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Scenari Inediti Della Commedia Dell Arte

Scenari Inediti Della Commedia Dell Arte

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INEDITI

DBLLA

C~()lVJ1VI J1~I)]A I)El~ _L'

ARTE

CONTRIBUTO
ALLA

STOHn DEL TK\THO POPOL,\HC ITALIA'\O
D.

ADOLFO BARTOLI

IN FIRENZE
O. C. SANSONI, EDITORE

1880
-' ~ ", . . ••oG.....;.... -_ _ _ _ - .;.

.

..

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AL 1110 CABO E VECCHIO AM.ICO

FERDINANDO MARTINI·
DEPUTATO AL PABLAIIENTO

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INTRODUZIONE

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Est quad&lll prodire tenus. 8i non damr ultra.
OuZiO.

On BOalt qua las petite

PU _ _111

Font las grandas rivim..
FozIILIBB.

Fra Ie moltissime parti della Storia della Letteratura ltaliana, ehe restano anoora a studiarsi, una delle meno esplorate, salvo che per Ie Origini, e quella della Drammatico.. Ne a me pub neppure cadere in pensiero di riempire, con questo breve lavoro, III. vasta lacuna. 10 non posso n~ voglio far altro che oft'rire, coi nuovi Scenari che pubblico, un contributo allo studio dell' antica Commedia popolare Italiano.; ed in questo discorso preliminarc mi contento di trar fuori dalle mie carte qualche fugace appunto su questo argomento, aspettando che altri faccia piu e meglio di me. Due generi di Commedie popolari ebbe l'Italia, quasi datto seonosciuti ambedue, ed ambedue importantissimi: Ie Commedie scritte e Ie improtnJise. Noi dobbiamo ora rivolgere III. nostril. attenzione aIle seconde. Si chiamo Commedia impr()f)f)isa 0 dell' arte quella della quale non e disteso il dialogo, mil. semplicemente e fatta 10. divisione delle seene ed accennato cib che i personaggi debbono dire. Questa Commedia, che probabilmente si recito per tutto il Medioevo dagli istrioni piu volgari, mezzi com-

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"INTRODUZIONE

medianti e mezzi saltimbanchi, I saIl in grande onore verso la fine del secolo XVI. Vediamo prima di tutto cio che essa fosse. La Commedia dell'Arte e essenzialmente commedia di intreccio, e sempre d'intreccio amoroso. I mezzi dei quali si serve, sono generalmente poveri e volgari. Per metterci sotto gli occhi Ie segrete furfanterie d'un uomo, si fa ch' egli stesso, in un soliloquio, Ie racconti al pubblico.' Per far credere d' esser mom, si ricorre ad un sonnifero.· Una donna pei suoi intrighi d' amore si finge
I Sarebbe atJ'atto 8uperlluo citar qui tutto cia che II stato raoooito e scritto intomo all'arte istrionica nell'eta eli mezzo. Bastera rimandare il lettore all'Introduzione del Du Mm!, nelle Orig. lat. du TlUdtrd mod.; al DictionnaiN dII8 .M"yStml8, eli Douhet; e al capitolo I Padri MllG ChiuG d il TMtro lAtina del D' Ancona, Delle sue Origini Ml TdGtro in Ie. liG, I, 9 sgg. Del resto vedremo in seguito che l' arte del saltimbanco e del comico Ii conCusero in una sola persona anche in tempi vicini ai nostri. Per rispetto alia ComlMdia Mil' Ark propriamente detta, II stato scritto che ne Cu inventore Francesco Cherea, il comico Cavorito eli Leone X, citando un passo del Sansovino (ved. KLEIN, Guchichtd dII8 Drama's, IV, DG8 italimUcM DrGma, I, 9(3), nell'opera VdMtiG ducrittG ecc., 1581, pag. 168. Ma cia non resulta in neSBuna guisa dalle parole del Sansovino, che sono queste: «Ne'tempi andati ci Cu di molto nome Francesco Cherea, it quale favorito da Papa Leone X in Roma, tenendo il primo luogo fra i recitanti in scena (onde percio feca acquisto del cognome del Terentiano Cherea) si fuggl in queste pam per 10 saeCo infelice eli quella citU\, sotto Papa Clemente VII. Egli piacque grandemente ai nostri, onde inventore in queste parti eli recitar Comedie, Ii luscitarono in quei tempi a lua perauasione diversi nobili ingegni, che ne recitarono di belle et honorate. Percio che allora mise mano a quelta impresa Antonio da Molino coguominato Burchiella, huomo piacevole et che parlava in lingua greca et schiavona corrotta con l'italiana, con Ie pin ridicolose et strane inventioni et chimere del mondo; Frate Armonio dell'Ordine de'Crocicchieri, Organista di San Marco, Valerio Zuccato dal mosaico, Lodovico Dolce et altri diverai. Et Cra queati Cu notabilissima recitante una Polonia, che 1\1 poi donna del detto Valerio a. • 8c.u.A, T6Gtro Mlld FatlOle rapprudntatiN, Venetia, 1611. Oiomata 31, PddGnk, pag. 93 ,,: « Discrive la vita sua, i luoi vitij • e come sotto il manto della simuiatione e delle cose morali, ricopre tutte Ie lue scelleraggini a. • Ved. Oiom. 7, lA Crdduta mortll; Oiom. 18, Li tragici 8VOCUsi,

n n

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........,

INTRODUZIONE

XI

muta e spiritata, I e spiritati si fingono gli amanti ed i seni.· N~ gli spiritati soli, ma &Dche gli spiriti veri compariscono sulla scena, 0 a minacciare' 0 a'bastonare~ o a trafugare qualche persona.' Uno de'mezzi pi~ comuni nella Commedia dell' Arte sono i travestimenti:' qui e Isabella 0 Franceschina 0 Flaminia vestita da uomo; 18. e Fabrizio vestito da donna 0 Arlecchino da cavadenti 0 FIavio da medico 0 Flaminio da zingara.7 Un altro mezzo e quello delle persone fatte schiave e scomparse, e quindi delle agnizioni.' Frequentissime sono Ie scene di grandi fracassi, di fughe generali, di confusione. PUQ dirsi anzi che sia questa una delle caratteristiche della Commedia dell' Aria. Diamone un esempio. Nella Fortuna di Flamol si legge: c Arlecchino ciarlatano fa accomodare il banco da montare a vender la roba; poi 8enJitori vi mettono sopra la sedia, la valigia; poi chiama i compagni. Gnrtiano 6 Turchetto vengono fuori dall'hostena, montano tutti in banco, Turchetto comincia a sonare e cantare; in quello Flaminia alla finestra sta a vedere i ciarlatani; in quello Burattino viene ad ascoltare; in quello ~ arriva, si ferma per vedere; in quello Pan-

- - - - - - - - - - ---_ _ - - - - - - - - ...

, Qiorn. m, Li duo /ldi NotGN. I Qiorn. 21, n /lnt.o NegromanU. Giorn. 33, Li quaUro /Inti apiNtGti. • Oiorn. 44, BoItIlba incantGtrice. • Giorn. 16. La 8pecchio. • Giorn. 49, L' ArlIore incantGt.o. • Ved. per ell. Giorn. 24, La geW8a I8GH1lG; Oiorn. 19, Li ere fId; , Oiorn. 16, La Specc1&io; Giorn. 12, n Ca~u; Giorn. 8, La /lntG hua; Qiorn. 26, Li tG~ A_andrinl. • Peraon8 ridotte in ischlavitd Ii hanno nella Giorn. I, Li duo __ chi fhmelli; Qiorn. 32, Li duo /Inti Zi"9ani; Oiom. 34, Il/lnt.o Ci«Jo; Oiorn. 36, .bab8llG A8crologa; Oiorn. 38, La pauia d'I8GHllG, ed in aUn. Psi riconoecimenti, poi, ved. pa8"m. • Oiom. 2.

Amici.

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XII

INTRODUZIONE

talone arriva, saluta Orazio, e tutti si fermano a vedere. Qui Graziano sopra la sua roba, fa I'imbonimento, Arlecckino il simile, Turchetto suons. e canta; in quello Capitano vedendo Flami.nia alIa finestra, subito la. saluta, Franceschina saIuta 10 8chiavo, Capitano osserva Arlecchino, e 10 riconosce per quello che aveva in governo la. sua donna., 10 tira gin dal banco; Pantalone dice a Orazio quello Capitano easer suo nemico; O,.azio caccia mana contro il Capitano; Capitano il simile; Arlecchino fugge; Capitano 10 seguita, ed in quel romore il banco va per terra, ognuno fugge in casa sua, Orazio I Panta'ltJtM e Ped,.olino gIi seguono -. In altro luogo tutti mettono mano alla spada, e c facendo quistione confuaamente, pariono _; I 0 fuggono spaventati credendo di vedere un fantasma " 0 per altre ragioni scappano, si picchiano, si minacciano, empiendo sempre la scena di fracasso.· Tutto cib non ha, evidentemente, altro scopo che quello di destare il riso; ed a conseguire questo scopo, ogni mezzo e buono. Qui sara. la buft'onata di Arlecchino cavadenti: c Arlecchino cava fuora i suoi ferri; i quali sono tutti ferri da magnano, nominandoIi ridicolosamente, 10 fa sedere (Pantalone), e con la tanagIia Ii cava quattro denti buoni; Pantalone dal dolore s' attacca alla barba del cavadenti, 'Ia quale essendo posticcia, Ii rimane in mana ; Arleechino fugge, Pantalone Ii tira dietro la. sedia -.' La., sara. Graziano che viene c eon un gallo vivo in pugno per sparviere, Claudione con ana gatta alla lassa, Burattino con una scimmia alla lassa -.' Altrove
I Giorn. 19, Li we jldi Amici. • Giorn. 22, n creduco _CO; Giorn. 24, n jlnco Toftlno • Giorn. 10, La 8JIO"; Giorn. 17; Li duo Capilllni rimili; Giorn.12· II Camdente, e altroT8. • Giorn. 12. n Ca1lCJdente. • Giorn. 36, La Caccia.

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INTRODUZIONE

XlII

saranno due donne che contendono, ed una che dice al,I' altra c che se la gratti, se Ie pizzica ",1 0 sara Franceschina che c piglia a cavallo,. il Capitano, e Pedrolino che 10 c bastona suI c.... ,.,1 0 altre consimili scene plebee. Per far ridere si fara. venire in iscena un personaggio c con caldara, acqua, legna, fuoco, pezze ed altro,. per una donna partoriente,' 0 si fara. passare suI palcoscenico il condannato a mom c col laccio al collo ,..~ Sempre per far ridere si mandera. uno alIa c Spetiaria dell' Orinale ",' 0 si faranno dire Ie cose pin strampalate a una pazza;' o· si ricorrera. alle parole ed ai racconti
------) GiOrD. 17, Li duo ll4pitani limili. • GiOrD. 36, La Caccia. I GiorD. 43, L' Alwda. • GiorD. 18, Li tragici 61UlCU1i. • GiOrD. 21, n jlnto Negromanee. • Cosl strampaIate, che non Ii ~ creduto, (Ol'll8, poIIIIibile lasciarle all'invenzione improvvisa dell' attore, e IOno state scritte per disteso nello 8ceraario. Eccole qui: « Alvira pazza viene facendo e dicendo molte cose cia pazza, e sempre motleggiando IOpra la testa di Tartl!, e del tradimento faUe>. dice lero : 10 non mi maraviglio che l' acqua del fiume sia dolce e quella del mare salata, perch~ l'insalata!8. sempre col suo olio filOlOforum, e COD 10 8tratto di Gibaltarra 0 vuoi di Zibilterra. che l' uno e I' altro nome Ii vien detto, pure, come piacque al 8UO fatal destino. quella poveretta dell' Orsa maggiore si calz6 gli stivali d' Artofilace, ed and6 a pigliar ostreIghe e cappe longhe nel golfo di Laiazzo inver Soria: che la cosa 8ia 0 DOD 8ia, sia voga, voga sia, e sia col malanno che Dio vi dia, e nella VOIItra tasca vi sia la mala pasca, e con usate tempre vi sia anche il mal _pre, e tutto 1 dl 8U l' ABen >t. E poco sotto: « Oh che gran specchio mi iii rappresenta innanzi agli occhi I io in questo apecchio vedo il IOle tutto Infocato arrostir nello 8piedo, ad un faoco di ghiaccio, quel traditore del prencipe di Marocco per aver rDbbato una gallina ad un gallo all'osteria del moro; ab, ab, ab, tu ci arrivasti pure, pigliate del lardo vecchio e pergottatelo ben bene, ponelevi 80pra del sale e datelo a maD@iare ad una brigata d' Astomi. Su, 8U, cavalieri d'onore, di qua II salta II perigliolO vareo, questa ~ la Itrada di Yontefiasconi, questa ~ la vera ria de'Yestri e de Marghera, questo ~ il famolO carro di Fusina, e que8ta ~ \a vera caldara del maccheroni dove entro v' erano Ie brache del Gonnella aapientisaimo filolofo >t. GiOrD. 41, La For,mnattJ Principeua.

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XIV

INTRODUZIONE

osceni. Ne sempre saranno oscenitll. a doppio senso, come quando Burattino ortolano d8. alIa figliuola c alcune le-. zioni di maneggiare il manico della zappa It.! Ma Ie cose anzi saranno dette in tutta 180 loro crudezza, senza velar nulla, senza rioorrere a nessuna metafora; Burattino chiamera. Pedrolino c signore impregnatore It ;1 10 stesso Burattino preghera. tutti c che faceiano poco romore, perche il medico· possa meglio impregnare sua figlia Flaminia It;' e domanderll. a Pantalone c se Graziano avendo usato con sua moglie, egli pu?> 'esser chiamato beeeo It;' sentiremo una I'agazza raecomandarsi all' amante che 180 sposi c essendo 180 gravidanza in colmo »;' vedremo Pedrolino, Arlecchino e Burattino c tutti tre vestiti da beeeari e da castraporci, eon cortellaeci grandi in mano e una oonca di rame», aceingersi a castrare Cataldo Pedante.· E presso a questa e ad altre infinite oseenitll., troveremo Ie sudicerie pin inaudite: Arlecchino che vomita c sforzandosi di far del corpo »~ ed aUre oose che ei repugna 10 scrivere. La Commedia dell' Arte, come non si arrestava davanti all' osceno, cosl neppure davanti allo strano e all' assurdo. Pedrolino mangia confetti che 10 fanno diventar pazzo ;1 un giovane somiglia tanto a sua sorella da essere scambiato eon essa;' un altro giovane sta per tre anni cogli occhi chiusi, in penitenza di un suo fallo. tO E 10 strano
.' Giorn. I Giorn. • Giorn. • Giorn. • Oiorn. • Giorn. , Giorn. • Oiorn. • Oiorn. '0 Giorn.

6, n fJ6CChio gtllo8o. 4, IA 1ncrltJ d'IBabtlU•• 37, La CCJCCiII. 6, II VtlCCkio gtllo8o. 21, n /Into NtJgromGnttJ. 31, II PtldanCtl. 21, n /Into NegromanttJ. 12, n CtmadmCtl. 24, La gtlltml IBabtllltJ. 34, n /Into cUoo.

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INTRODUZIONE

xv

si complica qualche volta collo spettacoloso, come quando si fa apparire la luna c tutta macchiata di sangue » " si fa venire un soldato colla testa di un ucciso in mano,' o un c puttino a cavallo d'un'orsa, menando alIa lassa un leone »,. si fanno uscire gli c spiriti infernali»,4 i c nani colle torce accese»,' gli orsi che combattono fra loro " i pastori portati dai Satiri.7 La Commedia dell'Arte, quale si trova negli Scenari di Flaminio Scala, e giudicata dal Riccoboni c tres-faible et meme j' oserai dire mauvaise», ed ancora c tresscandaleuse ».• Ne gli sapremmo dar torto; ma a renderla tale contribul, senza alcun dubbio, quello che il Riccoboni stesso ascrive a merito della Scala, I' aver egli, cioe, voluto moc1ellarsi sulle Commedie letterarie del secolo XVI.' A noi, per esempio, dO. molta noia quel continuo cicaleggio che troviamo fatto aalla finestra: ma questa e 1& conseguenza necessaria dell' aver sempre posta la seena 0 nella strada 0 nella piazza; come e appunto nelle commedie letterarie del cinquecento,1O e come an, GiOrD.

41, La for_nata Principeua. 43, L' AlfJida. 44, Boaalba Incantatrice.

• hi.
• GiOrD. • GiOrD.

• In.

• m,.

• GiOrD. 1 GiOrD.

47, La 8eCOnda parte tkll' Ormda. 42, Gli atJtIenimenri comici, pastorali 'tragici. du ~tN Italien, 1,40.

• c Les bonnes ComMies qui avoient pardes imprim4\es au commencement du seiziame si~e, avoient ouvert les yeux a Flaminio Scala, qui daDs IOn impl'Omptu et dans IOn sens mimique avoit donn6 une meilleure Corme a IOn th6atre lo. Ibid. p. 41. II Non ci pare cbe abbia ragione il signor Alberto Agresti di volar diCeudere Dei BUoi Studii mlla Commedia Italiana tkl ,ecolo XVI, Napoli, 1871, psg. 35, c l'immobile seena di piazza lo, dicendo cbe CBe 1& commedia doveva easera un intrigo, e Be questo era menato a capo da eeni 0 da gente da trivio conR'O quelli di casa, questo intrigo non Bi poteva altrove onlira cbe in piaua lo. Prima di tutto non ~·V8!'O cbe 1&

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XVI

INTRODUZlONE

cora, in quelle del teatro latino. A noi dispiaeeiono quelle donne fooili, leggere (per non dir peggio), che invitano gli uomini in easa; t dispiacciono quelle ignobili scene tra serva e padrona.' Ma tutto cio proviene appunto da influenza letteraria; e la meretri:x:, e I'ancilla di Terenzio, di Plauto, e poi, gin gin, del Bibbiena, dell' Aretino, delI' Ariosto, di tutti i nostri commediografi del secolo XVI, che qui morge, nella commedia del popolo, serbando inalterate Ie sue vecchie fattezze. E non solamente, pur troppo , la donna e la serva; ma tutti gli altri personaggi ci vengono davanti nel loro antico carattere. Fu gilA notato da molti come alIa commedia letteraria del secolo XVI manchi, quasi completamente, 10 studio delle passioni e dei caratteri.a Lo stesso puo dirsi della Commedia dell'Arte. Quivi pure i tipi, Ie maschere, perdurano, tenooemente uguali. I due Veccki sono Pantalone e Gratiano Dottore. Pantalone e generalmente un buon diavol0, che si lascia sempre ingannare dai figliuoli e dai sem, e che finisce generalmente per perdonare. Egli discende in linea retta dal Senex di Plauto e'di Terenzio.

commedia do_e "sere un intrigo. Fu cosi, ma pOtefXI anebe essere qualcbe altra cosa. Poi, 0 che gli intrigbi non Ii ordiacono ebe in piazza' Ed ogni intrigo ordito in piazza non ha un seguito in CIlIIa' Diciamo piuttosto cbe con la scena della strada 0 della piazza Bi volle imitare Plauto e Terenzio; ma non pretendiamo di difeDdere un errore, ebe rec6 tanto danDo alia commedia letteraria ed anche a queUa popolare. • Nei Duo IIdi NotaN, Giorn. 20, Flaminia dice a un uomo: «bene mio, venite in casa a godermi ,.. Si veda aDebe la condotta d'lsabella col Capitano, ch'ella non ha mai visto, e dal quale accetta Bubito un anello in dono. Giorn. 31, n P6danee. E gli esempi Bi potrebbero moltiplicare. • Giorn, 17, Li duo Capitani Bimili: « Francesebina la riprende, Flaminia addirata la chiama rufliana, e moltiplicando in parole, vengono alle mani ,.. a Ved. per esempio,le buone oBBervazioni che fa in proposito U signor Vincenao De AmiciB nel BUO libro L'rmittuione lacina nello Comtnedia rtal. del xyr secolo, Pisa 1871.

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INTRODUZIONE

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La bont& eli Pantalone non e pera senza difetti; egli e spesso crapulone e concubinario, I frequenta Ie osterie, I eliventa ridicolo f&cendo il ganimede colle fanciulle e colle vedove,' giunge pertino ad esser rivale del proprio figliuolo,' ed a vantarBi delle sue scostumatezze.' E poi spesso anche sciocco all' eccesso,. e zimbello delle donne &ccorte,' rabbioso fino a dare dei morBi;' insomma e il S~ delle Commedie latine, che ha sublto certe influenze di tempi e di luoghi, ma che e rimasto nella sostanza 10 stesso; e il gran tipo umano del vecchio che non si ricorda della propria eta, avendone pure tutti i elifetti e tutti i malanni. Affine al. Pantalone e I' altro vecchio, Graziano Dottore. Anch'egli e scostumato,8 anch'egli fa il zerbinotto,'O ma e pit ridicolo eli Pantalone. II Dottore e ormai ridotto all' impotenza; II egli si lascia picchiare anche dalle donne, II si lascia pit stupidamente burlare; II dice poi

I

---------------------Oiorn. 31, n Pedan~.

Oiorn. 1!5, La geWa I.abella. Giorn. 12, II Catladen~. Ibid. e Oiorn. 3, La fortunata babella Giorn. 4, Le burle d'I8abell4. Ved. per ea. la seena del sudore nella Oiorn. 6, II Vecchio g61080. GiOrD. 4, Le burle d'I.abella. Giorn. 12, II a(1)(Jden~. Oiorn. 15, La traoogliata I8abel14. It Oiorn. 3, La fortunata I8abel14. II Oiorn. 15, La traoogliata I8abella. II Giorn. I, Li duo Vecchi gemelli. " Que&ta seena delle fHttelle 1I caratt.eristica e vogliamo qui riferirla: «.lJtJttON con 1Dl piatto dentrovi sette frittelle ricevute da un suo clientolo: comineia a numerarle e compartirle, dicendo: tre per me, due per 10 forestiero e due per mio dglio; poi dieendo che la serva Ii sdegnera s'anch'ella non De mangia, compartisee di nuovo, dicendo: tre per me, due per 10 forestiero, una per mio figlio, e l' altra per la serva. Da poi dice cbe il peIIBiero non 1I buono, faeendo la serva egnale al figlio. Arleechino fa cenno al Capitano, il quale Ii pone dietro il Dottore,. ed ~ 1ecehino ginoeehioni chiede elemolina,dicendo esser disgratiato mora
I

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XVIII

INTRODUZIONE

spropositi continui, nel che anzi consiste ilsuo carattere peculiare. I Dopo i due Vecchi ci troviamo davanti ad una maschera che attrae vivamente la nostra attenzione, quella del Capitano. Anche questa perb che, a prima vista potrebbe parere una creazione originale, non e che una imitazione, una copia di un tipo antichissimo. n Riccoboni ci dice che 1& maschera del Capitano e stata introdotta in Italia dagli Spagnuoli; I ma certo e che questo

di casa BUL Dottore Ii fa dire I' historia del suo eeser di~to; ed Ar· leechino comincia dire: Signor mio, sappia V. S. come mio padre haveva in casa un forestiero a desinar seco una mattina; finito di mangiar molte vivande, Cu portato in tavola un piatto con sette frittelle dentrovi; io, vedendole e piacendomi cotal aorta di pasta, subito Ie do un' occhiata, e viddi com'eIIeno se ne stavano nella lor roaolatura, che parevano tutte di color d'oro nel mele avvUuppate; all'hora il Corestiero stese la mano, prendendone una e mangiandosela (quivi il Capitano, che sta dietro aI Dottore stende la mana pigliandone una e mangiandosela in un tratto), e di mana in mana che Arlecchino dice il numero delle Crittelle, tante ne vengono prese e mangiate dal Capitano, dicendo sempre Arlecchino, io voglio star a vedere Ia discrettione di qv.eato golO8O Corestiero. Finalmente, vedendOBi ridotto all'ultima, e lperando che quella li dovease toccare, e vedendo poi che ancora quella era ltata mangiata, poei mana alla spada, e tirandoli un colpo, Ii dissi: buon pro vi Caccia; poi Ii parte col Capitano. Ed il Dottore vedendoei burlato, dice voler andare a regalare il forestiero con quelle che aono avanzate, ed entra in casal>. Giorn. 15, La lratX.I-

gliata I8aM1la.
I « Gratiano intende dell'infermitt delle fJglie loro, da molti segreti da cavallo et aIIo sprop08ito l>. Coal leggeei nella Giorn. 37, La Caccia. Nelle Commedie .dell'Aria della Scala, Pantalone de'Biaognoei ~ spee80, ma non sempre, veneziano. Coal nella Giorn. 9 egli vive a Napoli; nell'U a Milano; nella 18 a Firenze, nelle 12, 17, 19, a Roma ecc. D Dottore ~ pure Spee80 di Bologna, ma nella Giorn. 8 ~ di Pesaro, nella 9 di Napoli, nella 10 di Veneeia, nella 14 di Milano, nella 18 di Firenle, nella 21 di Roma ace. D nome di Gratiano, che ~ quello generalmente del Dottorl, qualche volta ~ dato ad peraonaggi. Nella Giorn. 2, per ea. Gratiano ~ Ciarlatano, nella 36 ~ M8dioo, nella 43 ~ Bailo, nella « ~ Maggio,.. domo, nella 50 ~ CoMigliero. I llUt. du Th4tJCN Ital., I, 56.

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INTRODUZIONE

XIX.

tipo proviene dal Milts di Plauto.' Fa sempre iI brava.ecio, l'ammazzasette: ad Isabella, che s'incollerisce con Flavio, egli dice: c signora Isabella, ho da ammazzar queRto ancora? ». mette sempre mano alla spada,· da delle piattonate a Arlecchino,· sfida 801 duello, I insomma picchia a destra e a sinistra, salvo poi a scappare appena sia minacciato. Se Pantalone c caccia mano 801 pistolese » contro di lui, egli fugge a rotta di collo; ma poi ad Ar• In Plauto ai ritrovano i caratteri londamentali del Capitano, Ia amargiaMata, 1& apavalderia, la spacconata, ed il tenersi irresistibile per Ie donne. Mel Mile. glorionu 8880 e chiamato magnidicum. cincinnatlJm. molchum. "ng_tatum (Act. In, Sc. m). Quando Palaeatrio gli dice che Milphidippa e l' ancil14 di quella donna di cui gi& gli parla, il IOldato risponde (Act. J't', So. II):
QaaDam ab lIIaram' nam ita me occursant mwtae: _inl_ baDd pGUDID.

B Milphidippa poi gli dice (ivi):
£Xprome beDlgDnm 81 taW lDpoiam, arbicape, aociaor reguam. Lo ateaao caratte1"8 e quello di Anthemonidll. nel Pomulw, e basti ci&are 1& famoaa acena tra Anthemonidea e LycuB (Act. II, So. I):
Atc. ita at occepl dicere, Lenul1e, de illac JIIIBD& pentethroDlca, Qua I8U/rinta mWIa hominnm uno die· VolaUcoram maDIbua occlcll meta. LT. Bb! volaUcoram homlnam' Ate. ita dico quldem. LT. An, obl8cro, Dlquam IDnt homlael volaUci' Atc. F'aerej veram ego Int.erfeci. LT. quomodo Potaiatl, Atc. dic&m, viacnm 181ioDl dedi, FaDc1&aqae: eo praeawmeb&nt 'olla f'arf'eri. LT. Qaol rei I Atc. De ad ftuldu vI80na UU-eret. LY. Perge: optame hercle perinl'lll. Quid paetea I AIC. In ibnd.. vIIci iudeblDt fI'I'IDIllcalOll global, Bo IDoe vol&ntes iuei ibnditarier. QaId mnlta verbal quemqaem vIaoo olrenderlDt, Tam crebri ad Wrr&ID aocIdeblDt quam p\rI. Vt qaiaqae aocIderat, eam _bam iUico. Per cerebnuD pinna Ina ubi, qaul tartarem.

"p, mi AchlU.,

JIa, quod

w 01'0,

18m i1lam palchram, pulchre:

Giorn. 22, n eNduto morto. • Giorn. 2, 1A. fortuna di FlarM e paaaim. • Giorn. 13, n Dottare dUperato. • c 10 Capitano Spavento da Valle InCerna diafldo te, Flavio, e te Oratio BiIognoai, a combattere a spada e pugnale in camicia Cuora della Poria al Prato ». Giorn. 1, Li duo Vecchi gemelli.
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INTRODUZIONE

lecchino, che 10 rimprovera della sua vilta, risponde c d'esser andato a preparar la sepoltura a quel vecchio »! Ha paura degli spiriti come tutti gli altri, I si lascia portar via di peso;' gittato a terra, domanda grazia per la vita, ' e burlato da Arlecchino che gli suona il oomo nelle oreechie. I Questo pera non toglie che egli non si atteggi sempre ad eroe, ed a oonquistatore del bel sesso, che non raeconti sempre la c sua bellezza, forza e valore ».' Appena vede una donna, egli crede che basti un' occhiata, un cenno, una parola per farla sua; ammicca alle cortigiane, fa carezze alle schiave, ruba Ie donne oneste; ma per 10 pi~, alIa fine, resta deriso e canzonato. Per renderci conto di cia che diceva nella Commedia improvvisa questo curioso personaggio, noi non abbiamo di meglio che ricorrere ad un libro composto' da un celebre comico del seoolo XVI, il quale appunto recitava sotto la maschera del Capitano.7 Da esso apprenderemo prima di tutto quali fossero i nomi ch' egli si dava. II nome suo prineipale era: c Capitano Spavento da Valle "lnferna »; ma oltre a questo, ei chiamavasi ancora c il Capitano Ariararche, il Capitan Diacatolicon, il Capitan Leuoopigo, il capitan Melampigo et va discorrendo », spiegando poi questi nomi cosl: c Diacatolicon rool dir capitano universale, capitan Ariararche rool dir Prencipe della militia, Capitan Melampigo rool dir Capitano cuI negro, e Capitano Leucopigo rool dire Capitano cui
I Giom. 3, La /brtunata bo.be1la. • Giom. I, Li duo Veochi gerM1li. • Giom. 3, La fortunata I.abe1la. , Giom. 5, Flavio tradito. • Giom. 38, La Caccia. • Giom. I, Li duo Vecchi gemdU. , Le bra,,",.e del Capitana Spauento, diwe in mo1# ragionamenti in forma di dialogo, di Jrance8CO Andreini da PUtoia, Comico Ge· 10000, In Venetia lGU.

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INTRODUZIONE

XXI

bianco ».1 La natura. formo in un modo ben singolare questo terribile Capitano: ella e prese l' oro della prima eta, l'argelito della seconda, il rame della terza, ed il ferro della quarta ed ultima: fatto ch'ella hebbe 180 scelta dei quattro nobilissimi metalIi, dell' oro Ii fabbrico la testa, dell'argento il corpo, del rame Ie gambe e del ferro Ie braccia; e quindi nasce che queste forti e poderose braccia non sanno trattare altro che feno· e durissimo acciaro ».' Tutto cio che appartiene a lui e datto straordinario: 1a sua spada, per esempio e fu fa.bricata da Vulcano, fabro di tutti gli Dei, il quale fabricata che I' hebbe, la diede 801 Sommo Fato, il Fato la diede a Xerse, Xerse la diede a Ciro, Ciro a Dario, Dario ad Alessandro, Alessandro a Romolo, Romolo a Tarquinio, Tarquinio al Senato Romano, il Senato Rom~o a· Cesare, e per ultimo pervenne in me, con la quale poi di&feci a'miei dl mille eserciti ».2 Noi abbiamo anche I'e inventario di tutte Ie robbe che sono nella vaIigia del Capitano Spavento.», moe: e tutta Ia. Negromantia, Piromantia., Onomantia, Idromantia, Geomantia, Astrolop, Fisionomia, Metop08copia, Chiromantia, Prospettiva ed Illusiva di Zoroastro Re dei Batriani e primo inventore dell' Arte magica. In oltre dentro d'una. scatola sigillata con cera di Spagna vi sono dodeci spiriti , figurati per Ii dodici segni del Zodiaco, settantaduo spiriti, per Ii settantaduo linguaggi del mondo, quattro spiriti per i quattro Elementi, sette spiriti per Ii sette Pianeti, e per ultimo trentasei intelligenze del Cielo ».' Queste parranno a tutti, indubbiamente, &trampalerie inaudite, anzi addirittura sciocchezze. Ma. il citarle e appunto utile per
Ragion8ID. XVII. Ragionam. XXXIII. • RagiODalD. VL I Ragionam. XXXIX.
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XXII

INTRODUZIONE

mostrare fino ache grottesca caricatura giungesse questa maschera, la quale parrebbe quasi una satira dello spagnolismo secentistico. Ed invero sarebbe difficile I'immaginare un cumulo di pit grosse e pazzesche buf'onate di quelle che dice questo Spavento. Egli si e fatto fabbricare una galera c con Ie sarte di seta e d' or la vela, tutta d'avorio e d'ebano contesta, della quale gli alberi e Ie antenne sono di finissimo argento, la poppa di diamante, la prora eli rubino, i remi di topatio, l'ancore di smeraldo, Ie gomene d' oro massiccio e la savorra di perle orientali; e perche la Galera possa passare commodamente e senza impedimento alcuno, ho mandato innanzi quattromila guastatori a levar via tutte l'isole del mare Egeo, eel a slargare 10 stretto delI'HelIesponto .... Adattato biscotto a tale galera e quello c fatta di perle macinate, impastate con oro colato, con argento vivo, con limatura di denti d' elefante ...1 Se il Capitano vuole scrivere una lettera egli ordina al cartolaio che c per foglio di carta mi mandi la peUe del dragone Hesperio, per penna il .como del Rinoceronte, per inchiostro il pianto del coccodrillo, per polvere il mar della Sabbia, per cera la schiuma di Cerbero e per sigillo la sassifica testa di Medusa .. ! Meno stravagante, ma mordacemente satirico, e il pranzo del Capitano, che deve essere di tre piatti di came: c il primo sia eli came

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I Ragionam. VI. In aItro luogo Ii ha un galeone c Cabricato per mano d' Argo, n quale per fabricarlo vi pose dentro tutta la selva Dodona; gli aIberi e Ie antenne del quale BOno Ie Piramidi d'Egitto; l'ancore,l'isole perdute; Ie gomane, i viaggi di Marco Polo, e la savorra tutta di penaieri, d'inganni e di Btratagemmi militari,.. (Ragionam. XLII). I Ragionam. IV. I Ivi. E aItrove: c che per carta mi mandi n cielo della Luna, per inchioBtro n mare Oceano, pel' penna n fuso dell'Emiaperio, pel' cera it globo ~la TeITa, e per il sigiUo da sigillare l'ardentiBSimo fulmine di Giove,.. (Ragionam. V1D). '

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INTRODUZIONE

XXIII

d'Hebrei, il secondo di came di Turchi, ed il terzo di carne di Luterani ».' Le grandi imprese compite dal mostru080 eroe sono senza numero. Egli salvo il mondo da un nuovo diluvio. Incerto prima c 0 di beveme tutta l'acqua che pioveva 0 veramente quella che da i fiumi traboccava . . .. per ultima resolutione me ne andai nelle va.lli del freddo Settentrione, e' quivi pigliai una grandismma nube, la quale s' era calata nel mar del N ort per abbeverarsi; pigliata ch'io ebbi la gonfiata nuvola, subito vi cacciai dentro i venti, tutte Ie pioggie, tutti i fiumi, legandola in modo che non potessero uscire i poscia con grandissimo furore slanciandola, la slanciai verso il sesto cielo, l8. dove arrivando, percotendo e spezzandosi, affogo Giove con tutto il concistoro degli Dei, e cosl per opera mia fu salvato il mondo dal secondo diluvio d'acqua »! Un'altra volta il Capitano mosse guerra alle stelle. c 10 cominciai, egli dice, ad armarmi alla bizzarra eel a.lla fantastica, ponendomi indosso la torre di Nembrotte per lorica, ed il monte Tauro in testa per morione. Armato ch'io m' ebbi il capo, il petto, gll omeri e Ie braccia, pigliai l' arco baleno per balestra ed il Laberinto di Creta per carcasso, e tutte Ie Piramidi d' Egitto per freccie e virrettoni. Poscia, pien' d' ira e di furore, ascesi alla ~ima del monte Olimpo con ferma intenzione di rompere e fracassare l' uno e l' altro Polo; pervenuto ch'io fui alIa cima dell' altissimo monte, cominciai a baRagionam. III. Altre alluaioni a'Luterani si leggono nel Ragiovm: c Quante volte mi son trovato a desinare 0 a una con Platone re dell'inferno, tante volte m'e toecato a mangiare qualche LuteraDo arrosto e qualche Calvinista a guazzetto •• Intenzione aatirica ha pare l' ordinare c una buona 'piedata eli dlolO/Ja naturale e morale per i 4loaotl, ana mineatra eli codici, paragrad e eligeati per i legiati, at un gaazzetto eli siroppi, medicine e criateri per i medici e dsici e chirurghi •. (Ragionam. m). I RaBionam. XII.
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XXIV

INTRODUZIONE

Iestrare il firmamento, e tante balestrate Ii tirai, ch' io 10 sforacchiai tutto come un crivello :t.' Sarebbe difficile immaginare stravaganze pin bizzarre di queste e d' altre mille che si trovano nel libro dell' Andreini, come 1& dove Spavento insegna al suo servo Trappola il modo col quale egli deve salutario allontanandosi da lui; I 0 quello che deve dire da parte sua al c gran som. :t.' E la stravaganza tocca poi il suo limite estremo, quando il Capitano racconta d' easer andato a Ietto colla Mode,' d' essere stato a desinare all' Inferno; I quando manda a chiaJp.are il barbiere,' quando ordiua

• Ragionam. II. Ragionam. I. I Ragionam. VI. l Ragionam. VII. I cFummo Berviti regiamente, come Ii conveDiva: Megera, Aletto, Tesifone e LiBB&, Furie InCernali, portavano Ie vivande in tavola; Briareo Gigante con cento braccia e cento mani dava da bare ai convitati; Cerbero Cane con tfto capi e con tre bocche, 88 ne Btava BOtto la tavola a roder I' 0BBa dei serpenti e dei baailischi che 8i mangiavano. Finito 1'1nfernal banchetto, COmparve una compagnia di violoni Cremonesi, nominata i Carobelli, uomini fam08i, i quali cominciarono a 8uonare un BDItarello alia milanese. 10 88ntendo quel 8uono invitatorio, mi levai da tavola, presi per mano Proserpina Regina, e quivi danllai seco una belliBBima Gagliarda, la quale dur6 molti secoli. Finalmente per non Btraccar la Regina, spiccai una capriola tant'alta ehe col capo sfondai rlnferno dalla parte di BOpra, e nel venire a basso, sfondai l'lnCerno dalla parte di BOtto. Quando Plutone vidde l'lnferno sfondato di BOpra e di BOtto, dubitando di maggior danno, face fermare il ballo e chiamare a se tutti i muratori del Lago Maggiore ...• Coal ebbe fine la festa, eel io me ne ritornal al marziale alber~o a mutarmi di camicia, essendo tutto sudato ". (Ragionam. UXVlI). I cDirai che per bacile porti il Coliseo di Roma, per liscia I'acqua bollente del Bollieame di Vitarbo, per sapone la Ritonda, per netta oreechIe la colonna Trojana, per rasoio la falee della Morta, per forbiee It' due Agoglie lerogliflche, per pettine il rostra di Polifemo, per speechio 10 ICUdo d' Atlanta, e che conduca 88CO Morfeo, Famaso e Febetore miniltri del Sonno, percht1J mi ecaccino dal volto I' Arpie, importunilsime mOBche ". (Ragionam. :x).
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il bagno,' quando racconta d'aver preso parte al giuoeo del calcio a Firenze, I e via discorrendo. n Capitano Spavento e qui, naturalmente, anche un conquistatore di donne. Egli dice di avere in una notte ingr .... dugento fanciulle, d'aver sedotta 10. c moglie di Deucalione nominata Pirro. » , • ed altre eose della stesso genere, che non istiamo a riferire, parendoci pitt che sufficiente quello che abbiamo scritto fin qui a dare un'idea di questa maschera.Passiamo ora ai &r1Ji, ai due Zanni. II primo tra questi e Pedrolino, che si potrebbe, fino ad un cerio segno almeno, cousiderare come il personaggio pitt importante nella Commedia dell' Arte d~llo Scala, essendo egli costantemente l' anima dell'intrec~io, colle sue astuzie, colle sue burle, colle sue malizioae buffonate. P.edrolino somiglia al servo della Commedia latina. Aneh' egli tiene di mano agli amori de' giovani, e cerea con tutti i mezzi di levar quattrini dalle tasche de'vecchi. Le sue astuzie sonG infinite.' E lui che ordina tutta 10. finzione del puzzo del fiato di Pantalone,' che fa travestire Arlecchino da cavadenti' e da negromante,' ehe fa travestire i giovani
Ragionam. Dr. • Ragionam. xxv. • Ragionam. v. - Ci piace eli notare che l' Andreini ai mostra nel BUO libro uomo 8I8&i eolto. EgJi cita speBSO il Petrarca. l'AriOBto ed il TlUlllo; eita il Ma· rim, it Chiabrera. n Caporali (Ragion8ID. XLVI); riporta un verso di Dante, sebbene per iabaglio dica che 6 del Petrarca (Ragionam. xxxv) ; rieorda mold mttori greci e latini. E poi evidente che 10 scrittore tenta auche eli (are della Bua opera un libro morale. con eio ehe in fine di molti BacioDamenti fa dire a Trappola. Ved. per eB. Ragionam. XXXII. XLII.
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XLIII, lILlV, J:LV,

eec.

• Veil. per es. Oiorn. 14,

n

~llegrino

/fdo amante; Oiorn. 22.

n

CNduto morco eec. • Oiorn. 12, n CatJadente. "'bi. • Oiorn. 21, n /fflto Negromante.
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XXVI

INTRODUZIONE

cia spiriti, I che burla il Dottore, I Pantalone,' il Capitano ;' e lui che ride delle donne, che canzona i rivali,. che si vanta delle sue furberie e Ie confessa, I che dicecinicamente che la sua professione e quella del rumano.' Pedrolino e &Dche qualche volta un servo erudito. Egli cita gli c uomini famosi in arme, quali hanno amato e servito ad Amore:t, ed e fatto giudice quale sia preferibile tra la professione delletterato e del milite; 1 qualchevolta e anche sciocco e si lascia imbrogliare dal Dottore, , ha paura dei diavoli e degli spiriti;' Isabella 10 bastona, I~ gli altri 10 strapazzano; ma egli pel'o si riia. sempresopra tutti, e finisce coll' essere il tipo della furberia. vittoriosa. Quasi sempre sciocco e invece Arlecchitw. Egli e beffato II e schia1feggiato II da Pedrolino. Le sue buft'onat&
I Giorn. 21, II flnto NegromtJnte. • Oiorn. 15, 1.0 Specchio. • Ivi. • Giorn. :rr, La CtJCCUJ. • Giorn. I, Li duo Vecchi gBmtllli; Giorn. 21, n flnto NegromtJn~ • Giorn. 36, I8tJbelltJ A8erologtJ. , Giorn. 14, II Pellegrino fldo tJmtJnte. Probabilmente cio ,i riconnette colla vecchia disputa medievale di Fillide e Flora (CtJtom. BurtJntJ, 155), di Hueline e Aiglantine (MtaN, NoufJ. &c., I, 353). Eliate un A _ o ContrtJ.fto 80prtJ k tJrmi e k leU- anahe tra i Contrtuti &:enid d'Isabella Andreini (FrtJgmenti di tJlcune &ritture ulltJ rignortJ I8tJbelltJ Andreini. rtJCCOlti dtJ FrtJncuco Andreini. In Venetia, Cambi, 1625, page 41). Ivi BOno interlocutori CorinntJ ad Ale.t.ttJndro, 8quest'ultimo flnisce col dire: c Io non vogUo far torto nl1l all' ana nI1I all'altra honoratisaima profe8lione,le quali (come dianzi di8li) banno 1'Wl& dell'altra biBOgno, non potendoai l'ana senza l'altra mantenere, et perchilla nostra questione rimane del pari, mi contento d'amarvi, accio ahe pari Bieno i piaceri, i diletti e gli amoroai contenth. • Giorn. 3, La (ortufItJttJ I8tJbeIltJ. • Giorn. 15, La trtI'DtJfIlillta I8tJbeIltJ. .. Oiorn. 36, La CtJCCilI. 1\ Giorn. 21, II flnto NegromtJnt& I1000rn. I, Li duo Vecchi gemtllH.

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INTRODUZIONE

XXVII

sono pin triviali;1 e bngiardo, trniFatore, Mezzano volgare, I la sua arme e la stanga.' Arlecchino, il secondo Zanni, deve sempre far ridere, 0 rnzzolando gin da una scala,· 0 venendo in iscena vestito da Mercnrio c col cappello alato e con gli stivaletti alati», I 0 facendo il eiarlatano c in banco »,' 0 il cascamorto alIe donne." PiU seioeeo di Arlecchino non e che Mezzettirw, nn altro Zanni, ehe si laseia canzonare anche da lni.8 Ora servo,' ora oste, 10 ora ortolano, II ora mereante,t I ora buifoneta e Burattino; nn misto anch' egli di balordo e di fnrbo, di eanzonatore e di canzonato, ehe ora viene in iscena collo spiedo da eneina, ora eoll' orinale in mano, sempre per far ridere. Un'altra masehera abbiamo finalmente, qnella del

I OiOl'll. 21, Il/lnto Negromance. • OiOl'll. 11, Il Capicano; GiOl'll. 2, La fortuna di Fla1'io; GiOl'll. 21, /Into Ntlflromance. • Oiol'll. 2, La fortuna di Flaf1io. , Oiol'll. 21, n /Into Ntlflromance. • In. • Oiol'll. 2, La fortuna di Flaf1io. , GiOl'll. 3, La fortunaca ha1Je1ia. • Nella GiOl'll. 42, Gli AtnJfmimenti Comici. PfUtomli e Tragici, c'" questa scena: cLisetta piglia una ricotta, dicendo voler che la mangino inaieme (Arlecchino e Menettino) per I18gnO d'amore, e che 1& mangino come lei Ii ordiner6.; coai d'aeooroo, Liaetta Ii lega Ie braccia It tlChiena con lIChiena, poi mette la ricotta col piatto in terra, e parte dicendo a Canechio che come havranno mangiato dia loro da bere, e ria; quivi ognuno iii leona di voler pigliar Ia ricotta, e nell' abbassani alza il compagno legato IUlla sua schiena, Cacendo coBi a ncenda molte volte ; alia fine Ar1eechino piglia il piatto, e porta via Mezzettino legato BOpra. la lChiena. mangiando Ia ricotta lO. t Oiorn. as, Le di8gratie di FlaftO. II GiorD. 25, La gelo6a ha1Je1l4. II Giol'll. 6, n VlCChio geloao. I' Worn. 36, ha1Jella Anrologa. f' GiorD. 41, La for_naca Principeua.

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INTRODUZIONE

V'tllaM, Cavicchio, che canta c alla norcina:t e raeconta novelle ridicole. I I pin antichi 8cenari della Commedia dell'Arte, I che oggi si conoscano, sono quelli pubblicati da Flaminio Scala, di cui diamo qui il titolo: Li duo Vecchi gemelli - La fortuna di FlafJio - La fortunata Iaabtila. - Le burle (/ IaabtD.a. - Flavio tradito - n fJecchio gfloBo - La creduta moria - La finta paaa - n marito - La sposa - 11 OapitaM - n 0afJadent6 - n Dottor di8perato - It PellegriM fido amante - La tratJaflliata Iaabtila. - Lo Specchw - Li duo Oapitani simili - Li tragici 8UCC6Bsi - Li tre fidi amici Li duo fidi Notari - 1l finto Negromants - 11 creduto tnOrW - n porta lettere - Il finto TofaM - La gfloBa IaabtiJ.a, Li tappeti Alessandrini - La mancata fede - FlafJio finto Negromante - n fido Amico - Li finti senn - n Pedants Li duo finti Zingani - Li quattro finti spiritati - It finto cieco - Le disgratie di FlafJio - IaabtD.a. Astrologa - La Caccia - La pazzia rl IaabtiJ.a, - n Bitratto - n giusto caBtigo - La forsennata Principessa - Gli afJfJenimenti oomici, pastoral; e tragici - 11 AlfJida - Bosalba incantatrice - 11innocente Persiana - Del!Orseida, Parte prima - Del! Orseid.a, Parte seconda - Del! Orseida, Parte terza - L' arbore incantata - La fortvna di Foresta Principessa di Moscou. Abbiamo poi i titoli degli 8cenari di Basilio Locatelli, della meta, circa, del secolo xvu, che sono que-

• Giom. 6, II V«eAio gelo8o. • II Ooldoni (Memorie, n, cap. 4) dice di avere cun manoecritto del I8COlo fJuindicuimo molto ben C01ll8rvato e legato in pergamena, che contiene ceotoveoti soggetti di Commedie ltaliane, che chiamano Commedie d' Arte ... Dove sari. el8O' Sarebbe molto importaote di poterlo ricrovare, anobe per vedere ee aia eaatto il dire cbe appartieoe all8COlo ltv. Del cbe noi, veramente, dubitiamo un poco. Potrebbe darai "cbe iI Ooldoni in un momeoto eli diatrazione, aveaee chiamato 180010 quindiceaimo it milleeiDqu&ceoto ,

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INTRODUZlONE

XXIX

sti: I 11 abbottimento di Zanni - 11 amant6 ingrato - L' amor costante I - L' anne mutate - 11 aatuzia dei Zanni - 11 Banc1aetto - Li banditi - La Battogliola - Le burle di FiZandro - n CarlWfJale - La Oometa - La Oommedia in Commedia' - Li consigU di Pantalone' - Li Dispetti - Li Duhii - Le dUB Schia1Je - Le due Simili I - Li due Simili di Plauto - Le dUB sorelle schia1Je - Li due Oapitani - Li due Fratilli rivali - Li due Fratilli Simili' - Li due Simili .. Li due Trappolini - Li due Veneziani - 11 Elisa Alia" - La Fabbrica - n falso Indovino - La Fantasma' - La Fantesca' - n fate fJoi - La {ima morte - La {ima pazza to - La {ima prigWne - Li {inti amici - Li {inti pazzi - Li {inti Turchi II {imo Astrologo - n {imo Marito \I - n {into SchiafJO - n {into 8erfJo - 11 Fonte incantato - La Forestiera - II Fro-

- - - - - - - - - - - - - - - - --------------I Queati &mar; erano posaeduti nel 1654 cia Vineenzo Buzzi medico romano. Ved. Au.ACCI, Drammaturgia. Roma. 1666; BUToLI. Notilitl ;'tor. de' Com. Ital.• Padoya. 1782-

I Ii: questo i1 titolo anche di tre Commedie acritte: nna c della Stordito Accademico Intronato, compOlta per la yenuta dell'Imperatore a Siena I'anno 1531 "; I'altra (FallOla Pastorale) di Bernardino Vitale (Bfa. cerata, 1633). la tena (FallOla B08Chereccia) di Galvano Castaldi (Modena, 16(8). • Con 10 ltesao titolo Ii hanno due Commedie a ltampa: una di Coaimo AnloDio Pelli (Lucca, 1731); l' altra di Giulio Sorrentino (Napoli... a). • Si hanno inYeee a ltampa i Conaigli di MtIne{Ihino. Milano. 1711. • :r.. due SortIlle rimili e una Commedia di G. B. Pianelli. 8tampata Ja prima volta in Roma nel 1633. • Una Commedia del Porta e intitolata: I due fratelli rifIGli; un'al..... dello ateuo, I due fratelli rimili. , Si hanno a 8tampa yarii compoDimenti drammatici, del aecoli XVI, SVlI. XVln. col tilolo di Blva. • Una Commedia di Ercole Bentiyoglio e intilolata: I Fanea.mi. • Una Commedia di Girolamo Parabosco e intilolata: La li'antuctJ. Lo IteIIo tilolo ha pure una commedia del Porta. II Con queato tilolo eailte un dramma per musiea .tamp. nel sec. XVII ; uo'opera seeDiea di C. S. Capece, e un dramma in prosa. del sec.:r.VIII• .. Coal e intilolata una Commedia di Flaminio Scala. 8tampata a V.. ne_ ne11619.

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fIIfftto -

IBTBODUZIOHE

Li Fwbi - La GtJ,os;q. I - n Giardino - 11 GitMJCO dtila Primiera - 11 giuto Principe - n granc1tio l - La grandez.a di Zanni - n GrasiaflO fallito' - Gli .liacanti cwnorOBi - 11 Initnicizia - L'..lnnoceua ricoIIoecitIIa' - Gli Ifltronati - La Lite - La moglie nperba' - La ltlv/,a - La NfJfJ6' - OraaitJ burlato - Orlawlo FurioBo 7 - II Pafltaloracitw - La pazzia di Doralice - La paaia di Dorindo - La pazzia di Filaflllro - 11 Pauo - Li Porci ovvero 8pecchio di GiODani - n Priflcipe 86f1mJ - n Principe dtila Villa - Li Prigiofli di Plauto - II ProllO' La RuftiaM' - Gli Scambii II - La &hiava II - Li 8ei con1Il
notilaimo euere coli intitolata una Comm. del Luca. Col titolo

t

.t.eeao Ii hanno pure una Comm. di P. A. Franceechi, ltamp. a Siena
Del 1518, e una Favola Paatoraie di MonSo Angelo Gabrieli, .tamp. a Breeeia Del 1610. lEn titolo eli una Comm. di Leonardo Salviati. I Eeiete un Grruiano infuriGto di G. M. Cesari, e un Grtui4no_ 11Abil8 di Fabrizio Mirandola. , C'e un dramma in versi con questo titolo del Malipiero, e due opere -mahe, una del P. Fulvio Frugooi (I8Co XVII), l'altra deU' Ab. G. B. Teeti (eec. XVII). Ci IOno poi molte altre Innocenz, punite. ram1lGtl. oppt'Uft. giwtiftcate. eec. • Ha qUllto titolo una Comm. di Virgilio Verueci, Viterbo, 1630. • Ha questo titolo una Comm. di Pietro Martire Scardona, Do-

lopa,I5M.
, Si ha a ltampa un Orlando .li\uoio4o, Comm. mof'Gl8 del P. OrCtn8io Scamacca (Palermo, IM4); e un altro Orlafldo J\4rioao. Dram_ p"" mMeG, pOllia del Doll G. Braccioli, mueica di A. Riston (Venelia, 1713). Si ha poi anehe un Orlando /br..flfItIto, un Orlando "flto pauo, la PtUiia tI' Orlando eec. • L' Ab. Antonio Conti, veDlliano, ha un Idillio drammatico intito-

n Prooteo, Venllia, 1789. • Si ha con qUllto titolo una Comm. in proaa d'Ippolito Salviano di CiUA di Caatello, pia ,olte ltampata. tt Ii: il titolo di una Comm. in proaa di Beliaario BuIgarini, Accademico Intronato (Siena, 1611). It Eeiltono due Comm. con qUllto titolo, una di G. B. Calderari di V"1C8DI& (ViCeDla, 1589); l'altra di Filippo Gaetani Duca di Sermoneta (Napoli, 1613). Ci IOno poi altre Schiaw, Schiafllltti, Schiavi a biuefl'e.
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INTRODUZIONE

XXXI

kttti - Il TetJoro I

- Le Teste incantate - Il Tradito La Tramutazione - La Trappoleria' - Li Tre Satiri -

I E il utolo di una Comm. in versi di Luigi Oroto Cieco d' Adria (Venezia, 1585), e di un'a1tra in prosa di Fabio Ametrano (Napoli, 1640). • E il titolo di una Comm. in prosa del Porta, e di un' a1tra, in prOia &Deh'eua. di Luigi Eredia Palermitano (Palermo, 16(2). Lo Scenario ~Ua 7'rGppolma eeiste, ed eS8endo assai raro illibro dove si trova, ere4amo utile di darlo qui per intero.

LA TRAPPOLERIA ATTo PlUlliO
Napoli

Capitano diacorre dell' amore della sehiava, e volerla eomprare e batte. Policinella, luoi lazzi da dentro, e poi vien luora. Capitano 10 erede un ~o di _ , Ii domanda di Policinella; egli Ii dice che parti. Capitano dice voler Policinella; egli fa illazzo: e tu torna a bussare. Alia fine Ii conoICOIIO. Ianno il patto per 1& Schiava per 10 prezzo, e ehe gli mander! il ten~ con un aegno parlandoli all' oreeebio. TurcMna in ftuestra haver OllMlrV&to il tutto e dispiacerle non haver inteso il aegno, eel entra. Poliei7U!Jllt& entra. Capitano via. Tartag Zia e FetUlindo vengono diacorrendo di volerlo inviare a Barcellona per prendere la matrigna, il Cratello e la eogna&a, facendo il racconto dell'argomento deDa Comedia de'Due flgli SimiU e delle due figUe di D. Laura, Elvira eel EuCrasia. Fedelindo riGIla andani. Tartaglia ehe ci andera per Corza, e via a patteggiare la nave. F«lelindo resta diBperato. In questo, TUrcMtta da Bua _ , Iapandoai d' haver a dividersi da Fedelindo, Canno seena equivoca, ei'" Fedelindo erede habbia inteaa la Bua vendita. AUa fine Fedelindo acopre 1& volem&! di suo padre, 7lIrchetta tramortisce. In questo (Jm,Ullo vede la Schiava Bvenuta, accorre per acqua collazzo d' acqua scbietta 0 di fiori di cisterna 0 di fonte! calda 0 Credda! alla Bne cade colla pignatta, e Bnge senirei dell' orin&. Turchetta torna in M. Cof,iello, che I' orina Bua val per balIIamo. TUrcMtttJ acopre esser stata venduta, Fedelindo tramortiace, grida aequa, Coftello con I'orina il ritorna eel alza il prezzo delroriDa. e poi aacoltando i disguBti degli amanti finge tramortire; quegli gridaao acqua; erli, vino. Alia Bne, udito esser Turchetta venduta al Capitano, e non haver inteBo il aegno detto all'oreechio, promette aiutar rli IIID8Dti COD Car eM Feelelindo non parta, e che Turchetta vada in potera di Fedelindo. Questi non eredono e giocano cinquanta seudi, 118 Ii rieBce. con Coviello. In questo, Policifl61la chiamando la Schiava, Co.IID e Fedelindo il lazzo di naaconderla, dando buone parole a PoliciaeIIa; poi dicono volerla comprare. Policinella ehe l'ha venduta; Co-

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XXXII

INTRODUZIONE

PrappolifW infJi8ibile - La TrafJestita - Li Pre.Matti - Gli Spiriti - Li Ritratti, Pragicommedia Pastorale - Li Ri-

fIlello, che ce la rubberi.; Policinella 10 BCherniace, COfIiello, che venirt. con la carrozza a quattro e con i IOcohi e con rumore, e Ii diri.: or te la rubbo. PolicinelltJ, che non sari. poIIIibile; appostano venticinque lCudi; Policinella con la sobiava in CB.IIIL. In questo, Ttwtllglia, TUol che Fedelindo part&; FecLslindo riCUBa; ~llo, che. non vuole perche e 118condo padre; Ttwtllglia s'adira; Coviello, che non 10 Cart. partire; appostano cinquanta lCudi per Tartaglia e cinquanta butonate per Coviello; e chi perde, pap; alla Ane s'accordano; Cmiiello dice a Fedelindo che vada; Tartllglia col ftglio ad imbarcarlo, via. In questo, I_ella cortigiana prega Coviello ad aiutarla negli amori del Capitano. Coviello promette, e via; in questo CtJpilano IOpra il passato per bulCBr denari per la Schiava; Isabella 10 prep, Capitano la disprezza, e via; ella, lua dilperazione d'amante disprezzata, e via. TartllglitJ, haver di gi6. imbarcato i1 Aglio e voler ammanire il butone per dar Ie bastonate a Coviello, ed entra in CB.IIIL. Coviello e FecLslindo, raccontandoli il modo di Carselo dare dalla nave, con rinvenzione che al padre CUBBe giunta una apopleaia, e che piangea. Fedelindo si maraviglia del pianto ftnto; ~llo, che tenea nel Cazzoletto una cipolla trovata a caBO nella barchetta, ·con la quale stroftnandoei gli oochi, gli Ulcivano Ie lacrime, dice che Ii ritiri in CIII& di qualche amico per non iIContrani col padre. Fed,Undo via. COfIiello, voler con qualche aatuzia ingannar PoliciDeUa, e t6rli la Bchiava, e per parlare, bU88L Policinella traVeBtito da Turohetta Ange la voce col volto coperto, alia fine Ii BCuopre, rimproverandoli haverli rubato la Schiava senll& rumore, ed eBlBrsela D88C08ta add08lO. ~llo ride della sna gOft'aggine. Policinella gli butta un pupo di Carina, e ftnisce il primo
A~.

,
ATTO SECONDO

PtIMJ._riello servo del Capitano dice eBlBr venuto per comprar 1& Schiava inviato dal padrone. In questo, Cmiiello IOpra il p881&to; PtIMJ.riello gli domanda la CIII& di Policinella; Cmii,llo inlOBpettito dice esser lui; PtIMJ._riallo, che viene per la Schiava, gli da denari; ~llo, che Bia un Curbo non dandogli il segno; PtIMJ._riello che Ie rera dimenticato, ed e: toccati la punta del nUo; Coviello, ch'e vero, e chiama IHbeIla. ~llo in disparte Ie dice che ftnga d' eSler sua Schiava per andare in pot.ere del Capitano; ella Ii contenta; COfIieIIo la consegna a Pasquariello, e vanno viL COfIiello, voler con una iDvenzione haver la Schiava. e chiama Pl!qice servo paraaito d'Isabel1L Covi,llo 10 concerta a flngersi Pasquariello per aver la Schiava, promettendoli un pranzo, dandoli i denari a segno, e Ii ritirL Pupice bette. Policinella intende quello eeaer

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INTRODUZIONE

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tratti, Tragicommedia Pescatoria - Li sri Simili - La 8mese - La Sepoltura - n Serpe fatale - n SerfJO ridel Capitano, prende i deoari, ode it segno, aiutando sempre Coviello, Pup~ da dentro; Policinel14 chiama Turchetta. Policinellfl Ie dice haverla vendnta, ella flnge piangere, Policinel14 la consegna a Pespice; Cornelkl flnge il cocchiero col rumore, e dice a PoliciDella che adeuo gli rubba la echiavL Policinel14 se ne ride, e che gli dari.le ba· Itonala; Cornelkl che wole i denari; Policinellfl, in cua; Pup~ via, alla piazza. Cornelio batle Pimpinellfl serva d'IeabellL Cotnello che gli tenga quella achiava in cua. Donne entrano. Cornelio viL CflpiCflno di· aprezzando, dicendo che aapettava la achiava, eviL I8flkI14 reeta disprez· ata e batle a sua CalL Turclaettflle dice che domanda' I8flbel14 s'ingelosiace, dice quella _ sua casa, e ne la manda via, entranllo. TurclaetCfl diapreuata parle•. Cornelio e Fedelitldo dicendoli haver posta la achiava ill easa d'isabena, e battono. Pimpinellfl dice che Ia padrona ha man· data via la BChiava ingelolita del Capitano, ed entra; egUno vanno via per ritrovariL 7¥rclaettfl, lagnandolli ill sua fortuna, non saper dove an· dare. In questa, Fedelitldo la vede ed abbracciL In quelto, Cotnello si rallegra, e perche possano entrare in casa di Tartaglia consiglia Fedelindo a flngerai i1 &alallo di Fabrizio, che viene da Barcellona, flngendo la Schiava easel' Ia moglie D. Elvira, e che Ilia morta la madrigna, ma bi. eopa trov* abiti per travestirsi; in questa, BnetiditoN con cappelli, cappe ed abig; Cornelio se ne prende ad afIItto quelli che bi80gnano; Re· _ditoN domanda il pegno; Cornelio 10 chiede a Fedelindo, egli non haver che darli; Cotnello gli da nn anello; Bnettditore via; Fedelitldo dice come I'ha s0cc01'8O con quell'anello' Cornelio, ch' e Cal10; vesla Pedelindo e Torchetta, e via. In questa Tarttlglia vede Fedelindo·, si maraviglia, dice come non Ilia andata in BarceUona! Egli parla lpapolo, e gIi dice 88881' D. Fabrizio con la mogUe Elvira; Turclaettfl anche Gnge di parlar spagnolo; Tarttlgli4 l'abbraccia; in questo Cornelio dice a Tartaglia che wolla POlta, perch8 quegli e Fedelindo; Tflrttlglia, che "inganna, perche e D. Fabrizio; Cornelio che e per invenzione; TflrCG,lifl, che gli dart Ie baatonale, ed entra con Torchetta creduta D. Elvira; CmMIIo in questo. Corte e BnettditoN, e haver ritrovato 88881' I'anello lalso; e cavato l'ordine per arreetar Coviello, 10 fa prendere. In questa Fedelitldo da lua casa, che I'invenzione riesce. Co-Diello Ii dice che rimedi . COD Ii bim per I'anello CalIO; Feulitldo flnge non con08Cerlo. col lazzo eli llwmfIno yo no re _ . Cornelio dice al Revenditare che prenda chi tiene Ia lua robba addOl8O; BnettditoN fa arreetare Fedelindo, che mutando linguaggio domanda aiuta a Coviello; egli Ii rende la parigUa col lazzo spagnolo di HermGno yo no re COtIOICO. Birri vogliono POI'&arlo prisione, vengono a romore, e flniIce il lecondo Atto.

n 181'1'0

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XXXIV

INTRODUZIONE

tomato - Il gran Mago - La Giostra - n. Serf)O IIOfJCciato - Il Vecckio avaro ovvero Gli Scritti - Il Vmeno

ATTO TBRZO

CGpicano e Puguariello agridando d'haver invece della Schiava, Isabella; egli, che quella gli ha dato Policinella, CGpicano batte, Pug_ nello, che non Ita n di CII8L Policiraella. Capitano g6 dice: qual achiava ha dato al lervo' Policiraella, che Turchette. Capitano, che non e vero; PtutJ_riello, che non e quegli Policinella, ma un huomo vestico di nero. Policiraella viene in cognizione d'haverlo burlata; Cooiello, e che Coree la Schiava ltari. in cala di Tartaglia e chiama Tartaglia; gli chiedono la schiava; Tartaglia, che' non ha schiava, ne altra donna in casa che D. Elvira lua nuora. CGpitano, che la chiami; Tartaglia batte Turchetta; Capitano, che quella e sua &chiava; in questa Fedelindo parlando spagnolo, che quella e lua moglie, iii disBdano col Capitano e vanno via ; Policiraella appl'8l8O; Tartaglia manda in casa Turchette. In questa D. Laura e &NIO ritrovando Tartaglia IUO manto, ItUpisce, havendola creduta morta, e poi iii riconoscono; Tartaglia, che D. Fabrizio con D. Elvira son venuti; D. Laura che stanno aopra U vascello; Tartaglia, che Ita D. Elvira in casa, e chiama Turchette. DontIfJ Laura Ie domanda chi lia. Ella scopre esler Barcellonese rabata da Mori, eli. U segno della Nutrice. D. Laura, che quella e l'altra Bglia perduta, chialllata D. EuCrasia. In questa Fedelindo parlando Ipagnolo, eseere ltata diriao dal Capitano; Tartaglia, che gi& e scoperto U tutto, dice quella esser D. Eufrasia, a lui gia destinata in coDBOrte ed esser venuta D. Laura; D. Fa,. brizio e D. Elvira I'abbracciano. In questa CGpitano e Policiraella eontendendo per 10 preKO della Schiava, che IUO padre aggiustera tutto. In questa Oooiello e &NJi IInli hirri con barbe posticcie, dioe haver ordine di carcerar Tartaglia per la posta Catta di non Car partire Fedelindo. TG,.. tagZiG, che pagheri.. Cooiello dice a' bim: !ascia questa e piglia questa, Cacendo arrestar Fedelindo per 1a lua POlta. Flrdelindo, che IUO padre pagheri.. C(1f)iello lascia questa e piglia questa, (acendo prender Turchetta per la posta di Carla andare in potere di Fedelindo; egli dice che IUO padre pagheri.. C(1f)iello con 10 ltesao lazzo Ca arrestare Policinella; Adelindo, che suo padre pagheri.i TartagliG s'inCada. Capitano, che Ii prenderi. Isabella, perdute Ie speranle di Turchetta, e chiama I.tJbella, e iii concludano i matrimonio C(1f)iello scopre U tutta, Ii prende Pimpiraella, e finisce 1a Commedia.
PBIt8ONAOOI

PrimG ctW.I: Tartaglia padre - Fedelindo 6gll0 - Coviello lervO D. Laura moglie di Tartaglia - Un servo di D. Laura. &condtJ ctW.I: Policinella mercadante - Turchetta &chiava.

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INTBODUZIONE

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- R Zmmi lJ8cco - Li Tre 8chia1Ji1 - La 7'twc1u!tta' - .La Zingara. • Del secolo un 8bbiamo pure i titoli degli Seman di Domenico Biancolelli,' e sono questi: Le doppie gtlo8ie - I morli f1i11i1 - La figlia di8ubbidiente ' - 11 Basilisco di Berganasso 7 - Le case svaligiate - OhitM il cuore - I quat----------------------------Ter6C1 _ :

Capitano da

se - Paaquariello

Isabella cortegiana - Pespice Be"O - Pimpinella II!'rva. BerTO - Revenditore.
aoBU NBCBIISARJB PBR LA COIIBDIA

Veltito da donna per Policine\la - Con tovaglia bianca - Un pugno eli farina - Due cappotti con abiti e cappelli di campagna - Una bona - Pi6 barbe poeticcie - Un anello fallo - Una pignatta Bastone da baetonare.
, Quasto DUDlero eli ".. piaceva II8I&i ai 't'ecchi commediograft. Si CODOICODO: I".. Pelkgrini, I ".. Dif-" dellCl PalriIJ, I '"' 00__"", I".. At7lIJnti burlClei, I eN C/Jpitt.lfli M'I'lII{/lorio6i ecc. • C" una 7'urcIJ di G. B. Andreini; un' alln 1'urcIJ del Porta; una t.erza del Loredano; e un Tlerfllietro di Pietro Caroeci (Napoli, 164.4). • La Zi1l{/ClrIJ e il titolo di una Comm. in pl'Ol& di D. Geluio Sgambati (GeDova, 1664). Si hanDO ancora La ZinglJrCl faetucchiwa, La Zi1l{/1JrIJ ~, La Zi1l{/1JrIJ 8deg_ ecc. • Sono ana1izzati Della HUtoir, de I' Clnci6n ThMUrI IClililn. • Sforu. degli Oddi scrisae una Commedia con qUelto titolo, di cui Ii hanno parecchie edizioni. La pi6 antica e quella di Perugia, 1576. Col titolo Bteuo SCri888 un'alln Commedia Jacopo PagniBi (F'irenzs, 1600).La ..",.,. fliM," il titolo eli una Faraa rappreeentata a Parigi ne11573, e di aDa Commedia del D'Ouville, rappresentata nella eteBBa citta Del 1645. Ved. PAUAlOT, Hi.c. du Th. iWlng., &D. 1573, 1645. Blaiete &Dehe una Commedia eli Bounault, mort tliMne, cbe fa. rappreaentata aU'HOtel de Bour!rogne nel 1662. - Mayret acriaae 'una tragicommedia pastorale La morle tIi" ou 8ilMnire, rappreaentata aI medeaimo Hatel da Bourgogne DIll 1625. Delio SMnClrio Ii ha un eltratto nella Hutoire Cln«dotique et rcU.wmtWI die TluJdeN IClililn, Parie, 1769, I, 49. • Si eeguilO a recitarla ancbe nel 1716 a Parigi. Estratto nell' 1& #lOire 1IMCd., I, 5!. • Nell' HUe. de I'Clnc. Th. ICliI. BOtto il titolo Dragon de MO«Of1iI. Dopo anehe Dragon de TrlJnaiIM"i,. Si eeguit6 a recitarla a Parigi fino al Ina n Moland (op. cit.), cbe' De ~ un breve e8tratto, serive due IIpI'Op06iti: BlJrilieo in't'ece di BuiIUco, e Bernagu.o invece di Btw'{/"

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INTRODUZIONE

tro ArleccAini I - La Gerla - Il medico tHJlante I - I tre !inti Turchi' - Amor non tJtUJl rifJali ~ - I due Arlecckini' - I tre ladri scoperti' - II Lunatico' - L'Inn0cent8 traMgliata'I Tappeti' - II 00ntJitat0 di Pietra' o - Arlecckino ladm,
I Si eeguitO a recitarla a Parigi fino allTI6. - Estr. nelr H'ut. AMCd. I, 66. Jl: una delle Commedie dove pill Ii distingneva Tommasino. • Parleremo di questo ScmGrio a proposito di quelli we pubblichiamo in questo volume. • Jl: registrato anche col titolo: Pantalon CMrcM trUor It ArUq"in crQ Marchand. Fu recitato a Parigi il 22 luglio 1716. Ma e antico. Estr. Dell' Hut. AMCd., I, 71. I Si trova we Cu recicato a Parigi anche Del 1716. Molte Comm. ita!. hanno un titolo di questo stesBo genere, come per es. Amore non_l ri&petW; Amore non _ I i"{lanni ecc. Una Comm. di O. B. Fagiuoli II intitolata: Amonr non _Ie a"""i~ia (VII, US). Uno SceDario col titolo Non ""01 rioali Amore fu recitato a Parigi ill° ottobre 1716. Ved. Diet.

, Estr. in, I, 61. Si seguitO a recitarla a Parigi anche Del 1718. Oli interlocutori di questa Commedia in cinque au.i, we iD Francia ebbe per titolo: IA Me.riage clanflutin, BODO i Beguenti: Pantalone, IAZio, II Dottore, Mario, .Flamin;a, Silvia, &aramuccia, Arlecchino, &apino. La seena Ii lings
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flu Tla., I, 268; e H'ut. de I' anc. TAo Ital., 90. I Estr. Dell' JIUt. An«d., I, 66. Si trova COD questo titolo anebe uno Scenario, COD Beene Crancesi, del Riccoboni (padre), rappresentato a Parigi il 12 marzo InS. I Estr. Dell' Hut. aMCd., 1,58.

a Ferrara. • I Tappeti Aleuandrini II il titolo, come i lettori Ii ricordano, di
uno Scenario dello Scala. c Cette piece (Bcrivono i Cratelli ParCaict, Diction., V, 585) qui tire BOn nom deB tapu qu' OD met sur des Cena. t.res, par dessous lesquelB des amanB BOrtent de Wei leurs mattreeees, est de l' ancien Thclatre Ita!., et 'I a clt.cI reprclsent.cle en 1667 sona Ie titre des Tapu. Les nouveaux ComcldienB ItalieDB, en Ia mettant au leur, 'I flrent quelques correctionB, dont la principale est d' avoir chan~ des Mariels eD Tuteurs (onde il nuovo titolo Lea 7Uteur" trompt',,) amoureux de leurs pupillea, apparemment pour Be conformer. la dclcence qu'exigent en France la police des Spectacles,. ace. - Ii: stata Dotata qualche BolDiglianza tra alooDe Beene di questa Commedia e il Coc1C imaginaire di Molillre. CIi-. HiR. de r anc. Tla. Ieal., pag. i!52. .. n tipo del carattere del Don GloMnni ritrovasi la prima volta nella Commedia di Lope de Vega: HI dinero" f"ien " - homIwIr. Poi, pill 8viluppato, Dell'altra Commedia pure BpagnUOIa: HI burlador de &villa

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INTRODUZIONE

XXXVII

_"0 e giudice - Arlecchino creduto principel - L'Impepo dtJ, ctI8O' - n 8ertKJ padrone' - n Barone Tedesco.' Possediamo pure i titoli dt aIm Scenari rappresentati in Francia dal 1668 in poi: n regalo delle Dame (1668) - n Teatro senza Commedie (1668) - n rimedio a tutti i
di Gabriele Tellez, pid noto BOtto il peeudonimo di Til'lO de Mollna. Dalla Spagna paa6 (ved. PAJUPAICT, ll"ut. d", Th. ham., vm, 255; XI,343; C.\ILJUVA. Art. de la Comedie. 175) alia Francia e all'ltalia. Tutti ricordano il Don Jouan au Ie Anin de Pierre, di Moliere. Dorimon IK2'iIIIe con quelto titolo una Tragicommedia (rapprea. a Lione nel 1658 e a Parigi nel 1661); Rosimond BCriIl88 un' altra Tragicommedia (rapprea. nel 1669); Tommaso Comeille, una Commedia (rapprea. nel 1617); Le Tellier, un'Opera comica (rappres. alia Fiera di S. Germain nel InS). Alla Fiera di S. Laurent, Del 1746, Cu rapprea. UDa Pantomima da1la Compapia di Reltier e Colln. L'Opera comica di Le Tellier ebbe il pid gran IUCC8IIIO (ved. Mhnoiru pour HrfJir 4 Z' hut. des "pectaclu de la . FDire. I, 153). - In ItaUa ai h8Dllo R Con,,;tato IIi Pietra, Bsppruen. ltuione di Onofrio Gilberto di Soloh (Napoll,I652); l' Operauemplare del Cicognioi (Venezia, 1691); l' Opera tragica di Andrea Perrucci (Na. polio 1678). Si ha poi uno Scenario, ebe fu rapprea. a Parigi Del In7, e di nuovo, COD cambiamenti, nel 174S. Sui teatro dell' HOtel de Bourgogoe fu Del 1659 rappres. IA Futin de Pierre, Tragicommedia tradotta dall'italiano da De Villiel'8. Ved. Hut. II", Th. Frant,;., an. 1659. I Scenario molto antico, rapprea. poi nelln6 e1740 a Parigi. c Cette piece. diCODO i fratelli Parfaict (.Dictionn., I, 222) elt triJl-ancienne; on .'en coDnolt point l'origine; on a com~ en Italle une Com6die en milIiqoe ear Ie mame Canev.. , intitul6e IA Tonnelet (R Girello), parae que c' est par Ie moyen de ce tonnelet qu' ArleqwD elt erG Prince It. n Gi· Nllo • un Dramma burleaco per musica ltampato pid volte e pili volte nppresentato. Ved. A.u.Accr, Drammat. • La B"IIGgMMfU du 1uuarll ~ il titolo di una Comm. di T. CorDeille. che fu rapprea. al teatro dell'H6tel de Bourgogoe nell647. Moland dice ebe 10 Scenario italiano ~ tratto da una Comm. di Calderon. • E noW ~ Scarron autore di una Comm. intit. Jodelet au le JltJUN Valet. Eeilte anche una Comm. ital. con qUeito lteao titolo. di autore ineert.o, stamp. a Napoli nel 1702. • n Baron Polacco ~ il titolo di una Comm. del JJJ8l'Cheee Giuseppe 00riDi (Milano. 1730). - Tra gli Scenari del Riccoboni c' ~ Arkcchino .8Grrme TecIaeo, che ft1 recitato a Parigi il 21 agOBto 1716. Da eIIO fu tratta "aUn Commedia dell'Arte: ArltICChino Barone s,,;IIWO, rapprea. iI 10 decambre 1742.

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INTRODUZIONE

tllali (1668) - Le Matlwtfosi d' blecckino (1669)' - II Soldato per f76fIdetta 0 Arlecchino IJOldaio in Candia (1669) - n tJlOnOO al rovescio (1669) - n gmtiluomo campagnuolo (1670) - Arlecchino spirito folktto (1670) - bleechino re per caso (1672) - Aggiunta al 00nWat0 di Pietra (1673) - Arlecckino soldato e bagaglio (1673) - 11 Barone di Foeneste (1674) - n trionfo della medicina (1674). Nel 1678 furono rappresentati a Parigi questi due' Scenari: La Propretl ridicule e La Magie naturelle ON la Magie sans magie.1 Nel 1680: Le combat a cMtJal - Ev.. laria mt.UIIU par amour - 1M guatre Scaramouc1aeB - Le deuil de Scaramouche et rf Arlequin - La jalousie de Scaramoteehe et cf Arlequin - 1M Juifs de Babvlone - ArlwJuin soldat deserteur - ArktJuin vendangeur- Arlequin tJalet IJourdi - Arlequin dogue tl Angleterre - La maladie de Spezzafer Arlequin tomU d.ans Ie puitB - Arlequin juif, peintre et taillew - Arlequin cabaretier, ture et capitain espagnol. Ecco ora altri titoli di Seen.ari italiani rappresentati a Parigi nel 880010 xvm: L'Innocmte venduia e riwnduta, Scenario italiano in 3 atti rappresentato il18 agosto 1716. E tratto dal Decamerrme, Giom. D, Nov. IX - Li Sdegni, Scenario antico, rappresentato il 19 luglio 1719 - GU Amanti eke non s'intmdono, Scenario, rappresentato il 4 decembre 1718, tratto da 1ma commedia italiana del Dott. Boccabadati di ~odena, intitolata Di Amor non inteso - L' amante nascosto e la dama veiata, Scenario tratto da una Commedia di Calderon El esoondito 11 la tapada, rappresentato il 12 maggio 1706 - L'Ipocrita, Scenario antico, rappresentato il 28 gennaio 1718 - Gli amori alla caccia, Scenario italiano con scene francesi, rappresentato
Si eeguit6 a mtarla anebe nel 1739 e 17.7. Siamo coetretti a dare il titolo francese, mancandoci il titolo origiDale italiano. '
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INTRODUZIONE

XXXIX

ill0 luglio 1718 - Gli amori di Arlecchino, Scenario rappresentato I'll maggio 1746 - Li AnelU mag-Wi, Scenario rappresentato il 13 maggio 1717 - 11 Arcadia incantata, Scenario antico', rappresentato il 13 febbraio 1717 - Arleechino a1nante suo malgrado, Scenario italiano rappresentato a Parigi il 30 agosto 1748 - Arlecchino amante per compiacenza, Scenario rappresentato il1° gennaio 1740. Fu poi ridotto in un atto solo e recitato novamente col tita10: Arkcchino barbiere paralitico - Arkcchino disperato di not, andare in prigione, Scenario rappresentato I'll maggio 1740 - Arleccl.ino barone &izzero, Scenario rappresentato il10 settembre 1746 - Arlecchino buffone di Corte, Scenario rappresentato il 20 maggio 1716 - Arlecchino garzone geloso, Scenario rappresentato il 6 marzo 1747 - Arkcchino Oartouche, Scenario rappresentato il 20 ottobre 1721 - n Cor'nuto per opinione, Scenario rappresentato il 10 novembre 1716 - Lo Smemoriato, 0 Lelio atnante distratto, Scenario rappresentato il 6 giugno 1716 - Arlecchino condannato a morle, Scenario rappresentato il 12 ottobre 1716 - Arlecchino Oortigiano, Scenario rappresentato il 22 agosto 1716:- Il creduto -motto, Scenario rappresentato il 18 giugno 1716, tratto daUo spagnuolo - Arkcchino {into Principe, Scenario rappresentato il 4 giugno 1716 - Arlecchino nel Castello incantato, Scenario rappresentato il 19 marzo 1740 - Arlecchino nelr ItJola incantata, Scenario rappresentato aUe Thuilleries il -4 febbraio 1722. E presso a poco 10 stesso soggetto dell' Arcadia incantata - Arlecchino D61II6trio, Scenario rappresentato il 10 agosto 1717, tratto da una Commedia del Dottor Boeeabadati -. n traditore, Scenario rappresentato il 13 giugno 1716 - Arlecchino e Scapino maghi per ca8O, Scenario rappresentato il 15 luglio 1743 Arlecchino e Scapino morti viv;, Scenario rappresentato il 20 febbraio 1750 - Arlecchino e Scapino rivali per 00-

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XL

INTRODUZIONE

rallina, Scenario rappresentato il 24 settembre 1744 Arl8cchino e Scapino ladri, Scenario rappresentato il 20 maggio 1741 - Arl6cchino e Scaratnuccia ritJali, Scenario rappresentato il 25 maggio 1720 - Arl6cchino falso braoo, Scenario rappresentato il28 novembre 1721; tratto da una Commedia del Dottor Boccabadati - Arl8cchino /into .AatrohJgo1 bambino 1 statua e pappagallo, Scenario rappresentato il 20 agosto 1716 - Arl6cchino barone Tedesco, Scenario rappresentato il 21 agosto 1716 - Arl6cchino /into tJenditore di cansoni, catl8a rl arologio, lanterna e le1Xdrice, Scenario rappresentato I'll novembre 1716 - Arlecchino suppoato gentiluomo e duellista suo malgrado, Scenario rappresentato il 26 ottobre 1724, tratto da una Commedia spagnuola intitolata: D. Juan rl Alvarado, tradotta in francese da Scarron, sotto il titolo: J~ maitre tt valet - Arl8cchino facchino fortuMto, Scenario rappresentato il 21 decembre 1716, tratto da una Commedia del Dottor Boccabadati - n fornajo gelo8o, Scenario rappresentato il 81 agosto 1718 - Arlecchino maestro di Scuola, 0 La Scuola di Terenzio, Scenario rappresentato il 27 giugno 1716 - Arl6cchino sfortuMto nella cuccagna, Scenario rappresentato il 25 maggio 1718 - La Cameriwa nobile, Scenario rappresentato il 15 giugno 1716 - Arl8cchino marito senza moglie, rappresentato il 22 giugno 1744 - Arl6cchino militare, rappresentato il 10 settembre 1740 l - Arl6cchino muto per farsa, Scenario di Riccoboni (padre), rappresentato il 16 decembre 1717' - La Dama Demonio (da una Commedia spagnuola La Dama Duende), rappresentato il 25 maggio 1716 - Arl6cchino Principe per caso, rappresentato il 14 sett.embre 1741 - n Dottor Pedants BCrUpoWso, tratto da un altro Scenario 11 Dottor
I Ved. MWIlUnI de JNftU, Septem. 1740. • li:a&raUo nel DietWtt.f&. flu TIL dtJ PrIm, I, 256.

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--INTRODUZIONE
~,rappres.
XLI

il29luglio 1716 1 - Arlecchino Scander66rg,rappres. il 1 febbraio 1740 - IlAmant8 fJoluhile, rappres. il 25 giugno 1716 - Le disgrazi6 cfArlecchino, rappres. il 2S giugno 1716; aleune scene sono tratte dalla. Calandra del Bibbiena - La fOrtla d8ll' educazione, rappres. il 26 deeembre 1716 - n Servo sciocoo, rappres. 1'8 giugno 1716' - I tre ladri scoperti, rappres. il 12 agosto 1716 a - La lJalorda, rappres. il23 novembre 1717' - La flnea matrigna, rappres. il 30 luglio 1716 e il 30 giugno 1740' - 4mor nato nel fuoco, rappres. illS maggio 1717 - Il GabiMtto, rappres. il 10 ottobre 1742' - 00lombitus marito per compiacenza, rappres. illS aprile 1719' - Il Combattimtmto magica, rappres. il12 settembre 1748' - lOontratti ratti, rappres. il 10 giugno 1716' - Oorallina Arltcchino e Arlecchino Oorallina, rappresentata il 26 ottobre 1744 ,0 - Oorallina Spirito Folletto, rappres. il 21
0

• Fu rappresentato anohe aile Fiere Saint-Germ.ain e Saint-Laurent
lOtto il titolo Arlequin Ecolitlr igl'l()J"(Jnt et &aNlmouche Pedant 8cMf. puk_. Ved. 8Iltr. nel Dictionn. du'TIL de PtJr"U, V, 92 agg. • Breve estratto nel Dictionn. du Th. de PtJr"U, I, 800.

• Breve eetratto nell'.lli.tt. de l' GncUm Th. Iml., 59. • Eatratto nella IV kttre BUr lG ComId. Iml. • Eatratto nel Mercure de ..&Gnce, giugno 1740. • Ved. Mercure de .l+Gnce, oct. 1742, ll: un antico Scenario, al quale poi furono aggiunte alcune IICIIne hnCl8lli (Dictionn. du Th., n, 114). Nel vaudeville finale Colombina eanta"Va:
N"6tJoe marl qu'eu apparence, N' avoir aUCUD amuaement, Ccmtralndre un axe .i chl.l"lllaut, Quelle t'Acheu.. complaieauce .•••

• Eetratto nel Mercure de .l+Gnce, nov. 1743.
• Sappiamo che in qU8llta Commedia iii distingueva apec:ialmente Atanasio Zanoni di Ferrara BOtto la maachera di Brighella (BARTOLI, Com. ItGI., II, 283). 1.0 Scenario dei ContrGtti rotti ci e .tato conaervato dal Gozzi (Op_. IV, p. 35). II Ampio eatraUo nel Dictionn. du Th. de PtJri8. n, 173 agg.
III

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XLII

INTRODUZIONE

I

maggio 1744 J - Oorallina maga, rappres. il 2 lnglio 1744 I - Corallina protettrice dell' Innocmza, rappres. il 28 settembre 1745' - Il Dif{idente, di Coypel, rappres. il 10 lnglio 1718' - La gfida di ArlecchiM e di Scaramuccia, rappres. il 19 aprile 17411 - La nUOM gfida d' Arlecchino e di Scaramuecia, rappres. il 5 lnglio 1746' - I due Arlecchini, con scene franeesi, rappres. il 20 marzo 1718 7 - I due LeU e i due Arlecchini, rappres. il 15 lnglio 1716' - I due Panialoni, i due Dottori, e i due Arlecchini con Ie scale, rappres. il 30 novembre 1716 - I due RiWJli ingannati ° la Dorina, rappres. il 12 gennaio 1719 - n DiD.1)0/.0 zoppo, rappres. il 16 marzo 1746 - Le disgrazk d'ArlecckiM, rappres. il 16 febbraio 1742 - n divorzio d'Arlecckino, rappres. il 13 maggio 1741 - Il divorzio di ArlecckiM e di Oorallina, rappres. il 10 gingno 1744' Il Dottore innamorato, rappres. il 22 gingno 1745 - n Dottore e Pantalone amanti invisibili, rappres. il 18 Inglio 1716 - Endimione 0 l'Amor vendicato, rappres. il 27 gennaio 1721 alIe Thnilleries, e al teatro dell' Hotel de Bourgogne il 6 febbraio dell'anno stesso 10 - La madre compiacente, rappres. il 28 novembre 1717 - L'impegno contra I' amico, rBppres. il 26 maggio 1717 - Gli equifJoci dell' amore, rappres. il 10 settembre 1716 (Era gia. stato rappres. nel 1667. Pare tolto da una Commedia spagnnola.) - Gli errori dell' amore in Flaminia amante risoAmpio eatraUo jvi, p. 179. Ampio estraUo ivi, p. 184. Ved. Mercure dtl ~ttCtI, oct. 1745Estratto Del Dicrumn. des Th. de Pam, n, 260. Ved. Mercure de .1ranCtl, avril, 17·41. Ved. Mere. de Franctl, juilL, 1746. 1 Breve estratt.o Del Nouuau T1&4tJcre It41. del RiCCOboDi, I. 68. • Ved. Mere. dtl ~nCtl, dk. 17.w. • Estratto Del Mere. de ~ttCtI, juiD, 17«. II Estratto Del Diceionn. des TIl. de ParU, n. 388 • • • • • •

ag,.

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-INTRODUZIONE

xLln

lula e disperata, rappres. il 23 maggio 1716 - 11 suppoato 8chiafJo, rappres. il 7 decembre 1745 - La 8chiafJa perduJa e riperduta, rappres. il 24 giugno 1716 I cabalista, rappres. il 14 febbraio 1750 - La fima oolu1n1ita, rappres. il 15 ottobre 1716 - La magUs gelosa, di Riccoboni (padre), rappres. il 7 giugno 1716 - La moglis f1irluosa e il marito f1izioso, rappres. il 29 giugno 1716 - Il interesse 0 la figlia creduta maschio, rappres.il 30 maggio 1716 - La figlia disobbediente, rappres. il 30 agosto 1716 - Flaminia soldato per vendetta, rappres. il I) ottobre 1716 - Le Follis di Oorallina, rappres. 1'8 gennaio 1716' -Lafinta pazza, rappres. il1° giugno 1716 - La forza delf amicizia, di Riccoboni (padre), rappres. il6 febbraio 17171 - La forza del foto, tratto da una Commedia del Cicognini, rappres. il 5 agosto 1719' - La form delBangue e dell' amicizia, rappres. il 18 giugno 1740 - I F'unerali tlArlecchino, rappres. il 30 novembre 1744 - La GroUa di Finocchio, rappres. il 21 settembre 1716 Il inganno fortunato, rappres. il 18 maggio 1716 - IE 8erDo asluto rappres. il 27 gennaio 1717. Si dice tolta dall' Emilia di Luigi Groto Cieco d'Adria' - Lo SchiatJO f«ice, rappreB. il 25 febbraio 1747' - Ilimpostore suo malg1'ado, ridotta dallo spagnuolo per cura del Riccoboni (padre), rappres. il 4 luglio 1717' - Le nozze sfortunate ti.Arkcchino, rappres. il 27 novembre 1718 giuocatore, di Riccoboni (padre), rappres. il 6 decembre 1718'

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I L'argomeDto e tolto dal Mercator eli Plauto. Eltratto, Del JH,. etiman., n, 458. • Estratto Del Dictimtn., 598. • Estratto Del Dictionn., n, 615. • Estratto Del Dictionn., II, 619. • Breve estratto Del Dictimtn., nI, 76. • Ampio estratto Del Dictionn., nI. 79. 7 Estratto Del Dictimtn., m, 138. • Ved. Le NOUW<IU Mercure, d~ 1718.

n.

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XLIV

INTRODUZIONE

- L'Italiano infra1W68flto, di Riccoboni (padre), rappres. il 80 giugno 1717' - Ii Italiano maritato a Parigi, di Riccoboni (padre), rappres. il25 giugno 1716 1 - 1 Gemtlli, tratta dalla Prigione tI Amore di Sforza degli Oddi, rappres. il 4 novembre 1717 I - L' Ospital6 di p~ rappres. il 24 settembre 1716 - n tJiolatore deluso, ra'ppres. il 25 settembre 1716 - n tradito, tratto in parte dall'Aulularia di Plauto, rappres. il 18 giugno 1716 - n Oabalista, rappres. 1'11 Iuglio 1716 - Lelia prodigo, rappres. il 21 giugno 1716 - La madre compiacmte, rappres. il 28 novembre 1717 - L6 gare del matrimonio, di. Ricooboni (padre), rappres. l' 8 ottobre 1716; l' argomento si dice tratto dall'.Armida di Giambatista Calderari - IlBtlpposto marito, rappres. il 7 maggio 1745 - I mariti senza moglie, rappres. il 22 decembre 1742 - E Innocmte tratJaflliata, rappres. il 4 febbraio 1718' - I matrimoni tra i flfl e i mom, rappres. il 26 gennaio 1722' - 11 cal:tWo marito, rappres. il 18 giugno 1747 - La bugia imbroglia il bugiardo, rappres. ill5 maggio 1720 - L6 fMtamorfOBi 4Arlecchino, rappres. il 80 agosto 1789' - L6 fMtamor[OBi di Scaramtu:eifl, rappres. il 23 settembre 1745 7 - La

, Estratto nel Dictionn., m, 223 sg. • Ved. Mercure galant, juilL 1716, pag. 279. Dallo Scenario ItaI. il Riceoboni trasse poi una Comm. francese L'ItaZim marilf G Pam, che iii 1'I.ppres. la prima volta il 29 nov. 1729. n Mercure galant, eli cui e noto ehe La Bruyere diese che era c immeeliatement au-des80us du rien,.. comincio a pubblicarai nel 1672; fu interrotto nel 74, ripreso nel 77, e continuo fino allnO. Continuo poi, BOtto il titolo eli Mercure de .z.n.._, per tutto il secolo XVIII. • Estratto nel Dictionn., m, 242• Estratto nel Dictionn., nI, 317. • Ved. Mercure de .z.n.._, fevr. 1722, p. 127. • Mere. de .z.n.._, dtlc. 1739. - Pare che in italiano fosse intitolato Per80naggi d' Arkcchino. Ved. Dictionn., VI, 93. .• Estratto nel Dictionn., VI, 105.

