mamma cosa la guerra mondiale? tranquille state tranquille. Quando ho rivisto le riprese di quel momento sono rimasta senza parole la mano di Alberto che riprendeva, peraltro in una posizione molto scomoda, non aveva avuto neanche un tremolio, era rimasto immobile, aveva girato tutto senza nessuna scossa, un vero corpocavalletto, una steadycam umana, ecco Grifi era cos, il suo corpo era un prolungamento naturale della camera, si costruiva da solo tutte le modifiche, aveva inventato il vidigrafo per poter trasferire Anna dal nastro alla pellicola e la soluzione gli era arrivata in sogno, si era addormentato sfinito dopo ore e ore

A parte gli ultimi due romanzi di Mrkaris, di cui uno , Prestiti scaduti gi pubblicato in Italia da Bompiani, ci sono opere letterarie di altri autori uscite pi recentemente che raccontano o toccano in qualche modo il tema di questa crisi? Come accennavo pocanzi, la crisi non stata ancora metabolizzata dagli scrittori greci. Forse non ancora passato abbastanza tempo: ricordo che sono trascorsi meno di due anni dallingresso della Grecia nel meccanismo europeo di sostegno (aprile 2010) anche se sembrano passati decenni. Soltanto adesso si scorge qualche timido accenno alla formulazione letteraria dellesperienza della crisi, che peraltro ancora in corso e dunque ancora aperta a qualsiasi sbocco. Di sicuro, nei pochi romanzi che la trattano (e che non sono tradotti in italiano), si assiste a una tendenza pi esistenziale: di solito il protagonista un individuo che vive sulla propria pelle la fine degli ideali della cosiddetta metapoltefsi (il periodo della storia greca cominciato nel 1974 con la caduta della Giunta dei Colonnelli e con il ripristino delle libert democratiche). La metapoltefsi spesso considerato un periodo segnato dalla demagogia, dallimmaturit politica e dalleuforia di una societ desiderosa di lasciarsi alle spalle 30 anni di difficolt. Ma il risultato artistico ancora troppo segnato dal coinvolgimento diretto nei fatti: perch se vero che la metapoltefsi arrivata al capolinea, anche vero che il nuovo ancora non si vede n si riesce a immaginare. La letteratura neogreca sempre stata, come tu hai ricordato, molto sensibile alla realt storica, tanto che per anni i temi dominanti della poesia e della narrativa greca sono stati la resistenza, la guerra civile, la dittatura dei colonnelli, cio limpegno. E che solo pi recentemente si stava conoscendo una nuova stagione meno legata a temi poltico-sociali, pi rivolta a un ripiegamento sul proprio vissuto. Pensi che questa stagione si interromper inevitabilmente per tornare allimpegno o la crisi favorir un maggiore ripiegamento su se stessi? Mi sembra ancora presto per dire quale esito artistico avr questa crisi.

a sinistra Petros Markaris, a destra Ioanna Karistiani foto degli scontri e delle bandiere europea e greca (Reuters)

Tutto dipende da come la stanno vivendo gli attuali quindicenni, i quali cominceranno a scrivere, diciamo, tra una decina danni. Per gli autori pi anziani sar difficile, mi pare, cambiare pelle e mentalit, e assumere una scrittura politica dopo anni di approfondimento di altre tematiche. A occhio e croce mi verrebbe da dire che il risultato sar un ulteriore ripiegamento su se stessi: manca infatti la narrazione collettiva che potrebbe coprire le prospettive dei giovani, mentre il disincanto e lindividualismo tipici della nostra epoca probabile che da questa crisi verranno persino incrementati. Di sicuro sar difficile tornare a un certo tipo di scrittura e di arte militante che ha caratterizzato la Grecia degli anni 50, 60 e soprattutto 70. Le esperienze sono diverse, i modelli culturali sono diversi e diversi sono anche gli obiettivi degli scrittori di oggi. Non hanno timore gli scrittori, la cultura greca in generale, che a causa della crisi economica possa essere spinta ai margini dell'Europa, della cultura europea? Gli scrittori greci sono abituati a essere letti poco allestero. Le asperit della lingua, poco nota allestero e non appartenente a nessuna delle grandi famiglie linguistiche europee, le dimensioni del Paese e la posizione liminare della Grecia, non sempre facilmente definibile o inquadrabile, rendono la

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ALIAS 18 FEBBRAIO 2012

REPORTAGE

Evoluzione e creativit, la vita bella a Helsinki


La citt finlandese la capitale mondiale del design 2012. Un carnevale di progetti lungo un anno per dare soluzioni sostenibili ai bisogni delle persone e uscire dalla crisi
di MATTEO PATRONO
HELSINKI

Allinizio di febbraio, mentre la neve fioccava su Roma paralizzando la citt e ricoprendo di ridicolo il sindaco, in Finlandia la neve fioccava pi del doppio, il termometro precipitava almeno venti gradini sotto lo zero e la gente si recava tranquillamente a votare per eleggere il nuovo presidente della Repubblica. Al ballottaggio lha spuntata il candidato conservatore Sauli Niinisto che ha ottenuto il 63% delle preferenze contro il 37% del rivale, lambientalista Pekka Haavisto. Esponente del partito di Coalizione nazionale (Kokoomus), ex ministro delle Finanze, Niinisto il primo presidente di destra dal 1956. Ha messo fine a 30 anni di egemonia socialdemocratica e preso il posto dellamatissima Tarja Halonen, la presidentessa rossa che Berlusconi minacci di sedurre pur di dirottare in Italia la sede dellAutorit europea per la sicurezza alimentare (Efsa) per cui correva anche la Finlandia. Risultato, lEfsa finita a Parma e nel 2010 i finlandesi hanno eletto B. cafone dellanno davanti al golfista fedigrafo Tiger Woods. Negli stessi giorni in cui uno dei paesi pi prosperi e post-moderni dEuropa svoltava a destra come conseguenza della crisi economica che ha colpito anche il profondo nord, Helsinki ha ospitato un carnevale lungo tre giorni in nome della cultura e della creativit, lOpen Doors weekend della capitale mondiale del design 2012. Un fine settimana di progetti, mostre, incontri, performance dedicate a quello che i finlandesi considerano storicamente e a ragione un cromosoma inconfondibile della loro identit. Il design appunto. Inteso come strumento interattivo di sviluppo culturale, sociale ed economico. Un modo di pensare (e di agire) critico e creativo che va ben oltre larchitettura sbalorditiva, i mobili stilosi, i vestiti e i gadget pi sofisticati. Il design anche questo certo ma per i finlandesi soprattutto un mezzo per dare soluzioni ai bisogni delle persone e migliorare la qualit della vita quotidiana attraverso una prospettiva di sostenibilit, utilit e desiderabilit. Da questo punto di vista Helsinki, con i suoi mezzi pubblici, le sue scuole, i suoi teatri, musei e marciapiedi che funzionano perfettamente 365 giorni lanno con qualunque condizione metereologica, conferma in pieno quanto sosteneva Steve Jobs. Il design non solo quello che sembra. E come funziona. Secondo il mensile inglese Monocle, Helsinki la citt pi vivibile del mondo davanti a Zurigo e Copenhagen. Una citt verde, colta, vivace e tollerante (qui lultradestra xenofoba che ha sbancato alle elezioni politiche dello scorso aprile ha raccolto la met dei voti che nel resto

Giardinieri urbani a Helsinki. Sopra, linterno di una casa finlandese e esempi di graphic e fashion design. In alto a destra il Kafe Moscava. Foto di Valtteri Hirvonen

del paese), una citt che ha il coraggio di ripensare le proprie ambizioni urbanistiche e il talento e le idee per metterle in pratica, scrive Monocle. Per questo l' International Council of Industrial Design lha scelta come capitale mondiale del 2012 dopo Torino (2008) e Seul (2010). Spiega Pekka Timonen, direttore del programma WDC Helsinki 2012. Il design nel Dna dei finlandesi. Ognuno di noi ha in casa tre oggetti fondamentali: i bicchieri Ittala di Kaj Franck, le forbici Fiskars, i vasi ondulati di Alvar Aalto. Dai tempi di Eero Saarinen, negli anni 50, i nostri architetti lavorano in ogni angolo del pianeta e pur avendo case e edifici piuttosto bassi, la Finlandia ai primi posti nel mondo nella costruzione di ascensori per grattacieli. Helsinki con la sua struttura urbana in continua evoluzione il simbolo di tutta questa creativit, noi la chiamiamo Open Helsinki dove per apertura intendiamo trasparenza, curiosit, responsabilit globale e innovazione. Una citt dove larchitettura e il design sono radicati davvero nella vita dei cittadini, nel senso che li aiutano a

vivere meglio coinvolgendoli nelle scelte che riguardano loro e soprattutto le prossime generazioni. Tanto per capire. A gennaio il sindaco di Helsinki, Jussi Pajunen, ha ricevuto da New York lo studio di fattibilit per la costruzione di un nuovo Guggenheim Museum in citt. Quindi stato aperto un dibattito pubblico sullopportunit di spendere circa 140 milioni di euro per una nuova cattedrale di arte, design e tecnologia in un momento di crisi come questo, valutando anche il rischio che un gigante simile possa togliere risorse agli altri musei cittadini (13 in tutto). Il consiglio comunale prender una decisione definitiva nelle prossime settimane e tutto lascia prevedere che il Guggenheim si far (nel caso aprir non prima del 2017). Spiega ancora Timonen. Nel 1992 attraversammo una crisi economica anche pi dura di quella attuale e la nostra strategia per uscirne fu quella di investire massicciamente nella cultura. Con un fatturato di 14 miliardi di euro, leconomia creativa rappresenta il 3,2% del nostro Pil, il 4,3% dellintera

forza lavoro di questo paese. Nella sola Helsinki ci sono pi di 7mila aziende che si occupano di arte, media, cinema, creativit e un quarto della popolazione impiegato in lavori legati al design, dalla moda ai servizi, dallarchitettura ai videogame. Per dire, pure il wrestler pi famoso del paese, un ragazzone barbuto di nome StarBuck, figlio di missionari finlandesi emigrati in Canada, lavora nel campo. E graphic designer di libri per bambini e si occupa dellimmagine degli Hevisaurus, una band heavy metal per ragazzini, super popolare in Finlandia. Disegna i loro costumi da dinosauri pazzi e scrive testi per altri quattro gruppi rock. Quando non si occupa di design, vola in Giappone dove lo venerano come un mito del wrestling internazionale. Come capitale mondiale del design, Helsinki ha stanziato un budget di 16 milioni di euro, finanziato dalla citt (6 milioni), dallo stato (5) e dai privati (altri 5). Il Design District che sorge alle spalle dellEsplanadi, la strada salotto del centro cittadino, ha allargato i suoi confini inglobando

una ventina di strade. Nella Soho di Helsinki sono sparpagliati 200 tra musei (ovviamente quello del design e quello darchitettura, uno di fronte allaltro), gallerie d'arte, studi, atelier e i migliori negozi di arredamento e moda, come Marimekko e Iittala. Ma il programma di WDC 2012 si spande su tutta la citt, dallex quartiere operaio di Kallio oggi ritrovo bohemien degli studenti alla zona del vecchio stadio Olimpico, costruito nel 1938 in puro stile funzionalista per unedizione dei giochi che fu rimandata di 12 anni a causa della guerra. Larchitetto che lo progett, Yrj Lindegren, amico e collaboratore di Alvar Aalto, vinse la medaglia doro (categoria urbanistica) alle gare artistiche delle Olimpiadi di Londra del 1948 prima di vederlo finalmente in funzione per i giochi del 52. Alle sue spalle sorge il complesso Korjaamo, un ex deposito di tram trasformato in centro culturale che ospita istallazioni, dj set e performance di visual design. Il programma di WDC 2012 prevede una serie infinita di appuntamenti da qui a dicembre, pi di 300 tra eventi e progetti (su 4mila che erano stati presentati). Redesigning 925 per esempio un programma per ridisegnare la propria vita lavorativa, dalle 9 alle 5, nel segno del sorriso. Imparando a non farsi sopraffare dalle riunioni, a concedersi una pausa caff, a cancellare un po di convenzioni inutili, ch qui la cultura del lavoro vuole essere innanzi tutto gioia del lavoro (per dire il 3 febbraio hanno celebrato il giorno nazionale di pulizia dellarchivio e-mail...). La Quinta dimensione invece un progetto quinquennale coordinato da Susanna Lehvvirta, esperta di ecologia urbana dellUniversit di Helsinki. Studia gli effetti benefici dei terrazzi ecologici della citt con un gruppo di biologi, sociologi ed economisti. Ne abbiamo scovati 51 a Helsinki, giardini sui tetti che hanno applicazioni sociali illimitate: filtrano linquinamento, frenano le acque piovane, raffreddano il clima. Abbiamo addirittura trovato delle specie di piante in via di estinzione. A due passi dal Kiasma, il Museo darte contemporanea, c una Biblioteca della moda votata al

consumo sostenibile: aperta ogni due gioved del mese e se diventi membro (75 euro, 50 per gli studenti) puoi prendere in prestito fino a tre vestiti per volta, disegnati da designer pi o meno famosi, con lunico obbligo di riportarli lavati dopo due settimane. Poi se ti piacciono proprio, te li compri. Lidea venuta a Hrtta Paivarinta, blogger di Uusi Musta. Allinizio era una cosa per gli amici, poi si allargata in maniera imprevista. C un senso di comunuit e condivisione che dimostra come un altro consumo, ecologico e sociale, sia possibile. AllAnnantalo Arts Center, un centro di arte, danza e teatro per bambini, hanno appena aperto un Caff-libreria realizzato col contributo di un gruppo di ragazzini tra i 10 e i 15 anni che hanno disegnato paralumi di carta con strisce di fumetti illuminati, tazze in ceramica e copricuscini decorati con stencil a mano. C anche un guardaroba con una porta segreta che introduce nel mondo delle Cronache di Narnia. Erika Lepist, 14 anni, baby-designer. Il design tutto ci che vedi. Dicono che i finlandesi imparano ad amare il design fin da piccoli a scuola e non un caso se il modello educativo finnico studiato e ammirato da pi parti come il migliore del mondo. La scuola dellobbligo comincia a 7 anni (il diritto del bambino a essere bambino), niente compiti e niente voti fino a 15, ognuno libero di esplorare le proprie passioni prima di scegliere la strada per le superiori. Dice un proverbio finlandese, solo i pesci morti seguono la corrente.

ALIAS 18 FEBBRAIO 2012 KAFE MOSCAVA, IL COVO DEI FRATELLI KAURISMAKI


Quando la Guerra Fredda impediva di girare film di spionaggio in Unione Sovietica, il cinema scopr che Helsinki era in fondo una piccola Mosca. Architettura, tram, atmosfera, neve in abbondanza: tutto uguale. Qui Michael Apted ambient Gorky Park, qui vennero girati Un cervello da un miliardo di dollari e Lettera dal Cremlino. Qui la Commissione Warren stabil che Lee Owsald aveva ottenuto il visto per l' Urss prima di ammazzare Jfk. Capitale del Gran Ducato dellImpero Russo fino alla Rivoluzione dottobre dopo esser stata per secoli un piccolo porto di dominio svedese, la pianta urbanistica di Helsinki fu ridisegnato in chiave neoclassica dagli architetti Ehrenstrom e Engel, voluti dallo zar Alessandro I che invi personalmente i mattoni di una fortezza distrutta durante la guerra di Crimea per costruire la cattedrale ortodossa di

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Kanavakatu. Non lontano da qui, sulla centralissima Eerikinkatu, c un baretto di puro design sovietico che un inno allera Breznev. Tavoli in formica, lampade al neon, jukebox in cirillico, poster di vecchi rocker russi alle pareti. Il motto del posto birra fredda (rigorosamente dellest), servizio ghiacciato. Si chiama Kafe Moscava e appartiene ai fratelli Kaurismaki, Aki e Mika, cineasti finlandesi di fama internazionale che lo usano talvolta come ufficio, pi spesso per ospitare festival, matrimoni, perfino funerali. Il bar fa parte di un complesso pi grande, lAndorra, che lo collega alla sala biliardo del Bar Corona, a una piccola sala cinematografica e alle atmosfere bohemien del sotto interrato Dubrovnik Lounge&Lobby. Sul mobile di legno allentrata del Kafe Moscava fanno bella vista i trofei e le foto della Dinamo Mosca, la squadretta di calcio che partecipa al torneo dei bar di Helsinki. Allora di chiusura, per convincere i clienti a prendere la porta, la barista solita metter su la registrazione originale dei discorsi di Breznev. (m.pa.)

Il mobile game pi scaricato del pianeta lhanno inventato a Espoo. Dove Nokia licenzia in massa, una factory creativa sogna di diventare pop come Disney
nel 2003 fondarono Rovio ma dei tre fondatori oggi rimasto solo Niklas Hed. Gli altri due si sganciarono nel 2008 quando il mercato era diventato troppo competitivo, le piattaforme sempre pi frammentate. Poi invece arriv liPhone e cambi tutto. Dunque Angry Birds deve il suo successo a Steve Jobs? Pi o meno. Diciamo che forse senza di lui non avremmo avuto tutta questa fortuna. Sull'App Store chiunque si pu iscrivere come sviluppatore e entrare nella piazza pi importante. Apple si prende il 30% dei ricavi, ma se il gioco buono sali subito nelle classifiche di vendita grazie ai feedback degli utenti. Prima la migliore prospettiva era farsi comprare un pacchetto di giochi dai produttori di device. Una minuscola societ di sviluppatori come eravamo noi non aveva grandi possibilit. Poi, a fine 2010, abbiamo reso disponibile Angry Birds gratuitamente anche su altre piattaforme come Android e su Chrome per giocare dal computer senza il bisogno di avere una carta di credito. Il nostro obiettivo diffondere il gioco, dove non guadagniamo direttamente dall'acquisto del download, ci mettiamo pubblicit. Abbiamo anche considerevoli margini di ricavi dal merchandising: abbiamo venduto venti milioni di peluche, produciamo libri e abbiamo il pi grande studio di animazione in Finlandia. Inserire clip animate nel gioco significa accattivarsi laudiece e questa strategia finora ha funzionato benissimo. Il nostro un obiettivo a lungo termine. I vostri capi infatti dicono che diventerete famosi come la Disney... Ci piace pensare di poter diventare un marchio di entertainment come la Disney, un'azienda globale dell'intrattenimento capace di entrare nella cultura pop. Disney esiste da decenni e ha marchi e personaggi di tutti i tipi, noi per ora abbiamo un solo prodotto forte come Angry Birds, che rappresenta quello che Supermario stato per Nintendo. Lavoriamo per diventare una grande factory creativa. Gi ora siamo un brand che cresce pi veloce di Google e Youtube. E pure di Facebook dove avete appena piantato le tende. Hollywood intanto aspetta il vostro primo film. arrivato il momento di confrontarsi con i propri amici e coinvolgerne di nuovi. Puntiamo a un target di fan che usa Facebook ma che non gioca col telefonino. Al film ci stiamo pensando, abbiamo collaborato con la Fox per il lancio di Rio ma ci vorranno anni per fare il nostro. C tempo, non abbiamo fretta.

