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INCISIONI DI

TRISTANO MARTINELLI
(c. 1556-1630)
il
primo grande Arlecchino

che dedicò un volume


con incisioni e aforismi

a
Enrico IV di Borbone
in occasione della
tournée in Francia del 1600

effettuata per le
nozze dello stesso Enrico con Maria de’ Medici
Arlecchino in scena sul suo palchetto di legno,
dalle
Compositions de rhétorique
di Tristano Martinelli (Lione 1601 circa)
La Allichinaria: Arlecchino con la gerla dei suoi figli, incisione, dalle
Compositions de rhétorique di Tristano Martinelli, Lione 1601 circa
Preghiere e acronimi scherzosi di Arlecchino, incisione, dalle
Compositions de rhétorique di Tristano Martinelli, Lione 1601 circa
INCISIONI
e
TAVOLE PITTORICHE
di
PROVENIENZA FIAMMINGA
(comprese tra il 1570 e il 1585)

che inaugurano un genere pittorico dedicato alla CdA


Pittore fiammingo, Commedia dell’Arte à la cour de Charles
IX, 1576, olio su tela
Particolare del dipinto Commedia dell'Arte à la cour
de Charles IX (1576), di Anonimo fiammingo,
in cui è ritratto Tristano Martinelli
AFFRESCHI
di
ALESSANDRO SCALZI
detto il Paduano

sulle pareti della scala dei buffoni nel


Castello di Trausnitz in Baviera
a 60 Km da Monaco

che testimoniano
la presenza dei comici italiani in Baviera

(una “commedia all’improvviso all’italiana” fu


rappresentata alla corte di Baviera nel 1569)
La ruffiana inveisce contro Pantalone
(di A. Scalzi detto il Paduano, 1578)
affresco della "Narrentreppe" (ovvero la scala dei buffoni) del Castello di Trausnitz presso
Landshut
Zanni porta regali alla cortigiana
Pantalone, seguito da Zanni, si appresta a sfidare il Capitano
Pantalone, sopraffatto, viene condotto a casa da Zanni
INCISIONI
dei
BALLI DI SFESSANIA
di Jacques Callot (1592 – 1635)

pubblicate a Napoli nel 1622

Artista francese
che aveva fatto il suo
apprendistato artistico a Firenze
(presso Cosimo II dei Medici)
dopo un
breve apprendistato romano

Rappresenta le scene della


Fiera di Fescennia
alla quale aveva assistito nel
1622
fescennino

composizione dialogata
in versi rozzi
e
spesso osceni

che veniva recitata nelle feste di campagna,


ed è una delle
forme primitive del dramma latino.

Prende il nome proprio da una città


dell’Etruria meridionale
Fescennium
ma
Callot

si ispira anche
agli spettacoli

che prendono vita nelle strade di Firenze


mascherate,
sfilate carnevalesche,
spettacoli della CdA

Uno dei documenti figurativi a cui si ricorre più spesso


per affermare l’esistenza di una
continuità fra i mimi romani e i comici dell’arte
J. Callot (1592-1635), I balli di Sfessania
Franca Trippa e Frittellino dipinto anonimo di fine ‘600
(riproduzione dei Balli di Sfessania di Callot)
J. Callot (1592-1635), I balli di Sfessania
J. Callot (1592-1635), I balli di Sfessania
J. Callot (1592-1635), I balli di Sfessania
J. Callot (1592-1635), I balli di Sfessania
J. Callot (1592-1635), I balli di Sfessania
J. Callot (1592-1635), I balli di Sfessania
J. Callot (1592-1635), I balli di Sfessania
J. Callot (1592-1635), I balli di Sfessania
J. Callot (1592-1635), I balli di Sfessania
Capitan Babbeo e Cucuba. Dipinto anonimo di fine ‘600 (riproduzione
dei Balli di Sfessania di Callot)
Capitan Spezzamonti e Zanni Bagattino. Dipinto anonimo di fine ‘600
(riproduzione dei Balli di Sfessania di Callot)
Maschere della commedia dell'arte (Dipinto anonimo, 1670)