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INTRODUZIONE

XLV

f/lU!UmpBicoBi r1 .Arlecchitw, rappres. il 19 gennmo 1718 1 Naufragio r1.Arlecchitw, rappres. }' 11 giugno 1740. E 10 stesso dell'.Arcadia incantata t - La ca8a 8f)aligiata, rappres. il 27 maggio 1716' - Panta'ltme mercante fallito, rappres. il 18 ottobre 1716 - Li tre /inti turem, rappres. il 22 luglio 1716 -11 marito fJizioso, rappres. il 29 giugno 1716' - Pantalone ingannato, rappres. il 2 marzo 1746 - Pantalone e.Arlecchino mariti 8tmza mogli, rappres. iI 4 agosto 1721 - n padre ingannato, rappres. il14 settembre 1719' - .Arlecchino /into Panta'ltme e Capitano, rappres. il14 agosto 1716 - n Principe di Salerno, rappres. il 24 settembre 1746' - I quattro .Ar1ecchini, rappres. il 4 ottobre 1716 - RitrOBia per ritrOBia, rappres. il 28 giugno 17177 - Rinaldo da Montalbano, rappres. il 6 aprile 1717' - 14 furberie 'di Scapino, di Romagnesi, rappres. il 151uglio 1741 - 14 due 80relk ritJali, rappres. il 1°1uglio 17471 - n 80gn0 afWerato, rappres. il 18 ottabre 1751 10 - 18ospe/i<JBi, di Riccoboni (padre), rappres. il 29 gennaio 172111 - Gli Strattagemmi dtJ},' amore di Riccoboni (padre), rappres. il 26 novembre 1716" - n tu-

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Breve eairaUo Del Dictionn., m, 423. de h. t juin 1740. l.I(ere. de h., mai 17.wi De CharDi, Prem. I.e"" hUt. la _ . CImIMl. Ittll. • Dictionn., IV, 69. I Batratto Del .Dietionn., IV, SO. • Pubbl. Del Dictionn., IV, 230. t Es&raUo Del Dictionn., IV. 38l I Eatratto DelDictionn., IV, 418. Ctr. GOLDom, Mmuwie, I, cap. .w. I Eatratto Del MIr'CIW6 de h., juilL 1747. I. Es&raUo Del .Dietionn., V, 201. II Estratto Del .Dietionn., V, 223. II Sembra tratta clal Pruso ~ forsa del Moniglia, muaicato prima daI MeI&ni e poi dal Pngliardi, e rapprea. alia Pergola e appres80 alla WJa Granducale di Pratolino. Ved. Mercu,.e de h., aVJ". 1726, pag.805.
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XLVI

INTRODUZIONE

tore ingannato, rappres. I'll deeembre 1733 1 - I tutori ingannati, rappres. il 4 seUembre 1716' - I Vecchi innamorati, rappres. il 23 agosto 1747' - I Vecchi Bcherniti per amore, rappres. il 31 deeembre 1733' - Le fJentisei diBgrazie rl.A.rlecchino, rappres. il 3 seUembre 1751' - 11 ladro Bbirro e giudice, rappres. il 2 giugno 1716' - I ladri alia {iera, rappres. il14 novembre 17177 - I Viaggiatori, rappres. I'll gennaio 1754 8 - Arlecchino genio, rappres. il 12 agosto 1752' - Gli Zingari, rappres. il 6 giugno 1748 10 - Oorallina Arlecchina, rappres. il 3 settembre 1747 - Corallina Fata, rappres. il 23 maggio 1746" - Oorallina' intrigante, rappres. il 4 giugno 1751 - Il cane dell! Ortolano, rappres. il 6 luglio 1716 n - Le Figlie innamorate del DiafJolo, rappres. il 13 giugno 1717 II - Le Ge-

Ved. Mere. th .1\0., dAc. 1733; Dictionn., V,578. Ved. indietro la Dota allo Scenario del Biancolelli: I TllppeQ. • Ved. Dictionn., VI, 185 e 349. • Abbiamo questo Scenario pubblicato per intel'O Del Dictionn., VI, 195 sgg, Ci BOno due Arleechini s due Arleechine. Pu6 essere curioso n Dotare questa lleeDS: «Le Docteur lI'sppl'Oche de la maisoD de Panta\on. chez qui demeure la premiere Arlequine, et lui fait un signal. Elle lui repoDd par la fenAtre, et descend enlluite Ie pauier; Ie Docteur '! entre, et on l' eleve 1\ cinq ou six pieda de terre aeulement. Panta\on ae prieente, et fait aWlsi un signal. La seconds Ar\equine • la feDAtre lui descend Ie pauier; i\ se met dedans, et ron tire ce panier. la mAme hauteur que celui dans lequel est Ie Docteur,.. Cic) ricorda la nota avventura attn'buita a Ippocrate e a Virgilio nel Medioevo. Ved. Le GrtJnd tl' A""'Y, Fablia_, I, 232; CoIIPAllBTTJ, Virgo nel M. E., 109. • Ampio estratto Del Dictionn., VI, 234 • Era gi& stato rappres. nel 1667. Hm. th l'lIftC. Th. Ittd., 293. , Estratto Delle Lettru kist. th M. de CluJrni, lett. ,,8, 15. • Estratto Del Dictionn., VI, 295. • Eatratto nel Diction"., VI, 363. '0 Estratto Del Diction"., VI, 397• .. Estratto Del Diction"., VI. 459• •• Breve estratto Del NoufJ. Tho ItIIl., 6-7. II Eatratto Del Diction"., VI, 522.
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n, egg.

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INTRODUZIONE

XLVII

losi6 dei maritati, rappres. il16 settembre 1717 t - n doppio matrimonio t1Arlecchino, rappres. il 12 maggio 1721. t Abbiamo anche &lenni &ltri titoli eli Seenari, che siamo andati raceogliendo qua e 1&: n Dottore giudice padre, di Rodrigo Lombardi, eomieo, eli Bologna - Ohi trooa .,. amico tf'OfHJ un teBoro, 0 sia II Dottore afJfXJCato dl pofJeri, dello stesso - n Mago dalla barba fJerde, eli Felice Saeehi, eomieo, detto Felieino Saeehetto - n Turbant6 d'.A.8mod6o, della stesso - Truffaldino molinaro innocente, eli Antonio Sacco, comieo - Gli InflU88i di Saturno - La mlorJa Indiana, di Gasparo Gozzi - n Be dormmdo - II Yagabondo - L' Amant6 fra 18 due obbligazioni - Di peggio in peggio - I quattro Zanni -' I tre fJtm6Siani gemelli, di Cesare D'Arbes, Comieo - IlArisUme - Patatalon Paroru:in' - ..4.rt6 fJinta dalfAm - I due Falletti - II Truffaldino Gt'loso - La figlia fuggitim - La Donna ctI8tode t1 un • • - Fonso - I due Tartaglia - n Salasso - Tartaglia iBtorico - La Grotta incantata - La TaM-naria - La bam• nata di furta, del Prineipe Ereolani eli Bologna - n giudil:e padre, dello stesso - I/inti Sicari, della stesso I1 inga1lfW forlunato - n Disaoluto - II carcerier carC6rato - La nascita del primogmito di Truffaldino - n Truffaldino BBnJitore di due padroni - La Congiura di earbonari - Trvffaldino ubriaco - I due gemeUi Truffaldini - LB trmladue disgrasie di Truffaldino' - Truffaldino conftUJO tra il bene e il male - Le Torn - Arlecclaino {into BcimmWtto - 1A 8p(JBalizio della signora Luna, • di Andrea Nelvi, eoI
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EstraUO Del Diccion7l., VI, 570.

MWCUnJ rU FrGnce, juin et juill. 1721, II, p. 12 sgg. a Da cui il Goldoni truee il IUO Tonin beliG gmnG (Mmwrill, I, cap. 51). • Fol'I8 la lteaaa della Comm. improvviaa di Goldoni: IA CnmtIJdue #lUgrtJlie di A,.l«ellino. (Mmwrie, I, cap. 41). a Ne (aeeva parte la CanzoDeU& popoiare che ha appunto per titolo: Spo. «"ido aliG GftM'CI LunG col.or BGrrac0cab4 (Ved. EOBlUA, &mmlufI{f

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INTRODUZIONE

mioo - Lo Spirito Folldlo - I f)ani personaggi di FlorWlo - .Anne e Bagaglio - Arlecchino pwseguitato d« quattro elementi - L' oggttto odiato - I ~ e quattro accidenti sueceduti nella notte istessa, del Goldoni. Non credo che si possano riguardare come Sctman quelli pubblicati da Girolamo Bartolomei nella sua. Didascalia cioi Dottnna Oomica, in Firenze 1658, e intitolati: La Donna maledica, Lo Schernito Zerbino, La ~ tra la Suocera e la Nuora, n {into Mago, L'ingannante simile, n giomne 8f1iato. Essi sono piuttosto a.bbozzi, scritti per dare esempio di quella Oommet!ia di mezzo a.lla quale il Bartolomei esortava. si rivolgessero gli studi degli Accademiei. Questo Girolamo Bartolomei a autore di alcune brutte tragedie, stampa.te aRoma nel 1632, ehe hanno per titolo: Eugenia, Tragedia sacra; Isabtlla I Tragedia

sacra; Teodora, Tragedia sacra; P~ittUJ, Tragedia sacra; ..4ltammt, Tragedia " Oreso, Tragedia. Sono dedicate 801 papa Urbano VIII. In queste Commedie dell' Arte, che abbraceiano pin di due secoli di vita, naturalmente Ie maschere ebbero ampio svolgimento, crebbero di numero e si modifiearono nell'azione. Sarebbe di molto interesse, ma a quasi impossibile, mettere in rilievo 180 reeiproca influenza. che ebbero Ie masehere della Commedia imprornsa. e queUe della. Commedia sostenuta, letteraria, dialogizzata. ehe dir si voglia. La. Commedia dell' Arte sfugge in gran parte a questa. ricerea, percha non ha lasciato di sa che poche tracce, e percha, quando anche gli Scenari avanzati f08sero molti pin di quelli che possediamo, da essi male si

italimischer VolTl8liedw, _ D." O. L. B. Woll, Leipzig, 1829, peg. 48). la quale, dice n Bartoli (op. oiL, 62) «in qual tempo udivui con tanto 8f.1'epito cantar pel' Ie piaue ».

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INTRODUZIONE

XLIX

potrebbe giudicare il earattere peculiare della maschera, che specialmente si rivelava nella improvvisazione. 11 Pantalone crediamo che rimanesse sempre, pre880 a poco, quello che f'u negli Scenari dello Scala: nn uomo, come dice il Riccoboni, semplice e di buona fede, ma sempre innamorato e sempre ingannato.' n suo nome pero subl non di rado delle variazioni, almeno nella COlllDledia dialogizzata. Cosl fu chiamato qualche volta Babilonio, t Torbolonio Palthanai,' Magnifico,' e via dicendo. La Commedia dove abbiamo trovato il Pantalone disce80 pil in b&88o, proprio al grado di bdone, ~ La V.iana de Bior Cocalin dei Cocalini, dove tra i personaggi si troTano Purtl8tlii Pantaloni, ci~ molti Pantaloni che f'anno • mone burlesea tutti insieme, come si rileva da alcnne indieazioni sceniche, quale, per esempio, questa all' Atto V, Seen.. IX: c Mascherati e Pantaloni tutti ridono e danno 1& aubiat.. e battono Ie mani ». hche il Dottore rimase invariato. Generalmente e bolognese, ma PUQ elsere anche di Ferrara.' 11 suo nome e quasi sempre Graziano, 0 ancora Prudentio' 0 messer Rovina 7 0 Hippocr&8so.· E giureconsulto 0 medico. La sua specialita. ~ sempre di dire spropositi e di mescolare

• 1liIC. du TIL Ital., D, 311. • Li~, Comm. del rig_ Virgilio VIf'IlCCi, Venezia 1610. d~ mtlf'ito. Comm. nUDeIl del Virgilio V. 7't.fIC4, 1612. • Colombi_ 0 La moglie ftlpeNHJ, Comm. dello at.ao Verucci. • Nell' Amico wadito, til P. M. Cecchini detto Ft'itlllllino, r antore diee Dell' Avyertimento: c dove che io con una inuaitata (atioa vi ho meecolato Dn Dottor Gratiano da Bologna 0 da Ferrara. un PaataloD da

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Veaaia,. ecc. • Ved. per ea. I &.petti, Comm. del rig. J(/Urimo F/WOni (In VaDeCia, 1581).
~ Nella TrillutilJ di Agnolo Fireaaaola. • Nella Rro~1omtzc1aica di Sfona Odell .

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INTRODUZIONE

al proprio dialetto delle parole che pretenderebbero di esser latine. I
I Delle scipitaggini dottoruc1le e saggio importante questa lettera di Lodovico de' Bianchi al Oranduca Ferdinando I (Cart. UBiv. F.& 809 Co 579, Archi'Pio di Seato di Firetu'e). la quale cont.iene come Ia traduzione della lingua grfUiana usata nella prima parte di easa:

Ser."o Gran Duca mio S." Pe _ denari a V. A. S. la prima measa a me fritta a flore di lorenza alla tavella regulare di V. A. S. di forarmi appresso a uno staro delle primicie cuccij! dal peggio che 8e avemia da falare gli mondo ceste porche regole a trento che gli riferiecano la marmoria di merendal'mela al secondo del organa e cost.i &COned vi do argumentando caricresendo querela ch'io SanBOne orbo ligado pel' mia panirola dappresso un staro a V. A. S. laquila partoriri. quarto primiere semino appl'e&BO a terra l' oca in un C88B0ne et con Bequestro un milion di monte et un miglio in cane Ie vinte mane agli impegolando ogni facilit! e cont.inento. Per ricordare a V. A. S. Ia prom_a a me fatta a Fiorenza alia tavola regale di V. A. S. di fanni apl'8B8ntare delle prime caccie dal Poggio che Be haveano da fare. gli mando queste poche righe attento che gli rinfl'8BChino la memoria di mandarmela secondo l'ordine, et cosl ancor io vado agumentando et crescendo quello ch'io BOno obligato pel' mia parola d'appreBentBl'8 a V. A. S.,la quaJe portarO quanto prima Be mi apo presenteri. l'occasione; et con questo humilmente me gli inchino, baciandoli Ie invitte mani, pregandoli daI Cielo ogni felicit! e contento. Di PiBtoja, questo dl 21 di ottobl'e 1589. Di V. A. S." Humil. sel'VO Lodovico De'Bianchi da Bologna detto il Dottor Gratiano. Sono quasi incredibili Ie caricature a cui si giunBe. Leggasi pel' es• .questo bl'ano che traggo dalle DUgra6ie di Burattino, Commedia ridicoloaa del signor hancuco Gattici Bolognue: cAh i ~ pur tant caminad c'a BOn arrivad. idest a BOn IOnt a sta magnifica ciavidad. dou potro fairel veder e toccar con Ie milan Ie virtud c'a i'o struciad pel' l'invers mod, e s'ag sara cas vobia sorbir de mi, cioe de sto suppoBit idesi de sta persigion, a i C~ vender c' a BOn Dottreor e hom de partorid, e com dis el Sabia su 'I cald chi e orb a nj ved, e Ia perBigona chi ha di penBier ha di fast.idii, e chi ha di futidii ha delle {antasie. e chi ha delle fantasie ha di negotih. Si veda anche La moglie di8petto8a. di GiorxJnni Briccio, Roma, 1672. Le Commedie del Bricci e del Verucci meriterebbero uno studio. Esse 80no ira queUe che pid si allontanano daI genere classico, e ci danno idea

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INTRODUZlONE

LI

Affine al Dottor Graziano e il Pancrazio Bi8ceglie8e o Ovt:uzziillo napoletano," Oassafldro da Siena,· Oassandrino romano,' FacaMppa veneziano.' Ma piil di quesn e interessante, tra Ie maschere dei fJecchi, quella del Pedante. Easo trovasi gi8. nella Scala,' come trovasi nella Commedia letteraria del secolo XVI.' D suo carattere buffonesco va pera sempre crescendo. N el TrafJaglia del Calmo
di quello che f08lle il teatro popolare italiano Del CiDqUeceDtO e Del Sei· C8J1to. I.e Commedie del Bricci BODO: LA di8pett08a mogli4 - LA ZingaN ~ - LA Tartarea - Gli ,craplu.rati - LA bella Negromantala - ,Pantaw- imbertonao ed altre. Del Verucci Bi hanno: I di_1i lin·

JI_ggi - L' Brlilia - n 8ertlO Qltuto - n Pantalone innal'llOrato LA _data amtn'08tJ - II di8pettoBo marito - LA Colombina - p"d· einella amante di Colombina. - ApparteDgoDO al genere ste8BO Ie Com· media di Francesco OaUioi, di Fabrizio De Fornaris e di altri. Non BeIlza ngione il Quadrio (.Della 8toria e della rag. d' ogni pouia, lib. n, diat. m, cap. m) chiam6 queste, Mimicke Commedi4. Si pu6 disputare IIUlr appellativo, ma II carto che di tutti queati e d' alm lavori deve esaer
faUa una BeZione a parte Della Storia della Drammatica ItalianL t Ved. M. SAND, Ma.tq'uu et Boutfonl, n, 35 sgg. - MAoNlN, Hi,lOire flu Marionnette8, 82. I Si trova Degli Scmari dello Scala: Giorn. VlU, Giorn. XI, Giorn. XIB, GiOrD. XIX. In uno di questi II chiamato: Cauandf"O ..4.returi Bolog_ (GiOrD. :avu). Maurizio Sand (op. oit., 43) dice che il Cassandro «dispa· rat des canevas italiens pendant plus d'un Biilcle, car ce De fut qu'en 1735 que Perier prit ce nom pour jouer les ~res ridicules Bur les thMtl'es forain.... Degli italiani, il Oandini rappresentO la parte di Cauandf"O nella Comm. improvv. CoNllina ..4.rl«china data a Parigi i13 seUembre 1747. • Ved. DB STBNDBAL (Beyle), LA CluJ,.ereuu de Parme, 215. Anche Lady Morgan dice che quando ella visitO Roma piaceva molto al teatro deDe marioDette un DUOVO caraUere che chiamano Cauandrino (L'Italie par L. Mo, m, 266). Del C_ndrino allino di 1m pittorll eli UD Bunto il Magnin, H"ur. d. Marion., 86. Aim titoli di Commedia dol" entra questa muchera BODO oitati da Mercey (T1uf4tre en Italill) Della Bm1uIJ flu ~ mondu, 1840, come i1 'Yiaggio II CiflitaNCChitJ, CauandMno dilettante II imprut;lrio ecc. • SAND, op. oit., n, 47 - MAoHlN, op. oit., 82. • C'lI uno Scenario (Giorn. 31) che ha appunto il titol0 di Pedante, il quale Bi chiama Cataldo. Anche il Claudione del .Hnto cieco II un Pedante. I Butera ch'io oiti MIlf'UC4lco dell' Aretino.

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LII

INTRODUZIONE

mescola il latino al elialetto bergamaseo. 1 In una Commedia del Bricci I parla aft'atto alIa mamera de' Fidenziaei, I eli cui lorse e una satira:
c

POBtquam. io mi ritrovo d' eaaer Dux Huius sodalitatia ehe IOn sex Si faccia. un' opra avanti a questo grex Priusquam. ehe tr&monti a noi la lux It.

Diventa schietta caricatura nelle Commeelie del Mancinelli,.

• c Quid quid &gis, prudentiua agimua et reapiciamua ftnem, pel' tant 8i 1 gra AriBtotil, gna Plato e Seneca bav88 dat dol bech in doi enri amo!'OBi, podiva be di Ia filO8Ofia invanum Iaboraverunt, perque quel cave8trel dliua luBivia de Cupid, ge barer levat da dOl co i so bolze) tugh i sentiment e i conclusio, lilogiami It ecc. • :fA tlenttwa di Zann, , PtuCGriello. Cornedia in Egloga di GioWlnni Briccio Romano Pitton, In Vitel'bo, 1619. I Per chi non ricordaue Ie poesie del Fidenzio, eecane un laggiO (I Cantici di Fitkneio Glottochrg8io Ludimagiatro ecc. In Vicenza, 1793):
Le tumldole geoole; I Dlgerrlmi OcahI, U vIso peramplo at C&DCllcllaimo, L' ezigua bocca, U D&IO deceutiuluio, n IlleDto, che ml cIA dolorl acemmi; n lectao conn, I eriDoD, I dexterrlml Hembrl, U bel COI'pO a)'lDllleU'latialmo Del mlo Camillo, U lepor veuanlalmo, I coatuml modeet! eel IDtegerrlml; D' bora ID hora mi tan at CamWlphUo, Ch' 10 DOD bo altro beD, alt.. letitia, Che 1& _ve lor NlDiDlaceDtIa. NOD 1I1 Del DOIIIro lepldo PoliphUo DI Polla aua taDt. coDcoplsceatla, . Qaauta ID me dl at rare alta divitle.

• Tirri. Clori. Comm. del signor GioWJnni Mancindli, In V. netia, 1621.
~

Require \I Ifalo coatume mio 1I'Iammigero ADiI che iJ aerD10D cougruo A ODa coborte d' haomial Aveta dlr DOD In atagoJar Dlo writ! L'IuceUo segal, ch' UD auo par Caloalce Da leggl galatalche A da rlto priaclaa aolllto troftIIl_.
Qaal " cotaIta florida

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INTRODUZIONE

LDI

del Secchi,· del Sicinio' ed in aItre infinite ehe sarebbe mpedluo cltare.· D Capitano duro ad essere una delle maschere pii simpatiche alla Commedia cosl improvvisa come letteraria. In questa Ii ritorno pii vicini al tipo originario, mettendo in isceua un soldato, con tutte quelle earatteristiehe ehe distinguono il miles di Plauto. Tali sono, per esempio, Bobioso nel Trmmglia del Calmo, ZiganteB nell'.AlchimiBta eli Bernardino Lombardi, ed aItri simili: QuaIehe volta mvece del soldato si trova il bra1JO, e, non di rado, fatto
t

n BetJb til Nico16 &eclai, B. a. e. L 1A p4Ce tli Marcone, Com. til ChrUtoforo 8icitaio,1n Venetia, 1618. «Beneveneritis Domine Corneli. Fo preeent.ita de'tuoi pasai la pesta, depoeto quasi peete che appeeta presto il pasto che era di pasta e di piBto , m.i IOn polito a posta IU Ie poste di questa janua per obviarti:t. I Ognuno ricorda Matafurio nel Catatlelajo del Bruno. Ouerva bene D Camerini (I Precur801"i del Goltlotal, pag. 1(3) che il Pedante «dallo Ilatinizzare passO al toseanegglare:t. Satira del Pedante che toscaneggia II Licitaio Parlaquint:i nelle None "ta~ tli Jacopo M'lC4lori tla Urbitao, Pesaro, 1618. «Dei Petlatati, dice il Perrucei (Ar~ Rappruentatim, 279) DOD m.i IOrnene chi sinora all'improvviBo abbia avuto pensiero di Carlo. Quando vi fulll8 chi r imprendelll8 potra servirsi delle regole del Dottore, It1ldiar Fidnuio per apprender Ie frui, 0 avvalersi de110 ltile maccaroDico di Merlino Coccai 0 di Stoppino:t. Queste parole ci provano che it .PI!dGn~ era ai tempi del Perrueci Bparito dalle Commedie Improvvise, perehe nello Scala come IOpra notammo, ellO ate. Non sappiamo come JIOIII& il Klein (Guchich~ flu Drama'lI, IV, DaII italUnUcM Drama, I, 905, 6) dire che la ftgura originale, primitiva (Urbild) del Petiatats II n PetltJgogo Litlw dene Bacchitlu di Plauto. Tutt' altro. In Plauto non 'c'lI il pili. lontano accenno che si voglia Care di Lidus una caricatura. EIIO II serio eel onesto. Si veda Bpecialmente I' Atto Secondo, e nel Terzo iI diaJoso di lui con Philoltenul. • RabioIIo II c:reuione eminentemente letteraria. EgJi dice: «Tal nata da'io prendo nelle mani uno Orlando FuriOIO 0 un Conte Matheo Maria Bogiardo, at ch'io scoro con l'intelletto era. quei bOBchi, ch'io considero quai gigaDti, incantamenti, mOitri, draghi, ~UlZ8, abbattimenti, fatti d' ume, io divengo cum ftero nell' aspetto, et Del coDsiderar i colpi, io ~ Ie mani di coR straDa maniera montato a cavallo de un trespolo, che io potrei facilmente impaurire Marte at Belona:t ecc. (Atto n, se. 6).
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LIV

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lNTRODUZIONE

veneziano: I nn br~ perfettamente oguale aI capitano.' Capitano pera e pin generalmente anche nella Commedia dialogizzata, che viene da Napoli, e parla napoletano; I spaccone sgoaiato,' petulante colle donne,' canzonato spesso da esse e da aItri.· I suoi nomi sono infiniti, e basti citarne qui aIenni, come sarebbe, nel secolo XVI, Ba-.nfIJ1~ 7 BasiliJJco' A _ " " " , I . • BramnRn.- 10 Paaa"r-"~' , ~l""'''''''''''' "'~7-'

I Coal nel &gNto, COrII. n _ e piat:fnJole. In Venetia, 15M; net Tradi_to amoro&O, Com. _ _ pitJCfIfXJU CM ridicKloaG. df Biagio M"fIgi, In Venetia, 1625; ed in altre. I Nel Pellegrino, Com. di M. Girolamo.Ptwt.lbolco (in Venetia,I586). il bratlO (che ai chiama Spa""to) dice:

ID tre mille aDJli l' lIOII potrei aarnzti La prove mia, qoaotl hoomiDl ho maadato A' mial glOlIIi a l' iafemo. a quanti poi N' ho ltorpiati a feri1i; quanti Qaaati D&Ii ho achiacciati at oochl oblaai. Qaaate barlle palate I Oh 10 ti gloro ebe ii leUo do"e 10 dol'DlO II !atto tatto Da' pen de la barba dl coloro C' haallO &Vato tel' hor la mia cIisgratla. Bel to nato & Loreto' 10 "01_ dirt.i S' hal .,&dato I"i appelO ia depia&ara I vot.i dl color eba eoao uelti Yivi da Ie mia maD. che _0 etati Almeao 00 milioa per dirti pooo ••••••

.,iti.

• Coal nei Furori, Com. rlsl Bignor Nicola dII gli Angeli, Napoli, 1590; nello 8pecchio d' Amore, di &rnanlino Bina"'; (in Venetia, 1573), ed in aln moltiaaime. • Ved. per ea. IA Fl4f1ia. Com. n _ (in Trevisi 1590), dove il Capitano Afferamonte aomigUa auai allo Spavento dell' Andreini. • Ved. II BelfG, Com. rlsl Bignor NicolO &ochi (in Parma, 1584). • Nella Fanciu"a. Com. deillig. Co!). G. B. Marli (in Bologna, I. a.), si ha una curiosa lIC8IIa del Pedante che ftnisce col picchiare il Capi· tano con un volume di Cicerone. , IA .&cIurls, Com. nlIOM di Angelo Badalucchio clalla Pergola (in Vinegia 1557). • L' Anilia, Com. di M. Anton .Franceaco Raineri (I. I., 1550).
• Gli Oltraggi di Amore tI di ,libreuna. Com. di AlullG"dro DonlelZi"i (in Firenze, 1586). II Quereu Amoron, Cot". di G. B. Ra"uoci (in Napoli, 151M).

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1NTRODUZIONE

LV

fMIIU, I FkgeUmte,' Rinoceronte,' B«krofonte,' Slwana'

Bizzarro,' Capriccio; 1 nel secolo xm, Marlelione, • Antimorone, • Mattamoros, to Leonontrono .Arcitonttronatlt6 Sbarrort8,11 Salamandra,1I Termodonte, \I Firibirimbombo, n Spezzaferro," Giangurgolo II ecc. La maschera del Capitano esiate anche oggi sui teatri popolari d'ltalia. 10 stesso ho assistito recentemente ad una Commedia di Marionette, dOT' era Bogantino, ed ho poi sotto gli occhi due farse napoletane dov' e il Guappo. n

I n PtJrtD mppoBto, Com. _ Ikll'illwtr. ACCCItlMnici di.Patloa, in Aacoli, 1583. I La _rrittJ amanu., Com. Ikl rigJllW" Camilw S/wo;.ri da ~ MM, in Perugia, 1596• L' Ero/llomacAia di 8(or;a Oddi, in Venetia,1597. & Prigilme rl' Amore di 8(or;a Oddi, in Fiorenza, 1590. I La PronubG, Com. IIi Gaqaro Ariani, in Mantova, 1588. In CapittJn Biuarro, Com. Ikl Seamdo Tarentino, in Vinegia, 1551. , Capriccio, Com. Ikl Dottof" h a _ Antonio RMri da G'oam;a. in Napoli, 1598. I Li ere Co&ttJnti, Com. di H_1s MarliGni, in Mantova, 1622I L' Amor /Ido, Com. Ikl rigJllW" MGrcantonio Baui da Vellstri. in Ronciglione, 1633. " Li ere Capittlni VGnagWriori, Capriot:io&a rappre,mttz;ilme di SilfJio Fiorilw, In Napoli, 1621. II Flbra, Com. di hanCtl«O AngellJni, in Padova, 1614. II TemputtJ atl101'OlG, Com. di AlsuGndro Don.ellini, in Venetia, 1605. " La "nta Mora, Com. Ikl Cicognini, in Firenze, 1625. .. Florinda, GrotUlctlDram_tica owro TGtIOIG et6rOClittJ di Lauro&ttimnio da Cutel 8Gmbucco, in Venetia, 1607. II Ved. SAND, op. cil, I, 198, MOLAND, op. cil, 161• •• BAND, op. cil, I, ~1. C'1I qllesto personaggio nella Scola CafNlriola IIi GioDtJnne d'Antonio, eel in alcuni degli Scenari ahe noi pubblichiamo. n Una 1I intitolata: Li ere Gut.lppe Am_rUInate Serra-8tlrf"(l, 8pu;a-Cownne e Sfraua-CGmpagne, Napoli,I875: l'altra Cicereniello SiJ"IIodoM Guappe tU Is C_iole eM d4 _ ls6i1me a Pulecmella CecrKIo, Napoli, 1880. Nella prima uno dei Guappi dice: c Si cacclo Ia puntella de 10 cortelluccio .•. Uh irate, e aha bide, a duszana, a duszane

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LVI

INTBODUZIONE

Abbiamo veduto quali foasero i Swvi negli Scenari dello Scala. Le maschere dei 8m andarono poi suWmratamente moltiplicandoai, cosl nella Commedia a soggetto come nella sostenuta. Troviamo Trappolino, un servo molto simile a quello della Commedia latina, che fa il mezzano agli amori del padrone, e tiene di mano al ngliuolo che ruba al padre; I abbiamo Francatrippe, sampre damato I e stroppiato;' Trivellino, canzOnatore e furfante ;' Farfanicchio, ragazzaccio impertmente colle donne, ghiotto, ozioso, il vero gamin modemo, che canta:
c

TirintiDa, tirintiDa Fuaae festa ogni mattina I Ben da bevere 8 da m.angiare E poca. voglia eli lavorare ,.;'

Finocchio, uno sciocco asto.to,· Parasacco ladro,7 Pas-

Ii 8tenna muorte pe la paura nterra. Non nc'. ommo cbe ma fa fronte, non nc'. fona che ma mantenu ace. E gJi alm 10 8teaao. Ma ftniacono poi per aver tutti paura d'un morto. Non. da tacere che queate farae napolatane BOno anche oggi parte dialogizzate a parte improvviBate. IntaUi, dopo Ie parola 80pra citate, Sciarappo continua COBl:. c va voglio cuota no fatticiello cha ma nccedette la aemmana passata,. e un' indicuiona del libretto dice cbe qU88to c fatticiello II Ii racconta a 8OfJgmo. I La Bul/fana, di M. Hippolito 8tJloiano, In Vinegia, 1584.
• «Far una magnada da maccaru, lasagna. tortei, caponi, poluter, vadella ftgadei a cutron m888ir, a star alegramenti II ; questa .la 8uprema falicitadi Francatrippe. LiStroppiati, Com. ul rignor Vergilio Verwcci, in Venetia, 1610. • efr. LU ~u de GuilZoume Boucher, 8wro Bf"OC01n't, xvm.S4rie; e MAONIN. H'ut. du Mononn., pag. 119. • Ved. &r'fIO /fftto, Com. di G. B. MOttti, in Viterbo, 1634; e Arotemiroe, Parodia in verai recit. al Teatro Italiano di Parigi, ap. SAND, op. cit., I, 114. • • La Bul/fafta, Com. di Hippolito 8tJloiano, in Vinegia, 1584. • I.e Vicende Ii'Atnor e di Fortuna, Modona, 1677. , Nalle Amoroae fuMII d' OrZondo del Cicognini trova Angelica ad· dormentata, a interrogato eli quallo che voglia fare, risponde: c Svalip. vernnt vel 8valigavere, a prima cominciamo dalla colIana II.

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sarino trivialmente plebeo e scimunito, I e poiGllaccBino, Piecariglio, B1'I18Colo, Bacecco, Ficlletto,. Rospo, Bru.deno, 9o.iD.iolo, V ~liuommero, i '1artaglia,' i PtdciDelia ed aItri. NeBo Seala abbiamo ~ tJiIiMo.· Questa mascIaera del Villano nena eommedia popolare scritta ebbe grade BViluppo. Senza entrare Delle ardue questioni delle oripi, ricorclerelOO i YilUmi del' Ruzante, quelli del CalmO',· del Briooi, del Cieogtrlni I e vi. cticendo. Notammo giR, ineidentaJmente, & proposito degli &t.. fIIIri .Ii F1a.miDio Seala ohe,. olilre'le Ommaed~ prCtpriamente 4lette, si recitavlmo all' improvri80 aDehe Ie T~ag«l~, Ie ()pere ~i8, Ie Opwe ErMIiIN' ecc., tutte imi&zioDi del
• Nella bugiG ri tnIM la tlerit4, Trtlttetl. &.eniOO del eicognin": D. 'CGrlo: ChH III Pou. Un povero omo ahe pilla :9. C. Va piiaa In Ie (orche' Pou. Ad.a a vad, Sior D. C. J'ermati, egli tiene una lettua, al carto la vo'vedere. PGa: Vo1ela oh' a ghe £azza al roman anca' a lei, SiOl"t D. C. MIl chi sei tnt 1'_ RuffiaD della Comunita •. • Nella DorGliu. Com. tli G. B. GregONlClJ tli &ilo, Napoli, 1611:
.& oIli obillle \I ca, U ea 11 capo 80, 0', on ro.IJIMo .'11 .' II rot.l& Lr. t.ta h~ _ _Orlll, alai che I' ori L' oriDale .. II 1'0, .1 II 1'0 II MUo Que qllellw pl6 ml duol che d' honl loaDSI De doft Oft II glw I II padron, oJMI DI' ordtne gli _cia L' o1'i l' or! I' orinale a placlare h.

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n Vecchio lh-' • Ved. pet" a 114 &l1U. .o, .1l r,.,.""liG, LM 8ptllJttOllU, La ~ cIoa eae. • Nel CMtGnte fm gU "W1mini il villaIlo 8chiliDi apinge la· IU& ItapicIi&i liDo a dire queMe paole: c Signore eli If1'8tia f'at.emi qlMltb CaYON, e ..'.,edet.e che io son morto, Don mi eeppellite adeaao, no, ma
• GiorD. 6,

Iuc:iateIDi prima 8Ildare a chIamare la mia Bettina" che mi pianga» eec. • I.e 0Jmmectie ICI'itte ebbero &Debe aUti ti&Oli. come: A66Ume &. ,;-lea,' Opem lIrogkomicG; 7NgicomeditJ; Tragicomedill PlUtoIV

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LVllI

INTRODUZIONE

teatro Spagnuolo,' nelle quali s' introdussero , colle pit. pazze stravaganze, anche Ie maschere! Sarebbe un grave errore pero il credere che la commedia impromsa aVeB8ecarattere esclusivamente popolare. In essa anzi entran un elemento letterario spiccatissimo, e ne abbiamo molte prove. Negli Scenari dello Scala troviamo per esempioche si recitavano dei madrigali,· che forse si leggeva qualche poesia del Fidenzio,' che si cantavano canzonette,' che si narravano novelle del Boccaccio.' Ancon sappiamo che si parlava qualche volta in francese.' Qua e 1& ci restano alcnni brani di frasi del dialogo improvviso, e da esse pure ci accorgiamo che, se non altro, l'intenzione letteraria non mancava. C' e un luogo dove Flaminia c riprendendo l'Aurora perche non esce di braccio al suo vecchio Titone ~, dice: c ah scellerata non ti verrtl16 " Opera &:mk4 " Opera &mkG e moro16 " Tf'G{/ediG 8QCJ'tJ " Opera. senz' altl'oj Opera 8QCJ'tJ 8Certk4; TrtIctenimento trGgico e BOo eaempi di componimenu drammatim con ognnno di quelti titoli. • Veil. RlCCOBON!, H"ut. d" T1&4tJtre Iull., I, 46-47. - Napoli, Signorelli, &oriG critk4 dei leGeri Gftt. e mod., IV, 181. I Per eI. nella Ro8tJlbtJ inctlftttltrice Opera &roicG ci SODO Burtl~ tiftO urtlO, Pedrolino urtlO, ArlecchiftO urtlO. Negli A_immel Comici, Ptutortali e Tf'G{/ici: Pr&ntGloM V _tUlftO, PedroliftO /f.Ittor"e di VilltJ, GrGtUlftO Dottore Bolognue, B"rtJttiftO e ArlecchiftO .rfJi. Nell' Oruidtl OperG ReGie: GrGtiGftO, Pedrolino e ArlecchiftO. • Negli Atn16nilMnti Comici ecc., Ii legge: c F"lIlide avendo inf.eso. il lamento di Tirsi compassiona 10 ltato del Patore, il quale aognando dice Ie bellezze di Fil1ide con alcnni madrigali]t. • Nel Ped4nle, il protagonilta c accarezza Fabrizio e Ii dona un libretto di rime pedanteeche fatte de Fidentio]t. I Nel Vecchio GelMo, Cavicchio c canta IIOp1'8 il martire che sendo un marito vecchio geloso della moglie It. Probabilmente 8mdo ~ errore eli stampa da correggere in _teo I Nella stella: c Gratiauo Ii fa prima pregue, alla fine raceonta· quella novella del Boccaccio detta ....•.••• ]t. CoIl nella stampa, eegnocbe la _Ita della novella era riluciata volta per volta ai comim. • Nella JibrtuftGttJ I8abelltJ, Pedrolino c ragiona con Olivetta la qual& ragiona eeco in franceee]t. Ouo rende il salnto a Isabella in fioaDceee~

regw.

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INTRODUZIONE

gogni a darmi tanto tormento? perche non vieni :t? I Chi 88. quello che eli grottesco e di ameno sara, stata I' apostrofe all' Aurora! Non. c' e dubbio alcuno ch' es88. non fosse passata per il lambicco del pin esagerato secentismo, che non fosse ingemmata delle pin stravaganti metafore, poiche tale era il gusto del tempo. Nel parlare delle cose pin comuni, dovevasi dare al discorso un'intonazione alta, gonfia, ampollosa. Ci resta un breve monologo eli un innamorato, che dice cosl: c Tu, ben mio, ti sarai dato morte, cagionata dal poco giudizio d'un vecchio padre j rna non dubitare, perche morira ancora chi t' e stata crudele, morira il padre dell' amata al quale paIesero il tutto, e morira anco il servo che a te fu infido :t" Ci restano altre brevi frasi staccate, e tutte ci dicono 10 stesso.' Ne questa intonazione letteraria pub meravigliarci, quando noi sappiamo che spesso I'argomento delle Commedie improvvise, il soggetto, come 10 chiamavano, era tratto c da Commeelie distese dagli antichi o modemi :tj' che all'improvviso si recitava, per esempio,
I Oiorn. 36, 1A lkM:cia. • Oiorn. 14, n Pellegrino /ldo ama'Ue. • VecL Oiom. 15, 1A eratJagliata I.ta~lla; Giorn. 17, Li duo C. pitafti rimili. • AMD1UIA PmutUCCI, Dell' A,.u Ra~tatitxJ prtm&«litata ed all'im~, Napoli, 1699, P. II, Reg. un. Altre volta poi la Commedia a «lfIgdo Beniva come eli traccia alIa Commedia letteraria. Se ne potrebbero reeare inftnite prove; ma a me basta citare Is lettera aeguenta lICriua cia un Bernardino Bernardini j] 25 di ottobre 1632; tanto pill. che ci~ mi di occasione eli pubbJicare uno Scenario inedilo. Ecco dunque ci~ che Iegeai nel Cod. Magliab. n, I, 190:

cMolto

m.re

Sig.r mio

Conlldato nella Bna gran cortesia

11.0 preao ardimento (doppo narrarli

il mio bene stare) di pregarla che voglia ridune in verai recitativi 1'inc:l1IIo aoggetto di Commedia che Ii cleve recitare il futuro Carnevale piaCl8I1do ecc. Perdoni V.- s.a de1l'arroganl8., e ne incolpi la Bua benignit6. eM mi ha dato animo di ricercarla di queato favore.

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LX

INTRODUZlONE

l' BmiUa di Luigi Groto <Moo tI Adria, BOtto il titolo di
La Commedia II intitolata Gli Amici Infldi; mi coDl8rvi in lua gruia combdimi, n 8ipore la CODtenti.

Prima Caao
M.' Pandolfo BerUnghieri, vecchio Marcantonio, IUO flgliolo M.' ADdrea AgreatiDi, pedante
Falsetto. servitore e SgarugUa, battilano

M! Mauimo 'PigoU, vecchio Lucido, IUO f1gUolo Gentile, aerva

Neapolino, paggio

T...a

c..

AmicIea Ridol8, credata meret.ricola Fiore, lIIIl'1'a Capitano Terremoto Spaccamondi, Capitano napoletaDo Girac6 aervidore.
ATTO PRIMO Sc:BI'IA. PII.IIIA

M.r Pandolfb _Aio e Marcantonio nco /lgliolo
P. Cercb.i pernadere il f1gliolo che vogUa andare a Napoli per amn negozio, che egli II in aggiuBtamento di aprir 1_1l BOUO

miniIItrare

Dome di Ma1'caDtonio, et inlieme due ell'etto at pareotado coDClaao con la Big." Sofioonia Sonlelli nobile napoletaDe. M.0 RiBponda BOn voler in alcun modo partir8i di Firen.. , il cbe facci COD ogni termine. P. Li replichi che Ii accinga all' andare, et Ii IIII8gIU poobe hore a riBOlveni; et ai parte per la terza atrada; d.ica di andue all' ArlIe eli Lana per SgarugBo, per farB metter'in ordine certe COle che egB deve po1'fllre.
SoDA. SBCONJlA

Marcantonio e M.r Andrea
M.0 Faeci aoIiloquio eli doglienza; in qeello dalla prima A.& Che torna da accom.papare i Canciulli alia Commed.ia,lo domandi d'onde tanta _&gerazione, et _Uta la eauea che per611 neceuario, eIut

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DII'TBODUZlOlfB
F~ d;

LXI

8capiao, ehe anzi dallo ateuo Plauto Hi to-

11.° RaccontiU la iatoria tuua. A.. Lo persuada all' obbedi8J1Z& del padre, et Ie ne vanno in casa.
Scmu TBUA

Capitano, Lucido, PiortI e GirGC6
Cap•• Diaco1"l'6 eon Lucido dell' amic:iIia ehe lui • contratta con la la quale eliea che gli pa1"tI r&880mlgU Clarice Blla BOrella che per un Btrano accidente ,i part1 eli NapoU, pel' la qual COla &DCOl" lui ha (aUG il aimigUante, et conti qualche impreaa (atta da lui. L.o Ringrazia il Cielo di questa amicizia, e Ii racconta come lot· Andrea, che egU ben conO&Ce, II Btato l'introdattore ad onta eli Marcantonio Btwtinghieri alla barba del 4luale go4e. F.e Di _ eliea ehe la padrona 10 manda a cercare eli lui, e vedendolo Ii Cacci. l'imbuciata. Cap.0 Lu.0 e Gir.o: in casa Amide&. F.· Diea eIle II (atto torto a Marcantonio, e va per la prima al !DOnutero delle ·Convertite pel' faccende.

SiB.- Amidea,

80BxA QUARTA

11... Mauimo vecchio e X .. Pandolfo veceb.io
Per la I8CODda dolghinai aeambievolm..te de'Joro flglioli • puti~ larmente Pandolfo Ii dica la causa perchII egU nOD vaGI pardre, il che inteso picchia a _ pel' Marcantonio.
ScmcA QUINTA

FalHtto aervidore, Marcantonio, Jla&ftmo e Pandolfo

P'aL0 Vedute ...... il padrone cblami Mareantooio fit eaca 8eCO. P.O Di nuovo Ii dice che Ii accinga ad andare a Napoli. If.° Dica haverci pensato bene, e non ci volere anelaN. Mae.° L' 8801"li ad andue. F.o Facci il simile, il cha non volado esepire Mazocantcmio P.o Li pI'Oihilca I'ingre.o di casa 18 aIlora non wola eeeguire i eaoi
MlNnd"anti

If.° Parte eena diI' altro; per la tel'Z8.
SomrA BB8TA

Fillutto, Mauimo a Pandolfo
P. Db ..,.. c:he egIi e Btato coDl8DZiante al tatto, 10 bran, minacci e JieeDZii. I vecchi ognuno in _ na.
FaL° VogU
IICUIIIl'8

Marcantonio.

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LXII

INTBODUZIONE
1

glievano

soggetti delle Commedie dell' Am. Qualche
Scmr A BBT'I'IIIA

FaZ.Uo, Sgaruglia e JLr .Andrea
FaI.o In collera Ii dolga dell' eaito delle Bue latiche; in que1lo dalla terza Sg.& AlIa volta di Falsetto diea che ha saputo che lui • innamorato dena sua moglie, gU vogUa dare delle pupa, al romore esce di caaa. II. A.a Li divide, manda in caea il battilano, senta il tutto da Falsetto, e solo diea: me ne dnole, et entri in caaa. Fal.0 Diaperato, e borbottando se ne vadi per la quart&.

ATTO SECONDO -

ScmrA P&IIL\

Pandolfo e Sgaruglia di caea, e Maf'Ct.lnfOnio da parte
P.o Discorre con SgarugUa degU aft'ari della bottega, et doppo 10 manda in mercato a apendere, elicendoU haver mandato via Falsetto. S.- Dicali che l' ha caro, et U racconti il perche. P.o Be U BCuopra innamorato eli Amidea, e U domandi il BUO aiuto. s.a Faccia diceria di non voler eseguire perchb b huomo da bene, et coal rotto, va in mercato per la prima et U vecchio per la qUart.. 11.0 Che in diaparte ha sentito il tutto, Ii ride della pama del padre, gU vorrebbe fare una burla, e per6 brama di veder Falsetto.
ScmrA BBCONDA

Capitano e Lucido eli CIlIa; .AmidelJ, M_nfOnio e

Fa18~lfO

M.°-Vede uscire il Capitano e Lucido di caea Amidea, irato gJi Bida, faccino lazzo di metter mano, U Capitano WIO eli fuggire per la second&, in questo per la terza Fal.° Divide la quiBtione, Lucido parte per la prima, e 11.0 Racconta a Falsetto qnanto ha aentito da BUO padre, che pem potri facilmente rientrare per questo mezzo in caea et aiutare lui eli danari che n'ha bisogno; consultin~ di Care una burla a PandolCo; Falsetto 88 De pigUa l'UBUnto, e partono inlieme per la quart&.

8cBKA

TBaZA.

..IIGuimo, Gmlile se"a, Nupolino paggio e Pandolfo MaLo Di caea con U paggio, e la per la prima.
88rv&,

la quale mandi in mercato,

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INTRODUZIONE

LXIII

Tolta poi esaa Commedia dell' Arte era, se cosl possiamo
abbocca COD 1Iuaimo. e dolendosi che il 8gliolo Ii ha votato e cbe ha da ran un pagamento, Ii domandi in preato da'da· ueegnandoli pegno eqaivalente di un diamante• . . . . .0 Faccia lazzo di Don voler il pegno, ma non 10 riftati intera_toe; ai dieno i coDtruaegni di chi portera i denari. e Muaimo diea prima dover andare aI banco per d'ari. et che per il paggio glie Ii man· ..... et Ie ne va COD il paggio, per la aecondL

'uri. Si 0 ecripio.
P.o

ScJl!U, QUARTA

FIIlMto e PG7ttlolfb Fal.° Per la t.ena, facci vista Don vedere Pandolfo. dica euerli fatto ~ e racconti qualche benefbio fatto • Pandolfo e che pati8ce per aim, ~ che Marcantonio II giovane, 0 che Ie gli d.u un poco di tempo fone 4@ti anderebbe a Napoli. P.o Be g1i ecopre, e doppo faUG luao di compusione, 10 ripigli in _ _ j con che Ii prometta aiutarlo nell'amore con AmideL Fal.° Si eaibisce a lenirlo, ma gli dice che ci bi80gna dei bezzi. P.o Li diea l'impreslito chiesto • M.r Maasimo, et il modo come 4leve pusare, et Ii dice che vada in CIUI&, e Ii auegna l' anello per pegno, acei6, Ie MIIIIimo anduai mentre 8180 f08l8 filora, poesa ricevere it danaro; et ai parte per la quarta, e Ii comanda che non ai parta di CUll.
8cBKA QUDlTA

Mtlf"eGfttoflio e FGlMtto If.° Per I. prima. Li vien datto de Falaetto cbe II venuto il tempo di 6r la barla concertata, che pero vadia dall'1IICio dell'orto di dove Ii dara _ abito del vecchio, e gli dira minutamente il tatto, il che diea DOD far hora per nOD esaere ecoperto. Marcantonio eon queeto aggiaatamento parte . . dreto la IU& CIIL
8cBKA IIBBTA

FIIlHtto, JLr Andt"eo e SgtlrugliG

Fal.0 Picchi• • CIUI&, e Ii vien risposto de A.a Quale fa 1aDi non 10 volere in CIIL a Torna per la prima, di mereato, Bente la dift"erenza, ancor lui ~ Falaetto; ma M.r Andrea visto e conosciuto il diamante, Ii apra, e Falsetto e Sgaruglia in CIIL

sr.

SomcA IIBTTIIiA

F'ioN e M.r And""

F.- Per la prima, COD lanetta di colletti che torna dalle mODacbe, Gee voler rani monaca, e che la Sig.- Amidea deve andare aI monast.ero.

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L'UV

INTBQDUZWNE

etq)rimerei4 incastrata Dena Commedia lettezwia, oaaia,
A..a Coil tar ~ di peIIuaderla,la t.eDti e Belli BOUopft inlllUDorato. ·F.- Ella gli cIA parole, et en_ in cua, e .gli dala baia, et IIIU evergognato Ii parle, perobe vede ....... I'IIDiIII ,per la . . .

L.O Si dolga II8CO che ItaDte l' auUciaia che Marcantonio IUO Ilglioloha hanto con il Capitlno e I8CO, erli Ii habbia aft'rontati; i1 Vecchio dica Don 18 ne volere impacc:iare, e che gli mancava 101 qU8Ito di 8IIer8 inIOlenta, oltre all' altri lUoi vizij, et Ii parte, per la prima, dicendo voler andar a dar oreline che Ilia pre8to. '
80BMA
NONA

Lucido • .AMicUG e liVore

L.O Picchia a cua Amid.... et ella vien tbori con Ia HrVa, diea volar andare alle monache, e Lucido parte .p~ Ia prima con S.- Sig.'" ~ &riQOla.
ScaA~

M,r AndNa, Ccpilafto e GiN1C6

Per la quarta, diIcorrono inBieme delr affronto. Cap.0 Fa 1IIIW'8iMaata. ClOnalude -per UI01'e di Jr[.r Andrea, et a'Buoi pregbi non volemae f'ar rieeDtimento, ma dimOllrarleli il D*leaimo armco Ilnto di IMlIDPre, rimaDgoDO d' acaordo di volera f'arlo llIMe e fartrIieu vedue. A.a Dice che di gia ha cominciato, _odo ltato ~0Il8 4i privulo dell' amore dell' Amidea, e 18 ne va per Ia I8COnda. Cap.o Dice di andare alia Bcuola della echerma per vedere altri giocar d'arme, e per la terla.
ScBNA.
UNDICI

Ma&HrIIO, Gmtik, Neqalino, e Jifarccanwnio veatito da PGndol/b.
Maa,0 Per Ia II8COnda, dica al paggio ahe porti il aacchetto de'denari a eaaa Pandolfo, e ripord i1 diamanta che gU aar& dato, e non 10 dia ad altri che a Pandolfo, e dalla prima G.- Che torna cU mercato, ~ bravata da ·Maeeimo che ~ etata troppo. lei U CIOnta la.&rIda che fa at altre 1CUIe; il vecchio e \a aerva in caaa.

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INTRODUZIONE

LXV

tmta Ja ·Commedia era ecmta e solameJde Ie pam. 6",,8,
KO Vestito da Pandolio riceve i deD&ri,lidt un ...00, e Ia mucia, e.ti parte pel' Ja.18CODda.
ScmrA DODICI

Faz-tto, V8lltito cia

Nt!(Jrom"",~,

e paggio

rl'a1.0 Per 1a prima. Dioa che ha virtU di . . moltiplioaoe ciMaaDa COla in cento, e doppo &.tti circoli e contraasegni, dal paggio gli clato per moltiplicare I' anello, 1a Diancia, il cappeUo il cotale di livrea at altro, e doppo faUi alm contraasegni e voltamanti mantra il paggio non veda, 18 De fbaa per la phl breve con tutte queUe robe. PII.o NOD vedeDdo il Degromante n~ Ie sue robe, comincia a piaDfJere, e Ie De.parte per la quart&.

I.

.1.. TTO TERZO - ScaliA paulA

iD

11.0 Si duola che doppo haverlo D18IIIO in au 'I C1D'VO l' habbi Iuoiato e per addoppiarli la pena nelno luogo habbi posto altri. A..& Lo riprenda, doppo aeDtendo domandaraeli aiuio per rientrar in gruia di Amidea, va in cua, e dice ahe va a dare la lezioDa a'{anciulli. 11.0 Fa IOliloquio.
8110,

.c.p.O Per la aeconda fa lparata di cerimooie, ol'areado di eIpOITe Ia propria vita per lui. 11.0 Gli chiede aiuto, il aha aentito fa vilta che noDi I' hore, e ai pate per la quarta, dicendo anelare a vadere giocare alia palla a'Maglio.
SClDfA TBUA

.If"...ntonU;, Amidea e F'ioN
" ,0

Si dllOle ahe

~

ahllandoDato da chi meno doveva; in quello dalla

prima
:Am.,&
IICIIIIDD&

e P.- Egli Ia salata, lei gIi reode iI saluto, egli preao animo gli illUO amore ahe gli porta et ba PONto _ r grande; e iii duole

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LXVI

INTRODUZIONE

Ie parti delle maschere erano rilasciate all'improvvisadi 8II1I8I'8 abbandonato, e che in IUO luogo aia p08&o chi di gran lunga gli ~ inferiore, ella aen,' Iltra riapoata genWmente l'inchina e 18 n' entra in C8IIL F.- Doppo che la padron ~ in cua fa dim08truione che gli dolga del IUO male ece:. Irf,o La prep, che vogli operare che egli ritol'lli in grazia di Amidea, il che aentito F." Si mette a ridere e 18 n'entra in caaa. Irf,° Soliloquio di pentimento e di dir male ecc., e Ii parte per la prima;
8cBNA. QUAaTA.

..v,...rimo, FIIlHcto, Paggio, et Ptlndolfo
11. Di cua, ch~ il paggio non tol'lla, e Ii maraviglia della tal"danm, e picchia a cua di Pandolfo, e domanda 18 vi ~ atato; da Falaetto gU ~ riapoato che no; in quello il paggio dalla aeconda senm Ie ecc., non Ii vuole acoprire,.ma visto da Maaeimo ~ bravato, domandato dove lieno i denari e l'altra cose, egli diea haverli dati a Pandolfo, e conti del diamante e l'altra cose ambiguamente; in quello dalla prima P.o Ringruij Massimo credendo che Falsetto habbi ricevuto i denari. Fal° Diea non haver hauto mente; paggio diea haverli dati a Pandolfo. P.o Diea non haver ricevuto mente, e laccino acena di adiramento. In queUo dalla tena
0

SClBNA QUINTA

MGt"CGntonio, Mauimo, FIIlH,to, PGf/gio e Pandolfo 11.0 Sente Ie differenze, Ii IDette di meuo, e contato il varo Ii ingi· nocchi avanti al padre, li chiede perdono, reatituiBce i denari, inaieme con altra coae Ii eaibiace pronto ad obbedirlo, e che ha conoaciuto gl'inganni e perftdia al delli amici inlldi, come aoco della nODDa dialeale, e facci altre lommeaaioni. P. Intenerito, mentra il flgliolo parla, fa lazzi di compaaaione, 10 drizm, e 10 rimeUe in lua grazia, ai perdona a Falsetto che ha tenuto mano al tutto, Ii acopre che lui ha latto da Negromanta accio non Ii vendeaai l'anello dato al paggio, rende il diamante, Ii accordinG Ie dift'erenze era i vecchi, ed oguuno a cua BUa.
SClBNA 8B8TA.

Capitano, GirGCd, Ami"", e ..li'ioN, M.r An",.. e Lucido Cap.o Da1la quart&. Con lettera in mano venuta da Napoli CODtenente che in Firenze Ii tron la Clarice lua lorella, quale ai fa chiamare

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INTBODUZlONE .

Lx-va

zione. Nella BifJalita Beua premia, neUe Nozu di EudoBia e Gmserico re dei Vandali (Venezia, 1709) gli interlocutori Bono BCritti cosl:

Eudosia Jmperatrice (Jeli~a ~ 8U6 figlie Alm,ra f Gmserico Be dei Vandali TraBtlfllOndo suo figlio Camilla matrona Bomana Licinio Generale di Boma, parente di Eudosia Zane BerfJO di Camilla Pantalone fafJorlto di Corte
PARTB Bupn A. PIA.CDOlNTO SULLA. MA.TERIA. Oomparse di Bomani di Vandali La parte eli Zane e Pantalone non e B~ritta, ma BOlamente inelicata colle parole: parle bUffa, come alla

Amidea lUdolll, e ai Itupisce chi IICl'ive, che egli come persona honorata DOD De Caccia quel riaentimento che Ii conviene, e ae egli nol .. ,lo eaorta • cercune, avverteDdolo, che per mezzo eli carte artiftzioae aque ella ai it mntata uaai eli e81gie, ma che Ii ricordi che ella ha UD Deo appunto al 8nir della IIl&IC8lla mancina per iI quaIe egli t'acilmente la OODoacen\; onde iDtbriato picchia a caaa eli Amidea. Am.a e F! Di caaa. Cap.O Cerca cavarle eli bocca donde ella aia con bel modo, quanto tempo it che eia in Firenze, come habbi nome, e limili ace. Am.a Sta De' generali. c.p.0 Con bella maniera Ii accerta del.neo, poi ae gli 8OOpr8, cava (nor 1a spada. Am.a Proatrata in terra giura eli 8118r come quando Ii partt eli NapoIi; in qnello daI1a quarta La.O V"JIto in quella maniera la dama, cava la apada ruori elicendo die chi vorn\ ol'endere Amidea, r ham a Car aeoo. Cap.o DimOltra _ maIiaaimameDte in valigia; in queUo eli caaa.1 fOIDOI' deU' anne A. Vedendo gJi amici in ria.. rool ..pera iI tutto, il che bravemeDte daI Capitano gli it accenDato, i1 che aennto da Lucido ai ol'era eli apo-

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LXvm

INTBODUZIONE

seena 1& dell' Atoo to e alla BceDa 7- dell' Atto steeso. ADa scena 10- anzi 1& ptWf.t buffa ~ rappreaentata da varii punOOlini in questa guisa:

cSCBn 1 Parla della lfJtera Parle buffa, Licinio eM sopragi1mge
Lic. Dove vai? •••• • . . . . . . . . . . .

Lie. D servo si confonde nelle risposte, ha un foglio in mana (a parle). Ola, dammi quella lettera» ecc. Alla scena 15& dell' Atto 3° si ha l' indicazione: Parl6 buffa porta una lettera di Genserico. Lo stesso fatoo si ritrova in varii componimenti dram~
matici di Carlo Gozzi, come nelle Tragicommedie: La DonM Vmdi&titHl, ( La p~ fill Pr8Cipt.io. t n~lla Commedia: n Pubblioo &crtJ,(J' ed altrove, doave alcuni
II8l'ia (havead.o eli nuovo ella gilU'&to che MareaDtoDio nil aJt.ri habbiDo haato abe traUar 18CO) .. COIl Ii CODtenta il Capitano. A. OoD autori&t approva il paNN di LllCido, e ai parCe per la tena. at il Capitano Ii acquieta. III qullto

Mauimo, Pandolfo. MGrCGntottio, CapltGfIO, Girac6 • .Amidetl .Fiore e Lucido
C&II& aJ romore, vede che il IlgJiolo tratta di ammogtiarli Amidea, DOll 'YUole in modo verano, perch. la atima meret.rice e vuol fare BCiarva; in quello Pandolfo e Marcantonio di C&II& per dividere gJi aquetano. M.0 Giura DOD haver hauto mai che far aeco, at haverla tNttata come IIOl'8lla, il che _tendo il vecchio, Ii contenta, Ii acoomoda. P.o Si acoordano Ie dil'ereDZe f'ra Lucido e Marcantonio, • tutci lor ease, e Ilniace la commedia ••. I apw. del Co. Ca,.lo Goul, tomo IV, pag. 79 &egg. • IV, 105 I IV, 303 18ft.

Mas.0 Di

COD

an.

18".

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r
D1TBO:ooIIONE
LXIX

braui sono (J Boggfflto, aIm distesi in· versi.l Altre volta invece tatt.a la Commedi& era a soggetto, e solamente

• Ripol1iamo la Se. 1.& dell' Atto I della Donna NndicGrifH.I:
F"""'~

e Trtl/fGldiftO

ritirarai in quellD. - Truff., auoi timori, 10 BCOnBiglia, perche potrebb'ealet' que110 divenuto aailo di serpenti,lupi ace. - 11'-. rincoraggiacej s'avwiciDano a1 pelagia. (I" puto .'ode romor til MUfte ...,.,int*). - TrtIIf., laoi apaven&i. - 11'..,.., I1IOi ltupori. A. Trutraldino dove aia andato il buon caore di ltargli appreuo. - Tru/f. ch'e divi80 tra ramor del padrone e r amor della Ibga, consiglia Fernando ad al~ntanarsi cia qnelluogo. (In qU6IfD IUIOIJO f'OIIIOre til eGIe1Ie p,\l tliciftO). - Tf'U/f.. nuori spaven&i. - Arn., 1110 oongio di 1'oleN acoprire cbe Bill. Tf'U/f. Ie riIIolva dl restare - Arn. Bi - Tr-u/f. cbe Bi e dimenticato di legan i cavalli, we passono luggire - Fm., 10 strapaua, 10 chiama sciocco, poltrone, cbe vada a legara i cavalli, w'egli nol restare. Trutf., cb'e meglio andare a star in compapia de'caftlli, che 10 I&are in compagnia crUD padrone pid IItraabo mille yolte d'lIIl canDo eoc. (8i riIiN).

Pr.n. Di deaw grida a TruItaldiDo che lInonti da caftllo e pranda iI _ - Tr-u/f., Irida ma1ediceudo iI v . o , il tempo cattivo ec., dopa qaalche romON di dentro era esai, eICOno. - Am., cbe bisogna eercare qaalcbe ricovero per salVlU'lli dalla pioggia. - Tru/f., cbe biaognava la maaiDa Cermanl all'OIIteria. ch'.&' PNlentiva il tempo da DB callo cbe &Ii doleva 811tremamente, e dal 'rino dell'OIIte ch'era perfetto. - Fern., DOD _ tempo di balordagini; gnardi intorno se vi Bieno capanne ad akro cia porei a ricovero. - 'I'r-u/f., a parte, cbe in quel bujo ha timore di II&accal'IIi dal pacIroae. A FeNaDdo: cIae nOD ha cuore di abbandonarlo. - Arno, aUo lIplendora !Ie'lampi acopr8 il palagio diroccato, propone di

ImprMeIoD dl e fble r (rtt qWIIO _ _ f'OIIIOt" ill cMIIU. AJIIIIIt"I- .. ~ eeo.) Che milo I Quel FaDCUIDa I AI auor. lI'enl&lldo

F_. DariI pu~ a1 timor' III qa..~ I8DO A'fl'alIDO tuna _ Ie t'aIlolDU,,-

..,eataGcbl

abla'ottlrd. 10 ~ aGD Ch wpr& _......r _ BOD _Del 80re ___ appuIIIoD. Vllllet II ftH V. a __ dllIIOI'ir. QDiri Ia dWpane
NOD

Stub In ucol~. Fone qaeaa Larva Faftlleri. 10_ potr6 ICOprlVe Cb'_ .... eo\a·lo.o. 81. tale elliL
( SI f"iIfra).

ADela. il Boldoni Ceca 10 stelle> Del IUO Jlomolo CortINn. Qaeata Commedia «non era diaJogata: era acritta Ia lOla parte d~ attor principale e mUG j] resto era a aoggettOlO (~, I, cap. 40). Inutile qui

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LXX

INTRODUZIONE

alcune scene erano distese 0 scritte. Tali sono molte di quelle pubblieate dal Gherardi, il quale ci dice: c ees scenes sont I' ouvrages de plusieurs personnes d' esprit et de merite.... Elles etoient comme eru:hassks dans nos sujel8 ~.l Cosl la scena di Arl8quin Mercure galant, della Matrone fl Ephese au Arlequin Grapignam, di ArlegtM ProUe 1 fl Arl8quin Empereur dans la Ltme e via dicendo.' La Oommedia d6J! .Arle era una specialita. dei Comiei ltaliani. c Non eonosciuto dagli antichl, dice il Perrucci,' ma invenzione de' nostri seeoli ~ stato il rappresentare all' improvviso Ie Comedie;.. . . . . anzi par ch' alIa bella ltalia solo sia fin' ora cio sortito di fare ~. E il Gherardi: c qui dit bon comedien italien, dit un homme qui a du fond, qui joue plus d'imagination que de memoire, qui compose, en jouant, tout ce qu'il dit; qui fait seconder eelui avec qui il se trouve sur Ie theatre, c' est a. dire, qu'il marle si bien ses paroles et ses actions avec celles de son eamarade, qu'il entre sur Ie champ dans tout les mouvemens que l'autre lui demande, d'une mani~e a faire croire a. tout Ie monde qu'lls etoient deja coneeries ~.'

acceonare come con ci6 fouero divel'Bi gli intendimenti del GOIIi e del Ooldoni. Ricordero 8010, come, a proposito del FaUilMnto, il Ooldoni scriv81188: c Vi era in queata Commedia un molto maggior numero di scene scritte . . . •. Mi avvicinai pian piano alia libert& di 8Cl'ivere Ie mie Commadie par intero, e malgrado Ie muchere che vi Ii opponevano, non tardai a toccar la mia mAtalO (lvi, cap. 42). t 1A TMGCN italien de GherGrdi, au le &cueil gm. dB tout&! lea comedo Be _ limngoiHr jO'ldu pa,. lea ComBdiena Ital. Paris, In7. I Vol. I, Ad_CU_t. c Grlee a Gherardi (dice M. Sand. Mtug. 1ft Bauff., 61) qui a recueilli quantiUJ de C88 IIdJnea, ditea 4 la ft'af&lJOi#, nons ponvon. juger ce que peut donner I'eaprit hn9ais eatropi6 dans une langue mi-partie pour ainsi dire, incorrecte en italien at en fran9aia, et par cela m&ne, oft'rant un babil piquant, qui riaume mienz qu'aucun autre Ia gaieUJ fantuque des deu nations •• • .DelrA,.C/J RClppr., p. 187. a Til. Ital., Ad_~t.

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INTRODUZIONE

LXXI

I pregi della Commedia improvvisa erano la naturalezza, la vivacita, il dare al dialogo tutta l'impronta del vero, il convertire quasi in altrettante scene della vita reale, Ie scene della Commedia. I E facile il capire come a que&to genere di rappresentazione si dovessero aft'ezionare gli scrittori, i comici ed il pubblico, e noi non ci meravigliamo punto di &entire un ingegno &Cuto ed originale come quello di Carlo Gozzi difendere la Commedia improv"Visa con calore entusiastico, e trascendere qualche volta in parole aspre contro i suoi nemici.' Gli &maN della Commedia dell' Arte, ora pin ora meno sviluppati, a si attaccavano c au mura du theAtre par derriere les coulisse8 ~.' 11 modo che tenevano i comici per concwtare il soggttto ci e dUfusamente spiegato dal Perrucci.· c n Corago, guida maestro 0 pin prattico della converaazione deve concertare il 8oggetto prima di farsi, acciocche si sappia il contenuto della Comedia, s'intenda
t erl'. RlOCOBONI, Til. IIII1., I, 61: Nel Nmc_" Jlweu... ga14ne di oUobre 1716 Ii lege: c La f'a9on dont 1l1li ComedieDII Italien8 composeDt, apprenneDt et reprieentant leurs ComlKlillll, eat inexprimable, et 8i je I' Ole dire, inconcevable, par la quantiWl d' agremen8 et de diacoura non 4ItudB qu'ila y l!Jodtenh. I Vedi 8pecialm. il IUO Bagio _ _ to ingtmuo IJ ,toria s i _ tid· ,. origir&IJ delle mie died JYabIJ teatrali. Ivi egli dice: c Contamplo nella Commedia improniaa un pregio dell'Italia. La giudico un trattanimento d'1IDa apezie dlI.tto aeparata da quella delle rappreaentazioni BCritta e mao turate. Animo i talenti colti a prodUl'De di buone e regolata, e non appeIlo con ebbra Blacciataggine ignoranta plebae'lia quell'uditorio nobile, che vado cogli occhi miai propri alia Commedia improvviaa ed alia premeditata 8111e1'8 il medeaimo. Considero i valenti Comici all'improniao molto pia di quai Poeti improvviaatori, che, aenza dil' nulla, cagionano Ia maraviglia di queUe adunanze che I'aft'ollano pel' aacoltarli ... Vedi anche deDo ateuo Goui I'AppmdiM al Bagionamento ingenuo del Torno primo, nel tomo IV delle sue Opere. I RlOCOBONI, op. cit., I, 39.

, In.

• Op. cit., p. 3M

en.

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dove hanno da terminare i discorsi, e si p088a indagare coneertando qualche arguzia 0 lazzo nuovo. L' ufflcio dunque di chi concerta non e di leggere il suggetto solo, ma di esplica.re i personaggi coi nomi e qualita loro'l I' argomento della favola, il luogo dove si recita I Ie' ca&e; discilrare i lazzi e tutte Ie minuzie necessarie, con haver cura delle cose che fanno di bisogno per III Comed~ Dim v. g.: la CODledia che si deve rappresentare e . . . . . . I personaggi sono . • . . • . Foi dir8 Ie case, . . • &8segnandole alIa prima dena man destra, • . . .' alIa seoonda di man stanea, . . . . alla seconda di. man dtitta • . • . Dira appreaso l' argomento • • . • Stiano in carvello i recitanti sopra tutto a non sbagliare il paese dow si recita, da dove si viene e per qual fine,'e tengano bene in mente i nomi proprii, esseiJ.do troppo errore ed inpro" prieta da non perdonarseli che un diea essere in Roms ed un altro in Napoli, che chi viene da Spagna dica cia Gg. mania; domenticarsi il padre il nome del figlio, l'innBmorato quello della sua donna . . . . Cosl anche si stii avvertente nella distribuzione delle case acciocche ogni uno sappia 180 casa sua, essendo pur troppo da ridere e scherDire chi bU81888e 0 entrasee invece della casa sua in quella d' altri .... E questi sono gli errori pi~ graJidi che si possono fare in seena • . . . Vada poi il conceriatore discifrando e spiegando i lazzi e l'intreeeio, dieendo: qJli ci vuol il tal lazzo che si fa cosi, qui la tal soena equi" voea, qui 180 tal metafora, 180 tal iperbole , ironia, e cosl di tutti i lazzi 0 scherzi, I dando· sodisfazione 80' perso, Quelte parole del Pemicci ci faIuro credere che tutto 0 qUlllli t1Itto doyeue el88l"1dlllato nella Commedia improvvil&; e ci Yagone a·mente. a questo propOlito. Ie parole di UIIo'Scellariu dello Scala (Li'duo'JI'ftti Nota,,): Graciano ... (Gr6. meto fWllla cA' ei 1IOf'I'd; 8epo. che qaesto poter fare qaeUo che I' attore credeva meglio in quel momento. era UDa eccezione alia regola. - E. carto poi chit a poco per yolta tutto aud6 quasi

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m quella ditficulta che gli faranno ...... Habbiano cum i personaggi di non incontrarsi nell' entrare, e cib si pub fare pi~ facile nell'improvviso che nel premeditato .•.. Rimediare alIe scene vuote e mute si pub altresl pi~ alI'imprornso che 801 premeditato I potendo ciucuno uscire sopra il tenore della scena antecedente, e parlare fin a tanto che venga a chi tocchera d'uscire.' Aacoltato da'personaggi cib c'hanno da fare COSI nel1'1I8Cire come nel trattare e terminare la scena, potranno eon Ii' eompagni andarsi'ridicendo Ie scene, e coneertarsi
~i nella Commedia deU' Apte, di maniera che gJi spetta&ori tlp8ftDo quello che avrebbe det&o e ratto ogni maachera appena eaea compIfiIIe in I08DL Ce 10 dice chiaramente il Goldoni nel T/ltJWO Comico, I.

8",

n a•

• II: do doveva aecadere non raramente. Non aappiamo tratteDerci dal riferire quaUo che narra Carlo Gom, e cbe mostra quan&o doveese in CII'ti cui ..ere aMUO il recitaPe all'imp.ovviso. n Gozzi era a ZaPa, e nci&ava, nel Teatro della Corte, una farsa dove egli faceva la parte di Lace c mal maritata con Pantalone vizioso, .otto e fallito.. - c La notte (00Il egIi mve) era uaai avanuta. Attendeva iI vecchio matto di mio manto, che mai non veniva. Soapettava cb'egli fOI88 nella Valle del Pas..aD, che a Zan. in qual tempo era una via nota da piaceri iIlegittimi. T....va qualche sciagura. Mora1izzava. Cadeva in un pianto di.otto fa. eeGdD ridere.lI'atto ltava cbe un C8Pto U1IIziaIe lignop Antonio Zeno, che nppNII8ntava ftlentemente Ia parte del Pantalone, non era ancora giunto allllO comico dovere in tatro, e che &occando a quello rusciP iD aceDa a cIialopre con me, nOD gingnendo egli, non poteva eIIep troncato il mio 1IIIiloqnio, ch'era dura&o preaao un quarto d'ora con fortuna, ma ch'era eaaari&o d' argomenti. Un bUOD comico aII'improvviso DOU Ii deve sbigottin, • non deve mancare di ciarle. Per tirare in lungo Ia ICeDa e per un ripiego. iDai la mia bambina piangeue ne volelle addormentaPsi pel cuII&ftI • c&ntare. M'Uopazientai traendola dalla cuna. Mi dilacciai ill8no I' daccai a queUe poppe che non aveva la mia fanciulletta con molte moine c1'aI'eUo per chetarla. Questa novella inszia, con qualche 1amen&o lui miei Jaa.,jaoIi che mi dolevano pep i mom di quella ingopda mia creatura, ..means in buon avvlam.nto Ie risa. Volgeva tratto tratto gJi occhi aile qainte, ed era Yeramente inquieto nell'interno di non vedep arrivare il Iipor Zeno Pantalone, perchil non ..pava pin ache appiccare illllo pep ..... nel 101iloquio. Levai 10 sguardo a' palcbetu accidentalmsnte, e vldi ill 1IIl prOlC8nio quella Tonina di mal costume risplendere in una belleua
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tra di loro qualche lazzo nuovo e qualche cosa a capriccio. Si procuri pero non uscire troppo dal soggetto, di modo che non vi si possa rimettere e starn avertente, acciocche l' udienza per Ii lazzi troppo lunghi ed importuni non perda il filo dell'intreccio 0 stenti a capirlo di nuovo ..•. Stiano tutti i personaggi in eircolo a sentire uniti, ne si fidino di saper a memoria 0 di haver altre volte recitato quella Comedia, perche potrebbe essere che si coneertasse con diversita da diversi Coraghi nell' intreccio, ed i nomi ed i luoghi fossero diversi.' .... Udito il soggetto concertato,
e in una gala illuminatrice del frutto de'Buoi delitti, che baldanzosa ridev. pin degli altri delle mie freddure donnesche. Mi risovvenne in quel punto il pericolo che aveva corso delle trombonate per di lei cagion8. Parvemi d'aver trovato un tesoro, e un lampo di novello argomento risveglio in me un'eloquenza ardita, eIl'era permessa e goduta in un teatro non VGnale, e, invero, libero un poco troppo, e potei BOCCOrrere il mio povero soliloquio ch'era spirante. Posi in suI fatto il nome di Tonina alia mia 6gliuoletta bamboecia, e rivolsi il mio discorso verso a quells. L' accarez. zai, contemplai Ie sue fattazze, mi lusingai che la mia 6glia Tonina doV8sse crescere una bella ragazza; protestai dal canto mio di darle col· l' esempio, coil' attenzione, co' precetti, co' castighi una buona educazione. Esclamai qniodi verso Ia picciola Tonina che aveva nel grembo, che Be ad onta delle mie cure materne ella dov_ cadere un giorno ne'tali e tali errori, nella tali e tali imprudenze, neUe tali e tali 8COStumatezze, e cagionuse i tali e tali disordini, sarebbe la peggior Tonioa del mondo, e che in tal caso pregava divotamente il cielo a troncare Delle fucie i giorni BUOi. I tali e tali errori, Ie tali e tali imprudenze, Ie tali e tali scostumatezze, i tali e tali disordini cagionati erano a puntin~ aneddoti notissimi, relativi alia Tonina ch' era Del proscenio. Non vidi a' giorni miei .vere maggior acclamazioni un comico soliloquio del mio. Tutti genera). mente gJi spettatori a un punto volsero i 101'0 visi al palchetto della MlJa Tonma in gala, con Ia maggior chiassata di risa e maggior fracasso di picchiare di mani che foue giammai udito .•...• Giun88 finaimente Pantalone mio marito, e ai termin6 Ia Commedia, che nel BUO seguito nOll ebbe nulla di pin allegro della seena ch'io feci colla mia fanciulletta It. JlmIOf'ie inutili tUlia tnta III Carlo Gonl acritte dG lui mederimo 11 pubblicaU per umiltd, Venezia, 1797, Parte I, Cap. 13. I Sul recitare la Commedia improvvisa, neDa Hi.t. Gneed. Ilu T1IIJd.. I1'e Italim, Paris, 1769, I, 33, ai legge: «Tai dit que Ie lujet de chaque dne doit ~tre clairement expliqu~. Voici ce que j'ai entendu par ces ter-

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pensino i personaggi d'applican1. qualche cosa preparatasi, 0 sia fatta apposta per quella Comedia, che si chiamano doti proprie per quella, di qualche specialita di fatto, di racconto 0 di cosa a quella concemente, 0 di cose universali, che si tengono in memoria per applicarsi a qualsivoglia Comedia 0 favoIa, come sono Ie .... Primuseite, Disperazioni, Concetti, Dialoghi, Rimproveri, 8amas: une dne bien faile, doit avoir son exposition, son noeud tt son cL!nouement. L'auleur en tlcrivant Ie plan de sa piece, ne s9&urait rendre un compte exact de tous ces dtlgrtls, sans faire senUr tout 1'enchatnement. des divers Bentimens, des redexions qui en peuvent naitre, des jeux de &ht\Atre que ces rtldexions produisent, des impressions que cb.acun des per80DDagea doit en prsndre, endn des changemens de situation qui Beront enfanttls par toutes ces circonstances. Cela se peut-il faire sans avoir krit la plus grande partie du dialogue' n n' y manquers tout au plus que cetle exacte liaison, qui se fait &isement appercevoir dans un plan aussi dtltailltl que celui dont il s' agit. Un &cleur remplit son imagination de toutes les idt\es de l' auleur. II cherche les di1rtlrentes voies par lesqueUes il pent conduire Ie dialogue .. tous les poinle de r action. Un autre qui doit avoir part a 1a mAme BC41ne, i'tltudie de son c6tt1, et imagine ordinairement une tout autre mauiers d'en former Ie dialogue. Voila lea deux acleurs sur 1a BC41ne, chacun rempli de son caraelere et de sa situation. Toul deux eherchent .. parvenir au m6me point; mais obligtls de Be ripondre seasement l' un a l' autre, et litis par ntlct\ssittl au m6mea objets. ils sont forct\s tour a tour d'abandonner la roule qu'ils avaient prtImMittle, pour correspondre a celie que l'autre veut suiTre; c'eat-I" ce qui doDDe .. la sdlne un naturel ~ une vtlrittl que Ie meilleur ecrivain n'atteint que rarement. n en nait quelque chose de plus, c'eat la faillie. Dans I'tlcrit rtldt\chi, elle eat presque toujours trop amentle; dans l'impromptu elle parte comme un tlewr, parce qu' elle nait de rinstant m6me; cependant quand on joue la m6me pibee, les comediens ont grand soin de Be souvenir de tous les traits qui ont fait un bon elret Ie premier jour, ..t ne manquent pas de les placer; ce qui n'emp6che p88 qu'j} n'en puisse eclore de nouveaux qui I' ajoulent aux premiers dans la mtlmoire dea adean: 1a piece demeure au thtlAtre; cent comtIdiens dift'tlrens se succedent lea UDS aus: autres pour 1a reprisenter: i1s y introduisent toujours quelque chose de nouveau; .. la fin, lea BC41nea se wuvent Ii rempliea, qu'on eat lurpris de 1a quantittl dea traits et de jeux de thtlAtre qu' on y voit, et pour lea jouer parfaitement, on n'a plul.besoin que d'6tre bien inBtruit. de 1a tradition thtlAt.rale; ainli l'impromptu, quant au fond, devieut une. atraire de memoirs ...... Mais l' homme de gtlnie en tltat de foumir une.

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luti, Paralelli, I e cia c'habbiano datto 0 grave 0 ridicolo, avvertendo a saperli collocare ed attaccare di modo che non paiano poste a pigione, me. che nece88&l'iamente vi cadano; e non far come certi che per haver qualche C08& di buono 0 di ridicol0 0 grave, per dirla, non si curano di porla 1& dove per peusiero non ci va..... Nel dover SUBBeguire a qualche scena la notte, procuri chi e nella scena antecedente d' accennarl0, dicendo: gia si fa notte .... e cosl venendo I' alba e facendosi giorno». A riUBcir buon comico dell'arte si richiedevano qualit. speciali: fertile immaginazione, facilit& di esprimersi, ricca e svariata erudizione ,I elocuzione, pronunzia e grazia, come diceva Niccolo Barbieri,' aggiungendo che c di dieci che si pongono a recitare, nove non riescono buoni ».' D comico dell'arte doven empirsi 180 memoria
conversation brillante. ae regarde au thMtre comme dana une soci6t6 de beam: esprits, et peut noUi f!Ure sentii' ce plailir que noUi goOtonl lonque noaa entendonl des genl de m6rite parler entr' eUJ: sur une matiere qui leur eat parfaitement connue. C'est-Ia Ie chef-d'oeuvre du thMtre; et j' avoue que lea acteUN de cette espece ne lont pal communs •• Nello ste&lo libro (I, .1) Ii parla pure del concsr,"N i18Ofl9etto: cLonqu'on doitjouer nne pi6ce nonvelle, ou nne de cenes que I' on remet au th6Atre, ou m&ne lonque la Tronpe eat compoRes d'acteura qui n'ont pal ancorejou6ensemble, Ie premier acteur les rinnit Ie matin; leur lit Ie plan de la pi6ce, et leur explique Cort au long tout ce qui la compoee; en un mot, Ujone lui aeul devant eu la pi6ce entiere; rappeUe .. chacnn ce qu'll doit dire, qUaDt an fond; lui indique les traitl brillans qui, consacr61 par Ie tempe, sont devenUi indispensables; les jeuJ: de thMtre que porte la scAne et la maniere dont leI lazia doivent ae ripondre les unl au autres •. I E il Goldoni Caceva dire ad Anselmo (Briglcella) nel Teatt'O Comico, II, 1& che c dialoghi, uacite, soliloqni, rimPl'Overi, concetti, disperaaion, tirade, Ie son C0888 che no se usan pill •. I RlOCOBOIU, op. cit., I, 62. • La BupplicG, peg. 70. , !vi. - Qnelli per6 che riuacivano bwoni, dovevano eseere molto attr&enti. Non aeua ragione il preaidente De BI'08IeI OIIervava che c cette maure de joner .. l'impromptu, qui rend Ie style trill-faible, rend en mAme tempa l'action trea-vive at tna-vraie •.•• Le geate et l'inlieDon de la voiJ: ae marient toujonra aYeo Ie pl'Opoi au thMtre; lea acteura vont et vien-

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eli sentenze, descrizioni, discorsi d'amore, rimproveri, elisperazioni, deliri, per averli sempre pronti all' occasione! Doveva con08cer ben la lingua, per saperla adoperare con disinvoltura e con proprieta! Esso tenev.... uno zibaldotte 0 reperlorio, dove raccoglieva i COftCtItti che potevano eerrire alIa sua parte.. C' erano cosi i ~ dtlf mnafItOf"ato: eli a,nor corri8poBto, di gfloria,' di priego, eli
nent, dialoguent et agisBent comme chez euL Cette action elt tout auu.

FJu!;lliI, qua&re ou ainq acteurs rang4I8 a Ia file Bur une Ilgne. 00JIIDI8 lID bas-relieC. au-devant du thMtre. debitant leur dialogue chacun a leur tour,.. LettIW "'"" l'Italu. D. 2M. 'lvi, pag. 57. I n Perracci (op. aiL. p. 195) vuole ahe i comiai c Btudiino di IapeN ]a lingua perCetta ltaliana. con i vocaboli TOIICIUIi. Be non perCettamente, almeno i ricevuti, ed a queato conC8!'irt Ia lettura coli de'buoni libri To.moi, oome gli Onomt.wcici. C....-. Memoria" LiJt{/1IG del Psrg. _ _ , Fabrics del mondo, RiceA.ue LiJt{/1lG ed altri Leaaiai To1e&I1i, con Ia deua Proeodia Italiana del P. Spad4fuorG per Ie brevi e per Ie lunghu. - E iI Hardieri scrive (op. aiL. p. 202): cI comici ltu-

ID8Dt D&tareIle, a un tout autre air de vm-i", que de voir. comme MIX

"'la "'la

diano i libri, che BOno ltampati con lieenza de'luperiori •.• Gli Autori cbe Wmo BOggetti BCeDarii cerc&DO di trovar favole 001 veriaimiIe. e Ie diIpongooo alia maraviglia at alia facezia, come la Poeaia Drammatica iDltitnillce; i recitanti poi opi uno atadia conCorme alia nece&Bita delauo perIOD8gIio: quelli ahe rappreaentano gli amanti e Ie donne, BtudiaDo iIRorie, favoIe, rime, proae e Ie (&eolla della lingua; Ie parti che mirano aJ filceto, Ii lambiccano il eenello per trovar COB8 nuove, non per deaicIerio di p8CC1U'e, n~ per dare occaaione ad altri ahe pecchino. ma per Car iJ Ioro -cazio; e Be fanno ridere, non Canno ridere per Iaudare U viaio, ne col descrivere gli errori con voci oaeene, ma per l' artiftaio de gli equivoai 0 per Ie fantaatiche invenzioni ahe trovano. n Capitano cava il riBO da1Ie tIDe atravaganti iperboli; U Graaiano da'auoi .propoaiti; il primo S . vidore daIIe aottiIiaaime Mtuzie e pronte riapoate; U B8C0ndo dalle Baiooche balolderie; gli Arlecchini daUe cucate; i eovielli dalle IIDlOrfte e 1atinacci ruearonici; Ie parti de'Vecchi dal gro8lOlauo parlare de'loro antiahi

°

idiomi,..
I Ved. PBaRUOCI. op. ciL. D, p. 197 anche iI Goui, M-. in",., D, 18. 80DO

i geMriei di cui perla

• Eccone un breve aargio (PBaRUOCI, 199):
U Gmor c:orrUpo8tIJ .. Corri lutto nerli occhi. mio coore. per beatiftcarti nella vista della

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INTRODUZIONE

scaccio, eli sdegno 1 eli pace, eli amicizia, di merito, eli parttmza. C' erano i SoliUJqui delle Parti Toscane, t ossia Ie PrifIUJ Usc;te: Prima UBcita eli amante corriBposto, eli amante tacito, eli amante di8prezzaro, eli atnante BdegnoBo i Prima Uscita contro Amore1 contro la Fortuna, di un libero r1~e, eli un forastiero eke fJiene in citta, che ritorna in patria. C' erano il soliloquio con Ii tropi, il soliUJquio con figure delle parole, il rimprOfJero con figure ritrOfJate per aggitmger M!Jhezza, la disperazione r1 amante tradito con figure ritrOfJate per aggi",ngere energia, la disperazione r1 ama'1lte disprezzato, e via elicendo.' Si faceva raccolt&
tua cara, e I'egli a vero che pill. vivi nell'oggetto amato che in te, anima mia, gioiBci e rallegrati e brilla, BCOrgendo «{hi ti da e moto e vila It. Di gelo8ia clo Ion gelOlo percha BOno amante, 0 Itrana antipariltaail il loco d' amore a coal aI gelo della geloaia congiunto, che lanno un misto aUo a t4rmi la vila, e la mia paBBione per qU8Bti due barbari a una infermita che Ca che io gell nell'8Bterno, quando una violentiBBima ed ardente Cebre mi consuma Ie viBcerelO. t Si chiamavano Parti T08Cane i personaggi che non parlavano dia· letti, come gli Innamorati, Ie Donne, Ie &rw ecc. N. Riccohoni (op. cit., I, 54) attribuisce a Ruzante l'uao di avere introdotto varii dialetti nelle Commedie. In aeguito ai giunle poi a tale, che in una Commedia di V11'gilio Verucci intit. Li difHJrft lingUIJ{Jgi (Venezia, 1609) JC. Claudio Veochio parla (wIn6ue; Pantalone Veochio, "netianoj Zanni "IU) aero flitore, bergattUUCO; Giorgetto ragauo, romane.tcb; PedanU .flU) _ "tro, ciciliano; SilfJio gioNne, bologne8tJ; Capil4no, napolel4no; Jira,... cachina .-a, matricciano; Aurelia giovine. perugino; Lavinia giDfline, jIorentino. I QU8Bta, per eaempio, a la Prima wcil4 d'amaflu dUpreuafD: «Mio cuore, aei tu di carneY mio petto, hai tu Benait avete voi diBCOrao, o penlieri I aei ragionevole. anima mia' Be, mio cuore, aei di carne, pereba nOD Imoni un Cuoco ch'a vanot Be, mio petto, hai BenBO. percha non iatrappi quegli Itrali. che ti Canno incurabili Ie Cerite ad altro balaamo ch' a quello della adegnol Be diBCOrrete, 0 penaieri, percha non penBate ahorrire chi v' aborre I e Be hai ragione, anima mia, percha non ti aem del· I' arbitrio' in fuggire da una tiranna' ahi I che it cuore a di carne, per bruciare. volontaria vittima, a un idolo crudele. n petto ha BenBO per adorar Ie lerite. I penaieri diBCOrrono che a impoaaibile fuggire da un'amabile catena. e I'anima ha perduto l'arbitrio. rlolenlala da un oggetto ch'a

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INTRODUZIONE

LXXIX

anche eli Ckiuselte in verm, per la fine delle scene, e si aTeTa cosl la Ckill8elta di a11'iante tacito, eli .speranza, salutmulo la donna, eli priego, di parlenza, d'infelicita, eli amicizia acc.1 Ancora si avevano i dialoghi generici, che c si sogliono fare di due mamere, 0 di concetti 0 di botte e risposte». '
troppo bello. Be dunque non siete abili a fuggire il male ahe vi oll'en.de. il fUoco che vi strugge. 10 strai ahe vi traftgge, Ie catene aha vi allacciano e la tirannia ahe vi predomina

E
I

I04'riw. taoete In tanto ardON o anima, 41 pensiero, 41 peUo, 41 core ».

Eccone a1cune:
Per 1IOOpI'Ir, pel' parlar Ia mente aclGpro, P4Inso - t , poco teDto • nulla scopro.

eo,," Amore
Dipri4go

Amor, aDgUa tu ••i, •• U tUG valeoG
Sen 001'1'8 AI COI', mllDtre JIll aerpe in .enG.
Be ml aIIepI, veclnlmo

CIIi pi6 lteblle ala La tua I _ a 41 la ooetansa mia.

Dl8ptIrruit>M
PI. . pl6 D8l mio cuor nGn trova 111OCO, VIIda U regno cI' Amore a IADgue • fUoco.
I Nulla pu6 dare meglio di queati dialoghi. idea della vacuitA ci&l'o Iiera della commedia improvviaa. Ecc:one uno:

H. D. H. D. H. D. H. D. H. D. H.

INIlG ctJd"ta d' "" ftu.colelto H. prep - D. acaccIa. 0 me Conunato I 0 me iDfeHcel Ecco chi adoro. Ecco chi lICIagno. Mi ap~ per parlarle. Men CugirO per non mirarlo. (u cade "" f"#lo",to rli mano).

F8I'III&tevi,

0

bella.

Che volete I Che mi ucoltlate. Non ho tempo. addio. Vedete almeno .'.• D. Che coeal H. Che AmON mi fa pietoeo.

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LXXX

lNTRODUZIONE

Ogni personaggio della Commedia dell' Arte aveva quello ehe chiameremo uno speciale Zibaldone di CODD. In chef

H. In Cervi cadere il lauoleUo. D. Datemelo. H. NOD pOllIO. D. A che vi Benef H. A medicare Ie mie Ceri&e. D. A che vale Be nOD vi .. baIIpao' B. Lo aperer6 daIla voetra piet&. D. NOD eon medica per Ii voetri mali. H. Eppure pace mi promett..te. D. 10 pacel v'ingaDnate. H. La biaDchezza di ques&o I'auoleUo l' addita. D. Ma non vecieste che cadde' H. 10 .pM 101levar10. D. Vi lldaate ad un liDO I H. SI, per vela di mia Cor&una. D. Ve la puo Iquarciare un vento. H. Mi eervira di baodiera. D. Ma per chiamarvi alia guerra.
H. Corru! s'll biaoca f D. Sari di leva perch.. vi pardate. H. NOD poBlO Be COD voi DOn Co lega.

D.

n legame .. troppo hie.

H. Ma .. caodido. D. Segoo che resterete in bianco. H. Senid di Cascia a1 mio Cupido. D. Senira di velo alia voatra vergopa.

H. Crudele.
D. Ostinato.

H. Pid voluhile d' UD liDO.
D. Mi diede la 80rte questa lauoletto.

H. Te 10 diede il cuo. D. Per l'88Ciugar Ie mie lagrime. H. Per darQ UD aegoo di neve. D. Mi Bernra di telL H. Ti eervira di CIU1a. D. Per dipingervi la tua crude It&. B. Per ilcriveni la tua importUDitL D. Lo coDeeneM. H. Puoi braciarlo. D. Perchll latto pid caodido.

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INTRODUZIONE

LXXXI

cetti. D Pmrtalone, il 8UO Consiglio, 1& Persuasiva al figlio, la Maledisione al figlio. t II Dottore, I la.Ti,.ata dala
R Perch4I &a Ie lue C8Deri.