Infatti il ministro della cultura, Paavo Arhinmki, un ragazzo di 35 anni, anti-nuclearista e di sinistra, che ama il rap, larte, il calcio e nel suo ufficio a Helsinki ha piazzato un calciobalilla con shiva e ges cristo al posto dei calciatori, unopera dellartista Jiri Geller, La battaglia dei mondi. C bisogno di aggiungere altro? S. Il Restaurant Day. Linvenzione geniale di un aspirante cuoco che attraverso i social network diventata un fenomeno di culto. Ogni due/tre mesi, per un giorno intero, chiunque pu aprire il suo ristorante personale, a casa, in ufficio, per strada. Menu e indirizzo si postano su Facebook o su Twitter e a chiunque si presenti, amici o perfetti sconosciuti, si serve un pranzo completo a un prezzo politico (5 euro ma sono vietati gli alcolici). Come esempio di cultura culinaria, il WDC 2012 ha dato patrocinio e pubblicit alliniziativa e la community di utenti ha raggiunto 20mila iscritti in pochi mesi. Se si ha fortuna, si pu capitare nellappartamento di un gruppo di studentesse universitarie a mangiare arabo e sentirsi raccontare che negli anni 40 listituto di efficienza del lavoro finnico calcol che che ogni donna finlandese passava circa 29mila ore della sua vita a lavare i piatti, 8 ore al giorno per 10 anni senza nemmeno un giorno di pausa. Allora commission lo sviluppo di una credenza dove mettere ad asciugare le stoviglie proprio sopra il lavandino e le donne cominciarono a risparmiare da mezzora fino a due ore al giorno. Oggi l85% di loro tra i 25 e 54 anni impiegata fuori di casa. Quando si dice lutilit del design.

INTERVISTA ANGRY BIRDS

Uccelli di Rovio, lazienda che fa giocare il mondo sul telefonino


di M.PA.
HELSINKI

miliardo di fan. In un pomeriggio di neve a Espoo abbiamo incontrato Ville Heijari, vicepresidente trentenne del settore Media Franchise di Rovio, quelli che si occupano dello sviluppo del marchio nellindustria culturale. Come nata l'idea di Angry Birds e perch ha avuto questo successo planetario? Un giorno uno dei designer che lavorava a nuovi concept si presentato in riunione con i disegni di questi uccellini arrabbiati e tutti se ne sono immediatamente innamorati. Perch erano arrabbiati? Perch qualcuno gli aveva rubato le uova. Ci servivano dei nemici e abbiamo pensato ai maiali, perfetti per la loro forma rotonda che contrasta con gli angoli dei cubi e delle scatole dentro le quali si nascondono per non farsi beccare. Anche il colore dei maiali, il verde fosforescente, stato immaginato perch spiccava e perch, dice la leggenda, allepoca tutti avevano paura della febbre suina A/H1N1. Ci sono voluti otto mesi per arrivare al risultato definitivo. Tutto stato sviluppato all'insegna del design e della semplicit di gioco. Perfetto per il touch screen, con suoni divertenti e buffe espressioni. Questo ha fatto la sua fortuna.

Si pu dire che i maiali siano una societ gerarchica e sottomessa e che gli uccellini siano invece democratici? S. Gli uccellini non hanno un vero capo, c' quello rosso che ne l'icona, il pi rappresentativo, un leader, ma non c' un capo riconosciuto. I maiali invece hanno un re per il quale devono rubare le uova, poi nella piramide ci sono maiali autoritari pi vicini al re, quelli coi baffoni arancioni, e ancora pi sotto la manovalanza dei sudditi. Nellarea metropolitana di Helsinki esistono 30 societ specializzate nello sviluppo di mobile game. E finlandese pure il pi grande social game per adolescenti del web, Habbo Hotel. Come nata Rovio? Tutto partito da tre studenti che che nel 2001 parteciparono a una gara per sviluppatori di giochi per smarthfone organizzata da Nokia e Hp. Crearono il primo gioco multi-player per telefonini e le grandi aziende si accorsero di loro. Quindi

Il gioco pi scaricato del mondo e presto forse pure della storia, lhanno inventato a Espoo, una cittadina a 20 minuti da Helsinki dove ha sede pure la Nokia, il colosso globale dei telefonini che a causa della crisi economica ha appena annunciato il taglio di 4mila posti di lavoro in tutta Europa e lintenzione di delocalizzare lassemblaggio in Asia. Rovio invece se la passa piuttosto bene. Fino a due anni fa era un piccolo studio di sviluppatori di mobile game, i videogiochi per smartphone, poi un giorno del 2009 gli venne lidea di fare un gioco di uccellini incazzati che si fiondano contro maiali furbacchioni e da allora Angry Birds ha fatto boom. 750 milioni di download a fine 2011, 50

diverse versioni per tutte le piattaforme dai telefonini al desktop, quattro giorni fa lo sbarco su Facebook. Nel giro di un anno Rovio passata da 20 a 250 dipendenti (tutti giovanissimi) e per il 2012 punta a raggiungere un miliardo di download. Il sogno pi grande, un

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ALIAS 18 FEBBRAIO 2012

TELEVISIONE AMERICANA

MICHAEL MANN
HBO LUCK, CAVALLI, GIOCO DAZZARDO E DUSTIN HOFFMAN

A sinistra Gary Stevens, sotto David Milch e Michael Mann. In basso Dennis Farina e Dustin Hoffman, Richard Kind e una fantina in gara

Importante perdere. Allippodromo non vince lamericanismo


Una sinfonia cacofonica sulla solitudine maschile e sul coraggio del fallimento. Come dice Nick Nolte: Se credi che il mondo sia ben diviso in buoni e cattivi hai visto troppi film americani
di LUCA CELADA
LOS ANGELES

Ci sono tre galoppatoi presso Los Angeles, tutti risalenti agli anni ruggenti di Hollywood e dellippica, esplosa dopo il proibizionismo come passatempo di massa e trastullo mondano e trasgressivo della nobilt degli studios. Nel 1934 Hal Roach aveva investito in un aranceto nella pianura di Arcadia, vicino Pasadena, e costruito Santa Anita Park, gioiello dec alle pendici delle montagne San Gabriel. Da subito era diventata meta di potentati come Louis B. Mayer e Thalberg, Flynn, Tracy, molti dei quali assistettero nel 1940 allultima vittoria del leggendario Seabiscuit. Il successo fu tale che un paio danni dopo Harry Warner, col fratello Jack, fece costruire un altra pista ovale non lontano dagli hangar di Howard Hughes, Hollywood Park, lippodormo preferito di Raoul Walsh e Al Jolson. La mania delle scommesse manteneva anche un terzo ippodromo hollywoodiano - Del Mar, vicino San Diego un progetto di Bing Crosby favorito da J. Edgar Hoover. Durante la guerra Del Mar divenne centro addestramento reclute della vicina base dei marines, Hollywood Park fu requisita come deposito di materiali e Santa Anita come campo di smistamento di nippoamericani deportati, destinati ai campi di concentramento di Manzanar nelle stalle, si dice, ve ne abitarono fino a 17000. Alla fine del conflitto gli ippodromi tornarono alle corse, Santa Anita elegante e mondana, Hollywood Park a Inglewood, diventato quartiere di operai neri saliti dal sud per lavorare nellindustria bellica, luogo decisamente pi popolare, di caratteristico squallore, preferito dallo scommettitore incallito Charles Bukowski, che vi pass innumerevoli pomeriggi, osservando la fauna e usandolo poi come location di vari racconti. Tutte le racetracks californiane hanno daltronde un esistenza parallela come location ricorrenti e luoghi topici sopratutto del noir, da Killing di Kubrick (San Mateo) a Grifters di Jim Thompson (e Stephen Frears). Santa Anita gi ambientazione del Day at the Races dei Marx appare in numerosi film e ora la location protagonista di Luck, la nuova straordinaria serie tv prodotta da David Milch e Michael Mann che ha esordito a gennaio su Hbo, preceduta da spasmodica attesa. E con buon motivo: la serie di 9 episodi iniziali (rinnovata per altri 9 la prossima stagione) la collaborazione di un maestro del noir barocco come Michael Mann (Heat, Collateral) con David Milch, che ha fatto la storia della tv (Hill Street Blues e Deadwood) e Henry Bronchtein, una delle menti dietro ai Sopranos come regista e produttore esecutivo. La

collaborazione, stando alle voci pervenute dal set, non stata facilissima, specie fra Mann e Milch, ma laffresco corale, elegiaco e malinconico che Luck non delude le aspettative pur esigendo uno sforzo di pazienza da parte del pubblico che deve sobbarcarsi un trama densa e inizialmente ondivaga prima di essere riccamente ricompensato. un dato acquisito che le fiction fiorite sul cable a partire dai Sopranos hanno elevato la narrativa tv a letteratura seriale; The Wire e Six Feet Under occupano, stato detto, il locus narrativo e la rilevanza culturale del romanzo novecentesco, producendo storie e personaggi capaci di plasmare la conversazione del presente ormai pi del cinema. Luck appartiene a questa categoria, se mai ci fu serie di ritmo e sapore letterario infatti questa. Personaggio centrale del cast Dustin Hoffman che nel pilot viene raccolto dal fedele autista Gus

(Dennis Farina) alluscita del penitenziario dopo 3 anni scontati per salvare il nipote ( Jack, il vero figlio dellattore) a sua volta incastrato da un boss rivale. Per Hoffman, anche coproduttore, un ruolo-apoteosi di leone in autunno; un tenebroso potente ferito che cova una vendetta marinata in 3 anni di silenzioso rancore, un tipo imperscrutabile e imprevedibile, che emana costantemente il senso di imminente pericolo. Nome del personaggio Ace Bernstein, eco del giornalista interpretato dallattore in Tutti gli uomini del presidente. Ma questo Ace crepuscolare lopposto dellidealista Carl, paladino della democrazia investigativa e solare, cittadino se non dellinfanzia, di una mezza et americana ancora tutto sommato ottimista; Bernstein il vecchio ne un perfetto contraltare, con sulle spalle il peso della disillusione dellamerican century; vive in un America anziana,

decadente e introspettiva, dove non c nemmeno lObamacare a lenire gli acciacchi. Cerca la redenzione o solo una contorta espiazione il vecchio Ace? Il suo unico movente apparente la vendetta e il suo progetto lacquisizione del galoppatoio e laggiunta di un casin. In apparenza ancora disposto a fare affari con la sua nemesi (un gigantesco Michael Gambon che cela sotto una patina di mondanit californiana tutta la crudelt cockney da gangster delleast end) ma c da subito il lecito sospetto di un elaborato doppio gioco. Pi profondamente il gangster ferito di Hoffman - come quasi tutti i personaggi di Luck - cerca nella nobilt dei purosangue qualcosa che gli uomini non possono dargli; lunico rapporto di amore incondizionale quello che ha col suo cavallo. Al centro della trama sono loro, gli animali che in un pugno di minuti sulla pista possono lavare ogni peccato o dannare ancora i diseredati della fortuna che dagli spalti li seguono con occhi angosciati e aspirazioni accartocciate. Il fulcro di ogni episodio la corsa, ognuna filmata con virtuosismo rococ (un gioiello assoluto quella di Philip Noyce,quarta puntata); attorno, nella penombra dei motel di periferia si muovono allibratori, prostitute avanzi di galera; un hinterland di rimpianti e miserie quotidiane inframezzate da improbabili bagliori di speranza. C un grande Richard Kind (era lo zio eccentrico di Serious Man), lancinante come Joey Rathburn agente di fantini che annaspa in un lago di fallimenti; Gary Stevens, il fantino che annega nellalcol lamarezza di una carriera in declino, Nick Nolte, trainer e proprietario enigmatico come un personaggio di Tom Waits pi ancora degli altri un uomo finito, aggrappato alla promessa di un ultima galoppata sul suo 3 anni nel paradiso dei vincitori. Tutti i personaggi covano lo stesso male oscuro fatto di desiderio e di rimpianto, un vuoto insopportabile, che vorrebbero disperatamente riempire ma che neanche le puntate vincenti riescono a colmare.

INTERVISTE

Il cinema oggi si fa solo in tv. Luck visto dai suoi autori e star
di L. C.
LOS ANGELES

A partire dalla sigla dapertura abbastanza low-tech, un montaggio in dissolvenza di neon, talismani e primi piani sulle note infinitamente struggenti di Splitting the Atom, Luck si annuncia come monumentale ballata di Sunshine Noir. Its Easy ripete nel ritornello il triste baritono dei Massive Attack, e gi sappiamo che niente sar facile per il popolo che nella serie si muove attorno allippodromo come ombre pallide in un quadro di Hockney. I tableau californiani di Luck sono immersi nella luce diafana di L.A. ma il soggetto della storia il buio interiore dei suoi personaggi. E il punto di Luck, a partire dal suo titolo amaramente ironico, forse proprio questo, una meditazione su sorte e predestinazione, successo e soprattutto fallimento, come ricorda Nick Nolte: Personalmente non mi piace vincere, preferisco perdere. Tutte le lezioni pi preziose le ho imparate dalle sconfitte, e se vinco so che non tarder una lezione dietro langolo. I personaggi di Luck sono ripetenti recidivi, duri di comprendonio che insistono a giocare una partita perdente. Le loro tragedie meschine e i sordidi trionfi sono riti di un allegoria che al naturalismo dei Sopranos preferisce un manierismo teatrale, un compendio hard-boiled che vive nelluniverso di Thompson Ellroy Bukowski e Mamet. Pi che omaggi sono lhumus della decostruzione di un genere applicata a una sinfonia cacofonica sulla solitudine maschile, il coraggio della tristezza e del fallimento. Sempre Nolte: un qualcosa che lAmerica fatica a capire. Siamo sempre tutti concentrati sulla vittoria a tutti i costi. Se credi che il mondo sia ben diviso in buoni e cattivi forse hai visto troppi film americani. Con la sua lampante meditazione sullesistenza, Luck un antidoto sovversivo alla formula prevalente. Non saranno forse Dickens ma con Luck Milch & Mann hanno prodotto una fiction sublime o, come dice il regista: quando sei in un cameracar a 60 allora accanto a questi animali magnifici al galoppoaccanto a questa bellezza, la gamma di vite

degenerate attorno alle corse, risaltano come tutto un mondo nel tuo obiettivo. Non sorprende questo per David Milch, il pi pinteriano degli autori tv contemporanei. Luomo che ha inventato il poliziesco dark (Hill Street Blues) e creato con Deadwood il progetto pi ambizioso sullinfanzia americana come assurdo teatro della violenza. Ex junkie, obiettore di coscienza negli anni della contestazione universitaria (fu cacciato da Yale dopo larresto per aver scaricato una carabina sui lampioni del campus) appassionato di cavalli e scommettitore lui stesso incallito, Milch fautore in tv di una poesia possibile, di una conversione spirituale dei mass media contro linfantilizzazione della cultura di massa. Un protagonista assoluto insomma degli attuali anni ruggenti della fiction tv che abbiamo incontrato con Mann e Hoffman. David Milch: Frustrando i miei collaboratori, non lavoro mai con uno schema precostituito. Mi limito ogni mattina a pregare di venire liberato dalla prigione della autoconsapevolezza e di poter immergermi nelle vite dei miei personaggi. E ogni giorno mi sento fortunato per questa opportunit. Michael Mann: Le sceneggiature di David sono inconfondibili. Prendiamo il ruolo di Nolte. Come regista ti trovi a dover ritrarre questo personaggio e in qualche modo decostruirlo per arrivare a ci che lo motiva, un suo passato che non risulta nel testo ma deve inconfondibilmente trasparire; una narrativa intuitiva. In pi c lintensit che deriva dallimmersione senza preamboli in un mondo esoterico e sconosciuto. Inizialmente pu disorientare ma la tv ha tempo, permette di conoscerlo piano piano. Dustin Hoffman: Io ho cominciato a lavorare negli anni 60 quando avere molto successo significava essere venduti. Non ci interessava, non andavamo agli Oscar, seguivamo il nostro dio, Brando, e basta. E non sapevamo allora di lavorare negli anni doro del cinema moderno come si

Darsi allippica... Santa Anita Park, gioiello dec alle pendici delle montagne San Gabriel, il set della nuova serie tv di Michael Mann e David Milch

ALIAS 18 FEBBRAIO 2012

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CINEMA DANIMAZIONE E MOTION CAPTURE

CARTOON
ANIMAZIONE MARA CERRI E MAGDA GUIDI

In via Curiel 8 Emma e Dario animano lansia di crescere


di SILVIA VEROLI

DALLA PARTE DI BOB ZEMECKIS


Uno dei buchi pi strani nelle nomination di questanno, particolarmente timido e reazionario in fatto di scelte da Oscar, lassenza totale di The Adventures of Tintin: The Secret of the Unicorn. La collaborazione tra Steven Spielberg, Peter Jackson e il belga Herg ha prodotto uno dei film pi visivamente ricercati e magici dellanno, una prima scelta naturale per la statuetta del miglior film danimazione. Eppure, il titolo assente dalla categoria, superato da oggetti molto meno originali e innovativi, come

dice oggi. Ma gli studios, cio il sistema nervoso centrale del cinema, allora erano ancora disposti a fare film che per usare un termine del baseaball battevano una base o due basi: dei buoni film che con un pizzico di fortuna guadagnavano anche soldi. Oggi tutti sono obbligati a battere fuoricampi; se non guadagna subito un sacco di soldi il capo di uno studio viene cacciato. E cos la televisione ha preso in gran parte il posto del cinema di una volta perch i migliori scrittori preferiscono la fiction, dove hanno pi controllo creativo e vengono rispettati. Michael Mann: Fra 10 anni forse guarderemo ai nosti tempi e diremo che erano gli anni doro della tv, perch chiaramente il materiale pi interessante, le migliori sceneggiature si trovano in tv e sul cable...Breaking Bad o Mad Men c del grande lavoro ed naturale che anche registi e attori finiscano per gravitare li. come fare film indie avendo anche un certo successo commerciale. David Milch: Dicono che la fortuna sia il residuo del disegno, che bisogna mettersi in grado di poter essere fortunati. Per quanto mi riguarda la mia fortuna quella di poter collaborare con grandi artisti, registi e attori e considero mia responsabilit capitalizzare ogni giorno questa mia buona sorte. Gli interpreti di Luck si sottomettono al cuore pulsante del materiale e lasciano che questo plasmi le loro performance. Per me un mistero cui assisto quotidianamente con molta umilt. Come dice Michael ci che fa un attore un processo mistico, di metempsicosi, di trasmissione dello spirito. E se credi di potertici intromettere sei un illuso. Come dicono gli allevatori di cavalli: fai accoppiare i migliori coi migliori e speri nel meglio. Dustin Hoffman: Beckett scriveva: "fallisci, fallisci, fallisci, fallisci un po meglio". Il mio personaggio come lo ha scritto David un gangster, forse ispirato a Meyer Lansky, linventore di Las Vegas, che cerca di adattare un suo codice interno al mondo reale che per lui alieno. Ricordo che Puzo, dopo il Padrino chiamato a Hollywood, mi diceva che fra Hollywood e Cosa Nostra preferiva molto questultima perch nella mafia si manteneva la parola data. Michael Mann: La fortuna, per me, la collisione di provvidenza e previdenza. Lavorare sodo e dare il meglio che puoi un prerequisito perch ti capitino cose buone. La fortuna aiuta i prudenti e la preparazione meticolosa equivale alla prudenza. David crea il dna di questa nostra narrativa e noi tutti la esploriamo, la interpretiamo e ne sondiamo i misteri. Ed abbiamo la sensazione che la buona sorte sia tutta attorno a noi. Dustin Hoffman: La fortuna poter esser parte del miracolo che e questa nostra vita, questo pianeta.