D. Ne1 mio cor.
H. Nel tao petta. D. Vi.,a eterna la fa. H. Mora n tuo a1fet.to. I Malto curioaa. Cominma: cO 110, quui ho dito d'un becazo cornuo. de &fa lIWIiera me paghi l"818r ebe ,'ho daoh E aeguita: No ebe no ti 111'6. mio 80, ta a.,eri. concepio un gato, 18 ti sgraft quela man, che ta 81iua e carella; IIIU'I\ ltao to mare una tigra, 18 no ta puol rendera manIl18&o COD Ie moine; IIIU'I\ sta to pare un mulo, 18 ti tiri de Ie calzae a chi te .,01 domar, 0 IIIU'I\ stao to mare una .,&ea, 18 ti .,obi i corni .,erso il to benef"ator. Ma za ebe ti fa da beatiaza, te Bia contrarie tute Ie beatie del mondo. I gall ta rompa el dormir, i caDi ta roda i oBi, i gau te sgraligna Ie DWle, i coni ta cava i ochi, i peochi te magna la carne e te I'fergogni su pel .,eatio; i puleBi, i cimeBi, i ta.,ani co i morsegoni, con Ia 'pazza, con Ie panture no te laacla reposar. Quan40 ti ander. in camJIIIIUL, Ie bile ta moraega, Ie veapra te ponza, i lo.,i te Itrazi, i tori te lCOI"IIi. Quando ti ander. per la eitae, i aaeni te urt&; 18 ti anderi. pel" mar, Ie remora te trategna el burchio e la gondola, el peae.te sia ragao che M ti el .,ora magnar i te afoghi, i delflni ta anonma tempeate e Ie orche te inghiotiaca ••.• 18 ti .,ora nu&r te p08i niegar come Ie limie, 18 Ii VorB magnar, Ie arpie te cap into a Ie .,iv.nde; Ie mosche te cor&ezi come UDa carogna,. ecc. ecc. Foree aervivano alia Commedia impro.,.,isa anebe carte poesie che Uova in un raro libretto intitolato: Ma.rchera~ et Capricci dilett«loli, NCitMif1i in Comedie ec da cantarri in ogft; _~ d' utromettti, ~ rde di nwlto IJIG"O di Paulo V_ldo Romano, In Venetia,l672. Ivi Pfmtalofte dice, tra altre coae: Ve prleso a uaghettar
Zo8o da qRJ Woon Un baM IinflOlar 18 boca a PaawOD,
CbecJado~

Per allegre..&, .o\mOl' mIo bello,

Mel to rie110
FarO I\Uera

E te voio cJoD&l', lIMta, Un bon me1011 da Llo

Una be1Ia repia ID FIIolera. COl' mio,

E aD' aagullla cia 8peo, E oappeeante e toacJe e uoa cia deo.
I Quello che do.,eva eII8I'8 il Dottore ce 10 dice Pier Maria Cecchini Hi but" tUlle rnocr-e Comedie et avis; G chi k recita, Padova, 1628

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LXXXII

INTRODUZIONE

e una lunghissima infilzata di nomi spropositati e di trovate buffonesche ; 1 la PersuasWne allo studio, I il Consiglio generale.· n Capitano, la Bravura Spagnuola, e il Saluto calabres6 alla donna con bravura. Le parti di primo e secondo Zanni • avevano anch' esse,
Giostra, che
(pag. 22): - «Per rappreaentare .... queeto COM grati080 perBOnaggio direi OOe quello il quale Hi dispone di portarlo in iscena, si CormUlle ben prima nell'idea un tar huomo, i1 quale voglia esaer moderno al riapetto dell'antiOOita, et OOe a tempo iaguainUlle Cuori sentenle apropoHitate quanto alia materia, ma agangherate quanto aU'eepreuDra, iI eondimento delle quali foaae una lingua Bolognese in quella forma eh'ella viene eeaercitata da chi Hi erede OOe non Hi pOl8l1 dir meglio, et poi di quando in quando laaciarai (con qualOOe sobrieta) UBCir di bocca di quelle parole, secondo loro pill scelte, ma secondo i1 vero, Ie pill ridicole OOe Hi ascoltino; come sarebbe a dire: interpetrare per impetrare, urore per errore, aecolari (eredendOli di parlar toscano) per lcolari, et altre Himili .... Bisognerebbe anche tal volta dar di piglio a qualOOe materia sciocca, triviale et molto ben conoaciuta et quivi mostrare 0 finger di credere OO'e11a lia 1a pill curiosa, la pill nova et 1a pill incognita cosa del mondo: onde senza dar punto segno.di ridere darai a eredere di haver fatto Itupire •• I «L'Imperador mo Polidor al vola onorar tutt'i cavalier, e la Imperadrile Iren tute Ie amason, dand'a ogn'un un regal de la guardaroba de l' Ant.iehitA. De muod OOe Polidor al di6 a Bum l' elm 00' al fu de Mambrin; ad Arcont al brocchier eb'al fu d'Epaminonda; ad Araileo 1a lcolona de Manli Torquat; ad lauC al turbant d'Otoman; ad Ermond el corn d' Astolf; a Fiordalis i guant d' Orland; ad Amor 'I braghier de Maumet. eee. I CollOlito latino: «L'e I'hom al mond senl'al saver ricut uinw 8ine caputro, perche se non ha el cavelon eh'e! mena per 1a Itrada de la virtll, e1 va a acavezacol al precipil. L'e apunt ricucporcu.r in ltao, ebe se non 8'ingraua col beveron de 1a dotrina •• ecc. • Nelle Ma8ChlrClU lit Capricci c'e i1 Baflllo dIll14 dill Doctor' Gratiaxo; n Doteor GratiatID procura dll trotHIr 14 8UG ~ tia l/andita pllr libllrar14; Tutammto dill Dottor Gratiaxo. - II Pel'rucci dice OOe il perBOnaggio del Petlanu non e ltato introdotto nella Commedia improvviaa. Ma, aggiunge, «quando vi tu_ chi l'imprendeeae, po&ri servirai delle regole del Doctorll, studiar FiUta8io per apprender Ie fraai, 0 avvalorarai dello stile maccaronico di MllrlitID Coccai 0 di &oppitID. (pag. 279). • Non e senza inte_ quello ehe ne IC'.ri.ve i1 Perrucci (op. ciL, 283): «n primo servo 0 Zanni Hi puc) fare in quallivoglia lingua; Ii pratt.ica perc) Carlo 0 in milaneee, 0 in bergamasco, napolitano 0 siciliano ed altre

do""_

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INTRODUZIONE

LXXXIII

sebbene pia searse, Ie loro composizioni premeditate.t E cosi, del pari, Ie pam delle Donne innamorate e delle
&nJetU.

n Comico dell' Arte e certo che riuscl spesso un artista eccellente. Ci sarebbe facile citare molti nomi, ma ci ristringeremo per ora a due soli, ricordati dal Garzoni, che dice: I c Quella divina Vittoria, che fa metamorfosi
maniere ch'abbia deJ1'ututo, convenendo a napolitani e bergamaachi e rutuzia e Ia scioccbeua per 10 parlar goft'o e per l'astuzie del trattare. n suo o1Bcio sara tirar I'intrigo ed imbrogliar Ie carte; i lombardi gli fanno con maacbera, i napolitani senza e gli spagDuoli neUe loro premeditate aft'atto Ia bandiscono . . . . . . Cio che sara neceasario alia parte di primo Zanni, nella Comedia all' i~provvi80, 8ara haver tutto U aoggetto a memoria, come Ii suol dire, a mena dito, per portar franco I'intl'eccio e l'invenzioni sensa mendicarle, 888er pronto e vivace nelle risPOlte, non UBcir tanto dal 8Oggetto cbe subito non vi Ii po88& rimettere, dir a tempo i motU arguti e caldi, ma che non abbiano dello sciocco, ne eaca dalla BUa parte con togliere Ie sciocchezze ridicole al secondo Zanni, nel che BOgliono peccare i Covielli napolitani, che dall' arguzie p888&Ddo alle scioocbezze fanno un misto da non IOpportarsi, percbe 0 averanno da euere sempre arguti 0 sempre sciocchi, e quando fanno da scioccbi IOno Cuori della parte loro, ch'e di tirare I'intrigo con I'utuzia e con l'inganno,.. t Non c'e altro, nel Perrucci, che una Prima 1A&Cita di COfJiIlIIo Napolittmo, un SaluU) Napolitano, una DWpllNUione NapolitantJ, una Prima wcita di PulcifUllla, una Ptwlata di Pulcinllila alla &roa, un Rimprowro alla &tom, un SaluU) Bllrf/amtJlCO alla Ante, in un BOnetto che comincia: Front pi6. blanca ah.. l' II 'I caYiaI. n Perrucci dice che U Pulcinella pu6 anche prepararsi qualche racconto ridicol0 di contrasto con 1'08te, col gabellino, con raguzi, con dottori ecc. cADehe puc) Ia parte ridieola ingoifarBi in voler toscaneggiare e poi precipitar negli IpropoBiti, come: La Catadupe del Nilo facendo equinozio con i monti Acrocerauni han m08SO guerra alrequllibrio del Peloponese, percb8 conforme U Zodiaco volgendo a caracollo i Delflni del Tartaro orlIOnte, informa gli embrioni della vegetativa compleaBione, COBI i n08w precordj l'inCettano dalla cartillagine amorosa,. ecc. Del Pulcinella dice U Cecchini (1+utti ecc., p.35): cEgli fa uno auiduiuimo ltudiO per p .... Bar i termini uaturali et m08trar un goft'o poco diBcOBto da un pauo et un pazzo che di lovercbio Ii nor aCCOBtar ad un savio,.. • La piana Uni_ _le di euttIl III pro(u8ioni . , mondo, VeneDa, 1615, pag. 320.

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LXXXIV

INTRODUZIONE

di se stessa in seena, quella bella maga d' amore ehe alletta i eori di mille amanti eon Ie sue parole» .... c che ha i gesti proporzionati, i moti armoniei e eoncordi, gli atti maestrevoli e grati, Ie parole aft'abili e dolei, i 80spiri ladri e accorti, i risi saporiti e soan, il portamento altiero e generoso, e in tutta la persona un perfetto deeoro ». c A'tempi nostri s' e visto Fabio comica, il qual si trasmutava di rubieondo in pallido e di pallido in rubieondo, eome a lui pareva, e del suo modo, della sua gratia, del suo gentil diseorrere dava ammiratione e stupore a tutta Ia sua audienza». E del resto che l' arte rappresentativa fosse oggetto di studio serio, ehe i eomiei mirassero al vero e al naturale, ce 10 dicono per es. i preeetti del Riecoboni. Che cosa, oggi stesso, potrebbesi desiderare di pin giusto di quello ch' egli scriveva: I
La principale e Deeesaaria parte Del Comico ~ di far cbia.ro vedere Cbe da 1& verita DOD ai dipa.rte•

•••. .••••••••••..•...• cerca.re Di aentire 1& coaa cbe ci eaponi, Cbe ai creda eaaer tuo l' altrui aftiJ.re.

n

naturale ogn' ora ci dispeDaa Quel chiaro lume che bUOD Henao ha. nome,
Cbe
~ bUODO

in caaa, in piazza, in acena, a menaa.

Ma che a quem precetti non si attenessero sempre i eomiei, che andassero spesso oltre il naturale, sarabbe facile a supporsi anche se non ce ne restassero Ie testimonianze. n Riceoboni medesimo ce 10 diee, notando che

I Dell Art. RappruetltatifXI, CGpitoli Londra, 1728.

8ri

di Luigi Bi«o1Joni,

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• . . . . • .• il marcar opi virgola. col gerio E un trapa8&' di "eri~ Ie mete; •

LXXX'"

anertendo come
Nel piauto aia •••• canta ed intenta L' arte a. DOD s6gura.r la. fa.ccia in guisa Che produca l' oppoato che appreII8Dta. NOD COD gIi atridi, ma COD voce amena, Languido aguardo ed un viso dim8lll!O F.prim.er&i ancora e pianto e pena; •

rUnproverando perche
Per Dumero to calcoli ogni paaao, E per linea Ie braccia standi in giro CoD molta attenzioD per l'alto e il baaao.
Talor bi1anci un guardo ad un sospiro, Volgi il capo e la. mano 0 muon il piede A battuta, qual canta un aemi-viro. •

Dei difetti dei Comiei dell' Arte possiamo farei una chiara idea dalle parole di FrittilUno: c molti eon una pazm maniera girano gli oeehi, allargano Ie braeeia e seompongono il eorpo tntto in guisa tale ehe uno moJestato dalla colica porgerebbe molestia minore a chi 10 mirasse c Carli passeggiano il paleo eon quel pU80 che e poco lontano dal fuggire, ed altri poi 10 caminano eon un altro eosl straeeo ehe par ehe venghino eli longa via ».' L' esagerazione era senza c1.ubbio il difetto principale eli quegli artisti; esagerazione in tutto, nel geatire, n~1 parlare, nel muoversi, nelle pam serie e nelle pam buffe, i sern dieendo buft'onate fuori di

».'....

------- - - - - - • bi, D. • bi, IV.

• In, u.

• .l'rNai ecc., p. 16. • 1ft, 11.

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LXXXVI

INTRODUZIONE

tempo, I il Dottore earieando troppo la sua parte con spropositi sciocchi, I con scempiataggini insulse.' n Capitano elicendo cose datto da pazzo,· I'lnnamorato non sapendo mettere insieme Ie cose imprornse eon quelle imparate a memoria, 0 parlanc;lo fuori eli tempo. I
I c Sogliono .... senza punto chieder licenza al BOggetto della Comm&dia uacir molte volte nel teatro pel' 10 apunto che una 0 due parti. gravi parlano et ai atraticano intorno a materia Bpiritoaa et difticile, et quivi dire: Fau poco romore eke la gallina fa l ' _ , OV8l'O: lajlentola ftOnpud bolli,.... (CBoomNI, l+urn, 24). • c La parte del Dottor Gratiano tanto grato a chi r ascolta (quando vien fatta da chi I' intende) vien hoggi dal poco conOBcimento d' alcuni adulterata in guisa, che non gli vien laaciato altro che 'lsemplice nome. Ditemi, e chi e quello il quale po8B& trattare sensa sdegno con uno che eseendo tu Pantalone, ti dica: Pantalimon, Petulon, Pultrun.con e peggio' .... Un'altra spetie Gratianatoria si e ritrovata, eJ e che pensando questa di col't'eggere l' uso del parlar rovel'8cio, Ii e posta a dir Iatini et sentenze, con tirate, et ponga di memoria in guisa, che non lasciando mai parlare chi seco tratta, confonde et snel'Va il filo della favola ......... .. c Costumano i nOBm Comici Italiani di sel'Vil'Bi per conBigliere del prellbato siguor Dottor Gratiano, il quale.... da principio al BUO discol'110 con una: &era Cremona, 0 vero: BaerG Oarlona, 0: Salada. M_era •. (CBCcmNI, op. cit., 21, 23). • In un Codiee Riccardiano (del quals diagraziatamente non ricordo il numel'O) ho trovata una Tirata per un Dottor Gratiano: L' "timolag;a tl41 801dato, dalla quale si PUQ capire a che fOlBe ridotta questa parte : c Questa parola soldato secondo 1a sua etimologia Bi divide in tre sillabe: 801 da to. Sol vuol dir 'che 11 soldato ha da esser come i1 sole, che da la luee a tntto il mondo della milizia, 801 che tocchi il fango Benza infangarai, r acqua senza bagnarai, il fuoco senza bruciarai e r aria senza OBCU1'IU'IIi, 801 senla macchia, 801 che mai s' ecclissi" ecc. Avremo occaaione di ritornare sulla parte del Dortors. • "Ch' egli diea che a il Coliseo di Roma pel' pallone et la tol't'e degli Asine1li pel' bracciale •••..• questo non Ii PUQ udire leuza tenerlo per p&8lO». (CBcc:aINl, op. cit., 123). • c Debbe il recitante guardal'Bi di non parlare nello Bteaso tempo che r altro ragiona •. c Nece8B&rio ricordo e ancora a colui che parla solo in iscena di dover taeer, subito ch'egli e BOpragiunto da chi dee parlare •. c Sogliono questi che Ii compiacciono di recitare la difticil parte delI'Inuamorato, arricchirBi prima la mente- di una leggiadra quantita di nobill discorBi avinenti alia varieta delle materie che la sceua BUol apportar

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INTRODUZIONE

LXXXVII

Una delle pin caratteristiche parti della Commedia dell' Ane emno i lazzi. c N ous appellons lazzi, dice il Riccoboni, I ce que I' Arlequin ou les autres acteurs masques font au milieu d'une scene qu'ils interrompent par des epouvantes, ou par des badineries etrangeres au sujet de la matiere. que l' on traite, et a. laqueIle on est pourtaut toujours oblige de revenir: or ce sont ces inutilites qui ne consistent que dans Ie jeu que l' acteur invente suivant son genie, que Ie Comediens Italiens nomment lGzzi >. n Riccoboni stesso ci dO. un esempio di questi lazzi. c Dans la piece (egli dice I ) .Arlequin Devali8eur de MaiBons,' Arlequin et Scapin sont valets de Flaminia, qui est une pauue fiIle eIoignee de ses parens, et qui est reduite a. la derniere misere. Arlequin se plaint a. son camarade de sa facheuse situation et de la diette qu'il fait depuis long-tems. Scapin Ie console et lui dit qu'il va pourvoir a. tout; il lui ordonne de faire du bruit devant la maison: Flaminia attiree par les cris d' Arlequin lui en demande la cause, Scapin lui explique Ie sujet de leur quereIle, Arlequin crie toujours et dit qu'il veut I' abandon:r:.er, Flaminia Ie prie de 11e point la quitter et se recommande a. Scapin, qui lui fait une proposition pour la tirer honn~tement de la misere qui l' accable i pendant que Scapin explique son projet a. Flaminia, Arlequin par dift'erens lazzi interrompt la scene; tant;()t il
1eCO. Ma ~ da avvertire che Ie parole 8uueguenti all·imparaf.e vogliono baftl' accio uniCormitt colle prime, che il Curto paia patrimonio et non npiDa _. (In). t T1t. ital., I, 65. S lvi, P. frI. • La CaM &aligiGta. Ebbe &Dehe un altro titolo: PtlntalOtl amant _l~. Fu recitata a Parigi iI 'l7 maggio 1716. Ved. Mere. dd JiNnce, Mai 1740, pag. 995. n De Charni nella lua Premin'e Lmre hi~torit'" ftU" la Comtldie Italynne trova qualche aomiglianza tra qDeeta commedia e La .llkMu.t: di Moli~re.

_wZ"

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LXXXVIII

INTRODUZIONE

B'imagine d'avoir dans Bon chapeau dea eeriaea qu'il fait semblant de manger et d'en jetter lea notaux au visage de Scapin;! tantot de vouloir attraper une mouche qui vole, de lui couper comiquement lea ailea et de 1a manger, et chosea pareilles: voila Ie jeu de theatre ~u' on appelle lazzi. Cea lazzi interrompent toujours lea diacours de Scapin, maia en m&me tems ils lui donnent occasion de Ie reprendre avec plus de vigueur; cea laai, quoiqu'inutilea a la seene, parceque Bi Arlequin ne lea faiaoit pas, I'action marcheroit toujours sana qu'il y manquit rien, quoiqu' absolument inutiles, dis-je, ils ne s'eloignent point de I'intention de la Bcene, car s'ils la coupent plusieurs fois, ils la renouent par la m&me badinerie, qui est tiree du fond de I'intention de la seene ». Molti di questi lazzi ci sono indicati dal Perruooi, I come, illaao di torna a bNBBare, illazso lasciaquesto e]Wendi questo, il lauo di Hermano io no Ie cotI08OO, il laao dell aquila a due teste ecc. Altri laui troviamo designati negli Beman che si pubblicano in questo volume. Per esempio nel Finto Principe il laao della circonci8ione, il lasso che Cola dis udienza, df)J,' asino, della Donna pregna, del Oreditore e della Piazza moria.'

I Nota a questo punto Francesco Righetti (Teatro Italiano, Torino, s. a.) nella sua riduaione dell' opera del Riccoboni, che c gli ultimi Arlecchini . Ii f!Ul8vano lecito eli scagliare i noccioli in platea, ftngendo .eli prender eli mira ora l' uno ora I'altro degn spettatori" (I, 1M). • Op. cil, p. S63. • Nel Pggmalion, Comm. francese eli Procope CoutauJ: e Romagnesi, Ie inelicazioni _niche dicono che quando la statu Ii anima e Ii avanza verso gn spettatori, Arlecchino cfait des lan" de frayeuru Altrove e detto che Arlecchino c fait Ie lani de chercher avec empressement Pantalon et Ie Docteur" (La Voyageur.. ). Nella Comm. Arkf1Cin &mtulm· buill, Ii trova: c Le jeu d' Arlequin ••.. est de sifIler toujours entre les ~ents en ajustant cependant ce la ..d, de fallOn qu'i\ n'empt1che pas d'en· .&endre lea autres acteurs ".

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l

INTBQDUZIONE

LXXXIX

Insieme coi 'lazzi abbondavano nella Commedia impronisa Ie parole, Ie frasi, i gesti ridicoli, i travestimenti, gli spropositi, i motti, Ie arguzie, Ie bastonature, Ie scene equivoche. Erano argomento di riso l'andl\r tentoni, nelle seene di notte; I'urtarsi facendo smorfie; 10 stroppiar Ie parole, il cantare canzoni bislacche,t il dettar ricette di questo genere:
Recipe di maJanni due drappeei, Un' oncia di catano 0 toaae aamatica •... ;

mille cose insomma una pin bufFa dell'altra.
riporta tre: CaJU'Dne Napoieeana del Gatto, CanCGla1JreH. Xaccara CaltiIJreH Spagnuola. Ho poi Botto gli oechi 1111 libretto intitolato: Pauia di 8ctJpino con qwoporiti palluchi et CdtUOfti bw-leroli, data in lvee da me Federico Gabriel, in Bologna • .. L, dOTe Be ne conlengono molle. C' 411 un Inngo DUcor&O di PfU$la. _Jato di poeBia e di prosa; ci lana Ie Canzoni lmrlerJOli di 8ctJpino, i1 Dlalogo della Cueina ace. Do qui il principio del DUcor&o di Pauia: _

• n Perrucci ne

o pil). faba a pi6 vazz08&, o pi6 oedDAta ebe bella, o pl6 orrIbll cba gratio..,
Tl eridl, a ml ta., Tl pen, a ml ren, TI pel, a mi paD, Tl via, II ml mor. o CNclel deztlD o aIDOr IaglUI\I o dODDa Inllda! Rldi par del miD plaDt, Godl delle mla peD, B triODea della mla mon, Za eba TOI cosI Amor a la mla aorta. Va Inll&ll&' cb' a mora ~ta II po perla, lateDd' a po bi'aama, EumiDa a po coDdanaa, Cb· in\elldand' , ucoltaad' a .-minand· T' ahwdoDari. a1 ton B tl cIari d'la man In sal drit De la mla viva _ , La qual NBtaa bandida Da I conllnl da la to oreechla, Non per baver com...• error Va per DOD ba,·ar bahbudo adiallD. Al"8COldate perU c' a fa .al prim ml A IIl&IIdu alia con dalla to bellaA Al miD caor per Imbauador, B eba alai .. cODvian la man dritta, B DO aI caor da Mezetdn

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INTRODUZIONE

Fonte tiel ridicolo era. spes80 anche l' oseenita. Lo vedemmo gi8. negli SeeMri dello Scala; 10 dice, ad e facile il eredergli, l' Ottonelli, I il quaIe ei rifensee cose da lui sentite narra.re, I e dalle quali possiamo avere una prova dell' estrema liberla della CoIDID:edia improvvisa, dove troppo, eertamente, si sacrifieava all' amore del vero t o forse al desiderio di tener vivo I'interesse del pubblieo, fino a far comparire sulla seena Ie donne nude.' Ne cia pub poi troppo meravigliarci, sia perche sappiamo quale e quanta oseenita fosse sparsa anche nella Commedia letteraria, alIa cui rappresentazione assistevano pure, e senza scandalizzarsi, donne, cavalieri, cardinali e papi;.
I e I Zanni, Covielli, Pantaloni, Gratiani e aimili ••.• vogliono cavare il ridicolo clalla oacenitt ». Della Chri8tUJna ModerGtiMa, lUI 7'Mcuro. di Dom,nico Ottonelli da ~nano, Fiorenza, 1646, voL I, 29. I e L'anno 1685 io stava nella clari8llima Catania .•.• Un giomo da· nn Comico fn fatto, per far ridere notabilmente gli spettatori, un gesto di tanta indegnitt .... ebe tutti, e tra tutti anebe i pili licenziOli, eli modo si vergognarono, ebe calarono unitamente gli occhi alla terra» ..•• (1.35). E raceonta anebe ebe a P8J.ermo per un atto oaceno un comico fu condannato alla galere. (Ivi). • L'Ottonelli serive (I, 37): eNel publico Theatro .... i Comici reppresentarono un disonesto tentativo d'nn ardito amante, ebe si eformva di assalire una bremata donna, la quale perO, calando per una finestra, sen fuggiva ignuda, e cercava coprirsi con un candido e grande lino; ma in fatti il coprimento non riueciva, et ella restava oggetto ignudo e 8Vel'gognato» ecc. Altrove egli dice ebe in una Commedia una cdonna, flu· gendosi pazla, comparisce mezzo Bpogliata 0 con veati trasparenti ». Si potrebbe dnbitare della veritt di queste asBemani, Be altri fatti non veni... sero a confermarle. Nel codice Riccardiano ~35 esiste un Tf'GtrGto ctmtro aile Commedie ltucifJII (BtIC. XVII), ed ivi si legge: e Chi ardi mai fre gli antichi far comparire in scena un'Europa tutta ignucla' quando Ii IOpportO mai anticamente che una donna UBcisse Bul palco e lOtto Ie Bue vesti tenesae ascosto un huomo' e pur tutte queste indignitt si IOn viste gli anni addietro su Ie scene in Firenle ». Abbiamo poi una teBtimonianza ben pili autorevole, quella di un Comico, Nicolo Barbieri, il famoso Beltrame, ebe nelauo Di&COr60 (amigliM"e intorno alle Commedu (pag. In) ci dice ebe e gli antichi comici recitavano oecenamente ..•. bestemmiavano in occasione di collere il sauto Dome di Dio, e dicevano proverbi coal triati ebe io Don 080 a ridirgli, lodavano i viii anco nefandi; erano Ie

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INTRODUZIONE

XCI

sia anoora perche, tra Ie Compagnie delle Commeelie delmolte sicuramente si componevano piuttosto eli saltimbanchi ehe eli comiei. Ne abbiamo Ie prove pin decisin. Sappiamo che si improvvisavano teatri dipinti col carbone, dove recitavano istrioni della peggiore specie;« ehe si davano rappresentazioni sulle piazze allettando Ie plebi appunto colle pin grossolane lubricita. eli parola e di gesto; I possiamo assistere all'ingresso di una eli queUe Compagnie nella citta., e figurarcela quando recitava all'O&teria, quando mBndava in .giro una povera Prima Donna vestjta da uomo, preceduta dal tamburo, per chiamar gente all' os~eno spettacolo.· Ci e giunta la parola
loro (avole piene di adulterii, non havevano riguardo, per star nel veri1imiIe, di far comparire un huomo ignudo per occasione di naufl"agio 0 per lbgir l' incendio, nil una donna Bvaligiata meua Bpogliata 0 nuda lepta ad ano scoglio con aemplice velo trasparente avanti,.. - n Barbieri difeDde poi i Comici dei suoi tempi; ma che anOOe in tempi piu recenti Ja Commedia improVTisa non andasse immune da BOZZure, ce 10 direbbero Ie invettive. della Schedone (InJfum.l'1J morali, I, 201-2), che mveva Del 1810. I • n voler far l' opere senz' aleuna ostentazione, con una seena dipinta 001 OIIl'bone, parata di tele da cucina, iI proprio da mont'in banco, e d'alcani Iatrioni OOe casteUeggiando come Ziagari, accattano II vitto dalle genti idioce, come meglio possoDO. e questi IOno coloro che infamano maggiorIDeIIt.e 1a Comedia, vestendo Ie donne da huomo per Ie piazze •. (PoRUCCI, op. cil, P. I, 31). I .n male si iI OOe oggi ognuno si stima abile per ingolfarsi nella Comica improvisa, e 1a piu vile feccia della plebe vi s'impiega, stimandola COllI facile; ma il non conoscere il pericolo nasce dall'ignoranza e dalI'ambizione. Ond'il OOe i vilissimi ciurmatori e salt'in banco OOe s'hanno poIto in teeta d' allettare Ie genu .... vogliono rappreaentare neUe pubbIiche piazze Comedie all'improniso, storpiando i IOggetti, parlando allo IIproposito, gestendo da matti, e quel OO'il peggio, facendo mille oscenita e aporch_, per poi cavare dalle borse quel IOrdido guadagno con venderIi le loro imposture d'ogli cotti, controveleni da anelenare, e rimedii da far "eDire quai mali che non vi sono,.. (lvi, pag. 189). • c Com' entrano questi dentro a una cittA, 8ubito col tamburo si fa IIpere che i signori Comici tali IOno arrivati, andando 1a Signora vestita da 1I0IIIO con 1a spada in mano a fare la rassegna, e s'invita il popolo a 1111& «'4JDD!edia 0 tragedia 0 pastorale in palauo 0 all' ostena del Pelle-

r.Arte,

.,

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INTRODUZIONE

d'indignazione dei tempi trucorsi, 1 ed anche qualche nome e giunto fino a noi. Noi conosciamo, per esempio, che il comico del secolo xvm faeeva anche il ginnutico, arrampicandosi per i palchi del teatro j I che Giuseppe e Maddalena Marliani erano ballerini da corda prima di fare i comicij che Elisabetta d' Afflisio cadde faeendo un yolo nel teatro di Santa Cecilia di Palermo j' che Tommuo Grandi ba.lIava a oeehi bendati davanti al Re di Napoli a Casertaj' che Silvestro Gabrielli saliva in banco;'
grino, oye la plebe desiOll& di COle nuoye e curiOl8 per aua natura 8ubito B' aft'retta occupare la stanza, e Ii pUBa per meao di gazette dentro alla sala preparata, e qui Ii troYa un palco poatiuo, una lIC8J1a dipinta col carbone aenza un giudiclo al mondo: B' ode un concerto antecedente d' aaini e gaiaYrOni, Ii Bente uno prologo da C8retano, un tono golfo come quello di Fra Stopino, atd inCrB8C8YOli come U mal'anno, intermedii da mille forche, un Magnifico che non Yale un beao, un Zani che pare un' oce, un Gratiano che caeca Ie parole, una ruftlana inlulaa e BCioccarella, un Innamorato che Btroppia Ie braccia a tutti. quando raYeDa, un Spagnuolo che non aa proferire Be non mi tlida. e mi c:orGIOtl, un Pedante che &carta Delle parole Toscane a ogni tratto, 111/. Buratti.no che non aa far altro geato che queDo del beretti.no che Ii matte In capo, una signora Bopra tutto orca Del dire, morta Del fayellare, addormentata Del geatire, c'ha perpetuainimicitia con Ie gratie, e tiene con la belleaza dilFerenza capi· tal... (GARZOICI, Piazza Uni_II., p. 3JD-l). I cl\rla per6 qnei profani Comici, che perYertono l'arte antice, intraducendo nelle Comedie diBOneata Bolamente e COBB scandaloBe, non pOBo BOno paasare Benaa aperto ntupero, infamando a8 Bteui e l' arts inaieme, con Ie Bporcitie che a ogni parola scappano loro di bocca _ .••• Eaai c Bono negli atti pin che aaini, inciYili; ne' gesti ruIBaneami a Bpada tratta; Delle parole .facciati, come Ie meretrici pUbbliche; Delle intentioni fnrfantilaimi a tutta botta; e in ogni C08a putiscono da manigoldi quanto dir Ii poB8a; e doye qualche volta potrebbono coprire la C08a deatramente, gli par d'_ eer da nulla Be Bbardellatamente non la dicono 0 non la flngono a modo loro In tutta _. (In). • Ved. MoLAND, op. cit., p. 1!7. • BARTOLI, Not. dIJ' Comici PadoYll, 1781, P. 1,2; U, 29. • In. P. I. 1!74. • In, P. I, 246. - Lo BteuO era pei Comici Franceai. Bailly, per ea. ballaYa BUlla corda e recitava Ie parti di Vecchio. Che i Saltimbanchi dov..aro ~ numeroaiBBimi Del aecolo ltV! e ltVII, puo dame pIOn un

uto,..

rial.,

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INTRODUZIONE

xcm

onde tutto cio, ed aIm fatti che potremmo facilmente

eitare, ci dimostrano che l' arte comica duro per tutto
il secolo nm a confondersi spesso eon aItre men nobili professioni. Nessuna meraviglia quindi che 1& commedia si abbandonasse spesso a triviali allusioni, che spesso si tramutasse in sollazzo plebeo. Ma certo non sempre era cosi• .A. noi oggi torna un po'difficile poterci raffigorare quello che propriamente fosse 1& rappresentazione improvrisa, quel10 che vi si facesse e diceBBe, oggi che,
documento cbe mi II comunicato dalla gentilezza del doUG amico cay. Gaetano Milanesi. Ii: qUeBta una lettera di Paolo Vmta auditore delle Riformagioni, BCritta al frate1lo Belisario aegretario del Granduca, l'UID8l'IO 1603 at. Co, e che si conaerva nell' Archivio di Stato di FireDl8, Cart. Univ., F. 907, Co 103. In eeea i1 Vinta dice di avare quella mattina datto precetto ai Canta in Banchi di Firenze che si riducano a tre capi, in eN .quad,.., ana di Dionisio datto 10 Scotto, mantovano, una di Marsi1io Savino Ve.nesiano, eel una di Declo Albani da Siena; e cbe non ardiB88ro per tutta rOUa'fll della Puqua di Reaurrezione di montare in Banco, n8 recitare 0 f'ar recitare Commedie in piazza 0 Btrade 0 luoghi pubblici della citM, D8 anco in alberghi, oaterie 0 altro luogo di _ , con intervento di Zanni 0 Strioni infami 0 donne diaoneate e laacive lO. - Tutti si ricordano di quello cbe racconta il Goldoni (Mmwrie, I, 29) del Ciarlatano Bnonafede Vitali, cbe e manteneva a Bue Bpete una Compagnia completa di Comici, i quali aiutavano il loro padrone a ricevere il danaro cbe V& ni'fll loro buttato in Cauoletti annodati, eel a rimandare i CazzoieUi medeaimi con iacatolette, 0 vuetti lO. Non Bi poteva certo acender piu in baBao cbe a £are i aervitori di un Ciarlatano. Chi voglia avere nn'idea di quello cbe fiu:evano i Saltimbanchi, gli latrioni, e dei mezzi a cui ricorrevano per far denari, non ha cbe da leggere queato branD del Garzoni (PitlUtl UJlio•• pag. 745): eDa un canto della piazza tu vedi il noetro galante FortaDato insieme con Pritata caccar carotte e trattener la brigata ogni sera dalle vintidue sino alIe vintiquattro ore di giorno, finger novelle, troYare iItorie, Connar dia1oghi, Car caleaelle, cantar all'improvi80, corneciani insieme, Car la pace, mom dalle risa, alterarai di nuovo, urtarsi in lUI banco, f'ar qUeBtione insieme, e fina1mente buttar ftIora i bUBBOli e veDire al quanquam delle gazette che voglion carpire con qUeBte loro gentiIiaime e garbalilaime chiaochiere. Da un altro canto eaclama Burattino, cbe par cbe i1 boja gli dia la corda, col sacco indOBBO da Cacchino, col bereUino in teIIta cbe pare un mariuolo, chiama l'audienza ad alta voce, il popolo l'apprOpinqua, la plebe I'urta, i gentiluomini Ii fanno innanU,

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!XCIV

INTBODUZIONE

sparito aft'atto quel genere, siamo costretti a ricostruircelo nella mente da cio che ne troviamo scritto qua e lao Ma pure abbiamo un dooumento che puo, se non
e a pena egli ha Comito il prologo auai ridicoloeo e apuaevole, che .'en· tra in una strana narrativa del padrone, che atroppia Ie braccia, che stenta gli animi, che ruina dal mondo quanti auditori gli han fatto c0rona intarno; e se quello co'geati piacevoli, co'motti BCioccamente arguti, cone parole all'altrui orecchie aaporite, con l'inventioni ridicoloae, con quel collo da impieeato, con quel moataccio da furbo, con. quella voce da acimi.otto, con quegli aLti da Curran te s' acquista un Mirabile concorBO ; queati 00110 agarbato modo di dire, con la pronuncia Bologneae, col parlar da melenso, con la narrazione da barbotta, collo sJ'oderar Cnori di proposito i primagi del IUO dottorato, col moatrar sensa garbo Ie patenti lunghe di Signori, col Carsi protomedico senza scienza, all'ultimo percle mtta I' audienza, e resta un mutro Grillo a mezzo della piazza. Fra tanto lbaca mor de'portici il Toscanoe monta IU con Ia putta, smattando come un asino Burattino col IUO Graziano; il circolo Ii unisce intorno a lui, Ie genu ltauno alIIsse per vedere ed ucoltare, ed ecco in un tratto Ii d& principio, con lingua ilorentinesca, a qualche pappolata ridicol088, I in queato mezzo Ia putta prepara il cerch10 sui banco e Ii getta in quattro a pigliar l'anello mora del cerchio, poi eopra due spade, mole una moneta indietro Itrayaccata, porgendo un strano deBiderio al popolo della lua lalCivia grata: ma Comita Ia botta, Ii urta nelle ballote e il cerchio Ii di· IIlnisce, non potendo star pill Baldo allo lcontro dei busaolotti che 'Y8Dno in yolta. Da un'altra parte della piazza n Milaneee, con la beretta di veluto in teata e con la penna bianca alia guelfa, vestito nobilmente da signore, f1nge l'innamorato con Gracleno, il qual Ii ride del padrone, Ii fa Ie ftche in lui viao, Ie mocche di dietro, Ii proCeriace al suo comando, pronUsaimo a pigliare una eomma eli bastonate, Ii tira il capello auI mostaccio, caccia mano al temperino e con gU occhi ltorti, con un viso raJ>. buffato, con un grngno di porco, con un guardo in sberleft"o verso i riY&1i del IUO padrone, fa moan di .. st.eaao come d'un can mutino corruoclato; ma pian piano vadendo l'incontro degU inimici diventa paralilico e tNmando di panra e lordandOBi in lui banco, Ii cit in prada ai calcagni e IaICia n Milaneae fra Ie acatole e I' ampone in mezzo della piuza im· pettolato. Fornita questa historia, Graclello Ca una squaquarata eli voce e eli canto molto sonora; overo f1nge r orbo col cagnuolo in mano In luogo eli tiorba, e poi Ii comincia l'iDvenBione delle balle di Macala.o che dura due hore, onde gli auditori Itomachati si partano beft'ando il seiocoo Ceretano che eta pur Baldo au Ie tre gazeMe delle groaae, e delle piccole due IOldl, protestando al cielo ad alla terra di non volere calare Be nOll quando I' audienza parte sensa dir Rona 1181'&, ne tGr comiato d' alcuna IIOI'te. Ifa .. Ia 881'& isteesa nOD JDODta118 iD baDco MaIt.ro Lione addottorato a LiI-

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INTRQDUZIONE

xov

prendiamo inganno, giovarci assai e quasi farci assistere . . una di queUe singolari rappresentazioni. Vedranno i lettori come, tra gli Scenari che noi per
a:aauaina a DOD donaue UD cartoccino di polvere da venni per i piccioli 19tiuoIi a col IUO uccellauo appreuo alla caaette DOD uooen- qualche beao pel' mala lOria, la grima 8tal'ebbe freaca che il 1'1 di Cappadocia DOD po&ria rifondere 1'unto di S. Lorenzo per Btar graBBi come ai deve. E, Ie il Cieco da Porll con qualche bel atrambotto, COD qualche bane1Ietta all'improvilo, Don l'Ubbuae un pochetto d' audieDSa per baacar quelli cha lanDO cantar gli orbi, it Ginaldo a lperon battuti trucarebbe per]a c:alcoBa a luciarebbe il d1ll'lllgo adietro pel' luciar quanto prima ]a diaperata compagnia del 1U0 padrone. Non manca Zan dalla Vigna di rani innanai ancora lui e COD diverae bagattelle trattenere la brigata facendo puur per arte e per parte di mastro muchio, ove la brigata acoppia dalle risa Yedendo i gem di aimia, gli atti da babuino e Ie diYel'Bl IC&I'8DI8lJe eli mano cha CiI. alla preeenza di tutti; a di ci6 la nobilta ride, la plebe epigna, il villano creppa a veder tanti motivi di corpo, tante deatreae eli mano, tante fullrie che fiI. e che dice in un bto 8010. NI\ Catollo COD Ia au lira, nl\ il Mantoano veatito da Zani hanno timore 0 Bpavanto della CIOIIOOI"NIlI&, ma pian piano Btendendo il banco a accordando la plva .'aw-ntano aYauti con una 4lateria di cucina ove i Zani tra la pedroliaa a la pedrona havando poato geloaia dall'una riporta un trionfo di pancia, dall' al&ra un troCeo di achiana, e non ai parton di bauco che run e raltro apezaate Ie barzallette fa broglio per la lera aeguente invitando i circoetaDti a _tire il Zottino a cantar un IOnetto del mal Pranceae, e 1ID& Siclliana app_ tanto gentile, che il pntto del Fortunato 1\ per pel'darla a tutte balle della ana grat.ia in queato eatrema e miracolOIL Laonde il TambariDo, dubitando del faito Bno, piglia la posta a wOD'hora e _p&l'IDdo in piuza alla raaegna, 8' ingegna eOD far andare un ovo an per un baatona, tl'lU'l'l i BOldi in quel mIlO quasi COD art8 magiea alla YOIta ana, a mann r ova bendono in IU, Ie guette vengoDo in gid COD in_Uti e DDOvi arti4cij a ritrovarlo. II che imitando gent.i1mante it NapoliUno col beeil da barbiero lOtto i baculi, f t gridando aUa qaaUro a aUe ciDque campanella, I con do earaffil e qaattro bicchieri BOpra la testa va raginndo Ienaa.croUargli e fa Buon&re a i bacileUi tutti i 8uom di campulL, a a queato BUono deata il BUono delle muraiuole 0 di quella da otto, ehe maggior diJetto danno a lui che i bacili a coloro che alle BUe aciooelaerie p_nti ItannO• ...., Pra tanto Mastro Paolo da A.reuo compariace in campo con un ateudardo grande, lungo I diateeo ove vi vedi un S. Paolo cia lID canto COD la spada in 1II&1l0, dall' altro una frotta di biBCie chI aibi· Iaado mordoao quasi coal dipinte ognDn che Ie mira. HoI' qui ai oomincia a II&I'IV la falas origina della _ Baa, la diacendenza Cavoloaa che trahe cia S. Paolo, ai CODta l' biatoria quando fb. morlO nell'leola di Malta, Ii

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XOVI

INTRODUZIONE

1& prima volta pubblichiamo in questo volume t uno 8obbia per titolo: 11 IncaNto ()f)6f'O f InafJfJ6rlito. Ora questo Scenario altro non e che 180 commedia: L'InafJfJ6rlito 0fJW0
recita bugiardamente come tal gratia. derinta in tutti qoei della sua cua, iii dichiaran Ie prove, f'atte Ie concorreue, havute Ie vittorie, rioevute i 1teDdardi conquiatati, che iii moetrano spiegati alia pnte, si mette mano aile scatole e si cava faori un carbonaccio IUDgo due braccia e grouo come UD palo e poi un madaruao e poi vipera e si Bpaventa il popolo con I' horrido &Bpetto di tali animalazzi. Qui iii teBBe Ia f'avola come gli ha presi alla foreata mentra i mietitori mietevano il Crumento, ed ha liberato la villa da una morta manifeata che sopraatava a tutti daI periglio grande di quai serpi maladett.i. - n plebeo I' avvicina, il villano Itremiace alia novella che vieD J'&ccontata con tal garbo che non si tien sicuro di mettere un pi. faor della porta della ciua se prima non beve un bicchiere di polvere che gli • data da maatro Paolo 0 daI Moretto da BolognL Ma non II.niace qui la cosa, che di nuovo Ii torna a mescolar nelle scatole e iii batta faora UD aapide IOrdo, un regolo 0 basilisco morto, un coccodrillo portato d'Egitto, una tarantola di campagna, una luserta d'India e con Ia moetra di tai serpenti si pone in horrore alia turba che tramebonda mette mano alia 001'1& e compra la grazia di S. Paolo ridotta a una baiella, alia pill straUa a due cruie per carta. Ma Settece"eUi era qU8lto mezzo prende occasione di Car circolo e con la cappa distese per terra con la cagnola appreBlO, con Ia becchetta in mano, la fiI. cantara ut, mi, re, f'a 101, Ia; Ie fa far tombole per gaianteria, la f'a abbaiare contra il pill malV8ltito, Ia f'a I.. true al nome del gran turco, la Ca saltara per amor della IU& diva, e in ultimo la Ca cercar con la berretta la buona mano da tutta quella bella compagniL S'induBtria a concorrensa il Parmeggiano di Car salir Ia capra 1Opr& la feria, di Car lambire it Bale POBto in cima del baculo, di Carla caminare IOpra due piedi, di Carla armeggiare con Ia picca in spalla, e I'adora in giDocchioni gridando: drudana drudana; e col traatulo d' una capra fa reatare pecore e caproni tutti queUi ch'inte"engono al circolo della sua audienlL N. resta per qU8lto l' arrischiato Turco di tirar Ie corde al Cam· panile di S. Marco, ove tenta il pinnacolo altillimo per arW!.cio di contrapesi, e poi si f'a batter IOpra il petto d'un martello come IOpra una dura ineade, • Ilnalmente cavando un gro8lO palo II.sIO in terra con Ia fona dell. spall. gnadagna de' boniasimi IOldi da portare alia Mecca. B U Oiudeo f'atto chriItiano grida fta tento e deplora I' audiensa ad alta voce borbottando: aUe goi aile goi, badanai, badanai, II.nch. il circolo • unito, e poi fa Ia predica della sua conv_ione, nella qual si conchiude che in luogo d' _ diventato christiano • Catto evidentemeDte un II.ni. aimo cereteno. - HoI' da ogni parte Ii vede Ia piazza piena eli qU8Iti CiUl'matori. - Chi vende polvere da Bgro81&r I. ventositA eli dietro; chi una

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INTRODUZIONE

xcvn

8cGppitw tli8twbato 8 Mezzettifto tratHlgliato I di Nu:oIJJ Bar6Nri dtilto &ltra1ll8 (In Venetia, 1680). I nomi degli interloeotori BOno cambiati, I gli atti che nel10 Scenario
riceUa cia far andaN i Cagiu06 tutti tuor della pignatta alia Mauarai chi ftIlde allume eli feccia per ltopini perpetui, chi l'og60 de'SloaoS,la quinta elleDaia cia fBrai ricc:hi, chi opo di &uIo barbuBo per Ie Creddare, chi pomaIa di II8DO eli eaatrone per Ie creppature, chi onguento cia rogna per far boon memoria, chi ltereo eli gatta 0 di cane per cerotto cia creppatare; chi pute eli calcina cia Car morire i topi i chi braghieri di Cerro per coloro cha BOno lOtti, chi lpecchi cia accendere il fuoco poeti incontro al sole i chi occhia1i Catti per vedere al IICIlI'O i chi fa vader moatri stupeneli • horribi6 all'upetto, chi mangia ltoppa, getta fuori una llamma, chi Ii percote Ie mani col gruao diBcolato, chi iii lava il volto col piombo Uqueratto, chi IIDge eli tagliar il naBO a uno con un corteUo arte8cioIOi chi Ii ca. di bocca eliec:i braccia eli cordella, chi ra tronre una carta all'improvilo in man di un altro, chi 1000a in un bo8lOio e intinge il vilO a qualcha IDIIICalaone, e chi gli ra mangiare dello ltereo in cambio di un boon bocconu. Oil, molto prima del Ganoni, avava parlato delle
••.. _mecllaace ra&toppa&e Recita&e • OODdoUe da brigaW
1D. .l. ..•

il LMca (TauCCIlI, Pou. Ilell., m, 325), i1 qua1e BCriBBe anche un Capi1010 aqIi Zanni, ancora inedito, IDa che vedrilla luca per cura del mio pmne amico a 100M Dottor Carlo Vel'lOne, checla varii anni lavora lulle poeIie del Oraaini, a daril preato un volUlDe importantisBimo a qU8llta IteIIa RtI«oIIel di op4N inediU 0 t'GN. NolO
lOD.LO SaarAlUO

NolO

KBLLA

CoIOlBDL\

Ubaldo padre eli Valerio Valerio suo IgUolo Cola no aeno Pulcinella mucante eli Schiava Lucinda BChiava, lOtto nOIDa eli Clarice Capitano Stoppino 10.0 aeno amico di Cola PandolCo padre di Ardelia Ardelia IU 8glla amante d'Ottavio

Pantalone Fulvio lUO 8gliuolo Scappino 101'0 ..mtore MeueUino mercante cia schiavi Celia aua Bchiava Capitano BelloroConte lrIartelione Spacca amico eli Scappino Beltrame Lavinia IU 8gliuola
Cintio 100M

Ottavio

Laudomia BChiava

Dorette. BChiava

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XCVIII

INTRODUZIONE

sono tre, sono cinque nella Commedia, diversa ~ la distribuzione delle scene, ma tutto procede poi in modo uniforme, di guisa che colla Scenario alIa mana noi temamo dietro a tutto 10 svolgimento della Commedia. Ne viene quindi di conseguenza che ogni sommaria indieazione della Scenario possiamo vedere, presso a poco, eome fosse distesamente sviluppata nella recitazione. S'intende che dobbiamo dire, presso a poco, perch~, trattandosi di recitazione improvvisa, molto doveva essere rilasciato all'invenzione, al capriccio, alla fantasia, al ghiribizzo dell'attore; ma, a parte questo, il fondo ~ la, e certe scene in ispecie possiamo ritenere di averle riprodotte quasi alla lettera. Vediamone una. La Seena 2" dell' Atto 2° della Scenario ~ questa:
c

l'ulcinella e Pandolfo

Sente Pulcinella. che Pandolfo rool comprare la Schiava, gli narra 180 cosa del sequestro, Pandolfo glie 10 legge e 10 conduce seeD al Giudice per liberarlo di tal sequestro :t. Questa Scena corrisponde alla 4" dell' Atto SO della Commedia, che noi pomamo sotto gli occhi a.i lettori:
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BeltraN e Mezultino

Belt. 0 di casa! Mez. Chi ~ I&? :&it. Amici. Mez. Che amici? :&it. Sono Beltrame. Oh la, che voce languida. ~ questa? M. Mezzettino, una parola. Ma. Perdonatemi, M. Beltrame, non posso UBCire. :&it. E che avete Ie mani in pasta P Ma. Sto in modo che non mi posso muovere. Belt. E che cosa avete? Mez. Cosa tale che non posso venire.

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IBTBODUZIONE

XCIX

Belt. E che siete atorpiato? Nez. Peggio, signore. Belt. Ma. in buon' ora, fate ch'io sappia almeno quello ch'avete. Mez. Sono sequestrato. Belt. Come sequestrato? giete sequestrato in casa? : Jlez. Non so. So bene ch'io son sequestrato tutto. Belt. Aprite 1& porta, e non uscite voi se siete sequestrato in casa. Nez. Ma credo che. sia aequestrata anche Ia porta. Btlt. 0 mi fate ridere, voi aiete ben balordo. E come si sequestrano Ie porte? Mez. Eccomi, ma avertite che s'io cado in pena alCUDa, ehe ne siete cagione voi. Belt. Ove e il sequestro II Mez. E qui in scarsella. Belt. Mostratemel0 un poco. Ma. Come mostrarlo, s'egli e sequeatratoP Belt. 0 questa si che e da scemo. n sequestro e sequestrato anch' egli? Siete cosl ignorante, 0 pur fate il balordo per qualche vostro interesse' Mez. 10 non sono mai atato in questo intrigo. Mio padre morl disgraziatamente per giustizia, ed io con l' eaempio suo mi sono avilito in modo, che vedendo i bim, mi pare d' esser legato. Btlt. E come morl voavo padre? 1Iez. Lo atrozzarono per aver fatto la sentinella. Belt. Doven aver fatto quIche segnale al nemico 0 pB88ato qualche accordo seco. . . . Anzi in impiccato per esser troppo fedele. Belt. 10 cio non intendo, se non parlate pin chiaro. Jla. Faceva 1& sentinella, mentre che certi suoi compagni rompevano una bottega, acciocche la corte non 8Opraggiungesse, ad uno invidi080 del ben altrui gli diede

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l

c .

INTRODUZIONE

1& querela, e per far servizio al suo proll8im.o, fu col prossimo mandato in Piccardia. Belt. Veramente queste sono certe carita che non chiedono altra ricompensa. E voi che cosa avete fatto? M•. Niente di male eh'io sappia, e per niente son ridotto a questo passo. Hu; hu, hUe BeU. Non piangete, siete voi cosl pusillanimo? ~ vergogna, un uomo come voi siete, pratico del mondo, dare in questa bassezze. M.. Do nelle busezze per tama di dare nell' altezze e rimaner per aria. E ~a mala cosa l' esser stato pronomeato a far il fine del padre, e cominciare 1& giustizia venirmi a C&8&. n mal comineia spe880 dal poco, e quel poco s' avanza tanto che tira Ie persone alla morte. La giustizia ha cominciato, non so altro. BeU. Mostratemi di grazia questo sequestro. Mez. Toglietelo voi fuori di scarsella, che io non voglio preterire l'ordine della signora Giustizia; ma avertite a quello ehe fate voi. Belt. Laseiate 1& cum a me. De mattdato tnagnaI auriae Vicariae. M.. Chi ha mandato alcnna vigliaearia? .&/,t. A proposito ! Non dice vigliaeheria, dice d' ordine della gran Corte della Vicaria. Non sapete ehe eosa ~ Vicaria in Napoli? Ma. Signor si, dove sono gl'inearcerati; ed ecco che questo ~ un principio di diagrazia. Oh eielo aiutami. Belt. Fermatevi. Ad inBlantiam d6mini Fuleii de Bi-

BOfJfI08i8 • • • •
M.. Signor no, signor no, io non ho fatto istanza al signor Fulvio, ~ lui che voleva Ja mia schiava, il signor Pantalone ha torto a mandarmi 1& giustizia a C&8&. Belt. Piano, piano,. eM il signor Pantalone non vi fa torto, n~ dice ehe abbiate fatto istanza al signor Fulvio.

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INTBODUZIONE
~ omne
JI~

cr

per illud tJ.fMKl repriur penes Domino

....

Ma. 10 non ho reperito ne rapito ne penne ne pennacehi a nessuno, la giustizia e mal informata. Bill. Tacete in buon ora, che non parla ne di rapire ne di rubbare; uti bona pwtiMntia ad Dominum Ointhium
~

....

Ma. Non e vero, io non ho fatte impertinenze al signor Cintio, io gli ho parlato sempre con ogni riverenza. Bill. Se voi non avete pazienza, non la finiremo mai; non intendete, e pero taeete; scolarem BenetJentanum, tn.dtlit:tt aurum It argentum ...• Ma. Sono dugento Ducati d' oro, ed io non ho argento suo, e non I'ho rubati, che BOno per il ricatto della Schiava. Bill. In buon ora; It in specie. Ma. 10 non ho spezie. Bill. Non parla di vostre spezie, achetatevi, dieo. JlatlCipiam amam capNf)am •••• Ma. Che mi vogliano por una mano in ceppi percM e cattiva? equal mano ho io cattiva? Belt. Eh, non vi turbate, eM non dice cosl. Udite: cum dec'laratiuM tJ.fMKl ipse non po88it amplius Bam tenere tIItJII8 poBBitkre •••• Ma. Ch'io non possa pin sedere? Ohime! Son rovinato, oh meschino, e impossibile ch'io posm star sempre in piedi. Belt. 0 pazzo, non dice che non possiate sedere, dice che non possi possedere: neqve in pedibus. Ma. Nea.nco in piedi? Oh poveretto me, son morio. Belt. Voi mi volete far perdere la pazienza. Ferms.tevi in buon ora, che starete sentato e in piedi, come vorrete voi: Ut dicitur alienum constituere, It tJ.fMKl fierlt in emtIrarium fiat fruatra.

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CII

INTBODUZIONE .

Ma. 0 quella si ch'io I'ho intesa, e non me 1& imbrogliarete: Oontrarium frvatra, rool dire che mi frusteranno per Ie contrade. Belt. Voi mi volete far morir di ridire. 0 che voi dubitate de'vostri meriti, 0 che v'interpetrate a forza di paura. • Ma. Eh, signore, voi non volete easer quello che mi dia 1& cattiva nova; ma io intendo per discrezione. Belt. Oh, se v'intendeate tanto di mangiare, non occorrerebbero maestre di torte 0 musiche di macaroni. Datevi pace ed abbiate pazienza ch'io legga il tutto. Et haec sub poena Ontiarum auri CMttn •••. Ma. Che mi vogliono ongere in cento? Belt. A proposito, Ie Onze d' oro sono un valor di moneta, e credo che sia cinque Ducati d'oro un'Onzaj Regio FJ8CO applicandarum. Ma. Che mi vogliono appiccare 801 fresco? Oh poveretto me, oh mia madre, che tOOa novella intenderete dell'unico vostro figliuolo! Almanco si potesse saper perche. Belt. Eh, quietatevi, che non rool dir cosl, no. Ma. Et apicandarum, ho inteso benissimo. Belt. Aplicandarum, dice, e non apicandarum, da applicarsi al Fisco, da dare alla Corte, intendete? Begistratum per publicum Notarium Mosettinus Oakra. Ma. Oh questa non si puo gia dir pin chiara: Mezzettino in galer8o. Belt. Maideal, voi diventate pazzo tra 180 vostra interpetrazione e 1& vostra paura. Mosettinus rool dir Moise in diminutivo, come Battista Battistino, Carlo Carlino; e Calera e una casata spagnuo1&. Ma. 10 non voglio mai andar in Spagnl&, per I' augurio di tal casata. Ma in che linguaggio e scritta quella

e&rtaP
Belt. In latino.


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INTRODUZIONE

em

Mes. Deve dunque vanir questa sequestro dal paese de' Latini, ed io non so dove sia. M. D paese de' Latini ~ l'Ita, e il sequestro e fatt<> qua nella Vicaria di Napoli. Mes. Ma a che proposito colui va a scnvere in latino Be gli e Ualiano, e 10 manda ad un Italiano? questo e un sproposito 0 un inganno. BIIlt. Eh no, fratello, ~ un costume cosl fatto, per rispetto degli altri paesi. 1les. Om, non so come si sia. Basta. Ma ditemi, se vi piace, che contiene questa sequestro? lklt. Che voi non diate ne danari ne robba ne schiava III signor Cintio, fin che egli non abbi sodisfatto il sipor Fulvio d'nn non BO che danari che deve avere. Mes. E non altro? e non v' e pericolo ne di frusta De eli galera? Bflt. No, poveretto. Mes. Or sia lodato il eielo. Mi sento ora COBl leggero che mi pare di caminare per I' aria. 10 voglio far un saIto d' allegrezza. &It. Venite meco, che io vi voglio far levar ilsequestro •. 1Ies. Che siate voi benedetto I Ma non v' e gia pericolo ch'io contrafacei agli ordini della signora Giustizia, no? BIll. No, fratello, venite alIa Vicaria, ch'io vi voglio anche far fare un precetto in faccia. Mes. J... che proposito mi volete far guastar 1& faceia P 10 nen vo nulla in faccm, voglio il mio viso intatto, 0 bello 0 brutto che sill. BI1lt. 10 non vi voglio guastare Ia. faccia, voglio farvi far un comandamento che non dobbiate contrattare pill col signor Cintio, e che ogni contratto resta invalido; e c1ico in faccia, eio~ Benza mandal scritture a casll. Mes. A mano a mano non potro trattar con niuno. n sipor Pantalone non vuole ch'io contratti con suo

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INTlLODUZIONE

figliuolo ne con Scappino; V. S. con il signor Cintio, sl che mi eonverra presto presto partir da Napoli. Belt. II contrattar con figliuoli di famiglia e pericoloso ed inearto. Venite meca, andiamo. Mez. Vengo, ma andate adagio, che m'e rimaso un poco di reliquia di sequestro in questa gamba. che mi tiene l'andar veloce. Orsn, passa, paBBa-. E chiaro che noi abbiamo qua il dialogo, quale approBBimativamente dovea fani nella Commedia improvvisa, cogli spropoBiti, colle paure, coi lazzi del povero Mezzettino. Certo, a noi e impedito di vedere tutto quello che I' attore ci aggiungeva di suo, tutta I' opera penonale colla quale Bi erea una parte, interpetrandola in un modo piuttosto che in un altro. E probabile che in questa stessa scena ei fOBBe pin abbondanza di scherzi, di frasi a doppio senso, fone di scurrili buJfonerie. Noi sappiamo che il Barbieri ha voluto fare una Commedia onesta ,i e .che pure mettendoci c i tiri e modi ridicoli all' UBO di Seappino e Mezzettino _ ,I li ha sieuramente tenuti in quel limite che si conveniva ad un lavoro dedicato alla BermiBsifM madGma OhriBUtta tU Franeia Principe88a di Piemonte. Sappiamo anzi di pin, che questa Commedia fu scritta, dopo essere stata recitata all'improvviso, per ricandurla a quelle forme nelle quali 1& voleva il suo autore, eBBendo stata in mille guise altarata, mutata, tarpata, interpolata dai Comici nelle loro recite! Ma. questo non toglie che noi non vediamo ri• Ved. il Prologo, detto dallo eteeeo Beltram.. Ved. l'avvertimento Ai Btmigni IAtfmoi. • Nella dedica cOlli mve il Barbieri: c Tra que'pochi Mlf/ge'ti di Comedie,OOe IOno uaciti dal mio debol ingegno, Madama Smmiuima, L'IratI_tiro " quello c' ba havuto IOrta d' 8II8r etato gradito pid degli altri, e d' euer accettato da tutti i Comici, ove che ogn' uno ne ba copia e tutt.i 10 nppreeentano. Ben " vero che nella diversitt degli humori v'" chi per adorn arlo l'ha tinto a Corma tale, OO'io che gU IOn padre quasi
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INTRODUZIONE

cv

flesao qui il dialogo impro.vviso, e che per mezzo di essa non poasiamo wci un'idea abbastanza chiara di quello ehe fosse la Commedia dell' Aria. Paragoniamo.un'aItra seena. Nello Scenario la Seena 4dell' Atto 2· ~ questa:

~ Ubaldo, Stoppino, 8cAiafJa in fmestra
Dice UbaIdo a Stoppino che Ii trovi un magnano, per far aprire uno stipo del quaIe ha persa la chiave, e parie. Stoppino e emamato dalla Schiava, la quaIe Ii dice ehe avanti che meni il magnano a casa d'UbaIdo, 10 meni cia lei perche vuole scappare, 88sendo serrata in eu8, e che non dica cosa alcona a nessuno, e via:.. Questa Scena corrisponde alla 6- dell' Atto 3· della -COmmedia: c Pantalone, Scapino, Ointio, Celia, ana finestra, FulfJio e Spacca

Pant. E tu va a ritrovar or ora on, fabro, e fa porre una toppa 0 serratura a questa porta davanti al fondaeo, ch'io non vogIio ehe tu dorma pib. in quelle camere per guardia eli quelle robbe vecchie, ch'io vogIio levar la eommoelita eli far contrabbaneli la notte a mio figliuolo. 8cop. Oh V. S. mi comincia a eireoncidere il creelito. Pant. No, no, fratello, il fidarsi e da gaIantuomo, e il non fidarsi e da uomo prudente. Tu hai troppa simpatia per mio figIiuolo, e non vorrei ch'e'si facesse lecOO con la scnsa della gioventb. 0 dell' amore quaIche cosa ehe urtasse nel sproposito, e che ne eagioDasse poi un maggiore in me. Fa far quello ch'io ho datto, quanto prima.
DOll 10
CODoecev&

per mio. Ingeloaito percio del mio fmtto, per mOitrarlo

at mODdo quale 10 generai, ho preso questa fatlca di Ipiegarlo; at 10 Mnei fatto prima d'hora 18» ecc.
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CVI

INTRODUZIONE

Scap. Or VHO. Pant. E tu vien meco a far levar il sequestro. Signor Cintio, vi piace di venir ancor voi? Oint. 10 vado a dir "una parola ad un mio amico. e poi mi troverb anch' io verso la Vieana. Servidore. Mi e parso di vedere Ia Schiava alia fenestra; io voglio star in agguato per questi contorni, e vedere s'io potes8i scoprir qualche adito a'miei contenti. Spac. Questa e stata una questione aseiutta: Ie spade di questi giovani si debbano purgare cM non ponno far • disordine. Otl. 0 galantuomo, qua, qua. guatdate ad alto. Spac. Questa non parla meco, e S8 parla meco, non mi conosee. Otl. Messere, qui, qui. Spac. Ah signora, che mi cornandate? eel. Conoscete M. Seappino servitore del signor Fulvio Bisognosi? Spac. Signora si. Otl. Fatemi un piaeere, per grazia, ditegli che quando egli ana. trovato un magnano, che venga qua d'intomo, perch'io voglio che mi faecia aprire questa camera, aeciocche io pOS8& andare seeo dove egli 8&, rna che stii a I' ert&. che Mezzettino non sia in casa. Intendete P Spac. 10 vi semb volentieri. Otl. Non farete piaeere ad un'ingrata. Mi raecomando. Spac. 0 quest' e un altro imbroglio. Costei vol foggirsene con Seappino, e se 180 giustizia se n' avvede, overo che Mezzettino dia querela, eecoti Seappino in transito di galera. Oint. 10 Ieverb il pericolo a Seappino, io sono innamorato di questa giovane, e io mi travestiro da fabro e Ia Ieverb di quella casa, poicM la giustizia non potra procedere contro di me come farebbe contro Seappino.

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lNTRODUZIONE

eVIl

Spac. E perche con V. S. no e con' Scappino si P Siete fone famigliare della giustizia P Oiftt. 10 non sono ne famigliare ne domestico, ma e ehe la schiava e mia, avendo di gia sborsato il rieatto a Mezzettino. Spac. E perche non ve la fate dare da Mezzettino senza prenderla di furto P Oint. Perche un amico di mio padre non vorrebbe eh'io la comprassi, e credo che Mezzettino sia &tato pregato a non venderla a me dall'istesso· amico. 8ptM:. Orsu., V. S. odunque vadi a travestirsi, e la 1m, ch'io non cerchero aItri. Oint. Questo a me non basta, io vorrei che mi faeesti piaeere di non paIesare questo fatto ne a Scappino ne aI signor Fulvio, perche essi trattano pur questo negozio, et accorgendosi di me, s' attraverserebbero aI mio gusto. 8ptM:. 10 non diro nulla. Oint. Caro voi, fatemi questo piacere. Ad rigID modo il signor Fulvio non la puo avere, perche suo padre l'impedisce, ed io ve n'avro obligo. 8ptM:. V. S. non dubiti che restera servita. Oint. Eccovi meza patacca, andate a bere il greco per amor mio. 8ptM:. 10 vi son schiavo, padrone mio, e se bene il nno fa parlare, io ne berro tanto ch'io m'adormentero, e cos1 tacero anche per forza •• hche per questa scena non possiamo che ripetere quello che dieevamo indietro. Aggiungete a questo dia,logo scritto qualche lazzo, quaIche scherzo, quaIche uscita pit accentuata sia nel ridicolo di Spacea che neI patetico di Cintio, ed avrete il dialogo della Commedia improvrisa. Per un altro pure de' nostri Scenari conoseiamo la Commedia distesa che gli corrisponde. La Spada Fatale,

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INTRODUZIONE

che nel manoscritto porta il nome del Bricci, non e altro che 180 Spada Fatal6 di Virgilio Verueei, t di cui si hanno quattro edizioni, he di Viterbo, 1618, 1620 e 1621; e una. di Venezia, 1636. Pero tra. 10 Scenario e la Commedia c' e qui molta dift'erenza; l' ordine e diverso, sono nella. Commedia. imprornsa soppreese, 0, almeno, non a.ccennate, molte scene; mentre poi creece il numero dei personaggi. Ma 10 Scenario della. Spada Fatal6 e eccessivamente breve, onde pub essere che l'improTVisazione si arncinuse poi molto piu allo scritto di quello cne • noi or. non apparisca. Non si capisce per esempio da esso neppure il perche del titolo. La scena 1& dell' Atto primo dice: c Principe, che ha un' ombra di morte che 10 segue, teme del cielo; loro non vedono niente:t. Ora, che eosa e che non t1edtmo i Consiglieri del Principe? Ce 10 dice 1. Commedia, dove c Odoardo Principe di Sa.lemo:t narra che c e apparsa da. poco in qua. in a.ere questa. spada sanguinolenta sopra questa nosha citta, la quale perpendicolare pare che sia sopra. il mio palazzo e che a me minaeei ruina:t. (Atto 1°, Sc. 4&). Nella. Scena ultima. dello &mario si legge: c Lucinda, Rosetta, Cola e Pulcinella fanno prova.:t. Di che cosa? Dallo Scenario non si capisce bene. Ma nella. Commedia abbiamo una lunga scena (Atto 4°, Sc. 6"), dove Hi tenta di far parlare Lelio, che e l' Orazi'o dello Scenario. Coai nella medesima scena ultima si ha: c Pandolfo dice non vi esser bo.ia, fanno giocare Cola e Pulcinella, tocea. a Pulcinella, accomoda Ie forche:t. Queste brevi parole hanno nella Commedia un ampio sviluppo (Atto S·, Sc. 2"): . Pasquarello e Burattino si disputauo chi debba fare da boia, toeea al primo, Burattino fa. ilsuo testamento, che
I III il manOlcritto cha sbaglia, 0 il Bricci e verameute l' antore daUo 8cmorio t Non aapremmo dirlo. A riaolvere la questiona aa.rebbero De-

ceuari materiali che Doi DOD polll8diamo.

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INTRODUZIONE

OIX

era probabiJmente nell'improvvisa uno dei pezzi pin applauditi, e dove fone ai spiegava il genio inventivo dell'attore. I Certo ~ che per improvvisare quel dialogo, 0, anche, per adattare aIle varie aituazioni Ie cose gi& lette e imparate a memoria, ai richiedeva nei Comici dell' Arie non solamente ingegno e d.isposizione naturale, ma anebe culma. E questa necesaita ci spiega un fatto che riuscira fone nuovo a molti, che cio~ gli attori dei s8Coli passati furono quasi tutti anche scrittori. Potrebbe 88sere interessante un libro che avesse per titolo: Le opere ktlerarie dei Oomici nei smi XVI, XVII e XVIII. 10 non ho qui il tempo di scriverlo, ma mi sia permesso almeno tracciarne rapidissimamente qualche linea. Tutti conoscono di nome quella famiglia Andreini che diede 801 teatro della fine del sediceaimo e del principio del diciassetteaimo sacolo tre attori celebri, Isabella, Francesco e Giovan Battista. Isabella, nata a Padova nel 1562 e divenuta moglie di Francesco nel 78, c bella di nome, bella di corpo e bellissima d'animo:., come il manto 1& chiama, I fece parte eli quei Comici Gelosi, di cui dovremo tra poco dir qualche cosa. Ed essa desto
I Nella Commedia del Verucci, Burattino dice: c La8ao la me cua a Berpa al me biaaYol, luao la 'ripa al pader del pader de la me _ _ ; Iuao el me pettene e la me a&reglia •••• Yot che la luai a te, Par*l1I&l'el' •.•• La8ao el me tabarin a un alber de ftghl brusoW per IpaYeDtal; Iuao la me cuacca a tutti i me parenti chi! Cagan a portarla una aettemaDa per hom; luao la me lIC&I'IIella con tut\o que! che ghll denter (0 quant mal yoloutera te luao, IIC&I'II8llin me carol) •.•• annua un poe. Puquarel, e lenti che bon odor de peraut, \onDina e Connai. Ohimll chi 'Voles mai mom e laaear tant beu I Annuala un poe una yolta ». E . . pita COD alm lucid di cui II bello n tacere. I BrtlfJ. _, CGp. ~., Rag. 1\'. La chiama aneora cmonarcheua delle donne belle e 'rirtuOl8».(lYi).E dice che adoper&va cper l'OCC& it JilIn, per 6aao la penna e per ago 10 stile ». (I'ri. Rag. xnm). Ved. anche D pI'C*Dio ecitl BrtlfJ.: (1ori"co .PcucoN talM -t-ttl nul ~llitlt ft aile ____

s.m,.,_

.,la

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INTBODUZIONE

l'ammirazione de'suoi contemporanei, tanto come attrice che come letterata. ARoma seda ad un banchetto, datole dal cardinale Aldobrandini, accanto aI Tasso e ad aItri illustri, I e fu c coronata d' alloro in simulacro it, fra il Tasso stesso e il Petrarca! La celebrarono i poeti pit. famosi del suo tempo;' feee parte di Accademie di dotti; ebbe onori daI re di Francia;' 1& sua partenza da Parigi desto vivi rammarichi ;' alla sua morte, accaduta neI1604:, ebbe pubbliche e insolite dimostrazioni di riverenza,' ed
Not. I.t. de' Com. Iud., I, 32.
Ie direue queato 8Onetto:
QIIaIIdo v' OIdiva n pres_ velo L' alma Na&ara, e Ie mortall apoclie, n bel cogU_. ,I come lor aI coglie, TagUeado s-me ID terra e lwDl In clelo; B Iparpt. freaohe J'Q88 In vivo gIelo, Che l' aura e 'I BOI mal DOD dlspde 0 lOIoglie, B qUaD" odori l' Orlena aooogUe. B perch. DOD v' UOODda iDvldla 0 .10, BUa, che t_ n bel _biaDa In prima, Posola iI Dome foral6 che 1_1ri oaori Pord • rimbombi e BOl ben- .prima. Polloi l' alme e fol11Ulatl i cori, On ODD le&tze d' oro Amor I'lmprima Noll' ImaglDe vostra, e ID oIIl a' adori.

lIn. • n T8880

• BAaTOLI,

, cFudalle le&tere del Grand'Henrico Re di Francia honora&a con maDllione gentiliaaima e decente ad ogni gent.ildonna; fu nella (amosa Accademla de'signori IftUnti di Pavia accettata e laareata •. ]A BupplieG. DiM:.. Ibm. ,nfOMao alk ComfMdu, di NicolO BfIf'IIUri detIo BelCrGms, Bologna, 1636, pag. 39. • Vedi la poesia d'I8GGC du Ry6r (MoLAl'lD, op. oil, p. 98-99):
A.lia6eu.~

Ie De _18 poiDt qu' Iaabelle 80It QDO femme morWlle, C' eat plutlSt quelqu' un w dieux QuI a' eat dtrulN en femme AftD de __ raw 1" &me Par l' oreIlIe at par 1. 1f1Ult

• n Barbieri (op. oil, pag. 39) oi aU.elta ahe calla aua mort.e fu fa.. 't'orita da1la Communitt di Lione di Francia d'inaegne e en maaieri, • con doppieri 0' Bignori Meroanti accompapata, et hebbe un belliaaimo

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INTRODUZIONE

cu·

abbe poi medaglie eli broDZo, d'argento e d'oro, t e fu celebrata dalla fama. I Quella fama a noi oggi sembra aicuramente molto esagerata; ma pure non posmamo tenerm dall' ammirare nella Comica del sedicesimo sooolo }' ingegno gentile e la svariata dottrina. Le opere scritte da lei sono Ie LelUre, I i Oontrasti 8ctmici, 4 Ie Rime,' e una FatHJla Pastorale.' Noi non dobbiamo an:alizzare qui quem libri; ma ci basteri. il dire che 88m fanno fade di una mente educata agli studio I 8uoi modelli eli lettere,
Bpitalo mUG in bromo per memoria eterna... Questo Epitafio, datoci dal Bartoli (op. cit., I, 37) II i1 segnente: clsabella Andreina PataviDa Mulier magna virtute praedita, honestatia ornamentam, maritalillQue pudicidae d8CWI, ore f'lCU.Dda, mente f'ecunda, religiosa, pia, KUlis amica • utia Sceuicae caput, hie reeurrectionem eapectat •. Ved. anche MAoNIN, TecdrO CtJlubI (Lu fkma4dien8 1m Paradi8) , Bn. d. Dtn.uIJ Montie" IM7,
'«mL
I
I

4°, pag. 848.
B.ur.TOLI, op. cit., 36. -

1ilA0NJN, op. cit., 448. D Oaraoni ne parla come di aurice, e ICrive (PUuZG m,l"., 310): .La sratiosa Isabella, decoro delle lC8De, ornamento de'teabi, spettacolo Aperbo DOn meno di virt4 che di beUeua, ha illustrato .••. questa prof_one in modo, che, mentre i1 mondo durert, mentre staranno i aecoli, meatre haYraDDO vita gli ordini e i tempi, ogni voce, opi lingua, ogni p o riIaonera i1 celebre nome d'Isabella.. n figJiuolo di lei, poi, Qiam. 1IatiIda, Ia pone addirittnra iDsiame ai pill celebri mUori de'luoi tempi:

cL'ArIoato tamoeo
Torquato
~,

8

I' Aret!Do,

11 baon Giraldl, U Caro,

Il Jerrladro GuarlDl, II BraoclollDo, Dl Pal1eDOpe II Porta, • In UD Ia dot\a JaaheIla GelMa .. AclrIaao» •••

Lo 8fona d'OddI,

n Cnmooln

re-do,

(LG &ggis BgiriG-. »islogo ~"s"tII sZIG lotl~ ArtII &.s"ica Ili G. B • .tbadrtli"i Comko Fed4'-, In Fiorema, 16(4).

.'1'

ht.IlMlIG Andrft"j PCICioDG_, Comica G. I"tllfltII, _i_til I'ACCUG, In Venetia, 16S!5. • ~ Ili slcufll18CriUVrtl .'ls rignors LA. ecc., NICCOlci rIG ~ Andrft"i, • tIGci ill , _ rIG FlGmi,,/6 &GIG, In Venetia, 1625. I mm. d'L A., In Napoli, 1696.' • JlircillG, FIJ1JOIG Pullmll~ .ZIG rigfIM'G L A., In Verona, 1588. Ne CODOICO otto edilioni.
I

z.m.r. .ZIG rig_

10M

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INTRODUZIONE

eM tali veramente BOno, non lettere 8eritte proprlam811te da lei, non vanno esenti dai difetti del tempo 8UO: e'e gonftezz& molta, e nella gonfiezza dello stile un gran woto d'idee. Lo stesso ~ dei OontraBti, che BOno piuttosto dialoghi sopra svariati argomenti, quasi tutti amo-' rosi. 1 Le Rime si compongono di 8oruJtti1 Madrigali, Canzoni I ~ MoraU1 Sestin'l EpitaZarKiI Osntoni, Capitoli,. ScMr.;. Tra i Bonetti ee ne BOno parecehi diretti al Be di Francia, al Duca di Savoia, di Manton, di T08C&I1&~ di Parma; uno in morie del Tas80; e'~ una Pr08OpOpt'ja del CafJallo di bronzo, fatto in Firenu dal signor 0atJalier· 010. Bologna, in rtJadrlgali,l ed altre composizioni non prive di emosita. L' Andreini, anch' e88&, petrarcheggia,' ma tra i petrarcheggianti non ~ dei peggiori. Su di lei ebbero pure, senza dubbio, infiuenza Ie poesie del Chiabrera,' col quale tenne corrispondenza letteraria.'
• Per -.: BopNlGftIbN--, BopNr._ COJIivga", 80prtI r ...... OtIUfo, Sopra il6ituimo tl'~, Sopra lGgtllDft4 itt ___ fIOC.. I Uno II queato:

au- d811f14ero,

o vIotar, 80a 10; S' hal di uper dIIlo 8'10 _'0 liDto O.,oro, opra til cbo 'I graD daoo, II graD gaorrloro Ch'Io __ago IIIl d _ JII 1p1'ODl, 0 ratto atrrouoromaal al coree.
UD

• Abbiamo, trale altN 00II8, del Petrarca. , Vedi per -. a pag. 121:
Doh giro'"

C.pir.olo, nel quale ogai terzo.,eno e-

Lam

&mate

Piotoooue quol bel guardo

• Si ha un

IODeUo del o dl _

Chiabrera ad lllabella, il qual. la chiama:
doIcIulma 81rear.,

o do' toatri ItalIcl )feat.., o I.ra' co&aral lalQporabIl Clio;

e la rispoata eli lel al poeta, ahe comincia: La taa graD III' cbo 110 .tola fa do l' altral

m_

p;a6' _DO al-.qaaDd' ella .•..

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INTBODUZIONE

Tutt'iDsieme, ella non ~ lic1l1'&lD.ente de'rimatori pit.. acadeDn che aveaae l'Italia Del aecolo xm, e tra' noioai imitatori del Cantore di Laura, e de'meno noiosi, 0, ae ]a parola non poteaae sembrare sa.rcastica., de'pitL geniali. La Mlrlilla ha per interlocutori Amor8 e V"."." che fanno il Prologo; UrMlw, 19i1io, OoridotN e TirBi, pastori; Opico pastore vecchio; Alirlilla e ArdIlia ninfe; &tiro, e Gtwgo- ca.prajo. NOD Ii distingue gran fatto dalle compoaizioni pastorali del tempo, ma. non .~ pero pit.. manierata delle altre. D luccichlo delle frasi comune a q1U!J8to genere rende usai tediosa la lettur& della Ali,... tillG; ma chi si ~ abituato a queste p~rellerie all'acqua eli rosa, trova che 180 Jrarfli/lG nOD e delle peggiori, sebbene ci sieno di questi varsi:
Deb perchh aegoi, Uranio, chi ti fugge? Deb perchh faggi, Uranio, chi ti segue? Perchh ami tu chi t'odia? Perchh odii tu chi t'ama? Deb perchh prezzi tu, miaero amante, Uua doDD&. crudel aha ti diapre..a.? Deb perchh sprezzi. discorteae amato, Uua ledal amante aha ti pre..a. ? Deh f'uggi chi ti fugge. Spreua. chi ti diapreua.. Accogli chi ti aegua I ecc.

Francesco Andreini, il marito d'Isabella, nato a Pi. stoja nel1548 all'incirca, solda.to prima, poi fatto schiavo dai Turchi, e in seguito liberato, recitO da Innamorato, cIa Dottor Siciliano, feee la parte di Falairone NegroJD&1lte, parlando diverse lingue, fu abile nel cantare e nel 1IUOD&re varii &trumenti. Compose quelle BrafJUre dtJ, Capi#Imo Spawttto, delle quali gia abbiamo parlato, due
• AUG D, Sc. 3.

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INTBODUZIONE

favole boschereccie, L'ingannata Proserpina I e IJ..4lte-' r6Ua di Narciso, I ed olcuni Ragionamsnti fanta8tici poBli in forma di diaWghi rappresentatifJi.· Da Francesco ed Isabella. na.cque Giovan Battista, 'anch' e880 Comico nei Gelo8i, poi a.l servizio di Francesco Gonzaga nel 1618, caro ai principi e a.i dotti del tempo suo,' autore di un numero grande di opere. L'OlifHJ8tro (JD6rO il pfNta l1{orlunato, Poema fantastico (In Bologna, 1642), in venticinque canti, piuttosto che fantasIico, come I' autore 10 chiamo, dovrebbe esser detto stravagante, I anzi non gli si adatterebbe male un aggettivo che esprimesse pita. fortemente Ie qualit8. eteroclite di e88O. Noi non poBBiamo qui render conto dell'indigesto lavoro, che porta. in se tutti i difetti del tempo
Stampa&a a Venuia nel 1611. Stamp. Bello I. I. ad L • Vad. BuTOLl, op. cit., I, 12. In II pure riportato un BODetto dell' Andreini a Flaminio Scala, Ia cui prima quartina dice:
I

I

OIaMaD aepolle ill PriDo1plo 4l1l\I at _

DD

profouclo obllo

Lot X-, q1l&lldo ~, Pla't'lo 1811'11., Le rlcblamud, • COD lesaladro

!lobll 4ea1o.

,til.

• Di lui dice il Barbieri (LG Supplka, ~): du aooeualo tra'8ignori Accademici SpeDBierati, ad II l&alo favorilo cIa'Principi in molte oocaaioni, et in Mutoa hebbe Bino tilolo di Capi&ano di Caccia di certi luoghi iD queUo S&ato It. I E pure al gusto corroUo del 180010 ltVU non I181Dbra the diapiaceue, 88 almeno dobbiamo credere a queUo che BCrive il marchese FerdinaDdo CoBpi al principe llatt.iu de'Medici, cia Bologna U 5 agoslo 1642 (Anlhirio di S&ato di FireDle, FUll. 33, P): «Il'ono1'6 V. A.. S. a questi. meal pauati di comandarmi ch'lo 1181'riBBi il Big. Gio. Batia&a Andreini detto Lalio comico, com'in etretto ho. fatto com' ho potuto, e come V. A.. S. dal mad. _til'&. Egli 88 rilorna in Toscana per preaen&are al Bar.- Gran duca il Poema che Ie dedica, ftnilo e Btampato qui in Bologna. Quuto II molto piaeiuto e parIO bello. ahe perO De riporta Iaudi r antore It ecc. Non pu6 dubi&arli che Ii parIi qui dell' Oli_wo, sapendcei appunto che 8BBO fu stampato a Bologna Del 1642, e dedicalo a Ferdinando II Gran Duca di TOBCaDL

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lNTBODUZIONE

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suo.I Ma dal solo OlifHJ8tro non sarebbe pollllibile formarsi un adegoato concetto dell'ingepo dell'Andreini. In 8880 manca anzi una delle note fondamentali di codesto ingegno. Perche, chi 10 crederebbe? il comico del secolo XVII e anche un poeta ascetico, che dopo aver calcate Ie scene, dopo avere rappresentata qualche commedia improvvisa au chi sa quale argomento, si ritraeva a meditare ed a acrivere di C08e religiose. Non diremo che ne scrivesse bene; non diremo che il sentimento celeste si vestisse in lui eli forme pure ed eleganti. Oh tutt' altro! Ma, Be non 10 scrlttore, e l' uomo che merita attenzione, tanto pit! quanto sambrano e dovevano essere, generalmente, lontame queste due profe88ioni di commediante e di santo. Diamo un' occhiata al Teatro 0eletIU: t e una raccolta di Bonetti, nei quali si canta San Ginesio, San Silvano, Santo Ardelione, il beato Giovannibuono, Frate Giovanni Pe• L'anertimen&o che precede iI poema comiDCia: c Doggi at che donuno di porpora dildegnoea tingerli di Pallade Ie pallide Ullve, et &1'den Del fuoco dell'ira tPuadlBima d' Apollo i venleggiaDti allori, qual ~ ill au l' aagute aponde dell' Augu&o Reno ardiaca di pullulare e di ftoadeaiue l'iIlutile OliN8lro'l>. It: I18guUa coal per due pagine e Delle oUllye dell' Andreini (che IOno 325(1) baat.eri. rirerirne due, e p&1'-

,

I

_0.

I'&DDO

fone gii troppe:
NOD III p.nIIa tromba al a_ ,uerrlwo CaaIO U valor III PalUID pi6 torte; NOD de 10 .tral del parpletlO Aralaro,

CIIe 8MUa aaoldeado, • _ iii morae; 801 qaarala _ _ _ _ _ aorta; apero La d' un Poe\a la 1eorImaDdo 10

xr- a"ani. che De riporll VIIDIO, • 'I rIeo uta MIIIlDaDdo U plaato. a- fnpr dl ri~a pelle, AlIO prrir eli O&YO I'&IDe lalOl'IO, NOD -"" U mlo arID clDpr dl Rella,
N6 riIIarpr . . . .be h _ che ala .01'10. NOD par paaIJl avua 0 _nugel'· ~ &rIIIOIIle & l' _ appono; 801 ........ l' onvuw, 11''' cetr& Ia taIoe • pe_ U ranro.

_tar"

• T..cro c.... , ,..1 qUII" ri ~CtI c:tnM , . elifli7111 60ftM . . . . ~ .1 grtMlo eli 6cu#iftl4i,.. II eli .."tiM Comici 1*'i-

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CXVl

nrmoDUZIONE

nitente; dove Ii loclano i Teatri, i profl8llOri t1irl.woBi di quelli; dove iii prega c1ae BieIw illuminati i Comici ctJttit1i a BSgUir ogtIlwr f Ar16 t1irluoBamente; dove Ii da un Addio "Tlwtri, e iii esprime finalmente il Dt8iderio di penit6utJ, con versi che paiono mceri:
Ben in aeno i' vorrei d' orrida chioan 11 tempo acorBO richia.mar col pianto •••• OgDi erba. amara ed ogDi torbid'onda lfi aa.ria cibo, ed ogni zo11a il 1etto, Ed ogDi antro ]a stanza. anoor gioconda.

Or quale meraviglia che qnesto pio uomo abbia sudato (e non credo che sia una metafora) .. cantara il Beato Carlo Borromeo,' Santa Maria Maddalena,' Santa Tecla? I che abbia versate Ie sue lacrime in ottave, • e che abbia poi scritto L' Adamo, La Maddalena lcuJcim , ~, ed altre azioni drammatiche di genere saero, distemperando in settenari mescolati agli endeca.sillabi Ie sue tenerezze per il Cielo? L'Adamo, e pii)., forse, la Madd4IdraR ecc., Parigi, per N. Callement, L a. ll: dedicato al Riebelieu con un orribile IOD• • ebe flDisce con queate due tenine:
S' erga a te, Riscelhl, atatna vermiglla Ch'abbi& d'&Dplo U voIto • Hq'1I& d'oro, E I' InYidia al mil'&!' pleghi Ie oIglla. o VIII' del VatlC&ll D. I' alto 1I'6ro Tre Dlademl clDpDClo U Tebro IDstgBa, lI'atta. regrIa d' aprile, II CoDcietoro.

lA DioiM ViotioM in MJggefto del Beato Carlo BOf'f'OfMO, In Fio1~. Sono 68 ottave. 11: quasi superftuo, il dire ebe lono tuUe bruUine. . I lA MtJddaleM di fl. B. Andreini, In FireD.le, 1612. Sono 3M o~ 'ave divise in tre Cand. . • lA Tecla VerpiM • MGmN, Po.mtI &Icro, In Venetia, Sono 676 ottave in I8Ue Canti. l n Poema a Santa Tecla Bnilee:
I

renza,

1m

c Queato di ..nto amor p.no divo&o De I. lacrlme mi. tontaoa • 1 . , Rloevl pia, tu gll Ylta • VUlto. Ch' a .. __ 1& ptIIIIla, U CIII'e • 'I planto ~

d'

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INTRODUZIONB

CIVIl

_ sono coal bizzarri lavori, da non saper quasi come caratterizzarli.1 Ma piu bizzarro e poi che il medesimo scrittore abbia &Dche La Ferinda, La .Amor 1IIllo Specchio, Li duo LeU simili, ed altre Commedie I non punto sacre, e dove sono frasi che non ci Hi aspetterebhero davvero da un uomo coal invasato di &mor divino.'

Gmta",.a,

• 1A MGddGlmG ltuciDtl e pmirmce, A.I'.litme .DrcmanaGCic:a e DifJOft.I. In Milano, 1652. Diamo, a titolo di curiosilt, la nota degli Interlocutori :
Ma4dCIlettG, giovinetta e di pel biondo JIcartG, aUempata UutwO, di viril etate Raehel, Mat.rona ell Maddalena Oovlll"llatrice Itulh, aua care. Damigella BcelllJ Vecchi\l di baaaa It.ima, BerVe di Maddalena

l :::-f
B_,
Cora

:::: JNani di Maddalena
PaggeUo BCaltrito dl Maddalena l Di l8i vergini Cantatrici, accompagnameato Owcro 8chu.m moM I di Maddalena con Ii quatt.ro schiavi mori. McurimitlO, Vecchio assai canuto e curvo McurimillG, Serva cara di Marta, pur attempata MordtJcai, Canovaio di Maddalena: d'elt robusta Bmca"vel, Cuoco da MI, grauo ecc. Si_ FariHo, d' onellta elt StnII _ COpiero, giovine

Amanti di Maddalena Attgelo Dl(o Attgeletti. • Sono molte. Ecco Ie principali: 1A T _ , 1A Sulft.l_, Le dve Commedie i" CommedilJ, 1A ClJmpa"tJCCiIJ, 1A Bo8elllJ, I dve baci, 1A Cmlt.n4rtJ, LtJ RoM, Lo 8chu.~, L'I.ammu., ·Opera reale e pastorale, n Lelw oo"dilO, TragicommediL • Per eB. nella Fer;"dG il Magnifico dice a Alindo:
Fe
lID puoco de fadlp. IDwrao de mIa . . lOW 1 nmuoli. Aa6 che 'I 10 paula Ghe 'I agiODfa UD taaWliD ••

:=J l

Pigurarsi quel che acrivevano gli altri, libiIe al devoto Andreini 1

18

10 acriver questo sembrava poe-

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CXVIn

INTRODUZIONE

Ed esse, del resto, sono Ie sue cose migliori. Le Oommedie di Giambatista Andreini meritano e aspettano uno studio, tanto quanto non 10 meritano e non 10 aspettano Ie sqe opere d'in!elicissima epica religiosa, Ie turgide espansioni del suo aft'etto per iSanti e per i Beati. Troverebbe il suo luogo, in uno studio sulle opere Ietterarie de'Comici, accanto ai he Andreini, FIaminio Scala, raccoglitore primo delle Commedie a soggetto, scrittore di qualche Commedia distesa,' pubblicatore di alcune opere d'Isabella. Ne st&rebbe male vicino a questa donna, che fu ammirazione del tempo suo, un' aUra donna del seoolo XVI, poetessa, suonatrice, cantante, scultrice, comica: Vincenza l Armani, nata a Venezia di famiglia Trentina. Per essa, quando giungeva in qualche citta, c si sparava l' artiglieria :t, Ie movevano inoontro i notabili del Iuogo, si facevano in suo onore giostre e tornei.' c Recitava essa in tre stili clliferenti, cioe .nel 00mioo, nel Pastorale e nel Tragioo, osservando il decoro di ciascuno tanto drittamente, che l' Aooademia degli Intronati di Siena disse pin volte che questa donna riusciva meglio assai parlando all' improvviso, che i pin oonsumati autori scrivendo pensatamente:t.' Scrisse alI n /I"to mM"ito, In Venetia, 1619. • 0 VicIm.m, In lID IOneUo .Zla ciCC4 di Vicetu. eua dice: B Ie 001 _ _ _ ell te.teaa Per mia natura avvleD ohe opor ml oIIIaml

8' oaI a te par oha qaeata apogDa ala 81 parIa,'" DOD pu, per0h6 _Yieae Che COIl VIoea_ ogaor Vioeua ...

• Dell' Armani dice il Oarzoni (Pian" U"i"., 738): «Della dotta Vi· cenza non parlo, che imitando Ia faoondia Ciceroniana, ha poato I' ute comica in concorreua con l' oratoria, e parte colla balta mirabile, parte con la gr8lia indiciblle, ha ereUo uno ampliuimo trionfo di ...teua al mondo apeUatore, Cacendoai divulgare per la pill ecoallente Comediante di noa&ra etade». • BAaTOU, op. cit, I, p. 51.

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INTBODUZIONE

CXIX

cane poeaie, ed una tra queste, un poco ardita, ma da

confondersi coi belati amorosi del tempo suo. Diamone queste poche strofe:
nOD

L'1IIICio, ch'io tocco appeDa, aento apm pian piano, Poi cheta. indi mi m8Dlo U. iD'risibil maDO: 10 COD tremante paBlO Lieto guidar mi laaso
]6

Dolo' ella IOrridendo, :M:entTe mi lege in viao L'alto deaio ch'ardeDdo Tien me da me diviao, Rende all'alma il vigore Ch8 per doleeaa more. E COD Ie belle braccia ]6 cinge il collo e face, Eil cor COD l'alma allacci&, Che di deaio Ii aface, On8'io di piacer pieno La bacio il petto e il seDO. Dalla aaa bocca bella Poi colgo il ciho grato, 10 muto e tacit'ella, Liet' ella ad io bea.to, Portiam l' alte Caville Coi baci a mille a mille. . Quel che IUccede poi Amor 1010 il pub dire, Perch' ebri ambidue Doi Nel colmo del gioire . Perdiam Dei gaudi immenli L'alma, gli Apirti e i serud.

Scordiamoei che i versi 8ieno 8eritti da una donna, e confeasiamo che queato quadretto e bellino! e, 8e non altro, una prote8ta contro il nau8eante petrarchismo del

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l
I

cxx
XVI

INTBODUZIONE

aoooio. E chi sa che i petrarcbiati d'allora (gente aempre noioaa e intollerante) non abbiano alzato un gritlo di guerra contro la eomica audaee I e ch' eaaa non Be ne sia consolata con quello ch' eaai meritano in ogni tempo, uno acroaeio di riaa! Forse i verai dell' Armani furono Bentti per Adriano Valerini,l comico anch' eB80, amato da lei, e che per lei poi acriaae un'Orazione funebre, stampata a Venezia ~el1570,' e, chi sa? anche quacheduno dei sonetti amoroai che ai trovano tra Ie aue Rime DifJer...' Uno ira quem potrebbe parere che atease in qualche relazione colla poesia dell' Armani che abbiamo citata, e non e brutto, 0, almeno, ei palpita dentro un deaiderio che par vero:
Mentre del sen della aua bella. Clori Baaiava Uranio Ie vermiglie fraahe, E pib. crude facea Ie acerbe piaghe Del proprio aeoo e via maggior gIi ardori, Sorridendo ella diaae: a cbe dimori, A far Ie voglie tue contente e pache, Che de Ia mia beltlI. gill..fur al vaghe? Perch1l di me non c6gli e frutti e flori? Et egli a lei gill. di dolceaa ingombra: Btringi, ben mio, Ie amate braocia al colla Botto il giogo d' amor tant' auni oppra.o. Nel fin del dir dal ciel diaparve Apollo, E maggior diacendea da i monti l'ombra, Quando il cieco pastor amarrl .. ateaao.
I Lo ricorda, insieme con altri, Francesco Andreini BI"Gf1lt.N . , C.p. SpwD., &&gion. XlV, pag. 29. n Valerini ., quegli & cui accadde la nota a"entura con Carlo Borromeo arclVeBCOVO di Milano, a proposito delle Commedie improvvile. Ved. BARTOLI, op. cit., 260j RIOCOBONl, ITllt. du Tho rltll., I, 58, 59, 60. I Non ho potuto vederla.