Lamato luogo comune vuole che il film ricavato dal libro, specie se si tratta di romanzo, non funzioni; per il libro illustrato la faccenda cambia, almeno lo fa nel caso di via Curiel 8, il corto vincitore della sezione dedicata dellultimo Torino Film Festival, realizzato da Mara Cerri e Magda Guidi. Il lavoro di animazione , si legge nella scheda tecnica, la trasposizione filmica dellalbo edito da Orecchio Acerbo scritto e illustrato dalla Cerri nel 2009; limpressione che si ha vedendo il film piuttosto quella di un subplot delloriginaria storia (damore e formazione) che prende vita e significato, qualcosa a met strada tra lincantesimo e lo spin off. Come sarebbe andata per Emma e Dario, se si fossero incontrati bambini? Limmaginazione romantica di molte coppie allalba di una relazione, lessersi gi sfiorati in altro tempo e altro spazio, si anima con dolcezza ma senza miele nel lavoro impeccabile di Cerri e Guidi che mette al centro del racconto, nel ruolo di vere protagoniste, le paure che linfanzia non censura, e le incertezze delladolescenza. Gli archetipi della vita, nellinterpretazione che larte offre da sempre (in tutte le sue forme: i miti, la danza, il segno scritto e dipinto, il cinema) sono condensati in dieci minuti di filmato dove compaiono sottoscala, case di bambola alicesche, dove non si mai della dimensione giusta, traversate interminabili dentro una stanza, vertigini e cadute, squarci nel muro, pieni di promesse, come ferite da cui si vede la luce e in pratica si viene al mondo (e, che, curiosamente, ricordano proiettori rovesciati). E come accade davvero in ogni parabola esistenziale, il lavoro immane dei creatori per elaborare tutto questo (4000 tavole di disegni a mano, su acrilico in due anni, nella fattispecie, per Mara Cerri e Magda Guidi) per lo spettatore si dipana e si racconta in un soffio. Il lavoro, che gi come progetto filmico aveva vinto il Premio della Giuria e il Premio Arte Immagini da via Curiel 8, film danimazione di Mara Cerri e Magda Guidi

France presso il Festival Internazionale di Annecy, una co-produzione franco-italiana di Sacrebleu Productions, Les Fims du Cygne, Mara Cerri e Magda Guidi, con la partecipazione di Arte France, la regione francese Rhne Alpes ed il Centre National de la Cinmatographie et de lImage Anime. La colonna sonora del film firmata da Stefano Sasso e Mara Cassiani e gli scatti di tutti i fotogrammi sono stati realizzati da Federico Tamburini. Il montaggio di Mara Cerri, Magda Guidi e Boubkar Benzabat.

le produzioni Dreamworks Kung Fu Panda 2, Puss and Boots o lammiccante Rango, insieme a due meno viste entries straniere, il francese A Cat in Paris di Jean-Loup Felicioli, Alain Gagnol e lo spagnolo dambiente cubano Chico & Rita di Javier Mariscal e Fernando Trueba (che ha appena vinto il Goya). I votanti dellAcademy si sentono dunque in dovere di guardare allestero per premiare il migliore cartoon, ma non (anche nel caso di un film elaborato e allo stesso tempo classico come Tintin, che ha le sue radici in un fumetto storico) di rivedere la loro posizione di totale diffidenza, se non proprio di antipatia, nei confronti della motion capture. A proposito di questa tecnica che combina la ripresa dal vero di un attore dotato di sensori, la cui performance viene quindi tradotta digitalmente, inserita in un computer e rielaborata graficamente, lAcademy of Motion Pictures Arts and Sciences ha sempre dimostrato scetticismo. Al punto di aver stabilito delle nuove guidelines decretando, dopo forti polemiche interne, che il movimento e i personaggi di un film animato devono essere creati con una tecnica fotogramma per fotogramma. La sola motion capture non si qualifica di per s come una tecnica danimazione. In pi un vasto numero di personaggi principali nel film in questione deve essere animato e lanimazione deve figurare almeno nel 75% della sua durata. In superficie, la regola, varata il giugno 2010 e volutissima dagli animatori che detestano la motion capture (come indicato nel disclaimer inserito dalla Pixar nei credit di Ratatouille: Qualita garantita: 100% animazione genuina! Nessun tipo di motion capture o altre scorciatoie stata usata nella produzione di questo film, che quellanno concorreva contro Beowulf, di Robert Zemeckis) stata istituita per arginare lintrusione nella categoria di film ibridi di animazione e riprese al vero, come per esempio Avatar e, questanno, Planet of the Apes o persino Transformers. E ha risposto a una guerra scoppiata ufficialmente nel 2007, quando Happy Feet, realizzato in motion capture, ha vinto un Oscar invece di Cars. Non importa se, in un certo senso senso, la motion capture una versione contemporanea del rotoscopio, usato da grandissimi dellanimazione come Max Fleischer (da molti considerto il suo inventore) e dai leggendari Nine Old Men della Disney, a partire da capolavori come Biancaneve e i sette nani. Quel misto inafferrabile di cartoon e di realt, la contraddizione tra la bidimensionalit del disegno e le tre dimensioni dellinterpretazione di un attore, quellimpressione di catturare la vita e allo stesso tempo, subito dopo, di sopprimerla (digitalmente)... non vanno gi. In effetti - pur non squalificandoli completamente dal partecipare - la sola esistenza di guidelines per la nomination agli Oscar contribuisce a sottolineare quanto sia difficile la vita di prodotti di motion capture che hanno tutte le caratteristiche del cinema animato. Anzi, ne rappresentano alcune delle punte, come A Christmas Carol, di Bob Zemeckis, nel 2009 e, questanno, Tintin. Che Robert Zemeckis sia stato citato due volte in poche righe sullargomento non sorprende affatto. Dopo tutto, il suo Polar Express stato il primo film realizzato interamente in motion capture, nel 2004. Nonostante non sia stato un flop di box office come il suo precedente pi vicino, la disastrosa (purtropo incompresa) produzione nippoamericana Final Fantasy, tre anni prima, il film del regista dei Back to the Future, tratto dal bellissimo libro per bambini di Chris Van Allsburg ha pagato duramente la sua ambizione visionaria, la

sua ostinazione malinconica e dark, il suo sperimentalismo da centinaia di milioni di dollari. Nemmeno Tom Hanks, attore adorato dal pubblico, nei panni del capotreno digitalizzato, riuscito a scaldare i cuori dei critici, che hanno accusato il film di essere freddo, cupo, poco adatto allinfanzia quando non addirittura deprimente o macabro. Costato 165 milioni di dollari (cifra altissima per quegli anni), Polar Express ne ha incassati fino ad oggi 306, e rimane il maggior sucesso di film danimazione in motion capture. Una tecnica che Zemeckis ha sposato per anni e che si accorda benissimo con luniverso filosofico del suo cinema solitario, di ricerca, tecnicamente avanzatissimo e, soprattutto desideroso di scollarsi dalla realt circostante a bordo di un treno di sogno verso il Polo Nord (dove la fabbrica del Natale funziona pi spietatamente della Fiat negli anni del boom), spaziando indietro nel futuro, scappando nello spazio come Jodie Foster in Contact o ritrovando se stessi solo su unsola deserta come Castaway. Lasciarsi indietro gli attori dopo aver risucchiato lessenza astratta dei loro movimenti e delle loro espressioni un altro modo per dire la stessa cosa. Solitaria stata per Zemeckis anche una ricerca visiva che, dopo Polar Express include lepica medioevale di Beowulf (150 milioni e ne ha incassati 196), Monster House (di cui era solo produttore) e il magnifico Christmas Carol. Ognuno di questi film ha tracciato sentieri nuovi della visione su cui per esempio, Avatar e Hugo 3D hanno costruito moltissimo, anche se non molti lo hanno notato. Era del gennaio 2011 la notizia che la Disney chiudeva ufficialmente il suo rapporto con la compagnia di Zemeckis, la ImageMovers e lo studio di San Francisco che aveva comperato solo quattro anni prima. Stop anche alle riprese di Yellow Submarine, prevista versione in motion capture del musical animato e lisergico dei Beatles. Poco tempo dopo sarebbe uscito lultimo film in motion capture della factory zemeckisiana, Mars Needs Moms, diretto da Simon Wells, nipote dello scrittore di The Time Machine che, con un budget stimato intorno ai 150 milioni di dollari, contro un incasso di 40 ufficialmente il peggior flop dello scorso anno. Devastante (con pochissime eccezioni, tra cui Entertainment Weekly e Village Voice) anche la critica che, ancora una volta, punta il ditto sulla qualit senza cuore delle immagini e sulla cupezza della trama ormai segni distintivi della filmografia progressivamente sempre pi emarginata dellautore di Who Framed Roger Rabbit? Storia di un bambino che finisce su Marte appeso allastronave aliena che gli ha rapito la mamma, destinata a essere sintetizzata nella memoria di centinaia di robo-tate che disciplinano i terribili beb marziani mentre le donne del pianeta rosso fanno le soldatesse e gli uomini sono relegati in una gigantesca discarica sottoterra, Mars Needs Mom un oggetto pericoloso del terzo tipo nel contemporaneo entertainment per famiglie hollywoodiano. Una follia che ricorda lanomalia lucasiana THX 1138 e Orwell (piuttosto che Wells), popolato di personaggi fuori posto, come la marziana graffittara che ha imparato tutto sui Sixties da un programma tv e parla come una figlia dei fiori o il terrestre grassottello arrivato su Marte nellera di Ronald Reagan, anche lui a rimorchio di una mamma rapita. Sono outsiders, non omologabili, geniali e un po freak. Come Bob Zemeckis, il regista di serie A pi incompreso e sottovalutato che ci sia oggi nel cinema americano.

moderati arabi

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Premiato come miglior corto danimazione al festival di Torino, nato dalla collaborazione di due artiste pesaresi

Il Festival del Cinema di Berlino ha reso omaggio a Theo Angelopoulos e presentato Wilaya, il film sullesilio sahrawi di Prez Rosado. (www.berlinale.de)

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ALIAS 18 FEBBRAIO 2012

MESSA IN SCENA

LIRICA
INTERVISTA GIANNI AMELIO
In alto foto di Gianni Amelio, sotto una scena della Lucia di Lammermoor

LOPERA E IL CINEMA

Il centro sperimantale di cinematografia di Roma ha inaugurato un corso intitolato lopera lirica nel cinema, docente Giovanni Agostinucci, architetto, scenografo e regista di livello mondiale che lavora sia per il teatro (tra laltro con Ronconi, Menotti, Carn, Jean-Pierre Ponnelle) che per il cinema (Brusati, Patroni Griffi, Greco, Caprioli, Schipa jr...). Il corso, illustrato in questi giorni agli allievi, prevede lanalisi degli allestimenti delle opere liriche realizzate per il cinema (Don Giovanni, I racconti di Hoffman, Tosca, Rigoletto, Mos e Aronne...) e lo studio delle differenti regie sceniche realizzate dai cinesti(da Visconti a Herzog). Intanto cresce il numero dei cineasti che si stanno dedicando allopera lirica. Amelio e Pappi Corsicato a parte, Mario Martone (Fidelio di Beeethoven), Luca Guadagnino (Falstaff di Verdi), nella foto, e Terry Gilliam (Dannazione del Faust di Berlioz) hanno recentemente esordito nel melodramma mentre escono studi anche in Italia sul rapporto cinema/lirica.

Una storia damore negato di passione e pazzia, Lucia di Lammermoor da Napoli ad Hong Kong
spesso bistrattati, molti puristi credono che hanno danneggiato la musica. In realt, secondo me, ci sono degli equivoci che riguardano il rapporto con la drammaturgia dellopera. Il librettista un po come lo sceneggiatore, imposta la struttura drammatica del testo e inevitabilmente ha un approccio personale alla vicenda. Cammarano, ad esempio, lascia fuori campo alcuni lati oscuri della Lucia di Lammermoor che sono quelli che pi mi intrigano. E poi ogni musicista ha il suo metodo: Puccini dava pi importanza alla musica rispetto al testo, mentre Verdi e Donizetti hanno usato spesso la storia per alzare le temperature. Come hai affrontato il lavoro di regia? Hai veicolato la tua interpretazione del plot? Quella di Lucia una storia damore negato, di passione, ma anche una vicenda di pazzia. Lei ama riamata Edgardo ma suo fratello la convince con linganno a sposare il potente Lord Arturo. Quando scopre la violenza subita, Lucia impazzisce, uccide il marito e si suicida e Edgardo, di fronte alla morte dellamata, si pugnala. Preferisco la lettura del testo allillustrazione tradizionale, mi piace intervenire sul senso profondo della storia, ho cercato di scarnificare le sovrastrutture che nel tempo hanno appesantito lopera per far in modo che emergesse la musica, la mia messa in scena in funzione dellopera. Ho proposto una mia chiave di lettura psicoanalitica esplorando lati nascosti, oscuri della vicenda, per evidenziare la modernit di un dramma della follia scritto nel 1835 ma senza quelle banali attualizzazioni che fanno alcuni cambiando le scene, i costumi e i contesti. Lopera, in fondo, resta una delle forme espressive italiane pi popolari e inossidabili proprio per questa particolarit di restare sempre la stessa, impermeabile alle mode, alle tendenze, ai nuovi linguaggi digitali. La figura della bambina spaventata che ho introdotto allinizio del primo atto allude alla paura di una donna che accerchiata dal potere degli uomini compreso suo fratello. Ho integrato e cambiato in parte il testo senza violentarlo pi di tanto, ho lavorato pi in una

direzione espressionista che naturalista. Volevo che la mia presenza si sentisse su questo piano, non amo quei registi dallego smisurato che esibiscono il ruolo di tramite tra il musicista e il pubblico. Lavoro pi sullensemble, per questo ho scelto un costumista come Maurizio Millenotti, uno scenografo come Nicola Rubertelli, un direttore delle luci come Pasquale Mari dalle caratteristiche particolari. Non un caso che sono artisti che lavorano anche nel cinema, perch in questa regia i pi attenti possono rintracciare il mio sguardo cinematografico. Sia pure con linevitabile fissit/staticit del teatro e la distanza fissa tra lo spettatore e la scena, ci sono movimenti e scelte che richiamano la carrellata, il primo piano, la profondit di campo, il taglio delle luci con zone dombra. Come ha reagito il pubblico del San Carlo alla tua rilettura? Bene. In genere anche quando faccio cinema, non cerco mai di blandire il pubblico a tutti i costi con strizzatine docchio ruffiane. I numerosi appassionati di lirica, poi, sono particolari perch quasi sempre sanno gi tutto di ci che vanno a vedere, sono esigenti e non amano troppi stravolgimenti e contaminazioni del testo. Si preoccupano soprattutto che sia preservata lintegrit musicale, che non sia alterato quel linguaggio poetico daltri tempi, quei dialoghi cantati che a volte fanno sorridere coloro che non amano il genere, quindi sono pi sensibili alla qualit dellesecuzione e dellinterpretazione che allo stile e alle scelte di regia. Di solito cerco di comunicare loro che non basta una regia corretta e che bisogna essere consapevoli che si sta rappresentando una cosa e che lautore non si deve limitare alla verit illustrativa ma arrivare al significato che si vuole dare con la rappresentazione. Dove andr Lucia di Lammermoor dopo Napoli? Sicuramente ad Hong Kong ma non conosciamo ancora le date della programmazione negli altri lirici italiani. Ora non me ne posso occupare, nelle prossime settimane sono molto impegnato per il lancio del mio nuovo film Il primo uomo nelle sale italiane dal 20 aprile e per lallestimento del programma delledizione di novembre del Torino Film Festival. Di cosa parla questo film? tratto da un romanzo postumo parzialmente autobiografico di Albert Camus e racconta la storia di uno scrittore francese che torna nella sua patria dorigine, lAlgeria, durante la guerra di Liberazione intrecciando nel suo viaggio convinzioni politiche e ricordi privati, memoria personale e passato storico. una coproduzione franco-italiana, ma ambientato in Francia e girato interamente in francese con un cast prevalentemente transalpino del quale fa parte anche la nostra Maya Sansa.

I NOSTRI GIORNI CINEFAGI


Tre colori Blu (Andrzej Zulawski). Inattivo dal secolo scorso il suo ultimo La Fidlit, con la sua musa pi importante, Sophie Marceau, risale al 1999 il regista polacco Andrzej Zulawski (1940) continua a perseguitare con causa, attraverso le sue pi belle notti, note blu, amori balordi ed europeo cinema maverick (lo ha prodotto anche Paulo Branco) i nostri giorni cinefagi, spesso irritando ma con alti voyeurismi (La femme publique), o frantumando il monolitico concetto di film-opera con ladattamento del Boris Godounov di Modest Mussorgsky, o ancora realizzando in pi tempi per colpa di un blocco deciso dalle autorit polacche in terra patria ma anche in Mongolia lepico/cerebrale esempio di sci-fi Sul globo dargento: daltra parte, gi dal 74 (con Romy Schneider) Limportante amare A marzo, significativo tributo da parte americana, a cominciare da Los Angeles: retrospettiva-omaggio e ritorno nelle sale in edizione restaurata del leggendario Possession (1981), vertice assoluto di horror realista e di interpretazione per Isabelle Adjani, invisibilmente immersa in una vita nel bosco degli spiriti, corpo-desiderio bisognoso di amanti folli, perversi, demoniaci, cos da poter assorbire con volutt il male. Tre colori Bianco (John Guillermin). Nellincolore filmografia del londinese John Guillermin (1925) Il ponte di Remagen, King Kong e King Kong 2, Assassinio sul Nilo, Sheena la regina della giungla deve essere fatto spazio a uninusuale, poco classificabile (e infatti poco classificata e ricordata) uscita dallanonimato: Rapture (Rapimento, 1965), starring Melvyn Douglas, Dean Stockwell e Patricia Gozzi. A parte la labile fama oggi attribuibile ai primi due, chi pu ancora avere memoria di Patricia Gozzi, la giovanissima attrice che a neanche 25 anni abbandon il cinema, dopo aver lavorato anche con Melville (Lon Morin, prete)? Un anziano giudice parigino in ritiro sulle coste britanniche, sua figlia quindicenne in lotta con una realt nemica del suo mondo interiore, uno sconosciuto che fugge dalla legge e incrocia gli altri due, in un confronto oscuro tra diverse tipologie di solitudine. Twilight Time lo ha ripescato per il mercato internazionale trasformandolo in necessario blu-ray (per chi voglia procurarselo, attenzione: ne circolano solo 3000 copie). Tre colori Rosso (Sam Peckinpah). In unintervista a Playboy dellestate del 72, Sam Peckinpah (Picasso of violence, 1925-1984) dichiara che il miglior produttore quel tizio che ti permette di fare esattamente il film che in quel momento hai in testa, ma a trovarne in giro Fortunati, da questo punto di vista, sono stati Kurosawa, Fellini, Bergman, ma non gli americani. Stanley Kubrick e Mike Nichols hanno avuto lillusione di fare da soli, ma non cos: il problema non ci che accade durante le riprese e la successiva edizione del film, ma dopo, quando lo stesso sfugge dalle tue mani, vedi ad esempio John Huston e il suo Red Badge of Courage. Vedere oggi alla voce Peckinpah: ovviamente tutto (da Sfida nellAlta Sierra a Osterman Weekend), senza dimenticare una gustosa curiosit, attore nellimpossibile trashone di Paradisi e Assonitis Stridulum (1979).

di ALBERTO CASTELLANO

Chi conosce Gianni Amelio e i suoi scritti e interventi critici sa che degli autori italiani della sua generazione non solo il pi cinphile , ma anche quello che ha alcune passioni segrete insospettabili: il cinema italiano di genere di serie B, il cinema classico americano, alcune pratiche basse come il fotoromanzo, lopera lirica nella quale ogni tanto fa incursione da regista. In questo caso per lapparente contraddizione tra lautore rigoroso, sensibile e impegnato di film importanti amati dal pubblico e dalla critica e premiati in vari festival e il metteur en scne di melodrammi romantici nazionalpopolari che hanno segnato limmaginario collettivo, si dissolve nella trasparenza di una passione che diventa esercizio professionale e appare ulteriormente pretestuosa di fronte allurgenza della verifica sul campo della continuit tra lo sguardo cinematografico e quello lirico-teatrale, dellinevitabile raffronto tra il suo modo libero di raccontare per immagini e ladeguamento al linguaggio codificato del recitar cantando, del prolungamento (non necessariamente visibile) dellobiettivo sulla scena, delle possibili contaminazioni. Ora lautore di Il ladro di bambini, Lamerica, Cos ridevano arrivato alla sua terza regia lirica dopo Il tabarro e Pagliacci. E negli ultimi due anni si diviso freneticamente con uninvidiabile energia giovanile

Dallopera di Donizetti messa in scena al San Carlo di Napoli al suo ultimo film, Il primo uomo. Incontro col regista Gianni Amelio

casi costretti da genitori e parenti fin da ragazzi al bel canto. Anche la tua passione affonda radici nellinfanzia? Per me non stato cos. Il mio amore per il melodramma lirico stato spassionato, naturale, non c stato nessuno che mi ha spiegato lopera. Avevo 17 anni quando assistetti per la prima volta a una rappresentazione lirica al Teatro Politeama di Catanzaro dove davano Il trovatore. In seguito ho cominciato a studiare lopera, ad approfondire le varie edizioni di alcune opere, sono partito da Verdi soprattutto, il musicista italiano pi rappresentativo del genere, e poi sono arrivato a Donizetti. Perch hai scelto Lucia di Lammermoor, una delle opere pi rappresentate (oltre 60 edizioni), il cui libretto di Salvatore Cammarano tratto dal romanzo storico La sposa di Lammermoor di Sir Walter Scott? Nella sua totalit di musica, parole e contesto narrativo, il risultato di un felice incontro tra compositore, librettista e soggetto e questo melodramma romantico ottocentesco trova una delle pi felici espressioni nel dramma tragico. Fu scritta proprio per il San Carlo ed era quindi doveroso debuttare in questo meraviglioso teatro, uno dei pi belli e antichi dEuropa. Ma quello che mi ha fatto appassionare a questopera il libretto di Cammarano, un grande librettista che ha lavorato anche per Verdi. Lui e altri librettisti sono stati

MUSEO E ARCHIVIO STORICO DEL TEATRO SAN CARLO

APERTA FINO AL 2 GIUGNO LA MOSTRA ARTE ALL'OPERA, OPERA AD ARTE


Si chiama MeMus (acronimo di memoria e museo) il Museo e Archivio Storico del Teatro di San Carlo, aperto da alcuni mesi. Un luogo di memoria e innovazione, visioni multimediali e segni dautore, per far rivivere le grandi vicende artistiche che hanno illuminato la storia del pi antico teatro lirico dEuropa. Unarea espositiva di 300 mq, una galleria virtuale con 6 monitor, un video stereotipico in 3d sul Teatro di San Carlo, un archivio/centro documentazione con 2 postazioni per libero accesso al database, che contiene al momento oltre 15.000 schede su titoli d'opera, balletti, concerti con file video e audio, immagini, ritagli di stampa, libretti d'opera, spazio espositivo con oggetti storici sul San Carlo (bozzetti, costumi, cimeli, libretti, stampe), bookshop con cataloghi, libri e riviste specializzate. Il MeMus ha inaugurato le sue attivit il 1 ottobre con la mostra Arte all'Opera, Opera ad Arte, che propone oltre 60 opere accompagnate da immagini e video dei prestigiosi allestimenti firmati per il Lirico di Napoli da grandi artisti del Novecento, tra i quali Arnaldo Pomodoro, William Kentridge, Mimmo Paladino, Anselm Kiefer e Robert Rauschenberg. Visto il successo di pubblico e la continua affluenza di studenti con visite guidate, la mostra stata prorogata fino al 2 giugno.

tra il set del suo nuovo film che sta per uscire, la direzione del Torino Film Festival (quella del 2012 la quarta e forse ultima edizione da lui curata) e la complessa fase preparatoria dellallestimento della Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti (direttore dorchestra Nello Santi, protagonista il soprano Jessica Pratt nel ruolo di Lucia), che ha debuttato il giorno 10 al Teatro di San Carlo di Napoli dove andata in scena fino al 18. Gli appassionati di opera, i melomani spesso crescono nel culto della lirica, sono educati e in alcuni

ALIAS 18 FEBBRAIO 2012

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I FILM
...E ORA PARLIAMO DI KEVIN
DI LYNNE RAMSAY, CON TILDA SWINTON, JOHN C. REILLY. GB USA 2011

SINTONIE
Art Howe. Ha appena ricevuto sei nomination allOscar. (m.pa.) COM BELLO FAR LAMORE
DI FAUSTO BRIZZI; CON FABIO DE LUIGI, FILIPPO TIMI, CLAUDIA GERINI. ITALIA 2012

A CURA DI FILIPPO BRUNAMONTI, ANTONELLO CATACCHIO, MARIA CIOTTA, GIULIA DAGNOLO VALLAN, MARCO GIUSTI, CRISTINA PICCINO, ROBERTO SILVESTRI, SILVANA SILVESTRI

IL FILM
WAR HORSE
DI STEVEN SPIELBERG; CON JEREMY IRVINE, PETER MULLAN, EMILY WATSON, NIELS ARESTRUP. USA 2012

Il film tratto dal libro We Need to Talk about Kevin di Lionel Shriver. Eva Khatchadourian, una donna americana armena mette da parte ambizioni e carriera per dare alla luce Kevin. La relazione tra madre e figlio per molto difficile sin dai primi anni, finch quando adolescente provoca una strage con larco e le frecce. Mentre Kevin in carcere Eva si abbandona ai sensi di colpa. ATM - TRAPPOLA MORTALE
DI DAVID BROOKS, CON ALICE EVE, JOSH PECK. CANADA USA 2012

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David ed Emily, usciti insieme dalla festa aziendale di Natale, si avviano lietamente al bancomat pensando di passare una felice serata, ma uno psicopatico li attende nei pressi della banca e la notte si trasforma in lotta per la sopravvivenza. IN TIME
DI ANDREW NICCOL; CON JUSTIN TIMBERLAKE, AMANDA SEYFRIED. USA 2011

Un film sul sesso in 3D una buona idea, il primo fu The Stewardess (1969), certo in una commedia italiana, la logica di mercato lo impedisce. Cos, malgrado il film sia sbandierato come commedia sexy, per aggirare divieti e censure le mutande non se le toglie nessuno. Nei film dautore s, nelle commedie no, e il film gioca in maniera originale sui due generi. Come nel vecchio Teorema di Pasolini, di cui questo film una specie di remake in versione comedy, larrivo dello straniero, in questo caso il pornodivo Timi, provoca una serie di smottamenti allinterno della famiglia borghese. Dovremmo accontentarci dei bravi attori, ma qualcosa di pi ce la saremmo aspettata. (m.gi.) HESHER STATO QUI
DI SPENCER SUSSER; CON JOSEPH GORDON-LEVITT, NATALIE PORTMAN. USA 2010

miniserie del regista svedese Niels Anden Oplev, ma anche pi complessa, pericolosa. Siamo in un mondo scurissimo, la capacit del romanzo toccare i tab profondi della societ scandinava, ma anche molto universali, i fantasmi mai dichiarati di un passato nazista, lorrore dei maschi che odiano le donne. Fincher per sposta i bordi della storia, al centro mette la relazione tra luomo e la ragazza, un gioco che somiglia alle commedie sofisticate e ai mel. (c.pi.) MISSION IMPOSSIBLE PROTOCOLLO FANTASMA
DI BRAD BIRD; CON TOM CRUISE, PAULA PATTON. USA 2011

COLLEGIALI GIAPPONESI
EVERYDAY/KACHUSHA
Giappone, 2011, 720, musica: AKB48, regia: Motohiro Katsuyuki, fonte: Youtube.com

Fantascienza ambientata nel 2161, un futuro non troppo lontano quando il gene dellinvecchiamento viene reso inattivo. Per evitare la sovrappopolazione, i ricchi possono vivere per sempre, mentre gli altri cercano di contrattare la loro immortalit e se non possono pagare vengono uccisi. Un giovane povero accusato di omicidio quando eredita tanto da guadagnare parecchio tempo, troppo tardi per per evitare la morte a sua madre. Si d alla fuga, inseguito da poliziotti di un corpo speciale, i custodi del tempo. JACK AND JILL
DI DENNIS DUGAN; CON ADAM SANDLER, AL PACINO. USA 2011

Un pubblicitario deve a fare i conti con linvadente sorella gemella, che dal Bronx arriva a Los Angeles per la festa del Ringraziamento, proprio quando lui impegnato a convincere Al Pacino a prestarsi a una campagna pubblicitaria per il caff. Katie Holmes la moglie di Jack, Adam Sandler. che interpreta anche la sorella gemella identica. ALBERT NOBBS
DI RODRIGO GARCIA, CON GLENN CLOSE, MIA WASIKOVSKA. GB 2011

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Gordon-Levitt forse il pianeta pi misterioso della sua generazione, il suo Hesher, gi cult allestero, mette in scena la sua qualit di profeta che non sa di esserlo. Nel film di debutto di Susser assistiamo a una riflessione molto intima e personale sul superamento della morte, materna e popolana che pur di farsi accettare chiama a raccolta un ragazzetto metal di malavita e due improbabili depressi. Nessuna ricerca di Dio dentro di noi, spetta quindi a qualcuno che travalichi i limiti rimettere in sesto la famiglia sfasciata. La forza di Hescher sta nel raccontare la tragedia come una strada che non esclude mai la speranza , destinata a lasciarci pi soli di come eravamo. (fi.bru.) HUGO CABRET

La vera mission impossible era rimettere in quota Tom Cruise, offuscato da mogli e Scientology. Ma riuscito a farcela con laiuto del fascino retro di una serie anni 60 diretta da un regista di cartoni animati (Ratatouille). Il film mette alla prova le regole della fisica e i limiti del fisico umano, la trama non cruciale, ma andrebbe visto in Imax (il gigantesco sistema di proiezione) come stato girato per una buona mezzora e come stato visto negli Usa dove ha sbancato il botteghino durante le feste natalizie. (g.d.v.) PARADISO AMARO
DI ALEXANDER PAYNE, CON GEORGE CLOONEY, JUDY GREER. USA 2011

DI MARTIN SCORSESE, CON CHLOE MORETZ, ASA BUTTERFIELD, SACHA BARON COHEN, BEN KINGSLEY. USA 2011

Glenn Close gareggia impropriamente per lOscar come migliore attrice. La star di Attrazione fatale trasmette unintensit bruciante al film che altrimenti sarebbe una pice da salotto british. Ma landamento mainstream squarciato da un insolito maggiordomo che ha perso nome, identit, sesso, da quando rimasta sola al mondo si traveste da uomo per rispondere alla richiesta di lavoro. Eserciti di trans, androgini e travestiti popolano il cinema, ma quanto fa scandalo e ribrezzo la donna che non lo pi. Forse anche per questo Glenn Close ha cercato inutilmente un produttore per trentanni. (m.c.) LARTE DI VINCERE
DI BENNETT MILLER, BRAD PIT, PHILIP SEYMOUR. USA 2011

al cinema che Martin Scorsese ha dedicato il suo ultimo film meraviglioso, festa in onore di Georges Mlis, il pioniere dimenticato e tornato protagonista. Ora Scorsese lo ha restaurato regalandogli la magia suprema, il fascio di pulviscolo che ci accompagna e intima al presente di ricordare, di inventare nuovi desideri, mentre all'opposto, superpremiato, un altro titolo pretende il tributo all'epoca del muto, parodia in bianco e nero, The Artist, specchio deformante non solo di ieri. (m.c.) THE IRON LADY
DI PHYLLIDA LLOYD CON MERYL STREEP, JIM BROADBENT. USA 2011

Non pi un paradiso le Hawaii, larcipelago pi bello del mondo, anzi un inferno. Nel 1893 la monarchia fu rovesciata dallesercito Us. Solo 100 anni dopo il presidente Clinton chiese formalmente scusa, intanto la speculazione edilizia e le multinazionali avevano sconquassato tutto. Insomma, tutti ormai sono in pericolo, il destino ha in pugno perfino le brave persone, da quelle nubi grigie potrebbe precipitare la vendetta degli dei. Matt Kling supermiliardario ma laborioso avvocato, padre di famiglia irreprensibile, di regale stirpe nativa, vive a Kailau, coinvolto dal dilemma se vendere o no le terre degli avi e come fare a rintracciare lamante della moglie che giace in coma irreversibile. Raffinato, chiaroscurale mel freddo ambientato alle Hawaii che insinua toni comici dentro la tragedia e viceversa. (r.s.) POLISSE
DI MAWENN LE BESCO; CON KARIN VIARD, JOEY STARR. FRANCIA 2011

Un piccolo kolossal formato videoclip questo Everyday. Inizia con una collegiale che pedala in bicicletta, proseguendo poi con scene di massa, che coinvolgono i vari team in cui suddisva la superpopband nipponica (che consta di un numero imprecisato di vocalist) riprese in una colonia estiva. Per lennesimo capitolo di questa sorta di soap a puntate che vede come protagoniste le AKB48, stavolta viene chiamato il regista Katsuyuki, che mette in scena una specie di trailer di un possibile film giovanilistico, con seguenze ora divertenti e ora pi drammatiche sulle coste dellOceano Pacifico, tra situazioni tipiche e un tocco di malizia, ma sempre ad uso e consumo dei teenager giapponesi. Un video quindi assolutamente innocuo dal punto di vista della censura. La fotografia di Oishi Hironori. LEAVE IT
Uk, 2011, 435, musica: Bombay Bicycle Club, regia: Ryan Hope, fonte: Youtube.com

Non siamo nella favola n in un panteismo fantastico. Il punto di vista un riflesso umano, locchio specchiato che si alza sulle trincee della Grande guerra e ci dice linnominabile paesaggio di diciassette milioni di vittime. Lanimale guarda luomo, sentinella della sua moralit. Spielberg (dal romanzo di Michael Morpurgo dopo il successo al National Theatre di Londra) si tuffato nel vuoto con il cavallo Joey. War Horse una follia in controcorrente con i tempi del cinismo, il ritorno indietro nella storia per riscriverla, come fanno Eastwood e Scorsese alla ricerca del punto di rottura. Disarmante racconto di un paradiso in terra nascosto sotto le divise, nel fango, tra le baionette, il film torna a misurare il diametro del mondo come sanno fare soltanto E.T. lautoma bambino di A.I. e il puledro color ebano con una stella bianca sulla fronte. War Horse racconta la prima guerra mondiale, la carneficina che fa da prequel allo sbarco in Normandia e ci trascina come il fantasma dickensiano nel passato-presente, issati sul cavallo Joey innamorato del ragazzo Albert (lesordiente Jeremy Irvine) che lo doma e lo addestra dopo che il padre contadino (Peter Mullan) in delirio alcolico lo ha acquistato a unasta. Requisito dalla cavalleria perder a uno a uno i suoi cavalieri. Lodissea del cavallo che passa di mano in mano fiancheggiata da quella di Albert: la temperatura di questa sinfonia spericolata dallinnocenza estrema si alza nel duetto tra due soldati nemici accorsi a salvare il cavallo intrappolato nel filo spinato. Nellincontro tra linglese e il tedesco c tutto Spielberg, il fraterno dolore dei sacrificati al macello. (m.c.)

IL FESTIVAL
VISIONI ITALIANE
CINETECA DI BOLOGNA, CINEMA LUMIRE 22-26 FEBBRAIO

Moneyball, bello e imprevedibilmente divertente la storia di Billy Beane, general manager di una squadretta di baseball californiana che persi i suoi pochi campioni decide di ricostruirla puntando su giocatori sconosciuti, sottovalutati, semipensionati scelti sulla scorta di un sofisticato software da un super nerd (Jonah Hill) appena uscito da Yale. La strana coppia procede dunque allo smantellamento delle regole fondamentali del gioco arrivando a misurarsi con superpotenze come gli Yankees, i Red Sox. Seymour lo scorbutico allenatore

Ritratto di Margareth Tatcher, la signora dacciaio, la prima donna premier della Gran Bretagna, odioso e disonesto, senza alcuna interpretazione n politica n di messinscena del personaggio che tra il 1979 e il 1990 ha massacrato il paese con la sua politica ferocemente liberista. Fino alla Poll Tax, la tassa sulla persona che segner la sua sconfitta anche nel partito conservatore. Quando Tatcher parla sembra di sentire Monti. Magari era un po pazza o solo stupida, ma certo la sola responsabile di tutto, ci dice il film. Un po facile no? (c.pi.) MILLENNIUM UOMINI CHE ODIANO LE DONNE
DI DAVID FINCHER; CON ROONEY MARA, DANIEL CRAIG. USA 2011

Film sulla Brigade de protection des mineurs, realizzato da Mawenn (Le Besco) che interpreta una fotografa incaricata di seguire le attivit della brigata. Eroismi e debolezze dei poliziotti in difesa dei minori vittime di pedofili e abusatori di ogni specie. Al centro la regista pone lattore idolo Joeystarr, il pi irrequieto e generoso difensore delle creaturine indifese, protagoniste le donne con le stellette che pi degli uomini mischiano il lavoro con la vita privata. (m.c.) SHAME
DI STEVE MCQUEEN; CON MICHAEL FASSBENDER, CAREY MULLIGAN. USA 2011

Una sedia vuota, un ragazzo che si siede e poi ununica carrellata in senso orario che ci mostra uninfinit di pesone (donne in gravidanza, gemelli, soldati, paralitici, detenuti, malati ecc.) disposti in circolo intorno ad alcune candele sistemate a terra sul parquet di un vasto ambiente. Evidentemente sono tutti qui per celebrare la morte di qualcuno, le cui ceneri sono racchiuse dentro lurna. Lidea di Ryan Hope quella di costruire un domino, associando i vari esseri umani per categorie, in una grande catena che li unifica tutti. Tra di essi vi sono naturalmente gli stessi componenti della band londinese, che accennano al playback. Il singolo incluso nellalbum A Different Kind of Fix. TITANIUM
Francia, 2011, 4, musica: David Guetta con Sia, regia: David Wilson, fonte: Youtube.com

La diciottesima edizione di Visioni italiane concorso dedicato al giovane cinema indipendente organizzato dalla Cineteca di Bologna si tiene al cinema Lumire (via Azzo Gardino 65) dal 22 al 26 febbraio. Si inaugura con la Spagna degli indignados, racconti dallEtiopia e ancora storie di migranti e di italiani allestero. Suddiviso in sezioni per fiction, documentari e tematiche ambientali, il festival d spazio anche al cinema che si produce nella citt, a una serie di convegni (Lo sguardo degli autori, sul documentario italiano) con la partecipazione di Stefano Mordini, Giuseppe Gagliardi e Davide Ferrario, workshop sul diritto dautore in ambito musicale e audiovisivo, il premio Luca De Nigris che coinvolge le scuole dellEmilia Romagna. Sono previste le proiezioni di film realizzati nella regione, le testimonianze di Ermanno Olmi raccolte nel documentario di Maurizio Zaccaro Un foglio bianco (il 26 febbraio). Il 24 febbraio in programma il sassofonista Gianni Gebbia nella doppia versione di musicista e di regista con Asakusa No Brecht, road movie in Giappone e il 26 febbraio, in chiusura, performance di Freak Antoni dopo la proiezione di Freakbeat di Luca Pastore. (s.s.)