• Rim. DiNrH di Adri.no V.lllrlni Vwon_
1& lettera dedicatoria ha la data del 1577.

COIl ".

ilium-. Ftlmigli. dri rignori Conti B/Jf1ilacqui, In Verona,

origine .ZltJ B. a.j ma

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1

INTRODUZIONE

CXXI

fu uomo cotto e eli gusto non inferiore a molti scrittori del tempo suo. Tale 10 mostrano la sua tragedia, .Afrodite,t Ie sue rime, I e Ie lodi della sua 'Verona,' dov' egli eita scrittori greci e latini, e dove da prova di una erudizione storiea non comune. Non eli eruelizione ma di facile vena poetica si tro-. Tano chiari indizi nelle Rime di Giovan Paolo Fabri, nato il 1567 in Cividal del Friuli, ahe recito eoi Gelosi, cogli Uniti, coi Fedtli, e ehe &tampa, oltre Bleune poesie in morie de' BUoi figliuoli e aleuni 1!rologhi da lui stes80 recitati, anehe Quattro ,Oapitoli alla carlona,' e Due supAftoodi,., Nom TJ"GfItldia di AdritJmO VlJlllri"i, In Verona, 1578. Tra queete iii ha un epitalamio per Ie nODe di Isabena De'Medici con Paolo Giordano Orsini. C' ~ un IOnetto a Bernardo Taaao; un altro cAl Gran Turco in lode di Venetia,., ecc. Ma migliori IOno Ie rime amorose. Riportiamo queeto IOnetto, dove iii parla di una comica:
I I

n Valerini

.

Bembra 118 in aa ..... veste appare In _Da ONIIIia, ia VII80 d' or ben Dato Biglio; B 88 va adOl'lla dl color vermigllo, J.a IDD&, allor che 010'" in -aiel baleDA. Be di nero, a la etella phi IIeren& SuI far de l' atra DOUe 10 l' _imlgl\o ; Par OOD I' UI1lI'1'O di La&oGa \I 6gllo, E col «Iallo, cole! ch. \I ell rimena. Jnvolta In blanco vel, del pa1'ad11O ·UD aDIM} pa6 ogoag\lar, M nabe \l chiude candida e pilla, 0 de Ia Fh 1& dea. Be d' arml " clnta Ita di Minerva 11 vilO; Par M Ita Ie membra del bel corpo 19ouda DlaDa In fDDta 0 III Ida ellen&.

an Ilia qu.esta
De

Ortenaia nOD 80. n Valerini am6 Lidia da Bagnacavallo e fu damato. Ved. GAUOHI, Piru.z1J U"ifJ., 502. I lA Belleutl di Vertma. NUOfJO J"GfIio_to d' AdriIJ1IO VlJlerini, In Varona. 1586. & In .Trento, 1608. lvi ricorda con queeti versi Iaabe11a Andreini:
ColI Ie Comedla ho gi...ervlto a i GlgU Di Francia, In compagnla dl qoella'DoDD& Che non· tame del tempo I dar! UiIrII;

QaeIIa clae di v1rt6 terma colonDA
JI'u ·MII/pre, coi dlede 1& Brenta a nol, E cui gemma preBiata or tieD Ia 800DA. Si ha pure un Sonetto del Fabri ad Isabella e 1&. riapoata di lei. Vedi BAR.
TOLl,

op. cit., I, 20', 2tI5.
t

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cxxn

INTRODUzIONE

pltiche 6 due ringraziatnenti alla Bernesca, I dove chiede c al signor Hercole Barone di Thon meritissimo Capitano di Trento» un qualche socoorso:
Dovendomi partir COD 1a. brigata Fra poehi cD, io BOn venuto a. fa.rvi Col capo e col giDocchio un' inchinata; E con questa occa.sione a. ragguagliarvi Ch'io me n'andrb con la. famiglia. a. piedi, Be d' aiutar un poyer' uom non pani• Sole&. dir un: frateJ, quando tu vedi, Non la.aciat cb'altri giuri, cb'~ pecca.to; E pecca.to fai tll Be non mel eredi. Voi cbe quasi ogni sera mete .ta.to A favorirci, e 8peBI compatito Avete al noatro miBerrimo atato, Bapete ben come '1 negollio ~ gito; Non abbiam colto a.leuna. sera. tanto Che ba.ataaae per oena. ad un romito. Non va. lenta coal biacia a. l'incanto, Come i TrentiDi a. 1a. comedia; b vero Che l' eatremo del rieo a.aaa1e il pianto.

Ebbero lodi, a'suoi tempi, i Prologlai di Giovanni Donato Lombardo,' sebbene a noi oggi riescano, invero, molto noiosi e pesanti;' ed ebbe pur lode· la sua commedia 11 Fortunato Amante, stampata a Me88ina ne11589. Comico e letterato fu pure Giovanni da Pistoja, autore della Gioia c rappresentata nel Palazzo del gran Cosimo de'Medici Duca di Fiorenza l' anno 1550», ed

---- ------ ---- I

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-------------- -----

,

In TreDto, 1008. I N _ PrGto di Prologhi di Gio. Do_to LombGrdo dG Bitonto dmo il BitonffftO, In Venetia, 1618• SoDO aeuaDtatN ProJoghi.due in Teni, tutti gli alt.ri in prou.,10pra argomenu avariatisaimi, come: deW GrgOt'Mnto Comico, del (afJOlo6o numet'O Ternario, delf A,uichiC4, in lode del,. Don... , in lode di Nspoli, della fhloftl.l, _lla Ignortln,.., della Pri~, di Jiin_ ..Deca della &pimu. , di Momo Dio _II. Ripremio"' ace.

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INTRODUZIONE

CXXUl

autore di uno de' pi~ eleganti Canti Carnascialeschi che ci rimangano. t Bernardino Lombardi comico Confidente scruse una commedia, Il Alchimista (In Ferrara, 1588), che meriterebbe un attento esame. In essa noi tro'riamo quello che e cosl raro nella commedia italiana del secolo XVI, qualche earattere studiato e disegnato. La sam dell' Alchimista eben fatta, e Momo, Lucrezia, il servo Vulpino hanno qualche originalita, si staccano dal solito e monotono convenzionalismo di quasi tutti i personaggi drammatici del cinque e seicento. Le stesse Nafissa vecchia ed Angelica cortigiana si pub asserire che non sono come tutte quelle altre infinite cortigiane e vecchie della seena italiana. Non potremmo dire 10 stesso dell'.Angelic4 di Fabrizio De Fornaris (In Parigi, 1585), il Capitano Coccodrillo; nella quale e chiaro 10 studio dell'imitazione, e dove neppure il earattere del Capitano si diparte dal tipo comune.~ Di Pier Maria Cecchini I abbiamo gi8. avuto occasione di notare alcune ~pere. Aggiungeremo qui i suoi Br6fJi di8corsi intorno alle Comedie, ComIdianti 6 Spettatori, anche questi diretti a difl)1ldere l' arte comica dalle accuse
- ----- - - - - - - - - - Conto della MinUm di &r Giovanni da PUtojG. Ved. Turri i TriMa/l, Com, Ma&eMrGtelJ Conti Carnaac. ecc., In Coamopoli,.I750,
I

I, MI.
• Coel dice erU i 8uoi nomi e Ie Bue qualiti: c ••• Capitan don Alon8/) Cocodrillo, hijo d' el Colonel- don Calderon de Berdeu, hermano d'et AlCerez Hernandico Mandrico deatrico de Lara de Castilla 1& vieja, cavallero de Sevilla, hijo d' Algo vudadero, trinchador de tree cuchill08, c0pier ~or de la Reyna de Guindaqia, aaccador de COr&ljOnea, tomador de tierra, lanc;ador de palOB, cavalcador de janet.e, jugador de pelota, eDT8Iltor de justraa, ganador de tornp, protetor de 1& ley Christiana. cIeaIraydor de loa Lut.erian08 lO ecc. I E noto che n Cecchini fu elevato al grado di nobUti dall'imperatore )faUia. D relaUvo diploma Ii trova pubblicato in fine dellibreUo: ilitornD alt. Com«IU ecc., In Venetia, 1621, pag. 22-26. '

DUcor"

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CXXIV

INTRODUZION'E

.

ehe Ie venivano m08se; I le Lefkre Facete e .liloraU (In Venetia, 1622), di cui alcune non prive d'interees6,· Ie (lommedie L' amico tradito (In Venetia, 1633), e Flarnminia 8ck,af)a (In Venetia, 1610). Un comico e poeta dei primi del seoolo XTII fu 1&cop' Antonio Fidenzi, e poeta, specie avnto riguardo ai tempi, non ispregevole e non a.ffatto dimenticabile. In un 8onetto sopra Ie Oiglia nere di bella Donna' troviamo questa quartina:
I Sarebbe un argomento curioeo 10 8tudiare Ie aCC1188 contro l'arte comica e contro i 'comici, e Ie difeae OOe ne furono fatte. Ne manOOerebbe a questo 8tudio un copioeo materiale. • n Cecchini bazzic6 probabilmente per Ie Corti. Ed una eatira delle Corti e la Lettera 67 (pag. 41): c S'io non vedeesi Comadia continuament.e in Corte, io accetterei di buon core 10 invito OOe mi fate di venir aDa atanza de' Comici; ma qui, ove dal naturale veggo quello OOe loro si aforzano d'imitare, pill. volentieri mi trattengo. E vero ehe Ie seeDe 8i recitano IIOtto voce, pur dall' esito loro si comprende la natura dei dlacolli. Si vade comparire il pill. caro a S. A., 'n quale viene 8berrettato da tutti 1Ino in terra, et quivi uno 88 gli accosta e parla, egli 10 ascolta e guarda, e Del fine g1i fa un 801 gesto di capo, e 8e n'entra,laaciando paeseggiar Ia Bala, come alia seena i comici, queU'infelica, n quale BOttoVOca barbottando, va perBuadendo a se steeao la pazienla; ad eceoti a 80praggi1lDgare un amico del povero pllBll8ggiante, il quale, usicurandolo OO'e ben appoggiato,lo rllS88rena. CompariBcono duoi della Camera, ad abbracciati, buciandosi, m08trano, 88 non d' 88881' Cratelli, almeno amici carl. L 'uno parte e va in piazza, l'altro ritorna in camera, e con buon prop08itoentra a dir tanto male di quel OOe 10 baci6, come 88 i baci f0888ro ingiurie ••.. Spuntano dalla 'porta pereonaggi con bragoni alIa Spagnuo)a, latughe e pennacchi, e quivi per canto scappellature BOno creduti fratelli del padrone, ma poi ~unti. all'uBcio, vien loro detto da un miserabil portiere: Signori, non si puo entrare •... Non maneano uomini di pezza OOe per 10 intereB8e 101'0 stanno scoperti dinaDIi II barbiere dell' A. S., e quivi con moltipHeata 1Iignoria e non meritati titoli tantano di provocarlo a dargli una 'baoJ18. risposta •..• Rido poi tanto quando veggo donar presenti a uno, II quaIe ra contro alla causa di colui OOe dona. Godo in estremo adendo ad alte voce .dire: II signor Duca or ora lIli ha ordinato non 110 OOe in vostro earvilio. E IIOno otto giorni OOe colui non gli ha parlato ne fom vadato ....... oChe IIOttile o888rvatore i1 nostro Fritt.eUino\ • IWtici C"pricci eli IfICOP' Antt)1lio Pidmsi {Iorsntino, "..' CMtaici Cintio, In PiacenD, le&!.

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INTBODUZlONE
N~ ciglia. e d'ainore &rehi fatali, Che gli stra1i dei gua.rdi ognor movete, Voi ferendo aanate ed otrendete, E son Ie v08tre otrese anco vitali •.••

cxxv

11 troviamo in uno scherzo pastorale questo principio:
..4nJt.1la. Deh ferma, 0 frettolOlO,. II pitt veloce e dimmi: Qual' aura. allettam!'8 LUBingandoti il oor, t' atrretta il paBlO ? SirettQ. Quel1a cbe dolce spira. La. tua bocca soave, Aura. che non Ii frange Tra Ie frondi dei mirti e dei cipre.i, Ma mormora beata Su Ie vermiglie rose I?i tue la.bbra odorose. Che 81lB1llT&Jldo la. mia booca. invita Ai baci, cbe ad un oor dan apirto e vita.

Sicuro, anche il Fidenzi secenteggio qualche volta, come quando cantava gli O~hi neri eli una donna:
Vagb\ occasi d' amore, ove ripOll8o

II sol della. bellezza., occhi dirini
Luciferi deU' alme ..••

Ma il suo secentismo non e oerto peggiore di quello di tanti altri, non comici, ma letterati di professione. Un altro comico del dici4&ll8ettesimo sacolo, Marc' Antonio Romaguesi, smsse un grosso volume di versi; t versi a Luigi XIV, al papa Clemente X, al Duca di Mantova, a Qomini illustri; I versi amorosi, versi morali e sacri: un arruffio di roba non bella, ma neppure da

t
I

1'ouW LiricAe di Marc' Antonio Romagnui, Paris, 1673. Ce n'lI uno a Salvator Rosa, psg. 117.

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CXXVI

INTRODUZIONE

buttarsi tutta suI fuoco. l E scrisse poesie anehe la madre di lui, comica essa pure, Brigida Fedeli. t Delle varie opere di Niceolb Barbieri abbiamo gi& in pin luoghi toccato.· Un Aniello Soldano, che in eommedia prendeva il nome di Dottor Spaeca Strummolo, pubblico nel1610 a Bologna un libretto intitolato: FantasticM e ridicolose etimologie; ed un Prologo: La F~e ed origirJ.e di Bologna catXda dalle sue etimologie. • Pin note sono Ie opere di Andrea Calnio, comico veneziano. Le sue Lettere l sono la pin amena cosa del mondo: uno seoppiettio di schenti,' di satire, di buffonate; un fiume di parole che si rincorrono ridendo. Peccato che nessuno abbia pensato mai a ristamparle.· E belle Ie sue Commedie, cerlo tra Ie migliori del tempo suo, per effetto comico, per ispirito facile, anche per istudio di caratteri.
I Del Romagnesi BCrive il Bartoli ebe fu «uomo molta addottrinato Delle llCienze, e aapeva d' astronomia perfettament.e It. I Non ho potuta trovare i suoi Rift,," di Pindo. Si pua vadere una Bua poesia Del voL del Romagnesi 60pra cit., peg. 507, e due Bonetti in Bartoli, op. cit., I, 209. Uno di queeR e dedicata «.{ MademoiHlle de la VGliere» • . • L'Allacci (Dmmm., coL 202, 489. 581, (41) gli attribuiace,oltre r I _ _tito, altri lavori drammatici. Ma di cia veil. BAltTOLI, pag. '7!. l Non Bono riullCita a trovare questi due lavori. Ricavo la notiaia dal Bartoli, che ciA il seggio di un 8UO discorBo, n. m • Delle Lettere di M. .{ndreG CGlma, In Vinegia, 1610. - Prima ellhero "per titolo: Ghere11iui di M. AndreG Calma, come Ii trova nell' ediz. di Venezia 1512• Oi 6Ono anebe degli achem ebe nascondono un 88n60 profondo. Si legga questa: «Fo tegnuo sempre pel' buona e salda opinion, fl'Br doloe, che Ii miBiel' Adamo no aVeB88 magnao del pomo della aapientia, el sarave 8tao colidie t.emporibus un mUl'lon, hOl'lolan mulro, cresuo e vivesto fra verze e oeole usque ad senetute Bua; rna daspua el 60 partirBe del paradiso ftutu060 el 88 ha inzegnao e con la 60 industria ha voleeto 81881' l'origene, el fondamento, el tema, la bozzaura, el principio de tutte ste bellisBime varietae mondane It ece.

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INTRODUZIONE

CXXVIr

Ma ci siamo noi forse dimenticati del Ruzzante 11 Angelo BeoIco, il Plauto e il Roscio dell' eta sua, come un po' enfaticamente 10 chiama 10 Scardeone, I compose varie Commedie, I tre Orazioni, alcuni Dialoghi, il tutto in dialetto padovano. 3 Domenico Bruni, comico della Principessa di Piemonte, difese in un suo libro, pesante ma non male scritto, Ie donne,· e compose varii Prolog"i. I Pietro Cotta, detto Celio, scrisse il Bomolo (In Bologna, 1679), un' Opera scenica, di genere storico, noiosissima, ma caraUeristica, per mostrare il pervertito
IN GntiquiUlte urlliB PGUillii, 1560, psg. 583. Si hanno a lltampa: Lo PioIHInG, L'AnconjUlnG, Lo RhodiGnG, La VllCCClriG, Lo PioretUl, Lo MO&ChettG. Giacciono inedite altre due commedie, a mia notizia, intitolate: Lo PaBtorale e la Buluc4, nel cod. 287, cl. IX dei M8II. Italiani della Biblioteca Marciana di VeneziL PrecedoDO alia Putorale due Proemi, uno G lG "ilanG, in vel'll8tti 118t.. teDari, raltro in 1ingUG to&CluJ, in pl'08L La Commedia II in versi poIimetri. La Buluc4 II in tarzine. Mi II lltata favorita una copia di queste dna commedie dalllignor Luca Mimbelli di Livorno, per mezzo del mio caro amico Dott. Diomede Buonamici, raecoglitore intelligenta ed appallI

S

IIioDato di una prezioaa collezione di opere biogra8che e bibliograftche. • Uno IItudio BuI Ruuanta II in M. Sand (Muquu ee Boulfo'M, II, '17 sgg.). Padova dovrebbe pansare ad una edizione e ad uno Btudio complato suI BDO ilIUBtre commediogra(o. Sarebbe un bell'argomento per qualche coraggioso giovine della Facolta di Lettere di quella UniversitA. Ci peDBi n bravo Prot: Canello. 10 non so come il Burckhardt possa dire (1M Cultur ecc., pag. 62 trad. ital.) che c una perretta Co~edia dell'Arte, 0 poco mano, fU quella adottata da Angelo Beolco". Se il carat,. tere eesenziale della Commedia dell'Arte II quello di essere improvvisata, II chiaro che tale non pu6 dirsi la commedia del Ruzzante. Diciamola commedia popolare, Ii, ma non dell' Arte, 118 non vogliamo con(onder tutto. • 0pet"G di M. .Domenico Bruni da PilltoiG intito~UI Difue delle Dlmne 8CC. In Milano, 1559. • Non ho potuto vedere Ie FGtiche Comiche del Brnni, ma ho BOtto gli occhi un BUO libretto col titolo: Prploghi di Domenico Bruni C~ flIieo eonjldente detto Pultlio, Gll'Il'. et Bee. Sig. D. B_nuel di So'IOjG 8CC.; In Torino, 1621. Contiene: Prologo a S. A. S. reciUlto da C". 1iG. - Affmi di LolliniG _110 MGda_ Sereni"i_ Prti'llcip6'Ba di Piemotate, Prologo. - M_fJiglie di Torino conO&Ciuc, da'Lo"iniIJ •

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CltXVIlI.

INTBODUZIONE
xvn~1

E seNse Ls pwipais rl.Alwtmw e AdBlasia otItI6rO la tliBcetulenza dtJgli wen cW Monferrato, una. tragicommedia. in prosa, anch'es8&, veramente, ins6pportabile. SCNse commedie Silvio Fiorillo, Capite Matamoros.;.s scrissero commedie e poesie I nel seoolo um, GirolUll& Brandi di Vicenza; LeOJoldo Maria Sclaerli veneziano, il traduttore di Young; Pietro Rin.a.lcli di Verona; Anselmo Porta di Manton; Gennaro Sacco di Napoli; Baldassarre Martorini di Milano; Francesco Bartoli d.i. Bologna;' Giuseppe Imer di Genova; Gaetano Fiorio di Varona; Giuseppe Dardanelli di Torino; Iaeopo Corsini di Firenze ed altri comici: sCNsero commedie.. Brigida. gusto del secolo
Prologo. Della nobile Torino, ~rbata ad. avere tanta e cOli. glorioBa parte nella atoria d'ltalia, lICl'iveva it Bruni, quui Pl'8llaBO dell' avven.ire ~ c ••• in queato luogo, dove i moDti tengono iI piede, l'ItGliG il _ I I , il Re dei Aumi la CUDa, Venere l'albergo, Ia Vittoria Ie palme,la Gloria i monll. e r Onore il seggio. ece. I I Olt.re Romolo, ci IOno tra i personaggi: ErriliG (hCilio, TI.l"P'iia, Tazio ecc. I I ere Ca~itGni Vtmaglorio.ti - La corfUicl tli Leone II di Bvggero colla morre di Rodomonre - Ariotlanre cradito - La Lvcillt.J CO&tGnw con k ridicololte dullde II prodeZZIl di PulliciMllt.J. Ment.re io correggo queate Btampe in un villaggio delle Alpi Apuane, mi giunge il Cl.lpitGn ~ del 12 settembre 1880, dove ~ un buono Btudio di Michele Sch.. rillo sui Tipo di Cl.lpiftln ~ I L' autoN delle NoCi8ie I"toricM de' Comiei Italil.lni. Nacque neI1745. Fu manto di quella Teodora Ricci, di cui parla tanto (e forse troppol) Carlo GoDi nelle Mem.orie inutili. E di lui cosl serive l'arnico di sua moglie: cLa Ricci aveva un marito buona peraona, e cha prima di fare il comico aveva fatto il librajo. QueU' arte avava luciato in lui una apezi& di. fanatismo leUerario. Leggeva tutto il giorno e tntta la noUe, e IICl'iveva de' ~Bli volumi da porra aile ltampe, co' quali diceva egli d' esser carta di fare un groao gnaeJagno e deUe investite per a6 ed eredi. La SDa indel888&, fat.icosiBBima, sterile applicazione 10 alienave dalle cure dom_aha. delle qnali 1asciava il peso e 1a direlione alia moglie, nieate chiedendoper 18 e niente badando aile sue BCarpe rotte e aile Ille cabette infangate. forse per imitare nn 11010(0. (Mllmorill inuCili, Parte D, cap. D, pag. 9(). Il Bartoli scriBBe molte commedie. lavori di erudizione, rime amorose. poemeUoi ad altro.

&bi_.

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IN'l'BODUZlONE

CXXIX

Biauehi l Franeeseo Bassi, Pietro Adolfatti, Pietro Rosa,

Andrea Patriarchi, Pompilio Miti, Nicodemo Manni, il Majanino, Placido Grani, Domenico Fortunati, Cammillo Federici, Tommaso Grandi, Giacomo Girelli, Francesco CoU.inef;~i, Giacomo Galeazzi, Bartolommeo CavalIeri, Gaeano Casali e via dieende. Da questi nomi, che abbiamo meesi gin alIa rinfusa, sara facile capire quanto interesaerebbe uno studio sulle opere letterarie dei comici italiani. AI quale sarebbe necessaria appendice un altro stomo, sulle commedie scritte da comici italiani per il teMro italiano- di Parigi. I Non sappiamo che sia stata mai fatta una storia delle Compagnie coudche italiane, in Italia e fuori d'Italia. Ed essa avrebbe pure la sua importanza, e potrebbe serme utilmente alIa storia del nostro teatro. Ma anche au questa argomento noi non possiamo che dare alcuni appun~i sommarii, conten~i se cib invogliasse qualche studioso ad accurate e minute ricerehe. N oto giB. il De Amicis' ehe Compagnie comiche erano in Ispagna sotto Filippo IT; cae in Inghil~erra nel 1577 v' era una Compagnia eomica c condotta da un tale Drusiano »,' e che del tempo di Elisabetta ci restano gli scenari di quattro commedie del• La alOria del leatro italiano a Parigi relta aneora da Carli, e &arebha argomento halliB&imo. ScriBsero per quel teatro Pier Francesco Biancolelli, El8Il& Balletti Riccoboni, Giovanni Antonio RomagneBi, Fabio Sti· coli. Carlo Veronese; e dei Cranceai, DeatoucheB, Sainctyon, La Sage, Rotroa, D'Orneval, Pannard, Parvi, Nadal, Minet, LatIlchard, Gueullette, 1lari9IlUX, Merville, Le Lisle, De MoncriC, De la Motte, De]a Noue, PealIliv, PiroD. Moulier, Pontan, Autreau, Bailly, Beauchamps, Chaulmer, lI'apa, lI'avart. Brize. Allainval, Davane, Fuzelier, De la Grange, La Franc de Pompignan, R1I8taing de Saint Jorry, Renoul, Mailhol, PaIa. pPM. Valoie. D'Orville, Roy, Pitrot ace. La eommedie della signora Fa.n, .. poteesimo preetar Cede al Casanova (Memoiru, n. 214). earebhero IItat.e IICriUe dall' aba&e di VoiBenon. • L'iffliltilz. lGI. Mila Com",- il4l. CWZ XVI NC., pag. 26. • CoUlD, T1w HUfm1I 01 Engli." dram. po,t., m, S98. QuesR era DruiaDo Martinelli.

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cxxx

INTRODUZIONE

l' Arte. l Per quello che riguarda 1& Spagna, conosciamo iI nome del capocomico che fece Ie delizie della corte di Filippo II: Ganassa.' Egli, dice iI Bartoli,' recitava 1& parte ridicola del secondo Zanni, ' ed abbiamo di lui un Lamento con M. Stefanello Bottarga 8t4O padrone sopra la fIUW'U di un pidocchio.· n suo soggiorno nella Spagna ~ ricordato anche dall'Ottonelli.' Dalla Spagna pare che Ganassa passasse a Parigi nel 1570.' Nella Spagna si trovava pure, nell'anno 1588, la Compagnia di Trlstano e Drusiano Martinelli.' Molte Compagnie comiche italiane furono a Parigi: la prima quella dei Confident; nel 1572, di cui faceva parte Fabrizio de Fornaru, Bernardino Lomb~rdi, Maria Malloni detta Celia.' Insieme ai Confident; percorrevano la
I MszIEus, Prdd4cu.eu,.. et contemp. de Sha1upeare, pag. 38. 11 Quadrio (Stor. e Bag. d' ogni Poena, m, 237) parla anche di un «Arlecchino che II8l'Vi colla sua Compagnia Filippo n, re delle Spagne, lie' prillcipii del BUO regno, e CU BI valente nell' ar&e sua che moltiBBima f"ama si acquiBtO nella Spagna It. NOli lie COliosce perO U 1I0me. E probaI

bile che fOBBe TriBtanO Martinelli. lOp. cit., I, 249. • «I Zanni primo e secondo IOno il Brighella e I'Arlecchino It. (GoZZI, !lag. ingeftlUJ, pag. 20). I BARTOLI, op. cit., I; 249-50. • «L'anno 1644 in Fiorenza in&esi da un florentino •••• che egli circa l' anno 1610 Btando in Siriglia seppe da certi suoi amici, huomini vecchi e &estimoni di vista, cbe Ganusa, Comico Italiano e molto Caceto ne'deW, ando 1& con una Compagnia di Comici Italiani, e comincio a recitare all' UBO nostro; e se bene egli •.•• non era bene e perfettamenle in&eso, nondimeno con quel poco che s'intendeva, faceva ridere conlOlatamen&e 1a brigata, onde guadagno molto in quelle ciut It. Moder., n, 37. , MOLAND, op. cit., P. 33. I Lo ricariamo da una let&era dell' Archirio di Mantova, che Druaiano scrive a sua madre Lucia Martinelli, U 18 agosto 1588, dicendole: «staramo tutto quest' &l1li0 qni in Spagna It. Debbo la comunicazione di questa e di altre letlere di Tristano Martinelli alia gentilelza del signor archi-. vista Stefano Davari e del siguor can. prof. Willelmo Braghirolli, per intromisBione del mio caro scolare ed amico prof. Raft'aello Putelli. I Fu lodata dal Cavalier Marino nell'Admut, e da molti altri poeti del tempo. (Vedi BARTOLI, n, 12 segg.). Esil&e una CorontI di lodi allG ngftONl MaNG MaZZoni dettfJ ~liG ComicG, Venetia, 1611. Le direBBe un

en.t.

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INTRODUZIONE

CXXXI

Francia i Gelosi, t tra i quali erano la celebre Lidia da Bagnacavallo, Adriano Valerini, Luzio Burchiella (Dottor Graziano),' Orazio N obili Padovano (lnnamorato ).' I CJonfitknti e i Gelosi formarono nel1574 una Compagnia sola, sotto il nome di Comici Uniti.' Separatisi poi, tomo a formarsi la Compagnia dei Gelosi, che furono diretti da Flaminio Scala, e che cominciarono a recitare in Francia nel febbraio del 1577, nella sala c des etats:t a Blois, e poi all'H~tel de Bourbon a Parigi.' Ma vi rimaser poco. c Leslongs sejours (dice il Magnin)' n'etaient pas dans les habitudes de ces troupes ambulantes, at d' ailleurs las magistrats, peu favorables It. l' etablissement de nouveaux thea.tres, soutenaient avec rigueur Ie monopole des anciens Confreres de la Passion,7 alors exploite par des comediens de profession, locataires de l' H~tel de Bourgogne:t. Nel1578 i Gelosi tomarono a Firenze, e
IODetto il comico Giovan Paolo Fabri, al quale ella ri8p0B8 con altro BOneUo che pUG vedersi Del Bartoli. A Bologna rappreaentO la parte di Silvia nelrAMintG del Tauo, IU di cbe Ii ba un BOnetto del conte RidoICo·Campeggi. • MAaNlN, TMcro C,zem (Re1I. rl.lJeutIIJ Monciu, 1847, IV, pag. 850). • Eailte un 1U0 BOnetto in lode di Vincenza Armani, e una 8ua le~ tara c in lingua elegante Graziana., cioe piena de'80liti 8propOBiti de' Doctori. (BuTOLI, op. cit., I, 140-1). • Fa emulo del Valerini. Non aappiamo quanto peso poII8 avere la IAlppoaizione del Bartoli (11,64) cbe cqueato Orazio Padovano (0888 quegli che incammin8888 l'Iaabella Andreini pel" la comiea proCeuione •. a n Bartoli (I, 2(3) dice cbe quando Giovan Paolo Fabri 8tamP!) Ie lAle Rime Vam c trovavaai nella Compagnia de' Comici Uniti •. • MAOI/IN, op. cit., 849; MOLAND, op. cit, 37, 38. Un pai-ticolare curioeo dato da L'JIltoile: c Lea com6dien8 italien8 8umommez Ii Gelori . ... prenoient quatre BOla de aalaire par teste de tou81ea Franqoi8, et il y avoit tel concoUl"l que lea quatre meilleUI"B prMieateUl"8 de Paris n'en avoient pM toUl eDI8IDble autant, quand il8 preacboienh. • Op. cit., pag. 851. • La CO'IIfWrie de la Pr.urion Co coatituita dal re Carlo VI, neI1402. Po la prima societ& drammatiea regolare e permanente. Recitava allo Spadale della Trinit&, ad il popolo, la nobilt&, il clero accorrevano in Colla aile IU8 rappreaentazioni. Ved. LBNIBNT, La Satire en France au Moyen Age, cap. :1::1:1. •

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CXXXII

INTRODUZlONE

quivi pare che si fOrma8se quella CompagDia. «Ii cui abbiamo l'elenco nell' Andreini.! Essa componevasi eli LodotJico da Bologna, Dottor Graziano; t Giulio PasquaU,
• Bra",. del Cap. SpG",., Rag. XIV, pag. 29. IE queBti Lodovico de'Bianchi, il quale nel 1589 era a Milano, e eli 1& scriveva questa lettera aI Gran Duca Ferdinando I de'Medici (Archivio ill Stato di FireJlle, Cart. Univ., Fi1za 808, Co 369):
c Ser.- Gran Duca Pel' haver di gia inviato una mia BuppliOOa a V. A. S. con speranza che gli Bia Catto gratia con uno ita eat di mano di V. A. S., Ia torno di novo a ripregarla OOe Bi degni per Bua buonta Carmi tanto (avore di negooiarla conforme aI mio volere qU!lnto pin presto, &eci6 che aI mio ... rivo OOe aara in breve a Dio piacendo puBi si.curamente Cacciatore, ebe aempre ne terr6 obligo eterno a V. A. S. pregando iI cielo che Ii concedi ogni" BUO desBiderio con Celicita. Et colli humilmente inchinandomi ,Ii ~ c10 1e Ser••' manit Di Milano Ii 6 Settembre 1589 Di V. A. Ber•• ' Deflolm.O &rD. Il Dottor <hu.TUKO ".

A quest,e., segue un' a1tr& lettera ill quella 1iDgua ebe chiamavuo
Gratia1UJ:

c Per vendere il giaccio iIlviziato una mia BUPUci& a V. A. S. con I . Bpiranza OOe Ii Bia Crito galitia con una iIltrade da 08te di mone di V. A. S. la torlo a di nove a ripurgarla ehe Ia aedia in legno pre... la Ina buona eta Cermarmi tantalo ravore di negro aciarla con Ie Corme aI mio volare quattro piume in presto aci6 camilo a riviera che ware un bravo a Dio piacendo poui aechare al monte dua ove interare eazziatori che aempio netaro l' onbligo al tereno di V. A. S. pertegando el gielo che li cona d' ogni BugO deBC8Ddere con Cacilita e coli un milion manente inOOolandomi gli onbraao Ie 80raltiBBime IllADi. Da Miliani a Ii pur auai del meae aeguente proBBimO pauado 00'. de. vegnire, l'anno che corre e non ae ve~e. Dottor <hu.T1ANO ".

n

E ftnalmente° tien dietro un Bonetto caudato, del qua\e butei'& rife. rire Ie due quartine:
CoD n ale cJal paDller a YOlo ID au lila e1 pal de l' igDonmUa me tira br &0 BuaDd' pl6. grave cha 1& lelta d' I1Il bo De mod cha iD alt IlOD pol parlar de V1I. o maplo Fardlll&Ddo, 1& c&WI& fu QI1&Dd natura al corpo m' impastO III oial al ghe fu dlt ebe la tali! B lal adaplada 110 _ pardi! mal pi6.. DOGtor GIlATI.unJB

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lNTRODUZIONE

oxxmr

Pantalone; Simone da Bologna, Zanne (Arlecchino); Ga-

'lwiell6 da Bologna,l Franeatrippe (Uno Zanni); Ortuio
PotlotHmo, Innamorato; .Adricmo Valerini, Innamorato; Girolamo Salimbmi c da Veccmo Fiorentino detto Zanobio e da Piombino :t; I IsabMla .Andreini, Prima Donna
L' Archino di Stato di FireIlZ8 (Carl Univ., Filza. n1, Co 352, 313) ha pare questa altre lettere dello BteIIo Lodovico De'Bianchi aI Gran Duaa: c Ser."O Gran Ducha, 10 resto mUo litibondo et mal contento a dire che V. A. 811'...• rnai mai una minima santilla di marmoria d' UD suo tanto amorevole I18rvitore. Dove 8Ono Ii capri. Ii cignali. Ie lepre. Ie starne, i tordi et tanta altre IOrta d' anima1i manzativi. che Ii lauano piglara per amor mio. pensando di entrare Del mio sapientisaimo ventre e ancora 80 d' aspet.tare t A f' Ser.- Gran Ducha. antrer6 in collera. et farO tUggire Ii capri. uoonder Ii cingnali, dormir Ie lepre, bandir Ie starne et conADar i tordi, et I' io DOn Co qualche altra incollorata puzia l' anclra bene. Et con questa colora ftnilCO iI dire per vedere 118 vi sari. dill81'8cione. In Fiorenza un Graciano iIIItizato a Ii 6 de nov. 1516. Di V. A. S. hnmiliu. lerv. Gu.cu.NO delle godige Comico GelOIO •.
« &r.... Gra Duca Elllendo VOltra Altezza Ser.•• aI Poggio 18 po dire che ]a nOD sia in Fiorenza. e io per non 8118re apreaeo a V. A. 8er••• aI me par d· ... aerIi assai lontano. e pertanto dir6 con dis quel savi poeta: chi va lonIUlo cia Ie persone 118 d8BCOlta da la genta. donde che l'abllUlienaia de V. A. Ser." causa che non la YegG quando a mi pOlIO guardar. perchll aI diae quel savi ftloamo: chi 18 guarda 118 vede; perO vedandove e guar"dova I'll fona cha va aa1utifera; e per tanto au do la bona lira a V... A. Ser.••• 18 ben i 80n da lontan. prepndola a toruar presto. UIO cha la non tarda pid. perchll aI dis Diorgano: aI tardarme despinace e 1& lontanana me rincresce per l' aftition cha i porto; e eosI in tut e per &at rest I181Dpre aI propoaito de V. A. Ser••• per inftnita II8C1II0rum Di V. A. Ser.•• Umile e Adelia I18nitore D Dottor G1U.OJANO Comico GeIOlO ••
I

Severino Pel'rllli. nel Propugnotore. an. xm. dilp. sa. p. 446 Igg. 1: 1DOlt.o curiosa. I D Bartoli dice, e tutti dietl'o di lui ripetono. che il SaUmbeni en. eli Piombino. Ma cia quello che IICriva l' Andreini nOll Ii pu6 Intendare coil,

~

EaIate una poesia intitolata: InfWmltrl, lena_to e morle tli Gabrielli tlmo ScGppino. ripubblicata recentementa dal Prot

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CXXXlV

INTRODU'"MONE

Innamorat&; Prwlenzia Veronese, Seconda Donna; BilfJia, Roncagli Bergamasea, E)-aneesehina; Francesco ..4.Mreini, Capitano Spavento. I Gelosi si fermarono a Firenze anehe l'anno 1579;1 Ii ritroviamo poi nell'89' e nel 90 a Milano,' e di nuovo nel 94 a Firenze: Nel 99 furono richlamati da Enrico IV a Parigi.' Ma giA a Parigi prima eli
ma piutloBto che easo laceva c cia Zanobio e cia Piombino It, 0IIIia che Ii (aceva chiamare ora con l' uno ora con l' altro nome. E questo resulta chiaro dal eapere ch' egli Ii Armava Girolamo Salimbenl dIJ&tO PiMnbo, come Ii trova in una lua lettera al cay. Biagio Pignatta, in data di F .. reDZe, S dicembre 1594, che Ii couaerva all' Archivio di Stato di queata ciut, Cart. Univ., Filza 853, Co 636. I Lo aappiamo con licurezza dalla nascita di Giambatilta Andreini. • Ved. Ie Lettere di Lodovico de'Bianchi al Gran Duca, a pag. cxxxu. • n 3 novembre 1590 Pirro Viaconte Borromeo serive da Milano aI Gran Duca Ferdinando I (Arch. di Sl di Fir., Carl Univ., F. 823. Co m): c Li Comici Geloli, quali di preaente sono qui, chiedono col mezzo mio di B818re agravati cia la pigione che doveriano pagare del Balone nel quale coati. sono soliti recitare Ie comedie, et queato mentre dura il tempo de la loro conventione, che deve B818re per dnoi meai, 0 circa, come intendo; non puotendo loro per adeeao (8e perc} V. A. 1'8CCOntenta) _ coet1, aatretti per la preaente careatia a fugire la Ipeaa di coallongo viaggio It ace. , Ved. nel BARTOLI (op. cil, I, 136) il rl.C('.()nto delle avventare di Domenico Bruni. crr. MAONIN, op. cil, 852• A propoBito di queslo richiamo, abbiamo un documento da olfrire ai nOltri leUori. E una lettera di c Triatano Martinelli detto Arlechino ComiCOlt, che serive a Beliaario Vinta, I8gretariO del Gran Duca, cia Manlova, illS marzo 1600 (Archivio di Stato di FireDZ8, Filza 896, Co 299): c V. S. aapera come (atto pucqua (ric) de resarecione io vado con la nGatra Compagnia de' Comici in Francia, per aervicio di quella Maeata, cia Lei adimandatomi con la .Compagnia per BUO I8rvicio, come V. S. potra vedere nella copia della lettra che mi mancla S. M. , mandata prima a Firenza in mano di Monaiur di Rovano, manclattami cia Sua Sig.rl1a me; queslo III quanto contiene in verilt lui Baldo. Quanto poi a i Catti nOltri per conto del mio Sig.r barba, tocara mo a lni BIBer il primo diparBi serivermi, at a me tocara Carli grac:ia s'io mi dignarO Carlo, aben ch'io SOD obligato Carli ogni gracia, cia lui richiestami per Ie molte et gran gracie cia lui ricavute. Per tanto Ii direte per parte mia che mi comandi dove io eon bono di eerririo, • 88 vora ch'io 10 &.vorieca in parigi in renderli il aervicio Catomi delli dna milia ICudi the mi a conCBBBO ch'io tanga aul Monte, 10 Carc}. Per la preaaa nOD vi serivo altro, chili '1 coriero Ii parte, ma di Francia a rivederBi. Ch'Iddio vi Celiciti It.

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INTRODUZIONE

c:x.xxv

essi, cioe nell'intervallo tra il 77 e il 99, erano stati
E la copia della lettera di Enrico IV ~ ditat.ti annessa a queata, nella Fila 896 del CarL Univ. dell' Archivio Fiorentino. P08siamo noi credere che aia autanticar Eccola qui, tale e quale: cArlechin, I18118ndo venuto Ia f'amma V08tra sino a me, et della bona Compagnia 4e' Comedianti che yoi aveta in Ittalia, io ho desiderato di fani pasaare Ii monti, e tirarvi in queato mio Regno. Pertanto non mancareta lIubito di fare volentieri per amor mio queato viagio con Ia yostra Compagnia, ch'io averO molto a CU'O III di ...edeni, come dl IIInirmi di voi, et vi prometo che voi sareta Ii ben venuti et da me ben viati, prometandoYi che sarete da me cosl . ben tratati con vostl'o utile e bon guadagoo che non vi rincresera del tempo ch' avereta impiegato in queato mio IIIrvicio, come voi conoecerette in etretto. Pregando Dio, Arlechino, che yi abbia in sua aanta guardialt. Di Pang!, alii 21 de decembre 1599 HBlCl\y It. Di queato stesso Tristano Martinelli Arlecchino esiste un'altra lettera nell' Archivio di Stato (CarL UniY., Film 870, c. 2M) al Gran Duca, in dala di c Mantova, 20 marzo 1597 It. che diamo a titolo di curiosita: c Serenilsimo Gran Duca et mio Tutore 08118r.ao Di Milano alU XI di marzo mandai a V. A. S. una Mia con la poliua del s.r Ale-. Beccaria IUO &gente della ricevuta delli IIIttecento tratelli carnali obe ho ricavuto per gratia di quello che fa Ia coda a i gamberi e del1a magniftcanza VOltra obe mi diede coal buon consiglio di levarli dalle mani de g1i ingordissimi Mercanti perch~ stavano in pericolo di pirico1are d' un fallibile at infallibil fallimento, et farmi restare da Neapola o da Sorbola con il culo IUIIa paglia. Orau, per venire a propoaito del DOItro incominciato ragionamento, io Ia Bupplico, prego, consiglio et comudo eaprelllisimamente che Bubito veduta Ia presenta Ia non manchi di fare quanto gli ordino at comando in queata et in I' altra mia, che sara eli Bubito dare ordine aI Monte della pieta di Fiorenza che rni dipingbino 10 quel 6bro creditore delli IUddeUi IIIttecento Ducatoni a beneplacito del molto Dl.re Sig.r Arlecchino de civitate Mantoanorum Comicorum v.trorum aervitororum, tanto del capitale quanto de gli utili, e che snbito comincino a Iavorare accic) si guadagnino il vitro et cha non stiano in odo, et mandare Ia polizaa del datto Monte a Milano nelle mani del pref'atto Sig.r Beccaria bella vista et unico Bcrittore, che io gli ho dato ardine che Ia riceva ~ neU'andare che io tarO in Francia pBlBlrO per Milano, et me la tarO dare, Hora IOpra di queato non gli dirO altro, Ie non che per quant' Ella habbia cara Ia mia gratia ch' Ella t'accia quanto g1i ordino et comando, at beata Lei III Ii IllperA accomodare con l'humor mio, Jl8I'CIW e.endo ambi dne noi ricchi et poIII8IIti, spero che Ie COle noatre paII8I'&Ilno aempre felicemente. Ella sappia adunqne conservarai l'amicitia mia, Ii come io lO'riIoluto di preaervarrni Ia IU& in aecula et inllDita aecnlorum. Subito giunto che lui in .Mantova, dove IOno Ie canto-

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CXXXVI

INTRODUZIONE

aItri comici italiani, nell' 84: i Omr{idMtti con Fabrizio
einquantamila anime, com'io disai in Piaa, andai dalle Loro A. 8eI".-, et feci Ie aue l'aCComandationi, Ie quali hebbero molto a oaro, et glie ne rimandano alttelante a ragion di Quareaima. Altro non mi NIta a dire Be non OOe fo Ie fac:clo un brindex di buona graapia mantovana, lUHnle, mOMente, 8&ltanle et brillante delitro a uno dl questi bicchieroni BeU'&eqUL Et Ella Ii ricordi di farmi ragione con uno de'Buoi bicchierini da acqaa di vita et meuo acqua, ricordandole OOe mi NIta debitore d' un bicchiero del auo vino, che mi voleva far proftN queDa mattina OO'EIIa mi dette a mangiare quel gambo di camoro, che mai Be ne volee ricordare. Per6 .'Ellahebbe poca memoria in queUo, la prego ad haverla grande et profonda in queato mio negotio, et del tutto gli reaterO per aempre obligato. Non altro. A Lei et alIa Ser.•• Madama mia protetrice mi raccomando • a tutla la pargoletta et regia prole. Di Mantova n dl 10 DI&I'IO 1597. ·Di V. A. S. AJfetl- Amico
TaI8TAKO liAaTDIBLLI

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aliaa Arlecchiuo. E non il anche tutto. La Fila 891 Martinelli al Granduca:
Co

89 contiene un'altra leUera del

«8eI".•• Sig.r Perc" aempre IOn Btato aft•• alia A. V. S. gli fo aapere che qui in Compaguia noat.ra vi il un mio cariaaimo compagno di molto giudioio,.il quale • conrederato (ric) con me un BUO eegretto di molto utile, at il 008& nova da lui inventata OOe aarebe Ia intrata di parechi mna ICIldi _ agravure ninno, anei di utile al populo. Si il eonaigliatto meeo a chi 10 aveva a dare, io 10 (ftc) oonaigliatto et preg&to che 10 dia a V. A. prometendoli che Ii dan una riconpen8& conforme al merito no, et queUo OOe ei prometera ce 10 mantenid. dove OOe 10 diapoato al voler mio. Lui acrive a V. A. la poliza OOe qui rinchiuaa, 1a quale V. A. la legera, et aubito la ai dignad farmi IICI'ivere Ia Bua intencione a me, perchiI il compagno ai lida molto di me, at vole OOe io aia que1lo che venga a acoprire questo segreto a V. A. S. Altro non mi reata a dire Be non che 1& Ii degnia tenirmi in Bua gratia, oferendome1i eempre per umiliaaimo aervo, pngando N.o s.r che 10 conaem in IDa aanta gratia. Di Bologna, a dl 8 maggio l599. Di V. A. S. Aft: ~
TiuaTAKO MAa'fllaLLI

deUo Arlecchino, il quaI_ve di Bua propria ID&DO per non Ii lidar d'altri.

11 la «poliza qui rinchiuaa» il una lettera di Pimnaria Cecchini (Frit,. telHno) ahe dice:

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INTRODUZIONE

cxxxYn

De Fornaris, edaltri nell'88.1 Nel secondo soggiomo dei Gelori a Parigi, essi recitavano all'Hotel de Bourgogne,' e ricevevano dalla Corte 200 scudi al mese! Si trattennero 1& fino al 1604, nel quale anno, per la morte d'Isabella, la Compagnia si sciolse. Dei comici che la componevano, parte si uDirono ai Oonfi,denli, parte agli Uniti, che si erano formati sotto la direzione di Adriano Valerini circa nel 1580. Appresso si compose la nuova Compagnia dei Fedeli, che ebbero a capo Giovan Battista
C Ser.8IO Ora. Duca Sa piaciuto a Iddio di mOBtrarmi una Btrada con la quale poBIIO COD mio utile e ..eua daDo eli alcuno acreBcere a V. A. S. entrata de parecchi milla BCUeli. Pertanto a qUeBto efFeto mander6 ArlechiDo comico mio com· papo per tratare COD r A. s. il DegociO, et anco que1lo ch' io ricerco pel' mia mercede, che ~ una decima de qUeBti ll'utti ogn'&nDo, uaicarandola che il populo miDuto D'II per trar qualch'ut.ile, e Ia Dobilta non ne I18Dtiri alcun dano, e pur COD Btrada tacile e eli buona coCcienilia vogUo _ cavan da l' altrui bone, rimetere Della Ina buona loma de dinari. Con che ane Ie raccio umilm.le riv&reua et aapeto che dal detto Ariachino mi Bia rato parte della mente lUI. Di V. A. S. UmUl.o e Devottiee. Servo
PIBRILUUA Cscmmrl
lO.

Trovo datto dal lignor Attilio Portioli (B.-ono dell' BpulOlario d' A,.kcc1aino nella SlNnna MantotlClna per I' anno 1871), che c Pier Maria Cecchini ru quegJi che condUB18 in Mantova carto CortelliDi da Bologna, ad impiantarvi pet Ia prima volta i fllatoi eli seta a caduta d' acqna lO. Fone era queBto i1 progeUo che FrittelUno voleva rare al Oran-

daca'
• liLOKIK, op. cit., p. 851, 52• U teatro deU'HGteJ de Bourgogne tv. coetruito dai FrateJli della Puaione veno iI 1MB, dove prima era il paJaao dei Duchi eli Bourgogne. Fu chiueo e dietl'aUo nel 1783. La ltoria dell' UGlel de Bourgogue e qaalJa deUe origiDi della Commedia francese IOno iDB8perabili. • Lo ritraggo da una lettera d'lBabella ADdreiDi al ViDta eegretario del Onn Daca. BIIa BCrlve in data eli c Parigi 7 di dicembre 1603 lO (Archivio di Stato eli FiI'enze, CarL UDiv•• F"lba 920, Co 513): cIo era COD Ia Com.-raia a FODtaiDeblau, dove IOn ltata trentasei giorni, compiaceDdoli I' ana e )' altra Maeeta della D08tra servitu, e trattaDdoci COD pl'Ovie!.oui di 200 ICUd1 al mese lO.
1'It

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CXXXVIlI

INTRODUZIONE

Andreini.! Feeero parte di questa Compagnia: Virginia t moglie di Giambatista, alla quale feee il ritratto il Bron•.. ond'oggi ancora il mondo Risuona de' G,z08i il nome eterno, Che tra palme et honor spiegaro a l' aura VU"tuOBO veuil aui seguon lieti (Emuli profe880r) quai ahe .FeMli Comici appella l' uno e l' altro polo. (LtJ SaggiG Egi.. iana di G. B. Andreini, pag. 33)• Una lettera di Vll'ginia Andreini detta Florinda, BOritta cia Torino al cardinal Gonzaga il " agosto 1609, ci da aleune notide non prive d'intereue. La debbo alia cortesia del lignor proC. can. Braghirolli. Eccolll: « Dl••o mio Sig." Ricordevole degli oblighi 00' io tengo con V. S. m." vengo con questa mia a Carle riverenaa, 0081 Ca Gio. Battista 100 servo, ambidue con ogni airetto pregandola a tename vivi nella memoria IUe. Sapra poi V. S. m.come io ho gettato a terra ogni troCeo eretto dalla S." Flaminia, e tanto se l'~ s1ungato il naso, quanto 10 haveva 8uperbo alzato. Ella ~ odiata da tutto Torino per la 8ua alterigia et lreneBia nell'amor di Cintio, invero con grandiuimo 8UO obrobrio. Udra V. S. BOpra di questo canto ottave e quaranta BOnetti del Cavalier Marino, l'udra meuro, poi ah'io Caccio mia aura acclc) ehe Ie capitino aile manit Mi lara Cavore di parlar di OOIlei con questo S." Ambasoiatore, ahe udra coae aoel1eratisBime. Tutti li compagni BOlamano della telll.erita 8ua e di Fritteilino, et gia I'harieno Impiantata s'io non giungeva a Torino. 10 per 80ppOrtare questo humor&C> cio Caccio quanto pouo, ma credo OOe non durero. Per tanto, caro il mio SIg.", proeuri con l' Alteua Sereni811.•• del BUO signor Padre, ah'io al partir di Torino (durando questi luoi capricci) ah'jo la poBII& laaoiare, peroh~ nQn e'~ ordine; et per eavarne S. A. il vero, Caccia ahe parli con I' Ambaaoiatore; per vita aua, per l' amor ahe mi porta, proeuri ahe non potendo piu sofl'rirla, ch'io con gli altri compagni poua impiantarla, ahe vedra ahe DeslunO stara seco, poi ahe ~ da tutti odiatB; in grazia me ne avviBi OO'io Ie giuro ohe se ottengo questo, ahe allora BOfI'riM piu eli core, aapendo OO'io potrei volendo laaoiarla, et ella Corse cic) intendendo potria euere piu donna da bene. Et per flne, raccomandandole D. Pietro Paulo mio cognato, Ie bacio Ja sua generoaa mano, non mai lltanca di giovare a Florinda; coal Ca Gio. Batta. servo BUO, et cia N. S. Ie auguriamo il colmo de' suoi altiBBimi peulieri.

Di V. S. nL, ecc.

10

Intomo alia 8.ra FiaminilJ ci d& alOUDe, ma aoarae notiJie, i1 Bar. toli, I, 227. Da e880 apprendiamo ahe n BUO vera nome era Orsola, e che Caceva da prima donna Dei Comici Accui diretti cia Pier Marla Cecchini.

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INTRODUZlONE

CXXXIX

zino; Eularia Ooris, t GirJrxm Paolo Falwi; NiccolO Barw.;, Beltrame; Dommioo Bruni; Diana Ponti, Lavinia; N"1CI'JOllJ Zecca, Bertolino; Girolamo GaraMi, Capitano Rinoceronte' ed Bltri. Noi troviamo l' Andreini eoi Fedeli a Milano neI1606;' a Torino nel 1609; nell'l1 a Bologna;' nuovamente a
• La Coris era belIillllima. Nella MaddGlIm/I llut:i'DG e ~irmte del\' ADdreild lI08teDDe Ia parte eli MaddcllmG. n BUTOLI (op. cit., I, 181) rireri8ce queeto aneddoto: «In occasione che questa Comica recitava in Venezia con grido, vi 1\1 un tale che, invaghitoei del di lei merito, pens6 di acquiatani qualche ponione della lua grazia con eBibirle un Sonetto da Illi oomposto. BIegul il BUO pensiero, e la Coris accettolio con dimoIItraIioDi eli grUitadine. Partito il IUO loclatore, e capitato da lei Paolo AdriaDi, noto leUera&o, leeaero unitamente it presentato Sonetto, 810 tJoo· 'fII'OIlO sl golfo e diagraziato, che non poterono rare a meno di prorompare hi una BOlenne risata. L' Adriani diue alia Coris che voleva momlaue 10 BCimUDito innamorato, e il giomo appreaBO reca capitare il SoneIto che aegue ad una brigata d'amici, tra'quali eravi l'ignorante poe-

tullo, e que1li burlaudolo gHel leaero, e ne reath, come pu6 erelleni. CODfaIo e morti1lcato:
Per "" fluffo &/MUD ~to dG _ taz. aUG IfgtIora BIfItJria ComiI:G a.1MwtI
Daile vh1d deIJa llgoora Eularia, ComIca UIaa1re, QJl \al IlIOIIIO a tar venl, A1cnDl DO aput6 do' coal cent, Che parver d' DD or- nato ID C&IIarIa.
Dl rime in p.... Dna m18tara varia F_. 0 dl pledl 0 Dumeri dlv8l'li.. Ma _vi coal, che amlca feral L' aIin_ d' Amor turba gregula. PwttM Il dotto, BIfItJria Mfa, cul~, DIoeva U primo; 01' til Ja aquadra plglla B 8iudIca degn altrl, 0 bUOD lettore. Ka Ie pur aeI della Foboa fluDlglla, l"araUl &nco U can\&!" d' UD gofro amore 8trIDpr Ie labbra ad bwcar Ie alglla ••

• JI: quegli a cui dopo morts ru tJoovato BUlle carni un aapro oilicio. Veil. BAuIlDU, Bupplica, cap. 12. • Ji'u aIlora che Virginia Andreini rappreaent6 per Ia prima volta la parte eli Flori"", nella tragedia di quea&o nome, compost. da IUO IDa.

mo. lhaTOLl, op. cit., I, 14, 39.

• Si ritrae da una lettera di Virginia Andreini del 14 deoembre 1611, della qual. donemo riparlare.

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en

INTRODUZIONE

Milano nel 12.l Nell' anno staBSO furono i Fedeli chiamati a Parigi da Maria de' Medici; I dove andarono nel 13, rima• Vi rappreaentarono l' AdIJtnO, del quale e noto che.Bi diase aver fatta 1l8IIcer8 in Milton il penBiero del PartJdiMJ Perduto. I A chi Ii rivolse Ia regina Maria per avere alia sua corte i comici ita\iani' E certo che fino daI 1611 gli Andreini e l' Arlecchino TrislaDo "Mart.ineUi Bi disputavano 1'onore e rutile di e&sere a capo della Compaguia che doveva andare a Parigi. Ci6 e provato da a1cune lettere, che Bi oonservano neU' Archivio di Mantova, due del Martinelli e una di Virginia Andreini, dirette aI cardinal Gonuga. a Parigi. n Martinelli scrive i1 30 settembre 1611: c ..•• Be S. M. deBidera una buona Compagnia bisogna che Ia facia quanto io gli 6 scritto, et subito scrivere una lettera a S. A. S. che lui aia quello che meta una buona Compagnia inBieme, at comandarmi a me che Ia conduca in Franza, a serrire S. M., et anco fannene scrivere un' ala· a me che dica che la Compagnia venga a1egramente che aarano ben t;ratati et che gli sari. pagato i viagi del venire in Francia e da tomara in ltalia, perche chi vuol condurre una Compagnia buona Cuora di Italia bi· sopa Cargli delle proCerte aseai, perche V. S. m. sa che Ie buone C0mpagnie guadagnano da per tutto e bene; perO la non manchi di Car BCrivare dette lett.· subito, et poi lasarmi fare a me che spero a deo piacendo di essere a Parigi aIla fine di Aprile 0 a mezo maggio •.•. _ RiBcrive il 3 dicembre de1l'anno ilteseo: c b avuto una sua che va alIa Signora Florinda, la quale e a Bologna. io ce la manderO 0 portarO. Non sarebbe male cbe V. S. m. g1i scriv8l&e una lettera anco a lei in questo particolare, esortandola che Ie la viene in Franza cbe beata lei 1 et oln al bon gnadagno che ai Cara in generale, che ce ne sari. anco in particolare; insoma bisogna chiaparle come Bi Ca Ie rane aI bocone. 10 so cbe V. S. Dl a giudicio in tutte Ie cose, et in particolare la sa che cosa e comediante; perO Ia scriva et mi manda Ie le~ tare a me, et in tutte Ie lettere cbe gli scriven che la dica cbe abino da venire con me, a ci6 che sapiano cbe S. M. mi vol me in particolare-. Scrive pure, alia sua volta, Virginia Andreini i1 14 dicembre: c Che sempre i1 mio m. Sig. Bia stato pronto al giovanni hormai tanto l'ho conOBciuto che non occorre un'altra certeua, come que1la d'haver ricevuto lettere lue, nelle quali di mio beneflzio Ii tratta. Per tanto, I' e coBi, V. faccia quello cbe di me pill Ie aggrada. Ma aVerla, per gruia, due COle: l' una che il carico, di Car la Compagnia 10 debba havere io at mio manto, per non perdere l' ordine cbe in questa parti habbilmo di farle, come aI presente io ho la meglio Compagnia cbe reciti, dov' e pur Arleoohino; perche I'haver Arleccbino mendicata 1'anttorita di Car lui Ia ~mpagnia non piace ad a1cuno; et quando lui Car la dov8I&e, alcUD Co· mico seoo non anderebbe, sapando ch' etroppo interessato .•• ; 11 cbe rara

s. m.-

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INTRODUZIONE

nendovi fino al 18. Nel 1618 tomarono a Milano, passando poi nel 19 a Venezia e restituendosi ancora a Midi bieogDo, piacendole, Car che in nome di S. M. Iia latta commillBione a sara di Car al che Ie en.. medie Bi recitino nella ltall.l& di &rbon, Cacendola accomodare, poiclu; per S. M. ~ pill commoda et pill d'utile a i Comieil. eec. Ora ~ noto avere il lignor Achille Portioli pubblieata una lettera della resina Maria at Martinelli del 4 I18Uembre 1612, dalla quale parrebbe che aI Martinelli lteuo Coue lltato alBdato l'inearico di condurre a Parigi la Compagnia (Bmmno Mantmlana per r anna 1871). n Portioli diee che in qUelta lettera cia firma della Regina b autograCa 1>. Ma come pu6 8111181' ei6, 18 altre dne lettere del medesimo Martinelli, da lui pnbblieate, dicoDo che la leUera della Regina mandata al Gonzaga b una copia' (1Actwe del 14 lJfI08to e 6 ottobre 1612). E come poi il14 agoBto 1612 potava n Martinelli mandar copia di una !ettera seritta dalla Regina il 4 aettambre 1612' Ansi in questa lettera del 14 agosto. egli dice che la Regina, 0, come egli la chiama cIa nostra eristianillBima Comadre Regina Galina 1>, 10 ha cviBitato eon due Bue reggie lettare 1>. Dunque queata del 4 I18Uembre sarebbe stata la tara t Ci6 ne sembra poco probabile, e 8()0 lpettiamO di qualche imbroglio arleechin8llCO. n signor Portioli ei di anche r elenco della Compagnia ehe and6 .. Parigi. Ma la lettera del 26 novem· bre 1612 non diee ehe eodesta COB88 la Compagnia che doveva andare in Francia, ma che ansi _ doveva trovarsi a Mantova c l' u1tim& Ceata di Natale 1>. Ora poi Borgono nuove difficolt&. n signor Campardon (Lu fJorMdiem du Rbi de la troupe Italienne, I. XII, %III) pubbliea du~ lettere che Bi troYano alia Bibliotaea Nazionale di Parigi, Beritta, egli diee c da Maria de'Mediei a Gioyan Battista Andreini I> il 26 maggio 1613. Questa lettare comineiano, la prima: c Harlequin. j' ai veu 1>; 1a seconda: c ~ lequin, outre la leUrel>. Ma quando mai l' Andreini ha ff!eitato da Arleechino' IAlio era il Primo Innamorato a non r Arleechino. Curioso b poi che nella lettera pubblieata dal Portioli la Regina avrebbe BeriUG: c b giA Inngo tempo che b ltato dato ordine in Lione al generale delle FinaBle che vi paghi una partita di.. tremilIe e seieento lire 1>; e in que11a pubblleata dalalgnor Campardon: c .••• et ay donn#! ordre que Ie liaur Daurat receyeur g6n6ral du taillon A Lyon •••• VOUI CourniB88 •••• 1a somme de mil six centa livrea 1>. Prima tremila e poi mille' Ancora b da notare qUelto JI'IIIO della 1ettera che il signor Campardon dice diretta a Oiovan Battista AJulreini: c ••.. et VOUI dilposel' (aire de. action. qui correspondent • la reputation d'Harlequin, • celle de Florinda et de sa troup.,.. Dunque era. la Compagnia di Florinda, ouia di Virginia Andreini' Noi non riuaeiamo a II&rigare questa mataua I E per imbrogliarla aempre pill, si leggano Ie Iettare del Martinelli, pubblieata dal Portioli, del 26 agoato 1613 da Liona, del 4 oUGbre 1613 da AnllJMlleliO, del 3 Cebbraio 1614 da Parigi.

LeBo at Florinda di Car la Compagnia. L'altra

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CXLU

INTRODUZIONE

lano nen' anno istesao. La regina Maria rivolle i eOlDlel italiani a Parigi, t dopo la morte del Luynes i e il loro 8oggiomo in quella eitta duro fino al 23. Nel 23 furono a Torino ed a Venezia i nel 24 aneora a Parigi • per due
I Queata volta non ci e dubbio ebe non fOl8ll a capo della Compqnia G. B. Andreini. Nell' Archivio di Mantova eaisle queata lettera seritta al Duca il1l8 lettembre 1620 da DIUJ CMlelli, paeaetto del Mantovano:

c Ber.•• Big. Compadre Hoggi il signor Lelio ne a detto a tutti che Ii poniamo a l' ordine per andare in Francia, dove tutti si siamo acordati, dalsig. Fritellino in poi. dicendo, se vien la Lidia eb' el non vol venirci lui; et la Compagnia a pit cara la Lidia ebe lui, non ano volaiuto f'argJi questo torlo; et di piu detta Frittellino dice ancora ebe a'el vieniva, voleva ebe la Compagnia gli pagaase n viagio fino a Parigi per la aua maaara, COB8 ehe mai nisun comico 6. usato. Et perche io dissi: aneora ebe sia cosa inlecita, per contentare detto Frittellino paghiamoli detto viagio, et sollo per aver detto questa parolla, 1'6. cominciato a strepit&re, a biaatemare Idio, giurando eh' el non vol venire, et minaciandomi, et dicendo ebe s' el veniase per fona in Francia ebe V. A. ce 10 faBe venire, ehe mai non f'ari. altro ebe meter descordia in Compagnia, et molte altre parolazle impertinenti ma dette con gran rabia, et in conclusione eb'el non vol venire; dove la Compa· gnia si e risoluta di andare senza di lui, et mandare a tore un Pantalone, et io et Fiebetto per Zani, n qual Fichetto a piaciuto piu da Zane ebe non a faUo Fritellino in Milano, cosa ehe tutti 10 dice. Pm, Ber.•• B..., tutta la Compagnia supplica V. A. di lasciarne andare noi con la nosn Compagnia, la quale clara mile volte piu satiafatione ebe la non farebbe con queato mal'huomo, et non sono io solo ebe 10 dica ma tutti che 10 pratica, et in particolare tutta queata Compagnia. Di V. A. B. Ser.· Umilill8.
TlUIITANO MARTlNBLLI.

10 Lelio Comico aft'ermo quanto di sopra poiebe veggo IOpra·starne grandiuimo pericolo. 10 Gio. Rivani. 10 Girolamo Gramani ••
I

Fu allora ebe l' Andreini lICI'i8B8 quei versi:
Bocotl aUlD, Luigi, 1 Comicl bnmatl,
Ne ta.tergla ParIgi, BeDch6 appena arrlvad; Tu u' averai d1leno, Quelll martel e d_ro,

All' ombra BIaDc10 de'rran GJrU d·OI'O.

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INTRODUZIONE

CXLm

anni; nel27 a Venezia; dopo a Praga fino alSO; nelSS a Venezia; nel S4: a Bologna; nel 4:1 a Perugia.t L' Andreini da vecchio probabilmente si ritiro ne'poderi che possedeva nel Mantovano. I Intanto dopo il 1625 una nuova Compagnia si era formata, diretta da Beltrame. Questa ando a Parigi, e fu accolta con grande favore da Luigi XIII. Vi rimase tre anni. Ando a Torino nel 1629, e forse nel SO a Venezia. Dopo quella del Barbieri, si formo una Compagnia diretta da Giuseppe Bianchi (Capitano SpezzafBfTO) , la qule ando a Parigi nel 16S9' e nuovamente nel 1645. Ne facevano parte Tiberio Fiorilli (Scaratnuccia) , Gabriella Locatelli, Giulia Gabrielli, Margherita Bartolazzi, Domenico Locatelli (TrifJellino), Brigida Bianchi ed a!tri. La Compagnia. rimase a' Parigi fino al 47 0 48. Una nuova Compagnia italiana ando in quella citta. ne1165S, col Fiorilli, Domenico Locatelli, Brigida Bianchi, e di pit.. col Turi (Pantalone), con Costantino Lolli (Dottore), Marco Romagnesi (Primo Innamorato), Beatrice Adami (Diamantina).' Dal Petit-Bourbon, dove essa da prima re,

Non ho dati sui soggiorno dei l!W.li dal 34 al 41. Si ri18rirebbe (orse ad _i una leUera del IDIII'Cheae Coapi al principe Mattias de' Medici , Sia comunque, io Is pubblico per due ragioni: perche v'e ricordata una celebre comica delsecolo XVII (l'eeL BARTOLI, op. cll, p. 64), e perche molira che i princlpi dl _ Medlci B'intereuavano alle corniche. (Archil'. eli Sl in Fir., CarL del principe Matti.. , Filla 31 p. in data 3 otl 1641) . • Ho ricevuto il cornand.to di V. A. di 8ervire ad Armellina Cornics per metterla in qualche compagniL Ora non 8010 io procuro di eaeguirlo, ma eli f'arli una Compllgllia a poata, che per _ n e dilunita ora a Parma un' altra, rni Barl tOl'll8 facile, e eli Bit ho corninclato il trattarne con I' OJ-. teDaia e Celio at LaYinio at Stoppino ... I BARTOLI, up. cil, I, psg. 15-30.
I

• SAND, MCI8f. " BtN/f., I, 198. • Quella ell cui Loret nella Mwd ButoMqm del 16 agolto 1653 diceva:
Mademolaell. 8e&\rI:r. Blllpoda ce jClllJ'ola I. prix.

K del Lolli e del 'furl racconta l' aneddoto che pUG vederai riferito in Moland, op. cit., 186.

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CXLIV

INTRODUZIONE

citava, passo poi al teatro del Palms-Royal nel 1660, ed ivi seguito Ie sue rappresentazioni aggregandosi via via nuovi attori, di cui dB. un elenco Maurizio Sand.t Al principio del 1668 comincia, dice il Moland,' un nuovo periodo nella storia del teatro italiano a Parigi, poiche allora si comincio a intercalare nella commedia italiana qualche soona in francese. Nel 1683 recitarono per la prima volta Francesca e Caterina figlie di Domenico Biancolelli; Angelo Costantini (Meszettino ), Giuseppe Tortoriti (Pasguanalo), Evaristo Gherardi (1689) (Arlecchino), Gio,vanbattista Costantini (OttafJio) (1688). Nel1697 i comici italiani furono espulsi da Parigi.' E furono nuovamente
lOp. cit., I, 54.. • Op. cit.,~. . • Su questa eapulaione leggeei nel Dictionn. du Th., VI, 455: c On parle Bi diversement des causea de l'expulsion de l'ancienne Troupe ltalienne, que nOUB croyons devoir placer ici ce que Ie Sieur Angelo Conatantini, qui devoit litre au fait de cette aventura, raconta sur ce Bujet aM. Gueullette, en ~tant queationn6la-deasus danB un diner, chez M. Riccoboni Ie ~re., quelqu~ jours apres son dilbut au nouveau ThMtre Italien. De tous lea bruits qui se repandirent a catte occasion, Ie plus connu et en mAme temps calui qu'on regarde comme Ie plus apocriphe, depuis plllBieurs ann_, tnt d'atribuer leur disgrace • une comildie de M. Le Noble, intitul~ La Fl&w~ Prude, car il ne reate aucune pia de ce nom; cependant cas bruits, a en croire l' Acteur dont U est ici queation, n' iltoient pas destituils de tout foudement. n parut en ce temps-Ia en Hollande un Roman sous ce titre. dont l' entrie fut interdite en France SOUl dea painea tresrigoureuseB. ou du moins on supposoit fau_ement • Paris I' exiBtence de ce Roman, et de. ordrea donn. en conMquence, ce qui n'eat pal sans example ni sans vraisemblanC8. En elret, depuis ce recit du Sieur Conltantini, on a fait en Ho11ande dea perquisitioDl relteriIeB, san. pouvoir acquerir aucnne nQtion touchant cette pretendue FGWH PMcde. Quoi qu'U en soit, Ie Roman qu'on annonCjOit sou ce nom, et lea precautions qu'on prenoit, disoit-on pour l' intercepter, n' en fai80ient pas moins la nouvelle du jour. Lea Co~ena Italiens preparoient alors une Co~e intituIl!e La Finttl MGtrignG, en franc;ois La Belle-mire ,"ppo&H, qui depuia a souyent ~~ represen~e en Italien au nouveau Th61tre. M. De FatouviUe r avoit accommodile pour r ancien, eJ!, y inMrant beaucoup de dnea Fran· CjOisea de sa fac;on, et lea Comildiena crureni faire merveille et donner plus de ~~bri~ a cette ea~ de nouveau~, en lui donnant Ie titre de

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INTRODUZIONE

CXLV

chiamati dal reggente Filippo D'OrIeans, nel 1716. Ecco gli attori che fecero parte eli questa Compagnia, durante iI suo 8Oggiomo a Parigi: era direttore Luigi Riccoboni (~ lio), che esordl il 16 eli maggio, rimase a Parigi fino al29, andb per due anni a Parma, e ritomb a Parigi nel novembre delSl. n secondo amoroso era Giuseppe BaIletti. L' ArleetAino era Tommaso AI,tonio Vicentini, detto Tommasino, del quale dovremo tra poco riparlare. D Pantalon8, Pietro Alborgheti. D Dottore, Francesco Materazzi. &aGitava da 8capino Giovanni Bissoni; da 8caramuccia, Giacomo Rauz~ zini.' La Prima Donna era Elena BaIletti (Flaminia) ,
La FrIuuwr PrwU, qui 6toit deveDue VGucUmlle, et qui pouvoit lui CODvenir • 1& rigueur. L'imprudeDce de leur coDduite, qui m6riteroit mAma un Dom moiDs doux, leur cotta cher. LeUi'll eDDemiB (et ila en avoiem beaucoup) eD profitereDt pour lea perdre. n. D'eurent pH Ie temps de reprMenter la pillce, et comma elle Be trouva renCermlJe 8008 Ie acen6 qu' OD mit Bur lea logee, chambre du compte ecc., en Cennant leur thMtre, ou n'en a jamail en de nouvelle. NOO8 tenoDa toutea cea partieularit6a de II. Ouenllette,.. - Saint-SimoD Delle Mmaoiru attribuiace alia rappreaentaziona della hwle PrwU 1& cacciata della Compagnia ItaliaDL Ma IU ci6 ch.'egU dice err. J~, op. cit., '10. NOD aappiemo Be abbia relazioue COD queata Fowle Prude la eommedia di BaroD intitolata La Coquet,., " ltJ .Fcau.# PrwU, ehe porta la data del 1686. (Vad. 1Uperfoire du 7'1IIfdtnI1WJ~u, Second Orrire, T. IX). l Non 8ODO BeDIa iDteresse queate Dotizie che &rovo Del Dkt. flu n., IV, 381, intorno al RaUDini. Egli, Ii dice, c6toit un iDtruB daDa la nouvelle Troupe; ce n'6toit pH lui qui devoit venir en France, maiB cinquanta ou ceDt piltolea qu'il dODDa • Naples. celuiqui 6toit ch.argIJ d'euvoyer uD bon 8ctJrGmouc1ae, lui fireat obtenir la priC6reuce. D D'6toit pas bon Com6dien, maiB il De d6plai80it pl& Cat Aeteur avoit 6t6 huisaier de 1& Vicairerie de Naples. Comma la recette dea Douveaux Com6dienl Itali8D8 fill conlid6rable, lea deux premillrea aDn6ea de Jeur 6tabli888ment 6. Paris, RalWiDi prit CU'OIIIe et fit beaucoup de d6peD88B; ajoutel qu'il avok 1& passion du jeu, et qu'il y Cut trea-maIhereux. D a' endetta, et Ie DOmbre de 188 criancierea augmeDtant journellemeDt, M. RiCCOboDi Ie plIre, pour rendre service 6. RaulliDi, obtint un ordre de la Cour, qui arrttant lea poul'llaiUls des criancierea, leur d616guoit une partie de la put, de eet acteur, ce qui fut 6x6cut6 jU&qu' 6. sa mort, qui tilt caUB6e JIU' une goute remont6e; il reaoD~ au ThM&re, et mournt Ie 1M octo-

.... 1731,..

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CXLVI

INTBODUZIONE

sorella di Giuseppe, e moglie di Luigi Ricooboni. La Seconda Dunna, Rosa Benozzi (SilfJia), moglie di Giuseppe BalleUi. Bonaventura Benozzi, fratello di Rosa, fece 180 parte di Scaramuceia. Margherita Rusca., moglie di Tommasino, fete 180 servetta (V'wletta). Da Colombina, recitava Maria Teresa Biancolelli, figlia di Domenico. Da Uio, Giovanni Antonio Romagnesi, figlio di Gaetano e nipote di Marc'Antonio;1 e Francesco Riccoboni, figlio di Luigi. Dopo Tommasino, recitb da Arl«:cAino Carlo Bertinazzi detto Carlino. Dopo il Riccoboni, da Uio, Luigi BaIletti, figlio di Giuseppe. Da Oorallina, Anna. Veronese! Da Pantalon8, Carlo Veronese, suo padre.' Da Camilla, un'altra figliuola di Carlo Veronese, Antonia, anch'essa brava ballerina.' Troviamo anche sotto 180 maschera eli Pantalone, Fabio Sticoti, che fece 180 sua prima recita nel 1788. Un suo figliuolo, Antonio, fece da lmaamorato, e poi, dopo 180 morte del padre, da Pantalone. Un aItro figliuolo di Fabio, Michele, recito per poco tempo 180 parte di InntJmOrato. La moglie di Fabio, Orsola Astori, era la. Cantante della Compagnia del Reggente. Un altro
I Prima eli entrare nella Compagnia del Reaente, il giovane Romapesi aveTa recitato nella Compagnia Quinault a Straaburgo; nella Compagnia eli O. B. Costantini aUe Fiere S. Germain e S. Laurent; al Tea&ro Franceae eli Manilla, a BrueU., a Bordeaux, eel a Carnbrai, di dove p8I8O a Parigi, nel 1725. Mori a Fontainebleau nel 42, gli fa 1& ricuaata 1& aepoltura, onde veDDe traaportato a Parigi. Veil. Mere. de avril 1725; Diet. cIu 77&., IV, 523. • Veil. Mere. U h., avril 17'1. Era &nche brava ballerina. P&DD&rd acrieae questa verai lOtto un BUO ritratto:

.IWa_.

eel oijal 8Dchauteur qu' OD dolt' 1'1"'1\8. De troll Divlait6e riunll 1aa auralta ; Coralln8 oJrra. aoas CM traits I
H6b6. Tarpelcora

8' Thalia.

• Mere. de h" maio 17K , Era quaai bambina quando ball~ per 1& prima volta il16 mar&O 17« al Teatro Italiano. Cominel6 a recitare nel '7.

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INTRODUZlONE

CXLvn

Pattlalon8 fu Luigi Pasetti; un altro ArleccAino, Antonio Catolini; Rosalia Astrodi fece Ia parte di Florina. I Un' altra Compagnia italiana fu ehiamata a Parigi dal cardinale Mazzarino, nel 1645. NeI62 la Commedia Italiana fu riunita al teatro dell'Opera-Comique.' Vi reeitavano, oltre alenni dei gi8 ricordati, Alessandro Chiavarelli, da 8eapino; Collalto, da Pantalone. Nell' anno 1697 gli attori itaIiani furono lieenziati, e la Commedia lta1iana a Parigi ebbe fine. Non vi rimase ehe il Bertinazzi, Carlino, ehe continuo a reeitare Ia parte d' .Arltcchino, nelle eommedie francasi.· Se Ia stom delle Compagnie eomiehe italiane a Parigi, qui appena aeeennata, ~ iJnportante, non minore importanza avrebbe Ia atom di molti eomiei italiani in altre pam di Europa. Anehe au quest' argomento dobbiamo limitarei a dare fugaeemente qualehe nome. Non eomiei, veramente, ma Dilettanti furono quelli ebe reeitarono una commedia dell' Ane nel seeolo XVI alla corte di Baviera.' Teresa Gandini fu a Dresda, e nella stessa eitta Antonio Costantini, ehe fu un buon Arlee• Non aveva allora che undici &Dni. Mere. de lNnce. mai, 1744.8uonava &Dche van l&nunenti. - Ne1l'uno 1743 fU recitata a Parigi una commedia improvviaa: u Combcac MagiqUfl, ed ecco l'elenco degli attori: IA Dlie. FiGminia, Le Sieur Riccoboni Ie flu, IA Dlle. de Heue, IA Dlle. Silfta, IA Dlle. Belmont, u Sitn.cr Mario. u Sieur Balleti, u Sift&r Carlin, u Si_ ChiafJaf"fJlli, u Si_ .Roclaard, u Sieur de 1JuH. - Nell7M la Compagnia italiana di Parigi era compoata COIl: B. lmi (Mario) - &icoUi - racentini - Dallayu 0 de HUH - ChiafJaf"fllli (Scaplno) - .Roc1aard lie Bouillac - BfJf"tinaui (ArJecchiuo) - Baletti ... - Vwonue (Pantalone) - Gandinq8caramuccia) - Benoni (Silvia) - rlCmtini - :LalIorru de Med_ (Riceoboni) - IAlaude (Tereaa) A,,_ VIII"tnIUfI (Corallina) - Camilla V _ . (LoIU8, Diction,,", nxv). I 8.ucD, op. ciL, I. 62. • 8.\10), op. ciL, I, 63. 8u Carlino eCr. GoLDONI M-., cap. 29. t Ved. Dei l'wc1w1lOri del Goillon;, di Eng. Cammni, iI breve uticolo a N. 180: U"a Commellia dell' AI"" alia Cor,. IIi B.fIi_ nel

n.

M:.

XVL

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OXLVIU

INTRODUZIONE

chino; Cesare D' Arbes, il famoso Pantalone; GiovannI. Casanova, Prima Donna; Marta Bastona; Angelo Costantini I Mezzettino; I Antonio Maria Piva, Pantalone.' A Vienna recitarono prima il celebre Frittellino, quindi nel secolo XVD, Niccola Menichelli, .Arlecc1aino; Giovanni Simoni il Goldoncino; Angiola Dotti; Giovanni Cammillo Ganzaghi; Giovan Battista Rotti;' Vincenzo Ermirio. Furono in Germania Rosa Cameram,' Gaspero e Cate• Le avventure del povero MeueUino in Saaaonia furono pili tragicb.e OOe comiOOe. Egli, quando i comici italiani furono Del 1697 espulsi da Parigi, ando a Brunawick, con una Compagnia italiana OOe trovavaai lA.. Augusto U elettore di Saaaonia gll feee proporre di andare al auo 1181'Yido. n Costantini accetto, e fil inearicat.o di me&tere inaieme una Compagnia OOe rappreaentaaae cominedie e opere italian.. EgJi Ii diaimpegno eoaI bene del auo iDeariCO OOe ebbe dall' Elettore, Del 1699, titoli di n~ bil~, la carica di Cameriere intimo e Teaoriere dei miDUti piaceri di S. M. , noncb.1l di custode dei gioieUi della aua camera. Tutto cio aembra cb.e doveaae baatare a Menettino, ma egli apinae gli occhi pili la, e comincio a fare il ganimede coU'amante del Re. Questi, nUCOBtoli appoaitamente, aenti. Ie dichiarazioni d'amore del Comico, e gli Ii getto addoaao filrioao, colla apada nuda. Poi fl'enatoai, 10 face arreatare e tradurre nel caatello di KOnigatein, dove Meuettino rimaae imprigionato pili di venti anni. Un'altra amante del Re ottenDe, dopo sI IUDgo tempo, la Bua IiberuioDe. n CostantiDi torno prima a VeroDa, aua patria, quiDdi a Parigi, dove ricomincio a Neitare Del 1729. Nell'anDo iat.el8o poi ritorno a Verona, carico di debiti, ed ivi mono Sotto il BUO ritratto, eaegnito dal De Troy. La FODtaine acriaae questi verai:
lei de X_dD, rare e' IIOUveau Protb6e

La figure e&\ reprileut6e: La Namre l' ayaD' poorvo. Dee d_ de 1& m6tamorphoee. Qui lIB Ie vol, pu, n' a rien vo., Qui Ie voi', a yO, wnw ohoee.
I Ed anOOe lui, non in Saaaonia, ma in Italia a'innamorc) di UD& dama di alta condiaione, e divento puzo. • Fu copiata del ~tastaaio, e dinaae alcune rappnaentuioni de' BUoi drammi. Recitava IIJIBCialmeote Ie commedie del BoldoDi tradotte in teo deaco. SpoaO una BOrella della Teodora Ricci. , Sorella di Bartolommeo, cb.e nelle Compagnie Lapy e Medebach recito molte commedie del BoldoDi, e OOe ando poi a Parigi al Teat.ro Franceae.

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INTBODUZIONE

OXLIX

rina Marzocehi; Lodovico Pasetti; e in Portogallo, Agostino Fiorilli, rinomato Tartaglia; Antonio Vitalba, l'impareggiabile Trvffaldino; Antonio Sacchi capo cOnUco ed esso pure valenta Tr.vIfaldino; t Onofrio Paganini, con Francesco suo figlio ed Anna Corona moglie di lui; Maddalena Corticelli; Gaetano Casali; Bartolommeo Tomasi; Rosa Brambilla. Nella Spagna andarono Costanzo Pizza.miglio, Luigi Gritti,' Domenico Botti, Maria. Grandi di Bologna, Felicia Grandi di Firenze ed Elisabetta Gnudi. Recitarono in Russia Carlino Bertinazzi, Giovanna Casanova, e, se almeno in questa possiamo prestar fede a quel pazzo libro delle Mhnoires de Jacques OasatlOVa, I, 57, Ferdinando Colombo Botto 1& maschera dell' .Arlecc1aino; ed in Baviera, sotto 1& maschera stessa, Giuseppe Falchi. Anda in Dalmazia colla sua Compagnia. Pietro Colombini. La Compa.gnia. di Francesco Calderoni fu. in Baviera, in A.ustria. e nel Belgio" In molta parti d'Europa fu la. celebre Diana, celebre come artista e come conquistatrice di cuori.' Pin ampio argomento sarebbe quello della storia delle Compagnie italiane che recitarono in Italia. Facciamone
l Torno cia Lisbona colla lua Compapia dopo il terremoto del 1755. La atoria della Compapia Sacchi ~ iJltimamente lepta con quella del teatro di Carlo 001:0. 8i ved. le Mllm. lnut., lpecialmente nella parte eeconda. D Sacchi era iJlnamorato della Ricci. Di cio Ii parla a luDlO nelle atelle Jl'1lm. inut.. n, cap. xv, e altrove. Fu Ia Compagnia Sacchi ohe rappresentO anohe 1A Drog'M rJ: .A~, cia oW ebbe origine l'iJlcidente

Oratarot

• «J'u giovevole all' Al'te (dice n Bartoli, I, f75) per Ia gran pratica ob'egli aTeva iJI fabbricare certe flnte gemme pel' n Teatro, delle quali faceya uno lpacciO grandissimo, e se ne Pl'Ovadevano non solo i Comici, ma ancora i Musici ad i Ballerini pel' Ol'lW'8 gli abiti delle Opere musi-

can e delle ~e~.

• n Ric:coboDi. (TIL ItAJ1.. I. 73 egg.) dice che V81'8O it 1680 Ii comiJl· ci6 a mancare di buoDi. aUori. Secondo lui Ia sola Compapia Cald8l'ODi. «daua ce&te affreuse decadence coneerva Ia mod.tie 8Ul' Ie Th6ltru. • Veil. Bu.TOLI, op. eit., I. 195.

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CL

INTRODUZIONE

almeno un elenco, a volo d'uccelIo. Nel secolo XVII ci mono i Comici AffeWmati, 1 i Oomici .BiBoluti, I i Comici Spensi8rati, a i Oomici.Acctai! Si ha memoria di una Compagnia che intomo al 1650 era diretta da un Fabrizio napoletano, e gUava per il regno di Napoli! Abbiamo gi& ricordata poco sopra la -Compagnia Calderoni. Ad essa si unl quella di Pietro Cotta, il primo attore del suo tempo, come 10 chiama il Riccoboni. •
I Erano a Bologna nel carnevale del 1634. Ne f'8.ce,ano parte G. B. Fiorillo. TrappoliflO; SUvio Fiorillo. CGpitGno MatGmorol; Isabella, Chieea, Fiammetta, MaldoUi. I RecitO tra eaai SUvio Fiorillo. • Ne reca parte Maria Malloni. 1 Faron direUi da Pier Maria Cecchlni, ed ebbero Silvio Fiorillo, Flaminia prima donna ed alm Erano a Milano nel 1609. I Appartenne ad eBI8. Niccol6 Biancolelli. • Op. ciL, I, 74. - Trovo memoria di molti comici del aecolo XVII nella Crvnturoria dA TtI4tri Ili Mot.fmG dill JLG AkuGndro t1Gnditti, Modena, 1873. Coel al TtI4tro Com,,,.ale Vecchio in via Emilia cnal 1665 recitarono e fecaro Balti Vi1lal7U"o TaielChi, Maria sua moglie ed ala gente. Net 1666 recitarono PaaquiflO e F/orittd/). Nel 1668 reeitarono f1totuUlino, Mauririo, r ImpoliCG, la OortJlitta, la Citttia ad altri. Nel 1669 recitarono d' ordine della Serenissima Dncheua i comici FiGlca, Lt14nllro ed altri. Net 1673 recitarono &:tIrnechiG, i\ FitUlin Romano eel altri lO. Nel 1675 la c Oompagnia del Serenissimo Signor Duca lO era composta dei seguenti soggetti: FlaminiG, Marta Fiala modenese - CapiCGno Spagnuolo, IUO marito Giuseppe Fiala napoletano - GfotItUlino, C0stantino Costantini Yeronese - Ctwalli_, Bua moglie, Domenica veronese - ViUOriG, Teodora Areliari bolognese - LUOCIJ, IUO marito degli Areliari ventino - PattCGioM, Antonio Rlccoboni veneziano - DotttINI, Gi1lB8ppe Orlandi rerrareae - Finocchio, Gio. Andrea Cimadori Cerrarese - OrGm, Bernardo Narisi genoveae - Florindo, Domenico Pannini napoletano. - A\I'anno 1703 trovo: cI Cantambanchi che Ii ritrovano in questa Citta, capo de' quaJi II il .lNncatrippe (che per mostrar buono n IUO rimedio delle scotta&ure B' era scottata con pece la schiena) , Canno ogui sera Commedia al Teatro FontanelJi lO (I, 89). Nel sec. XVII accanto ai comici di pror_ione troviamo i Dilettanti. AI Tt14WO Ili Corte di Modena il 13 mano 1686 fU recitato L' BW.,.. 04M Gli Inganni dIIllca MGlCMm. Drc&mma del Conte G. B. RDBatIlli Gtmuini, dai Beguenti interlocutori: Giow, Oolite AnteDore Cimicelli Gentiluomo di Camera del Principe RInaldo.

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INTRODUZIONE

eLI

Per il s8Colo UDI si puo dare 1& nota di molte Compagnie e degli attori che vi recitarono:
OoKPAGHIA. DI PIBTBO ],tOSSI l

Uomilti - Pietro Adolfatti - Giuseppe Azzalli - Gaspare Bellentani - Claudio Borghieri - Francesco Bartoli - Pietro Calici - Ignazio Casanova - Ferdinando Colombo - Antonio Fiorilli - Giovanni Fortunati - Giacomo Girel1i - Carlo Giussani - Luigi Gritti - Lucio Landi Francesco Lausti - Carlo Magni - Mariano Mantovani - G. B. Manzoni - Luigi Mazzocchi - Pietro MazzottiNicola Menicbelli - Cristoforo Merli - Cammillo Missien - Andrea Nelvi - Felicino Sacchetto - Girolamo Pozzi
Pal,.. Conte Gio. Battiata Ronchi.
v~. Conte Ippolito Carandini. Amore. Marchese Giulio FontanelH. PZutmfe. Conte Antenore CimicelH luddetto. GloriG. Conte Francesco Cimicelli. PaM. Conte Ippolito Carandinl. AI14g~na. Gio. BaUiata Frignani Scadiere del Principe Rinaldo. BHtrea. Regina di Cipro. Conte Antonio Scapinelli Gentiluomo di Qunera del Principe Cesare. Celinda Ina IOrella. CaYaliere Nicol6 Antonio Martelli. Corimllo loro Zio. Carlo Forni Scadiero di S. A. SereniI8Ima. Clllante. Marchese FranClllCO Saerati Oentiluomo di Camera aegreta di S. A. Sereniuima. Ortmte lOtto nome eli Clitarco. Conte Ernesto Seui di Rolo Genu. luolDO di Camera aegreta di S. A. SerenilBima. Dalilo Paggio di Corte. Conte FranClllCO Cimice1li. Grillo servo facet.o d'Oronte, Conte AltoDBO Bernardi Gentiluomo di Camara del Principe Cesare. Bravi un ballo di Spiriti, nn combaUimento, ad un balleUo Ilnale Oft pare agiftllO i Cavalieri eli Corte. Aim Dileltmali reci&arono nel 1753 i1 Muzio SMIoll.l al TIJGtro del eon.,10 dl Ban Carlo. Erano convittori eli 8BIO Collegio, tra i quali noIiamo n JlarcAaIl Al1Mrico .lfIten# MalaIpi_ d' OlifJOlI.I, il Conte Fi-

lippo Cieognara Cerrareae ecc. • Bra eli Venezia. Recilb dapprima nella Compagn", di INnc&fCO Bcrri, e dopo la morte eli quesd puec\ capo comico.

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CLII

INTRODUZIONE

- Leopoldo Maria Scherli - Francesco Sgarri - Paolo Tremori - Giovanni Valentini - Alberto Ugolini. Donne - Giustina Cavalieri - Caterina Fiorilli - Caterina Manzoni - Regina Marchesini - "Anna Perelli Teodora Ricci Bartoli ~ Maddalena Rossi - Brigida Sacchi - Faustina Tesi - Vincenza Tremori.
COJIPAGNIA DX GIBOLAJlO MBDBBACH
I

Uomini - Bartolommeo Andolfati - CeSare D' Arbes - Carlo Battaglia - Luigi Bissoni - Claudio Borghieri - Girolamo Brandi - Antonio C~erani - Bartolommeo Camerani - Ignazio Casanova - Antonio Collalto - Antonio Fiorilli - Gaetano Fiorio - Carlo Giovannoni Carlo Giussani - Giambattista Gozzi - Lucio Landi Domenico Lucchesi - Giuseppe Majani - Giuseppe Marliani - Gaspare Marzocchi - Cristoforo Merli - Tommaso Monti - Giuseppe Pelandi - Felice Sacchi - Bartolommeo Savj - Lodovico Tassi - Antonio Tomasoli - Giacomo Torri - Bonifazio Valenfeld - Alberto UgoliniSante Vitali - Atanasio Zanoni. Donf16 - Teresa Andolfati - Elisabetta BorghieriLaura Checcati - Caterina Fiorilli - Margherita Garardina - Caterina "Landi - Maddalena Marliani - Elisabetta Martorini - Teodora Medebach - Emilia Ricci - Marianna Ricci - Brigida Sacchi - Rosa Scalabrini Medebach Faustina Tesi - Francesc& Torri.
COJIPAGNIA DX

AnoNIo

BACCHI I

Uomw - CelSare D' Arbes - Domenico Bal'lJ&nti Francesco Bartoli :- Lorenzo Benotto - Luigi Benedetti - Gaetano Casali - Ignazio Casanova - Carlo Coralli I Ved. BARTOLI, op. oiL, n, 39." • Ved. BAaTOLI, op. ciL, II, 143.

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INTBODUZIONB

Agostino Fiorilli - Gaetano Fiorio - Rodrigo Lombardi - Domenico Lucchesi - Giuli9 Minelli - Antonio Nardi - Francesco Pozzi - Giambattista Rotti - Giuseppe Simonetti - Bartolommeo Tomasi - Antonio Tomasoli Giovanni Valentini - Carlo Veronesi - Antonio Vitalba - Giovanni Vitalba - Sante Vitali - Petronio ZanariniAtanasio Zanoni~ Domae - Lodovica Bassi - Antonia Bernaroli - Regina Marchesini - Elisabetta Marchesini - Angela Menicucci - Emilia Ricci - Marianna Ricci - Teodora Ricci Bartoli - Giovanna Sacchi Vitalba - Adriana Bacchi Zanoni - Chiara Simonetti Benedetti.
COIIPAGNU DIL TUTKO SAN LUCA DI VINUIA

Uomifti - Giuseppe Angeleri t - Fausto Bonomi Felice Bonomi - Vincenzo Bugani - Giuseppe Campioni - Giovanni Canzaghi - Francesco Cattoli - Francesco Falchi - Giambattista Garelli - Lucio Landi - Francesco Majani - Giambattista Manzoni - Antonio Martelli Giovanni Marzocchi - Pompilio Miti - Lodovico Nicoli - Antonio Maria Piva - Antonio Rubini - Francesco Rubini - Pietro Gandini. Don", - Marta Bastona - Elisabetta Catroli - Giuatina Cavalieri - Rosa Costa - Marta Davia - Vittoria Falchi - Caterina Landi - Vittoria Miti - Giovanna Verder - Teresa Gandini - Caterina Bresciani.
COKPAGNU DI GWSIPPI LAPY t

Uomini - Cesare D' .!rbes - Antonio Belloni - GioO:: vanni Bossi - Bartolottuneo Camerani - Francesco Cevolini - Giambattista Cortesi - Gaspare Dori - Niccola
I Bra milaD8I8. Morl improvviBamente nel ranno 17M a Milano. crr. GoLDONI, MtmloritJ, t Ved. BARTOLI, op. cit., n, 285. BUO

n,

abito di Brigbella. cap. I.