LA MOSTRA
LAWRENCE WEINER
EVER SO MUCH / MAI COS TANTO FIRENZE, BASE, 18 FEBBRAIO-20 APRILE

Versione hollywoodiana del romanzo di successo planetario di Stieg Larsson. Per interpretarla Fincher ha voluto unattrice quasi sconosciuta come Rooney Mara, forse pi vulnerabile di Noomi Rapace nella

Secondo approfondito studio dark dellartista nero britannico McQueen (dopo Hunger) sulle prigioni, questa volta un carcere autoimposto, duetto tra imprigionati consanguinei, fratello e sorella sul disagio di vivere che non si incontrano mai. Brandon prigioniero della sessuomania, Sissy ha passato la vita a tagliuzzarsi le braccia. Alle loro spalle si immagina un terrificante passato di molestie in famiglia. Fino a un tuffo gay anni 70 nei vicoli della metropoli, rendendo comsumistica la visione omosessuale del mondo. Fassbender allaltezza di questo personaggio e aggiunge tonalit inedite allo yuppy in crisi. Il film in fondo ci rassicura: il male si vince sempre. (r.s.)

Nella scuola di una imprecisata cittadina del nordamerica deve essere successo qualcosa di sconvolgente: una ragazzina giace in mezzo al corridoio completamente a soqquadro, mentre una terrorizzata insegnante d lallarme al telefono. Solo in un secondo momento percepiamo che la giovane protagonista dotata di poteri paranormali, tanto che alcuni uomini le danno la caccia (i classici agenti federali?). Sulle note elettroniche del dj francese la narrazione di Titanium prodotto dalla societ di Montreal Voyous Films si fa sempre pi avvincente, finch, nel finale, braccata dalle forze speciali, quella che molto probabilmente una creatura aliena dalle sembianze umane, esplode disintegrandosi nellatmosfera. Qualcuno ha evocato il recente Super8 prodotto da Spielberg, ma comunque il lavoro di Wilson si rif a modelli di cinema fantascientifico e allimmaginario del regista di Incontri ravvicinati del terzo tipo e E.T. in primis.

Lawrence Weiner (1942, vive e lavora fra New York e Amsterdam), grande guru del concettualismo americano, sbarcher a Firenze, presso Base per allestire una serie di nuove installazioni sulle pareti della galleria. la prima mostra personale di Weiner in questa citt e in Toscana e segna linizio del quattordicesimo anno di attivit dello storico spazio non profit. Parole in libert, intere frasi scritte su edifici, dentro musei, nei suoi celebri libri dartista: la modalit di interruzione del reale praticata da Weiner. A volte, quelle parole le lascia cantare anche ai gruppi musicali country o le manda in video animati. Nel linguaggio tout court lartista trova uno strumento per la rappresentazione materiale dei rapporti del mondo esterno eliminando tutti i riferimenti alla soggettivit, dalle tracce della mano dellautore al suo gusto. Per lui, si tratta di una comune universale possibilit di accesso, una possibilit democratica di lettura creativa. Per questo motivo, tutti i lavori creati per luoghi specifici sono presentati non solo in inglese ma anche nella lingua del paese che li ospita, infrangendo i confini geografici e culturali. (a. di ge.)

IL VIAGGIO
LULTIMA CAROVANA
ROMA, MERCATI DI TRAIANO/MUSEO DEI FORI IMPERIALI, FINO ALL11 MARZO

MAGICO

Sottotitolo: un viaggio fotografico di immagini e realt lungo la Via della Seta. Patrimonio mondiale dellUmanit, la Via della Seta dipanava il suo corso dalla Cina allEuropa passando attraverso lIran, lAfghanistan, la Turchia, e citt leggendarie come Samarcanda. Non era soltanto cammino commerciale, ma intreccio di culture, popoli, religioni. A dispetto di una modernit sovente spietata, molte regioni della Via conservano, quasi pietrificate, il loro fascino secolare. Di questo e di altro, d conto il lavoro del fotografo turco Arif Asi, che in diciotto mesi, tra il 1996 e il 1997, ha percorso, a dorso di cammello e insieme a tre colleghi, quella che fu la strada di mercanti, viaggiatori ed esploratori, dallo Xinjiang cinese fino in Turchia. Novanta foto documentano un viaggio che, ancora e molto, merita di venir definito straordinario: mercati e moschee, citt e villaggi, volti e rituali delle genti, vita quotidiana, la bellezza delle cime delle montagne e delle dune dei deserti, le processioni delle carovane. La mostra si inserisce nellambito della prima edizione della Biennale Internazionale di Cultura Vie della Seta. Info: viedellaseta.roma.it (l.d.s.)

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ALIAS 18 FEBBRAIO 2012

MITI 1 VENTUNO MOTIVI CHE ESALTANO CHITARRE E CHITARRISTI

Storie di riff. Quando il rock alle corde


Ecco i temi musicali che pi di ogni altro hanno caratterizzato il pop negli ultimi cinquantanni. Da Smoke on the Water a Voodoo Child, da Smells Like Teen Spirit a Seven Nation Army
di ROBERTO PECIOLA

Il riff di chitarra un tema musicale corto e ripetitivo che va a formare la struttura principale di una canzone. Alcuni riff ci hanno cambiato la vita e hanno contribuito ad edificare una vera e propria storia del rock. Chi scrive ne ha selezionati ventuno; piccoli istanti sonori che hanno avuto un grande impatto emotivo e culturale e che sono entrati nelle teste di tutti diventando immediatamente riconoscibili; riff che qualsiasi chitarrista in erba ha cercato di suonare almeno una volta nella vita. Va da s che la lista che segue non pu e non vuole essere esaustiva e certamente non catturer il consenso di tutti; ciononostante questi ventuno riff, messi in sequenza, potrebbero davvero servire a compilare una colonna sonora a cui tutti, pi o meno, devono qualcosa. Per scelta e per questioni di spazio, degli artisti o gruppi in questione viene menzionato un solo brano. Ragion per cui non compaiono una Heartbreaker o una Black Dog dei Led Zeppelin, una Paranoid dei Black Sabbath, una Jumpin Jack Flash dei Rolling Stones, o uno dei tanti riff mitici di Jimi Hendrix. E adesso a oguno il suo riff. IN A GADDA DA VIDA Oltre diciassette minuti per il brano pi famoso degli Iron Butterfly, band che arrivava dalla scena psichedelica californiana. Il pezzo del 1968, tratto dallomonimo album, rappresenta per certi versi il punto di passaggio dalla psichedelia allheavy metal. Lartefice del tema, inconfondibile, era il giovane allora diciassettenne - chitarrista Erik Brann, appena subentrato a Danny Weis, poi con i Rhinoceros. Il riff si ripete per i primi sei minuti della suite che viene ricordata anche per lassolo di batteria di Ron Bushy. BEAT IT Anche se il rock non era il suo campo, il re del pop, Michael Jackson, nel suo album pi noto e venduto, Thriller (1982), ha chiamato a raccolta due mostri sacri della sei corde per dare corpo a questo pezzo, decisamente rock. I due in questione erano Eddie Van Halen e il chitarrista dei Toto Steve Lukather. Alla fine dei giochi in realt Van Halen contribuir soltanto con un assolo, mentre il caratteristico riff venne affidato alle sole dita di Steve Lukather. E se fosse stato il contrario? SMELLS LIKE TEEN SPIRIT In una lista come questa non poteva mancare colui che ha connotato come nessun altro gli anni Novanta, Kurt Cobain e i suoi Nirvana. Il successo del grunge deve molto al suo grande carisma, alla sua personalit, alla sua voce inconfondibile e alla sua capacit di unire riff tipicamente hard rock con melodie irresistibili. Tra i tanti brani scritti dallartista - scomparso a 27 anni, Smells like Teen Spirit, tratto da Nevermind del 1991, quello che meglio fotografa il personaggio e il suo stile, e entra di diritto a far parte

A sinistra Jimi Hendrix, sotto Black Sabbath e Iron Butterfly, sopra Deep Purple. Nella pagina accanto, in alto Led Zeppelin, sotto Cream, in basso Rolling Stones e Chuck Berry, a destra Doors (sotto alcune immagini le tablature dei rispettivi riff)

squadra nel 2006 durante quello che fu il record di undici vittorie consecutive - ma nei college doltreoceano era gi un inno. Il titolo il modo in cui da bambino White usava storpiare il nome del Salvation Army. OH, PRETTY WOMAN Uno dei brani pi famosi di sempre. Scritta e portata al successo nel 1964 da Roy Orbison, la canzone porta con s una storia, o forse una leggenda. Si racconta infatti che tutto nacque un pomeriggio in casa Orbison, da una richiesta di soldi da parte della moglie del musicista statunitense per andare a fare shopping. Alla suddetta richiesta il sodale dellartista, Bill Dees, rispose con la frase una donna carina non ha mai bisogno di soldi. Orbison, colpito da quella frase, prese la sua dodici corde e cominci a buttare gi lidea di un riff, dopo quaranta minuti o gi di l, la canzone era pronta a diventare, essa s, una leggenda.

dei grandi della storia del rock. SEVEN NATION ARMY Forse un azzardo e non sar ricordato come uno dei brani fondamentali del rock, ma indubbio che Jack White, met dei White Stripes, abbia scritto con Seven Nation Army (dallalbum del 2003 Elephant) un vero e proprio anthem dellindie rock contemporaneo. Da noi ha raggiunto la notoriet pi come inno da stadio - fu utilizzato dai tifosi della Roma, dopo una trasferta a Bruges, per accompagnare la

ROADHOUSE BLUES Non probabilmente il pezzo migliore dei Doors, ma il riff dal netto sapore blues di Robbie Krieger resta uno dei pi popolari della loro carriera e uno dei pi caratterizzanti della storia della musica contemporanea. Realizzato come singolo tratto dal lavoro del 1970, Morrison Hotel, si dice che non fu del tutto farina del sacco di Krieger ma che parte del merito vada ascritto anche a Lonnie Mack, sessionman della loro etichetta, la Elektra, che nei credit appare per solo come bassista. LAYLA Il brano in questione considerato una delle canzoni damore pi importanti della musica. Scritto da Eric Clapton e Jim Gordon nel 1970 per lalbum di Derek and The Dominos Layla and Other Assorted Love Songs, fu una dedica da parte dellinnamorato Clapton allallora moglie del suo amico George Harrison, Pattie Boyd. Il

memorabile riff che tutti riconoscono non per solo opera del chitarrista inglese ma va diviso con unaltra icona della sei corde, Duane Allman, che sarebbe morto di l a pochi mesi. La storia damore tra Clapton e Pattie Boyd ebbe lagognato sviluppo solo molti anni dopo, e nel 1979 i due convolarono finalmente a nozze, per poi divorziare nell89 dopo una lunga separazione... SUNSHINE OF YOUR LOVE Ancora Eric Slowhand Clapton protagonista. Ma il merito va tutto a Jack Bruce, autore di uno dei brani pi noti dei Cream, super trio in cui oltre ai due gi menzionati militava il batterista Ginger Baker. Storia: Nel 1967, Bruce e Clapton assistono a un concerto di Jimi Hendrix al Saville Theatre di Londra; colpito dalla performance, Jack Bruce torna a casa e inventa quello che diventer uno dei must per gli appassionati di blues rock e il brano pi noto del trio, pubblicato come

ALIAS 18 FEBBRAIO 2012 IO DIMENTICO


di FRANCESCO ADINOLFI Mica facile scrivere canzoni sul dimenticare, sulloblio. Nella maggior parte dei casi pop e rock raccontano di flirt, di amori e quelli si tendono a ricordare altrimenti verrebbe meno il senso stesso del pezzo e il soggetto del proprio affetto. Del resto mai e per sempre sono gli avverbi di riferimento del rocknroll, di canzoni che ieri come oggi tendono a congelare momenti (preferibilmente) adolescenziali per evitare drammatici passaggi allet adulta. Oggi, insomma, per sempre. Cantava Elvis: Passer tutta la vita solo ad amare te. A non dimenticarti, baby. Eppure qualcuno dimentica. Dimostrando un imprevedibile onest. Lo fa Elton John in Your Song in cui si scusa per non ricordare il colore degli occhi del suo amore. Lo fa Dusty Springfield che in Give Me Time avvia un nuovo amore mettendo, per, le mani avanti e chiarendo come sia ancora legata al passato: Dammi tempo e vedrai che mi dimenticher anche del suo nome. Anche Philip Glass si interrogato sul senso del dimenticare; lo fa nel disco Songs from Liquid Days e in particolare in Forgetting collaborazione con Laurie Anderson. la storia di un risveglio, di quando i sogni sfuggono e non si ricordano. Segue una lista di qualit umane tra cui anche loblio. I Soft

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Cell di Memorabilia hanno invece bisogno di raccogliere ricordi, foto che ti ho fatto, immagini di citt che abbiamo attraversato insieme, devo avere un ricordo, altrimenti non sar mai stato l e non ti avr mai avuto. In I Cant Forget Leonard Cohen si domanda invece: Non posso dimenticare, ma non ricordo cosa. Bizzarro. In ambito northern soul, Chuck Jackson continua a dimenticare (I Keep Forgetting) che lei non lo ama pi e ciononostante, come un automa, continua a girarle sotto casa. E mentre Nat King Cole chiede a lei Dont Forget (in italiano Non Dimenticar, cantata da una sequela di artisti), ovvero non dimenticare che le nostre labbra si sono unite, in ambito pop nostrano Tiziano Ferro obbliga alloblio: Stop! Dimentica.

su tutte celebre la versione dei Van Halen. Il brutto che molti hanno pensato, e forse qualcuno lo pensa ancora, che loriginale fosse proprio quella della band statunitense... WHOLE LOTTA LOVE Dei Led Zeppelin si pu ragionevolmente dire che sono stati gli artefici, con Jimi Hendrix, del maggior numero di riff indimenticabili della storia del rock. E sceglierne uno tra i tanti veramente impresa ardua che non pu non scontentare. La difficile scelta caduta alla fine su questo brano che apriva il loro secondo lavoro discografico, Led Zeppelin II, appena quarantadue anni fa; era il novembre del 1969. Secondo il bassista John Paul Jones il pezzo nacque durante una jam live di Dazed and Confused, ma lautore, Jimmy Page, ha negato vigorosamente il fatto sostenendo che lidea si sviluppata proprio durante le session di prova dellalbum stesso. Sia come sia Whole Lotta Love uno dei must rock di tutti i tempi e da allora in poi ha accompagnato la band in ogni loro esibizione live, spesso come chiusura di concerto. VOODOO CHILD (SLIGHT RETURN) Il canto del cigno, il testamento artistico di un genio. La canzone chiudeva il terzo e ultimo disco della Jimi Hendrix Experience, Electric Ladyland, album pubblicato il 16 settembre del 1968. Due anni e due giorni dopo, il 18 settembre 1970, Hendrix veniva trovato morto in una stanza del Samarkand Hotel di Notting Hill, Londra. Il pezzo prendeva le basi da Voodoo Chile, brano anchesso inserito in Electric Ladyland, una jam a cui parteciparono molti artisti - tra cui Steve Winwood -, e brano che a sua volta si richiamava a vecchi standard blues. Lo stesso Hendrix a riguardo raccont in unintervista: Stavamo provando Voodoo Chile e arrivarono in studio quelli della Abc per riprenderci durante le registrazioni (...) Dissi, ok, facciamola in Mi, e cos abbiamo cominciato a suonare Voodoo Child.... SMOKE ON THE WATER Chi non ha provato almeno una volta a suonare con la chitarra linimitabile motivetto - opera di Ritchie Blackmore - che apre questo brano scritto e inciso dai Deep Purple nel lontano 1971 e inserito lanno successivo su un classico dellhard rock di tutti i tempi, Machine Head? Che lo si faccia facile facile in Mi oppure in La, il riff cadenzato e bluesy di Smoke on the Water senza ombra di dubbio qualcosa che non si dimentica. Forse fu proprio per la sua semplicit che lo stesso Blackmore ebbe a dire che non era il caso di usarlo per una canzone. Il fatto che, fortunatamente, ci abbia ripensato non pu che deporre a suo favore. (I CANT GET NO) SATISFACTION Che sia vero o no, come accadde a Paul McCartney per unaltra canzone culto quale Yesterday, anche Satisfaction sembra sia venuta in sogno. Secondo quanto ha sempre asserito Keith Richards, autore del riff forse, questo s, pi famoso della storia, di notte si svegli con unidea, ebbe il tempo di registrare tre cose: la frase che poi avrebbe dato il titolo alla canzone, una sequenza di tre accordi per un paio di minuti e... quaranta minuti di russata! La canzone apparve sul mercato, nel 1965, prima come singolo e poi nel 33 giri dei Rolling Stones Out of Our Heads. Anche (I Cant Get No) Satisfaction vanta un numero infinito versioni alternative, e tra queste, quella che considerata una delle pi azzeccate, e al tempo dissacranti, cover mai realizzate; gli autori? I Devo...

questione, in origine composto per un musical su Ziggy Stardust, il primo singolo di David Bowie senza pi il sodale Mick Ronson, e rappresenta il colpo di coda della sua esperienza allinterno della scena glam. La canzone, del 1974 da Diamond Dogs, vede il Duca Bianco impegnato in gran parte degli strumenti, in primis la chitarra, e grazie a un testo inequivocabile nella sua ambiguit, in breve diventa un inno del movimento transgender. ENTER SANDMAN Metallica, il disco della metal band statunitense meglio noto come Black Album, quando vide la luce, nel 1991, ricevette moltissime critiche dai fan pi duri e puri, reo di rappresentare una commercializzazione della formazione di James Hetfield e Lars Ulrich. Il tempo ha per dato ragione ai Metallica e oggi considerato uno dei dischi fondamentali della intera scena metal, con brani quali Sad but True, Nothing Else Matters, The Unforgiven e, soprattutto, Enter Sandman, forse a oggi la canzone metal pi conosciuta al mondo. Il riff inconfondibile fu scritto dal chitarrista solista Kirk Hammett: Ero consapevole che non fosse un classico pezzo Metallica (...). Ma speravo di riuscire un giorno a scrivere un riff come Smoke on the Water, e mi piace pensare che forse ce lho fatta... JOHNNY B. GOODE Uno dei brani pi coverizzati della storia e un vero must del rocknroll. Il riff ideato nel 1958 dal genio di Chuck Berry sembra per essere una rivisitazione di una meno fortunata hit del 1946 di Louis Jordan, Aint that just like a Woman. La sequenza di note che

iceberg che cambi il modo di fare musica, di fare rock, e God Save the Queen ne stato il manifesto. Inserito nel loro unico album, Never Mind the Bollocks, Heres the Sex Pistols, fu pubblicato anche come singolo nel maggio del 1977, nel pieno dei festeggiamenti per il venticinquesimo anniversario della salita al trono della regina Elisabetta II. Una forza durto che neanche il boicottaggio della Bbc e dellAutorit delle radio indipendenti inglese riuscirono a fermare... BACK IN BLACK Il metal, per la sua natura chitarristica, offre ovviamente molti spunti, e quando si parla di metal, ancora oggi, a distanza di oltre trentanni, una delle band da battere restano gli australiani Ac/Dc. Dopo la morte del vocalist Bon Scott la band ebbe un momento di sbandamento, ma a mettere tutto a posto ci pens un nuovo cantante, dalla rauca inconfondibile ugola, Brian Johnson. La canzone Back in Black fu inserita in apertura dellomonimo album del 1981, il primo dopo la scomparsa di Scott a cui furono dedicati sia il brano che lintero disco, e con il suo riff entrata di diritto tra i must del genere e unimprescindibile hit per il gruppo. Si dice che Malcolm Young stesse per gettare nel cestino il nastro con labbozzo del pezzo e che, fortunatamente per loro e per i milioni di fan che li amano, fu il fratello, e leader, Angus a convincerlo a tenerlo e a lavorarci. Quando si dice la lungimiranza. YOU REALLY GOT ME Qualcuno sostiene che i Kinks, band inglese che faceva capo ai fratelli Ray e Dave Davies, con questo pezzo abbiano inventato lhard rock. Di sicuro c che il riff suonato da Dave - ispirato da Louie Louie dei Kingsmen - distorcendo il suono della sua chitarra - cosa fino ad allora impensabile - grazie a un intervento chirurgico sullamplificatore, sfregiato con una lametta da barba, ha influenzato, e non poco, le future generazioni di rockettari. La canzone, scritta e pubblicata nel 1964 sia come singolo sia nellalbum Kinks, stata suonata nel tempo da una pletora di gruppi molto vicini allheavy metal,

aprono questultima, spesso affidate a una sezione di fiati, risultano troppo simili per essere solo una casualit. Ma che sia o no tutta farina del suo sacco, Chuck Berry con questo brano ha dato una scossa definitiva a ci che sarebbe arrivato poi. IRON MAN Tony Iommi, nonostante la sua nota menomazione, ha scritto pagine fondamentali per la musica moderna, e con i suoi riff ha aperto la strada al futuro e allheavy metal. Tra i tanti pezzi memorabili scegliamo Iron Man, dallalbum Paranoid del 1970. Landamento lento e mastodontico del riff e la pesante ritmica della batteria con una cassa in quarti dilatati - clich ripresi poi in generi quali il doom metal - hanno ispirato sia il testo che il titolo della canzone stessa che, secondo quanto detto da Ozzy Osbourne, cantante e frontman dei Black Sabbath, suonava come un incontro con un tizio dacciaio, mentre nulla ha a che fare con il supereroe dei fumetti. GOD SAVE THE QUEEN Impossibile non citarlo! Chiaramente non stiamo parlando dellinno nazionale inglese, per quanto musicalmente molto bello, ma dellinno per antonomasia del punk. Il riff semplice, quasi banale, ma maledettamente efficace, e soprattutto ha rappresentato un mondo e una cultura che sfidava, spiazzava e sovvertiva le regole. Johnny Rotten e i Sex Pistols furono la punta di un

singolo e sullalbum Disraeli Gears. Slowhand parteciper alla stesura scrivendo il bridge e registrando uno dei suoi pi memorabili assoli. DAY TRIPPER Ritroviamo George Harrison, ma stavolta come protagonista, o meglio, co-protagonista, per questo brano dei Beatles uscito come singolo/doppio (con We Can Work it Out) sul finire del 1965 e poi inserito nel 33 giri Rubber Soul. Come la stragrande maggioranza dei brani dei Fab Four anche Day Tripper firmato Lennon/McCartney, ma fu John Lennon a scrivere gran parte del testo e, soprattutto, quel motivo bluesy che nelle intenzioni doveva diventare il successo natalizio di quellanno. E indovinate un po? Missione compiuta. SWEET CHILD O MINE Discutibili sotto molti aspetti per indubbio che i Guns N Roses

abbiano rappresentato negli anni Ottanta uno dei gruppi pi popolari della scena rock internazionale. Molte le hit che li hanno portati ai primi posti delle classifiche mondiali, da Paradise City a Welcome to the Jungle, ma la scelta sul riff pi caratterizzante cade su Sweet Child o Mine, brano del 1988 da Appetite for Destruction. Anche per la singolare storia che sta dietro alla genesi di quel celebre riff. Si dice che Slash, chitarrista e leader della band statunitense, volesse strappare un sorriso allallora batterista Steven Adler, e mentre faceva smorfie e facce strane attacc a suonare delle note con la chitarra. Ma se per Slash era solo un gioco, gli altri membri del gruppo intuirono le potenzialit di quel frame musicale, e non fu difficile convincerlo... REBEL REBEL Finito il tempo di Ziggy e i suoi Spiders on Mars, il brano in

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ALIAS 18 FEBBRAIO 2012

QUESTE CHITARRE UCCIDONO


MITI 2 HENDRIX, PAGE, CLAPTON, GILMOUR, BLACKMORE

IL CORVO DI DICKENS
di F. AD. Se ne sta l, dritto, col becco adunco, nero nero e con gli occhi di fuoco; mette paura solo a guardarlo. Nel bicentenario della nascita di Charles Dickens in pochi si sono ricordati di lui, di Grip (Morsa, nella foto, imbalsamato), il corvo tanto amato dallo scrittore inglese. Il primo dei tre

posseduti dalla famiglia; il pi noto, quello morto nel 1841. Oggi ricompare, in mostra alla biblioteca nazionale di Filadelfia, impagliato come voleva Dickens e come pretesero i suoi figli che lo amavano anche se - raccontava lo scrittore - gli beccava sempre i polpacci. Quel corvo fondamentale nella storia della letteratura; su sollecitazione degli stessi bimbi, compare allinterno di Barnaby Rudge (1841), il

romanzo storico di Dickens, ma soprattutto il protagonista di The Raven, cupo e sconvolgente capolavoro di Edgar Allan Poe. Recensendo Barnaby Rudge, Poe ammise di non aver affatto gradito il ruolo marginale del corvo, al contrario Dickens avrebbe dovuto privilegiare quel gracchio cos profetico. Glielo rinfaccer anche nel 42 incontrando lo scrittore inglese a Filadelfia mentre si trovava in citt per alcune conferenze. Poi nel 45

LE REGOLE DEL GUITAR MAN

Strato vs Les Paul, leterna sfida del rocknroll


di R. PE.

Solo gli uccelli sanno suonare. Ecco il vangelo di Capt. Beefheart

Beatles o Rolling Stones, Duran Duran o Spandau Ballet, Oasis o Blur e via citando, ma chi il migliore? Il rock ha offerto e continua a offrire spunti per dualismi pi o meno fantasiosi, ma tra i tanti ce n uno che non riguarda gruppi o artisti nello specifico ma lo strumento che alcuni di questi utilizzano. Una eterna guerra e una domanda che i chitarristi di tutto il mondo, di ogni genere e tipo, si fanno ormai da mezzo secolo: meglio la Fender o la Gibson? Certo negli anni sono nati e si sono sviluppati decine di marchi che hanno tentato di contrastare, con alterni successi nonostante alcune di esse siano di livello altissimo, legemonia dei due giganti dellindustria delle chitarre, la prima californiana e la seconda ora con sede a Nashville, ma nellimmaginario collettivo sono ancora loro a contendersi lo scettro. La risposta allannosa questione sta soprattutto al gusto personale, ma le differenze tra i due marchi sono evidenti, anche per un neofita. E cos se la Gibson, specie con modelli quali la Les Paul e la Sg, sembra nata per il rock, per essere suonata ad alto volume e per le distorsioni, la Fender, decisamente pi gentile e leggera, non solo nel sound ma anche nel peso specifico. Ma ciononostante la Stratocaster e la Telecaster sono entrate nella storia e sono state scelte da alcuni tra i pi grandi chitarristi di tutti i tempi. Insomma una soluzione definitiva non la potremo probabilmente mai avere, per si pu giocare, e piuttosto che fare un mero elenco di chi suona cosa, preferiamo mettere a confronto alcune coppie di miti dello strumento, e attraverso queste sfide cercare almeno di capire quale dei due marchi abbia avuto i migliori interpreti. La sfida delle sfide forse quella che mette di fronte Jimi Hendrix e Jimmy Page, i due che molti addetti ai lavori o semplici appassionati ritengono i pi grandi di sempre. Di certo c che la loro influenza stata, ed tuttora, incomparabile, e hanno dato vita e corpo a brani memorabili, hanno sperimentato e accresciuto la loro tecnica arrivando a vette assolute. La nostra preferenza andrebbe alla pancia, al talento puro e inimitabile di Jimi Hendrix (e alla sua Fender di conseguenza), talento per spezzato troppo prematuramente, e quindi come non propendere per la mente dei Led Zeppelin e per la sua lunga e luminosa carriera? Troppo difficile prendere una posizione, meglio un salomonico pareggio, corroborato da una piccola curiosit finale: il celebre assolo di Stairway to Heaven fu suonato da Page con una Fender Telecaster, per gentile concessione di Jeff Beck...

Altra sfida imprescindibile quella che mette in competizione ancora due mostri sacri, due che hanno segnato indelebilmente il suono hard, maestri e padrini incontrastati e incontestati di ogni metallaro che si rispetti: Ritchie Blackmore e Tony Iommi. Se il primo, chitarrista dei Deep Purple deve la sua grande fama ad assoli memorabili suonati con la sua Fender, molti dei quali ripresi sul mitico live Made in Japan, il secondo ha scritto alcuni dei riff pi importanti della musica rock e, soprattutto, da considerarsi linventore del genere di cui lo stesso Blackmore stato poi uno dei grandi interpreti. E questo fatto non pu essere ignorato, per cui, un voto al sodale di Ozzy Osbourne nei Black Sabbath e alla sua Gibson. Due sfide, le prossime, che possono sembrare strane e poco pertinenti. Mettere infatti sullo stesso piano sonoro, sintende - David Gilmour e Carlos Santana o Stevie Ray Vaughan e Slash quantomeno azzardato, ma non del tutto. Prendiamo la prima coppia. Da una parte colui che per primo ha unito i sapori latini della sua terra, il Messico, al rocknroll, creando un suono personalissimo e riconoscibilissimo, basato su assoli ipermelodici e lunghi sustain, e che ancora oggi - con risultati discutibili a dire il vero - continua a proporre un clich che evidentemente ha il consenso del pubblico. Qualcuno potrebbe obiettare che cominci con una chitarra Paul Reed Smith, ma Santana da sempre un devoto della Gibson. Dallaltra parte troviamo i toni caldi e magnifici di Gilmour, uno che con il suo stile - rappresentato al meglio sul capolavoro pinkfloydiano The Dark Side of the Moon - ha cambiato il modo si suonare di moltissimi chitarristi delle successive generazioni. Un punto, con largo scarto, per Gilmour e la Fender. Singolare dualismo tra il bluesman bianco Stevie Ray Vaughan e il rocker dei Guns N Roses Slash, ma entrambi, nei loro campi specifici hanno lasciato unimpronta profonda. Slash ha rivitalizzato il rock patinato, e costretto molti ragazzi a mollare le loro Ibanez o le loro Esp per rivolgersi alla cara vecchia Les Paul; Stevie Ray Vaughan stato invece capace di portare il blues a un livello di grande notoriet e di infondere al genere nuova energia, riuscendo a guadagnare il consenso di tutti, anche dei puristi pi intransigenti. La preferenza va ancora alla Fender (Vaughan), la cui influenza non possibile ignorare, anche per la vena artistica e compositiva non proprio di primordine del capelluto Slash. Chiudiamo con una sfida bizzarra, quella che vede confrontarsi con se stesso Eric Clapton, una carriera lunghissima e costellata di successi, ma dalla doppia faccia. Quella del

di R. PE.

giovane Clapton, al fianco di Jack Bruce e Ginger Baker nei Cream, con tra le mani una Gibson Sg, e quella del maturo Slowhand, che da solista con la sua mitica Fender Stratocaster al collo ha mietuto vittime tra i fan (e le fan) di tutto il mondo. A chi la preferenza? Al dottor Jeckyll (Cream) o a Mr. Hyde (solista)? Se ci dovessimo basare sul solo gusto personale propenderemmo verso il primo, ma le pagine che il secondo ha scritto sono l a testimoniare una vittoria indiscutibile... E quindi? Meglio la Fender o la Gibson? A tirar le somme sembra essere un bel 3 a 1 per la casa californiana, ma c sempre tempo per ribaltare il risultato.

Una lotta a colpi di artisti, assoli e virtuosismi da capogiro. Una mitica rivalit tra i due colossi dellindustria musicale che da sempre si dividono i pi grandi interpreti dello strumento

Suonare una chitarra elettrica un atto di fede! Affermazione esagerata? Pu darsi, ma chi esagera non chi scrive bens uno dei personaggi pi singolari che si sia visto nel mondo, gi singolare di suo, del rock: Don Van Vliet, meglio conosciuto come Captain Beefheart. Polistrumentista, cantante, autore e band leader, Vliet ebbe unintuizione: scrivere, con laiuto del chitarrista della sua Magic Band, Moris Tepper, i dieci comandamenti per suonare la chitarra. Fedeli al personaggio, le tavole che troverete di seguito (e che abbiamo ripreso dal libro Rolling Stones Alt-Rock-A-Rama) non potevano che essere una summa di puro genio e follia. Ascolta gli uccelli. da l che tutta la musica arriva. Gli uccelli sanno esattamente come dovrebbe essere la musica e da dove il suono dovrebbe arrivare. E guardate i colibr. Volano velocissimi, ma spesso non stanno andando da nessuna parte. La tua chitarra non una chitarra. La tua chitarra una bacchetta da rabdomante. Usala per trovare gli spiriti dellaltro mondo e portali con te. La chitarra anche una canna da pesca. Se sei bravo ne pescherai uno grosso. Fai pratica di fronte a un cespuglio. Aspetta che faccia buio, poi esci fuori, mangia un po di pane integrale e suona la tua chitarra di fronte a un cespuglio. Se il cespuglio non si scuote, mangia un altro pezzo di pane. Cammina con il diavolo. I vecchi bluesmen del Delta chiamavano gli amplificatori per chitarra scatola del diavolo. E avevano ragione. Devi garantire pari opportunit a chi stai portando dallaltra parte. Lelettricit attrae diavoli e demoni. Altri strumenti attraggono altri spiriti. Una chitarra acustica attrae Casper (il fantasma dei fumetti, ndr). Un mandolino attrae Wendy (una piccola strega della Harvey Comics, amica di Casper, ndr). Ma una chitarra elettrica attrae Belzeb. Se pensi, sei fuori. Se il tuo cervello parte del processo, non hai capito nulla. Dovresti suonare come un uomo che sta affogando e che lotta per raggiungere la riva. Se riesci a catturare quella sensazione, allora hai qualcosa di prezioso come un animale da pelliccia. Non puntare mai la tua chitarra verso qualcuno. Il tuo strumento ha pi energia del fulmine. Suona un accordo poderoso e poi corri fuori a sentirlo. Ma assicurati di non rimanere in campo aperto. Porta sempre con te la chiave di una chiesa. Questa la regola per un uomo-chiave. Come One String Sam. Lui uno di questi. Era un musicista di strada di Detroit che negli anni Cinquanta suonava strumenti fatti in casa. La sua canzone I Need a Hundred Dollars bella come una torta appena fatta. Unaltra chiave per entrare in chiesa Hubert Sumlin, il chitarrista di Howlin Wolf. Lui se ne sta l fisso come la Statua della Libert, ti fa venire voglia di guardarle il vestito tutto il tempo per vedere come lo sta facendo. Non togliere il sudore dal tuo strumento. Hai bisogno che quella sporcizia resti l sopra. Poi devi portare quella sporcizia nella tua musica. Tieni la tua chitarra in un posto buio. Quando non suoni la tua chitarra, coprila e tienila in un posto buio. Se non suoni la tua chitarra per pi di un giorno, assicurati di mettergli accanto un piattino con lacqua. Devi avere un cofano per il tuo motore. Lasciaci quel cappello. come una pentola a pressione. Se hai un tetto sulla tua casa, laria calda non pu uscire. Anche un fagiolo bianco deve avere intorno un pezzo di carta bagnata per crescere.

ALIAS 18 FEBBRAIO 2012

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Grip ispirer Poe che gli dedicher The Raven. La poesia la storia di un uomo che dopo la morte dellamata scivola nella follia. Il corvo parlante (che dice solo mai pi) l a guidarlo nel tunnel del buio eterno. Alla morte di Dickens Grip verr acquistato allasta dal Col. Richard Gimbel, folle collezionista di Poe. Nel 71 la sua collezione verr donata alla biblioteca. Incluso Grip che da sempre alloggia al terzo piano della Library. AA. VV. LISTEN TO ME BUDDY HOLLY (Edel) Scomparso ad appena 22 anni in un incidente aereo, il mito di Buddy Holly sopravvissuto grazie al personaggio e alla grandezza dei suoi pezzi che vengono ora entrambi celebrati da tredici colleghi. Stevie Nicks graffia come ancora capace (quando in vena) in Not Fade Away, Brian Wilson rilegge Listen to Me mentre The Fray colgono il senso di spensieratezza di Take Your Time. Spazio anche a Linda Ronstadt con il recupero datato 1978 di That'll Be the Day. Geniale il gran finale affidato a Eric Idle in gran spolvero su Raining in My Heart. Tutto coordinato e prodotto da una vecchia conoscenza, Peter Asher. (s.cr.) GARDEN WALL ASSURDO (Lizard/Btf) Prendete tutti gli stereotipi che affliggono il metal: ripetitivit, dinamiche velocissime che alla fine sembrano stasi, incapacit di pensare altro che lalternarsi di ballad e esplosioni sonore. Adesso rovesciateli, e avrete lincredibile metal dei friulani Garden Wall, qui allottavo album, ospite il jazzista Massimo De Mattia: allucinati paesaggi trip hop, echi dellart rock pi nobile, ambient, fratture soniche e math rock come potrebbe pensarli Mr. Robert Fripp. E ancora: chitarre di fiamma, ma anche vibrafoni alla Gentle Giant e Tortoise. Tutto questo, e molto altro ancora. Altro che noia. (g.fe.) MARK LANEGAN BLUES FUNERAL (4Ad/Self) Non fatevi ingannare dal titolo! Mark Lanegan questa volta rilascia un disco tutt'altro che tetro. S, l'oscurit e lombra sono sempre il suo habitat naturale, ma Blues Funeral anche un disco vivo, pieno di ritmo, gi dal primo brano, The Gravediggers Song. Ed un lavoro azzeccatissimo, grandi canzoni, interpretate magistralmente da uno dei pi ispirati artisti degli ultimi 20 anni, uno che non sbaglia un colpo. Superbo! (r.pe.) THE REAL TUESDAY WELD SONGS FOR THE LAST WEREWOLF (Crammed/Ma.So.) Uno meno di venti, i brani ispirati al romanzo di Glen Duncan, e titolo dellalbum. Werewolf, cio licantropo. Un licantropo musicale nel caso della band di Stephen Coates. Perch qui si passa, con sorprendente creativit e anomala coerenza, da unapertura rock a denti stretti e armonica, ad atmosfere anni 30, swing e elettronica, gipsy, minimalismo. Coates e soci ammaliano senza scenografie di chiari di luna, e invitano a divorare musica in 19 prelibati bocconi. Al termine, gli ululati di entusiasmo sono da licantropo sazio e soddisfatto. (l.d.s.)