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_I

CLIV

IN1'RODUZIONE

FBinetti - Giovanni Fortunati - Giacomo Girelli - Tommaso Grandi - Giuseppe Majani - Antonio Martelli Francesco Martelli - Pietro Monti - Angelo ValsecchiAlberto Ugolini. Donne - Angela Androux - Caterina Breseiani Maria Donati - Margherita Gavardina - Luigia Lapy Belloni - Caterina Manzoni - Teresa Monti Avelloni Anna Moretti.
COJlPAGNIA Dl ONOFRIO B DI FBANCBSCO PAGANINI
I

UOmini - Francesco Arrisi - Carlo Battaglia - Francesco Feferi - Giovanni Forlunati - Alessandro Gnochis - Giambattista Gozzi - Carlo Magni - Francesco Majani Mariano Mantovani - Giambattista Manzoni - Luigi Mazzocchi - Niccola MenicheI1i - Cristoforo Merli ... Antonio Maria Piva .... Francesco Pozzi - Girolamo Pozzi - Francesco Sgarri - Paolo Tremori - Giovanni Valentini Alberto Ugolini. Donne - Maddalena Battaglia - Rosa Brunelli Francesea QasaIini - Laura Checcati - Anna Corona Pa... ganini - Maddalena Corticelli - ElisabeUa Forlunati Elisabetta Gnudi - Caterina Manzoni - Luigia Marchesini .. ViUoria MaUagliani - Faustina Tesi - Francesca Torri - Maddalena Vidini.
COJlPAGNIA Dl MADDALBN.l BATTAGLIA
I

Uomini "'"""" Cesare D' Arbes - Giuseppe AzzalIi - Carlo
Battaglia - Gaspare Dori - Gaetano Fiorio - Giacomo •

Girelli .. Carlo GiUS8am - Tomn1&so Grandi - Giuseppe
Majani - Gaspare Marzocchi - Antonio Nardi - Carlo Serramondi .. Angelo Valseechi.
, Ved. • Ved.
BARTOLI, BARTOLI,

op. cil, II, 70,71. op. cil, 1,59.

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INTRODUZIONE

eLl'

DMme - Giuseppa Battaglia - Chiara Cardosi - Maddalena Marliani - Angela Menicucci - Caterina Rosa.
COJIPAGNJA. DI LUIGI PUBLLI
I

Uomini - Pietro Andolfati - Niccola Fainetti - francesco Feferi - Antonio Goldoni - Pietro Mazzotti - Pietro Panzieri - Antonio Tomasoli - Paolo Tremori. Donne - Chiara Cardosi - Margherita Garardina Anna Lampredi - Regina Marchesini - Marianna Zanotti.
COJIPA6NJA. DI GrOVANlII Ronl
t

Uomini - Pietro Andolfati - Gaetano Casali - Iacopo Corsini - Giorgio Frilli - Angiolo Marchionni - Girolamo
Sarti - Zanardi. Dotme -- Rosa Foggi - Antonia Roffi' Rossi - Zocchi Anna.
COJIPAGNJA. DI AzmUA PATBIABCHI
I

Uomini - Giovanni Androux - Ignazio Casanova Francesco D'Este'- Luigi Grobbert. Dorme - Angela. Androux - Pierina Oardosi - Anna
Landi - Marianna Zanotti.
COJIPAGNIA DI PIBTBO FRBARI'

Uomini - Camillo Federici - Nicola Menichelli Serafino Valeriani - Bonifazio Valenfeld. Dt1MI8 - Antonia Bazzigotti ~ Anna ~irelli - Giulia Pizgmiglio.
- - - - - - - - - --

----• Ved. BAa'fOLl, op. ciL, n. 82-

• Qullta Compagnia :recitava al Teatro del Cocomero eli Firenze. a La Compagnia Patriarchi :recitb prima nelTeatro della PitU... Veee1licl eli PiNnae. Poi and6 in Lombardia, in Sardegna, in Sicilia ed a
~ta.

• • n Ferrari

era eli Milano. Faceva egli Bteaao la parte deU' Arl«chino.

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CLVI

INTRODUZIONE
COIfi'AGNIA DI FAUSTIN.1 TUI
t

Uomini - Ferdinando Colombo - Luigi Delicati Gaspare Dori ":' Francesco Feferi - Antonio Fiorilli Filippo Nicolini - Giovanni Valentini - Cristoforo Merli. Donne - Pierina Cardosi - Caterina Fiorilli - Anna Lampredi· - Eugenia N azzari.
.COKPAGNIA DI NICOLA PBTBIOLI
I

Uomini - Giovanni Antonio Foresti - Giambattista Gom - Francesco Lombardi - Filippo Nicolini - Anselmo Porta - Giovanni Valentini - Agostino Zurlini. Donne - Angela Costantini - Elisabetta Gnudi Caterina Silani.
COKPAGNIA DI NICODDO

MANNI'

Luigi Lazzarini - Stefano Lombardi Gaspare Valenti. ~ne - Marg~erita Gavardina.
COIfi'AGNIA DI NICOLA MBNICHBLLl'

Uomini -

Uomini - Giuseppe Franceschini - Francesco Panazzi - Antonio Tomasoli - Bonifazio Valenfeld. Donne - Ale88andra Parisi.

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - _. ._---

I Faustina Teli recit6 Del Teatro della Sala di Bologna come Prima Donna Del 1756. Appreeso fece parte delle Compagnie Meelebach e Pietro Rossi. In eeguito mille In Compagnia e 1& direaae inlieme col Merli, girando per varie citta, come Bologna, Parma, Trieate, Milano, Breacia. Mantova. Nell777 ando a Napoli, poi in LombardiL I Era di Aquila. Faceva la parte d· IntatmaOrtJto. h, dice n Bartoli. c un taiento biDarro eel oltremodo azzardoao Del condurre 1& 811& Campamia, narrandOli di lui che fu. capace di partirai cia una Piaaa co'~ riaggi delle robe e co'pel'lOnaggi ne'caleasi, aenza aapere dove aveaae cia andare a poaarai, e aenza avere il danaro che occorreva per IIOddiafare i oarreWeri eel i vetturini ... Abbandono 1& Compagn.ia neI1765, e di eaaa ~ la direaione Gaetano Romagnoli. • ~ra fiorentino e recitava Dei ccaratteri caricati .. , circa l'anno 1765. . • Recitava 1': parte d'Arkochino. Era 8tato. prima d' aver Compagnia •. c~l. Roaai, col Baaai e col Paganini.

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INTRODUZIONE
COMP.lGmA DI PIBTBO

eLVIl

RoB.l t Carlo Coralli - Carlo Serramondi - Antonio Tomasoli. Doran. - Regina Marchesini - Teresa Monti Avenoni - Caterina Rosa Serramondi.

Uomini -

COMP.lGliU DI Ros.l B ANTONIO C.uoB.lNI

I

Uomini - Giuseppe Nanini - Antonio Tomasoli Paolo Tremori - Gaspare Valenti. Donne - Angela Menicueei - Anna Moretti - Margherit& Rebecchi.
CoMP.lGmA DI VINCUZO B.lZZIGOTTI·

Domenico Botti - Gregorio Cieuzzi - Antonio Fiorilli - Carlo Giussani - Francesco Lombardi Giuseppe Pelandi - Andrea Rossi - Alberto Ugolini. I>on. - Rosa Brambilla - Caterina Fiorilli - Elisabetta Marehesini.
OOMP.lGliU DI ANTONIO MUCBBBDU'

Uomini -

Uomini - Lorenzo Bellotto - Carlo Oampi - Fortunato Colombo - Antonio Martelli - Baldassarre Marlorini - Francesco Sgarri - Agostino Zurlini. I>on. - Lucrezia Tabuini Marehesini.

I Veneliano. Recitava da pgnraiotu. Si trattenne auai tempo nel Tirolo e nella Dalmazia. a Roia Cunerani era ferrareee, Borella di Antonio e di ~lommeo oomieo 8180 pure. a BoIogn8118. Fa alnico di Maria Grandi, detta la PeUinara. Morl nellm. a Veneziano, «Capo Comieo di buon nome, dice U Bartoli, the eon· d1lll8 una ~ppa di persoDaggi rinomati pagando tutti e non volendo DeII1IJIO in lIocietb. Morl Del 1765.

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1
CLVIII

INTRODUZIONE
I

:COIIPAGlfIA. DI DODNIco

BASSl t

Giacomo Baldaribi - Ferdinando Colombo - Luigi Delicati - Luigi Mazzocchi - Nicola MeDi.chelli - Carlo Monti. . Don'M - Gaetana Bassi - Caterina Silani.
CoIIPAGNIA. DBI CO.ICI LO.BUDI I

Uomini -

Giuseppe Azzalli - Giovanni Bossi - Pietro Andolfati - Claudio Borgbieri - Francesco Pinotti - Bartolommeo Sperandio - Paolo Tremon.
CO.PAGNIA. DI COSTANZO PIZZdIGLIO a

Gaspare Bellent&ni - Gregorio Cicuzzi Giuseppe Orsetti - Andrea Rossi. Donne - Rosa Pizzamiglio.
COJlPAGlfIA. DBL TUTRo SAN SAIWILB DI VINIZIA'

Uomini -

Uomini - Giuseppe Imer' - Giovanni Vitalba - Francesco Collinetti - Giuseppe Simonetti - Golinetti - Compagnoni - Francesco Lombardi - Felice Sacchi. Donne •- Cecilia Collucci - Marta Bastona - Passalacqua • - Casanova.
I

.

Fu per varj anni al teatro San Caaaiano di VeneUa. Mor! vecchio

ne1 177'I La dirigeva Tommuo Grandi detto il Pettinaro. • Cremoneae. RecitO nelle Compagnie Dual e Rolli. Piacque molto al teatro San Cuaiano di Venezia, nella parte di SifllOlll. Dopo preee Ja maschara del BrigheUa. • Apparteneva alia f'amiglia dei nobili Grimani. • Bra direttore della Compagnia. Di lui parla il Goldoni (MII'JIDr'N. i, 149 agg.). Bra U padre di quella Tere... Imer &mate dal vecchio aenatore Malipiero, eli cui parla il Casanova, JIMnoiru, I, cap. IV, p. 63, e ill alm luorhi del libro. • Ved. GoLDONI, Memorie, I, 165 agg.

.no

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INTBODUZIONE
COKPAGNU DI FRANcIsco BUTl'

CLI%'

U011lini - Bartolomeo Andolfati - Carlo Magni Antonio Maria Piva - Giovanni Rossi. Donne - Caterina Berti.
COJlPAGNLl DI Pono COLOIIBINI
I

Uomini Donne -

Giulio Giulietti - Domenico Lucchesi. Anna Colombini.
COKPAGNLl Dl

VINCINZO BUGANI' Cesare D' Arbes - Ignazio Casanova Tommaso Grandi - Domenico Lucehesi. Donne - Giustina Cavalieri.

Uomini -

COJIPAGNU DI GmOLAJlO BBAl!fDl'

Giambattista Cortesi - Bonifazio Valenfeld.
CODAGNIA Dl FILIPPO COLLUCCI'

Cecilia Collucci - Lucrezia Fortunati.
COID'AGNLl DI ALESSANDRO GNOCB18'

Filippo Nicolini - Leonilda Jacomucoi - Marianna Zanotti.
CoDAGNLl DI GnRoLE COSTANTDfI 7

Tommaso Monti - Alberto Ugolini.
I VicenliDo. PrIori Del 1756. La Compapia pasa6 a Pietro Rolli. • Vicen&ino. Era una Compagnia poco atima~. • PadOVllJlo. La Compagnia Bugani Ii uni alia Compapia Battaglia. , VicentiDo. Pare che quello di Brandi (0888 un peeudoDimo, e che .i chi.m·.... Cucano. • Romano. Smile poi eli rare il comico per eliventare maestro eli lCUola a Veneaia. Morl nel 1763. I Berpma&co. Si chiamava A1bergheUi. Quello eli GfllJCi&u era un peen-

donimo. , Veron818. Parlava varie Iiagua. c Fu chiamato al aervizio eli D. Carlo Be eli Napoli, il quale ebbe a elirgli un giorno: Voi Bieta un palito AIleechino .. (BARTOLI, I, 189). Morl Del 1757.

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CLX

INTRODUZIONE
COJIPAGNU DI G.u:TANO

Ro....GNOLI I
VDINI I

Carlo Monti - Filippo Nicolini.
COJIPAGNU DI FBDBLB

Anna Lampredi.
COKPAGllIA Dl GIUSBPPB PUNIZZA..· COKPAGNU Dl FLORINDO DB'MAcCRBROllI. • COKPAGNU DI FRANCISCO P ANA.ZZI I

Uomini - Francesco Ramuzzi - Camillo Misieri Francesco Avisi - (ijovanni Panottini - Francesco Falchi - Antonio Falchi - Bartolo Andolfati - Vincenzo Gnudi. Donne - Chiara Cordosi - Paolina Gnudi - Francesca Andolfati - Brigida Misieri.
COJ[PAGNU Dl GWSBPPB PBLLANDI. • COJIPAGNU DI

~TA

COLLIOllI. '

COKPAGNIA NBGRINJ.·

Morto nel 1776. Morto nel 1'781. I Bologneae. Recitava cia donna. Face la parte eli Zaira nella bagedia di Voltaire. Faceva anche cia Big_ pg,qICino, ridicolo perIOIlanio. Mort nel 1775. , Napoletano. Fu chiamato con qU8I1o nome per la paaaione che aveva eli mangiar maccb.eroDi. c Nel (JrsJ& Cor&lIitGto tli Pie,", Ii portava beD condi&i nelle aaccoccie dell'abito, e mangiavali I8nl& sogeaione a l _ in m8llO alia ecena" (B.lllTOLl, n, 3). La Compagnia di Florindo fU quella colla qnale viaggio il Ooldoni in barca cia Rimini a Cbioggla. (MeI I

morU, I, cap. 4,5). • GANDIlfI, Croftin. dei Tecm-i di Mocfmt.a, I, 12'7. - Era a Modena nel 1777. Oft'. BolllTOLI, op. ciL, n, '76. • GAMDIlfI, op. ciL, I, 138. Oft'. BAR.TOLI, op. ciL, n, 81. Era a M0dena Del 1'785. , GAMDIlfI, op. ciL, I, 161, 186. - Fu a Modena nell'796 e 1'799. In q_t' ultimo anno recit6 ana commedia intilolata II MlIJerimotlio llbrIIJioo, oaaia 1A. SinagogllJ, che auacit6 gravi diaordini. • lvi, I, 189.

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INTRODUZIONE
COJIPAGlI'L&. DII' BOLOGIOSI

CLXI

Bernaroli Antonia.
CoJIPAGHL&. DI AxTOHlO FIOBILLI. 1 COJIPAGHIA DI

RoSA.

BIWIBILLA

I

Giuseppe Dardanelli.
COJIPAGHL&. DB! COJlICI DilL GBA.lI'D110A DI TOSOAlI'A.

Domenico Forlunati. I

MAssmo FBBBABB8I' Elisabetta Ferraresi Forlunati - Giovanni Forlunati.
COJIPAGlOA. DI

Dopo questo eleneo delle Compagnie aggiungWno i nomi dei principali attori che reeitarono sotto Ie varie maschere.

P AlI'TALOll'B Giulio Paaquati di Padova. Entro nella Compagnia
dei Gelori l' anno 1578. E rieordato dall' Andreini I e dal Ganroni. 1 . D Braga.' Reeitava nella Compagnia di Adriano Valenni l' anno 1588. Luigi Bmotti di Vieenza. Era nei Fedeli Panno 1630.8 0ialacB Arrighi. Era nella Compagnia detta di Mazarino. •
I

Napoletano. lIIori

De11~

• Bra llglia di Maria Grandi. • lIIori in~rno a1 1744
, lIIorll'aooo 1767. I Bra•• • , Cap. 8pGo.,
I Pitu~.

RagiOD. XIV.

Utal•. , 370. , Coello chiama i1 Quadrio, op. ciL, p. 237. n Bartoli invece: • &1m, op. cit., 0, 21. I hi.

B.,.,•.

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CLXII

~TRODUZIONE

di questo attore. Secondo alcuni egli era nella Compagnia che comincio Ie sue recite a Parigi il 13 agosto 1653. Nel 1670 non era pin 81 teatro, foss' egli morto 0 Ii fosse ritirato. Antonio Riccoboni. n padre di Luigi. Reeitava a Modena quando il re Luigi XIV 10 domando a quel Duca per 1& Compagnia Italiana di Parigi. Ma il comico ricuso di lasciare la piccola Corte Modenese per quella di Versa.illes. I Luigi Berlucci e GiotJanm CreviUi (1712), nella Qompagnia d' Ottat>io. I

Turi. Pochissimo

e noto

Tortillon ace. _. I SAND, op. cit., n, 24. Quest' Ottatlio era il nome di teatro di Gio. vambattiata Costantini di Verona, fratello di Mezzettino. Non e senD interesse la etoria di queeto commediante. • En 1697 les Com6diena It. liens ayant 6&6 cong6di611 par onlre du Roi, O'?tave revint .. VlIrone 1& patrie, et troun l'oocaBion de rendre des I81'vioea importans aux GlInl!raUlt des Ann6es de France, au commencement de la guerre de 1701, ce qui Cut cause que lIB Impllriaux Brent un dllglt notable dane 888 bien&. Cea faits IOnt prouv611 par une atteetation en forme, qui eet entre lee maine de Mademoieelle Belmont (Elisabeth Costantini) 8& ftlle, dont void la copie: Le Chevalier de Lieliere envoy6 par Ie Roi en Italie, pour reconnoitre lee pOltee, lee campemena et lee marchee des ennemie, cerUBe que Ie Bleur Conetantini Octave, Gentilhomme de ViIrone, a donn6 des preuvee e8l8Dtiellee de IOn sele et de IOn attachement pour la France, ayant fait plueieurs voyagee par onlre dee G6n6raux, et BI utilee, qu'U a 6&6 Ie premier qui a donn6 l'avis de la marche dee enoemia en Italie, ce qu'U a fait .. sel depenl ecc. - Octave ravint .. Paris au commencement de l'ann6e 1708 ...• et obtint une inspection surtoutea lee barrierea de Paris, et cet emploi _ consid6rable, Ie mit en 6tat d'entreprendre no apectacle d'Op6ra Comique au Foires de Saint Germain et de Saint Laurent. Ce Cut en 1712 qu'Octava forma cette entreprise, et qu'illa 106unt avec das IUcc8a divers. Maia anBn la Cortuna lui devint BI connre, que CaiBant beaucoup da depense at peu da racette, il Cut Corc6 apres la Foin da Saint Germain 1716 d' abandonoar IOn antreprise at de vendre la plus grande partie de _ elrets, pour payer 888 creanciers lee plus p~vUegi611 ,.

I .C'est alors, dice SAND, n, 22, .que lee rOles changerent de nom lur la ecene italienne de Pari.. Danl lea canevaa de Ghemrdi il n'y a pas un II8I1l PantGlon. Ce type devient Geron"', Oronu, Broctmlift,

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INTBODUZIONE

CLxm

PWtro .£IHwglatti di Venezia. t PWtro Pag1attti. Reeito la. prima volta come Pantalone al Teatro Italiano di Parigi I' anno 1720. Mod nel 1782. I Fa6io 8tit:otti. Entro nella Compagnia Italiana di Parigi nell'anno 1729, come PNrrot, 8ueeedendo a Giuseppe Giarantoni. N el 82 comineio a reeitare come PatttaltnN. MOll nel 174:1. Aleuni dicono ehe f088e un gentUuomo del Friuli. Altri ehe n&8eesse da madamigella Sticotti CIUlfiatrice della Compagnia Botto U nome di Cantarina.· Otwlo Ymmtle. Chi 10 dice nato a Verona, chi a Venezia' chi a Firenze. Reeito prima come Intlawwato in Italia: a Venma nel 1782; a Modena nel 1789, ed altrove.' Fu rieevuto nel 44 al Teatro Italiano di Parigi, e la. prima eommedia che vi reeitO fu Le double Manage
/&foi,.. ". I' .ttcim ~,.. IIGI., 360. - Ved. anche ilAOlfIN, IlNl. tla M'III"ionnettu '" ~, pag. 152. CAIIPAIUIOIf, Lu Co~ "" Roi de lG Troupe IlGlimne, I, 139. • Nel ~ de .ftota_, janv. 1131: «Lea Comediena l&allenlont perdu de leurs meilleUl'l aujeta, en 1a personne de Pierre Alborgheti, .... qui mourut Ie 4 de ce moil, age d' environ cinquante cinq ani, apres IIIl8 longue maladi.. C'lItoit un homme d' une probite I'8COnnue, et un excel· lent Injet danl sa prof_on. n jouoit ordinairement danl lea pieces Ita· liennea en habit de noble V6nitien, et IOU Ie masque, d'une maniere inimitable. Lea amateUl'l de 1a ComMie l&alienne Ie regrettent fort. Son jft 6toil naturel, plein d' action, animll et dana Ie vrai goat de .on paya •• err. DiI:tima. _ Th., I, 32. • Nel M'IIrcu,.e iU .ftota_, nov. 1732, Ii lege del Paghetti: «il parloit 6galement bien Ie fran90ia at l'ita1ien; on n'a pere va d'acteurs ruaembler tant de &alena pour Ie ThlIltre et pour tontea IOrtea de 1'61.. , lie quelques carac&8rea qu'i" filuent; at quoiqu'il ne fut pu d'nne figure ni d' nne taiUe avanlBpUae, II lea jouoit avec une jUlteaae et une pr6ciBion qui De laiuoit nen • deairer •• I err. Dicaiman. _ Til., V, 143; SAIfD, n, 25; JAL, Dictio,.,.. Ile Biog,.. ec '" HUf., p. 1150; HUt. Anecd. "" TIl. IIGI., V, IK). • Tutti iii ricordano che Carlo Veron... era direttore e comico della Compagnia che Ii trovava a Feltre, quando n Ooldoni vi ando ooadiutore del CuceUiere criminal•• E dal Goldoni impariamo che n Veron... aveva an occhio di vetro. M'~, I, cap. IK).

run

ant.

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OLXIV

INTRQDUZIONE

rr Arlequin.'

Abbiamo gia detto indietro che 8CriBBe molte commedie. Morl nel 1762. • Antonio Oollalto. Dopo aver recitato in ltalia, e 8pecialmente Ie oommedie del Goldoni I 001 Medeba.ch, ando a Parigi nel 1770 e vi mod nel 78. Nell' atto di morte e chiamato c Antoine Mattiucy Collalto.· Cesare D' AM, di Venezia. Faceva il Pantalone nella Compagnia Medeba.ch, e recito molte oommedie del Gol· doni, il quale scMe per lui il Tonin bella grazia e il 80netto del Paronsin.· P80880 poi in altre Compagnie. Morl nel 1778. Sembra. che f088e il primo Panta'lone del 8UO tempo.' Luigi Pazetti, di Venezia. Recito a Parigi al Tea.tro Italiano 1a prima volta nel 1740.' Giambattista GoSft di Venezia. Fu in varie Compagnie. Apparteneva a buona famiglia, ed era uomo di qualche cultura.. Paolo Tremon, di Udine. GittMppe Francescl&ini. Era figliuolo del Franceschini, detto Argante. Recitava 8pecialmente Ie oommedie im· provvise. Luigi BiBBoni, di Venezia. Morl nel 1781. Antonio Fioretti. Mod nel 1761. Giambattista Cortesi.
Ved. lA .MWClIIN 1M .lih&_, mai 17«, 287l. Ved. ~, I, cap. 60. I err. JAL, op. cit., 401; SAMD, op. cit., n, 25-116; B...aToLI, op. cit., I, 173-4. , Si trova nel BUTOLI, op. cit., I, 47. - Fu di receute riltampato nelle LefUH di Corio GoldMti COft Pre~ tI NfM di G. JL Ur6cmi dtI Ghtlltof, Ven.ia, 1880, pag. 18. • Vedi OoLDON., .Mtlmoritl, I, cap. 59; BuTOLI. op. cit., I, 48, 49. • .Diccitmn. du TA., IV, 84. - Dave _1'8 quello ateeao ahe U Bartoli chiama LrJdooico .Pudti, e del Quale dice ahe cantava anebe negli InttIrmU.d, e ahe mori vecchio e povero a Ven.ia Del 1781.
I
I

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INTRODUZIONE

CLXV

Pittro Rosa, di Venezia.

n

Goldoni scnsse per lui 1&

parte del IIignor Tomio nel Torquato TaBBO.

PUtro Spolf}erini. Recito specialmente nei teatri' di Napoli e in Sicilia. Morl circa nel 1788. GiorKJmbatti8ta Garelli, di Venezia. Lochiamavano il PaJflalone eloqvente. Recitava &Dche BOtto la maBchera di Tract:agnino. Ri1taltMJ Mumi, di Venezia. IMigi G1'itti, di Venezia. Recit&va &Dche da Brig1uJlla. Bartolommeo Amlolfati, di Vicenza. Lorenzo Btillotto detto T_taO, di Venezia. Morl nel 1766. A1Itonio Fwramonti, di Verona. Fu molto abile-. c n eolmo, dice il Bartoli, delle sue comiche fatiche fu iniomo al 1750. I Francaco CoUinetti, di Venezia. Fu molto applaudito. Morl circa l' anno 1767 . .Francesco Rubini, di Mantova. Per lui il Goldoni acrisse 1& parte del Signor .A1JJerto nell' .Amante tli • BIe88o, e lascio questa nota nel NUODO TtJatro, vol. m: c quantunque di nascita mantovano, e non del tutto in posBeII80 della lingua veneziana, ha saputo piacere in virt'h clel suo talento e della sua buona grazia ». Morl ne11754. .Antonio Maria Pif}a, di Padova. Morl ne11768. Barlolotmneo Tomasi, di Ferrara. Giulio Minelli, di Venezia, c gran lazzista», dice i1

Bartoli.
DOTTOBB

Lucio Burchiella. Faceva parte dei Gelosi. Lotlotneo di JJiancM, &Dch'egli dei Gelo8i.

- -------------------I n Goldoni era col Ferramonti quando lu an'ealato al primo p08to
nanzato delle lortiflcuioni di Rimini. Ved. .Mmaorle, I, cap. 45.

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CLXVI

INTRODUZIONE

Bmaardino Lombardi. Faceva parte dei Comiei Con{itknti. GiofHMmi Battista Angelo Ago6w Lolli, di Bologna. Rappresentava la parte del Dottor6 Graziano JJaloardtJ. Mod nel 1702. I Girolamo 0Iai68a, in oommedia Dottor GrariMao dt Yioloni. Visse circa ne11630. I GiofJaMi Paderna, di Bologna. Aveva studiato pitturt., e tomo ad esercitare con lode quest' arte quando dove abbandonare per salute la professione comica. Vl88e circa il 1660.' Pietro Bagliani. Faceva parte dei Oomici Uniti circa nel 1628. In oommedia si chiamava Dottor GrlfSiatto ForbizoM da Franoolino. Mart! Antonio Romagnm, di Roma. Dopo aver rappresentato a Parigi la parte di Primo Innamora16 (Cintio) , succede al Lolli neUa parte di Dottor Graziano, ne11697. ~
I

JilL,

OPe

ci&., '79S.

narrato da Beltrame, n quale I'inteee dai Comico Dottor Violone e qoeeto l' ha narrato anche a me come testimonio eli pre88nl&, occoree a Capo d'Orlando, ove da una fortuna eli mare eequeatrata una Compagnia eli Comici, trov6 che \' atbergo era occupato per riapetto dell' arrivo di Monlignore in visita, col quale el'&1lo quattro veneraneli Relisi08i. n huon Prelato f808 amnger la sua Corte e dar luogo a'Comici,e con parte de'regali preaentati a lui IOVYenne a\\a lor poca provvilione. n tempo con \' asprena eel il mare con la tempesta tolse la facolta di viaggiare a tutti: i Comiai oft'rirolio un poco di ricreuione at Prelato lor benefattore, egli" Ii compiacque d' accettarla. II primo giorno Ii face la Commadia coai: ~onlignore sedeva avanti la porta di una camera; i Re1igioai venerandi sedevano dentro con la porta non aft'atto chiua: ma chef a meuo dell' alione la camera riauonava per l' applanao e la porte era spa\ancata. II giorno appreaao quei veneNlldi eede&tAlro fuori, ad n terIo IOllecitarono i Comiai a dar toeto iDcominciamento •. • BAaToLl, op. cit., n, , n Romagaeli ad it Lolli erano gli ammiDiatratori della Compapia ,Iel Tea&ro (taliano di Parigi. n Ja1 (op. oiL, 1(82) ai cit qu.... prelioee
C880

• Il: ricordato anche dal Qaadrio, op. ait., m, 239. n Barbieri, 8Nppl. ricorr., e r OUOnelli emf. mod., raccontano questo fatto: • n eecondo

n.

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INTRODUZJONE

CLXVII

GimHmbaltista Paghetti, figlio di Pietro. I
~

8tMJorifai. I

FrtJnct8CO Matwaai di Milano. Entro nella Compagnia del Reggente il 1716 e vi rimase fiao alI73~, anno nel
quale morl.· GioMnrai Camillo

ecm.aglti. '

notizie: c Je trouve dan. un des regiltrell des Men"", pour l' ann. 1691 11, 476), I. articles Buivantl! qui I. nommeDt: . Au s... Angelo l.olli et Marc' ADtonio Romagnelli, comMien. ita\jenB, la lIOIDDle de 3750 I. pour la peosion de la troupe pendant Ie quartier de janvier 16110, .uivant leur quiUlmce du 14 aoat 16111. - Poor I. quertien d'aml, joillet et octobre js voil d. mentiooB Bemblabl•. La peDBIon d. lta\jens etait done de 15,500 I. par an,.. - n RomagoeBi fu YeflO il 1689 mandato ill lta1ia da Colbert, per cercai'e DUovi attori onde coapletare la Compagnia. II Jal pubblica la lettera colla quale erli chiedeva un pullll.porto e quelqull pt1tik _ _ d' Grgent pour me defl'rtJ1ler, CtJ,. .Vouierw Ocltml " ft& 200 UCU6, et il n' at GI14 qu' 4 BouhlgM et 4 VeniN. - n Campardon (op. oil, 11,1(9) puhblioa la Plaink ren"- ptW M. Marc Antoine BMIulgnui, dit CintJaio, IGnt pour 11li qlUl pou,. pluift&,.. de . . CtJmtJrtJde6, contre di_. GUtru comedien. de 14 mime 1f'OUpt1 _ ftljet du li_ d' B'rItJrillu G1aer&rdi intitule: ~ Italien. Pubblica ancora r tJP't'II ' " lJotaMl pf'iw, Del quale si dice cbe Ie Boi .... " ordonne et ordonne qlUl Ie pf'ifJil4ge 06tenu pG,' . Ie die GMHrdi Ie 24 "",i tlernier pour impf'imer Ie Ii_ dont ut 'luutitm, .,.. ""PpM't4. Fait _ MGjut4 d4(e- (JUdit G1aer&rdi, 4 Gvil14_ de Luyne, libNliN, et .- IoU G1Ifru fltJ .' en MJf"OW ni de (GiN _cun d4bit du e_plairu dud;t Ii_,'- paM de 1500 Ii_ tI' GIftf/tlrU, Ilt 4 cet elfet que 14 p14I1CM en 6tJr(I rompue. Ordonne StJ .Vr.;Ut4 que Ie. li_ _in. et NquuW. ettJnt u "",in. du Auiuier., ..eront f'tnIIV en «Ita du nappli4uu ecc. . I E ricordato con lode dal Riccoboni, Ew,. du n. IIGI., I, 73. t Ancb'8I8O riconlato clal Riccoboni, ivi. • Ved. DU:tioIm. du TA., m, 347; e Mllf'CUNIfltJlNn«, dtlc.I738. n Gueulle&te eomuni~ qu.te notiue ai FrateUi Parfait: cF. III. &toit un groe homme court, ayant de 1'88pril n m'a elit que daB. . . jeunease it avoit jou6 I. rol. d' Arlequill ; c' e&oit UD t.rilB-hoDnAte homme, vivant 1"4ipli6remellt et Cort charitable •.•. Apre. la mort de Pietro Alborghetti il 6poUlla .. venve, dan. la Beole iDtentiOD de lai Wre du bien •• , Fa, dice it Bartoli, op. cit., I, 153, c l' introduttore dello apiritoso carauere di lInJl1CUIf ItalitmtJlo, cbe Ca poi da altri comici imitato 8 ... guito -.
(Arch. de l'Empire,

to11i-.

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CLXVIlI

INTRODUZIONE

lA.Izi. 1
BonafJmtura

:&n.oszi. Entro nella Compagnia Italiana

di Parigi il 1788 e morl nel 74. Era fratello di Rosa Benozzi, al teatro SilfJia, moglie di Giuseppe Bailetti.'

Era anche buon musicista.· Pietro Antonio VerOtle8B, figlio di Carlo, nacque a. Venezia nel 1732, morl nel 76. Recito la prima volta. al Teatro Italiano di Parigi il 17 luglio 1754, nella commedia LIt double mariagB tI Arlequin. ' Rubini. Esercitava, dice il Goldoni c I'impiego di Dottore della Commedia Italiana:t, a Parigi. • Serafino Val8riani.· Claudio Borghim, di Bologna. ' Alberto Ugolini, di Bologna.. Dopo aver recitata. la parte del DottorB, passO, e con esito migliore, a quella dell'InMmorato. Giacomo Torri, di Milano. Morl. ne11778. Lodooico Nicoli. Tatarone. c Soprannome di un comico bolognese, che recito nella maschera di DottorB :to Morl nell750 circa.' Rodrigo Lombardi, di Bologna. n Gozzi 10 dice c valente Dottoru.' Lodooico TaBBi, di Modena. Morl nel 1769. • Mammo Ferraresi. Morl. nel 1767. Pietro Calici, di Bologna. GiofJanni Marzocchi, di Bologna. Morl ne11772.
I

I
I


, • •

Lo ricorda il SAND. op. cit.. II. 35. J.t.L. op. cit.. 194. Dierwnn. du 1.419. JAL. op. cit.. 1259. - .Dierwnn. du VI. 141. JlMIIOf'k. 117. BUTOLI. op. cit.. II. 21)9. Ivi. hi. 247. Appmtlice til Rllgioftllm. i"fllmuo. IV. 41.

n.

n.

n.

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lNTRODUZIONE

CLXIX

Luigi Mazzocchi 1 di Mantova. Ferramonti, detto il Goboo. Fioriva sulla meta del aecolo um. Antonio Tomasoli, di Bologna. Recitb con molta grazia 1& parte del Dottore. - c Egli reeita anehe, dice il Bartoli, &enza la maschera alcune pam di vario C&rattare,. sapendosi adattare a far di tutto sufticientemente. Rappresenta talvolta un ridieolo personaggio, chiamandosi Lattanzio Me8COlotti ». GirolaffW Po"i, di Bologna. Tommaso Monti, di Bologna. Fu un ottimo attore. Morl nel 1750. .Andrea Nelm. Recitava anehe la parte del Brighella e quella dell' Ebr80. Morl nel 1768.
GitUJeppe Lan. YmCMSO Gnudi, di Bologna. Recitava anche sotto la

maschera di Brig1tella. Gaetano Diolaiti, di Bologna. c Fu un bravissimo Dottore, il quale molto aifaticossi per dare alsuo carattere scenico delle nuove grazie ».'
CAPITANO

Fra7lClBCO Andreini, Capitano SpafJtmto, nei Gelosi. Fabrizio De Fornaris, di Napoli, Capitano Coccodnllo,
nei Comici Confidenti. Andb a Parigi nel 1584. Morl ne11637! SilfJio Fiorillo di Napoli, Capitano MattaffWr08. Feee parte delle Compagnie degli ACC8Bi, degli A/fezionati e dei Risoluti. Era a Napoli nel 1584. Fu anche in Lombardia nei priIni anni del secolo xm. Di lui dice Pier Maria Cecchini che c per fare il Capitano spagnuolo non
I

BARTOLI,

2 BARTOLI,

op. cit-, I, 197. op. cit., I, 230;

t

SAND,

op. cit., I, 195.
XI

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CLXX

INTRODUZIONE

ha avuto chi 10 avanzi et forse pochi che 10 agguaglino ».' Girolamo Gaf)(Jrini, I di Ferrara Capitano RinoceroJfte, della Compagnia dei Fetkli, andb a Parigi nel 1621 e nel 1624. Giuseppe Bianchi, Capitano Spezzaferro, ando a Parigi nel 1639 e nelI645. Francesco Manzani, Capitano Terremoto. Visse alla meta del sec. XVII. Nicola Boniti, di Napoli, Capitano Spacca. Morl nel 1750 circa.
SCA.RAlI1JCCIA

II creatore della maschera dello Scaramuccia' fa Tiberio Fiorilli di Napoli, la cui vita fu scritta da Angelo Constantini.' Egli nacque nel 1608, e morl ne11694. La
Frurti delle mod. Comm., p. 35. Prima del Oavarini, veramente, dovrebbe euere registrato it nome di Mondor, Be noi potessimo credere ch'egU foase nato a Milano e cbe recitaase c dana certainea f _ tabariniquea SOUl Ie nOlD de Rodomon',. (SAI'ID, op. cil, I, 196). Sara eaatto tatto cio' Quello solo che Doi sappuo ora COD sicnreua Ii it che Mondor, it ciarlatano della Piaua Dauphine, ai chiamava Filippo Girard, e che egU cdreeaait, chaque foil que Ie tempa Ie lui permettait. un thUtre aur quelques Wtaux, PNI de l'eodroit ou eat aujourd'hui la fODtaine monumentale elevH en 1802 • la memoire de Deaaix,.. (Ju, op. cit., 878, 1161). Intomo a Mondor e r. 1N&rin Ii veda anche un wcoletto di Georges D'Harmonville, nella .lWInce qui rit di Baumgarten (Canel, 1880), I, 20 an. I Della Scommucci" della Compagnia dei Fedeli non 80n riWlCito a troval' notizie. Solamente leggo nel Sand e nel Moland che si chiamava Goldoni. • 1A Vie d6 8cGNJmouche par "SUJur Angelo Corutantini, Comedien Ordinaire d" Roy daru "'" Troupe Italienne, lOW Ie nom de Jle6etin. - A Paris, • I'H6tel de Bourgogne et chez Claude Barbin, au PalaiB aur Ie Pel'l'On de la Sainte Chapelle, 1(. DC • xcv. - II Ubro it dedicato: A &Oft Altuu Madame. SeguODO i versi che dice 1A Cornedie prumrant Me~etin " .,n A ltuu Roy,," Madame, nei quali 8i leggono, tra gli altri, queBti:
I I

Roy,,"

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INTRODUZlONE

CLXXI

sua vita, Be possiamo credere a quello che raeconta iI Constantini, fu pien.. di avventure, fu anzi una commedia.
Bela I _bleD de tole moD paUVN Scaramouche, Qui cIea ComedIeDa a I'8IIlpCIrt6 Ie prix, At.-11 l'ait voir II1U' votre bouohe Toutee lea r - R lea rill!

VeDffODo poi i vel'Si q1Ce Jle6etin
AI__ Royale Madame, en _eM. Egli dice:

"'11 pruentfJftt 60ft

/JIlt

I'Mft"e1W dtI recikr tlewmt .on Hinoire dtI &:am-

En favour de mOD S - c b e ,

Prln_, clonn" vou. vot:r., Et v_ alo.... bleD-t,n la boucbe Au ceasenl'll plua d'-rtoie.

Sella Pref-. Meuettino mve: .. Scaramouche a esWl Bi bien danB I' esprit de CIIu:r. qui aiment les spectacles, et sa memoire est encore l1li: Ii grande recoml!l!lndation, qu' il eat inutile de Caire retIBOuYenir Ie lecteur de l' estime qu' on a toOjoura fait de ce celebre Comedien. Je dira,. seulement qu'il meritoit avec JUBtice la reputation qu'il B'estoit acquise, puiB qu'j) a esWl un des plua parfaits Pantomimes qu' on ait vtl dana ceB derni8l'll liec1es. J8 luy donne ce nom, parce qu'effectivement, a l'e:r.emple des ancien. Pantomimes, il jouoit plua d' action que de parole .... Scaramouche ne Be contentoit pas de Caire entendre les ch088B qu'il repreaentoit, mail illes ezpoBOit au:r. yeus des apeclateura, tant il avoit ran de concerter BOD diBcoOJ'll avec B88 getltea. L' on peat mGme dire que tout parloit en luy, _ pieda, B88 main., Ba tAte, et que la moindre de sea postures estoit Condee en raison ". EB88ndoBi aparBa la voce che Scaramoooia Ii era allnegato Del Rodano, Loret feee dei versi, nei qoali dice:
I.e fameu:r. 8caramoache eat mort, Lay, que l' OD IIIdImoIt I' unique ED aa profeaalon comIque, Qui coa&reflUaolt par BOD art 81 bleD Ie biase R Ie pI1Iard, 8i bleD Ie tbu, aI bien Ie laP. Bret, tout cllJ1'erent pel'llOlUlap, Qu' OD peut dire avec veritil Que aa rue iDpnuttil BD Ia ect_ thMlraJe !C' avolt polDt au moDCl d' 6gale.

In un llpiItJIIo fu acritto:
C _ Ie clel D' a qu' un ealeIl, La !"'" D' eut qu' UD 8earamooohe. SoUo il ritratto di &:arcamuc:ci4, che 8 in principio al volume del ConilWl. tiai. ai trovano quesd ftJ'IIi:

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CLXXII

INTRODUZJONE

continua.' Ando a Parigi nel 1639, e fu in seguito carissimo a Luigi XIV.' Quello che fosse la maschera deno Scaramuccia possiamo capirlo dane commedie della Raeeolta di Evaristo Gherardi! Ivi egli e a sua volta serCet

ruu"",

ComeclleD

AttegDlt de IOD art I' agreable lIIAIIlere; II 'at I.. maitre de Moliere

Et la Nature ftl.t Ie aleu.

Ma queata Vita di 8cGramuccia iI poi verameDta BCritta da MezzettiDO' Sembra ebe 18 De poasa dubitare, come oelle"a il JAL, op. cit., 576,leg. gendoai Del Gherardi (lA TMdtrt1 IIIl-I. d6 GluJrardi, a Parill, 1717, T I.,
Al!'ertu..epaent): eJ' excuse eependant l'auteur de la vie de Scaramouehe, Bur ee qu'il connent que Bon livre eat d~teBtable, maill qu'i1 a ~te oblig6 de Ie (aire tel pour Ie conformer a la eepacit~ de eelui qui vouloit y mettre son nom •. Ed altrove (T. I, p. 295) 10 stasso Gherardi pare alludere a questa Vita dieendo: «Que eeux done qui ont parl~ Ii iDdignement de lui, et qui 18 SOD' l8"i de son nom, pour donner du d~bit • une infinite de fadea quolibets et de mauvaiseB plaisantariea, rougi8I8D' et viennent, la torche au poiog, faire reparation aux mlnes d' un ai graDd homme. ace. I Sugli amori e lui matrimoni del FioriUi da important! Dotiaie il J.u., op. cit., 577, 8,9. o e Louis XIV aimait beaucoup Tiberio FioriUi, ou plut6t Scaram01)o che. Je trouve pluaieure preuvea de eetta aft'ection danB lea Eta,. cite T..uor Royal (MI. Bibl. Imp. Coli. Colbert). En 1662, je vois un dOD de 300 1. fait a TibMio 8cGramouche, et la m6me ann~ 430 1. donn~ea au dit Tiberio en cott.ridera&ion de _ ~, outr4r 609 1. que Sa MqjuU lU1/ ordonna par forma de ooiag, pour lU1/ donner moyen d6 .' en ~ Ieal;'. La Comedie italienoe venait d' 6tre lupprimM. Fiorilli fit partie de Ia nouvelle troupe; il ~tait • Paris eo 1664, et ch~ aanll doute par Ie Rai de eomp16ter la Compagnie qui venait remplacer eelle de 1662, car je remarque, daDS les comptea de cette ann~, que Louis XIV lui fit donner 400 I. pour k ,;oiag, gte'il der;oit faiN ptIJ' 0'd,., d6 S. M. d6 la "ilk d6 Pari• • FlortiftI!4J (P. 553", D. 5., Col· bert). ED 1666 Ie Rai fit compter au .i4Jur TibMio Fiorilly (sic) diet &.lJrlJmouche, com4dien italien, la d, 1000 I. gtel S. M.lug Gooit f.JCCOrIUs par grati/fc4'ion, en cott.rid4ration d6 _ ...mea (P. 12 , D. 12, Colbert). En 1668 Fiorilli quilta pour un temps Ie Th6Atre ItaIien, et S. M. lui accorda 600 I. pour lug donner moy,n de .' en ,.,tolCrIIW dam .on PlJ1l8 (Colbert, D.o 13) •. In, op. ciL, P. 578. - crr. GBBRAIU)I, lA TMtJtrtJ Ital., I, 295. Leggo Del Loris (Dictiotlnai,., portatif _ Th4dtrt16, Paris, 17M), ma nOD 10 quanta fede mariti, che il Fiorilli Juci6 al flgliuolo pia di eeDtomila ICudi di ereditA. o Le Scm, e Ie Commsd;, dove figora 8cGramuccia IODO questa:

,n

.tOm""

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INTRODUZIONE

CLXXIII

vitore di Arleeehino, imbroglione, serntore di Ottavio, amante di Colombina, mereante, principe degli Orehi e soldato. Quest'ultima qualita 10 riavvieina al Capitano. L' azione di Searamneeia era pih ehe altro pantomimies. Be anehe non ce ne aeeorgessimo dalla scarsita. del dinlogo, ehe ~ facile di notare nelle Commedie della Raecolta del Gherardi, ne avremmo la pin esplieita testimonianza in queste parole del Gherardi stesso, alla. Seena VII dell' Atto II di Colombim Awcat pour tit ctmlre: cOn y voit Searamouehe, qui apres avoir raeeomode tout ee qu'il y a dans la ehambre, prend sa gnittare, s'assied sur un f~uteuil, et en joue en attendant que son mattre arrive. Pasquariel vient tout doucement derriere lui, et par des8U8 ses epaules bat la mesure, ee qui epouvante terriblement Searamouehe. En un mot, c'est iei on eet incomparable Searamouehe, qui a ete l' ornement du Theatre et Ie modele de plus illustres Comediens de son temps, qui avoient appris de lui eet art si difficile et si neeessaire au personnes de leur earaetere, de remuer les passions et de les s9avoir bien peindre sur Ie visage; e'est iei, dis-je, on il faisoit pamer de rire pendant un gros quart-d'heure, dans une scene d' epouvantes, on il ne proferoit pas un seul mot. n !aut convenir aussi que eet excellent aeteur possedoit a. un si but degre de perfection ee merveilleux talent, qu'il touehoit plus de coeurs par les seules simplieites d'une pure nature, que n'en touehent d'ordinaire 1es
pow' tit eotaCN,

A,.kguin Proth. PaP'Oditl de B_i~. Seen. ID. - Colombitltl A - ' Tom. L - A,.kguin deftlJtMU,. du BtltJu &4:tJ. - La PonlIIitltl de .rtIpitln~. - lA Tomhau dtl ma'" And"" - Atftlndtl..-moi __ r 0f"mtI. Tom. V. - La Thutl du Dam. au ltI Triomplu dtI lombitltl. - 1M PromtIntJdu dtl Par'U. - lA Retou,. dtI III FaiN dtI BUOIU. - La FaiN 8.' GtlP'main. - Lu Baim dtlllI.PorttI &t B_tJP'd - A,.kguin Jlwntt'Optl, - Puguin tiC MtJP'(twio Mtldtlcim. - Lu 1'4" Conk. dtl ma _ Z' Oytl. Tom. VL

eo.

0" ".

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CLXXlV

INTRODUZIONE

orateurs les plus habiles par les charmes de 180 rhetorique 1& plus persuasive. Ce qui fit dire un jour a un grand Prince qui Ie voyoit jouer a Rome: Scaramucciu non parla 6 dice gran cose .... Et pour lui marquer I' estime qu'il faisoit de lui, 180 Comedie etant finie ille manda, et lui fit present du carosse a six chevaux dans lequel il I'avoit envoye querir ». Gli Scaramuccia che succederono a Tiberio Fiorilli fnrono Gandini, Rauzini, Benozzi e un Cadet, figlio dl'l macchinista dell'antica Commedia Italiana. l
ABLBCCHINO

Molto ~ stato scritto sull' etimologia della parola Arlecckino. Qualchednno ha creduto che uno zanni anda.to a Parigi ai tempi di Enrico III, fosse protetto da Achille de Harlay, e che dal nome di Haria" si chiamasse 10 zanni Harlequino.1 Altri ha detto che il quinto degli HarIay (Francesco de HarIay de Chavalon) dette il 8UO nome alla maschera: Harlay-Quint. Qualcheduno ~ anda.to anche a cercare I' etimologia di Arlecchino in Cltarles-Quint, 80ppressa 1& c iniziale. Piu recentemente, e stato 8Critto che Arlecchino potrebbe derivare da arlotto e cocc1aino - arl e cocc1aino - arl , chino! Tutte, a creder nostro, etimologie impossibili. • L' Arlecc1aino dei Gelo8i fu un Simone da Bologna.' Celebre nella storia degli Arlecckini ~ Giuseppe Domenico Biancolelli, conosciuto sotto il nome di Domenico, nato nel 164:0 a Bologna. Egli fu il primo attore del
, Veel. Dictionn. dM T., n, 2; JIImoiru ..,,. lu 8peetClclu dII Ita Foinr, I, 21M. I Ved. 8.um, op. ciL, I, 73. • JAL, op. ciL, 65. Sopra arlotlO dr. DID, Etym. W6,.t., I, 32; NI8AlUI, Curioricu diJ " Elym. bt.mc., 192,193. , Veel. sull' etimologia eli A,.leccAino, Dmz, op. cit., I, 31. I AKDlUIINl, Bra". dill Cap. 8p1iW., Ragion. XIV.

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INTRODUZIONE

CLXXV

8UO secolo. Dal 1661 al 1688 formo la delizia della corte eli Francia, presso la quale goda eli grande favore, tanto che uno dei suoi figli, Luigi, fu tElnUto a batteaimo dallo stesso re Luigi XIV, e gli altri da perso': naggi posti in posizioni eminenti.' Ebbe ancbe il titolo eli UfIiciale del Be.' Domenico mod nel 1688.' Di cio ebe egli diceva e faceva BOtto la sua mascbera, si pretese eli fare qualche anno dopo la sua morie un racconto nel libro che ha per titolo: .Arliquittiana 011 188 Rom Mots, 188 ll"UJIoir68 plaiBanteB et agrla1Jk8 recueillits des ComJersationB rlArlequin, pUbblicato nel 1694, ~ e fatto da Carlo Cotolendi. Ma di questo libro cos} scrive nella sua PrefGZione I'autore della Vita tli 8caramuccia: c Je n' a1 pas voulu non plus imiter cat Auteur qui sous Ie speeieux titre d' Arliquiniana, a fait achepter au public des contes, dont feu Dominique se seroit ..•. bien loin d'avoir jamais eu la pensee d'en ennuyer ceux qu'il avoit l'honneur de frequenter:t. Ed Evaristo Gherardi, che, come gi8 sappiamo, chiama detestabil8 il libro sullo Scaramuceia, mette a pari di e880 precisamente I' Arli~, dioondo: est vrai que oos deux auteurs sont

en

I Ved. JAL, op. cit., 215. • Iri. 216. • n 1tbJrc. de France. aont 1688. ha lulla lua moria quelti

yerei:

r- plalain Ie .wvaie.t II&IlI _ , 11 NpaDd&I\ )lanout ... joie e\ I' all........ : r- Jeu aveo I_ ria nai.uale.t el_ _ _
0.
De

pu,

poIlyait parer . . U'alll ele . . .atire. Lola el' 0.l11l8I', elle avalt el_ appu. CepeDclaIlt II - ' mon: 10Ut Ie mODele eD IOUpire. Qall'ntjama1l pe... 8I11III . . el........ , Que I' ai_hie ArJeqalD qui Doaa a taDt talt rin J)Qt eitat Doaa lein pJearer I

Pula di Domenico anebe Saint-Simon neUe aggiunte aUe Mmwiru di DAIICI....u. n. 56. - Ved. pure CA.J1P.utDON, op. ciL, 61 arg.; e DBSCRANBL, La eN tlu eom.difM8. 363. • Non bo potu&o vedere r edilione del 1694, ma bo beDBl 10&&0 gli occhi queUa del 1708. Paris. eM. Flortmtin Pierre De Laulrae.

It'

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CLXXVI

INTRODUZIONE

si conformes dans 180 ba.sseBse de leur stite at dans 180 faussete des actions qu'ils ra.eontent, qu'on peut aisement s'y tromper, et prendre Pun pour PauUa Bans beaucoup de peine. Ce sont deux IScriva.ins ISgalement maunis, et deux historiens ISgalement faux, chacun d'eux attribuant a. son Mros des choses qu' Arlequin et Scaramouche n' ont jamais faites ne pensees ~.t Scorrendo Ie pagine dell' Arliquiniana si PUQ, come altri gil. disse, trovare che Domenico era. un uomo di buon senso ed onesto, ma del BUO spirito arlecchinesco c' e poco davvero, e s' egli non aveue detto altro che quello ehe raeconta il Cotolendi, sarebbe stato un attore molto insulso e noioso. D' altronde e probabile che anche l' Arleeemno aTesse una largo. azione mimica, I e ehe in questa specialmente consistesse l' abilita. di Domenico. Uno dei figliuoli del Biancolelli fu pure Arlecc1aino assai famoso, cioe Pietro Francesco, nato nel1680, ehe succede 0.1 padre, e prese 10 steBBo suo nome di Dommico. A Domenico II succede Evaristo Gherardi, nato a Prato nel 1666 circa, e ehe esordl a Parigi nella maschera di Arleeehino il 1° ottobre 1689. Si dice ch' egli morisse nel 1700 per una caduta ehe fece ritomando da Versailles, dove era stato a presentare aI Delfino il suo Teatro nuovamente stampato. Sueeede aI Gherardi, Tommaso Vicentini, detto TommaBino, che esordl a Parigi nel 1716. Sotto ad un suo ritratto era. scritto:
Dana lea ria comme dlUlll le8 plelll'll Imitateur de 1& nature, 11 Bait charmer lea apectateura Et leur pla.it encore en peinture.·
Nell' AoerCiuemomt. Vael. Diction". flu TA., VI, 175. • JAL, op. cit., 1m.
I I

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INTRODUZIONE

CLXXVII

E eli lui i Fratelli Parfaict dicono: c sa BOUpJesse, sa gayete naturelle et les graces de sa balourdiBe auroient, safJi pour lui meriter cet eloge (di eccellente Arlecchino); mais la nature en avoit fait un excellent acteur, a prendre ce terme dans sa signification la plus etendue. V rai, naif, original, patetique, au milieu des ria qu'il excitoit par 888 bouff'onneries, un trait, une reflexion dont il faisoit on sentiment par sa maniere de 1& rendre, arrachoit des lannes, et BOurprenoit l'auteur lui-mame dans les pieces ecrites, aussi bien que Ie public, et cela malgre l' obstacle d'un masque qui semble avoir ete imagine pour fme peur autant que pour f&ire rire. Souvent mame, apr~ avoir commence par rire de la fa-;on dODt il exprimoit la douleur, on fiwssoit par esprouver l' attendrissement dont on Ie voyoit penetre »! Tommasino mod nel 1739. I A lui succed~ Antonio Oatolini, che aven gia. esordito Del 1786, e che piacque poco. • Tenne dietro al Catolini .A.nIonio Costantini,· che incontro assai il favore del pubblico,' ma che dov~ cedere il posto a Carlo BeriifUJZzi, nato a Torino nel 1710,' e che esordl nel1741 colI' Arlequin mNet par crainte. D Bertinazzi, sotto il nome di Carlino, raggiunse 1& fama dei pin celebri Arlecchini. c Le souvenir, scrive il Jal,7 n' est pas encore eJFace de Ia grace, de la pantomime vive et plaisante, de l' esprit fin et naif tout ensemble qu' eQ.t, BOOS l'babit d' Arlequin, cet bomme, successeur d'un co-

------- ------I Dietionn. rlu TA.. VI. 173. • Varia delle commedie di Marlyau: mrono IICI'itte per TolDIDBlino. • Dieeionft. rlu T1a.. U. 65. • n Sand 10 dice tratello di ADgelo. NelDieeionn. acc.. U. 1M. Hi dice che era c 81. _arel de Oradelin.. Di an tratello di Angelo CoataDtini parla il Ial. op. ciL. 431. ma dice che eaorlll Del 1688. I Ved. JI'",..".. ". Ji\ootlce. an. 1739. • IAL. op. cit.. 315. , Op. ciL. 315.

t
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CLXXVIII

INTBODUZIONE '

medien dont Ie talent etait jUstement estime des connaisseurs, et qui fut Ie plus BOlide BOutien du theatre ou se jouait, avec Ie vaudeville et I' opera-comique franC;ais, la bonne farce italienne. La tradition en etait toute vivante, quand j'entrai dans Ie mond, et j'ai entendu des hommes de goo.t comme Hoftinan, Bouilly, Ie marquis de Ximenes, parler de Carlin avec tant d' eloges que J'ai do. en conclure qu'il etait, non point un farceur vulgaire, un bouJfon groBSier, mais un comedien dans 10. bonne acception du mot:t. t Molti altri sono gli .A.rlecchini di cui p088iamo registrare il nome: un Fracassani, che fu a Parigi nel 1701 e nel 1734;' un Gandini, che recitO a Parigi nel 1747 in luogo di Carlino;· Ignazio Casanova,' Antonio Bacchi,'
I II Goldoni dice di Carlino che cia natura 10 ayeya dotalo di gruie inimitabi1i: la loa figura, i luoi geati, i luoi movimenti prevenivano in IUO fayore; Ie lue maniere ed il IUO talenlo 10 facevano ammirar lulla acena e prediligere nella sociietL Carlino era i1 favorilo del Pubblico It. (MImIM'ie, II, 117). Cfr. Dic"",,,, du TIL, I, 430, II, 119; SAND, op. cit., 1,105. Veil. cio che di Carlino acriyeva 00116, Del JOKMtollautm'if1Ml. Il: DOlo che Dell8!7 Cu ltampalo a Parigi un libro intilolalo: Cl4ment XIV tJt Corio Bertimu6i, Corrupontlenlljl ittlfdittJ, Del quele U De Lalouche pubblicava delle lettere del famOlO Papa e del famOlO Arlecchino. Receutemente il mio egrerio amico CODlID8IIdalore AleBll&lldro Ademollo acnveva un intereuante articolo intilolalo appunto: UtI Popo • ArleccAiflO (1b"1'''1II cU/III .Dotn.ftico del " aprile 1880), Del quale combatteva rautenticita di quelle !ettere, ammettendo perG che nella relazione tra Clemente XIV e U Bertinaai c qualcosa di yero vi dey' essere It. CuriOl8 IOno Ie lettere, ch'egli Nampava per il primo, di Madame D'Epinay e delI'abate Oaliani. La questione meriterebbe, come ben dice Ademollo, di esaere chiarita. I Dictionn. cU. Tla., II, 645.

'''I

• lvi, VI, 185.
BUTOLI, op. cit., I, 160. Di lui dice il 'Goldoni (MImIM'ie, cap. 41) che c i euoi moUi rideYoli, Ie lue arguzie Don eran Urate nb dallinguaggio del popolo nb da quello de'comici. Aveya meui gli autori di commedie a contribuzioDe, i poeti, gli oratori, i ftlolOfi. Nelle eue scappate improniae ai conoacevanC) i penaieri di Seneca, di Cicerone, di Montaigne It.
l I

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INTRODUZIONE

CLXXIX

il Bigottini, I Girolamo Sarti detto 8tring1wtta, I Antonio Bongiovanni, Ferdinando Colombo, Carlo Coralli, Gabriello Costantini, Giuseppe Fortunati, Pietro Ferrari, GioTaDDi Fortunati, detto Toto, a G. B. Manzoni, Niccola Menichelli, Antonio Rubini, Pietro Roffi, Fedele Vem, 9aetano Romagnoli, Giuseppe Nanini,· Felice Villani, GiOTamll Roffi, Giuseppe Pelandi, Camillo Messieri, Bartolommeo San, Francesco Sgarri, Bartolommeo Sperandio.
BBIGHBLLA

Pietro Gandini recitaTa da Brighella in Italia; I e recito poi da Scaramuccia a Parigi.· Altri Brighella furono il Cimadori, Giuseppe Angeleri,7 Francesco Berti, Giayanni Rossi, Carlo Campi, Luigi Delicati, Tommaso Fortunati, Giuseppe Campioni, Fortunato Colombo, Pietro Gandini, Carlo Giussani, Alessandro Gnochis, Luigi Lazzarini, Giuseppe Majani, Domenico Narini, Francesco Paganini, Antonio Marielli, Gaspare Marzocchi, Francesco Panazzi, Zanardi, Atanasio Zanoni. I Senlllo Recito 180 parte di Scapino Francesco Gabrielli di Firenze, Tissuto nella prima meta del secolo XVII. Fu
• Vad. GoLDONI, ~, I, cap. 45; SA.ND,Op. aiL, 1,110. I &aTOLl, 1,79. I Recita. dice n BartoU c alcuoe Commedie di IUO particolare intrigo, nelle quali Ii traBlorma in diverai Peraonaggi, cantaDdo canlOnet&e, pulando ftrie lingua, giocando Ia bandiera, ad eaeguendo al&re billUrie capriccioee e piacevoU •• , Ayey. latto prima il ballerino. I QuA.DIUO, ope oiL, m, 239; BAB.TOLI, OPe aiL, 1,251. • .Dictioma. flu TIa., 10, 10; Eur. cIte TIa. IItI'., V, 276, Pu ICCIII&to di &1'8r dato Cuoco al Tatro Malveui di BoiognL • Per &utti qU81ti yad. BA.1lTOLl, Ope ail. n Zanoni ru un riCormato1'e della lDIIIIChera di Briglwlll4. Recit6 Delle Fiabe del Ooui e nelle Commedia dell' Arte con molto appla1llO.

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OLXXX

INTRODUZIONE

figlio di Giovanni Gabrielli, detto il 8iwlJ,i! Gli fu ratto questo epitafio:
Giace aepolto in questa tomba oacura Bcappin. che fu butfon tra' Commedianti. Or par che morta ancor egli Ii V&Dti Di far rider i vermi in aepoltura. I

A Parigi recito da &spiftO Alessandro Luigi Ciavarelli, che esordi il 2 settembre 1739.' Di lui parla il Goldoni, e 10 dice un c eccellente Pantomimico ».' Ben diversamente 10 giudica il Grimm.' n carattere di &spino Hi pub ritrarre tanto dalla commedia celebre di Moliere,' quanto da quel poco che ci dicono gli estratti degli Seman dove figura questa maschera di servo birichino ed astuto. 7
Pl1LCINILLA.

Molto e stato scritto su Pulcinella;' ma qui non e il luogo di discutere Ie questioni che ad esso si riferiscono. Forse ci se ne presentera l' occasione in altro lavoro. Inventore della maschera di Pulcinella sarebbe stata, secondo il Perrucci,' Silvio Fiorillo, che Hi faceva, come sappiamo, chiamare Capitan Mattamoros. Perfezionatare, Andrea Calcese, detto Ciuccio, e poi Francesco Baldi, It
I

QUADlUO, BARTOLI,

m, 239.
op. ciL. I, !46.

I I

DictiMan. tlu TA.,
MmuJri8~

n,

86, 119.

,
I

II, 117.

I ~ LilUtY.li~

VI, 227. Cfr. c.uo.ARDOM, op. ciL, 1,111.

I L' ultimo ed intereuante lavoro che io conoaco e que110 del Bignor Michele ScheriDo intitolato: P,dciIMllca prima del _10 XIX, An· cona, 1880, il quale, non 88D1a rarione, ripUt. che i1 Pulclnella venra diritto diritto dalIe "t4II4M. • A,.t4 RGpptW., II, 299. - crr. Sc:uaILLO, op. ciL. 29. It A,.t4 .Roppru., II, 333.

La AurWria dII 8cGpin. , Ved. per 81. l' Arkquin MiliuaiN.

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INTRODUZJONE

CLXXXI

0, come 10 chiamavano, Baldo Ciccio, I il quale, alIa BUa Tolta, fu maestro di Mattia Barra e di Michelangelo Fracanzani! N el secolo XVIIl furono Pulcimlli pin 0 meno celebri Nicola Plazzani, romano, che fece 1& delizia dei trequentatori del teatro San Moise di Venezia; Francesco Barese, napoletano; Barlolommeo Cavallucci, romano; Domenico Antonio De'Fiori, e Vittorio Bonani, napoletani ambedue. Oltre queste principali, ci furono molte altre maschere aecondarie, come i Tartaglia: Carlo Merlino,' Agostino Fiorilli ' e suo nglio Antonio,' Cioft'o,' Nicola Fainetti, Antonio Nimli;' i Muzt1ltifri, Angelo Costantini;' i 00'DNlli, i Pascarillli;' i Traccagnini: Vincenzo Bugani, Francesco e Giacinto Cattoli; i Trappolini; i Truffaldini (Antonio Sacchi) ; 10 i Gradelini (Costantino Costantini); i Flatdini (GioTanni Gherardi) i TrirJelini, i Tabarrini" ecce
• BARTOLI,

op. cil, I, 68.

• bi, I, 68, 73, 236. n Fracanzani 8IOMI a Parlgi nel 1685 e vi rimaae fino al 16!n'. Fa un mediocre attore. Ved. CAKPARDON, op. oil, I, 235, 36. - Ebbe un 8glio che reci~ da Arl«cAino. Ved. Dictionn. flu
TIa.,V.645.
Arle Rapprt!8., II, 332. op. oil, IV. 41. I &aTOLl, op. oiL, I, 221. • Pare che (0118 ilmaeaUo eli Agostino Fiorilli; BARTOLI, op. oil, 1,173. , BuTOU, op. oiL. I. 205; II, 59. La maschera del Tartaglia .i e datto euere .tata craata da un Beltrani, veroneae, nel sec. :1:'111. I Fa n creatore della maschera. Reoi~ da Mtluflttil'lO Ilnche Anna BlieabeUa Coatantini, 8glia eli Giovan BaLtiita detto Ottlltrio, e moglie di Carlo VirgiUo Romagnes\ de BelmonL E_ 8IOml BOLLo questa maachera II Parigi il l' luglio 1729 in una commedia intiLolata Lu Dtlme., IU eli che 'led. Diction... flu TIL, I, '14. cCr. Hut. du Th. ItalifM, m,
I

PaaRUCCI,

, Goul,

-egg.

• Salvator Rosa reci~ da CUDkllo, da Pa.t:arU11o e da Formica. Ved. NAPOLI SIOKOULLI, 810ria dri Ttlldri,lV, 185; FILIPPO BALDINUCCI, Nothie dei Protu-i del DWgI'lO da Cifllf.llnu in IUtI. V, egg. Per il cara&tere eli Pa.t:arU11o ·conl. ]a raccolta del Gherardi • • 1 BARTOLI, op. oiL, II, 143; Goul, Ragionam. i"fl., 22, 23. .. Ved. JAL, op. cit., par. 1160. .

m

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CLXXXII

INTRODUZIONE

Resta ora, per ultimo, che diciamo una parola degli

Scenari che da noi per la prima volta si pubbIicano.
Essi sono contenuti in un oodice MagIiabechiano, segnato IT, I, 80; di carattere del seoolo XVIR. PerO che alcuni di essi, almeno, sieno pin antichi, non pnb esser dubbio: per esempio Il Medico fJolante si trova tra gli 'Scenari di Domenico Biancolelli; lei Fratelli Parfaict t scnvevano che c sullo Scenario che gIi antichi Comici Italiani e qnelJi del tempo presente (1661) hanno molte volte rappresentato, e stata fatta una Commedia, Le mMlicin tJOlant, da Boursault». I Tre B«:Mi sono rioordati dall'Ottonelli;' La Vedom COBtante e probabilmente una riduzione di Flaminia soldato per vendetta, Scenario rappresentato nei primi anni del settecento, rna che risale, fone, al seoolo precedente; La Regina ~ Inghilkrra ha parentela 001 Conte tI Essez, tragedia dell' abate Boyer, messa in scena nel 1678.' Gli Scenari del codice Magliabechiano non hauno sicuramente sublta nessuna npulitura letteraria. Ce 10 dioono i frequenti idiotismi fiorentini che vi si incontrano. Cib Ii rende' di maggiore interesse di quelli della Scala, che portano troppo chiara I'impronta della mano del pubbIicatore. N ella Scenario La bellisBima Oommedia in tre ]HWBOHf! i lettori troveranno scritto: «Uno vestito da Desavedo ». Questa parola D~, 0, oome altrove e scritto, DesltJedo, ci ricorda una maschera popolare italiana, che oggi crediamo sia atratto scompana. D Quadrio la ricorda, scrivendo: c i Bolognesi oltre il lJottof"e, fecero suI teatro altresi parere un Narcisino, chiamato volgar..
Ved. iDdie&ro a pag. XXXVI. llUtoi,.. 4" TMiUre Frt&~u, IV', 83. • CrUr• .Mod., I, 58. l HiB" 4" Th. Frt&~., VII, 87.
I
I

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INTRODUZIONE

CLXXXIII

mente D~ di Malalbergo:.. t D86fJad (da tksapidus) in parecchi dialetti dell' Alta Italia significa insipido, lICiocco, e n DesdfJedo era appunto una maschera scioeea, che sembra si loealizz&88e a Parma, vestendo brache e tunica a losanghe di varii colori, con cappello a larghe ralde, e parlando il dialetto parmigiano con quella lentezza e ripetizione finale di £rase che gli e propria! E qui, finalmente, fo punto, contento abbastanza se ai lettori non parranno affatto spreeate queste molte pagme d' Introduzione; e se questo volume potra. invogliare qualche giovane alIo studio di un argomento attraente ma difficile, come e quello del Teatro popolaTe Italiano.
II BDg. Ii' ogfti PolIritJ, \ibro n, dilt. III, cap. III, pag. 200. Debbo queete notizie alla genliluza dell' egregio aignor Emilio Cua di ParmL

• &or.

I

ADor,FO BARTOLI

,

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1

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SCENARI INEDITI
DBLLA

COMMEDIA DELL' ARTE

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Coogle

.l

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LA VEDOVA COSTANTE
0_

ISABELLA 8OLDATO PER VENDETTA

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INTERLOCUTORI

WJIKLU
OUZIO

amaate d' Ol'llollO

amante d'Isabella

GUDBLLDO 8UO 8ervo

padre d' Isabel1& OrrA.YIO amante d'Isabella DOD corrilpoaflo ABDBLIA. amante d' Otta.vio DOD corrispoata. UJW.DO padre d' Ardelia RoIUTA serva. d' Ardelia BBIGRBLLA. servo d' Otta.vio
DO'1"1'OB.

1.&

Belna. ftnge in Kilano.

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LA VEDOVA COSTANTE
o
YDO

ISABELLA SOLDATO PER VENDETTA

A'rrO PRIMO

ScaA.
IuBJILLA e

I
OBAnO

Isabella dalla finestra fa. scena amorosa con Orazio; viane a basso, si danno la mano di sposi e partono.
SCEN! II

On... 1'10, IsuUd.... in finestra,

AaDBLI...

in finestra,

e BarORBLLA. e ROIBTT...

Ottavio fa scena SOpra. Itamore ehe POrta. a isabella; comanda a Brighella che picchi; lui batte, ella si a.ffaeeia,; Ottavio si scopre amanta; ella recusa di.eendo amare Orazio, lui fa seena eli sdegno, ad ella alla. fine, sdegnata, U serra. Ia finestra in fa.ecia e parts. Ardelia. dalIa finestra. ode il tutto; ib.gelosita 10 riehiama, Ii rimproverB. la sua. ostina.-

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4

LA VEDOVA COSTANTE

zione; lui 1& disprezza.; i1 simile fa i1 servo con 1& serva; partono. 8cENA m
UBj.LDO·8

Dono..

Fanno scena d'amicizia; dopo discorrono di &Ceasar 1& lor figIio1&, risolvono pigliarne una per uno; si danno 1& parola, e aIlegri partono.
ScmiA IV

Oft'"no

8 B&IGRBLL.A.

Vengono discorrendo del modo ehe devono tenere per avere Isabella; Brighella consigIia Otta·vio ehe sarebbe bene ammazzare Orazio; Ottavio approva; dicono aspettare a fare i1 fatto quando ·Orazio viene di notte sotto 1& finestra d'Isabella; ·restan d' acoordo e partono.
SCENA V

Dono.. , UJIj.L])(),

ABDJILLl, Is.A.BBLL.A. 8

Rouorr",

Vengono dieendo avere ogni oosa all' ordine per Ie nozze; ehiam.ano Ie figliole aIle quall danno la nuova, gli vogliono tocear 1& mano, ed esse aspramente reeusano e partono. Rosetta riprende la paz.m de'vecehi, e parte; loro non si perdono d' animo, .e partono.

SeEN!

VI

O.UIO 8 G-uDBLLIBO

Vengono con chitarra armati sotto 1& finestra d'Isabella; dopo diversi discorsi cominciano a sonara, e in questo

LA. VEOOVA COSTANTE

5

SeENA. VII
O'l'1''&'VlO, BUG.BLL.&.

e aopra detti

Dicono: chi va Vengono all' arm.i; servi fuggono, padroni si ritirano; dopo aJquanti colpi, ca.sca. Orazio, Ottavio erede sia mQrro, toms. BrigheIIa, inciampa nel morto, fanno scena, e in questo

l8.'

SeEN"" vm
II.&.BBLL.&. con ca.ndelliere e aopra. detti

Viene IsabeIIa, riconosce i1 morro, fa scena. di dolore, ed essi in disparte.

SeENA.
DOT'l'OBB

IX

e

WBBLL.&.

Dottore vede il tatoo, riprende la figIia; la manda in cas&, dicendo volere andar via, che venendo la giustizia non incolpasse lui del delitoo.

SeEN! x
GB.&.JlBLLDO. 8010

GradeIIino inciampa nel morro, cade, si rizza, 10 riconosce per i1 suo padrone; tuttavia per certificarsi meglio va per un lome, vede i1 sangue, dubita della. giustizia e parte. n morro si comincia a rizzare, chiama GradeIIino, non vede nessuno, appoggiandosi aI mul'O parte. SeEN! XI
WBIILL.&.

e

GUJlIILLIlfO

Viene IsabeIIa dicendo se i1 suo sposo sia veramente morro; non 10 vede, fa scena di diversi giu-

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6

LA VEDOVA COSTANTE

dizi; in questa Gradellino Ii dimanda nuova del suo padrone, ella dice non saperlo, domanda. chi l' abbia ueeiso, mentra ella. glie 10 vuo] dire, in questa
8cENA XlI
OILUlO, BUGIUILLA

e

80pra

detti.

Gradellino sente gente e fugge, Orazio vede Isabella, di nuovo 10. prega. dell'amor suo; ella. dice easer vedova, aeeusa ramor suo aspramente, parte; Orazio vedendosi fuori di speranza, dice voler andare a.lla guerra, e parte con Brighella.
SCEN! XIU
RosETTA.

e

AaDBLIA

Rosetta ehe ha sentito il tutto dice alla padrona come il signor Orazio e partito per andare aJla. guerra, ella fa sceno. di dolore, e partono.
SCENA XIV
Ga.&.DBLLDrO e OUItO

Gradellino si lamenta. della perdita del suo padrone, in questa viene Orazio, fa, diverse bur1e a Gradellino; G-ra.<lellino non vedendo nessuno fa lazzi di paura; 10 vede,10 crede 10 spirito del padrone, fugge e finisce l' Atto.

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LA VEDOVA COSTANTE

7

ATI'O SECONDO SeEN",
UBllDO
I

e luau-LA

Ubaldo picchia a Isabella per farIi nuova in-stanza. che si vogIi contenta.re di prenderlo per marito; ella vieD piangendo con pezzuola agli occhi, si maraviglia di cio; il vecchio Ii fa,Iazzi intorno per consolarla, alia fine 10 discaccia, dicendogIi che se ~ venuto per farli il buffone, che al suo male ci vuol altro e parte. V~chio in eollera e p&l"t:4

Sen.

II

Dottore chiama Ardelia, Ii fa Ie medesime istanze; -ella recusa dicendo aver altro pel" il capo e parte. n Dottore confuso parte.
SCEN! 1lI
IaDDoLA

da uomo,

OBUIO

da parle e

GJW)JlJ..LDO

Isabella vien fuora. dicendo essem vestita. in Cluell' abito per potere pra.ticare Iiberamente, ed intendere chi sia stato l' omicid~ del suo tarO OraDO. In questa vien Gra.dellino col quale fa scena I .eel egIi Ii dice che Ottavio e stato quellQ che ba

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8

LA VEDOVA COSTANTE

ucciso Orazio;. ella fa seens. di sdegno, giura. vendicarsi, prega Gmdellino voler andare in sua compagnia, e in questo

Sen!
0&.Ul10

IV

e

80pra

detti

Orazio con barba postieeia si. fa avanti non conosciuto da nessuno, dice essere un soldato forestiero, domanda a Isabella chi sia; ella similmentedice easer soldato, ma solo per vendicarsi. d'un torto ricevuto in amore. Lui 1& riprende, dice non esser bene accompagnata la milizia d' amore con quella. dell' armi di Marte; fanno alquanto di discorso; dicevolerla accompagnare nella fortuna; ella aeeetta; domanda il suo nome, lui dice aver nome Innocente, ed ella aver nome Fedele, Gradellino aver' nome Narciso. Partono tutti con andar a cercar fortuna alla guerra.
SeENA V
AaDELU. e
RoBBTorA

Dice Ardelia come ha presentito come Orazioha avuto comodo in guerra, pe~ cio si. e vestita cIa. uomo per andare ad arrolarsi sotto il suo comando, che cosl a dispetto della fortuna avril. campo <Ii servirlo; raccomanda la casa a Rosetta, e parte; Rosetta la prega a non partire, ella non ascolta,. 8S9& resta piangendo e via; ed in questo

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LA VEDOVA COSTANTE

9

ScuA VI

Li due V.CCBI e poi ROIft'J'-'.

Vengono discorrendo dell' ostinazione delle lor figIie attribuendo il tutto alla loro onestA; si risolvono chiaritarle; Dottore chiama Isabella; essa non risponde; entra in casa non la trova, vien fora. lamentandosi; Ubaldo 10 riprende, dice che per avarizia di non gIi tenere una serva. gIi ~ successo questo; lui chiama Rosetta. e Ii dice che chiami Ardelia; ella piangendo dice essere scappata di casa a fona. vestita da uomo. Li vecchi si burlano l' un l' altro, e si partono per cercarIa.

0 • .u10,

laaKLLA, e

G....DBLLIJIO

Orazio dice· a Isabella come molto bene dagIi a,ndamenti e8 azioni ha conosciuto che lei ~ donna; si ofrerisce che la terra. segrets. pur che Ii voglia. esser' amante; Gradellino asserisce che non ~ donna, poi alla fine confessa esser donna, ma che non pub corrispondere all' amor suo; Ii narra come vivendo amante d' un tale Orazio. che Ii fu privo di vita, che per cia va in quell' abito per vendicarsi contro all'uccisore, Gradellino conferma, partono, rests. Orazio, fa scena sopra la fedeltb. d'Isabella, e parte.

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10

LA VEDOVA COSTANTE

SeENA YIn
OTT£.VlO

e

ABDBLIA

Ardelia vede Ottavio finge non conoscerlo; lui non Ja, conosce, la saluta, e Ii dimanda chi sia; lui dice essere un Capitano che va formando una compagnia per ]a, Corona di Spagna; ella 10 prega che si vogli compiacere d' arrolarlo, lui dice di at che di II a poco sarebbe venuto in quel luogo co'suoi ufiziali, che si lasei vedere, e parte; ella resta, fa scena e parte.
SeENA IX
GB£.DELLUlO

e

BBJGKELL.l

Fanno scena d' amicizia, aDa fine Brighella determina fare una burla a Gradellino; Ii raeconta i suoi patimenti dicendo che si muore di fame. Brighella richiede Gradellino ehe Ii presti due sc.udi sopra un anello, e dice che Ii tara dare due scudi da un amico senza usura; si fa. Ja, burla del cava· denti del messer Timoteo, e finisce l'Atto secondo.

LA VEDOVA COSTANTE

11

Arrro TERZO
SeENA. I
GB.lDELLIXO

e

luBELL.I.

Isabella si laments. non trovare Gradellino, avendoli dato l'anello, accio faccia danari per vivere; in questaflfien Gradellino, e li narra la. burla che gli ha fatto B~hel1a; ella 10 grida per essersi intrigato con il servo del suo nemico; partono per andare a trovarlo, e in questa
SCENA. II

BBIGBELLA, e 80pra detti

Brighella si vien gloriando della burla fatta a Gradellino; in questa Gradellino ad Isabella mettono mano e Ii tolgono r anello, esso fugge e lora restano.
SCENA III

Due Soldati COD tavolino, (}rr.l.vro, calamaio, tamburo e 80pra detti e AaDBu.l..

Fanno scena, dopo domandano chi si vuole arruolare; si fa avanti alcuni soidati che si arruolano, che uno si chiama Te l'ko detto, I'altro Lo 8apete, l' altro Parla forte, I' altro Guard'in la, altro Ariatotile, altro Volta faccia; dopo si arruola. Gradellino e Isabella; Ottavio Ii pare di raffigura.re quel visa; per ~re troppo giovane, mal volentieri I'ar-

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LA VEDOVA COBTANTE

ruola; ella li fa alcuni discorsi militari, piaceiono a. Ottavio, e dice che 10 vuole per suo camerata, si tira do. parte; si arruola Ardelia; dopo alquanto di scena dice Isabella che ha do. parlare a solo a. solo con il signor Capitano, quaIe licenzia tutti, & restano lor due.
8cBNA IV
IUBJ:LLj.

e (}runo

Isabella dice a Ottavio che 10 ringrazia cbe l' abbia fatto suo camerata e dice esser fratello d'Isabella gill. sua. amante, che percio gli ha do. dare una buona nuova, e cbe ha sue lettere; lui gradisce, riceve 10. letters. e sante come Isabella e disposta. ad amarlo, che essendo fuggita di casa sua. vuol andar seco alla guerra, che per clo arrivata alIa cltta l' attende fuori della porta; cio santito, allegro deve andare a trovarla al luogo detto.
8cBNA.

v

Li due VKOOBI

Vengono dicendo aver presentito che quivi si faccino soldati, vengono per vedere se vi trovino Ie lor figlie;· santono che il Capitano e fuori della citta, partono per trovarlo.
8cBNA VI

Gradellino si lamenta della guerra dicendo voler andare al luogo, dove Isabella voleva parlare a Ot-

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LA VEDOVA COBTANTE

13

tavio, me il tutto ha. sentito in disparte; Orazio cia Bente dB. Gradellino, senza dir a.ltro parte. GradelUno ad Ardelia partono.

ScBNA. m

Dice Ottavio come quello eluogo assegnatoli do. Isabella.; pera vuole eft'ettuare 1a. sua fuga, fa seens. amorosa., si pone a. sedere e si a.ddormenta.; in questo Isabella. 10 trova. addormenta.to, fa. seena di adepo, mette mano per ucciderlo, ad in questo
ScoA. vm
OUZIO II8DZa

barba, e IOpra. deW, e doppo i V.com e hDnu.

Orazio si oppone a. Isabella., ella. 10 riconosce e "1Itupisce, si oppone Ardelia; in questo si sveglia Ottavio, mette mano; fa il simile Orazio; si riconoscono e si rappa.ciftca.no; Otta.vio ringrazia. Ardelia che l'ha. .cJifeso, 1a. prende per moglie; Orazio piglia Isabella.; vengono i Vecchi, trovano Ie cose fa.tte, tutti nozze.
ROBBB NBCB88A.R1B

Un'ilIIepa" e un tamburo 'l'avoUno con tappeto, e calamaio da acrivere Iantema con mocoolo

Un &Dello Ferri da can.r denti Uua aeggioliua Barbe poeticcie Spade IIIIai Gente che faccia da lOidati.

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LA FINTA NOTTE DI COLAFRONIO

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,

INTERLOCUTORI

Ia.lBBLL£. vedOn., amante di Valerio non corriapoata. V.\LBBlO amante d' Ardelia DOD corrispoato AIw_r.u. amante d' Ottavio O'l"l'£.VIO ,amante d'l.bella UJW.DO padre di Valerio CoLUaoBlO auo servo PCLOIULLA. aervo d' Ottavio CoLOJIBDIA aerva. d' Ardelia PAIQ'IllILLA eerva. d'Isabella PABDOLI'O padre d' Ardelia &rOPPDIO aervo d' IabelIa

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I
I

17

LA FINTA NOTTE DI COLAFRONIO

ATrO PllDlO

BODA .1
. CoLAJ'llOIlIO,

V ALOIO,

.

IS.AJlBLLA

in flneatra

Cola si lament& cbe il suo padrone non toma dal giuoco~ stando appoggiato collantemone in mano ritto, quasi dormendo, dice parergli tardi per par- . Jar~ ad Ardelia come lui aveva disegnato. Isabella sante 1& voce di Cola, 10 riconosce per il servo di Valerio, pero vuole stare alla fin~, ad osservare sa Valerio parla ad Ardelia; in questa


SCDA II

VALBBIO e sopra. detti

Valerio fa scen& sopra la disdetta del giuoco, oltre all' aver perso il denaro ha anco passato l' ora di parlare ad Ardelia. bencbe non oonisposto; C8rca del servo, quale trova. a dormire; si sveglia, fanno lazzi mentra voglipn partire; Isabella dalla finestra

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LA FINTA NOTTE DI COLAFRONIO

chiama Valerio; fa. seena amorosa., lui la. disprezza .. ella se ne rientra, Valerio parte dicendo a.ndare a. trovare suo padre per ca.var denari p~r it giuooo,.

e parte.
SeEN!
PAllQua.LA

1lI

alIa fineatn.

Si affaccia alIa finestra per vedere i1 tempo, ved9 cbe e vicino a farsi giomo, che gli par mill'anni,. si laments. della sua padron&. quale e tanto inna.morata di Valerio che non trova mai 10. via a. andare a letto, che fa. tutta. la. notte come i gatti qua.nd'hanno i pedignoni; racconta. come ancor lei vive amante di Cola. servo di Valerio, rna che amore non Ji fa fare quelle pazzie come la. sua padrona. t che essendo vedova ha. pratica.to il mondo; dice come dalla. buona memoria del suo manto Ii fa lasciata. in consegna a lei, ed a Stoppino, che sa lei non avesse vigilato a quest' ora per Stoppino potrebbe essere in bordello; dice che si comineia a far giomo,. in questo SeEN, VI
OTT.nIO e PVLCIlOILLA

Dice Ottavio che 8' e levato a buon ora. perche la. notta non puol dormire stante l' amor the port&. a. Isabella, benche non corrisposto; pera confida in Pulcinella il quaJe 10 consiglia a lasciar tal' amore come ha fatto lui di Pasquella benchb ora sa ne pente; Ottavio non poter farlo, Pulcinella esorta

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LA FlNTA NOTTE DI COLAFRONIO

19

Ottavio a regaJare Stoppino· cbe fa.cilmente otterrlt. quanto brama; cosl risolvono e partono.

SeEN! v
AuIlLU

e

CoLOJIBIlIA

Dice Ardelia come vive am ante di Ottavio, si duole non esser corrisposta, Colombina l' esorta all'amor di Valerio, e si scuopre amante di Cola; dopo alquanto di seena. Ardelia si risolve amare Valerio, ma. dubita. che essendo lui giocatore sia per giocarsi la dote, e tutte Ie sostanze; Colombina ~ce cbe non dubiti, e partono.
SCEN! VI
UB.lLDO

solo

Si duole cbe i1 suo figlio si giuoca tutte Ie su&. facoIta, dice come gli ha sconfitto 10 stipo con molt' altri mali in casa Iamentandosi di quel furbo eli Cola cbe lui ~ causa d' ogni male, pero cbe non trova altro rimedio cbe vedere sa col darli mogli& Hi emendassi; ed in questo

SeEN! VII
UBALDO,

V ALDlO,

CoLA

malveatiti e

PAIIDOL.o

Ubaldo vede Pandolfo padre di Ardelia; fannoseena d' amicizia; dopo Ubaldo Ii doma.nda Ia sua figlia per Valerio suo figlio; dopo alcune di1ferenze Pandolfo gliela concede; in questo vien Valerio, e Cola, straccia.ti genuflessi a UbaIdo cbiedono misericordia; cio vede Pandolfo, Iicenzia.. i1 pa.renta.do e.

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LA FINTA NOTrE DI COLAl'BONIO

parte; UbaIdo riprende iliiglio mantra Va.1erio pro~ mette 801 padre di non pit. giocare, cava il fazzo· letto di tasca per rasciugarsi gli ooobi, Ii cade lID mazzo di carte in terra, Ie quali raccoglie il padre, 10 grida, gli dB. de'denari cbe si vada a ricomprare il vestito, il simile fa a Cola, e parte; lora dicono volere andare a giocare per rica.tta.nn, e partono.
SCENAvm"

OTT4no,

PcLOIllBLL4, Z4lll(1

e P.A.8QtllILL4

Dice Zanni come la sua padrona non fa a.1tro cbe piangere per la crudeltB. d.i VaJerio; Pasquella ancor lei cbe non sa. come fare a quietarla., raeconts ancor lei Ie pazzie che faceva quando era innamorata.; in questo Ottavio attaooa ragionamanto con Zanni con rega,lare anco Pasquella; tutti due promettono ed a.1legri pa.t'h>no; OttB.vio fa scana di disprezzo d' Ardelia e parte.
SCEN! IX
P4lIDOLPO, AaDBLI4,

e

COLOliBIlI4

Pandolfo dice alIa figlia come penaava averla maritata con il signor Valerio, rna che l' ha visto in sl ca.ttivo stato a causa del giuoco; per cib ha escluso il pa.rentado, pero abbi pazienza. cbe non mancheranno oooasioni. Ardelia. dice non vol credere se non vede co'propri occhi; Colombina non crede, lui dice aver visto, grids la figlia., e la sena, le m.a.nda in ca.sa., e serra la. porta..

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LA PINTA NOttE Dr OOLAFBONIO

21

.

.

Zanni guarda queDa oollano. e Vi fa sOpra molti aeaegnamenti; Pulcinella in disparte fa proposito di rnbargliela; presto si vesta da Diavolo, mette Ie mane. su ta collana; Zanni ha paurs. lascia la col.. lana e fugge. Cola chs in dispa.rte ba visto iI tutto, viena vestito da morte, mette Ie mani in su la 001lana; PulcineDa. impaurito Is. lascia e fugge. Pandolfo e Ubaldo che hanno osservato vengon vestiti da birri, fingon voler menar prigion Cola; lascia la collana, si. difende da' birri con Ie scoreggiate, e fugge finendo l' Atto primo.

A'ITO SEOONDO
ScmiA I

Dice Ottavio come non ha saputo nuova alcuna d'Isabella, vede il Zanni qual non sa che' scusa si. pigliare, pera dice che ha fatto il servizio, che parli con la sua padrona ehe la troverlt disposta. ad amarlo; in questo Isabella alIa finestra chiama PasqueUa; Ottavio 10. vede, attacca discorso; Isabella ascolta; quando Be gli scopre amante, ella 10 recusa. Pasquella e Zanni la pregano a tal amore, alIa fine si risolvono 0. tal amore tutti allegri in casa e serrano.

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22

LA FINTA NO'rI'E DI COLAFBONIO

SCBNA

n
e
CoLOJlBDlA

UBALDO, VALIllUO, CoLA, AaDadA,

Valerio di nuovo s'inginocchia al ·padre; ~n­ tendo che si e giocato i denari 10 priva del patrimonio, 10 maledice e parte; resta Valerio e Cola facendo scena. di lamento; ri801vono picchiare alla casa. d' Ardelia. la quale vede, pensa che sieno due accattoni, Ii manda in pace; Valerio Be li da a conoscere, lei vedendoli cos1 mal condotti, dove prima viveva. amante di lui ora l'odia, il simile la Berva a Cola.; Ii serrano l'uscio in fa.ccia., sconsolati partono.
ScENA
Pm.cDlKLLA.

m
e
ZAnI

Pulcinella si raJIegra. col Zanni delle vicine nozze del sUo padrone si come delle sue con Pasquella.; Zanni dice che tralascl tal pretensione che Pasquella deve esser sua. a.vendoIi gia data. la. fede; il simile dice Pulcinella., vengono alIe mani Benza. offendersi , e partono.
SCENA IV
V ALIIBIO

e

CoLA

Va,k,rio dice esser disperato poi che da tutti e disca.ccia.to; Cola 10 consiglia a. picchiare alla Vedova, quale era. tanto di lui innamorata. che foree samla sua ventura, e ehe diea. esser pentito d' averla disprezzata., e diea. d'amarla; piace il pensiero a Valerio e picchia.

,

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LA FINTA NOTTE DI COLAFRONIO

23

8cBN!

V

1uB1ILLA, PA.IIQum.u, ZAul e 80pra detti

Zanni vede questi due claltroni e Ii mand&. in pace; ripicchiano, e vien Pasquella. che fa il simile; tomano a picchiare; s'aft'accia 1& padrona che simi!mente Ii scaccia.. Valerio Be Ii scopre e promette eamli amante, ella. 10 ringrazia dicendo che e pazzo; toccO a lui esser crudele, 01'8. tocca a lei e che di gia e maritata; alIa fhle Valerio Ii chiede qualche soccorso per 1& propria disperazione, lei 10 fa. a.spettare e tomando alla finestra Ii tim un cartoccio nel quale e una fune e parte. Valerio e Cola aprono il cartoccio e fanno seena di lamento e partono.
SeEN! VI

P£lQUBLLA e

CoLOIIBIJIA

PasquelIa dice come 10. sua padrona ha. dato.la. fede a Ottavio d' esserli sposa; Colombina dice che Ottavio ha. da essere sposo delIa sua padrona., vengono a contes&., e in quasto

SeEN!
ABDm.u

VII

e

IOpra.

detti

Ardelia si frappone e domanda. 1& causa. della. eontesa., 1& quale sentit.a, si duole con Pasquello. della sua padrona; Pasquella dice che Ottavio ho. da asser suo, e dopo alquanto pa.rte; Ardelia e Colombina discorrono sopra cia e partono.

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24

LA FINTA NO'l'1'E DI COLAFRONIO

UBALDO

e

~

Ubaldo legge una. lettera. ehe ~ venuta. al suo :flglio, quale eontiene come b morto BUO zio in Padova e gli ha lasciaro diecimila dueati; cib sante il Zanni, parte per riferir tutto alIa. sua pa.drona, in questa
ScINA .IX

1>...KDOLFO e

80pra

detti

Pandolfo sante la nuova; rnol eoneludere il pa.-rentado con Ubaldo, quale dice ehe quando il suofiglio era. in bassa. fortuna lui 10 ricusb per suo genero, perb ora. lui non vuole che lui pigli la. sua. figlia; Pandolfo in collera. e via.'

hDSLI .... WBELLA. PA.IIQUELL .... ZAlnII.

e

COLOJIBIlC...

Isabella chiama. -Ardelia lamentandosi del rom che riceve da. lei benche povera. vedova; mantre gli vuol Mrre Ottavio quale gli ha dato parola. di apo8arla: lei dice che sempre visse amante d' Ottavio sieome ella fu amante eli Valerio; Pasquella si duole eon Colombina che gli rolga i1 suo Pulcinella.. Le padrone vengono agli stiafli, Ie serve a i capelli, Zanni di mezzo sparta e finisce l' Atro ~.