ULTRASUONATI DA STEFANO CRIPPA JESSICA DAINESE LUCIANO DEL SETTE GUIDO FESTINESE GABRIELLE LUCANTONIO ROBERTO PECIOLA

INDIE ITALIA

CONTEMPORANEA

HIP HOP ITALIA

INDIE ROCK

Le sorprese di Margareth
Il tipico riff di On the Road Again rivisto e corretto in una veste che definiremmo folktronica apre lesordio di un duo, Above the Tree & E-Side, formato da Marco Bernacchia (che con lo pseudonimo di Above the Tree, in solo, si era gi fatto notare con alcuni album) e Matteo Sideri. Folktronica dunque, ma anche accenni di sperimentazione, avanguardia e blues rurale in questo interessante Wild (Locomotiv/Audioglobe). Dal Veneto arriva una piacevole sorpresa, i Margareth. Fractals (Macaco/Audioglobe) il loro secondo lavoro, un disco registrato in presa diretta, nove brani - tutti in inglese - che non ti aspetti. Basi acustiche su cui ben si inseriscono delicati inserti elettronici e un po di sana elettricit, ballate psichedeliche e intime di buonissimo livello, bravi. Rimaniamo in Veneto, a Bassano del Grappa per la precisione, ma da tuttaltra parte musicalmente, con i Syncoop. Fate come se non ci fossi (Autoproduzione/Wondermark) il loro secondo album, il primo in italiano, e li vede cimentarsi con un sound metal ammorbidito da un cantato decisamente pi pop, al quale manca ancora quel quid di maturit necessaria. (Brian Morden)

Robert Schumann, Beat urbani La rivoluzione in fuga dalla follia per groove oscuri in caduta libera
Quanta intelligenza mette il pianista Andrs Schiff in un rcital di musiche di Robert Schumann! Bello scoprire che lattesa del piacere di una sua nuova prova si accompagna al piacere dellincontro. Il desiderio e la soddisfazione del desiderio: niente male! Il titolo del doppio cd dato dallopera meno nota, lultima scritta dallautore prima della sua fuga nella follia: Geistervariationen (Ecm/Ducale). Ma ci sono le note Kinderszenen, Waldszenen, Papillons, Klaviersonate op. 11, Fantasie op. 17. Sbalorditiva e commovente linventiva melodica di Domenico Scarlatti nelle nove Sonate per viola damore e clavicembalo interpretate con acume e passione da Valerio Losito allo strumento ad arco e da Andrea Coen alla tastiera (Brillant/Jupiter). Dalla K77 alla K91 attraverso struggimenti riflessivi e capricci di alta rigorosa scuola. Si dedicano invece al Novecento (non radicale) le sorelle Natascia e Raffaella Gazzana (violinista e pianista), davvero splendide in Five Pieces (Ecm/Ducale), che il titolo di un lavoro di Valentin Silvestrov, accostato qui a Toru Takemitsu (grandissimo in Distance de fe), Paul Hindemith, Leos Jancek. (Mario Gamba) TOMMI ALWAYS (Prosdocimi Records) Tommi (Tommaso Varisco), pubblica, dopo lesordio This Is How I Feel del 2006, questo Always. All'inizio del 2011 ha incontrato Mike 3rd, chitarrista degli Ex Kgb, che gli ha prodotto il cd. Il mastering stato realizzato da Ronan Chris Murphy, gi con King Crimson, Tony Levin e altri. 10 brani dal sound pieno e corposo, un viaggio nel rock, evocando Bruce Springsteen, Neil Young, Blind Melon fino alle ballate pi intimiste. Per mettersi di buon umore. (g.lu.) Digi G'Alessio e Uxo creano un ponte virtuale tra Firenze e Milano e il loro incontro, solo in principio telematico, genera Uxo vs Digi (Plynt records). Il titolo non inganni: il ruvido e scomposto hip hop strumentale pare proprio frutto di una collaborazione all'insegna del divertimento. I beat suonano oscuri ma una gamma di suoni funk-avveniristici spesso in agguato, pronta a sdrammatizzare. Digi, in veste di remixer, figura anche in Tribal dance (Bedroom Research) di Kappah, da Udine. Electro-groove etnici, wonky, hip hop astratto e una reminiscenza downtempo: un viaggio privo di preconcetti tra i beat elettronici urbani, capaci di incalzare senza che la loro frequenza venga alterata. Youarehere infine il progetto congiunto dei tre romani French Teen Idol, edPorth e micro. Il loro debutto, As When the Fall Leaves Trees (51beats), si muove tra glitch e ambient. I beat incisivi spezzano le atmosfere di questo concept album dedicato al cambiamento: un altro viaggio, questa volta scandito da introspezione e malinconia. Un disco gi negli intenti autunnale. (Luca Gricinella) TRIBES BABY (Island/Cooperative Music) Debutto per un quartetto di Camden. Dal cuore pulsante di Londra non poteva non uscire una band, Tribes, e un disco, Baby, incisivi e diretti. Nulla di nuovo, sia chiaro, ma questo rock che abbraccia quasi tutto lo scibile che il genere porta con s, con unanima decisamente british. Duri quanto basta, puliti il giusto, qualche (poche) concessione al lo-fi pi storto e buona propensione per la melodia. Un disco per tutte le stagioni. (r.pe.) Ci vuole un grande coraggio a presentare come propria una canzone il cui riff spudoratamente uguale a quello di una pietra miliare del rock, Smoke on the Water, e mai avremmo creduto di sentirlo. Invece ci ha pensato Robert Schneider, ex Apples in Stereo, con il suo nuovo progetto Thee American Revolution. Un disco, Buddha Electrostorm (Fire/Goodfellas) di rock (hard) psichedelico che sembra venire direttamente dalla fine de 70, nessuno stravolgimento di regole, chitarre fuzz in gran spolvero e via cos, ma il risultato non niente male. Altrettanto grezzo e interessante Demonology (Hi-Science/ Cheap Satanism), debutto degli Swilson, da Los Angeles. Fedele al titolo e alletichetta, il disco parla di satanismo su una base punk psichedelica, e con una buona dose di follia... Da una band allesordio a una che con Ersatz Gb (Cherry Red/Audioglobe) tocca cifra 29! Si tratta dei Fall. Dalla post punk band inglese non puoi aspettarti rivoluzioni, Mark E. Smith fa queste cose da oltre trentanni, a volte meglio a volte peggio, prendere o lasciare. E quando i pezzi sono come Taking Off o Monocard si prende, quando sono come Happi Song si lascia, ma mediamente gli si pu dare fiducia... (Roberto Peciola) TYING TIFFANY DARK DAYS WHITE NIGHTS (Trisol) Avvolti da una cortina di oscurit, le prime battute di New Colony, e una fitta d'angoscia allo stomaco. La musica si fa pi assordante, e dai boschi ecco individui di nero vestiti. Fissano il vuoto, marciando verso di noi. Era un incubo. O forse no. il nuovo cd di Tying Tiffany, tra atmosfere oniriche e irruenza punk, alienazione e nevrosi, giorni neri, e notti in bianco. Oggi l'algida regina dell'electro pi cupa si ispira, al sound raffinato della nordica Karin Dreijer Andersson. (j.da.)

LA SALSA AI TEMPI DI JAKE


Non solo la storia di un genere, ma anche quella di una citt e di una fetta dei suoi abitanti, perlopi ispano-americani. Record Mart e New York esistono uno come specchio dell'altra, impossibile separarli. Per questo fu uno shock quando nel 1999 il negozio - in attivit dal '61 all'interno della stazione metro di Times Record - fu costretto a chiudere. La stazione era in ristrutturazione e bisognava aspettare. Dopo 8 anni, a dicembre 2007, di nuovo luci e porte aperte, di nuovo un profluvio di vinili e cd, di nuovo salsa, latin jazz, generi tradizionali cubani ecc. Di nuovo il propretario Jesse Moskowitz (stavolta con i figli al seguito). Rispetto a prima poco era cambiato, solo la collocazione: 100 metri pi in l rispetto al negozio originario. Otto anni di inattivit a New York sono inconcepibili e invece il Record Mart ancora l, con nomi importanti quali Matt Dillon e altri a fare la fila, perch il latin sound a New York si trova solo l. Il negozio da sempre anche la base logistica e culturale della Montuno rec., etichetta indipendente avviata negli anni Settanta dallo stesso Moskowitz; da qui prende le mosse Subway Salsa The Montuno Records Story (Vampisoul VAMPICD 128/Goodfellas; 2011), doppio cd che illustra la storia della casa discografica e dei suoi artisti di riferimento: Airto Moreira, Manny Oquendo y Libre, Son de La Loma, Totico y sus Rumberos, Lou Prez; dentro c' tutto: antille, nuyorican salsa, ibridi funk, doo wop e ritmi brasiliani. C' un mondo latin globale di cui - con foto anche inedite, chilometrica intervista a Moskowitz e copertine - lo splendido libretto curato da Pablo Yglesias alias DJ Bongohead tratteggia un profilo affascinante. All'intervista segue un profilo biografico dei singoli artisti, capaci di emerere in un contesto del tutto dominato dalla pi grande Fania rec. OCCHIO agli Excitements di Barcellona. Meno black dei concittadini Slingshots e pi black dei Cardova (sempre di Barcellona, quelli che rieseguono in chiave doo wop Enola Gay), il settetto con gi due singoli alle spalle - debutta con l'omonimo The Excitements (Penniman PENNCD 003/Goodfellas 2012); all'interno un frullato di influenze (da Ike & Tina Turner al pi classico garage soul) e una sfilza di cover (Bill Pinkney, Nathaniel Mayer, Barbara Stephens, Little Richard). Il suono stretto e affilato, essenziale e rigorosamente in mono. Classica party band ma senza indulgere in facilonerie festaiole, piuttosto ripensando a Etta James, Sugar Pie DeSanto e a tante delizie Chess e Stax. DEBUTTA con Trouble Town e colpisce. Jake Bugg ha 17 anni viene da una cittadina vicino Nottingham e rimanda in maniera iconografica, ironica e divertita a Dylan, Cash, Don McLean. Il pezzo in free download dalla sua pagina di facebook.

ON THE ROAD
Kasabian
Una realt consolidata del pop rock inglese, tornano per presentare Velociraptor!, in due date sold-out. Roma VENERDI' 24 FEBBRAIO (ATLANTICO LIVE) Padova SABATO 25 FEBBRAIO (GRAN TEATRO
GEOX)

A CURA DI ROBERTO PECIOLA CON LUIGI ONORI SEGNALAZIONI: rpeciola@ilmanifesto.it EVENTUALI VARIAZIONI DI DATI E LUOGHI SONO INDIPENDENTI DALLA NOSTRA VOLONT

St. Vincent
La giovane cantautrice statunitense Annie Clark si cela dietro lo pseudonimo St. Vincent. Roma MERCOLEDI' 22 FEBBRAIO (LANIFICIO
159)

Bologna VENERDI' 24 FEBBRAIO (COVO) Roma SABATO 25 FEBBRAIO (CIRCOLO DEGLI


ARTISTI)

La indie rock band newyorkese sbarca in Italia. Bologna SABATO 18 FEBBRAIO (IL COVO)

Lee Scratch Perry


Una leggenda del reggae. Trezzo d'Adda (Mi) MERCOLEDI'
22 FEBBRAIO (LIVE) Torino GIOVEDI' 23 FEBBRAIO (HIROSHIMA MON AMOUR) Firenze VENERDI' 24 FEBBRAIO (FLOG)

Caparezza
Prima tappa per il nuovo tour del rapper di Molfetta. Catania SABATO 18 FEBBRAIO (PALACATANIA) Pordenone SABATO 25 FEBBRAIO
(PALASPORT FORUM)

danza, lauditorium capitolino offre i recital di Fabrizio Bosso e la I-Orchestra in un omaggio a Nino Rota, il duo Maria Pia De Vito e Huw Warren e il Rosario Bonaccorso Travel Notes Quartet. Roma SABATO 18 E MERCOLEDI' 22 FEBBRAIO
(PARCO DELLA MUSICA)

Bologna GIOVEDI' 23 FEBBRAIO (LOCOMOTIV) Milano VENERDI' 24 FEBBRAIO (TUNNEL)

Lewis Floyd Henry


Il blues da strada del one-man band inglese in tour. Rimini GIOVEDI' 23 FEBBRAIO (NEON) Senigallia (An) SABATO 25 FEBBRAIO
(GRATIS)

Nada Surf
Neo punk? Alternative? Post grunge? Comunque li si voglia etichettare sempre di rock made in Usa si tratta. Mezzago (Mb) GIOVEDI' 23 FEBBRAIO
(BLOOM)

Metastasio Jazz
La seconda delle tre serate di una versione ridotta (ma resistente) del festival diretto da S. Zenni propone il pianista Alessandro Lanzoni (in solo) e il collega Paolo Pirro insieme al batterista Alessandro Fabbri e al quintetto Archea Strings. Prato LUNEDI' 20 FEBBRAIO (TEATRO
METASTASIO)

Tycho
L'elettronica gentile e raffinata dell'artista californiano. Segrate (Mi) MERCOLEDI' 22 FEBBRAIO
(MAGNOLIA)

Banco del Mutuo Soccorso


La storica band progressive rock italiana celebra quarantanni di carriera. Palermo VENERDI' 24 FEBBRAIO (TEATRO
DANTE)

The Chap
Serate a ritmo di punk funk con la indie band inglese. Carpi (Mo) SABATO 18 FEBBRAIO
(MATTATOYO) Torino DOMENICA 19 FEBBRAIO (BLAH BLAH)

Mulatu Astatke
Il re dell'ethio-jazz torna in Italia. Torino VENERDI' 24 FEBBRAIO (TEATRO
COLOSSEO)

Reggio Calabria SABATO 25 FEBBRAIO

Bologna SABATO 25 FEBBRAIO (TEATRO


DUSE)

Asnake Guebreyes & uKanDanZ


Un mix di melodie tradizionali etiopi, groove di Addis Abeba e hardcore rock. Roma SABATO 18 FEBBRAIO (ANGELO MAI)

(TEATRO CILEA)

Riccione Inn Jazz


La manifestazione vede la presenza del percussionista Ray Mantilla con il gruppo Latin Tinge, e di Edy Martinez. Riccione (Rn) VENERDI' 24 FEBBRAIO
(TEATRO DEL MARE)

Valdarno Jazz
La XIX edizione (in periodo invernale, diretta da D. Malvisi) diffusa sul territorio con un vario cartellone: Liguori-Lanzoni-Myers Trio, conversazioni musicali con Danilo Rea e Neri Pollastri, Giampaolo Casati Unit Five. Terranuova Bracciolini, Montevarchi (Si) SABATO 18, DOMENICA
19 E SABATO 25 FEBBRAIO

The Fire and I


Il duo britannico basso e batteria guarda ai White Stripes e ai Franz Ferdinand. San Salvo Marina (Ch) SABATO
18 FEBBRAIO (BEAT CAFE')

Misfits
Da quasi trentanni sulla scena punk internazionale. Firenze SABATO 18 FEBBRAIO (FLOG) Modugno (Ba) DOMENICA 19 FEBBRAIO
(DEMODE')

Pumajaw
Il duo elettronico scozzese. Giarre (Ct) SABATO 18 FEBBRAIO (SECRET
SHOW)

Crossroads
Resiste alla crisi il festival itinerante dellEmilia Romagna e si apre con un trio sui generis: Peppe Servillo (voce), Javier Girotto (ance e flauti), Natalio Mangalavite (piano). Casalgrande (Re) SABATO 25 FEBBRAIO
(TEATRO DE ANDRE')

Ancona DOMENICA 19 FEBBRAIO (LEVEL) Savignano sul Rubicone (Fc)


MERCOLEDI' 22 FEBBRAIO (SIDRO) Gela (Cl) GIOVEDI' 23 FEBBRAIO (LA DUNA) Catania VENERDI' 24 FEBBRAIO (BARBARA DISCO LAB) Messina SABATO 25 FEBBRAIO (RETR/NUVEAU)

Acquaviva delle Fonti (Ba)

Blouse
Dark wave e synth pop per il trio di Portland, Oregon.

DOMENICA 19 FEBBRAIO (OASI SAN MARTINO)

Clap Your Hands Say Yeah

Parco della Musica


In contemporanea al festival della nuova

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ALIAS 18 FEBBRAIO 2012

FRANCIA

Lo sport mercificato, il fiasco di Lagardre


PIZZICOTTI E COLTELLI A TORBELLAMONACA
Il Marsala ci ha provato. Quando il suo gioiellino Marco Pergolizzi stato convocato dalla rappresentativa di serie D, per un'amichevole contro il Siena primavera in vista dell'impegno al torneo di Viareggio, in molti in societ avevano alzato il sopracciglio. Proprio alla vigilia della delicata gara contro l'Acri. Il destino ha voluto che proprio durante lo stage di Coverciano lo sfortunato Pergolizzi fosse colpito da una forte influenza intestinale che lo ha rispedito a casa. Il giorno seguente, manco a dirlo, sceso in campo normalmente. Lo stage considerato a tutti gli effetti attivit ufficiale, ergo Pergolizzi non doveva giocare: partita persa a tavolino per il Marsala. Degli indemoniati, questo sono alcuni tifosi del Bacoli Sibillaflegrea (Campania), che si sono accaniti contro un guardalinee: raffica di sputi e insulti anche ai familiari nel primo tempo, nel secondo ecco il racconto ufficiale: lancio sul terreno di gioco, con l'intento di colpire il guardalinee, di un masso di terra e roccia, due bottiglie di plastica, un'asta di circa un metro e mezzo di lunghezza, due ombrelli e minacce del tipo: tu a casa non ci torni. Due gare a porte chiuse, come per il Gaeta, per colpa di un custode birichino che con gran tempismo, durante la cerimonia del fair play, ha aperto un cancello e fatto entrare una mandria di supporter locali che si sono accaniti contro i giocatori del Campania, aggredendoli con schiaffi e pugni. Stefano Boria, allenatore del Chieri (Piemonte, serie D), durante la cerimonia del fair play contro il Bogliasco d'Albertis, si arrampicato sulla rete di recinzione e ha insultato in tutte le lingue un paio di dirigenti avversari. Gabriele Nardone, difensore del Caira (terza categoria della provincia di Frosinone) era stato squalificato per cinque anni, il massimo consentito, per aver assalito un poveraccio di direttore di gara, reo chiss di quale errore, se vero che: tentato pugno al volto schivato dall'arbitro, violento pugno tra l'orecchio e la nuca e, mentre altri lo trattenevano, riusciva a divincolarsi quanto bastava per un violento calcio all'altezza dei reni che aveva fatto piegare sulle gambe l'arbitro. Arbitro che poi era stato ripassato ben bene anche da un tifoso locale, con un pugno alla zona cervicale. Pronto soccorso, diagnosi di contusione al costato sinistro e rachide cervicale, nonostante questo il giorno seguente l'arbitro, malconcio ma disponibile, era andato ad arbitrare l'incontro di seconda categoria Sora-Fumone. Errore doppio: il giudice sportivo ha dedotto che quindi i danni riportati non erano poi cos gravi, quindi Nardone si prende un anno di abbuono, torner nel 2015. Partita persa anche per il Blera (Lazio) contro il Cimina Ronciglione. I viterbesi padroni di casa hanno infatti schierato Christian Pellegrini, fuori quota, ma molto fuori quota, avendo da poco compiuto i 13 anni. Visto che il minimo consentito 14 primavere, partita persa. Alessio De Santis, del Torbellamonaca ha dato un violentissimo pizzicotto sulla guancia dell'arbitro ma cos forte che il direttore di gara ha dovuto sospendere l'incontro. E dire che il presidente locale si era scusato, invitandolo a ripensarci, prima con le buone, poi con un altro tenore: Se non fai finire questa partita non esci vivo da qui, indicandogli dei soggetti, in tribuna, che lo salutavano con dei coltelli in mano. L'arbitro, stoico, ha resistito. Partita persa anche al Torbellamonaca.

Dalla candidatura olimpica di Parigi al grande affare dei diritti tv, alla gestione dellimmagine di tennisti, lereditiere francese ha tentato di rivoluzionare lo sport spettacolo. Ma ha fallito

di DAVID GARCIA

Il nostro obiettivo quello di diventare entro i prossimi cinque anni il numero uno mondiale dello sport. Lo scorso 31 maggio, Arnaud Lagardre ostentava un impeccabile sorriso pubblicitario. Lereditiere, accusato dal finanziere americano Guy Wyser-Pratte di essere un bravo ragazzo che preferisce andare a giocare a tennis piuttosto che dirigere la sua azienda (1), annuncia lunificazione delle sue attivit

sportive in una sola entit. Lagardre unlimited oggi allo stesso livello delle altre tre fonti di profitto del gruppo: Lagardre publishing (editoria), Lagardre active (mass media) e Lagardre services (commercio al dettaglio, distribuzione stampa). Il figlio di Jean-Luc Lagardre deceduto nel 2003 - ha svelato il suo piano dattacco ai giornalisti convocati per una conferenza stampa nella sede della sua azienda. Diritti di marketing e di trasmissione dei grandi eventi

(Coppa dAfrica, Campionato europeo di calcio), gestione degli stadi e dellimmagine degli atleti, aiuto allallenamento degli sportivi di alto livello: Lagardre unlimited destinata a dare il massimo di profitti a breve termine. Limprenditore insiste: Non siamo pi nellambito della passione e dellhobby. Non si tratta pi di mecenatismo. () C sempre un ritorno (2). Lagardre, accusato di insider trading nell affaire Eads (European aeronautic defence and space), costretto a cedere i suoi

magazine stranieri alleditore nordamericano Hearst, conta di rifarsi una verginit nello sport. Dopo avere raggiunto un volume di affari di 114 miliardi di dollari nel 2009, questo mercato mondiale potrebbe nel 2012 generare 132 miliardi di dollari di profitti (3). Il dirigente francese coltiva lambizione di strappare il primo posto allamericano International management group (Img), il cui fondatore, Mark McCormack, agente delle pi grandi stelle (i campioni di tennis Bjrn Borg e Pete Sampras, il pilota di formula 1 Michael Schumacher e il golfista Tiger Woods, in particolare), stato allavanguardia nella mercificazione dello sport. Tuttavia, la volont di scommettere sempre di pi in questo settore contrasta con i mediocri risultati ottenuti finora. Lagardre si interessa agli affari sportivi durante la campagna per lattribuzione alla citt di Parigi dei Giochi olimpici del 2012. Nel 2004, consigliato da Lucien Boyer, direttore generale dellagenzia di marketing sportivo Havas sports, e da Pierre Lescure, ex amministratore delegato di Canal+, Lagardre si avvicina al sindaco della capitale francese, il socialista Bertrand Delano. Assume quindi la presidenza del club delle aziende partner, fino alla sconfitta della candidatura parigina, a vantaggio di quella di Londra, il 6 luglio 2005. Il padrone del gruppo Lagardre, onnipresente nei media, si immagina salvatore (interessato) dello sport francese. Un ex quadro dirigente del gruppo racconta che il direttore della comunicazione del gruppo dellepoca, Arnaud Molini, lo convinse che lo sport era un importante veicolo di promozione del marchio Lagardre, al di l del fallimento di Parigi 2012. Allepoca della delusione olimpica, limprenditore crea il Team Lagardre, con la ambizione di inquadrare i migliori sportivi francesi offrendo loro condizioni ottimali di allenamento. La schermitrice Laura Flessel, la velocista Christine Arron, il judoka Teddy Riner, cos come i tennisti Richard Gasquet e Gal Monfils, si unirono alla struttura privata. Patrick Mignon, sociologo dello sport e ricercatore allInsep commenta che, insistendo sul fatto che egli dispone dei mezzi necessari per fare guadagnare medaglie alla Francia, Lagardre si presenta come unefficace soluzione di ricambio all Istituto nazionale di sport e di educazione fisica (Insep), capofila della formazione pubblica delle elite sportive. Utilizzando la fraseologia liberale classica del grande padronato, armato di spirito di impresa, Lagardre va allassalto delle federazioni sportive, ingiustamente presentate come fossilizzate. Sovvenzionato dal ministero dello sport, listituto, che forma ed allena circa seicentotrenta atleti di alto livello in ventuno discipline (4), non vede alcun inconveniente nel prestare i suoi locali per le riprese di un video promozionale che saluta la nascita di Team Lagardre. Al momento della preparazione di questo clip, la direzione del Team incita addirittura le sue reclute transfughe dellInsep a sottolineare

le insufficienze del loro ex datore di lavoro, senza secondi fini. Sedotti dalle infrastrutture avanguardistiche della tecnologia (campi da tennis dotati di sette telecamere ad alta definizione e di sensori che analizzano i gesti dei giocatori; pista modulabile con sistema video tridimensionale) e da una remunerazione sostanziosa, tre ricercatori ed un allenatore lasciano il centro di formazione di Bois de Vincennes per gli impianti dello stadio Jean-Bouin, la cui concessione stata assegnata al gruppo Lagardre dal sindaco di Parigi nel 2004. Thierry Maudet, direttore generale dellistituto, ammette che se un ricercatore guadagna (in seno allistituto) 2500 euro, ed il privato commerciale gliene offre 3500, lInsep non potr allinearsi e non cercher di farlo. Approfittando anche delloccasione, la Federazione francese di atletica (Ffa), poco fortunata, concluse per il 2006-2008 un accordo di patrocinio con il gruppo Lagardre, per un ammontare annuale di 1 milione di euro. Bernard Amsalem, presidente della Ffa, si felicita: Questo apporto ha permesso di lanciare una lega professionale di atletica e di attivare un circuito di meeting a cui partecipano una trentina di atleti, pagati e dotati di una copertura sociale. Lagardre, ironizzando sui mediocri risultati del tennis francese (5), promette un avvenire radioso ai campioni che attira nelle sue fila. Limprenditore pronto a fare concorrenza alla Federazione francese di tennis (Fft) sul terreno della formazione, creando un polo junior a Sophia Antipolis, nelle Alpes-Maritimes. I dirigenti federali vedono di cattivo occhio labbandono di Paul-Henri Mathieu e Gal Monfils e larruolamento della franco-statunitense Mary Pierce, vincitrice degli Australian open nel 1995 e degli Open di Francia del 2000. Ma le prestazioni non sono allaltezza degli obiettivi. Escluso Monfils, che va alle semifinali degli Open di Francia del

ALIAS 18 FEBBRAIO 2012

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NAPOLI-CHELSEA, UNA SFIDA TRIP HOP


Marted al San Paolo va in scena la partita pi attesa degli ottavi di finale di Champions League, quella tra Napoli e Chelsea. Un derby anglo-italiano che sar preceduto da una sfida stracult a base di dischi, labirinti sonori e suggestioni video. In campo due dj inglesi che hanno fatto la storia del Trip Hop e che condividono la passione per il calcio. Robert Del Naja, alias 3D, leader dei Massive Attack e James Lavelle, fondatore degli Unkle. Il primo super tifoso del Napoli per storia familiare e passione fuori controllo, il secondo sostenitore del Chelsea con una certa dose di distacco oxfordiano. Luned sera, alla vigilia del

match, i due daranno vita a un dj set di vonneguttiana ispirazione (titolo Breakfast of Champions) al Bar Code di Pozzuoli, nuovo club davanguardia della scena napoletana aperto alle contaminazioni tra arte, musica, teatro, allinterno del complesso Havana Club. Figlio di di un emigrante napoletano di Brighton, Del Naja cresciuto col mito azzurro di Maradona e Careca e da anni un assiduo frequentatore del San Paolo. Per dire, quando il Napoli fu retrocesso in serie C1 a causa del fallimento della societ, alla prima gara col Cittadella davanti a 60mila persone, lui cera. Marted porter Lavelle allo stadio insieme a Max Passante, eclettico dj napoletano del Sound of love and dissent che li ha convinti a sfidarsi per gioco anticipando Azzurri e Blues.

Arnaud Lagardre. Sopra il tennista Richard Gasquet e la schermidrice Laura Flessel, nella pagina a sinistra Gal Monfils. In basso a destra, il cestista Jeremy Lin. Foto Reuters 2008, i membri di Lagardre team non brillano. Peggio: fanno una magra figura a confronto con i giocatori rimasti nella filiera federale. Oltre a Gilles Simon, regolarmente classificato tra i primi dieci sportivi a livello mondiale, Jo-Wilfried Tsonga arriva alle finali degli Australian Open nel 2008 e, nello stesso anno, vince il Masters 1000 di Parigi-Bercy. Un torneo in cui Monfils fallir in finale nel 2009 e nel 2010. Descritto dalla stampa sportiva come il piccolo Mozart del tennis tricolore, Gasquet viene coccolato da Lagardre, anche nelle avversit. Il 9 maggio 2009, il sito internet de LEquipe rivel che erano state scoperte tracce di cocaina nelle urine del giocatore, controllato quando aveva appena dato forfait per il torneo di Miami (Stati uniti). Immediatamente preso in carico dagli avvocati e dai servizi di comunicazione del gruppo, capitanati dal loro portavoce Ramzi Khiroun - ex consigliere di Dominique Strauss-Kahn - lex talento precoce venne assolto dal Tribunale arbitrale dello sport. Tribunale che, al termine di un giudizio clemente, reso il 17 dicembre 2009, rigett le richieste di sanzione dellAgenzia mondiale antidoping. La sera stessa, Lagardre riserv la sua prima entusiastica reazione al Grand journal di Canal+, canale di cui allepoca possedeva il 20 % del capitale. Battendo la mano sulla spalla del suo protetto, il capo pens fosse opportuno precisare di non avere mai giaciuto con Richard. Una replica degna di un vaudeville sportivo, che chiuse la parentesi del Team Lagardre, ufficialmente disciolto nellagosto 2010, un anno dopo la prima ondata di licenziamenti che aveva visto lallontanamento di 12 dei 32 atleti stipendiati dal gruppo. Il laboratorio di ricerca sullo sport, liquidato senza colpo ferire, conobbe la medesima sorte. Rest un pugno datleti rinomati. I tennisti Gasquet e Mathieu e la campionessa mondiale di judo Lucie Dcosse continuarono ad allenarsi sotto le bandiere del Lagardre Paris racing, nel prestigioso quadro del sito di La Croix-Catelan, la cui concessione stata accordata al gruppo nel 2005 dal sindaco di Parigi. Una persona vicina alla direzione generale del gruppo riferisce che il ribaltamento si verificato nellottobre 2008, al ritorno dalle Olimpiadi di Pechino. Arnaud Lagardre pensava che gli atleti su cui aveva scommesso sarebbero tornati coperti doro. Ma Flessel e Arron sono rientrati a mani vuote. Anche il molto promettente Teddy Riner ha guadagnato solo una medaglia di bronzo. Lagardre, terribilmente deluso, decise di sacrificare il Team. Un si salvi chi pu giudicato severamente dai gestori del servizio pubblico, precedentemente dileggiati da Lagardre. Patrique Dominguez, ex direttore tecnico nazionale (Dnt) della Fft (dal 2005 al 2009) e bestia nera del Team, assapora la sua vittoria ed esulta: Nello sport, contano solo i risultati: il gruppo Lagardre ha subito un grosso fiasco. Il denaro e le relazioni non sarebbero sufficienti per trionfare? Il direttore generale dellInsep, Maudet, ricorda che quando si lavora sulla ricerca della performance al pi alto livello, sono necessari metodo e tempo - talvolta molto tempo. necessario, inoltre, accettare il fallimento. Anche i modelli sperimentati in alcuni momenti non funzionano. Perch, completa Dominguez, leducazione di un atleta si compie in dieci anni, mille match e diecimila ore di allenamento. Ci siamo battuti contro un gruppo privato per fare s che perdurasse il sistema formativo alla francese. La Federazione ha una missione di utilit pubblica e si inscrive in un duplice progetto sportivo e scolastico. Mi sono aggrappato ad alcuni atleti affinch restassero. Tsonga sempre infortunato: una struttura privata che mira al profitto a breve termine lo avrebbe curato?, finge di interrogarsi lex Dtn. Pi indulgente, Jean-Franois Lamourex, ex ministro dello sport (tra il 2002 ed il 2007), trova dannoso il riflusso di Lagardre, tanto pi che le somme investite erano ragionevoli, malgrado la crisi economica. Con un budget annuale di 7 milioni di euro, il Team aveva poche chance di causare il fallimento di un gruppo che ha determinato nel 2009 un risultato netto di 164 milioni di euro (un quarto della somma dellanno precedente). Istruito dal fallimento

clamoroso di suo padre alla testa del Matra racing (societ calcistica edificata negli anni 80 a colpi di milioni e di star planetarie per detronizzare il Paris Saint-Germain), Lagardre intende moltiplicare i dividendi limitando lincertezza degli affari. Al momento, una scommessa persa. Nel 2010, Lagardre unlimited ha accumulato un utile di 28 milioni di euro, arretrando del 50 %. Leconomista dello sport Frdric Bolotny rivela: Il Team non aveva nulla a che vedere con il mecenatismo. La questione essenziale per Lagardre era farsi un nome nello sport con il minimo delle spese e acquisire la legittimit per fare affari. Prelevando una percentuale tra il 5 ed il 20% su tutti i contratti ed i premi degli atleti di cui essa promuove limmagine, Lagardre unlimited marcia sulle fertili praterie del suo rivale Img. Altra ambita fonte di profitto: lo sport spettacolo, attraverso Sportfive, la filiale consacrata alla gestione dei diritti di marketing e televisivi. Una prospettiva offuscata dalla decisione della Federazione calcistica francese di estromettere Sportfive dalla gestione dei diritti televisivi del Campionato europeo del 2012. Inoltre, la crisi economica spinge al ribasso il valore dei contratti sportivi, in particolare nel calcio. I quali pesano per oltre due terzi sul volume di affari. Lagardre unlimited ha cos subito nel 2010 96 milioni di perdite, erodendo la redditivit generale del gruppo. Il colmo per una filiale concepita come un galleggiante finanziario della casa madre! Nello scorso autunno, i nuovi dirigenti del settore sportivo prevedevano daltronde che il 2011 sarebbe stato un anno di bassi profitti. Tanto vale dire che i sogni di conquiste sportive di Arnaud Lagardre sembrano un po intaccati ... (1) Azionista di Lagardre nella misura dello 0,53 %, Wyser-Pratte ha cercato inutilmente di entrare nel consiglio di sorveglianza del gruppo, fine marzo 2010. (2) Les Echos, Parigi, 1 giugno 2010. (3) Back on track ? The outlook for the global sports market to 2013, PricewaterhouseCoopers, 2010. In questo studio, il mercato dello sport comprende il patrocinio, le vendite dei biglietti, i diritti di trasmissione, il merchandising. (4) LInsep risponde alla domanda delle federazioni. Per esempio, listituto accoglie annualmente venticinque ragazze e venticinque ragazzi per conto della Federazione francese di basket. (5) Yannick Noah stato lultimo francese ad avere vinto un torneo di Grande slam (nel suo caso gli open di Francia), nel 1983. Copyright Le Monde diplomatique/ilmanifesto Traduzione di Alyosha Matella

USA BASKET NBA

Tutti pazzi per Lin, il cinese di Harvard che ha riacceso le luci di New York
di NICOLA SELLITTI

Il primo ciak avviene durante unesibizione nellestate 2010 contro John Wall, uomo franchigia dei Washington Wizards. Jeremy Lin cominciava a fare sul serio. Entrava nel giro Nba, un paio di contratti non rinnovati, una stagione da caratterista ai Golden State Warriors, assieme ai Clippers la franchigia pi sfigata della Lega. E poi il big bang. Tagliato dai guerrieri il 24 dicembre scorso, finisce nella Grande Mela. Presenza fissa sulla panchina dei Knicks per pi di un mese. Prima dei dieci giorni che sconvolgono la sua vita. Da comparsa ad attore principale della Nba, di New York, dello sport professionistico americano. Volto dei telegiornali, siti sportivi e non, presenza fissa sul New York Times. Centonovantuno centimetri che salvano la traballante panchina di Mike DAntoni. I Knicks vanno male. Record negativo, non c chimica di squadra, manca un playmaker, le stelle Anthony e Stoudemire sinfortunano. Ecco i derelitti New Jersey Nets il 4 febbraio, a chi concedere il volante con la palla a spicchi? Ci pensa lui. Entra, vince la gara con 25 punti, 7 assist e 5 rimbalzi. La prima di sette gare in cui mette assieme 24 punti e 9 assist di media. Cifre alla Lebron James. Mentalit vincente alla Kobe Bryant. Improvviso uomo al comando che rialza una franchigia in crisi. Sette vittorie consecutive per New York, pubblico in delirio e biglietti dai bagarini che costano un occhio della testa. Una sceneggiatura difficile da partorire anche a Hollywood. Jeremy Lin. Il primo atleta di valore che viene da Harvard University, che di solito fa a sportellate con Yale nel produrre lintellighenzia del Paese, mica i giganti dei canestri, e che comunque non concede borse di studio per lo sport. Padre taiwanese e madre cinese emigrati negli States, nato e cresciuto a Palo Alto in California, Lin si paga da solo i corsi universitari e il basket. Sotto lala protettrice della nonna, Lin Chu A Muen. Che si presa cura del suo ragazzo negli States tra riso fritto, rape e uova e che ora inseguita dai paparazzi ogni volta che esce di casa per andare a vedere il nipote. So solo che quando Jeremy mette la palla nel

Due settimane fa dormiva sul divano del fratello, poi si alzato dalla panchina e ha cambiato faccia ai Knicks. Obama e Pechino stravedono per lui
canestro, ha fatto una buona cosa, ha spiegato timida al Nyt. Una manna dal cielo soprattutto per la Nba. Serviva un plot dautore per rilanciare lo spettacolo pi popolare al mondo, in crisi didentit, soffocato da un calendario selvaggio dopo il lock out che si protratto sino a Natale. Ecco quindi la Linsanity, la follia collettiva per il numero 17 sbucato dal nulla. Che trover posto pure allAll Star Game, in programma la prossima settimana ad Orlando. Nei dieci giorni che gli hanno cambiato lesistenza, Lin ha trovato anche un tetto stabile sotto cui vivere lontano dal Madison Square Garden. David Lee, ex ala dei Knicks ora ai Warriors, gli ha affittato un appartamento di due stanze nella Trump Tower di White Plains. Un angolo di paradiso, dove sorseggiare Martini e godersi la vista su Manhattan. Cos la nuova stella della Big Apple non pi costretta a dormire sul divano del fratello maggiore Josh, o chiedere ospitalit ai compagni di squadra quando Josh lo caccia via per organizzare qualche festa. Tra i suoi ammiratori spuntato anche Barack Obama. Scrive il Washington Post che il presidente ha visto gli highlights della sfida decisa allultimo secondo da Lin contro i Toronto Raptors e ne ha voluto discutere con i suoi collaboratori a bordo del Marine One, laereo presidenziale. Il presidente davvero molto impressionato da Lin spiega il portavoce di Obama, Jim Carney, - una storia che va ben oltre lo sport. Quando svanir leffetto magico della Linsanity? Stoudemire tornato in quintetto ma le statistiche e la leadership di Lin sono rimaste intatte. In attesa del ritorno di Carmelo Anthony, Forbes stima che il marchio Jeremy Lin valga gi 14 milioni di dollari, mentre su twitter il suo nome comparso nei cinguettii pi del doppio di LeBron James. Da quando esploso il fenomeno cinese, laudience televisiva delle partite dei Knicks aumentata del 70%, il traffico online sul sito della franchigia salito del 550%, le sue magliette vanno a ruba e su eBay le sue introvabili figurine sono battutte a 2mila dollari al pezzo. David Letterman lo vuole per il suo show, lHuffington Post gi parla di un appuntamento galante con Kim Kardashian, i tifosi cinesi e taiwanesi se lo contendono e il capo del partito comunista di Jiaxing (la citt della madre) ha rivendicato in rete le sue origini rivoluzionarie.

DEMOCRACY Theres no escape. The big pricks are out. Theyll fuck everything in sight. Watch your back.
Harold Pinter

ABBASTANZA SBRONZO DA DIRE TI AMO?


di Caryl Churchill con Carlo Cecchi, Tommaso Ragno

PRODOTTO
di Mark Ravenhill con Carlo Cecchi, Barbara Ronchi
traduzioni Giorgio Amitrano

REGIA DI CARLO CECCHI


Ministero per i Beni e le Attivit Culturali Regione Marche Comune di Ancona Provincia di Ancona Fondazione Le Citt del Teatro
giocom.it

DAL 23 AL 26 FEBBRAIO 2012 - ROMA - TEATRO VASCELLO DAL 28 FEBBRAIO ALL'11 MARZO 2012 - MILANO - TEATRO ELFO PUCCINI
info: www.stabilemarche.it - www.teatrovascello.it - www.elfo.org