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LA FINTA NOTTE DI OOLAFRONIO

25

ATrO TERZO
SCEN! I
IB.AB1lLLA

e ZAlRII

lsabena sante dal Zanni oome Valerio ha. a'VUto si grand' eredita; delibera di prenderlo per sposo come suo primo amante, e concede Ottavio ad Ardelia e d8. ordine 801 Zanni che glie 10 vadia. a dire da sua. parte; in questo
8cxNA
IBABIlLLA,

U
e

VALa.tO

Cow.

Valerio vede Isabella. di nuovo, gli chiede perdono e soccorso; Isabella se gli mostro. pietosa, Ii dll. una. borsa di denari per 10. quo.le amorevolezza li rimane Valerio obbligato; Isabella 10 richiede dell'amor suo, lui o.ccetto. dandoli la fede, ella. entra; VaJerio parte per andare con Cola a riscl10tere i vestiti e via. SCBNA UI
OoI".I'AVIO, IBABIlLL4

e

Pm.CIBIlLLA

Ottavio dice venire a concludere Ie nozze con Isabella; in questo la. vede, 180 reverisce, lei se Ii mostra sdegnosa.; di cia si maraviglia Ottavio non sapendo Ia. cagione; Isabella. Ii serra l'uscio in faccia; ottavio fa scena eli sdegno, dice andare a. trovare Pandolfo; Pulcinella. il simile con Pasquella; in questo

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26

LA FINTA NOTTE DI COLAFRONIO
SCENA IV

Pa.ndolfo si Iamenta che Ubaldo non ha voluto concluder seeo; vede Ottavio quale chiede la figlia, lui gIie la concede,· fanno. scena di complimento, il servo Ii chiede Colombina; similmente concede; pa.rtono per andare a mettersi all' ordine.
SCENA. V
UB&LDO, VALBBlO

e Cou

Fanno scena sopra Ie lora sciaurataggini; UbaJdo dopo Ii mostra. la lettera; VaJerio e Cola fanno allegrezze, promette volersi aecasa.re ed esser figlio ubbidiente; il simile Cola; Ubaldo si contenta pur che si aecasi con ogni altra che· con la figlia di Pandolfo; tutto promettono e partono per a.ndare a mettersi all' ordine.
OTTAVlO,

ARDau., Puumrm.u e

COLOJIBUIJ.

Fanno scena amorosa rallegrandosi l' un r altro; simile fa Pulcinella e Colombina dandosi la fede, e partono..
8cBNA. VB
UB&LDO, V&LRBIO,

Cou riveatiti e ZAn,

Vengono e concludono il matrimonio con Isabella dandosi la fede; Zanni pretende Pasquella, Cola il medesimo; in fine si propone; determinano di gua.da.gnarsela in giostra ad entrano

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LA FINTA. NOTTE DI OOLAFRONIO

27

8cBNA vm

Pandolfo dice come gli par mill' anni concludere il parentado eon Ottavio; in questa viene Ottavio; chiamano Ardelia; si danno la fede, Colombina Hi risolve a pigliar Pulcinella.
SelNA ULTDIA

Tutti fuora.

Si rappaci1icano incolpando il tutto ad amore, fanno Ie nozze e fine.

BOBK NBCKSSARIB

Un cartoccio con time

Una boraa eli deuari
Due veetitacci Un ID&ZSO di carte

Una letter.. Un lantemone con lume
Uua collaDa

Un lenzuolo Un veetito cia Diavolo. laDterna e tre lpade.

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LA BELLISSlMA COMMEDIA IN TRE PERSONE

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.

INTERLOCUTORI

VALIIBIO amante eli Lucinda.

amante eli Valerio Cou servo eli Ottavio quaJe non compariaoe in acena Un bambino che non parJa.
LOCDfDA

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31

LA BELLISSIMA COMMEDIA IN TRE PERSONE

ATTO PRIMO

SeEN! I

CoLA solo di caaa

Fa seena sopm la. malattia del suo padrone, cbe nesson medico sa. conoscere il suo male; dopo aver10 prega.to pih volte, a.1la fine gli ha detto che la. causa. del suo male deriva dall' a.m.ore che porta. a Lucinda, ma. per non far torto all'amico Valerio sopporta. ta.nti tormenti; pero dice Cola volerlo aiutare e parte.
Sen", n
LOcmrDA

di caaa

Sopra. l' amore di Valerio narra. come si ~ partita di Venezia. sua patria., avendo laaciato i suoi genitori, per servir Valerio quaIe gli ha. dato fede di matrimonio; si duole che ~ un pezza che non si 1aacia rivedere a easa spesso, conforme il suo solito.

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32

LA BELLISSIllA COMMEDIA IN TRE PEBSONE

8cENA m
LV0DJ)4

e Cou

Cola vede Lucinda, dice vuol cominciare a servire il suo padrone, fa illazzo del cavalcare di Valerio, qual'e che, cavalcando fuor della citta il suo cavallo bizzarro detto Pesta pepe, e entrato in un campo dove ha fatto alcun danno, che percia ha attaccata. rissa con i contadini, ha portato gran pericolo della sua vita; lei sua lazzi.; alIa fine Cola dice non si maravigli se Valerio non la visita spesso, stante l' aver preso amicizia con una cortigiana; lei ingelosita dice se non Ii fa.ra toccar con m.a.no quanto gli ha detto 10 farlJ. privar di vita; Cola promette e parte. Valerio in questo, mentre ella Bta esagerando.
8cENA IV
V4LBBIO di strada e
.LucuiD4

Valerio se Ii fa avanti, fanno scana di amor reciproco con illazzo, e dialogo cbe ad· ogni fine di periodo: e Valerio voi non mi amai.e, ed egli: e Lucinda

voi non mi .amate.
SCEN! V

Cou e sopra. detti

Cola. si a.ccosta, tim in dispa.rte Valerio e Ii dice che a Ottavio suo padrone gIi e venuto un l\CCidente gravissimo, pera che arrivi da lui e vada dalla porta. del giardino; cia sente Valerio, senza Iicenziarsi da

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LA BELLISBIMA COMMEDIA IN TRE PEBBONE

33

Lueinda parte per andare a sovvenir r amico; lei resta stupita, domanda a Cola ehe vuol dir eia; lui, ebe ~ giunta l' ora di andare alla sua cortigiana; lei esa.gera ed entra; Cola ehe vuole in tutti modi ~he s'adiri con Valerio, e sia d'Ottavio suo padrone.
8cBNA.
VI

VALOIO di strada

L' amico Ottavio non sta. tanto male quanto gli ha detto Cola; lo vede, domanda da ehe derivi questo suo male, Cola 10 Ba, e ehe Valerio 10 potrebbe aiutare; Valerio ehe ~ pronto, ehe diea pure; Cola conta come Ottavio vive amante d' una gentildonna, e ehe il padre di questa. signora sapendo -ehe Ottavio'l' amoreggia non vuole ehe lei si lasci altrimenti vedere; cia sentendo il signore Ottavio dice a1 padre di detta signora ehe lui non faceva all'amor per 's~ ma per portare imbaseiate per il signore Valerio. quale ~ veramente innamorato di lei; eia sentendo il padre si ~ contentato ehe e11& faccia all' amore con Valerio, ehe 0081 facendo potra. portare gli amori dell'amico; e per non aver fin ad ora per timore palesato questo suo pensiero, ebe da questo, e dall'amore ehe portava a questa. signora ha avuto origine il suo gran male; domanda. Valerio ehe deve fare per servire l' amico. Cola prega ehe vogli andar questa sera sotto la finestra. di questa signora a fare una serenata, ehe· a1fa.cciandosi 1i parli amorosamente, il ehe fara. seuza so:8

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LA BELLISSIllA COMIIEDIA IN TRE PEBSONE

spetto del padre, 'e coal liberem l'amioo Ottavi~ daJ suo male. Valerio promette, Cola dice che venga, un'ora di notte; Valerio parte, resta. Cola, e picchia a Lucinda. Seal. VB
Cow. e
LuCDIDA

Cola dice a Lucinda cbe queUo che gli ha promesso ~ pronto a farglielo vedere in questa sera.. Lucinda si dnole cbe Valerio la tra.disca; Cola dice cbe a un' ora di DOtta lei sis. in su Ia porta e sentim Valerio che viene a. fare una serena.ta & questa signora; ella esa.gerando rientra.
V.&LllJllO

Seau. VIII e dope CoLA

Valerio sopm la dilBdenza aelramico COD spaaa.
alIa mano; :6nge notta; esagera. sopm male ~ tavio, in questo COla. tk Jazzl di notte, Hi ricono-

n

m

scano, domanda. Valerio dove si ha da f&re la 88renata; Cola 10 'pig1ia. per 1& mano 10 &. girare j} palco molta volta, dice eondurl0 BOtto 16 Bnestr& della. signora, 'aDa fiDe si 'ferma. sotto 1& ca.sa. a' otta.'Vio; mentra egli suona., Cola scappa e va.1illa. finestra.; in questo
Cow. a1Ia fiileeD, Lu~ iJl
v~

811 ]a

iJl . . . por.f&

Cola s' aB'accia. eon cuilla. in 'testa con fazmletto al co110; eon voce di domm. fa. seena &moraS&. con

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LA BELLIS8DlA COJOfEDIA IN mE PEB.SONE

35

Valerio, in fine Lucinda nOD potendosi pin contenere va. per uccider Valerio dicendo: An traditore. Cola si butta. dalla. finestra, abbraccia Lucinda, 1& mette in casa. senza. parlare. Valerio stupito parte, Cola con la.zzi finisce r Atto.
A'rrO SECONDO
ScuA I
~

ill

ID ]a

porta

Sopra rinfedeltlL di Valerio, ed in questo

SouA JI. V#SlUt) di Itrada e LwOlQA
Sopm l'aver servito l'amico, vede Lucinda, la. saluta, lei 10 rimprovera; lui maravigliandosi si vuole scolpare, lei non 10 lascia parlare, ed entra; lui confuso resta, ed in questa

.

ScalA. ~
~. VM.Jato

Co1& vede Valerio pen8OSO, domanda che a:bbia, lui dice the Lucinda ~ aairata. see&; Cola. dice ebe sa ]a eal'lSr, Va'lerio ehe -gli seopra it tlltto; <J6la dice cbe da molti gioroi in (Jua. ha vista non so che andamenti di gente intomo casa. di Lucinda che forse sam innamomta. di qualcheduno, che percio Valerio gli satt. Tenuta a. 1lOia.~ 'VaJerio erede, dice a Cola ebe .batt&. ·a QS8, di Lucinda, ed -m ~

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LA BELLISSIMA COMMEDIA IN mE PEBSONE
SCENA IV
LvcnrD~

e VALBIO

Lucinda fuora, Valerio 1& rimprovera, mette mano a uno stile, va per ucciderla; in questo
SODA V

Uno veatito cIa DuaHdo e auddetti

Viane questo seDZa parlare, piglia Lucinda e la
porta in casa sua; Valerio esagera e parte; Cola dice che in quella casa vi sta un amico di Lucinda, e che la vuol cavar di 11 in tutti i modi; si cava

-caJamaio e fogIi di tasca, e scrive una lettera, e dice oehe vuol fingere che 1& mandi Valerio a' Lucinda ehe gIi chiede perdono, e la prega che la ritorni in casa sua, e batte.
8cENA VI
LvcnrD~

e CoLA

Cola dice a Lucinda che Valerio li manda una

lettera; lei che non Ii parIi pin di Valerio e elle non vuol sue lettere; dice che la leggera. lui, lei che non vuole sentire nominare ilsuo nome; Cola -con lazzi legge la lettera, qui ad OgID periodo Lucinda va innanzi poi torna a dietro; dopo lazzi .antra in casa sua; Cola rests. e batte a DeaetJed~.
8cBNA VII

CoLA a. DIUfle40

Domanda chi egIi sm; Cola prega Desevedo Be 1a Lucinda quando fu in ca.sa sua trovorno che ella

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LA BELLIBBIMA CODEDIA IN TRE PERBONE

37

fosse. feriia in luogo alcuno; dice Deaevedo che la
spogliomo per vedere Be era ferita, e non trovandoli cosa. alcuna, solo veddero che sopra la poppa manca aveva un neo fatto a stella; Cola 10 ringrazia e Desevedo parte; resta. Cola dicendo che questa cosa del neo fa per lui; si pone a scrivere e parte.
SCENA
V.4LBJUO

vm

e dopo CoLA.

Valerio sopra suoi sventurati amori; in questo Cola di strada gridando che non e ruffiano, fanno 1azzi; Valerio domanda che cosa sia, Cola dice che un galantuomo li voleva dare una lettera a form per portare a Lucinda, e che non I'ha voluta ricevere mostrando a Valerio in terra la lettera; Cola parte; Valerio legge, intende, ed esagera; risolve voler cavar di mano il figlio a Lucind8., dopo privarIa di vita, batte, ed in questo
SeENA IX
LUCJlIDA

e VALJIBIO

Fanno seena di rappacificarsi. VaJerio domanda del figlio, lei dice cbe n' e bene, lui che 10 vuol vedere, Lucinda. 10 chiama; Valerio 10 piglia e rimprovera a Lucinda, e parte col figlio; lei 10 segue gridando, dammi mio figlio.

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LA BELLIssnu. COJOIEDIA IN TO PERSONE

ATrO TERZO
8cBHA I

VALUlO e flglio

Valerio sopra. l' afl'etto del figIio, e I'incosta.nza della ma.dre, ed in questo
8c.INA n
Lucr:m.a.. V.u.BBIO. flglio. e CoL.&.

Valerio mentra esa.gera lascia ilfiglio in disparte; Lucinda 10 vede e con destrezza 10 cbjama e 10 mana in C8B& Benza parlare; Valerio dopo I'esa.gerazione &tende 1& mano, e dice &1 figIio tnen; Cola in questa porge 1& mano; Valerio dopo eaa.gemto vuol ba.ciare il figlio, vede che ~ Cola, Ii cIa uno stia1fo; Cola parte, lui resta.j comincia a delirare, parte lasciando il ferraiolo e il cappello in terra..
ScoA m
CoL.&. e dopo L110r:m.a.

Cola piglia il ferraiolo e il cappello, fa lazzi e

parte.
SeDAN
Ll1CDID.a. e dopo V.u.DIO

Lucinda fa seena di voler ritornara aJla patria, sperando che i suoi genitori gIi abbino a perdonara, in questo

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LA BELLISSIMA COMllEDIA IN TRE PERBONE

39

8cDA.
V.lLDIO

V

e

LVCIIIDA

Fa seena da. ps.zzo, vede Lucinda. non la. riconosee, ella. compatisce; fanno scena, lei l' esorta. a torna.re in sa medesimo, egli non intende e parte, e Lucinda entra.
ScoA.
VI

Cou con ferraiolo e cappello

Sua. Jazzi, in questa nen Lucinda, 10 crede Valerio; parendogli che sis. tomato in se medeSim.o, s'inginocchia. preg8J).dolo a sentire sue discolpe, lui in posta infermiola.to non si dB. a conoscere.
8cENA.
V.lLDIO

ULTDIA.

e auddetti

Valerio tomato in se stesso vede Cola. con suo ferraiolo e cappello, mette mano alla spada. per ucciderlo; il quaIe s'inginocchia e chiede perdono dicendo che il tutto ha fatto per a.i.utare il suo padrone quaIe yiveva amante di Lucinda.; e cbe Lucinda. e da.ma onoratissima e che non ha commesso errore alcuno. Valerio perdona, si rappacifica con Lucinda; finisee la. Commedia.

ROBE NEOE88A.RIE

Un Bambino Carta e calamaio cia portare in taaca Un Stiletto Uua Chitarra.

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~

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LI DUE SCHIAVI RIVENDUTI

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INTERLOCUTORI

UtiLDO

TB~l'POLA

L.urn:UI aDO aervo
aua serva

CoLOJQIDI~

VALDlO achiavo detto .Ali} a.mante eli Armelliu .ABK&LLDI~ achia.va poi LucllfJ)~ a.mante eli Valerio CoLAFBOIDO oate PA8QtIIILL.t. 8ua moglie CUlTAJlO pa.aaeggiero amante d' Armelliua
Z~

1U0 servo

Due finu mercanti LevaDuDi

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43

LI DUE SCHIAVI RlVENDUTI

A'rrO PRIMO

Semi!

I

U.ALDO e Cou

Dice Ubaldo come per via. di alcuni mercanti sua corrispondenti ha compro due schiavi nella citta di Tunisi, un mastio ad una fem m in3, i quaJi aspetta di giomo in giomoj il tutto ha fatto che essendo solo in ca.sa, senza flgIi, vuole aJIevarIi a suo modo e far conto che sieno taJi, che per cia non ha gftardato a spendere 1000 duca.ti, giacche una figliola. che aveva mandandola un giomo a spasso in filuca. con la. balia., da Corsari Ii fu rubata.. Chiama Cola. 08te che stia. avvertito aJ. :Molo venendo ]a nave con Ii schiavi voglia. riceverli nella sua osterla., e subito glie l'avvisi; parte e resta. Cola. Scmu.
D

Cow. 1010

Dice Cola. che essendo talmente obbligato a.l signor Uba.ldo che vuol servirlo d'amico, dice andare alIa volta. del Molo; trovandoli Ii oondurm nella sua osteria. e parte.

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LI DUE SCHIAVI RlVENDUTI

Dice Alij ad Armellina dopo tanti travagli che hanno avuto nella schiavitudine, che 10. fortuna Ii si mostra fa.vorevole, atteso che l'istesso padron&gli abbia comprati, dal che averanno comodita di poter conseguire i lora amori. Armellina dice cbe sempre sam obbediente a'suoi comandi, tanto pitt avendoli data 10. fede, ed in questo
SeEN.! IV

Cou,

PA.8Q17BLU

e detti

Ck>la dice essere stato al Molo, ed ~ arriva.to 11 vasceUo di Barberio. e che non ha visto Ii schiavi; in questo Ii vede in scena, doma.nda chi sieno, di dovevengono; loro dicono di Barberia, e che essendo sbarca.ti non sanno dove abbino da far motto per troyare un certo signor UbaJdo lor padrone; lui dice che entrino nella. sua asteria poi che ha ordine dal signor UbaJdo di ricettarli; in questo vien PasqueUa; fa. sceno. dicendo che 1i ristorem da'patimenti fatti, ed entra. Pasquella con Ii schiavi.
SeEN.!

v
It

Cou, UJW.DO

Schiavi

Ck>la dice voler andare ad avvisare il signor UbaJdo; in questa 10 vede, Ck>la Ii da nuova degIi schiavi; Ck>lal'insegna Ie creanze, il vecchio s'inna.mora della schiaVo., e determina pigliar1a per mo-

--

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LIDUESmDAVIRITENDUTI

45

glie, la chiama cIa parte, e la ricbiede esserli sposa; lei recusa dicendo non esser lecitD a un par suo pigliare una schiava; Valerio s'insospettisce accennando che lei non consenta; intende 11 cenno, dice aver collocatD I'detto suo a un eguale a se; il vecchio s' alters, dice a Cola che Ii rimetta nell'OBteria, che piglierlt spediente di queUo hadafare; entrl!. Armellina; vecchio via, resta Cola e Valerio. .
SeENA
VALUIO
VI

e Cou

Valerio dice a Cola come sospetta che il suo padrone voglia sposare Armellina, per cio Jo prega accio 10 voglia aiutare perche non segua questo matrimonio, e con qualcbe invenzione ingannare il vecchio; promette buona mancia dandogli per caparra una collana; Cola promette fare quantD desidera.
SeENA VII
CoLA,

due ladri

cio~ Z.t.IIPIBO

e F J.LLATU1'TI

Cola si rallegra del regalo fattDli dallo schiavo, dice che 10 vuole aiutare; mentre parIa da se, vengono due ladri, con invenzione rubano la coUana a Cola; a questo rumore corre Pasquella, gridando ancor lei; finisce l' Atto.

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LI DUE BCHIAVI RlVENDUTI

A'.rrO SECONDO
8cENA I
CuruJlo e ZAlIlII

Capitano dioe BBBel' venuto di Spagna per passare in Barberia per 180 liberazione d' un suo fratello ebe da piccolo fanciullo fu lath> schiavo; essendo arrivah> a Livomo, piacendoli tanto la eitta wole per qualebe tempo dimorarvi; Zanni l'esorta a. sta.rvi, delJermina tpOS8.rsi a 'qUell' osteria; picchia. Za.nni COD saa l&ZIi, M in questo

PAlQUJILU., Cou e 80pra aetti

Esce Pasquella; pensa ehe sieno queIli ehe gli hanno rubbato la eollan&., gli va alla vita con bastonej in questa Cola vede che non son quelli; .gli ehiede perdono, discorrono sopra i trattamenti dell' asteria., tutti entn.no.
ScuA. m

UbaJdo chia.m a Zanni ehe .w.ma a. chiamare 1ID: bandioore ebe vuol vendere Ii schiavi poi ebe Armellina. non vuole condiscendere aJ suo intento; Zanni dice andare, resta. in scena, in quesoo

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~DUE8mDAVI~UTI

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SeENA. IV

CoLA. e TuPl'OLA.

Esce Cola, dice a. Trappola che cosa. risolve il suo padrone delli schiavi; lui dice che gli ha ordinato cbe vadia a chiamare un banditore per vendergli. Cola dice sa rnol easer d' accordo seoo farlt eke la vendita. non ~gua, e lui guadagnera molto.; Trappola dice che essendoei da ,gnadapare fa.ra il tutto; Cola dice laBci we a lui, 10' manda via e partono.
SeENA. V
CAPIT.llIIO

e Z.llIIIII

Dice il Capitano come si trova molto ben servito da qneD' osI:a1sa per n cbe vuol dimorare U1l pezzo in Liyomo., tanto -pin 'avsndo visro in una camera una bella sclWm. della quale Hi ritrova assare innamorato; :pero-prega n servo che 10 vogHa aiutare; il servo 10 sconsiglia a tale amore stante l' avere a seguire n 'Via'ggio di Barberia, pero lasei I'im.. presa.. Capitano dice non voler andar pitt in Barberia per l' acquisto del fmtello, ma che in quella vece rnol fare acquisto della schiava, e parte.
'SCDA VI

UlULDO, TaA'Pl'OLA, e Ii Clue echia.vi

Ulaldo fa £hlmna.r gJi schiavi 'edice a Armellina Be ~ ,pitt di iquell':umore di non "Volerlo per marDo; aDa pm tBlda che msi; Ubaldo manda n

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LI DUE scmAVI BIVENDUTI

servo per il banditore; parte Trappola, mentra gli schiavi fanno seena col padrone; viene il banditore ~n tromba; in questa
SCENA VII

Banditore, UJW.DO, Schiavi, CoLA. e TaA.PPOLl da mercanti

I Mercanti Canno passeggiare gli schiavi; fanno diversi lazzi; Ubaldo dB. il prezzo di ducati mille; lora ofFeriscono poco; il Vecchio in collera, gli manda in casa, dice non volerli pin vendere; tutti partono.
8cBNAvm
CA.PI'1'AJlO e ZullI IUO servo e PA.8QUELLA

Capitano fa chiamare I' ostesm. scoprendo il suo amore, pregandola del suo aiuto; lei risponde, che la schiava non ~ pin nella sua asteria, ma in casa d'Ubaldo suo padrone, peri> se vuol cosa. alcuna da lei ebiami Colombina, ehe parlando seco potra ottenere il suo intento; Capitano batte.

CoLOJUlIlIA

e detti

Capitano dice a Colombina, Be gli vuol fare vendere quella schiava, che Ii darlL una buona maneia; lei diee che se gli basta I' animo di far che il suo padrone ']a mariti, cJie lei operem ebe il suo padrone gli venda la schiava; Capitano gli promette Brighella per marito, essa contenta, e in. questa

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LI DUE BCHIAVI RIVENDUTl
SCEN! X

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UBALDO e detti

Ubaldo vede questi avanti la sua porta, domanda che vogIiono; 10ro dicono voler comprare laschiava; lui dice non volerla pit! vendere; Iieenzia e partono.

SeEN!
COLA

XI

e VALKBJO

Diee Valerio, ehe si e fatoo raccontare in ehe maniera fu fatta sehiava Armellina, ed avendo inteBo da Anne1lina che il suo padrone aveva una fanciulletta ehe Ii fu rubata da turchi, che per cio confrontando gIi anni ad il nome, crade sicuro che sia questa; pertanOO non la vuole scoprire a SllO padre, che conoscendola per sua figIia, non la concederebbe per mogIie ad uno schiavo, rna vuole consigIiarsi con Cola, quello che in eio deve fare, ed in quesOO
SCEN! XII
COLA

e VALBBIO

Cola si conduole con lui ehe con essersi flnto mereante, non Ii sia riusciOO l'intenOO suo; Valerio racconta a Cola queDo che ha scoperto, e 10 prega d'aiutarlo; Cola, che non dubiti; Valerio parte; resta Cola.
SCRNA XIII
UBALDO

e

CoLA

Ubaldo dice a Cola, che vadia nell'Osteria; piglia ordinghi da eucina, che "fUole, 0 per forza.,
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LI DUE SCRIA.VI RIVENDUTI

o per amore sposare la schiava; vadia in ca.sa. a. mettere all' ordine il tutto, ed egli parte con dire andare a comprar gioie.
SeENA XIV
CoLA.

e V ALBRIO

Cola racconta il tutto a Valerio; lui si la.ment& della sua cattiva fortuna; si raccomanda a Cola, il quale 10 consola, Ii pada nell' orecchio; vanno in

casa..
SeENA.
UBA.LDO e

xv
CoLA.

UbaIdo viene con Ie gioie, vuole entra.re in casa p senta un gran rumore, si rompono pentole; diversi strepiti; esce fuora. con bastone; bastona il vecchio p ed entra.; vecchio fugge, e tannina l' Atto ~. ATrO TERZO
SeENA I
CA.PIT.llfO e ZA.nl

Viane il Capitano; picchia. alla ca.sa. d' UbaIdo, nessun rispoilde; picchia Brighella., sente il solito rumore, viane Cola, bastona tutti, fuggono, Cola.

rests..
SeENAn
TupPOLA.

Dice· che il suo padrone gli ha detto, che in ca.sa. sua v' e un gran rumore, che per cia vuol chiarirsi p ,

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LI DUE SCHIAVI RIVENDUTI

51

che cosa sia cia; picchia, vien Cola, e basrona; lui fugge, e Cola in casa.. SeEN! m
ULIYBTTA.

e

BBIGBBLLA.

mob

CoLOJlBlJrA.

e

PA.8QUBLLA.

Vien fuora lamentandosi del danno ricevuto da Cola avendoli rotto tutte Ie stoviglie; gli racconta i1 tutto; lui sue maraviglie; Pasquella va alla casa d'Ubaldo, chiama Cola, quale vien fuora e bastona la moglie, gridando, dice essere spiritato. SeEN!
TBuPOLA.

IV

e V ALBBIO

Trappola si lamenta delle bastonate, chiama Valerio quale vien fuora; domanda che vuole, dopo alcuni discorsi gli racconta, come 10 spirito che ha addosso Cola, che Armellina non e altrimenti ArmeDina ma Lucinda figlia d'Ubaldo Lanterni, doe quella che li fu tolts. da turchi, e se non la dam per moglie a Valerio, entrem addosso a Ubaldo; sentendo questo, Valerio corre a dar la nuova a Ubaldo.
SCEN! V
C<OLA.

e VALBBIO dopo

CAPlTAHO

e

BBIGBBLLA.

Cola si raDegra con Valerio che l'invenzione cammina. bene; in questo viene i1 Capitano e i1 servo; Cola bastona; loro paura, e fuggono, in questo

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52

LI DUE SeulAVI BIVENDUTI
SCENA YI
UIlALDO

" e Buddetti

Ubaldo viene, vede Cola, vllol fuggire; Valerio 10 chiama, e Ii dice che non abbia paura; si aecosta. Cola, e dice a Ubaldo dO, la tua figlia a Valerio altrimenti f entrerlJ addo88o; Valerio dice che non ha figlie, cbe una che ne aveva gli fu rubata da Turchi; risponde Cola che quella e Lucinda; cia sante UbaJdo, fa grande allegrezza, la concede a Valerio pUTche Ii dica cbi sm.
/I

SCRNA UJ.TIJU

Totti fuom

Valerio dice come partendo di Spagna per andare a Napoli, essendo d'anni dodici, essendo nobile di ~ Valdei figlio d' Alonso, e di D. Alviera d.i Madrid; cia sente il Capitano 10 riconosce per suo fmtelIo, si fanno allegrezze, si seuopre Cola, Ii perdonano, fanno nozze e finisee.

ROBE NECESSARIE

Doe ahiti da mercanti Levantini Una eolIana d'oro Ordinghi da oneina Una caasetta eon forea e scala Tromba, e pentole da rompere
La soeaa ftoge in [.\Yorno.

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t

LA REGINA D'INGHILTERRA, TRAGEDIA

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• INTERLOCUTORI

BUDIA.

CollTB DI a.X
Principeesa
L1101llDA CAPITAlfO GUBBALB

DBLU, eli Camera. della Principeaea BTol'Plllo, 0 vero CoLA, servo del Conte ZAlfIO servo della Principeaaa
TuPPOLA, 0

vero Careeri

PULCIKBLLA,

Cuatode del Giardino e delle

UBALDO LAlfTBIUlI

PAlfDOLPO BAOCBLLI

~

Conaiglieri

PanrCIP. DEL DBLFmo Corte della Regina

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55

LA REGINA D'INGHILTERRA, TRAGEDIA

ATTO PRIMO
8cENA I
COIITE e 8ervo, di notte

Dice il Conte, avanti che vadia a riverire la Regina, a darIi nuova della vittoria otten uta contra Ii Spagnoli, vuol entrare nel giardino della principessa Lucinda, e vederla; fa scena dell' amor suo, e come un tempo fa viveva amante della Regina, ma perche non vedde corrispondenza, si voltO all' amor della Principessa. C'A>mmette al servo che diea il suo parere, se deve andare 0 no, poiche dubita che la principessa, come persona grande, gIi avera conservato l' affetto; consiglia il Conte a entrar drento al giardino dubitando di qualche disgrazia, essendo di notta; il C'A>nte dice che non dubita., che faeeia la guardia, ed entra; rests il servo dicando, che per servire i padroni bisogna avere delli incomodi, si getta in terra per riposare; ad . in questa

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LA REGINA D'INGHILTERRA

SeENA.

II

TUPPOLA e CoL...

Esce Trappola dalla POrta. del giardino; .dice essere intrigato se deve serrare 0 no; per il comodo della Regina dovrebbe serrare volendosi bagnare, la Principessa vuole che tenga aperto, e se non 10 fa, 10 vuol fare ammazzare. In questo Cola sogna dicendo: dagli dagli elO. un' arckwusata. Trappola ha paura, cade addOsso a Cola e si maravigIia che in quel luogo vi siano gente 1 essendo proibito l' entrarvi; in questo Trappola incontra Cola, fanno lazzi di notte; in questo viene sparata un' archibusata nel giardino, la quale sentono e fuggono; Cola ririmane dorrnendo.
SCENA ill

Tre uomini acoDoeeiuti, CollTB, REGI.... e CoL...

Vengono tre, fuggendo con :maschere al volto seguitati dal Conte e dalla Regina, la quale dice al Conte che pin non Ii seguiti; domanda chi sia, Conte non vuol darsi a. conoscere, Regina. 10 ringrazia qualunque egli si sia, ella 10 prega del nome, Conte supplica a non forzarlo, ella, che vuole contracambiare llsuo merito, lui ringrazia, lei domanda se sia ferito, lui dice nel braccio sinistro, ella Ii da. una banda accio si fasci, 10 ringrazia ed entra nel palazzo, Conte chiama Cola, egli si sveglia con paura" lu~ 10 perbracca perche dormiva, si desta sui lazzi,

e

p~no.

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LA REGINA D'INGHIL1'ERRA

57

SeENA.
TBAPPOLA,

IV

g;omo

Dice Trappola che se la Regina sa. che lui non abbia serrato il giardino che 10 f'a.riJ, impicca.re, pem sta con grandissima paura, e rientra in giardino.
SOENA V
DBLPIlIO

e

COLA

Cola racconta a Delfino il seguito della notte passata., Delfino gli comanda ehe batta. aJl' abita.zione della Principessa.; ed in questa

SeEN!
DELIA

VI
DRLPDlO

aerva della. Principesaa.,

e

CoLA

Delia risponde~ fa seena. d' amore con Cola, dandosi 1& fede di sposi, chiama la Principessa., dove Delfino gIi confida come vive amante della Regina; ella dice esser bene impiegato il suo affetto, offerendosi pronto. ad aiutarlo dove potm; Delfino aceetta. la promessa., pregandola che operi che 1a. Regina gIi eorrisponda, ella promette, lanno eomplimenti, Cola si scopre amante della Principessa., ella tinge non intenderlo, poi 0.1 fine mostro. averlo inteso, gIi dice voler corrispondere 0.1 suo affetto, che intanto si aeeostl per baciarIi 1& mano, gIi dk uno sehiaft'o bravandolo, 10 mauda via, resta. esagerando r amore del Conte; e in questa

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58

LA REGINA D'INGHILTERRA

SCEN! VII
PanrCIPDIIA e CoRTB

Fanno seena amorosa, ella gli confida come la notte passata aveva tramato colli Principi suoi fm· telli di ammazzare 1a Regina ad. eft'etto di porre sopra il suo capo la corona d'Ingbilterra a lei dovnm, e quando tornava trionfante, doverli essere sposa., para conviene che ancor lui s'impieghi in questa. congiuntura essendovi il suo interesse, cbe morendo la Regina, deve succeder lei, come pin prossima, tanto pin cbe 1a Regina possiede il regno tiranni· camente, e cbe suo padre era fratello del Be an· tecedente, padre della Regina, quaie mosse guerra ingiustamente al suo, che essendo pin poderoso rest<> vinto, si usurpo il regno; morendo la Regina, tor· nem giustamente a posseder quello che sa gli deve. Conte vedendola sdegnata la dissimula, dicendo fam quanto vuole, pero che serivem ai Principi suoi fratelli cbe venghino, lei dice che gia: ci sono, pera a lui come intrinseco non sa Ii tien portiera, che per cio se Ii rendem pin facile a fare il fatto, che ad. altri; Principessa contenta rientra, Conte rimane, ringrazia il Cielo che Ii dB. occasione di difendere una signora Sl grande quale e la Regina, vuol assarli fedele, pin tosto levar l'amore alIa Principessa, e parte.

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LA REGINA D'INGIDLTERRA

59

8cBNA. vm
UBALDO, P.lIIIIOLJ'O, C.UITAJlO, RUIlI.A. e Corte

Regina. viene appoggiata al braccio del ~pitano; sedendo nella sua residenza, narra il pericolo della notte passata, rammenta la tardanza del Conte, domanda consiglio. Pandolfo racconta l' esempio del cavallo di Alessandro Magno, che adomo de'suoi abbigliamenti non si lasciava cavalcare da alcuno; Ubaldo dice che sarebbe bene metter taglia contro i delinquenti, Capitano dice che del Conte non ce n' e nuova poiche gli affari della guerra vanno in lungo; in questo
ScENA IX

CoLA e IOpra detti e poi il COllTB

Cola fa lazzi di reverenza, si acCOsta, vuol parlare alIa Regina, vuol baciarli la veste, alzando pin del dovere; dice come il Conte di Sex e tomato vittorioso contro gli Spagnuoli, per Ia qual nuova Ia Regina comanda sia rivestito, gli fa dare una collana d'oro, dove per I'allegrezza vuol andare ~ baciare la Regina, UbaIdo con glialtri.lo ributtano, il che si fa pin volte; alia :fine Ia Regina comanda a Pandolfo che vadia in corte a vedere del Conte, Quale viene genufiesso,la Regina Ii dlL il ben tomato, Ii chiede nuova della guerra, li racconta. la vittoria, ella Ii dk i titoli di Governatore Generale, d8. ordine a Ubaldo che Ii faccia la patente, fa ritirar tutti, re-

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60

LA REGINA D'INGIDLTERBA

stando 1& Regina e il Conte; la Regina Ii domanda quando sia tomato, ma ehe Ii diea 1& veritiL, lui dice che 180 notte pa.ssa.ta sbarco in quel medesimo luogo, ella dice che e mendace, 10 giudiea innamorato, 1u,i di no, alla fine lei vuole palesare il suo amore, viene interrotta dalla Principessa; ed in questo
SCEN!. X
PBDlClPBSU, RSGlK£.

e

CoJiTB

Brincipessa dB. il buon giomo alIa Regina, ella dice che si ritiri perche vuol discorrer col Conte, Principessa parte mirando il Conte, insospettita del Conte volto verso la Regina, non cum, '8eg11e il suo discorso; nell' atto di scoprire. viene Ubaldo.
SCEN! XI

UBALDO e sopra. detu

UbaIdo con la patente, ealamaio e penna, Regina vede non poter seguire il discorso, sottoscrlve, nel discender dal trono, dice al Conte: con piu agio discorreremo; quando parte riconoscie la banda che diede la no~te passata al braccio del Conte, si maraviglia, dice voler intender la ragione, ed entra. in Corte. SeEN! xu
PSIXCIPB88A

sola

Principessa con lettera in mano fa scena di gelosia del Conte, quale ha vista parI are con 1& Regina, pur vuol'amarlo, e vendiearsi di lei; in questo

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LA REGINA D'INGHILTERRA
SeEN! xm
CoLA

61

e

PBDrCIPJI88A

Vien cantando dicendo che il suo padrone e Generale ec., saluta laPrincipessa, lei dice perche prima non I'ha reverita, lui dice perche il Marchese era ne'suoi appa.rtamenti, lei dice che poteva enb'are ad ogni modo, lui sua lam, e doppo alcuni discorsi da 1a 1ettera che 1a porti a'suoi fratelli, ma che non 1a mOOri ad a1cuno.
SCEN! XIV
CoLA, BAGOLJIIO,

e

'fBAPPOLA

Vengono alzando 1a portiera. Cola vestito nobilmente con colIana a1 collo, Bagolino e Trappola Ii fanno lazzi intomo, riso1vono rubarglie1a con dire esser suo cameriel'o, pel'o vogliono spogliarlo e rivestirlo meglio; resta col suo abito, 10 bastonano, e finisee l' Atto.

ATTO SECONDO
SCENA I
BAGOLJIIO

e

CoLA

Cola vede Bagolino, Ii chiede la sua roba, lui vuol burlarlo con vo1erlo di nuovo bastonare, lui Ii volta una pistola aUa vita, Bagolino paUl'a, e via; in questo

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j

62

LA REGINA D'INGHILTERRA

SeEN! II
COLA

e

CoJlTB

Conte con la. banda grida Cola che a tanto negligente al servire; Cola. trova la sensa. della pistoJa, che em "andato a vedere a' era finito di fam scrivere il nome del Conte, Conte non accettale SCUS8, non vuol pistola., Ii da la banda che la riponga nel suo stipo ben serrata tra Ie cose pin care, e non la 1a.sci vedere ad alcuno, entra in palazzo, resta Cola; ed in questa
SCENA
PJlIJlCIPE88A

m
e
CoLA

La Principessa vede che Cola nasconde ne' calzoni Ie auddette robe, Principessa domanda che roba e quella., lui dice easel' 1a camicia, Principessa cbe vuol vedere, vede cbe a 1a banda, dimanda di chi a, glie la chiede, lui nega, alia fine Principessa Ii toglie l'uno e raltro, lui prega a renderglie1a, lei minaccia d'ammazzar10, impaurito rientra, e Principessa parte.
SCBN! IV
RBon",", CoIITJI e

Paggio

Conte si maraviglia che la. Regina voglia discorrer S8C0, chiede percha eta cosl meata, che apra. i suoi sensi, ella risponde in equivoco mostrando esser amante, lui mostra non intendere, lei giaeche non intende con la prosa, glie 10 farB. intender con

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LA REGINA D'INGHILTERRA

63

la rima, dB. ordine che si. canti: si canta un'arietta, dove un amante scuopre il suo &more; ella dice che glie ne pare, lui dice che aIle persone grande che credono nel merito, non e bene scoprire il suo amore, ella dice che sl, e che amore eguaglia tutti Ii stati; Conte irresoluto, ella delibers. manifestare Ie sue fiamme, Conte che per cio non si comprendono Ie Regine in questo numero con li sudditi, rests. sospeso; ed in questo
SeEN.!
PSINCIPES8A

v

e sulldetti

Principessa. con banda. in sui bra.ccio reverisce 1a Regina, Ia. qua.le in collers. manda via per a.verli vista. 1a banda., si altera fra. se e non parla, alla. fine il Conte gli scopre i1 suo amore essendo cinque anni che arde per lei, ma che mai ha ardito scoprirsi, ella dice che ta.ccia, e che in termine di £re giomi si.a. mora. del suo Regno, maravigliandosi della sua temerarii:&, che 10 priverebbe di vita sa i servigi fatti alla Corona 10 permettessero, che pero parts. e non replichi, egli confuso resta, lei compassionando che non vorrebbe che partisse perche l'ama grandemente; ad in questo
SCEN! VI
UBALDO

e

REGINA

Fa reverenza., Regina. dice se vi son suppliche, egli dice: ve ne sono molte, ella non risponde, interroga. come sia benvisto nella Corte i1 Conte di

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LA REGINA D'INGHILTERRA

Sex, ma che Ii dim la verita, egli dice che il Conte e amato da tutti, ella si volta in disparte, e dice: 10 riekiameremo alla Gotof.e; Manda via Ubaldo, dicendo che metta in ordine Ie suppliche, in questo

SeEN"

VII

REomA, DsLFUlO e PBmCIPaIIA

Delfino reverisce 1a Regina, e dice che la Principessa desidera il Conte di Sex per suo sposo, pur che sia con suo gusto; ella domanda maravigliandosi se sia occorso novita alcnna alia Corte, egli dice che no, ella dice che non devono restare inp·nniti chi oltraggia Ie Regine, egli dice aver conosciuto il Conte per fedele, ella dice: 8e fedele si deve ckiamar colui eke conspira C(}ntro il 8U() principe. Dice Delfino che fedele si pub chiamare quel suddito che pin volte ha esposto la vita per mantenere la Corona in testa al suo Re, ella che taccia, ringrazia il Cielo esser nata grande, poi volta alIa Principessa. domanda quale pretensione ella tenga sopm il Conte; risponde: la medesima pretensione che ha sopra di lui la medesima Regina. In che mod07 Principessa: per amore. Regina si sdegna, commetten. doli che lasci da parte tal'ogget~, Principessa., che l' arbitrio non si puol violentare, dice volerlo amare, Regina si rizza, minacciandola, sa n'entra dicendo: si porro' da parle I' amore, ed entra; Principessa, che non Ii basta possedere un :Regno ingiustamente, che di pin gli vuol t6rre anco l'amante, dice volersi. vendi care da se stessa, ed entra.

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LA REGINA D'INGHILTERRA
SeEN.! VllI

65

COIIU

e

CoLA.

n Conte brava il servo eon dire che e sto.to la

sua rovina, pera 10 vuole ammazzare, il servo prego. a sentire Ie sue ragioni, egli, ta.ecia, dicendoli deUa banda, lui dice che la Principessa. glie la to18e, volendolo ammazzare, Conte che doveva morire, che . percia Ii bisogno. o.ndar disperso, ma risolve non voler partire, che se 10. Regina. e crudele, lui e fedeIe; servo dice se vuole che 10 narri aJla Regina; egli dice di no, che vuol a.ndar do. sa nelle sue stanze, essendo vicino. la notte, adempio. iI tutto; e parte lamentandosi della fortuna.
SCEN.! IX
BA.GOLIIIIO

solo

Bagolino eon due ca.ndellieri mette il tavolino all' ordine per scrivere; accomedato il tutto, aneh'egli eon Ie sue suppliche eon spropositi, &i mette a sedere, vuoIe smoceolare, e tim via il Candelliere; e in questo
SeEN.! X
UBA.LDO, RBGIIIIA.

e

CORTH

Ubaldo legge una. supplies. del Conte qual domanda esser tatto Capitano della Guardia di Sua Kaesta 10. Regina,lo. prende, e la straceia, mantre legge un altra. del Signore N. per 1& spedizione di

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66

LA REGINA D'INGHILTERRA

una sua lite, Regina straccia, commette a tutti che partino, sentendosi aggrava~ vol riposare; par• titi, si adormenta in sedia; ed in questa
SCENA XI
CoRTE· e RumA

Vede la Regina che donne, fa seena sopra Ie sue bellezze; aDa fine del periodo dice: 0 amafe bellezze, 8e da tloi. i' fussi amato; risponde ella sognando: si ch'io amo 1 ami adoro; egli timoroso s' asconde. Segue la Regina: chi dice aUrimenJi •..• ne'mentre egli s' a,ccosta, la vuol baeiare dormendo; ed in questa
SCENA

xn
Corte

CoIITE, RaGI)!A. PaIIlCIPB88A,

Prineipessa con pistole alIa mana scarica verso . la Regina, Conte ripara il colpo, quale va in alto, gli toglie la pistola di mano, Regina si sveglia, Prineipessa gi8. partita, Corte vengono al romore, Regina 10 fa prendere, mentre gli trova la pistola aDa mano,lo rimprovera, ed entra sdegnata con 1& Corte, il Conte va prigione. .
SCENA XIII
CAPITAlfO, TaAPPOLA, CoLA, e BAGOLmO

Vengono e fanno prigione Cola, mentre ehe egli fra se discorre, ehe Ie cose del suo padrone vadino bene, essendo un pezza che e entrato dalla Regina, 10 pigliano come servitore del Conte, lui domanda. perehe~ loro perehe ha. volsuto amazzare la Re-

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LA REGINA D'INGmLTERRA

67

gina, lui si scu.sa, Capitano 10 fa cercare, e gli trova una lettera, la. Quale va agli Ecc.mi Principi, domanda. che letters. e quella, lui dice essere Ia lista della. lavandaia, Capitano la. porta. alla Regina, ordina che sia rattenuto in fino ache torna; in questo
SeENA.
XIV

1'Iunou e 80pra detti

Cola vuol vendicarsi del vestito, con querelarlo, lui pr~a, loro niente, Cola doppo molte parole, tinge legarsi una scarpa, piglia. Trappola. e Bagolino per un piede, gli fa. cadere, fugge, finisce l' Atto ~.

A'r.l'O TERZO
SCENA I

CoIITB in carcere e REam.&.

Conte si lamenta· della fallacia della Corte, in qnesto viene la Regina ma.seherata, domanda al Conte perche sis. carcerato, egli perche e innocente e perche e in Corte, ella dice esser vennts. per dargli &into, e liberarlo, Conte ringrazia, dice non curarsene, ella pure 10 prega; dice di non voler negare alla fortuna., col finir la. vita ad essergli pin cro.dele, inframmette, e dice: 0 mia bella Reg~na; dalli lucenti; dall' altra parte ad onta della.

occm

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68

LA REGINA D'INGHILTERRA

l1l8BCbera, conosce il suo bello, non la pol giudiea.re se non una Venere, Regina. forse mi rassembri, lui, che gli par quella che la notts passata difese nel giardino, poi 1& preg& & scoprirsi; ella, avanti cbe si scopra, che prenda quelm chiave, con 1& quaIe potra aprire ia carcere, e andarsene; egli recusa, lei, che se non la vol vedere morta, che 1& pigli, e se ne fugg&; lui la prende, di nuovo la supplica a scoprirsi il volto, ella dice cbe quel volto gli cagionera terrore, egli dice, che non possono arrecar terrore Ie bellezze del Paradiso, ella di nuovo replica, alIa fine si scopre, egJi vedendola, genu:ftesso grida, che troppo accede la sua gentilezza; ella, che senza indugio apra la prigione, e se ne fugga; egli che no, che vuol morire per non aver mai a penth-si, getta la chiave in un pozzo, si toglie dagli occhi della Regina; ella dice, che in altro modo non puol salvarlo, ma che vuol fare il possibile accio non muors..
SeEN! II

Conte si fa alIa. finestra chiamato de. Cola, si le.va la barba. posticcia, fa complimenti col pa.drone, domanda che sara di lui, lui dice, che gli sara tagliato la. testa, Cola fa lamento; doppo dice, che faecia testamento, cbe gli lasci qualcosa, oltre il suo salario, Conte gli lascia quattrocento doppie, e un podere, doppo gli fa una lettera, che la porti alIa. principessa Lucinda, e che gli dica queste parole:

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LA REGINA D'lNGHlLTERRA

69

eke non sempre il Conte di 8ez gli leverd le pistole di

. mano; t'acendo complimento Cola, ed il Conte parte.

&.eD~

e

UBJ.LDO

Ubaldo dice aJla Regina, che, stando in prigione il Conte, conforme il suo ordine, pera comandi che si deve fare, ella dice, che egli assista. alla morte, ma che non fa.ccia eseguire 180 giustizia sa non si sante chiamar da lei due volte; cosl promette, ed entra nella carcere.
SCENA IV
RJ:6D~

e Corte

Dice 180 Regina: eke si dice della careerazione del Conte? loro, che gli traditori devano esser puniti, Regina, che si ritirino, rests. la Regina addolorata; ad in questo
SCENA
CoL~

V

e la. RB61J1A

Pa.ssa. Cola, Regina. 10 vede, domanda dove va, gli vede Ia lettera., glie la toglie di mano, 180 legge, sente l'innocenza. del Conte, tutta allegra chiama Ubaldo, quale santendosi cbjamare due volte, eseguisce 180 giustizia, dopo viene fuora con Ia testa del Conte in bacile, Regina fa Iamento, doppo si uecide, finisce la tragedia.

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70

LA REGINA D'INGHILTERRA

ROBE NECESSARIE

Una testa eli cartone cbe aaaomigli il Conte Maaehera per la. Regina, e manto Pistola Una banda Un mazzo eli chiave Un bacile Reaidenza per la. Regina Collana d' oro per il 18"0 Un vestito rielicolo per detto Lettere 8 auppliche Carta. e calamaio Tavolino e campanello Due candellieri d' argento con candelotti Una chiave per la. Regina.

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IL PADRE eR UDELE

INTERLOCUTORI

UBALDO LAlITURI padre di Lucinda LucDlDA 8ua figliuo]a, innamorata di Valerio CoLOJIBIXA Bua serva P.uooL.o padre, non eonoacinto, di Valerio V.u.UIO "scolare, innamorato di Lucinda BTOPPIlIO auo Bervo ABDIILIA vedova P.AJJQUIILLA aua aerva O'l'TAVIO lecondo innamorato CoL.U'BORlO IUO servo acioccho

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73

IL PADRE CRUDELE

ATrO PRIMO
SczNA I
PUDOLPO, VALElIIO,

e

SrOPPIXO

o

Escono di casa., il vecchio dissuade V8olerio dall' amor di Lucinda. e questo fa Pandolfo per essere innamorato lui; Valerio replica esser impossibile, poiche se bene e a Siena per studiare, gli e anoo permesso amoreggiare una fanciulla onorata.; i1 vecchio dice, che vuole che egli studi, che tale e la. volontA di suo padre, il servo 10 consiglia. a tale amore, alla fine il vecchio dice, che si risolva a. lasciar l'impresa.; lui che non puole ne vuole; Pandolfo che 10 tiene in casa. per far servizio a suo padre, mentre se vuol fare a suo modo, che egli esca di cas&; il servo la. piglia per il suo p8odrone, accetta.no 180 licenza, e partono, il vecchio ha repugnanza, che sente d'averlo mandato via per 801cune sue buone qualitA, che 10 teneva. come figlio, atteso che uno ne aveva, che insieme colla baJia. abbrucio.in ca.sa di essa; tuttavia dove e &more non

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74

IL PADRE CRUDELE

v' ha riguardo a oosa. alcuna., si scuopre amante lui di Lucinda, deUbers. chiederla, picchia al padre; ed in questa
8cKNA n
PAlI'DOId'O

e

UBALDO

Esce Ubaldo, ode la richiesta. di Pandolfo, il quale gli chiede la figliola senza. dote, doppo diverse considerazioni glie la concede, Pandolfo consolata pa.rte; Ubaldo dice aver fatto bene a. maritarla, perche adesso gli sara. pill Iecita a.ttendere all' amore d'Ardelia,la. quale, se bene e vedova., I'ha caro, perche Ie vedove sanno meglio tenere il maneggio di casa; ehiama la figliola; ad in questa .
8cENA III
• LUCIlI'DA

e sopm. detti

Lucinda. sente come suo padre l' ha. data. a. Pandolfo, se ne &dim per asser vecchio, e che essen do amante di Valerio non vuole altro che lui, padre dice che si ricordi che si marita. senza dote, ella non volerIo, lui a. voler che 10 pigli, a.lla. fine si pa.rte UbaJdo, lei esagem, la serva. la eonsola, e rientrano.
SeENA IV
OTTAVIO

e

COLA

Dice Ottavio, come da. quell'albergatare e sta.to molta ben tmtta.to stante l' a.ver quella. serva. ehe eucina. sl bene, doppo si scuopre amante di Lucinda,

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IL PADRE CRUDELE

75

ordina a Cola cbe picchi, che gli vuol parlare, e richiederla per sposa; Cola dice, &ncor lui essere innamorato della sarva, con sua lazzi picchia; ed in questa

8CENA
COLOJlBIII....

Y

e Buddetti

Risponde Colombina, Cola fa 1azzi d' amore, viene interrotto da Ottavio, i1 quale si fa. avanti, dice voler parlare alla padrona, Colombina chiama; ad in questa
. ScENo\ VI
LuCDD....

e aopra detti

Esce Lucinda, sente 10. richiesta d' Ottavio, ella dicendo con scherzo, che si maraviglia di lui, ed entra, Ottavio che l'altre donne 10 bramano, e questa 10 disprezza, Colombirui. 10 conforta, promette aiutarlo, dove tutti consolati partono; la sarva pensa. con qualche inganno far che Ottavio la sposi, fa scena sopra l'amor di Cola, parte dicendo andare a fare un sarvizio.
SCBNAYn
ABDBLI.... e P..t.BQun.r.....

Fscano spiegando I' aft'etto che porta Ardelia a Ottavio, Pasquella dice male di Cola, Ardelia. impone ana sarva cbe vadia a trovarlo, e 10 saluti in suo nome, e parte; resta Pasquella; in q~esto

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76

IL PADRE CRUDELE

SCENA
PA!IDOLFO

Vill

e

P A&QUBLL&

Dice Pandolfo avere avisato Ubaldo, come crede avere a superare l' ostinazione di Lucinda, vede . Pasquella, la saluta, e dice, che voglia disporre la sua padrona, gli da mancia, ella promette 180 risposta, e partono.
8cENA IX
V.lLBJUO

solo

Dice aver trovato altro ricovero da trattenersi allo studio, esagera l' a.fli;onto, che gli pare d' aver riceuto da Pandolfo, dicendo volere avisarlo a Fiorenza. a suo padre, pensa come possa ottenere l' 80mata; ed in questo
ScENA X
LUCIlIDA

e VALBRIO

Dice Lucinda aver sentito dalla finestra. il suo Valerio, si duole del padre per averla promessa. a Pandolfo, trova anche la causa perche Pandolfo I' ha scacciato di casa. Valerio accostandosi all' ama,ta, Ia prega dicendogli che sarli. pensier sUo di ottenerla al dispetto di Pandolfo, e parte; ella. fa alqua.nto di seena, consolata entra.

SeEN"
PA.BClIlELLA e

XI
CoLOJlBJlIA

Vengono discorrendo insieme pensando a ragionamenti amorosi, si domandano chi sia il damo,

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IL PADRE CRUDELE

77

tutte dicono essere amanti di Stoppino, dove alterate s' azzuffano; e in questa

SeEN! :m
SroPPDlO

e Ie dette

Entra di mezzo, e vuole intendere 10. causa della contesa, ciascheduna 180 vol dire, una non la.scia. parla.r l'altra, di nuovo si danno, Stoppino frusta. tutt' a due, esse fuggono in ca.sa., e finisce l' atto.

ATTO SECONDO
SeEN!
V ~UI0 e
I

UBALDO

.

Vien VaJerio con UbaJdo, persuadendolo a concederli 180 figliola, repugnando a non volere lasciare il partito di Pandolfo, il quale la piglia senza. dote. Valerio consente a compiacerli, glie 180 promette, Valerio consolato parte, attendendo 180 spedizione, e resta Ubaldo.
SCENA
UBUoDO

n

e

PAKDOLI'O

Vien Pandolfo, fa instanza della conclusione del parentado, Ubaldo glie 10 disdice, per aver trovato meglio partito, cioe di Valerio, che non 8010 ]a piglia senza. dote, ma &nco la oontradota. Pandolfo dice che la contradotem anco lui, alIa fine

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78

IL PADRE CRUDELE

alteratosi Pandolfo, si Jamenta del "maneamento di parola, ingiuriando UbaJdo, lui fiemma, ed entra. per dar la nuova .alIa figlioIa, Pandolfo resta, e pensa come deve vendicarsi di questa torto; in questo
SCEN! ill

PAllDOLI'O e

SroPPIJlO

Stoppino fa scans dello strapazzo delle donne, vede il vocchio, che 10 scaccio di casa, si ferma, e sante da parte quello che dice Pandolfo, che non trovando aJtro modo, delibera far ammazzare Valerio, e cost, morto che sa.r8. il rivaJe, otterra. Lucinda; parte per trov8re chi fa.ccia. il fatto; Stoppino che ha inteso il tutto, parte per avvisare il suo padrone.
SeEN! IV
LUCINDA

e

CoLOIIBIJlA

Escono allegre per Ia nuova avuta dal padre, di dover essere sposa di Valerio; doppo alquanto di scena, Lucinda rientra, resta Colombina sola dolendosi di Stoppino, che l'abbia maJ trattata, vede Ottavio, determina. usare uno strattagemma, cioe di darli la posta. in nome della sua padrona, ed averlo lei per marito; in questo
SCENA V
OTTAVIO

e

CoLOIIBI.A

Domanda Ottavio quaJche nuova a Colombina., ella dice aver operato con la sua padrona di modo che lei 10 desidera per spoBO, pero che vuol par-

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IL PADRE CRUDELE

79

luli, e per diversi fini, dice che si vesta di abito simile a quello di Va.lerio, accio che da tutti siB. creduto Valerio, quale e soIito venire a parlare con Ubaldo suo padrone; Ottavio presta.. fede aIle sue parole, gli da. mancia, Colombina parte per andare in altri servizii e tomar presto.
8cENA VI

PAJlDOLJ'O e

CoLA

Vengono contrattando l' amma.zza.mento di Valerio, Pandolfo gli da. contra.segni, 10 dispone con huon regalo, e si licenzia; Cola resta., va. pensando l'arme che puole adoprare per ammazzarlo, e parte.
SeRNA

vu

. Ubaldo esce fuora con proposito che ora ha maritata la sua figlia, vuol darsi bel tempo; in questo picchia da Ardelia, la quale vien fuora, ode i saluti e Ie richieste di Ubaldo e se ne burla, ma. Ardelia. dice la sarva, che vedrll., che si contenti, che non dubiti, che venga l'istessa sera vestito da donna, che cosl, non dando sospetto, vedra che Ardelia gli sara cortese dell' amor suo; parte Ubaldo dicando andare a travesti1'8i; e parte Pasquella.
8cENA VIII
OT'UVIO

e V ALB1UO

Vengono insieme, Ottavio chiede in questo il cappello e iI ferraiolo a Valerio per due ore, 'per

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80

IL PADRE CRUDELE

eft'ettuare un suo servizio, dove Valerio glie 10 cia. cbrtesemente, e piglia il suo, non curando sapere quello ne voglia fare. Partono tutti.
8cBNA IX

PAlmOLl'O e

CoLO.BIlI.&.

Pandolfo, giacche pensa. che sia ucciso Valerio, vuol tentare per via di Colombina ottenere Lucinda. per amore 0 per inganno. Vien Colombina, sente da. Pandolfo la. richiesta., repugna, alfine riceve mancia., promette fare il possibile, licenziandolo, dice che li dara. risposta., resta, e se ne ride, dicendo voler attendere a pigliar fuancie, e menarlo per il nMO, dice, aspetta Ottavio, essendo orma.i notte, s.ccio cbe con inganno 180 sposi in vece di Lucinda, de entra.
ScDA X
V.&.LBlllO

con cappello e ferraiolo diverso, e

SroRIIIO

Viene con Stoppino, il quaia gli narra come Pandolfo ha fatto pensiero di farlo a.mma.zza.re, il che avava sentito co' propri oreccbi ; Valerio sa n' altem, parte per andare a. mettersi il giaco per ogni buon rispetto, come si e cbiarito del fatto, propona vendicarsi contro il vecchio, a parte. .
ScENA XI
CoL.&.

solo

Cbe e stato alI' osteria co' denari cbe ha. auto a buon conto per ammazzar Valerio, entra in casa. di Ardelia per pigliar anne da fare il fatto.

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IL PADRE CRUDELE

81

SeEN!
(horATIO COD

XII

abito di Valerio

Viene per entrare da Lucinda, conforme I' ordine auto dalla serva; avanti che picchi fa seena; ed in questo SeEN! XIIl
CoLA

e OTT...VIO

Cola con arehibuso, vede Ottavio,lo crede Valerio, Ii spara un' archibusata, cade Ottavio, doppo si rizza, lascia il ferraiolo e il cappello, e parte; escie Cola, fa seena, come non"si e ricordato metter Ie palle nell' archibuso, prende il ferraiolo e cappello, dice con quel contrasegno vuol farsi dare il resto della promessa, parte per an dare a trovar Pandolfo. Finisce l' Atto secondo. ATrO TERZO
SeEN! I

SroPPlXO solo

Cerca. il padrone, dicendo pentirsi aver mal tmttato Ie serve, ed in particolare Colombina con la quale volontieri farebbe la pace; in questo"
SeEN!
II

UBAJ.DO veatito da donna, e Sroppmo

Viene Ubaldo, per entrare incognito da Ardelia, Zanni 10 crede Colombina, fa lazzi seco amorosi, alla
6

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82

IL PADRE CRUDELE

fine 10 scopre, 10 ricognosce per il vecchio, 10 burla, quale vergognoso parte; Zanni ridendo parte.
SeENA
CoLOIlBDU.

ill
PAROOLl'O

e

Colombina esee lamentandosi che Ottavio non sia venuto, vien Pandolfo per la risposta, ella si trova imbrogliata, doppo arditamente con il medesimo animo di burlarl0, dice aver disposta la padrona, pera venga a. pigliar certezza dell' affetto cbe essa li porta, ma dice, prima di entrare faccia cenno, cbe sa Ubaldo sara. in C8S&, non risponderlt., e Be non vi sam, subito risponderiJ.; intanto propone fra. se 1asciar fistiare, e ridersene, e rientra. Pandolfo che ha dato piena fede, risolve voler andar a cambiar abito, accia trovato da Ubaldo non 10 ricognoBCa, giacche fa i1 tutto a suo dispetto, che quando Ii verra dato la fede, e Lucinda sam sua moglie, bisognem che Ubaldo abbi pazienza.; in questo
SCENA. IV
CoLA

e

PARDOLJ'O

Cola con ferraiolo e cappello di Valerio racconta. a Pandolfo il seguito della. archibusata, mOBtrandoli quella roba per segno di a.v~lo ucciso, vecchio crede, allegro dk mancia, e parte; Cola ride, propone con la mancia. darsi bel tempo; in questo
SeENA v
ABDELlA

e

COLA

Ardelia domanda a Cola che sia d' Ottavio, lamentandosi della sua crudelt8. 10 prega d' aiutarla,

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IL PADRE CRUDELE

83

lui promette, ed in premio delle sue fatiche vuol per moglie Pasquella; parte per cercar d' Ottavio.
8cENA VI

UBALDO BOlo

Si pente della pazzia fatta, di essersi vestito da donna, sl come anco di aver atteso all'amore, dice voler attendere alIa spedizione delle nozze con Valerio, parte per andare a trovarlo.
8cENA VII
O'l'UVIO

e

CoLA

armati, e poi

VALIIBIO

Ottavio e Cola dicano volersi vendicare dell' archibusata, Cola che non conprende la causa dello sdegno d'Ottavio, quaIe si risolve dar l'8.9S8rlto alIa casa d'Dbaldo insultando alIa porta. Sopragiungie Valerio, quale prende la difesa di quella casa, mette' mano, Ottavio e Cola si rltirano, Valerio resta, ed argumenta che questo sia quello che l' aveva ad necidere d' ordine di Pandolfo, non total mente crede, stante l' esserIi Ottavio amico, avendoIi poco avanti presta.to il ferraiolo ed il cappello, sopra questo resta. dubbioso, risolve vendicarsi contra Pandolfo, e parte per cercarlo.
SCENA vm
Un Porta lettere e PAJlDOI30

Pandolfo dice non aver novato abito a proposito, pero ha determinato chiederne uno ad un suo amico, viene il portalettere con sua lazzi, Ii d8. una

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84

IL PADRE CRUDELE

lettera, e parte. Pandolfo ricognosce l.a mano ad il sigillo, 10. stima di suo frateno sopra soliti n~ gozi, percbe ha fretta dubita. non passi iI tempo per andare do. Lucinda, 10. notte si avvicina., non legge Ia Iettera, e parte per andare per iI vestito.
ScENAIX.
OTTAVlO

e

CoLA

disarmati

Vengono riprendendosi l' un l' altro 80pra l' esser fuggiti, Cola consigIia. Ottavio a lasciare gli altri amori, ed attendere a quello d' Ardelia, dalla quale vien tanto amato, si risolve sposarIa, e piccbiano; in questa
SeENA X

Le donne escano, con gusto particolare santano la ri80luzione d'Ottavio,fanno seena, si danno la fede di sposi, ed entrano.
SCEN! XI
PUOOLl'O

solo veatito in altr' abito

Viene in conformitA dell' ordine auto do. Colombina, fistia pin volte, non sente rispondere, erede vi sia Ubaldo in casa, maladisce ia sua disgrazia, per dar tempo, si pone a legger la Iettera di suo fratello, apre 10. lettera, vi trova una medaglia, ci fantastica sopra, e poi legge:

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IL PADRE CRUDELE

85

Lettera
Fratello ea.rissimo, se mai vi furono care Ie mie lettere, la presente vi sara. di non men gusto delle altre: sappiate che il giovane mandato costa a studio, ed alloggiato in casa nostra non e altrimenti Flamminio figlio di questo mio amico, rna benal e il vostro Flamminio, benche Valerio si fa.ccia. chiamare, quale credesti morto nell'incendio della casa della baJia.. Accorse all'incendio questo mio· amico , e trovando questo fanciullo nelle Hamme 10 salvo; credendolo figlio di quel contadino, se 10 allevo per suo, e per averio toito aIle fiamme, Ii pose nome Fl8,mminio, e coal a caso Ii venne a ra1f~re ii medesimo nome, qual nome si e mutato in Valerio stante alcune nimicizie; e venendo l' altro giomo a morte questo mio amico gli ha. lasciato tutto il suo, discorrendo meco, si e venuto in cognizione del tutto, avendomi consagnata. l' inclusa. medaglia che e quella che Ii mettesti a1 collo quando 10 desti a balia, pero sa fin ad ora l'avete acca.rezzato come amico, ora l' accoglierete come figlio. Vostro fratello etc. Qui Pandolfo fa lamento, credendo sia morto di sua commissione, si vuol amma.zza.re; ed in questo

SeEN!

XlI

PAJIDOLI'O e VALDIO

Viene VaJerio, non ricognosce Pandolfo, stante l'aver mutato abito, 10 ritiene che non si uccida,

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86

IL PADRE CRUDELE

Pandolfo voltatosi, vede vivo Valerio, sl per la tenerezza sl per la confusione cad.e stramortito, Va.leno 10 ricognosce per queUo che gli ha insidiato la vita, dispone con il medesimo ferro amma.zza.rlo, mentre Ii vuol tirare il colpo, sente ammollirsi da. tenerezza, pur di nuovo riaccende 10 sdegno, e di . nuovo ritiene il colpo, pur risolve non irritare 10 sdegno contra d' un morto, vede la lettera in terra, la legge, sente il tutto, si maraviglia, ceres rinvenire il'padre, quale s'immagina che si voleva uccidere per essersi a.vvisto dell' errore, si rinviene, fanno complimenti; ad in questo
SODA XIU
UBALDO, CoLA, VALBBIO

e

PAlIDOLFO

Vengano, vedano, ed odano il tutto, 10 sollievano, il padre chiede perdQno aI figliolo, lui aI padre, cos} Pandolfo prega Ubaldo a dar Lucinda a Valerio, e coslla chiamano.
SCENA XIV
LUCIIIDA

e detti

COD CoLOJlBIB'A

Lucinda sente il tutto, riceve Valerio per'sposo," e Colombina il Zanni, domanda Valerio al padre a chi aveva commesso di farlo amma.zza.re, lui dice, Cola doveva essere il sicario, n chiamano Cola ed Ottavio, per intendere a che fine insultava la cas&. del suo socero; in questo

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IL PADRE CRUDELE
8cENA ULTIMA

87

Tutti fora

Dice Ubaldo che entrino in casa, che con pin agio si troverlL il tutto, entrano a far Ie nozze, dice Ottavio cbe insultava. alla casa per vendicarsi dell'archibusata, cos1 Valerio vuole ammazzare Cola~ Ottavio il medesimo, Cola sensa, Pandolfo Ii fa perdonare. La. scena si finge in Siena. .

ROBE NECBSSARIE

La. lettera. che va a Pandolfo Due gODDelle da DoDna. e due drappi
Dauari Una medaglia

UD porta lettere E baetoDe.

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L'INCAUTO OVVERO 1'INAVVERTITO

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INTERLOCUTORI

UBALDO padre di Valerio VALBBIO BUO ftgliolo
CoLA BUO servo

Pm.oJDLLJ. mercante eli Bema.va LUCDlDA Bebiava., BOtto nome eli Clarice
CAPlTA.O

BToPPDlO BUG 86rvo amico eli Cola.

padre d' Ar~elia ABDBLIA sua. ftglia amante d' Ottavio OT'l'AVIO da all DoaBTTA sehiava; alla. fine Ii pub rappreaenta.re in voce.
P.AlmOLFO

La 8011D& ftDge IA NapoU

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l' INCAUTO OVVERO L' INAVVERTITO

A'.rl'O PRIMO
Semi!

I

VALDI0, OTTAVIO,

e

CoLA

Si mllegra. Ottavio con Valerio perche sposa Ardelia, lui dice non volerla, sapendo che Ottavio rama, rna bensl che vive amante della schiava, . fanno alquanto di scena, dice Ottavio voler comprar la schiava, Valerio 10 consiglia a non la.comprare, dicendo non esser conveniente sposare una schiava, Ottavio la vuole in tutti i modi, e parte; Valerio la vuollui, esagera la tenacita di suo padre, si raccornanda a Cola, il quale 10 fa ritirare in disparte, chiama la schiava; ed in questo
SeEN!
SeBlAVA,

n

Pm.ouua.t...t., e sopra. detti

Pulcinella·vede che Cola parla con la Schiava, 10 grida; si fa, avanti Valerio, e dice che cosa ha. con il suo servo; Pulcinel1a, perche parla aJla. Schiava; Valerio, che se Ii parla, Ii parla per conto suo, cii>

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L'INCAUTO OVVERO L'INAVVERTITO

sente Pulcinella, serra la Sehiava, e parte, Cola si lamenta con Valerio, lui via, Cola batte cIa Pandolfo; in questo SeDAm
CoLA, PA.BDOLrO e poi
AuJILU

Dice Cola esser venuto a salutar la sposa cIa parte di Valerio, Pandolfo la fa cbiamare, Ardelia. accetta il saIuto fredcIamente, Cola Ii dice piano che finga, perche fars. che suo manto sis Ottavio, lei finge gradire, ed entra; Cola dice a Pandolfo che compri la Schiava in nome di Ubaldo, il Quale Ii renders. il suo denaro, perche Valerio par che ami la schiava, cia facendo uscir8. di speranza, e volterlt. I'detto suo verso la sposa; il Vecchio contento batte da Pulcinella, ed entra.
SCBNA IV
AuIlLIA

e Cou

Ardelia dice aver sentito il tutto dalla finestra, riprende Cola; lui dice. aver fatto il tutto accio ella abbia Ottavio, e la Sehiava sis di Valerio; ella contenta entra, e Cola parte.
SCBNA v
PIJLCJJIBLL.l,
ScSUV A,

VALUIO. PA.BDOLI'O e UBALDO

Pandolfo escie con Pulcinella, il quale Ii consegna la Schiava; in questo Valerio si fa avanti, e dice a Pulcinella che non venda quella Schiava perche in breve si aspetta 500 scudi per il riscatto;

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L'INCAUTO OVVERO L'INAVVERTITO

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in questo viene UbaIdo, Pandolfo Ii ,vuole consegnare la Scbiava con dirIi averla compra per lui, Ubaldo si ma.ra.vigIia, dicendo non aver bisogno di schiave; si volta a Valerio, e Ii dice che si prepari aIle nozze di Ardelia, e partono.
SeENA VI
V.lLBBIO

e

CoLA

Valerio narra a Cola quanto ha tatto, accio che Ia Schiava non si venda, Cola si dispera, dicendoli che la Schiava Ii veniva fino a casa., e che lui gli ba gua.sto ogni cosa, Valerio che non 10 fam pin, e parte; resta. Cola.
SeENA. VII
CoLA

cIa parte.

Pm.mnLLA,

e

OTrUIO

Dice Ottavio aver sospetto che VaIerio gli levi la Schiava, si risolve a volerla comprare, batte da Pulcinella, negozia la compra, accordano nel prezzo, Ottavio Ii mostra un sigillo ed una collana, dicendoli che consegni la schiava a chi Ii portera il denaro, e gli mostrera la coIIana e iI sigillo per contrasegno, e parte; Pulcinella entra, e Cola resta; e in questo
SCENAVIII
P.&IIDOUO e
CoLA

da parte

Pandolfo legge una lettera di Cassandro padre d'Ottavio, iI quale scrive che dia 200 scudi a Ottavio, e gli dia Ardelia ~ figlia per moglie; doppo

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L'INCAUTO OVVERO L'INAVVERTITO

alcuni pensieri, entra in C8Sa, Cola dubbioso, e che si faccia mostrare il sigillo e la collana; in questo

SeEN!
ChoTA.VIO e

IX
CoLA.

Viene leggendo una lettera di suo padre, il quaIe scrive, che vadia da Pandolfo, si faccia pagare 200 scudi per i suoi bisogni, e se Ii vuol far cosa grata, che sposi Ardelia; Cola Be li fa avanti, dicendoli che Pandolfo l' aspetta in casa per darli i denari e farli tocca.re la mana a1la sposa, Ottavio collerico, prega Co1a che entri lui a tarsi dare i denari, gli cia la lettera e il sigillo per contrasegno, Cola allegro, e per far panire Ottavio di n, fa venire Ardelia, sapendo che lui non la puoI vedere, e batte da Ardelia.
SeEN!
O'rTAVIO

x
da parte, e
CoLA

e

AaDJlLIA, VALDIO

Dice Ardelia a Ottavio, quando si ~1fettue:ranno Ie sue nozze, fa scena amol'OS& seco, lui s'infastidisce; in questa vien Cola co'denari, fa cenno a. Valerio che meni via Ottavio, Valerio non intende, alIa fine intende, 10 mena via, Ardelia entra, Cola. batte da Pulcinella.
SCENA XI
CoLA.

e

PuLcIDLLA.,

e poi un 118880

Cola Ii mostra la collana e il sigillo, gli cia i denari, si fa consegnare la Schiava, mentre la ri-

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L'INCAUTO OVVERO L'INAVVERTITO

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ceve, viene un messo con una staggina do. parte del Giudice della Vicaria, e staggisce in mano a Pulcinella oro, argento, schiava., danari, ed ogni e1i'etto, e la sua. pe1'8Ona. ancora, cia sente Pulcinella, rientra in casa, si serra. con la. Schiavo. e denari, e resta Cola; e in questo
8cENA XII
VALOIO e
CoLA

Valerio racconta a Cola 10. coso. della sta.ggina., e che cia ha fatro perche o.veva in~eso che Ottavio o.veva comprato 10. Schiavo., Cola disperato 10 maltratta, e finisce l' Atro 1°.

ATrO SECONDO
SCENA I
CoLA.

VALOIO e

PAlfDOLPO

Valerio prega Cola. ad aiutal'lo, gli chiede pel'dono e gli promette mai pin intrigal'Si in eosa nessuna, Cola. promette, Valerio via, Cola batte do. Ardelia, vien Pandolfo, gli dice che Ottavio 'vuol comprare 1& Schiavo., Ardelia 10 prega o.ncor lei accia Ottavio non la compri, Pandolfo consente, Cola ed Ardelia. parte, Pandolfo bo.tte a Pulcinella.

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L'INCAUTO OVVERO L'INAVVERTITO
SCINA II
PuLCDlBLLA

e P.lIfDOLPO

Sente Pulcinella che Pandolfo vuol comprare la Schia va, gli narra la cosa del sequestro, Pandolfo glie 10 legge, e 10 conduce seco al Giudice per liberarlo da tal sequestro.
SCENAJU
VALBBIO, O'1"l'AVIO

e

CoLA

e poi

UBALDO

Vengono con spada alIa mano facendo quistione per la cosa del sequestro, Ubaldo di mezzo fa far la pace, e tutti via; resta Ubaldo.
SCEN! IV
UBALDO, BToPPDlO, SCBU.VA

in finestra

Dice Ubaldo a Stoppino che Ii trovi un magna,no per fare aprire uno stipo del quaIe ha persa la cbiave, e parte; St.oppino e chiamato dalla SChiaV3, la quaIe Ii dice che avanti che meni il magnano a casa d'Ubaldo, 10 meni da lei perche vuole scappare, essendo serrata in casa, e che non dica cosa alcuna a nessuno, e via, Stoppino promette; in questo
SCENA V
STOPPDlO,

e doppa

VALlUIIO, CoLA

e

O'1"l'AVIO

da parte

Cola sente da Stoppino il tutto, dice rimediare, e parte, in questo vien Valerio, sente da Stoppino il tutto, dubita d'Ottavio, manda via Stoppino, resta. Valerio.

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L'IB'CAUTO OVVERO L' INAVVERTITO
ScoA VI

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PuLomu.w. e VALDIO

Valerio vede Pulcinella., e Ii dice che stia avvertito perche vi vanno gente vestite da magnano per rubarIi la Schiava; in questo
8cBNA VD

Cold. e VALJlJlIO e Pmonra.LA

Cola da magnano, Pulcinella 10 scopre, Valerio confuso parte, resta Cola; in questo
SCBNA

vm

Cold. e

SroPPDlO

Si concertano vestirsi da marinari, portano una.
lette~ :6nta del padre della Schiava, che Zanobi, e partono.
ScuA IX
OTrAYJO

e un tal

e PIlLCIlIJILLj.

Ottavio da magnano, vien scoperto da Pulcinella con 1azzi; confuso, parte.
8cxNA x
Cold.,
SroPPDlO. PULOJJIa.LA

e

VALBBIO

Vengono vestiti da marinari con la lettera finta, battono da Pulcinella, vien Valerio, Ii leva la le.ttera di mano, e scopre il tutto, Pulcinella. entra., Stoppino via, Cola grida con Valerio, quale avvistosi dell' errore, confuso via, resta Cola; ed in questo
7

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L'INCAUTO OVVERO L'INA VVERTITO

C.lPl'1'AIIO

e .CoLA.

Capitano vien di Messina per ricattare la Schiava~ qnale e nelle mani di un tal Pulcinella. da parte di Zanobi Aretusi suo padre, con una poliza di du· cati 300 diretta a Ubaldo Lanterni; ed in questo

UBALOO. CAPITAIIO.

CoLA. e Sroppnro

Ubaldo riceve 180 lettera, legge, entrano per it denaro, Cola concerts. la furberia con Stoppino, entra aeco, uno 10 crede servo dell' altro , entrati tutti. SCENAxm

Esce il Capitano facendo complimenti, Stoppino tiene in mano i denari , Valerio seopre il tutto, fugge Stoppino, Cola da parte minaccia Valerio a parte, Capitano dom.anda 180 casa. di Pulcinella,. Ubaldo l'insegna a parte, Capitano batte; in questo
8cENA IV

PIJLCDIBLLA..

C.lPITAIIO. CoLA.

e

BcRUVA

Pulcinella riceve la lettera e denari, chiama. Ja.. Schia.v8o, 180 quaIe viana, sante il tutto, tramortisce,. 180 mattano in casa., finisce I' Atto.

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L'INCAUTO OVVERO L' INAVVERTITO

99

A'rrO TERZO

SeEN...
CAPlTDO,

I

CoLA da parte e Scuun

Dice il Capitano voler levar la schiava di Il, e metterla in sur un albergo finche abbia imbarco, cio sente Cola, mette un cartello di camere locande 80pra la casa di Valerio, Capitano vede, chiama il locandiere, Cola sua Iazzi, Capitano consegna la Schiava, entrano, Capitano via, dice andare.
8cKN... n
VALDIO,

e doppo

CAPlTDO

Valeno dice non volersi intrigare pin in cosa alcuna, fa alquanto di seena, Capitano vuol entrare in casa,. Valerio domanda che vuole di quella casa, lui dice esser Il alloggiato, Valerio che piglia errore, poi che quella e ca.sa sua, che se ben vede quel cartello, quell'e un'invenzione del suo servo per conto d'una Sehiava; cio senteilCapitano, fa chiamare la Schiava, la prende per mano, seDZa parlare la mena via, Cola stnpito, Valerio stupito, restano immobili, Valerio parte, Cola si ritira.
SeD...
III

Pm.cmIIILLA 1010

Dice andare al molo a cercar di comprare schiavi, per non tenere iI denaro ozioso, e parte.

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100

L'INCAUTO OVVERO L'INAVVERTITO

ScBNA-IV
CoLA.,
BTopPDrO, CA.P1'1'.&lIO,

8cm.a.VA., e poi

V.lLDIO

Cola. e Stoppino concertano metter l' aneUo addosso al Capitano, e si ritirano, Capitano dice alla Schiava, che essendo il tempo cattivo non vogliono pa.rtire, in questa Stoppino mette I' aneUo in ta.sca. al Capitano, Cola con birri 10 pigliano, Schiava rogge, vien Valerio, entra. mallevadore, en.. mancia a'birri, loro 10 lasciano, Cola. si scopre, Valerio confuso; ed in questa
8cENAV
Ptn;cDlBLU,

SClW.VA. compra. cia lui, e detti

Dice Pulcinella, aver compro una Schiava. bella quanto la prima, quale ha nome Isabella, cio sente il Capitano, dice che questa Isabella ~ sorella di Lucinda quale ro fatta schia.va., insieme con la detta Lucinda, e di questa. ne vive amante, e per non aver saputo dove questa fossa capitata, s' era resoluto venire a ricattare Lucinda, pero che vuole Isabella, domanda della Schiava, non la vede; in questa Valerio, e Schiava; Cola. dice che li dia la mano, Valerio per paura di non fare errore, non glie la. vuol dare, Cola si dispera, alla fine gli dB. 1& mano.
ScBNAULTDIA

Tutti fora

Veccbi vedono Ie cose ratte, consentono, viene Ardelia, vede che Valerio ha preso moglie, vede cia

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L'INCAUTO OVVERO L'INAVVERTITO

101

Ottavio, vuole che Cola Ii renda i suoi dena.ri, coUana, e sigillo, Pulcinella rende ogirl cos&, lui perdona a. Cola, Ottavio si. risolve a prender Ardelia, ella contenta., Pandolfo consente, tutti contenti si. fanno

nozze.

ROBB NBCES8A.RlB

Denari in un aacchetto Una collaDa

Un aigillo Un anello
Due veatiti cia mariDari
0

levantini

Due abiti d& magna.no Barbe aasai Un cariello cia camera loca.ncla Un sequestra ridicolo Un ma.zzo di chia,ve
Ta.na.glie,

martello, e lettere.

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,
I

I

1

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IL MEDICO VOLANTE

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INTERLOCUTORI

LUODIOA

padre eli Lucinda. aua figlia, amante di Valerio AaDBLU. uipote di Lucinda
UULDO PA.DOLI'O

L.o.OIU. sua figlia OrrAVlO amante di Leonora
V.lLBBIO

amante di Lucinda

CoLA BUO
CAPlT.DO,

servo vien di fora

Z.laI BUO servo.
Un 8ervo.

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105

IL MEDICO VOLANTE
COMMEDIA FATTA DA COMMEDIANTI

A'M."O PRIMO
8cDA I
Oft.AVJO

e V.ALJIIIIO

Trattano de'loro amori; VaIerio dice che Ardelia nipote di Lucinda, gli attraversa i loro disegni, avendo troppa cum di lei; Ottavio sopra l'amore di Leonora; ed in questo
&INA n
LVCDID.A,

Almm.u e deW

Le donne escano di Casa. dicendo andare alla fiera, gli amanti lanno riverenza.; Ardelia dk avvertimenti a Lucinda; partono Ie donne, restano gli amanti; e in questo
ScuA m
Cold. e
llOBOlI

Vien Cola. dalla strada dove sono entrate Ie donne con un guanto di Lucinda dicendo averlo trovo in

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106

IL MEDICO VOLANTE

terra, drento al qule vi e una lettera; con lazzi 10 d8. a Valerio, il quale legge e sante la. eosa. del medico, cioe clie 10. lettera dice che mandino un medico finto, accio possino confidare 1& loro gravidanza, ad effetto di sconca.rsi, perche i lor pa.dri non se n'avvedino; concertano con CoI.a a fingersi il medico, il quale a.ccetta. con lazzi di farlo; essi contenti partono.
Beau
IV
0'1"l'£"10

PAJrDOLI'O. L.o.ou aua flglia. a poi

Pandolfo dice andare in villa, dice a11a figlia che stia modesta, Ii dlL a.vvertimento e parte. Resta. Leonora; fa. seena sopra l'amore d'Ottavio; in questo Ottavio ]a vede; fa. seena amorosa., e partono.
8cBNA v
CAPIT.AJrO.

z.uu ad UJW.DO

Capitano ad il servo vengano per aspettar Lucinda per aver contratto con lett8re il parenta.do con Ubaldo, ma pera non 10 cognoscono. Viene Ubaldo di casa., fanno lazzi, lui se Ii da a eognoscere, legge 10. lettera di credenza, Ubaldo l' abbraccia; ed in questo 8cBNA VI
AIWKLU.

a detti

Ardelia. viene dalla fiero., dice che a Lucinda gIi e venuto svenimento, che per cia e resta.ta. in una bottega, torna indietro per lei, Ubaldo confuso rests col Capitano ed il Zanni; in questo

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IL MEDICO VOLANTE

107

8cENA. Vl1

LUCDlD.A, Aum.I.A e detti

Vien Lucinda fingendosi malata., Capitano 1& S&lum, lei Ii dB. poca. retta, Ardelia fa. i1 med.esim.o. Capitano saJum Ubaldo, ed entra, Zanni fa I'istesso ed entra, resta Ubaldo; ed in questa
8cBNA. VIII

Cou cia. medico, V.ALJIIUO ed UJW.DO, LUCDlD.A ed ABDm.I.A

Ubaldo vede quesOO medico che, con lazzi, Ii dice della malattia della figlio1&, 1& chiama., 10. quale viene con Ardelia. Cola l' esamina sopra i1 suo male, alla fine 10. fa orinare, si ritirano Ie donne, esce Ardelia con l' orin&., 8Opra. la :quale discorre Cola con molti aforismi sciocchi. Donne per strada a far esercizio, gIi altri via, e :6.nisce l' Atto.

A'rrO SECONDO
SCENA. I

C.A1'I'I'.uo e Z.u!n:

Escon, dicendo andare per vedere la clttA, non sanno dove sia andata 10. sposa, si maraviglia, che lei 10 guarda di mal occhio non sapendo la causa, Zanni dice &mare Ardelia; in questo

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108

IL MEDICO VOLANTE

ScoA n
LUcnrDA, AlmKLIA e

datu

Tomano di fora, vedono i1 Capitano, Lucinda senza. parlare Ii fa reverenza., ed entra, Ardelia fa. l'istesso; Zanni burla il Capitano, qual si dispera.; ed in questo

SCENA m
Cou e datti

Cola da. medico per andare a C8Ba. di Lucinda, vede Ii dua., fa.nno pin lam, Capitano Ii domanda parere sopra i1 mal della pietra., dice Cola, che Bicut gutta caval lapidem, che si faccia venir la gotta che gua.rir8.; Zanni domanda. la ricetta per il dolor di denti, Cola. I'insegna tenere in bocca. una mela a.ppiola, metter la. testa. in forno, fintanro che datto. mela sia cotta, masticandola gua.rir8.. Discorrono sopra i1 mal diLucinda., Cola che la guarira; in questa
ScoA IV
LUCDlDA, AaD&LJA

e detti

Dice Lucinda. che doppo aver fatto eserClZlo, ha. fatto un sogno dormendo, e racconta. i1 sogno a Cola, i1 quale dice esser interprete dei sogni; ella segue, e dice aver sognaro, che una giovane in, namorata. si finse ammalata., sapendo che suo padre la voleva dar per moglie ad uno, che lei non 10 voleva, e rappresenta. aver 'vista in sogno tutto quello che, a lei e a.ooa.duto; Cola tutto approva,

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IL MEDICO VOLANTE

109

cia sante i1 Zanni, e racconta. a Cola aver 8Ognato ancora lui, come ci era un ruffiano che fingendosi medico per arrivare a' sua. intenti, alIa. fine fu ba.stonato. Cola ra.cconta. ancor lui aver sognato. Voltosi al Capitano, dice che un tal Capitano voleva per moglie una giovane, che poi alIa. fine fu bastonato dal suo amante; cia sante il Capitano; parte, Cola manda Lucinda in casa, dice che Ii mandem 8Onatori per rallegi-arla.
SeENA v
UIIALDO, PAIIDOLVO

e Cou

Vedono it medico; dice Ubaldo che questo e un grand'omo; fanno lazzi; Pandolfo fa discorso di medicina per scoprire l' eccellenza del medico; Cola tutto approva; doppo dice che e bene rallegrare Lucinda con suoni; Ubaldo contento; ed in questo
SeEN! VI

I Vecchi, e gl' hmamorati cia SODatori

Vengano vestiti da 8Onatori, dicano esser mandati dal medico Marzocco, Ubaldo gIi manda in casa.; Pandolfo chiede per mogIie Ardelia a Ubaldo, lui dice non potergIiela dare, avendola di gill. maritata. a Ottavio, e via; rests. Pandolfo; ed in questo
SCINA VII

L.cnrou. e

PAJIDOYO

Leonora vede suo padre, dice ormai esser tempo di marltarla, lui dice di si, e Ii nomina molti gio-

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110

IL MEDICO VOLANTE

vam, de' quali nomi nessano Ii piace. Lei dice che vorrebbe uno che avesse nome Ottavio, lui dice cbe vi e uno di questo nome, ma che ha di gi8. preso moglie Ardelia nipote di Lucinda, e via; lei afIIitta; in questo
SCENA
UBALDO

.

VIU
LBOIIOBA

e

Ubaldo vede Leonora, 1& ricbiede dell' &mOl' suo, ella 10 seaeeia, lui via, lei resta, ed in questo

8cBNA IX
Esce Ottavio di casa, si licenzia da Ardelia, Ii raooomanda la eosa. del matrimonio, lei via; vede Leonora, la vuole abbl'&CCiare, lei Ii db. uno sehiaft'o, ed entra, lui rest&; ed in questo

8cBNA x
CoLA, O'H'.Lno e V.LLDIO

Cola Ii db. il bon pro, lui non sa di che, fanno lazzi, in questo vien Valerio, fa il simile; Cola in eollera, volere seoprire it tutto, loro cbe non. faecia, che sarebbe la sua ruina, lui si p1aca; ed in questo
8cENA XI
LJIOIIOBA,

un

IUO

servo e deW

Leonora Ii db. una lettera che la porti a Ott&vio, dicendo voleI' assere sua moglie, e parte. Gli

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IL MEDICO VOLANTE

111

amanti ricevono la lettera, i1 servo sua lazzi, Cola i1 simile, loro fanno illazzo di parlarsi l'un l'altro nell'orecehio, Cola. si fa avanti, in questo toma Leonora, lei ]0 bastona, ed entra, lora pel' strada, Cola resta; in questa

SeEN!. xn
CUITUO, CoLA

e ZUllI

Ra.ffigurano il medico, lui con lazzi. parte, lora confusi restano, fanno scena della somig1ia.nza di costui, temano di qualebe furberia; ed in questo

SeEN!. xm
UBALDO,
LUCDlDA

e detu

Loro dicano a Ubaldo ]a cosa. del finto medico, lui in collera batte, cbiaroa. la. figlia., fa cbe toccbi per fona la mana al Capitano dicendoli la COS& del medico; lei esagera, diCe volersi ammazzare; Ubaldo manda il Capitano in su Ie forehe, ed entra. in casa; loro con lazzi di Zanni partono.

Sco!. XlV
VALDlO,

O'runo e

CoLA

Lo vedono, vogliono intendere il successo, lui ha una lettera di Ardelia, la Quale va. a Valerio, ebe Lucinda. li scrive, ehe sm solleeito nel matrimonio; Ottavio toglie 1& lettera di mano a Cola., la db. a Valerio; ed in questo

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IL MEDICO VOLANTE

I
ScoA XV
LJIOKOJU.

e detti

Leonora dietro Ii leva la lettera, ed entra, 101'0 confusi, Cola con sua lazzi; in questo Leonora. alla finestra legge]a lettera, poi]a straecia, loro la placano, lei viene a basso, loro Ii dicono il tuiiOO, lei dice che in sua presenza. dichino a Ardelia che queUo che hanno fatto, r.hanno fatto per burIa, loro a non volere guastare gl'interessi di Valerio, lei in collera entra,loro per strada, Cola resta; ed in questo •
ScxNA. xvi
CoL.&. e
UJU.LDO

Vede Cola sema l' abito da medico, 10 ricognosee, fa maravigIia, 10 prende per un braccio, lui dice essere un fratello del medico, Ubaldo 10 crede, dice Cola come son nemici lui ed il fratello, Ubaldo promette accomodare Ie dift'erenze fra di 101'0, Cola via, resta Ubaldo, fa scena., toma pola dB. medico, vede Uba.ldo e Ii fa' accoglienze; Ubaldo negozia I'aggiustamento fra lui ed i1 suo fratello, lui a non volerli perdonare, dice Ubaldo che sara. ga.lantomo per l'avvenire, lui promette perdonarIi, Ubaldo 10 mens. in casa perche vada da sua figlia; in questo

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IL MEDICO VOLANTE

113

SeEN!.

XVU

ZDn ed UJW.DO

Zanni dice aver lasciato il suo padrone in piazza, in questo dice Ubaldo aver serrato il medico in camera, va per cereare del fratello, e parte; Zanni da parte resta in scena; Cola salta daJla finestra.; Zanni osserva; in questo

8cBN!. xvm
UJW.DO e det.ti

Ubaldo vede Cola ne'sua abiti, 10 crede il fratello del medico, 10 vuole menare in C3S8, lui dice non volere andare perche i1 medico Ii darebbe, Ubaldo entra in casa. per chiamare il medico, Cola si rimette 1& vesta da medico, e rientra in casa per 1& finestra., Zanni osserva e ride, Ubaldo 10 mena fuora per la mano, cercano del fratello, Zanni vuol scoprire il tutto, Ii da in sulla voce con lazzi; finisce l' Atto.
ATrO TERZO

SeEN!.

I

CoLA ed UJW.DO

Cola dice aver lasciato Pandolfo, si leva la va-

ste, la dIJ. all'amico, in questo Ubaldo 10 vede senza.
vesta, 10 erade il fratello del medico, 10 tra.ttien.. dicendoli perche non l'ha aspettato, lui dice per
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IL MEDICO VOLANTE

amor d'una apia, e Ii descrive il Zanni; UbaIdo 10 mena in casa; ed in questo

SeEN!.
CA.PITAJrO

II
UBALDO

ed

Capitanofascena soprala balordaggine di Ubaldo, in questo 10 vede, e Ii dice come il Zanni suo servo e una apia, e via; resta il Capitano; ed in questo

SeEN!. m
CoLA.

e detti e poi

UULDO

Cola salta la finestra, si fa dare 1& veste, loro in disparte osservano, in questo Ubaldo 10 vede, Ii dice che suo fratello e in casa, lui dice volerlo mortificare, Ubaldo gl'insegna illogo dove ha serrato il suo fratello medico, entra in· casa, Ubaldo resta fuora, Capitano e Zanni si fanno vedere, e Ii dicono che quello e un furbo, che salta.la finestraj ed in questo
SCENA IV
COLA.

in flnestra. e detti

Cola fa reprension.e al fratello, lora dicono che chiami alIa finestra ancor lui, lui fa apparire il berrettino del fratello e Ii fa reprensione, facendo due voci, Ubaldo sodisfatto, Cola dice che suo fratelIo e un 1adro, cio sente Ubaldo, entra in casa, lui salta Ia finastra, Iascia la veste, e ritorna in casa, Zanni in questo si mette la veste; ed in questo

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IL MEDICO VOLANTE
SCINA V

115

UJW.DO e Cou.

Uba.ldo e Cola cerca.no il medico, vedano il Zanni con la vesta, 10 credano il medico, lui lazzi, doppo si scopre, Ubaldo ca.ccia mano al pistolese; ed in questo
BelKA ULTIMA.
VALIDlIO,
OnUIO

e tutti fora

Si mettono di mezzo, si scopre i1 tutto, Ubaldo chiama 1a. figlia., Ii fa tocca.r la mano, Pandolfo fa. il simile a Ottavio: si fa nozze.

ROBE NECESSA.RIE

Uua veste cIa medico per Cola Vestito cIa pratico per VaJerio. Lettere aaa.i OriDale e caJama;o Yin bianco Due vestiti cIa souatori e Strum8Dti per detti•

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·

GLI ·INTRIGHI D' AMORE
LA FINESTRA INCANT AT A

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INTERLOCUTORI

PAIIDOLI'O padre eli Lucinda e eli OttaTio LuCIIIDA II1J& figlia, e aorella d' OttaTio .onAVIO figlio eli Pandolfo, DOD collOlOiuto CoLOIDIDA 88m. di Lucinda Cou servo d' OttaTio UB.lLDO padre di Valerio VALDIO BUO figliolo SToPPDIo BUO servo

P~11SLLA

8ua 88m.

La _

ftDse In O_va.

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GLI INTRIGHI D' AMORE
OVVBIIO

LA FINESTRA INOANTAT A

ATrO PRIMO
SCENA I

PAJIDOLPO solo. e doppo

CoLOlulIn

Dice Pandolfo come avendo dato a balia un SU9 figIio, gIi fu levato d8o' Turchi,' mentre andava a spasso con la balla, e con un suo servo detto Colafronio, e che mai pin ne aveva a.uta nuova 8olcun8o, e che doppo, dal cielo Ii fu concessa questa figlia Lucinda, la quale ama in estremo, desiderando di maritarla bene, cio fatto, essendo vedovo, vuole ancor lui accasa.rsi. Chiama 180 serv8o, Ii raccomand8o la figlia, che non 180 lasci amoreggiare, lei dice che farit., e che quando sa.rlL maritat80 180 padron8o, vuol ancor lei maritarsi; promette il vecchio; lei in C8.sa, e lui fuora.

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GLI INTRIGID D' AMORE
&EN!1I

PASQUIIILU

BOla

Dice che l' esser vedova a una mala. cosa, e che trattando tutto giomo parenta.di per aItri, per lei non a buona a cosa alcuna, ma che finito che avera d' operare che il signor Valerio sia sposo di Lucinda, vuol cominciare a trattar per sa.

Sen! m
VALBlUO e
STOPPDlO

Valerio fa scena a.morosa sopra Lucinda, si raecomanda aI servo, quale dice, che a bene parlare a Colombina, accio l' aiuti, percbe Pasquella non essendo di casa non puole cosl facilmente parla.re a Lucinda, e che bisogna regaIare chi aiuta in tal amore, che dal canto suo fa.ra il possibile; Valerio, che solo Ii dB. nois. che il padre voglia mogIie; tuttavia fa animo; e partono.
ScENA IV
UBALDO

e

P.dDOLFO

Dice Ubaldo, come vive a.mante della figlia di Pandolfo, 10 vede, fa seena d'amieizia., doppo Ii chiede la figlia, Pandolfo glie la concede, con cbe lui gIi conceda Pasquella sua dODJl& di casa., UbaIdo dice non mancarIi altro ehe accomodare il suo figlio, che gil!. ha. scritto ad un a.mico suo a Venezia per farli a.vera una. sua. figlia.; ed in questo

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GLI INTRIGm D' AllORE

1~1

UJULDC),

V.ALBlUO

e

8'l'01"l'mO

Dice UbaIdo a Valerio, come ha preso moglie, Ina che, come buon padre, prima d' eft'ettuar Ie nozze, vuol far Ie sue; tutti allegri; parte Ubaldo, dice andare alIa posta a vedere se vi e lettere ; Valerio che non sa del fatto se ne rallegra. col servo, dicono voler trovar Pandolfo e rallegra,rsi seco; in questo
ScoA.
P.&JllDOUO,
VI
CoLOJIBJIIA e

datti

Si raJlegra. Valerio con Pandolfo del parentado, !anno scena equivoca, cioe, che il vecchio crede che si raUegri del parentado del padre; non si scopre· l' equivQCO, Pandolfo concede Colombina al servo.

SooA.

VII

O7'1'AVIO e Cou

Dice Ottavio, come doppo tant'anni di schiavitu, con Ie sue virtU s' e liberato, non solo lui, ma anco il servo, pero che e in obbligo d' esserli buon servitore; dicono, come sono molti mesi che si ritrovano in quella. citta per andare a Livomo loro po.tria, ma. per essersi invaghito di questa. Lucinda, non trova. la via. a pa.rtirsi. Servo fa scena della. sua schiavitudine, esorta. il padrone a la.scia.r taJ'amore, ed a.n.da.rsene alIa. patria, lui non poter furlo ancora, e partono.

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122

GLI INTRIGm D' AlIORE

8cENA.
V ALDlO.

VDI

SToPPDO

e P.llQ)()LJ'O

Fanno eli nuovo complimenti in equivoco, alIa fine s'intendono, tutti in collem partono.
ScxNA.
IX

Dice come Ii par mill'anni eli dar Valerio a Lucinda, e che s' e a.ccorta. che Pandolfo vive am&nte eli lei, che dando la. figlia a Valerio, seguimnno Ie sue nozze con Pandolfo; e in questo
SCENA. x
p.llQ)()LJ'O

e detta

Fanno scena d'amore, doppo Pasquella Ii chiooe Lucinda per Valerio suo padrone, lui averla promessa. al padre, lei che l' ha caro, ma che vuol parlare a Valerio a.ccio si contenti, che suo padre pigIi Lucinda; Pandolfo parte; in questo
8cBNA.
XI

Dice Pasquella a Valerio, che suo padre vuol pigIiar Lucinda, lui pero gli ha dato ordine che stolga Valerio eli tale amore, che se cio non fa.ra, non diverra. mogIie eli Pandolfo; in questo Lucinda vede Valerio, fanno scena amorosa ; Valerio, che lei

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GLI INTRIGHI D' AMORE

123

non dubiti, cbe sa. quello deve fare, e partono; resta Pasquella e Colombina.
SeDA m
P.&IIQ1JBLL.& e
CoLOIIBlIlA

Dice Colombina come vive amante di Stoppino, cbe seguendo il parenta.d.o con Valerio, lei non otterriL Stoppino; Pasquella dice cbe seguendo il p'arenta.d.o con altri, cbe lei non avera. Pandolfo, si adirano, vengano a' capelli, e finisee I'Atto primo. A'rrO SECONDO
SeEN.&. I
(}nAVIO

e CoLA.

Dice Ottavio cbe prima cbe parts. per Livomo vuol tentare la sua fortuna, con far cbiedere Lucinda a Pandolfo; dice a Cola. cbe chiaro; Colombina per mpere cbe fa la sua padrona; Cola chiama; in questo
SeD.&. n
CoLOIIBlIlA, LUODDA

e detti

]a

Cola fa scena amoross. con Colombina, lei chiama padrona, esortB.ndola a voler amare Ottavio, lui si fa avanti, fa seena amorosa., ella 10 discaccia, Colombina di nuovo la prega, lei non consente, Cola dice, cbe veda distorla dalIa sua ostinazione, cosl si

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GLI UITRIGHl .D' AMORE

faranno due para. di nozze, Otta.vio dice voler anda.re a trovar Pandolfo, e chiederli 1a figlia, e parUmo.

ScoA m
STOPPmo da. lrIago, U-'LDO e P.urDOLI'O

Dice UbaIdo: quando si hanno a fare queste nozze 1 Dice Pandolfo come suo figlio ha. pretensione che Lucinda deva. asser sua, e che sa ,sara. d' aJtri, wole ammazzare chi si sia. Ubaldo e in collera, parte per andare a trovar Valerio,. Stoppino ~ disparte fa certi soongiuri verso la ca.sa. di Ubaldo, dice che spera l'invenzione abbi a riuscire; di cio ammirato Pandolfo insospettisce, e di nuovo entra

a easa.
Semi!,
VllBBIO, UBALDO

IV

e

ZUllI,

e poi

PAlmOLro

Viane gridando Ubaldo con Valerio, dicendo averli dato moglie a Venezia, e che non parli pin; Valerio repJica, alla fine cede, e parte. UbaIdo.chiama Pandolfo, Ii fa instanza delle nozze, Pandolfo esce di casa, finge aver paura; lui dice, che dubita che quel Mago non gIi ab bia fatto qualch' ineantesimo, Zanni, che sara vero, stante che quel Mago ne ha fatti degli altri, pero che stia in cervello; Ubaldo dice, che cosa dice di Mago, Pandolfo dice non poter darli altra. risposta del'matrimonio, se De va in casa impaurito, Ubaldo stupefatto se ne va, Zanni ride dell'invenzione, e parte.

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aLi INTRIGID D' AMORE
SeENA V P£8Ql1l1LL.&.,
Lucnm.A.

125

e

CoLOJUIDI.A.

Dice PasquelIa, come desidera., cbe UbaIdo abbia Lucinda, a.ccio si possino eft'ettuare anco Ie sue nozze con Pandolfo; in questa J..Iucinda dice a Colombina non voler altri cbe Valerio, Pasquella si fa avanti,1& pTega a prender il vecchio, lei non consente, Colombinala maltmtta., elIa. fugge, e gli altri entmno.
SeENA VI
P~uo e Ll1onm.l.

Pandolfu esorta la figlia a prender Ubaldo, lei consente, lui dice, cbe non pigliandolo non avem attri, ed in collera si parte, dicendo andare a eerca.re UbaJdo; Lucinda si lamenta, e via..
DOD
SeENA VD

Valerio si raccomanda a. Pasquella, 1& quale dice, cbe non dubiti, cbe ancora lei brama si faceino questa nozze, aecio seguino anco Ie sue con Pandolfo, e via. Stoppino dice a Valerio cbe parte, cbe lasci fare & lui; e in questa
8cBNA vm

Dice- Zanni a Pandolfo cbe non si dia. ad intendere, cbe se UbaIdo piglia. Lucinda, creda. aver

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126

GLI INTRIGHI D' AMORE

PasqueUa, perche lei e innamorata di Cola servo d' Ottavio, che r aver lei promesso d' esser sua moglie, I'ha fatto, accio dia la figlia a Ubaldo, cosl. gli ha comandato detto Ubaldo, lui crede, e parte, dicendo, giacche Pasquella e innamorata, non vuol maritare altrimenti la sua :figIia in casa Lanterni t ringrazia. il Zanni che I'ha avvisato del tutto, fa scena di sdegno contro Pasquella, e parte; Zanni ride, e parte.

SeEN!.

IX
PAlmOLI'O

(}ru:no, CoLJ. e

Dice Ottavio come non ha potuto ved.ere Pandolfo per chiederIi la figlia; Cola dice, che ancor a lui dispiace per Ii suoi interessi con Colombina; in questn vede Pandolfo, 10 saluta, e dice se Ii vuol dare 1a sua figlia, doppo alquanto di discorso glie 1& concede, e dice aver licenziato tutti gli aItri, con averli dato ordine espresso, che non s' accostino piu a quella casa, fa complimenti, Cola allegro, e partono, Pandolfo entra pel' dar 1a nuova alla figlia.

..

SeEN!. x
V.&LBBIO, UBALDO

e ZDlII

vecchio in coUera con Valerio per averli guastato i suoi interessi, Hi SCusaDO, dice Zanni, ehe non dubiti, che fara che Pandolfo Hi contenti, il vecehio contento parte, resta Valerio e Zanni, chiamano Lucinda; e in questn

n

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GLI INTRIGHI D' AMORE

127

SCENA.
P~LFO.

XI

LuClllD.A. e deW

Vien Lucinda, Valerio fa scena d'amore, Pandolfo alla finestm la grida, e viene abbasso, mentre scende, lei entra in casa., Zanni si mette a discorrere col suo pa.drone, Pandolfo non vede la figlia., sa ne rientra in casa., dicendo aver preso errore, questo lazzo si faccia. tre e quattro volte; alIa fine dice a Valerio che si levi di U, e non stia a parme con la sua figlia, Valerio dice a Pandolfo che e pazzo, che non parla altrimenti con 180 sua figlia, IDa bensl col suo servo, il quale dice, che queUo sara. un effetto dell'incantesimo fatto da quel Mago, lui crede, e si scus&, ed entmno. Esce Lucinda, di nuovo disoorrono, il vecchio la piglia per un braccio, 180 bastona, Valerio 180 difende, Colombina il simile, Zanni il simile; finisce l'Atto secondo.

A'rrO TERZO
ScJmA.
I

OTT.A.VIO e CoLA.

Ottavio dice aver tutto all'ordine per Ie nozze, Cola dice l'istesso; avendo fatta. la lista tutti due, la leggono, trovano mancarvi alcune cose necessarie, partono per andare a trovarle.

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128

GLI lNTRIGm rr AMORE

SeEN!.
PAlIIDOLJ'O

II

e

PAlQUBLL.l

PasqueUa vede Pandolfo, fa scena d'amore, lui I'ascolts,in fine la rimprovera, dicendoli aver viato i suoi inganni, accio lui desse 10. sua figlia al suo padrone, e non per pigliar lui, sapendo che e amante di Cola, ma che ad onts sua non 10 oon.seguirk, poiche vuol dare la sua figlia a Ottavio, e Colombina a Cola; Pasquella vuol dire Ie sue ragioni~ lui non l'aseolta, e via; essa fa lamento, e via.
SCENAIII
UBALDO

e

STOPPIKO

Dice Ubaldo se ha. fatto quanto ha promesso, Stoppino trova scuse, alIa fine dice, come il tutto e soompigliato, Ubaldo in collera dice voler mandar via il figlio e il servo, vuole sposar Pasquella, perche senza moglie non vuole stare, e via.

SeEN!.

IV

fu;

Fan la pace, Pasquella dice a Colombina, che sa che Pandolfo la pigli per moglie, lei f8.rlt ehe Cola sia suo, Colombina promette, Pasquella parte, e in questa

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r
I
GLI INTRIGHI D' AMORE

129

SeEN.!
V ~DIO,

V

SToI'PDlo, LvclJIJ)'&' e CoLOJlBIX.&.

Si duol VaIerio per vedere scompigliato il tutto, e che vuor andarsene per disperazione; Stoppino ancor lui; in questo vien Lucinda, fanno seena di • partenza, ella entra piangendo, i1 simile fa. Colombins. e Zanni, e partono.
SCENA
VI

UbaIdo chiede per moglie Pasquella, ella 10 recusa., dicendo cbe non e bene cbe una serva divenga padrona, ne matrigna di Valerio, quaJe non comporterebbe tal coss.; UbaIdo dice che lui e il padrone, e che di gial'ha licenziato di casa, Pasquella non recosa, ma prima vuol vedere sa gli sortisce l' esser moglie di Pandolfo, UbaIdo parte, e cbe quanto prima gli dia risposta., resta Pasquella; 6 in questa
SCKNAVII P.&.IIDOLl'O e detta

Si duole Pandolfo del figlio toltogli da' Turchi, si come del servo, si lament&. non trovar modo d'allogare Ia sua figlia, ne aver ottenuto Pasquella per moglie, la vede, ella 10 fa ca.pace non aver altri amanti, si dan la fede, ad entrano in casa di Pandolfo.

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130

GLI INTRIGHI D' AMORE

SeRNA vm
UBALDO BOlo

Vien UbaIdo a casa., non vi trova Pasquella, Hi duole easer rimasto solo, si pente aver mandato via. .il figIio, piangendo rientra in casa.
SCBN! IX
LUCIIID.A.

e

CoLOJlBIII.A.

Lucinda si Ia.m.enta aver per matrigna una sena, si duole di suo padre, Colombina.si diapera vedendo disperati i suoi amon; piangendo rientrano in casa..
SCENA X
PAlIDOLPO, OTT.A.VIO

e CoL.&.

Dice Ottavio che Ii par mill' anni aver nuova di Pandolfo, 10 vede, Canno complimenti, trattano della. scrltta., e nel dare il nome dice che non si chiama Ottavio ma Flamminio, che il nome d' Ottavio Ii fu posto da. alcuni CPistiani in Turchia, il simile dice Cola, che non e altrimenti Cola, ma Pa.schariello Patacca.; racconmno 180 schiavitudine, Pandolfo 10 riconosce per il figIio, chiama. la figIia, fanno aJ.legrezze, e via.
SeRNA XI

V ALBllIO e

SroPPDlO

Dice Valerio come si parte, poiche e maritata Lucinda a Ottavio, ne vuol pitt rimirar questa cielo, Zanni si la.m.enta.; e in questa

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GLI INTBIGHI D' AMORE

131

Tutti fttora

Viene UbaIdo, vede il figlio, Ii chiede perdono, 10 prega a non partire, Valerio sta. pertinace; poi vien Pandolfo, si ra.Uegra. del figlio ritrovato, Ubaldo per tale allegrezza chiede Lucinda & Pandolfo per Valerio, Ii vien concessa., si fanno Ie nozze; Cola. e Stoppino Canno una giostra per vedere di chi ha da. essere Colombina, Pasque1la. vien presa per 1a mano da Pandolfo, UbaIdo 1& grida, &lIa fine perdona, e finisce 1a Commedia.

ROBE NECESSARIE

Due cavalli di carlone per la Giolm Lancie di C80DDuccie Un cavolo per dare a fiutare a Cola Un pezza di parmigiano per dare a fiutare a Ztumi Un baatoDe • Veate e barba. di Mago.

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l' ONORATA FUGA DI LUCINDA

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INTERLOCUTORI

LUODIDA creduta noma, figlia. eli Caa.ndro Romano C.u8uDBO gentiluomo romano, BUO padre AlwBLU amante d'Ottavio, e figlia. di Pandolfo Lanterni O'I.'TAVIO amante, e amato d'Ardelia, e figlio di Ubaldo UBALDO padre d' Ottavio VALDIO giovane romano BroPPDlO suo servo CoLOJlBDrA sarva d'Ardelia. PABDGLPO padre d'Ardelia. CoLA oste napoletano PuLOIDLLA servo d' Ottavio

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135

l' ONORATA FUGA DI LUCINDA
DI P.

o.

ATTO PRIMO
ScBNA I
V.6.LJIJUO

e

BTOPPIlfO

suo servo

Dice Valerio come alcuni anni sono si partt di Roma, stante l'inimicizie, e se rie venne ad abitare in Fiorenza, lasciando 1& sua Lucinda amata., ~a che Ia lontananza e la lunghezza del tempo aveva sanato in lui ogni piaga amorosa, merca" della sua novella amata Ardelia, alla quale aveva volto tutto il suo amore, bencha non corrisposto; nulla. di meno . spera. conseguire i suoi giusti desideri confidando nel servo, quale promette, e via.
SCENA U
OnAno

e

Pm.CIIIBLLA

suo servo

Si gloria Ottavio esser corrisposto da Ardelia sua amata, che in tal' amore non ha altra contr~eta.,

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136

L'ONORATA FUGA DI LUCINDA

ehe del padre di lei, cbe avendogliela chieSta, non ha voluto concedergliela.; chiede &iuto e consiglio a. Pulcinella, accio voglia operare, cbe Pandolfo suo padre si contenti; il servo promette; e via.

SeEN! m
P.lJIDOLrO

e

UBllDO

Dice Ubaldo ehe essendo ormai vecchio, vuole cbe Ottavio suo figlio si accasi con Ardelia figlia. di Pandolfo; in questo 10 vede, gliela chiede, Pandolfo glie la concede, tratta.no della dote, sconcordano, si alterano, dandosi d' avari, in collera partono.

SeEN,

IV

ABDBLU I CoLOJlBIB.l 81l&

sena

Dice Ardelia come vive amante d' Ottavio, e quello cbe 10. sgomenta e cbe suo padre nOD vuol maritarla, per non metter mano alla dote, maladice 10. sua avarizia, ed esagera; ella entra in C8Sa, Co10mbina la consola e resta.; fa seena sopra l'amore di Stoppino, e dice come Pulcinella. la perseguita, che lei non 10 puol vedere; ed in questo

SeEN, v
VALOIO,
BTOPPIJ(()

e

CoLOJlBm.l.

Valerio vede 1a servo., dice a Stoppino che si faccia avanti, ella si scopre amante, lui Ii corrisponde, COD che lei fa.ccia in maniera, ehe 1& pa-

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L' ONORATA FUGA DI LUCINDA

137

drona ami i1 signor Valerio, Colombina promette, Valerio si rallegra della buona congiuntura, e partono, resta Colombina; in questa
ScoA.
P....DOL.O,
ABDELI...

VI

e

CoLOJIBDI...

Pandolfo chiama la figlia, e li dice come non trova partiti a suo modo, stante Ie gran pretensioni che hanno Ie genti, pera che si prepari a starsene in casa, Ardelia si lamenta, la serva borbotta, Pandolfo in collerale grida, e Ie manda in CRSa, e parte.
8cExA. m
L"cmD'" BOla, vestita cIa uomo

Dice Lucinda come avendo presentito che nella citta di Firenze si ritrova il suo Valerio, che per cia si. e partita di Roma sotto abito mentito per v~nire con sua maggior sicurezza trovarlo e farsi mantener quella fede da lui datali, di esserli marito, e cbe sono pa.ssati ormai quattr' anni cbe egli si partl di Roma con proponimento di non star pitt che solo dne mesi. a tomare ad adempiere Ie sue nozze; ma cbe non solo non ha mantenuto quanta promesse, Ina ne pnr si e compiaciuto in detto tempo scriverli una lettera; spera per cia trovarlo, ad effetto di farsi mantenere la parola, 0 vero uccidersi seco; intanto cerca d' un' osteria per prender riposo del viaggio, vede l' osteria, picchia; e in questa

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138

L' ONORATA FUGA DI LUCINDA
SCENA
CoLA.

vm

e

LUCIIIDA

Cola vede questa donna, credendolo IOa8Cbio, fa seena e lazzi, discorrono sopra Ie cose del mangiare, a Lucinda piace l' umor di Cola, entra nell' ostelia.
SCENA IX

VALlUlIO. P....DOLI'O

e STOPPJl(O

Pandolfo vede Valerio, 10 saluta, entrano in discorso, alIa. fine Valerio li cbiede 1a figlia senza dote a.1cuna, Pandolfo Ii cia 1a. paro1a, allegro se ne va in casa a darIi la nuova, Valerio resta.
SeKN.! X
LUCDlDA.

VALBBlO.

STOppJl(o. e

doppo

CoLA

Lucinda esce dall'osteria, vede Valerio, finge non conoscerlo, 10 saluta, fanno complimenti, alia fine Valerio domanda chi sia, Lucinda dice essere giovane romano, e per l'inimicizie si trova essere in Fiorenza, ed essendo in Roma &maVa. una certa Lucinda,la quale Ii convenne lasciare benche gli avesse dato parola di sposarIa, e che la lungbezza del tempo aveva estinto in lui_ogni Somma amorosa.; Lucinda dice che non e azione do. ca.valiero a manca.r di fade aile donne; lui dice non si penta averla lasciata, essendosi invaghito d' altro oggetto pin di lei meritavole; replica. Lucinda. che non ha fatto azione ono-

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L' ONORATA ;FUGA DI LUCINDA

139

mfa, Valerio si altera del tratts.r di Lucinda, metton
mano all'armi, dicendoli voler mantenerli non aver commesso alcun mancamento, si tirano alcuni colpi; resta ferits. Lucinda in un braccio; esce Cola, gridando Valerio per aver messo mana contro di un giovanetto, entrano, e finisce l'Atto primo. ATTO SECONDO

8cENA I
C.AIIUlO)BO e Cow.

Fa seena sopra la fuga della. sua figlia, quale si di Roma, che per cia andandola cercando, e arrivato in Fiorenza, non sapendo ove possa. esser capitata; tuttavia essendo stanco del viaggio cerca d' un alloggio per posarsi; fa scena sopra il pericolo dell' onor suo; doppo picchia a Cola; ed in questa

e fuggita

80BNA n
CAII8AJmBO e Cow.

Cola vede questo forestiero, fanno alquanto di scena, Cola con lazzi 10 riceve, ed entrano nell'osteria.

8cENA
UJULDO, OTT.&.VIO

m
e
Pm.cIIIBLL.6.

Dice Ottavio a suo padre che non doveva guardarla tanto per il minuto con Pandolfo circa la dote; Ubaldo dice, che non vuole che pigli moglie

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140

L'ONORATA FUGA DI LUCINDA

con poca dote; Ottavio si scopre amante d'Ardelia, e dice che la vuole in ogni maniera; Pulcinella dice che di gil!. gli ha dato la. parola, si scopre aneor lui amante della serva, e la vuole; Ubaldo grida, e dice che non vuole guastare i fatti sua per aeeomodare quelli del servo, e che Colombina Ia. vuollui. Pulcinella :6.nge eoncedergliela, dicendo, che tanto pin che lui vuol Colombina, bisogna che lui ceda Ardelia a Ottavio; Ubaldo contento dice andare a trovare Pandolfo; Ottavio e servo piechiano da Ardelia. Scmu.
OTT.A.VIO,

IV
CoLOJIBDI.A.

Pm.cDIBLL.A., AlwIlLU. e

Raceonta Ottavio aIle donne tutto il seguito; Pulcinella prega Colombina che si finga amante d'Ubaldo, accio segua il matrimonio, promette, e partono.
SCENA
C.A.B8AlmBO

V

e

CoLA.

Cassandro si loda dell' oste, gli ordina. da cana, e parte dicendo a.ndare per la citta ad intendere qualche notizia della sua figlia., e via.
SCENA VI
V.A.LBlUO, S'1'OPPoro e CoLOJlBDl.A.

Ordina Valerio a Stoppino che picchi, viene Colombina, fa. scena amorosa eon Stoppino, il qua.le dice che diverm suo SpoBO, quando elIa. avem ope-

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L'ONORATA FUGA DI LUCINDA

141

rato quanto gIi ba promesso; lei dice che si lasci vedere a 5 ore di notte, fa.ccia. cenno con una chitarra., fara. cbe da se stesso parli ad Ardelia, lui dice, benche suo padre glie l'abbia promessa., vuol vedere se ancor lei concorre di esserli sposa; entra Colombina, e loro restano.
8cENA vn
LVCIllDA,

V ALDIO,

STOPPIIIO

e

CoLA

Vede Valerio di nuovo Lucinda, vuol metter mano, Cola si oppone, e Stoppino gli fanno far la pace; Lucinda dice a Valerio non aver parlato in quel modo per offenderlo, ma che lei vuol esserli amico e servo; gli domanda del suo nome, lui dice aver nome Valerio Ardenti; lei dice avere una lettera. da recapitarli,. stata datagli da una tale Lucinda Barcacci; lui mostra non gradire detta lettera; la legge e 1& straccia; lei chiede la risposta; lui dice non poter darli risposta, stante che si avvicina l'om di andare dalla sua amata., e via. Lucinda fa. lamento, ed entra nell' osteria.
8cENA vm
CAlllUDBO

e

CoLA

Si duole non trovare la sua figlia, chiama. l'oste, vuol far conto, dice vuol partire, e cerca.re altripaesi a tale effetto; Cola dice, avanti che parta, faccla meglio diligenza, stante la citta esser grande, che in un Bubito non si nova cosl facilmente una

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142

L'ONORATA FUGA DI LUCINDA

persona; legge il conto della roba mangiata, con lazzi, aJ1a fine; in questo
SeD",
IX

LuCIllD.&. a datti

.

Lucinda conosee suo padre, non si scopre, l'esorta.. a non partire, lui tratto dal genio di questa giovane, consente, e entra. SeEN", x
P.&.lIDOJ30

a UJULDO

Ubaldo chiede di nuovo Ardelia per Ottavio, e dice cpe la piglierit per quella dote, che piaeerll. a. lui; dice Pandolfo averla gilt promessa, che non glie la puol dare, ordinandoli che non si aeeosti pin a quell a ea.sa., ne lui ne il suo figlio, cbe Be ne pentira, e via. Ubaldo vede il negozio disperato, dice andare a dirlo a Ottavio, e che lui vuol Colombina in tutti i modi; e in questa
8cENA XI

O'l'T.&.no, Pm.cmu.w. a datto

Dice Uba.ldo a Ottavio quanto passa.; lui dice non vuole perdere Ie sue speranza, stante l'e...qgere amato do. Ardelia; Pulcinella dice che aIla peggio vuol trovar modo cbe Ardelia fugga di ea.sa.; e via.

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L' ONORATA FUGA DI LUCINDA SCENAXII
PAlIDOLPO

143

aDa. fineatra,

V.A.LlUUO

e

SToI'PDlO

con chitarra.

Si lIug. aotte

Dice Valerio come quella gli par l'ora appuntata per andare a parlare a Ardelia, vuol farsi sentire con la chitarra, SUOM. Pandolfo aUa finestra crede sia Ottavio e Pulcinella, Valerio sente gente alIa finestra, fenna il suono, fa lazzi, Pando~o fa voce di donna, si fanno avanti a discorso amor9SO, alla fine Pandolfo gli tim una pentola in capo; Stoppino suoi lazzi; impauriti fuggono; finisce I'Atto secondo. ATrO TERZO
SeENA I
P .AlIDOLPO

eli caaa

Dice vuol anelare annar gente per far rispettare la sua casa, e dice quanto prima levarsi la figlia di casa, e via.
SeENA U
On.AVIO,

AullLI.t.,

PULCDIKLL.A.

e

CoLOJIBIlIA

Dice Ottavio, giacche suo padre e risoluto di darla a Valerio, che sarebbe bene il fuggirsi di casa e andare a casa sua, che n si fanno Ie nozze a dispetto del vecchio, e che cio fatto, bisognerlL che abbia pazienza; ella consente; mentre che PulcinelIa fa

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144

L'ONORATA FUGA DI LUCINDA

scena d'amore con Colombina, Ottavio mena via. Ardelia, senm che Colombina se n'avveda, ella sa gli mostra crudele; Pulcinella via., e Colombina entra in casa, e Pandolfo viene.
8cENA
PUDOLJ'O. C~DBO

ill
COLO.BIIIA

e

eli caaa

Dice Pandolfo essere stato alIa Giustizia. a dar conto dell'insolenze ricevute 180 notte innanzi; in questa vede Cassandro, si riconoscono, fanno scena. d' amicizia, Pandolfo domanda a Cassandro che cosa sja venuto a fare in Fiorenza, lui gli racconta la fuga della figlia, quale va cercando per il mondo, Pandolfo 10 riprende d'uomo poco accorto, che non sa tener curs. della figlia, e che se facesse come lui, questo non gli sarebbe accaduto, chiama Colombina, la. qual grida di casa: POO"ona, padrona, oil povera a me! non trovo la mia padl'ona in casa.
SCENA IV
CoLOKBIIIA

e detti

Dice Pandolfo a Colombina, che fa Ardelia, lei dice non trovarla in tutta la casa, pero erede sia andata fuora, e quel ch' e peggio sia vestita. da uomo, poiche quel 'Vestito che era in casa, che lascio quel forestiero, non v'e pib. Pandolfo esclama: poveretto me ecc. Cassandro dice, che non pensava chs ancor lui tenesse coal ben conto delle figlie, Hi consolano l'un l'altro, partono per andare a trovarle.

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L'ONOBATA FUGA DI LUCINDA
SCENA V
VALBlUO, STOl'PDIO, LUOIIIDA

145

e poi

CoLOIIBDA

Vengono discorrendo del seguito della notte, Lu-einda gli si fa avanti, e gli chiede la risposta della lettera, lui dice non vuol dare altra risposta, fa.cando atti di disprezzo, che gli risponda lei, e dicagli da sua parte, come dice il proverbio antico, che Ia lontananza. ogni gran piaga salda; Lucinda pian-gendo via, Valerio batte a CoIombina, Ia quale viene, gli racconta la fuga della sua padrona, Valerio infuriato parte con Stoppino per cercarIa.
SODA VI
UtiLDO

e

CoLOIIBI.A

Dice Ubaldo che e un pezzo che non ha visto il 11UO figlio, chiama Colombina, e domanda che cosa piange, lei dice per la fuga della sua padrona, cio ;sente, infuriato parte per cercarIa.
SCENA vn
UBALJ¥)

e

COLOIIBDA

Pandolfo vede questo giovane con fazzoletto agli -occhi, se gli accosta pel' riconoscerlo, quello tuttavia si tum il volto, Pandolfo crede sia la sua ilglia, e per passarsi Ia collera gli fa alcuni inter1'Ogatori, ella non risponde, lui, scappandoli la pazienza, 1& piglia di peso, la mette in casa, coosagnandola a Colombina, parte per tl'Ovar Valerio, e darli l' anello.
10

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L'ONORATA FUGA DI r~UCINDA.

SeEN.! vm
PULCUlELL.t.

e

S'fOPPIlIO

Pulcinella dice, come il suo padrone a dispetto di .Pandolfo ha sposato Ardelia, in questo vuol chiamar Colombina: per darli la nuova, viene Stoppino, ingelosito, 19 disfida, si tirano molte stoccate, . senza offendersi, da una parte all' altra del palco; in questa Colombina in finestra, e via.
SeENA IX
CoLOIIBIIIl.t.

e

LUCIIIlD.t.

Lucinda dice: giacche tu l)edi che io non 801Z0 la tua padrona, lasciami andare, son bene 8pOsa di Valerio, quale mi giuro essermi marito; dove Colombina. la prega a trattenersi, tanto' pin essendo sposa. di Valerio, vuole che operi che Stoppino divenga su() marito; lei promette, e via.
SCBNA ULTDlA

Tutti fnora

Pandolfo dice a Valerio che venga a toccar Is.. mana ad Ardelia, lui dice che e pronto; in questo vede Ottavio, che vi.ene preso per mana da Ardelia, Valerio dice a Pandolfo, a quanti vuol dare Ia sua figlia, vecchi stupiti; in questa Lucinda vuol fuggir di casa, Colombina gli fa forza, a Lucinda gli cad& i1 cappello, e da i capelli s' avvedono che questa.

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L'ONORATA FUGA DI LUCINDA

147

b donna, mette mano contro di Valerio, lui la riconosce, lui si pente, ella gli perdona, Cassandro la riconosce,la vuole amma,zzare, Valerio aJla, sua difasa, Cassandro perdona, tutti contenti, si fanno Ie nozze, si cbiama Cola a cucinare per il banchetto.

ROBE NBCESSARIB

Una pentola. Una celata Una ehitarra Una lettera Un grembiw' bianco Un'inaegna da Albergo Robe da oneina.

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-

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TRE GRAVIDE

INTERLOOUTORI

PdDOLrO padre di Orazio Ouno figlio eli Pandolfo, amante eli. Lucinda Z£DI BUO servo, amante eli ColombiDa UBALDO padre di Lucinda e eli Ardelia LucIBDA figlia eli UbeJdo, amante d'Orazio, gravida eli lui Alwu.u BOrella di Lucinda, amante d'Ottavio e gravida eli lui CoLOII1IDIA amante eli Zanni e gravida eli lui OTrAno BOlo, amante eli Ardelia COLA am&nte eli Colombina Un Medico CAPITUO am&nte eli Lucinda

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LE TRE GRAVIDE
COMMEDIA DI.FRANCESCO RICCIOLINI

ATl'O PRIMO

SeENA I
CAPITAKO

e

CoLA BUO

seno

Capitano fa scena di bravura, e doppo sopra l'amor di Lucinda, Cola sopra l'amor di Colombina, fa suoi lazzi, Capitano 10 fa batter da Lueinda; in questa

SeENA n
LUCDDA, CoLOJUlIXA

e 80praddetti

Esce, doma.nda, cbe voole, Cola s' imbroglia, non sa che dire, Capitano gl'insegna, lui spropositi, Colombina entra, piglia il bastone, dB. a Cola, In:i via, il simile il Capitano, resta Colombina; e in questo

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152

LE TRE GRA VIDE

8cENA

In

AuBLU. e detti

Le donne eon gran romore, Colombina racconta. di Cola, doppo diseorron de'loro amori e gravida.nze; tutti in casa. •
8cBNA IV

P....DOLFO.

OBA.ZIO. z....XI. CoW.BIB... 80

1& porta

Pandolfo di strada dice ad Orazio vuole che vadia a Piss. a studio, lui sue ragioni, per l'amore che porta a Lucinda, Zanni per l'amore che porta. a Colombina; Pandolfo parte per andare al porto. a trovare imbareo, lora restano, discorrono, chequando il Vecchio vorra che partino, eonverra. partire, e lasciare Ie donne gravide, Colombina sent& il tutto, sente Orazio che dice: come saremo a studio lontano dalle nostre donne per 10 anni; Colombina. cio sante, arrabbiata con pugni chiama 180 padrona,. lora maledieono il burla.re; e in questo
SCBNA
LUCIBD&

v

e aopra detti

Lucinda sante il tutto da Colombina, si &Item eon Orazio, non gli lascia far sue SCU88, alterata entra in C&Sa, il simile ~a sarva., lora di nuovo si pantano di a.ver eoal parlato, e via.

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LE mE GRAVIDE
ScoAVI
PAJIDOLI'O

153

e

UBALDO

Pandolfo si gloria. aver mandato Orazio a. studio, 'doppo domanda a Ubaldo la sua figlia per moglie cioe Lucinda, lui dice non glie la puol dare, poiche e indisposta, che la vuol vedere prima. sana, cosl anco Ardelia; Pandolfo contento parte, Ubaldo batte; e in questo ScoA. VII
CoLOIlBIlI'A

e

UBAWO

Colombina, sl1a.lazzi di collera con Zanni, dice a. Uba.ldo come ha dolori matricali per aver mangiato troppe fave; lui, che chiami Ie figlie; e in questo
SeENA VDI

Le flglie e 8uddetti

Domanda Ubaldo a Lucinda perche sm cosl afllitta, lei, che il suo male ogni giomo cresce, ne trova rimedio; Ardelia ancor il SllO male ha principiato un mese avanti di Lucinda; Uba.ldo dice, andare da.llo speziale accio gli mandi un medico bravo, e parte; entra Lucinda, resta Ardelia e Colombina; e in questo
e auddetti

OTTAVIO

Ardelia dice a Ottavio quanto segue del medico, lui parte per avvisare Orazio, parte Ardelia, resta la serva; e in questo

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154

LE TRE GRAVIDE

SeEN! X
ZUllI e detta

Dice Zanni, vuole avvisare Lucinda che il suo pacirone non va a studio; vede Colombina, lei racconta la resoluzione d'Ubaldo, fanno la pace della collera passata; dice il Zanni, che se viene il medico non si lascino toccare il polso ne vedeloe l' orina, gridino che non vogIiono medici intorno, si finghino spiritate; Colombina in casa, Zanni si ritira a osservare, vedendo venir Pandolfoo

SeEN!
P.lJIDOLPO,

XI

ZUllI cia parte

Pandolfo dice aver trovato imbarco per Orazio e Zanni, e partiti che saranno vuol far Ie nozza con Lucinda, entra in casa per accomodare Ie robe per Orazio; e Zanni, che ha sentito il tutto, parte per avvisare Orazioo
SeEN! XII
UBALDO

Dice aver lasciato ordine p.l suo speziale che Ii mandi il medico per Ie figlie; e in questo
SeENA. XIII
CAPIT.lJIO,

CoLA. e detto

Capitano sue bravure, poi. chiede Lucinda a Ubaldo, lui, che e ammalata ed ha bisogno del medico, Capitano, che andera lui per Esculapio e Galeno; parte ° con il servo; e in questo

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LE TRE ORA VIDE
SeRNA XlV
OUZIO

155

da Medico, e

UBALDO

Orazio con lazzi dice a Ubaldo essere mandato dal suo speziale per Ie figlie; e in questo
ScDA
OnJ.V10

xv

da medico, e OUZIO; doppo n Medico vero, doppo ZAoI da medico

Ottavio mostra conoscer Orazio e non Ubaldo, e dice il medesimo; in questo il Medico vero domanda d'Ubaldo; in questo Zanni da medico fa sua lazzi, domanda d' Ubaldo, il Medico dice non conosee nessun di lora per medici; Ubaldo domanda il lora nome, Ottavio, che e il medico Cacivola; Orazio, che e il medico Cocilla; Zanni che e il medico Birimbocciola. Cominciano tutti a dare al Medico vero, qual fugge, il simile fa Ubaldo, e finisce l'Atto primo.

ATrO SECONDO

CJ.ITUBO, Cou, e CoLOJlBIBJ.

Vengono vestiti da medici, fanno sua lazzi, battono dane donne, vien Colombina, loro dicono essere Esculapio e Galeno mandati dal Capitano; Colombina sua lazzi, Cola sua lazzi, Colombina bastona, loro fuggono, lei grida; e in questo

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LE TBE GRAVmE
SeENA D
UBUDO, CoLOIiBIU,

e doppo

n lIedico

Ubaldo di casa, domanda che cosa. ha, lei dice che era. uno che piseiava in su la porta, UbaJdo la maud&. in casa; in questo viene il Medico.
8cBN.&. m
II.DlOO, UBUDO,

doppo Ie DoDDe

Medico dice che quelli erano furbi, UbaJdo ereda, chiama Ie donne, Ie quali vengono, dicono non voler medici attorno, si avventano aJ Medico. dandoli morBi. e pugna, dicendo essere spiritate; Ubaldo stI·epita,. e via; donne in C888, Medico dice che banno la rabbis; torna Ubaldo; e in questa
8cBNA
PdDOLPO, UBUDO, e
IV
Z.UIIII

cia parte

Pandolfo dice aver messo aJI'ordine Ie cose per Orazio; Ubaldo ra.econta. come Ie figlie BOno spiritate; Zanni ode il tutto; Pandolfo che sa vuole Iiberarle, Ie faccia vedere d&. un Negromante, che 10 menem aJIa bottega d' un suo amico libraio, dove capita simil gente. Cosl par1x>no. Zanni che ha inteso il detto, batte da Colombina.
SCD.&. v
ZAnI e CoLOllBlllA

Sente 00lombina la eosa del Negromante, dice Zanni che avvisi Ie donne, ed entra. Zanni parte per avvisare i morosi.

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LE TB·E GRAVIDE

157

Sco.a.
Vecchi, e
OUZIO

VI

do. negromante

Orazio avendo di gis. concertato col Zanni, fa lazzi co'Veechi, gli chiama per nome, e gli dice tBtto il trattato di Lucinda con Pandolfo, il quale domanda se Orazio suo figlio e per far profitto a studio; Orazio dice contro la volontB. di Pandolfo, e che Lucinda con lui sara discorde, Ubaldo domanda COme ha nome, lui dice essere l'Astrologo Persiano mandato dal libraio, cia sante Ubaldo, 10 chiama in casa; e in questa

.8cBN.a.
CUITAWO, CoL.&.

VII

e UB.A.LDO

Sopra l'invenzione non riuscita, chiamano Ubaldo, e Ii dicono, come avevano di gis. mandato Escu!apio e Galeno, ad effetto di servire Ie sue figlie; lui dice che non c' e bisogno d' Esculapi ne di Galeni, ma bensl d'un Negromante, stante Ie figlie sono spiritate. Capitano che manders. Atlante e Geloastro. Uba.ldo se ne ride, Capitano e Cola via; Ubaldo resta.
Le Donne, OaUIo e UB.A.LDO

Vengono Ie donne, Orazio Be Ii dk a conoscere a Lucinda; UbaJdo che veda se sono spiritate, Ora.zio che Ie vuole in una camera, e fare i suoi cir-

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_I

158

LE mE GRAVIDE

coli; Ubaldo dice che 10 menino in casa.; entrano; Ubaldo resta.
SCENA IX
OTT.A.VIO, AltDBLI.A.,

ZBn,

CoLOIIBD.A.

e detu

Ottavio da mago fa l'istesso; in questo Ardelia in furia, che ancor lei mole un Astrologo; Ottavio se gli cTh. a conoscere, e dice a Ubaldo che gli e un Mago tremontano; Ardelia 10 mena in casa.; UbaIdo resta; in questa Zanni da astrologo, fa disoorsi di magia e astrologia ridicolosamente; in questo Colombina con furia, dice a Ubaldo che vuole un astrologo ancor lei; Zanni se Ii da. a conoscere, lei si ritim in casa, Ubaldo 10 tim, non vuole che entri, Zanni entra per form, e serra la porta. Ubaldo mol andare a trovare un astrologo per la sua mula. Fine dell' Atto secondo.

A'.rrO TERZO
SCIN.&. I
Cou.,

ZBn e :Moroai, e

CAPITUO

Capitano e Cola fanno lazzi pel' battere cia Ubaldo, battono, e in questa vien fora Zanni cia astralogo, Ii vede anch' essi da astrologi, e pensa che sieno mandati dal libraio, fa sua lazzi, doppo chiama i morosi, quali si scuoprono, bastonano, foggano, resta i Morosi.

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LE TRE GRAVIDE
SCINA II

159

Moroai,

UBALDO,

doppo Ie Donne e

P.A.BDOLFO

Domanda Ubaldo all'astrologo Orazio se Ie donne sono spiritate; lui, di no, rna che la sua non e altro che malinconia, causata per desiderio di maritarsi, che si vergognano a dirlo; poi con ceremonie partono; Zanni, con sua lazzi, parte. Dice Pandolfo a Ubaldo che Ii dia Lucinda, che cost sara guarita. Ubaldo contento la chiama, gli dice il tutt.o, Donne se ne attristano; Colonibina, che il lor male non ha da esser conosciuto dagli Astrologi, ma da donne, Ubaldo ehe andera. da Madonna Sabatina, aceio gli mandi una donna intendente; Pandolfo parte, Donne gridano; Colombina dice averlo detto impensatamente, piange; e in questo
8cENA m

z.um

e Buddetti

Donne dica.no a Zanni, come Colombina ha rovinato ogni C08a, ed entrano; dice Colombina a Zanni quanto ba detto a Ubaldo, lui ehe limediem, la manda in casa, Zanni resta; e in questo
SCENA. IV

ZDu, Moroai,

CUlT.A.BO, COLA.

e Vecchi

Morosi intendono il tutto da Zanni, partono per rimediare; Capitano e Cola come furono bastonati; eel in questo Vecchi ebe banno dato ordine a Madonna Sabatina che rnandi una buona levatrice. Ca-

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160

LE TRE GRA VIDE

pitano dice come essendo astrologo mandato dal libraio, e che e stato maltrattato da tre astrologi furbi. Ubaldo, che per il male dene donne vogliono essere donne; Capitano dice andare per Lucina, e bastona. Restano i Vecchi; e in questo
SCENA
O.,uIO

V

da levatrice, e Vecchi

Orazio vestit.o da donna si fa chiamare Checca; domanda; Ubaldo dice, chi cerchi; ella dice di UbaIdo, e che la manda Madonna Sabatina. Vecchi chiamana Ie donne; e in questo
SenA VI

Donne e auddetti

Orazio si d8. a conoscere a Lucinda, lei a AxdeliJl, Ie mena in cass.; Vecchi restano; sopra cio
SCKNA VII
OTT~VIO

da. levatrice,

ABDELlA, ZAJral

e

COLOJlBDA.

Viene Ottavio vestito da donna, si chiaroa Checco., chiede di UbaIdo, credendolo donna fa pensiero dormir seco, chiama Ardelia, la quale 10 conosce, 10 mena in casa, ed entrano; vien Zanni da levatrice, fa sua lazzi, si chiama Cuccabene; UbaIdo non 10 vnole in CBSa; lui, sua lazzi; ed in questo Colombina se Ii dll. a conoscere, 10 mena in casa per fol7.8.; UbaIdo strepitando batte.

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LE TRE GRAVIDE
SeEN!. ULTDI!.
LtlC1BD~,

161

Vecchi e tutti fuora

Lucinda di casa grida, dicendo allegrezza, che Ie levatrici hanno conosciuto il suo male; dice Ubaldo .che male era il suo; lei dice che e gravida; Ubaldo dice: fallo a un Caino, segnate quelm Caccia; dice a Lucinda chi I'ha ingravidata, lei dice e stata la levatrice, Vecchi ridono, lei chiama Orazio, non pitt ·da Jevatrice, dice essere stato lui, Ubaldo 10 ringrazia, e gli fa toccar la mano, e a Pandolfo, che gli darlt Ardelia; lui contento, la chiama, lei dice l'istesso, chiama Ottavio, Ubaldo glie la da. per moglie, Pandolfo dice volere la serva, Ubaldo la chiama; lei l'istesso, chiama Zanni, e dice che ringrazia il cielo non aver fatto la pazzia delle sue padrone Ie quali son pregne, che lei non ha altro che un poco di gravidanza; Zanni sua lazzi, scopre il tutto, sposa Colombina; in questo Oapitano e Cola da levatrici, uno si chiama Licina, e l' altro Lattona. Ubaldo che non ha pitt bisogno di nessuno, perche son tutte guarite, essendo maritate, 10ro si scuoprono, e finisce la Commedia.
ROBE NECESS!.RIE

Abiti da Maghi aaaa.i.. Abiti da Donne aaaai, con Bua drappi. Abiti da Medici. Abito per n Medico vero. Bastone.
11

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LI TRE BECCHI

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INTERLOCUTORI

PAlQ)()LI'O vecchio, marito eli Lucinda prima donna LUCUIDA sua moglie, ama Ubaldo, e poi contenta Valerio UBALDO marito d'Ardelia, amante eli Lucinda .ABDBLlA aua moglie, amante eli Valerio VALUIO primo Innamorato, amante eli Lucinda SroPPIKO suo servo, doppo marito eli Colombin& OTTAVIO da sil, amante d' Ardelia CoLA, gia servo eli Pandolfo CoLO.BIKA sua moglie e gia aerva di Pandolfo Due furbi
Casa dl Pandolfo a mau dlritta Cua di Ubaldo & mauo mauca
81 puo fare au Pulcluella cia all, e selIA.

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165

LI TRE BECCHI
COJDIEDIA DI N. N.

ATTO PRIMO
SeENA I
P.urDOLPO

e

LtlCDD~

Pandolfo eaee di casa con la moglie, quale finge esser granda, e domanda al marito molte cose; doppo dice cbe va.dia alIa casa. di Ubaldo,· e si faccia dare una cassa di canapa e lino per dare a filare; Pandolfo cbe andem, lei in caBa; Pandolfo fa scena sop~ ramore cbe porta a Colombina, gill. sua aerva, quale e maritata a Cola gia suo servo; quando toIse Lucinda, e' gli ebbe a mandar via, percbe lei prese gelosia di Colombina; e parte.
SeENA n
OTUVIO,

V~DlO e

SroRIJIO

Valerio scopre a Ottavio r amore cbe porta a Lucinda, dalla quale non viene corrisposto. Ottavio seopre a Valerio l'amore cbe porta a Ardelia, dalla

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166

LI TRE BECCHI

quaJe non e corrisposto. Stoppino vuole aiutare Valerio suo padrone con Lucinda; in questo
8cEN.&.
COLA,
CoLOJlBDlA

ill

e auddetti

Vengono contrastando di C883; Colombina dice esser gravida, e per campare gli conviene fare i bucati, e che lui non vuol far niente; Stoppino in mezzo, che Cola ha il torto, fa carezze a Colombina.; Colalazzi di gelosia; Stoppino lazzi di non a.ccorgersi; aJla fine Cola 10. manda. in casa, tinge andarsene, si ritira per osservare se parlano con sua moglie; in questo
ScENA IV
OTTAVIO, AaDBLIA

e 8uddetti

Batte Ottavio do. Ardelia, fanno Bcena amorosa., doppo dice Ardelia a Ottavio che venga do. lei a trovarla vestita do. pitocco muto, ed entra; Valerio, che vuol parlare a Lucinda, fa picchiare do. Stoppino, e fa ritirare gli altri.
8cENA V
LUODIDA

e 8uddetti

Stoppino sua lazzi; l' esorta all' amore del suo padrone, lei dissimula, gli dice che trovi Cola, e 10 mudi do. lei, gli dim che vuole che faccia per contentare Valerio; cib sente Valerio, allegro parte con Ottavio; Stoppino parte per trovar Cola, quale esce mora, dice aver sentito e visto il tutto, e dice

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Ll TRE BECCHI

167

non aver pin gelosia di Colombina, per sapere che 'VUol Lucinda; parte per trovar Stoppino.
SCENA VI

UBALDO,

.AB.DKLIA Bua moglie

Fa. scena sopra '1 fondaco, sopra l' arnor che porta a Lucinda, la quale credeva aver per moglie, qual toccO a Pandolfo, essen do corrisposto si risolve battere per salutarla; in questo Ardelia 10 vede, io brava, lui intrigato, dicendo avere sbagliato la porta; lei 10 manda 0.1 fondaco, lui via, dice -easer venuto per veder comparire Ottavio vestito do. pitocco conforme all'appuntato; in questa
SCENA VII
SroPPIBO e .AB.DBLIA

Dice Stoppino che cerca di Cola, Ardelia 10 crede Ottavio da pitocco, fa lazzi seco, vede poi che non ~ esso, gli domanda se ha visto un povero muto, Stoppino che ne ha visto uno, lei, che vedendolo glie 10 meni a casa, che Ii vuol parlare, e via; resta Stoppino; in questa
SeENA VIII
SroPPlBO e COLA, e

da

ultimo

V ALUIO

Cola di strada vede Stoppino, fanno 10. pace; Stoppino gli dice che vadia do. Lucinda, che 10 vuole, fioge partire, ma si ritira, e osserva il tutto. Cola batte da Lucinda, Lei viene, e si lamenta che non to. va pin a vedere, poi gli ordina, che vadia do.

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168

LI TRE BECCHI

Ubaldo ad avvisarlo, come Pandolfo suo marito va da lui per comprare una cassa. di lino, e che Cola.. medesimo 10 porti do. lei; Cola che andem, lei in casa, lui via, Stoppino aver sentito il tutto; in questo viene Valerio, Stoppino gli racconta. il tutto,. Valerio risolve entrar lui nella cassa, e pa.rtono.
SczN.&. IX
PUDOLPO,

doppo

CoLOMBIIIA.,

e due furbi

Dice Pandolfo assere stato da Ubaldo a ordinarIi la. cassa., quaIe ha detto glie la. mandem in casa,. dice voler parlare a Colombina., batte do. lei; e ha. in mano 10. borsa de'denari riscossi, Colombina gli vede 1& borsa, gli fa carezze, dice volerlo. contentare, ella gli chiede 10 scudi, in questo viene duefurbi, con lazzi gli levan 1& borsa, e finisce l' Atto. primo. ATrO SECONDO
SCEN.&. I
STOP1'DIO

Viene con 10. cassa., dove vi e dentro Valerio,. fanno lazzi, doppo dice volerIa. dare a Lucinda in cambio del Vecchio; in questo
SCEN.&. II
PUDOLPO

e detto

Viene per volere ritornare do. Colombina, vedeStoppino con 10. cassa., qual dice che Ubaldo glie

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LI TBE BEcem

169

I'ha fatto portare; Pandolfo voter vedere il lino, Stoppino serra e nasconde la chiave, Pandolfo 10 paga, e tim lui medesimo la cassa in casa, Stop~ pino si dispera, essen do Valerio seri'ato nella cassa.; in questo
SCIN!.ill
PAlfDOLJ'O

a datto

Dice voler ritornare da Colombina, e perche Stoppino non l'impedisca, dice menarlo seco a con~ durre una balla.
SeENA IV
OnAVIO. CoLA

a

ABDBLIA

Viene vestito da Pitocco per ordine di Ardelia, si finge muto, vien Cola con la cassa con dentrovi Ubaldo, si mette a sedere sopra, Ottavio si mette a sedere ancor lui, fa lazzi da muto, Cola vuole che gli aiuti a mutare la casBa, Ottavio non 10 vo]er aiutare, Cola 10 bastona, Ottavio se Ii scopre, e gli confida a che fine e in quell' abito, 10 prega a tenerlo segreto, cTh. mancia, Cola accetta, batte da Ardelia, lei vien fuora, ]azzi da muto chiedendo carltB., ella 10 riconosce, e 10 mette in casa; in questo
SCEN!. V
PAlIDOLJ'O

a detto

Dice essersi levato d' attomo Stoppino, pero vuole tomare da Colombina, vede Cola, il quale

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no

LI TRE BECCHI

dice, che quella e"la. cassa. che Ii manda Ubaldo, lui che ne ha ricevuta un'altra, che pero torni indietro con quella; Cola disperato dice volergliela donare; in queSto
8cENA VI

STOPPnro e detti

Stoppino che ha osservato il tutto, Hnge venir correndo a Pandolfo, che aveva da portare quella cassa. ad una persona della quale aveva fallito il nome, perche Ubaldo aveva detto che ne aveva da venire una anco a Pandolfo; pero 10 prega a rastituirgliela; Pandolfo dice a Stoppino che metta in casa. la cassa di Cola, e che porti fuori la sua, perche non vuole che Cola. gli entri in casa.; cbiama Lucinda; e in questo
SCBNA VII
LUCDlDA

e suddetti

Pandolfo dice che quelm e la cassa di canapa e lino che ha da aver Cola; accenna a Stoppino asdentro Ubaldo; Stoppino entra con la ca.ssa; Pandolfo paga Cola, allegro parte, Lucinda resta con Pandolfo, fa scena sopra la. canapa e lino della cassa, Stoppino dice aver fallato, tim in disparte Lucinda, e dice aver lasciato la cassa in casa. apert&, dove vi e Valerio, e in quella che vi ha portato Cola vi e Ubaldo, la quaJe vuole riportare al fondaco, e parte; resta Lucinda.

sam

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LI TRE BECCHI
8cENAVIlI
LUCDO>J,

171

e COLOJlBIB'....

Colombina dice vo1er fare il bucato, vien fora ron fastello di panni sudici; Lucinda ordina detto bucato, ed entra; resta Colombina; e in questo
8cENA IX

COLOJlBDr.... , PA.JIDOUO, e doppo COu

Fanno scena amOrOS3, doppo finge aver paura di Cola suo marito paro che e in casa che viene, 10 vuol nascondere in quel fastello di panni, 10 consiglia a provarsi se vi entra, Pandolfo consente, ed entra; in questo vien Cola gridando, Pandolfo si acquatta tm'panni, lei 10 copre, Cola grida con la moglie non vuol che faccia bucati, dB. un caJcio al fastello, scappa fuori Pandolfo, Cola lazzi di pallra, Colombina sua lazzi, finisce l' Atto secondo, Pandolfo pero entra in casa Colombina.
ATrO TERZO
SeRNA I

Dice Stoppino aVer la8ciato alla bottega di Ubaldo la cassa, senza cercar altro, pero dice voler andare a casa, e vedere se VI e Valerio, e se ha ottenuto il suo intento da Lucinda; in questo viene Ubaldo, contra8tando con Cola, che l' ha burlato, lui che 10

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172

LI TRE BECCHI

portO da Lucinda, e trovo che Stoppino aveva consegnato un' altra cassa. a Pandolfo, quale glie la fece lassare, e metterla in casa, e che l'errore I'ba. fatto Stoppino al certo; Ubaldo crede ohe I'ha rimenato al magazzino nella cassa.; Cola via; in quesOO

8cBNA. n
ABDBLU, OTTAVIO

e doppo

CoLA.

e

UBALDO

Ardelia di casu. vuol far ceremonie con Ottavio, vede Ubaldo, si piglia il partito, dice che quello b un povero muto, che l'ha chiamato per spazzare ad a.ssettare Ie camere e lavorare il giardino; UbaJdo fa lazzi da mutolo, doppo 10 regala, ed entra in casa con Ardelia; Ottavio vede Cola, il quale gli dimanda come sia andata la COBa, Ottavio racconta e parte; resta Cola, dice come Ardelia e una poltrona, e sua moglie e onorata; batte a casa; in questo

SCENA.m
CoLOJIBIlIA

e

CoLA.

Dice Colombina aver giocato che la sua quartarola e di misnra, e che se entrer&. in capo al suo marito averlt perso, cioe che gli entri infino al naso, cost 10 prega a star fermo, eli mette 1a quartaro13 in capo; Colombina fa cenno a Pandolfo, il qua.le esce di casa, lei dice che ha vinto, e li leva la quartarola di testa, allegri entrano in casa.; Ubaldo in disparte dice che Cola e un becco, egli di casa risponde esser uomo da ~ene.

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LI

TRE

BECCHI

173

SCENA IV
LucnroA., UJl.UDO, SrOPPUlO e P.Ul'DbLJ'O

Lucinda in strada vede Pandolfo, discorrendo 8eCO, dice dove sia stato, che ha il ferraiolo tutto imbrattato, cosl gli alza un lembo di ferraiolo in su l' usdo con pretesto di nettarglielo, fa canno a Valerio quale esce di casa, si ritira, e gli altri entrano.

SeEN.!

V

V.A.LBllIO e STOPPUIO

Dice Stoppino essere stato a casa a cercare di Valerio, il quale racconta. la burla del vecchio a Stoppino, quando Pandolfo voleva aprir la cassa, e che lui l' aveva serrato a chiave, e 180 burla delle due casse, e via.
SCENA VI
COLA. e COLO.BUlA.

Esce di casa, dice alIa moglie vo]er andare 801 paese, e che starR due mesi a tomare, lei finge aver dolore ed entra; Cola che ha cia finto per aver sospetto di lei, essendogli parso vedere un'ombra escir di casa quando aveva 180 testa nel bigonciolo; e in questa .
SCENAVll
STOPPUIO e COLA.

Stoppino di strada, Cola gli domanda come passa 180 cosa delle due ca.sse, e che Stoppino face errore,

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174

LI TRE BECCHI

che in cambio portar via 1a sua, portO Ubaldo, raeconta I' ordine che Lucinda gli diede, Stoppino tinge non saper niente; tutti ridono; e in questo
ScoA VIn

P.umoI3O, UBALDO e auddetti

Escono di casa, vedono ridere questi, domandano di che ridono, lora dicono ridere eli carte burle occorse in quel dl, Pandolfo, che ne sa. una d' una moglie che messe la quartarola in capo a1 marito, accio non vedessi uscir di casa. uno ehe stava con lei; Ubaldo che ne sa. un' altra pin bella di un mercante che e stato porlato in una cassa in casa una giovane, e consegnata. al proprio marito; Stoppino che ne sa una pin bella, d'un gentiluomo che e stato porlato ancor lui in una cassa in casa d'un mercante, e che ve n'era un'altra entrovi un vecchio, che con astuzia fu portata via quella, e lasciata quella del giovane gentiluomo, qual poi uscl di casa con la burla del ferraiolo; Cola che ne sa una bella anche lui, di un gentiluomo si finse muto e barone, ando in casa d'una signora, ad il marito Ii face la limosina per aver lavorato il giardino; Ubaldo che la non gli piace, Pandolfo a Stoppino che non racconti pin la sua, Cola a Pandolfo che non racconti pin la sua, tutti tre si guardano insieme, doppo Pandolfo senza parlare, Ubaldo I'istesso, Stoppino via ridendo; Cola resta, vuole osservare la moglie; e in questo·

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LI TRE BECCH!

175

8cENA IX
OTTAVIO,

VALJIBIO

.8 ABDBLlA

Ottavio che vuole andare da Ardelia, e batte; Valerio in disparte, Ardelia che non occorre pitt fingersi muto, si abbracciano, ed entrano.
SeRNA x
VALBBlO, LIl'CI1W,A., COLA

cia parte

Valerio di strada vuol andar da Lucinda, ella 10 vede, con lazzi d' affetto 10 mette in CBSa., Cola dice che questo e un beU'intrigo, e si ritim.
8cENA XI
PAlIDOLFO, CoLOJIBIlfA, CoLA

da parte

Pandolfo dolendosi del racconto fattoli da Stoppino, Colombina dice a Pandolfo come Cola sa n' e andato al paese, falazzi d' affetto, facendoli passare il mal'umore, ed entrano; Cola che ha visto il tutto risolve ammazzare Pandolfo, Colombina 10 vede, Hi maraviglia sia torno st presto; Colalazzi sopra Pandolfo, lei negs.; lui, che lei gli pisci n allora la sua creatura, e poi 1& vuole ammazzare, e vuol dar fuoco alIa casa, a.ccio Pandolfo non possa. scappare; Colombina, che non vuol che abbruci il fastello di panni per non esser suo, e 10 tim fuora; Cola entra. in casa. gridando: a~m8.Z7.a., abbrucia; Pandolfo salta fuora del fastello vuol entrare in casa sua; e in questo

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176

LI TRE BECCHI

ScENA xu
P.&lIDOLI'O, LUCDDA

e

V.A.LBBlO

Mentre Pandolfo vuol entrare in casa, vede venir Valerio per mano con Lucinda, qual dice: Signor
Pandolfo, con licenza voglio menare a casa mia la Signora Lucinda percke V. S. non sa tener conto della moglie, e partono; Pandolfo resta senza parlare;

Cola in questo
SCBNA
XIn

PA1Ol0LlrO, CoLOJlBINA, UBALDO, OTTAl'JO, MDBL1.A.

Ubaldo di fuora vuol salutar Pandolfo; in questo esce di casa Ottavio senza barba con Ardelia per mano, dice l'istesso, e via; restano gli altri maravigliati e cheti.
SCENA XIV
Cou e

detti

Di casa vede Pandolfo, e strepita; Cola strepita seco perche Pandolfo l'ha fatto becco, Pandolfo, che non gridi, che e stato fatto becco ancor lui; il simile dice Ubaldo, pigliandosi tutti per la mano ad. effetto di andar per 1a citta. a far sap ere a chi non 10 sa che sono tutti a tre becchi.
A VVERTIllENTO

Faccino seena i Vecchi con dire" come avendo preso qUede giovane per mogli, si avveddero che queste erano innamorate, e benche l'avessero in

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LI TRE BECCHI

177

-asa, non gli avevano pero dato ranello, che vedendole renitenti a pigliarli per marito, procm'avaoo intanto di svolgerle ad effetto di fare Ie nozze 11 giorno seguente.

ROBE NBCESSARIE

"Due furbi. Un che r&CCia cia spirito Due Ca.aae gnmdi cbe v' entri un uomo Un Maatello grande cbe v' entri un uomo Panni audici Una Mina da mettere in capo a Cola "Un Calderozzo Veatito da Pitocco
Barba

Rampini e Cartello

u

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IL FINTO PRINCIPE, COMMEDIA

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INTERLOCUTORI

PBDCIPB

vero
sorella sua moglie

LUCIIIDA, BUa ABDBLIA,

P AlIDOLPO
UBALDO
BToPPDO,

I

Co • r . DBIg len

carceriero BB'UlIBTTO, schiavo di Corte
CAPITANO

CoLA
CoLOJlBDA,

• } 1&vand· an sua moglie

Sbirri Corriero Paggio Dottore Un Negromante

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181

IL FINTO PRINCIPE, COMMEDIA

ATrO PRIMO

SCENA

I

P.AJIDOLI'O, UBALDO, e doppo COLOKBDU.

Trattano aver mandato a incontrare il Principe; doppo scena a lor modo; Ubaldo via; Pandolfo fa scena sopra l' amore che porta a Colombina; benche sia maritata, l'ama" assai; in questo vien Colombina; Pandolfo fa scena d'amore; in questo
SeDA n
Cou e suddetti

Arriva Cola, vede Pandolfo con la maglie, la grida, la manda in casa, grida con Pandolfo, vengono aIle mani, Pandolfo chiama Stoppino; e in questo
SCEN!
UI

STOPPJlfO, doppo Sbirri e DoTToaB

Ordina Pandolfo a Stoppino che 10 faccia prigione, Stoppino chiama i birri, eseguiscono, via.

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182

IL FINTO·PRINCIPE

Pandolfo, Stoppino fa scena a suo modo con Colombina, lei via, dicendo andal'e dalla. Principessa.
SCENA. IV

PABDOLl'O, UBALDO e DonoRII:

Pandolfo sopra l'insolenze di Cola., chiama Stoppino, fa portar tavolino e da scrivere, per esaminarlo; in questo
SeENA V

CoLA,

STOPPIBO

e suddetti

Vecchi a Stoppino che conduca. Cola; Stoppino entra, esce con Cola, doppo 1azzi; Dottore fa. ritirare i birri, l' esaminano, 10 trovan colpevole, I' esiliano, fanno levare ogni cosa., e via; rests. Cola disperato; e in questo
SCENA

VI

CoLA e

BRUlIJ:TTO

Brunetto fa. scena sopra 1a prigionia. di Cola, in questo 10 vede, si ra.l1egra veder10 fuOl'a, Cola gli conts. l' esilio; e in questo
SCRNA. VII

Paggio e 8uddetti

Paggio dice a Brunetto che 1a Principessa Ii vuol parlare, che vadia aIle stanze; Brunetto si licenzia, via col Paggio; resta Cola; in questo

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IL FINTO PRINCIPE
SeENA VIII
CoLA

183

e

COLO.BIIIA.

Dice Colombina ehe la Plineipessa. ba detto elle faccia un memoriale; vede Cola, gli raceonta l' esilio, lei si duole, lui non aver danari per il viaggio, lei Ii d.a una collana, si licenziano, e via.
SCE.'lA IX

Principeaaa

LUCIIIDA.,

Bnt;IIB'ITO, PAIIDOLl'O e UBALDO

La Prineipessa si scopre amante di Brunetto, lui reeUBa, lei, sdegnata, chiama, vien Pandolfo e Ubaldo, lei Ii espone come 10 schiavo ha ardito richiederla, che pera sia fatto prigione.
SeRNA x
COLA,

Ebrei ed un furbo

Cola con collana dice voler venderla, in questo un furbo fa lazzi con Cola, il quale 10 prega Ii faccia vender la collana, il furbo chiama gli Ebrei; si fa il lazzo della circoncisione; finisce l' Atto primo.

ATTO SECONDO
SCENA I
CoLA

e Mago

Cola disperato per non aver da mangiare; in questo vede il Mago, fanno lazzi; il Mago che 10 vuol consolare, e che sia creduto U Principe, gli da.

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184

IL FINTO PRINCIPE

10 specchio, ferraiolo e cappello, ed una radice perfare straformare il Principe in Cola; 10 conduce seC() alIa citta.
SeRNA n
ABDBLIA priDcipeaaa, Corte, doppo un Carriere

Vengono dal bosco, maravigIiandosi non sia arrivato i~ntro alcuno; in questo viene il Corriero, fa scena d'allegrezza, dice che sono un migIio lontano Ie carrozze, cavalli e dame per l'incontro, e tutti via.

SeENAm
BallBBl'TO, PalllCIPB8IIA e Lucnm...

Principessa esagera la crudeltk di Brunetto,in questo Brunetto dalla prigione, fanno dialogo d' amore,. lui di sdegno; tutti via.
SCENA IV
COLA,

P....OOLPO e BaUJlJlTTO

Cola contento che ognuno 10 crede il Principe,. loda il Mago; in questo vien Pandolfo, 10 vede, 10 crede il Principe, Cola Ii domanda Ie nuove della. cittk, Pandolfo dice come Cola e stato esiliato per" spia falsa e per ladro e ruffiano, Cola sua lazzi; Pandolfo dice i mancamenti di Brunetto; Cola, lazzi; fa chiamare i bim, fa metter prigione Pandolfo e cavar Brunetto, Cola 10 fa suo segretario, si fa consigliare, gIi ordina da mangiare; BrunettD. via, Cola lazzi, e via.

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IL FINTO PRINCIPE
SCENA. V

185

PaOlO!"', BTopPmo e llB.lLDO

Principe si maraviglia non aver visto Pandolfo, ne domanda al Capitano; in questo Pandolfo dalla prigione si raccomanda., Principe sue maraviglie 80pra chi l'abbia fatto prigione, Pandolfo dice che estato S. A. Principe cbiama Stoppino, quale riceve ordine di scarcerare Pandolfo, entra, e 10 Manda fuo-ra, ringrazia S. A., e conta il mancamento di Brunetto, lui domanda dove sia, lui dice averlo lasciato con S. A.; in questo
SCRNA. VI
BaUlOlTTo, STOPPINO

e suddetti

Dice Brunetto aver fatto da mangiare, Principe 10 rimprovera, chiama Stoppino, gl~ ordina che 10 metta in prigione, Stoppino eseguisce, e tutti via.
SCENA.
COL.l

vn

e CoJ.oJIBDI..l

Cola allegro che ognuno 10 regala, in questo vede la moglie, dalla quale e creduto il Principe, 10 prega aIla liberazione del marito, lei che 10 faccia, fa. lazzi d'amor seco, lei che e donna da bene, e via., lui resta; e in quesh>
SCENA VIII

CoL.l,

BRU1II:TTQ, e

doppo

STOPPIIIO

Brunetto dalla prigione si raccom'anda, Cola si maravigIia, Ii domanda se ha fatto i maccheroni;

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186

IL FINTO PRINCIPE

lui dice averli laseiati in eueina, Cola chiama Stoppino, che cavi Brunetto, il quale 10 manda fuora.
SeRNA. IX
PaJJICIPB, BaUNBTTO, e

poi il Paggio

Principe domanda a Brunetto chi l' ha fatto caVal di prigione, lui dice essere stato S. A., poi dice ehe faccia ritirare il Capitano; allora Brunetto dice ehe e stata 180 Principessa che I'ha richiesta, Principe, che non puol essere, Brunetto gIie 10 fara. vedere, Principe fa ehiamare 180 Prineipessa, lui si ritira, Brunetto resta, in questa
8cENA. X
PamCIPB88.o1.,

Buddetti,

e

poi

STOPPDfO

Principessa domanda chi l' abbia fatta chiamare, Brunetto Ii chiede perdono, fanno lazzi d'amor reciproca, in questa si palesa il Principe, rimprovera 180 sorella d'impudica, la fa mettere in prigione, saparatamente, con Brunetto, Stoppino Ii consola; in . questa SeENA. XI
CoLA

e suddetti, e doppo P.oI.JlDOLPO

Cola allegro, vede questi due, quaIi se I'inginocchiano, chiedono perdono, Cola lazzi, doppo Ii fa toccar 180 mano, Ii manda in Corte abbracciati, e via, resta Cola; in questa vede Pandolfo fora, 10 piglia di peso, 10 mena da se in prigione, finisce l' Atto secondo.
Qai .1 fa i1 lulO cha Cola cIA aadlaDZa, viaa gente COD mamorlali, dell' A.IiDo, della DoIIDA pregna, del Creditore a della Pwaa morta.

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IL FlNTO PRINCIPE

18i

ATTO TERZO
8cxNA I
BBUBBTTO, PaDlOIPBIIIIA,

PamClJl'B

e STOPPIIIlO

Fanno scena d'amore, cib vede il Principe, domanda chi gli ha cavati fuora, loro dicono S. A., lui si mamviglia, e chiama Stoppino, gli ordina che metta prigione Brunetto e 180 Principessa., e che a mezza natte Ii faccia tagliar 180 testa.; Stoppino promette, tutti via, resta Stoppino.
8cENA II
CoLA e STOPPIIIO

Cola allegro che ha mandato Pandolfo in galem, in questo viene Stoppino, chiede in grazia a Cola che vorrebbe fare il boia, Cola domanda chi sm da giustiziare, Stoppino dice Brunetto e 180 Principessa., Cola dice non vuole che vadino seuza testa per]a cifit&, Stoppino dice sa 8' hanno a liberare, Cola dice di si, Stoppino entra, Ii manda fuom; in questo
ScENA
ill
BaUlllBTTO, PBDlCIPBYA, PaIBOIPB, SroPPDlO e CoLA

Escono fuom, ringraziano Cola, Ii manda in Palazzo, che non eschino fino non Ii manda a. chiamare, 101'0 promettono e via; in questo viene il Principe travagliato, Cola sua lazzi, Ii mette la radica in dosso, e si ritim; Principe chiama aIle carcere, viene

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188

IL FINTO PRINCIPE

Stoppino, 10 crede Cola, Principe Ii domanda di sua sorella, Stoppino Ii dB. d'ubriaco, gli dB. uno schiaffo, e chiama; in questo
8cBNA. IV

Cow. e

CoLOJlBIIU"

e detti

Cola fa metter prigione il Principe, Stoppino eseguisce, Cola allegro che il Principe e ,prigione; in questo vien Colombina, quale dice aver visto dalla finestra andu Cola in prigione, vede Cola, credendolo il Principe, gli chiede potel' andar in prigione dal suo Cola, Cola sua lazzi, con buone parole 180 Manda in casa, lei via contenta, lui resta; in questo
SCENA. V

Cow. e AaDBLU

Ardelia fa complimenti con Cola credendolo il Principe suo marito, lui sua lazzi, si pongono a sedere, lei 10 prega per 180 liberazione di Cola, lui dice che non 180 puol compiacere, e cbe ha pensiero di mandarlo in galera; in questo
SCENA. VI
PRJRelPS

dalle careeri, e auddetti

Si duol il Principe veder 180 sua moglie a aedere a canto ad uno a lui simile, Ii dB. d'impudica; Cola dice alla Principessa che non Ii dia retta perche e pazzo, ella fa nuove instanze per 180 liberazione di Cola, lui ordina che li sia condotto 80vanti legato; in que~to

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IL FINTO PRINCIPE

189

ScENAULTUIA
PIIIIIOJPB

legato,

8TOPPIIIO,

Buddetti, Birri e Mago

Cola r interroga, Principe 10 maltratta, Cola in collera ol'dina che sia appiccato, in questa viene il Mago, fa fermare tutti, tocca Cola, 10 fa torn are nel suo pristino stato, e cos! scopre al Principe aver fatto questo per vendicarsi del bando ingiusto, che S. A. gli aveva fatta dare; si contenti che Brunetto sm sposo di sua sorella, perche gli e Principe di Transi1vania; scopre tutto il resto di Cola sopra a Pandolfo; si fanno Ie nozze; finisce la Commedia.

ROBE NBCESSARIE

Bosco CittJI.
Prigione e Palazzo Abito cIa Negromante Due achiavine da galeotto Due berrettmi roaai Specchio, ferraiolo e cappello Tavolino e da acrivere Tre aeggiole belle Piatto di maccheroni Coee da far frittate

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-~

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I TRE PRINCIPI DI SALERNO

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INTERLOCUTORI

OaOBT.

FDIO
LIOBIILLO

l

fratelli

Bare.IDA, moglie d'Oronte . RosBTTA, aerva.

~:::;o
DOTTOa.
8TOPPDlO

l

Conaiglieri

CAPITABO e 80ldati COLA, aeno di Lionello

Ombra. di Briaeida Ombra. di Lionello Ombra. di Rosetta.
I.a seena lIage In Salerno

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193

I TRE PRINCIPI DI SALERNO
TRAGICOMMEDIA

ATI'O PRIMO
8cBNA I

<>.on. e

CoDliglieri

Corll1e

Discorre Oronte sopra la ribellata. cittA di N. N., dice aver l' esercito all' ordine, chiede consiglio, se deve andare, 0 mandare uno de' suoi frateUi; ConRiglieri esortano andare in persona, lui conaente; e in questo

SeEN! n
lI'.ABIO e auddetti

Dice a Oronte aver pensato andar contro i rlbelli, Oronte voler andar lui, che Fabio resti al govemo; Ii dB. ordine sopra l' amministrazione, e tutti via.
ScuA.
elM

DI

Boa.-r.rA e CoLA

FanDo scena dYamore, dicono andare alla guerra, Cola non voler andare, doppo si danno fede di sposi.
18

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194

I TRE PRINCIPI DI SALERNO
SCENA IV
FABIO

e UBALDO cam.....

Fabio si scopre ama.nte di Briseida, UbaIdo l~ sconsiglia, lui la mole, e comanda che vadia a parlarli, che in termine di due ore glie la conduca. a'suoi appartamenti, e non 10 facando, pana la. vita; UbaIdo confuso parte. SCINA. v
LIOKIILLO

e

CoLA

Fanno scena sopm Ia guerra, e che Cola 8ia all' ordine per andare con il padrone sotto pena della vita, perche vuole seguire Oronte; parte, e resta. Cola.
ScmrA VI
UBALDO

e

CoLA

Ubaldo fa scana sopra Ie due ore, esagem contro il Principe; in questa Cola fa scena equivoca,. Ubaldo per aver a condurre Briseida, Cola sopra lao guerra, alia fine s'intendono, Ubaldo prega Cola che non dim niente a nessuno, lui che non parlera, va. via per andare a dirlo al suo padrone, resta Ubaldo; e in questa
SCENA VII
UBALDO

e

FABIO

Domanda Fabio a Ubaldo se ha parlato a Briseida che e venuto lettere a Fabio del suo marito,. ~he perD va.dia per esse; chiama; e in questa

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I TRE PRINCIPI DI SALERNO
SCINA VIlI

195

Roa:T'l'A, BBIDJDA e detto

Rosetta fa. scena con Ubaldo, doppo chia.ma. Brisaida. Ubaldo dice asser v~nute lettere del suo marito, pero vadia da Fabio; essa tutt' allegra parte, e tutti via.
SCENA IX
LBOJIm.LO

e CoLA

Domanda sa si e messo all' ordine per andare alIa guerra, Cola conta di Fabio e di Briseida, Leonello irato parte.
SCENA X

FABIO, doppo L.onLLO e COLA e BBIDJDA
Camera • let'"

Fabio scopre l' arnor suo a Briseida, lei non vuole, lui con violenza, in questo Lionello impedisce, Fabio irato parte, con dire che chi la fa l' aspetti, Briseida. parte e ringrazia Leonello, quale non teme; finises l' Atto primo.

ATTO SECONDO
SeENA I

FABIO, PAXDOLPO, U.,U.DO, CoLA da parte

Fa.bio ordina che chi ammazzera Leonello avera centomila scudi di taglia; e si bandisca; loro contro la crudeltA di Fabio, e tutti via.

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196

I TRE PBINClPl Dl SALERNO

8cBN",

D
BIIIRUU,

LIIODLLO, BoBIIT'U, Cow. e

Leonello sopra la erudeltA del fratello, Cola ehe ci ela tagli& di centomila. scudi, lui si duole, fa battere da Briseida, vien Rosetta, lazzi con Cola, ehiama Briseida; Leonello dice che per sua saIvezza e del suo onore e necessario andarsene al campo del suo marito, pero si vesta da uomo, e esca per la porta del giardino per non essere osservata; restano d'accorda; il simile fa Rosetta con Cola, e tutti via.

SeEN", m
SroPPUlO, FABIO, CAPIT,uO

e doe altri

Fa pubblicare la taglia coliltro Leonello, ad ordina a questi sconosciuti, che privino di vita Briseida, Rosetta Leonello e Cola, non dubitino che Ii servira di Beudo, e via; lorq restano per pigliare i posti del giardino e per tutto.
SCENA IV

BaISIUDA, BoBIITTA, e auddetti

Vedono venire questi due, gli credono Leonello e Cola, gli ammazzano, doppo si avvedono esser Bri· seida e Rosetta, partono per andare contro Fabio.

SeEN", v
Che non sa come fuggir l'ira del fratello, vuol salvarsi in casa di Pandolfo, lui che fa.ccia, sarebbe la sua rovina; lui entra per forza; Pandolfo resta.

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I TBE PRINCIPI DI SA.LERNO
SeEN.! VI
CoLA, FABIO,

197

CA1'I'1'.U'o eel altri, a

PAJlDOUO

Cola dice come gli ~ stato dato 10. caccia, per ncciderlo, cerca del suo padrone; in questo vede Fabio, e fugge; dice Fabio aver cercato del fratello, ha sospetto sia in casa. di Pandolfo, l'interl'Oga, lui naga, Fabio TUol ehiarirsi, manda. il Oapitano in casa., entra, e poi esce intimorito, perche Leonello l' ha. bastonato; Fabio entra. lui percb~ 10 vuole amma.zza.re di propria. mano; doppo escono ~ndo quistione; Leonello cade, lora via; LeoneDo in terra. esa.gera. 10. erudeltA del fratello; in questo
SeEN.!
CoLA

vn

a datto

Vede il padrone cbe muore, sualazzi; chiede dB. scrivel'e, Cola porta il tutto, lui serive a Oronte col sangue, dB. 10. lettera a. Cola cbe la porti, e muore; Cola. via; e in questo
SclNA. vm
FABIO,

C.lPIT.U'o a aoldati, a doppo

CoLA

Fabio TUol morta Cola aecio non porti la nuova. a. Oronte, in questa 10 vedono, 10 vogliono amma.zzare, lui si difende con frusta. ad altro.

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198

I TRE PRINCIPI DI SALERNO

ATrO TERZO
SeENA.
F4BIO

I

e tre Coll8iglieri

Ha presentito come il suo fratello Oronte torna vittorioso dalla ribellata citta., che gill. e vicino, pero e tempo che loro l' aiutino ; ordina che lontano due miglia, si prepari un nobil rinfresco, e vuole con potente veleno acconcino tutte Ie vivande, a.ccio resti estinto il fratello ed altri, poi che restando ~ui erede della Stato gli remunereriJ.; parte per il veleno, loro restano, voler prometiere i1 tutto, e volere scoprire il tradimento & Oronte. SeENA. n
OBOUB e Corte, doppo ombra. eli Briseida
BCIIOO

Gli par mill' anni vedere 1& sua consorte e fratelli, si sente stanco, siede, si addormenta, vien l'ombra di Briseida, dice: vendetta vendetta amato BpOBo, 86 brami il mio riposo; in questa
SeENA m
Ombra. eli Leonello, ombra. di Rosetta. auddetti

Dice l'ombra di Leonello: vendetta amato frateUo, 86 brami eM riposi Leonello. In questo vien l' ombra di Rosetta, dice: vendetta, acciO riposi Rosetta. In questa si sveglia Oronte, tremante, non vede nessuno, domanda al Capitano se ha visto alcuno, dice di no; in questo

.

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I TRE PRINCIPI DI SALERNO
SCENA. IV

199

CoLA. vestito eli bruno, ridicolo, e suddetti

Da nuova del successo, d8. 1& lettem, Oronte
legge, esagem, vanno alla citta.
SCEN!.
FABIO

v

e

P AlIDOLI'O

Fa scena, crade sia morta Oronte, in questa Pandolfo d8. nuova come e arrivato Oronte, Fabio si. duole, ma pero non OOme, perche neghera il tutto,
SCENA. VI
PAlIDOLI'O, UBALDO, OBOKTlll

e

FABIO

Camera

Oronte inOOrroga i Consiglieri, quaIi dicono il tutto, lui si duole; in questa vien Fabio, vuol salutare il fratello, Ii d8. uno schiaffo, 10 rimprovera, db. 1& sentenza che sia ammazzato con compIici, Fabio condotto via,Oronte si ritira, e tutti via.
SCENA. ULTnlA

Cola a suo modo, via; Fabio esagera, mette il collo satto 1& mannaia, si mostra la testa al popolo, e finisce.
ROBE NECESS.ABJE

Manti per l' Ombre VaDnaia e Carcere Apparato Dero

Lettera.

eli llaDgUe

Bruno per Cola.

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I QUATTRO PAZZI

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INTERLOCUTORI

di Nettuno AUULIO, suo privato SororrlJrO, seno d' Aurelio P.urDOLPO, Conaigliere ABDlIILU, sua figlia ULIVBTT~, sua. sern UB.lLDO, secondo Conaigliere LuCurD~, creduta sua figlia, e poi Principeaaa BoaTT~, sua. serva C.U'I'r.IJIO eli Corte Cou, suo &eno GI.IJIG11JlGOLO, di Corte Paggi, Stat1leri, volendoli Un Mage> in ultimo
PaIJrCIPB

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203

I QUATTRO PAZZI
OPERA TRAGICA

ATTO PRIMO
SCENA. I
ABDBLIA.

e

ULIVBT'U

Ardelia di casa, fingendo l' alba, si duole del tardo arrivo di Aurelio, mandato dal Principe all' Oracolo di Cuma, ne sa come ripararsi 001 Principe, quale dice volerla sposare in quel giomo; mivetta si duole di Stoppino; dicono voler parlare a Ubaldo; in questo
SeENA.
LucnrD~,

n
UB~DO

Ie auddette, e doppo

Lucinda vien su 1a porta con pistola alla mano, dice: appunto vi avevo in pensiero; stringe; non piglia. fuoco, Ardelia grida, Ulivetta vien meno; in questo viene Ubaldo, intende che Lucinda voleva ammazzare Ardelia, accio non seguisse Ie nozze con il Principe, Ubaldo promette &iuto a tutte due, loro entrano, lui resta; e in questo

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204

I QUATTRO P AZZI

8cENA.

ill

PamcIPB, PAlliOOLI'O, CAPITAlIIO, CoL.l e Corte

Principe dice voler aspettare Aurelio con 1a. rispoSta dell' Oracolo, ad aver risoluto accasa.rsi; tutti lodano; lui a Pandolfo, che non vuole la su& figlia per moglie, poi chiama; e in questo
8cENA.
ABDBLU,

n

IV
ULIVKT'l'A

auddetti e

Intende la volont& del Principe, lei mestamente risponde, e recusa, lui che ci pensi meglio, e tutti via in Corte.
SeRNA. v
AUBBLlO

e

SToppmo

Dice che e tomato dall' Oracolo di Cuma., trattan~ loro amori, Stoppino voler provare la oostan.z& delle donne, fa ritirare Aurelio, fa canno, ed in questa
e 8uddetti

AaDBLU, UUl'KT'l'.l

Le donne vedono Stoppino, fa.nno la seena della spirito, cioe credono che queUo sia il suo spirito, ana fine si palesa non essere spirito, roa Stoppino; fanno seena d' affetto; donne in casa, loro in pit-

lazzo.

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I QUATTRO PAZZI

205

8cENA vn
CAnT4JlO e CoLA

Oapitano sopra 1a crude1ta di Lucinda, Cola sopm quella di IDivetta.; Capitano dice aver inteso che il Principe vuol maritar Lucinda; in questa
ScENA vw
RoeBTTA, LUCIIIDA e

auddetti

Vien pregata da1 Capitano, ella 10 scaccia, ed entra con Rosetta; Capitano via; Cola resta; in questo
ScENA IX
OI4JlGIJaGOLO, COLA, SToPPIIIO

cIa parte

Giangurgo10 sopra l' amore di Lucinda e rivalita del Capitano; Stoppino concerta. di mettere in disgrazia del Principe il Capitano, accio non Ii dia Lucinda; ed in questo
8cENA x
SToPPDO e

Buddetti

Stoppino ode come habno trattato di travestirsi fingendo venir da Orb: 0 mandati dalla Communita per carcerare i1 Capitano per ladro, loro via, Stoppino dice che a suo tempo rimediera., e via.
8cENA XI
PamCIPB, P4JlDOLPO, CAPJT4JlO, CoBTE, OI4JlGUaoOLO e CoLA

Principe promette Lucinda at Capitano, che Pan-. dolfo persua.d.a 1a figlia, lui entra in casa; Principe

l

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----

206

I QUATTRO PAZZI

dice che AureIio non Ii dk la risposta. dell' Oracolo; in questo SeEN! xu
GUl!IGUBGOLO, CoL.t.,

travestiti,

SToPPIlI'O,

suddetti e Sbirri

Vengono travestiti da Giudice e da Notaro, mandati dalla Communit3 d' Orb: 0 a cercare il Capitano, acciosia gastigato come ladro, descrivono molti furti; .Principe guarda il Capitano, lui rimane attonito; in questo Stoppino dice: con Iicenza di V. Eccellenza, leva Ie barbe, scopre ]a furberia; Principe che sieno carcerati; si chiama Ii sbirri; il Principe con ]a Corte via; vengono Ii sbirri, Ii vogIiono pigliare, loro si difendono, finisce l' Atto primo. ATTO SECONDO

PBmOIPJI, CAPITAlIO, CoBTB,

e

UBALDO

Principe adirato contro Ii due carcerati; in questo Ubaldo dice che Ii prigioni fanno instanza d' esser sentiti, prima che sieno eondannati, Principe che ' venghino; in questo
8cENA II
PBIGIOII1

e 8uddetti

Giangurgolo s'inginocchia con dire, che· amore gIi ha fatto far tal cosa; Cola dice che se perdoneril. a tutti due, scoprirll. gran cose in materia di suoi amori; Principe promette, fa ritirar tutti; Cola Ii

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I QUATTRO PAZZI

207

scopre gli amori d' Ardelia con Aurelio, che se vuol Ardelia, bisogna. farIi credere Aurelio per iBfedele, facendo che Aurelio per suo ordine conduca Lucindain Corte aIla festa. Principe db. liberta, quali vanno in Corte, lui fa chiamare; in questa
SCENA
PBJ1(CIPB, P~IIDOLI'O,

m
doppo
ABDBLI~

Principe domanda che risolve Ardelia; lui timido, che ella non 10 vuole; Principe la fa chiamare, la prega aIle sue nozze, lei recusa, lui sap ere che lei vive amante di Aurelio, quale non puo]e otten ere per essere gia maritato con Lucinda, che la stessa sera la conduce al suo govemo; Ardelia promette. quando cia sia la veritlt, che ella non sara sposa di S. Eccellenza; lei via; in questo
ScENAIV
A1IIIBLIO, STOPPIBO

e 8uddetti

Principe fa ritirar tutti, e dice ad Aurelio che
la. sera a due ore di notte Ii conduca Lucinda in Corte, li da il sigillo per segno, e via; Aurelio allegro, credendosi che il Principe abbia mutato

amore, fa battere da J.lucinda. Si finge notte. •
SCENA
V

AuaBLIO, STOPPDIO,

Lucnm~

e

RoeB'l"l"~

Inteso il comando di S. Eccellenza, teme che 13 faccia sposare al Capitano; Stoppino r assicura che fam stare il Capitano in casa, in occorrenza darli Ro-

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208

I QUATTRO PAZZI

setta in cambio; donne si contentano; Stoppino si fa dare ~ Lucinda un segnale, che Lucinda 10 conosea; in questo
SCENA VI
ULIVBTTA, ARDBLlA

e 8uddetti, e doppo

CoLA

ffiivetta ha osseTvato, e chiama la padrona, la quale viene; ode che Lucinda deve andare con Aurelio, fanno lazzo; Lucinda e Rosetta in casa; Aurelio e Stoppino voler parlare a Ardelia e ffiivetta, Ie quali fingono uscir di casa allora, Aurelio volere scoprirli il tutto; in questo subito Cola domanda Aurelio da parte del Principe se I'ha servito, lui di si, Cola in passando dice alle donne: siete assassinate, e via; in questo
SCENAVII
P A.DOLPO, auddetti

Pandolfo di dentro si fa sentire, esce di Corte, Aurelio e Stoppino via; Pandolfo, lazzi con la figlia, perche sia in strada a quell' ora, lei lazzi ed antra. eon ffiivatta; Pandolfo in Corte.
ScDA VIU
Srol'l'DlO

e

CAl'ITAlfO

Capitano riceve da Stoppino il oontrassegno di Lucinda, con ordine d' aspettarla in casa, che di notte anderlL a trovarlo condotta da lui; accennando notte, partono.

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I QUATl'RO PAZZI

209

SeEN!.
A.Da.u, A111IJILlo,

IX

LUCJIIDA

e

PBI.CIP.

Ardelia, travestita a suo modo, impaziente at-lende il mandato d' Aurelio; in questo viene conforme l' ordine del Principe; essendo notte, fa cenno;in questo Lucinda vien presa do. Aurelio e condotta in Pa1azzo; cio vede Ardelia in disparte, per gelosia impazzisce; in questo viene il Principe, l' abbraccia; in questo viene Aurelio, osserva che il Principe e Ardelia vanno abbracciati in Corte, impazza dalla gelosia; e via.

8cxN!.

X

- BroPPDO, Rou'1"l'A, ULIVBTTA

e

CoLA

Viene Stoppino per condur Rosetta in Corte, fa 'Cenno, lei viene, e partono; Ulivetta cio vede, per gelosia impazza; in questo Cola l' abbraccia; in quem toma Stoppino, vede che partono abbracciati, per gelosia impazza. Finisce l' Atto secondo.
ATrO TERZO

CAPITAIIO, GIAIIOUBOOLO

e

COLA

Fanno pace, e Giangurgolo cede ogni pretensione 0.1 Capitano, di Lucinda; in questo Cola dh. iluova di tutto il seguito della notte, chiama aiuto, Capitano va seco; in questo

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210

I QUATTRO PAZZI

SeEN.!

II

UBALDO, GIDGVIIGOLO, CoLA, ULI\'BTTA., Auam.lo, STOPPJRO, LUCIlQ)A., e RoarrrA

Ubaldo e seguits.to da. Ardelia. che fa. scans. di pazzia con Giangurgolo, e lei via; in questo Cola,. che non trova. Ulivetta.; in questo Aurelio fa. scena,. e via. Rests. Ubaldo e Cola. In questo viene Stoppino, suaspropositi, e via; loro 10 seguono; in quesro Lucinda, di corte, dolendosi del Principe, e dell' inganno fattoli da Aurelio. Rosetta e Ubaldo in~n­ dono da Giangllrgolo 1& pazzia della sua figlia; in questo
PAIIDOUO, UBALDO, GI.urGUBGOLO e LUODDA.

Ubaldo ratifica. a Pandolfo la pazzia della su& figlia, Pandolfo via per trovarla; Giangurgolo 10 segue; Lucinda esa.gera con Pandolfo i torti fattili dal Principe; lui allora mostra Ie lettere ricevute di Fiandra. da quello che glie 180 lascio in custodia, che el1a e Principefll8, di Nettuno; vanno in Corte a dirlo al Principe.
SCENA

Iv
Jfago

ABDKLIA, AVIIBLIO, ULI\'BTTA, STOPPJRO e

Vengono facendo pazzie, sona.ndo, ballando e ca.ntando, dicendo: geogeo; poi si mettono a sedere, si addorment&no. In questo viene i1 Mago, Ii tocca con la verga, tutti si rizzano, fanno 10ro riconoscimenti; e in questo

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I QUATTBO PAZZl
SCENA. ULTDlA.

211
\

Tutti fnora

Con ogni cirimonia. si scopre che Lucinda deve esser moglie legittima. del Principe, Ardelia di Aurelio; e dicono Ie parole dell'Ora.colo:
Uomo DOD fn giamai che 10 coDforti BiD ahe la morte viva DOD ritomi; Auditaci (ale) ,8Uoi ricchi 8OggiOmi E chi morte DOD ebbe a.bbia CODIOrte.

ROBB NBCB88A.RIB

Lettere.
Abito da. Kago, e Chit.a.rra..

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.

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IL CAVALIERE PERSEGUITATO

,

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Gopgle

INTERLOCUTORI

Duca AuoIl8O di Caatiglia Il.u!JILLA I aua moglie Lso.o:u. vedoYa, sorella del Duca
CoDte CAALO hrruoo Be"O P.AJIDOUO e UIIALDO , CoDliglieri
TmVu.LIIIO PCLCIlDLLA
R08I1TTA

TUTAGLU

Due Bari, tutti eli Corte

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215

IL CAVALIERE PERSEGUITATO
OPERA DI N. N.

A'rfO PRIMO

Scmu
C.&IILO,

I

lIrTalGO

Narra i suoi amori della Principessa Leonora, dice assel" originati da un csgnolino donatoli da lui, che ~ arrivato r amor mnt' oltre che ne ha auto di lei un flglio, che ~ quello che va per corte domandato il figlio della fortuna; si dispera che il Duca la vuol maritare, Intrigo promette aiuta.rlo; e in questa
ScINA n

Duo£, CoDaiglieri e 8uddetti

Ducs aver manta.to sua sorella at Principe di Danimarca, vuole di eio consiglio; Ubaldo, Pandolfo dieono aver ben fatta; Conte dice che per easer vedova e libera, vorm n marito a sua elezione; Intrigo conferma, tutti via, resta Conte e Intrigo, !anno scena sopra cio, e in questo

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G90gle

2~6

IL CAVALIERE PEBSEGUITATO

SeEN! m
DUOBBllA,
CoBU

e IIITIlIGO

Scopre l' &.mor suo 0.1 Conte, lui reeusa, lei s' ad.ira,. Ii da tempo a pensarvi, e via.
8cBNA IV
PaDlCllPJIIU e

anddetti

Conte confuso dalle persecuzioni; in questo Principessa. fa acena d'amore reciproco, Hi quieta.no, ch& il Cielo rimedieril., e via.
SCINA
Pm.cIBIILLA,

v

RoaBTTA e InuGO

Pulcinella, una zana col bambino portandola aT 'collo, Ii d.8. 10. pappa, sua lazzi; ed in questo Intrigocerca. i1 modo d' aiuta.re i1 Conte, vede i detti, Ii riconosce per parenti, Ii mette in una casa, dice. volerIi aiutare, e metterli in Corte per servirsi di loro; e via

SeEN!

VI
Colft'B

DUCA, PuxCIPJIIU, ColUliglieri e

Duca chiama 10. Principessa., dice averI8. maritata. con N. N., lei recusa, vuole star libera, lui che Hi rlsolva, perche ha dato parola, per sfuggir la guerra. e necessario che la mantenga, lei che non puo! esser forzata, lu~ 10. minaccia, lei adirata.parte, via.

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11 CAVALIERE PERBEGIDTATO
. SCENAVI1

217

llrraJao,

R08K'l'TA, PULCDlBLLA.,

e

PUDOLI'O

Camera

Intrigo raccomanda i parenti a Pandolfo, lui gl'in.. terroga, Ii mette in Corte 801 servizio del Duca, parte con Intrigo, loro restano; e in questo
SCENA
DUCR_A

vm

e

TaIVlILLIRO

Lei richiede Trivellino di servirla, con equivoco, pensa che lei sia innamorata di lui, in fine si scopre innamorata del Conte, 10 prega a darli una lettera, Ii d8. in premio una collana, lui che fara, e via, lei resta; e in questo
SCENA IX.
CoRTB e DnCRB88.l

Lei 10 vede, Ii dice della lettera, 10 persuade all'amor suo, lui recusa, lei in collera, che 10 fara. punire da'sua frateUi come reo, adirata parte, lui che il cielo l' aiuoom, e via.
SCENA x
TalVBLLIlIO e

due Bari

Trivellino con collana cerca il Conte, vengono due Bari, gridano fra loro, uno che non vuol dare il diamante per scudi 300, l' altro che glie ne darlL 400, lui che ne vuol piu; Trivellino di mezzo, do.. manda sa sia buono il diamante, l' uno dice che

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G90gle

218

, IL CAVALIERE PEB.SEGUITATO

era. del Gran Turco, Trivellino dice dove sia, Bam che I'ha in quella cassettina; restano d'accordo con lazzi che glie 10 dia per quella collana, Baro glie 10 da, piglia 1a collana e parte, lui apre, vi trova una corda, I'altro 10 burIa, si danno, e finisce l' Atto primo.

ATTO SECONDO
8cBNA I
Duc~,

DucuaBA,

RoaB'1'T~

e

PCLCIlIJILU.

GiardiDO

Dice che per levar la malinconia alla Duchessa. la conduce al giardino, lei meata, lui l'interroga.; lei si sviene, poi torna in sa, dice che il Conte l' ha richiesta, lui che non PUQ essere, perche l'ha conosciuto per fedele, lei che per certezza 10 domandi a Rosetta e a Pulcinella, Duca gli esamina, loro sua lazzi, Rosetta che ne dimandi a Pulcinella, lui sproposita, alIa fine dice che la Dnchessa Iitigando col Conte disse: ti faro gastigare dd mia fratelli~ e li scrivero, se it Duca non ti gastighera lui; Duca non crede, Duchessa dice che ne dimandi al Conte, e l' esamini di chi sia amante, che si chiarir8.; lui via per accertarsi; Duchessa. ordina a Pulcinella che in Corte diea male del Conte a tutti, e anco a Rosetta, Ii sara creduto per easer novizi; rega1a, e tutti via.

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· IL CAVALIERE PERSEGUlTATO
SCBNA n
TuVIILLDIO

219

e poi

UB£LDO

Fa scena de' forbi, e che ha ordine dalla Duchessa. dir male del Conte, e 10 vuol fare per amor de'rega.li;' in questo Ubaldo; Trivellino piange, Ubaldo dice che ha 7 lui, che il Conte vuole avvelenare il Duca, r ha da provvedere del veleno, e se non 10 fa, 10 ammazzera.; Ubaldo via per avvisare il Duca; e in questa
SCENAm

Trivellino, che il Conte ha detto male de'suoi parenti, che gli e un furbo e un ruffiano pubblico, Intrigo non 10 crede, Pulcinella replica ch~ il suo padrone e un furbo, e che la Duchessa Ii vuol dar 1()() acudi ae Ii d8. uno achiatro; e se non la lascieriL stare Ii tagIieriL una gamba, e con essa 10 bastonem; Intrigo l' acquieta., che a'immagina da quel che venga, e via; Pulcinella resta.; e in questo
SCENA IV
PULCU8LU

e

PAllDOUO

Dice a Pandolfo, il Conte ha detto male di lui al Duca, lui si stupisce, dice non poter essel'e, Pulcinella che ha detto che lui e un vecchio lussurioso e innamorato di sua moglie, lui a' adira, e tutti in

Corte.

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220

JL CAVALIERE PEBSEGUITATO
8cDA V
DuCA,

UJW.DO, CoJlft e Solc1ati

ea-

Duca ordina. a Ubaldo che venga il Conte; Ubaldo obbedisce, Conte e interrogato sopra l'aver richiesto Ia Duchessa., Conte nega, Ducs gli assegna. Ie stanze per carcere, dice a'soldati ehe 10 guardino, e che si vuol chiarire per gastigarIo; tutti via..
8cDA VI
Pm.c:UIILLA

e Baro

ClttA

Allegro per la borsa, in questo viene un Baro, maledice il gioco della mora, che sempre ha P81'8O, lui 1'invita a. giocare, Bal'O nega, poi acconsente, Ii vince Ia borsa, 10 spoglia, 10 pianta, lui piange; e finisce l' Atto secondo.

A'ITO TERZO
8cDA I

TBIVBi.r.uro,

DUCBJII8.A, DuCA
Camera

in diaparte

Lei dimanda a Trivellino se ha perseguitato il Conte; lui, di si; lei, volerl0 perseguitare fino aIla morte, e farl0 ammazzare; in questo, Ducs si palesa, dice che la Duchessa si ritiri, che Trivellino dica a Ubaldo e Pandolfo che venghino con it Conte;

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IL CAVALIERE PERSEGUITATO

221

loro via, Duca. resta, e ehe vuole sperimentare il Conte, e ehe non puo erederlo infedele al suo Duea; e in questa
8cBNA

n

CoJI'I'JI, Soldati e Buddetti

Dues per consolare il Conte vuole a.ccasar]o, pero diea liberamente chi lui ama; cosl si libera di sospetto; giura ehe se bene amasse sua sorella glie la concede, lui ehe e dessa, e scopre la cosa del figlio, Duca. via, lora resta.no; e in questa
SeDAUI

Irrueo, e Buddetti, e poi

Pm.CJDLLA .

Intrigo in collera, perehe il Conte ha datto male de'suoi parenti, lui naga, Intrigo in collera parte, e dice non volerlo piil aiutare; in questa Pandolfo contende col Conte perche ha detto male di lui, e parte; Ubaldo riprende il Conte ehe volava dare il ve]eno al Duca, lui nega, Ubaldo parte, lui esagera Ia sua mala fortuna; in questa PuleineUa grida perche ha detto male di lui, e ehe e un pezzo cbe Ia Duehessa gli ha commesso ehe Ii dia uno schla1fo, e ehe non l'ha fatto perche era padrone d'Intrigo suo parente, rna ehe ora la vuole obbedire; Conte d8. a lui, Puleinella via, Conte si spassiona, e via..
8cBNA IV
DOCA, DOCBJIIIBA,

e

TBJVWLLIBO

Dice alIa Ducbessa l'amore della Prineipessa col Conte, e del figlio della fortuna, e via; lei resta

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222
IL CAVALIERE PERSEGffiTATO

adirata,ordina a Trivellino che Ii conduC& il figIio, lui 10 conduce; lei, che 10 porti nel giardino e 10 butti nella fontana, che avera mancia; lui di si, e parte; in questo
DuOKaU.
PBDOIPBIIIA.

e

CoIl'1'B

Duchessa. 180 rimprovera, Ii dice 180 cosa del canino e" del figIio, e via; lei esa.gera; in questo il Conte 180 prega, lei kat&. dell'.avere scoperto, dice non piu volerlo, e via, lui rest&; in questo
8cBNAVI

Pur.oInu..t.. BambiDO. Due.... PaurOlPBlllA e CoIl'1'B

Pulcinella col figIio, cbe l' ha levato di mano a. Trivellino cbe 10 voleva uccidere; Conte 10 piglia, fa lamento; in questo Duc&; Conte dice queUo voleva fare ]a Duchessa. del figIio, Duc& iIDpietrisce, chiama la Principessa., lei viene, e intende,8'inginocchia, chiode perdono, Duc& Ii fa. toccar la mano, e partono.
8cKNA VB

Ptn.0JnLL.l. III'1'BIGO. CoDeiglieri e TuVBI.LIJ(o. tutti armati

el'"

Armati dicon voler ammazzare il Conte d' ordine della Ducbessa.; via per trovarlo.
8cENA vm

Duchessa. rimprovera i suoi mancamenti, rna presto ne vedra Ie sue vendette, e via.; in questo

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IL CAVALIERE PERSEGUITATO

223

Dum vede il Conte che si lamenta, lui soopre il mancamento della Duchessa, e che tame di lei; in questo

ScoA.

IX

Gli Armati e suddetti

Armati per ammazzare il Conte, Duca Ii fa fermaTe, esa.mina, soopre r ordine della Duchessa, 1& fa chiamare; e in questa
SeEN! ULTlJIA

Tutti fuora.

Duchessa sa Ii sua falli, chiede perdono, r ottiene, ma che tomi a casa sua, Conte suppIica per lei, ottiene, si chiama Principessa, si pardona, e si fanno Ie nozze.

ROBE NBCESSAlUE

Spade aaa.i Soldati

Due bambini
UDa coIlaDa UDa boraa con denari Uu zana., e pentola di pappa

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LA SPADA FATALE

15

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INTERLOCUTORI

PriDcipe FLAJDlIBJO

Infanta.

VI'l"l'OBI4

sua sorella

U• .u.oo LAIITBBBJ

P.urnoLPO

I

CoDaiglieri

B4CCRLLI

CoLA, servo
ABOIIIITIlII4,

daIDa

0.4110

LUCDD4,

figlia d' Ubaldo

RosaTT4, sena. DOTTOBB, Aio d'Ora,po C4PIT.uro PULCDBLL4, servo

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227

LA SPADA FATALE
COMMBDIA DEL BRICCr

ATrO PRIMO
8cENA I

Principe, che ha un'ombra di morte che 10 segue ,.' wme del Cielo,loro non vedono niente,lo confortano, partono per andare al tempio.
ScnA n

Fa scena sopra Ia. crudelt8. di Lucinda, che non pUG far di meno di non l' amare; Dottore Ii rammenta la sua nascita, che pera bisogna lasciare questo amore, prevede che COBtei sarli. 1a sua ro-· vina. e morte, Ii d8. l' anello, e via; Orazio rests.;: in questo 8cBNA m
Cou e detu»

Fa scena della malinconia di Corte, dell' oppi-· nione del Principe; Orazio 10 prega a farli parlare·

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228

LA SPADA FATALE
~

a Lucinda, lui che e batte; in questo

poyer uomo, riceve mancia,
8CJNA.
IV

RoaIlftA, LI70111DA

e auddetti

Cola prega che Rosetta chiami la padrona, lei chiede, riceve mancia., chiama 1a padrona con invenzione; in questo
8cENA.
LuCDD.l

V

e auddetti

Lucinda sente l'imbasciata, brava la serva, e vuo1 partire, Orazio 1a prega, lei recusa., ed entra; Orazio esa.gera, Cola. Ii ricorda 1a promessa., lui che 1a. dam; tutti via..
8cENA.
Pur.cmIr.u, doppo
VI

IIII'AlITA

e

AIUJDTDI.l

eam..

Pulcine11a. avera 8marrito in Corte i1 Capitano suo padrone; in questo r Infanta domanda chi sis. i1 81,l0 padrone; lui, che ~ un Principe, lei si raJ1egra., e d& mancia., r impone che dica. a.1 Capitano che vada a. vederla, e p.e.rl;e; Pulcinel.la., scena. d'amor con Argentina, la.. Quale parte.
8cENA.
VII

Ouno e PuLcnnr.u

"Fa seena della crudelta di Lucinda, vuo1e di DUOVO tentarla; in questo vede PulcinelIa, 10 prep

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LA SPADA FATALE

229

cbe batta, lui recusa, Orazio promette, lui batte; in questo SeENA lm
Roesn.A., LuCDfD.A.

e auddetti, doppo Cow.

Rosetta fa lazzi con Pulcinella, il quale la disprezza, lei chiama con altra invenzione la padron a. alla finastra, in questo vien Lucinda, Orazio fa. scena amorosa, lei 10 recusa per la sua poverta, ed entra; Oraziovien burlato da'servi, esagera, e parte; resta. Pulcinella.
SeENA IX
C.A.P.lT.AlIO e P1ILClJJIBLL.A.

Pulcinella dice al· 'Capitano dell' Infanta.; Capitano sue bravure; parte per andare dall'Infanta.
SeEN! X
PIIDOIPJ:

e Conaiglieri,
Tempio

C.A.PJT.A.BO, PULCDlBLW.,

llw.AllT.A. e bGDTDI.A.
COD

ldolo

Principe, sue orazioni; Idolo canta la risposta. Ubaldo: ·0 elze dubbia risposta, e via; Pandolfo: (» ike eonfusione ilanimo, e via; Principe: 0 eke imbroglio di ~, e via; Capitano: eke stigi prevedo. e via; Infanta: elze gravi pensieri, e via; Argentina~ eke Btravaganze Bon tpreste, e via; Pulcinella: eke diatruzione di pagnotte, e via. Finisce l' Atto primo.

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230

LA SPADA FATALE

ATTO SECONDO
SeEN.!
I

UBALDO e LuCDID.&.

Vuole andare a ~, batte da Lucinda, lei viene, li na.rra. essere innamorata d' Orazio, lui dice che i sua natali meritano altro suggetto; lei, che non 10 tom, lui che fa.r8. bene, e via; Lucinda reata; e in questa SeEN.! D .
Oa.a.uO e Lucum.&.

Orazio fa scena del suo aifetto, lei per leva1'8i
1& molestia dice, che cosa vuole' lui, volere Ie sue nozza; lei nega; lui, percha' lei, che il padre glie I'ha vietato, lui la prega d' un bacio, lei consente,

con condizione di mai pin parlare, -ed entra; lui che il comando a stato troppo rigoroso; e in questa
SeEN.! m

Pulcinella 10 vede, dOInanda, lui non risponde, li toglie il ferraiolo, lui cheto, Pulcinella via, lui resta.; in questo SeEN.! IV
Roann,
OIWlIO,

e doppo CoL.a.

Rosetta domanda di Lucinda per vedere sa osserva la promessa di non parlare; lui risponde con cenni, Rosetta parte, lui resta, esagera, e parte; Cola l'anello, e via.

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LA. SPADA FATALE

23}

8cBN.!
Curr.&JrO,
Camera

V

PamCInIIIIA,

e

bOIlJlTUlA

Fanno seeno. d'amore, si dan 10. fede, Argentina .chiede Pulcinello., lui promette; e tutti via.
SeD.!
PamClPll

VI

e

P.uDOLPO,

e poi

UHLDO

Dice a Pandolfo che dispensi a' poveri, fa chiamare Ubaldo, ordim a tutti due, che trovino periti per .pere il suo male, e via.
SeD.!
V1l

Currho e Pm.omBLL.A.

Capitano allegro della fede auta, Pulcinello. sua. lazzi, e via.
SeENA VIll
P .uDOLPO

e Cou

Dice cerca.re Astrologi, db. robo. e denari a. Cola. per dispensare a'poveri, e via.
SeD.!
IX

PuLcIDLL.\ e Bari, e Cou

.La.zzo del Mondo

NllOVO,

e finisce

r Atto

~.

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LA SPADA FATALE

A'rrO TERZO
8cDr!. I

Dono.. e

OUStO

Rimprovera. a Orazio la rotta promessa., lui DOD risponde, Dottore che sa il tutto, che osservi, e in questo SeD! n
UBA.LDO, P.lIIDOLFO

e suddetti

Vecchi narrano il voler del Principe, Dotto1'8' che Be si trova modo che Orazio parli, sara rimed.ia.to al suo male; loro a,Uegri vanno in Corte.
SeEN!.

m

PamCIPa,

m.&JITA, dop}ft» Collaiglieri

Fa.nno seena della tardanza. de' Consiglieri che non vengo~o. co' periti; Consiglieri dicono cbe il Principe sara libero quando Ora.zio parler&.; ordina. il Principe, che sara pa.drone di mezzo il suo Stafo chi 10 fam parla.re; e chi si cimenter&. invano, eadem in pena di morte. Ubaldo dice che sua. figli& si provera, Dottore che vadino tutti al tempio, ch& 111. queUi che si cimenteranno, averanno la pena 0il premio.
SeEN!. IV
CAITr.&JIO

e Par.c:mm.u
ClUA

Dice che vuol menar via I'Infanta.; Pulcinella, che guardi che fa, e via.

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LA SPADA FATALE
SCBNA V
UBALDO, Ll1OD1D.l 8 RouTT.l

233

Ubaldo batte, Ii nana t-utto, loro di buon animo si cimenta.no, e via al tempio.
SCBNA
VI

CoLA 8 PULOIlIBLLA

a

eimen~

Dicono aver sentito l' ordine, e via, per andare al tempio.
8cENA vn
Tutti fnora
Tempio

Lucinda, Rosetta, Cola e Pulcinella fanno prova, non Ii riesce, Principe Ii condanna; Pandolfo dice non vi easer boia, fanno giocare Cola e Pulcinella, toeea a Pulcinella, accomoda Ie forche; Lucinda fa lamenti sopra l' ostinazione d' Ora.zio; Dottore dice me e finito i1 tempo, Principe che palesi l' occulto del suo cuore, dice come gl'impose l' Oracolo che sara. libero, il Principe na.rra, Orazio parla, Cola scuopre Lucinda chi sia, si conosce essere il Capitano suo fratello, si fanno i parentadi, Lucinda a Orazio, I'Infanta. al Capitano, Rosetta a Cola, Argentina a Pandolfo.

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I TRE MATTI

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INTERLOCUTORI

UBllDO L.lftDJIl,

goverD&tore dell'l&ola dell' Elba.

LVCDlDA. aua. !glia, amante d' Orazio
OUZIO servo di Ubaldo, in ultimo auo ftglio ZAnl servo di Ubaldo, amante di Colombina Curr.uro, eli Portoferraio P.urDOLPO, padre eli Fabbrizio F.lBJIIUZIO, auo ftglio

ABDm.u., aua. ftglia. CoLOIIBDfA., aua. aerva
1bDlCO

J vanno tutti. due da uomo cerca.Ddo eli Oralio

PCLCrBBLLA. OBta, 0 vero Col.

Tre furbi, e due abim

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237

I TRE MATTI
OOMIIBDIA DI N. N.

A'rrO PRIMO
SCINA I
UBALDO

e

z.unn doppo

Harm come da giovane Be ne venne da Venezia. ad abit&.re in Firenze, poi a Livomo e di Ii Commissario dell' Isola dell' Elba; si loda delle buone quaJita. di Orazio suo servo, si duole che Lucinda .sua liglia sm impazzata; in questo Zanni viene, e ·dice easer venuto a Livomo per imbarcarsi per Roma, che venendo burrasca, il padrone della ba.rca disse: chi si pUG salvar si salvi,e lui vedendo -un &sino annegato, si buttO a nuoto sopra quello, :Si. condusse all' Isola in quella maniel"a, tl"ovando vero quel proverbio, che il mare non vuol carogne. In questo
8cDA II
C.t.I'l'1'.dO

e detti

Capitano doppo ragionamenti domanda Lucinda. per moglie, lui dice che non pUG compiacerlo per

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238

I TRE MATTI

esser pazza, Zanni dice che non e matta, ma tingeper essere innamorata d' Orazio suo ca.meriero; in. questo SeENA m
L17CD'N. cia matta e auddetti

Lei, sua. lazzi; Capitano dice asservi un mediC()che Is. guarirlJ., tutti via. per trovarlo; Lucinda resta, narra. 10. sua finzione per potere amoreggiare Orazio;. in questo
SeENA IV

ABDBLIA, CoLOKBDlA, L17cnmA, e doppo un furbo

Vengono vestite cIa uomo con nomi finti, dicono esser partiti di Romo. per trovare Orazio, o.vendo-· inteso che stava col Commissario; doppo cIa a Co10mbino. una borsa con 500 scudi, o.ccio 10. salvi, perche vuole con quells. riscattare Or&1..io; in quest.oun furbo osserva per poi rubargliela, e via; loro battono all' osteria..
8cBNA V PULOIDLLA e detti

Lui, sua lazzi,.invitando Ie Donne ad alloggiare,.. Ardelia. dice a Colombina che entri nell'osteria, che lei vuole o.ndare a trovare il Commissario; Colombina entra. con Pulcinella, Ardelia resta; in questo.
8cKNA VI

Z.a.al e ABDBLlA

Zanni per strada, Ardelia 10 riconosce, rna non' si scopre, li domanda del Commissario dicendo es-

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I TRE MATTI

239

ser un giovane venuto di Roma mandato da una signora per riseattare uno schiavo dimandato Orazio; Zanni dice che durem fatica, stante l' easere di lui innamorata la figlia del Commissario, che se non • fusse che lei si e scoperta un poco scema di cervello a quest' ora si sariano sposati; Ardelia infuriata abbraecia Zanni, lui la crede matta, e fugge; Ardelia resta e 10 chiama, lui via, lei si duole; e in questo
SCENAVU
OUSIO,

z.un

e

ABDnlA

Zanni a Orazio come e venuto uno per riscattarlo, rna che e matto; in questo viene Ardelia, Zanni mostra aver paura, lei tira da parte Orazio, Ii dice easere Mandato da una signora per riscattarlo, e 10 bacia da parte sua, Orazio allegro, partono per andare a trovare il Commissario.
SCENA
VIII

Tre lurbi, Pm.cmmr.r.A. e CoLOJIBllIA, uno Carbo vestito da Commissario

Battono all' osteria, fanno ritirare il finto Commissario; Pulcinella dice: che vogliono 71oro domandano: dov' e quel giovane servitore. di quel forestier07 Pulcinellalo Manda fuora, P,uIcinella drento; si fa avanti il :finto Commissario dicendo easer padrone della schiavo, e cbe Carlino suo padrone e con 10 schiavo, e che ha. ordinato che venga all' osteria a farsi dare i 600 scudi del servo ; Colombina si fa pregare, in :fine Ii dB. la. borsa, ma. vuol

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240

I TRE MATl'I

1& ricevuta., i furbi la fanno con il lazzo de'Iampanti, e via; Colombina nell' osteria, Pulcinella ascolta la canzona de'lampanti <la'medesimi furbi, si avvede del tutto con lazzo, finisce l' Atto primo.
ATrO SECONDO
SCEN!. I
OIuZIO. ABDBLU.

ZAmn. e

UBALDO

Orazio e Zanni vanno cerca.ndo d'Ubaldo, 10 vedono, Orazio dice easer venuto di Roma un giovane con 600 scudi per riscattar1o, Ubaldo contento, che porti i denari; lui dice che Ardelia e andata a pigliarli nell' osterla, tutti via, Ardelia resta·, e batte aJI' osteria; in questo

SeEN!. n
ADBLI.... POLODu.L.l.

e

COLOIDID...

Pulcinella la vede, l' accarezza, e fa il Iazzo de'furbi; lei dice che Ii mandi fuora il suo se1'VO~ Pulcinella 10 chiama, lui viene, si rallegra con Ardelia che ha ricevuto 10 schiavo, e che ha dato i denari a Ubaldo, e Ii mostra la ricevuta., Ardelia legge, e non intende, si avvede che e una furberia, esagera, 10 vuole ammazzare, Colombina fugge, lei dreto; e via. 8cEN!. m u.... 8 sutldett.i Lucinda di casa, Zanni diee che e venuto un giovane forestiero di Roma per riscuotere 10 schiavo,
I4)()

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I mE MATTI

241

mandato da una donna; e che I'ha baciato da parte sua. Lucinda stramortisce; e in questo
ScoA IV

UJW.DO e 8uddetti

Ubaldo vede la. figlia. stramortita., creele siB. eWetto della. pazzia., dice a Zanni che la porti a G.IB, ed entra, Zanni sua la.zzi, la. porta. in casa.
8cBNA V
CoLOJlBD'A

e

PuLCIIIBLLA.

Colombina da medico, dice aver inte80 daU' Oste die UbaJdo ha. una figlia pazza., e che vuol premiare chi la gua.risce, pero 1& vuol gua.rire per rica.tta.re i 500 scudi.
SCINA VI
UB.lLOO

e

CoLOIIBD'A

UbaJdo viene, lei dice che e un medico, lui interroga, 1& trova ignorante, 1& bastona., lei fugge, lui via.
SeENA VII
A.DBLIA, UBALDO,

e 0 • .&.1110

Disperata. per aver perso i denari, e perehe non trova. Colombina, in questo vede UbaJdo, lui domanda se lei ha portato i denari, lei racconta. la burla de' furbi; lui, che e una bagattella, e via con Orazio, lei resta; in questo
IS

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242

I TRE MATTI
SCEN.\.

vm

AlmBLU. e LUODDA.

Lucinda esce di casa con paura che Orazio nOD aia rlscattato, vede Ardelia, la crede uomo, l'interroga, Ardelia che e venum p~r riscuotere 10 schiavo, rna che gli e stato tolto i denari, che pel'o non puol far piu niente; Lucinda si scopre amante dello schiavo, e non sa il modo aecio divenga suo manto, e tanto piu suo padre non glie 10 concedera. per, easer suo servo; Ardelia dice che ha il modo, ehe essendo figlia del Governatore, sarlJ. anoo padrona d'una barca, e con quella fingera di andar& a ~asso, cost fuggendo con Orazio in altra parte, conseguirlJ. l'intento suo; lei contenta conferira il tutto con Orazio, e eio fara. mentre il padrone riposa; entra in casa, Ardelia via.
SCEN! IX
CA.PIT.uo e MBDICO

Raeconta il Capitano al Medico come Lu,cinda e pazza, se v'e rimedio per lei; lui, av~ due aeque,' ehe 1ma fa guarire i pazzi, e l' altra fa impa.zz&l'& i savi, e ehe tutte due vanno beute, partono per I'acque.
SCENA X
OIWlIO e ABDBLU.

Orazio dispel'ato, eredendo Ardelia sia masebio,. pensa l' abbia burlato; in questa dice Ardelia ehee vero ehe carli furbi hanno tolto i denari aJ servo t

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I mE MATTI

243

poi Ii racconta. l' accordo fatto con Lucinda, come saranno lontani la pianteranno e fuggiranno, Orazio contento; in questo
SCEN.&.
XI
LuCIIID.A. e auddetti

Lucinda con scatola di gioie, vede loro pronti a fuggire, Ardelia che non trova Colombina, che non la rool lasciare, e tutti via.
SeEN.&. m
CoLOJIJIIB'A

e Z.A.nt

Lei disperata per i denari non vorrebbe andare all'osteria per timor del padl'one; in questa Zanni di casa fa lazzi con Colombina, credendol0 maschio, l'interroga, lei si scuopre per donna, divengono amanti, Colombina dice come il suo padrone e donna, Zanni allegrezza., l' abbraccia; e in questo
SCEN.&. xm
UJWoDO, Pm.cmmr.r.& e suddetti

Viene per strada, Ii vede abbracciati, 10 grida per vederlo abbracciato con un ragazzo, il simile fa Pulcinella, loro fuggono, gli altri dentro; finisce l' Atto secondo.

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244

I TRE JU'ITI

ATrO TERZO
8cENA I

UBUoDO,

CoLOIDIDf.&.,

e ZAmn

Ubaldo domanda perche faceva carezze ad un giovane, lui dice che r ha scoperto per suo cugino camale, Colombina che e vero, che sta per servitore con quel giovane che e venuto per riscattare 10 schiavo, dice de' furbi, della burla latta, racconta il modo; e in questa SCBNA n

c...PlT....O e suddetti
Capitano con acqua dice a UbaIdo Ie qualitA di quella, che ne dia a Lucinda, Ubaldo 1& dB. a Za.nni, che 1& dia a bare a Lucinda, che lui vuol andare col Capitano per spedire una filuga per Sardegna, e via; Colombina e Zanni beYOnD di quell' aequa., divengono matti, partono con lasciar r ampolla in terra.
8cENA HI

Uau.oo solo

Vede l'ampolIa, si lamenta del Zanni l'abbia lasciata, Ii vieD. voglia di berne, divien matw.; e in questa

SCBNAIV
UBUoDO, Z"'DI,
CoLOIDIm"',

e CAPlT....O

Fauno tutti tre pazzie, vien il Capitano, si maravigIia, s'avvede dell'acqua bevuta, va a trovare il Medico, loro si addormentano; in questa

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I mE JUTl'I

245

SCBNA.
CAPlTAlIO

V
lbulOO

e

Dice il Medico cbe feee errore, pem queUa ehe ha 88CO ~ 1& buona., Ii butts. r acqua. in bocca, Bi svegIiano balordi, Ubaldo in ca.sa., Capitano e Medico via, Zanni e Colombina sopra la. pazzia, e via.

8CBNA.
CAPITAlIO

VI

e UBALDO

Con furia. batte da Ubaldo, dice come ba. tatto metter prigione tre forbi e come ~ arrivat& la. ga.leotta, 1& quaIe ha preso una. :6luga eon dentro Lucinda, Orazio, e un altro giovane; Ubaldo in collera, ordina. Ii siano menati davanti, e in quesro

SCBNA. vn
LuCIlIDA,

OJumo, UII.lLDO e

CAPlTAlIO

Capitano Ii presenta, Ubaldo Ii brava, ordina. siano prigionii tutti via.

SeENA. YIn
P.lJIIIOLFO

e

FABllBUlO

Vengono di Roma per trovare Ardelia sua figlia, cbe sanno sia nell' Isola; in questo

SeENA.

IX

z.un e detti
dice aver inteso la fuga di Lucinda e Orazio menati via da Ardelia, dice easer
eas&,

Zanni di

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246

I TRE MATTI

prigioni, Pandolfo riconosce Zanni, fauno allegrezza, domanda che fa in quell' isola., Zanni dice che e servo del CommilBlrio, Ii domanda d' Amelia e CoIombina, lui dice che Ardelia e prigione, e Colombina e in casa, e racconta. il tutto, Pandolfo voler andare daI Commissario, Zanni chiama Colombina; e in questa

8cENA.
CoLOJIB11IA.

X

auddetti e UBALDO

Colombina. vede Ubaldo, lui l'interrop, lei confessa il tutto, Pandolfo e Fabbrizio vogIiono parlare a Ubaldo, dicono Ardelia. essere sua. figlia, e Colombina. sua serva, e Zanni essere stato suo servitore, Ubaldo si mamviglia, ordina. siano scarcerati, Zanni va per loro, UbaIdo, seena sopra. cib; in questo

8cEJlA.

ULTIIIA.

Tutti fuora

Ubaldo riprende la figlia e Orazio, Pandolfo la sua; Orazio racconta come fu preso a Livomo, e mbato, si scuopre figlio di UbaIdo, lui 10 riconosce, allegri, si concede Ardelia a Orazio, Lucinda a Fabbrizio, e Colombina. a Zanni, fa restituire i 600 scudi a Ardelia da que'furbi che sono prigioni, viene il Capitano, intende il tutto, ha pazienza, finisce la

Commedia.

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I TRE MATIT

247

ROBE NECESSARIB

Due veatiti da. uomo Veatito da. schiavo Due vemti per i furbi e da. Commiario Wama.ro, peJUllo, carta per la ricevut& Uo bollllo con denari Veata da. Medico per Colombia, con barba Due ampolle d' acqua per i Matti Una aa.etta per Ie gioie Vesta, barretta, lattuga per n Medico lDaegD& da. Oateria Abito per UbeJdo aDa grande Due birri.

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LE DISGRAZIE DI COLAFRONIO

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Coogle

- I

INTERLOCUTORI

UB.lLDO

LuCID... 811&

1..aJnoBau. padre di Lucinda f1glia. amante d'Oraaio PAJIDOLN. padre d' Ardelia Almm.r.... 111& f1glia CoLOJUIIII... 111& aerva. amante di Colafronio CoUPBOIIIO. aervo di Lucinda OB.lZIO amante d' Ardelia, poi piglia Lucinda z....nn aervo. amante di Colombina F.A.BBIlUIO amante di Lucinda, poi piglia Ardeli& CurrDO e Birri

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251

LE DISGRAZIE DI COLAFRONIO
COMMEDIA DI N. N.

A'rrO PRIMO
8cBNA I
Oa.uIO,

Z.llnII,

CoLOJIBDI.l

e

A1mBLI.l

Orazio fa scena come Ardelia non 10 corrisponde, simile fa il Zanni di Colombina; Orazio comanda che batti per salutarla, Zanni batte, vien Colombina, Zanni saluta, lei risponde sdegnata, Orazio dice che lei chiami 1& padrona, lei chiama, Ardelia viene, lui saluta, lei non poterlo amare, ed entra; Zanni a Colombina che Ii diea chi sono i lora amanti; lei, ha Cola.; e 1& padrona, Fabbrizio, ed entra; loro restano.
LuOJllD.l

e auddetti,

UB.lLDO

e P.lIIDOLI'O

Vengono di strada ragionando, salutano Orazio e Zanni, il quale dice a Ubaldo che guardi il latto suo con Cola suo sano; Pandolfo dice che avvert& COn Colombina sua sena, e partono; Vecchi restano confusi, dicano voler intendere il tutto; in questo

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252

LE DISGBAZIE DI COLAFRONIO

SeEN.&. m
LVCDD~

e auddetti. e

CoLOIIBIII~

Lucinda domanda. a Ubaldo cbe YUole, lui domanda dov' e Cola, lei non 10 sa~ di nuovo interroga. sopra di Cola, lei non sa, ed entra, Pandolfo batte a casa sua, vien Colombina, Pandolfo la guarda, e poi la manda in C&Sa.; Ubaldo dice percbe non gli ha detto niente, lui dice cbe e stato avvertito eli guardare i1 fatto suo, e non d'interroga.re; Ubaldo, cbe non ba potuto guardare il fatto suo per non vi easer Cola; in questo
8cJNA IV

Cou e Vecchi

Cola per strada, Ubaldo inte!'l'Oga. dove e stato p dove pratica, dove gioca, sa Lucinda. tiene inteDigenza con lui; lui non saper niente, Cola resta. loro via. Scar.\. V z.um e Cow. Zanni intarroga Cola sopra l' &mor di ColombiDa. dice cbe vi e un altro innamorato di lei, che 10 vuole ammazzare, Cola cbe non ba paUla, Zanni via, Cola rests.; in questo

Scu.&.

VI

ABDKLU., CoLOJlBJU

e Cow.

Ardelia a Cola che carohi di Fabbrizio, Ii vuol parlare; lei entra, lui via per eerca.rlo.

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LE DISGRAZIE DI COLAFRONIO

253

SeEN!. vn
CUl'UJlO

Sue bravure, che non sa. dove sia il servo, giomo che manca di casa; via. per cercarlo.

e un

8cxN!.

VIII

Dice Cola a Fabbrizio, che Ardelia. li vuol par1are, lui recusa, Cola prega, e batte; vien Colombina; Cola., che lei chiami 1& padrona.; Ardelia viene, saluts. Fabbrizio, lui dice non amar donna. alcuna; e via; donne restano; in questo
Aua.u,
CoLOJDIDIA, OBAllIO

ScENAIX e ZAlnn, CoLA e Ll1CIIIDA

FAllllllIIIO,

.

Orazio saluts. Ardelia, lei: non mi rumpete il capo, e via; il simile fa Colombina a Zanni; vien Lucinda, saluta Orazio, lui: non mi rompete il capo, e via; Fa~brizio s.aJ.uta Lucinda, lei: non mi rumpete it capo, e via; Cola. dice a Zanni: senti tv? lui: non mi rompete il capo, e Ii da un pugno e parte; Cola fa il simile con la. sua coppola, e finisce l' Atto. A'rrO SECONDO

SeEN!
ZADI

I

.

e FABllBlZIO

Zanni, voler rovinar Cola; in questa vede Fa.bbrizio che vien dolendosi di Lucinda; Zanni <ilie n' e

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254

LE DISGRAZIE DI COLAFRONIO

causa. Cola suo servo perche Ii loda Orazio, e Ii mette in disgrazia Fabbrizio; lui parte, Zanni resta; e in questa
OJLUIO

8cENA n e z.urn

Si lamenta d' Ardelia; Zanni che n' e causa Cola.; che fa a favore di Fabbrizio e contro a Orazio per mezzo di Colombina, Orazio dice volar trovarlo, e via; Zanni resta; in questo
8cBNA m
CUl'l'AlIO

e

z.urn

Capitano va cercando del suo servo, Zanni che il servo si e partito da. lui per coDsigIio di Cola; Capitano in collera, via per cercarlo; Zanni resta; in questa
ScxNAIV

z.urn e UBUoOO Dice a. Zanni che cosa vuol dir guardarsi cIa. Cola; lui che I'ha visto uscir di casa. con roba. sotro, ma che 10 tenga. segreto; Ubaldo promette, ma ehe vuol stare in au I' avviso, e parte; resta. Zanni.
ScxNJ. V

ZAuleCou

..

Cola. Ii dice che si ricordi che gIi ha. dato un pugno, lui che fa.ra bene a lasciar r amora di Colombina., Cola. vuole amarla, Zanni via, Cola resta.; in questo

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LE DISGRAZIE DI COLAFRONIO

255

SeENAVI
F"DBlSIO, OuZIO, C"PITUO,
UULDO

e CoL-'

Fabbrizio dice a Cola perche 10 Mette in disgrazia a Lucinda, 10 bastona, e via; viene Orazio, dice a Cola perche 10 Mette in disgrazia d' Ardelia, 10 bastona, e via; viene Capitano, dice a Cola, perebe Ii avia il suo servo, 10 bastona, e via; resta <bla, dolendosi; in questo viene Ubaldo, interroga sopra il &gotto, lui non e vero, e partono.

SeENA vn
PdDOLFO, e doppo ZullI

Sopra. r avvertimento di Zanni circa il guardarsi do. Colombina; in questo viene Zanni; Pandolfo, che 10 cavi di dubbio, Zanni che ha. visto Colombina porger della. roba dalle finastre, e che 10 tango. segreto, e parte; Pandolfo resta; in questo

SeENA VIII
PdDOLFO, CoLO.BIlI.. e doppo CoL-'

Colombina di strada, Pandolfo l'interroga sopra l'amor di Cola, e sopra la roba che gli ha dato; lei nega; lui via, lei resta strepitando; in questo Cola dice che cos& lei ha, lei racconta, ed in questo
ScENAIX.

Cou, CoLODa.., ZullI e PdDOLFO

Zanni vede Colombina con Cola, parte, e torna con Pandolfo; lui vede, se Ii accosta pian piano,

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256

LE DISGBAZIE DI COLAFRONIO

Zanni leva 180 borsa. a Pandolfo, e via; sta osservando, Pandolfo grida Colombina. e Cola, lei in casa, Cola. via; Pandolfo voler trovare Ubaldoj viaj Zanni si fa. avanti; in questo
SCENA
AaDBLU.

x

e doppo ZUBI

Esce di casa, dice ehe Colombina. piange per averla trovata Pandolfo con Cola; Zanni 8' offerlsce a'suoi comandi, lei chiede ehe 880m Fabbrizio all'amor suo, lui dice, ehe se lei fa. che Colombina. lasci Cola ad ami lui, fara che Fabbrizio divenga. suo marito; lei promette ed entra; Zanni resta.
8cBNA XI

Sopra. 180 crudeltk d' Orazio, prega Zanni cbe l' 880rti ad ama.rla; lui, che lei faccia. mandar via Cola, con dirIi, che gIi voleva fare il ruffiano, cbe lui fa.ra che Orazio divenga suo manto; lei promette; in questa dice Zanni: ecco mio pad,oe, state solda. Lui si ritira., lei resta..

Domanda. alIa. figlia che fa in strada; lei, perche ba visto Cola. uscir con roba, e ehe Ii voleva. fare i1 ruffiano, ad entra; Ubaldo in collers. reata.; in questa

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LE DISGRAZIE DI COLAFRONIO

257

SeENA xm
UBALllO, CoL&, e doppo ZDxI

Cola dice andar a ca.sa., Ubaldo 10 grida, 10 manda via, eel en~ra; Col& resta, lamentandosi; Zanni gli atta.cca un pugnale, e parte; in questo
SCENA XIV

CoLO.BIU, CoL&, ZDxI e Birri

Domanda a Cola che cosa. ha; lui, che e senza padrone, racconta. di Ubaldo; in questo Zanni 10 mostra a'birri, e si ritira; 10 pig1ia~o; Colombina dice perche 10 pigliano ~ loro dicon: per ladro, e per il pugnale; 10 menano via, lei piange e via; Zanni si fa avanti, e dice: cori si trattano gli amici. Fini.see l' Atto secondo.
ATrO TERZO

ZADI

e

UULDO

Zanni attacca un como alIa porta d' Ubaldo; in questo vien fora; Zanni s' attacca al partito, e dice: menatelo via questo furbo che 10 merita, e dice a Ubaldo che Cola ha messo quel como, e si e abbattuta 10. guardia, e gli ha. trovo un pugnale, l'hanno menato prigione;· Ubaldo in collera, dice volerlo in gslera, e via; resta Zanni.
17

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LE DISGRAZIE DI COLAFRONIO

SeEN,
P AJlDOLJ'O e

II

z.uuu

Pandolfo che gli e stato tolta la borsa, Zanni n' ha vista una rossa a Cola, e che faceva pesare dobloni un di Milano e uno di Savoia, e altre monete; lui, che era Ia sua, e che 10 vaol fare andare in galera; Zanni dice che gia e prigione; lui via; Zanni resta.

SeEN,
CoLA

DI

e

UBALDO

e

Z.a.xxI

Cola dalla prigione sua Iazzi; lui dice essere stato aUa Giustizia e dar relazione di Cola; a' adira per aver fatto il rufliano aUa figlia; Zanni dice che e onesta giovane e che piace ad Orazio, che la pigliem; UbaIdo che glie Ia dam, Zanni che tratt.em, ma che lui dica a tutti di aveI'm promessa a Orazio; UbaIdo contento; in questo
SeENA. IV

FABBBr.IO e detti

Fabbrizio di strada, Zanni si piglia il partito, e dice che e ]a giomata de' matrimoni; Fabbrizio li vaol sapere, UbaIdo dice della sua figlia con Orazio, e parte; Zanni dice che Orazio procura aver la figlia. di Pandolfo; Fabbrizio confuso, dicendo perdere Lucinda, Zanni l'esorta a dimandar Ardelia a Pandolfo, gi8. che non gli e stato parlato d' Orazio, assendo Lucinda maritata. a. Orazio, Fabbrizio consente; ed in questo

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LE DISGRAZlE Dl COLAFRONIO
SemiA V

259

P.AlIIJIOLI'O e detti

Dice aver querelato Cola, Zanni di.ce quando vuol maritar 180 sua figlia,lui·non saperlo, lui, che Fabbrizio 180 pigliera; Pandolfo contento, batte a casa. sua; in questo
SeENA VI
COLOJIlIIXA, AlmBLU 8

suddetti

Colombina fuora, Pandolfo, che chiami Ardelia, lei chiama, viene; lui che I'ha maritata con Fabbrizio, lei contents.; Zanni che bisogna far presto Ie cose; Pandolfo fa toccar la mano, ·Zanni fa canno ad Ardelia di Colombina, lei piglia Zanni, perche Cola va in galera; in questo
SeENA ULTDIA

Tutti Cuora,

B8

non

COLA

Orazio saluts. Ardelia, lei esser maritata. a Fabbrizio, Orazio si volta a Zanni, l' 880rta a tor Lucinda, lui contento; in questo Lucinda in strada, UbaIdo, se lei vuol' Orazio; lei contenta, si danno 180 mano; in questo vede Pandolfo, si raJIegra, racconta del suo, e batte; Ardelia viene con Fabbrizio, tutti Si rallegrano, e si toccano di nuovo 180 mano; Zanni si accusa. delle furberie contro Cola, e che i Vecchi ne 10 faccino escire di prigione perche e innocente. Finisee la Commedia.

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LE DISGRAZlE DI COLAFRONIO

ROBB NBCBSSABlE

Bo1'8l& con denari Da. vemre Zanni cia Smargiaaao Un como Un 8lIIIO per fare ]a _ _fa a1 Zanni Arme per i Bini Un pugnale 8ceD& con ]a prigione.

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LE DISGRAZIE E FORTUNE DI PANDOLFO

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INTERLOCUTORI

VI.LBBIO, amante eli Ardelia, DOD corriapoato OrrAVlO, amante eli Lucinda, reciproco LUOIIIDA, amante d'Ottavio P~um.w.; madre adottiva eli Lucinda P.AlIIDOL.O, amante eli Lucinda, poi suo padre Counolllo, suo servo UJIALDO, padre d'Ardelia AJm:u.u. sua flglia, amante d' Ottavio, Don corrispoata SToPPIIIO, servo d'Ottavio e eli Valerio GOI'rADJ. vedova, poi moglie eli Pandolfo
La __

ftnse

In ROIII&

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263

LE DISGRAZIE E FORTUNE DI PANDOLFO
COMMEDlA

ATTO PRIMO

SeEN!
P..00130 e

I
CoLA

Doppo tanto male di 10 anni di schiavitu nella Corte di Tunis s' e liberato per via di Cola, ed ha portato via molte gioie al Re di Tunis; se n' e venuto in Roma; ha mandato a Ravenna per sapere di sua mogIie e figli, persi nel conflitto; crede sian morti nel sacco dato da' Franzesi; ed essendo solo risolve accasarsi con Lucinda figlia di Pasquella che glie l'ba promessa, benche vi s'opponga Ottavio; spera conseguire il tutto per mezzo di Cola; fanno scena sopra 1& loro schlavitiJ, della loro fuga, e via.
SeEN.! II
OTTAVIO, V.\LBBIO

e

SroPPlllO

Di strada discorrendo sopr' a lora amori, Ottavio cbe e ~te di Lucinda, corrisposto, e cbe e amato anco da Ardelia, ma lui 1& disprezza; Valerio ama Ardelia, non e corrisposto, prega Ottavio a fuggirla

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264

LE DISGRAZIE E FORTUNE DI PANDOLFO

accio divenga sua, e che 10 deve farp per gli obblighi che ha alIa sua casa, stante l' essere stato eletro per suo figlio adottivo da un suo fratello in Genova; Ottavio promette, e parte.

SCBN!. m
PAIIQUBLLA e
LuCIJID.&.

Non vuole che faccia all'.amore con Ottavio; si ricordi che se la tiene come figIia, che e anco sua. schiava, comprata da certi 801dati al tempo che fu. la guerra in Ravenna, che pero la vuol maritare a suo modo, e sam Pandolfo gentiluomo ricco; Lucinda che fara l' ubbidienza; da parte, che trovera. modo aver Ottavio, per mezzo di Stoppino; tutti
drento.

SeEN!.
CoLA

IT

e

STOPl'DO

Fanno scena d' amicizia, doppo della schiavitu, fa.nno lazzi, Stoppino prega Cola del suo aiuto per l'amor d'Ottavio, d8. regalo, lui promette, poi che a lui non comple che i1 suo padrone pigli moglie, che aspira alIa sua eredita; e parte.

SCEN!. v
hDBLIJ.

V J.LBBlO e

STOpPDlO

Fa scena d' amore con Ardelia, lei recus per essere amante d' Ottavio; Stoppino, che Ottavio vuole Lucinda, che pero perde il tempo, e la persuade; lei pill ferma; via; Valerio si raccomanda. al servo; e via.

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LE DISGRAZIE E FORTUNE DI PANDOLFO
ScoA VI

265

PDDOLJ'O, LuCIIIDA, P.l.8QUBLW., OTTUIO, e Cow. cia parte

Pandolfo di strada fa scena con Cola, 10 fa battere a Pasquella, lei viene, e chiama Lucinda. Pandolfo fa scana amorosa, Lucinda tinge, Ottavio ossarva, e crede; risolve liberarsi del rivale, e via; Pandolfo contento, Cola 10 sconsiglia, Pandolfo 10 bravR, lui sua lazzi, e rests. con Pasquella.
ScxNA

vn

P .l.8QUKLLj, e Cow.

Si dichial'a amante di Cola; lui, sua lazzi, ad accetta; lei dice ehe non pub esser sua se prima Pandolfo non e di Lucinda; Cola promette, rests. confuso per aver promesso a Stoppino.
ScxNA. VIII

Di ca.sa sopra l'amor d'Ottavio, e della sua erudelta; chiama Pasquella, l'esorts. a dar Lucinda a Pandolfo, 10dandoIi il parentado, cib dice per conseguire il suo intento; Pasquella dice che di gilL glie l'hR promessaj Ardelia contenta, e tutti via.
ScENAIX
P DDOLJ'O Cow..
STOPPIXO

in diaparte

Pandolfo d<¥Danda cbe e di Lucinda; lui, bene; l' esorta. a tirar avanti il parentado, e Ii dice che solleciti Pasquella; Cola promette; Stoppino sante,

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"
266
LE DIBGRAZIE E FORTUNE DI PANDOLFO

risolve a.rnrnazzare Cola, e via; Pandolfo via; resta. Cola; in questo

SeEN!
CoLA e

X

PAlQuaLLA

Fanno scena amorosa; lui imbrogliato, se Pandolfo non ha Lucinda lui sam ucciso da Ardelia I e se segue, am da fare lite con Stoppino, e benche divenga manto di Pasquella, perde 10. speranza dell' eredita.; confuso parte.
8cJ:NA. XI
LtlCIlIUA. ABDaLlA. e

doppo CoLA

Di casa Ardelia fa complimenti COD Lucinda, dicono de'loro amori; Lucinda, come e amanta di Ottavio ed e corrisposta; Ardelia la consiglia alle nozze di Pandolfo, lei recusa e via; Ardelia scontenta, dice che spera in Cola. e Stoppino aver l'intanto suo, 10 regala., e 10 prega all' amor d'Ottavio, e via; resta Cola.
8cENA XII
SroPPDO

e

CoLA

Stoppino vede Cola, come manca.tore 10 vuole ammazzare, che pero si armi, lui via e toma; si battono; co'sua lazzi di poltrone finisce l' Atto 10 •

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LE DISGRAZIE E FORTUNE DI PANDOLFO

267

ATTO SECONDO
SeENA I
UULDO

solo

Dice ha auto una letters. daJla, posta. d' amico di Venezia, l'invia una donna che s'ha a trattenere in Roma per sue liti, ehe pero la raccomanda; lui voler servire I' &mico; va per a.ccomodar la casa, e doppo dal procaccia se sia arrivata; e via.
8cJmA U
OTT£VIO,

VALmllO,

ABDELlA

alia fineatra

Valerio, come non e corrisposto da Ardelia perehe ama Ottavio, pero 10 prega a disprezzarla, accio lei ne levi il pensiero; Ottavio promette, e ehe vedendo Pandolfo attraversarli i sua disegni con Lucinda, chiede il suo &iuto per ueciderlo; Valerio promette; in questo Ardelia dalla finestra fa seena amorosa con Ottavio, lui disprezza, lei si lamenta, e via; Valerio )0 ringrazia, e via.
8cJmA m
UULDO

e

GoaTdZA

Di strada, che cio fa per servir l' amico, e per il merito della dama si sente obbligato a servirla; fanno complimenti, offerisce la figlia per serva; Ardelia chiamata l' a.ccoglie, entrano in ca.sa.

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268

LE DISGRAZIE E FORTUNE DI PANDOLFO
SeENA IV

E venuto per far Ia scritta di Lucinda, Pasquella,
contenta, 180 chiama, Ie dice che toccbi Ia mana a. Pandolfo, 'lei confusa, infine nel toccar la mana finge svenirsi, Cola Ia prende, 180 mette in casa, Pasquella. dice a Pandolfo che aspetti fino a che non ~ rinvenuta; Pandolfo via, Cola toma, vuol toccar Is. mano a Pasquella; in questa SeENA v
ZJ.nI e detti

Vede Cola, 10 vuol uccidere, lui fugge, PasqueDa. via, resta Stoppino; in questo
SeENA VI

UBALDO e STO'PJlIO

Domanda a Stoppino che ba, essendo in collel'&; lui dice di Cola, del toccar 180 mano a Pasquell& & dell'uccidere per alcuni mancamenti fatti; Ubaldo si maraviglia di Cola che faccia cio, avendo esso pretensione sopm Pasquella, dice che 10 bastoni, regala Stoppino, contento, e via.
SCEN.! ,VII

PAJlDOLJ'O e CoLA.

Di strada aver provvisto il tutto per Ie nozze, fa chiamar Pasquella; Cola dice cbe Lucinda ha' finto svenirsi per non Ii toccar la mana perche ama

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LE DISGRAZIE E FORTUNE DI PANDOLFO

269

Ottavio, e di cio n'e causa Stoppino; lui dice che 10 bastoni se va piil alIa casa di Lucinda; Cola, sua. lazzi, promette, e via.
SclNA VDI

V...LDIO.

UB.A.LOO. SToPPIllO

Chi.ede 1a figIia a Ubaldo; d~ppo, detto delle condizioni, la concede, la chiama, Valerio da parte.
8cENA IX
ABDBLIA.

e 8uddetti

Li dice che l' ha maritata, lei domanda a chi, lui al padrone di Stoppino, lei crede sia Ottavio, accetta, Ubaldo c4iama. Valerio, dice che lei ~ contenta, lui via, dice andar per Ie gioie.
8cKNA x
SToPPDlO

e Cou

Stoppino voler bastonar Cola, lui bastonar Stoppino, 10 vede, fanno 1azzi; Stoppino toglie il bastone a Cqla, e 10 bastona.
8cENA XI

P....OOLI'O.

OTUVIO.

V...LDIO e Cou doppo

Pandolfo vuol picchiare da Pasquella, 10 vedono, mettono mano, si battono, Ii dua si ritirano, resta vittorioso Pandolfo; vien Cola con spada, e lanterna, sua lazzi, 10 guida; neH'andar via Cola raccoglie di terra un maniglio. Finisce l' Atto secondo.

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270

LE DISGRAZIE E FORTUNE DI PANDOLFO

ATTO TERZO
SCENA I
LUCDlDA,

PA8QtJKLLA. e doppo CoLA.

Lucinda. si lamenta con PasqueUa delle nozza di Pandolfo, lei elk ragioni, e r esorta a pigliarlo e 1asciare Ottavio; si lamenta d' Ardelia che l' ha contraria in questo matrimonio con OUavio; ed in questo Cola.
8cBNA II

CoLA. e auddetti

Dice Cola come Valerio e Ottavio sono stati feriti dal suo padrone, e crede siano morti. Lucinda fa lamento, risolve sposarsi con Pandolfo; donne dentro, Cola resta.
8cBNA DI

CoLA. e PA.lfDOLPO

Cola ha operato che Lucinda e contenta di Pandolfo, e questo e effetto delle bastonate date a Stoppino; Pandolfo Ii vede 10 smanigIio, domanda dove l'abbia avuto; lui, sua 1a.zzi; in fine dice averlo trovato -in terra nel tempo dena questione; Pandolfo stupisce, 10 riconosce per suo, parte per troyare Ottavio e Valerio.
8cBNAJV
VALBBIO, UBALDO,

e

STOPPDO

UbaIdo chiama Ardelia per farIi dar la mano, lei dice dov' e Ottavio; Ubaldo, che il suo sposo e

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LE DISGRAZIE E FORTUNE DI PANDOLFO

271

Valerio, quaJe Ii vuol toocar la mano, lei 10 discaccia, e via; Ubaldo Ii d8. buone parole, e via; resta Stoppino e Valerio.
8cENA. v
V4LBUO e
SroPPJKO

Si duole d' Ardelia, propone odiarla; se non fosse per far torto a Ottavio seguirebbe Lucinda, che l'amava prima. d'Ottavio al suo arrivo in Roma, che e pitt bella; Stoppino afferma., sua lazzi; segue il padrone.
SCENA VI
G08T.lKU

e

UULDO

Ra.cconta. che stava in Ravenna sua patria col marito Anselmo, e un maschio e una femmina, e che i Francesi saccheggiando 1& citta. presero q1felli del partito contrario; i1 suo marito fu condotto in Dalmazia, e da'Turchi fu fatto schiavo; ebbe nuova della sua morte, e de' figIi non ne sa niente; lei si salvo in Venezia, di dove ora e venuta. per recuperare certi effetti che ha in Roma di sua dote. Ubaldo la consola, lei entra.. •
SCENA.
OnAVlo, VALBBIO, e

VII
PUDOLPO, e CoLA

doppo

Dicono della questione, e che non sono contenti; in questo vien Pandolfo, Ottavio Ii duole aver perso un maniglio, vedono Pandolfo, vogIiono metter mano, Pandolfo prima di darsi vuol dire due p8J."ole,

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'"

272

LE DISGRAZIE E FORTUNE DI PANDOLFO

loro contenti, lui dic~ a. Otta.vio sa la. notte passata ha perso .niente, lui dice un ma.niglio, Pandolfo prega a dirli da chi rabbia a.uto, cbe Ii promette cederIi tutte Ie pretensioni con Lucinda.. Otta.vio che glie 10 dono Lucinda, Pandolfo chiama. Lucinda e Pasquella.
SeENA. VIII
Lucmnu., P 4SQU&LId. e auddetti

Pandolfo domanda a. Lucinda del maniglio, lei dice cDe da bambina. r aveva quando fn presa da'soldati in Ravenna, e venduta a Pasquella.; lei aiferma easer vero; lui domanda come si chiamano i sua genitori; lei non 10 sa, essendo stat&. pl'eaa di 4 annij Pasquella dice esser vero, la compra 100 scum, e l'ba allevata. come figlia, la chia.ma LUCinda per ricordo di una sua figlia che Ii morl, ma quando la compra Ii disse cbe aveva nome Beatrice. Pandolfo, sua lazzi di ma.raviglia, la riconosce per figlia, dicendo cbe quel maniglio era di sua. madre bona memoria, essendo in quello il suo nome di Gostanza. l'abbraccia; e in questo
SenA. IX

Valerio senten do cia, dice: anco il suo fratello Gisgmondo in Genova nel medesimo tempo compro Ottavio d'anni 5 e non avendo figli se raddottO, e che 10 chlamo Ottavio per rifare il nome del genitore, avendo nome Alessandro. Pandolfo Ii domanda.

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LE DISGRAZIE E FORTUNE DI PANDOLFO

273

se ha una voglia di vino nel fianco destro. Lui dice di ai, 10 riconosce per figlio, domanda se sanDO niente di lor ma.dre; loro dicono, credono morisse; Lucinda. vien moglie di Valerio, e in questo chiamano Ubaldo, e tutti fuora.
SeIlU. ULTDlA

Pandolfo dice a Ubaldo come Lucinda e Ottavio sono sua figli, chiede Ardelia per Ottavio, Ubaldo concede e chiama; lei viene con Gostanza, sente il tutto ed accetta, Ubaldo propone a Pandolfo la Vedova Veneziana, lui la vede, lei, cbe se bene viene da Venezia non e tale, ma di Ravenna; Pandolfo domanda del nome; lei dice: Gostanza, la riconosce per moglie, lanno lazzi d' aUegrezza.; finises la Commedia.

ROBB NE9ESSARIB

u_ lattera

Uno amaniglio

Dua baatoni.

18

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I TAPPETI, OVVERO COLAFRONIO GELOSO

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INTERLOCUTORI

Cor.uaono
LUCDlD.... Bna moglia, amata da Valario

P.AJ(TALOn
ABDBLU., sua

figlia

P.A.8~uBLL.A., sua serva.
FLAJlJlJllIo I
V.&LDIO CUIT.AJ(O,

t AmlCl loresti· .." en
nan eli
1li1a.no

aman

ti di LUClDda •

z.um:,

servo

GI.AJ(CltJBGOLO,

oate
La _

ftDa'e ID NapoU

III

l' alba

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277

I TAPPETI, OVVERO COLAFRONIO GELOSO
COJOIEDIA DI N. N.

ATTO PRIMO
SCENA. I
V.lLDIO

e Oete, ZAnI e poi

P,UQunLI.

Dall'OBteria. fanno scena sopra l'amor della forestiera, Ottavio sopra l' amor della sena; doppo seena a lor modo; fermano una serenata, che la. fa.ccia Zanni; 10 chiamano; Zanni sua lazzi di sonno, poi esee con chitarra., e fa Ia serenata.; in questo Pasquella alIa finestra, sua lazzi, si riconosee con tutti, chiama Ardelia; e in questo

SCENAn
ABDKLU. e Buddetti

Fa seena amorosa. dalla finestra, a.ccenna la geWsia. del padre, dicono che e l' alba, e si ritirano, Valerio e Zanni nell' osteria; rests. Giangurgolo; e in questo

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278

I TAPPETI, OVVERO COLAFRONIO GELOSO

8cBNA m
FLAKKIlOO e detto

Seena sopra l' amor di Lucinda moglie di Cola. geloso ed ignorante; I'oste 10 dissuade, in fine Flamminio 10 fa battere, con lazzi di timore batte; e in questo
SeRNA IV

LuCDnu. e 8uddetti

Fanno scans. d' amOl'e, lei della gelosia. di Cola; Gi8.ngurgolo trova l'invenzione de'tappeti, cioo che si metts un tappeto a.lla. finestra., stante s' ha da. correre i1 palio, e sia lungo che copra l'uscio, fa. eendo lei daIla finestra la guardia; lei contenta I'abbraccia; tutti in casa.
8cENA V PAlQtlJlLLA. e ZAnI

Dice aver vista e udito i1 tutto dalla finestra, compatisce la padrona e se medesima; in questo Zanni la vede, fanno scena a lor modo, lei si ritira, lui resta; e in questo
8cENAVJ
C.lPITAlIO e detto

Vien do. Milano, che ha Ie robe in Dogana, vede Zanni, lanno scans., e tutti via.
SCENAVU

Vien da Salerno, ha guadagnata la lite, pigli& la chiave, e chiama Pasquella, sua Iazzi di drento,

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I TAPPETI, OVVERO COLU'B.ONIO GELOSO

279

si rallegra, con ironia cbiama Ardelia, viene, si rallegra, !anno scena, Pantalone via, loro restano, fauno seena de'loro amori; in questo
e8C8,

SeEN.!

VIn

Vengono dall' asteria, fanno scena amorosa con le donne, entmno tutti con l'invenzione del tappeto.

8cxN.!
Cow.,
P.l.n.l.LOD,

IX

e 80pra detti

8cena d' amicizia, lodano r onesta delle lor donne; in quesm Zanni s' aft'accia, sua Iazzi daUa finestra, doppo si ritira, Lucinda dalla finestra fa scena de'barberi, e chiama Pantalone; in questa
SeENA x
AaDELU dalla fineatra e auddetti

Ardelia. chiamando Cola fa ristesso di Lucinda, mentre che gli uomini stanno volti verso la casa dell'altro, Ie donne cavano gli amanti di casa, sotto i tappeti, r uno si burla dell'altro, e finisee l' Atto primo.

A'ITO SECONDO
SCBN.!
I

FLA.JIJIDOO e GI.l1IGUBGOLO, LUCllfD.I.

alIa fineat.m

F1amminio sopra il passato, ha una lettera per mandare a Lucinda, dov' e i1 modo di fuggire, no

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280

I TAPPETI, OVVERO COLAFRONIO GELOSO

.

sa. come fa.rgIiela avere; in questo Lucinda dice: mio bene, non partite, eke ora son da voi con una lettera; lora allegri, che Ii daranno Ia lettera; e in questo
8cENA U

Cou e mddetti

Cola parla di dentro, loro sentono, e fuggono; Cola ridendo sopra. il passato vole andare in casar in questa Lucinda non guardando Cola, Ii da Ia. lettera credendolo Flamminio, dicendo: tenete, mw. errore, leggete, e liberatemi da queste gelosie. Cola, sua.. lazzi; Lucinda si avvede del marito, resta confusa; lui, sue gelosie; infuriato, con lazzi la manda in easa., disperato per non sa.per leggere, volendo intendere il tenore della lettera; in questo
SCENA 1II
FUXIlDlIO

e Cou

Vede turbato Cola; se gIi oiferisce, lui con lazzi gIi confida il tutto, dicendo aver trovato una lettera in mano della mogIie che scrive un suo amante; Flamminio si altera, compatisee, seens. a lor modo. Flamminio si fa dar la lettera, finge di leggerla~ in fine dice che la sua. sorella dk nuova della mortadel fratello; Ii cambia. la lettera, e parte; Cola.. vuol chieder perdono alIa moglie, e dirli della.. morta del fratello, e batte.
SmmAIV
LUOIJIDA.

e Cou

Lucinda, scena. di timore; Cola anco lui seena. equivoea.; in fine Cola dice aver latto leggere 1&

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I TAPPETI, OVVERO COLAFRONIO GELOBO

281

lettera a Fla.mminio, e Ii dice la morte del fratello, Ii d8 la lettera e parte per comprare il bruno; lei allegra legge; e in questo

SeEN.! v
FLAxxnno e
STOPPDlO,

e doppo CoLA.

Flamminio l' abbraccia, Ii narra il successo, ella. i1 suo, burlando il marito; in questo 9<>la in disparte udito il tutto, sua lazzi; gli amanti s'accordano fuggire con il cenno; lei in casa.;"Flamminio per strada; Cola si dispera e resta; in questo
hUVI
GJ.lJIOWGOLO e

CoLA.

Cola Ii narra il tutto, lui 10 compatisee, trove. l'invenzion della notte, cioe del trovarsi armati, e fingere col cenno easer col marit-o; Cola contento via; Giangurgolo resta; in questo

Sco.!

VII

Gl.lJIGWaOLO e FL.lJIJIDIJO

Flamminio aver udito il tutto, mette meo oontro Giangurgolo, lui si SCUBa, Flamminio Ii dice non sia tanto ardito escir di casa in quelm notts; lui timido promette, e via; in questo

SeEN.!
CAPJT.lJIO,

VDI
con valigia

Z.lJIn

Fanno scena col lazzo della valigia, ed entrano nell' osteri&.

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282

I TAPPETJ, OVVERO COLAFRONIO GELOBO
SeEN.! IX
GUJlGtmGOLO, AaDJILU

e sena

Fanno seen&. de'loro amori; Giangurgolo trova l'invenzione delli spiriti: donne contente; lui, a trovare gIi abiti per vestire gli spiriti; donne restano; in questo
ScoA X

Donne,

C'&'PJT.lJIO,

Z.urn. e doppo P.lJIT.&.LO•• e Diayolo

Donne vedono venire claIl' osteria Capitano e Zanni, Canno seena d' impertinenti; in .uesto Pantalone Ii grida., loro con lazzi partono, Pantalone in collera, Ie donne con lazzi chiamano il Diavolo, lui viene, bastona tutti, finisce l' Atto secondo.

ATTO TERZO

V.&.LUlO, GUJlCltmGOLO,

e doppo

Z.urlrl

Valerio tame della giustizia, dice non ha. denari, Giangurgolo dioo. tomare alle donne eon I'invenzione del Negromante; in questo viene Zanni tuttD spaventato del seguito; Giangurgolo fa che Zanni finga i1 Negromante; Zanni per vestirsi entra. neIl' osteria ; Valerio parte per trovar l' amico ad avvertir Ie donne; Giangurgo}o resta; in questo

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I TAPPETI, OVVEBO COLAFRONIO GELOSO

283

SeENA n
P.urrALOll'B, Gu.BouaGOLO, ZAnI da Negromante e Spiriti

Pantalone narra il tutto a Giangurgolo, lui promette, Ii dice del Negromante, Pantalone Ii promette denari, Zanni chiamato fa sua lazzi, Pantalone 10 prega d' aiutarlo; Giangurgolo parte; Zanni fa seena dell' incantesimo; in questo spiriti portano Ie donne in casa, e via; Zanni spaurito parte; Pantalone con chiave serra la porta., e via.

Sen! m
Valerio, che l'invenzione e andata bene, ma che di nuovo vorrebbe parlare con Ie donne; in questo servo dalla finestra dice come Pantalone ha serrato a chiave, teme che non verra. a casa la notte per iI timor passato, Ii dice a nome della padrona che venga con scala sa vllol entrare, e via; 10ro via, per efi'ettuare il tutto.
SCBNA IV

Curr.uO

Ha inteso iI tutto, dice trovar 10 Zanni, perche vuol entrare anco lui con scala.
8cBNA Y

Co", doppo FuMMnflO, e poi

LUClDfD.A.

Cola armato per aspettar Giangurgolo; in questo vien Flamminio, Cola 10 crede Giangurgol0, lanno


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284

I TAPPFn'I, OVVERO COLAFRONIO GELOBO

lazzi di notte, doppo chiama con il cenno la moglie, lei 10 cl'ede Flamminio, viene Cola, la piglia per

mano, pensa consegnarla a Giangurgolo, e Ia dk a. Flamminio, lamenanell'osteria; Cola ridendo entra in ca.sa. a vestirsi dell' abito della moglie per aspettar Fl&mminio.
SCENA
VALBJUO,
GI.lJfGl!BGOLO,

VI
CUIT.lJfO

doppo il

e ZDlII

Valerio con scaJa. appoggiata. alIa casa. entra. per la. finestra, Giangurgolo accennando di voler servir Flamminio con l' aiuto del Zanni; viene il Capitano, Giangurgolo 10 crede F1B1nminio, fanno seena, 10 mette per 1& finestra, e Zanni nell' osteria..
SCENA
FL.UMIlUO

VII

con lanterna e bastone, e doppo CoL.&.

Dice aver pensato un inganno, batte col canno alIa ca.sa. di Lucinda; in questo vien Cola in abito di donna, fanno seena del bastonarlo, Cola si scopre e ringrazia F1amm inio, Ii chiede perdono, Ii dice della dama franzese, e della. promessa fattali, Cola dice che Lucinda. non e altrimenti-sua. moglie, Flamminio Ia chiama dall' asteria.

SCBNAvm
L'IlCIlID.I.

e auddetti

Viene Lucinda da madamusell& Margo, quale ha. ferraiolo, cappello e maschera con traversa. bianca.; fanno sua seena, Cola chi~ Giangurgolo, Ii chiede


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I TAPPETI, OVVERO COLAFRONIO GELOSO

285

]a

moglie, Giangurgol0 chiama Zanni coll' abita di Lucinda; Cola sua lazzi; in questa
8cBNA ULTIIIA

Tutti mora

Pantalone con lume vuol andar a casa., apre ]a porta ed entra; Lucinda e Zanni si sooprono, al romore che e in ca.sa. di Pantalone tutti fuora con spada alia mano, si scopre il tutto, e finisce la Commedia.

ROBB NECBSSABIB

Abito cia NegromaDte per Zanni Lanterna che ai volti Torcia Due vemti cia dODna con manti Doe tappeti lunghi Valigia lepta Spada e Botella, per Cola Un pugnale Un ferraiolo e traveraa bianca Cappello e maschera per Lucinda.

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IL DOTTOR BACCHETTONE

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INTERLOCUTORI

FLoJUJlDO, amante di Lucinda SILVIO, amante di Flamminia FL.UlJlDIU, flglia del Dottore, amante di Silvio LucnmA, amante di Pantalone CoBALLDlA, povera, moglie di Trivellino Bagaua, sua figlia GtizI.&IIO, bacchettone SroPI'III'O, 800 servo Tarvm.Lnro, manto di Corallina
P.&JITALOD, padre di Lucinda
La _

8Dre ia

Bolopa

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289

IL DOTTOR BACCHETTONE

,A.'ITO PRIMO
SCENA.
STOPPm'O

I

con pezzi di pane in un paniere

Fa scena sopra la bontb. del padrone, benedicendo 1'ora ch'ando a servirlo per avere mutato vita; dice -che il suo padrone non parla in casa, ma sta sempre contemplativo; ha ordinato che lui dispensi il pane a' poveri; in questo
,
POyeri

SeENA. n
e detto, e
TBIVELLlNO

da povero

Chiedono il pane, lui dispensa con lazzi; per la 1J8rra che Ii fa Trivellino che Ii chiede qualche cosa, Stoppino va in casa, e Ii porta un piatto di farina, .glielo da, e parte; lui fa illazzo della farina, e tutti partono.
SeENA. In
P~ALOn

solo

Dice ha maritata la sua figlia con Florindo con dote eli l()()()() scudi, de' quali glie ne manca mille,
Ie

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290

It DOTl'OB BACCHETTONE

ne sa come fare a trovarIi, e non vorrebbe dir fnora i'fatti sua; in fine risolve chiederli al Dottore, percha ha sentito che sia llomo buono. Picchia al Dottore, e in questa
SeEN!
STOPPIJIO

IV

e detto

Stoppino domanda che vuole; Pantalone doppo molte cilimonie dice a Stoppino che vi sara. mancia, se Ii db. l' animo che il Dottore Ii faccia il servizio; e in questo
DOTTORE, STOPPJlfO,

e

PAlfTALONE

d& parte

Dottore esce da sa discorrendo delle rose del mondo per salute dell' anima, e della bruttezza del peccato; in questo il servo; si salutano; lui, che ha. fatto1 Stoppino che ha dato il pane a'poven; lui, che ha fatto bene; se doppo levato, ha ringraziato il cielo; Stoppino che prima ha fatto colazione; lui esclama dicendo: non si ha da pensal'e prima al corpo, ma all' anima, e da qui avanti non faccia come per il passato; veda di non magnar troppo per non peccare; Stoppino promette, e poi I'avvisa che Pantalone Ii parlera.; lui va alIa sua. volta, °e fa carlmonie; Pantalone si seusa, Dottore grida Stoppino ehe I'ha fatto cad ere in superbia, appresso al mondo, poicha doveva essere iI primo a salutare; si scnsa, Pantalone, ch'e' Bua pari non errano; Dottore, che lui a il maggiore peecatore di questo mondo, e poi dice che Pantalone a suo vero padrone; Pan-

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IL DOTTOR BACCHETTONE

291

talone accetta la confidenza, e vorrebbe un servizio, ma non s'arristia, che gIie 10 dim Stoppino; Dottore chiam.8. da parte Stoppino; Stoppino Ii dice de' mille scudi, Dottore che non gIi ha; Stoppino risponde a Pantalone, lui replica che Ii darlt. mallevadore; Stoppino 10 dice al Dottore, lui: pensero, e crede non poterlo servire; Stoppino d8. l' esclusiva. a Pantalone, Pantalone che oltre al maUevadore dara. tanta argenteria in pegno; Stoppino 10 dice al Dottore, lui differisce la risposta, dicendo che vedra. se Ii puol fare il servizio, Stoppino fa l'imbasciata del 5 per 100; Dottore grida che e usura. marcia, e che non vuol macchiare la sua coscienza, perche il denaro non puol far denaro; Pantalone si SCUBa che non gridi Stoppino, perche l'imbasciata vien da esso; Dottore esagera con Pantalone la sua ooscienza., dice al servo che ringrazi Pantalone e 10 licenzia; Pantalone s'inginocchia, e Ii chiede perdono, e Ii bacia il piede; Dottore vuol servirlo gratis, e che quanto al maUevadore lui non 10 cercava, rna 10 piglia per non si abusare della sua cortesia.; in quanto agli argenti non Ii vuole in pegno, ma crede glie ne mandera. perche in giomi di nozze Ii Hda piu in casa. del Dottore che nella propria; dice che si vadia in Corte a far la scritta di scudi 1200; Pantalone che ne vuol soli 1000, Dottore che intende, glie ne paghem solo 1000, ma fa.rlt di 1200, Pantalone replica, Dottore finalmente via, dicendo che i 200 serviranno per un poco d' amorevolezza. per l' imprestito; e partono.

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IL DOTl'OR BACCHETTONE

SeENAVI
SILVIO

e

FLoanmo

Silvio forestiero esce con Florindo suo amico, al quale dice che era ricco e che il giuoco l' ha ridotto povero; Florindo fa complimenti, e che tutto il suo sara. al suo comando; Silvio ringrazia, e dice che e innamorato della figlia del Dottore; Florindo, che Coviello e il caso a servirlo, che finga essere un gran baron Napolitano; ed in questo
SeENA vn
COVIELLO e

detti

Dice voler andare a casa perche aspetta il padrone che venga a mettere insieme il danaro; esa.gera la bont8. del Dottore, per non aver voluto gli interessi; Florindo 10 chiama, egli dice che quel signore e un ricco Barone, che e innamorato della figlia del suo padrone; si affaccia Silvio, e gli offerisce venti doble, e che non ci guardera. in piu; Coviello chiede a bon conte, e perche non ha denan addosso, dice che glie ne paghera.; Florindo l' aiferma, C()viello prop one diversi modi ridicoli per introdurlo, quali non approvano; in fine che ha trovato un modo, quale dice a tutti due nell' orecchio, questi contenti partono.
(Pel'

n eoYleUo s'inteDde ..mpN n Z&DDi 0 Stoppino)
SCENA

vm
doppo
TalVBLLIlI'O

CoBALLIlI'A. e

flglia,

e

Escano insieme esagerando la crudelt8. del padre e marito, che non gli porta da mangiare, che perc>

,
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IL DOTTOR BACCHETTONE

293

stentano; esce Trivellino dispemndosi della sua mala fortuna; gli vanno incontro, dicendo aver fame; questo ha buseato una lira di lemosine; Ie donne, .che pel' ora basta; gli replica che 1'ha persa al gioco; queste disperate, risolvono di far supplica al • Dottore per un poco di limosina, e entrano.

SeENAIX

Florindo, che il servire all' amico forastiero gli aveva fatto trascurare la visits. di Lucinda; picchia alIa di lei casa, Lucinda esee, fanno seens. amorosa, e via.
SeENA.
PABALONE, DOTTOBB

X

con omo con gli argenti

Dottore dice che ha gran vergogna non poter mantenere la parola a Pantalone perche ha guardato nelIo scrigno che non vi trova pin di 800 seudi contanti, di buona moneta, rna che li darltscudi 200 mercanzia fioritissima, che varra maggior prezzo di quello che glie la da.; resta Pantalone.

SeEN!
COVIBLLO

XI

e det.ti

Pantalone esagera. l' a.ecidente del bisogno, ed il danno che ne sente con aver fatto scritts. di 1200 per duca.ti 1000 ,e poi aveme 200 di merca.nzia; picchis. 801 Dottore, esce Coviello al qua.le diee che viene per il danaro, e perche ha gli ar,genti; Coviello

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294

IL DOTTOR BACCHETTONE

chiama. il padrone, dicendo che ci erono gli argenti; padrone con cilimonie comparisce, dicendo ehe non occorreva. queste cilimonie; in tanto piglia. gli argenti, credendo non essere veduto, con la pietrq. • del paragone ne stropiccia un pezzo ; Pantalone domanda cosa faccia, il Dottore che non voleva aver fatto un peccato di superbia, giacche diceva. fra se che l' argenteria del signore Pantalone era la pin bella di tutte, e per accertarsene ha fatto il paragone, e che compatisca la delicatezz& della sua coscienza.; in fine fa. pigIiare gIi argenti al servo, entra col servo in casa, dicendo a Pantalone che aspetti. Pantalone in seena. ammira l' astuzia del Bacchettone; il servo toma con una borsa di doble, e un sacco di roba, db. il danaro a Pantalone, legge il conto delle monete, dicendo doble 100 scarse 15 gra~ l'una, e cose simili; Pantalone si lamenta, il servo 10 consoIa. che Ie manderll., poi si consegnano Ie robe per scudi 200, e il servo legge una lista, esagerando il pia.cere che riceve, e poi legge dicendo: Le pianelle di Diogene; Ii domanda quanto vagliono, servo che vagliono una miseria. di ducati sette. Il como destro del minotauro celeste scudi 26; Lihbre 20 di lana della capra rl Anfritio scudi 26, ad il puntale della spada d' 01·lando, la toga di Diogene, ed altre cose simili. Finalmente con molti encomi di lode sopra detta toga scudi 26. Pantalone vnol vedere, e trova tutto porcheria; grida con il servo che sono assassinamenti; ed in questo

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IL DOTTOR BACCHETTONE
SCENA XII
Do'l'TOBB

295

e Buddetti

Domanda il Dottore che romori son questi; Pantalone, che questo non e trattar da amico; moneta scarse e robaccia, con it pegno e mallevadore; il Dottore con Hemma 10 consola, dicendo, -ehe quanto aIle moneta, Ie manderb. non ostanta, ·e che in ogni caso ci sono cambiatori che ·Ie ca.mbieranno, e non essendovi, che Ie porti a lui, che con poco di aggio solito gli farb. il servizio lui; circa. la roba, Pantalone non volerla per niente; il Dottore, sopra l' eccellenza della detta roba, che se non li fosse stato arnico non glie l' averebbe data, perche Ii duole sino all'anima; Pantalone non volere, e .che si stracci la scritta; Dottore che non con osee il buono; e in questo modo confusi e discordi partano, Pantalone dietro gridando; ed in questo finisee l' Atto.

AT'fO SECONDO
SCEN.\. I
PAKTALO!IB

e

FLOBINDO

Pantalone dice a Florindo il negoziato con il Dottore, e la cosa dell'imprestito, e che I'ha tradito fidandosi di lui come amico; Florindo domanda se e il Dottore Bombarda, Pantalone che si, Florindo, che non puole stare, alza la voce, Pantalone dicendo che e un furbo; ed in questo

.

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296

IL DOTTOB BACCHETTONE

SeEn n
Ladro con roba BOtto, e auddetti

Che il Dottore a un uomo da bene, e guardi , come parla; Pantalone, cbe parla bene, mette manoper mantenerlo; Florindo 10 tiene, dicendo di ritirarsi in disparte pel' vedere che cosa vole colui dal Dottore; si ritirano; ladro osserva se vede alcuno; picchia.
Dorroaa e detu

Dottore vede il ladro, 10 grid&. forte, cbe non vuol simil gente intomo casa. per non dare cbe dire di sa; il ladro, cbe 10 8Cnsi, cbe non vem pin; Dottore dice cbe parIi piano; ladro Ii mostra la. roba; Dottore a gridarlo, cbe non vuol sentir& queste cose; ladro vuol partire; Dottore 10 richiama,. dicendogli se a possibile cbe voglia finire la sua vita sopra di' una forca per si poca rosa; si fa dare la roba in mano; ladro che 10 fa per bisogno della sua famiglia; Dottore 'quanto ne voglia; ladro,. 40 lire; Dottore Ii. vuole dare sei giuli, alla. fine Ii cIa una mezza. dobla, e 10 manda via, e 10 fa per carita, per amor della sua famiglia, finalmente che a tanto camale, cbe gli a venuto compassione; chiama il servo, Ii mostra la roba, Ii dice avere speso 10 lire; servo, sue maraviglie, e porta in casa.

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IL DOTTOR BACCHETTONE

297

SCENA.
Litigante,

IV

DOTTOBB

e suddetti

Litigante domanda: al Dottore che cosa sia deUa sua causa., Dottore che non vuol difenderl0 perche gli ha il torto, e che si maraviglia con che coscienza. voglia negare una scritta di scudi 200 di propria mano; Iitigante, che e la sua ultima rovina, che 10 voglia nondimeno aiutare, che a quest' effetto gli aveva portato 50 ducati con obbligo di darli la meta. della scritta; il Dottore si placa dicendo che Ia. pieta. 10 move, e che non e dovere che vadia. in rovina; gli promette, e dice che sa l' intenderlL con il Giudice, e fariL che abbia quanto desidera.; via. iI litigante.
SCENA.
V

Un nipote d'un ammalato ehe 10 medica il Dottore, DonoBB e suddetti

Domanda il Dottore come sta il suo zio, Dottore che non ha piu febbre, che domani Ii vuol dare una medicina; nipote, sospira. e si rammarica, dicendo che credeva. che suo zio morisse; Dottore esagera. la crudelta. di esso, e che invece di rallegrarsi si turba; nipote, che e carico di famiglia, la quale perirlt. daUa fame, e che solo la morte di suo zio era il sollievo di sua casa, e che a tal effetto aveva impegnato tutte Ie sue masserizie e che aveva messo insieme 50 scudi per donarli, accio Ii facesse il servizio; Dottore che non Ii vuoie, che si mara-

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298

IL DOTTOR BACCHETTONE

vigIia di lui; che oltre a questo, che, subifu morto il zio gli averebbe dafu 500 scudi; Dotfure si placa e piglia il denaro, e dice tra se: ormai l' ammalato e vecchio, e che sollieva una famiglia, e pero crede poterlo fare, che pero lui vuole aggiustare la medieina, e Ii promette, e via; in questo Florindo si maraviglia, fermando con Pantalone di concerto voleme fare risentimento.
8cENAVI
COBALLJ1U.

con flglia con memoriale, poi

8TOPPIlIO

Dicano andare a cercare il Dottore per chiederIi Iimosina; Stoppino fuora, Ie donne 10 riconoscono il servo del Dottore; egli loda la gran carita del Dottore, ed in questo
ScENA VII
DOTTOBB

e Buddetti

Dottore si abbatte che il servo discorre con Ie donne, 10 grida; servo, che Ii vogliono parlare; si. accostano Ie donne, lui Ie sfugge per fuggire Ie tentazioni, e p.er non far peccato alza. gli occhi al cielo; servo, che hanno da porgerli un memoriale; Dottore che se 10 faccia dare; Ie donne danno al servo il memoriale, ba.ciandolo per reverenza.; servo gli addita; Dottore 10 piglia con Ie mani coperte con la fuga,lo netta ben bene, e poi r apre, e sente il il titol0 dell' Eccellentissimo; egli 10 straccia, esagera sopra la vanagloria, 10 legge e sente che e una povera famiglia, che si more di fame, mosso a

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IL DOTTOR BACCHETTONE

299

comp8BSione fa sopra ogni periodo segno di tenerezza, chiama Ie donne, Ii domanda dove stanno di casa, lora glie I'insegnano, lui che andera a visitarle, contente partono, Dottore parte, Stoppino resta; e in questa
ScENA

vm
e
STOPPUIO

FLOlUIIDO, SILVIO,

Esoono dicendo che cereano di Stoppino per l' esecuzione del concertato. 10 vedono; Stoppino, che e tempo, mettano mana aIle spade, Silvio finge esser ferito e cade, Stoppino grida, e chiama, e viene Lucinda; ed in questo
SCENA IX
FLAKKDlIO

e 8uddetti

Servo na.rra il caso, e che quelIo che e ferito e un povero forestiero e cavaliero, non sa dove ricor- . rere, e che e opera di carita; questa va renitente, finalmente 10 conduce in casa, rests. il servo.
SCENA
DOTTOBB

x

e i1 servo

Servo raeconta al Dottore l' ardire che ha preso a introdurre il ferito in C88a la figliuola; lui domanda se vi e pericolo di male, servo che non crede, ma si guardano con occhi pietosi, e che questo e gentiluomo ricco, che forse la pigliera per moglie senza dote; Dottore, che ha. fatto bene, e che non pensa a male; egli lasci stare, che vuol andare a.

.

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300

IL DOTTOR BACCHE'ITONE

easa queUe povere donne del memoriale; Stoppino picchia; donne fuom.
SeENA XI
TBIVELLllI'O

e auddetti

Dottore dice easer venuto a. fare la. carita, per sentire i lora bisogni; queste vogliono cominciare a dirli, egli che non vuole dare scandolo, ma che entrerlt in easa; che e padrone; entrano tutti. SeENA xu
CoRALLll'lA

e figlia e Buddetti,

TBIYBLLUfO

Dice a.ver sentito il tutOO in disparte, entra. in casa per vedere quanto che segue, e si na.sconde BOtto il tavolino. SCENA xm
DOTTOBB

e Buddetti

Dottore compatisce la tanta poverta, rimproverando quelli che hanno tante ricchezze, si pone a sedere, e fa sedere anco CoraBina e la. figlia; Ii domanda delle sue miserie, e secondo il bisogno compatisce, e ordina al servo che Ii mandi vino fuoco e farina, e piglia. la. mana a Corallina, contandoli sette doble in mano, e altre sette alIa. figIia., con continui lazzi di toccamenti ed abbracciamenti, sotto specie di compassione; final mente dicendo voler partire, e voler da tutte due il bacio della. pace, e si accosta per riceverlo; Trivellino in quest.o cava. fuori il capo di BOtto il tavolino, e osserva.;

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IL DOTrOR BACCHETl'ONE

301

Dottore dice al servo che sente come sta, vuol seg~tare per mortifical'Si maggiormenile, tanto piil ritoma a. toccare; Trivellino fuora dando bastonate 801 Dottore. Finisce l' Atto 20 •

ATTO TERZO
8cENA I
Do'lTOBB

e servo

Dice che Ii sta. il dovere delle bastonate, se avesse portato il cilizio come era solito, che questo non Ii saria. successo; circa. Ii stimoli della came, che vuol fare questa sera una buona disciplina, con quella fatta. di cordina; 801 servo che se 180 dia ancor lui, con quella fatta. di catenuzze; servo non consente, e partono.
SCENA n
TBIVIILLUIO

e

COBALLIIU.

Esce fuora b&Stonando Corallina. con parole ingiuriose; questa gridando, dice non ci ha colpa; lui vuole Ie doble, lei per form glie ne da, entra in casa piangendo; Trivellino vuol andare a rivestirsi., e doppo andare a giocare, e via.
SCENAm
SroPPIKO

e poi il Dottore

Servo, che il negozi~ del signor Silvio passa bene, e che sono innamorati; Dottore esce, e domanda.

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302

IL DOTTOR 1

che cosa faccia il ferito; se bene si faftno carezze, e che questo e un Conte ,moglie. Dottore non si s(
SCEN
SILVIO

e

Esce di casa, fa cHimo mente dice il Dottore che 1 Silvio conferma, Dottore car la mano, ed ordina cJ nari, ed entrano, dicend delle 20. Dottore domand: servo che sono 20 nave a Dottore loda il partito, e
SCE}
SILVIO

con b

Silvio esce dicendo vo questo si apre il foco.
Giocatori con tB.volino, TR

Trivellino comincia a e gioca con Trivellino, pe e doppo la parrucca, e p
SCEN
CoRALLIN

Vengono piangendo cl certo Trive11ino si e giOCl

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, .. llr.ll:ll!lK.r;:.

NDICE

..•••••••..•.•.....•............•. Pag.

IX

SCENARI . Isabella IOldalo per vendetta........,.

3

' •••••.•••.••••••.••.•••••.•..•••••• ,. 17 tre persone •..•....••..•.••...••..• ,. 31

..•..•••••...•...••..••••........••• ,. 43 'ragedia ............................ ,. 55 ....................................... 73 :tilo................................. ,. 91 ~dia latta da commedianti.............. .. 105 3ro La Finlllltra incantata •••. . • • • • •••• ,. 119 a di P. C............................. ,. 135 lia eli FranCfJlCO Ricciolini............. ,. 11)1 .1 eli It edia ••••••••••••.••••••..••.•..•.••••• ,. 181 " Tragicommedia ...•••..••••..•...•.• It 198 ragica ••• • • • • . • . . • . . . • . • . • . • • . • • . • . . . • ,. 103 • Opera eli N. N...... : ••••••••.••••..•. ,. 211) edia del Brieci •• . • • . . • • • . • • . • • . • • • . • ... ,. 227 eli N. N..••••••••.•••.••..•.•.••••.••.• ,. 237 :Jio I Commedia eli N. N.................. It 21)1 eli Pandolfo I Commedia ......... . . . • • .• ,.!63

N. N............................. 165

.fonio GelOIO , Commedia di N. N......... ,.
It

m

289

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IN DICE

IICTRODUZIOI'IB •••••••••

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Psg.

IX

SCENARI
La Vedova Costanle 0 vero IJabella Boldato per vendetta •••••••• La lInta noUe eli Colafronio •••••••••••.••••.•••••••••••.••• La bellillima.Commedia in tre persone •.•••••.••• . • . • • • • . • • • .• Li due schiavi rivenduti •••••••••••••.•.••• 0 .•.•..•......•• 0... La Regina d'Inghillerra, Tragedia ••.•.••••.•• n Padre crudele •••••••••••.••••••••• 0" . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . L'Incauto ovvero rInavveftito ...... n Medico volante, Commedia faua da commedianti....... Gli Intrighi d' Amore ovvero La Finlltra incantata ••.. . • . • • • • • • L'onorata fuga di Lucinda eli P. C............................. La Tre Gravide, Commedia eli Francesco Ricciolini ••.•.. Li Tre Decehi, Commedia eli No N............................ o n Finto Principe, Commedia ................... I Tre Principi di Salerno, Tragicommedia ..................... I Quattro Pazzi, Opera tragica ................................ II Cavaliere perseguitato. Opera eli No N...... : ................ La Spada falala. Commedia del Bricci .. .. .. .. .. • • .. .. . .. .. .... I Tre Matti, Commedia di No No............... . ... .. • . .. .. .... La Diagrazie di CoJa(ronio, Commedia eli N. N.................. Le Disgrazie a Fortune eli Pandolfo, Commedia ................ I Tappeti, ovvero Colafronio GelOlO, Commedia di N. N......... 11 Dottore bacebettone ..........................
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